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PROGETTO E VERIFICA DI UNA RETE DI DISTRIBUZIONE

INTERNA

1.1 Introduzione

La rete di distribuzione interna si colloca all’ultimo punto nella definizione data


dal Codice Civile in merito al termine Acquedotto. Si ricorda infatti che con esso si
definisce l’insieme delle opere di prelievo, convogliamento e distribuzione di acqua
potabile per usi pubblici e privati, domestici e non domestici. Allo scopo risulta
costituito da:
ƒ opere di presa atte a raccogliere l’acqua necessaria;
ƒ opere per il convogliamento o il trasporto dalla presa fino in prossimità degli
abitati;
ƒ opere di immagazzinamento (serbatoi) che esplicano funzioni di riserva e
compenso1;
ƒ rete di distribuzione per l’erogazione dell’acqua a tutti gli utenti.

L’insieme del serbatoio e della rete di distribuzione è denominato Rete Interna.

La rete di distribuzione cittadina è caratterizzata, al contrario dell’acquedotto


consortile, da una variazione continua e spesso consistente delle portate erogate, le
quali dipendono dal consumo dell’acqua da parte degli utenti che non è costante né
nello spazio, né nel tempo, ma varia in base alle abitudini di ciascuno di noi, all’ora
della giornata, al funzionamento di alcuni servizi, al ceto sociale e etc..

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Servono per soddisfare sia le richieste concentrate di maggiori quantità d’acqua, sia per assicurare
l’erogazione nei periodi (brevi) in cui l’acquedotto esterno è posto fuori servizio ad esempio per motivi di
manutenzione.
Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Pertanto la rete interna deve essere calcolata e dimensionata non per la stessa
portata dell’acquedotto esterno ma per la massima portata istantanea richiesta dagli
usi cui l’acquedotto è destinato, detta portata massima di punta o di massimo
consumo.
Il rapporto tra la portata di punta e quella media giornaliera è detto coefficiente di
punta Cp:
Qm,d=CpQmax,d

Tale numero non è di norma facilmente calcolabile poiché è influenzato da diversi


fattori non noti a priori, quali la maggiore o minore uniformità delle abitudini
cittadine che risulta un parametro molto significativo essendo Cp indice della
probabilità (o anche del rischio) che in un dato momento tutti gli utenti aprano i
rubinetti per prendere acqua. Naturalmente maggiore è l’uniformità dei cittadini e
tanto più elevato è il coefficiente in gioco.
Dall’esperienza maturata negli anni si è compreso che tanto più piccolo è il centro
da servire e maggiore dovrà essere il Cp poiché è tanto più probabile avere
uniformità nelle abitudini. Al contrario in un centro abitato medio-grande, essendoci
ceti diversi, risulteranno diverse anche le abitudini di vita.
In definitiva ne risulta che il coefficiente di punta dipende fortemente dal centro
abitato con una relazione decrescente nei confronti del numero di cittadini presenti.
Quanto detto è rappresentato dalla formula empirica che ne consente una
valutazione approssimata nel seguente modo:
Cp = 20•Nab-0.2
con Nab=numero di abitanti in migliaia (ad esempio per 3000 abitanti si inserisce 3).

1.2 Tipologie di reti

Determinata la portata massima con cui effettuare il dimensionamento della rete,


risulta necessario individuare la forma e la geometria approssimata che essa dovrà
avere.

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Di norma le reti interne sono costituite da sistemi di tubazioni che fanno


capo ad una condotta principale (condotta cittadina, condotta maestra), direttamente
allacciata al serbatoio di compenso. Geometricamente si possono distinguere in:
ƒ reti aperte costituite da diramazioni nella condotta principale, ramificantisi
fino alle estreme utenze periferiche;
ƒ reti chiuse o a maglie costituite da un insieme di circuiti chiusi (appunto
maglie), in ciascun punto dei quali l’acqua può giungere da almeno due
diverse direzioni.

Q
Q

Q Q

Schema rete aperta Schema rete a maglie chiuse

Ogni rete, aperta o a maglie, è costituite da 2 elementi fondamentali:


ƒ lati: tratti di tubazione a diametro, scabrezza e portata costante2;
ƒ nodi: punti di incontro di due o più lati in cui una almeno delle suddette
caratteristiche varia.
Nelle reti a maglie chiuse inoltre esistono percorsi che ritornano su sé stessi che
prendono il nome di maglie.
Convenzionalmente si indica con l il numero dei lati, con n quello dei nodi e con
m quello delle maglie elementari presenti nel reticolo.
Tali parametri non possono assumere valori qualsiasi, poiché risultano legati da
una relazione dettata dal Teorema fondamentale della topologia delle maglie piane:

2
Talvolta conviene considerare come lato anche tronchi aventi diametro e scabrezza costante e portata
erogata in modo uniforme su tutta la lunghezza

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

l–m=n–1
Di norma l’acquedotto interno è costituito da una condotta di avvicinamento che si
diparte dal serbatoio di compenso di lunghezza non superiore ai 100 m, e da un
reticolo costituito da una o più condotte principali, da cui si diramano alcune
condotte secondarie disposte a maglie chiuse, che raggiungono le case più distanti.
Il percorso delle acque non risulta in tal modo unicursale e le richieste concentrate
in una zona urbana sono soddisfatte dall’apporto di più condotte confluenti.

I vantaggi della rete a maglie chiuse sono diversi:


ƒ in caso di rottura di una tubazione è più facile isolare e riparare la condotta
riducendo le zone in cui il servizio dovrà essere interrotto;
ƒ non si hanno tratti lunghi in cui, risultando nulla l’erogazione per lunghi
periodi della giornata (come di notte), l’acqua distribuita venga a perdere
alcune caratteristiche organolettiche e di qualità;
ƒ maggiore possibilità di assicurare l’acqua in un determinato punto essendo la
rete chiusa costituita da molti tratti in parallelo le cui probabilità3 si
sommano con conseguente miglioramento;
ƒ migliore attitudine a sopportare prelievi straordinari di forti portate
concentrate (ad esempio per incendi), pur conservando carichi minimi
accettabili.

Per contro le reti chiuse comportano l’impiego di maggiori quantitativi di


tubazioni e accessori e quindi maggiori costi.
In genere il sistema aperto o ramificato è più adatto per la distribuzione di acqua
ad utenze disseminate (acquedotti rurali) o per agglomerati urbani di piccole
dimensioni e di forma allungata. Il sistema chiuso, invece, è sempre preferibile nel
caso di centri abitati di maggiore estensione in cui conviene predisporre una
condotta principale ad anello su cui appoggiare le maglie della rete.

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Detta pi la probabilità di ogni tratto di raggiungere un determinato punto si ricorda, dai fondamenti del
calcolo combinatorio, che se tali tratti risultano in parallelo, ossia indipendenti l’uno dall’altro, le singole
probabilità si sommano e la probabilità totale aumenta; al contrario se i tratti sono in serie le singole
probabilità si moltiplicano con conseguente diminuzione della probabilità totale in quanto ogni pi per
definizione risulta sempre ≤ 1.

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

1.3 Planimetria della rete e limiti del carico

Nella scelta del tracciato delle condotte maestre si deve tener conto della
configurazione della rete e bisogna far sì che l’acqua arrivi in tutti i punti con
percorsi brevi e diretti evitando percorsi innaturali e cercando di far in modo che
una stessa condotta non debba servire zone con quote sensibilmente diverse.
Di norma la maglia principale della rete viene disposta lungo le strade principali
site all’interno del centro in modo da equilibrare i carichi e da ridurre le lunghezze
delle condotte distributrici di minor diametro. Se la città presenta dislivelli notevoli,
è preferibile realizzare reti separate, ognuna delle quali sia collegata ad un serbatoio
o ad un torrino a quota opportuna: in tal caso si parlerà di alto servizio, medio
servizio e basso servizio.
Inoltre la rete deve essere sottoposta, anche in condizioni idrostatiche, a carichi
compresi tra alcuni limiti pratici.
Tali limiti sono al minimo di 40 m sul terreno al fine di assicurare almeno 10 m ai
piani più alti dei normali palazzi (alti intorno ai 30 m) e al massimo di 100 m
essendo gli apparecchi domestici erogatori dimensionati per pressioni non superiori
a tale valore. In realtà è buona norma far sì che i carichi non superino a regime gli
80 m sui punti più bassi, in modo che, in condizioni idrostatiche (come di notte) non
si abbiano escursioni della linea piezometrica superiori a 20÷25 m che potrebbero
causare lo sfilamento dei giunti4.
I limiti sull’oscillazione del carico sono posti per evitare che nella condotta si
verifichino fenomeni di rottura a fatica che si ha quando il materiale, di norma non
perfettamente elastico, ma con una componente plastica, è soggetto a cicli di carico
e scarico. Non potendo intervenire sui cicli che dipendono dall’utente e non possono
essere controllati si agisce sulla sollecitazione, ossia, nel caso, sulla variazione di
carico idraulico. Infatti è noto che la rottura avviene tanto prima, cioè per un
numero minore di cicli, quanto maggiore è al sollecitazione.

4
Si ricorda infatti che gli acquedotti interni sono dotati di numerosi pezzi speciali e giunzioni effettuate per la
maggiore in ghisa, materiale che a differenza dell’acciaio, non può essere saldato, per cui si ricorre
all’utilizzo di giunti per lo più a bicchiere che possono, sotto sforzi di trazione, sfilarsi.

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

1.4 Problema di progetto

Tracciata la rete occorre procedere dapprima la calcolo di progetto con cui


bisogna determinare i diametri e la lunghezza di ogni tratto. Per ognuno di questi è
possibile scrivere l’equazione del moto, per cui si ha:
Q i2
ΔHi= β L i = ri ⋅ Q i2
D 5i
Essendo la portata incognita sono tali anche i carichi, pertanto le incognite in
totale risultano:
ƒ l portate circolanti nei tratti
ƒ l lunghezze dei tratti
ƒ l perdite di carico sui tratti

= 3l incognite

Per ciascun nodo è possibile scrivere le Equazioni di Continiutà:

∑Q j
e, j = ∑ Q u ,k
k

in base alle quali la sommatoria delle portate entranti in un nodo deve essere uguale
alla sommatoria delle portate uscenti dallo stesso. Tali equazioni sono in numero
uguale al numero n dei nodi, ma utili ne risultano solo (n-1) poiché l’ultima
equazione non risulta indipendente dalle altre.
Per ciascuna maglia invece, essendo un percorso chiuso, dovranno valere le
Equazioni di Equilibrio, ossia si dovrà avere che le perdite di carico lungo una
maglia siano nulle poiché per definizione la maglia è un percorso che ritorna su sé
stesso (percorso chiuso).
Se supponiamo ad esempio di aprire la seguente maglia elementare ABCD:

A B
A B C D A

C D

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

si avrà che:
ΔHA-ΔHA=0
o anche che:
ΔHAB + ΔHBD = ΔHAC + ΔHCD

Le equazioni di bilanciamento delle maglie sono in numero pari alle maglie stesse
e quindi m.
In definitiva le equazioni a disposizione sono:
ƒ l Equazioni del moto
ƒ n-1 Equazioni di continuità
ƒ m Equazioni di equilibrio alle maglie

= l + (n-1) + m = l + l = 2l equazioni

dove l’uguaglianza è data dalla relazione topologica.

Dalle considerazioni fatte si evince che il problema di progetto di una rete interna
risulta l volte indeterminato idraulicamente, ossia bisogna fissare dall’esterno i
valori di l incognite o fornire l equazioni ulteriori che ci permettono di risolvere il
sistema.
Il problema può essere risolto in diversi modi:

ƒ Rete a maglie aperte


Si tratta la rete a maglie chiuse come una rete aperta effettuando opportune
sconnessioni in un punto per ciascuna maglia in tal modo il verso di percorrenza
dell’acqua è fissato e si può adoperare un criterio di minimo costo come quello
usato per l’acquedotto consortile:
Q 2j Q 2k
∑D
j
6
=∑
k D 6k
j

Tali equazioni però sono (n-1) per cui occorre fissare altri m parametri: ad
esempio carichi nei punti in cui sono stati effettuati i tagli.
In tal modo si ha:

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

2l + (n-1) +m = 3l equazioni = 3l incognite

ƒ Rete a maglie chiuse


Senza aprire la rete è possibile imporre dei vincoli che rispettino criteri di
economicità ed affidabilità. È noto che velocità in condotta troppo elevate ovvero
troppo basse danneggiano la condotta stessa e i caratteri organolettici e di qualità
dell’acqua da destinare, pertanto bisogna avere valori di esse compresi tra 0.5 e 1.5
m/s. Il valore v=1 m/s rappresenta una scelta ottimale che contiene da un alto un
criterio di minimo costo e dall’altro un criterio di affidabilità.
Imponendo tale vincolo per ogni tratto si ottengono l relazioni tra le portate e i
diametri:
π 2
Qi = Di ⋅ vO
4
con vo=1 m/s per ogni lato.

1.5 Problema di verifica

Nella verifica della rete risultano noti i diametri e le lunghezze dal precedente
calcolo, mentre sono incognite:

ƒ l portate circolanti nei lati;


ƒ l perdite di carico sui lati.

= 2l incognite
Come di consueto le equazioni che si possono scrivere sono:
ƒ n-1 Equazioni di continuità
ƒ l Equazioni del moto
ƒ m Equazioni di equilibrio

= n-1 + l + m = 2l equazioni

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Il problema di verifica quindi risulta essere determinato. Il sistema, però, non è


lineare, pertanto non è possibile ricorrere al teorema di Rouche-Capelli in base al
quale la soluzione esiste ed è unica. Il problema di verifica risulta essere convesso
poiché le relazioni sono monotonamente crescenti; per tali casi si usa una estensione
del teorema sopra citato, in base alla quale si ammette che la soluzione se esiste è
unica. Essendo questo un problema di natura fisica si ammette che la soluzione
esiste pertanto il problema diventa la ricerca della soluzione.
La risoluzione simultanea delle equazioni risulta estremamente laboriosa e
pertanto si ricorre a metodi analitici-interativi o analogici. Tra di essi il più
utilizzato è il metodo di Hardy-Cross anche detto metodo di rilassamento.
Supponiamo per semplicità di vere una rete con un’unica maglia elementare e una
portata in ingresso nota, come in figura:

B C
Q
D
A

F E

Si fissi convenzionalmente un verso nella maglia in modo da definire positive le


portate che defluiscono nei lati con lo stesso verso scelto e negative le altre. Ancora
per convenzione saranno computate positive le perdite di carico valutate in
corrispondenza di portate positive, negative quelle computate in corrispondenza
delle portate negative. Ciò è fatto modificando la struttura delle formule di
resistenza con la seguente relazione che permette alla portata di mantenere il proprio
segno pur essendo al quadrato:
ΔHi= ri Qi│Qi│

dove ri è un coefficiente che nel caso di adoperi la formula di Darcy vale βL/D5.

Per la risoluzione del sistema si procede in questo modo:

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

1. Si ipotizza una soluzione congruente5 di distribuzione della portata in arrivo


alla maglia indicata con {Xo}.
2. Tale soluzione azzererà alcune equazioni mentre non soddisferà altre;
pertanto si cerca di modificarla per ottenere l’azzeramento di queste.
3. Si ottiene in tal modo una nuova soluzione {X1} che analogamente a prima
avrà equilibrato alcune equazioni squilibrandone altre. Si procede di nuovo
alla modifica ottenendo via via nuove soluzioni che produrranno uno scarto
sempre più piccolo.
4. Ottenuta la successione di soluzioni congruenti bisogna valutare che questa
sia convergente e l’insieme a cui converge è proprio la soluzione cercata.

{Xo} {X1} {X2} …………... {Xi} ………… {X*}

La soluzione sarà quella per cui risulterà:


│{X*}-{X}│< ε

Applichiamo ad un semplice caso quanto detto.


È necessario scegliere inizialmente una distribuzione di portata congruente. Ad
esempio per Q = 50 l/s sarà:

10
20 10

30 10
50 B C
A D 10

20 F E 0

10 10 10

Si noti come le equazioni di continuità sono banalmente verificate in tutti i nodi.

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Una soluzione è detta congruente quando rispetta le equazioni di continuità. Le soluzioni congruenti
in una maglia risultano infinite, ma per quanto detto in precedenza una e una sola sarà la soluzione
congruente ed equilibrata che è oggetto della ricerca.

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Indichiamo con So tale soluzione:


So = {30, 20, 10, 0, -10, -20}
La soluzione congruente non equilibrata fornisce valori di perdite di carico come
il tratto nero della figura seguente, in cui è evidenziato lo squilibrio nel nodo A che
vede su di sé due valori diversi di carico. Il tratto verde, invece rappresenta la
soluzione anche equilibrata.

A B C D E F A

ΔH da
ΔHAB annullare per
rendere la
ΔHFA soluzione
equilibrata
ΔHBC ΔHEF
ΔHDE
ΔHCD

Si evince chiaramente che:

∑r
i
i ⋅ Q i2 ≠ 0

Inseriamo allora un fattore correttivo all’interno della formula per cui sarà
rispettata l’uguaglianza:

∑ r ⋅ (Q + p) = 0
2
i i
i

La relazione scritta risulta un’equazione nella sola incognita p ma è di un grado


superiore al primo. Sviluppando il termine binomiale si ha:

∑r ⋅ Q i2 + 2p∑ ri ⋅ Q i + ∑ ri ⋅ p = 0
2
i
i i i

Cross rese lineare il problema introducendo l’ipotesi


p<<<Qi
per cui l’equazione diventa di I grado nella incognita p:

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

∑r ⋅Q
i
i
2
i
p=-
2⋅∑r ⋅Q i i
i

Il termine p deve assumere segno contrario al numeratore che rappresenta la


perdita di carico che bisognava annullare, pertanto si introducono dei valori assoluti:

∑r ⋅Q ⋅ Q
i
i i i
p=-
2⋅∑r ⋅ Q i i
i

ottenuto per la maglia il valore p, esso andrà sommato alla prima portato
ipotizzata, deducendo una nuova distribuzione di portata che sostituirà lo schema di
partenza per una nuova iterazione. Continuando si otterranno una serie di valori p,
p’, p’’, ……etc.
Procedimento è rapidamente convergente e dopo poche iterazioni i valori delle
portate correttive p risultano estremamente piccoli.
Quando la rete è costituita da più maglie, alla portata defluente lungo i lati comuni
a due maglie andranno sommate algebricamente le portate correttive. Ne segue che,
operando su una maglia, si induce nell’altra una sbilanciamento che dovrà essere
successivamente corretto sbloccando la maglia in esame e bloccando le altre.
Il metodo iterativo di Hardy-Cross ha in sé due vantaggi: il primo è la già citata
convergenza rapida, l’altro è la stabilità, ossia pur commettendo un errore in corso
d’opera, giunge comunque alla soluzione.
Ricavata la distribuzione delle portate dalla verifica in esame, possono facilmente
dedursi le quote piezometriche nei nodi e quindi controllare se in ogni punto la
piezometrica risulti compresa tra le quote dei carichi minimi e massimi che
assicurano la distribuzione.
Si noti come tale verifica è effettuate imponendo la portata.
Succede spesso nelle reti reali che esistano lungo il percorso diversi serbatoio, ciò
accade di norma quando i comuni da servire siano molto grossi o numerosi. In tali
casi la richiesta d’acqua non è imposta dall’utente, ma dalla differenza di carico tra i
due serbatoi (cfr. foglio di calcolo).
In ultima analisi si riporta invece il caso in cui all’ingresso della rete sia
posizionata una pompa. In tal caso la verifica deve essere effettuata fissando né la

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

differenza di carico, né la portata, ma, avendo a disposizione la curva caratteristica


della pompa, tracciando la curva caratteristica esterna e trovando il punto di
funzionamento. A tale punto corrisponderà una coppia (Q*,H*) che rappresentano la
portata defluente nella rete e il dislivello tra il punto in cui l’acqua entra nelle
maglie e quello d’uscita.

1.5.1 Verifiche convenzionali

Dimensionate le condotte, la rete di norma viene sottoposta anche ad una serie di


verifiche che vengono dette convenzionali. Esse sono effettuate alle condizione di
esercizio più onerose:
ƒ Orario di punta: periodo in cui si ha il massimo consumo.
ƒ Rottura in un punto della rete molto prossimo alla condotta di
avvicinamento: in tal caso bisogna verificare che nel punto immediatamente
a valle del tronco fuori uso arrivi comunque l’acqua seguendo un percorso
alternativo che nel caso do reti a maglie chiuse è il complementare di quello
percorso in precedenza.

Nel punto A deve essere assicurata almeno la portata media giornaliera.

ƒ Emergenza antincendio nel punto più sfavorevole della rete: occorre poter
erogare le portate massime richieste per poter estinguere un presumibile
numero di incendi. Bisogna verificare che la rete sia in grado di assicurare
una portata calcolata tramite la formula di Conti (Qinc= 6 P , con P= numero
di abitanti in migliaia) e un carico di almeno 8 m. Inoltre durante
l’emergenza bisogna garantire nel resto della rete l’80% della portata media

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

giornaliera. I bocchettoni da posizionare lungo la rete devono essere in un


numero tale da ricoprire con le lance dei vigili del fuoco l’intero territorio. Il
calcolo si fa considerando che ogni lancia deve avere una zona di influenza
circolare con diametro minore di 150 m (essendo 75 m la lunghezza massima
in linea d’aria coperta da ogni idrante).

Effettuati i calcoli con l’ausilio del Metodo di Cross occorre, come prima,
verificare i seguenti vincoli:
Carico minimo sul terreno ≥ 40 m
Carico massimo sul terreno ≤ 80 m
Oscillazione massima del carico 25÷30 m
Velocità dell’acqua in condotta ≈ 1 m/s

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

1.6 Caso applicativo

Si supponga di voler studiare la seguente rete costituita da 3 maglie elementari, 6


lati e 4 nodi:
I dati disponibili sono:
Qo
Qo = 20 l/s
A LAB=LAD=700 m
LBC’ = LBC’’ = LCD’ = LCD’’ =1000 m

B D

- Progetto
Il problema di progetto è facilmente risolvibile imponendo su ogni lato una v=1
m/s e considerando la rete simmetrica sia geometricamente che dal punto di vista
delle sollecitazioni. In tali ipotesi il nodo da cui fuoriesce l’acqua è il nodo C e la
portata si ripartisce in tal modo:
QAB=QAD=Qo/2= 10 l/s
QBC’ = QBC’’ = QCD’ = QCD’’ = Qo/4= 5 l/s
Imponendo il vincolo di velocità si avrà:

4 ⋅ 0.010
DAB=DAD= = 0.1128 m
π

4 ⋅ 0.005
DBC’ = DBC’’ = DCD’ = DCD’’ = = 0.0797 m
π
Dai valori così ottenuti si considerano i seguenti diametri commerciali:
DAB=DAD= 100 mm
DBC’ = DBC’’ = DCD’ = DCD’’ = 80 mm
I valori di velocità corrispondenti sono:
0.010
vAB=vAD= 4 = 1.27 m/s
π ⋅ 0 .1 2

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

0.005
vBC’ = vBC’’ = vCD’ = vCD’’ = 4 = 0.99 m/s
π ⋅ 0.12

- Verifica
Fissando un carico geometrico tra il punto A e il punto C di 80 m, bisogna
verificare che la rete così dimensionata rispetti i vincoli carico prima esposti.

ƒ Verifica con portata fissata (Qo= 20 l/s)


1. Geometria e sollecitazione simmetriche

Qo
Equazioni di Continuità ai nodi:
A
Nodo A: Qo = QAB + QAD
Nodo B: QAB = QBC’ + QBC’’
Nodo C: QBC’ + QBC’’ + QCD’ + QCD’’ = Qo
B D
Nodo D: QAD = QCD’ + QCD’’
Equazioni del moto C

Lato AB: ΔHAB = rAB* QAB2


Lato BC’: ΔHBC’ = rBC’* QBC’’2
Lato BC’’: ΔHBC’’ = rBC’’* QBC’’2
Lato CD’: ΔHCD’ = rCD’* QCD’2
Lato CD’’: ΔHCD’’ = rCD’’* QCD’’2
Lato AD: ΔHAD = rAD* QAD2

dove rXY=2*β*LXY/D5XY.
Data la simmetria della rete risulterà:
2 ⋅ (0.00164 + 0.000042 / 100) ⋅ 700
rAB= rAD=r1 = 5
= 228'400 s2/m5
0 .1
2 ⋅ (0.00164 + 0.000042 / 80) ⋅1000
rBC’ = rBC’’ = rCD’ = rCD’’ = r2 = 5
= 1321411 s2/m5
0.08
Equazioni di equilibrio:
Maglia ABD: ΔHAD+ ΔHDC’ = ΔHAB+ ΔHBC’
Maglia BC: ΔHBC’ = ΔHBC’’
Maglia CD: ΔHDC’ = ΔHDC’’

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Sostituendo le ultime due equazioni di equilibrio nelle equazioni del moto


rispettivamente nei lati BC’-BC’’ e DC’-DC’’ e considerando l’uguaglianza
geometrica dei quattro tratti si ha:
QBC’ = QBC’’ = QCD’ = QCD’’ =Q2
Dall’equazioni di continuità ai nodi B e D:
QAB = 2*Q2
QAB = QAD = Q1
QAD = 2*Q2
Alla luce delle relazioni ottenute sostituendo nell’equazione di continuità al nodo
a si ha:
Qo=2*QAB QAB= Qo/2= 10 l/s La distribuzione
QAD= Qo/2= 10 l/s trovata evidenzia che
Q BC’, BC’’, CD’, CD’’ = Qo/4= 5 l/s la rete è effettivamente
simmetrica

La perdita di carico è:
⎛r r ⎞
ΔHAc=ΔHAB+ΔHBC= r1* Q12+ r2’* Q2’’2= ⎜ 1 + 2 ⎟Qo 2 = 61.9 m< 80 m
⎝ 4 16 ⎠

2. Geometria simmetrica, sollecitazione non simmetrica


Analogamente a prima si scrivono le equazioni a disposizione

Qo
Equazioni di Continuità ai nodi:
Nodo A: Qo = QAB + QAD A
Nodo B: Q AB= QBC’ + QBC’’
Nodo C: QBC’ + QBC’’ + QCD’ + QCD’’ = Qo
Nodo D: Qo = QCD’ + QCD’’+ QAD B D
Equazioni del moto C Qo
2
Lato AB: ΔHAB = rAB* QAB
Lato BC’: ΔHBC’ = rBC’* QBC’’2
Lato BC’’: ΔHBC’’ = rBC’’* QBC’’2
Lato CD’: ΔHCD’ = rCD’* QCD’2
Lato CD’’: ΔHCD’’ = rCD’’* QCD’’2

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Lato AD: ΔHAD = rAD* QAD2


dove data la simmetria geometrica della rete si ha
rAB= rAD=r1=288400 s2/m5
rBC’ = rBC’’ = rCD’ = rCD’’ = r2 = 1321411 s2/m5
Equazioni di equilibrio:
Maglia ABD: ΔHAD = ΔHAB+ ΔHBC’ + ΔHDC’
Maglia BC: ΔHBC’ = ΔHBC’’
Maglia CD: ΔHDC’ = ΔHDC’’

Dalle ultime equazioni di equilibrio come prima si ottiene:


QBC’ = QBC’’ = QCD’ = QCD’’ = Q2
Dalla continuità al nodo B si ha che:
QAB = 2 Q2
Dalla continuità al nodo A, invece, si ha:
QAD =Qo-QAB =Qo-2 Q2
Sostituendo nella equazione di equilibrio alla maglia ABD si ottiene:
r1 (Qo- QAB )2 = r1 QAB2+ 2*r2 QAB 2/ 4 2
⎛ r ⎞ ⎛ r ⎞
r1 (Qo- QAB )2 = ⎜ r1 + 2 ⎟Q 2AB (Qo- QAB )2 = ⎜ r1 + 2 ⎟Q 2AB / r1
⎝ 2⎠ ⎝ 2⎠

Q AB
Poste: A=
Qo
A2B2=(1-A)2
r2
r1 +
B2 = 2
r1

Estraendo la radice: AB=1-A, da cui A*(B+1)=1 A=1/(1+B). sostituendo

1
QAB = Qo= 7.11 l/s
r
r1 + 2
1+ 2
r1

QAB =12.89 l/s


QBC = QCD = QAB /2= 3.55 l/s

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Le corrispondenti velocità sono:


0.00711* 4
vAB = = 0.914m / s
π * 0.12
0.01289 * 4
vAD = = 1.632m / s
π * 0 .1 2
0.00355 * 4
vCD,BC = = 0.714m / s
π * 0.08 2
La perdita di carico tra il nodo A e il nodo B è:
ΔHAB = r1 QAB2=47.9 <80 m

3. Geometria simmetrica, sollecitazione non simmetrica: metodo di Hardy-Cross


Prima di ipotizzare un sistema di portate congruente è bene fare una
considerazione sulla rete in esame. Essa, infatti, può essere considerata come
costituita da un’unica maglia introducendo delle resistenze equivalenti. I tratti BC’-
BC’’ sono in parallelo, ma possono essere considerati come un unico tratto di
resistenza pari a r2/4. Analogo discorso può essere fatto con i tratti cD’-CD’’ anche
essi con una resistenza r2/4.
r2/4=330352.8

Il sistema di portate ipotizzato è il seguente: 20


QAB =5 l/s A
5 15
QAD =15 l/s
QBC =QCD= 5 l/su +
B D 20
C
5 5

La seguente tabella mostra I risultati del Cross:

R Qo r│Q│ r*Q*│Q│ Q' r│Q│ r*Q*│Q│ Q' r│Q│ r*Q*│Q│


Tratto (s2/m5) (l/s) (l/s) (l/s)
A-D 288400,00 15 4326,00 64,890 12,731 3671,68 46,745 12,892 3718,08 47,933
C-D 330352,75 -5 1651,76 -8,2588 -7,2687 2401,25 -17,454 -7,1079 2348,11 -16,690
B-C 330352,75 -5 1651,76 -8,2588 -7,2687 2401,25 -17,454 -7,1079 2348,11 -16,690
A-B 288400,00 -5 1442,00 -7,210 -7,2687 2096,31 -15,237 -7,1079 2049,91 -14,570
Somma 9071,52 41,162 Somma 10570,51 -3,4008 Somma 10464,2 -0,0170
p (l/s)= -2,2687 p (l/s)= 0,160865 p (l/s)= 0,00082

19
Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Come appare chiaro dalla tabella l’iterazione è stata arrestata ad un valore di


p=0.00082 l/s, ritenuto trascurabile, pertanto la distribuzione di portata risulta la
seguente:

20
A
7.11 12.89

+
B D 20
C
7.11 7.11

ƒ Verifica con carico fissato


Si supponga di imporre una perdita di carico tra il punta A e il punto C di 40 m, in
modo da avere un carico al nodo C di 40 m che accettabile come minimo.
Con la schematizzazione fatta tramite le resistenze equivalenti la rete si è ridotta d
una unica maglia, in cui i tratti AB e BC, ad esempio, sono disposti in serie; questi
possono considerarsi un unico tratto in cui la resistenza è pari alla somma delle
resistenze precedenti:
req =r1+r2/4=288400+1321411.1/4 = 154688.2 s2/m5

Pertanto la perdita di carico e le portate e le velocità saranno:


40
ΔHAC= req *Qo2 Qo= = 0.016081 m3/s
154688.2
QAB =Qo/2=0.00804 m3/s vAB = 1.02 m/s
QBC =Qo/4=0.00402 m3/s vBC = 0.80 m/s

ƒ Verifica con pompa


I dati di riferimento per la scelta della pompa sono:
Q = 20 l/s
ΔH = 80 m
Dai cataloghi della Flygth si è individuata la pompa adatta e la corrispondente
curva caratteristica mostrata in figura.

20
Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Nota la curva intrinseca bisogna disegnare la curva estera propria del sistema di
condotte. Analogamente a quanto fatto in precedenza la rete può essere
schematizzata e ricondotta dapprima ad una sola maglia e poi ad un'unica condotta.
Infatti il tratto AB di resistenza r1 è in serie con il parallelo BC di resistenza r2/4,
così come il tratto AD (con r1) è in serie con il parallelo CD (con r2/4). Le due serie
risultano in parallelo tra esse pertanto l’intera maglia si riduce ad una condotta
equivalente con resistenza pari a:
req = (r1+ r2/4)/4 = 468279.53/4 = 117069.88 s2/m5

L’equazione della curva esterna sarà quindi:


ΔH= req*Q2

RETE CURVA POMPA

Q (l/s) DH (m) Q (l/s) Hm (m)

0 0 0 87

5 3,867205 5 85

10 15,46882 10 84

15 34,80485 15 82

20 61,87528 20 81

25 96,68013 25 79

30 139,2194 30 77

35 189,493 35 74

40 247,5011 40 72
45 68
50 65

In tal caso non è possibile fissare né il carico, né la portata, poiché essi saranno
quelli in corrispondenza del punto di funzionamento dell’intero sistema dato
dall’intersezione delle due curve.
Dal grafico si evince che:
Q= 23 l/s
ΔH= 80 m

21
Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

Curve caratteristiche pompa-rete

120

100
80
H (m)

60

40
20

0
0 2 4 6 8 10 12 14 16 18 20 22 24 26 28 30
Q (l/s)

Curva pompa Curva rete

Il valore della portata non corrisponde a quello voluto pertanto bisognerà


intervenire per portarla al valore di 20 l/s. Le strade da seguire possono essere
diverse:
- Nota la perdita di carico che si ha in condotta quando la portata è pari a 20
l/s si predispone una valvola in grado di fornire una perdita concentrata
proprio pari a ΔH-req*Qo2. Nel caso:

req*Qo2= 61.87 m
Δhvalvola = 80 – 61.87 ≈ 13 m

- Incrementare la resistenza della rete attraverso l’inserimento di valvole


lungo i tratti in modo da far traslare la curva esterna, e di conseguenza il
punto di intersezione, verso l’alto in corrispondenza della portata voluta.

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Progetto e verifica di una rete di distribuzione interna

- Scegliere una pompa diversa con curva caratteristica che decresce più
rapidamente al variare della portata in modo da intersecare la curva esterna in
un punto a portata minore prossima a 20 l/s.

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