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CORTE DI CASSAZIONE - SENTENZA 24 MARZO 2010, N. 11279

Fatto e diritto
Propongono ricorso per cassazione, a mezzo dei rispettivi difensori, (...) e (...) avverso la sentenza
della Corte di appello di ........... in data 13 febbraio 2009 con la quale è stata parzialmente riformata
quella emessa in primo grado all’esito di giudizio abbreviato.
Ai due ricorrenti era stata addebitata, dal Gup di ........., la consumazione dei reati di bancarotta
fraudolenta patrimoniale e documentale relativamente al fallimento della srl (...), dichiarato con
sentenza il 14 agosto 2000.
Più in particolare (...) era stato chiamato in causa quale amministratore di diritto nell'anno che
precedette la dichiarazione di fallimento e la (...), dal canto suo, in relazione all'aver rivestito la
medesima carica dal 1996 fino alla investitura dell’(...); la contestazione era formulata nella forma
del concorso di persone (art. 110 cp) con (...) che era stato ritenuto il vero dominus nella gestione
della società e ciò non solo nel periodo della sua investitura formale (quello immediatamente
precedente il conferimento dell’incarico di amministratore alla (...) sua moglie) ma anche, quale
gestore di fatto, nel periodo successivo, culminato poi nel fallimento.
La bancarotta era stata contestata nella forma patrimoniale nella distrazione di capitali e beni e, per
quanto concerne la con riferimento alla tenuta approssimativa della contabilità (omesso delle poste
nei bilanci; omessa presentazione delle dichiarazioni relative al 1998) al fine di recare pregiudizio ai
creditori e comunque tale da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio.
La Corte di appello, a differenza del giudice di primo grado, accreditava la tesi difensiva secondo
cui la (...) e l’(...) si erano limitati a ricevere l’incarico di amministratori in via esclusivamente
formale, quali “teste di legno” essendo, la prima, moglie del (...) cioè dell’amministratore di fatto, e
il secondo uno stipendio di quest’ultimo, soggetto uscito dalla scena processuale con un
patteggiamento. Difettava, ad avviso della Corte, la configurabilità dell'elemento psicologico in
capo ai due soggetti, non essendo stati ritenuti consapevoli neanche in termini generici dei fatti di
distrazione posti in essere dal (...). .……….

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20102c-N-11279.aspx

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