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I portici di Bologna

Fabrizio Ivan Apollonio è dottore di ricerca in Rilievo e dise- La città di Bologna ha deciso di candidare i 42 chilometri di portici che
gno del patrimonio costruito e professore ordinario presso il DA 2 ne percorrono il centro storico e il percorso verso il santuario di San
dell’Università di Bologna Luca per la World Heritage List UNESCO con un progetto coordinato
dal Dipartimento Economia e Promozione della Città del suo Comune.
Andrea Ballabeni è dottore di ricerca in Neuroscienze e respon-
sabile dei Sistemi Informativi del DA dell’Università di Bologna Architettura, Modelli 3D La candidatura dei portici a Patrimonio Mondiale UNESCO vuole valo-
rizzare il portico come manufatto di qualità architettonica, ma anche
come bene con significati sociali, comunitari, antropologici, luogo di

e ricerche tecnologiche
incrocio fra pubblico e privato: “bene comune” con parole di oggi.
Massimo Ballabeni è dottore di ricerca in Disegno e Rilievo del Al Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum Università
Patrimonio Edilizio e assegnista di ricerca presso il DA dell’Uni- di Bologna (DA) è stato chiesto aiuto per predisporne uno degli stru-
versità di Bologna menti di gestione e comunicazione nella forma di un sistema di mo-
delli digitali tridimensionali e un’indagine sui caratteri architettonici in
Francesco Ceccarelli è dottore di ricerca in Storia dell’Architet- quanto contributi capaci di confluire in forma integrata in un sistema
informativo e conoscitivo on-line accessibile e arricchibile da ogni tipo
tura e professore associato in Storia dell’Architettura presso il
di utente, dai semplici city-users agli esperti che concorrono a formare
DA dell’Università di Bologna la conoscenza sul patrimonio e a gestirlo.
Questo volume si propone di sintetizzare proprio le esperienze nate

I portici di Bologna. Architettura, Modelli 3D e ricerche tecnologiche


Luca Cipriani è dottore di ricerca in Ingegneria Edilizia e Terri- all’interno del DA per rispondere a queste sollecitazioni. I singoli saggi
toriale e professore associato in Disegno presso il DA dell’Uni- esprimono altrettante ricerche originali i cui argomenti sono sintetiz-
versità di Bologna zati dai rispettivi titoli.
Complessivamente il progetto editoriale è quindi quello di illustrare
Federico Fallavollita è dottore di ricerca in Scienze della Rap- una serie di elementi sviluppati per fornire nuova conoscenza in merito
presentazione e del Rilievo e ricercatore in Disegno presso il DA a un sistema urbano poco studiato in forma originale sia nel soggetto
sia nelle metodologie di approccio. Nello specifico gli studi mostrano,
dell’Università di Bologna
oltre che nuova conoscenza sul tema, anche una serie di tecnologie
e tecniche sviluppate per rendere gli attuali parziali strumenti mezzi
Filippo Fantini è dottore di ricerca in Rilievo e Rappresenta- efficienti e di uso semplice per fissare l’oggi e programmare il futuro
zione dell’Architettura e dell’Ambiente e ricercatore in Disegno dei portici. Si tratta quindi di metodi capaci di fornire rapidamente in-
presso il DA dell’Università di Bologna formazioni non note, chiarire aspetti sconosciuti, fissare il congruo e
l’incongruo e permettere al fine di progettare efficacemente il domani.
Marco Gaiani è professore ordinario in Disegno presso il DA Alla loro base è una metodologia antica e alla base di tutte le attività
dell’Università di Bologna e già direttore del DAPT della stessa di formazione e conoscitive degli architetti: il “misura e disegna” che in
Università e del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano questo lavoro scopre nuove accezioni, certo non panacea di tutti i mali
e soluzione definitiva, ma certamente nuovo tentativo verso un co-
noscere capace di consentire all’uomo di sentirsi sempre più familiare
Fabio Remondino è dottore di ricerca in Fotogrammetria pres- all’ambiente che lo circonda.
so il Politecnico di Zurigo e Capo Unità presso la Fondazione
Bruno Kessler di Trento

Zheng Sun è dottore di ricerca in Architettura e Lecturer presso


la School of Architecture della Nanjing Tech University

www.buponline.com

   € 30,00

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DA – DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA
ALMA MATER STUDIORUM
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

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Collana del Dipartimento di Architettura – DA
Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Direttore: Giovanni Leoni
Comitato Scientifico: Matteo Agnoletto, Ernesto Antonini, Micaela Antonucci, Fabrizio Ivan Apollonio, Andrea Boeri,
Andrea Borsari, Francesco Ceccarelli, Flaviano Celaschi, Luca Cipriani, Ildebrando Clemente, Antonio Esposito, Francesco
Saverio Fera, Annarita Ferrante, Marco Gaiani, Francesco Gulinello, Riccardo Gulli, Danila Longo, Gino Malacarne, Giovanni
Matteucci, Giovanni Mochi, Elena Mucelli, Valentina Orioli, Marco Pretelli, Francesca Rizzo, Stefania Rossl, Annalisa Trentin,
Andrea Ugolini

Il Comitato assicura attraverso un processo di double blind peer-review la validità scientifica dei volumi pubblicati.

Il Comitato ringrazia sentitamente i Professori Carlo Bianchini e Stefano Bertocci per il referaggio di questo volume.

Bononia University Press


Via Farini 37, 40124 Bologna
tel. (+39) 051 232 882 – fax (+39) 051 221 019
© 2015 Bononia University Press

ISBN 978-88-6923-036-3
ISSN 2385-0515

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info@buponline.com

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica, di riproduzione e di


adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo (compresi i microfilm e le
copie fotostatiche) sono riservati per tutti i Paesi.
L’Editore si dichiara disponibile a regolare eventuali spettanze per l’utilizzo delle
immagini contenute nel volume nei confronti degli aventi diritto.

I rendering di pp. 6, 13, 14, 159 sono di Massimo Ballabeni; i rendering di pp. 74, 116 sono di Filippo Fantini; i rendering
di pp. 20, 118, 119, 120, 124 sono di Riccardo Foschi e Giacomo Perugini.
Le fotografie contenute nelle figg. 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 16 del cap. Note sui portici e l’architettura civile bolo-
gnese sono di Francesco Ceccarelli.

Progetto grafico: Gianluca Bollina-Doppio ClickArt (Bologna)


Impaginazione: Silvia Bertacchi

Stampa: MIG - Moderna Industrie Grafiche (Bologna)

Prima edizione: maggio 2015

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I portici di Bologna
Architettura, Modelli 3D
e ricerche tecnologiche
a cura di
Marco Gaiani

Con saggi di
Fabrizio Ivan Apollonio
Andrea Ballabeni
Massimo Ballabeni
Francesco Ceccarelli
Luca Cipriani
Federico Fallavollita
Filippo Fantini
Marco Gaiani
Fabio Remondino
Zheng Sun

Bononia University Press

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I portici di Bologna
Architettura, Modelli 3D e ricerche tecnologiche

Il presente volume costituisce il contributo del gruppo di lavoro del Dipartimento di Architettura dell’Alma Mater Studiorum
al progetto di candidatura dei portici di Bologna alla World Heritage List dell’UNESCO. Il progetto di candidatura è stato
presentato dal Comune di Bologna al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il quale si fa portavoce, tramite l’Ufficio
Patrimonio Mondiale UNESCO, della lista dei siti tutelati come patrimonio mondiale dello Stato Italiano.

La cabina di regia chiamata a guidare la promozione della candidatura è coordinata dal Dipartimento Economia e
Promozione della Città del Comune di Bologna e composta da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Direzione
Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici
della Provincia di Bologna, Università degli Studi di Bologna, Curia di Bologna, Comitato per il restauro del portico di San
Luca, Fondazione Del Monte, Fondazione Carisbo, Camera di Commercio, APT Servizi Regionali Emilia-Romagna.
La candidatura è sviluppata da un comitato scientifico coordinato dal Comune di Bologna e composto dal “Centro Gina
Fasoli per la storia delle città” dell’Università di Bologna, dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Bologna, da
Cineca e da Tecnicoop.

Ringraziamenti
Nell’inchiostrare una lunga e appassionata attività di ricerca e sperimentazione è necessario ringraziare tutti coloro
che hanno contribuito e supportato il nostro lavoro. In primo luogo l’Assessore all’Economia e promozione della Città,
Turismo, Relazioni Internazionali, Agenda Digitale del Comune di Bologna Matteo Lepore e il Direttore del Dipartimento
di Architettura Giovanni Leoni che hanno permesso la nostra presenza nel progetto e fornito i mezzi materiali per la sua
realizzazione. Un grande ringraziamento a Mauro Felicori che ci ha voluto fortemente nel progetto e fatto da guida e a
Luigi Virgolin che ci ha seguito giorno per giorno con passione, competenza e pazienza. Un sentito grazie al personale del
Comune di Bologna che ha lavorato con noi, in particolare a Federica Legnani (Dipartimento Tutela e Gestione del Centro
Storico), Elisa Paselli (Sistemi Informativi Territoriali), Manuela Faustini (Edilizia ed Ambiti Urbani Storico Monumentali),
Elena Bartolucci (tirocinante) che ci hanno aiutato nei mille problemi quotidiani e nell’infrastrutturare il progetto in
modo conforme al sistema gestionale della città. Siamo grati anche a Bologna Global Strade che effettua il servizio di
manutenzione di strade e segnaletica del Comune di Bologna e che ha facilitato l’esecuzione dei rilievi mediante la posa
dei divieti di sosta.
Grazie ad Antonella Guidazzoli, Maria Chiara Liguori e Antonio Baglivo del gruppo del CINECA che ci hanno permesso di
contestualizzare il lavoro nel migliore dei modi.
Particolare riconoscenza ci è dovuta a Francesca Bocchi e Rosa Smurra che ci hanno sempre incoraggiati, guidati nei
complessi meandri dei portici bolognese e aiutati nella disseminazione.
Riconoscenza va a tutti i colleghi e il personale tecnico e amministrativo del Dipartimento di Architettura che ha lavorato
alacremente insieme a noi.
Desideriamo ringraziare tutti i gli studenti che hanno lavorato appassionatamente ai progetti qui descritti. Senza di loro
questa avventura non sarebbe stata possibile.
L’ultimo grazie va alla città di Bologna e ai suoi cittadini che sono stati il nostro vero motore. Ad essi sono dedicati il volume
e i suoi contenuti. Se qualcosa rimarrà nel tempo di queste pagine sarà per loro merito.

Gruppo di lavoro
Fabrizio Ivan Apollonio, Federico Fallavollita, Massimo Ballabeni, Zheng Sun, Luca Cipriani, Filippo Fantini, Andrea Ballabeni,
Riccardo Foschi, Caterina Elisabetta Giovannini, Matteo Spinelli, Gianluca Cattoli, Simone Garagnani, Silvia Bertacchi,
Valentina Baroncini, Salvatore Corso, Elisa Liverani, Marta Badiali, Andrea Buttarini, Massimiliano Roberto, Federica
Farroni, Giacomo Perugini.

Al progetto hanno fornito molto materiale e riflessione gli studenti dei corsi dell’Università di Bologna di:
Modellazione virtuale per l’architettura A.A. 2013-2014 del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile –
architettura
Disegno dell’Architettura II con Laboratorio A.A. 2014-2015 del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Ingegneria edile
– architettura
Laboratorio di Disegno dell’architettura A.A. 2012-2013 del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura
Laboratorio di Rilievo dell’architettura A.A. 2013-2014 e 2014-2015 del corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Architettura

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Sommario

7 Presentazione

9 Introduzione

15 Modelli 3D e studi per un sistema conoscitivo dei portici di


Bologna
Marco Gaiani

25 Note sui portici e l’architettura civile bolognese


Francesco Ceccarelli

39 Operatori d’interesse e tecniche di pre-processing per


procedure fotogrammetriche automatiche
Fabio Remondino, Fabrizio Ivan Apollonio, Marco Gaiani, Andrea
Ballabeni

75 Ricerche tecnologiche ed elementi per un rilievo del colore


Marco Gaiani, Andrea Ballabeni, Massimo Ballabeni, Zheng Sun

95 Elementi per un rilievo geometrico e la restituzione


fotorealistica di modelli 3d reality-based
Luca Cipriani, Filippo Fantini

117 Elementi per una morfologia dei portici bolognesi


Fabrizio Ivan Apollonio, Federico Fallavollita

143 Gallery
Massimo Ballabeni

147 Bibliografia

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PRESENTAZIONE

Questo volume documenta una tappa impor- sulle linee dello spazio pubblico, in un dialogo
tante della candidatura dei portici di Bologna ad continuo con la sociologia e l’antropologia, con
essere riconosciuti dall’Unesco come parte del le piazze che sono ormai o cartolina o sagra, le
patrimonio dell’umanità. stazioni che diventano supermercati mentre il
Una candidatura è un atto di comunicazione non mall, la piazza coperta dell’età dei consumi sta
rivolto soltanto all’autorevole commissione che logorando la sua luminosità; architetti e urba-
giudicherà sull’“eccezionale valore universale” nisti che possono utilmente interrogarsi sul
dei portici, primo requisito per l’ingresso nella modello portico per chiedersi se sia solo uno
prestigiosa lista, ma ad un insieme di destinatari: straordinario reperto del passato o anche uno
- i bolognesi innanzitutto, chiamati a conoscere strumento di lavoro per chi immagina il futu-
meglio e ad apprezzare un bene di cui vanno ro delle città.
orgogliosi ma di cui non sempre colgono sto- Una candidatura così ambiziosa non può che
ria, economia, tipologie ed estetiche; essere partecipata. Non solo praticando il rito
- ancora i bolognesi con i loro rappresentanti, petroniano della concertazione, che ha creato in
cui l’Unesco chiederà, in caso di successo, di passato le cose migliori della nostra città, e cioè
fare quello che dovremmo fare anche senza il facendo sì che la candidatura sia e sia sentita
loro monito, e cioè di tenere i portici puliti, di come propria da tutte le istituzioni e le parti so-
curarne l’ordinaria manutenzione, ma anche ciali ed economiche della città, ma anche chia-
di conservarne e rinnovarne l’anima, e cioè la mando all’impegno diretto anche i cittadini.
caratteristica di un luogo che è tutto insieme Impegno diretto che può esercitarsi in almeno
artigianato, commercio, pedonalità, convivia- due modi:
lità, senso di protezione, incontro; - un primo può coinvolgere migliaia di cittadini,
- i turisti, che sono poi le persone di tutto il architetti, tecnici, geometri, studenti di archi-
mondo che amano l’arte e la cultura, e che di tettura, ma anche appassionati di fotografia,
Bologna paiono apprezzare sempre più due ca- instagrammer, ondate digitali, innamorati di
ratteristiche che hanno a che fare proprio con Bologna. Come? ce lo insegna Marco Gaiani e
i portici, e cioè l’uniformità del tessuto urbano il collettivo da lui coordinato in questo volu-
storico e la socialità che lo anima, che taluni me tecnicamente ricco e impegnativo ma con
esprimono con la categoria della bolognesità; un nucleo filosofico che posso capire anch’io:
- la comunità internazionale degli studiosi e dei è possibile modellare nelle tre dimensioni un
progettisti della città, la comunità del disegno palazzo, una chiesa, un portico o una via porti-
urbano, che continua a interrogarsi sul senso e cata in questo caso, e via via un rione, un quar-

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8 Presentazione

tiere, una città con un software e una squadra questa esperienza non solo in un teatro stere-
tecnica che riassuma centinaia di fotografie oscopico ma anche nel vivo di una visita reale
scattate da migliaia di fotografi professioni- alla città reale, mentre gli sviluppi della rete
sti e amatoriali. Riprodurre cioè in larga sca- permettono la diffusione di contenuti sempre
la quello che hanno fatto un paio di centinaia più ricchi e pesanti. Le possibilità che le ICT
di studenti di ingegneria nell’esperienza qui offrono alla comunicazione dei beni culturali
documentata. è quello che io avrei chiamato sono già oggi enormi e per gran parte inesplo-
genericamente crowdsourcing e Gaiani nomina rate: l’establishment culturale, purtroppo, è to-
più precisamente community generated data o talmente assorbito dalle attività di conserva-
anche user generated content. In poche parole, zione e ricerca, e poco cura la comunicazione
la produzione di conoscenza non è più solo un dei beni culturali, con un approccio aristocra-
affare per professionisti ma può in potenza as- tico che mal si concilia con la natura pubblica
sociare tutti, secondo adeguati protocolli. Un di gran parte della funzione culturale; le classi
esempio che spiega tutto: la NASA utilizza mi- dirigenti, vittime della natura neo-corpora-
gliaia di astrofili, appassionati dilettanti, per tiva dei sistemi democratici, preferiscono il
scrutare il cielo, dando un compito a ognuno. consenso degli addetti ai lavori piuttosto che
Tutto questo significa che da domani migliaia ricordare loro che è il cittadino (tanto più tan-
di bolognesi possono modellare i portici di Bo- to meno è istruito) il destinatario finale dell’a-
logna, e via via le sue strade, fino al modello 3d zione culturale in una società democratica, e
della città storica; che dunque ogni mezzo va usato per favorire
- la seconda possibilità che si apre per Bologna è la crescita culturale della popolazione. Ho co-
l’avvio di una grande stagione di scoperta del- minciato ad elaborare queste nozioni occupan-
la città, guidata dalla promozione dei portici: domi di cimiteri monumentali, che sono città
se oggi passeggiate in una città vedete palazzi, in miniatura. Parlammo allora di “monumenti
chiese, monumenti, e secondo la vostra cultura che parlano”, oggi possiamo immaginare “por-
riconoscete storie, personaggi, soggetti, arti- tici che parlano” o addirittura “città che par-
sti; ma in una città virtuale l’immagine 3D può lano”. Gaiani li chiama Semantic Heritage com-
essere la vetrina di un data base che contiene munity generated data. E io gli rispondo: I like!
tutte le informazioni necessarie a capire quello
che si vede, l’immagine diventa la porta di ac- Mauro Felicori
cesso ad una quantità illimitata di informazio- Direttore del Dipartimento Economia e Promozione
ni audiovisuali; e con uno smartphone puoi fare della Città del Comune di Bologna

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INTRODUZIONE

Il presente volume, al di là del suo intrinseco consente di individuare un luogo dotato di pro-
valore scientifico, si inserisce in un rinnovato prie identità – con il desiderio di riconoscere in
impegno che il Dipartimento di Architettura tali, molteplici e non meno mutevoli soggetti,
dell’Università di Bologna negli ultimi anni ha “saperi” differenti, codificati o non codificati dal-
rivolto alla città ponendo le proprie competenze, lo stato dell’arte dei diversi specialismi a cui la
in rete con altre, al servizio di progetti strategici ricerca universitaria deve necessariamente e op-
che possano contribuire a nuove visioni urbane. portunamente riferirsi.
È accaduto con LABORATORIO STAVECO1, è ac- Nell’ambito della indagine storica sulla città ciò
caduto con la fondazione, presso il Dipartimen- implica l’adozione di una specifica prospettiva
to di Architettura, del Centro Nazionale di Studi metodologica. Innanzi tutto occorre una cono-
per le Politiche Urbane URBAN@IT2, accade ora scenza storica in grado di collocare l’architettura
con una ricerca che sostiene, per il tramite di una non solo nel tempo ma anche nel sistema di re-
indagine non solamente conoscitiva ma dichia- lazioni dettato dalla sua “geografia” intendendo
ratamente operativa, la candidatura dei portici con ciò una analisi del progetto di trasformazio-
bolognesi a Patrimonio dell’Umanità UNESCO e, ne e conservazione dell’ambiente costruito, a
più in generale, la valorizzazione di una “infra- tutte le sue scale e in tutte le sue fasi, che tenga
struttura” nota al mondo, decisiva per la qualità conto in eguale misura della storia economica e
urbana diffusa del centro storico bolognese, ma politica, ma anche di una conoscenza antropolo-
oggi forse bisognosa di una nuova visione stra- gica, per così dire, di storia non evenemenziale
tegica. Altri progetti sono in corso, differenti per e di vita quotidiana delle persone intendendo il
ambito di azione ma uniti dal comune intento di luogo, dunque la sua “geografia”, come un rac-
riannodare il rapporto tra ricerca universitaria e conto di vita trascritto nella materia.
azioni di governo, trasformazione e gestione del- Occorre poi una conoscenza fisica in grado di ar-
la città. Naturalmente non si tratta di riproporre ticolarsi senza soluzione di continuità sulle di-
il datato modello dell’intellettuale che, forte del verse scale, in una visione capace di raccordare
proprio sapere specialistico, meglio se reso cari- la dimensione geografica con la conformazione
smatico dai media, lascia cadere sul tavolo una fisica di un luogo specifico, fino a un incontro di-
illuminata visione per poi allontanarsi. retto e ravvicinato con la materia di cui il singolo
L’impegno è, al contrario, quello di sedere allo manufatto è fisicamente composto.
stesso tavolo con i diversi soggetti che compon- In altri termini si tratta di cogliere, mediante
gono, gestiscono e governano la città – termine la ricerca storica e spingendosi sino all’oggi, la
quanto mai mutevole ma che, ancora oggi, ci capacità del progetto di architettura di agire in

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10 Introduzione

modo “specifico” rispetto al luogo che trasforma, che ogni atto di trasformazione, inevitabilmen-
alle diverse scale, dove per specifico si intende te, conferma o cancella.
in rapporto chiaro e consapevole con le richie- Naturalmente si tratta di una responsabilità affi-
ste della “committenza”, intesa nel senso ampio data a molti racconti, alla storia, alla letteratura,
della comunità coinvolta nella trasformazione al cinema, ma l’architettura, intesa nel suo più
da un lato e, dall’altro, con le “richieste” del luo- ampio significato, è un testo, al riguardo, mol-
go, nella sua struttura fisica e di memoria storica to profondo e veritiero, essendo stato scritto
(valori estetici riconosciuti, tradizioni materiali da tutti, seppure con responsabilità e consape-
e costruttive, relazioni con i sistemi “naturali” e volezza differenti, e rimanendo a tutti visibile,
con i grandi “segni” della antropizzazione). inevitabilmente evidente.
Diretta conseguenza di quanto sin qui esposto è Ciò non significa che lo stratificarsi delle dif-
la necessità di far rientrare nella conoscenza sto- ferenti città nel tempo, il succedersi di diverse
rica tanto ciò che è straordinario – la cultura ar- identità, sia immediatamente leggibile e non
chitettonica “alta” – quanto ciò che è ordinario, possa, in molti modi, venir dimenticato o delibe-
con uno sforzo di comprensione della qualità di ratamente cancellato.
entrambi gli ambiti che, del resto, appaiono pro- La decisione, da parte di una comunità cittadina,
fondamente e fisicamente connessi tra loro se di trasformare, anche profondamente, l’ambien-
l’attenzione si sposta dal singolo oggetto a una te costruito in cui vive è naturalmente legittima,
più diffusa lettura storica del luogo e della città. spesso auspicabile, di fatto ineludibile, come
In altri termini si tratta di riaffermare il “diritto” governo di un processo di attualizzazione cui i
che ogni opera dell’uomo ha a una conoscenza luoghi sono sottoposti, per volontà collettiva e
storica svincolata dalla rilevanza storiografica ri- sovrapersonale, dal procedere della vita stessa
spetto a quadri consolidati sia che i risultati ot- delle persone.
tenuti possano poi confluire nell’aggiornamento Ma nella decisione deve esservi consapevolezza
o nella costruzione di serie storiografiche più dei processi storici che hanno portato al costitu-
ampie, sia che l’analisi storica rimanga confinata irsi dell’assetto che si decide di cambiare.
a un ambito locale e a richieste specifiche. L’architettura non è solo testimonianza di valo-
Trasformare la città non è solamente tema di ri estetici, è concretizzazione della storia di una
buona o cattiva amministrazione, non è un pro- comunità e, come tale, offre l’occasione di ricon-
cesso che appartiene esclusivamente alla econo- siderare i processi e i valori che hanno condotto
mia, non è sufficiente evitare le patologie; impli- alla condizione attuale. A dispetto di ciò, è spes-
ca responsabilità nei confronti di una memoria so drammaticamente evidente come i cittadini, e

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Introduzione 11

anche gli stessi amministratori, non dispongano L’oggetto di studio a cui è dedicato il presente
di una immagine della città, o del territorio, se volume si può ben definire, rispetto alle questio-
non nella forma, spesso criptica e astratta, de- ni metodologiche sommariamente elencate, con
gli strumenti di pianificazione. Più di ogni altra un caso estremo e banco di prova ideale data la
pare sfuggire la dimensione intermedia tra l’a- sua complessità: visibile concretizzazione di una
strazione della pianificazione e la scala ogget- azione umana nella città; dotato di una specifica
tuale della singola architettura, che potremmo identità e, al tempo stesso, risultato di un siste-
ben definire una delle zone grigie della cultura ma di relazioni fisiche e sociali sempre differenti;
architettonica contemporanea data la crisi del- testimonianza di una commistione tra dimen-
le discipline urbanistiche, o almeno della loro sione individuale e collettiva del progetto; natu-
concreta efficacia, da un lato e, dall’altro, data la rale articolazione di ordinario e straordinario.
tendenziale autoreferenzialità delle invenzioni Le analisi dedicate a tale oggetto, evidente e
architettoniche, che assai raramente accettano sfuggente al tempo stesso, permanente e mu-
di porsi in subordine al luogo e alle sue comples- tevole, mostrano con grande chiarezza come le
sità, più spesso inseguendo l’utopia modernista più avanzate metodologie della rappresentazio-
di una forma risolutiva della “bruttezza” se non, ne abbiano la capacità di articolare, nell’ambito
addirittura, salvifica rispetto a problemi di natu- delle stesse metodiche, conoscenza scientifica
ra programmatica. L’assenza di una “immagine” del manufatto e restituzione di una comune per-
dei luoghi che ne restituisca la complessità ma cezione, azione divulgativa e archiviazione com-
non ne escluda la leggibilità ai non specialisti, è plessa di dati storici e immediati, offrendo alla
certamente tra le cause di una difficoltà proget- azione di trasformazione e gestione della città
tuale che porta a disperdere le azioni di valoriz- come bene comune e, per conseguenza, come
zazione in molteplici strategie, corrispondenti bene culturale, una gamma di strumenti estre-
a diversi soggetti, non integrate tra loro. Al mo- mamente ampia e ricca di potenzialità.
mento dell’occasione che richiede una soluzione Sono strumenti che portano ben oltre il puro
comune, politicamente, se non culturalmente e risultato di ricerca, strumenti di conoscenza ma
socialmente condivisa, tale carenza conduce im- anche supporti decisivi per fondare una nuova
mancabilmente a cercare, quale soluzione appa- cultura progettuale basata sulla condivisione di
rentemente più semplice, il miraggio di una im- valori – oltre che di istanze – tra i diversi sogget-
magine “nuova”, acriticamente affidata alla firma ti e i saperi che contribuiscono alla complessità
di un “autore”, spesso del tutto inconsapevole del processo contemporaneo di trasformazione
delle specificità del luogo con cui si confronta. della città, contributo a una cultura del progetto

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12 Introduzione

inteso come strumento di mediazione e di sin- Note


tesi – non solo formale – con compiti più ampi 1
Cfr. Agnoletto 2014.
della semplice figurazione estetica di contenuti 2
Il Centro, operativo da gennaio 2015, è stato promosso
programmatici. dall’Università di Bologna, Dipartimenti DA e DICAM, e dal
Politecnico di Milano in stretta collaborazione con il Comu-
ne di Bologna. Al centro hanno aderito altri Atenei (IUAV di
Giovanni Leoni Venezia; Politecnico di Torino; Firenze; Roma Tre; Roma La
Direttore DA Sapienza; Napoli Federico II; Milano Bicocca; Politecnico di
Bari; Università di Ferrara) e partner quali: ANCI; Consiglio
Nazionale per le Scienze Sociali; INU; Società Italiana degli
urbanisti; Laboratorio Urbano.

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