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Nay Lb OoLOALCAS IL CALCOLO SISMICO DEGLI EDIFICI IN MURATURA UTET Litera St via. Ginna, 20- 10125 Torino (© 2000 UTET Libreria St swormatetera it mall: commerssle@utetibreriait 1 iit aduxone, i memoriazaionseletronica, rodzinee dl adatarci eae o parse con qual 51 mezzo (compres i microfilm le copie ftosaiche) ‘Soo ser per Paes LBditore por concedre a pagamento autorizzaione & riprodurte una poeione non superior wn decimo del protente volume fino a un massino di setantcingue Dagine, Le richieste di npreduzione vanno iolrate a: [Associazione Haan per | Di dl Rigrdurione delle Oper ell inggno (AIDRO), va delle Erbe 220121 Mi- Jao, Telefon 4 027809508, ‘Stampa: Stampare-Tonpo rim ezine: eno 2000, a 56 Passions Indice Smovoaia Parte prima: ASPETTI GENERALI ‘Carrot - Nozion! introduttive rm 12 13 14 Carrot 2 - Lan 20 22 23 24 Sistemi di misura ‘Normativa 1.2.1 Le norme relative alle strutture - 1.2.2 Lo sviluppo storico delle norme relative alle costruzion lapdee in zone sismiche = 1.2.3 Le norme vigenti che dliscipinano le costruzion in muratura ‘Anivita professionali dll'ingegneree del'architerto 1.3.1 Responsablit - 1.3.2 Artivit consultiva - 1.3.3 Ativitd amministrativa - 1.34 AMtivitarealizzativa Ui progetista di stutture strutturale Progeto controlo della strutura Tmodello di calcolo 2.2:1 Modelli rappresentativi del comportamento reale - 2.2.2 I modello geometrico ~ 2.2.3 Il modello meceanico - 2.24 Il modell di earico I calcolo delle strutture 23.1 Metodi general di calcolo - 2.3.2 Caleolo manuale ecaleolo automata I problema della sieurezza 2.4.1 Met di verifica alle tension! ammisibii = 2.4.2 Metodi di verfica gli stat limite - 2.4.3 Metoi di vertica probabilistci Carrovo 3 La progettazione strutturale 31 32 33 Filosofia generale Livell di progettazione Flaborati progetuali 3.3.1 Grafiel 3.3.2 Relasiont as 7 109 us U9 Bs 130 135 157 182 187 ist 200 us 225 a vce Parte Seconda: ANALISI Di LL COSTRUZIONI LAPIDEE ‘Carmoo 4 Strutture in muratura 41 Generali 42 Evoluzione delle costruzioni in muratura 4.2.1 Dalla pietra alle costruzioni in pietra - 4.2.2 Origini della muratur 423 Origini delle costruzioni - 4.24 Costrurioni romance - 42.5 Le costruzioni dal Medioeva al XVI sec. - 4.2.6 La "vivoluzione” nelle 43° Tipologie costrutive 43.1 Edifci di prima clase - 4.3.2 Edifci di seconda classe ~ 4.3.3 ified terza classe Carroio §- Caralteristiche det materi 5.1 Riflessioni preliminari 52. Malte 33. Elementi lapidei 3.3.1 Pitre natural -.3.2 Piet artificial 54 Murature ‘5.4.1 Tipologic - 54.2 Caratteristche meceaniche - 5.4.3 Legami cositutivi = 5.4.4 Caratteristiche elastiche - 5.4.5 I valor delle caratcrstche repeibil bibliografia Carroco 6 - Progetto e verifica degli edie! in muratura 4 6.1 Problematiche generali 62. Evoluzione della progettazione stutturale 63 Moonsolidamento degli edifici Carmo.o 7 - Strutture portant! yertiall per edifie TA Generalita 7.2. Tipologia delle pareti 7.2.1 Pareti pve di vani- 7.2.2 Paeti con vani 7.3. Azioni vertical TA Azioni orizzontali 7.4.1 Spinte - 7.42 Vento - 7.43 Sisma - 7.44 Ripartizione delle azioni ‘orizzootal ele paved Carroo 8 - Le paretisollecitate da azioni verticall 8.1 Modell di calcolo 8.1.1 Modell geometrci- 8.1.2 Modell di carico 82 Metadi di calcolo 8.2.1 Analisi lineare - 8.2.2 Analisi non lineare “meccunica” - 8.2.3. Analisi non Lneate "geometic 83. Verifiche ai sicurezza secondo normativa 83.1 Dimensionamento semplificato - 8.32 Verifica alle tensioni ammissibili- 8.3.3 Verifica agli stat imite wove 267 2s 252 295 319 322 335 40 351 370 374 383 395 399 $32 439 455 CarroLo 9+ Le paret sollectate da aziont sismiche 9.1. Model di calcoto 9.2 l.comportamento delle pareti murarie 9.3 Icomportamento dei pannelli di maschio ‘93.1 Crisi per presso-flessione del pannello libero in sommita - 9.3.2 Crisi ‘per pressoflessone del pannello vincolato in sommith- 9.3.3 Crisi per taglio da trazione = 934 Crisi per taglio da scorrimento - 9:35 Curve carateristiche 9.4 Mcomportamento dei pannell di fascia ‘9.1 Crisi per presso-lesione del pannello non armato - 9.4.2 Crisi per pressorflesione del pannello armato - 9.4.3 Crisi per taglio da trazione ~ ‘9.4.4 Crisi per taglio da scorrimento CarsioLo 10- Il metodo di ealeolo RAN 10.1 Considerazion preliminari 10.2. Lo sforz0 normale indotto dalle azioniorizzontali 10.2.1 I caso della parete monopiano - 10.2.2 Il caso della parete mutipiano 10.3 Domini di resistenza dei pannelli di maschio 10. Curve earatteristiche 104.1 Le deformazioni elementari - 10.4.2 I egame V-B relative ai pannell, i maschio - 10.4.3 IL legame V5 relativo ai piani 10.5- La verifica dei pannelli di maschio 10.5.1 Pani regolari - 10.5.2 Pian iregotari 10.6 La verifica dei pannelli di nodo 10.7 La verifica dei pannel di fascia 10.7.1 Applicazione - 10.7.2 Applicazione 10,8 Procedure di caleolo 109 Procedure i informatizaazione Cartto.o 11 - Metodi di calcolo alternativi ¢ confronti TLL Meta agli element init 11.2 Metodi di calcolo ai macro-clementi 1.21 Metodo ver - 11.2.2 Metodo po - 11.2.3 Metodo della Circolare LLLLPP, 30.07.1981 1.21745 - 11.2.4 Metodo PORELEX - 11.2.5 Metodo PORSO = 11.2.6 Metodo VEM- 11.2.7 Metodo SAM 113 Confront Aprenpice BinusocRaria Prefazione amore per gli edfici in muratura 2 certamente contenuto nel mio DNA in quanto, per almeno tre generazioni, i miei Avi hanno esercitato la loro professione in tale setiore, progettando, drigend 0 realizzando, Esso si, perd, manifestato solamente nel 1970, allorché iniiai a frequentare lo studio di quel grande Maestro di strutture che fu il professore Mario Locascio: Nineguagliabile sensibilita con la quale affrontava il comportamento delle costruzioni lapidee © Feceerionate sapienza con cui Fe analizzava, mi avvicinarono ad un ambito culturale che, allora come ozgi, ® appannaggio di pochi specialist, Dopo quasi dieci anni, anche la mia attvitd di ricerca seieatfica si estendeva a tale settore, divenuto di attualitt dopo il terremoto campano-lucano del 1980. Con aleuni colleghi, © sotto la guida del professore Aldo Raithel, affrontammo il tema irrisolto della verifica delle pareti murarie con Tintento, non solo di confezionare suggestive teore, ma anche di pervenire a mctodologie di calcolo concretamente applicabil. Negli anni successivi il drappello che studiava tale argomento si @ rapidamente assotigiato, finehé sono rimasto solo con qualche collaboratore, stimolato a proseguire, oltre che dallinteresse scientifico, anche dalle esigenze di un'aivita professionale che mi vede sempre pi. impegnato nel setore dele strutture murare, Forse, perd, questo amore sarebbe rimasto a livello "platonico” se non si fosse verificato un miovo evento nel mio lavoro: la ttolarita del! Insegnamento di "Progetto di Strutture” presso la Facolt’ di Ingegneria delUniversita di Napoli Federico IT che mi consentiva, finalmente, di tattare il tema degli edifici in muratura (negletto dalla maggior parte degli Atene) e di "organizzare" Vargomento nella sua interezza Le continue richieste degli studenti, ma soprattuto dei giovani laureati e dei molti colleghi che lamentano Tasscnza di testi realmente utili sullargomento, mi hanno convinto ad affrontare Timpegno (ma anche @ fregiarmi del privlegio) di scrivere un libro su tale argomento, Al fine di selezionare la platea dei lettori,chiarisco subito che questo volume & rivolto sopratutto agli Ingegneri e agli Architetti che cercano risposte, su basi scientifiche, ai loro problemi professionali: esso & stato scritto, infati, per quei colleghi che x xerAZiONs combattono quotidianament, in prima linea, la battaglia della sicurezzastruttrale © che devono forire al proprio committente risposte concrete di cui assumono ogni responsabil, Purtroppo, attualmente, solo pochi Autori servo libri uti anche a professions cid & dovuco, prncipalment, al! ateggiamento di innova isprez20 che i"discendent di Platone nteressat solamente alla filosoia della Scienza, nutrono verso i *dscendenti di Archimed" che ln Scienza vogtiono anche applicarla: cid comporta che, ancora una volta, la ezvm sia considerata "Volgare” e che, per conseguenza, la maggior pated quanti desderanoaffronare i concorsi univesitari, ne tengn aocuratamentelontana Con Fintento di serivere un testo reulmente utile, ho iasrito nelle pagine che seguono tutto cid che ho imparato dalla Ricerca, dalla pratca professional e da coloro che hanno “serto" 0 "fatto sull'argomento: Timpegno pid arduo ® stato quello di selecionare i temi essenzialie di porgert nla maniora pid semplie e comprensbile, lasciando da parte inuii"sfoggi di culra" Poic il ibro contersicuramente erori e carenze, sard grato a chiungue vorrd segnalarmel: i criti pi impictosi, vec, vogli ricordre che ess & stat serio con Jo spirto di rendere un servizio ai tant colleghi che ignorano Targomento, meendo & toro aisposizion (in forma organia) quant ho imparato, cpio ¢prodoto sul edie ‘in muratura, Sotto il profilo organizzativ, mi & sebrato opportuno sudeividere i ibro in ura parte preliminare dedicats agli apetti generali della progetazione strutturele © in una Seconda parte riguardant, specificamente, il calcolo delle costruzoni lapide®. Con riferimento a quest'ultima, non senza aver condotto una panoramica su alcune procedire « me note, propongo il metodo che ho battezzato RaN e che, nat soto a {uida del professore Rate nel 1984, ho svluppato pervenendo ad un rsultato che mi Semira interessante: dsporre di uno strumento affidabile e di semplice impiego professionale che conscnta di evitare i grossolan eror ex, n molissimi casi, condice Timpropria applicazione del metodo conzenuto nella Circolare LL.PP. 1.21745 del 30.07.1981 ed igpirato al po (ttualmenteutlizzato dai pit , airitura,ealdeggato dalle Autorita), # da suspicare, anzi, che nel volgere di breve tempo ancbe il lgislatore oper una revisone della normative vigente che, percolosamete, indica in ques ultimo metodo uno strumento di verfica affidsbile, senza avverie che i rislatatraverso eso conscpiti son, frequentemente, ae da error. diabolic. [Nella chiosa di questa prefazione, desidero esprimere gratitudine a tutti gli Autor citatt e ricordare i miei promettentiallievi Ida Coppola e Fabio Locascio. Allamore di Marie Nicole ¢ di Maria Flavia devo, invece, lenergia che mi stata necessaria ad affrontare un tema cos) impegnativo, per dedicarmi al quale ho dovuto sottrarre molto tempo alla mia cara Famiglia Nicola Augenti Capri, gennaio 2000 > > > peg 2 ater esse cis gses Boe Simbologia ~ azione generica; + area della sezione del pannello murario; ‘area della generica armatura; azione di progetto; azione caratteristica; ‘area reagente della sezione parzializzata; ‘area dell armatura metallica; cccentrcitAtrasversale accidentale, dovuta a tolleranze di esecuzione ; Junghezza del pannello di muratura; lunghezza collaborante del pannelio trasversale; dlistanza ta punto di nullo del momento e sezione da verifieare; lunghezza attiva del diagramma delle tensioni normal lunghezza attiva b adimensionalizzata rispettoa B: 5 lunghezza attiva del diagramma delle ¢ al limite elastico;, Iunghezza attiva del diagramma delle 6; sulla sezione inferiore del pannello; Junghezza attiva del diagramma delle 0, sulla sezione superiore del pannello: Junghezza attiva del diagramma delle ¢ ad andamento lineare; lunghezza attiva del diagramma delle @ ad andamento costante; Junghezza attiva del diagramma delle o sulla sezione destra del pannel Junghezza attiva del diagrarma delle ¢ sulla Sezione sinistra del pannello; coetficiente di intensita sismica; centro di rigidezza (0 baricentro elastico) delle pareti; + copriferro darmatura: + eccentrcitd trasversale da costruzione, tra i muri (disassamento); eccentricita da costruzione, tr i piani medi dei pannelli a livelli ed (+1; vB _ecceniricitatrasversale massima di N nella configurazione deformata; parametro di eccentricita: D = (3D/s)-0,5 SP eS wa tra Ta retta di applicazione della forza orizzontale F, e Ia sua parallela pr il punto medio delfaltezza del piano r ; = spessore delle riseghe; ~ interasse tra due paretitrasversali; distanza del pannelio di maschio j dal centro delle rigidezze estensionali O,; istanza del baricentro della sezione parzializzata dallasse del pannello; ‘modulo di elasticita normale della muratura; ‘modulo di elasticita normale della generica armatura; ‘modulo di elasticita normale degli element lapidei: - modulo di elasticita normale del caleestruzzo; - modulo di clastcita normale allo stato criico; ‘modulo di elasticitd normale della malta; ‘modulo di elastiita normale dell acciaio; eccentricita; + eccentricita adimensionalizzata, per pannel di maschio: + eccentrcitd adimensionalizzata, per panneli di fascia: ‘eccentrictd adimensionalizzata rispeto allo spessore s: eccentrcita dello sforzo normale a limite elastico; ceccentricitd longitudinale di, rispetto all’asse del pannello: = MJN; ‘eccentricita longitudinale di N, rispeto all asse del pannello: ¢,= MJN, ; ‘componente delfeccentricta secondo Fasse y cccentrcita di N* rispett al baricentro del pannello di asc eccentric di N* rispeto al barcento del pannello di fascia; forza orizzontale: forza F adimensionalizatarispeto a Ny: F azione di calcolo, nelle verifiche agli stati limite; forza orizzontle di piano appliata al velo valre arateritico delle zion sismiche; forza orizontale di piano. prallea alla generic pareto (longitudinale) forza orzzontle di piano, rtogonae alla generica parce (rasversale}; forza dinercia vetcale; forza dinerzin rizzotale da peso proprio del pannel eccetrcith di Frispettoallestradosso dei pannel i maschio sotostant; {Fadimensionalizatarspeto al‘ altczza dla fascia: f= f/H1 + tensione al limite elastico del armaturas resistenza a compressione della generca unit lapidea: resistonzaearatteristica a compressione delle nia lapis: resistenza media a compressione delle unit lapide, resistenzaearatteristica a trazione delle nia apie: resistenza media a trarine delle nit apie, resistenzaestnsionale, i progetto, del calectruzza: IN, 3 fy resstenza estensionale, di progetto, della muratura; 4, ~Tesistenza a compressione del generico provino; ~ distanza di F, dalla quota di estradosso dei pannel i maschio sotostantis ‘fy Tesistenza caratterisica a compressione della muratura; fy tesstenea caraterstica a trazione della muratura Jf, resistenza media a compressione della muratura; Jem tesistenza media a compressione della malta; Jey resistenza media a trazione della malta; Gf tensione di rottura del'acciaio; fou Tesstenza tangenciale, di progetto, dela muratura; fy Tesstenza ataglio puro determinata sul singolo provino; fee resstenza carateristica a talio (in presenza di sforzo normale); Fag esistenza caratterstca a taglo puro (in assenza di sforzo normale); fou resistenza media a taglio puro della muratura; “f,”—tensione di snervamento dll'acciaio; fy resistenza estensionale, di progetto, dell acco; “Fox Tesistenzn carattristica a compressione delle unitt lapidee, in direzione cortogonale a quella dei carichi; Fim esistenaa media a compression delle unit lapide, in direzione ortogonale a quella dei carichi G modulo di elasticit tangenziale dela muratura; ~ baricentro delle masse; G, _carico permanente al piano i; G,__azioni permanent, nel caleolo agli stat limites 2 accelerazione di gravit; +H altezza del pannllo di muratura: HA, altezza dele fasce 0 dei maschio al generico livello i; He altczza equivalent dei pannel di maschio; +H altezza misurata ta due punti di nodo fitz; ‘He distanza del punto di nullo del momento dalla sezione da verificare; 1H! distanza del pumto di nllo del momento dalla base inferiore dl pannello; Ho! distanza del punto di ullo de! momento dalla base superiore del pannel; HP altezza di interpiano; HP altezza del pannllo a Sezione interamente reagente; fh altezza d piano; ~altezza utile dela sezione; 1h; quota del piano i dallo spiceato di fondazione; +h, altezza liberadintlessione, 1 momento d'inerziaassiale; = coefficiente i proteione sismica; I. momento d'ineria polae delle rigiderze rispett al centro C J, momento d'inrziaassiale della sezione parzializzata; pre ERESER =~ OO a5 2Zzz zz 2222222222 soneroo livelo dela parcte agrverica vertical della paete rigideza del pannelo: rigilera elastic in campo non proporzionale; rigidezzaflessionalealestremo inferore del pannel: rigidezza alla raslazione de pannelo di maschi rigidezzaelastica incite (ll rgine): rigiderza flessionale alestremo superiore del pannello; rigidezza alla raslazione della generica parste 1 indiezione x rigiezza alla traslavione della generica parcte v in drerione ys rigidezza totale alla traslzione di ute le paet in direzione x: rigidezza totale ala traslaione di tutte le part in dezione y lunghezza della muraturas cccenricita longitudinale dovuta a forze parallel alla parete; ~ momento letent; ~ momento rsultante delle coppie tree prot dale fore nec momento flettente eitio: Mf, = Nee) ‘momento fletenteapplcat ala base inferiove del pannelo di maschiog ‘momento fletente longitudinale, dovuto a forze parallel alla pret: ‘momento flttenteapplcato alla hase superiore del pannel di maschio; i momento fletentetrasversale, dovuto a frzeortogonali lla parte; ‘momento lettente applica alla sezione desta dl pannel i fascias ‘momento flettente nel generico pannel di fascia: momento flettente applica alla sezonesinistra del pannelo di fascia; = coffcinte ai Poisson: + coppia torcente di pian; parametroadimensionale di eccentrics m ‘forza normale; sforzo normale adimensionalizzat risptto a N,: sforzo normale eritco: N.= B's sforzo normale al limit elastico; sforzo normale crtco euleriano; sforzo normale appicato alla base inferior del pannel di maschio: sforzo normale ideale (N,,= N+W); sforzo normale massmo di compressione a sez parzializzata: Ny= oy b's sforzo normale massimo di trazione a secioneparzializzata: No, sforzo normale ite: sforzo normale massimo soppertabile dal pelo di faci; sforzo normale al limit elastico, per tension nll nell armatura; carico di cis al limite eastco, per pannel sottopost a carico eccetreo; sforzo normale al limit elastico di pacilizzzione dela sezone: sforzo normale applicato alla base superiore del pannello di maschio; (Greys: IINy + suo. ~ 'N,, _~sforzo normale ultimo peri panneli di maschio: N= 0-8-5 - sforzo normale ultimo per i pannelli di fascia: N= op 11s; 14 sforzo normale applicato alla sezione destra del pannello di fascia 1’ sforzo normale nel generico pannelo di fascia; 1N* —sforzo normale appicato alla sezionesinstra del pannel di fascia: rn ~coefficiente di omogeneizzazione; ~ segmento di nocciolo espanso; F —_segmento di nocciolo espanso adimensionalizatorispetio a B : = n/B ; 0 origine de sistema diriferimento; (0, haricenro di rigidezza estensionale dei pannel di maschio al piano i; P_ risultante verticale dei carichi trasmessi dal generico orizzontamento; P forza P adimensionalizatarispettoaN,: P=P/N, ; P;,risultante verticale del carico trasmesso dagli orizzontament al livelo i; P., _ carico verticale trasmesso dagliorizzontamenti al generico pannello i; P,__valorecarattcrstco delle azion di precompressione; Pp) excenircit trasversale di P rspetto al piano medio del muro da verificare; = cocfficiente di distriburione delle x sulla sezione trasversale del pannetto P= Tpaa! Fy OVE P= Cy! ts 1, eccentric trasversale di P,rspetto al piano medio della fascia 1; Py _evcentrcith trasversale dP, rspetto al piano medio del pannello i+ 2) = peso proprio delle parti ~ Sovraccarico accdentale nella valutazione delle forzesismiche: © forza Q adimensionalizzata rispetto ad N,: 2=O/N, ; ; ~risultante dei pesi propri di ciascuna parete al Hvello ~ earico di eserciaio al piano i; Q,; peso proprio del generico pannel i; Qj valor caratteristei delle azioni variabili tra loro indipendenti; Qix valore caratterstco del sovraccarico variabile di bases Q, zion variabili, ne calcoo agi stati limite: Re ~resistenza generica; - rsultante dei carichi vertialifiss edi esereizio: ~ coeffciente i rispostasismica R tensione ammissbile enerica: R= R/¥ ; Ry resistenza di progetto: RR, ~risultante dei carichi verticalifissie accidental al livello i; risultante di Ne V, applicata alla base inferioe del pannelo: Rij sisultante del caico verticale totale applicato al generico pannello i Ry resistenza caraterstca; Ry, esistenza media; Ry Tisultante di N, eV applicta alla base superiore det pannllo; ~ eccentricitstrutturale, di rispetto al piano medio del livello i; inverso della curvatura; SSS8, 858 SIS ee «SSS ESR RSS SS ‘eccentricita trasversale di Rj rispeto al piano medio del muro: evceniticit trasversale di Rj ispetto al piano medio del muro, - sollcitazione generica: = grad di sismicita; sollecitazione di progeto; sforzo normale indotto, sul maschio j, dalle azioniorizzontalis ~ spescore del pannello di muratura: - deviazione standard o scarto quadratico medio; ~ coefficiente di riduzione del sovraccarico; risultante delle forze orizzontal; periodo proprio di vibrazione; risultante delle forze orizzontali (tagliante di piano) al livellor; ceccentricta trasversale dovuta a forze orizzontali, ortogonali alla parete: altezza media degli elementi lapidei, altezza media dei giunti di malta; ~ componente orizzontale dello spostamento; - generica parete in dirczione x ; sforzo di taalio; sforzo di taglio adimensionalizzsto rispetio ad N,: V=V/N, ‘massimo Val timite elastic per telio da scorrimento: V,= =,-8'53 valore di V,, per taglio da scorrimento ad atrto costant valore di, per taglio da scorrimento ad attito variable; smassimo Val limite elastico per taglio puro da scorrimento: V. ‘massimo sforzo tagliante di piano sopportabile al limite elasico: ‘massimo sforzo tagliante sopportabile dal piano r, al limite elastico; ‘massimo V al limite elastico per presso-flessione: ‘massimo V per presso-fessione, con non linearita delle tensioni normal sforzo di taglio applicato alla base infriore del pannelio di maschio; sforz0 di taglo ideale: Viy= V-+p,-W/2 5 ‘massimo V al limite elastco per taglio puro da trazione: V_= ty Bs rassimo V al limite elastico proporzionale per presso-flesione; ‘massimo V al limite plastico per pressoflessione; mmassimo V a rottura, valutato sperimentalmente; sforz0 di taglo applicato alla base superiore del pannello di maschio; massimo sforzo tagliante di piano sopportabile al limite plastco; ‘massimo sforzo tagliante sopportabile dal piano r, al limite pastico; ‘forzo di taglio applicato alla sczione destra del pannello di fascix; sforzo di taglio nel generico pannello di fascia; ‘sforzo di taglio appicato alla sezione sinistra del pannetlo di fascia; sforzo di taglio assorbito dal maschio j per fronteggiare il tagliante 7, : componente veticle dello spostamento; ~ enerica parete in direzione y: (cB SS5555 i z pan é ages xv peso sismico complessivo delle masse; eso sismico W adimensionalizzato rispetio ad N, azioni dovute al vento, nel caleolo agli stati limites peso sismico dele masse longitudinal di piano ‘eso sismico delle masse trasversali di piano; ‘eso sismico delle masse, ascissa del sistema dirferimento; ascissa del baricentro del generico maschio i ascissa del baricentro dei panneli di maschio al piano i ; ondinata del sistema di riferimentos ‘quota del sistema di riferimento; dlistanza tra la prima sezione parvializzata cil centro del pannello; valore di, adimensionalizato rispeto acy: a= y/o: - parametro fornito dalla relazione: INME=1) : - cocfficente di dilatazione termica; = valore di, adimensionalizatorispetto a 6, = t,/043 = valore diy, adimensionalizatorispeto af, B = fiz fei ~ coefficinte di struttura; ~ coefficient di parzalizzazione della sezione; ~ componente di deformazione da seorrimento; + valore ait, adimensionalizzato rispetto a o,: y= /0, = peso per unita di volume del materiale; - coefficiente di combinazione delle zion; cocfficente di distribuzione delle azionisismiche; coeffciente di sicurezza agli stati limite: + spostamento relativo orizzontae tra le sezioniestreme del panneli - coetfciente di variazione della resistenza: 8 = s/Ry 3 ecentricita iV rispetto all configurazione deformata della parete; componente orizzonale dello spostamento di piano al limite elastico; ‘componente dello spostamento 6 al limite elastico non proporzionale;, componente dello spostamento 6 a limite elastico proporrionale; omponenie dello spostamento dovuta alla flessione; componente massima dello spostamento nella sezione di mezzeria, ‘componente dello spostamento 5 al limite plastico; componente dello spostamento 8a rottura; ‘componente dello spostamento 5 corrispondente al tagiante 7; componente orizzontale dello spostamento di pian al limite ultimo, ‘componente dello spostamento dovuts al taglio; + componente di deformazione estensionale; ~ coeffcinte i fonduzione; dformazione estensionale della generics armaturs; WeWINy pee esng ng sapouocia eformazione estensionale al limite elastico della genera armatura; deformazione estensionale ultima della generica armatura; ~ generica eccentrcita convenzionale; «= deformazione estensionale corrispondente alla massima te deformazione estensionale della muratura; sdeformazione estensionale al limite eastco dell muraturs; sdeformazione estensionale ultima della muratura; deformazione estensionale delfacciaio; _Incendi, esplosioni 2.3 IL CALCOLO DELLE STRUTTURE Il “ealcolo", ovvero lanalisistrutturale, 2 un'operazione assolutamente converzionale, cosi come lo @ Ia determinazione della resistenza di un materiale. Cid significa che j risultati non forniscono un'immagine della realt’, ma solamente una sua rappresentazione molto "sfocata” la cui approssimazione dipende, non solo dagli strumenti adoperati ma, soprattutto, dall’attendibilit& delle ipotesi poste a base del loro impiego. Con una semplice similitudine si pud dire che i metodi della Scienza e della Tecnica delle Cost forniscono al progettista (affetto da una estrema “miopia strutturale") degli occhiali” che consentono una visione della realta, pit o meno approssimata, a seconda delia diversa gradazione delle "lenti" (rappresentata dalla maggiore 0 minore raffinatezza dei metodi di calcolo). L’analisi strutturale di una costruzione consiste, come si & detto, nel creare un modello "semplice” che ne simuli il comportamento, riproducendone gli aspetti salienti ai fini strutturali non basta, perd, che il modello sia rappresentativo della realta, essendo rnocessario anche che sia risolubile con i metodi di calcolo disponibili. Esso va, pertanto, confezionato tenendo conto, contemporaneamente, di due esigenze: la Fappresentativita dello schema ¢ la sua risolubilita, Caleolare una struttura, in definitiva, altro non yuol dire se non determinare lo stato di tensione ¢ di eformazione dello schema assunto come modetlo della realtd: gli strumenti per compiere tale analisi sono quelli offerti dalla Scienza delle Costruzioni * VANALISESTRUTTURAL 1 Metodi generali di calcolo Al fine di inquadrare unitariamente le diverse metodologie di calcolo, si effetiua di seguito una brevissima disamina delle singole procedure, evidenziandone prerogative © limiti. Per un approfondimento dei singolt argomenti si rinvia, invece, ai testi classici di Scienza e di Tecnica delle Costruzioni ove il lettore potri trovare esauriente tratiazione. di ogni argomento Come si & ripetutamente deo, ogni metodo di calcolo & strettamente connesso al modello adottato. Con ta nascita della Teoria dell'elasticita, le struttre sono state sempre rappresentale attraverso modelli continu il cut “caleolo® consiste nel ricercare gli spostamenti, note le caratteristiche ‘gcometriche, quelle elastiche, ei carichi applicati. Le equazioni che governano il problema sono diferenziali, lineari (di primo grado), de! quarto ordine (fino. alla derivata quarta), generalmente a coeffcienti costanti, la cui soluzione diet consente la conoscenza delle incognite in tutti 1 punti del modelio. ‘Tale soluzione pud essere perseguita attraverso integrasioni in forma chiusa, cio’ trovando la funzione matematica risolutrice delle equazioni differenzall, direttamente © attraverso sviluppi in serie di Fourier (come somme di funzioni): in tale modo, gli spostamentiincogniti divengono noti in tat i punt del modello e, con essi, anche le carateristiche della sollecitarione interna Per le equazioni differenziali di difficile o impossibile soluzione dirgtta si pud, invece, ricorrere ad un artifizio che consiste nel discretizzare V'algoritmo di ealeolo in modo tale da ottenere un numero finito di soluzioni dellequazione completa. Tale procedura, nota come metodo delle difference finite, effettua una diseretizzazione "a posteriori" rispetto alla messa a punto del modello di caleolo, net senso che il modello rimane sempre continuo ma la. soluzione Aiviene discontinua, I metodo consiste nel sosttaire alla funzione fiz), il Yettore f= fy» fe} le eu componenti sono i valori che Ia funzione assume in un numero finite di punti equidistant (x distanza finita). In effet esprimendo le derivate di f(z) nel generico punto tramite le incognitef,, ., f, (interpotazione pit sempiice si consegue mediante un polinomio quadraties) ¢ Ponendole nellequazione differenziae, & possibile tramatare quest ‘ultima in un sistema di equazioni algebriche linear: in questo modo, il problema risolutive Viene trasferito dallfambito del calcolo infinitesimale a quello dell algebra lineare. Tale metodo, che trova un limite notevole nella necessit di risolvere sistemi di equazioni la cui dimensione ® proporzionale al numero di punti nei quali si vuole conoscere 1a soluzione, ha avuto grande impulso con Favvento degli elaboratori eletironici: questi, infatti, attraverso una. impostarione matriciale del etleolo, consentono 1a soluzione di sistemi dalle dimensioni enormi, purché il computer sia in grado di invertite la matrice dei coefficient. Tale metodo, che in definitiva identifica ta strutura come un reticolo di punt dei quali conoscere gli spostamenti, & difficilmente applicabile al aan di -CALCOLOSISMICO DEOL! EDIFIC IN MURATURA 55 i condi jrno; esso, peraltro, xcometrie irregolari 0 di particolari condizioni a1 contorno; sso, pi Frciede un initimento della maga anche per consegire un solo riulato articolare, i {Um metodo ti soluzone divers, apleabfe nel aso di equazioni “iresoubl 0 di difficile soluzione, & il cosiddetio metodo numerico (pit. comunemente oto tra gli studenti come "metodo per tentativi"): Ia natura & la stessa del metodo alle diference finite in quanto, anche in tale cas, si persegue ta Soluzione in un numero finito di punti (Ia cui posizione, perd, pud essere asuale) la differenza fondamentale consist, invece, nel tipo di procedur, in quanto si tratta di risolvere le equazioni inserendo “per tentativi" possibili Yalori della soluzione e verificando che essi soddisfino le dette equazioni: si procede, quindi, per successive iterazioni con valori sempre pid vicii s quello Yero esi interrompe la procedura solamente quando Vapprossimazione onseguita risulta accettabile (valori quasi uguali delle soluzioni ottenute altraverso due iterazioni successive). Anche in tale caso, oviamente, il maggior onere ® costituito dall'enorme mole di calcoli da eseguire © dal {proporzionale) rischio di commettere errori: per questo motivo anche tale metodo Ba tat noteol vantagldalfavent del claboratorclettonich Un differentc approccio pet la rsoluzione di model di caleolo fu proposto da studiosi quali Grashot (nel 1878), Bach (nel 1890) e Marcus (nel 1925) i quali pper aggirare 'ostacolo costituito dalla risoluzione delle equazioni che governavano Tequilibrio delle piastre, pensarono di modellare queste ultime ome sistemi di travi (a nodi cerniera, 0 a nodi incastro) trasformando, cos}, tun problema bi-dimensionale in uno mono-dimensionale. Furono questi i primi metodi di discretizzazione "a priori", nel quale il modello non era pid continuo ma discontinuo, Tali metodi ebbero grande impulso con Tavvento delle procedure di ealeoto iterative per la risoluzione dei telai (Cross, Kani, Pozzati fece,) che consentivano un approceio relativamente semplice alla risoluzione iment un limite nelle elle sirutture bidimensionali, ma trovavano inevitabilment approssimazioni compiutc ¢ nella necessita di dover accrescere notevolmente il rmamero degli elementi per poter conseguire soluzioni caratterizzate da approssimazioni accettabili. Tali procedure, se presentavano il vantaggio i sionali metodi di calcolo di uso corrente poter applicare alle struture bi-dimensionali met i per la risoluzione dei sistemi di elementi mono-dimensionali, richiedevano perd seometrie regola Un procedimento risolutivo completamente differente dai precedenti, seppure rientrante tra le “discreizzazioni a priori", & quello noto come metodo degli lenient finiti che, con Vaffermarsi dei computer, ha “rivoluzionato” il mondo del calcolo strutturale (dando luogo, perd nel contempo, a pericolose illusion. Essorconsiste nello schematizzare la struttura come un mosaico, ovvero come un insieme di elementi continui (dotati di dimensioni finite) mutuamente ollegati in corrispondenza degli spigoli (0 nodi) i eui spostamenti vengono 56 LANALISI STRIETTURALE assunti quali incognite. Si tratta in effetti di discretizzare il continuo rappresentandolo, globalmente, attraverso gli spostamenti dei nodi e, ocalmente, mediante funzioni interpolanti che esprimono il comportamento di ciascun elemento: le due rappresentazioni (globale ¢ locale), in tale metodo, sono congruenti, Gli clementi (a una, due o tre dimension) possono essere distribuiti_ in maniera qualunque allinterno della struttura, Una Particolarizzazione di questa procedura di calcolo & quella nota come metodo delle strisce finite: nel caso in cui la struttura presenti sviluppo ‘monodimensionale @ possibile, infatti, semplificare il problema risolutivo assumendo particolari element! finiti costituiti da strisce mutuamente collegate lungo gli spigoli. Al contrario del metodo agli elementi finiti nel quale si assumono come incogniti gli spostamenti di alcuni punti, nel metodo alle sirisce finite si utiliza un procedimento misto assumendo le incognite seguenti: per gli spostamenti longitudinali, funzioni espresse tramite sviluppi in serie che devono soddisfare le condizioni ai limiti (Ia cui maggiore o minore approssimazionc dipende dal numero di termini considerati); per gli spostamenti trasversali, un numero finito di spostamenti nodali (spostamenti dei punti medi delle strisce, caratteristiche membranali medie e flessionali nelle line nodali) © funzioni interpolanti polinomiali fra le linee nodali. Tale metodo risulta vantaggioso per strutture a prevalente sviluppo monodimensionale, semplicemente appoggiate agli estremi ¢ dotate di timpani membranali; nella risoluzione di strutture in parete sottile offre} peraltro, maggiore precisione rispetto all'applicazione della teoria delle distanze areali che, derivando dalla teoria di De Saint-Venant, risente di ipotesi restrittive come quella di indeformabilita della sezione. I limiti sono costituiti, oltre che dal campo di applicazione, anche dalla necessita di risolvere il problema un ‘numero di volte pari a quello dei termini dello sviluppo in serie e non una volta sola, In gencrale, comunque, il maggior limite dei metodi di calcolo agli elementi Jinisi & rappresentato dal rischio di una non cortetta interpretazione dei risultati dovuta, sia al tipo di discretizzazione che alla convergenza delle soluzioni. Essenziale diviene allora, tramite quella "stenografia operativa” che @ il caleolo matriciale, uso dell'claboratore elettronico dalla cui potenza dipende, in genere, la possibilita di una migliore definizione del modello e, dunque, il conseguimenta di risultati pit vicini al vero. In definitiva, i metodi di discretizzazione rispetto alle soluzioni in forma chiusa, sono applicabili a strutture di qualsiasi genere (e non a poche e ben definite tipologie), ma a prezzo di soluzioni approssimate invece che esate. B ‘bene ricordare che il tipo di discretizvazione da adottare deve tener conto, tra altro, della semplice gestibilita dei risultati, nel senso che un numero eccessivo di essi non solo pud essere inutile ma, addirittura, controproducente: una polverizzazione delle soluzioni, infatti, pud far perdere di vista il {L-CALCOLO SISMICO DEOL EDIFICIN MURATURA 37 comportamento generale ¢ gli aspetti significativi del problema. Al progettista fi strutture, in definitiva, basteranno relativamente pochi risultati in Considerazione del fatto che egli opera, naturalmente, nel "disereto" e non nel A fine di riassumere le metodologie gencrali di calcolo citate, si riporta di seguito un quadro schematico di sintesi. fntegraziono in forma chiusa InN sviluppo in serie di funzioni Modello continuo " _, |differenze finite eaten pac fee — nm weenie 7 “a ” “ jclementi acemaerapiat {com f 2.3.2 Calcolo manuale ¢ calcolo automatico Le metodologic di calcolo di cui si & detto al paragrafo precedente sono state impizgate, sino alla fine degli anni ‘60, in maniera “manuale” nel senso che tutte le operazioni, dalle soluzioni in forma chiusa delle equazioni differenziali allapplicazione dei metodi di discretizzazione sino ad allora noti, venivano cffettuate dal progettista con Tausilio di due soli strumenti: il regolo alcolatore o la calcolatrice meccanica. I regolo si portava nel taschino della giacca, non solo per comodita di uso ma anche perché rappresentava il “distintivo” delfingegnere; era una sorta di “tighello’, costituito da una parte fissa e da una scorrevole, che consentiva di ffettuare moltiplicazioni ¢ divisioni basandosi sull'impiego delle scale logaritmiche; nelle edizioni pit evolute, esso consentiva anche il ealcolo delle potenze o delle funzioni trigonometriche e, addiritiura, Ia verfiea delle sezioni in cemento armato (mediante Vausilio di particolari cursori), Oltre all utilit& quale strumento di calcolo “portatile” (Vunico esistente a quell'epoca), ess0 esercitava sullo studente e sul neo-laureato una funzione formativa essenziale: Quella di abituario agli “ordini di grandezza". Il regolo, infatti, fornendo come ultato di usoperazione solamente la sequenza delle cifre (senza zeti, né virgole) richiedeva che Tutente stabilisse, in maniera autonoma, i! numero di cifte significative Gntere). Tale necesita abituava il progettista a valutare, 58 LANALISLSTRUTTURALE Preliminarmente, Tordine di grandezra dei risultati che, in definitiva, appresenta Tunica cosa realmente importante di un ealeolo, Personalmente, oltre a conservare il regolo calcolatore del professore Locascia (come ricordo, ma anche come ...alismano) utilizzo ancora il mio akis70 da tevolo per i Proporzionamento delle sezioni in cemento armato sfidando, in velocita e in flessiblita, chiunque mi proponga uso alternative di un computer per tale operazione, Oltre al regolo, che costituiva il "portatile” o il *palmare” dellepoca, esistevano le calcolatrici meccaniche che, dalla iniziale versione "a manovella”™ divennero, successivamente, "elettriche". Ricordo che quando preparai la tesi laurea utilizzando per i calcoli una Olivetti divisumma eletttica (che mio Padre aveva comperato per occasione) mi sembri di possedere uno strumento di calcolo potentissimo: eppure per eseguire una divisione tra due num molte cifre, erano necessari anche dieci+quindici secondi ...scanditi da. un rumore quasi assordante, A questo punto, immagino che molti dei lettori pit giovani si domanderanno: "Ma Vautore del libro quanti anni ha, duecento?” No, solamente cinquantacinque, ma negli ultimi trent'anni la teenologia ha fatto Progressi inimmaginabili! Basti pensare che nel mio studio fanno bella mostra aise, una dirimpetio all'altra, una machina caleolatrice Brunsvica a manovella e uno dei primi calcolatorielettronici/Me, entrambi ridott al ruolo i “soprammobili", esempio lampante di obsolescenza precoce dei mezzi di catcolo. + Gli strumenti di cui ho parlato hanno caratterizzato il calcolo manuale fino agli anni sessanta: alla fine di tale decennio fecero, invece, Ia loro apparizione in campo professionale i primi "caleotatori elettronici da tavolo” e fu questo Tinizio di una vera e propria rivoluzione nel calcolo delle strutture, in quanto essi consentivano la possibilita di programmare una serie di operazioni e di farle ripetere automaticamente allelaboratore. I primi programmi (capaci memorizzare ben 120 differenti istruzioni!) e la possibiita di far eseguire al computer scelte autonome, ci coinvolsero a tal punto da fare trascorrere nott intere a colloguiare con i nuovi sirumenti di caleolo (che ci consentivano, si bad bene, non una riduzione del lavoro progettuale, ma una razionalizzazione © un approfondimento di esso). In effetti Vimpicgo dei calcolatori per uso strutturale era iniziato gid verso In meta degli anni cinquanta, ma i primi Programmi di calcolo automatico agli clementi finiti vennero prodotti cirea 10 anni dopo. Quelli che come me, all inizio del 1970 muovevano i primi passi nell'Universita e nel mondo professionale, ricorderanno ta suggestion i adoperare i neonati personal-computers (come FOLIVETT! 101) 0 Vemozione di accostarsi a "mega-programmi" (come STRESS, STRUDL, NASTRAN, SAP) che introducevano nuove procedure di caleolo e prospettavano ”orizzonti inimmaginabili sino a qualche anno prima. Con ritmo frenetico, poi, gli elaboratori sono divenuti sempre pit potenti, pid "portaili” e pid diffus UCALCOLO SISMICD DEGLE EDUFICLIN MURATURA 59 dando Iuogo, perd progressivamente, ad un travisamento dell'impiego iniziale. La possibilita originariamente offerta al singolo professionista di risolvere un problema progettuale, in maniera completa una sola volta, e di "consegnare" il programma delle operazioni da svolgere al computer per In successiva ripetizione, si @ trasformata nell'opportunit (solo apparente) di far risolvere ‘ad altri il problema © di utilizzarne il programma da altri elaborato ..."a scatola chiusa", Tale abitudine non solo ha fatto proliferare un mercato nel quale si vende di tutto senza alcun controllo, ma ha prodotto generazioni di professionisti i quali non posseggono alcuna conoscenza, non solo degli strumenti di caleolo che utilizzano, ma anche dei problemi che affrontano. [La conseguenza & che, molto spesso, un qualunque codice viene adoperato impropriamente utilizzando il computer come un vero e proprio “frullatore di cifre", nel quale si immettono numeri privi di significato ¢ dal quale escono hnurneri altrettanto insignificanti (se non pericolosi): degli errori commessi, purtroppo, ci si accorge solamente quando il coefficiente di sicuresza della struttura non pud pid sopperire all'ignoranza del progettista! Per tornare al tema di questo paragrafo, va detto che gli elaboratori elettronici hanno dato un grandissimo impulso ai metodi di discretizzazione, ma hanno anche determinato modifiche nelle procedure di risoluzione di alcuni problemi classici: ad esempio il calcolo dei telai che veniva effettuato con il metodo delle forze (attraverso le note procedure iterative di Cross, Kani o Pozzati) quando erano disponibili le sole calcolatrici, ® stato affrontato con il metodo degli spostamenti quando i personal computer hanno reso possibile la soluzione di erossi sistemi di equazioni algebriche. Abbandonare, perdi primi metodi per i secondi ha provocato, sotto l'aspetto formativo, un notevole danno: infatti, ad esempio, la possibilita di seguire il rilassamento di un telaio. offerta al progettista dai metodi iterativi, & stata sostituita dall'asettico “riempimento" delle matrici di rigidezza, che non consente pit! di avere alcuna eognizione della struttura ¢ del suo modo di deformarsi. La conseguenza, owvero il rischio di tutto cid, & che ci si allontani sempre pitt dal mondo fisico per immergersi in quello numerico, perdendo cosi di vista il comportamento eale della struttura, in un viaggio senza fine nel mondo teorico del suo modelto.. Un progresso notevole nelle procedure di caleolo, reso possibile dagli Claboratori clettronici, @ stato quello verificatosi nell'ambito dei metodi di discretizzazione a priori attraverso In messa a punto delle procedure di calcolo agli elementi finiti che consentono, oggi, di affrontare approfondite analisi di problemi strutturali, fino ad alcuni anni fa, assolutamente inaccessibili. Liaspetto deteriore di tale progresso, invece, ® costituito dalla diffusione di innumerevoli codici messi in commercio con Ia promessa di risolvere qualungue problema strutturale solamente ... seguendo le "istruzioni per uso" Ia conseguenza & che la maggior parte di coloro i quali utilizzano programmi di 60 ‘ANALIS STRUFTURALE caleolo agli elementi finiti ignorano, nella maniera pit completa, il metodo adoperato e, dunque, non posseggono alcuna capacita critica che consenta loro di sapere quando Ia procedura ® applicabile o come si interpretino i risultati: le conseguenze sono facilmente immaginabili! Uno dei sintomi pid evidenti di tale diffusa ignoranza & rappresemtato dalle relazioni di calcolo, che diventane Sempre pid voluminose per la presenza di tabulati, assolutamente prix qualunque significato tecnico, ma utili solo per dare Villusione (al committente © al controliore sprovveduto) di aver compiuto un grosso lavoro progettuale e i aver conseguito un'elevata precisione di calcolo; in tali relazioni mancano, invece, requisiti essenziali come le ipotesi di caleolo adottate o la sclcziong delle sollecitazioni pid gravose e dei punti nei quali esse si verificano, Certe volie viene quasi da chiedersi, se nel passaggio dal regolo calcolatore al personal computer si sia verificata una evoluzione 0 non piutiosio una involuzione: il quesito, perd, non pud che essere provocatorio, atteso che un Uso sapiente © prudente degli elaboratori elettronici pud consentire solo un ‘miglioramento progettuale, Ad escmpio, pur essendo oggi impensabile per il Professionista confezionarc "in autarchia un proprio programma agli elementi finiti (come, pionieristicamente, faccvamo noi molti anni fa), sarebbe gia sufficiemte che gli utenti dei codici di calcolo in commercio possedessero le basi dei metodi impiegati e conoscessero profondamente prerogative e limiti dei programmi di calcolo utilizzati. Purtroppo, invece, é piuttosto frequente sentir affermare che i computer, ¢ per essi i codici di calcolo agli elementi finiti, sono oramai in grado di risolvere qualunque problema strutturale: niente Gi pid, pericolosamente, falso! Eppure tale temerario convincimento (alimentato dai venditori di claboratori clettroniei e da quelli di softwarc) fa s1 che molti professionisti si illudano di sopperire alla propria ignoranza comprando computer e "programmi" sempre pit potenti, senza saperc che questo pud essere assimilato solamente ad un gigante sciocco, f estremamente significative che Edward L. Wilson, autore di uno dei pid noti e accreditati codici di calcolo, nella prefazione all'uso del suo programma sotiolinei come il termine SAP (acronimo di Structural Analysis Package) significhi anche "non intelligente". Con riferimento al vema dei grandi codici di calcolo "preconfezionati" il professore Pozzati, con Ia lucidita che lo contraddistingue, haa seritto: “I programmi, se presentano il vantaggio del lavoro effettuato una sola volta da specialisti, hanno Vinconveniente di risolvere anche il problema semplice come caso particolare di quello pit complesso, mettendo in gioco grosse claborazioni e lasciando in uno stato di mortificante e pericolosa passivitd utente che, costretto ad accetiare i risultati a «scatola chiusa» non facilmente pud efferuare controlli e si abitua spesso a considerare inappellabili i risultati.” L'uso indiscriminato del computer pud facilmente conterire lillusione di conseguire risultati “esatti", rigorosi del comportamento strutturale, mentre al pit tale esattezza pud riguardare il comportamento del 61 solo mevdlloasunto (che, nlln_migline lle ipoesi, forisce una porewntaone "nolo sfocas” della seala). B-d'vopo, qundh, metre in faavcia progetisdaun uso nada. ale strument ce, come og mezzo Fevers tu on intliget, pub venir estomamente ercaor & pr ial verve che Tutiizeaztoe di sofware finalzzto al calcolo svtomtico deve met upon cnscenra dl cecal Fevision! dee ipotest fate, riscomri delle prevsioni avanzate, mantenendo