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L’esperimento di Griffith mirava a trovare una cura per la polmonite umana, per fare cioè lavorò con 2 ceppi

di pneumococco:
- ceppo s (smooth, liscio) ceppo virulento munito di una capsula polisaccarica che lo difende dal sistema
immunitario
- Ceppo r (rough, ruvido) ceppo non virulento, è ruvido quando si aggrega perché non è munito della
capsula.

Iniettò nei topi i ceppi in diverse situazioni.


1) il ceppo s vivo uccide i topi
2) Il ceppo r vivo non uccide il topo
3) Il ceppo s ucciso con il calore non uccide il topo
4) Una miscela di ceppo s morto e ceppo r vivo uccide il topo
Conclusione deve esistere una sostanza denominata fattore di trasformazione che modifica il materiale
genetico di un altro individuo o batterio
1944 Avery riprese l’esperimento di Griffith per cercare di scoprire cosa fosse il fattore di trasformazione,
riprese i ceppi di pneumococco e distrusse in ogni esperimento parte del ceppo s dopo averlo ucciso. Ogni
volta che distruggeva il DNA non avveniva la trasformazione ma ciò non avveniva con le proteine. Infine
riuscì a isolare il DNA e fece l’esperimento con solo questo, il fattore di trasformazione avveniva.

L’esperimento di Hersey e Chase condotto nel 1952 portò alla conferma che il materiale genetico è il DNA.
In questo esperimento si prese il batteriofago t2 o fato t2 il quale è un virus composto unicamente da proteine
e DNA il quale entra nei batteri, utilizza le sue funzioni per riprodursi, una volta completata la riproduzione
avviene la lisi della cellula.
La preparazione dell’esperimento consiste nel marcare i batteriofaghi con l’isotopo radiotpattivo 35S che
marca le proteine e altri batterofaghi con l’isotopo radioattivo 32P che marca il DNA virale.

Questi batteriofaghi vengono messi dentro due soluzioni congeneri batteri. Si lasciano passare 2 minuti per
permettere al virus di inserire il suo patrimonio genetico e poi si mette in un frullatore per staccare la parte
restante del virus dal batterio.

Successivamente vengono messi in un centrifuga che separa la soluzione in liquido surnatante contenete la
parte restante del virus perché leggera e in pallet contenete i batteri perché più pesanti. Si nota che la
maggior parte della parte marcata con isotopi radioattivi 35S si trova nel liquido surnatante e la maggior
parte della parte marcata con isotopi radioattivo 32P

Le catene del DNA sono due complementari in quanto ad ogni base azotata di uno corrisponde una base
azotata dell’altro secondo la regola A con T e formano 2 legami a idrogeno, e G con C d formano 3 legami a
idrogeno. A e G sono purine e sono composte da due anelli mente T e C sono pirimidine e sono composte da
un anello Le basi sono anche antiparallele infatti se tracciamo una freccia da 5’ a 3’ in ogni catena le due
frecce punteranno un direzione opposta. I nucleotidi della catena sono uniti mediante legami fosfodiesterici.
Il DNA è a forma elica oraria e ogni base azotate è ruotata di circa 36 * rispetto alla precedente. Dato che la
somma di A e T e G e C è la stessa il DNA ha lo stesso diametro.

La duplicazione del DNA avviene in due fasi:


1) nella prima il DNA si despiralizza