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INTERVISTA A TARUN DAS

INTERVISTAA TARUN DAS*


di Daniele Scalea e Tiberio Graziani

L’India, se si guarda al suo settore industriale, appare un paese pieno di


contraddizioni: il terziario è divenuto settore predominante senza essere
preceduto da una supremazia del secondario, e l’India eccelle nell’alta
tecnologia ma un terzo della forza lavoro è impegnata nella manifattura a
domicilio. Qual è il ruolo attuale dell’industria nell’economia indiana, e quali
le sue prospettive?

L’India è senza dubbio un paese con contraddizioni d’ogni tipo, ma la varietà è


anche la sua forza. A proposito dell’industria, va detto che i padri fondatori dell’India
indipendente – con in testa il primo capo di governo, Jawaharlal Nehru – gettarono le
fondamenta d’una solida base industriale negli anni ’50 e ’60. Si stabilirono acciaierie,
ingegneria pesante ed ogni genere d’industria manifatturiera, che il tempo portò a
maturazione. L’unico problema, ch’emerse in seguito, era la mancanza di competizione
e, perciò, d’efficienza. Ciò fu corretto a partire dal 1991 con la liberalizzazione.
L’industria manifatturiera, essendo state liberalizzate le importazioni da tutto il mondo,
affronta la competizione non solo domestica ma anche internazionale.
Ne è emersa un’industria manifatturiera indiana ch’è sicura e competitiva
internazionalmente, e va globalizzandosi incessantemente grazie alle acquisizioni ed
agl’investimenti oltremare, soprattutto negli USA ed in Europa. Questa forza
dell’industria manifatturiera non necessariamente si riflette nella produzione di massa
ad alta intensità di lavoro e bassa tecnologia, ma si palesa in quei prodotti manifatturieri
che richiedono progettazione, com’è il caso, per esempio, dei componenti per automobili.
Questi sono prodotti che richiedono tecnologia, non prodotti di base.
L’India ha inoltre una classe imprenditoriale molto forte, eccellente nella piccola e
media impresa, settore che per molti anni è però stato inibito da regolamenti, controlli
ed un quadro d’incentivi che non incoraggiavano la crescita. La situazione è cambiata
e, nei prossimi dieci anni, l’India emergerà certamente a livello mondiale come fulcro
della piccola e media industria.
Il settore dei servizi, a cominciare dalla tecnologia informatica, emerse
effettivamente negli anni ’90. Si tratta d’un fenomeno post-liberalizzazione.
L’informatica ha mostrato molto rapidamente la propria capacità di sostenere la
competizione globale e partecipare ai mercati internazionali, ed il suo successo è stato
emulato da numerosi altri settori del terziario, come sanità, manutenzione, consulenza,
servizi fiscali o ingegneristici et cetera. L’esplosione del terziario è stata tale che oggi
EURASIA

il 50% del PIL nazionale proviene dai servizi.


Le prospettive per il futuro sono assai positive, ed il prosieguo del processo di

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