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Il Tritono & la Crisi

di bend_it [user #29446] - pubblicato il 07 dicembre 2012 ore 14:30


Inauguriamo un nuovo spazio di Didattica in cui ospiteremo i contributi più interessanti degli
Accordiani. Inizia Bend_it con una divertente dissertazione sull'intervallo di Tritono, in equilibrio
tra teoria musicale, filosofia spicciola e Rock'n'Roll! (Gianni Rojatti)

Inauguriamo un nuovo spazio di Didattica in cui ospiteremo i contributi più interessanti degli
Accordiani. Inizia Bend_it con una divertente dissertazione sull'intervallo di Tritono, in equilibrio
tra teoria musicale, filosofia spicciola e Rock'n'Roll! (Gianni Rojatti)

Il tritono: “Diabolus in musica” lo chiamavano anticamente, si sa; quindi sicuramente è lì che


andrà a parare l'autore di questo articolo, penserà il lettore e il diavolo e il male non possono che
portare alla crisi, anzi già l'hanno fatto. Ma non è così. A noi, a molti di noi, piacciono il rock'n'roll
e i Rolling Stones e titoli tipo “Sympathy for the devil” avranno pure un senso!
Se vorrete seguirmi, vorrei fare insieme a voi una passeggiata in equilibrio fra la teoria musicale,
la vita, la parola e la filosofia spicciola che un umile musicista può proporre. E allora andiamo… a
spasso col diavolo!
Su wiki c'è scritto:
“ Nella teoria musicale il tritono è l'intervallo di quarta aumentata o quarta eccedente o "quinta
diminuita": tra una nota e l'altra c'è una distanza di tre toni. Il tritono è anche la metà esatta di una
ottava […...] Questo intervallo è una delle maggiori dissonanze della scala diatonica, e durante il
medioevo era chiamato diabolus in musica. Il suono del tritono tende fortemente verso la
risoluzione a gradi vicini.”
Nella definizione, a mio avviso, manca un ulteriore importante dato: all'interno della scala
maggiore (che è il maggior riferimento per tutto il sistema tonale occidentale) si trova un solo
intervallo di tritono.
Dunque chiariamoci subito su alcuni punti, riassumiamo e ribadiamo:
1- “tritono” vuol dire “tre toni” che è la distanza in altezza fra le due note (per esempio SI-FA è un
tritono)
2- ogni assonanza col dio “tritone” o col “tridente” del diavolo (e anche con quello di Zeeman) è
puramente casuale
3- ogni assonanza col “tritolo” è altrettanto casuale.
4- ogni assonanza, ogni somiglianza ed ogni consonanza (!) potrebbe comunque aiutarci a titolo
esemplificativo …
5- il tritono è fortemente dissonante e questo non è un dato “opinabile”, non è questione di gusti,
“mi piace o non mi piace”, no! “dissonante” o “consonante” in musica è il riassunto di
innumerevoli trattati di fisica acustica che parlano di rapporti fra le frequenze delle onde dei due
suoni. E' come quando fai le divisioni: 10 diviso 2 è consonante, invece 10 diviso 3 è dissonante.
(Questo in una semplificazione estrema utile solo a chiarire il discorso ai meno dotti fra i lettori)

Detto ciò io mi chiedo: … ma l'avete mai sentita la musica medievale (1000 1300)? E' di una noia
mortale! ...senza mai un tritono.
Questo può offrire una prima finestra, un po' di luce sul centro del discorso, per quanto parziale:
senza dissonanze le consonanze perdono significato. E' come dire che le belle giornate sono più
belle se vengono dopo la tormenta.
Ma la musica medievale, ascoltandola meglio, non è noiosa perché manca di dissonanze, ce ne
sono eccome! Ma non quelle più dure e non ci sono tritoni. Rimane sempre tutto un po' vago, non
si capisce dove si possa andare a finire, e di solito finisce in modo decisamente insoddisfacente.
Rimane tutto piuttosto indefinito.
E che vuol dire “indefinito”? Semplice: non definito, non delineato, non descritto, non circoscritto.
Insomma è un disegno senza i contorni, senza i “confini”, senza i suoi “limiti”.
Quindi forse per definire qualcosa serve citarne i limiti, i confini, gli estremi. Non a caso se ci
fermano per un controllo, o se andiamo in un ufficio, e se ci iscriviamo su un sito dobbiamo
lasciare i nostri “estremi” (non le “estremità” come disse un mio amico alla guardia che lo fermò).
“Gli estremi si toccano” dice un proverbio (ma non perdono la vista ...aggiungo io). Gli estremi,
gli opposti, si intende in questo caso, ma noi, pensandoci, eravamo partiti dal parlare di ciò che
definisce … e siam finiti agli “opposti”. Gli opposti non dovrebbero avere niente in comune e
invece adesso scopriamo che in un certo senso gli opposti servono a definire e sono addirittura
contigui.
E allora mi viene in mente una figura retorica: l'Ossimoro: “Antitesi di parole differenti fra loro
che vengono accostate per dare un senso paradossale. Es.: Dotta ignoranza; - Sentia nell'inno la
dolcezza amara / de' canti uditi da fanciullo (G.Giusti, Sant'Ambrogio, 65-66).” (wiki)
Parlando di “dolcezza amara”, in questo caso, il poeta ci spiega meglio che con tante parole di cosa
si tratti. I due opposti definiscono bene e velocemente ed in modo anche molto preciso di cosa si
tratti. L'accostamento di questi opposti, ed il contrasto fra loro, ci sa spiegare qualcosa di più. Ci
obbliga ad un passo verso l'alto; quel contrasto fra opposti ci obbliga a guardare “dall'alto” i due
termini, all'apparenza così diversi, e trovare i punti in comune, trovare la sintesi fra i due opposti, i
tratti comuni, ciò che non solo è compreso nei due termini, ma ciò che li comprende a sua volta.

In fondo anche nella vita familiare, nelle relazioni in generale, molto spesso ci accorgiamo che le
persone con cui sentiamo la maggior vicinanza, il miglior affetto, la maggior empatìa sono proprio
quelle con cui abbiamo avuto i più forti dissìdi. Litigare e poi fare pace, non per quieto vivere ma
per reciproca comprensione, per il reciproco venirsi incontro (o reciproco arretrare e lasciar
spazio), ascoltarsi e risolvere insieme il problema. Spesso le più forti amicizie sono cominciate da
un litigio ed anche molti amori.
Vi siete persi? Siete rimasti al tritono? Ma stiamo parlando del tritono! In fondo il tritono è un
“ossimoro sonoro”, una dissonanza che va risolta, un “contrasto che definisce”, un litigio per poi
far pace.
E torniamo a bomba sulla musica, allora: il tritono è la parte fondamentale dell'accordo di
dominante, il vero “motore” del sistema tonale occidentale. Il tritono, come ogni dissonanza,
infatti, va risolto e si risolve nel modo più completo e più perfetto sull'accordo di tonica. (SOL7 -
che contiene il tritono SI-FA - che va a DO)
Ai miei allievi dico sempre che l'accordo di tonica è “casa”, proprio per il senso di pace statica che
ci comunica: il pezzo comincia, si sviluppa e poi finisce a tonica; è come dire: ti svegli, vai a
lavoro, pranzi al bar, vai in macchina, vai in palestra, fai la spesa e poi torni a casa e lì finisci la
giornata, lì ti addormenti.
Ecco, in quest'esempio l'accordo di dominante (SOL7) è come “il vialetto di casa”, è quello che
imbocchi e che ti porta in modo (quasi) univoco dritto a casa. Ed è così che la dissonanza si risolve
nel più compiuto senso di pace (quando SI e FA risolvono rispettivamente su DO e MI).
E' per questo che considero il tritono un litigio, un contrasto che si risolve.
Ma manca ancora il dato più importante: il tritono definisce!
In ogni scala maggiore c'è un solo tritono: in Do il tritono è SI-FA, invece in SOL è FA#-DO
oppure in FA maggiore è MI-SIb. Anche “filosoficamente” o “logicamente” la faccenda quadra: se
ce n'è uno solo, definisce; SI-FA vuol dire “DO”, chiede DO e lo ottiene, lo chiama e lo descrive, è
una dissonanza, un contrasto che però chiama una precisa soluzione, un ossimoro che descrive.
La cosa interessante è che proprio i due termini del tritono, sono i due estremi della tonalità di DO,
i due confini; non appena ne tocchi uno, non solo esci dalla scala di DO ma contemporaneamente
ne definisci un'altra; l'ho scritto su, il FA# ci porta automaticamente a SOL diventa il nuovo
confine della nuova tonalità; analogamente il Sib ci porta a FA e diventa a sua volta nuovo termine
di un uovo tritono. Tutto il circolo delle quinte fa leva sui due poli opposti del tritono, di ogni
tritono di ogni scala.
Questo è davvero il centro del discorso: in primo luogo il tritono (il “diabolus”) è una dissonanza
che vuole risolvere, ed in questa continua lotta fra il bene e il male, fra consonanza e dissonanza si
nutre il moto musicale; questo scontro, questa lotta fra forze opposte, come in un moto perpetuo,
da' forza ed energia al movimento musicale. Una musica sempre consonante non l'ascolteremmo
volentieri; una stagione sempre calda ci verrebbe a noia e porterebbe alla desertificazione; un mare
sempre piatto ci priverebbe delle emozioni più belle; un amore senza litigi sarebbe nient'altro che
indifferenza. La dissonanza dunque è funzionale alla consonanza, il male è funzionale al bene, il
brutto al bello, l'ingiusto al giusto, la notte al giorno, la donna all'uomo (o viceversa!).
In secondo luogo (seconda conquista, cronologicamente, di questo discorso, ma vero obbiettivo
primario di questo articolo) il tritono ci indica esso stesso la soluzione: le due note come due
frecce ci dicono dove andare, come il vialetto ci portano a casa dolce casa, in modo univoco (o
quasi). “Casa” (la tonica) è definita proprio dalle due note del tritono, i due litiganti, i due opposti
in contrasto, i due termini, i limiti, i contorni della tonalità; sono quelle due note che la disegnano
e che la descrivono (e per questo la musica medievale sembrava così “vaga” non avendo tritoni). Il
contrasto, dunque, la dissonanza, ci indica essa stessa la risoluzione, il contrasto ci indica la
soluzione, il litigio ci dice esso stesso come fare pace, l'ossimoro ci spiega. Ed il bello è che SI e
FA risolvono come detto su DO e MI, rispettivamente, ossia, come è scritto nella definizione di
wiki, al grado vicino, il semitono accanto! Questa vicinanza è paradossale: il punto di maggior
dissonanza della tonalità è il più vicino alla miglior consonanza, e con la minor distanza (solo di
semitono).
Proprio come dire: “la soluzione è sempre dietro l'angolo”.
Questi concetti, non mi vergogno a dirlo, anzi ne sono fiero, hanno “risolto” la mia vita; tutti i
dubbi e le angosce dell'adolescente, del ragazzo e poi del giovane uomo spaventato, deluso,
attaccato e pressato dalla vita si sono dissolti davanti questi semplici concetti.
La contiguità degli opposti e la reciproca funzionalità, complementarietà. Non solo, banalmente, il
bello col brutto, il giorno e la notte, ..ma fino al bene ed al male più profondo, all'altissimo ed
all'infimo, Dio ed il Diavolo. Tutto risolto. La soluzione è indicata dal problema! Basa guardare
bene! Ed il problema stesso serve alla soluzione! Il tritono (diabolus") è utile e mi sta simpatico
("Sympathy for the devil").
La crisi economica che stiamo vivendo, probabilmente, come ogni crisi, potrà essere risolta come
si risolve ogni dissonanza: osservandone con attenzione gli estremi, gli opposti, i confini, i
contorni che la definisco, le frecce che ci indicano la via per la soluzione, che poi è sempre dietro
l'angolo! ...basta guardare bene! (però la crisi non mi sta simpatica)
Non chiamate gli economisti al governo, per risolvere la crisi chiamate gli armonisti!