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Trascrizione: Ilde Garda

Costruzione di un cerchio invincibile.


Conosciuto da millenni, il cerchio magico è di duplice
natura: difensiva ed ostruttiva. La parte difensiva non
lascia entrare nulla poiché la sua funzione è quella di
fare da scudo, la parte ostruttiva invece non lascia
uscire nulla. Esiste però una versione del cerchio
magico che è contemporaneamente ostruttiva e
difensiva. Per riuscire in questo intento è importante
che ci sia, o che venga allenata, una capacità della
mente umana che è chiamata “di guardia”: bisogna
cioè stabilire una parte di se stessi e della propria
coscienza a guardia del cerchio della coscienza. Molta
della capacità difensiva o ostruttiva del cerchio fa parte
del mondo sottile iperfisico, uno stato astrale leggero,
che creiamo con questi esercizi e con il rafforzamento
della visualizzazione che andiamo fare. Dopo aver
percorso tutte le precedenti tecniche velocemente, ma
con mente concentrata e focalizzata, ci troviamo in uno
stato stabile e tranquillo.
Immaginiamo che di fronte a noi si accenda un puntino
luminoso tipo un puntatore laser, di colore bianco
fulgente, il più brillante e fulgente che si possa
immaginare. Questo puntino scende verso terra ed
inizia a tracciare in senso orario un cerchio di luce.

Testro trascritto da :
Ilde Garda I Casti
http://ilcapitano.altervista.org/
Osserviamolo, magari ruotando anche con il corpo
fisico per seguire la creazione del cerchio osservando
attentamente a terra tutto il processo fino alla chiusura
completa del cerchio. Deve essere un segno ben
visibile di luce, forte, spesso almeno tre dita, non
sottile e che possiede una radianza che si propaga
verso l’alto e continua ad irradiarsi intorno a noi.
Immaginiamo poi nuovamente il puntino bianco sopra
di noi; è come se da questo puntino scendesse luce a
cascata, come quando facciamo una doccia, e questa
luce va ad incontrare la radianza che viene da sotto e
si congiunge con essa, creando una chiusura
completa proprio in alto sopra di noi, come una cupola
in cui noi siamo all’interno. Fino a questo momento la
cupola non è ancora chiusa sotto i nostri piedi,
pertanto dopo aver visualizzato quanto detto finora, la
radianza dal cerchio tracciato a terra scende verso il
basso e accade la stessa cosa accaduta in alto, ma
sotto la terra. Noi possiamo vedere il puntino che di
nuovo si attiva e spruzza dal basso come un fiore,
come quando si spruzza dell’acqua e va a
congiungersi sempre con la radianza. Dobbiamo
visualizzare che la struttura radiante che si è creata
intorno a noi è a forma di sfera completa, interamente
chiusa e sigillata, non ovoidale, ma una sfera completa
in cui siamo dentro racchiusi.

Testro trascritto da :
Ilde Garda I Casti
http://ilcapitano.altervista.org/
Restiamo calmi e concentrati in questa sfera, immaginiamo di
poter vedere i nostri pensieri nella mente, senza richiamarli,
ma semplicemente attendiamo che appaiano, anche se a
questo punto saranno più lenti nel comparire, quando si
manifesteranno immaginiamo di prenderli fortemente con la
nostra mano e di porre fuori dal cerchio il pensiero apparso,
Vediamolo proprio al di fuori della nostra sfera. Così facendo
apparirà una specie di resistenza in noi che d’ora in avanti
farà attenzione che questo pensiero non entri. Procediamo
così ogni volta che appare un pensiero: immaginiamo di
prenderlo fortemente con la nostra mano e di metterlo fuori
dal cerchio. Ecco che apparirà una forma di resistenza dentro
di noi che farà attenzione che il pensiero resti fuori: ogni volta
che viene un pensiero lo prendiamo e lo mettiamo fuori, lo
prendiamo e lo mettiamo fuori, e così via; se il nostro pensare
è veloce e pieno, all’esterno si accumuleranno molti pensieri.
Ma esercitandoci costantemente percepiremo un senso di
resistenza sempre maggiore, percepiremo cioè che il
pensiero cozza letteralmente con questa cupola e non riesce
più ad entrare. Abbiamo così creato il guardiano della nostra
soglia. Noteremo che dentro di noi ci sarà il silenzio assoluto.
Questo esercizio ha la funzione di portare appunto il silenzio
mentale, ma anche la purificazione interna e la quiete
interiore. Una volta fatto questo, solo allora è possibile creare
fisicamente un cerchio, disegnandolo e facendolo coincidere
con ciò che vediamo mentalmente; in questo modo se anche
durante le nostre operazioni si presentassero all’esterno delle
apparizioni, queste non potrebbero comunque entrare
all’interno, anche se dovessero superare la barriera creata
eventualmente dal cerchio disegnato a terra, cosa già difficile
di per sé. Questa tecnica serve a creare un vero cerchio
potente e reale anche a livello sottile che oltre a tutelarci da
interferenze esterne, ci tutelerà dai nostri stessi pensieri.

Testro trascritto da :
Ilde Garda I Casti
Osserviamolo, magari ruotando anche con il corpo
fisico per seguire la creazione del cerchio osservando
attentamente a terra tutto il processo fino alla chiusura
completa del cerchio. Deve essere un segno ben
visibile di luce, forte, spesso almeno tre dita, non
sottile e che possiede una radianza che si propaga
verso l’alto e continua ad irradiarsi intorno a noi.
Immaginiamo poi nuovamente il puntino bianco sopra
di noi; è come se da questo puntino scendesse luce a
cascata, come quando facciamo una doccia, e questa
luce va ad incontrare la radianza che viene da sotto e
si congiunge con essa, creando una chiusura
completa proprio in alto sopra di noi, come una cupola
in cui noi siamo all’interno. Fino a questo momento la
cupola non è ancora chiusa sotto i nostri piedi,
pertanto dopo aver visualizzato quanto detto finora, la
radianza dal cerchio tracciato a terra scende verso il
basso e accade la stessa cosa accaduta in alto, ma
sotto la terra. Noi possiamo vedere il puntino che di
nuovo si attiva e spruzza dal basso come un fiore,
come quando si spruzza dell’acqua e va a
congiungersi sempre con la radianza. Dobbiamo
visualizzare che la struttura radiante che si è creata
intorno a noi è a forma di sfera completa, interamente
chiusa e sigillata, non ovoidale, ma una sfera completa
in cui siamo dentro racchiusi.

Testro trascritto da :
Ilde Garda I Casti
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