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Coach di noi stessi

Negli ultimi anni si sente spesso parlare di coaching, e di coach, che si offrono di
aiutare le persone a ottenere il meglio che possono dalla vita. La parola coach ha lo
stesso origine della parola carrozza, qualcosa che si può usare per andare da un
posto ad un’altro. Un coach in inglese è un’allenatore, infatti si sente spesso nello
sport. Oggi ci sono molti tipi di coach, mental coach, wellness coach, spiritual coach
e life coach.
Un life coach è un allenatore, un personaggio che ci aiuta a comprendere ciò che
vogliamo e come ottenerlo ma anche a fare il necessario e a monitorare i nostri
progressi, ma soprattutto è qualcuno che crede in noi sempre. Tutte e tre queste cose
si possono imparare e, quel che è ancora più importante, allenare.
Per me un coach è qualcuno che ci aiuta a cambiare punto di vista, utilizza tecniche e
concetti che non tutti conoscono, che non si insegnano nella formazione
tradizionale, concetti di psicologia, di filosofia, di spiritualità e di tutto quello che
può esserci utile nella nostra ricerca di un equilibrio individuale e personale nel
mondo sempre più complesso in cui viviamo.
Coaching di noi stessi è un percorso di incontri teorico-pratici per riprendere le
rendini della propria vita e di costruire un mondo migliore, per noi stessi e, con un
po' di fortuna per tutti. Imparando dai migliori e dai più grandi guru, dai loro libri,
dalle loro teorie, ma soprattutto confrontando tutte le loro idee con il nostro
vissuto, con le nostre esperienze, per trovare un modo nuovo di vedere le cose, e di
conseguenza, di risolvere o, a volte, dissolvere... i nostri problemi.
E il nostro asso nella manica è un processo, un modo di affrontare la vita, e allo
stesso tempo un anagramma per ricordarlo più facilmente:
 R di realtà, perchè le cose che facciamo abbiano l’esito atteso è importante
partire da una conoscenza della realtà ma chi può dirci cos’è la realtà e cosa non lo
è, la scienza, la tecnologia, la religione, la letteratura?
 A di alternative, perchè in fondo la vita è fatta di scelte ma cosa riusciamo a
fare spesso dipende da quello che crediamo di poter fare, e cosa crediamo di non
potere fare.
 D di decisioni, perchè guardare negli occhi la realtà e analizzare le alternative
non basta, se non prendiamo delle decisioni, se non scegliamo, se non ci
responsabilizziamo.
 A di azioni, perchè una volta prese le decisioni dobbiamo agire. Solo facendo
cose possiamo avere risultati, se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo cambiare
quello che facciamo, le nostre azioni e abitudini.
 R di relatività, perchè dicono che tutto è relativo, o “relazionato”, alla fine del
processo (che è circolare e ciclico e si ripette come filosofia di vita) bisogna vedere se
i risultati raggiunti erano quelli attesi, e, ripartire, ricominciare...