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MANUALE DI STORIA DELLA CHITARRA (ad uso dei conservatori e delle scuole di musica) BERBEN PREMESSA La chitarra é finalmente giunta al riconosci- mento (perseguito per oltre un trentennio) @ parte dei conservatori di stato che, dal 1984, hanno istituito ufficialmente la scuola di chitarra, collocandola in una situazione siuridica e di prestigio uguale a quella del pianoforte e degli strumenti ad arco. E cosi terminato ['esilio che aveva confinato la chitarra in quelli che Segovia chiamava “suburbi musicali”. Uno dei primi atti connessi a tale riconosci- mento é stato quello della compilazione dei programmi di studio, sia per gli allievi dei conservatori che per quelli delle scuole musi- cali che poi si presentano ai conservatori per sostenere gli esami in qualita di candidati privatisti. In tali programmi é compresa una prova di cultura nella quale il candidato deve dimostrare di conoscere la storia della chitarra e la sua letteratura. Ci é sembrato quindi doveroso ed utile approntare un testo che serva come sussidia- tio per Ia preparazione di tale esame. Per questo, ci siamo rivolti a due docenti di conservatorio che, nei rispettivi settori, sono considerati autorevoli specialisti. I due volu- mi che essi hanno scritto, pur rivolgendosi soprattutto agli studenti di chitarra, presen- tano motivi d’interesse anche per gli studio- si, i concertisti e i musicologi interessati ad approfondire le loro conoscenze chitarristi- che. Ci auguriamo di aver reso un buon servizio 4 tutte queste categorie, ma non per questo dimentichiamo tutti gli altri chitarristi, i quali, senza Pobbligo di “studiare” questi due testi, ne saranno forse i lettori pit eratificati. Peditore INDICE INTRODUZIONE = Pag. LA RINASCITA DELLA CHITARRA. . pag. LA CHITARRA PRIMA DI SEGOVIA . pag. LA SPAGNA, = Julién Arcas © Antonio Torres ag. ~ Francisco Térrega ae. ~ Antonio Jiménet Manion. ag. = Miguel Llobet... . pag. ~ Angel Barrios Pag. ~ Domingo Prat, ag. = Emilio Pujol... - + Pag. = Tre figure minori < - pisses Bag. L'EUROPA E LE AMERICHE = Jacques Tessarech . . . reeves 2 = Luigi Mozzani. . te Bag. ~ Teresa De Rogatis = Due figure minori in Tali Pag. ~ I chitarristicolti di Germania e d*Austria paz, = William Foden pag. b= Agustin Barrios Mangoré pas. = Tre figure minori in sud America ©! | pag. ANDRES SEGOVIA E IL NUOVO. REPERTORIO DEL NOVECENTO. . ~Manuel de Falla e Homenaje . . = L compositori segoviani di Spagna . :- - pag. = Manuel Maria Ponce . . . Pag. ~ Mario Castelnuovo-Tedeseo. + Pag. ~ Alexandre Tansman.... . 7 pag. = Gli altri compositori segoviani. . - +. * pag. HEITOR VILLA-LOBOS . . ALTRA MUSICA PER CHITARRA NEGLI ANNI 1920-1940. _ LA MUSICA PER CHITARRA NELLA SECONDA META DEL NOVECENTO: GENERALITA ..... LA SOPRAVVIVENZA DEL PASSATO pag. = Ttalia. _ pag. ag. = Francia, Beigio, Spagna + pag. 7 Geroania, Anain Unghera, Pag. = Gran Bretagna Pag. = America latina - pag. a gee eaia LE TENDENZE INTERMEDIE. pag. 101 = Italia 101 = Francia 1) 116 ~ Spagna ¢ Portogallo |: a ~ Austria e Germania . 27 ~ Altre presenze, 132 ~ Gran Bretagna i as ~ Stati Uniti d’America, * GI = Cuba e America latina, 15S. L’AVANGUARDIA, E LE SUE PROSECUZIONI 165 = Gli autori europei . . 166 = Gli autori extra-europel - 181 I CHITARRISTI-COMPOSITORI . . .. . pag. 185 LA NUOVA MUSICOLOGIA CHITARRISTICA . - pag. 195 CONSIDERAZIONI SUGLI INTERPRETI E SULLA DIDATTICA. . pag. 197 APPENDICE . - pag. 201 = Sulla “Royal winter music” di Hans Werner Henze di Stefano Grondona. . . pag. 202 = Note sulla “Sonata op. 47” di Alberto Ginastera di Marco De Santi. . pag. 203 = La musica per due chitarre nel novecento di Lucio Matarazzo. . .. pag. 204 = Tecnica e repertorio di Luigi Biscaldi = Note su alcuni pezzi contemporanei per chitarra di Giovanni Puddu. ~ Voce e dimensione immaginale nella musica per chitarra del novecento pag. 212 pag. 213, di Carlo Lo Presti. . pag. 216 INDICE DEI NOMI . . «pag. 225 INDICE DEI TITOLI . = pag. 230 INTRODUZIONE Le finalita didattiche di questa trattazione ne deter- minano necessariamente la forma ¢ ne limitano Pampiezza; peraltro, il pensiero @ lo stesso. che cercheremmo di esprimere qualora, invece di un libro ad uso delle scuole musicali, dovessimo compilare luna normale trattazione storiografica. E non potre be essere altrimenti, perché chiunque si accinga og al compito di scrivere una storia della chitarra, ove intenda e possa agire con serietd, sa di doversi destreggiare su un terreno ingombro ¢ di dovere prima di tutto rimuovere una serie di equivoci Non neghiamo che ci abbia a lungo accompagnato la tentazione di scrivere una storia degli ultimi cento anni di musica per chitarra ignorando del tutto la montagna di banalita che si ¢ accumulata ad opera di vari storici (quasi tuti dilettant) della chitarra, ma ben presto ci siamo accorti che cid sarebbe equivalso al concederci una vistosa facilitazione, eludendo un’amara evidenza: errori, miti, menzogne, pure & semplici stupidaggini, non giacciono soltanto negli scaffali delle biblioteche chitarristiche, augurabil- mente votati ad un prossimo e caritatevole macero (in tal caso, sarebbe stata per noi ragione di contentezza ignoratli ed il cominciare da una pagina bianca), ma sono tenacemente appiccicati alle memorie inconscic, quasi ereditaric, di una non piccola parte della militanza chitartistica, che li recita e li tramanda come un doveroso rosario, senza mai essersi doman- data — quasi a negarsi un diritto civile o ad aver subito la confisca della coscienza critica — se non sia il caso di ricercare, di verificare, di ponderare. Le stesse cognizioni chitarristiche di molti musicologi, storici della musica ¢ critici musicali sono costituite da una deplorevole serie di luoehi comuni e, per rendersi conto di tale situazione, non v’é che da consultare enciclopedie e dizionari della musica anche recentissimi e, per ogni altro verso, impeccabili Di fronte a tale realtd, non ci siamo certo sognati, intraprendendo la doverosa demolizione di quell’edi- ficio di cartapesta che & T'attuale e quanto mai sedicente “storia della chitarra", di recuperare al buon senso, € meno ancora al buon gusto, qualcuno dei suoi coliaudati artefici. Non soltanto non nutria- mo questo proposito ma, consci del grado di corret- tezza culturale che distingue una ben definita catego- ria di chitarristi, i quali vendono storia cosi come vendono concerti, edizioni, lezioni, chitarre ed acces- sori, ci prefiggiamo, sia pure come successo margina- le, anche il conseguimento di un ulteriore, ennesimo anatema da parte di costoro, che insegnano con la sigantografia di un maestro-dio appesa nello studio. Lobiettivo principale — e pit serio — che vorremmo erseguire & invece quello di una formulazione di concetti¢ di prospettive, prima ancora ed oltre che di dati, da affidare, non alla passiva accettazione, ma allattenzione critica degli student (ai quali principal- mente questo volume sindirizza), dei giovani concer- tisti, degli insegnanti onestamente disponibili, degli stessidilettanti volenterosi e, perché no, dei musico- logi, degli storici dei crtici ¢ dei musicisti. Concetti e prospeitive ci sembrano infatti pit importanti di una selezione — pur necessaria — di nomi e di opere: gli clenchi sono inevitabili (© gid sentiamo le proteste degli esclusi: chiediamo venia, ripareremo alle omis. sioni involontarie nelle ristampe), ma non pitt utili delle chiavi di lettura e, proponendo la nostra interpretazione della storia’della chitarra, non inten- diamo affermare che sia la pitt valida, ma soltanto rispondere alla necessita di un metodo diverso da quello finora adottato ¢ tracciare una linea di condot- {a stimolando quei processi di rflessione e di ricerca individuale in mancanza det quali suonare la chitarra diviene una squallida ¢ ripetitiva operazione narcisi- stica per individui poco intelligenti: sara appena il caso di rivordare che una chiara conoscenza della storia dello strumento che si studia e si suona non & crudizione fine a se stessa, ma fondamento indispen- sabile per la ricerca interpretativa e per ogni opera: zione che abbia un valore artstico Il principio che ha guidato le nostre ricerche, cost come la nostra attivita didattica, & quello dell’identi ficazione della chitarra con la sua musica. Ricono- sciamo il fascino degli studi glottologici ed iconogra- fici sulla chitarra — ne siamo stati avidi lettori — ma questo tipo di indagine ci ha informati su un’entita, che non abbiamo mai potuto percepire in termini strettamente musical chitarra come immagine, chi- tarra come parola, chitarra come oxgetto, ma non chitarra come strumento musicale. Lo studio propria- ‘mente musicale della chitarra pud iniziare soltanto 1a dove incomincia la disponibilita del suo repertorio, in mancanza del quale si studia un’ipotesi astratta, Come scrive efficacemente Thomas Heck: «... 10 attempt to trace the transformations which any instrument undergoes from age to age without the knowledge of the music performed on that insiru- ‘ment is like trying to study fish out of water.» aTentare di delineare te trasformacionl che ogni strumento subisce di epoca in epoca senca la conoscenca dela musica suonata su quello Sirumen‘o.® come cercare di studiare fl pesce [ort By BIL a qe T a tempo 1. ae ella, ee ee eee 7 = fe) - apenas 7 aa] Da: F, TARREGA, Opere per ehitarra (Gangi/Carfagna)~ Volume T° (prelud. ‘© Copyright 197 by Eaton! BERBEN - Ancona, Italy piccoli pezzi che esprimono, in modi del tutto tradizionali, un mondo appartato c sognante, inge- suo ma non sprovveduto, innocente ma non goffo, rel quale il romanticismo si manifesta con un cando- re rurale che il delicato assetto chitarristico preserva da qualunque volgarita. Specialmente in alcuni prelu- di Térrega riesce a concentrare le sue migliori qualita ii armonista, esprimendosi con una ricercatezza e, insfeme, con una spontaneita, che lo elevano ben al