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I COLPI D' ARCO: differenze terminologiche

Uno dei problemi principali degli esecutori che rientrano nella famiglia del violino (violino, viola,
violoncello e contrabbasso post 1590) è quello di dare e fornire una giusta definizione ai differenti
colpi d'arco, ovvero alla diversa maniera con la quale un arco può essere tirato o condotto sulle
corde.
A seconda di come questa modalità di esecuzione avviene avremo differenti colpi d'arco che
chiameremo e definiremo in un certo modo: nei Colpi d'arco alla corda troviamo il Detaché, lo
Staccato, il Piccolo staccato, il Portato, il Martellato, il Legato, il Picchettato, il Picchettato liscio, il
Picchettato portato, il Picchettato martellato, mentre nei colpi d' arco saltati e gettati troviamo lo
Spiccato, il Saltellato, il Ricochet, il Picchettato spiccato, il Picchettato saltellato e l'Accento.
Come si diceva e si vedrà in seguito, il problema principale a livello internazionale è quello di
carattere squisitamente definitorio; infatti, molti colpi d'arco con la stessa terminologia vengono
definiti in un Paese in un certo modo, in un altro in diversa modalità tanto che anche la loro stessa
esecuzione può essere differente, oppure sotto uno stesso colpo d'arco si nascondono due esecuzioni
diverse. Cerchiamo, nel nostro piccolo, di fare un po’ di chiarezza sul tema prendendo spunto dai
colpi d'arco violinistici sopra menzionati. I contrabbassisti moderni, oggi, sono in grado di
sviluppare ed eseguire tutti i colpi d'arco accennati con grande perizia ed abbinando differenti
sfumature musico-interpretative.
E' mia convinzione, forse erronea, che questi colpi d'arco trovino una migliore facilità esecutiva se l'
arco viene impugnato alla francese o alla Billè (Italiana, col pollice nella parte mediana o al
massimo alta del U del nasetto) rispetto a coloro che lo impugnano alla tedesca. Questa convinzione
nasce dal fatto che le possibilità di articolazione del polso e delle dita sulla bacchetta di un arco alla
francese compreso tutto il meccanismo delle articolazioni dell'asse braccio-avambraccio-spalla
permettono una maggiore potenzialità nell' eseguire correttamente i diversi colpi d' arco. Quando
utilizziamo un arco alla tedesca con il palmo della mano che si pone in maniera più verticale
rispetto alla presa dell'arco alla francese ed all'italiana, l'articolazione del polso segue un binario
unico di scorrimento e le dita sono abbastanza compresse nel dover mantenere un nasetto di grosse
dimensioni. I cultori di questa tecnica raggiungono gli stessi risultati rispetto a quelli che
preferiscono le altre ma a scapito di grande studio e notevole dedizione per il contrabbasso. Specie
nei picchettati e nei ricochet o nei picchettati volati o nello jetè queste differenze si rendono più
evidenti. Tuttavia si tratta di una convinzione nata dalla costante pratica dell' utilizzo dell'arco
all'italiana e quindi ogni ulteriore riflessione sull' arco alla tedesca in senso stretto potrebbe risultare
erronea.
Con il termine Detachè (che significa staccato o separato normalmente) si indica un colpo d'arco
"sciolto", cioè con una arcata fissa ed immutabile sotto il profilo pressorio o di altezza costante per
ogni nota; si esegue alla corda e questo vuol dire che non c'è bisogno di staccare l'arco da questa.
Solitamente nel passare da un' arcata ad un'altra sempre in detachè non vi deve essere la minima
separazione od il minimo vuoto tra i suoni, nel senso che non si deve assolutamente sentire quello
che comunemente viene definito cambio d'arco. Le interpretazioni date al detachè sono anch'esse
variegate, proprio perché indicando lo staccato ha varie sfumature. Sarebbe più corretto ribadire il
fatto che il detachè è un colpo d'arco che permette di compiere, ad esempio, un'arcata in giù e poi
una in su con una certa continuità di sviluppo sonoro e con una certa soluzione di continuità. Del
resto si tratta del colpo d'arco principale mediante il quale si possono separare le varie note che,
ovviamente, potranno essere costituite da durate eguali o diverse fra di loro. Nel linguaggio
moderno del termine in Italia si usa dire di suonare "alla Corda": una bella contestualizzazione che
ci fa capire meglio questo colpo d'arco che può essere eseguito in ogni parte dell'arco: su tutta la sua
lunghezza, nella parte mediana o centrale, nella zona definita "alla punta" che corrisponde all'ultima
parte dell'arco in corrispondenza proprio della punta intesa sotto il profilo degli archettai. Ad ogni
modo, il modo migliore per i violinisti di eseguire un buon detachè è quello descritto dal violinista
Viotti; tuttavia ogni docente sa benissimo come impostare la mano, le dita ed il resto del corpo dello
studente al fine di ottenere una buona conduzione dell' arco alla corda e senza interruzione di suono;
quest' ultima necessità si ottiene anticipando il movimento del polso nel senso opposto di direzione
dell'arco, oppure spostando leggermente le dita sulla bacchetta sempre nel senso opposto rispetto
all'arcata che si sta eseguendo, se in giù od in su. Anche sotto questo profilo le diverse Scuole
propongono differenti esecuzioni e tecniche di sviluppo, ma alla fine l'allievo se studioso e portato
troverà da solo la migliore soluzione per non fare sentire il cambio dell'arco, basandosi anche sulla
propria conformazione fisica e fisiologica.
Adesso analizziamo lo Staccato e le sue sfumature. Questo colpo d'arco si esegue alla corda
arrestando l'arco prima di ogni cambiamento di arcata e, a differenza del martellato, l'attacco deve
essere meno forte e avere minore pressione. A seconda della velocità del pezzo questo colpo d'arco
potrà essere eseguito anche in tutta la lunghezza dell'arco, o con singole parti di questo. Nelle
variegate sfumature di staccato abbiamo quello con attacco incisivo e suono non sostenuto.
Insomma, dopo aver messo pressione all' arco bisogna tirarlo togliendo immediatamente pressione,
ed in questo caso si avrà un attacco del suono incisivo, immediato e non sostenuto (trattasi di una
forma di Accento che vedremo in seguito). Poi troviamo l'attacco incisivo ed il suono sostenuto.
Dopo aver messo pressione all'arco bisogna tirarlo non togliendo la pressione, ed in questo caso si
avrà un attacco del suono incisivo, immediato ma sostenuto. Attenzione a non bloccare o fermare
l'arco mantenendone la pressione poiché tale azione determinerebbe un suono non molto elegante.
Non dando pressione all'arco non si ha un attacco incisivo ma si produce uno staccato morbido. Nel
piccolo staccato, invece, si ha uno staccato veloce verso la seconda metà dell'arco e solitamente
viene eseguito con il movimento di polso.
Passiamo quindi al Portato o Staccato lungo. Solitamente si indica con un trattino sopra la nota,
ma anche con un trattino e puntino contemporaneamente. A differenza dello staccato l'arco non si
arresta prima del cambiamento dell'arcata ed ogni nota risulta leggermente accentata da leggere
flessioni dell'arco. A seconda del velocità del pezzo questo colpo d'arco può essere eseguito con
tutto l'arco o con porzioni di esso.
Poi troviamo il Martellato (hammered). Questa arcata necessita di un accento vivo all'inizio di ogni
nota. L'arco deve mordere la corda prima di iniziare l'arcata premendo sulla stessa e
successivamente abbandonando la pressione dopo la sua esecuzione ed arrestando l'arco sulla corda.
Si esegue con una flessione delle dita e del polso. Il vero martellato si esegue con piccole porzioni
di arco ed al tallone, ma nessuno impedisce di utilizzare tutto l'arco a seconda del proprio gusto
musicale. Si indica con un punto sopra la nota o con un cuneo o con una forcella orizzontale.
Solitamente la sua velocità non supera quattro semicrome. Oppure trattasi di uno staccato molto
incisivo che si ottiene producendo un solo suono, brevissimo, ma aderente alla corda, per ogni
arcata in giù od in su e mantenendo l'arco fermo durante i piccoli silenzi fra un suono e l'altro. Si
parla anche di grande staccato.
Passiamo al Legato. Trattasi dell'esecuzione di due o più note in un’unica arcata senza interruzione
e flessione. L'arco non deve subire nessuna variazione, come se eseguisse una unica nota al posto di
due. Nell'eseguire due note legate su corde diverse, al fine di ottenere un buon legato, l' arco può
essere tenuto inclinato verso la corda su cui si deve eseguire la nota legata al fine di determinare il
cambiamento di corda senza interruzione di suono e con il massimo effetto di legato.
Quindi troviamo nei colpi d' arco "alla corda" il Picchettato che è formato da una serie di suoni
staccati e veloci nella stessa arcata. Viene indicato con un puntino sopra le note legate od anche un
cuneo quando se ne richiede un'esecuzione accentuata. Le varianti sono il Picchettato liscio, il
Picchettato portato e il Picchettato martellato. Nel picchettato liscio non si fa pressione sull'arco ad
ogni attacco e si indica con un trattino sopra le note legate. Questo colpo si può eseguire su tutta la
lunghezza dell' arco in tempi diversi fra di loro. Nel picchettato portato, invece, detto anche
"ondulato" lo si esegue facendo una pressione sopra ogni nota ma senza staccarla e si indica con un
trattino sopra le note legate. Questo colpo d'arco si esegue su tutto l'arco ad un tempo determinato.
Dice Paolo Borciani: "Un caso poi che cito spesso è quello del portato, indicazione musicale che è
graficamente rappresentata da due punti sulle note, con una legatura sopra. I violinisti scambiano
spesso questa indicazione con un colpo d'arco detto picchettato ... che non ha niente a che fare con il
portato. Il portato è espressivo, simile al legato, mentre il picchettato è una serie di veloci note
staccate nella stessa arcata. Il quartetto op.59 n. 3 di Beethoven, dopo l'Andante introduttivo, inizia
con una cadenza del violino indicata Portato e che molti erroneamente eseguono picchettato. Si
desidererebbe insomma più attenzione alle esigenze musicali che alla convenienza
strumentalistica." Nel picchettato martellato ogni nota viene eseguita martellata e si indica con un
punto sopra la nota o con un cuneo o con una forcella orizzontale sopra le note legate. Questo colpo
d'arco si esegue su tutto l'arco a tempo anche veloce. La porzione di arco usata è in relazione al
valore della nota come avviene nel martellato.
Passiamo ora ai colpi d'arco Gettati e Saltati. Cominciamo dallo Spiccato. Qui l'arco viene
alternativamente gettato ed alzato dalla corda, se il tempo è veloce viene eseguito col polso e con le
dita, se moderato vengono coinvolti braccio ed avambraccio. Prima di eseguire la nota si fa una
leggera pressione dell' arco sulla corda ed appena eseguita la nota si alza l'arco dalla corda; a
differenza del saltellato (o balzato che dir si voglia) in questo colpo d'arco l'arco non rimbalza
autonomamente ma viene sollevato anche tramite il mignolo della mano destra. Nell'esecuzione di
questo colpo d'arco viene usata una minima quantità di arco, preferibilmente verso la metà. Si
esegue con movimento delle dita e polso e se il tempo è più moderato anche con il braccio e
l'avambraccio. Nell'avvicinarsi alla punta si ha difficoltà a sollevare l'arco ed al tallone l'effetto è
molto pesante. Oltre una certa velocità si trasforma in un colpo d'arco saltato.
A differenza dei colpi d'arco gettati il Balzato o Saltellato (o Sautillé) si ottiene lasciando
rimbalzare l'arco naturalmente sulla corda, in questo caso braccio ed avambraccio rimangono
passivi ed il naturale rimbalzo dell'arco è assecondato da un leggero movimento di polso.
Nell'esecuzione di questo colpo d'arco viene usata una minima quantità di arco preferibilmente
verso la metà. Nell'avvicinarsi alla punta ed al tallone l' arco salta rispettivamente troppo o troppo
poco.
Passiamo ora al Ricochet o Rimbalzato ed al Gettato (o Jetè). Dal francese, letteralmente vuol dire
rimbalzo, indica l'esecuzione rimbalzata di diverse note in una sola arcata, preferibilmente in giù (io
personalmente lo preferisco in su) ed alcune volte indicato come saltellato. Questo colpo d'arco si
esegue gettando l'arco sulle corde e successivamente lasciando libero l'arco di saltare come nel
saltellato, per cui viene denominato anche gettato o jetè.
Quindi abbiamo il Picchettato Spiccato (volante). Questo colpo d'arco è uno spiccato nella stessa
arcata, viene denominato anche "picchettato volante" quando eseguito in su. Personalmente il
picchettato volante lo definisco jetè, con il quale ha una grande affinità.
Il Picchettato saltellato, come per il saltellato, si esegue più facilmente verso la metà dell'arco.
Infine abbiamo l'Accento che più che un vero e proprio colpo d'arco è una modalità esecutiva.
L'accento si indica col simbolo > sopra la nota e si ottiene dando maggiore velocità e maggiore
pressione all'arco. Normalmente un accento dolce ed espressivo si ottiene con una maggiore
velocità dell'arco, mentre l'accento nello sforzato sf si ottiene con una maggiore pressione dell'arco
e nello sff con la caduta dell'arco sulla corda.
Modalità esecutive sono anche l'Arpeggiato e l'Arpeggiato rimbalzato o saltellato.

Vito Liuzzi (docente di Contrabbasso)