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Patologiastrutturale

9.1 lntroduzione
La definizione del danno subito da una struttum non d un' operazioneuni-
voca, in quanto si tratta di un concetto legato a una molteplicitd di fattori
dipendentidal tipo di sfuttwa , dalla suadestinazione,da considerazioni
ecotromiche.
Ad esempio,una rotazione rigida pari a una deviazionedalla verticale
di 1/250non comportain generaledanni struttumli,ma corrispondea una
modifica dell'assettodi insieme,la cui accettabilitddipendedalla destina-
zione d'uso della struttura.
Analogamenteun cedimentoverticalerigido, che non inneschifenomeni
fessurativi nei tamponamelti ne nelle struttue portarti, pud corrispondere
a un dannoin termini funzionali,se la suaentitdd tale da metterein crisi i
collegamentiimpiantistici.
Ossia,non necessariamente il dannod univocamenteintesoin termini di
comparsadi crepe o fessure, ma in una sua accezionepii ampia occorre
considerareanchele modifichedell'assettod'insiemein relazionealla de-
stinazione e funzionalita della struttua.
Il presentecapitoloha I'obiettivo di fomire una casisticadellecircostarze,
strettamentelegale in termini eziologici al terreno con il quale la struttura
interagisce,nelle quali possonoprodursidanni o eventi di collasso.
A tale scoposi d ritcnuto opportunofar precederel'esposizioneda alcune
considerazioni, che hanno lo scopo di identificare i movimenti delle strut-
ture di fondazione potenzialmentein grado di produrre danni per la
sowastruttura e di definire, conseguentemente,alcuni valori limite degli
stessi,al disottodei quali i suddettidami non si verificaao.
Al terminedel capitolo sonostateinse te alcuneschedesinottiche,aventi
lo scopodi mostrareall'allievo comeindividuare,nei casiriconenti, sinto-
mi e causedi danni strutturali.

9.2 Valoridi soglia dei cedimenti


L'obiettivo di definire i valori di sogliadei cedimenti,al disotto dei quali
non si hanno danni strutturali, costituisce uno studio particolarmente am-
biziososesi pretendedi perseguirlocon rigore scientifico,in quantoI'ope-
456 Capitoto9

razione di metterein rclazionei movimenti della fondazionecon


i dar:
della struthlapassaattrave$ola disaminadi molteplicie compl"rri
futi ..

i Premesa indispensabilea ogni esamedi questogenererisulteietU" p"iu.


to ]a correttaindividuazionedell,organismostrutturale, dell,influenza
tamponamentiinterni ed estemisulla rispostad'insieme,delle
t:
-

caratteris:
che.meccaniche dei materialiimpiegati.uniramente allaconoscenza de. .
modalttae det tempi di esecuzione.
Sembrapertantoquasiobbligatoil ricorso a un processoemplnco,
basa:
sull'osservazionedel comportamentodi strutturegid realizzaie.
In tale ottica si osservapreliminarmentecome,nella desc zione della
I di_
stribuzione dei cedimenti trello spazio, ta terminologiaimpiegata
sia . ,
quantoampia,_per cui, dovendosioperareuna scelta,n;l seguito-siaderis:.
a quella intodotta da Burland e Wroth (l975).
Con riferimentoalla Figura9. l. la ronzionereldtivap indicala rotatio
;
subiladaliarerlacoogiungenle duepunlidi rilerimenro.unavol,u,.orpo*:_
la rolazionerigida rodella strunura.
La distorsione angola,"ed definita dalla seguelte espressione

oY"' - "' *"- " /o


LAB Lac

L'inflessionerelativa A indica il massimocedimento ferito alla


s = cedlmenlo congiur_
= rotazionerioida gente duepunti di riferimento a distanzaZ e il rapporto A,/Z
0, d indicato Jor:
y's = cedimentoaiffercnziate rapporto di inllessione o cunqtara.
p = rotazionefelativa Le.suddettedefinizioni si applicanocon riferimento a due punti qualsia:
d = deformazione anoolare
4 = inflessione della strutturadi fondazione,chenon necessariamente coindono la ,".
d/L = rapportodiinflessrone(curvalura) estremitd. "on
Nel tentativodi slabiliredei criteri di acceftabilitddei cedimenti
Figura 9.1 Movimentidiuna struttura. differer_
ziali, giovaricordarequantosoggettivosia il concettodi funzionalitd
di u:-.
struthua.essendotaleconcenolegatoconlestualmente
alla funzionedel.
I operae alle reazionidell'utilizzatorc.
Inolte occorretenerepresenteche le strutture,per quantoall, apparenz:
simili, hannoin realtduna loro storiadiversa,condizionatadu futio.i
ouuf
la successione dei carichi, le deformazioniviscose,le f"*ururioni
ancora,che possonominare alle fondamentaogni tentativo di "io
eccessirla
generaliztaztone.
I.crited che seguonovarno pertalto accettaticome elementidi indirizzo.
che non sostituisconoall,occonenzaanalisi di aspettispecitici, poieirao
questiultimi condizionarein modosostanziale il comportamento j"itu rt
ur-
tura in esame.
Facendoriferimento al lavoro di Skemptone MacDonald(1956),
basato
sull'osservazione di 98 edifici, i valori limite dellarotazioneretoi, p ii-
vrebberoesseredell'ordine di l/500 (1/500d il valore raccomandato
dasli
Autori. ancheseil valoreosservatod paria | ,.j00) per evitarela lerrurrloil
oe||estrufturedl tamponamento. e dell.ordinedi l,150 per evitaredanno
alle struttureportantiin calcestruzzoarmato.polshin e Toiar (1957),
ripor_
tandodati chesi riferisconoa esperienze nell'Europaorientale,utt itulr"o_
strutturale457
Patologia

no alle suddettesogliei valori di l/500 e 1i200,e conclusionisimili sono


stateruggiunteda Meyerhqf (1956).
Nel casodi ryftif$@{2!!!!.ori il parametropiir significativod rap-
presentatoddl rS"pporto di inflessionee sulla scona dei dati raccolti da
Burland e Wroth (1975)i valori limiti risultanopari a

I,
Laz.rou per
'L H

per
l<+.tou H

avendo indicato con H I'allezza della parcte.


Definiti i valod di soglia, si pone il problema della previsione dei cedimenti
diferenziali. Bench6sia relativamenteattendibilela previsionedel cedi-
mento totale di una struttura, alhettanto non pud dirsi dei cedimenti diffe-
renziali, giacch6 questi uttimi dipendono, a paritd di altri fattori quali I'ef-
fettiva igidezza della struttura, dalla intrinseca variabilitd spaziale delle
carattedstiche del terreno. Alla luce di tali considerazioni, la strada pid
efficaceper pervenire a previsioni attendibili d quella di correlarei cedimenti
differenzialial cedimentomassimoosservato.
In particolare si riportano le seguenticorrelazioni empiriche (Grar,t et al., ;il r:'rI '-'ri -' '
r9'14)
a) fondazioni su sabbie
u; t:t t(i
.l .1rr: r' r'' 4r.Jti ' r'-'
f;,...-' 25 .rnax(rrm) = 15000/nax (plinti)
izr S{' sn- (mm) - l8000lmax (platee)
,r" " , t.. /l t' .i :" " '

b) fondazioni su argille

a(o I'r: ha:( (rrm) = 30 000lnax (plinti)


^*,,'l
I ].r 4 _) ..i...i snd( (nrn) = 35 0001m'" (plate€)

In aggiuntaa tali indicazionisi ricorda(comegid discussonel Capitolo 5)


cheTerzaghie Peck(1948)osservanochenel casodi fondazionisu sabbie
il cedimento differenziale pud stima$i pari al 75% del cedimentomassrmo
e raccomandano per quest'ultimoun valore limite pad a 25 mm.
Skemptone MacDonald(1956)giungonoalla conclusioneche,nel casodi
strutturc ordinarie, il cedimento differenziale limite per fondazioni su sab-
bie d di 25 mm e il massimocedimentotolterabiled dell'ordine di 40 mm
per fondazioniisolatee di 40-65mm per platee.
Nel casodi fondazioni su argille il valore del cedimentodifferenziale sale a
40 mm e i valori del aedimentomassimodiventanopari a 65 mm, nel caso
di fondazioniisolate,e di 65-100mm nel casodi platee.
I dati mccolti da Bjemrm (1963) testimonianoinfine che non sono stati
osservati danni su edihci fondati su platee, che, interagendo con terr€ni
r'

458 Capitolo I

argillosi, hanno subito cedimenti totali inferiori a 250 mm e cedimenti dif-


ferenziali inferiori a 125 mm. Sono stati invece registrati danni nel caso dj
fondazioni isolate su argille per cedimenti diflerenziali in eccessoa 50 mrn
e cedimentitotali superioria 150mm.

Ne 9.3 Cedimenti differenziali dei serbatoi metallici


I
I I seftatoi metallici sono strutture flessibili (se si imrnagina di costrurre un
ll modellino di carta di queste stutture, lo spessoredel serbatoio npportato
I
alle suedimensioninon superaquello del foglio di carta)in gradodi sop
Tracciadel piano portare cedimenti differenziali tra centro e bordo anche significativi senza
dj rotazion€.igida
gravi conseguenze, comemostratodall'esempioriportatoin Figura 5.41.
Le plescrizioni pit restrittive riguardano pertanto i cedimenti differenziali
lungo il bordo, soprattutto per le struttue a copertura flottante.

Poich6 la rotazione rigida del serbatoioha scarsarilevanza per quanto con-


cernesia il suo firnzionamento,sia lo statodi sollecitazionenegli element
struttwali, gli elementi di maggior interessesono rappresentatidalle distor-
L 14
sioni prodotte dai cedimenti depurati dall'aliquota che compete al moto
'l rigido.
Nel corso del collaudo idraulico vengono solitamente misurati i cedimenti
1l r1 0 Y pr di una serie di capisaldi disposti lungo il perimetro del serbatoio (Figura
Figura 9.2 Posizioneplanimetricadei capi-
e.2).
saldi. Tramiteun'analisidi regressione dpossibileindividuareilpiano di rotazio-
ne rigida, per cui, se si indica con z, la quota del punto appartcncqtea tale
piano, il cedimento che concorre a produrre la distorsione vale

si = P i -zi (e.2

La quota zi d data dalla seguenteespressior,e(Mahk et al., l9'7'l)

zi = ArJ+ 4 cos(ei+ P) (9.3)

nella qualega;d I'angolo che individua il punto in esame(Figuta9.2) e B e


l'azimut della haccia del oiano medic'

(e.4

I coeffici€ntil0 e ll che compaiononella (9.3) sonodati da

o"=jlo'
) (e.5
n "n,e,)'(1p,"*q,)'
Patologiastrutturale
459

E interesante.osservareche le quote relatiie ai Frnti che apparteigono al


piano di rotazione rigida si collocano su una sinusoide, come mostrato nel-
le Figure 9.3 e 9.4, mentre quelli che si discbstano dalla sinusoide sono
responsabili dei maggiori inconvenienti.
Sempre con rif€rimento alle stessefigure si osservi il divsrso comDorta-
mentodel serbatoio2 rispettoal serbatoiol, notrostaDte le modalitdisecu-
tive e i controlli in opera iiaao stati praticdinente i medesimi (per ulteriori
dettagli relatiyi a queste opere, si veda il Capitolo 5). Cid dimostra che
mentre il cedimento medio d influenzato dalla rigposta globale del volume

e o.75

1 .3 5

Serbatoio1
,l.40
09/05r/8
q = 235kPa
1.45

1.50
a,

1.55
i
\ eunoor,ota.ione,tgto"
1.60

1.65 Figura9.3a Cedimenti misuratllungoil bordo


I 'tl 13 del seftatoioI dsltaC€ntrate di
N. caposaldo PortoTore(Hegget at., 1983).
r
I I

i tl60 CapitoloI

Flgura 9,3b Cedimentimisuralilungoil bordo


0.60
del serbatoio2 dolla Centraledi
; PortoTolle(Hegget al, 1983). Piano
dirotazione
risida
0.65 f
---{_
\
\,/
I!
e 0.75

0.80
Serbatoio2
0.85 12101t77
q = 100kPa

0.90
I 1t 17
N. caposaldo

1.30
Serbatoio2
1.35 21t11n8
q = 235 kPa

1.40

\ --. f
e 1.45
\ "../
\ /-r,-
1.50
\l /
"/
L Piano
Piano di rotazione
n rigida

I 1 'l 13 15 17
N. caposaldo

di terreno interessato dall'opera, i cedimenti differenziati dipendono da


peculiaritd locali e da dottagli costruttivi, imprevedibili in fase di progetto.
Passandoora a esaminarei criteri relativi aiptoblemi di ovalizzazionedel
mantello,larelazione propostada Malik et al. (1977) d trale pit accre-
ditate.
Essalega il cedimento relativo sri, tra due punti a distanza /,7lungo il peri-
metro, alla variazione radiale Ar del mantello d€l serbatoio,-aventealtezza
ffe diamehoD
Patologiastrutturals
461

Figura 9.4 Profilidi cedimentidi un serbato-


io (Duncane D'Orazio,'1982).

ci

1.5 L 1.5 L
0.0 0.0

0.0
Caso c

't.0 -\
\ \
.N N /
^

> 1.15 <4


I

2Rth

0.0 o.4 > 1.15


r/ R < 1 . 1 5 tutli

12 a/'r,rn
<
".. -
-u (e.6)
; H .D

Non esistono casi ben documentati che consentano di imoorre limiti ai


cedimentidifferenzialiin relazionea problemidi instabiliti llcale del man-
tello.

Per quarto concomeinfine i casi di rotn[a della membranadi baseoccorre


distinguere quanto segue.
Seilprofilo dei cedimentid simile al casoa dellaFigura9.4,1ahazioneche
provoca la roth[a dell'acciaiopud esseremessain relazioneal massimo
cedimentoprodottosi i corrispondenzadel centro (valutato sempr€a partire
dal niano medio)
462 CapitoloI

0.37osD2 (e.7)
"

In taleespressione s0 dla contro-frecciatnizialeconferitaalla membranadi


base,E d il modulo di deformazionedel materialee F' d il coet-licientedi
sicurezzanei confrontidellarotturaper trazione(solitamentecompresoha
2e4).
Nel casosi abbianoprofili dei cedimentisimili a quelli relativi al casib e c
di Figura 9.4, un criterio analogorichiedeche sia

628", (e.8)
s, !d^l "
' ! E .F

nella qualed d la dimensionein piantadellazonasoggettaa imbozzamento


(in prima approssimazione tale dimensionepud assumersipari alla pir) pic-
cola distanzatra due massimio due minimi consecutivinei diagammi di
Figura 9.3).

Concludiamo questa disamina de1comportamento dei serbatoi di grande


diametroosservandoche,nell'esamedello stato limite ultimo, il margine
di sicurezzanei conftonti della rottura del terreno di fondazioneva valutato
prcndendoin esametutti i meccanismilocali, cinematicamente possibili,
come schematicamente illusbato in Fisua 9.5.

9.4 Erosione localizzata intorno alle pile dei ponti


Lo scalzamento delle fondazionia operadelleacquedei fiumi o dei torenti
d una delle principali causedi danneggiamento o di crollo dei ponti.
Unapossibilespiegazionedel numeronon trascurabiledi crolli vadcercata
nel fatto che, menhe per strutture di una certa importanza il progetto d
normalmente corredato da studi che coprono esaudentementegli aspetti di
natua idruulicae geotecnica,la stessaattenzionenon viene servataa ope-
re di minore importanza.

Flgura 9.5 Esempiodi rotturalocalenelcaso


di londazioneflessibile.
463
Patologiastrutturale

Primadi dareindicazionispecificherelativealla profonditddi erosioneo ai


possibili rimedi, convienepertantosofferma$i sulla descrizionedi alcuni
aspettipir) generali.
i) La variazione stagionaledella portata di un corso d'acqua costituisce il
suo regime.
In generale,nella descrizione del regime di un fiume si fa riferimento
alle medie mensili, hascurando le singolada costituite da piene o ma-
gre.
La particolare configurazione che assumeun determinatoregime dipen-
de dalle precipitazioni, dalla temperatura,dalla permeabilitd del bacino
idrografico, dalla presenzadi vegetazione,dalla dislocazione degli af-
fluenti e dallapresenzadi laghi.
Ne1casoa esempiodi alcuni corsi d'acquaalpni, qtnlila Dora Baltea,
le precipitazioninevosedell'invernoproducononello stessoperiodoun
regime di magra, mentre con lo scioglimento delle nevi si hannoaumen-
ti di portatanel periodo compresotra maggio e agosto,con punte di
massimonei mesi di giugno e lugho.
Un siffafto regime viene deflrrftoglaciale.
Caratteristico dei corsi d'acqua della parte meridionale della nostra pe-
nisola d invece il regimepluviale, tipico di bacini poco permeabilie
analogoa quello delleprecipitazioni:il maggiordeflussosi ha nel peri-
odo invemale delle piogge abbondanti, con minimi estivi molto accen-
tuati.
Se infine al suddettoregime pluviale si sommanoapporti di nevi e sor-
genti, la differenza tra massimi e minimi risulta meno pronunciata,
sicche si ha un reglmepluviqle ottenualo, come avviene ad esempio
pet ll Tevere.
A. tale schematizzazionesfuggono comunque i grandi corsi d'acqua, il
cui regime dsulta influenzato dai tributari e pud assumerecaratteredi-
verso nei vari tratti. Cosi ar,vienead esernpioper il Po, dal momento che
i tributari alpini (influenzati anche dalla presenzadi laghi) hanno com-
portamentodiversoda quelli appenninici.
ii) Causeprincipali delle piene sono',
. la cadutadi pioggia abbondantee intensa,concentrataciod in alcune
ore o in alcuni giomi, su un intero bacino idrografico o su gran parte
di esso;
. il rapido scioglimento delle nevi in seguito a un innalzamento im-
prowiso della temperahm.
Duante un evento di piena, la portata pud ruggiurgerc valori pari a 20 o
addirittura 50 volte il valore medio annuale. Nel caso ad esempio dei
fiumi italiani, che, fatta eccezioneper il Po, hanno solitamente portate
inferiori a 200 m3/s, sono state registrate in corrispondenzadi eventi
eccezionalipodatesuperioria 2000o 3000ml/s.
iii) Passandoora a esaminarealcune configurazioni che assumonosoventc
caratteredi criticitri, un primo caso di interessepratico d rappresentato
da una stluthrra il cui imDalcatorisulti totalmerte sommemoduranteun

jltlI#,
464 Capitolo I

?1r , , i: - : ' :,r:l :- rr-


€(r! i; . ,, 1:, :: , :
evento di piena, con conseguenteriduzione della sezione di efflusso e
'L F . r . i ' : i I aumentodella velocitd della corrente.In simili circostanzeoccorrerebbe
,D
i, , , ,, evitare di averepile in alveo o ridurre al minimo il numero delle stesse
In alvei particolarmenteincisi (tipo gole) di corsi d'acqua aventi caratte-
r :d: I l_r :r il !., rrJ,{€tonentizio, ull intensotempomlesu un bacinoa forte pendenzapuo
:, .ta :i l l i i .' '
:;r /l' ' !iil I D ,..ri,iprodurreuna pienaimprolwisae taloracatastrofica,sicch6sonoda evi-
- , I , r a r i t: ; ::" '/l '
' { ' !/r " tare del tutto le pile in alveo.
....,.:. : !,.t .a A t;i .r ' -'Jiii.',- In alveitorentizichericadonoin zonedi frequenti nubifragi,lasoluzio
-,.: :r.ri.
rirr,lri { 1,ri ,,i1, ne ottimalee costituitada un attravercamento che seguail natuale av-
:.--rr,.: _, /.,.,\::i r ,i :r:,i , val l amento del l ' al veo,
accettando I' i deachel a stradapossaasserteme -
-,.:, ,:'.;.. ..r,1-.,a).:a poraneamente sommersa, piuttostoche inserire un pontechesi trasform
t-. ,., ,,. : r;i

,..,:-',r chepossono
le formedi erosione
iv) Nell'esaminare prodursiin alveo,van-
I r.. ... ...i, tr iLr.!!. ri
i-, , . , - ' : : F rr .r t t. i no tenute pl esenh:
.: ,.riibrL a) l'erosionegenerale del fondo,chesi produceduranteunapiena;
r,i !r. .,,-. ... .,i.,
- )ir,,;ri r.F i,,r ri b) I'elosionelateralenei corsi d'acquameandriformi;
5.r-i..i.!.r1,.,,,.fr...,".",9) I'erosionelocalizzataintomo agli ostacoli,quali la pila di un ponte.
-
,t..r_. a) Tutti gli alvei dei corsi d'acqua sono soggettia una pir) o meno lenta
_
h L r;r! ' t: "" '
' il"*#lli"on,"" oasportata dan'acqua (indicata con il nome di ro,.Dl-
' '' > 'tr ' da) esercitaun'azione erosivasul fondo,che abbassaprogressivamen
..,t . . ' . . i f. r ' t. l ' al veo.

' ,:i- o deposito)


c'dpii erosione d similea un ramodi iperbole.
Laumento di velocitd che si ha durante una piena corrisponde a una
t.'.,, "' . ,, " '

.!
., ,'' , $:'.'"i1ft"ffi*l;1;:llijJ"H:ffii"*i
per saltazione,nelcasodi ciottoli e blocchi), con conseguente abbassa
,. .. . -.: I ' ' I menlo del fondo. Quandola velocitd dell'acquasi riduce, il materiale
solido di aasportoviene depositato,sicch6pud accadereche, dopo il
. passaggiodi una piena,non vi sia una marcataevidenzadell'erosione
temDoraneaDrodottasi.
Il fenomeno descritto d in generalepiri marcato nei corsi d'acqua stretti
e incassatitra spondeche non consentonoesondazioneed d stato osser-
'1 _ r!
'. :i '

a' ,,. . , " ' ".'


li: tr.-, r :,r ..-
^- _- |
t.,' i :i :r
r..;I .!
r lll
,.' " ,: -
/ 1, i : i' i ^
! '.

' r .', tr o

i, r f r::o

.,1 . ) ,j. :,.

Flgura9.6 Evoluzionedel profilo longilu'


dinaledi un alveo. Distanzadallasorgente
465
Patologiastrutturale
t.* j .,( ! ;^.i ::.' ii
f.r . -. ,4',- - ffl
:tr c - ,... .. ..n a r .\!" r !.r '!: tf 1,,'1

vato che la profonditd di erosioneche si produce d dello stessoordine di - . .\!) r a.:i !:i , Lr e J r tfl l /'!:t.
'a) i
]'t : -|
:
gra\dezza dell'innalzamento del livello dell'acqua (Tezaghi e Peck - 1j..,.- ? 9\ i.,r.;P tee'rDi r'-t ;'r Ft ':
(1967) hanno documentatoun caso in cui I'erosione d risultata pari a 4 ' (", , tr , . , .j...:
volte I'innalzamento del livello). r" i t 5r ' I, t.!

l oni r ''( ( 9^," -


\ P,,!,',,
b) In valli ampi€ e pianeggianti diminuisce la capacitddi emsione del fou- /!1r ^"* ::::.:

do, ma pud.prodursi erosionelaterale, come testimoniato dallo syilqpo A


i :l i : e '
ilt , r ^r
di meandri. '
( Etr q' F !r /'i a )
Come mostrato in Figura 9.7, la distribuzione della velocitd dell'acqua
( ?"q'i:'ltI
athaversouna generica sezionedell'alveo non d uniforme ed d in parti- ' LAl ei i , l u* r . ,^,: . P:r l 4

colare minore in corrispondenzadel fondo e delle sponde a causadel- i al t:1:'r r .i .i i r i Dl a'l a D'
' i -' _ ; '
lathito.
La linea superficiale, corrispondentealla massimavelocitd, viene defi-
. n na\ sl )rt *;t' l 1'l r;i rt:i l !fti .]
j r:,brr 5e \1tpi .'.. (.v P |P b12.\
Nel caso in cui l'alveo descriva ma sinuositd, il fi1onedella corrente si tr .tt l t-,?D c,?l
accosta alla sponda concava, che risulta cosi soggetta a uaa continua ^
f i i '-' rl ' r wC
- ,l d6ru!r.r {r, ['r!i +:'
erosione,mentre la pafie intema e interessatada fenomeni di deposizio- n o r--r,,,, -r_ U f i t': .!
4.tr ;f;'
€trl c ;,P ;',t ; :t | (t\i -
";1:'ttl t ' tt
?,.i r ,
r'-,1:,
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- l aot.nr, l 1 Jl : :.ri ri '":
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*'il t t Z ,.,I i
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-.
i - :a:.,- !
::a: - r " i r r i
{ -r,.

si i )rar, tl r :!a,}1gri ; .?,


--. .
\i:\
':V

Fascia sogg€tta
a erosione

Xii:l Fasciadi
deposizione

(a)

_51 r l aal z i .j fr .r oF .l a t:x r .i _


'r "
:_'ni ttJ r ..i i a E:ai r '.l
-rr
, , iur i!t tF /.,-, 4ta
-!

L4 ni ;.:.r . ati ... i . -


-
PL, r i p F ,:' /.. . _ l
-

Figura 9,7 Evoluzionedi un alveo:(a) Fasedi erosionee di deposizione;(b) Distribuzionedellavelocitadellacorrente;(c) Evoluzionenel


tempo di una sezione. ( l)tt\.o ttr.c ts.

tLL,.J 4 l. :-' t" )


- F A!14 ,.: j Ai ' r ;,
laoJo .tr u.-o f. c, il
qa ^ a .\ €
r!Fit.! , .1 , d ,o l...a - '
- ; P,.ili:ri{a
.^ r! a rrr._ :! & r , .,t. ct: ,e c{ ! i,{ s, i- ea
e
466 Capitoto9
Ir!!- 1'l!,-r:t
al- t > t -.,,,'i ij,,-.' ,i r; it - , , ", , r r a
- a o ^,- .," i J::i r.. )
ne..Se il fenomeno assumeparticolare intensitd, la base
,a ra , i r a;,.. t,L :.,.a,:,, /l della sinuositd
i i ,i ." r..-,!. _1 puo assottigliarsi fino a divenire cosi esiguada
/,1. ! t:L.:: a1 esseresfondatafacilmen-
IvfJl ,fi a , ! ts. tr ., r c Ir r F,!r o te dalla conente, che riacquista localmente un corso rettilineo.
I'r'rl i ri ,.!
il { 1 niPlt < iv Le zone indicatecon trafteggioin Figura 9.7 presentano
B rrJA
dunqueuna
a,r - .,.i .5. !L.P:' i: monologtarn evoluzionee vannopertantoevitatenell.ubicazione
.,1 .,. ')
1.* at + "..
delle
,' i/.:; f plte o delle spalledei ponri.
- /r,ti " 4 ^l r-r._a tr !i\;. r i!*:e
i .tt. ^\ La presenzain alveo di un ostacolo, quale la pila di un ponte,
. -, -
costituisce
' )'.;;: .t:t,..|,att .r / sempreun'alterazione delle normali condizioni di deflusso,
" / a- : ,.,.,\., con aumen-
.o , r|p [o p, :;
./^ , r ]ir ii to localizzato di velocitd, irmesco di fenomeni di turbolenza
i ;"ta e conse_
- tt,;,, / .,i. ( ..r ' ir D Far .l,?,\,
guenteerosrone.
-,", j-. . , " _ Come illustratoschematicarnente in Figua 9.g, il fenomenodi erosioned
.
';' '-".:,','t:: r' ! rr'::r: causatoda un grosso vortice (a ferro cli cavallo),
;, che si sviluppa
planimetricamentesu tutta la superficiecircostantelapiia fino alla linea
, > ,..?,_.,1,_,! ,,, di
rz! sir.L,,"'-i ,",,":..'*',;: separazionedellostesso'

- '".,. ' "'., t".r,l" la velocitdcriticavcritdellacorrente,in corrispondenza


' dellaqualeinizia
,.,.,
. ,,..!i \\, ..: .i,nt{ .,,r;,J:,:.;:::::, _lT:"t-:'.o"lmateriaredelrondocleu'alveo;
- )!',. ' ',i,. {,1,rri :. r : ' Ia qrmenslonecaratteristica
/s0 del materialee la larghezza6 dellapila;
ir"ro...:.".r' '! ..,,r
.t.! .l'angolodiattacco_a(angolotraladirezionedellacorenteel,assedelle
r,:s pile) e il rapporto //b ha le dirnensioni della pila (Figura
jr ,rt'-r:r.L;,.-i,-1,1 J isr c I r ..rje j,a11,, 9.9);
- /, .:.(i.r,, .: i,":! . la velocitd media v e la profonditd i della corente:
i.ii.&rr<" )
t- .. /LL'"LL'):L it
il rapporto tra la dansite del materiale
li;ha,!. !rt ,, , , i..,", A e quella dell,acqua p,u.
L . a- La velocitd critica pud esserestimata come suggerito
da Hancu 0 971)
_- i.r r. \ta.tLEr ; it\az
,. . iiilci jFt,1+r !1,(F i',, a
I .i!,'! i/-rr .:rl 1,1!a:i irr
">

-
. :
'i ,. l.! ?],:l} ,I

*
/l J"
/---\
-,./
frt
#J___ ln)
ll

I
L Lineadi separazjone
det voatice
{U, ,l
a)

Figura9.8 Ercsionelocaliz2ataintornoalla pila di un pome. Flgura 9.9 lnfluenzadell'angolodi attacco su e condizionidi


deflusso.
Patologia
strutturale467
/i t-

.. r ai r tr i i F a leet A4 )' t t atL'


^v r " .1,
(n \o ' at!r , !]tr .j " ..4 a' t J s ' r. ,!, i p rL i (n l
Y.rir =l -;- | (e.e) I'r f_!r <4 <f4 5C . 5 1 ri r! i E , i rrN . )
\asol ha, i r l /,r .1!,1l

- n'lt'-' t-.',:d , t' t!":r vr'''r" ttt'!r-r!'


mentre per la stima della profonditd di erosione sipud far uso degli abachi
elaboratida Laursen e Toch (1956), riprodotti in Figura 9.10. -.,ni.. c!f'' :! rtii':r- i

J1- " <,t'r':! -


. {' t .,' ! } ..1 ( Y. i. i:.
-
l _r , r r ., !J ,J :, x .Pi ef t 1..1:i:., r Q l : rFo a a ,
-
n t.Aa t. /r :i r ,ar .p.?.Lr a
tt&nat.. a D l j :!/,f r. l

r ,,.,a r .r r!)
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_ ?r .:r c i ?.,.r 1 ,, & aj l r r :,- ,,. o, / ri t i <o, i;p.dj
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.r - r r r i i i ( - - r ...r bl ,r i i !r i 1\.
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- 5; :r ,j :at r t\! r .r *
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I 2345 - :u1r ,
. Profondita
de a corrente
" F .r l l ,r ?r i n,i 6- - , !, / , r: i . . -I : : .
Larghezzadellapila r!,r!r!r :
r c - ,! n . / rL l '
/,i! |r;|; +/r
I ' l ar a f^r t €r !r 5r 6.,1.,. .) sI >.. 1;r
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F,^i,ll
- 17,r i t:l w !r .\L.!!i - i )r r' rri n l i i f
!.r ,,r
-. 1:'r :,?_r 9) a v ,,!.t€ _-
30 -r. , r, . .

K = 0 .7

0 153045607
q = angolodi attacco
Figura9.10 Abachiperla stimadellaprolon-
tt ofar ll coefficionteK molliplicail valorede a profonda di erosione,in modo ditadi erosione(Laursene Toch,
da tenercontodellaformadetlapilae delt,angolo di attaccode a conente 1956;citatoin Sowers,'1962).
458 Capitolo 9

d = profondiB di erosione P€r quanto conceme i prowedimenti da adottare,va imatzitutto osservatc


che_il piano di appoggio della fondazione dev;essereprevisto al disotto
della quota interessatadai due fenomeni combinati, erosione generaledel
fondo e erosione localizzata.
Si pud poi prevenireo mitigareil fenomenodell,erosioneintomo alla pila
hamite I'esecuzionedi un filtro rovescio(Figna 9.ll), realuzatocon mas
si le cui dimensioni devono soddisfare la relazione

u
< 0.5 (e.1
Ycrit

Si osservaancora chelaptatica dr tealizzare una platea rigida intomo alla


pila crea solo una discontinuitdnelle condizioni iell'alve-o,trasferendo
it
fenomeno erosivo immediatamentea valle della stessa,con improwise rot-
ture non appenala plateaviene scalzatao sifonata.E pertantopreferibile
I'adozionedi una protezioneflessibile,come sopradescritto. '

9.5 Cedimentiprodottida scavi in superficie


Uentitd e la distribuzione dei cedimenti prodotti da scavi dipende da molte_
plici fattod: dal tipo di terreno, dalle condizioni di falda,
dalla tecnica
di scavo, dal programma di scavo e dalla igidezza delle strutture
I sostegno.Non d pertanto possibile fare previsioni accurate,ma ci
di
si

l"
Figura 9.11 Disposjzionedellaprotezioneftes-
deve accontentaredi individuare i limiti, superiore e inferiore, entro i
qrali ricadoro i cedimenti attesi, principalmente sulla base
rienze acquisite.
delie espe_

sibile,suggeritada Temez(1974) Innanzitutto va osservato che la rimozione del terreno di scavo oroduce
(sivedaitCap.6,Vot.3,Tomo1 di uno scaricotensionale.al qualesono inevilabilmetrteassociatimovimenti
Geotecnica y Cimientos, eo. che interessanoun'ampia zona di terreno.
JimenezSalas). euesti mol/imenti possonori-
guardarsicomeindipendenlidalla naturadell,operadi sostegno, per
e, tale
mohvo non possono esserecontrollati. Sovente si d tentati di fare
delle
previsioni sulla base di un approccioelastico,assimilandolo
scavoa un
carico.ne-gativo:. il limite di tale approcciorisiedenella diffrcoltd,o impos_
sibilitd,di definireun modulo di deformazioneequivalente,ch" i"ngu
da solo conto di tutto un insieme di fattori, tra i quali rivestono particolare
"iod
importarza lo stato tensionale iniziale e i fenomeni di dsonfiamento ac_
coppiatialle disrorsioni.
Movimenti locali sono, in aggiunta, prodotti in adiacenzaalle struttue
di
sostegnodalle deformazioni plastiche sviluppatesi nelle zone di equilibrio
limite, di tipo attivo e passivo.
Bransbye Milligan (1975) hanno ad esempiosuggeritoche, nel caso
di
scaviin argille,movimentisignificativipossonoprodursiin condizioninon
&enate (ciod, a volume costante),nell'ambito di una zona individuatada
un cuneochesi sviluppadallabasedello scavoconuna inclinazionedi 45..
All'intemo di questazona,ogni punto ha uguali componentidi spostamen_
10jn direzione verticale e orizzontale, sicch6 la
defonnata dellaiuperficie
del tenenoriflette quella dell'operadi sostegno.
Patologiastrutturale 469

\ell'ambito degli scavi eseguitia cielo aperto,una notevol€messedi mi- Dislanza


dalloscavo
sure.effettuatedurantela costruzionedelle metropolitaaedi Berlino, Mo- Profonditadelloscavo
Daco,New York, Chicago,Oslo e Tokyo,d stataanalizzatada Peck(1969),
p€netrendoalle seguentiindicazioni di particolaresignificativitd ai fini
aoolicativi.
a) Nel caso di scavi in sabbie(zona I in Figura 9.12), i cedimentidella
superficiedel terrenosi estendonofino a unadistanzadallo scavoprati-
camentepari alla profonditddello scavostesso. I
Sela struthfa di sostegnod adeguatamente puntellata,il massimocedi- ,E
mentonon supen il 5%"della profonditddello scavo,ma, o\..viamente, ()
cid non significache,in relazionealla tipologia delle strutturepresenti
nelle adiacenzedello scavo,non si producanodatni.
b) Se 1o scavo inter€ssauna formazione argillosa, il teneno ai bordi dello
scavoagiscecome un sol'raccarico,con la conseguenzachepossonopro- Zona I : Sabbiee argilleda tenerea consistenti
dursi sollevamentio rotture del fondo scavo, conseguentiquesteultime Zona ll : Argilleteneree moltoteneredi limitato
all'instauarsi, in condizioni non drenate,di possibili cinematismi. spessorcal disottodelloscavooppure
digrandespessore con No. Nocnr
Utr modo convenientedi individuarei margini di sicurezzaesistenticonsi- Zona lll: Argilleteneree moltoteneredigrande
ste nell'assimilareil problemaa un'analisi di capacitdpofiante:il teffeno spessorecon Nb I Nb cR/r
adiacenteallo scavorappresenta l'azioneestema(/ll) e la resistenzain gio-
Figura 9.12 Cedimentiprodottida scavi(Peck,
co d offerta dalla resistenzanon drcnatas,l agentelungo la potenzialesu- 196e).
perficiedi scivolamento.E cosi possibiledefinireun iidiceii stabititd Nx

No= "u
"y h
(e . 1 1 )

in baseal qualesi possonodistinguerei casi esaminatinel seguito.


i) Se la laryhezzadello scavoe contenutao lo stratotenerod confinato
inferiormenteda uno stratoconsist€nte, i cedimentiin superficierisulta-
no contenuti.In generaleessisi propaganonell'ambitodi una distanza
inferiorealla profonditddello scavo,e il massimocedimentod dell,ordi-
ne del 5%odi &.
ii) Quandoaumentala larghezzadello scavoo s€ lo shato di argillatenera
si estendefino a profonditdsignificative,i movimentiintercssano un'am-
pia zona di tereno (zona III in figura). Se f indice di stabilitdprima
definitod dell'ordinedi 4, il cedimentod gid significativoe si propagaa
distanzechesup€ranolaprofonditddello scavo,indipendentemente dal-
I'attenzione con la quale siano state messein opera le strutfure di
puntellamento.QuandoN6 raggiungeun valoreprossimoa I o 8, d ine-
vitabilechesi verifichi la rothra del fondodello scavo.con consesuenze
chepossonoessere disashose.

9.6 Cedimentiindotti da scavi in sotterraneo


Larealizzazionedi galleriein materialisciolti induceinevitabilmentemo-
vim€nti nel terrenocircostante.
r
I

i'
I 470 Capitoto9
r'&![ ), 1ir.., '. 1.! .att-|tl),
'..

t l-rq!!

lLt\f I
1g . i",
q a ./
r-(.'-.i'r1'&i

Questi movimenti si traducono in superficie it w bacino di subsidenza


t ' \ l ' tt L .!,a ra (,1 1 rt..,t a tplr i r ' . Lr : : .l (Figura 9.13), la cui forma, nell'ipotesi che non vi siano altre strutture
6 t .o tp tj a fl,r r ,r .
'./t,h ,,.
L: ;t,, rn_iglagenticon lo scavo, pud esseredescritta, in una sezione ortogonale
all'asse delld galleria, da una curva aventelegge di clistribuzion. guuiriuou.
ri';
:i
-
." ::,i :,r/, F a.r aa.., t.,,t, Uapproccio empirico, utilizzato per la previsione dei suddetti movimenti
' r ' t ' ... '! r.l l ta <ttr{ , r ..{ ?r r eL
(illustato in dettaglionella memoriadi Attewell e yeates,19g4),pud rias-
anr ..lr r r r -
surnersinei punti seguenti.
l:1.:, !', :-" ._!e-:r!_,":
!! -r1. ni ,.,b, ].,1 Ac:!ri
a) La distribuzione dei cedimenti, facendoriferimento ai simboli utilizzati
-.i! i A! c,r (.?i
in Figura9.13,d descrihadalla relazione
-.:_..1,?la C'Vt \C.-n /r iLh,?, GC,{,,.
. . ./ ' i : . . . ( t " r4 ? tte | r \
i'111- !r-!1lq (-x2\
--q]-"_+gv,v-. .=*^ ."olz* (e.12)
J . t Lj ^
i'" t qit
tr.,
rtr.
O.i ,, .ji,r 4oi\".- (
\tar tt
t,i,r !r r p
.r ar .
) )
,4 4,.,2 Lr .{ ,.,za

-t
era nella quale i rappresentala distarza dall'origine del punto di inflessione,
ir."r ,- r ai, correlabile alla profonditd z6 alla quale si hova I'asse della galleria
0ir!a . ,4
< 20
?^- t o
S< t.r t
i=k.zo (e.13)
\ ?a4 S{ .O
t.{1 .,{
Il coefrcieDtek che comparenella (9.13)rizulta compresotra 0.2 e 0.3
lr al ,1y11o "
aoo iD teEeni ganulari, tra 0.4 e 0.5 in argille consistenti e pud infine rag_

ir x

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It 6 r,/" tl h , ta o- r it!!]! tq n, v. ,\
L a i \. o tt (n L , pr t.> A

l.:'11 ]t--z,a;.rq- tcti it"1a (hL)


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( ^ , , - L.c D 4 ., i ar _\;i^, ( r .- j,,,. taL
l v l j c,t.., r)tj rl t r r ir L__, Gt,.!r { , > ,,/,
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ltqttL .. }..r ,L ? ?i.n

a4,.,I {, nl.aL,, li ,"- r ,' - b e ,' ,sr o


\ <.f.aa (>
t ! 1 ! 0 !r
ctt,rtN-L ! .! !4:1r iE
I Drrr-ra {_r nZ.irlrt, :!
", ) r ( rF !Ot 1 1 r | ,1 t:!( ..,, I -.-r(
> r . v( L ir D,n ir [.r ^4 ?ot.a; raa 4\a*alnj

Figura 9.13 Bacinodi subsjdenza.


471
Patologiastrutturale
h"Ql t' r.: !t tY ]i -4| !::.i ;:t-!!
. / l*"J l
' o , -1 d
€t ar '1 1.,'. 'a:*i .r r'r D ' w !'i !8.t..,J,,i

In prima approssimazione,in terreni argillosi, la larghezza della zona (,. . ,.


ir nr I l
r_r r.r,u1",;,r, I
interessatadai cedimenti d pari a 3 volte la profonditd dell'asse della r'' i
", "'

galleria. c;; r{",1


a ',
t--)
C Ldt
b) Il cedimento massimo d correlabile al volume di subsidenzariferito al F : . ,'|
volume di scavoteorico ,'t ! tl.i
/i
,r. - 3'192'i t ,,. (e.r4)
't Dz ,\ , h

I
'J
;'--'

con D = diametrodel foro della galleria. \


V
Combinandola (9.12)con la (9.14)si ottiene : t,j itrfrt.z,
P a. r-i i
'
cttrrr(i i, /, r!j,!n.\:
( o.zrt.v,oz\ ( -,2 )
l':l ___ expl * , I (e.ls) "- , r.-.
Kz0
\ ) \z ' K" ' zi )

La stima dei cedimenti Cricondotta pertanto a una stima del parametro


t.1,, t
adimensionale 2,. fortemente influenzato dalla tecnica di scavo e dai
tempi ahe intgrcorrono tra lo scavoe la messain operadel rivestimento, '. ,..\. ) .1 .) ; ..:, tPLt e.Lttv ,., ] ? t i i - x ,
oltre che dalla natrua del tereno e dalle condizioni di falda. r r r ( .?i . r i tl i r i ar !{ ,i ..:r : , r. .- , : r, " rt
Volendo dare valori orientativi di larga massima,le espedenzemccolte
da Attewel e Yeates(1984) dannoordini di grandezzacompresitra il 3 e i l r ;t ':/" i '_ /' ' - 1 .
il l0% nel casodi terrenigranularie tra lo 0.5 e i\2.5% nel casodi argille
is:.-. l' -- t,. :"," ,-il:"'j i :.!
consistenti. I r l , ti : ., tr
:c i i - . .- L' ,'

I danni prodotti agli edifici dipendono anchedagli spostamentiorizzon- ar .€!! r .\r ;\: ,r '' l _r :

tali, stimabili sulla basedell'ipotesi che il vettore spostamentosia diretto


- ./\ 81r ,1 i .r t, c .:i :,- .i 1 . f , . r, i
in ogni punto veno I'asse della galleria.
- fh!i . ,:i ,/r 'ql t
In base a tale iootesi risulta Dr /.r .1at,:,'
" l rj J
. , 5 F. ;
'!| - .r r ..l i . L . r .j ..> io'l 1,1
^ c l rl a
)c t,L \'.'/,, : 2<, \.1- ,. j t! i:i,:_t ,li.t Fn i ri
(e.16)
ZO 13-:r ,-1.-!t:-__lt. ..-.4. .'

ed d possibile, differenziando la (9. 16), ottenereil valore della dilatazio-


ne lineare qn.
Sulla scorta dei dati raccolti da Boscardin e Cording (1989), tale pam-
metlo assumeparticolare rilevanza per la stima dei dand indotti agli
edifici, comemostratoin Tabella9.1.
d) L'individuazione in senoa una struttura del valore della deformazionedi
truzioneda confrontarecotr le soglie indicate in Tabella 9.2 non d un'ope-
razione agevole.Per rendere la procedurapit immediata sul piano ope-
rctivo, Burland e Wroth (1974) hannosuggeritodi assimilareI'edificio a
una ftave ideale avente lunglezza L e altezzaFI (si veda la Figura 9.14)
e di assumerecome parametrodi riferimento il rapporto di inflessio-
ne A,/2,di pii immediata valutazione.
Se la defomazione d dowta essenzialmentea flessione della trave, la
massima deformazione di trazione si ha in corrispondenza della fibra
estrema della trave e la relazione esistente tra I'inflessione A/Z e la
tj! : _. -i , .., . r,, Tabella9.1 Correlazionetra entita del danno e dilatazionelineare(Boscardine
Cording,1989).

, ualegorla Tlpo valore limite


_.:'lj i-r_ L"! di danno dl danno della deformazione
di trazione (%)
0 Trascurabile 0 - 0.05
1 l\4oltolieve 0.05-0.075
2 LOggero 0.075-0.15
3 Moderato 0.15-0.3
4-5 Da severoa molto severo > 0.3

-ly'ola:lecategorieda0a2fannoriferimentoadanniestetici;la3ela4rigua
danni che possonomenerein crisj la firnzionalitddella struttura;la 5 inieressaIa
stabiliti dell'edilicio.

) a:: r''r,,, a t t:( /r l.,!.^ ; nnnnnnr[Fn


5, ataa'",,,
rf f i , , . . ; . . r
:
l ,:.
,. i.
i,a ::
( /j.t' .- t.,.t,, ._ Nt_ .
n !!!t- k tr
_ L_F
r.rF r- 'i,1 ., _.' .
- t r.. 'rr - \
iLl. . n, ,/: ;i4a,,i i.:: i:,, rF i.
i: i :. r ,:..:! .- i:

_ 7' i f r ,1 1 .r. .1 .:
i
ti, ts. . ..

..-. ,. .
r :.! ] 1.,:!
_i t Traveideale
:--: j)l!..- i.r4.-
.. -
' jl-i:l r, '
tr f _.:.
'-l:r.
1..t.: ,. ; .. ift,,,

.' ,':.'- -! , . I' t:.


?r .r. (!rta ..; i l -.:

. .,1 .t,..:r.. i :i..: i;,i i. i,i ,;..

t'r'tt:::- :l! il ::t


_ Lr. i <,r4 . ,.. 1 : i !.,r a i i ,a
-
.nr .a,- !. . i. ,.

'(//i
\i,, l j rt | -l-----'r
' D: .l !.-.- . /., :
-r' lt . . /l ,t I

..
Figura9.14 Fessurazione

:.:
-
prodottada fles-
sione e taglio (Burlande Wroth,
1574)'.
;t....,,.r i I
., ,. ., Fi !.i ,j.l
'-*rt I I N\$
Fessurediagonaliprodottedal iaglio
' .|,r :
Patologiastrutturalo
473

s$ellezzaL/H della fiave ideale e mppresentatadalla curva a in Figura


9. 15.
Nel caso si abbia solo deformazione per taglio, le deformazioni di tra-
zione risultanoinclinatedi 45o in prossimitddelle estremitd,con com- 2.O
parsadi fessurediagonali.In questocaso,la relazionetra le grandezze di
interesseCrappresentata dallacurvab in Figura 9.15.
Dal confronto tla le due curve emergeche per valori di Z,4l inferiori a
'1.0
1.5 d il comportamentoa taglio a determinarei valori di soglia, mentre
per snellezzemaggiori d di interesseil comportarnentoflessionale.
0,5
e) Poiah6,come gid menzionato,i movimenti indotti da scavi in profondita
inducono non solo inflessione ma anche significative deformazioni di
trazrone 4n, sommardo i due contributi si perviene alle relazioni ripor- 0 't 2 3 4 5 6
tate in Figura 9.16 (Burla.nd,1997):se tod nulla, i valori indicati in L/H
Figura9.16 coincidonocon quelli dellaFigura9.15,mentresec*r: a5, Figura 9,15 Belazionetra inflessionee defor-
il valorelimite delf inflessionediventanullo. mazionelimite(Burland,1997).

Le indicazioni sopra fomite si basatrosostanzialmente su una stima dei : '': ': '' i'
rrir -l ^
parametri che caralteizzato il bacino di subsidenza. itr condizior.i free-
- 1' .!'ti ti :.''
f;eld, e vannoadoperate come lineeguida per unavalutazionepreliminare
| 1.
N"I
dei danni possibili. '_ v i i ''r :i
i ?" t:r '
Laddove dovesserosussistercmotivi di preoccupazionesarii necessario
approfondirelo sudio, prendendoin considerazione i seguentifattori: . , \..,- /, t l .r

. modalitd e tempi di esecuzionedello scavo, compresi gli interventi di r - 'i !" '
ii. t '''
t, fi . - !:
miglioramento del terreno al {ine di minimizzare il volume di sub- ':'r '?e- ;
sidenza;
ts rc r: ' _'
!.nj r i r J !r r . i .;i r r l ,C - l l '" - I F " , ,
Di r(^ i ,i r . v : !#

!ar-?r F
DL,1 ,J 'r

I t. !' i'
\ 0.5 fn
::1i .i,
,:ir. i :.

i_. 4., !i- 1';r

0 0 10
exx/etin

(a) (b) (c)


Flgura9.16 Influenzadelladeformazionedilrazionesul valoredell'inflessione
aZ (Burland,1997):(a) Flessione;(b) Taglio;(c) Ftessione
e taglio combinati.
LAi.tr t+'.. i i a,r ':i .i ./r {r ;i .' !aar ," J 'r r r i: i' <
t) ;_i . I

(i.t + Jfr"'i
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i ..-:r' ( v,, . lgr . :,..,.. Lt!(ri rI r
j j !i)...,1 , . j!5- '4
-
474 Capitolo I

. tipologia strutturale dell'edificio, tetendo presentela maggiore wlne_


mbilitd degli edifici in mulafira;
. tipologia della strtrthrra difondazione, considerandole garanzieofferte
da shutturecontinuequali plateee graticci e i problemicbe insorgono
invece in presenzadi fondazioni isolate o miste:
. posizione planimetrica dell'ediJicio ispetto all,asse della galleria, con_
siderandogli eventuali effetti to$ionali derivanti da una deviazionedel_
I'assedell'edificio rispettoa quello dello scavo.
Infine non d superluo ricordare che molta influenza possono avere sulla
rispostadi insiemei danni pregressi.per cui d imponanreprocedere.prima
dei lavori, a un accertamentodello statodell'edificio, predisponendoun,ana_
lisi dettagliata del quadro fessurativo esistente.

9.7 Stabilititdell'equilibrio A'6


Il problemadella stabilitd dell'equilibrio, indagatonel campo dell'Inge_
gneria slruthrale per le strutture snelle, puo' presentarsiancheper le skut_
nre rigidequalorala risposlasiapanicolarmente influenzatadall.interazione
l con IeITeno.
l Per illustare la rilevanzadi tale aspetto,si consideriI'asta rigida rappre_
sentatain Figura9.17,vincolataalla baseda unamolla, Ia cui ri sidezzaalla
rotazionesia espressadalla seguenteleggenon lineare:

M = Al1-e-B(d-dorl (9.17
)
nella quale:
. Md il momentoresistentet
. ob, s sono rispettivamente I'inclinazione iniziale (imperfezione inizia_
le) e l'incljnazioneconentedell'asra;
. I e il momento ultimo, corrispondenteal valore asintotico al quale tende
la rispostadel vincolo per grandivalori dell'inclinazione;
. (AB) i: la rigldezza iniziale della molla.
La condizionedi equilibrio nella conhgurazionedeformatad data dh_
I'espressione

= Afl- e-B(d-d
Phsu.6" (9. 18)
l
che consentedi svolgerele considerazioniche seguono.
i) Se I'imperfezioneiniziale d nulla, per piccoli valori dell'inclinazionesi
puo Polre

e B d =l - Bd
Figura 9.17 Pendolorovescio.
sira = a
Patologiastrutturale
47S

e la coandizione
di equilibrio (9.1g)consentedi defirirc il cal ico
critico

,_M (e.te)
',_ h

resentail pii.piccolo valore del carico p che giu_


31,"":
sflnca ,l:"::j:::lt
I esrstenzadi una confgurazione variclq prossima quella
a ion_
damentaleavente inclinazione nulla.
Seinfatti si supponeche siap < p", in presenza
di una perturbazioneche
spostiI'asta dalla configurazioneintiale,
il ."_#o ;;;;;J;"
supenore a quello aftrio e l,asta deve ritom_"
n"ltu Ai
partenza(verticale). "ootig*urionJ
ln,corrj^spoldenza di p = p. si ha unadiramazionedell.equilibrio
valore/,. sf associasovenreancheIa definizione hl
di punto didiranazio-
ne di nel sensocheper valori di p, p" ii,irt"_;;;;';;;;;"
-Poincari),
stabile nellaconfigurazione iniziale.ma tend" uOirrur.ra
*u'"onirlr_
razionedeformara.carutteizzaladavn vaL"r.
di ,od;;f, i;;;;;;_
ne di equilibrio. "h.
ii) Quantosopraasserito,ossiala possibitd
che l,equilibrio isulti stabile
nella configurazione deformata una volta mggi;o
il punto A;;;;;_
aone, richiede che il virLcolo abbia :unarigdezza
costinte.
Se_inveaeun aumentodell'inclinazione pioau""
rl* ,iJ*lone a"tU .i-
gidezza, cosi come awiene per la legge
non 1i""".;;;n*"r";J;ilif;
(9. l7), I'equilibrio ri sultainitabile aiihe."llu
ta. Come evidenziato dalla curva c in figura ""ofig*;i;;;-;;;;:
S.f S, i ian;';;:;;r;;;
risultain questocasodeuescente,con I,iirpli"-i"r"
d;ild;;rrili;;
di avereconfigurazioniequilibrateper valorr
crescentidett'inirinazioie
softo carichi costanti. Ne consegueihe il raggi*gir""rt"
l"i;;;i;r;l:
tlco corrisponde a utr collasso instaltaneo
della struttura.
iii) In pratica si d quasi semprein presenza di
imperfezioni iniziali. pertanto
ha nteresse prarico lo studio dell,equazionJle.
r e; p", uutol frniti J"i_
l'angolo o6.
Irisuftati chesi ohengonosonoriponati in Figura
9.1g,doveogni curva
ranrenmenlo a un valoredell.imperfezione
iniziale. E possibiienotare
rnnanzrtutto come in questo caso il concetto
ai Alramarione aiveiti
un'astrazione, perchd ogni aumento clel carico
produce s;;;;:
rnento dell'inclinazione. Inoltre l,etretto
combinato d"lii_l;;;
inizialee dellanon linearitddella risposta
a"f uin"ofo f" ri"fi" ii"li"i
che produce ua collasso di scatto sia solo un"
t-ion" a"f Jii"o
definito dalla (9.19). "u.i"o
iv) Le deformazioni dipendenti dal tempo (creep)possono
essereassimilate
a un mcrem€nto di q), e la loro influenza pud
esserequindi esplorata
molto semplicementetrattandole alla stessa
sheguadi una impejezione
geometrica.
Ne segueche tali deformazioni ridrucono progresslvamente
nel tempo i
margtni di sicurezza.
r
476 Capitoto9

Figura9.18 Inftuenzadeltanon tinearitadel


vincolosul componamentopost_
critico (Lancellotta,1999).
0.9
B=lo
0.8 \,

0.7
a i =0 '4 0
0.6

q-
d ,' .
^_ ".=:,4 \

/,
.6; \
0.4
do=r \
0.3 \\

0.2 I

0.1

0
t
0 4 8 1 '2 1 f 2 0
df)

v) Atbaverso i dsultati riportati in Figura 9.lg d anche possibile valutare


l'influenza dell'azione stabilizzante esercitatada ur€ fory a orizzontale
F, applicata a una distanzai6 dal piano di fondazione.La condizione di
equilibriorichiede

Phsri,a- Ftto- All-"-Bra-aotl O.2O)

e ponendo

A' = A+ Fho
. t. (A\
a =a , ^ +- h l _l
" B \A')

la (9.20)pud ricondursialla precedenteequazione(9.1g).

Ulteriori considerazionipossonoesseresviluppatericonendoal modelloa


due gradi di libertd riportato in Figum 9.19.
Patologia
strutturale477

Tale modello d stato accuratamenteanalizzato verso la fine degli anni Qua-


rantada Shanley(1947) e da Cicala (1950), che hanao mosftatocome il
carico critico, previsto dalla teoria del doppio modulo divotKarmat(|9}9)

2 b 2 2 K1 K )
'^^ (e.21)
h Kt+ K 2

non rappresentiil massimocadcofino al qualela colonnaconservala con-


figurazione indeformata(s'intende in assenzadi irnperfezioni iniziale), giac-
ch€d possibilechegid nella fasedi accrescimento del caricol'equilibrio si
instaud in una configurazione deformata.
Il massimocarico fino al quale la colonna conservala configurazione
indeformatad fomito dall'espressione datamolto tempoprima da Engesser
fi889)

) h2
P,c = 1"- -K' (e.22)
""h

(nelle due ultime espressioni,K1 e K2 rappresentanola ri,gidezzadella


molla dspettivamentein fase plastica e nella fase di ritomo nel dominio Flgura 9.19 Sistemaa due gradidi tiberta.
elastico).
A partiredal valorefomito dalla(9.22),ogni ultedoreincrementodi ca.rico
d accompagnato daun progressiyoaumentodell'inclinazionedell'asta,sic-
cheil valorcfomito dalla(9.21)assumeil significatodi un valoreasintotico.

Si luole ora mostrarecome la presain esamedi una relazionenon lineare


nella simulazionedella rispostadei vincoli possarichiedereulteriod consi-
derazioni.
Si suppongache la configurazio e attuale della struttura, sogg€ttaal carico
P, siaindividuatada u\a rotazioneda e da w abbassamento riodeltamolla
di valle.
Si ritengaancoravalida per quatrtoconcernela rispostadei vjncoli una
leggetipo la (9.17),sicchdall'abbassamento d corrispondedutrareazione
datada

Pa = All e-Bu. ) (e.23)


In presenzadi una perturbazionesotto caricocostantedovrannoesseresi-
multaneamenteverificate le relazioni sesuenti

K1Lu1+K2Lu2=O
L u 1 -L u 2 = 2 b (t1 -6 s o ) (e.24)
P(ha + b):2Pob + 2bKlLuy

nelle quali la rigidezza tangenteKl non d pii una costantema e una funzio-
ne del valore correnteal dell'abbassamento
478 Capitolo I

Kr = ABe- Bu1 (9.25

La combinazionedelle (9.24)porta alla seguenteespressione

2Kfz 2b2
P(hq+b\=
' Kl+ K2 h ( q - q a ) +2 b P 1 (9.26

chedimostra,in virti della concomitantevaliditd della (9.25)cheil massi


mo caricod sensibilmenteminore di quello fomito dalla (9.21).

L'analisi relativa al casodi perturbazionesotto cadco costantesi prestaa


esaminarele condizionidi stabilitddella Torre di Pisa.
Se si immagina che a ogni configurazione cantteizzata dai paramet so-
pra menzionatisiaassociata unarigidezzatangente,il cui valored ottenibile
dall'applicazionesuccessiva dellerelazioni seguenti,cheesprimonol,equi-
librio alla rotazione e il lesamecostitutivo

a'2\=!(G!s)
li b)
Pr=A(1-e-B\) (e.27
l
Kt = ABe-Bul
1i
"! si deducecheil massimocadco (e pertantoil marginedi sicurezza)si ridu-
ce con il progrediredell'inclinazione,comemoshatoin Figua 9.20.
I risultati di tale figura sono stati ottenuti utilizzando i seguentiparametri

A = 44338 (t)
AB = 2217 (t/m)

dedotti imponendole condizioni di equilibrio nella configurazioneche si


riferisceal 25 giugno 1966,cosi comedescrittanel rupportodellaCommis-
sionePolvani (1971)

a = 5'11'20" h =4.49m uo=2.64m h=24.'168m

>r 9.8 Unesempiodi particolareinteresse:


la CattedraleMetropolitanadi Cittadel Messico
Per mostrare come diverse concause,legate alla natura del terreno di fon-
dazione (fattori predisponenti) e agli interventi antropici (concausetalora
scatenanti),possanoconcorrerenel corsodei secolia determinarel'asseuo
deformativo di una struttura, modifrcandone sensibilmentel'assetto statico
fino a condurlo a una configurazione instabile, si riporta in questoparagra-
Patologiastrutturale
479

Figura 9.20 Evoluzione del marginedisicurez-


za con I'inclinazionedella Toffe
(Lancellottae Pepe,1998).

fo un sommario degli studi sulla CattedraleMetropolitana di Cittd del Mes-


stQo.
Le considerazioniche seguono,rmitamentea httte le illustrazioni, sonotratte
dal volume coordinato da S. Zaldivar G]uel]]a:Catedrql Metropolitana:
correccidn geometrica, informe ftcnico, redatto da un gnrppo di esperti (E.
Tamez,E. Santoyo,R. Meli, R. Sdnchez,F. Ldpez Carmona,E. Guti6rrez,
H. Prieto,J. Diaz Padilla)per contodellaAsociaci6nAmigos de la Catedrcl
Metropolitanade M6xico, A.C., nel 1995.

La Cattedralepresevita nel 1573con la coshuzionedell'abside(si vedano


le tapperiassuntein modo schematicoin Figura 9.21),alla quale fece se-
guito la oostruzione delle nayate, terminate nel 166'7.La facciata e le torri
fiuono ultimate rispettivamente nel 16'72e rrcl 1792 e successivemodifi-
chefurono apportatealla cupolafino al 1813.Il Sacrariofu costruitonesli
annicompresitla il 1749e il 1768.
Il progetto prevedevainizialmente la Cattedmle cor la facciata verso orier-
te, come la precedentecattedraledi Hemdn Cortds, realizzata tra il 1524e il
1528e demolitane1l625.Larotazioue cheha condottoall'attualeconfieu-
razione.con la facciatarivolra a sud. fu molto probabilmentedenaradil-
I'ubicazione dei precedenti templi aztechi (Figura 9.22). Il carico rappre-
sentatodalle strutture aztecheavevadeterminatouna Dreconsolidazionedei
teneni di fondazione.con distribuzionespazialenon uniformesul silo inte-
ressato successivamentedalla Catte&ale . Le zote di differente comDres-
sibilitd contribuironoall'insorgeredi norevoli cedimentidifferenziali, fin
dalf inizio della costruzione.
La testimonianza dello sviluppo di cedimenti differenziali contestualmente
alle operazioni di edificazione d fomita innanzitutto dalle diverse altezze

g:
480 CapitoloI

@@
II I 999
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04Flr\=\ 0 10 20 30m
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174*1764 L/
il
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lr*
tl
@ t-
IP qd L .P
L-J--i--! u tl

1524-1528 Periododi D€tadi


o
Demolizione- 1625
N,

1
Descdzione

Catt€draleanlic€
-

Catl€draleMetropolllana
costruzione
'1524-1528
demolizione
1625
2 1073-1813
3 Sacrado 1749-1768
4 Museo 1725
C€ppellavotiva fi25
6 Seminario 1795-1800 1939

Figura 9.21 Fasi deltacostruzionedella Catedrale (Zatdivarcuerra etal.. 1995).


481
Patologiastrutturale

tl

[-64
Ie -,4

A TempiodiTonatiuh tr tr t-t
tr
B Tempiodi Ehecatl-Que lcoatl
C
D
E
Basamentopiramidalecon scalaa Ponente
Basamentopiramidatecon scalaa Levante
Patio
FI F]
rl____i
lul
F Acquedotto

trtr

Figuia 9.22 Ubicazionedei templi atzechi(ZaldfvarGuerra et al' 1995)


482 Capitolo9

i i
I
r-- r' ) a ---- -f -\-i -t I

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I
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4.920
| __L_l
- -
l
-F-

Dimensioniin mehi
tl T-- f -'l-- r - - t - - r - l f I - T - -t - - tr - -l - - tr - -f - - T- - - - T- - . - - T- - T - I
I f- - l
$ ttttttlttlttttttttl
F -.r--f - l -
-+ --t--+ ---.1 --f --.1 --F - t--+ 1- + ---+ --l + l ' _-+ --F--+ --F--+ --f-- l

;l
- 1- - f - - t - t--T - --r-- r --t--T -
I f r 1 l-
--.1--L--l
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L | --F-+--F-
T I T-t-

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-T r- -tr--T- - --
llttL
--l
L,r _l_l L J _ _ L _ I _ _ L _ _ l _ _ L _ _l _ _ L _ _l _ _ L _ 1 L_l __L__.1__L__-t_-L_

Flgura 9.23 Correzioni di altezza etfettuate duranle la coslruzione (Zaldivar cuerra et al, 1995).
48{l
Patologiastrutturale

che fu necessarioassegnarealle colonne e ai muri portanti per compensare


i cedimenti differenziali sviluppatisi nell'arco temporale compreso tra il
1573e il 1667ed d evidenziatadai rilievi mostratiin Figua 9.23.
Spessoridiversi furono assegnatiagli elementi lapidei costituenti i pitastri
o ai giunti tla essi,nel tentativo di coreggere le deviazioni dalla verticalitd,
che andavanoprogressivamenteaccentuandosi(Figula 9.24).
Agli inizi del Novecento, il cedimento differenziale tra I'abside e la tore di
ponenteaveva raggirmtoil valore di 1.60 m. Nel dicembredel 1989, il
cedimentodifferenziale massimo (riferito agli stessipunti) risultava di2.42
m e quello tia lodue torri di 1.25m (Figure 9.25 e9-26).
Preoccupanteappariva anche la deviazione dalla verticale dei pilastri del
fansetto, come mostmto inFigxa9.2l -

-l
I

I I
(9 TDJ Dimensioniin mefi

Figura 9.24 Correzioniapportatead una colonnadeltransetto(ZaldivarGuena el


at. 1995).
484 Capitoto9

qRfr'==
499 9ee A
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@- o o c=t
A-i1)
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6^
frl
4JJa
cennaio1972 14Dicembre1983
ConfiguEzione
elaborata
coni datidi Ingenieria
Expefi
mental Configurazione conidatj di picosa
elaborata

ffim
;JLlt<-
!0+ l
L-
0l
0 -'
I l0
ll4 4-
t[ i- Nof€i
- Puntidi livellazioneposti
sui plintidellecolonne
- Curvedi livelloin mehi

U:

o
o - tt- .t

25 cennaio 1989 Dicemb.e1989


Contigu6zioneetaboratacon i dali di picosa Configumzioneelabo€ta con i dati di Hiplac

Figura 9.25 Evotuzione dei cedimenti ditterenziali (Zaldivar cuerra efal, 199S).
strutturale485
Patologia

<- Ponente LevanI€

AH = O.7Om

.l

I p"p.;s
ti profondl 66
5
5 tt
qc (MN/m2) Serieargillosaprofonda g" (MNim'?)
scE-6

Figura 9,26 Cedimentidiflerenzialirilevatinel Dicembre1989 (zaldivarGuerraet al, 1995)-


n

486 Capitoto9

Figura 9.27 Deviazionedalla verlicaleder pr-


lastrideltransetto(Zaldlvarcuer-
ra el at, 1995).

'.+&
\{t
r.
"'T I 15.90

&
I
I
0.234
| ,t[
i \{ i ./
-%.
ro
]'v,u
\-r_r
0.2u I
-T"r
r-- 15.76- - _- Dimensioni
in meki

La Figua 9.28 dassumei dsultati delle indagini effettuate per catatterizza


re i terrenidi fondazione,fino alla profonditeesplomtadi 75 m, alle quali
vanno aggiuntele seguenticonsiderazionidi inquadramentogeneraledel
sito (si vedano anche i dati riportati nel testo di Zeevaert:Foundation
Engineering for dfficult subsoil conditions, Van Nostrand Reinhold
Company,2a ed., 1983).
La Valledel Messicosi presentacomeun bacino,chesi sviluppain direzio_
ne N-S. colmatoin pane-duranteil pleistocene,con materialidi trasoorfo
(argilleresiduali.gbiaiee sabbie.prodottisidalladecomposizione
delteiocce
coslituentile catenecbedelimitanoil bacilo stesso,e marerialipiroclastici).
Questimaterialilormaronoun depositodi ghiaie.sabbiee argillelimose
dello spessoredi diversecentinaiadi mehi. I materialipiroclasticipir) fini
si depositarononelle acquelacustrichecoprivanoil bacinoe l" *l_
""ni.i
canichediederoorigine alle bentoniti, di cui sono ricchi fla percentuale
ani\.aal 20olo) gli straripir)superficiali
{iprimi 35 m).
Le particellevetrose,aventidimensionipari a quelledi una sabbia,riversa_
te nel lago dalle esplosionivulcaniche,formaronosottili lenti, inglobate
nella matdce costituitada limi e argille, in fasedi sedimentazione,
La successioneshatigraficadportata in Figwa 9.28 pud esserepertanto
cosi descritta:
i) i prirni 6 m di materiale sono costituiti da riporti e resti di costruzioni
pre-ispaniche,seguiti da un modestostrato (3 m circa) di limo argilloso;
Patologiastrutturale
487

I 0
SondaggioSCE-6
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I I
Ghiaiavul€nic€ di 6.35mm @ -r-|- I I
I
-t- T- - - --- -t- I T--T f I f
Liv.lli di sbbia vul€nie l I l I I
I I I I
C6n€Evul@ni€ harcn+ I I I I
T- --l-- r i rr T I I f
A19ilta i
-- ttl I
grigidv6ft,o I lltl
I rll
V€lb wlc€ni@ bian@-uutu
f- t---- l---- - t- - - I + i
I I I
I I I I
I I I I

Figura 9.28 Profitostratigrafico(ZatdivarGuerra et al, 1995).


488 Capitolo I

ii) da 9 a 33m di profonditdsi incontrauna successione di argille limosedi


mediaed elevatacompressibilitd(serieargillosasuperiorc),depositatesi
in ambientelacustre.Facendoriferimento alle sottili lenti di sabbia"oro-
venientida pioggevulcaniche. t possibileindividuare 5 srrariargiliosi.
corispondenti ad altrettante fasi di deposizione;
iii) da 33 a 38 m si incontraun livello di sabbiee limi, a variabilecemen-
tazione,dowta a precipitazionedi carbonatodi calcio (si osservache i
pali di fondazionedelle pii importanti struthlle rcalizzatenel cuore della
cittd si immorsa.noin questo stato);
iv) da 38 a 48 m si incontraunaformazionelacusfiedi limo aryillosoconun
ben definitolivello intermediodi vetrowlcanico bianco(serieargillosa
inferiore);
v) a profonditdsuperioriai 48 m si ritrova un'altemanzadi depositiallu-
vionali.
I primi 33-35m del depositoin esame sultanocosl costituitida un'argilla
vrlcanica,preconsolidata per ageing,chepresentaspiccatepeculiaritd:ele-
vata sensitivita(il mpporto tra la resistenzanon drenataallo statoindisturbato
e quellaallo statorimaneggiatoraggiungevalori pa a 20), contenutod'ac-
qua che mggiungevalori superiorial 300% (si pensi che mediamentele
aryille naturali hanno contenutod'acqua dell'ordine del 30%), elevata
compressibilitd(si confrontinogli ordini di grandezzariportati in Tabella
9.2).
Per quantoconcemela preconsolidazione di tali matedali,in baseai dati
riportati da Zeevaert(1983), il rapporto (o'olo,s) risulta compresotm
1 .2e 1.6.
In aggiuntaai paramet dportati in Figurc9.28,per completareil quadrodi
comportamento delleargillesuperiorisi osservachei valori del coefficiente
di consolidazionecv, reperibili in letteratura(Leonardse Girault, 1961),
risultanodell'ordine di 0.3-0.5m2lannoe il rapporto(Calcc) d dell'ordine
di 0.03-0.035(Mesri e Godtewski,1977).
fuprendendoI'esamedelle vicissitudini che car"lteizzauo la storia della
Cattedraleva osservatoche i cedimentidifferenziali,gid preoccupantialla
datadel 1907,continuarotoad aggmva$inel tempo,fino a raggiungeregli
allarmantivalori segnalatinel dicembredel 1989,a causadella subsidenza
indottadall'estrazionedi acquadal sottosuolo.

Tabefla9.2 Valoriindicativi C"


dellindicedi compressibilite
-- .L" t .
Alogou
Tipo di argilla cc
Argilletenere di mediasensitivita 0.2 - 0.6
Argilleorganiche(OH)
Limi organicie limi argillosi(lrrL-MH) 1.5-4
Torbe 10-15
Argillesvedesidi mediasensitivitA(CL-Ch,
Argillecanadesi(CL-CH) 1-4
Argilladel N4essico (MH) 7-10
Patologiastrutturale 489

All'enorme fabbisognoidrico di Cittd del Messicosi sopperivaprima degli


anni Sessantaquasitotalmentecon il prelievodi acquadalle falde, ftamite
pozzi cheraggiungonogli acquifericompresitra 50 e 500 m .
I livelli piezometrici,riportati nella Figura9.28,mostnno la riduzioneesi-
stenterispettoai valori corrispondentialla condizioneidrostatica,alla qua-
le corrispondeun aumentodelle tensioniefficaci con conseguente sviluppo
di cedimenti,soprattuttose questeassumonovalori superiorialla tensione
di preconsolidazione.
I danniprodottiagli edifici e ai servizidell'areametropolitanadai cedimenti
differenzialiconseguentiai suddettiabbassamenti dei livelli piezometricisi
rivelaronoingenti (la velocitddi subsidenzaavevaruggiuntonel 1949pun-
te dell'ordine di 350 mm./anno,comedocumentatoda Zeevaert,1983).
Con il completamentodell'acquedottodalla valle di Tolucanegli anni Cin-
quantavennechiusagran partedei pozzi operantinella zonacentraledella
cifie, con marcata attenuazionedel fenomeno di subsidenza.
E comunquesignificativodportarechenel periodocompresotra il giugno
1949e il gennaio1970il contribrto in termini di subsidenzadel complesso
delle argille superiorid risultatopari a 172cm, quello delle argille inferiori
di 93 cm e in totale si sonoa\,uti pertantoben 265 cm di subsidenza.
I riflessi delle suddetteoperazionidi emungimentosulla configurazione
della Cattedralesi tradusseroin un incrementodi yelocitd del cedimento
differenzialetra I'absidee la tore di ponente,che,nel pedodocompresotra
ll 1927e il 1956,passdda 0.80 mm/mesea 2.60 mm/mese.
Negli anni successivi,compresitra il 1956e il 1967,in seguitoalla chiusu-
ra dei pozzipii superficiali,la velocitddel cedimentodifferenzialesi ripor-
td a valori dell'ordine di 0.80 mm,/mese.

Le fondazionidella Cattedmleeranostaterealizzaterifacendosialla pratica


costruttivapropria delle costruzioniazteche.Si inizid cosi con l'infissione
di un rilevantenumero(22 500 !) di pali di legno,di 20-25 cm di diametro
e lunghezzavariabileda 2.2 a 3.2 m, dispostia interassedi 0.6 m, aventila
funzionedi costiparegli strati pii superficiali(Figura 9.29).
La testadei pali venneprotettaimmorsandoliill uno stratodi carbonevege-
tale,al disopradel qualesi realizzdunasortadi magroneaonsabbiae calce.
Vennerealizzataquindiunaplateadi sabbiae ftammentidi rocciabasaltica,
legati con calce,di spessorevariabileda 0.9 a 2.0 m (anchein questocaso,
verosimilmente,ladifferenzadi spessore denotalanecessitddi compensare
gli assestamenti differenzialicheiniziavanoa manifestarsi),al disopradel-
la qualesi predispose un reticoloditravi.

Nel 1972IaSegreteriadel PatrimonioNazionalefeceredigereuno studiodi


interventidi stabilizzazione, nel qualeviene riportataanchela valutazione
dei carichitrasmessial terrenodi fondazione:il pesodellastruthra Cstima-
to in 75 160t, quello della fondazionein 36 130t e il caricocheinteressail
pilasto pii sollecitatorisultapari a 2700t. ln seguitoa tale studiovennero
iNtallati 371 pali, aventilo scopodi riportarei carichi della Cattedralealla
"cappa dura", compresaha i 38 e i 40 m di profonditd,e 129 pali furono
utilizzati allo stessoscoDoDer il Sacrario.Le diffrcoltd incontratein fase
490 CapitoloI

Figura9.29 Fondazioni deita Catteorare


(ZaldivarGuefa et al, 199S).

T]Ut]UEUUUUU
DOTt]DDOD!T
D!!E6D!!!T
D OO!D !!C D !
DIDDNt]NNIf

3.5 m

Vistalaterale

esecutivafecerointrodurresignificativemodificheal progettoiniziale,sic
ch6i pali fiuono installatisolo dovepossibilee solo il 27% di essiraggiun
se lo strutodi base.
Gli interventi di sottofondazione terminarono nel novembre del 1976 e ri-
mangono alquanto incerti i dati relativi alla loro efiicacia perchd gli archivl
andaronodistrutti nel sismadel 1985
In ogni caso,nel novembre1989Ia velocitddel cedimentodifferenzialetra
I'absidee la tone di ponenterisultavadi 2.7 mn/mese.
Riprendendol'idea chenel 1962I'ingegnereTerracinaavevaava\zato De
la stabilizzazionedella Tone di Pisa,vennecosi decisodi ricorrerea una
conezione dei cedimenti differenziali, mediante estrazione del teneno al
disotto di quella parte struttuale che aveva ceduto di meno.
Il procedimento, indicato come "sottoescavazione", era stato apDlicato con
successo dall'ingegnere GonzdlesFlorcsalla Iglesiadel pocir; de la Basi
lica de Guadalupee fu sperimentatosullachiesadi SanAntonio Abad nesli
anni 1990-1991(Tamezet al.,1995).
491
Patologiastrutturale

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I999
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O UO
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r-
L-27 L-28

(ZaldivarGuerraefal,
Figula 9.30 Ubicazionedei pozzi per la sotloescavazione
1995).

I lavod di sottoescavazioueper la salvaguardia della Cattedrale e del Sa-


crario iniziarono il 23 agosto 1993. Preliminarmente, a partire dall'ottobre
I 99 I , fu necessadore alizzare 30 pozzl (scavali a mano " con pico y pala"),
di diametro 3.4 m e profondita variabile da 14 a 26 metri, la cui ubicazione
d deducibiledalla Figura 9.30. Dall'intomo di tali pozzi furono eseguite
perforazionisuborizzontali(Figura 9.31), aventi lo scopodi crearecavitd
cilinclrichedi l0 cm di diametro,le quali,richiudendosi,avrebberoindotto
un cedimento al disotto delle strutture ricadenti nel bacino di subsidenza.
La Figua 9.32riportauno schemadei volumi estratti,alla datadel settem-
bre 1994,e laFigua 9.33riportai valori dei cedimentidifferenzialiindolti,
per correggerequelli iniziali.
Alla data odiema (maggio 1999), il cedimento differenziale indotto dai
lavori ha raggiuntoil valoredi 80 cm (comunicazionepersonaledell'archi- Flgura9.31 Schema di un pozzo (Zaldival
tetto SergioZaldivar Guena). Guerraefal, 1995).
492 Capitolo I

%r
'161.76
m3

105.71m3

104.20m3

c$ o-o
\-:-/ //
@
(:)
Materiale = 4,219.46
estratto m3(dal23 agosto1993at 31 maggio1998)
(ga
./
@
Flgura 9,32 Volumiestratti(Comunicazione
personalediZaldivar cuerra, 19g9).
493
Patologiastrutturale

(9

flITJm conezione otlenuta (a) Cedimentidifferenziali


ru con la sottoescavazione e cedimentiindotti

,,-,,/-\
(}*. --
(?,,__*_-
(3-) - -

-.Cl (b) Cedimentiriferitia


- un Pianoorizzontale
d

(Comunicazione
Figura 9.33 Andamentodei cedimentiindoftidalla sottoescavazione personalediZaldivar Guerra,1999).
494 Capitolo I

Bibliografia
essenziale
I . Una tnttazione generaledei fenomeni di dissestoe delle tecnichedi con-
solidamentosi ritrovanel Capitolo20 dell'operadi CarloCestelliGuidi:
Geotecnicqe TecnicadelleFondazioni,Hoepli,7aed., 1984.
2. Per qua.ntoconcemeiu modo pii specifico le strutturedi calcesfuzzo, si
consigliala consultazionedel testodi J. Calayerutpatologia de estructr,ras
de Hormigon armado y pretensado, lntemac, 1996.
3. Agti interventi di sottofondazioned dedicatoil testo di S. Thorburn e J.F.
Hutchinson:Underpinning,Suney Univercit).Press,1985,nel qualesi
ritrovano capitoli cwati da specialisti delle varie tecniche, compresele
iniezioni.
4. Di particolareinteresserisulta infine il volume edito da C. Viggiani:
GeotechnicalEngineeringfor the Preselyation of Monuments and
Historic Sites,Balkema,1997,cheofte al lettoresiaun'ampiaraccolta
di studi su centri storici e motrumentisingoli. sia spuntj di riflessione
sulla filosofia che deve guidareil progettistanella sceltadegli interventi.
Appendice9.A
Schededi identificazione dei danni
strutturaliin alcunicasi ricorrenti

Le schede riportate nel seguito non hanno la pretesa di illustrare tutti i


sintomi dei diversipossibili fenomenidi dissesto.
Esse hanno solo lo scopo di abituare I'allievo a una attenta, paziente e
sislematicaraccoltadj elementi diagnostici.evitaDdoflenolose e talora
ilgiustificate scelte di intervonto.
La loro lettura dev'esserepreceduta dalle considerazioni svolte nei para-
grafi3.10,9.2,9.5e 9.6.
496 Capitolo9

SINTOMI PROBABILICAUSE POSSIBILIINTERVENTI

I fori fuMionanosolo inizialmente. possibili:


Duesoluzioni O o@
L'etevatavelocite dell'acqua prcvoca
erosioneinFma del matedalee occlusione
deifori.
: Nq'"":"*'.
9 .1.2

Mancanzadi
impermeabilizzalone A seoondadel grado
di impermeabilizzazione
richiesto, si possono
disponeuno o pio
m6mbranebituminose.
Macchie di umiditd in Parete

9 .1.3

Dispone I'arnafura
di contenimento
dellafessurazionee
due bane longitudinali

H <5 n 2@ 12
5 <H <8 m 2Q 16
Fessureverticalisul coronamento H >8 m 2O 20
Patologiasrutturale
497

SINTOMI PROBABILI
CAUSE POSSIBILIINTERVENTI

Disponel'armafura minima

Eseguireil gettocon cura

Predisponei giuntidi ritiro


a distanzaopportuna

Distorsionitennichoimoedite
Fessurenellamensolaverticale dallalondazione

se il plintod intemo /a=


3/b
Seil plintod perimehale/a= /6
Fessure in corrisDondenza Elevata percentuale
di armatura
dellasezionedi atiaccodel Dilastro e elevatacomprossione con
/a < lunghezadi ancoraggio

- Aumentarefck2

- Aumeniarela sezionedel pilasko

Fessurazione e distacchinell6 Plasticizzazioned6l calc€sluzzo


faccia superiore del plinlo prodotta da elevate tensionj di
contatto
498 CapitoloI

SINTOMI CAUSE
PROBABILI POSSIBILIINTERVENTI

9.3.1

Fessurs orlzzontali nel Pilastrc ll pllastro non e stato dimensionato Tenete conto del momento N e
per il momentoN €

9.3.2

r ll ttL
,_r,r*,
4"'1-

Fossure di ritironelgiunto ll giudo e dato realizzato oisponeil giuntono||a


di ripresadelgetto coninclinazione enata posizione
indicata
Patologia
srutturale499

SINTOMI CAUSE
PROBABILI POSSIBILIINTERVENTI

9.4.1

11t---l
l,-"'--1-

EET: r-l f_l


t--,-"'1 -

fl[:r_: I
Limitarei cedimenti

lA
Cedimentodelpilasko./4.
Fessurenellekavi, Lefessuresi collocano all'intradosso
E importantenotarnela disposizione. in adiacenzaal pilasfochecedoe
all'eskadossoin corispondenza dello
altroappoggio.dellat ave.

9.4.2

[-_]f-llr
nnE rr[]
T]t:]E Limitarei cedimenti

Cedimento delpilastro
A.
Valgono le stessoconsiderazioni
Fessureneiletravi fatlein 9.4.1.

9.4.3

rrfll---1
EEE
t-]rlE
| | L_---2J t- l

Ridunela pressionedi iniezione

Sollevamentodel pilastro prodotto


da iniezlonea Dressioneelevaia.
Fessurenelletravi nel co.so di intervonti di sottofondazione.

r[FF--.
500 CapitoloI

SINTOMI PROBABILICAUSE INTERVENTI


POSSIBILI

- Rendereindipendenti
le due struttuG

Fessure nell6 lravi Cedimentidifierenziali

- Dimerclonarele fondazioniin modo


da uniformar€i cedimenti

- Predbpone per le travi delle campate


laleraliun vincoloa cemiera

Fessurenellehavi