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L’opera è divisa in sette trattati e in sintesi racconta in prima persona la storia di Lázaro González Pérez, un

bambino di umili origini che rimasto orfano per parte di padre venne subito messo a servizio di un cieco.
Attraversando varie disavventure, Lázaro da ingenuo riesce a sviluppare un forte istinto di sopravvivenza,
anche grazie ad un inganno del cieco che gli fa capire quanto il mondo sia crudele.

Successivamente viene preso a servizio da un avaro uomo di chiesa, poi è la volta di un nobile decaduto le
cui uniche ricchezze sono i ricordi dei tempi andati. Lazarillo prova simpatia per lui, anche se il nobile se ne
approfitta per cercare di guadagnare dalle elemosine che il ragazzo si “guadagna”, finché non si ritrova
nuovamente abbandonato a se stesso. Lazarillo si mette poi al servizio di un monaco, poi assiste un
venditore di indulgenze in una frode. Questi due ultimi episodi, quello del monaco e quello della finta
vendita di indulgenze vennero prese di mira dalla censura dell’epoca che impedì la pubblicazione
dell’opera.

Infine, si narra di quando Lázaro diventa un predicatore grazie all’intercessione dell’arciprete della chiesa
toledana di San Salvador, che gli offre inoltre una casa tutta sua e l’occasione di sposarsi con una sua serva
per smontare i pettegolezzi di una sua relazione con la ragazza.

Purtroppo per Lázaro le malelingue non si placano e suo malgrado diventa oggetto delle burla del paese,
poiché la moglie è realmente l’amante dell’arciprete.

La narrazione si chiude con una riflessione del protagonista che, nell’intento di ridicolizzare la letteratura
idealista del momento, afferma di aver trovato la felicità anche a costo di aver perso l’onore, e di fronte ai
pettegolezzi del paese non vede altra via d’uscita che fare “orecchie da mercante”.

• Personaggi: Lazaro de Tormes (il protagonista); un giovane servo originario di Tejares in Spagna, che
racconta le sue avventure e le sue fatiche per ottenere una condizione discreta nella società. Antona Pérez;
la madre di Lazaro. Il cieco; il primo padrone di Lazaro, che lo prende quando è ancora bambino. E' una
persona molto astuta che si guadagna da vivere dicendo preghiere a chi lo richiede. Tratterà Lazaro male,
insegnandoli però l'astuzia,motivo per cui Lazaro se ne libererà fuggendo. Il prete; il secondo padrone di
Lazaro. Costui è una persona ingorda e spilorcia che fa patire la fame a Lazaro. Lazaro troverà un modo per
cibarsi del suo pane, ma quando il prete se ne accorgerà lo picchierà fino a fargli un grosso taglio in fronte.
Lazaro guarirà e sarà cacciato via dal prete. Lo scudiero; il terzo padrone di Lazaro che vive a Toledo.
Questo è il più bravo padrone, peccato che era più povero di lui e che il protagonista stesso dovesse
mantenerlo con le sue elemosina. Lo scudiero tiene al suo onore, per cui si trova in quella sciagurata
condizione, e che lo costringerà a scappare da Toledo lasciando così Lazaro senza padrone. Un frate della
Mercede; il quarto padrone di Lazaro, molto interessato alle vicende terrene, che Lazaro ricorda perché gli
donò il primo paio di scarpe. Lazaro lo lascia subito per non essere costretto a seguirlo in tutti i suoi
pellegrinaggi. Un venditore di bolle papali; il quinto padrone di Lazaro, di una sfacciataggine senza
vergogna. Riesce a vendere indulgenze in tutti i modi truffaldini possibili. Lazaro non ci dice perché lo lascia.
Un cappellano; il sesto padrone di Lazaro, con cui il protagonista incomincia a guadagnare dei soldi e lo
lascia per un lavoro migliore visto la sua nuova condizione. Un alguacil; con cui Lazaro resta poco perché
era un mestiere pericoloso. La moglie di Lazaro, una donna per bene che sposa quando trova un lavoro
discreto e in cui riesce bene: il banditore. In paese si dice che gli faccia le corna con il Vescovo di cui Lazaro
ha gran rispetto, ma lui non ci crede e così vive il resto della sua vita felice e contento.

• Ambientazione: -Luoghi: Salamanca, Toledo e girovagando la Castiglia con i vari padroni.