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Unical

Guida alla scelta dei calcestruzzi


per i pavimenti industriali
(versione 2008)
Scopo della guida

Il presente documento ha l’obiettivo di integrare e approfondire le informazioni riportate


nelle schede tecniche dei nostri prodotti speciali per pavimenti industriali, al fine di rendere
più chiara e vantaggiosa la loro applicazione.

All’interno della Guida verranno spesso citati il “Codice di buona pratica per pavimenti in
calcestruzzo ad uso industriale”[1], il Capitolato Pavical [16] e la Norma “UNI 11146 Pavimenti
di calcestruzzo ad uso industriale”[8] in quanto ritenuti validi, oltre che unici, documenti di
riferimento nel vasto e complesso mondo dei pavimenti industriali.


Indice

Introduzione Prescrizione del calcestruzzo


e accorgimenti nella messa in opera
Progettazione del pavimento industriale .................................................. 6
Lavoro di squadra per un pavimento unico .............................................. 6 Definizione delle caratteristiche di fornitura dei calcestruzzi ................ 32
Le nostre proposte .................................................................................... 6 Classe di resistenza . .......................................................................... 32
Classe di esposizione ambientale ...................................................... 32
Classe di consistenza ......................................................................... 32
Applicazione dei calcestruzzi speciali
per i pavimenti industriali Diametro massimo dell’aggregato ..................................................... 32
Ritiro e stagionatura del calcestruzzo . ................................................... 32
Betonfast ................................................................................................. 10
Fessurazioni ....................................................................................... 32
Betonplan ................................................................................................ 12
Il ritiro del calcestruzzo ..................................................................... 33
Steelbeton ............................................................................................... 16
Stagionatura del pavimento ............................................................... 34
L’armatura dei pavimenti industriali . ................................................ 17
Problematiche del pavimento industriale collegate al calcestruzzo ....... 36
Utilizzo di Steelbeton ......................................................................... 18
Presenza di contaminanti leggeri ...................................................... 36
Come lavorano le fibre nella massa cementizia? ............................... 19
Reazione alcali aggregato .................................................................. 36
Utilizzo di Steelbeton nei pavimenti esterni ...................................... 21
Degrado per gelività degli aggregati ................................................. 37
Scelta dello Steelbeton ...................................................................... 21
Presenza di aria nel calcestruzzo . ..................................................... 37
Pavical - F ........................................................................................... 22
Altri accorgimenti fondamentali per la buona riuscita del pavimento ... 37
Fibrobeton . ............................................................................................. 24

Calcestruzzi conformi al capitolato Pavical Bibliografia ............................................................................................. 38


Il Capitolato Pavical ........................................................................... 28
Prestazioni del calcestruzzo conformen Pavical ............................... 28
Unical e Pavical . ................................................................................ 29

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 



Introduzione

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 


Progettazione del pavimento industriale Ciascuno dei tre non riesce a gestire tutti i parametri di controllo della
qualità finale del pavimento, perciò è raccomandabile che tra questi si
Il pavimento industriale è sempre stato considerato come un’opera di finitura instauri la massima collaborazione tramite la definizione delle esigenze e
che non necessita di specifica progettazione perché annoverata tra le strutture delle responsabilità di ciascuno per prevenire, parzialmente o totalmente le,
non armate. In contrapposizione, il prezzo nettamente inferiore a qualsiasi altrimenti frequenti, problematiche.
altro tipo di pavimentazione e l’impareggiabile velocità di esecuzione, ha
reso questa tecnologia molto diffusa. In aggiunta, si osserva che spesso
il pavimento viene eseguito senza sapere quale sarà l’attività che andrà a Le nostre proposte
svolgersi su di esso.
L’esperienza accumulata da pavimentatori e produttori di calcestruzzo, Negli ultimi anni, abbiamo messo a punto calcestruzzi speciali che
fatta di milioni di metri quadri di pavimenti, ma anche di innumerevoli supportano progettisti e pavimentatori nella soluzione delle problematiche
contestazioni, ha portato gli addetti ai lavori ad un livello di conoscenza tale che affliggono i pavimenti industriali connesse all’ambiente, al tipo
che oggigiorno è possibile progettare ed eseguire un pavimento in funzione di utilizzo futuro, alle difficoltà di realizzazione.
del tipo di utilizzo che garantisca qualità ed efficienza adeguate nel tempo.
Un pavimento non progettato avrà elevata probabilità di una cattiva riuscita: Questi calcestruzzi speciali sono:
se ne accorgerà ben presto l’utilizzatore quando ormai sarà troppo tardi, cioè Betonfast per una corretta programmazione dell’operazione di finitura
quando questo avrà iniziato la propria attività con attrezzature, scaffalature, Betonplan per ridurre l’imbarcamento delle lastre
macchinari, uffici, ecc. Difatti spesso qualsiasi rimedio tardivo raramente Steelbeton per aumentare la tenacità delle lastre
risolve i problemi che non sono stati presi in considerazione nella fase Fibrobeton per contrastare la formazione di fessure da ritiro plastico.
di progetto. Il danno economico dell’attività intrapresa sul pavimento può
arrivare a proporzioni neanche lontanamente paragonabili al sovraccosto di Le proprietà di ciascun prodotto possono essere combinate con quelle degli
una corretta prescrizione ed esecuzione dello stesso. altri a seconda delle esigenze, per dare vita ad altri prodotti speciali (ben 14!):
La norma UNI 11146[8] e il Codice di Buona Pratica[1], edito dall’Ente Nazionale tra questi è possibile richiedere un calcestruzzo in cui si ritrovano concentrate
Conpaviper, rappresentano una valida guida per una corretta progettazione tutte le caratteristiche dei quattro prodotti base. Non solo, questi possono
ed esecuzione dei pavimenti industriali. essere confezionati in conformità al Capitolato Pavical[16] nelle modalità
descritte nel paragrafo “Calcestruzzi conformi al Capitolato Pavical” .
Si ricorda, inoltre, che il nostro personale tecnico è a disposizione per
Lavoro di squadra per un pavimento unico consigliare, progettare e produrre calcestruzzi “su misura” capaci di
soddisfare ulteriori particolari esigenze della clientela: ad esempio per i
L’esecuzione di un pavimento industriale rappresenta sempre un’esperienza
pavimenti di celle frigorifere e per le piste di pattinaggio sul ghiaccio, spesso
diversa perché ogni volta variano i parametri che concorrono alla buona
si utilizzano calcestruzzi a ritiro contrastato tipo Stabilbeton, per ottenere
riuscita: condizioni climatiche, geometria della piastra, tempistiche di
pavimenti leggeri su solai è possibile utiizzare calcestruzzi leggeri strutturali
esecuzione, caratteristiche chimico-fisiche del calcestruzzo, condizioni di
tipo Aresbeton, per i sottofondi può essere opportuno sostituire la massicciata
carico, ecc. Queste variabili costringono il progettista, il pavimentatore e il
con le economiche malte fluide da riempimento tipo Fillplast, ecc.
produttore di calcestruzzo a tenere alto il livello di guardia.


Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 

Applicazione dei calcestruzzi speciali per i pavimenti industriali

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 



 
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Scheda BETONFAST OK 1 13-02-2004, 17:18

10
Com’è noto, la temperatura del calcestruzzo fresco, strettamente legata a
quella dell’ambiente, influisce sui tempi di presa e di primo indurimento del '%%

Figura 1
Ijii^V
calcestruzzo: basse temperature li ritardano, alte temperature li accelerano, ).•8 '(•8&%%

GZh^hiZcoVeZgXZcijVaZg^heZiidV'(•8
come evidenzia la Figura 1. Naturalmente, questi tempi condizionano la jb^Y^i|gZaVi^kV
&+% )&•8
programmazione della lavorazione di finitura superficiale.
('•8
In inverno i lunghi tempi di presa e di primo indurimento del calcestruzzo &'%

provocano notevoli inconvenienti causati dai prolungati tempi di lavorazione '(•8


(a volte fino alle prime ore del mattino successivo) raggruppabili in due -%
famiglie. La prima è di origine economica e sociale: l’insostenibile carico
di lavoro per la squadra di pavimentisti, l’interruzione del lavoro da parte
)%
delle forze dell’ordine per disturbo della quiete pubblica nelle ore notturne, &(•8

il rischio di slittamento dei getti del giorno successivo e l’inasprimento della


)•8
legge nei confronti di chi non rispetta gli orari di lavoro. La seconda, non % ")•8

meno importante della prima, è legata alla riuscita scadente della piastra. & ( , '- .% (+*
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Il prolungato tempo di permanenza del calcestruzzo in fase plastica rende
inevitabile la formazione di fessure da ritiro plastico. Anche dopo la fase di Effetto della temperatura di stagionatura nei primi 28 giorni sulla resistenza
presa, la permanenza del calcestruzzo ad uno stato di bassissima resistenza, del calcestruzzo [10].
ritarda l’esecuzione dei giunti di contrazione e consente più facilmente la
formazione di fessure da ritiro termico e idraulico differenziale.

In estate i brevissimi tempi di presa e di primo indurimento possono ridurre Si fa notare, infine, che la prestazione che Betonfast garantisce e che
il tempo necessario per la corretta frattazzatura meccanica: gli inconvenienti consente il controllo dei tempi di presa e di primo indurimento, lo accomuna
che ne conseguono consistono in una superficie con scadente finitura e con ai calcestruzzi conformi al Capitolato Pavical[16]. Per approfondimenti si
una modesta quantità di spolvero inglobato. rimanda al paragrafo “Calcestruzzi conformi al Capitolato Pavical”

Betonfast, agendo sui tempi di presa e di primo indurimento in funzione


della temperatura esterna, consente ai posatori un adeguato tempo per una
corretta lavorazione.

Betonfast consente di scongiurare il così detto “effetto materasso” che rende


difficoltosa la fase di finitura e riduce la qualità finale del pavimento. L’effetto
materasso è un fenomeno tipico della fase di presa del calcestruzzo nei getti a
sviluppo orizzontale, legato all’indurimento anticipato degli strati superficiali
per asciugamento rispetto a quelli sottostanti.

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 11



 
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Scheda BETONPLAN OK 1 13-02-2004, 17:18

12
Molte delle fessure che compaiono sulla superficie dei pavimenti, o il
Sez A-A
precoce deterioramento dei bordi dei quadroni che tendono ad alzarsi

Figura 2
(imbarcamento) sono provocati dall’azione del ritiro idraulico “differenziale”
(cioè variabile) nello spessore della piastra di calcestruzzo (Figura 2).
L’imbarcamento è un fenomeno tipico dei materiali porosi, come la carta
e il legno posti in ambiente umido. Viene così definito dalla norma UNI
11146[8]:

“Deformazione delle piastre di calcestruzzo dovuta alle contrazioni ! !


differenziali tra le superfici superiore e inferiore della piastra a
causa della diversa velocità di evaporazione dell’acqua sulle due
superfici. La deformazione si manifesta come un incurvamento
concavo bidirezionale della piastra e sollevamento degli spigoli.
Questo fenomeno si manifesta su tutti i pavimenti di calcestruzzo
ed è una conseguenza dell’elevato rapporto tra superficie esposta
all’aria e sezione della pavimentazione. La superficie superiore
è infatti direttamente esposta all’evaporazione; quella inferiore è Imbarcamento dei quadroni con conseguente rottura degli spigoli.
invece a contatto con il sottofondo e quindi meno interessata da
tale fenomeno. Il calcestruzzo esposto all’aria è pertanto soggetto

Figura 3
ad un’evaporazione più rapida, e quindi ad un maggior ritiro di HdaZiiV
quello a contatto con il sottofondo. Piastre sottili (cioè con un

HeZhhdgZ

HeZhhdgZ
elevato rapporto superficie/sezione), così come piastre realizzate 8VaXZhigjood

su supporti impermeabili (barriere al vapore, pavimenti vecchi,


BVhh^XX^ViV Jb^Y^i| G^i^gd
solette, ecc.) tendono a subire un maggior imbarcamento delle YZaXVaXZhigjood
piastre realizzate su supporto drenante.”

La norma prevede anche un modello di calcolo per quantificare il


fenomeno. OdcVhdiidedhiV
VigVo^dcZ
Il motivo di questo ritiro differenziale, quindi, è dato essenzialmente dai OdcVhdiidedhiV
VXdbegZhh^dcZ
diversi gradi di umidità a cui si trova il calcestruzzo attraverso lo spessore: gli
strati sottostanti si trovano a livelli di umidità superiori di quelli superficiali,
come mostrato in Figura 3. Questo fenomeno induce due tipi di sollecitazione
all’interno della piastra. Il ritiro idraulico differenziale come causa di fessurazioni e di imbarcamenti
delle lastre di calcestruzzo.

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 13


I Nella Figura 4 si può osservare che il calcestruzzo nei primi mesi subisce
&'%% Jb^Y^i|gZaVi^kV
una contrazione volumetrica tanto maggiore quanto minore è l’umidità

Figura 4
dell’ambiente in cui si trova. Si noti come il calcestruzzo posto al 100%
di umidità relativa, non solo non si contrae, ma tende leggermente ad *%
-%%
espandersi. Gli strati superficiali del pavimento si contraggono perché
,%
esposti a un ambiente mediamente meno umido di quello in cui si trova
il calcestruzzo fresco. Questa contrazione, ostacolata dagli strati inferiori,

G^i^gd&%"+
)%%
esposti ad umidità superiore, provoca uno stato di trazione sulla superficie
del pavimento.
&%%
%
II Negli strati superficiali, a più bassa umidità, la tensione superficiale
dell’acqua nei micropori induce uno stato di trazione, relativamente basso
come valore assoluto, ma, moltiplicato per l’enorme numero di pori, affatto ")%%
trascurabile. Nella Figura 5 sono state rappresentate schematicamente le &% '- .% & ' * &% '% (%
<^dgc^ 6cc^
forze risultanti dalla tensione superficiale dell’acqua agenti sulle pareti di IZbedhXVaVad\#
un poro capillare.
Ritiro in funzione del tempo per calcestruzzi mantenuti a diverse umidità
relative[10].

Figura 5

Schematizzazione dell’azione della tensione superficiale dell’acqua agente sulle


pareti di un poro capillare.

14
Nella Figura 6 è possibile vedere un esempio pratico dell’influenza della
tensione superficiale dell’acqua che, esercitando una forza attrattiva tra i

Figura 6
granelli di sabbia, consente al castello di stare eretto. Quando l’acqua evapora
questa forza viene a mancare e il castello collassa.

Questi due fenomeni sono più evidenti nei pavimenti di basso spessore
(per il basso momento d’inerzia della sezione) soprattutto se posti in ambiente
con elevata evaporazione ovvero soggetti a forte insolazione, vento, bassa
umidità.

Betonplan ha un’azione efficace sulle sollecitazioni del tipo II, grazie all’utilizzo
di agenti che riducono la tensione superficiale dell’acqua d’impasto e quindi
lo stato di trazione conseguente. Questo genere di additivi, che controllano
la migrazione di acqua verso l’esterno, per la loro funzione, sono definiti
“stagionanti”.

Si consiglia Betonplan per l’esecuzione delle seguenti tipologie di Quando l’acqua evapora il castello di sabbia collassa perché viene a mancare la
pavimentazioni: tensione superficiale che tiene insieme i granelli.
pavimenti interni di basso spessore su pavimento esistente o su soletta
pavimenti di basso spessore dove è prevista la barriera al vapore
pavimenti in locali condizionati
pavimenti esterni soggetti a forte essiccamento nelle prime settimane
di vita.

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 15



 
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Scheda STEELBETON OK 1 13-02-2004, 17:29

16
L’armatura dei pavimenti industriali

Figura 7
Il pavimento industriale ha una notevole rilevanza economica e strategica per
l’attività che vi si svolge, tuttavia, quasi nella totalità di casi, viene considerato
V ^ ad
un’opera di finitura. Come tale, non viene gestito come una struttura armata, jg dY igda
hh 8Vg^Xd i
;Z jc dc
ad eccezione che funga come soletta collaborante con il solaio sottostante. <^ X


L’armatura presente in molti pavimenti su massicciata consiste in una rete GZiZ


elettrosaldata che, se correttamente posizionata, ha l’unica funzione di ZaZiigdhVaYViV
impedire l’apertura delle fessure che si formano nel calcestruzzo (in genere
causate dai ritiri) mantenendo l’ingranamento, rendendo cioè possibile la
trasmissione degli sforzi di taglio tra due porzioni contigue di calcestruzzo
separate da una fessura o da giunto di controllo (Figura 7). GZVo^dcZY^hdiid[dcYd
H[dgo^Y^iV\a^dX]Zh^igVhbZiidcdViigVkZghdaÉ^c\gVcVbZcid
La soluzione descritta è valida prevalentemente per pavimenti su massicciata igV\a^V\\gZ\Vi^Y^YjZedgo^dc^Xdci^\jZY^XVaXZhigjood
sollecitati con carichi uniformemente distribuiti e concentrati di modesta
entità, del tipo 1, 2 e 3 del Prospetto 1 del Codice di Buona Pratica[1] e della
Funzione primaria della rete elettrosaldata utilizzata nei pavimenti su
norma UNI 11146[8]: marciapiedi, autorimesse, piazzali e magazzini con massicciata.
scaffalature non molto pesanti percorsi da carrelli elevatori su pneumatici.
Ma quando la pavimentazione viene sollecitata da carrelli elevatori su ruote

Figura 8
EVk^bZcidhdiidedhid
piene (gomma, Vulkolan, acciaio), mezzi e scaffalature pesanti, blocchi, coils, VXVg^XdXdcXZcigVid
ecc, come previsto dal tipo 4 e 5 del suddetto Prospetto, questa deve poter
9Z[dgbViVYZaeVk^bZcid
reagire alla flessione localizzata. In questi casi è consigliabile il passaggio ad
kdajiVbZciZVbea^[^XVid
un’armatura più efficace con doppia rete elettrosaldata che, in questo caso,
assume, oltre all’incarico di tenere ingranato il calcestruzzo fessurato, anche
quella di collaborare con il sottofondo incrementando la bassa resistenza
flessionale del calcestruzzo (Figura 8).

6cYVbZcidYZa
bdbZcid[aZiiZciZ

Pavimento sottoposto a carico concentrato.

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 17


Utilizzo di Steelbeton

La stessa funzione della rete può essere ottenuta utilizzando Steelbeton,


un calcestruzzo rinforzato con fibre d’acciaio uniformemente disperse. In
mancanza di prescrizioni specifiche, si consigliano, le seguenti tipologie di
Steelbeton in sostituzione della prevista rete elettrosaldata:

SPESSORE RETE STEELBETON


PAVIMENTO
N° Filo Maglia Tipo
150 mm 1 F6 150 x 150 B
150 mm 1 F8 200 x 200 M
180 mm 1 F6 200 x 200 M
180 mm 1 F8 200 x 200 M
180 mm 2 F6 200 x 200 A
200 mm 2 F6 200 x 200 A

L’utilizzo di Steelbeton porta ad altri importanti benefici.

Velocità e risparmio nella messa in opera: Steelbeton consente di eliminare


i costi e i tempi legati alla corretta messa in opera dell’armatura, soprattutto
se viene utilizzato in sostituzione della doppia rete. In questo caso si può
aggiungere il risparmio dato dalla possibilità di evitare l’uso della pompa.
La velocizzazione dei getti aumenta la produzione giornaliera dei posatori.

Pompabilità: Steelbeton si pompa con le tradizionali pompe per


calcestruzzo.

Maggior resistenza agli urti e ai carichi concentrati: Steelbeton rappresenta


una soluzione tecnicamente valida ed economicamente vantaggiosa
soprattutto nell’esecuzione di pavimenti di magazzini e di centri logistici,
dove è previsto l’uso intensivo di carrelli elevatori e la presenza di scaffalature,
ma anche di banchine di sosta o di pavimentazioni di fabbriche, industrie,
porti e aeroporti.

18
La combinazione Betonplan+Steelbeton è la base per poter realizzare

Figura 9
pavimenti senza giunti di controllo o aumentare la dimensione dei riquadri.
Pavimentazioni con simili caratteristiche sono più durevoli e qualitativamente
superiori. 6
;
L’utilizzatore di Steelbeton può usufruire gratuitamente del calcolo ;
effettuato da primario studio di progettazione che porta alla corretta scelta
del tipo di Steelbeton ottimale in base alla geometria del pavimento, ai carichi
previsti su di esso e alla capacità portante del sottofondo (vedi “Scelta dello &*% ]he
Steelbeton” a pagina 21).

L’incremento di tenacità che si ottiene utilizzando 6 ,* ,*


'* '*% '*% '* &*%
Steelbeton può essere misurato facendo uso delle norme
**%
UNI 11039[6] e UNI EN 14651[3]. Queste due norme consentono di
parametrizzare l’incremento di tenacità dei calcestruzzi rinforzati con fibre
d’acciaio (SFRC), in base a prove di flessione effettuate su provini prismatici HZo^dcZ6"6
IjiiZaZb^hjgZ
intagliati. Per tenacità si intende la resistenza residua a trazione che è in ^cbb m¦*

grado di esercitare il calcestruzzo fibrorinforzato dopo la microfessurazione E6GI>8DA6G:


della matrice. 9:AAÉ>CI6<A>D
Nella Figura 9 viene riportato lo schema di prova previsto dalla norma UNI EN EaVXX]ZiiZg^edgiViZ
14651[3] che porta all’individuazione dei carichi corrispondenti a determinate
n¦*
aperture dell’intaglio (CMOD = Crack Mouth Opening Displacement), da cui
è possibile ricavare i valori della resistenza residua a trazione nella sezione
resistente in corrispondenza dell’intaglio. IgVhYjiidgZ8BD9
Figura 9
;

;A

Come lavorano le fibre nella massa cementizia? ;&


;'
;(
;)
Le tre tipologie di Steelbeton si differenziano nel contenuto in peso di fibre:
A (alto), M (medio) e B (basso). Il peso di fibre in un metro cubo di calcestruzzo,
tuttavia, non è sufficiente a definire le caratteristiche del calcestruzzo indurito. 8DB9bb
%8DB9&2%!* 8DB9'2&!* 8DB9(2'!* 8DB9)2(!*
Occorre conoscere altre proprietà delle fibre.

Prova di flessione seconco la norma UNI EN 14651[3].

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 19


Rapporto di aspetto (l/D): rapporto tra la lunghezza e il diametro della fibra.

Figura 10
Maggiore è il rapporto di aspetto e migliori saranno le prestazioni a parità
di peso delle fibre in un metro cubo. Steelbeton utilizza fibre con elevato
rapporto di aspetto: l/D>65.

8Vg^Xd 8Vg^Xd
Forma della fibra: la forma uncinata delle fibre utilizzate in Steelbeton
favoriscono l’aggancio di queste al calcestruzzo. Si riportano in Figura 10
i diagrammi di prove comparative tra fibre di forma diversa.
JcX^cViV
GVYYg^ooViV

Materiale della fibra: Steelbeton utilizza fibre d’acciaio a basso tenore di


carbonio trafilate a freddo, con resistenza a trazione maggiore di 1.000
MPa.
HedhiVbZcid HedhiVbZcid

Come lavora Steelbeton: La scelta della geometria (rapporto di ;^WgZYg^iiZ ;^WgZhV\dbViZ


aspetto, dimensione e forma dell’uncinatura) e del materiale della
fibra è il risultato di un’intensa e collaudata sperimentazione sul tipo
di comportamento elasto-plastico del sistema fibra-calcestruzzo. Incremento della duttilità di Steelbeton dato dall’utilizzo di fibre uncinate.
L’obiettivo è di ottimizzare la quantità di acciaio con la tenacità che
si riesce ad ottenere in funzione delle resistenze dei calcestruzzi

Figura 11
generalmente utilizzati: gli uncini della fibra funzionano come
ganci che vincolano gli estremi della fibra al calcestruzzo e ne
consentono l’allungamento senza rompersi fragilmente a trazione.
Arrivati al limite di trazione, o per congruenza geometrica con
la fessura (attraverso la stessa fessura possono lavorare più fibre
differentemente inclinate in punti in cui l’apertura della fessura ;gViijgV ;gViijgV
può avere spessore diverso), i vincoli mollano progressivamente
prima di cedere definitivamente (Figura 11).

Steelbeton garantisce uniformità della dispersione delle fibre nella


massa cementizia grazie all’ottimale inserimento durante la fase di carico
dell’autobetoniera nella centrale di betonaggio (da 32.000 a 64.000 fibre 8VaXZhigjood HiZZaWZidc
cdcVgbVid
a m3 a seconda del tipo di Steelbeton) e all’utilizzo di fibre incollate in JcVeVgiZYZaaViZch^dcZ
AViZch^dcZcdcejŒZhhZgZ k^ZcZigVh[Zg^iVbZY^VciZ
placchette. igVh[Zg^iVViigVkZghdaV[gViijgV aZ[^WgZViigVkZghdaV[gViijgV

Le fibre utilizzate in Steelbeton sono conformi alla norma UNI 11037[5]. Comportamento delle fibre in Steelbeton.

20
Utilizzo di Steelbeton nei pavimenti esterni
Unical

Figura 12
È ovvio che si prediliga l’utilizzo di Steelbeton nei pavimenti sottoposti ad
un carico di lavoro gravoso. In genere per questi pavimenti è prevista una SCHEDA PER CALCOLO
finitura a pastina o comunque uno strato indurito di spessore significativo. PAVIMENTO INDUSTRIALE REALIZZATO CON STEELBETON

Nelle pavimentazioni esterne eseguite con Steelbeton, queste finiture Cliente Progetto

evitano che si formino i puntini di ruggine delle fibre più superficiali che non
Localita' Ref.
compromettono la qualità della struttura, ma ne inficiano l’aspetto estetico.
CARICHI APPLICATI

CARICO UNIFORMEMENTE DISTRIBUITO


Scelta dello Steelbeton Kg/m2

L’utilizzo di Steelbeton consente di poter usufruire, senza nessun aggravio di SCAFFALATURE


Carico su appoggio kg
costo, del calcolo che porta alla corretta scelta del tipo di Steelbeton ottimale
Dimensioni appoggio mm x mm
da parte di primario studio di progettazione. Questa verifica suggerisce la Interasse maggiore mm

tipologia di Steelbeton da utilizzare in funzione della geometria del pavimento Interasse minore mm

e dei carichi connessi alle attività che vi si svolgeranno, nonché della capacità CARRELLI ELEVATORI
portante del sottofondo (Figura 12). Nei calcoli si suppone che il progetto e Carico su ruota kg

la posa in opera del pavimento siano conformi a quanto prescritto nel Codice
Pressione MPa
Interasse ruote mm
di Buona Pratica”[1] o nella norma UNI 11146[8].
CAMION
Carico su ruota kg
In particolare verranno effettuate le seguenti due verifiche: Pressione di contatto MPa
Interasse ruote mm

Verifica allo stato limite di esercizio (metodo di Westergaard), applicabile MASSICCIATA


ai pavimenti su massicciata, che si fonda sulla teoria elastica delle piastre. Modulo di reazione K oppure Modulo di deformazione

Il metodo, riportato nel Codice di Buona Pratica[1] e nella norma UNI 11146 MPa MPa

[8], si basa sul calcolo dello stato limite di fessurazione del calcestruzzo
Con piastra di diametro mm

considerato omogeneo, lineare e isotropo appoggiato su un sottofondo alla CALCESTRUZZO


Winkler identificato dalla costante elastica K rilevata dalla prova di piastra e
Rck Giunti di contrazione mxm
un determinato coefficiente di attrito in funzione dello strato di isolamento
(Figura 13 a pag. 22). Il calcolo verifica che i carichi previsti e le deformazioni PROPOSTA

legate al ritiro e alle variazioni termiche non diano origine a fessure nel Spessore mm STEELBETON B M A

pavimento, ovvero che le tensioni che questi provocano non superino la


resistenza a trazione del calcestruzzo.

Scheda per il rilevamento della geometria e dei carichi agenti sul pavimento.

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 21


Verifica allo stato limite ultimo (metodo di Losberg) applicabile ai

Figura 13
pavimenti armati con doppia rete elettrosaldata o fibrorinforzati del tipo
Steelbeton. Il metodo si basa sul calcolo della resistenza alla punzonatura
delle lastre di Steelbeton, secondo lo schema riportato in Figura 14. Il metodo BdYZaadY^XVaXdadhZbea^[^XVid
verifica la resistenza della piastra dopo la fessurazione del calcestruzzo, in
fase plastica, quando l’armatura comincia a lavorare fornendo una resistenza
E^VhigVZaVhi^XV
residua a flessione al pavimento. Il calcolo verifica che i carichi previsti su
un pavimento già fessurato non provochino l’eccessiva apertura delle fessure
(collasso del pavimento).

HX]ZbVi^ooVo^dcZYZahdiidhjdadVaaVL^c`aZg
^YZci^[^XVidYVaaVXdhiVciZZaVhi^XV@

Modello semplificato di calcolo di una pavimentazione su massicciata.

Pavical-F

Figura 14
Al momento in cui la presente versione della Guida va in stampa, un gruppo di
lavoro della Commissione Tecnica “Pavimenti in calcestruzzo” di Conpaviper, BdbZcid
gZh^hiZciZ

sotto la supervisione del Prof. Giovanni Plizzari dell’Università di Brescia, sta


elaborando delle Linee Guida, col nome Pavical-F, dedicate ai calcestruzzi GdiVo^dcZ
fibrorinforzati per pavimenti conformi al Capitolato Pavical[16], col fine di
introdurre la prestazione di tenacità garantita.
Il documento stabilisce prestazioni minime, classi di tenacità e metodologie
condivise di prescrizione e controllo di queste e consentirà di passare
dall’aleatorio dosaggio di fibre ad una prestazione di un materiale composito
misurabile e utilizzabile nel calcolo. La presenza di calcestruzzi a tenacità
garantita, unitamente alla norma CNR-DT 204[17] consentiranno al progettista GZVo^dcZYZa
un efficace e sicuro strumento per il dimensionamento della lastra e per il hdiid[dcYd
controllo del prodotto trasportato in cantiere.

Schema di calcolo agli SLU di un pavimento eseguito con Steelbeton.

22
Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 23

 
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Fibrobeton ՏÌÀ>ۈœiÌ̈°


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Scheda FIBROBETON OK 1 13-02-2004, 17:26

24
Dopo la fase di getto e di staggiatura, la piastra viene lasciata qualche ora per
dare il tempo al calcestruzzo di innescare il processo di presa, per poi eseguire
le lavorazioni di spolvero e di finitura superficiale. Durante questa fase è
praticamente impossibile proteggere la superficie del getto dall’evaporazione
dell’acqua (operazione conosciuta col nome di stagionatura). In questo lasso
di tempo che può andare da un minimo di 2 a un massimo di 5-6 ore, la
superficie della piastra si “asciuga”. Questa perdita di acqua provoca la
contrazione degli strati superficiali impedita da quelli sottostanti che non sono
interessati dal fenomeno. Questo ritiro differenziale provoca nel calcestruzzo
fresco, e con bassissima resistenza a trazione, le fessure da ritiro plastico.

Generalmente la lavorazione di lisciatura sembra richiuderle. Ma a poco


tempo di distanza queste discontinuità rappresentano veri e propri inneschi
a fessure che si propagano quando il pavimento è sottoposto al carico e alle
fisiologiche deformazioni provocate dal ritiro idraulico e dalle escursioni
termiche.

Questo fenomeno si esalta in presenza di vento, soprattutto nelle giornate


estive, quindi nei piazzali esterni o interni quando ancora non sono state
realizzate le previste tamponature del capannone.

Per ridurre questo fenomeno, si consiglia Fibrobeton: un calcestruzzo


confezionato con fibre in polipropilene della lunghezza da 6 a 12 mm ed uno
spessore di 18 μm. L’enorme quantità di fibre (da 200 a 300 milioni di fibre
a m3) impedisce, quando il calcestruzzo è ancora fresco, che queste fessure,
una volta innescate, si allarghino e propaghino.

La miscela di Fibrobeton è progettata in modo che la presenza delle fibre in


polipropilene non influenzi nessuna caratteristica meccanica del calcestruzzo
indurito.

Fibre in polipropilene utilizzate in Fibrobeton.

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 25


26
C a l c e s t r u z z i c o n f o r m i a l C a p i t o l a t o Pa v i c a l

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 27


Il capitolato Pavical si prescrive uno slump di riferimento di 220 mm (UNI EN 206-1[2]) che
corrisponde a un abbassamento al cono di Abrams compreso tra 190 e 250mm.
L’Ente Nazionale Conpaviper, l’associazione che riunisce le aziende che
ruotano intorno all’esecuzione delle pavimentazioni continue, ha pubblicato, Contenuto di aria intrappolata (aria sotto forma di macrobolle): deve essere
verso la fine del 2006, il Capitolato Pavical[16]. Questo documento raccoglie inferiore al 3%.
le prestazioni che deve soddisfare un calcestruzzo utilizzato per l’esecuzione
di pavimenti industriali. Il Capitolato è il frutto del contributo di produttori, Contenuto di aria aggiunta (aria sotto forma di microbolle): deve essere
posatori ed esperti del settore. superiore al 3%, in conformità alla norma UNI 11104[7].
Pavical è la dimostrazione che il calcestruzzo per pavimenti industriali
deve possedere caratteristiche peculiari che non possono essere garantite Tempi di frattazzabilità. Vengono definiti:
dai prodotti generalmente utilizzati. Comunque occorre osservare che
i calcestruzzi conformi Pavical, pur costituendo una base di partenza tempo di inizio frattazzabilità: “il periodo temporale che intercorre
fondamentale, non sono sufficienti ad ottenere un pavimento industriale di dal tempo di carico dell’autobetoniera a quello da cui le caratteristiche
elevata qualità e durevole. Occorre infatti, anche una corretta progettazione del calcestruzzo consentono di poter avviare le operazioni di
e posa in opera in conformità a quanto prescritto dalla norma UNI 11146[8] o frattazzatura”[16];
dal Codice di Buona Pratica[1]. tempo di fine frattazzabilità: “il periodo temporale che intercorre dal
Tutti i prodotti di Unical per pavimenti industriali possono essere conformi tempo di carico dell’autobetoniera a quello nel quale le caratteristiche
al Capitolato Pavical[16]. del calcestruzzo consentono di poter completare le operazioni di
lisciatura”[16].

Pavical deve garantire un tempo di inizio frattazzabilità superiore a 4 ore


Prestazioni del calcestruzzo conforme Pavical e un tempo di fine frattazzabilità inferiore a 8 ore. La prima prestazione
Si riportano di seguito, in maniera sintetica, le prestazioni richieste al è utile d’estate, quando l’elevata temperatura riduce i tempi di presa e di
calcestruzzo conforme al Capitolato Pavical[16]. primo indurimento, mentre la seconda consente ai pavimentisti di non
Classe di resistenza: deve essere non inferiore alla classe C25/30 (Rck 30). prolungare eccessivamente la lavorazione di finitura, con tutti i problemi che
ne conseguono. È prevista una tolleranza massima di 1-2 ore. Per chiarire il
Classe di esposizione ambientale: il progettista la deve scegliere in concetto si ricorre all’esempio seguente.
conformità alla norma UNI 11104[7]. Si ipotizzi il getto di un pavimento di medie dimensioni. Si ammette
che l’impianto di betonaggio carichi la prima autobetoniera alle 7,00 e
Rapporto acqua/cemento: deve essere maggiore o uguale a 0,60. l’ultima alle 12,00 di mattina. Pavical consente ai pavimentisti di iniziare
l’operazione di frattazzatura non prima delle 11,00 ± 1,00 (7,00 + 4,00 =
Dosaggio di cemento: deve essere maggiore o uguale a 300 kg/m3. 11,00) e di concluderla non oltre le 20,00 ± 2,00 (12,00 + 8,00 = 20,00).

Classe di consistenza: in caso di stesura meccanizzata sono consigliate le Temperatura del calcestruzzo fresco: al momento del getto, deve essere
classi di consistenza S2-S3 (UNI EN 206-1[2]), in caso di stesura manuale compresa tra 5°C e 30°C, in conformità della norma UNI EN 206-1[2].

28
Ritiro a 28 giorni: deve essere inferiore a 500 µm/m in conformità alla norma Unical e Pavical
UNI 6555.
Unical, prima in Italia, ha aderito al Progetto Pavical, certificando un numero
Diametro massimo dell’aggregato: va prescritto in funzione dello spessore di impianti di produzione tali da coprire quasi tutto il territorio nazionale in
della piastra, della presenza di armatura e del metodo di messa in opera. cui è presente. Si ricorda inoltre che tutte le centrali di betonaggio di Unical
sono certificate secondo quanto previsto dalle vigenti leggi e che l’azienda è
Acqua essudata: deve essere inferiore a in accordo con la norma UNI 7122. dotata della certificazione del Sistema Qualità UNI EN ISO 9001:2000.
Tutti i prodotti Unical dedicati ai pavimenti industriali possono essere
Reazione alcali aggregato: garanzia di assenza di fenomeni imputabili a tale confezionati in conformità al Capitolato Pavical.
fenomeno.

Garanzia di assenza di elementi leggeri. Il produttore è responsabile


della presenza di elementi leggeri nel calcestruzzo, “… tuttavia, a causa
dell’oggettiva difficoltà di reperire in Italia aggregati totalmente privi di
elementi leggeri, nel caso in cui si tratti di poche unità (stimabili nell’ordine
di 2÷3 per ogni 100 m2 di superficie) il Fornitore è autorizzato a effettuare
– a suo carico - ripristini puntuali. In caso di eccessi, il Fornitore provvederà
a ripristini proporzionali al danno recato e comunque concordati con il
Committente, l’Esecutore ed il Tecnico riconosciuto da Conpaviper”[16].
Inoltre il Capitolato prescrive che “qualsiasi aggiunta in cantiere di materiali
come acqua, fibre, additivi, ecc da parte dell’Esecutore solleveranno il
Fornitore da responsabilità relative a risultati non conformi”[16].

Certificazione Pavical. Gli impianti di produzione di calcestruzzi conformi


Pavical dovranno essere dotati di idonea certificazione. Questa può essere
rilasciata solo a impianti che già posseggono la certificazione del sistema
di controllo della produzione di calcestruzzo preconfezionato con processo
industrializzato, introdotta dalle Norme tecniche delle costruzioni (FPC
= Factory Production Control). Infatti la certificazione Pavical può essere
interpretata come l’estensione del controllo del processo industriale alle
prestazioni del calcestruzzo prescritte dal Capitolato (sopra riportate).

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 29


30
Prescrizioni del calcestruzzo e accorgimenti nella messa in opera

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 31


Definizione delle caratteristiche di fornitura dei calcestruzzi Sicuramente i pavimenti in calcestruzzo possono essere soggetti all’attacco
di cicli di gelo e disgelo (classi XF) e all’attacco chimico (classi XA) provocato
I calcestruzzi per pavimenti, così come per le altre strutture, dall’utilizzo di sostanze da parte dei processi industriali che vi si svolgono
fanno riferimento alle norme UNI 11104[7] e UNI EN 206-1[2]. sopra.
Queste norme danno indicazioni su come prescrivere, ordinare, Per quanto riguarda le altre classi, occorre stabilire se i pavimenti sono assimilabili
confezionare, gettare e controllare un qualsiasi calcestruzzo. a strutture armate o meno. Occorre infatti osservare che generalmente non
Steelbeton fa riferimento anche alle norme UNI 11146[8], UNI 11039[6] possono definirsi strutture non armate, ma neanche armate come un pilastro o
e UNI EN 14651[6]. Tutte raccomandano di specificare le 4 caratteristiche una trave e la loro durata (se non fessurati) dipende soprattutto dalla resistenza
fondamentali per identificare univocamente il tipo di calcestruzzo: all’usura dello strato indurito e dall’integrità dei giunti di controllo.
Classe di resistenza Secondo quanto riportato, un pavimento con doppia rete elettrosaldata potrebbe
Classe di consistenza essere considerato armato e quindi soggetto, come una qualsiasi altra struttura,
Classe di esposizione ambientale al degrado della carbonatazione (classi XC), dei sali disgelanti (classi XD) e del
Diametro massimo dell’aggregato. clima marino (classi XS). Un pavimento con singola rete elettrosaldata, potrebbe
essere considerato non armato e quindi non attaccabile dalle classi XC, XD e
Classe di resistenza XS.
Il Codice di Buona Pratica[1], la norma UNI 11146[8] e il Capitolato Pavical[16]
prescrivono la classe di resistenza minima C25/30 (Rck 30). I nostri listini Diametro massimo dell’aggregato
prevedono, come produzione standard dei prodotti speciali per pavimenti, le 3 Per limitare il fenomeno del ritiro del calcestruzzo, quando è possibile, si
resistenze caratteristiche: 25, 30 e 35. Ovviamente la resistenza caratteristica utilizza il diametro dell’aggregato massimo disponibile (25-30 mm a seconda
25 non è prevista per i calcestruzzi conformi Pavical. delle zone). Per pavimenti di basso spessore (sotto 8-9 cm), soprattutto con
Steelbeton, è raccomandabile l’uso dell’aggregato con diametro massimo di
Classi di consistenza 20 mm.
Per pavimenti staggiati meccanicamente (vibrofinitrice) la norma UNI 11146[8]
prescrive le classi di consistenza S2 e S3 (generalmente gettati a canala). Per
pavimenti gettati a canala o tramite l’utilizzo della pompa e staggiati manualmente Ritiro e stagionatura del calcestruzzo
prescrive la classe di consistenza S5. Fessurazioni
Il Capitolato Pavical[16] consiglia una consistenza di riferimento (UNI EN 206- Le fessurazioni che frequentemente compaiono sulla superficie dei pavimenti
1[2]) intermedia tra S4 e S5, ma molto pratica ed efficace, che prevede un industriali, sono fonti di contestazioni da parte della commitenza per il loro
abbassamento al cono di Abrams di 220 + _ 30 mm. effetto antiestetico e perché responsabili del degrado precoce della piastra
col passaggio di mezzi.
Classe di esposizione ambientale
La definizione della classe di esposizione di un pavimento industriale non è Le fessure sono la testimonianza che, nel punto dove si formano, gli sforzi di
immediata, in quanto chi ha redatto il prospetto 1 della norma UNI EN 206-1[2], trazione a cui è sottoposto il calcestruzzo sono superiori alla sua resistenza.
si è posto il problema della durata di strutture armate come pilastri, travi, solette, Le origini delle fessurazioni sono molteplici e si possono suddividere in tre
muri, pile, solai e simili, più che di lastre appoggiate su una massicciata. famiglie:

32
fessure per sollecitazione meccanica:

Figura 14
- fessure per sovraccarico: cedimenti, flessioni, imbarcamenti
- fessure per carichi affaticanti: vibrazioni e sollecitazioni ripetute
Jb^Y^i|gZaVi^kV IZbeZgVijgV
- fessure per carico concentrato: attriti, rotolamenti, urti &%% YZaXVaXZhigjood•8
fessure per sollecitazione termica:
.%
- fessure per sviluppo di calore: durante la presa
- fessure per condizioni ambientali: variazioni di temperatura -%

fessure per ritiro: ,%


- fessure da ritiro plastico: nelle prime 6-12 ore
+%
- fessure da ritiro idraulico: nei mesi successivi. )%
*%
(*
La garanzia di eseguire una pavimentazione totalmente esente da fessure non )%
(%
la può fornire nessuno, dato l’elevato numero di parametri che concorrono (%
'*
alla loro formazione. Comunque osservando quanto prescritto dal Codice di
'% '%
Buona Pratica[1] e dalla norma UNI 11146[8], è possibile ridurre sensibilmente &*
% &%
questo rischio. *

&% &* '% '* (% (*


Il ritiro del calcestruzzo )%
IZbeZgVijgVYZaaÉVg^V•8 KZadX^i|
Il ritiro del calcestruzzo durante la fase di indurimento, rappresenta un YZakZcid@b$]

I6HHD9>:K6EDG6O>DC:9:AAÉ68FJ6"@\$b'eZgdgV
fenomeno del tutto naturale e fisiologico: un calcestruzzo che ritira non è (*
)
necessariamente difettoso. È possibile che qualcuno sia indotto a questo
BdYVa^i|YÉjhd (%
tipo di dubbi per l’apparente casualità con la quale le fessure compaiono :hZbe^d

:hZbe^d
sulla superficie del pavimento. Spesso, la formazione di fessure è provocata & 9VaaViZbeZgVijgVYZaaÉVg^V (
'*

da una imperfetta gestione del calcestruzzo, più che dal calcestruzzo stesso, hedhiVgh^kZghdaÉjb^Y^i|gZaVi^kV
'%
' HedhiVgh^VYZhigVkZghdaV
ecco perché la conoscenza delle modalità e dei meccanismi che si celano iZbeZgVijgVYZaXVaXZhigjood
dietro il ritiro, aiuta a limitare le problematiche ad esso connesse. ( HedhiVgh^kZghd^aWVhhd '
&*

VaaVkZadX^i|YZakZcid
Il ritiro plastico è dato dalla contrazione volumetrica degli strati superficiali ) HedhiVgh^kZghdh^c^higVeZg
&%

del calcestruzzo dovuta alla veloce evaporazione dell’acqua d’impasto. diiZcZgZ^aiVhhdVeegdhh^bVi^kd


& *
Y^ZkVedgVo^dcZ
Per contrastarlo, oltre all’utilizzo di Fibrobeton, è importante evitare, dove
possibile, l’esposizione del calcestruzzo appena gettato a correnti d’aria, %

vento, forte insolazione, e comunque evitare tutte quelle condizioni che


favoriscono l’evaporazione veloce dell’acqua d’impasto.

A tale proposito, nelle Figure 14 e 15 riportiamo due tavole reperite Abaco per calcolare il tasso di evaporazione dell’acqua del calcestruzzo fresco
in bibliografia. La tavola in Figura 14 consente di collegare il tasso di in base alle condizioni ambientali[11].

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 33


evaporazione dell’acqua d’impasto per unità di superficie con le temperature

bb=\
Figura 15
dell’aria e del calcestruzzo, l’umidità relativa e la velocità del vento. Le due
&%%
tavole in Figura 15 vanno utilizzate con la seguente modalità: si entra nella
Jb^Y^i|gZaVi^kV

EgZhh^dcZeVgo^VaZY^kVedgZYÉVXfjV
tavola in alto con le temperature e umidità dell’aria (B) e del calcestruzzo (A) %
&%
ricavando sulle ordinate la differenza di pressione parziale di vapor d’acqua -%

che, riportata sulle ascisse della tavola sotto, fornisce il tasso d’evaporazione *%

dell’acqua d’impasto per unità di superficie in funzione della velocità del +%

vento. 6 
)%

E
Il ritiro idraulico (o autogeno o igrometrico) indica che una barretta di
'%
calcestruzzo della lunghezza di 1 metro, dopo sei mesi dalla data del getto, 7

si è accorciata, orientativamente, mezzo millimetro. Il fenomeno è più '%




accentuato le prime settimane, successivamente si riduce sensibilmente, fino


&%
a diventare trascurabile, anche se teoricamente non si ferma mai (Figura 16).
I parametri che influenzano il ritiro idraulico sono molteplici: alcuni hanno
interesse meramente accademico (quantità e rigidezza degli aggregati nella
miscela), altri sono molto importanti, come il rapporto acqua/cemento (a/c) e
% &% '% (% )%
l’umidità relativa dell’ambiente in cui è situato il pavimento.
IZbeZgVijgV
•8
Nella Figura 17 è possibile osservare che bassi rapporti a/c (e quindi elevate
resistenze a compressione) diminuiscono il ritiro idraulico.

Si riporta la Figura 18 che mostra l’influenza dell’umidità dell’ambiente sul


ritiro del calcestruzzo. Tuttavia il fenomeno che provoca il maggior numero KZadX^i|YZakZcid

@\$b']
di difetti superficiali in un pavimento industriale è dato dal fatto che il &!%

IVhhdY^ZkVedgVo^dcZ
$h $h $h

$h
b +b )b

b
ritiro idraulico è variabile attraverso lo spessore di questo (ritiro idraulico -

&%
differenziale), così come descritto nel paragrafo “Il ritiro del calcestruzzo”. 'b
$h

Il ritiro dato dalla contrazione per raffreddamento dopo l’innalzamento della %!*%
temperatura generato dal calore di idratazione, chiamato ritiro termico, si %!(.
può arginare solo con una tempestiva esecuzione dei giunti di controllo, L %b$h

come evidenziato dal Codice di Buona Pratica[1].

Stagionatura del pavimento % * &% &*


Stagionatura o maturazione del calcestruzzo è quella serie di interventi atti ad Ebb=\
evitare che l’acqua d’impasto evapori troppo velocemente. In un pavimento
consente al calcestruzzo di indurirsi, e quindi di incrementare la propria resistenza Abaco per calcolare il tasso di evaporazione dell’acqua del calcestruzzo fresco
in base alle condizioni ambientali[9].

34
&+%%
Figura 16

Figura 17
8dciZcjidY^^cZgi^
&'%
kdajbZ

+%

*%
&%%
gZ
G^i^gdXdbZeZgXZcijVaZ

jeZg^d bZY^V
&'%%
a^b^iZh
YZag^i^gdV'%Vcc^

-%
Z
+% ^dg ,%

G^i^gd&%"+
Zg
 ^c[ -%%
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)% a^b

'% )%% -%

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Limiti della curva ritiro-tempo per diversi calcestruzzi mantenuti a umidità Effetto del rapporto acqua/cemento e del tenore di inerti sul ritiro[10].
relativa 50% e 70%[10].

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Figura 18
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Ritiro in funzione del tempo per calcestruzzi mantenuti a diverse umidità


relative[10].

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 35


a trazione, riducendo le forti tensioni connesse al ritiro idraulico differenziale. massicciata o dal calcestruzzo confezionato con aggregati inquinati con
Questa operazione è tanto importante quanto disattesa in tutte le costruzioni frammenti di legno provenienti dal ciclo di lavorazione del materiale estratto
in calcestruzzo[12]. dalle cave contenente radici di alberi o lignite.
Il Codice di Buona Pratica [1] consiglia alcuni metodi di stagionatura e riporta Questo problema, purtroppo, non è di facile soluzione, sia per la non sempre
una tabella significativa sui tempi da dedicare alla maturazione del pavimento facile reperibilità di aggregati di qualità adeguata, sia per la normativa
(Tabella 1). italiana (UNI 8520-2[18]) che consente la presenza di “contaminanti leggeri”
Tabelle come questa sono riportate su tutti documenti normativi riguardanti in quantità tali da non garantire superfici di pavimenti prive di difettosità.
la messa in opera del calcestruzzo come la norma europea UNI ENV 13670- Lo stato dell’arte attuale della media dei produttori di aggregati, non consente
1[4] e le “Linee Guida sul calcestruzzo strutturale”[9]. di garantire sempre e ovunque l’assenza totale di piccoli frammenti di legno
La norma UNI 11146[8] spiega in maniera chiara ed esauriente, da quali agenti nel calcestruzzo. Per applicazioni particolari, in cui venga espressamente
atmosferici è necessario proteggere il pavimento appena gettato, quali sono richiesto, si può ricorrere a materiali selezionati vantandone la reperibilità
i sistemi principali di protezione superficiale e quali sono le caratteristiche e il costo. L’utilizzo di prodotti conformi al Capitolato Pavical[16] dà ulteriori
del calcestruzzo che influiscono sulla stagionatura la cui durata e metodo garanzie sulla presenza di impurità nel calcestuzzo.
devono essere prescritti dal progettista.
La reazione alcali aggregato
I prodotti speciali descritti in questa Guida, possono introdurre significativi
La reazione alcali aggregato consiste nella formazione di composti espansivi
miglioramenti solo se si esegue un’attenta e corretta stagionatura.
tra aggregati potenzialmente reattivi e gli alcali del cemento (idrossido di
Calcio nella maggior parte: Ca (OH)2) presenti nella pasta di cemento che,
tra l’altro, garantiscono la protezione delle barre di armatura passivandole.
Problematiche del pavimento industriale collegate al calcestruzzo
Questa reazione avviene solo in presenza di umidità.
Presenza di contaminanti leggeri Il fenomeno visivo che ne consegue è quello sgradevolissimo del “pop out”
Fonte inesauribile di contestazioni di pavimenti è la presenza di piccoli che consiste nell’apparizione sulla superficie del pavimento di fori a forma di
frammenti di legno che affiorano sulla superficie con uno sgradevole effetto piccoli vulcani della dimensione dell’aggregato più grosso utilizzato. Questo
estetico. In generale questi vengono rimossi ed il pavimento viene ripristinato fenomeno, ben conosciuto nella fascia adriatica, si sta diffondendo in diverse
con resine epossidiche. Questi frammenti possono venire dal materiale della zone del nord d’Italia.

DURATA DELLA PROTEZIONE IN GIORNI PER OGNI LOTTO DI PAVIMENTO FINITO [1]
Tabella 1

Sviluppo della resistenza del calcestruzzo


Rapido Medio Lento Molto lento
Temperatura del calcestruzzo in °C 5 10 15 5 10 15 5 10 15 5 10 15
Non esposto ad insolazione diretta; umidità relativa > 80% 8 9 10 9 10 11 11 12 13 13 14 15
Insolazione diretta media o vento di media intensità 12 13 13 14 15 15 14 15 16 15 16 16
o umidità relativa >
_ 50%
Insolazione intensa o vento forte o umidità relativa < 50% 14 15 16 16 17 18 16 18 19 18 19 20

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Come precisato sopra, il fenomeno dipende essenzialmente: Presenza di aria nel calcestruzzo
L’aria può essere presente nel calcestruzzo sottoforma di microbolle
dal cemento contenuto nel calcestruzzo e nello spolvero
sferiche della dimensione che varia da pochi micron a qualche millimetro
dal grado di reattività degli aggregati
uniformemente distribuite, o sottoforma di aria intrappolata concentrata in
dalla presenza di umidità.
bolle di dimensione superiore al millimetro. Nel primo caso, se la percentuale
di aria è maggiore o uguale al 3-4%, allora si parla di un calcestruzzo
Dove è possibile agire per evitare questo fenomeno?
“aerato”, prescritto dalle norme italiane ed europee per resistere ai cicli di
gelo e disgelo. Nel secondo caso la presenza di macrobolle può essere dovuta
a) Cemento: teoricamente i cementi di miscela (pozzolanici e altoforni)
a mancata o insufficiente compattazione del materiale, o alla produzione
possiedono una quantità inferiore di alcali. Purtroppo, per i tempi di presa
di aria nel calcestruzzo per l’incompatibilità tra le materie prime che lo
e di primo indurimento, in genere si preferisce l’uso di cementi Portland.
costituiscono.
Lo stesso vale per il cemento dello spolvero.
L’eccessiva presenza di aria può causare nei pavimenti industriali il distacco
b) Reattività degli aggregati: è possibile richiedere un calcestruzzo conforme parziale (“scartellamento”) dello strato di usura. Per questo motivo il Codice
al Capitolato Pavical[16], confezionato con aggregati con bassa reattività. di Buona Pratica[1] e la norma UNI 11104[7] prescrivono che i calcestruzzi
aerati non superino un contenuto di microbolle di aria del 3%.
c) Presenza di umidità: si consiglia l’utilizzo della barriera a vapore e, per
i pavimenti esterni, anche di una finitura superficiale che garantisca una
buona impermeabilizzazione: come resine, liquidi penetranti, pastina, ecc. Altri accorgimenti fondamentali per la buona riuscita del pavimento
Il Codice di Buona Pratica[1] raccomanda di agire sulle pendenze (>1,5%
per evitare il ristagno d’acqua) e sull’impermeabilizzazione della superficie In questo documento sono stati richiamati più volte la norma UNI 11146 [8]
tramite resinatura. e il Codice di Buona Pratica [1] edito dall’Ente Nazionale Conpaviper come
valide guide per una corretta progettazione ed esecuzione dei pavimenti
Degrado per gelività degli aggregati industriali.
Un fenomeno analogo a quello causato dalla reazione alcali-aggregato è
dato dall’espansione degli aggregati gelivi posizionati in prossimità della In particolare, oltre a quanto riportato sopra, si raccomanda di seguire con
superficie dei pavimenti esterni sottoposti a cicli di gelo e disgelo. La cura le seguenti operazioni:
gelività dell’aggregato è legata alla sua porosità: l’acqua assorbita, gelando, controllare la portanza del sottofondo e le caratteristiche del calcestruzzo
ne provoca l’espansione e la conseguente espulsione dalla superficie del mantenere spessori costanti della piastra in calcestruzzo
pavimento. realizzare un efficiente strato di isolamento
Per ovviare a questa problematica è sufficiente richiedere al produttore un posizionare correttamente la rete elettrosaldata
calcestruzzo conforme alle classi di esposizione XF (vedi UNI EN 206-1[2], eseguire correttamente lo strato di usura
UNI 11104[7], UNI 8520-2[18]), in cui viene espressamente richiesto l’utilizzo stagionare il calcestruzzo rispettando le tempistiche e modalità
di aggregati non gelivi. eseguire i giunti di isolamento, di costruzione e di controllo nelle corrette
tempistiche e modalità
gettare il calcestruzzo con la corretta consistenza (S4 o S5).

Guida alla scelta dei calcestruzzi per pavimenti industriali 37


BIBLIOGRAFIA

[1] Codice di buona pratica per pavimenti in calcestruzzo ad uso industriale [11] Non-structural cracks in concrete – Concrete Society Technical Report
edito dall’Ente Nazionale Conpaviper. No. 22 (dicembre 1982).

[2] UNI EN 206-1 Calcestruzzo. Specificazione, prestazione, produzione e [12] Stagionatura del calcestruzzo: perchè così importante e perchè così
conformità. disattesa? – Enco Journal n° 28.

[3] UNI EN 14651 Metodo di prova per calcestruzzo con fibre metalliche. [13] Aspetti strutturali e di calcolo – Prof. Ing. Sergio Tattoni – Dipartimento
di Ingegneria Strutturale, Politecnico di Milano. Convegno su
[4] UNI ENV 13670-1 Esecuzione di strutture in calcestruzzo. pavimentazioni in calcestruzzo ad uso industriale – Firenze, 10 giugno
Requisiti comuni. 1999.

[5] UNI 11037 Fibre di acciaio da impiegare nel confezionamento di [14] Il dimensionamento delle pavimentazioni in calcestruzzo non armato
conglomerato cementizio rinforzato. – Prof. Ing. Francesco Biasioli – Dipartimento di Ingegneria Strutturale,
Politecnico di Torino. Con.Pav.I. news n° 30.
[6] UNI 11039 Calcestruzzo rinforzato con le fibre d’acciaio.
[15] Difetti delle pavimentazioni in calcestruzzo – Prof. Ing. Vito Alunno Rossetti
[7] UNI 11104 Calcestruzzo. Specificazione, prestazione, produzione e - Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Università La Sapienza di Roma.
conformità. In Concreto n° 53.
Istruzioni complementari per l’applicazione della EN 206-1.
[16] Capitolato Pavical edito dall’Ente Nazionale Conpaviper (www.
[8] UNI 11146 Pavimenti di calcestruzzo ad uso industriale. Criteri per la conpaviper.it).
progettazione, esecuzione e collaudo.
[17] CNR-DT 204/2006 Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione
[9] Linee Guida sul calcestruzzo strutturale a cura del Servizio Tecnologico ed il controllo di strutture di calcestruzzo fibrorinforzato.
Centrale della Presidenza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici
(dicembre 1996). [18] UNI 8520-2:2005 Aggregati per calcestruzzo - Istruzioni complementari
per l’applicazione della EN 12620 - Requisiti.
[10] Le proprietà del calcestruzzo di Adam M. Neville.*

Le tabelle e i grafici tratti dalle pubblicazioni sono stati ridisegnati.

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