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IL NOVECENTO: La musica rock, pop, leggera

Quadro storico
Nel corso del Novecento a periodi di pace si alternano guerre, invasioni e
agitazioni popolari. Nella seconda parte del secolo, segnata dalla guerra fredda,
si verificano conflitti regionali, come in Vietnam e nei Balcani, disastri ecologici e
profondi cambiamenti culturali.
Il movimento di contestazione del 1968 influenza notevolmente anche le
espressioni musicali, mentre il continuo progresso tecnologico e scientifico
produce miglioramenti nei vari campi del sapere, compreso quello della
riproduzione dei suoni.

Le Idee chiave
Durante il Novecento, con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa, in
campo musicale acquista notevole importanza la musica di consumo. Essa
comprende quei brani di carattere facile e orecchiabile, scritti con il semplice
scopo dì intrattenere e divertire il pubblico: per questo motivo viene definita
"leggera". La musica leggera, in inglese musica pop, si distingue sia dalla
musica colta, che richiede uno sforzo compositivo maggiore, sia dalla musica
etnica, riferita soprattutto alla tradizione orale popolare. In realtà, le distinzioni
non sono così nette e spesso si assiste a una mescolanza di generi, in cui
grandi musicisti compongono musica di intrattenimento, spesso ispirati da motivi
popolari, mentre autori di musica leggera si interessano alla musica colta o
scrivono testi di forte impegno sociale. Emerge la figura dell'interprete, del
cantante, che spesso diventa un vero e proprio idolo delle folle.

Generi e forme: Rock, pop, leggera


Nell'ambito della musica leggera si affermano stili e generi diversi, fra cui il rock,
da cui derivano l'hard rock, l’heavy metal e il punk; la musica beat, il folk e il
country statunitensi, il reggae giamaicano e il rap. La principale forma
compositiva è la canzone, spesso per voce solista con accompagnamento
strumentale.

Strumenti
Lo strumento più utilizzato è la chitarra, sia nel modello classico e folk. sia nella
versione elettrica. Nei gruppi musicali è solitamente affiancata dal basso, dalla
batteria e dalle tastiere, con l'aggiunta, in alcuni casi, di qualche strumento a
fiato o a percussione.

Compositori
Fra i maggiori interpreti di musica leggera, talvolta anche autori delle canzoni,
ricordiamo gli americani Elvis Presley, Frank Sinatra, Bob Dylan, e i gruppi
inglesi Beatles. RoIling Stones, Pink Floyd, Genesis e Queen. In Italia spicca
la personalità di Modugno, accanto a Mina, Morandi, Celentano e alla
tradizione dei cantautori iniziata con De André. Paoli. Gaber, Battisti. Conte,
Dalla.

Luoghi
La musica leggera si sviluppa principalmente negli Stati Uniti e nell'Europa
occidentale, in particolare nel Regno Unito L'Italia mantiene una propria
tradizione, in parte influenzata dagli stili internazionali.

IL ROCK: Il PIÙ GRANDE FENOMENO MUSICALE DEL ‘900


Il termine rock (dall'inglese to rock, "scuotere", "far tremare") è una contrazione
di rock’n’roll ("scuotiti e dondola") e ha indicato, soprattutto alle origini, un certo
tipo di musica dei giovani in varie forme, anche molto diverse.
Esso nasce dal desiderio di ballare e divertirsi e, all'inizio, assume il giro
armonico del blues, mentre la sua ripetizione dà vigore al ritmo e offre ai giovani
la possibilità di scatenarsi sulle piste.
Si è sviluppato a cominciare dagli anni Cinquanta negli Stati Uniti e in Inghilterra;
poi nel tempo si è diversificato in tante forme e generi, che cercheremo di
conoscere più approfonditamente,

Alle origini del rock: IL RHYTHM AND BLUES


Il rock deriva dalla musica dei neri d'America e in particolare dal rhythm and
blues (R&B), un jazz leggero, ballabile, con un ritmo cadenzato e trascinante.
Inizialmente il rhythm and blues era solo strumentale, con prevalenza degli
strumenti a fiato, ma in seguito, fra gli anni Trenta e Quaranta, è divenuto anche
vocale e tale è rimasto fino agli anni Sessanta. Un esempio di rhythm and blues
è Sland by me di Ben E. King. La diffusione del rock fu agevolata anche dalle
nuove tecniche di registrazione su dischi in vinile, un particolare tipo di plastica
su cui erano incisi i solchi (microsolchi) che venivano poi leni da una puntina
(pich up) e trasformati in suono. I dischi potevano essere letti a 33 giri al
minuto oppure a 45 giri al minuto risultando quindi più veloci.
Negli anni Cinquanta e Sessanta furono questi ultimi a predominare, cioè i 45
giri, sui quali venivano incise solo due canzoni: su un lato quella importante e
più curata, sull'altro quella minore. l 45 giri americani arrivavano facilmente
anche in Italia e i nostri cantanti erano soliti riprendere le canzoni di maggior
successo per farne delle versioni in italiano (COVER), come ad esempio fece
Adriano Celentano proprio con Sland by me, che incise con il titolo Pregherò.

Alle origini del rock: IL BOOGIE-WOOGIE


Stile jazzistico diffusosi intorno agli anni Trenta come derivazione pianistica del
rhythm and blues (ma con un andamento più veloce e basato su un ostinato
ritmico eseguito dalla mano sinistra), il boogie-woogie preparò la strada al
successo del rock'n'roll.
Boogie Woogie è anche il nome di una ballo ed è una mescolanza di stili quali
Charleston, Lindy Hop, Big Apple, Black Bottom e lo Swing.
Vediamo come si balla ascoltando il famosissimo In the mood, del 1939
eseguito dalla big band di Glen Miller.

Alle origini del rock: IL ROCK'N'ROLL


Il rock'n'roll (rock and roll, come abbiamo detto. "scuotiti e dondola") si diffuse
in America, anche come ballo, agli inizi degli anni Cinquanta cd è considerato
la prima cd esclusiva espressione musicale del mondo giovanile.
Nato come musica dei ragazzi neri c poi adottato dai bianchi statunitensi, ha
favorito l'emancipazione degli adolescenti (teenager) e un graduale
avvicinamento tra bianchi e neri. All'inizio il rock'n'roll (R&R) fece scandalo
perché:
 era un ballo sfrenato e scomposto;
 derivava dalla musica jazz dei neri (i pregiudizi razziali erano ancora
molto forti):
 era la musica di giovani trasgressivi, il più delle volte malvisti anche
dagli stessi genitori.

Elvis Presley cioè IL ROCK'N'ROLL


Ma proprio grazie alla sua carica rivoluzionaria, il R&R ebbe una diffusione
inarrestabile e i discografici furono costretti a inserirlo nei propri giri di affari
anche se, inizialmente. diedero più spazio agli artisti bianchi rispetto a quelli di
colore.
Rappresentante tipico di quest'epoca fu Elvis Presley (1935-77), mitico
cantante americano che trovò il successo commerciale sia nel mondo
discografico sia nel cinema, interpretando a Hollywood ben 35 film in cui
compaiono molti dei suoi brani migliori.
Vediamo un video per conoscere il fenomeno Elvis e ascoltiamo un suo grande
successo Junailhouse Rock che da anche il titolo a uno dei suoi film.
Il cinema. d'altronde. contribuì molto alla diffusione del rock e fu proprio un film
dci 1955 (Blackboard Jungle) a lanciare il primo grande successo del genere:
Rock Around the Clock (che si può tradurre con "Balla il rock per tutto il
giorno" di Bill Haley.

Alle origini del rock: COUNTRY E FOLK


Negli Stati Uniti, attorno agli anni Sessanta, la musica rock si andava ispirando a
generi musicali già esistenti, riadattati e modificati ritmicamente:
 la musica country (country rock), espressione della musica tradizionale
bianca americana, legata alle campagne e alle praterie del Sud e
dell'Ovest (country significa "campagna");
 la musica folk (folk rock), musica legata alla tradizione delle società
pre-industriali (folli significa "gente") e nella quale le melodie venivano
tramandate oralmente.
Sia nel country che nel folk i testi tradizionali lasciarono ben presto il posto a
testi che denunciavano il disagio giovanile e le ingiustizie sociali.
Questo modello folk americano (rappresentato da artisti come Bob Dylan,
Simon and Garfunkel, Joan Baez e Tim Buckley) ha portato a fenomeni
continui di imitazione, caratterizzati da testi "impegnati" e dall'uso di strumenti
tradizionali, anche in altri Paesi, come l'Inghilterra. Di Simon & Garfunkel
ascoltiamo The sound of silence in una versione live del 1990.

Bob Dylan e la canzone di protesta americana


Gli anni Sessanta in America furono gli anni di Martin l.uther King e di John F.
Kennedy. In questo periodo gruppi di giovani rivendicavano l'uguaglianza
sociale e razziale; nella musica la protesta si fece sentire attraverso la voce di
cantanti quali Bob Dylan e Joan Baez.
Bob Dylan, già nel 1962, accompagnandosi con la chitarra e con l'armonica a
bocca, interpretava canzoni di protesta e di speranza. davvero inimitabili, come
Blowing in the wind.
Dopo il 1964. Dylan passò a uno stile più melodico e meno aggressivo.
rivolgendo l'attenzione alle sonorità degli strumenti elettrici e collaborando con
altri famosi musicisti come George Harrison, ex Beatles. Tra i suoi brani più
famosi e conosciuti Knock’in on heavens door (che ascoltiamo nella versione
dei Guns N' Roses )
La fine degli anni Sessanta fu anche il periodo dei grandi concerti di massa
all'aperto (negli Stati Uniti, Monterey Pop nel 1967 e Woodstock nel 1969; in
Europa, l'isola di Wight nel 1970), che coincisero con una trasformazione
radicale della cultura e dei costumi di un'intera generazione.

Alle origini del rock: IL BEAT INGLESE – I BEATLES


Il beat (dall'inglese beat, che significa "battito") nacque nei primi anni
Sessanta in Gran Bretagna come un rock semplice e poco impegnato che
vuole rinnovare la tradizione della musica inglese ispirandosi al rhythm and
blues e al rock'n roll.
Fu nel 1962 che il beat invase il mondo con Love me do, il primo successo dei
Beatles, gruppo formato da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison
e Ringo Starr, quattro ragazzi di Liverpool che divennero subito un mito per
tutti i giovani come il gruppo divenne un simbolo della musica beat.
l motivi per i quali furono cosi famosi e inimitabili sono tanti, ad esempio
l'originalità dei brani (scrivevano loro testi e musica), la grande inventiva
melodica, i testi ricchi di humour e sensibilità, a volte surreali, la capacità di
sintetizzare il meglio della musica di quegli anni (blues, rock, ecc.) .
Il fenomeno del beat inglese e dci Beatles divenne in breve un movimento
globale che coinvolse i teenager di tutto il mondo, anche nell'abbigliamento,
nelle acconciature e nel linguaggio, fatto di contestazione e di ribellione.
IL BEAT INGLESE – Non solo BEATLES
Il 24 ottobre del 1965 ai Beatles fu conferito il titolo di Baronetti dell'Ordine
dell'Impero Britannico (una vera follia per l'epoca, tanto che molti membri del
"Most Excellent Order of the British Empire" restituirono il titolo), titolo che nel
1969 John Lennon decise di restituire per protestare contro il sostegno
inglese agli Stati Uniti per la guerra in Vietnam. Nel 1967 i Beatles smisero di
esibirsi nei concerti e fino al 1970 (anno in cui il gruppo si sciolse) continuarono
solo la produzione discografica. Nel 1980 John Lennon venne ucciso con un
colpo di pistola da un fanatico squilibrato. Lennon ci lascia, come memorabile
testamento spirituale, una delle più intense canzoni di lutti i tempi: Imagine.
Un altro gruppo inglese che si affermò nel mondo del beat, in contrapposizione
ai Beatles, fu quello dei Rolling Stones (pietre rotolanti') il cui capogruppo è
ancora oggi Mick Jagger. Alcune loro canzoni son vere e proprie pietre miliari
della storia del rock: Satisfaction (I can’t get no), Paint it black, Angie.

Sviluppi del rock: IL ROCK UNDERGROUND E PROGRESSIVE


1 termine inglese underground significa "sotterraneo" e il rock underground è un
genere legato alla cultura "sotterranea", cioè non commerciale, delle metropoli
americane, che già negli anni Sessanta anticipava il concetto di multimedialità,
ovvero di spettacoli in cui potevano confluire tante forme artistiche (musica,
poesia, pittura, recitazione ecc.).
I Velvet Underground, ispirandosi all'arte del pittore americano Andy Warhol,
ne sono stati gli esponenti migliori e più noti.
Dei Velvet Underground ascoltiamo Sunday Morning brano in cui si cela un
sentimento di paranoia e d'ansia strisciante composto congiuntamente da Lou
Reed (voce e chitarra) e John Cale (pianista) all'alba di una domenica mattina
dopo una nottata passata a provare in studio. Fu proprio Andy Warhol a
suggerire a Reed di inserire il tema della paranoia all'interno del brano.
In Inghilterra attorno agli anni Settanta, il rock underground diventa rock
progressive, cioè rock progressista, d'avanguardia, che guarda alla musica
"colta". Questo genere esprime la ricerca di nuovi linguaggi musicali anche
attraverso l'uso sperimentale delle strumentazioni elettroniche che si
andavano allora affermando.
Gli esponenti migliori di tale corrente sono stati gli Yes, i King Crimson e i Pink
Floyd.
Pink Floyd è il nome di un famoso gruppo nato a Londra nel 1965 e formato
inizialmente da Roger Waters, Rick Wright, Nick Mason c Syd Barrett (che
usci di scena nel 1968 a causa di una malattia mentale e sostituito dal chitarrista
David Gilmour) che seppero trasformare la musica rock in concerti spettacolo e
in film. Esempio in tal senso Another Brick In The Wall.

Sviluppi del rock: IL ROCK SINFONICO


Il rock sinfonico è uno stile classicheggiante del nuovo rock inglese degli anni
Settanta, il risultato dell'ambizione, spesso affascinante nei risultati, di dare al
rock un respiro musicale più ampio, creando delle suite talvolta lunghe e
riccamente orchestrale.
È dunque un progressive ancora più inserito in un contesto orchestrale, colto
e ambizioso, che sperimenta fino in fondo le strumentazioni elettroniche.
In quest'ambito, gruppi come i Genesis (di Peter Gabriel e Phil Collins) e i
Gentle Giant (dai tre fratelli Shulman Derek, Phil e Ray) hanno saputo
esprimere l'anima più accattivante e accessibile di questo genere. Per meglio
capire il genere ascoltiamo dei Genesis Los Endos (storpiatura in finto
spagnolo di the end).

Sviluppi del rock: LA RISPOSTA USA A BEAT & ROCK MADE IN UK


La risposta americana all'invasione del rock e del beat inglese si articolò in
forme molto diverse. Gruppi come i Beach Boys e i Doors (anni
Sessanta-Settanta) si avvicinarono allo stile inglese pur senza esserne dei
semplici imitatori: altri, come i californiani Jefferson Airplane (sempre negli
stessi anni), furono tra i protagonisti della scena di San Francisco, legata al
diffondersi del movimento hippy. Infine, alcuni grandi solisti sono entrati nella
leggenda del rock, come il chitarrista Jimi Hcndrix (1942-70).
Dopo un periodo di minore vitalità, il rock americano trovò, a partire dal 1975, un
nuovo grande protagonista in Bruce Springsteen, che ancora oggi è
considerato il più importante rocker americano contemporaneo.
Soprannominato dai suoi fan The boss ("II capo"), Springsteen propone un rock
grintoso e pieno d'energia, con testi di denuncia sociale e fortemente legali
alle proprie radici americane. Di Springsteen Ascoltiamo Mrs. McGrath
(conosciuta anche come Mrs. McGraw) canzone contro la guerra basata su una
Folksong di origine irlandese del 1815.

Sviluppi del rock: HARD ROCK E HEAVV METAL


Come si capisce dal nome, il rock si è fatto "duro" (hard) ed è caratterizzato
da un uso massiccio di chitarre amplificate a dismisura, spesso distorte e
rabbiose.
L’hard rock si diffuse a partire dagli anni Settanta in Inghilterra e in America e
gruppi come i Led Zeppelin (del chitarrista Jimmy Page) e gli Aerosmith (del
cantante Steven Tyler e del chitarrista Joe Perry di cui ascoltiamo Walk This
Way) sono da considerarsi i più significativi del genere.
L’heavy metal (letteralmente "metallo pesante") è invece più recente e unisce la
forza dell'hard rock alla violenza di testi e tematiche ispirati alla letteratura horror
(dark music), all'esoterismo e all'eccesso in ogni sua forma. Tra i gruppi
promotori di questo genere possiamo ricordare gli Iron Maiden (del bassista
Steve Harris, il fondatore) e i Deep Purple di cui ascoltiamo Smoke on the
Water tratto dall’album Machine Head, del 1972, considerato uno degli album
più influenti e importanti della storia della musica rock.

IL ROCK OGGI
La musica rock ha continuato la sua evoluzione fino ai nostri giorni, sia
nell'ambito di quello che potremmo più genericamente definire rock-pop, ovvero
un rock facile e accessibile a tutti (con POP si intende un genere "popolare" di
cui parleremo più avanti), con gruppi come gli inglesi Queen, guidati da Freddie
Mercury e attivi a partire dagli anni ‘70, i Police di Sting negli anni ‘80 (di cui
Every breath you take è uno dei brani più famosi), e poi gli irlandesi U2, con il
cantante Bono, o i più recenti Oasis dei fratelli Gallagher, sia con un filone più
impegnato, che continua la tradizione della musica rock come ricerca di forme
espressive elaborate: dagli inglesi Radiohead fino alle sperimentazioni della
cantante islandese Bjork.

IL POP

GENERE POPOLARE
Con il termine pop music, o musica pop, si indica generalmente tutta la musica
leggera, intesa come fenomeno di massa (il vocabolo inglese POP è
l'abbreviazione di popular, che significa "popolare").
L’espressione è più vicina, però, a "musica commerciale" o "musica leggera"
che a "musica popolare" (a cui corrisponde invece in inglese il termine folk
music).
Attualmente si tende a inserire nella musica pop tutti i generi musicali di
consumo dal 1960 a oggi, situabili soprattutto nell'area inglese e americana.

IL POP: MUSICA COME FENOMENO DI MASSA


La musica pop si caratterizza per i seguenti elementi:
 è destinata a un pubblico vasto quanto più è possibile;
 è di facile ascolto e poco elaborata, spesso ridotta a semplice
intrattenimento;
 è destinata al consumo di massa;
 è di gradimento generale, diffuso, popolare.
Essa raggruppa in sé un insieme di tendenze musicali affermatesi a partire dal
xx secolo, caratterizzale da un linguaggio relativamente semplice e in alcuni
casi schematico. Questo tipo di musica, inoltre, è strettamente inserito nel
circuito di diffusione commerciale mondiale con incisioni discografiche, video,
festival, concerti, spettacoli, trasmissioni e reti televisive e radiofoniche. Se la
semplicità del linguaggio musicale c il disimpegno tematico distinguono la
musica leggera dalla cosiddetta "musica colta" la presenza di un'industria e di
un mercato discografico la differenzia comunque dalla musica popolare vera e
propria.
Fra le tante diversificazioni della musica pop troviamo il reggae, il rap (hip hop),
il pop Ialino-americano e la disco music.

IL REGGAE
Il reggae, nato in Giamaica come genere povero, con testi riferiti a
problematiche locali e religiose, dal parlato quasi incomprensibile, raggiunse
in breve il circuito musicale internazionale a partire dagli anni Sessanta e fu la
prima musica non angloamericana ad affermarsi in tutto il mondo.
È un genere particolare, caratterizzato dall'andamento moderato, dal ritmo in
controtempo e attacchi in levare, dalla presenza costante del basso. Furono i
disc-jockey dell'isola a creare il toasting, cioè l'abitudine di parlare sui dischi
in modo ritmico (che è alla base del reggae e che poi porterà al rap) e questo
perché la povertà spesso impediva di realizzare basi musicali apposite. Il
reggae divenne ben presto una vera e propria fede, legata a una religione già
esistente, il rastafarianesimo, e il giamaicano Bob Marley (1945-81) ne è stato
definito il "Messia". No Woman, no cry è la sua canzone più famosa ma
ascoltando Jamming si capiscono meglio le caratteristiche del reggae.

IL RAP (HIP HOP)


L'hip hop è un movimento culturale nato nelle comunità afro-americane e
latino-americane intorno agli anni Settanta nel quartiere del Bronx, a New York.
Al centro dci movimento si riconosce quel fenomeno noto con il nome di Block
Party con il quale si definiscono le feste di strada dove i giovani
afroamericani e latinoamericani ballavano, suonavano e cantavano
improvvisando.
Un fenomeno collaterale che contribuì a dare un background comune all'hip hop
fu quello dci graffiti sui muri. Il desiderio di comunicare e la vitalità espressiva
di chi praticava il writing era tale che ogni superficie libera (muri dei palazzi,
vagoni delle metropolitane ccc.) diventava uno spazio da personalizzare con
disegni e scritte.
Negli anni Ottanta, le caratteristiche di questa nuova cultura hanno travalicato i
confini statunitensi e hanno raggiunto tutto il mondo. Oggi, la cultura hip hop
non è limitata solo alla musica, ma permea il mondo della danza, della moda
e del design.
Il rap (rhythm and poetry, "ritmo e poesia") è uno stile musicale nato negli Stati
Uniti alla fine degli anni Sessanta ed è ormai diventato una componente
fondamentale della cultura moderna. Il rap si può definire come l'espressione
musicale della cultura hip hop e consiste essenzialmente nel parlare sopra
una base musicale. Chi esegue questa tecnica si definisce MC ('maestro di
cerimonie" o freestyler), mentre il DJ è colui che accompagna l'MC. Insieme
alla breakdance (lo stile di ballo tipico della cultura hip hop) e ai graffiti, rap e
djing sono i quattro elementi principali della cultura hip hop.
Musicalmente il rap consiste in una sequenza di versi molto ritmati, incentrati
su tecniche come rime baciate, assonanze e allitterazioni. Chi scandisce tali
versi, cioè il rapper, lo fa su una successione di note realizzata tramite il
beatmaking, un generatore di suoni e ritmi beat. Questo beat è spesso creato
usando lo stile percussionistico di un'altra canzone, generalmente funk o soul.
Molti altri suoni sono di frequente campionati, suonati con un sintetizzatore o
creati con strumenti veri. I testi delle canzoni affrontano per lo più tematiche a
sfondo sociale.

IL POP LATINO - AMERICANO


Con il termine POP latino-americano vengono denominati vari ritmi e generi, in
gran parte caraibici, popolari in molte nazioni latino-americane. Tra questi, il più
noto e diffuso è il genere salsa, di origine cubana.
Non è chiaro chi e perché abbia dato questo nome a tale genere, ma esso
risulta in ogni caso appropriato, in quanto si riferisce, per l'appunto, alla
"mescolanza" di sonorità e ritmi musicali diversi.
La salsa incorpora vari stili e varianti; il termine può essere utilizzato per
descrivere quasi tutti i generi di derivazione cubana più popolari (come cha cha
cha, rumba e mambo). E "salsa" è anche il nome del ballo comunemente
danzato su questo tipo di musica.
Ascoltiamo una delle più note canzoni del repertorio di salsa cubana, cioè,
Bailando di Enrique Iglesias (ft. Descemer Bueno, Gente De Zona).
Oggi il termine "latino-americano" spesso sta a indicare stili di danze
sudamericane e canzoni commerciali destinate a "balli di gruppo".

LA DISCO MUSIC O DANCE MUSIC


Questa musica è nata per essere suonata in discoteca.
La disco music si è diffusa negli anni Settanta e consiste in una miscela di
brani pop di successo, commerciali e ballabili. I maggiori rappresentanti sono
stati Donna Summer, Barry White, Gloria Gaynor e i Bee Gees (uno dei
gruppi più noti e di maggior successo della storia della musica pop ricordati
soprattutto nel genere della prima Disco music e per aver composto la colonna
sonora "La febbre del sabato sera ")
La dance music deriva dalla disco music ed è un riadattamento più moderno
(basato in particolare sulle nuove tecniche elettroniche e ritmiche) della musica
da discoteca. Sotto la grande influenza della disco music di origine nera, verso
la fine degli anni Sessanta si è avuta l'esplosione di questa musica, con
sonorità elettroniche fortemente ritmate e con melodie mollo orecchiabili
ma prive di originalità. Questo genere comprende, in realtà, tutta quella musica
attorno alla quale ruotano enormi interessi commerciali e di conseguenza è
musica di produttori e studi di registrazione più che di autori e interpreti.

MUSICA POP E NUOVI DIVI


Sempre più importante, inoltre, è diventato il ruolo del personaggio, del divo
musicale, tanto che oggi l'industria discografica lancia continuamente nuovi
cantanti, curandone nei minimi dettagli l'immagine (abbigliamento, trucco,
stile, in una parola il look) e lasciando spesso in secondo piano l'aspetto più
propriamente musicale.
Ne sono stati esempio negli ultimi decenni musicisti, anche molto validi, come
Elton John e Prince, gruppi come gli Abba e veri e propri personaggi a 360°
come Michael Jackson, destinato a diventare sempre più un mito dopo la sua
prematura e drammatica fine (We are the world, You are not alone e Heal
the world giusto per citarne qualcuno tra i brani più famosi).

LA MUSICA LEGGERA IN ITALIA

Perché "leggera"
Si definisce musica leggera tutta quella musica che normalmente è facile da
cantare e da riprodurre, anche quando non si hanno specifiche conoscenze
tecniche. Sotto questa definizione generica possiamo però trovare una miriade
di generi e stili diversi. Al suo affermarsi nei primi decenni del Novecento
contribuirono diversi fattori:
 la diffusione della stampa musicale;
 l'invenzione del fonografo, antenato del giradischi ;
 la diffusione delle prime radio, che cominciarono a portare la musica in
tutte le case;
 la diffusione di nuovi locali pubblici dove ci si poteva recare per
ascoltare musica, come i café-chantants in Francia e i caffè-concerto in
Italia.

La "canzone"
La canzone è la principale forma compositiva alla base di quella che verrà
definita musica leggera, detta cosi in contrapposizione alla "serietà" della
musica classica.
La canzone è una composizione destinata al canto, formata quindi da parole e
musica. L'unione tra parole e musica è sempre esistita anche nella musica
"colta": basti pensare al canto gregoriano, all'oratorio, ai Lieder romantici e,
soprattutto, all'opera lirica. È solo verso la fine dell'Ottocento, tuttavia, che inizia
a diffondersi il modello di canzone cosi come è ancora oggi diffuso. Fra i suoi
caratteri principali possiamo individuare:
 una melodia semplice, spesso costruita su ritmi di danze popolari;
 una struttura in cui si alternano strofe e ritornelli (A-B);
 un accompagnamento eseguibile anche da un solo strumento;
 un testo facilmente ascoltabile e ispirato a temi sentimentali o di
impegno sociale.

La canzone melodica italiana


Nei primi decenni del Novecento. e in special modo fra le due guerre mondiali,
in Italia si afferma la canzone melodica, un genere che discende
direttamente dall'aria dell'opera lirica e dalla romanza ottocentesca, con testi
sentimentali e "strappalacrime".
La canzone di questi anni è quindi generalmente orecchiabile e cantata a piena
voce, come, ad esempio, nel caso del famosissimo brano del 1934, Mamma,
portato al successo da Beniamino Gigli, uno tra i più grandi cantanti lirici di tutti
i tempi. Ascoltiamo questo brano eseguito da "Il Volo".

La canzone napoletana
La canzone melodica italiana trova la sua migliore espressione nel repertorio
della canzone napoletana, repertorio ricco e originale che è diventato ben presto
patrimonio del mondo intero. La canzone napoletana è stata definita ' figlia della
poesia" c, come quasi tutti i canti della tradizione, ha espresso i sentimenti, la
storia e i costumi di un popolo mantenendone l'inconfondibile "etnicità", a volte
umoristica e a volte drammatica.
Nella prima metà del Novecento, parolieri e musicisti napoletani producono
migliaia di canzoni, molte delle quali sono ancora oggi famosissime; tra essi
troviamo Salvatore Di Giacomo, Luigi Denza, Libero Bovio, Eduardo Di
Capua c molli altri, fino ad arrivare all'indimenticabile Renato Carosone o al
grande interprete Roberto Murolo.
Dunque la canzone napoletana, pur avendo un'enorme diffusione popolare, non
è mai "anonima" poiché è sempre canzone d'autore.
Negli anni più recenti troviamo invece ottimi compositori, sensibili e attenti alla
tradizione, che hanno saputo rinnovare la canzone napoletana con melodie di
sapore antico ma arricchite da testi di forte significato politico e sociale: La
nuova compagnia di canto popolare, i fratelli Bennato (Edoardo ed
Eugenio) e Pino Daniele, scomparso nel 2015, che quando parla di Napoli
mostra di saperlo fare con molta efficacia, cogliendo senza retorica gli aspetti
positivi e problematici della sua città, come nel brano Napule è (che ascoltiamo
in una versione live di Pino Daniele con Eric Clapton uno dei più grandi
chitarristi rock-blues).

Il Festival di Sanremo
Durante il regime fascista, le canzoni italiane servono soprattutto per la
propaganda politica ma, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale,
l'Italia è invasa da tutta quella musica, soprattutto di origine americana, della
quale il fascismo ha ostacolato la diffusione. È però una moda breve perché ben
presto si torna alla classica canzone melodica all'italiana che, a partire dal 1951,
celebra ogni anno il suo trionfo al Festival di Sanremo. l nomi di interpreti come
Nilla Pizzi, Claudio Villa, Carla Boni o Gino Latilla, la cui popolarità è nata
insieme al Festival, sono ancora oggi molto conosciuti e amati.
Quando poi, alla fine degli anni Cinquanta, a Sanremo arriva la voce urlata di
Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu (I958) e con Piove
(1959), la canzone melodica sembra in difficoltà: anche altri "urlatori" stanno
conquistando le preferenze degli italiani. Due nomi fra tutti: Adriano Celentano
(Il tuo bacio è come un rock, 1959) e Mina (Tintarella di luna, 1959).
Nel 1964, a dispetto degli urlatori, il Festival viene vinto da una ragazzina
sedicenne che canta una melodia semplice e apparentemente ingenua, in realtà
molto furba perché in brevissimo tempo conquista la platea europea: il titolo del
brano era Non ho l'età e la ragazzina si chiamava Gigliola Cinquetti.

Il beat italiano e gli interpreti anni ‘60


Agli inizi degli anni Sessanta la canzone italiana, oltre a subire le influenze del
rock americano, deve fare i conti anche con l’influsso del beat inglese.
Nascono così le canzoni "impegnate" e si formano i primi complessi che
alternano la semplice imitazione dei modelli stranieri (come Beatles e Rolling
Stones) con la ricerca di espressioni proprie e più originali: l'Equipe 84, i Dik
Dik, i Nomadi, i New Trolls, i Pooh e così via. I giovani si riconoscono nei testi
delle loro canzoni e inizia l'era delle chitarre e dei capelli lunghi.
Si affermano però anche grandi interpreti solisti che ancora oggi sono amati e
apprezzati da giovani e meno giovani: Gianni Morandi, Rita Pavone, Little
Tony e i già citati Adriano Celentano e Mina.

Il Beatles italiani: I Pooh


I Pooh sono un gruppo musicale italiano, celebre per aver scritto alcuni fra i più
grandi successi discografici a livello continentale.
Formatosi nel 1966, il complesso è tra i più longevi nella storia della musica
rock mondiale (nel 2016 sarà il loro 50° anno in attività) e ha venduto più di
100 milioni di dischi.
I membri del gruppo (attualmente Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red
Canzian), da molti considerato il maggiore della storia discografica italiana, nel
1986 sono stati nominati Cavalieri dal Presidente della Repubblica insieme a
Stefano D’Orazio (Batterista fino al 2009).
Tra i loro brani più noti si ricordano: Tanta voglia di lei, Pensiero, Noi due nel
mondo e nell'anima, Dammi solo un minuto e Uomini soli (brano vincitore
del Festival di Sanremo del 1990).
Etichettati come gruppo commerciale e per le ragazzine, i Pooh sono un
esempio di Rock progressive, sinfonico, con contaminazione elettroniche e hard
rock che non ha nulla da invidiare ai simili britannici.

I cantautori italiani - La scuola genovese


I cantautori sono musicisti che scrivono parole e musica delle canzoni che
cantano e, quando trattano temi sociali, politici e culturali, vengono definiti
"impegnati". In Italia il fenomeno dei cantautori è nato negli anni
Cinquanta-Sessanta e rappresenta ancora oggi un grande vanto della nostra
tradizione musicale.
La prima ondata di questi nuovi interpreti completi venne da Genova e portò
nomi quali Umberto Bindi, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Gino Paoli (sue sono le
famosissime Sapore di sale e Il cielo in una stanza) e Fabrizio De André che,
scomparso alcuni anni fa, è stato forse il più grande fra i cantautori italiani.
Nonostante la sua timidezza, che lo ha portato a non voler fare concerti per
molti anni, e nonostante la censura radiotelevisiva degli anni ‘60, che proibiva la
diffusione dei suoi primi brani (come Bocca di rosa e altri), si è saputo
costantemente affermare grazie alla qualità delle sue melodie, all'originalità e
all'impegno dei suoi lesti, come La guerra di Piero (1964) e Il pescatore
(1970).
Di qualche anno più giovane è invece Ivano Fossati, autore e musicista
"completo", molto noto sia per le canzoni da lui stesso interpretate (La mia
banda suona il rock), che per quelle scritte per alcune grandi cantanti, da Mia
Martini a Mina, da Patty Pravo ad Anna Oxa.

I cantautori italiani - La scuola emiliana


Tra i cantautori più importanti dell'area emiliano-romagnola troviamo come primo
esponente Francesco Guccini, i cui testi, a volte poetici e a volle politicamente
e socialmente impegnati, prevalgono sulla musica stessa (come ad esempio ne
"il vecchio e il bambino" e "Aushwitz").
Negli anni Settanta-Ottanta si affermano invece Lucio Dalla e Vasco Rossi,
ancora oggi insostituibili punti di riferimento per la musica leggera italiana, con
canzoni quali 4 marzo 1943, Piazza grande e Caruso di Dalla e Vita
spericolata, Albachiara e tantissime altre ancora di Vasco.
Lucio Dalla è morto nel 2012 tra la commozione e l'affetto dei colleghi e del
pubblico. Più recentemente si sono affermali Zucchero e Ligabue.

I cantautori italiani - La scuola milanese


Nella scuola milanese, fra i primi esponenti troviamo ancora gli indimenticabili
Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci.
Un poco successivi sono Angelo Branduardi, cantautore innamorato delle
melodie medievali e barocche (famosissime furono Alla fiera dell'est e La pulce
d'acqua), Roberto Vecchioni, insegnante e cantautore sempre interessato ai
temi dell'arte e della letteratura ed Enrico Ruggeri, uno dei migliori esponenti
della generazione degli anni ottanta (è sua, ad esempio, Quello che le donne
non dicono, portata al successo da Fiorella Mannoia).
Da ricordare infine anche il talento di Alex Baroni, spezzato da un incidente
automobilistico nel 2002 a soli 36 anni.

I cantautori italiani - La scuola romana


Attorno agli anni Settanta, altri giovani cantautori iniziano la loro carriera a
Roma, suonando in piccoli locali quasi sconosciuti (uno di questi è il Folkstudio)
e dando vita alla scuola forse più significativa degli ultimi decenni del
Novecento.
La contestazione giovanile del Sessantotto, che proprio a Roma ha il suo
centro, è recepita da due giovani autori, Francesco De Gregori (Viva l'Italia,
Generale, e altre ancora) e Antonello Venditti (Notte prima degli esami, Alta
marea, e altre), capaci di adattare il loro modo di sentire e di cantare a quello di
una gioventù che sta cambiando. Anche se i temi prediletti sono inizialmente
quelli dell'impegno socio-politico, Venditti scrive alcune tra le più belle canzoni
d'amore della nostra musica leggera.
Ancora un nome da ricordare è quello di Eros Ramazzotti che, dopo la sua
prima apparizione a Sanremo nel 1984 con Terra promessa, consolida la sua
fama divenendo famoso anche all'estero con molte canzoni, come Se bastasse
una canzone o Più bella cosa.
Tra i più giovani menzioniamo infine Alex Britti e Tiziano Ferro, quest'ultimo
autore di notevole spessore, ma anche interprete dalla voce potente e
aggressiva.
Anche se spesso inseriti nella categoria dei cantautori Lucio Battisti, Claudio
Baglioni, Renato Zero e Riccardo Cocciante non lo sono totalmente perché in
realtà collaborano con parolieri o musicisti.
Battisti è autore solo delle musiche delle canzoni da lui cantate, vengono
completate dai testi scritti da Mogol, e grazie all’originalità di questi testi, rinnova
profondamente la canzone italiana con un lunghissimo elenco di grandi
successi.
Baglioni per buona parte degli anni '70 scrive insieme ad Antonio Coggio ma, è
autore, nel 1972, di un brano che un referendum televisivo ha giudicato
addirittura la più bella canzone del secolo: Questo piccolo grande amore.
Cocciante, i cui testi sono scritti da diversi parolieri (anche Mogol), è un artista
multiforme che all'indubbio talento per la canzone (Io canto, o Margherita) sa
unire una qualità di musicista a tutto tondo, scrivendo musical di successo in
tutto il mondo, come il famosissimo Notre-Dame de Paris.
Renato Zero compone con vari collaboratori e. in un caso, per Il carrozzone, è
solo interprete ma coinvolge tutti i suoi fan (detti "sorcini") con testi a volte ironici
e provocatori (II triangolo) e a volte pieni di un'appassionata umanità (I migliori
anni della nostra vita).

Le cantautrici italiane
Nel panorama musicale italiano, le voci e le penne al femminile rappresentano
una minoranza clamorosa e quasi preoccupante, letteralmente schiacciate dai
loro colleghi maschietti che invece fioccano come gocce di sudore sotto il sole
d'agosto.
Escluse le voci storiche di quelle che restano mere interpreti (Mina, Fiorella
Mannoia, Pausini, Giorgia, e compagnia cantante), ecco alcune artiste che
oltre che interpreti sono anche autrici, o comunque forti di un'immagine il più
possibile in linea con quella del cantautorato classico, di chi ha qualcosa da dire
e non solo una grande voce per dirlo: Giovanna Marini, Carmen Consoli,
Nada, Alice, Teresa De Sio, Andrea Mirò, Gianna Nannini e Mia Martini.

Il nostro cantautore: Ivan Graziani


Personaggio atipico, decisamente "avanti" rispetto ai suoi contemporanei, Ivan
Graziani ha insegnato alla canzone d'autore italiana un nuovo approccio al
rock. Senza complessi di inferiorità verso i modelli anglosassoni e con l'orgoglio
della tradizione (e della provincia) italiana. Inoltre, l'abruzzese Ivan Graziani,
nato a Teramo il 6 ottobre 1945, ha sfoderato una serie di canzoni di grande
cantabilità e di indimenticabile tenerezza espressiva.
Tra i suoi successi Lugano addio, Pigro, Monna Lisa, Paolina, Agnese, Il
chitarrista e soprattutto Firenze (Canzone triste) che nel 1981 rende Ivan
Graziani la stella musicale del momento. Infatti, viene chiamato a comporre la
colonna sonora de "Il grande ruggito" e compare nel film "Italian boys".

L’industria musicale italiana oggi


Quello che però caratterizza la musica leggera italiana, soprattutto nell'ultimo
decennio, è il continuo alternarsi di cantanti e gruppi che in pochissimo
tempo raggiungono il successo e in ancor meno tempo finiscono la loro carriera,
dimenticati per sempre.
Questa purtroppo è la legge del mercato discografico: le canzoni devono
avere un grande successo immediato ma devono poi sparire per lasciar posto a
quelle nuove (e a nuove vendite). La musica soggetta a questa legge si chiama
musica di consumo ed è tutta quella che radio, televisione e tecnologie
multimediali ci offrono ogni giorno e che è in genere di facile ascolto e di breve
durata, cioè un prodotto "usa e getta",
Oggi il successo di una canzone è legato al look del cantante, alla sua
gestualità e a tutti quei favori che ne fanno solo un prodotto commerciale. I
discografici sono perfettamente al corrente delle esigenze del mercato: sfornano
melodie banali ma accattivanti, molto spesso elaborate e realizzate al
computer, e studiano a tavolino le strategie di mercato.
I vari talent show televisivi, e altre manifestazioni simili, sono oggi le vetrine di
questi prodotti, ma diventa a volte difficile trovare giovani autori e interpreti che
riescano a sopravvivere più di una stagione. Ciò non toglie che, comunque,
anche nella musica dei nostri giorni, ci siano dei grandissimi nomi che al
successo commerciale associano un indubbio talento sia nella scrittura che
nell'interpretazione: Giorgia, Annalisa, Pausini, Alessandra Amoroso, Emma,
etc.

LA MUSICA LEGGERA COME SPETTACOLO


In questi ultimi decenni la musica leggera è divenuta sempre più l'occasione di
un vero e proprio spettacolo: l'esecutore o gli esecutori non si accontentano
di presentare un brano musicale, ma lo arricchiscono con vari espedienti
scenici. Innanzitutto adottano un abbigliamento fuori del comune, il più
possibile originale; già Elvis Presley amava presentarsi alla ribalta con abiti
particolari come ad, esempio giacche corredate di borchie, lustrini e frange. E
così verso gli anni Sessanta si diffuse la moda dei capelloni, poco più tardi
quella degli hippie (detti anche «figli dei fiori») e più recentemente quelle dei
punk.
Oggi poi i complessi dello stile rock heavy metal (“metallo pesante") amano
presentarsi truccati da uomini truci e selvaggi, con il torso nudo, con i
capelli incolti, fasciati da cinghie di cuoio e borchie: un modo per rispecchiare
ed accentuare il carattere violento del loro rock. Questa abitudine ai vestiti
originali è stata ed è anche un modo per reagire alle convenzioni della vita dì
tutti i giorni: interpretate per lo più da giovani, le canzoni di musica leggera
hanno avuto e vogliono avere anche una carica più o meno polemica,
vogliono cioè essere un modo per dare libero sfogo a tutta la vitalità, a tutta la
sete di novità che è tipica dei giovani.
In secondo luogo le canzoni di musica leggera vengono presentate con ricche
scenografie con giochi di luci (oggi per lo più di luce laser), fumi colorati e
nebbie artificiali. Proprio per questa propensione allo spettacolo la musica
leggera, anche a causa del suo enorme richiamo sul pubblico giovane, richiede
spazi adatti per i la sua esecuzione: non più la sala da concerto o teatro ma gli
stadi i campus delle Università, gli enormi spiazzi all'aperto. Da qui la
necessità di ricorrere a impianti elettronici che permettono di farsi ascoltare da
masse enormi di spettatori (talvolta 50.000 e più persone). E quindi normale
l'uso di amplificatori e di casse acustiche con una potenza di 3O.OOO Watt.
Dunque la presentazione della musica leggera ha oggi assunto l'aspetto di uno
spettacolo, e talvolta addirittura di un rito profano: all'esecuzione si assiste in un
clima di eccitazione generale e non sono rare le scene di riso e di pianto isterico
(spesso provocate da sostanze vietate).
In questo stato di cose due sono i principali pericoli:
1. da un punto di vista sociale sussistono la presenza della droga e la
propensione alla più completa e sfrenata liberazione degli istinti: il
cantante, che alla fine del suo recital sfascia gli strumenti musicali di cui si
è servito, l'altro che si abbandona al più gratuito turpiloquio, ecc. Tali
manifestazioni lasciano il tempo che trovano e servono solo ad eccitare
il pubblico e quindi ad avere più successo, cioè più denaro;
2. da un punto di vista più strettamente musicale esiste poi il pericolo che
tutta questa propensione allo spettacolo, questo gusto di conquistare la
simpatia del pubblico con effetti visivi strabilianti siano solo una facciata
di cartapesta con cui nascondere la sostanziale assenza di veri valori
musicali. Una canzone magari insulsa e stupida acquista per i più
sprovveduti u aspetto interessante e importante solo per gli effetti visivi,
per il modo d'agire, per la «scena», escogitati dal cantante. In altre
parole bisogna imparare a non farsi prendere in giro.
È in ogni modo chiaro che la musica leggera concepita come spettacolo è un
fenomeno significativo e importante della nostra civiltà musicale: è un
fenomeno dì massa e appunto per questo essa si affida in buona parte ai mass
media, grazie, ai quali può diffondersi ovunque. Una prova ulteriore di questo
inserimento delle canzoni in un vero e proprio spettacolo sta poi nella sempre
maggiore diffusione del cosiddetto videoclìp; si tratta di un breve filmato,
destinato per lo più alla televisione, in cui l'esecuzione di un dato brano
musicale viene «sceneggiata» dall'interprete: in altre parole l'esecutore o gli
esecutori, mentre cantano o suonano, si muovono e «recitano» in un dato
ambente, che può avere o non avere riferimento con il soggetto della canzone
presentata. Questi filmati, per essere sempre più originali e seducenti, sfruttano
fra l'altro tutte le nuove tecniche di ripresa visiva che oggi i vari sistemi
elettronici, grazie all'uso del computer, sanno offrire.