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Analisi Matematica E3101Q10

Analisi Matematica
E3101Q100
Analisi Matematica E3101Q10
Insiemi
Definizionnediid ndinsieee Viene definiti insieme una collezione di elemento con proprietà comuni, formalmente vengono espressi in due
modi.
 Estensionale F={rosso , verde , giallo }
1
 Intensionale F={x : x = n con n∈ℕ+}
Cariinalità La cardinalità è il numero che indica la quantità di elementi di un insieme.
Pronprietàdieglidinsieei  Un elemento può appartenere o non può appartenere ad un insieme ( altrimenti insiemi sfocati )
 Un elemento non può comparire più di una volta in un insieme ( altrimenti multinsieme )
 Gli elementi di un insieme non hano ordine di comparizione ( altrimenti vettore o ennupla )
 Gli elementi di un insieme lo caratterizzano univocamente. Due insiemi coincidono sse hanno gli stessi
elementi
Operazionnidtradinsieei Unione A∪B Differenza B ∖ A
Intersenzione A∩B Differenza simmetrica A ∇ B=( A ∖ B)∪(B ∖ A)
Prodotto cartesiano Coppie ordinate Prodotto cartesiano di insieme
2
(distinguibili) (a , b) con a∈A e b∈B A x B , B=A → A x A=A :{< x , y >: x ∈ A , y∈B }
Pronprietàdiidchi s ra Un operazione # definita su un insieme non vuoto X verifica la proprietà di chiusura se
∀ x , y ∈X , x⊗ y ∈ X ,
Ovvero essa è interna su X si dice anche X chiuso rispetto a #
Eleeentondne tron Viene detto elementro neutro quell’elemento che soddisfa a∗u=u∗a=a e viene detto elemento neutro
rispetto all’operazione *
Insieeidonriinaton Un insieme si dice ordinato se c’è definita una relazione d’ordine ( riflessiva, transitiva, simmetrica )
∀ a ,b∈S , a≤b oppure b≤a
Caepon Il campo è una struttura algebrica composta da un insieme non vuoto K e due operazioni binarie interne
(somma e prodotto), un campo ordinato è un campo dotato di ordinamento totale.
Insieeidn eerici ℕ≤ℤ≤ℚ≤ℝ≤ℂ
• ℕ insieme naturali - “numeri interi non negativi”, o anche numeri positivi ℕ+¿
• ℤ insieme interi - “numeri interi” o “numeri relativi”.
• ℚ insieme razionali – numeri ottenibili come rapporto tra due interi, detti numeratore e
denominatore, con d≠0 .
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Estreeonds perionre/inferionre L’estremo superiore di un insieme E contenuto in un insieme ordinato X è il più piccolo elemento dei
maggioranti di E .
Analogamente, l’estremo inferiore di E è definito come il più grande elemento dei minoranti di E
Maggionrante/einonrante Il maggiorante/minorante di un insieme è un qualsiasi elemento che è maggiore/minore o uguale a tutti gli altri
elementi dell’insieme.
Massieon/einieon Si dice massimo/minimo quell’elemento che appartiene all’estremo superiore/inferiore. Esiste se E
appartiene all’insieme
Caepondonriinaton ℝ ieid  Assioma di campo – in ℝ sono definite due operazioni, + e * con le seguenti proprietà :
n eeridreali ASSOCIATIVITÀ, COMMUTATIVITÀ, DISTRIBUTIVITÀ, ELEMENTO OPPOSTO, ELEMENTO
NEUTRO,ESISTENZA RECIPROCO
 Assioma di ordine – sia R una relazione d’ordine, riflessiva, transitiva e antisimmetrica
 Assioma compattezza – ∀ a ∈ A , ∀ b∈B , A , B⊂ℝ ; A , B≠{vuoto}⇒∃ λ ∈ℝ ; a≤ λ ≤b

Tonponlongiadii ℝ  Intorno circolare di un punto – Un intorno aperto completo di x 0 di raggio ϵ è l’intervallo aperto
(x 0−ϵ , x 0 + ϵ ) .
Ossia l’insieme di x∈ℝ tale che la loro distanza sia ϵ > 0 : I ϵ (x 0 )={x ∈ℝ:|x−x 0|< ϵ }
 Punto interno – un punto interno di un insieme, è un punto per il quale esiste almeno un intorno
interamente contenuto nell’insieme
 Punto di frontiera – quei punti in cui, comunque si scelga un intorno del punto, esso contenga sempre
un punto dell’insieme e uno del suo complementare.
 Punto isolato – se esiste un suo intorno non contiene altri elementi dell’insieme.
 Punto di accumulazione ( appartiene o non appartiene ) - si dice di accumulazione per l’insieme A
un punto il cui intorno contiene infiniti elementi di A

Inisieeedchi son Un insieme chiuso contiene tutti i propri punti di accumulazione.

Insieeedaperton Un insieme aperto possiede tutti punti interni.


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Generalità delle Funzioni
Definizionnediid nadf nzionned Una funzione è una relazione tra due insiemi, chiamati dominio e codominio di una funzione, che associa a ogni
elemento del dominio uno e un solo elemento del codomionio.

Definizionnediidioneiniond Insieme di partenza di una funzione

Def.dinsieeedieeagined L’insieme immagine è un sottoinsieme del codominio costituito dalle sole occorenze del dominio nel codomio
tramite funzione.

F nzionnediniettivad E’ una funzione che associa ad elementi distinti del dominio, elementi distinti del codominio.

F nzionneds riettivad Una funzione si dice suriettiva quando ogni elemento del codominio è immagine di almeno un elemento del
dominio. In tal caso si ha che l’immagine coincide con il codominio.

F nzionnedbi nivoncad Funzione che ad ogni elemento del dominio corrisponde uno ed uno solo elemento del codominio.

Restrizionnediid nadf nzionned Si intende una funzione ottenuta dalla precednete per restrizione del suo dominio, cioè una funzione che in S si
comporta come la funzione originaria senza i punti al di fuori del sottoinsieme.

F nzionnedparidd Si dice pari, una funzione che assume lo stesso valore in corrispondenza di due ascisse opposte nel suo
dominio. Simmetrica rispetto alle ordinate

F nzionnediisparid Si dice dispari se assume valori opposti in corrispondenza di due ascisse opposte nel suo dominio. In questo
caso sarà una simmetrica centrale rispetto all’origine degli assi.

F nzionnedperioniicad Si dice periodica di periodo T se assume lo stesso valore in corrispondenza degli elementi del dominio che
distano T fra loro.

F nzionnedinversad Una funzione si dice invertibile se esiste un’altra funzione che dato l’elemento del codomio dia l’immagine nel
dominio.
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Successioni Numeriche
Definizionnediids ccessionned Chiamiamo successione di numeri reali una funzione a valori reali definita su N oppure su un sottoinsieme di N,
n eericad del tipo N p={n∈N ,n≥ p } . Se la successione è definita in N (rispettivamente N p ) allora,
• Per ogni n (rispettivamente per ogni n≥ p ) indichiamo con an il valore che essa assume in n;
• Indichiamo la successione con (a n)n∈ N , oppure (a n)n∈ N p

• chiamiamo an il termine n-mo della successione


PronprietàdP Diciamo che una proprietà P è
• verificata da an , se essa vale per ogni n;
• verificata definitivamente da an se esiste k ∈N tale che la proprietà vale per ogni n≥k
Monnontonniad (a n) è crescente ( o decrescente) se : an ≤ann +1 (o an ≥an +1 , ∀ n )
(a n) è definitivamente crescente ( o definitivamente decrescente) se esiste k ∈ N tale che : an ≤ann +1 (o
an ≥an +1 , ∀ n≥k )
Lieitatezzad (a n) è superiormente limitata se esiste K reale tale che : an ≤K , ∀ n
(a n) è inferiormente limitata se esiste H reale tale che : an ≥K , ∀ n
(a n) è limitata se esistono H, K reali tali che : H≤an≤K , ∀ n
Lieited&dCarattered Data una successione (a n) , il problema di stabilire come si comporta la successione quando n→+∞ è
studiato metdiante l’operazione di limite lim an ; Ci sono 3 tipi di comportamenti
a) La successione è convergente se esiste un limite finito L lim an=L ; ciò significa che:
∀ e ,∃ v> 0,tale che , ∀ n≥v si ha :|an−L|<e
b) la successione è divergente (positivamente o negativamente) se : lim an=+∞ , oppure−∞ ;
∀ K >0, ∃v >0 :∀ n≥v →an > K risp . an <−K
c) La successione è indeterminata, se non esiste alcun limite, né finito, né infinito.
ConniizionnidiidCa chyd Una successione (a n) di numeri reali ha limite finito sse per ogni e> 0 esite N tale che |an−a m|<e per ogni
n , m> N . Se quindi il limite di (a n) è un numero finito la serie non diverge.

Teonreead nicitàdieldlieited Se (a n) ammette limite, questo limite è unico


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Teonreeadpereanenzadield i ) se (a n) ammette limite l>0 , oppure +∞ , allora (a n) è definitivamente positiva.
segnond ii ) se (a n) è definitivamente non-negativa ed ammette limite l , allora l≥0 oppure l=+∞

Connfronntond Siano (a n) ,(b n) ,(c n ) tre successioni per le quali vale (a n)≤(b n)≤(c n ) definitivamente.

Se (a n) e (c n ) ammettono limite l∈R , anche bn →l .


Inoltre se definitivamente vale an ≤bn sono vere le implicazioni:
an →+∞ ⇒ bn →+∞ bn →−∞⇒ a n →−∞

Teonreeadesistenzadlieitediid Una successione monotona (a n) di numeri reali converge sempre ad un limite a, più precisamente, il limite
s ccessionnideonnontonnedd di una successione crescente è il suo estremo superiore, mentre il limite di una successione descrescente è il
suo estremo inferiore.

Tale limite è finito sse (a n) è limitata

Criteriondieldrapponrtond Sia (a n) una successione a termini positivi.

Se la successione an +1 /an converge ad un limite l<1 allora la successione (a n) è strettamente decrescente e


converge a zero.

Se l>1 allora la successione è strettamente crescente e diverge a +∞ .

Se l=1 non si può dire niente.

S ccessionnidiefinitedperd 1 2 1 2
a1=2 , an +1= 2 (an+ a ), ∀ n≥1 definiamo la funzione h(x )= 2 ( x + x ) è definita per ogni x≠0 .
riconrrenzad ⏟n
Sn

Osserviamo che a1=3/2>0 che implica a3 =17/12>0. . Quindi possiamo definire an , ∀ n∈ N è una
successione.

Definizionnediidonppicconlond Siano f (x) , g (x) due funzioni definite su un insieme A, e sia x 0 un punto di accumulazione per A,
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eventualmente infinito.

Se il limite per x che tende a x 0 del rapporto tra le funzioni f ( x), g ( x) è uguale a zero, diremo allora che
f ( x) è un o-piccolo di g( x) per x che tende a x 0 .
f (x)
In simboli, se: lim x→ x =0 ⇒ f ( x)=o x ( g( x ))
0
g(x ) o

La classe o(g ( x)) per x →x 0 contiene tutte le funzioni definite in un intorno bucato il cui limite del rapporto
con g( x) per x →x 0 vale zero.
f (x)
In formule, se: o x ={f : B (x 0, ∂)∖ { x0 }→R : lim x→ x =0 }
0 0
g (x)

Lieitidnontevonli
1
log a (1+ x) log (1+ x)
lim x→0 x =log a e , lim x →0 x =1 lim x→0 (1+ x) x =e
x
a −1 positivo
lim x→0 x =log a ,a∈ R
// Base esponente positiva

e x −1 2 x+ sinx 1−cosx 1 1 x
lim x→0 lim x→0 =1 lim x→0 =2 lim x→∞ (1+ x ) =e
x =1 x x2

Principiondiidini zionned Il principio d’induzione asserisce che se P è una proprietà che vale per il numero 0, e se P(n)⇒ P(n+1) per
eateeaticad ogni n, allora P(n) vale per ogni n.
In simboli : (∀ P)[P (0)∧(∀ k ∈ N )( P(k )⇒ P(k + 1))]⇒( ∀ n∈N)[ P(n)]
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Serie numeriche
Definizionnediidseried Sia (a n) una successione. Si definisce serie associata ad (a n) , la successione delle somme parziale (s n ) data
n
n eericad da s n=∑k=1 ak . Nel caso in cui an ≥0, ∀ n , (s n ) sidice serie a termini non negativi.
+∞
Se la serie associata alla successione (a n) ha limite, esso è detto somma delle serie : ∑k=1 a k . Una serie si
dice convergente se tale limite è finito.
n
Seriedadtereinidnonndnegativi Sia (a n) una successione a termini non negativi. Si ha che ∑ a k =max {∑ ak :n∈ N } la serie è
+∞
k=1 k=0
sommabile sse essa è limitata. Nel caso in cui siaillimitata, si dice che la serie è divergente.

SeriediidMengonlipCa chyd ∑k=1 k (k1+1) 1 1 1


∑k=1 k (k1+1)
+∞ +∞
La serie si osservi che, = −
k k +1 . Questo permette di scrivere:
k (k +1)
∑k=1 k (k1+1) =1
+∞
Poiché 1/(n+ 1)→0 si ha che la serie di Mengoli-Chauchy è convergente e si ha
+∞
SeriedGeoneetricad Sia x∈ R e si consideri la serie associata alla progressione geometrica ( x n) introdotta, si ottiene ∑k=0 x k
n +1
n 1−x n
k 1
Se |x|<1 si può scrivere ∑k=0 x k = Poiché in tal caso x n →0 si ottiene ∑k=0 x = 1−x
1−x
+∞ k
Sia x∈ R tale che |x|>1 e si consideri ∑k=0 x , la serie associata non converge

Teonreeadieldconnfronntondtrad Siano (a n) , (bn ) due successioni non negative tali: 0≤an≤bn ∀ n


+∞ +∞ +∞ +∞
seried i. Se ∑k=0 b k converge, anche ∑k=0 ak converge e si ha che ∑k=0 ak≤∑k=0 bk≤+∞
+∞ +∞
ii. Se ∑k=0 ak diverge, anche ∑k=0 b k diverge.

Teonreeadieldconnfronntond an +∞
Siano (a n) , (bn ) due successioni positive tali che lim n →+ ∞ b =l≠0 allora, ∑k=0 b k converge se e soltanto
asintonticond +∞
n

se ∑k=0 ak converge.

Seriedareonnicad Si consideri la successione (a n) costruita nel seguente modo


1 1 1
∑k=0 1k
+∞
a1=1,a 2= 2, a3=a4 = 4 , a5=a6=a7=a8= 8 ,. . a cui è associata la serie . Questa serie è divergente.
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Seriedareonnicad E’ la serie (a n) dove a è un parametro reale non negativo. Per a=1∨a≤1 , la serie diverge, per a≥2 la
generalizzatad serie converge.

Criteriondieldconnfronntond Sia (a n) una successione tale che an >0 ∀ n , consideriamo il rapporto an +1 /an di due elementi successivi della
successione.
+∞ +∞ a
i. 0≤r <1 tale che an +1 /an≤r la serie ∑k=0 ak converge e si ha ∑k=0 ak ≤ 1
1−r
+∞
ii. Se invece an +1 / an≥1 , la serie ∑k=0 ak diverge.

Criteriondielladraiiced Sia (a n) una successione tale che an >0 ∀ n , consideriamo l’espressione √n an allora,
+∞ +∞ 1
(a) Se esiste 0≤r <1 tale che √n an≤r a serie ∑k=0 ak converge e si ha ∑k=0 ak ≤ 1−r
+∞
(b) Se invece, √n an≥1 la serie ∑k=0 ak diverge.

Criteriondieldrapponrtond a
Sia (a n) una successione tale che an >0 ∀ n , supponiamo che esista lim n →+ ∞ an +1 =R allora,
asintonticond +∞
n

(a) Se R<1 la serie ∑k=0 ak converge


+∞
(b) Se R>1 la serie ∑k=0 ak diverge

Criteriondielladraiiced Sia (a n) una successione tale che an >0 ∀ n , supponiamo che esista lim n →+ ∞ √n an =R allora,
+∞
asintonticond (c) Se R<1 la serie ∑k=0 ak converge
+∞
(d) Se R>1 la serie ∑k=0 ak diverge
+∞
Seriedadsegnondq al nq e Sia (a n) una successione qualsiasi. Si dice che la serie ∑k=0 ak è assolutamente convergente se converge la
+∞
serie ∑k=0 |ak| .
+∞ +∞ +∞
Se una serie ∑k=0 ak converge assolutamente allora converge e si ha |∑ k=0
ak|≤∑k=0 |ak|
+∞
CriteriondiidLeibnitzd Sia (a n) una successione decrescente infinitesima, quindi a termini non negativi. Allora la serie ∑k=0 (−1)k a k è
convergente
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Limiti di funzioni
Introni zionned Il limite di una funzione in un punto di accumulazione x 0 per il suo dominio è un modo per esprimere la
quantità a cui tende il valore assunto dalla funzione all’avvicinarsi del suo argomento x 0 . In altri termini,
lim x→ x f (x )=l significa che quando il valore di x si avvicina a x 0 il valore f ( x) assunto dalla funzione si
0

avvicina a l . Il valore l può essere finito o infinito o non esistere.


Definizionned Sia data una funzione f : X →R definita su un sottoinsieme X della retta reale R e un punto di
accumulazione x 0 di X . Un numero reale l è limite di f (x) per x tendente a x 0 se, fissato un valore
piccoli e della distanza fra f ( x) e l , si trovi un valore ∂ della distanza tra x ed x 0 , per il quale tutti
gli x , escluso x 0 , che distano da x 0 meno di ∂ , si ha che f ( x) dista da l meno di e .
Formalmente, ∀ e >0 ∃∂> 0: 0<|x−x o|< ∂⇒|f ( x)−l|<e che riassume: lim x→ x f ( x )=l 0

Asintontond Un asintoto è una retta, o più generalmente una curva, alla quale si avvicina indefinitamente una funzione data.
i. Asintoto verticale – la retta di equazione x=a è asintoto verticale alla curca rappresentata dalla
funzione y=f (x) , se vale almeno una : lim x→a f ( x)=±∞ o/e lim x→a f (x )=±∞
sx dx

ii. Asintoto orizzontale – la retta di equazione y=c è asintoto orizzontale alla curva di equazione
y=f (x) , se lim x→±∞ f (x)=c
Teonreead nicitàdieldlieited Il teorema asserisce che, una funzione f : X →ℝ definita su un intervallo aperto X dei numeri reali non può
avere due limiti distinti in un punto x 0 di accumulazione per X . Quindi se la funzione ha limite in x 0 ,
questo è unico.
Teonreeadiidpereanenzadield Sia f : X →ℝ una funzione reale a variabile reale definita su un sottoinsieme X dei numeri reale, che ha
segnon limite lim f ( x )=l>0 strettamente positivo in un punto x 0 di accumulazione per X . Allora esiste un
x →x o
intorno U di x 0 tale che f ( x)>0 per ogni x in U∩ X diverso da x 0 .
Teonreeadieldconnfronntond Il teorema del confronto per le funzioni asserice che, date tra funzioni f , g , h: X →ℝ definite su un dominio
X di ℝ , e dato un punto di accumulazione x 0 per X , se lim f ( x )=lim h( x)=l ed esiste un intorno
x →x 0 x → x0
U di x 0 tale che: f ( x)≤g ( x)≤h(x) ∀ x ∈U ∩X ∖ {x 0 } allora lim g( x)=l
x →x 0

Monnontonniadiid nadf nzionned Sia f : P→Q una funzione tra due insiemi P e Q , entrambi dotati di ordinamento parziale ,denotato con il
simbolo ≤ per entrambi gli insiemi. La funzione f si dice monotona se, per ogni x 1≤x 2 allora f ( x1 )≤f ( x 2) .
Detto in altri termini, una funzione monotona conserva l’ordinamento.
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Continuità
Conntin itàdp nt ale Una funzione f si dice continua in ogni punto del suo dominio quando ad ogni singolo valore della variabile
indipendente x è assocato uno e uno solo valore della variabile dipendente y .
F nzionnedconntin adin x 0 Sia x 0∈ A punto di accumulazione di A ed f : A→ℝ con A⊆ℝ si intende dire che f (x) è continua in
x 0 se lim f ( x )=f ( x 0) .
x →x 0

Classificazionnedieidp ntidiid I. Discontinuità di prima specie – Consideriamo una funzione f ( x) e un qualsiasi punto x 0∈ℝ .
iisconntin ità Diremo che f (x) ha una discontinuità di prima specie in x 0 se esistono i limiti destro e sinistro di
lim f ( x ) e sono entrambi finiti ma diversi.
x →x 0
II. Discontinuità di seconda specie – Consideriamo una funzione f ( x) e un qualsiasi punto x 0∈ℝ . Se
almeno uno tra i due limiti sinistro e destro di lim f ( x ) non esiste, oppure è infinito,
x →x 0
III. Discontinuità di terza specie – Prendiamo una funzione f (x) e un qualsiasi punto x 0∈ℝ , Se esiste
ed è finito il limite lim f ( x )=l ma f (x) non esiste, oppure f (x 0)≠l ,
x →x 0

Conntin itàds dintervalli Una funzione si dice continua in un intervallo quando è continua in ogni punto dell’intervallo
Teonreeadieglidzeri Se una funzione continua in un intervallo [a , b] assume in due punti c e d di [a , b] valori di segno
opposto, esiste almeno un punto interno all’intervallo ]c , d [ in cui la funzione vale zero.
Teonreeadieidvalonrideeii Una funzione continua in un intervallo [a , b] limitato, assume tutti i valori compresi tra il minimo m ed il
massimo M .
TeonreeadiidWeirstrass Una funzione continua in un intervallo [a , b] è dotato di minimo e di massimo.
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Funzioni infnite ed infnitesime
Infinitidedinfinitesiei Infinito – si dice infinita per f ( x) si dice infinita per x →x 0 , x 0 punto di accumulazione per il dominio di
f (x) , (o per x →+∞ ) se : lim f ( x )=∞ , (oppure lim f ( x )=∞ ).
x →x 0 x→∞

Infinitesimo – una funzione f (x) si dice infinitesima per x →x 0 , x 0 punto di accumulazione per il dominio
di f ( x) , (o per x →+∞ ) se : lim f ( x )=0, (oppure lim f ( x )=0 ).
x →x 0 x→∞

Siebonlidiidasintonticon Diremo che f (x) è asintoticamente equivalente a g(x) per x →x 0 sse il limite fra il rapporto tra
(simbolodi landau) f (x) , g (x) è uguale ad 1

f ( x)
f (x) ~ g( x) per x →x 0 ⇐ lim =1
x→ x0 g( x )

Oppicconlondperdlieiti Diremo che f (x) è o-piccolo di g( x) per x →x 0 sse il limite per x →x 0 del rapporto tra f ( x) e g( x) è
zero.
f (x)
f (x)=o(g(x )) per x →x 0 ⇐ lim =1
x→ x g(x )
0

Asintontondonbliq on Si dice asintoto obliquo una funzione che tende asintoticamente ad una retta di equazione y=mx +q ,
Questo accade quando si ha lim [f ( x)−(mx +q)]=0
x →+∞
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Calcolo differenziale
Introni zionnedaldcalconlond Il calcolo differenziale di una funzione quantifica la variazione infinitesimale delal funzione rispetto ad una
iiferenziale variabile indipendente.
Sia f : I →ℝ una funzione definita su un intervallo aperto I ⊂ℝ e sia x 0 in I . Si dice che f è derivabile
f(x)−f (x )
f '(x0)=lim x−x 0

. Il valore di f ' (x 0 ) di questo limite si chiama la derivata di f nel punto x 0 . Posto


x→x0 0

se esiste il limite
f (x 0 +h)−f (x 0)
x−x 0=h tale limite si scrive nella forma equivalente f ' (x 0 )=lim h .
h→ 0
Rapponrtondincreeentale Sia f : I →ℝ una funzione definita su un intervallo aperto I dell’asse reale e sia x 0 un punto di I .
f ( x)−f ( x )
Si chiama rapporto incrementale di f relativo ad x 0 , la funzione x → x−x 0
0
che risulta definita in I ∖ {x 0 } .
Eq azionnedielladrettadtangete La derivata di una funzione in un punto rappresenta il coefficiente angolare della retta tangente alla funzione in
ind ndp ntondiidierivabilità quel punto. Sfruttando questa relazione, èpossibile determinater l’equazione della retta tangente al grafico di una
funzione f ( x) , conoscendo l’ascissa ( x 0 ) del punto P in cui la retta è tangente alla curva.
Sapendo che il punto P ha coordinate P(x 0 ; f (x 0 )) , la sua equazione sarà quindi del tipo
y=f (x 0 )=m( x−x 0) dove m indica il suo coefficente angolare. m=f ' ( x0 ) , quindi possiamo completare la
formula y=f ' (x 0)∗( x−x 0 )+ f (x 0 )
Conniizionnednecessariadiid Per definizione, la derivata di una funzione y=f ( x) in un punto x 0 è definita come il limite del rapporto
ierivabilità incrementale della funzione nel punto f ' ( x)=lim
f ( x 0 +h)−f ( x 0 )
.
h →0 h
La condizione di deriviabilità in un punto sussiste quando il limite esiste.
P ntidiidconntin itàdeadnonnd i. flesso a tangente verticale – La derivata destra e sinistra esistono, sono infinite e concordi ( entrambe
iidierivabilità ±∞ ) .
ii. punti angolosi – La derivata destra e sinistra esistono, almeno una è finita, ma sono comunque diverse.
iii. cuspide – La derivata destra e sinistra esistono, sono entrambe infinito ma sono discordi.
Derivatediidonriined Consideriamo una funzione polinomiale di grado n - f (x)=an x n + an−1 x n−1+ ...+ a0 ( n∈ℕ0) - essa è dotata di
s ccessivon derivate di ogni ordine e si avrà - f n+1 (x)=f n +2 ( x)=...=0 . Il metodo delle derivate successive è usato nel
momento che la derivata prima in un punto risulti 0 , basta calcolarvi la derivata di ordine successivo.
• se derivata seconda e' positiva in quel punto c'e' un minimo.
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• se la derivata seconda e' negativa in quel punto c'e' un massimo.
• Se la derivata seconda risulta nulla occorre calcolare la derivata terza.
 Se la derivata terza è positiva in quel punto c’è un flesso ascendente.
 Se la derivata terza è negativa in quel punto c’è un flesso discendente.
 Se la derivata terza è anch’essa nulla bisogna calcolare quella di ordine successivo e così via..
Estreeantidloncalidedglonbali Un punto di massimo relativo è un punto c tale per cui esista un intorno I sulquale valga la disequazione
f (c)≥f (x )∀ x∈I ; viceversa un minimo relativo è tale per cui f (c)≤f ( x ) ∀ x∈I .
Se la disequazione vale per tutto il dominio di f, si parla di massimo e minimo assoluto, i massimi e minimi
relativi vengono chiamati punti estremanti.
TeonreeadiidFereat Sia f :(a , b)→ℝ una funzione e si supponga che x 0∈(a , b) sia un punto di estremo locale di f .
Se f è derivabile nel punto x 0 , allora f ' ( x 0)=0 .
TeonreeadiidRonlle Sia f : [a ,b ]→ℝ . Se f è continua in [a , b] , derivabile in (a , b) e se vale f (a)=f (b) , allora esiste
almeno un punto c ∈(a , b) tale che f ' (c)=0 .
TeonreeadiidLagrange Sia f : [a ,b ]→ℝ una funzione continua in [a,b] e derivabile in (a , b) .
f (b)−f (a)
Allora esiste almeno un punto c ∈(a , b) : f ' ( c)= b−a .

Monnontonniadedsegnondiellad Sia f derivabile in [a , b] . Se f '≥0 ( risp. f '≤0 ) allora f è non decrescente ( risp. non crescente).
ierivata Se f '> 0 ( risp. f '< 0 ) allora f è strettamente crescente ( risp. strettamente decrescente )
TeonreeadiidCa chy Siano f , g :[a , b]→ℝ due funzioni continue su [a , b] e derivabili in (a , b) .
Allora esiste almeno un punto x 0 interno ad (a , b) tale che [f (b)−f (a)]g ' (x 0)=f '( X 0) [g( b)−g(a)] .
Teonreeadiidiedl’Honpital Siano f , g :[a , b]→ℝ due funzioni continue su [a , b] e derivabili in (a , b) , con −∞≤a<b≤+∞ ; sia
g ' (x ) diverso da 0 in ogni punto di tale intervallo, tranne al più in c ∈(a , b) . Sia inoltre
f ' (x) f (x)
lim f ( x )=lim g (x)=0 oppure lim |f ( x)|=lim |g ( x)|=∞ , ed esista L=lim ∈ℝ . Allora lim =L .
x→ c x→ c x→ c x→ c x →c g '( x) x→ c g( x )

Fonre ladiidTaylonrded Consideriamo un intervallo (a , b)⊂ℝ ed un punto x 0∈(a , b) . Sia f : (a , b)→ℝ derivabile n−1 volte
McLa rin nell’intervallo (a , b) , con n≥1 , e supponiamo che la derivata n -esima f (n) sia continua nel punto x 0 .
Allora, definiamo il polinomio di Taylor di grado n come
Analisi Matematica E3101Q10
(n) n (k )
f ' ' (x 0) f ( x ) f ( x )
T n(f , x)=f (x 0 )+ f '( x 0 )(x−x 0 )+ 2! ( x−x 0 )2+...+ n ! 0 ( x −x0 )n=∑ k ! 0 ( x−x 0)k si ha che
k =0
n
f ( x)=T n ( f , x )+ R n ( x) dove Rn (x ) è un infinitesimo di ordine superiore a ( x−x 0) , cioè
R (x)
lim n n =0 .
x →x (x −x0 )
0

n
Fonre ladiidTaylonrdconndrestond Il resto nella forma di Peano è indicato semplicemente con la notazione di o-piccolo Rn (x )=o ((x−x 0 ) ) . Nel
iidPeanon caso particolare n=1 , la formula di Taylor con il resto di Peano diventa
f ( x)=f ( x 0 )+ f ' (x 0 )( x−x 0)+ o( x−x 0) . Essa esprime un’approsimazione della funzione f derivabile nel
punto x 0 mediante il polinomio di Taylor T 1 (f , x)=f (x 0 )+ f '( x 0 )( x−x 0) . Il grafico di T 1 ( f , x) è la retta
tangente al grafico di f nel punto di coordinate (x 0 , f ( x 0)) .
Fonre ladiidTaylonrdconndrestond Il resto nella forma di Lagrange afferma che, se la funzione è derivabile n volte in un intorno di x 0 esiste
iidLagrange f (n) ( ℑ)
ℑ compreso tra x 0 e x tale che Rn (x )= (x−x 0)n ,
( n)!
Conncavitàdedconnvessità i. funzione convessa – diremo che f ( x) è convessa in un intervallo quando il coefficiente angolare di una
retta tangente al grafico di una funzione è crescente al crescere della x . convessità ⇔ f ' ' (x )≥0
ii. funzione concava – diremo che è concava in un intervallo se il coefficiente angolare delle rette
tangenti decresce al variare di x . concavità ⇔ f ' ' ( x)≤0

P ntidiidfesson Si chiama punto di flesso di una funzione i punti in cui la concavità cambia. Se in questi punti esiste la derivata
seconda, allora, deve essere necessariamente f ' ' ( x)=0 . Anche se questa non è né necessaria né sufficiente a
determinare i punti di flesso.

St iiondiidf nzionne Insieme di definizione. ⇒ Studio di parità e disparità ⇒ Intersezioni con gli assi ⇒ Studio del segno di una
funzione ⇒ Limiti agli estremi del dominio ⇒ Studio della derivata prima ⇒ Derivata seconda, convessità e
punti di flesso ⇒ Grafico della funzione

Diferenziale Per una funzione y=f ( x) di una variabile x , il differenziale ∂ y di f è definito dalla prima forma:
∂ y ( x , ∂ x )=f ' ( x)∂ x
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Calcolo Integrale
Definizionnediidprieitivadiid Si dice primitiva o antiderivata di una funzione f una funzione derivabile F la cui derivata è uguale alla
nadf nzionne funzione di partenza.
Formalmente F '( x)=f (x ) .
L’insieme di tutte le primite di una funzione f è detto integrale indefinito di f .
Linearità Siano f e g due funzioni continue definite in un intervallo [a , b] e siano l ,m∈ℝ .
b b b
Allora ∫a [l∗f ( x )+m∗g( x )] dx=l∫a f (x )dx +m∫a g (x) dx
Integrazionnedperdparti Siano f e g due funzioni continue e derivabili in x .
La derivata del prodotto delle due funzioni è pari a
∂ ∂ f ( x) ∂ g (x)
∂ x [ f (x) g( x)]= ∂ x g ( x)+f ( x) ∂ x =f ' (x )g(x )+f ( x)g ' ( x) .
Applicando ora l’operatore integrale ad entrambi i membri dell’equazione si ottiene:
∫ ∂∂x [f (x ) g(x )]dx=∫ f ' (x) g (x)+ f (x) g ' (x )dx=∫ [f ' (x) g (x)]dx +∫ [f (x) g ' (x )]dx .
Per il teorema fondamentale del caolcolo integrale si ha che
f (x) g (x)=∫ [f '( x) g ( x)] dx=∫ [f ( x ) g '( x)]dx
quindi, risolvendo l’integrale ∫ [f ' (x )g(x )]dx=f (x) g ( x)−∫ [f (x) g ' ( x)]dx
IntegralediidRieeann L’integrale secondo Riemann di f nell’intervallo chiuso e limitato [a , b] è definito come il limite per n che
n
b−a
tende ad infinito della somma integrale σ n= n ∑ f (t k ) detta somma integrale di Riemann.
k=1
Se tale limite esiste, è finito e non dipende dalla scelta dei punti t k ,
b n
b−a
si ha: ∫ f (x)dx=lim σ n=lim n ∑ f (t s ) .
a n→ ∞ n→∞ s=1

La funzione f è integrabile in [a , b] sse per ogni ϵ > 0 esista una partizione P di [a , b]


n
b−a
tale per cui s ( P)= lim σ n ; S( P)= lim f ( t s ) |S(P)−s (P)|< ϵ .
n →+∞ n →+∞ n ∑s=1
Se la funzione integrabile f ( x) è positiva allora l’integrale assume il significato di area della regione, mentre se
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la funzione f cambia segno su [a , b] allora l’integrale rappresenta una somma di aree di segno diverso.
Definizionnediideeiiad 1 b
Sia f una funzione integrabile secondo Riemann in [a , b] poniamo μ := b−a ∫a f (x) dx .
integrale
Allora si ha che min[a , b] f ≤μ ≤max [ a ,b ] f .
x
F nzionnedintegrale La funzione integrale si presenta nella froma F( x )=∫a f (t )dt con x∈[ a ,b ] .
x
Sotto le ipotesi del teorema fondamentale del calcolo integrale si ha che ∫a f (t )dt=G(x )−G( a)∀ x ∈[a , b]
dove G è una primitiva dell’integranda, grazie a questa relazione si pul scrivere
F( x )=G(x )−G( a) ∀ x ∈[a , b] . Naturalmente F , G sono primitive della funzione f nell’intevallo [a , b]
. Questo conferma del fatto che due primitive della stessa funzione differiscono di una costante additiva
costante


F( x )−G(x )=−G( a) ∀ x∈[a , b ] .
x
Teonreeadfonniaeentaledield Sia f ∈ℜ[ a ,b ] . Poniamo I f :[a , b]→ℝ , I f ( x )=∫ f (t) dt allora:
a
calconlondintegrale 1. I f è continua in ogni punto di [a , b] .
2. se f è continua in x 0 , allora I f è derivabile in x 0 e si ha I 'f (x 0 )=f (x 0)