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luca giordano

un percorso

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luca giordano
un percorso
Porcini srl
Luca Giordano
Piazza Vittoria, 6
un percorso
80121 Napoli
+39 081 7643550
ideazione di Dario Porcini
www.porcinigallery.com
cura e testi di Giuseppe Porzio
Segreteria e ufficio stampa
Alba Palmiero

fotografie
Torquato Perissi, Firenze (catt. 1, 6)
Fabio Speranza, Napoli (catt. 2-5, 7)

altre referenze fotografiche


Archivio dell’Arte/Luciano Pedicini (p. 16 [a sinistra])
Archivio fotografico della Soprintendenza Speciale per
il PSAE e per il Polo Museale della Città di Napoli e della
Reggia di Caserta (pp. 16 [a destra], 20)
progetto grafico
Milagro Adv Artothek (p. 38)
www.milagroadv.it Fototeca della Fondazione Federico Zeri-Università di
Bologna (pp. 10, 26)
Copyright © 2014 Porcini srl Herzog Anton Ulrich-Museum, Braunschweig (p. 30)
isbn 978-88-907789-7-1 Paolo Tosi/Artothek (p. 46)
Presentazione

In occasione della IX edizione della Biennale Internazionale di Antiquariato di Roma, con il


consueto spirito di ricerca e desiderio di approfondimento riaccendiamo la luce su Luca Giordano.
In continuità con quanto già da noi presentato un decennio fa, la piccola selezione di opere vuole
essere un contributo per arricchire gli orizzonti di lettura di questo precoce ed eclettico pittore,
capace di volare alto già giovanissimo, di intingere il pennello nella luce veneta e poco dopo
immergerlo nel tremendo impasto dello Spagnoletto.
Un’esposizione che è anche un percorso cronologico, così come proposto di seguito, racchiudendo
in nuce i diversi quando non lontani momenti di una produzione ricca e di grande personalità.

Vincenzo Porcini

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I primi passi

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

1. Rebecca al pozzo
Monogramma «LG» in basso al centro
Olio su tela, cm 73 × 100

2. Allegoria sacra
Olio su tela, cm 73 × 100

Se nella prima composizione è ben riconoscibile l’episodio Francesco Saverio, l’uno nelle raccolte della Banca d’Italia,
biblico dell’incontro tra la giovane Rebecca ed Eliezer, l’anziano l’altra presso la Fondazione De Vito a Vaglia (Scavizzi, De
servo di Abramo da questi inviato per scegliere la sposa di Vito 2012, pp. 23 e 26, figg. 4-5). Rispetto a queste prove, i
suo figlio Isacco (Genesi 23, 15-22), la seconda, che raffigura il due ottagoni mostrano un punto di stile finanche più arcaico,
piccolo Redentore in trionfo su un carro trainato dai simboli ancora calibrato sui modelli a figure terzine di uno Spadaro o
dei quattro evangelisti, accompagnato dal Battista fanciullo e di un Ragolia; più precisamente, la loro esecuzione dovrebbe
da altri puttini sullo sfondo della Gerusalemme celeste, appare cadere intorno al 1650, nello stesso momento, cioè, di un paio
invece come una raffinata invenzione iconografica priva di di dipinti ancora poco noti, quali un San Lorenzo preparato
riferimenti testuali. L’assenza di un diretto collegamento tra i al martirio in collezione privata a L’Aquila (Fototeca della
due soggetti suggerisce la possibilità che in origine le due tele Fondazione Federico Zeri, scheda 51087 [anonimo napoletano];
facessero parte di un ciclo più ampio. Oltre Caravaggio 2013, pp. 18, 20-21, n. 18) e, soprattutto, una
L’inedita coppia costituisce una testimonianza precocissima Nascita di Maria Vergine segnalata prima del 1989 sul mercato
del genio di Giordano, qui nella fase più acerba e ancora incerta antiquario di Verona (Fototeca della Fondazione Federico Zeri,
della sua metamorfica parabola; senza il tipico monogramma, scheda 36244 [anonimo fiorentino]), i cui rimandi raffaelleschi
sarebbero bastati a certificare la paternità del pendant i precisi ben si accordano con il presunto viaggio di formazione che il
riscontri con le prime opere sicure del pittore, dalla Battaglia sedicenne Giordano avrebbe compiuto a Roma, secondo le
datata 1651, apparsa in asta nel 2002, ai due Miracoli di san fonti, al seguito del padre (Relatione 1681, p. 166).
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Luca Giordano, San Lorenzo preparato al martirio. L’Aquila, collezione privata
(a sinistra) Luca Giordano, Nascita di Maria Vergine. Ubicazione ignota

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Seguendo i veneziani

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

3. Tobia e san Raffaele arcangelo


Olio su tela, cm 118 × 87

Il soggetto, tratto dal libro deuterocanonico di Tobia (6, 1-9), maturasse già a Napoli, sulla scorta dello studio dell’Annunciazione
raffigura Tobiolo guidato nel suo cammino dall’arcangelo di Vecellio in San Domenico Maggiore – di cui più tardi fornirà
Raffaele; il giovane reca tra le braccia il pesce appena catturato una copia per lungo tempo scambiata per l’originale –, delle
nel fiume Tigri, per mezzo del cui fiele guarirà la cecità del padre. testimonianze epigoniche del Veronese a San Martino e a Santa
La tela è un esempio, tipico e rilevante per qualità, dello stile Maria degli Angeli a Pizzofalcone e di quant’altro vi circolasse
neoveneto che caratterizza la pittura di Giordano intorno alla a livello di collezionismo privato; senza escludere neppure la
metà degli anni Cinquanta del Seicento: ne sono elementi conoscenza di qualcuno dei molti altri testi importati dalla
distintivi il ritmo serrato della scena, l’apollinea e opulenta Serenissima in Puglia, terra d’origine del padre Antonio.
bellezza dei tipi fisionomici, la vibrante sostanza cromatica Al Sacrificio d’Isacco e alla Lotta di Giacobbe con l’angelo
infiammata dall’improvvisa accensione dei rossi e dei bianchi. di collezioni private napoletane (cfr. O. Ferrari, in Ferrari,
L’imitazione del modello veneziano – nella forma canonica della Scavizzi 2003, pp. 30 e 42, nn. A024 e A052), opportunamente
triade Tiziano-Tintoretto-Veronese – dovette rappresentare per richiamati a confronto da Stefano Causa in una perizia del 2013
Giordano una via alternativa alla stagnazione naturalistica del che accompagnava la tela, va ora aggiunto quale più stringente
contesto napoletano di metà secolo, con esiti che non hanno riferimento l’imponente San Michele arcangelo della chiesa
confronto tra i suoi contemporanei meridionali, al punto da far di Sant’Erasmo a Castel Sant’Elmo, recentissima addizione
ventilare in passato l’ipotesi, per nulla credibile, di un precocissimo al catalogo del giovane Giordano (G. Porzio, in La chiesa di
viaggio in Laguna. È più verosimile, invece, che tale inclinazione Sant’Erasmo 2013, pp. 26-27, n. 5).
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Luca Giordano, San Michele arcangelo precipita gli angeli ribelli, particolare.
Napoli, Castel Sant’Elmo, chiesa di Sant’Erasmo
(a sinistra) Luca Giordano, Sacrificio d’Isacco. Napoli, collezione privata

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

4. San Girolamo
Olio su tela, cm 117 × 92

Come la precedente opera in catalogo, questo San Girolamo da ultimo la scheda di P. Coen, in La Collezione d’Arte 2008,
è un altro considerevole prodotto della fase neoveneziana di p. 150, n. 71, come pittore veneto del secolo XVII).
Giordano, assai prossimo all’ormai ben noto Sacrificio d’Isacco Il primo passo del processo di adattamento di questo tema
di collezione privata napoletana, datato 1655 (anziché 1657, iconografico ai modelli ribereschi è da individuare certamente
come riportato dalla letteratura); per di più esso costituisce nel San Girolamo nello studio della Galleria Nazionale di Praga
– e questo è uno dei principali motivi di interesse del pezzo (inv. DO 4374), ancora sotto falso nome nel catalogo dello
– una delle rare trattazioni del soggetto svolte dal pittore al di Spagnoletto (cfr. da ultimo Spinosa 2008, p. 464, n. A333).
fuori dell’imitazione dei modi naturalistici di Ribera, al pari del Nonostante la firma e la data palesemente apocrife, molteplici
bellissimo San Girolamo penitente nel deserto della Quadreria lapsus stilistici e disegnativi tradiscono infatti la vera paternità
della Cassa Depositi e Prestiti di Roma (inv. 59), opera da della potente figura del vegliardo; gli accordi cromatici e
riguardarsi senz’altro quale «risultato di primo piano» del l’inconfondibile sintassi delle lumeggiature, in particolare,
pittore (Faldi 1956, p. 32, n. 73, e tav. 26), benché non abbia poi rivelano ancora l’approccio tecnico neoveneto messo a punto
ricevuto la meritata attenzione da parte degli studi (se ne veda dal giovane artista nel corso degli anni Cinquanta.
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Luca Giordano, San Girolamo nello studio. Praga, Národní galerie v Praze

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Nel solco di Ribera

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

5. Anima del purgatorio


Olio su tela, cm 81 × 63

Adattata già in antico a Maddalena penitente, l’inedita tela Del monumentale dipinto madrileno, esemplato sul precedente
non è una composizione autonoma: come mostra la copia iconografico di Andrea Vaccaro per Santa Maria del Pianto a
ridotta nel Museo di Monserrat (inv. 200.178; Barroero Napoli (ora nel locale Museo Diocesano), del 1660 (Tuck-Scala
1992, pp. 77, 79-81, n. 24), si tratta in realtà del frammento, 2012, pp. 100-105, n. 12), erano precedentemente noti solo due
estrapolato dal registro inferiore, di una smembrata pala brani (O. Ferrari, in Ferrari, Scavizzi 2000, pp. 280-281, nn.
d’altare con la Madonna che intercede presso Cristo per le A188a-A188b; p. 563, figg. 267-268): il Cristo risorto del Museo
anime del Purgatorio, da identificarsi nel «celebre Quadro de Arte de Ponce (inv. 59.0086; cm 187,5 × 97,5) e la Madonna
de las Animas» già nella distrutta chiesa del collegio di San che intercede per le anime del Purgatorio attualmente di
Tomás a Madrid (Palomino 1714-1724, III, 1724, p. 480); ubicazione ignota (già Christie’s, Londra, 7 luglio 1972, lotto
del resto, il tipo dell’anima supplice ritorna, con qualche 76; cm 218,4 × 168), entrambi già correttamente datati, per
variante, anche nella Madonna delle Grazie in San Pietro di l’impronta riberesca che li caratterizza, entro il primo lustro
Castello a Venezia, di poco più tarda. degli anni Sessanta.
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Luca Giordano, Cristo risorto. Ponce, Museo de Arte de Ponce
(al centro) Luca Giordano, La Madonna intercede per le anime del Purgatorio. Ubicazione ignota
(a sinistra) Copia da Luca Giordano, La Madonna intercede presso Cristo per le anime del Purgatorio. Abadia de Montserrat, Museu de Montserrat

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

6. Circe e Pico
Olio su tela, cm 100 × 125

La composizione raffigura il momento culminante del tragico prese infatti ad adottare sistematicamente la maniera e i temi
mito di Pico, antico sovrano italico trasformato in picchio dalla dello Spagnoletto sulla scia della moda tenebrista che stava
maga Circe per averne rifiutato le profferte amorose durante una progressivamente affermandosi a Venezia, fino al punto di
battuta di caccia al cinghiale (Ovidio, Metamorfosi, XIV, 340-396). trasferirvisi per qualche tempo tra il 1664 e il 1665.
L’opera in questione s’inserisce nella fase cosiddetta «riberesca» La tela, già documentata dalla foto n. 13827 del fondo Voss
di Giordano, caratterizzata in primo luogo dall’imitazione del della Fototeca dell’Istituto Universitario Olandese di Storia
denso impasto pittorico dello spagnolo; un indirizzo stilistico dell’Arte di Firenze, costituisce una variante, peraltro di
che – come ormai è venuto in chiaro negli ultimi decenni – analogo formato e cronologia, della più nota versione del
dovette coincidere con un momento di particolare fortuna soggetto conservata a Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-
collezionistica incontrato dall’arte di Ribera intorno alla metà Museum (inv. 500), in pendant con un Esculapio che riceve i
degli anni Sessanta, soprattutto in area veneta. E proprio messi romani (O. Ferrari, in Ferrari, Scavizzi 2000, I, p. 266,
per soddisfare la crescente richiesta del mercato, Giordano n. A104 [a-b]; II, p. 522, figg. 180-181).
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Luca Giordano, Circe e Pico. Braunschweig, Herzog Anton Ulrich-Museum

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Incontri

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

7. Ghirlanda di fiori con Rinaldo e Armida


Olio su tela, cm 97 × 114

8. Ghirlanda di fiori con Rinaldo che abbandona Armida


Olio su tela, cm 97 × 114

Il pendant ha per soggetto gli amori di Rinaldo e Armida, uno 2000, I, p. 290, n. A234; II, p. 585, fig. 310), qualche parola
dei motivi classici della tradizione letteraria moderna, tratto in più meritano le due ghirlande floreali, che prospettano
della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso (per una rassegna evidentemente una collaborazione di Giordano con un
e un’interpretazione delle traduzioni visive del tema, Careri generista, sul tipo dell’Annunciazione del Museo di Kaunas,
2010, pp. 127-197). La maga Armida ha irretito, rimanendone eseguita con Giuseppe Recco (si veda al riguardo De Vito 1993,
a sua volta sedotta, il guerriero Rinaldo allo scopo di sottrarlo speciatim p. 46).
alle forze dell’esercito cristiano: nella prima tela è l’idillio della Più precisamente, la mano dello specialista all’opera nei due
coppia, intenta a contemplarsi nell0 specchio della maliarda, ottagoni è la stessa di un’altra favola tassesca incorniciata da fiori,
strumento del sortilegio (sullo sfondo fanno già capolino i due un’Erminia e i pastori di recente presentata sotto i nomi di Mario
cavalieri Carlo e Ubaldo, inviati a richiamare Rinaldo ai suoi de’ Fiori e, dubitativamente, di Girolamo Troppa (Y. Primarosa,
doveri di crociato); la seconda tela, infine, raffigura il doloroso in Flora Romana 2010, p. 153, n. 25); in realtà, poiché le figure
distacco dei due amanti. di quest’ultima appartengono senza dubbio a Nicola Vaccaro,
Se la questione dell’inquadramento stilistico dei due ottagoni sembra corretto spostare in area napoletana anche il quesito
è agevolmente risolta dalla puntualità dei confronti con il posto dall’identità del fiorista, probabilmente da riconoscere
Rinaldo e Armida nel Musée des Beaux-Arts di Lione (inv. nel fiammingo Abraham Brueghel, attestato a Napoli – anche a
A-88), datato tra il 1672 e il 1675 (O. Ferrari, in Ferrari, Scavizzi fianco dello stesso Giordano – tra il 1675 e il 1697.
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Luca Giordano, Rinaldo e Armida. Lione, Musée des Beaux-Arts
(a sinistra) Giuseppe Recco e Luca Giordano, Ghirlanda di fiori con
l’Annunciazione. Kaunas, Nacionalinis M.K. Čiurlionio dailės muziejus

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Passaggio per Firenze

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Luca Giordano
Napoli 1634-1705

9. Riposo durante la fuga in Egitto


Olio su tela, cm 118 × 160

10. Riposo durante la fuga in Egitto


Olio su tela, cm 118 × 160
Sul retro etichetta di provenienza dalla galleria di palazzo Contarini degli Scrigni
a Venezia di proprietà della contessa Matilde Strachan Berchtold (ante 1866)

Le due tele, redazioni di un tema assai frequentato da proprio la tela fiorentina è al centro di un noto aneddoto sulla
Giordano nel corso della sua carriera, appartengono a un «maravigliosa speditezza» del pittore (e dunque sulla sua
identico momento creativo, che coincide con l’esperienza fertilissima produzione), riportato da Baldinucci (1681-1728,
maturata dal pittore durante la sua permanenza a Firenze, VI, 1728, p. 507) nel contesto dell’incontro tra Giordano e
nel 1682 e poi tra il 1685 e il 1686, per iniziativa di importanti Carlo Dolci, incontro fatale per quest’ultimo. Quale esempio
famiglie patrizie legate alla corte granducale. d’incredibile e felice rapidità esecutiva, infatti, il dipinto ora
Le due composizioni, infatti, riscontrano ad unguem a Pitti fu mostrato dalla sua committente, la granduchessa
l’invenzione e lo stile della Fuga in Egitto della Galleria Vittoria Della Rovere, al grande artista fiorentino, mettendone
Palatina (inv. OdA 1811/815), ancorata per via documentaria definitivamente in crisi l’estenuata ricerca di politezza formale:
al 1682 (Fumagalli 2007, p. 132, nota 238); e tale collegamento «che vi pare, 0 Carlo, di questo quadro? credete voi mai
appare significativo appunto in relazione al considerevole che fosse stato in fatto, siccome fu veramente, in tempo di
numero di repliche di questo soggetto, dal momento che brevissimi giorni?».
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46 Luca Giordano, Fuga in Egitto. Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina e Appartamenti Reali
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Abbreviazioni bibliografiche

Baldinucci 1681-1728 La chiesa di Sant’Erasmo 2013


F. Baldinucci, Notizie de’ professori del disegno da Cimabue in qua […], Firenze La chiesa di Sant’Erasmo a Castel Sant’Elmo. Un patrimonio ritrovato, a cura di K.
1681-1728. Fiorentino, Napoli 2013.
Barroero 1992 La Collezione d’Arte 2008
L. Barroero, Dipinti italiani dal XV al XIX secolo del Museo di Montserrat, Roma 1992. La Collezione d’Arte della Cassa Depositi e Prestiti, a cura di V. Casale e G. Sapori,
Roma 2008.
Careri 2010
G. Careri, La fabbrica degli affetti. La Gerusalemme liberata dai Carracci a Tiepolo, Oltre Caravaggio 2013
Milano 2010. Oltre Caravaggio. Pittura del Seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli, booklet della
De Vito 1993 mostra (Lanciano, Polo Museale di Santo Spirito, 4 maggio-21 luglio 2013; Sulmona,
G. De Vito, Luca Giordano e la pittura di genere: qualche riflessione, in Ricerche sul Abbazia di Santo Spirito di al Morrone, 30 luglio-30 settembre 2013), a cura di L.
’600 napoletano. Saggi e documenti per la Storia dell’Arte 1993, Milano 1993, pp. 41-81. Arbace, [Rocca San Giovanni] 2013.

Faldi 1956 Palomino 1714-1724


I. Faldi, La quadreria della Cassa Depositi e Prestiti, Roma 1956. A.A. Palomino de Castro y Velasco, El Museo pictórico y escala óptica, Madrid 1714-1724.

Ferrari, Scavizzi 2000 Relatione 1681


O. Ferrari, G. Scavizzi, Luca Giordano. L’opera completa, Napoli 20002 (1992). Relatione della vita di Luca Giordano pittore celebre fatta sotto li 13 agosto 1681, ms.,
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, II.II.110, cc. 88r-89r, ed. in G. Ceci, Scrittori
Ferrari, Scavizzi 2003 della storia dell’arte napoletana anteriori al De Dominici, in «Napoli nobilissima»,
O. Ferrari, G. Scavizzi, Luca Giordano. Nuove ricerche e inediti, Napoli 2003. VIII, 1899, pp. 166-167.
Fumagalli 2007 Scavizzi, De Vito 2012
E. Fumagalli, Napoli a Firenze nel Seicento, in «filosofico umore» e «maravigliosa G. Scavizzi, G. De Vito, Luca Giordano giovane. 1650-1664, Napoli 2012.
speditezza». Pittura napoletana del Seicento dalle collezioni medicee, catalogo della
mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 19 giugno 2007-6 gennaio 2008), a cura di E. Spinosa 2008
Fumagalli, Firenze 2007, pp. 24-135. N. Spinosa, Ribera. La obra completa, Madrid 2008.
Flora Romana 2010 Tuck-Scala 2012
Flora romana. Fiori e cultura nell’arte di Mario de’ Fiori (1603-1673), catalogo della A.K. Tuck-Scala, Andrea Vaccaro. Naples, 1604-1670. His Documented Life and Art,
mostra (Tivoli, Villa d’Este, 26 maggio-31 ottobre 2010), a cura di F. Solinas, Roma 2010. Napoli 2012.
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Finito di stampare nel mese di settembre 2014