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NATALE • MMVII
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Questa strenna è stata realizzata


dallo studio editoriale
Punto & Virgola di Vigevano
in edizione non venale
di cinquanta esemplari « ad personam »

Esemplare per
Franco Fava



P&V
edizioni
Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 4

Studio Editoriale
PUNTO & VIRGOLA
viale dei Mille  b
tel.    
fax    
e-mail: puntoevi@tin.it
www.studiopev.it
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Il Natale
in poesia

NATALE • MMVII
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atale dovrebbe essere la festa dell’intimità

N e della pace. Ma l’uomo l’ha trasformato


nel tempo in una sorta di spettacolo frenetico,
godereccio e persino faticoso: la letizia degli auguri
reciproci lascia spazio a uno scambio monotono
di espressioni convenzionali, di bigliettini, messaggini,
frasi fatte e la gioia del dono a un affannoso dovere
che non concede requie e costringe a un andirivieni
di regali superflui, purché carini e originali.
Il Natale ha perso da tempo la sua antica semplicità
e umiltà di ricorrenza cristiana e si è trasformato
in una occasione per sfogare, con un pretesto religioso,
interessi legati a un isterico bisogno di comprare,
di spendere e gozzovigliare.

Questo modesto volume, pur nato sulla scia


convenzionale del regalo natalizio, vuole proporsi
come momento di riflessione sui molti significati
che l’uomo ha saputo dare alla festa più amata,
più abusata, più vilipesa, più allegra, più commovente,
più triste, più santa e più pagana che sia mai stata
concepita. Attraverso le voci dei poeti di molti tempi
e altrettante latitudini, possono scorrere nella nostra
coscienza e nel nostro cuore le immagini di molti dei
troppi Natali che siamo riusciti a inventarci: la cruda
sofferenza del parto, il calore della famiglia, la crapula
dell’opulenza, la gioia del Presepe, lo strazio
della morte, il gaudio degli adoranti, il calore
della speranza, la bestemmia del diseredato, l’assurdità
della guerra, il calore dell’amicizia, l’innocenza
della fanciullezza, la retorica del rito, la semplicità
della favola, la solennità della profezia, il candore
della neve, il valore della solitudine, il frastuono
dei cannoni, la meraviglia della maternità.
E quant’altro ancora.

FRANCO FAVA
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La Madonna con il Bambino


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La mangiatoia

Per l’anniversario della nascita di un Nazareno


perché nevica ancora?
I passeri sulla staccionata guardano il cielo
il cielo è così buio
qualcuno passa oltre la mangiatoia
alla mangiatoia, il pianto di una donna
come se le lacrime di dolore e vergogna
di tutta una notte
ancora non bastassero a inumidire
la terra inaridita dell’inverno!
Qualcuno passa oltre la mangiatoia
dalla mangiatoia vengono lamenti che strappano
[il cuore
ah, con innumerevoli dita
la folla segna la fanciulla-madre
sprezzata come immondizia
nessuno è disposto a portarle un catino
[per il sangue
a versarle un secchio di acqua calda.
Il vento penetra nelle crepe del muro di terra
è il ghigno del freddo invernale
lei lotta lotta lotta
la testa appoggiata alla staccionata
guardate, tra i capelli scarmigliati
scintillano febbricitanti gli occhi luminosi
questa donna di Betlemme scacciata,
esposta alla pubblica infamia
vittima del disprezzo della folla
tutto il corpo in un bagno di sudore

Vento soffia ancora con forza


perché ti sei placato?


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Ascoltate i teneri vagiti


il sangue della puerpera
la mangiatoia mai prima fiorita
ha cosparso di splendidi fiori
la piccola vita
dà nuova forza alla madre
nella paglia di riso quattro membra
[si muovono
qualcuno passa oltre la mangiatoia
rivolge sguardi obliqui
qualcuno passa oltre la mangiatoia
si allontana sdegnoso
qualcuno passa oltre la mangiatoia

muove gelide risa


il bimbo primogenito
con il suo pianto spaurito
viene a conoscere questo mondo straniero
dalla nebbia del malessere

Maria si risveglia
china il viso di cenere
e parla tra le lacrime
che scorrono ininterrotte
« Bambino mio
a Betlemme
noi saremo scacciati
noi andiamo
raminghi a farti crescere
Oggi ci incamminiamo
ricordati che sei
nato nella mangiatoia
figlio di una donna reietta
che ti ha dato la vita nel dolore e
[nell'oppressione
quando ne avrai le forze
dovrai con le tue lacrime
lavare i peccati degli uomini »
Dolorosamente si leva


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avvolge il neonato nel suo petto


e desolata lascia la mangiatoia
fiocchi di neve turbinano sui suoi capelli sparsi
in silenzio
va via
NATALE 

Ai Quing
 - 
CINA

Sosta durante la fuga dall’Egitto


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Il ceppo di Natale

Mai non si stancan l’anime di credere e


[di attendere,
anche se nudo lacrimi sulla tua propria cenere,
e senza un astro o un raggio, curvo nel vecchio
[errore,
tu più non osi chiedere miracoli al Signore.

Popol mio, rannicchiato nelle casette chiare


che nebbie e nevi avvolgono, che gli anni fan
[piegare.
Popol mio, greve il piede, la mano arsa e rugosa,
segnata dal martirio la fronte dolorosa,

questa notte io ti vedo! Fuma il ceppo, s’irradia,


e il vecchio desco illumina, profuma l’ampia
[madia
che gelosa in un angolo chiude il pane sudato;
e a mille i cuori si aprono davanti al Nuovo Nato.

Più ti attira, o mio popolo, vertigine di morte,


più dal dolor risusciti, nella tua fede, forte…
Celebra, o mio buon Popolo, godi questa Vigilia,
la Stella di Betlemme nel tuo cielo s’ingiglia.

Elisaveta Bagrjana
 - 
BULGARIA


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Abbacchio, oliva e pesce

Ustacchio, la víggija de Natale


Te mmettete de guardia sul portone
De quarche mmonziggnor o ccardinale,
E vvedrai entrà sta príscissione.

Mo entra una cassetta de torrone,


Mo entra un barilozzo de caviale,
Mo er porco, mo er pollastro, mo er cappone,
E mmo er fiasco de vino padronale.

Poi entra er gallinaccio, poi l’abbacchio,


L’oliva dolce, er pesce de Foijano,
L’oijo, er tonno, l’anguilla de Comacchio.

Inzomma, inzino a nnotte, a mmano a mmano,


Te lli tt’accorgerai, padron Ustacchio,
cuant’è divoto er popolo romano.

Giuseppe Gioacchino Belli


 - 


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Canto di Natale

Nel grembo di Maria giaceva il Bimbo


la sua chioma era simile a una luce
(stanco e disfatto e il mondo, ma qui tutto
proprio tutto va bene)

Sul seno di Maria giaceva il Bimbo


la sua chioma era simile a una stella
(sono astiosi e astuti tutti i re
ma qui sinceri i cuori)

Sul cuore di Maria giaceva il Bimbo


ed era la sua chioma come il fuoco
(stanco è il mondo, ma del mondo
è questo il desiderio)

Stava Cristo ai ginocchi di Maria


la sua chioma pareva una corona
e tutti i fiori a lui guardavan su
tutte le stelle giù

Gilbert Keith Chesterton


 - 
GRAN BRETAGNA


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Qui non è loco umil

Qui non è loco umil, né le pietose


braccia de la gran Madre, né i pastori,
né del pietoso vecchio i dolci amori,
né l’angeliche voci alte e gioiose,

né dei re sapienti le pompose


offerte, fatte con saovi ardori,
ma ci sei Tu, che Te medesmo onori,
Signor, cagion di tutte l’altre cose.

So che quel vero che nascesti Dio


sei qui, né invidio altrui, ma ben pietade
ho sol di me, non ch’io giungessi tardo;

non è il tempo felice, ma son io


misera, che per fede ancor non ardo
come essi per vederTi in quella etade.

Vittoria Colonna
 -


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Nel Santo Natale

Oggi per mezzo tuo, Vergine pura,


si mostra in terra sì mirabil cosa,
che piena di stupor resta pensosa,
mirando l’opra, e cede la Natura.

Fatto uomo è dio, e sotto umana cura,


vestito di mortal carne noiosa,
restò qual era, e la divina ascosa
sua essenza tenne in pueril figura.

Misto non fu, né fu diviso mai;


ma sempre Dio e sempre uomo verace,
quanto possente in ciel, tanto nel mondo.

Volgi dunque ver me, Vergine, i rai


de la tua grazia, e ‘l senso mio capace
fa’ di questo misterio alto e profondo.

Vittoria Colonna


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Nel presepio il ponesti

Di’, Maria dolce, con quanto disìo


miravi il tuo figliuol Cristo, mio Dio.

Quando tu il partoristi senza pena


la prima cosa, credo, che facesti
tu l’adorasti, o di grazia piena,
poi sopra il fien nel presepio il ponesti
con pochi e pover’ panni lo involgesti,
maravigliando e godendo, cred’io.

O quanto gaudio avevi, o quanto bene


quando tu lo tenevi tra le braccia:
dimmi, Maria, che forse si conviene,
che un poco per pietà mi sadisfaccia,
baciavilo tu allora nella faccia
sì ben, cred’io, e dicei, o figliol mio.

Quando figliuol, quando padre e signore,


quando Iddio, quando Gesù il chiamavi:
o quanto dolce amor sentivi al core
quando in gremio il tenevi e lattavi,
o quanti atti d’amore soavi
avesti essendo col tuo figliuol pio!

Io mi credo che tu penavi, quanto!


Quando Gesù la mattina vestivi,
perché a toccarlo avevi piacer tanto,
che da me malvolentieri lo spartivi:
non so come di te tu non uscivi,
ne anco al cor date non si partia.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 18

Quando talora un poco el sì dormìa,


e tu destar volendo il Paradiso,
pian pian andavi, che non ti sentia,
e poi ponevi il viso al santo viso:
poi gli dicevi con materno riso:
non dormir più, che ti sarebbe rio.

Giovanni Dominici
 - 

Albrecht Dürer, La Sacra Famiglia


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Il viaggio dei Magi

Un freddo viaggio abbiamo fatto, al tempo


che di peggiore ha l’anno per un viaggio,
per un sì lungo viaggio,
con le strade fangose e il tempo crudo,
nel cuore dell’inverno.
E gli stanchi cammelli con le piaghe
sotto le zampe, stavano accosciati
caparbi, sulla neve che fondeva.
Rimpiangevamo allor quegli estivi
palazzi sui declivi, le terrazze,
e le fanciulle in abiti di seta
che mescevano fresche le bevande.
Mormorando, imprecando, i cammellieri
fuggivano, bramosi delle donne
e del vino, e i fuochi della notte
si spegnevano; e noi senza un asilo;
e le grandi città per noi ostili;
e le borgate inospitali a noi;
e gli sporchi villaggi che volevano
molto denaro.
Un difficile tempo abbiamo avuto.

Poi preferimmo il viaggio nella notte


dormendo a rari balzi, mentre voci
all’orecchio cantavano e dicevano
ch’era follia la nostra.
Poi, all’alba giungemmo ad una valle
tranquilla, senza neve, profumata
da fresche piante;
e un fiume correva, e un mulino
interrompeva l’ombra con le pale,
e tre piante s’ergevano nel cielo


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basso, e sul prato


un cavallo correva, tutto bianco.
Giungemmo a una taverna dalle foglie
di vite sulla porta: delle mani
giocavano coi dadi
per monete d’argento;
da pedate percossi rotolavano
otri svuotati.
Ma nessuno indicava a noi la via:
e continuammo, ed arrivammo a sera
nel luogo: fu un sollievo.

Tutto ciò accadde molto tempo addietro,


e vorrei che tornasse; ma ricorda,
ricorda questo: fummo allor condotti
a una Nascita, oppure ad una Morte?
Era Nascita quella, sapevamo
senza incertezza.
Avevo visto nascere e morire:
quanto diversi nel pensiero mio!
Questa Nascita a noi un’agonia
amara, dura, simile alla morte,
la nostra morte.
E ritornammo qui, in paese nostro,
in questi Regni; ma non più felici
con quell’antica legge, in mezzo a gente
a noi stranita
che s’aggrappa forte
agli iddii. Vorrei, vorrei un’altra morte.

Thomas Stearns Eliot


 -
STATI UNITI D’AMERICA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 21

La buona novella

Ascoltate la novella
che portiamo a tutto il mondo:
è di notte la più bella,
è fiorita dal profondo.
Nella stalla, ecco, ora è nato
un dolcissimo bambino.
La Madonna l’ha posato
sulla paglia: poverino!
Ma dal misero giaciglio
già la luce si diffonde,
già sorride il divin Figlio
ed il cielo gli risponde.
Quel sorriso benedetto
porti gioia ad ogni tetto!

Giuseppe Fanciulli
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 22

Dio in fasce

È così, Dio scomparso, che voglio averti.


Piccolo cembalo di farina per il neonato.
Brezza e materia unite nell’espressione esatta
per amor della carne che non sa il tuo nome.

È così, forma breve d’ineffabile rumore,


Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
dall’impura parola dell’uomo che suda.

Federico Garcìa Lorca


 - 
SPAGNA

Albrecht Dürer, dal frontespizio della Vita di Maria


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Nascita di Cristo

Un pastore chiede latte per la neve che ondula


bianchi cani stesi fra sorde lanterne.
Il cristo di fango ha diviso le dita
fra i fili eterni del legno rotto.

Ecco le formiche e i piedi intirizziti!


Due fili di sangue spezzano il cielo duro.
I ventri del demonio risuonano per le valli
colpi e risonanze di carne di mollusco.

Lupi e rospi cantano nelle verdi legnaie


coronate da vivi formicai dell’alba.
La luna ha un sonno di grandi ventagli
e il toro sogna un toro di buchi e di acqua.

Il bimbo piange e guarda con un tre sulla fronte.


San Giuseppe vede nel fieno tre spine di bronzo.
I panni esalano un rumore di deserto
con chitarre senza corde e voci decapitate.

La neve di Manhattan spinge gli annunci


e dona grazia pura alle false ogive.
Sacerdoti idioti e cherubini di piuma
seguono Lutero sugli alti angoli.

Federico Garcìa Lorca


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 24

Natale sull’Hudson

La spugna grigia!
Il marinaio appena sgozzato.
Il fiume grande.
La brezza di limiti oscuri.
Il filo, l’amore, il filo.
I quattro marinai lottavano con il mondo,
con il mondo di ariste che vedono tutti gli occhi,
con il mondo che non si può correre senza cavalli.
Erano uno, cento, mille marinai
a lottare con il mondo delle velocità,
senza capire che il mondo
era solo nel cielo.

Il mondo solo nel cielo solo.


Son le colline di martelli e il trionfo dell’erba folta.
Sono i vivissimi formicai e le monete nel fango.
il mondo solo nel cielo solo
e il vento all’uscita di tutti i villaggi.

Cantava il lombrico il terrore della ruota


e il marinaio decapitato
cantava l’orso d’acqua che l’avrebbe stretto:
e tutti cantavano alleluia,
alleluia. Cielo deserto.
È lo stesso, lo stesso! alleluia.

Ho passato tutta la notte sulle impalcature dei


sobborghi
spargendo il sangue sui gessi dei progetti,
aiutando i marinai a raccogliere le vele lacerate.
E sto con le mani vuote nel rumore della foce.
Non importa che a ogni minuto


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 25

un nuovo bambino agiti i suoi rami di vene


né che il parto della vipera, scatenato sotto i
rami,
calmi la sete di sangue di quelli che guardano
il nudo.
Ciò che importa è questo: vuoto. Mondo solo.
Foce.
Alba no. Favola inerte.
Solo questo: Foce.
O mia spugna grigia!
O collo appena sgozzato!
O mio grande fiume!
O brezza di limiti che non sono miei!
O filo del mio amore, filo che ferisce!

Federico Garcìa Lorca

Albrecht Dürer, Maria, regina degli angeli


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 26

Natale al Caffè Florian

La nebbia rosa
e l’aria fredda dei freddi vapori
arrugginiti con la sera,
il fischio del battello che sparve
nel largo delle campane.
Un triste davanzale,
Venezia che abbruna le rose
sul grande canale.

Cadute le stelle, cadute le rose


nel vento che porta il Natale.

Alfonso Gatto
 - 

Hans Sebald Beham, Maria con il Bambino


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 27

Natale

Bianca la terra, il cielo grigio.


« Suonate, campane, a distesa:
è nato! » Sul vivo prodigio
la Vergine è china e protesa.

Non broccati, non grevi tende


proteggono il Bimbo dal gelo:
qualche tela di ragno pende
dal soffitto che mostra il cielo.

Gesù, tutto bianco e vermiglio,


sulla paglia fredda si muove;
gli rifiatano sul giaciglio,
a scaldarlo, l’asino e il bove.

Sopra il tetto che si spalanca


nero, la neve fiocca eguale.
Angioletti in tunica bianca
ricantano ai greggi: « È Natale! ».

Pierre Jules Théophile Gautier


 - 
FRANCIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 28

Alla nascita
di Cristo Nostro Signore

Le è caduto un Garofano
oggi all’Aurora dal seno;
come felice è il fieno
ch’è caduto su di lui!

Quando il silenzio stringeva


tutte le cose del suolo,
e incoronata di gelo
regnava fredda la notte,
in mezzo alla monarchia
d’una tenebra tanto crudele,

le è caduto un Garofano
oggi all’Aurora dal seno;
come felice è il fieno
ch’è caduto su di lui!

Di un solo Garofano cinta


la Vergine, aurora bella,
al mondo lo porse, ma lei
restò come prima fiorita.
Alla porpora caduta
solo il fieno fu fedele.

Le è caduto un Garofano
oggi all’Aurora dal seno;
come felice è il fieno
ch’è caduto su di lui!


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 29

Il fieno che fu degno


nonostante quelle nevi
di vedersi nelle braccia lievi
questo divino incarnato:
per il suo letto fu lino,
oro per il baldacchino.

Le è caduto un Garofano
oggi all’Aurora dal seno;
come felice è il fieno
ch’è caduto su di lui!

don Luis Góngora y Argote


 - 
SPAGNA

Hans Sebald Beham, La Sacra Famiglia


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 30

La Notte Santa

« Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!


Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell’osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei. »

Il campanile scocca
lentamente le sei.

« Avete un po’ di posto, o voi del Caval Grigio?


Un po’ di posto per me e per Giuseppe? »
« Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe. »

Il campanile scocca
lentamente le sette.

« Oste del Moro, avete un rifugio per noi?


Mia moglie più non regge ed io son così rotto! »
« Tutto l’albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
tentate al Cervo Bianco, quell’osteria più sotto. »

Il campanile scocca
lentamente le otto.

« O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno


avete per dormire? Non ci mandate altrove! »
« S’attende la cometa. Tutto l’albergo ho pieno
d’astronomi e di dotti, qui giunti d’ogni dove. »

Il campanile scocca
lentamente le nove.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 31

« Ostessa dei Tre Merli, pietà d’una sorella!


Pensate in quale stato e quanta strada feci »
« Ma fin sul tetto ho gente: attendono la stella…
Son negromanti, maghi persiani, egizi, greci… »

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

« Oste di Cesarea… » « Un vecchio falegname?


Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L’albergo è tutto pieno di cavalieri e dame,
non amo la miscela dell’alta e bassa gente. »

Il campanile scocca
le undici lentamente.

« La neve! » « Ecco una stalla! » « Avrà posto


[per due? »
« Che freddo! » « Siamo a sosta. » « Ma quanta
[neve, quanta! »
« Un po’ ci scalderanno quell’asino e quel bue… »
Maria già trascolora, divinamente affranta…

Il campanile scocca
la Mezzanotte Santa.

Guido Gozzano
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 32

I buoi

Vigilia di Natale, e mezzanotte:


« Ora essi sono tutti inginocchiati, »
disse un anziano a noi seduti in gruppo
ben crogiolati presso il focolare.

Ci fingemmo le miti creature


entro il loro ricovero di paglia,
né ad alcuno di noi venne il pensiero
che non fossero appunto genuflessi.

Tanto leggiadra fantasia, chi mai


tesserebbe in questi anni? Pure io sento
che se in quell’ora un tale mi dicesse:
« Vieni a vedere i buoi inginocchiati

nella solinga fattoria a valle,


che nell’infanzia avemmo familiare, »
lo seguirei tra l’ombre della notte,
sperando in cuore fosse proprio vero.

Thomas Hardy
 - 
GRAN BRETAGNA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 33

I tre santi Magi dall’Oriente

I tre santi Re Magi dall’Oriente


chiedono in ogni piccola città:
« Cari ragazzi e giovinette,
dite, la strada per Betlemme è per di qua? ».

Né i giovani né i vecchi lo sanno


e i tre Re Magi sempre avanti vanno;
ma una cometa d’oro li conduce
che lassù chiara e amabile riluce.

La stella sulla casa di Giuseppe


ecco s’arresta: là devono entrare.
Il bovetto muggisce, il bimbo strilla,
e i tre Re Magi prendono a cantare.

Heinrich Heine
 - 
GERMANIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 34

Natale

Lavando il piccino la Vergine Santa diceva:


« Occorre comprare una spugna nuova
e un catino di smalto ».
« Più tardi — risponde il bambino miracoloso, —
la spugna per il fiele,
il catino per il sangue! »

Max Jacob
 - 
FRANCIA

Albrecht Altdorfer, La Vergine Maria di Ratisbona


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 35

C’era

L’agnello belava dolcemente.


L’asino, tenero, si allietava
in un caldo chiamare.
Il cane latrava
quasi parlando alle stelle.
Mi svegliai… Uscii. Vidi orme
celesti sul terreno
fiorito
come un cielo capovolto.
Un soffio tiepido e soave
velava l’alberata:
la luna andava declinando
in un occaso d’oro e di seta,
aprii la stalla per vedere
se Egli era là…
C’era…

Juan Ramón Jiménez


 - 
SPAGNA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 36

Natale nero, 

Non accendere lumi in questa tetra sera,


che sin lo spazio è una cappa strozzata:
non viene san Michele con la sua santa spada
a squarciare le nubi perché accendono i cuori.
Diménticati i salmi, confortanti e devoti
e i cori alti in dulci jubilo.
« Morte e sventura »
è di questo Natale il sordo accordo.

Quale una vergine stolta, il mondo ha dissipato


l’olio della lucerna, l’esca è nera di fumo;
lo sposo tarda, le campane tacciono,
né giungono i Re Magi guidati dalla stella.
Questa notte non è rinato un dio
e non scendono gli angeli nei sogni dei bambini;
in attesa che passi il Natale
vegliano neri elfi al canto delle case.

A fatica la misera madre riscalda


il figlio stento nelle proprie braccia,
e sogna, la Vigilia, le doglie di Maria:
non c’è stanza in locanda, non c’è pane
[in dispensa,
e gli sbirri d’Erode vanno di porta in porta:
infascia il bimbo e fuggi via!
Esodo e addio
ti canta il mattutino, anima stanca.

Erik Axel Karlfeldt


 - 
SVEZIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 37

Natale scettico

È Natale… Natale?… Notte: uno scampanío


lontano… La mia penna, senza fede, sul foglio
cade. I ricordi cantano: dilegua, ecco, l’orgoglio,
e la tristezza pèrmea tutto l’essere mio…

Ah, voci della notte; ricantano « È Natale »:


da laggiù, dalla chiesa che s’accende all’interno
m’arriva come un dolce rimprovero materno,
e il cuore mi si gonfia tanto da farmi male…

È notte. Ascolto a lungo quel suono di campane…


O famiglia dei vivi, ecco, sono il tuo paria
nel cui stambugio a tratti giungono sopra l’aria
le voci d’una festa, commoventi e lontane…

Jules Laforgue
 - 
FRANCIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 38

La notte del Santo Natale


del 

Sommo Signor che dal celeste regno


fanciullo oggi tra noi nudo e mendico
scendesti, per placar l’eterno sdegno
acceso in Ciel dal nostro fallo antico,

e in opra allor ponesti il gran disegno


che tacca d’ogni tromba il suon nemico,
per darne, anche nascendo, il primo segno
ch’era ogni tuo pensier di pace amico;

or che Bellona con orribil face


e con spada sanguigna intorno intorno
tutta la bella Europa arde e disface;

ah! di quel santo e fortunato giorno


colla pia rimembranza, anche la pace
che venne teco allor faccia ritorno.

Vincenzo Leonio
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 39

Il Natale

Qual masso che dal vertice


di lunga erta montana,
abbandonato a l’impeto
di romorosa frana,
per lo scheggiato calle
precipitando a valle,
batte sul fondo e sta;

là dove cadde, immobile


giace in sua lenta mole;
né, per mutar di secoli,
fia che riveggia il sole
de la sua cima antica,
se una virtude amica
in alto nol trarrà:

tal si giaceva il misero


figliuol del fallo primo,
dal dì che un’ineffabile
ira promessa all’imo
d’ogni malor gravollo,
donde il superbo collo
più non potea levar.

Qual mai tra i nati all’odio,


quale era mai persona
che al Santo inaccessibile
potesse dir: perdona?
far novo patto eterno?
al vincitore inferno
la preda sua strappar?


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 40

Ecco ci è nato un Pargolo,


ci fu largito un Figlio:
le avverse forze tremano
al mover del suo ciglio:
a l’uom la mano Ei porge,
che sì ravviva, e sorge
oltre l’antico onor.

Da le magioni eteree
sgorga una fonte, e scende:
e nel borron de’ triboli
vivida si distende:
stillano mele i tronchi
ove copriano i bronchi,
ivi germoglia il fior.

O Figlio, o Tu, cui genera


l’Eterno, eterno seco;
qual ti può dir de’ secoli:
Tu cominciasti meco?
Tu sei: del vasto empiro
non ti comprende il giro:
la tua parola il fe’.

E tu degnasti assumere
quella creata argilla?
Qual merto suo, qual grazia
a tanto onor sortilla?
Se in suo consiglio ascoso
vince il perdon, pietoso
immensamente Egli è.

Oggi Egli è nato: ad Efrata,


vaticinato ostello,
ascese un’alma Vergine,
la gloria d’Israello,
grave di tal portato
da cui ’l promise è nato,
dond’era atteso uscì.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 41

La mira Madre in poveri


panni il Figliuol compose,
e nell’umìl presepio
soavemente il pose;
e l’adorò: beata!
innanzi al Dio prostrata,
che il puro sen le aprì.

L’Angiol del cielo, agli uomini


nunzio di tanta sorte,
non de’ potenti volgesi
a le vegliate porte;
ma tra i pastor devoti,
al duro mondo ignoti,
subito in luce appar.

E intorno a lui per l’ampia


notte calati a stuolo,
mille celesti strinsero
il fiammeggiante volo;
e accesi in dolce zelo,
come si canta in cielo,
a Dio gloria cantar.

L’allegro inno seguirono,


tornando al firmamento:
fra le varcate nuvole
allontanossi, e lento
il suon sacrato ascese,
fin che più nulla intese
la compagnia fedel.

Senza indugiar, cercarono


l’albergo poveretto
que’ fortunati, e videro,
siccome a lor fu detto
videro in panni avvolto,
in un presepe accolto,
vagire il Re del Ciel.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 42

Dormi, o Fanciul; non piangere;


dormi, o Fanciul celeste:
sovra il tuo capo stridere
non osin le tempeste,
use su l’empia terra,
come cavalli in guerra,
correr davanti a te.

Dormi, o Celeste: i popoli


chi nato sia non sanno;
ma il dì verrà che nobile
retaggio tuo saranno;
che in quell’umil riposo,
che ne la polve ascoso,
conosceranno il Re.

Alessandro Manzoni
 - 

Wolf Huber, La nascita di Cristo


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 43

Caffè a Rapallo

Natale nel tepidario


lustrante, truccato dai fumi
che svolgono tazze, velato
tremore di lumi oltre i chiusi
cristalli, profili di femmine
nel grigio, tra lampi di gemme
e screzi di sete…
Son giunte
a queste native tue spiagge,
le nuove Sirene!; e qui manchi
Camillo, amico, tu storico
di cupidigie e di brividi.

S’ode grande frastuono nella via.

È passata di fuori
l’indicibile musica
delle trombe di lama
e dei piattini arguti dei fanciulli:
è passata la musica innocente.

Un mondo gnomo ne andava


con strepere di muletti e di carriole,
tra un lagno di montoni
di cartapesta e un bagliare
di sciabole fasciate di stagnole.
Passarono i Generali
con le feluche di cartone
e impugnavano aste di torroni;
poi furono i gregari
con moccoli e lampioni,
e le tinnanti scatole


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 44

ch’hanno il suono più trito,


tenue rivo che incanta
l’animo dubitoso:
(meraviglioso udivo).

L’orda passò col rumore


d’una zampante greggia
che il tuono recente impaura.
L’accolse la pastura
che per noi più non verdeggia.

Eugenio Montale
 - 

Hans Leu, La Sacra Famiglia


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 45

Il vecchio Natale

Mentre la neve fa, sopra la siepe,


un bel merletto e la campana suona,
Natale bussa a tutti gli usci e dona
ad ogni bimbo un piccolo presepe.

Ed alle buone mamme reca i forti


virgulti che orneran furtivamente
d’ogni piccola cosa rilucente:
ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti…

A tutti il vecchio dalla barba bianca


porta qualcosa, qualche bella cosa,
e cammina e cammina senza posa
e cammina e cammina e non si stanca.

E, dopo avere tanto camminato


nel giorno bianco e nella notte azzurra,
conta le dodici ore che sussurra
la mezzanotte e dice al mondo: È nato!

Marino Moretti
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 46

Conforto del mondo, vieni!

Conforto del mondo, vieni!


Sgombro da ogni cosa, ti aspetto.
Si apre ogni cuore, come un vaso.
Oh benedizione! riempi questo vuoto!

Effondi il suo essere. Oh Padre, con forza


allarga le tue braccia, separalo da te;
un dolce pudore lo trattiene, il mare del suo
[amore,
innocente Gesù, non indugiare in te.

Mandalo nelle nostre braccia,


soffio di te, caldo essere, Dio;
che radunato su di noi, greve nube,
cumulo d’amore discenda.

In acque, fresca pioggia sul mondo


o in fuoco, attanagliato al suo oggetto,
in aria, unguento, suono, rugiada
da lui percorsa, terra lievitata!

Oh santità! guerra meravigliosa


nella sua cattiveria è chiuso il maligno;
inestinguibile scorre dai cieli
aria di paradiso che fiorisce.

Come respirando, terra con cielo,


s’innalza più molle ogni prato,
aumenta ogni cosa come fiato,
grembo che attira il suo cielo.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 47

Si scioglie l’inverno; una culla


è l’inizio di ciò che germoglia,
inizia di nuovo la terra,
principio del mondo è un bambino.

Gli occhi sono colmi di Dio


ma vedono il suo volto redentore,
coronato di fiori è il suo capo
ma lui stesso nei fiori, fiorito sorriso.

È Dio nella stella, Dio nel sole,


è la fonte, acqua della vita
è nell’erba, nel sasso, nel mare, nella luce,
sparso sorriso, Dio bambino.

Nelle cose c’è il suo gioco di bambino,


il suo amore è insinuato in ogni cosa,
dimentico di sé nel suo volo
si annida più stretto in ogni cuore.

Nelle cose c’è il suo gioco di bambino,


il suo amore è insinuato in ogni cosa,
dimentico di sé nel suo volo
si annida più stretto in ogni cuore.

È Dio per noi; in sé sconfinato bambino,


un polline d’amore è il suo cuore.
È il nostro cibo, è colui che ci disseta;
la sua gioia è la nostra fedeltà.

Soffochiamo sotto tanta miseria,


una luttuosa coperta è sul cuore,
fa’ che incontriamo l’amato,
tornerà da te, Padre, con noi.

Novalis
 - 
GERMANIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 48

I Magi

La carovana
non è lontana
dei Magi d’Oriente.
Scalpitìo di cavalli si sente,
suoni di pifferi, confuse
arie di cornamuse.
I Re portano tesori
su cavalli bardati d’argento,
e i pastori a passo lento
ingenui cuori.

Angiolo Silvio Novaro


 - 

Julius Schnorr von Carolsfeld, Madonna


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 49

Natale

Alta è la notte, scendono


in candida legione
dal firmamento gli angeli
recinti di splendor.
Pace alla gente buona:
è nato il Redentor.

Fiocca la neve: déstansi


in mezzo all’ombra e al gelo
e alle melòdi angeliche
rispondono i pastor:
Sia gloria a Dio dal cielo;
è nato il Redentor!

Un tintinnio di giubilo
da mille torri suona:
s’allargano le tenebre.
Spuntan dai tronchi i fior.
Pace alla terra buona:
è nato il Redentor.

Nell’umile presepio,
o Dio, invan Ti celi;
a offrire i re già vengono
mirra, profumi ed òr.
Gloria sia a Dio nei cieli:
è nato il Redentor.

Enrico Panzacchi
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 50

Le ciaramelle

Udii tra il sonno le ciaramelle,


ho udito un suono di ninne nanne.
Ci sono in cielo tutte le stelle,
ci sono i lumi delle capanne.

Sono venute dai monti oscuri


le ciaramelle senza dir niente;
hanno destata ne’ suoi tuguri
tutta la buona povera gente.

Ognuno è sorto dal suo giaciglio;


accende il lume sotto la trave;
sanno quei lumi d’ombra e sbadiglio,
di cauti passi, di voce grave.

Le pie lucerne brillano intorno,


là nella casa, qua su la siepe:
sembra la terra, prima di giorno,
un piccoletto grande presepe.

Nel cielo azzurro tutte le stelle


paion restare come in attesa;
ed ecco alzare le ciaramelle
il loro dolce suono di chiesa;

suono di chiesa, suono di chiostro,


suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 51

O ciaramelle degli anni primi,


d’avanti il giorno, d’avanti il vero,
or che le stelle son là sublimi,
conscie del nostro breve mistero;

che non ancora si pensa al pane,


che non ancora si accende il fuoco;
prima del grido delle campane
fateci dunque piangere un poco.

Non più di nulla, sì di qualcosa,


di tante cose! Ma il cuor lo vuole,
quel pianto grande che poi riposa,
quel gran dolore che poi non duole;

sopra le nuove pene sue vere


vuol quei singulti senza ragione:
sul suo martòro, sul suo piacere,
vuol quelle antiche lagrime buone!

Giovanni Pascoli
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 52

La Befana

Viene viene la Befana,


vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda… tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
Guarda e guarda… ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne schiocchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 53

Il lumino le arde in viso


come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Questa mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede e ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sull’aspro monte.

Giovanni Pascoli


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 54

Una stella sulla strada


di Betlemme

Era inverno
e soffiava il vento della steppa.
Freddo aveva il neonato nella grotta
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.

Animali domestici stavano nella grotta.


Sulla culla vagava un tiepido vapore.
Dalle rupi guardavano
assonnati i pastori
gli spazi della mezzanotte.

E lì accanto, sconosciuta prima d’allora,


più modesta di un lucignolo
alla finestrella di un capanno,
tremava una stella
sulla strada di Betlemme.

Boris Pasternak
 - 
RUSSIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 55

Nella stalla di Betlemme

Sotto gli occhi dell’asino e gli occhi del bue


riposa il bambino nella luce pura.
E nell’aria indorata della vecchia capanna
gli si accendeva lo sguardo incredibilmente
nuovo.

Il bambino alzava gli occhi verso le due grosse


[teste
passeggiando lo sguardo sui due monumenti.
Vicini gli facevano inconcepibili feste
dondolando di prua come due bastimenti.

Dondolando il frontone come due grandi navi


dondolando le sartie e i casseri ricurvi,
quando il mare è bonaccia e quando i dolci zefiri
si divertono in giochi tra i ganci delle barche.

Il bambino alzava gli occhi verso gli enormi occhi


più profondi e più dolci dell’Oceano enorme.
Novizio contemplava nello specchio gigante
la profondità dei mari e il riflesso dei cieli.

Il bambino alzava gli occhi verso lo specchio


[aperto
in cui si rifletteva la bontà di questo mondo.
S’imprimeva un amore sopra il volto profondo
sommerso nel rispetto dello specchio vivente.

Il sole che passava dalle fessure enormi


illuminava un bambino protetto da bestiame.
Il sole che passava da un povero portone
illuminava una greppia tra le altre greppie.


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 56

Ma il vento che soffiava dalle fessure enormi


può gelare il bambino che si era scoperto.
E il vento che soffiava dal portone aperto
può gelare nella sua greppia tra le altre greppie.

Il bambino che dormiva con i pugni chiusi


se i due ciambellani, se i due musi pelosi,
se le guardie del corpo, se i grossi testimoni
non gli soffiavano sopra a riparo dal freddo.

Sotto gli occhi dell’asino e gli occhi del bue


il bambino respirava nel suo primo sonno.
Le bestie calcolando dentro i due crani
aspettavano il segno del suo primo risveglio.

Charles Peguy
 -
FRANCIA

Eduard Jacob von Steinle, Madonna tra i fiori


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 57

Epifania

Sopra un trono di paglia


c’è un cavallo incoronato
un somarello vestito da fantino
lo fa ridere un tantino

Indovinelli amabili
burle del passato
sentite le canzoni
le risa dei villani
hanno estratto il re e la regina
e son tutti contenti
hanno estratto il re
e insieme la regina
sentite le canzoni
le risa dei villani
il re a bocca piena
e con il bicchiere in mano
se ne sta sotto il tavolo
immerso nel suo sangue
ha lo stomaco aperto
con dentro un piccolo bagnante
e tutto rosso è il sangue
bianchissimo il bagnante

Indovinelli amabili
burle del passato
sulla porta del palazzo
la regina dritta e livida
è inchiodata con cura
ha gli occhi sbarrati
lo sguardo molto duro
l’hanno tagliata in due


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 58

panereccio maturo
Indovinelli amabili
burle del passato
sopra un trono di paglia
c’è un cavallo incoronato
un somarello vestito da fantino
lo fa ridere un tantino

Jacques Prévert
 . 
FRANCIA

Eduard Jacob von Steinle, Madonna


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 59

Natale degli spalatori di neve

I nostri camini sono vuoti


le nostre tasche rivoltate
ohé ohé ohé

i nostri camini sono vuoti


le nostre scarpe bucate
ohé ohé ohé

e i nostri figli lividi


sono a pancia vuota
ohé ohé ohé

Eppure è Natale
Natale che bisogna festeggiare
Festeggiamo festeggiamo il Natale
lo si fa ogni anno
Ohé la vita è bella
Ohé felice Natale

Ma ecco la neve che cade


che cade così dall’alto
si farà certo male
cadendo così dall’alto
ohé ohé ého

Povera neve novella


corriamo corriamo verso quella
corriamo con le nostre pale
corriamo a raccoglierla
perché questo è il nostro mestiere
ohé ohé ohé


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 60

Graziosa neve novella


tu che arrivi dal cielo
dicci dicci o bella
ohé ohé ohé

Quando è Natale
cadranno di lassù
i tacchini di Natale
con i loro piccoli
ohé ohé ého

Jacques Prévert

Jacopo Bassano, Adorazione dei Magi


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 61

Il presepe

Natale. Guardo il presepe scolpito


dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.

Anche i Re Magi nelle lunghe vesti


salutano il potente Re del mondo.

Pace nella finzione e nel silenzio


delle figure in legno ed ecco i vecchi
del villaggio e la stalla che risplende
e l’asinello di colore azzurro.

Salvatore Quasimodo
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 62

La nascita di Gesù

Se in te semplicità non fosse, come


t’accadrebbe il miracolo
di questa notte lucente? Quel Dio,
vedi, che sopra i popoli tuonava,

si fa mansueto e viene al mondo in te.

Più grande forse lo avevi pensato?


Se mediti grandezza: ogni misura umana
dritto attraversa e annienta
l’inflessibile fato di lui. Simili
vie neppure le stelle

hanno. Son grandi, vedi, questi re;

e tesori, i più grandi agli occhi loro,


al tuo grembo dinanzi essi trascinano.
Tu meravigli forse a tanto dono:
ma fra le pieghe del tuo panno guarda,

come ogni cosa Egli sorpassi già.

Tutta l’ambra imbarcata dalle terre


più remote, i gioielli aurei, gli aromi
che penetrano i sensi conturbanti:
tutto questo non era che fuggevole
brevità: d’essi, poi, ci si ravvede;

ma è gioia — vedrai — ciò che Egli dà.

Rainer Maria Rilke


 - 
CECOSLOVACCHIA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 63

Natale sulla terra

Dallo stesso deserto, nella stessa notte, sempre i


miei occhi stanchi si destano alla stella d’argento,
sempre, senza che si commuovano i Re della vita,
i tre Magi, cuore, anima, spirito.

Quando ce ne andremo di là dalle rive e dai


monti, a salutare la nascita del nuovo lavoro, la
saggezza nuova, la fuga dei tiranni e dei demoni,
la fine della superstizione, ad adorare — per
primi! — Natale sulla terra!

Arthur Rimbaud
 - 
FRANCIA

Jacopo Bassano, Madonna in trono con il Bambino (dettaglio)


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 64

Il mago di Natale

S’io fossi il mago di Natale


farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e su tutti i magici frutti:
regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei


a fare magie
per tutte le vie.

In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock and roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole le prende:
gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 65

faccio crescere l’albero


del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone,
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani


lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale


e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo


colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà


magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono,


che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 66

di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

Gianni Rodari
 - 

Jacopo Bassano, Sant’Anna in trono con la Vergine infante


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 67

Il pellerossa nel presepe

Il pellerossa con le piume in testa


e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
come è finito tra le statuine
del presepe, pastori e pecorine,
e l’asinello, e i maghi sul cammello,
e le stelle ben disposte
e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via, Toro Seduto:
torna presto di dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
ce lo lasciamo, dite, fa lo stesso?
O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua,
ha fatto tanto viaggio,
perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà.

Gianni Rodari


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 68

A Gesù Bambino

La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.

Umberto Saba
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 69

Vespro di Natale

Incappucciati, foschi, a passo lento,


tre banditi ascendevano la strada
deserta e grigia, tra la selva rada
dei sughereti, sotto il ciel d’argento.

Non rumore di mandre o voci, il vento


agitava per l’algida contrada.
Vasto silenzio. In fondo, Monte Spada
ridea bianco nel vespro sonnolento.

O vespro di Natale! Dentro il core


ai banditi piangea la nostalgia
di te, pur senza udirne le campane:

e mesti eran, pensando al buon odore


del porchetto e del vino, e all’allegria
del ceppo nelle lor case lontane.

Sebastiano Satta
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 70

Natale a Parigi
durante la guerra

O Signore, oggi che siete nato Parigi avete


[visitato.
E poiché diventava meschina e malvagia
con il freddo incorruttibile l’avete purificata
con la morte bianca.
Stamani, fin su alle ciminiere che cantano
[all’unisono
inalberando lenzuola bianche:
« Pace agli uomini di buona volontà! ».

Signore, avete elargito al mondo diviso la neve


[della vostra
pace all’Europa divisa
alla Spagna squartata
e il ribelle ebreo e cattolico ha sparato i suoi 
[cannoni
contro le montagne della vostra pace.
Signore, ho accettato il vostro freddo candido che
[brucia
più del sale.
Ecco, il mio cuore si scioglie come neve al sole.

Dimentico
le mani bianche che premendo il grilletto fecero
[crollare
gli imperi
le mani che fustigarono schiavi e che vi
[flagellarono
le vecchie mani bianche che vi schiaffeggiarono,
[le mani


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smaltate e incipriate che m’hanno schiaffeggiato


le mani sicure che mi spinsero alla solitudine e
[all’odio
le mani bianche che abbatterono la foresta di
[palme che
dominava l’Africa, e nel cuore dell’Africa
superbi e forti i Sara, belli come i primi uomini
usciti dalle vostre mani brune.
Esse abbatterono la foresta nera per farne
[traversine
ferroviarie
spianarono le foreste dell’Africa per civilizzarsi,
[visto
che scarseggiava il materiale umano.
Signore, soffocherò la mia riserva d’odio, lo so,
[verso
i diplomatici che sorridono con i loro lunghi
[canini
e domani baratteranno carne nera.
Il mio cuore, Signore, si è sciolto come neve
[sui tetti
di Parigi
al sole della vostra bontà.
E ora è tenero verso i miei nemici, fratelli dalle
[mani
già bianche senza neve,
anche per queste dita di rugiada che sento, ogni
[sera,
sulle mie guance brucianti.

Léopold Sédar Senghor


 - 
SENEGAL


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Ai beneficiati

Oh, Dio…
aiutaci a rievocare correttamente
la nascita di Gesù, che
noi possiamo vivere nei canti
degli angeli, nella gioia
dei pastori, e
nella devozione degli uomini saggi.
Possa il mattino di Natale
renderci felici
di essere tuoi figli.

Robert Louis Stevenson


 - 
GRAN BRETAGNA

Jacopo Bassano, Adorazione dei pastori


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Gesù Bambino

Eri tu schivo, Gesù Bambino,


un giorno, e come me piccino?
E che sentivi a vivere
fuori dei Cieli, e proprio come io vivo?
Pensavi mai le cose di lassù,
dove fossero gli angeli chiedevi?
Io al tuo posto avrei pianto
per la mia casa fatta di cielo;
io cercherei dintorno a me, nell’aria,
« gli angeli dove sono? », chiederei,
e destandomi mi dispererei
che non ci fosse un angelo a vestirmi!
Anche tu possedevi dei balocchi,
come li abbiamo noi, bimbe e bambini?
E giocavi nei Cieli con tutti
gli angeli non troppo alti,
con le stelle a piastrella? Si giocava
a rimpiattino, dietro le loro ali?
Tua madre ti lasciava sciupare le tue vesti
sul nostro suol giocando?
Come bello serbarle sempre nuove,
per i Cieli d’azzurro sempre tersi?

T’inginocchiavi, a notte, per pregare,


e le tue mani, come noi, giungevi?
E a volte erano stanche, le manine,
e assai lunga sembrava la preghiera?
E ti piace così, che noi giungiamo
le nostre mani per pregare a te?
A me sembrava, avanti io lo sapessi,
che la preghiera solo così vale.
E tua madre, la sera, ti baciava,


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 74

i tuoi panni piegandoti con cura?


Non ti sentivi proprio buono, a letto,
baciato e quieto, dette le orazioni?

A tuo Padre la mia preghiera mostra


(Egli la guarderà, sei così bello!),
e digli: « O Padre, io, il Figlio tuo,
ti reco la preghiera di un bambino ».
Sorriderà, che la lingua dei bimbi
sia la stessa di quando eri tu un bimbo!

Francis Thompson
 - 
GRAN BRETAGNA

Jacopo Bassano, Adorazione dei pastori


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Lauda pel Santo Natale

Ecco ’l Messia, ecco ’l Messia,


e la Madre Maria.

Venite, alme celeste,


su dagli eterni cori,
venite e fate feste
al signor de’ signori:
vengane e non dimori
la somma gerarchia: ecco ’l Messia.

Venite, angioli santi,


e venite sonando,
venite tutti quanti,
Gesù Cristo laudando,
alla gloria cantando
con dolce melodia: ecco ’l Messia.

Patriarchi, venite,
venite festeggiando,
levato v’ha le lite,
cavato v’ha di bando:
e venite lodando
la Vergine Maria: ecco ’l Messia.

Venite, profeti,
ch’avete profetato,
venite tutti lieti,
vedetel, che egli è nato,
ed a noi è donato
el piccolin Messia: ecco ’l Messia.


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Pastor pien’ di ventura,


che siete qui a vegghiare,
non abbiate paura:
sentite voi cantare?
Correte ad adorare
Gesù con mente pia: ecco ’l Messia.

Vo’ ’l troverete nato


fra ’l bue e l’asinello,
in vil panni fasciato:
E’ già non ha mantello,
ginocchiatevi a quello
ed a Santa Maria: ecco ’l Messia.

E Magi son venuti


dalla stella guidati,
co’ lor ricchi trebuti,
in terra inginocchiati,
e molto consolati,
adorando il Messia: ecco ’l Messia.

Lucrezia Tornabuoni de’ Medici


 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 77

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Giuseppe Ungaretti
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 78

Notte di Natale

Mamma, chi è che nella notte canta questo canto


divino?
Caro, è una mamma poveretta e santa che culla il
[suo bambino.

Mamma, m’è parso di sentire un suono come di


[cennamella!…
Sono i pastori, mio piccino buono, che van dietro
[alla stella.

Mamma, c’è un batter d’ali, un sussurrare di voci,


[intorno intorno…
Son gli angeli discesi ad annunciare il benedetto
[giorno.

Mamma, il cielo si schiara e si colora, come al


[levar del sole…
Splendono i cuor degli uomini; è l’aurora del
[giorno dell’amore.

Diego Valeri
 - 


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 79

Ave Maria Gratia Plena

Questa la sua venuta? Io mi credeva


di trovarmi davanti a un luminoso prodigio,
quale fu narrato un tempo dal grande Iddio

che in pioggia scese, e sbarre infranse, e sopra


[Danac cadde;
o pauroso, come quando Semele, ammalata
[d’amore
e desiderio inappagato, chiese di vedere
il chiaro corpo dell’Iddio, e la fiamma

ghermì le bianche membra e la distrusse.


Con tali fantasie al santo luogo volsi il cammino,
e gli occhi attoniti ora fisso e il cuore sopra
questo supremo mistero d’Amore: un’esangue

fanciulla inginocchiata, ignara di terrene passioni,


un angelo che tiene in mano un giglio,
e sopra entrambi le ali spiegate della colomba.

Oscar Wilde
 - 
IRLANDA


Strenna P&V 2007 26-11-2007 18:09 Pagina 80

INDICE
 Presentazione

 La mangiatoia di Ai Quing (Cina)


 Il ceppo di Natale di Elisaveta Bagrjana (Bulgaria)
 Abbacchio, oliva e pesce di Giuseppe Gioacchino Belli
 Canto di Natale di Gilbert K. Chesterton (Gran Bretagna)
 Qui non è loco umil di Vittoria Colonna
 Nel Santo Natale di Vittoria Colonna
 Nel presepio il ponesti di Giovanni Dominici
 Il viaggio dei Magi di Thomas Stearns Eliot (USA)
 La buona novella di Giuseppe Fanciulli
 Dio in fasce di Federico Garcìa Lorca (Spagna)
 Nascita di Cristo di Federico Garcìa Lorca (Spagna)
 Natale sull’Hudson di Federico Garcìa Lorca (Spagna)
 Natale al Caffè Florian di Alfonso Gatto
 Natale di Pierre Jules Théophile Gautier (Francia)
 Alla nascita di Cristo Nostro Signore di don Luis Góngora
y Argote (Spagna)
 La Notte Santa di Guido Gozzano
 I buoi di Thomas Hardy (Gran Bretagna)
 I tre santi Magi dall’Oriente di Heinrich Heine (Germania)
 Natale di Max Jacob (Francia)
 C’era di Juan Ramón Jiménez (Spagna)
 Natale nero, 1917 di Erik Axel Karlfeldt (Svezia)
 Natale scettico di Jules Laforgue (Francia)
 La notte del Santo Natale del 1704 di Vincenzo Leonio
 Il Natale di Alessandro Manzoni
 Caffè a Rapallo di Eugenio Montale
 Il vecchio Natale di Marino Moretti
 Conforto del mondo, vieni! di Novalis (Germania)
 I Magi di Angiolo Silvio Novaro
 Natale di Enrico Panzacchi
 Le ciaramelle di Giovanni Pascoli
 La Befana di Giovanni Pascoli
 Una stella sulla strada di Betlemme di B. Pasternak (Russia)
 Nella stalla di Betlemme di Charles Peguy (Francia)
 Epifania di Jacques Prévert (Francia)
 Natale degli spalatori di neve di Jacques Prévert (Francia)
 Il presepe di Salvatore Quasimodo
 La nascita di Gesù di Rainer Maria Rilke (Cecoslovacchia)
 Natale sulla Terra di Arthur Rimbaud (Francia)
 Il mago di Natale di Gianni Rodari
 Il pellerossa nel presepe di Gianni Rodari
 A Gesù Bambino di Umberto Saba
 Vespro di Natale di Sebastiano Satta
 Natale a Parigi durante la guerra di Léopold S. Senghor (Senegal)
 Ai beneficiati di Robert Louis Stevenson (Gran Bretagna)
 Gesù Bambino di Francis Thompson (Gran Bretagna)
 Lauda pel Santo Natale di Lucrezia Tornabuoni de’ Medici
 Natale di Giuseppe Ungaretti
 Notte di Natale di Diego Valeri
 Ave Maria Gratia Plena di Oscar Wilde (Irlanda)