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TIPS DI RESTAURO

Ritengo che il restauro di una bicicletta d'epoca – come quello di qualsiasi altro
oggetto vintage – richieda innanzitutto l'analisi preventiva del veicolo, il risultato
che si vuole ottenere e un preventivo di massima sui costi da sostenere (dettaglio
questo essenziale nel caso si intenda poi mettere il veicolo in vendita). Credo che
il sogno di tutti gli appassionati sia quello di trovare una bici di valore a basso
costo perfettamente conservata… ma temo che questo genere di fortune capiti
raramente. A me è capitato solo un paio di volte, per il resto ho dovuto sempre
fronteggiare autentici rottami dal punto di vista conservativo, veicoli cioè che
richiedevano interventi di restauro radicali per potersi ripresentare dignitosamente
in strada. In questi casi il mio metodo di lavoro è di questo tipo.

Premessa: trovare in loco un meccanico di biciclette abbastanza anziano, uno che


in vita sua abbia già messo mano su biciclette a bacchetta degli anni ’50 o
anteriori. Le complicazioni nel rimontaggio – e talvolta persino nello smontaggio -
di una bici del genere possono essere tali e di un'entità insuperabili per un
dilettante e persino per un professionista cresciuto nell’era delle cineserie usa e
getta. Se poi si tratta di bici con frenatura interna è proprio consigliabile che colui
che smonta sia la stessa persona che poi rimonterà il tutto. Personalmente mi sono
sempre avvalso dell’aiuto di un paio di meccanici, il più giovane dei quali ha solo
60 anni e rimonta raggi con la stessa disinvoltura con cui mia nonna faceva la
calza.

Premessa_bis: prendere foto del veicolo integro prima del restauro, con particolare
attenzione ai dettagli (posizione di snodi, bacchette, ect…) che potrebbero essere
assai utili in fase di rimontaggio

Fase 1) smontaggio completo del mezzo, fino all'ultima vite

Fase 2) analisi e reperimento dei pezzi da sostituire perché non originali o


irrimediabilmente compromessi (raggi e nipples a mio parere sono sempre da
sostituire con altri nuovi se si vuole una bici per poter circolare a go-go).

Fase 3) telaio, parafanghi, carter e tutti gli altri pezzi verniciati vanno
accuratamente riportati a ferro. Per fare questo si può ricorrere alla sabbiatura,
anche se rappresenta un costo e può danneggiare le parti più deboli come il carter,
ma io preferisco pulire tutto a mano, usando sverniciatore, carta vetrata e
spazzolatrice elettrica: è una faticaccia e nel percorso ci si lasciano unghie e
polpastrelli, ma la goduria nel veder rifiorire un po' alla volta l'antica bellezza di
queste strutture è impareggiabile.

Fase 4) i fori in eccesso sui parafanghi (un'eventualità assai frequente) vanno


saldati a ossigeno, mentre le eventuali ammaccature su manubrio o pedivelle a
ottone (in questo caso il manubrio ovviamente andrà ricromato). Spianare a lima le
saldature (per l'ottone usare una lima che non abbia mai lavorato in precedenza sul
ferro, altrimenti otterremo solo l’effetto di carezzare l'ottone). Spesso di renderà
necessario stuccare le ammaccature su carter e nel caso lo stesso sia bucato e
gravemente corroso dalla ruggine prima di applicare lo stucco converrà saldare
internamente a stagno una sottilissima lamina di rame (più nota come “orpello”) in
modo da creare uno spessore minimo per sostenere la stuccatura. Per eseguire un
simile lavoro di cesello consiglio di rivolgersi a un radiatorista, il quale potrà
provvedere anche ad eventuali altre saldature minori in zone in cui la sottile
lamiera del carter si sia distaccata. Un dettaglio interessante: i telai delle bici
d'epoca avevano tutte saldature a ottone, per cui nel caso si renda necessario
rinforzare talune saldature l’intervento va fatto sempre a ottone; ugualmente, se si
deve staccare dal telaio un pezzo quale ad esempio la staffa di snodo di una
bacchetta o l’anello entro cui passa l’archetto dei freni (caso tipico nelle Bianchi),
rivolgersi al vostro saldatore perché il pezzo va semplicemente dissaldato con il
calore della fiamma ossidrica.

Fase 5) lo stesso lavoro di pulizia va effettuato anche su tutte le cosidette “parti


bianche” (manubrio, corona, pedivelle, mozzi, cerchi, testa forcella, tubo sella,
pedali, bulloneria, archetti bacchette e snodi freni, etc.). Ovviamente l’entità e la
robustezza dell’intervento su queste parti varierà a seconda che si sia deciso di
ricromare o meno. Nel caso le cromature risultino ancora in ottimo stato basterà
poi della comune pasta abrasiva per farle risplendere; altrimenti dopo averle
pulite, quantomeno su cerchi, costola del carter e striscia centro parafango, è
consigliabile coprire la scarsa cromatura rimasta con della vernice trasparente
protettiva. Il canale dei cerchi dove poi andrà la camera d’aria va verniciata con
fondo antiruggine. In ogni caso, se si decide di ricromare, si devono portare alla
cromatura tutte indistintamente le parti bianche.

Fase 6) sul telaio perfettamente pulito applicare, a distanza di qualche giorno, due
mani di fondo antiruggine e successivamente almeno altre due mani della vernice
di finitura. Alcuni accorgimenti personali: il fondo antiruggine io lo passo a mano
– e piuttosto denso - usando un delicatissimo pennello di pelo di bue (lo stesso
usata in falegnameria per stendere la gommalacca). In questo modo non si notano
le classiche rigature lasciate dai normali pennelli e nonostante questo l’effetto
presenta quel tanto di irregolarità che dopo la verniciatura finale rendono la bici
visibilmente restaurata anziché nuova di fabbrica. La prima/seconda mano di
vernice (nero opaco) le passo con pistola e compressore ma in ogni caso l’ultima
mano di finitura sarà data usando vernice sempre alla nitro ma di altissima qualità
in bomboletta spray. L’effetto finale, a mio parere, è quello di una morbidezza
vellutata che altrimenti non ero mai riuscito a raggiungere.

Fase 7) nel frattempo uguale cura va riservata al restauro dell’impianto di


illuminazione (fanale, dinamo, fanalino posteriore, gemma). Le dinamo molto
antiche in genere andrebbero fatte testare e revisionare da un esperto (magari il
solito anziano meccanico) perché la loro capacità di produrre energia di solito è
piuttosto scarsa, spesso insufficiente a generare luce sia alla luce anteriore che a
quella posteriore. Un ottimo sistema per pulire le parabole sporche dei fanali è
quello di usare la paglietta 0000 (quattro zeri), la medesima usata dai lucidatori di
mobili; questo tipo di paglietta non danneggia la delicata cromatura della parabola
ma è in grado, passando e ripassando con energia, di pulire anche le macchie
apparentemente più difficili. Con lo stesso tipo di paglietta si ottengono eccellenti
risultati anche nella lucidatura dell'ottone.

Fase 8) è giunta l’ora dell’assemblaggio finale e per far questo io insisto a


consigliare di rivolgersi a meccanici esperti e competenti. Tanto grasso nei
movimenti e primo tagliando dopo 6000 km !!!

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