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Manuale Operativo

Manuale operativo a cura di Scribe: Anders Nordmark


Traduzione in italiano a cura di Andrea Pozzi

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D Indice
7 Common Operations and Concepts 51 The Sequencer
8 Presentazione manuale 52 Introduzione
8 Presentazione capitolo 52 Operazioni principali
8 Convenzioni del manuale 61 Registrazione
8 Eseguire le impostazioni 64 Registrare l’automazione
9 Tooltip 69 Toolbar
10 Menu contestuali 70 Funzione Snap
10 Undo 70 Editing clip in modalità Arrange
11 Tecniche d’uso delle finestre 78 Modalità Edit
89 Finestra Tool - funzioni editing della pagina Tools
15 Audio basics 92 Copiare i pattern sulle tracce sequencer
16 Presentazione capitolo 94 Automazione tempo e tempo in chiave
16 Come Reason comunica con l’hardware audio 96 Importare ed esportare file MIDI
18 Informazioni generali
20 Specifiche PC 97 The ReGroove Mixer
20 Specifiche Mac 98 Introduzione
99 Mixer ReGroove
21 Sounds, Devices and Patches 102 Pagina Groove Settings
22 Introduzione 104 Lavorare con i groove
22 Uso del rack virtuale 107 Trucchi & consigli utili
26 Breve nota sul routing 107 Patch ReGroove in Factory Sound Bank
29 Patch
32 ReFills 109 Remote - Playing and controlling Reason devices
33 Uso del Browser 110 Vari ingressi MIDI
110 Controllo remoto
45 Routing Audio and CV 110 Configurazione
46 Routing dei segnali 112 Principi di controllo remoto
46 Cavi virtuali 114 Vincolare una superficie
47 Routing automatico 116 Remote Override
48 Routing manuale 118 Finestra Additional Overrides
49 Uso dei segnali CV e Gate 120 Controllo tastiera
121 Salavare le configurazioni remote

123 Advanced MIDI - the External Control Bus inputs


124 Ingressi External Control Bus

2 INDICE
125 Uso di Reason come ReWire Slave 152 Reason Hardware Interface
126 Presentazione capitolo 153 Introduzione
126 Perché usare Reason con ReWire? 153 Dispositivo MIDI In
126 Presentazione di ReWire! 153 Uscite audio
127 Avvio e chiusura
127 Usare i controlli di Trasporto e Tempo 154 The Combinator
127 Sincronizzazione 155 Introduzione
128 Assegnazione Audio 155 Creare i dispositivi Combinator
128 Assegnare il MIDI con ReWire 2 156 Elementi Combinator
129 Convertire i canali ReWire in tracce audio 156 Connessioni interne ed esterne
129 Dettagli sulle varie applicazioni host ReWire 158 Aggiungere dispositivi al Combi
159 Gestire un Combi
131 Synchronization 160 Tracce sequencer e riproduzione dei Combi
132 Utenti ReWire – leggete! 160 Pannello Controller
132 Sincronizzazione e MIDI Clock 161 Usare il Programmer
132 Reason slave di un dispositivo esterno
133 Reason slave di un altro programma sullo stesso computer 166 The Mixer
133 Considerazioni sulla sincronizzazione 167 Introduzione
167 Striscia canale
135 Song File Handling 169 Percorso del segnale nel Mixer
136 Song self-contained 169 Modalità d’EQ
137 Finestra Song Information 169 Sezione Aux Return
138 Salvare una song 169 Fader Master
138 Pubbicare una Song 170 Connessioni
138 Aprire una Song 171 Concatenare i Mixer
138 Chiudere una song
138 Creare una nuova song 172 The Line Mixer 6:2
139 Creare una song di default 173 Introduzione
139 Exporting as an Audio File 173 Parametri canale
173 Sezione Aux Return
141 Optimizing Performance 173 Livello Master
142 Introduzione 174 Connessioni
142 Ottimizzazione e latenza d’uscita
143 Ottimizzare il computer 176 Redrum
144 Ottimizzare le song 177 Introduzione
145 Requisiti song e memoria 177 Formati File
178 Usare le patch
147 Transport Panel 179 Programmare i pattern
148 Panoramica 183 Parametri Redrum
186 Usare Redrum come modulo sonoro
186 Connessioni

3
INDICE
188 Subtractor Synthesizer 258 NN-XT Sampler
189 Introduzione 259 Introduzione
189 Sezione Oscillatori 259 Panoramica
194 Sezione Filter 260 Caricare patch complete e file REX
197 Inviluppi - Introduzione 261 Uso del pannello principale
198 Sezione LFO 262 Panoramica del pannello Remote Editor
200 Parametri di riproduzione 263 Campioni e Zone
202 Modulazione esterna 264 Selezioni ed Edit Focus
202 Connessioni 266 Regolare i parametri
267 Gestire zone e campioni
204 Thor Polysonic Synthesizer 269 Lavorare con i gruppi
205 Introduzione 270 Lavorare con i key range
205 Elementi di Thor 274 Impostare i valori Root Note e Tune
206 Pannello Controller 275 Mappatura automatica
207 Usare il Programmer 275 Layer, Crossfade e Velocity Switch dei suoni
219 Sezione bus routing di modulazione 278 Funzione Alternate
224 Step Sequencer 279 Parametri campione
227 Connessioni 280 Parametri gruppo
281 Parametri synth
228 Malström Synthesizer 288 Connessioni
229 Introduzione
230 Sezione Oscillator 290 Dr. Rex Loop Player
232 Sezione di modulazione 291 Introduzione
233 Sezione di filtro 291 Formati File
236 Routing 292 Aggiungere un Loop
239 Controlli di riproduzione 293 Creare le note nel sequencer
241 Connessioni 294 Gestire gli slice
242 Inviare l’audio esterno ai filtri 295 Parametri synth di Dr. Rex
299 Connessioni
244 NN-19 Sampler
245 Introduzione 300 Matrix Pattern Sequencer
245 Concetti generali di campionamento 301 Introduzione
246 Formati dei file audio 302 Programmare i pattern
247 Key zone e campioni 308 Esempio d’uso
250 Automap dei campioni
251 Parametri synth di NN-19 309 RPG-8 Arpeggiator
254 Parametri di riproduzione 310 Introduzione
256 Connessioni 310 Uso di RPG-8
313 Parametri di RPG-8
317 Connessioni CV
318 Trucchi e suggerimenti

4 INDICE
319 ReBirth Input Machine (versione Windows)
320 Introduzione 389 Window Menu
320 Preparazioni (versione Mac OS)
321 Routing 390 Menu Help/Contacts

322 BV512 Vocoder 391 Indice Analitico


323 Introduzione
324 Configurare un vocoder
326 Usare BV512 come EQ
327 Parametri di BV512
328 Connessioni
329 Automazione
329 Trucchi e suggerimenti

334 The Effect Devices


335 Funzioni comuni del dispositivo
336 Effetti MClass
336 MClass Equalizer
337 MClass Stereo Imager
338 MClass Compressor
340 MClass Maximizer
340 Scream 4 Sound Destruction
345 Riverbero avanzato RV7000
352 Riverbero digitale RV-7
353 Delay digitale DDL-1
354 D-11 Foldback Distortion
354 Filtro a inviluppo controllato ECF-42
357 Chorus/Flanger CF-101
358 Phaser PH-90
359 Unisono UN-16
359 Compressore a guadagno make-up automatico COMP-01
360 EQ parametrico a due bande PEQ-2
361 Spider Audio Merger & Splitter
362 Spider CV Merger & Splitter

365 Menu and Dialog Reference


366 Menu Reason (Mac OS X)
366 Menu File
370 Menu Edit
386 Menu Create
386 Menu Options
389 Window Menu

5
INDICE
6 INDICE
1 D Common Operations and Concepts
Presentazione manuale Eseguire le impostazioni
Questo è il Manuale Operativo di Reason che descrive nei dettagli tutti gli aspetti del Poichè gran parte della grafica di Reason è simile a un rack synth/effetti “reale”, quasi
programma. I primi capitoli descrivono metodi e tecniche generali (routing audio, ges- tutti i parametri assomigliano alla loro controparte nel mondo reale (fader dei mixer,
tione delle patch, ecc.); seguono poi i vari capitoli che descrivono ogni dispositivo di manopole dei synth, pulsanti di trasporto, ecc.); il modo in cui si regolano questi
Reason. parametri è descritto in seguito per ogni tipo di parametro:

Manopole
Presentazione capitolo
Questo capitolo descrive alcuni metodi e tecniche generali utilizzati in Reason. Pre-
senta un pò di terminologia (utile per una migliore comprensione di programma e
manuale).
Per poter lavorare in Reason con la massima efficacia e soddisfazione possibili si con- Per “ruotare” una manopola, puntarla, cliccare il pulsante sinistro del mouse e trasci-
siglia di leggere questo capitolo. narla in alto o in basso (come se fosse un cursore verticale); trascinando in alto si
ruota la manopola a destra, e viceversa.
D Premendo [Shift] e trascinando il mouse, la manopola ruota più lentam-
Convenzioni del manuale ente consentendo una regolazione di precisione del parametro.
Si può regolare la precisione della manopola con l’impostazione “Mouse Knob
Range” nella pagina General della finestra di dialogo Preferences che si apre dal
Questo manuale descrive sia la versione Macintosh che Windows di Reason; le even- menu Edit
tuali differenze sono chiaramente indicate nel testo. (o dal menu Reason in Mac OS X).

Comandi rapidi D Per resettare una manopola al suo valore di default (in genere, zero, pan
al centro o simili) premere [Command] (Mac) o [Ctrl] (Win) e cliccarci so-
Nel manuale, i tasti di comando rapido del computer sono indicati in parentesi quadra. pra.
Per esempio: “premere [Shift]-[C]” significa “tenere premuto il tasto [Shift] e premere
il tasto [C]”. Tuttavia, alcuni tasti di modifica sono diversi sulle tastiere dei computer Fader
Mac e PC; in tal caso, il manuale distingue i comandi con le scritte “(Mac)” e “(Win-
dows)”.

Per muovere un fader cliccare sulla sua “maniglia” e trascinare in alto o in basso.
D Si può anche cliccare ovunque sul fader per spostarlo subito a quella po-
sizione.
D Premendo [Shift] e trascinando il mouse, il fader si muove più lentam-
ente consentendo una regolazione di precisione del parametro.

8 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS


Selettori multi-modalità ✪ Questo tipo di controllo si usa anche per alcuni parametri non pura-
mente “numerici” (es. algoritmi di riverbero e forme d’onda oscillatore
Alcuni parametri consentono di selezionare una tra più modalità. In Reason ci sono nei synth).
due tipi di rappresentazioni grafiche:
D Per i display di posizione numerici nel pannello di trasporto e nell’In-
spector (vedere a page 74) i valori si modificano allo stesso modo, ma
prima si seleziona un incremento di valore (es. misure o tick) cliccando
nel rispettivo campo valore.
Questo selettore multi-modalità è costituito da un pulsante con tre diverse modalità elencate sopra. Poi si cambia il valore con i metodi descritti in precedenza.
Cliccare sul pulsante per scorrere le modalità o direttamente su una delle modalità per selezionarla.
La modalità corrente selezionata è indicata da un LED illuminato.

• I valori di posizione nel pannello di trasporto si possono modificare anche con un


doppio-click del mouse e digitando una nuova posizione.

Questo è un tipo di selettore multi-modalità con più di due posizioni; per cambiare modalità cliccare e
Posizione song e locatori sinistro/destro (L/R)
trascinare il selettore oppure cliccare direttamente alla posizione desiderata del selettore (come Sul pannello di trasporto ci sono dei campi numerici che indicano la posizione song
quando si regola un fader).
(sia in misure, movimenti, note da 1/16 e tick che in ore, minuti, secondi e millisec-
ondi) e le posizioni dei locatori sinistro/destro; funzionano tutti come gli altri valori nu-
Pulsanti merici (controlli freccia o click & drag), ma si può modificare un solo valore alla volta.
Per cambiare la posizione song da 3.1.1.0 a 5.1.1.0 (ad esempio) cliccare sul valore
misura e modificare il valore a piacere.

Molte modalità e funzioni si controllano cliccando sui pulsanti; in Reason molti pul-
santi hanno un LED “interno” (o il pulsante stesso s’illumina indicando se è attivo o
meno).
Tooltip
Lasciando fermo per qualche istante il puntatore del mouse su un parametro nel pan-
Valori numerici nello di un dispositivo appare un tooltip che indica il nome del parametro e il suo va-
lore corrente; ciò aiuta ad eseguire impostazioni di precisione, regolare più parametri
In Reason, i valori numerici sono indicati in campi alfanumerici con dei pulsanti freccia allo stesso valore, ecc..
accanto; per cambiare i valori numerici ci sono due modi:
D Usando i pulsanti freccia su e giù.
Per regolare un valore in step singoli cliccare sul rispettivo pulsante freccia su o
giù. Per scorrere continuamente un valore cliccare su un pulsante freccia e tenere
premuto il pulsante sinistro del mouse.

D Cliccando nel display alfanumerico vero e proprio e trascinando in alto/


basso con il pulsante sinistro del mouse premuto. ✪ Per disabilitare questi tooltip disattivare l’opzione “Show Parameter
Si eseguono velocemente regolazioni approssimative. Value Tool Tip” nella pagina General della finestra di dialogo Prefer-
ences.

9
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
Menu contestuali •

Funzioni per cancellare e modificare i dati d’automazione del controllo registrati.
Funzioni per associare i comandi dalla tastiera del computer e/o i messaggi MIDI
al parametro (che consentono il controllo remoto dei parametri da un dispositivo
I menu contestuali presentano solo le opzioni più importanti, per consentire di lavorare MIDI o dalla tastiera del computer).
in modo più rapido ed efficace in Reason.
D Per aprire un menu contesutale cliccare con il pulsante destro del mouse Menu contestuali “rack vuoto”
(Windows) o [Ctrl]-click (se si usa un singolo pulsante del mouse in Cliccando in una sezione vuota del rack il menu contestuale presenta i seguenti ele-
Mac). menti:
Se in Mac si usa un mouse a due pulsanti configurarlo in modo che cliccando con
• Un comando Paste Device per incollare nel rack tutti i dispositivi copiati o tagliati.
il pulsante destro si generi un [Ctrl]-click; si possono così aprire i menu contestuali
con un click-destro del mouse. • Un duplicato del menu Create che permette di creare nuovi dispositivi.

Menu contestuali del sequencer


Cliccando nel sequencer, il menu contestuale presenta le opzioni per la modifica di
tracce, clip ed eventi. Le funzioni disponibili differiscono in base alla zona o corsia
sulla quale si clicca (Track List, corsia Key Edit, ecc.) e dipendono dal fatto che si clic-
chi o meno su un evento. Per esempio, i menu contestuali del sequencer hanno funzi-
oni per inserire o rimuovere misure, cancellare tracce, modificare o eliminare eventi.

Undo
Menu contestuale di Dr. Rex. In Reason, quasi tutte le operazioni possono essere annullate (Undo); ciò comprende
creazione, eliminazione e ordinamento dei dispositivi nel rack, regolazioni di valori dei
Il contenuto del menu contestuale dipende da dove si clicca; in pratica sono dis-
parametri, editing nel sequencer e regolazioni tempo/time signature.
ponibili i seguenti tipi di menu contestuali:
E’ possibile annullare fino a 30 operazioni.

Menu contestuali dispositivo D Per annullare l’ultima operazione eseguita selezionare “Undo” dal menu
Edit o premere [Command]/[Ctrl]-[Z].
Cliccando da qualche parte su un dispositivo nel rack (ma non su un controllo), il L’operazione che si può annullare è indicata accanto al comando Undo nel menu
menu contestuale che si apre conterrà i seguenti elementi: Edit. Per esempio, se l’ultima operazione è stata la cancellazione di un disposi-
• I comandi Cut, Copy, Paste e Delete Device per ri-organizzare e gestire i disposi- tivo(i) dal rack, il menu Edit mostrerà la scritta “Undo Delete Devices”.
tivi nel rack.
• Un submenu “Go To” che elenca tutti i dispositivi collegati al dispositivo corrente.
Selezionando un dispositivo dal submenu “Go To” si scorre il rack rendendolo vis-
ibile.
• Un duplicato del menu “Create” per la creazione di nuovi dispositivi.
• Se il dispositivo si basa sui pattern ci sono varie funzioni pattern (Cut/Copy/Paste,
Clear, Shift, Randomize, ecc) che influenzano il pattern corrente selezionato.
• Se il dispositivo utilizza le patch ci sono funzioni per la gestione delle patch.
• In base al dispositivo ci possono essere anche varie funzioni specifiche; il dispos-
itivo Dr. Rex, ad esempio, ha funzioni di manipolazione del pattern per il solo suono
percussivo selezionato, ecc..
D Per ripetere l’ultima operazione annullata (“undo dell’operazione undo”)
Menu contestuale parametro selezionare “Redo” dal menu Edit o premere [Command]/[Ctrl]-[Y].
Ciccando su un controllo automatizzabile (manopola di un parametro synth, fader, Analogamente, l’operazione che si può eseguire di nuovo appare nel menu Edit.
ecc.) il menu contestuale presenterà i seguenti elementi:

10 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS


Undo multipli A questo punto, c’è ancora la possibilità di un Redo della regolazione tempo; se però
si esegue un’altra operazione (es. si cambia il livello del dispositivo synth nel mixer),
Il concetto di Undo multipli richiede una spiegazione: è possibile annullare fino 30 op- essa diventa l’operazione inserita in alto nell’elenco Undo History e l’elenco Redo si
erazioni; in altre parole, Reason ha un elenco Undo History che arriva fino a trenta svuota.
step.
Supponiamo di aver eseguito le seguenti operazioni: | UNDO | REDO
5. Change level
1. Creato un mixer.
4. Change pan
2. Creato un dispositivo synth. 3. Adjust Attack
3. Regolato il tempo Amp Envelope Attack sul synth. 2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device (Vuoto)
4. Modificato il bilanciamento (pan) del dispositivo synth nel mixer.
5. Regolato il tempo di riproduzione nel pannello di trasporto. Non è più possibile ripetere la regolazione tempo annullata!

Dopo queste cinque operazioni, l’elenco Undo History è questo:

| UNDO
5. Adjust tempo Tecniche d’uso delle finestre
4. Change pan
3. Adjust Attack Usare più di una finestra song di Reason
2. Create Synth Device E’ possibile aprire più song di Reason contemporaneamente; ciascuna apparirà in
1. Create Mixer Device una finestra Reason separata, completa di rack, sequencer e pannello di trasporto.
Ogni finestra si può spostare, ridurre e ri-dimensionare con le tecniche standard Mac/
Selezionando Undo, l’ultima operazione (regolazione tempo) è annullata e spostata Windows.
nell’elenco “Redo”:

| UNDO | REDO
4. Change pan
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device
1. Create Mixer Device 5. Adjust tempo

Selezionando di nuovo Undo, si annulla l’operazione successiva nell’elenco (regolazi-


one del bilanciamento):

| UNDO | REDO
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device 4. Change pan
1. Create Mixer Device 5. Adjust tempo

Selezionando Redo, l’ultima operazione annullata è eseguita di nuovo; in questo caso


è eseguita di nuovo la regolazione del bilanciamento (aggiunta poi all’elenco Undo
History):

| UNDO | REDO
4. Change pan
3. Adjust Attack
2. Create Synth Device 4. Change pan
1. Create Mixer Device 5. Adjust tempo

11
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
Vedute, finestrelle e divisori ✪ Tenendo premuto [Shift] mentre si trascina si può limitare lo scorrimento
alla sola direzione orizzontale o verticale.
Sullo schermo, Reason è suddiviso in varie aree o “finestrelle”. Gli esempi più classici
sono il rack e l’area del sequencer, ma anche la parte destra dell’area sequencer può
essere divisa in più corsie orizzontali (per l’editing di aspetti diversi delle registrazioni). Zoom con i cursori d’ingrandimento
In alcune aree è possibile ingrandire o rimpicciolire l’immagine con i controlli d’ingran-
dimento; cliccare sulle icone “+” o “–” rispettivamente per ingrandire o rimpicciolire
(altrimenti cliccare e trascinare il cursore d’ingrandimento).

D Ove applicabile, finestrelle diverse si possono scorrere e ingrandire indi-


vidualmente.

Sganciare il sequencer
Si può “sganciare” la finestrella del sequencer e trasformarla in una finestra separata;
ciò consente d’ingrandire il sequencer rispetto al rack e sfruttare meglio lo spazio
sullo schermo del computer. Nel sequencer ci sono controlli veduta separati per le corsie Key Edit e Controller.

Scorrimento e zoom
Reason ha varie opzioni per scorrere ed ingrandire rack e sequencer.

Scorrere con le barre di scorrimento


Ogni volta che c’è un’informazione “fuori dallo schermo” appaiono le barre di scorri-
mento orizzontale e/o verticale. Per esempio, se nel rack ci sono molti dispositivi (più
di quelli visualizzabili in una sola volta) si può scorrere il rack in alto o in basso usando
la barra di scorrimento verticale a destra del rack.

Scorrere con il tool Hand


Per scorrere l’immagine nel sequencer si può usare anche il tool Hand; selezionarlo e
cliccare in una corsia, tenere premuto il pulsante sinistro del mouse e trascinare nella
direzione desiderata.

Scorrere la corsia Key Edit con il tool Hand.

12 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS


Zoom con il tool lente d’ingrandimento Scorrimento e zoom con la rotellina del mouse
Un altro modo per ingrandire nel sequencer è usare il tool lente d’ingrandimento che La rotellina di scorrimento del mouse (se c’è) si può utilizzare per le seguenti operazi-
consente d’ingrandire e rimpicciolire sia in orizzontale che in verticale (come i cursori oni di scorrimento e zoom:
di zoom); tuttavia, questo tool ha anche altre funzioni:
D Scorrere in alto e in basso sia nel rack che nel sequencer.
D Cliccando una volta con il tool lente d’ingrandimento in una corsia, s’in-
grandisce della stessa quantità di quando si clicca due volte l’icona “+” D Tenendo premuto simultaneamente [Shift] si può scorrere a sinistra e
sul cursore di zoom. destra nel sequencer.

D Per rimpicciolire con il tool lente d’ingrandimento cliccare tenendo pre- D Tenendo premuto [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) s’ingrandisce e
muto [Option] (Mac)/[Ctrl] (Windows). rimpicciolisce l’immagine in verticale nel sequencer.
Si noterà che nel tool il segno “+” diventa un segno “-”. D Tenendo premuto [Shift]-[Command] (Mac)/[Shift]-[Ctrl] (Windows) s’in-
D Se la corsia ha un cursore di zoom verticale, cliccando con il tool lente grandisce e rimpicciolisce l’immagine in orizzontale nel sequencer.
d’ingrandimento s’ingrandisce/rimpicciolisce anche in verticale della
stessa quantità di quando si clicca una volta sulle icone “+” e ”-” del cur-
sore di zoom.
Tenendo premuto [Shift] durante il click del mouse, si disabilita lo zoom verticale.
D Cliccando e trascinando con il tool lente d’ingrandimento si crea un ret-
tangolo di selezione.
L’immagine è ingrandita in modo che l’area selezionata occupi la corsia.
Racchiudendo queste note in un rettangolo di

...s’ingrandisce in modo che le note riempiano

13
COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
14 COMMON OPERATIONS AND CONCEPTS
2 D Audio basics
Presentazione capitolo Le uscite correnti in uso hanno i LED verdi, quelle disponibili ma inutilizzate hanno i
LED gialli e tutte le connessioni eseguite a uscite non disponibili hanno i LED rossi.

Questo capitolo fornisce informazioni utili su come Reason gestisce l’audio; alcuni
sono aspetti tecnici, ma si consiglia di leggerli per ottenere il massimo da Reason.

Per inviare il suono di un dispositivo nel rack a un’uscita specifica assegnare l’uscita

Come Reason comunica con del dispositivo alla “presa” corrispondente sull’Interfaccia Hardware, usando i cavi vir-
tuali sul retro del rack (come descritto a page 26); nella maggior parte dei casi, alle
uscite Stereo (uscite 1 e 2) si collega un dispositivo Mixer.
l’hardware audio Qualità audio
Reason genera e riproduce audio digitale (un flusso di numeri 1 e 0). Per sentire qual-
cosa, questi numeri devono essere convertiti in un segnale audio analogico e inviati a In un sistema di sintesi basato sul computer la qualità audio generale dipende da due
un sistema d’ascolto (altoparlanti, cuffie, ecc.). Quasi sempre questa conversione è cose:
gestita dalla scheda audio installata nel computer; su Macintosh (se non è installato D Qualità del software che esegue i calcoli audio.
un hardware audio aggiuntivo) si può usare l’hardware audio interno.
Nel nostro caso, si tratta della codifica eseguita dal DSP di Reason.
Per inviare l’audio digitale all’hardware audio, Reason utilizza il driver selezionato nella
finestra di dialogo Preferences; nel rack virtuale sullo schermo, questa connessione è • Per tutti i calcoli audio interni Reason utilizza operatori matematici a 32-bit a vir-
rappresentata dal dispositivo Hardware di Reason. gola mobile che garantiscono la massima risoluzione possibile in tutta la catena
del segnale.
• Il programma supporta un’uscita audio a 16, 20, e 24 bit.
• Il programma supporta frequenze di campionamento da 22 kHz a 96 kHz.
• E’ implementata una serie di tecniche audio digitali che riducono il rischio di “alias-
Il dispositivo Hardware si trova sempre in cima al rack; in genere è chiuso e mostra solo un pannello ing”, rumore di fondo, distorsione indesiderata e “rumore sibilante”.
vuoto.
Non esiste alcun motivo tecnico per cui questo programma non debba suonare bene
! Usando ReWire, Reason invia invece l’audio digitale all’applicazione Re- quanto o meglio dell’hardware professionale dedicato ad esso.
Wire master (in genere un programma sequencer) che a sua volta ges-
tisce la comunicazione con l’hardware audio; per i dettagli vedere il D Qualità dell’hardware che riproduce il suono.
capitolo “ReWire”. Su PC si tratta dell’hardware audio installato; in Mac è il controller audio interno o
Il dispositivo Hardware di Reason presenta 64 “prese” d’uscita, ciascuna con un LED qualsiasi hardware audio esterno installato.
e un indicatore di livello; 32 prese appaiono sul pannello principale ed appaiono altre Non bisogna farsi ingannare dalle scritte “16 bit, 44.1kHz, qualità CD”. Quanto suona
32 prese attivando il pulsante “More Audio”. Ogni LED rappresenta una connessione veramente bene un hardware audio dipende da molti fattori; il suo intervallo di fre-
a un’uscita sull’hardware audio (o un canale ReWire verso un’altra applicazione, se si quenza e la curva di risposta in frequenza, il rapporto segnale/rumore, la distorsione in
usa ReWire). varie situazioni, ecc.. Inoltre, alcuni circuiti elettronici tendono a introdurre più disturbo
nel computer rispetto ad altri; questi disturbi possono aggiungere al segnale ronzii o
Tuttavia, il numero d’uscite disponibili dipende dal numero delle uscite presenti
rumori ad alta frequenza.
nell’hardware audio; usando una scheda audio standard con uscite stereo, ad esem-
pio (o l’hardware audio interno di Mac) sono disponibili solo le prime due uscite. Nel L’unico consiglio valido ed efficace per avere un buon suono è scegliere attentamente
dispositivo Hardware, gli indicatori s’illuminano in verde per tutte le uscite correnti in l’hardware audio!
uso.

In questo caso sono usate solo le prime due uscite disponibili di una scheda audio stereo standard
(indicate dalla scritta “Stereo” sul pannello del dispositivo).

16 AUDIO BASICS
Frequenze di campionamento e risoluzioni Impiego di una risoluzione audio elevata
Frequenza di campionamento (Sample Rate) e risoluzione (Resolution) sono caratter- Reason può riprodurre i campioni a qualsiasi risoluzione audio. Per esempio, se in un
istiche dell’audio digitale che determinano la qualità del suono. In generale, frequenza campionatore o in Redrum si caricano campioni a 24-bit, anche la riproduzione dei
di campionamento e risoluzione elevati offrono una qualità audio migliore (ma anche campioni sarà a 24-bit. Se si usano questi campioni e si vuole che Reason li riproduca
file audio più grandi e un consumo maggiore di risorse del computer e dell’hardware alle rispettive risoluzioni originali procedere come segue:
audio). 1. Dal menu Edit (o Reason) selezionare Preferences e scegliere la pagina
La tabella seguente mostra alcune combinazioni frequenza di campionamento/risoluz- General.
ioni: 2. Assicurarsi che l’opzione “Use High Resolution Samples” alla base della pa-
gina sia attiva.
| SampleRate | Resolution: | Commento:
22.05 kHz 8 bit In genere si usa in situazioni ove è più importante
una dimensione ridotta del file rispetto alla qualità
audio (giochi, applicazioni multimediali, file audio
in Internet, ecc.).
44.1 kHz 16 bit Formato usato per i CD audio standard.
44.1 kHz – 24 bit Formati usati in studi professionali e con disposi-
Se attiva (e la scheda audio lo supporta), Reason riproduce i campioni ad alta risoluz-
96 kHz tivi di registrazione all’avanguardia.
ione nella rispettiva risoluzione originale; se invece questa opzione non è attiva Rea-
Per soddisfare le varie situazioni, Reason supporta più frequenze di campionamento e son riproduce tutti i campioni a 16-bit, indipendentemente dalle rispettive risoluzioni
risoluzioni audio; le aree d’applicazione sono le seguenti: originali.

Riproduzione Export audio


Reason gestisce tutto il processo audio interno a una risoluzione di 32-bit a virgola Reason può esportare l’audio (cioè eseguire il mixdown della song o di una sezione
mobile. Tuttavia, la risoluzione d’uscita audio dipende dall’hardware audio; se la della song) su un file audio; per i dettagli vedere a page 139. Facendolo, chiede di
scheda audio è a 24-bit, Reason crea l’audio alla risoluzione di 24-bit e se la scheda specificare una risoluzione 16 o 24 bit) e una frequenza di campionamento (11–96
audio è a 16-bit, l’audio sarà creato alla risoluzione di 16-bit. kHz) per il file.
Le frequenza di campionamento in riproduzione si specifica nella pagina Audio della ✪ Se si prevede di aprire il file esportato in un’altra applicazione selezion-
finestra di dialogo Preferences (menu Reason o Edit, dipende se si usa o meno la pi- are un formato supportato dall’applicazione stessa; nel dubbio, 16 bit/
attaforma Mac OS X): 44.1 kHz sono valori sicuri.

Import audio
Caricando campioni o file ReCycle nei campionatori, in Redrum o in Dr. Rex Loop
Player, Reason supporta file di molte frequenze di campionamento e risoluzioni.
Si possono usare file di formati diversi nello stesso dispositivo - un suono percussivo
può essere un campione a 8-bit, quello successivo un campione a 16-bit, ecc..
Si noti che le opzioni disponibili in questo menu a tendina dipendono dalle frequenze
di campionamento supportate dall’hardware audio. La maggior parte delle schede au-
dio standard supportano 44.1 kHz e altre frequenze di campionamento inferiori; in tal
caso, per avere la qualità audio migliore selezionare 44.1 kHz.

17
AUDIO BASICS
Livelli Audio
In Reason, durante la riproduzione è meglio tenere d’occhio l’indicatore di clip audio
Informazioni generali
in uscita sul pannello di trasporto; se s’illumina, il livello audio è troppo elevato e si ha
un clipping (distorsione digitale). Master Tune
L’indicatore rimane acceso un attimo Di default, Reason riproduce il “LA centrale” a 440 Hz (intonazione standard per la
per facilitare l’individuazione del maggior parte degli strumenti). Tuttavia, suonando Reason con altri strumenti è possi-
bile regolare l’intonazione:
D Per rimediare abbassare il livello master sul Mixer (o altro dispositivo) 1. Aprire il menu Edit (o Reason in Mac OS X) e selezionare Preferences.
collegato all’Interfaccia Hardware fino a quando l’indicatore di clipping
2. Usare il menu a tendina in cima alla finestra di dialogo Preferences per
non s’illumina in riproduzione.
selezionare la pagina Audio.
Si può anche usare il Combi MClass Mastering Suite per essere sicuri che il clip-
ping non si verifichi mai - vedere a page 336. 3. Regolare l’intonazione complessiva con il controllo Master Tune.
Volendo, si può regolarla in riproduzione; si noti che ciò influisce sull’intonazione di
! Si noti che non importa se gli indicatori di livello sui singoli dispositivi
tutte le sorgenti sonore in Reason (compresi Redrum e Dr. Rex Loop Player).
(effetti, canali del mixer, ecc.) “raggiungono il rosso”; il clipping può
avvenire solo nell’Interfaccia Hardware.
Latenza
Internamente Reason utilizza un processo di calcolo ad alta risoluzione a virgola mo-
bile che garantisce un’elevata qualità audio e un margine dinamico virtualmente illimi- Su qualsiasi computer c’è un ritardo dal momento in cui si “chiede” all’hardware di
tato. riprodurre un suono a quando lo si sente; è la “latenza”, un problema per ogni sistema
Nel dispositivo Audio Hardware, l’audio a virgola mobile è convertito alla risoluzione in cui l’utente deve influire sul suono in tempo reale.
usata dall’hardware audio (ed è qui che ci può essere un clipping). ! Per le informazioni principali sulla regolazione della latenza d’uscita ve-
dere il capitolo “Ottimizzare le prestazioni”!
Se si usano più uscite
Usando un hardware audio con più di due uscite è possibile avere dispositivi diversi
Perchè c’è la latenza?
collegati a uscite diverse nell’Interfaccia Hardware. Se l’indicatore di clipping audio Qualsiasi applicazione audio digitale crea il proprio audio in “porzioni” che sono poi
d’uscita s’illumina riprodurre di nuovo la sezione della song controllando l’Interfaccia passate alla scheda audio ove sono memorizzate temporaneamente prima di essere
Hardware. Ogni “presa” d’uscita ha un indicatore di livello - se il segmento rosso convertite in normali segnali audio analogici.
dell’indicatore s’illumina significa che c’è un clipping in uscita; ridurre quindi il livello Le zone di memoria per queste “porzioni” si chiamano “buffers”; per analogia si pensi
d’uscita del dispositivo collegato all’uscita in clipping fino a quando il clipping scom- a una fila di secchi e a un certo numero di persone, ognuna delle quali ha un secchio:
pare. l’acqua è versata da un secchio all’altro fino a raggiungere la sua desinazione finale.
Più piccoli e pochi sono i buffer, più il sistema risponde velocemente (bassa latenza).
Se si usa ReWire Tuttavia, ciò aumenta il consumo delle risorse del computer e del suo software.
Se l’audio è inviato in streaming a un’altra applicazione con il protocollo ReWire, il Se il sistema non riesce a spostare i dati dai/ai buffer abbastanza velocemente,
clipping non può avvenire in Reason, poichè la conversione dell’audio a virgola mobile nascono problemi che si manifestano con interruzioni nella riproduzione audio.
è eseguita nell’altra applicazione audio; per maggiori informazioni sull’uso di ReWire A peggiorare la situazione, si consideri che la riproduzione audio compete sempre
vedere a page 125. con altre attività del computer. In Windows, ad esempio, un valore di latenza audio
che in situazioni normali è perfettamente accettabile potrebbe essere troppo basso
quando si provano ad aprire i file durante la riproduzione, si passa a un altro pro-
gramma mentre Reason è in riproduzione o semplicemente si riproduce una song
molto pesante.

18 AUDIO BASICS
Quale è il valore di latenza ideale? ReWire e latenza
Normalmente, i synth hardware hanno una latenza da 3 a 7 ms (millisecondi – milles- Quando Reason funziona da ReWire slave è l’altro programma (il Rewire master) ad
imi di secondo), almeno se lo strumento è destinato a un pubblico “professionale”! essere responsabile della creazione audio vera e propria e della sua riproduzione at-
Su un normale PC la latenza può variare molto, poichè computer e sistemi operativi traverso la scheda audio; la latenza dipende quindi dal programma master.
sono destinati a molte applicazioni (non solo alla riproduzione audio). Per applicazioni ! Quando Reason funziona da ReWire slave, hardware audio, driver impie-
multimediali e giochi una latenza di 100 ms può essere tranquillamente accettabile, gato e impostazioni eseguite nella finestra di dialogo Preferences non
ma per suonare uno strumento musicale non lo è affatto! hanno alcuna importanza! Tutte le impostazioni hardware audio si defi-
• Su PC le schede audio con driver MME (vedere più avanti in questo capitolo) pos- niscono nell’applicazione master ReWire!
sono arrivare a una latenza di circa 160 ms.
Per informazioni su ReWire vedere “Uso di Reason come ReWire Slave”.
• Nella stessa scheda audio con un driver DirectX la latenza può scendere intorno ai
40 ms.
• Una scheda audio progettata specificamente per la bassa latenza con un driver
Riduzione della latenza
ASIO (o il controller audio interno in Mac OS X) in genere può scendere fino a 2- Ci sono alcuni accorgimenti per ridurre al minimo la latenza:
3 ms.
Questo valore è simile (o migliore) a quello offerto dai synth hardware dedicati! D Rimuovere le funzioni in background del computer.
Può essere qualsiasi utility in background installata o attività di rete, Internet, ecc..
Il sequencer interno di Reason non ha latenza! D Ottimizzare le song.
Quando il sequencer di Reason riproduce una song la temporizzazione tra le note è In alcune situazioni può essere necessario aumentare la latenza d’uscita, in modo
perfetta! Una volta che la riproduzione di un pattern o una song di Reason è attiva e in che il computer riesca a riprodurre una song molto pesante; un’altra possibilità è
esecuzione la latenza non è nemmeno da considerare; il computer sincronizza l’audio ottimizzare la song vera e propria; per i dettagli vedere “Optimizing Performance”.
tra gli step con un’accurata precisione al quarzo e la temporizzazione è impeccabile! D Usare un computer più veloce.
Questa scelta dipende da quella precedente; è necessaria solo se bisogna au-
mentare la latenza d’uscita perchè il computer non riesce proprio a gestire le song
da riprodurre.

19
AUDIO BASICS
Specifiche PC In Reason tutti i calcoli audio sono eseguiti con operazioni a virgola mobile (cioè
tenendo conto dei numeri decimali invece di quelli interi non decimali) per garantire la
migliore qualità audio possibile. Si può avere una buona qualità audio anche in un
sistema a numeri interi, ma la virgola mobile (ove disponibile) è più efficace e precisa.
Impostazioni ASIO DirectX, MME e buffer audio I processori Intel e AMD sono quelli più veloci nei calcoli a virgola mobile. Altri proces-
Windows accede all’hardware audio in tre modi: sori più economici hanno prestazioni ridotte proprio da questo punto di vista; ciò si ri-
percuote inevitabilmente sulle prestazioni del programma; il nostro consiglio è il
Con i driver MME (MultiMedia Extensions) seguente:

Questo sistema è stato introdotto dalla versione 3.0 di Windows ed è il tipo di driver ✪ Se si acquista un computer specifico per Reason scegliere un processore
installato normalmente nel Pannello di Controllo via “Plug’n’Play”; la maggior parte Intel o AMD, atrimenti scegliere un processore noto per le sue elevate
della normale riproduzione sonora (come il suono all’avvio di Windows) avviene via prestazioni di calcolo a virgola mobile!
MME.
• Praticamente tutte le schede audio hanno un driver MME; se l’hardware si trova
nella cartella Sistema del Pannello di Controllo significa che è installato un driver
MME.
• Un hardware audio che utilizza driver MME ha valori di latenza molti elevati.
Specifiche Mac
• Solo un programma alla volta può usare l’hardware audio via MME. In Mac OS X tutte le comunicazioni con la maggior parte dell’hardware audio pos-
sono essere gestite dal controller audio interno.
Con i driver DirectX D Possono essere disponibili anche altre opzioni, principalmente riguardo
DirectX è un sistema più evoluto sviluppato da Microsoft per offrire routine d’accesso alla compatibilità con tutte le configurazioni hardware/software possi-
all’audio più efficienti. bili.
Usarle solo se necessario.
• Non tutto l’hardware audio ha driver DirectX; tuttavia, i driver per un certo tipo di
hardware sono inclusi in DirectX stesso.
• I driver DirectX offrono una latenza inferiore (tra 40 e 90 millisecondi).
! Usare DirectX solamente se si è certi che per l’hardware audio è instal-
lato un driver DirectX “certificato”.

✪ Altre informazioni sul driver DirectX si trovano alle pagine web DirectX
di Microsoft all’indirizzo www.microsoft.com/directx.

Con i driver ASIO


La maggior parte delle schede audio professionali utilizzano driver ASIO.
• Usando un driver ASIO la latenza scende fino a 3 ms.
• Con un driver ASIO solo un programma alla volta può accedere alla scheda audio.

✪ Altre informazioni sui driver ASIO si trovano alle pagine web Steinberg
Media Technologies all’indirizzo www.steinberg.net.

Processori
Usando Reason in Windows la velocità di clock del processore è un fattore impor-
tante che determina quanti dispositivi si possono usare contemporaneamente. Ci
sono però altri fattori da considerare; uno molto importante è la “prestazione di cal-
colo a virgola mobile”.

20 AUDIO BASICS
3 D Sounds, Devices and Patches
Introduzione Si può ingrandire l’area del rack cliccando sul suo bordo inferiore (il divisore tra rack
e area del sequencer) e trascinandolo in basso; questa operazione restringe l’area del
sequencer e rende più visibile il rack. Altrimenti, si può “sganciare” completamente il
✪ Per informazioni rapide sulla creazione dei dispositivi e la selezione di sequencer dal rack (vedere a page 12); si può anche fare in modo che il rack occupi
l’intera finestra cliccando sul pulsante Maximize sopra la scrollbar a destra.
suoni e patch vedere i capitoli Tutorial nel manuale d’Avvio Rapido.
Questo capitolo tratta i seguenti argomenti:
D Procedure e tecniche di gestione dei dispositivi nel rack.
Vedere in seguito.
D Routinge dei cavi virtuali.
Vedere “Breve nota sul routing”. Pulsante Maximize del rack.

D Formati file ReFills e Reason.


Vedere “ReFills”. Creare i dispositivi
D Gestione delle patch in Reason. Per creare nuovi dispositivi doppio-click del mouse su un dispositivo nella finestra
Vedere “Patch”. Tools (menu Devices) o usare un drag & drop. Altrimenti è possibile selezionare i dis-
positivi dal menu Create; questo menu è disponibile sia nella barra principale dei
D Uso del browser di Reason. menu che nei menu contestuali (vedere “Menu contestuali”).
Vedere “Uso del Browser”.
D Il nuovo dispositivo è inserito nel rack sotto quello corrente selezionato.
Se non c’è un dispositivo selezionato, quello nuovo è aggiunto alla base del rack.

Uso del rack virtuale D Aggiungendo un nuovo dispositivo Reason tenta di collegarlo in modo
logico.
Come si è visto finora il cuore di Reason è il rack virtuale, ove si creano e configurano Per un’introduzione alle funzioni di routing automatico vedere a page 26.
i dispositivi e si eseguono le impostazioni dei parametri; questa sezione descrive tutte D Nel sequencer si crea automaticamente una nuova traccia collegata al
le procedure di gestione del rack (cioè procedure e tecniche comuni a tutti i disposi- nuovo dispositivo.
tivi). La traccia avrà lo stesso nome del dispositivo. Inoltre, l’ingresso della tastiera Mas-
ter sarà impostato automaticamente alla nuova traccia per consentire di suonare
Muoversi nel rack subito via MIDI il dispositivo creato (vedere a page 54).
Se il rack contiene molti dispositivi, probabilmente lo schermo non può visualizzarlo D Di default, ciò si applica solo ai dispositivi strumento, non a quelli mixer
tutto. Per scorrere il rack in alto o in basso usare uno dei metodi seguenti: o effetto.
Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) quando si crea un dispositivo
D Usare la scrollbar a destra del rack per scorrere continuamente in alto o è vero il contrario (cioè ai dispositivi mixer ed effetto sono assegnate nuove tracce
in basso. mentre i dispositivi strumento non prendono alcuna traccia).
D Usare la rotellina del mouse (se c’è) per scorrere il rack in alto o in basso.
✪ I dispositivi si possono creare anche cercando le patch - vedere a page
D Usare i tasti [Page Up]/[Page Down] sulla tastiera del computer per 39.
spostare l’immagine di una schermata intera in alto o in basso.
D Usare i tasti [Home] o [Fine] sulla tastiera del computer per scorrere in
cima o in fondo al rack.
D Aprire il menu contestuale di un dispositivo e selezionare un altro dis-
positivo dal submenu “Go To”.
Il rack scorre al dispositivo selezionato.
✪ Quando si seleziona la traccia sequencer di un dispositivo, Reason
scorre automaticamente il rack per visualizzare il dispositivo.

22 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


Selezionare i dispositivi Eliminare i dispositivi
Per alcune operazioni (es. taglio, copia ed eliminazione dei dispositivi) si devono Per eliminare uno o più dispositivi, selezionarli e usare uno dei metodi seguenti:
selezionare uno o più dispositivi nel rack; ciò si esegue secondo i seguenti criteri:
D Tenere premuto [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [Back-
D Per selezionare un singolo dispositivo, cliccarci sopra nel rack. space] o [Canc].
Il dispositivo selezionato è indicato da un bordo colorato (basato sullo schema di
colori scelto per il sistema operativo). D Selezionare “Delete Devices and Tracks” dal menu Edit o da quello con-
testuale del dispositivo.
Questa operazione elimina il dispositivo(i) insieme alle tracce sequencer associate
ad esso. E’ possibile avere dispositivi senza le rispettive tracce associate, ma non
si può avere una traccia sequencer senza un dispositivo associato ad essa.
! Eliminando un dispositivo collegato tra altri due dispositivi, la connes-
sione tra i due dispositivi è mantenuta automaticamente.

D Per selezionare più dispositivi tenere premuto [Shift] e cliccare. ! Il dispositivo Hardware Interface in cima rack non può essere rimosso.
In altre parole, uno [Shift]-click del mouse su un dispositivo lo seleziona senza
togliere la selezione ad altri dispositivi selezionati. Riordinare i dispositivi
D Per de-selezionare tutti i dispositivi cliccare nello spazio vuoto alla base E’ possibile cambiare l’ordine dei dispositivi nel the rack spostandoli:
del rack.
1. Per spostare più di un dispositivo contemporaneamente selezionare i dis-
D Per de-selezionare uno dei dispositivi selezionati tenere premuto [Shift] positivi.
e cliccare su quello a cui togliere la selezione.
2. Cliccare nella zona “maniglia” dei dispositivi.
Tutti gli altri dispositivi selezionati restano selezionati.
Nei dispositivi a larghezza piena è l’area da sinistra a destra del pannello (tra i punti
D E’ possibile anche usare i tasti freccia su/giù sulla tastiera del computer di fissaggio del rack); nei dispositivi più piccoli si può cliccare ovunque tranne che
per selezionare il dispositivo appena sopra o sotto quello corrente selez- sui parametri veri e propri.
ionato.
3. Con il pulsante sinistro del mouse premuto trascinare il dispositivo(i) in alto
Usando questo metodo, Reason scorre automaticamente il rack in modo che il dis-
o in basso nel rack.
positivo selezionato sia completamente visibile; è un metodo rapido per “muo-
Una spessa linea rossa verticale indica ove è collocato il dispositivo(i); si noti che
versi” nel rack. I dispositivi stretti (es. quelli a metà larghezza come gli effetti) sono
la linea rossa può trovarsi a sinistra di un dispositivo (a indicare che il dispositivo
ordinati da sinistra a destra; premendo il tasto freccia giù, quindi, si scorrono i dis-
spostato sarà inserito prima dell’altro dispositivo) o a destra di un dispositivo (a in-
positivi da sinistra a destra prima di passare alla fila successiva del dispositivo.
dicare che il dispositivo spostato sarà inserito dopo l’altro dispositivo).
D Tenendo premuto [Shift] quando si usano i tasti freccia su o giù, il dis-
positivo corrente selezionato rimane selezionato.
Si può così selezionare una serie di dispositivi.
Regolando un parametro in un dispositivo si seleziona automaticamente il dispositivo
stesso. In altre parole, non c’è mai bisogno di selezionare un dispositivo prima di es-
eguire le impostazioni dei parametri.

23
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Duplicare i dispositivi
In questo esempio è spostato il dispositivo riverbero RV-7: Per eseguire la copia di un dispositivo nel rack tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl]
In questo caso la linea rossa indica che il dispositivo riverbero sarà inserito a sinistra del (Windows) e trascinare il dispositivo desiderato alla nuova posizione.
D Tenendo premuto [Shift] quando si duplica il dispositivo, Reason tenta di
collegarlo automaticamente (come quando si spostano i dispositivi).
Vedere a page 26.

Comandi Cut, Copy e Paste


I dispositivi selezionati si possono spostare o duplicare con i comandi Cut, Copy e
Paste Device presenti nel menu Edit (o nel menu contestuale del dispositivo). Ciò
Il risultato è questo: si noti che il dispositivo Filter è spostato a sinistra per colmare il vuoto.
consente, ad esempio, di copiare uno o più dispositivi (come un dispositivo strumento
con tutti i suoi effetti in Insert) da una song di Reason a un’altra secondo i seguenti
criteri:
D I comandi Cut e Copy influenzano tutti i dispositivi selezionati e funzio-
nano in base alle procedure standard.
Il comando Cut sposta i dispositivi nel clipboard (rimuovendoli dal rack) e il co-
mando Copy crea copie dei dispositivi collocandole nel clipboard, senza influen-
In questo caso, la linea rossa indica che il dispositivo riverbero sarà inserito a destra del chorus/ zare il rack.
D Quando s’incollano, i dispositivi sono inseriti nel rack sotto il dispositivo
corrente selezionato.
Se non è selezionato alcun dispositivo, quelli incollati appaiono alla base del rack.
D Copiando e incollando più dispositivi, le connessioni tra essi sono man-
tenute.
D Tenendo premuto [Shift] quando s’incolla un dispositivo, Reason tenta
di collegarlo automaticamente.
I criteri sono simili a quelli impiegati per la copia o duplicazione dei dispositivi tras-
Il risultato è questo; tutti i tre dispositivi sono spostati a sinistra per colmare il vuoto. cinati con il mouse; il routing automatico e manuale è descritto nel capitolo “Rout-
ing Audio e CV”.

4. Rilasciare il pulsante sinistro del mouse.


Il dispositivo(i) è spostato alla nuova posizione e gli altri dispositivi nel rack sono
sistemati in modo da colmare i “vuoti”.
! Se s’inizia a spostare un dispositivo ma poi si cambia idea è possibile in-
terrompere l’operazione premendo [Esc] tenendo premuto il pulsante
del mouse.
D Tenendo premuto [Shift] quando si sposta un dispositivo, Reason tenta
di collegarlo automaticamente.
Per maggiori informazioni sul routing automatico vedere a page 26.
! Lo spostamento dei dispositivi nel rack non influenza l’ordine delle
tracce nel sequencer, e viceversa.

24 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


Nominare i dispositivi Si noti che le striscie adesive del canale mixer indicano il nome del dispositivo diretta-
mente collegato al Mixer! Se un dispositivo strumento è collegato attraverso un effetto
Ogni dispositivo ha una “etichetta adesiva” che ne indica il nome; un nuovo disposi- in Insert, la striscia adesiva del canale mixer mostra il nome del dispositivo effetto in In-
tivo creato è nominato automaticamente in base al tipo, con un numero d’indice (il sert (poichè è quello collegato direttamente al canale del Mixer). In tal caso, è meglio
primo synth Subtractor creato, ad esempio, si chiamerà “Subtractor 1”, quello suc- rinominare il dispositivo effetto in Insert in modo che indichi lo strumento collegato.
cessivo “Subtractor 2”, e così via); per rinominare un dispositivo cliccare sulla rispet-
tiva etichetta adesiva e digitare un nuovo nome (fino a 16 caratteri).

Per i dispositivi collegati a un Mixer, i rispettivi nomi si riflettono automaticamente sulle


striscie adesive verticali dei canali mixer corrispondenti (accanto ai fader canale).
Analogamente, le striscie adesive sotto le manopole Return indicano i nomi dei dis- Relazione tra nomi dispositivo e nomi traccia
positivi effetto collegati ai rispettivi ingressi Return. Quando si crea un dispositivo strumento ad esso è assegnata automaticamente una
traccia nel sequencer con lo stesso nome di default; rinominando un dispositivo si ri-
nomina anche la traccia sequencer corrispondente (e viceversa).

Dispositivi aperti e chiusi


Se in un dispositivo non si devono eseguire impostazioni è possibile chiuderlo per
rendere il rack più maneggevole ed evitare di scorrerlo continuamente; per farlo clic-
care sulla freccia rivolta in basso a sinistra del dispositivo.

Per riaprire il dispositivo cliccare di nuovo sulla stessa freccia.


D In rack con file di dispositivi più piccoli, la freccia chiudi/apri è situata a
sinistra del dispositivo più a sinistra ed influenza tutti i dispositivi nella
fila.
D Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando sulla
freccia di un dispositivo aperto, si chiudono tutti i dispositivi presenti nel
rack.
Al contrario, con un [Option]/[Alt]-click sulla freccia di un dispositivo chiuso si
aprono tutti i dispositivi.

25
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
D I parametri dei dispositivi chiusi non sono visualizzati; inoltre, non è pos-
sibile eseguire regolazioni di routing sul retro del rack per i dispositivi
chiusi.
Breve nota sul routing
Tuttavia, per eseguire una connessione a un dispositivo chiuso trascinare con il ! Questa sezione descrive solo le operazioni di routing principali; per una
mouse un cavo virtuale ad esso e tenerlo lì qualche istante; il dispositivo chiuso si descrizione dettagliata su procedure e possibilità di routing vedere il
apre automaticamente consentendo di eseguire la connessione. capitolo “Routing Audio e CV”.
D I dispositivi chiusi possono essere rinominati, spostati, duplicati e can- Reason offre un routing molto flessibile dei segnali audio e di controllo tra i dispositivi
cellati come quelli aperti. del rack; il routing si può essere automatico o manuale:
D Nei dispositivi che usano le patch è possibile selezionare le patch anche
se i dispositivi sono chiusi. Routing automatico
D La riproduzione non è influenzata dalla chiusura dei dispositivi. Con il routing automatico Reason esegue tutte le connessioni audio principali per un
dispositivo in una sola operazione; come accennato alle pagine precedenti, il routing
automatico è eseguito automaticamente quando si crea un nuovo dispositivo e
quando si spostano, duplicano o incollano dispositivi tenendo premuto il tasto [Shift].

✪ Se applicabile, il routing automatico è eseguito automaticamente in ste-


reo.

Creare i Mixer
D Il primo dispositivo Mixer creato è assegnato automaticamente agli in-
gressi Stereo del dispositivo Hardware.

Collegare un dispositivo al Mixer


D Quando si crea un dispositivo strumento (synth, campionatore, Redrum
o Dr. Rex) esso è assegnato automaticamente al primo canale mixer dis-
ponibile.
Il dispositivo è quindi subito pronto all’uso.

Collegare un effetto in Send al Mixer


D Avendo selezionato un Mixer e creando un dispositivo effetto, quest’ul-
timo è collegato come effetto in Send (al primo Aux Send/Return).
Esempi d’effetti in Send sono riverbero, delay e chorus.

Collegare un effetto direttamente a un dispositivo (Insert)


D Avendo un dispositivo strumento selezionato e creando un effetto,
quest’ultimo è collegato come effetto in Insert; il segnale proveniente
dal dispositivo passa cioè al Mixer attraverso l’effetto.
Esempi di effetti in Insert sono distorsore, compressore e phaser.

26 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


Collegare un effetto in Insert tra l’Interfaccia Hardware e un Routing manuale
dispositivo
Per collegare manualmente i dispositivi girare il rack per vedere il retro premendo il
D Selezionando l’Interfaccia Hardware e poi creando un effetto, quest’ul- tasto [Tab] o selezionando “Toggle Rack Front/Rear” dal menu Options.
timo è collegato in Insert tra l’Interfaccia Hardware e qualsiasi disposi-
tivo collegato agli ingressi dell’Interfaccia Hardware (normalmente le
uscite di un Mixer).
E’ il modo migliore per collegare un Combi MClass Mastering Suite alla fine del
percorso del segnale.

Routing automatico dei dispositivi dopo la loro creazione


Ecco ora altri criteri di routing automatico per i dispositivi già presenti nel rack:
D Per ri-assegnare un dispositivo già presente rack, selezionarlo e usare le
opzioni Disconnect Device e Auto-route Device (entrambe nel menu
Edit).
D Eliminando un dispositivo collegato tra altri due, la connessione tra i due
dispositivi rimanenti è mantenuta automaticamente.
Un esempio tipico è un dispositivo effetto collegato in Insert tra un synth e un
Mixer. Eliminando l’effetto il synth si collega direttamente al Mixer.
D Spostando un dispostivo le connessioni non cambiano.
Per fare in modo che Reason esegua un routing automatico del dispositivo in base Sul retro di ogni dispositivo ci sono connettori di due tipi diversi: audio e CV (tensione
alla sua nuova posizione nel rack tenere premuto [Shift] quando lo si sposta. di controllo usata per controllare i parametri - vedere “Uso dei segnali CV e Gate”). In-
gressi e uscite audio sono jack grandi da 1/4”, mentre i jack d’ingresso e uscita CV
D Quando si duplicano i dispositivi (trascinandoli) o si usano i comandi sono più piccoli.
Copy e Paste, sui dispositivi non è eseguito affatto un routing automat- Per ora vediamo le connessioni audio.
ico.
Per fare in modo che sia eseguito un routing automatico tenere premuto [Shift] Jack audio
quando si esegue l’operazione.

Jack CV

! Con il retro visibile ci si può comunque muovere nel rack scorrendolo,


usando la tastiera del computer, ecc..
Per inviare l’audio da un dispositivo all’altro ci sono due modi: collegando i “cavi virtu-
ali” tra ingressi e uscite o scegliendo le connessioni da un menu a tendina:

27
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Uso dei cavi virtuali Usare i menu a tendina
! Perchè i cavi siano visibili deve essere attiva l’opzione “Show Cables” 1. Cliccare (o click-destro) su un connettore.
del menu Options (vedere sotto). Appare un menu a tendina che elenca tutti i dispositivi presenti nel rack.

1. Cliccare sul jack d’ingresso o uscita desiderato su uno dei dispositivi e tras- 2. Collocare il puntatore del mouse sul dispositivo desiderato (quello verso il
cinare il puntatore del mouse lontano dal jack (tenendo premuto il pulsante quale creare una connessione).
del mouse). Appare un submenu che elenca tutte le connessioni ingresso/uscita adeguate.
Appare un cavo volante. Cliccando sull’uscita audio di un dispositivo, ad esempio, i submenu gerarchici
elencano tutti gli ingressi audio presenti in tutti gli altri dispositivi.

2. Trascinare il cavo al jack dell’altro dispositivo.


Spostando il capo di un cavo su un jack del tipo giusto (audio/CV, ingresso/us-
cita) esso s’illumina, ad indicare che la connessione è possibile. D Se nel menu a tendina un dispositivo è sfumato in grigio significa che
non ci sono connessioni adatte.
3. Rilasciare il pulsante del mouse.
Il cavo è collegato; se ingresso e uscita sono in stereo e si collegano i canali sinis- 3. Selezionare il connettore desiderato dal submenu.
tri è aggiunto automaticamente un cavo per i canali destri. E’ creata la connessione.

! Il trascinamento di un cavo per una connessione si può annullare pre- Scollegare i dispositivi
mendo [Esc] mentre si tiene premuto il pulsante del mouse. Anche qui ci sono due modi per scollegare i dispositivi:
D Cliccare a un capo del cavo, trascinarlo lontano dal jack e rilasciarlo da
✪ Per una panoramica più chiara delle connessioni i cavi hanno colori di- qualche parte lontano da un jack.
versi.
Le connessioni a/da altri dispositivi effetto hanno diverse sfumature di oppure:
verde, le altre connessioni audio sono in sfumature diverse di rosso e le D Cliccare su uno dei connettori e selezionare “Disconnect” dal menu con-
connessioni CV presentano sfumature diverse di giallo. testuale che appare.
Questi cavi sono verdi ad indicare le
connessioni di un dispositivo effetto.

Questo cavo è Questi cavi sono rossi ad


giallo ad indicare indicare connessioni tra
una connessione dispositivi strumenti e
CV. Mixer.

D Analogamente si può cambiare una connessione esistente cliccando a


un capo del cavo e trascinandolo a un altro connettore.

28 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


Nascondere e mostrare i cavi
Si può scegliere se rendere visibili o meno i cavi virtuali attivando o disattivando l’opz-
Patch
ione Show Cables nel menu Options; quando i cavi sono nascosti i connettori in uso
sono indicati da un punto rosso colorato: Una patch di Reason contiene le impostazioni di un dispositivo specifico; le patch
possono essere file separati su hard-disk o file racchiusi in un ReFill.
Per maggiori informazioni sui ReFill vedere a page 32.

Nove dispositivi utilizzano le patch:


D Le patch dei synth Subtractor, Thor e Malström contengono tutte le im-
postazioni sul pannello del dispositivo.
Verificare le connessioni Selezionando una patch si ha un nuovo suono (come quando si selezionano pro-
grammi o patch da un synth hardware).
E’ possibile verificare a quale dispositivo è collegato un jack; ciò è particolarmente
utile se i cavi sono nascosti, ma è anche comodo se ci sono molti cavi o se due dis- D Le patch dei campionatori NN-19 e NN-XT contengono informazioni sui
positivi sono molto lontani tra loro nel rack: campioni usati e le rispettive impostazioni (key map, intonazione, ecc.),
oltre alle impostazioni dei parametri sul pannello del dispositivo.
D Collocare il puntatore del mouse su un connettore e attendere qualche E’ importante osservare che la patch di un campionatore non contiene i campioni
istante. veri e propri, ma solo le informazioni relative ai file campione utilizzati.
Appare un tooltip che mostra il dispositivo e il connettore all’altro capo.
D Le patch percussive Redrum contengono un “kit di batteria” completo,
cioè le informazioni sui campioni percussivi usati insieme alle im-
postazioni dei parametri di ogni suono percussivo.
Anche qui nella patch non sono inclusi i campioni veri e propri, ma solo i riferimenti
ai file; si noti, inoltre, che le patch Redrum sono distinte dai pattern Redrum (selez-
ionando una nuova patch non s’influenzano i pattern nel dispositivo).
D Le patch degli effetti Scream 4 e RV7000 contengono tutte le impostazi-
oni sui rispettivi pannelli dei dispositivi.
Selezionando una patch si ha un nuovo suono (come quando si selezionano pro-
grammi o patch da un effetto hardware).
D Il formato patch Combinator (Combi) salva tutte le impostazioni e i rifer-
imenti file di ogni dispositivo nel Combi, insieme alle impostazioni Com-
binator (key/velocity zone, routing di modulazione, ecc.).
Sono salvati anche tutti i routing audio o CV dai/ai dispositivi del Combi.
! Si noti che le patch dei dispositivi inclusi in un Combi non sono salvati
individualmente; per esempio, se in un Combi c’è un Subtractor e ne
sono state modificate le impostazioni, queste impostazioni sono salvate
con il Combi, ma non in una patch Subtractor separata (a meno che lo si
faccia dall’interno del Combi - vedere a page 30).

! A parte i Combi, le patch non includono informazioni sulle connessioni


eseseguite sul retro del dispositivo.

29
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Preferenza “Load Default Sound in New Devices” D Cliccando nel display nome patch sul pannello del dispositivo appare un
menu a tendina che elenca tutte le patch presenti nella cartella selezion-
In Preferences - pagina General c’è un’opzione (attiva di default) per caricare una
ata - vedere “Elenco browse (browse list)” on page 40).
patch di default quando si crea un dispositivo; per ogni dispositivo ci sono patch situ-
Si può così selezionare rapidamente un’altra patch, senza doverle scorrere tutte.
ate fuori dalle cartelle Category nella cartella Factory Soundbank principale del dis-
positivo. Esse sono disponibili nell’elenco Browse (vedere a page 40) subito dopo la
creazione di un nuovo dispositivo (in modo da provare alcuni suoni senza dover aprire
il browser).

Selezionare una patch


Per selezionare la patch di un dispositivo usare uno dei metodi seguenti:
D Cliccare sul pulsante cartella nella sezione Patch sul pannello del dis-
positivo.
La sezione Patch ha la stessa struttura di base in tutti i dispositivi con patch: un
display nome patch e tre pulsanti; pulsanti freccia su/giù per scorrere le patch in
sequenza, un pulsante cartella per aprire il browser e un pulsante Save per salvare
la patch. Selezionando una patch i parametri del dispositivo sono regolati in base ai valori
memorizzati nella patch e il nome della patch appare nel display nome patch; come
per qualsiasi operazione eseguita, anche questa può essere annullata (Undo). Vedere
a page 10.
! Tutte le regolazioni dei parametri eseguite sul pannello del dispositivo
Sezione Patch di un dispositivo Redrum. dopo aver selezionato una patch non influenzano il file patch (per farlo
bisogna salvare la patch - vedere in seguito).
! Nota: Sui pannelli dei dispositivi Redrum, NN-19 e NN-XT ci sono anche
altri pulsanti cartella che servono per caricare i campioni; assicurarsi di
cliccare sul pulsante nella sezione Patch (accanto al display nome Se non si trovano i campioni di riferimento
patch)! Come osservato in precedenza, le patch Redrum, NN-19 e NN-XT contengono dei
D Selezionare Browse Patches dal menu Edit o da quello contestuale del riferimenti ai campioni e (come le patch) i campioni possono essere file indipendenti
dispositivo. su hard-disk o elementi in un ReFill. Tuttavia, se dopo il salvataggio di una patch i file
Si noti che il menu Edit riflette il dispositivo selezionato - in altre parole, se è selez- campione sono spostati o rinominati, nella patch i riferimenti al file campione non sono
ionato il dispositivo, l’elemento Browse Patches corrispondente appare nel menu precisi.
Edit. In tal caso, quando si seleziona una patch, Reason genera un messaggio d’avviso.
Si può quindi scegliere d’individuare manualmente i file mancanti, fare in modo che
D In entrambi i casi, si apre la finestra di dialogo Patch Browser che con- Reason li cerchi o continuare senza i suoni mancanti (per i dettagli vedere a page 41).
sente di trovare e selezionare la patch (su hard-disk o in un ReFill).
Le operazioni nel browser sono descritte in seguito (ad iniziare da page 33). ! Continuando senza trovare o sostituire i campioni mancanti ci saranno
suoni percussivi e key zone silenziosi (rispettivamente in Redrum e NN-
D Una volta selezionata una patch, si possono scorrere tutte le patch pre- 19/NN-XT).
senti nella stessa cartella usando i pulsanti freccia sul pannello del dis-
positivo.
Si noti che cambiando le patch in questo modo, si può anche cambiare il disposi- Salvare le patch
tivo vero e proprio! Vedere “Elenco browse (browse list)” a page 40.
Salvare le impostazioni del dispositivo in una song
Salvando una song di Reason, tutte le impostazioni in tutti i dispositivi sono incluse
automaticamente nel file song (non c’è bisogno di salvare le patch separatamente).

30 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


! E’ importante capire che nella song sono salvate le impostazioni vere e ! Copiare e incollare le impostazioni sono operazioni possibili con tutti i
proprie, non i riferimenti a patch su hard-disk; all’apertura successiva tipi di dispositivo strumento, tranne Dr. Rex Loop Player.
della song, tutti i dispositivi sono impostati come si trovavano al mo-
mento del salvataggio (indipendentemente dal fatto che siano state ri- Procedere come segue:
mosse o modificate patch sull’hard-disk). 1. Selezionare una patch e/o eseguire le impostazioni desiderate sul primo
dispositivo.
Salavare le impostazioni del dispositivo in una patch su hard-disk
2. Selezionare Copy Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu
Sebbene le impostazioni del dispositivo siano memorizzate nella song, può essere Edit.
utile salvare le impostazioni eseguite in un dispositivo su un file patch separato (per
usare la patch in altre song e provare altre patch nella song senza il rischio di perdere 3. Selezionare l’altro dispositivo dello stesso tipo (nella stessa song o in un’al-
il proprio suono). tra).
1. Cliccare sul pulsante floppy disk nel pannello del dispositivo. 4. Selezionare Paste Patch dal menu contestuale del dispositivo o dal menu
Edit.
Le impostazioni del primo dispositivo (inclusi i riferimenti campione a Redrum e
NN-19/NN-XT) sono applicate al secondo dispositivo.
! Questa operazione copia semplicemente le impostazioni da un disposi-
✪ Si può anche selezionare un dispositivo e usare il comando Export Patch tivo a un altro; regolando le impostazioni su uno dei dispositivi non s’in-
del menu File. fluenza l’altro e le impostazioni non sono in alcun modo collegate a un
file patch su hard-disk.
2. Nella finestra di dialogo file che appare specificare destinazione e nome per
il file patch, quindi cliccare Save.
Inizializzare le patch
D In Windows, i vari tipi di file patch hanno estensioni file diverse. Talvolta, creando un suono di synth, un kit di batteria o una patch campionatore è utile
Le estensioni file sono aggiunte automaticamente da Reason quando si salva. In iniziare con una “lavagna pulita”. Per farlo selezionare Initialize Patch dal menu contes-
Mac OS non sono necessarie ma è bene mantenerle, in modo che i file salvati si tuale del dispositivo o dal menu Edit; questo comando imposta tutti i parametri ai val-
possano usare in Windows. ori “standard”. Inizializzando i dispositivi NN-19, NN-XT, Dr. Rex o Redrum, inoltre, si
D Se una patch è stata selezionata, modificata e si vuole salvarla con le rimuovono tutti i riferimenti ai file campione, consentendo d’iniziare da zero.
modifiche, si può salvare una versione modificata separata della patch
(con un nuovo nome) o semplicemente sostituire il vecchio file patch su
hard-disk.
Come sempre, Reason chiede se si vuole davvero sostituire il file patch esistente.
! E’ possibile salvare una patch con lo stesso nome e destinazione senza
aprire la finestra di dialogo Save tenendo premuto [Option] (Mac)/[Alt]
(Windows) e cliccando sul pulsante floppy disk nel pannello del disposi-
tivo.
Attenzione però: questa operazione sostituisce la patch originale!

! Non è possibile salvare in un ReFill! Se è stata aperta una patch dall’in-


terno di un ReFill, la si modifica e si vuole salvarla, bisogna farlo su un
file separato; per evitare confusione, inoltre, si consiglia inoltre di rinom-
inare il file patch.

Copiare e incollare le patch tra i dispositivi


Un metodo rapido per trasferire le impostazioni tra dispositivi dello stesso tipo è usare
i comandi Copy e Paste Patch; equivale esattamente a salvare una patch in un dis-
positivo e aprirla in un altro (è solo un metodo più rapido).

31
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
ReFills | Tipo
file
Patch Thor
| Estensione | Descrizione
.thor E’ una patch per il synth Thor e contiene tutte le
impostazioni pannello; i suoni del synth si memo-
Un ReFill è un pacchetto di elementi per Reason che può contenere patch, campioni, rizzano salvando le patch Thor.
file REX, SoundFont e song demo; si può paragonare ReFills alle card ROM di un Patch Malström .xwv E’ una patch per il synth Malström e contiene
synth. tutte le impostazioni pannello; i suoni del synth si
Su computer i ReFills sono grandi file con estensione “.rfl”. memorizzano salvando le patch Malström.
Tutti i suoni di Reason sono racchiusi in due ReFills; “Reason Factory Sound Bank” e Patch campionatore .smp E’ una patch per il campionatore NN-19 e con-
“Orkester”, entrambi copiati nella cartella Program di Reason durante l’installazione. NN-19 tiene i riferimenti e le impostazioni per tutti i cam-
Altri ReFills Propellerhead si possono acquistare; è possibile anche scaricare da In- pioni usati insieme alle impostazioni pannello.
ternet altri ReFills utilizzati da utenti Reason, acquistarli da altri costruttori, ecc.. Patch campionatore .sxt E’ una patch per il campionatore NN-XT e con-
NN-XT tiene i riferimenti e le impostazioni per tutti i cam-
✪ Quando sono memorizzati in ReFills, i campioni (file Wave e AIFF) sono pioni usati insieme alle impostazioni pannello.
compressi di circa la metà della loro dimensione file originale senza per-
dita di qualità. Redrum Patch .drp E’ una patch per il dispositivo Redrum e contiene
le informazioni sui campioni percussivi usati insi-
In Reason, per vedere e accedere a suoni ed altri elementi racchiusi nei ReFills si può eme a tutte le impostazioni del suono percussivo;
usare il browser (come se i ReFills fossero cartelle su hard-disk). in sostanza, una patch Redrum è un kit di batteria
Inoltre, se una song utilizza gli elementi dai ReFills, Reason indica quali sono i ReFills memorizzato.
necessari. Patch RV7000 .rv7 E’ una patch per il riverbero RV7000 contenente
tutte le impostazioni pannello.
Formati file in Reason Patch Scream 4 .sm4 E’ una patch per il distorsore Scream 4 conte-
nente tutte le impostazioni pannello.
La tabella seguente elenca i formati file che si possono cercare e aprire usando il
browser di Reason: File REX .rx2, .rcy o I file REX sono creati in un’altra applicazione Pro-
.rex pellerheads: l’editor di loop ReCycle; contengono
| Tipo file | Estensione | Descrizione i loop audio porzionati in slice (uno slice per ogni
Song .rsn E’ il formato documento principale di Reason; beat significativo nel loop). Caricando un file REX
contiene la musica e la configurazione del rack, nel dispositivo Dr. Rex Loop Player, è possibile
insieme ai riferimenti a tutti i campioni e loop usati riprodurre il loop praticamente a qualsiasi tempo
(può anche contenere i campioni e loop veri e (senza influenzarne l’altezza), manipolare i singoli
propri se la song è stata fatta diventare “self-con- beat nel loop, estrarre informazioni tempo, ecc..
tained”). Si noti che i file REX si possono caricare anche
Song pubblicata .rps Una song pubblicata è una song self-contained nei campionatori e in Redrum.
destinata solo alla riproduzione; non si può modi- Campioni .wav o .aif I dispositivi NN-19 e Redrum riproducono i cam-
ficare, nè si possono estrarre i suoi elementi e pioni in formato Wave o AIFF e supportano molte
non è possibile esportarla come file audio. risoluzioni bit e frequenze di campionamento.
Patch Combinator .cmb Combinator può memorizzare/richiamare combi- E’ possibile usare file di formati diversi nello
nazioni dei dispositivi di Reason. Le patch Combi- stesso dispositivo (un suono percussivo può es-
nator (Combi) salvano tutte le impostazioni sere un campione a 8-bit, quello successivo un
pannello (oltre ai riferimenti campione, se usati) di campione a 16-bit, ecc.).
tutti i dispositivi che fanno parte del Combi. Inol-
tre, nella patch è incluso tutto il routing (audio/
CV) tra i dispositivi nel Combi.
Patch Subtractor .zyp E’ una patch per il synth Subtractor e contiene
tutte le impostazioni pannello; i suoni del synth si
memorizzano salvando le patch Subtractor.

32 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


| Tipo
file
Banco SoundFont
| Estensione | Descrizione
.sf2 Il formato SoundFont è stato sviluppato da E-mu Uso del Browser
Systems e Creative Technologies ed è impiegato
su molte schede audio e synth software. I banchi
SoundFont memorizzano suoni sintetizzati wavet-
able, consentendo agli utenti di creare e modifi-
care suoni multi-campionati in speciali programmi
di editing SoundFont. I SoundFont possono poi
essere riprodotti in synth wavetable (in genere
dalle schede audio) trasformando efficacemente
una semplice scheda audio in un campionatore.
I campionatori NN-XT, NN-19 e Redrum consen-
tono di catalogare e caricare i SoundFont. In-
dipendentemente dal programma di editing usato
per crearli, questi banchi sono organizzati tutti
allo stesso modo e in ordine gerarchico con car-
telle per strumenti, preset, campioni, ecc.. NN-XT,
NN-19 e Redrum permettono di caricare singoli
campioni e preset da un banco SoundFont, ma
non un SoundFont completo.

Il Browser è una finestra di dialogo file che appare quando si aprono song o caricano
patch, campioni, file MIDI o REX (dall’interno di un ReFill o da normali cartelle di file).
Oltre alla normale ricerca di file e cartelle la finestra di dialogo Browser ha altre funzi-
oni:
D Ricerca dei file per nome e/o tipo (vedere a page 39).
D Uso del “cross-browsing” per la ricerca di patch appartenenti a qualsiasi
tipo di dispositivo.
Per esempio, si può aprire il browser da un dispositivo Subtractor per cercare una
patch adatta, ma invece di limitarsi a vedere le patch Subtractor si può scegliere di
cercare qualsiasi tipo di patch strumento. Selezionando una patch con un formato
diverso da quella per il dispositivo dal quale si è “iniziata” la ricerca, il dispositivo
originale sarà sostituito da quello nuovo (vedere a page 38).
D Creare elenchi dei preferiti (Favorite Lists) con comandi rapidi dei propri
file preferiti per un accesso immediato.
Vedere a page 40.
D Ascoltare “al volo” le patch strumento, i campioni audio e i loop.
D Salvare comandi rapidi per le varie destinazioni sul(i) drive locale.
Vedere a page 37.

33
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
Aprire il browser Elementi del Browser
Per aprire la finestra di dialogo Browser si può usare uno dei seguenti metodi (il tipo
di file che si può cercare dipende dal metodo usato per aprire la finestra Browser):
D Selezionando “Open” dal menu File.
Si apre il Song Browser dal quale si può aprire una song salvata.
D Selezionando “Browse Patches” dal menu Edit con un dispositivo patch
selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Patches” nel pannello di
un dispositivo).
Si apre il Patch Browser che consente di cercare le patch per il dispositivo selezi-
onato. Si può anche usare il “cross-browsing” (vedere a page 38) per selezionare
patch di altri tipi di dispositivo.
D Selezionando “Browse Samples” dal menu Edit con un dispositivo cam-
pionatore selezionato (o cliccando sul pulsante “Browse Samples” nel
pannello di un dispositivo).
Si apre il Sample Browser nel quale cercare i campioni nei formati audio sup-
portati.
D Selezionando “Browse ReCycle/REX Files” dal menu Edit con un dis-
positivo Dr. Rex Loop Player selezionato (o cliccando sul pulsante
“Browse Loops” nel pannello di un dispositivo).
Si apre la finestra REX File Browser che consente di cercare i loop REX.
Finestra di dialogo Patch Browser.
D Selezionando “Import MIDI File” dal menu File.
Si apre la finestra MIDI File Browser che consente di cercare i file MIDI. Indipendentemente dal browser scelto (song/patch/campione, ecc.), la finestra di di-
alogo Browser contiene gli stessi elementi principali, sebbene alcuni potrebbero es-
D Selezionando “Create Instrument...” o “Create Effect...” dal menu Create. sere sfumati in grigio se non applicabili; la finestra presenta i seguenti elementi:
Consente di cercare le patch per qualsiasi dispositivo; selezionando una patch nel
browser (senza cliccare “OK” nella finestra di dialogo Browser) il rispettivo dispos- Elenchi file e cartella
itivo è creato automaticamente in background, insieme alla traccia sequencer cor-
rispondente (se è selezionata una patch strumento). Vedere a page 39.

E’ l’elenco browser principale che visualizza il contenuto della cartella root selezionata
- vedere a page 36.

34 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


Menu a tendina Show Elenco delle destinazioni

E’ disponibile solo nel browser Patch (altrimenti è sfumato in grigio); determina quali E’ un elenco di comandi rapidi per le varie destinazioni; a questo elenco si può ag-
tipi di patch sono visualizzati negli elenchi file e cartella (quindi quali patch possono giungere manualmente qualsiasi destinazione (su qualsiasi drive locale).
essere selezionate). Vedere a page 38. Selezionando un elemento in questo elenco si apre la cartella/ReFill corrispondente
alla root nell’elenco file e cartelle - vedere a page 36.
Menu a tendina Where
Sezione Favorites

Nella sezione Favorites della finestra di dialogo è possibile creare cartelle contenenti
Il campo sopra gli elenchi file e cartella mostra il nome della cartella root corrente comandi rapidi per patch, campioni o file song - vedere a page 40.
selezionata.
• Cliccando nel campo appare un menu a tendina che permette di salire nella gerar- Menu a tendina e campi testuali Search In/Search for
chia cartella (i risultati delle ricerca e gli elenchi Favorites, tuttavia, appaiono “pi-
ani”, senza cartelle gerarchiche).

Pulsanti Indietro/Avanti

Questi elementi consentono di specificare rispettivamente una destinazione di ricerca


e una stringa di testo da cercare; la funzione Search è descritta a page 39.

Sezioni Info e Details

Questi pulsanti freccia consentono di spostarsi tra le destinazioni del browser aperte
durante la ricerca (come le pagine in un browser web); chiudendo la finestra di dial-
ogo Browser l’elenco delle destinazioni è azzerato.

35
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
La sezione Info nell’angolo a sinistra mostra le immagini splash Song/ReFill e quella Spostarsi nel Browser
Details visualizza le informazioni sull’elemento corrente selezionato nell’elenco file e
cartella; l’esatta informazione mostrata dipende dal tipo di file. Per esempio, campioni
o file REX contengono informazioni su formato e durata del file selezionato, mentre un
file song selezionato visualizza commenti sull’autore (vedere “Finestra Song Informa-
tion”), ecc.. Se il file selezionato è parte di un ReFill, ciò è indicato indipendentemente
dal tipo di file.

Sezione Audition

In sezione ci sono i controlli per l’ascolto di campioni e file REX - vedere a page 37.

Pulsanti freccia Select Previous/Next


Questi pulsanti permettono di spostare in alto o in basso nell’elenco la selezione del
file corrente; nelle finestre Patch Browser o Sample Browser, un file selezionato
(patch o campione) è caricato automaticamente in background.
Qui il Patch Browser è stato aperto da un dispositivo Subtractor, quindi si possono cercare le patch
Indicatore di caricamento Subtractor.

Questa icona s’illumina ad indicare il caricamento di una patch o di un campione. Quando si naviga nel Browser, gli elementi sono visualizzati in ordine gerarchico nella
Non è possibile riprodurre o ascoltare il suono fino a quando non è caricato. cartella root selezionata.
Sono mostrate tutte le cartelle e sotto-cartelle contenute nella cartella root, ma solo i
file di tipo rilevante (cioè song/campione/patch, ecc.) possono essere visualizzati/
selezionati nel Browser. Per esempio, se si è scelto di cercare i campioni di un dis-
positivo NN-XT, il Browser visualizzerà solo i campioni audio.
• Cliccare sul segno “+” (Win)/freccia (Mac) accanto a una cartella chiusa per apr-
irla.
Se la cartella contiene file del tipo adatto essi saranno mostrati.
• Un doppio-click su una cartella nell’elenco la apre come cartella root nel Browser.
• Le colonne Name, Modified e Size indicano rispettivamente il nome di cartella o
file, la data di modifica (solo file) e la dimensione (solo file); cliccando su un’intes-
tazione colonna si ordinano i file (in ordine alfabetico, data di salvataggio o dimen-
sione).
• I pulsanti Avanti/Indietro servono per spostarsi tra le diverse destinazioni aperte
nel Browser; chiudendo il Browser questo elenco di destinazioni si azzera.
• I pulsanti freccia “Select Previous/Next” permettono di muoversi tra i file
nell’elenco corrente (le cartelle sono ignorate).
• Con il menu “Where” ci si sposta in alto nella gerarchia cartella quando il Browser
punta ad una cartella di destinazione specifica (vedere “Elenchi gerarchici e pi-
ani”).

36 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


Elenchi gerarchici e piani Selezione e ascolto delle patch
In alcuni casi il Browser visualizza un elenco piano senza alcuna gerarchia di cartelle. Nel Patch Browser, selezionando una patch la si carica automaticamente in back-
In questi casi c’è una colonna “Parent” extra che indica la destinazione della cartella ground (cioè con la finestra Browser ancora aperta); ciò consente di ascoltare in an-
“genitore” di tutti i file; il menu a tendina “Where” conterrà quindi un comando rapido teprima le patch prima di confermare una selezione cliccando OK nel Browser.
per la cartella del file genitore selezionato. Gli elenchi piani appaiono nei seguenti
casi: • Quando si seleziona una nuova patch suonare alcune note per ascoltarla.
• Per le patch effetto si può attivare la riproduzione in loop prima di aprire la finestra
• Quando il Browser mostra il risultato di una ricerca (vedere a page 39).
Patch Browser dall’effetto; una volta aperta la finestra Browser, si può individuare
• Quando il Browser mostra un elenco delle carelle preferite (vedere a page 40). una cartella contenente patch compatibili e scorrerle per sentire come cambia il
• Quando il Browser mostra un elenco di ricerca memorizzato per un dispositivo in suono.
una song salvata (vedere a page 40).
✪ Si possono anche ascoltare le patch di qualsiasi strumento o effetto -
Uso delle destinazioni non solo del dispositivo aperto dal browser! Vedere “Cross-browsing dei
file patch” on page 38.
Per trovare subito i file è possibile aggiungere dei comandi rapidi alle cartelle usate
per memorizzare i campioni, i file patch, ecc. nell’elenco della sezione Locations. Di
default, l’elenco Locations ha cinque destinazioni fisse; il Desktop del computer, la
Selezionare e ascoltare i campioni
cartella Documenti, la cartella Program di Reason e i banchi suoni Factory/Orkester. Per campioni e loop REX si possono usare i controlli Audition per ascoltare l’audio in
anteprima:
D Selezionando una destinazione nell’elenco la si apre come cartella root
nel Browser. D Selezionare il file nell’elenco file e cliccare sul pulsante Preview - Play a
destra.
D Per aggiungere una destinazione selezionare una cartella o un ReFill nel Il file è riprodotto; durante la riproduzione il pulsante Play nella sezione Audition è
browser principale e trascinarla nell’elenco Locations con il pulsante del rinominato “Stop” - cliccarci sopra per fermare la riproduzione.
mouse premuto.
Tutte le nuove destinazioni sono aggiunte sotto l’elenco delle destinazioni fisse.
Le destinazioni aggiunte manualmente si possono riordinare con un drag & drop.

D Si può anche attivare il box di spunta Autoplay e selezionare il file da as-


coltare.
Il file selezionato è riprodotto automaticamente; anche in questo caso cliccare sul
pulsante Stop per fermare la riproduzione.

Cercare grandi patch


Come accennato in precedenza, quando si cercano le patch (o i campioni), essi si
caricano automaticamente in background quando sono selezionati; quasi sempre ciò
D Per rimuovere una destinazione, selezionarla nell’elenco Locations e avviene istantaneamente. Si tenga presente, però, che alcuni file (specialmente le
premere [Backspace]. grandi patch Combinator che possono contenere un numero elevato di dispositivi e
Le destinazioni di default non si possono rimuovere. campioni) possono avere bisogno di un certo tempo per caricarsi.
D Le destinazioni aggiunte manualmente sono memorizzate nelle Prefer-
enze. ✪ Se per sbaglio si seleziona una patch particolarmente grande, si può in-
terrompere il caricamento semplicemente selezionando un’altra patch.
! Se una destinazione memorizzata è stata rimossa o non è disponibile,
prima del nome della destinazione nell’elenco appare un triangolo d’av- Selezionare più file
viso con un punto esclamativo.
Nel Browser si possono selezionare più file usando le tecniche di selezione standard
[Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac); questo, però, non significa che i file selezi-
onati possano essere caricati.

37
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
In pratica ci sono due casi in cui la selezione di più file nell’elenco file del Browser ha Esempio di cross-browsing:
una certa importanza:
1. Si sta suonando un dispositivo Subtractor ma il suono non è esattamente
quello che serve, quindi aprire il Browser per provare altre patch.
D E’ possibile caricare più campioni simultaneamente nei dispositivi cam-
2. Dopo avere cercato per un pò le patch di Subtractor non si è ancora trovato
pionatore NN-XT e NN-19.
il tipo di suono desiderato; cliccare quindi nel menu a tendina “Show”e
Per i dettagli vedere i capitoli sui campionatori NN-19 e NN-XT.
selezionare “All Instruments”.
D Si possono selezionare più file e aggiungerli ad un elenco Favorites con A questo punto si possono selezionare le patch strumento di ogni dispositivo; si
una sola operazione (vedere a page 40). decide di cercare in una cartella contenente le patch Malström (per scorrere i file
nella cartella selezionata usare i pulsanti Previous/Next).
! Nei casi in cui più file selezionati (es. patch o song) non si possono cari-
care, il pulsante OK nel Browser è sfumato in grigio. 3. Non appena si seleziona una patch Malström nel Browser, un dispositivo
Malström sostituisce quello Subtractor in background (il Browser è ancora
aperto).
Cross-browsing dei file patch La traccia sequencer che prima era collegata a Subtractor ora è collegata a Mal-
Il browsing incrociato delle patch è una potente funzione del Patch Browser che con- ström con la patch selezionata nel Browser caricata.
sente di cercare qualsiasi tipo di patch (strumento o effetto - vedere sotto), indipen-
D Si noti che il nome della traccia sequencer non è cambiato automatica-
dentemente da quale dispositivo è stato aperto dal Browser.
mente a quello del nuovo dispositivo.
Patch strumento ed effetto Ciò può essere un problema o meno; se la traccia si chiamava “Bass” (e il suono
Nel Browser le patch sono divise internamente in due categorie; patch strumento e che si sa cercando è un basso) ovviamente non c’è problema; se però la traccia si
patch effetto (il Browser “riconosce” il tipo di patch). chiamava “Subtractor 1” e si finisce con l’avere un altro dispositivo collegato, per
evitare confusione è meglio rinominare la traccia.
Questo perchè le patch strumento ed effetto sono piuttosto diverse (gli strumenti si
suonano, mentre gli effetti si usano per processare il suono) e logicamente si cerca 4. Si può continuare a cercare patch e suonare la tastiera per ascoltarle.
uno o l’altro tipo di patch, ma non entrambi. Ogni volta selezionato un tipo di patch appartenente a un altro dispositivo, in back-
Cercando le patch da uno dispositivo strumento esistente le opzioni del menu Show ground è creato il dispositivo strumento corrispondente che sostituisce lo stru-
sono: mento precedente.
• “XXX Patches” (ove XXX è il tipo di dispositivo aperto dal Browser, es. NN-XT). 5. Una volta stabilita una patch (di un qualsiasi dispositivo strumento) cliccare
• “All Instruments” mostra le patch di tutti i dispositivi strumento. OK per confermare la selezione e chiudere la finestra di dialogo.
Cliccando Cancel si torna alla stessa condizione di quando si è aperto il Browser.
Cercando le patch da un dispositivo effetto esistente le opzioni nel menu sono:
• “XXX Patches” (ove XXX è il tipo di dispositivo aperto dal Browser, es. RV7000). D Il cross-browsing per una patch effetto è uguale: selezionando una patch
• “All Effects” mostra le patch di tutti i dispositivi effetto che usano le patch (incluse effetto di un formato diverso in background si sostituisce l’effetto cor-
le patch Combi). rente con un dispositivo del formato selezionato.

Casi particolari di cross-browsing


Ci sono alcuni casi nei quali sostituendo un dispositivo esistente con il cross-brows-
ing ci può essere una perdita delle connessioni:
D Quando un dispositivo è sostituito da un altro tipo di dispositivo si pos-
sono perdere le connessioni audio.
Un esempio è la sostituzione di un NN-XT (che può usare fino a 16 uscite) con un
Subtractor (che ha solo un’uscita).
D Quando un dispositivo è sostituito da un altro tipo di dispositivo, si pos-
sono perdere le connessioni CV sul pannello posteriore.
Le uniche connessioni mantenute tra i tipi di dispositivo sono gli ingressi Se-
quencer Control CV/Gate.

38 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


! In questi casi, per recuperare le connessioni originali usare la funzione Menu a tendina Search In
“Undo”. Cercando a ritroso la patch originale del dispositivo non si rista- Questo menu a tendina stabilisce dove è eseguita la ricerca; le opzioni sono:
biliscono le connessioni perse.
• “Local disks”: è eseguita una ricerca completa in tutti i drive locali.
• “User Locations”: la ricerca è eseguita in tutte le cartelle e i ReFills memorizzati
Create Instrument/Create Effect nell’elenco Locations (tranne il Desktop).
Queste funzioni permettono di cercare qualsiasi patch strumento o effetto; è come il • “Current Folder”: la ricerca si limita alla cartella root corrente selezionata (incluse
cross-browsing, ma non s’inizia con un dispositivo esistente. le sotto-cartelle).
1. Selezionare “Create Instrument...” o “Create Effect...” dal menu Create.
Si apre il Patch Browser e in base alla selezione appare la scritta “ALL Instrument Campo testuale Search For
Patches” o “ALL Effect Patches”. Qui si può inserire una stringa di testo da cercare.
2. Selezionando una patch si crea automaticamente il rispettivo dispositivo. D E’ possibile specificare una o più parole, intere o parziali.
Selezionando la patch di un dispositivo strumento, si crea automaticamente anche Specificando più di una parola la ricerca mostra i risultati che corrispondono a
la traccia sequencer corrispondente; l’ingresso della tastiera Master è impostato tutte le parole specificate; la ricerca testuale non è sensibile al maiuscolo/minus-
alla nuova traccia in modo che suonando la tastiera si sente la patch. colo.
3. Il dispositivo è collegato automaticamente secondo i criteri standard.
Per esempio, se è un dispositivo strumento è collegato al primo canale del mixer
✪ Per usare la funzione Search non è indispensabile inserire un testo; in
base al Browser selezionato (Patch, Sample, ecc.) si possono cercare i
disponibile (vedere a page 26).
file del tipo corrispondente alla destinazione(i) selezionata.
4. Una volta trovata la patch desiderata cliccare OK per confermare la creazi-
one del nuovo dispositivo e chiudere il Browser. Eseguire la ricerca
D Cliccando sul pulsante “Find” la ricerca è eseguita secondo le specifiche
Formati patch e dispositivi campionatore stabilite.
Poichè entrambi i dispositivi campionatori NN-XT e NN-19 possono caricare patch Al termine della ricerca, il risultato appare nel Browser in un elenco piano e nel
nei formati NN-19 (.smp) e REX (.rx2/.rcy/.rex), si devono osservare precise regole di campo “Where” appare la scritta “Search result”.
cross-browsing.
D La regola principale è che il Browser (se possibile) carica queste patch
nel tipo di dispositivo originale (quello aperto dal browser).
Se il formato patch è NN-19 (.smp) o REX (.rx2/.rcy/.rex) e si cerca da un disposi-
tivo NN-19, quindi, la patch sarà caricata in questo dispositivo.
D Cercando da un qualsiasi altro tipo di dispositivo, questi tipi di patch sa-
ranno caricati in un dispositivo NN-XT.
D Usando la funzione “Create Instrument”, una patch NN-19 (.smp) crea un
dispositivo NN-19 e una patch REX crea un dispositivo NN-XT.
D Appare anche una nuova colonna “Parent” che elenca il nome della car-
Uso della funzione Search tella “genitore” di ogni file.
Selezionando un file si può aprire il menu a tendina Where sopra l’elenco file e
scegliere “Go to Parent folder” per aprire la cartella genitore del file selezionato.
Anche il nome della cartella contenitore fa parte del risultato della ricerca (sempre che
contenga file di tipo adatto); cercando la parola “Guitar”, ad esempio, appariranno
tutti i campioni o patch con la scritta “Guitar” nel nome file, ma anche tutti i campioni
La funzione Search consente di cercare i file per nome e/o tipo; la modalità Browser o patch contenuti nelle cartelle con la scritta “Guitar” nel nome.
(patch, song, ecc.) determina il tipo(i) di file che si può cercare (come quando si nav-
iga manualmente nel Browser).

39
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
D Se sono state cercate le patch si può decidere di visualizzare tutte quelle ! Si noti che se dopo aver usato un cross-browsing (vedere a page 38) è
che soddisfano i criteri di ricerca selezionando “All Instruments” dal stata aperta una patch o si è usata la funzione Search (vedere a page 39)
menu Show. il browse list attivo potrebbe contenere patch in formati diversi e scor-
Ciò estende i risultati della ricerca alla visualizzazione di tutte le patch che soddis- rendo le patch dal pannello del dispositivo si potrebbe cambiare tipo di
fano il testo di ricerca; si noti che per farlo non c’è bisogno di ripetere la ricerca. dispositivo.

Aprire i file Cartella Favorites


Una volta trovata la cartella desiderata (su hard-disk o all’interno di un ReFill) e individ- La cartella Favorites permette di raggruppare e ordinare i file che fisicamente si pos-
uato il file desiderato lo si può aprire con un doppio-click nel display file o selezionan- sono collocare ovunque sui drive locali. Qualsiasi file caricabile in Reason (song,
dolo e cliccando sul pulsante OK. patch, campioni, ecc.) può essere inserito in una cartella Favorites; sono aggiunti so-
Come descritto in precedenza, patch e campioni sono caricati direttamente al mo- lamente i comandi rapidi ai file (i file originali non sono spostati).
mento della selezione, quindi cliccando OK in realtà non si “apre” il file, ma si con- Ciò è particolarmente utile per la gestione delle patch. Inserendo in un elenco Favorite
ferma semplicemente la selezione e si chiude la finestra di dialogo Browser. le patch che servono in una determinata situazione, si può stabilire esattamente quali
sono le patch di un dispositivo e in quale ordine si trovano; si può quindi scorrerle in
Elenco browse (browse list) sequenza con i pulsanti di selezione patch sulla tastiera MIDI o sulla superificie di con-
trollo.
Quando si clicca OK per aprire un file dal Browser, l’elenco file e cartella visualizzato Per un esempio pratico vedere a page 41.
in quel momento è memorizzato per il dispositivo; si chiama “elenco browse” (browse
list). D Per aggiungere un nuovo elenco di preferiti cliccare sul pulsante “New
Per le patch (e in un certo senso i campioni) questo elenco ha una funzionalità speci- Favorite List”.
fica: Si crea una cartella vuota denominata “New Favorite List” (il browser list non cam-
bia). Con un doppio-click sulla cartella si può digitare un nuovo nome per l’elenco.
D Il browse list si applica quando si cambiano le patch usando i pulsanti
Next/Previous Patch sul pannello frontale di un dispositivo (o dai selet- D Per inserire un file nell’elenco dei preferiti, selezionarlo nel Browser e
tori patch su una superficie di controllo). trascinarlo con il mouse nella cartella Favorite List.
Il browse list è anche quello visualizzato nell’elenco patch che si apre cliccando E’ possibile selezionare più file con le tecniche di selezione standard - [Shift] e/o
nel campo nome patch di un dispositivo. [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac) - e trascinandoli allo stesso modo nella cartella.

D Per i campioni, il browse list si applica quando si cambiano i campioni D Selezionando la cartella, il contenuto corrente selezionabile dell’elenco
usando i pulsanti Next/Previous Sample sul pannello frontale di un cam- dei preferiti appare nel browser list.
pionatore. Ciò che è selezionabile/visualizzato dipende (come sempre) dalla modalità
Browser corrente; selezionando una cartella Favorite List che contiene campioni,
essi appaiono solo se è selezionato il Sample Browser.
Cosa può contenere un browse list?
D Quando si conferma la selezione di una patch o un campione cliccando
OK nel Browser, il browse list risultante includerà i file contenuti in tutte
le cartelle correnti aperte nel Browser.
Aprendo di nuovo il Browser per lo stesso dispositivo appare la stessa struttura
file e cartella.
D Salvando la song corrente e riaprendola, gli elementi nel browse list sa-
ranno visualizzati in un elenco “piano” e il campo nel menu a tendina
“Where” indicherà la scritta “Document Browse List”.
In questi casi, il Browser mostra la colonna “Parent” che elenca i nomi delle car-
telle contenitore; il menu a tendina Where indica anche la scritta “Go to parent
folder” di un file selezionato.
D Un browse list può essere anche un risultato della funzione Search o un
elenco di preferiti.
Gli elenchi dei preferiti sono un modo per controllare/filtrare le patch o i campioni
disponibili nel browse list di un dispositivo (vedere in seguito).

40 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


D Quando nel Browser è selezionata una cartella Favorites List, appare 9. Con un drag & drop del mouse ordinare le patch in base all’elenco stabilito.
una colonna “Parent” aggiuntiva (come in Search results) che elenca i
nomi delle cartelle contenitore di ogni file nell’elenco. 10.Selezionare la prima patch nell’elenco dei preferiti e cliccare OK.
In un elenco dei preferiti, i file hanno un ordine che non si può modificare clic- Il browser si chiude con la patch caricata.
cando nelle intestazioni colonna; si possono però riordinare con un drag & drop D Avendo una tastiera MIDI o una superficie di controllo con pulsanti pro-
del mouse. grammabili, se ne può assegnare uno a “Select next patch” sul disposi-
D Per rimuovere un file da un elenco dei preferiti aprire l’elenco, selezion- tivo.
are il file e premere [Backspace]. La procedura è descritta nel capitolo “Controllo Remoto”.
E’ rimosso solo il comando rapido (il file originale rimane intatto). 11.Salvare la song.
D Per rimuovere un elenco dei preferiti selezionarlo nella sezione Favor- 12.All’inizio della serata aprire la song: si caricherà la prima patch.
ites e premere [Backspace].
13.Al termine della prima song usare il pulsante “next patch” sul dispositivo o
sulla tastiera MIDI per caricare la patch successiva presente nell’elenco dei
Uso dei preferiti - un esempio pratico preferiti!
Ecco un esempio pratico sull’uso dei preferiti per i file patch:
Un tastierista deve preparare un’esibizione dal vivo; conosce le song e ha già scelto le Gestire i suoni mancanti
patch adatte (in diversi formati dispositivo) per le varie song.
Le patch campionatore, drum machine e SoundFont hanno i riferimenti ai campioni (i
Vuole utilizzare Reason, ma anche poter cambiare le patch in ogni song con la tastiera file su hard-disk). Lo stesso vale per le song contenenti campioni (nei dispositivi cam-
MIDI, senza dover usare il computer durante la serata. pionatori o drum machine) o i file REX; se questi file sono spostati, rinominati o ri-
Ecco come si può farlo con i preferiti: mossi, quando si apre la patch o song Reason avvisa che non trova i file:
1. Configurare una song di Reason con un dispositivo Mixer (ed eventuali effetti
in Send).
2. Creare un dispositivo strumento (un Combinator, ad esempio).
Per ora non importa quale dispositivo strumento si sceglie.
3. Aprire il Patch Browser dal dispositivo strumento.
4. Cliccare sul pulsante “New Favorites List”. Cliccare su uno dei quattro pulsanti:
Nell’elenco appare una nuova cartella; doppio-click su di essa e digitare un nome
adatto. | Opzione | Descrzione
Search & Proceed Reason cerca i file mancanti in tutte le destinazioni aggiunte
5. Dal menu a tendina Show selezionare “All Instruments”. dall’utente e in tutti i ReFills riconosciuti.
Ora si può iniziare a trovare le patch che servono navigando nel Browser. • Se trova tutti i file, la song o la patch si apre senza prob-
lemi.
6. Una volta trovata una patch che serve per la serata, trascinarla dal Browser
nella cartella Favorites. • Se non trova uno o più file appare la finestra di dialogo
Se è una patch in un formato diverso da quella per lo strumento creato, un dispos- Missing Sounds (vedere sotto).
itivo del tipo adatto sostituisce quello originale. Si noti che la ricerca file tiene conto solo dei nomi file - i file
rinominati non saranno trovati!
Proceed La song o patch si apre senza i suoni mancanti. Le patch
campionatore, drum machine e/o dei player di loop non sar-
anno riprodotte correttamente.
Sui pannelli dei dispositivi i campioni mancanti sono indicati
da un asterisco (*) prima dei nomi file:
Campione
7. Continuare così aggiungendo le patch fino ad avere tutte quelle che servono.
8. Al termine selezionare la cartella Favorites List.
La cartella si apre nel Browser ed elenca tutte le patch aggiunte. Open Dialog... Si apre la finestra di dialogo Missing Sounds (vedere sotto).

41
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
| Opzione | Descrzione
Selezione
Cancel Si annulla l’operazione (song o patch non sono aperte). Le funzioni Replace e Search Locations (vedere in seguito) sono eseguite sui file
selezionati nell’elenco. Ciò consente di sostituire manualmente alcuni file (bisogna
Finestra di dialogo Missing Sounds farlo se i file sono stati rinominati o sono fuori dalle destinazioni), fare in modo che
Reason trovi altri file automaticamente e ignorare il resto dei file.
D Per selezionare un file, cliccarci sopra nell’elenco.
Per selezionare più file usare le tecniche di selezione standard [Shift] o [Ctrl]
(Win)/[Command] (Mac).
D Per selezionare tutti i file in elenco cliccare sul pulsante Select All.
Alla prima apertura della finestra sono selezionati tutti i file nell’elenco.

Funzione Search Locations


Cliccando sul pulsante Search Locations, Reason cerca i file selezionati a tutte le
destinazioni configurate nel Browser (tranne il Desktop); se il programma trova un file
con nome e tipo file corrispondente, il nuovo percorso è memorizzato nella song/
patch e il file è indicato con la scritta “Replaced” nella colonna Status.
D Poichè la ricerca del file individua i nomi file, quelli rinominati non sono
trovati!
Questa finestra appare cliccando sul pulsante Open Dialog... nella finestra di dialogo Ciò significa anche che se alle destinazioni ci sono più file con lo stesso nome, po-
precedente (oppure se si clicca sul pulsante Search & Proceed ma Reason non trova trebbero essere trovati i suoni sbagliati.
tutti i suoni mancanti).
Il display principale della finestra elenca tutti i file mancanti; le quattro colonne mos- Funzione Replace
trano le seguenti proprietà:
Cliccando sul pulsante Replace si apre la finestra di dialogo Browser che permette di
| Colonna | Descrizione trovare manualmente ogni file mancante; si possono così usare i file rinominati. La
Device Nome del dispositivo nel quale è usato il suono man- finestra di dialogo Browser appare una volta per ogni file selezionato nell’elenco; il
cante (insieme all’icona del tipo di dispositivo). nome del file da cercare è visualizzato nella barra del titolo della finestra Browser.
Sound Nome del file mancante.
Funzione Search In...
Part of ReFill/SoundFont Se il file mancante è parte di un ReFill (o un Sound-
Font all’interno di un ReFill) questa colonna mostra il Questa funzione è utile quando bisogna sostituire molti campioni e si sa dove si tro-
nome del ReFill/SoundFont. Se c’è un URL (indirizzo vano. Un esempio tipico è quando si ri-organizza la struttura cartella del computer e la
Internet) associato a un ReFill, si possono scaricare i cartella dei campioni è stata spostata rispetto alla cartella che contiene una patch
ReFill(s) necessari da questa finestra, come descritto campionatore o una song.
in seguito.
D Cliccando “Locate” si apre il Browser, che chiede di selezionare una di-
Status Quando appare la finestra di dialogo, tutti i file hanno rectory di campioni (cioè la cartella nella quale si trovano i campioni).
la condizione “Missing”. I file trovati dalla funzione Selezionare la cartella o un campione nella cartella; cliccando OK, Reason esegue
auto-search o sostituiti manualmente sono indicati la ricerca solo nella cartella selezionata (e rispettive sotto-cartelle).
dalla scritta “Replaced”.
Download di un ReFill
Se il suono mancante è parte di un ReFill (come indicato in Part nella colonna ReFill
Package) e c’è un indirizzo URL (indirizzo Internet) valido per quel ReFill è possibile
scaricarlo direttamente da questa finestra di dialogo (sempre che ci sia una connes-
sione Internet funzionante):
1. Selezionare il suono(i) che utilizza il ReFill.
Selezionare più suoni solo se tutti utilizzano lo stesso ReFill.

42 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES


2. Cliccare sul pulsante Download ReFill.
Il browser Internet si collega con l’URL associato al ReFill.
3. Appare una finestra di dialogo che chiede di scaricare il ReFill: farlo.
4. Cliccare OK.
Reason scansiona automaticamente il ReFill scaricato e trova i file.

Continuazione
Si può cliccare in qualsiasi momento sul pulsante OK per chiudere la finestra di dial-
ogo e aprire la song o patch. Nota:
D Per i file trovati (condizione “Replaced”) i nuovi percorsi sono memoriz-
zati nella song o patch.
Tuttavia, per rendere permanenti le modifiche si deve salvare la song o patch!
D Se quando si clicca OK c’è ancora qualche file mancante, nella song/
patch mancheranno dei suoni.
Talvolta, conviene continuare anche senza i suoni mancanti per poi rimuoverli o
sostituirli dai pannelli dei dispositivi nel rack.

Nei pannelli dei dispositivi i campioni mancanti sono indicati da un asterisco (*) prima dei nomi file.
Cliccando Cancel s’interrompe l’operazione e la song o patch non si apre.

43
SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
44 SOUNDS, DEVICES AND PATCHES
4 D Routing Audio and CV
Routing dei segnali Cavi virtuali
Questo capitolo descrive le varie modalità di routing dei segnali in Reason; sono usati
i seguenti tipi di segnale:
Mostra e nascondi
Eseguendo molte connessioni, talvolta i cavi possono oscurare la vista, rendendo dif-
Audio ficile la lettura delle scritte stampate sui pannelli posteriori dei dispositivi.

Tranne Matrix Pattern Sequencer, sul pannello posteriore tutti i dispositivi hanno dei D Per nascondere tutti i cavi premere [Command]+[L] (Mac) o [Ctrl]+[L]
connettori audio; sui jack audio viaggiano i segnali ai/dai dispositivi via “cavi” virtuali. (Windows) o disabilitare l’opzione “Show cables” dal menu Options.
Con i cavi nascosti le connessioni sono indicate da un connettore colorato; ripe-
D I connettori audio sono jack grandi da 1/4”. tendo la stessa operazione i cavi ricompaiono.
D I dispositivi Effetti Audio (usati per processare l’audio) hanno ingressi e
uscite audio.
D I dispositivi Strumento (che generano l’audio) hanno connettori d’uscita
audio mono o stereo sinistro/destra (Left/Right).
Non è necessario usare entrambe le uscite dei dispositivi con uscite stereo.
Per avere un segnale mono da un dispositivo stereo, usare l’uscita sinistra.
D Per monitorare le uscite audio dai dispositivi, i segnali possono essere
inviati a un mixer o direttamente alle uscite fisiche dell’hardware audio. Cavi nascosti
In genere, usando un hardware con uscite stereo standard, si utilizzano uno o più D Anche se nascosti i cavi si possono comunque collegare o scollegare
mixer in Reason per mixare i segnali audio sulle uscite master. come quando sono visibili.
Per una descrizione dei metodi di routing vedere a page 48.
CV/Gate
I segnali CV (tensione di controllo) servono per modulare i valori dei parametri, non Verificare le connessioni
per l’audio; anche i segnali Gate sono un tipo di tensione di controllo ma “normal- E’ possibile verificare a quale dispositivo è collegato un jack (utile se i cavi sono
mente” si usano per scopi leggermente diversi. nascosti o i dispositivi collegati sono lontani nel rack):
D I connettori CV/Gate sono jack “mini”. D Collocare il puntatore del mouse su un connettore.
D Tipicamente, il segnale CV si usa per la modulazione. Dopo pochi istanti appare un tooltip che mostra il dispositivo e il connettore colle-
Per esempio, si può modulare un parametro con il valore generato da un altro gato all’altro capo.
parametro.
D In genere, ingressi/uscite Gate si usano per triggerare eventi (valori
Note On/Off, inviluppi, ecc.).
I segnali Gate generano valori on/off, più un “valore” che può essere paragonato
alla velocity (e usato come tale) .
D I segnali CV/Gate si possono collegare solo da un’uscita a un ingresso (o
viceversa).
Non si può collegare un ingresso a un altro ingresso o un’uscita a un’altra uscita.

Routing MIDI
Per assegnare il MIDI da dispositivi esterni MIDI ai dispositivi di Reason ci sono molti
modi, descritti nel capitolo “Routing MIDI in Reason”.

46 ROUTING AUDIO AND CV


Codifica colori
I cavi sono identificati da colori per facilitare la distinzione tra le varie connessioni:
Routing automatico
• Le connessioni Audio hanno diverse sfumature di rosso. Con il routing automatico i dispositivi sono collegati automaticamente in base ai criteri
• Le connessioni CV hanno diverse sfumature di giallo. di default; il routing automatico è eseguito nei seguenti casi:
• Le connessioni ai/dai dispositivi Effetti hanno diverse sfumature di verde. • Creando un nuovo dispositivo.
Questi cavi sono verdi, ad indicare • Spostando, duplicando o incollando dispositivi tenendo premuto il tasto [Shift].
le connessioni di un dispositivo
Criteri di routing automatico
Dispositivi Mixer di Reason
D Il primo dispositivo Mixer creato è collegato alla prima coppia d’ingresso
disposnibile nel dispositivo Hardware.

Routing dei dispositivi al Mixer


D Un dispositivo Strumento creato è collegato automaticamente al primo
canale(i) disponibile nel Mixer.

Questo cavo è giallo, ad Questi cavi sono rossi, ad indicare Inserire un effetto nel Mixer
indicare una connessione connessioni tra dispositivi strumenti e
D Quando è selezionato un Mixer e si crea un dispositivo Effetto, quest’ul-
timo è collegato in Send (al primo Aux Send/Return libero).
Esempi d’effetti da usare in Send sono il riverbero e il delay.
D Se nel Mixer non ci sono Aux Send liberi l’effetto è collegato in Insert
dopo il Mixer.
Il segnale d’uscita master dal Mixer è inviato all’effetto.

Aggiungere un effetto direttamente a un dispositivo (Insert)


D Avendo un dispositivo Strumento selezionato e creando un Effetto,
quest’ultimo è collegato in Insert; il segnale proveniente dal dispositivo
passa attraverso l’effetto e il Mixer (o un altro effetto).

Aggiungere un effetto tra il Mixer e l’Interfaccia Hardware.


D Selezionando l’Interfaccia Hardware in cima al rack e aggiungendo un
dispositivo Effetto, quest’ultimo è collegato in Insert tra il Mixer princi-
pale e l’Interfaccia Hardware.
Qui in genere si aggiunge un Combi MClass Mastering Suite.

Routing automatico CV/Gate


D Il routing automatico CV/Gate si ha creando un Matrix Pattern Se-
quencer con un dispositivo Strumento (Subtractor/Thor/Malström/NN-
19/NN-XT/Combinator) selezionato.
Le uscite Matrix Note e Gate CV sono collegate automaticamente rispettivamente
agli ingressi Sequencer Control CV e Gate del dispositivo Strumento.

47
ROUTING AUDIO AND CV
Routing automatico dei dispositivi dopo la loro creazione
Ecco alcuni criteri aggiuntivi sul routing automatico dei dispositivi già presenti nel
Routing manuale
rack:
Selezionando “Toggle Rack Front/Rear” dal menu Options o premendo il tasto [Tab]
D Per ri-collegare un dispositivo già nel rack, selezionarlo e usare i co- si gira il rack; sul retro di ogni dispositivo ci sono connettori di due tipi diversi: audio e
mandi Disconnect Device e Auto-route Device (entrambi nel menu Edit). CV. Come accennato in precedenza, ingressi e uscite audio sono jack grandi da “1/
4”, mentre i connettori d’ingresso e uscita CV sono jack “mini” più piccoli.
D Eliminando un dispositivo collegato tra altri due, la connessione tra i due
dispositivi rimanenti è mantenuta automaticamente. Per inviare l’audio da un dispositivo a un altro ci sono due modi:
Un esempio tipico è un dispositivo Effetto collegato in Insert tra un synth e un • Collegando “cavi patch virtuali” tra ingressi e uscite.
Mixer. Eliminando l’effetto il synth si collega direttamente al Mixer. • Selezionando le connessioni da un menu a tendina.
D Spostando un dispositivo le connessioni non sono influenzate.
Per fare in modo che Reason ri-colleghi il dispositivo in base alla sua nuova posiz- Uso dei cavi
ione nel rack, tenere premuto [Shift] quando lo si sposta.
! Perchè i cavi siano visibili attivare l’opzione “Show Cables” del menu
D Duplicando i dispositivi (trascinandoli) o con i comandi Copy e Paste, i Options (vedere in seguito).
dispositivi non sono affatto collegati automaticamente.
Perchè siano collegati automaticamente tenere premuto [Shift] quando si esegue 1. Cliccare sul jack d’ingresso o uscita desiderato su uno dei dispositivi e tras-
l’operazione. cinare il puntatore del mouse lontano dal jack (con il pulsante del mouse
premuto).
Bypass del routing automatico Appare un cavo volante.

D Per creare un nuovo dispositivo senza che sia eseguito alcun routing au-
tomatico premere [Shift] quando si crea il dispositivo.

2. Trascinare il cavo al jack dell’altro dispositivo.


Spostando il capo di un cavo su un jack del tipo adatto (audio/CV, ingresso/us-
cita) esso s’illumina ad indicare che la connessione è possibile.
3. Rilasciare il pulsante del mouse.
Il cavo è collegato; se ingresso e uscita sono entrambi in stereo e si collegano i
canali sinistri, s’aggiunge automaticamente un cavo per il canale destro.
D Analogamente si può modificare una connessione esistente; cliccare su
un capo del cavo e trascinarlo a un altro connettore.

48 ROUTING AUDIO AND CV


Uso dei menu a tendina
1. Cliccare (o click-destro) su un connettore.
Uso dei segnali CV e Gate
Si apre un menu a tendina che elenca tutti i dispositivi presenti nel rack. I segnali CV/Gate si usano per modulare e triggerare i parametri di un dispositivo;
2. Collocare il puntatore del mouse sul dispositivo desiderato (quello verso il ogni capitolo che descrive il dispositivo elenca le connessioni CV/Gate disponibili e i
quale creare una connessione). parametri modulabili (o che si possono usare per modulare le uscite del dispositivo
Appare un submenu che elenca tutte le connessioni ingresso/uscita adeguate. stesso).
Per esempio, avendo cliccato su un’uscita audio di un dispositivo i submenu ger-
archici elencano tutti gli ingressi audio presenti in tutti gli altri dispositivi; ingressi/ Routing dei segnali CV e Gate
uscite già occupati sono indicati da un asterisco (*).
Non esistono “regole” certe e definitive per il routing dei segnali CV/Gate; tuttavia
ecco alcune considerazioni:
D Gli ingressi “Sequencer Control” specifici presenti nei dispositivi Sub-
tractor, Thor, Malström, NN-19 e NN-XT sono destinati principalmente al
controllo di questi dispositivi come strumenti (monofonici) da Matrix
Pattern Sequencer o da RPG-8 Arpeggiator.
Se l’intenzione è quella di usare le uscite CV/Gate di Matrix o RPG-8 per creare
pattern melodici usando questi dispositivi Strumento, si devono usare gli ingressi
Sequencer Control.

✪ Il dispositivo Matrix Pattern Sequencer può essere usato in molti altri


modi, oltre che per creare pattern melodici; si può usarlo, ad esempio,
per modulare qualsiasi parametro controllabile via CV (con il vantaggio
che la modulazione è sincronizzata al tempo).
D Al contrario, per applicare la modulazione Gate o CV a più di una voce
non usare gli ingressi Sequencer Control, poichè essi funzionano solo
monofonicamente.
D Si è liberi di sperimentare: usare i segnali Gate per controllare i valori di
un parametro e i segnali CV per triggerare note e inviluppi, se si desid-
era.
Per altri consigli sull’impiego dei segnali CV vedere il capitolo “Matrix Pattern Se-
quencer”.
D Se nel menu a tendina un dispositivo è sfumato in grigio, significa che
non ci sono le connessioni adatte. ✪ Assegnando i segnali CV ai controlli rotanti su un Combinator, virtual-
mente si può controllare via CV qualsiasi parametro di ogni dispositivo -
3. Selezionare il connettore desiderato dal submenu.
vedere a page 165.
Si crea la connessione.

Scollegare i dispositivi Potenziometri di regolazione tensione


Tutti gli ingressi CV hanno un potenziometro di regolazione che si usa per stabilire la
Anche qui ci sono due modi per scollegare i dispositivi:
“sensibilità” CV del parametro associato; più si ruota in senso orario, più intenso è l’ef-
D Cliccare su un capo del cavo, trascinarlo lontano dal jack e rilasciarlo da fetto di modulazione.
qualche parte lontano da un jack. • Ruotandolo completamente in senso orario l’intervallo di modulazione è del 100%
oppure rispetto all’intervallo di valore dei parametri (0-127 per la maggior parte dei
parametri).
D Cliccare su uno dei connettori e selezionare “Disconnect” dal menu con- • Ruotandolo completamente in senso antiorario non si ha alcuna modulazione CV.
testuale che appare.

49
ROUTING AUDIO AND CV
50 ROUTING AUDIO AND CV
5 D The Sequencer
Introduzione Tracce, corsie, clip ed eventi
D Un’istanza specifica di un dispositivo non può mai avere più di una trac-
Il sequencer serve per costruire le song; qui si registrano note e dati d’automazione e cia nel sequencer, ma una traccia può avere molte “corsie”.
si modificano clip ed eventi.

Operazioni principali
Le sezioni seguenti offrono una panoramica del sequencer e descrivono la gestione di Una traccia con le rispettive corsie.
tracce e finestre. D Suonando le note o regolando i parametri del dispositivo mentre si reg-
Per informazioni rapide su come riprodurre una song e registrare le note vedere il istra nel sequencer, i dati registrati sono collocati in “clip” situate in una
manuale di Avvio Rapido. corsia corrispondente sulla traccia.

Elementi del sequencer


Toolbar Inspector (sensibile al contesto) Finestra Le tracce
Track List
Arrange/Edit sono
elencate
nella
Track
List.

Clip registrate su diverse tracce/corsie. Alcune tracce sono


richiuse e visualizzano le clip in barre sottili.

Relazione tra sequencer e rack virtuale


Nel sequencer, i dati di un dispositivo sono registrati e riprodotti su una traccia.
D Una traccia è sempre associata a un dispositivo specifico nel rack.
Si noti, tuttavia, che non necessariamente un dispositivo nel rack deve avere una
traccia corrispondente nel sequencer.

Le icone in questa colonna della Track List indicano a


quale dispositivo appartiene ogni traccia.

D I dati contenuti in una clip si chiamano “eventi”.


Gli eventi possono essere note, controller performance o dati d’automazione.

52 THE SEQUENCER
Tipi di traccia Due modalità visive
Ci sono tre tipi di traccia: Il sequencer ha due modalità visive principali: Arrange ed Edit; esse si selezionano
D Tracce per dispositivi strumento e altri dispositivi che ricevono note. cliccando sul pulsante nell’angolo in alto a sinistra del sequencer.
Dispositivi come synth, campionatori o l’arpeggiatore RPG-8 quando sono creati
hanno automaticamente una traccia abilitata alla registrazione; su tali tracce è pos- Modalità Arrange
sibile creare un numero qualsiasi di corsie nota ed ogni corsia nota può registrare Modalità
clip che contengono qualsiasi combianzione di dati (note/performance/automazi- Arrange
one). selezionat
a
D Le tracce per i dispositivi che non ricevono note (effetti e mixer) hanno
solo corsie d’automazione.
Tali dispositivi quando sono creati non hanno automaticamente una traccia.
Per automatizzare parametri effetto o mixer prima bisogna creare una traccia per il
rispettivo dispositivo; il numero di corsie disponibile dipende dal dispositivo - c’è
una corsia dedicata disponibile per ogni parametro automatizzabile nel dispositivo.
In modalità Arrange appaiono tutte le clip su tutte le corsie di tutte le tracce; si usa per
✪ Premendo [Alt] (Win) / [Option] (Mac) quando si crea un dispositivo, si una panoramica dell’arrangiamento e per eseguire un editing basato sulla clip (ri-ar-
creano tracce per i dispositivi che di solito non hanno tracce, e viceversa. rangiare intere sezioni della song, ecc.). Vedere “Editing clip in modalità Arrange”.
D Traccia Transport.
La traccia Transport è sempre presente in cima alla Track List e non può essere Modalità Edit
spostata o cancellata; può avere due corsie: una per l’automazione dei cambi di Modalità
tempo e una per l’automazione dei cambi di tempo in chiave. Vedere “Automazi- Edit
one tempo e tempo in chiave”. selezionat
a

In modalità Edit si vedono più da vicino gli eventi registrati su una traccia (o una corsia
nota specifica su una traccia nel caso ci siano più corsie nota); se è selezionata la mo-
dalità Edit, la parte destra del sequencer può essere divisa in più corsie edit orizzontali
che mostrano vari tipi di eventi (note, slice REX, suoni percussivi, automazione, ecc.).
E’ la modalità visiva da usare per un editing di precisione della registrazione e per di-
segnare manualmente note, controller e altri eventi. Vedere “Modalità Edit”.
D Quando si apre una clip nota per l’editing è selezionata automatica-
mente la modalità Edit.
Le clip d’automazione possono essere aperte in modalità Arrange o Edit.
Le clip pattern non possono essere aperte, ma si modificano sempre direttamente
in modalità Arrange.

53
THE SEQUENCER
Gestione traccia Selezionare le tracce
! La gestione delle corsie nota sulle tracce è descritta a page 63. Le operazioni traccia specifiche si applicano a una o più tracce selezionate.
D Cliccando su una traccia nella Track List la si seleziona.
Elementi della traccia Una traccia selezionata è di colore grigio scuro; di default, anche l’ingresso della
tastiera Master segue la selezione traccia, ma ciò si può cambiare (come descritto
La figura che segue mostra (dall’alto in basso): la traccia Transport (è sempre pre-
in precedenza).
sente e non può essere spostata o cancellata), una traccia Mixer e una traccia che ap-
partiene a un dispositivo Thor. La traccia Thor ha l’ingresso tastiera Master (indicato
dal simbolo della tastiera) e due corsie nota. La corsia nota superiore è abilitata alla
registrazione (come indica il pulsante Record illuminato) e la corsia nota inferiore è in
muto (come indica il pulsante “M” illuminato).

D Selezionando una traccia, il rack scorre automaticamente per visualiz-


zare il dispositivo corrispondente.
D Si può anche selezionare la traccia successiva o precedente nella Track
List con i tasti freccia su/giù sulla tastiera del computer.

Selezionare più tracce e “messa a fuoco”


D E’ possibile selezionare più tracce usando le tecniche di selezione stan-
Assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia dard [Shift] o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac).
Il metodo di routing standard per assegnare il MIDI a un dispositivo nel rack è passare Ciò consente, ad esempio, di spostare o cancellare più tracce in una sola operazi-
dal sequencer; quando il MIDI è inviato a una traccia nel sequencer i dati di note e one.
controller si riflettono automaticamente nel dispositivo.
D In modalità Edit si può modificare/vedere solo il contenuto di una traccia
D Per assegnare l’ingresso della tastiera Master a una traccia/dispositivo alla volta; l’ultima traccia selezionata è quella modificabile (“messa a
cliccare sulla traccia nella Track List per selezionarla. fuoco”).
Sull’icona del dispositivo appare un contorno rosso e un simbolo tastiera sotto, ad
indicare che la traccia riceverà i dati nota entranti. Mute e Solo
D E’ possibile assegnare l’ingresso della tastiera Master (cioè l’inseri- Mettere in Muto una traccia significa silenziarla, in modo che durante la riproduzione
mento nota) solo a una traccia alla volta. nessun dato sia inviato da essa; può essere molto utile quando si provano versioni di-
Se una traccia ha più corsie nota, solo una corsia nota alla volta ha l’ingresso della verse di un arrangiamento per inserire/togliere elementi dal mix durante la riproduzi-
tastiera Master: la corsia abilitata alla registrazione. one, ecc..
Mettere in Solo una traccia significa silenziare tutte le altre.
D Selezionando un’altra traccia l’ingresso della tastiera Master segue la
selezione. D Per silenziare una traccia cliccare sul rispettivo pulsante Mute (M).
Sono silenziate le clip su tutte le corsie della traccia.
✪ Questa è la modalità “Standard” per definire l’ingresso della tastiera
Master.
Per impostare l’ingresso della tastiera Master in modo indipendente
dalla selezione traccia, selezionare la modalità “Separated” nella
finestra Preferences (pagina Keyboards and Control Surfaces). In modal-
ità “Separated” per assegnare l’ingresso della tastiera Master a una trac-
cia si clicca sull’icona del dispositivo, indipendentemente dalla Un pulsante M rosso indica una traccia in Muto.
selezione. Per togliere il Muto dalla traccia cliccare di nuovo sul pulsante M. Si possono
silenziare più tracce contemporanemente; in tal caso, per togliere il muto da tutte
cliccare sul pulsante M “master” in cima alla Track List.

54 THE SEQUENCER
D Per il Solo di una traccia cliccare sul rispettivo pulsante Solo (S). Duplicare/copiare tracce e dispositivi
Si silenziano tutte le altre tracce (non in Solo). Le tracce in Solo hanno i pulsanti S
Poichè per un’istanza specifica di un dispositivo non è possibile avere più di una trac-
di colore verde; per togliere il Solo cliccare di nuovo sul pulsante Solo verde.
cia, non si possono copiare o duplicare solo le tracce; queste operazioni duplicano/
copiano sia la traccia (incluse tutte le sue clip) che il dispositivo ad essa associato (e
tutte le sue impostazioni). Il dispositivo duplicato/copiato è un altro dispositivo sepa-
rato, ma con lo stesso nome e le stesse impostazioni di quello originale (sebbene il
nome abbia l’estensione “Copy” per distinguerlo dal dispositivo originale).
Per eseguire copie di tracce e dei dispositivi associati complete di tutte le corsie e le
clip registrate usare uno dei metodi seguenti:
D Tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows), cliccare sulla man-
iglia della traccia e trascinare la traccia(e) selezionata a una nuova po-
sizione nella Track List.
La traccia Redrum 1 è in Solo (come indica il rispettivo pulsante S verde). Questa operazione non solo copia la traccia(e) e il suo contenuto ma crea anche
Si possono mettere in Solo più tracce contemporaneamente; in tal caso, per un duplicato del dispositivo(i) collegato alla traccia(e) copiata.
togliere il Solo da tutte cliccare sul pulsante S “master” in cima alla Track List.
D Aprire il menu contestuale della traccia e selezionare “Duplicate Devices
! Si noti che è possibile anche silenziare singole corsie nota su una traccia and Tracks”.
- vedere “Silenziare le corsie nota”. Per aprire il menu contestuale, [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Windows) del
mouse sulla traccia nella Track List; la traccia duplicata è aggiunta sotto quella
Spostare le tracce originale.

D Per spostare una traccia a un’altra posizione nella Track List cliccare D Dal menu contestuale si può selezionare anche “Copy Devices and
sulla “maniglia” traccia (la zona più a sinistra della traccia) in modo che Tracks”.
diventi scura e trascinare la traccia con il mouse in alto o in basso. Ciò consente d’inserire la traccia/dispositivo copiata selezionando “Paste” dal
Come quando si spostano i dispositivi nel rack appare una linea d’inserzione rossa menu contestuale; la traccia copiata è incollata sotto quella corrente selezionata.
che indica dove sarà collocata la traccia al rilascio del mouse; tutte le clip su tutte ! Si noti che un dispositivo duplicato/copiato non ha connessioni audio
le corsie della traccia si spostano insieme alla traccia. assegnate automaticamente. Per sentire il dispositivo girare il rack e col-
legare le uscite audio a un canale disponibile del mixer; per evitare dop-
pie note, inoltre, è meglio silenziare la traccia originale.

✪ E’ possibile anche spostare intere corsie nota o singole clip su altre


tracce - per riprodurre le clip esistenti usando un dispositivo diverso - ve-
dere “Selezionare/spostare corsie nota”.

Cancellare le tracce
D Per cancellare una o più tracce selezionarle e scegliere “Delete Track”
dal menu contestuale (questo comando si può selezionare anche dal
menu Edit).
Le tracce sono cancellate senza preavviso, ma si può sempre usare la funzione
Undo. Vedere “Undo”.
Si possono anche cancellare le tracce insieme ai rispettivi dispositivi:
Usare la stessa tecnica per spostare più tracce selezionate nello stesso momento:
[Shift]-selezione o [Ctrl] (Win)/[Command] (Mac) per selezionare tracce non adia- D Per cancellare una o più tracce selezionarle e scegliere “Delete Track
centi. and Device” dal menu contestuale (questo comando si può selezionare
anche dal menu Edit).
! L’ordine delle tracce nel sequencer è indipendente da quello del disposi- Appare una finestra di dialogo che consente di continuare o annullare l’operazi-
tivo nel rack. one.

55
THE SEQUENCER
Creare le tracce ✪ E’ possibile anche selezionare un colore per una o più clip selezionate -
Come descritto in precedenza, le tracce sono create automaticamente per i disposi- vedere “Colore della clip”.
tivi che ricevono note; in altri dispositivi (es. effetti), oppure se è stata cancellata una
traccia di un dispositivo esistente, le tracce si devono creare manualmente: Nominare le tracce
D Innanzitutto selezionare il dispositivo, poi scegliere “Create Track for Per nominare le tracce doppio-click del mouse sul nome nella Track List; si noti che
(nome dispositivo)” nel menu Edit (c’è anche nel menu contestuale del nominando una traccia si cambia anche il nome del dispositivo associato (e vice-
dispositivo). versa).
La nuova traccia si collega al dispositivo e avrà lo stesso nome del dispositivo.
! Si noti che se per un dispositivo esiste già una traccia questa opzione Gestione di base della finestra sequencer
del menu non è disponibile - un dispositivo può avere solo una traccia.

Tracce aperte e chiuse


D Per chiudere/aprire una traccia cliccare sulla freccia nella maniglia trac-
cia.
Premendo [Alt] (Win) o [Option] (Mac) e cliccando sulla freccia si aprono/chiud-
ono tutte le tracce.
Una traccia chiusa non visualizza le singole corsie nella Track List e nella finestra Ar-
range le clip sono indicate da striscie orizzontali; se la traccia chiusa ha più corsie,
tutte le clip sulle corsie sono indicate da striscie ordinate verticalmente in modalità Ar-
range, ma eventi e curve non sono mostrati.

L’area sequencer sotto il rack.


Traccia chiusa. D La dimensione dell’area sequencer si regola trascinando con il mouse i
D Le operazioni principali sulla clip (selezione, spostamento, copia, ecc.) si divisori tra il sequencer e il rack virtuale.
possono eseguire anche sulle tracce chiuse, ma in generale è meglio
aprire una traccia per modificarne il contenuto, poichè si ha una pan-
oramica più chiara.
D E’ possibile anche chiudere solo le corsie d’automazione di una traccia
cliccando sulla freccia accanto alle corsie d’automazione nella Track List.

Colore traccia
D Cliccando sul pulsante d’ingrandimento nell’angolo in alto a destra,
Nel sequencer si può assegnare un colore ad una traccia; procedere così:
l’area del sequencer occupa l’intera finestra documento.
D Per dare un colore a una traccia selezionata scegliere “Color” dal menu Il comando rapido è [Ctrl]/[Command]-[2] (per ingrandire il rack usare invece
Edit. [Ctrl]/[Command]-[1]). Cliccando ancora sullo stesso pulsante (o usando nuova-
Il submenu Color elenca i colori disponibili. mente il comando rapido) la grandezza dell’area torna normale.
Il colore della traccia selezionato si riflette in tutte le nuove clip che si registrano o di-
segnano sulla traccia (tutte le clip registrate in precedenza sulla traccia non cambiano
colore). Il colore traccia appare anche nella striscia a destra della maniglia traccia
nella Track List.
Pulsante d’ingrandimento del sequencer.
D Si può decidere di selezionare automaticamente un colore per le nuove
tracce inserendo la spunta nel box “Auto-color New Sequencer Tracks”
del menu Options.
Il colore della traccia è scelto a caso tra uno di quelli disponibili.

56 THE SEQUENCER
D Osservando il contenuto della corsia nota di una traccia in modalità Edit, D Per regolare l’ingrandimento verticale usare [Shift]+[Command] (Mac) o
si può notare che la parte destra dell’area sequencer è divisa in varie [Shift]+[Ctrl] (Windows) e premere [+] or [–] (sulla tastiera del computer,
corsie edit. non sul pad numerico).
Una corsia edit mostra le informazioni nota, un’altra corsia edit visualizza l’au- [Shift]+[Command]/[Ctrl]-[+] esegue uno zoom in, mentre [Shift]+[Command]/
tomazione dei controller performance e una terza corsia edit mostra l’automazione [Ctrl]-[–] esegue uno zoom out.
parametro. La dimensione delle corsie edit si regola trascinando i divisori tre le
corsie con il mouse e usando i controlli di zoom. Messa a fuoco su rack o sequencer
Reason ha due condizioni di base quando il sequencer è parte del rack; la messa a
fuoco su rack o sequencer; scorrendo con la rotellina del mouse si scorre il rack o la
Track List.
• Cliccare nell’area del sequencer per mettere a fuoco il sequencer, oppure su un
dispositivo per spostare la messa a fuoco sul rack.

Lavorare con il sequencer in una finestra separata


La finestra sequencer può essere “sganciata” dal rack e usata in una finestra sepa-
rata.
E’ utile, ad esempio, lavorando con molte tracce o per vedere molte corsie del se-
quencer nello stesso momento; sganciando il sequencer, inoltre, si possono vedere
tutte le tracce o corsie insieme senza dover ridimensionare il sequencer o scorrere la
veduta in alto o in basso per concentrarsi su una determinata traccia o corsia.
La finestra sequencer separata si può collocare e ridimensionare a piacere sia in oriz-
Qui sono visualizzate le corsie edit Key, Velocity e Controller.
zontale che in verticale usando le tecniche di base descritte a page 12.
D Si può scorrere e modificare l’ingrandimento in molti modi: usando le
D Per sganciare il sequencer dal rack cliccare sul rispettivo pulsante
barre di scorrimento standard e i controlli di zoom orizzontale e verti-
nell’angolo in alto a destra del rack o selezionare “Detach Sequencer
cale, il tool lente d’ingrandimento (Magnifying Glass), il tool mano
Window” dal menu Windows.
(Hand) e un mouse con una rotellina di scorrimento.
Ove possibile, nel sequencer corsie edit diverse hanno barre di scorrimento e con-
trolli zoom distinti.

Pulsante Detach Sequencer Window.

D Per regolare l’ingrandimento orizzontale nell’area del sequencer si pos-


sono premere anche i tasti [G] (zoom out) o [H] (zoom in).
Si può anche usare [Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [+] o [–]
(sulla tastiera del computer, non sul pad numerico). [Command]/[Ctrl]-[+] esegue
uno zoom in, mentre [Command]/[Ctrl]-[–] esegue uno zoom out.

57
THE SEQUENCER
D Anaologamente, per “agganciare” la finestra sequencer al rack selezion- Righello, posizione song e locatori
are “Attach Sequencer Window” dal menu Windows o cliccare sul rispet-
tivo pulsante. Indipendentemente dalla modalità visiva selezionata, in cima al display del sequencer
Si noti che il pulsante per sganciare le finestra sequencer è disponibile solo nel c’è un righello orizzontale che indica la posizione metrica in misure e movimenti.
rack.
D Numerazione e dettaglio del righello dipendono dall’ingrandimento oriz-
Il pulsante per agganciare il sequencer, invece, c’è sia nel rack che nel sequencer.
zontale.

A uno zoom medio, le misure dispari appaiono con il numero misura e quelle pari sono indicate da
una tacca.

A zoom pieno è numerata ogni misura ed ogni posizione nota da 1/32 è indicata da una tacca.
Nel righello ci sono anche quattro marker di posizione diversi, ciascuno con un “flag”:
Pulsante Attach Sequencer nel sequencer e, in secondo piano, nel rack.
Posizione song: indica dove si Marker End: informa Reason sulla fine
! Un altro modo per agganciare la finestra sequencer è chiuderla; si noti trova la riproduzione. della song (vedere in seguito).
inoltre che il rack è comunque la finestra “principale” della song: chiu-
dendo la song, quindi, si chiude anche la finestra sequencer.

Trasporto
Locatore sinistro (L); in modalità Loop Locatore destro (R); in modalità Loop
Si noterà che sganciando il sequencer dal rack, sullo schermo ci sono due istanze di (vedere a page 60) il locatore sinistro definisce la posizione di fine loop.
trasporto (una nel rack e una nella finestra sequencer); sono comode, poichè consen- definisce la posizione d’inizio loop.
tono di controllare riproduzione e registrazione indipendentemente da quale sia la
finestra attiva. ✪ Il marker End (E) indica la fine della song. Reason utilizza questa infor-
mazione quando esporta la song in un file audio e quando si scorre in
orizzontale l’area del sequencer; riproduzione o registrazione non si fer-
Volendo, tuttavia, si può chiudere uno dei trasporti, allo stesso modo con cui si chiude
mano al marker End.
qualsiasi altro dispositivo in Reason.

✪ Per far diventare attiva la finestra rack o sequencer quando sono sepa- Controlli di trasporto - panoramica
rate usare i comandi rapidi [Command]-[1] (Mac)/[Ctrl]-[1] (Windows) e
Il pannello Transport si trova alla base di ogni finestra documento della song; qui si at-
[Command]-[2] (Mac)/[Ctrl]-[2] (Windows).
tivano riproduzione, registrazione, FF/REW, ecc.. Ecco una rapida panoramica dei
controlli utile per le procedure di registrazione e riproduzione descritte alle pagine
Usare Reason con due monitor seguenti.
Se il computer ha due monitor è possibile:
FF Record
D Usare un monitor solo per vedere e gestire il rack.
Posizione Rewind Stop Play Loop On/Off (vedere a page
D Sganciare il sequencer come descritto in precedenza e dedicare uno dei
monitor solo al sequencer.
Per poter usare due monitor si deve avere un sistema operativo e una scheda video
che li supporti.
Vedere la documentazione relativa a sistema operativo e scheda video per le istruzioni Posizione song Pulsanti New Dub/New Locatori sinistro e destro - vedere a page
(formato Alt (vedere a page 63) 58. I pulsanti “L” e “R” a destra
sulla configurazione di sistema da usare per i due monitor.
stabiliscono rispettivamente le posizioni
dei locatori sinistro e destro.

58 THE SEQUENCER
Comandi rapidi di trasporto Posizionamento
Per le funzioni di trasporto più importanti ci sono combinazioni fisse di comandi rapidi:
|Funzione |Comando rapido
Stop [0] sul pad numerico
Play [Invio] sul pad numerico
Stop/Play Barra spaziatrice ([Space])
Nel righello la posizione song è indicata da una linea verticale (freccia in basso) con il
Rewind [4] sul pad numerico marker di posizione; per spostare la posizione song ci sono molti modi:
FF [5] sul pad numerico
D Con i controlli REW e FF sul pannello di Trasporto.
Record [*] sul pad numerico oppure tenere premuto La posizione song si sposta in step di una misura (dalla posizione corrente). Clic-
[Command] (Mac) o [Ctrl] (Windows) cando una volta sui pulsanti REW/FF, quindi, la posizione song si sposta esatta-
e premere [Invio] mente di una misura indietro o avanti; per spostare la posizione song di più misure
Vai al locatore sinistro (Loop Start) [1] sul pad numerico cliccare e tenere premuto il pulsante del mouse.
Vai al locatore destro (Loop End) [2] sul pad numerico
D Con i comandi rapidi di trasporto del pad numerico.
Vai a inizio song [.] sul pad numerico Vedere la tabella a page 58.
D Cliccando e trascinando il marker di posizione nel righello o cliccando
Riproduzione e posizionamento nel righello alla posizione song desiderata.
La posizione song risultante tiene conto del valore Snap, come descritto in se-
! Usando ReWire le funzioni di trasporto possono essere gestite da
guito.
quell’applicazione; per i dettagli vedere il capitolo “Rewire”.
D Regolando numericamente la posizione song nei display valore a sinis-
Play e Stop tra dei pulsanti di trasporto.
• Nel display superiore la posizione song è indicata in valori musicali: misure, movi-
D Per riprodurre dalla posizione song corrente cliccare sul pulsante Play o menti, note da 1/16 e tick (ci sono 240 tick per ogni nota da 1/16).
premere [Invio] sul pad numerico. • Nel display inferiore la posizione song è indicata in tempo lineare (timecode), cioè
D Per fermare la riproduzione cliccare sul pulsante Stop o premere [0] sul ore, minuti, secondi e millisecondi.
pad numerico.
Cliccando Stop con la song già ferma la posizione song si sposta così:
• Cliccando Stop la prima volta si porta a dove era iniziata la riproduzione.
• Cliccando Stop una seconda volta si porta all’inizio della song.
• Se la posizione song è all’inizio della song non succede niente. D Per regolare i valori cliccare su un campo valore e muovere il mouse in
Per tornare all’inizio della song quindi basta cliccare due volte sul pulsante Stop men- alto o in basso.
tre ci si trova in modalità Stop. Si può anche selezionare un campo valore e usare i controlli freccia a destra o dig-
• Se per segnare l’inizio della song si usa invece il locatore sinistro cliccare sul pul- itare un nuovo valore.
sante “L” a destra del display locatore sinistro per andare a quella posizione.

59
THE SEQUENCER
Snap to Grid Usare il loop
In modalità loop, il sequencer ripete in continuazione una sezione durante la riproduz-
ione o registrazione; impostando i locatori sinistro e destro si specifica la sezione in
Pulsante Snap On/ loop:
Menu a tendina valore Snap D Impostare il locatore sinistro (inizio del loop) trascinando con il mouse il
marker “L” nel righello.
Oppure, tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e cliccare nel righello.
D Impostare il locatore destro (fine del loop) trascinando con il mouse il
marker “R” nel righello.
Oppure, tenere premuto [Command] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccare nel
righello.
La funzione Snap to Grid (d’ora in poi chiamata “Snap”) limita il movimento a posizioni ! Si noti che spostando i locatori nel righello si applica il valore Snap
specifiche; ciò è particolarmente utile durante l’editing nel sequencer (per spostare (come per la posizione song).
clip, disegnare eventi, ecc.), ma influenza anche il movimento della posizione song nel
righello. D Le posizioni di entrambi i locatori si possono regolare anche numerica-
Per impostare e attivare la funzione Snap procedere come segue: mente sul pannello di Trasporto.
Cliccare in uno dei campi valore (Bars/Beats/16th notes o Ticks) e trascinare il
1. Aprire il menu a tendina Snap e selezionare un valore. mouse in alto o in basso, oppure selezionare un valore e usare i controlli freccia.
Selezionando “Bar” la posizione song si potrà spostare solo all’inizio delle misure.
Le altre opzioni limitano il movimento ai rispettivi valori nota.
2. Attivare la funzione Snap cliccando sul pulsante accanto al menu a tendina.

D Per attivare il loop cliccare sul pulsante Loop On/Off in modo che s’illu-
mini o usare il rispettivo comando rapido.
In questo esempio, la funzione Snap è attiva e impostata a note da 1/4; la posizione song quindi si Su Mac è il tasto [/], in Windows è il tasto [÷] (entrambi sul pad numerico).
può spostare solo a posizioni nota di 1/4 esatte. Riproducendo in modalità Loop, una volta raggiunto il locatore destro la posizione
song torna indietro al locatore sinistro e la sezione tra i due locatori si ripete in contin-
uazione.

60 THE SEQUENCER
Registrazione Pre-count
Attivando il pulsante “Pre” nel pannello di Trasporto si ha 1 misura di click prima che
inizi la registrazione; si noti che qualsiasi cosa suonata durante il count-in non è regis-
Configurare una registrazione trata.

Prima d’iniziare a registrare si devono eseguire alcune impostazioni fondamentali: Quantizzazione in registrazione
Se nel pannello di Trasporto è attivo il pulsante Quantize Notes During Recording, le
Tempo e Time Signature
note sono quantizzate automaticamente mentre le si rgeistra; per i dettagli vedere a
I valori Tempo e Time Signature si trovano sul pannello di Trasporto. page 91.
D Si può specificare un tempo qualsiasi tra 1 e 999.999 bpm (beat al
minuto). Registrare le note
Il tempo si può regolare in step di bpm (valore sinistro) o in step di 1/1000 bpm
Quando si registrano le note, sulla corsia nota della traccia (abilitata alla registrazione)
(valore destro).
si crea una clip contenente tutte le note registrate (più eventuali controller perfor-
mance usati durante la registrazione - vedere a page 64).
Per registrare le note dalla tastiera Master procedere come segue:
1. Assicurarsi che l’ingresso sia assegnato alla traccia desiderata.
Il tempo (in step di bpm) si può regolare anche usando i tasti [+] e [–] sul pad numer- La traccia con ingresso della tastiera Master è automaticamente abilitata alla reg-
ico. istrazione.
D Il tempo in chiave si definisce specificando un numeratore (campo valore 2. Spostare la posizione song nel punto in cu si desidera iniziare la registrazi-
a sinistra) e un denominatore (campo valore a destra). one.
Il numeratore è il numero di movimenti nella misura e il denominatore indica la du- La registrazione inizia sempre alla posizione song.
rata di ogni movimento.
Tempo in 3/
4 selezionato

Per spostare la posizione song trascinare il marker di posizione o cliccare nel righello.

3. Attivare il pulsante “Pre” per avere 1 misura di pre-count prima che inizi la
✪ Le variazioni Tempo e Time Signature si possono anche automatizzare registrazione.
nella traccia Transport - vedere “Automazione tempo e tempo in chiave”. 4. Cliccare sul pulsante Record o premere [*] sul pad numerico.
La registrazione inizia dopo la prima misura di pre-count (se attivata) altrimenti inzia
Click immediatamente.
Quando si registra spesso è meglio avere una guida ritmica che aiuti a tenere il
tempo.
Il metodo più facile per farlo è usare il click del metronomo interno:

5. Al termine cliccare sul pulsante Stop o premere [0] sul pad numerico.
Sulla corsia nota nella finestra Arrange si crea una clip contenente le note registrate.
La durata di una clip è sempre regolata automaticamente alla posizione misura più vic-
Attivandolo (cliccando sul rispettivo pulsante o premendo [C]), si sentirà un click su ina a destra quando finisce una registrazione, indipendentemente da qualsiasi valore
ogni movimento con un accento sul primo di ogni misura. Il click c’è sia in registrazi- Snap. Note e altri eventi presenti nella clip non sono influenzati o regolati in alcun
one che in riproduzione e il volume si regola con la manopola Click Level. modo (a parte l’eventuale attivazione del pulsante Quantize During Recording - ved-
ere sopra).
✪ Talvolta è meglio usare una batteria elettronica come guida ritmica.

61
THE SEQUENCER
A questo punto, si può spostare la posizione song a inizio registrazione per sentire D Registrando si crea sempre una nuova clip e registrando sopra un clip
cosa è stato registrato; il modo più semplice per farlo è cliccare di nuovo sul pulsante registrata in precedenza sulla stessa corsia nota, nel punto di sovrappo-
Stop. sizione la nuova clip “prevale” su quella precedente.
La posizione song si sposta al punto in cui è iniziata l’ultima riproduzione/registrazi- Se la nuova clip si sovrappone completamente a quella precedente, la clip prece-
one. dente e tutti gli eventi nota in essa contenuti si fondono completamente nella
nuova clip.
D La clip registrata è selezionata (come indica il contorno della clip e le Se la clip precedente è più lunga di quella nuova, la porzione di clip precedente
maniglie alle estremità) e le note registrate sono visibili come eventi non coperta dalla nuova clip è tagliata e diventa una clip separata.
nella clip.

D Per annullare la registrazione selezionare “Undo Recording” dal menu ! Si noti che in molti casi è comunque meglio registrare nuovi dati nota su
Edit o usare il rispettivo comando rapido [Ctrl]/[Command]+[Z]. una corsia nota separata, anche per aggiungere note a un take prece-
Si può anche premere [Backspace] per rimuovere una clip selezionata. dente (in overdub); per i dettagli vedere “Aggiungere corsie nota e usare
i pulsanti New Dub/New Alt”.
D E’ possibile anche attivare la registrazione durante la riproduzione
(“punch in”), avviando la riproduzione e poi cliccando sul pulsante Rifare parte di un take
Record.
Si può anche uscire dalla registrazione senza fermare la riproduzione (“punch Spesso ci sono situazioni nelle quali bisogna rifare parte di una clip registrata e man-
out”). tenere il resto; come osservato in precedenza, ciò non si può fare registrando sulla
clip, ma ci sono vari metodi per rimuovere la parte da rifare:
Registrare più clip sulla stessa corsia nota D Innanzitutto cancellando le note specifiche da rifare.
Naturalmente, si può continuare la registrazione sulla stessa corsia nota, se si desid- Con un doppio-click del mouse sulla clip si entra in modalità Edit ove è possibile
era. modificare (spostare/copiare/cancellare, ecc.) singoli eventi nota nella clip - ved-
ere “Modalità Edit”.
• Se è stata usata la funzione “Undo Recording” (vedere sopra) o è stata cancellata
la clip precedente si può semplicemente registrare un altro take. D Dividendo la clip.
• Si può anche iniziare una registrazione dopo la clip precedente (come descritto in Per dividere le clip si può usare il tool Razor. Esso consente di separare la clip
precedenza); si crea una nuova clip. prima e dopo la porzione da rifare; basta poi cancellare la nuova clip risultante
• Se però si mantiene la clip registrata in precedenza e si avvia la registrazione dalla (che ora contiene solo le note da rifare) e registrare di nuovo. Vedere “Dividere le
stessa posizione, si esegue una “sovraincisione”(overdub); si registrano cioè le clip”.
note sopra quelle registrate in precedenza.
D Disegnando una nuova clip dentro la clip originale.
Si applicano i seguenti criteri: Disegnando una nuova clip in modo che si sovrapponga a un’altra, la nuova clip
copre tutti gli eventi “dietro” la nuova clip, consentendo di registrare nuovamente
D Registrando sulla stessa corsia nota, gli eventi nota registrati in prece-
la sezione. Vedere “Clip sovrapposte”.
denza non sono cancellati.
Non è possibile sostituire o cancellare eventi nota registrati in una clip registran- D Ridimensionando la clip.
doci sopra; registrando su clip nella stessa corsia nota, tutte le nuove note s’ag- Questo metodo si usa se la sezione da rifare è a inizio o fine clip. Le clip selezion-
giungono agli eventi nota già presenti sulla corsia. Inoltre, mentre si registra la ate hanno maniglie a inizio e fine clip. Muovendo le maniglie si ridimensiona la clip;
nuova clip si sentono le note registrate in precedenza. accorciandola, gli eventi nota che si trovano fuori dai bordi della clip sono masche-
rati e non sono riprodotti. Vedere “Ridimensionare le clip”.

62 THE SEQUENCER
Gestione di base della corsia nota Corsie nota abilitate alla registrazione
Ogni volta che si crea una nuova corsia nota essa è automaticamente abilitata alla
Aggiungere corsie nota e usare i pulsanti New Dub/New Alt registrazione; se però su una traccia ci sono più corsie nota e si vuole registrare su
In una traccia strumento è possibile aggiungere nuove corsie nota; è utile nei seguenti una corsia nota precedente, bisogna abilitarla alla registrazione manualmente:
casi: D Cliccare sul pulsante rosso “Record Enable” della corsia da abilitare alla
• Per l’overdub di note o automazione Performance di una clip esistente, sebbene registrazione.
ciò si possa fare sulla stessa corsia nota (come descritto in precedenza). Può essere abilitata alla registrazione solo una corsia alla volta.
• Per registrare una serie di take su corsie nota separate e decidere poi quale è il
take “migliore” (o unire tra loro quelli migliori).
Sul pannello di trasporto ci sono due pulsanti denominati “New Dub” e “New Alt”;
cliccando su uno di essi s’aggiunge una nuova corsia nota ma con alcune differenze:
D “New Dub” aggiunge una nuova corsia nota abilitata alla registrazione
sopra la corsia nota precedente, ma non silenzia la corsia nota prece-
dente.
In altre parole, si sente la(e) clip nota sulla corsia precedente se si registra nella
stessa area sulla nuova corsia nota; usare quindi “New Dub” per l’overdub di note
o eventi performance su una clip esistente. Le nuove note ed eventi saranno con- Silenziare le corsie nota
tenuti in una nuova clip, ma questo metodo è da preferire rispetto all’overdub sulla Le singole corsie nota su una traccia si silenziano attivando il pulsante “M” nella zona
stessa corsia nota, poichè permette di ripetere facilmente l’overdub in seguito; per corsia della Track List; saranno silenziate tutte le clip sulla rispettiva corsia nota.
fare in modo che la(e) clip sovraincisa diventi parte permanente della(e) clip sulla
corsia nota originale, in seguito si può sempre usare la funzione “Merge Note
Lanes on Track” - vedere “Unire le corsie nota”.
D Anche “New Alt” aggiunge una nuova corsia nota abilitata alla regis-
trazione sopra la corsia nota precedente, ma la corsia nota precedente è
silenziata automaticamente.
Usare “New Alt” per registrare un nuovo take, ma conservare il take precedente
senza suonare insieme ad esso.
! Se è attivo il Loop e la posizione song è all’interno dei limiti del loop è • Non si confonda il Muto Corsia con il Muto Traccia - vedere “Mute e Solo”.
silenziata la(e) clip tra i locatori sinistro e destro invece dell’intera corsia • E’ possibile anche silenziare singole clip su una corsia - vedere “Silenziare le
nota. corsie nota”.

D Si possono anche aggiungere nuove corsie nota cliccando sul pulsante


Nominare le corsie nota
“Lanes +” in cima alla Track List o selezionando “New Note Lane” dal
menu Edit. Di default, le corsie nota su una traccia sono denomintte “Corsie” più un numero suc-
Funziona come “New Dub”: è aggiunta una nuova corsia nota e la corsia nota pre- cessivo in base all’ordine di creazione (Corsia 1, Corsia 2, ecc.); per rinominare una
cedente non è silenziata. corsia nota doppio-click del mouse sul rispettivo nome nella Track List.
D In modalità Record o Play è possibile aggiungere corsie nota “al volo”. Si noti che i nomi corsia (e traccia) non sono esclusivi - si possono avere corsie e
S’aggiunge una nuova corsia abilitata alla registrazione; in modalità Record, la tracce con lo stesso nome, ma in genere è buona norma dare nomi descrittivi e pecu-
nuova corsia nota è subito abilitata alla registrazione, quindi si può continuare a liari.
registrare senza fermarsi.

Cancellare corsie nota


D Per cancellare una corsia cliccare sul pulsante “X” della corsia nella
Track List.
Se sulla corsia ci sono clip registrate, si apre una finestra di dialogo che consente
di annullare l’operazione o continuare.

63
THE SEQUENCER
Selezionare/spostare corsie nota
Le corsie nota non sono elementi selezionabili allo stesso modo delle tracce; le tracce
Registrare l’automazione
(quando selezionate) si adeguano a specifiche operazioni traccia/dispositivo nel In Reason, si possono automatizzare praticamente tutti i parametri di un dispositivo e
menu Edit, ad esempio. Le singole corsie non hanno funzioni paragonabili di editing. creare mix completamente automatizzati, se si desidera; per farlo, bisogna registrare
Tuttavia, una corsia nota è selezionabile nei seguenti casi: (o disegnare) eventi controller nel sequencer.
D In modalità Edit appaiono i dati di una corsia nota per una traccia alla
volta. Automazione di controller performance e parametri
Cliccando su una corsia si visualizza la corsia che si seleziona. Vedere “Modalità traccia
Edit”.
L’automazione che si può registrare è di due tipi; dei controller performance o dei
D Una corsia nota ha una “maniglia” e può essere spostata in verticale in- parametri traccia.
sieme a tutte le clip sulla corsia.
D L’automazione dei controller performance è registrata automaticamente
Per spostare una corsia nota a un’altra posizione nell’elenco sulla stessa traccia
in clip nota o corsie nota.
cliccare sulla maniglia traccia (la zona più a sinistra della corsia) in modo che di-
Tutti i controller performance MIDI standard che si applicano suonando (pitch
venti scura e trascinare la traccia in alto o in basso; come per lo spostamento di
bend, ecc.) nella clip nota sono registrati come automazione performance. Una
tracce appare una linea d’inserzione rossa che indica dove sarà collocata la corsia
clip su una corsia nota può contenere qualsiasi combinazione di eventi nota, eventi
al rilascio del mouse.
d’automazione performance ed eventi d’automazione parametro.
D Si noti che è possibile spostare le corsie nota tra le tracce - la procedura
è descritta a page 64.

Unire le corsie nota


Le corsie nota su una traccia si possono unire in una singola corsia nota: Nella clip l’automazione performance è indicata da curve.

D Selezionare la traccia con le corsie nota da unire e poi scegliere “Merge D L’automazione dei parametri traccia crea corsie d’automazione separate
Note Lanes on Tracks” dal menu Edit o dal quello contestuale della trac- su una traccia, una per ogni parametro automatizzato.
cia. Le corsie d’automazione appaiono nella zona corsia della Track List e si possono
Le clip nota presenti su tutte le corsie nota sono unite nella corsia in alto. creare a mano o automaticamente (regolando i parametri sul dispositivo collegato
alla traccia durante la registrazione). Vedere “Modificare l’automazione”.

Una corsia d’automazione nella Track List.


Il metodo da usare dipende da come si preferisce lavorare e dalla situazione specifica.
In ogni caso, le differenze principali da considerare sono le seguenti:
D Se si prevede di registrare l’automazione su più tracce contemporanea-
Traccia di percussioni con corsie nota separate, una per ogni suono percussivo. mente usando una superficie di controllo usare l’automazione dei
parametri traccia.
L’automazione dei parametri traccia ha pulsanti d’abilitazione alla registrazione
separati e indipendenti che si possono attivare simultaneamente per un qualsiasi
La stessa traccia dopo l’unione. numero di tracce (a differenza dei pulsanti d’abilitazione alla registrazione delle
corsie nota.
D Corsie o clip mute sulla traccia non sono incluse nell’unione.
Vedere “Registrare l’automazione su più tracce”.
D Se tra le clip sulle corsie ci sono dei vuoti sono create più clip.
D L’automazione dei parametri Performance consente di tenere i dati d’au-
! Si noti che se c’è un qualsiasi dato controller performance (es. pitch tomazione in una clip nota insieme agli eventi nota.
bend) in più clip nota alla stessa posizione, nella clip unita saranno in- I controller performance MIDI standard sono sempre registrati come dati d’au-
clusi solo i dati performance della corsia in alto. tomazione dei parametri performance (per ulteriori dettagli vedere in seguito).

64 THE SEQUENCER
! E’ possibile assegnare un parametro sia all’automazione di un
parametro performance che a quella di un parametro traccia (per i detta-
gli vedere a page 88).

Registrare l’automazione dei controller performance


Se registrando su una corsia nota si usano i controller performance MIDI, questi ultimi
sono aggiunti automaticamente alla clip registrata; ciò ha senso, poichè i controller
performance di solito sono registrati nello stesso momento in cui si registrano le note
(cioè fanno parte dell’esecuzione).
I controller performance MIDI standard sono: le rotelline Pitch Bend e Mod-
ulation, il pedale Sustain, Aftertouch, Breath Control ed Expression.
Per registrare l’automazione dei controller performance standard:
1. Assicurarsi che la traccia sia aperta, abilitata alla registrazione e abbia l’in-
gresso della tastiera Master. Corsie edit performance in modalità Edit.

2. Avviare la registrazione e usare uno o più controller performance mentre si D Si noti che è possibile registrare separatamente note e controller perfor-
suona mance.
(per esempio, le rotelline Pitch Bend e/o Mod). Si possono prima registrare le note su una corsia nota e poi registrare i controller
performance su un’altra corsia nota; l’automazione sarà contenuta in clip collocate
3. Al termine cliccare Stop. su una corsia separata che possono anche essere spostate o silenziate distinta-
La clip registrata avrà le curve d’automazione visibili nella clip insieme ai dati nota mente.
registrati; se in registrazione sono state usate le rotelline Pitch Bend e/o Mod,
questi controller avranno un contorno verde sul pannello del dispositivo (ad indi- D Per la modifica delle curve d’automazione vedere “Modificare eventi
care che sono stati automatizzati). Riproducendo la clip, note e controller suoner- d’automazione esistenti”.
anno esattamente come sono stati registrati.
D Per aggiungere o cancellare manualmente corsie edit d’automazione dei
parametri performance vedere “Disegnare gli eventi d’automazione”.

Rifare l’automazione performance


Nella clip nota i controller performance sono indicati da curve; in questa figura sono stati usati i
Per sostituire o rifare i dati dei controller performance registrati:
controller delle rotelline Pitch Bend e Mod e il pedale sustain.
Se si entra in registrazione su una corsia nota che ha già clip con dati performance, si
In base al tipo di controller usato, l’automazione performance è visualizzata in modo
crea una nuova clip che prevale su quella(e) registrata in precedenza nel punto in cui
diverso nella clip; i controller a valori bipolari (es. pitch bend) sono indicati da una
le due clip si sovrappongono; come osservato in “Registrare più clip sulla stessa cor-
linea al centro (valore zero, cioè nessun pitch bend) con curve che vanno sopra e
sia nota” non si cancellano note registrando sulle clip della stessa corsia nota, ma per
sotto lo zero.
i dati d’automazione performance la cosa è diversa:
I controller con soli valori positivi (es. Mod) hanno zero alla base della clip con la mod-
ulazione applicata indicata da curve che salgono in alto dal valore zero. I controller D Registrando su una clip nota con dati d’automazione performance e re-
con valori Off/On (es. il pedale Sustain) sono indicati da curve rettangolari (On - du- golando uno qualsiasi dei controller performance usati nella clip origi-
rata- Off). nale, l’automazione è sostituita dai nuovi dati performance da quel
punto in poi, fino a quando si interrompe la registrazione.
D Aprendo la clip in modalità Edit (con un doppio-click del mouse sulla
Se la nuova clip è più corta di quella originale, l’automazione performance nella
clip) i dati performance registrati sono collocati su diverse corsie edit.
clip precedente “interviene” quando finisce la nuova clip.
Cliccare sul pulsante “Switch to Arrange Mode” nell’angolo in alto a sinistra della
finestra del sequencer per tornare alla modalità Arrange; per cambiare veduta si
possono usare anche i comandi rapidi [Ctrl]/[Command]+[E].
Vedere “Registrare l’automazione dei controller performance”.

65
THE SEQUENCER
Automazione dei controller performance su più corsie Registrare l’automazione dei parametri traccia
Se ci sono più clip nota attive (non in muto) con automazione dei controller perfor- L’automazione dei parametri traccia è il metodo standard per automatizzare i parame-
mance su corsie diverse della stessa traccia e queste clip nota si sovrappongono in teri di un dispositivo; ogni parametro automatizzato ha una corsia d’automazione sep-
determinate posizioni, si applicano i seguenti criteri: arata sulla traccia. Per le corsie d’automazione non ci sono pulsanti Record Enable,
D I controller performance nella clip della corsia in alto sostituiscono tutti i ma solo un pulsante generale Automation Record Enable per l’intera traccia.
controller performance dello stesso tipo in altre clip sovrapposte sulle
corsie in basso.

Pulsante Automation Record Enable.

Prima di registrare l’automazione


Prima d’iniziare a registrare l’automazione di un parametro o creare manualmente una
traccia d’automazione parametro (vedere in seguito) è meglio impostare il parametro
La clip sulla corsia superiore ha un’automazione pitch bend “down”, mentre la clip sulla corsia a un “valore statico” adeguato, cioè il valore del parametro nella song quando non è
inferiore ha un’automazione pitch bend “up” ed eventi nota. Il pitch bend delle note segue la curva automatizzato; ecco perchè:
d’automazione della clip superiore per la sua durata; non appena termina la clip superiore le note
saranno influenzate dall’automazione pitch bend “up” della corsia inferiore. D Quando si crea per la prima volta una corsia d’automazione per un
parametro (manualmente o automaticamente) il suo valore originale
Opzione “Automation As Performance Control” sarà inserito come un valore statico durante la song ogni volta che sulla
corsia non c’è una clip d’automazione con eventi presenti.
Si può anche decidere di registrare qualsiasi tipo d’automazione parametro come au-
tomazione di parametro performance; l’automazione sarà così contenuta in clip nota Supponiamo di voler creare un fade-out registrando un movimento del fader nel Mixer.
su una corsia nota invece di essere registrata su corsie d’automazione separate. La cosa migliore da fare è innanzitutto impostare il fader al valore statico corretto (cioè
il valore al quale si deve trovare il fader prima che inizi il fade-out).
D Per farlo, attivare il pulsante “Automation As Perf Ctrl” situato sotto i
Allo stesso modo, se si vuole creare uno “sweep” di filtro in un synth da qualche parte
controlli di trasporto nel pannello Transport.
nella song, innanzitutto impostare la frequenza del filtro al valore che deve avere da
Con questo pulsante attivo, mentre si registra qualsiasi parametro che si regola sul
qualche altra parte nella song e poi registrare lo “sweep” del filtro.
dispositivo collegato alla traccia sarà registrato come automazione performance in
una clip nota e non saranno create corsie d’automazione. In questo modo è possibile prima configurare un mix statico e poi aggiungere un pò di
variazioni automatizzate del parametro desiderato da qualche altra parte nella song
mentre in altre parti si mantengono i valori statici.
D In seguito, in modalità Edit si può cambiare manualmente il valore stat-
ico per una corsia d’automazione senza sostituire alcun dato d’au-
Sebbene questo metodo sia ideale per rendere autonoma una clip, ci sono alcune tomazione.
limitazioni: usando questo metodo per registrare i parametri del dispositivo, non si ha Vedere “Modificare l’automazione”.
una panoramica come quella dell’automazione di un parametro traccia. Inoltre, in se-
guito non si potranno silenziare le corsie edit d’automazione, nè spostarle in modo in- Procedura di base
dipendente. 1. Assicurarsi che per il dispositivo ci sia una traccia sequencer.
Per i dispositivi che possono ricevere dati nota, una traccia sequencer è creata au-
tomaticamente insieme al dispositivo; per un dispositivo mixer o effetto, si deve ag-
giungere manualmente una traccia prima di poter iniziare a registrare
l’automazione di un parametro.

66 THE SEQUENCER
D Se il dispositivo d’automatizzare non ha una traccia sequencer, il 5. Fermare la registrazione.
metodo più rapido per aggiungerne una è selezionare “Create Track for Sul pannello del dispositivo ogni parametro automatizzato ha una cornice verde.
(nome dispositivo)” dal menu contestuale del dispositivo ([Ctrl]-click
(Mac) o click-destro sul pannello del dispositivo).
Si crea una nuova traccia sequencer abilitata alla registrazione per il dispositivo,
senza alcuna corsia d’automazione.

I parametri Feedback e Pan sono automatizzati.


In modalità Arrange le clip sulle corsie d’automazione indicano i dati d’automazione
registrati; le clip sulle corsie d’automazione si differenziano dalle clip nota per un
taglio sul bordo destro in alto. Le corsie d’automazione hanno solo un pulsante “On”
e un pulsante “Delete Automation Lane” (X); riproducendo di nuovo la sezione i
D Se la traccia ha corsie nota è meglio disattivare il pulsante Record En- parametri cambiano automaticamente, mentre fuori dai limiti della clip i parametri man-
able della corsia nota attiva (a meno che, ovviamente, si decida di regis- tengono i rispettivi valori originali (i valori statici che avevano prima d’iniziare la regis-
trare simultaneamente note e automazione del parametro). trazione).
Se ci sono già clip registrate sulla corsia nota, registrando si crea una nuova clip
che prevale su tutte le clip precedenti nella corsia nota interessata dalla registrazi- Registrare più dati per lo stesso parametro
one. Sebbene non sia cancellato niente, si potrebbe finire con l’avere una singola
clip invece di più clip separate e le clip originali potrebbero anche essere divise Per ripetere una sezione dell’automazione registrata o semplicemente registrare più
dove non si vorrebbe (vedere gli esempi alle figure seguenti). dati d’automazione di un parametro:
1. Configurare e avviare la registrazione come descritto in precedenza.
Fino a quando non si tocca il parametro è riprodotto normalmente il rispettivo dato
d’automazione e non è creata una nuova clip.
2. Alla posizione desiderata regolare il parametro.
Non appena s’inizia a modificare il valore del parametro, s’illumina l’indicatore Au-
tomation Override sul pannello di trasporto ed è creata una nuova clip.

Registrare l’automazione con la corsia nota abilitata alla registrazione.


Ora la traccia è pronta per la registrazione dell’automazione; non è necessario che la
traccia sia selezionata o abbia l’ingresso della tastiera Master per registrare l’au-
tomazione.
Il pulsante Automation Record Enable è completamente indipendente dall’ingresso D D’ora in poi, l’automazione registrata in precedenza sarà sostituita dagli
della tastiera Master. eventi d’automazione nella nuova clip.
La registrazione dell’automazione è diversa dalla registrazione sulle corsie nota
2. Configurare a piacere i parametri del dispositivo (ai valori statici, come de-
ove non è cancellato niente registrando sulle clip registrate in precedenza; una
scritto in precedenza).
nuova clip d’automazione sostituisce qualsiasi clip d’automazione alla stessa po-
3. Avviare la registrazione dalla posizione desiderata. sizione per la durata della regstrazione. Ovviamente, le clip d’automazione non
possono essere “sovraincise” poichè è impossibile avere simultaneamente due
4. Durante la registrazione regolare il parametro(i) desiderato (dal pannello del clip con i dati d’automazione attivi per lo stesso parametro!
dispositivo o da una superficie di controllo MIDI remota).
E’ possibile automatizzare qualsiasi parametro del dispositivo - ogni parametro che
si regola genera automaticamente una corsia d’automazione e sarà registrata una
clip sulla rispettiva corsia dal punto in cui cambia il valore del parametro.

67
THE SEQUENCER
3. Al termine fermare la registrazione. Attivare e disattivare le corsie d’automazione parametro
A questo punto, l’automazione è stata sostituita dal punto in cui la registrazione è
Le corsie d’automazione di disattivano cliccando sul pulsante “On” di una corsia in
iniziata a quello in cui si è interrotta; l’indicatore Automation Override è ancora illu-
modo che diventi scuro; si “congela” così qualsiasi valore aveva il parametro quando
minato, ma si spegne cliccando Stop o Play sul pannello di trasporto.
è stata disattivata la corsia d’automazione; cliccando di nuovo sul pulsante si riattiva
D Durante la registrazione si può anche cliccare sul pulsante Reset sotto l’automazione.
l’indicatore Automation Override.
Questa operazione “resetta” il parametro e la registrazione dell’automazione si Cancellare le corsie d’automazione
ferma (riattivando nuovamente l’automazione registrata in precedenza da quella
Per cancellare una corsia d’automazione cliccare sul pulsante “X” in modo che diventi
posizione). Si è ancora in modalità Record, quindi non appena si regola di nuovo il
scuro; se sulla corsia ci sono clip si apre una finestra di dialogo che consente di ann-
parametro, l’indicatore Automation Override s’illumina ed è creata una nuova clip.
ullare o continuare l’operazione.
In pratica, cliccare sul pulsante Reset è come fermare la registrazione e farla ri-
partire.
Chiudere le corsie d’automazione
E’ possibile chiudere le corsie d’automazione di una traccia per facilitare l’arrangia-
mento se l’automazione è molto usata.
D Per chiudere tutte le corsie d’automazione cliccare sulla freccia nella
maniglia della corsia d’automazione in alto.
D L’editing degli eventi d’automazione è descritto a page 84. Tutte le corsie d’automazione sono chiuse e le clip sulle corsie sono indicate da
sottili striscie orizzontali (come le clip nota delle tracce chiuse).
D Per sapere come aggiungere manualmente corsie d’automazione
parametro vedere “Aggiungere/togliere corsie d’automazione”.

Spostare i parametri automatizzati in riproduzione - “modalità


Live”
Anche se un parametro è stato automatizzato, si può comunque “afferrarlo” e rego-
larlo in riproduzione, sostituendo l’automazione:
1. Durante la riproduzione regolare un parametro automatizzato.
L’indicatore Automation Override sul pannello di trasporto s’illumina; d’ora in poi
l’automazione registrata per il parametro è disabilitata.
2. Per attivare nuovamente l’automazione cliccare di nuovo sul pulsante Reset.
Il controllo del parametro torna al sequencer.

Registrare l’automazione su più tracce


Sebbene solo una traccia possa avere l’ingresso della tastiera Master, per registrare
l’automazione è possibile abilitare alla registrazione un numero di tracce qualsiasi.
D Basta attivare il pulsante Automation Record Enable per le tracce sulle
quali si desidera registrare l’automazione.
D Quando la registrazione è attiva tutte le tracce d’automazione abilitate
alla registrazione registrano le variazioni di parametro traccia dai rispet- D Premendo [Alt] e cliccando sulla freccia si chiudono/aprono le corsie
tivi dispositivi nel rack. d’automazione su tutte le tracce.
E’ molto utile se ci sono più superfici di controllo che controllano diversi dispositivi
nel rack durante la registrazione; per i dettagli vedere il capitolo “Controllo Re-
moto”.

68 THE SEQUENCER
Registrare cambi pattern
Se la song contiene dispositivi pattern, di solito si usa più di un singolo pattern nella
Toolbar
song. Per facilitarne l’uso si possono registrare i cambi pattern nel sequencer (o dis- La toolbar è situata sopra la Track List nel sequencer e presenta i vari tool per l’editing
egnarli manualmente, come descritto a page 88). di clip ed evento nel sequencer.
1. Individuare la traccia sequencer del dispositivo e assicurarsi che sia attivo il
pulsante Record Enable Parameter Automation.
Per ora si può disabilitare il pulsante Record Enable della corsia nota (non serve).
2. Impostare l’inizio desiderato del pattern (Start) sul dispositivo pattern. Da sinistra a destra la toolbar presenta i seguenti elementi:
3. Avviare la registrazione dalla posizione desiderata. • Pulsante di selezione modalità Edit/Arrange - vedere “Due modalità visive”.
All’avvio della registrazione il dispositivo pattern s’avvia automaticamente. • Tool Arrow (o Selection) - è il tool principale usato per selezionare, ridimensionare
Sebbene fino a quando non si cambia pattern non sia creata una clip, è registrato e spostare clip o eventi; è selezionato di default.
il pattern iniziale. • Tool Pencil: serve per disegnare clip ed eventi.
4. Durante la registrazione cambiare i pattern con i pulsanti Bank e Pattern sul • Tool Erase: serve per cancellare clip ed eventi.
pannello del dispositivo. • Tool Razor: si usa per dividere le clip - vedere “Dividere le clip”.
Assicurarsi di cambiare i pattern leggermente in anticipo - il cambio pattern vero e • Tool Magnifying Glass: si usa per ingrandire o rimpicciolire il sequencer.
proprio è registrato (e avviene) sul movimento in battere successivo, in base al • Tool Hand: serve per scorrere l’immagine.
tempo in chiave del sequencer principale. • Menu a tendina Snap e selettore On/Off: vedere in seguito.
5. Al termine fermare la registrazione. D Un metodo rapido per selezionare i vari tool è usare i tasti “Q,W,E,R,T,Y”
Attorno ai pulsanti di selezione pattern c’è una cornice verde ad indicare che i sulla tastiera del computer.
cambi pattern del dispositivo sono automatizzati; è creata anche una corsia d’au- “Q” seleziona il tool Arrow, “W” seleziona il tool Pencil e così via, nello stesso or-
tomazione Pattern Select con le clip del pattern. dine con il quale i tool sono sistemati sulla toolbar.

Clip d’automazione pattern sulla corsia Pattern Select.

D L’automazione pattern non ha “valore statico”; se la selezione del pat-


tern è automatizzata i pattern sono riprodotti solo dove ci sono clip pat-
tern.
Se la corsia pattern è vuota non è riprodotto alcun pattern.
D Ogni cambio di pattern è registrato sul movimento in battere (all’inizio di
una nuova misura nel sequencer).
E’ possibile spostare i cambi di pattern ad altre posizioni muovendo o ridimensio-
nando le clip pattern (vedere “Editing clip di cambio pattern”).
D Si può eseguire un punch-in sui cambi pattern registrati per sostituire
una sezione della traccia.
D Una volta registrati i cambi pattern si può usare la funzione “Convert
Pattern Track to Notes” per trasferire le note nei pattern al sequencer
principale.
Si possono così creare variazioni illimitate modificando in seguito le note in modal-
ità Edit.
D E’ possibile anche disegnare a mano le clip d’automazione nella corsia
Pattern Select - vedere “Editing clip di cambio pattern”.

69
THE SEQUENCER
Funzione Snap Editing clip in modalità
Quando si seleziona e modifica il materiale (sia in modalità Arrange che Edit), la funzi-
one Snap influenza il risultato; attivando la funzione Snap, l’editing è “limitato” ai valori
Arrange
nota selezionati nel menu a tendina Snap (valore Snap). Pulsante Snap e menu a ten-
dina si trovano sulla toolbar del sequencer: la funzione Snap si attiva/disattiva pre-
mendo [S].
Usare questo menu a tendina per selezionare il valore

Cliccare qui per


attivare/
disattivare la

In modalità Arrange si vedono più tracce nello stesso momento e si ha una buona
panoramica della song; è utile per riarrangiare le clip, aggiungere o togliere misure,
! Si noti che è possibile scegliere valori Snap diversi per arrangiare e mod- quantizzare e modificare clip su tracce e corsie diverse contemporaneamente.
ificare il contenuto delle clip aperte. Vedere a page 80.
D Per selezionare la modalità Arrange cliccare sul pulsante Arrange/Edit
La funzione Snap influenza le seguenti operazioni: nell’angolo in alto a sinistra del sequencer.
D Movimento della posizione song, marker dei locatori e marker End.
Regolando questi marker con la funzione Snap attiva, essi sono “magnetici” al va-
lore Snap.
D Spostamento di clip ed eventi.
Spostando una o più clip o eventi con la funzione Snap attiva, essi mantengono le
Si può anche premere [Shift]-[Tab] o [Command]/[Ctrl]-[E].
relative distanze rispetto alle posizioni del valore Snap.
D Disegno delle clip. Selezionare le clip
Creando clip con il tool Pencil, le rispettive posizioni Start ed End sono magnet-
iche alle posizioni dei valori Snap. Una clip si seleziona cliccandoci sopra (con il tool Arrow); la clip selezionata ha un
contorno nero e due maniglie alle estremità.
D Disegno di eventi nelle clip aperte.
Il valore Snap determina la più piccola posizione nota alla quale è possibile diseg-
nare una nota o un punto d’automazione; inoltre, il valore Snap determina la durata
più breve delle note quando le si disegna.
D Uso del tool Razor per dividere le clip.
In modalità Arrange per selezionare più clip cliccare e trascinare un rettangolo di
Vedere “Dividere le clip”.
selezione con il mouse.
D Funzione Nudge di clip o eventi.
Vedere “Correggere le posizioni clip” e “Correggere le posizioni evento (Nudge)”.

70 THE SEQUENCER
D Si può disegnare un rettangolo di selezione per più tracce o corsie. • Premendo [Command]+[Option] (Mac)/[Ctrl]+ [Alt] (Windows) e usando il tasto
Sono selezionate tutte le clip toccate dal rettangolo di selezione. freccia sinistro o destro si sposta la posizione avanti o indietro in incrementi di tick
(ci sono 239 tick per ogni nota da 1/16,quindi l’editing è molto preciso); verificare
D Tenendo premuto [Shift] quando si selezionano le clip, tutte le clip già le posizioni tick nell’Inspector durante la correzione, altrimenti non si “vedono” le
selezionate restano selezionate. variazioni di posizione.
Ciò consente selezioni multiple non contigue: prima selezionare alcune clip, poi
• Premendo [Command]+[Shift] (Mac)/[Ctrl]+ [Shift] (Windows) e usando il tasto
premere [Shift] e selezionare altre clip, e così via.
freccia sinistro o destro si sposta la posizione avanti o indietro in incrementi di
D Si può anche usare il comando “Select All” del menu Edit. beat.
Questo comando seleziona tutte le clip presenti nella song.
D Un altro modo per selezionare le clip è usare i tasti freccia sulla tastiera Spostare le clip tra le corsie
del computer. E’ possibile spostare le clip tra le corsie, sulla stessa traccia o su corsie di altre
Premendo la freccia destra si seleziona la clip successiva sulla corsia, premendo il tracce:
tasto con la freccia in basso si seleziona la clip più vicina sulla corsia inferiore,
ecc.. Tenendo premuto [Shift] e usando i tasti freccia sinistro/destro è possibile D Cliccare e trascinare la clip alla posizione desiderata sull’altra corsia.
eseguire selezioni multiple sulla stessa corsia. Se attivo, il valore Snap è tenuto in considerazione.

D Un doppio-click del mouse su una clip nota la apre per l’editing in modal- Clip “aliene”
ità Edit.
Per tornare alla modalità Arrange cliccare sul pulsante “Switch to Arrange Mode” D E’ possibile spostare clip nota su altre corsie nota e clip d’automazione
nell’angolo in alto a sinistra del sequencer (o premere [Shift]+ [Tab]). su altre corsie d’automazione (se applicabile - vedere in seguito).
L’editing del contenuto di una clip è descrittto da page 78 in poi. Si può spostare una clip nota su una corsia d’automazione o una clip d’automazi-
one su una corsia nota, ma la clip diventa “aliena” (è indicata da striscie verticali
D Un doppio-click del mouse su una clip d’automazione parametro traccia
rosse).
lo apre direttamente per l’editing in modalità Arrange.
D Per togliere la selezione alle clip basta cliccare ovunque in una zona
vuota.
Clip “aliena”.
Spostare le clip sulla stessa corsia Una clip d’automazione può diventare “aliena” se si sposta sulla corsia d’automazione
D Per spostare una clip, cliccarci sopra e trascinarla a una nuova posizione. di un parametro che ha un intervallo di valori diverso (per esempio, eseguendo il
Per spostare più clip selezionarle con le tecniche standard ed eseguire un click & browsing incrociato con un altro tipo di dispositivo).
drag del mouse su una delle clip selezionate; tutte le clip si spostano della stessa
D Nella maggior parte dei casi, il problema si risolve selezionando la clip e
quantità mantenendo però le rispettive posizioni relative.
scegliendo “Adjust Alien Clips to Lane” dal menu Edit.
D Se la funzione Snap è attiva la selezione può essere rilasciata solo nel Per esempio, se la clip di un parametro con intervallo di valori bipolare (da -64 a
punto in cui mantiene la sua distanza relativa rispetto alle posizioni del 63) è spostata su una corsia d’automazione che ha un intervallo di valori unipolare
valore Snap. (da 0 a 127) essa diventa “aliena”; selezionando “Adjust Alien Clips to Lane” i dati
Vedere “Funzione Snap”. della clip sono scalati in modo da adattarsi all’intervallo di valori della corsia cor-
rente.
D La posizione d’inizio (Start) delle clip selezionate si può spostare anche
numericamente nell’Inspector - vedere “Striscia Inspector e clip selezi- Sono applicati i seguenti criteri generali:
onate”. • La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 0 a 127 può es-
sere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha
Correggere le posizioni clip lo stesso intervallo di valori.
• La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 63 a -64 può es-
I tasti freccia sinistro/destro si possono usare per “correggere” le posizioni delle clip: sere spostata su un’altra corsia d’automazione se il parametro di questa corsia ha
• Premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o lo stesso intervallo di valori.
destro, si sposta la posizione avanti o indietro del valore Snap impostato. • La clip d’automazione di un parametro con intervallo di valori da 0 a 1 (cioè un
selettore On/Off) può essere spostata su un’altra corsia d’automazione se il
parametro di questa corsia ha lo stesso intervallo di valori.

71
THE SEQUENCER
Spostare clip con dati d’automazione controller performance a Questa operazione crea sempre una nuova corsia nota sulla traccia collocando le clip
un’altra traccia su questa nuova corsia; tutte le clip sulla corsia spostata mantengono le rispettive po-
sizioni.
Spostando clip nota con automazione dei controller performance a un’altra traccia (di
un dispositivo strumento di tipo diverso) si osservi che: • Per l’automazione performance valgono le stesse regole descritte in precedenza.
• Le corsie d’automazione traccia non si possono spostare con questo metodo.
D Se nella clip nota sono stati registrati solo controller performance stan-
dard (Pitch Bend, Mod Wheel e Sustain Pedal) di solito essi sono tras-
critti senza alcun problema quando sono spostati su un’altra traccia del
Taglia, Copia e Incolla
dispositivo. E’ possibile spostare o duplicare le clip con i comandi Cut, Copy e Paste del menu
Non tutti i dispositivi, però, rispondono a tutti i controller performance - Malström, Edit. Incollando, le clip appaiono alla posizione song sulle rispettive corsie originali.
ad esempio, non risponde ai dati dei controller performance Aftertouch, Expres- Incollando in un altro documento song di Reason si creano nuove tracce (ove neces-
sion o Breath. sario). Poichè tutte le tracce devono avere un dispositivo, le nuove tracce saranno col-
D Se nella clip nota sono stati registrati parametri di controller non-stan- legate a Combinator vuoti - usare il browser Combinator per selezionare una patch e
dard di un dispositivo con l’opzione “Automation as Performance con- un tipo di dispositivo adatti.
trol” (vedere a page 66) alcuni parametri automatizzati potrebbero non Lo stesso vale per le clip “aliene” e l’automazione performance (vedere sopra).
avere un parametro equivalente nel dispositivo target.
In tal caso, il dato d’automazione di un controller incompatibile è ignorato. Usare Copy e Paste per ripetere una sezione
D Ove applicabile, i parametri comuni alla maggior parte dei dispositivi Tagliando o copiando una selezione, la posizione song si sposta automaticamente alla
strumento (filtri, inviluppi, ecc.) sono trasferiti al dispositivo target. fine della selezione (oppure, se è attiva la funzione Snap, alla posizione valore Snap
più vicina dopo la fine della selezione); è possibile così ripetere subito una sezione di
Duplicare le clip clip:
1. Assicurarsi che la riproduzione sia ferma.
Per duplicare le clip selezionate, tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e
procedere come quando le si sposta. 2. Impostare il valore Snap in “Bar” (o alla durata della sezione da ripetere, se
inferiore a una misura).
Spostare una corsia nota su un’altra traccia 3. Attivare la funzione Snap.
Per spostare una corsia nota (completa di tutte le clip) a una corsia nota su un’altra
4. Selezionare le clip da ripetere.
traccia:
Poichè è possibile eseguire selezioni su corsie nota in più tracce, questo è un
D Cliccare sulla maniglia della corsia nota nella Track List e trascinarla a metodo rapido per copiare intere sezioni della song.
un’altra traccia.
5. Selezionare Copy dal menu Edit.
Premere [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) per copiare la corsia invece di
La posizione song si sposta al valore Snap più vicino dopo la fine della selezione
spostarla.
(sempre che sia stata fermata la riproduzione).
6. Selezionare Paste dal menu Edit.
La sezione copiata è incollata e la posizione song si sposta alla fine della sezione
incollata.
7. Incollare di nuovo, tante volte quanto si vuole ripetere la sezione.

72 THE SEQUENCER
Cancellare le clip
D Per cancellare una clip, selezionarla e premere [Canc] o [Backspace], op-
pure scegliere Delete dal menu Edit.
Si può anche disegnare un rettangolo di selezione con il tool Arrow attorno a più Riportando la clip alla dimensione originale, le note nascoste sono di nuovo visibili e attive.
clip e cancellarle tutte insieme; gli stessi criteri si applicano anche per la selezione
delle clip. D Ridimensionando una clip in modo che gli eventi nota mantengano le ris-
pettive posizioni d’inizio all’interno della clip ma con le note che
Cancellare le clip con il tool Eraser “sporgono” fuori dalla clip, queste note saranno comunque visibili e
riprodotte per l’intera durata degli eventi.

In modalità Arrange per cancellare le clip si può anche usare il tool Eraser; il tool
Eraser si può usare in due modi: con un singolo click del mouse sugli eventi o diseg-
nando un rettangolo di selezione intorno a più eventi.

Cancellare le clip con un singolo click del mouse D E’ possibile ridimensionare più clip selezionate simultaneamente.

D Selezionare il tool Eraser e cliccare sull’evento da cancellare. D Si può editare numericamente la durata di una clip selezionata nella
striscia Inpector.
Vedere a page 74.
Cancellare gli eventi disegnando un rettangolo di selezione
D Per rimuovere tutti gli eventi fuori da una clip (o un’intera traccia, influ-
D Selezionare il tool Eraser, cliccare e tenere premuto il puslante sinistro enzando tutte le clip) selezionare “Crop Events to Clips” dal menu Edit.
del mouse quindi disegnare un rettangolo di selezione. E’ utile se ci sono molti “eventi esterni” che confondono la visuale quando si mod-
In questo modo si esegue una selezione che racchiude più eventi da cancellare in- ificano le clip aperte.
sieme.
D L’unico caso in cui Reason rimuove automaticamente gli eventi fuori
! Non è necessario che una a clip sia completamente inclusa nel ret- dalle clip è quando si uniscono due clip e ci sono eventi nascosti tra
tangolo per essere selezionata - basta che il rettangolo di selezione in- esse.
tersechi o tocchi la clip. In tal caso, tali eventi sono rimossi, altrimenti la clip unita suonerebbe diversa dalle
due clip originali!
Ridimensionare le clip
Le clip selezionate si possono ridimensionare in vari modi: Clip sovrapposte
D Una clip selezionata ha maniglie alle estremità; trascinando una delle Se durante movimento o ridimensionamento delle clip due di esse si sovrappongono
maniglie si ridimensiona la clip. sono applicati i seguenti criteri:
E’ possibile allungare o accorciare una clip; come sempre è tenuto in considerazi- D Clip o sezioni di clip nascoste (sovrapposte) non sono riprodotte.
one il valore Snap (se attivo). Ogni corsia nota riproduce solo una singola clip alla volta - per miscelare due clip
D Accorciando la clip tutti gli eventi che iniziano fuori dai bordi della clip note, collocarle su corsie separate.
non sono visibili in modalità Arrange e non sono riprodotti. D La clip che inizia dopo appare in alto (ed è riprodotta).
Gli eventi, sebbene nascosti, ci sono comunque (sono visibili in modalità Edit - ve- Se una clip più corta è collocata “nel mezzo” di una più lunga, Reason riproduce
dere a page 82) e diventano visibili e attivi nuovamente ridimensionando la clip alla l’inizio della clip lunga, poi quella più corta, quindi la fine della clip lunga.
durata originale (o allungandola).

Ridimensionando la clip accorciandola, tutti gli eventi che si trovano fuori dai bordi della clip sono D Se entrambe le clip iniziano alla stessa posizione e hanno la stessa du-
nascosti e non sono riprodotti. rata, una delle due è nascosta completamente e non è riprodotta.

73
THE SEQUENCER
Disegnare le clip Dividere le clip
In modalità Arrange si possono disegnare clip vuote con il tool Pencil; è utile per dis- Le clip si possono dividere usando il tool Razor:
egnare manualmente gli eventi in una clip.
D Cliccando su una clip con il tool Razor la si divide alla posizione di click
D Selezionare il tool Pencil e disegnare nell’intervallo in cui si vuole la clip. (il valore Snap è tenuto in considerazione).
Il valore Snap è tenuto in considerazione; il tipo di clip che si crea dipende dal tipo Il bordo sinistro del tool Razor ha una linea che indica dove avviene il taglio.
di corsia (corsia nota, corsia pattern, ecc.).
D Si può anche cliccare e trascinare con il tool Razor per tagliare un inter-
vallo, su una o più corsie.
Silenziare le clip
E’ possibile silenziare le clip selezionate:
D Selezionare le clip e scegliere “Mute Clips” dal menu Edit o dal menu
contestuale della clip.
E’ possibile anche selezionare le clip e cliccare “M” per silenziarle; per toglierle dal
muto selezionare “Unmute Clips” o cliccare di nuovo “M”; le clip silenziate sono prive
di colori e hanno contorni sbiaditi.

D Per dividere le clip su tutte le tracce e corsie cliccare (o cliccare e tras-


Una clip silenziata. cinare il mouse per selezionare un intervallo) nel righello.
Unire le clip
Nominare le clip
Clip separate su una corsia si possono unire in un’unica clip; è possibile anche unire
clip non direttamente adiacenti sulla corsia. Per farlo: Si nomina una singola clip selezionandola e scegliendo “Add Labels to Clips” dal
1. Selezionare le clip da unire. menu Edit (o dal menu contestuale della clip); appare un box di testo nel quale inser-
ire il nome della clip.
2. Selezionare “Join Clips” dal menu Edit o da quello contestuale della clip. Aggiungendo etichette a più clip selezionate in una volta, esse prendono tutte nomi
Si crea una singola clip; se prima dell’operazione tra le clip c’era un vuoto, l’area generici in base al tipo di clip (es. “untitled note clip”); con un doppio-click del mouse
sarà vuota - nella clip unita sono mantenute le posizioni relative di tutti gli eventi su un’etichetta si apre un campo testuale nel quale inserire una scritta.
presenti nelle clip originali; vedere anche le osservazioni sugli eventi fuori dalle clip
a page 82.
Striscia Inspector e clip selezionate
D E’ possibile unire clip selezionate tra le quali ce ne sono altre non selez-
ionate.
Le clip non selezionate si sovrappongono alle rispettive posizioni originali masche-
rando la clip unita.
La striscia Inspector si trova sopra il righello; qui si possono modificare numerica-
mente clip ed eventi usando i campi valore, aggiungere l’automazione o le corsie pat-
tern; le informazioni visualizzate nella striscia Inspector variano in base a cosa è
selezionato: traccia, clip o evento di un certo tipo.
Per le clip l’Inspector funziona così:
D Se non è selezionata una clip (o se è messa a fuoco la Track List) sono
visualizzati solo il menu a tendina Track Parameter Automation (vedere
a page 66) e il pulsante Create Pattern Lane.

74 THE SEQUENCER
D Selezionando una clip appaiono due campi valore che mostrano posiz- Modificare i valori di più clip selezionate
ione d’inizio (Pos) e durata della clip (Len) in misure, movimenti, note da
Modificando i valori di più clip selezionate le variazioni sono sempre relative.
1/16 e tick.
Per esempio, aumentando la posizione della clip di 2 beat quando sono selezionate
Questi valori numerici si modificano selezionando un campo valore (es. beats) e
più clip esse si sposteranno tutte di 2 beat, mantenendo le rispettive posizioni relative.
trascinando il mouse, usando i controlli freccia o digitando i valori dalla tastiera del
computer; ciò modifica la rispettiva posizione Start (o durata) della clip selezionata
in incrementi del valore selezionato; il valore Snap non è tenuto in considerazione.

D Se sulla stessa corsia traccia ci sono più clip selezionate, i campi valore
indicano posizione e durata della clip che inizia prima.

D Se sono selezionate più clip su tracce (o corsie) diverse è mostrata la


traccia o corsia situata più in alto.
Se la traccia/corsia più in alto ha molte clip selezionate sono indicati i valori della
clip che inizia prima su quella corsia.

✪ E’ possibile anche aggiungere o sottrarre una quantità ai valori digitando


“+” o “–”; selezionando il valore Bars nel display Position e digitando
“+3”, ad esempio, si spostano in avanti di tre misure tutte le clip selezi-
onate.

75
THE SEQUENCER
Pulsante Match Values
Quando sono selezionate più clip con valori di posizione e/o durata diversi, accanto al
rispettivo campo valore (position o length) appare il pulsante Match Values.

Pulsante Match Values.


Questo pulsante si può usare per far corrispondere i valori, in modo che tutte le clip
abbiano rispettivamente la stessa posizione (position) o durata (length); funziona così:

Cliccando sul pulsante Match Values di posizione tutte le clip selezionate assumono
la stessa posizione Start e il pulsante Match Values accanto al campo Position scompare.

Queste 3 clip hanno le stesse posizioni Start ma durate diverse, quindi solo il campo valore Length
mostra il pulsante Match Values.

Cliccando sul pulsante Match Values di durata, tutte le clip selezionate assumono
la stessa durata e il pulsante Match Values accanto al campo Length scompare.

Subtick
Durante l’editing la risoluzione di 239 tick per nota da 1/16 consente un posiziona-
mento molto preciso; quando si registrano le note, tuttavia, la risoluzione interna è
perfino superiore, quindi i valori possono arrivare a frazioni di tick (subtick).
Ciò è indicato da un asterisco situato accanto la valore tick.

Ora le clip selezionate hanno sia posizioni Start che durate diverse, quindi entrambi i campi valore
mostrano il pulsante Match Values. Per arrotondare il valore del subtick a quello del tick più vicino [Command]-click
(Mac)/[Ctrl]-click (Windows) sull’asterisco.

76 THE SEQUENCER
Inserire e togliere misure Editing delle clip d’automazione in modalità Arrange
Quando si modifica la struttura complessiva di una song, può essere necessario Un doppio-click del mouse su una clip d’automazione la apre per l’editing, ma a differ-
sistemare ordine e durata d’intere sezioni (es. accorciare le “strofe” di due misure, ag- enza delle clip nota si rimane in modalità Arrange (non si passa alla modalità Edit).
giungere alcune misure di “intro”, ecc.). Il menu Edit o quello contestuale del se- E’ comodo per modificare gli eventi d’automazione solo per un parametro specifico.
quencer hanno due utili funzioni al riguardo: L’editing dell’automazione è come quello della modalità Edit - vedere a page 85.
In modalità Arrange per chiudere una clip d’automazione aperta cliccare fuori di essa
Insert Bars Between Locators (in un’altra corsia), oppure premere [Invio] o [Esc].
Questa funzione inserisce un’area vuota tra i locatori; tutte le clip che intersecano le
posizioni del locatore su tutte le tracce oltre il locatore sinistro sono divise e spostate Altre funzioni di editing in modalità Arrange
a destra per “fare spazio” all’area inserita.
In modalità Arrange è possibile anche applicare la quantizzazione e usare le funzioni di
editing della finestra Tool - pagina Tools (vedere a page 89) .
E’ utile poichè consente di modificare le clip su più tracce in una volta.
D E’ possibile selezionare una o più tracce da quantizzare o altre funzioni
di editing della pagina Tools da applicare a tutte le note in tutte le clip
sulle tracce selezionate.
Per selezionare più tracce eseguire uno [Shift]-click nella Track List.
Le funzioni di editing della pagina Tools (finestra Tool) sono descritte a page 89.

Remove Bars Between Locators


Questa funzione rimuove tutto il materiale tra i locatori; tutte le clip che intersecano le
posizioni del locatore su tutte le tracce oltre il locatore sinistro sono divise e spostate
a sinistra per “colmare” il vuoto creato oltre la sezione rimossa.

Colore della clip


D E’ possibile colorare le clip selezionate in modo indipendente dal colore
della traccia selezionando “Clip Color” dal menu Edit e scegliendo un
colore dal submenu.
Tutte le clip selezionate prendono il colore scelto; registrando nuove clip sulla cor-
sia è applicato il colore traccia impostato.

77
THE SEQUENCER
Modalità Edit Aprire una clip in modalità Edit
D Per modificare il contenuto di una clip nota doppio-click del mouse su di
essa o selezionarla e premere [Invio].
La modalità Edit consente di modificare gli eventi contenuti in una clip; qui si esegue
Aprendo una clip nota il sequencer passa automaticamente in modalità Edit.
l’editing dettagliato di eventi nota e automazione.
D Per entrare in modalità Edit cliccare sul pulsante Edit/Arrange nell’an-
golo in alto a sinistra del sequencer.

Un doppio-click del mouse su una clip nota in modalità Arrange...

Modalità Edit selezionata con una clip nota aperta per l’editing.
Per selezionare le modalità Arrange ed Edit si può anche premere [Shift]-[Tab] o
[Command]/[Ctrl]+[E].

Scegliere cosa modificare


La modalità Edit mostra sempre il contenuto di una singola traccia (o di una singola
corsia nota su una traccia) alla volta; l’editing può essere concentrato su una sola cor-
sia nota alla volta.
D Se quando si entra in modalità Edit è selezionata una traccia appare il
contenuto di quella traccia.
Tutte le clip su questa corsia nota appaiono e sono disponibili per l’editing, ma
nessuna è aperta e gli eventi nella clip sono sfumati in grigio; per poter modificare
o disegnare eventi nota o d’automazione si deve aprire la clip, come descritto in
seguito.
D Se la traccia ha pù corsie nota appare il contenuto della corsia nota cor- ...la apre per l’editing in modalità Edit; in modalità Edit una clip aperta è evidenziata.
rente selezionata.
Per selezionare le corsie nota cliccare sulla rispettiva maniglia.
D Si può cambiare traccia in ogni momento cliccando nella Track List.
In questo modo si può restare in modalità Edit e selezionare tracce e note diverse
per l’editing senza dover tornare in modalità Arrange.
D Un doppio-click su una clip d’automazione la apre per l’editing in modal-
ità Arrange (comodo per la modifica rapida di un singolo parametro).
In modalità Edit si possono visualizzare e modificare tutte le clip d’automazione
parametro della traccia; l’editing dell’automazione è descritto a page 85.

78 THE SEQUENCER
Elementi della modalità Edit D Ci sono poi le corsie edit per l’automazione dei controller performance.
Ogni controller performance che si usa in registrazione ha una corsia edit sepa-
In modalità Edit la finestra è divisa in varie corsie edit che si usano per modificare vari rata.
tipi d’eventi presenti in una clip nota (eventi nota e d’automazione velocity e controller Si possono aggiungere le corsie controller performance anche usando il menu a
performance); in modalità Edit sono visualizzate e si possono modificare anche tutte tendina Note Lane Performance Parameter Automation situato sopra i controlli di
le corsie d’automazione parametro traccia. zoom verticale a destra. Vedere a page 64.
Panoramica D Infine, qualsiasi automazione di parametro traccia utilizzata appare su
corsie separate.
Si noti che l’automazione parametro traccia non “appartiene” alla corsia nota
selezionata o alla clip nota e non sarà selezionata se è aperta una clip nota. Le clip
Corsia edit sulle corsie d’automazione traccia influenzano tutte le corsie nota attive su una
Note traccia alla stessa posizione; un doppio-click del mouse su una clip d’automazione
parametro traccia la apre per l’editing. Vedere “Modificare l’automazione”.

Modalità d’editing nota


Corsia edit
Velocity Di default, la modalità d’editing nota selezionata quando si entra in modalità Edit
dipende dal tipo di dispositivo al quale è collegata la traccia; per le tracce strumento
Corsie edit standard è selezionata la modalità edit Key, per le tracce Redrum la modalità edit
controller Drum e per le tracce Dr. Rex è selezionata la modalità edit REX.
performance
Queste modalità si possono cambiare manualmente usando il menu a tendina in alto
a destra della zona note.

Corsie
automazione
parametro
traccia La modalità edit nota può essere memorizzata singolarmente per ogni traccia (o ogni
corsia nota su una traccia); la prossima volta che si seleziona la modalità Edit per
quella traccia (o corsia nota) la modalità edit nota sarà la stessa.

La figura mostra tre clip in modalità Edit; quella al centro è aperta per l’editing; le clip adiacenti sulla
stessa corsia sono visibili, ma gli eventi sono sfumati in grigio.
In figura (dall’alto in basso) la modalità Edit presenta i seguenti elementi:
D In alto c’è la panoramica.
Essa mostra tutte le clip sulla corsia nota della traccia selezionata; appaiono come
in modalità Arrange e si possono selezionare più clip sulla stessa corsia nota.
Nella panoramica si può eseguire qualsiasi editing della clip - funziona esatta-
mente come in modalità Arrange - che però si applica solo alle clip sulla stessa
corsia. Modalità edit Key; la tastiera di piano virtuale a sinistra indica l’altezza delle note che copre tutto
l’intervallo di note MIDI ( da C-2 a G8). Si noti che i tasti neri e bianchi sono riflessi nei colori di sfondo
D Nella corsia edit Note si esegue tutto l’editing relativo all’evento nota. della griglia, per facilitare l’individuazione della giusta altezza quando si disegnano e spostano le note!
Qui è possibile modificare le note di una clip aperta alla volta; la corsia edit Note Usare questa modalità per l’editing delle tracce strumento.
può visualizzare una delle tre modalità di editing nota.
D Sotto la corsia edit Note c’è la corsia edit Velocity nella quale è possibile
modificare graficamente i valori di velocity delle note. Vedere “Velocity”.

79
THE SEQUENCER
Gestione della finestra modalità Edit
Ridimensionamento e ingrandimento
D Per ridimensionare o nascondere le corsie edit trascinare i divisori.

La modalità edit Drum è suddivisa verticalmente in numeri nota che corrispondono ai canali dei suoni
percussivi di un dispositivo Redrum (inoltre, sono nominati opportunamente se la traccia è collegata a
un dispositivo Redrum); usare questa modalità per l’editing di tracce percussive.

D Ove possibile, le corsie hanno controlli di zoom e barre di scorrimento


individuali.
D Il tool Magnifying Glass si usa per ingrandire e rimpicciolire.
Cliccare per lo zoom in e cliccare premendo [Option] (Mac)/[Ctrl] (Windows) per
lo zoom out.
La modalità edit REX è suddivisa verticalmente in altezze (da C3 in su) che corrispondono agli “slice”
in un dispositivo player di loop Dr. Rex; usare questa modalità per l’editing di tracce Dr. Rex. D Il tool Hand serve per scorrere la veduta in qualsiasi direzione.
Cliccare e trascinare il mouse nella direzione desiderata.
D In tutte le tre modalità, le note vere e proprie sono visualizzate in “box”,
ove la durata della nota è indicata dalla larghezza del box e i valori di ve- D Per un editing massiccio, si consiglia di sganciare il sequencer dal rack e
locity sono indicati dal colore del box (più scuro è il colore, maggiore è la usarlo in una finestra separata.
velocity). Per farlo cliccare sul pulsante Detach Sequencer nel rack o selezionare il co-
Le procedure di base per l’editing nota sono le stesse in tutte le modalità. mando “Detach Sequencer Window” dal menu Windows.

Valori Snap distinti per arrangiamento ed editing Pulsante Detach Sequencer.

Ci sono due impostazioni Snap diverse, una per quando la clip è aperta per l’editing e
una per quando non è aperta alcuna clip (es. in modalità Arrange). In genere, si defi-
nisce un buon valore Snap (es. 1/16) per le clip aperte e l’altro valore Snap a “Bar”
per un comodo arrangiamento; si può anche decidere di disattivare la funzione Snap
Per riagganciare il sequencer cliccare sul pulsante Attach Sequencer (nel rack o nella
indipendentemente da qualsiasi impostazione.
finestra sequencer sganciata) o selezionare il comando “Attach Sequencer Window”
D Il valore Snap per l’editing si usa ogni volta che è aperta una clip nota o dal menu Windows.
d’automazione (anche quando una clip d’automazione è aperta in mo-
D Altrimenti si può ottimizzare l’area del sequencer in modo che occupi il
dalità Arrange).
rack.
Tuttavia, c’è un’eccezione: se una clip nota è aperta in modalità Edit e si clicca
Per farlo, cliccare sul pulsante Maximize Sequencer o tenere premuto [Command]
nella panoramica, la clip rimane aperta ma è selezionato il valore Snap per l’arran-
(Mac) o [Ctrl] (Windows) e premere [2] nella parte sinistra della tastiera del com-
giamento. Ciò consente, ad esempio, di spostare o ridimensionare la clip nella
puter.
panoramica come in modalità Arrange (senza prima chiuderla).

Pulsante Maximize Sequencer.

80 THE SEQUENCER
Disegnare le note D Per selezionare tutte le note nella clip usare il comando Select All del
menu Edit.
Le note si disegnano e modificano principalmente nella corsia Key, ma tutte le oper- Assicurarsi che sia a fuoco la giusta corsia (Key, Drum o REX) - altrimenti si po-
azioni descritte si applicano anche alle corsie Drum e REX: trebbero selezionare eventi d’automazione o cambio pattern; per mettere a fuoco
una corsia cliccare da qualche parte su di essa (nella corsia appare un sottile con-
Disegnare le note torno extra).
1. Assicurarsi che la clip nota sia aperta. D Per de-selezionare tutte le note cliccare da qualche parte in una zona
Se non lo è, selezionarla e premere [Invio] o doppio-click su di essa. vuota.
2. Per limitare l’inserimento nota solo a determinati valori nota (es. 1/16), im-
postare il rispettivo valore Snap e attivare la funzione Snap. Spostare le note

3. Selezionare il tool Pencil. D Per spostare una nota cliccarci sopra e trascinarla a una nuova posiz-
E’ possibile selezionare temporaneamente i tool Arrow e Pencil tenendo premuto ione.
[Command] (Mac) o [Alt] (Windows). Se sono selezionate più note saranno tutte spostate. Sono mantenute le singole
distanze tra le note spostate.
4. Se necessario cliccare sulla tastiera di piano virtuale, nella drum list o nella
slice list per trovare la giusta altezza o suono. D Se è attiva l’opzione Snap, gli eventi spostati mantengono la rispettiva
distanza relativa rispetto alle posizioni del valore Snap.
5. Cliccare nella zona display nota della corsia alla posizione desiderata. Per esempio, se il valore Snap è impostato in “Bar”, si possono spostare le note
E’ inserita una nota alla posizione di valore Snap più vicina. selezionate a un’altra misura senza infuenzare la loro temporizzazione.
D Cliccando una volta con la funzione Snap attiva la nota assume tale du-
rata.
Con la funzione Snap non attiva la nota avrà la durata del valore Snap più breve (1/
64).
D Se invece si clicca e si tiene premuto il pulsante sinistro del mouse, si
può trascinare verso destra per stabilire la giusta durata della nota.
Se la funzione Snap è attiva, la durata sarà un multiplo del valore Snap (vedere
anche in seguito le osservazioni sulla durata delle note percussive).

Modificare le note
Le note si possono modificare manualmente con il mouse in modalità Edit o numerica-
mente dell’Inspector; l’editing degli eventi nell’Inspector è descritto a page 83.

Selezionare le note
In modalità Edit per selezionare le note usare uno dei seguenti metodi:
D Per selezionare una nota in una clip aperta, cliccarci sopra con il tool Ar-
row.
D Tenendo premuto [Shift] mentre si trascina, il movimento è “magnetico”
D Per selezionare più note tenere premuto [Shift] e cliccare.
solo in orizzontale o verticale.
Per de-selezionare singole note eseguire di nuovo uno [Shift]-click su di esse.
Ciò aiuta a spostare le note senza trasportarle accidentalmente d’intonazione (op-
D Si può anche cliccare e trascinare un rettangolo di selezione attorno alle pure trasportarle d’intonazione senza cambiare accidentalmente la loro posizione
note da selezionare. metrica).

D Per selezionare la nota successiva o precedente su una corsia premere D E’ possibile anche modificare le posizioni nota numericamente nell’In-
rispettivamente il tasto freccia destro o sinistro sulla tastiera del com- spector.
puter. Vedere “Modificare gli eventi nota nella striscia Inspector”.
Tenendo premuto [Shift] e usando i tasti freccia si eseguono selezioni multiple.

81
THE SEQUENCER
Correggere le posizioni evento (Nudge) D La durata delle note si può modificare anche numericamente nell’Inspec-
tor.
E’ possibile usare i tasti freccia sinistro/destro per “ritoccare” le posizioni di eventi
Vedere a page 83.
selezionati; funziona così:
• Premendo [Command] (Mac)/[Ctrl] (Windows) e usando il tasto freccia sinistro o Ridimensionare le note percussive
destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti del valore Snap definito.
• Premendo [Command]+[Option] (Mac)/[Ctrl]+ [Alt] (Windows) e usando il tasto Le note percussive si ridimensionano come tutte le altre, ma il risultato dipende dal
freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti in incre- selettore Decay/Gate e dalla manopola Length del suono percussivo sul pannello di
menti di tick (ci sono 239 tick per ogni nota da 1/16, quindi l’editing è molto pre- Redrum:
ciso - verificare le posizioni tick nell’Inspector durante la correzione, altrimenti le D Se è selezionata la modalità Decay, il suono percussivo è riprodotto fino
variazioni di posizione non si “vedranno”). alla fine, indipendentemente dalla durata della nota.
• Premendo [Command]+[Shift] (Mac)/[Ctrl]+ [Shift] (Windows) e usando il tasto O meglio, si dissolve seguendo l’impostazione Length.
freccia sinistro o destro si sposta la posizione dell’evento indietro o avanti in incre-
menti di beat. D Se è selezionata la modalità Gate la durata della nota influenza il suono
risultante.
Duplicare le note Tuttavia, la durata massima del suono è stabilita dalla manopola Length - il suono
sarà interrotto dopo questa durata, indipendentemente dalla durata della nota.
Per duplicare le note selezionate tenere premuto [Option] (Mac) o [Ctrl] (Windows) e Infine, anche se la manopola Length è regolata al valore massimo, il suono non
procedere come per spostarle. sarà riprodotto più a lungo della durata del campione percussivo.

Usare i comandi Taglia, Copia e Incolla Cancellare le note


Gli eventi si possono spostare o duplicare con i comandi Cut, Copy e Paste del menu Le note si possono cancellare in due modi:
Edit.
D Selezionandole e premendo [Backspace] o [Canc], oppure selezionando
D Tagliando o copiando, la posizione song si sposta automaticamente alla Delete dal menu Edit.
fine della selezione.
Si possono così ripetere gli eventi. D Selezionando il tool Eraser e cliccando sulle note da cancellare.

D Incollando, gli eventi appaiono alla posizione song sulla corsia originale. Eventi mascherati
Le note si possono incollare solo quando una clip nota è aperta per l’editing.
Ridimensionando una clip (accorciandola) gli eventi potrebbero essere mascherati
Ridimensionare le note (cioè andare a finire fuori dalla clip). Tali eventi non sono riprodotti e non sono visibili
in modalità Arrange; gli eventi mascherati sono visibili nelle clip aperte in modalità
Selezionando una nota, sul suo bordo destro appare una “maniglia”; cliccare e tras- Edit.
cinare sulla maniglia per accorciare o allungare la nota.

D Se è attiva la funzione Snap, la fine della nota è magnetica alle posizioni


del valore Snap.
Si può temporaneamente disabilitare la funzione Snap premendo [Shift] mentre si
trascina; ciò consente di ridimensionare la nota a qualsiasi durata, indipendente-
mente dal valore Snap.
D Se sono selezionate più note saranno tutte ridimensionate della stessa Gli eventi nota mascherati fuori da una clip hanno un contorno bianco e lo sfondo è scuro.
quantità. Si noti che semplicemente entrando in modalità Edit non appaiono gli eventi masche-
D Ridimensionando le note l’evento può estendersi oltre il bordo destro rati. Per vedere questi eventi una clip deve essere aperta; gli eventi mascherati si pos-
della clip. sono rimuovere con il comando “Crop Events to Clips” del menu Edit.
Finchè la posizione Start degli eventi è all’interno della clip, la nota suona per l’in-
tera durata (cioè non s’interrompe alla fine della clip).

82 THE SEQUENCER
Modificare la velocity Il tool Line è probabilmente quello ideale per realizzare rampe regolari e omogenee o
per dare a tutte le note la stessa velocity (disegnando una linea retta), mentre il tool
I valori di velocity delle note si possono modificare manualmente nella corsia Velocity:
Pencil è più adatto al disegno di curve più irregolari.
! Tenendo premuto [Shift] mentre si modificano i valori di velocity sono in-
fluenzate solo le note selezionate!
Ciò può essere molto utile, specialmente in sezioni “affollate” piene di note. Sup-
poniamo, ad esempio, di avere un beat di batteria molto ricco ove si debba regolare la
velocity delle sole note di charleston; trascinando semplicemente il mouse con il tool
Line o Pencil si cambierebbe anche la velocity di tutte le altre note di batteria in quella
zona; selezionando invece prima le note di charleston nella corsia Drum e poi pre-
mendo [Shift] mentre si disegna è possibile modificare le velocity del charleston
senza influenzare le altre note!
D I valori di velocity si possono modificare anche numericamente nell’In-
I valori di velocity sono indicati da barre verticali (quelle più alte indicano una velocity superiore). spector (vedere in seguito).
Si noti, inoltre, che il colore di note e barre riflette il valore di velocity.
Per cambiare la velocity di una nota cliccare sulla rispettiva barra di velocity con il tool Modificare gli eventi nota nella striscia Inspector
Pencil e trascinare la barra in alto o in basso; cliccando sopra una barra il valore di ve-
locity sale immediatamente a quel livello. La striscia Inspector si trova sopra il righello; nei suoi campi valore si possono modifi-
care numericamente clip ed eventi (oppure aggiungere corsie d’automazione o pat-
E’ possibile anche modificare la velocity di più note insieme cliccando e trascinando il tern).
mouse con il tool Pencil. Le informazioni visualizzate nella striscia Inspector variano in base al tipo di traccia,
D Con il tool Pencil selezionato, premendo [Option] (Mac) o [Ctrl] (Win) il clip o evento selezionati.
cursore matita diventa una croce. Per gli eventi nota l’Inspector funziona così:
E’ il tool Line (un tool speciale disponibile solo nella corsia edit Velocity); trasci-
nando nelle barre all’altezza desiderata si disegnano rapidamente rampe di veloc- D Selezionando un evento nota appaiono quattro campi valore che mos-
ity. trano posizione Start (Pos), durata (Len), altezza nota e velocity (Vel).
Questi valori numerici si modificano selezionando un campo valore e trascinando il
mouse, usando i controlli freccia o digitando i valori; il valore Snap non è consider-
ato.

D Si noti che spostando la posizione degli eventi essi potrebbero andare a


finire fuori dalla clip ed essere mascherati (quindi non riprodotti).
Non c’è un messaggio d’avviso: l’unico modo per saperlo è vedere se gli eventi
sono fuori dai bordi della clip quando essa è aperta in modalità Edit.
D Se sono selezionati più eventi nota i campi valore indicano i valori
dell’evento che inizia prima.

Modificare i valori di più eventi selezionati


Modificando i valori di più eventi selezionati, le variazioni saranno sempre relative.
Per esempio, cambiando la posizione evento quando sono selezionati più eventi, essi
si sposteranno tutti della stessa quantità, mantenendo però le rispettive posizioni rel-
ative.

Disegnare una rampa di velocity con il tool Line.

83
THE SEQUENCER
D Se sono selezionati più eventi e i loro valori differiscono, accanto al ris- Aggiungere/togliere corsie d’automazione
pettivo campo valore numerico appare il pulsante Match Values.
Cliccandoci sopra la proprietà dell’evento (es. velocity) è impostata allo stesso va-
lore per tutti gli eventi selezionati (poi il pulsante scompare). Vedere “Pulsante
Match Values”.

Subtick
Durante l’editing la risoluzione di 239 tick per nota da 1/16 consente un posiziona-
mento molto preciso; quando si registrano le note, tuttavia, la risoluzione interna è Questa traccia ha tre corsie d’automazione: la corsia “LFO2 Amount” non è attiva (il pulsante ON è
perfino superiore, quindi i valori possono arrivare a frazioni di tick (subtick), indicate da scuro) - questo pulsante è utile per silenziare temporaneamente l’automazione.
un asterisco situato accanto la valore tick. Quasi sempre è sufficiente iniziare la registrazione e regolare i parametri per aggiun-
gere automaticamente corsie d’automazione - vedere “Registrare l’automazione dei
parametri traccia”.
Per arrotondare il valore subtick a quello tick più vicino [Command]-click (Mac)/[Ctrl]- In alcuni casi, però, è meglio aggiungere corsie d’automazione vuote e disegnare gli
click (Windows) sull’asterisco. eventi in clip sulla corsia invece di registrare l’automazione; le corsie d’automazione si
possono aggiungere in vari modi:

Modificare l’automazione D Tenendo premuto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando su un


parametro di un pannello del dispositivo nel rack.
In Reason, l’automazione è vettoriale; significa che è memorizzata in eventi d’au- S’aggiunge direttamente una corsia d’automazione per il parametro selezionato.
tomazione (punti) uniti da segmenti.
D Si può fare la stessa cosa selezionando “Edit Automation” dal menu
contestuale del parametro.
Per aprire il menu contestuale del parametro [Ctrl]-click (Mac) o click-destro (Win-
dows) sul parametro nel pannello del dispositivo.
D Una volta che c’è una corsia d’automazione (con il pulsante ON illumi-
nato) il parametro è automatizzato e sul pannello del dispositivo appare
con una cornice verde d’automazione.
Fuori dalla clip d’automazione il parametro ha un valore statico (la linea blu su un
lato della clip nella figura sopra) e può essere modificato come descritto in se-
guito.
Un fade out di livello in un canale del mixer (in alto) e uno “sweep” di filtro più complesso (in basso).

D L’automazione dei parametri traccia è contenuta in clip d’automazione


su corsie d’automazione.
Ogni parametro automatizzato ha la propria corsia d’automazione.
D L’automazione dei controller performance è memorizzata su corsie in
clip nota.
Per una descrizione di questi due metodi d’automazione vedere “Automazione di con-
troller performance e parametri traccia”; d’ora in poi è descritta l’automazione dei
parametri traccia (tranne ove espressamente indicato).

84 THE SEQUENCER
D Usando il menu a tendina d’automazione parametro traccia sulla toolbar Modificare eventi d’automazione esistenti
del sequencer si possono aggiungere o cancellare singole corsie d’au-
Come descritto in precedenza, le clip d’automazione si possono modificare in modal-
tomazione del parametro dal sequencer.
ità Arrange; si apre una specie di “mini istanza” della modalità Edit che mostra solo il
Le corsie d’automazione esistenti sono indicate da una spunta nel menu a tendina.
contenuto della clip d’automazione selezionata, non quello della corsia nota.
I controller per i quali nella traccia ci sono dati (automazione) sono indicati da
La modifica dell’automazione è uguale sia in questo modo che in modalità Edit (tranne
un’icona. Se il dispositivo ha molti parametri si può selezionare “More Parame-
il valore statico della corsia d’automazione che è indicato solo in modalità Edit).
ters...” alla base del menu: si apre una finestra di dialogo con tutti i parametri del
In seguito è descritta la modifica dell’automazione in modalità Edit.
dispositivo.
Per modificare eventi d’automazione esistenti:
1. Selezionare la modalità Edit per la traccia con l’automazione da modificare.
Se necessario usare i divisori per trovare la clip d’automazione da modificare -
sono nella finestrella inferiore della finestra (non nella clip nota). Le clip d’automazi-
one parametro traccia hanno l’angolo destro in alto smussato; potrebbero anche
esserci corsie edit d’automazione performance sulla traccia (che si modificano allo
stesso modo), ma per ora vedremo l’automazione parametro traccia.

D Spuntando un parametro d’automazione (nel menu o nella finestra Pa-


rameter Automation) si crea una corsia d’automazione vuota per la trac-
cia.
D Per rimuovere una corsia d’automazione togliere la spunta nel menu/
finestra o selezionare “Delete empty automation” nel menu a tendina.
Le corsie d’automazione in uso (con clip) sono indicate da un simbolo blu; si noti
che rimuovendo una corsia d’automazione in uso si cancellano tutti i dati d’au-
tomazione!
D Le corsie d’automazione si rimuovono anche con il pulsante Delete Au-
tomation Lane (“X”) della rispettiva corsia nella Track List.
Rimuovendo una corsia d’automazione con clip appare un messaggio d’avviso che
consente di annullare l’operazione o continuare.

85
THE SEQUENCER
2. Si apre la clip per l’editing con un doppio-click del mouse, oppure selezio- Funzione Automation Cleanup
nandola e premendo [Invio].
A questo punto la clip è aperta per l’editing. D Se registrando o disegnando gli eventi si hanno troppi punti d’automazi-
one, è possibile regolare la funzione “Automation Cleanup” a “Heavy” o
“Maximum” nella finestra di dialogo Preferences - pagina General.
Questa funzione rimuove automaticamente i punti d’automazione superflui la volta
successiva che si registrano o disegnano eventi, semplificando le curve.
Si noti che anche il valore Snap controlla il numero di punti quando si disegnano
gli eventi (vedere in seguito).

Disegnare l’automazione prima (a sinsitra) e dopo (a destra) l’uso della funzione Automation
Cleanup.
Questa funzione si può applicare anche manualmente agli eventi già registrati dalla
finestra Tool:
1. Con la clip d’automazione aperta per l’editing (cioè con i punti visibili) sceg-
liere “Select All” dal menu Edit o da quello contesutale della clip.
Sono selezionati tutti i punti d’automazione nella clip.
2. Assicurarsi che sia aperta la finestra Tool - se non lo è premere il tasto funzi-
one [F8].
Questo tasto alterna la condizione mostra/nascondi della finestra Tool.
3. Selezionare la pagina Tools.
4. La pagina Automation Cleanup è quella più in basso: cliccare sulla freccia
D In modalità Edit il valore statico appare a sinistra nella corsia d’au- per aprirla.
tomazione.
In questo esempio, il valore statico è 50 - quindi il parametro Freq del filtro sarà
sempre a 50 nella song tranne ove ci sono clip d’automazione; per cambiare il va-
lore statico trascinare la maniglia o doppio-click del mouse e digitare un nuovo va-
lore.

3. Quando una clip d’automazione è aperta si possono selezionare, spostare 5. Selezionare un valore e cliccare Apply.
copiare o cancellare i punti d’automazione (come quando si modificano le Gli eventi d’automazione selezionati si diradano in base alle impostazioni selezion-
note nell’editor nota). ate.
Spostando gli eventi d’automazione con il tool Arrow, il valore Snap (se attivato) è
tenuto in considerazione; in modalità Edit si può anche ridimensionare la clip tras-
cinandone le maniglie con il mouse.
D Posizione e valore di un evento d’automazione selezionato sono indicati
anche nell’Inspector.
Per gli eventi nota questi valori si possono modificare anche numericamente - ved-
ere a page 83.

86 THE SEQUENCER
Disegnare gli eventi d’automazione Editing automazione dei controller performance
D Per aggiungere nuovi punti cliccare o trascinare il mouse con il tool Pen- Per modificare, disegnare o cancellare controller performance aprire la clip nota.
cil.
La curva risultante (cioè il numero dei punti) dipende da due fattori; l’opzione della
funzione “Automation Cleanup” selezionata nelle preferenze (vedere “Funzione
Automation Cleanup”) e il valore Snap (se è attiva la funzione Snap).
D Premendo [Alt] (Win) o [Option] (Mac) e cliccando o trascinando il
mouse con il tool Pencil s’inserisce un intervallo d’automazione.
La durata di questo intervallo è definita dal valore Snap.

[Alt]/[Option]-click con il valore Snap a 1/4.

D Quando il parametro automatizzato è “scalato” invece che continuo, tra i


punti d’automazione ci sono improvvisi scalini piuttosto di rampe lineari.

Automazione “scalata” (stepped).


I controller performance (in questo caso la rotellina Mod) appaiono su corsie edit sep-
D Mascherando la clip d’automazione (allungandola) s’estende il primo o arate alla base della clip nota aperta; le curve dei controller performance appaiono
ultimo valore d’automazione. anche nella panoramica (in alto) e nella clip in modalità Arrange.
• I dati dei controller performance si modificano come la normale automazione.
• E’ possibile creare o cancellare corsie dei controller performance per ogni
parametro usando il menu a tendina sul lato destro della corsia edit nota; funziona
come l’automazione del parametro traccia, ma non si può silenziare o cancellare
l’automazione performance dalla Track List - vedere “Aggiungere/togliere corsie
d’automazione”.

Qui è automatizzato un pulsante Mute di un mixer; la clip contiene un singolo punto d’automazione
ma il suo valore si estende a inizio e fine clip. L’automazione di muto del canale si può quindi
regolare spostando e ridimensionando la clip senza doverla aprire.

Cancellare gli eventi d’automazione


D Gli eventi d’automazione si cancellano come gli eventi nota; cliccare sui
punti per selezionarli, disegnare rettangoli di selezione e premere
[Backspace] o usare il tool Erase, ecc..
Per annullare tutta l’automazione in una clip basta cancellare la clip (o rimuovere
l’intera corsia per cancellare tutta l’automazione del rispettivo parametro).

87
THE SEQUENCER
Situazione particolare Disegnare clip Pattern
Sebbene molto improbabile è possibile che per lo stesso parametro si sovrappon- Con il tool Pencil si possono disegnare clip pattern sulla corsia Pattern Select:
gano l’automazione parametro traccia e performance; in tal caso, l’automazione 1. Attivare la funzione Snap e impostare il valore Snap alla posizione nota ove
parametro traccia sostituisce l’automazione performance. Non appena termina la clip inserire la clip di cambio pattern.
di parametro traccia, interviene l’eventuale automazione performance presente nella Si consiglia d’impostare il valore Snap a “Bar”, perlomeno lavorando con pattern di
clip. durata corrispondente al tempo in chiave (es. pattern a 16 o 32 step e tempo in
chiave di 4/4); se si lavora con pattern di un’altra durata può essere sensato usare
Editing clip di cambio pattern altri valori Snap quando si disegnano le clip Pattern.
Le clip di cambio pattern si vedono e modificano nella corsia Pattern Select, dis- 2. Selezionare il tool Pencil.
ponibile sulle tracce Redrum e Matrix: Nell’Inspector appare il menu a tendina Pattern dal quale scegliere il pattern che si
desidera far suonare alla clip.

Un cambio pattern appare in clip, con un menu a tendina in alto (sempre che la clip
sia selezionata).
D Quando si registrano clip di cambio pattern, esse sono collocate auto-
maticamente sui beat in battere (all’inizio di nuove misure) indipendent-
emente dal valore Snap.
Vedere “Registrare cambi pattern”. 3. Disegnare una clip della durata desiderata per la riproduzione del pattern
selezionato.
D Se le clip sulla corsia di cambio pattern non sono continue il dispositivo
pattern sarà muto dove non c’è la clip.

Aggiungere manualmente una corsia Pattern Select


Una corsia Pattern Select si crea automaticamente registrando un’automazione pat-
tern, ma volendo è possibile creare una corsia Pattern vuota:
1. Selezionare il dispositivo pattern.
Assicurarsi che non ci siano clip selezionate.
4. Continuare con lo stesso metodo disegnando le clip per tutti i pattern che si
2. Cliccare sul pulsante “Create Pattern Select Lane” nella toolbar. desidera usare.
! Non disegnare clip di cambio pattern con la funzione Snap disattivata (a
meno che si vogliano avere cambi di ritmo caotici!).

D Per creare una corsia Pattern Select si può anche eseguire un [Alt]/[Op-
tion]-click sui pulsanti di selezione pattern.

88 THE SEQUENCER
Modificare manualmente le clip di cambio pattern
Per modificare manualmente una clip di cambio pattern:
Finestra Tool - funzioni
1. Selezionare la clip di cambio pattern da modificare.
2. Aprire il menu a tendina Pattern a sinistra nella clip pattern (la freccia in
editing della pagina Tools
basso) e selezionare il Banco/Pattern da inserire. La pagina Tools della finestra Tool ha alcune funzioni di editing speciali.
Il pattern selezionato appare accanto al menu a tendina. Procedere come segue:
1. Selezionare clip o eventi ai quali applicare le funzioni di editing (in modalità
Arrange o Edit).
Le funzioni si usano principalmente con le note, ma non tutte; la funzione Scale
Tempo influenza anche l’automazione e i cambi pattern (vedere in seguito), mentre
la funzione Automation Cleanup influenza solo gli eventi d’automazione; la funzi-
one Automation Cleanup è descritta a parte - vedere “Funzione Automation
Cleanup”.
2. Assicurarsi che la finestra Tool sia aperta.
Il tasto [F8] mostra/nasconde la finestra Tool.
3. Selezionare la pagina Tools.

D Se è selezionato il tool Pencil è possibile cambiare Banco/Pattern con il


menu a tendina Pattern dell’Inspector.

Spostare e duplicare clip di cambio pattern


Le clip di cambio pattern si spostano, ridimensionano e duplicano come quelle nota o
d’automazione; si raccomanda però d’attivare la funzione Snap e (nella maggior parte
dei casi) impostarla in “Bar”.
Si possono anche spostare o duplicare sezioni usando i comandi Cut, Copy e Paste
del menu Edit; anche in questo caso valgono le stesse regole usate per le altre clip.

Cancellare clip di cambio pattern


D La clip di cambio pattern si cancellano come le clip nota; è possibile dis-
egnare rettangoli di selezione e premere [Backspace] o usare il tool
Erase, ecc..
Per annullare tutta l’automazione in una clip basta cancellare la clip (o rimuovere
l’intera corsia per cancellare tutta l’automazione di cambio pattern).

D La pagina Tools ha una serie di finestrelle, ciascuna con una funzione


distinta.
Le finestrelle si aprono/chiudono cliccando sulle frecce accanto al nome funzione.
4. Eseguire le impostazioni per una delle funzioni nella pagina e cliccare sul
pulsante Apply accanto alle impostazioni.
Tutte le impostazioni si possono definire cliccando sui controlli freccia o in un
campo valore e inserendo numericamente un valore; le funzioni sono descritte in
seguito.

89
THE SEQUENCER
Quantize 4. Cliccare sul pulsante Quantize “Apply”.
Le note selezionate sono quantizzate.
La funzione Quantize sposta le note registrate a posizioni di valore nota esatte (o vi-
cine). Si può usare per correggere errori, “compattare” la musica registrata o modifi-
care l’andamento ritmico.
In Reason, la funzione Quantize si usa così:
1. Selezionare le note da quantizzare.
Sono influenzati solo gli eventi nota, quindi si possono selezionare clip nota o in-
tere tracce (se si desidera).
2. Aprire il menu a tendina Quantize Value nella pagina Tools della finestra Tool
e selezionare un valore Quantize.
Esso determina a quali valori nota le note sono spostate quando si quantizza.
Per esempio, selezionando 1/16 tutte le note sono spostate alla posizione nota da
1/16 più vicina (o più vicino ad essa).

In questo esempio, un pattern irregolare di charleston registrato è quantizzato


a note regolari da 1/4 (valore Quantize a 1/4 e Strength al 100%).

Random
Menu a tendina Quantize.
La funzione Random sposta leggermente (offset) le note quantizzate; le note sono
3. Selezionare un valore dal menu a tendina Quantize Amount. quantizzate in base alle impostazioni Value ed Amount, ma le loro posizioni nota sono
E’ una percentuale che controlla di quanto è spostata la nota; selezionando 100%, spostate casualmente del valore in tick stabilito. Per esempio, con Random a 10 tick
le note sono spostate completamente alle posizioni più vicine del valore Quantize. le posizioni nota variano casualmente entro l’intervallo di +/- 10 tick dopo la quantiz-
Selezionando 50%, le note sono spostate a metà strada, ecc.. zazione.

Quantizing to Shuffle
Nel menu a tendina Quantize c’è anche l’opzione “Shuffle”; selezionandola mentre si
quantizza, le note si spostano verso le posizioni nota da 1/16 ma con lo shuffle appli-
cato.
L’opzione Shuffle crea un andamento “swing” ritardando le note da 1/16 pari (quelle
che cadono tra le note da 1/8); la quantità di shuffle è stabilita dal controllo Global
Shuffle nel Mixer ReGroove - per i dettagli vedere il capitolo “Mixer ReGroove”.
La funzione Quantizing to Shuffle è utile per far corrispondere nella song la temporiz-
zazione delle note registrate con i dispositivi pattern (se Shuffle è attiva nei pattern).
D Il valore Quantize Strength è applicato come quando si quantizza a val-
ori Quantize regolari.

90 THE SEQUENCER
Quantizing during recording Legato Adjustments
Reason può quantizzare automaticamente le note in registrazione. Per farlo, bisogna Questa funzione allunga ogni nota selezionata in modo che tocchi quella successiva
attivare il pulsante “Quantize Notes during Recording” sul pannello di trasporto prima selezionata; si può anche accorciare la durata di una o due note selezionate sovrap-
d’inziiare a registrare; il valore Quantize si applica come al solito. poste per definire un vuoto tra esse. Il vuoto o la sovrapposizione desiderati si specif-
icano nei campi valore; le posizioni d’inizio nota non sono mai cambiate (la funzione
Pitch (Transpose) Legato Adjustments influisce solo sulla durata della nota).
D Questa funzione trasporta le note selezionate in alto o in basso del nu- D Side by Side allunga la nota selezionata all’inizio di quella successiva
mero di semitoni specificato. selezionata.
D Si può anche rendere casuale (random) l’altezza delle note selezionate. D Overlap allunga la nota selezionata sovrapponendola a quella succes-
Impostando un intervallo Low/High le altezze delle note diventano casu- siva selezionata di una quantità stabilita.
ali all’interno di questo intervallo quando si clicca Apply.

Velocity
Regola la velocity delle note selezionate.
D Il campo Add field consente di aggiungere una quantità fissa ai valori di
velocity.
Per sottrarre, inserire una quantità negativa; l’intervallo di velocity possibile è 1-
127. Aggiungendo un valore a una nota con velocity 127 non cambia niente. D Gap introduce un vuoto tra le note selezionate, come specificato nei
campi valore.
D Il campo Fixed consente d’impostare tutte le velocity a un determinato
valore.
D Il campo Scale consente di scalare le velocity di un fattore in percentu-
ale.
Scalando con un fattore superiore al 100% si aumentano i valori di velocity, ma au-
menta anche la differenza tra le note deboli e forti.
Scalando con un fattore inferiore al 100% si diminuiscono i valori di velocity, ma
diminuisce anche la differenza tra le note deboli e forti.
D Il campo Random rende casuali i valori di velocity della percentuale sta-
bilita. Gap impostato al valore nota di 1/16.

D Combinando i valori Add e Scale si regolano in vari modi le “dinamiche”


delle note.
Per esempio, usando un fattore Scale inferiore al 100% e un valore Add adeguato,
si possono “comprimere” i valori di velocity (riducendo la differenza tra i valori di
velocity senza abbassare la velocity media).

Note Lengths
D Note Lengths aggiunge o sottrae valori alla durata della nota selezion-
ata.
I valori di durata si selezionano come nell’Inspector (scegliendo un va-
lore in bars, beats, 1/16 o ticks e usando i controlli freccia per impostare
la quantità).
D Con il campo valore Fixed si possono impostare tutte le note alla stessa
durata.

91
THE SEQUENCER
Scale Tempo
Questa funzione riproduce più velocemente (fattore Scale oltre il 100%) o lentamente
Copiare i pattern sulle tracce
(fattore Scale sotto il 100%) gli eventi selezionati; per farlo, modifica la posizione de-
gli eventi (iniziando dal primo evento selezionato) e regola opportunamente la durata sequencer
delle note.
Come descritto a page 293, con un dispositivo Dr. Rex Loop Player si può usare la
funzione “To Track”; essa crea note sequencer sulla traccia selezionata in modo che
ad ogni “slice” nel loop REX corrisponda una nota sequencer; riproducendo la traccia
sequencer tutti gli slice sono suonati nel giusto ordine, con la temporizzazione origi-
nale del loop.
Funzioni simili sono disponibili per i dispositivi Redrum e Matrix.
• Usando la funzione “Copy Pattern to Track” del menu Edit (o del menu contestuale
del dispositivo) è possibile copiare il contenuto del pattern corrente in una clip
nota sulla traccia sequencer selezionata.
• La funzione “Convert Pattern Track to Notes” funziona in modo simile, ma converte
tutti i pattern di una song in clip nota (tenendo conto dei cambi pattern).

✪ Una funzione simile c’è anche in RPG-8 Arpeggiator - vedere “Riversare


le note dell’arpeggio sulla traccia”.
Risultato della funzione Scale Tempo con un fattore Scale del 200% (velocità doppia). Le procedure sono leggermente diverse per i vari tipi di dispositivo:
D I pulsanti Double e Half sono “comandi rapidi” rispettivamente per i fat-
tori Scale di 200% e 50%. Uso della funzione “To Track” con i loop REX
Sono i valori più usati, poichè simulano il tempo doppio e dimezzato. Si presume che nel dispositivo Dr. Rex sia stato caricato un loop REX.
! Questa funzione influenza tutti i tipi d’eventi: note, controller e cambi Per i dettagli vedere a page 292.
pattern! 1. Impostare i locatori sinistro e destro attorno alla sezione da “riempire” con le
note per il loop REX.
Alter Notes 2. Selezionare la traccia collegata al dispositivo Dr. Rex.
Questa funzione altera in modo casuale altezza, durata e velocity delle note selezion- 3. Cliccare sul pulsante “To Track” nel pannello del dispositivo Dr. Rex.
ate. Gli slice nel loop sono convertiti a eventi nota in clip nota della stessa durata del
D La funzione “usa” solo valori che esistono già tra le note selezionate. loop. In base alla durata impostata sono create una o più clip per completare l’in-
Per esempio, se sono state selezionate note all’interno di un’intervallo d’altezza tervallo tra i locatori.
specifico, le note alterate resteranno all’interno di quell’intervallo; analogamente, D Se la durata dell’area tra i locatori è superiore a quella del loop REX, le
solo i valori di velocity e le durate delle note già usate nella selezione sono influen- clip sono ripetute sulla corsia nota della traccia.
zati dalla funzione Alter Notes; si può dire che la funzione applica uno “shuffle” alle Questa funzione crea sempre un numero esatto di clip, quindi l’ultima clip po-
proprietà esistenti in una selezione e le ridistribuisce tra le note. trebbe “sporgere” oltre il locatore destro.
! Meno variazioni ci sono tra le note selezionate quindi minore è l’effetto
della funzione Alter Notes.
D La quantità d’alterazione si regola con il valore Amount.

✪ Questa funzione è particolarmente utile per sperimentare i loop REX;


selezionare alcune note su una traccia Dr. Rex e usare la funzione Alter
Notes per creare variazioni istantanee, senza perdere la temporizzazi-
one e il feel ritmico del loop!
Qui il loop durava 4 misure, ma poichè tra i locatori ci sono
due misure la clip sporge oltre il locatore destro.

92 THE SEQUENCER
Funzione “Copy Pattern to Track” Redrum notes
E’ disponibile per Redrum e Matrix ed è utile se è stato creato un singolo pattern da Usando questa funzione con Redrum si osservi che:
usare come punto di partenza per l’editing nel sequencer; si può usare anche se, ad • Le note avranno l’altezza del suono percussivo corrispondente (vedere “Usare Re-
esempio, è stato creato un pattern percussivo da riprodurre con un altro dispositivo. drum come modulo sonoro”) e la velocity dipenderà dal valore Dynamic.
Procedere come segue: Le note deboli avranno velocity 30, quelle medie velocity 80 e le note più forti ve-
locity 127.
1. Impostare i locatori sinistro e destro attorno alla sezione da “riempire” con le • Si consiglia di disattivare il selettore “Enable Pattern Section” sul pannello di Re-
note del pattern. drum.
Assicurarsi che la durata dell’area tra i locatori sia un multiplo della durata del pat- Altrimenti, i suoni percussivi saranno “triggerati due volte” quando s’avvia la
tern (per evitare di “troncare” il pattern stesso). riproduzione (dalla sezione pattern stessa e dal sequencer principale).
2. Selezionare la traccia sulla quale si desidera copiare le note.
Usando questa funzione con Redrum, normalmente si seleziona la traccia Redrum.
Se il dispositivo è un Matrix, non si devono copiare le note sulla traccia Matrix, ma
su quella del dispositivo controllato da Matrix (poichè Matrix non genera alcun
suono). E’ possibile anche copiare le note su qualsiasi altra traccia di un disposi-
tivo strumento.
3. Selezionare il dispositivo e scegliere “Copy Pattern to Track” dal menu Edit
(o dal menu contesutale del dispositivo).
D Selezionando una traccia che non è collegata al dispositivo pattern, si Matrix notes
apre una finestra di dialogo nella quale si può cliccare OK per continuare
o Cancel per interrompere l’operazione. Usando questa funzione in Matrix, si osservi che:
Il pattern è convertito in clip nota sulla traccia (vedere le note sotto); se la durata • E’ creata una nota per ogni step del pattern con valore gate diverso da zero.
dell’area tra i locatori supera quella del pattern, le clip sono ripetute per riempire Le note avranno un’altezza in base al valore CV dello step e la velocity che
l’area. dipende dal valore gate.
• La curva CV non è copiata.
• Assicurarsi che sia selezionata la traccia giusta (in genere la traccia del dispositivo
al quale è collegato Matrix!); creare note per Matrix non ha senso, poichè Matrix
non genera alcun suono.
• E’ meglio scollegare o perfino rimuovere Matrix dopo aver eseguito una funzione
“Copy Pattern to Track”.
Questo perchè Matrix e le note del sequencer non devono essere in riproduzione
nello stesso momento.

93
THE SEQUENCER
Funzione “Convert Pattern Track to Notes”
Se in una traccia Redrum o Matrix sono stati registrati o disegnati cambi pattern, si
Automazione tempo e
può convertire l’intera traccia in note con il metodo seguente:
1. Selezionare la traccia con i cambi pattern.
tempo in chiave
2. Selezionare “Convert Pattern Track to Notes” dal menu Edit (o dal menu con- La traccia Transport si può usare per automatizzare cambi di tempo e/o tempo in chi-
testuale della traccia). ave.
Per ogni misura, il pattern corrispondente è convertito a clip nota sulla traccia (con Per farlo si disegnano o registrano clip su corsie d’automazione della traccia Trans-
gli stessi criteri della funzione “Copy Pattern to Track”); la traccia è riprodotta port.
come quando i cambi pattern erano riprodotti dal dispositivo pattern.
D Dopo l’operazione tutta l’automazione pattern è disabilitata automatica- Automazione tempo
mente (la corsia pattern è spenta). L’automazione tempo è simile a qualsiasi altra automazione; si possono registrare i
In seguito (se si desidera) è possibile quindi tornare all’automazione attivando di cambi tempo modificando il tempo sul pannello di trasporto o disegnando curve nelle
nuovo la corsia pattern. clip sulla traccia Transport.
1. Impostare il tempo desiderato sul pannello di trasporto.
Redrum notes Questo sarà il valore statico, cioè il tempo della song ovunque non ci sia una clip
• Usando questa funzione il selettore “Enable Pattern Section” si disattiva automati- sulla corsia d’automazione.
camente.
2. [Alt]/[Option]-click nel campo Tempo del pannello di trasporto.
Questa operazione seleziona la traccia Transport e crea una corsia d’automazione
Matrix notes Tempo.
• Assicurarsi che sia selezionata la traccia giusta (in genere è quella del dispositivo
al quale è collegato Matrix!); creare note per Matrix non ha senso, poichè Matrix
non genera alcun suono.
• E’ meglio scollegare o perfino rimuovere Matrix dopo aver usato questa funzione.
Questo perchè Matrix e le note del sequencer non devono suonare il dispositivo
nello stesso momento.

A questo punto, si può decidere se disegnare le clip dove si vuole un cambio tempo
o registrare le clip d’automazione modificando manualmente i controlli Tempo nel pan-
nello di trasporto; in seguito si spiega come disegnare le clip d’automazione tempo.
D In generale, quando si disegnano le clip è meglio attivare la funzione
Snap e impostare il valore Snap a “Bars”.
3. Selezionare il tool Pencil e disegnare una clip nell’area in cui si desidera in-
serire un cambio tempo.

94 THE SEQUENCER
Automazione del tempo in chiave
1. Impostare il tempo in chiave desiderato nel pannello di trasporto.
Questo sarà il valore statico, cioè il tempo in chiave della song ovunque non ci sia
una clip sulla corsia d’automazione.
2. [Alt]/[Option]-click nel campo Time Signature sul pannello di trasporto.
Questa operazione seleziona la traccia Transport e crea una corsia d’automazione
Time Signature.
A questo punto, si può decidere se disegnare le clip ove si vuole un cambio di tempo
4. Con la clip selezionata premere [Invio] in modo d’aprirla per l’editing.
in chiave o registrare le clip d’automazione cambiando manualmente il tempo in chi-
Volendo, si può passare alla modalità Edit che consente di modificare anche il va-
ave nel pannello di trasporto; in seguito si spiega come disegnare le clip d’automazi-
lore statico di tempo.
one del tempo in chiave.
Si possono quindi disegnare le curve d’automazione come al solito.
D In generale, quando si disegnano le clip è meglio attivare la funzione
D Si ricorda che inserendo i punti si applica la funzione Snap. Snap e impostare il valore Snap a “Bars”.
Nell’Inspector si può anche modificare nuemricamente la posizione di un punto.
3. Selezionare il tool Pencil.
Con il tool Pencil selezionato, nell’Inspector appare il menu a tendina Time Signa-
ture. Usarlo per impostare il tempo in chiave desiderato.

Qui in quattro misure il tempo passa da 120 a 150 bpm.

D Premendo [Alt]/[Option] si possono disegnare intervalli d’automazione


per cambi istantanei dei valori tempo. 4. Disegnare una clip nella zona in cui si desidera avere un cambio di tempo in
chiave.
Il tempo in chiave cambierà per la durata della clip.

✪ Sebbene Reason supporti un’ampia gamma di valori tempo, di default


l’editing è limitato all’intervallo 60 - 250 bpm; questo solo per facilitare il D Il tempo in chiave della clip d’automazione si può cambiare in ogni mo-
lavoro con piccole variazioni di tempo - per tempi più bassi o più alti si mento eseguendo un doppio-click del mouse sulla clip con il tool Arrow
può cambiare l’intervallo con un doppio-click del mouse sui valori min o e scegliendo un valore dal menu a tendina che appare.
max (“60” o “250” nella figura sopra) e digitare nuovi valori. Non è necessario passare alla modalità Edit (a meno che si voglia cambiare il va-
lore statico).
5. Continuare con lo stesso metodo generale ovunque si voglia cambiare il
tempo in chiave.

95
THE SEQUENCER
Importare ed esportare file D Sono inclusi tutti i dati controller del file MIDI.
I controller preformance standard (dati pitch bend, mod wheel, ecc.) sono mante-
nuti e inclusi nella clip nota (come quando si registra in Reason). Tuttavia, alcuni
MIDI controller possono “significare” cose diverse per gli strumenti MIDI originali usati
per realizzare del i MIDI e i dispositivi in Reason, quindi alcune clip d’automazione
potrebbero risultare “aliene” (vedere “Clip “aliene””).
Reason importa ed esporta i file MIDI standard (SMF). Ciò consente di trasferire i dati
MIDI da Reason ad altre applicazioni (e viceversa).

Importare un file MIDI


Per importare un file MIDI standard selezionare “Import MIDI File” dal menu File.
Appare il Browser nel quale individuare e aprire il file MIDI.
D I file MIDI hanno estensione “.mid”.
Nel sequencer di Reason si creano nuove tracce, con i rispettivi nomi originali e canali
MIDI originali aggiunti; sono tutte tracce Combinator con patch Combi vuote.

I parametri automatizzati appaiono in cornici verdi sui pannelli dei dispositivi; ciò aiuta ad
individuare qualsiasi dato controller indesiderato.

Esportare un file MIDI


Per esportare una song di Reason in un file MIDI procedere come segue:
1. Collocare il marker End (E) alla posizione in cui si vuole che termini il file
MIDI.
Il file MIDI conterrà tutti gli eventi su tutte le tracce dall’inzio della song al marker
End.
D Se il file MIDI importato è di “Tipo 1”, ci sarà una traccia sequencer per
2. Selezionare “Export MIDI File” dal menu File.
ogni traccia presente nel file MIDI.
3. Nella finestra di dialogo che appare specificare nome e destinazione per il
D Se il file MIDI importato è di “Tipo 0” (cioè contiene una traccia con gli
file.
eventi MIDI su più canali) ci sarà una traccia sequencer per ogni canale
In Windows, il file prende automaticamente l’estensione “.mid”. In Mac OS ciò non
MIDI usato.
è richiesto; tuttavia, per fare in modo che il file MIDI sia riconoscibile in Windows
D Tutti i cambi tempo nel file MIDI sono ignorati. (e da alcuni sequencer hardware) è meglio attivare l’opzione “Add Extension to
Il tempo in Reason è impostato al primo dato tempo presente nel file MIDI. File Name” prima di salvare.

D I Combinator saranno vuoti, quindi inizialmente il file importato non avrà 4. Cliccare Save.
alcun suono. I file MIDI esportati da Reason hanno le seguenti proprietà:
Usare la sezione Browser dei Combinator per selezionare un suono adeguato ad
ogni traccia. D Il file MIDI sarà di “Tipo 1” (una traccia MIDI per ogni traccia nel se-
quencer di Reason).
I nomi delle tracce saranno uguali a quelli presenti nel sequencer di Reason.
D Poichè il sequencer di Reason non usa i canali MIDI, tutte le tracce sar-
anno impostate al canale 1 MIDI.
D Il tempo del sequencer è incluso nel file MIDI.
L’automazione tempo o tempo in chiave non è inclusa.

96 THE SEQUENCER
6 D The ReGroove Mixer
Introduzione • Infine, c’è la sezione Groove Settings della finestra Tool (si apre cliccando sul pul-
sante Edit di un canale ReGroove). La sezione Groove Settings consente di
definire l’intensità di vari parametri della patch groove; qui si salvano anche le pro-
prie patch ReGroove (vedere a page 102).

Il Mixer ReGroove unisce tutti i vantaggi di quantizzazione, shuffle, e template in un


singolo ambiente integrato, offrendo un controllo creativo in tempo reale su “feel” e
temporizzazione delle singole corsie nota. Il Mixer ReGroove Mixer (che si estende
dalla cima del pannello di Trasporto e quindi appare nel rack o nel sequencer) for-
nisce all’utente 32 canali per un controllo interattivo del “groove”.
Per chi conosce il mixaggio sarà più facile capire il Mixer ReGroove. Può essere visto
come un mixer a 32 bus i quali, invece di modificare il volume delle tracce d’ingresso,
ne modificano il “feel” (o “groove”); si può assegnare qualsiasi traccia o corsia nota a
uno dei 32 canali di ReGroove: quel feel e temporizzazione traccia saranno modificati
in tempo reale secondo le impostazioni del canale. Ogni canale ReGroove applica
una proprio template groove o una quantità di “shuffle”. Inoltre, ogni canale può far
scorrere le note avanti o indietro nel tempo, consentendo di collocare alcune tracce
leggermente in anticipo o ritardo sul movimento (ciò altera notevolmente il “feeling”
musicale!).

Concetti elementari di ReGroove


Lavorando con i groove si usano tre sezioni nell’interfaccia Reason che interagiscono
tra loro:
• Innanzitutto, nel Sequencer ogni corsia nota può essere assegnata ad uno qual-
siasi dei 32 canali di ReGroove; per assegnare una corsia nota a un canale
groove, selezionare quest’ultimo nel menu a tendina Select Groove presente in
ogni corsia nota.

• In secondo luogo, c’è il Mixer ReGroove che contiene sia le impostazioni generali
groove sia quelle specifiche del canale (vedere le pagine seguenti).

98 THE REGROOVE MIXER


Mixer ReGroove Punto d’ancoraggio
Normalmente, tutti i pattern groove iniziano alla misura 1 e si ripetono in tutta la song.
Per esempio, un groove a 4-misure inizia alla misura 1 e ripete il proprio pattern ogni
Per aprire il Mixer ReGroove (nella finestra principale o nella finestra sequencer mo- quattro misure. Spesso, però, le song iniziano con misure vuote, una misura d’attacco
bile) cliccare sul pulsante ReGroove Mixer nel pannello di Trasporto. (pickup) o una breve introduzione; in questi casi, il pattern del groove non deve iniz-
iare alla misura 1, ma ad una successiva. La funzione del punto d’ancoraggio è
questa: indicare a Reason in quale misura deve iniziare ad applicare le impostazioni
del groove.
Per esempio, supponiano di avere una song con 1 misura d’attacco; poichè in realtà
Il Mixer ReGroove è costituito da due sezioni: a sinistra ci sono i parametri generali la song inizia alla misura 2, è qui che deve iniziare il groove. Impostando il punto d’an-
(Global) e a destra quelli canale (Channel). coraggio a 2 tutti i pattern del groove inizieranno alla misura 2.
Parametri Global D Nota: L’unica eccezione alla regola per la quale i groove iniziano ai rispettivi punti
d’ancoraggio e si ripetono lungo la song è quando trovano una variazione del
tempo in chiave (time signature); i groove ripartono sempre a qualsiasi misura che
contiene una variazione del tempo in chiave.
Si può sfruttare questa funzionalità nella sezione di una song con un numero dis-
pari di misure, ad esempio; inserendo un cambio di tempo in chiave tutti i groove
sono “obbligati” a ripartire in corrispondenza di quella misura.

Manopola Global Shuffle


Parametri Questa manopola regola la quantità complessiva di shuffle applicato da Reason e us-
ato da tutti i dispositivi che utilizzano pattern (come il sequencer interno di Redrum, il
sequencer pattern di Matrix e l’arpeggiatore RPG-8). Definisce anche il valore shuffle
Parametri Global di ogni canale ReGroove per il quale è attiva l’opzione Global Shuffle. In pratica,
questa manopola sostituisce quella Pattern Shuffle presente sul pannello di Trasporto
nelle versioni precedenti a Reason 4 - è compatibile con i documenti Reason più vec-
chi e offre la possibilità di vincolare i canali ReGroove alle stesse impostazioni shuffle
usate dai dispositivi pattern.
Impostando Global Shuffle al 50% si ha un beat “regolare” senza swing; con Global
Shuffle al 66% si ottiene un perfetto shuffle di terzine da 1/16. Valori tra 50% e 66%
offrono uno “swing” meno evidente e valori superiori a 66% introducono unn “swing”
estremo.

Questi parametri agiscono in generale, non sul singolo canale.

Banchi canale
Il Mixer ReGroove ha 32 canali distribuiti su 4 banchi (da A a D); cliccare su un pul-
sante Channel Bank per vedere e modificare il rispettivo banco di 8 canali.

99
THE REGROOVE MIXER
Parametri canale Nome patch Groove
Mostra il nome della patch Groove corrente caricata nel canale; se non è caricata una
Pulsante On
patch Groove non appare alcun nome. Cliccare in questa zona per aprire un elenco
Pulsante
delle patch contenute nella cartella corrente, proprio come nei display patch dei dis-
Numero canale positivi nel rack.
Nome patch del Groove D Per rimuovere l’assegnazione di una patch groove e resettare il canale ai propri
Browser Patch Groove
valori di default, click-destro del mouse sul nome della patch Groove e selezionare
“Initialize Channel” dal menu contestuale.
Manopola Slide
Browser patch Groove
Fader Groove Amount
Consente di caricare e scorrere le patch Groove (come le patch dispositivo nel rack
Manopola Shuffle di Reason). Le patch ReGroove hanno estensione file “.grov”; per saperne di più sui
tipi di patch Groove di Reason vedere page 107 in seguito.
Pulsante Pre-Align
Manopola Slide
Pulsante Global Shuffle
Usare questa manopola per far scivolare le note avanti e indietro nel tempo. Spesso i
musicisti aggiungono energia e pressione a una traccia “correndo” un pò su un beat
Questi parametri agiscono sul singolo canale; ognuno dei 32 canali di ReGroove (dis- o strumento particolari; analogamente, tendono a “trascinare” un pò una nota per
tribuiti su 4 banchi da otto canali) presenta gli stessi parametri. creare un andamento ritmico più “rilassato” (stile shuffle). La manopola Slide ha un in-
tervallo di valori pari a ±120 tick, che consente di far scivolare le note fino a 1/32 di
Pulsante On nota in entrambe le direzioni. Con valori negativi le note sono riprodotte in anticipo
Pulsante On/Bypass del canale; se illuminato il canale groove è attivo ed è influenzata (“compattando” il ritmo); con valori positivi le note sono riprodotte in ritardo (“di-
ogni traccia o corsia nota assegnata ad esso; se il pulsante è spento il canale è dis- latando” il ritmo).
abilitato e qualsiasi traccia assegnata ad esso è riprodotta in modo regolare, senza
essere influenzata dal “groove”.

✪ Si può così confrontare il groove con il beat originale senza groove. Si Con Slide a +20 tick le note
sono riprodotte in ritardo.
può farlo anche su singole corsie nota disattivando l’opzione “Enabled”
nel menu a tendina Groove Select della Track List - vedere a page 104. Con Slide a 0 tick le note non
sono spostate nel tempo.
Pulsante Edit
Con Slide a –20 tick le note
Cliccare su questo pulsante per aprire la finestra Tool mobile di Reason e la pagina sono riprodotte in anticipo.
Groove, nella quale vedere e modificare le impostazioni Groove di ogni canale.
Ogni canale ReGroove ha le proprie impostazioni Groove, quindi cliccando sul pul- Per avere un groove un pò più “compatto”, ad esempio, si può creare una corsia di
sante Edit di canali diversi la finestra Tool mostra le impostazioni Groove specifiche di rullante e assegnarla a un canale ReGroove con una piccola quantità di Slide positivo
un determinato canale. (si ritarda leggermente la traccia di rullante e la musica assume un “feel” più rilassato
e dilatato).
Numero canale
✪ Se c’è una traccia da accelerare (impostata a un valore Slide negativo) è
E’ un’etichetta non modificabile con il numero del canale. I canali sono numerati da 1 meglio inserire una misura vuota all’inizio della sequenza, assicurandosi
a 8 e organizzati in 4 banchi (A-D); per esempio, A2 è il secondo canale nel banco A d’impostare il punto d’ancoraggio (Anchor Point) a “2.” In questo modo
e B5 è il quinto canale nel banco B. si è sicuri che tutte le note assegnate alla misura1/movimento 1 saranno
riprodotte in anticipo sul beat (poichè è stata creata una misura vuota
nella quale può essere spostata la nota in anticipo).

100 THE REGROOVE MIXER


Manopola Shuffle Fader Groove Amount
In pratica, questa manopola applica un andamento “swing” di note da 1/16 al canale Usare questo fader per regolare l’intensità con la quale la patch Groove selezionata
ReGroove; al 50% l’andamento è regolare (senza shuffle) mentre al 66% si ha un per- modifica le note. A 0% la patch Groove non ha effetto; al 100% la patch Groove ap-
fetto andamento ritmico terzinato. plica l’effetto massimo. Ovviamente, valori intermedi generano una certa quantità d’ef-
fetto groove inferiore a quello massimo.
Lo Shuffle sposta l’inizio di ogni
Come descritto in Pagina Groove Settings, più avanti in questo capitolo, alle patch
seconda nota da 1/16.
Groove sono associati altri parametri aggiuntivi che contribuiscono a modificare le
note. In particolare, la sezione Groove Settings della finestra Tool presenta quattro im-
postazioni “efficaci” (timing, velocity, note length e randomness) e il fader Groove
Amount agisce da fader “master” che scala proporzionalmente questi quattro
parametri.
Uno Shuffle del 66% ritarda ogni
seconda nota da 1/16 creando un
perfetto “feel” ritmico terzinato.

Questa manopola si può usare anche per togliere lo shuffle da un beat inserendo val- Groove Amount al 100%
ori inferiori al 50%: per esempio, in una registrazione suonata in perfetto terzinato, im- modifica le note usando
postando lo Shuffle al 34% il movimento torna di nuovo regolare! tutte le impostazioni
groove alle rispettive
quantità specificate.

Groove Amount al 50%


modifica le note usando
tutte le impostazioni
groove a metà delle
rispettive quantità
specificate.

Pulsante Pre-Align
Abilitando questo pulsante (illuminato) tutte le note entranti sono quantizzate in base
a una rigida griglia nota da 1/16 prima che ad esse siano applicate altre modifiche di
groove. Questa quantizzazione (applicata in tempo reale e non distruttiva) è un
metodo semplice per allineare tutte le note entranti a una griglia “regolare”, in modo
che qualsiasi modifica shuffle, slide o groove applichi alle note il risultato previsto.

101
THE REGROOVE MIXER
Pulsante Global Shuffle
Abilitando questo pulsante (illuminato) il canale ReGroove utilizza l’impostazione
Pagina Groove Settings
“Global Shuffle” invece di quella shuffle del canale; la manopola Shuffle del canale
non ha effetto quando il canale usa lo shuffle complessivo. L’impiego dello shuffle
complessivo è un buon modo per sincronizzare le note di un canale particolare con
quelle dei dispositivi basati su pattern (come il sequencer interno di Redrum, il se-
quencer pattern di Matrix e l’arpeggiatore RPG-8) i quali ricavano i rispettivi valori
shuffle dal valore Global Shuffle.

Copiare, incollare e inizializzare i canali ReGroove


Per copiare la configurazione di un canale ReGroove in un altro:
1. Scegliere il canale ReGroove da copiare e click-destro (Windows) o [Ctrl]-
click (Mac) sul nome della patch Groove (o in qualsiasi altra parte nel canale
tranne che direttamente su un parametro).
Appare un menu contestuale.

Una patch Groove è costituita da un template groove contenente informazioni di


tempo e dinamica ricavate da un’esecuzione e una serie di parametri Impact, i quali
determinano con quale intensità le patch Groove si applicano alle impostazioni del
template.
Questo paragrafo descrive le impostazioni presenti nella pagina Groove della finestra
2. Dal menu contestuale selezionare “Copy Channel”. Tool, ove si possono vedere e modificare tutte le impostazioni di una patch Groove.
3. Click-destro (Windows) o [Ctrl]-click (Mac) sul nome della patch Groove nel
canale di destinazione e selezionare “Paste Channel” dal menu contestuale. Groove Channel
Reason copia tutte le impostazioni del canale ReGroove in questo canale. Il display nella pagina Groove Settings visualizza un canale del mixer alla volta.
Per inizializzare un canale ReGroove: Per selezionare il canale ReGroove corrente visualizzato usare questo menu a tendina
1. Click-destro (Windows) o [Ctrl]-click (Mac) sul nome della patch Groove (o in (o cliccare sul pulsante Edit del canale nel Mixer ReGroove).
qualsiasi altra parte nel canale tranne che direttamente su un parametro) per
aprire un menu contestuale. Groove Patch Name
Mostra il nome della patch Groove corrente caricata nel canale; se non è caricata una
2. Dal menu contestuale selezionare “Initialize Channel”.
patch Groove non appare alcun nome. Cliccare in questa zona per aprire un elenco
Reason resetta tutti i parametri del canale ai rispettivi valori di default.
delle patch presenti nella cartella corrente (come per le patch dispositivo nel rack di
Reason).
Questa zona rispecchia la funzionalità della zona Groove Patch Name in ogni canale
del Mixer ReGroove.

102 THE REGROOVE MIXER


Pulsanti Load/Save patch groove D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove,
che può scalare all’indietro il parametro Timing Impact del groove.
Questi pulsanti consentono di caricare e/o salvare patch Groove (come per le patch
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% le note sono spostate della
dispositivo nel rack di Reason). Le patch ReGroove hanno estensione file “.grov”; per
quantità Timing Impact indicata, ma se il fader Groove Amount è al 50%, le note
saperne di più sui tipi di patch Groove di Reason vedere a page 107.
sono spostate solo di metà della quantità Timing Impact.

Groove Patch Length Velocity Impact


Indica la durata del groove che s’importa per determinare quanto spesso si ripete.
Determina il grado con cui l’informazione di velocity contenuta nel template del groove
D In generale, applicando vari patch Groove a diverse corsie nota le rispettive durate influenza la velocity delle note. I groove modificano solo le differenze relative tra le ve-
sono multipli l’una dell’altra. locity delle note, non i rispettivi valori assoluti; i passaggi deboli restano più morbidi e
Per esempio, se un canale ReGroove utilizza un groove di 4 misure, si useranno quelli forti rimangono decisi (il groove accenta solo le note in modo diverso). Al 100%
groove di 4-misure anche su altri canali, oppure un multiplo (groove di 1 misura, 2 il “feel” ritmico è trasferito più o meno intatto dal template alla musica; a valori inferiori,
misure o 8 misure). meno dinamiche del groove influenzano le note, mentre valori oltre il 100% aumen-
Naturalmente è possibile mischiare e far corrispondere groove di durate non-stan- tano notevolmente l’effetto dinamico applicato dalla patch Groove alla musica.
dard, ma bisogna fare attenzione a come essi interagiscono tra loro. Per esempio,
D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove,
se un canale utilizza un groove di 3 misure e un altro uno di 4 misure, il pattern del
che può scalare all’indietro il parametro Velocity Impact del groove..
groove in realtà si ripete ogni 12 misure (3 x 4 misure).
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% le velocity sono modificate
della quantità Velocity Impact indicata, ma se il fader Groove Amount è al 50% le
Groove Patch Time Signature velocity cambiano solo di metà della quantità Velocity Impact.
Indica il tempo in chiave del groove e, nella maggior parte dei casi, deve corrispon-
dere al tempo in chiave della sequenza. Note Length Impact
D In generale, applicando diverse patch Groove a corsie nota diverse è meglio se Determina il grado con cui l’informazione di durata nota contenuta nel template del
esse condividono un tempo in chiave comune. groove infuenza le note. Non sempre questa impostazione è importante (i campioni
Naturalmente è possibile mischiare e far corrispondere tempi in chiave per creare percussivi, ad esempio, sono riprodotti sempre alla durata intera), quindi la maggior
groove poli-ritmici, ma si deve fare attenzione a come essi interagiscono tra loro. parte dei groove in Factory Sound Bank (ad eccezione della categoria “Bass-Comp”)
Un groove in 6/8, ad esempio, sposta le note in modo molto diverso rispetto a uno non contengono alcuna informazione di durata (length).
in 4/4, quindi applicandoli simultaneamente potrebbero non offrire il risultato pre- Detto questo, lavorando con strumenti ricchi di sustain la durata della nota può avere
visto. un effetto decisivo sul “feel” ritmico dell’esecuzione. I groove modificano solo le differ-
enze relative tra le durate nota, non i rispettivi valori assoluti; i passaggi in legato o
Timing Impact staccato quindi conservano parte della loro intenzione originale quando sono modifi-
cati da una patch Groove.
Determina il grado con cui l’informazione temporale contenuta nel template del
groove influenza la posizione delle note. Al 50% le note sono spostate a metà strada D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove,
rispetto alle posizioni definite nel template del groove; al 100% sono spostate esatta- che può scalare all’indietro il valore Length Impact del groove.
mente alle posizioni nel groove e al 200% sono spostate appena oltre le posizioni nel Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% le durate delle note sono mod-
template del groove. ificate della quantità Length Impact indicata, ma se il fader Groove Amount è al
50% le durate delle note cambiano solo di metà della quantità Length Impact.

Queste sono le note originali nella sequenza.

Queste sono le posizioni delle note


memorizzate in un template del groove; con
Timing Impact al 100% le note originali sono
spostate in questa posizione.
Un Timing Impact del 50% sposta le note
originali solo a metà strada rispetto alla
posizione nota nel template del groove.

103
THE REGROOVE MIXER
Random Timing
Determina il grado con cui le posizioni delle note sono rese casuali; questo valore
Lavorare con i groove
definisce la distanza massima alla quale una nota può essere spostata casualmente in
entrambe le direzioni (positiva o negativa). Si può impostare un valore tra 0 tick (nes- Applicare i groove alla propria musica
suna casualità) e 120 tick che consente di spostare le note fino a 1/32 di nota in en-
trambe le direzioni. Seguire questo esempio per conoscere le tecniche di mixaggio principali di Re-
Groove e ascoltare l’effetto che hanno i vari parametri groove sulla musica.
L’effetto è “polifonico”; tutte le note che in origine iniziavano alla stessa posizione
sono spostate di quantità diverse. Inoltre, riproducendo più volte una clip senza mod- 1. Se nel Sequencer o nel rack non è già visibile, aprire il Mixer ReGroove clic-
ificare niente, tutte le note sono riprodotte ogni volta alle stesse posizioni, ma non ap- cando sul rispettivo pulsante nel pannello di Trasporto.
pena si modifica la clip sono ricalcolate tutte le posizioni casuali (random).
D Questo parametro agisce insieme al fader Groove Amount del Mixer ReGroove
che può scalare all’indietro la casualità.
Per esempio, se il fader Groove Amount è al 100% alle note è applicata la casual-
ità indicata dalla quantità Random Timing, ma se il fader Groove Amount è al 50%
alle note è applicata una casualità pari solo alla metà della quantità Random Tim- 2. Scegliere a quale corsia nota applicare il groove.
ing. Perchè l’effetto sia evidente, la traccia dovrà contenere una percussione basata su
note da 1/16 regolari (non in shuffle); una corsia di charleston, ad esempio, po-
trebbe essere una buona sorgente di sperimentazione.
Pulsante Get From Clip
Questo pulsante converte le note di una clip selezionata in una patch Groove. 3. Usare il menu a tendina Groove Select della corsia nota scelta per assegnare
La patch può essere usata subito nel canale attivo del Mixer ReGroove o salvata su le note a un canale specifico del Mixer ReGroove.
hard-disk come nuova patch Groove. Cliccare su questo pulsante equivale a selezion- Menu a tendina Groove Select
are una clip e scegliere “Get Groove From Clip” dal menu Edit (o da quello contestu-
ale).
Vedere “Creare patch ReGroove personalizzate”.

D L’opzione “Enabled” in cima al menu a tendina consente di disattivare ReGroove


per singole corsie nota.
E’ utile per il confronto con il beat originale senza groove; per farlo su più corsie
nota impostate a un canale ReGroove particolare usare invece il pulsante “On” del
canale sul Mixer ReGroove (vedere a page 100).
D Per disattivare ReGroove su una corsia nota selezionare “No Channel”.
4. Nel Mixer ReGroove, assicurarsi che il canale utilizzato sia attivo (pulsante
“On” illuminato).

104 THE REGROOVE MIXER


5. Per ascoltare alcune tra le varie possibilità aumentare il valore della manop- 7. Ruotare di nuovo in posizione centrale la manopola Slide (0 tick), cliccare sul
ola Shuffle sul canale mentre si riproduce la sequenza. pulsante Browse del canale e andare alla cartella ReGroove Patches in Fac-
tory Sound Bank.

La musica su quella corsia nota (ed ogni altra corsia nota assegnata allo stesso
canale ReGroove) sarà riprodotta con un “feel” shuffle.
6. Abbassare il valore Shuffle alla posizione centrale (50%) e aumentare il va-
8. Aprire la cartella Vinyl, selezionare la prima patch Groove in elenco e cliccare
lore della manopola Slide del canale per sentire l’effetto.
Open per caricare le patch Groove e chiudere il browser.
9. Alzare il fader Groove Amount del canale a circa 80%.

D Si noti che poichè il controllo Slide sposta tutte le note della stessa quantità, non
si sentirà il risultato, a meno che si riproduca la traccia insieme ad un’altra le cui
note siano state spostate (o con il click del metronomo attivo). 10.Cliccare sul pulsante Next Patch per scorrere le patch Groove presenti nella
cartella e ascoltare come agiscono sulla musica.
11.Nel canale del Mixer ReGroove cliccare sul pulsante Edit per aprire le im-
postazioni del groove di quel canale nella finestra mobile Tool.
12.Muovere i vari fader orizzontali e ascoltare l’effetto che hanno sulla musica.
Si noti che nessuna patch nella cartella Vinyl utilizza il parametro Note Length,
quindi il controllo Note Length Impact non ha alcun effetto.

105
THE REGROOVE MIXER
✪ Ci sono molti modi utili e creativi di applicare i groove alla propria mu- Creare patch ReGroove personalizzate
sica.
Per creare create patch ReGroove personalizzate procedere come segue:
Per i suggerimenti su alcune tecniche vedere Trucchi & consigli utili in
seguito. 1. Creare una clip con note dalla temporizzazione e dinamiche (velocity) de-
siderati.
Altrimenti, si può importare un file MIDI con l’effetto desiderato o usare la funzione
Commit to Groove - rendere “permanenti” i groove “To Track” di un dispositivo Dr. Rex per estrarre le note da un loop REX.
Quando si assegna un canale ReGroove a una corsia nota, esso influenza solo il
modo in cui sono riprodotte le note; aprendo la clip nota, le note sono comunque vi- D Si noti che alcune clip MIDI consentono di realizzare groove migliori di altre.
sualizzate alle loro posizioni originali (senza groove). Per conoscere alcune delle caratteristiche ideali di una clip per un groove vedere
“Come selezionare le clip migliori per realizzare un Groove” in seguito.
Per modificare le note in groove (regolare tempo e velocity manualmente, ad esempio)
prima è utile spostarle permanentemente alle posizioni groove; questa operazione è 2. Selezionare la clip.
eseguita dalla funzione “Commit to Groove”:
3. Nella sezione Groove della finestra Tool selezionare un canale Groove inuti-
1. Selezionare la traccia con la corsia(e) nota in groove. lizzato.
2. Selezionare “Commit to Groove” dal menu Edit o dal menu contestuale della 4. Cliccare sul pulsante “Get From Clip” alla base della sezione Groove della
traccia. finestra Tool.
Tutte le note su tutte le corsie della traccia sono spostate alle rispettive posizioni Altrimenti selezionare “Get Groove From Clip” dal menu contestuale della clip.
in groove e il menu a tendina Groove Select si resetta a “No Channel”.
5. Impostare a piacere i vari parametri Impact.
Riproducendo la traccia, essa suona esattamente come prima; osservando le note in
Per iniziare lasciarli ai rispettivi valori di default.
modalità Edit, le rispettive posizioni, durata e velocity ora corrispondono a ciò che si
ascolta. 6. Cliccare sul pulsante Save Patch nella sezione Groove della finestra Tool e
specificare un nome e una destinazione per la patch.
Usare Commit to Groove solo su alcune corsie La patch ReGroove è ora pronta da usare. Come descritto in Applicare i groove alla
“Commit to Groove” influenza intere tracce, incluse tutte le corsie nota (se ce ne sono propria musica, inviare una o più corsie nota al canale ReGroove assegnato al nuovo
molte); per fare in modo che il groove sia permanente su una delle corsie ecco cosa groove e alzare il fader Groove Amount di quel canale.
fare:
1. Cliccare nel menu Groove Select per le corsie nota che devono rimanere in Come selezionare le clip migliori per realizzare un Groove
ReGroove e disattivare l’opzione “Enabled”. I consigli seguenti garantiscono il funzionamento ideale dei propri groove:
Questa operazione bypassa il canale ReGroove per queste corsie nota ma man-
tiene la la selezione canale. D Nella clip sorgente includere tutte le note da 1/16 possibili.
Se nel materiale sorgente ci sono vuoti di note da 1/16, ci saranno dei vuoti anche
nella patch Groove; applicando il groove a una corsia nota, ad alcune note sarà
applicato il groove e ad altre (quelle in corrispondenza dei vuoti) no.
D I groove usano le differenze relative tra le velocity nota, non i rispettivi valori asso-
luti.
Se non si vogliono sbalzi improvvisi nelle dinamiche evitare di avere velocity molto
variabili nella clip sorgente.
D Le patch Groove sono sempre formate da un numero esatto di misure, quindi se la
clip sorgente ha una durata irregolare, il groove si estende alla misura successiva.
Si raccomanda di regolare la clip sorgente a un numero esatto di misure prima di
creare una patch Groove.
2. Selezionare “Commit to Groove”. D In generale, è meglio usare clip sorgente le cui durate siano un multiplo pari di 2
Sono influenzate solo le corsie nota con ReGroove “Enabled”. (per esempio, 1, 2, 4 misure, ecc.).
E’ possibile creare e usare groove con durate in numeri dispari (3, 7, 13, ecc.) ma,
3. Selezionare di nuovo “Enabled” per le corsie nota che devono rimanere in
a meno che si sia ben organizzati e si preveda di usare questi groove in brani spec-
ReGroove.
ifici poliritmici, il loro effetto generale sulla maggior parte delle tracce è imprevedi-
bile.

106 THE REGROOVE MIXER


Trucchi & consigli utili Patch ReGroove in Factory
• Poichè si può inviare ogni traccia (o corsia nota) a tutti i 32 canali ReGroove, il se-
greto per creare groove veramente dinamici è distribuire la strumentazione su più
Sound Bank
tracce e corsie. Reason ha molte patch Groove già pronte distribuite in una serie di cartelle diverse:
Per esempio, ove normalmente si crea una sequenza ReDrum con cassa, rullante
e charleston tutti sulla stessa traccia, collocando questi elementi su corsie diverse
è possibile applicare ad essi groove diversi; si può assegnare la corsia della cassa MPC-60
a un canale ReGroove con un leggero “feel” shuffle e inviare il rullante a un canale Queste groove sono state create analizzando l’uscita audio di un Akai MPC-60; usarle
ReGroove che sposta le note in anticipo sul tempo per “spingere” un pò di più il per avere lo stesso feeling del MPC-60 originale; si noti che queste patch non con-
ritmo. Suddividere le cose tra le corsie consente sicuramente di creare beat più tengono alcuna informazione di velocity o durata nota. Ci sono anche alcune patch
ricchi di “feel” e personalità che applicare un’unica impostazione di groove a tutto. aggiuntive che impiegano la funzione Random Timing, la quale simula il comporta-
• Quando si costruisce un groove, iniziare in modo semplice. Sperimentare rego- mento del MPC-60 originale quando è caricato con molte informazioni.
lando il parametro Slide per spostare solo il rullante o il charleston in anticipo o in
ritardo sul tempo; applicare quantità di Shuffle leggermente diverse ai vari stru- Vinyl
menti percussivi. Piccole variazioni talvolta possono avere un effetto molto dras-
Questi groove sono stati creati campionando frammenti dai classici dischi di groove,
tico, quindi usare le orecchie (non gli occhi) per regolare le varie impostazioni di
analizzandoli con un tool di processo del segnale particolare e poi estraendo dai cam-
groove.
pioni informazioni di tempo e velocity; questi groove non contengono alcuna infor-
• Applicare la stessa patch Groove a più corsie ma in quantità diverse. Ovviamente, mazione di durata nota.
si è liberi di applicare patch Groove diversi a corsie diverse (sebbene molto sp-
esso i risultati siano più goffi che interessanti); spesso i groove più belli hanno un Programmed
aspetto “umano” quasi impercettibile.
• Non dimenticatevi di provare a inviare file REX sequenziati nel Mixer ReGroove. Questi groove sono stati creati da un programmatore di groove delle sessioni di bat-
In base al materiale del file e al modo in cui è porzionato, si possono ottenere tutti teria. Sono stati realizzati a mano per simulare il “feel” di determinati stili e sono suddi-
i tipi di risultati (dai più inutilizzabili ai più originali). visi in due generi: Hiphop e Pop-Rock; questi groove non contengono alcuna
informazione di durata nota.
• Raddoppiando gli strumenti (cioè due strumenti che suonano esattamente la
stessa parte) inviare uno di essi a un canale ReGroove al quale è stata applicata
una piccola quantità di temporizzazione casuale; essa (accessibile nella sezione
Bass-Comp, Drummer e Percussion
Groove Settings della finestra Tool) tende a separare i due strumenti, rendendo le I groove in queste categorie sono stati creati da musicisti professionisti. Le loro per-
parti riprodotte più “umane”. Per esempio, se c’è un “clap” che duplica un rullante formance sono state catturate e analizzate e dalle loro esecuzioni sono state estratte
applicare un pò di temporizzazione casuale alla traccia di clap per farla emergere le informazioni di tempo e velocity: le patch Bass-Comp contengono anche informazi-
meglio nel mix. oni di durata nota (sebbene nelle altre categorie non ci siano).
• Come descritto in precedenza nel paragrafo Punto d’ancoraggio i groove ripar-
tono ogni volta che c’è un nuovo tempo in chiave. Se la musica contiene sezioni
dalla durata dispari, si può quindi obbligare un groove a ripartire. Basta inserire un
evento tempo in chiave con lo stesso tipo di tempo in chiave che c’era già nella
song: il groove si riavvia dove inizia l’evento.
• Si ricorda che le patch Groove hanno temporizzazione e velocity distinti, quindi si
possono applicare in modo indipendente. Per esempio, se una traccia ha già il
giusto tempo di groove, ma si vogliono provare vari “feel” dinamici, applicare solo
la velocity di un groove impostando il parametro Timing Impact della traccia a 0. Ai
parametri Timing Impact e Velocity Impact di un groove si accede cliccando sul
pulsante Edit del canale ReGroove (si apre la sezione Groove Settings della
finestra Tool).

107
THE REGROOVE MIXER
108 THE REGROOVE MIXER
7 D Remote - Playing and controlling Reason devices
Vari ingressi MIDI Configurazione
Questo capitolo spiega come usare il controllo remoto per configurare la tastiera
Master e le superifici di controllo, in modo da suonare i dispositivi di Reason, rego-
Aggiungere una tastiera o superficie di controllo
larne i parametri e controllarne le varie funzioni; si tratta del modo migliore per inviare Per aggiungere le superfici di controllo (inclusa la tastiera Master):
il MIDI a Reason, ma ci sono anche altri metodi:
1. Aprire la finestra Preferences e selezionare la pagina Control Surfaces and
D Usando ReWire 2. Keyboards.
ReWire consente di eseguire Reason con un’altra applicazione (un sequencer o
2. Se la superficie di controllo è collegata via USB (o c’è una connessione MIDI
una DAW); con ReWire 2, si può trasmettere il MIDI dall’altra applicazione diretta-
a due vie) cliccare sul pulsante Auto-detect Surfaces.
mente ai dispositivi in Reason; vedere a page 128.
Reason scansiona tutte le porte MIDI cercando d’identificare le superiici di con-
D Usando gli ingressi External Control Bus. trollo collegate; si noti che non tutte le superfici di controllano supportano la ril-
Gli ingressi External Control Bus (configurati nella pagina Advanced MIDI della evazione automatica.
finestra Preferences e nel dispositivo MIDI In dell’Interfaccia Hardware) consen-
tono d’inviare il MIDI direttamente ai singoli dispositivi nel rack; ciò serve principal-
mente per controllare Reason da un sequencer audio esterno, ecc.. (vedere a
page 124).
D Inviando il Clock MIDI a Reason.
Si sincronizza il tempo di Reason ad altri dispositivi (vedere a page 132).

Controllo remoto
Il MIDI proveniente dalle superfici di controllo (tastiere, unità di controllo remoto, ecc.)
è gestito da un protocollo chiamato Remote che consente un’integrazione omogenea
tra Reason e le superfici di controllo. In pratica è un sistema di mappatura che offre un
controllo diretto dei parametri di ogni dispositivo in Reason - incluso trasporto e selez-
ione traccia del sequencer!
Tutte le superfici trovate appaiono nell’elenco Attached Surfaces.
Al momento della stesura di questo manuale, Reason supporta un gran numero di su-
perfici di controllo e tastiere (manopole, fader e pulsanti sui dispositivi sono mappati 3. Per aggiungere manualmente una superficie di controllo cliccare sul pul-
automaticamente ai parametri di ogni dispositivo in Reason). sante Add.
I driver Remote per altre superifici di controllo sono aggiunti periodicamente; visitare il Si apre una nuova finestra di dialogo.
sito di Propellerhead nel caso il proprio modello non sia elencato nella pagina Control 4. Selezionare il costruttore della superficie di controllo dal menu Manufac-
Surfaces and Keyboards della finestra di dialogo Preferences. turer.
Il controllo remoto dei dispositivi in Reason non potrebbe essere più semplice. Se nel menu non c’è vedere in seguito.
Si configura una volta per tutte la superficie di controllo da usare in Reason e il pro-
5. Selezionare il modello della superficie di controllo dal menu Model.
gramma fa il resto!
Se nel menu non c’è vedere in seguito.

110 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES


6. Appare un’immagine della superficie di controllo selezionata, spesso associ- Se la superficie di controllo non è in elenco
ata ad un’informazione di testo da leggere attentamente.
Se quando si prova ad aggiungerla nei menu a tendina Manufacturer o Model la su-
Con alcune superfici di controllo bisogna selezionare un preset specifico della su-
perficie di controllo non si trova, significa che per quel modello non c’è un supporto
perficie di controllo da usare con Reason (ciò è indicato nel testo).
nativo.
Tuttavia, il programma supporta tastiere e controller generici; procedere così:
D Selezionare “Other” dal menu a tendina Manufacturer e poi scegliere
una delle tre opzioni dal menu a tendina Model.
oppure, se c’è il costruttore ma non il modello specifico:
D Selezionare una delle tre opzioni “Other” dal menu a tendina Model:
In entrambi i casi le opzioni sono:
• Basic MIDI Keyboard
Selezionarla se c’è una tastiera MIDI senza manopole, pulsanti o fader programma-
bili. Si usa solo per suonare, inclusi i controller performance (pitch bend, mod
wheel, ecc.). Con questo tipo di superficie di controllo non è possibile regolare i
parametri nei dispositivi di Reason.
• MIDI Controller
7. Usare il menu a tendina MIDI Input per selezionare la porta d’ingresso alla Selezionarla se c’è un controller MIDI con manopole, pulsanti o fader programma-
quale è collegata la superficie di controllo. bili ma senza tastiera; la superficie di controllo si deve configurare in modo che i
Nel dubbio cliccare sul pulsante Find e azionare un controllo o suonare un tasto controller trasmettano i giusti messaggi MIDI CC, in base al dispositivo di Reason
sulla superficie di controllo in modo che Reason trovi automaticamente l’ingresso da controllare (vedere la carta d’implementazione MIDI nella cartella Reason Doc-
corrente. umentation).
E’ possibile usare eventuali template o preset per i vari dispositivi di Reason 2.5
D Alcune superfici di controllo possono avere più di un menu a tendina della superficie di controllo.
MIDI Input.
• MIDI Keyboard with Controls
Selezionare le porte in tutti i menu a tendina MIDI Input.
Selezionarla se c’è una tastiera MIDI con manopole, pulsanti o fader programma-
D Alcune superfici di controllo hanno anche un menu a tendina MIDI Out- bili. Anche qui configurare i controller alla trasmissione dei giusti messaggi MIDI
put. CC.
In alcuni casi si chiama “Optional” (quindi non c’è bisogno di eseguire una selezi- Una volta selezionato un modello continuare selezionando la porta d’ingresso MIDI
one). In altri casi, l’uscita MIDI è necessaria; è il caso di una superficie di controllo (come descritto in precedenza).
che usa il feedback MIDI (fader motorizzati, display, ecc.); per i dettagli vedere il
documento separato in pdf “Control Surface Details”. Tastiera Master
D Reason “occupa” solo gli ingressi MIDI effettivamente utilizzati. Una delle superfici di controllo può essere la tastiera Master; è come una qualsiasi al-
Gli ingressi MIDI non selezionati qui o nella pagina Advanced MIDI (vedere a page tra superficie di controllo, ma deve avere una tastiera e non può essere vincolata a un
124) sono disponibili per altri programmi. dispositivo specifico di Reason (in altre parole, segue sempre l’ingresso MIDI del se-
quencer). Questa è la superficie di controllo che si usa per suonare i dispositivi stru-
D Si noti però che altri programmi MIDI possono “occupare” tutte le porte mento in Reason.
MIDI nel sistema quando sono lanciati!
D La prima superficie con una tastiera aggiunta (o trovata in automatico) è
8. Si può rinominare la superficie di controllo nel campo Name. selezionata automaticamente come tastiera Master.
Appare nella pagina Attached Surfaces della finestra di dialogo Preferences.
9. Per aggiungere la superficie di controllo cliccare OK.
D Per usare come tastiera Master un’altra superficie di controllo, selezion-
D In base al modello della superficie possono apparire dei messaggi d’av- arla nell’elenco e cliccare sul pulsante “Make Master Keyboard”.
viso che invitano a selezionare un preset specifico, ecc.. Ci può essere una sola tastiera Master.
In alcuni casi, Reason può ri-configurare automaticamente un preset nella superfi-
cie di controllo alle impostazioni di fabbrica (appare un messaggio d’avviso). D Per non usare affatto una tastiera Master, selezionare quella corrente e
Infine, tornare alla pagina Control Surfaces and Keyboards della finestra Preferences cliccare sullo stesso pulsante (che ora ha la scritta “Use No Master Key-
ove ora la superficie apparirà nell’elenco. board”).

111
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Altre funzioni
D Per modificare una superficie doppio-click nell’elenco o selezionarla e
Principi di controllo remoto
cliccare Edit. Parametri e funzioni in ogni dispositivo di Reason sono mappati ai controlli delle su-
Ciò consente di modificarne il nome e le impostazioni di porta MIDI (se necessa- perfici di controllo supportate; una volta aggiunta la(e) superficie di controllo nella
rio). finestra Preferences si può iniziare a regolare i parametri!
D Per eliminare una superficie selezionarla nell’elenco e cliccare Delete. D Di default, tutte le superfici di controllo collegate seguono l’ingresso
D Per spegnere una superficie disattivare il rispettivo box “Use with Rea- della tastiera Master del sequencer.
son”. L’ingresso della tastiera Master s’imposta a una traccia nel sequencer per asseg-
Può essere utile se la superficie è collegata al sistema ma si vuole usarla solo con nare la(e) superficie di controllo alla traccia del dispositivo nel rack. Si può bypas-
un altro programma, ecc.. sare questa funzionalità vincolando una superficie di controllo a un dispositivo
specifico - vedere a page 114. Altrimenti si può usare la mappatura Remote Over-
D Nella finestra Preferences c’è ancora la pagina “Advanced MIDI”. ride (per i parametri specifici vedere a page 116) che saranno mappati ai controlli
Si usa solo per i bus External Control MIDI e l’ingresso MIDI Clock Sync. selezionati indipendentemente dall’ingresso MIDI.
Tutto il controllo MIDI si configura nella pagina Control Surfaces and Keyboards.
D Il dispositivo di Reason collegato alla traccia con ingresso tastiera Mas-
Esempi di configurazione ter avrà i propri parametri mappati in modo standard a controlli logici
Quando si tratta di scegliere il tipo di configurazione da usare le possibilità sono (fader, pulsanti, ecc.) sulla superficie di controllo.
molte. Per esempio, se un Subtractor ha l’ingresso tastiera Master, la superficie di con-
trollo controllerà i parametri più importanti di Subtractor. Impostando l’ingresso
Singola tastiera MIDI con controlli MIDI a una traccia collegata a un NN-XT, la superficie di controllo controllerà in-
Con questa configurazione la tastiera diventa quella Master, quindi è sempre colle- vece i parametri del dispositivo NN-XT, e così via per ogni dispositivo; ci sono
gata via sequencer (controlla il dispositivo collegato alla traccia del sequencer con la anche variazioni della mappatura standard per la maggior parte dei dispositivi (ve-
messa a fuoco MIDI). Per controllare un altro dispositivo, si sposta la messa a fuoco dere a page 113).
MIDI (il simbolo tastiera della colonna “In” nella Track List) a un’altra traccia del se-
! Per informazioni relative al dispositivo vedere il documento separato
quencer.
“Control Surface Details”.
Tuttavia, si può usare la sostituzione remota (Remote Override) per controllare i
parametri su altri dispositivi di Reason o le funzioni globali di Reason (come il D Le superfici di controllo supportate con controlli di trasporto dedicati
trasporto). sono mappati in modo standard ai controlli di trasporto equivalenti in
Reason.
Tastiera MIDI di base con una superficie di controllo aggiuntiva Se la superficie di controllo non ha controlli di trasporto si possono comunque
La tastiera e la superficie di controllo devono essere collegate a porte MIDI separate mappare i controlli di trasporto ai controller con la mappatura Remote Override
(o usare connessioni USB separate). In tal caso, la tastiera MIDI di base diventa (vedere a page 116).
quella Master (è usata per riproduzione e registrazione via sequencer). Si può fare in D Anche altre importanti funzioni come il cambio della traccia target nel
modo che la superficie di controllo segua la tastiera Master - ciò consente di regolare sequencer, la selezione delle patch e Undo/Redo possono essere cont-
i parametri del dispositivo che si suona (come nell’esempio precedente). rollate a distanza.
Si può anche vincolare la superficie di controllo a un altro dispositivo nel rack virtuale Vedere a page 118.
(per suonare un dispositivo mentre si regolano i parametri di un altro).

Tastiera MIDI con controlli e una o più superfici di controllo


E’ la configurazione ideale! Anche qui, tutte le tastiere e superfici di controllo devono
essere collegate a porte MIDI separate (o usare connessioni USB separate). La tasti-
era è collegata via sequencer ed è possibile usare i suoi controlli per regolare i
parametri del dispositivo che si sta suonando; la superficie di controllo aggiuntiva può
essere vincolata a diversi dispositivi nel rack.
Per esempio, vincolando una superficie di controllo al mixer principale, si ha sempre il
controllo su livelli e pan; si possono anche avere controlli dedicati di trasporto, per le
funzioni Undo/Redo, la selezione della traccia sequencer con la messa a fuoco MIDI,
ecc..

112 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES


Mappatura Standard e Remote Override Varianti di mappatura
I parametri di Reason sono “mappati standard” alle superfici di controllo supportate. Poichè spesso su un dispositivo ci sono più parametri che controlli disponibili sulla
L’utente non deve fare niente per controllare a distanza un qualsiasi dispositivo di superficie di controllo, per la maggior parte dei dispositivi ci sono delle varianti alla
Reason. Tuttavia, se si desidera è possibile usare la mappatura Remote Override per mappatura standard; scegliendo una variante di mappatura standard, per un disposi-
mappare un parametro specifico ad un controllo specifico. tivo di Reason selezionato è mappato un nuovo set di parametri ai controlli della su-
perficie di controllo.
D Con la mappatura standard la mappatura remota di ogni dispositivo è la
stessa per ogni nuova song creata in Reason (sempre che sia “on-line” la Per esempio, se una superficie di controllo con 8 manopole è assegnata a un Sub-
stessa serie di superfici di controllo). tractor, di default le manopole controllano i parametri di filtro; selezionando la variante
Con la mappatura Remote Override (vedere a page 116) le sostituzioni sono sal- 2 potrebbero controllare le impostazioni dell’oscillatore, la variante 3 gli LFO, e così
vate con la song corrente ma non ci sono se si crea una nuova song. via.

D Parametri e funzioni mappati in modo standard per ogni dispositivo di D Per i dispositivi che supportano i comandi rapidi, le varianti di mappatura
Reason dipendono dalla superficie(i) di controllo. si possono selezionare con i tasti [Command] + [Option] (Mac) / [Ctrl] +
[Alt] (Windows) e quelli numerici da [1] a [10] (non sul pad numerico) ove
Il documento “Control Surface Details” contiene alcune informazioni sulle mappature [1] seleziona la mappatura standard di default.
standard dei vari modelli di superfici di controllo, ma si può anche attivare la modalità Il numero delle varianti di mappatura disponibile dipende dalla superficie di con-
Remote Override Edit per vedere quali parametri di ogni dispositivo sono mappati trollo e dal dispositivo di Reason selezionato. La variante selezionata rimane attiva
sulla superficie(i) di controllo (vedere a page 116). fino a quando l’ingresso MIDI passa a un altro dispositivo (o si seleziona un’altra
D Si noti che avendo più superfici di controllo collegate alcuni parametri variante). Tornando allo stesso dispositivo esso avrà la propria mappatura stan-
potrebbero essere mappati ai controlli di più di una superficie di con- dard di default (variante [1]).
trollo. D Nelle superfici di controllo che hanno controlli dedicati per la selezione
Ciò non crea alcun conflitto, ma è semplicemente una conseguenza del fatto che delle varianti di mappatura sono usati questi controlli al posto dei co-
di default tutte le superfici di controllo seguono l’ingresso MIDI della tastiera Mas- mandi rapidi.
ter (sequencer); usando le funzionalità Surface Locking (vedere sotto) o Remote
Override (vedere a page 116) si ha un controllo totale delle proprie superfici di D I dispositivi vincolati (vedere sotto) possono anche essere vincolati a
controllo. una variante di mappatura specifica.

113
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Vincolare una superficie Usando la finestra di dialogo Surface Locking
1. Selezionare “Surface Locking...” dal menu Options.
Si apre la finestra di dialogo Surface Locking.
Si può vincolare una superficie di controllo a un dispositivo specifico in modo che sia
sempre “regolabile”, indipendentemente dalla traccia con l’ingresso della tastiera
Master nel sequencer; ciò consente di riprodurre e registrare note di un dispositivo e
allo stesso tempo controllare i parametri di un altro dispositivo da una superficie di
controllo.
Si può vincolare una superficie di controllo al controllo del mixer principale, ad esem-
pio, per controllare sempre i livelli complessivi mentre si suonano/regolano altri dis-
positivi.
D Il dispositivo che agisce da tastiera Master non può essere vincolato!
Selezionando la tastiera Master nella finestra Preferences si può cliccare sul pul-
sante “Use No Master Keyboard”. Si può quindi vincolare questa superficie di con-
trollo a un dispositivo e usare i suoi controller per regolare i parametri, ma non si
potrà suonarlo.
D E’ possibile vincolare più superfici di controllo allo stesso dispositivo.
Ogni superficie di controllo però può essere vincolata a un solo dispositivo alla
volta.
D Le informazioni su quali sono i dispositivi vincolati (e a quali superfici di
controllo sono vincolati) sono salvate con la song.
In questa figura, la superficie di controllo selezionata è la tastiera Master che non può essere
vincolata.
Vincolare un dispositivo
2. Aprire il menu Surface in cima alla finestra di dialogo e selezionare la super-
Per vincolare un dispositivo ci sono due modi:
ficie di controllo da vincolare a un dispositivo.

3. Aprire quindi il menu a tendina “Lock to device”.


Qui sono elencati tutti i dispositivi presenti nella song corrente. L’opzione “Follow
Master Keyboard” (selezionata di default) indica che la superficie di controllo non
è vincolata, ma segue l’ingresso della tastiera Master nel sequencer.

114 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES


4. Selezionare dall’elenco il dispositivo da vincolare alla superficie di controllo Svincolare i dispositivi
scelta.
D Per svincolare un dispositivo vincolato aprire il suo menu contestuale e
D Se la superficie di controllo selezionata supporta i comandi rapidi per la togliere la spunta “Lock to”.
selezione delle varianti di mappatura (vedere a page 113) appare anche Il dispositivo si svincola e la superficie di controllo segue ora l’ingresso della tasti-
il menu a tendina “Always use Mapping”. era Master.
Qui si può stabilire se vincolare una variante di mappatura standard specifica o se
il dispositivo deve cambiare le varianti di mappatura in base ai comandi rapidi. D Un altro modo per svincolare un dispositivo è aprire la finestra di dialogo
Nel primo caso selezionare la variante di mappatura dall’elenco; nel secondo caso Surface Locking e selezionare “Follow Master Keyboard” dal menu a
selezionare “Follow Keyboard Shortcut”. tendina “Lock to device”.

5. Al termine chiudere la finestra di dialogo.


A questo punto, il dispositivo è vincolato alla superficie di controllo selezionata.
In modalità Remote Override Edit (vedere a page 116) un dispositivo vincolato è
indicato dal simbolo del lucchetto nell’angolo in alto a sinistra sul pannello.

Usando il menu contestuale


D Un metodo rapido per vincolare il dispositivo è eseguire un click-destro
(Win) / [Ctrl]-click (Mac) sul pannello del dispositivo per aprire il menu
contestuale.
Il menu contestuale elenca tutte le superfici di controllo installate (tranne la tastiera
Master) con la scritta “Lock to” e il nome della superficie di controllo; selezionan-
done una si vincola il dispositivo alla superficie di controllo. Nel menu contestuale,
la superficie di controllo corrente vincolata a quel dispositivo è spuntata.

115
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Remote Override D Si noti che è possibile selezionare anche il pannello di Trasporto!
La maggior parte degli elementi sul pannello di Trasporto si possono mappare ai
controlli; si noti che selezionando il pannello di Trasporto qualsiasi mappatura
La modalità Remote Override consente di mappare parametri e funzioni ai controlli standard è visualizzata automaticamente (a differenza di altri dispositivi per i quali
della superficie di controllo, sostituendo la mappatura standard. prima bisogna assegnare l’ingresso della tastiera Master al dispositivo dal se-
quencer).
Attivare la modalità Remote Override Edit D Puntando a un parametro mappato in modo standard appare un tooltip
che indica a quale controllo della superficie di controllo è mappato il
1. Selezionare “Remote Override Edit Mode” dal menu Options. parametro.
Tutti i dispositivi non selezionati nel rack sono sfumati in grigio, ad indicare la mo-
dalità Edit; ogni dispositivo selezionato (incluso il pannello di Trasporto) mostra un
simbolo freccia blu su ogni parametro che può essere mappato a un controllo di
una superficie di controllo.

Mappatura Remote Override


Se è abilitata la modalità Remote Override Edit, per mappare un parametro a un con-
trollo si può usare uno dei metodi seguenti:

Metodo 1:
1. Selezionare il parametro da mappare.
La freccia (o manopola) si colora d’arancio a indicare che è selezionata.
2. Selezionare “Edit Remote Override Mapping...” dal menu Edit.
Oppure [Ctrl]-click (Mac) / right-click (PC) sul parametro per selezionare la stessa
opzione dal menu contestuale.
Si apre la finestra di dialogo “Edit Remote Override Mapping”; a questo punto si può
procedere in due direzioni:

Modalità Remote Override Edit abilitata con il dispositivo Mixer selezionato.


Per vedere quali sono i parametri correnti mappati per un dispositivo si deve asseg-
nare l’ingresso della tastiera Master alla traccia del sequencer alla quale è collegato:
2. Selezionare un dispositivo nel rack e abilitare l’ingresso della tastiera Master
per la rispettiva traccia nel sequencer.
I parametri con la mappatura standard hanno i simboli manopola gialli.

116 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES


D Selezionare manualmente la superficie di controllo e il controllo sul Sostituire la mappatura con la modalità Remote Override Edit non
quale mappare il parametro dai due rispettivi menu a tendina. attiva
Il menu Control Surface elenca tutte le superfici di controllo installate e il menu
Controls elenca tutti i controlli mappabili per la superficie di controllo selezionata. Se nel menu Options è attiva la modalità Remote Override Edit, i parametri mappati
sono “etichettati” e gli indicatori freccia mostrano i parametri assegnabili. In questa
D Oppure attivare l’opzione “Learn From Control Surface Input” e muovere modalità, però, non si può usare Reason normalmente; la modalità Remote Override
(o premere) il controllo al quale mappare il parametro. Edit serve soprattutto per una panoramica dei parametri disponibili e delle assegnazi-
Il campo “Control Surface Activity” lampeggia mentre si ruota la manopola, poi la oni correnti.
finestra mostra superficie di controllo e controllo al quale è mappato il parametro.
D Un altro modo per mappare i parametri è disattivare la modalità “Re-
D Se la superficie di controllo ha una tastiera si possono selezionare mote Override Edit” nel menu Options ed eseguire un [Ctrl]-click (Mac) /
anche le note come controlli. click-destro (PC) del mouse sul parametro da controllare a distanza.
Le note funzionano come pulsanti On/Off; se dal menu Controls è selezionata Si apre un menu nel quale una delle opzioni è “Edit Remote Override Mapping”;
l’opzione “Keyboard” nella finestra di dialogo appare un campo Note Number. selezionandola si apre la finestra Edit Remote Override Mapping. Sapendo già che
un parametro è libero e assegnabile non è necessario quindi selezionare la modal-
3. Cliccare OK per uscire dalla finestra di dialogo. ità Edit dal menu Options.
Il parametro mappato mostra l’icona di un fulmine a indicare che utilizza la map-
patura Remote Override; in modalità Remote Override Edit sono sempre visualiz-
zate tutte le sostituzioni (non c’è bisogno che il dispositivo sia selezionato o abbia Rimuovere le sostituzioni remote
l’ingresso della tastiera Master messo a fuoco). Si può farlo per un parametro selezionato:
1. Selezionare il parametro per il quale rimuovere la sostituzione remota.
Il fulmine si colora d’arancio a indicare che è selezionato.
2. Selezionare “Clear Remote Override Mapping...” dal menu Edit.
Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) del mouse sul
parametro per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale; è sempre di-
sponibile (con la modalità Remote Override Edit selezionata o meno).
Oppure rimuovere tutte le sostituzioni remote per un dispositivo con una sola operazi-
one:
1. Selezionare il dispositivo dal quale rimuovere la sostituzione remota.
4. Per uscire dalla modalità Remote Override Edit de-selezionarla dal menu
Options. 2. Selezionare “Clear All Remote Override Mappings for Device” dal menu Edit.
Si può anche uscire da questa modalità premendo [Esc]. Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) nel pannello del
dispositivo per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale.
Metodo 2:
1. Doppio-click del mouse sul parametro da mappare.
Appare un fulmine rotante, il quale indica che è attiva la modalità “Learn From Con-
trol Surface”; per uscire da questa modalità premere [Esc].
2. Muovere (o premere) il controllo al quale mappare il parametro.
Il parametro è ora mappato al controllo.
Non sempre si deve modificare la sostituzione di mappatura con la modalità Remote
Override Edit attiva (vedere sotto).

117
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Copiare/incollare le sostituzioni remote
Le mappature Remote Override si possono copiare da un dispositivo e incollarle in un
Finestra Additional
altro dispositivo dello stesso tipo:
1. Con la modalità Remote Override Edit attiva selezionare il dispositivo dal Overrides
quale copiare le mappature Remote Override e scegliere “Copy Remote
Override Mappings” dal menu Edit.
Si può anche eseguire un [Ctrl]-click (Mac) / click-destro (PC) nel pannello del
dispositivo per selezionare lo stesso comando dal menu contestuale.
2. Selezionare il dispositivo sul quale incollare le mappature copiate.
Deve essere lo stesso tipo di dispositivo dal quale si è copiato; nel caso si siano
copiate le mappature Remote Override dal pannello di Trasporto esse si possono
quindi incollare solo in un altro documento song.
3. Selezionare “Paste Remote Override Mappings” dal menu Edit.
Ecco cosa avviene:
D Incollando le mappature in un dispositivo nello stesso documento song
appare una finestra di dialogo la quale informa che le sostituzioni sono
già usate.
Si può quindi decidere di annullare l’operazione (Cancel) o assegnare le sostituzi-
oni esistenti al nuovo dispositivo.
D Incollando sul dispositivo in un’altra song, le mappature Remote Over-
ride copiate sono semplicemente incollate.
In tal caso, le mappature Remote Override originali non sono influenzate. Nel menu Options c’è l’opzione “Additional Remote Overrides...”; selezionandola si
apre una finestra di dialogo con le funzioni remote che non possono essere asseg-
nate in modalità Remote Override Edit (selezione di tracce target, Undo/Redo, ecc.).

Cosa può essere assegnato?


Sebbene la maggior parte delle opzioni in questa finestra siano auto-esplicative, al-
cune hanno bisogno di una spiegazione; si tratta delle opzioni seguenti:

Target Track Delta e Target Previous/Next Track


D La traccia Target è quella con la messa a fuoco (MIDI In) della tastiera
Master.
Assegnando Target Previous/Next Track a due controlli Pulsante di una superficie
di controllo si può spostare il simbolo tastiera in alto e in basso nella Track List.
D L’opzione Target Track Delta è destinata ad essere usata con i controller
a rotellina Delta (un controllo speciale privo d’intervallo min/max) che
seleziona la traccia Target.
La Jog Wheel di un Mackie è un esempio di questo tipo di controller.
D La selezione Previous/Next Track si può assegnare a controlli pulsante
standard.

118 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES


Select Patch for Target Device e Select Previous/Next Patch for Cancellare le sostituzioni aggiuntive
Target Device 1. Selezionare “Additional Remote Overrides” dal menu Options.
Il dispositivo Target è quello collegato alla traccia Target. La colonna Mapping mostra i parametri/funzioni che usano le sostituzioni.

D In genere la selezione patch è mappata standard ai pulsanti di una su- 2. Selezionare l’elemento corrente assegnato alla mappatura sostitutiva e clic-
perficie di controllo. care Clear.
Per sostituire questa mappatura standard di selezione patch (in modo che tutti i
dispositivi selezionino le patch per ogni dispositivo patch corrente con l’ingresso
tastiera Master) farlo qui; per la selezione delle patch, ad esempio, si potrebbero
sempre usare gli stessi pulsanti di una superficie di controllo specifica.
D Anche il comando Select Patch for Target Device è destinato ad essere
assegnato a un controllo di tipo Delta (vedere in precedenza).
Consente di selezionare le patch di un dispositivo collegato alla traccia Target
ruotando la rotellina in senso orario o anti-orario.
D Il comando Select Previous/Next Patch si può assegnare a un pulsante
standard.

Select Keyboard Shortcut Variation (Delta) / Select Previous/Next


Keyboard Shortcut Variation
Mappando i controlli a questi comandi si utilizza la superficie di controllo per cambiare
la variante di comando rapido in Reason.
• In genere i comandi "Select Previous/Next” sono mappati sui pulsanti, in modo da
permettere lo scorrimento delle varianti di comando rapido.
• La funzione Delta per funzionare deve essere mappata a un controllo di tipo delta.
• In Reason, la selezione della variante di comando rapido è un’impostazione glo-
bale. Influenza cioè tutte le superfici di controllo aggiunte (se usano le varianti di
comando rapido e non sono vincolate a un dispositivo e variante specifici nella
finestra di dialogo Surface Locking).

Undo/Redo
La funzione Undo/Redo si può assegnare ai controlli; funziona come i comandi corri-
spondenti presenti nel menu Edit.

Document Name
Consente di visualizzare il nome della song nel display della superficie di controllo.
Ciò funziona solo per le superfici di controllo che supportano questa funzionalità.
Assigning Additional Overrides
In questa finestra di dialogo l’opzione Assigning Additional Overrides è simile all’as-
segnazione delle sostituzioni remote standard:
1. Selezionare comando/controller nell’elenco da assegnare a un controllo e
cliccare Edit.
Si apre la finestra di dialogo Edit Remote Override Mapping, nella quale asseg-
nare un controllo alla funzione/parametro selezionato; per aprire questa finestra si
può anche eseguire un doppio-click del mouse sull’opzione nell’elenco.
2. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo.

119
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
Controllo tastiera D Cliccare su un parametro assegnabile per selezionarlo e scegliere “Edit
MIDI Control Mapping” dal menu Edit.
Si apre una finestra di dialogo che consente di selezionare un comando rapido per
L’assegnazione dei comandi remoti da tastiera non riguarda il MIDI, quindi non serve il parametro; è possibile usare un tasto qualsiasi tranne [Space], [Tab], [Enter] o il
una particolare configurazione; i comandi da tastiera si possono assegnare ai pad numerico (che è riservato alle funzioni di trasporto) o una combinazione di
parametri come con la mappatura Remote Override, ma la funzionalità differisce in un [Shift] + qualsiasi tasto (con le stesse eccezioni).
aspetto essenziale:
D I comandi tastiera si possono usare solo per la selezione On/Off o dei
valori min/max di un parametro assegnato.
Assegnando quindi un comando remoto da tastiera a una manopola, cursore o tasto
freccia, i valori del parametro passeranno solo dal minimo al massimo; l’unica eccezi-
one sono i pulsanti multi-selettori usati per vari parametri (la destinazione d’inviluppo,
ad esempio). Con il controllo da tastiera essi selezionano ciclicamente le opzioni dis-
ponibili. Finestra di dialogo Keyboard Control.

D Premere il tasto (o una combinazione di tasti ) da usare per il controllo


Abilitare il controllo da tastiera remoto del parametro.
Per abilitare il controllo da tastiera selezionare “Enable Keyboard Control” dal menu Il campo “Key Received” indica che “acquisendo” (learn) la pressione(i) del tasto,
Options. poi la finestra di dialogo visualizza il nome del tasto premuto; se è stato usato il
tasto [Shift] è inserita la spunta nel box Shift della finestra.
Modificare il controllo da tastiera Per configurare un controllo da tastiera si può anche eseguire un doppio-click del
mouse sulla freccia di un parametro assegnabile:
D Per una panoramica dei parametri controllabili a distanza selezionare
“Keyboard Control Edit Mode” dal menu Options. D Appare un rettangolo rotante giallo che indica la modalità Learn; pre-
Ogni dispositivo che si seleziona mostra un simbolo freccia giallo accanto ad ogni mere il tasto (o la combinazione di tasti) da usare per controllare il
parametro assegnabile al controllo da tastiera. parametro.
La rotazione si ferma e il rettangolo visualizza il tasto o la combinazione di tasti
impiegati.

Due modalità Edit Keyboard Control


Se nel menu Options è abilitata la modalità Keyboard Control Edit (spunta inserita), i
parametri assegnati sono “etichettati” e mostrano il tasto remoto del rispettivo
parametro. In questa modalità, però, Reason non funziona normalmente; è una modal-
ità che serve soprattutto per una panoramica dei parametri disponibili e delle asseg-
nazioni correnti.
D Un altro modo per assegnare i comandi remoti da tastiera è de-selezion-
are la modalità “Keyboard Control Edit” nel menu Options ed eseguire
un [Ctrl]-click (Mac)/click-destro (PC) del mouse sul parametro da contr-
ollare a distanza.
Si apre un menu dove una delle opzioni è “Edit Keyboard Control Mapping”; selez-
ionandola si apre la finestra di dialogo Keyboard Control. Sapendo già che un
Sezione di un Redrum con l’opzione Keyboard Control Edit Mode abilitata. parametro è assegnabile, quindi, non è necessario abilitare/disabilitare la modalità
Edit dal menu Options.

120 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES


Salavare le configurazioni
remote
Non c’è bisogno di salvare la mappatura MIDI Remote, poichè la mappatura Standard
Remote per ogni dispositivo di Reason alle superfici di controllo supportate è interna
e sempre disponibile; tuttavia, si possono salvare specifiche mappature Remote
Override o configurazioni di controllo da tastiera in un template:
D Si può fare salvando un documento song contenente tutti i dispositivi in-
fluenzati dalle rispettive mappature Key o Remote Override, ma senza
alcun dato del sequencer.
Questo documento song si potrà usare in seguito come punto di partenza per
qualsiasi nuova song, semplicemente caricandolo e usando subito il comando
“Save As” per salvarlo con un nuovo nome.

121
REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
122 REMOTE - PLAYING AND CONTROLLING REASON DEVICES
8 D Advanced MIDI - the External Control Bus inputs
Ingressi External Control Inviare il MIDI ai dispositivi di Reason
Ogni ingresso External Control Bus può controllare fino a 16 dispositivi diversi di Rea-
Bus son, uno per ogni canale MIDI; per inviare un canale MIDI a un dispositivo di Reason:
1. Individuare l’Interfaccia Hardware in cima al rack.
Gli ingressi External Control Bus consentono d’inviare i dati MIDI direttamente ai dis- 2. Nel dispositivo MIDI In cliccare sul pulsante Bus Select dell’ingresso External
positivi di Reason. Control Bus da usare (A, B, C o D).
D Questi ingressi MIDI servono per controllare i dispositivi di Reason da un
sequencer esterno.
Può essere un sequencer hardware esterno o un’applicazione sequencer in es-
ecuzione su un altro computer.
D Per controllare Reason da un’altra applicazione sequencer in esecuzi- 3. Sotto i pulsanti Bus Select ci sono i campi dei 16 canali MIDI; cliccare sul pul-
one sullo stesso computer si consiglia il metodo ReWire (vedere a page sante freccia del canale MIDI desiderato e selezionare un dispositivo di Reason
128). dal menu che appare.
Tuttavia, se il sequencer software non supporta ReWire 2 gli ingressi External I dati MIDI entranti sul quel bus e canale sono inviati direttamente al dispositivo
Control Bus possono essere un’alternativa; in tal caso, bisogna usare un’applicazi- selezionato; in altre parole è bypassato il routing della tastiera Master (la colonna
one di routing MIDI in grado d’inviare il MIDI da un programma all’altro. “In” nel sequencer).
Gli ingressi External Control Bus si configurano nella pagina Advanced Control della
finestra di dialogo Preferences: Trasmettere i dati Controller via MIDI
E’ possibile trasmettere i dati Controller da un sequencer esterno per il controllo dei
parametri di Reason; configurare il dispositivo esterno alla trasmissione dei giusti
messaggi Controller MIDI sulla porta MIDI a destra.
Per sapere l’esatta corrispondenza tra numero del Controller MIDI e controllo su ogni
dispositivo vedere il documento “MIDI Implementation Charts.pdf”.
Una volta individuati i Controller e configurato il tutto è possibile registrare e modifi-
care i dati Controller nel sequencer esterno come si fa di solito; i parametri di Reason
reagiranno di conseguenza.

✪ Non si confonda questa funzionalità con il controllo remoto; il controllo


remoto, infatti, non richiede alcuna mappatura dei numeri controller per
le superfici di controllo supportate! Vedere a page 110.
D Selezionare una porta MIDI separata per ogni bus.
Ogni bus può fornire 16 canali MIDI, fino a un totale di 64 canali d’ingresso MIDI.
Per esempio, avendo un sequencer esterno con due uscite MIDI, collegarle a due Registrare i cambi pattern
ingressi MIDI sull’interfaccia MIDI e selezionare questi due ingressi come primi Come specificato nell’implementazione MIDI, il Controller MIDI 3 si può usare per
due bus nella pagina Advanced MIDI; si potrà quindi trasmettere il MIDI fino a 32 cambiare i pattern in un dispositivo; tuttavia, i cambi pattern attivati in questo modo si
canali dal sequencer esterno a Reason. verificano subito (non alla fine della misura) e questo potrebbe essere desiderabile o
D Assicurarsi di non scegliere una porta MIDI già selezionata nella pagina meno.
Control Surfaces and Keyboards (o nella sezione MIDI Clock Sync). Per informazioni su registrazione e modifica dei cambi pattenr vedere a page 69.

124 ADVANCED MIDI - THE EXTERNAL CONTROL BUS INPUTS


9 D Uso di Reason come ReWire Slave
Presentazione capitolo Nella versione 2 di ReWire
Nella versione 2 sono state aggiunte diverse funzioni; le più importanti sono:

Questo capitolo descrive l’utilizzo di Reason come ReWire Slave (cioè con Reason • Fino a 256 canali audio (prima erano 64).
che invia l’audio ad un’altra applicazione ReWire compatibile). Non ha niente a che • Comunicazione bi-direzionale MIDI estesa fino a 4080 canali MIDI (255 dispositivi
vedere con l’utilizzo combinato di ReBirth eReason; ciò è descritto a pagina 320. con 16 canali ciascuno).
• Funzioni di richiesta e link automatiche che (tra le altre cose) consentono all’appli-
cazione host di visualizzare i nomi di dispositivi slave, controller, suoni di batteria,
ecc.
Perché usare Reason con Come funziona?
ReWire? In pratica, la chiave di lettura di ReWire è che Reason si divide in tre elementi:
• L’applicazione Reason.
Anche se Reason è un software musicale completo è possibile aggiungere altri ele-
• Il motore Software di Reason (una DLL su PC ed un file Shared Library in Mac).
menti alla musica:
Entrambi sono collocati nella cartella programma di Reason.
• Voci. • ReWire (anche questa una DLL su PC ed un file Shared Library in Mac).
• Registrazioni strumentali.
ReWire ed il motore di Reason sono risorse comuni ai due programmi (Reason e l’al-
• Sintetizzatori hardware (controllati via MIDI).
tra applicazione) che generano l’audio e lo inviano nell’altra applicazione audio.
Collegando Reason ad un’altra applicazione è possibile realizzare proprio questo: in-
tegrare le song di Reason con qualsiasi altro tipo di musica, registrazioni esterne MIDI
e audio. Registrando Reason sulle tracce audio di un sequencer esterno si può conti-
Terminologia
nuare tranquillamente a processare le tracce di Reason con altri effetti interni ed In questo documento ci si riferisce a Reason come ReWire slave ed all’applicazione
esterni. che riceve l’audio da Reason (ad esempio, Cubase di Steinberg, Logic Audio di Ema-
gic o Digital Performer di Mark of the Unicorn) come host.

Presentazione di ReWire! Requisiti di sistema


Naturalmente, eseguire Reason insieme ad un’altra applicazione audio aumenta il
Per consentire questa integrazione tra due programmi audio, Propellerhead Software consumo delle risorse di calcolo del sistema. Tuttavia, l’aggiunta di ReWire a questa
ha sviluppato il progetto ReWire. Questa tecnologia offre le seguenti possibilità e fun- equazione non richiede in sé un computer più potente. Al contrario è molto probabile
zioni: che l’uso di ReWire con due programmi richieda meno potenza di quella necessaria,
ad esempio, per la loro esecuzione con l’utilizzo di una scheda audio ciascuno.
Nella versione 1 di ReWire Inoltre, si deve sempre considerare che per eseguire due applicazioni audio potenti
sullo stesso computer servono un processore veloce e soprattutto molta RAM.
• Flusso audio in tempo reale di canali audio separati, con larghezza di banda com-
pleta, verso un altro programma audio.
• Sincronizzazione automatica e precisa del campione tra l’audio dei due pro-
grammi.
• Possibilità per due programmi di condividere la stessa scheda audio.
• Controlli di trasporto vincolati, in modo da poter riprodurre, riavvolgere, ecc. da en-
trambi i programmi.
• Minori risorse di sistema complessive utilizzate rispetto all’uso dei programmi in-
sieme nel modo tradizionale.

126 USO DI REASON COME REWIRE SLAVE


Avvio e chiusura Usare i controlli di Trasporto
Quando si usa ReWire l’ordine di avvio e chiusura è molto importante: e Tempo
Avvio per un uso normale con ReWire
Controlli di Trasporto elementari
1. Prima avviare l’applicazione host.
Quando si esegue ReWire, i controlli di Trasporto nei due programmi sono completa-
2. Poi avviare Reason. mente vincolati; non importa in quale programma si usano i controlli Play, FF o
Rewind. La registrazione, tuttavia, rimane sempre completamente separata nelle due
Chiudere una sessione ReWire applicazioni.
Anche al termine di una sessione è necessario uscire dalle applicazioni seguendo un
ordine preciso: Impostazioni di Loop
1. Prima uscire da Reason. Sono vincolate all’applicazione host anche il Loop e le funzioni corrispondenti (Loop,
Cycle, ecc.). Ciò significa che spostando i punti d’inizio e fine Loop/Cycle, oppure at-
2. Poi uscire dall’applicazione host.
tivando/disattivando il Loop/Cycle in uno dei due programmi, tali modifiche si riflet-
tono nell’altro programma.
Avviare l’applicazione host per usarla senza Reason/ReWire
Se non si prevede di usare Reason, avviare come al solito solo l’applicazione host. Si Impostazioni di Tempo
raccomanda anche di disattivare tutti i canali ReWire, se necessario (vedere in se-
guito il paragrafo relativo al programma impiegato). Tuttavia, ciò non è particolarmente Con l’avanzare del tempo, l’applicazione host è sempre quella Master. Ciò significa
critico, poiché ReWire non usa molte risorse in più rispetto a quando non è utilizzato. che entrambi i programmi sono eseguiti al tempo impostato nell’applicazione host.
Tuttavia, se l’applicazione host non ha variazioni di tempo automatizzate, si può rego-
Avviare Reason per usarlo senza l’applicazione host lare il tempo sulla barra di Trasporto in uno dei due programmi; tale variazione si ri-
Per utilizzare solo Reason così com’è (senza ReWire) basta avviarlo come al solito. flette immediatamente anche nell’altro.
! Se le variazioni di tempo automatizzate si usano nell’applicazione host,
Avviare entrambi i programmi senza usare ReWire non regolare il tempo sulla barra di Trasporto, poiché quel tempo non ha
alcun effetto sulla riproduzione!
Non riusciamo a trovare una ragione per cui si dovrebbe avviare Reason ed un’appli-
cazione host ReWire contemporaneamente e sullo stesso computer, ma si può farlo:
1. Prima avviare Reason.
2. Poi avviare l’applicazione host. Sincronizzazione
Potrebbe apparire un messaggio d’avviso nell’applicazione host che riguarda ReWire,
ma si può tranquillamente ignorarlo. Si noti, inoltre, che ora i due programmi sono in Tutta la sincronizzazione nei confronti di altri dispositivi è gestita dall’applicazione
competizione per sfruttare sia le risorse del sistema che la scheda audio, proprio host, non da Reason. Infatti non ci sono particolari osservazioni da fare sulla sincroniz-
come quando sono in esecuzione con altre applicazioni audio non-ReWire. zazione. Tutto ciò che è scritto nella documentazione dell’applicazione host che ri-
guarda la sincronizzazione dei canali audio vale anche per i canali ReWire.

127
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
Assegnazione Audio 5. Avviare la riproduzione, da Reason o Cubase (non importa, poiché entrambi i
programmi sono sincronizzati automaticamente tra loro).
A questo punto, gli indicatori di livello dei canali ReWire in riproduzione si muove-
ranno e si potrà sentire il suono dei dispositivi di Reason attraverso il Mixer di Cu-
Preparazioni in Reason base. Naturalmente, la song di Reason deve contenere musica!
Quando si invia l’audio da Reason ad un’applicazione host ReWire, si usa l’interfaccia
6. Usare le funzioni del Mixer di Cubase per aggiungere effetti, EQ, ecc.
hardware situata in cima al rack. In pratica, ogni uscita dell’interfaccia hardware è col-
legata ad un canale ReWire separato. Quindi:
D Per sfruttare al meglio le funzioni di mixaggio dell’applicazione host, bi-
sogna collegare i vari dispositivi di Reason direttamente all’interfaccia
hardware.
Assegnare il MIDI con
Per esempio, se la song di Reason contiene otto diversi dispositivi Strumento e li
si collega ad ingressi separati dell’interfaccia hardware, nell’applicazione host essi
ReWire 2
appaiono su canali ReWire separati. Si possono quindi utilizzare le funzioni di
mixaggio dell’applicazione host per regolare volume e pan, aggiungere effetti ed La descrizione che segue si basa sull’impiego di Reason con Cubase come applica-
EQ, individualmente per ogni dispositivo di Reason! zione host. Per sapere come assegnare il MIDI a Reason da altre applicazioni host, vi-
Collegando invece con il dispositivo Mixer di Reason tutti i dispostivi ad un'unica sitare il sito www.propellerheads.se/rewirehelp.
coppia stereo d’ingresso sull’interfaccia hardware, tutti i suoni sono miscelati su 1. In Cubase selezionare una traccia MIDI da assegnare ad un dispositivo di
una singolo canale stereo ReWire. Pur essendo una buona soluzione, non è pos- Reason.
sibile però miscelare e processare separatamente i dispositivi nell’applicazione
host. 2. Aprire il menu MIDI Output della traccia (nell’Inspector o nella lista Track).
Tutti i dispositivi della song di Reason corrente sono elencati nel menu a discesa,
insieme alle normali uscite MIDI “fisiche”.
Assegnazione nell’applicazione host ReWire
La descrizione che segue si basa sull’impiego di Reason con Cubase come applica- 3. Selezionare un dispositivo di Reason dal menu a discesa.
zione host. Per sapere come attivare ed assegnare i canali ReWire in altre applica- A questo punto, l’uscita MIDI della traccia è assegnata al dispositivo di Reason
zioni host, visitare il sito www.propellerheads.se/rewirehelp. scelto.
1. In Cubase aprire il menu Devices e selezionare l’elemento con il nome D Se ora si riproduce una traccia MIDI sulla traccia, le note MIDI sono in-
dell’applicazione ReWire (in questo caso Reason). Nel menu Devices sono viate al dispositivo di Reason (come se la traccia fosse collegata ad una
disponibili tutte le applicazioni ReWire compatibili. normale sorgente sonora MIDI).
Appare il pannello ReWire che è costituito da un certo numero di file orizzontali, Il suono del dispositivo torna in Cubase via ReWire (il canale che appare dipende
una per ogni canale ReWire disponibile. da come è stato assegnato il dispositivo all’interfaccia hardware di Reason, come
descritto in precedenza).
2. Cliccare sui pulsanti verdi nella colonna “Active” per attivare/disattivare i ca-
nali desiderati. D Per suonare un dispositivo “dal vivo”, bisogna selezionare il giusto in-
I rispettivi pulsanti s’illuminano ad indicare i canali attivi. Quanti e quali canali è ne- gresso MIDI della traccia in Cubase (cioè l’ingresso al quale è collegata
cessario attivare dipende dagli ingressi dell’interfaccia hardware collegati ai dispo- la tastiera MIDI) ed attivare il pulsante Monitor della traccia.
sitivi di Reason (come descritto in precedenza). Quando il pulsante Monitor è attivo, tutto il MIDI entrante (cioè quello che si suona
sulla tastiera MIDI) è inviato immediatamente all’uscita MIDI della traccia (cioè al
3. Per dare un nome ai canali, doppio-click del mouse sulle etichette (colonna dispositivo di Reason).
Label) nella colonna destra, quindi digitare un nuovo nome dalla tastiera del
computer.
Queste etichette sono usate dal mixer di Cubase per identificare i canali ReWire.
4. Aprire il mixer di Cubase.
Ci saranno nuovi canali, uno per ogni canale ReWire attivato. Se i canali non sono
visibili, scorrere la finestra Mixer, oppure controllarne le opzioni di visualizzazione
(nel Mixer di Cubase, infatti, si possono mostrare o nascondere a piacere i vari tipi
di canale).

128 USO DI REASON COME REWIRE SLAVE


Convertire i canali ReWire in Dettagli sulle varie
tracce audio applicazioni host ReWire
In genere, non c’è alcun bisogno di convertire i singoli canali ReWire in normali tracce Il sito web di Propellerhead Software offre informazioni aggiornate su come configu-
audio! I canali ReWire appaiono già nel Mixer dell’applicazione host e si può applicare rare ReWire nella maggior parte delle applicazioni host compatibili.
lo stesso tipo di processo in tempo reale dei normali canali audio (effetti, volume, EQ, Vedere il sito: www.propellerheads.se/rewirehelp.
automazione dei controlli pan e mute, ecc.).
Tuttavia, può essere necessario convertire i canali ReWire in tracce audio per conti-
nuare a lavorare solo in Cubase, ad esempio. Probabilmente, ciò è più facile farlo
usando le funzioni Export Audio o Bounce dell’applicazione host. In Cubase proce-
dere come segue:
1. Assicurarsi che i dispositivi di Reason vadano in riproduzione correttamente
via ReWire.
2. In Cubase attivare il pulsante Solo sul canale ReWire da convertire in una
normale traccia audio.
Assicurarsi anche che nessun altro canale sia in Solo.
3. Nella finestra Project di Cubase posizionare i locatori sinistro e destro at-
torno all’intera song (oppure solo un sezione di essa, se è questo che si de-
sidera).
Assicurarsi che la funzione Cycle (loop) non sia attiva.
4. Aprire il menu File di Cubase e selezionare Audio Mixdown dal submnenu
Export.
Appare la finestra di dialogo Export Audio Mixdown.
5. Attivare le opzioni “Import to Pool” ed “Import to Track” e completare a pia-
cere il resto della finestra di dialogo.
Si può decidere di includere una qualsiasi automazione del Mixer di Cubase, sce-
gliere un nome e formato file, ecc.
6. Cliccare sul pulsante Save.
A questo punto il canale ReWire è riversato (render) in un nuovo file audio su hard-
disk. Nel Pool di Cubase appare una clip che fa riferimento a questo file ed è cre-
ato un evento audio che riproduce questa clip collocata su una nuova traccia au-
dio, iniziando dal locatore sinistro.
D Se ora si riproduce la traccia audio, si sente esattamente ciò che è stato
riprodotto sul canale ReWire.
Ciò significa che ora bisogna silenziare (mute) o disattivare il canale ReWire, altri-
menti si sente il suono riprodotto due volte (una via ReWire e l’altra dalla traccia
audio).
D Per convertire allo stesso modo tutti i canali ReWire, basta procedere
come descritto in precedenza (mettendo in Solo però un altro canale
ReWire nel Mixer di Cubase).
! Convertendo in questo modo i canali ReWire si ottiene una serie di file
audio che possono essere molto grandi (dipende dalla durata della
song). Assicurarsi quindi di avere abbastanza spazio sull’hard-disk!

129
USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
130 USO DI REASON COME REWIRE SLAVE
10 D Synchronization
Utenti ReWire – leggete! Reason slave di un
Questo capitolo descrive la sincronizzazione via MIDI Clock e non riguarda gli utenti
ReWire; usando Reason con un’applicazione ReWire compatibile, ReWire gestisce
dispositivo esterno
automaticamente tutte le funzioni di sincronizzazione (per i dettagli vedere a page Questo esempio presume la presenza di un dispositivo (una batteria elettronica, un
125). sequencer hardware, un altro computer, un registratore a nastro, ecc.) che trasmetta
segnali MIDI Clock ai quali Reason si deve sincronizzare.
1. Collegare un dispositivo via USB/MIDI al computer sul quale c’è Reason.
Sincronizzazione e MIDI 2. Configurare l’altro dispositivo in modo che trasmetta i segnali MIDI Clock
all’uscita MIDI Out collegata al computer sul quale è in esecuzione Reason.
Clock 3. In Reason, aprire il menu Edit (menu Reason in Mac OS X), aprire la finestra
di dialogo Preferences e selezionare la pagina Advanced MIDI.
In questo contesto, la sincronizzazione si ha quando Reason suona allo stesso tempo
di un altro dispositivo: entrambi partono, si fermano e si collocano a determinate po-
sizioni insieme. Ciò è possibile grazie allo scambio di segnali MIDI Clock tra Reason e
l’altro dispositivo. Il segnale MIDI Clock è un “metronomo” molto veloce che si può tr-
asmettere su un cavo MIDI. Fanno parte del concetto MIDI Clock anche le istruzioni
Start, Stop e d’individuazione delle posizioni nota da 1/16.
E’ possibile configurare la sincronizzazione tra Reason e dispositivi hardware (regis-
tratori a nastro, batterie elettroniche, sequencer stand-alone, workstation, ecc.) e altri 4. Scorrere il menu a tendina MIDI Clock Sync e selezionare l’ingresso MIDI al
programmi in esecuzione sullo stesso computer (o su un altro). quale è collegato l’altro dispositivo.

Master/Slave 5. Chiudere la finestra di dialogo.

In un sistema sincronizzato c’è sempre un master e uno (o più) slave. Nel nostro caso, 6. Attivare l’opzione MIDI Clock Sync dal menu Options in Reason.
il master è quello che controlla il tempo; in altre parole, è significativa solo l’impostazi- Si può fare anche sul pannello di Trasporto.
one tempo del dispositivo master, poichè gli slave seguono il tempo master. 7. Attivare la riproduzione sull’altro dispositivo.
D Reason agisce sempre da slave, ricevendo i segnali MIDI Clock ma non Reason inizia la riproduzione in sincronia con l’altro dispositivo e s’illumina il LED
trasmettendoli mai. Sync sul pannello di Trasporto.

! Prima di creare qualsiasi progetto serio che richiede il sync, provare le


funzioni descritte in seguito e vedere “Considerazioni sulla sincronizza-
zione” a page 117.

132 SYNCHRONIZATION
Reason slave di un altro Considerazioni sulla
programma sullo stesso sincronizzazione
computer Regolazione della latenza
! Il metodo migliore per sincronizzare due applicazioni è usare ReWire
(vedere a page 125). Tuttavia, se l’applicazione alla quale sincronizzare
Reason non supporta il protocollo ReWire procedere come descritto in
seguito.
Compensazione della latenza.
Questa sezione spiega come usare il segnale MIDI Clock per sincronizzare Reason a
un’altra applicazione in esecuzione sullo stesso computer. A causa dei problemi di latenza descritti a page 18, può essere necessario regolare la
riproduzione di Reason rispetto alla sincronia master, in modo di essere perfetta-
! Si noti che con la sincronizzazione MIDI Clock i due programmi suonano mente a tempo. Il tempo non è diverso, ma Reason potrebbe suonare leggermente in
allo stesso tempo, cioè “partono” entrambi quando si “preme play”; non anticipo o in ritardo rispetto all’altra applicazione (è meglio correggere questa anoma-
significa però che entrambi riproducano l’audio allo stesso tempo. lia). Questa operazione, tuttavia, si esegue una sola volta; l’impostazione infatti è
memorizzata con le altre preferenze quindi non c’è più bisogno di regolarla.
Procedere come segue:
Procedere come segue:
1. Configurare l’altro programma in modo che trasmetta il MIDI Clock a Reason:
In Windows selezionare una delle porte di routing dell’utility MIDI. 1. Configurare l’altra applicazione in modo che generi un click preciso (per es-
empio sulle note da 1/4 o 1/8 con un suono particolare sul battere).
2. In Reason, aprire la pagina Advanced MIDI della finestra Preferences. Questo click può arrivare da un metronomo interno o da una sorgente MIDI; us-
ando una sorgente MIDI, assicurarsi che abbia una temporizzazione MIDI stabile.
3. Scorrere il menu a tendina MIDI Clock e selezionare la rispettiva porta MIDI.
2. Configurare Reason in modo che suoni un ritmo simile a quello dell’altra ap-
4. Chiudera la finestra di dialogo.
plicazione.
5. Attivare l’opzione MIDI Clock Sync dal menu Options di Reason. Si può usare una percussione Metronome o Redrum, ad esempio.

6. Attivare la riproduzione sull’altro dispositivo. 3. Avviare le due applicazioni in sync.


Reason inizia suonare in sincronia con l’altro dispositivo e s’illumina il LED Sync
4. Assicurarsi di sentire le due applicazioni più o meno allo stesso livello.
sul pannello di Trasporto.
5. In Reason aprire la finestra Preferences e selezionare la pagina Audio.
6. Regolare il valore “Latency compensation” fino a quando i “click” di entrambe
le sorgenti sonore sono perfettamente a tempo.
7. Chiudere la finestra di dialogo Preferences in Reason.

133
SYNCHRONIZATION
Se la compensazione della latenza non basta ! Quando Reason è sincronizzato al MIDI Clock non c’è una lettura Tempo.
Ci possono essere casi in cui non si riesce a compensare abbastanza in Reason per
sincronizzare le due applicazioni software. In particolare, ciò può accadere se l’altra MIDI Sync e Focus
applicazione è un sequencer audio che non può registrare e riprodurre sia l’audio che Il menu Options presenta opzioni relative alla sincronizzazione MIDI.
il MIDI.
Questo problema indica che l’altra applicazione non è stata configurata oppor- D Il pulsante “MIDI Clock Sync” colloca Reason in modalità MIDI Sync.
tunamente e la sua riproduzione audio non è in sync con la propria riproduzione MIDI. I controlli di trasporto sono disabilitati e Reason non parte fino a quando non
riceve un dato MIDI Sync fornito da un dispositivo esterno.
! Non è un’anomalia che si può o deve compensare in Reason; vedere in- I pulsanti MIDI e Play Focus si riferiscono a modo in cui il MIDI e i segnali MIDI Sync
vece le istruzioni incluse nell’altra applicazione per assicurarsi che le sono gestiti se ci sono documenti song aperti. Se sono aperte due o più song e non
sue riproduzioni MIDI e audio siano correttamente vincolate l’una con è utilizzato un MIDI Sync, la song corrente selezionata (il documento “attivo”) ha sem-
l’altra. pre la messa a fuoco MIDI; se è abilitato il MIDI Sync (globale per tutti i documenti
song correnti aperti) questa funzionalità cambia così:
Inizio della song
D Se per una song le opzioni “Play Focus” e “MIDI” sono attive entrambe,
A causa della latenza (vedere a page 18), Reason ha bisogno di un pò di tempo per i dati MIDI entranti e il segnale MIDI Sync sono trasmessi a quella song,
correggere la sua velocità di riproduzione quando riceve il primo comando Start. Ciò indipendentemente dal fatto che ci sia un’altra song con l’opzione “Play
si può notare da una breve interruzione nella riproduzione audio quando parte il pro- Focus” attiva.
gramma; se è un problema bisogna inserire un paio di misure vuote all’inizio della
song: D Se è attiva solo l’opzione “MIDI” per una song e un’altra song ha l’opzi-
one “Play focus” attiva, i dati MIDI entranti sono inviati alla prima e il
1. Impostare il locatore sinistro a “1. 1. 1.” e quello destro a “3. 1. 1.“. segnale MIDI Sync alla seconda (cioè è riprodotta questa song) indipen-
2. Cliccare da qualche parte nell’area del sequencer principale per spostare la dentemente dalla song corrente con l’opzione “Play Focus” attiva.
messa a fuoco del menu sul sequencer.
3. Selezionare “Insert Bars Between Locators” dal menu Edit.
4. Configurare l’altro dispositivo/applicazione in modo che all’inizio riproduca
due misure vuote.

Puntatori MIDI di posizione song


Il segnale MIDI Clock in realtà è costituito da cinque tipi di messaggi: il clock vero e
proprio (il “metronomo” che stabilisce il tempo), i comandi Start, Stop, Continue e i
puntatori di posizione song; quest’ultimo tipo di messaggio contiene le informazioni
sulle posizioni, in modo che il programma (ad esempio) “sappia” da dove inziare la
riproduzione in una song.
Normalmente, ciò garantisce l’individuazione di qualsiasi posizione e l’attivazione della
riproduzione da quel punto preciso. Nei vecchi dispositivi, però, i puntatori di posiz-
ione potrebbero non essere implementati, quindi la sincronizzazione sarà precisa solo
facendo partire entrambi i dispositivi dall’inizio assoluto della song.

Cambi tempo
Anche qui (a causa della latenza) Reason ha bisogno di un pò di tempo per adeguarsi
ai cambi tempo; se nel segnale MIDI Clock ci sono sbalzi improvvisi (dovuti a drastici
cambi tempo nel master) si noterà che Reason ha bisogno di almeno una misura per
adeguarsi al cambio tempo. Il tempo effettivo necessario per sistemarsi dipende dalla
precisione del segnale MIDI Clock entrante; più è preciso, prima Reason si sistema.
Se questa regolazione è un problema provare ad usare cambi tempo graduali invece
di cambi improvvisi.

134 SYNCHRONIZATION
11 D Song File Handling
Song self-contained D Per attivare tutti i box cliccare sul pulsante Check All.
Analogamente, il pulsante Uncheck All disattiva tutti i box di spunta.

In Reason la song è il formato file principale, costituito dalla configurazione del dis- D I file parte di un ReFill sono indicati dal simbolo del lucchetto al posto
positivo, da tutte le impostazioni nel rack e da qualsiasi cosa sia stata registrata nel del box di spunta (poichè non possono essere inclusi nel file della song).
sequencer. La colonna più a destra indica a quale ReFill appartiene ogni file.
Tuttavia, non sempre è sufficiente! Per aprire la propria song su un altro computer o
inviarla a un altro utente di Reason, bisogna anche fornire tutti i campioni e file REX 3. Una volta selezionati i suoni desiderati cliccare OK.
usati dai dispositivi nella song. Per semplificare il tutto, Reason può creare song “au- La finestra di dialogo si chiude; al salvataggio successivo i suoni specificati sar-
tonome” (“self-contained”). anno inclusi nel file della song.
Una song self-contained non solo contiene i riferimenti ai file utilizzati ma anche i file ! Si noti che il file di una song self-contained è molto più grande del file
veri e propri. E’ possibile scegliere esattamente quali file includere nella song self- song originale. Tuttavia, i campioni inclusi in una song self-contained
contained, tranne l’eccezione seguente: sono compressi automaticamente di circa il 50%, quindi la song self-con-
tained è comunque molto più piccola della song originale e dei file cam-
! I file parte di un ReFill non possono essere inclusi in una song self-con- pione combinati.
tained.
Inoltre, se la song contiene campioni o file REX di un ReFill, gli altri utenti devono Song “Un-self-contained”
avere lo stesso ReFill per poter riprodurre la song.
Se è stata aperta una song più o meno self-contained (contenente cioè uno o più
Per specificare i file da includere nella song procedere come segue: suoni racchiusi nel file song) è possibile estrarre questi suoni e fare in modo che la
1. Scorrere il menu File e selezionare Song Self-Contain Settings... song faccia riferimento ad essi su hard-disk (come al solito); per farlo:
Si apre una finestra di dialogo che elenca tutti i campioni e file REX usati nella 1. Selezionare Song Self-Contain Settings dal menu File.
song. Si apre una finestra di dialogo.
2. Individuare i suoni da estrarre dal file song e disattivare i rispettivi box di
spunta
(oppure cliccare Uncheck All).
3. Cliccare OK per chiudere la finestra di dialogo.
A questo punto, il programma verifica se ogni file sonoro “estratto” è disponibile o
meno (alla sua destinazione di memoria originale).
D Se il programma trova il file sonoro alla destinazione memorizzata nella
song, lo rimuove dal file song ed usa il percorso di riferimento del file
originale.
Ciò avviene nel caso la song sia stata fatta diventare self-contained e un-self-con-
tained sul proprio computer (sempre che non siano stati rimossi dall’hard-disk i file
sonori originali da quando la song è stata fatta diventare self-contained).
D Se il programma non trova il file sonoro appare una finestra di dialogo
file che consente di selezionare una cartella e nominare il file sonoro.
Il file estratto è salvato nella cartella specificata ed è aggiornato il percorso nella
song. Ciò avviene nel caso la song self-contained arrivi da un altro utente, ad es-
empio.

2. Inserire la spunta nei box della colonna Sound per i file da includere nella
song.

136 SONG FILE HANDLING


Finestra Song Information Song Splash
Consente d’aggiungere un’immagine che appare aprendo la song.

Selezionando Song Information dal menu File si apre una finestra di dialogo nella Per aggiungere un’immagine splash, cliccare sul pulsante cartella nell’angolo in alto a
quale si possono inserire varie informazioni sulla song. destra quindi individuare e aprire il file immagine nella finestra di dialogo file che ap-
pare.
! Le immagini splash devono essere file JPEG (estensione Windows
“.jpg”) di 256 x 256 pixel.
Per rimuovere l’immagine splash dalla song cliccare sul pulsante a croce.

Author’s Web Page


Permette di specificare il proprio indirizzo web; un altro utente ci può andare diretta-
mente cliccando sul pulsante Browser a destra (sempre che ci sia una connessione
Internet funzionante).

Author’s Email Address


Qui si scrive il proprio indirizzo e-mail per consentire ad altri utenti Reason d’inviare
commenti, ecc..

Per esempio, se si prevede d’inviare la song ad altri utenti Reason, questa finestra
permette di aggiungere un contatto, commenti sulla song, ecc.. Inoltre, salvando una
versione pubblicata della song in Reason Song Archive sul sito web di Propellerhead
(vedere a page 138), informazioni importanti possono essere estratte automatica-
mente dal motore dell’archivio web e visualizzate con il file song.
La finestra di dialogo presenta i seguenti elementi:

Text in Window Title


Il testo inserito qui è appare subito dopo il nome file nella barra del titolo della finestra
song.

More Information
Qui s’aggiungono osservazioni e commenti sulla song.

137
SONG FILE HANDLING
Salvare una song Aprire una Song
Per salvare una song procedere come segue: 1. Scorrere il menu File e selezionare Open.
1. Configurare a piacere le impostazioni self-contained (vedere in precedenza). Appare la finestra browser delle song di Reason.

2. Scorrere il menu File e selezionare Save (o premere [Command] / [Ctrl]- 2. Con il browser individuare la cartella desiderata su hard-disk o in un ReFill.
[S]). Vedere a page 33.
Se è il primo salvataggio song si apre una normale finestra di dialogo file. 3. Una volta trovato il file song selezionarlo e cliccare Open (o doppio-click sul
3. Specificare nome e destinazione per la song e cliccare Save. file).
La song appare nella sua finestra documento.
Una volta salvata una song, selezionando Save la si salva con lo stesso nome e alla
stessa destinazione (non appare la finestra di dialogo); per salvare una song con un ✪ Ci possono essere più song aperte nello stesso momento (se si desid-
altro nome o a un’altra destinazione scegliere Save As... dal menu File per aprire la era); ciò consente di copiare e incollare pattern e patch tra le song. Tutta-
finestra Save As. via, le song aperte consumano memoria e risorse di processo, quindi è
meglio chiudere quelle che non servono.

Pubbicare una Song Finestra di dialogo “Missing Sounds”


Se nella song ci sono campioni o file REX che sono stati rimossi o rinominati dalll’ul-
Per mettere a disposizione del pubblico le proprie song (per il download da Internet, timo salvataggio della song, Reason informa con un messaggio d’avviso che non trova
ad esempio) c’è un formato file speciale. Una song Reason da pubblicare (estensione tutti i file; si può scegliere di trovare manualmente i file mancanti, farli cercare dal pro-
file Windows “.rps”) è molto simile a una song self-contained, ma con le seguenti lim- gramma o procedere senza di essi (per i dettagli vedere a page 41).
itazioni:
• L’utente non può salvare alcuna modifica alla song.
• I comandi Copy, Cut e Paste sono disabilitati.
• Non si può usare la funzione Export Song/Loop as Audio File se la song è stata in
Chiudere una song
qualche modo modificata.
Per chiudere la song attiva selezionare Close dal menu File o cliccare sul box di chiu-
In pratica, le song pubblicate sono “bloccate” e si possono solamente riprodurre - non sura nella finestra documento della song; se ci sono modifiche non salvate Reason
è possibile aggiungere, rimuovere o estrarre elementi. Inoltre, una song pubblicata chiede se si desidera salvare la song prima di chiuderla.
contiene informazioni sui ReFills richiesti (se ce ne sono).
Per creare una song da pubblicare aprire il menu File e selezionare Publish Song;
specificare un nome e una destinazione per la song da pubblicare nella finestra di di-
alogo file che appare e cliccare Save. Creare una nuova song
D Si noti che non bisogna eseguire impostazioni self-contained - tutti i file
(tranne gli elementi ReFill) sono inclusi automaticamente. Per creare una nuova song selezionare New dal menu File; si apre una nuova finestra
documento song.
Reason Song Archive D Di default, la nuova song ha un Mixer e un Combi MClass Mastering
Sul sito web di Propellerhead (www.propellerheads.se) c’è l’archivio delle song di Suite.
Reason (Reason Song Archive) che consente di condividere la propria musica con al- Per iniziare con una propria selezione di dispositivi (o un rack vuoto) è possibile
tri utenti Reason grazie a un upload delle proprie song. peronalizzare una song di default, come descritto in seguito.

✪ Un’alternativa alla creazione di una nuova song è aprire uno dei tem-
plate situati nella cartella Template Documents (nella cartella pro-
gramma di Reason).

138 SONG FILE HANDLING


Creare una song di default Exporting as an Audio File
Iniziando spesso con lo stesso set di dispositivi, patch, pattern e impostazioni è co- Una volta creata una song completa bisogna eseguire un mixdown, in modo che altri
modo creare una song di default personalizzata; per definire una song di default: utenti (non Reason) la possano riprodurre. Naturalmente, si potrebbe collegare le us-
1. Selezionare New dal menu File per creare una nuova finestra documento cite audio dell’hardware audio ad un registratore a nastro o simile e semplicemente
della song. registrare la song; se però si prevede di masterizzare un CD audio o creare file mp3 è
molto meglio eseguire il mixdown di un file audio usando le funzioni Export.
2. Inserire/togliere i dispositivi ed eseguire le impostazioni desiderate. Si può esportare l’intera song (dall’inizio al marker “E”) o solo un “loop” (l’area nel se-
In genere, la song di default contiene alcuni dispositivi ed eventualmente alcuni quencer compresa tra i locatori sinistro e destro); procedere come segue:
pattern; si possono anche eseguire collegamenti particolari tra i dispositivi o ag-
giungere alcuni dati sequencer. 1. Assicurarsi di usare solo le uscite stereo principali.
Nessun dispositivo deve essere collegato a singole uscite (dal jack 3 in su nel dis-
3. Salvare la song alla destinazione desiderata e con un nome a piacere (per positivo Hardware Interface); la funzione Export si applica solo all’audio assegnato
tenere ordine si consiglia di salvare la song nella cartella programma di Rea- alle uscite stereo.
son).
2. Assicurarsi che i marker Loop/End siano alle giuste posizioni.
4. Aprire la finestra di dialogo Preferences dal menu Edit (menu Reason in Mac Per esportare il loop collocare i locatori sinistro e destro attorno all’area desider-
OS X). ata.
Se invece si vuole esportare l’intera song assicurarsi che il marker End (E) sia alla
5. Nella pagina “General” cliccare sul pulsante circolare “Custom” della sezione
posizione di fine song desiderata.
“Default Song”.
✪Usando un riverbero o un delay è meglio regolare il locatore destro e il
marker End in modo che le “code” del riverbero/delay siano incluse nel
file esportato.
Verificare che la song (o il loop) suoni correttamente.
E’ molto importante che non ci sia clipping in riproduzione (vedere a page 18).
6. Cliccare sull’icona cartella a destra per aprire il browser file. 3. Scorrere il menu File e selezionare Export Song as Audio File (o Export Loop
7. Individuare la song creata in precedenza, selezionarla e cliccare “OK”. as Audio File).
Il nome della song appare nel box testuale. Appare un finestra di dialogo.
4. Specificare nome, destinazione e tipo di file (AIFF o Wave) per il file audio e
cliccare Save.
Si apre la finestra di dialogo Export Audio Settings.

8. Chiudere la finestra di dialogo Preferences.


All’apertura successiva di Reason (o selezionando New dal menu File) il nuovo
documento song conterrà i dispositivi e le impostazioni definiti.

5. Usare i menu a tendina per selezionare frequenza di campionamento (sam-


ple rate) e risoluzione bit (bit depth) del file audio.
E’ supportato l’audio a 16 o 24-bit in varie frequenze di campionamento; inoltre, il
file esportato sarà sempre un file audio stereo.
D Esportando a 16-bit c’è la possibilità di applicare il Dither.
Il dither è rumore particolare aggiunto a un segnale digitale che migliora la qualità
audio ai livelli bassi quando si esporta a una risoluzione bit inferiore.

139
SONG FILE HANDLING
✪ Il formato da selezionare dipende dall’impiego del file. Se si prevede di
masterizzare un CD audio selezionare 16 bit, 44100 Hz; se invece si
prevede di aprire il file in un’altra applicazione, bisogna scegliere un for-
mato supportato dalla rispettiva applicazione. Si noti inoltre che mag-
giori sono risoluzione bit e frequenza di campionamento, più grande è la
dimensione del file.
6. Cliccare OK.
Reason crea il file audio; in base alla durata della song/loop, l’operazione può rich-
iedere un certo tempo, durante il quale è visualizzata una barra di progresso.
! Usando ReWire è meglio invece usare la funzione Export dell’applicazi-
one ReWire master; ciò consente di includere nel file esportato l’audio
proveniente da entrambe le applicazioni.

140 SONG FILE HANDLING


12 D Optimizing Performance
Introduzione Ottimizzazione e latenza
Reason ha possibilità infinite; si possono creare le song più complesse usando rack
pieni di dispositivi; nonostante questa sia una delle caratterisiche più interessanti del
d’uscita
programma, c’è anche uno svantaggio; bisogna gestire con attenzione le risorse del Come descritto a page 18, in generale è meglio avere la latenza più bassa possibile
computer. per avere la risposta migliore suonando Reason in tempo reale. Tuttavia, selezionando
Ogni dispositivo che s’inserisce nel rack utilizza un pò di risorse di processo del com- una latenza troppo bassa ci possono essere problemi di riproduzione (click, rumori, in-
puter. Più sono i dispositivi, più il computer deve essere veloce. Tuttavia, si possono terruzioni, ecc.). I motivi tecnici sono vari, ma quello principale è che avendo buffer più
anche configurare i dispositivi in modo che richiedano più o meno risorse di processo; piccoli (latenza inferiore) lo scambio dei dati audio con la CPU aumenta. Inoltre, più la
per esempio, un suono di un synth Subtractor che impiega solo un oscillatore e un fil- song di Reason consuma risorse della CPU (cioè più dispositivi si usano) maggiore è
tro consuma molte meno risorse di uno che usa sia oscillatori che filtri duali. la latenza minima richiesta per evitare problemi in riproduzione.
Anche i campioni usati nelle song hanno bisogno di memoria RAM per caricarsi cor- Bisogna quindi regolare con precisione la latenza e per farlo ci sono vari modi
rettamente; si può gestire anche l’uso della RAM (come descritto alla fine di questo (dipende da schede audio, driver e sistema operativo impiegati):
capitolo).
Eseguire le regolazioni nel pannello di controllo ASIO
Creando song da pubblicare nell’archivio song di Reason, ad esempio (per maggiori
informazioni visitare il sito www.propellerheads.se) bisogna fare il possibile per ridurre Usando un driver ASIO scritto specificamente per l’hardware audio, nella maggior
i requisiti di riproduzione di una determinata song, sia in termini di risorse di processo parte dei casi le impostazioni hardware si eseguono nel pannello di controllo ASIO;
che di RAM (gli altri utenti potrebbero non avere un computer potente come il vos- questo pannello (che si apre cliccando sul pulsante ASIO Control Panel nella pagina
tro!). Audio della finestra Preferences) può contenere o meno i parametri per la regolazione
della latenza.
In genere si modifica numero e/o dimensione dei buffer audio (minori e più piccoli
Verificare le risorse di processo sono i buffer audio, inferiore è la latenza); per i dettagli vedere la documentazione rel-
Sul pannello di trasporto, l’indicatore DSP indica in tempo reale le risorse di processo ativa all’hardware audio e ai driver ASIO!
utilizzate. ! Aumentare la dimensione del buffer per eliminare le anomalie audio in
riproduzione ha senso se si usano buffer molto piccoli, da 64 a 256 cam-
pioni; se i buffer sono già grandi (1024 o 2048 campioni) la differenza
non si nota molto.

Indicatore DSP. Eseguire regolazioni nella finestra di dialogo Preferences di


Più in alto si spinge l’indicatore, maggiore è il consumo di risorse della CPU del com- Reason
puter. Si noti che quando il processore è al limite le grafiche s’aggiornano più lentam- Usando Reason in Windows con driver MME o DirectX (o usando Reason in Mac OS
ente; se poi rimangono poche risorse di processo per creare l’audio, il suono inizia a X con il controller driver audio interno) la latenza d’uscita si regola nella pagina Audio
interrompersi. della finestra Preferences.
D Per farlo, trascinare con il mouse il cursore Buffer Size.

142 OPTIMIZING PERFORMANCE


Procedura generale
La procedura di base per ottimizzare la latenza è la seguente:
Ottimizzare il computer
1. Aprire una song e avviare la riproduzione. In questo manuale non c’è spazio per descrivere le procedure dettagliate che ottimiz-
Usarne una piuttosto pesante con molte tracce e dispositivi. zano le risorse del computer (è un argomento sul quale si potrebbero scrivere libri in-
2. Aprire la finestra di dialogo Preferences. teri!).
In Mac OS X è nel menu Reason; in Windows è nel menu Edit. Tuttavia, ecco alcuni consigli utili:

3. Selezionare la pagina Audio e individuare le impostazioni buffer. D Chiudere tutti gli altri programmi in esecuzione insieme a Reason.
Usando un driver ASIO cliccare sul pulsante ASIO Control Panel; con l’audio in- D Togliere le funzioni in background del computer.
terno in Mac OS X/Windows/MME o DirectX usare il cursore Buffer Size. Può essere qualsiasi utility in background installata o attività di rete, Internet, ecc..
! Eseguendo le regolazioni hardware nel pannello di controllo ASIO di un D In Windows, assicurarsi di usare gli ultimi e più efficaci driver per la
driver ASIO è meglio prendere nota delle impostazioni buffer correnti scheda audio.
prima di modificarle. In genere, i driver ASIO sono i migliori (seguiti da DirectX e MME).
4. Mentre la song è in riproduzione ascoltare attentamente se ci sono rumori e D Lavorare solo su un documento di Reason alla volta.
interruzioni, poi provare ad abbassare la latenza (dimensione/numero Le song aperte in background consumano un pò delle risorse di processo anche
buffer). se non sono in riproduzione.
5. Quando si sentono rumori e interruzioni aumentare leggermente la latenza. D Abbassare la frequenza di campionamento nella finestra di dialogo Pref-
6. Chiudere la finestra di dialogo Preferences (e il pannello di controllo ASIO, erences.
se aperto). Nonostante ciò riduca la qualità audio è un metodo molto comodo e rapido per
cercare di riprodurre una song che il computer non può gestire altrimenti.
Compensazione della latenza
Nell’angolo in basso a destra della finestra di dialogo Preferences > Audio c’è il
parametro Latency Compensation; questo valore è usato internamente da Reason per
compensare la latenza quando si sincronizza Reason a un altro sequencer MIDI o sim-
ile.
In genere, il parametro Latency Compensation è allo stesso valore della latenza d’us-
cita, ma è possibile aumentarlo (vedere a page 133); normalmente, però, non ce n’è
bisogno.

143
OPTIMIZING PERFORMANCE
Ottimizzare le song Dispositivi polifonici – Subtractor, Thor, Malström,
NN-19, NN-XT, Dr. Rex e Redrum
Le procedure descritte in seguito permettono di eseguire verifiche e modifiche per as- D Fare in modo che il dispositivo riproduca meno voci.
sicurarsi che le song utilizzino le minori risorse di processo possibili del computer: Abbassare il tempo di rilascio (ad esempio) e impostare la polifonia esattamente al
numero massimo di note suonate simultaneamente dal dispositivo.
In generale ✪ Si noti che non serve abbassare semplicemente il valore di polifonia; le
D Eliminare i dispositivi inutilizzati. voci inutilizzate non consumano risorse di processo.
Se un dispositivo non fa proprio niente eliminarlo dal rack. D Ove applicabile usare l’impostazione Low Bandwidth (Low BW).
D Usare meno dispositivi. Si rimuovono un pò di frequenze alte dal suono del dispositivo (anche se spesso
Invece di usare più riverberi in Insert, ad esempio, sostituirli tutti con un solo river- non si nota, specialmente nei suoni molto gravi).
bero in Send; analogamente usare un solo campionatore per riprodurre diversi
campioni invece di molti campionatori che riproducono un campione ciascuno. Subtractor
D Non usare la configurazione stereo (a meno che sia indispensabile). D Evitare di usare la sezione Osc 2.
Per esempio, se un campionatore o il player Dr. Rex riproducono materiale mono Se si riesce a creare il suono desiderato usando un solo oscillatore si risparmiano
collegare solo l’uscita Left e lasciare scollegata l’uscita Right. molte risorse di processo.
D Se non è necessaria evitare l’uso della modalità Phase dell’oscillatore.
Player campione – NN-19, NN-XT, Dr. Rex e Redrum In altre parole impostare i selettori Osc Mode in “o” (non in “*” o “–”).
D Attivare la funzione High Quality Interpolation solo se necessario. D Se non è necessaria non attivare la sezione Noise.
Ascoltare il suono in un determinato contesto e decidere se questa funzione fa la
differenza o meno; si noti, tuttavia, che su un Macintosh G4 la funzione High Qual- D Se non è necessaria non attivare la sezione Filter 2.
ity Interpolation non ha bisogno di più risorse di processo.
D Se non è necessaria non usare la modulazione FM.
D Riproducendo un campione a un’altezza molto superiore di quella alla Regolare cioè la manopola FM a “0” e assicurarsi che nessuna sorgente di modu-
quale è stato registrato è meglio convertire la frequenza di campiona- lazione sia assegnata alla modulazione di frequenza.
mento del file campione vero e proprio a una frequenza di campiona-
mento inferiore. Thor
Per farlo serve un editor campione esterno con precise funzioni di conversione.
D In generale disattivare tutti i filtri o oscillatori inutilizzati.
D Evitare di usare campioni stereo.

Filtri – Subtractor, Thor, Malström, NN-19, NN-XT e Malström


Dr. Rex D Se non è necessario evitare di usare la sezione Osc B.
Se si riesce a generare il suono desiderato usando solo la sezione Osc A si ris-
D Disattivare i filtri inutilizzati. parmiano molte risorse di processo.
Si osservi che se Cutoff è completamente in alto o l’inviluppo è impostato per apr-
ire completamente il filtro, quest’ultimo non influisce sul suono; risparmiare quindi D Se uno o entrambi gli Oscillatori sono inviati a un solo filtro (e/o il
le risorse di processo disattivando completamente il filtro. parametro Spread è regolato a “0”) collegare solo una delle uscite
(quella alla quale è collegato il filtro) al mixer e lasciare l’altra scolle-
D Ove applicabile, usare il filtro lowpass a 12dB invece di quello lowpass a gata.
24dB.
Sentire se si ottiene lo stesso risultato sonoro usando il filtro a 12dB che utilizza D Sentire se si riesce a ottenere l’effetto desiderato usando solo uno dei
meno risorse di processo. filtri e senza usare il modellatore (Shaper).
Usando entrambi i filtri e il modellatore insieme il consumo di risorse aumenta ris-
petto all’uso di solo uno dei filtri e/o il modellatore.

144 OPTIMIZING PERFORMANCE


Redrum
D Non usare il parametro Tone disponibile sui canali 1, 2 e 9.
Requisiti song e memoria
In altre parole, assicurarsi che i controlli Tone e le rispettive manopole Vel siano rego- Le song non solo consumano le risorse del sistema in termini di risorse di processo,
lati a “0” (“ore 12”). ma richiedono anche memoria RAM per caricarsi opportunamente.
La quantità di RAM necessaria per caricare una song è direttamente proporzionale
Dispositivi Mixer alla quantità di campioni usata dalla song stessa; per esempio, una song che utilizza
D Se non è necessario evitare l’uso degli ingressi stereo. solo dispositivi Subtractor ed effetti ha bisogno di poca RAM.
Se il campionatore o player Dr. Rex sta riproducendo materiale mono, ad esempio, Se la memoria RAM è insufficiente provare con i seguenti accorgimenti:
collegarlo solo all’ingresso Left di un canale del mixer e lasciare scollegato l’in-
gresso Right. D Chiudere tutti gli altri documenti song.
Tutte le song aperte competono per occupare memoria RAM.
D Se non è necessario evitare di attivare l’EQ (solo Mixer 14:2).
Se un canale non utilizza l’EQ assicurarsi che il rispettivo pulsante EQ non sia at- D Chiudere le altre applicazioni.
tivo. Tutte le applicazioni in esecuzione competono per la RAM disponibile sul com-
puter.
Distorsione D Usare campioni mono invece di campioni stereo.
I campioni mono occupano metà spazio nella memoria RAM.
D D-11 Foldback Distortion consuma meno risorse della CPU rispetto a
Scream 4 Distortion. D Convertire i file dei campioni a una frequenza di campionamento inferi-
ore.
Riverbero Si noti che ciò influisce negativamente sulla qualità audio; inoltre, serve un editor
campione esterno con precise funzioni di conversione.
D RV-7 consuma meno risorse rispetto a RV7000.
In alcune situazioni è sufficiente il riverbero RV-7 che consuma molte meno
risorse.
D Se si superano le risorse di processo disponibili provare con l’algoritmo
Low Density in RV-7.
Utilizza molte meno risorse di processo rispetto agli altri algoritmi.

Effetti in Send
D Usando effetti mono in Send collegare in mono anche i ritorni (Return)
degli effetti (scollegare il cavo Aux Return Right del Mixer).
Ciò vale per i seguenti effetti:
• Distorsore D-11.
• Distorsore Scream 4
• Filtro a inviluppo controllato ECF-42.
• Compressore COMP-01.
• EQ parametrico PEQ-2.
• Delay DDL-1 (sempre che il parametro Pan sia in posizione centrale).
• Effetti MClass (Equalizer, Compressor, Maximizer).

145
OPTIMIZING PERFORMANCE
146 OPTIMIZING PERFORMANCE
13 D Transport Panel
Panoramica
Il pannello di Trasporto ha i controlli standard per le funzioni di trasporto del sequencer, ma presenta anche i controlli per impostare il tempo, il click del metronomo, le posizioni
dei locatori, ecc.. I controlli principali nella zona centrale del pannello di Trasporto sono i seguenti:

FF Play
Tempo in BPM Rew Stop Record Loop On/Off

Tempo in chiave Posizione Posizioni locatori sinistro (L) e destro

Controlli di Trasporto principali


I controlli di trasporto principali funzionano come quelli di un registratore standard; ci sono anche combinazioni di comandi rapidi fisse per le funzioni di trasporto più importanti:
|Funzione |Comando rapido |Commenti
Stop [0] sul pad numerico o [invio]. Il tasto [,] (vir- Cliccando Stop durante la riproduzione si ferma il sequencer; cliccando di nuovo stop, la posizione della
gola) del pad numerico sposta la posizione di song si porta all’ultima posizione d’inizio riproduzione. Cliccando Stop una terza volta ci si porta all’inizio
riproduzione all’inizio della song. della misura 1; inoltre, il pulsante Stop trasmette in uscita un messaggio “Reset” in caso di note bloccate
o problemi simili.
Play [Invio] sul pad numerico Avvia la riproduzione del sequencer.
Rewind [7] sul pad numerico Cliccando una volta la posizione di riproduzione si sposta indietro di una misura; tenendolo cliccato sul
pannello di Trasporto (senza usare il comando rapido) dopo circa 2 secondi inizia lo scorrimento rapido.
Fast Forward [8] sul pad numerico Cliccando una volta la posizione di riproduzione si sposta avanti di una misura; tenendolo cliccato sul
pannello di Trasporto (senza usare il comando rapido) dopo circa 2 secondi inizia lo scorrimento rapido.
Record [*] sul pad numerico, oppure Cliccandolo inizia la registrazione (indipendentemente dalla modalità di trasporto). Se attivato dalla mo-
[Command]/[Ctrl]-[Invio] dalità Stop la registrazione inizia subito; attivandolo durante la riproduzione si esegue un “punch in”.

Si possono usare anche i seguenti comandi rapidi di trasporto:


|Funzione |Comando rapido |Commenti
Selezione Stop/Play Barra spaziatrice [Space] Seleziona le modalità Stop e Play.
Vai al locatore sinistro (Loop Start) [1] sul pad numerico Stabilisce la posizione del locatore sinistro; per questa funzione c’è anche un pulsante dedicato - clic-
cando sul pulsante “L” (accanto al display di posizione del locatore sinistro) s’imposta la posizione del lo-
catore sinistro.
Vai al locatore destro (Loop End) [2] sul pad numerico Stabilisce la posizione del locatore destro; per questa funzione c’è anche un pulsante dedicato - clic-
cando sul pulsante “R” (accanto al display di posizione del locatore destro) s’imposta la posizione del lo-
catore destro.

148 TRANSPORT PANEL


Tempo e Tempo in chiave La risoluzione in Tick “visualizzata” è 960 PPQ (Impulsi per nota da 1/4); ci sono
quindi 239 tick per nota da 1/16 (per un posizionamento molto preciso). Quando si
registrano le note, però, la risoluzione interna è superiore e raggiunge frazioni di tick
(subtick) indicati da un asterisco accanto al valore tick.

Le impostazioni di tempo e tempo in chiave si possono regolare sul pannello di


Trasporto. La cifra a sinistra nel campo di valore TEMPO definisce il tempo in BPM, Per arrotondare il valore al tick più vicino: [Command]-click (Mac)/[Ctrl]-click (Win-
mentre il campo a destra consente di regolare il tempo con precisione, in step di 1/ dows) sull’asterisco.
1000 di BPM.
D Si può specificare un tempo qualsiasi tra 1 e 999.999 BPM (beat al
Posizioni dei locatori sinistro (L) e destro (R)
minuto).
D Il tempo (in BPM) si regola anche usando i tasti [+] e [–] del pad numer-
ico.
D Il tempo in chiave s’imposta cliccando su uno dei due valori nel campo I locatori sinistro e destro servono a molte cose (es. definire i limiti di un loop o inser-
TIME SIGNATURE e usando i controlli freccia a destra, oppure cliccando ire/rimuovere misure); le posizioni dei locatori s’impostano cliccando su un valore e
sul valore e trascinando il mouse in alto o in basso. usando i controlli freccia sul pannello di Trasporto, oppure con un doppio-click del
Il primo valore è il numeratore (numero di beat nella misura), il secondo è il denom- mouse nel campo valore e digitando un valore di posizione.
inatore (durata di un beat); con un doppio-click del mouse nel campo TIME SIG-
NATURE si apre un box di testo nel quale digitare un tempo in chiave (valido). D A destra dei display locatori ci sono anche due pulsanti: “L” e ”R”.
Cliccando su uno di quesi pulsanti si stabilisce rispettivamente la posizione del lo-
! Per controllare tempo in BPM e tempo in chiave si può usare anche la catore sinitro (L) e destro (R); si può anche premere i tasti [1] o [2] sul pad numer-
traccia Transport - per i dettagli vedere il capitolo . ico per definire la posizione del locatore sinistro o destro.

Posizione Song Loop On/Off


In modalità Loop il sequencer ripete in continuazione una sezione durante la riproduz-
ione o la registrazione; la sezione da ripetere si specifica impostando i locatori sinistro
e destro. Si può anche attivare o disattivare il loop premendo il tasto [/] sul pad nu-
merico.
La posizione della song è indicata in misure (Bars) movimenti (Beats), note da 1/16,
Tick e Ore/Minuti/Secondi/Millisecondi (in questo ordine) nei campi valore a sinistra
dei controlli di trasporto principali; le posizioni si definiscono cliccando su un valore e
usando i controlli freccia a destra o cliccando sul valore e muovendo il mouse in alto
o in basso.
Usando solo i controlli freccia (senza selezione di valore) la posizione della song si
sposta rispettivamente in misure o secondi.
D La posizione si può impostare anche con un doppio-click del mouse in
un box valore di posizione, digitando una nuova posizione e premendo
[Invio].

D Tick:

149
TRANSPORT PANEL
Pulsanti New Dub/New Alt Pulsante Automation As Perf Ctrl
Attivare questo pulsante per registrare l’automazione di un parametro come i control-
ler performance (pitch bend, mod wheel, ecc.) - cioè nella clip nota e non in corsie
d’automazione separate. In seguito si può così spostare la clip con tutti i suoi
parametri d’automazione (per maggiori informazioni vedere il capitolo “Il Sequencer”).

D Cliccando sul pulsante New Dub s’aggiunge una nuova corsia nota alla Automation Override
traccia selezionata, ma la corsia nota precedente non è silenziata.
Ciò consente l’overdub di nuove note mentre si ascolta la registrazione prece-
dente.
E’ possibile attivare il pulsante New Dub durante la registrazione - la nuova corsia
nota prende direttamente l’ingresso MIDI.
La funzione Automation Override s’attiva “afferrando” manualmente un parametro au-
D Cliccando sul pulsante New Alt si registra un nuovo take alternativo; si tomatizzato; modificando l’impostazione di un parametro automatizzato, s’illumina l’in-
crea una nuova corsia nota e la corsia nota precedente è silenziata. dicatore “Punched In” e il dato d’auotmazione è temporaneamente sostituito fino a
E’ possibile attivare il pulsante New Alt durante la registrazione - la nuova corsia quando si clicca il pulsante “Reset” o Stop sul pannello di Trasporto; non appena si
nota prende direttamente l’ingresso MIDI; si può così registrare rapidamente una clicca Reset, l’automazione torna attiva sul controllo.
serie di take e poi scegliere quello migliore (o modificare insieme un misto di take
diversi). Per i dettagli vedere il capitolo page 67.

D Si noti che se è attivo il Loop e la posizione song è all’interno dei limiti Indicatore Audio Out Clipping
del loop, usando il pulsante New Alt sarà silenziata la(e) clip tra i locatori
sinistro e destro invece dell’intera corsia nota.

Altri elementi del pannello di Trasporto


Pulsante Click Tutti i segnali che arrivano all’Interfaccia Hardware (alle uscite fisiche dell’hardware
audio) sono monitorate per verificare un eventuale clipping (saturazione del segnale)
nello stadio d’uscita.
In caso di clipping questo indicatore s’illumina per alcuni secondi; in tal caso, ridurre
il livello d’uscita in uno dei seguenti modi:
Attivando questo pulsante si sente il Click del metronomo su ogni movimento, con un D Se i segnali arrivano all’Interfaccia Hardware da un dispositivo Mixer ri-
accento sul primo beat di ogni misura; il click si sente sia in riproduzione che in regis- durre il livello d’uscita Master proveniente dal Mixer.
trazione e il volume si regola con la manopola Level. Ciò garantisce che i livelli relativi del mix restano intatti; altrimenti, se il mix corrente
non ha ancora un “equilibrio definitivo” e il clipping sembra essere provocato da
Pulsante Pre (pre-count) singoli canali nel Mixer, si può anche provare ad abbassare l’uscita del disposi-
tivo(i) collegato o abbassare un pò i fader di canale dei canali “incriminati”.
! Il clipping si può verificare solo nello stadio d’uscita dell’Interfaccia
Hardware, non nel Mixer di Reason o in qualsiasi altro dispositivo di
Reason; tuttavia, per i risultati migliori è buona norma tenere tutti i livelli
dei canali e Master del Mixer al livello più alto possibile all’interno
Attivando il pulsante “Pre”, quando si clicca sul pulsante Rec si sente una misura di dell’intervallo normale. Per esempio, dover compensare i livelli canale
metronomo di count-in prima che inizi la registrazione vera e propria. riducendo notevolmente il livello d’uscita Master per evitare il clipping è
indicativo del fatto che i livelli dei canali nel Mixer sono troppo alti.
Pulsante Quantize During Rec
✪ Collegando un effetto MClass Maximizer (o MClass Mastering Suite
Se nel pannello di Trasporto è attivo il pulsante Quantize Notes During Recording le Combi) tra l’uscita finale mixata e l’Interfaccia Hardware si può ottimiz-
note registrate sono quantizzate automaticamente. zare il volume del mix senza rischiare una pesante distorsione di clip-
ping.
Per i dettagli vedere “Effetti MClass”.

150
TRANSPORT PANEL
D Se s’illumina l’indicatore Audio Out Clipping e i segnali arrivano diretta-
mente all’Interfaccia Hardware (senza passare da un Mixer) osservare gli
indicatori sull’Interfaccia Hardware; se s’illumina momentaneamente il
segmento rosso di uno di essi significa che a quella uscita(e) si sta verif-
icando un clipping.
Ridurre il livello d’uscita di tutti i dispositivi collegati alle uscite i cui indicatori sono
in rosso.

Indicatore DSP

Questa barra grafica indica il consumo di risorse del processore; si noti che questo
indicatore misura la quantità di risorse di processo che il “motore audio” di Reason
sta usando. Grafiche, MIDI e il “resto” delle funzioni di Reason sono distribuite tra le
risorse di processo non utilizzate dal motore audio, quindi l’audio ha sempre la prior-
ità.
Per maggiori informazioni vedere “Optimizing Performance”.

Pulsante ReGroove Mixer


Questo pulsante apre il Mixer ReGroove nel quale si può eseguire un editing groove
avanzato che influenza la temporizzazione delle note (vedere il capitolo Mixer Re-
Groove).

151
TRANSPORT PANEL
14 D Reason Hardware Interface
Introduzione 3. Provare a inviare le note MIDI dal sequencer esterno sul bus e canale MIDI
selezionati.
S’illumina l’indicatore sotto il campo nome del canale.

Uscite audio
Reason supporta fino a 64 canali audio d’uscita distribuiti su due pannelli da 32 us-
cite ciascuno; per vedere le uscite dalla 33 alla 64 cliccare sul pulsante “More Audio”.
D Ogni uscita ha un indicatore e un LED che s’ilumina in verde per ogni ca-
nale corrente in in uso (cioè collegato sul pannello posteriore).
L’Interfaccia Hardware serve collega Reason al “mondo esterno”. Qui sono ricevuti i Le uscite non disponibili hanno i LED spenti.
dati MIDI e i segnali audio sono inviati ai canali ReWire o alle uscite fisiche dell’hard- D Se l’interfaccia audio ha uscite disponibili ma non utilizzate, i LED dei
ware audio. L’Interfaccia Hardware è sempre presente in cima al rack virtuale e non rispettivi canali s’illuminano in giallo.
può essere eliminata. Questo capitolo descrive le varie sezioni nel pannello del dis-
positivo. Le configurazioni d’interfaccia MIDI e hardware audio sono descritte nel cap-
itolo “Operazioni audio principali”.
Normalmente, l’Interfaccia Hardware è chiusa, quindi appare solo un pannello cieco.
Aprendola appare il pannello Audio Out con le 32 uscite disponibili.
• Cliccando sul pulsante “More Audio” appaiono due pannelli Audio Out per un to- Qui ci sono quattro uscite in uso (LED verdi) e quattro uscite disponibili (LED gialli).
tale di 64 uscite.
• Cliccando sul pulsante “Adv. MIDI Device” appare il dispositivo MIDI In. D I canali collegati alle uscite non disponibili hanno i LED rossi.
! Si ricorda che in Reason un clipping audio può avvenire nell’Interfaccia
Hardware. Tenere d’occhio l’indicatore di clipping sul pannello di

Dispositivo MIDI In trasporto e anche sui singoli indicatori nel pannello Audio Out; se un ca-
nale spinge l’indicatore nella zona rossa ridurre il livello d’uscita del dis-
positivo!
Si apre cliccando sul pulsante “Adv. MIDI Device” nel pannello dell’Interfaccia Hard-
ware. Il dispositivo MIDI In si usa solo per controllare Reason da un sequencer es- Usare ReWire
terno, grazie agli ingressi External Control Bus; normalmente, si trasmette il MIDI a
Usando Reason con un’applicazione host ReWire compatibile si può assegnare qual-
una traccia via sequencer, selezionando appunto la traccia sequencer.
siasi uscita di un dispositivo di Reason a un canale ReWire collegandola a uno degli
Nella pagina Advanced MIDI della finestra Preferences è possibile selezionare fino a ingressi audio sul retro dell’Interfaccia Hardware. In modalità ReWire sono disponibili
quattro bus di controllo esterno (External Control Bus) per le porte MIDI; ogni bus può tutti i 64 canali ed ogni uscita dispositivo inviata a un canale ReWire appare sul rispet-
avere 16 canali MIDI, per un totale di fino a 64 canali MIDI d’ingresso. Nel dispositivo tivo canale dell’applicazione host ReWire. Vedere “Uso di Reason come ReWire
MIDI In si assegna ogni canale MIDI a un dispositivo nel rack virtuale di Reason: Slave”.
1. Selezionare un bus di controllo esterno cliccando sul rispettivo pulsante Bus
Select in cima al dispositivo MIDI In.
2. Scorrere il menu a tendina Device di un canale MIDI e selezionare un dispos-
itivo.
Il menu elenca tutti i dispositivi presenti nella song corrente.
A questo punto, i dati MIDI su bus e canale MIDI selezionati sono inviati direttamente
al dispositivo selezionato scavalcando (bypass) il sequencer di Reason; il nome del
dispositivo appare nel campo nome di quel canale MIDI.

153 REASON HARDWARE INTERFACE


15 D The Combinator
Introduzione Creare i dispositivi
Combinator
Creare un dispositivo Combinator vuoto
D Aggiungere un Combinator dalla pagina Devices della finestra Tool.
Per vedere le icone del dispositivo Combinator inserire la spunta nel box “More”.
D Selezionare “Combinator” dal menu Create.
Si crea un Combinator vuoto. I dispositivi Combinator vuoti si possono usare
come punto di partenza per la creazione di nuove patch Combi; è possibile anche
cercare patch di Combi esistenti.

Creare un Combinator combinando i dispositivi


Combinator è un dispositivo che consente di salvare e richiamare qualsiasi combina- Un dispositivo Combinator si può creare combinando tra loro dispositivi esistenti:
zione dei dispositivi di Reason (strumenti, effetti, mixer, ecc.) e le rispettive connes- 1. Selezionare due o più dispositivi con il tasto [Shift].
sioni interne. Una configurazione Combinator salvata si può caricare come patch Non è necessario che nel rack i dispositivi siano adiacenti.
“Combi”. In pratica, Combinator è un contenitore dei dispositivi presenti in un Combi.
Il concetto del dispositivo Combinator è semplice, ma molto efficace; salvando più 2. Selezionare “Combine” dal menu Edit.
dispositivi in un Combi è possibile richiamare immediatamente qualsiasi tipo di config- Si crea un dispositivo Combinator con i dispositivi selezionati secondo i seguenti cri-
urazione (anche la più complessa) in modo semplice e rapido, come quando si carica teri:
una patch!
D Per Combinator è creata una traccia nel sequencer (come quando si cre-
Alcune applicazioni tipiche del dispositivo Combinator sono: ano dispositivi strumento o pattern).
D Realizzare più strumenti separati o in layer. D Il nuovo dispositivo Combinator appare sotto quello selezionato più in
Aggiungere un numero qualsiasi di dispositivi strumento (Subtractor, NN-XT, ecc.) basso nel rack.
e suonarli come un singolo strumento in layer. in un Combi i dispositivi strumento
possono anche essere assegnati a key zone/velocity specifiche. D I dispositivi selezionati sono trasferiti nel “contenitore” di Combinator.
L’ordine interno non cambia. Reason tenta di assegnare automaticamente il primo
D Salvare combinazioni strumento/effetto. “dispositivo d’ingresso” e il primo “dispositivo d’uscita” ai connettori dei dispositivi
Salvare uno strumento insieme all’effetto(i) desiderato(i). a/dal Combi - vedere .
D Creare dispositivi multi-effetto. Le altre connessioni restano invariate.
In un Combi è possibile creare e salvare complesse catene d’effetti. D I dispositivi fuori dal Combi rimangono nello stesso ordine di prima.

Formato della patch Combi ! Per i dettagli sul routing automatico vedere “Aggiungere dispositivi al
Combi”.
Combinator salva i file in formato patch Combi (.cmb); caricando una patch Combi già
pronta, tutti i dispositivi inclusi nel Combi, le rispettive impostazioni dei parametri e le
Creare un Combinator cercando le patch
connessioni audio e CV sono richiamati immediatamente.
In Factory Soundbank ci sono molte patch preset Combinator suddivise in varie cate- Per creare un dispositivo Combinator si possono usare i comandi “Create Instrument”
gorie. o “Create Effect” (come per ogni dispositivo); selezionando una patch “.cmb” si crea
un Combinator contenente tutti i dispositivi e le impostazioni salvati nel Combi.
In pratica, ci sono due tipi di patch Combi; strumento ed effetto.
D I Combi strumento contengono dispositivi strumento e generano un
suono.
D I Combi effetti contengono dispositivi effetto che processano il suono.
Il Combi MClass Mastering Suite (menu Create) è un esempio di Combi effetto.

155 THE COMBINATOR


Elementi Combinator D In basso ci sono i dispositivi inclusi nel Combi.
I dispositivi si possono mostrare o nascondere cliccando sul pulsante “Show De-
vices” nel pannello Controller. Lo spazio vuoto in basso serve per aggiungere altri
dispositivi a un Combi con un drag & drop del mouse; cliccando nello spazio vuoto
La figura seguente illustra un dispositivo Combinator aperto.
in modo che appaia la linea rossa d’inserzione il Combi diventa contenitore target
per i nuovi dispositivi creati dal menu Create. Vedere “Linea d’inserzione”.

Connessioni interne ed
esterne
A differenza di altri dispositivi, Combinator contiene sia le connessioni audio esterne
che interne.
D Le connessioni esterne si usano per collegare un Combinator ai disposi-
tivi fuori dal Combi.
D Le connessioni interne indicano come sono collegati i dispositivi nel
Combi.

Connessioni esterne

D I connettori “Combi Output L/R” sono l’uscita audio del Combinator.


Questa uscita si collega a un dispositivo esterno al Combi (in genere un mixer).
Il pannello frontale del Combinator è costituito dai seguenti elementi (dall’alto in Internamente questa uscita è collegata ai connettori “From Devices”. Creando un
basso): nuovo Combinator questa uscita è assegnata automaticamente al primo canale
d’ingresso libero sul mixer.
D Il pannello stretto in alto appare sempre anche chiudendo l’intero Com-
binator. D I connettori “Combi Input L/R” sono l’ingresso del Combinator (sono us-
Presenta un display che (tra le altre cose) mostra il nome del Combi corrente car- ati solo per i Combi effetto).
icato e i pulsanti standard Select/Browse/Save della patch. Internamente questo ingresso è collegato ai connettori “To Devices”.
D Poi c’è il pannello del Controller che appare sempre se il Combinator è
aperto.
Connessioni Interne
Vedere “Pannello Controller”.
D Nel pannello Programmer ci sono le impostazioni per la mappatura Key
e Velocity Zone, oltre che le impostazioni Modulation Routing.
Il Programmer si può mostrare/nascondere cliccando sul pulsante “Show Pro-
grammer” nel pannello Controller. Vedere “Usare il Programmer”. D Agli ingressi “From Devices L/R” sono collegate le uscite provenienti dai
dispositivi presenti nel Combi.
D Le uscite “To Devices L/R” si collegano a un ingresso su un dispositivo
presente nel Combi effetto.

156
THE COMBINATOR
Routing esterno Quindi:

Un singolo dispositivo nel Combi collegato direttamente a un dispositivo fuori da D Combinando più dispositivi strumento, collegarli a un mixer e includere il
Combinator si chiama connessione esterna (“External Routing”) che in genere è meg- mixer nel Combi.
lio evitare. Tutte le uscite del dispositivo strumento nel Combi possono così essere collegate
Il motivo è che queste connessioni non sono salvate nella patch Combi. a canali d’ingresso separati nel mixer; l’uscita del mixer può essere poi collegata ai
connettori “From Devices” e il Combi sarà autonomo (self-contained).
D Tutte le connessioni a/da un Combi devono quindi passare dai connet-
tori To/From Devices sul dispositivo Combinator, in modo che il Combi
sia autonomo.
In un Combi le connessioni di routing esterno sono indicate sui pannelli frontale e
posteriore del Combinator; nel display nome della Patch del pannello frontale appare
la scritta “External Routing”, mentre sul pannello posteriore s’illumina un LED.

E’ comunque possibile usare un Combi con connessioni esterne nel contesto di una
song (ove tutti i routing sono salvati con la song); basta ricordare che le connessioni
esterne non faranno parte della patch!

Strumenti ed effetti collegati a un mixer Line nel Combi.


Come evitare connessioni di routing esterne
Come descritto in precedenza, perchè il Combi sia autonomo tutte le connessioni a/ ✪ Il mixer Line è ideale per il mixaggio delle uscite dispositivo nei Combi.
da un Combinator devono passare dai connettori “To/From Devices”; per i Combi con
più di 2 uscite dispositivo si deve quindi inserire un mixer.
Supponiamo di combinare tre dispositivi strumento (ciascuno con uscite stereo colle-
gate a un mixer) per creare un Combi strumento in split o in layer.
Selezionando questi tre dispositivi strumento (ma non il mixer) e poi selezionando
“Combine” solo uno dei dispositivi sarà assegnato automaticamente ai connettori
“From Devices”, mentre gli altri due avranno le stesse connessioni che avevano prima
di essere combinati tra loro.

157 THE COMBINATOR


Aggiungere dispositivi al D Selezionando un dispositivo nel Combi (ma non il Combi vero e proprio).
Selezionando un dispositivo dal menu Create esso apparirà sotto il dispositivo
selezionato (proprio come nel rack).
Combi D Per i dispositivi aggiunti a un Combi non sono create automaticamente
tracce nel sequencer.
Linea d’inserzione
Routing automatico
Il routing automatico dei dispositivi in un Combi è simile a quello dei dispositivi nel
rack:
D Se in un Combi è selezionato un dispositivo, quello nuovo creato appare
sotto il dispositivo selezionato secondo i seguenti criteri standard.
• Se è selezionato un effetto e si crea un nuovo dispositivo effetto, essi sono colle-
gati in serie.
• Se è selezionato un dispositivo strumento e si crea un effetto, quest’ultimo è colle-
Quando appare la linea d’inserzione i nuovi dispositivi creati sono aggiunti al Combi-
gato come effetto in Insert al dispositivo strumento.
nator.
• Se è selezionato un mixer e si crea un effetto, quest’ultimo è collegato al mixer
D Per poter selezionare la linea d’inserzione assicurarsi che il pulsante come effetto in Send.
“Show Devices” sul pannello Controller del Combinator sia illuminato. • Se è selezionato un dispositivo strumento e si crea un altro strumento, quest’ul-
timo è aggiunto sotto il dispositivo selezionato e collegato al primo canale d’in-
D La linea d’inserzione appare nello spazio vuoto alla base del contenitore
gresso disposnibile del mixer.
Combinator (sotto tutti i dispositivi presenti nel Combi).
Se il Combi non contiene dispositivi lo spazio vuoto è sotto il pannello Controller. • Premendo [Shift] e creando un nuovo dispositivo non si ha un routing automatico.
• Premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e creando un nuovo dispositivo, nel
Mostrare la linea d’inserzione sequencer si crea una traccia per il dispositivo.

La linea d’inserzione si seleziona/mostra con uno dei seguenti metodi: D Aggiungendo un dispositivo a un Combi vuoto, la sua uscita sarà colle-
gata automaticamente ai connettori “From Devices”. Nei dispositivi ef-
• Cliccando nello spazio vuoto alla base del contenitore del Combinator.
fetto, sarà collegato automaticamente anche l’ingresso ai connettori “To
• Creando un nuovo Combi la linea d’inserzione si seleziona automaticamente. Devices”.
• Usando i tasti freccia si possono scorrere e selezionare i vari dispositivi correnti
presenti nel Combi; selezionando lo spazio vuoto appare la linea d’inserzione.
• Selezionando “Initialize Patch” per un Combinator si cancellano tutti i dispositivi e
Aggiungere dispositivi con un drag & drop
appare la linea d’inserzione. E’ possibile spostare i dispositivi nel rack che si trovano fuori dal Combi nel conteni-
tore del Combinator; la procedura è la seguente:
D Si noti che mostrando la linea d’inserzione di seleziona automatica-
mente il Combinator, ma selezionando il Combinator non appare auto- 1. Per aggiungere più di un dispositivo, [Shift]-selezione dei dispositivi.
maticamente la linea d’inserzione. 2. Cliccare nell’area “maniglia” del dispositivo.
La linea d’inserzione rimane selezionata fino a quando si seleziona un altro dispos- Per i dispositivi a grandezza piena è l’area da sinistra a destra del pannello (tra gli
itivo (nel Combi o nel rack), oppure si nascondono i dispositivi. slot del rack); per i dispositivi ridotti si cliccare ovunque fuori dai parametri veri e
propri.
Creare nuovi dispositivi in un Combi
3. Trascinare il dispositivo(i) nel Combinator.
Perchè Combinator diventi il dispositivo target per i dispositivi creati si deve usare Una spessa linea rossa verticale indica dove sarà collocato il dispositivo(i). Si noti
uno dei metodi seguenti: che la linea rossa può essere a sinistra di un dispositivo (ad indicare che il dispos-
itivo spostato sarà inserito prima dell’altro dispositivo) o a destra di un dispositivo
D Mostrare la linea d’inserzione (vedere ). (ad indicare che il dispositivo spostato sarà inserito dopo l’altro dispositivo). E’
Creando un dispositivo con la linea d’inserzione visibile, il nuovo dispositivo appa- possibile anche aggiungere i dispositivi nello spazio vuoto alla base del conteni-
rirà sotto la linea d’inserzione alla base del contenitore del Combi. tore del Combi.

158
THE COMBINATOR
D Non c’è un routing automatico. D Premendo [Shift] mentre si trascina (o incolla) i dispositivi “scombinati”
Le connessioni esistenti nel rack sono mantenute, quindi ci potrebbero essere sono collegati automaticamente (come se fossero un singolo disposi-
connessioni di routing esterne (vedere “Routing esterno”). Se ci sono, sul display tivo).
nome del Combinator appare la scritta “External Routing” (e sul retro del Combi- L’uscita “From Devices” e l’ingresso “To Devices” (se ci sono) nel Combi “scom-
nator s’illumina un LED). binato” sono collegati automaticamente al Combi target secondo i criteri standard.
D Trascinando i dispositivi nel Combi con il tasto [Shift] premuto, essi si
scollegano dal rack e si collegano automaticamente in base alla posiz- Combinare due Combi
ione d’inserzione. D Il Combi inferiore è “scombinato” e i dispositivi s’aggiungono al Combi
Il routing tra i dispositivi trascinati è mantenuto; se non è possibile il routing auto- superiore nel rack quando li si combina.
matico di un dispositivo trascinato (per esempio, nel Combi non ci sono ingressi Il routing esistente rimane invariato.
liberi sul mixer) il dispositivo non si collega a niente.
D Trascinando i dispositivi nel Combi con il tasto [Option] (Mac) o [Alt] Combinare i dispositivi in un Combi con quelli nel
(Windows) premuto, essi sono copiati senza routing automatico. rack
Usando allo stesso tempo il tasto [Shift] Reason tenta un routing automatico in
base ai criteri descritti in precedenza. Combinando alcuni dispositivi in un Combi con quelli nel rack, i dispositivi combinati
sono rimossi dalle loro posizioni originali e aggiunti a un nuovo Combi (sotto quello
“originale”).
Aggiungere i dispositivi con un copia/incolla
E’ possibile copiare i dispositivi e incollarli in un Combi.
1. Selezionare i dispositivi da copiare.
2. Selezionare “Copy Device” dal menu Edit (o dal menu contestuale).
Gestire un Combi
3. Selezionare un dispositivo nel Combi o cliccare nello spazio vuoto per visu- Spostare l’intero Combi
alizzare la linea d’inserzione.
La procedura è molto simile a quella per gli altri dispositivi nel rack.
4. Selezionare “Paste Device” dal menu Edit (o dal menu contestuale).
D Selezionare il Combinator cliccando sul contenitore e trascinarlo alla
D Incollandoli i dispositivi sono aggiunti sotto il dispositivo corrente selez- nuova posizione.
ionato o la linea d’inserzione nel Combi. Quando si trascina appare il contorno del Combinator ed una linea rossa indica la
Non si ha un routing automatico. posizione d’inserzione; sono mantenute tutte le connessioni.
D Premendo [Shift] quando s’incolla Reason tenta un routing automatico D Premendo [Shift] mentre si trascina, il Combinator tenta il routing auto-
secondo i criteri standard. matico alla posizione d’inserzione nel rack secondo i criteri standard.
Il routing automatico è tenuto presente sia per un Combi effetto che strumento.
Aggiungere un Combi ad un Combi D Premendo il tasto [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) mentre si trascina si
I Combi “annidati” (cioè un Combi all’interno di un altro Combi) non sono supportati. crea una copia del Combi.
Aprendo il menu Create quando è selezionata la linea d’inserzione o un dispositivo in Non si ha un routing automatico. Premendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) +
un Combi, l’elemento Combinator sarà sfumato in grigio. [Shift] il Combi copiato è collegato automaticamente secondo i criteri standard.
Tuttavia, si può eseguire un drag & drop o copia/incolla per aggiungere un Combi ad
un altro Combi; si applicano i seguenti criteri: Spostare i dispositivi all’interno di un Combi
D I dispositivi nel Combi trascinato (o incollato) sono “scombinati” (cioè è Come per i dispositivi nel rack, quando si trascina appare un contorno dei dispositivi
rimosso il Combinator vero e proprio) e aggiunti sotto la posizione d’in- e una linea rossa indica la posizione d’inserzione; sono mantenute tutte le connes-
serimento nel Combi target. sioni.
Il routing esistente rimane invariato.
D Premendo il tasto [Shift] mentre si trascina, il dispositivo(i) tenta il rout-
ing automatico alla posizione d’inserzione secondo i criteri standard.

159 THE COMBINATOR


Spostare i dispositivi fuori da un Combi
Spostando i dispositivi fuori da un Combi ecco cosa avviene:
Pannello Controller
D Il routing rimane intatto e può darsi che s’illumini l’indicatore External
Routing.
Premendo [Shift] mentre si trascina, il dispositivo(i) tenta il routing automatico al
rack secondo i criteri standard.

Eliminare i dispositivi in un Combi


E’ il pannello principale del dispositivo Combinator; come i dispositivi strumento ha le
Funziona come per i dispositivi nel rack; selezionare il dispositivo e scegliere “Delete rotelline Pitch/Mod e altri controlli.
Device” dal menu Edit, oppure premere il tasto [Backspace].
Controlli virtuali
Scombinare i dispositivi
D Le quattro manopole e pulsanti al centro del pannello Controller sono
Per scombinare un intero Combi o i dispositivi selezionati in un Combi: controlli “virtuali” che possono essere assegnati a parametri e funzioni
D Selezionando un Combinator e poi “Uncombine” dal menu Edit, il Com- nei dispositivi contenuti nel Combi.
binator è rimosso e tutti i dispositivi contenuti nel Combi si collegano al Di default, questi controlli non sono assegnati ad alcun parametro nei nuovi
rack come un singolo dispositivo. Combi.
I dispositivi che prima erano collegati ai connettori “To/From Devices” ora si colle- • I parametri si assegnano nella sezione Modulation Routing del pannello Program-
gano al rack come era collegato il Combinator (via uscita e ingresso del Combina- mer (vedere “Sezione Modulation Routing”).
tor). • I movimenti dei controlli virtuali possono essere registrati come automazione.
• Ogni controllo può essere assegnato a un numero qualsiasi di parametri.
D Scombinando alcuni dispositivi selezionati in un Combi li si rimuove dal
Combi aggiugendoli al rack sotto il Combi stesso. • Cliccando sull’etichetta di una manopola o pulsante si può scrivere il nome adatto.
Le connessioni restano invariate, quindi può darsi che ci sia un routing esterno.
Rotelline Pitch Bend e Modulation
Le rotelline Pitch e Mod sul pannello Controller rispecchiano le azioni corrispondenti

Tracce sequencer e eseguite sulla tastiera master (come per i dispositivi strumento standard).
D Quando un Combinator ha un ingresso MIDI e il Combi contiene più dis-
riproduzione dei Combi positivi strumento, questi ricevono tutti i dati pitch bend e modulation.
Ciò significa che le impostazioni nel dispositivo strumento determinano cosa avvi-
ene quando si applica pitch bend o modulation.
Quando si crea un Combinator si crea automaticamente una traccia sequencer con la • Per esempio, muovendo la rotellina Mod si può applicare il vibrato a un dispositivo
messa a fuoco MIDI, proprio come per i dispositivi strumento standard. e cambiare la frequenza di taglio (cutoff) del filtro in un altro dispositivo.
• Anche il pitch bend è applicato secondo le singole impostazioni nel campo Range
D Quando la traccia Combinator riceve dati MIDI entranti, questi ultimi di tutti i dispositivi strumento in un Combi.
sono inviati a tutti i dispositivi strumento in un Combi strumento.
Significa che i dispositivi saranno configurati in layer quando si suona (e sarà te-
nuto conto dei valori velocity e key range di default). Pulsante Run Pattern Devices
Serve per avviare/fermare tutti i dispositivi pattern inclusi nel Combi (è come cliccare
D Nel pannello Programmer si può disattivare l’opzione Recieve Note o i
il pulsante Run sul pannello del dispositivo pattern). La condizione on/off di questo
dati controller performance selezionati dei singoli dispositivi strumento.
pulsante non è salvata nella patch Combi. Cliccando Play sul pannello di trasporto si
Per i dettagli vedere “Usare il Programmer”.
attiva automaticamente la funzione “Run Pattern Devices”.

✪ In Factory Sound Bank le patch Combi contenenti i dispositivi pattern


hanno la scritta “(run)” alla fine dei rispettivi nomi patch.

160
THE COMBINATOR
Pulsante Bypass All FX
Questo pulsante bypassa tutti i dispositivi effetto in un Combi; funziona così:
Usare il Programmer
• Tutti i dispositivi effetto in Insert del Combi passano in modalità Bypass.
Il Programmer si usa per la mappatura dei tasti, l’impostazione dei range velocity per i
• Tutti gli effetti in Send collegati a un dispositivo mixer sono disattivati.
dispositivi strumento e il routing di modulazione, assegnando i parametri del disposi-
• Cliccando su questo pulsante non s’influenzano i dispositivi effetti già bypassati o
tivo a manopole e pulsanti del pannello Controller.
disattivati.
D Per vedere il pannello Programmer cliccare sul pulsante “Show Pro-
Funzione Select backdrop... grammer” nel pannello Controller.
Il Programmer appare sotto il pannello Controller.

Questa funzione permette di cambiare “pelle” al pannello Controller; è possibile


definire le proprie etichette per i controlli assegnabili e cambiare colore e aspetto del
pannello.
D Selezionare il Combinator e scegliere “Select Backdrop...” dal menu
Edit. D A sinistra del pannello Programmer sono elencati i dispositivi presenti
Si apre il browser Image che consente di selezionare un file immagine in formato nel Combi corrente, nello stesso ordine con cui appaiono nel contenitore
JPEG (.jpg). del Combinator.
Cliccando su un dispositivo nell’elenco lo si seleziona per l’editing.
D Le dimensioni del file immagine devono essere di 754 x 138 pixel.
D La sezione Key Mapping al centro presenta una tastiera con una barra di
D Manopole, pulsanti, display nome patch e pulsanti non si possono ridis- scorrimento orizzontale in alto; l’area sottostante indica il key range di
egnare. ogni dispositivo strumento.
D Per inserire le proprie etichette di testo per i controlli virtuali, bisogna D A destra c’è la sezione Modulation Routing ove si possono assegnare i
prima rimuovere le etichette originali. parametri ai controlli sul pannello Controller.
Cliccare su un’etichetta, rimuovere il testo corrente e premere [Invio]. Vedere a page 163.
D Per rimuovere uno sfondo selezionare “Remove Backdrop” dal menu
contestuale.
Riappare lo sfondo originale del pannello Combinator.

Sfondi template
Installati con il programma ci sono sfondi template; hanno le giuste dimensioni e sono
un buon punto di partenza per la creazione di nuovi sfondi. La cartella “Combi Back-
drops” è nella cartella “Template Documents” all’interno della cartella programma di
Reason.
Sono disponibili due template, uno in formato JPEG l’altro in formato Adobe Photo-
shop (.psd).
D Il template .psd (Photoshop) contiene più layer, utili per personalizzare
gli sfondi.
Prima di usarli in Reason, gli sfondi creati in Photoshop devono essere salvati
come file JPEG.

161 THE COMBINATOR


Key Mapping dei dispositivi strumento D Naturalmente si possono configurare intervalli sovrapposti ove le note
all’interno di un key range definito sono in layer su due (o più) disposi-
Ogni dispositivo strumento può avere il proprio key range separato (cioè il tasto più tivi, ma le note sopra e sotto l’intervallo stabilito suoneranno dispositivi
grave e acuto che triggerano il dispositivo); ciò consente di creare split e layer per i distinti.
dispositivi strumento presenti in un Combi.
1. Assicurarsi che la traccia Combinator abbia il focus MIDI. Funzione Transpose
2. Selezionare un dispositivo strumento nell’elenco Device a sinistra; i disposi- Il campo Transpose nell’angolo in basso a destra consente di trasportare l’intonazione
tivi non strumento (es. effetti e mixer) non hanno key range. del dispositivo strumento corrente selezionato. Non si sposta la mappatura tasti, ma
Il key range del dispositivo corrente selezionato è evidenziato e indicato da una solo l’altezza del dispositivo selezionato; l’intervallo è +/- 3 ottave in step di semitoni.
barra orizzontale sotto il display della tastiera e in numeri nota nei campi Key
Range Hi e Key Range Lo alla base del pannello Programmer. Di default, è selezi- Tastiera virtuale
onato l’intero intervallo (da C -2 a G 8); può essere selezionato un solo dispositivo
Si può usare la tastiera virtuale per ascoltare i dispositivi strumento selezionati pre-
alla volta.
mendo [Option] (Mac) o [Alt] (Windows) e cliccando sui tasti.

Box di spunta Receive Notes/MIDI Performance Controller


Nell’angolo in basso a sinistra del Programmer c’è il campo Receive Notes con il ris-
pettivo box di spunta e sotto ci sono i box di spunta per tutti i controller MIDI perfor-
mance standard (Pitch Bend/Mod Wheel/Breath/Expression/Sustain Pedal/
Aftertouch).
D Questi box consentono di controllare se i dati dei controller Note/MIDI
Performance sono ricevuti da ogni dispositivo strumento in un Combi.

Ci sono vari modi per modificare il key range corrente:


D Cliccando nei campi valore Key Range Lo e Key Range Hi e muovendo il
D Disattivando il box “Receive Notes” il dispositivo selezionato non ri-
mouse in alto o in basso.
sponderà ai messaggi di nota MIDI entranti.
D Muovendo le “maniglie” della barra orizzontale nel display centrale. Se è selezionato un dispositivo non-strumento questo box non è mai attivo.
Può essere necessario usare la barra di scorrimento in alto per “vedere” le man-
D Disattivando uno qualsiasi dei controller Performance, il rispettivo(i)
iglie.
controller non sarà ricevuto dal dispositivo strumento selezionato.
D Trascinando la barra orizzontale si può anche spostare intere key zone Di default sono tutti attivi (On).
orizzontalmente (cambiando quindi i rispettivi key range).
3. Con uno dei metodi impostare il key range desiderato per il dispositivo
selezionato.
Al termine, il dispositivo suona solo le note all’interno del key range definito.
D Configurando i key range per i dispositivi in un Combi si creano stru-
menti split.
Per esempio, le note più gravi di C 2 potrebbero triggerare un dispositivo che
suona un basso e le note più acute di C 2 triggerare un dispositivo che suona un
pad.
D In un Combi i dispositivi strumento che condividono lo stesso key range
sono disposti in layer - cioè suonati nello stesso momento.
Sempre che non siano stati configurati velocity range - vedere in seguito.

162
THE COMBINATOR
Definire i Velocity Range per i dispositivi strumento Intervalli di velocity completi e parziali
Configurando i dispositivi strumento in modo che i rispettivi key range si sovrappon- Nel display Key Map si vedono i dispositivi con intervalli di velocity modificati:
gono – completamente o parzialmente – si può usare il velocity switching per stabilire • I dispositivi con l’intervallo di velocity completo (0 - 127) sono indicati solo da un
quali dispositivi sono riprodotti in base alla forza con la quale si suona la tastiera MIDI. contorno.
Per farlo si devono definire degli intervalli di velocity. • I dispositivi con qualsiasi altro intervallo di velocity sono striati.

Ogni volta che si preme un tasto sulla tastiera MIDI è trasmesso a Reason un valore
compreso tra 1 e 127; premendo leggermente il tasto è trasmesso un valore basso di
velocity, mentre premendolo con forza è trasmesso un valore di velocity superiore.
Il dispositivo ha un velocity range parziale (indicato dalle striscie).
Questo valore di velocity determina quali dispositivi suonano o meno.
1. Selezionare un dispositivo strumento nell’elenco Device a sinistra; i disposi-
tivi non-strumento (es. effetti e mixer) non hanno intervallo di velocity.
Sezione Modulation Routing
Di default è selezionato l’intero intervallo dei valori (0 - 127). La sezione Modulation Routing consente di assegnare qualsiasi parametro o funzione
nei dispositivi presenti in un Combi a qualsiasi controllo manopola o pulsante del pan-
2. Cliccare nei campi valore Velocity Range Lo e Velocity Range Hi quindi muo-
nello Controller.
vere il mouse in alto o in basso per impostare rispettivamente un intervallo di
velocity low e high.
Controlli manopola e pulsante
3. Una volta definito questo intervallo, il dispositivo sarà triggerato solo dalle
I controlli virtuali manopola e pulsante funzionano in modo molto simile ai controlli
note all’interno di questo intervallo di velocity.
equivalenti sui dispositivi hardware:
Intervalli di velocity sovrapposti D Un controllo manopola può variare in modo continuo i valori di un
parametro (es. un livello) o selezionare valori fissi (come i controlli frec-
Si può definire la sovrapposizione degli intervalli di velocity; per esempio:
cia della forma d’onda nella sezione Oscillator di Subtractor).
D Il dispositivo 1 ha un intervallo di velocity da 1 a 60.
D Un controllo pulsante seleziona due valori (come un selettore On/Off).
D Il dispositivo 2 ha un intervallo di velocity da 41 a 100. Non importa se sui vari dispositivi di Reason ci sono pulsanti che scorrono una se-
rie di valori (i pulsanti LFO Waveform, ad esempio). Se una forma d’onda dell’LFO
D Il dispositivo 3 ha un intervallo di velocity da 81 a 127. è assegnata a uno dei pulsanti virtuali, si potranno selezionare solo due delle sei
forme d’onda dell’LFO (quale essa sia dipende dall’intervallo Min/Max).
127
D L’intervallo disponibile per ogni parametro selezionato è indicato nei
100 campi Min/Max della sezione Modulation Routing.
La maggior parte di cursori e manopole sui dispositivi reali adottano lo standard 0-
80
127 o l’intervallo da -64 a +63; selettori e controlli freccia possono avere qualsiasi
60 intervallo di valori.

40
Device 3
Deispositivo 3
20 Deispositivo 2
Device 2
Velocity Deispositivo 1
Velocity 0 Device 1

I valori di velocity tra 41 e 60 triggerano le note di entrambi i Dispositivi 1 e 2.


Analogamente, i valori di velocity tra 81 e 100 triggerano i suoni dei Dispositivi 2 e 3.

163 THE COMBINATOR


Assegnare i parametri a un controllo 2. Per assegnare un parametro cliccare nella colonna Target del controllo man-
opola o pulsante al quale assegnarlo.
La procedura è la seguente:
Nel menu che appare sono elencati tutti i parametri disponibili del dispositivo.
1. Selezionare il dispositivo del quale assegnare i parametri nell’elenco Device
a sinistra.

3. Selezionare il parametro da assegnare al controllo.


Il parametro è assegnato e il suo nome appare nella colonna Target del controllo
Il nome del dispositivo selezionato appare nel campo Device della sezione Modulation corrispondente.
Routing; la sezione Modulation Routing ha quattro colonne:
D Di default, la colonna Source elenca i quattro controlli manopola e pul-
sante, ma ogni campo si può impostare a qualsiasi manopola/pulsante o
controller performance cliccando sulla freccia ed eseguendo una selezi-
one dal menu a tendina.
Di default, gli ultimi due campi non sono assegnati a niente.
D Nei menu a tendina nella colonna Target ci sono tutti i parametri del dis-
positivo selezionato.
4. Per fare in modo che il dispositivo selezionato riceva le note attivare questa
D Infine, in ogni elenco a tendina Target c’è l’opzione per la ricezione o opzione.
meno dei dati nota.
5. A questo punto, muovendo o premendo la manopola o pulsante assegnato si
D Le colonne Min/Max permettono di specificare un intervallo di valori per controlla il parametro al quale il controllo è stato assegnato.
il controllo virtuale.
6. Si può specificare un intervallo per il parametro cliccando nelle colonne Min
e Max e trascinando il mouse in alto o in basso.
Di default è impostato l’intervallo di valori massimo disponibile.
7. Selezionando un altro dispositivo nell’elenco Device a sinistra, si può asseg-
nare un altro parametro allo stesso controllo manopola o pulsante usando lo
stesso metodo.
E’ possibile quindi realizzare controlli multi-funzione che agiscono simultanea-
mente su più parametri. Per esempio, avendo due Subtractor e un Malström in un
Combi si potrebbe creare una manopola “master” della frequenza di taglio del filtro
(cutoff) che controlla questo parametro in tutti e tre i dispositivi.

164
THE COMBINATOR
Nominare un controllo
Quando si eseguono assegnazioni del routing di modulazione è meglio dare al con-
trollo associato un nome descrittivo che ne rifletta l’azione (per esempio, Vibrato On/
Off o il nome del parametro controllato).
Per farlo, cliccare sull’etichetta nel pannello Controller e digitare un nuovo nome.

Connessioni CV
Le connessioni CV tra i dispositivi nel Combi sono salvate con le patch Combi. Ciò
vale anche per le connessioni CV tra i dispositivi in un Combi e il Combi stesso - per
esempio, se un dispositivo Matrix nel Combi è collegato a uno degli ingressi CV sul
pannello posteriore del Combi.
Sul retro del Combinator ci sono i seguenti connettori CV:

Ingressi Sequencer Control


Gli ingressi Sequencer Control CV e Gate consentono di suonare il Combinator da
un altro dispositivo CV/Gate (in genere un Matrix o un RPG-8); il segnale all’ingresso
CV controlla l’altezza della nota, mentre il segnale all’ingresso Gate consegna la nota
On/Off e la rispettiva velocity.

Ingressi Modulation
In questa sezione ci sono gli ingressi standard CV Mod Wheel e modulazione Pitch
Bend, oltre che gli ingressi di modulazione per i quattro controlli manopola.
! Il parametro(i) assegnato a un controllo manopola può quindi essere
modulato da un segnale CV; ciò consente di usare il controllo CV per
quasi tutti i parametri di Reason!

165 THE COMBINATOR


16 D The Mixer
Introduzione Striscia canale
AUX Send 1-4

Selettore pre-fader per l’AUX Send 4


Pulsante EQ On/Off button

Controlli EQ Treble e Bass controls

Il Mixer 14:2 consente il controllo di livello, posizione stereo (Pan), timbro (EQ) e mix
Pulsanti Mute (M) e Solo (S) buttons
effetti (AUX Send) di ogni dispositivo audio collegato.
Controllo Pan
Il Mixer 14:2 è molto simile a un mixer tradizionale hardware; ha 14 canali d’ingresso
(stereo) combinati e assegnati alle uscite master Left e Right.
Le “strisce” canale verticali sono identiche e presentano (dall’alto in basso) quattro Fader canale
Aux Send, una sezione EQ, pulsanti Mute e Solo, un controllo Pan e un fader di livello.
Indicatore canale
Naturalmente, ogni parametro del mixer può essere automatizzato e se servono altri
canali basta semplicemente creare un altro mixer! Etichetta canale

! Si noti che se prima di aver creato un dispositivo audio non è stato cre-
ato un mixer l’uscita del dispositivo audio è assegnata automaticamente Ogni striscia canale del Mixer 14:2 contiene gli elementi elencati alla pagina seg-
alle uscite audio hardware attraverso l’Interfaccia Hardware di Reason uente:
(dispositivo Audio Out).

167 THE MIXER


:
|Elemento |Descrizione |Intervallo valore
Fader canale Il fader canale controlla il livello d’uscita del rispettivo canale; regolando i fader, si stabilisce l’equilibrio di mixaggio desid- 0 - 127
erato tra i vari dispositivi collegati al Mixer.
Etichetta canale Ad ogni canale del mixer è collegato un dispositivo, indicato da un’etichetta a sola lettura con il nome a sinistra del fader. N/A
Indicatore canale L’indicatore mostra graficamente il livello d’uscita del canale; se il livello del segnale spinge l’indicatore nella zona rossa N/A
abbassare il livello d’uscita del dispositivo collegato al canale del mixer o il fader del canale stesso per evitare distorsione.
Controllo Pan Questo controllo definisce la posizione sinistra/destra del canale nel campo stereo. [Command]/[Ctrl]-click sulla manop- -64 – 0 – 63
ola Pan per regolare il Pan al valore “0” di default (posizione centrale).
Pulsanti Mute (M) Cliccando sul pulsante Mute di un canale si silenzia l’uscita del canale stesso; cliccare di nuovo sul pulsante Mute per On/Off
e Solo (S) togliere il canale dal Muto.
Cliccando sul pulsante Solo di un canale si silenziano tutti gli altri canali del mixer e si sente solamente quello in Solo.
E’ possibile mettere in Solo più canali contemporaneamente, ma in tal caso i canali in Solo non si possono silenziare con
il pulsante Mute; per silenziare uno o più canali in Solo basta toglierli dal Solo.
Controlli EQ Treble e I controlli d’EQ Treble e Bass attenuano o enfatizzano rispettivamente le frequenze più alte e basse del segnale. Treble: +/- 24 dB a 12 kHz.
Bass Cliccare sul pulsante EQ per attivare la sezione EQ del mixer. Bass: +/- 24 dB a 80 Hz.
Se serve un’equalizzazione più precisa si può sempre usare un EQ parametrico PEQ-2 come effetto in Insert su un dis-
positivo.
Si notino anche le modalità di EQ - vedere page 169.
Send effetti ausiliari 1- I quattro AUX Send indipendenti controllano la quantità di segnale del canale inviata ad altri dispositivi - in genere gli ef- 0 - 127
4 (AUX Send) fetti. L’uscita dell’effetto torna poi agli ingressi AUX Return del Mixer (vedere a page 170) ove è mixata con il segnale
diretto “dry” (non-processato). Creando un dispositivo effetto quando è selezionato il Mixer, l’effetto è assegnato auto-
maticamente ai primi jack Send/Return disponibili. Si può quindi controllare la quantità dell’effetto applicata a qualsiasi
dispositivo collegato a un canale del Mixer con la rispettiva manopola AUX Send. Le uscite AUX Send sono prelevate
dopo il fader del canale (post-fader), ma per l’AUX Send 4 si può anche scegliere la modalità pre-fader (cliccando sul pul-
sante “P” accanto al Send in modo che s’illumini). In modalità pre-fader, il livello Send è indipendente dal fader del ca-
nale; i Send sono stereo ma si possono usare anche in mono.

168
THE MIXER
Percorso del segnale nel Sezione Aux Return
Mixer
Il percorso del segnale in un canale del Mixer è il seguente:
Modalità
pre-fader Aux 4

Ingress EQ Pan Mute Fader AUX Send

AUX Return Dispositivi effetto

Solo Uscita Master L/ La sezione Aux Return offre ha ingressi stereo “extra” oltre ai 14 canali stereo del
Mixer. La funzione principale dei canali Return è fornire gli ingressi per i dispositivi ef-
Si noti che la funzione Solo è “in loco”, quindi se il canale utilizza i Send ausiliari inviati fetti in Send; ogni canale Aux Return ha un proprio controllo di livello e un’etichetta a
ai dispositivi effetto, nel segnale d’uscita in Solo ci sarà anche il canale(i) in Solo con sola lettura con il nome del dispositivo collegato ad esso.
inclusi gli effetti Aux Send.
Si noti inoltre che se per l’Aux 4 è attiva la modalità pre-fader, il Send è prelevato
dopo i controlli EQ e Pan ma prima del fader.
Fader Master
Modalità d’EQ

Il fader Master L/R controlla il livello d’uscita totale di tutti i canali del Mixer; si usa per
modificare il livello relativo di tutti i canali, eseguire fade-out, ecc..
In Reason 2.5 i moduli d’EQ nel Mixer sono stati perfezionati per avere suono e tim-
brica migliori. Tuttavia, per riprodurre song realizzate in versioni precedenti di Reason
è meglio usare la “vecchia” modalità d’EQ in modo che le song suonino esattamente
uguali.
A questo proposito, sul retro del Mixer c’è un selettore; spostarlo in posizione “Im-
proved EQ” per i nuovi tipi d’EQ o in posizione “Compatible EQ” per l’EQ vecchio
stile.
In entrambi i casi i parametri sono esattamente gli stessi.

169 THE MIXER


Connessioni Ritorni ausiliari (AUX Return)

In genere, tutti i jack ingresso/uscita sono sul pannello posteriore del Mixer 14:2.
Si usano connettori particolari per “concatenare” due o più Mixer tra loro.
La procedura è descritta a page 171.

Connessioni canale Mixer


D Ogni canale del mixer ha ingressi stereo Left/Right per il collegamento D Ci sono quattro jack d’ingresso Return stereo.
dei dispositivi audio. Normamente sono collegati alle uscite Left e Right dei dispositivi effetto.
Usare l’ingresso Left per collegare manualmente una sorgente di segnale mono.
Uscite Master Left/Right
D Inoltre, ci sono due ingressi Control Voltage (CV) con i rispettivi potenzi-
ometri di regolazione tensione per il controllo in tensione di livello e Pan
del canale da altri dispositivi.

Uscite Send ausiliarie (AUX Send)

D Le uscite Master sono assegnate automaticamente alla prima coppia


D I quattro jack Send Out stereo normalmente si usano per collegare gli in- d’ingresso disponibile sull’Interfaccia Audio Hardware.
gressi dei dispositivi effetto. Essa invia a sua volta l’audio alle uscite dell’hardware audio.
Per collegare un Send all’ingresso mono di un dispositivo usare l’uscita Left
(Mono). ✪ Si noti che le uscite Master non devono necessariamente essere inviate
Collegando un Send a un dispositivo effetto la rispettiva manopola AUX Send deter- direttamente all’Interfaccia Audio Hardware; per esempio, si potrebbero
mina il livello del segnale inviato al dispositivo effetto per ogni canale; l’uscita Send è collegare a un effetto e poi inviare le uscite dell’effetto all’interfaccia
prelevata post-fader ma per l’AUX Send 4 è possibile scegliere la modalità pre-fader. Hardware.

D Si noti che alcuni effetti (es. il conpressore COMP-01 o l’equalizzatore D Inoltre, un ingresso Control Voltage (CV) con il rispettivo potenziometro
parametrico PEQ-2) non sono destinati all’impiego in Send, ma si usano consente il controllo in tensione del livello Master da un altro disposi-
in Insert (l’intero segnale attraversa l’effetto). tivo.
Altrimenti, si può usare l’AUX Send 4 in modalità pre-fader e abbassare completa-
mente il fader del canale.

170
THE MIXER
Concatenare i Mixer Mixer non concatenati o parzialmente concatenati
E’ possibile anche concatenare solo in parte i Mixer o non concatenarli affatto.
D Su un Mixer, ad esempio, può essere necessario avere effetti Aux Send
diversi.
Basta scollegare uno o più cavi che vanno dai jack Send Out ai jack Chaining Aux
e assegnare nuovi effetti in Send.
D Si potrebbe inviare l’uscita Master di un Mixer a un’altra coppia d’in-
gresso Audio In dell’Interfaccia Hardware invece che agli ingressi Chain-
ing Master.

Due Mixer concatenati sono collegati così (il Mixer in alto è quello “Master”).
Se servono altri canali del Mixer basta creare un nuovo Mixer; facendolo, i Mixer si col-
legano automaticamente attraverso i jack “Chaining Master” e “Chaining Aux”.
D L’uscita Master del nuovo Mixer creato è collegata all’ingresso Chaining
Master del Mixer originale.
Il livello d’uscita Master del nuovo Mixer si può così controllare con il fader Master
del Mixer originale (questo fader controlla quindi il livello d’uscita Master di en-
trambi i Mixer).
D Le quattro uscite Aux Send stereo del nuovo Mixer creato sono collegate
ai jack Chaining Aux del Mixer originale.
Il nuovo Mixer può accedere così a tutti gli effetti Aux Send collegati al Mixer origi-
nale attraverso gli stessi Aux Send corrispondenti.
In questo modo i due Mixer lavorano come un unico Mixer.
! L’unica eccezione è la funzione Mute/Solo che non è concatenata. Met-
tendo in Solo un canale su uno dei Mixer cioè non si silenziano i canali
nell’altro Mixer.
E’ possibile creare tutti i Mixer desiderati; essi saranno concatenati allo stesso modo,
con un Mixer che agisce da “Master” (controlla cioè il livello Master di tutti i Mixer della
catena e fornisce le sorgenti effetto Aux Send).

171 THE MIXER


17 D The Line Mixer 6:2
Introduzione |Elemento
Send effetto
|Descrizione
Gli AUX Send controllano la quantità di segnale del canale invi-
ausiliario (AUX) ata ad altri dispositivi - in genere gli effetti. L’uscita dell’effetto
torna poi al Mixer sull’ingresso AUX Return, ove è mixata con il
segnale diretto “dry” (non-processato). Creando un dispositivo
effetto quando è selezionato il Mixer, l’effetto è assegnato auto-
maticamente ai jack Send/Return. Si può così controllare la
Il dispositivo Line Mixer 6:2 consente di controllare livello, posizione stereo (Pan) e quantità d’effetto applicata a qualisasi dispositivo collegato a un
mix effetto (AUX Send) di ogni dispositivo audio collegato. canale del Line Mixer con la manopola AUX Send. Il Send può
E’ costituito da 6 canali d’ingresso stereo combinati e inviati alle uscite Master Left e essere prelevato per o post livello canale (vedere a page 174).
Right.

Parametri canale Sezione Aux Return


I canali AUX Return forniscono gli ingressi per un dispositivo effetto collegato in
I canali sono identici e presentano un Aux Send, pulsanti Mute e Solo, un controllo Send.
Pan e uno di livello: I canali Aux Return hanno un solo controllo di livello sul pannello frontale.

|Elemento |Descrizione
Controllo di livello Controlla il livello d’uscita del rispettivo canale e consente di
stabilire l’equilibrio desiderato tra i vari dispositivi collegati al
Line Mixer.
Livello Master
Etichetta canale Ogni canale del mixer al quale è collegato un dispositivo ha I fader Master L/R controllano il livello d’uscita totale di tutti i canali del Mixer.
un’etichetta a sola lettura con il nome del dispositivo. Si usa per modificare il livello relativo di tutti i canali, eseguire fade-out, ecc..
Indicatore canale L’indicatore mostra graficamente il livello d’uscita del canale; se
il livello del segnale spinge l’indicatore nella zona rossa ab-
bassare il livello d’uscita del dispositivo collegato al canale del
mixer o il controllo di livello stesso, per evitare distorsione.
Controllo Pan Questo controllo definisce la posizione sinistra/destra del ca-
nale nel campo stereo. [Command]/[Ctrl]-click sulla manopola
Pan per regolare il Pan al valore “0” di default (posizione cen-
trale).
Pulsanti Muto (M) Cliccando sul pulsante Mute di un canale si silenzia l’uscita del
e Solo (S) canale stesso; cliccare di nuovo sul pulsante Mute per togliere il
canale dal Muto.
Cliccando sul pulsante Solo di un canale si silenziano tutti gli al-
tri canali del mixer e si sente solamente quello in Solo. E’ possi-
bile mettere in Solo più canali contemporaneamente, ma in tal
caso i canali in Solo non si possono silenziare con il pulsante
Mute.
Per silenziare uno o più canali in Solo basta toglierli dal Solo.

173 THE LINE MIXER 6:2


Connessioni
In genere tutte le connessioni ingresso/uscita sono sul pannello posteriore del Line
Mixer.

Connessioni canale Mixer


D Ogni canale del mixer ha ingressi stereo Left/Right per il collegamento
dei dispositivi audio.
Usare l’ingresso Left per collegare manualmente una sorgente di segnale mono.
D Inoltre, c’è un ingresso Control Voltage (CV) per il controllo in tensione
del Pan canale da altri dispositivi.

Mandate ausiliarie (AUX Send)


D I jack Send si collegano agli ingressi dei dispositivi effetto.
Per collegare la mandata all’ingresso mono di un dispositivo usare l’uscita Left
(Mono).
Quando un Send è collegato a un dispositivo effetto, la rispettiva manopola AUX
Send determina il livello del segnale di ogni canale inviato al dispositivo.
L’uscita Send può essere prelevata Pre o Post livello canale usando il selettore a sin-
istra dei jack Send.

Ritorni ausiliari (AUX Return)


Normalmente sono collegati alle uscite Left e Right dei dispositivi effetto.

Uscite Master Left/Right


D Le uscite Master sono assegnate automaticamente alla prima coppia
d’ingresso audio dell’Interfaccia Hardware, oppure a un altro Mixer.
Usando un Combi, in genere le uscite Master sono collegate ai jack “From De-
vices” del Combinator.

174
THE LINE MIXER 6:2
175 THE LINE MIXER 6:2
18 D Redrum
Introduzione Formati File
Redrum legge due tipi di file:

Patch Redrum
Una patch Redrum (estensione “.drp” in Windows) contiene tutte le impostazioni rel-
ative ai dieci canali sonori percussivi, inclusi i riferimenti file sui campioni percussivi
utilizzati (ma non i campioni veri e propri); selezionare le patch è come selezionare un
nuovo kit di batteria.

Campioni percussivi
Redrum legge e riproduce i file campione nei seguenti formati:
• Wave (.wav)
A una prima occhiata, Redrum sembra una tradizionale batteria elettronica basata sul • AIFF (.aif)
pattern (come le leggendarie unità Roland 808/909). In effetti, ha una fila di 16 pul-
• SoundFonts (.sf2)
santi step che si usano per programmare gli step dei pattern, proprio come le clas-
siche batterie elettroniche. Tuttavia, ci sono alcune differenze significative: Redrum ha • REX file slices (.rex2, .rex, .rcy)
dieci “canali” percussivi, ciascuno dei quali può caricare un file audio; ciò offre possi- • Qualsiasi risoluzione (Bit Depth)
bilità sonore praticamente illimitate. Non piace il rullante? Si cambia! Kit di batteria • Qualsiasi frequenza di campionamento (Sample Rate)
completi si possono salvare come Patch Redrum, in modo da mixare e trovare tutti i • Stereo o Mono
suoni percussivi desiderati per realizzare con facilità kit personalizzati. Wave e AIFF sono i formati dei file audio standard rispettivamente per le piattaforme
PC e Mac; qualsiasi editor audio o campione, indipendentemente dalla piattaforma,
legge e crea i file audio in almeno uno di questi formati (e qualche editor in entrambi i
formati).
SoundFonts è un formato libero di audio sintetizzato wavetable, sviluppato da E-mu
systems e Creative Technologies.
I banchi SoundFont memorizzano suoni sintetizzati wavetable, consentendo agli utenti
di creare e modificare suoni multi-campionati in particolari programmi di editing
Soundfont. I suoni si possono poi riprodurre in synth wavetable (presenti in genere
per varie categorie: User Samples, Instruments, Presets, ecc.. Redrum consente di
catalogare e caricare singoli campioni SoundFont, non interi soundfont.
I file REX sono creati in ReCycle – un programma progettato per lavorare con loop
campionati; funziona “suddividendo” un loop in “slice” e realizzando campioni separati
di ogni beat (in modo da poter modificare il tempo dei loop senza influenzarne l’al-
tezza) e modificare un loop come se fosse costituito da singoli suoni. Redrum con-
sente di catalogare i file REX e caricare slice separati come singoli campioni.

177 REDRUM
Usare le patch Creare una nuova patch
Per creare una propria patch (o modificarne una esistente):
Un nuovo dispositivo Redrum creato è vuoto; prima che possa riprodurre materiale 1. Cliccare sul pulsante cartella di un canale sonoro percussivo.
Si apre il browser campioni di Redrum.
audio si deve caricare una patch Redrum (o crearne una da zero caricando singoli
campioni percussivi). Una patch Redrum contiene le impostazioni dei dieci canali so-
nori percussivi completi dei riferimenti file ai campioni di batteria impiegati.
! I pattern Redrum non sono nella patch! Per salvare patch Redrum com-
plete di pattern creare un Combinator contenente Redrum e salvare la
patch Combi.

Caricare una patch 2. Individuare e aprire un campione percussivo.


Per caricare una patch usare uno dei seguenti metodi: In Factory Sound Bank (cartella Redrum Drum Kits) ci sono molti campioni percus-
sivi; si può anche usare un campione AIFF, Wave, SoundFont o lo slice di un file
D Usare il browser per individuare e aprire la patch desiderata. REX.
Per aprire il browser selezionare “Browse Redrum Patches” dal menu Edit (o da
quello contestuale del dispositivo) o cliccare sul pulsante cartella nella sezione 3. Eseguire le impostazioni desiderate del canale sonoro percussivo.
patch sul pannello del dispositivo. I parametri sono descritti a page 183.
4. Ripetere i punti 1. e 3. per gli altri canali sonori percussivi.
5. Una volta soddisfatti del kit di batteria, si può salvare la patch cliccando sul
pulsante Floppy Disk nella sezione patch sul pannello del dispositivo.
Si noti, tuttavia, che non è indispensabile salvare la patch; tutte le rispettive im-
postazioni saranno incluse salvando la song.

D Una volta selezionata una patch si possono scorrere tutte le patch nella Caricare gli slice del file REX
stessa cartella usando i pulsanti freccia situati sotto il display con il
nome patch. Gli slice da un file REX si caricano in modo simile quello dei “normali” campioni:
1. Aprire il browser campione come descritto in precedenza.
D Cliccando nel display nome patch sul pannello del dispositivo appare un
menu a tendina che elenca tutte le patch presenti nella cartella corrente. 2. Cercare un file REX.
Ciò consente di selezionare subito un’altra patch nella stessa cartella senza do- Le esetensioni possibili sono: “.rex2”, “.rex” e “.rcy”.
verle scorrere tutte una dopo l’altra.
3. Selezionare il file e cliccare “Open”.
Il browser visualizza un elenco di tutti gli slice separati presenti nel file REX.
Ascoltare i suoni in una patch
4. Selezionare lo slice desiderato e cliccare “Open”.
Ci sono due modi per ascoltare i suoni in una patch senza programmare un pattern: Lo slice è caricato in Redrum.
D Cliccando sul pulsante Trigger (freccia) in cima ad ogni canale percus-
sivo. Creare una patch vuota
Per “inizializzare” le impostazioni in Redrum selezionare “Initialize Patch” dal menu
Edit o dal menu contestuale del dispositivo; questo comando rimuove tutti i campioni
di tutti i canali sonori percussivi e imposta tutti i parametri ai rispettivi valori di default.

D Suonando le note da C1 ad A1 sulla tastiera MIDI.


C1 suona il canale percussivo 1, e così via. Vedere anche a page 186.
Entrambi questo metodi riproducono il campione percussivo del rispettivo canale so-
noro percussivo, con tutte le impostazioni applicate al suono.

178
REDRUM
Programmare i pattern D Si può anche avviare Redrum separatamente (senza avviare il sequencer
principale) cliccando sul pulsante Run nel pannello del dispositivo.
Si avvia il sequencer pattern interno di Redrum; per fermare la riproduzione clic-
care nuovamente sul pulsante Run di Redrum o sul pulsante Stop nel pannello di
Cosa è un pattern Redrum? trasporto.
Redrum ha un sequencer pattern interno. A differenza del sequencer principale di
Reason, quello di Redrum riproduce in continuazione un pattern della durata specifi-
cata; l’analogia tipica nel “mondo reale” è una batteria elettronica che riproduce pat-
tern ritmici, in genere della durata di una o due misure.
In alcuni casi lo stesso pattern si deve ripetere in tutta la song, ma quasi sempre sono
necessarie alcune variazioni; la soluzione è creare diversi pattern e programmare
cambi pattern (passaggi automatici da un pattern a un altro) alle posizioni desiderate
Pulsante Run di Redrum.
nella song.
D Se Redrum è in esecuzione separatamente e s’avvia la riproduzione del
Integrazione del sequencer pattern di Redrum con quello sequencer principale il dispositivo pattern riparte automaticamente in
principale sync con il sequencer.
Il sequencer pattern interno di Redrum interagisce con il sequencer principale di Rea- D I cambi pattern possono essere controllati da eventi di cambio pattern
son nei modi seguenti: nel sequencer principale.
In altre parole, si possono registrare o creare cambi pattern nel sequencer princi-
D Il tempo impostato sul pannello di trasporto è usato per tutta la pale e fare in modo che si verifichino alla giusta posizione in riproduzione.
riproduzione.
Usando la traccia Tempo, Redrum la segue. D Le sorgenti sonore possono essere riprodotte dal sequencer principale o
via MIDI.
D Avviando la riproduzione dal sequencer principale (sul pannello di Si può combinare la riproduzione interna del pattern con quella del sequencer
trasporto) anche Redrum s’avvia automaticamente (sempre che il se- principale o via MIDI; ciò consente, ad esempio, d’aggiungere variazioni o “rullate”
quencer pattern non sia stato disabilitato - vedere in seguito). a un pattern di base. E’ possibile disabilitare totalmente il sequencer pattern, tras-
D E’ possibile mettere in Muto e Solo le tracce Redrum nel sequencer. formando il dispositivo in un modulo sonoro puro; per farlo, disattivare il selettore
Se Redrum ha una traccia nel sequencer e si silenzia quella traccia, anche Redrum Enable Pattern Section.
si silenzia automaticamente (come indica il LED Mute sul pannello del dispositivo).
Se sulla traccia Redrum ci sono più corsie nota, le rispettive condizioni di Muto
non saranno indicate sul pannello del dispositivo.

Selezionare i pattern
Questo dispositivo Redrum è silenziato.
Redrum ha 32 memorie pattern suddivise in quattro banchi (A, B, C, D).

Pulsanti Bank e Pattern del sequencer pattern di Redrum.

179 REDRUM
D Per selezionare un pattern nel banco corrente cliccare sul pulsante Pat- 5. Selezionare un canale Redrum cliccando sul pulsante “Select” alla base del
tern (1-8). canale.
E’ possibile assegnare comandi rapidi del computer e/o messaggi MIDI alla selez- Il pulsante s’illumina ad indicare che quel canale (e il suono percussivo in esso
ione pattern. contenuto) è selezionato.
D Per selezionare un pattern in un altro banco, prima cliccare sul pulsante
Bank (A, B, C, D) e poi cliccare sul pulsante Pattern desiderato.
Fino a quando non si clicca sul pulsante Pattern non succede niente.
D Selezionando un nuovo pattern durante la riproduzione, il cambio avvi-
ene sul beat in battere successivo (in base al tempo in chiave stabilito
nel pannello di trasporto).
Automatizzando i cambi pattern nel sequencer principale, si può fare in modo che
essi avvengano a qualsiasi posizione - vedere a page 69. 6. In modalità Run cliccare sul pulsante Step 1 in modo che s’illumini.
Il suono selezionato è riprodotto ad ogni “passaggio” dello Step 1.
D Non è possibile caricare o salvare i pattern - sono salvati come parte di
una song. 7. Cliccando sugli altri pulsanti Step in modo che s’illuminino saranno riprodotti
Tuttavia è possibile spostare i pattern da un posto a un altro (anche tra song) con i suoni selezionati quando il sequencer passa sui vari step.
i comandi Cut, Copy e Paste Pattern, descritti nel capitolo “Usare i dispositivi Pat- Cliccando una seconda volta sul pulsante Step (illuminato) si rimuove il suono dal
tern” del manuale di Avvio Rapido. rispettivo step e il pulsante si spegne; per rimuovere rapidamente gli step cliccare
e trascinare il mouse.
Esempio di pattern 8. Selezionare un altro canale di Redrum per programmare gli step di quel
Anche avendo poca familiarità con la programmazione degli step di un pattern, il con- suono.
cetto di base è molto intuitivo e facile da capire; procedere come segue: Selezionando un nuovo suono o canale scompaiono anche le indicazioni visive
(pulsanti statici illuminati) degli step inseriti per il suono selezionato in precedenza.
1. Caricare una patch Redrum (se una non è già caricata). I pulsanti Step mostrano sempre gli step inseriti per il suono corrente selezionato.
2. Assicurarsi che sia selezionato un pattern vuoto. 9. Continuare a scegliere i vari suoni e programmare gli step per costruire il
Per esserne sicuri, usare il comando Clear Pattern del menu Edit o di quello con- pattern.
testuale del dispositivo. E’ possibile cancellare o aggiungere gli step anche se la modalità Run non è attiva.
3. Assicurarsi che siano attivi (illuminati) i pulsanti “Enable Pattern Section” e
“Pattern”. Impostare la durata del pattern
E’ opportuno anche impostare la durata del pattern, cioè il numero di step che il pat-
tern riproduce prima di ripetersi:

D Per impostare il numero di step che il pattern deve riprodurre si usano i


4. Cliccare sul pulsante “Run”.
controlli freccia “Steps”.
Non ci sarà suono, poichè non sono ancora stati registrati step del pattern; come
L’intervallo và da 1 a 64. Il numero di step si può sempre aumentare in un secondo
si può notare, però, i LED sopra i pulsanti Step s’illuminano uno dopo l’altro, muov-
momento, poichè ciò aggiunge semplicemente step vuoti alla fine del pattern orig-
endosi continuamente da sinistra a destra; ogni pulsante Step è uno “step” del
inale.
pattern.
Si può anche accorciare un pattern, ma facendolo (ovviamente) gli step “fuori”
dalla nuova durata non si sentiranno. Questi step, tuttavia, non sono cancellati; au-
mentando il valore Steps, essi sono riprodotti riprodotti nuovamente.

180
REDRUM
Selettore “Edit Steps” Shuffle del pattern
Impostando la durata del pattern a oltre 16 step, gli step del pattern dopo il sedices- Lo shuffle è un andamento ritmico che da alla musica uno “swing” più o meno intenso.
imo non saranno visibili, sebbene riprodotti. Per vedere e poter modificare i 16 step Funziona ritardando tutti i sedicesimi che cadono tra gli ottavi.
successivi, si deve impostare il selettore Edit Steps alla posizione 17-32; per vedere
e modificare gli step oltre il trentaduesimo impostare il selettore alla posizione 33-48, Lo shuffle si può attivare o disattivare singolarmente per ogni pattern Redrum clic-
e così via. cando sul pulsante Shuffle nel pannello del dispositivo.

Impostare la risoluzione del pattern

La quantità di shuffle si definisce complessivamente con il controllo Global Shuffle nel


Mixer ReGroove (vedere il capitolo “Mixer ReGroove”).
Redrum segue sempre il tempo impostato nel pannello di trasporto, ma si può anche
fare in modo che Redrum riproduca a “risoluzioni” diverse rispetto all’impostazione
tempo. Cambiando il valore Resolution si modifica la durata di ogni step (quindi la “ve-
locità” del pattern).

Dinamiche dello step


Inserendo le note per un suono percussivo, si può impostare il valore velocity di ogni
step a uno dei tre valori Hard, Medium o Soft; per farlo, posizionare il selettore Dy-
namic prima d’inserire la nota. Flam

Il flam si ottiene colpendo due volte un tamburo per creare un effetto ritmico o di-
I colori dei pulsanti Step riflettono le dinamiche di ogni step: le note deboli sono giallo chiaro, quelle namico. Applicando il flam a uno step s’aggiunge un secondo “colpo” a un suono per-
medie arancio e le note forti sono di colore rosso. cussivo. La manopola Flam determina il ritardo tra i due colpi.
D Quando è selezionato il valore Medium, le note Hard si possono inserire Per aggiungere una nota flam percussiva procedere come segue:
tenendo premuto il tasto [Shift] e cliccando. 1. Attivare il flam cliccando sul pulsante Flam.
Analogamente, si possono inserire le note Soft tenendo premuto [Option] (Mac) o
[Alt] (Windows) e cliccando; si noti che questo non cambia l’impostazione Dy- 2. Cliccare su uno step per aggiungere una nota (come sempre è tenuto in con-
namic sul pannello di controllo - infuenza solo le note che s’inseriscono. siderazione il valore Dynamic).
Sopra lo step s’illumina un LED rosso a indicare che il flam è applicato a quello
D Usando dinamiche diverse la differenza nel suono risultante (volume, al- step.
tezza, ecc.) è controllata dalla manopola VEL di ogni canale percussivo
(vedere a page 183). 3. Con la manopola Flam impostare la quantità flam desiderata.
Se per un canale percussivo non è stato impostato un valore di velocity, esso è E’ un valore complessivo che si applica a tutti i pattern nel dispositivo.
riprodotto uguale, indipendentemente dal valore Dynamic.
D Per aggiungere/rimuovere i flam a/da uno step nota esistente cliccare
D Per cambiare le dinamiche di uno step già programmato regolare il direttamente sul rispettivo LED flam.
selettore al valore Dynamic che si vuole cambiare e cliccare sullo step. Per aggiungere/rimuovere rapidamente più step cliccare e trascinare il mouse sui
LED.
! Si noti che triggerando Redrum via MIDI o dal sequencer principale i
suoni rispondono alla velocity come qualsiasi altro dispositivo audio; i
valori Dynamic offrono un controllo di velocity per quando si usa il se-
quencer pattern interno.

181 REDRUM
D Applicare i flam a più step consecutivi è un metodo rapido per realizzare |Funzione |Descrizione
rullate di batteria. Randomize Pattern Crea un pattern casuale; i pattern casuali possono essere
Regolando la manopola Flam si possono creare note da 1/32 anche se la risoluzi- punti di partenza ideali per realizzare nuove idee.
one step è 1/16, ad esempio.
Randomize Drum Crea un pattern casuale solo per il suono percussivo
selezionato - le note degli altri canali percussivi non sono
Selettore Pattern Enable influenzate.
Alter Pattern La funzione Alter Pattern modifica il pattern selezionato
applicando uno “shuffle” alle note correnti del pattern e ri-
distribuendole casualmente tra i suoni percussivi; si ot-
tiene così un pattern meno “caotico” rispetto a quello
generato dalla funzione “Randomize Pattern”.
Si noti che perchè funzioni nel pattern ci deve essere qual-
cosa - applicandola a un pattern vuoto non succede
niente.
Disattivando il pulsante Pattern (, si silenzia la riproduzione del pattern a partire dal
beat in battere successivo, come se si selezionasse un pattern vuoto (muto); ciò può Alter Drum E’ come la funzione Alter Pattern, ma influenza solo il
essere utile, ad esempio, per inserire e togliere dal mix i dispositivi pattern durante la suono percussivo selezionato.
riproduzione.
Concatenare i pattern
✪ Si possono anche silenziare i dispositivi Redrum nel sequencer usando il
pulsante Mute della traccia collegata a Redrum. Facendolo, si silenzia Una volta creati più pattern simili in genere li si riproduce secondo un determinato or-
immediatamente l’uscita di Redrum e il LED Mute sul pannello di Redrum dine. Per farlo, si registrano o inseriscono cambi pattern nel sequencer principale.
s’illumina. Si noti che perchè ciò funzioni, devono essere silenziate tutte Vedere a page 69.
le tracce collegate a quel dispositivo Redrum.
Convertire i dati pattern in note
I pattern Redrum si possono convertire in note nel sequencer principale; in questo
modo è possibile modificare a piacere le note, creare varianti o applicare la quantizza-
zione Groove. Vedere a page 92.

LED Mute di Redrum.

Selettore Enable Pattern Section


Se non è attivo, Redrum funziona da “modulo sonoro” puro (il sequencer pattern in-
terno è disabilitato); usare questa modalità per controllare Redrum solamente dal se-
quencer principale o via MIDI (vedere a page 186).

Funzioni pattern
Quando è selezionato un dispositivo Redrum, il menu Edit (e quello contestuale del
dispositivo) presenta alcune funzioni pattern specifiche:
|Funzione |Descrizione
Shift Pattern Left/Right Queste funzioni spostano tutte le note nel pattern a sinis-
tra o destra di uno step.
Shift Drum Left/Right Le funzioni Shift Drum spostano tutte le note del canale
percussivo selezionato (quello con il pulsante Select illu-
minato) a sinistra o destra di uno step.

182
REDRUM
Parametri Redrum Send Effetti (S1 e S2)

Impostazioni del suono percussivo


Sul retro di Redrum ci sono due jack audio “Send Out” 1 e 2. Quando si crea un dis-
Redrum ha dieci canali sonori percussivi ciascuno dei quali può essere caricato con positivo Redrum, di default essi sono collegati automaticamente ai primi due ingressi
un campione Wave, AIFF o di un banco SoundFont; sebbene in pratica siano simili, ci “Chaining Aux” del dispositivo Mixer (sempre che tali ingressi non siano già in uso).
sono tre “tipi” di canali sonori percussivi, con caratteristiche leggermente diverse. E’ possibile così aggiungere gli effetti a suoni percussivi indipendenti in Redrum.
Alcuni canali, quindi, sono più adatti a certi tipi di suoni percussivi, ma naturalmente si
è liberi di configurare a piacere i propri kit di batteria. D Aumentando il valore della manopola S1 di un canale percussivo si invia
il suono al primo effetto in Send collegato al mixer.
Le pagine seguenti elencano tutti i parametri; se un parametro è disponibile solo per
Analogamente, la manopola S2 controlla il livello di mandata del secondo effetto in
determinati canali sonori percussivi, ciò è chiaramente indicato.
Send nel mixer.

Pulsanti Mute e Solo D Si noti che perchè ciò funzioni, ai jack AUX Send e Return del mixer de-
vono esserci collegati degli effetti in Send.
D Inoltre, mettendo in Solo Redrum nel Mixer gli effetti in Send sono silen-
ziati.
D Un altro modo per aggiungere effetti indipendenti ai suoni percussivi è
usare le uscite percussive indipendenti.
In cima ad ogni canale ci sono i pulsanti Mute (M) e Solo (S); silenziando un canale se Vedere a page 186.
ne silenzia l’uscita, mentre mettendolo in Solo si silenziano tutti gli altri canali.
E’ possibile silenziare o mettere in Solo più canali contemporaneamente. Pan
Per silenziare o mettere in Solo singoli suoni percussivi in tempo reale si possono
anche usare i tasti sulla tastiera MIDI.
D I tasti da C2 a E3 (solo quelli bianchi) silenziano i singoli canali percus-
sivi ad iniziare dal canale 1.
Stabilisce il Pan (posizione stereo) del canale.
I suoni sono silenziati fino a quando si tiene premuto il tasto(i).
D Se il LED sopra il controllo Pan è illuminato significa che il suono utilizza
D I tasti da C4 a E5 (solo quelli bianchi) applicano il Solo ai singoli canali un campione stereo.
percussivi a iniziare dal canale 1. In tal caso, il controllo Pan regola il bilanciamento stereo del suono.
I suoni restano in Solo fino a quando si tiene premuto il tasto(i).
C2 C3 C4 C5 Level e Velocity

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 La manopola Level definisce il volume del canale. Tuttavia, il volume può anche essere
influenzato dalla velocity (stabilita dal valore Dynamic o suonata via MIDI); di quanto il
volume è influenzato dalla velocity dipende dalla posizione della manopola Vel.
Muto Solo
D Se la manopola Vel ha un valore positivo il volume diventa più forte
E’ il metodo ideale per inserire o togliere i suoni percussivi nel mix quando si usa Rea- all’aumentare dei valori di velocity.
son dal vivo; si può anche registrare il Muto del canale percussivo nel sequencer prin- Più alto è il valore Vel, maggiore è la differenza di volume tra i valori di velocity Low
cipale, proprio come qualsiasi altro controller. e High.
D Un valore negativo inverte questa relazione, quindi il volume diminuisce
a valori di velocity superiori.
D Con la manopola Vel a zero (posizione centrale) il suono è riprodotto a
volume costante, indipendentemente dalla velocity.
Con il valore Vel a zero il LED sopra la manopola Vel si spegne.

183 REDRUM
Manopola Length e selettore Decay/Gate Pitch Bend

La manopola Length determina la durata del suono percussivo, ma il risultato dipende


dalla posizione del selettore Decay/Gate:
Regolando la manopola Bend a un valore positivo o negativo, si specifica l’altezza ini-
D In modalità Decay (selettore in basso) il suono decade (con un lento ziale del suono (rispetto al valore Pitch); al suono è applicato quindi un bending per
fade-out) dopo essere stato triggerato; il tempo di decadimento è deter- portare la sua altezza al valore Pitch principale. Selezionando un valore Bend positivo
minato dal valore Length. l’altezza inizia più in alto e scende al valore Pitch originale (e viceversa).
In questa modalità, non importa quanto a lungo si tiene una nota percussiva (se
D La manopola Rate determina il tempo di bending - più alto è il valore, più
suonata dal sequencer principale o via MIDI) - il suono ha la stessa durata sia con
lento è il bending.
note corte che con note lunghe; è la classica modalità di “batteria elettronica”.
D La manopola Vel determina come la quantità Bend è influenzata dalla
D In modalità Gate (selettore in alto) il suono è riprodotto per la durata
velocity.
(Length) stabilita e poi s’interrompe.
Con un valore Vel positivo, velocity superiori generano pitch bend più ampi.
Inoltre, un suono impostato in modalità Gate e riprodotto dal sequencer principale
(da un dispositivo CV/Gate o via MIDI) è interrotto quando le note finiscono o D Le manopole Bend e Vel hanno dei LED che s’illuminano quando le ris-
dopo il valore Length stabilito (dipende da cosa arriva prima). In altre parole, il pettive funzioni sono attive (cioè quando è selezionato un valore diverso
suono è riprodotto fino a quando si tiene la nota, ma il valore Length stabilisce la da zero).
durata massima del suono; le applicazioni della modalità Gate sono varie:
• Per i suoni percussivi “gated”, ove la coda del suono è troncata improvvisamente ! Il pitch bend è disponibile solo per i canali sonori percussivi 6 e 7.
per generare un effetto particolare.
• Per quando si usano suoni molto brevi e non si vuole che “perdano energia” in Tone
seguito al fade-out.
• Per quando si suona Redrum dal sequencer o via MIDI, con suoni per i quali la
durata è importante (es. quando si usa Redrum come modulo sonoro d’effetti).
! Talvolta i campioni audio contengono un “loop”, definito modificando
l’audio in un editor di campioni. Questo loop ripete una parte del campi- La manopola Tone determina la brillantezza del suono percussivo. Aumentando
one per generare un sustain fino a quando si tiene premuta una nota. In questo valore il suono è più brillante; la manopola Vel determina se a velocity superiori
genere i campioni percussivi non contengono loop, ma chi ha detto che il suono diventa più brillante (valore Vel positivo) o cupo (valore Vel negativo).
Redrum riproduce solo campioni percussivi?
Si noti che se un campione contiene un loop e il valore Length è impos- D Le manopole Tone e Vel hanno dei LED che s’illuminano quando le ris-
tato al massimo, il suono avrà un sustain infinito; in altre parole, non fi- pettive funzioni sono attive (cioè quando è selezionato un valore diverso
nisce mai, nemmeno fermando la riproduzione; diminuendo il valore da zero).
Length si corregge questa anomalia.
! I controlli Tone sono disponibili solo per i canali sonori percussivi 1, 2 e
10.
Pitch

Stabilisce l’altezza del suono; l’intervallo è +/- 1 ottava.


D Impostando l’altezza a un valore qualsiasi diverso da 0, il LED sopra la
manopola Pitch s’illumina a indicare che il campione non è riprodotto
alla sua altezza originale.

184
REDRUM
Sample Start Impostazioni generali
Pulsante Channel 8 & 9 Exclusive

Il parametro Start consente di regolare il punto d’inizio del campione; più alto è il va-
lore Start, più il punto d’inizio si sposta “dentro” il campione. Regolando la manopola
Start Velocity a un valore positivo, a valori di velocity superiori il punto d’inizio del cam-
pione si sposta in avanti; un valore Start Velocity negativo inverte questa relazione.
D Impostando Start Velocity a un qualsiasi valore diverso da zero, s’illu-
mina il LED sopra la manopola.
Attivando questo pulsante i suoni caricati nei canali percussivi 8 e 9 diventano esclu-
D Un valore Start Velocity negativo è utile solo se il parametro Start ha un
sivi.
valore superiore a 0.
In altre parole, se un suono è riprodotto nel canale 8 sarà silenziato nel momento in
Aumentando un pò il valore Start e impostando Start Velocity a un valore negativo,
cui è triggerato un suono nel canale 9, e viceversa.
si può avere un controllo di velocity molto realistico su alcuni suoni percussivi.
Questo perchè i primissimi transitori del suono percussivo si sentiranno solamente L’applicazione più ovvia di questa funzionalità è “troncare” il suono di un charleston
suonando note forti. aperto con quello di un charleston chiuso (come avviene suonando un vero charles-
ton).
! Le impostazioni Sample Start sono disponibili solo per i canali sonori
percussivi 3-5, 8 e 9.
Pulsante High Quality Interpolation

Attivando questo pulsante la riproduzione del campione è calcolata usando un al-


goritmo d’interpolazione più avanzato; il risultato è una migliore qualità audio, special-
mente con campioni percussivi che contengono molte frequenze alte.
D La funzione High Quality Interpolation utilizza più risorse del computer -
se non necessaria è meglio non attivarla!
Ascoltare i suoni percussivi in un determinato contesto per decidere se attivando
questa funzione si nota qualche differenza significativa.
! Usando un Macintosh con processore G4 (Altivec) o superiore, disatti-
vando la funzione High Quality Interpolation non cambia niente.

Master Level
La manopola Master Level nell’angolo in alto a sinistra sul pannello del dispositivo sta-
bilisce il volume complessivo di Redrum.

185 REDRUM
Usare Redrum come modulo Connessioni
sonoro
In Redrum i suoni percussivi possono essere riprodotti da note MIDI; ogni suono per-
cussivo è triggerato da un numero nota specifico ad iniziare da C1 (numero nota MIDI
36):
C1 C2

2 4 7 9

Sul retro di Redrum ci sono i seguenti jack di connessione:

Per ogni canale sonoro percussivo:


1 3 5 6 8 10 |Jack |Descrizione
Ciò consente di suonare Redrum dal vivo da una tastiera MIDI o un controller percus- Audio Outputs Sono le singole uscite audio per ogni canale sonoro percussivo
sivo MIDI, oppure registrare o disegnare le note percussive nel sequencer principale. che consentono d’inviare un suono percussivo a un canale sepa-
Volendo, si può combinare la riproduzione del pattern con note percussive aggiuntive, rato nel mixer, eventualmente via effetti in Insert, ecc.. Per i suoni
(come rullate e variazioni). Tuttavia: mono usare l’uscita “Left (Mono)” e bilanciare il suono con il con-
trollo Pan del mixer); quando si usa un’uscita singola, il suono è au-
! Per usare Redrum come modulo sonoro puro (cioè senza riproduzione tomaticamente escluso dall’uscita master stereo.
del pattern) assicurarsi che il pulsante “Enable Pattern Section” non sia Gate Out Questo jack fornisce un segnale di gate quando è riprodotto il
attivo, altrimenti il sequencer pattern di Redrum parte non appena s’av- suono percussivo (da un pattern, via MIDI o con il pulsante Trigger
via il sequencer principale. sul pannello del dispositivo). Si può così usare Redrum come “trig-
ger sequencer” che controlla altri dispositivi; la durata del segnale
di gate dipende dal valore Decay/Gate del suono. In modalità De-
cay è inviato in uscita un breve “impulso di trigger”; in modalità
Gate, il segnale di gate ha la stessa durata della nota percussiva
(vedere a page 184).
Gate In Consente di triggerare il suono da un altro dispositivo CV/Gate.
Si applicano tutte le impostazioni (come quando si riproduce nor-
malmente il suono percussivo).
Pitch CV In Permette di controllare l’altezza del suono percussivo da un altro
dispositivo CV.

Altri
|Jack |Descrizione
Send Out 1-2 Uscite per i segnali Send controllati dalle manopole S1 e S2 , come
descritto a page 183.
Stereo Out Uscita master stereo che presenta un mix di tutti i suoni percussivi
(tranne quelli per i quali si usano le uscite individuali).

186
REDRUM
187 REDRUM
19 D Subtractor Synthesizer
Introduzione Sezione Oscillatori
Subtractor è un synth polifonico di tipo analogico basato sulla sintesi sottrattiva (il
metodo usato nei synth analogici); questo capitolo descrive tutti i parametri presenti
in ogni sezione e fornisce alcuni trucchi e suggerimenti per ottenere il massimo dal
synth Subtractor.
! Per seguire gli esempi di questo capitolo, tranne ove indicato diversa-
mente, si raccomanda d’iniziare con le impostazioni di default (“Init
Patch”). La “Init Patch” si crea selezionando “Initialize Patch” dal menu
Edit.
Per mantenere le impostazioni correnti, salvarle prima dell’inizializzazi-
one.
Le funzioni principali di Subtractor sono: Subtractor ha due oscillatori che sono i generatori sonori principali; le altre funzioni
D Fino a 99 voci di polifonia. servono per modellare il suono degli oscillatori; gli oscillatori generano due elementi
Si può stabilire il numero di voci per ogni Patch. principali; una forma d’onda e un’altezza (frequenza). La forma d’onda generata
dall’oscillatore determina le armoniche contenute nel suono che a loro volta influis-
D Filtri duali. cono sulla qualità (timbro) del suono risultante; in genere, la selezione della forma
La combinazione di un filtro multi modalità e un secondo filtro lowpass vincolabile d’onda di un oscillatore è il punto di partenza per la creazione di una nuova patch di
consente di realizzare complessi effetti di filtro. Vedere a page 194. Subtractor da zero.
D Due oscillatori, ciascuno con 32 forme d’onda.
Vedere a page 189. Forma d’onda Oscillatore 1
D Modulazione di frequenza (FM).
Vedere a page 193.
D Oscillatore con modulazione a offset di fase.
E’ una funzione particolare di Subtractor che genera variazioni di forma d’onda. L’oscillatore 1 ha 32 forme d’onda; le prime quattro sono forme d’onda standard,
Vedere a page 192. mentre le altre sono forme d’onda “speciali”, alcune delle quali sono ideali per simu-
lare i suoni di vari strumenti musicali.
D Due oscillatori a bassa frequenza (LFO).
Vedere a page 198. ✪ E’ opportuno osservare che tutte le forme d’onda si possono trasformare
D Tre generatori d’inviluppo. radicalmente con la modulazione a offset di fase (Phase Offset Modula-
Vedere a page 197. tion).
(Vedere a page 192).
D Sezione Velocity Control completa.
Vedere a page 200. D Per selezionare una forma d’onda cliccare sui controlli freccia a destra
del display “Waveform”.
D Funzionalità estese CV/Gate Modulation. Le prime 4 forme d’onda principali sono indicate da simboli standard, mentre
Vedere a page 202. quelle speciali sono numerate da 5 a 32.
! Caricamento e salvataggio delle patch sono descritti nel capitolo
“Lavorare con le patch” nel manuale di Avvio Rapido.

189 SUBTRACTOR SYNTHESIZER


In seguito sono descritte brevemente le forme d’onda presenti in Subtractor: |Forma |Descrizione
! Si noti che le descrizioni del suono o timbro delle forme d’onda offrono d’onda
solo una guida di base e non devono essere prese troppo alla lettera; 20 Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo brass stoppati.
grazie ai moltissimi modi con i quali Subtractor può modulare e dis- 21 Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo sax.
torcere una forma d’onda, si possono ottenere risultati molto diversi da 22 Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo tromba.
ogni forma d’onda.
23 Questa forma d’onda simula bene gli strumenti tipo marimba.
|Forma |Descrizione 24 Simile alla 23, ma con una timbrica leggermente diversa.
d’onda 25 Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo chitarra.
Sawtooth Questa forma d’onda contiene tutte le armoniche e genera un suono
26 E’ una buona forma d’onda per i suoni d’archi pizzicati, come l’arpa.
ricco e brillante; è forse quella “diffusa” tra tutte le forme d’onda dis-
ponibili. 27 Altra forma d’onda adatta a suoni tipo marimba (vedere 23-24), ma
dal timbro più brillante; ideale per suoni tipo vibrafono.
Square Un’onda quadra contiene solo armoniche dispari che generano un
suono “cupo” ben definito. 28 Simile a 27, ma dalla timbrica leggermente diversa.
29 Questa forma d’onda ha sovratoni enarmonici complessi, adatti a
Triangle La forma d’onda triangolare genera solo poche armoniche distanziate suoni metallici tipo campana.
a numeri dispari; ciò produce un suono tipo flauto dal timbro legger- 30 Simile a 29, ma dalla timbrica leggermente diversa; usando la modu-
mente “sordo”. lazione di frequenza FM (vedere a page 193) e impostando Osc Mix a
Osc 1, questa forma d’onda e le due successive possono generare
Sine L’onda sinusoidale è quella più semplice, priva di armoniche (sovra- rumore.
toni). Genera un timbro morbido e neutro.
31 Simile a 30, ma dalla timbrica leggermente diversa.
32 Simile a 30, ma dalla timbrica leggermente diversa.
5 Questa forma d’onda enfatizza le armoniche più acute (un pò come
quella a dente di sega) ma il suono è meno brillante.
6 Questa forma d’onda ha una struttura armonica ricca e complessa,
Frequenza oscillatore 1 - Ottava/Semitono/Cent
adatta a simulare il suono di un piano acustico.
7 Questa forma d’onda genera un timbro limpido e omogeneo; ottima
per suoni tipo piano elettrico.
8 Questa forma d’onda è adatta per suoni tipo tastiera come il clavice- Cliccando sui rispettivi pulsanti su/giù è possibile regolare l’intonazione (cioè modifi-
mbalo o il clavinet. care la frequenza) dell’oscillatore 1 in tre modi:
9 Questa forma d’onda è adatta per suoni tipo basso elettrico. D In step di ottava
10 E’ una forma d’onda ideale per suoni sub-bassi molto profondi. L’intervallo di valori è 0 - 9; il valore di default è 4 (il “LA” sopra il “DO” centrale
11 Genera una forma d’onda ricca di formanti forti, adatta per i suoni vo- sulla tastiera genera la frequenza di 440 Hz).
cali. D In step di semitono
12 Questa forma d’onda genera un timbro metallico adatta a vari tipi di Consente di aumentare la frequenza in 12 step di semitono (1 ottava).
suoni.
D In step di cent (1/100 di semitono)
13 E’ una forma d’onda adatta a suoni tipo organo. L’intervallo di valori và da -50 a 50 (in basso o in alto di un semitono).
14 Anche questa forma d’onda è ideale per suoni tipo organo; ha un
suono più brillante rispetto alla forma d’onda 13.
15 Questa forma d’onda è adatta a suoni tipo archi come il violino o il
cello.
16 Simile alla 15, ma con una timbrica leggermente diversa.
17 Altra forma d’onda adatta a suoni tipo archi.
18 Questa forma d’onda è ricca di armoniche e adatta a suoni di tipo ch-
itarra “steel”.
19 Questa forma d’onda è adatta a suoni di tipo brass.

190
SUBTRACTOR SYNTHESIZER
Funzione Keyboard Tracking Forme d’onda oscillatore 2
Le forme d’onda alternative della sezione Osc 2 sono identiche a quelle dell’oscilla-
tore 1.
La sezione Noise Generator offre una terza sorgente di generazione del suono di Sub-
L’oscillatore 1 ha un pulsante “Kbd. Track”; se disattivato, l’altezza dell’oscillatore tractor (oltre ai due oscillatori) e può essere vista come una forma d’onda “extra” della
rimane costante, indipendentemente dai messaggi pitch delle note entranti (sebbene sezione Osci 2 (poichè internamente è assegnata all’uscita dell’oscillatore 2).
l’oscillatore risponda comunque ai messaggi Note On/Off); può essere utile per al- La sezione Noise Generator è descritta in seguito.
cune applicazioni:
D Quando si usa la modulazione di frequenza (FM - vedere a page 193) o Sezione Noise Generator
ad anello (Ring vedere a page 193).
Si generano suoni enarmonici con timbri molto variabili lungo la tastiera.
D Per effetti speciali e suoni non intonati (come batterie o percussioni) che
devono suonare uguali lungo la tastiera.
In pratica, la sezione Noise Generator è un oscillatore che genera rumore invece di
Usare l’oscillatore 2 una forma d’onda “intonata”. Il rumore si può usare per realizzare molti suoni, da quelli
classici di “vento” o “onde” (ove il rumore passa attraverso un filtro modulato in fre-
quenza) e suoni non intonati come batterie e percussioni, alla simulazione dei rumori
del respiro per gli strumenti a fiato; per usare la sezione Noise Generator selezionare
una “Init Patch” e procedere come segue:
1. Disattivare Osc 2.
La sezione Osc 2 si attiva cliccando sul pulsante accanto alla scritta “Osc 2“. Im- 2. Cliccare sul pulsante accanto alla scritta Noise per attivare la sezione Noise
postazione di frequenza e keyboard tracking si eseguono come per l’oscillatore 1. Generator.
Aggiungendo un secondo oscillatore si hanno molte nuove possibilità di modulazione Suonando alcune note sullo strumento MIDI si sentirà il suono della sezione Osc 1
che generano timbri più ricchi; un esempio classico è un leggero detune (+/– alcuni mixato con quello della sezione Noise Generator.
cent) di uno degli oscillatori. Questo lieve offset di frequenza provoca dei “battimenti”
tra i due oscillatori che producono un suono più ricco e diffuso. Inoltre, combinando 3. Ruotare la manopola Mix completamente a destra e suonare altre note.
due forme d’onda diverse e aggiungendo una modulazione di frequenza o ad anello si Ora si sentirà solamente il suono della sezione Noise Generator.
possono creare molti nuovi timbri. D Internamente, l’uscita della sezione Noise Generator è inviata alla sezi-
one Osc 2.
Controllo Osc Mix Attivando la sezione Osc 2 il rumore si miscela con la forma d’onda della sezione
Osc 2.
I parametri della sezione Noise Generator sono tre:
|Parametro |Descrizione
Noise Decay Controlla il tempo di decadimento del rumore quando si preme una
nota; si noti che è indipendente dal parametro Decay dell’inviluppo
La manopola Osc Mix determina l’equilibrio d’uscita tra Osc 1 e Osc 2. Per sentire d’ampiezza (vedere a page 197), in modo che si possa mixare un
distintamente entrambi gli oscillatori, la manopola “Osc Mix” deve essere collocata at- breve “frammento” di rumore all’inizio di un suono (cioè un suono
torno alla posizione centrale; ruotandola completamente a sinistra, si sente solo Osc intonato che utilizza gli oscillatori insieme al rumore).
1, e viceversa. Un [Command]/[Ctrl]-click del mouse sulla manopola imposta il
Noise Color Questo parametro consente di variare la timbrica del rumore. Con
parametro Mix al centro.
la manopola ruotata completamente in senso orario si genera un
rumore puro o “bianco” (tutte le frequenze hanno uguale energia);
ruotandola in senso anti-orario si ha un rumore gradualmente meno
brillante.
In posizione completamente antioraria il rumore generato è un
rombo a bassa frequenza simile a un terremoto.
Level Controlla il livello della sezione Noise Generator.

191 SUBTRACTOR SYNTHESIZER


Modulazione a offset di fase Attivando la modulazione dell’offset di fase l’oscillatore crea una seconda forma
d’onda simile e la sposta (offset) nel tempo della quantità stabilita dalla manopola
Una caratteristica peculiare degli oscillatori di Subtractor è la capacità di creare una Phase; in base alla modalità selezionata, Subtractor sottrae o moltiplica tra loro le due
forma d’onda “extra” in un oscillatore, spostando (offset) la fase della forma d’onda ex- forme d’onda.
tra e modulando questo offset di fase; sottraendo o moltiplicando una forma d’onda Le forme d’onda risultanti sono indicate nelle figure seguenti.
con una sua copia dalla fase spostata si possono realizzare forme d’onda molto Ampl.
1. The two offset
complesse. waveforms:
Sembra complicato? In teoria potrebbe esserlo, ma dal punto di vista dell’utente è
solo un metodo per generare nuove forme d’onda da forme d’onda esistenti. t.
Un programmatore di synth esperto che usa Subtractor per la prima volta potrebbe
meravigliarsi del fatto che i suoi oscillatori (sembra) non abbiano la tradizionale forma
d’onda pulsante e la rispettiva modulazione d’ampiezza dell’impulso (PWM) o siano
Ampl.
privi della sincronia (altra funzione comune nei synth analogici). Il fatto è che Subtrac- 2. Risultato della
tor può creare facilmente forme d’onda pulsanti (con PWM), suoni oscillanti in sync e sottrazione:
molto altro ancora usando in parte la modulazione dell’offset di fase.
t.

3. Risultato della Ampl.


moltiplicazione:

t.

Ogni oscillatore ha la propria manopola Phase e un pulsante di selezione. La manop-


• L’esempio 1 mostra due onde a dente di sega con un lieve offset.
ola Phase si usa per stabilire l’offset di fase mentre il selettore seleziona tre modalità:
• L’esempio 2 mostra che sottraendo un’onda a dente di sega con un lieve offset
• Moltiplicazione della forma d’onda (x) dall’altra si ottiene un’onda pulsante; modulando il parametro Phase Offset (con
• Sottrazione della forma d’onda (–) un LFO, ad esempio) il risultato è una modulazione di larghezza dell’impulso
• Nessuna modulazione dell’offset di fase (o). (PWM).
• L’esempio 3 mostra la forma d’onda che si ottiene moltiplicando tra loro le onde in
offset; come si può vedere (e sentire) la moltiplicazione delle forme d’onda può
generare risultati molto drastici e talvolta imprevisti!
Usando la modulazione dell’offset di fase è possibile creare timbri molto ricchi e vari-
abili, specialmente se per modulare l’offset di fase si usano un LFO o gli inviluppi.

✪ Per “assimilare” questo concetto si possono studiare le patch che usano


la modulazione dell’offset di fase e regolare alcuni dei parametri Phase
Offset per vedere cosa succede. Per un esempio di oscillatore in sync
provare la patch “SyncedUp” nella categoria Polysynth in Factory Sound-
bank, oppure la patch “Sweeping Strings” (categoria Pads) per un esem-
pio di PWM.
! Si noti che attivando la sottrazione per una forma d’onda con il
parametro Phase Offset di un oscillatore impostato a “0”, la seconda
forma d’onda cancella completamente quella originale e l’uscita dell’os-
cillatore sarà muta; regolando la manopola Phase Offset a un valore
qualsiasi diverso da zero il suono ricompare.