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VERIFICA DI ITALIANO - NOVEMBRE

Nome e cognome: ................................................................ Data: ........................


La famiglia Malavoglia – Giovanni Verga
Un tempo i Malavoglia erano stati numerosi come i sassi della strada vecchia di Trezza1; ce n’erano persino ad
Ognina, e ad Aci Castello, tutti buona e brava gente di mare, proprio all’opposto di quel che sembrava dal
nomignolo2, come dev’essere. Veramente nel libro della parrocchia si chiamavano Toscano, ma questo non voleva
dir nulla, poichè da che il mondo era mondo, all’Ognina, a Trezza e ad Aci Castello, li avevano sempre conosciuti per
Malavoglia, di padre in figlio, che avevano sempre avuto delle barche sull’acqua, e delle tegole al sole. Adesso a
Trezza non rimanevano che i Malavoglia di padron ’Ntoni3, quelli della casa del nespolo4, e della Provvidenza5 ch’era
ammarrata6 sul greto, sotto il lavatoio, accanto alla Concetta dello zio Cola, e alla paranza7 di padron
Fortunato Cipolla.

Le burrasche che avevano disperso di qua e di là gli altri Malavoglia, erano passate senza far gran danno sulla casa
del nespolo e sulla barca ammarrata sotto il lavatoio; e padron ’Ntoni, per spiegare il miracolo, soleva dire,
mostrando il pugno chiuso — un pugno che sembrava fatto di legno di noce — Per menare il remo bisogna che le
cinque dita s’aiutino l’un l’altro.

Diceva pure: — Gli uomini son fatti come le dita della mano: il dito grosso deve far da dito grosso, e il dito piccolo
deve far da dito piccolo. —

E la famigliuola di padron ’Ntoni era realmente disposta come le dita della mano. Prima veniva lui, il dito grosso, che
comandava le feste e le quarant’ore8; poi suo figlio Bastiano, Bastianazzo, perchè era grande e grosso quanto il San
Cristoforo che c’era dipinto sotto l’arco della pescheria della città; e così grande e grosso com’era filava diritto alla
manovra comandata9, e non si sarebbe soffiato il naso se suo padre non gli avesse detto «sóffiati il naso» tanto che
s’era tolta10 in moglie la Longa11 quando gli avevano detto «pigliatela». Poi veniva la Longa, una piccina che badava a
tessere, salare le acciughe, e far figliuoli, da buona massaia; infine i nipoti, in ordine di anzianità: ’Ntoni il maggiore,
un bighellone di vent’anni, che si buscava tutt’ora qualche scappellotto dal nonno, e qualche pedata più giù per
rimettere l’equilibrio, quando lo scappellotto era stato troppo forte; Luca, «che aveva più giudizio del grande»
ripeteva il nonno; Mena (Filomena) soprannominata «Sant’Agata» perchè stava sempre al telaio, e si suol dire
«donna di telaio, gallina di pollaio, e triglia di gennaio»12; Alessi (Alessio) un moccioso tutto suo nonno colui!; e Lia
(Rosalia) ancora nè carne nè pesce. — Alla domenica, quando entravano in chiesa, l’uno dietro l’altro, pareva una
processione.

Padron ’Ntoni sapeva anche certi motti e proverbi che aveva sentito dagli antichi: «Perchè il motto degli antichi mai
mentì»: — «Senza pilota barca non cammina» — «Per far da papa bisogna saper far da sagrestano» — oppure — «Fa
il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai» — «Contentati di quel che t’ha fatto tuo padre; se non altro non
sarai un birbante» ed altre sentenze giudiziose.

1
Aci Trezzza, paesino nei pressi di Catania.
2
Malavoglia non è il cognome della familia, ma è un soprannome ironico, in quanto i vari componenti sono laboriosi, tranne uno
di loro, come si leggerà in seguito.
3
‘Ntoni è diminutivo di Antonio
4
La casa del nespolo (detta così da un albero di nespolo che era nel cortile) e la barca della Provvidenza sono simbolo di stabilità
e autosufficienza economica.
5
È il nome della barca da pesca.
6
Ormeggiata in secco.
7
Barca per la pesca sottocostiera.
8
L’espressione, trata del rituale religioso, sta a indicare che padrón ‘Ntoni è l’autorità della famiglia.
9
L’espressione di gergo marinaro che indica l’obbedienza di Bastianazzo.
10
Presa.
11
Il soprannome, qui antifrastico, lascia intendere l’opposto di ciò che si dice: infatti subito dopo la donna è detta piccola e
minuta, “una piccina”.
12
È la martire, protettrice di Catania, símbolo della laboriosità della donna che lavora in casa. Il meglio che ci possa attendere dai
tre esempi citati sottolinea il ruolo positivo di Mena.
Ecco perchè la casa del nespolo prosperava, e padron ’Ntoni passava per testa quadra, al punto che a Trezza
l’avrebbero fatto consigliere comunale, se don Silvestro, il segretario, il quale la sapeva lunga, non avesse predicato
che era un codino13 marcio, un reazionario di quelli che proteggono i Borboni, e che cospirava pel ritorno di
Franceschello14, onde poter spadroneggiare nel villaggio, come spadroneggiava in casa propria.

Padron ’Ntoni invece non lo conosceva neanche di vista Franceschello, e badava agli affari suoi, e soleva dire: «Chi ha
carico di casa non può dormire quando vuole» perchè «chi comanda ha da dar conto».

I) LEGGI IL TESTO E RISPONDI ALLE DOMANDE:

1) Qual è il cognome della famiglia? Perché vengono chiamati “Malavoglia”?


2) Com’è composta la famiglia?
3) A che si dedicavano?
4) Sofferma la tua attenzione su alcuni proverbi di Padron ‘Ntoni: “Fai il mestiere che sai, se non arricchisci
camperai”; “Contentati di quel che t’ha fatto tuo padre; se non altro non sarai un birbante”.
a. Quale atteggiamento di vita indicano?
b. Prescrivono un comportamento prudente oppure invitano al rischio e a lottare per migliorare la
propria condizione sociale? Motiva la tua risposta.
5) Quali comportamenti del capofamiglia prescrivono gli ultimi proverbi citati nel testo (“Chi ha carico di casa
non può dormire quando vuole”; “chi comanda ha da dar conto”?
6) Perché l’immagine delle dita della mani, cui è metaforicamente associata la famiglia, suggerisce l’idea della
solidarietà?
7) Trovi qualche somiglianza tra la narrazione dei Malavoglia e quella di Rosso Malpelo?

II) COMPLETA LA SEGUENTE TABELLA CON I NOMI DEI PERSONAGGI CORRISPONDENTI:

Autorità della famiglia, è legato più di tutti alle tradizioni. Come un personaggio dell’epica
antica, conosce un’unica verità nata dalla saggezza e dall’esperienza di secoli.
È ancora un bambino, ma assomiglia molto al nonno.
È piccolissima e non ha mostrato il suo carattere.
È responsabile.
È riservata e laboriosa.
È un fannullone. Viene spesso punito dal nonno che prova affetto per lui.
Grande e grosso, è obbediente ed esegue gli ordini del padre.
Ritiene che il ruolo della donna sia quello di lavorare e di generare figli.

III) RISPONDI ALLE DOMANDE:

1) Quali sono le strategie narrative dei romanzi naturalisti e veristi che rappresentano una novità rispetto al
Realismo?
2) Che differenze si possono trovare tra Naturalismo e Verismo?
3) Quali sono le caratteristiche del racconto fantastico?
4) Che elementi fantastici compaiono in “Il patto col diavolo”? In che cosa consistono?
5) Descrivi brevemente l’uomo in griggio. Perché pensi che fosse interessato all’ombra del personaggio?
6) In che contesto e durante che periodo viene scritta l’Eneide? Con quale motivazione?
7) Analizza il proemio dell’opera rintracciando i temi, le caratteristiche stilistiche e le influenze.

13
Retrogrado, conservatore.
14
L’azione del romanzo inizia negli anni inmediatamente successivi all’unificazione, che aveva estromesso Francesco II di
Borbone.