Sei sulla pagina 1di 16

Dal 1993, il giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora

Poste Italiane Spa - Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 ( conv. in L27/02/2004 N.46) ART. comma 2 DCB - Bo (Num. 2) per Poste Spa

gli ultimi
della
classe
09/2010
PRODURRE QUESTO GIORNALE COSTA 0,75 EURO • QUELLO CHE DATE IN PIù è IL GUADAGNO DEL DIFFUSORE
QUALSIASI RICHIESTA AL DI Là DELL’OFFERTA LIBERA NON è AUTORIZZATA
I nostri strilloni 09 10

Guarda chi legge


RACA ZNEZANA
Ho 59 anni, sono arrivato in Ita- Ho 56 anni, sono arrivata in Italia
lia con mia moglie Znezana nel ’91. con mio marito Raca da Belgrado nel
Q| Fotografia di Manfredi Liparoti
In Serbia ho lavorato in fabbrica e 1991, per scappare dalle guerre in Gradita sorpresa per gli spettatori dell’Arena Puccini, lo
come muratore. Sono stato tra i pri- Jugoslavia. In Serbia facevo la casa- storico cinema all’aperto delle estati bolognesi. Il 4 e il 24
mi a vendere Piazza Grande nel 1993, linga e crescevo i nostri quattro figli. luglio il pubblico ha ricevuto in omaggio una copia di Piazza
ho fatto il muratore dal ’95 al 2006, Viviamo a San Ruffillo. Vendo Piazza Grande, mentre la redazione raccoglieva gli abbonamenti.
finché non mi è stato diagnosticato il Grande dal 1994, mi trovate in via Il film in programma era La nostra vita di Daniele Lucchetti.
diabete. Ora vendo Piazza Grande in Ugo Bassi di fronte a PizzAltero. Ringraziamo l’Arena Puccini e la Cineteca di Bologna per la
fondo a via Marconi. disponibilità.

Editoriale/
N
egli ultimi mesi, anche i nostri lettori più distratti si saranno accorti degli inviti
a loro rivolti ad abbonarsi a Piazza Grande. Lo ammettiamo, siamo in campagna

Buone ragioni abbonamenti permanente. Dall’uscita del primo numero nella nuova versione, ad
aprile di quest’anno, ci siamo posti l’obbiettivo di essere più presenti in strada e in luo-

per abbonarsi ghi diversi della città. Non solo con i nostri diffusori, ma anche con volontari, redat-
tori e collaboratori. Abbiamo organizzato banchetti, abbiamo distribuito gratuitamente
copie dei mesi precedenti del giornale (all’Arena Puccini per esempio, con molto successo).
p leonardo tancredi In ognuna di queste occasioni, le copie messe in circolo avevano all’interno una lettera
che spiegava le ragioni del nostro invito all’abbonamento.
I risultati non sono mancati, negli ultimi tre mesi abbiamo registrato quasi duecento
nuovi abbonati e di questo vi ringraziamo. Non sono mancate neanche le critiche. Come
quella lettrice che ci ha scritto qualche settimana fa, chiedendoci se la sollecitazione

In copertina
all’abbonamento fosse effetto della scelta di abbandonare progressivamente la diffu-
sione in strada. Non è così. Lo scopo per cui è nato il giornale, fornire un’opportunità di
guadagno oltre che uno strumento di comunicazione a soggetti svantaggiati, riteniamo
Il volto in prima pagina è quel- sia ancora da perseguire. Trenta persone, grazie ai proventi del loro lavoro di diffuso-
lo di Vitalis, studente dell’Isti- re, stanno provvedendo autonomamente e onestamente ai propri bisogni quotidiani. Il
tuto Besta. Appena arrivato gruppo dei diffusori più giovani e stranieri può finalmente permettersi un affitto e sta
dalla Costa d’Avorio, in Italia lasciando gradualmente tende e baracche della periferia.
ha preso la licenza media, Perché allora insistere tanto con gli abbonamenti se per ogni abbonato, a rigor di logi-
ma il suo futuro scolastico è ca, c’è una copia in meno venduta in strada? Risposta semplice: quello stesso abbonato
incerto. Le foto di copertina con la sua sottoscrizione ci permette di continuare a scrivere, impaginare, stampare e di-
sono curate dal gruppo foto- stribuire il giornale, e, con i soldi che avanzano, di realizzare progetti per l’inserimento
grafico di Bandiera Gialla e ri- sociale delle persone che lo vendono in strada. Per esempio attraverso il monitoraggio
traggono persone che hanno degli insediamenti rom del Servizio mobile di sostegno o lo sportello di orientamento al
accettato di farsi fotografare lavoro (per ora attivo solo in via sperimentale). Ci auguriamo allora che siate in tanti a
in studio. Questo mese l’auto- non seguire la logica, anche perché una copia in strada spesso costa meno di una ricevu-
re della foto è Paolo Odoardi. ta a casa, e a sottoscrivere un abbonamento a Piazza Grande. L’unico che economicamen-
Per informazioni: www.bandieragialla.it/node/6137 te non conviene, ma aiuta a vivere meglio. (leonardotancredi@piazzagrande.it)

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff
Piazza Grande In redazione Bologna, aprile 2010, anno XVII, numero 163
Giornale di strada di Bologna fondato dalle persone senza dimora Giuseppe Mele, Ilaria Giupponi, Erika Casali, Eva Brugnettini,

gerenza “Tendere un giornale è meglio che tendere una mano”


Direttore editoriale Leonardo Tancredi
Direttore responsabile Bruno Pizzica
Simone Jacca, Chiara Gregoris, Giulio Centamore, Salvatore Pio,
Mauro Sarti, Donato Ungaro, Olga Massari
Stampa Tipografia Moderna

Progetto grafico Fabio Bolognini


Caporedattori Jacopo Fiorentino, Pietro Scarnera Hanno collaborato a questo numero
Gianluca D’Errico, Emiliano Facchinelli, Franco Foschi, Gruppo foto- Impaginazione Exploit Bologna
Redazione grafico Bandiera Gialla, Paolo Lambertini, Carlo Lucarelli, Nadia Lup-
Via Corazza 7/8 40128 Bologna, tel. 051 4222046, fax 0514216961 pi, Laura Marongiu, Max Manz, Gianluca Morozzi, Paolo Odoardi, Lo-
www.piazzagrande.it | redazione@piazzagrande.it renzo Orsi, Nancy Poltronieri, redazione Bandiera Gialla, redazione Distribuzione
Sottobosco.info, Simone Sabattini, Romana Veronesi, Sonia Zucchini Redazione Piazza Grande
Consulenza editoriale Agenda (www.agendanet.it) Registrato presso il Tribunale di Bologna il 15/09/1995 n°6474
012345678910111213141516
giornalismo d’asfalto
Dopo i lavori di Ad agosto gli ospiti hanno lasciato Villa Aldini
per tornare nello storico dormitorio di via Sabatucci
ristrutturazione il
dormitorio pubblico
più vecchio di Ritorno
Bologna è cambiato
e ha nuove regole
p salvatore pio
al Beltrame
L
unedì 2 agosto è il giorno in cui Gli ospiti non possono più avere il pro-
i signori ospiti (così ci chiama prio frigorifero personale, quindi niente
l’operatore che ogni mattina ci bibite fresche se non quelle del distribu-
invita a lasciare le stanze) hanno fatto tore automatico, ma sino ad esaurimen-
il trasloco. Sveglia alle 7 in Villa Aldini to delle scorte, né mobiletti aggiuntivi a
per consegnare i bagagli: vestiti, calze, quelli standard della struttura, armadio,
oggetti personali, chi voleva poteva sedia, tavolo e comodino. Ognuno può
mettere un’etichetta con nome e cogno- tenere il proprio televisore e computer,
me sui propri materassi e cuscini nuovi a patto di non dare fastidio ai compagni
per ritrovare tutto nella propria camera di stanza. Anche i bagni sono stati si-
al Beltrame. Si lascia la struttura sosti- stemati, ma decimate le docce: ogni ala
tutiva sui colli per tornare al dormitorio era fornita di tre bagni con relative doc-
pubblico originario di via Sabbatucci, ce, ora ne è rimasta solo una su tre, da
lasciato a dicembre. dividere tra 18 persone, ma pavimenta-
Il Beltrame a un primo impatto sembra te con l’ultimo ritrovato delle piastrel- le camere devono essere liberate dalle piano sostituiscono l’ex dormitorio di
proprio come lo si è lasciato. Ma entrati le antiscivolo, veramente efficace. Gira 10 alle 12, ma si può rimanere nella bassissima soglia di via Lombardia: qui
nelle camere si sente odore di pittura voce che al piano sotterraneo abbiano sala multifunzionale. Con il sospirato ci sono ragazzi che hanno orari e perio-
fresca, l’impianto elettrico è stato siste- adibito una stanza con diverse docce trasferimento gli ospiti hanno ritrova- di diversi di permanenza: devono uscire
mato, i pannelli del controsoffitto sono per sanare quelle eliminate. to la tranquillità di vivere nel centro alle 8.30 di mattina e rientrare dalle 19,
stati rimessi a nuovo. A causa dei pezzi Anche gli orari sono stati ritoccati: men- della città, con birre, panini e sigarette per un periodo massimo di 7 giorni, e
mancanti era usato come ingresso dai tre prima si poteva stare sei giorni su a portata di mano, liberi di usare bici e tornare solo dopo un mese. Non imma-
piccioni, che lì costruivano il nido. Una sette in camera senza limiti di orario (il autobus a qualunque ora, al contrario gino come possano sentirsi gli ospiti di
situazione che ha provocato l’insedia- settimo era il giorno delle pulizie stra- di quanto succedeva a Villa Aldini. questo livello nei confronti di chi può
mento delle zecche. ordinarie), adesso dal lunedì al venerdì Un’altra novità è che due ali al primo usufruire della struttura tutto il giorno.

fffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff
Dalle associazioni sollievo ma anche molti dubbi sul regolamento varato a luglio dal Viminale

Registro dei senza dimora: ecco come funzionerà


p JAcopo fiorentino

A fine luglio 2010 il ministero dell’In-


terno ha finalmente pubblicato il
testo del regolamento che discipline-
le associazioni non avevano esitato ad in-
terloquire con le istituzioni, nella speran-
za che il Registro potesse produrre effet-
colare della propria vita si sia trovato in
difficoltà. Secondo il regolamento al Re-
gistro potranno accedere solo i Comuni e
sul diritto alla residenza perché le perso-
ne continueranno a prenderla nel luogo in
cui vivono. Resta il grande caos generato
rà l’istituzione e la gestione del Registro ti positivi, sul piano tecnico, riguardo al il ministero e ci auguriamo quindi che i dall’incertezza che si è protratta per più di
delle persone senza dimora, uno stru- problema dell’iscrizione all’anagrafe del- dati in esso contenuti non vengano diffu- un anno e il colpevole ritardo con cui il go-
mento che era contenuto nelle dispo- le persone senza dimora, senza la quale si. Rimangono inoltre oscuri i criteri che verno ha varato il regolamento attuativo
sizioni del Decreto sicurezza, tramuta- si è privi dei diritti sociali e di cittadinan- verranno usati per iscrivere una persona (doveva essere pronto per gennaio 2010,
to in legge un anno fa dal Parlamento. za. Con la pubblicazione del regolamento nel registro: chi può essere considerato invece è stato pubblicato solo sei mesi più
Piazza Grande, Avvocato di strada Onlus ora si scopre che il registro avrà esclusiva- senza dimora? Chi non lo è? Una persona tardi): incertezze e lacune che hanno avu-
e tutti gli enti iscritti alla Fio.PSD (Federa- mente una funzione di monitoraggio che che viene sfrattata ed è in attesa di una to una cattiva influenza sul funzionamen-
zione Italiana Organismi Persone Senza verrà esercitata dalla Direzione centrale nuova abitazione può essere iscritta nel to delle anagrafi e che in questi mesi han-
Dimora) da mesi denunciavano il rischio per i servizi demografici. Si tratta quindi registro? Qualcuno sarà deputato a con- no impedito a molte persone di ottenere
che il Registro, che doveva “schedare” tut- della classica “montagna che ha partorito trollare l’evolversi delle situazioni delle la residenza. Ci aspettiamo inoltre che
ti i senza tetto italiani, si potesse rivelare il topolino”. Il registro ci sembra non ave- persone e a cancellare dal registro perso- alla pubblicazione di questo regolamento
uno strumento di controllo sociale, inca- re nessuna utilità di tipo pratico. Come ci ne che non vivono più in strada? Al mo- seguiranno nuovamente mesi di incertez-
pace di favorire, anzi, al limite ostacolan- si aspettava, è una sorta di schedatura che mento queste sono domande senza rispo- za per i Comuni che dovranno affrontare
do, i percorsi di inclusione sociale delle serve a marchiare (speriamo in modo non sta. In conclusione, il registro sembra non queste nuove disposizioni. (jacopofioren-
persone in difficoltà. Nonostante i timori indelebile) chiunque in un periodo parti- influire negativamente o positivamente tino@piazzagrande.it)
012345678910111213141516

gli ultimi inchiesta

della
classe
Dal carcere ai centri per stranieri, viaggio nelle scuole per detenuti
e immigrati. Qui, dove si fanno sentire di più i tagli alla scuola
e gli effetti della riforma Gelmini, si va avanti solo facendo i salti mortali

La
scuola non vive momenti felici. La crisi, i tagli, le manovre e quella tendenza ormai decennale
a svalutare la centralità della cultura e dell’istruzione nella società rendono sempre più ostica
p simone jacca
e critica la condizione di insegnanti e studenti. Ma per alcune scuole l’effetto è doppio. Case
fotografie di Paolo lambertini
circondariali e Centri territoriali permanenti (Ctp), detenuti e immigrati, sono coloro che sento-
(gruppo fotografico
no maggiormente questa perdita di autorevolezza.
bandiera gialla)
Il nodo centrale sembra essere algebrico: l’offerta non copre la domanda. Di fronte a numerose richieste di iscri-
zione, alcuni istituti riescono a coprirne solo una percentuale. E spesso, per coprirla, si fanno i salti mortali. Gra-
zia Zampiccinini, insegnante di Diritto nella scuola superiore del della casa circondariale, per l’istituto Keynes di
Castelmaggiore, ci porta un esempio: “L’anno scorso abbiamo avuto 135 iscrizioni e il provveditorato ci ha dato la
disponibilità solo per 3 classi. Il regolamento penitenziario prevedrebbe un massimo di 15 ragazzi per classe, che
vorrebbe dire 45 posti e 90 ragazzi in lista d’attesa. Noi siamo arrivati al limite di 30, il parametro standard impo-
sto della riforma Gelmini, con tutti i limiti didattici conseguenti. In questo modo abbiamo raggiunto i 110-120 posti
disponibili, riuscendo quasi a coprire l’intera domanda”. Ovviamente il risultato è frutto di uno sforzo del perso-
nale, e soprattutto di una drastica diminuzione della qualità didattica. E quest’anno, non sembrano esserci motivi
012345678910111213141516

inchiesta
Le difficoltà crescono ogni anno. anno e non sempre ad inizio settembre. In un luogo dove l’esperienza professionale
E se qualche tempo fa si lavorava andrebbe valorizzata, cambiano continuamente gli insegnanti e le lezioni comincia-
solo con gli adulti, negli ultimi anni no di regola in ritardo rispetto alla scuola dei liberi.
sono aumentati i più giovani. Il tutto La situazione sembra essere relativamente migliore nei Ctp per adolescenti immigra-
in perfetta linea con l’evoluzione ti. Qui il problema fondamentale diventa l’abbandono scolastico. In questo senso si
sociale del Paese, dove gli immigrati cerca di seguire i ragazzi, di invogliarli, di spronarli, anche individualmente, nella
non sono più padri di famiglia in cerca speranza che possano continuare gli studi. Le domande di iscrizione vengono spesso
di lavoro, ma interi gruppi familiari soddisfatte, con tutti i limiti derivanti dalle classi gelminiane, in costante sovrannu-
con ragazzi più o meno piccoli. mero, ma spesso il problema sorge nel confronto con le scuole “normali” del mat-
tino. Maria Verdi, insegnante di Italiano al Ctp Besta, ci racconta che “spesso non si
riesce a fare un lavoro coordinato con loro, e questo ci crea non pochi problemi. Ma
capiamo che anche loro hanno varie difficoltà e non si può fare molto. Cerchiamo di
fare in modo che per lo meno i ragazzi non vengano bocciati, perché altrimenti fini-
remmo per perderli subito. Anche solo per far fare loro gli esami bisogna marcarli
stretti, continuamente”. Le difficoltà crescono ogni anno. E se prima si lavorava solo
con gli adulti, negli ultimi anni sono aumentati i più giovani. Il tutto in perfetta linea
con l’evoluzione sociale del Paese, dove gli immigrati non sono più padri di famiglia
in cerca di lavoro, ma interi gruppi familiari con ragazzi più o meno piccoli. A questo
proposito abbiamo sentito anche il parere di Giovanni Schiavone, Dirigente dell’Isti-
tuto Comprensivo n.1 di Bologna che gestisce l’altro Ctp della città, che, in controten-

per sperare qualcosa di meglio. Il ragionamento del ministero, infatti, è il seguente: denza, ci delinea un quadro sostanzialmente positivo: “Per quanto riguarda i corsi
si sa che a un certo punto, tra trasferimenti o semplicemente scarsa frequenza, le 130 per adulti, del Ctp, anche quest’anno è stato confermato l’organico dell’anno scorso
iscrizioni iniziali finiscono automaticamente per ridursi, e quindi si parametra l’orga- e possiamo dire che riusciremo a soddisfare la domanda di iscrizioni. Abbiamo inol-
nico su quello che dovrebbe poi essere il numero effettivo di frequentanti. tre riscontrato una seria ed efficace collaborazione con le amministrazioni locali, di
“In realtà - ci spiega Gianluca D’Errico, sindacalista Cobas, insegnante alla Dozza - Bologna e dei paesi limitrofi, che hanno partecipato con dei contributi economici al
basterebbe evitare di fare iscrizioni a maggio, e rinviarle a settembre. In questo modo finanziamento dei corsi, soprattutto quelli estivi, di fondamentale importanza”. Ecce-
si avrebbe un quadro più chiaro e preciso della situazione effettiva, perché da maggio zioni a parte, la carenza di posti, la bassa sicurezza, la scarsa qualità didattica sem-
a settembre cambiano molte cose, tra uscite, nuove entrate o semplici trasferimen- brano essere i punti critici della “scuola di confine”. Ma per fortuna c’è dell’altro. Si
ti”. La popolazione detenuta del carcere di Bologna è formata, in massima parte, da trovano alcuni progetti, si trovano alcuni fondi, ma soprattutto si trovano insegnanti
immigrati e persone con bassa scolarità. L’insegnamento della lingua italiana è, o che dimostrano di avere voglia di aiutare i ragazzi, di spronarli, di “marcarli stretti”,
dovrebbe essere, una attività preliminare rispetto a qualsiasi percorso di formazio- di far capire loro, per dirla alla Don Milani, che “la scuola sarà sempre meglio della
ne o di reinserimento sociale, invece i maggiori problemi, negli ultimi anni, li hanno merda!” (simonejacca@piazzagrande.it)
avuti proprio i maestri di scuola elementare che fanno alfabetizzazione. Dal 2004 ad
oggi non c’è un organico di diritto e quindi le cattedre vengono “concesse” di anno in
012345678910111213141516
Genitori e insegnanti si mobilitano per informare i cittadini

La lenta erosione inchiesta

della scuola pubblica


p Romana Veronesi*

Q
uesto anno scolastico 2010-11 li e di consentire a bambine e bambini
si aprirà nella mia scuola, le l’uguaglianza delle opportunità per il
Scandellara, con un insegnante futuro, come recita l’art. 3 della Costitu-
in meno. In tante altre scuole del nostro zione “[…] E’ compito della Repubblica
paese accadrà lo stesso, come è succes- rimuovere gli ostacoli di ordine economi-
so l’anno passato e come avverrà l’an- co e sociale che limitando di fatto la li-
no venturo, perché la legge 169/08 del- bertà e l’eguaglianza dei cittadini, impe- bisogni diversi. “Tutti devono sapere” è la campagna di
la cosiddetta riforma Gelmini e la legge discono il pieno sviluppo della persona Il progetto appare chiaro: ripristinare una informazione avviata nelle scuole, sugli
133/08 del ministro Tremonti prevedono umana […]”. scuola del passato improntata sulla tra- autobus, nella città e nella provincia,
l’eliminazione di oltre 130 mila posti di La realtà, purtroppo, è molto diversa. Il smissione del sapere e non sulla parteci- dall’assemblea di genitori e insegnan-
insegnanti e collaboratori scolastici in processo di destrutturazione della scuola pazione e la costruzione collettiva della ti delle scuole di Bologna e provincia,
tre anni, in tutti gli ordini di scuola, e la pubblica è avviato e già ne abbiamo visto conoscenza per lo sviluppo del pensiero dopo aver promosso in questi anni in-
riduzione dei finanziamenti per l’offerta i primi effetti devastanti nella primaria: critico. Una scuola che si realizza dentro contri, manifestazioni, lezioni nelle piaz-
formativa, per il funzionamento, la for- molti insegnanti che ruotano sulle classi l’istituzione e sempre meno in una logica ze, fiaccolate: per dire a tutti le disastrose
mazione degli insegnanti, le supplenze. spezzando il tempo dell’apprendimento, di scambio con i servizi culturali del ter- conseguenze per le giovani generazioni e
Insegno convinta da sempre che il ruolo l’impossibilità di realizzare una didattica ritorio di appartenenza. Una scuola che per il futuro del nostro paese. *insegnan-
della scuola pubblica sia favorire il su- mirata in piccolo gruppo e di laboratorio estromette i precari, mentre si aumenta- te della scuola primaria Scandellara di
peramento delle disparità socio-cultura- per chi ha più difficoltà o semplicemente no i finanziamenti alla scuola privata. Bologna.

L’ex Garante dei detenuti di Bologna fa il punto sulla scuola in carcere

studenti ristretti
p eva brugnettini s| Illustrazione di Max Manz
no 52 lingue diverse, per non contare “il dramma dei
Intervista a Desi Bruno: 300 tossicodipendenti che dovrebbero stare in ben
altre strutture”, e il fatto che l’80% sono dentro per
“Esperienze positive nei una sorta di “detenzione sociale”, persone che vive-
vano ai margini, in condizioni di svantaggio: tossicodi-
Cie e al Pratello, ma alla pendenti, immigrati irregolari o persone che soffrono
di disagio psichico. Una situazione complessa che ri-
Dozza la situazione è chiederebbe molto personale per garantire un’offerta
formativa. Personale che non c’è e anzi viene ridotto.
critica” “Gli insegnanti diminuiscono - continua Desi Bruno -,
P| Fonte: Flickr

restano fuori molte richieste perché non ci sono i corsi

La
scuola in carcere va avanti ma tra mille necessari” e spesso si è costretti ad accorpare le classi
difficoltà e problemi economici e strut- “con un conseguente svilimento dell’insegnamento”.
turali. A dirlo è l’avvocato Desi Bruno, Come nel caso della scuola superiore, i cui corsi di
che fino al 31 agosto scorso ha ricoperto a Bologna la ragioneria, gestiti dall’Istituto superiore ‘’J.M. Keynes’’
carica di Garante dei detenuti (la città è attualmente di Castel Maggiore, sono stati dimezzati, nonostan-
senza Garante, ma la Bruno mantiene l’incarico di co- te la domanda crescente di iscrizioni (83 nell’anno
ordinatrice nazionale dei garanti), “Nei Cie (Centri di 2009-10, 134 previsti per quello in partenza). Mentre
identificazione ed espulsione) - spiega l’avvocato - ci nell’anno 2008-09 la sezione femminile non ha avu-
sono dei corsi di alfabetizzazione, nel carcere minorile to accesso alla scuola media inferiore, gestita dall’Isti-
la scuola c’è e funziona. Più complessa è la situazione tuto comprensivo n.10 insieme a quella elementare.
al carcere Dozza per la presenza massiccia di stranie- Istituto che quest’anno ha visto 388 corsisti, 162 per
ri con bisogno di corsi di italiano”. La situazione del- le medie inferiori, 226 per i corsi elementari di alfabe- stati 4, con un aumento delle attività formative, il cor-
la casa circondariale bolognese, che con quasi 1.200 tizzazione. E che per l’anno prossimo avrebbe bisogno so per cuochi, per muratore e il teatro di Paolo Bil-
detenuti su una capienza di 400 è il carcere più so- di almeno altri 6 insegnanti. Al carcere minorile del li. Alla Dozza, grazie a una convenzione, ci sono stati
vraffollato d’Italia, è sull’orlo del disastro. Il 67% dei Pratello invece, che ha una larghissima percentuale di persino 11 iscritti all’università. Insomma, scuola è,
carcerati sono stranieri e in tutto alla Dozza si parla- stranieri, gli iscritti ai corsi per la terza media sono nonostante tutto. (evabrugnettini@piazzagrande.it)
012345678910111213141516

Educatori Inchiesta

senza sostegno
p Lorenzo orsi

A volte degradata
al ruolo di badante, altre
sfruttata a scopi didattici,
la professione di educatore
fatica ancora ad essere
riconosciuta Q| Fotografia di Paolo Lambertini

D
opo un’estate passata nel clima caldo e spen- li; e quando si tratta di distribuirle agli utenti, alcuni ha ancora dei confini ben chiari: a volte sminuita a
sierato dei centri estivi, il mese di settembre, di essi devono accontentarsi di fette molto scarse, altri semplice ruolo di badante, a volte sfruttata per scopi
per molte educatrici ed educatori di sostegno, rimangono direttamente a bocca asciutta: la prece- didattici; e non sempre adeguatamente supportata
è un salto nel vuoto. Ricomincia la scuola e alcuni denza viene data agli handicap gravi mentre i primi da un proficuo confronto con altri professionisti come
interrogativi sono ricorrenti tra chi ha un contratto a a vedersi negato il servizio sono coloro che hanno psicologi e psichiatri. Le scelte di bilancio del Comu-
tempo determinato: “Avrò la continuità sul caso che problemi comportamentali. Ma il destino degli utenti ne per il 2010, seppur compromesse dalla congiuntura
seguivo l’anno scorso? Avrò lo stesso numero di ore?”, è legato inevitabilmente a quello degli educatori, che economica negativa del 2009, sono state abbastanza
nella migliore delle ipotesi. “Avrò ancora un contrat- attendono l’inizio del nuovo anno scolastico con ansia generose in termini di assistenza agli alunni con han-
to?” nella peggiore. Non solo: c’è chi arriva a chie- famelica, nella speranza di ottenere un numero suffi- dicap (4 .545.000 euro ai singoli quartieri). Ma quella
dersi se la cooperativa sociale per cui lavora esisterà ciente di ore. Così, in un tempo in cui il lavoro sicuro stessa crisi economica ha salassato le fasce più deboli
ancora; è già capitato infatti che piccole cooperative, e a tempo indeterminato è più o meno un miraggio, della popolazione, e cresce il numero di chi si rivolge
non riuscendo a reggere la concorrenza di quelle più per quelle educatrici e quegli educatori che vivono di al Comune per ottenere interventi di carattere socio-
grandi, ormai inquadrate in una vera e propria logica contratti a termine si innesca una spiacevole sensazio- assistenziale. Sommando il fatto che i dati demogra-
d’impresa, siano fallite, finendo per essere da esse ne, quella dell’acqua alla gola. fici prevedono un aumento della popolazione in età
inglobate. La mancanza di fondi rischia di compromettere ulte- scolare per il prossimo quinquennio, le prospettive
Dai quartieri inoltre arrivano quote sempre più piccole riormente lo stato di salute già precario di una pro- non sono del tutto confortanti. Non per gli utenti, e di
di ore dedicate agli interventi nei confronti dei disabi- fessione, quella di educatore di sostegno, che non conseguenza nemmeno per gli educatori.

Non disperdetevi!
p olga massari

Frequenti bocciature e malattie, difficoltà di apprendimento, semianalfa-


betismo, trasferimenti: sono solo alcuni dei motivi che possono portare
all’abbandono degli studi. È il fenomeno della dispersione scolastica, che
in Italia raggiunge picchi del 30% al Sud e del 20% al Nord, e spesso si
collega a episodi di bullismo e microcriminalità.
Secondo i dati della Provincia di Bologna, nel nostro territorio il sistema di
istruzione ha disperso in un anno (dal 2007/2008 al 2008/2009) 1.876
studenti, pari al 6,5% del totale. A questi si aggiungono 893 studenti riti-
rati e 1.171 trasferiti, alcuni dei quali trovano accoglienza nel sistema del-
la formazione professionale e nell’apprendistato. In questi dati sono com-
presi gli studenti stranieri, che complessivamente costituiscono il 9,5%
della popolazione scolastica.
I dati parlano chiaro e descrivono una situazione complessa in cui la fase
di passaggio da un ciclo all’altro dell’istruzione e il periodo tra la prima e
la seconda classe delle superiori sono i momenti più critici; le bocciature
cominciano dalla scuola media e gli studenti non promossi in terza sono
il 3,6%. Questi crescono alle superiori ricoprendo il 12,2% del totale. Il
passaggio tra la classe I e la classe II della scuola superiore è il più diffici-
le: sono 1.350 (ovvero il 17,6%) gli studenti di prima non ammessi alla
classe successiva. Inoltre, il 23,2% degli studenti di istituti superiori di II°
grado sono in posizione irregolare, con un’età anagrafica che non corri-
sponde alla classe frequentata.
01234567891011213141516
Bicicentro
di Piazza Grande: Dal 16 al 22 settembre in
via Libia, 69
tel.051349383 tutta Europa numerose
iniziative per promuovere
l’uso della bici

Torna la
settimana
della Mobilità
p eva brugnettini A Bologna info-point, laboratori e aste di bici usate
Sono già 837 le città che parteci- 18 e il 19 settembre tante propo- bele ha indetto due giorni d’asta
pano alla Settimana europea del- ste per muoversi in città con bici e con bici orfane a prezzi simbolici.
la mobilità, un evento promosso mezzi pubblici. Tra le altre, il Co- Tra le numerose occasioni per le
dall’Unione Europea 10 anni fa, mune ha allestito un info-point in proprie bici, ci sarà anche la Ci-
con una giornata senza auto, ma piazza Maggiore dove ognuno po- clofficina Mobile di Piazza Gran-
che dal 2002 è diventata un labo- trà farsi indicare il tragitto più bi- de, pronta ad aggiustar bici, per
ratorio ambulante di proposte eco- ci-friendly per andare da casa al chi ancora non avesse imparato a
sostenibili. Il tutto si svolge tra il lavoro. Ci sarà un laboratorio dove farlo: dalle 10 alle 18 del 18 e 19 set-
16 e il 22 settembre in tutta Euro- insegnano a costruire una bici con tembre in piazza Maggiore, mentre
pa, e non solo. materiali di scarto, la Ricicletta, e il 20 sarà in viale Aldo Moro dalle
Bologna partecipa anche quest’an- anche un angolo dove esperti inse- 12 alle 16 per occuparsi dei mezzi
no con una serie di eventi, tema gneranno ai comuni mortali come dei dipendenti della Regione, e il
centrale “movimento e salute”: riparare una gomma bucata, o un 21 in piazza Liber Paradisus dalle
andare in bici aiuta il pianeta ma freno o qualsiasi altra cosa ignora- 13 alle 17 per i dipendenti del Co-
anche il proprio organismo. Tra il ta dai più. L’associazione Altra Ba- mune.
012345678910111213141516

l’intervista

La solitudine,
vero male
della terza età
p nadia luppi s| Fotografia di Emiliano Facchinelli

L’ La mancanza di
avanzare dell’età e l’uscita
dal mondo del lavoro rappre-
sentano un punto di snodo
dell’esistenza che spesso porta con sé il
relazioni è uno dei
rischio di trovarsi esclusi dalla società.
Di questo abbiamo parlato con Secon-
problemi più comuni
do Cavallari, presidente di Auser Volon-
tariato Bologna, un’associazione che da
per gli anziani. Per
vent’anni è in prima linea nel contrasto
alle solitudini.
l’Auser la soluzione si
Nel contesto di crisi che viviamo
oggi, esiste secondo lei un allar-
chiama volontariato.
me esclusione sociale per gli an-
ziani?
Ne parliamo con il
Sì, il pericolo esiste, ed è dovuto a quella
che definirei “ crisi di relazione”. Nei rit-
presidente Secondo
mi frenetici che caratterizzano il nostro
vivere quotidiano, è facile che i rappor-
Cavallari
ti sociali si diradino, e che l’anziano si Le reazioni cambiano in base alla storia to diventa ancora più totale e pericoloso. non dipende solo dalla pensione e dallo
senta d’improvviso fuori dalla comunità. personale e al contesto. In linea gene- Sono diversi modi di rispondere alla me- stato di salute: è la mancanza di rela-
Quando si esce dal mondo del lavoro, rale le donne si chiudono in casa con desima sensazione di vuoto e a bisogni zioni affettive che di frequente domina
quando i figli sono ormai più che adulti la televisione accesa a confezionare ma- comuni. la vita degli anziani, e spesso, è proprio
e i nipoti sono cresciuti, è facile sentirsi glioni e sciarpe per l’intera famiglia, a Crede che la nostra sia una comu- questo genere di bisogni che si fatica a
in qualche modo inutili, vivendo l’andar cucinare marmellate, salse e altro per nità attenta ai bisogni delle perso- confessare, come se si temesse di non
degli anni come una malattia, rinuncian- tutti, dimenticandosi di ciò che c’è fuori ne anziane? avere il diritto di chiedere attenzione. E
do a chiedere aiuto, provando vergogna dalle mura domestiche. Gli uomini inve- In termini di servizi il contesto emiliano invece, se vogliamo combattere davve-
e sentendosi un peso per la famiglia e ce - soprattutto in provincia – si ritrovano si dimostra attento ai bisogni degli an- ro l’esclusione sociale, dobbiamo fare
per la società. a trascorrere molto tempo al bar, in at- ziani, ma notiamo spesso che si tratta emergere quei bisogni latenti e opporvi
In base alla vostra esperienza, tività senza scopo e immersi in relazioni di interventi che mirano più a protegge- un’alternativa in cui ci si scopra utili a sé
quali sono le reazioni più comuni superficiali. In città manca spesso anche re che a includere. Bisogna tenere conto stessi e a chi è ancora più anziano, o a
a questo malessere? questa possibilità, ed è lì che l’isolamen- che il benessere di una persona anziana chi è più fragile e più bisognoso.

Medici F accio il pediatra in un ospedale un po’ “di frontiera”, a Bentivoglio. Ha fama di accoglienza e competenza dai tempi di
Mussolini, e in questi anni ha visto crescere l’utenza straniera, spina dorsale delle industrie della zona: marocchini, paki-

di frontiera stani, russi, cinesi, africani, in un impressionante crogiolo di razze. Così l’ospedale in cui lavoro diventa un osservatorio privi-
legiato, e una fucina di storie di ordinaria immigrazione. Alcune sono esemplari, come quella capitata una notte dello scorso
luglio. Ore 23 di un normale turno di guardia. Ricevo una telefonata che annuncia l’arrivo in ambulanza di una bambina di
Quando i problemi 14 mesi con la madre. Marocchina, nome fittizio Selma, ha subìto uno sfratto, e da ore sta nella caserma della polizia muni-
cipale. Il padre verrà là trattenuto. La bambina arriva, ha solo un’orticaria e una piccola ustione. Ma non mi sento di riman-
dei migranti entrano darla a dormire sulla panca di una stazione di polizia, comunico ai vigili che rimarrà in ospedale con la madre. La mattina,
con le assistenti sociali, vedremo che fare. Il giorno dopo: “Per favore, potete tenere la famiglia intera per il weekend, mentre
al Pronto Soccorso cerchiamo una soluzione?”. Soluzione che arriva puntuale il lunedì: “Cacciateli, sanno benissimo dove andare”. Sconcerto
in reparto, l’ingiunzione è rifiutata. Ma il reparto d’estate subisce riduzione dei posti letto, quindi abbiamo bisogno di quel
p franco foschi* posto, e via telefonate, vigili, assistenti sociali, case-famiglia, associazioni... Ma come è potuto succedere? Immaginava que-
sto il padre della bambina, al suo arrivo in Italia 10 anni fa? Con il suo camion ha lavorato per l’Ikea, nel gennaio scorso ha
chiamato moglie e figlia a vivere qui. Poi il disastro: certo per colpa sua (anche se parla di persecuzione) gli viene ritirata la
patente. È il dramma: non paga l’affitto, sfratto esecutivo. Alla fine rimane il dato oggettivo e doloroso di una famiglia per
strada con una bambina di 14 mesi. Analisi sociologiche, riflessioni esistenziali, ragionamenti sul senso di civiltà, riferimenti
religiosi, dibattiti politici... Bah, inutili qui. Ai lettori offro semplicemente questa storia, uguale a centinaia di altre, ma non
per questo meno desolante e cruenta, per pensare e invitare a non abbassare la guardia. Una volta chiesero a un medico,
volontario in un paese disagiato: ma come si fa a salvare l’umanità? “Una persona alla volta, amico mio, una persona alla
volta”. *medico e scrittore.
01234567891011213141516

Le critiche dell’economista al sistema degli aiuti internazionali


“In 60 anni il
continente africano Dambisa Moyo:
ha ricevuto mille
miliardi di dollari: l’Africa non si salva
dove sono finiti?”
p eva brugnettini
con l’elemosina
Gli aiuti al continente africano? Hanno “Non parlo degli aiuti umanitari in casi che Dambisa ha in mente, fatto di mi-
portato miseria, corruzione e instabili- di emergenze, per terremoti o tsunami, crofinanziamenti, rimesse dall’estero,
tà politica. È l’opinione dell’economi- né della carità di singoli individui, che libero commercio, un futuro dove il de-
sta Dambisa Moyo, ospite a Bologna di mandano piccole somme di denaro per naro non è più carità ma investimento.
Molteplicittà, la rassegna organizzata una scuola o un progetto. Né delle Ong. “La Cina in 30 anni si è tirata fuori dalla
da Legacoop nel luglio scorso. Dambisa In 60 anni il continente africano ha rice- povertà, adesso investe in Africa, e va
Moyo è una delle persone più influenti vuto mille miliardi di dollari dai governi benissimo. L’unica cosa che interessa ai
nel 2009 secondo il Time, economista, internazionali. Parlo di questo”. cinesi sono i vantaggi per il popolo cine-
ha lavorato tra gli altri per Goldman Sa- Secondo l’economista, che ha raccolto se, non democrazia o religione dei paesi
chs. È salita alla ribalta per aver messo conferme da politici di tutto il mondo, in cui investono. Uno scambio dove non
in tavola una questione spinosa finora compresi leader africani, come Kagame, c’entrano pietà o aiuti. È ingiusto che
solo mormorata: l’effettiva efficacia degli presidente del Rwanda, i miliardi di aiu- l’Occidente si metta a questionare su
ingenti aiuti umanitari al continente afri- ti umanitari stanziati dal governo non un nuovo colonialismo cinese quando
cano. E bisogna interromperli. hanno fatto che peggiorare la situazione Stati Uniti, Gran Bretagna o Italia fanno
Dambisa Moyo è nata in Zambia, ha stu- del continente africano. “Gli aiuti creano affari con la Cina e nessuno apre bocca.
diato economia negli Stati Uniti con un problemi, e il più ovvio è la corruzione. I O che i media si concentrino su danni
dottorato a Oxford (Uk). Il libro contro- governi rubano i soldi, non hanno biso- ambientali o sociali. Se ce ne sono, è
verso è “Dead Aid”, tradotto in Italia per gno di lavorare sodo e cercare consensi un problema dei governi africani, loro
Rizzoli con “La carità che uccide”. Moyo perché i soldi arrivano comunque. Gli devono tutelare i proprio paesi, non
ci tiene a sottolineare che quando parla aiuti uccidono l’imprenditoria, l’innova- l’Occidente”.
Q| Dambisa

Moyo ospite
alla libreria Coop Ambasciatori
di aiuti in senso negativo distingue tra zione e sono legati alle guerre civili. Non E a proposito di colonialismo, non sente
quelli “individuali” e quelli istituzionali: essendoci sviluppo nel settore privato, ragioni: “Basta con questa storia. Sono
l’unico modo per sopravvivere è avere passati 50 anni. Morirò senza aver visto
soldi dal governo”. progressi in Africa per questi discorsi”.
La battaglia contro le mafie si combatte
anche in Emilia romagna. Ecco come La Cina ha un ruolo chiave nel futuro (evabrugnettini@gmail.com)

Anche il nord
ha bisogno
di “Libera” La criminalità or-
ganizzata occu- Sempreverdi
p flavio scollo
pa le prime pagine dei Orti e giardini:
giornali del sud, ma il
problema delle mafie ri-
così la natura torna in città
guarda anche il nord. È qui che il denaro proveniente da traffici illeciti e dallo
p Lou del bello
sfruttamento, viene reinvestito. “La mafia - spiega Daniele Borghi, referente per
La città non è esattamente il luogo per antonomasia dedicato alla natura,
l’Emilia Romagna di Libera, associazione nomi e numeri contro le mafie - ha bi-
come già aveva scoperto il Marcovaldo di Calvino. Da qualche anno però
sogno di ‘pulire’ il denaro sporco che produce in altre zone. Deve farlo in zone
qualcosa sta cambiando, anche nelle nostre inquinate e grigie aree urba-
ricche, dove pensa di poter corrompere e infiltrarsi tra i poteri economico e poli-
ne. Eugea (Ecologia urbana giardini e ambiente) nasce da un gruppo di
tico senza farsi scoprire”. In regione ci sono 81 immobili e 23 aziende confiscate.
ricercatori entomologi dell’università di Bologna che suggerisce una sorta
Questo ne fa la settima regione per beni sequestrati in Italia. Dopo la provincia
di “ecologia privata”: ogni cittadino è chiamato a fare qualcosa per l’am-
di Forlì-Cesena, Bologna è in vetta alla classifica: garage e appartamenti sparsi
biente contribuendo alla salvaguardia dei delicati equilibri che da alcuni
per il centro del capoluogo e villette. Secondo quanto rilevato da Libera “c’è una
anni sono entrati in crisi. Con il progetto ”giardini”, Eugea propone un’al-
presenza abbastanza composita nel nostro territorio. Sono presenti camorristi, la
ternativa per le nostre terrazze e per i nostri piccoli spazi verdi domestici.
‘Ndrangheta, Cosa Nostra. Mafie internazionali, nigeriane soprattutto, nella tratta
Creare un giardino non significa solo arredare un’area della casa ma dare
di donne e di sostanze stupefacenti, e russe nel gioco d’azzardo”. Una delle prime
agli insetti la possibilità di riprodursi, così il giardino diventa un’oasi di
iniziative per contrastare il fenomeno è del ’95, la raccolta firme per la proposta,
biodiversità, un mini ecosistema cittadino in cui la natura si connetterà
poi diventata legge, sull’uso sociale dei beni confiscati. Da qui sono nate le ini-
come in una rete. Esistono a Bologna tremila orti comunali schiacciati tra
ziative e i prodotti del marchio di Libera Terra: coltivati sui terreni confiscati sono
un palazzo e l’altro ma vivi grazie a chi li coltiva. Il terreno è di proprietà
ora solide realtà che creano occupazione. In Emilia Romagna, Libera porta avanti
del Comune di Bologna, che accoglie le richieste dei cittadini e stabilisce
un lavoro di monitoraggio e censimento dei beni requisiti per valutarne l’asse-
chi può prendere in carico il piccolo appezzamento di terra; in cambio di
gnazione e fare proposte sull’utilizzo. Determinante è anche la formazione degli
un orto da curare, gli ortolani devono provvedere alle spese di luce, acqua
operatori che educano alla legalità nelle scuole, percorsi che spesso si tramutano
e manutenzione degli spazi comuni. Curare un giardino, coltivare un orto
in volontariato. Ma la grande scommessa è “far si che il normale cittadino sia in
sono due modi per fare del bene all’ambiente e alla nostra anima. (www.
grado di trovare i valori di legalità e giustiza nei luoghi di tutti i giorni: a scuola,
sottobosco.info)
nella parrocchia, al circolo, nella polisportiva”. (www.bandieragialla.it)
01234567891011213141516
la città che cambia Non parlate al conducente
Allunghiamo l’estate Dalla scuola alla squola
p simone sabattini p Donato Ungaro

L’ S
estate sta finendo e Bologna neteca fanno il record. Anche l’Arena Puc- cuola o squola? Vanno bene entrambe, a bordo del mio
si ributta nel dibattito politico cini (e la volevano chiudere...) ha segnato bus. Mi spiego; un gruppo di ragazzi zaini-in-spalla si
pre-elettorale. Mentre a Palazzo un +5% nei biglietti. Cosa impedisce di al- ferma a fianco del posto di guida. Dai loro discorsi ca-
d’Accursio siede ancora la signora Can- lungare l’iniziativa in piazza Maggiore? Lo pisco che frequentano un liceo cittadino; a un certo punto uno
cellieri, il dibattito agostano ha restituito sanno tutti, i soldi. Far pagare un biglietto di loro, a bruciapelo, caccia lì una domanda: “Quanto fa tre e
tante voci di chi apprezza particolarmen- agli spettatori sarebbe contrario allo spi- mezzo per quattro?”. Panico. Le risposte arrivano, ma è meglio
te le strade vuote, la città fantasma, i par- rito dell’iniziativa, oltreché difficile tecni- non scriverle. Categoria: scuola. Altro esempio: una fermata
cheggi tutti liberi, la calma nelle strade. camente. Ma proprio in questi giorni c’è come tante e si presentano davanti alla portiera una ragazza e
Sta di fatto che la città su questo tema l’esempio del Biografilm festival, che alla un uomo distinto, di una certa età. L’uomo, con un ampio ge-
rischia ogni anno un’involuzione. Tutte le fine d’agosto ha chiesto ai propri spetta- sto del braccio, cede il passaggio alla ragazza, che sorride un
(poche) iniziative messe in campo da un tori di contribuire per portare un mostro po’ per la carineria del gesto un po’ per la sorpresa di veder
Comune in bolletta (si fa quel che si può, sacro come Clint Eastwood alla prossima compiere, all’alba del terzo Millennio, un atto di elementare ca-
per carità) sono finite alla prima settima- edizione. L’obiettivo è 40 mila euro, in valleria. Categoria: squola. Terzo esempio: un capolinea a caso.
na d’agosto, e chi è restato sotto le Tor- pochi giorni ne è stata raccolta una buo- Scendo per fare due passi e noto seduta sotto la pensilina una
ri ha dovuto attendere la festa dell’Unità na parte. Quelli del Biografilm sono sve- ragazza, con a fianco alcuni libri; è al telefono: «Ciao carissima.
per rimettere il naso fuori di casa. I pochi gli, e forse sarebbe il caso di imitarli. Per- Sto andando a dare un esame all’università e vorrei parlare di
turisti (però in aumento) hanno vagato ché non lanciare una sottoscrizione per Giuseppe Verdi, ma non conosco il nome di nessuna sua opera;
smarriti tra serrande abbassate, pranzato raddoppiare Sotto le stelle del Cinema? mi puoi aiutare?». Mi bolle il “sangue del melodramma” ma sto
nei pochissimi ristoranti aperti, e di sera Forse molti bolognesi sarebbero disponi- zitto; però sopra i libri vedo il dépliant del Festival Verdi di Par-
non avevano nulla per trattenersi sotto bili, sicuramente qualche sponsor compi- ma. Forse bastava guardare il programma per leggere qualche
i portici o in piazza. Bologna, nel recen- rebbe un piccolo sforzo. Ne varrebbe la titolo: Il Trovatore, l’Aida, Nabucco. Categoria: scuola. Ultimo
te passato, ha avuto ottime idee: i locali pena, quello schermo è un unicum in Ita- caso: in periferia, alle cinque e mezza di mattina, salgono mol-
sui colli, qualche concerto e soprattutto il lia. Ma il ragionamento va esteso. Visto te persone con la pelle di un altro colore. Nera, gialla, olivastra.
cinema in piazza. Purtroppo tante espe- la totale mancanza di iniziative agostane, Tornano alla mente, con vergogna, le leggi razziali fasciste del
rienze sono state abbandonate: gli anni di possibile non ci sia nessuno disposto ad ‘38, la difesa della razza e il più recente e padano “Padroni in
Bologna Sogna sembrano lontani, il Made occupare questa nicchia “di mercato”, e casa nostra”, con tanto di difesa delle radici cristiane. Tutto crol-
in Bo non c’è più, i colli sono tornati bui raccogliere 4 soldi e 2 idee per rendere la davanti a un uomo straniero, che salendo sull’autobus si fa il
per tutto l’anno. Forse converrebbe lavo- vagamente più attrattiva la città? E poi c’è segno della croce. Categoria: squola. Morale: non sempre scuo-
rare di fantasia e trovare altre soluzioni. il turista. Non sarebbe male fargli trovare la è meglio di squola; a volte la beata ignoranza è portatrice di
Perché non estendere il cinema in piazza qualcosa, oltre a San Petronio impacchet- quella sapienza e saggezza che la cultura scolastica non riesce
fino alla fine di agosto? Ogni anno il me- tata da giugno (geniale...) per un lunghis- più, in alcuni casi, a trasmettere.
gaschermo e la programmazione della Ci- simo restauro.

la posta di piazza grande

Perché difendere i writer? Cara Claudia,


innanzitutto grazie per la lettera che ci hai scritto. Teniamo molto ad avere
Ciao, mi chiamo Claudia e compro e leggo, non sempre tutti gli articoli uno scambio di opinioni con i lettori, a questo scopo ogni articolo porta in
perché non c’e’ mai tempo... Piazza grande. Io lavoro in centro a Bologna coda la mail del redattore. Il dibattito sui writer coinvolge quasi sempre
e abitando in periferia percorro un lungo tratto di strada, specialmente la amministratori, forze dell’ordine e commercianti. Lo scopo del mio artico-
linea di porta San Felice e di porta Sant’Isaia. Ti assicuro che ogni giorno lo era dare la parola alle persone direttamente coinvolte dal problema ma
mi si stringe il cuore nel vedere come sia ridotta la nostra povera città! A di cui si sa molto poco. I writer, appunto, quella categoria di artisti che per
chi non ha casa le varie associazioni cercano di offrire pasti perché è im- esprimersi hanno bisogno di interagire (a volte scontrarsi) con l’architettu-
portante mangiare naturalmente, ma anche viene offerta la possibilità di ra urbana. Della loro etica, di quello che distingue un graffito da una scrit-
lavarsi e di cambiarsi gli abiti perché a mio avviso, la dignità della perso- ta su un muro hanno già parlato i writer intervistati nell’articolo. Affron-
na passa anche attraverso la pulizia. Ora la città con tutte le scritte mi da tando invece la questione del decoro, ritengo che si entri nel campo delle
un grande senso di sporco e quindi mi appare una città priva di dignità. percezioni personali e per questo credo che bisogna rispettare e con-
È vero che questo può essere il sintomo di un disagio, tuttavia non so se siderare chi, come te e tanti altri, si sente a disagio alla vista di un muro
le persone che mettono in atto questa forma di “protesta” siano effettiva- sporco. Quello che non mi torna è il modo in cui le campagne per il de-
mente i disagiati, che magari non hanno nemmeno i soldi per comparare coro urbano conquistano i titoli dei giornali e vengono urlate da chi le lan-
le bombolette, o non siano invece semplici teppisti che non sanno come cia come la svolta per la città. Come se una mano di vernice su un muro
riempire il tempo? Non mi sembra che siano da giustificare neppure i cancellasse anche tutti gli altri problemi che aff liggono Bologna oggi. Fac-
writer: avranno anche una loro etica, ma il fatto di disegnare su cose al- cio un esempio, qualche giorno fa abbiamo visitato gli sfrattati occupanti
trui senza averne il permesso proprio faccio fatica ad accettarlo ed inoltre della scuola Mazzini di Borgo Panigale. Erano stati appena sgomberati ed
sono comunque un esempio che poi viene imitato da altri magari in modo erano sul marciapiede di fronte alla scuola con tutto ciò avevano con sé.
molto meno etico. E infine forse i muri sporchi non saranno il primo pro- Lì hanno passato qualche notte. Ecco, secondo me, dare una soluzione
blema di questa città, ma sicuramente non contribuiscono a rilassare le abitativa a quelle famiglie è una misura prioritaria per ristabilire il decoro
persone con tutte le conseguenze che questo comporta. urbano di una città che si dice civile, democratica e solidale.
Ciao e complimenti per l’impegno nel giornale Grazie ancora, continua a leggerci e a scriverci
Leonardo Tancredi
012345678910111213141516

carlo lucarelli e simona vinci


raccontano bologna

bologna
senza
misteri
p Carlo Lucarelli

Q
uando ero piccolo io (erano al vecchio ghetto e a vicolo dell’Inferno, che un tour organizzato dal Comune. niversario di una di quelle stragi, a Bo-
gli anni ’60-’70) c’era alla te- avrebbe fatto di più, perché a Roma il È strano questo cuore di Bologna di fine logna non c’era nessuno del governo e
levisione uno sceneggiato che protagonista entrava solo in una vec- agosto, bollito da un’afa più sopporta- neppure il sindaco.
mi faceva molta paura. Si chiamava “Il chia cantina ma a Bologna sarebbe sce- bile di quella che una volta angosciava Questa è una città che non la pensa più
segno del comando”, era una storia di so proprio all’inferno, nelle viscere della i ricordi di forestieri e fuorisede, incre- nessuno. Una città senza più un volto
fantasmi, e si svolgeva tra i vicoli bui e città, canali e fognature sotterranee che spato dai rumori di turisti che sembra- preciso, senza una vita particolare, un
silenziosi di una Roma vecchia, molto l’attraversano, anche quelle altrettanto no studenti e studenti che sembrano tu- carattere, un taglio, un ritmo che siano i
spettrale. Una Roma da fantasmi, ap- insospettabili e invisibili. risti, e se non fosse proprio per i portici suoi e i suoi soltanto. Una velocità sua.
punto. potresti pensare di essere in qualunque Scriveva Luigi Bernardi in “Macchie di
L’autore dello sceneggiato è uno scritto- s| Illustrazione di Nancy Poltronieri altra città. rosso” che “Bologna è sempre stata una
re di Bologna (Pippo D’Agata) e se non città che ha voluto e po-
fosse stato che allora la televisione si fa- tuto scegliersi la sua velo-
ceva solo a Roma, credo che la sua sto- cità, in questo consisteva
ria l’avrebbe ambientata qui, nella sua il suo famoso essere di-
città. Gli sarebbe bastato allungare il versa”. Ma adesso, sven-
primo piano delle case, farlo sporgere in trata da cantieri senza un
fuori come in una di quelle visioni di- progetto, senza un’idea
storte da film dell’orrore, gli archi e le di quello che vuole esse-
colonne che artigliano le strade come le re se non la rabbia di una
dita di un mostro, e al posto dei vicoli di paura senza volto e il ri-
Trastevere avrebbe avuto i nostri portici cordo di quello che era,
del centro. una sua velocità non l’ha
Di sicuro il protagonista della storia sa- più, ha un abbrivio, una
rebbe entrato in via Piella, da sotto, da spinta stanca che è come
via Righi, e se lo avesse fatto a notte fon- una deriva.
da, con i ristoranti chiusi e solo l’eco lon- Questa è una città come
tano degli ultimi studenti in piazza Ver- tante, una città senza vol-
di, avrebbe potuto ascoltare i suoi passi to, che ha perso anche i
nel silenzio. Nello sceneggiato il prota- suoi misteri. Sembra una
gonista vedeva qualcosa di strano su un città che non le vuole più
muro, un’immagine sacra piuttosto in- La Bologna segreta. Perché a guardarla così, tornando in- bene nessuno. E allora, se torno indie-
quietante, qui a Bologna avrebbe visto La Bologna dei misteri. dietro e sbucando dal vicolo in piazza tro, di corsa nella notte, facendo risuo-
una finestrella quadrata di legno scor- Ma questo una volta, perché adesso non Valdonica, capiresti di essere a Bologna nare i miei passi sotto tutti quei portici,
ticato, l’avrebbe aperta con una spinta è più così. soltanto dalla targhetta sotto il portico tagliando per tutti quei vicoli, posso an-
della mano e si sarebbe affacciato su un In via Piella c’è sempre la finestra con il dove le Brigate Rosse hanno ucciso Mar- che cercare la finestrella quadrata e non
canale di mura e porte a picco sull’ac- suo sguardo segreto ma dall’altra parte co Biagi, e allora potresti tirare in lungo, trovarla più, confuso da stradine tutte
qua, insospettabile e invisibile se non da della strada la parete provvisoria di un tagliando la città oltre via dell’Indipen- uguali come in uno di quegli incubi che
quel buco nel portico. cantiere che occultava la vista del cana- denza e poi dentro ancora fino ai porti- si fanno da bambini, quando cominci a
E se avesse tirato dritto per via delle le non c’è più, c’è la spalla di un ponte ci discreti di via Polese, fino al numero correre in un corridoio infinito, tra porte
Oche, magari pensando alle case che la pulito e ben conservato, senza neppure 22, a toccare con la punta di un dito un anonime, senza nomi e senza numeri.
stringono come a quelle dei vecchi bor- la cacca dei piccioni sui mattoni rosso campanello su cui ci stanno le targhet- Diceva Lucio Dalla che a Bologna non si
delli popolari del tempo di guerra che Bologna, una vista che svela tutto e non te delle associazioni di tre stragi, tutte perde neanche un bambino. Ma in una
lì si trovavano, e poi avesse svoltato a nasconde più niente. E per la Bologna qui, tutte a Bologna. E ricordare che solo città così, in una città come tante, allora
destra, in via Oberdan, e da lì su, fino città d’acqua segreta e misteriosa c’è an- poche settimane prima, il 2 agosto, l’an- sì che ti ci perdi. (©2010)
012345678910111213141516
Da quest’anno per
abbonarsi allo sta-
Se a scioperare
dio e andare in tra- è la curva spalle alla porta
sferta è obbligato- Le avventure di zio Savoldi, (Fernandel, avvicinato alla curva, prima come battitore i costi di gestione di una carta ricaricabile
2006). Gli abbiamo chiesto di raccontar-
ria la “tessera del ci la storia del suo gruppo e i motivi che
libero, poi verso fine anni ’80 sono entra-
to nei Total Chaos e questa è la loro effige
ci sono. Quando vai a fare acquisti, che sia
un biglietto di trasferta o merchandising
hanno portato anche loro a dire no alla
tifoso”. Scopriamo tessera voluta dal ministro Maroni.
(mi indica la maglia che indossa, ndr): è il
volto del cantante degli Addix, un gruppo
del Bologna (la tessera dà diritto a sconti),
paghi la commissione da carta di credito.
Il germe del tifo mi è stato inoculato invo-
cosa ne pensano i lontariamente da mio padre, anche se in
punk inglese che cantava in completo tipo
Arancia meccanica ma col cerone in faccia.
Quando ci siamo confrontati con le ban-
che ci hanno detto che al momento del-
famiglia il tifoso vero era mio nonno. Una
diretti interessati bella domenica della stagione ’78-’79, c’era
Nel ‘93 insieme ad altri due amici abbia-
mo fondato le Molle Cariche, gruppo che
la sottoscrizione dell’abbonamento si può
avere la tessera del tifoso senza la funzio-
s| Illustrazione di Max Manz Bologna- Milan, a me già piaceva il calcio, frequento ancora. E poi ho seguito l’epo- ne di carta di credito. Ma nel momento in
ero tifoso del Bologna ma come poteva es- pea, alti e bassi, fallimenti, vittorie rare… cui devi fare degli acquisti legati alla tesse-
Perché gli ultras bolognesi rifiutano ra del tifoso i soldi ci devono essere, altri-
la tessera del tifoso? menti i biglietti per la trasferta come fai a
Fondamentalmente riteniamo assurda, il- prenderli? Allora diventa carta di credito.
liberale, anticostituzionale, fare una carta Esistono precedenti di provvedi-
di credito per assistere a uno spettacolo menti simili?
sportivo, perché pensiamo sia un business L’unica trasferta concessa ai soli aven-
e basta, non risolve il problema della vio- ti tessere del tifoso nella storia del calcio
lenza negli stadi. È una manovra da gran- italiano, è stata Genoa-Milan della scorsa
de fratello, per cui sanno dove sei, come stagione, penultima di campionato: alle 11
ti muovi, e poi aiuta le banche che hanno di sera del sabato il Prefetto ha deciso che
qualche problema. È dimostrato che non era una partita troppo a rischio quindi l’ha
sia una misura antiviolenza perché chi è vietata. I milanisti con la tessera del tifoso
stato “cattivo” e non può avere la carta, non sono potuti andarci, avevano pagato
può comprare un biglietto partita per par- il biglietto con 2,50 euro di commissione,
p leonardo tancredi tita e in trasferta non è vincolato al setto- per avere il rimborso hanno speso 2,50
serlo un bambino, avevo 7 anni, non che re ospiti, quindi è meno controllabile. C’è euro di commissione. In tutto hanno speso
Gli ultras del Bologna non si tesserano. fossi un ultrà. Fu una partita premonitrice un clima da inquisizione, chi ha avuto una 5 euro di commissione per stare a casa.
Come la gran parte dei gruppi ultras ita- perché perdemmo 1 a 0 senza mai tirare diffida in passato non può fare la tessera, è Ad oggi nell’unico precedente, la partita è
liani, i rossoblù hanno rifiutato di abbo- in porta. l’unico caso in Italia in cui dopo aver scon- stata vietata, la gente ha speso dei soldi
narsi alla curva del Dall’Ara per contesta- Cosa è successo dopo quella tato la pena, continui a pagare. Così come ed è stata a casa. Dopo tutto questo siamo
re la decisione del ministero degli Interni domenica? arrivano da quest’anno le diffide preventi- un po’ contrari. (leonardotancredi@piaz-
di vincolare l’acquisto dell’abbonamen- Io rimasi folgorato e da lì è stata tutta di- ve, cioè se uno non piace tanto alla Que- zagrande.it)
to alla sottoscrizione della tessera del ti- scesa. Al di là dello spettacolo sportivo mi stura può arrivargli la diffida, anche se
foso. È stata una scelta condivisa e di- piacque il contesto. Poi all’epoca la curva non ha fatto nulla. Idem per la concessio- La tessera rossoblu
La tessera dei tifosi bolognesi si chiama “Sia-
battuta in assemblea dai rappresentanti era molto diversa, non c’era stata ancora ne della tessera del tifoso: è a discrezione mo rossoblu” ed è gestita da Carisbo e Banca
dei gruppi della curva Andrea Costa. Tra la ristrutturazione dei Mondiali del ’90, Intesa. Alla chiusura della campagna abbo-
delle forze dell’ordine.
namenti per il campionato 2010-2011 le casse
questi c’era Paolo Alberti, fondatore del- c’erano 45.000 persone, tutti in piedi, fu- Ma il business dov’è? societarie hanno registrato un calo del 23%,
le Molle Cariche, portavoce della curva mogeni, sono stato affascinato da questo Nel momento in cui fai una carta di credi- 9.700 abbonamenti contro i 12.583 dell’anno
scorso. Solo 4.000 gli abbonati in curva.
e autore insieme a Gianluca Morozzi di tipo di ambiente. Da adolescente mi sono to, anche se le banche dicono a costo zero,

primi calci di stagione


Lo strano interregno
p Gianluca morozzi
L’estate è sempre un interregno strano, per un tifoso di calcio. All’inizio ti riposi dalle fatiche del campionato appena trascorso, specialmente se, per esempio, ti
sei salvato per il secondo anno consecutivo. Poi ci sono gli acquisti. Poi le amichevoli, il calendario, tutte quelle ritualità da tipico tifoso...
Per noi tifosi del Bologna, l’estate si è divisa in due parti. La prima allucinante e triste quanto i Mondiali dell’Italia: senza prospettive, senza soldi, senza acquirenti,
a dover pensare a un altro anno di gestione dei Menarini (con la tifoseria pronta ad atti di suicidio rituale giapponese in massa a quest’idea), possibili presidenti
misteriosi, fondi invisibili, finanziarie, personaggi più o meno plausibili, acquisti zero (anzi, uno: Paponi). Poi, finalmente, la luce: il nuovo presidente Porcedda,
nomi nuovi, facce nuove in società. E una valangata di acquisti! Tanti che, ogni volta che cerchiamo di elencarli a memoria, ce ne dimentichiamo sempre uno. Ve-
diamo se me li ricordo: al momento in cui scrivo, Esposito, Lupatelli, Cherubin, Rubin, Morleo, Siligardi, Khrin, Ekdal, Meggiorini, Ramirez, Gavilan, Garics. Dovrei
averli detti tutti, in attesa del tormentone estivo, l’uruguagio Diego Perez, e di un auspicabile attaccante. Una squadra ringiovanita, rispetto al reparto geriatrico
degli ultimi due anni, potenzialmente frizzante, potenzialmente talentuosa. Solo, è una squadra in ritardo di un mese su tutte le altre. Il mese ad aspettare l’arrivo
di Porcedda, ad aspettare che la Juventus liberasse Ekdal, ad aspettare le questioni burocratiche di Ramirez, ad aspettare Diego Perez, che un giorno sembra
che arrivi, un giorno sembra di no, ad aspettare di risolvere l’acquisto di Garics...Ma, soprattutto, un mese di infortuni senza precedenti. Con il povero Colomba
(ormai ex) a fare le amichevoli e la preparazione estiva con quattro titolari in croce, e tanti ragazzini. Tutto questo, aspettando il debutto contro l’Inter. In uno strano
anticipo di lunedì sera, contro una squadra che ha appena vinto coppe e scudetti... Una mattanza annunciata, in teoria. Certo, era una mattanza annunciata anche
il debutto a San Siro col Milan, due anni fa, con l’esordio di Ronaldinho, quando abbiamo vinto con quell’incredibile gol di Valiani. Ed era una mattanza probabile
anche l’esordio dell’anno scorso con la Fiorentina, con Di Vaio infortunato e Valiani terzino sinistro, quando il debutto si era risolto in un apprezzabile pareggio.
Per cui, chissà... Al di là di tutto, siamo in astinenza da calcio – l’estate dei Mondiali è sempre lunghissima -, abbiamo finalmente un giocatore in nazionale – il no-
stro splendido portiere Viviano -, dei giovani di sicuro talento – si parla tantissimo di questo Ramirez -, un potenziale idolo delle tifose, il modello mancato Ekdal...
Insomma, mattanza o non mattanza, il centounesimo anno della storia del Bologna potrebbe rivelarsi interessante. Noi, come sempre, ci saremo.
012345678910111213141516

Cultura

Da Dalla & De
Gregori ai Blonde
Un mese di musica
Redhead, concerti al Parco Nord
per tutti i gusti alla
Festa provinciale de
l’Unità. Ecco cosa
andare a vedere
p laura marongiu

U
n settembre in musica, e per
tutti i gusti. Grazie alla program-
mazione dell’Estragon Summer
Festival, parte integrante del cartellone
di appuntamenti della Festa dell’Uni-
tà provinciale al Parco Nord (l’appunta-
mento, inaugurato lo scorso 26 agosto,
si ripete a Bologna da ormai 65 anni), il
passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio 10 settembre, ma anche molti nomi della classici della new wave e del punk anni mo video - Management del dolore post
dell’autunno è animato dalle proposte scena alternativa italiana. Dagli afferma- ‘80 e reinterpretarli in stile bossa nova operaio. La maggior parte delle esibizioni
musicali adatte a soddisfare il pubblico tissimi Baustelle, che l’11 settembre si esi- (17 settembre). Ma ancora, doppio ap- che si terranno all’interno del locale sarà
degli appassionati, spaziando tra molti biranno sui palchi dell’Estragon, al rifor- puntamento per la serata del 14: saranno gratuita con la Summer Card: tessera dal
generi e provenienze musicali diverse. mato gruppo raggamuffin rap 99 posse infatti i veterani Lucio Dalla e Francesco costo di 10 euro, disponibile direttamen-
Dopo i grandi ospiti internazionali degli (in scena il 18 settembre); passando per De Gregori i protagonisti dell’Arena, por- te in cassa tutte le sere dei concerti ed in
Indipendent days (tenutisi il 2 e il 4 set- il trio indie-rock newyorkese (ma per 2/3 tando a Bologna il loro “Work in progress prevendita all’Estragon Shop di Via Zam-
tembre), continuano gli appuntamenti italiano) Blonde Redhead (all’Estragon il tour” mentre – a pochi metri di distanza, boni. Per maggiori informazioni: www.
all’interno del locale e – per i concerti più 13 settembre) e per gli ospiti d’eccezione sui palchi dell’Estragon - la band di Por- estragon.it e http://festaunita.pdbologna.
grossi – all’Arena Parco Nord. Fra i concer- Nouvelle Vague; riuscito progetto musi- denone Tre Allegri Ragazzi Morti dividerà org/
ti più di richiamo c’è Fiorella Mannoia. il cale che si propone di riprendere alcuni il palco con gli esordienti - freschi di pri-
012345678910111213141516
piazza grande dei piccoli
p testo e disegni di sonia zucchini