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Appunti, Le Courbusier - Storia dell'architettura


contemporanea - a.a 2015/2016

Storia dell'architettura contemporanea (Politecnico di Milano)

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lpLE CORBUSIER (1887 – 1965) da Parigi al Mediterraneo

Titolo di Architetto del 900’. È chiamato Le Corbusier a Parigi dagli anni venti in poi.
Ancora oggi vale il tema delle sue contraddizioni. La sua carriera, da una capitale come Parigi,
arriva a toccare il paesaggio Mediterraneo. Alla fine ne converremo che Le C., cittadino del
mondo, incarna questo spirito del paesaggio del Mediterraneo, di una natura selvaggia nella
quale l’uomo dovrebbe abitare.

Casa dei genitori di Le Corbusier, La Chaux-de-fonds, svizzera francese.


Immagine che ci racconta la nascita e la formazione.
 Paesaggio di montagna;
 Cittadella investita dal processo di Rivoluzione industriale, con specializzazione negli
orologi;
 Incendio a fine 700’piano urbanistico regolare a griglia, che rende la città diversa
dalle altre città Svizzere.
La casa ha un’architettura differente dalle tradizionali abitazioni alpine, in quanto esprime
caratteristiche dell’architettura classica: timpano, modanature, intonaco bianco.
La famiglia lo indirizza nel settore degli orologi.

Villa Fallet, La Chaux de fonds, 1905


La prima opera di Charles Edouard le Janneret.
Il giovane Edouard frequenta la scuola d’arte, lavora per le casse degli orologi, incontra un
maestro che lo instrada verso il mondo. Le C. viene affiancato a un architetto che progetta ville
in montagna per committenti borghesi. In quanto abile nel campo delle arti e del disegno gli
viene affidato qualche particolare decorativo.
Ampio timpano, per nulla classicheggiante, in legno che esprime carattere alpino con elementi
decorativi (stilizzazione di un albero). Basamento in pietra e timpano in legno.

Il Viaggio in Italia 1907


Il maestro per cui lavora lo invoglia a evadere dall’ambiente provinciale della cittadella
Svizzera per viaggiare in Italia (meta ambita da artisti – architetti). Il viaggio è l’elemento
formativo importante.
Sviluppa una pratica di lavoro, che porterà avanti per tutta la vita, la scrittura. Scrive ai
genitori lunghe lettere, un diario. Capacità nel disegno rapido e immediato dello schizzo a
matita (i carnet), raramente figurativo (che vedremo solamente in questi anni giovanili). Lo
schizzo come rapido sguardo per immaginarsi “cosa ci potrebbe essere”, non tanto per
raffigurare che cosa c’è. La scrittura di Le C. ha una struttura semantica semplice.
Scrittura che descrive ciò che vede. Scrittura semplice e diretta che cerca di mettere a fuoco
tramite scrittura e rapido schizzo. Disegna le piante dalla vista tridimensionale.
“inafferrabiltà” di un sentimento parola ricorrente nel diario  suscitare emozioni

Santa Maria Novella, Firenze, 1907


Durante i viaggi riempie la carta di appunti e disegni figurativi (descrizioni della realtà fisica).

Differenza tra due immagini:


 Capitello della chiesa di S.Vitale; 1907 Descrizione precisa e fedele della realtà con
annotazioni Il giovane architetto descrive fedelmente la realtà.
 Chiesa del Redentore alla Giudecca, Venezia, 1924 Disegna ciò che l’architetto
interpreta. Dagli anni 20’ la comunicazione verso il mondo esterno diventa

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studiatissima. Il disegno, lo schizzo, la parola.. L’architetto interpreta

Certosa di Ema, Toscana, 1907


Sforzo di capire la realtà, la sua oggettività, la sua capacità di farci immaginare un’idea. Certosa
d’Ema a modello per il convento della Tourette.
Dalla riproduzione oggettiva della storia si passa alla riproduzione oggettiva del progetto
del futuro.

Le voyage d’Orient, 1911


Dopo l’Italia viaggia in Oriente. Partenone  Cappella di Ronchamp, artificio costruito nel
paesaggio.

9: Villa Jeannerett, La Chaux – de – Fonds, Svizzera, 1912


Torna a casa con qualche esperienza acquisita e redige il progetto per la casa dei genitori.
Ci esprime uno sguardo al classico: Simmetria, basamento in pietra e intonaco bianco.

MAISON DOM – INO 1914


Anni della crisi: Passaggio da classicismo (insegnamenti dei viaggi)  costruzione cemento
armato.
La costruzione in cemento armato è diffusa nelle fabbriche americane.
La Maison Dom-ino (nome che riprende il gioco) è l’ immagine della produzione in serie. Le C.
utilizza la realtà dell’industria  Detroit (Ford) 1910 – 14 Stabilimento Highland Park,
Ford Fabbriche e macchine in serie, Le Corbusier vuole produrre abitazioni in serie.

Villa Schwob, La Chaux-de-fonds, 1916


Vuole eliminarla dal portfolio perché troppo classicheggiante. Materiali del viaggio in oriente
vengono portati nell’architettura. Alta monadatura, mattoni. Architettura densa delle
esperienze dell’architetto (piena di citazioni).
Momento della crisiRottura con le radici alpine.

12: INCONTRO CON YVONNE GALLIS, 1922


Ragazza del mediterraneo, originaria del Sud della Francia  passione per il Mediterraneo
(chiusura nel Cabanon).

13: Le Corbusier e Amédée Ozenfant, L'Esprit Nouveau, 1919-1925


Negli anni 20’ va a Parigi: meta ideale per l’Europeo – Americano. Ambiente adatto per
ambizioni e luogo del dibattito culturale. Luogo dove pulsava la vita dell’artista.
Le Corbusier, detto il corvo.
Le C. + Amedee Ozenfant (pittore)  Esprit Nouveau: Rivista – progetto d’architettura. Le
idee del giovane architetto e del pittore iniziano a mettersi in confronto con il mondo.

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14 – 15: VILLA OZENFANT, PARIGI, FRANCIA, 1922


Villa per il pittore. Atelier d’artista = atelier dell’operaio. È una fabbrica: shed - Finestre a
nastro - Scala esterna.
Atelier – laboratorio – edificio industriale.
Abbraccia uno “Spirito nuovo” dominato da 2 parole: Binomio Architettura (sintesi tutte le
arti) Industria (sintesi della società).
Bianca, si erge su pilastri, enormi vetrate, shed. Si erge come una torretta, punto di
osservazione che guarda Parigi. Artista guarda la natura e vuole essere preso dalla luce, così
come l’operaio fordista.

16: Une ville de trois milion d’habitants, 1922


Grande utopia sul territorio. Indifferenza localizzativa, in un territorio vastissimo. Progetto
immaginario di città.
Questo piano ha affinità con i processi produttivi: griglia regolare – industria. Città molto
vicina ai territori industriali. Ricorda la fabbrica di Ford.
Assi di collegamento stradali – ferroviari. Abitare immerso nella Natura
Architettura – industria – Natura.

VERS UNE ARCHITECTURE, 1923


Manifesto dell’architettura del XX secolo. Sulla copertina un corridoio di un piroscafo: una
macchina standardizzata.
Achitettura – industria – natura – tempo (rapporto con l’antico - la contemporaneità -
proiezione verso il futuro).
Articoli “Occhi che non vedono” occhi dei comuni mortali che devono cancellare il passato
dell’800 eclettico.
1. Gli occhi che non vedono che la novità dell’architettura del XX secolo è il VOLUME.
Volume preso da un edificio, che non è inseribile nei munumenti: Silos. Architettura
funzionale – edificio macchina in cui il volume è espressivo di una poetica.
Volume è il primo esempio d’architettura.
2. Gli occhi che non vedono il RAPPORTO CON LA STORIA: 2 Architetture del passato – 2
automobili (opere del moderno). L’architettura classica è un prodotto di selezione
applicato a uno standard stabilito.
Standardizzazione produce l’architettura classica (es. Partenone) e un prodotto della
contemporaneità (l’automobile). PROVOCAZIONE

20-22: Maison La Roche-Jeanneret, Parigi, 1923


La nuova architettura la può realizzare nella periferia di Parigi, grazie a committenti
coraggiosi. Nascono le famose “Ville bianche”. Tema della rampa.

24 Padiglione dell'Esprit Nouveau per l'Esposizione delle Arti decorative ed Industriali


Moderne a Parigi, 1925
Risultato architettonico dell’Esprit Nouveau.
 Architettura: grande vetrata, intonaco bianco;
 Industria: cemento armato;
 Natura :albero che taglia la copertura.

25-26 Plan Voisin, 1925


Piano per la città di Parigi dove sono presenti solo alcuni elementi della storia: la Tour Eiffel –
Arc de Trionf - Notres Dame – Pantheon. Rapporto conflittuale con la realtàCentro viene

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sventrato per inserire grattacieli e aree verdi: Architettura – industria - natura. Cancellazione
della preesistenza e la storia che lui ritiene anonima.

Quartiere di abitazione Frugès, Pessac 1925


Passaggio dalla grande città al piccolo quartiere di case per operai in periferia di Bordeaux.
Le ville bianche portate a una dimensione popolare. Architetture che sono volume bianco,
scavato per trovare lo spazio. La villa acquisisce un linuaggio standard popolare.

Villa Stein , Garches 1927


Le Corbusier usa la fotografia come mezzo per progettare e comunicare. La villa Garches è un
manifesto dell’impostazione grafica della facciata. Finestra a nastro, garage.
Pagina di Vers une architecture con Partenone e macchina si ripete di continuo nelle fotografie
dei progetti. Relazione tra la contemporaneità dell’automobile - contemporaneità
dell’abitazione. Volume scavato e finestra che lo ritaglia (come fosse un cutter).

1928, primo Congresso Internazionale di Architettura Moderna (CIAM), La Sarraz

Centrosoyus, Mosca 1929


Sindacato russo commissiona Le C. per costruire casa del Sindacato. Volumi (stecche) per
uffici, Auditorium.... Il volume, quando ha a che fare con l’edificio complesso, ragiona per
elementi geometrici incatenati. Perferzione e regolarità geometrica precisa con cui i corpi si
articolano in base alla funzione.
Tecnologia: la facciata che respira: rivestimento in pietra moscovita e curtain wall.

I CINQUE PUNTI
Redige punti fondamentali per fare un’architettura scientifica. Hanno un forte connotato
comunicativo. Comunicare un metodo che vuole essere scientifico a cui si aggiunge la poesia
dell’architettura.
 Pilotis: pilastri in cemento armato che permettono alla natura di scorrere sotto
l’edificio. Natura pubblica
 Tetto giardino: natura privata
 Pianta libera: espressione di industrializzazione. Pianta flessibile affinché il percorso
tra gli spazi (la promenade arch) possa accogliere tutto lo spazio. L’abitante possa
camminare su scale/rampe attraverso i vari livelli. La pianta è schiava di muri portanti.
Il cemento armato porta nella casa la pianta libera. Rompere le origini con il passato
ammuffito.
 Finestra a nastro, in lunghezza. Il volume scavato esce tramite finestra a nastro. La
finestra è la catena di montaggio dell’abitazione.
 Facciata libera. Può avere elementi con cui rapportarsi.

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VILLA SAVOYE, POISSY, 1929


Riserva naturale di Poissy. Committenti famiglia Savoye. Sfortuna costruttiva dell’abitazione.
Le C. consegna il 3° capitolo del suo modo di essere artistaPrimo esempio di architettura
che racconta il Pensiero di Le C.
Villa Savoye è il primo manifesto di Architettura.
Piano terra parcheggio. La casa è pensata come uno spazio al cui centro è inserita una rampa
che permette di attraversare uno spazio che è rigorosamente ragionato su una struttura
geometrica.
Primo piano: pianta regolare con divisione degli spazi. Rampa centrale e scale al centro.
 La villa ha il cuore nella passeggiata architettonica.
 È espressione dei 5 punti + promenade architecturale.
 Natura che fluisce sotto;
 Garage da cui entriamo;
 I pilotis come stuzzicadenti che reggono la struttura;
 Tetto giardino in alto, con pareti curve in cui Le C si permette u
 Il pensiero dell’architettura bianca era già pensato rovinato.
 Tetto giardino che si rivolge alla natura attraverso una cornice.
Gli spazi aperti e chiusi si compenetrano e comunicano (soggiorno chiuso, si apre con la
grande apertura sulla terrazza).
Sul tetto, la macchina dell’abitare, comincia a raccontare l’inafferrabile (spazio poetico di
commozione). Tetto giardino che si rivolge verso la natura attraverso una cornice che la
incornicia perfettamente. Spazio immaginario.

Restauro: Il volume scavato doveva essere inciso con un cutter mentre il restauro ha
raddoppiato l’infisso, il quale prende una dimensione troppo rilevante.
Il pensiero dell’architettura bianca era già pensata in deperimento.

57 Le C. non smette mai di fare il pittore: attività fondamentale per l’architetto.

Studio di urbanizzazione per Rio e Sao Paulo, 1929


Sull'aereo, ho disegnato per Rio de Janeiro un'immensa autostrada, collegante a mezza altezza le dita dei
promontori aperti sul mare, in modo da raccordare velocemente la città, per mezzo di una autostrada, con
l'entroterra elevato dei salubri altipiani. (...) Questo ramo poi si sviluppa con una curva ampia, maestosa, elegante,
al di sopra di Baia Vermelha..”

Studi per Algeri, 1930 - 31


“... ad Algeri, su un'altura si erge ora un immenso edificio di cemento armato; arrivando all'alba, dal mare, è questa
facciata liscia e ferma che si impone: il nuovo palazzo del Governo dell'Algeria, architetto, Jacques Guiauchain:
cemento armato, Perret Frères...”
Autostrada lineare sul lungomare di Algeri fino alla Casba.

Immeuble Clarté, Ginevra, Svizzera, 1930 - 1932


Casa in cui si nota la bellezza del volume scavato che consente di abitare un’interno fatto di
doppia – tripla altezza. Gli apparamenti sono tutti duplex: Idea di spazio abitato pensato sul
doppio livello.
Lo spazio abitato è pensato come uno spazio aperto per guardare l’esterno. Il terrazzo è il
posto più bello della casa.

La ville Radieuse, 1935


Progetto di città immaginaria delocalizzata

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Piano di Parigi, 1937


Parigi da sventrare per inserire il verde e grattacieli più alti di quelli americani.
1936 Anno del viaggio negli Usa: “Fate grattacieli più alti, sventrate Manhattan e inserite il
verde” diceva agli americani. Critica i grattacieli con gli ornamenti.

LE MODULOR 1945 (STUDI) E PUBBLICAZIONE (1950 – 1955)


Architettura – industria - natura si sintetizzano nel “nuovo uomo albertiano”: l’ Uomo con le
sue proporzioni relazionato al numero – modulo. Uomo è il metro di tutti gli spazi per abitare.
Precisione dell’architetto che fonda scientificamente le basi sul corpo umano.

UNITÉ D’HABITATION, MARSIGLIA, 1947-52


Conduce attività in uno studio assolutamente artigianale. Vuole divulgare il verbo della sua
architettura.

Idea di edificio ampio fondato su pilotis, stecca, lungo fronte stretto, tetto giardino,
costruzione in cemento armato.
Idea dell’edificio-città: punto di contatto tra dimensione utopica dei piani urbanistici e la
dimensione reale dell’abitare.
Architettura che riprende il piroscavo di Vers une architecture. Idea dell’industrializzazione –
standardizzazione applicata alla costruzione dello spazio.
Automobile standardizzata - Casa standardizzata.
Volume scavato all’interno del quale troviamo la città:
 La natura passa sotto.;
 Strada corridoio con centro commerciale;
 Unità d’abitazione e lavoro.
Rottura con la citta storica verso un’unità di abitazione e lavoro.
Sopra spazio gioco dei bambini.
Elemento del cromatismo.
Cemento armato brutale alleggerito dal colore portato sul fronte degli appartamenti.
Facciata modulata in base a colori primari, proporzioni.

Unité d’habitation, Nantes, 1952


Si erge da sola nel verde

Unité d’habitation, Firminy, 1967

Cappella di Notre Dame du Haut, Ronchamp, 1950 - 1955


Lui ateo progetta spazi sacri
Sostenitore della trinità: Architettura - Industria – natura; Tempo del passato – presente e
slancio verso il futuro; 5 Punti dell’architettura; ModulorRazionalità, funzionalità
contraddizione: Progettazione nasce in modo plastico (come scultura e pittura)  Plasticità
della struttura in cemento armato.
Una piccola cappella sulla collina di Ronchamp.
Programma funzionale semplice: prevede un aula di culto al chiuso e uno spazio per messe
all’aperto.
Luogo che esprime Plasticità  Vele aperte al paesaggio.
Organizzazione spaziale:
 Prima vela con profonde strombature ;
 Elemento funzionale: 2 – 3 cappelle laterali;
 Protuberanza del confessionale;

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 Luogo delle messe all’aperto.


Facciata con bucaturerapporto tra interno ed esterno. Spazio con pendenza per attrarre il
visitatore verso l’altare.
Tetto con forza preponderante  imponenza plastica.
La promenade architecturale ci serve per cogliere questa architettura.
Guscio di un granchiotetto plastico in cemento armato staccato leggermente dalla struttura
scultorea bianca.
3 torri delle cappelle laterali.
“Luce” nuovo tema presente nelle arch. di Le C.
All’interno le strombature (proporzionate secondo una griglia regolare)
All’esterno elemento tettonico – spazio interno pieno di luce leggero con vetrate colorate
(cromatismo).

Cappelle laterali che dall’alto portano la luce e al loro interno sono coloratissime (1 rossa e 1
grigia)emozioni forti rese dallo spazio.

Le Corbusier pittore – scultore prende il sopravvento.

Convento de La Tourette, Eveux (Lione), 1953


La committenza richiede spazio sacro per giovani sacri che devono essere addestrati alla
clausura, infatti è uno spazio che non entra in contatto con la natura.
Rapporto con la Certosa d’Ema: Spazio regolare di armonia e proporzioni. Corpo a C con le
celle, la natura che fluisce, percorsi e la chiesa. Al piano terra della C: biblioteca e mensa (2
spazi comuni).
Ritorna l’idea dell’edificio città in cui la comunità si unisce.
Il tetto non è giardino ma luogo di preghiera: consente di camminare leggendo con un recinto
alto 2 metri che non permette di guardare al di fuori ma solo il cielo.
La razionalità dell’impianto a corte si contrappone alla plasticità legata a Ronchamp del corpo
che che sporge dalla chiesa.

Pianta del piano terra notiamo i percorsi ( una croce) che ti portano alla chiesa, alle celle, alla
mensa… Corpo a croce per percorsi.

Intonaco molto spesso lanciato con getto di cannone e pitturato di bianco.

Prospetto: al piano terra i pilotis permettorno il passaggio della natura, la parte aperta del
refettorio con dimensione musicale data da elementi finissimi che dovrebbero modulare la
luce e sopra le celle dei frati.

Chiesa è un’alternativa alla plasticita di Ronchamp: spazio razionale, preciso, geometrico.


Chiesa è una scatola in cemento armato.
Sagrestia cromatismo dei cannons a lumiers che portano la luce all’interno. Imperfezioni
volute nel cassero per il cemento armato, colorato poi in rosso, blu e giallo.

Chiesa Saint Pierre, Firminy, 1958 – 2006

Chiesa che unisce razionalità Tourette e plasticità di Ronchamp.


Idea di luce presa di un cono e da bucature.
Il progetto si blocca nel 1965 perché muore.

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Oggi ricostruita rispettando il progetto, ma con i materiali di oggi la tecnologia di oggi, ma


senza l’architetto di oggi!! All’interno la luce permea attraverso bucature nella parete creando
un cielo stellato.

1951 primo viaggio in India


Incaricato di redigere il piano di Chandigar 1950 – 65 , nuova capitale del Punjab
Allontana dai disegni della Ville Radieuse, il piano di Parigi, il plan Voisin e progetta una città
giardino che ricorda la cite industrielle di Tony Garnier a Lione.
In questo piano lo spazio verde è il protagonista, incanalandosi nella città. Natura
protagonista del piano. Verde tracciato irregolare che spezza la regolarità griglia. 2 livelli di
circolazione: sopra pedoni, sotto macchine.

Palais de l'Assemblée, Chandigarh, 1955


Le architetture, plastiche, in cemento armato si agganciano al suolo. Il cemento armato
entra nella terra, sembra una scultura di terra. Si toglie l’idea di produzione, costruzione, di
industria  Le C. scava la terra e abita dentro la natura. Enorme cannone di luce che piomba
nel palazzo.

Campidoglio di Chandigarh, prospetto principale dell'Alta Corte di Giustizia, 1952-56


Monumento della Mano aperta nel Campidoglio di Chandigarh, 1950-65
Questo segno della mano aperta, un segno di pace e di riconciliazione, deve sorgere a
Chandigarh. Questo segno della mano aperta, per ricevere le richieste create, per distribuirle ai
popoli del mondo, deve essere il segno della nostra epoca.

Cabanon, Casa di vacanza di Le Corbusier, Cap Martin, 1950-52


Le C. passa lunghi periodi nel Cabanon, situato affianco alla stazione di Roquebrune, da cui si
guarda il mare.
Piccolo spazio misurato, immerso nella natura, rivestito in doghe di legno. Invece di crearsi
una villa straordinaria passa lunghi periodi in questo capanno. Qui abita, crea.

Sopra c’è la sua tomba, disegnata da lui.

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