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CRITICA ALLE TESI DI CLAUDIO RISÉ

SULLA PERICOLOSITÀ DELLA CANAPA


1^ ridicola tesi di Risé
Prendendo in esame l‟opuscolo di Risè che tanto somiglia al “ Malleus Maleficarum” di triste ed oscura memoria, ne
approfittiamo per rendere patrimonio comune le informazioni di controdisinformazione che il nostro staff ha
preparato come risposte, ribattendo punto per punto le tesi ridicole e giustiziatorie di Risè.

Si tratta dei dieci motivi (secondo Risè) per cui la Canapa debba essere considerata una droga pericolosa se non
addirittura mortale.

Pubblichiamo la risposta al primo punto che vi consigliamo di stampare e conservare, nelle prossime news
invieremo gli altri punti e alla fine un buon opuscolo di controdisinformazione potrebbe rivelarsi utile nelle vostre
esperienze personali.

Con un minimo di patrimonio di conoscenza condivisa, non potranno trattarci come disadattati per molto altro
tempo.

Buona Resistenza a tutti!

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1 – LA CANNABIS NON E’ UNA DROGA LEGGERA.

“E‟ una vera droga, con principi psicoattivi, pericolosa per il cervello e per il corpo. Può creare dipendenza e può
condurti all‟uso di sostanze ancora più dannose, come EROINA E COCAINA. I TOSSICODIPENDENTI INIZIANO
SEMPRE CON UNO SPINELLO”

COMMENTO:

Prima di tutto, bisognerebbe capire cosa s‟intende per “droga”. Se intendiamo una sostanza psicoattiva … allora si,
la cannabis lo è, come anche il caffè, il cacao, le sigarette, ma soprattutto l‟alcol … e non si vede alcuno
“sbraitare” per queste altre sostanze. Forse qui si vuole intendere una sostanza psicoattiva alcaloide, che in caso
di assunzione cronica, debiliterebbe talmente l‟ organismo umano, da renderlo “inutile” per la società e pericoloso,
oltre che per se stesso, per la comunità. Allora è falso! La cannabis non è una “droga”. Non esiste casistica che lo
dimostri! … e non c‟è bisogno neppure di scomodare i ricercatori. La cannabis non è una sostanza moderna, segue
l‟uomo dall‟ antichità e mai alcuno ne ha avvertito empiricamente la nocività. Nemmeno Anslinger, il padre del
proibizionismo nei confronti della cannabis, o meglio “marijuana”, riuscì a trovarle una “colpa” talmente grave da
poterla vietare in tutto il globo. Dopo il trattato “La Guardia” (già sindaco di New York) che smentiva tutte le sue
illazioni, dovette convertire la propria strategia di guerra contro la cannabis. Non rimaneva che far cadere la colpa
su altre sostanze, diverse per composizione ed effetti, che avevano già mietuto vittime. Ok, la “marijuana” non è
così dannosa … però ti porta all‟assunzione di eroina. Anche qui, non esiste una ricerca al mondo che possa
dimostrare che un uso metodico di cannabis, possa portare ad un bisogno organico, di una sostanza più “forte”.
ll fattore fondamentale che determina il passaggio è dentro ognuno di noi.
Generalizzando molto, possiamo formare tre categorie di persone:

Categoria 1. Persone a cui non interessa perdere coscienza del proprio io razionale, o in alcuni casi ne hanno
terrore. Sono persone che non amano perdere il controllo, in genere sono molto razionali e pratiche (ma anche
molto ansiose) e in qualche maniera sono portate a programmarsi la vita schematizzandola e non ammettono
nessuna interferenza. Non hanno mai provato alcun tipo di “droga” e se lo hanno fatto, (molto probabilmente il
primo approccio con una sostanza illegale avviene con la cannabis) non hanno provato nulla o hanno avvertito un
disagio e non ripeteranno più l‟esperienza.

Categoria 2. Persone a cui piacerebbe perdere il controllo, (cercare spiegazioni diverse della realtà) e sanno darsi
dei limiti. Spesso perché hanno coscienza delle sostanze che assumono e sanno distinguere sia gli effetti che le
conseguenze dannose che potrebbero derivarne. Sono persone che, molto probabilmente, non solo resteranno
“ancorati” alla prima “droga d‟approccio” (cannabis), ma molti ne faranno uno stile di vita.

Categoria 3. Persone a cui piace perdere il controllo senza badare a spese.


Questa categoria di persone ama provare, scoprire, osare, fregandosene delle terribili conseguenze che spesso ne
derivano. In linea di massima anche qui il primo approccio avviene con la cannabis, poi i “trip”… poi le varie
“polverine”.

A dire il vero esiste anche una quarta categoria di persone, quelle che effettuano un “passaggio forzato”. Questa
la ritengo una categoria di persone molto sfortunate. Sono persone assai superficiali e molto poco informate,
spesso si fanno coinvolgere dalla terza categoria di persone solo per dimostrare di essere “capaci” o di non aver
paura. Questa è anche una categoria di persone a rischio “pusher”, cioè capita spesso che a determinare il
passaggio verso altre sostanze, sia proprio lo spacciatore. Siccome la maggior! parte degli spacciatori che vendono
la “marijuana” vendono anche allucinogeni, cocaina, eroina, sono proprio loro, allettando i “clienti” con
qualche regalino, a determinare il famoso “passaggio”. Chimicamente possiamo dire che, le sostanze in questione,
sono talmente differenti tra di loro, che sarebbe impensabile e nonché stupido, affermare che un‟ assuefazione da
THC, possa portare ad un bisogno organico di una sostanza “più forte”. Comunque, sia nella seconda, che nella
terza categoria di persone, il vero primo approccio con una “droga”, avviene non con la cannabis, ma con l‟alcol.

C‟è d‟aggiungere poi che, secondo “case report” storici e moderni, la cannabis è un buon rimedio per combattere i
sintomi da astinenza nella dipendenza da benzodiazepine, oppiacei e alcool. Per questa ragione, è stata chiamata
da alcuni “droga di passaggio all‟indietro”. In questo contesto, sia la riduzione dei sintomi fisici ! dell‟astinenza che
dello stress collegato alla sospensione dell‟abuso di droghe può avere un posto fra i suoi benefici.
2^ ridicola tesi di Risé
Continuiamo con il lavoro di controdisinformazione delle tesi di Risé pubblicate nell‟opuscolo governativo dedicato
agli insegnanti, agli educatori e ai genitori

2 – LA CANNABIS E’ PERICOLOSA PER IL CORPO.

“Produce disturbi all‟apparato respiratorio (fino al tumore ai polmoni, alla gola e all‟apparato digerente),
all‟apparato cardiocircolatorio (può causare l‟INFARTO), al sistema ormonale (danneggiando lo sviluppo sessuale e
la capacità riproduttiva), al sistema metabolico (provocando disturbi DELL‟ALIMENTAZIONE E DEL SONNO) “

COMMENTO:

E‟ vero esattamente il contrario! E‟ incredibile come la “passione” possa addirittura, non modificare, ma
stravolgere totalmente la realtà dei fatti, ma andiamo con ordine. Basta digitare su google “THC e asma”, o
“cannabis e asma”… la prima parola, per altro più volte ripetuta, che vi salterà all‟occhio è
“BRONCODILATATORE”. E‟ strano come chi abbia partorito un‟affermazione del genere non l‟abbia notata. E‟
proprio il Delta9 THC a dilatare i bronchi … ma forse qui si intendeva i danni del fumo? Ah ma allora è scorretto
dire la cannabis produce disturbi all‟apparato respiratorio … Molti personaggi, noi vogliamo sperare in buonafede
(ma non è il nostro caso) confondono il fumare, con l‟assumere cannabis. I danni del fumo, sono i danni del fumo!
Anche aspirare i fumi da un camino, provoca gli stessi danni … e non ha nulla a che vedere con i cannabinoidi.
Comunque fumare cannabis è meno dannoso che fumare qualche altra cosa. Il perché sta nei cannabinoidi, ma
soprattutto negli endocannabinoidi.

Cannabis vs Cancro

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=18436

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=17301

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=16386

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=14904

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=14565

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=12217

http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/cannabis-tumore/cannabis-tumore/cannabis-
tumore.html

http://cavecanemenonsolo.blogspot.com/2008/08/la-marijuana-nella-terapia-anti-cancro.html

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=16617

http://droghe.aduc.it/php/articolo.php?id=15328

Questi link, sono solo una piccola parte di articoletti che di tanto in tanto vengono menzionati distrattamente da
alcuni organi d‟informazione. Ignorarli oltre ad essere ingiusto, è estremamente fazioso. Certo, troverete in rete
anche articoli che potrebbero dirvi il contrario, ma voi, tenete a mente sempre una cosa… Chi parla bene degli
effetti dei cannabinoidi non ha alcun interesse per farlo… la pianta non è brevettabile e basta un po‟ di esperienza,
per capire quali “strain” usare e di conseguenza a quali cannabinoidi rivolgersi senza spendere un euro. Invece chi
ne parla male, ha tutte le ragioni per farlo… colpa di 80 anni di proibizionismo nato oltreoceano e di numerosissimi
interessi trasversali.
Passiamo all‟apparato cardiocircolatorio ... lo sapevate voi che qualche anno fa, uno studio svizzero, ha messo in
evidenza la possibilità che la cannabis potrebbe evitare la causa principale di malattie ed attacchi cardiaci? Vi
spieghiamo in termini semplici semplici, cosa avviene: Ebbene, il THC sembrerebbe interferire con uno dei processi
fondamentali dell‟arteriosclerosi. Il THC, legandosi a dei recettori (CB2) presenti in grosse quantità nella milza e
nelle cellule immunitarie, evita la chiamata generale delle cellule immunitarie, utili alla battaglia contro le
infiammazioni, ma che vanno ammucchiandosi sulle pareti arteriose restringendole (che fa molto male). Anche a
dosi straordinariamente basse (da non raggiungere lo sballo) il THC agisce in questi termini. Certo, questa ricerca
non va interpretata nel senso che fumare “marijuana” faccia bene al cuore, ma si è scoperto che i cannabinoidi
hanno notevoli proprietà capaci di proteggere i vasi sanguigni dalle occlusioni. Secondo i risultati di una
sperimentazione fatta in Israele, la somministrazione di delta-9-THC protegge i muscoli del cuore dal danno!
causato da ipossia (deficienza di ossigeno nel sangue). “Lo studio conferma la capacità del THC di proteggere
cellule cardiache esposte all‟ipossia.”
Per quanto riguarda il sistema “ormonale”. Tempo fa una ricerca italiana denunciava che l‟uso costante di
cannabis, poteva causare una diminuzione della concentrazione spermatica nel consumatore. La ricerca, è stata
ripetuta, non ha avuto gli stessi esiti, ed è stata abbandonata.
Riguardo la fame, i cannabinoidi sono riconosciuti in tutto il mondo come terapia di supporto a pazienti con
difficoltà di alimentazione. Il THC, stimola la fame ed è una cura contro i disturbi alimentari, non la causa.
3^ ridicola tesi di Risé
Continuiamo con il lavoro di controdisinformazione delle tesi di Risé, trattiamo ora il 3° punto:

3 – LA CANNABIS E’ PERICOLOSA PER IL CERVELLO.

“Soprattutto per quello degli adolescenti, che è in via di sviluppo. Il principio attivo della Cannabis (THC),
danneggia le cellule cerebrali provocando RIDUZIONI NELLE CAPACITA‟ COGNITIVE, PROBLEMI DI MEMORIA E
CONCENTRAZIONE, APATIA E DEMOTIVAZIONE, DISTURBI NELLA CAPACITA‟ DI FORMULARE DELLE IDEE E
RISOLVERE PROBLEMI. SI ABBASSA COSI‟ IL RENDIMENTO SCOLASTICO, SPORTIVO E PROFESSIONALE.“

COMMENTO:

Sapete perché non si riesce a formare un gruppo antiproibizionista numeroso e compatto? Per l‟esatto contrario
denunciato nell‟articolo: troppe idee… e ognuno vuole dire la sua.

A parte gli scherzi… cominciamo col dire che tecnicamente è falso dire che il cervello si “sviluppa” solo negli
adolescenti. In genere si “sviluppa” fino ai 40 anni (a molta gente non si sviluppa mai, guardate Giovanardi!).

Dire che, fumare cannabis… e anche tanta, è dannoso per un ragazzo, è subdolo quanto dire che fumare cannabis
causa i danni del fumo. Un‟iperstimolazione sensoriale ad un ragazzo può fare molto male, non c‟è bisogno di un
proibizionista che ce lo dica per capirlo.

Un‟iperstimolazione neuronale, è sempre dannosa in un adolescente… che sia la cannabis, l‟alcol, la nicotina, il
caffè, i film porno, il troppo cibo… e non è con il terrorismo mediatico che si risolve il problema, ma con una
corretta e leale informazione.

Il THC, non danneggia le cellule cerebrali, nemmeno Anslinger fu capace di dimostrare una cosa del genere. Il
THC e gli altri cannabinoidi (poco meno di una 70ina in tutto) “usurpano” i recettori di un endocannabinoide
(chiamato poi Anandamide) situati in molteplici settori del nostro cervello: memoria e concentrazione. E‟ vero che
dopo una assunzione acuta di cannabinoidi, la memoria a breve termine potrebbe vacillare… e questo non è
dovuto ad un degeneramento neuronale che comprometterebbe seriamente la memoria, ma è dovuto ad un altro
fattore.

Quando si assume THC le informazioni giungono al cervello in numero maggiore e maniera più dettagliata. Questo
fenomeno lo dobbiamo al fatto che i neuroni, non vengono acquietati dal sistema endocannabinoide… come
dovrebbe essere in uno stato di lucidità, ma sono liberi di operare a proprio piacimento. Ciò comporta un maggior
dispendio di energie, ma soprattutto visto il numero maggiore di informazioni da elaborare, riesce più difficile al
nostro cervello “imprimere” un ricordo indelebile.

Per quanto riguarda l‟attenzione o la concentrazione di un consumatore di cannabis, bisogna dire che, gli effetti
sono complessi e spesso contraddittori. La chiave di lettura non sta tanto nel “ il soggetto è concentrato, o non è
concentrato?”, ma più nel “su cosa si sta concentrando?”. Ovvero: Se un assuntore di cannabis, è concentrato su
quello che sta facendo, state certi che lo farà alla perfezione, se invece il consumatore, mentre svolge un compito,
si concentrerà su qualunque altra cosa che non sia il compito stesso, state certi che lo svolgerà male!

Nella nostra esperienza, abbiamo incontrato un numero considerevole di esseri umani ultra cinquantenni, fumatori
di cannabis decennali e devo dirvi che stanno proprio bene (se non esistesse lo spettro della punizione starebbero
molto meglio) ragionano bene, capiscono quando gli parli, non cacciano la bava da un angolo della bocca, e
addirittura c‟è qualcuno che scrive anche libri, qualcuno tiene conferenze, qualcuno insegna… Se tutti uscissero
allo scoperto una volta per tutte, la gente non avrebbe più paura e libri come quello a cui stiamo cercando di
controbattere, non avrebbero più senso di esistere.
4^ ridicola tesi di Risé
4 – LA CANNABIS E’ PERICOLOSA PER LA SALUTE MENTALE.

“Può produrre ANSIA E DEPRESSIONE, ALLUCINAZIONI VISIVE ED AUDITIVE, DEPERSONALIZZAZIONE E


DEREALIZZAZIONE, ATTACCHI DI PANICO E PARANOIA. Inoltre l‟uso prolungato può provocare più tardi gravi
malattie mentali, come PSICOSI E SCHIZOFRENIA.”

COMMENTO:
E‟ di qualche giorno fa, la notizia che la cannabis, sarebbe efficace contro il disturbo da ansia sociale. Questa
ricerca è stata condotta in Brasile, all‟Università di San Paolo del Brasile, dove gli scienziati hanno condotto
esperimenti incrociati su pazienti con Disturbo da Ansia Sociale (S.A.D). I risultati sono stati più che incoraggianti.
Ma questa è solo l‟ultima di numerose ricerche che indicherebbero i cannabinoidi (in particolare alcuni e
opportunamente modulati) utili per combattere l‟ansia e la depressione. A dire il vero, la stragrande maggioranza
dei consumatori sa per esperienza personale che dopo una canna ci si rilassa. In effetti, anche in farmacologia, i
cannabinoidi sono considerati come una sostanza calmante addirittura narcotica.

“…A dosi più elevate di THC, il soggetto prova una intensificazione della risposta emotiva e un‟ alterazione delle
sensazioni, che può consistere in blande distorsioni sensoriali o anche blande allucinazioni. Con dosi più elevate,
sono state osservate reazioni acute di depressione, reazioni acute di panico o una leggera paranoia…”

In genere e genericamente, questo è quello che potrete leggere in quasi tutti gli scritti che trattano di effetti
cronici o acuti, dovuti all‟assunzione di cannabis. In effetti, più che dose eccessiva di sostanza assunta,
sembrerebbero fondamentali e decisivi, due fattori: la sensibilità individuale e il “setting”.

Capita spesso che due tiri di canna, siano più che sufficienti a scatenare una leggera paranoia o addirittura un‟
ansia irrefrenabile. La cannabis, sembrerebbe agire come un amplificatore di stati d‟animo. Se di base l‟assuntore
è ansioso, è molto probabile che la cannabis, amplificherà lo stato d‟ansia. Ci sono numerose testimonianze di
consumatori, che hanno smesso di assumere cannabis, perché gli “prendeva male”. In genere la cannabis induce
uno stato d‟ansia ai neofiti (che non conoscono la sostanza e hanno aspettative errate) o a chi ha dovuto
sopportare un forte dolore emotivo (perdita di una persona amata). Anche il setting è importante. Gli effetti della
cannabis sono fortemente condizionati dall‟ambiente e la compagnia. I consumatori esperti scelgono l‟ambiente e
soprattutto la compagnia di persone con cui vi è il massimo di sintonia.

C‟è da approfondire anche un ulteriore aspetto. Personaggi come l‟autore di questo libro, tendono a fare di tutta
l‟erba un fascio. Le varietà di cannabis, si differenziano, non solo per quantità di Delta9 THC (il cannabinoide
psicoattivo per eccellenza) ma anche per quanto riguarda la percentuale degli altri cannabinoidi, che hanno la loro
importanza. Alcuni “strain” danno più euforia, altri sono più “riflessivi”.

Per quanto riguarda le allucinazioni, la cannabis, non è considerato un allucinogeno. Non da allucinazioni.
Indubbiamente la cannabis può, in certi casi, distorcere le immagini, ravvivare i colori, affinare i suoni, ma a meno
che non ti sia fumata roba lontana parente della cannabis, non scambierai mai il parcheggio di sotto, per una
piscina olimpionica dopo esserti fatto una canna.

“…Ho cominciato a studiare la schizofrenia nel 1968, ho pubblicato il mio primo libro sulla schizofrenia
“Schizophrenia: pharmacotherapy and psychotherapy” nel 1972, ho dedicato un sacco di tempo ai pazienti
schizofrenici, e non ho mai trovato alcuna prova che la cannabis possa causare la schizofrenia. La schizofrenia è
una malattia mentale, e una sostanza come la marijuana non può certo provocarla…”

A dirlo, è il Dottor Lester Grinspoon, professore emerito all‟Università di Harvard ed autore di innumerevoli
pubblicazioni scientifiche sulle droghe. Sapete come i proibizionisti giunsero alla conclusione che la cannabis
avrebbe potuto provocare malattie mentali come la schizofrenia? Perché molti schizofrenici la usavano (come del
resto l‟alcol). Una ricerca più accurata denunciò invece che non era la “marijuana” a renderli schizofrenici, ma
erano loro ad usarla per stare meglio. Usavano sostanze di tutti i tipi in grandi quantità: soprattutto alcool, ma
anche tabacco, caffè e marijuana. Ora, perché consumano cannabis? Per le stesse ragioni per cui usano caffè,
tabacco e alcool, soprattutto l‟alcool: la schizofrenia li fa sentire così male, che vogliono modificare la loro
coscienza con l‟alcool o con qualunque altra sostanza che possa servire a questo scopo, compresa! la marijuana.
5^ ridicola tesi di Risé
5 – PER CANNABIS SI PUO’ ANDARE IN OVERDOSE E MORIRNE.

Con Hashish e Marijuana contenenti alte concentrazioni di principio attivo, o per particolare affaticamento o
combinazione con alcol, può svilupparsi un‟intossicazione acuta: TREMORI E AGITAZIONE MUSCOLARE,
DIFFICOLTA‟ DI RESPIRAZIONE, PALPITAZIONI ED ECCESSIVA TENSIONE DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE,
FINO ALLA PERDITA DI CONOSCENZA“

COMMENTO:

In un Paese normale una definizione del genere meriterebbe una querela… ma non da parte dei fumatori di
cannabis, o dagli antiproibizionisti in materia, ma proprio da parte dei ricercatori! Tanti anni di ricerche, buttati
così alle ortiche…

Dopo aver letto un annuncio sul giornale, Patrick Lanzing, un giovane scrittore di San Francisco, si presentò come
volontario per partecipare ad un test medico, organizzato con un contributo statale di 358.000 dollari, dal dott.
Reese T. Jones, in un ospedale cittadino. Il dottor Jones era abbastanza noto per aver sostenuto, in un dibattito
televisivo con l‟antropologa Margaret Mead, che la marijuana è molto dannosa.

Quanto segue è estratto da un articolo che Lanzing ha pubblicato sulla sua esperienza.

«Il nostro studio — disse il dott. Jones ai volontari convenuti per l‟esperimento — serve a scoprire gli effetti di alte
dosi di marijuana sull‟uomo. I soggetti consumeranno un estratto liquido di marijuana e THC per via orale. Le dosi
— sotto forma di pillole — verranno assunte nell‟arco delle ventiquattro ore e le prove dureranno 30
giorni».«Probabilmente l‟aspetto peggiore dell‟esperimento è costituito dal confinamento in un‟ala del reparto
psichiatrico per tutto il periodo del test. Avere dei pazzi come vicini per un mese è motivo sufficiente perché si
sviluppino paranoie anche nei soggetti più normali».Coloro che avevano risposto all‟annuncio e desideravano
partecipare all‟esperimento vennero sottoposti ad esami clinici e a test psicologici. Uno si alzò e chiese al dottor
Jones: «Se voi considerate pericoloso il fumo della marijuana, perché fate un esperimento con dosi! così elevate?»
«Per vedere quanta marijuana ci vuole per farvi star male» rispose il dottore scaldandosi in volto. Il compenso era
di 25 dollari al giorno. Per partecipare era necessario firmare un documento in cui i soggetti si accollavano tutte le
responsabilità, compreso il rischio di «convulsioni e morte». Se si interrompeva prima dei 30 giorni, il compenso
scendeva a 2,50 dollari al giorno. Ecco il racconto di Lanzing (riassunto):Le pillole venivano ingoiate sette volte al
giorno, compreso una doppia dose a mezzanotte ed una dose alle 4 del mattino. Un‟ora dopo ogni dose il corpo
era percorso da onde di energia, come se avessimo preso dell‟anfetamina; era impossibile restare tranquilli. Dopo
la dose doppia di mezzanotte e quella delle quattro del mattino il riposo notturno rassomigliava al sonno di chi si
addormenta sotto il solleone. La mattina le mani tremano e vanno per conto loro. Durante gli esami del cuore,
mentre facevo un! esercizio muscolare richiesto dall‟esame, mi sono sentito cos! ì debole e fuori di me che non ho
potuto terminare l‟esercizio. Se un oggetto in movimento passa attraverso il mio campo di visione, lascia una
traccia come la scia di un jet. L‟udito diventa acutissimo, una sofferenza. Dal diario del primo giorno:Mi sveglio alle
due e mezza del mattino con la sensazione che il mio corpo è in uno stato di tensione estrema. Gambe e braccia
hanno delle contrazioni spasmodiche, e i muscoli della schiena e del petto sono talmente contratti che ho paura di
soffocare. I muscoli guizzano per conto loro, e il corpo si agita in disordine. Cerco di trascinarmi fino alle docce,
sperando che sotto l‟acqua calda i muscoli si rilassino. Dopo tre quarti d‟ora i crampi si calmano, ma io seguito a
tremare come se mi trovassi nudo nella neve. Mi trovo seduto sul letto a parlare con un aiutante del reparto
psichiatria: «E‟ già successo altre volte, sta tranquillo che ti passa».Più tardi nella mattinata la stessa cosa succede
a Mik! e, un amico. Crampi, convulsioni, paura: Lasciati andare, rilassati dice Mike a se stesso, e il cuore che
sembra impazzito rallenta di colpo. Batte un colpo, si ferma, due colpi rapidi, si ferma. Prima che riprenda a
battere Mike si accascia svenuto. Diciamo al dottor Jones cosa pensiamo del suo esperimento, e la dose ci viene
ridotta. Nei sette giorni seguenti ognuno di noi ha due crisi come quelle della prima notte, ma di intensità minore.
A quante sigarette di marijuana corrispondevano le sette pillole quotidiane di estratto? Secondo il dottor Jones la
dose giornaliera corrispondeva «ad 80 spinelli del tipo normale a San Francisco», mentre secondo il Dr. Sanford
Feinglass, altro esperto di droghe, la dose quotidiana corrispondeva a 168 spinelli medi. «Vi hanno somministrato
estratto di marijuana ad un ritmo paragonabile a fumare uno spinello ogni otto minuti e mezzo, 24 ore al giorno,
per quattro settimane».

Questo esperimento, noto come il test dell‟Istituto Langley-Porter (1974) è durato diversi anni, è costato un
mucchio di soldi, e ha dimostrato solo che la marijuana è innocua oltre ogni limite praticamente pensabile.
La cannabis non porta alla morte!

Tecnicamente è impossibile andare in overdose di marijuana. Ce ne vorrebbe una quantità talmente elevata, che
bisognerebbe assumerla ininterrottamente per mesi. Normalmente la cannabis e il THC sono ben tollerati. Non
sono conosciuti casi di morte dovute all‟uso di cannabis. La dose letale mediana nei ratti è stata da 800 a 1.900
mg (a seconda della razza) di THC per via orale per chilogrammo di peso corporeo. In studi sulle scimmie, nessun
caso di morte è stato osservato dopo i più alti dosaggi somministrati, pari a 9.000 mg/kg di THC per via orale.

La tossicità complessiva della cannabis è una delle più basse (se non la più bassa) fra le sostanze medicinali e non.
In teoria, la dose letale negli umani, ammonterebbe a circa 40.000 volte la dose singola.

Sconcertante è invece, la dose letale per quanto riguarda l‟alcol, 1/10, cioè nove “dosi” in più potrebbero portare
scompensi all‟organismo fino al coma etilico e addirittura la morte.

6^ ridicola tesi di Risé


6 – LA CANNABIS ROVINA LE TUE RELAZIONI CON GLI ALTRI (E CON IL/LA PARTNER).

“Se inizialmente facilita lo stare in compagnia con gli amici, poi ti chiude nella solitudine. TI RENDE ASSENTE,
SOSPETTOSO, AGGRESSIVO O VIOLENTO”

COMMENTO:

Alcune dichiarazioni sembrano proprio buttate lì, giusto per riempire gli spazi.

Forse il cliente che ha commissionato questo scritto, aveva bisogno assolutamente di arrivare a 10 punti, anche a
rischio di dire baggianate… i dieci comandamenti.

Vabbè, cerchiamo di rispondere anche qui…

Un po‟ di tempo fa, A.M. Costa, zar antidroga italiano, delegato dagli USA all‟ONU, dichiarò:“Chi si fa gli “spinelli” si
becca l‟AIDS”

Tutti pensarono: “Forse starà a significare che i cannabinoidi indeboliscono il sistema immunitario? Strano perché
è proprio il contrario, visto la numerosa presenza di recettori (CB2) proprio nel sistema immunitario”. O forse
penserà che la cannabis si inietti? (con questa gente non si può mai sapere!!!)

Niente di tutto questo!


Sapete perché secondo A.M.Costa chi si fa gli “spinelli” si becca l‟AIDS?

Perché secondo lui, l‟indolenza provocata dall‟uso di cannabis provoca una sottovalutazione del pericolo sessuale,
essendo la pratica del preservativo ritenuta noiosa da molti giovani!

Come si fa a controbattere ad una “cazzata” del genere?

Ma veniamo al contesto della tesi di Risé:

La cannabis non ti chiude nella solitudine, a meno che tu non abbia deciso prima di starci (e visto le cose
che tocca leggere, sarebbe anche meglio).

Non ti rende assente, ma riflessivo…

Violento? Se non fosse così grave la situazione nel nostro Paese, ci sarebbe da ridere. In Gran Bretagna, la
proposta di declassificare la cannabis da sostanza pericolosa a non pericolosa, non è stata una manovra politica, il
tutto è partito dai sindacati di polizia. A parte il fatto che gli agenti inglesi ne avevano le tasche piene di correre
appresso ad incensurati in possesso di pochi grammi di sostanza, ma poi si sono accorti ”sul campo” che, a
differenza dell‟alcol che rende aggressivi e spavaldi, la “marijuana” acquieta, e così permettevano ai tifosi
l‟ingresso allo stadio con poche quantità di “hashish” o “erba” continuando a vietare tassativamente l‟alcol. E tutto
questo molto tempo prima della declassificazione ufficiale.

Sospettoso si! Questa è l‟unica affermazione vera. E bisogna essere sospettosi… se poi in giro si trovano ancora
menzogne così maldestramente architettate.

7^ ridicola tesi di Risé


7 – LA CANNABIS METTE A RISCHIO LA TUA VITA E QUELLA DEGLI ALTRI, SE LA FUMI E POI TI
METTI ALLA GUIDA.

E‟ la sostanza più spesso trovata nel sangue di vittime di incidenti stradali. AGISCE SUL CERVELLO PROVOCANDO
APPANNAMENTO DELLA VISTA E DELL‟UDITO, DIMINUZIONE DELLA VIGILANZA, RALLENTAMENTO DEI RIFLESSI
E DELLE REAZIONI, DIFFICOLTA‟ NELLA COORDINAZIONE MOTORIA E NEL CONTROLLO DELLA TRAIETTORIA
DEL VEICOLO.

COMMENTO:

Sapete perché la sostanza più spesso trovata nel sangue di vittime di incidenti stradali è il THC? Perché in un
fumatore cronico, il metabolita riscontrato nelle analisi, è individuabile anche dopo un mese e oltre.. Un fumatore
abituale, nonostante i test lo indichino positivo, dopo 2 ore è già pronto per mettersi alla guida (se non ha anche
bevuto, se non è debilitato, o stanco), figuratevi dopo 40 giorni! Non c‟è bisogno dei consigli di nessuno per capire
che nel bel mezzo dello sballo NON SI DEVE GUIDARE! E non c‟è bisogno di un proclama proibizionista per capirlo.
Qui sta alla coscienza di ognuno di noi, che si tratti di alcol, marijuana o chissà cosa, se una persona in grado di
coscienza capisce di non essere in grado di guidare, a prescindere da cosa abbia assunto, o anche se solo si senta
stanca (come ripetono in continuazione nei bollettini stradali), NON DOVREBBE METTERSI ALLA GUIDA DI UN
VEICOLO! E‟ così stupido e drammatico morire o storpiarsi a vita fra le lamiere di un‟automobile, che dare la colpa
a fattori costruiti ad arte, deprime oltre che sconfortare!
8^ ridicola tesi di Risé
Continuiamo con il lavoro di controdisinformazione sulle ridicole tesi di Risé, eccoci ora al punto 8°:

8 – L’USO DI CANNABIS E’ STRETTAMENTE LEGATO ALLA DELINQUENZA.

Dietro ad uno spinello di pochi Euro ci sono intere organizzazioni criminali: COMPRANDO UNO SPINELLO DAI I
TUOI SOLDI A QUESTE PERSONE CHE UTILIZZANO ANCHE I BAMBINI COME SCHIAVI PER PRODURRE LA
DROGA.
L‟USO DI CANNABIS, POI, PUO‟ TRASFORMARTI IN UN DELINQUENTE: MOLTI RAGAZZI, DIPENDENTI DA
QUESTA SOSTANZA, RACCIMOLANO IL DENARO CON FURTI, SPACCIO DI STUPEFACENTI, ESTORSIONI NEI
CONFRONTI DEI PIU‟ DEBOLI (BULLISMO)

COMMENTO:

“…dietro ad uno spinello di pochi euro ci sono intere organizzazioni di criminali: comprando uno spinello dai i tuoi
soldi a queste persone…“

E allora perché non regolamentare e permettere al consumatore la coltivazione personale?

Così prendiamo due piccioni con una fava! La smettiamo finalmente di sbattere in prigione brava gente che
autocoltiva per non dare soldi ai delinquenti e contestualmente tagliamo una buona fetta di introiti alla mala… Non
vi sembra una buona idea?

I bambini che producono droga è proprio un‟immagine pietosa e vogliamo crederci, vista la crudeltà del mondo,
ma per amore della sincerità, cosa dire dei bambini che fanno le Nike, o i palloni per il prossimo mondiale o
costretti a lavorare in profonde e terrificanti miniere d‟oro per estrarre la suprema droga del Potere?

Dare la colpa alla “marijuana”, anche di questo, è “stupefacente”.

Il resto sono solo vaneggiamenti, stile campagna terroristica della metà degli anni „80, quando per strada ti si
parava davanti il tossico da eroina con gli occhi spiritati e armato di siringa usata, o ti rubavano lo stereo
dall‟auto… Ma erano altri tempi quelli, tempi in cui il Potere godeva dello sbandamento di una generazione che
l‟aveva contestato, creava piccola criminalità a sostegno di quella organizzata, costruiva dei lager di recupero
gestiti da malfattori che si improvvisavano buoni samaritani, ma che intanto allevavano cavalli di razza e
fabbricavano pellicce usando i tossici come manodopera a costo zero (come Muccioli) ma c‟erano i Duran Duran…
Maradona segnava con una mano in Messico… erano altri tempi…e… altre sostanze venivano affidate alla
criminalità per distruggere i giovani e aiutare la malavita… altro che marijuana e bambini sfruttati!!!!
9^ ridicola tesi di Risé
Ancora con il nostro lavoro di controdisinformazione sulle ridicole tesi di Risé, trattiamo adesso il punto 9.

9 – LA CANNABIS PUO’ ROVINARTI LA CARRIERA O FARTI PERDERE IL LAVORO.

La riduzione delle capacità cognitive come l‟attenzione e la memoria può rallentare la tua carriera negli studi. Se
hai un lavoro rischi di perderlo, per disimpegno e assenteismo, e se utilizzi macchinari puoi avere gravi infortuni o
provocarli agli altri.

Replica:

Certo! L‟unica connessione fra l‟uso di cannabis in relazione al posto di lavoro è che se ti beccano THC positivo, si
prendono la patente e se tu ne hai bisogno per lavorare perdi il lavoro… sicuro!
Se ti beccano con qualche pianta in casa per uso personale, fra arresto, processi, firme obbligatorie, analisi,
controanalisi, colloqui… tu, prima o poi il posto di lavoro lo perdi!
Se poi il tuo datore di lavoro è Giovanardi (non interessa quale dei fratelli) e ti “sgamano”, lo perdi di sicuro il
posto di lavoro! E per quanto riguarda la sicurezza, pensiamo che valga lo stesso concetto che abbiamo espresso
per la guida: nessun essere responsabile e cosciente si metterebbe in viaggio o userebbe attrezzature pericolose
se non in grado di intendere e volere, ma questa è una questione di coscienza e non di “marijuana”!!!

10^ ridicola tesi di Risé

Chiudiamo ora con l‟ultima replica alle argomentazioni di Claudio


Risé, contenute nei suoi „opuscoli„ (dis)informativi, tratti dal suo sito http://www.claudio-
rise.it/cannabis/opuscoli.htm.

Dello stesso autore, esiste anche un libro (da cui sono tratti questi opuscoli) dal titolo „Cannabis, come perdere la
testa e a volte la vita„ (vedi qui: http://www.claudio-rise.it/cannabis/cannabis.htm).

Inutile dire che ci troviamo davanti all‟ennesima serie di luoghi comuni, leggende, disinformazione terroristica
pura, nei confronti della Canapa, portata avanti da un personaggio che non ha nessun titolo, ne scientifico, ne
tantomeno medico per poter esprimere, non tanto disquisizioni scientifiche (appunto), ma neanche pareri.

Claudio Risé è un giornalista e professore universitario di lingua italiana, di stampo moralista, del più tradizionale
bigottismo, basta vedere anche altri titoli di „opere‟ da lui prodotte, tra cui: Il mestiere di padre; Diventa te stesso;
Essere uomini; Maschio amante felice; Da uomo a uomo; ecc (elenco completo
su: http://it.wikipedia.org/wiki/Claudio_Risé ).

Ed ora spazio all‟idiozia proibizionista di Risé:

10 – LA CANNABIS E’ UNA DROGA DA CUI SI PUO’ USCIRE. Chiedendo aiuto ad amici autentici,
insegnanti che stimi o ai genitori. Medici e psicologi POSSONO AIUTARTI AD USCIRE DA UNA
STRADA SENZA DIREZIONE. La felicità è molto di più di un’ora di risate (nemmeno garantite),
comprata per pochi euro, mandando la propria vita in fumo.
Replica

Certo che si può uscire… per poi rientrare, uscire di nuovo… e rientrare a proprio piacimento!

I cannabinoidi non creano una dipendenza fisica e questo lo dobbiamo principalmente alla loro struttura
liposolubile. Creano però una, più o meno forte, dipendenza psicologica, come potrebbe crearla la sigaretta, la
cioccolata, il sesso, il gioco d‟azzardo, Facebook, il potere, il denaro…

La capacità di resistere alla dipendenza psicologica, è differente da soggetto a soggetto, la differenza è da


ricercare nella struttura cerebrale di ognuno di noi. C‟è gente che fa più fatica a togliersi un‟abitudine, mentre altra
gente meno.

Quello esercitato da Risé nelle sue 10 ridicole tesi si chiama semplicemente “terrorismo psicologico” e come tutti i
tipi di terrorismo crea panico nelle persone poco informate, come potrebbero essere molti genitori o educatori.

La “strada senza direzione” l‟hanno imboccata loro molti decenni fa e non intendono uscirne, è la strada
dell‟ottusità, del preconcetto, del pregiudizio e della prepotenza e se qualcuno dovesse avere bisogno di un medico
o di uno psicologo sono proprio i signori, Risè, Giovanardi, Serpelloni, Don Gelmini, Muccioli e compagnia bella
(bella… si fa per dire!!!!) che dovrebbero chiedere aiuto per ritrovare la via del buon senso!