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AUXOLOGIA

L'auxologia è una scienza che studia i processi di accrescimento di un individuo a partire dalla
sua infanzia fino all’età adulta, permettendo di stabilire il momento biologico del paziente prima
di una terapia.
L’odontoiatra, insieme ad altre figure come il pediatra e l’endocrinologo, ha contribuito a
sviluppare le conoscenze di questa materia, in particolare riguardo la crescita cranio facciale.
Quando parliamo di crescita però dobbiamo distinguere l'ETA' CRONOLOGICA dall'ETA'
BIOLOGICA, perché spesso queste non coincidono. Infatti possiamo avere un soggetto che ha 30
anni cronologicamente, ma che dal punto di vista scheletrico ne mostra di più o di meno.
Per capire la differenza tra la cronologia e la biologia dobbiamo conoscere questi tre concetti
fondamentali: RITMO DI CRESCITA, TASSO DI CRESCITA, e DIREZIONE DI CRESCITA.

RITMO DI CRESCITA
La crescita non è un fenomeno regolare. Se analizziamo la curva di Bjork, si può osservare che il
ritmo di crescita è differenziato in 5 tappe:
1. INFANZIA va dalla nascita ai 30 mesi. In questo periodo il tasso di crescita è considerevole,
circa del 44% nei maschi e del 40% nelle femmine.
Alla nascita la testa rappresenta 1/5 dell’altezza totale , mentre nell’età adulta rappresenta
1/7 ( man mano che cresciamo, le dimensioni del cranio diminuiscono rispetto al resto del
corpo). In realtà questo periodo non compare nella curva di Bjork.
Inoltre durante l’infanzia si completa la dentizione decidua (24 +/- 6 mesi). Termina con il
cammino libero.
2. MEDIA INFANZIA va dai 30 mesi ai 6 anni, cioè dalla fine della comparsa della dentizione
decidua all’inizio della dentizione permanente. Questo periodo ha un tasso di crescita
staturale considerevolmente rallentato, anche se la testa rimane grande e contrasta la
parte inferiore del corpo meno sviluppata. La crescita avviene più in larghezza che in
altezza.
In odontoiatria questo periodo corrisponde alla fase di prevenzione orale, per cui bisogna
istruire bene i bambini alle manovre di igiene orale.
3. GRANDE INFANZIA va dai 6 anni fino ai 12/13 anni nei maschi e ai 10/11 nelle femmine.
Il tasso di crescita è in aumento e si ha uno sviluppo maggiore in lunghezza, soprattutto a
livello degli arti inferiori, accompagnato da un dimagrimento fisiologico.
Sul piano psicologico questa è l’età della ragione in cui l’adolescente si interessa al mondo
esterno e prende coscienza della relazione causa-effetto.
In ortodonzia questo periodo corrisponde alla fase intercettiva, perché a partire dai 6 anni
è possibile prevedere la crescita scheletrica di un bambino e nel caso intervenire con degli
apparecchi funzionali che correggono le direzioni nello spazio, cioè correggono i difetti in
trasversalità, sagitalita’ e verticalità (non si devono assolutamente usare le stelline perché
se le basi ossee non sono posizionate nel modo giusto, è impensabile posizionare i denti
nella maniera corretta). Infatti se si interviene con un apparecchio funzionale, specifico per
ogni bambino, si avranno delle basi ossee ben posizionate, che permetteranno ai denti di
erompere bene.
In questa fase inoltre si può intervenire cercando di rimuovere le abitudini viziate che
possono determinare successivamente vari problemi (es. Il mordicchiamento delle penne o
delle unghie, il succhiarsi il dito o la deglutizione atipica).
4. ADOLESCENZA va dai 12/13 anni fino ai 18/20 per i maschi e dai 10/11 ai 15/16 per le
femmine. È il grande periodo dello sviluppo in cui si hanno trasformazioni morfologiche
importanti, come la comparsa dei caratteri sessuali.
In questo periodo distinguiamo 2 fasi:
-PERIODO PREPUBERALE in cui si ha un elevato aumento staturale e un importante tasso di
crescita mascellare e mandibolare.
Dal punto di vista psicologico è l’età ”ingrata”, in cui l’adolescente vuole sembrare più
grande di quello che è.
-PERIODO DELLA PUBERTÀ PROPRIAMENTE DETTA (1-2 anni dopo quello prepuberale).
È caratterizzato dalla maturazione delle ghiandole sessuali, dalla comparsa del menarca,
dalla comparsa dei caratteri sessuali secondari, dalla modificazione della voce e dallo
sviluppo degli organi genitali esterni. La crescita in altezza rallenta, mentre si ha un brusco
sviluppo in larghezza.
5. GIOVINEZZA la crescita staturale rallenta progressivamente e si livella verso i 18/20 anni
nei maschi e i 16/17 nelle femmine. Il soggetto acquisisce il suo tipo morfologico definitivo
e raggiunge la sua maturazione sessuale.
La crescita mandibolare però, può ancora esprimersi e comportare sia recidive con un
affollamento incisale inferiore secondario , sia un aggravamento del prognatismo
mandibolare.
(Molti sostengono che l’affollamento incisale inferiore sia dovuto all'eruzione dei denti del
giudizio, ma in realtà non è cosi, perché la mandibola è un osso che si modifica e si
rimodella nel tempo, per cui con l’avanzare dell’età si ha una riduzione di spazio di alcuni
mm a livello incisale, il che causa questo affollamento).
In questo periodo il trattamento ortodontico serve solo a regolare i problemi dentali, e non
più quelli scheletrici. Se infatti esiste un problema scheletrico, questo si considera solo
come un problema estetico, risolvibile ad esempio con delle estrazioni mirate. È
impensabile a quest’età cercare di espandere il mascellare e il mandibolare per ricavare
spazio, per denti un po' più grandi o denti sovrannumerari. Quindi si può intervenire solo a
livello dentale.
Ovviamente se la malformazione è dovuta a un’abitudine viziata (es. Succhiamento del dito
 restringimento del palato), e quest’ultima non viene rimossa, anche dopo il trattamento
ortodontico tutto ritorna come prima.
TASSO DI CRESCITA
Il tasso di crescita è definito come la quantità di crescita prevista in un determinato lasso di tempo,
ed è più o meno dipendente dall’età del paziente. Esistono delle tabelle in cui viene espresso il
tasso di crescita con un range specifico in base all’età (di solito uno per ogni anno).
Il tasso di crescita scheletrico è molto elevato nella prima infanzia fino ai 30 mesi, e diminuisce poi
rapidamente per raggiungere un minimo verso gli 8-10 anni. Successivamente questo tasso si
eleva nuovamente per raggiungere il picco di crescita tra i 14-15 anni nei maschi e i 12-13 nelle
femmine, per poi diminuire nuovamente e diventare nullo in età adulta.
Ovviamente le curve sono diverse tra maschi e femmine.
In ortodonzia conoscere il tasso di crescita staturale è importante perché le ossa mascellare e
mandibolare crescono allo stesso ritmo della crescita staturale , anche se con variazioni di
ampiezza. In particolare:
- La crescita mandibolare prosegue ancora qualche mese dopo la fine della crescita staturale
(es. Se a 18 anni il paziente è in leggera seconda classe, si può presupporre che con la
crescita mandibolare, anche di un mm, potrà avere poi un buon ingranaggio)
- La crescita mascellare, invece, termina un po' prima della fine della crescita staturale
(quindi la mascella a 14-15 anni non si sposta più!!)

FINE CRESCITA MASCELLARE–>FINE CRESCITA STATURALE –>FINE CRESCITA MANDIBOLARE

Secondo Bjork:
 A LIVELLO MASCELLARE
-il minimo del tasso di crescita è di 0,25 mm all’anno. Esso si situa al minimo prepuberale
-il massimo del tasso di crescita è di 1,5 mm all’anno. Esso si situa al momento del picco
puberale.
 A LIVELLO MANDIBOLARE
-il minimo del tasso di crescita è di 1,5 mm all’anno. Esso si situa al minimo prepuberale
-il massimo del tasso di crescita è di 5 mm all’anno. Esso si situa al momento del picco
puberale.
La quantità di crescita dopo il picco non è trascurabile e bisogna sapere che la crescita residua
della mandibola è il doppio di quella della mascella.
I fattori che influenzano il tasso di crescita sono i:
- FATTORI GENETICI
- FATTORI ENDOCRINI: ormoni ipofisari somatotropi, che accelerano il tasso di
differenziazione cellulare a livello delle cartilagini, e ormoni sessuali, che accelerano la
maturazione ossea fino alla saldatura delle epifisi. Questi 2 ormoni agiscono in due tempi:
all’inizio della pubertà gli ormoni ipofisari sembrano aumentare la crescita stimolando
l’ipofisi e inducendo un aumento del tasso di somatotropina; in un secondo tempo
aumenta il tasso degli ormoni sessuali, il che va ad inibire il tasso di somatotropina e ad
accelerare la maturazione ossea.
- FATTORI AMBIENTALI (habitat, condizioni socio economiche, igiene, clima…) si osserva ad
esempio che il tasso di crescita è più elevato in primavera.
Per poter valutare il potenziale di crescita ( cioè tasso e ritmo di crescita) è importante conoscere
dove si situa il paziente sulla curva di crescita , in base anche ai suoi fattori biologici individuali.
I fattori biologici individuali sono 4:
A) ETÀ STATURALE il picco di crescita staturale precede quello di crescita facciale di circa
6-12 mesi . Esiste però qualche correlazione tra l’accrescimento mandibolare e quello
staturale che possono dimostrare periodi di accelerazione contemporanei. Ad esempio
intorno ai 6-12 anni si ha l’aumento di crescita staturale e contemporaneamente si ha
anche un aumento di crescita della mandibola.
L’età ossea serve per capire il tasso di crescita, ma non è la statura in sé che ci indica
l’età ossea, ma l’aumento della statura in un determinato lasso di tempo, rilevato con
due misurazioni o più ( quindi l’altezza va misurata più volte per capire quanto il
bambino è cresciuto in un determinato intervallo di tempo e capire il tasso di crescita).
Una crescita da 5 a 6 cm l’anno corrisponde al tasso di crescita del periodo
corrispondente al minimo prepuberale, che nello specifico corrisponde a 1 cm ogni 2
mesi.
Una crescita da 8 cm all’anno nella femmina e da 10 cm all’anno nei maschi
corrisponde al periodo del picco di crescita.
L’età staturale quindi è diversa dall’età ossea.
B) ETÀ SESSUALE nelle femmine la comparsa del menarca avviene in media 17 +/- 2,5
mesi dopo il picco puberale. Questo indica quindi che il picco di crescita scheletrica
ossea è già passato da un anno e più. Nei maschi avviene invece il cambio della voce.
C) ETÀ DENTALE l’età dentale non è un parametro affidabile da associare allo sviluppo
scheletrico, perciò la correlazione tra sviluppo dentale e crescita puberale è
estremamente debole.
D) ETÀ SCHELETRICA per valutare l’età scheletrica dobbiamo analizzare la radiografia della
mano e del polso secondo Bjork e la radiografia delle vertebre cervicali ( tele
radiografia laterolaterale del cranio).
Il metodo delle vertebre cervicali consente di determinare la maturità scheletrica e il
potenziale di crescita del paziente adolescente per mezzo dei cambiamenti anatomici
delle vertebre cervicali stesse.
L’informazione fornita concorda con quella dei mutamenti in altezza ed è efficace
nell’individuare il picco di crescita mandibolare .
Il metodo delle vertebre cervicali presenta diversi stadi:
 CS1
-i margini inferiori di C2, C3 e C4 sono piatti,
-i corpi vertebrali di C3 e C4 hanno forma trapezoidale con il margine superiore
che si appiattisce da posteriore ad anteriore.
Il picco di crescita mandibolare avverrà circa 2 anni dopo questo stadio.
Potremmo disporre dell'80-100% di crescita puberale residua.
-A livello del RX della mano e del polso compare l’apofisi stiloide dell’ulna e il
sesamoide.
 CS2
-il margine inferiore di C2 presenta una concavità verso il basso,
-i corpi vertebrali di C3 e C4 hanno ancora forma trapezoide.
Il picco di crescita mandibolare si verificherà circa un anno dopo questo
stadio. Questo stadio, definito dell’accelerazione, rappresenta la fase
ascendente del picco puberale.
Avremo il 65-85% di crescita residua, dopo di che inizia il picco puberale.
-a livello della mano compare la falange prossimale del 3° dito con un'epifisi
della stessa larghezza della diafisi.
 CS3
-i margini inferiori di C2 e C3 presentano una concavità verso il basso,
-i corpi vertebrali di C3 e C4 possono essere sia di forma trapezoide che
rettangolare orizzontale.
Il picco di crescita mandibolare avverrà durante l’anno successivo a questo
stadio.
-a livello della mano e del polso inizia la fase di incappucciamento delle diafisi da
parte dell’epifisi della falange media del 3° dito e si ha l’ossificazione del
sesamoide.
 CS4
-i margini inferiori di C2, C3 e C4 presentano una concavità verso il basso,
-i corpi vertebrali di C3 e C4 sono di forma rettangolare orizzontale.
Il picco di crescita è avvenuto all’incirca da 1-2 anni prima di questo stadio,
quindi la crescita mandibolare è già avvenuta.
In questo stadio, detto della decelerazione, la crescita comincia a rallentare.
-a livello della mano si evidenzia che l’epifisi della falange media del 3° dito
presenta alla sua estremità delle piccole spicule a forma di caschetto, che
sembrano coprire la diafisi. Si nota anche l’incappucciamento della falange
media del 5° dito e l’inizio del processo di fusione tra l’epifisi e la diafisi della
falange distale del 3°dito.
 CS5
-i margini inferiori di C2, C3 e C4 presentano una concavità verso il basso,
-uno dei corpi vertebrali tra C3 e C4 è di forma quadrata. Se non è quadrato, il
corpo dell'altra vertebra è a forma di rettangolo orizzontale.
Il picco di crescita mandibolare è terminato da almeno un anno prima di
questo stadio.
Questo stadio è detto fase di maturazione, e si situa tra i 18 e i 24 mesi dopo il
picco puberale e coincide di solito col menarca.
-A livello della mano il processo di fusione tra l’epifisi e la diafisi della falange
distale del 3° dito è terminato.
 CS6
- i margini inferiori di C2, C3 e C4 presentano concavità ben definite,
- uno dei corpi vertebrali tra C3 e C4 è a forma di rettangolo verticale. Il corpo
dell'altra vertebra se non ha la forma di rettangolo verticale è comunque
quadrato.
Il picco di crescita mandibolare è terminato almeno due anni prima di questo
stadio.
Il sesto e ultimo stadio chiude il picco di crescita puberale, quindi la crescita
adolescenziale è completata. C’è una scarsa o nulla previsione di crescita
residua.
-Al livello della mano l’epifisi della falange media del 3° dito si salda alla diafisi.

DIREZIONE DI CRESCITA
L’ortodontista deve conoscere oltre al ritmo e al tasso di crescita anche la direzione di crescita
scheletrica.
Per capire la direzione di crescita facciale, secondo Bjork, dobbiamo effettuare una valutazione
strutturale di alcuni componenti cranio facciali:
- Mandibola
- Ramo mandibolare
- Condilo mandibolare
- Relazione tra altezza facciale anteriore e altezza facciale posteriore
- Base cranica
- Colonna cervicale
- Postura

1) MANDIBOLA alcuni lavori passati hanno lasciato per molto tempo l’immagine di una
faccia che si sviluppa in basso e in avanti quasi in modo lineare. Dagli anni ‘70 in poi
altri autori hanno messo in evidenza fenomeni diversi.
Bjork dimostra che certi punti anatomici o ossei seguono un tragitto di curva nel corso
della crescita.
Meredith stabilisce che la parte superiore della faccia si sviluppa prima della parte
inferiore.
Moss con la teoria della matrice funzionale ipotizza che l’attività nervosa e lo sviluppo
viscerale precedono e inducono la crescita ossea secondo il principio dell’adattamento
del contenente al contenuto.
A partire dal 1955 Rickets e Bjork hanno dato una nuova idea di sviluppo facciale,
facendo osservare che in visione laterale una faccia equilibrata si svilupperà secondo un
processo intermedio tra due schemi estremi: rotazione facciale posteriore e rotazione
facciale anteriore.
-ROTAZIONE FACCIALE POSTERIORE in questo tipo di rotazione la crescita della faccia
sembra svilupparsi come un ventaglio, in cui la cerniera chiusa si trova a livello della
parte posteriore della testa.
Di conseguenza la parte posteriore, dalla sella turcica al gonion, si sviluppa meno della
parte anteriore, il profilo si allunga, il menton si abbassa e si arretra. Questo è quello
che Bjork definisce rotazione facciale posteriore, e che traduce ciò che fa la mandibola
durante la crescita, definita rotazione mandibolare posteriore.
Quando si realizza una rotazione posteriore, la faccia è caratterizzata da:
-un eccesso verticale anteriore secondo Muller
-un’iperdivergenza secondo Sassouni
-micro otodisplasia secondo Binner
-dolicocefalia secondo Rickets
-open bite scheletrico secondo la scuola anglosassone

-ROTAZIONE FACCIALE ANTERIORE questo tipo di rotazione è opposta a quella


precedente ed è caratterizzata da un aumento dell’altezza della parte posteriore della
faccia, maggiore rispetto all’aumento della parte anteriore. Il profilo si chiude, il
menton si eleva ed avanza.
Quando si realizza una rotazione anteriore, la faccia è caratterizzata da:
- insufficienza verticale secondo Muller
-un’ ipodivergenza secondo Sassouni
-microrinodisplasia secondo Binner
-brachicefalia secondo Rickets
-deep bite scheletrico secondo la scuola anglosassone

2) RAMO MANDIBOLARE secondo vari studi di Delaire, sia che ci troviamo in 2° o in 3°


classe scheletrica possiamo avere uno sviluppo maggiore o minore del corpo della
mandibola o del ramo. In particolare:
-nella 2° classe possiamo individuare una MICROMANDIBULIA e/o CRESCITA ECCESSIVA
DEL CONDILO
-nella 3° classe possiamo individuare una MACROMANDIBULIA e/o IPERCONDILIA

3) RELAZIONE TRA ALTEZZA FACCIALE ANTERIORE E ALTEZZA FACCIALE POSTERIORE


È stata studiata da Bjork, per cui esiste un indice di relazione che valutiamo ogni volta
che eseguiamo una cefalometria. Questo ci permette di capire se sta crescendo di più la
parte anteriore o posteriore della faccia, cosi da capire se la crescita della mandibola è
più verticale o orizzontale.
CLASSIFICAZIONE DEI VARI TIPI FACCIALI E DEI RISPETTIVI POTENZIALI DI CRESCITA
SECONDO PETROVIC
Abbiamo un’individualità strutturale per cui abbiamo diversi tipi rotazionali , e
un’individualità biologica per cui abbiamo una crescita condilare.
-Riguardo l’individualità strutturale, le facce della popolazione mondiale non possono
essere suddivise in base ai valori degli esami cefalometrici, che hanno delle indicazioni
limitate ad un range specifico, ma possono essere suddivise in base all’unico elemento
che caratterizza il singolo soggetto, cioè attraverso il concetto di armonia, che è la
risultante tra verticalità e saggitalita' .
-Riguardo l’individualità biologica, alla nascita l’abbozzo condilare in continuità con
l’abbozzo della mandibola, è diviso dall’abbozzo del temporale tramite tessuto
connettivo.

4) FATTORI DI CRESCITA DEL CONDILO MANDIBOLARE


-fattori ormonali che regolano lo sviluppo generale degli esseri viventi. Sono gli stessi
che contribuiscono allo sviluppo della mandibola:
a) Somatormone (STH) prodotto dall’ipofisi, attiva il processo di formazione ossea
per via indiretta
b) Ormoni tiroidei, che associati all'STH , aumentano l’azione dello stesso
c) Ormoni sessuali intervengono nel meccanismo endocrino affrettando la
saldatura dell’epifisi
d) Sostanze minerali (Zn)
-fattori cartilaginei di tipo passivo che sostengono l’osteogenesi intramembranosa se
sottoposti a stimoli funzionali.
Nel processo di crescita condilare, infatti, è molto importante la cartilagine condiloidea
secondaria. Questa struttura permane attiva per anni dopo la nascita e presenta delle
caratteristiche morfologiche uniche. La cartilagine articolare, come tutte le cartilagini
secondarie, non rappresenta però un sito attivo in quanto non è dotata di un potenziale
autonomo, ma è in grado di modificarsi in risposta a specifiche sollecitazioni
-fattori periostali di tipo attivo, possono essere:
a) diretti se dovuti a sollecitazioni esercitate da altre ossa (sviluppo della piramide
petrosa del temporale, crescita mascellare superiore, rimodellamento della
cavità glenoidea)
b) indiretti se dovuti a sollecitazioni funzionali ( azioni meccaniche di origine
muscolare trasmesse al condilo dal fascio inferiore del muscolo pterigoideo
esterno, azioni meccaniche di origine muscolare trasmesse alla mandibola dai
muscoli delle labbra e delle guance durante le pressioni applicate dalla lingua ai
processi dento alveolari inferiori, forze masticatorie trasmesse dai denti inferiori
durante la masticazione, la respirazione e la deglutizione).
Nei primi 3 anni di vita lo sviluppo del condilo è legato ai fattori periostali diretti e
quindi allo sviluppo della piramide petrosa del temporale, al mascellare superiore e
alla cavità glenoidea.
Dopo i primi anni di vita la crescita del condilo dipende soprattutto dai fattori
periostali indiretti, che vedono come protagonisti tutti gli stimoli funzionali
trasmessi da lingua, labbra, guance e dalle forze masticatorie, oltre che dalle azioni
meccaniche di origine muscolare trasmesse al condilo dal fascio Inferiore del
muscolo pterigoideo esterno.
Nel periodo che segue l’adolescenza, terminata la crescita del condilo, l' atm è sede
di attivi processi di rimodellamento, ma dopo un forte incremento iniziale, tra i 18-
25 anni di vita l’entità del rimodellamento rimane pressoché costante in tutte le età
della vita. Qui oltre che è un rimodellamento progressivo e regressivo si presenta
anche un rimodellamento periferico, che comporta apposizione di tessuto osseo
neoformato alla periferia dell’articolazione.
A seconda dell’entità e della localizzazione del fenomeno rimodellante vi possono
essere notevoli cambiamenti di forma e di struttura che variano da un condilo
all’altro e nelle diverse sezioni dello stesso condilo.

Petrovic e Strulzman hanno dimostrato che la somministrazione di testosterone


determina sulla mandibola effetti analoghi a quelli ottenuti con la somministrazione
dell’ormone somatotropo.
Sempre gli stessi autori studiando il turnover dell’osso alveolare, hanno visto che
questo assume in ciascun individuo caratteristiche peculiari, quindi:
-un elevato turnover di osso alveolare è caratteristico degli individui la cui
mandibola ha un tasso di crescita aumentato e va in anterorotazione,
- un turnover ridotto è caratteristico degli individui la cui mandibola cresce piccola e
in posterorotazione
- un turnover intermedio è caratteristico degli individui con crescita bilanciata
Quanto maggiore è il turnover, tanto più rapida è la risposta al trattamento.

Sempre Petrovic appurò che, nella mandibola che anteruota, il tasso di formazione
dell’osso alveolare è maggiore sul lato mesiale dei premolari mandibolari, mentre il
tasso di riassorbimento è maggiore sul versante distale. Qui i denti subiscono una
distalizzazione fisiologica.
Al contrario, nella mandibola che postruota il tasso di formazione dell’osso
alveolare è maggiore sul lato distale dei denti, mentre il tasso di riassorbimento è
maggiore sul versante mesiale. Qui i denti vanno incontro a mesializzazione.
(È l’osso che si rimodella, non i denti che si spostano)
In conclusione , da un punto di vista dei vettori di crescita, il condilo come l’osso
alveolare può svilupparsi e dar luogo a una post rotazione o a un’anterorotazione
della mandibola.
CATEGORIE AUXOLOGICHE E TIPOLOGIE ROTAZIONALI
L’uso delle categorie auxologiche ( velocità del turnover cellulare, cartilagine condilare, osso
alveolare) e dei tipi rotazionali preposti da Petrovic, fornisce un valido ausilio diagnostico della
componente individuale, e prognostico, perché influenza la scelta terapeutica più idonea in
relazione alle potenzialità intrinseche del paziente.

CONTROLLO CIBERNETICO SU MASCELLARE E MANDIBOLARE


La cibernetica è la scienza che studia i fenomeni di autoregolazione e comunicazione sia negli
organismi naturali sia nei sistemi artificiali.
I fenomeni di autoregolazione si basano sull’azione di controllo finalizzata al raggiungimento da
parte di un dispositivo, di un obiettivo desiderato, diverso da quello che il dispositivo stesso
raggiunge nel suo funzionamento normale.
Quindi un sistema cibernetico biologico è formato da più subunità anche esse cibernetiche
interconnesse e intercomunicanti, ciascuna con la capacità di modificare la propria struttura e di
conseguenza la propria performance funzionale e prestazionale. Sono coordinate da una subunità
che assume la forma cibernetica del comando centrale e periferico, e regolano la crescita cranio
facciale.
La mandibola e la mascella nel tentativo di raggiungere la loro occlusione definitiva hanno dei
sistemi di controllo differenziati.
La mandibola a livello del condilo presenta una plasticità adattativa per il turnover cellulare,
influenzabile dalle sollecitazioni ortopediche e ormonali che la rendono differente dalle altre unità
scheletriche, in quanto è un sito di crescita che rimane attivo fino all’età adulta.
La mascella è sotto controllo genetico e non è un sito di crescita per cui è meno influenzabile dalle
sollecitazioni ortopediche.
Quindi durante un trattamento ortodontico è la mandibola che può andare incontro a
modificazioni, non la mascella.
La mascella, regolata nella crescita su base genetica dal SNC, è il regolatore della crescita nel
sistema cibernetico. In questo sistema la mandibola e l’eminenza articolare del temporale si
comportano come le variabili controllate, nel senso che per regolare la loro crescita prendono
come riferimento la crescita del mascellare agendo sul mascellare stesso.
Utilizzano l’occlusione come comparatore periferico tramite recettori parodontali che trasmettono
le informazioni raccolte al snc, che viene definito controllore centrale della prestazione.
In tal modo la mandibola cresce in avanti seguendo il mascellare.
Quindi la mandibola per la sua costituzione intrinseca è più sensibile agli ormoni e alle
sollecitazioni funzionali di quanto non lo sia la mascella e questo insieme alla crescita funzione-
dipendente, promossa dalla suzione e dalla masticazione incisale, le consente di recuperare un
enorme endognazia esistente alla nascita, ma anche di raggiungere il mascellare superiore e
lavorare su di esso per promuovere lo sviluppo in accordo morfofunzionale.
L’input è rappresentato dall’ arcata superiore. L’output è rappresentato dall’ arcata inferiore.
Il comparatore periferico (l’occlusione) confronta la posizione delle due arcate e invia un
messaggio al comparatore generale (SNC) il quale invia un segnale di feedback regolando i fattori
di controllo e garantendo l’autoregolazione.
Quando la mandibola si trova distalmente rispetto la sua posizione ideale, quindi in seconda
classe, il comparatore periferico (l’occlusione) invia un segnale di deviazione al snc, il quale
attraverso un sistema di meccanismi di feedback ormonali e funzionali determina un’attivazione
dei muscoli masticatori e dello pterigoideo esterno che permetteno all’arcata inferiore di
raggiungere un rapporto ottimale con quella posizione.
I propriocettori presenti nel legamento parodontale e nell’atm infatti, percepiscono la discrepanza
occlusale e attivano la contrazione tonica dei muscoli responsabili della protrusione mandibolare.
La mascella rimane sotto il controllo genetico e non si modifica.

5) CONDIZIONAMENTO DELLA BASE CRANICA SECONDO DELAIRE


La crescita della base cranica può avvenire sulla parte anteriore e sulla parte posteriore.
-La crescita verticale nella parte anteriore si esprime in ragione dell’orientamento più o
meno obliquo delle suture e in particolare della sutura sfeno basilare.
La crescita verticale della base condizionerà l’ingrandimento in altezza della faccia.
La parte posteriore invece, si sviluppa verso il basso nella fossa glenoidea.
-La crescita sagittale : nella parte anteriore si osserva la crescita del distretto
sfenoetmoidale N1,che è di tipo neurale, cioè legata alla matrice funzionale del
cervello, e si ferma tra i 12 e 18 mesi.
Il distretto frontale anteriore ,identificato come G1 , che sta davanti alla lamina cribrosa
e alle masse laterali dell’etmoide, invece ha crescita scheletrica fino all’età adulta.
Nella parte posteriore si osserva il distretto sfenobasilare, che va dalle apofisi clinoidee
posteriori fino al basion, chiamato G2, che ha crescita scheletrica fino all’età adulta.
Invece il distretto occipitale posteriore, che parte dal basion fino alla parte posteriore
della squama dell’occipitale, definito N2, ha lo stesso tipo di crescita del distretto sfeno
etmoidale e cioè indotta dalla stessa matrice funzionale cerebrale. La crescita a questo
livello però si ferma verso un’età di 0-7 anni.
-La crescita trasversale si basa sull’attività suturale mediana e paramediana, che
termina precocemente intorno ai 3 anni. La base del cranio si allarga a livello della
squama del temporale per apposizione e riassorbimento con spostamento trasversale
delle cavità glenoidee che diventano più orizzontali. La chiusura dell’angolo sfenoidale
crea un allargamento della base cranica per la frontalizzazione delle rocche petrose ed
infine l’apertura dell’angolo tra le basi occipitale e quella delle rocche petrose
comporta una crescita trasversale della base cranica.
6) COLONNA CERVICALE E POSTURA
La postura cervicale viene valutata attraverso una semplice teleradiografia
laterolaterale del cranio, nella quale è ben visibile tutto il rachide cervicale. È
necessario che la teleradiografia venga eseguita in posizione corretta con il piano di
Francoforte parallelo al pavimento.
Bisogna verificare che siano corrette:
-la postura del rachide cervicale,
-l’inclinazione del processo odontoide dell’epistrofeo,
-l’inclinazione della base cranica posteriore anteriore rispetto al rachide cervicale,
-la postura della mandibola e della mascella rispetto alla base cranica.
L'angolo craniocervicale deve essere compreso tra i 79° e i 113°, perché il paziente si
definisca NORMODIVERGENTE. Questo angolo si forma dall’incontro della retta che
unisce C2Pi (margine postero inferiore della seconda vertebra cervicale) e C2Ps (
margine postero superiore di C2) e del prolungamento della retta che unisce N e S.
-Se l’angolo è > 113°, abbiamo un pattern di crescita in senso verticale, perché l’angolo
si apre, la mandibola va in postrotazione e si ha crescita a ventaglio.
I soggetti con un angolo craniocervicale ampio presentano posizione eretta del rachide
cervicale, spostamento considerevole dell’ATM in direzione posteriore, diminuzione
della crescita mascellare, nonché rotazione mandibolare in direzione anteriore inferiore
ai valori medi. La testa è estesa.
-Se l’angolo è < 79°, abbiamo un pattern di crescita orizzontale.
I soggetti con un angolo craniocervicale piccolo presentano inclinazione del rachide
cervicale in direzione posteriore, diminuzione dello spostamento dell’ATM in direzione
posteriore, aumento della cresta mascellare in un lunghezza, prognatismo mandibolare
e mascellare, nonché rotazione della mandibola in direzione anteriore superiore ai
valori medi. La testa è flessa.

La crescita della base del cranio ha conseguenze dirette sulla posizione del terzo medio
della faccia, della mandibola e del tratto cervicale e non si può escludere che la crescita
della base cranica influenzi lo sviluppo di malformazioni sagittali. Del resto dato che le
singole parti del cranio si sviluppano in direzioni diverse, deve esistere un’interazione
diretta tra di esse in modo da compensare le diverse attività di crescita cranio facciale
con compensi assiali.
Eventuali alterazioni danno origine a malformazioni cranio facciali e posturali.