Sei sulla pagina 1di 19

UN’ESPERIENZA DI CAMPO DELLA METODOLOGIA OPERATIVA: L’ESALTAZIONE

DELLE CARATTERISTICHE INDIVIDUALI E DELLA SQUADRA TENUTO CONTO IL


PROGETTO DI GIOCO, OVVERO: dall’1-4-3-3 all’1-4-2-3-1
Ragioni che mi hanno indotto a scegliere in questa stagione l’1-4-2-3-1.
La squadra aveva iniziato a lavorare con il precedente allenatore sull’1-4-3-3, già a partire dal ritiro.
Le difficoltà di alcuni elementi nello sviluppare adeguatamente l’1 4-3-3 così come ritengo debba essere
interpretato, soprattutto perché la squadra non disponeva di interni di centrocampo dinamici e capaci di
attaccare gli spazi, mi hanno indotto a preferire l’1-4-2-3-1, ritenendolo più idoneo alle reali
caratteristiche dei giocatori a disposizione.
In fase di non possesso un punto fermo è rimasto la difesa a quattro.
A me piace che il reparto arretrato possa eventualmente difendere in modo indipendente, tant’è che il
nostro modo di stare in campo non prevede sempre e comunque il 5° uomo a presidio del lato debole.
Alle ali chiedo di agire sull’esterno per eventualmente ricostruire il 2>2 in fascia, collaborando con il
laterale difensivo.
La difesa si schiera con una sola linea di copertura e deve essere pronta ad accorciare avanti o scappare
indietro seguendo i movimenti della palla ed eventualmente lasciando in posizione di off-side gli
avversari (ma non in situazione di palla aperta).
Mi piace invece che i giocatori, gli attaccanti in particolare, siano pronti a mettere pressione immediata
sull’avversario che ha recuperato.
Preferisco “bruciarmi” subito uno o due elementi, che possono comunque mettere in serio imbarazzo i
difensori avversari, piuttosto che invitarli ad accorciare verso la metà campo.
In fase offensiva prediligo la manovra palla a terra.
Cerchiamo il riferimento avanzato solo quando occorre scavalcare il centrocampo avversario per evitare
di perdere palla in una situazione o zona pericolosa.
Gli attaccanti laterali devono essere bravi ad allungare la squadra avversaria in modo da poter tagliare
verso l’interno per ricevere e giocare tra le linee o, a seconda delle situazioni smarcarsi in profondità.
I due mediani sono fondamentali quando occorre costruire l’azione in modo elaborato.
In quei casi l’obiettivo è quello di lavorare con le catene laterali, coinvolgendo poco la punta centrale
che deve farsi trovare pronta negli ultimi 16mt.
I giocatori di fascia devono essere abili a interpretare la situazione, allargandosi o accentrandosi a
seconda della disposizione avversaria.
Se la squadra va sotto, e mi rendo conto che occorre un altro attaccante centrale, passo all’ 1-4-2-4
togliendo un mediano ed allargando le ali.
Naturalmente questa è un’ indicazione di massima che va commisurata all’andamento della partita ed
alla contrapposizione di campo.
Durante la settimana lavoriamo generalmente sulla fase offensiva e su quella difensiva in maniera
dinamica ed interattiva. Siccome mi sono trovato a subentrare in corsa ho ritenuto opportuno modificare
gradualmente il processo di allenamento adottato, conservando in alcune circostanze esercitazioni e
partite ombra senza la presenza degli avversari, pur ritenendo che nel calcio del futuro, ovvero del
calciatore consapevole in situazione tattico strategica siano proposte didattiche ormai superate.
Io voglio una squadra attiva che abbia la mentalità giusta per fare la propria partita su ogni campo e per
raggiungere tale scopo la strada non può non essere quella situazionale. Lo staff tecnico dell’Acerrana
da me guidata si avvale di Antonio Frezza nelle vesti di vice allenatore e mio primo collaboratore ,
nonché di Achille D’Onofrio preparatore dei portieri,Vincenzo Tonziello preparatore atletico ed Aniello
D’Avanzo collaboratore tecnico. La sede degli allenamenti è lo stadio comunale, e si tratta di una
struttura composta da un campo in erba naturale,di un campo di calciotto ( 50mt x40mt ) e di una
struttura polivalente coperta, attigui al campo. La ripresa solitamente è fissata per il Martedì, mentre il
Mercoledì la squadra esegue, di solito, un doppio allenamento: sia nell’una che nell’altra seduta
prevalenti sono i lavori tecnico tattici attraverso cui si perseguono anche obiettivi metabolici ed
organici. In queste settimane, fino al termine della stagione, la squadra effettuerà un allenamento unico.

Il Giovedì i giocatori alternano il lavoro tecnico tattico sul campo con quello muscolare agli ordini del
preparatore atletico .
Tutti gli allenamenti della settimana vengono svolti a “porte aperte” : ad essi possono assistere tutti.
Il Venerdì si alterna una serie di esercitazioni di rapidità e reattività con quelle di carattere
prevalentemente tattico, incentrate sulla preparazione della gara domenicale.
Il Sabato la seduta ha tempi ridotti ed è basata su partitine ed esercitazioni dove l’intensità è elevata.
Particolare attenzione è riservata ad esercitazioni di palla inattiva a favore e contro.
L’1-4-3-3 iniziale e l’1-4-2-3-1 da me introdotto.

L’1-4-3-3

L’1-4-2-3-1
11

6 10
9

2
SETTIMANA TIPO
MARTEDI’ pomeriggio
Dopo una serie di esercitazioni posturali e di addominali la seduta inizia alle ore 15:05.
La fase di riscaldamento viene effettuata all'interno di una metà campo dove sono poste due porte
regolamentari e la squadra si cimenta in una serie di sviluppi offensivi 11>0.
Particolare importanza viene assegnata alla precisione dei passaggi tra i giocatori ed al corretto
posizionamento in copertura preventiva degli elementi che si trovano sotto la linea della palla durante lo
sviluppo dell'azione.
I giocatori , pur muovendosi in modo preordinato ed organizzato, sono liberi di interpretare lo sviluppo
offensivo delle azioni.
Dopo 40' circa ha termine l'esercitazione e la squadra si sposta sul campo di calciotto per disputare una
partitella 8>8.
Lo scopo dell’esercitazione è l'alta intensità e per questo ogni volta che la palla esce dal rettangolo di
gioco la ripresa viene effettuata dal portiere che rimette velocemente la palla in gioco, stimolando il
reparto arretrato della squadra che difende ad accorciare in avanti.
Alle ore 16:15 termina la partitella e al squadra si divide in 2 gruppi.
Chi non ha giocato, va con il preparatore per un lavoro di forza, mentre coloro che sono reduci dalla
gara di campionato effettuano 30' di corsa (S2) a bassa intensità.

Allenatorenuovo

MERCOLEDI’
Alle ore 15:00 i giocatori sono impegnati in un torello mobile pre-seduta.
Alle ore 15:20 il gruppo di 18 elementi viene suddiviso in 2 sottogruppi, mentre i portieri lavorano a
parte con il preparatore D’Onofrio.
Su una porzione di campo 11 giocatori eseguono un lavoro di carattere prevalentemente tecnico agli
ordini di Frezza.
I 4 giocatori che compongono il reparto difensivo, con il supporto dei mediani centrali e delle due ali,
effettuano invece una esercitazione tecnico-tattica a bassa intensità sotto la mia guida.
L'esercitazione ha inizio cedendo palla ad uno dei difensori. L’esercitazione è illustrata più avanti.
A seguire gli 8 elementi si muovono e fanno scorrere palla con l'obiettivo di sviluppare la fase di
costruzione partendo dalle retrovie e portando la palla nei pressi della metà campo.
Alle ore 15:50 io ed il mio secondo proseguiamo il lavoro tattico avendo a disposizione ognuno un
propria metacampo.
Io lavoro con centrocampisti ed attaccanti, mentre Frezza si occupa dell'allenamento del reparto
difensivo.
In particolare faccio eseguire una serie di movimenti coordinati a centrocampisti e d attaccanti sotto
forma di 6 > 0 (fig.1),
Fig.1

mentre Frezza si preoccupa di allenare i movimenti dell'elastico difensivo e l'intercettamento del cross
dal fondo in situazione di 4 contro 2 (vedi fase di non possesso).
Dopo 30' circa la squadra si cimenta in una partitella di 15'su un campo di 50mt x 40mt.
I giocatori vengono suddivisi in due squadre di 8 elementi ciascuna, oltre ai portieri e ad un jolly che
interpreta la sola fase di attacco.
I calciatori hanno inizialmente 3 tocchi per sviluppare l'azione.
Ogni goal realizzato fa però diminuire il numero di tocchi a loro disposizione.

Alle ore 16:30 i giocatori eseguono un lavoro di resistenza spostandosi sulla pista di atletica.
In relazione ad una serie di test, effettuati circa ogni 40 giorni, ogni giocatore ha la propria VAM,
cosicché il preparatore Tonziello gestisce i parametri per la composizione dei gruppi di corsa sulla
distanza di 1000 mt. Le pause sono utilizzate per dare le prime indicazioni alla squadra circa i
movimenti e gli sviluppi offensivi che i giocatori saranno chiamati a mettere in pratica la domenica
successiva.
GIOVEDI’
La seduta ha inizio alle ore 15:00 con un riscaldamento atletico di 10'circa.
A seguire la squadra esegue una serie di skip ed andature .
Alle 15:20 inizia l'allenamento tattico.
La squadra si schiera sul rettangolo di gioco con tutti gli effettivi e i giocatori eseguono i movimenti
collettivi difensivi sotto forma di scatto.
In particolare si simula, passaggio dopo passaggio, i possibili flussi di gioco posti in essere dalla squadra
avversaria con i giocatori che sono impegnati a scalare ed accorciare adeguatamente.
A seguire vengono provati gli sviluppi offensivi concentrandosi sulle soluzioni che possono mettere in
difficoltà il probabile 3-5-2 adottato dalla squadra avversaria.
Faccio lavorare la squadra a diverse altezze di campo , in modo che i giocatori sappiano sviluppare
l'azione sia dalla metà campo che da una posizione più prossima alla porta (vedi fase di possesso).
La seduta si chiude alle 16:30 a seguito di una partita a tutto campo con la squadra juniores.

VENERDI’
La seduta del venerdì è pomeridiana .
I giocatori si suddividono sui 2 campi in funzione della tipologia di riscaldamento prescelta.
Da una parte sono disposto io a guidare la squadra proponendo esercitazioni basate su reattività e
rapidità.
Nell'altro campo è Frezza che coordina il lavoro a bassa intensità che precede posture ed allunghi.
Alle 16:10 i giocatori si riuniscono su un unico campo e danno vita ad una partitella 8 contro 8 più i
portieri.
Si gioca 2 tocchi massimo con l'obiettivo di sviluppare l'azione esclusivamente tramite passaggi
rasoterra.
A seguire la squadra effettua sempre su un campo 40x 50 mt una partitella a tocco libero di 10' circa.
La seduta si conclude con i tiratori che si allenano sui calci piazzati da fuori area.
SABATO: la seduta è mattutina e si svolge quasi interamente sul campo di calciotto.
FASE DI POSSESSO
In fase offensiva preferisco costruire il gioco palla a terra,con il portiere che serve un centrale difensivo
o un laterale.
La squadra effettua un giro palla, potendo contare anche sull'abilità dei miei due centrali di centrocampo
con lo scopo di guadagnare la metà campo e dare il via all'azione d 'attacco vera e propria, cercando di
sfruttare al meglio l'estro e la fantasia dei trequartisti.
La squadra è però pronta anche a verticalizzare immediatamente l'azione (cercando in genere il lancio a
scavalcare il centrocampo sulla punta centrale), quando vi è necessità di uscire da una azione critica o
eludere il pressing che gli avversari stanno portando nella nostra metà campo difensiva.
In caso di verticalizzazione il centravanti serve l'ala che taglia dentro (sponda chiusa) o che si muove in
profondità (sponda aperta), oppure appoggiandosi sul trequartista centrale al quale vengono proposte
almeno tre soluzioni.
Viceversa ,quando elaboriamo un'azione manovrata, la squadra può provare a sfondare sulle fasce allo
scopo di giungere alle corsie laterali per effettuare un cross per la testa dell’attaccante o giocare per
linee interne ed andare alla conclusione dalla distanza con i centrocampisti,oppure sfruttare i tagli in
profondità dei difensori esterni,oppure ancora gli inserimenti del trequartista.
Le giocate laterali si sviluppano secondo i movimenti esposti in precedenza ed attraverso interscambi di
posizione e giocate preorganizzate. E'il passaggio di apertura del difensore laterale o dei due mediani
verso l'esterno che dà il via all'azione e origina i movimenti di catena.
In ogni caso i giocatori laterali coordinano i loro movimenti in modo che ve ne sia sempre uno che si
muova in profondità al fine di mettere in inferiorità numerica il laterale difensivo altrui godendo del
movimento del trequartista ed uno che rimanga a sostegno ed in copertura dell'altro.
I due centrali di centrocampo,principali organizzatori del gioco della squadra oltre che dirottare la
manovra sulla fascia possono anche decidere, interpretando adeguatamente il contesto tattico, di
verticalizzare l'azione. In questi casi i riferimenti principali sono l'ala, il trequartista ed il centravanti.
Con palla in possesso del mediano, l'ala corrispondente può:
-rimanere larga,per poi ricevere palla e tentare il dribbling in alternativa alla possibilità di servire il
terzino, prontamente sovrappostosi;
-tagliare e ricevere tra le linee, liberando lo spazio per lo sganciamento del terzino. Ciò avviene sia a
destra che a sinistra con i due esterni che possono servire i compagni con una palla filtrante.
Il centravanti viene invece servito a seguito di un movimento di apertura e su questo si sviluppano una
serie di sviluppi concatenati.
In particolare costui può effettuare la sponda per l'ala che taglia dentro che a sua volta può, a seconda
dalle distanze dalla porta, tirare o servire l'altra ala in taglio. In alternativa il centravanti può effettuare la
sponda aperta per l'ala che attacca la profondità o servire l'interno salito a sostegno che può tentare la
conclusione o cercare il filtrante per il taglio delle ali o del trequartista.
Quando invece è l'ala ad essere in possesso di palla, può avvalersi della sovrapposizione esterna del
terzino (con il c.c. che gli offre lo scarico) o di quella interna del c.c. (con il terzino che rimane a
sostegno); può cerare il dialogo con la punta centrale, servire l'ala opposta in taglio o tentare l'azione
individuale.
Fase
possesso
FASE DI NON POSSESSO
Per quel che concerne l'interpretazione della fase difensiva ho impostato la squadra in modo che il
modulo 1- 4-2-3-1 possa trasformarsi elasticamente nell’1-4-4-1-1. Spesso le due ali scalano in
posizione di esterno di centrocampo, con i mediani che si assestano a protezione della difesa.
Il trequartista invece rimane in posizione più avanzata e accentrata, avvicinandosi alla punta
centrale,occupandosi di ostacolare il mediano rivale posto in quella zona del campo.
La squadra attua una fase difensiva molto aggressiva,portando un pressing deciso sui terzini rivali anche
all'interno della loro metà campo, con la punta centrale che si occupa di ostacolare il difensore centrale
avversario posto sul lato forte e con il trequartista che si occupa del controllo del centrocampista
deputato alla costruzione della manovra avversaria.
La difesa è sempre diligente nell'accompagnare il pressing degli altri due reparti, salendo in modo
compatto e facendo un'intelligente utilizzo dell'elastico difensivo.

MOVIMENTI DELLA DIFESA A 4


ESERCITAZIONI SVOLTE
I quattro difensori che compongono il reparto arretrato sono schierati a circa 25 mt dalla porta e si
muovono in verticale in relazione alla conduzione di palla effettuata dal tecnico in seconda.
Se l'allenatore muove la palla in direzione della porta (situazione di palla scoperta ),il reparto arretrato
scappa.
Quando invece il tecnico si gira e conduce la palla verso la metà campo (situazione di palla coperta) il
reparto arretrato si alza.
Nel momento in cui il tecnico cede palla su uno degli attaccanti, nel reparto arretrato il difensore vicino
al ricevente deve uscire in pressione e gli altri prendere posizione in copertura.

Movimenti difensivi su palla coperta/scoperta


Movimenti difensivi su cross laterali

Il mio secondo cede palla ad uno degli attaccanti che si è anticipatamente spostato in zona laterale e
che può giungere al cross senza essere attivamente ostacolato dal difensore. In area i 3 componenti
del reparto difensivo difendono lo spazio, marcano la punta avversaria ed attaccano il traversone.
Nel caso la palla venga intercettata dal portiere, il difensore laterale sul lato debole effettua
immediatamente la transizione positiva prendendo posizione sulla fascia per ricevere l’apertura
dell’estremo difensore. Se invece l’attaccante esterno, invece di andare al cross, effettua un
retropassaggio verso il tecnico, il reparto arretrato sale seguendo il movimento della palla e, a
seguire, si muove per intercettare la filtrante che il tecnico gioca per la punta centrale. Anche in
questi casi, se è il portiere a recuperare la palla, si assiste alla transizione positiva del laterale.

Nel caso in cui gli attaccanti fossero due, stringe in marcatura l’esterno opposto con il centrale del
lato forte che copre lo spazio. Qualora dovesse partecipare alla fase offensiva anche un terzo
attaccante i 3 difensori adotteranno la marcatura individuale
ESERCITAZIONI UTILIZZATE

Rifinitura e conclusione
Nella metà campo offensiva 5 centrocampisti sono impegnati a scambiarsi la palla di prima
all’interno di un rettangolo 20x12 mt situato nei pressi del centrocampo. Al segnale uno dei
centrocampisti esce dal rettangolo per ricevere la palla ed innescare i movimenti combinati degli
attaccanti che giungono alla conclusione.

L’esercitazione prevede l’uscita a ricevere del centrocampista sia verso l’interno del campo (fig.1),
sia verso l’esterno (fig.2). Ovviamente in relazione alla diversa situazione cambiano i movimenti
dei tre attaccanti.
Fase di costruzione

I quattro componenti del reparto arretrato, supportati dal centrocampista centrale e dalle due ali
sono schierati all’interno della metà campo difensiva.
L’esercitazione ha inizio con il tecnico che cede la palla ad uno dei difensori.

Costui ha quindi l’obiettivo di sviluppare gioco verso il lato opposto del campo in collaborazione
con i compagni. Nei grafici sono rappresentati alcuni tipici sviluppi prodotti dai giocatori.

Fig.3

Fig.4
ALCUNI SVILUPPI DI GIOCO DI FASE OFFENSIVA

Il settore di gioco è costituito da una metà campo provvista di due porte (una, ovviamente,
all’altezza della linea di centrocampo). I giocatori vengono divisi in 3 squadre di 5 (o 6) elementi
ciascuna e, ruotando all’interno dello spazio di gioco, sono chiamati a sviluppare movimenti
offensivi di catena giungendo alla conclusione.

L’esercitazione ha caratteristiche tattiche (i giocatori seguono precisi e preordinati movimenti


collettivi di catena), tecniche (il goal deve essere fatto al volo o dopo una sponda) e di carattere
introduttivo ai principi ricercati nella parte centrale della seduta. Si ha cura in particolare la
precisione dei passaggi e la tempistica dei movimenti a discapito della fretta.
A seguire vengono esposti alcuni tipici movimenti di catena provati dalla squadra nel corso
dell’esercitazione.

Fig.5

Fig.6
Fig.7

Fig.8

Fig.9
Fig.10

Fig.11

Fig.12
Fig.13

Fig.14
11
Fig.15 3
Fig.16
11
3

4
5
5 4

1 10 9 1 10 9

6 8
6
lunghezza 8
squadra lunghezza
2 squadra
7

2
7

Figura 16
Nelle figure è evidenziato, indicativamente, il passaggio dalla fase difensiva, figura 15, alla fase offensiva, figura 16.

RAFFAELE DI PASQUALE allenatore professionista di prima categoria