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Sinuhe l’egiziano

Il libro che ci è stato consigliato di leggere nelle vacanze natalizie dal nostro professore di italiano
si intitola “Sinuhe l’egiziano” ed è un romanzo scritto nel 1945 dallo scrittore finlandese Mika
Waltari, ed è ambientato nell’antico Egitto dei Faraoni della XVIII dinastia, sviluppatasi attorno al
Quattordicesimo secolo a. C. Questo libro è ispirato ad un romanzo egizio del Medio Regno, le
“Avventure di Sinuhe”, in cui viene sviluppato nell’ambito di un’ampia parabola narrativa
ambientata al momento della morte di Amenemhat I e durante il regno di Sesostri I.

Riscuose fin da subito un successo notevole,d’altronde,la solitudine dell’uomo moderno, la


decadenza dei valori, un mondo sempre più materialista furono considerati temi fortemente
attuali dai lettori della metà degli anni quaranta del XX secolo, ma molto probabilmente lo sono
ancora oggi. Visto il gran successo del romanzo nel 1954 la 20th Century Fox produsse il film
“Sinuhe l’Egiziano” diretto dal regista Michael Curtiz,il quale ebbe anche una canditura all’Oscar
per la miglior fotografia a colori.

RIASSUNTO-COMMENTI PERSONALI-CRITICHE-FINALE.

Sinuhe,quando era un piccolo fanciullo, viene trovato da un in una barchetta di giunchi, alla deriva
delle acque del fiume Nilo; Viene salvato da un certo Senmut, un medico che scelse di dedicare la
propria professione per curare i meno fortunati,il quale decise di crescerselo nella sua famiglia ed
indirizzarlo poi in un luogo chiamato Casa della Vita,per coltivare lo stesso lavoro del patrigno,
ovvero la Medicina. Lì,infatti, in questo centro del sapere del Grande Tempio, apprende l’arte della
scrittura, la conoscenza della religione e soprattutto la pratica della medicina in tutti i suoi campi.
Fra gli studenti,anzi “i discepoli” delle altre discipline conosce Horembed,un allievo di strategia
militare, che presto diventerà un suo caro amico e compagno di avventure. Qualche mese dopo il
termine dei loro studi, entrambi vengono a trovarsi in una situazione che, grazie alla loro enorme
preparazione, saranno onorati di aver salvato la vita al faraone Akhenathon e verranno premiati
rispettivamente con la nomina a medico di corte e generale. Grazie ai prosperosi guadagni che
Sinuhe ebbe a corte del faraone,Sinuhe,si permise un servo,Kaptah, e inizia a frequentare una
prostituta babilonese di nome Nefer, che a poco a poco riesce a derubare prima Sinuhe e poi i suoi
genitori che,straziati,si suicideranno. Sinuhe allora lascia Tebe per andare a recuperare le salme
dei suoi cari e dare loro una degna sepoltura. Nel frattempo la figlia del faraone muore e cosrtinge
Sinuhe ad abbandonare il suo incarico e la sua città insieme al suo servo, per addentrarsi sempre
più in paesi lontani; viaggia per molti anni in tutte le regioni del Mediterraneo orientale, in gran
parte del mondo allora conosciuto, Siria, Babilonia, Creta, Gerusalemme, nel regno degli Ittiti e nel
suo viaggiare riprende l’attività di medico, arricchendosi nuovamente. Nel momento in cui viene
chiamato per curare un condottiero ittita, scopre che questo popolo sta progettando di attaccare
l’Egitto con armi di ferro, metallo ancora sconosciuto nella terra dei Faraoni.

Sinuhe tornerà per avvisare i suoi compatrioti e trova l'Egitto in un periodo di decadenza ed
anarchia, e inoltre scopre di avere un figlio da Merit. Il faraone regnante ha deposto gli antichi dei
per far abbracciare all'Egitto il culto monoteista del dio del Sole. Il malcontento popolo non sa cosa
più cosa fare e Horembeb chiede aiuto a Sinuhe.Il vecchio amico gli chiede di aiutarlo in una
rivolta con lo scopo di combattere il faraone ed i credenti nel nuovo dio per poter ritornare al
culto dei vecchi dei e quindi avvelenare il Faraone.
Intanto Baketamon, la sorella del faraone, rivela al medico le sue vere origini: egli è figlio di una
delle prime mogli del faraone, è stato rapito da piccolo ed abbandonato sul Nilo.Sinuhe,quindi,
dovrebbe avvelenare il suo vero padre! Nonostante i tentennamenti di Sinuhe Horembeb guida
l'esercito contro i seguaci del nuovo dio e dopo tanti sforzi riesce a vincere e a restaurare i vecchi
dei.

Dopo la morte di Merit, anche Sinuhe partecipa alla rivolta e quindi avvelenò il Faraone. Il faraone
morente però parla della sua religione nei suoi ultimi momenti di vita,e riesce dopo varie
riflessione a convertire Sinuhe che quindi si schiera contro i vecchi dei, ma è troppo tardi perché è
ritornato tutto come prima.Infine, Horembeb, riesce a farsi nominare faraone ed egli costringe
Sinuhe e il resto del popolo che aveva cambiato religione all’esilio per il resto della sua vita.

Questo romanzo ,definito da alcuni di "fantarcheologia" ci offre lo spaccato di un'epoca,


documentata specialmente per quanto concerne le "arti mediche", e l'affascinante e misteriosa
personalità di Akhenaton, il faraone innovatore. La smagliante fantasia e la precisa conoscenza
storica con cui l'autore fa rivivere questo antico mondo incantano da anni milioni di lettori.
Libro davvero interessante,ottimo romanzo storico

Offre una veduta a 360° della civiltà egizia intorno al 1300 AC. Inoltre il registro linguistico adottato da
Waltari mi sembra appropriato, con termini ricercati ed adatti .I personaggi: sono coerenti, con abitudini
adeguate per quell'epoca, vi sono poi metafore e similitudini azzeccate, che mettono in relazione fenomeni
ed oggetti della cultura egizia. In alcuni parti de libro mi è sembrato di essere anche io nel’antico Egitto a
fianco di Sinuhe, questo perché Waltari è stato bravo a usare termini e fantasie appropriati per questo
genere di romanzo. All’inizio mi sembrava molto noioso ma poi, leggendo, mi è piaciuto davvero tanto
anche perché mi ha aiutato molto anche nello studiare storia visto che nel romanzo ci sono molte notizie
dell’epoca Egizia, che abbiamo studiato negli ultimi tempi. Beh, forse non è un romanzo che consiglierei ad
un ragazzo della mia età ma per gli appassionati del genere è un obbligo.

Sembra che il romanzo sia scritton davvero da Sinuhe 3.400 anni fa e tutta la rievocazione della sua vita è
caratterizzata da un cupo pessimismo e da una completa rassegnazione ad un destino di dolore e infelicità,
che può trovare un riscatto solo credendo ad una prospettiva ultraterrena.

Se non si sapesse che l’opera è stata pubblicata nel 1945, parrebbe un testo appartenente alla letteratura
egizia antica.