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Estratto dagli atti del 14° Congresso C.T.E.

Mantova, 7-8-9 Novembre 2002

SISTEMI PER LA CONNESSIONE A TAGLIO FRA ELEMENTI STRUTTURALI


IN C.C.A.: ESPERIENZE E MODELLI DI CALCOLO

Ulisse Aschwanden, F.J. Aschwanden AG di Lyss (CH)


Urs Oelhafen, Hochschule für Technik di Rapperswil (CH)
Sergio Tattoni, Politecnico di Milano
Davide Torsani, Gruppo I.V.A.S. di Rimini

SUMMARY

This paper deals with the problem of the application of industrialized systems for the
shear connection systems (dowels); the resistant mechanisms are identified and the modalities
of transfer of concentrated forces from the connector to the structure involved in are
investigated.

According to the present acknowledges and norms ( European Standards) it is provided a


calculation method based on the "Strut and Ties" theory.

The results obtained from the calculation method have been corroborated from a
systematic experimentation executed by the E.P.F.L. (Ecole Polytechnique Federale de
Losanne) and the Hochschule für Technik of Rapperswil (CH) of which it is given a brief
synthesis..

1. INTRODUZIONE

La corretta progettazione di strutture di grandi dimensioni in pianta prevede la


realizzazione di giunti di costruzione atti a limitare le autotensioni indotte da variazioni
termiche e, per le strutture in c.c.a., da fluage e da ritiro.
La presenza del giunto non è limitata alle sole opere in elevazione, ma si può estendere
anche alle opere di fondazione, alle piastre per pavimentazioni industriali, alle opere di
contenimento del terreno.

La realizzazione del giunto, oltre alla classica tecnica del raddoppio delle strutture, può
essere affidata a mensole, a selle tipo Gerber o anche, nei casi meno importanti, a tecniche
poco più che artigianali (p.e. barrotti incatramati). Tali tecniche realizzative non sempre però
costituiscono solzioni soddisfacenti o perché costose, o di difficile realizzazione o
architettonicamente non valide, o perché non efficienti. Nel caso poi di soluzioni semplici, come
quelle dei barrotti incatramati, non sempre si ottiene il controllo effettivo della deformazione e
delle sollecitazioni indotte dai carichi concentrati.
Figura 1. Giunti tradizionali: a) sdoppiamenti di pilastro, b) sella Gerber, c) mensola, d) spinottatura in pavimentazione
industriale, e ) giunto maschiato in parete.

I giunti quindi, proprio per la loro peculiarità di trasmettere dei carichi mantenendo la
disponibilità di spostamento reciproco delle strutture affacciate, devono essere oggetto di
un'attenta progettazione e realizzazione: in questa direzione si collocano in modo efficace i
sistemi industrializzati per le connessioni a taglio.
Nella memoria presentata si affronta il problema dell'applicazione di tali sistemi,
individuandone i meccanismi resistenti con particolare riguardo alle modalità di diffusione
dell'azione concentrata trasmessa dal connettore alla struttura coinvolta.

2. EFFETTO SPINOTTO IN CONNESSIONI TRADIZIONALI

La trasmissione delle azioni di taglio/scorrimento tra due elementi in calcestruzzo con


soluzione di continuità, è tradizionalmente affidata a elementi in acciaio (spinotti o "dowels")
annegati all'interno del calcestruzzo stesso.
Figura 2. Sollecitazioni di rifollamento in spinotti tradizionali. a) fase elastica, b) fase plastica, (fcc resistenza del calcestruzzo
confinato).

Come è ormai ben noto in letteratura [1], [2], [3] la possibilità di trasmettere azioni di
taglio/scorrimento mediante spinotti dipende non solo delle caratteristiche meccaniche
dell'acciaio, ma anche (e soprattutto) da quelle del calcestruzzo in cui lo spinotto agisce (vedi
Figura 2 e Figura 3).

Figura 3. Azione di taglio e relativo scorrimento per spinotto tradizionale(qualitativo)

La resistenza ultima di tale sistema si può calcolare con la formula [2], valida per spinotti
sufficientemente lunghi (L>8 Ø):
ove
e/2 = eccentricità rispetto alle superficie di scorrimento della forza V n.
fc = resistenza a compressione del calcestruzzo
fy = tensione di snervamento dell'acciaio
Ø = diametro dello spinotto
Come si vede della equazione (1) il carico ultimo dipende in maniera significativa dalla
resistenza del calcestruzzo fc e dall'eccentricità "e"/2 che è funzione della possibilità di
movimento concessa al giunto; pertanto per elevate eccentricità la capacità resistente subisce
drastiche riduzioni, dato che l'equilibrio del sistema è assicurato unicamente dalle sollecitazioni
di rifollamento nel calcestruzzo (vedi fig. 2b).

Si aggiunga a questo limite il fatto che l'equazione (1) presuppone che lo spinotto sia
immerso in un mezzo indefinito, o di dimensioni tali da poterlo considerare tale; nella realtà
delle costruzioni è possibile che lo spinotto si trovi immerso in un elemento sottile (p.e. soletta
o pavimento in c.a.) e pertanto la resistenza effettiva è condizionata dal punzonamento
dell'elemento stesso (vedi Figura 4).

Figura 4. Punzonamento con espulsione del calcestruzzo per effetto della forza V applicata allo spinotto.

Quest'ultima eventualità, ovviamente non contemplata nell'equazione (1), è aggravata dal


fatto che avviene in maniera fragile (e non duttile) e dipende dalla resistenza a trazione del
calcestruzzo fct, notoriamente molto variabile.

3. MIGLIORAMENTO DELLE CAPACITÀ RESISTENTI

Tenuto conto delle osservazioni formulate nel paragrafo precedente circa i limiti
prestazionali di uno spinotto convenzionale, è possibile migliorare il comportamento a rottura
seguendo contemporaneamente le seguenti linee di azioni:

1) migliorare la capacità resistente del calcestruzzo limitrofo alla barra creando un efficace
confinamento;
2) inserire un elemento resistente in grado di fornire una forza FW (vedi Figura 5) che si
aggiunge alle sollecitazioni di rifollamento nell'equilibrio del sistema.
3) predisporre una armatura in grado di sostenere a diffondere la forza Vn* trasmessa dallo
spinotto anche in presenza di fessurazioni nel calcestruzzo dovute alle sollecitazioni tangenziali
(vedi Figura 6).

Figura 5. Miglioramento della capacità resistente mediante incremento della pressione di rifollamento (fcc*>fc) e della
reazione FW.

Teoricamente parlando le linee di intervento sopra delineate potrebbero essere realizzate


anche con soluzioni estemporanee (armature longitudinali, staffe di frettaggio, piastre ed
altro); tuttavia le oggettive difficoltà esecutive e di controllo, aggiunte alle difficoltà di
individuare dei modelli resistenti adeguati per il calcolo del sistema portano inevitabilmente ad
adottare dispositivi industrializzati di semplice impiego e di comprovata affidabilità.

Figura 6. Armatura contro il punzonamento di bordo


Figura 7. Schemi teorici di distribuzione delle forze.

In questa memoria si è esaminato un prodotto industrializzato (vedi Figura 7) realizzato


conformemente alle linee sopra indicate.

4. VALUTAZIONE DELLA CAPACITÀ DI CARICO PROGETTUALE


Con riferimento allo SLU di collasso del sistema, la capacità di carico dipende da uno dei
seguenti fattori:
a) resistenza del perno in corrispondenza del giunto per l'azione combinata di taglio e/o
momento
b) resistenza massima a flessione del perno, ad una distanza t+vc dal bordo lastra (vedi Figura
8) e rifollamento;
c) resistenza a compressione dei puntoni in calcestruzzo della trave di bordo

a) Resistenza del perno in corrispondenza del giunto per l'azione combinata di taglio
e/o momento.

Momento di progetto in conformità con EC 3,5.4.7(3) b)

MV,Rd = (1-) fyDdWpl (4)

Condizione di equilibrio (vedi Figura 8):

FRd,1 (e/2)=MV,Rd (5)

 in (4) dipende dalla forza di taglio FRd,1:



= (2FRd,1/Vpl,Rd-1)2 (6)

con Vpl,Rd = resistenza a tranciamento del perno.

Da (4), (5) e (6) segue:

con Wpl = modulo resistente plastico del perno

b) Resistenza massima a flessione del perno, ad una distanza t+vc dal bordo lastra e
rifollamento
La pressione di rifollamento sul perno si desume da EC 4,6.3.2.1.
La pressione complessiva sul connettore a taglio alla lunghezza hD = 4d risulta:

PRd = 0.29  d2 (fck Ecm)0.5/ YV (8)

con  = 1.0 e YV = 1.25 in conformità con EC4.

Per le classi di calcestruzzo di più frequente impiego i dati meccanici sono presentati nello
specchio seguente:
fck è la resistenza caratteristica da usarsi nell'equazione (8).
Dall'equazione (8) può essere dedotta la resistenza di progetto a rifollamento (lunghezza
barra = 4d):

fcd,sup = PRd/ (4d2)= 0.29 (fck Ecm)0.5/ (4 • 1.25) (9)

La pressione per unità di lunghezza del con-nettore è di conseguenza:

qcd = fcd,sup • d (10)

Le seguenti condizioni di equilibrio devono esse-re verificate (vedi Figura 8):

FRd - TRd - qcd vc = 0 (11)

Mpl,Rd - FRd (e/2 + t + vc) +TRd (vc + t/2) + qcd vc2/2 = 0 (12)

Figura 8. Momento flettente e taglio nel connettore

Le equazioni (11) e (12) possono essere risolte per vc e FRd:


vc = - (e/2+t) + [(e/2+t)2 + 2Mpl,Rd/qcd-TRd(e+t)/qcd]0.5 (13)

FRd,2 = TRd + qcd vc (14)

Si deve ora calcolare la resistenza di progetto TRd della lamiera frontale in acciaio.
Un primo valore è calcolato con il rifollamento della lamiera sulla quale poggia il perno; in
conformità con EC3, tavola 6.5.4, la resistenza di progetto vale:

TRd,1 = 2fud tL (15)


Un secondo valore dalla resistenza progettuale è dato dalla resistenza a trazione della
lamiera frontale e delle barre filettate annesse (vedi Figura 7):

TRd,2 = fyd (bc -bL) t + 2 fysdAs (16)

Dove bc è il diametro del foro di alloggiamento del perno e Ax è l'area di una delle barre.
La resistenza progettuale TRd risulta dal minimo dei due valori definiti nelle equazioni (15) e
(16)

TRd = Min (TRd,1, TRd,2) (17)

In un sistema ben dimensionato dovrebbe risultare TRd,2 minore di TRd,1, evitando quindi il
collasso per rifollamento della lamiera.

c) Resistenza a compressione dei puntoni in calcestruzzo della trave di bordo


La resistenza al taglio di una trave in cemento armato è definita in EC 2,4.3.2.4.2(3).
L'equazione (15) si riferisce allo schiacciamento dei puntoni compressi

VRd,2 = 0.5 v fcd bw 0.9 do (18)

dove

v = 0.7 - fck/200 0.5 fck in N/mm2 (19)

Le due sezioni che contribuiscono alla resistenza al taglio di area b' w • do, sono indicate in
fig. 9 dalla quale si possono dedurre i valori

do = h/2 + hc/2 - t - d' (20)

b w = Lc - t (21)

In relazione alla resistenza a taglio del calcestruzzo, la resistenza progettuale del


connettore è limitata a

FRd,c = 2VRd (22)

Risulta la resistenza a progettuale di carico del connettore:


La resistenza progettuale di carico è data dal minore dei tre valori:

FRd = Min(FRd,1, FRd,2, FRd,c) (23)

dove FRd,1 è dato dal calcolo (7), FRd,2 dal calcolo (14) e FRd,c dal calcolo (22).
Figura 9. Dati geometrici per il calcolo della resistenza a taglio del calcestruzzo
Figura 10. Dimensioni dei corpi di prova in mm.

5. RISULTATI SPERIMENTALI

5.1. ELEMENTI DI PROVA

Gli elementi di prova sono composti da due solette in cemento armato affacciate su un
giunto. In ognuno di essi è disposto un connettore trasversalmente al giunto al fine di
trasmettere le azioni di taglio (vedi Figura 10).
Ogni serie di prove è stata effettuata con lastre di uguali caratteristiche geometriche
mentrele grandezze variabili sono state lo spessore delle lastre e la larghezza dei giunti.
Nella Tabella 1 sono schematizzate le caratteristiche geometriche, meccaniche e di
resistenza delle singole prove.
L'armatura composta di barre di acciaio S500 profilate è stata conformemente agli schemi
di Fig. 10.
Le caratteristiche salienti del calcestruzzo sono:
- Classe di resistenza B35/25 secondo le SIA 162 (resistenza con provini cilindrici)
- Dimensione degli aggregati da 0 a 32 mm
- Dosaggio del cemento in 300 kg/m2
Figura 11. Sistema di carico e di misura

Non è stata richiesta nessuna caratteristica particolare per quanto riguarda il rapporto
acqua/cemento, se non che la consistenza ne permettesse un'agevole messa in opera.
Parallelamente ad ogni gettata di calcestruzzo è stata confezionata una serie di sei provini
al fine di determinare le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo al momento della prova.

5.2. PROVE DI CARICO

La lastra principale si appoggia da un lato su un apparecchio d'appoggio a carrello e


dall'altro, attraverso un connettore, ad una lastra incastrata tramite apposita struttura.
Per le prove da V1 a V8 delle serie C122 e C130 il carico è applicato attraverso un
martinetto di 1000 KN di capacità, collocato sull'asse del connettore. Questo carico puntuale è
ripartito trasversalmente attraverso una putrella metallica su una linea situata a media
distanza fra il giunto che separa le due parti di lastra e l'appoggio a carrello (vedi Figura 11).
Nel caso della prova C140-V9 la modalità risulta identica salvo che il carico è applicato
simmetricamente sull'asse del connettore tramite due martinetti di 1000 KN di capacità sulla
putrella di ripartizione trasversale.

SISTEMA DI CARICO E DI MISURA

La forza P indotta da uno o più martinetti è misurata tramite celle di carico. La reazione R
dell'appoggio a carrello è misurata da due gruppi di celle di carico (Figura 11), le forze P e R
per-mettono per equilibrio di calcolare lo sforzo di taglio F che sollecita i connettori (F = P-R).
Tre trasduttori induttivi (f1, f2, f3) ripartiti su tutta la lunghezza del giunto, misurano lo
spostamento verticale relativo fra le facce del giunto. Questi rilevatori sono collocati a 50
mm dal bordo (f1, f3) e nel mezzo della lastra in corrispondenza del connettore (f2).
Altri due trasduttori induttivi su ciascun lato w1 e w2, corrisposti da w3 e W4) collocati
orizzontalmente in corrispondenza del bordo orizzontale, misurano l'apertura del giunto.

5.3. MODALITA' DI PROVA


Le prove sono state effettuate dopo 25 giorni di stagionatura del calcestruzzo.

All'inizio di ogni prova, l'insieme dei rilevatori di misura è stato settato sullo zero e questo
implica che il peso proprio dei corpi di prova, non è considerato nei risultati presentati.

Le prove di rottura sono condotte in controllo di forze. L'incremento del carico si effettua
per passi successivi, durante i quali lo sforzo di taglio per connettore aumenta di 4 KN, poi 2
KN poi 1 KN fino all'instaurarsi dei fenomeni di rottura. Ad ogni passo i valori dei rivelatori di
misura sono registrati. Le fessure sono regolarmente rilevate. Il carico è stato aumentato fino
all'esaurimento della capacità portante che si manifesta con l'incremento non lineare dei
cedimenti in corrispondenza del carico di rottura.
I diagrammi carico/spostamenti sono tracciati con continuità durante ogni prova.

Figura 12. Diagramma carico/spostamenti

Questi diagrammi permettono di apprezzare la duttilità degli elementi di prova a partire dal
rapporto degli spostamenti verticali f1,max,mesurè / f1,0.8 corrispondente a Pmax e 0.8 Pmax per
dei valori del rapporto f1,max,mesurè / f1,0.8 superiori a 2 il comportamento è considerato come
duttile.

6. RISULTATI DELLE PROVE

6.1. FESSURAZIONE, MODALITA' DI ROTTURA

In tutti i casi la rottura si è prodotta nel calcestruzzo. I connettori hanno subito una
deformazione a forma di "s" in corrispondenza del giunto, tuttavia non si è costatato alcun
segno di rottura in questi elementi.
Per tutte le prove il meccanismo di crisi è stato innescato da una rottura locale del
calcestruzzo al di sopra del connettore (Figura 13).
Figura 13. Traccaiati delle fessure.

La prima fessura (fessura principale) appare sulla faccia superiore della lastra lungo l'asse
del connettore.
Sulle facce verticali del giunto, alcune fessure si sono sviluppate a partire dal connettore in
direzione dell'estradosso, con un angolo di 45°. Durante questa fase, la fessura principale sulla
faccia superiore lungo l'asse del connettore, si è prolungata e si è aperta fino a che le fessure
verticali hanno raggiunto il bordo superiore. A partire da questo livello di carico cominciano a
formarsi delle nicchie d'ammorsamento; la fessura principale nell'asse del connettore si
stabilizza (poiché è situata nella nicchia d'ammorsamento); i movimenti verticali fra i bordi del
giunto aumentano considerevolmente anche per deboli incrementi di carico. Successivamente il
cuneo di calcestruzzo al di sopra del connettore si separa dal resto della lastra per l'eccessiva
fessurazione.
La Figura 13 presenta delle foto di elementi dopo la rottura, con i tracciati delle fessure.

6.2. CARICHI DI ROTTURA

Per ogni prova vengono tracciati i diagrammi caricospostamento sia per i movimenti
verticali che per l'apertura orizzontale del giunto (fig. 15). nei diagrammi si danno anche
indicazioni sull'apertura delle fessure principali.
Figura 14. Diagrammi carico-spostamento.

Il carico di rottura per connettore, i movimenti corrispondenti, l'indicazione sulla duttilità, il


modo di rottura di ciascun corpo di prova, sono riassunti nella Tabella 2.

7. CONCLUSIONI

Per gli elementi di prova in esame il comportamento fino alla rottura è stato duttile. La
rottura è sopravvenuta ad un livello di carico per il quale i movimenti verticali fra i bordi del
giunto proseguivano a carico costante.
La rottura si è prodotta per la formazione di una nicchia di ammorsamento per la
fessurazione del calcestruzzo superiore a dimostrazione dell'avvenuta plasticizzazione degli
elementi metallici costituenti il sistema di connessione (perni, lamiere frontale, barre filettate).
Si conferma quindi l'attendibilità del modelli di comportamento a rottura presentato che
fornisce valori di resistenza di calcolo inferiori a quelli sperimentali con una differenza
pressoché costante del rapporto FR,calc /FR,test = 1.19.
Figura 15. Corpo di prova, indicazioni sulle carpenterie ed i ferri di armatura.

BIBLIOGRAFIA

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Reinforced Concrete: prediction of shear force vs. shear displacement curves", Studi e Ricerche
n° 7, Italcementi Bergamo, 1985

[2]. -, "Assessment of Concrete Structures and Design Procedures for Upgrading (Redes-ign)",
CEB Bulletin d'Information n° 162, August 1983

[3]. S. DEI POLI, M. DI PRISCO, P.G. GAMBAROVA, "Shear Response, Deformations and
Subgrade Stiffness of a Dowel Bar Embedded in Concrete", ACI Struct. Jour. Nov.-Dec. 1992.

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[6]. UNI-ENV- 1992.1.1 "Eurocodice 2, progettazione delle strutture in calcestruzzo", gennaio


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