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Influenza della deformabilità sulla risposta dinamica di elementi in muratura

sollecitati fuori dal piano


Simona Coccia, Mario Como, Fabio Di Carlo
Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica, Università di Roma “Tor Vergata”, Via del Politecnico 1, 00133
Roma

Keywords: muratura, rocking, ribaltamento, elasticità, fattore di struttura

ABSTRACT
Il comportamento dinamico di strutture in muratura esistenti dipende soprattutto dalla risposta fuori dal piano delle
pareti verticali. Negli edifici non consolidati, questi elementi risultano infatti i più vulnerabili. Una corretta
valutazione della loro risposta dinamica può essere effettuata analiticamente considerando l’equazione della
dinamica dei corpi rigidi non resistenti a trazione. Il modello più semplice da analizzare è il blocco oscillante,
presente in letteratura con il nome di pendolo inverso, in cui si trascura la resistenza a trazione e si ipotizza una
resistenza e rigidezza infinita a compressione. In questo lavoro si presenta una modellazione del blocco in cui si
considera anche la rigidezza flessionale elastica dell’elemento. Diversamente dal blocco rigido, in cui il moto è
definito da un’unica equazione , si ottiene un sistema di due equazioni differenziali che può essere risolto
ricorrendo a metodi di integrazione numerica. Ipotizzando che l’elemento è sottoposto ad un accelerogramma alla
base, è possibile valutarne la risposta dinamica in termini di spostamento, risolvendo il sistema di equazioni
differenziali. Confrontando i risultati con quelli ottenuti per il blocco rigido oscillante, si valuta quindi l’influenza
della deformabilità elastica sulla risposta dinamica degli elementi murari.
Nel lavoro si riportano inoltre i risultati di un ampia indagine numerica.

oppure ancora il sito geografico o le


caratteristiche proprie dell’input sismico.
1 INTRODUZIONE In questo lavoro, tale problematica è stata
La ricerca affronta il problema del affrontata ricorrendo ad un approccio analitico,
comportamento dinamico di elementi murari nel contesto della dinamica non lineare del blocco
sollecitati fuori dal piano. È un problema attuale e oscillante.
di notevole rilevanza applicativa per le strutture La prima formulazione analitica del problema
in muratura esistenti non consolidate, sia per la si deve ad Housner (1963), che studia il
stima della vulnerabilità sismica e del danno comportamento delle cosiddette strutture a
atteso che per la definizione di adeguati criteri di pendolo inverso, elementi rigidi oscillanti intorno
verifica, attualmente basati sull’introduzione di ad entrambi gli spigoli della sezione di base. Nel
un fattore di struttura. Quest’ultimo è definito corso degli anni si sono quindi susseguiti una
come rapporto tra il valore di accelerazione che serie di studi basati sulle ipotesi di resistenza a
causa il collasso dell’elemento murario ed il trazione nulla e di resistenza e rigidezza infinita a
valore di accelerazione che ne attiva il moto. compressione (ad esempio Yim et al. 1980,
Allo stato attuale è questo un tema di ricerca Zhang et al. 2001, Prieto et al. 2005, Di Carlo
ancora aperto, in quanto lo stesso dispositivo 2015).
normativo attualmente vigente fissa un valore Generalmente è lecito adottare l’ipotesi di
costante del fattore di struttura pari a 2, a trascurabilità delle deformazioni elastiche, poiché
prescindere da qualsiasi parametro significativo, la risposta del blocco dipende essenzialmente
come ad esempio la tipologia di meccanismo, le dalle oscillazioni rigide: gli spostamenti causati
caratteristiche geometriche del pannello murario, dalle deformazioni elastiche sono infatti
la condizione di carico cui è soggetto il blocco, solitamente di ordine di grandezza inferiore e
quindi tali da non influenzare il comportamento messi a confronto, in modo da mettere in luce le
globale dell’elemento. principali differenze e valutare il ruolo delle
Acikgoz e DeJong (2011, 2012 e 2013) deformazioni elastiche sulla resistenza
studiano la risposta dinamica di strutture elastiche dell’elemento strutturale nei confronti di azioni
vincolate su un piano di fondazione rigido ed sismiche e sulla stima del fattore di struttura.
assumono lo spostamento globale dell’elemento La massa dell’intero elemento strutturale m è
come somma dello spostamento flessionale e del concentrata nel baricentro geometrico G, ad una
rocking intorno agli spigoli della fondazione. Nel distanza h dalla base e b dal lato del blocco. Una
modello proposto da questi autori la massa è proprietà significativa del sistema è la distanza R
concentrata in sommità e il momento di inerzia tra il baricentro e ciascuno dei due centri di
rispetto al baricentro è trascurabile. rotazione O ed O’. L’angolo α tra la linea R ed il
L’introduzione del comportamento elastico del lato del pannello rappresenta una misura della
blocco murario sul modello di Housner è snellezza dell’elemento, essendo:
proposta in Ma (2010). Tale modello è ripreso in
questo studio al fine di studiare gli effetti tan( )  b (1)
h
dell’interazione tra l’elasticità e le oscillazioni
rigide sulla valutazione del fattore di struttura, Si assumono le ipotesi di piano di fondazione
soprattutto all’aumentare della snellezza infinitamente rigido e di angolo di attrito tra la
dell’elemento murario. base del pannello e la fondazione
Nelle analisi svolte si assume sempre garantito sufficientemente grande da poter considerare la
un comportamento monolitico della parete in non ammissibilità degli scorrimenti. Tale ultima
muratura. Non si prendono in esame meccanismi ipotesi risulta ampiamente giustificata
di collasso di tipo puntuale, dovuti a fenomeni di dall’osservazione dei danni tipicamente provocati
disgregazione del tessuto murario. In letteratura dall’evento sismico.
studi di tale fenomeno sono analizzati ad esempio Come già detto si considerano invece le
in De Felice (2011). deformazioni elastiche del pannello murario. Il
sistema combina quindi le proprietà dei due
modelli, di struttura rigida oscillante e
2 DESCRIZIONE DEL MODELLO dell’oscillatore elastico lineare. Sono permesse
quindi due tipologie di spostamento: il pannello
In questo lavoro viene esaminato il più può ruotare intorno ai due spigoli della sezione di
semplice modello resistente, ma allo stesso tempo base e può esibire inoltre spostamenti dovuti
rappresentativo del comportamento sismico di all’inflessione elastica.
una struttura in muratura, il pannello murario di Lo spostamento del baricentro può essere
base B ed altezza H, mostrato in figura 1. Nella calcolato sommando le due aliquote dovute alla
figura 1-a viene raffigurato il modello di parete rotazione rigida θ ed allo spostamento elastico ue.
flessibile oscillante, mentre in figura 1-b il
modello di blocco rigido.
3 L’EQUAZIONE DEL MOTO
La struttura è inizialmente a riposo, con
condizioni al contorno nulle sullo spostamento e
sulla velocità iniziali.
In una prima fase il suo comportamento è
governato dall’oscillatore elastico lineare di
rigidezza k e massa m, la cui equazione del moto
è:
ue  2 n u e   n u e  a(t )
2
(2)
in cui:
-  n  k m è la frequenza naturale;
(a) (b) -   c 2 km è il fattore di smorzamento;
Figura 1. Caratteristiche geometriche: a) modello flessibile - c è il coefficiente viscoso di
oscillante, b) modello di blocco rigido smorzamento;
I risultati ottenuti con entrambe le tipologie di - a(t ) è l’accelerazione sismica, variabile
modellazione del blocco saranno opportunamente nel tempo.
vettore posizione del baricentro del pannello
murario sono espresse rispettivamente come:
x g   R sin(   )  u e cos( ) (5)

y g  R cos(   )  u e sin( ) (6)


Le componenti orizzontale e verticale del
vettore velocità del baricentro possono essere
valutate derivando le equazioni 5 e 6 rispetto al
tempo:
x g  R cos(   )  u e sin( )  u e cos( ) (7)
Figura 2. La forza di inerzia
Il simbolo del punto in apice sarà d’ora in y g  R sin(   )  u e cos( )  u e sin( ) (8)
avanti utilizzato per denotare le variabili derivate
rispetto al tempo. in cui  rappresenta la velocità angolare del
Due condizioni al contorno devono essere blocco.
imposte all’istante iniziale t=0, sulle componenti L’Energia Cinetica T di un corpo che ruota
elastiche dello spostamento e della velocità: intorno ad un asse non baricentrico può essere
espressa come somma di un termine traslazionale
u e (0)  0 e di un termine rotazionale: la prima aliquota
 (3)
u e (0)  0 tiene in considerazione la distanza del baricentro
dall’asse di rotazione; la seconda aliquota è
Quando il momento ribaltante valutato rispetto rappresentativa della rotazione intorno all’asse
a ciascuno dei due spigoli della base supera in baricentrico.
valore il momento stabilizzante dovuto all’azione Risulta in definitiva:
del peso, il pannello inizia una fase di
oscillazione, ruotando di un angolo θ intorno al 1 1
T m( x g  y g )  I g  2
2 2
(9)
punto O (rispettivamente O’). 2 2
In questa seconda fase si verifica un
accoppiamento tra il moto di rotazione rigida e dove Ig è il momento di inerzia intorno al
quello di traslazione elastica. baricentro.
L’equazione del moto è ricavata attraverso un Sostituendo le equazioni 7 e 8 nell’equazione
approccio classico di tipo Lagrangiano. 9 si ottiene:
L’equazione di Lagrange può essere scritta nella 1
T m{[ R 2  2 Ru e sin( )  u e ] 2 
2
seguente forma:
2 (10)
d  (T  U )  (T  U ) Fnc 1
   Qkest , k  u e  2 R cos( )u e}  I g  2
2
 (4)
dt  q k  q k q k 2
dove: L’Energia Potenziale U del sistema può essere
- T è l’Energia Cinetica del sistema; espressa come somma dell’energia potenziale
- U è l’Energia Potenziale del sistema; gravitazionale e dell’energia potenziale elastica
- Fnc è la funzione di dissipazione; del sistema:
- Qkest ,k rappresentano le forze esterne 1
U  mg[ R cos(   )  u e sin( )] 
2
kue (11)
generalizzate; 2
- q k è la generica coordinata lagrangiana. Il termine relativo alle forze dissipative
Nel caso in esame le coordinate lagrangiane generalizzate, dipendente dalle forze di tipo
richieste sono due, la rotazione rigida del blocco viscoso del sistema elastico, può dedursi
θ e lo spostamento elastico del baricentro ue. attraverso la funzione di dissipazione:
In accordo con il sistema di riferimento fissato,
con centro nel punto di rotazione O 1
Fnc 
2
cu e (12)
(rispettivamente O’) e direzione positiva verso 2
l’alto, le componenti orizzontale e verticale del
Il termine relativo alle forze esterne [mR 2  mue  sign( )2mue R sin( )  I g ] 
2

generalizzate dipende dalle forze di inerzia che si


sviluppano quando al corpo è applicata una storia  [2mue u e  sign( )2mu e R sin( )] 
temporale di accelerazione, poiché dotato di  mue R cos( )  sign( )mg  (19)
massa m. Tali forze hanno la stessa direzione del
 [ R sin(  sign( ) )  sign( )u e cos( )] 
vettore accelerazione ma verso opposto:
 ma(t )[ R cos(  sign( ) )  u e sin( )]
F (t )  ma(t ) (13)
Nel caso in esame, essendo applicato al mue  mR cos( ) 
pannello murario un sistema di accelerazioni  [mue  sign( )mR sin( )] 2  (20)
variabile nel tempo e diretto lungo l’asse
orizzontale, il contributo delle forze esterne  mg sin( )  kue  cu e  ma(t ) cos( )
generalizzate può quindi essere valutato come: Al fine di effettuare un confronto tra i risultati
x g ottenuti con le due modellazioni, in cui si
Qkest ,k  F (t ) (14) considera o meno la trascurabilità delle
q k
deformazioni elastiche, si riporta anche
in cui q k è la generica coordinata lagrangiana. l’equazione del moto relativa allo schema di
figura 1-b, di blocco rigido, come ricavata da
Sostituendo le equazioni 5 e 13 nell’equazione 14
si giunge alle seguenti due espressioni: Housner (1963). In questo caso una sola
coordinata lagrangiana è richiesta, la rotazione
Qkest ,  ma(t )[ R cos(   )  u e sin( )] (15) rigida del blocco intorno ai due punti di spigolo
della sezione di base:
Qkest ,ue  ma(t ) cos( ) (16)   p 2 sin( sign( )   ) 
Sostituendo le espressioni trovate dell’Energia a(t ) (21)
 p2 ( cos( sign( )   ))
Cinetica, dell’Energia Potenziale, della funzione g
di dissipazione e delle forze esterne generalizzate
all’interno dell’Equazione di Lagrange, si giunge con p 2  mgR e I O momento di inerzia del
alle due equazioni accoppiate nelle incognite θ ed IO
ue. In particolare risolvendo l’equazione 4 rispetto pannello intorno allo spigolo di base.
alla rotazione rigida del blocco si ricava:
[mR 2  mue  2mue R sin( )  I g ]  MODELLAZIONE DELL’IMPATTO
2
4
 [2mue u e  2mu e R sin( )]  Fenomeni di dissipazione di energia
avvengono ogni volta che si verifica un impatto,
 mue R cos( )  (17)
determinando uno smorzamento del moto
 mg[ R sin(   )  u e cos( )]  oscillatorio del blocco.
 ma(t )[ R cos(   )  u e sin( )] Quando infatti il blocco, durante il suo moto,
torna in posizione verticale, subendo un impatto
Viceversa, risolvendo l’equazione 4 rispetto con il piano di fondazione, la rotazione si annulla
allo spostamento elastico del baricentro del ed il centro di rotazione si sposta istantaneamente
panello si ottiene: da una estremità all’altra della base.
mue  mR cos( )  [mue  mR sin( )] 2  In questo lavoro si è scelto di modellare la
(18) dissipazione di energia attraverso l’approccio
 mg sin( )  kue  cu e  ma(t ) cos( ) classico della conservazione del momento della
Ulteriori due equazioni, analoghe alle quantità di moto. Si assumono pertanto valide le
precedenti equazioni 17 e 18, possono essere ipotesi di durata infinitesimale dell’impatto, di
scritte nel caso di rotazioni del blocco di segno assenza di spostamenti e di variazione istantanea
opposto. della velocità nell’istante in cui avviene
Queste infine possono essere scritte in una l’impatto. Non sono inoltre ammessi rimbalzi
forma più compatta, valida per entrambi i sensi di elastici.
rotazione, introducendo la funzione sign(θ): Si definisce la quantità r come rapporto tra
l’energia cinetica del blocco nell’istante appena
successivo l’impatto t2 e l’energia cinetica in due valori sono sufficientemente vicini, cioè
quello immediatamente precedente t1: rispettano un criterio di tolleranza, si passa
all’istante temporale successivo, altrimenti si
T (t2 )
r (22) procede nuovamente imponendo le equazioni 25
T (t1 ) e 26, con l’ultimo valore calcolato
giungendo alla relazione che descrive la dell’accelerazione.
variazione della velocità durante l’impatto: Lo scopo delle analisi dinamiche effettuate è la
valutazione dell’intensità dell’accelerazione
2  r1 (23) sismica che causa il collasso per ribaltamento
dell’elemento murario. A tal fine la storia
Imponendo la conservazione del momento temporale di accelerazioni a(t) viene affetta da un
della quantità di moto intorno al centro di moltiplicatore C, incrementato fino al
rotazione post-impatto si ricava l’espressione di r, raggiungimento della condizione limite di
detto coefficiente di restituzione: ribaltamento.
 2bmR sin  
2 Il fattore di struttura viene infine valutato
r  1   (24) come rapporto tra il valore di accelerazione
 I O  immediatamente precedente a quello che causa il
collasso dell’elemento murario ed il valore di
accelerazione che ne attiva il moto:
5 IL METODO DI RISOLUZIONE C  a g ( PVR )  S
Il sistema delle equazioni 19 e 20 viene risolto q *
(27)
alm
numericamente ricorrendo ad un algoritmo di
Newmark di tipo trapezio. Il metodo appartiene dove:
alla famiglia dei metodi alle differenze finite e - a g ( PVR ) è il valore di accelerazione
prevede la discretizzazione dell’intervallo orizzontale massima al sito, funzione della
temporale di analisi in passi temporali Δt uguali probabilità di superamento dello stato
fra loro. Nota la configurazione del sistema limite scelto e della vita di riferimento;
all’istante iniziale è possibile ricavare la - S è il coefficiente che tiene conto della
soluzione all’istante temporale successivo. categoria di sottosuolo e delle condizioni
Quest’ultima diviene quindi la condizione iniziale topografiche, mediante la relazione
dello step di calcolo successivo.
S  S S  ST , essendo S S il coefficiente di
Essendo noti i valori dello spostamento, della
velocità e dell’accelerazione all’istante j, lo amplificazione stratigrafica e S T il
spostamento e la velocità all’istante j+1 possono coefficiente di amplificazione topografica;
essere valutati rispettivamente come: - alm*
è l’accelerazione spettrale di
1  2 2 attivazione del meccanismo, cioè il valore
u j 1  u j  t  u j  t  u j  di accelerazione richiesto per l’attivazione
2 (25)
del meccanismo del sistema equivalente
 t  u j 1
2
ad un grado di libertà.

u j 1  u j  (1   )  t  u j    t  u j 1 (26)


6 LA CONDIZIONE DI RIBALTAMENTO
con β e γ uguali a 0.25 e 0.5.
La condizione limite del sistema analizzato si
Il metodo non è di tipo self starting, poiché le
verifica quando lo spostamento del baricentro del
condizioni iniziali riguardano lo spostamento e la
pannello murario, durante la fase di vibrazioni
velocità, mentre l’accelerazione viene calcolata
libere successiva all’istante finale
imponendo l’equazione 2. A questo punto
dell’accelerogramma, risulta più grande in valore
vengono valutati lo spostamento e la velocità
della semi-larghezza b (figura 3-a).
all’istante temporale successivo, imponendo un
In questo caso infatti il momento resistente si
valore di tentativo dell’accelerazione allo step
annulla ed il blocco raggiunge la sua condizione
j+1. Tramite l’equazione del moto del blocco si
di collasso a causa di una pura perdita di
calcola un nuovo valore di accelerazione allo step
j+1 e si effettua un controllo di convergenza: se i
equilibrio, senza che si sia verificata alcuna crisi naturale del sistema. In particolare sono stati
del materiale. considerati tre valori del rapporto  / p , pari
Analiticamente lo stato di collasso viene rispettivamente a 15, 25 e 50.
raggiunto quando è soddisfatta la seguente
disequazione :
h  ue cos( )  b (28)

B B

ue
H G H Figura 4. Impulso sinusoidale
α
α m
θ R
g
O′ O O′ O
(a) (b)
Figura 3. La condizione limite di ribaltamento del blocco:
a) modello flessibile oscillante, b) modello di blocco rigido
È ammesso che lo spostamento del baricentro
possa essere maggiore della semi-larghezza della
base del blocco, durante la fase di vibrazioni
forzate, poiché un’accelerazione successiva di
Figura 5. Andamento della rotazione al variare della
segno contrario potrebbe riportare il sistema in rigidezza del pannello murario
una configurazione di equilibrio.
Nel caso di modello di blocco rigido, la Si può notare come all’aumentare della
condizione limite di ribaltamento si raggiunge rigidezza del pannello, il comportamento tende a
quando la risultante del peso proprio del blocco quello del blocco rigido. Al contrario, al
risulta esterna alla sezione di base. Questo si diminuire della frequenza naturale del sistema, la
verifica quando l’angolo di rotazione del blocco rotazione del pannello subisce un incremento. Si
diventa più grande dell’angolo di snellezza α può inoltre notare che, all’aumentare della
(figura 3-b). flessibilità dell’elemento, diventano sempre più
evidenti gli effetti dell’elasticità, segno
dell’accoppiamento tra l’oscillazione rigida e
7 CONFRONTO TRA LE DUE l’inflessione elastica.
MODELLAZIONI
Al fine di mettere in luce le differenze tra le 8 INDAGINE PARAMETRICA
due strutture oscillanti, esaminiamo il
comportamento di un blocco rettangolare Una indagine numerica è stata effettuata al
caratterizzato da un angolo di snellezza pari a 0.2 fine di valutare l’influenza delle deformazioni
e soggetto ad una storia temporale di elastiche sulla stima del fattore di struttura di
accelerazioni di tipo sinusoidale, di ampiezza pannelli murari. Sono stati considerati sette
a max  1.3  g  tan( ) e pulsazione   5.1  p differenti accelerogrammi artificiali, definiti in
modo da avere uno spettro di risposta elastico
(figura 4).
coerente con lo spettro di risposta fornito dalla
La figura 5 mostra l’andamento della rotazione
normativa, relativo al sito di longitudine 12.481 e
nel tempo al variare della rigidezza del pannello
latitudine 41.910, riportato in figura 6.
murario: la linea continua si riferisce al caso di
Tale spettro di risposta è relativo ad uno stato
blocco rigido oscillante, viceversa le linee
limite di tipo ultimo ed è caratterizzato da un
tratteggiate sono relative al caso di struttura
valore di accelerazione orizzontale massima al
flessibile, per diversi valori della frequenza
sito pari a 0.106g e da coefficienti di Nelle figure 7-12 si riportano, per ogni
amplificazione stratigrafica e topografica unitari. geometria del blocco considerata, l’andamento
del fattore di struttura al variare del modulo di
elasticità della muratura. Nei grafici, ogni punto
avente lo stesso colore, è caratterizzato dallo
stesso valore del modulo di Young ed è ottenuto
implementando uno dei sette accelerogrammi
artificiali considerati. Il valore medio del fattore
di struttura è indicato con linea a tratto continuo.
Nello stesso grafico, la linea a tratto-punto è
relativa al valore medio del fattore di struttura
valutato con il modello di blocco rigido, secondo
le equazioni 21 e 27.
Figura 6. Confronto tra lo spettro di risposta elastico di
normativa e quello relativo al primo accelerogramma
considerato
Gli accelerogrammi spettrocompatibili
implementati nella modellazione numerica hanno
una durata complessiva pari a 25s, mentre le
interazioni numeriche delle equazioni 19 e 20
sono effettuate fino a un tempo t pari a 30s.
La rigidezza flessionale del blocco è stata
valutata in accordo ad uno schema statico di trave
incastrata alla base e libera in sommità:
Figura 7. α = 6.8°, B = 0.84 m, H = 7 m
3EI
k 3 (29)
H
in cui E ed I sono rispettivamente il modulo di
elasticità di Young del materiale muratura ed il
momento di inerzia baricentrico della sezione
trasversale del pannello murario, pari a:
L  B3
I (28)
12
dove L rappresenta la lunghezza del blocco, posta
per semplicità unitaria. Figura 8. α = 6.8°, B = 1.08 m, H = 9 m
Al fine di considerare una variabilità della
rigidezza del sistema, sono stati considerati tre
valori del modulo di elasticità, pari a 5000 MPa
(relativa ad esempio ad una muratura realizzata in
mattoni semipieni con malta cementizia),
2000 MPa (una muratura realizzata in pietre a
spacco con buona tessitura o a blocchi lapidei
squadrati) ed infine pari a 1000 MPa (una
muratura a conci di pietra tenera oppure a conci
sbozzati con paramento di limitato spessore e
nucleo interno). Il peso specifico della muratura è
stato assunto pari a 18 kN/m3.
Due valori dell’angolo di snellezza sono stati Figura 9. α = 6.8°, B = 1.32 m, H = 11 m
considerati, pari rispettivamente a 3.1° e 6.8°, e
tre valori di altezza, pari rispettivamente a 7 m,
9 m e 11 m.
Si sottolinea come all’aumentare della
flessibilità dell’elemento, si riscontra una
maggiore dispersione dei risultati ottenuti. Si può
osservare tale effetto indipendentemente, sia al
diminuire del modulo di elasticità del materiale
muratura, che all’aumentare dell’altezza del
blocco.

9 CONCLUSIONI
Figura 10. α = 3.1°, B = 0.38 m, H = 7 m La ricerca è stata finalizzata al miglioramento
delle attuali conoscenze dei meccanismi locali di
collasso di strutture in muratura, in particolare
allo studio dell’influenza della deformabilità sulla
risposta dinamica di elementi in muratura
sollecitati fuori dal piano. Negli edifici non
consolidati, questi elementi risultano infatti i più
vulnerabili.
È questo un importante tema di ricerca, a
tutt’oggi ancora aperto, sia per la stima della
vulnerabilità sismica e del danno atteso che per la
definizione di adeguati criteri di verifica,
attualmente basati sull’introduzione di un fattore
Figura 11. α = 3.1°, B = 0.49 m, H = 9 m di struttura, definito come rapporto tra il valore di
accelerazione che causa il collasso dell’elemento
murario ed il valore di accelerazione che ne attiva
il moto.
Lo stesso dispositivo normativo attualmente
vigente fissa un valore costante del fattore di
struttura pari a 2, a prescindere da qualsiasi
parametro significativo, come ad esempio la
tipologia di meccanismo, le caratteristiche
geometriche del pannello murario, la condizione
di carico cui è soggetto il blocco, oppure ancora il
sito geografico e le caratteristiche proprie del
Figura 12. α = 3.1°, B = 0.6 m, H = 11 m segnale sismico.
Si può innanzitutto osservare come nei casi La valutazione della risposta dinamica del
considerati, al variare dei parametri geometrici e pannello murario è stata effettuata analiticamente,
meccanici del blocco ed al variare dell’input nel contesto della dinamica dei corpi rigidi non
sismico, il fattore di struttura valutato resistenti a trazione.
analiticamente è maggiore del valore attualmente Il modello più semplice da analizzare è il
proposto dalle norme italiane pari a 2. blocco oscillante, presente in letteratura con il
nome di pendolo inverso, in cui si trascura la
Dall’analisi dei risultati ottenuti si può notare
resistenza a trazione e si ipotizza una resistenza e
che la deformabilità elastica del pannello murario rigidezza infinita a compressione. In questo
non influisce in modo significativo sulla risposta lavoro si è presentata una modellazione del
dinamica del sistema. Infatti, per le geometrie del blocco in cui si considera anche la rigidezza
blocco considerate e per il campo di rigidezza flessionale elastica dell’elemento, al fine di
analizzato, non si riscontrano differenze studiare gli effetti dell’interazione tra l’elasticità e
apprezzabili tra il fattore di struttura valutato le oscillazioni rigide sulla valutazione del fattore
secondo il più semplice modello di blocco rigido di struttura, soprattutto all’aumentare della
ed il fattore di struttura valutato secondo il snellezza dell’elemento murario.
modello di struttura flessibile oscillante. Diversamente dal blocco rigido, in cui il moto
è definito da un’unica equazione , si ottiene un
sistema di due equazioni differenziali accoppiate uplift, Earthquake Engineering & Structural Dynamics,
che può essere risolto ricorrendo a metodi di 41, 2177-2194
Acikgoz, M.S., DeJong, M.J., 2013. Linearization and
integrazione numerica. modal analysis of flexible structures, NZSEE
Ipotizzando che l’elemento è sottoposto ad un Conference
accelerogramma alla base, è possibile valutarne la De Felice, G., 2011. Out-of-plane seismic capacity of
risposta dinamica in termini di spostamento, masonry depending on wall section morphology,
International Journal of Architectural Heritage, 5, 1-17
risolvendo, attraverso l’integrazione numerica, il Di Carlo, F., 2015. Strength reduction factor for rocking
sistema di equazioni differenziali che ne descrive masonry structures, Dissertation submitted to the
il moto. Per le grandezze geometriche, University of Rome “Tor Vergata” for the degree of
Doctor of Philosophy
meccaniche e degli input sismici utilizzati nel Housner, G. W., 1963. The behaviour of inverted pendulum
presente lavoro, i fattori di struttura ottenuti structures during earthquakes. Bulletin of the
dall’integrazione numerica di questo sistema sono Seismological Society of America, 53(2), 403-417
maggiori del valore attualmente proposto dalle Ma, Q.T., 2010, The mechanics of rocking structures
subjected to ground motion, Dissertation submitted to
norme italiane per la verifica cinematica lineare. the University of Auckland for the degree of Doctor of
Per generalizzare tale risultato è però Philosophy
necessaria una più ampia indagine parametrica. I Prieto, F., Lourenço, P.B., 2005. On the rocking behavior of
risultati delle analisi riportate in Di Carlo (2015) rigid objects, Meccanica, 40, 121-133
Yim, C., Chopra, A.K., Penzien, J., 1980. Rocking response
mostrano infatti come il considerare geometrie of rigid blocks to earthquakes, Earthquake Engineering
diverse, oppure il tener conto di un and Structural Dynamics, 8, 565-587
danneggiamento locale della muratura nelle zone Zhang, J, Makris, N., 2001. Rocking response of free-
di estremità della base, possa condurre ad una standing blocks under cycloidal pulses, Journal of
Engineering Mechanics, May, 473-483
valutazione di fattori di struttura inferiori a quelli
proposti dalle norme oppure di molto superiori.
L’obiettivo del presente lavoro è quello di
valutare il grado di accuratezza dei risultati
ottenibili con un’analisi semplificata, basata su un
modello di blocco rigido. A tale scopo,
confrontando i risultati ottenuti dai due modelli
(flessibile e rigido), si deduce che la
deformabilità elastica del pannello murario non
modifica in maniera sostanziale la risposta
dinamica dell’elemento. Non si riscontrano infatti
differenze significative tra i fattori di struttura
valutati secondo i due modelli di blocco rigido e
di struttura flessibile oscillante. Si sottolinea solo
come, al diminuire della rigidezza flessionale
dell’elemento, si riscontra una maggiore
dispersione dei risultati ottenuti dai diversi
accelerogrammi spettro compatibili con lo stesso
spettro. È lecito quindi adottare l’ipotesi di
deformazioni elastiche trascurabili (quindi nulle)
nella modellazione dinamica del rocking di
pannelli murari sollecitati fuori dal piano.

REFERENCES
Acikgoz, M.S., DeJong, M.J., 2011. The interaction of
elasticity and rocking in flexible structures allowed to
uplift, 1. Türkiye Deprem Mühendisliği ve Sismoloji
Konferansi, Ankara
Acikgoz, M.S., DeJong, M.J., 2012. Characterizing the
vulnerability of flexible rocking structures to strong
ground motions, 15 WCEE, Lisboa
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