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E' il momento dell'aglio


30/09/2007 - Carlino Acaulis

Anche nel più piccolo orto domestico non dovrebbe mai mancare un bel filare di
aglio. E’ una pianta poco esigente, facile da coltivare e ben resistente alle
avversità. Una spezia insostituibile in cucina, ma anche un alimento ricco di virtù
nutritive.
Esigenze climatiche

Anche se particolarmente resistente alle basse temperature, i migliori


risultati si registrano nelle zone con una buona esposizione a sud e con
temperature medie comprese tra i 18 e i 23°C.
Quando si hanno meno di 11 ore di luce giornaliera e temperature
inferiori ai 10-15 °C, l’aglio rimane verde e non differenzia i bulbilli.
E’ una pianta molto rustica che si può coltivare in qualsiasi terreno,
purché non troppo umido e compatto. Per avere un regolare
accrescimento dai bulbi ed evitare marciumi, malformazioni e lesioni
al momento della raccolta, è indispensabile una buona sofficità del
terreno.
Per la sua coltivazione si utilizzano gli stessi spicchi (bulbilli) impiegati
in cucina, scegliendo quelli di maggiori dimensioni, situati nella parte più esterna della testa (bulbo).
Le varietà più adatte per un piccolo orto familiare sono: l’aglio bianco (indicato per le piantagioni
effettuate tra dicembre e marzo) e l’aglio rosa (più adatto ad essere piantato tra ottobre e dicembre).
Onde evitare il rischio di marciumi, che soprattutto nei primi stadi di sviluppo dei bulbilli possono essere
di estrema gravità, è necessario che le piante abbiano il tempo di radicare ed emettere il germoglio
prima dell’arrivo dei primi geli. Per gli stessi motivi, nei terreni molto argillosi o nelle zone a clima molto
umido è meglio rimandare la piantagione a fine inverno.
D’altro canto bisogna evitare di commettere l’errore opposto, quello di anticipare eccessivamente la
piantagione poiché ciò rischierebbe di stimolare la differenzazione dei bulbilli troppo presto, quando le
condizioni climatiche non sono ancora favorevoli all’ingrossamento della pianta.
Secondo il calendario lunare i giorni più indicati per piantare l’aglio sono quelli compresi tra il quinto
giorno prima della luna piena e il primo giorno dopo il plenilunio.

Preparazione del terreno

Una volta preparata l’aiuola, con una buona lavorazione a 10-20 cm di profondità, si affina il terreno con
una vigorosa rastrellatura e quindi i interrano i bulbilli lasciandone affiorare appena la punta.
In genere si lascia una distanza di 40 cm tra i filari e di circa 6-7 cm tra un bulbillo e l’altro.
Nei terreni molto umidi e compatti, dove si teme il ristagno di acqua, è necessario erigere dei piccoli
argini alti 20-30 cm alla sommità dei quali si interreranno i bulbilli che così saranno protetti dall’umidità
stagnante.
Per quanto riguarda la concimazione, l’aglio rifugge dall’apporto di sostanza organica fresca, la quale
potrebbe favorire l’insorgere di marciumi e compromettere la conservabilità dei bulbi stessi.
Più che dell’apporto di concimi, l’aglio si avvantaggia della fertilità residua che può trovare in un’aiuola
o in un terriccio molto grasso dove sia stata coltivata precedentemente una coltura ben concimata.

Raccolta

Nelle regioni del centro-nord l’aglio si estirpa tra giugno e agosto, mentre al sud la raccolta è anticipata
di uno o due mesi. Le varietà primaticce si raccolgono invece verso marzo.

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Parassiti

Ricordiamo che una pratica di profilassi, molto efficace per evitare la proliferazione dei parassiti,
consiste nel evitare di ripetere la coltivazione
dell’aglio nella medesima aiuola o terriccio prima che siamo passati almeno 4-5 anni.
Nella maggior parte dei casi, l’aglio non richiede trattamenti specifici e pertanto ci limitiamo
a segnalare le più comuni avversità di questo generoso ortaggio:

Mosca (Chortophila o Hylenia antiqua)


Epoca dell’attacco: da aprile a luglio.
Danni: le larve divorano il cuore del bulbo favorendo l’insorgere di un’infezione batterica, causa di estesi
marciumi.
Pratiche preventive
- trattare le giovani piantine con polvere di roccia o litotamnio
- consociare con carote
- nel periodo di vo

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