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L'ANGOLO DELL'ESPERTO - Cosa dice la legge di stabilità per il 2017 sul CUMULO

GRATUITO. Interessati anche i professionisti che possono unire tutti gli spezzoni
contributivi per ottenere la pensione di vecchiaia o quella anticipata (=anzianità).
Per ottenere la pensione anticipata gli interessati devono essere in possesso dei
requisiti previsti dalla “riforma Fornero", attualmente 42 anni e 10 mesi di
contribuzione per gli uomini e un anno in meno per le donne. CONSIGLIO: i
giornalisti leggano bene questo articolo.

di AUGUSTO MORIGA/dirigente Inpgi 1 e 2-contributi

Roma, 11 dicembre 2016 - Con il disegno di legge di Stabilità per


l’anno 2017, il Governo Renzi, ha proposto l’estensione del cumulo
gratuito (legge 228/2012, art.1, commi 238 e seguenti) anche alle
pensioni di vecchiaia anticipata (ex pensioni di anzianità). La norma
così come proposta avrebbe riguardato, come già avviene per le
pensioni di vecchiaia, le sole gestioni INPS e l’INPGI-1, ma un
emendamento approvato in sede di iter parlamentare ha coinvolto
anche i regimi previdenziali per i liberi professionisti, quindi la
Gestione separata INPGI e tutte le altre Casse dei professionisti.
Anche in questo caso, gli interessati devono, però, essere in possesso
dei requisiti previsti dalla “riforma Fornero", attualmente 42 anni e 10
mesi di contribuzione per gli uomini e un anno in meno per le donne
(art. 24 comma 10 D.L. 201/2011). Pertanto, a decorrere dal 2017, si
potrà richiedere la pensione di anzianità, senza dover effettuare la
ricongiunzione onerosa, nei casi in cui dalla somma dei diversi periodi
contributivi versati in enti diversi risulti perfezionato il requisito
contributivo di circa 43 anni di contributi. Ad esempio: un lavoratore
che abbia 10 anni di contributi INPS, altri 5 nell’ex Enpals, 10 nell’ex
INPDAP e altri 12 anni e 10 mesi all’INPGI-1 ed altri 5 all’INPGI-2 (o
in altra Cassa) potrà richiedere all’ente dove risulta da ultimo iscritto
la liquidazione di una pensione mediante cumulo gratuito. Una volta
effettuata l’istruttoria, mediante scambio di dati tra i vari enti
interessati, ogni gestione calcolerà ed assegnerà la quota di pensione
di propria competenza.

IL RUOLO DELL'INPS DI UFFICIALE PAGATORE - Il pagamento delle


singole quote di pensione – come già avviene per la procedura di
totalizzazione - sarà effettuato unicamente dall’INPS, come fosse
un’unica pensione. Gli enti interessati rimborsano poi all’INPS le quote
di pensione pagate per loro conto.

I LAVORATORI CHE HANNO IN CORSO UNA PRATICA DI


RICONGIUNZIONE ONEROSA, ENTRO L’ANNO 2017, POSSONO
RINUNCIARVI. MA ATTENTI - La nuova normativa sul “cumulo
gratuito” prevede che i lavoratori che abbiano in corso una pratica di
ricongiunzione onerosa ai sensi della legge n. 29/1979, entro l’anno
2017, possa rinunciarvi. Sarebbe bene, in ogni caso, che gli interessati
valutino bene gli effetti (costo/beneficio) di tale rinuncia. Infatti,
sebbene con il cumulo gratuito si può ottenere ugualmente il
trattamento pensionistico, ai fini del calcolo – ancorché retributivo –
ogni gestione considera separatamente solo le proprie contribuzioni.
Pertanto, le contribuzioni riferite ad inizi di carriera, con retribuzioni
non particolarmente interessanti, potrebbero portare anche
all’attribuzione di quote di pensione molto esigue, cosa che non
avverrebbe in caso di ricongiunzione. E’ sicuramente improprio parlare
di “ricongiunzione gratuita”. La procedura di cumulo gratuito produce
una pensione pro-rata tra le gestioni interessate, con i
requisiti previsti dalla riforma Fornero, a prescindere da eventuali
requisiti di accesso eventualmente previsti dalle singole gestioni
interessate. Con la ricongiunzione , invece, si sostiene un onere, ma si
accentra la contribuzione in un’unica gestione, approfittando di un
unico sistema di calcolo e di requisiti di accesso eventualmente più
favorevoli. E’ evidente che ogni situazione necessiti di una
valutazione, soprattutto in merito al rapporto costi/benefici.

RESTA IN VIGORE LA "LEGGE VIGORELLI” - Infine, è da evidenziare


che restano comunque in vigore le norme precedenti che consentivano
il cumulo tra diverse gestioni previdenziali, quali ad esempio la "Legge
Vigorelli” che consente il cumulo tra l’AGO (Fondo lavoratori
dipendenti e gestioni Artigiani, Commercianti e Coltivatori diretti
INPS) e l’INPGI-1.

STORIA. LA CONSULTA. L’ISTITUTO DELLA "TOTALIZZAZIONE” (CON


IL SISTEMA CONTRIBUTIVO) - A seguito delle sentenze della Consulta
che dichiararono incostituzionali le norme sulla ricongiunzione, nella
parte in cui non prevedevano la possibilità di pensionamento pro-
quota ed obbligavano, di fatto, in alcune situazioni ad operare processi
di ricongiunzione delle varie posizioni assicurative, spesso molto
onerose, il legislatore ha introdotto nel sistema previdenziale italiano
l’istituto della "Totalizzazione” (decreto legislativo n. 42/2006). Tale
normativa prevede che il cittadino che abbia al proprio attivo più
posizioni assicurative, derivanti dalle diverse attività svolte durante la
propria vita lavorativa, possa perfezionare il diritto ad un trattamento
pensionistico totalizzando i periodi contributivi versati nelle varie
gestioni pensionistiche. Pertanto, se dalla somma dei periodi non
coincidenti risulta perfezionato il diritto al trattamento pensionistico in
tutte le Gestioni previdenziali interessate, si può ottenere la pensione
senza dover accentrare le contribuzioni in un unico ente. La pensione è
ripartita tra i vari enti o Gestioni previdenziali interessate. Per la
pensione di anzianità è richiesto il possesso di almeno 40 anni di
contribuzione, ma il trattamento scatterà dopo oltre 24 mesi
(cosiddetta finestra). Il limite di tale procedura sta nel fatto che il
calcolo delle diverse quote di pensione è interamente determinato
secondo il sistema di calcolo contributivo, sicuramente meno
favorevole del sistema retributivo.

CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UNIONE EUROPEA: LE DONNE IN


PENSIONE A 65 ANNI - Dopo il 2006, il sistema previdenziale italiano
subisce alcune significative variazioni. Una di queste è costituita
dall’elevazione – su spinta della Corte di Giustizia dell'Unione Europea
- del requisito pensionistico delle lavoratrici nel pubblico impiego, che
passa da 60 a 65 anni. Per le dipendenti pubbliche in Italia che
intendano ottenere la pensione prima dei 65 anni, non resta che
ricongiungere i propri contributi alla gestione privata dell’INPS (art. 1
legge n.29/1979, all’epoca gratuito) oppure – cessando dal servizio
senza aver maturato il diritto a pensione INPDAP – chiedere di
spostare la contribuzione all’INPS (costituzione posizione assicurativa
legge n.322/58 – operazione gratuita). (La regola della pensione a 65
anni viene estesa successivamente anche alle donne del settore
privato).

2010: LA RICONGIUNZIONE ALL’INPS DIVENTA ONEROSA - Nel luglio


del 2010, il Governo interviene e, oltre a rendere onerosa la
ricongiunzione all’INPS, abroga le norme che consentivano la
costituzione della posizione all’INPS (legge 322/58 e norme similari).
Tali modifiche, da un lato hanno bloccato l’esodo delle lavoratrici
pubbliche dall’INPDAP all’INPS e, d’altro lato hanno reso difficoltoso il
pensionamento degli iscritti all’INPDAP, per i quali non è nemmeno
prevista la possibilità di pensione supplementare. Un bel problema per
coloro che cessano dal servizio senza aver maturato il diritto a
pensione.

2013: NASCE L’ISTITUTO DEL “CUMULO GRATUITO” MA RIGUARDA


L'INPS E LE SUE GESTIONI NONCHE' L'INPGI/1 (AI FINI DELLA
PENSIONE DI VECCHIAIA). - Con la legge di Stabilità del 2013 (legge
228/2012, art.1, commi 238 e seguenti) si corre ai ripari: viene
introdotta una norma che ripristina la possibilità di costituzione della
posizione all’INPS per quei lavoratori cessati dall’iscrizione all’INPDAP
entro il luglio 2010, che potranno quindi accentrare gratuitamente le
loro contribuzioni all’INPS. La stessa norma introduce l’istituto del
“CUMULO GRATUITO”. Tale norma consente ai lavoratori dipendenti
iscritti all’INPS (tutte le gestioni, comprese quelle ex Enpals ed Ex
INPDAP) ed all’INPGI-1 di totalizzare, ai fini della pensione di
vecchiaia, le proprie posizioni assicurative, mantenendo il sistema di
calcolo vigente in ogni gestione interessata, senza obbligo di
applicazione del meno favorevole calcolo contributivo. Tuttavia, per
ottenere la pensione con tale sistema è richiesto il possesso dei
requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla cosiddetta
“riforma Fornero” (attualmente 66 anni e 7 mesi di età e almeno 20
anni di contribuzione).

ROMA, 7 dicembre 2016. - IL CUMULO GRATUITO DEI CONTRIBUTI


PREVIDENZIALI PER I GIORNALISTI ISCRITTI ALL'INPGI E PER I
PROFESSIONISTI DELLE ALTRE CASSE PRIVATIZZATE È LEGGE, DOPO
IL VIA LIBERA DEL SENATO ALLA MANOVRA. IL CUMULO DEI
CONTRIBUTI SENZA ONERI, CHE INIZIALMENTE ERA PREVISTO
SOLTANTO PER LE GESTIONI PREVIDENZIALI CHE FANNO CAPO
ALL'INPS, ORA VALE PER TUTTI. CON LA NUOVA NORMATIVA CHI
MATURERÀ I REQUISITI CONTRIBUTIVI E ANAGRAFICI PER LA
PENSIONE DI VECCHIAIA (66 ANNI E 7 MESI DAL 2018 PER I
GIORNALISTI, DOPO LA RIFORMA LACRIME E SANGUE DELL'INPGI) O
DI ANZIANITÀ (40 ANNI DI CONTRIBUTI E 62 DI ETÀ DAL 2019),
POTRÀ ANDARE IN QUIESCENZA ANCHE SE NELLA SUA VITA
LAVORATIVA I CONTRIBUTI LI HA VERSATI IN GESTIONE DIVERSE,
COMPRESE QUELLE SEPARATE (AD ESEMPIO IN INPGI 1 E INPGI 2
PER I GIORNALISTI), SENZA PIÙ DOVERLI RIUNIRE NELLA GESTIONE
PRINCIPALE COME ACCADE OGGI CON IL MECCANISMO DELLA
RICONGIUNZIONE ONEROSA. SIGNIFICA, AD ESEMPIO, CHE SE UN
GIORNALISTA NEL 2020 AVRÀ 62 ANNI, 30 ANNI DI CONTRIBUTI
INPGI 1 E 10 DI INPGI 2 (O DI INPS, ENPALS, INPDAP E ALTRI)
POTRÀ ANDARE IN PENSIONE SENZA DOVER PAGARE ONERI, CON
L'ASSEGNO CHE VERRÀ PAGATO PRO-QUOTA DA CIASCUNA
GESTIONE. SI STIMA CHE LA NUOVA LEGGE POSSA INTERESSARE NEI
PROSSIMI TRE ANNI CIRCA 35MILA PROFESSIONISTI (GIORNALISTI
COMPRESI) MENTRE DAL 2020 POTREBBERO USCIRE TRA LE 13 E LE
15MILA PERSONE L'ANNO. IL CUMULO, PERALTRO, NON SARÀ
ONEROSO PER LE CASSE PRIVATIZZATE. LA LEGGE PREVEDE INFATTI
COME COPERTURA UN "DEFINANZIAMENTO" PER 210 MILIONI NEI
PRIMI TRE ANNI DI APPLICAZIONE DEL Fondo PER GLI INTERVENTI
STRUTTURALI E DEL Fondo PER LE ESIGENZE INDIFFERIBILI;
"DEFINANZIAMENTO" CHE DIVERRÀ POI STRUTTURALE PER 100
MILIONI A DECORRERE DAL 2019.(ANSA).

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