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STUDIO DI FUNZIONE

Lo studio di una funzione è quel procedimento che permette, partendo dal dominio e arrivando allo studio
della derivata seconda, di tracciare il grafico qualitativo analizzando l’espressione analitica della funzione.
Come procedere?
STEP 1: DETERMINARE IL DOMINIO DI UNA FUNZIONE
Il DOMINIO di una funzione è il sottoinsieme di R in cui y=𝑓(𝑥) è definita.
In quali punti o intervalli di R la funzione non è definita?
 In caso di Rapporti (A/B) si pone il denominatore diverso da 0 (≠0).
 Radice con indice pari: si pone il radicando maggiore o uguale a 0 (≥0)
 Logaritmi:...
 Arcoseno/arcocoseno:...
 Esponenziale con base variabile:...
Condizione di esistenza a sistema
Una volta determinate tutte le condizioni di esistenza, dobbiamo metterle a sistema. Mettere a sistema
significa che le condizioni devono valere contemporaneamentte, ossia estrarre l’inttersezione degli insiemi.
Risolvendo a sistema troviamo l’insieme della soluzioni, il grande insieme in cui tutte le condizioni vengono
soddisfatte.
Una volta risolto il sistema, scriviamo il dominio di 𝑓 nella forma di unione di intervalli e lo indichiamo con la
notazione Dom (𝑓).
ATTENZIONE
Il sistema potrebbe contenere disequazioni e disegualianze (sistema misto): risolvete le disequazoni e
trattate le disugualianze come equazioni. Alla fine usate il solito metodo grafico per i sistemi di disequazioni,
in modo da determinare gli intervalli che costituiscono l’insieme delle soluzioni.
Nell’unione degli intervalli ricordatevi di usare correttameente la notazione degli intervalli atta ad escludere
e ad includere i punti (escluso: parentesi tonda; incluso: parentesi quadra).

STEP 2: STUDIO DI PARITÀ E DISPARITÀ


Una funzione pari è una funzione tale per cui 𝑓(−𝑥) = 𝑓(𝑥), e che quindi assume valori simmetrici rispetto
all’asse delle ordinate (Y); una funzione dispari è una funzione tale per cui 𝑓(−𝑥) = −𝑓(𝑥) e che quindi
assume valori simmetrici rispetto
all’origine. Può anche non essere ne pari
nè dispari.
Al di là delle condizioni algebriche che
contraddistinguono le funzioni pari e le
funzioni dispari, è importante ricordare
che le definizioni di parità e disparità non
possono prescindere dalla simmetria del
dominio rispetto all’origine. Per questo
motivo la prima ipotesi che dovremo
verificare sarà proprio quella relativa alla
simmetria del dominio: se essa sussiste
procedereemo con il controllo della
condizione algebrica, in caso contrario concluderemo che la funzione in esame non è ne pari nè dipari.
Se il dominio è simmetrico dobbiamo considerare l’espressione analitica y= 𝑓(𝑥) ed effettuare la valutazione
𝑓(−𝑥).
Cioè, dobbiamo sostituire al pose della x nell’espresssione analitica della funzione, il termine (-x). Metti le
parentesi, evitano problemi di distrazione o di segno!!!
Se la funzione è simmetrica rispetto all’asse y (funzione pari), o rispetto all’origine (funzione dispari), basterà
proseguire lo studio per x positive, semplificando così i calcoli.

STEP 3: INTERSEZIONE CON GLI ASSI


Le intersezioni con gli assi sono i punti in cui il grafico della funzione y= 𝑓(𝑥) interseca gli assi cartesiani, vale a
dire l’asse delle ordinate x=0 e l’asse delle ascisse y=0.
Una funzione potrebbe non intersecare alcuno dei due assi, oppure potrebbe interseccarne soltanto uno, o
eventualmente entrambi. Lo studio e il calcolo delle coordinate cartesiane dei punti di intersezione con gli
assi serve in ogni caso ad individuare dei buoni punti di riferimenti, ci agevoleranno nella rappresentazione
del grafico della funzione.
Intersezione con l’asse delle ordinate (asse delle y)
Il grafico di una funzione può intersecare o non intersecare l’asse y ma, se lo interseca, lo può intersecare
solo una volta in accordo con la definizione di funzione. Una funzione è infatti una legge che associa ad un
valore x uno ed un solo valore y.
Se il valore x=0 appartiene all’insieme di definizione della funzione, allora il grafico della funzione interseca
l’asse delle y. In caso contrario, se x=0 non appartiene al dominio, allora non è presente alcuna intersezione
con l’asse delle ordinate.
Per calcolare l’ordinata del punto di intersezione con l’asse y dobbiamo valutare la funzione in
corrispondenza dell’ascissa x=0, ossia sostituore il valore x=0 nell’espressione della funzione. Dopo averla
calcolata avremo immediatamente le coordinate del punto di intersezione con l’asse delle y.
Intersezione con l’asse delle ascisse (asse x)
In generale il grafico di una funzione può intersecare o non intersecare l’asse x, e se lo interseca può farlo in
uno o più punti.
Per calcolare le coordinate dei punti di intersezione con l’asse x, di equazione y=0, dobbiamo domandarci
quali sono i valori di x per i quali la funzione si annulla. Dobbiamo quindi risolvere l’equazione 𝑓(𝑥) = 0. Tale
equazione potrebbe essere impossibile oppure ammettere una o più soluzioni x. In questo caso le coordinate delle
intersezioni con l’asse x saranno (xi;0)

STEP 4: STUDIO DEL SEGNO


Studiare il segno di una funzione y= 𝑓(0) serve a capire su quali intervalli dell’insieme di definizione la funzione
è positiva o negativa.
Studiando il segno di una funzione saremo in grado di capire su quali intervalli dell’asse delle ascisse il grafico si
trova al di sopra dell’asse x e in quali intervalli si trova al di sotto di esso.
Le eventuali variazioni di segno si manifestano nelle intersezioni con l’asse x, che abbiamo già calcolato nel
passaggio precedente.
Per conoscere il segno della funzione, basta risolvere la disequazione:
𝑓(𝑥) > 0 in Dom (𝑓)
E ricordare che bisogna prendere in considerazione solamente le soluzioni che rientrano nel dominio della
funzione Dom (𝑓). Tutte le altre vanno scartate.
L’intersezione con l’asse delle x può essere evitate perchè può essere inclusa nello studio del segno della funzione.
Basta risolvere la disequazione: 𝑓(𝑥) ≥ 0 Dom (𝑓)
Così facendo riusciamo ad individuare in nun colpo solo le ascisse dei punti di intersezione con l’asse x e gli
intervalli in cui a funzione è positiva, ossia gli intervalli dell’asse delle ascisse su cui il grafico è situato nel semipiano
ad ordinate positive.
Il complementare dell’insieme delle soluzioni nel dominio sarà invece costituito dagli intervalli su cui la funzione
è negativa, ossia gli intervalli dell’asse delle ascisse su cui il grafico è situato nel ssemioiano ad ordinate negative.

STEP 5: LIMITI AGLI ESTREMI DEL DOMINIO E ASINTOTI


STEP 6: STUDIO DELLA DERIVATA PRIMA DELLA FUNZIONE
STEP 7: CONVESSITÀ E PUNTI DI FLESSO CON LA DERIVATA SECONDA

Esercizi svolti:
http://matepratica.it/2011/01/studio-di-funzioni.html