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Economia Politica A/L

Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza


Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 1 - Lezione 1

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

08/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/04/2013 1 / 27
Introduzione al corso

L’obbiettivo del corso è quello di di fornire agli studenti i concetti di


base della micro e della macroeconomia. Perchè studiamo l’economia?
Per rispondere a questa domanda, possiamo utilizzare le parole che
Alfred Marshall usa nella sua opera Principi di Economia del 1890:
“L’economia è lo studio dell’umanità nelle sue attività quotidiane”.
Per quanto questa de…nizione possa sembrare troppo semplicistica in
realtà esso ha delle conseguenze importanti sulla vita di tutti noi.

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Introduzione al corso

Possiamo elencare almeno tre buone ragioni per giusti…care il perchè


ci dedichiamo allo studio di questa materia.
1 L’economia ci aiuta a comprendere il mondo in cui viviamo (per es.
perchè è di¢ cile a¢ ttare un appartamento a prezzi ragionevoli al
centro di Londra? Perchè un calciatore famoso guadagna molto di più
rispetto ad uno che gioca in una serie minore? Perchè alcuni paesi
crescono più velocemente di altri?);
2 L’economia ci fornisce gli strumenti che ci servono per e¤ettuare una
serie di decisioni di carattere quotidiano (per es. quanto tempo
dedicare all’istruzione, quanto risparmiare e quanto consumare nel
corso della propria vita);
3 L’economia ci permette di interpretare meglio quali possano essere i
limiti della politica economica e¤ettuata dal governo (per es. l’elettore
contribuisce con il suo voto alla distribuzione delle risorse. Votare per il
partito x o y signi…ca sostenere certe politiche che hanno un impatto
notevole sulla vita di tutti noi. Sapere quali sono le conseguenze di
queste politiche ci consente di e¤ettuare scelte più consapevoli)

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Introduzione al corso

Il corso è diviso in due parti. Nella prima ci so¤ermeremo sulla


microeconomia. Essa può essere de…nita come lo studio del
comportamento di un agente economico, che si trova a dover
e¤ettuare delle scelte spesso in presenza di un qualche vincolo (per es.
se un individuo deve scegliere di acquistare dei beni, come orienterà la
sua scelta? Quanti beni acquisterà? Può ottenere la quantità che
desidera o sarà vincolato nella sua scelta?)
L’agente economico di cui parliamo può essere sia un consumatore,
sia un imprenditore che deve organizzare la produzione di beni e/o
servizi per la collettività.
E’importante notare che attraverso la de…nizione del comportamento
ottimale sia del consumatore che del produttore possiamo
caratterizzare l’equilibrio di mercato, ossia l’equilibrio negli scambi tra
chi domanda e chi o¤re.

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Introduzione al corso

Nella seconda parte studieremo gli aggregati macroeconomici. Di


cosa si occupa la macroeconomia?
Essa ci fornisce un quadro di sintesi di come funzioni un sistema
economico.
Il passaggio dalla micro alla macroeconomia può essere inteso come il
passaggio da una visione individuale ad una generale in cui non
studiamo il comportamento del singolo, ma come le scelte e¤ettuate
dai diversi agenti economici (per es. l’insieme dei consumatori, il
sistema produttivo, il governo) determinano l’equilibrio del sistema
economico (quanto si produce, quanto si consuma, quanto si investe,
l’impatto che tutto ciò ha sul livello dei prezzi, il ruolo dell’operatore
pubblico).

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Introduzione al corso

Il libro di testo consigliato per lo studio di questa materia è il


seguente:

Sobbrio, G. (2010). Corso introduttivo di Economia.

Durante le lezioni possono essere consigliate delle letture integrative.


I testi di seguito riportati contengono talvolta materiale più avanzato
di quello che è necessario per lo studio della materia. Pertanto essi
non devono essere intesi come testi alternativi a quello consigliato,
ma addizionali per coloro che intendono approfondire alcuni aspetti.

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Introduzione al corso

Di seguito trovate un elenco di testi integrativi che potrebbero


interessarvi:
1 Bernheim, B.D. e M.D. Whinston (2009) Microeconomia. Milano:
McGraw-Hill;
2 Mankiw N.G. e M.P. Taylor (2011) Principi di Economia.Bologna:
Zanichelli;
3 Blanchard O., A. Amighini e F. Giavazzi (2010) Macroeconomia.
Bologna: Il Mulino;
4 Blanchard O. (2006). Scoprire la Macroeconomia vol. I e II. Bologna:
Il Mulino.

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Introduzione al corso
Un testo particolarmente interessante (solo per la parte di
microeconomia ed in lingua inglese) è il seguente:
1 Barreto H. (2009). Intermediate Microeconomics with Microsoft Excel.
New York: Cambridge University Press.
Collegandosi al sito dell’editore e/o dell’autore è possibile scaricare
una cartella con un insieme di …le excel che possono essere utilizzati
per studiare la microeconomia in un modo diverso e per certi versi più
divertente.
Il testo guida lo studente passo dopo passo nei vari argomenti della
microeconomia sia da un punto teorico (spiegando i vari concetti ed
interpretandone le conseguenze) sia da un punto di vista pratico
tramite una analisi condotta su Microsoft Excel.
Ciò consente per esempio di de…nire gra…camente l’equilibrio del
consumatore o quello dell’impresa, l’equilibrio di un mercato ecc.
Naturalmente mod…cando alcuni parametri, è possibile studiare come
gli equilibri mutano.
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Introduzione al corso

Le lezioni si svolgono tre volte a settimana per un totale di sei ore. Se


non diversamente indicato, esse si terranno nell’Aula 5 della Facoltà
di Giurisprudenza dalle ore 12.00 alle ore 14.00 nei giorni di Lunedì,
Martedì e Mercoledì.
A partire dalla terza settimana, nell’ultima ora di lezione (Mercoledì
dalle 13.00 alle 14.00) si svolgeranno delle esercitazioni, riguardanti
gli argomenti trattati …no a quel momento.
Esse consisteranno nello svolgimento e nella discussione di esercizi e/o
temi per veri…care l’apprendimento. Con conguro anticipo verranno
distribuiti agli studenti degli esercizi che gli stessi dovrebbero (?!)
risolvere prima delle esercitazioni in modo da poter svolgere un ruolo
attivo durante le classi.

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Introduzione al corso

Gli esami si svolgeranno in forma scritta e verteranno sugli argomenti


trattati a lezione e durante le esercitazioni.
La prova si intende superata se viene riportato un voto di almento
18/30.
La prenotazione all’esame segue le modalità standard per ogni esame
(registrazione online). Per un e¢ cace svolgimento delle prove, gli
studenti sono invitati ad e¤ettuare la prenotazione. Qualora, per un
qualunque motivo, lo studente non abbia e¤ettuato la prenotazione,
lo stesso è invitato a comunicarlo al docente via email entro i 3 giorni
precedenti all’esame, in modo da poter essere inseriti in elenco.
Si ricorda che la verbalizzazione della prova di esame avviene
telematicamente. Chi non si è registrato e/o non ha comunicato al
docente la mancata prenotazione potrebbe rischiare di non poter
verbalizzare il risultato conseguito in quanto il suo nominativo non
sarà stato inserito nell’elenco online.
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Introduzione al corso

Il ricevimento studenti si svolge il Mercoledì 09.00 alle ore 11.00.


In caso di esigenze particolari (per es. studenti fuori sede - ovvero
studenti di qualunque nazionalità che non vivono a Messina - o per
esempio studenti lavoratori) è possibile …ssare via email un
appuntamento al di fuori del normale orario di ricevimento
(dmaimone@unime.it oppure d.maimone@qmul.ac.uk).
Tutte le informazioni relative al corso (programma, appunti delle
lezioni e delle esercitazioni, avvisi su esami e lezioni) sono reperibili
sul sito del docente: sites.google.com/site/dmaimoneansaldopatti

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Introduzione al corso

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Introduzione al corso

Utilizzando la barra del menù (rettangolo rosso) potete navigare


all’interno del sito.
In particolare è importante consultare la pagina relativa alla didattica
(Teaching, rettangolo verde) e quella delle informazioni (News,
rettangolo giallo)
Nella prima troverete il materiale didattico utilizzato durante il corso.
Gli appunti relativi alle lezioni, alle esercitazioni, il programma del
corso sono ospitati nella sezione relativa agli insegnamenti dell’anno
accademico 2012-2013 (rettangolo azzurro).
Nella pagina delle informazioni, verranno fornite tutte le
comunicazioni relative al corso (informazioni addizionali tipo
sospensioni delle lezioni, variazioni dell’orario di ricevimento, cambi di
aula). Per quanto le medesime informazioni saranno anche disponibili
sul sito del Dipartimento di Giurisprudenza, gli studenti sono invitati a
consultare scrupolosamente questa pagina.
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Introduzione al corso

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Introduzione al corso

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Introduzione al corso
Pre-requisiti

Lo studio di questa materia non richiede delle competenze particolari.


La trattazione degli argomenti avviene su tre livelli (non
necessariamente sempre presenti): teorico, matematico e gra…co.
Per quanto riguarda la trattazione matematica, essa non richiede
competenze speci…che. Le conoscenze richieste sono quelle acquisite
nei primi anni della scuola superiore.
Per quanto riguarda la trattazione gra…ca, essa farà uso di piani
cartesiani (normalmente solo il quadrante positivo).
Per una maggiore chiarezza, nelle prossime slides riguarderemo alcuni
degli strumenti che utilizzeremo durante il corso e chiariremo il
signi…cato di alcuni simboli che incontreremo.

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Alcune nozioni di base

La trattazione degli argomenti contenuti in questo corso richiede


l’analisi delle relazioni esistenti tra le variabili economiche (per es. le
relazione tra prezzi e quantità, consumo e reddito, domanda di
moneta ed interesse, in‡azione e disoccupazione).
Date due variabili x ed y la loro relazione è rappresentata
matematicamente attraverso un legame funzionale, f . Per esempio si
consideri la seguente equazione:

y = f (x ) (1)

L’equazione (1) ci indica che la variabile y è funzione di x, ossia che


y varia al variare di x. Naturalmente essa non ci da informazioni
precise circa la natura della relazione tra due variabili. Infatti
l’equazione (1) è in forma implicita. Pertanto non siamo in grado di
dire come varia y al variare di x (cresce o decresce?). Inoltre non
conosciamo se la relazione tra le due variabili è lineare o non lineare.
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Alcune nozioni di base

Supponiamo che la forma esplicita della precedente equazione sia la


seguente:
y = 50 + 4x (2)
Se ipotizziamo che la x possa assumere tutti i valori interi compresi
tra 1 e 100, possiamo facilmente disegnare la precedente funzione.
Uno sguardo all’equazione (2) ci dice che la relazione tra y ed x è di
tipo lineare. Pertanto ci aspettiamo che il disegno della funzione su di
un piano cartesiano risulti in una linea retta.
Si ricordi che sul piano cartesiano distinguiamo un’asse orizzontale o
delle ascisse ed una verticale o delle ordinate. Per convenzione,
poniamo la variabile x sull’asse delle ascisse (orizzontale) ed
indichiamo i corrispondenti valori di y sull’asse delle ordinate
(verticale).

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Alcune nozioni di base

Si noti che in linea di massima sull’asse delle ascisse viene misurata la


variabile “che determina” l’altra. Nel nostro caso la variabile x
determina y .
Poichè conosciamo i valori che la variabile x può assumere (abbiamo
detto che essa assume tutti i valori interi compresi tra 1 e 100),
possiamo a¤ermare che x è una variabile esogena (o prederminata).
Invece, poichè la variabile y assume un certo valore in funzione di x,
possiamo a¤ermare che questa variabile è endogena.
L’equazione (2) rivela che la funzione ha una intercetta positiva
(uguale a 50) ed inclinazione pari a 4.
L’intercetta positiva indica che se x = 0, y è comunque positivo e
diverso da zero. Il numero che troviamo innanzi alla x indica
l’inclinazione che la nostra funzione ha sul piano. Se questo numero
aumenta (diminuisce) la funzione aumenterà (diminuirà) la sua
inclinazione diventando più ripida (piatta).
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Alcune nozioni di base

Se disegnamo l’equazione (2) sul piano cartesiano abbiamo il seguente


risultato:

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Alcune nozioni di base

Naturalmente se modi…chiamo il legame funzionale tra le variabili x


ed y , andremo a modi…care anche il disegno della funzione stessa:

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Alcune nozioni di base
Alcune considerazioni in merito alle funzioni che incontreremo
durante il corso.
In primo luogo, precisiamo che tranne che in alcuni casi utilizzeremo
in massima parte funzioni lineari.
Con riferimento ad esse, di volta in volta speci…cheremo che le
funzioni sono crescenti o decrescenti, inclinate positivamente o
negativamente. Per esempio una funzione crescente (o inclinata
positivamente) è la seguente:

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Alcune nozioni di base

Una funzione è crescente (o positivamente inclinata) se all’aumentare


dei valori della x aumentano i valori della variabile y .
Al contrario una funzione è decrescente (o inclinata negativamente)
se all’aumentare dei valori di x i corrispondenti valori di y decrescono:

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Alcune nozioni di base

Per quanto riguarda più speci…camente le operazioni matematiche che


andremo ad e¤ettuare durante il corso, come indicato in precedenza
esse sono piuttosto standard. Facciamo un esempio considerando la
seguente funzione del reddito nazionale:

Y = C +I +G (3)

Come già sappiamo alcune variabili possono essere endogene, mentre


altre esogene. Studieremo nelle prossime lezioni che la variabile C che
indica i consumi aggregati in un sistema economico è in realtà
endogena, in quanto essa stessa dipendente dal reddito. Abbiamo
infatti che:
C = a + bY (4)
Possiamo incorporare questa informazione (equazione (4)) nella (3):

Y = a + bY + I + G (5)

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Alcune nozioni di base

Notiamo come nell’equazione (5) vi siano due termini comuni, Y , uno


sul lato destro ed uno sul lato sinistro dell’equazione. Possiamo
raccogliere i termini a fattore comune spostando la variabile bY al
primo membro.
Quel che in realtà facciamo è sottrarre da entrambi i membri
dell’equazione il valore bY , ossia:

Y bY = a + bY bY + I + G
Y bY = a+I +G (6)

Possiamo raccogliere i valori nel lato sinistro dell’equazione a fattore


comune, ossia possiamo mettere in evidenza la Y in modo da
ottenere:
Y (1 b ) = a + I + G (7)

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(SEAM))Politica A/L 08/04/2013 25 / 27
Alcune nozioni di base

Se volessimo isolare il termine Y nel solo lato sinistro dell’equazione


(7), possiamo dividere entrambi i membri per un valore pari a
(1 b ), ossia:

Y (1 b ) a+I +G
=
(1 b ) (1 b)
a+I +G
Y = (8)
(1 b)

Allo studente viene richiesto solamente di "manipolare" nel modo


appena evidenziato alcune equazioni.

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(SEAM))Politica A/L 08/04/2013 26 / 27
Alcune nozioni di base
In economia vi è un uso estensivo del calcolo in…nitesimale, ossia è di
interesse sapere per es. cosa succede all’equilibrio quando
modi…chiamo leggermente una o più variabile esogena.
Durante questo corso non faremo uso del calcolo in…nitesimale, ma
utilizzeremo il calcolo in discreto, ossia studieremo i cambiamenti
derivanti da una variazione unitaria delle variabili. Per esempio, siamo
interessati nel misurare come cambia il reddito nazionale nel tempo,
ovvero come cambia il reddito dal tempo t 1 at tempo t.
Per convenzione indichiamo la variazione incrementale di una variabile
attraverso l’operatore ∆:
∆Yt Yt Yt 1 (9)
Il termine ∆Yt va pertanto inteso come la variazione del reddito tra il
tempo t ed il tempo t 1. Se avessimo avuto un valore ∆Yt +1 ,
avremmo dovuto intenderlo come la variazione nel reddito tra il
tempo t + 1 ed il tempo t.
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(SEAM))Politica A/L 08/04/2013 27 / 27
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 1 - Lezione 2
Teoria della domanda I

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

09/04/2013

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Teoria della domanda
Introduzione

Gli agenti economici sono costretti ad e¤ettuare delle scelte. Ciò


dipende dal fatto che viviamo in un mondo in cui le risorse scarse. Per
quanto a tutti farebbe piacere poter avere a disposizione una quantità
in…nita di beni, ciò non è possibile.
Il problema del consumatore è quindi quello di scegliere una
combinazione ottimale dei beni. Naturalmente, quando e¤ettua la sua
scelta, il consumatore si basa sulle sue preferenze, ossia sui suoi gusti.
Inoltre la sua scelta è vincolata, nel senso che l’agente economico
deve tenere presente anche le sue disponibilità economiche ed i prezzi
dei vari beni.

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Teoria della domanda
Introduzione

Sono due i principi che dobbiamo avere presente quando a¤rontiamo


il problema del consumatore:
1 Principio dell’ordinamento delle preferenze: Un consumatore è in
grado di stabilire un ordinamento, ossia di disporre in ordine le sue
preferenze tra tutte le alternative a sua disposizione;
2 Principio della scelta: Tra tutte le alternative possibili, il consumatore
sceglie quella a cui attribuisce il rango più elevato nel suo ordinamento.
La nostra analisi del comportamento del consumatore, pertanto, deve
necessariamente concentrarsi sui precedenti due principi, che
contraddistinguono due momenti (o fasi) di¤erenti del processo di
determinazione delle combinazioni ottimali dei beni.

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(SEAM))Politica A/L 09/04/2013 3 / 30
Teoria della domanda
Ordinamento delle preferenze

L’idea di base per comprendere questo principio è che ogni individuo


ha dei gusti di¤erenti tra beni o panieri di beni. Se consideriamo i
beni A e B, il consumatore può ordinare le sue preferenze
(implicitamente assumiamo che il consumatore sia pienamente
razionale ed informato) come segue:

A B
A & B
A = B

Nelle precedenti disuguaglianze " " indica una preferenza stretta tra
i beni, "&" una preferenza debole e "=" indi¤erenza tra i beni.

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(SEAM))Politica A/L 09/04/2013 4 / 30
Teoria della domanda
Ordinamento delle preferenze

Per garantire consistenza nelle scelte, si assume che i seguenti assiomi


siano rispettati:
1 Completezza: Il consumatore è in grado di confrontare tutte le opzioni
a sua disposizione e di formulare un giudizio di preferibilità o di
indi¤erenza;
2 Ri‡essività: Se viene confrontata una opzione con se medesima, il
consumatore è indi¤erente;
3 Transitività: Se A B e B C varrà che A C .
Mentre i primi due assiomi sono facilmente intuibili ed accettati, non
è sempre detto che il terzo lo sia, in quanto il consumatore può
rivelare preferenze inconsistenti.

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(SEAM))Politica A/L 09/04/2013 5 / 30
Teoria della domanda
Utilità totale

Quando parliamo di utilità, possiamo riferirci a due teorie che sono


state sviluppate nel tempo:
1 Teoria dell’utilità cardinale. Sviluppata dal …losofo inglese J.
Bentham, questa teoria ritiene che gli individui possano attribuire un
preciso valore all’utilità che traggono dal consumo dei beni.
2 Teoria dell’utilità ordinale. Successiva alla precedente ed elaborata da
V. Pareto, essa si basa sull’idea che gli individui non possano attribuire
una misura precisa all’utilità che essi traggono dal consumo di un bene.
Tuttavia essi possono de…nire un ordine di preferenze in base al quale
dichiarare di preferire il consumo di un certo bene a quello di un altro.
Per esempio la guida Michelin adotta un sistema di classi…cazione dei
ristoranti sulla base del numero di stelle che essi ricevono (da 1 a 3).
Se il ristorante X ottiene 3 stelle e quello Y 1 stella, possiamo senza
dubbio a¤ermare che il primo è migliore del secondo, ma ciò non
signi…ca che il primo ristorante sia tre volte migliore del secondo.

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Teoria della domanda
Utilità totale

Il passo successivo nella nostra analisi, pertanto, è quello di de…nire


una funzione di utilità attaverso la quale possiamo rappresentare in
modo corretto le preferenze degli individui.
Prima di procedere alla de…nizione di tale classe di funzioni, è
importante chiarire alcuni aspetti cruciali nel rapporto tra quantità
consumate ed utilità. Consideriamo per semplicità il caso del rapporto
tra il consumo di un bene ed il corrispondente livello di utilità.
Innanzi tutto dobbiamo tenere a mente che la teoria economica ci
dice che l’aumento nel consumo di un bene fa aumentare l’utilità di
un individuo, ma ciò avviene in modo via via decrescente (ossia
l’utilità cresce ma a tassi decrescenti).

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(SEAM))Politica A/L 09/04/2013 7 / 30
Teoria della domanda
Utilità totale

Si consideri la Figura 1:

Figura 1

In essa poniamo sull’asse delle ascisse la quantità consumata del bene


A (qA ) e sulle ordinate il livello di utilità totale (UTA ) derivante dal
consumo di una certa quantità di A.
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(SEAM))Politica A/L 09/04/2013 8 / 30
Teoria della domanda
Utilità totale

Possiamo notare che:

q3A q4A = q1A q2A (1)

ossia l’aumento nel consumo del bene A da q4A a q3A è identico


all’aumento di consumo da q2A a q1A .
Di contro osserviamo che:

U3AT U4AT > U1AT U2AT (2)

In altre parole uno stesso incremento nella quantità consumata


determina un aumento di¤erente nel livello di utilità totale.

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(SEAM))Politica A/L 09/04/2013 9 / 30
Teoria della domanda
Utilità marginale

Come possiamo spiegare il fenomeno precedentemente osservato?


La risposta risiede nella legge dei bisogni saziabili. Essa ci dice che la
variazione incrementale della quantità consumata ha un impatto
diverso sul livello totale di utilità, se già possediamo una alta quantità
di quel bene (per es. se posseggo 100 paia di scarpe ed acquisto il
101 paio, la mia utilità cresce ma di poco. Al contrario se posseggo
un solo paia di scarpe, l’acquisto del secondo fa aumentare la mia
utilità in misura molto maggiore).
La variazione nell’utilità totale derivante da una variazione unitaria
del consumo e¤ettuato prende il nome di utilità marginale, ovvero:

UmaA = U3AT U4AT ∆UTA

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Teoria della domanda
Utilità marginale

Se l’aumento della quantità consumata fa aumentare l’utilità totale a


tassi decrescenti (ossia più quantità possediamo del bene A, un
aumento unitario nel consumo del bene fa aumentare l’utilità totale in
modo via via sempre minore) ne deriva che l’utilità marginale è una
funzione decrescente della quantità consumata, ovvero:

Figura 2
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

In realtà le scelte e¤ettuate da un consumatore (e quindi il livello di


utilità che attribuisce alle sue scelte) sono più complicate. Tra l’altro,
ciò deriva dal fatto che il problema del consumatore non è
semplicemente quello di scegliere quanto consumare di un bene, ma
quale sia la combinazione di beni che gli garantisce il più alto livello di
utilità.
Ipotizziamo che l’individuo debba scegliere una combinazione tra due
beni, A e B. Come nel caso precedente, mettiamo in relazione le
quantità consumate di A e B con il livello di utilità che l’individuo
attribuisce ai consumi dei due beni.

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

La rappresentazione gra…ca in questo caso è leggermente diversa in


quanto dobbiamo utilizzare un sistema cartesiano tridimensionale:

Figura 3

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Nella Figura 3, sull’asse delle ordinate poniamo il livello di utilità


totale, mentre sulle ascisse le quantità consumate dei beni A e B.
Il solido rappresentato nella precedente …gura ci dice quale sia il livello
di utilità che l’individuo riceve sulla base delle quantità consumate dei
due beni.
Per una più agevole comprensione, immaginiamo che il solido
rappresenti una collina. L’altezza in ogni punto rappresenta un
diverso livello di utilità.
Una più chiara visione emerge se immaginiamo di guardare dall’alto
verso il basso la "collina" nel gra…co. Immaginiamo in proposito che
essa venga sezionata attraverso dei piani paralleli. Dal nostro nuovo
angolo visuale l’immagine che vediamo è quella nella seguente …gura.

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Figura 4
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Ogni colore rappresenta un diverso piano, ovvero una diversa altezza e


quindi un di¤erente livello di utilità: più ci muoviamo verso il rosa,
più ci troviamo su un punto più alto della "collina".
Il contorno di ogni piano (la curva che separa un colore da un altro)
ha per noi una grande importanza.
Infatti, invece, di rappresentare la relazione tra quantità consumate ed
utilità totale con una …gura tridimensionale, ci viene più semplice
utilizzare esattamente i contorni di ogni piano (ossia le curve che
separano un colore da un altro). Poichè ogni singola curva si trova ad
una altezza speci…ca, possiamo altresì a¤ermare che qualunque punto
su di essa rappresenta un medesimo livello di utilità.
In questo modo possiamo facilmente de…nire le curve di indi¤erenza.

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

La curva di indi¤erenza è il luogo dei punti che descrivono una


qualche combinazione di beni che garantiscono all’individuo il
raggiungimento della medesima utilità:

Figura 5

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Data una curva di indi¤erenza (per es. U2 ), ogni singola combinazione


su di essa (ogni punto di essa) rappresenta una combinazione diversa
di bene A e B che l’individuo consuma, ma tali di¤erenti
combinazioni gli permettono di raggiungere lo stesso livello di utilità
(in altre parole, in termini della Figura 3, ogni combinazione che si
trova lungo la curva di indi¤erenza U2 si trova alla stessa altezza).
Pertanto possiamo dire che l’individuo è indi¤erente nel consumare
qualunque combinazione di beni che si trova lungo la curva U2 .
Al contrario sarà diverso se egli si posiziona sulla curva di indi¤erenza
U1 o U3 . Più precisamente, possiamo notare che
U1 > U2 > U3 (3)
Ciò deriva dal fatto che la curva di indi¤erenza U1 si trova su un
piano più alto se guardiamo alla "collina" in Figura 3, mentre la U3 si
trova su di un piano inferiore.
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Pertanto, mentre è indi¤erente muoverci lungo la funzione U2 , non lo


è più se ci spostiamo da U2 a U1 o a U3 .
Si noti che è implicito in quello che abbiamo detto il fatto che se si
spostiamo dall’origine degli assi verso l’alto ed a destra, stiamo
aumentando il livello di utilità.
Ciò avviene in quanto stiamo "scalando" la nostra collina è
guadagnamo un angolo visuale migliore.
Matematicamente la curva di utilità è una funzione de…nita dalle
quantità dei beni che andiamo a consumare, ovvero:

Ui = f (qA ; qB ) (4)

dove i indica che ci riferiamo all’utilità di un ipotetico individuo i.


A seconda dell legame funzionale tra le quantità e l’utilità, ossia a
seconda di f , possiamo de…nire diverse funzioni di utilità.
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Per esempio, le funzioni disegnate nella Figura 5 sono il risultato della


seguente formula:
Ui = qAα qB1 α (5)
Questa funzione prende il nome di funzione Cobb-Douglass dal nome
degli economisti che l’hanno teorizzata ed assiomatizzata.
Le curve di indi¤erenza possono assumere altre forme. Per esempio,
supponiamo che valga la seguente equazione:

Ui = aqA + bqB (6)

In questo caso la funzione di utilità è lineare in qA e qB . Pertanto le


curve di indi¤erenza assumono un aspetto lineare.

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Figura 6

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Un caso particolare si ha quando la funzione di utilità ha la seguente


forma:
Ui = min fqA ; qB g
Le funzioni di utilità rappresentate dalla precedente equazione si
presentano come segue:

Figura 7

Esempio della precedente utilità: paia di scarpe (beni complementi


perfetti).
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Durante questo corso utilizzeremo delle funzioni come quelle indicate


in Figura 5, in quanto come vedremo successivamente presentano
delle caratteristiche più regolari rispetto alle altre.
Prima di procedere con la nostra analisi, è opportuno so¤ermarsi sulle
caratteristiche delle curve di indi¤erenza, che possiamo riassumere
come segue:
1 Le curve di indi¤erenza devono essere sottili;
2 Sono inclinate negativamente;
3 Non si intersecano mai.

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Con riferimento al primo punto, consideriamo la seguente …gura:

Figura 8

Se la curva di indi¤erenza fosse spessa, un punto sulla parte interna


(vicina all’origine degli assi) ed uno sulla parte esterna indicherebbero
necessariamente diversi livelli di utilità.
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Con riferimento al punto numero 2, l’inclinazione negativa è


facilmente intuibile:

Figura 9

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Supponiamo che un individuo voglia aumentare la quantità


consumata del bene A da q1A a q2A , mantenendo costante il livello di
utilità rappresentato dalla curva di indi¤erenza U2 .
L’aumento da q1A a q2A (∆qA ) deve necessariamente essere
compensato da una diminuzione della quantità consumata del bene
qB .
Se così non fosse ci sposteremmo in un punto S che si trova
necessariamente su una curva di indi¤erenza più alta.
La diminuzione nel consumo del bene B serve a "compensare"
l’aumento nel consumo del bene A.
Il saggio marginale di sostituzione (MRS) misura esattamente a
quante unità un individuo è disposto a rinunciare per aumentare il
consumo dell’altro bene mantenendo costante il livello di utilità:
∆qA
MRS jŪ = (7)
∆qB
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Con riferimento al punto numero 3, possiamo facilmente dimostrare


che due curve di indi¤erenza non possono incrociarsi mai.
Consideriamo la seguente …gura:

Figura 10

In essa poniamo sulle ascisse il consumo di minestra e su quelle delle


ordinate il consumo di pane.
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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Immaginiamo di trovarci nel punto A e confrontiamo questo punto


con il punto B. Chiaramente trovandosi sulla stessa curva di
indi¤erenza varrà la seguente preferenza:

A B

dove il simbolo " " indica che l’individuo è indi¤erente tra i due beni.
Allo stesso modo, se confrontiamo il punto A con il punto C , poichè i
due punti stanno sulla stessa curva di indi¤erenza, vale che:

A C

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Se mettiamo insieme le informazioni precedenti dovrebbe pertanto


avvenire che:
B C
Ma in realtà C si trova su una curva di indi¤erenza chiaramente
superiore a quella in cui si trova B. Pertanto:

C B

Questo costituisce una violazione del principio di transitività.

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Teoria della domanda
Curve di Indi¤erenza

Chiaramente esso cambia a seconda del punto della curva in cui lo


misuriamo
Inoltre esso da un valore negativo in quanto le due variabili si
muovono in senso inverso (una aumenta e l’altra diminuisce).
La domanda che ci poniamo a questo punto è la seguente. Quale
combinanzione dei beni sceglierà l’individuo? Su quale curva di
indi¤erenza si pone?
Ovviamente se non ci fossero vincoli, l’individuo sceglierebbe la curva
di indi¤erenza più alta. Tuttavia, come abbiamo ricordato in
precedenza, l’individuo deve fare i conti con il livello dei prezzi dei
beni e con il reddito a sua disposizione.
Per comprendere quale sia la combinazione ottimale, che massimizza
l’utilità del consumatore, dobbiamo prendere in considerazione il c.d.
vincolo di bilancio (o retta delle disponibilità).
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Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 1 - Lezione 3
Teoria della domanda II

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

10/04/2013

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Teoria della domanda
Vincolo di Bilancio

Supponiamo che il bene A abbia un prezzo pari a pA e quello B un


prezzo pari a pB . Supponiamo inoltre che l’individuo abbia un reddito
pari a m. Inoltre ipotizziamo che egli utilizzi tutto il suo reddito
nell’acquisto dei due beni. Possiamo pertanto formulare il suo vincolo
di bilancio come segue:

m = pA qA + pB qB (1)

Si noti che pA , pB ed m sono variabili esogene, mentre non sappiamo


il valore di qA e qB che saranno il risultato della scelta del
consumatore.

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Teoria della domanda
Vincolo di Bilancio

Lavoriamo sul vincolo di bilancio. Immaginiamo di risolvere


l’equazione rispetto ad una delle due quantità:

pA qA = m pB qB
m pB
qA = qB (2)
pA pA

La precedente equazione (2) ci consente di de…nire il vincolo di


bilancio per l’esercizio che stiamo e¤ettuando. pmA rappresenta
l’intercetta dell’equazione (che, pertanto, è positiva), mentre il
termine ppBA indica l’inclinazione del vincolo di bilancio.

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Teoria della domanda
Vincolo di Bilancio

Se ipotizziamo che pA = 2, pB = 3 ed m = 100, possiamo tracciare il


seguente vincolo di bilancio:

Figura 11

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Teoria della domanda
Vincolo di bilancio

Il vincolo di bilancio rappresenta un limite invalicabile per il


consumatore. In altre parole, tutte le combinazioni di beni che stanno
al di sotto dello stesso (area rossa del gra…co) possono essere
acquistate dal consumatore. Al contrario tutte quelle che si trovano
nella parte superiore della …gura non possono essere ottenute in
quanto l’individuo non ha le risorse necessarie per l’acquisto.

Figura 12
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Teoria della domanda
Vincolo di bilancio

Naturalmente se modi…chiamo i prezzi e/o il reddito dell’individuo


anche il vincolo di bilancio muta.
Per esempio, immaginiamo che il prezzo del bene A aumenti
0
(pA > pA ). In questo caso è evidente dall’equazione (2) che
l’intercetta del vincolo diminuisce (se il prezzo del bene aumenta, la
quantità massima che posso acquistare di quel bene diminuisce ovvero
m m
0 < p ). In secondo luogo, l’aumento del prezzo determina una
pA A

pB pB
diminuzione dell’inclinazione della curva (ovvero 0 < pA ).
pA
Gra…camente questo implica uno spostamento del vincolo di bilancio
come nella Figura 13.
Si noti che l’area rossa che delimita tutte le combinazioni di beni che
il consumatore può aspettare è inferiore rispetto al caso precedente.
Infatti, la combinazione precedentemente raggiungibile, adesso si
trova al di sopra del vincolo di bilancio.
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Teoria della domanda
Vincolo di bilancio

Figura 13

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Teoria della domanda
Vincolo di bilancio
0
Supponiamo invece che aumenti il reddito da 100 (m) a 130 (m ).
Poichè i prezzi restano invariati, la curva manterà la sua inclinazione
(data dal rapporto tra i prezzi), e pertanto la curva si sposterà verso
l’alto e verso destra.
La parte rossa che delimita tutte le combinazioni raggiungibili dal
consumatore è adesso aumentata.

Figura 14
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Teoria della domanda
Equilibrio del consumatore

Come abbiamo ricordato in precedenza, dobbiamo associare le curve


di indi¤erenza con il vincolo di bilancio per poter determinare
l’equilibrio del consumatore. Matematicamente il problema del
consumatore è il seguente:

max U (qA ; qB )
(3)
s.t. pA qA + pB qB = m

Il problema (3) ha la seguente interpretazione. Data la presenza di un


vincolo di bilancio, il consumatore deve trovare quella combinazione di
beni A e B che gli consente di:
1 Raggiungere la curva di utilità più alta possibile;
2 Spendere tutto il suo reddito.
Possiamo risolvere il problema di massimizzazione gra…camente come
evidenziato dalla successiva …gura
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Teoria della domanda
Equilibrio del consumatore

Figura 15

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Teoria della domanda
Equilibrio del consumatore

Sul piano cartesiano tracciamo un vincolo di bilancio ed una mappa di


curve di indi¤erenza.
Naturalmente il consumatore non può raggiungere la curva di utilità
più alta, in quanto essa si trova nella porzione del piano non
raggiungibile dato il vincolo di bilancio.
La curva di indi¤erenza in e¤etti si trova nella porzione di spazio in
cui le combinazioni di beni sono raggiungibili. Addirittura se
immaginiamo di prolungare tale curva sicuramente essa toccherà in
due punti il vincolo di bilancio.
Tuttavia possiamo notare che esiste (sicuramente) una curva di
indi¤erenza (quella centrale) tale che essa sia tangente al vincolo di
bilancio in un singolo punto (la ragione per la quale utilizziamo questo
tipo di curve di indi¤erenza - Figura 5 - è che esse ci garantiscono
l’esistenza di un solo punto di tangenza con il vincolo di bilancio).
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Teoria della domanda
Equilibrio del consumatore

Quel punto di tangenza indica la combinazione ottimale per il


consumatore. Si noti che in quel punto di tangenza:
1 Il consumatore spende tutto il suo reddito m;
2 Egli raggiunge la curva di indi¤erenza (e quindi il livello di utilità) più
alta possibile.
Si noti che nel punto di tangenza le due funzioni hanno la stessa
inclinazione. Pertanto la condizione di ottimo è veri…cata se:
pB
MRS =
pA
ovvero:
∆qA p
= B (4)
∆qA pA

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Teoria della domanda
Statica comparata

Una volta trovato il punto di equilibrio possiamo eseguire alcuni


esercizi di statica comparata, ovvero possiamo studiare come esso
cambia al variare di una (o di tutte) delle variabili esogene del nostro
problema.
Supponiamo per esempio che il reddito dell’individuo aumenti
passando per es. da 100 a 124. Poichè i prezzi non sono mutati,
l’inclinazione del vincolo di bilancio rimane immutata, ma esso si
sposterà parallelamente a se stesso muovendosi verso l’alto e verso
destra.
Il risultato di questo cambiamento in m è rappresentato nella
seguente …gura.

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Teoria della domanda
Statica comparata

Figura 16

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Teoria della domanda
Statica comparata

Come possiamo notare, l’aumento del reddito permette al


consumatore di raggiungere la curva di indi¤erenza che prima non
riusciva a raggiungere. In questo caso un aumento del reddito ha
determinato un aumento delle quantità dei beni che egli può
acquistare.
Questo risultato dipende dal fatto che in equilibrio la quantità dei
beni consumati è una funzione del reddito a disposizione del
consumatore e dei prezzi dei beni, ovvero:

qA = f (m; pA ; pB )
qB = f (m; pA ; pB )

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Teoria della domanda
Statica comparata

Dalle precedenti soluzioni di equilibrio (denotate da " ") notiamo


l’interrelazione tra le variabili. Quanto consumo di un bene non
dipende semplicemente dal reddito e dal prezzo di quel bene, ma
anche dal prezzo dell’altro bene. Qualora il prezzo del bene B dovesse
aumentare, per esempio, il consumatore potrebbe scegliere di
consumare una maggiore quantità dell’altro bene.

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Teoria della domanda
Statica comparata

L’aumento del prezzo del bene A per esempio, determina la seguente


trasformazione del vincolo di bilancio e, conseguentemente,
dell’equilibrio:

Figura 17
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Teoria della domanda
Statica comparata

La variazione dell’equilibrio del consumatore come conseguenza della


variazione del reddito disponibile prende il nome di e¤etto reddito.
Possiamo riassumere questo e¤etto nella seguente …gura:

Figura 18

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Teoria della domanda
Relazione reddito-consumo

Se uniamo tutti i punti di equilibrio otteniamo la funzione di reddito


consumo, ossia come varia il consumo di un bene al variare del
reddito dell’individuo.
A seconda della reazione della quantità consumata alla variazione del
reddito possiamo classi…care i beni in vario modo secondo le curve di
Engel:

Figura 19
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(SEAM))Politica A/L 10/04/2013 19 / 28
Teoria della domanda
Relazione reddito-consumo

La classi…cazione è la seguente:
1 Beni normali (curva 1): se il reddito aumenta il loro consumo aumenta;
2 Beni inferiori (curva 2): se il reddito aumenta il loro consumo aumenta
ma poi decresce;
3 Beni durevoli (curva 3): il loro consumo dura nel tempo (automobile)
4 Beni rigidi (curva 4): l’aumento del reddito non comporta una
variazione nel loro consumo (sale).

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(SEAM))Politica A/L 10/04/2013 20 / 28
Teoria della domanda
Relazione prezzo-consumo

Possiamo procedere nello stesso modo analizzando come varia la


quantità consumata al variare del prezzo di un bene:

Figura 20

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Teoria della domanda
Curva di domanda

Utilizzando la relazione prezzo consumo, possiamo facilmente derivare


la curva di domanda utilizzando un gra…co sottostante al precedente
in cui poniamo in relazione i diversi prezzi del bene con le quantità
consumate:

Figura 21

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Teoria della domanda
Elasticità

Come possiamo notare, la relazione tra la quantità domandata ed il


prezzo indica che se il prezzo aumenta, la domanda del bene
diminuisce e viceversa.
Naturalmente la relazione tra la variazione del reddito e la variazione
del prezzo può essere diversa a seconda dell’inclinazione della curva di
domanda. Questo concetto prende il nome di elasticità (ε) della
domanda rispetto al prezzo:
∆q A
qA
ε= ∆p A
pA

L’elasticità misura la variazione (percentuale) della quantità


domandata a seguito di una variazione (percentuale) del prezzo.

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Teoria della domanda
Elasticità

Possiamo distinguere diversi casi di elasticità.


Se ε = 1 una variazione del 10% del prezzo determina una variazione
dello stesso ammontare nella quantità domandata. In questo caso la
curva di domanda si presenta come indicato nella seguente …gura:

Figura 22
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(SEAM))Politica A/L 10/04/2013 24 / 28
Teoria della domanda
Elasticità

Possiamo notare che un aumento del prezzo (freccia verde) determina


una uguale diminuzione nella quantità domandata (freccia rossa).
Se ε > 1, una minima variazione del prezzo (freccia verde) determina
una consistente diminuzione nella quantità domandata (freccia rossa)
(domanda elastica):

Figura 23

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 10/04/2013 25 / 28
Teoria della domanda
Elasticità

Se ε < 1, una minima variazione del prezzo (freccia verde) determina


una limitata diminuzione della quantità domandata (freccia rossa)
(domanda fortemente rigida):

Figura 24

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(SEAM))Politica A/L 10/04/2013 26 / 28
Teoria della domanda
Elasticità

In…ne, esistono due casi particolari di elasticità. Se ε = 0, una


qualunque variazione del prezzo (freccia verde) non determina alcuna
variazione nella quantità domandata (domanda rigida):

Figura 25

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Teoria della domanda
Elasticità

Se ε = ∞, una qualunque variazione del prezzo (freccia verde)


comparta l’annullamento della quantità domandata (domanda
in…nitamente elastica:

Figura 26

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(SEAM))Politica A/L 10/04/2013 28 / 28
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 2 - Lezione 1
Teoria della produzione

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

15/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 1 / 34
Teoria della produzione
Introduzione

In questa lezione analizzeremo il comportamento ottimale del


produttore.
In altre parole studieremo come egli organizza i fattori produttivi con
l’obbiettivo di ottenere la quantità massima di prodotto, avendo come
limite le risorse a sua disposizione.
Come possiamo notare il problema del produttore è molto simile a
quello del consumatore ma con le dovute di¤erenze.
Nel problema del consumatore, l’obbiettivo era quello di scegliere le
quantità del bene A e del bene B in modo da ottenere il livello più
alto di utilità, tenuto conto della sua necessità di spendere tutto il suo
reddito m.
Nell’ambito della produzione, invece, il produttore scegli le quantità
ottimali dei fattori produttivi che gli consentono di raggiungere il più
alto livello di produzione ai costi più bassi possibili.
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(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 2 / 34
Teoria della produzione
Fattori di produzione (inputs)

Per prima cosa dobbiamo de…nire il concetto di fattori di produzione.


I fattori di produzione (o inputs) sono quei beni che il produttore
utilizza per poter produrre un bene …nale (o output).
Essi possono essere sia materiali che immateriali. Sono beni materiali:
1 Il fattore lavoro (L);
2 Il fattore capitale (K ).
Rientra tra i beni immateriali, per esempio, la capacità imprenditoriale
di chi organizza i fattori di produzione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Teoria della produzione
Fattori di produzione (inputs)

Il fattore lavoro naturalmente si riferisce alla forza lavoro che il


produttore utilizza per produrre il suo output.
Il fattore capitale, invece, rappresenta tutti i beni immobili che
vengono utilizzati per produrre il bene, per esempio macchinari, siti
industriali, capannoni ecc.
Un’altra distinzione particolarmente importante è quella tra fattori
…ssi e variabili. Per capire questa distinzione, dobbiamo considerare il
fattore tempo.
Nel lungo periodo (ovvero in un periodo di tempo su¢ cientemente
lungo) tutti i fattori di produzione sono variabili. Ovvero
l’imprenditore può modi…care la quantità di fattori che utilizza nel suo
ciclo produttivo.
Nel breve periodo (ovvero in un periodo di tempo piuttosto breve)
non tutti i fattori di produzione sono variabili.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 4 / 34
Teoria della produzione
Fattori di produzione (inputs)

Supponiamo che il nostro imprenditore riceva una domanda


(temporaneamente) più alta per la produzione del suo bene o che
subisca una contrazione stagionale nella richiesta di bene prodotto.
Chiramente egli non avrebbe il tempo di modi…care il capitale, in
quanto acquistare più macchinari e/o estendere il sito produttivo
richiede tempo. Nè questa sarebbe una scelta ottimale, in quanto le
‡uttuazioni (in aumento o in diminuzione) della domanda sono di
carattere temporaneo.
Tuttavia il nostro imprenditore può aumentare (o diminuire) la forza
lavoro in brevissimo tempo, assumendo (diminuendo) il numero dei
lavorari, organizzando (riducendo) i turni lavorativi.
Pertanto, il fattore lavoro è un input di produzione che può facilmente
essere modi…cato, mentre il fattore capitale può variare solo nel lungo
periodo.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 5 / 34
Teoria della produzione
Fattori di produzione (inputs)

In termini generali, quindi, l’output dipende dal lavoro e dal capitale


impiegato nel processo produttivo. Formalmente avremo che:
Y = f (A, K , L) (1)
dove A indica il livello della tecnologia, ossia il grado di sviluppo
tecnologico.
Chiaramente avremo che:
∆Y
> 0
∆A
∆Y
> 0
∆L
∆Y
> 0
∆K
ossia lo sviluppo di una migliore tecnologia, l’aumento della forza
lavoro o del capitale determinano un aumento della quantità prodotta
del bene.
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Teoria della produzione
Fattori di produzione (inputs)

In termini generali, quindi, l’output dipende dal lavoro e dal capitale


impiegato nel processo produttivo. Formalmente avremo che:
Y = f (A, K , L) (2)
dove A indica il livello della tecnologia, ossia il grado di sviluppo
tecnologico.
Chiaramente avremo che:
∆Y
> 0
∆A
∆Y
> 0
∆L
∆Y
> 0
∆K
ossia lo sviluppo di una migliore tecnologia, l’aumento della forza
lavoro o del capitale determinano un aumento della quantità prodotta
del bene.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
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Teoria della produzione
Fattori di produzione (inputs)

Tuttavia la relazione tra gli inputs e l’output non è necessariamente


lineare, ovvero non vale sempre la relazione secondo cui all’aumentare
dei primi, il secondo cresce in modo costante.
Per chiarire questo punto, osserviamo cosa succede se manteniamo
costante il fattore capitale ed il livello di tecnologia. In altre parole
ipotizziamo la seguente relazione:

Y = f (L) (3)

Per studiare la predente relazione dobbiamo introdurre i concetti di


produttività totale, marginale e media.
Essi sono regolati dalla legge dei rendimenti decrescenti.
In parole, questa relazione ci dice che se aumentiamo l’input di
produzione, il prodotto totale cresce dapprima in modo crescente, poi
a tassi decrescenti ed, in…ne, decresce.
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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Il prodotto totale (PT ) indica la quantità totale di bene prodotta.


Il prodotto medio (PME ) indica, invece, la quantità di prodotto che
è in media attribuibile ad ogni singolo lavoratore impiegato. Esso è
dato dalla seguente formula:
PT
PME = (4)
L
Il prodotto marginale (PMA ), in…ne, indica di quanto varia il prodotto
totale quando assumiamo un lavoratore in più:
∆PT
PMA = (5)
∆L

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Consideriamo la seguente tabella:

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Chiaramente, se il nostro imprenditore non utilizza nessun individuo,


la sua produzione totale sarà pari a 0, al pari del prodotto medio e di
quello marginale.
Supponiamo che venga assunto un lavoratore. In questo caso,
PT = ∆P PT
∆L = L = 39.
T

Immaginiamo che venga assunto un secondo lavoratore. In questo


caso avremo PT = 132. E’importante notare che mediamente i due
lavoratori producono 66 unità di beni ( PLT = 132
2 = 66). Tuttavia il
secondo lavoratore ha una produttività marginale molto più alta del
primo ( ∆P 132 29
∆L = 2 1 = 93).
T

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Ciò avviene in quanto per esempio la presenza del secondo lavoratore


permette di ridurre i tempi di produzione (il primo lavoratore si
occupa di una fase del processo produttivo, mentre il secondo della
seconda fase).
Ogni lavoratore …no al decimo, ha una produttività marginale (ovvero
fa aumentare il prodotto …nale) superiore alla produttività media (si
confrontino le ultime due colonne). Pertanto il prodotto totale
aumenta in modo via via crescente.
Possiamo rappresentare gra…camente l’andamento della produttività
totale, media e marginale nei seguenti due gra…ci.

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Figura 1a Figura1b

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Nella Figura 1a disegnamo il prodotto totale. Il diverso colore


sull’asse delle ascisse indica i di¤erenti tassi di crescita del prodotto
totale all’aumentare del numero dei lavorati. Come possiamo notare
nel primo tratto (rosso) la produttività totale cresce a tassi crescenti.
Ne consegue che PMA > PME e, pertanto entrambi sono crescenti
come possiamo notare nella Figura 1b. Una volta raggiunto il numero
di 10 lavoratori, la produttività marginale raggiunge il suo livello
massimo. Successivamente, quando PT cresce a tassi decrescenti
(tratto blue sull’asse delle ascisse), PMA comincia a decrescere,
rimanendo però per un certo tratto sempre al di sopra della PME .
Pertanto la PME continua a crescere.
Quando PMA < PME , quest’ultima decresce. La …ne del tratto blue
corrisponde al punto di massimo della PT . Si noti che nella Figura 1b
questo punto coincide esattamente con il punto in cui PMA = 0.

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Questo punto rappresenta la scelta ottimale del produttore, ovvero la


condizione di ottimo impone che:
∆PT
=0 (6)
∆L
Possiamo infatti notare cosa succede se il produttore decidesse di
assumere meno lavoratori, ovvero assumere lavoratori che hanno una
PMA > 0.
Supponiamo che l’imprenditore assuma solo 17 lavoratori. In questo
caso, però dovrà rinunciare ad altri lavoratori (…no a 20) che gli
garantiscono una produttività marginale positiva per quanto minima
(area evidenziata in giallo nella Figura 2b).

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Figura 2a Figura 2b

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Teoria della produzione
Prodotto totale, medio e marginale

Per quanto l’assunzione di altri tre lavoratori abbia un impatto molto


limitato, tuttavia come possiamo notare nella Figura 2a essi
garantiscono un aumento nel prodotto totale (area in giallo).
Pertanto assumere lavoratori a patto che essi abbiano una PMA > 0
non è e¢ ciente perchè si dovrebbe rinunciare ad un aumento, per
quanto limitato, nel prodotto …nale.
Si noti che la PMA può assumere valori negativi, mentre la PME è
sempre positiva e maggiore di 0, in quanto PT è positivo.

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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

La condizione di ottimo dell’imprenditore naturalmente cambia se


ipotizziamo che tutti i fattori produttivi varino. Ciò avviene nel lungo
periodo, quando sia L che K possono mutare.
In questo caso, la scelta ottimale dell’imprenditore è quella di
massimizzare la quantità prodotta dato il vincolo rappresentato dalle
risorse a sua disposizione per assumere lavoratori ed acquistare
capitale. Nello speci…co il problema del produttore è il seguente:
max Y = f (K , L)
fK ,L g (7)
s.t. CT = rK + wL
dove CT è il costo totale a¤rontato per assumere lavoratori ed
acquistare capitale (ovviamente esso dipende dalle disponibilità
dell’imprenditore), r è il costo di acquisto del capitale (normalmente
esso è pari al tasso di interesse che l’imprenditore deve pagare per
ottenere i …nanziamenti necessari per procedere all’acquisto) e w è il
salario pagato ai singoli lavoratori.
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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

In parole, il precedente problema indica che l’imprenditore deve


scegliere le quantità di K e di L che gli consentono di massimizzare il
livello di produzione, avendo come vincolo i costi per ottenere lavoro e
capitale.
Si noti che il problema di ottimizzazione del produttore può essere
visto sotto un di¤erente angolo visuale. Esso è infatti duale:

min CT = rK + wL
fK ,L g (8)
s.t. Ȳ = f (K , L)

In altre parole, l’obbiettivo del produttore potrebbe essere quello di


minimizzare i costi totali di produzione per una data quantità di
prodotto (Ȳ ).
Utilizziamo il primo approccio solo perchè in tal modo il problema di
ottimizzazione è simile a quello visto per il consumatore.
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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Come misuriamo il livello di produzione? Chiaramente una data


quantità di prodotto può essere ottenuta combinando in modo
di¤erente K ed L. Si consideri la seguente …gura:

Figura 3
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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Nella precedente Figura indichiamo tre processi produttivi che


utilizzano combinazione diverse di L e K :
1 Primo processo (2K , 1L): è un processo capital-intensive, ovvero un
processo che utilizza una maggiore quantità di capitale rispetto al
lavoro;
2 Secondo processo (1.5K , 1.5L): è un processo che utilizza una stessa
quantità di capitale e di lavoro;
3 Terzo processo (1K , 2L): è un processo labour-intensive, ovvero un
processo che utilizza una maggiore quantità di lavoro rispetto al
capitale.
E’importante notare che i punti A, B e C indicano la quantità di
fattore K ed L che consentono di produrre il medesimo output pur
utilizzando diversi fattori di produzione. La linea tratteggiata, infatti,
indica la stessa quantità di output utilizzando diversi processi
produttivi.
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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Chiaramente tra i tre processi produttivi individuati nella Figura 3,


esistono numerosi altri processi (intermedi tra le tre linee).
Se tracciassimo tutti questi processi ed individuassimo i punti che
indicano la medesima quantità di output, potremmo tracciare una
curva che prende il nome di isoquanto.
Esso è il luogo dei punti che indicano lo stesso livello di produzione
realizzata utilizzando combinazioni diverse dei fattori produttivi.
E’facile notare la similitudine tra questa curva e quella di
indi¤erenza. La di¤erenza sta nel fatto che l’isoquanto indica uno
stesso livello di produzione. Inoltre l’isoquanto condivide con la curva
di indi¤erenza le medesime caratteristiche.

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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Figura 4

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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Al pari della curva di indi¤erenza, possiamo calcolare lungo la curva


di isoquanto il saggio marginale di sostituzione tecnica, ossia il
grado di sostituibilità dei fattori lavoro e capitale necessari per
produrre lo stesso livello di output.
Speci…camente abbiamo che:

∆Y ∆Y ∆L
SMST = / (9)
∆K ∆L ∆K

Si noti che il SMST ha valori negativi, in quanto se aumenta l’utilizzo


di un fattore, dobbiamo necessariamente ridurre quello dell’altro per
mantenerci allo stesso livello produttivo.

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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Naturalmente la scelta delle quantità ottimali di K ed L dipende dalle


risorse a disposizione dell’imprenditore.
Più speci…camente, per calcolare l’equilibrio dell’imprenditore
dobbiamo considerare il suo isocosto, ovvero la funzione che delimita
sul piano le combinazioni per lui disponibili, date le risorse a sua
disposizione (CT ) ed i prezzi dei fattori:

CT = rK + wL
wL = CT rK
CT r
L = K (10)
w w

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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Nella equazione (10) CwT rappresenta l’intercetta sul piano (indica


speci…camente la quantità massima di fattore lavoro che è possibile
acquistare, se K = 0), mentre wr indica l’inclinazione della funzione
sul piano:

Figura 5

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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

Sovrapponendo la mappa di isoquanti all’isocosto, possiamo de…nire


l’equilibrio dell’imprenditore:

Figura 6
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Teoria della produzione
Produzione con fattori variabili

E’facile notare come la condizione di equilibrio imponga che nel


punto di tangenza le pendenze dell’isocosto e dell’isoquanto siano
uguali, ovvero:
r
SMST = (11)
w
Chiaramente la curva I1 non è raggiungibile poichè l’imprenditore non
ha a sua disposizione le risorse necessarie per produrre una quantità
superiore a quella indicata da I2 . Al contrario, la curva I3 potrebbe
fornire delle combinazioni a disposizione dell’imprenditore, ma in
questo caso egli produrrebbe una quantità più bassa, possibilmente ad
un medesimo costo.

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Teoria della produzione
Funzione dei costi

Concludiamo l’analisi del comportamento dell’imprenditore,


considerando le funzioni dei costi di produzione.
Analizziamo cioè come essi varino al variare della quantità prodotta.
Per prima cosa però, dobbiamo considerare alcune di¤erenze.
Esistono infatti due tipologie di costi di produzione:
1 I costi …ssi, ovvero quei costi che l’imprenditore deve a¤rontare anche
quando la produzione sia uguale a 0;
2 I costi variabili, ovvero quei costi che sono legati alla quantità
prodotta.

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Teoria della produzione
Funzione dei costi

So¤ermiamoci sui costi variabili. In primo luogo si noti che:

CVT = f (Y (L)) (12)

dove CVT indica i costi variabili totali.


Questi sono una funzione della quantità prodotta, la quale, a sua
volta, è funzione del fattore lavoro (ipotizzando che nel breve periodo
il capitale è …sso). Pertanto, in de…nitiva, il costo dipende da L.
Il costo del lavoro, w , è esogeno (per esempio è determinato dal
mercato). Pertanto tutti i lavoratori vengono pagati allo stesso modo.
Tuttavia dalla funzione del prodotto totale (PT ) visto in precedenza,
sappiamo che più lavoratori assumiamo (almeno all’inizio della curva)
maggiore è la loro produttività marginale. Pertanto se assumiamo due
lavoratori, il secondo lavoratore produce molto più del primo, ma
viene pagato con lo stesso salario w .
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Teoria della produzione
Funzione dei costi

Ne consegue che CVT saranno all’inizio crescenti ma a tassi


decrescenti (si ricordi che il secondo lavoratore ci costa quanto il
primo, ma produce molto di più).
Quando la curva del PT comincia a crescere a tassi decrescenti, il
lavoratore che aggiungiamo ha una produttività inferiore alla
precedente, ma il suo costo è sempre pari a w . In questo caso, la
funzione CVT cresce a tassi crescenti (l’undicesimo lavoratore ci costa
quanto i precedenti ma in termini marginali produce di meno).
In…ne quando PT decresce, i costi variabili totali crescono molto
rapidamente.
Possiamo disegnare l’andamento dei costi nelle seguenti …gure.

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Teoria della produzione
Funzione dei costi

Figura 7a Figura 7b

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Teoria della produzione
Funzione dei costi

Nella Figura 7a CFT indica i costi …ssi totali. Essi non dipendendo dal
livello di produzione sono rappresentati come una linea parallela
all’asse delle ascisse.
CVT indica i costi variabili totali, mentre CT = CVT + CFT indica i
costi totali. Si può notare come CT abbia un andamento identico a
CVT con la sola di¤erenza che essi hanno una intercetta positiva
(indicata dal costo …sso totale).
Nella Figura 7b, tracciamo le funzioni dei costi marginali e medi. CMA
è la funzione dei costi marginali. Essa ci indica come variano i costi
totali al variare della quantità prodotta:
∆CT
CMA = (13)
∆Y

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Teoria della produzione
Funzione dei costi

I costi medi (sia quelli …ssi che variabili) indicano il costo medio di
ogni unità prodotta:
CVT
CME _V = (14)
Y
CT
CME _T = (15)
Y
Si noti il tratto crescente della curva dei costi marginali (tratto
verde). E’importante sottolineare questo tratto, in quanto esso
rappresenta la curva di o¤erta dell’impresa. Questa sarà disposta ad
o¤rire il suo prodotto, quando il prezzo di vendita gli consente di
coprire i costi marginali crescenti.
In questo modo egli realizza un pro…tto, poichè il prezzo di vendita è
sempre maggiore dei costi medi di produzione.

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Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 2 - Lezione 2
Mercato di Concorrenza Perfetta

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

15/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 1 / 30
Analisi dei mercati
Introduzione

Nelle precedenti lezioni abbiamo studiato il comportamento dei


consumatori e dei produttori ed abbiamo derivato le funzioni di
domanda e di o¤erta.
In questa lezione analizzeremo le consequenze di quei comportamenti
osservando cosa succede quando i consumatori ed i produttori si
incontrano nel mercato.
Il mercato è, quindi, l’istituzione in cui avvengono gli scambi tra gli
individui.
L’obbiettivo è quello di comprendere come si determinano la quantità
di equilibrio ed il prezzo in un singolo mercato. Questo tipo di analisi
viene detto di equilibrio parziale, in quanto ci so¤ermiamo sul
funzionamento di un solo mercato, ipotizzando che ciò che succede
nel mercato sotto esame non in‡uenza i prezzi e le quantità di
equilibrio su altri mercati.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 2 / 30
Analisi dei mercati
Introduzione

Chiaramente questa è una ipotesi sempli…catrice, che può essere


abbandonata se utilizziamo un approccio di equilibrio generale.
Facciamo un ipotesi: possiamo analizzare l’equilibrio del mercato
dell’acciaio. Ma se le quantità ed i prezzi in questo mercato cambiano
(per es. la quantità diminuisce ed i prezzi aumentano), possiamo
avere una conseguenza sul mercato delle automobili (queste saranno
più costose). Ma il cambiamento nell’equilibrio del mercato delle
automobili, potrebbe avere un e¤etto sull’equilibrio del mercato dei
ciclomotori. A sua volta un cambiamento in questo mercato, potrebbe
avere una conseguenza sul mercato dei servizi di trasporto pubblico.
Come possiamo chiaramente notare, l’analisi di equilibrio parziale ci
evita una serie di conseguenze che emergono quando un mercato si
aggiusta su un nuovo equilibrio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Analisi dei mercati
Introduzione

Esistono diverse forme di mercato, in cui gli agenti economici operano.


In alcune situazioni, l’ipotesi che gli agenti siano price-takers, ossia
"subiscono" i prezzi che emergono dall’equilibrio di mercato, è una
buona approssimazione della realtà.
In altre situazioni, invece, l’equilibrio di mercato dipende dal grado di
potere che ogni agente economico possiede.
Il punto di partenza è quello di considerare un modello di
competizione perfetta, in cui sia i produttori che i consumatori hanno
un potere di mercato prossimo allo 0. In questa situazione, essi si
comportano da price-takers, ovvero utilizzano il prezzo di mercato che
emerge in equilibrio (si noti che sia l’o¤erta che la domanda sono
funzioni del prezzo. Pertanto in una situazione come quella descritta,
anche la quantità di equilibrio è determata dal mercato).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 4 / 30
Analisi dei mercati
Introduzione

Quando, invece, un agente economico (sia esso il produttore o il


consumatore) ha un potere di mercato maggiore dell’altro, il mercato
assume forme di¤erenti. Per esempio:
1 Se il produttore ha un potere di mercato di gran lunga superiore al
consumatore, tale da permettergli di determinare il prezzo di vendita e
la quantità di equilibrio, allora il mercato assume la forma del
monopolio.
2 Se il consumatore ha un potere maggiore di quello dei produttori, il
mercato assume la forma del monopsonio.
3 Se nel mercato agisce un gruppo limitato di produttori a fronte di un
alto numero di consumatori, i primi possono sfruttare il loro potere per
imporre quantità e prezzi di equilibrio. In questo caso il mercato
assume la forma dell’oligopolio.

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Analisi dei mercati
Il ruolo dei prezzi

L’idea di base che è stata sviluppata dal Adam Smith nella sua
Wealth of Nations è che se lo scambio tra due parti avviene su base
volontaria, tale scambio non avrà luogo a meno che entrambi non
ritengono che potranno trarne un qualche bene…cio.
La domanda che ci poniamo a questo punto è come sia possibile che
ciò avvenga anche quando vi sia un numero alto di produttori e/o di
consumatori.
Il sistema dei prezzi è il meccanismo che fornisce una risposta alla
precedente domanda.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 6 / 30
Analisi dei mercati
Il ruolo dei prezzi

I prezzi, infatti, svolgono almeno tre funzioni in una economia di


mercato:
1 Trasmettono tutte le informazioni relative alla produzione ed al
consumo dei beni. Tali informazioni sono solo quelle rilevanti e
raggiungono gli individui che sono interessati ad esse. In tal modo il
sistema dei prezzi veicola le informazioni in modo e¢ ciente;
2 Forniscono gli incentivi corretti. Un mercato in cui i prezzi sono liberi
di ‡uttuare e di "aggiustarsi verso l’equilibrio" forniscono l’informazione
necessaria non solo dal punto di vista della domanda, ma anche dal
punto di vista dell’o¤erta, spingendo il sistema produttivo ad adottare
quei processi che consentono di produrre al costo più basso, utilizzando
le risorse a propria disposizione nel modo più redditizio;
3 In de…nitiva, essi determinano la distribuzione dei redditi. Ciò avviene
in quanto se un individuo non ricevesse il giusto prezzo per l’utilizzo
delle risorse a sua disposizione, non vi sarebbe nessun incentivo a
raccogliere le informazioni che provengono dal sistema dei prezzi e/o ad
agire in conseguenza di quelle informazioni.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 7 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

In questo corso, studieremo con particolare attenzione i mercati di


concorrenza perfetta e quello di monopolio. Essi infatti rappresentano
i due estremi tra le forme di mercato.
Nel primo, infatti, i consumatori sono sovrani e godono della
condizione per loro più favorevole.
Nel secondo, al contrario, l’unico produttore ha un immenso potere di
mercato, mentre i consumatori sono costretti a "subirne" le scelte.
Cominciamo la nostra analisi con lo studio di un mercato
perfettamente concorrenziale.

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Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Il mercato di concorrenza perfetta è basato sulle seguenti assunzioni:


1 Un elevato numero di produttori e di consumatori entrambi
price-takers;
2 Assenza di barriere nella mobilità di risorse tra le imprese e all’ingresso
di nuove imprese nel mercato;
3 Prodotto omogeneo, ovvero tutte le imprese producono lo stesso
identico bene;
4 Informazione completa tra gli agenti economici, ovvero sia i produttori
che i consumatori hanno le informazioni necessarie per prendere
decisioni ottimali.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Prima di procedere nell’analisi dell’equilibrio di mercato, guardiamo


più da vicino alle assunzioni di questa forma di mercato.
Per quanto riguarda il primo punto, l’idea è che il numero dei
consumatori e dei produttori sia elevato. La domanda e l’o¤erta di
mercato è frazionata al punto che nessuno tra i consumatori ed i
produttori da solo è in grado di in‡uenzare l’equilibrio di mercato.
Si consideri in proposito di avere un certo numero di consumatori,
NC , ed un certo numero di produttori, NP . Poichè gli agenti sono
perfettamente informati, essi hanno lo stesso potere all’interno del
mercato. Pertanto possiamo misurare il potere di mercato (mktp) di
ciascuno di essi come segue:
1
mktpC = NC
1 (1)
mktpP = NP

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 10 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

E’evidente che:
lim mktpC = 0
N C !∞
(2)
lim mktpP = 0
N P !∞

In altre parole se il numero dei consumatori ed il numero di produttori


diventa in…nito (in altre parole molto alto) il potere di mercato del
singolo consumatore e del singolo produttore si approssima a 0.
L’ipotesi che vi sia un numero elevato sia di produttori che di
consumatori non è del tutto azzardata.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

La seconda assunzione, ossia l’assenza di barriere alla mobilità ed


all’ingresso, non è, invece, del tutto accettabile.
Nel mondo reale in realtà esistono diversi elementi che frenano la
libera circolazione delle risorse. Inoltre gli impedimenti burocratici, per
esempio, limitano fortemente il ‡usso in ingresso di nuove imprese.
Anche per quanto riguarda la terza assunzione, ossia l’omogeneità del
prodotto, essa non è facilmente riscontrabile nella realtà. Basti
pensare che una diversa presentazione dello stesso bene, per quanto
omogeneo, può dare una di¤erente impressione al consumatore e,
quindi, rendere lo stesso bene più o meno attraente.
In…ne, la quarta ipotesi, ossia che l’informazione sia completa tra gli
agenti economici è piuttosto irrealistica. Nel mondo reale, vi sarà
sempre un individuo/agente che possiede una maggiore informazione
rispetto ad un altro.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 12 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Poichè le assunzioni alla base del mercato di concorrenza perfetta


sono piuttosto irrealistiche nel mondo reale, possiamo a¤ermare che
questo modello è in realtà più ideale che concreto.
Perchè allora lo studiamo? La risposta è che esso rappresenta per gli
economisti un benchmark, ossia un limite ideale al quale i mercati
dovrebbero tendere nell’ipotesi che essi funzionassero correttamente.
Nel migliore dei mondi possibili, i mercati dovrebbero essere
concorrenziali. Ogni rimozione delle precedenti assunzioni determina
una modi…ca della struttura di mercato, con un conseguente
di¤erente equilibrio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 13 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Il mercato di concorrenza perfetta viene analizzato considerando da


un lato l’equilibrio del mercato e dall’altro l’equilibrio della singola
impresa.
Per quanto riguarda il mercato, la curva di domanda, D, esprime la
somma della quantità domandate da tutti i consumatori, mentre la
curva di o¤erta, S, è data dalla somma di tutte le quantità o¤erta dai
produttori.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 14 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Studiando l’equilibrio del consumatore abbiamo imparato che la


domanda di un bene è inversamente correlata al prezzo, mentre lo
studio dell’equilibrio del produttore ci ha permesso di stabilire che la
curva di o¤erta è una funzione crescente del prezzo (si ricordi che la
curva di o¤erta è data dal tratto crescente della curva dei costi
marginali).
Abbiamo pertanto che:
D = f (P )
(3)
S = f (P )
dove P è il prezzo del bene.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 15 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Si noti che:
∆D
∆P <0
∆S (4)
∆P >0
Poichè la curva di domanda è inclinata negativamente rispetto al
prezzo e quella di o¤erta positivamente, possiamo a¤ermare che esiste
un punto in cui le due funzioni si incontrano sul piano e, pertanto,
esiste almeno un punto di equilibrio.
Se ipotizziamo delle funzioni lineari nel prezzo, allora l’equilibrio sarà
unico.
Gra…camente esso è rappresentato nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 16 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Figura 1

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 17 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Il punto E rappresenta l’equilibrio nel mercato. Esso determina la


quantità di equilibrio Q ed il prezzo di equilibrio P . Si noti che se
avessimo una forma esplicita delle funzioni di domanda e di o¤erta,
sarebbe immediato calcolare questi valori.
Si consideri il seguente esempio. Immaginamo che le due funzioni
siano lineari nel prezzo, ovvero:

D=a bP
(5)
S = c + dP

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 18 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Poichè in equilibrio la domanda deve essere uguale all’o¤erta,


possiamo uguagliare le due precedenti equazioni, ovvero e risolvere
rispetto a P:
a bP = c + dP
a c = (d + b ) P (6)
a c
P = d +b

Sostituendo l’equazione (6) nella funzione di domanda (o


alternativamente in quella dell’o¤erta) avremo:
a c
D=S =a d +b b
a (d +b ) b (a c )
D=S = b +d
(7)
D = S = ad +abb +dab +bc
+bc
D = S = adb + d

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 19 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Pertanto in equilibrio avremo:


a c
P = d +b
ad +bc (8)
Q = b +d

I valori espressi nella equazione (8) permettono il raggiungimento


dell’equilibrio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 20 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Per avere una visione chiara del funzionamento del mercato di


concorrenza perfetta, dobbiamo considerare anche il comportamento
della singola impresa. Ciò in quanto, come ricordato in precedenza,
l’o¤erta e la domanda sono dati dall’insieme delle domande e delle
o¤erte espresse dai singoli consumatori e produttori.
Dobbiamo a questo punto considerare una ulteriore caratteristica del
sistema di concorrenza perfetta, ossia che in equilibrio il pro…tto della
singola impresa è pari a zero.
Consideriamo quindi il comportamento ottimale del singolo produttore
e del consumatore nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 21 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Figura 2

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 22 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Chiariamo preliminarmente un punto fondamentale. La curva di


domanda dei consumatori con riferimento alla singola impresa ha un
andamento particolare. Essa può essere rappresentata come segue:
8
< 0 se P > P1
D (P ) = ogni possibile ammontare se P = P1 (9)
:
∞ se P < P1

dove P1 è il prezzo …ssato dal mercato.


La spiegazione per questa rappresentazione della curva di domanda è
la seguente. Nel mercato l’impresa potrebbe scegliere qualunque
prezzo. Tuttavia in un mercato perfettamente concorrenziale, tutte le
imprese dovrebbero vendere il bene allo stesso prezzo (si ricordi che
esiste un numero praticamente in…nito di imprese).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 23 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Se, diversamente, l’impresa tentasse di vendere il bene ad un prezzo


superiore a quello di mercato (P > P1 ), i consumatori acquisteranno
il bene da un altro produttore, pertanto D (P ) = 0.
Al contrario, se l’impresa …ssasse un prezzo più basso di quello di
mercato (P < P1 ) essa a¤ronterebbe una domanda in…nita, in quanto
tutti i consumatori acquisterebbero da questa impresa il bene
(ammesso che essa sia in grado di produrre una quantità in…nita del
bene).
In…ne se P = P1 allora l’impresa soddisferebbe una parte della
domanda di mercato, in ragione della sua capacità produttiva e del
suo sviluppo tecnologico, come evidenziato dalle curve dei costi medi
e marginali di produzione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 24 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Data la domanda di mercato, l’impresa sarà in grado di o¤rire una


quantità del bene, Q1 , sulla base della sua capacità produttiva. Più
speci…camente essa sarà determinata in base alla curva dei costi
marginali, che per l’impresa rappresenta la curva di o¤erta. Pertanto
nel caso rappresentato in …gura l’impresa o¤rirà una quantità OQ1
(punto E in cui la domanda incontra la curva dei costi marginali
dell’impresa) al prezzo OP1 .
Quest’ultimo, rappresenta anche il ricavo medio dell’impresa. Se
moltiplichiamo il prezzo per la quantità prodotta, possiamo calcolare i
ricavi totali dell’impresa, ovvero:

TR = OQ1 OP1 = OP1 EQ1 (10)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 25 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Possiamo notare che in corrispondenza della quantità prodotta, Q1 ,


l’impresa a¤ronta un costo medio di produzione pari al segmento
Q1 A. Se moltiplichiamo il costo medio per la quantità prodotta,
possiamo calcolare i costi totali a¤rontati dall’impresa, ovvero:

TC = OQ1 Q1 A = ORAQ1 (11)

Sottraendo dai ricavi totali i costi totali siamo in grado di calcolare il


pro…tto (π) della singola impresa, ovvero:

π = TR TC
π = OP1 EQ1 ORAQ1
π = RAEP1 (12)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 26 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

E’importante sottolineare che la situazione precedentemente


delineata per la singola impresa è solo di breve periodo.
Come abbiamo sottolineato in precedenza, una delle caratteristiche
principali del mercato di libera concorrenza è che non vi sono barriere
all’ingresso di nuove imprese nel mercato.
Supponiamo che un agente esterno al mercato osservi l’equilibrio
evidenziato nella Figura 2. Il suo giudizio sarà quello che è pro…ttabile
produrre il bene Q.
Pertanto egli deciderà di entrare nel mercato al pari di altri individui
che e¤ettueranno lo stesso ragionamento.
Nella successiva Figura possiamo analizzare come cambia l’equilibrio
nel mercato e per la singola impresa.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 27 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Figura 3

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 28 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Nella parte sinistra del gra…co riportiamo l’equilibrio nel mercato,


mentre a destra descriviamo l’equilibrio per la singola impresa.
Partiamo dall’equilibrio (di breve periodo) E . Esso corrisponde
all’equilibrio dell’impresa che abbiamo analizzato in precedenza, in cui
essa ottiene un pro…tto pari all’area RAEP1 .
Come speci…cato in precedenza, l’esistenza di un pro…tto determina un
aumento del numero di produttori. Questo comporta una progressiva
espansione della quantità o¤erta sul mercato che è rappresentata
gra…camente da uno spostamento della curva di o¤erta verso il basso
ed a destra nel senso della freccia viola nella parte sinistra del gra…co.
Questo processo di espansione è graduale e comporta una progressiva
erosione del pro…tto dell’impresa (parte destra del gra…co) poichè la
curva di domanda si sposta gradualmente verso il basso (freccia
marrone).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 29 / 30
Analisi dei mercati
Il mercato di concorrenza perfetta

Tuttavia …no a quando esiste un pro…tto, seppur minimo, il ‡usso in


ingresso di nuove imprese continua.
Esso termina quando il pro…tto si annulla. In tal caso la curva di
o¤erta di mercato è data dalla funzione S 0 , il nuovo equilibrio è
indicato da E 0 , la quantità totale o¤erta sul mercato è pari a Q ed il
prezzo di equilibrio di lungo periodo è pari a P . Possiamo notare
(gra…co a destra) che il prezzo P permette alla nostra impresa di
coprire i costi di produzione. Infatti in equilibrio:
P = CME
L’impresa, conseguentemente, ad un prezzo più basso sarà disposta
ad o¤rire una quantità minore pari a Q2 .
L’equilibrio di lungo periodo nel mercato di libera concorrenza
garantisce una quantità molto alta ad un prezzo molto basso. Questa
situazione avvantaggia i consumatori a discapito dei produttori.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 15/04/2013 30 / 30
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 3 - Lezione 1
Mercato di Monopolio

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

23/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 1 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

La situazione diametralmente opposta all’equilibrio di libera


concorrenza è rappresentata dal mercato di monopolio.
Questa forma di mercato è caratterizzata dalla presenza di un solo
produttore e di una moltitudine di consumatori.
La prima cosa da notare, quindi, è che non vi è una netta distinzione
tra mercato ed impresa, come abbiamo visto nel mercato di libera
concorrenza.
Chiaramente ciò comporta che l’equilibrio di mercato è determinato in
modo diverso dal modo che abbiamo visto in precedenza.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

In linea di massima possiamo osservare che il problema del


monopolista in questo caso è quello di determinare la quantità da
produrre e, conseguentemente, anche il prezzo al quale vendere il
bene prodotto.
Prima di procedere ad analizzare questa forma di mercato, va
ricordato che esistono diversi tipi di monopolio:
1 Monopolio naturale, generato dal fatto che un individuo controlla una
risorsa di per se scarsa in natura (per esempio un’acqua naturale con
caratteristiche uniche);
2 Monopolio naturale in senso tecnico, caratterizzato dal fatto che il
monopolista sfrutta delle economia di scala crescenti (per esempio
servizi di distribuzione a rete);
3 Monopolio legale, istituito attraverso uno speci…co intervento da parte
dell’operatore pubblico (per esempio il monopolio statale dei tabacchi
in Italia).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 3 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Tuttavia queste decisioni non vengono prese unilaterlmente


dall’impresa, per quanto essa può chiaramente in‡uenzarle.
La quantità di bene che essa può vendere dipende dal prezzo che i
consumatori sono disposti a pagare per quel bene. Nel mercato di
concorrenza perfetta, la curva di domanda è una funzione del prezzo,
ovvero:
Q = f (P ) (1)
Essa ci indica la quantità di bene che i consumatori sono disposti ad
acquistare dato il prezzo P.
Nel mercato di monopolio, poichè il monopolista determina la
quantità venduta, è preferibile utilizzare la funzione inversa della
domanda. In altre parole esprimiamo il prezzo in funzione della
quantità di equilibrio:
P = f (Q ) (2)
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 4 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

In termini concreti non vi è alcuna di¤erenza tra le equazioni (1) e


(2). Tuttavia l’utilizzo dell’ultima equazione ci consente di
caratterizzare meglio l’equilibrio in monopolio.
In monopolio, infatti, i consumatori sono chiamati ad esprimere il
prezzo al quale sono disposti ad acquistare il bene prodotto.
E’evidente, comunque, che il prezzo sarà tanto più alto quanto più
bassa sarà la quantità prodotta e viceversa. Pertanto, scegliendo la
quantità da o¤rire sul mercato, il monopolista in‡uenzerà anche il
prezzo di vendità.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 5 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Il problema del monopolista, quindi, diventa quello di scegliere la


quantità che gli consente di massimizzare il suo pro…tto, ovvero di
rendere massima la distanza tra ricavi totali (TR) e costi totali (TC ):

max P (Q ) Q C (Q ) (3)
Q | {z } | {z }
TR TC

Invece di risolvere matematicamente il problema di ottimizzazione del


monopolista, ne diamo una rappresentazione gra…ca. Prima però
dobbiamo speci…care alcuni concetti.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 6 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Nell’analisi del mercato di monopolio, assume un ruolo cruciale il


concetto di ricavo marginale.
Esso rappresenta il ricavo addizionale che una impresa ottiene,
quando vende una unità aggiuntiva di bene:
∆TR
RMA = (4)
∆Q
La funzione del ricavo marginale si presenta sempre inferiore alla
curva di domanda. Si ricordi che la curva di domanda rappresenta il
ricavo medio per il monopolista (abbiamo notato in precedenza che è
preferibile utilizzare una funzione inversa della domanda in cui la
quantità determina il prezzo, p = f (Q )).
Possiamo rappresentare la relazione tra domanda e ricavo marginale
nel seguente gra…co.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 7 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Figura 4

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 8 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

La funzione RMA rappresenta la funzione del ricavo marginale. Essa è


inclinata negativamente e, come appena ricordato, è inferiore alla
funzione di domanda rappresentativa del ricavo unitario.
Possiamo spiegare questa inclinazione nel modo seguente.
Per prima cosa dobbiamo notare che la variazione del ricavo totale a
seguito di un aumento della quantità venduta si compone di due
e¤etti.
Da un lato il ricavo aumenta in quanto vi sono unità aggiuntiva ∆Q
che vengono vendute al prezzo P2 . Tale aumento è pari a ∆Q P2
(area marcata in verde) - e¤etto di espansione della produzione.
Tuttavia, l’aumento della quantità o¤erta comporta per l’impresa una
riduzione del prezzo di vendita (altrimenti i consumatori non sarebbero
disposti a domandare di più). Per vendere una quantità maggiore di
prodotto, ∆Q, l’impresa deve ridurre il prezzo di vendita da P1 a P2 ,
indicato con ∆P. Chiaramente questa variazione è negativa.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 9 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

L’e¤etto di riduzione del prezzo è misurato dall’area evidenziata in


viola ed esso è pari a ∆P (Q2 Q1 ). Se consideriamo entrambi
questi e¤etti, possiamo notare che:
∆TR (∆Q P2 ) + [∆P (Q2 Q1 )]
RMA = =
∆Q ∆Q
∆TR ∆P
RMA = = P2 + (Q2 Q1 ) (5)
∆Q ∆Q
Una approssimazione che viene normalmente fatta con riferimento
alla produzione del monopolista è che essa sia divisibile. Per quel che
a noi interessa ciò fa si (Q2 Q1 ) Q2 .
Pertanto avremo:
∆TR ∆P
RMA = = P2 + Q2 (6)
∆Q ∆Q
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 10 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

∆P
Poichè ∆Q < 0 ne consegue che per ogni dato prezzo (nel nostro caso
P2 ) la curva dei ricavi marginali deve trovarsi al di sotto di quella dei
costi unitari.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 11 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Generalizzando la precedente equazione possiamo esprimere il ricavo


marginale come segue:

∆P
RMA = P (Q ) + Q (7)
∆Q

Possiamo instaurare una interessante relazione tra il ricavo marginale


e l’elasticità della curva di domanda. Scriviamo nuovamente la
precedente equazione come segue:

∆P P (Q ) Q
RMA = P (Q ) +
∆Q P (Q )

Nello speci…co abbiamo moltiplicato e diviso la variabile Q per P (Q )


P (Q )
(ovviamente ciò non muta l’equazione (7) poichè P (Q ) = 1).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 12 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Tuttavia la precedente equazione ci consente la seguente


trasformazione. Mettiamo in evidenza P (Q ) ed otteniamo:
∆P Q
RMA = P (Q ) 1 + (8)
∆Q P (Q )
So¤ermiamoci sul secondo termine nella parentesi quadra:
∆P Q Q ∆P
∆Q P (Q ) ∆Q P (Q )
Si noti che:
∆Q
∆Q P (Q ) Q
∆P
= j εD j
Q ∆P P (Q )

che misura l’elasticità della curva di domanda al variare del prezzo (si
noti che l’elasticità è misurata in valore assoluto).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 13 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Pertanto possiamo riscrivere l’equazione (8) come segue:


1
RMA = P (Q ) 1 + (9)
j εD j
L’interpretazione della precedente formula è interessante. Maggiore è
l’elasticità della domanda rispetto al prezzo, minore sarà il ricavo
marginale che l’impresa può ottenere attraverso l’aumento della
quantità venduta.
In altre parole un aumento della quantità venduta determinerà una
forte variazione nel prezzo del bene con il risultato che l’area
tratteggiata in viola nella Figura 4 sarà maggiore e di conseguenza
l’e¤etto di riduzione del prezzo andrà ad erodere sempre di più
l’e¤etto di espansione della produzione.
Al contrario, in caso di una domanda rigida (jεD j = 0) le variazioni
della quantità o¤erta determinano notevoli incrementi nei ricavi a
favore del monopolista.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 14 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Dopo aver de…nito le ragioni per le quali la funzione dei ricavi


marginali è gra…camente inferiore a quella dei ricavi medi, possiamo
procedere all’analisi dell’equilibrio nel mercato del monopolio, come
indicato nella Figura 5.
Dalla discussione precedente, è evidente che l’obbiettivo del
monopolista è quello di massimizzare il suo pro…tto, scegliendo la
quantità ottimale di bene da produrre. In equilibrio, il processo di
massimizzazione richiede che i costi marginali siano uguali ai ricavi
marginali. Matematicamente avremo che:

RMA = CMA (10)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 15 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Possiamo notare che tale uguaglianza si ver…ca nel punto E in …gura.


In corrispondenza di tale punto il monopolista sceglierà la quantità di
equilibrio Q .
Utilizzando la funzione inversa della domanda (equazione 2), data la
quantità di equilibrio, i consumatori esprimeranno il prezzo che essi
sono disposti a pagare per tale quantità. Gra…camente proiettiamo il
punto Q sulla funzione di domanda …no al punto M. In
corrispondenza di questo punto, possiamo tracciare il livello di prezzi
di equilibrio, P .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 16 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Possiamo a questo punto calcolare gra…camente il pro…tto di


equilibrio per l’impresa, come di¤erenza tra i ricavi totali (TR) ed i
costi totali (TC ). Si noti che:

TR = OQ MP
TC = OQ AR

Pertanto il pro…tto sarà:

π = OQ MP OQ AR = RAMP (11)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 17 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Figura 5
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 18 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Prima di andare ulteriormente avanti nella nostra analisi, facciamo un


passo indietro in modo da poter giusti…care il perchè l’equilibrio del
monopolista si ottiene nel punto in cui il ricavo marginale uguaglia il
costo marginale. Possiamo dare una rappresentazione gra…ca di ciò
nella seguente …gura:

Figura 6
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 19 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Supponiamo di disegnare le funzioni dei ricavi totali e dei costi totali


(Figura 6).
Quando i costi marginali sono uguali ai ricavi marginali, le funzioni dei
ricavi totali e dei costi totali sono alla loro massima distanza. In
particolare avviene che i ricavi totali sono sono i più alti possibili,
mentre i costi sono i più bassi possibili.
Proprio la presenza dei costi "vincola" il monopolista a scegliere una
quantità che non corrisponde in assoluto al ricavo totale più alto, ma
dobbiamo bilanciare tra i ricavi e, appunto, i costi.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 20 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Ritorniamo alla Figura 5 e compariamo l’equilibrio del monopolista


con quello che si avrebbe in un regime di libera concorrenza.
L’equilibrio di libera concorrenza è indicato nel punto EC , ovvero nel
punto in cui la curva di domanda incontra la curva del costo
marginale (curva di o¤erta).
Possiamo notare che l’equilibrio di concorrenza perfetta si rivela più
vantaggioso per i consumatori, i quali hanno a disposizione una
maggiore quantità del bene ad un prezzo più basso.
Utilizzando l’equilibrio in EC , possiamo misurare la perdita di
benessere per i consumatori nel passaggio da un equilibrio
concorrenziale ad uno di monopolio attraverso l’area PC P MEC .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 21 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Si noti che una parte del benessere dei consumatori viene accumulato
dal monopolista attraverso il pro…tto (l’area di pro…tto è parte
dell’area PC P MEC ). Ciò da una misura della capacità del
monopolista di estrarre risorse dai consumatori.
Tuttavia una parte rimanente della perdita di benessere dei
consumatori (area MEC A) non viene recuperata. Essa rappresenta
una perdita secca di benessere (tale parte non viene recuperata dal
monopolista).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 22 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

La capacità del monopolista di estrarre risorse dai consumatori


dipende dal suo potere all’interno del mercato.
La condizione di equilibrio, infatti, è che il ricavo marginale ed il costo
marginale siano uguali:
RMA = CMA
Usando l’equazione (9) otteniamo:
1
P 1+ = CMA
εD
P
P+ = CMA
εD
P
P CMA =
εD
P CMA 1
= (12)
P εD
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 23 / 25
Analisi dei mercati
Il mercato di monopolio

Nella equazione (12), P PCMA è l’indice di Lerner che viene utilizzato


come una misura del potere di mercato del monopolista (esso ci dice
di quanto il prezzo P è in grado di superare il CMA in termini
percentuali).
Il fatto che l’indice di Lerner sia uguale all’inverso dell’elasticità della
domanda dei consumatori rispetto al prezzo indica che maggiore è
l’elasticità minore sarà il potere di mercato del monopolista e
viceversa.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 24 / 25
Macroeconomia
Introduzione

La seconda parte del corso riguarda lo studio della Macroeconomia.


Come possiamo de…nire questa branca delle scienze economiche?
Abbiamo detto in precedenza che essa studia i sistemi economici in
aggregato. Mentre la microeconomia ci spiega come gli agenti
economici e¤ettuano le loro scelte in un contesto di risorse scarse, la
macroeconomia ci permette di capire come funziona una economia in
aggregato.
Lo studio della macroeconomia ci permette per esempio di capire i
meccanismi della crescita economica, attraverso quali canali
quest’ultima si propaga, perchè alcuni paesi crescono molto
rapidamente ed altri invece a¤rontano periodi più o meno lunghi di
recessione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 25 / 25
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 3 - Lezione 2
Introduzione alla Macroeconomia

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

23/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 1 / 21
Macroeconomia
Introduzione

La seconda parte del corso riguarda lo studio della Macroeconomia.


Come possiamo de…nire questa branca delle scienze economiche?
Abbiamo detto in precedenza che essa studia i sistemi economici in
aggregato. Mentre la microeconomia ci spiega come gli agenti
economici e¤ettuano le loro scelte in un contesto di risorse scarse, la
macroeconomia ci permette di capire come funziona una economia in
aggregato.
Lo studio della macroeconomia ci permette per esempio di capire i
meccanismi della crescita economica, attraverso quali canali
quest’ultima si propaga, perchè alcuni paesi crescono molto
rapidamente ed altri invece a¤rontano periodi più o meno lunghi di
recessione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Macroeconomia
Introduzione

In ultima istanza lo studio di questa branca delle scienze economiche


ci consente di capire il signi…cato e di prevedere le conseguenze degli
strumenti di politica economica posti in essere dai governi, ci permette
di capire le ragioni della disoccupazione ed il perchè i prezzi dei beni e
servizi ‡uttuano nel tempo. In…ne essa ci consente di comprendere
meglio il ruolo che la moneta ha all’interno di un sistema economico.
Come possiamo notare, lo studio della macroeconomia ci permette di
cogliere (o, meglio, ci dovrebbe permettere di cogliere) i meccanismi
di funzionamento di un sistema economico e di interpretare i segnali
che provengono da esso.
Tuttavia, prima di addentrarci nello studio di tali meccanismi,
dobbiamo conoscere i diversi aggregati che compongono il reddito di
un paese e studiarli singolarmente, prima di riunirli all’interno di una
cornice unitaria che ci dia la visione di insieme del sistema.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
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Macroeconomia
Reddito nazionale

Il primo passo è quindi quello di capire come misurare il benessere di


un sistema economico.
La misura che utilizziamo in questo caso è il reddito prodotto da
quella nazione (per quanto questa misura possa presentare una serie
di problemi, che tuttavia al momento non costituiscono oggetto della
nostra trattazione).
Se vogliamo giudicare le condizioni economiche di un individuo, la
prima cosa che facciamo è guardare al suo reddito. La stessa logica
vale per l’analisi dei sistemi economici.
Per stabilire se un sistema economico è in buona salute o sta
a¤rontando una fase di congiuntura sfavorevole il metro di giudizio
più ovvio è quello di considerare la somma di tutti i redditi che sono
stati prodotti dagli agenti economici che operano in quel mercato.
Tale somma prende il nome di Prodotto interno Lordo (PIL).
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Macroeconomia
Reddito nazionale

E’interessante notare come il PIL sia in grado di misurare


contemporaneamente due cose:
1 Il reddito totale dei componenti della società;
2 La spesa totale e¤ettuata per l’acquisto che la società produce e vende
al suo interno.
La ragione per la quale il PIL riesca a misurare contemporaneamente
due cose (ovvero tutto quello che viene prodotto e tutto quello che
viene speso per acquistare i beni prodotti) ci porta alla conclusione
che i due aspetti che il PIL coglie sono in realtà la medesima cosa.
Questo ci porta alla conclusione che in un sistema economico, in
equilibrio, il reddito prodotto deve essere uguale alla spesa e¤ettuata.
Questo punto può essere meglio intepretato utilizzando il diagramma
del ‡usso circolare del reddito.

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Macroeconomia
Reddito nazionale

Figura 7

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Macroeconomia
Reddito nazionale

Nella precedente …gura le frecce verdi rappresentano i ‡ussi che dalle


famiglie giungono al sistema produttivo sotto forma di lavoro e
capitale (attraverso il mercato dei fattori di produzione).
Il sistema produttivo o¤re sul mercato i beni prodotti che le famiglie
acquistano generando in tal modo un ‡usso di ricavi che le imprese
utilizzano per l’acquisto dei fattori di produzione.
Come è facile notare tutto ciò determina un ‡usso di redditi che in
equilibrio deve uguagliare il reddito alla spesa e¤ettuata.

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Macroeconomia
Reddito nazionale

Analizziamo più nel dettaglio le componenti del reddito nazionale.


Una prima distinzione che dobbiamo fare in via preliminare è quella
relativa alla di¤erenza tra una economia aperta ed una chiusa (o
autarchica).
Il primo tipo di economia è quella in cui il reddito nazionale è
determinato non solo da ciò che avviene al suo interno, ma anche
dall’ammontare di scambi commerciali e¤ettuati con gli altri sistemi
economici.
Una economia autarchica, invece, è un sistema economico chiuso
verso l’esterno.
Per quanto ciò possa sembrare anacrostico, è per certi versi preferibile
studiare un sistema economico chiuso, in quanto ciò ci permette di
comprendere meglio le relazioni tra i principali aggregati
macroeconomici.
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Macroeconomia
Reddito nazionale

Ipotizzando una economia chiusa, una delle identità principali nei


sistemi macroeconomici è che il reddito prodotto deve essere uguale
alla spesa e¤ettuata dagli agenti economici. Il reddito prodotto viene
de…nito dalla seguente identità:
Y = C +I (1)
dove C è la spesa aggregata di consumo ed I quella di investimento.
Tale reddito deve essere uguale alla spesa e¤ettuata dagli agenti
economici, ovvero il reddito da essi percepito deve essere distribuito
tra il consumo e, se esiste, il risparmio:
Y = C +S (2)
Uguagliando le due identità otteniamo:
C +I = C +S
I = S (3)
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Macroeconomia
Misure del PIL

In altre parole, l’equilibrio del sistema economico è garantito


dall’uguaglianza tra il risparmio e¤ettuato e gli investimenti necessari
per la produzione di beni e servizi.
Abbiamo detto in precedenza che il PIL può essere utilizzato come
una misura del benessere dell’economia.
Tuttavia esistono diverse misure di PIL. Quale tra di esse è la più
appropriata?
Una prima distinzione che dobbiamo tenere presente è tra PIL
nominale e PIL reale.
Questa distinzione ci consente di introdurre la di¤erenza tra variabili
nominali e variabili reali.
Si consideri il seguente gra…co in cui mettiamo in relazione il PIL
nominale di dieci economie diverse nel periodo tra il 1970 ed il 2010.

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Macroeconomia
Misure del PIL

Figura 8

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Macroeconomia
Misure del PIL

Sull’asse delle ascisse poniamo il tempo, mentre sull’asse delle


ordinate poniamo il valore del PIL nominale.
Il PIL nominale è la somma dei redditi prodotti dagli agenti economici
a prezzi correnti.
Come possiamo osservare nella Figura 8, il PIL subisce una serie di
‡uttuazioni in aumento ed in diminuzione (si guardi per esempio al
Giappone).
Tuttavia in PIL nominale non è una misura accurata in quanto esso
non sconta le ‡uttuazioni dei prezzi.
Si consideri il seguente esempio. Se i prezzi aumentano del 10% ed il
PIL aumenta del 10%, possiamo a¤ermare che l’economia è cresciuta?

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Macroeconomia
Misure del PIL

Sicuramente no. Questo perchè l’aumento del 10% del PIL è la


conseguenza dell’aumento dei prezzi. Se prima un bene aveva un
prezzo di 100 ed ora ha un prezzo di 110, quando gli agenti economici
acquistano quel bene, il prezzo più alto si traduce in un maggiore
ricavo per il sistema produttivo, ma questo non vuol dire che i ricavi
sono aumentati.
Il PIL nominale, in altre parole, è misurato ai prezzi attualmente
esistenti nel sistema economico.

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Macroeconomia
Misure del PIL

Inoltre se io volessi comparare il PIL di un paese in un anno con il PIL


dello stesso paese in un altro anno, tale comparazione non risulta
e¢ ciente in quanto i due PIL sono conteggiati a prezzi diversi.
Per evitare questo problema, utilizziamo la misura del PIL reale.
Si consideri un altro elemento (che ci permette di comprendere come
il PIL nominale può fornirci indicazioni non corrette).
Il valore del reddito nel passato è senza dubbio più basso rispetto ad
oggi. Una somma di 100 Euro 10 anni fa mi consentiva di acquistare
molti più beni di quanto possa fare oggi.
Ciò vuol dire che 100 Euro di ieri hanno oggi un valore nominale più
alto che in passato. Lo stesso ragionamento può essere rapportato al
PIL in futuro.

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Macroeconomia
Misure del PIL

Non vi è dubbio che esso sia superiore a quello di oggi, poichè sconta
il fatto che i prezzi domani saranno più alti.
Gli economisti quindi preferiscono procedere in questo modo. Viene
scelto un anno di riferimento (base) e si rapporta il valore di tutto
quello che viene prodotto ai prezzi di quell’anno.
In altre parole, il PIL (nominale) del 1970 viene ricalcolato usando i
prezzi del 2000. Il PIL (nominale) del 2005 viene ricalcolato ai prezzi
del 2000.
Ne risulterà che tutti i valori del PIL precedenti al 2000 saranno
superiori e tutti quelli successivi inferiori.
Possiamo rappresentare nuovamente il PIL per le precedenti economie
utilizzando questa correzione.

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(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 15 / 21
Macroeconomia
Misure del PIL

Figura 8 Figura 9

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Macroeconomia
Misure del PIL

La Figura 9 rappresenta il PIL reale. Per comodità riproponiamo


accanto ad essa la Figura 8.
Possiamo notare due cose. La prima è che la rapprensentazioni dei
valori del PIL dei paesi sotto esame sono più stabili. Ciò perchè le
‡uttuazioni dovute al variare dei prezzi sono state eliminate.
In aggiunta possiamo notare come la Figura 9 ci dia informazioni più
attendibili della precedente. Nella Figura 8, infatti sembrerebbe che
nel 2010 il PIL della Cina sia superiore a quello del Giappone.
Tuttavia se rapportiamo tali valori all’anno base di riferimento (2000),
possiamo osservare come ciò non sia vero.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Macroeconomia
Misure del PIL

Il rapporto tra il PIL nominale ed il PIL reale ci fornisce una misura


che prende il nome di de‡atore (p):

PILnom
p= (4)
PILrel
Il de‡atore ci da una misura di quanto siano variati i prezzi dei beni e
servizi rispetto all’anno di riferimento.
Pertanto esso può essere considerato come una misura del livello di
in‡azione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Macroeconomia
Misure del PIL

Tuttavia anche il PIL reale può non darci una misura adeguata del
livello di benessere di una società.
Per esempio se guardiamo le Figure precedenti notiamo che i paesi
che producono di più sono gli Stati Uniti, il Giappone e la Cina. In
ultima posizione troviamo il Lussemburgo (linea rosa).
Ma il benessere della collettività non viene misurato solo in termini di
quanto viene prodotto, ma anche in misura di quanto mediamente
ogni individuo ha a disposizione in quel sistema economico.
In altre parole una misura (forse più attendibile) della di¤usione del
benessere può essere dato dal PIL reale procapite. Vediamo che
cosa succede se costruiamo il gra…co del PIL reale procapite per le
stesse economie analizzate in precedenza.

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(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 19 / 21
Macroeconomia
Misure del PIL

Figura 10

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(SEAM))Politica A/L 23/04/2013 20 / 21
Macroeconomia
Misure del PIL

Un pò a sorpresa possiamo notare che il PIL procapite più alto è


quello dei cittadini del Lussemburgo, mentre quello decisamente più
basso è quello dei cittadini cinesi.
Il PIL procapite è dato dalla seguente formula:
PIL
pil = (5)
N
dove per convenzione le lettere minuscole indicano appunto una
misura procapite ed N è il valore della popolazione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 3 - Lezione 3
Spesa Aggregata per Consumi

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

24/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Introduzione

Come abbiamo notato la volta scorsa, in una economia chiusa il


reddito prodotto deve essere uguale al reddito speso.
Una delle identità principali in macroeconomia è data dalla seguente
equazione:
Y = C +I +G (1)
Nella precedente formulazione, C indica la spesa aggregata per
consumi, I è la spesa aggregata per investimenti e G , la spesa
pubblica, caratterizza il ruolo dell’operatore pubblico nel settore
economico.
Cominciamo la nostra analisi dalla spesa aggregata di consumo. Essa
consumo indica l’ammontare del reddito che gli individui (in
aggregato) spendono per acquistare beni e servizi in un sistema
economico.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Introduzione

In linea di principio, esistono diverse variabili che possono in‡uenzare


la spesa aggregata di consumo.
Tuttavia vi è unanimità nel ritenere che essa sia una funzione del
reddito disponibile, ovvero:

C = f (Yd ) (2)

Yd è il reddito al netto delle imposte, ovvero:

Yd = Y T (3)

dove Y è il reddito lordo e T , l’ammontare di imposte pagate.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 3 / 27
Spesa aggregata per consumi
Introduzione

La nostra trattazione si so¤erma sull’analisi di quattro di¤erenti teorie


ordinate in ordine cronologico:
1 Teoria del reddito assoluto - Keynes (1937);
2 Teoria del reddito relativo - Dusenberry (1952);
3 Teoria del ciclo vitale - Modigliani e Ando (1963);
4 Teoria del reddito permanente - Friedman (1963)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

La teoria keynesia del consumo postula una relazione diretta tra il


consumo ed il reddito disponibile.
In forma esplicita tale relazione può essere rappresentata come segue:

C = c0 + c1 Yd (4)

Nella precedente equazione c0 è una costante positiva e rappresenta il


c.d. consumo autonomo. Si noti che se Yd = 0, avremo:

C = c0 (5)

In altre parole, anche se il reddito fosse pari a 0, la spesa aggregata di


consumo sarebbe comunque positiva e pari a c0 .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

Il coe¢ ciente c1 , invece, rappresenta la propensione marginale al


consumo (PMC). Essa ci indica come varia la spesa aggregata di
consumo, al variare del reddito disponibile:
∆C
= c1 (6)
∆Yd
L’ipotesi che viene fatta a proposito del parametro c1 è che esso varia
tra 0 ed 1:
0 < c1 1
Tale assunzione indica che l’aumento marginale del reddito
disponibile, ∆Yd , comporta un aumento del consumo, ∆C , di un
ammontare pari a c1 . Se c1 = 0.5 ed il reddito aumenta di 100, ciò si
tradurrà in un aumento della spesa aggregata di consumo pari a 50.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

Le informazioni relative ai parametri dell’equazione (4) ci consentono


di disegnare la funzione della spesa aggregata di consumo come segue:

Figura 1
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
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Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

Nella precedente …gura poniamo sull’asse delle ascisse il reddito e su


quelle delle ordinate il consumo.
La funzione blue è una bisettrice, ovvero un segmento con angolo di
45 che taglia in due parti identiche il piano. Essa è il luogo dei punti
che rappresentano l’uguaglianza tra Y e C .
La funzione in rosso rappresenta la nostra equazione della spesa
aggregata per consumi. Possiamo notare che essa ha una intercetta
positiva (c0 ) ed una inclinazione data dal coe¢ ciente c1 .
Le due assunzioni che abbiamo fatto in precedenza con riferimento ai
parametri c0 e c1 vengono chiarite dalla …gura. Abbiamo notato che
c0 è un parametro positivo che denota la spesa autonoma di
consumo, ovvero una spesa e¤ettuata anche se non si possiede un
reddito su¢ ciente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

Si consideri la parte del gra…co segnata in verde: se il reddito è zero o


comunque troppo basso per sostenere i consumi, l’economia e¤ettua
un risparmio negativo, ovvero il sistema è costretto a prendere soldi in
prestito per …nanziare la spesa aggregata per consumi.
Al contrario se il reddito è su¢ cientemente alto (area segnata in
giallo) il reddito dell’economia presa in considerazione consente di
e¤ettuare un risparmio positivo.
In generale, la distanza tra la bisettrice e la funzione del consumo
indica il risparmio: se la funzione del consumo è al di sopra della
bisettrice, il risparmio è negativo. Se, al contrario, la funzione del
consumo si trova al di sotto della bisettrice, il risparmio è positivo.
Questa relazione ci consente di instaurare una relazione tra la
funzione del consumo e quella del risparmio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 9 / 27
Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

Si ricordi infatti che se guardiamo al reddito come spesa, risulta la


seguente uguaglianza:
Y = C +S
ovvero il reddito viene distribuito tra spesa aggregata di consumo e
risparmio.
Sostituiamo nella precedente equazione la funzione keynesiana del
consumo e risolviamo per S:

Y = c0 + c1 Y + S
(1 c1 ) Y = c0 + S
S = c0 + ( 1 c1 ) Y (7)

Confrontiamo le equazioni (4) e (7).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

E’facile notare come le due funzioni siano tra di loro speculari:

C = c0 + c1 Y
S = c0 + ( 1 c1 ) Y

Quando il sistema economico e¤ettua una spesa aggregata di


consumo autonoma (c0 ), è necessario ricorrere ad un risparmio
negativo ( c0 nella seconda equazione).
Inoltre tutto se l’individuo consuma solo una parte del suo reddito
(come indicato da c1 ), la parte restante (1 c1 ) verrà risparmiata.
Possiamo rappresentare gra…camente la funzione del risparmio come
segue.

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 11 / 27
Spesa aggregata per consumi
Keynes (1937)

Figura 2

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 12 / 27
Spesa aggregata per consumi
Kutznez (1946)

Tuttavia negli anni successivi, la teoria keynesiana è stata sottoposta


a veri…che empiriche da parte dell’economista Kutznez.
Egli mise in evidenza che l’analisi empirica mostrava dei risultati
contrastanti. Nel lungo periodo la spesa aggregata per consumi si
presentava abbastanza costante, nel senso che essa risultava pari a
circa lo 0.9 del reddito.
Al contrario nel breve periodo la funzione sembrava assumere una
relazione come quella indicata da Keynes.
Ciò era dovuto al fatto che i dati analizzati nel lungo periodo (serie
storiche) e nel breve periodo (serie cross-sezionali) ci fornivano
informazioni diverse.
Le serie storiche analizzano l’evoluzione del consumo nel tempo,
mentre le serie cross-sezionali fotografano la relazione spesa aggregata
di consumi e reddito tra più individui nello stesso istante temporale.
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Spesa aggregata per consumi
Kutznez (1946)

Nella …gura successiva abbiamo un esempio di serie storica (Figura


3a) e di serie cross-sezionale (Figura 3b):

Figura 3a Figura 3b

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 14 / 27
Spesa aggregata per consumi
Dusenberry (1946)

Le teorie successive a quella keynesiana hanno provato a riconciliare le


informazioni di lungo e breve periodo contenute nei dati.
La caratteristica comune a tutte queste teorie è che esse introducono
degli elementi aggiuntivi per spiegare le ‡uttuazioni di breve periodo.
Dusenberry (1946) studia la relazione tra reddito e spesa aggregata di
consumo introducendo due nuovi concetti, ovvero l’e¤etto di
dimostrazione e l’e¤etto di inerzia.
Il primo rappresenta l’e¤etto sul reddito derivante dal vivere all’interno
di un gruppo sociale. Esso pone l’accento sul fatto che i consumi di
un individuo possono essere in‡uenzati dai consumi e¤ettuati da altre
persone. Si tratta in sostanza di una sorta di imitazione.
Il secondo, invece, indica le resistenze che l’individuo incontra in
merito ad una diminuzione di consumi a seguito di un diminuzione del
suo reddito.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 15 / 27
Spesa aggregata per consumi
Dusenberry (1946)

Se incorporiamo questi due e¤etti nella funzione del consumo


otteniamo:
Yt
Ct = f Yt , , σY (8)
Y0
La precedente equazione ci dice che la spesa aggregata di consumo
dipende dal reddito attuale (Yt ), dal rapporto del reddito attuale e del
reddito più alto posseduto in passato (Y0 ) e dalla distribuzione dei
redditi all’interno della società (σY ).
Il rapporto YY0t identi…ca l’e¤etto di inerzia, mentre la distribuzione dei
redditi all’interno della società (σY ) caratterizza l’e¤etto di inerzia.
Possiamo rappresentare questa teoria gra…camente nella …gura
seguente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 16 / 27
Spesa aggregata per consumi
Dusenberry (1946)

Figura 4

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 17 / 27
Spesa aggregata per consumi
Dusenberry (1946)

Nella Figura precedente, Ct rappresenta la funzione del consumo di


lungo periodo. Come possiamo notare, essa indica una relazione
costante con il reddito.
I punti A, B e C indicano certi livelli di consumo per dati livelli di
reddito. La distanza tra la funzione del consumo e la bisettrice indica
il risparmio.
Supponiamo che l’individuo si trovi nel punto B e che subisca una
diminuzione del suo reddito tale per cui il suo nuovo reddito è Y2 .
Secondo la funzione di consumo di lungo periodo, egli dovrebbe
ridurre il suo consumo …no a C2 . Tuttavia, l’individuo si è "abituato"
ad un consumo superiore, sostenuto da un reddito più alto.

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 18 / 27
Spesa aggregata per consumi
Dusenberry (1946)

La conseguenza è che il suo reddito si riduce ma solo …no a C4 . La


di¤erenza tra C2 e C4 è da attribuire all’e¤etto di inerzia.
Se il reddito dell’individuo dovesse aumentare, egli si muoverebbe
lungo la funzione di breve periodo, …no al punto B e da li
continuerebbe a muoversi sul trend di lungo periodo.

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 19 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Una teoria successiva a quella di Dusenberry viene sviluppata da Ando


e Modigliani nel 1963.
Questa teoria mette in relazione la spesa aggregata di consumo con il
livello di ricchezza e non con il reddito. Formalmente tale relazione
viene catturata dalla seguente equazione:
Ct = Ωt Vt (9)
n Yte+1
Vt = at 1 + Yt + ∑ (1 + r )t (10)
t =1

L’equazione (9) ci informa che il consumo al tempo t, Ct , e’una


frazione della ricchezza totale Vt .
Quest’ultima (equazione 10) comprende sia la ricchezza accumulata
(at 1 ), sia il reddito corrente (Yt ) che l’ammontare di reddito che si
n
Y te+1
ritiene di poter accumulare in n periodi ( ∑ (1 +r )t
).
t =1
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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 20 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Si noti che i ‡ussi di reddito futuri sono attualizzati. Ciò dipende dal
fatto che il valore dei ‡ussi di reddito futuri e’necessariamente più
basso se rapportati ad oggi.
In altre parole 1000 euro domani hanno oggi un valore inferiore.
E’evidente come l’equazione che de…nisce il livello di ricchezza
contiene informazioni sia con riferimento al passato, che al presente
che al futuro.
La spesa aggregata per consumi, pertanto, non e’in‡uenzata
semplicemente dal livello di reddito attuale. In questo modo Ando e
Modigliani introducono due elementi nuovi tra le determinanti della
spesa aggregata per consumi.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 21 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Si tenga presente che il valore della ricchezza e’estremamente


variabile nel corso della vita degli individui.
Essa e’infatti molto bassa nel periodo iniziale (quando
presumibilmente gli individui non lavorano) mentre tende d aumentare
nel corso della vita.
Possiamo rappresentare gra…camente la teoria del ciclo vitale nella
…gura seguente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 22 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Figura 5

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(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 23 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Poniamo sull’asse delle ascisse il tempo e sull’asse delle ordinate la


spesa aggregata di consumo e la ricchezza.
Possiamo distinguere tre momenti temporali:
1 da O a t1 de…niamo il periodo d vita iniziale;
2 da t1 a t2 indichiamo il periodo della maturita’;
3 da t2 a death il periodo del pensionamento.
Notiamo come la funzione del consumo si mantenga piuttosto stabile
nel periodo considerato.
Al contrario la ricchezza risulta essere molto bassa nel primo periodo,
risultando per un lungo tratto inferiore al consumo.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Inevitabilmente in questo periodo gli individui devono …nanziare il loro


consumo attraverso un risparmio negativo, evidenziato dall’area in
verde.
Nel secondo periodo, che corrisponde con la piena maturità lavorativa,
il livello della ricchezza e’superiore alla spesa aggregata di consumo.
In questo caso gli individui possono e¤ettuare un risparmio positivo
(area in giallo).
Una situazione simile al primo periodo si veri…ca nel terzo momento
temporale. In questo caso il reddito diventa nullo in t2 . Questo
momento coincide con il pensionamento degli individui.
Si noti che la pensione percepita dagli individui non è un reddito, ma
un trasferimento conseguente al risparmio (forzoso - contributi sociali
- o non forzoso) e¤ettuato dali individui durante la loro vita lavorativa.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 25 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

In questo periodo, il …nanziamento del consumo avviene nuovamente


con un risparmio negativo (area in verde).
Assume una particolare importanza, quindi, il secondo periodo in cui
il risparmio e’positivo. Esso infatti servira’per …nanziare il consumo
e¤ettuato nel primo periodo (il sistema in questo caso ripaga i debiti
contratti in questa fase) e per supportare o consumo nel terzo
periodo.
Ando e Modigliani con il loro modello riescono a riconciliare i risultati
delle serie storiche e di quelle cross-sezionali, in quanto possiamo
suddividere la …gura in tre parti in corrispondenza dei tre periodi del
ciclo vitale.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 26 / 27
Spesa aggregata per consumi
Ando e Modigliani (1963)

Mentre vi sarà una relazione costante tra consumo e ricchezza nel


lungo periodo, nel breve (ossia con riferimento ai tre periodi)
possiamo notare che la relazione muta, seguendo l’andamento della
ricchezza degli individui.
Una critica che viene pero’mossa al modello di Ando e Modigliani e’
che il valore della costante Ωt , ovvero la frazione di reddito che viene
utilizzata per e¤ettuare consumi, sembrerebbe essere lo stesso per
tutti gli individui.
Questo presuppone che gli individui abbiano gli stessi gusti e le stesse
preferenze. Chiaramente questa ipotesi e’particolarmente restrittiva e
potrebbe essere facilmente modi…cata, ipotizzando che la costante
cambi per gruppi omogenei di individui (per esempio giovani ed
anziani, lavoratori autonomi e dipendenti).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 24/04/2013 27 / 27
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 4 - Lezione 0
Teoria dinamica degli investimenti - Spesa pubblica

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

02/05/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 1 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Nella precedente lezione abbiamo studiato alcune teorie che ci


consentono di stabilire quale sia lo stock ottimale di capitale e quali
ne siano le determinanti.
In questa lezione, ci occuperemo delle teorie dinamiche
dell’investimento. A di¤erenza delle prima, queste ultime ci
consentono di studiare in che modo l’investimento consente al sistema
produttivo di aggiustarsi verso il livello ottimo di capitale.
Per comprendere pienamente queste teorie, dobbiamo fare una
distinzione fondamentale tra:
1 Investimento di sostituzione;
2 Investimento per nuovo capitale.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 2 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Il primo riguarda in buona sostanza un investimento fatto dal sistema


produttivo per rimpiazzare il capitale usurato.
Il capitale infatti subisce un deprezzamento, legato all’utilizzo che ne
viene fatto, che è pari ad una frazione δ.
Man mano che il capitale diviene inservibile, esso va rimpiazzato con
nuove unità.
Tuttavia queste nuove unità non rappresentano nuovo capitale.
Infatti, l’investimento ad esse legato ci consente di rimpiazzare il
capitale vecchio, mantenendo lo stock al livello che già avevamo in
precedenza.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 3 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Si consideri il seguente esempio. Immaginiamo di avere uno stock di


capitale iniziale pari a 10 unità. Esse ci consentono di produrre 1000
unità di bene …nale.
Pertanto il rapporto tra quantità prodotta e unità di capitale è di 100
ad 1. Ossia, ogni unità di capitale ci consente in media di produrre
100 unità di bene …nale.
Supponiamo che, annualmente, 3 unità di capitale diventano
inutilizzabili. Esse, quindi, devono essere rimpiazzate.
Ne consegue che il sistema produttivo e¤ettua un investimento di
sostituzione pari a 3.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 4 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Immaginiamo che il sistema produttivo riceva una domanda di beni


…nali in aumento del 30%. In altre parole rispetto al periodo
precedente, la domanda …nale di beni è pari a 1300.
In questo esempio, stiamo facendo l’assunzione che l’investimento per
la creazione di nuovo capitale sia possibile. In altre parole stiamo
facendo variare il capitale anche nel breve periodo.
L’esempio precedentemente fatto ci consente di stabilire una relazione
tra la variazione nella domanda di beni e l’investimento che dobbiamo
e¤ettuare per soddisfare tale domanda. Formalmente avremo:

It = α (Dt Dt 1) (1)

dove D indica la domanda …nale del bene e α è un coe¢ ciente di


aggiustamento.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 5 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Si noti che se α = 1, l’investimento sarà tale che il gap tra la


domanda …nale di beni al tempo t 1 e quella attuale (al tempo t)
viene colmato immediatamente.
Più realisticamente 0 < α < 1. In altre parole l’investimento è una
qualche frazione di ciò che ci consente di colmare immediatamente la
di¤erenza tra la domanda al tempo t 1 ed al tempo t.
Ciò avviene in quanto il sistema produttivo risponde con prudenza ad
un aumento della domanda …nale, in quanto vuole essere totalmente
sicuro che essa non dipenda da ‡uttuazioni temporanee ma risponda
ad un cambiamento strutturale.
Possiamo notare, come la domanda …nale di beni non sia altro che
una domanda di consumo che le famiglie rivolgono al sistema
produttivo. Pertanto possiamo rilevare una relazione tra la domanda
di beni ed il reddito:
Dt = f ( Y ) (2)
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
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Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Utilizzando l’equazione (2) possiamo riscrivere la (1) come segue:

It = β (Yt Yt 1) (3)

dove β 2 [0, 1], ossia è sempre compreso tra 0 ed 1.


La ragione per la quale sostituiamo α con β è la seguente. Si ipotizzi
che:
Dt = ηYt
Ne consegue che:

It = α (ηYt ηYt 1 )
= αη (Yt Yt 1 )
= β (Yt Yt 1 )

con b = αη.
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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 7 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Sappiamo, però, che il livello di reddito è una funzione del capitale:

Yt = f (Kt )

da cui segue:
1
Kt = f (Yt ) (4)
In altre parole in capitale è una funzione inversa del reddito.
Utilizzando la equazione (4) possiamo riscrivere la (3) come segue:

It = γ (Kt Kt 1) (5)

dove la sostituzione di β con γ viene fatta sulla base del medesimo


ragionamento che ci ha consentito di sostituire α con β.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 8 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

L’equazione (5) è particolarmente importante. Essa, infatti, ci dice


che l’investimento che e¤ettuiamo al tempo t è una funzione della
di¤erenza tra lo stock di capitale che vogliamo ottenere oggi, Kt , e lo
stock di capitale che avevamo al tempo t 1.
Come evidenziato in precedenza, esso dipende dal parametro γ. Se
esso è uguale o molto vicino ad 1, l’investimento è tale da consentirci
di raggiungere immediatamente il nuovo stock di capitale.
Se esso è vicino a 0, non verrà e¤ettuato nessun investimento o,
comunque, esso sarà molto basso.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 9 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Incorporando l’investimento di sostituzione, ossia l’investimento che


serve per rimpiazzare il capitale usurato, l’equazione (5) diventa:

It = γ (Kt Kt 1) δKt (6)

L’equazione (6) rappresenta l’equazione dell’investimento netto, ossia


misura l’ammontare dell’investimento che viene e¤ettuato per creare
nuovo stock di capitale.
Torniamo all’esempio fatto in precedenza. Se la domanda è
aumentata del 30%, dato il rapporto tra la quantità prodotta e lo
stock di capitale posseduto, per produrre 1300 unità di beni
dobbiamo aumentare il numero di unità di capitale …no a 13.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 10 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Teorie dinamiche dell’investimento

Poichè già e¤ettuiamo un investimento di sostituzione pari a 3,


dobbiamo adesso acquistare 6 unità di capitale (3 di sostituzione e 3
di nuove unità).
Possiamo notare che il nostro investimento ha subito un incremento
del 100% a fronte di un incremento del 30% della domanda …nale di
beni.
Questa è la ragione per la quale spesso la teoria appena esposta
prende il nome di acceleratore degli investimenti: un aumento del
30% della domanda …nale, determina un aumento più che
proporzionale degli investimenti e¤etuati.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 11 / 14
Spesa aggregata per Investimenti
Relazione tra investimento e costo del lavoro

L’analisi della spesa aggregata per investimenti ci consente anche di


analizzare la relazione esistente tra l’occupazione e l’uso del capitale
in aggregato. Si consideri la seguente …gura:

Figura 1

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Spesa aggregata per Investimenti
Relazione tra investimento e costo del lavoro

Sull’asse delle ordinate poniamo il livello di produzione, Y , mentre


sulle ascisse il livello di occupazione.
La funzione in verde Y = f (K ) indica la funzione di produzione
quando viene utilizzato uno stock di capitale K .
Per ottenere il livello di produzione Y il sistema produttivo utilizzerà
una quantità di lavoratori N .
Supponiamo che il salario di equilibrio w aumenti. A parità del prezzo
di acquisto del capitale, r , il sistema produttivo preferirà contrarre il
0
livello di occupazione (da N a N ), mantenendo inalterato il livello di
produzione a Y .
L’e¤etto è quello di sostituire il fattore lavoro con il fattore capitale.
Benchè la produzione rimanga inalterata, l’e¤etto complessivo è
quello di una diminuzione dell’occupazione nel sistema.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 13 / 14
Spesa pubblica
Introduzione

La terza componente fondamentale del PIL è data dalla spesa


pubblica G .
Essa indica la spesa in beni e servizi e¤ettuata dall’operatore pubblico
e comprende tutto ciò che viene acquistato dallo Stato e dagli enti
pubblici.
Tra i servizi viene anche incluso il valore degli stipendi che vengono
pagati a tutti i dipendenti pubblici, poichè lo Stato "acquista" tale
attività come servizi che vengono erogati ai cittadini.
In via generale la spesa pubblica si divide in due categorie:
1 Spesa corrente: ovvero la spesa e¤ettuata per il funzionamento dello
Stato e degli enti pubblici;
2 Spesa in conto capitale: ovvero la spesa e¤ettuata per investimenti
pubblici.

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(SEAM))Politica A/L 02/05/2013 14 / 14
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 3 - Lezione 3
Spesa Aggregata per Consumi II
Spesa Aggregata per Investimenti

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

29/04/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 1 / 32
Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

Un’altra teoria, sviluppata nel 1963, per comprendere la relazione tra


spesa aggregata per consumo e reddito, è quella elaborata da
Friedman.
La novità introdotta da questo economista riguarda i concetti di
reddito permanente e di consumo permanente.
Il reddito permamente è sostanzialmente una stima che l’individuo
e¤ettua in merito al reddito che egli si aspetta di guadagnare in un
dato intervallo temporale.
Per esempio, all’inizio dell’anno t, l’individuo, che ha un reddito
mensile pari a 1000 Euro, ritiene che il suo reddito permamente, ossia
il suo reddito di lungo periodo, sia pari a 12000 Euro in un anno.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 2 / 32
Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

Il consumo permanente, pertanto, è una qualche frazione, k, di tale


reddito, ovvero:
Cp = kYp (1)
Naturalmente, nel corso di un anno si possono avere delle ‡uttuazioni
di reddito sia in aumento che in diminuzione.
Friedman prende in considerazione queste componenti, introducendo
il concetto di reddito misurato, Ym . Possiamo rappresentare
formalmente questa relazione come segue:
Ym = Yp + Yt (2)
dopve Yt è la componente transitoria del reddito che può essere sia
positiva che negativa.
Ne consegue che anche il consumo può variare, essendo in‡uenzato
dalla componente transitoria del reddito:
Cm = Cp + Ct (3)
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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 3 / 32
Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

L’equzione (3) ci informa che il consumo di un individuo può subire


delle ‡uttuazioni di breve periodo. In altre parole, gli individui
possono consumare di più (o di meno) a seconda che essi ricevano un
aumento o subiscano una diminuzione del loro reddito.
L’intuizione di Friedman sta nel fatto che le componenti transitorie
del reddito non hanno una relazione diretta sul consumo permamente
di un individuo. Possiamo speci…care meglio questo punto con un
esempio.
Immaginiamo che un individuo stimi che il suo reddito permamente
sia pari a 12000 Euro e che egli consumi una frazione pari allo 0.5.
Supponiamo che egli durante l’anno bene…ci di una vincita pari a
1000000 di euro.
Immaginiamo inoltre che Il giorno successivo alla vincita questo
individuo decida di spendere tutta questa somma.
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Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

In questo esempio distinguiamo diverse elementi:


1 Una componente transitoria del reddito pari ad 1000000 di Euro;
2 Una componente transitoria del consumo che e’pari alla medesima
somma;
3 Una componente permanente di reddito uguale alla stima di 12000
Euro;
4 Una componente permanente del consumo pari alla frazione di reddito
permanente che l’individuo abitualmente spende.

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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 5 / 32
Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

La domanda che ci poniamo a questo punto e’la seguente. Dopo la


vincita il reddito permanente e, conseguentemente, il consumo
permanente, sono mutati?
La risposta a questa domanda e’negativa. Poiché l’individuo ha
immediatamente speso la componente transitoria del suo reddito (la
vincita), la sua stima del reddito e del consumo di lungo periodo non
subiscono alcuna variazione.
Possiamo rappresentare gra…camente la teoria di Friedman nella
seguente …gura.

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Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

Figura 6

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Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

Nella precedente …gura poniamo sull’asse delle ascisse il reddito e su


quella delle ordinate il consumo.
Dato un reddito permanente pari a Yp , verrà e¤ettuato un consumo
permamente pari a Cp , misurato sulla funzione di lungo periodo.
Supponiamo che l’individuo bene…ci di una vincita. Si noti lo
spostamento del reddito da Yp ad Ym . A questo nuovo reddito
corrisponde una nuova funzione del consumo misurato, Cm .
E’importante notare che il consumo permamente è rimasto
immutato. Se l’individuo spendesse tutta questa somma in un giorno,
la stima del reddito permanente non cambierebbe e, quindi, non
muterebbe quella del consumo permamente.
La maggiore entrata …nanzierebbe un consumo di breve periodo.

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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 8 / 32
Spesa aggregata per consumi
Friedman (1963)

Supponiamo, invece, che l’individuo decida di risparmiare questa


somma. Il risparmio di breve periodo è indicato dal segmento mn.
Questo risparmio potrebbe generare un ‡usso permamente di reddito.
Infatti la nuova stima del reddito permanente sarebbe uguale al
reddito da lavoro maggiorato del reddito derivante dal risparmio
e¤ettuato.
Solo se la componente transitoria del reddito viene trasformata in una
componente permamente allora l’individuo sarebbe in grado di
modi…care la sua stima del reddito permamente e quindi del consumo.
Nel nostro caso, il consumo aumenterebbe …no a Cp come
conseguenza del nuovo reddito permamente Yp . Il risparmio si
ridurrebbe in linea con il risparmio di lungo periodo pari a ms.
E’evidente che distinguendo tra componenti permanenti e transitorie
Friedman è in grado di riconciliare le discrasie derivanti dalle veri…che
empiriche.
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Spesa aggregata per investimento
Introduzione

Il secondo aggregato macroeconomico che studiamo riguarda gli


investimenti.
Essi costituiscono un elemento fondamentale per spiegare l’evoluzione
dei sistemi economici.
Bisogna tenere presente che gli investimenti sono e¤ettuati dal
sistema produttivo e riguardano la creazione di nuovo capitale.

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Spesa aggregata per investimento
Introduzione

Possiamo suddividere gli investimenti in varie categorie:


1 Investimenti in impianti e macchiari. Essi costituiscono la parte più
rilevante (e per certi versi più interessante) della spesa aggregata per
investimenti. Si riferiscono alle spese e¤ettuate dal sistema produttivo
per la creazione di nuovo stock di capitale per la produzione di beni e
servizi (in termini microeconomici essi si riferiscono all’ammontare di K
che il singolo imprenditore decide di utilizzare nel processo produttivo);
2 Investimenti del settore pubblico. Essi riguardano gli investimenti in
infrastrutture e¤ettuati dall’operatore pubblico. Sono un elemento
essenziale per lo sviluppo in quanto essi forniscono le strutture
necessarie di supporto all’attività del settore privato (si pensi per
esempio alla costruzione di strade, autostrade, nuove linee ferroviarie);
3 Investimenti in costruzioni residenziali.
4 Investimenti in scorte. Essi riguardano le rimanenze di materie prime
e/o di beni …niti a …ne anno. Possono essere desiderate (se
programmate) o non desiderate (se conseguenza di improvviso calo
nella domanda di beni e servizi).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 11 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Il primo passo nell’analisi della spesa aggregata di investimenti


consiste nel determinate quale sia lo stock ottimale di capitale di un
sistema economico.
Ciò è importante in quanto l’investimento, come ricordato in
precedenza, mira alla creazione di nuovo stock di capitale. Pertanto
l’investimento ci consente di passare da un certo ammontare di stock
a quello desiderato.
Si ipotizzi che lo stock di capitale desiderato al tempo t sia Kt e che
lo stock di capitale posseduto …no al periodo precedente sia pari a
Kt 1 . Possiamo rappresentare formalmente questa relazione come
segue:
Kt = Kt 1 + It
Kt Kt 1 = It
∆Kt = It (4)
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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 12 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

E’facile notare come la variazione nello stock di capitale sia


determinato dall’investimento che viene e¤ettuato.
Come facciamo a stabilire quale sia lo stock ottimale di capitale? In
altre parole, come facciamo a stabilire quanto dobbiamo investire?
Per rispondere a queste domande dobbiamo in primo luogo de…nire la
pro…ttabilità di un investimento ed il suo costo.
Dobbiamo tenere presente che la decisione di investimento implica un
processo di carattere dinamico, ovvero l’investimento viene e¤ettuato
oggi ma esso genera dei ‡ussi di pro…tto nel futuro.
Per esempio, supponiamo di costruire un nuovo impianto produttivo
e, sempli…cando, immaginiamo che esso generi un ‡usso futuro di
pro…tti costanti e pari a Π nei 5 anni successivi.
Come facciamo a stabilire se l’investimento è pro…ttevole?

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 13 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

In primo luogo dobbiamo capire quale sia e¤ettivamente il pro…tto


che l’investimento rende nel corso degli anni.
Dobbiamo tenere a mente che il pro…tto Π costante che si genera
ogni anno per 5 anni, non ha lo stesso valore.
Se ricevo 1000 Euro oggi e 1000 euro fra un anno, infatti, le due
somme sono uguali sono in termini nominali ma non in termini reali.
Facciamo il seguente esempio. Supponiamo che oggi decida di
investire una somma pari a H.
Si noti che investire una somma oggi signi…ca postporre l’utilizzo di
quella somma nel futuro. Ma chiunque faccia questa scelta vorrà
naturalmente essere compensato per tale scelta, poichè egli si priva
oggi di una somma che in alternativa potrebbe consumare.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Ne consegue che se oggi (t0 ) investo una somma, mi aspetto di


ricevere indietro questa somma tra un anno maggiorata di un premio
(o rendimento r ) quale compensazione per avere di¤erito nel futuro
l’utilizzo di quella somma.
Formalmente avremo:
H1 = H0 + rH0 (5)
dove H0 è la somma che investo oggi ed H1 è la somma che mi
aspetto di ricevere tra un anno. Ne consegue che la somma che io
riceverò domani sarà la seguente:
H1 = H0 ( 1 + r ) (6)
Supponiamo di investire la stessa somma per un altro anno ricevendo
indietro lo stesso rendimento, ovvero:
H2 = H 1 ( 1 + r )
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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 15 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Tuttavia sappiamo che H1 = H0 (1 + r ) pertanto possiamo modi…care


la precedente equazione come segue:

H 2 = H0 ( 1 + r ) ( 1 + r )
H 2 = H0 ( 1 + r ) 2 (7)

Se noi investiamo la medesima somma per un numero di anni pari ad


n, risulterà che dopo n anni si riceverà:

Hn = H0 ( 1 + r ) n (8)

Pertanto data la somma iniziale H0 ed il tasso di rendimento r sono


in grado di calcolare la somma che riceverò dopo n anni.

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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 16 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Supponiamo adesso di fare il ragionamento inverso. Supponiamo di


conoscere quale sia la somma che riceveremo tra un anno (H1 ) ed il
premio che otterremo per postporre l’utilizzo di questa somma (r ).
La domanda che ci poniamo è la seguente: quanto sarà conveniente
investire oggi per poter ottenere una data somma H1 domani al tasso
di rendimento r ? Utilizzando la equazione (6) possiamo facilmente
dare una risposta al precedente quesito:
H1
H0 = (9)
1+r
L’informazione che ci viene dalla equazione (9) consiste nel conoscere
quale sia oggi il valore (valore attuale) di una somma H1 che verrà
ricevuta domani.

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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 17 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che domani riceveremo


una somma pari a 1000 euro e che il tasso di rendimento corrente è
pari al 10%. La domanda che ci poniamo è la seguente: quanto
dobbiamo investire oggi per ottenere 1000 euro domani?
Sappiamo che:

1000 = H0 (1 + 0.10)
1000
H0 = = 909.09 (10)
1.10
In altre parole se vogliamo ottenere una somma pari a 1000 domani,
oggi è razionale investire una somma pari a 909.09 Euro.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 18 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Supponiamo adesso che la somma di 1000 Euro venga percepita tra 2


anni. In questo caso sappiamo che:

1000 = H1 (1 + 0.10)
= H0 (1 + 0.10) (1 + 0.10)
= H0 (1 + 0.10)2
1000
H0 = = 862.45
(1 + 0.10)2

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Il medesimo ragionamento viene adottato dal sistema produttivo


quando decide l’ammontare di investimento necessario per ottenere lo
stock di capitale desiderato.
E’, infatti, necessario attualizzare i ‡ussi di pro…tto futuri in quanto la
decisione di investimento viene e¤ettuata oggi. Investire una somma
inferiore a quella ottimale, si traduce nell’impossibilità di ottenere il
pro…tto atteso.
Al contrario investire una somma superiore signi…ca sprecare risorse,
in quanto sarebbe possibile ottenere lo stesso risultato con uno sforzo
economico inferiore.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 20 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Nell’esempio fatto in precedenza, il valore attuale dell’investimento


realizzato da una impresa che ottiene un pro…tto pari a Π nei cinque
anni futuri sarà dato dalla seguente formula:
Π1 Π2 Π3
VA = + +
(1 + i ) (1 + i )2 (1 + i )3
Π4 Π5
+ 4
+
(1 + i ) (1 + i )5
5
Πn
VA = ∑ (1 + i )n
(11)
n =1

L’equazione (11) è un modo più compatto per scrivere l’equazione


precedente. Essa è lo sommatoria di n che va da 1 a 5 del valore
Πn
(1 +i )n
. In essa abbiamo sostituito r con i, ovvero il tasso di interesse
di mercato.
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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 21 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

La precedente equazione ci consente di notare che il valore attuale è


in‡uenzato negativamente dal tasso di rendimento, ovvero:
∆VA
<0 (12)
∆i
In altre parole, se il tasso di interesse aumenta, il valore attuale
dell’investimento diminuisce. Ciò signi…ca che con un tasso di
interesse molto alto le imprese sono scoraggiate dall’investire e creare
nuovo stock di capitale perchè il valore attuale dei futuri ‡ussi di
pro…tto sono molto bassi e, dopo un certo numero di anni, addirittura
tendono a zero (se il tasso di interesse fosse pari al 100% dopo solo
un paio di anni, il valore attuale dell’investimento sarebbe prossimo
allo zero (questa è la ragione per la quale in periodo di congiuntare
sfavorevole, quando i tassi di interesse di mercato sono molto alti, le
imprese si astengono dall’investire).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 22 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Si noti che il tasso di interesse di mercato determina il costo


dell’investimento, ovvero C (i ). Maggiore è il tasso di interesse di
mercato, maggiore è il costo dell’investimento e minore è il valore
attuale dello stesso.
Inoltre il valore attuale di un investimento è inversamente correlato
allo stock di capitale esistente. In altre parole, creare un nuovo
impianto produttivo in un area in cui abbondano gli impianti che
producono lo stesso bene rende meno pro…ttevole l’investimento
(diminuisce il numeratore nella equazione (11)) e quindi anche il
valore attuale dell’investimento diminuisce.
Possiamo facilmente rappresentare questa situazione nel gra…co
seguente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 23 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Figura 6
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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 24 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Supponiamo di avere uno stock di capitale pari a Kt 1 . L’incontro tra


la funzione del valore attuale e quella del costo dell’investimento ci
dice che lo stock ottimale di capitale è pari a Kt .
L’area in verde indica che è pro…ttevole spostarci dal punto Kt 1 …no
a Kt poichè il VA, ovvero il rendimento dell’investimento è superiore
al suo costo.
Al contrario se ci trovassimo nel punto Kt" 1 saremmo costretti a
disinvestire, in quanto lo stock di capitale è superiore alla quantità
ottimale.
Cosa succede se il tasso di interesse i diminuisce?

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 25 / 32
Spesa aggregata per investimento
Valore attuale

Figura 7

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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 26 / 32
Spesa aggregata per investimento
E¢ cienza Marginale del Capitale (MEC)

Un modo di¤erente per caratterizzare le scelte di investimento è


quello di fare riferimento all’e¢ cienza marginale del capitale.
Essa è stata sviluppata da Keynes, il quale de…nisce questa misura
come il tasso di rendimento s che uguaglia il ‡usso atteso dei pro…tti
che deriva dall’attività di investimento al prezzo di o¤erta dell’attività.
Si consideri la seguente ipotesi:
5
Πn
X = ∑ (1 + s )n
(13)
n =1

Nella precedente equazione i termini noti sono i ‡ussi di pro…tto attesi


ed il prezzo di o¤erta (o costo dell’investimento) X .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 27 / 32
Spesa aggregata per investimento
E¢ cienza Marginale del Capitale (MEC)

L’obbiettivo in questo caso è quello di trovare il tasso di interesse s


che ci consente di uguagliare i due membri dell’equazione.
L’investimento viene e¤ettuato se la seguente disuguaglianza viene
rispettata:
s i (14)
dove i rappresenta un costo opportunità ovvero il rendimento che si
avrebbe se si investisse la stessa somma di denaro in una attività
alternativa (di solito una attività prima di rischi).
Gra…camente la MEC viene tracciata in modo analogo alla VA ed
anche i moviementi delle funzioni sul piano sono simili.
Come per la VA anche la MEC è in‡uenzata dallo stock di capitale
esistente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 28 / 32
Spesa aggregata per investimento
Teoria degli utili non distribuiti

Nell’analisi precedente abbiamo notato come il costo dell’investimento


dipenda in ultima istanza dal tasso di interesse di mercato.
In altre parole le imprese devono considerare il costo di acquisto del
capitale, ovvero l’interesse che devono pagare al sistema creditizio per
ottenere il …nanziamento necessario per e¤ettuare quell’investimento.
Tuttavia la teoria degli utili non distribuiti mette in evidenza che
esiste uno strumento di …nanziamento alternativo al ricorso al sistema
creditizio che permette una maggiore espansione dell’impresa.
In primo luogo è necessario chiarire che gli utili di una impresa sono i
pro…tti che essa consegue al netto di tutti i costi di produzione e delle
imposte da versare all’erario.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 29 / 32
Spesa aggregata per investimento
Teoria degli utili non distribuiti

Normalmente questi utili vengono distribuiti tra gli azionisti di una


impresa sotto forma di dividendi.
Tuttavia, il management dell’impresa può decidere di accantonare
parte di questi utili (o tutti) per creare liquidità per eventuali
investimenti futuri soprattutto quando l’impresa è …nanziariamente
vincolata.
La presenza di vincoli …nanziari (per esempio una consistente
esposizione debitoria) potrebbero impedire all’impresa di e¤ettuare
investimenti. Oppure condizioni di mercato sfavorevoli possono avere
la medesima conseguenza.
Cosa succede se l’impresa ricorre alla liquidità a sua disposizione?
Si consideri la seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 30 / 32
Spesa aggregata per investimento
Teoria degli utili non distribuiti

Figura 8

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(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 31 / 32
Spesa aggregata per investimento
Teoria degli utili non distribuiti

Poniamo sull’asse delle ascisse lo stock di capitale e su quelle delle


ordinate la MEC ed i costi del capitale utilizzando fondi interni (ii ) e
fondi esterni, ovvero ricorrendo al mercato del credito, ie .
Immaginiamo che l’impresa abbia uno stock iniziale di capitale pari a
X.
Se essa ricorre al mercato del credito, dato il costo ie , essa potrà
acquistare capitale …no al punto K .
Al contrario, se essa ricorre alla liquidità interna, essa potrà fare
investimenti che le consentono di raggiungere lo stock di capitale K .
E’evidente che il ricorso alla liquidità interna permette all’impresa di
e¤ettuare maggiori investimenti.
In particolare la liquidità interna garantisce contro eventuali restrizioni
al credito derivanti da condizioni di mercato sfavorevoli (crisi di
liquidità) o speci…che di¢ coltà dell’impresa stessa come conseguenza
di una importante esposizione debitoria.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 29/04/2013 32 / 32
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 4 - Lezione 1 - 2
Spesa Pubblica
Domanda ed O¤erta di Moneta

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

06/05/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 1 / 71
Spesa pubblica
Introduzione

Non rientrano invece nella de…nizione di spesa pubblica in beni e


servizi i traferimenti e¤ettuati dallo Stato o dagli enti pubblici a
favore di famiglie ed imprese.
Ciò nonostante, i trasferimenti rappresentano una componente
importante della spesa pubblica in senso lato, poichè comprendono
anche la spesa previdenziale, di assistenza sanitaria e quella per il
pagamento degli interessi del debito pubblico.
L’ampiezza della spesa pubblica misura il peso del settore pubblico
sull’intera economia. In particolare la pressione …scale intesa come il
rapporto tra spesa pubblica e PIL (G /PIL).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 2 / 71
Spesa pubblica
Evoluzione della spesa pubblica

Nel corso degli anni, la spesa pubblica è via via aumentata. Ciò viene
inteso come un sempre più progressivo peso che il settore pubblico ha
nell’economia di un paese. Questo è evidente nel seguente gra…co:

Figura 2
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 3 / 71
Spesa pubblica
Evoluzione della spesa pubblica

Nella precedente …gura consideriamo il rapporto spesa pubblica/PIL


in tre di¤erenti aggregati di paesi: quelli dell’area Euro, i paesi con un
reddito medio e quelli appartenenti all’OCSE.
Possiamo facilmente notare che nel periodo tra il 1970 ed il 2008 il
rapporto G /PIL è costantemente aumentato.
In particolare possiamo notare come questo rapporto fosse
praticamente identico per i paesi OCSE ed i paesi di area Euro nel
1970, ma progressivamene la forbice tra i due sia aumentata.
Una visione più chiara della dinamica del rapporto G /PIL si può avere
se guardiamo all’evoluzione di tale rapporto in alcuni paesi.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 4 / 71
Spesa pubblica
Evoluzione della spesa pubblica

Figura 3

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 5 / 71
Spesa pubblica
Evoluzione della spesa pubblica

Nella precedente …gura possiamo notare come il rapporto G /PIL sia


aumentato per quasi tutti i paesi considerati.
In particolare in Italia, esso è aumentato da circa il 15% negli anni
Settanta a quasi il 20% nel 2008.
Si noti che l’uso del rapporto G /PIL invece della sola G "normalizza"
il valore della spesa pubblica e ci da una visione più chiara di quanto il
settore pubblico pesi in un sistema economico.
Un altro punto cruciale da notare è che nei precedenti gra…ci abbiamo
considerato solo la spesa pubblica in beni e servizi, omettendo di
considerare i trasferimenti (pensioni, sanità, interessi sui titoli del
debito pubblico).
Pertanto, abbiamo una indicazione per difetto dell’ampiezza del
settore pubblico. Per esempio, se considerassimo anche questi
elementi, il peso del settore pubblico sull’economia italiana sarebbe di
circa il 45%.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 6 / 71
Spesa pubblica
Ruolo della spesa pubblica

Tralasciamo in questa sede di considerare le ragioni e le conseguenze


di un settore pubblico particolarmente ampio (farete queste
considerazioni nell’ambito del corso di Scienza delle Finanze).
Quello che ci interessa adesso è capire quale possa essere il ruolo della
spesa pubblica, e quindi dell’operatore pubblico, nella determinazione
del reddito nazionale.
Si noti che prima degli studi Keynesiani, il ruolo dell’operatore
pubblico veniva giudicato di limitata importanza. La scuola della
…nanza neutrale, infatti, riteneva che il ruolo dello Stato fosse solo
quello di fornire certi particolari beni (ordine pubblico, giustizia,
difesa).
Keynes (e la scuola della …nanza funzionale) ritengono, invece, che lo
Stato possa svolgere un ruolo di stimolo nel settore economico
contribuendo a raggiungere gli obbiettivi di piena occupazione e
produzione e di stabilizzatore della crescita economica.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 7 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Tali obbiettivi possono essere raggiunti, secondo i fautori della …nanza


funzionale, attraverso gli strumenti di politica …scale.
In altre parole, agendo sulla spesa pubblica o sul livello delle imposte,
sarebbe possibile porre in essere un’attività di stimolo per il settore
economico.
In questo contesto assume particolare rilevanza lo strumento del
moltiplicatore della spesa pubblica.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 8 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Il moltiplicatore keynesiano della spesa pubblica è quello strumento


che ci dice quanto varia il reddito nazionale a seguito di un aumento
della spesa pubblica. In altre parole esso ci permette di stabilire la
relazione esistente tra le politiche …scali del governo ed il reddito
nazionale.
Esistono due tipi di moltiplicatore:
1 Moltiplicatore in de…cit: ovvero lo Stato aumenta la spesa pubblica
senza agire sulle imposte (e, quindi, fa una spesa in de…cit);
2 Moltiplicatore in pareggio: ossia lo Stato aumenta la spesa pubblica
…nanziandola attraverso un pari ammontare di imposte.
Cominciamo la nostra analisi dal primo tipo di moltiplicatore.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 9 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Lo studio del moltiplicatrore viene e¤ettuato sia da un punto di vista


matematico che da un punto di vista gra…co.
Matematicamente possiamo iniziare dall’equazione del reddito
nazionale:
Yt = Ct + It + Gt (1)
La teoria keynesiana ci dice che il consumo è una funzione del reddito
nazionale. Pertanto avremo:

Ct = c0 + c1 Yt (2)

Sostituendo la (2) nella (1) avremo:

Yt = c0 + c1 Yt + It + Gt (3)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 10 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Raccogliendo nel lato sinistro della equazione i termini contenenti il


reddito nazionale otteniamo:

Yt c1 Yt = c0 + It + Gt
Yt (1 c1 ) = c0 + It + Gt (4)

Il nostro obbiettivo è capire come il reddito nazionale Yt vari, quando


aumentiamo la spesa pubblica Gt .
Per semplicità, ipotizziamo che vi sia stato un cambiamento nella
spesa pubblica rispetto al periodo precedente. In altre parole
immaginiamo che la spesa pubblica sia aumentata rispetto al tempo
t 1.
Al contempo assumiamo che c0 e It siano rimasti immutati al pari
della propensione marginale a consumare c1 .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 11 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Confrontiamo l’equazione (4) con l’equazione del reddito nazionale


che avevamo nel periodo precedente. Quest’ultima sarà data dalla
seguente equazione:

Yt 1 (1 c1 ) = c0 + It 1 + Gt 1 (5)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 12 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Se sottraiamo l’equazione (5) dalla (4), otteniamo:

Yt (1 c1 ) Yt 1 (1 c1 ) = c0 c0 + It It 1 + Gt Gt 1 (6)

Poichè abbiamo abbiamo ipotizzato che It 1 = It , ovvero gli


investimenti non cambiano al pari del consumo autonomo, c0 ,
l’equazione (6) può essere riscritta come segue:

∆Yt (1 c1 ) = ∆Gt
1
∆Yt = ∆Gt (7)
1 c1

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 13 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

L’equazione (7) si fornisce la risposta alla domanda che abbiamo


posto implicitamente in precedenza, ossia di quanto cresce il reddito
nazionale a seguito di una politica …scale espansiva.
Va precisato che una politica …scale è espansiva quando l’operatore
pubblico aumenta la spesa pubblica (o diminuisce le imposte). Essa è
restrittiva, se lo Stato sceglie degli interventi esattamente opposti
(diminuzione della spesa pubblica/aumento delle imposte).
L’equazione (7) ci dice che se aumentiamo la spesa pubblica (∆Gt ),
l’aumento del reddito nazionale (∆Yt ) sarà più che proporzionale
rispetto allo stesso aumento della spesa pubblica.
L’ampiezza di tale aumento sarà misurata dal moltiplicatore che nella
precedente equazione è pari a 1 1c1 .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 14 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Si noti che:
1
1< <∞ (8)
1 c1
ovvero il moltiplicatore può assumere tutti i valori compresi tra 1 ed
in…nito, in relazione al valore di c1 , ovvero della propensione
marginale a consumare.
Se c1 = 0, il moltiplicatore sarà pari ad 1, ovvero il reddito nazionale
aumenterà di un valore pari alla variazione della spesa pubblica.
Se c1 è uguale a 1, l’aumento del reddito sarà in…nito.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 15 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Più realisticamente c1 assume valori compresi tra 0 ed 1. Pertanto se


c1 = 0.5 avremo:
1 1
=
1 c1 1 0.5
1 1
=
1 c1 0.5
1
= 2 (9)
0.5
Ciò vuol dire che se la variazione della spesa pubblica è pari a 1000, il
reddito nazionale crescerà di un ammontare pari a 2000.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 16 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Prima di sviluppare gra…camente il funzionamento del moltiplicatore


della spesa pubblica in de…cit, è opportuno ricordare che questa teoria
non è stata esente da critiche.
In particolare, il fatto che essa si basi su una spesa in de…cit ha
rappresentato la giusti…cazione teorica per espandere enormemente la
spesa pubblica.
E’stato rilevato come questa teoria avrebbe una maggiore validità se
la spesa e¤ettuata riguardasse soprattuto la spesa per investimenti. In
realtà essa è stata anche utilizzata per giusti…care l’espansione dei
trasferimenti con e¤etti negativi sulla tenuta dei conti pubblici.
Gra…camente la teoria del moltiplicatore keynesiano è rappresentato
nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 17 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Figura 4

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(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 18 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

Sappiamo che in equilibrio il reddito speso deve essere uguale al


reddito prodotto.
Nella precedente …gura, l’uguaglianza tra il reddito speso (AE ) ed il
reddito prodotto (Y ) viene indicata dalla bisettrice a 45 .
Sull’asse delle ascisse poniamo il reddito, mentre su quello delle
ordinate il reddito speso. La funzione di reddito come spesa (AE ) è
data dalla somma tra C , I e G .
Nella situazione iniziale l’uguaglianza tra reddito speso e quello
prodotto ci consente di individuare un reddito di equilibrio pari a Y
(dato dall’incontro tra la bisettrice e la funzione di spesa aggregata
rossa).
Immaginiamo che si veri…chi un aumento della spesa pubblica (∆G ).
Ciò determina uno spostamento della funzione di spesa aggregata
verso l’alto come indicato dalla freccia blue.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 19 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in de…cit

La nuova funzione di spesa aggregata è data dal segmento verde. Il


nuovo reddito di equilibrio sarà dato da Y .
Possiamo notare che l’aumento del reddito (freccia marrone) è anche
visivamente superiore alla variazione di spesa pubblica (∆G ).
La di¤erenza tra ∆Y e ∆G è da attribuire all’operare del
moltiplicatore della spesa pubblica.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 20 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in pareggio

Che cosa succede se la spesa pubblica viene …nanziata attraverso un


uguale incremento delle imposte?
In questo caso dobbiamo considerare che l’e¤etto espansivo sul
reddito, derivante dalla variazione di spesa pubblica, è in parte
compensato dall’aumento delle imposte che hanno un e¤etto
restrittivo sul reddito.
Dobbiamo infatti considerare questa volta che il consumo dipende dal
reddito disponibile.
Per capire la portata di questi e¤etti consideriamo il seguente
sviluppo:

Yt = Ct + It + Gt
Ct = c0 + c1 (Yt Tt )

dove Tt sono l’ammontare delle imposte.


Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 21 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in pareggio

Procediamo in modo analogo a quanto fatto in precedenza e


sostiuiamo la funzione del consumo nell’equazione del reddito.
Otteniamo:

Yt = c0 + c1 (Yt Tt ) + It + Gt
Yt (1 c1 ) = c0 c1 Tt + It + Gt (10)

Come fatto in precedenza, assumiamo che rispetto al periodo


precedente vi sia una variazione nella spesa pubblica ed una
corrispondente variazione delle imposte. Inoltre assumiamo che c1 , c0
e gli investimenti siano costanti.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 22 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in pareggio

Possiamo riscrivere la precedente equazione come segue:

Yt (1 c1 ) Yt 1 (1 c1 ) = c0 c0 c1 T t + c1 Tt 1
+It It 1 + Gt Gt 1
∆Yt (1 c1 ) = c1 ∆Tt + ∆Gt (11)

Si noti che noi abbiamo assunto che la variazione di spesa pubblica


(∆Gt ) venga …nanziata da una medesima variazione delle imposte
(∆Tt ). Pertanto abbiamo ∆Tt = ∆Gt .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 23 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in pareggio

Utilizzando questa informazione possiamo riscrivere la (11) come


segue:

∆Yt (1 c1 ) = c1 ∆Gt + ∆Gt


∆Yt (1 c1 ) = ∆Gt (1 c1 )
∆Yt = ∆Gt (12)

Ne consegue che se …nanziamo la spesa pubblica attraverso un uguale


ammontare di imposte, il reddito nazionale crescerà di un valore pari
a ∆Gt .
Possiamo notare che qualunque sia il valore di c1 , il moltiplicatore
indica in questo caso che il reddito aumenterà di un ammontare
uguale alla variazione di spesa pubblica.
Possiamo rappresentare gra…camente la teoria del moltiplicatore in
pareggio nella seguente …gura.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 24 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in pareggio

Figura 5

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 25 / 71
Spesa pubblica
Moltiplicatore in pareggio

Possiamo notare nella precedente Figura che l’introduzione delle


imposte determina una contrazione della funzione della spesa
aggregata (dal segmento verde a quello viola).
Ciò avviene in quanto l’aumento delle imposte (politica …scale
restrittiva) ha un e¤etto esattamente opposto a quello di una
variazione della spesa pubblica.
Possiamo inoltre notare che l’e¤etto restrittivo sul reddito è pari a
c1 ∆T . Pertanto la funzione di spesa aggregata si contrae …no ad
una posizione intermedia tra il segmento in rosso e quello verde.
E’facile notare che l’aumento del reddito risulterà pari all’aumento
della spesa pubblica (freccia blue).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 26 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Introduzione

In un sistema economico moderno, la moneta rappresenta uno


strumento indispensabile per lo svolgimento di tutte le attività
quotidiane.
In linea di massima sono due le funzioni che la moneta svolge:
1 Mezzo di scambio: ovvero essa permette agli individui di e¤ettuare
ogni tipo di transazione. Rispetto ad una economia basata sul baratto,
la moneta permette di poter acquistare/cedere ogni tipo di bene e
servizio, mentre, se ci si basasse sul baratto, potremmo scambiare un
bene a nostra disposizione solo con i beni di un individuo, che necessita
di ciò di cui noi disponiamo;
2 Riserva di valore: ovvero essa mantiene inalterato il suo valore (o per
lo meno quest’ultimo in condizioni normali decresce in modo molto
lento) consentendo di assolvere alla prima funzione.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 27 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Introduzione

Per capire il ruolo che la moneta svolge all’interno di un sistema


economico studiamo il modo in cui essa è stata analizzata da due
scuole di pensiero:
1 Teoria classica della moneta: i classici assegnano alla moneta solo la
funzione di mezzo di scambio. Gli individui detengono (e quindi
domandano) moneta solo per poter e¤ettuare transazioni;
2 Teoria keynesiana della moneta: oltre al motivo transattivo, i
keynesiani ritengono che gli individui domandano moneta anche per
ragioni precauzionali e speculative.
Ci so¤ermeremo in modo particolare sulla teoria keynesiana, in quanto
quella classica è ormai superata e non ci fornisce tutti gli elementi
utili per comprendere le ragioni per le quali gli individui domandano
moneta.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 28 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

La teoria keynesiana a¤erma che gli individui domandano moneta per


soddisfare tre esigenze:
1 Esigenza transattiva;
2 Esigenza precauzionale;
3 Esigenza speculativa.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 29 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Il motivo transattivo a¤erma che gli individui domandano moneta per


poter e¤ettuare le transazioni giornaliere, ovvero per poter acquistare
beni e servizi.
Appare evidente che in aggregato la domanda di moneta per ragioni
transattive (L1 ) richiesta dal sistema economico dipende dal reddito
nazionale: un maggiore reddito permette di e¤ettuare maggiori
transazioni, per le quali viene richiesta una maggiore quantità di
moneta:
L1 = kPY (13)
Nella precedente equazione, P rappresenta il livello generale dei prezzi
e k è una costante che può dipendere da vari fattori, quali ad esempio
la velocità di circolazione della moneta.
La velocità di circolazione della moneta indica il numero di passaggi
necessari perchè la stessa banconota spesa da un individuo possa
ritornare nelle mani del medesimo individuo.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 30 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Il secondo motivo per il quale gli individui detengono moneta è quello


precauzionale: gli individui detengono una certa quantità di moneta
per far fronte ad eventuali spese impreviste.
Anche in questo caso la domanda di moneta precauzionale (Lpr )
dipende dal livello del reddito. Inoltre essa dipende da un parametro σ
che misura la probabilità che si veri…chi una spesa imprevista (per
esempio una spesa medica):

Lpr = f (Y , σ) (14)

Ipotizzando che questo probabilità (o misura del rischio) sia costante,


in ultima istanza la domanda di moneta precauzionale dipende dal
reddito.
Pertanto si è soliti ricomprendere il motivo precauzionale in quello
transattivo.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 31 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Il terzo motivo per il quale gli individui detengono moneta è quello


speculativo.
Si tratta dell’elemento distintivo della teoria keynesiana rispetto a
quella classica. Keynes, infatti, ritiene che gli individui possano
detenere moneta per poterla scambiare con strumenti …nanziari che
consenta di loro di ottenere un qualche pro…tto addizionale. In altre
parole, gli individui detengono moneta speculativa per e¤ettuare
investimenti.
Appare, quindi, evidente che la domanda di moneta speculativa (L2 )
sia dipendente dal tasso di interesse:

L2 = f (i ) (15)

La relazione tra le due variabili è inversa: all’aumentare del tasso di


interesse la domanda di moneta speculativa diminuisce.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 32 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Per comprendere questa relazione dobbiamo tenere presente che


secondo la teoria Keynesiana ortodossa gli individui decidono o di
detenere la moneta speculativa in forma liquida o di utilizzarla per
acquistare strumenti …nanziari.
In altre parole Keynes esclude la possibilità che gli individui detengano
contemporaneamente moneta in forma liquida e strumenti …nanziari.
Le teorie successive di ispirazione keynesiana hanno dimostrato che la
validità della relazione inversa tra L2 ed i rimane inalterata anche se
si assume che gli individui detengano contemporaneamente moneta in
forma liquida e strumenti …nanziari.
Gli strumenti …nanziari di cui parla Keynes sono essenzialmente titoli
di debito pubblico irredimibili, ossia titoli che garantiscono a chi li
possiede il godimento di un certo interesse per tutta la vita, ma non
una futura restituzione del capitale investito.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 33 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Consideriamo il seguente esempio. Supponiamo che il tasso di


interesse di mercato sia particolarmente alto, i H . E’chiaro che gli
individui preferiranno acquistare in questo caso preferiscano acquistare
i titoli di debito pubblico, perchè riceveranno un interesse molto alto.
Chiaramente è preferibile acquistare i titoli in questa occasione
rispetto al caso in cui il tasso di interesse fosse particolarmente basso,
i L.
Questa è la prima ragione per la quale esiste una relazione inversa tra
i e L2 . Se il tasso di interesse è alto, gli individui non tratterranno la
moneta speculativa in forma liquida ma la convertiranno in titoli.
Pertanto la domanda di moneta speculativa sarà bassa.
Esiste una seconda ragione che giusti…ca questa relazione inversa.
Essa riguarda la possibilità che gli individui possano bene…ciare di un
ulteriore guadagno se decidono di vendere il titolo in loro possesso.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 34 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Consideriamo la seguente situazione. Il tasso di interesse di mercato è


pari al 10%. Un individuo deve decidere se acquistare un titolo pari a
1000 Euro. In questo caso egli potrebbe bene…ciare di un rendimento
pari a 100 Euro annui.
Si deciderà di procedere all’acquisto del titolo o no?
La risposta alla precedente domanda dipende dall’aspettativa che
l’individuo può formulare con riferimento all’andamento del tasso di
interesse.
Le aspettative sono delle previsioni che gli agenti economici formulano
con riferimento all’andamento delle variabili macroeconomiche.
Si ricordi che il titolo acquistato è irredimibile. Pertanto il possesso di
quel titolo darà al possessore il bene…cio di incassare per tutto il resto
della vita la somma di 100 Euro annui.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 35 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Supponiamo che l’individuo preveda una diminuzione del tasso di


interesse nel prossimo periodo, ovvero egli ritiene che il tasso di
interesse domani scenderà al 5%.
Se è questa la previsione, è evidente che egli procederà all’acquisto
del titolo per due ragioni.
La prima è che se acquista oggi il titolo avrà un rendimento annuo di
100 Euro. Diversamente se lo acquista domani il rendimento sarà di
soli 50 Euro.
In secondo luogo però la diminuzione futura attesa permetterebbe
all’individuo di e¤ettuare un guadagno se egli decidesse di vendere il
titolo in suo possesso.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 36 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Sintetizziamo questa situazione come segue

Titolo = 1000 i = 10% Rendimento = 100


Titolo = 2000 i = 5% Rendimento = 100

Se il tasso di interesse si dimezza ed il titolo in possesso dell’individuo


da un rendimento pari a 100, egli potrà vendere il documento in suo
possesso ad un prezzo pari a 2000, poichè al nuovo tasso di interesse
un titolo che frutta 100 Euro varrà 2000 (infatti il 5% di 2000 è pari a
100).
Chiaramente se le aspettative sull’andamento del tasso di interesse
indicano un suo aumento, la conclusione a cui siamo giunti cambia
diametralmente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 37 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

In altre parole, se l’aspettativa sul tasso di interesse indica una sua


diminuzione, l’individuo avrà convenienza ad acquistare il titolo oggi,
perchè domani potra’, se vorrà, rivenderlo ad un prezzo maggiorato.
Le due ragioni sopra indicate (maggiore rendimento e possibile
guadagno dalla vendita successiva) giusti…cano una relazione inversa
tra L2 e i.
La domanda totale di moneta, L, sarà pertanto data dalla somma tra
L1 ed L2 .
Gra…camente rappresentiamo la domanda di moneta come segue.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 38 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Figura 6
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(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 39 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

La prima cosa che dobbiamo notare è che la funzione della domanda


di moneta non interseca l’asse delle ordinate.
Ciò dipende dal fatto che la domanda di moneta è formata dalla
moneta transattiva L1 non dipendente dal tasso di interesse (segmento
in verde) e dalla domanda di moneta speculativa L2 , funzione rossa.
Pertanto la domanda di moneta L ha un andamento identico a quello
della domanda di moneta speculativa, ma più spostata sul piano per
tenere conto della quantità di moneta transattiva.
Si noti che nella …gura abbiamo indicato un tasso di interesse (imin ) a
cui corrisponde una funzione della domanda di moneta in…nitamente
elastica.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 40 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Teoria keynesiana della moneta

Il tasso di interesse imin rappresenta il tasso di interesse minimo oltre


il quale il tasso non può scendere.
Quando viene raggiunto questo tasso di interesse, le aspettative in
merito al suo andamento non possono che indicare un suo futuro
rialzo. In questa situazione non è, ovviamente, opportuno investire e,
quindi, gli individui preferiscono detenere la moneta in forma liquida.
L’equilibrio nel mercato della moneta si raggiunge quando la domanda
risulta essere uguale all’o¤erta M.
Supponiamo per il momento che l’o¤erta di moneta sia esogena.
Nella seguente …gura possiamo rappresentare l’equilibrio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 41 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Equilibrio del mercato

Figura 7

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(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 42 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
Equilibrio del mercato

Nella precedente …gura rappresentiamo l’o¤erta di moneta come una


funzione insensibile al tasso di interesse.
Se essa è pari a M1 notiamo che in equilibrio il tasso di interesse sarà
pari a i1 . Un aumento dello stock di moneta (da M1 a M2 ) determina
una diminuzione del tasso di interesse da i1 a i2 .
Ma se il sistema si trova in una situazione di trappola della liquidità
l’eventuale aumento dello stock di moneta non determina alcuna
variazione del tasso di interesse.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 43 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Nella precedente …gura l’o¤erta di moneta è esogena.


Ma quali sono nella realtà gli elementi che la determinano?
L’o¤erta di moneta è la somma tra la moneta legale (banconote e
monete) e quella bancaria, ossia quella creata dal sistema delle
banche commerciali.
Si consideri la seguente situazione. La banca centrale (o l’autorità che
governa la politica monetaria) aumenta la moneta legale in
circolazione. Quest’ultima sarà detenuta dagli individui sotto forma di
circolante, mentre in parte sarà posseduta dalle banche commerciali
per costituire la cosidetta riserva obbligatoria. L’insieme delle riserve
obbligatorie e del circolante costituisce la base monetaria o la moneta
ad alto potenziale:
H = C +R (16)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 44 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Nella equazione (16) H rappresenta la base monetaria, C è la


quantità di circolante e R è la quota di riserva obbligatoria.
L’introduzione della moneta ad alto potenziale innesca un processo di
"moltiplicazione" della moneta attraverso l’attività delle banche
commerciali.
Queste ultime e¤ettuano prestiti a famiglie ed imprese ed ogni volta
che la moneta "esce" dalle banche, …ttiziamente si crea nuova
moneta.
La relazione tra la base monetaria H e l’o¤erta di moneta M è
caratterizzata dall’operare del moltiplicatore della moneta.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 45 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Si noti che l’o¤erta di moneta è la somma tra il denaro circolante ed i


depositi e¤ettuati presso le banche commerciali da famiglie ed
imprese, ovvero:
M = C +D (17)
Consideriamo la seguente situazione. Immaginiamo che gli individui
(siano esse famiglie o imprese) depositiano il loro denaro in banca
detenendone una quota c in forma liquida per le esigenze giornaliere.
La banca commerciale considera i depositi come passività (i soldi
depositati non sono delle banche ma della clientela) ma utilizzano tali
depositi per e¤ettuare mutui a famiglie ed imprese (attività delle
banche).
Tuttavia non utilizzeranno l’intera somma depositata, ma metteranno
da parte una percentuale di essa, detta appunto riserva, per poter far
fronte ad eventuali esigenze della clientela (ovvero per poter restituire
indietro le somme se la clientela dovesse chiederlo).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 46 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Le riserve, quindi, non sono altro che una frazione r dei depositi
e¤ettuati. Le somme nella disponibilità delle banche, tolta la riserva,
vengono utilizzati, come detto prima, per concedere prestiti alle
famiglie ed alle imprese.
Quando la moneta "esce" dalla banca, come dicevamo in precedenza,
si crea …ttiziamente nuova moneta.
Gli individui che ricevono il prestito ne deterranno in forma liquida ed
il resto lo depositeranno nuovamente presso un istituto di credito.
A questo punto il nuovo deposito verrà nuovamente scomposto in una
parte che rappresenta la riserva e con la parte rimanente le banche
e¤ettueranno nuovi prestiti.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 47 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Questo processo consistente nell’entrata e nell’uscita della moneta


dalla banca genera arti…ciosamente nuova moneta.
Da quanto abbiamo esposto prima risulta che:

C = cD (18)
R = rD (19)

Sostituendo le equazioni (18) e (19) nelle (16) e (17) otteniamo:

M = cD + D = D (c + 1) (20)
H = cD + rD = D (c + r ) (21)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 48 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Per comprendere quale sia l’o¤erta di moneta in relazione alla moneta


ad alto potenziale introdotta dalla banca centrale possiamo
rapportare le equazioni (20) e (21) come segue:

M D (c + 1) (c + 1)
= = (22)
H D (c + r ) (c + r )
(c +1 )
Il rapporto (c +r ) indica il valore del moltiplicatore della moneta,
ovvero ci dice quanta o¤erta di moneta viene generata nel sistema a
seguito dell’introduzione di un qualche ammontare di moneta ad alto
potenziale:
(c + 1)
M= H (23)
(c + r )

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 49 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Si noti che:
(c + 1)
>1
(c + r )
Ciò dipende dal fatto che r < 1. In generale il coe¢ ciente di riserva
viene …ssato per legge dall’autorità monetaria. In Italia, per esempio,
esso è pari a 0.2.
Si noti che nulla vieterebbe alle banche commerciali di appliare questo
coe¢ ciente. Tuttavia questo non viene fatto in quanto maggiori
riserve signi…cherebbe minore liquidità per e¤ettuare prestiti a
famiglie ed imprese e, quindi, meno pro…tti.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 50 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

L’equazione (23) ci consente di stabilire le seguenti relazioni:

∆M
> 0 (24)
∆H
∆M
< 0 (25)
∆c
∆M
< 0 (26)
∆r
Si ricordi che il ciclo "moltiplicativo" della moneta è stato generato
dall’aumento della base monetaria H. Pertanto se la banca centrale
aumenta la base monetaria (emette maggiore liquidità nel sistema), il
processo di creazione della moneta "dura" più a lungo. Pertanto se
aumenta H aumenterà anche l’o¤erta di moneta M (equazione 24).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 51 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Abbiamo detto in precedenza che la banca utilizza il denaro raccolto


presso famiglie ed imprese per poter successivamente e¤ettuare
prestiti. Ma se le famiglie e le imprese trattengono una maggiore
quantità di moneta in forma liquida (diminuendo quindi i depositi), la
quantità di denaro che raggiunge le banche diminuisce e, quindi,
l’ammontare di prestiti che può essere e¤ettutato decresce.
Pertanto se aumenta c la quantità di moneta M diminuisce
(equazione 25).
Sappiamo, in…ne, che quando la banca riceve un nuovo deposito
dovrà accantonarne una parte sotto forma di riserva e con la parte
rimanente potrà svolgere la sua attività. Ma se il coe¢ ciente di
riserva r aumenta, la banca sarà costretta ad accantonare una quota
maggiore dei depositi e, quindi, avrà meno risorse per concedere
prestiti. Quindi se aumenta r , M diminuirà (equazione 26).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 52 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Lo sviluppo del moltiplicatore della moneta ci permette di confrontare


due scuole di pensiero che si confrontano sulla capacità della politica
monetaria di stimolare lo sviluppo economico.
Abbiamo visto prima che l’incontro tra domanda ed o¤erta di moneta
ci consente di de…nire il tasso di interesse di equilibrio.
Si tenga presente che una diminuzione del tasso di interesse ha
l’e¤etto di stimolare gli investimenti del sistema produttivo e, quindi,
di stimolare la crescita economica.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 53 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

Dall’equazione (23) possiamo osservare che se conosciamo il valore di


H, di r e di c possiamo calcolare quale sia l’o¤erta di moneta M.
Naturalmente conosciamo H in quanto esso è stabilita dall’autorità
monetaria. Conosciamo anche r in quanto viene …ssato per legge.
La scuola dei monetaristi fondata negli anni 50 da Friedman, ritiene
che anche il coe¢ ciente c sia prevedibile.
Esso dipende per esempio dalla velocità di circolazione della moneta,
che essa ritiene sostanzialmente stabile in un sistema economico.
Pertanto abbiamo tutti gli elementi per prevedere quale possa essere
l’e¤etto di una politica monetaria e, quindi, possiamo essere …duciosi
circa la sua e¢ cacia.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 54 / 71
Domanda ed o¤erta di moneta
O¤erta di moneta

I keynesiani, al contrario, nutrono forti dubbi sulla possibilità di


conoscere il valore di c.
Essi ritengono che la velocità di circolazione è di¢ cile da prevedere, in
quanto in‡uenzata da numerosi fattori.
Naturalmente, se non conosciamo con precisione il valore di c, non
possiamo prevedere con certezza quale possa essere l’e¤etto di una
politica monetaria espansiva (ossia l’aumento di H).
Tale politica, infatti, potrebbe essere insu¢ ciente per stabilizzare i
mercati oppure eccessiva (ovvero troppo accomodante).
Pertanto i keynesiani ritengono che non si possa con…dare troppo
sulla politica monetaria, in quando non possiamo prevederne con
precisione i suoi e¤etti.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 55 / 71
Il modello IS-LM
Introduzione

Nel corso delle precedenti lezioni abbiamo studiato i tre aggregati


macroeconomici che de…niscono il reddito nazionale, ovvero C , I e G .
Successivamente abbiamo studiato il ruolo della moneta.
Possiamo a questo punto mettere insieme questi aggregati per avere
una visione completa dell’equilibrio del sistema.
Lo strumento teorico che utilizziamo per poter derivare l’equilibrio del
sistema economico è il modello IS LM.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 56 / 71
Il modello IS-LM
Introduzione

Nella prima lezione di macroeconomia abbiamo dato alcune de…nizioni


del reddito nazionale.
Se guardiamo al reddito prodotto, possiamo dare la seguente
de…nizione del reddito nazionale

Y = C +I (27)

Abbiamo detto che in equilibrio il reddito prodotto deve essere uguale


alla spesa in aggregato e¤ettuata dagli agenti economici. Pertanto
abbiamo de…nito il reddito nel modo seguente:

Y = C +S (28)

Uguagliando le due precedenti identità otteniamo:

C +I = C +S
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(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 57 / 71
Il modello IS-LM
Introduzione

L’equazione (29) ci fa comprendere come in equilibrio il sistema


produttivo (reddito prodotto) deve essere in grado di soddisfare tutta
la domanda di beni e servizi e¤ettuata dagli agenti economici.
Ciò si veri…ca se la seguente uguaglianza viene soddisfatta:
I =S (29)
Quando abbiamo studiato la teoria keynesiana del consumo abbiamo
notato che la spesa aggregata per consumi ed il risparmio sono tra di
loro speculari. In particolare avevamo:
C = c0 + c1 Y (30)
S = c0 + ( 1 c1 ) Y (31)
Pertanto lo studio dei primi due aggregati macroeconomic (I e C ) ci
fornisce gli strumenti necessari per studiare le condizioni che
garantiscono il pieno equilibrio nel mercato dei beni e dei servizi.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 58 / 71
Il modello IS-LM
Introduzione

La funzione IS nel modello che andremo a studiare, ci permette di


derivare le condizioni che assicurano tale equilibrio.
Lo studio della moneta ci permette invece di comprendere le
condizioni che assicurano l’equilibrio nel mercato della moneta dove,
in equilibrio, la domanda di moneta (L) deve essere uguale all’o¤erta
(M).
Nel modello che andremo a studiare tale equilibrio viene sintetizzato
nella funzione LM.
Si noti che, come studieremo, la funzione IS risulta essere dipendente
dal reddito e dal tasso di interesse, al pari della funzione LM:

= f (Y , i )
IS
LM = f (Y , i )

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 59 / 71
Il modello IS-LM
Introduzione

Possiamo pertanto immaginare …n da adesso che potrebbe esistere


una coppia di reddito e di tasso di interesse che ci consente di
raggiungere l’equilibrio sia nel mercato dei beni che in quello dei
servizi. L’equilibrio simultaneo in questi due mercati ci permette di
determinare l’equilibrio generale nel settore privato dell’economia.
Lo studio dell’aggregato della spesa pubblica ha posto l’accento sul
ruolo che l’operatore pubblico può svolgere in un sistema economico.Il
settore pubblico è in equilibrio se la spesa pubblica è uguale
all’ammontare di imposte.
Queste ultime, naturalmente dipendono dal reddito in aggregato.
Avremo pertanto:
G = T (Y ) (32)
dove T (Y ) indica che le imposte sono, infatti, una funzione del
reddito nazionale.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 60 / 71
Il modello IS-LM
Introduzione

Ma poichè in de…nitiva l’equilibrio nel settore pubblico dipende dal


livello di reddito, possiamo immaginare …n da ora che potrebbe
esistere un livello di reddito Y tale che esso risulti essere il reddito di
equilibrio del settore privato ma anche quello che ci permette di
raggiungere l’equilibrio nel settore pubblico.
Se abbiamo l’equilibrio sia nel settore pubblico che in quello privato,
possiamo a¤ermare che tutto il sistema economico è in equilibrio.
Il modello IS LM al quale aggiungiamo anche il settore pubblico ci
permette, pertanto, di de…nire i valori di reddito (Y ) e di tasso di
interesse (i ) che permettono il raggiungimento dell’equilibrio:
1 Nel mercato dei beni e servizi;
2 Nel mercato della moneta;
3 Nei conti pubblici.
I primi due ci permettono di raggiungere l’equilibrio nel settore privato
del sistema economico e l’ultimo quello nel settore pubblico.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 61 / 71
Il modello IS-LM
IS

Il modello IS LM può essere studiato sia da un punto di vista


matematico che gra…co. Iniziamo il nostro studio dall’equilibrio del
mercato dei beni.
Esso viene caratterizzato dalla funzione IS. Essa è l’insieme in…nito di
punti, cui corrispondono coppie di reddito e di tasso di interesse che
permettono il raggiungimento dell’equilibrio nel mercato dei beni.
Iniziamo il nostro studio della funzione IS da un punto di vista
matematico.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 62 / 71
Il modello IS-LM
IS

Il nostro punto di partenza è l’equazione che de…nisce il reddito come


prodotto:
Y = C +I (33)
La teoria keynesiana sulla spesa aggregata di consumo ci permette di
esplicitare una funzione del consumo come segue:

C = c0 + c1 Y (34)

Inoltre, dallo studio della spesa aggregata per investimenti sappiamo


che questi ultimi sono una funzione inversa del reddito:

I =d … (35)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 63 / 71
Il modello IS-LM
IS

E’interessante notare come l’equazione (35) scompone l’investimento


in una componente insensibile al tasso di interesse (d) ed una invece
in‡uenzata da quest’ultimo (…).
Possiamo per esempio assmere che la componente d rappresenti la
spesa di investimento di sostituzione.
Sostituendo la (34) e la (35) nella (33) otteniamo:

= c0 + c1 Y + d
Y …
Y c1 Y = c0 + d …
Y ( 1 c1 ) = c0 + d …
c0 + d …
Y = (36)
1 c1

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 64 / 71
Il modello IS-LM
IS

L’equazione (36) ci permette di de…nire la funzione IS. Essa contiene


una informazione molto interessante: lungo la funzione IS il reddito
nazionale è inversamente correlato al tasso di interesse.
In altre parole, guardando l’equazione (36) possiamo già prevedere
che la corrispondente funzione IS avrà una inclinazione negativa.
Gra…camente la funzione IS viene costruita presupponendo un
equilibrio ex ante veri…cato ex post. In altre parole, assumiamo che sia
sempre vero che I = S, ovvero che gli investimenti in aggregato sono
sostenuti da un uguale ammontare di risparmio. Successivamente
veri…cheremo che qualunque coppia di reddito ed interesse possiamo
prendere in considerazione lungo la curva IS ci garantisce l’equilibrio.
La costruzione gra…ca della curva IS è rappresentata nella seguente
…gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 65 / 71
Il modello IS-LM
IS

Figura 8

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(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 66 / 71
Il modello IS-LM
IS

Come ricordato in precedenza, la costruzione della curva IS si basa


sull’assunzione ex ante che il mercato dei beni e servizi è in equilibrio.
Possiamo pertanto cominciare la costruzione partendo dal gra…co in
basso a destra in cui poniamo in relazione la domanda di investimento
con il tasso di interesse.
Sull’assunzione di equilibrio, scegliamo un qualche tasso di interesse
i1 . A questo tasso di interesse corrisponderà un livello di investimenti
I1 .
Riportiamo questo livello nel gra…co soprastante in cui, se è vero che
il mercato è in equilibrio, possiamo uguagliare gli investimenti con il
risparmio in aggregato.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 67 / 71
Il modello IS-LM
IS

In altre parole, in equilibrio l’investimento I1 dovrà essere …nanziato


attraverso un risparmio S1 . Questa uguaglianza è ottenuta costruendo
una bisettrice che taglia in due porzioni uguali il piano cartesiano: in
tutti i punti della bisettrice i valori sull’asse delle ascisse saranno
uguali ai corrispondenti valori sull’asse delle ordinate.
Ma in equilibrio il risparmio S1 sarà generato da un qualche livello di
reddito. Riportanto il risparmio S1 nel gra…co in alto a sinistra,
tracciamo una funzione del risparmio che ha intercetta negativa
( c0 ) e inclinazione uguale a 1 c1 . Data la funzione del risparmio,
S1 sarà generato da un reddito Y1 .
Riportiamo nel quadrante in basso a sinistra il reddito così derivato
(asse delle ascisse) ed il tasso di interesse dal quale siamo partiti per
la costruzione della curva (asse delle ordinate).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
IS

Queste due variabili si incontreranno nel punto A. Quest’ultimo è


sicuramente un punto della funzione IS.
Supponiamo di scegliere un nuovo tasso di interesse (i2 ) e ripetiamo
lo stesso ragionamento (linea tratteggiata marrone).
Se il tasso di interesse è i2 gli investimenti in equilibrio saranno pari a
I2 . Ma questi investimenti saranno stati …nanziati attraverso un
risparmio S2 . Ma questo risparmio, a sua volta, sarà stato generato
da un livello di reddito Y2 .
Se riportiamo la coppia (i2 , Y2 ) nel gra…co in basso a sinistra,
de…niremo un secondo punto della curva, B.
Poichè abbiamo ipotizzato che la funzione IS è lineare, possiamo
unire i due punti e trovare la nostra funzione (verde).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
IS

Per veri…care che la curva IS in e¤etti ci fornisce in ogni suo punto


una coppia reddito-interesse che porta il mercato dei beni in
equilibrio, scegliamo un qualche punto della funzione appena derivata,
per esempio il punto C .
Possiamo notare che a questo punto C corrisponde una coppia
reddito-interesse (i3 , Y3 ) che garantisce l’equilibrio tra risparmio ed
investimenti (questo punto genererà un livello di risparmio e di
investimenti che si "incontrano" lungo la bisettrice - linea tratteggiata
bordeaux).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 70 / 71
Il modello IS-LM
IS

Dalla costruzione della curva IS dovrebbe risultare chiaro la ragione


per la quale essa è inclinata negativamente.
Supponiamo di avere un tasso di interesse molto alto, per es. imax .
Poichè gli investimenti sono inversamente correlati ai tassi di
interesse, ad esso corrisponderanno investimenti bassi, per es. Imin .
Ma in equilibrio investimenti bassi saranno …nanziati da risparmi
bassi, per es. Smin . Ma poichè i risparmi sono funzione diretta del
reddito, anche il reddito deve essere basso Ymin .
Pertanto avremo che ad un alto tasso di interesse deve corrispondere
un basso livello di reddito per ottenere l’equilibrio tra risparmi ed
investimenti.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 06/05/2013 71 / 71
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 5 - Lezione 1-2
La curva LM e l’equilibrio IS-LM

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

08/05/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 1 / 36
Il modello IS-LM
LM

In questa lezione analizziamo la curva LM. Come nel caso della IS,
essa può essere derivata sia matematicamente che gra…camente.
Cominciamo dallo sviluppo matematico.
In primo luogo possiamo de…nire la curva LM come l’insieme dei punti
che ci forniscono delle coppie di reddito e di tasso di interesse che ci
permettono di raggiungere l’equilibrio nel mercato della moneta.
Equilibrio signi…ca in questo caso che la domanda di moneta (L) deve
essere uguale all’o¤erta (M).
Sappiamo che la domanda di moneta si divide in moneta transattiva
(L1 ) e moneta speculativa (L2 ). Pertanto in equilibrio dovremo avere:

M = L1 + L2 (1)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
LM

Ma sappiamo che la domanda di moneta transattiva dipende dal


livello di reddito, mentre quella speculativa dipende dal tasso di
interesse. Formalmente abbiamo:

L1 = θ 1 + zY (2)
L2 = θ 2 qi (3)

Nelle precedenti equazioni θ 1 e θ 2 sono delle costanti e z e q


misurano rispettivamente la sensibilità della moneta transattiva al
reddito e di quella speculativa al tasso di interesse (ci dicono di
quanto variano la moneta transattiva e quella speculativa quando
variano il reddito ed il tasso di interesse).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
LM

Pertanto la domanda di moneta (L = L1 + L2 ) può essere scritta


come segue:
L = Θ + zY qi (4)
dove Θ = θ 1 + θ 2 .
Ma poichè in equilibrio la domanda deve essere uguale all’o¤erta di
moneta (L = M) possiamo riscrivere la equazione (4) come segue:

M = Θ + zY qi (5)

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
LM

Risolvendo la (5) rispetto al tasso di interesse otteniamo:

qi = Θ + zY M
Θ + zY M
i = (6)
q

L’equazione (6) ci permette di de…nire la funzione LM.


Come nel caso della IS, l’equazione (6) ci fornisce una informazione
preliminare sull’aspetto della curva LM.
In particolare possiamo notare che il reddito ed il tasso di interesse
sono direttamente proporzionali. Pertanto possiamo aspettarci che la
funzione LM sarà inclinata positivamente.
La costruzione gra…ca della curva LM è rappresentata nella seguente
…gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
LM

Figura 1

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


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Il modello IS-LM
LM

La costruzione della curva LM è simile a quella della IS, modi…cando


chiaramente le variabili coinvolte.
Come in precedenza, partiamo dal gra…co in basso a destra nel quale
poniamo in relazione la curva di domanda di moneta speculativa L2
ed il tasso di interesse.
Supponiamo che il tasso di interesse sia i1 . In equilibrio a questo
tasso di interesse corrisponderà una domanda di moneta speculativa
pari a LA2 .
Riportiamo questa quantità nel gra…co superiore in cui ipotizziamo
l’equilibrio ex ante tra domanda ed o¤erta di moneta. Si noti che
l’o¤erta di moneta (esogena) viene rappresentata dalla funzione
M1 M2 . Essa forma con l’asse delle ascisse un angolo di 135 . Questo
fa si che Il triangolo M2 OM1 sia un triangolo equilatero. Pertanto:

OM1 = M1 M2 = OM2
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
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Il modello IS-LM
LM

Si ricordi nuovamente che M1 M2 rappresenta l’o¤erta di moneta.


Come detto, riportiamo nel gra…co in alto a destra la quantità di
moneta speculativa LA2 .
Poichè l’assunzione ex ante di equilibrio impone che la domanda sia
uguale all’o¤erta di moneta, per avere equilibrio alla domanda di
moneta speculativa LA2 dovrà corrispondere una domanda di moneta
transattiva LA1 .
Poichè tutti i lati del triangolo hanno dimensione uguale e quindi
indicano un medesimo ammontare di moneta, dovrebbe risultare
chiaro che se OLA2 è la domanda di moneta speculativa (segmento
fucsia), la restante parte del lato del triangolo (LA2 M2 ) indicherà
quella transattiva (segmento giallo).
Le medesime quantità possono essere traslate lungo il lato del
triangolo OM1 .
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 8 / 36
Il modello IS-LM
LM

Tuttavia la quantità di moneta transattiva LA1 in equilibrio sarà stata


generata da un qualche ammontare di reddito, Y1 . Ciò lo desumiamo
riportando la quantità LA1 nel gra…co in alto a sinistra in cui la
funzione in rosso rappresenta la domanda di moneta speculativa.
Se riportiamo, in…ne, nel gra…co in basso a sinistra il tasso di interesse
da cui siamo partiti, i1 , ed il reddito, Y1 , otteniamo un primo punto
(A) della funzione LM.
Ripetendo la stessa procedura ipotizzando che il tasso di interesse sia
i2 , troveremo un secondo punto B. Poichè abbiamo ipotizzato che la
funzione LM sia lineare, possiamo unire i due punti A e B e tracciare
la nostra funzione LM.
In…ne, scegliendo un qualche punto della funzione LM (per esempio
quello che corrisponde alla combinazione (i3 , Y3 ) possiamo veri…care la
validità ex post della nostra costruzione (linea tratteggiata bordeaux).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 9 / 36
Il modello IS-LM
LM

Come previsto in precedenza, la curva LM ha una inclinazione


positiva. La ragione di ciò dovrebbe essere chiara dal modo in cui la
curva viene e¤ettivmaente costruita.
L’obbiettivo è quello di individuare una coppia di reddito e di tasso di
interesse che pone in equilibrio il mercato della moneta. Se il tasso di
interesse è molto alto, sappiamo che la domanda di moneta
speculativa sarà molto bassa.
Data una o¤erta di moneta esogena, per raggiungere l’equilibrio, la
domanda di moneta transattiva dovrà essere alta. Ma quest’ultima
sarà possibile se il livello di reddito è alto (data la correlazione
positiva tra i due).
Quindi, se il tasso di interesse dovesse diminuire, ne consegue che la
L2 crescerà, quindi data una o¤erta di moneta esogena, la moneta
transattiva dovrà diminuire e ciò avverrà se il reddito diminuisce.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 10 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

La costruzione delle funzioni IS ed LM ci ha permesso di dimostrare


che l’equilibrio nei due mercati che queste funzioni rappresentano
dipende dal tasso di interesse e dal livello di reddito:

= f (Y , i )
IS
LM = f (Y , i )

Sappiamo inoltre che la funzione IS è inclinata negativamente, mentre


quella LM è inclinata positivamente.
Pertanto è lecito presumere che esisterà sicuramente un valore del
reddito ed uno del tasso di interesse, Y e i , che simultaneamente
de…niranno l’equilibrio nel mercato dei beni ed in quello della moneta.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 11 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

In e¤etti, guardando alle equazioni che caratterizzano le curve IS ed


LM possiamo notare che esse formano un sistema di equazioni con
due incognite.
Pertanto il sistema è identi…cato, ossia possiamo lavorare su queste
due equazioni per trovare i due valori di equilibrio del reddito e del
tasso di interesse. In altre parole, possiamo esprimere il valore del
reddito e quello del tasso di interesse in funzione dei soli parametri
(esogeni) del nostro modello

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 12 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

Consideriamo nuovamente le equazioni che de…niscono la curva IS e


quella LM.
c0 + d …
Y = (7)
1 c1
Θ + zY M
i = (8)
q

Sostituiamo la (8) nella (7) al posto del tasso di interesse.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 13 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

Otteniamo:
Θ+zY M
c0 + d f q
Y =
1 c1
q ( c0 + d ) f ( Θ M ) fzY
Y =
( 1 c1 ) q
fz q ( c0 + d ) f ( Θ M )
Y+ Y =
( 1 c1 ) q ( 1 c1 ) q
fz q ( c0 + d ) f ( Θ M )
Y 1+ =
( 1 c1 ) q ( 1 c1 ) q
(1 c1 ) q + fz q ( c0 + d ) f ( Θ M )
Y =
( 1 c1 ) q ( 1 c1 ) q
q ( c0 + d ) f ( Θ M )
Y = (9)
(1 c1 ) q + fz
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 14 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

Sostituendo la (9) nella (8) al posto del reddito otteniamo:


h i
q (c 0 +d ) f ( Θ M )
Θ+z (1 c1 )q +fz
M
i =
q
(Θ M ) [(1 c1 ) q + fz ] + z [q (c0 + d ) f (Θ M )]
i =
q [(1 c1 ) q + fz ]
(Θ M ) (1 c1 ) q + zq (c0 + d )
i =
q [(1 c1 ) q + fz ]
( Θ M ) ( 1 c1 ) + z ( c0 + d )
i = (10)
[(1 c1 ) q + fz ]
Gra…camente, come possiamo vedere nella …gura seguente, l’equilibrio
simultaneo nei due mercati viene raggiunto nel punto di incontro delle
due funzioni sul piano (Y , i ).
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 15 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

Figura 2

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 16 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

Nessun altro punto possiede le medesime caratteristiche.


Consideriamo per esempio i seguenti due punti:
1 Punto H: si tratta di un punto che garantisce l’equilibrio nel mercato
della moneta, ma non in quello delle beni. In particolare, l’alto livello
del tasso di interesse e l’alto livello del reddito generano uno squilibrio
in quest’ultimo mercato poichè S > I (eccesso di risparmio);
2 Punto F : di nuovo abbiamo equilibrio nel mercato della moneta, ma
non in quello delle merci. Il basso livello del reddito determina un basso
livello di risparmio, mentre il basso tasso di interesse genera un alto
investimento. In questo caso avremo che S < I (eccesso di
investimento).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 17 / 36
Il modello IS-LM
Equilibrio

Consideriamo adesso i seguenti due punti:


1 Punto Z : esso rappresenta un equilibrio nel mercato dei beni, ma non
in quello della moneta. L’alto livello di reddito ed il basso livello del
tasso di interesse determinano una elevata domanda di moneta
transattiva e speculativa. In questo caso avremo che L > M (eccesso
di domanda);
2 Punto V : di nuovo non abbiamo equilibrio nel mercato della moneta. Il
basso reddito e l’elevato tasso di interesse determinano una bassa
domanda di moneta transattiva e speculativa. In questo caso avremo
che L < M (eccesso di o¤erta).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 18 / 36
Il modello IS-LM
Statica comparata

E’importante comprendere a questo punto come si spostano sul


piano le curve IS ed LM. Per far questo consideriamo alcuni esercizi
gra…ci di statica comparata, ossia modi…chiamo il valore di alcune
variabili per comprendere come si spostano le curve. Naturalmente
consideriamo solo alcuni casi.
Cominciamo con la curva LM ed immaginiamo un aumento
dell’o¤erta di moneta M1 M2 . Tale aumento determina uno
spostamento della curva a destra e verso il basso. Questo può essere
visto facilmente nella seguente …gura.
Chiaramente una riduzione dell’o¤erta di moneta ha un impatto
diametralmente opposto.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 19 / 36
Il modello IS-LM
Statica comparata

Figura 3
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 20 / 36
Il modello IS-LM
Statica comparata

Ipotizziamo adesso un aumento degli investimenti per comprendere


come cambia la funzione IS. In particolare immaginiamo che vi sia un
aumento della spesa pubblica di investimento. Questo ci consente di
studiare l’impatto di una variazione della spesa pubblica sull’equilibrio
IS.
L’aumento della spesa pubblica di investimento determina uno
spostamento della funzione degli investimenti. Ciò determina una
traslazione …nale verso l’alto e verso destra della funzione IS come
possiamo facilmente vedere nel gra…co seguente.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 21 / 36
Il modello IS-LM
Statica comparata

Figura 4

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 22 / 36
Il modello IS-LM
Casi particolari

E’in…ne interessante considerare alcuni casi speciali che determinano


una particolare forma delle curve IS ed LM.
Speci…camente, consideriamo il caso in cui la domanda di
investimenti riguardi solo gli investimenti di sostituzione. In altre
parole immaginiamo che la domanda di investimenti sia insensibile al
tasso di interesse.
In questo caso, anche la curva IS sarà insensibile a mutamenti del
tasso di interesse. Ciò dipende dal fatto che gli investimenti adesso
sono dati dalla componente d nella funzione di investimento.
Gra…camente possiamo rappresentare la curva IS nel modo indicato
nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 23 / 36
Il modello IS-LM
Casi particolari

Figura 5

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 24 / 36
Il modello IS-LM
Casi particolari

Un altro caso particolare si veri…ca quando il sistema economico ha


raggiunto il tasso di interesse minimo possibile (trappola della
liquidità).
In questo caso la domanda di moneta speculativa è in…nitamente
elastica e, ne consegue, che anche la curva LM sarà parallela all’asse
delle ascisse.
Gra…camente possiamo rappresentare questo caso particolare della
curva LM nel modo indicato nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 25 / 36
Il modello IS-LM
Casi particolari

Figura 6

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 26 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Da quanto visto in precedenza, risulta chiaro che il modello IS LM


ci consente anche di studiare l’e¤etto che le politiche …scali e
monetarie possono avere sull’equilibrio di un sistema economico.
In altre parole, possiamo studiare come cambia l’equilibrio quando
l’operatore pubblico realizza delle politiche …scali o monetarie.
Poichè attualmente nel nostro sistema economico, la politica
monetaria è esercitata dalla Banca Centrale Europea ci so¤ermeremo
solamente sugli e¤etti della politica …scale.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 27 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Quando viene e¤ettuata una politica …scale (espansiva), sappiamo dai


lucidi precedenti che la curva IS si sposta verso l’alto e verso destra.
Questo dovrebbe determinare un aumento del reddito nazionale
(attraverso l’operare del moltiplicatore keynesiano).
Tuttavia questa politica può anche in‡uenzare il tasso di interesse.
L’aumento del tasso di interesse determina una contrazione degli
investimenti privati. Questa situazione "spiazza" la politica …scale del
governo.
L’e¤etto di spiazzamento quindi si veri…ca quando a seguito di una
politica …scale espansiva i tassi di interesse aumentano determinando
una riduzione degli investimenti privati. La di¤erenza tra le
conseguenze espansivo di un aumento della spesa pubblica e la
riduzione degli investimenti privati a seguito dell’aumento dei tassi di
interesse viene misurato attraverso l’e¤etto di spiazzamento.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 28 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Esistono tre tipi di spiazzamento:


1 Parziale: la politica …scale ha un e¤etto espansivo sul reddito
parzialmente compensato da una riduzione degli investimenti privati;
2 Totale: gli e¤etti espansivi della politica …scale sono totalmente
controbilanciati dalla diminuzione degli investimenti privati;
3 Nullo: la politica …scale ha un e¤etto espansivo sul reddito che non
viene spiazzato da alcuna diminuzione degli investimenti privati.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 29 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Cominciamo con lo spiazzamento parziale. Esso viene rappresentato


nella seguente …gura:

Figura 7

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 30 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Un aumento della spesa pubblica determina uno spostamento della


funzione IS …no ad IS1 . Supponiamo per un momento che il tasso di
interesse non aumenti.
In questo caso, l’e¤etto espansivo della variazione della spesa pubblica
determinerebbe un aumento del reddito da Y a Y1 (dal punto E al
punto B).
Ma il punto B indica equilibrio nel mercato dei beni ma non in quello
della moneta. In particolare il punto B ci dice che, poichè il reddito è
molto alto ed il tasso di interesse molto basso, vi sarà eccesso di
domanda di moneta. L’aumento del reddito fa aumentare la domanda
di moneta transattiva, ma per avere equilibrio nel mercato della
moneta, quella speculativa deve necessariamente diminuire.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 31 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Questo viene ottenuto attraverso un aumento del tasso di interesse.


Pertanto il nuovo equilibrio si trova nel punto A (i1 , Y2 ). La
di¤erenza Y1 Y2 , misura l’ammontare dello spiazzamento.
Matematicamente abbiamo:

∆Y (G ) > ∆Y (I ) (11)

dove con un abuso di notazione indichiamo con ∆Y (G ) la variazione


(positiva) nel reddito indotta da un aumento della spesa pubblica, e
con ∆Y (I ) la variazione (negativa) nel reddito generata da una
contrazione degli investimenti privati.
In questo caso la politica …scale è parzialmente e¢ cace.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 32 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Consideriamo adesso l’ipotesi dello spiazzamento nullo. Si veda la


seguente …gura:

Figura 8

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 33 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

L’ipotesi dello spiazzamento nullo si veri…ca quando ci troviamo in


una situazione di trappola della liquidità.
Il tasso di interesse ha raggiunto il suo livello più passo possibile. La
variazione della spesa pubblica ha l’e¤etto di determinare una
espansione piena nel livello di reddito, che non viene spiazzata da
alcuna diminuzione degli investimenti privati poichè il tasso di
interesse è rimasto invariato.
In questo caso la politica …scale è pienamente e¢ cace.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 34 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

Consideriamo adesso l’ipotesi di spiazzamento totale. Esso si veri…ca


quando la curva IS si presenta verticale, ovvero totalmente rigida:

Figura 9

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 35 / 36
Il modello IS-LM
E¤etto di spiazzamento

In questo caso l’e¤etto espansivo sul reddito derivante da una


variazione della spesa pubblica viene totalmente compensato da una
uguale diminuzione degli investimenti privati:

∆Y (G ) = ∆Y (I )

In questo caso la politica …scale è totalmente ine¢ cace.


Ciò si veri…ca quanto il sistema economico ha già raggiunto il suo
livello di piena occupazione e produzione. In questo caso la politica
…scale non è in grado di stimolare ulteriore crescita, ma sarebbero
necessarie delle politiche "strutturali" che creino nuove opportunità
produttive.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 08/05/2013 36 / 36
Economia Politica A/L
Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza
Dipartimento di Giurisprudenza
Settimana 6 - Lezione 1-2-3
IS-LM e settore pubblico - Mercato del Lavoro - In‡azione

Dario Maimone Ansaldo Patti

Dipartimento di Economia (SEAM)

13-15/05/2013

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 1 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Introduzione

In questa lezione aggiungiamo al modello IS LM il settore pubblico.


Il sistema IS LM ci fornisce l’equilibrio nel settore privato
dell’economia. Raggiungendo l’equilibrio anche nel settore pubblico,
otteniamo l’equilibrio anche nell’intero sistema economico.
Si noti preliminarmente che l’equilibrio nel settore pubblico implica
che l’ammontare delle spese sia uguale alle entrate, ovvero:

G = T (Y ) (1)

Nella nostra analisi, come si evince dall’equazione (1), la spesa viene


trattata esogenamente, mentre le imposte sono dipendenti dal reddito.
Il nostro obbiettivo è quello di trovare un livello di reddito Y tale che
esso garantisca (insieme al tasso di interesse) l’equilibrio nel settore
privato, ma che anche ci fornisca l’ammontare di imposte necessarie
per …nanziare la spesa pubblica.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 2 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Equilibrio nel settore pubblico

Si consideri la seguente …gura:

Figura 1

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 3 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Equilibrio nel settore pubblico

Poniamo sull’asse delle ordinate le imposte T e la spesa pubblica G e


su quelle delle ascisse il reddito Y .
Come detto in precedenza, la spesa pubblica è trattata esogenamente.
Infatti essa si presenta parallela all’asse delle ordinate.
Al contrario, la funzione delle imposte T è crescente al crescere del
reddito. L’inclinazione della funzione è determinato dall’aliquota
media di imposta t. Molto semplicemente possiamo ipotizzare
T = tY .
Il punto di incontro tra le due funzioni ci permette di raggiungere
l’equilibrio nel settore pubblico.
Immaginiamo a questo punto di ruotare la …gura di 180 (in altre
parole la capovolgiamo).
Possiamo quindi posizionare la …gura sotto a quella del modello
IS LM facendo coincidere gli assi delle ascisse, come possiamo
vedere nella seguente …gura.
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 4 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Equilibrio nel settore pubblico

Figura 2

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 5 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
De…cit nel settore pubblico

Come possiamo notare, al reddito Y corrisponde l’equilibrio sia nel


settore privato che in quello pubblico.
Invece di calcolare matematicamente il reddito di equilibrio, lo
de…niamo gra…camente.
Ipotizziamo a questo punto un aumento della spesa pubblica
(G + ∆G ). Questo determinerà uno spostamento verso il basso della
funzione di spesa (linea rossa tratteggiata) e nella parte superiore del
gra…co una traslazione della curva IS …no ad IS1 nel senso della
freccia bordeaux.
Come possiamo notare, il reddito Y1 insieme al tasso di interesse i1 ci
permette di raggiungere l’equilibrio nel settore privato, ma esso è
insu¢ ciente a generare un livello di imposte T tale da garantire
l’equilibrio nel settore pubblico.
Infatti dato il nuovo livello di spesa pubblica si viene a generare un
de…cit pari al segmento AB (segnato in giallo).
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 6 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
De…cit nel settore pubblico

Come possiamo notare, al reddito Y corrisponde l’equilibrio sia nel


settore privato che in quello pubblico.
Invece di calcolare matematicamente il reddito di equilibrio, lo
de…niamo gra…camente.
Ipotizziamo a questo punto un aumento della spesa pubblica
(G + ∆G ). Questo determinerà uno spostamento verso il basso della
funzione di spesa (linea rossa tratteggiata) e nella parte superiore del
gra…co una traslazione della curva IS …no ad IS1 nel senso della
freccia bordeaux.
Come possiamo notare, il reddito Y1 insieme al tasso di interesse i1 ci
permette di raggiungere l’equilibrio nel settore privato, ma esso è
insu¢ ciente a generare un livello di imposte T tale da garantire
l’equilibrio nel settore pubblico.
Infatti dato il nuovo livello di spesa pubblica si viene a generare un
de…cit pari al segmento AB (segnato in giallo).
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Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento del de…cit

Come possiamo …nanziare il de…cit pubblico? Esistono tre modi:


1 Attraverso l’aumento dell’aliquota media di imposta;
2 Attraverso una politica monetaria espansiva;
3 Attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico.
Si noti che attualmente in Italia solo il primo ed il terzo modo
possono essere realizzati, in quanto l’autorità responsabile della
politica monetaria è la BCE.
Chiarmente, però, anche l’emissione di nuovo debito pubblico e/o
l’aumento delle imposte potrebbe rivelarsi arduo.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 8 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite aumento delle imposte

Figura 3
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 9 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite aumento delle imposte

Cominciamo con l’aumento dell’aliquota media di imposta.


Supponiamo che essa passi da t a t 0 con t 0 > t.
L’aumento dell’aliquota media di imposta fa aumentare l’inclinazione
della curva che si sposta da T (Y ) a T 0 (Y ). Ciò indica che a parità
di reddito l’ammontare delle imposte risulterà essere maggiore.
Tuttavia l’aumento delle imposte caratterizza una politica …scale
restrittiva con la conseguenza che la curva IS si contrae (diminuisce il
reddito disponibile e, quindi, diminuirà anche il risparmio a parità di
reddito) spostandosi da IS1 ad IS2 (freccia arancione).
Il nuovo equilibrio si raggiunge a livello di reddito Y1 al quale è
possibile ripristinare l’equilibrio nel settore pubblico.
Si noti che questa è una rappresentazione gra…ca del moltiplicatore
della spesa pubblica in pareggio. In questo caso l’aumento del reddito
è pari alla variazione della spesa pubblica (per quanto nella …gura
questo non è visibile).
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 10 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite politica monetaria espansiva

Consideriamo adesso l’ipotesi che l’operatore pubblico ripristini


l’equilibrio nei conti pubblici attraverso una politica …scale espansiva
(per esempio aumentando la base monetaria H).
Sappiamo che l’aumento della quantità di moneta determina uno
spostamento della curva LM in basso a destra (nella …gura seguente è
indicato con la freccia arancione). Ciò ha l’e¤etto di ridurre i tassi di
interesse e, quindi, di stimolare l’investimento privato con e¤etti
positivi sul reddito nazionale. In questo modo è facile ripristinare
l’equilibrio nel settore pubblico come possiamo vedere nella seguente
…gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 11 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite politica monetaria espansiva

Figura 4
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 12 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite politica monetaria espansiva

Si noti che il ricorso alla politica monetaria espansiva in aggiunta a


quella …scale risulta pienamente coerente con le indicazione
dell’economista Jan Tinbergen.
Quest’ultimo sosteneva che se l’operatore pubblico vuole conseguire
un certo numero di obbiettivi, egli deve porre in essere almeno un
numero di azioni di politica economica pari al numero degli obbiettivi.
Nel nostro caso l’operatore pubblico vuole conseguire l’equilibrio sia
nel settore privato che in quello pubblico dell’economia.
Pertanto i due obbiettivi possono essere conseguito attraverso due
azioni di politica economica.
Nel nostro caso queste due azioni riguardano l’espansione della spesa
pubblica (politica …scale espansiva) e l’aumento dell’o¤erta di moneta
(politica monetaria espansiva).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 13 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite debito pubblico

Consideriamo adesso l’ipotesi che l’operatore pubblico emetta titoli


del debito pubblico per …nanziare la spesa e¤ettuata in de…cit.
Si tenga presente che l’emissione di titoli del debito pubblico
comporta che lo Stato si impegna a corrispondere annualmente un
certo interesse ai sottoscrittori dei titoli.
In aggregato ciò può dare l’illusione di un maggiore benessere. Infatti
la corresponsione degli interessi determina una riduzione reale delle
imposte. In altre parole lo Stato chiede un certo ammontare di
imposte, ma ne restituisce una parte attraverso gli interessi corrisposti
ai sottoscrittori del debito pubblico.
Questo è evidente nella seguente …gura.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 14 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite debito pubblico

Figura 5

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 15 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite debito pubblico

La corresponsione degli interessi sul debito determina uno


spostamento della funzione delle imposte in senso antiorario, come
indicato dalla freccia nera, da T (Y ) a T 0 (Y ).
In termini reali, infatti, è come se l’aliquota media di imposta
diminuisse.
L’aumento del reddito disponibile da parte degli individui determina
un ra¤orzamento dello spostamento della curva IS da IS1 ad IS2
(freccia arancione).

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 16 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento tramite debito pubblico

Questi due e¤etti (diminuzione delle imposte e ulteriore spostamento


della IS) determinano il nuovo equilibrio sia nel settore privato che in
quello pubblico.
Si noti tuttavia che l’e¤etto ricchezza introdotto dall’emissione dei
titoli del debito pubblico è solo illusorio, in quanto lo Stato (se non
decide di aumentare le imposte per …nanziare il pagamento degli
interessi) utilizzerà una parte più consistente del bilancio pubblico per
pagare gli interessi, distraendo le somme da altri utilizzi (per esempio
tagli alla spesa sanitaria, all’istruzione, agli investimenti ecc.).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 17 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento del de…cit pubblico

Se consideriamo comparativamente i tre strumenti appena studiati,


possiamo notare che il ricorso al debito pubblico determina una
espansione del reddito superiore a quella che possiamo ottenere
facendo ricordo alla politica monetaria espansiva, che, a sua volta,
garantisce una espansione superiore a quella che otteniamo
…nanziando il de…cit con imposte.
Tuttavia il ricorso a questi tre strumenti non è esente da critiche.
Il ricorso alle imposte può non essere particolarmente indicato in
periodi di recessione. Il loro aumento infatti può avere delle
conseguenze ulteriormente recessive.
Anche l’espansione della moneta può creare qualche problema. Essa
infatti ha un e¤etto al rialzo sul livello generale dei prezzi. Pertanto
può creare in‡azione.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 18 / 75
Il modello IS-LM con spesa pubblica
Finanziamento del de…cit pubblico

Per quanto riguarda, invece, il ricorso al debito, dobbiamo in…ne


ricordare le critiche fatte in precedenza relative al fatto che
l’espansione del debito comporta un maggiore onere derivante dal
pagamento sugli interessi.
Questo a lungo andare può incidere in modo pesante sulla possibilità
di utilizzare le risorse pubbliche per …nanziare talune spese in
supporto dei cittadini e/o per e¤ettuare investimenti pubblici.
In de…nitiva la presenza di un de…cit pubblico, in qualunque modo
venga …nanziato, può nel lungo periodo incidere negativamente sul
sistema economico e, pertanto, dovrebbe essere evitato in ogni modo
possibile.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 19 / 75
Il mercato del lavoro
Introduzione

Un altro importante argomento della Macroeconomia è quello relativo


al mercato del lavoro.
L’equilibrio in tale mercato è fondamentale per varie ragioni.
In primo luogo perchè la componente del lavoro è cruciale nella fase
di produzione. Sappiamo infatti che la produzione Y è funzione del
lavoro e del capitale:
Y = f (K , L) (2)
In secondo luogo la presenza di disoccupazione è fonte di tensioni
sociali che possono avere gravi conseguenze sulla stabilità del sistema,
non solo economico.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 20 / 75
Il mercato del lavoro
Introduzione

Prima di procedere all’analisi di questo mercato dobbiamo fare una


precisazione terminologica.
Quando parliamo di o¤erta di lavoro ci stiamo riferendo
all’ammontare di lavoro che gli individui intendono o¤rire (o mettere
a disposizione del settore produttivo) al salario di equilibrio.
Invece, dato il salario di equilibrio, il sistema produttivo domanderà
lavoro da introdurre nel processo di produzione.
In altre parole la terminologia economica è di¤erente dal modo in cui
l’o¤erta e la domanda di lavoro vengono intese nella quotidianità.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 21 / 75
Il mercato del lavoro
O¤erta di lavoro

La curva di o¤erta di lavoro viene derivata da un punto di vista


microeconomico. In altre parole, immaginiamo il comportamento di
un singolo agente economico e, successivamente, assumiamo che tutti
gli individui si comportino allo stesso modo.
Per studiare tale funzione, ipotizziamo che il singolo individuo
massimizzi la sua funzione di utilità i cui argomenti sono dati dalla
retribuzione R e dal tempo libero a sua disposizione (T L) dove T
è il tempo a sua disposizione (ipotizziamo che esso sia dato dalle ore
di una giornata) e L è la quantità di ore che egli dedica al lavoro.
Ciò signi…ca che il problema dell’agente è quello di scegliere una certa
combinazione di R e (T L) che massimizzi la sua funzione di utilità.
Si consideri la seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 22 / 75
Il mercato del lavoro
O¤erta di lavoro

Figura 6

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 23 / 75
Il mercato del lavoro
O¤erta di lavoro

Consideriamo la …gura in alto. Poniamo sull’asse delle ascisse il


tempo OT e su quella delle ordinate la retribuzione R.
Muovendoci da O verso T misuriamo le ore di riposo. Nel senso
inverso indichiamo le ore di lavoro.
De…niamo un primo vincolo di bilancio con inclinazione pari a w1 . Si
noti che se l’individuo riposa T ore la sua retribuzione sarà pari a 0.
L’inclinazione del vincolo di bilancio è data dal salario orario che viene
pagato in questo primo caso. Inoltre il salario orario misura il costo
opportunità di un’ora di riposo. Ciò signi…ca che riposare costa
quanto non si guadagna in quell’ora.
Data una curva di indi¤erenza I1 ipotizziamo che l’individuo lavori TA
ore e riposi OA ore.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 24 / 75
Il mercato del lavoro
O¤erta di lavoro

Supponiamo che il salario orario aumenti w2 > w1 . In questo caso,


l’inclinazione del vincolo di bilancio aumenta. L’incremento nel salario
orario indica un maggiore costo opportunità del riposo.
Di fronte a tale incremento, l’agente economico probabilmente reagirà
modi…cando la combinazione tra retribuzione e riposo (si sposterà
sulla curva di indi¤erenza I2 ).
Al nuovo salario orario egli lavorerà TB ore e riposerà OB ore.
Ipotizziamo un ulteriore aumento del salario orario …no a w3 . Anche
in questo caso riposare sarà molto più costoso e l’agente economico
sarà spinto a lavorare di più (TC ) e riposare di meno (OC ).

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 25 / 75
Il mercato del lavoro
O¤erta di lavoro

Riportiamo queste ore di lavoro nel gra…co in basso associando ad


ogni quantità il salario orario corrispondente.
Unendo i punto di interesezione possiamo derivare la curva di o¤erta
di lavoro (SL ).
Come possiamo notare essa è crescente al crescere del salario orario
(più alto è quest’ultimo più riposare costa e, quindi, più ore sono
dedicate al lavoro).
Si noti che nella …gura il salario è valutato in termini reali.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 26 / 75
Il mercato del lavoro
Domanda di lavoro

Consideriamo adesso la domanda di lavoro.


Se il mercato è perfettamente competitivo il salario orario reale sarà
esogeno, ovvero l’impresa dovrà accettare il salario che viene indicato
dal mercato (nella …gura successiva esso si presente parallelo all’asse
delle ascisse).
La domanda di lavoro è caratterizzata dalla PMA dell’input. In altre
parole, il sistema produttivo assumerà lavoratori in relazione alla
produttività marginale degli stessi.
Pertanto la domanda di lavoro assumerà un andamento decrescente.
Si consideri la seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 27 / 75
Il mercato del lavoro
Domanda di lavoro

Figura 7

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 28 / 75
Il mercato del lavoro
Domanda di lavoro

La quantità di lavoro di equilibrio si trova in corrispondenza


dell’intersezione tra la domanda di lavoro (DL ) ed il livello di salario.
Tale condizione implica che la produttività marginale del fattore
lavoro è uguale al costo marginale.
Chiaramente non è conveniente assumere meno lavoratori (per
esempio L1 ). Ciò perchè la di¤erenza tra la domanda ed il salario
rappresenta un pro…tto per il sistema produttivo.
Pertanto risulta conveniente assumere una quantità maggiore di
lavoratori rispetto a L1 .
Parimenti non è conveniente assumere più lavoratori di L , per
esempio L2 , in quanto in questo caso i costi sono superiori alla
produttività di questa quantità di lavoratori.
Anche in questo caso stiamo assumendo che i salari sono reali.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 29 / 75
Il mercato del lavoro
Equilibrio nel mercato del lavoro

L’incontro tra la domanda e l’o¤erta di lavoro determina l’equilibriuo


nel mercato, ossia la quantità di lavoratori L ed il salario reale di
equilibrio (w /P ).
Questo è ben visibile nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 30 / 75
Il mercato del lavoro
Equilibrio nel mercato del lavoro

Figura 8

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 31 / 75
Il mercato del lavoro
Equilibrio nel mercato del lavoro

Come possiamo notare, l’incontro tra domanda ed o¤erta di lavoro


determina la quantità di lavoro che in equilibrio trova impiego (L ) ed
il salario reale di equilibrio w /P .
Questo è il salario che, se il mercato è perfettamente competitivo,
viene accettato dagli individui ed il sistema produttivo e non può
essere modi…cato.
Ipotizziamo una diminuzione dei prezzi, ossia P1 < P . In questo
caso il valore reale del salario aumenta:
w /P < w /P1
Questa situazione crea eccesso di o¤erta di lavoro (misurata in …gura
dal segmento HK ).
In questo caso, il maggiore salario reale determina una riduzione della
domanda da parte delle imprese, ma a quel salario ci saranno più
individui disposti a lavorare.
Ci troviamo in una situazione di disoccupazione.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 32 / 75
Il mercato del lavoro
Equilibrio nel mercato del lavoro

Ipotizziamo una situazione inversa. Ipotizziamo che il livello generale


dei prezzi aumenti da P a P2 . In questo caso i salari reali
diminuiscono:
w /P > w /P2
Questa situazione genera eccesso di domanda rispetto all’o¤erta di
lavoro (misurata dal segmento XY ). Poichè il salario reale è basso, il
sistema produttivo trova conveniente assumere più individui.
Tuttavia a quel salario saranno pochi quelli disposti ad o¤rire il
proprio lavoro.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 33 / 75
Il mercato del lavoro
Equilibrio nel mercato del lavoro

Se il mercato fosse perfettamente competitivo, l’eccesso di domanda


e quello di o¤erta verrebbero facilmente eliminati attraverso l’operare
del mercato stesso.
Se abbiamo eccesso di o¤erta:
I lavoratori cominceranno a chiedere un salario (nominale) più basso. In
questo modo anche i salari reali si riducono. Di contro il sistema
produttivo a seguito della riduzione del salario reale domanderanno più
lavoro. Questo processo si arresta quando i salari nominali si saranno
aggiustati al nuovo livello dei prezzi riportando il salario reale a quello
di equilibrio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 34 / 75
Il mercato del lavoro
Equilibrio nel mercato del lavoro

Se abbiamo eccesso di domanda:


Il sistema produttivo o¤rirà un salario nominale più elevato. In questo
modo il salario reale cresce. Ci saranno più lavoratori disposti ad o¤rire
il loro lavoro. Questo processo si arresta quando i salari nominali si
saranno aggiustati al nuovo livello dei prezzi riportando il salario reale a
quello di equilibrio.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 35 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Introduzione

L’equilibrio del mercato del lavoro ha un risvolto cruciale anche ai …ni


della derivazione della curva di o¤erta aggregata.
Abbiamo notato la scorsa volta che il modello IS LM sconta il
limite di non incorporare il livello dei prezzi nella sua elaborazione.
La curva di o¤erta aggregata (AS) ci permette di superare questo
limite, in quanto ci consente di mettere in relazione il reddito
prodotto con il livello generale dei prezzi.
La sua derivazione prende le mosse proprio dall’equilibrio nel mercato
del lavoro. Infatti, se quest’ultimo è sempre in equilibrio, allora la
curva AS si posizionerà in corrispondenza dell’equilibrio di piena
occupazione a prescindere dal livello generale dei prezzi.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 36 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Introduzione

Al contrario, se esistono delle rigidità nel mercato del lavoro, la curva


di o¤erta aggregata sarà inclinata positivamente ad indicare che il
sistema produttivo sarà disposto ad o¤rire una quantità maggiore di
beni e servizi a patto che i prezzi aumentino.
In questo caso, infatti, i salari reali diminuiscono e, pertanto, il
sistema economico avrà convenienza ad intensi…care la produzione.
Qualora invece i prezzi dovessero diminuire, poichè il costo del lavoro
aumenterà, il sistema produttivo contrarrà l’o¤erta di beni e servizi.
Tutto ciò emerge dalla seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 37 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Figura 9

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 38 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Nella Figura 9 consideriamo ciò che avviene nel mercato del lavoro nel
gra…co in basso a sinistra.
Supponiamo che il mercato sia in equilibrio con un salario reale pari a
w /P ed un livello di occupazione pari a L .
Riportiamo la quantità L nel gra…co in alto a sinistra in cui abbiamo
tracciato una funzione di produzione, che, come sappiamo, dipende
dallo stock di capitale e dal livello di occupazione.
Alla quantità L corrisponde una produzione pari a Y . Riportiamo
questa quantità nel gra…co in alto a destra ed associamo ad essa il
livello dei prezzi P .
Abbiamo in questo modo trovato un primo punto della curva AS.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 39 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Ipotizziamo a questo punto che il livello dei prezzi diminuisca. Ne


consegue che il salario reale aumenta. Ovvero:

P1 < P =) w /P < w /P1

Ne consegue che il sistema produttivo domanderà meno lavoro e si


creerà eccesso di o¤erta di lavoro. Al livello di occupazione L1
corrisponde una produzione pari a Y1 .
Se riportiamo questa produzione nel terzo gra…co ed associamo il
corrispondente livello dei prezzi otteniamo un secondo punto della
funzione AS.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 40 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Supponiamo adesso che il livello dei prezzi aumenti. In questo caso il


salario reale diminuirà, ovvero:

P2 > P =) w /P > w /P2

In questo caso si crea eccesso di domanda di lavoro. Il sistema


produttivo domanda una quantità di lavoro pari a L2 a cui corrisponde
un livello di produzione Y2 .
Se riportiamo questo livello di produzione nel terzo gra…co ed
associamo il corrispondente livello dei prezzi otteniamo un terzo
punto della funzione AS.
Unendo i tre punti possiamo derivare la funzione di o¤erta aggregata
AS.
Come abbiamo ipotizzato in precedenza, la curva AS è positivamente
inclinata.
Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia
(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 41 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Come ricordato in precedenza, la curva AS è positivamente inclinata


se il mercato del lavoro sconta una serie di rigidità che ne
impediscono il riequilibrio nel caso in cui si dovesse veri…care eccesso
di domanda o di o¤erta.
Se, al contrario, il mercato del lavoro fosse perfettamente
competitivo, assisteremmo ad un processo di aggiustamento dei salari
nominali in relazione al nuovo livello dei prezzi tale per cui il salario
reale sarebbe sempre il medesimo.
In questo caso, la produzione sarebbe sempre al livello di piena
occupazione e la funzione di o¤erta aggregata sarebbe insensibile al
livello di prezzi.
Questa situazione è sintetizzata nella seguente …gura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 42 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Figura 10

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 43 / 75
La Curva di O¤erta Aggregata (AS)
Derivazione

Come possiamo notare, se il livello dei prezzi diminuisce da P a P1


anche i salari nominali diminuiscono da w a w1 . Questo fa si che il
salario reale rimanga al livello invariato.
L’opposto si veri…ca se i prezzi crescono da P a P2 . I salari nominali
aumentano da w a w2 , mantenedo inalterati quelli reali.
In questo caso, come possiamo notare la curva di o¤erta aggregata è
rigida rispetto ai prezzi, poichè il livello di produzione è sempre quello
di pieno impiego.
La curva AS si presenterà parallela all’asse dei prezzi.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 44 / 75
La Curva di Domanda Aggregata (AD)

Dopo aver derivato la curva di o¤erta aggregata, il passo successivo


consiste nel derivare la curva di domanda aggregata.
In questo modo, infatti, possiamo derivare l’equilibrio del sistema
economico, mettendo in relazione il reddito ai prezzi, avendo, quindi,
un quadro più completo.
Mentre la curva di o¤erta aggregata mette in relazione il concetto di
reddito prodotto con i prezzi, la curva di domanda aggregata mette a
confronto il reddito speso con i prezzi.
La curva di domanda aggregata viene derivata tenendo presente
l’equilibrio del sistema IS LM.
Si consideri la seguente Figura.

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 45 / 75
La Curva di Domanda Aggregata (AD)

Figura 11

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 46 / 75
AD-AS
Equilibrio

Figura 12

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 47 / 75
La Curva di Domanda Aggregata (AD)

Ipotizziamo un equilibrio iniziale nel modello IS LM indicato nel


punto A. Si noti che questa volta stiamo ipotizzando che l’o¤erta di
moneta sia espressa in termini reali.
In altre parole, la funzione LM viene costruita ipotizzando un livello
dei prezzi P1 . Riportiamo il reddito di equilibrio (Y1 ) ed il livello dei
prezzi nel gra…co sottostante (in altre parole riportiamo il punto A
nella …gura in basso).
Assumiamo un aumento nel livello dei prezzi da P1 a P2 . Tale
aumento determina una contrazione dell’o¤erta di moneta in termini
reali. In altre parole questa variazione ha lo stesso e¤etto di una
politica monetaria restrittiva.
Di conseguenza, la curva LM si sposta da LM1 a LM2 (si noti che
questa seconda curva è costruita ipotizzando un nuovo livello dei
prezzi P2 > P1 ).

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La Curva di Domanda Aggregata (AD)
Per ripristinare l’equilibrio nel sistema IS LM, dobbiamo
necessariamente aumentare i tassi di interesse da i1 a i2 .
Ciò ha l’e¤etto di ridurre gli investimenti privati e, di conseguenza,
anche il reddito di equilibrio da Y1 a Y2 (equilibrio nel punto B).
Pertanto, un aumento nel livello dei prezzi ha determinato una
diminuzione del reddito di equilibrio.
Riportanto questo nuovo punto di equilibrio nel gra…co in basso,
possiamo derivare un secondo punto della funzione di domanda
aggregata. Unendo i punti A e B deriviamo la funzione di domanda
aggregata AD1 .
Si noti che se l’aumento dei prezzi fosse stato accompagnato da un
aumento dell’o¤erta di moneta (per esempio l’operatore pubblico
aumenta la base monetaria H), la curva LM sarebbe rimasta invariata
e al nuovo livello dei prezzi, il reddito di equilibrio sarebbe rimasto lo
stesso. Questo avrebbe comportato la costruzione di una nuova curva
di domanda aggregata (AD2 ).
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La Curva di Domanda Aggregata (AD)

Da quanto esposto emerge chiaramente che una politica monetaria


espansiva comporta uno spostamento verso l’alto e verso destra della
curva di domanda aggredata.
Allo stesso modo, è possibile dimostrare che una politica …scale
espansiva (attraverso meccanismi di¤erenti) determina un simile
spostamento della curva AD.
Il sistema AS AD ci fornisce alcune informazioni rilevanti. In primo
luogo, esso ci consente di valutare l’e¢ cacia che le politiche …scali e
quelle monetarie possono avere per il sistema economico.
In secondo luogo, esso ci consente di studiare il fenomeno
dell’in‡azione.
Iniziamo con la valutazione delle politiche economiche del governo.

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AD-AS
Politica …scale

Più precisamente, poichè la politica monetaria non è di competenza


delle autorità di vari paesi europei, essondo stata demandata alla
Banca Centrale Europea, studiamo attraverso il sistema AS AD
l’e¢ cacia (o meno della politica …scale). Si consideri la seguente
Figura 13.
Ipotizziamo un equilibrio iniziale nel punto A determinato
dall’incontro tra la curva AS1 e la curva AD1 . Si assuma che
l’operatore pubblico implementi una politica …scale espansiva con
l’obbiettivo di stimolare la crescita del reddito.
Ciò determina uno spostamento della curva AD da AD1 ad AD2 . Il
livello del reddito cresce …no a Y2 ed i prezzi da P1 a P2 .

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AD-AS
Politica …scale

Figura 13

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AD-AS
Politica …scale

Secondo la teoria keynesiana, questa politica si rivela e¢ cace perchè il


reddito, come detto, è aumentato. Tuttavia le scuole economiche
successive hanno criticato questa conclusione, in quanto i keynesiani
si accorgono solo di quello che avviene sull’asse delle ascisse, ma non
guardano a ciò che avviene sull’asse delle ordinate.
In altre parole la teoria keynesiana so¤re di una forma di illusione
monetaria. Infatti, tralasciando di considerare i prezzi, i keynesiani non
valutano come questi ultimi possono in‡uenzare il livello del reddito.
I monetaristi, invece, ritengono che gli individui si rendono conto
dell’aumento dei prezzi e, quindi, reagiscono contrattando salari
nominali più alti.
Ciò comporta una contrazione dell’o¤erta aggregata da AS1 ad AS2
con la conseguenza di riportare il livello di produzione (e quindi di
reddito) al livello iniziale con un ulteriore aumento dei prezzi.
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AD-AS
Politica …scale

Analizzata da questa prospettiva, la politica …scale si rivela ine¢ cace.


Nel lungo periodo infatti, la curva di o¤erta aggregata si presenta
rigida (AS ) ed interseca l’asse della ascisse al livello di reddito di
piena occupazione.
In altre parole il sistema produce al massimo delle sue capacità e,
pertanto, ogni tentativo di aumentare il livello di produzione si rivela
e¢ cace solo nel breve periodo.
La di¤erenza tra l’approccio keynesiano e quello monetarista risiede
nel fatto che questi ultimi ipotizzano che gli agenti economici
formulato delle aspettative sull’andamento delle variabili economiche.
Le aspettative sono delle previsioni che vengono elabarate sulla base
delle informazioni che gli agenti economici hanno a loro disposizione.

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Aspettative
Aspettative adattive

Esistono due modi in cui le aspettative possono essere formulate:


1 In modo adattivo;
2 In modo razionale.
Mantenendo la discussione ad un livello concettuale, possiamo dire
che la di¤erenza tra le aspettative adattive e quelle razionali risiede
nel diverso insieme di informazioni che gli agenti economici usano per
formularle.
Nel primo caso, gli individui formulano le loro aspettative basandosi
sulle informazioni a loro disposizione …no al tempo t 1 e sulla loro
abilità di prevedere l’andamento delle variabili economiche nel periodo
precedente.

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Aspettative
Aspettative adattive

In altre parole, gli agenti economici "imparano" dall’errore fatto nel


periodo precedente per formulare le loro previsioni nel periodo attuale.
Chiaramente, così facendo, le loro previsioni sono sempre in ritardo di
un periodo. Ciò dipende dal fatto che essi non tengono nella giusta
considerazioni anche eventuali informazioni recenti che potrebbero
in‡uenzare la loro previsione.
Se applichiamo questo ragionamento alla Figura 13, abbiamo che gli
agenti economici apprendono della esistenza di una politica …scale da
parte dell’operatore pubblico e successivamente si rendono conto che i
prezzi sono aumentati. Quindi, in considerazione di ciò,
contratteranno nuovi salari nominali per riposizionarsi nel punto C .
Tuttavia questo processo adattivo, ha reso possibile nel breve periodo
uno spostamento dell’equilibrio dal punto A a quello B.

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Aspettative
Aspettative razionali

Le aspettative razionali, invece, non so¤rono di ritardi di


aggiustamento. Ciò avviene in quanto gli agenti economici sono
portati a processare tutte le informazioni a loro disposizione …no
all’istante immediatamente precedente a quello in cui formulano le
loro previsioni.
Chiaramente in questo secondo caso, l’insieme di informazioni che essi
utilizzano risulta essere più ampio rispetto alla formulazione della
aspettative in modo adattivo.
Questo comporta che non esiste una distinzione tra lungo e breve
periodo. Al contrario gli aggiustamenti nel comportamento degli
individui avvengono quasi istantaneamente.

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Aspettative
Aspettative razionali

Ritornando alla Figura 13, quando l’operatore pubblico annuncia una


politica …scale espansiva, gli agenti economici si rendono conto che
questo determinerà un aumento nel livello dei prezzi e, pertanto,
contrattano immediatamente nuovi salari. In questo modo l’equilibrio
si sposta dal punto A al punto C immediatamente senza passare dal
punto B.

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AD-AS
Politica dal lato dell’o¤erta

La discussione precedente pone l’accento sulla di¢ coltà che la politica


…scale può avere nel determinare la crescita economica.
La domanda che ci poniamo a questo punto è la seguente: se la curva
di o¤erta aggregata di lungo periodo indica l’ammontare della
produzione di pieno impiego ed ogni azione di politica …scale non è in
grado di ottenere un livello di produzione maggiore, come è possibile
sostenere la crescita economica?
La risposta a questa domanda è evidente guardando nuovamente la
Figura 13. Se non possiamo generare crescita agendo sulla curva di
domanda aggregata, probabilmente possiamo ottenere questo
risultato agendo sulla curva di o¤erta aggregata di lungo periodo.

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AD-AS
Politica dal lato dell’o¤erta

Le politiche dal lato dell’o¤erta hanno esattamente questo obbiettivo:


stimolare la crescita economica creando le condizioni più favorevoli
per la produzione.
Per esempio una politica dal lato dell’o¤erta consiste nel ridurre il
peso che la burocrazia può avere. Minore burocrazia favorisce una
maggiore produttività del fattore lavoro e di quello capitale. A parità
di lavoro e capitale, quindi, il livello di produzione risulta essere
maggiore.
Un’altra politica dal lato dell’o¤erta consiste nel garantire e rendere
più certi i diritti di proprietà, intendendo con questa espressione il
controllo che ogni agente economico ha sulle risorse a sua
disposizione.
Ridurre i tempi dei processi civili e di quelli penali, garantisce maggiore
certezza e, quindi, rende i fattori di produzione più produttivi.
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In‡azione
Introduzione

Come abbiamo ricordato in precedenza, il sistema AS AD ci


consente anche di studiare il fenomeno dell’in‡azione.
L’in‡azione è un aumento prolungato e generalizzato nel livello dei
prezzi. Prolungato in quanto non dovrebbe durare un solo periodo,
come conseguenza di fenomeni congiunturali e non strutturali.
Generalizzato nel senso che l’aumento nel livello dei prezzi deve
riguardare tutti i beni che compongono il paniere di spesa dei
consumatori.
Mensilmente gli u¢ ci di statistica (in Italia l’ISTAT) prendono in
considerazione un paniere di beni che rappresenta la spesa tipica di un
consumatore e valutano se vi sia stato un aumento o una diminuzione
del livello dei prezzi.

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In‡azione
Introduzione

Chiaramente i beni che compongono tale paniere non hanno tutti la


stessa importanza, ma, al contrario vanno "pesati" per poter de…nire
la loro importanza.
La media dei prezzi (quindi media ponderata) ci fornisce
l’informazione relativa all’aumento o alla diminuzione dei prezzi.
L’in‡azione può avere due cause:
1 In‡azione da domanda;
2 In‡azione da costi.

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In‡azione
In‡azione da domanda

L’in‡azione da costi si veri…ca come conseguenza di una politica


monetaria o …scale espansiva da parte dell’operatore pubblico.
Come ricordato in precedenza, ciò è la conseguenza del fatto che
l’operatore pubblico intende attraverso queste sue politiche, stimolare
la crescita economica.
Si consideri la Figura 14. L’equilibrio iniziale è dato dall’incontro tra
le curve AD1 e AS1 (punto A).
Ipotizziamo che il governo adotti una politica …scale espansiva.

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In‡azione
In‡azione da domanda

Figura 14

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In‡azione
In‡azione da domanda

Ciò ha l’e¤etto di far spostare la curva di domanda aggregata da AD1


ad AD2 . Tuttavia a seguito del meccanismo che abbiamo evidenziato
in precedenza, ciò determina un aumento dei prezzi che spinge gli
individui a contrattare salari nominali più alti spostando la curva di
o¤erta aggregata …no ad AS2 .
Chiaramente, la politica …scale del governo si è rivelata ine¢ cace, ma
ha comportato solo un aumento nel livello dei prezzi.
Qualoro esso insistesse nel proporre politiche …scali espansive, si
genererebbe una spirale di aumento dei prezzi come indicato nella
Figura.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 65 / 75
In‡azione
In‡azione da o¤erta

L’in‡azione dal lato dell’o¤erta, invece, si veri…ca per pre ragioni:


1 Aumento del costo del lavoro;
2 Aumento dei prezzi delle materie prime;
3 Maggiori pro…tti che il sistema produttivo vuole conseguire.
Si consideri la …gura 15. Qualunque sia la ragione che scatena
l’in‡azione dal lato dell’o¤erta (per esempio un aumento del prezzo
del petrolio), assistiamo ad uno spostamento della curva di o¤erta
aggregata da AS1 ad AS2 . Ciò determina un aumento del livello dei
prezzi ed una contrazione della produzione da (Y1 ad Y2 ).

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In‡azione
In‡azione da o¤erta

Figura 15

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 67 / 75
In‡azione
In‡azione da o¤erta

Di fronte ad una contrazione della produzione, l’operatore pubblico


può dar vita a politiche economiche espansive (sia …scali che
monetarie) con l’obbiettivo di ritornare al precedente livello di
produzione (punto C ).
Tuttavia se la causa che ha generato in‡azione rimane ancora in piedi,
si assisterà ad una nuova contrazione della curva di o¤erta aggregata
(da AS2 ad AS3 ) cui farà seguito una nuova politica economica
espansiva da parte dell’operatore publico.
L’e¤etto …nale è che i prezzi aumenteranno in maniera prolungata e
generalizzata.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 68 / 75
In‡azione
Curva di Phillips

Si noti che se la produzione di equilibrio aumenta (passaggio da A a


B nella Figura 14), ipotizzando che lo stock di capitale ed il livello
della tecnologia rimanga costante, stiamo dicendo che l’occupazione
aumenta.
Pertanto un aumento dell’occupazione è associato ad un aumento del
livello dei prezzi, o, da un diverso angolo visuale, una diminuzione
della disoccupazione è associato ad un aumento del livello dei prezzi,
ovvero all’in‡azione.
La relazione tra disoccupazione ed in‡azione è stato oggetto di uno
studio realizzato da un economista inglese, Phillips, il quale ha messo
in relazione queste due variabili in Inghilterra in un arco temporale di
circa 100 anni.
Egli notò che e¤ettivamente la diminuzione della disoccupazione si
a¢ ancava ad un aumento del livello dei prezzi e derivò una relazione
statistica che è rappresentata nella seguente Figura.
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 69 / 75
In‡azione
Curva di Phillips

Figura 16

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 70 / 75
In‡azione
Curva di Phillips

Si noti che la teoria keynesiana postulava un aumento della


produzione (quindi una diminuzione della disoccupazione) associato
ad un aumento dei prezzi.
Pertanto la curva di Phillips è stata considerata come una ulteriore
conferma della teoria keynesiana.
Questa relazione entrò però in crisi dopo gli anni Cinquanta, quando
si assistette ad un fenomeno di stag‡azione, ovvero un aumento della
disoccupazione associato ad un aumento dei prezzi.
I monetaristi ripresero la curva di Phillips per spiegare come essa in
e¤etti so¤risse dello stesso problema di assenza di aspettative, al pari
della teoria keynesiana ortodossa.
Pertanto riformularono la teoria di Phillips incorporandovi anche le
aspettative. Si veda la Figura 17.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 71 / 75
In‡azione
Curva di Phillips ed aspettative

Figura 17
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 72 / 75
In‡azione
Curva di Phillips

L’intuizione dei monetaristi fu quella di ipotizzare che esistessero più


curve di Phillips, ognuna costruita ipotizzando una certa aspettativa
di in‡azione.
Nella Figura 17 mettiamo in relazione la curva di Phillips con lo
schema AS AD.
Ipotizziamo di trovarci nel punto A. Ad esso corrisponde, nella …gura
in basso il punto di interesezione tra la curva di Phillips (ph1 ) e l’asse
delle ascisse, in corrispondenza del livello di piena occupazione (cui
corrisponde un tasso naturale o frizionale di disoccupazione).
Se il governo attua una politica …scale espansiva, nel gra…co in alto ci
spostiamo nel punto B, cui corrisponde un medesimo spostamento
lungo la curva ph1 .

Dario Maimone Ansaldo Patti (Dipartimento di EconomiaEconomia


(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 73 / 75
In‡azione
Curva di Phillips

In e¤etti, la disoccupazione è diminuita, mentre i prezzi sono


aumentati. Tuttavia, come i monetaristi mettono in evidenza, il punto
B è un punto di equilibrio di breve periodo, poichè nel lungo periodo,
i lavoratori contratteranno salari nominali più alti cui segue una
contrazione dell’o¤erta aggregata ed un nuovo punto di equilibrio in
C.
Nel gra…co in basso lo spostamento da B a C , segna uno
spostamento dalla curva di Phillips ph1 alla curva ph2 .
Chiaramente questo passaggio testimonia un aumento della
disoccupazione e un aumento del livello dei prezzi.
Se il processo continua, potremo osservare nuovi movimenti da C a D
a E , che indicano come il livello di produzione resti ancorato a quello
di pieno impiego (curva AS rigida), cui corrisponde il medesimo livello
di disoccupazione naturale (curva di Phillips rigida).
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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 74 / 75
In‡azione
Curva di Phillips

Incorporando le aspettative, la curva di Phillips mostra in e¤etti


fenomeni di stag‡azione.
La sua riformulazione alla luce della teoria delle aspettative ci
permette quindi di spiegare il fenomeno che si cominciò ad osservare a
partire dagli anni Cinquanta in poi.

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(SEAM))Politica A/L 13-15/05/2013 75 / 75