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LE SABBIE BRUCIANTI

Le Sabbie Brucianti sono un vasto territorio desertico confinante a sud-est con l’Impero di Rokugan e a ovest
con quello Yodotai. Un vasto mare lo delimita a nord, mentre a sud vi sono le lussureggianti foreste dei Regni
d’Avorio. Il Nahr’umar, che con tutta probabilità è il fiume più lungo del mondo, le taglia di netto.

CREAZIONE

Si dice che le Sabbie Brucianti un tempo fossero lussureggianti e fertili, finché la regione non venne
maledetta da Shilah – la Signore del Sole – durante il Giorno dell’Ira. In quell’evento cataclismico sopravvisse
solo il fiume Nahr’umar e tutta la zona ancora crepita delle energie residuali generate quel giorno.
Addirittura parte del deserto era precedentemente oceano.

MEDINAAT AL-SALAAM

In lingua mekhem (anche detta s’kirt, la lingua comune delle Sabbie Brucianti) significa “città della pace”. È
anche conosciuta come Kala Jahir, la Citta delle Mille Storie, o Aliquet-Ra, la Gemma dell’Orizzonte. È una
grande città (anche più grande di quanto fu Otosan Uchi in Rokugan) situata nella parte occidentale delle
Sabbie Brucianti. Si distende lunto il fiume Nahr’umar.

Medinaat al-Salaam è approssimativamente ad uguale distanza dall’Impero Senpet, quello Yodotai e dai
Regni d’Avorio, rendendo la sua posizione ottimale per il commercio tra culture. In effetti una potente via
commerciale lega Medinaat al-Salaam alle terre dei Senpet e ai Regni d’Avorio. Ai potenziali visitatori
provenienti da Rokugan invece aspetta un viaggio arduo, giacché devono attraversare una vasta e impietosa
fascia di territorio prima di raggiungere questa oasi nel deserto.

La sua vasta popolazione, che si dice ecceda il milione, è una miscela cosmopolita di popolazioni native e
innumerevoli visitatori e immigrati. I nativi discendono da una collezione di tribù che fondò l’insediamento
per sostenersi come comunità agricola. Hanno carnagione scura e capelli neri, ed esibiscono caratteristiche
facciali prominenti e profili aquilini. Vestono in abiti vaporosi di cotone o seta. I soldati della città indossano
armature leggere e portano spada e arco. I cittadini ordinari sono armati di coltello e l’arte del tahaddi – il
duello con il coltello – è considerata la via migliore per appianare questioni di onore o vendetta.

• COMMERCIO

È forse il più grande centro di scambi commerciali nel mondo intero. La via d’accesso a tutti i potenti regni
del mondo: le terre della spezia e delle ossa a sud (Regni d’Avorio); il decadente e incatenato reame degli
adoratori della morte a nord-ovest (Senpet); i barbarici clan guerrieri, feroci adoratori della morte, a sud-est
(Yobajin); le possenti legioni degli uomini pallidi che temono l’oceano a ovest. Il conio di riferimento per
chiunque voglia vendere o acquistare è il dirham d’argento, corrispondente a dieci dinar aurei.

• GOVERNO

Il governo della città è retto da un Sultanato e da un Califfato. Il Sultano – Colui che Fa Tutte le Leggi –
interpreta la volontà del popolo promulgando leggi. Quella che è in vigore in Medinaat al-Salaam è una sharia
– legge sacra – lascito del Piccolo Profeta – Mekhem. Il titolo di Sultano è solitamente ereditario. Ad aiutare
il Sultano vi sono vari concili, come il Concilio del Grano, della Protezione e il più prominente Concilio del
Commercio. Tuttavia il potere del Sultanato sulla gestione del commercio è inficiato dalla presenza delle Case
di Dahab, le organizzazioni dei mercanti, che hanno raggiunto una forza economica tale da poter condizionare
l’operato del Sultano e del Califfo stessi. Il Califfo – Colui che è Arbitro di Tutte le Leggi o la Luce Guida di Sua
Eccellenza – applica le leggi promulgate dal Sultano. Nel fare ciò affida a tre tipologie di esecutori: i Qadi,
servi e giudici ma anche investigatori, spesso presi dalla Guardia Cittadina; gli amministratori, che si occupano
di tutte le questioni di ordinaria amministrazione come la riscossione delle tasse, e la mano nascosta, che si
occupa di questioni delicate in modo discreto, silenzioso e letale.
• RELIGIONE

Molte religioni trovano spazio a Medinaat al-Salaam e questo è ben visibile percorrendo la Strada dei Templi,
l’elemento più grande della città. Escludendo quelli non originari della città è possibile identificare due culti
principali: la dottrina del Piccolo Profeta e la venerazione della Signora del Sole – Shilah – e del Signore della
Luna – Kaleel.

Chi segue gli insegnamenti di Mekhem, mirati a far prevalere la luce sull’ombra, segue uno stretto codice di
condotta, per esempio evita l’alcol e copula solo per avere figli. Fu il Piccolo Profeta a portare la conoscenza
nelle Sabbie Brucianti, avviando la trasformazione da quelli che erano semplici villaggi (detti ji’li’lu) nella
Gemma del Deserto, grazie alla costruzione delle strade. Si circondò di grandi seguaci come Hanam, lo
“Architetto”, Yanad, il “Mercante” e Akbar, lo “Irrigatore”. I suoi insegnamenti vennero raccolti da uno shair
in quelli che vengono chiamate le Quarantasette Massime di Mekhem. Fu Mekhem che diede alla città il suo
sistema di governo: la diarchia composta da Sultano e Califfo. Alla fine il Piccolo Profeta se ne andò,
annunciando che sarebbe ritornato in un periodo di grande sventura. In effetti più di mille anni dopo il suo
discendente – Duqaq – emerse dalle sabbie del deserto e fu fondamentale per superare i terribili giorni del
Risveglio.

Il Sole e la Luna invece sono considerati le divinità primigenie o Coloro che Giunsero Prima. Il Sole – Shilah- è
anche nota come la Misericordiosa, la Onnisciente, Colei che dà la Vita o la Signora Indulgente. In realtà questi
appellativi sono assegnati con fine apotropaico, dato che, se è vero che è stata lei a creare la vita nella Prima
Era, è altrettanto vero che durante la Prima Guerra dei Jinn ella tramutò le Sabbie Brucianti nel deserto che
sono oggi. I Jinn sono i loro primi figli e uno di essi, il Signore dei Jinn si elevò sopra gli altri prendendo il nome
di suo padre: Kaleel. Nella Prima Guerra dei Jinn Kaleel si scagliò contro i suoi genitori e fu solo il terribile atto
di Shilah, non calcolato ma spinto dalla rabbia, a porre fine alla ribellione. Anche il Signore della Luna Kaleel
tuttavia non è esente da colpe. Avendo intuito i pericoli della creazione originaria, mentre la sua consorte
dava nome a tutte le cose, permise a una piccola parte di Nulla di scivolare nel mondo, come arma da usare
contro la creazione stessa. Tale scelta fu particolarmente infausta dato che il Kahyel, come venne poi
conosciuto, non ebbe altro scopo se non quello di disfare tutta la realtà. Queste due divinità vengono quindi
venerate più con lo scopo di tenerle buone, che per altro.

Come detto molti altri culti trovano spazio nella città di Medinaat al-Salaam. In particolare il pantheon
Senpet, composto da Diecimila Divinità e nel quale il sole viene chiamato Rha Annu, Signore della Luce e
padre dell’uomo alla guida dell’Impero Senpet, il Faraone. C’è poi l’animismo di derivazione rokuganese dei
Moto; il culto di derivazione ivoriense della Distruzione, la cui dea Kali-Ma è adorata da spietati assassini dei
Regni d’Avorio chiamati thug, i quali in passato si sono associati con un gruppo di negromanti anch’esso di
derivazione ivoriense e infestante le fogne di Medinaat al-Salaam: gli Sciacalli. La presenza Yodotai in città
venera il dio chiamato Theus ma soprattutto colei che li accompagna in battaglia: la Dea della Conquista.
Temono invece il Potente e Spietato Mare, un motivo non secondario per il quale sono giunti in questa città
così lontana da qualunque costa.

Un’ultima “religione” è particolarmente in voga in Medinaat al-Salaam, quella della Signora del Fato. Il Fato
è un concetto potente in una terra aspra come le Sabbie Brucianti e molti lo personificano e cercano di
ingraziarselo.
TEOGONIA E STORIA

Di seguito i principali eventi mitologici e storici.


• CREAZIONE

La Prima Era: vengono create le stelle, il mondo e i suoi primi abitanti – i jinn. All’epoca il mondo era un luogo
verde e lussureggiante; a capo dei jinn ne viene posto uno che prende il nome di suo padre: Kaleel. I jinn a
loro volta creano la seconda razza – gli ashalan. Gli umani arrivarono in seguito. La Luna lascia sfuggire alla
creazione una parte di Nulla: Kahyel.
• PRIMA GUERRA DEI JINN

Avvenne nella Seconda Era, quando il Signore dei Jinn Kaleel decise di attaccare i cieli e gettare il suo
omonimo padre, il Signore della Luna Kaleel, in un sonno profondo. Il jinn conosceva il segreto per distruggere
le stelle e con la sua Legione ne spense a migliaia in cielo in quello che venne conosciuta come la Notte del
Cielo in Fiamme.

Il Signore della Luna si appellò quindi alla sua arma segreta – Kahyel – ma questa non rispose. Suo figlio con
l’inganno l’aveva già intrappolata nella sua Lama di Sayel.

Quando venne l’alba Shilah vide cos’era accaduto alla sua magnifica creazione e ne fu inorridita. Tuttavia il
Signore dei Jinn Kaleel ne intrappolò il volto terribile in una prigione fatta apposta per lei. Di lì cominciò il
regno di terrore dei jinn, che schiavizzarono o consumarono la creazione e i suoi secondi e terzi figli: gli
ashalan e gli uomini.

Tuttavia la magia degli ashalan era potente e tramite la sua veridicità Shilah riuscì a vedere il male dei jinn e
a reagire. Non fu però un attacco mirato: la sua ira si scagliò su tutto. Il mondo bruciò parimenti intorno a
jinn, ashalan e umani, sebbene gli ultimi due e anche molti dei primi si opponessero alla Legione di Kaleel.
Mille jinn sopravvissero legandosi in servizio agli uomini o fuggendo oltre i confini del mondo, gli ashalan
furono costretti a riparare lontano dalla luce del sole (e anche oggi ne subiscono gli effetti). In generale tutta
la magia nel mondo e coloro che fiorivano in essa subirono un duro colpo. La memoria di quelle conoscenze
venne affidata dagli ashalan ai ra’shari. Questo evento è conosciuto come il Giorno dell’Ira.
• ARRIVO DEL PROFETA

Mekhem arriva nei villaggi che diventeranno Medinaat al-Salaam. Il Piccolo Profeta porta con se una cosa
potente: la cultura. Se ne va profetizzando il ritorno di tempi oscuri. In effetti mille anni dopo il Signore dei
Jinn sarebbe ritornato.
• L’ESODO DEL KI-RIN

Un gruppo di stranieri giunse nelle Sabbie Brucianti da ovest: samurai d’oriente chiamati Clan del Ki-Rin. Essi
si legarono a una tribù chiamata Ujik-Hai che alla fine si fuse con essa, divenendo quelli che ancora oggi
vengono chiamati i Moto del Deserto. Dopo secoli il Clan del Ki-RIn fece ritorno nelle sue terre – Rokugan –
ma molti Moto del Deserto rimasero e tutt’ora vessano le carovane mercantili con attacchi a cavallo,
depredando e razziando tutto ciò che possono sulle vie del commercio.
• SICCITA’ SENPET

L’Impero senpet ha sempre attraversato periodi di siccità ma mai così prolungati come quello che avvenne
nel nono secolo. Egli chiese aiuto a Medinaat al-Salaam e la città commerciò acqua in cambio di beni di lusso
e altri servizi. L’acqua in effetti è nel deserto veramente un bene più prezioso dell’oro. I senpet in particolare
si impegnarono nella difesa della città, cosa che fanno tutt’oggi. In realtà tale difficoltà fu anche una
opportunità per i senpet, il loro inserimento in città infatti diede loro preziose possibilità di sviluppo. Alcuni
dissero che a un certo punto i senpet possedessero metà degli edifici della città.
• ARRIVO DEGLI YODOTAI

Una forza di avanscoperta yodotai giunse a Medinaat al-Salaam. Il loro Signore della Guerra in persona decise
di ispezionare la città con al seguito la sua guardia d’onore e i membri del suo staff. La presenza yodotai nella
Gemma del Deserto da quel giorno non se ne andò più.
• TIRANNIDE

Otto secoli dopo la nascita di Medinaat al-Salaam la prima donna Califfo salì al potere. Il suo governo tuttavia
ben presto si rivelò tirannico. Ella aveva un potere magico ineguagliato e anche se sconfitta non poteva essere
uccisa. Venne quindi conosciuta come il Califfo Immortale. Non solo: altri immortali erano al suo servizio.
Questi individui, conosciuti come khadi, ben presto sostituirono i qadi nell’amministrazione del potere.

Più gli anni passavano e più alla tirannia si aggiunse una vera e propria forma di follia. In molti quindi insorsero
contro il Califfo Immortale. In particolare la Cabala aveva particolare risentimento, essendo anch’ella una
shair. Questi tentativi di rivolta tuttavia non furono coronati da successo e portarono alla distruzione
dell’Università.

Una rinnovata opposizione si ebbe circa quarant’anni fa quando un’alleanza di Moto del Deserto, ra’shari,
hanif (liberti senpet) e yodotai si costituì per attaccare Medinaat al-Salaam. I senpet e gli eboniti, che avevano
giurato di difenderla, vi opposero unendosi alla Guardia Cittadina.

In quell’occasione tuttavia si riuscì a far cadere la tirannia e fu proprio un senpet a farlo. Il segreto
dell’immortalità sua e dei suoi khadi era infatti stato scoperto dal Califfo nelle pagine del Reu Nu Pert Em Hru
– il Libro dei Morti senpet – e prevedeva un rituale di estrazione del proprio cuore. Trovando e distruggendo
il cuore del Califfo si sarebbe quindi posto fine alla sua vita, cosa che alla fine accadde.
• IL RISVEGLIO

In concomitanza con la fine del Califfo Immortale ci fu il Risveglio, ossia il ritorno del Signore dei Jinn Kaleel
profetizzato dal Piccolo Profeta. Egli aveva nel gruppo conosciuto come gli Sciacalli i suoi seguaci e li aizzò per
cercare di mettere le mani sull’artefatto custodito dagli eboniti e chiamato la Pietra d’Ebano. In quegli eventi
la pietra si ruppe e Kaleel fu di nuovo libero. La prima cosa che fece fu allearsi con Sayel, la sua arma nella
quale aveva posto quella parte di Nulla primigenio che suo padre, il Signore della Luna Kaleel, aveva
risparmiato dalla creazione.

Sayel tuttavia non era una forza controllabile giacché suo scopo era la dissoluzione di tutta la creazione.
Un’alleanza che si opponeva a Kaleel, detta l’Alleanza Celestiale e composta da jinn liberi, qanon (jinn
incarnati in un corpo mortale), ashalan e altri potenti guerrieri, riuscì a mettere le mani su Sayel e a scatenarlo
contro Kaleel stesso che venne consumato da essa. Fu così che la minaccia del Signore dei Jinn ebbe
definitivamente fine, una quarantina d’anni fa.
• CROCIATA YODOTAI

L’Impero yodotai è spinto da un insaziabile desiderio di conquista che trova concretizzazione in quella che
loro chiamano la Grande Crociata. La Seconda Grande Crociata ebbe il suo apice con la conquista dell’Impero
senpet una decade or sono, dopo una sanguinolenta guerra che durò per vent’anni.

La città di Medinaat al-Salaam, scossa fino alle fondamenta dagli eventi del Risveglio, venne risparmiata dalla
Grande Crociata e molti si chiedono se essa verrà portata avanti o debba essere considerata conclusa.
ALTRE FAZIONI

Oltre a quelle dei personaggi giocanti ci sono altre fazioni nelle Sabbie Brucianti che è importante citare.

• ASHALAN

Primi figli dei jinn gli ashalan sono una sorta di guida per tutte le genti delle Sabbie del Deserto. Essi sono
anche custodi della vera magia e l’hanno tramandata agli uomini tramite quello che è noto tra i cabalisti come
il Sigillo di Hakim.

Durante il Giorno dell’Ira, nel liberare la Signore del Sole Shilah dalla prigionia del Signore dei Jinn Kaleel, gli
ashalan vennero colpiti dalla sua ira e da quella volta sono costretti a rifuggire la luce del sole. Gli ashalan
sono immortali, tuttavia solo dodici di essi hanno la capacità di procreare. La razza considera tali individui gli
unici possessori di un’anima.

Sono esperti in una tecnica chiamata Tatuaggio della Dominazione che permette loro di controllare qualsiasi
creatura su cui venga operata. Sono altresì esperti nell’evocazione di servitori elementali da impiegare come
strumento da combattimento.

• KHADI

I khadi sono individui sottoposti al rituale per l’immortalità contenuto nel Libro dei Morti senpet. Il rituale
prevede l’estrazione del cuore, la cui distruzione riporta il soggetto in una condizione di mortalità, come si
scoprì con la fine del Califfo Immortale.

• ASSASSINI

Gli hashashin sono un ordine votato all’omicidio dalle connotazioni quasi religiose. Per quanto sembri
paradossale seguono i dettami del Piccolo Profeta Mekhem, impartiti dal loro leader, il Vecchio Uomo della
Montagna Haquim. Non agendo come semplici mercenari ma essendo spinti da valori più elevati le loro azioni
non sono considerabili necessariamente sbagliate. Ossia, credono nell’idea che il fine giustifichi i mezzi ma il
fine solitamente è giusto. Ad esempio si schierarono contro il Califfo Immortale ma sono a favore di quei
Califfati e Sultanati ispirati dai valori definiti da Mekhem nella definizione del sistema di governo diarchico.

La loro arma preferita per colpire è il pugnale, giacché nella loro filosofia la vittima deve essere avvicinata il
più possibile per minimizzare le possibilità di fallimento.

• SCIACALLI

Gli Sciacalli sono un gruppo di negromanti che dimora nelle fogne di Medinaat al-Salaam. Trattasi di aspiranti
Eboniti che non hanno superato la Prova della Pietra d’Ebano per entrare nell’ordine. Potendo superare la
prova solo coloro che possiedono le necessarie virtù spirituali, gli Sciacalli tendenzialmente sono propensi al
peccato, almeno dal punto di vista della morale ebonita.

Essendo gli Eboniti stessi originari dei Regni d’Avorio anche gli Sciacalli hanno mantenuto contatti e in passato
si allearono con un’altra organizzazione loro affine di quei territori: gli assassini thug. Anche i thug, come gli
hashashin, danno valore religioso al loro operato, tuttavia seguono un credo molto più nefasto, quello della
distruzione, e gli Sciacalli hanno sposato certe propensioni.

• QOLAT

Si dice che Medinaat al-Salaam, dai bassifondi alle stanze del potere, sia attraversata da una cospirazione
chiamata Qolat. Poco si sa in proposito, tranne il fatto che si oppone al potere degli dei, in favore di quello
dei mortali. Del resto gli uomini delle Sabbie del Deserto hanno patito l’ira divina più di ogni altro al mondo.