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Capricetto

Rosso

Maria del Amor de Ben Melgar


Aprile/2008
C'era una volta una bambina molto carina. Era così
carina che tutti volevano conoscerla. Ma aveva un
carattere molto brutto, e tutti quelli che la conoscevano,
se potevano, la evitavano.
Ogni volta che qualcuno le diceva di fare qualcosa
trovava una scusa per non farla. Ogni volta che
qualcuno le diceva di non fare qualcosa trovava il
modo per farla di nascosto.
Tutto si doveva fare sempre a modo suo, non ascoltava
mai le ragioni degli altri, era testarda e capricciosa,
non era cattiva, ma risultava veramente
insopportabile.
Quando a scuola avevano letto Cappuccetto Rosso,
aveva chiesto a la sua nonna una mantella col
cappuccio come quella della bambina del racconto. E,
dopo mille pianti, urla, calci e pugni, la povera nonna
aveva acconsentito e gliel'aveva fatta a maglia.
Così vestita, lei si sentiva proprio come la bimba della
fiaba, ma tutti la chiamavano, maliziosamente,
Capriccetto Rosso...

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Un giorno la mamma stava preparando una bavarese
alla fragole quando la bambina tornò da scuola. Lei
volle mangiare la torta, ma la mamma le disse:
- Amore, la torta è per la nonna che non sta tanto
bene, ma gliela porterai tu e potrai mangiarla insieme
a lei.
- Ma, la voglio tutta io... la nonna è grande e può
farsela da sola, una torta.
- Inoltre le porterai questa bottiglia di succo di mirtilli,
che è pieno di vitamine e così si riprenderà più in
fretta.
- Ma, perché devo andare io? anch'io sono stanca, e
devo fare i compiti, e ho mal di pancia...
- Smettila! Prima vuoi la torta, poi hai mal di pancia.
Vai a portare la merenda a la nonna. Vai subito e
quando torni farai i compiti. Ma, attenta, però: Non
attraversare il parco. E' pericoloso. E potresti incontrare
quel fannullone di tuo fratello e i suoi amici che si
incontrano sempre vicino alla fontana.
- E ancora una cosa, quando arrivi, sii gentile. La
nonna non sta tanto bene e non devi esasperarla
subito con mille richieste impossibili, come fai di solito.
La bambina non salutò nemmeno la mamma. Prese lo
zaino e uscì sbattendo la porta e si diresse verso casa
della nonna pensando quanto il mondo fosse ingiusto
con lei.

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La nonna abitava a una mezz'ora di cammino,
dall'altro lato del parco vicino alla scuola. Ma
attraversando il parco il panorama era più bello.
Quando passò davanti all'ingresso del parco ricordò le
parole della mamma e decise di fare di testa sua.
Dopo pochi minuti arrivò alla fontana, e... come
previsto dalla mamma c'era suo fratello. Non era
pericoloso, la mamma non capiva niente, lei lo salutò.
- Ciao Piccola, dove vai?
- Dalla nonna a portarle una merenda che ha
preparato la mamma. Ma non posso fermarmi, devo
andare in fretta per poi tornare in tempo di fare i
compiti.

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- E da quando in qua tu fai quello che ti dice la
mamma? Se io fossi in te approfitterei per mangiare
qualche ciliegia dell'albero della scuola. Adesso che non
ci sono le maestre nessuno può dirti che non lo puoi
fare, che è pericoloso, che sono verdi e fanno venire il
mal di pancia o che sei troppo piccola.
- Io non sono piccola. E nessuno può dirmi cosa devo
fare. Adesso vedrai, vado a mangiare le ciliegie e poi
andrò dalla nonna.
E, dicendo così la bambina si allontanò, lasciando lo
zaino per terra vicino al fratello.
Il fratello non perse un secondo e corse dalla nonna. La
povera anziana era molto raffreddata e rispose dal
divano quando sentì il campanello.

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- Chi è?
- Capriccetto Rosso... – disse sornione
- Non prendere in giro tua sorella, entra, sai dov'è la
chiave. Cosa ti porta da queste parti?
- Quella piccola peste sta venendo a trovarti con una
torta e una bottiglia di succo di mirtilli, e ho pensato di
farle uno scherzo, mi aiuti?
La nonna adorava tutti e due i suoi nipoti. Lui era un
po' menefreghista, lei era molto capricciosa, ma tutti e
due avevano un grande cuore...
Ascoltò il piano del ragazzo con attenzione, e... anche se
era un po' crudele, decise di aiutarlo pensando che in
fondo avrebbe potuto mettere fine a tutto quando
voleva.

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Nel frattempo, la piccola era salita sul muretto della
scuola e aveva mangiato qualche ciliegia, ma era anche
caduta diverse volte e si era sbucciata le ginocchia.
Sentendosi malissimo, sia per il male alle ginocchia che
anche per un po' di mal di pancia, e pensando solo alla
sua sfortuna, si incamminò verso la fontana di ritorno
per riprendere il suo zaino.
Quando arrivò alla fontana suo fratello non c'era più, e
neanche lo zaino.
Questo non ci voleva proprio, pensò.
Adesso come l'avrebbe spiegato alla nonna, e alla
mamma!
Mentre percorreva il resto del cammino pensava che
tutto era successo per colpa di suo fratello.
Questo avrebbe detto alla nonna.
Mentre camminava pensava alla nonna che le avrebbe
medicato le ferite e la avrebbe consolata.
E forse le avrebbe anche fatto una tisana per il mal di
pancia.
La nonna era sempre buona con lei, la capiva e non le
diceva che era troppo capricciosa...

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Quando finalmente trovò la casetta della nonna, nella
porta c'era un cartello scritto tutto in maiuscolo, per lei.

<<CIAO PICCOLA

HA CHIAMATO LA MAMMA PER DIRE


CHE MI PORTAVI LA MERENDA,
MA NON STO BENE PERCIO'
PUOI MANGIARE E BERE TUTTO TU.
SCUSA SE NON TI APRO LA PORTA, MA...
HO LE ORECCHIE OTTURATE DAL CATARRO E…
SENTO A FATICA
HO GLI OCCHI LACRIMANTI E…
NON VEDO BENE
HO IL NASO CHIUSO E…
NON POTREI SENTIRE IL PROFUMO DELLA
TORTA
MA SOPRATTUTTO HO LA GOLA A PEZZI E…
NON RIUSCIREI A MANGIARE NIENTE.
CI VEDIAMO UN'ALTRA VOLTA

CON AMORE,
NONNA>>

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Fino a quel momento la piccola aveva fatto uno sforzo
terribile per non piangere, ma quella fu la goccia che fa
traboccare il bicchiere.
Si mise a piangere disperata, un po' per il dolore un po'
per la tristezza, ma soprattutto per il terribile senso di
solitudine a cui l'aveva portata il suo non ascoltare e
non ubbidire.
In quel momento la nonna aprì la porta. Aveva
sofferto abbastanza, lo scherzo è bello quando dura
poco, e questo aveva già fatto l'effetto desiderato.
La bambina aveva capito, lo si vedeva nei suoi occhi.
La lasciò entrare e la portò in bagno per lavare le
ferite.
- Ma, nonna, non stavi male?
- Si, amore, ma se tu hai bisogno la nonna si
dimentica dei suoi mali per aiutarti.
La bambina raccontò tutto, che aveva fatto tutto quello
che le avevano detto di non fare, e che non era stata
una buona idea.
- Scusami nonna, ho perso la tua torta, e il tuo succo di
mirtilli, ti servivano per stare meglio.

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In quel momento in bagno arrivò anche il fratello,
portando un vassoio con tre piatti di torta e tre
bicchieri di succo.
Aveva il sorriso malizioso di chi ha fatto una
birichinata, ma la bimba e la nonna sapevano che
l'aveva fatto con buone intenzioni.

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