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Numeri Complessi

1.1 Introduzione e Definizioni


I numeri complessi sono introdotti perché permettono di dare soluzione a problemi non risolvibili
con i reali (ad esempio, calcolare radici quadrate di numeri negativi) e perchè in molte situazioni
semplificano la trattazione matematica a livello computazionale (cioè di calcoli), come ad esempio
avviene nello studio di circuiti a regime sinusoidale.

Un numero complesso è formato da una parte reale e una parte immaginaria, quest’ultima
moltiplicata per j=i=√−1. In ambito matematico si utilizza i, mentre in ambito ingegneristico è
preferita la j, per non creare confusione con la corrente, anch’essa indicata con i.

Le due forme con cui si indicano i numeri complessi sono dette cartesiana e polare.

Cartesiana z= Re{z}+jIm{z} = a+jb


Polare (Modulo e Fase) z= ρ𝑒 𝑗𝜃 =|z|𝑒 𝑗⦟𝑧 =|z|[cos(⦟z)+jsen(⦟z)]

Dove a=Re{z} b=Im{z} ρ=|z| θ=⦟z

Notare che le due forme si equivalgono, per cui

z = Re{z}+jIm{z} = |z|[cos(⦟z)+jsen(⦟z)] = |z|𝑒 𝑗⦟𝑧

Piano di Gauss C

Sul piano vediamo a cosa corrispondono


graficamente tutti i termini delle diverse
forme.
1.2 Passaggio da forma polare a cartesiana e viceversa
Sfruttando la trigonometria, possiamo passare da una forma all’altra.

1.2.1 Da Polare a Cartesiana


Se noi conosciamo un numero in forma polare, calcolarne la rappresentazione cartesiana è banale.
Infatti, ricordando che
z = Re{z}+jIm{z} = |z|[cos(⦟z)+jsen(⦟z)]
è facile notare che
Re{z}=|z|[cos(⦟z)]
Im{z}= |z|[sen(⦟z)]

Esempi numerici:
z1 = 20𝑒 𝑗60° = 20(cos60°+jsen60°)= 10+ j17,32
z2 = 10𝑒 𝑗77° = 10(cos77°+jsen77°) = 2,24 + j9,74
z2 = 23𝑒 𝑗265° = 23(cos265°+jsen265°) = -2 - j22,91

1.2.2 Da Cartesiana a Polare

Passare da forma cartesiana a forma polare prevede una certa accortezza nel calcolo della fase.

Sempre sfruttando la trigonometria, guardando il grafico nell’introduzione, è possibile notare


come il modulo possa essere calcolato con il semplice teorema di Pitagora, avendo come cateti la
parte reale e la parte immaginaria di z.

|z|= √𝑅𝑒{𝑧}2 + 𝐼𝑚{𝑧}2

Nel calcolo della fase è invece possibile incontrare un’ambiguità.


Rivedendo il concetto trigonometrico di tangente, dal grafico possiamo calcolare

𝐼𝑚{𝑧}
θ= artg ( )
𝑅𝑒{𝑧}

L’ambiguità consiste nel fatto che due angoli che differiscono di un multiplo di 180° presentano lo
stesso valore della tangente. Difatti, ad esempio, tan(45°)=tan(225°). Guardando 45° e 225° sulla
circonferenza trigonometrica, però, è immediato capire che non presentano anche gli stessi valori
di seno e coseno.
𝐼𝑚{𝑧} 𝐼𝑚{𝑧}
Quindi il valore della fase va scelto tra artg ( ) e artg ( ) + 180°.
𝑅𝑒{𝑧} 𝑅𝑒{𝑧}
La scelta può avvenire controllando il segno di parte reale e parte immaginaria e il quadrante in
cui si trova l’angolo trovato con la formula.
Esempi numerici:

z1 = -1-j5
|z1|= √(−1)2 + (−5)2 = √26 ≈ 5,1
−5
⦟z1= artg( ) ≈ 78,69° oppure 78,69°+180° ≈ 258,69°.
−1
Quale dei due valori della fase devo prendere? Notiamo che sia parte reale che parte immaginaria
del numero sono negative: questo significa che sia il seno che il coseno della fase devono essere
negative, poiché Re{z1}=|z1|cos⦟z1 , Im{z1}=|z1|sen⦟z1 e |z1| è positivo.
Quindi scelgo l’angolo della fase che si trova nel terzo quadrante (per cui cos e sen sono entrambi
negativi): il valore da scegliere è 258.69°.
Un’alternativa per scegliere la fase è provare a riconvertire il numero in forma cartesiana con le
due diverse fasi, scegliendo poi la fase che mi genera il numero -1-j5 (se utilizzassi la fase 78,69°
genererei il numero 1+j5, che non è quello iniziale dato).
In conclusione, z1=5,1𝑒 𝑗258,69° .

z2 = -3+j7
|z2|= √(−3)2 + (7)2 = √58 = 7,62
7
⦟z2 = artg( ) ≈ -66.80° oppure -66.8° + 180° = 113.2°
−3
Siccome Re{z2} = -3 = |z2|cos⦟z2 e Im{z2}= 7 =|z2|sen⦟z2, cos{z2} deve essere negativo e
sen{z2} deve essere positivo, per cui la fase deve essere un angolo nel secondo quadrante.
-66,80° si trova nel quarto quadrante, mentre 113.2° si trova proprio nel secondo quadrante, per cui
il valore da attribuire alla fase è proprio 113.2°.
In conclusione, z2=7,62𝑒 𝑗113.2° .
1.3 Operazioni con i numeri complessi
1.3.1 Operazioni in forma cartesiana
In forma cartesiana è possibile svolgere tutte le operazioni in questo modo. Partendo da due
numeri complessi dati:

z1=a+jb
z2=c+jd
Addizione

z1+z2 = a+jb+c+jd = (a+c)+(b+d)j


Sottrazione

z1-z2 = a+jb-c-jd = (a-c) + (b-d)j

Moltiplicazione

z1*z2 = (a+jb)(c+jd) = ac + jad + jbc + 𝑗 2 bd = (ac-bd) + j(ad+bc)

Divisione

Questa operazione prevede l’introduzione del concetto di complesso coniugato di un numero


complesso, inteso come il numero complesso stesso, ma con il segno della parte immaginaria
cambiato.
Prendendo ad esempio z1 = a+jb, il suo complesso coniugato sarà ̅̅̅
𝑧1= a-jb (il tratto sopra z1 è il
simbolo di complesso coniugato).
Moltiplicando numeratore e denominatore della divisione per il complesso coniugato del divisore,
è possibile ottenere il risultato in forma cartesiana.
In formule:

𝑧1 𝑎+𝑗𝑏 (𝑎+𝑗𝑏)(𝑐−𝑗𝑑) (𝑎𝑐+𝑗𝑏𝑐−𝑗𝑎𝑑−𝑗 2 𝑏𝑑) (𝑎𝑐+𝑏𝑑)+𝑗(𝑏𝑐−𝑎𝑑) (𝑎𝑐+𝑏𝑑) (𝑏𝑐−𝑎𝑑)


= = (𝑐+𝑗𝑑)(𝑐−𝑗𝑑) = = = +𝑗
𝑧2 𝑐+𝑗𝑑 (𝑐 2 +𝑗𝑑𝑐−𝑗𝑑𝑐−𝑗 2 𝑑 2 ) 𝑐 2 +𝑑 2 𝑐 2 +𝑑 2 𝑐 2 +𝑑 2

Un esempio numerico per consolidare

Dati i numeri complessi z1=4-j6 z2=7+j,

z1+z2 = 4-j6+7+j = 11-j5

z1-z2 = 4-j6 -7-j = -3-7j

z1*z2 = (4-j6)(7+j) = 28 - j42+ j4 - 𝑗 2 6 = 28+6-j38= 34-j38

𝑧1 4−𝑗6 (4−𝑗6)(7−𝑗) 28−42𝑗−4𝑗+𝑗 2 6 22−46𝑗 11−23𝑗 11 23


= = = = = = − 𝑗
𝑧2 7+𝑗 (7+𝑗)(7−𝑗) 50 50 25 25 25
1.3.2 Operazioni in forma polare

In forma polare è possibile eseguire direttamente le operazioni di moltiplicazione e divisione,


mentre per la somma e la sottrazione è necessario ricondursi sempre alla forma cartesiana. Il
motivo è che vengono sfruttate le proprietà degli esponenziali, consistendo la forma polare in un
esponenziale complesso.

Dati i numeri complessi in forma polare


z1=|z1|𝑒 𝑗⦟𝑧1
z2=|z2|𝑒 𝑗⦟𝑧2

Moltiplicazione

z1*z2 = |z1||z2|𝑒 𝑗⦟𝑧1+𝑗⦟𝑧2 = |z1||z2|𝑒 𝑗⦟(𝑧1+⦟𝑧2)

Divisione

𝑗⦟𝑧1
𝑧1 |𝑧1| 𝑒 |𝑧1|
𝑧2
=
|𝑧2| 𝑒 𝑗⦟𝑧2
= |𝑧2|
𝑒 𝑗⦟(𝑧1−⦟𝑧2)

Esempio numerico

z1 = 7𝑒 𝑗160°
z2 = 3𝑒 𝑗20°

z1*z2 = 21𝑒 𝑗180° = -21


𝑧1 7
𝑧2
= 3 𝑒 𝑗140°

Per controllare se i risultati sono corretti, posso convertire z1 e z2 in forma cartesiana, svolgere
l’operazione in forma cartesiana e confrontare i risultati con quelli appena trovati (ovviamente
anche essi convertiti in cartesiana).

z1 = 7𝑒 𝑗160° =-6.57+2.39j
z2 = 3𝑒 𝑗20° = 2.81+1.02j

z1*z2 = -21 (risultato ottenuto svolgendo la moltiplicazione in forma cartesiana, notiamo che è lo
stesso trovato in forma polare)

La divisione è lasciata come esercizio.