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Eventi Scala Venerdì 7 Dicembre 2007 Corriere della Sera

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I SENTIMENTI

Fra Tristano e Isotta

Eterni Tristano e Isotta nel film di Kevin Reynolds (2006); la celebre coppia dipinta da Edmund Blair Leighton (1902); e, in basso, particolare di un pannello d’avorio con i due giovani spiati dal re Marco (1340–1350)

UNA PULSIONE
In scena i due amanti La donna

non vanno oltre le parole


ma alla purezza del testo si

DI EROS E CASTITÀ
contrappone l’incandescenza
di una musica «sessuale»
DI GIUSEPPINA MANIN dell’atto sessuale in sé? «Forse. Anche se non mi pare il Doppia identità
caso di tentare psicoanalisi a buon mercato. Di sicuro si
sa che Wagner e sua moglie dormivano in camere separa- Mathilde
Il musicologo Nattiez: «Wagner si sdoppia: quello
S tesi l’una sull’altro, i corpi intrecciati, confusi in un
estremo sussulto di piacere. Così Tristan e Isolde ri-
tratti da Rogelio De Egusquiza. Il quadro, esposto nella
te. Ma va anche detto che la "chambre à part" fa parte
delle usanze dell’epoca».
D’altra parte la stesura del Tristan è coincisa con la
Wesendonck fu la
poetessa austriaca

bella mostra «Richard Wagner Visions d’Artistes» in cor- passione di Wagner per Mathilde Wesendonck nei cui
che non vuole esprimere con il linguaggio lo fa dire che ispirò Wagner
nella
so alla Cité de la Musique di Parigi, ha un sottotitolo: «La tratti molti hanno riconosciuto quelli di Isolde. «Io credo composizione
Mort». Morte con la maiuscola, a indicare un assoluto che la relazione con Wesendonck sia stata la conseguen- all’orchestra: Freud è ormai all’orizzonte...» di «Tristano
che travalica la semplice fine di due amanti. L’altra fac- za più che la causa... Lui si è innamorato di lei perché e Isotta».
cia dell’Amore, per dirla con Ken Russell. O, per dirla scriveva Tristan e cercava una sua Isolde a immagine e Innamorato
con Wagner — duetto del secondo atto del Tristan und somiglianza dell’archetipo. Wagner non modella l’arte Tristan cade innamorato fin dal primo istante. Ma il codi- perdutamente
Isolde — «inseparati/ eternamente congiunti/ senza fi- sulla vita ma viceversa. Lui voleva popolare la realtà del ce d’onore, la fedeltà al re, mai gli consentirebbero di am- della donna,
ne/ senza risveglio». «Insomma, la fusione totale, la dis- suo mondo immaginario. Non a caso chiama i figli con i mettere un tale sentimento. Il filtro quindi, oltre a essere il musicista
soluzione dell’individuo nella coppia, il maschile e il fem- nomi dei suoi eroi immaginari, Isolde, Eva, Siegfried». un ottimo espediente teatrale, è anche un’astuzia perché si trovò costretto
minile riuniti nell’androgino originario», commenta Ancora un curiosità: il filtro. Tristan svela il suo amore i due possano realizzare quello che già sanno. In realtà, a separarsi
Jean-Jacques Nattiez, professore di musicologia all’Uni- solo dopo averlo bevuto. Perché non riesce altrimenti? essendo entrambi già belli e cotti, la pozione magica si dalla moglie
versità di Montréal, autore di testi sulla Tetralogia di Bou- «E’ giusto usare il termine "svelare". Come Isolde anche limita solo a un effetto placebo».
lez-Chereau a Bayreuth e su «Wagner androgino» (Biblio-
teca Einaudi, 1997).
Una pulsione di morte ed eros da condividere per rea-
lizzare un’utopia filosofica, alchemica, amorosa: supe- PERCORSI NELLE LETTERE DEL COMPOSITORE A LISZT LA SCINTILLA DEL DRAMMA
rare le frontiere della dualità, del sesso, e tornare

Gioia o tragedia, ma che sia amore


«uno». Tristano diventa Isotta, Isotta Tristano. Un mito
carezzato da molte religioni, tornato in vigore nell’epo-
ca di Wagner grazie alle nuove frontiere della scienza,
dalle ricerche sulle cariche elettriche di Galvani al ma-
gnetismo di Mesmer. Ma anche un sogno di perfezione,
un delirio di immortalità, una presunzione di divinità
che in cambio pretende un sacrificio. Perchè l’eternità DI ARMANDO TORNO Qual è allora il percorso di una storia d’amore in cui che mai uno spirito universale. È, insomma, la vera
richiede la morte e la perpetuazione del desiderio. «E il desiderio di morte si presenta come nostalgia «del- risposta dell’uomo all’irrazionalità del mondo. Di più:
difatti — aggiunge Nattiez — quella che attraversa Tri- l’oscuro mondo della notte, dal quale mi inviò la ma- il pensatore tedesco aveva smascherato l’amore dei
stan e Isolde , il monumento più straordinario mai innal-
zato all’amore umano, è una tensione erotica inesau-
sta, uno struggimento continuo, che mai però raggiun-
P er avvicinarsi alla storia d’amore scritta e musi-
cata da Richard Wagner, Tristan und Isolde , co-
minciamo da due lettere del 1854, spedite dallo stes-
dre»? È qui l’essenza di Tristano, oppure è semplice-
mente il lato notturno dell’eroe? Per rispondere a que-
ste e ad altre possibili domande, cominciamo dalla fi-
sensi — sottolineando l’aspetto eterosessuale — soste-
nendo che è un trabocchetto teso all’individuo dal «ge-
nio della specie», che ne ha necessità ai fini della ripro-
ge il suo compimento sessuale». so Wagner a Franz Liszt. Anche se tali missive sono ne ricordando quanto Wagner ha trovato sull’amore duzione, dopo averlo sedotto con l’attrazione della vo-
Ma attenzione, avverte lo studioso, nell’opera tra li- note, è bene rileggerle per meglio comprendere peri- leggendo Il mondo come volontà e rappresentazione luttà ed eventualmente della passione. In breve: ogni
bretto e musica, pur se entrambi scritti da Wagner, esiste odo e genesi dell’opera. di Schopenhauer. Per il filosofo, l’eros platonico si po- essere che s’innamora è manovrato senza saperlo; o,
una sostanziale dicotomia. «Quello che dicono le voci e La prima è una sorta di dichiarazione spontanea sul teva considerare il riflesso di un intellettualismo steri- come recita il detto popolare, l’amore è cieco.
quello che dice l’orchestra sono cose molto diverse. Nel motivo ispiratore: «Dato che nella vita non ho mai go- le; l’amore romantico — sorta di conciliazione tra sen- Non è tuttavia possibile sostenere che Wagner ab-
duetto del secondo atto, Tristan e Isolde non fanno altro duto la vera e genuina gioia d’amore, voglio innalzare si e spirito — che la Lucinde di Friedrich Schlegel testi- bia preso le idee di Schopenhauer senza ripensarle
che parlarsi. Certo, li si immagina abbracciati, magari ad al più bello dei sogni un monumento, nel quale l’amo- moniava dal 1799, era la sublimazione di un istinto fi- con concezioni medievali che scortano la storia di Tri-
accarezzarsi e baciarsi. Però non vanno oltre, il loro tra- re potrà bearsi dall’inizio alla fine. siologico; infine quello ideali- stano. Qui è bene ricordare che i collegamenti potreb-
sporto è frenato dalle parole. D’altra parte, alla castità Ho in mente l’idea di un Tristan stico lo giudicava come il ritro- bero partire dal De amore (o meglio De arte honeste
del testo si contrappone l’incandescenza della musica, und Isolde : la concezione più sem- vato di una metafisica che igno- amandi ) di Andrea Cappellano. Il trattato, scritto nel
«sessuale» quella sì da cima a fondo, che suggerisce tut- plice e più ardente. Con la vela ne- rava le vere condizioni umane. XII secolo, è la codificazione dei principi dell’amor
t’altro, una crescita esasperata del desiderio, un suo in- ra che sventola alla fine voglio av- Per Schopenhauer soltanto la cortese e l’inizio di una riflessione che fiorirà nel Rina-
turgidirsi fino allo spasimo. Senza però poter mai giunge- volgermi e morire». La seconda re- Mitleid , la compassione, ci ac- scimento. Esso aiuta a interpretare i molteplici proble-
re a quell’esplosione liberatoria, orgasmica, che invece gistra le impressioni del maestro comuna alle sofferenze del mi degli amanti delle diverse tradizioni e a valutare
ad esempio troviamo nel Bolero di Ravel. L’estasi di Tri- dopo la lettura di Arthur Scho- prossimo ed effettua una misti- con i termini più adatti l’isolamento di celebri coppie
stan e Isolde viene infatti spezzata bruscamente dal tradi- penhauer, filosofo che in quegli ca unità: è vero amore, disinte- quali Abelardo ed Eloisa, Ginevra e Lancillotto, Trista-
tore Melot, che arrivando provoca musicalmente un ve- anni comincia a conoscere fortu- ressato e puro, non presuppo- no e Isolda. Parallela agli scritti dei maestri parigini
ro coitus interruptus ». na, dopo le passate delusioni ne nessun eros cosmico né vicini ad Averroè, l’opera fa perno su natura e ragio-
Uno sdoppiamento di significato che lascia perplessi. (compresa la macerazione delle una paternità divina, meno ne, allontanandosi — l’autore era un ecclesiastico ma
Come si spiega questa sorta di io diviso wagneriano? opere) e gli amari bocconi che do- fu condannato dal vescovo Tempier nel 1277 — dalle
«Con il fatto che la parola è il mezzo del cosciente, del vette ingoiare a causa del contra- Le eredità elaborazioni della letteratura giudaico-cristiana.
sociale, mentre la musica è quello dell’irrazionale. Il te- sto con Hegel: «Il suo pensiero car- Ultima osservazione: Wagner si interessò tutta la vi-
sto dell’opera doveva rispettare da un lato i codici medio- dine, la definitiva negazione della ta a Calderon de la Barca e non è escluso che sia tale
evali dell’epoca in cui è ambientato, dall’altro quelli mo- volontà della vita, è terribilmente Wagner prese le idee di Schopenhauer ma non autore a spiegare perché per questo lavoro non utiliz-
rali della società di metà Ottocento. Ma quello che non tragico, ma l’unico che veramente zasse «dramma» o «tragedia» o «opera», bensì «trama
può o non vuole esprimere con il linguaggio, Wagner lo sia liberatore. A me non è giunto in tre atti». Siegfried Melchinger ha sostenuto (ripeten-
fa dire all’orchestra. Freud, ormai è all’orizzonte, e Char- totalmente nuovo, e nessuno può trascurò le concezioni di Cappellano sull’amor dolo anche nel programma di Bayreuth del 1962) che
cot che ne anticipa i fermenti, direbbero che Wagner rive- arrivare veramente a pensarlo se Wagner avesse impiegato lo spagnolo «auto», ovvero
la nella musica il suo inconscio». già non lo abbia intimamente vis- cortese. E si notano anche influenze di Calderon azione, usato da Calderon per i suoi drammi spiritua-
Spingendosi oltre in questa direzione, si potrebbe dire suto. Ma a tale chiarezza mi ha sol- li. In tal caso, la storia di Tristano e Isolda è un’odissea
che per il musicista la pratica del desiderio contava più tanto guidato questo filosofo». interiore dai risvolti infiniti e sconvolgenti.