Sei sulla pagina 1di 269

Nestor Makhno

LA RIVOLUZIONE RUSSA
IN UCRAINA

(Marzo 1917 - Aprile 1918)

Collana La Rivolta
- 2 -
Titolo originale :
La Rvolution Russe en Ukraine
(Mars 1917 - A vril 1918)
Ed. La Brochure Mensuelle, Paris, 1927.

Prima Edizione italiana, Agosto 1971,


Edizioni La Fiaccola Ragusa

Traduzione di Luciano Ferraresi

In p rim a di c o p e rtin a N e s to r M ak h n o fo to g ra fa to n e l su o q u ar
tie r g enerale a G uliai-Pol. I n q u a rta d i c o p e rtin a la b a n d ie ra
degli an a rc h ic i u c ra in i fa d a sfo n d o alla le tte r a d i L en in .

Richieste, pagamenti e contributi


a mezzo C.C.P. n. 11112976
intestato a: Franco Leggio
Via S. Francesco 238 97100 Ragusa

Stampato con i tipi della Alfa Grafica Sgroi


Via S. Maria della Catena 87,
Catania Tel. (095) 457576
Gennaio 1988
AL POSTO DELLA PREFAZIONE...

Si dovrebbe scnvere molto a lungo su queste memo


rie-azione-fatti di Nestor Makhno: il coraggio, le sue
capacit nel forzare coi contadini e gli sfruttati la
Storia, il momento, la quotidianit. Tutte cose da
leggenda. E da sconfitta. Ma ci sono sconfitte pi bel
le, luminose, vitali di qualsiasi vittoria. Malatesta, T
anarchico Errico Malatesta: se per vincere dovremmo
alzare le forche preferiremmo perdere sempre"! E tante
volte, lungo la Storia dell'uomo, degli sfruttati, la scon
fitta ' stata il segno della vittoria pi dolorosa ma pro
fonda: poich ha proiettato l anelito alla libert, allu
guaglianza, alla giustizia, alla liberazione globale, allav
venire.
S, se ne dovrebbe scrivere a lungo di Makhno e del
la makhnovicina. Anche criticamente. Noi non lo pos
siamo, ce ne mancano la conoscenza e le capacit. La
sciamo ad Altri, che posseggono conoscenze e capacit,
questo compito davvero stimolante. No, non delega
re; semmai pu essere provocare, sfidare, mettere alla
prova. Noi vogliamo molto modestamente riportare,
ammesso che ci riusciremo, ai tempi d oggi, tematiche
e prassi e problematiche che pur sono dentro alla Storia,
allazione della makhnovicina che, per, un fatto gran
de e luminoso ha evidenziato, questo: che il rapporto e
la saldatura anarchismo movimento di massa possibi

li
le, anzi naturale. Diversamente, o si svolazza tra la nu
volaglia dell'astrazione, o si sprofonda nel merdaio del
godereccio privato o di gruppo.
Ecco, se ci decidiamo alla ristampa di queste memo
rie di Makhno, non solo perch esaurita la prima e-
dizione italiana si sono susseguite le richieste, ma, soprat
tutto, perch da queste memorie"emerge chiaro, con
moltissime altre cose, il FATTO (e non la chiacchiera,
il bla-bla, anche se dottissime) INSURREZIONALE: co
me si prepara, come viene propagandato, come viene in
serito nel contesto sociale, e come lo si rende credibile
e fattibile alla gente, alle masse, a tutti gli sfruttati
e oppressi. E anche come lo si deve rapportare con le
forze, i movimenti e le astuzie che il nemico scaraventa
in campo.
Da queste pagine sulla Rivoluzione Russa in Ucrai
na, questi ed altri elementi pregnanti propri del FAT
TO INSURREZIONALE della makhnovicina, emergo
no non dalle righe battute sui tasti di una infaticabile
macchina da scrivere, non dal desiderio tutto tardo-go-
liardico di imporsi fittizziamente come protagonista ma
gari scrivendo... romanzi in perfetto... aramaico! Bens,
dall'impegno assiduo e coraggioso, dalla conoscenza dei
problemi e degli obiettivi, del territorio e dei soggetti: e
dal rapporto serio e corretto, chiaro e credibile che Ma
khno e i Makhnovisti uomini e donne, anarchici e ri
voluzionari seppere costruire giorno dopo giorno,
fatto dopo fatto, attatto dopo attacco, con i diretti in
teressati gli sfruttati e oppressi alla distruzione del
Potere dello zarismo onnipotente e onnipresente, e
della cricca religiosa, militare, economica, politica,
culturale, etc. che ne faceva la forza e ne imponeva il
dominio. E poi, e non di minor importanza, il raffron

ti
tarsi e scontrarsi, oltretutto fisicamente, con l'emergen
te autoritarismo dei bolscevichi di Lenin e Trotsky an-
ch 'essi in armi.
Gorbaciov e tutti coloro che gli scodinzolano attor
no sono arrivati 70 anni dopo. E con la volont di riso
spingere indietro un Movimento che invece vuole spin
gersi quanto pi avanti, verso la societ dei liberi e e-
guali, senza frontiere e senza Stato, senza esercito e
senza bombe atomiche, per la libert, l'uguaglianza, la
giustizia, la fratellanza e la gioia di vivere. Noi, anarchi
ci e rivoluzionari, sfruttati e oppressi di oggi 1988, ab
biamo molto da imparare dal fatto insurrezionale ucrai
no e dalla makhnovicina del 1917/18, magari integran
dolo e correggendolo con delle riflessioni critiche, e rap
portandolo alla situazione, ai contesti, alle conoscenze,
e ai soggetti di oggi.
A parte queste rapide annotazioni che ci sono parse
essenziali, rimane il gran merito del testo, nella sua ve
ste letteraria di cui buona parte va al compagno Ferra
resi che lo ha tradotto dal francese, e a quei compagni
francesi che lo raccolsero direttamente dalla viva voce
del compagno Nestor Makhno.
Dedico questo libro alla memoria dei miei Amici, i com
pagni: Pietro Gravilenko, Alessandro Kalachnikoff, Mos Ka-
linitchenko, Simone Kartnik, Filippo Krate, Isidoro (Pietro)
Liuty, Alessio Martchenko, Sawa Makhno, Andrea Smenota,
Gabriele Tro'ian, Stefano Chepel, Boris Veretelnik, H. Gor-
lik, Luca Pantcheuko, Abramo Schneider e altri, che hanno
lottato con me per organizzare i lavoratori rivoluzionari
ucraini a realizzare il nostro ideale comune: una societ
anarchica, comunista libertaria.
Tutti hanno trovato la morte, in circostanze diverse, ma
perseguendo un unico fine : la realizzazione dellideale di
libert, di uguaglianza e di lavoro indipendente.
L'Autore
Al momento di far pubblicare questo primo vo
lume de La Rivoluzione Russa in Ucraina , credo
utili alcune parole di introduzione.
Tengo anzitutto a prevenire il lettore dellassenza
di documenti importanti che avrebbero dovuto figu
rare in questo volume : deliberazioni e proclami del
l'Unione dei Contadini di Giuliai-Pol, del Soviet dei
Deputati contadini e operai e del loro ispiratore,
il gruppo anarco-comunista contadino di Guliai-Pol.
Il gruppo anarco-comunista si adoperato, con
una costanza ammirevole, a riunire sotto la sua ban
diera i contadini e gli operai della regione di Guliai-
Pol.
Sempre allavanguardia, li ha guidati spiegando
loro il senso e la portata degli avvenimenti che si
svolgevano ed esponendo loro i fini dei lavoratori in
generale e quelli degli anarco-comunisti, pi vicini
alla mentalit contadina, in particolare.
Mi dispiace, inoltre, di non essere in possesso del
le fotografie del gruppo anarco-comunista di Guliai-
Pol che, assieme a delle brevi notizie biografiche, mi
sarebbe piaciuto veder occupare il primo posto fra i
documenti relativi alla Rivoluzione Russa in Ucraina,
al movimento Maknovista nato da questa rivoluzione,
ai principi che hanno guidato questo movimento, alle
azioni, infine, che ne furono la conseguenza.
Avrei sinceramente desiderato inserire in queste
pagine i ritratti di questi rivoluzionari sconosciuti,
sorti dal cuore del popolo ucraino e che, col mio inci
tamento e guidati da me, riuscirono a creare fra i
lavoratori ucraini questo movimento rivoluzionario,
vasto e potente, in testa al quale sventolavano le ban
diere nere makhnoviste.
Sfortunatamente, fino ad ora non ho potuto pro
curarmi questi documenti che pubblicher, appena
ne avr la possibilit, per sottoporli ai lavoratori di
tutto il mondo, affinch li giudichino.
La mia esposizione dei fatti interamente confor
me alla verit storica, sia che essa tratti della Rivo
luzione russa in generale, sia del nostro ruolo in par
ticolare.
Potranno contestarla soltanto quegli storici
della Rivoluzione russa che non parteciparono agli
avvenimenti rivoluzionari dei quali si tratta in queste
memorie e che, bench si fossero avvicinati alla Ri
voluzione, non riuscirono ad affermarsi presso i rivo
luzionari dei paesi stranieri come persone che cono
scono a fondo e in tutti i particolari la grande Rivolu
zione russa.
Sapremo sempre confutare queste critiche, perch
esse mancano di fondatezza e questi esperti per
ch non sanno di cosa parlano, n contro cosa gri
dano... Il mio solo rammarico che queste memorie
non vedano la luce in Ucraina e non vengano pub
blicate n in russo, n in ucraino.
La colpa delle circostanze ed io non posso nulla
contro di esse.
l Autore

P.S. - Desidero esprimere la mia sincera e profonda


riconoscenza al compagno francese E.W. il cui
aiuto fraterno e inestimabile mi ha permesso di
estrarre le pagine seguenti dai miei appunti e di
pubblicarle.
N. M.
PARTE PRIMA
Nestor Makhno
La rivoluzione del febbraio 1917 ha aperto larga
mente le p o rte delle prigioni politiche russe.
Gli operai e i contadini, discesi in arm i nella
strada, chi in tu ta blu, chi im bacuccato in un cappot
to grigio da soldato, hanno certam ente contribuito in
gran parte a questo risultato.
Fin dallinizio, questi lavoratori rivoluzionari do
vettero tener testa ai socialisti-statalisti che, d ac
cordo con la borghesia liberale, avevano gi form ato
un Governo rivoluzionario Provvisorio e tentava
no di m antenere il m ovimento rivoluzionario nella
via che esso gli aveva tracciata.
I lavoratori pretesero allora lam nistia im m ediata,
questa prim a conquista delle rivoluzioni. E il socia
lista rivoluzionario A. Kerensky, m inistro della giu
stizia, si inchin di fronte alla loro volont.
In pochi giorni, tu tti i detenuti politici furono li
berati e ripresero la loro propaganda attiva fra i la
voratori delle citt e delle campagne, propaganda gi
intrapresa clandestinam ente nellatm osfera intollera
bile del regime zarista.
C ontem poraneam ente agli altri detenuti politici,
che il governo dello zar e dei pom echtchiki (1)
aveva m urato nelle segrete um ide sperando di pri
vare cos la famiglia dei lavoratori dei suoi compo
nenti pi avanzati e uccidere ogni velleit di denun
cia delle iniquit del regime, fu resa anche a me la
libert.
Condannato alla detenzione perpetua, incatenato,
spesso m alato, o tto anni e mezzo di reclusione non
avevano p er nulla scossa la mia fede nella causa
anarchica.
Sem pre convinto della vittoria finale del libero

(1) P ro p rie ta ri fondiari.


lavoro, dell'uguaglianza e della solidariet sulla schia
vit creata dallo S tato e dal Capitale, uscii dalla
Butyrki (2) il 2 m arzo 1917 e mi rimisi al lavoro due
giorni dopo, nella stessa Mosca, nel gruppo anarchico
Lefortovo.
Non avevo per dim enticato il nostro gruppo
anarco-com unista di Guliai-Pol, creato dieci o do
dici anni prim a e che, stando ai miei com pagni, con
tinuava ad essere attivo, m algrado la perdita di nu
merosi m ilitanti d avanguardia.
Ero vivam ente preoccupato p er linsufficienza del
la mia educazione teorica e per la mia ignoranza dei
dati concreti che m i avrebbero perm esso di risolvere
dal punto di vista anarchico i problem i sociali e po
litici.
Sapevo, naturalm ente, che ci nelle file anarchi
che accadeva nove volte su dieci e questo triste stato
di cose era dovuto alla mancanza, presso di noi, di
ogni organizzazione ed anche di scuole anarchiche.
Tuttavia, non sentivo meno questa lacuna e non
cessavo di soffrirne. Solo la speranza che questo stato
di cose non sarebbe d urato mi consolava e mi ridava
coraggio; in realt, ero ferm am ente convinto che il
lavoro alla luce del sole, in seno ad un m ovim ento
rivoluzionario intenso, avrebbe dim ostrato con evi
denza agli anarchici la necesit di creare u n organiz
zazione potente, capace di richiam are alla lotta tu tte
le forze anarchiche e di organizzare un m ovimento
d insieme coerente e cosciente del fine da raggiun
gere. Questo era l'avvenire che mi facevano intrave
dere gli im m ensi progressi della Rivoluzione russa.
Nel mio pensiero, infatti, lazione anarchica nei
periodi rivoluzionari era legata indissolubilm ente a
quella della m assa dei lavoratori, essendo questa
m assa pi strettam ente interessata al trionfo della
verit e della libert, alla vittoria di un nuovo regi
me sociale e allorganizzazione nuova della societ
umana.
Intravedevo lo sviluppo potente del m ovimento

(2) Prigione c en trale di Mosca.


anarchico e la sua influenza sul risu ltato finale della
rivoluzione. Questa idea m i era particolarm ente cara.
Forte di questa convinzione, appena tre settim ane
dopo la m ia liberazione, mi recai a Guliai-Pol, dove
ero nato, dove ero vissuto, dove avevo lasciate tante
persone care, tante cose am ate e dove, lo sentivo be
ne, avrei potuto agire utilm ente in mezzo alla grande
famiglia dei contadini in seno alla quale si era for
m ato il nostro gruppo. P u r avendo perd u to due terzi
dei suoi m em bri sul patibolo, nelle pianure ghiacciate
della Siberia o nellesilio all'estero, questo gruppo
non restava tuttavia m eno vivo. Il suo nucleo ini
ziale era quasi com pletam ente scom parso, m a aveva
fatto p enetrare profondam ente le sue idee fra i con
tadini, m olto oltre i confini di Guliai-Pol.
Una gran forza di volont ed u n a conoscenza ap-
profondit di ci che gli anarchici vogliono raggiun
gere sono necessarie p er decidere ci che possibile
ottenere da una rivoluzione anche politica.
E ra da qui, da Guliai-Pol che sarebbe uscita dal
seno delle masse dei lavoratori, quella forza rivolu
zionaria form idabile sulla quale, secondo Bakunin,
K ropotkin ed altri, deve appoggiarsi l anarchism o ri
voluzionario e che avrebbe indicato il mezzo di finir
la col vecchio regime di servit e di crearne uno nuo
vo in cui la schiavit non sarebbe esistita e in cui
non vi sarebbe stato posto p er l'autorit.
La libert, luguaglianza e la solidariet sarebbero
state, allora, i principi che avrebbero guidato gli
uom ini e le societ um ane nella loro vita e nella loro
lotta p er una maggiore felicit e prosperit.
Q uestidea non mi aveva abbandonato p er tu tto il
mio soggiorno in carcere ed con essa che rientrai a
Guliai-Pol.
PRESA DI CONTATTO COI COMPAGNI E PRIMI
ESPERIM ENTI ORGANIZZATIVI DI UNA
AZIONE RIVOLUZIONARIA

Al mio rientro a Guliai-Pol, incontrai dei vecchi


compagni del gruppo e appresi da loro che un gran
num ero m ancava a llappello.
Quelli che vennero a trovarm i erano : Andrea Se
menota (fratello di Sacha e Procopio Sem enota), Mo-
s Kalinitchenko, Filippo K rate, Sawa M akhno, i fra
telli Procopio e Gregorio Charovski, Paolo K oroste
lev, Leone Schneider, Paolo Socruta, Isidoro Lotty,
Alessio M artchenko e Paolo Hundai (Korostelev).
Alcuni giovani che non facevano parte del gruppo
che da due o tre anni, si erano aggiunti ai vecchi ; io
non li conoscevo.
Essi leggevano le opere anarchiche e, con una
macchina copialettere ; stam pavano dei proclam i che
diffondevano intorno a loro.
E quanti contadini e operai sim patizzanti con li
deale anarchico vennero a trovarm i insiem e a loro !
Non ne potevo, vero, tener conto nei piani che
facevo per il futuro. Avevo com unque davanti a me
i miei amici contadini, questi anarchici ignorati, va
lenti com battenti che non sapevano n m entire, n
ingannare. Essi erano delle autentiche n ature conta
dine : era diffcile convincerli, ma, una volta convinti,
una volta che avevano scelto l idea e lavevano veri
ficata col proprio ragionam ento, esaltavano questo
nuovo ideale ovunque e ad ogni occasione.
A dire il vero, vedendo davanti a m e questi amici,
frem etti di soddisfazione, provai u n emozione cos
viva che progettai di condurre, fin dal m attino suc
cessivo, u n attiva propaganda in tu tta la regione di
Guliai-Pol p er cacciare il Com itato com unale (unit
am m inistrativa del Governo di Coalizione), disper
dere la milizia, im pedire la form azione di qualsiasi
nuovo Comitato. Decisi di passare senza indugi alla
zione anarchica.
Tuttavia, verso il m attino del 25 marzo, quando
furono p artiti tu tti i contadini e le contadine venuti
dalla vigilia p er vedere il resuscitato dai m orti , co
me dicevano loro, noi tu tti, i m em bri del gruppo, im
provvisam m o una riunione nel corso della quale, per
la verit, non mi m ostrai cos ardente : il progetto di
condurre una propaganda attiva fra i contadini e gli
operai, di cacciare il Com itato comunale, non occu
pava un posto particolarm ente im portante nella mia
esposizione.
I compagni furono sorpresi di udirm i insistere
sulla necessit, p er il nostro gruppo, di studiare pi
da vicino la condizione attuale del movim ento anar
chico in Russia.
II frazionam ento dei gruppi anarchici che esiste
vano prim a della Rivoluzione non mi soddisfaceva.
Una tattica non b asata sul coordinam ento con-
dannata ad u n esistenza sterile. dissi Essa
im potente a unire le forze dei lavoratori allentu-
siasmo delle grandi m asse rivoluzionarie al mo-
m ento degli atti d istru tto ri della rivoluzione.
In queste condizioni, gli anarchici fautori di un
tale genere di azione, devono, o separarsi dagli av-
venim enti e im m obilizzarsi nella propaganda set-
taria dei gruppi, oppure trascinarsi in coda agli
avvenimenti, non assum endo che ruoli secondari e
lavorando cos a profitto dei loro avversari politici.
Quindi, per poter sopprim ere le istituzioni governa-
tive, p er abolire, nella n o stra regione, ogni d iritto
di prop riet privata sulle terre, le fabbriche, le of-
ficine ed altre imprese, p u r tenendo conto del mo-
vim ento anarchico nelle citt, dobbiam o avvicinarci
alle m asse contadine p er assicurarci della costanza
del loro entusiasm o rivoluzionario, da un lato, e per
sentire, dallaltro, che siamo con loro, immutabil-
mente devoti alle idee che esponiam o loro negli
skhods (l) e nelle adunanze.
questa, compagni, una di quelle questioni di
tattica che sarem o chiam ati a studiare in un pros.
simo futuro. Andremo ad approfondirla in tu tti i
dettagli, perch dalla soluzione di questa questione
dipender la scelta della tattica da adottare p er la
nostra attivit.
Questo fatto p er noi tanto pi im portante in
quanto il nostro gruppo il solo che sia restato,
p er undici anni, in contatto con la m assa contadina.
Per quanto ne so io, non esiste altro gruppo nelle
vicinanze. I gruppi anarchici delle nostre citt,
Alexandrovsk e Ekaterinoslav, non contano che po-
chi sopravvissuti e, d altra parte, si ignora comple-
tam ente dove questi si trovino attualm ente ; alcuni
sarebbero a Mosca, senza che si sappia quando ri.
torneranno, altri sarebbero em igrati in Francia, in
Svizzera o in America e non se ne sente pi parlare.
Non possiam o, dunque, che contare su noi stessi.
Per poco am pie che siano le nostre conoscenze del-
la d o ttrin a anarchica, dobbiam o ricavare da esse
un piano per l'azione da intraprendere fra i conta-
dini di Guliai-Pol e della regione.
Dobbiamo, senza indugi, com inciare ad organiz-
zare lUnione dei Contadini e m ettere alla testa di
questa Unione un contadino del nostro gruppo.
Questo fatto ha una duplice im portanza : per
mezzo di lui im pedirem o allelem ento ostile al no-
stro ideale politico di inserirvisi, potrem o inoltre
tenere costantem ente al corrente lUnione, degli av-
venim enti e giungere cos a realizzare u n intesa
com pleta fra il nostro gruppo e lUnione dei Conta-
dini. Essi potranno cos affrontare la questione del-
la riform a agraria e dichiarare la te rra p ropriet
collettiva e ci senza attendere che questo proble-
ma, capitale p er loro, sia risolto dal Governo rivo-
luzionario .

(1) R iunione di tu tti i m em bri di un com une.


I compagni si m ostrarono contenti di ci che ave
vano udito. Tuttavia, non approvarono il mio m odo
di affrontare la questione.
II com pagno K alinitchenko condann severamen
te il m io punto di vista, pretendendo che, nel corso
dellattuale Rivoluzione, il nostro ruolo di anarchici
dovesse lim itarsi alla propaganda delle nostre idee,
tanto pi che, essendo attualm ente aperto largam en
te il nostro cam po di azione, avrem m o dovuto appro
fittarne unicam ente p er fa r com prendere ai lavora
tori il nostro ideale, senza cercare di entrare nelle
loro organizzazioni.
I contadini vedranno cos egli diceva che
non cerchiam o di so ttom etterli alla n ostra influen-
za, m a che cerchiam o sem plicem ente di fa r loro
com prendere le n ostre idee affinch, ispirandosi ai
nostri m etodi e ai nostri mezzi di azione, essi co-
struiscano, in com pleta indipendenza, una nuova
vita .
con queste considerazioni che term in la n ostra
discussione, perch erano le sette del m attino e, ver
so le dieci, desideravo recarm i alla riunione-skhod
degli operai e dei contadini, dove doveva essere letto,
dal presidente del Com itato com unale, Prussinski, il
proclam a del com m issario del d istretto che spiegava
come bisognava interp retare il cam biam ento di regi
me sopravvenuto in seguito alla Rivoluzione.
Decidemmo sem plicem ente che cera tem po per
sottoporre la mia relazione ad una analisi e ad una
discussione pi dettagliate e ci separam m o ; alcuni
compagni se ne ritornarono a casa, gli altri restarono
p er recarsi, assieme a me, alla riunione-skhod.
Alle dieci del m attino ero, con alcuni compagni,
sulla piazza del M ercato; guardai la piazza, le case,
le scuole.
E ntrai in una di queste ultim e e vi incontrai il
direttore.
Parlam m o a lungo dei program m i di insegnam en
to, questione che, lo confesso, ignoravo compieta-
mente.
Appresi che il catechism o faceva parte del pro
gram m a ed era difeso energicam ente dai p reti orto
dossi e da una p arte dei fam igliari. Ne fui indignato,
cosa che non mi imped di iscriverm i, qualche tempo
dopo, come m em bro, alla Societ degli Amici dellIn-
segnam ento, societ che sovvenzionava le scuole.
Mi dicevo, infatti, che prendendo p arte attiva ai
lavori di questa societ, sarei giunto a scuotere le
basi religiose dellinsegnam ento.
Non arrivai che verso mezzogiorno alla riunione-
skhod, poco dopo il discorso del sottotenente Prus-
sinski, presidente del C om itato comunale. (Cera al
lora a Guliai-Pol l'ottavo reggimento serbo, con un
distaccam ento di m itraglieri russi : 12 m itraglieri, 144
uom ini e 4 ufficiali).
Al tem po dellorganizzazione del C om itato comu
nale, certuni di questi ufficiali furono invitati a pren
dervi parte. Uno di loro, il sottotenente Prussinski,
fu eletto presidente del Comitato, un altro, il tenente
Kudinov, capo della milizia. Da questi due ufficiali
dipendeva dunque lordine pubblico a Guliai-Pol.
Term inando il suo discorso, il presidente del Co
m itato m i invit a prendere, a m ia volta, la parola
per appoggiare le sue conclusioni.
Declinai la p roposta e presi la parola su un altro
argom ento.
Nel mio discorso dim ostrai ai contadini che era
inconcepibile che in una Guliai-Pol rivoluzionaria
esistesse un C om itato com unale presieduto da gente
estranea al com une e alla quale, p ertanto, non si po
teva chiedere alcun conto delle loro azioni. E proposi
di designare subito q u attro rappresentanti p er sot-
nia (Guliai-Pol com prendeva sette rioni chiam ati
sotnia ) p er studiare questa questione e m olte al
tre.
I m aestri elem entari appoggiarono im m ediata
m ente la m ia proposta. Il d irettore della scuola mise
questultim a a disposizione della n o stra riunione. Si
decise che ogni sotnia avrebbe eletto i suoi rap
presentanti e si fiss il giorno della riunione.
Fu cos che al mio ritorno dal carcere ripresi con
tatto con la vita attiva. Poco dopo, fui invitato dai
m aestri alla loro riunione privata.
Facemmo, anzitutto, pi am pia conoscenza. Uno
di loro era socialista rivoluzionario, gli altri, una
quindicina in tutto, non appartenevano, p er lo pi,
ad alcun partito.
Affrontammo poi una serie di questioni in rap
porto allinazione dei m aestri che ardevano di pren
dere una p arte attiva alla vita pubblica e cercavano
la via da seguire.
Decidemmo di agire d accordo e di costituire, nel
linteresse dei contadini e degli operai, un nuovo Co
m itato al posto di quello, com posto da ufficiali e
Kulaki (1), eletto non da tu tti i contadini, m a sol
tanto dai pi ricchi di loro.
Poi mi recai alla riunione del nostro gruppo dove
furono discussi la m ia relazione e la sua confutazione
da parte del com pagno Kalinitchenko.
In seguito a questa discussione, fu deciso che al
lindom ani si sarebbe iniziata u n a propaganda m eto
dica fra i contadini e gli operai delle fabbriche e delle
officine.
Non essendo ancora organizzati, gli operai e i con
tadini non potevano m ettere in cam po u n Unit
territoriale di tipo anarchico capace di lottare con
successo contro il Com itato comunale ed erano co
stretti, p er am ore o p er forza, a raccogliersi intorno
a questultimo.
E ra dunque urgente procedere a nuove elezioni di
questo Com itato. Occorreva, inoltre, condurre una
intensa propaganda a favore dellorganizzazione di
unUnione dei Contadini e fare noi stessi p arte di
questunione p er esercitarvi u n influenza e indurla
cos a non fidarsi del Com itato com unale, ispirato dal
Governo di Coalizione, e a stabilire un controllo del
lUnione dei Contadini su questo Comitato.
Io vedo in ci dissi ai compagni la nega-
zione dei d iritti del Governo di Coalizione e del
principio stesso dei suoi Com itati comunali.
Inoltre, se la n o stra azione in questo senso sar
coronata da successo, porterem o i contadini e gli
operai a com prendere questa verit, che loro soli,
coscienti del proprio ruolo rivoluzionario, possono

(1) C ontadini ricchi che sfru ttav an o gli altri contadini.


19
incarnare fedelm ente lidea dellautonom ia senza la
tutela dei p a rtiti politici o del Governo.
Per noi anarchici il m om ento di affrontare in
pratica, sebbene con m olte difficolt, ma, forse, con
discrete carte, la soluzione di tu tta una serie di
questioni di attu alit e future, alle quali, in un mo-
do o nellaltro, legata la realizzazione del nostro
ideale.
Lasciar sfuggire questo m om ento sarebbe un er-
rore im perdonabile p er il nostro gruppo che si se-
parerebbe cos dalla m assa dei lavoratori. Ed que.
sto ci che dobbiam o tem ere di pi, perch sepa-
rarci dai lavoratori in un simile m om ento equivar-
rebbe a scom parire dalla lotta rivoluzionaria e forse
anche, in certi casi, cosa che sarebbe anche peg-
giore, ad obbligare i lavoratori ad abbandonare le
nostre idee alle quali essi vengono e verranno sem-
pre pi se noi restiam o fra loro, se noi m arciam o
con loro, verso la lotta e la m orte, o verso la vitto-
ria e la felicit .
I com pagni dissero ridendo con sarcasm o :
Amico, tu ti allontani dalla tattica anarchica.
Avremmo gradito udire la voce del nostro movi-
mento, come tu stesso ci invitavi al m om ento del
nostro prim o incontro .
esatto ; noi dobbiam o ascoltare questa voce
e lascolterem o, se soltanto il m ovim ento ci fosse.
Ma io non lo vedo ancora. E perci, so che occorre
m etterci al lavoro senza tardare. Io vi ho proposto
un piano d azione. Voi lavete accettato. Che ci re-
sta dunque da fare se non m etterci al lavoro? .
Cos, delle settim ane intere trascorsero in discus
sioni sterili.
Tuttavia, ognuno di noi, seguendo la decisione
presa, aveva gi com inciato a lavorare p er proprio
conto, in accordo col piano ad o ttato in comune.
ORGANIZZAZIONE DELL UNIONE
DEI CONTADINI

Verso la m et settim ana i delegati eletti dai con


tadini si riunirono nei locali della scuola p er discu
tere la questione dellelezione di un nuovo Com itato
comunale.
Noi, con alcuni m aestri, avevamo preparato, per
questa riunione, u n rap p o rto che l insegnante Kor-
pussenko doveva leggere. Questo rap p o rto era feli
cemente concepito e ben redatto.
I delegati dei contadini, dopo essersi accordati
con quelli degli operai delle officine, presentarono
una mozione che chiedeva nuove elezioni.
Rispondendo al desiderio dei m aestri Lebedev e
K orpussenko, aggiunsi a questa mozione alcune pa
role di introduzione.
I delegati rito rn aro n o dai loro elettori e studia
rono con loro d etta mozione e, quando essa fu ac
cettata, si fiss la d ata delle elezioni.
D urante questo tem po, i m em bri del nostro grup
po avevano p rep arato i contadini allorganizzazione
dellUnione dei Contadini.
A questo punto, giunse il compagno Krylov-Mar-
tynov, delegato del C om itato regionale dellunione dei
Contadini del p a rtito socialista rivoluzionario, con
lintento di organizzare a Guliai-Pol un Comitato
dellUnione dei Contadini.
Vecchio detenuto, p u re lui, Krylov-Martynov s'in
teress alla mia vita, venne a casa m ia e, prendendo
il t, parlam m o a lungo. Egli fin per trascorrere la
notte sotto il m io tetto.
Dom andai nel frattem po ai m em bri del nostro
gruppo di p reparare i contadini ad una riunione-
skhod in cui si sarebbero stabilite le basi dellorga
nizzazione dellUnione dei Contadini.
Krylov-Martynov era un buon oratore. Dipinse ai
contadini un quadro attraen te della lo tta fu tu ra dei
socialisti rivoluzionari p er la consegna senza inden
nit delle terre ai contadini, lo tta che avrebbe do
vuto aver luogo allAssemblea C ostituente di cui si
attendeva lim m inente convocazione.
Essendo indispensabile p e r questa lo tta lappog
gio dei contadini, egli li invit a riunirsi in u n Unio
ne dei Contadini e a sostenere il p artito socialista
rivoluzionario.
Questo discorso serv da pretesto, a me e a m olti
altri m em bri del nostro gruppo di contadini anar
chici, p er esporre il nostro punto di vista.
Ecco ci che dissi loro:
Noi anarchici, siamo d accordo coi socialisti ri-
voluzionari p er quanto riguarda la necessit p er i
contadini di organizzarsi in u n Unione dei Conta-
dini, m a non lo siamo p er servire da sostegno al
p artito socialista rivoluzionario nella sua fu tu ra
lotta o rato ria contro i socialdem ocratici ed i Ca-
detti (1) in seno alla fu tu ra C ostituente (quandan-
che venisse convocata!).
Secondo il nostro punto di vista anarchico ri-
voluzionario, lorganizzazione di u n Unione dei Con-
tadini necessaria per perm ettere ai contadini di
im m ettere il massim o delle loro forze vive nella
corrente rivoluzionaria. Essi contribuiranno cos ad
allargare i suoi confini, a scavarle un letto pi pro-
fondo affinch, sviluppandosi in tu tta libert, la
Rivoluzione raggiunga tu tta la sua vastit e dia tut-
ti i suoi risultati.
Questi risultati, per i lavoratori contadini, sono,
logicamente, sem pre gli stessi: la possibilit p er i
lavoratori delle campagne e delle citt il cui la

ti) C ostituzionalisti D em ocratici.


voro di schiavi e il cui asservim ento innaturale del-
lintelligenza servono da piedistallo al Capitale e
a quel brigantaggio organizzato che lo S tato
di fare a meno, nella loro vita e nella loro lotta
per la libert, di ogni tutela dei p a rtiti politici e
delle loro discussioni in seno alla fu tu ra Costi-
tuente.
I contadini e gli operai non debbono pi occu-
parsi dellAssemblea Costituente. Essa un nemi-
co dei lavoratori dei cam pi e delle citt. Sarebbe
veram ente un delitto da p arte dei lavoratori atten-
dere dallAssemblea C ostituente la loro libert e la
loro felicit.
LAssemblea Costituente un gioco d azzardo
per tu tti i p a rtiti politici. D om andate dunque a uno
di coloro che frequentano questo genere di covi se
mai qualcuno ne uscito senza mai esser stato
ingannato. Mai ! Nessuno !
I lavoratori, i contadini e gli operai che vi in-
vieranno i loro rappresentanti saranno essi pure
ingannati !
A ttualm ente i contadini non devono n pensare
all'Assemblea C ostituente, n organizzarsi p er so-
stenere i p a rtiti politici, ivi com preso il partito
socialista rivoluzionario.
No ! I contadini, come gli operai, devono occu-
parsi di questioni m olto pi im portanti.
Devono prepararsi al ritorno alla com unit di
tu tte le terre, fabbriche ed officine e, su questa ba-
se nuova, costruire u n a vita nuova.
L'Unione dei Contadini di Guliai-Pol, di cui qui
poniam o le basi, dovr lavorare in tal senso... .
Il nostro atteggiam ento non scoraggi assoluta-
m ente il delegato socialista rivoluzionario del Comi
tato regionale dellUnione dei Contadini.
Egli seppe trovarsi d accordo con noi. E quel
giorno, il 29 m arzo 1917, fu fondata lUnione dei Con
tadini di Guliai-Pol.
Il Com itato dellUnione si componeva di ventot-
to m em bri, tu tti contadini; io fui com preso in que
sto num ero, nonostante le m ie rip etu te preghiere.
In fatti, allora ero m olto occupato a costituire
lUfficio del nostro gruppo e a redigere la sua Di
chiarazione.
In risposta alla m ia preghiera i contadini non
trovarono di meglio che p orre la m ia candidatura in
q u attro rioni e in ognuno fui eletto allunanim it.
Cos fu form ato il Comitato dellUnione dei Con
tadini, di cui fui eletto presidente.
Si procedette allora alliscrizione dei m em bri.
Nello spazio di q u attro o cinque giorni si iscris
sero tu tti i contadini, senza eccezione, salvo, n atu ral
mente, i contadini proprietari.
Questi ultim i, difensori della p ropriet fondiaria
privata, si separarono dalla m assa dei lavoratori, spe
rando di form are un gruppo distinto.
Non riuscirono per ad attirare con loro che i
pi ignoranti dei p ropri servi. Essi contavano di
reggere fino alla C ostituente e ottenere la vittoria
con laiuto dei socialdem ocratici (il p artito social-
dem ocratico russo difendeva ancora, a quel tempo,
il diritto di pro p riet sulle terre).
In verit, i lavoratori contadini non avevano al
cun bisogno delladesione dei contadini proprietari.
Essi vedevano in loro dei nemici tradizionali e
capivano che sarebbero divenuti inoffensivi solo
quando le loro terre fossero state dichiarate p ro
priet comune, attraverso u n espropriazione forzata.
Esprim endo q u estultim a idea con una convin
zione incrollabile, i contadini condannavano antici
patam ente lAssemblea Costituente.
Cos lUnione dei Contadini di Guliai-Pol era for
m ata ; m a essa non com prendeva tu tti i contadini del
suo comune perch un certo num ero di m asserie e
di frazioni di villaggio non ne faceva parte.
Questa circostanza le im pediva di m ettersi al la
voro con entusiasm o sufficiente p er trascinare con s
gli altri com uni e, con u n azione rivoluzionaria or
ganizzata, riprendere le terre ai pom echtchiki e
allo S tato e consegnarle alla com unit dei lavoratori.
per questo che lasciai Guliai-Pol e, col segre
tario del Com itato dellUnione dei Contadini, in tra
presi un giro nei villaggi e nelle frazioni p er crearvi
delle Unioni di Contadini.
Al mio ritorno, resi conto al gruppo del lavoro
fatto e insistetti sullo spirito rivoluzionario che ave
vo trovato presso i contadini e che, secondo me,
avremmo dovuto sostenere con tu tte le n ostre forze
e dirigere con prudenza e fermezza nella via anar
chica.
T utti nel nostro gruppo furono contenti dei ri
sultati o tten u ti; ognuno mi parl di ci che aveva
fatto in quest'ordine di idee, dellim pressione che la
nostra intensa propaganda faceva sui contadini, ecc...
Il compagno K rate (segretario del gruppo), che
mi aveva sostituito d urante il m io giro, ci raccont
della visita a Guliai-Pol dei nuovi istru tto ri venuti
da Alexandrovsk, m entre eravam o assenti.
Questi istru tto ri avevano pronunciato dei discor
si a favore della guerra e deHAssemblea Costituente
e avevano tentato di far votare le loro risoluzioni.
Ma gli operai e i contadini di Guliai-Pol avevano
rifiutato, col pretesto che si trovavano attualm ente
in un periodo di organizzazione e che, di conseguen
za, non potevano accogliere alcuna risoluzione pro
veniente daHestem o.
T utte queste m anifestazioni di una vita attiva e
cosciente ci davano gioia e fiducia e sostenevano il
nostro ardore e il nostro desiderio di continuare in
stancabilm ente la nostra opera rivoluzionaria.
SPOGLIO DEGLI ARCHIVI DELLA POLIZIA

Nel frattem po, coloro che erano preposti alluf


ficio della milizia di Guliai-Pol, il sottotenente Kudi
nov ed il suo segretario, il vecchio incrollabile Ca
detto A. Rambievski, m i invitarono ad aiu tarli nello
spoglio degli archivi della polizia di Guliai-Pol.
Questi archivi presentavano un interesse tu tto
particolare ed io pregai il nostro gruppo di asso
ciarm i un compagno.
Davo una tale im portanza a questo lavoro, che
ero disposto ad abbandonare m om entaneam ente ogni
altra attivit.
Alcuni dei miei compagni del gruppo, Kalinit-
chenko e K rate in particolare, dicevano, p er canzo
narm i, che aiutavo i capi della milizia. E fu solo dopo
una lunga discussione che il com pagno Kalinitchenko
convenne che avevo ragione e venne lui stesso con
me.
Negli archivi trovam m o dei docum enti provanti
che degli abitanti di Guliai-Pol avevano spiato i fra
telli Sem enota ed altri m em bri del nostro gruppo
e quanto avevano ricevuto questi cani per i loro ser
vizi.
Scoprimmo, fra le altre cose, che Pietro Charov-
ski, vecchio m em bro del gruppo, era u n agente della
polizia segreta alla quale aveva reso num erosi servizi.
Comunicai tu tti questi docum enti al nostro grup
po. S fortunatam ente, tu tte le persone che vi erano
nom inate erano state uccise d u ran te la guerra.
Restavano soltanto Sopliak e Charovski e i poli-
ziotti O nichtchenko e Bugaev che, fuori dalle ore di
servizio, indossavano abiti civili e si insinuavano nei
corsi e nei giardini p er spiare tu tti quelli che sem
bravano loro sospetti. Annotammo i nom i di quelli
che erano ancora in vita considerando che non era
ancora venuto il m om ento p er giustiziarli. Daltron
de, tre di loro, Sopliak, Charovski e Bugaev non era
no a Guliai-Pol : erano scom parsi poco dopo il mio
arrivo.
Resi pubblico il docum ento che provava la colpe
volezza di P. Charovski, che aveva consegnati alla
polizia Alessandro Sem enota e M arta Pivel.
I docum enti che riguardavano i tre colpevoli as
senti furono custoditi segretam ente.
Speram m o che un giorno sarebbero rito rn ati a
Guliai-Pol e avrem m o potuto allora a rrestarli senza
troppe difficolt.
Quanto al quarto, Nazar Onichtchenko, il Gover
no di Coalizione lo aveva inviato al fronte, m a era
riuscito, poco dopo, ad abbandonarlo e viveva da al
lora a Guliai-Pol senza m o strarsi alle riunioni comu
nali, n alle adunanze.
Poco tem po dopo la comunicazione del documen
to riguardante Pietro Charovski, N azar Onichtchenko
mi abbord nel centro stesso di Guliai-Pol.
Egli era lo stesso poliziotto e agente segreto che,
durante una perquisizione a casa m ia, aveva perm es
so che si perquisisse m ia m adre e cbe, quando ella
aveva p rotestato, l aveva schiaffeggiata.
Ora questo cane, venduto corpo ed anim a alla po
lizia, si precipit verso di me e, togliendosi il ber
retto, esclam tenendom i la m ano :
N estore Ivanovitch ! Salute ! .
La voce, i gesti, la mimica di questo Giuda mi pro
curarono un disgusto indicibile. Mi misi a trem are
d'odio e gli gridai con furore:
Indietro m iserabile, indietro o ti uccido !
Egli fece un balzo da p arte e divenne bianco co
me la neve.
Inconsciam ente p ortai la m ano alla tasca e af
ferrai febbrilm ente la rivoltella, chiedendomi se bi
sognava uccidere questo cane sulla piazza, o se era
meglio attendere.
La ragione prevalse sul furore e la sete di ven
detta.
Al lim ite delle forze, mi lasciai cadere su una se
dia, all'ingresso di un negozio vicino.
Il negoziante mi si avvicin, mi salut e mi fece
delle dom ande che fui incapace di com prendere.
Mi scusai di avere occupato la sua sedia e lo pre
gai di lasciarm i in pace.
Dieci m inuti dopo, pregai un contadino di aiu
tarm i a raggiungere il Com itato dellUnione dei Con
tadini.
Saputo del mio incontro con Onichtchenko, i
m em bri del nostro gruppo e quelli del C om itato del
lUnione dei Contadini pretesero la pubblicazione del
docum ento prob an te che, al tem po stesso che poli
ziotto (cosa che i contadini sapevano m olto bene,
perch egli ne aveva a rrestati e b astonati un certo
num ero), O nichtchenko era anche agente della poli
zia segreta.
T utti i com pagni dom andarono insistentem ente la
comunicazione del docum ento p er potere, in seguito,
uccidere il colpevole.
Io mi opposi energicam ente e pregai i compagni
di lasciarlo tranquillo per il m om ento, facendo no
tare che c e ra n o dei trad ito ri pi pericolosi, in p arti
colare Sopliak che, dai docum enti che avevamo in
m ano, risultava uno specialista dello spionaggio.
Egli aveva lavorato p er lungo tem po a Guliai-Pol
e a Pologui fra gli operai del Deposito e aveva con
tribuito a spiare il compagno Semenota.
Un altro, Bugaev, era pure un p erfetto spione. An
dava e veniva fra i contadini e gli operai portando,
su un vassoio di legno, dei croccanti e dellacqua di
seltz che vendeva loro.
Lo si vide so p rattu tto al m om ento in cui il go
verno dello zar prom ise un prem io di 2000 rubli a
chi avrebbe consegnato Alessandro Semenota.
Pi di una volta Bugaev, travestitosi, era scom
parso p er delle settim ane intere in com pagnia del
com m issario di polizia K aratchentz e di N azar Oni-
c htchenko. A bbandonati i loro posti ufficiali, percor
revano le periferie di Guliai-Pol o i q u artieri di
Alcxandrovsk e di Ekaterinoslav.
Il com m issario di polizia K aratchentz fu ucciso
dal compagno Alessandro Sem enota al teatro di Gu
liai-Pol. Bugaev, Sopliak e Charovski erano viventi
e si nascondevano da qualche p arte nei dintorni.
Ecco perch non si doveva ancora toccare Nazar
Onichtchenko.
Bisognava arm arsi di pazienza e fare in m odo di
m ettere le m ani sugli altri che, a dire dei contadini,
si m ostravano spesso a Guliai-Pol.
Sem pre chiedendo ai compagni di non inquietare,
per il m om ento, N azar Onichtchenko, dissi loro che
era im portante arrestare tu tti questi cani e poi ucci
derli perch tali individui erano nocivi a tu tta la co
m unit umana.
Non ci si pu attendere nulla da essi, essendo
il loro delitto, il tradim ento, il pi orribile dei de-
litti.
Una vera Rivoluzione deve sterm inarli tu tti. U-
na societ libera e solidale non ha bisogno dei tra-
ditori. Essi devono m orire tu tti di p ropria m ano, o
venire uccisi dallavanguardia rivoluzionaria .
T utti i miei com pagni ed amici rinunciarono per
ci, p er il m om ento, a sm ascherare N azar Onicht
chenko, rinviando a pi tardi la sua esecuzione.
NUOVE ELEZIONI DEL COMITATO COMUNALE
PROGETTO DI CONTROLLO

M entre il nostro gruppo era im pegnato ad adem


piere alcune form alit e a dividere il lavoro fra i
suoi m em bri, num erosi (eravam o gi pi di ottanta),
m a poco energici, e preparava le liste delle pubblica
zioni anarchiche alle quali il gruppo doveva abbo
narsi, iniziarono le nuove elezioni del Com itato co
m unale di Guliai-Pol.
La m ia candidatura e quella di un certo num ero
di compagni del gruppo furono di nuovo poste dai
contadini e fum m o eletti.
Alcuni contadini si astennero dal voto, gli altri
presero p arte alle elezioni, ma, nella m aggioranza
dei casi, non votarono che p er i m em bri del nostro
gruppo o p er i nostri partigiani.
Malgrado le preghiere dei contadini di andare a
rappresentarli al Comitato comunale, dovetti rinun
ciare, non p er principio, m a perch ignoravo il com
portam ento degli anarchici delle citt in queste ele
zioni. Me ne ero inform ato, tram ite il segretario del
la n o stra Federazione, presso gli anarchici di Mosca,
m a non avevo ancora ricevuto alcuna risposta.
Rifiutai, d altra parte, per una ragione m olto pi
im portante : la m ia elezione legale al Com itato co
m unale si sarebbe co ntrapposta a tu tti i miei piani,
dal m om ento che era m ia intenzione orientare lat
tivit del gruppo e dei contadini a dim inuire il po
tere di questi com itati.
Il nostro gruppo aveva approvato i miei piani ed
era per realizzarli che avevo accettato la presidenza
del Com itato dellUnione dei Contadini.
Questi piani consistevano nellunire il pi stret
tam ente possibile, in una com prensione pratica del
lopera rivoluzionaria, i lavoratori contadini al no
stro gruppo e a non lasciare p enetrare i p artiti po
litici nelle file dei contadini.
Bisognava perci far com prendere a questi ultimi
che i p a rtiti politici, p er quanto rivoluzionari fos
sero al m om ento presente, se fossero giunti a domi
nare la volont del popolo, avrebbero ucciso inevi
tabilm ente ogni iniziativa creatrice nel movimento
rivoluzionario.
Inoltre, occorreva giungere a m ostrare ai conta
dini la necessit di prendere sotto il nostro control
lo, senza perdere un solo giorno, il Com itato comu
nale (organism o non rivoluzionario e che agiva sot
to legida del governo) al fine di essere sem pre in
form ati in tem po delle azioni del Governo Provvi
sorio e di non trovarci, al m om ento decisivo, isolati
e senza inform azioni precise sul movim ento rivolu
zionario delle citt.
Dovevamo, infine, far com prendere ai contadini
che non avevano nessuno su cui contare nel loro
com pito pi urgente, la conquista della terra e del
diritto alla libert e allautonom ia, e che dovevano
approfittare dellattuale m om ento rivoluzionario e
dellim barazzo in cui si trovava il governo, a causa
della lo tta dei p artiti politici fra loro, p er realizzare,
in tu tta la loro ampiezza, le proprie aspirazioni anar
chiche e rivoluzionarie.
Ecco, nelle sue grandi linee, il piano di lavoro
che proposi al gruppo di Guliai-Pol al mio ritorno
da Mosca.
Ne parlai a tu tti i compagni, supplicandoli di
adottarlo come base dell'azione del nostro gruppo fra
i contadini.
in nome di questi principi che mi decisi ad ab
bandonare posizioni tattiche diverse adottate dai no
stri gruppi anarchici negli anni 1906-1907, periodo
durante il quale i principi d organizzazione furono
sacrificati al principio d esclusivit. In quel periodo
gli anarchici, poich si erano ritira ti nei loro circoli
e gruppi e si erano separati dalle masse, si svilup
parono in modo anorm ale, si intorpidirono nell'ina
zione e persero cos la possibilit di intervenire effi
cacem ente al m om ento delle sollevazioni popolari e
delle rivoluzioni.
T utti i m iei suggerim enti furono accettati dal no
stro gruppo anarco-com unista che, attraverso u n a
zione organizzata, li svilupp ancora e li fece adot
tare, se non da tu tti i contadini di Guliai-Pol, alme
no da una m aggioranza im ponente.
vero che p e r fa r ci occorsero parecchi mesi.
Esporrem o pi avanti, in tu tti i suoi dettagli, latti
vit costante e feconda del nostro gruppo nel corso
delle fasi successive della Rivoluzione.
RUOLO DEGLI INSEGNANTI
NOSTRA ATTIVIT AL COMITATO COMUNALE

Ho detto prim a che i m aestri elem entari di Guliai-


Pol si erano uniti a noi dal m io prim o discorso alla
riunione-skhod dei contadini e degli operai, m a ho
dim enticato di riferire che ci che li aveva decisi era
l'averm i udito dire che era vergognoso p er dei lavo
ratori intellettuali restare inattivi in un m om ento di
una tale in tensit rivoluzionaria, quando, se fatica
vamo tan to a lottare, era unicam ente a causa della
loro partecipazione troppo fiacca allazione.
Da quel m om ento, gli insegnanti si m isero ener
gicamente allopera.
Essi presero parte alle elezioni del Com itato co
munale, furono designati come candidati ed eletti
membri di questo Comitato.
Su quattordici insegnanti di Guliai-Pol, i conta
dini ne elessero sei.
Avendo i contadini esam inato, coi m em bri del
nostro gruppo anarco-com unista, i servigi resi dagli
intellettuali ai lavoratori delle citt e delle cam pa
gne, si resero conto che il ruolo degli insegnanti ele
m entari nella storia del movim ento rivoluzionario
com prendeva tre tappe distinte.
Infatti, nel 1900, gli insegnanti si m isero con ar
dore a istruire gli illetterati, i poveri. Ma la reazione
della fine del 1905 arrest per cinque o sei anni que
sto bello slancio di solidariet. Il loro lavoro nei vil
laggi fu in pericolo e non fu che poco prim a della
guerra m ondiale che gli insegnanti rialzarono la te-
sta p er riprendere il loro lavoro nei villaggi dimen
ticati, con,fede rinnovata e col cuore pieno di spe
ranza.
Ma la guerra m ondiale, atten tato sanguinoso con
tro la civilizzazione, fece abbandonare loro questa
via. Il patriottism o guadagn la m assa degli inse
gnanti pi di quanto fosse necessario e il lavoro edu
cativo fu sacrificato a vantaggio della guerra...
vero che degli insegnanti di Guliai-Pol, solo
tre o quattro, erano passati p er queste tre tappe : gli
altri erano giovani e non avevano avuto il tem po di
sperim entare queste vicissitudini.
Dunque, adesso tu tti aspiravano a lavorare in co
m une coi contadini e gli operai.
Alcuni di essi, A. K orpussenko, T. Belouss, Lb-
dev, T. Kuzmenko e M. A., bench non avessero an
cora alcuna esperienza rivoluzionaria, cercavano tu t
tavia di rendersi utili ovunque i contadini e gli ope
rai, questa avanguardia della Rivoluzione, ritenevano
valido il loro aiuto.
Il fatto che gli insegnanti elem entari, nei prim i
mesi della Rivoluzione, non pretesero di dirigere i
contadini e gli operai, perm ise loro di avvicinare que
sti eroi sconosciuti della liberazione e di lavorare con
loro.
Allinizio, i contadini trattavano gli insegnanti con
una certa diffidenza, ma, quando gli avvenim enti pre
cipitarono, tu tti furono vinti dallentusiasm o p er il
trionfo della Rivoluzione.
I contadini accolsero allora gli insegnanti nelle
loro file e giunsero anche ad eleggerli nei loro Comi
tati comunali.
In questo m om ento lUnione dei Contadini aveva
stabilito un controllo sul Com itato com unale di Gu
liai-Pol. Questo controllo era esercitato dai m em bri
dellUnione dei Contadini costantem ente presenti al
Com itato comunale.
Mi ricordo che, m entre andavam o al Com itato co
m unale, io e cinque dei miei compagni, temevamo
che la nostra apparizione avrebbe provocato uno
scandalo e che, in quanto controllori delegati del
l'Unione dei Contadini, ci avrebbero chiuso la porta
in faccia.
Non accadde nulla.
I politicanti pi furbi tra i m em bri del Com itato,
come i rappresentanti dei m ercanti, dei bottegai e
quelli della com unit ebraica, che ben sapevano per
ch erano en trati nel C om itato comunale, ci accol
sero a braccia aperte, dichiarando che fin dai prim i
giorni della Rivoluzione essi non avevano pensato
che a lavorare nel cam po sociale coi contadini, ma
che, sem pre secondo quanto pretendevano di far cre
dere, non avevano trovato fino ad o ra dei mezzi p ra
tici per dim ostrarlo ai contadini e farsi com prende
re da loro.
Ed ecco che i contadini, felicemente, indicano
loro stessi la via da seguire , grid uno di questi
ipocriti individui e, nella nostra persona, acclam a
rono i contadini !
Cos, sei m em bri dellUnione dei Contadini en tra
rono nel Com itato Comunale.
Occorreva occupare con fermezza questo posto
cos pericoloso p er lopera dei contadini e non la
sciarsi influenzare dalle idee ostili ai loro fini rivo
luzionari.
I m em bri dellUnione dei Contadini, im m ersi in
unassem blea che, senza un ordine del centro o di
uno dei suoi agenti socialisti rivoluzionari, socialde
m ocratici o cadetti, non avrebbe fatto un passo, do
vevano restare irrem ovibili nelle loro convinzioni e
m antenere un atteggiam ento ferm o di fronte al pro
blema che poneva ai lavoratori il loro ruolo attivo
nella Rivoluzione, il cui solo carattere politico si
m anifestava in questo momento.
Tuttavia, lazione dei lavoratori im prim eva, di me
se in mese, un carattere nuovo alla Rivoluzione e si
poteva sperare che essa non avrebbe tard ato a libe
rarsi dei piani politici dellinizio.
Questo punto, a giudicare dai rapporti del grup
po anarco-com unista, occup particolarm ente latten
zione dellUnione dei Contadini, ed questo il mo
tivo p er cui, inviando i suoi sei m em bri al Comitato
comunale, essa diede loro le seguenti istruzioni:
LUnione dei Contadini di Guliai-Pol, delegan-
do sei dei suoi m em bri a sedere costantem ente alle
riunioni del Com itato com unale e a controllare la
sua politica, considera che sarebbe im portante che
i m em bri dellUnione potessero m ettersi alla testa
della Sezione agraria del Com itato com unale (Re
soconti dell'Unione dei Contadini dellaprile 1917).
Questa questione si poneva ai contadini con gran
de urgenza perch le Sezioni agrarie dei Com itati co
m unali, seguendo le direttive ricevute dal centro, in
sistevano particolarm ente presso di loro affinch, in
attesa che questa questione venisse risolta dalla fu
tura Assemblea Costituente, continuassero a pagare
l'affitto ai pom echtchiki
I contadini, al contrario, consideravano che con
linizio della Rivoluzione, che li aveva affrancati a
m et politicam ente, finisse la loro schiavit e lo
sfruttam ento del loro lavoro a profitto dei 'pom echt
chiki fannulloni.
Ecco perch i contadini, ancora m ale organizzati
e poco preparati alla com prensione approfondita del
la questione della ripresa delle terre ai pom echt
chiki ", ai conventi e allo S tato e del loro ritorno
alla com unit, insistettero presso i m em bri dellUnio
ne affinch li si investisse di funzioni nella Sezione
agraria del Comitato.
I contadini dom andarono con insistenza che le
questioni della Sezione agraria fossero sottoposte ai
m em bri del gruppo anarco-com unista. Ma noi, mem
bri del gruppo, ottenem m o da loro che, p er il mo
mento, non form ulassero tali desideri nel tim ore di
provocare una lo tta arm ata con le au to rit di Alexan-
drovsk.
Nello stesso tempo, al nostro gruppo, decidemmo
di condurre una propaganda intensa a Guliai-Pol e
nella regione, p er portare i contadini ad esigere dal
Com itato com unale la soppressione della Sezione a-
graria e il d iritto, per i contadini, di organizzare dei
Comitati agrari autonom i.
Questa idea fu accettata con entusiasm o dai con
tadini. F rattan to , giunse un ordine del centro che di
chiarava che le Sezioni agrarie facevano parte dei
Comitati com unali e che era espressam ente proibito
sopprim erle, m a che, d o ra in poi, si doveva indi
carli col nom e di D ipartim enti agrari (1).
Agendo al C om itato com unale secondo le diret
tive dellUnione dei Contadini, riuscim m o a porre
sotto la m ia direzione il D ipartim ento agrario.
Fu il m om ento in cui, con lappoggio dei conta
dini dellUnione e del Com itato com unale stesso, e
d accordo col gruppo anarco-com unista, divenni per
qualche tem po il d irettore effettivo del Com itato co
munale.
Fu unicam ente per la m ia influenza che il nostro
gruppo si impegn in q uesta strad a pericolosa.
Presi questa determ inazione dopo aver constata
to, attraverso la lettu ra dei giornali e delle riviste
anarchiche, durante i prim i due mesi della Rivolu
zione, che non esisteva fra gli anarchici alcuna ten
denza a creare u n organizzazione potente, capace, do
po aver conquistate le m asse, di m ostrare le proprie
capacit organizzative nello sviluppo e nella difesa
della Rivoluzione nascente.
Vedevo il m ovim ento che mi era caro, diviso co
me nel passato e mi proposi di riunire i gruppi di
stinti in un'azione comune, sotto lim pulso del grup
po anarco-com unista del villaggio, tanto pi che in
quel m om ento rilevavo gi presso i propagandisti
delle citt un certo disprezzo p er i villaggi.

(1) V edrem o p i avanti che i D ipartim enti agrari, due


m esi dopo, furono denom inati, dalle a u to rit stesse, C om ita
ti agrari.
IL 1 MAGGIO
LA QUESTIONE DEI CONTADINI

1 maggio 1917. E rano dieci anni che non avevo


potuto pren d er p arte a questa festa operaia ed per
questo che, in vista della sua organizzazione, misi
un ardore particolare nella propaganda fra i conta
dini, gli operai ed i soldati del distaccam ento dei m i
traglieri.
Radunai i docum enti riguardanti tu tto ci che
era stato fatto dagli operai delle citt negli ultim i
giorni d aprile e li misi a disposizione dei compagni
che potevano averne bisogno p er inform are i conta
dini, gli operai, i soldati.
Il com andante dellottavo reggim ento serbo ci in
vi una delegazione p er com unicarci il desiderio del
suo reggim ento di partecipare a questa festa operaia
a fianco dei lavoratori di Guliai-Pol.
Non occorre dire che non ci opponem m o a que
sto desiderio. Perm ettem m o pure al reggim ento di
presentarsi in tenuta da cam pagna, perch contava
mo sulle nostre forze, sufficienti, secondo noi, per di
sarm arlo nel caso la situazione si deteriorasse.
La m anifestazione inizi nelle vie di Guliai-Pol
alle nove del m attino.
Il punto di raduno dei m anifestanti era la piazza
del Mercato, attualm ente piazza delle Vittim e della
Rivoluzione.
Poco tem po dopo, gli anarchici recarono la noti
zia del m ovim ento del proletariato di Pietrogrado,
del periodo dal 18 al 22 aprile, che esigeva dal go-
verno le dim issioni di dieci m inistri capitalisti e la
consegna di tu tto il potere ai Soviet dei D eputati con
tadini, operai e m ilitari, m ovim ento che fu schiac
ciato dalla forza arm ata.
Questa notizia trasform il carattere della m ani
festazione che divenne ostile al Governo Provviso
rio e ai socialisti che vi partecipavano.
Il com andante dellottavo reggimento fece preci
pitosam ente rito rn are i suoi uom ini ai loro acquar
tieram enti.
Una p arte del distaccam ento dei m itraglieri si di
chiar solidale con gli anarchici e prese posto fra i
m anifestanti. Questi erano cos num erosi che, quan
do si vot la risoluzione : Abbasso il Governo e tu tti
i partiti pronti ad infliggerci questa umiliazione... e
ci si inoltr p e r le vie intonando la m arcia degli anar
chici, la sfilata in file serrate dai sei ad otto persone
dur pi di cinque ore.
Lo stilit contro il Governo e i suoi agenti era
cos generale che i politicanti del Com itato com u
nale e gli ufficiali del distaccam ento dei m itraglieri,
ad eccezione, tuttavia, di due ufficiali particolarm en
te am ati dai soldati, lanarchicheggiante Pevtchenko
e lartista Bogdanovitch, cercarono rifugio allo stato
maggiore e la milizia che, dalla sua creazione, non
aveva ancora effettuato alcun arresto, scom parve da
Guliai-Pol.
Gli anarchici esposero, davanti alla m assa dei m a
nifestanti, lepisodio dei M artiri di Chicago ; i m a
nifestanti onorarono la loro m em oria inginocchian
dosi, poi dom andarono agli anarchici di condurli im
m ediatam ente a b attersi contro il governo, i suoi fun
zionari, tu tta la borghesia.
La giornata trascorse, tuttavia, senza violenze.
Le au to rit m unicipali di Alexandrovsk ed Ekate-
rinoslav, in questo m om ento, avevano gi rivolto la
loro attenzione a Guliai-Pol e non chiedevano che
di spingerci prem aturam ente al com battim ento.
T utto il mese di maggio fu dedicato ad un lavoro
intenso nei congressi dei contadini di Alexandrovsk
e di Guliai-Pol.
Al Congresso di Alexandrovsk annunciai che i con
tadini del com une di Guliai-Pol non volevano affi
dare lopera rivoluzionaria ai Com itati comunali e
prendevano il C om itato di Guliai-Pol sotto il loro
controllo. Ed io precisai come ci si doveva fare.
I delegati dei contadini a questo Congresso ac
clam arono i contadini di Guliai-Pol e prom isero di
seguire il loro esempio.
I socialisti rivoluzionari presenti al Congresso fu
rono soddisfatti, m a i socialdem ocratici ed i cadetti
fecero notare che il gesto dei contadini nei confronti
dei C om itati com unali era in contraddizione con la
nuova politica generale del Paese, che cera in esso,
in qualche modo, un pericolo p er la Rivoluzione, es
sendo un simile controllo di u n organizzazione con
tadina sulle organizzazioni locali stabilite, di natu ra
tale da dim inuire i poteri locali.
Uno dei contadini grid :
esatto. precisam ente ci che vogliamo ! Noi
farem o tu tto il possibile p er indebolire, ciascuno
nella propria localit, i Com itati com unali nelle lo-
ro pretese di governo, fino a quando li avrem o adat-
tati al nostro ideale di giustizia e condotti ad am-
m ettere il nostro d iritto alla libert e allindipen-
denza nella ripresa delle terre ai pom echtchiki .
Questa dichiarazione, venendo dalle file dei dele
gati contadini, bast a calm are i socialdem ocratici ed
i cadetti, perch essi sentivano che se avessero az
zardato a com batterla, i delegati contadini avrebbe
ro abbandonata la sala e loro non desideravano per
niente restare soli nella sala vuota. In fatti, essi spe
ravano ancora in questo periodo della Rivoluzione
di poter arginare il flusso rivoluzionario dei lavora
tori.
II Congresso di Alexandrovsk term in con un or
dine del giorno che decideva il passaggio delle terre
nelle m ani dei contadini, senza indennit, e fu eletto
un com itato locale.
I socialisti rivoluzionari si rallegrarono di questa
decisione, i socialdem ocratici si m ostrarono furiosi.
I delegati contadini, rientrando a casa, si accor
darono p er organizzare loro stessi senza l'aiuto di
questi abbaiatori politici, un'intesa fra i villaggi
per in traprendere una lo tta arm ata contro i po-
mechtchiki Senza di che dicevano essi la
Rivoluzione naufragher e noi resterem o di nuovo
senza terre .
Allorch Chram ko ed io ritornam m o dal Congres
so di Alexandrovsk e ne esponem m o i risu ltati al
lUnione dei Contadini della regione di Guliai-Pol, i
contadini m anifestarono m olto rim pianto p er averci
inviati dicendo :
Sarebbe stato meglio non prendere p arte a que-
sto Congresso, m a riunirne uno da noi, a Guliai-
Pol, convocandovi i delegati dei com uni del di-
stretto di Alexandrovsk. Siam o persuasi che qui
avrem m o ottenuto pi rapidam ente soddisfazione
nella questione della te rra e del suo passaggio alla
com unit. Ma troppo tardi. Speriam o che il Co-
m itato dell'Unione dei Contadini di Guliai-Pol fa-
r conoscere il nostro punto di vista in questa que-
stione, non soltanto ai contadini del distretto di
Alexandrovsk, m a anche a quelli dei distretti vici-
ni di Pavlograd, M ariupol, B erdiansk e Melitopol,
affinch si sappia che non ci accontentiam o di or-
dini del giorno; ci occorrono dei fa tti! .
Questa dichiarazione dei contadini p o rt alla ri
soluzione dellUnione dei Contadini di Guliai-Pol nel
la quale era detto che i contadini della regione di
Guliai-Pol consideravano come loro pi assoluto di
ritto proclam are pro p riet della com unit le terre dei
pom echtchiki , dei conventi, del governo e deci
devano di passare alla realizzazione in un prossim o
futuro.
I contadini erano invitati a preparare questatto
di giustizia e a realizzarlo.
La voce dei contadini di Guliai-Pol fu intesa mol
to oltre i confini del dipartim ento di Ekaterinoslav.
Delegazioni di altri dipartim enti com inciarono a
giungere a Guliai-Pol. Questo dur parecchie setti
mane.
In quanto presidente dellUnione dei Contadini,
le delegazioni non mi lasciarono un attim o di ripo
so. Dei com pagni appartenenti ad altri gruppi mi
sostituirono p er gli affari correnti m entre mi oc
cupavo dei delegati, dando consigli agli uni, istruzio
ni agli altri, spiegando come dovevano agire per for
m are delle Unioni di Contadini, p er preparare lazio
ne della ripresa delle terre e per organizzare, secondo
il desiderio dei contadini, delle com uni agricole o
la ripartizione di queste terre fra i bisognosi.
Quasi tu tte le delegazioni mi dissero : Sarebbe
bene che voi, a Guliai-Pol com inciaste per prim i .
Io dom andai loro il perch e la risposta fu sempre
la stessa: Noi non abbiam o organizzatori. Leggia
mo poco; quasi niente arriva fino a noi. Non ab
biam o ancora ricevuto la visita dei propagandisti e
non avrem m o mai letti i proclam i della vostra Unio
ne e del gruppo anarco-com unista, se i nostri figli
non ce li avessero inviati dalle m iniere di Uzowo .
Udendo queste lagnanze dei villaggi asserviti, sof
frivo e mi incollerivo pensando ai compagni rim asti
nelle citt e dim entichi dei villaggi sottom essi.
E ra tu ttav ia da questi villaggi che dipendeva in
gran parte, in Russia e in Ucraina, lavvenire della
Rivoluzione, della quale il Governo Provvisorio ave
va gi com inciato a rallentare lo slancio impadronen-
dosene e sostituendo la sua evoluzione creatrice fra
i lavoratori, coscienti di se stessi e dei loro diritti,
con dei program m i scritti, assolutam ente vuoti e
inutilizzabili.
E pi questo pensiero mi torturava, pi ardore
mettevo ad andare avanti, penetrando, con altri com
pagni del gruppo, negli angoli pi rem oti dei vil
laggi, abbandonando m om entaneam ente ogni lavoro
a Guliai-Pol p er insegnare ai contadini la verit sul
la loro situazione e su quella della Rivoluzione che,
se essi non le apportavano nuove forze attive, ri
schiava seriam ente di naufragare.
Trascorsi in questo lavoro parecchi giorni senza
rientrare a Guliai-Pol. Ero sostenuto dalla speranza
di veder rito rn are in Russia Pietro K ropotkin ; avreb
be saputo lui attirare lattenzione di tu tti i com pa
gni sui villaggi sottom essi.
E poi, chiss, sarebbe ritornato, forse, anche lo
zio Vania (Rogdaev), lui che, al tem po dello zarismo,
era stato cos attivo in Ucraina. Infine, se Rochtchin
e altri compagni, m eno noti m a ugualm ente attivi,
fossero tornati, la n o stra opera avrebbe p o tu to svi
lupparsi finalm ente in tu tta la sua ampiezza. Le m as
se dei lavoratori avrebbero ricevuta la risposta alle
questioni che li assillavano.
La voce anarchica sarebbe risuonata nei villaggi
sottomessi che si sarebbero raggruppati tu tti in tor
no alla bandiera anarchica, nella lo tta contro il po
tere dei pom echtchiki e dei padroni di officine,
per un m ondo nuovo di libert, di uguaglianza e di
solidariet fra gli uomini.
Io credevo in questa idea fino al fanatism o e, in
nome suo, m i im m ersi sem pre pi nella vita delle
masse, cercando con ardore di trascinare il gruppo
anarco-com unista di Guliai-Pol a fare altrettan to .
LO SCIOPERO OPERAIO

Nei prim i giorni del mese di giugno, gli anarchici


di Alexandrovsk mi invitarono ad una conferenza che
aveva p er scopo l'unione in una federazione di tu tti
gli anarchici di Alexandrovsk. Mi ci recai il giorno
stesso.
Gli anarchici di Alexandrovsk erano tu tti lavora
tori m anuali o intellettuali. Essi si dividevano in
anarco-com unisti e in anarchici individualisti, ma
questa divisione era puram ente form ale : in realt
erano tu tti degli anarco-com unisti rivoluzionari. Mi
erano tu tti cari come dei fratelli diletti e li aiutai co
me meglio potevo ad unirsi in una federazione.
Realizzata la Federazione, com inciarono subito ad
organizzare gli operai e, p er qualche tem po, eserci
tarono una grande influenza su di essi.
Al mio ritorno da Alexandrovsk, gli operai del
lUnione professionale dei m etallurgici e dei lavora
tori del legno di Guliai-Pol mi chiesero di aiutarli a
form are un'U nione e di iscriverm i anchio. F atto que
sto, mi dom andarono di prendere la Direzione dello
sciopero che essi prevedevano.
Ero, cos, com pletam ente accaparrato, da un lato
dai contadini, d allaltro dagli operai, che mi chiede
vano entram bi aiuto. Tuttavia, fra gli operai, alcuni
erano pi al corrente di me sulle questioni indu
striali, cosa che mi faceva m olto piacere.
Accettai di dirigere lo sciopero sperando, durante
questo tem po, di attirare nel nostro gruppo questi
sim patici compagni. Uno di loro, V. Antonov, era
socialista rivoluzionario, gli a ltri non appartenevano
ad alcun p artito ; fra questi ultim i, i pi energici era
no Sreguin e Mironov.
Prim a di dichiarare lo sciopero, gli operai delle
due fonderie, quelli dei m ulini e quelli delle officine
dei k u s ta r i ( l) organizzarono una riunione e mi
chiesero di elaborare, redigere e presentare tram ite il
Soviet dellUnione professionale, le liste delle rivendi
cazioni da fare ai padroni.
Nel corso della riunione e durante l'elaborazione
delle rivendicazioni, potei renderm i conto che i com
pagni Antonov, Sreguin e Mironov lavoravano gi da
m olto tem po da anarchici nei C om itati delle officine.
Il prim o, cio Antonov, era presidente del Soviet dei
D eputati operai. E se questi com pagni non erano
entrati nel gruppo, era unicam ente perch erano so
vraccarichi di lavoro nelle officine.
Protestai : dal mio ritorno dal carcere avevo chie
sto che il gruppo fosse sem pre tenuto al corrente del
lavoro di tu tti i suoi m em bri.
Invitai dunque con insistenza questi compagni ad
entrare nel gruppo e a lavorare, d ora in poi, nei loro
Comitati di officina fra gli operai in genere e questo
in accordo con gli indirizzi del gruppo.
Insiem e convocammo tu tti i padroni e presentam
mo loro le rivendicazioni degli operai : un aum ento
dei salari d all80 al 100 p er cento.
Una tale pretesa degli operai provoc un autenti
co furore da p arte dei padroni che rifiutarono catego
ricam ente di aum entare i salari in una tale propor
zione. Demmo loro un giorno per riflettere. Durante
questa giornata, gli operai continuarono il loro la
voro nelle officine.
Il giorno dopo i padroni vennero al Soviet del
lUnione professionale con delle controproposte che
concedevano un aum ento dal 35 al 40 p er cento.
Considerammo questa proposta come u n offesa di
retta agli operai e, dopo lunghe discussioni e insulti
reciproci, li invitam m o a riflettere ancora un giorno.

(1) Piccoli in d u striali che lavoravano a dom icilio.


I padroni ed alcuni dei loro rappresentanti, che
conoscevano a m em oria gli statu ti delle Unioni p ro
fessionali, m a avevano dietro di s i padroni delle
officine, si ritirarono dopo averci assicurato che il
giorno dopo non sarebbero rito rn ati con delle per
centuali pi alte di quelle da loro proposte ora.
Convocammo subito i m em bri dei Com itati e i
rappresentanti delle officine, per studiare il mezzo di
far cessare il lavoro ovunque nello stesso tempo, nel
m om ento preciso in cui, il giorno successivo, dopo
essere venuti al Soviet dellUnione professionale sen
za nuove proposte, i padroni se ne sarebbero tornati
a casa. Fu deciso che il Soviet dellUnione professio
nale avrebbe posto un uomo sicuro alla stazione te
lefonica centrale, p er collegare istantaneam ente tu tti
i posti telefonici al mio, affinch i padroni, rientrando
nelle officine dal Soviet della Unione professionale,
fossero ricevuti da tu tti gli operai gi in stato di
sciopero.
Io proposi ai m em bri del Soviet dell'Unione pro
fessionale e dei Com itati d officina un piano d espro
priazione di tu tti i capitali esistenti nelle im prese
private e nella banca di Guliai-Pol.
Ero certo che non avremmo p otuto conservare
nelle nostre m ani queste imprese, perch i Comitati
com unali e i com m issari del governo avrebbero im
m ediatam ente inviato dei reggim enti che, p er non es
sere m andati sul fronte tedesco, avrebbero fatto in
m odo di farsi benvolere dal governo fucilando i mi
gliori m ilitanti operai e me in prim o luogo.
Ma era im portante, secondo me, ten tare di m et
tere in pratica da questo m om ento lidea dellespro
priazione delle istituzioni capitaliste, p rim a che il Go
verno provvisorio avesse avuto il tem po di im briglia
re com pletam ente le m asse dei lavoratori e di indi
rizzarle sulla via controrivoluzionaria.
Ma la m aggioranza dei m em bri dellUnione p ro
fessionale e dei C om itati d'officina mi dom and cal
dam ente di non sottoporre questo progetto alla m as
sa operaia, argom entando che noi stessi eravam o an
cora mal preparati a questa azione e sarem m o stati
costantem ente svantaggiati, non facendo cos che
nuocere alla sua fu tu ra realizzazione che si sarebbe
avuta al m om ento in cui gli operai vi sarebbero stati
finalmente preparati da noi.
Dopo lunghe discussioni, i m em bri del gruppo
giunsero alle stesse conclusioni, dicendo che, appli
cando im m ediatam ente le mie proposte, quando i
contadini non potevano praticam ente sostenere da
parte loro gli operai con lespropriazione delle terre
dei pom echtchiki , avrem m o rischiato di com m et
tere un errore irreparabile.
Questi argom enti mi scossero e non insistetti pi,
ma m antenni con fermezza lidea di prendere la mia
proposta come base di lavoro dei Com itati d officina
nella preparazione degli operai alla realizzazione del
lespropriazione in un avvenire poco lontano, assicu
rando i compagni operai che anche i contadini avreb
bero riflettuto su questa questione. Dissi loro che do
vevamo indirizzare tu tti i nostri sforzi a coordinare le
tendenze dei contadini con quelle degli operai e a
realizzarle insieme.
La m ia proposta fu accettata e fui eletto Presi
dente dellUnione professionale e della Cassa di Soc
corso ai m alati. Antonov fu scelto in p articolar modo
per aiutarm i e sostituirm i nel caso fossi sovraccarico
di lavoro nelle altre organizzazioni.
Nello stesso modo, i contadini mi associarono un
compagno che potesse sostituirm i.
Ma gli uni e gli altri giudicarono utile che le ini
ziative venissero sem pre da me e che i fili conduttori
di queste diverse organizzazioni fossero sem pre nel
le mie mani.
I padroni delle officine, dei m ulini e dei laboratori
ritornarono al Soviet dellUnione professionale. Essi
ritornavano con gli stessi desideri e opinioni della
vigilia. Dopo due ore di discussione, essi spinsero
la generosit fino a concedere un aum ento dei salari
dal 45 al 60%.
Dichiarai allora, quale presidente della riunione,
che tu tte le trattative fra noi erano rotte :
I! Soviet dellUnione professionale mi ha dato
pieni poteri p er assum ere la direzione di tu tte le
imprese pubbliche che voi, cittadini, dirigete, ma
che non vi appartengono di d iritto ; ci spiegheremo
con voi nella strada, davanti ad ognuna di queste
imprese. Tolgo la seduta !
Raccolsi tu tte le mie carte e mi diressi verso il
telefono.
A questo punto, il padrone della pi grande offi
cina di Guliai-Pol, Michail Borissovitch K erner, si
alz e grid:
N estor Ivanovitch, avete avuta troppa fretta a
togliere la seduta. Io considero che le rivendicazio-
ni degli operai sono com pletam ente giustificate.
Essi hanno d iritto a vederle soddisfatte e, da parte
m ia, le sottoscriver subito... .
Gli a ltri padroni e, soprattu tto , i loro rappresen
tanti gridarono con indignazione :
Michail Borissovitch, che fate?!
No, no signori ! Voi farete come vorrete, m a io
mi impegno a soddisfare le rivendicazioni dei miei
operai . rispose M.B. Kerner.
Chiesi silenzio e dom andai :
Cittadini, voi siete sem pre stati fautori dellordi-
ne e della legalit. legale riaprire la seduta sulla
questione che ha causato la sua chiusura?
C ertam ente! Certam ente risposero i padroni e
i loro rappresentanti.
Io dichiaro dunque la seduta aperta e vi prego
di sottoscrivere tu tti laum ento dei salari dall80 al
100% . E porsi loro i testi tu tti preparati. Poi, spos
sato dalla stanchezza e dalla tensione nervosa, do
m andai al compagno Mironov di sostituirm i un istan
te e andai a riposarm i in u n altra sala.
Una mezzo ra dopo ritornai e trovai i padroni che
si accingevano a sottoscrivere i testi proposti da me.
Quando tu tto fu finito e i padroni ebbero lasciata
la sala, com unicai p er telefono il nostro successo ai
compagni operai, annunciando che i padroni aveva
no firm ato e consigliando di restare al lavoro fino a
sera, prom ettendo che la sera stessa dei m em bri del
Soviet dellUnione professionale sarebbero venuti a
far loro un rapp o rto dettagliato di questo successo
comune.
Da questo m om ento, gli operai di Guliai-Polc e
dei dintorni, presero sotto il loro controllo tu tte le
imprese nelle quali lavoravano, studiando il Iato eco
nomico ed am m inistrativo della questione e prepa
randosi cos ad assum ere la direzione effettiva di
queste imprese.
A p artire da questo giorno, Guliai-Pol attir par
ticolarm ente lattenzione del C om itato Comunale di
Lkaterinoslav, della Selianskaia Spilka p a trio tta r
da dellUcraina, del Soviet dei D eputati operai, con
tadini e m ilitari e del C om itato industriale locale, per
non dire delle organizzazioni di Alexandrovsk nelle
quali gli agenti del Governo di Coalizione erano
padroni.
Le visite a Guliai-Pol degli istru tto ri, organizza
tori e propagandisti divennero pi frequenti. Ma tu tti
ripartivano da Guliai-Pol senza aver ottenuto risul
tati, vinti dallazione dei contadini e degli operai
anarchici.
C a p it o l o V ili

ALCUNI RISULTATI

Ritorniam o al Com itato com unale e vediamo co


sa abbiam o p otuto realizzare nella regione sotto la
sua auto rit, noi delegati dell'Unione dei Contadini.
In prim o luogo, dopo aver assunto le funzioni del
D ipartim ento agrario, abbiam o fatto in m odo di fare
anche del Dipartimento-viveri u n u n it indipendente
e, quando, a un certo m om ento, ebbi conquistato
tu tto il Com itato com unale, alcuni dei miei compa
gni di questo Com itato ed io dom andam m o la sop
pressione della milizia, cosa che non potem m o otte
nere in seguito a un intervento del centro.
Noi togliemmo allora alla milizia il d iritto di ar
resto e di perquisizione senza ordini e lim itam m o
cos la sua funzione a quella di corriere del Comi
tato comunale.
Riunii in seguito tu tti i pom echtchiki ed i ku-
laki (1) e mi feci consegnare da loro tu tte le disposi
zioni scritte concernenti le terre che avevano acqui
site in propriet.
Da questi docum enti, il D ipartim ento agrario fe
ce il censim ento esatto di tu tte le terre di cui dispo
nevano i pom echtchiki ed i kulaki nella loro
vita oziosa.
Organizzammo nel Soviet dei D eputati operai e
contadini un C om itato dei b atrak i (2) e creammo
un m ovim ento b a tra k contro i pom echtchiki
ed i kulaki loro sfruttatori.
(1) Medi e piccoli p ro p rie ta ri terrieri.
(2) Garzoni di fatto ria.
Stabilim m o un controllo efficace dei b atrak i
sulle p ropriet dei pom echtchiki e dei kulaki ,
pr eparando cos i b atrak i alla loro unione ai con
tadini per una azione com une al m om ento dellespro
priazione della ricchezza delle m inoranze a favore
della com unit di tu tta la m assa dei lavoratori.
Dopo di ci, smisi di considerare il Com itato co
munale come u n istituzione con laiuto della quale
si potesse, nellam bito delle leggi esistenti, ottenere
legalmente ci che fosse utile p er lo sviluppo della
Rivoluzione fra i contadini dei villaggi sottom essi.
Dopo di esserm i accordato con alcuni compagni,
proposi al gruppo di stabilire il principio dellobbli-
go, per tu tti i suoi m em bri, di condurre fra i contadi
ni e gli operai una propaganda tendente a che questi
cercassero con tu tti i mezzi di modificare la fisiono
mia dei loro Comitati com unali che si conform avano
meno alla volont e al d iritto dei contadini e degli
operai che a un ordine qualsiasi di un com m issario
del governo.
In fatti dissi i Com itati comunali, quali
unit territoriali dipendenti dal governo, non pos-
sono essere delle u nit rivoluzionarie raggruppanti
attorno ad esse le forze vive della Rivoluzione. Con
lo sviluppo della Rivoluzione essi devono sparire.
Le masse proletarie li scioglieranno; la rivoluzione
sociale lo esige.
Poich i nostri sguardi sono rivolti verso la Ri-
voluzione, noi dobbiam o agire subito in nome dei
suoi principi e aiutare i contadini e gli operai a la-
vorare in questo senso. I Comitati comunali non
possono e non devono ignorare la volont dei loro
elettori.
T utte le loro decisioni (decisioni e ordini del go-
verno) devono essere sottoposte a tu tti i cittadini
nelle riunioni-skhod p er essere approvate o respin-
te. Siamo attualm ente dissi allora al gruppo
alla fine di giugno, cio a un terzo di anno della
Rivoluzione. solo da questepoca che noi, conta-
dini e operai anarchici, lavoriamo legalmente fra i
lavoratori oppressi. Mi sem bra che in questo poco
tempo abbiam o ottenuto alcuni risultati. Si tra tta
o ra di ricavarne degli insegnam enti, poi rim etterci
allazione indicando chiaram ente il fine del nostro
m ovim ento. Questa azione deve farsi fuori del Co-
m itato comunale.
Siam o attualm ente in relazione con tu tta una
serie di regioni sulle quali esercitiam o la nostra
influenza; in quella di Kamychevat, in particolare,
liniziativa appartiene interam ente ai nostri compa-
gni. Questa regione ha gi risposto alla n ostra ri-
chiesta di sostenerci nella lo tta contro il Comitato
locale di Alexandrovsk. Il rappresentante di questa
regione, il com pagno Dudnik, viene da noi p er la
terza volta nellintento di coordinare lattivit dei
contadini della regione di Kamychevat con quella
dei contadini di Guliai-Pol.
Di giorno in giorno i lavoratori delle altre re-
gioni ascoltano con maggiore attenzione e interesse
la voce di Guliai-Pol e si organizzano secondo i
suoi principi, m algrado lopposizione dei socialde-
m ocratici, dei socialisti rivoluzionari e dei cadetti.
(A quel m om ento, non esistevano ancora dei bol-
scevichi nei villaggi - N.d.A.).
Uno studio approfondito della Rivoluzione da
q u attro mesi ci m ostra che il m om ento di indi-
rizzare la n ostra attivit in un senso determ inato e
di opporla direttam ente a llattivit dei politicanti
la destra gi al potere, la sinistra che vi aspira
perch i socialisti di destra e la borghesia, acca-
parrando la Rivoluzione, la conducono in un vicolo
cieco. Ma, d 'altra parte, fin dai prim i giorni della
Rivoluzione, p er noi che lavoriam o nei villaggi as-
serviti, era evidente che il villaggio ucraino non ha
ancora avuto il tem po di liberarsi interam ente dal
giogo della schiavit e di com prendere il senso
autentico della Rivoluzione.
Esso comincia appena a sentire scosso il pesante
giogo secolare e gi cerca le vie della sua libera-
zione com pleta dalla schiavit econom ica e politi-
ca e, p er questo, chiam a lanarchia in suo aiuto.
Sar facile non vedere questa tendenza del villag-
gio sottom esso e non affrettarsi a venirgli in aiuto :
baster adottare il punto di vista della maggioran-
za dei nostri com pagni delle c itt e dire con essi
che il villaggio fautore del ritorno al regime bor-
ghese, capitalista, ecc.
Ma io credo ferm am ente che noi non giunge-
remo a questo. Abbiamo visto il nostro villaggio
allopera e affermiamo che nelle file dei contadini
ci furono e ci sono degli elem enti rivoluzionari :
sufficiente aiutarli a liberarsi dalla m orsa statalista
che stata applicata loro a tradim ento dai poli-
ticanti.
Un aiuto efficace non pu esser dato loro che da-
gli anarchici rivoluzionari. Il nostro m ovimento
nelle citt, nel quale i nostri anziani nutrivano una
speranza esagerata, evidentem ente troppo debole
per un problem a di cos grande vastit e capace di
produrre delle conseguenze anche gravi.
Sono sicuro che nelle nostre file vi sono delle
persone capaci di fare delle grandi cose. Ma quelle
che sono capaci di prendere su di s la responsa-
bilit di queste grandi cose sono poco num erose.
Si pu contarle. Non bisogna dim enticarci questo
punto im portante. Molti com pagni sono gi fuggiti
e fuggono ancora davanti ad un lavoro responsabile
o che richiede uno sforzo elevato.
questo fenom eno che provoca e m antiene la
disorganizzazione nelle nostre file. Q uanto dan-
nosa questa disorganizzazione p er il successo del
nostro m ovim ento ! Niente pu esserle paragonato.
Infatti, grazie alla disorganizzazione del nostro m a
vimento nel suo insieme, le nostre m igliori forze
sono male im piegate e questo proprio attualm ente,
durante la Rivoluzione, spese spesso in p u ra perdita
e senza alcun profitto p er il nostro movimento.
Questo fenomeno ha sem pre torm entato noi
anarchici, ma attualm ente ne soffriamo pi che
m ai ; esso ci impedisce di avere u n organizzazione
potente, indispensabile p er svolgere un ruolo effet-
tivo in questa Rivoluzione. Solo una tale organiz-
zazione sarebbe in grado di rispondere al grido
di sofferenza della Rivoluzione. Ora lappello at-
tuale del villaggio sottom esso traduce esattam ente
questo grido di sofferenza e, se noi anarchici fos-
simo organizzati, avremmo udito questo appello e
vi avrem m o risposto in tempo.
penoso affrontare un tale argom ento, m a
indispensabile. Quelli di noi, compagni, che non di-
m enticano il fine essenziale della Rivoluzione per
perdersi in teorie nebulose e sterili, m a che cercano
sinceram ente i mezzi d azione pi efficaci p er innal-
zare il pi possibile il nostro ideale rivoluzionario
e realizzarlo fin da o ra nella vita delle masse, quelli
non sm etteranno di p rotestare contro la disorganiz-
zazione, perch ne com prendono il danno immenso.
Ma pro testare non basta. Occorre agire instanca-
bilm ente senza, tuttavia, trascurare di innalzare co-
stantem ente il proprio ideale e, so p rattu tto , senza
im pedirne lo sviluppo presso gli altri.
Questo spirito elevato favorir lideale anarchico
e p erm etter di creare u n organizzazione che mette-
r il nostro movim ento sulla buona strad a .
C a p it o l o IX

LA LOTTA CONTRO LAFFITTO DELLE TERRE

Si era al mese di luglio. I contadini della regione


di Guliai-Pol rifiutarono di pagare la seconda parte
dellaffitto ai pom echtchiki ed ai kulaki spe
rando di riprender loro la te rra dopo la m ietitura,
senza en trare in discussione n con loro, n con le
au to rit che li proteggevano, e di dividerla, in segui
to, fra tu tti coloro, contadini ed operai, che deside
ravano coltivarla.
Molti com uni seguirono l'esem pio di Guliai-Pol.
Le au to rit di Alexandrovsk e i loro agenti socia
listi, costituzionalisti e dem ocratici ne furono seria
mente im pressionati.
Con laiuto tecnico e finanziario dei Com itati co
m unali e del com m issario del governo, i com uni rivo
luzionari furono infestati di propagandisti-agitatori
che invitavano i contadini a non scuotere il prestigio
del Governo Provvisorio che, dicevano loro, prendeva
m olto a cuore la sorte dei contadini e aveva linten
zione di convocare, in un fu tu ro m lto prossim o,
u n Assemblea Costituente. In attesa che questa As
semblea com petente fosse convocata e che espri
messe la sua opinione sulla riform a agraria, nessuno
aveva il d iritto di atten tare al d iritto di p ropriet dei
pom echtchiki e degli altri p ro p rietari di terre. E
prem aturam ente, dietro ordine venuto dallalto, i Di
partim enti agrari furono battezzati Com itati agrari
e si separarono dai C om itati com unali, costituendo
cos delle unit indipendenti.
Questi Com itati agrari furono investiti del d iritto
di riscuotere dai contadini il prezzo dell'affitto rela
tivo alle terre da loro prese in affitto dai pom etcht-
chiki e dai kulaki .
I Com itati agrari locali dovevano inviare il da
naro riscosso al C om itato agrario del distretto che lo
doveva consegnare ai p ro p rietari delle terre.
I propagandisti-agitatori dei vari p artiti spinsero
il cinismo fino ad assicurare ai contadini che i po-
m echtchiki ed i kulaki avevano ancora delle for
ti im poste da pagare p er le loro terre.
Il nostro governo rivoluzionario dissero
esige il pagam ento e i poveri pom echtchiki non
hanno ove prendere il denaro se non dai contadini
ai quali affittano le loro terre .
La lo tta fra il gruppo anarco-com unista di Guliai-
Pol e TUnione dei Contadini da una parte e gli agen
ti-agitatori sostenuti dai funzionari del governo e la
borghesia agraria, industriale e commerciale, dallal
tra, assunse un carattere accanito.
Nelle riunioni-skhod convocate p er ordine dei
com m issari del governo, i contadini gettavano gi
dalle tribune i propagandisti ispirati dal Governo
Provvisorio e li m altrattavano per i loro discorsi
odiosi, infiorati ipocritam ente di frasi rivoluzionarie
che avevano il fine di allontanare i contadini dal loro
vero scopo : la riconquista delle terre, loro bene se
colare.
Da un lato, alcuni contadini indotti in errore rac
coglievano i loro ultim i kopeki per pagare laffit
to ai feroci p ro p rietari che sostenevano la chiesa, lo
stato e il governo al loro soldo.
Ma i contadini, anche quelli indotti in errore, non
perdevano affatto la speranza di vincere i loro ne
mici. Essi ascoltavano con ancor maggiore attenzione
l'appello del gruppo dei contadini anarco-com unisti
e della loro Unione che li esortavano a non cedere e
a prepararsi con forza ad una lotta pi aspra .
Ecco ci che dissi a m olte migliaia di contadini
riuniti in quei giorni in un meeting-skhod a
Guliai-Pol, ispirandom i allidea conduttrice di un
appello lanciato dal gruppo anarco-com unista e dal
lUnione dei Contadini, organizzazioni in nom e delle
quali parlavo :
Lavoratori ! Contadini, operai e tu, lavoratore
intellettuale che ti tieni in disparte da noi ! Avete
visto tu tti come, nello spazio di q u attro mesi, la
borghesia ha saputo organizzarsi e a ttira re nelle
sue file i socialisti, divenuti suoi servitori fedeli?
Se la propaganda fatta fra i contadini a favore
del pagam ento dellaffitto ai pom echtchiki anche
in questi giorni della Rivoluzione non vi sem brasse
una prova sufficiente, vi citer degli altri fatti, com-
pagni, che vi convinceranno m aggiorm ente. Il 3 lu-
glio, il p roletariato di Pietrogrado si sollev contro
il Governo Provvisorio che, in nome dei d iritti della
borghesia, voleva soffocare la Rivoluzione. A questo
scopo, il governo aveva soppresso parecchi Comita-
ti agrari della regione dellUral i cui atti erano ostili
alla borghesia e aveva im prigionati i suoi membri.
Allo stesso fine, degli agenti di questo stesso go-
verno, dei socialisti, avevano spinto, sotto i nostri
occhi, i contadini a pagare il loro affitto ai po-
m echtchiki.
Dal 3 al 5 luglio, il sangue dei nostri fratelli ope-
rai corse nelle vie di Pietrogrado. I socialisti parte-
ciparono attivam ente a questo m assacro dei nostri
fratelli.
Il socialista Kerensky, m inistro della guerra, per
schiacciare questo sollevam ento d operai, chiam
parecchie decine di migliaia di cosacchi, questi boia
tradizionali della vita libera dei lavoratori.
I socialisti che facevano p arte del governo per-
sero la testa al servizio della borghesia e, daccordo
coi cosacchi, uccisero i m igliori difensori della no-
stra fam iglia dei lavoratori. Essi incitarono cos i
lavoratori ad agire nello stesso m odo verso di loro
e verso la borghesia che li aveva spinti a commette-
re questo delitto odioso, im perdonabile.
A cosa p o rta questo delitto dei nemici della no-
stra liberazione e della vita pacifica e felice alla
quale aspiriam o? Ad uno sterm inio reciproco e a
nien taltro.
Questo, compagni, non pu che nuocere a tutti
e sar in prim o luogo nefasto alla Rivoluzione, at-
tesa cos a lungo, venuta finalmente, m a che non ha
ancora realizzato niente. Le m asse non si sono an-
cora com pletam ente scosse dal torpore procurato
loro dalla schiavit secolare. ancora brancolando
che esse vengono alla Rivoluzione, che accettano
come un fatto com piuto, e chiedono con u n estrem a
prudenza ai nuovi boia il riconoscim ento del loro
diritto alla libert e ad una vita indipendente. Ma
questi d iritti, com pagni, sono, sem brerebbe, nei
cannoni e nelle m itragliatrici del pi forte...
Siamo dunque forti, fratelli lavoratori, cos for-
ti che i nemici della n o stra autentica liberazione
sentano in noi questa forza. Avanti, dunque, con
passo sicuro, verso lorganizzazione e lautonom ia
rivoluzionaria !
Il futuro, un futuro vicinissimo, nostro. Sia-
mo tu tti pronti!...
Dopo di m e prese la parola un socialista rivolu
zionario u craino; egli invit i lavoratori di Guliai-
Pol a ricordarsi che per controbilanciare il vile
Governo Provvisorio di Pietrogrado, era stato orga
nizzato a Kiev il n o stro governo ucraino sotto for
m a di una R ada Centrale, governo realm ente rivolu
zionario, il solo legale e capace di rip o rtare sul suolo
ucraino la libert e la felicit p er il popolo .
Per term inare grid :
Abbasso i K a tz a p i(l), m orte a questi brig an ti;
che viva solo sulla n o stra terra il nostro Governo,
la Rada C entrale e la sua Segreteria !
Ma i lavoratori di Guliai-Pol restarono sordi al
l'appello del socialista rivoluzionario ucraino. Non
solo, m a gli gridarono tu tti insieme : Fuori dalla tri
buna ! Non sappiam o che farcene del tuo governo ,
e, per di pi, votarono la risoluzione seguente :
Salutiam o il valore dei lavoratori caduti dal 3
al 5 luglio nella lo tta contro il Governo Provviso-
rio. Noi, contadini e operai di Guliai-Pol, non di-
m enticherem o le atro cit di questo governo. Morte

(1) T erm ine peggiorativo col quale gli ucrain i indicano i


prussiani. T u tta la frase in ucraino nel testo.
e anatem a al Governo Provvisorio e al Governo di
Kiev, la Rada Centrale, e alla sua Segreteria, i peg-
gioii nemici della libert dellum anit .
Molto tem po dopo questo discorso e la risoluzione
votata dai contadini e dagli operai, i p atrio ttard i rus
si ed ucraini e i socialisti statalisti mi maledicevano
ancora e, con me, tu tto il gruppo anarco-com unista,
perch, a Guliai-Pol, p er loro era orm ai im possibile
tessere le lodi dei vari governi e della loro funzione
nella vita dei lavoratori.
Essi furono considerati da questi ultim i come de
gli agenti assoldati e furono costantem ente in terro tti
quando affrontarono questo argom ento.
Cos, i giorni si succedevano accum ulando setti
m ane e mesi ; noi, i miei compagni ed io, continuam
mo nel frattem po, di villaggio in villaggio, la n ostra
propaganda delle idee anarchiche.
Arriv il secondo Congresso deHUnione dei Con
tadini e la n ostra Unione non m anc di inviarvi due
delegati il com pagno K rate e me.
Il Congresso fu grigio. Non si fece che ripetere
ci che era gi stato detto mille volte.
I socialisti rivoluzionari russi e ucraini, rappre
sentati i prim i da S.S. Popoff i secondi dallinsegnan
te Radomski, conclusero dim ostrativam ente davanti
ai delegati contadini del Congresso u n alleanza p er la
conquista della te rra e della libert per i contadini ;
cio, dopo aver letto ognuno il proprio program m a,
si m isero davanti al tavolo e si strinsero la mano.
I delegati contadini dei comuni di Guliai-Pol,
Kamychevt, R ojdestvensk e Konsko-Razdrskoie di
chiararono loro : Fate bene a prepararvi a lottare
insieme per la te rra e la libert, ma dove e contro
chi state per lottare?
Ovunque e contro tu tti coloro che non vogliono
restituire senza indennit la terra ai contadini
fu la risposta dei delegati socialisti rivoluzionari.
Ma noi com pirem o la nostra lotta allAssem-
blea Costituente disse il socialista rivoluzionario
S.S. Popoff. E ai Consiglio Panucraino (1) aggiun
se linsegnante Radomski.
(1) au Seim e P anukrainien nel testo (N.D.T.)
Su questo punto nacque un piccolo m alinteso tra
i due socialisti rivoluzionari. Essi scam biarono delle
frasi a mezza voce, m entre al tavolo dei delegati con
tadini alcuni ridevano, altri erano indignati.
Per term inare, il Congresso scelse fra i suoi mem
bri i delegati al Congresso D ipartim entale dellUnione
dei Contadini e del Soviet dei Deputati operai, con
tadini e m ilitari.
Noi, rappresentanti di Guliai-Pol, non prendem
mo parte a queste elezioni, protestando cos contro
questa m aniera di eleggere, perch, secondo noi, i
delegati al Congresso D ipartim entale avrebbero do
vuto esser scelti direttam ente dai contadini.
Q uest'astensione ci fru tt di essere tra tta ti da
p erturb ato ri dellordine e delle leggi elettorali e, co
me tali, di essere violentem ente criticati dai capi del
Congresso, i socialisti rivoluzionari, i socialdem ocra
tici e i cadetti che dissero che noi eravam o i soli de
legati a non volere ci che i contadini volevano.
Al tavolo dei delegati contadini scoppiarono delle
risate, risate che si trasform arono presto in fischi
all'indirizzo dei capi del Congresso.
Noi, delegati dellUnione dei Contadini di Guliai-
Pol, protestam m o ancora una volta contro il sistem a
elettorale, insistendo sulla necessit, per un Congres
so D ipartim entale, di essere form ato di delegati eletti
direttam ente dai contadini.
Questo, dicemmo, ci avrebbe m ostrato lautentica
fisionomia e la forza rivoluzionaria dei contadini dei
diversi dipartim enti.
Ma anche questa volta figurammo di non com
prendere gli interessi dei contadini. I capi del Con
gresso ci proposero di form ulare il nostro punto di
vista al Congresso D ipartim entale dei contadini e de
gli operai. Ma, siccome avevamo rifiutato di scegliere
i delegati al Congresso D ipartim entale fra i m em bri
presenti, la n ostra candidatura non fu posta e ci ve
demmo cos esclusi dal Congresso D ipartim entale.
Avevamo tuttavia num erose ragioni di credere che
lUfficio Organizzativo di detto Congresso avrebbe in
vitato direttam ente i delegati di Guliai-Pol, perch,
fra lUnione dei Contadini di Guliai-Pol e il Crni
tato D ipartim entale dellUnione dei Contadini, erano
stati scam biati in questo senso dei punti di vista.
Ma poich liniziativa non partiva da Guliai-Pol,
ma da Ekaterinoslav e, p er di pi, non direttam ente,
non eravam o certi di partecipare al Congresso Dipar
tim entale e rientram m o a Guliai-Pol con la penosa
sensazione che questa volta fossimo stati sconfitti.
Tuttavia, poich, secondo il nostro punto di vista,
la nostra linea di condotta al Congresso era stata
giusta, non avevamo alcuna preoccupazione circa
l'avvenire rivoluzionario della n ostra Unione dei Con
tadini di Guliai-Pol.
Al nostro ritorno a Guliai-Pol, presentam m o un
resoconto al Com itato dellUnione dei Contadini e al
lUnione degli operai m etallurgici e dei lavoratori del
legno che si erano interessati al Congresso dei conta
dini e avevano chiesto di essere tenuti al corrente dei
nostri lavori. Facemmo pure un rapporto all'Assem
blea generale com unale degli operai e contadini di
Guliai-Pol e della regione.
Nello stesso tem po, preparam m o i contadini e gli
operai allinvio dei delegati al Congresso D ipartim en
tale, senza invito da p arte di q u estultim o, al fine di
protestare cos contro latteggiam ento dei capi del
Congresso di distretto che era appena term inato.
Nello stesso tem po, volemmo fa r sapere ai dele
gati dei contadini del Congresso D ipartim entale come
i socialisti rivoluzionari di destra, i socialdemocratici
ed i cadetti cercavano di sopprim ere nei contadini
ogni iniziativa rivoluzionaria ed ogni azione auto
nom a e come i loro propagandisti-agitatori, aiutati
dai com m issari del governo, visitavano le citt e i
villaggi, organizzando dei meetings e ingannando
i contadini p er spillare loro il denaro dell'affitto a
favore dei pom echtchiki , rendendo cos ancora
pi penosa la situazione dei contadini che, non aven
do partecipato ai saccheggi e ai brigantaggi, come i
pom echtchiki ed i kulaki , non avevano potuto
procurarsi il danaro necessario p er pagare ai po
m echtchiki le terre delle quali questi ladri si erano
impossessati.
M entre ci preparavam o al Congresso D ipartim en
tale, aiutando anche coi nostri consigli i contadini di
alcuni com uni e d istretti appartenenti ad altri D ipar
tim enti, il Comitato dellUnione dei Contadini di Gu-
liai-Pol ricevette, da p arte del Soviet D ipartim entale
dei D eputati contadini, operai, m ilitari e cosacchi
linvito a delegare due rappresentanti al Congresso
D ipartim entale dei Soviet e dellUnione dei D eputati
operai, contadini, m ilitari e cosacchi del 5 agosto.
Fu ind etta u n Assemblea dell'Unione dei Contadini di
Guliai-Pol.
In attesa, il Com itato dellUnione elabor un rap
porto da presentarsi al Congresso D ipartim entale.
ARRIVO IN RUSSIA DI PIETRO KROPOTKIN
INCONTRO
CON GLI ANARCHICI DI EKATERINOSLAV

Fu a questo punto che ricevemmo la notizia del


larrivo a Pietrogrado di Pietro K ropotkin.
I giornali ne avevano gi parlato, m a noi, conta
dini anarchici, non vi avevamo p restato fede, non
udendo il suo vigoroso appello agli anarchici e non
ricevendo quelle precise indicazioni che avrebbero
perm esso loro di com inciare a raggruppare le pro
prie forze sparse e di occupare in m aniera organiz
zata i p ropri posti di com battim ento nella Rivolu
zione.
Ma ora, i giornali e le lettere ricevuti da Pietro
grado ci inform avano che Pietro K ropotkin, che du
rante il suo viaggio da Londra a Pietrogrado era stato
afflitto da una grave m alattia, era finalmente giunto
nel cuore stesso della Rivoluzione, a Pietrogrado. Ci
si diceva dellaccoglienza che gli era stata fatta dai
socialisti allora al potere, K erensky in testa.
Una gioia indescrivibile si im padron del nostro
gruppo. Fu organizzata una sua riunione generale in
teram ente dedicata a discutere la questione: Cosa
ci dir il nostro vecchio Pietro Alexeievitch?
T utti furono dello stesso p arere: P.A. avrebbe in
dicati i mezzi pratici di organizzare il nostro movi
m ento nelle campagne. Con la sua sensibilit e la sua
viva com prensione, non avrebbe potuto non vedere
limpellente necessit per i villaggi di avere l'appog-
gio della n ostra forza rivoluzionaria. Da autentico
apostolo dellanarchism o, non avrebbe lasciato sfug
gire questo m om ento unico nella storia della Russia
e, approfittando del suo ascendente m orale sugli
anarchici e i loro gruppi, si sarebbe affrettato a for
m ulare con precisione le direttive dellanarchism o
rivoluzionario alle quali avrebbero dovuto ispirarsi
gli anarchici in questa Rivoluzione.
Io scrissi una lettera di benvenuto a nome del no
stro gruppo di contadini anarchici di Guliai-Pol e
linviai a Pietro K ropotkin, credo, per mezzo della
redazione del giornale Burevestnik .
In questa lettera salutavam o P.A. K ropotkin e ci
felicitavamo p er il suo felice ritorno in patria, espri
m endo lassicurazione che la patria, nelle persone
dei suoi migliori rappresentanti, attendeva con im pa
zienza l'infaticabile com battente per le idee della pi
alta giustizia, idee che non potevano non esercitare
la loro influenza sullelaborazione e la realizzazione
della Rivoluzione Russa... Avevamo firm ato : gruppo
anarco-com unista ucraino del villaggio di Guliai-Pol,
dipartim ento di Ekaterinoslav.
Non speravam o in una risposta alla nostra mode
sta lettera di benvenuto, m a attendevam o con im
m ensa impazienza e grande ansiet la risposta ai no
stri problem i, com prendendo che senza di essa
avrem m o sprecato le nostre forze e forse in pura
perdita, poich poteva darsi che ci che noi cerca
vamo, gli altri gruppi non lo cercassero, oppure che
lo cercassero, m a in tu ttaltra direzione.
Ci sem brava che le campagne asservite ponesse
ro questo problem a diretto : Quale era la via e quali
erano i mezzi p er im possessarsi della te rra e p er cac
ciare, senza dover subire alcuna autorit, i parassiti
oziosi che vivevano a spese nostre nel benessere e nel
lusso?
La risposta a questo problem a era sta ta data da
P.A. K ropotkin nella sua opera La conquista del
pane . Ma le m asse non avevano letta q u estopera.
Solo alcune persone la conoscevano ed ora le masse
non avevano pi tem po p er leggerla.
Occorreva che una voce energica esponesse loro
in un linguaggio semplice e chiaro i punti essenziali
de La conquista del pane , p er im pedir loro di
naufragare in u n inerzia speculativa e m o strar su
bito loro la via in cui im pegnarsi e il filo conduttore
da seguire. Ma chi avrebbe detto loro questa parola
viva, semplice e forte?
Solo un anarchico propagandista, un organizza
tore !
Ma, dissi, con la m ano sul cuore, ci sono mai state
in Russia o in Ucraina delle scuole anarchiche di
propaganda? Io non ne ho mai avuto conoscenza. E
se ne sono esistite dove sono dunque, vi dom ando, i
lottato ri d avanguardia che esse hanno form ato?
Due volte ho percorso regioni appartenenti a di
stretti e dipartim enti diversi e non una volta vi ho
incontrato un contadino che, alla mia dom anda :
Avete avuti qui degli oratori anarchici? mi abbia
risposto : S, ne abbiam o avuti . D appertutto mi
si rispondeva: Non ne abbiam o mai avuti. Siamo
felicissimi e molto riconoscenti vedendo che non ci
dim enticate . Dove sono dunque le forze reali del
nostro m ovim ento? Secondo me, esse vegetano nelle
citt o spesso fanno tu ttaltre cose di quelle che
dovrebbero fare.
Se l'et avanzata di P.A. K ropotkin non gli avesse
im pedito di prendere una parte attiva alla Rivolu
zione e di dare un im pulso ai nostri compagni delle
citt, la cam pagna sottom essa sarebbe caduta defini
tivam ente sotto la dominazione dei p artiti politici
e del Governo Provvisorio. Questo sarebbe stato la
fine della Rivoluzione.
Ero sostenuto in q u estidea da quei miei compa
gni che, lavorando nelle officine, non avevano percor
so la cam pagna e ignoravano il reale stato di spirito
dei contadini. Viceversa, quelli che conoscevano la
cam pagna mi criticavano severam ente, dicendo che
mancavo di fiducia nei sentim enti rivoluzionari dei
contadini.
La campagna, dicevano, ha saputo cos ben ca-
pire le intenzioni degli agenti dei vari p artiti socia-
listi e borghesi venuti ad essa da parte del Governo
Provvisorio, che mai, in nessun caso, essa si lascer
ingannare .
Effettivam ente, esistevano nelle campagne i segni
di un tale stato d anim o, m a essi erano relativam ente
deboli.
Nel m om ento critico della Rivoluzione, i conta
dini avevano bisogno di sentirsi meglio sostenuti dal
lo slancio rivoluzionario delle citt, p er fare opera
feconda, finirla con le classi privilegiate esistenti, e
non lasciarne arrivare delle altre al loro posto.
Passarono cos quindici giorni. Da Pietrogrado
non ci giungeva alcuna notizia ; noi ignoravam o sem
pre come Pietro K ropotkin considerava il m olo del
nostro movim ento nella Rivoluzione.
Si era nel vero? Si aveva avuto ragione di rag
gruppare le nostre forze nelle citt non prestando che
poca o nessuna attenzione alla cam pagna sottom es
sa?
Giungemmo cos al m om ento in cui doveva ap rir
si il Congresso D ipartim entale dei Soviet dei Depu
tati operai, contadini, m ilitari e cosacchi e dellUnio
ne dei Contadini.
A Guliai-Pol fu convocata u n Assemblea dellU
nione dei Contadini nella quale fu studiata la questio
ne della partecipazione al Congresso D ipartim entale.
La trasform azione delle Unioni di Contadini in
un Soviet di Contadini occup per lungo tem po la
nostra attenzione. Si decise, infine, di inviare un de
legato al Congresso D ipartim entale. Io fui eletto rap
presentante dei contadini, il compagno Sereguin, rap
presentante degli operai.
Ero particolarm ente felice di andare a Ekaterino-
slav dove speravo di prender contatto con la Federa
zione Anarchica e di intrattenerm i personalm ente su
tu tte le questioni che interessavano il nostro gruppo
(Quella che mi interessava di pi era questa : perch
la citt non invia dei propagandisti anarchici nei vil
laggi?).
Partii p er il Congresso appositam ente un giorno
prim a e mi recai direttam ente alla sede della Fe
derazione.
Vi trovai il segretario, il compagno M oltchanski
di Odessa, vecchio com pagno che avevo conosciuto
ai lavori forzati. Questa fu una grande gioia: ci ab
bracciam m o.
Gli fui subito addosso: cosa facevano in citt?
Perch non inviavano organizzatori nei centri rurali?
Il compagno M oltchanski, secondo la sua abitu
dine, gesticol, si agit e disse : Non abbiam o forze,
fratello. Siamo deboli. Ci siam o appena organizzati
qui e bastiam o appena ai bisogni degli operai delle
nostre officine e dei soldati della n ostra guamigio-
ne. Speriam o che col tem po le nostre forze aumen-
tino e allora stringerem o i nostri legami con le
cam pagne e stabilirem o u n energica propaganda nei
villaggi... .
Dopo queste parole, restam m o a lungo silenziosi,
immersi entram bi nei nostri pensieri, riflettendo sul
lavvenire del nostro m ovim ento nella Rivoluzione.
Poi, il compagno M oltchanski si mise a consolar
mi, assicurandom i che in un fu tu ro vicinissimo sa
rebbero giunti da E katerinoslav i compagni Rogdaev,
Rochtchin, Archinov e m olti a ltri ancora e che, al
lora, l azione sarebbe stata intensificata e sarebbe
stata estesa ai villaggi. Egli mi condusse poi al Cir
colo della Federazione, lex Club inglese .
Vi trovai num erosi com pagni, alcuni conversava
no sulla Rivoluzione, altri leggevano, alcuni, infine,
desinavano. In una parola, vi trovai la societ anar
chica che, per principio, non am m ette presso di s
alcun ordine, alcuna a u to rit e che non dedica alcun
m om ento alla propaganda fra la m assa dei lavoratori
delle campagne, che pure ne hanno un cos gran bi
sogno.
Mi dom andai allora : Perch dunque hanno pre-
so alla borghesia un edificio cos lussuoso e cos
grande? A cosa pu servir loro, dal m om ento che
in questa folla urlante non vi alcun ordine, nep-
pure nelle grida con le quali risolvono i pi gravi
problem i della Rivoluzione e che la loro sala non
spazzata, che le sedie sono rovesciate e che sulla
grande tavola, ricoperta di un velluto lussuoso, la-
sciano croste di pane, teste di aringhe ed ossa ro-
sicchiate?
A tale vista, il mio cuore si strinse dolorosam ente.
A questo punto entr il compagno I. Tarassiuk
(detto Kabas), l assistente del segretario, il compagno
M oltchanski. Egli grid con indignazione e dolore :
Quelli che hanno m angiato a questa tavola, la pu
liscano ! e si mise a rialzare le sedie rovesciate.
La tavola fu im m ediatam ente sgom berata e ci si
mise a spazzare la sala.
Uscendo dal circolo, ritornai alla sede della Fede
razione, vi scelsi alcuni opuscoli da portare a Guliai-
Pol e mi accingevo a recarm i aHUfficio del Con
gresso al fine di avere una cam era gratu ita per la du
ra ta del soggiorno, quando entr una ragazza. Veni
va a pregare i com pagni di accom pagnarla al teatro
municipale p er aiutarla nella sua lo tta contro il so
cialdem ocratico Nil che trascinava con lui buon
num ero di operai. I compagni presenti dissero che
erano occupati e, senza una parola, lei se ne and.
Il com pagno M oltchanski mi chiese : Non la
conosci? una com pagna gentile ed energica .
Uscii im m ediatam ente e la raggiunsi. Le proposi
di accom pagnarla al m eeting , m a mi rispose : Se
non prenderete la parola, non mi sarete di alcuna uti
lit . Le prom isi di parlare.
Lei mi prese allora a braccetto e ci dirigem m o ra
pidam ente verso il teatro. S trada facendo questa gio
vane e incantevole com pagna mi confid che era solo
da tre anni che lei era diventata anarchica. Questo
non si era p rodotto da solo. Per due anni aveva letto
le opere di K ropotkin e di Bakunin, poi aveva sen
tito conferm ate le sue convinzioni. Ora era intera
m ente devota a queste idee e conduceva u n attiva
propaganda. Fino al luglio aveva parlato davanti agli
operai, m a non aveva osato prendere la parola contro
i nemici degli anarchici, i socialdem ocratici.
In luglio si era fa tta coraggio, ad un m eeting
aveva preso la parola contro il socialdem ocratico
Nil ed era sta ta sconfitta.
Ora disse sono decisa a riprendere la lotta
contro questo "N il, uno dei pi b rillanti agitatori
del p artito socialdem ocratico .
La n ostra conversazione si ferm l.
Al m eeting presi la parola contro il famoso
Nil , sotto lo pseudonim o di Skrom ny (1) (il
mio pseudonim o del tem po del carcere).
Parlai male, bench i miei compagni afferm assero
pi tardi che era an data benissim o e che ero stato
semplicem ente un p o nervoso.
Quanto alla m ia giovane ed energica compagna,
conquist tu tta la sala con la sua voce dolce, ma d u-
na bella forza oratoria.
Luditorio fu conquistato da questa voce e il si
lenzio assoluto che regn m entre lei parlava, si tra
m ut in un frenetico applauso e in grida d app ro
vazione : Benissimo, benissim o, com pagna ! .
Ella non parl a lungo, q u aran tatr m inuti in
tutto, m a seppe cos bene sollevare la m assa degli
ascoltatori contro le tesi sostenute da Nil che,
quando quest'ultim o venne a rispondere a coloro che
avevano parlato contro di lui, la sala intera grid:
Non vero ! Non riem piteci il cranio, gli anarchici
dicono la verit. Voi raccontate delle menzogne!...
Al ritorno dal m eeting , num erosi com pagni si
unirono a noi. La nostra giovane compagna mi disse :
Sapete, compagno Skrom ny, questo Nil con la
sua influenza sugli operai mi rendeva pazza e mi ero
prefssa di distruggere questo ascendente ad ogni co
sto. Una cosa sola mi impacciava : la mia giovinezza.
Gli operai dim ostrano pi fiducia ai compagni pi
anziani. Ho paura che ci mi im pedisca di com piere
il mio dovere verso gli operai... .
Non potei che augurarle dei nuovi successi nella
sua opera rivoluzionaria anarchica e ci separam m o
dopo esserci prom essi di ritrovarci il giorno dopo
per p arlare di Guliai-Pol di cui lei aveva udito dire
m olto bene.
Questo m eeting mi fece giungere in ritard o al
l'Ufficio del Congresso e non potei ottenere la cam era
allalbergo. Trascorsi dunque la n otte presso il com
pagno Sereguin...
Dedicai tu tta la giornata seguente al Congresso e
non potei trovare un m om ento per raggiungere la

(1) S krom ny significa m odesto .


giovane compagna, come le avevo prom esso. T utta la
giornata del dopodom ani fui preso dalle sedute della
Commissione Agraria. Vi incontrai il socialista rivo
luzionario di sinistra Schneider, inviato al Congresso
D ipartim entale dal C om itato Esecutivo Centrale Pan
russo dei Soviet dei D eputati operai, contadini, m i
litari e cosacchi ed eletto, anchegli, alla Commissio
ne Agraria del Congresso.
La Commissione vot allunanim it, e con un ac
cordo perfetto, la socializzazione delle terre e trasm i
se questo voto allUfficio del Congresso. Essa dom an
d poi al com pagno Schneider di esporle la situa
zione di Pietrogrado.
Mancandogli il tem po, non fece che un semplice
riassunto e ci dom and di sostenere al Congresso la
risoluzione della riorganizzazione delle Unioni di Con
tadini in Soviet.
Questa riorganizzazione fu poi votata dal Con
gresso.
Questa fu lunica questione messa allordine del
giorno del Congresso del 5-7 agosto 1917 che non fos
se gi stata esam inata a Guliai-Pol.
Al nostro rito rn o dal Congresso e, dopo una serie
di rapp o rti, lUnione dei Contadini di Guliai-Pol fu
trasform ata in un Soviet di contadini. I suoi principi
non furono modificati, n lo furono i suoi metodi
d azione in vista della lo tta alla quale preparava in
tensam ente i contadini.
Il Soviet invit i contadini ad aiutarlo a cacciare
i padroni delle officine e ad annullare i d iritti di pro
p riet di questi ultim i sulle im prese pubbliche. Men
tre eravam o occupati a trasform are la n o stra Unione
in Soviet, trasform azione puram ente form ale, a Mo
sca, il 14 agosto, si apr la Conferenza Dem ocratica
Panrussa alla cui trib u n a si vide apparire il nostro
caro e onorato com pagno K ropotkin.
Il nostro gruppo anarco-com unista di Guliai-Pol
fu costernato a questa notizia, p er quanto capisse be
nissim o che il nostro vecchio amico, dopo tan ti anni
di lavoro, costantem ente esiliato e preoccupato nella
sua vecchiaia esclusivam ente da idee um anitarie, po
teva difficilmente rifiutare il suo concorso a questa
Conferenza Democratica, ora che era rien trato in
Russia.
Ma tu tte queste considerazioni passarono in se-
condordine di fronte al tragico m om ento della Rivo
luzione che doveva seguire la Conferenza.
Condannam m o fra noi il nostro vecchio amico p er
la sua partecipazione a questa Conferenza, immagi
nandoci bonariam ente che il vecchio apostolo della
narchism o rivoluzionario si trasform ava in un ve
gliardo sentim entale che aspirava alla tran q u illit e
cercava delle forze p er applicare u n ultim a volta il
suo sapere alla vita.
Ma questo biasim o rest a llin tem o del gruppo,
fra noi, e non fu m ai conosciuto dai nostri nemici,
perch nel pi profondo del nostro cuore K ropotkin
restava p er noi il pi grande e il pi forte teorico,
lapostolo del m ovim ento anarchico.
Sapevam o che, se non fosse stato p er la sua et
avanzata, si sarebbe messo alla testa della Rivolu
zione Russa e sarebbe stato il portavoce incontestato
dell Anarchismo.
Avessimo avuta o no ragione, non discutem mo
mai coi nostri nemici politici la questione della p ar
tecipazione di K ropotkin alla Confederazione Demo
cratica Panrussa di Mosca.
Cos prestavam o orecchio a ci che diceva K ropot
kin e il nostro entusiasm o calava.
Sentivamo bene che ci sarebbe sem pre rim asto ca
ro e vicino, m a la Rivoluzione ci chiam ava da u n altra
p arte: per delle ragioni di carattere puram ente arti
ficiale, essa era in una fase d arresto, era soffocata da
tutti i p artiti politici che com ponevano il Governo
Provvisorio .
Ora, questi p artiti divenivano di giorno in giorno
pi solidi e sicuri, costituendo cos una perm anente
m inaccia controrivoluzionaria.
LA MARCIA DI KORNILOFF SU PIETROGRADO

Verso il 20 agosto 1917, il nostro gruppo studi la


suddivisione e lutilizzazione delle proprie forze. La
riunione fu delle pi serie.
Come ho gi detto, nessuno dei m em bri del nostro
gruppo conosceva sufficientemente la teoria anarchi
ca. Noi tu tti non eravam o che dei contadini e degli
operai senza una vera istruzione. Daltra parte, la
scuola anarchica non esisteva. Ci che sapevam o del
lanarchism o rivoluzionario, l'avevamo attin to nel
corso degli anni dalla lettu ra delle opere di K ropot
kin e di B akunin o nelle discussioni interm inabili coi
contadini ai quali trasm ettevam o tu tto ci che aveva
mo letto e capito.
Eravam o so p rattu tto debitori delle nostre cono
scenze al com pagno W ladim ir Antoni (detto Zara
thustra).
Nel corso di questa im portantissim a riunione,
esam inam m o una serie di problem i di attu alit e ve
demmo chiaram ente che la Rivoluzione era stretta
dallo statalism o che m inacciava di soffocarla.
Essa impallidiva, si indeboliva, m a viveva e po
teva ancora uscire vittoriosa dalla lo tta finale. Laiuto
le sarebbe venuto principalm ente dalle m asse rivo
luzionarie contadine che avrebbero sradicato la mac
china soffocatrice, che lavrebbero sbarazzata da que
sta piaga : il Governo Provvisorio e tu tti i p artiti sa
telliti. In breve, giungemmo alle seguenti conclusio
ni : fin dai prim i giorni, la Rivoluzione russa aveva
posto u n alternativa categorica di fronte ai gruppi
anarchici russi ed ucraini, alternativa che oggi esi
geva im periosam ente una decisione da parte n o stra :
andare verso la m assa, organizzarla e creare la Rivo
luzione con essa, oppure astenersi, rinunciare alla
Rivoluzione sociale.
Non poteva pi essere questione di lim itarsi ad .
unazione di gruppi, di accontentarsi di pubblicare
degli opuscoli e dei giornali o di organizzare delle
riunioni. Allora degli avvenim enti decisivi, gli anar
chici avrebbero rischiato cos di trovarsi, se non
com pletam ente isolati dalle masse, in ogni caso in
coda al movimento.
Lanarchism o, p er la sua stessa essenza, non po
teva accettare un tale ruolo. Solo la m ancanza di
com prensione e di entusiasm o rivoluzionario dei suoi
seguaci gruppi e federazioni anarchiche rischia
va di trascinarla su questa strada.
Ogni p artito di lotta, il p artito anarchico rivolu
zionario pi di ogni altro, deve tendere a trascinare
dietro di s le masse nei m om enti insurrezionali. Nel
m om ento in cui queste masse com inciano a testimo-
nargli la loro fiducia, esso deve, senza esaltarsi, se
guire il cam m ino accidentato degli avvenimenti e
scegliere il m om ento in cui occorrer abbandonare le
sinuosit della via seguita fino a quel m om ento e al
lontanarne la m assa dei lavoratori.
Si tra tta di un m etodo vecchio, ma non ancora
sperim entato dal nostro gruppo e che avrebbe po
tuto essere messo in pratica solo quando il nostro
movimento fosse stato fortem ente organizzato, per
ch ogni movim ento di grande ampiezza deve svilup
parsi seguendo un piano strategico prestabilito. In
caso contrario, i vari gruppi si ignorerebbero a vi
cenda e m ancherebbero di coesione nellazione. Un
tale m ovimento potrebbe certam ente venir creato nel
m om ento stesso della Rivoluzione, m a sarebbe im
possibile infondergli una vita durevole, dargli un cre
do capace di guidare le masse ribellatesi verso la libe
razione definitiva dai freni economici, politici e mo
rali.
Sarebbe una perdita inutile di vite um ane, sacrifi
cate in una lo tta necessaria e giusta, m a im pari.
Dopo aver seguito p er sette mesi il m ovimento
anarchico nelle citt, il nostro gruppo non poteva pi
ignorare che num erosissim i m ilitanti misconosceva
no assolutam ente la loro funzione e soffocavano cos
il movimento impedendogli di liberarsi dalle forme
tradizionali della disorganizzazione e di sostituire i
gruppi sparsi con un movimento organizzato delle
masse.
p er questo che il nostro gruppo si dedic con
rinnovata energia allo studio dei problem i non anco
ra risolti del m ovimento anarchico... quale, ad esem
pio, quello del coordinam ento dellattivit dei vari
gruppi nella lo tta rivoluzionaria in corso.
Nessuna delle federazioni della Rivoluzione russa
di febbraio laveva fatto e, tuttavia, ognuna pubbli
cava le sue risoluzioni e indicava la strada nuova da
seguire.
Ecco come, dopo aver cercato febbrilm ente lidea
guida negli scritti anarchici di Bakunin, di Kropot-
kin, e di M alatesta, giungemmo alla conclusione che
il nostro gruppo di contadini anarco-com unisti di
Guliai-Pol non poteva n im itare il m ovim ento anar
chico delle citt, n obbedire alla sua voce. Non
dovevamo dunque contare su nessuno in questo pe
riodo critico della Rivoluzione : dovevamo soltanto
aiutare la cam pagna asservita ad orientarvisi affin
ch nessun p artito politico potesse scuotere in essa la
fiducia che i contadini soltanto avevano il potere di
modificare il carattere della Rivoluzione e il suo
andam ento e che n i p artiti politici, n il governo
avevano mai creato nulla nel m ovimento rivoluziona
rio dei villaggi.
E i m em bri del gruppo si sparsero fra i lavoratori
delle campagne, non lasciando sussistere che il loro
Ufficio di iniziativa e di informazione. Con la parola e
con lazione, il gruppo aiut i lavoratori ad orientarsi
in quel m om ento della Rivoluzione e ad im prim ere
alla lotta una maggiore intensit.
Dopo questa decisione, quando com inciam m o a
notare i risultati della nostra attiv it organizzata
nella regione, ci convincemmo ben presto di aver
visto giusto circa le cause dellarresto nel cam m ino
della Rivoluzione e circa il m om ento critico pieno
di minacce m ortali. In effetti, la Rivoluzione si tro
vava presa in un laccio che sarebbe bastato stringere
ancora un p o per soffocarla com pletam ente. L 'intro
duzione della pena capitale al fronte m ostrava con
evidenza che i soldati rivoluzionari dovevano m orire
sul fronte esterno, m entre i controrivoluzionari po
tevano continuare la loro opera nel cuore stesso della
Rivoluzione.
Ecco perch le form azioni m ilitari che, prese dal
lo spirito rivoluzionario, fraternizzavano con gli ope
rai nelle citt e coi contadini nei villaggi e che, poich
cominciavano a sentirsi schiave del m ilitarism o, si
sforzavano di utilizzare i cannoni e le m itragliatrici
che erano nelle loro m ani e di servirsene contro i loro
nemici, venivano attaccate alle spalle perch giudi
cate pericolose per la forza crescente della controri
voluzione.
Vedendo qual era la strad a tracciata per rinfor
zare la potenza della borghesia, gi riavutasi dalla
sua sconfitta e p ro n ta a contrattaccare, eravam o sem
pre pi convinti che il m etodo da noi scelto per
aiutare i lavoratori a orientarsi bene nel susseguirsi
degli avvenimenti rivoluzionari era quello buono.
E ra tuttavia indispensabile com pletarlo e aggiungervi
delle precise direttive. Cosa avevamo potuto ottenere
lavorando in questo senso?
Avevamo ottenuto che dalla fine del mese di ago
sto i contadini ci avevano com presi com pletam ente
e non disperdevano pi le loro forze nei vari raggrup
pam enti politici, incapaci di realizzare ci che cera
di forte e durevole nella Rivoluzione.
Meglio i contadini ci capivano e pi ferm am ente
credevano in loro stessi e nella loro funzione d iretta
nella Rivoluzione : abolire, con un atto rivoluzionario
il diritto alla p ropriet privata sulle terre e dichiara
re questa propriet nazionale, da un lato, e, dallal
tro, dopo u n intesa coi proletari delle citt, abolire
ogni possibilit di privilegi e di potere degli uni sugli
altri.
Giungemmo cos senza avvertirlo al m om ento cri
tico della Rivoluzione. Langoscia e il dolore che pr-
vavamo nellattesa di questo giorno, furono piena
m ente giustificati.
Il Governo Provvisorio stesso e il Soviet dei Depu
tati contadini, operai, m ilitari e cosacchi fecero sa
pere da Pietrogrado che il com andante in capo del
fronte esterno, il generale Korniloff, aveva ritirato le
sue migliori truppe dal fronte e si dirigeva su Pie
trogrado al fine di finirla con la Rivoluzione e di an
nullare tu tte le sue conquiste.
E ra il 20 agosto 1917. Unanarchica di Alcxan-
drovsk, la com pagna Nikiphorova, venne a Guliai-
Pol ed organizz un raduno di contadini sotto la mia
presidenza, e, m entre lei parlava, il postino mi reca
pit alcuni dispacci che mi annunciavano la m arcia
del generale Korniloff su Pietrogrado.
Interruppi im m ediatam ente l'oratrice e, con un
breve discorso, com unicai allassem blea la repressio
ne sanguinosa che minacciava la Rivoluzione. Poi les
si i dispacci : quello del Governo Provvisorio e quello
del Comitato Esecutivo del Soviet dei D eputati ope
rai, contadini, m ilitari e cosacchi.
Questa notizia im pression dolorosam ente i con
tadini e gli operai presenti al raduno.
Essi facevano in m odo di contenere la loro emo
zione, ma qualcuno grid dalla folla: Laggi il san-
gue dei nostri fratelli scorre gi, m entre qui i con-
trorivoluzionari circolano liberam ente fra noi e so-
no felici ! e si indic il vecchio com m issario di
polizia di Guliai-Pol, Ivanoff, che si trovava fra i
presenti.
La com pagna anarchica N ikiphorova discese ani
m atam ente dalla tribuna e arrest q u estuomo che la
folla assaliva con ingiurie.
Mi precipitai verso la com pagna Nikiphorova e
Ivanoff, che dei compagni del gruppo e dellUnione
dei Contadini gi circondavano, e pretesi che si libe
rasse im m ediatam ente il vecchio com m issario, dicen
do a lui di calm arsi perch nessuno lo avrebbe toc
cato. Poi risalii alla trib u n a e dissi ai contadini e agli
operai che la n o stra lo tta p er la difesa della Rivolu
zione non doveva iniziare con lassassinio di un vec
chio com m issario di polizia che, come ad esempio
Ivanoff, si era arreso senza resistenza fin dai prim i
giorni della Rivoluzione e non si nascondeva. T u ttal
pi, avrem m o potuto sorvegliarlo.
La n o stra lo tta deve m anifestarsi con delle azio.
ni im portanti ; non vi dico ora quali, perch ur-
gente che vada alla riunione del Soviet dei Conta-
dini organizzata con gli operai e il gruppo anarco-
com unista. Ma prom etto di tornare subito qui, in
questo giardino, a spiegare il mio pensiero .
Quando vi giunsi, il Soviet era al completo.
Dichiaram m o aperta la seduta. Io lessi i dispacci
e presentai poi il mio rapporto su ci che dovevamo
fare innanzitutto e sui mezzi di attuazione.
Il dispaccio del Com itato Centrale Esecutivo dei
Soviet dei D eputati operai, contadini, m ilitari e co
sacchi suggeriva di form are dei Comitati locali di
Salute della Rivoluzione.
Lassem blea elesse im m ediatam ente fra i suoi
m em bri un com itato il quale espresse il desiderio di
essere chiam ato Com itato di difesa della Rivoluzione
e mi affid la direzione dei suoi lavori.
Noi, m em bri di una organizzazione ufficiale costi
tuita d urgenza, ci riunim m o seduta stante e deci
demmo di procedere nella regione al disarm o di tu tta
la borghesia e allabolizione dei suoi d iritti sulla ric
chezza del popolo: terre, fabbriche, officine, tipogra
fie, teatri, circhi, cinem a ed altre im prese pubbliche.
Giudicammo che questo fosse il solo mezzo pratico
di finirla con la m arcia del generale Korniloif e di
sopprim ere i d iritti della borghesia alla dominazione
e a tu tti i privilegi.
M entre ero alla riunione del Soviet, poi a quella
del Comitato di Difesa della Rivoluzione che se ne era
distaccato (cosa che mi prese circa cinque ore), la
m assa dei lavoratori attendeva sem pre il mio ritorno
e la m ia relazione sui mezzi p er difendere la Rivolu
zione.
Quando finalmente ritornai, trovai tu tti i membri
del Soviet, del gruppo anarco-com unista ed alcuni
operai dellUnione Professionale che passeggiavano
nella via con le carabine o i fucili a tracolla : Guliai-
Pol si trasform ava in un cam po rivoluzionario. E n
trai nel giardino e, attraverso un viale laterale, ar
rivai alla tribuna.
I contadini e gli operai si erano sparsi nel giar
dino e si intrattenevano con animazione sullinquie
tante notizia. Essi si raccolsero rapidam ente attorno
a me dicendo :
Ebbene ! Siete gi libero ! Pensate di finire ci
che avete iniziato? Queste cattive notizie vi hanno
im pedito di parlare . ( 1)
Salii alla trib u n a estenuato, al lim ite delle forze,
perch i giorni precedenti avevo girato nei dintorni di
Guliai-Pol pensando che alla domenica mi sarei ac
contentato di un solo raduno e avrei potuto riposar
mi. Ma i dispacci inquietanti che i contadini avevano
chiam ati cattivi , non me ne lasciavano il tempo.
Term inando lesposizione delle mie idee circa la
difesa della Rivoluzione, dissi che nessuno oltre loro
stessi avrebbe potuto difenderla e svilupparla. La
Rivoluzione era la loro opera, essi dovevano esserne
gli arditi propagatori e gli autentici difensori.
Poi, dissi loro ci che era stato deciso allassem
blea e che era stato form ato un Com itato di Difesa
della Rivoluzione, destinato non solo a com battere
il movimento del generale KornilofF, ma anche il go
verno provvisorio e tu tti i p artiti Socialisti che condi
videvano le sue idee. E aggiunsi che questo Comitato
non sarebbe divenuto tale che quando tu tti, dal pi
piccolo al pi grande, avessimo detto che l era la
nostra opera e, stringendoci attorno a questo Comi
tato, lo avessimo sostenuto non pi a parole, ma con
le azioni.
Esposi in poche parole ai miei num erosi uditori il
program m a d azione di questo Comitato. R isuonaro
no delle grida : Viva la Rivoluzione ! E quelle non
erano delle m anifestazioni da parata, abituali nelle
riunioni organizzate dai politicanti, ma delle grida
veram ente spontanee, uscite dalle profondit stesse
dell'anim a del popolo.
Allora com pagno Nestor, dissero num erose vo

l i) In ucraino nel testo (N.D.T.)


ci, occorre prepararci ad andare a batterci a banco
dei lavoratori delle citt?
Ma io spiegai loro il punto del program m a d azio.
ne del com itato ove era detto che i contadini per
sotnia e gli operai p er fabbrica e p er officina do
vevano esam inare la n ostra decisione e farci avere
per il giorno dopo (30 Agosto) tram ite i loro delegati,
la risposta decisiva.
Cos term in la giornata del 29 Agosto, giornata
dolorosa p er le notizie ricevute circa il movimento
del generale Korniloff, m a decisiva nello stesso tempo
perch aveva risvegliato le masse alliniziativa e al
lazione rivoluzionaria autonom a.
E, dove fra i lavoratori si trovavano dei rivolu
zionari che sapevano quale com pito spettava loro in
tali m om enti, l fu discusso il lato teorico degli avve
nim enti e fu form ulato in tem po p er guidare le masse
nella loro lotta diretta.
La m attina seguente passai di b u o n o ra sulla piaz
za della cattedrale di Guliai-Pol. Degli operai rag
gruppati per officine e dei contadini raggruppati per
sotnia con le bandiere nere o rosse spiegate, avan
zavano cantando, dirigendosi verso ledificio del So
viet dei D eputati contadini e operai, dove sedeva il
Comitato di Difesa della Rivoluzione.
Traversai correndo il cortile della scuola; entrai
precipitosam ente in quello del Soviet e mi diressi in
contro ai m anifestanti.
Quando apparvi risuon un grido immenso :
Viva la Rivoluzione ! Viva il suo fedele difenso
re, il nostro amico com pagno M akhno ! Queste gri
da erano lusinghiere p er me, m a sentivo bene che
non le avevo m eritate ; interruppi dunque queste ac
clamazioni entusiaste e chiesi ai m anifestanti di
ascoltarm i. Ma la folla mi port in trionfo continuan
do a gridare :
Viva la Rivoluzione! Viva il compagno Makh
no !
O ttenni infine che i m anifestanti mi ascoltassero
e, una volta ristabilito il silenzio, dom andai loro per
ch avevano cessato il lavoro ed erano venuti al Co
m itato di Difesa della Rivoluzione.
Siamo venuti a m etterci a disposizione del Co
m itato fu la risposta e non siam o i soli .
C' dunque ancora della polvere nelle polve
riere?
S, ce n e in gran q u an tit , gridarono i m anife
stanti.
Lemozione cominciava a prenderm i e rischiai di
piangere di gioia vedendo lim m ensit dellanim a con
tadina e operaia.
Lidea di libert e di indipendenza non poteva
essere concepita in m aniera tanto profonda e m ani
festata tanto sentitam ente e intensam ente che da
u n anim a ucraina cos vasta e profonda.
Le mie prim e parole a questi m anifestanti furono :
Ascoltate dunque, compagni che siete venuti a
m ettervi a disposizione del Com itato di Difesa della
Rivoluzione. Dividetevi in gruppi da dieci a quindi-
ci, contando cinque uom ini p er carro, e, senza per-
dere un m inuto, p artite p er visitare tu tte le pro-
p riet dei "pom echtchiki, dei kulaki e dei ricchi
contadini tedeschi della regione di Guliai-Pol e to-
gliete a questi borghesi tu tte le arm i : carabine, fu-
cili a palla o a piom bo, spade. Ma non offendete in
alcun modo, n con la parola, n col gesto i bor-
ghesi stessi. Noi dobbiam o arrecare a questa azione
tu tto lonore rivoluzionario e dobbiam o farlo nel-
linteresse stesso della Rivoluzione, contro la quale
i capi della borghesia, approfittando della negli-
genza dei rivoluzionari, hanno organizzato le loro
forze, sotto lala del governo e hanno pure gi co-
m inciato a servirsi delle loro arm i. In quanto dele-
gato del Soviet dei Deputati operai e contadini del-
la regione, del gruppo anarco-com unista e del So-
viet dellUnione professionale, p er assum ere la dire-
zione m om entanea dellorganizzazione del nostro
movim ento rivoluzionario, sem pre restando com-
m issario principale de! Comitato di Difesa della Ri-
voluzione, considero indispensabile ricordare ai
compagni designati per il disarm o della borghesia
che essi non debbono lasciarsi indurre a compiere
degli atti di saccheggio. Il saccheggio non un atto
rivoluzionario e fino a quando sar alla testa del-
lorganizzazione del nostro m ovim ento, tu tti coloro
che se ne renderanno colpevoli saranno condotti da-
vanti al Tribunale dellAssemblea generale Rivolu-
zionaria dei contadini e operai di Guliai-Pol. In
due o tre giorni al massim o dovrem o disarm are la
borghesia e consegnare le arm i requisite al Comita-
to di Difesa della Rivoluzione, che le d istrib u ir fra
gli autentici difensori della Rivoluzione. Non per-
dete dunque tem po. Dividetevi in gruppi ; m unitevi
di un certificato del Com itato di Difesa della Rivc-
luzione che attesti il vostro ruolo ufficiale nella re-
quisizione alla borghesia delle arm i che ci sono ne.
cessane, e partite!...
I contadini, quando ne riconoscono lim portanza,
fanno rapidam ente le cose. M entre dicevo ai m ani
festanti di raggrupparsi p er quindici, essi avevano gi
m andato a cercare i carri e una trentina di questi,
radunati sulla piazza della cattedrale, ci aspettava.
Quanto ai certificati, essi erano stati preparati la
vigilia dal Com itato di Difesa della Rivoluzione. Non
restava che scrivere i nomi dei latori e apporre la
firma del Com m issario in capo. E q u estultim o avreb
be firm ato sem pre un simile certificato, anche nel
bel mezzo della via.
Questo fu in effetti ci che avvenne : firmai i cer
tificati vicino ai carri dei contadini e degli operai
che partivano p er disarm are la borghesia.
Quando tu tto fu pronto e tu tti ebbero preso posto
sui carri, ricordai con alcune parole le difficolt che
incontrava la Rivoluzione in quel m om ento e lim por
tanza p er il suo avvenire della decisiva azione locale
dei lavoratori. Poi i contadini e gli operai, questi pio
nieri della Rivoluzione nel comune di Guliai-Pol,
comune che ne guidava m olti altri, oltre anche a nu
merosi distretti, con la sua organizzazione di u n azio
ne arm ata contro la borghesia, si sparsero nella re
gione.
Unaltra parte dei contadini e degli operai proce
dette al disarm o della borghesia della stessa Guliai-
Pol e degli ufficiali giunti dal fronte.
II C om itato di Difesa della Rivoluzione improvvi
s, col Soviet dei Deputati contadini e operai, una
riunione nella quale fu deciso di riunire, col pi bre
ve indugio possibile, un Congresso dei Soviet della
regione, con la partecipazione dei gruppi anarco-co-
m unisti e del Soviet dell'Unione professionale degli
operai m etallurgici e dei lavoratori del legno di Gu-
liai-Pol.
In questa riunione im provvisata dei Soviet dei
D eputati contadini e operai e del Comitato di Difesa
della Rivoluzione fu p u re deciso di stringere i legami
col gruppo anarco-com unista, p er organizzare, con
uno sforzo comune, e fin da quel m om ento, lazione
al fine di revocare ai Com itati com unali della re
gione il d iritto di prendere qualsiasi decisione di in
teresse pubblico nelle loro riunioni, azione questa che
doveva precedere la riunione del Congresso dei So
viet.
Questa collaborazione di tre unit rivoluzionarie
perm ise al nostro gruppo di sviluppare ancora di pi
la sua attivit fra i lavoratori dei villaggi sottom essi
e di abituarli all'idea di una societ libera e indipen
dente.
I lavoratori della regione di Guliai-Pol, senza ar
restarsi al pensiero delle possibili repressioni da par
te delle au to rit centrali, lim itarono il potere di tu tti
i Comitati com unali del Governo di Coalizione dei
socialisti e della borghesia. Questi Com itati, la cui
funzione principale consisteva nellem ettere delle or
dinanze e degli ukaz (decreti) indicanti al popolo
ci che si poteva fare e ci che non si poteva fare
senza autorizzazione del governo, ci che bisognava
pensare e ci che non bisognava pensare senza una
previa autorizzazione della futu ra Assemblea Costi
tuente, furono lim itati nei loro d iritti al pun to che,
da unit legislative di tipo governativo, si trasform a
rono in unit di carattere consultivo.
Essi furono privati del d iritto di decidere in modo
definitivo su qualsiasi questione di interesse pub
blico, senza averla fatta approvare da una riunione-
skhod pubblica.
Un tale atteggiam ento dei lavoratori nei confronti
dei d iritti e dellau to rit dei loro oppressori e dei
nemici della Rivoluzione, nemici di tu tto ci che essa
aveva di sano, di forte e di creativo, provoc un di
sordine form idabile nei ranghi dei detentori del po
tere.
I fautori zelanti di u n idea di coalizione con la
borghesia contro la Rivoluzione suonarono lallarm e.
Tuttavia, nonostante il furore e la rabbia di cui die
dero prova alle riunioni dei Com itati com unali e alle
riunioni locali, m algrado tu tti i mezzi messi in m oto
da loro stessi e con lappoggio dei centri p er giun
gere a cacciare i proletari di Guliai-Pol dalla posi
zione che avevano preso nei loro confronti e in quelli
del loro governo, m algrado, infine, tu tti gli abominii
raccontati a voce o tram ite scritti contro i lavoratori
di Guliai-Pol in generale, ma, so p rattu tto contro il
gruppo anarco-com unista, non riuscirono a nulla.
Le azioni delle autorit, in generale, e delle auto
rit che si definivano rivoluzionarie, in particolare,
si opponevano alle esigenze della Rivoluzione, favo
rendo cos la controrivoluzione il cui asperio ripu
gnante, sotto la form a del m ovim ento del generale
Korniloff, si ergeva nettam ente di fronte alla massa
dei lavoratori.
I lavoratori della regione di Guliai-Pol avevano
osservato questi fatti per lunghi mesi con grande in
teresse ed ora riconoscevano che solo la concezione
anarchica della Rivoluzione era capace di salvare
questultim a e di condurla ad un successo completo.
questo il motivo p er cui ogni volta che il Co
m itato com unale di distretto e il Commissario regio
nale del governo dom andavano loro dei rapp o rti sul
lo sviluppo del m ovimento rivoluzionario nella loro
regione e le somme prelevate dai villaggi a favore
della cassa di propaganda pr Governo Provvisorio,
rispondevano che il Com itato di Difesa della Rivolu
zione faceva disarm are tu tti i borghesi della regione
e aveva annullato ogni d iritto alla pro p riet delle
terre, delle fabbriche, delle officine e delle altre im
prese pubbliche della regione.
T utto questo deve appartenere a noi e non ad
alcuni oziosi (E stratto del Resoconto n. 3 - libro 2
del Com itato di Difesa della Rivoluzione di Guliai-
Pol, 1917).
RESISTENZA ALLA CONTRORIVOLUZIONE
CHE STA CONQUISTANDO I VILLAGGI

Cos la borghesia fu disarm ata e le sue arm i fu


rono divise fra i contadini rivoluzionari. Il disarm o
fu effettuato senza spargim ento di sangue.
Fu aperto un Congresso convocato allo scopo di
studiare le cause e i fini del movim ento del generale
Korniloff.
Il Congresso approv non soltanto la formazione
di un Com itato di Difesa della Rivoluzione, da parte
del Soviet di Guliai-Pol e di qualche altra organiz
zazione, m a anche tu tte le risoluzioni prese dal So
viet prim a della convocazione del Congresso e affer
m che lora di agire era venuta.
Esso pass poi allavanzata di Korniloff, avanzata
gi arrestata, e sottoline ancora una volta che con
siderava crim inale la distruzione del fronte esterno.
Esso decise di m antenere questo fronte, necessa
rio p er la difesa della Rivoluzione contro il nemico
esterno, e invit i lavoratori ad annientare definiti
vamente il m ovim ento dei seguaci di Korniloff.
Il Congresso esam in poi delle altre questioni e
approv la dichiarazione dellabolizione della pro
priet privata nella n ostra regione e si occup della
questione agraria.
Il gruppo anarco-com unista proposte al Congres
so di leggere il suo rapporto su questa questione. Il
rapporto fu letto dai compagni K rate e Andrea Seme
nota. Si trattav a so p rattu tto dei mezzi pratici p er fi
nirla coi diritti dei pom echtchiki e dei kulaki
sulle terre e sulle belle e grandi p ropriet fondiarie
che essi non potevano riuscire a coltivare con le loro
mani.
Il gruppo anarchico propose di espropriare, sen
za tard are ancora, le terre e le prop riet e di orga
nizzarvi delle comuni agricole libere con la parteci
pazione, nella m isura del possibile, di questi stessi
pom echtchiki e kulaki , e, se questi ultim i aves
sero rifiutato di far parte della famiglia dei liberi la
voratori e se avessero espresso il desiderio di lavo
rare individualm ente, ognuno per s, di assegnar loro
parte dei beni nazionali che avevano posseduto e di
dar loro i mezzi per vivere lavorando senza fa r parte
delle com unit agricole del resto dei lavoratori.
Il Congresso preg il Com itato agrario di Guliai-
Pol di esporgli ci che era stato intrapreso per
quanto riguardava la questione agraria.
Il com pagno K rate era m em bro del Comitato a-
grario. Con lapprovazione degli altri m em bri del Co
m itato, espose davanti al Congresso ci che era sta
to intrapreso dal Com itato in questo campo, sotto
lineando laccordo che esisteva fra le idee del Comi
tato e il rapporto del gruppo anarco-com unista che
era stato appena ascoltato e fece notare che questa
questione era stata iscritta da Guliai-Pol allordine
del giorno del Congresso regionale dei Com itati agra
ri e che il Congresso li aveva presi come base nello
studio della questione agraria.
Il Congresso dei Soviet, in pieno accordo come
ho gi detto col Soviet dell'Unione professionale
degli operai, col Com itato agrario e col gruppo anar
co-comunista, esam in i due rapporti con una per
fetta coscienza dei suoi doveri rivoluzionari nei con
fronti del lavoro oppresso che, soltanto ora, si era
deciso di liberare.
Ecco la risoluzione v otata dal Congresso a que
sto proposito:
Il Congresso regionale dei lavoratori di Guliai-
Pol condanna energicam ente le pretese del Gover-
no Provvisorio di Pietrogrado e della Rada Centra-
le Ucraina di Kiev di dirigere la vita dei lavoratori
ed invita i Soviet locali e tu tta la popolazione pro.
letaria organizzata a ignorare tu tti gli ordini go-
vernativi.
Il popolo deve essere sovrano a casa propria.
finalmente giunta l'ora di realizzare il suo sogno
secolare. Do ra in poi, la terra, le fabbriche e le
officine devono appartenere ai lavoratori.
I contadini devono essere padroni delle terre ;
gli operai delle fabbriche e delle officine.
Necessita senza indugio che i contadini caccino
dalle loro terre tu tti i pom echtchiki e i " kula-
ki che rifiutano di lavorare con le loro mani e
che organizzino nelle loro p ropriet rurali delle co-
m uni agricole libere, com poste di volontari, con-
tadini ed operai. Il Congresso riconosce che Tini.
ziativa di questa decisione proviene dal gruppo
anarco-com unista e gliene affida la realizzazione. Il
Congresso spera che i Soviet e i Com itati agrari lo-
cali m etteranno tu tti i mezzi tecnici in loro pos-
sesso a com pleta disposizione del gruppo in vista
dellopera com une da compiere .
Poi, il Congresso espresse lassicurazione che il
consolidam ento delle conquiste della Rivoluzione da
parte dei lavoratori, m algrado lopposizione dei loro
nemici, sarebbe stato seguito, non soltanto nella no
stra regione, m a in tu tta lUcraina e la Russia, da
u n espropriazione totale a favore delle com unit dei
lavoratori, di tu tte le im prese collettive di cui gode
vano la borghesia e lo stato.
Verso la fine della sessione del Congresso, un cer
to num ero di comuni, fino a quel m om ento fedeli al
governo, fecero sapere telefonicam ente al Congres
so, da Alexandrovsk, che degli agenti del Comitato
com unale di Alexandrovsk, del Soviet dei Deputati
contadini, operai, m ilitari e cosacchi e del Commis
sario del governo percorrevano i comuni organizzan
do dei meetings , invitando i contadini a boicot
tare il Congresso dei Soviet di Guliai-Pol, colpevo
le di affrontare delle questioni che solo lAssemblea
Costituente era chiam ata a risolvere, dichiarando, in
fine, che il Congresso di Guliai-Pol, bench fosse for
m ato da contadini, trovava ai problem i delle solu
zioni che erano contrarie allinteresse dei contadini
e che i m em bri dellUfficio del Congresso, nemici di
m ostrati dei lavoratori, ignoravano com pletam ente
le leggi della Rivoluzione e insorgevano p er questo
motivo contro il Governo rivoluzionario Provvisorio,
guidato da K erensky e contro l'Assemblea Costituen
te, suprem o tribunale rivoluzionario.
Aggiunsi a questi messaggi un plico ricevuto dal
Comitato com unale di Guliai-Pol che conteneva lor
dine del com m issario governativo del distretto di in
terdire a N estor M akhno ogni attivit sociale a Gu-
liai-Pol : egli era diceva il docum ento perse
guitato dalla giustizia dello stato p er aver disarm ati
i pom echtchiki e i kulaki
Dopo aver preso conoscenza dei messaggi e del
lordine del com m issario governativo, il Congresso
convoc lUfficio del Com itato comunale di Guliai-
Pol e linvit a partecipare alla discussione dei mes
saggi e, so p rattu tto , della lettera che mi riguardava.
Dopo una tem pesta di ingiurie contro gli agenti
governativi che percorrevano i villaggi e contro il
com m issario del governo, lassem blea vot la seguen
te risoluzione :
Il Congresso dei Soviet della regione di Guliai-
Pol e il Soviet di Guliai-Pol non riconoscono al-
cuna auto rit, n da parte loro, n da parte dei la-
voratori che li hanno investiti di pieni poteri e non
am m ettono alcuna sanzione pronunciata dal com-
m issario del governo o dal Com itato com unale di
Alexandrovsk e salutano in N estor M akhno lami-
co e l'iniziatore in m ateria di questioni rivoluziona-
rie e sociali.
Lanarchico N estor M akhno stato delegato dal-
la vecchia Unione dei Contadini con altri sei mem-
bri al C om itato com unale di Guliai-Pol p er eserci-
farvi un controllo perm anente sui suoi lavori. Il
Soviet dei Contadini, dopo la riorganizzazione del-
lUnione, conferm a questa decisione.
Il Congresso approva la nom ina e protesta con-
tro l inam m issibile ingerenza del Com itato del di-
stretto e del com m issario nei lavori delle Assem-
blee locali .
(Resoconti del Congresso - libro n. 2 - 1917).
Inviai questa risoluzione al com m issario del go
verno, il cittadino I. K. Mikhno.
Ma la faccenda non si ferm l.
Il gruppo anarco-com unista chiese al Congresso
una sospensione di due ore, proponendosi di fare
un im portante comunicazione sulla situazione attu a
le, alla ripresa della seduta.
Fu decisa u n interruzione di tre ore. Essa fu im
piegata dai delegati in scambi di vedute.
Q uanto al nostro gruppo, esso ne approfitt per
organizzare una riunione e p er incaricarm i di pre
sentare, col compagno Antonov, un rapporto al Con
gresso su la controrivoluzione nelle citt e nel di
stretto di Alexandrovsk .
Il rap p o rto fu presentato al Congresso alla ripre
sa della seduta.
Considero inutile ricordare qui i concetti che con
teneva, m a mi auguro di tu tto cuore che coloro che
avvicinano i contadini senza conoscerli, m a con gran
de presunzione, assistano alla lettu ra di simili rap
porti nel caso ne vengano p resentati a nome dei no
stri gruppi anarchici di contadini e operai.
Questi rapporti insegneranno loro m olte cose e
gli echi che desteranno nelle masse popolari faranno
loro com prendere la psicologia dei contadini. Essi
sapranno cos una volta p er tu tte che i lavoratori
rivoluzionari contadini non andranno m ai a dom an
dar loro consigli o sanzioni p er quanto concerne la
loro azione rivoluzionaria indipendente e feconda.
Spetta a noi andare verso di loro e fare in modo
di com prenderli.
Dopo aver udito il rapporto del nostro gruppo,
il Congresso vot la seguente risoluzione :
Il Congresso dei lavoratori della regione di Gu-
liai-Pol incarica il Soviet dei deputati contadini e
operai di Guliai-Pol di conferire regolare m andato
ai relatori N estor M akhno e V. Antonov, e di dele-
garli presso gli operai delle officine e del p orto di
Alexandrovsk p er conoscere i loro autentici senti-
m enti riguardo la politica antirivoluzionaria del
Com itato Esecutivo del Soviet dei D eputati operai
e contadini eletti da loro.
Non che in questo m odo diceva il Congres-
so nella sua risoluzione che noi, contadini rivo-
luzionari potrem o renderci conto dellim portanza
delle forze dei nostri nemici e delle nostre .
(E stratto dei Resoconti del Congresso dei lavora
tori a Guliai-Pol, settem bre 1917).
Il Congresso studi poi alcune altre questioni al
lordine del giorno e, dopo aver deciso la pubblica
zione dei Resoconti e il loro invio ai Soviet locali, si
sciolse.
Latteggiam ento dei contadini rivoluzionari nei
confronti dei loro padroni e signori durante i prim i
sei mesi della Rivoluzione, atteggiam ento conferm a
to dal Congresso di settem bre, contribu a consoli
dare la posizione del nostro gruppo nel paese.
Il gruppo anarco-com unista attirava orm ai sem
pre pi lattenzione dei Com itati comunali.
Ma questo risultato non fu raggiunto senza fati
ca. Facemmo m olti sforzi p er giungere a vincere, al-
lintem o del gruppo, la resistenza al principio di una
organizzazione regolare e la n ostra posizione nei vil
laggi sottom essi non fu stabilita in m aniera salda
che quando il gruppo ebbe adottato una forte orga
nizzazione e tu tti i m em bri attivi dellUfficio agirono
in arm onia con l'insiem e del gruppo: V. Antonov,
S okruta e K alinitchenko al Soviet dei D eputati ope
rai e contadini ; Petrovski, Sereguin, Mironov, P. Cha.
rovski, L. Schneider ai Com itati delle officine; I.
Makhno, Sereguin, Antonov al Soviet dellUnione pro
fessionale dei m etallurgici e alla loro Cassa di Soc
corso in caso di m alattia; A. M artchenko, A. Seme
nota, Procope Charovski, F. K rate, Isidoro Lotyi,
Paolo Korostelev, i fratelli Makhno, Stefano Chapel,
Gregorio Sereda al Soviet dei Contadini e al Comi
tato agrario.
Questo contribu a unire tu tti i nostri sforzi e a
indirizzarli verso uno stesso ideale. Ognuno di noi si
rendeva conto del fine da raggiungere e rivendicava
la sua p arte di responsabilit.
Daltra p arte questo fru tt al nostro gruppo di
trovarsi legato pi strettam ente alla m assa dei la
voratori e gli perm ise di fa r meglio com prendere a
questi ultim i lidea anarchica nel senso sociale del
term ine e la necessit di sorvegliare la condotta del
Governo Provvisorio, della Rada Centrale Ucraina e
della sua Segreteria nel m om ento in cui questi erano
pi nocivi p er la realizzazione dei principi rivoluzio
nari.
I lavoratori della regione dichiararono apertam en
te nei loro Congressi che sorvegliavano attentam ente
i m ovim enti dei loro oppressori e che si preparavano
a prendere le arm i contro di essi.
Dalla fine del mese di agosto 1917, tu tti i Comi
tati com unali della regione com inciarono a protesta
re contro certi ordini del governo.
Form ulate precedentem ente nelle riunioni locali,
queste proteste ci erano com unicate da dei delegati
e venivano poi redatte in form a definitiva.
Tuttavia, m algrado la coscienza evidente dei lavo
ratori, coscienza che apriva loro la strad a verso lin
dipendenza m orale e m ateriale e verso la libert com
pleta p er la quale erano pronti a versare il loro san
gue, e che essi volevano sentire in loro e atto rn o a
loro, realizzando cos una societ senza autorit, m al
grado questa tendenza m anifestata cos evidentem en
te dai lavoratori, il principio dellabolizione della pro
priet privata sulle terre, le fabbriche e le officine,
proclam ato dal Com itato di Difesa della Rivoluzione
a Guliai-Pol e conferm ato dal Congresso regionale
dei lavoratori, non pot essere pienam ente realizzato.
II Governo Provvisorio, assecondato dal partito
di K erensky (socialisti rivoluzionari di destra e m en
scevichi) e avente di conseguenza nelle proprie mani
le auto rit locali e le truppe che nella regione si
tenevano in disparte dai lavoratori e ignoravano le
loro aspirazioni fin per prevalere.
Esso ostacol lo slancio rivoluzionario dei lavo
ratori che avevano superati i program m i di questi
partiti, reclam ando la libert com pleta, e non lasci
che si realizzasse liniziativa popolare, sana e feconda.
Fu cos che alm eno tem poraneam ente, i privilegi
della borghesia trionfarono con insolenza.
Coloro che m arciavano sotto la bandiera del so
cialismo e giocavano al socialismo, contribuirono in
contestabilm ente a questo risultato.
I lavoratori di Guliai-Pol, che avevano tentato
audacem ente di divenire padroni incontestati della
libert e della felicit, si accontentarono questa vol
ta di non pagare l'affitto ai " pom echtchiki e di m et
tere fino a prim avera le terre, gli strum enti e il be
stiam e sotto il controllo dei Com itati agrari, per
im pedire ai pom echtchiki di venderli.
Im potenti, abbandonati, i lavoratori facevano pe
na a vedersi. La loro evidente inferiorit li indusse
a cercare dei rinforzi.
Ma dove trovarli?
I lavoratori finirono p er com prendere che non
potevano contare che su loro stessi.
Essi serrarono le file, cercando di creare delle
forze sufficienti per liberare tu tti i lavoratori dalla
tirannia nefasta dello Stato.
VISITA AGLI OPERAI
DELLE OFFICINE DI ALEXANDROVSK

M algrado lostilit nei confronti dei lavoratori di


Guliai-Pol che regnava in tutte le istituzioni gover
native e nel Soviet di Alexandrovsk, i delegati del
Soviet di Guliai-Pol, cio il com pagno Antonov ed
io, partim m o p er Alexandrovsk allo scopo di presen
tare agli operai delle officine un rapp o rto su la con
trorivoluzione nelle c itt e nel distretto di Alexan
drovsk , perch eravam o persuasi che la Guliai-Pol
rivoluzionaria esercitasse u n influenza su Alexan
drovsk.
Le au to rit ci accolsero con ostilit ma non osa
rono im pedirci di visitare tu tti i lavoratori e le of
ficine, di fa r sapere agli operai cosa pensavano i con
tadini, quali risoluzioni intendevano prendere nella
loro opera rivoluzionaria e di inform arci nello stes
so tem po su ci che pensavano gli operai, sui piani
che facevano per il futuro, m algrado la controrivo
luzione che li circondava da ogni p arte e che, in lo
ro nome, aveva estesa la sua attiv it nella campagna.
Il Soviet di Guliai-Pol e l Unione professionale,
nel caso in cui le au to rit avessero ten tato di arre
starci, avevano prom esso di organizzare un assalto
della cam pagna contro Alexandrovsk.
Partim m o dunque senza preoccupazioni.
Ad Alexandrovsk ci recam m o al Soviet e chiedem
mo aH'Uffcio di indicarci da dove ci sarebbe stato
pi comodo iniziare il nostro giro delle officine, per
non tralasciarne alcuna e non perdere inutilm ente il
nostro tempo.
Poich lUfficio del Soviet ci dom and a qual fine
agivamo, m ostram m o i nostri m andati.
Dopo breve riflessione, ci diedero le indicazioni
richieste e vistarono i nostri m andati. Ma non se
guimmo le istruzioni date dal Soviet.
Andammo alla Federazione anarchica e invitam
mo la com pagna Nikiphorova a farci da guida e ad
aiutarci nella n o stra m issione e, tu tti tre, ci dirigem
mo verso le officine.
In esse presentam m o i nostri m andati ai Comi
tati delle officine. Questi ultim i riunirono subito tu t
ti gli operai p er ascoltare ci che avevamo loro da
dire da p arte dei contadini.
Per parecchi giorni visitam m o le officine, le fab
briche e i laboratori, esponendo agli operai lazione
controrivoluzionaria svolta in loro nome nei villaggi
e la resistenza dei contadini.
Gli operai ci ascoltavano con un'attenzione tu tta
particolare, votavano delle risoluzioni che biasim a
vano il com portam ento del loro Soviet ed esprim e
vano la loro riconoscenza a noi e a tu tti i lavoratori
della regione di Guliai-Pol p er aver loro svelate le
odiose m acchinazioni che, d accordo con le organiz
zazioni governative, si facevano in nome del loro
Soviet in tu tto il distretto.
Pi di una volta avemmo come uditori dei mem
bri del Soviet dei D eputati contadini e operai, del
Com itato comunale, degli agenti del com m issario go
vernativo ed anche il com m issario della guerra in
persona, il socialista rivoluzionario S. Popoff.
T utti loro com battevano i nostri rapporti con un
accanim ento che si potevano perm ettere solo i pa
droni incontestati della situazione.
Non ebbero d altronde alcun successo. Gli operai
dichiararono loro : Non vi crediam o pi, perch,
lasciandovi guidare dalla borghesia, ci avete impe-
dito di vedere tu tto un aspetto fecondo della Rivo-
luzione. Voi volete che siamo partigiani della Rivo-
luzione, ma senza alcun d iritto da parte nostra a
svilupparla e ad allargarla .
La sera del terzo giorno ci restava ancora da fare
un rapporto nelle officine di munizioni, vecchie of
ficine di Badovsky.
Giunti alla loro porta chiedemmo alla sentinella
di lasciarci entrare al Com itato delle officine m ilita
ri, m a questa, senza d ir nulla, ci chiuse la porta in
faccia. Le gridam m o attraverso linferriata che veni
vamo da p arte dei contadini p er fare una com unica
zione agli operai-soldati.
Essa chiam un m em bro del Com itato dei soldati,
che ci dichiar attraverso l'inferriata che il Comitato
era al corrente, m a non poteva lasciarci entrare poi
ch il com m issario della guerra, il socialista rivolu
zionario Popoff, aveva dato l'ordine di non lasciarci
penetrare presso i soldati, p er alcun motivo.
A questo punto com inciarono a form arsi dei grup
pi di m ilitari dietro linferriata e mi rivolsi diretta-
m ente ad essi :
C om pagni soldati! Chi com anda qui? il com-
m issario che avete voi stessi eletto al Com itato co-
m unale? oppure siete voi? Non vi vergognate, com.
pagni, di esservi messi in una situazione tale che
non si lasciano giungere fino a voi i rappresentanti
dei contadini, vostri padri e m adri, vostri fratelli
e sorelle? .
Delle grida partirono dal gruppo dei soldati :
Dov il Com itato? Conducete qui il Com itato!
Il Com itato deve aprire le porte e lasciare entrare
i rappresentanti dei contadini, altrim enti li fare.
mo entrare noi stessi... .
Alcuni soldati, a capo scoperto, si slanciarono per
aprirci la porta, ci fecero en trare nella loro m ensa e
ci assalirono di dom ande su Guliai-Pol e la sua at
tivit. Una decina di loro mi circondarono e mi dis
sero :
Noi siamo tu tti dei socialisti rivoluzionari di si-
n istra ; ci sono anche alcuni bolscevichi e alcuni
anarchici fra noi, ma noi qui non possiam o fa r nul-
la.
Al m inimo atto rivoluzionario veniamo inviati
al fronte contro i tedeschi e si fanno venire degli
altri al nostro posto. Aiutateci come potete, cora-
pagno Makhno.
Noi ci proponiam o di richiam are dal Soviet del
Com itato comunale tu tti i rappresentanti m ilitari
e di nom inarne degli altri che abbiano le nostre
idee .
Dissi loro che i contadini ci avevano incaricati di
una determ inata m issione e che, p er quanto essa cor
rispondeva al loro punto di vista rivoluzionario, do
vevano rallegrarsi del suo successo e fare in modo
di contribuirvi.
Cominciammo il nostro rapporto. I soldati delle
officine ci ascoltavano con avidit, cercando di ca
pirci bene, facevano delle dom ande e m anifestavano
la loro soddisfazione.
Quando li invitam m o a organizzarsi e a entrare
in rapporto, tram ite la regione di Guliai-Pol, coi
contadini del distretto e a form are cos un fronte
unico per com battere la controrivoluzione, un grido
part dalla m assa dei soldati :
Quale controrivoluzione? Tutto il potere nel-
le mani dei rivoluzionari ! Da dove pu venire la
controrivoluzione? .
Cos gridava il com m issario della guerra, il socia
lista rivoluzionario Popoff, circondato dai suoi se
guaci.
Quando il compagno Antonov gli rispose che era
precisam ente questo potere rivoluzionario che
creava la controrivoluzione, il com m issario Popoff,
il socialista rivoluzionario Martynoff e altri socialisti
si m isero a discutere con accanim ento.
Da questa discussione em erse che le officine si tro
vavano sotto linfluenza dei socialisti rivoluzionari e
dei socialdem ocratici. Ma, a dirla schietta, non si
trattava di influenza, m a di coercizione da p arte dei
poteri.
La massa dei soldati era divisa fra m olte opinioni
politiche, delle quali i socialisti rivoluzionari di de
stra e i socialdem ocratici menscevichi non costitui
vano la maggioranza. Ma, dato che per ogni opinione
rivoluzionaria m anifestata i soldati me lo dis
sero ancora una volta apertam ente rischiavano di
essere inviati al fronte alla prim a occasione, si aste
nevano dal parlare e subivano, aspettando, la tiran
nia del potere statalista dei socialisti rivoluzionari
di destra e dei socialdem ocratici menscevichi.
La coercizione esercitata dai socialisti rivoluzio
nari e dai socialdem ocratici mi scald a tal punto
che dom andai im m ediatam ente ai soldati di richia
m are questi socialisti da tu tte le istituzioni e di get
tare inoltre fuori dalle fabbriche quelli che vi si tro
vavano. Promisi ai soldati di intervenire al Commis
sariato D ipartim entale della guerra affinch i loro
diritti non fossero lesi in alcun punto e questo per
ch conoscevo il commissario, che era il compagno
anarco-sindacalista Grunbaum , am m inistratore ab
bastanza capace e che dava prova di energia rivolu
zionaria. Se occorreva, p er difendere i loro d iritti,
dovevano scendere arm ati nelle strade. Guliai-Pol li
avrebbe sostenuti sempre.
Il mio appello entusiasm i soldati. Essi vollero
cacciare im m ediatam ente i socialisti rivoluzionari e
i socialdem ocratici dalle fabbriche e se, mossi dalla
coscienza rivoluzionaria, non ci fossimo opposti, li
avrebbero linciati.
Fu solo con gran fatica che riuscim m o ad impe
dire ai soldati di com m ettere questo atto indegno di
rivoluzionari, diretto contro dei rivoluzionari (tu t
tavia gli agenti del governo e di questi rivoluzio
nari , nelle giornate dal 3 al 5 Luglio avevano uc
ciso nella villa di Durnovo a Pietrogrado il nostro
compagno Assin e m olti altri rivoluzionari ed anar
chici.)
I soldati-operai delle fabbriche votarono in rispo
sta al nostro rapporto, una risoluzione che decideva
il richiam o dal Soviet e dal Com itato com unale di
Alexandrovsk dei loro rappresentanti se queste due
organizzazioni non fossero state riorganizzate da tu t
ti gli operai, ed anche u n altra risoluzione che deci
deva di sostenere i lavoratori di Guliai-Pol.
Lasciammo poi le fabbriche: i soldati ci prega
rono di dire da p arte loro ai contadini che sarebbero
stati sem pre con loro nella lotta per la libert e chic-
sero che si venisse pi spesso con simili rapporti da
parte dei contadini.
Stava facendosi tardi.
Spossati, consum am m o una rapida cena presso
uno dei compagni operai e raggiungemmo le nostre
camere.
Quella n o tte il Com m issario della guerra, il socia
lista rivoluzionario Popoff, e il com m issario gover
nativo, K. B. Mikhno, decisero di fare arrestare se
gretam ente lanarchica N ikiphorova per averci ac
com pagnati dagli operai senza essere stata incarica
ta dai contadini e di rinchiuderla a tradim ento in
prigione.
Ma, disgraziatam ente per i com m issari, gli ope
rai delle officine e dei laboratori della citt di Ale-
xandrovsk appresero, fin dal m attino, dellarresto del
lanarchica N ikiphorova e inviarono subito dai com
m issari una delegazione incaricata di esigere la sua
im m ediata liberazione.
I com m issari furono introvabili.
Allora gli operai delle fabbriche, delle officine e
dei laboratori abbandonarono il lavoro e, accom pa
gnati dalle sirene delle officine, si diressero, con le
bandiere spiegate e cantando canti rivoluzionari, ver
so il Soviet dei deputati operai e contadini.
M entre gli operai sfilavano, m anifestando la loro
solidariet rivoluzionaria, incontrarono il presidente
del Soviet dei D eputati contadini e operai, il social-
dem ocratico Motchalyi, e lo ferm arono. Una com
missione eletta allistante, fece salire il presidente
del Soviet in una carrozza, si rec con lui alla p ri
gione e liber lanarchica Nikiphorova.
Quando la delegazione operaia, il presidente del
Soviet e lanarchica N ikiphorova giunsero vicino ai
m anifestanti che sfilavano nella via della C attedrale
gli operai afferrarono lanarchica e, passandosela di
gruppo in gruppo, la portarono in trionfo fino al So
viet acclam ando la sua liberazione, com plim entando
la e inviando delle m aledizioni al Governo Provvi
sorio e a tu tti i suoi agenti.
Nessuno dei com m issari os m ostrarsi davanti
agli operai alla tribuna dei Soviet. Solo lanarchica
Nikiphorova occup questa tribuna e, con la sua vo
ce possente, chiam gli operai alla lo tta contro il
governo p er la Rivoluzione e una societ libera da
ogni autorit.
Term inam m o il nostro rapporto con un appello
indirizzato agli operai di finirla col Soviet di Alexan-
drovsk la cui attiv it antirivoluzionaria si spingeva
troppo lontano.
Noi ne conoscevamo la fisionom ia politica dagli
agenti incontrati nei villaggi e ai congressi e i no
stri rapp o rti decisero anticipatam ente la sua sorte.
Il gesto insolente nei confronti della compagna
anarchica, gesto che, da p arte dei politicanti seri,
non poteva essere scusato n dal punto di vista poli
tico, n so p rattu tto da quello tattico, non fece che
accelerare questa rovina del Soviet e dei socialisti
rivoluzionari di destra, socialdem ocratici menscevi
chi e cadetti che lo componevano.
Subito gli operai decisero di procedere il pi ra
pidam ente possibile a nuove elezioni. In pochi giorni
i vecchi rappresentanti furono richiam ati e, nella
m aggior parte dei casi, furono eletti degli altri. Ven
ne cos costituito un nuovo Com itato esecutivo dei
Soviet dei deputati operai e contadini del d istretto
di Alexandrovsk.
Questo nuovo Com itato esecutivo fu, anche per
stavolta, com posto non di operai interessati diretta-
m ente allopera della loro classe, m a di individui che,
p u r essendo operai, erano vicinissimi, p er le loro con
vinzioni, ai p artiti ed alle organizzazioni dei sociali
sti rivoluzionari di sinistra, dei bolscevichi ed anche,
in parte, degli anarchici.
I nuovi eletti si suddivisero in frazioni e, dalla
loro e n tra ta al Com itato esecutivo, svisarono e, se
non fosse stato per gli anarchici, avrebbero svisato
com pletam ente fra gli operai il concetto stesso di
rivoluzione.
Tuttavia, questo nuovo Soviet non sostenne aper
tam ente n il C om itato Comunale antirivoluzionario
di Alexandrovsk, n il com m issario del governo che
esigevano entram bi che il com itato com unale di Gu-
liai-Pol mi interdicesse ogni attivit sociale per aver
disarm ata la borghesia. Da ltra parte, il nuovo Soviet
non pretese che restituissim o alla borghesia le arm i
che avevamo requisito.
Il nuovo Soviet di Alexandrovsk, seguendo lesem
pio delle alte istituzioni politiche e am m inistrative,
sent il bisogno di dare una carica ad ognuno dei
suoi m em bri, come se essi avessero dovuto decidere
delle sorti della Rivoluzione.
Tennero seduta giorno dopo giorno, elaborando
delle regole p er la loro condotta. Daltronde il mo
m ento per un simile lavoro era dei pi propizi : i so
cialisti rivoluzionari di sinistra e i bolscevichi si in
tendevano su m olti pun ti e avevano posta la que
stione del blocco, questione non ancora posta uffi
cialmente al centro dei due partiti m a la cui solu
zione in senso afferm ativo era da prevedere.
Il compagno Antonov ed io lasciammo a m alin
cuore la citt di Alexandrovsk.
Avevamo entram bi desiderio di lavorare ancora
per qualche tem po con gli operai di Alexandrovsk,
fra i quali c e ra n o m olti sim patizzanti e m olti since
ram ente conquistati alla causa rivoluzionaria. Essi
non si distinguevano nettam ente dalla m assa, ma non
appartenevano ad alcun p artito politico. Le loro sim
patie andavano tuttavia agli anarchici. Avremmo avu
to il piacere di restare con loro fra gli operai, ma
non ne avevamo il diritto. Avevamo iniziato un la
voro di organizzazione fra i contadini e lo vedevamo
prospero, dovevamo ritornarvi. E cosi partim m o per
Guliai-Pol.
Al nostro ritorno a Guliai-Pol riunim m o tu tte le
organizzazioni rivoluzionarie, professionali e com u
nali e facemmo un rapporto dettagliato, anche l,
sullaccoglienza che ci avevano fatto gli operai delle
citt e lattenzione con cui avevano ascoltato ci che
dicevamo loro sulla controrivoluzione nella c itt di
Alexandrovsk e nel suo distretto.
Poi com unicam m o ci che gli operai e i soldati
delle officine ci avevano incaricati di dire ai conta
dini e agli operai della nostra regione rivoluzionaria
di Guliai-Pol.
I lavoratori rivoluzionari avevano sete dazione.
Proposi ai contadini di designare alcune persone,
capaci di assecondare il Com itato agrario, e di pro
cedere, senza indugi, alla divisione delle terre ap p ar
tenenti alle chiese, ai m onasteri e ai pomechtchi-
ki perch era necessario sem inare queste terre pri
ma dellinverno o coltivarle per la prim avera.
I contadini si m isero risolutam ente allopera, ma
quando arrivarono nei cam pi e com inciarono la ri-
partizione, constatarono che occorreva che ogni con
tadino custodisse ancora per quellanno le terre che
aveva arate e sem inate lui stesso coi cereali d inver
no e fu deciso che ognuno di questi contadini avreb
be dovuto versare una certa som m a a favore della
com unit p er alim entare i fondi pubblici che prov
vedevano ai bisogni della comune, fondi ai quali
quell'anno non avrebbero versato nulla quelli che
non avrebbero coltivato.
In m odo generale i contadini si im padronirono
delle terre che dovevano essere coltivate prim a del
linverno e se le divisero senza prestare la m inima
attenzione alle minacce degli agenti del governo. Un
gran num ero di distretti, comuni e regioni seguiro
no lesempio dato dai contadini di Guliai-Pol.
II nostro gruppo anarco-com unista e il m em bro
dei Soviet dei D eputati contadini e operai inviarono
com unque dei compagni sicuri e degli appelli scritti
che invitavano i contadini ad agire nello stesso sen
so e con la m assim a energia.
Speravam o che i successi locali dellazione rivo
luzionaria d iretta dei lavoratori avrebbero risolta la
questione agraria in m odo definitivo e giusto prim a
della convocazione dellAssemblea C ostituente e a-
vrebbero deciso cos nello stesso m odo della sorte
della prop riet privata sulle officine, fabbriche ed al
tre im prese pubbliche.
Avendo sotto gli occhi l'esem pio dei contadini,
gli operai non avrebbero voluto pi restare schiavi
dei padroni di queste im prese, che essi avrebbero
proclam ate p ro p riet della com unit e le avrebbero
poste sotto la direzione im m ediata dei loro comi
tati d officina e Unioni .
Questo sarebbe stato l'inizio della lo tta contro il
potere politico del governo, a condizione che i grup
pi anarchici delle c itt fossero pronti, e cos la sorte
dei principi stessi del governo sarebbe stata un fatto
compiuto.
Non sarebbe rim asto che da sotterrare questi
principi pi profondam ente possibile affinch, non
trovando pi posto nella vita, non avessero potuto
mai resuscitare.
A Guliai-Pol e nei suoi dintorni la vita pubblica
prese un andam ento febbrile, con gran soddisfazio
ne dei contadini e operai anarchici-rivoluzionari.
LE PROPOSTE
DEL SOVIET DIPARTIMENTALE
A GULIAI-POL

Mentre il compagno Antonov ed io eravam o ad


Alexandrovsk e presentavam o agli operai delle offi
cine, a nome dellUnione dei Contadini e del Soviet
di Guliai-Pol il nostro rap p o rto sulla controrivolu
zione ad Alexandrovsk e nel suo d istretto, la nostra
attiv it attir in m odo del tu tto particolare latten
zione del Com itato Esecutivo D ipartim entale del So
viet dei Deputati operai, contadini e m ilitari di Eka-
terinoslav. Politicante accorto, questo Com itato non
ricorse alle rappresaglie, come avrebbero fatto dei
politicanti sciocchi e sconsiderati. Esso impieg la
"Saggezza P o litic a ; passando oltre l'Istanza del
D istretto, propose al Soviet di Guliai-Pol di delegare
un rappresentante perm anente al Comitato Esecuti
vo D ipartim entale dei Soviet.
Nel corso dei d ib attiti su questa proposta, il So
viet di Guliai-Pol fu m eravigliato dalla circostanza
seguente: esisteva gi un delegato di Guliai-Pol al
Com itato Esecutivo D ipartim entale, delegato eletto
dal Congresso D ipartim entale e il Com itato Esecuti
vo proponeva di inviarne un secondo scelto diretta-
mente dal Soviet di Guliai-Pol.
Questa circostanza obblig il nostro Soviet dei
Deputati operai e contadini a rito rn are alle sue vec
chie concezioni secondo le quali, fin dai prim i gior
ni, aveva definito nettam ente il suo ruolo nellopera
rivoluzionaria, ovvero di respingere ogni sollecita
zione di una direzione superiore come avente, sulla
sostanza stessa della Rivoluzione, delle idee comple
tam ente diverse dalle sue.
Sem brava dunque che la risposta da dare al Co
m itato Esecutivo D ipartim entale dei Soviet fosse de
cisa da lungo tem po nella sua sostanza e che non
restasse che da form ularla in una riunione ufficiale
e da redigerla.
Tuttavia, dopo esserci richiam ati alle nostre con
cezioni rivoluzionarie iniziali, ci im battem m o nei pro
blemi che, nella via delle realizzazioni pratiche, ne
erano derivati. Essi esigevano da p arte n o stra una
fusione com pleta con gli operai affinch, insieme, pro
clam assim o i nostri d iritti secolari sulle terre, le of
ficine ecc. e, sem pre insieme, le realizzassimo.
Guidati da q u estidea, trovam m o indispensabile
studiare a fondo la proposta del C om itato Esecutivo
D ipartim entale e di esam inare alternativam ente lim
portanza che avrebbe potuto avere, p er lopera rivo
luzionaria di Guliai-Pol, la sua accettazione o il suo
rifiuto.
Q uesta proposta fu dunque sottoposta ad una
serrata discussione. Ma occorse anzitutto stabilire
esattam ente quali erano i legami che univano, nella
via dell'intensificazione del m ovim ento rivoluziona
rio, i lavoratori della regione di Guliai-Pol e quelli
delle altre regioni e vedere se la n o stra rappresen
tanza d iretta al Com itato Esecutivo D ipartim entale
non avrebbe suscitato dei conflitti di idee nelle no
stre file.
In definitiva, risult che linfluenza della nostra
regione di Guliai-Pol era estesissim a, che lenergica
regione di Kamychevat lavorava con noi, che nume
rose regioni dei d istretti di Berdiansk, Marienpol,
Pavlograd e B akhm ut ci inviavano dei delegati per
conoscere il nostro atteggiam ento nei confronti dei
nemici della Rivoluzione, ovvero il Governo Provvi
sorio e la R ada Centrale Ucraina, e p er sapere quali
erano i mezzi da noi im piegati p er la presa delle
terre, delle fabbriche e delle officine e per il loro
passaggio integrale alle organizzazioni contadine e
operaie. Inoltre, i lavoratori di num erose regioni dei
citati distretti avevano afferm ato, nelle loro localit,
con delle azioni rivoluzionarie, la loro solidariet con
le nostre idee, col nostro punto di vista circa la que
stione agraria e quella della soppressione dei d iritti
dei C om itati com unali a risolvere essi stessi le que
stioni di interesse pubblico e a esigere lapplicazione
dei loro decreti.
Il Soviet dei D eputati contadini e operai di Gu-
liai-Pol e il gruppo anarco-com unista videro in tutti
questi fatti i fru tti dei loro sforzi comuni.
Sotto linfluenza dellidea di unione, il Soviet ri
solse afferm ativam ente la questione e decise linvio
al Com itato Esecutivo D ipartim entale di un compa
gno sicuro e capace del gruppo anarco-comunista. I
motivi che avevano d ettata questa risposta afferm ati
va furono presentati da alcuni m em bri del Soviet di
Guliai-Pol che non erano m em bri del gruppo. Essi
si consideravano rivoluzionari e sim patizzavano con
gli anarchici, m a restavano in seno alle m asse conta
dine e operaie come lavoratori e buoni difensori dei
diritti del lavoro.
La risoluzione si poteva riassum ere come segue :
I lavoratori della regione di Guliai-Pol sono fra
i pi risoluti pionieri della espropriazione degli
strum enti di produzione e dei pro d o tti di consumo
a favore della to ta lit dei lavoratori. Ma essi non
si lasciano inebriare da questidea !
Essi riconoscono che questa questione, che
delle pi im portanti, non pu essere risolta con
successo che nel caso in cui lidea dellespropria-
zione sia espressa e applicata in pi regioni simul-
taneam ente o, alm eno, a brevi intervalli.
p er questo m otivo che im portante e occorre
che il Soviet, il gruppo anarco-com unista e il Soviet
dellUnione professionale, sim patizzando con la no-
stra idea, im pieghino le loro forze a inculcare il
pi profondam ente possibile questa idea nelle mas-
se delle regioni solidali con Guliai-Pol, essendo
lappoggio di queste regioni, al m om ento opportu-
no, di una tale im portanza che da esso dipender
il successo della realizzazione pratica di quest'idea
in tu tte le regioni pi lontane da Guliai-Pol.
Essendo liniziatore di questo grande movimen-
to, Guliai-Pol dovr prenderne la direzione, ma
non p o tr farlo che quando avr realizzato nel suo
territorio lidea dellespropriazione della pro p riet
privata.
Da questo punto di vista, im portante p er il
Soviet dei D eputati contadini e operai di Guliai-
Pol avere un rappresentante diretto al Com itato
Esecutivo D ipartim entale dei Soviet.
Il gruppo anarco-com unista e il Soviet dellUno-
ne professionale dei m etallurgici e dei lavoratori
del legno non debbono dunque opporvisi, ma, ben-
s, debbono sostenerci .
In seguito a questi m otivi, il gruppo anarco-comu
nista e il Soviet dellUnione professionale si dichia
rarono p er l'invio di un rappresentante al Com itato
Esecutivo D ipartim entale e, poich il Soviet dei De
p u ta ti contadini e operai insisteva affinch questo
rappresentante fosse un m em bro del nostro gruppo,
questultim o design il compagno Leon Schneider,
esperto organizzatore.
La situazione era particolarm ente angosciosa.
Kerensky m inacciava le sinistre di reazione. In
quel m om ento, gli anarchici rivoluzionari dovevano
esser pronti o a iniziare la lotta arm ata, o a scom
parire dalla circolazione.
Sapevo perfettam ente che, p er m ancanza di una
solida organizzazione, il nostro m ovim ento anarchi
co era debole nelle c itt e quasi inesistente nei vil
laggi. Come era stato deciso in precedenza, il nostro
gruppo non doveva dunque contare che su se stesso
ed essere pronto ad ogni eventualit.
Il Com itato consegn al compagno Leon Schnei
der delle carte che attestavano che era incaricato di
rappresentarlo al C om itato Esecutivo D ipartim enta
le del Soviet dei D eputati contadini, operai e mili
tari.
Il gruppo anarco-com unista gli raccom and di la
vorare d accordo con la Federazione anarchica di
Ekaterinoslav. Il Soviet dellUnione professionale dei
m etallurgici e dei lavoratori del legno gli diede pieni
poteri p er accordarsi col Com itato industriale locale
di Ekaterinoslav affinch le fonderie di Guliai-Pol
ricevessero in tem po, e in q u an tit sufficiente, le m a
terie prim e affinch il lavoro non cessasse nelle offi
cine o, se avesse dovuto cessare, questo accadesse
solo nelle p arti meno necessarie alla popolazione
della regione di Guliai-Pol.
E il compagno Schneider, delegato del Soviet de
gli operai e contadini di Guliai-Pol, p a rt p er E kate
rinoslav, a rappresentare al Com itato Esecutivo Di
partim entale la Guliai-Pol rivoluzionaria. Egli fu
ricevuto a braccia aperte. Ma... al term ine delle due
sedute del Com itato Esecutivo D ipartim entale nelle
quali il delegato di Guliai-Pol prese la parola, lat
teggiam ento dei capi del Com itato cam bi brusca
mente e la situazione del nostro delegato divenne
difficile. Alcuni m em bri del C om itato chiesero che si
privasse il delegato di Guliai-Pol del d iritto di pren
der p arte alle decisioni e che non gli si lasciasse che
il diritto di discussione.
Leon Schneider fece notare che non aveva mai
avuto il d iritto di prender parte alle decisioni del Co
m itato Esecutivo D ipartim entale perch il Soviet di
Guliai-Pol non gli aveva mai dato questo diritto. Egli
non era stato delegato al C om itato Esecutivo Dipar
tim entale che per essere al corrente di tu tte le nuove
risoluzioni prese da questo com itato in cam po rivolu
zionario e per com unicare ai rappresentanti dei lavo
ratori di tu tti i dipartim enti presenti a questo Con
gresso ci che si faceva nello stesso cam po da parte
dei lavoratori di Guliai-Pol, per essere cos in grado
di colm are tu tte le lacune che avrebbero p otuto es
serci nellopera rivoluzionaria autonom a dei lavora
tori dei diversi com uni o regioni.
Dopo una cos franca dichiarazione dei m otivi che
avevano condotto il compagno Schneider di Guliai-
Pol al Com itato Esecutivo D ipartim entale dei Soviet
dei D eputati contadini, operai e m ilitari di E katerino
slav, num erosi m em bri di questo C om itato chiesero
di m ettere a llordine del giorno la questione delle
sclusione com pleta del rappresentante di Guliai-Pol.
Ma, a questo punto, escludere il delegato di Guliai-
Pol dal Com itato Esecutivo D ipartim entale avrebbe
significato provocare il boicottaggio di questo Comi
tato da p arte di Guliai-Pol e di tu tta una serie di
regioni rivoluzionarie solidali ; questo avrebbe signi
ficato m ostrare alle m asse dei lavoratori in tu tto il
dipartim ento, ed anche ben oltre i suoi confini, che
il Comitato Esecutivo D ipartim entale di Ekaterino-
slav era in ritardo nell'opera rivoluzionaria rispetto
alle masse rivoluzionarie locali. I lavoratori di queste
regioni rivoluzionarie, come quella di Guliai-Pol,
conosciuta da tu tta lUcraina, avrebbero dichiarato il
boicottaggio del Com itato. Una tale azione non gra
devole per nessuno nei periodi rivoluzionari difficili,
m a era particolarm ente tem uta dai politicanti.
Il Com itato Esecutivo D ipartim entale dei Soviet
lo com prese benissim o e m antenne a m alincuore il
rappresentante di Guliai-Pol nelle sue file, sceglien
dogli un posto in una sezione qualunque, la sezione
industriale, se non mi sbaglio. Ogni settim ana il no
stro delegato veniva a Guliai-Pol a fare dei rapporti
al Soviet dei D eputati operai e contadini, allUnione
professionale degli operai e al suo gruppo anarco-
com unista, dove i suoi rapporti erano discussi.
Poi, prese nuove forze, ripartiva p er tu tta la setti
m ana p er Ekaterinoslav. Tram ite il suo interm edia
rio, il Soviet dellUnione professionale si accord col
Com itato industriale locale e cominci a ricevere in
tem po le m aterie prim e necessarie allofficina.
Il Congresso regionale dei Comitati agrari design
un certo num ero di pro p riet dei pom echtchiki
per fam e, con laiuto dei volontari, delle com unit
agricole.
I contadini e gli operai si raggrupparono, sia per
famiglie o piccoli gruppi sim patizzanti, sia p er gruppi
da centocinquanta a duecento persone costituenti
delle autentiche com uni agricole libere.
La felicit era su tu tti i volti quando discutevano
liberam ente fra di loro ci che dovevano fare in
attesa della prim avera, quali tipi di grano dovevano
sem inare, quali di essi avrebbero dato la messe ab
bondante attesa e che sarebbe stata un grande aiuto
per la Rivoluzione, a condizione che il tem po fosse
stato bello, non troppo secco, con le pioggie neces
sarie alle terre nere a prim avera e d urante i prim i
due m esi dellestate. v
Solo una semina di tu tte le terre con del buon
grano e una messe abbondante ci perm etteranno di
riprenderci dalle devastazioni della guerra e soster-
ranno le forze della Rivoluzione nelle sue opere pi
utili a noi dicevano i contadini.
Quando si dom andava loro :
E il Governo Provvisorio di Pietrogrado e la Ra-
da C entrale col suo Segretariato di Kiev? Questi
sono i nemici diretti della grande opera rivoluzio.
naria che volete sostenere . La risposta era sem pre
la stessa : Ma noi ci organizziamo proprio p er cac-
ciare il Governo Provvisorio e non lasciare arrivare
al potere la Rada Centrale e il suo Segretariato di
Kiev. Speriam o di averla finita, da qui alla prima-
vera, con tu tti questi governi .
Chi voi? , si dom andava loro talvolta.
Noi, i contadini e gli operai. Voi siete andati ad
Alexandrovsk e avete potuto vedere che, come noi,
gli operai vogliono vivere liberi e indipendenti da
tu tte queste idee di potere, di governi ed altri fla-
gelli venuti il diavolo sa da dove .
In settem bre, durante i nostri lavori di organiz
zazione fra i contadini e gli operai, il pomechtchi-
ki Mikhno, com m issario del governo, ci m and a
Guliai-Pol un inviato speciale incaricato di redigere
un rapporto su di me e su tu tti i contadini e gli ope
rai che avevano d isarm ata la borghesia della regione.
Linviato speciale si insedi allufficio della m ili
zia e chiese che essa convocasse tu tti i contadini, gli
operai ed anche me p er interrogarci uno ad uno. Ma,
sfortunatam ente p er il com m issario e p er il suo in
viato, la milizia di Guliai-Pol aveva una funzione di
com m issionaria e non di gendarme. Essa mi fece av
vertire al C om itato di Difesa della Rivoluzione ed
andai io stesso a vedere questo inviato, intim andogli
di raccogliere im m ediatam ente tu tte le sue carte e di
seguirmi al Com itato di Difesa della Rivoluzione.
L lo feci sedere su una sedia e gli chiesi di spie
gare con calma, sem plicem ente, il motivo della sua
venuta a Guliai-Pol. Egli fece del suo meglio per
darm i queste spiegazioni con tu tta la calm a che gli
raccomandavo, ma, non so perch, non vi riusciva
com pletam ente : le sue labbra trem avano, i suoi denti
battevano e arrossiva o im pallidiva continuam ente,
con gli occhi fissi a terra.
Lo pregai allora di registrare con calm a ci che
stavo per dirgli. E quando, tenendo a fatica la m ano
sulla carta, ebbe scritto ci che gli dettavo, lo pre
gai di lasciare Guliai-Pol entro venti m inuti e la
regione entro due ore.
E linviato speciale del com m issario del governo
del distretto di Alexandrovsk part m olto velocemen
te, molto pi velocemente di quanto il Com itato di
Difesa della Rivoluzione ed io ci attendessim o, a rag
giungere il suo padrone ad Alexandrovsk.
Da quel giorno Guliai-Pol non ricevette pi al
cun ordine dai centri, n alcun inviato da Alexan
drovsk.
Si era giunti alla fine di settem bre. Si avvicinava
il grande mese di otto b re che avrebbe dato il suo
nome alla seconda o grande Rivoluzione Russa.
PARTE SECONDA
Nestor Makhno
C a p it o l o I

IL COLPO DI STATO DOTTOBRE


IN RUSSIA

La notizia del colpo di stato d'ottobre a Pietro-


grado e a Mosca, poi in tu tta la Russia, da noi, in
Ucraina, non giunse che verso la fine di novem bre
o linizio del dicem bre 1917.
Fino al dicem bre 1917, i lavoratori delle c itt e
dei villaggi dell'U craina non udirono parlare del
colpo di stato d ottobre che dai m anifesti del Comi
tato Esecutivo Centrale Panrusso dei Soviet dei De
putati operai, contadini, m ilitari e cosacchi, del So
viet dei com m issari del popolo, dei p artiti e gruppi
rivoluzionari e, in particolare, di questi due p artiti :
il p artito bolscevico e il p artito socialista rivoluzio
nario di sinistra, perch furono essi che seppero me
glio approfittare p er i loro fini di questo periodo
della Rivoluzione Russa.
Il terreno per questo grandioso m ovim ento rivo
luzionario, degli operai e dei soldati nelle citt e dei
contadini nelle campagne, contro il Governo Prov
visorio e i suoi attacchi vergognosi, ma, fo rtu n ata
mente, inefficaci contro la Rivoluzione fu p reparato
da tu tti i raggruppam enti rivoluzionari che avevano
potuto tro v ar posto nellam pia corrente rivoluziona
ria russa.
Ma questi due p artiti, il prim o ben organizzato,
il secondo che m arciava obbediente agli ordini dello
scaltro Lenin, seppero avvicinare al m om ento buo
no le masse rivoluzionarie attirandole con la form u
la : Il potere ai Soviet locali dei D eputati operai,
contadini e m ilitari " e, applaudendo le masse per
la loro form ula: La te rra ai contadini, le officine
e le fabbriche agli operai , arginarono la Rivoluzio
ne. Poi, avendo a disposizione grandi quantitativi di
carta e di m acchine stam patrici, inondarono le citt
e le cam pagne coi loro m anifesti, dichiarazioni e
program m i.
A Pietrogrado, a Mosca e in altre c itt industriali
gli anarchici ebbero, in questo colpo di stato, un
ruolo particolarm ente rilevante, allavanguardia dei
m arinai, dei soldati e degli operai. Ma, essendo di
sorganizzati, non poterono avere sul paese un'influen
za rivoluzionaria paragonabile a quella dei due p ar
titi che avevano form ato un blocco politico sotto la
direzione dello stesso astuto Lenin e sapevano cosa
prim a di tu tto dovevano fare in quel m om ento e di
quale forza potevano disporre.
La loro voce si fece udire al m om ento buono in
tu tto il paese, gridando con forza il desiderio seco
lare delle m asse dei lavoratori : la conquista della
terra, del pane e della libert.
In questo periodo gli anarchici, disorganizzati,
non trovavano neppure il mezzo di far vedere alle
masse la menzogna e la m eschinit di questi due
p artiti politici che, p er im padronirsi della Rivolu
zione, si servivano di form ule essenzialmente anti-
govem ative, contrarie alle loro idee governative.
Le masse dei lavoratori, durante il periodo delle
azioni controrivoluzionarie del Governo Provvisorio
e dei suoi agenti diretti, i socialisti di destra e i ca
detti, vedevano nei bolscevichi e nei socialisti rivo
luzionari di sinistra dei difensori delle aspirazioni
dei lavoratori. Essi non notavano tu tta lastuzia e la
falsit di questi p artiti politici. Solo gli anarchici
rivoluzionari : anarco-com unisti e anarco-sindacalisti,
avrebbero potuto condurli ad esam inare questi p ar
titi con maggior discernim ento. Ma, prim a della Ri
voluzione, gli anarchici, fedeli in questo ad una vec
chia tradizione, non si erano preoccupati, di riunire
i loro vari gruppi in una potente organizzazione e,
al m om ento della Rivoluzione, il lavoro urgente de
gli uni fra gli operai, quello degli altri nei giornali,
non perm ise loro di pensare seriam ente alla loro de
bolezza e a m ettervi fine creando u n organizzazione
che avrebbe perm esso loro di influire sul cam m ino
degli avvenim enti rivoluzionari del paese.
vero che poco tem po dopo linizio della Rivo
luzione si form arono delle federazioni e confedera
zioni anarchiche, m a gli avvenimenti d ottobre mo
strarono che non avevano raggiunto i loro scopi.
Sem brava che gli anarchici com unisti e sindacalisti
avrebbero dovuto porsi rapidam ente a modificare la
form a della loro organizzazione, a renderla pi sta
bile e pi in rap p o rto con lo slancio sociale della
Rivoluzione. Oim ! Non ne usc nulla !
E, in p arte p e r questo m otivo, in p arte p er altre
ragioni di m inore im portanza, il m ovim ento anar
chico, cos vivo e cos pieno di entusiasm o rivolu
zionario, si trov in coda agli avvenimenti ed anche,
talvolta, com pletam ente fuori da essi, essendo inca
pace di seguire una via autonom a e di far approfit
tare la Rivoluzione delle sue idee e della sua tattica.
Cos, gli avvenim enti politici di ottobre, avveni
m enti che dovevano provocare la seconda e Grande
Rivoluzione Russa, non com inciarono a farsi sentire
in Ucraina che nel dicem bre 1917. Dallottobre al di
cembre, vi fu nelle c itt e nei villaggi d Ucraina la
trasform azione dei Com itati com unali (unit territo
riali) in Commissioni dello zemstvo ( 1).
Il ruolo dei lavoratori in questa trasform azione,
vero, fu m inim o e puram ente formale. In num erose
regioni, i rappresentanti dei contadini ai Comitati
comunali non passarono nelle Commissione dello
" zemstvo N um erosi Com itati com unali furono
semplicem ente chiam ati Commissioni dello zem st
vo senza che si modificasse alcunch nella loro
stru ttu ra . Ma ufficialm ente, l unit territoriale di
ogni regione era lo zem stvo .
Poco a poco una p arte degli operai delle citt
prese una posizione di aspettativa.

(1) A m m inistrazione locale e le tta analogam ente ai con


sigli generali (N.D.T.).
I contadini considerarono questo m om ento come
il pi propizio p er rovesciare il potere e prendere
il loro destino nelle proprie m ani.
A questo scopo, i contadini della a p o ro jie (l) e
delle rive del m are di Azov seguirono con attenzione
il colpo di stato che si propag in tu tta la Russia
Centrale sotto form a di attacchi arm ati contro i p ar
tigiani di Kerensky, vedendo in questi avvenimenti
la realizzazione di ci che loro stessi avevano gi
tentato nei loro villaggi nellagosto 1917. Questo col
po di stato fu dunque accolto con gioia dai conta
dini che fecero in m odo di favorirne l estendersi
presso di loro.
Tuttavia, il fatto che questo colpo di stato aveva
portato al potere i bolscevichi e i socialisti rivoluzio
nari di sinistra non rallegrava per nulla i lavoratori
rivoluzionari ucraini. E questo perch i contadini e
gli operai coscienti vedevano in ci una nuova fase
dellintervento dei poteri nellopera rivoluzionaria lo
cale dei lavoratori e, di conseguenza, un nuovo at
tacco del Potere contro il Popolo.
Quanto alla m assa dei lavoratori ucraini e ai con
tadini dei villaggi asserviti, in particolare, essi non
vedevano nel nuovo governo socialista rivoluzionario
che un governo come tu tti gli a ltri e che essi nota
vano solo quando li spogliava con im poste varie, ar
ruolava dei soldati o interveniva con altri atti di
violenza nella loro vita dura di lavoratori.
E si poteva spesso udire i contadini esprim ere la
loro autentica opinione sui poteri prerivoluzionari e
rivoluzionari. Essi sem bravano scherzare, ma, in
realt, dicevano nel m odo pi serio e sem pre con
sofferenza e rancore che dopo che avevano cacciato
limbecille Nikolka Romanoff, un altro imbecille, Ke.
renski, aveva tentato di prendere il suo posto, ma
anche lui era stato cacciato.
Chi far dunque ora limbecille a nostre spese?
Il Signor Lenin? dom andavano. Altri dicevano:
Non ci si pu accontentare di imbecilli (e con que-

(1) A m m inistrazione locale e le tta analogam ente ai con


sigli generali.
sta parola, imbecilli, intendevano sem pre il gover
no). La citt non esiste che per questo ; la sua idea
e il suo sistem a sono cattivi : favoriscono lesistenza
deHimbecille, il governo , dicevano i contadini.
Lastu to Lenin, avendo capito bene le citt, mise
al posto deHimbecille, sotto la bandiera della D itta
tura del P roletariato, un gruppo di persone che si
spacciavano p er conoscitori di questo ruolo e in real
t lo ignoravano, m a erano pro n ti a tu tto a condi
zione di essere al potere e di p o ter im porre la loro
volont agli altri uom ini e a tu tto il genere umano.
Lastuto Lenin seppe elevare il ruolo di imbecille
ad u n altezza sconosciuta fino ad allora e ad a ttira re
cos dalla sua non soltanto i seguaci del p artito po
litico pi sim patico p er la sua attivit rivoluzionaria
e la sua com battivit storiche i socialisti rivoluzio
nari di sinistra divenuti suoi discepoli semicon
vinti, m a anche alcuni anarchici.
vero che questa recente frazione del vecchio
p artito socialista rivoluzionario, il p artito socialista
rivoluzionario di sinistra, si riprese dopo sette o otto
mesi di servit e si m ise a com battere lastu to Lenin
con tu tti i mezzi, com presa la lotta arm ata.
Ma questo non modifica in niente i fatti da noi
citati.
C a p it o l o I I

ELEZIONI ALLASSEMBLEA COSTITUENTE


NOSTRO ATTEGGIAMENTO
NEI CONFRONTI DEI PARTITI IN LOTTA

Essendo ostile alla stessa idea di Assemblea Co


stituente, il nostro gruppo si dim ostr ostile alle
elezioni.
Sotto linfluenza della propaganda del nostro
gruppo, la m aggioranza della popolazione della re
gione era ugualm ente ostile allidea di Assemblea Co
stituente, ma, tuttavia, gran p arte di essa partecip
alle elezioni. Questo si spiega col fatto che i p artiti
socialisti (socialisti rivoluzionari di sinistra e di de
stra, socialdem ocratici, bolscevichi e menscevichi) e
il potente p artito dei cadetti condussero in tu tto il
paese u n accanita propaganda per le loro liste di
candidati.
Sotto linfluenza di questa propaganda, la popola
zione del paese si divise in num erosi gruppi, rom
pendo cos com pletam ente la sua unit, e si trov
divisa anche sulla questione della socializzazione del
le terre.
Questo fece com pletam ente il gioco dei cadetti e
dei socialdem ocratici menscevichi che in quel mo
m ento erano sostenitori del riscatto delle terre da
parte dei contadini.
Il nostro gruppo studiando lattivit di tu tti que
sti p a rtiti politici, attivit avente per risultato la di
struzione dellunit dei lavoratori di tutto il paese,
prefer i socialisti rivoluzionari e i bolscevichi ai ca
detti e ai socialdem ocratici e si astenne a favore dei
prim i, da una propaganda attiva p er il boicottaggio
delle elezioni. Esso raccom and a quei suoi membri
che desideravano prender parte ai raduni organizzati
dai p artiti politici di consigliare a quei lavoratori
che avevano fiducia nellAssemblea Costituente e vo
levano partecipare alle elezioni di votare per i sociali
sti rivoluzionari (i socialisti rivoluzionari di sinistra
e di destra presentavano u n unica lista, la n. 3) o per
i bolscevichi (lista n. 9).
M algrado vi fossero in Ucraina num erose liste di
candidati, solo tre di esse attiraro n o i lavoratori : la
lista n. 3, quella dei socialisti rivoluzionari, la lista
n. 5, 1 ucraina , accozzaglia inestricabile di sociali
sti p a trio tta rd i e di nazionalisti e la lista n. 9, la bol
scevica. Le liste dei socialisti rivoluzionari e dei bol
scevichi (n. 3 e n. 9) ebbero un enorm e successo do
ve i lavoratori avevano partecipato attivam ente alla
cam pagna elettorale. La lista n. 5 1 ucraina , sulla
riva sinistra del Dieper ebbe meno successi delle due
suddette.
Il successo dei partiti socialisti di sinistra nelle
elezioni si spiega col fa tto che i lavoratori ucraini,
non guastati dalla propaganda dei p atrio ttard i, con
servarono in ta tto il loro spirito rivoluzionario e vota
rono per i p artiti rivoluzionari e con questaltro fat
to, che il m ovim ento della liberazione ucraina re
st com pletam ente chiuso negli schemi patrio ttard i.
I capi di questo movim ento ad eccezione di due o
tre che, tu ttavia, in ultim a analisi, si unirono anche
essi al m ilitarism o tedesco e m arciarono contro la
Rivoluzione, erano individui dei pi disparati, cosa
che condusse nelle file del m ovim ento di liberazione
ucraina anche nei posti pi im portanti, delle per
sone che parlavano ucraino, m a che non avrebbero
dovuto tro v ar posto in un movim ento di liberazione
ucraino.
Questo spirito borghese e p atrio ttard o e la colpe
volezza politica dei capi del m ovim ento della libera
zione ucraina , colpevolezza nei confronti dei lavo
ratori, della loro bella idea di conquista, tram ite la
zione rivoluzionaria diretta, della libert e del diritto
a llindipendenza e alla libera edificazione di una
nuova societ socialista, provocarono nei lavoratori
un sentim ento d odio nei confronti dellidea stessa
di m ovimento della liberazione ucraina .
I lavoratori rivoluzionari ucraini rilevarono tu tto
questo in tempo e m arciarono in m assa contro questo
movimento, senza alcuna piet per tu tto ci che lo
riguardava.
Due o tre mesi dopo l'inizio della lo tta attiv a con
tro il m ovim ento p atrio ttard o ucraino, che in Ucrai
na aveva rovinato i magnifici inizi della grande Ri
voluzione Russa, i lavoratori constatarono che ave
vano avuto ragione di in traprendere questa lo tta con
una tale rapidit e u n a tale intensit.
vero che in queste m em orie non nostro com
pito studiare la fisionomia del m ovim ento p a trio tta r
do ucraino, m ovim ento che fece tanto m ale alla Ri
voluzione. Dobbiamo soltanto m ostrare esattam ente
linfluenza che ebbe il colpo di stato di Ottobre, dal
secondo giorno del suo successo a Pietrogrado e a
Mosca, sui lavoratori rivoluzionari ucraini dello Za-
poroje e delle rive del m are d'Azov e, in particolare,
di una serie di regioni dei d istretti di Alexandrovsk,
Melitopol, B erdiansk, Maroupol, Biakhm u, Pavol-
grad, regioni che erano sotto l'influenza dei Soviet
dei deputati operai e contadini di Guliai-Pol che esse
consideravano come liniziatrice della lotta contro il
governo.
Avendo seguito con u n particolare interesse la
vita di queste regioni, affermo che d u ran te i primi
due mesi dopo il colpo di stato d ottobre, i lavoratori
ucraini non fecero che rallegrarsi di questo colpo di
stato e non modificarono in niente la loro attivit
locale riconoscendo che alla base di questo colpo di
stato cerano le idee di autentica Rivoluzione che ve
nivano dal cuore dei villaggi sottom essi e delle citt
oppresse, finalm ente risvegliati.
Fino allottobre la regione di Guliai-Pol aveva
sempre cercato di im prim ere alla Rivoluzione un ca
rattere pi profondo e determ inato possibile e com
pletam ente indipendente da ogni idea di governo.
Cos quando, alla fine del 1917, si form arono ad
Ekaterinoslav q u a ttro governi ufficiali che pretende
vano ciascuno di dirigere le m asse rivoluzionarie di
tu tto il dipartim ento e che, di conseguenza, disputa
vano e si battevano senza posa, trascinando nelle loro
lotte i lavoratori, la regione di Guliai-Pol rest in
disparte e com pletam ente indipendente da tu tti que
sti p artiti che, ciascuno a sua volta, trionfavano gli
uni sugli altri.
Nei prim i giorni di dicembre, trionf ad Ekateri-
noslav il blocco dei bolscevichi e dei socialisti rivolu
zionari di sinistra. La regione di Guliai-Pol, ricono
scendo questi p artiti come dei p artiti rivoluzionari,
stabil im m ediatam ente la m isura esatta dei loro sen
tim enti rivoluzionari. I lavoratori dissero : Abbia
mo considerato i bolscevichi e i socialisti rivoluzio
nari di sinistra come dei rivoluzionari per la loro
grande attiv it nella Rivoluzione ; li salutiam o quali
lottato ri coraggiosi, m a diffidiamo di loro perch, do
po aver trionfato sulla borghesia e sui p artiti che la
sostenevano nella sua lotta per uccidere la Rivolu
zione, i gruppi socialisti di destra, grazie a llappoggio
delle nostre forze, hanno istituito im m ediatam ente
il loro governo che ha lodore di tu tti i governi in
generale che ci soffocano da secoli .
E non sem bra che il loro governo si affretti ad ap
profittare del suo successo per realizzare finalm ente
i principi del lavoro autonom o nelle diverse localit,
senza ordini o direttive provenienti dai capi.
Ovunque si creano dei com m issariati e questi as
som igliano pi a delle istituzioni di polizia che a
delle istituzioni egualitarie composte da compagni
che cercano di spiegarci qual il mezzo m igliore per
organizzarci in m odo indipendente, senza dover
ascoltare dei capi che fino ad ora sono vissuti sulle
nostre spalle e non ci hanno fatto che del male.
E, poich non si vede o ra questa tendenza del go
verno rivoluzionario e al suo posto si creano delle
istituzioni di polizia che, invece di consigli ci danno
degli ordini, non la si vedr m aggiorm ente nel fu
turo.
Al contrario, in avvenire, ogni persona che pense
r diversam ente ed agir contrariam ente agli ordini
ricevuti, incorrer nella pena di m orte o si vedr
privata della libert bene al quale noi teniam o al di
sopra di ogni a ltra cosa .
Bench vaghe, queste im pressioni erano comple
tam ente giuste e i lavoratori si rendevano perfetta
mente conto che a spese del loro sangue e delle loro
vite avvenivano delle cose nelle quali il m ale non era
d istru tto che per essere sostituito, sotto vari pretesti
da un altro.
Ed perch si rendevano benissimo conto di que
sto fatto che essi si arm arono in U craina e si acco
starono cos a coloro che incontrarono m entre m ar
ciavano per la loro stessa via : i bolscevichi, i socia
listi rivoluzionari di sin istra e gli'anarchici.
Ma i prim i due gruppi sapevano cosa dovevano
fare e non soltanto si allearono ma, ognuno nel pro
prio am bito, osservarono una perfetta u n it di
azione. Questo li mise m aggiorm ente in evidenza nel
le file dei lavoratori e questo fru tt loro di essere
riuniti sotto un solo nome, i bolscevichi , nome
sotto il quale furono spesso con loro riu n iti gli a n a r
chici.
Le masse dei lavoratori vedevano questo comples
so che form ava la loro avanguardia e dicevano : sa
lutiam o di tu tto cuore questi rivoluzionari, m a non
abbiamo ancora alcun dato che ci perm etta di affer
m are che non finiranno per battersi fra loro per pren
dere il potere su di noi ed assogettarci com pletam en
te alla loro volont ; questa tendenza esiste in loro ed
essi preparano cos una nuova lotta sanguinosa rele
gando noi lavoratori, col nostro d iritto ad u n a azione
rivoluzionaria autonom a, in un angolo, in ginocchio
davanti ai loro interessi di partito egoisti e crim i
nali .
E questo costrinse i lavoratori rivoluzionari di
Guliai-Pol ad essere ancor pi vigilanti del solito.
C a p it o l o III

IL CONGRESSO DIPARTIMENTALE

Prim a del Congresso D ipartim entale dei Soviet


dei deputati contadini, operai e m ilitari, di dicembre,
fu organizzata u n Assemblea del Soviet nella regione
di Guliai-Pol.
T utti i delegati presenti a questa Assemblea chie
sero con insistenza che i nostri rappresentanti al Con
gresso D ipartim entale vi fossero preparati, in modo
da non cadere sotto linfluenza dei p artiti politici.
Essi dovevano dichiarare, senza esitare, che erano
venuti al Congresso, non per ascoltare i rapporti de
gli agenti del governo e conform arvisi ciecam ente ma
per leggervi loro stessi i propri rapporti su llazione
locale dei lavoratori e spiegare perch questi agivano
cos ora e non avrebbero m ai agito in seguito dietro
gli ordini che si sarebbero potuto d a r loro.
I rappresentanti che avrem m o inviati al Congres
so, avrebbero dovuto tradurvi esattam ente il nostro
pensiero, vale a dire che in quel m om ento della Rivo
luzione il prim o dovere dei lavoratori doveva essere
il nostro movim ento per la liberazione com pleta di
tu tti i lavoratori d allau to rit dei padroni : il padrone
Capitale privato come il padrone Governo.
II governo, in quanto potere, in quanto societ
che non pu esistere senza oppressione, saccheggio e
assassinio, doveva m orire sotto i colpi dei lavoratori
rivoluzionari che avanzavano con entusiasm o e in
sieme verso u n a nuova societ libera.
La convocazione del Congresso D ipartim entale ci
era nota. Essa non com portava niente di nuovo per
la nostra regione, perch avevamo applicato da molto
tempo ci di cui vi si trattav a.
I nostri delegati al Congresso D ipartim entale
avrebbero dovuto fa r notare questo fatto ai delegati
contadini e operai delle altre regioni, si tra tta v a di
un fatto derivato dalle nostre stesse idee e che do
veva essere ripetuto ovunque affinch i lavoratori di
tu tto il paese ci com prendessero.
Fu solo dopo questa dichiarazione che i delegati
al Congresso vennero designati. Essi furono Nestor
Makhno e Mironov.
Poi, lassem blea espresse a noi, suoi delegati, tu t
ta la sua am m irazione e la sua riconoscenza per aver
accettato di rappresentarla, dicendo :
Vi abbiamo scelti, compagni, col pieno assenso
di coloro che ci hanno inviati qui. Nelle vostre per-
sone, inviam o al Congresso D ipartim entale i pi de-
gni dei lavoratori rivoluzionari di Guliai-Pol, i pri-
mi fra gli uguali. Siamo tu tti certi che adem pirete
nel modo m igliore la vostra missione. Le istruzioni
che vi diam o non determ inano nulla. E se ve ne
diamo unicam ente perch noi contadini abbiamo
labitudine di osservare ci che di meglio abbiamo
nelle nostre tradizioni. Questo rinforza i legami che
ci uniscono nella via delle nostre conquiste rivolu-
zionarie comuni .
Tali istruzioni e tali parole accom pagnavano sem
pre, a Guliai-Pol, l elezione dei delegati ai Congressi
D ipartim entali o di D istretto.
Se ho descritto cos particolareggiatam ente que
ste ultim e elezioni perch ebbero luogo a llepoca in
cui il blocco bolscevico-socialista rivoluzionario di si
nistra aveva gi preso il potere sugli abitanti di Eka-
terinoslav e dei suoi dintorni, accaparrando, passo a
passo, a suo favore tu tte le conquiste popolari della
Rivoluzione e facendo in modo di deform are la Rivo
luzione stessa.
I lavoratori della regione di Guliai-Pol sapevano
perfettam ente che al Congresso D ipartim entale di di
cembre il ruolo principale sarebbe stato degli agenti
del blocco bolscevico-socialista rivoluzionario di sini-
stra, le cui tendenze confessate lasciavano scorgere
il fondo governativo e statalista.
Ora, i contadini e gli operai di Guliai-Pol dice
vano da lungo tempo nelle loro riunioni che bisogna
va diffidare del blocco dei p artiti rivoluzionari che
em anava, dicevano, loro, un certo odore sgradevole
e m ettevano in guardia i lavoratori delle altre re
gioni.
Giungemmo a Ekaterinoslav con un giorno di ri
tardo, in seguito allo sviam ento del nostro treno, ma,
fortunatam ente non fum m o in ritard o per lapertura
del Congresso. T utti i delegati erano riuniti, m a il
Congresso non era ancora aperto. Si percepiva nei
suoi organizzatori una certa inquietudine, una certa
agitazione.
Ho gi fatto osservare prim a che, a quel momen
to, esistevano a E katerinoslav quattro o cinque po
teri m unicipali distinti : il potere proveniente ancora
da Kerensky, gli ucraini che invocavano la R ada Cen
trale e la sua Segreteria, il potere di alcuni cittadini
neutrali, il potere dei m arinai, giunti da K ronstadt e
che, in cam m ino per andare a b attersi contro Kale
din, si erano ferm ati a E katerinoslav per riposarsi e,
infine, il potere dei Soviet dei D eputati contadini,
operai e m ilitari, alla testa del quale in quel momen
to era lanarco-sindacalista Grim baum , compagno
della pi gran finezza e di una volont di ferro, il
quale, sfortunatam ente, in quel m om ento fu accapar
rato dal potere bolscevico-socialista rivoluzionario di
sinistra.
A quel punto, l au to rit del compagno Grimbaum
era cos preponderante almeno nelle sue trattativ e coi
com andanti delle formazioni m ilitari u c ra in e (i
vecchi reggim enti Preobanjensk, Pvlovski e Semenov-
ski che in quel m om ento erano stati inviati da Pie-
trogrado a E katerinoslav), che, senza il suo inter
vento, i bolscevichi Kvirtng, Gopner ed Enstein e i
socialisti rivoluzionari Popoff e altri, non avrebbero
potuto ottenere niente e sarebbero stati cacciati da
Ekaterinoslav.
In quellepoca tu tto dipendeva dalla forza delle
armi. Questa forza era nelle m ani delle truppe ucrai
ne e delle divisioni degli operai e degli abitanti del
la citt. Il compagno Grim baum seppe convincere
lalto com ando di queste truppe a schierarsi dalla
parte del Soviet che, grazie a questo, divenne abba
stanza forte da convocare il Congresso D ipartim en
tale.
sintom atico che nei m om enti pi burrascosi i
bolscevichi e i socialisti rivoluzionari di sinistra si
facessero da parte m ettendo avanti il compagno
Grimbaum e, una volta passata la burrasca, si rim et
tessero alla guida degli avvenim enti e prendessero
la direzione del Congresso Dipartim entale.
Il Congresso non si apr, cos, che nel pomeriggio.
Il giorno dopo presi la parola e presentai un rap
porto di Guliai-Pol. Segnalai, tra parentesi, l'azione
inconsistente dei p atrio ttard i ucraini che lavoravano
in nome della loro Selianska-Spilka dipartim en
tale ed indicai al Congresso una serie di regioni nelle
quali i contadini non riconoscevano affatto la politi
ca di questa Spilka .
Sette p atrio ttard i, furiosi per ci che avevo detto,
protestarono presso il Congresso, dicendo che esso
era stato convocato su delle basi illegali : che le re
gioni e i comuni non dovevano inviare i loro rappre
sentanti contadini e operai a questo Congresso e do
vevano esser considerati delegati al Congresso Dipar
tim entale soltanto i delegati scelti dai Congressi di
Distretto. Essi pretendevano che i delegati di Guliai-
Pol non prendessero la parola e non assistessero al
Congresso che come invitati.
I delegati dei contadini, e Kviring ed Enstein con
loro, protestarono contro questa pretesa dei patrio t
tardi ucraini e il Congresso la respinse.
Allora i p atrio ttard i, a scopo dim ostrativo, si al
zarono e lasciarono la sala.
I loro seguaci, i delegati dei m ilitari, si alzarono
pure loro e li seguirono.
II Congresso interruppe i suoi lavori per tre o
quattro ore. Si apprese che la Rada Rivoluzionaria
D ipartim entale U craina aveva im provvisata una
riunione sulla questione : sciogliere il Congresso e
com battere il Soviet , riunione nel corso della quale
il presidente della R ada Rivoluzionaria il D ottor
Feldm ann, fece notare che loro non erano sicuri di
essere i pi forti e che avrebbero potuto essere bat
tuti.
Il Congresso, im pensierito allidea che da un mo
m ento a llaltro il sangue avrebbe potuto scorrere per
le strade di Ekaterinoslav, invi dei delegati nelle
caserm e ed ai reggim enti per conoscere i loro senti
m enti nei confronti del Congresso.
Il compagno Grim baum attacc nuovam ente i pa
trio tta rd i e fu assecondato dalla Federazione Anar
chica di E katerinoslav. I m arinai anarchici di Kron-
stad t quel giorno sostennero i delegati del Congresso
intervenendo presso i reggimenti, nelle fabbriche e
nelle officine. In quel m om ento si trovava ad E kate
rinoslav un reggim ento di cavalleggeri di San Gior
gio. Questo reggim ento aveva sem pre fischiato gli
oratori bolscevichi che si erano recati presso di esso.
Il Congresso invi me e il com pagno L. Azersk a
questo reggim ento per parlare ai soldati ed ottenere
da essi una risoluzione in m erito ai patriottardi
ucraini che facevano in modo di interrom pere il Con
gresso ed anche per discutere con loro un certo nu
mero di punti essenziali in previsione di u n azione
comune. Io non avevo voglia di essere fischiato. Du
rante questi nove mesi di Rivoluzione, avevo preso
spesso la parola e non ero m ai stato fischiato. Questa
volta i bolscevichi mi predissero che lo sarei stato ;
tuttavia, non volevo rifiutare al Congresso questa
missione. Dunque, partim m o. Una v ettu ra di piazza
ci condusse alla caserm a.
E ntram m o al Com itato del reggim ento e, dopo
aver chiesto del presidente, gli consegnam m o il no
stro m andato del Congresso.
Il presidente del Com itato del reggim ento dei ca
valleggeri di San Giorgio lesse il m andato e, dopo
averci gentilm ente offerto delle sedie, and a radu
nare i suoi uom ini per il m eeting .
Dopo quindici, venti m inuti rito rn e ci annunci
che tu tti gli uom ini erano riuniti.
Alla porta, due compagni anarchici, m arinai di
K ronstadt, si unirono a noi e ci dirigemmo tu tti
quattro verso i soldati che ci attendevano.
Al raduno discutem m o con calore con gli ufficia
li (uno di essi persino pianse e si strapp le spalline)
ed ottenem m o dal reggim ento che votasse la risolu
zione nella quale era detto che il reggim ento dei
cavalleggeri di San Giorgio avrebbe difeso con la for
za delle arm i, contro ogni attacco, i d iritti del Con
gresso D ipartim entale dei contadini e degli operai
che avevano iniziato i loro lavori il 2 dicembre di
quellanno (1917) .
Risoluzioni analoghe a questa furono pure votate
dagli altri reggim enti e distaccam enti.
Questo risu ltato fu inaspettato, meno per il Con
gresso che per i bolscevichi. T utti i delegati del Con
gresso furono felici di avere le forze arm ate con
loro.
Il Congresso riprese i suoi lavori e li term in in
tre giorni.
interessante notare che tu tte le decisioni del
Congresso enunciate nelle sue risoluzioni erano gi
applicate da tre o q u attro mesi a Guliai-Pol.
Una sola clausola era nuova per noi, perch vi
avevamo dato poca im portanza : il d iritto dei Soviet
locali ad una sovvenzione dal governo. Debbo segna
lare che i bolscevichi e i socialisti rivoluzionari di
sinistra attiraro n o m olta gente con questa attra ttiv a.
Ma Guliai-Pol non poteva am m ettere questa nuo
va clausola, perch la sua attiv it era innanzitutto
antigovem ativa e non doveva dipendere da alcuno
dei poteri centrali, che avevano tu tti tendenze gover
native.
LA CONTRORIVOLUZIONE DELLA
RADA CENTRALE

Dopo la chiusura del Congresso i delegati rito r


narono a casa. Il compagno Mironoff ed io andam m o
alla Federazione A narchica allo scopo di portare con
noi, nelle cam pagne, qualche buon propagandista. Ma
la Federazione, per quanto in condizioni m igliori del
mese di agosto, quando, in occasione del Congresso
dei contadini e degli operai, avevo visitato le sue va
rie organizzazioni (il club, ecc.), non aveva ancora
forze sufficienti ed a fatica arrivava ad occuparsi del
la citt e delle com unit circostanti.
Ma, in compenso, possedeva arm i in gran quanti
t ; carabine, fucili, cartucce. Per ragioni di ordine
rivoluzionario, le u n it del blocco distribuivano le
arm i senza lesinare. I bolscevichi e i socialisti rivo
luzionari di sinistra, conoscendo la fedelt degli anar
chici alla Rivoluzione, sapendo che nessuno di loro
sarebbe passato ai p atrio ttard i ucraini alleati alla
borghesia antirivoluzionaria, n, in generale, nel cam
po della controrivoluzione, nei m om enti di pericolo
avevano sem pre fatto ricorso al grande entusiasm o
degli anarchici di E katerinoslav, im m utabilm ente fe
deli ai principi rivoluzionari.
Possedendo grandi quantitativi di arm i, la Fede
razione Anarchica, ci consegn num erose casse di fu
cili e di cartucce per il gruppo di Guliai-Pol.
Portam m o queste arm i co! treno a Guliai-Pol,
dove facem m o una serie di rapporti sul Congresso e
le difficolt che esso aveva incontrate. Rifacemmo
poi gli stessi rapporti in altri villaggi e borgate.
A p artire da quel m om ento, gli abitanti della re
gione di Guliai-Pol com inciarono risolutam ente ad
arm arsi e a diffidare dei loro nuovi padroni rivolu
zionari .
Lidea della resistenza che avrebbero potuto op
porre i nuovi signori, bolscevichi e socialisti rivolu
zionari di sinistra, al libero slancio del pensiero e
dellazione dei contadini, nelle cam pagne sottom esse,
si chiar sem pre pi anche in quei lavoratori che era
no propensi a credere ai bolscevichi ed ai socialisti
rivoluzionari di sinistra.
I contadini e gli operai appresero dai loro delegati
che il bolscevico Enstein aveva dichiarato : Il pro
letariato delle citt giunto al potere. Bisogna spe
rare che creer uno S tato suo, uno S tato proletario.
Noi bolscevichi, gli darem o tu tte le nostre forze per
aiu tarlo a creare un tale S tato, perch solo con que
sto mezzo che il proletariato potr conquistare il m as
simo di felicit... .
I lavoratori di Guliai-Pol credettero di capire in
queste parole che il p artito bolscevico, abbandonando
tu tti gli scrupoli, avrebbe co struito a spese dei conta
dini il proprio S tato proletario e si m isero a se
guire con ansiet il corso degli avvenim enti che si
svolgevano nelle citt.
Nei villaggi i contadini ricom inciarono ad eserci
tarsi alluso della carabina.
I nostri nemici, le a u to rit dicevano sono
arm ati e se venisse loro lidea di toglierci il d iritto
di vivere liberam ente e di creare delle form e sociali
nuove, ci attaccherebbero con le arm i in pugno. Ci
occorre, perci, di saper servirci di u n fucile per ri-
sponder loro, nel caso m alaugurato, da pari a
pari .
E i contadini continuarono a prepararsi.
Fra gli abitanti di Guliai-Pol, si trovavano al
cuni contadini che possedevano u n a seria istruzione
m ilitare. I giovani di Guliai-Pol andavano con loro
nei campi dove si addestravano a tirare, a m anovra
re, ecc.
F ra coloro che conoscevano luso delle arm i e che
erano sem pre pronti ad aiutare gli altri, si distin
gueva so p rattu tto Giacobbe Domachenko. Egli era
lanim atore dei giovani e dei vecchi e rest coi con
tadini fino a llultim o giorno, partecipando ai com
battim enti, pagando di persona. Fu ferito pi volte,
m a resistette fino in fondo, a llavanguardia rivolu
zionaria, in questa lotta dei contadini per il Pane e
la Libert.
Gli avvenim enti precipitarono. Le notizie ci giun
gevano tu tti i giorni. Apprendemmo che la Rada
C entrale U craina non andava pi d accordo col bloc
co bolscevico-socialista rivoluzionario di sin istra a
proposito del potere e che, trascinandosi dietro le
m asse popolari, en trav a in lotta aperta contro di esso.
Agenti della R ada Centrale U craina giungevano a
decine sem pre pi spesso a Guliai-Pol e in tu tta la
regione predicando la guerra spietata contro i Kat-
zapi .
La popolazione, inquieta, si mise in allarm e. Rap
presentanti dei villaggi e delle fattorie della regione
giungevano tu tti i giorni allufficio del gruppo anarco-
com unista di Guliai-Pol e al Soviet dei D eputati con
tadini e operai, per chieder consiglio su ci che sa
rebbe occorso fare subito per conservare integral
m ente i loro d iritti sulle terre, il pane e la libert.
Il gruppo contadino anarchico di Guliai-Pol dele
g due dei suoi m em bri che percorsero la regione e
fecero conoscere agli abitanti il punto di vista del
gruppo anarchico sulla questione che li preoccupava.
Il gruppo fece nello stesso tempo pressione (tram ite
i suoi m em bri M akhno, S okruta, K alinitchenko, An-
tonov, Sereguin e K rate) sul Soviet per incitare i
m embri di q uestultim o a visitare le loro rispettive
circoscrizioni per conoscere la condizione dello spi
rito locale e per esporre il cam m ino dei lavori del So
viet, per fa r sapere, infine, cosa sarebbe occorso fare
nel caso in cui le voci an nuncianti la controrivolu
zione fossero conferm ate.
Lintesa e la fiducia reciproche fra gli anarco-
com unisti e i lavoratori crescevano, si accentuavano
e si consolidavano.
Nella m ia qualit di rappresentante del Soviet
regionale di Guliai-Pol, investito da esso di poteri
illim itati per tu tto quanto riguardava i provvedi
menti da prendere, inviai due uom ini a Odessa e a
Kiev (regioni nelle quali le forze arm ate della R ada
Centrale U craina erano alle prese con quelle del bloc
co bolscevico-socialista rivoluzionario di sin istra).
Al loro ritorno, inform ati di ci che accadeva l,
riunim m o allistante un Congresso dei Soviet.
Questo Congresso prese conoscenza di tu tte le in
formazioni raccolte su llazione iniziata fra la R ada e
il blocco e giunse alla conclusione che la R ada Cen
trale Ucraina, m algrado i socialisti rivoluzionari e i
socialdem ocratici alla sua testa, aveva per scopo, nel
la lotta contro il blocco bolscevico-socialista rivolu
zionario di sinistra, non soltanto di cacciare i kat-
zapi ... dalla m adrepatria U craina m a anche di
cancellare fino le ultim e tracce della Rivoluzione
Sociale .
Il Congresso vot la seguente risoluzione : Morte
alla R ada C entrale .
Questa risoluzione fu applicata senza esitazione
dai contadini e dagli operai della regione di Guliai-
Pol.
Pochi giorni dopo la fine del Congresso e il ri
torno a casa dei delegati, il Soviet ricevette da Ale-
xandrovsk u n dispaccio annunciante che le forze
della R ada C entrale U craina avevano occupata la cit
t di Alexandrovsk per g aran tire il passaggio del pon
te K itchkas alle truppe cosacche che si recavano ver
so il Don per unirsi alle truppe del generale Kaledin.
La comunicazione di questo dispaccio alla popo
lazione la fece sollevare a llunanim it.
Da ogni parte mi giungevano delle telefonate e
delle lettere, in generale brevissime, m a convinte e
nettam ente rivoluzionarie, che mi assicuravano che
la popolazione era pronta ad affidarmi il com ando del
fronte rivoluzionario e che esprim evano il desiderio
di vedere il gruppo anarco-com unista affidare alla
m ia iniziativa la preparazione dei contadini e m ette
re a m ia disposizione i m igliori dei suoi m em bri or
ganizzatori p er assecondarm i in questopera.
La fiducia sincera e assoluta che mi dim ostrava
no i contadini, senza parlare degli operai, perch, nel
la n o stra regione di Guliai-Pol il ruolo principale
nella Rivoluzione era svolto dai contadini (la m assa
operaia era in fatti in una posizione di attesa) mi
turbava, m algrado lo sforzo accanito che facevo sen
za tregua n riposo e che mi consum ava senza nep
pure lasciarm i il tempo di sentire la fatica. In ef
fetti, la fiducia dei contadini non cessava di preoc
cuparm i : temevo di iniziare u n opera legata alla
guerra. E fu solo la n etta convinzione che lopera ri
voluzionaria doveva essere esente da ogni sentim en
talism o, al quale tu tti i miei compagni erano inclini,
che mi sostenne ed io cacciai il dubbio lontano da
me.
Im postai, per me stesso e per i miei compagni
del gruppo, la questione nel modo seguente : se sono
fautore dellanarchia rivoluzionaria, sarebbe assolu
tam ente crim inale da parte m ia lim itarm i, nella mia
attiv it rivoluzionaria, a un ruolo secondario, che mi
farebbe cam m inare al seguito di altri gruppi e partiti
spesso ostili al nostro. Un anarchico rivoluzionario
deve, so p rattu tto d urante la Rivoluzione, porsi alla
avanguardia delle m asse che lottano e fare in modo
di com prendere la loro psicologia per trascin arle sen
za risparm iare le loro forze nellautentica lo tta del
lavoro contro il capitale.
Mi ricordo d aver detto allora ad una delle riu
nioni del gruppo :
tempo di m ettere fine ai raduni. venuta lo-
ra di agire. Questa osservazione non vale per il no-
stro gruppo, ma, tuttavia, non inutile che anche
noi vi pensiamo.
II sessanta-settanta per cento dei nostri compa-
gni, che si danno tu ttav ia il nom e di anarchici, do-
po aver preso le abitazioni private dei "pomecht-
ch ik i non fanno alcuna propaganda fra i conta-
dini. Ebbene ! Essi si sono messi su una strad a fal-
sa. Non possono, dal fondo delle loro abitazioni,
influire sul cam m ino degli avvenim enti rivoluzio-
nari... triste a constatarsi, m a tu ttav ia vero!...
indispensabile per il nostro gruppo intensificare
ancora la propria attiv it fra i contadini. Gli Ha'i-
dam aki arriveranno incessantem ente a Guliai-
Pol. Questi b ru ti in cim a alle loro baionette por-
tano la m orte alla Rivoluzione e la vita ai suoi ne-
mici.
Il nostro gruppo deve costituire lavanguardia
nella lo tta contro questi m ercenari della controri-
voluzione e trascinare con s tu tta la popolazione
laboriosa della regione...
Dunque, compagni, preparatevi tu tti, chi per l'a-
zione locale nella regione, chi per andare al Con-
gresso che il nostro Soviet ha convocato d urgenza
per dopodomani. Dobbiamo dim ostrarci degni della
fiducia che ci m anifestano i lavoratori della nostra
regione. E non possiam o rendercene degni che
unendoci strettam ente alla loro lo tta per la libert
e lindipendenza .
Il gruppo sapeva perfettam ente cosa doveva fare
in un simile momento.
Instancabilm ente, p er parecchi mesi della Rivolu
zione, si era spinto in questa direzione e vi aveva
spinti i contadini. E non avrei m ai osato parlargliene
se esso stesso non mi avesse chiesto la m ia opinione
su questa questione.
Due giorni dopo giunsero i delegati dei contadini
per il Congresso. Mi fu proposta la presidenza del
Congresso ma io la rifiutai e presentai un rapporto
a nome del Soviet di Guliai-Pol e del gruppo dei
contadini anarco-com unisti.
Il Congresso discusse tu tti i punti del mio rap
porto e decise di organizzare le sue deboli forze e di
tenerle pronte a rispondere al prim o appello del So
viet dei D eputati contadini e operai di Guliai-Pol
per radunarle a Guliai-Pol stessa o in qualunque
altro luogo indicato dal Soviet.
Si era alla fine del mese di dicem bre 1917.
COL BLOCCO DELLE SINISTRE
E CONTRO LA CONTRORIVOLUZIONE

Il 31 dicem bre mi trovavo, p er motivi di organiz


zazione, al villaggio di Pologui dove appresi, da fonte
sicura, che ad Alexandrovsk era com inciata u n a b a t
taglia fra un distaccam ento della guardia rossa di un
gruppo di Bogdanoff e delle u n it Haidam ak della
Rada Centrale.
In un m om ento simile era im possibile restare
inattivi, tanto pi che la popolazione era nettam ente
ostile alla Rada C entrale Ucraina, i cui agenti per
correvano la regione, perseguitando incessantem ente
i rivoluzionari trattan d o li da trad ito ri della Madre
Ucraina , da partigiani di Katzapi che, era idea
della Rada Centrale (in terp retata senza dubbio dai
suoi agenti), bisognava sterm inare quali m ortali ne
mici della lingua Ucraina.
Simili accuse offendevano i contadini che getta
vano gi dalla tribuna coloro che le form ulavano e
bastonavano di santa ragione i nem ici d ellunione
fraterna col popolo russo.
Questa propaganda dei p atrio ttard i ucraini spinse
i lavoratori della regione di Guliai-Pol sulla via della
lotta arm ata contro ogni tentativo sep aratista ucrai
no, perch la popolazione vedeva nello sciovinismo
idea direttrice del separatism o ucraino la m orte
della Rivoluzione.
M entre ad Alexandrovsk gli H aidam aki si b atte
vano contro le guardie rosse, alcuni scaglioni di co
sacchi si erano raggruppati sulla linea di Alexan.
drovsk-Apostolovo-Krivoi-Rog. Essi venivano dal
fronte tedesco e andavano a raggiungere larm ata
del generale Kaledin che si trovava sulle rive del Don.
(Il movimento insurrezionale, fom entato da Kaledin
era in realt un ritorno al vecchio regime). Col p re
testo di salvaguardare lindipendenza del Don, egli
raggruppava atto rn o alla sua bandiera i biechi p arti
giani della reazione russa che si proponevano, con
l'aiuto dei cosacchi, di finirla con la Rivoluzione e di
restaurare la dinastia dei Romanoff.
Interm inabile, la seduta del 2 gennaio 1918 del
Soviet dei D eputati contadini e operai di Guliai-Pol,
alla quale prendeva p arte l'Unione professionale dei
m etallurgici e dei lavoratori del legno ed il gruppo
anarco-com unista : dur ventiquattro ore.
Vi si discussero calorosam ente i provvedim enti da
prendere d urgenza p er im pedire ai cosacchi di rag
giungere il Don, perch la loro unione con le forze di
Kaledin avrebbe creato un fronte controrivoluziona
rio form idabile, costituendo per tu tte le conquiste
della Rivoluzione una m inaccia che noi contadini non
potevam o am m ettere, in nessun caso.
Questa lunga e faticosa seduta ispir a tu tti colo
ro che vi presero p arte un identico pensiero : anar
chici, dovevamo, m algrado il paradosso, deciderci a
form are un fronte unico con le forze stataliste. Fe
deli ai principi anarchici avrem m o saputo superare
tutte le contraddizioni e, una volta annientate le forze
della reazione, avrem m o allargato e approfondito il
corso della Rivoluzione p er il m aggior bene dellum a
nit sottom essa.
Io dissi loro :
indispensabile che ognuno di noi abbia co.
stantem ente davanti il fine proposto, e conform i la
sua azione a q u estidea : u n uom o non deve essere
dom inato da un altro, lidea che ci apre la strada
verso la pace, la libert, l uguaglianza e la solida-
riet di tu tta la fam iglia um ana.
Non dobbiam o m ai dim enticarlo e questo ci
perm etter di restare fino in fondo fedeli a tu tto ci
che abbiam o discusso ed accettato qui .
Cos fu risolto il problem a della nostra azione
futura.
I CONTADINI ARMATI VANNO IN AIUTO
AGLI OPERAI DELLE CITTA
IL COMITATO RIVOLUZIONARIO
DI ALEXANDROVSK E LA COMMISSIONE
DI INCHIESTA

Il 3 gennaio 1918, Bogdanoff, il com andante del


distaccam ento della guardia rossa, indirizz un ap
pello ai contadini e agli operai di Guliai-Pol p er chie
der loro aiuto.
Nella notte del 3 gennaio il nostro gruppo lanci
lappello alle arm i.
La notte stessa affidai il m io incarico di Presidente
del Soviet ad uno dei miei com pagni e assunsi il co
m ando di un distaccam ento anarchico form ato da
alcune centinaia di contadini che, in tenuta da cam
pagna, si diressero verso Alexandrovsk.
Mi ricordo che, al m om ento di lasciare Guliai-Po
l, davanti alla folla accorsa, il distaccam ento, per
mia iniziativa, scelse un com andante. In effetti, ero
obbligato a rinunciare a questo incarico, prevedendo
che mi sarebbe occorso allontanarm i spesso dal di
staccam ento p er assicurare il collegam ento fra la
citt e la campagna.
Fu allora eletto capo del distaccam ento mio fra
tello Sava Makhno.
Alla n ostra partenza da Guliai-Pol i vecchi dis
sero ai loro figli che stavano partendo :
Voi andate alla m orte. Noi non esiterem o a
prender le vostre arm i e a com battere p er le vostre
idee che fino a poco tem po fa ignoravamo, m a che
ora accettiam o.
Le difenderem m o fino alla m orte se occorresse...
Non dim enticatelo, figli cari!...
E i figli risposero :
Dio vi benedica p er averci allevati. Ora siamo
forti e possiam o lo tta re e afferm are nella vita i prin-
cipi della libert e della solidariet. Sarem o felici di
vedere i nostri padri lo ttare p er i nostri ideali... Ma,
in attesa, restate ai vostri focolari, seguite da lon-
tano la n o stra azione e se noi non riuscirem o lag-
gi nella lotta contro i nemici della Rivoluzione, voi
vincerete qui e per sempre... .
Gli addii furono commoventi.
Ognuno di noi sapeva perch partiva e dove an
dava.
Mentre si muovevano i camions che ci portavano
alla stazione, si alz un canto rivoluzionario.
Sorrisi felici illum inavano i volti di questi giovani
contadini rivoluzionari che i seguaci della scuola di
Marx trattavano da bestie da soma fatte soltanto per
lobbedienza...
Tuttavia, eccoli, coscienti di loro stessi, dei loro
obblighi nei confronti della Rivoluzione, volare in
aiuto agli operai, sui quali soltanto, da' decine di an
ni, i socialisti di tu tte le sfum ature contavano per
im padronirsi del potere. Questi contadini, conoscen
do il pericolo che correvano, non esitavano a recarsi
in citt. In questo caso non si trattav a di rivoluzio
nari da parata, il cui credo rivoluzionario si lim ita
alle parole, m a di autentici m ilitanti, realm ente con
vinti dallideale anarchico. Alcuni potevano fallire,
ingannarsi, m a questo unicam ente per attaccam ento
sincero allidea anarchica.
Essi erano ottocento o novecento e pi di trecen
to di loro erano m em bri del gruppo anarchico.
Dirigendosi verso la citt, sapevano che gli operai
erano loro fratelli, nemici come loro, p er la stessa
m entalit, della dominazione degli uni sugli altri e
che diventavano sostenitori dellau to rit soltanto
quando, strappati alla m assa dei lavoratori, subivano
linfluenza delle idee e delle azioni dei politicanti.
Lasciando Guliai-Pol, i contadini sapevano che la
felicit e la libert dei lavoratori delle c itt e dei vil
laggi dipendevano dai progressi di una Rivoluzione
veram ente sociale e si affrettavano al soccorso della
citt che i nemici della Rivoluzione sociale, e di ogni
Rivoluzione, assediavano.
Il loro distaccam ento giunse senza ostacoli ad
Alexandrovsk. La c itt era calma. Le guardie rosse
erano consegnate nei loro alloggiamenti. Alcune sen
tinelle percorrevano le strade.
Soltanto le au to rit di Alexandrovsk m ostravano
unattiv it febbrile. Il Com itato rivoluzionario, for
m ato dai bolscevichi e dai socialisti rivoluzionari di
sinistra, aveva tentato fin dallinizio di sottoporre a
regolam ento la vita dgeli operai, m a non pot giun
gere a ci: la Federazione anarchica gli sbarrava la
strada tenendo al corrente gli operai di tu tte le ma
novre delle au to rit m unicipali recentem ente elette.
Il C om itato rivoluzionario decise allora di lim itarsi
alla creazione di un fronte diretto contro la reazione.
Fu a questo scopo che esso propose alla Federazione
anarchica di Alexandrovsk di inviargli due delegati.
La delegazione design i com pagni N ikiphorova e
Iachta. La com pagna N ikiphorova fu im m ediatam en
te eletta vicepresidente del Com itato rivoluzionario.
Il giorno stesso questultim o ci chiese di inviargli
un rappresentante del nostro distaccam ento. Dopo
aver deliberato e ascoltato il parere degli anarchici
di Alexandrovsk che erano sem pre stati con noi, il
distaccam ento mi design p er rappresentarlo al Co
m itato rivoluzionario.
Questo ingresso nel Com itato era necessario a
causa degli avvenimenti.
Noi crediam o che il rifiuto di parteciparvi avrebbe
potuto com prom ettere tu tta la n o stra opera teorica
e pratica d iretta contro il blocco bolscevico-socialista
rivoluzionario di sinistra.
Fin dal nostro arrivo ad Alexandrovsk, protestam
mo contro la m ancata liberazione dei detenuti : per
qual m otivo non si vuotava la prigione? . Parecchi
contadini ed operai erano stati arrestati e imprigio
nati solo per non aver riconosciuto il potere di Ke-
rensky e della Rada C entrale Ucraina. Se non erano
stati liberati ci spieg un bolscevico era per
timore di vederli insorgere ugualm ente contro il po
tere del blocco bolscevico-socialista rivoluzionario di
sinistra.
Dopo esserci consigliati con gli operai che ave
vano a ttira to la n o stra attenzione sui detenuti che
languivano nelle celle, decidemmo di inviare un rap
presentante al C om itato rivoluzionario p er ottenere
lim m ediata liberazione dei prigionieri. Sarebbe stato
solo in caso di rifiuto da p arte del Com itato rivolu
zionario, che sarem m o andati ad aprire tu tti i p or
toni della prigione e a incendiare ledificio.
Fui dunque designato dal nostro distaccam ento
per andare al C om itato rivoluzionario che, a sua vol
ta, mi deleg, coi socialisti rivoluzionari di sinistra
Mirgorodsky e M ikhalevsky ed altri, a procedere alla
liberazione dei detenuti.
Ci recam m o alla prigione, vi penetram m o, ascol
tammo le lamentele dei detenuti, passam m o alla Di
rezione e, dopo uno scam bio di vedute, ci separam mo.
In effetti non eravam o al completo. Il delegato p rin
cipale, il bolscevico Lepic, mancava. Gi in quel mo
mento, nei corridoi, lo si destinava alla presidenza
della Ceka, p er quanto non lo si confessasse ancora.
Conoscevo questa prigione per avervi soggiornato
due volte; sapevo fino a qual punto era sporca, in
sopportabile. Tuttavia, mi lim itai a form ulare alcune
critiche nei confronti di Lepic e uscii dalla prigione.
Chiamai una vettura pubblica e mi feci condurre al
Com itato rivoluzionario...
Ci riunim m o la sera stessa e decidemmo di m et
terci allopera senza indugi.
La prigione fu vuotata...
Il socialista rivoluzionario M irgorodsky ed io,
sempre conservando i nostri vecchi m andati, fum mo
delegati dal C om itato rivoluzionario alla Commissio
ne del Tribunale rivoluzionario delle prim e linee
presso il gruppo delle guardie rosse di Bogdanoff.
Si trovava l il prim o gruppo arm ato venuto dal
nord in U craina col pretesto di appoggiare gli operai
ed i contadini ucraini nella loro lotta contro le azioni
reazionarie della Rada Centrale.
Fui eletto presidente della Commissione dalle
guardie rosse di Pietrograd (D istretto di Vyborg) ; il
compagno M irgorodsky fu eletto segretario.
La commissione com prendeva sette m em bri. La
cancelleria del com andante delle guardie rosse ci
consegn un mucchio di scartafacci. Erano i dos-
siers di tu tti coloro che erano detenuti nei vagoni
di prigionieri tipo Stolypin. Ci si chiese di esam ina
re i dossiers e di form ulare le nostre conclusioni.
Ma il compagno M irgorodsky ed io protestam m o
contro questo modo di procedere. I m em bri della
Commissione, quelli venuti da Pietrograd, approva
rono il nostro punto di vista senza tuttavia unirsi a
noi.
Dichiarammo che non potevam o in tu tta coscien
za esam inare i dossiers della Commissione del
Tribunale rivoluzionario che in presenza degli im pu
tati : solo lim putato era in grado di spiegarci le cir
costanze del suo arresto, ecc. Questa Commissione
d inchiesta che si poteva chiam are Tribunale rivolu
zionario delle prim e linee (d altronde il com andante
BogdanofF la considerava tale) mi occup pi di tre
giorni. Vi lavorai febbrilm ente senza im piegar tempo
a m angiare e a dorm ire. I detenuti erano num erosis
simi. Ce n erano di tu tti i gradi : generali, colonnelli,
ufficiali di gradi inferiori, capi della milizia e soldati
semplici delle u nit H aidam ak . Cera questo di
comune fra loro : che tu tti o quasi tu tti erano nemici
dim ostrati della Rivoluzione d ottobre e di ogni Ri
voluzione in generale e, di conseguenza, sapevano co
sa facevano. Ma, la m aggior parte, erano innocenti
del delitto che veniva loro im putato. La maggior
parte di loro, arrestati nelle proprie case, senza arm i,
si pu dire con certezza, non avevano alcuna inten
zione di prendere le arm i e battersi contro la Rivolu
zione.
Erano stati arrestati dietro denuncia di malvagi
che, per fa r dim enticare il loro odioso passato con
trorivoluzionario, al m om ento della Rivoluzione era
no diventati pi odiosi ancora facendo voltafaccia e
sostenendo ipocritam ente la rivoluzione denunciando
tu tti coloro che p er la loro posizione sociale, erano
stati un tem po fuori del m ovim ento rivoluzionario
ma, che, tuttavia, non ne avevano mai im pedita le
voluzione.
Per m ettersi al riparo dalle accuse, questi odiosi
personaggi si impegnavano a scoprire dei nemici del
la Rivoluzione in tu tte le categorie della popolazione.
Ora, i com andanti delle guardie rosse ascoltavano
volentieri le loro denunce, sperando di salvaguardare
meglio le loro posizioni.
Cos, nel corso della Rivoluzione, la vigliaccheria
degli uni si alle allentusiasm o degli altri e questo
perch i capi che avevano pieni poteri nella lotta con
tro i nemici della Rivoluzione erano nellim possibilit
di distinguere la sincerit degli uni dalla falsit degli
altri.
La Commissione che presiedevo esam in pi di
duecento dossiers e diede il suo parere su ognuno
di essi.
In m olti casi la Commissione, riconoscendo il ruo
lo attivo antirivoluzionario degli im putati, consegn
i dossiers allo stato maggiore di Bogdanoff che li
invi a quello di Antonoff-Ovsenko a Kharkow, il
che significava, nel linguaggio bolscevico, che questi
im putati sarebbero stati fucilati.
Fra i detenuti interrogati dalla Commissione, qua
si tu tti quelli che furono riconosciuti colpevoli si mo
strarono deboli e vigliacchi. Davanti alla m orte im
m inente, sarebbero ricorsi ai mezzi pi indegni per
tentare di salvare la loro pelle. Si videro piangere dei
generali. Al contrario, alcuni colonnelli dichiararono
di rim piangere il loro arresto : essi pretendevano che,
se i rivoluzionari non li avessero cattu rati, avrebbe
ro saputo riunire un num ero sufficiente di volontari
per sostenere il generale Kaledin e restaurare la mo
narchia.
M entre li si conduceva via dal vagone-sala dove
sedeva la Commissione essi gridavano : Viva la casa
di Romanoff! Viva lim peratore Nicola Alexandro-
vitch, signore di tu tte le Russie ! Possa egli schiac
ciare la Rivoluzione !
vero che casi simili erano ra ri e che soltanto
due colonnelli si dim ostrarono fedeli ai principi mo
narchici e aristocratici.
Fra il gran num ero di im putati, uno so p rattu tto
rim asto im presso nella m ia m em oria: era un capo
di distretto m ilitare, arrestato p er avere, p er ordine
dei suoi capi, m obilitate delle giovani classi al m o
m ento deHeffimero trionfo della Rada Centrale.
Ucraina.
Non esisteva alcuna prova che dim ostrasse che
egli era u n nemico della Rivoluzione. I pareri, tu tta
via, erano discordi. Q uattro m em bri della Commis
sione vedevano in lui un controrivoluzionario convin
to ed attivo. Gli a ltri tre erano di parere contrario.
E ra chiaro che il capo di distretto stava p er essere
fucilato.
La discussione divenne burrascosa. Il compagno
M irgorodsky, socialista rivoluzionario di sinistra, mi
propose allora di lasciare la Commissione e di torna
re al Com itato Rivoluzionario.
Che il Com itato Rivoluzionario invii degli altri
a! nostro posto , disse.
I nostri compagni di Pietrograd si fecero beffe di
noi pretendendo che non ci com portavam o da rivolu
zionari. E fu solo dopo che avemmo loro dim ostrato
come bisognava agire da rivoluzionari, che tu tti i
q u attro rinunciarono ad esigere la pena di m orte e il
capo del d istretto fu assolto.
Ecco un altro caso pi caratteristico.
D urante lesame dei dossiers dello stato mag
giore di Bogdanoff, le guardie rosse portarono dei
nuovi detenuti : il com m issario Mikhno, del governo
di Kerensky (quello che q u a ttro o cinque mesi prim a,
mi aveva denunciato alla giustizia p er aver disarm ato
la borghesia di Guliai-Pol), il capo della m ilizia Vas-
siliev, il procuratore generale Maximoff e Pietro Cha-
rovsky. Questultim o, m em bro del nostro gruppo
anarco-com unista di Guliai-Pol nel 1910, in quella
epoca aveva consegnato alla polizia i nostri compagni
Alessandro Sem enota e M aria Pivene e aveva rice
vuti, p er questatto abbietto, cinquecento rubli sui
duem ila prom essi dalla Sicurezza Generale a chi aves
se consegnato Alessandro Semenota.
Il m io incontro con questo vecchio com pagno
fu dei pi penosi. Egli si gett in ginocchio davanti a
me, alzando le braccia e im plorando : N estor Iva-
novitch, salvami. Il mio tradim ento un tradim ento
innocente. Parlai ad un civile senza sapere che era
un agente della Sicurezza... .
Avrei potuto credere alle sue parole, se non aves
si avuto delle inform azioni esattissim e allepoca del
mio soggiorno ai lavori forzati e se queste inform a
zioni non fossero state conferm ate, al mio ritorno a
Guliai-Pol, da M arta Pivene che aveva assistito al
larresto ed alla m orte di Alessandro Sem enota. Ella
si era presa una pallottola nella tem pia e, m algrado
la sua ferita grave, m a fortunatam ente non m ortale,
era stata arrestata.
Gli stessi fratelli di Charovsky, Procopoi e Grego
rio, mi avevano aiutato, nel 1917 a stabilire il fatto
del suo atto provocatore. Uno di loro, subito dopo la
m orte di Alessandro Semenota, aveva preso p arte al
latten tato contro Pietro Charovsky p rep arato dal no
stro com pagno il giapponese . Due pallottole fu
rono sparate contro di lui, m a sfortunatam ente non
lo abbatterono, perch la polizia si era recata in suo
aiuto e lo aveva messo al sicuro. Una volta guarito
delle sue ferite, aveva m urate tu tte le finestre della
sua casa non lasciandone libere che le p arti supe
riori. Al mio arrivo a Guliai-Pol era fuggito.
Lo scorsi tem po dopo ad Alexandrovsk m entre
passava da un gruppo di operai allaltro con un pa
niere al braccio.
Quando mi vide si nascose.
Usai allora la m ia influenza presso il com andante
delle guardie rosse, Bogdanoff, p er chiedergli di inter
venire presso le au to rit rivoluzionarie del blocco
bolscevico-socialista rivoluzionario di sinistra per ot
tenere larresto di Pietro Charovsky.
Subito Bogdanoff invi due gruppi di guardie ros
se sul posto dove avevo scorso Charovsky e questi fu
arrestato.
Il 6 gennaio 1918, presentai un rap p o rto detta
gliato alla Commissione d inchiesta (di cui ero presi
dente) stabilendo lidentit di Pietro Charovsky e ri
ferendo come aveva consegnato Alessandro Sem enota
e quanto aveva ricevuto per questo. Presentando il
mio rapporto alla Commissione, dichiarai che esso
si rivolgeva non ai m em bri della Commissione, ma
ai socialisti rivoluzionari ed ai bolscevichi, allo sco
po di prenderli a testim oni della colpevolezza di Pie
tro Charovsky e di legittim are la sentenza. I Membri
bolscevichi di Pietrograd proposero di m ettere Pietro
Charovsky a disposizione del com andante Bogdanoff,
m a n io n il socialista M irgorodsky vi acconsentim
mo e chiedemmo al com andante di alloggiare Pietro
Charovsky in un vagone, in attesa che avessi finito di
sbrigare gli affari correnti.
A questo punto, giunsero altri compagni del no
stro gruppo: Filippo K rate, Sava M akhno e Paolo
Kirostelev e, con loro, alcuni m em bri del gruppo
anarchico di Alexandrovsk. Facemmo allora un inter
rogatorio a Charovsky, dopo di che uno dei com pa
gni gli cacci una pallottola nella testa.
Non meno penoso fu per me in quel m om ento rin
contro col vecchio com m issario Mikhno.
Sentivo vagam ente che mi sarebbe stato difficile
stabilire i suoi to rti davanti ai contadini e agli ope
rai rivoluzionari.
Dietro un ordine firm ato da lui, in qualit di
com m issario del Governo di Coalizione, ero stato
condotto davanti alla giustizia per gli atti rivoluzio
nari commessi dal Com intato di Difesa della Rivolu
zione nella regione di Guliai-Pol.
Egli aveva preteso dal C om itato com unale di Gu-
liai-Pol che esso mi interdicesse ogni attiv it sociale.
Tuttavia, quando ricevette la m ia lettera nella quale
protestavo in nom e del Congresso regionale dei con
tadini di Guliai-Pol, era rito rn ato sulla sua decisio
ne. Sentivo che mi sarebbe stato difficile essere im
parziale nei suoi confronti e temevo che questo gli
fosse nefasto, a lui che fin dal tem po dello zarismo
era stato un liberale piu tto sto onesto.
Ero, d altra parte, ferm am ente convinto che era
penoso uccidere un uomo p er il solo m otivo che ave
va partecipato al Governo di Coalizione come com
m issario e che aveva fatto il suo dovere come tale. La
nostra regione non si e ra m ai conform ata alle sue
ordinanze che, d a ltra parte, egli non ebbe la forza
di far osservare al tem po del trionfo dei lavoratori.
La Commissione si lim it dunque a fargli un in
terrogatorio dei pi serrati, ricordandogli i suoi a t
tacchi quale agente governativo, contro di me e con
tro il nostro Com itato di Difesa della Rivoluzione e
gli restitu la libert.
Ben diverso fu il nostro atteggiam ento nei con
fronti del procuratore Maximoff e del capo della mi
lizia locale Vassiliev.
Questi due rappresentanti, luno della giustizia
zarista, laltro della polizia del Governo di Coalizione,
furono riconosciuti, prove alla m ano, nemici della ri
voluzione contadino-operaia.
Per decisione della Commissione, tu tti e due furo
no messi a disposizione dello stato maggiore di Bog-
danoff.
Queste due decisioni vennero a conoscenza del
Comitato Rivoluzionario di Alexandrovsk che era al
lora diretto dal bolscevico M ikhailevitch, dallanar
chica M aria Nikiphorova e da num erosi altri anarchi
ci influenti.
Questo Comitato, che si era costituito frettolosa
mente, trem ava per la sua esistenza e faceva in m odo
di blandire quei borghesi che non erano fuggiti e che
sostenevano clandestinam ente il procuratore Maxi
moff e il capo della polizia del distretto, Vassiliev.
Il presidente del Com itato Rivoluzionario giunse
in tu tta fretta dalla citt con quasi tu tti i m em bri del
suo Com itato, m entre la n o stra Commissione sedeva
allo stato maggiore del com andante Bogdanoff, alla
stazione Sud, e protest contro la decisione che ave
vamo presa nellaffare del p ro curatore e del capo
della milizia.
Fu allo stesso scopo che M aria Nikiphorova giun
se a Guliai-Pol, accom pagnata da alcuni m em bri bol-
scevichi del Com itato Rivoluzionario del D istretto e
da una vera delegazione di socialisti rivoluzionari di
destra.
La n ostra Commissione divenne furiosa.
Dai docum enti che lo stato maggiore di Bogdanoff
ci aveva com unicati e che erano stati raccolti da al
cuni bolscevichi convinti, risultava che il procuratore
Maximoff al tem po dello zar come sotto il regime
di coalizione dei socialisti rivoluzionari e dei social-
dem ocratici con la borghesia, era sem pre stato un
nemico feroce dei lavoratori e delle loro aspirazioni
alla libert.
Le sue colpe nei confronti della Rivoluzione erano
evidenti. I docum enti provavano che aveva organiz
zato, fra i borghesi di Alexandrovsk, un Com itato d a
zione controrivoluzionaria. Ma era energico e intel
ligente e, lim param m o pi tardi, i bolscevichi aveva
no intenzione di a ttira rlo con loro ; vi riuscirono,
d a ltra parte, qualche tem po dopo.
Al m om ento delle n tra ta delle guardie rosse ad
Alexandrovsk, Vassiliev si era schierato con gli Hai-
dam aki : appostato sul tetto della sua casa, aveva
sparato con la m itragliatrice sugli assalitori e aveva
ucciso e ferito un gran num ero di guardie rosse. Per
di pi, quando era stato capo della milizia della citt
e del distretto, sapeva che i soldati bastonavano i de
tenuti, e aveva lasciato fare.
Fu basandosi su questi fatti che la Commissione
dichiar Maximoff e Vassiliev nemici della Rivoluzio
ne e del popolo.
, In virt di questa sentenza, dovevano essere tra
sferiti allo stato maggiore dellarm ata rivoluzionaria,
il cui capo poteva farli fucilare o liberarli, perch le
decisioni della Commissione non im ponevano al ca
po di stato maggiore Bogdanoff lobbligo di osservar
le. Tuttavia, egli generalm ente teneva conto delle no
stre conclusioni : liberava im m ediatam ente coloro
che dichiaravam o innocenti e fucilava i colpevoli.
Dopo aver preso conoscenza della pro testa del Co
m itato Rivoluzionario e ricevuta la delegazione dei
socialisti rivoluzionari, la Commissione chiese allo
stato maggiore di Bogdanoff di restituirle le sue con
clusioni concernenti i casi di Maximoff e Vassiliev e
annunci ufficialmente che essa decideva di tenere an
cora a propria disposizione questi due im putati aven
do essa disse ricevuti dei nuovi documenti.
Il com pagno socialista rivoluzionario Mirgorod-
sky ed io andam m o a trovare Bogdanoff e ottenem m o
da lui la prom essa che le vite di Maximoff e di Vassi-
liev sarebbero state rispettate fino a quando la con
troversia che era sorta fra la Commissione e il Co
m itato Rivoluzionario di Alexandrovsk non fosse sta
ta risolta.
Comunicai questo risultato alla delegazione dopo
di che, coi m em bri del Com itato Rivoluzionario, co
m inciam m o una discussione che fu burrascosa.
Mikhailevitch e M aria N ikiphorova chiesero al co
m andante Bogdanoff di partecipare a questa discus
sione. Il com andante venne e fu del parere della Com
missione.
La discussione si aggrav. La Commissione fece
pervenire allo stato maggiore di Bogdanoff la deci
sione scritta di trasferire il procuratore ed il capo
della m ilizia in un vagone speciale e di tenerveli sot
to stre tta sorveglianza fino alla loro convocazione da
parte della Commissione.
La discussione dur, pi di sei ore. Per conclude
re, tu tti i m em bri del Com itato Rivoluzionario mo
strarono di approvare la decisione della Commissio
ne, m a fecero notare che essa non teneva conto della
gravit del m om ento e che, da un giorno allaltro, po
teva darsi che la citt di Alexandrovsk dovesse es
sere evacuata perch i cosacchi del Don e del Kuban,
abbandonando il fronte esterno si dirigevano lungo
tutte le linee della ferrovia p er raggiungere le truppe
del generale Kaledin.
Attorno a quest'ultim o si raggruppavano, in effet
ti, tu tte le oscure forze della controrivoluzione e, con
esse, i satelliti di q u estultim a piccoli p roprietari
agricoli, m ercanti, fabbricanti parassiti striscianti
che cercavano di costruire, a spese dei cosacchi (le
donne, i bam bini, i vecchi genitori dei quali stavano
per essere uccisi e i cui villaggi stavano p er essere
devastati), u n fronte antirivoluzionario a favore del
lo zar e dei p ropri privilegi.
I m em bri del Com itato Rivoluzionario facevano
tu tti i loro sforzi p er indurre la commissione a rico
noscere che la sua decisione nellaffare Maximoff
e Vassiliev rischiava di cagionare lesecuzione di que
sti p er opera del com andante Bogdanoff, cosa che
avrebbe avuto come conseguenza il fa r perdere al Co
m itato rivoluzionario il suo prestigio di au to rit rivo
luzionaria locale e di im pedirgli cos, in caso di ab
bandono della citt, di rioccuparla nuovam ente, ecc.
ecc. Se avevo preso su di me l onere di adem piere al
la funzione ingrata di m em bro della Commissione
d inchiesta, era stato, da un lato, p er inform are me
stesso e p er illum inare i contadini rivoluzionari sulle
preoccupazioni dei socialisti statalisti in questi giorni
grandiosi di sollevam ento delle forze rivoluzionarie,
sul m odo con cui questi difensori dellideale di li
bert e di uguaglianza abbandonavano questo idea
le p er non pensare che al privilegio del potere e,
d altra parte, per acquisire una certa esperienza ad
orientarm i negli avvenimenti.
Mi consideravo come un rivoluzionario m ilitante
venuto dalla cam pagna coi contadini rivoluzionari al
lunico scopo di aiutare gli operai a sconfiggere le
bande degli H aidam aki venduti ai borghesi e a
disarm are i cosacchi.
Largom entazione dei m em bri bolscevichi del Co
m itato rivoluzionario, dei socialisti rivoluzionari di
sinistra e dellanarchica N ikiphorova mi parve cri
minale. Lo dissi loro senza giri di parofe.
Il socialista rivoluzionario M irgorodsky, tre com
pagni bolscevichi della guardia rossa di Pietrograd
(del distretto di Vyborg) m em bri della n o stra com
missione ed il com andante Bogdanoff stesso, mi ap
provarono.
Il giorno com inciava a spuntare. Eravam o tutti
estenuati. I m em bri del Com itato Rivoluzionario mi
erano nettam ente ostili, m a non si decidevano a ri
chiam arm i.
Il gesuitism o che gi in q u estepoca impregnava
la politica della m aggior p arte dei bolscevichi e dei
rivoluzionari di sinistra che si agitavano al loro se
guito non glielo perm etteva. Ma essi si intesero per
prolungare la detenzione del procuratore e del capo
della milizia allo scopo, da un lato, di salvarli e, dal
laltro, di com prom etterm i con le m igliaia di conta
dini rivoluzionari della fiera e leale regione di Guliai-
Pol. Essi proposero dunque una risoluzione che af
fidava il procuratore Maximoff ed il capo della m ili
zia Vassiliev al C om itato Rivoluzionario incaricato
di raccogliere un dossier pi com pleto e di stu
diarlo esso stesso .
Questa mozione ipocrita ci fece infuriare e deci
demmo di sottoporre laffare del procuratore e del
capo della milizia ad una revisione alla quale avrem
mo partecipato. La n o stra decisione, dopo alcune
proteste da p arte del C om itato Rivoluzionario, fin
per essere adottata.
A questo punto giunse la notizia che una ventina
di squadroni di cosacchi si dirigeva su Alexandrovsk.
Essi venivano da Apostolovo p er Nicopol, con linten
zione di aprirsi una strad a verso il Don e raggiungere
l'arm ata di Kaledin.
Allannuncio di questa notizia, m algrado la di
scussione che tu tta la notte ci aveva divisi, ci tro
vammo d accordo p er trasferire in fre tta il procura
tore, e il capo della milizia nella prigione di Alexan
drovsk, dove furono chiusi nella cella N. 6 (anchio,
al tem po dello zar, avevo trascorso pi di un anno
in essa. Il procuratore, col quale mi lam entavo allora
per la sporcizia della cella, p er le cimici innumerevoli
e per la m ancanza di aerazione, mi aveva risposto con
un sorriso feroce : Vi occorrerebbe un p o pi di
aria?... . Poi lo avevo udito, nel corridoio, dar lo r
dine di m etterm i per quindici giorni nella prigione
buia...).
Li si chiuse dunque in questa cella, soli, e al re
gime che loro stessi im ponevano ai detenuti, cio :
visita dei parenti una volta al mese, cambio di bian
cheria e bagno una volta ogni quindici giorni, proibi
zione di avvicinarsi alla finestra e di guardare nel
cortile, ecc...
Poi ci separam m o, riprendendo ognuno il proprio
posto ; quindi, proceduto allequipaggiam ento delle
nostre truppe, attraverso il ponte di Kitchaks, ci por
tam m o sulla riva destra del Dniepr p er occupare la
linea di com battim ento.
LOTTA ARMATA CONTRO I COSACCHI
DELEGAZIONE, DISARMO DEI COSACCHI E
ACCORDO CON LORO

E ra T8 gennaio 1918. Faceva freddo. Verso sera


cominci a cadere una neve fine che annunciava il
disgelo. Le n ostre truppe occuparono le loro posi
zioni e scavarono delle trincee.
Ci accordam m o telefonicam ente coi capi dei co
sacchi e decidem m o di nom inare dei delegati che
avrebbero dovuto incontrarsi a m et strad a fra le
stazioni di K itchkas e Khortiz per definire chiara
m ente cosa volevano gli uni e cosa gli altri. La n ostra
delegazione si componeva di due com andanti del
gruppo Bogdanoff, del com pagno Boborykin del di
staccam ento dei m arinai, di M aria N ikiphorova del
distaccam ento degli anarchici di Alexandrovsk e di
me, rappresentante dei contadini rivoluzionari della
regione di Guliai-Pol e del gruppo anarco-com unista.
Verso le otto di sera, una locom otiva ci condusse
al luogo convenuto. Una locom otiva ed un vagone
che portavano la delegazione dei cosacchi, giunsero
nello stesso m om ento. Questa delegazione era com
posta p er la m aggior p arte da ufficiali e da alcuni co
sacchi non graduati. Ma questi ultim i non dissero
nulla, non fiatarono. Parlarono soltanto gli ufficiali ;
essi parlarono orgogliosam ente, con alterigia, proffe
rendo talvolta anche delle ingiurie, specialm ente
quando uno dei nostri delegati, il com pagno Bobory
kin, dichiar loro che non li avrem m o lasciati pas-
sare arm ati da Alexandrovsk nella loro m arcia verso
il Don.
Im piegam m o u n ora buona a cercare di convincer
ci reciprocam ente e sarem m o, forse, ancora l, se i
cosacchi non ci avessero dichiarato chiaram ente che
non dovevano chiederci lautorizzazione di attrav er
sare il ponte di K itchkas e la citt di Alexandrovsk.
Siamo ci dichiar imo dei delegati diciotto
squadroni di cosacchi del Don e del Kuban-Labinsk e
sei o sette squadroni di H aidam aki della Rada
Centrale U craina (Questi ultim i afferm avano di
aver lasciato Odessa e di essersi uniti, lungo la stra
da, ai cosacchi al fine di raggiungere con loro la riva
sinistra del Dniepr e di condurvi una cam pagna con
tro i Katzapi ). All'udire questa dichiarazione, ac
com pagnata da parole grossolane, il nostro delegato
rispose :
Se cos, vi lasciamo. Le nostre trattativ e sono
rotte. Noi, rappresentanti dei contadini, operai e m a
rinai, vediamo nel vostro atteggiam ento il desiderio
di provocare una lo tta fratricida sanguinosa. Venite
dunque! Vi aspettiam o!...
Detto questo, abbandonam m o il loro vagone e la
nostra locom otiva ci ricondusse nelle nostre linee.
La delegazione dei cosacchi se ne torn nella sua
zona.
Giunti alle nostre prim e linee, com unicam m o ai
com battenti che le trattativ e coi cosacchi non ave
vano dato alcun risultato, che ad ogni m om ento ci
si poteva aspettare un attacco da parte loro e che,
di conseguenza, occorreva intensificare il servizio di
ricognizione dinanzi ogni posizione e su tu tta la li
nea del fronte. Ci allontanam m o poi circa un chilo
m etro con alcuni dei nostri com battenti e sm ontam
mo i binari in due punti ; verso lu n a del m attino era
vamo tu tti rien trati e, in preda ad una viva agita
zione, aspettam m o lattacco dei cosacchi.
La notte era scura. La neve che cadeva dal m at
tino, si era trasform ata in pioggia. E rano le due del
m attino. Pioveva sem pre pi forte e il nemico non si
faceva vivo avendo probabilm ente deciso di aspet
tare le prim e luci del giorno.
Alcuni com battenti, stesi nelle trincee che aveva
no appena scavate, parlavano fra loro. Ma i vecchi
soldati, so p rattu tto quelli di Guliai-Pol, dissero lo
ro : Diffidate, compagni, i cosacchi cercheranno di
m ettere a profitto questo cattivo tem po per circon
dare le nostre posizioni e im padronirsi del ponte
Kitchkas e di Alexandrovsk .
Parecchi si m isero a ridere. Ma il loro riso cess
ben presto, perch, poco dopo le due del m attino, le
pattuglie ci avvisarono che si udivano dei colpi b attu
ti sui binari. E ra la prim a pattuglia di cosacchi che
era appena giunta al punto in cui avevamo sm ontato
i binari. Questa pattuglia seguiva la strad a ferrata
per assicurarsi del suo stato.
Dieci o quindici m inuti dopo, udim m o il rum ore
di una locomotiva.
Arrivano , si ud bisbigliare su tu tta la linea.
Silenzio ! , bisbigliarono altre voci.
I nervi si tesero. Corse un brivido.
Che b ru tta cosa la guerra , dicevano i com
b atten ti coi compagni.
Venni allora ad acquattarm i vicino a due di loro
e chiarendone lidea, dissi :
S, com pagni miei, la guerra u n a b ruttissim a
cosa. Lo sentiam o tu tti, m a non possiam o non pren
dervi parte... .
E perch dunque, perch dite questo, N estor
Ivanovitch? insistettero loro.
Finch i nemici della nostra libert continuai
ricorreranno alle arm i p er com batterci, saremo
obbligati a risponder loro con le arm i in pugno.
Noi vediamo in questo m om ento che i nostri ne-
mici non rinunciano a com batterci e, tuttavia, san-
no benissim o che i lavoratori non vogliono pi es-
sere degli schiavi a pagam ento, m a che vogliono al
contrario essere liberi, al sicuro da ogni schiavit.
Sem bra che questo sarebbe dovuto bastare. I no-
stri nemici, i "pom echtchiki, i padroni delle offi-
cine e delle fabbriche, i generali, i funzionari, i
m ercanti, i preti, i carcerieri ed anche tu tta la m uta
dei poliziotti pagati p er proteggere tu tti questi so-
stegni del regime zarista, avrebbero dovuto capirlo
e non sb arrare il cam m ino ai lavoratori che ten-
tano di condurre a term ine la loro opera di libera.
zione rivoluzionaria.
Non solo non vogliono com prenderlo, m a tenta-
no pure di attirare dalla loro parte un certo nume-
ro di socialisti statalisti e, d accordo con questi tra.
ditori, inventano delle nuove form e di au to rit per
impedire ai lavoratori di conquistare il d iritto ad
una vita libera ed indipendente.
T utti questi fannulloni non fanno nulla, non
producono ci di cui hanno bisogno, m a si sforzano
di avere tu tto senza lavorare, di dirigere tu tto , com-
presa la vita dei lavoratori e sem pre questa la
caratteristica a spese dei lavoratori. E, di con-
seguenza, sono loro ad essere responsabili di questa
guerra e non noi. A ttualm ente non facciamo che di-
fenderci, m a questo, amici, non basta. Dobbiamo
non soltanto difenderci, m a passare a nostra volta
alloffensiva, perch difenderci sarebbe bastato se,
una volta rovesciato il potere del Capitale e dello
Stato, fossimo vissuti nellabbondanza e nella li.
bert, se la schiavit abolita fosse stata sostituita
dalleguaglianza e, a questo punto, i nostri nemici
non si fossero levati contro di noi per schiacciarci
ed asservirci.
Ma, dal m om ento che non facciamo ancora che
tendere a questo fine, dobbiam o pensare ad essere
noi ad attaccare i nostri nemici.
La difesa strettam ente legata allattacco, m a essa
appartiene a quei nostri fratelli e a quelle nostre
sorelle che, senza fa r p arte delle prim e linee rivo-
luzionarie, non fanno che seguire i com battenti e,
riprendendo le loro idee, allargano e intensificano
lopera della rivoluzione che a torto, amici, chia-
m ate guerra.
In questo caso lopera di difesa acquista il suo
vero carattere e giustifica tu tto il sangue versato
dai com battenti nella fase distruttiva della Rivolu-
zione, consolidando le loro conquiste senza defor-
m arne il carattere e la p o rtata .
A questo punto risuon un ordine :
Sezione delle m itragliatrici, fuoco !
Esso si rivolgeva ad un distaccam ento di circa
sedici m itragliatrici piazzate alla curva della ferrovia,
esattam ente dietro le linee, p er far fronte, in tem po
utile, agli squadroni cosacchi. Io disapprovai un tale
spreco, m a a q u estepoca, disponendo le truppe della
guardia rossa del triplo o del quadruplo delle m itra
gliatrici di cui avevano bisogno, non vi davano im por
tanza, come lo dim ostra questo esempio di esposi
zione delle m itragliatrici m olto dietro le prim e linee.
Quando la sezione delle m itragliatrici apr il fuo
co, vidi un centinaio di com battenti, che p er ascoltar
mi si erano avvicinati, rito rn are correndo al loro po
sto di com battim ento.
Al fuoco delle nostre m itragliatrici rispose il fuo
co violento del nemico. Il crepitio delle m itragliatrici
e dei fucili si estese a tu tto il nostro fronte che fu
illum inato da un capo allaltro. Poi il nemico cess il
fuoco e pure noi sm ettem m o di tirare.
Mi resi conto a questo pun to di una profonda tri
stezza che i miei compagni condividevano. Essi si
ricordavano della crudelt con la quale, nel 1905-
1906, i cosacchi avevano represso i tentativi dei lavo
ratori che avevano osato gridare liberam ente le loro
rivendicazioni alle assemblee-skhods. Se noi conta
dini non avevamo visti noi stessi questi fatti, p er lo
m eno ognuno di noi ne aveva udito parlare. E questo
dava pi coraggio ai com battenti, questo li incitava a
disprezzare la m orte, a fronteggiare pi risolutam en
te ancora questi uom ini che, in altre circostanze era
no, come noi, come tu tti gli uomini, capaci di fare il
bene come il male, m a che nel m om ento attuale m ar
ciavano gonfi d'orgoglio, sotto linflusso di idee anti
quate e condotti da generali e da ufficiali.
Questi uomini, ingannati vero, si aprivano arm i
alla m ano un passaggio attraverso il territo rio rivo
luzionario in direzione del Don bianco del gene
rale Kaledin per sostenere la reazione e farla trion
fare sulla Rivoluzione, che era gi costata cos cara
ai lavoratori. Questi uom ini erano nostri nemici,
pronti a frustarci coi loro nagaiki (1), a batterci a
colpi di calcio di fucile, a ucciderci...
(1) N agaika: fru sta di cuoio di cui si servivano i cosacchi
(N.D.T.).
Fra i nostri com battenti si levarono delle grida :
Passiam o dunque allattacco ! Occorre im pedir
loro di uscire dai vagoni !
Ma dopo poco i cosacchi avanzarono di nuovo ver
so le nostre linee e aprirono il fuoco. La risposta dei
nostri fucili e delle nostre m itragliatrici fu cos vio
lenta e il tiro cos preciso che il convoglio dei cosac
chi fece m arcia indietro a tu tta velocit, rispondendo
soltanto con alcuni colpi isolati di fucile o di m itra
gliatrice.
Lo stato m aggiore dei cosacchi aveva preparato
nella stazione di Khortiz una serie di squadroni di
rinforzo che lanci dietro il prim o convoglio di tru p
pe. Accadde che il treno, che indietreggiava rapida
m ente, entr in collisione con uno di quelli che veni
vano in senso inverso, lo fece deragliare ed usc esso
stesso dai binari. Il tam ponam ento fu cos violento
che num erosi vagoni furono d istru tti e gli occupanti,
uomini e cavalli, uccisi.
Fu questo deragliam ento che obblig il com an
dante cosacco a ritirare verso Nicopol gli squadroni
di truppe rim asti nella stazione di K hortiz e ad in
viarci una delegazione di q u aran ta m em bri, costituita
per la m aggior p arte da cosacchi semplici, per en tra
re in trattativ e con noi.
Questa delegazione ci raggiunse, con la bandiera
bianca in testa, esattam ente alle tre del pomeriggio,
l8 gennaio 1918. Essa fu accolta con una gioia traboc
cante, fu condotta allo stato m aggiore del settore,
assalita di dom ande circa le proposte che recava do
po lo scacco subito nel tentativo di passare a ttra
verso il territorio rivoluzionario.
La delegazione ci inform che le truppe cosacche
erano seguite da parecchi squadroni di hadam aki
che sognavano di occupare la citt di Alexandrovsk,
con laiuto dei cosacchi del Don e del Kuban, e di
andarsene p er i villaggi e le cam pagne sterm inando i
katzapi e gli ebrei non convertiti che impedivano
loro di spiegare sulla Madre U craina la bandiera
gialla e blu dei pogrom e del m assacro dei m iscre
denti.
Ma dopo lo scacco al nostro attacco di ieri
ci disse la delegazione dopo il deragliam ento dei
convogli e la valutazione approssim ativa delle nostre
forze e di quelle della popolazione che vi appoggia in
questa regione, gli hadam aki si sono ritirati nel
la direzione della stazione Nicopol-Apostolovo... .
Per quanto ci riguarda proseguirono i cosac
chi siamo decisi a non seguirli, m a ad entrare in
trattative con Voi al fine di ottenere il libero passag
gio sui territo ri che occupate. A questo scopo, ac
consentiam o a deporre le arm i, m a lasciateci i nostri
cavalli, le nostre selle e, possibilm ente, le nostre scia
bole .
Il nostro stato maggiore non accett queste con
dizioni, com prendendo perfettam ente che un cavallo
sellato ed una sciabola costituivano l'equipaggiam en
to essenziale del cosacco, tanto p er la m arcia che per
una scaram uccia col nemico, so p rattu tto se il nemico
si trovava ad essere, come la m aggior parte delle
truppe della Rivoluzione, u n arm ata senza addestra
m ento, una m ateria b ru ta non dirozzata.
Finalm ente la delegazione cosacca rinunci alle
sciabole, m a insistette con fermezza per conservare i
cavalli e le selle appellandosi alla tradizione che vie
tava al cosacco di presentarsi in servizio o a casa sen
za il suo cavallo e la sua sella. E il nostro comando,
data tu tta una serie di considerazioni tattiche e di
altro genere, fu indotto a cedere su questo punto.
Dopo laccordo, una p arte della delegazione cosacca
rest da noi.
Le truppe degli hadam aki ucraini che si riti
ravano sulla linea Nicopol-Apostolovo, apprendendo
che i cosacchi del Don e del Kuban accettavano di de
porre le arm i dinanzi al fronte rivoluzionario, si di
ressero da Apostolovo verso il settore Verkhovtzevo.
Verkhn-Dneprovsk.
Per due giorni e mezzo si procedette al disarm o
delle truppe cosacche, divise in diciotto squadroni e
le si condusse ad Alexandrovsk, dove furono rifornite
di viveri e dove si organizz, p er loro desiderio, una
serie continua di meetings .
In queste riunioni il blocco bolscevico-socialista
rivoluzionario di sinistra si sforzava di guadagnare
i cosacchi alle proprie idee e faceva parlare i suoi m i
gliori o ratori della regione. Costoro, molto rivoluzio
nari a parole, si professavano im m utabilm ente ac
quisiti allopera della Rivoluzione ed ai suoi scopi:
la liberazione effettiva del lavoro, labolizione del
giogo del capitale e dello stato poliziotto .
Questi m istificatori prom ettevano la libert com
pleta ai cosacchi, una larga autonom ia alla regione
del Don e ad altre province che, d urante il regno dei
Romanoff, erano asservite con tu tti i mezzi e che for
mavano la Russia una ed indivisibile , la Santa
Russia dei ladri .
Alcuni o ratori declam avano belle frasi sulla rina
scita nazionale di ciascuna di queste provincie as
servite, e questo senza alcun pudore e m algrado la
presenza a questi meetings di avversari che sape
vano perfettam ente che tu tte queste belle parole era
no in contraddizione con le azioni dei dirigenti e che
pronunciandole m entivano sfacciatam ente.
Tuttavia, i cosacchi restavano generalm ente im
passibili, tenendo poco conto dei discorsi e ridendo
di quando in quando.
Poi, gli anarchici presero la parola, particolarm en
te Maria Nikiphorova la quale dichiar ai cosacchi
che gli anarchici non prom ettono niente a nessuno,
che desiderano che gli uom ini im parino a conoscere
se stessi, a com prendere la loro situazione sotto lat
tuale regime di schiavit, che desiderano, infine, che
questi uom ini conquistino essi stessi la loro libert.
x Ma, prim a di parlarvi di tu tto questo pi detta,
gliatam ente, sono obbligata a dirvi, cosacchi, che
voi siete stati fino ad ora i boia dei lavoratori della
Russia. Resterete tali in fu tu ro o prenderete final-
m ente coscienza del vostro ruolo odioso e rientre-
rete nella fam iglia dei lavoratori, questa famiglia
che fino ad ora non avete voluto riconoscere e che,
p er un rublo dello zar e p er un bicchiere di vino, fo-
ste sem pre pronti a crocifiggere?...
A questo punto i cosacchi, che erano presenti in
parecchie migliaia, si tolsero il loro papakha (1)
ed abbassarono la testa.
Maria Nikiphorova parlava sempre. Molti cosac
chi singhiozzavano come bam bini. E parecchi intel
lettuali, venuti da Alexandrovsk, si trattenevano vici
no alla trib u n a degli anarchici e, parlando fra loro,
dicevano : Come sem brano scialbi e meschini i di
scorsi dei rappresentanti del Com itato Rivoluzionario
e dei partiti politici nei confronti dei discorsi degli
anarchici e so p rattu tto di quello di M aria Nikipho
rova !
Ci fu gradito udire queste parole dalla bocca di
coloro che da anni si erano sem pre tenuti in disparte
da noi.
Ma non era a tale scopo che dicevamo la verit ai
cosacchi. Volevamo soltanto che essi capissero la ve
rit, e ispirandosi ad essa, si liberassero da coloro
che li avevano soggiogati e al servizio dei quali erano
divenuti i boia di tu tte le libere iniziative dei lavo
ratori, dai tempi rem oti in cui si erano stabiliti sul
Don ed il Donetz, sul Kuban e il Terek.
S, i cosacchi sono sem pre stati i boia dei lavora
tori. Molti di loro l avevano gi capito, ma altri conti
nuavano ancora vigliaccamente a servirsi delle loro
sciabole e dei loro naga'iki contro i lavoratori.
Per tu tto il loro soggiorno ad Alexandrovsk (vi
trascorsero altri cinque giorni dopo il m eeting ), i
cosacchi vennero quotidianam ente in m assa allUffi
cio della Federazione chiedendo delle precisazioni
agli anarchici e rispondendo alle dom ande che questi
ponevano loro.
Furono allacciate delle relazioni. Alcuni cosacchi
lasciarono il loro indirizzo per l'invio di pubblica
zioni anarchiche e p er lo scam bio di corrispondenza
sulle questioni riguardanti la Rivoluzione Sociale.
I cosacchi del Kuban, so p rattu tto quelli della se
zione Labinsky, furono i pi solleciti ad allacciare
queste relazioni e so che parecchi di questi cosacchi
intrattennero per m olto tem po u n attiva corrispon-

(1) P ap ak h a: b e rre tto a lto di a strak an .


denza coi nostri anarchici, chiedendo loro delle spie
gazioni, su questo o quel problem a di organizzazione
sociale, pregandoli di inviar loro delle nuove pub
blicazioni anarchiche e inviando il denaro che po
tevano.
Pure i cosacchi del Don ci fecero dom ande di tal
genere, m a m ai in num ero cos grande e con a ltre t
tanto interesse. E questo, da un lato, perch i cosac
chi del Don erano meno progrediti e, dallaltro, per
ch il loro territo rio era stato trasform ato in un auto
daf sul quale la reazione voleva im m olare la Rivo
luzione. M entre i cosacchi disarm ati si trovavano ad
Alexandrovsk, il com ando rivoluzionario propose lo
ro di schierarsi con la Rivoluzione contro il generale
Kaledin.
Molti di loro accettarono e si dichiararono pronti
a prendere le arm i e a p artire p er il fronte rivoluzio
nario. Li si raggrupp in sotnia e li si invi a
K harkow a disposizione del generale Antonoff-Ov-
seenko, che com andava le arm ate del sud della Rus
sia.
Altri, invece, dichiararono che desideravano ve
dere i loro bam bini e i loro parenti che non vedevano
da q u attro anni e chiesero di rito rn are a casa. Il co
m andante rivoluzionario li autorizz a partire, m a in
realt li diresse a Kharkow, dove fece requisire i loro
cavalli.
Non voglio affatto giudicare q u estazione del bloc
co bolscevico-socialista-rivoluzionario di sinistra,
perch lasciar passare in quel m om ento dei cavalli
sellati nella zona degli attacchi m ilitari contro la Ri
voluzione avrebbe significato tradire la Rivoluzione.
Daccordo coi miei amici, non rim proverai che
una sola cosa ai bolscevichi ed ai socialisti rivoluzio
nari di sinistra: di aver agito, fin dall'inizio delle
trattative coi cosacchi, non come dei rivoluzionari,
ma come dei gesuiti, facendo delle prom esse e non
mantenendole. Essi avrebbero potuto fare in questo
modo m olto male alla difesa della Rivoluzione. E,
d altra parte, questo male lavevano fatto ; linvio di
mezzi b lindati davanti al locale delle riunioni anar-
chiche, la sorveglianza delle organizzazioni rivoluzio
narie nelle c itt e nei villaggi annunciavano gi i mi
sfatti di questi due p artiti che dom inavano il paese,
p artiti che di rivoluzionario non avevano che il nome.
IL BLOCCO BOLSCEVICO-SOCIALISTA
RIVOLUZIONARIO DI SINISTRA
AD ALEXANDROVSK
MIE OSSERVAZIONI E LORO CONSEGUENZE

Il fronte stabilito contro lavanzata dei cosacchi


provenienti dal fronte esterno e diretti verso lo Zapo-
roji non esisteva pi.
Non si udiva pi p arlare di cosacchi da quelle
parti. T utte le formazioni rivoluzionarie furono tra
sferite dalla riva destra alla riva sinistra dello Dniepr,
ad Alexandrovsk e nei villaggi vicini.
Poich lo stato maggiore di Bogdanoff intendeva
continuare l avanzata verso la Crimea e la citt di
Alexandrovsk sarebbe restata cos senza difesa, gli
abitanti furono costretti ad organizzarsi e gli operai
com inciarono a farlo.
Il C om itato Rivoluzionario, spinto dai p artiti che
vi erano rappresentati, si mise anchesso a d ar prova
di attivit rivoluzionaria.
D apprim a si tra tt di un intervento arb itrario nel
la vita locale dei lavoratori, con ordini severi e auto
ritari dati verbalm ente o per iscritto.
Il Com itato Rivoluzionario prese ardire anche per
quanto concerneva la citt : im pose alla borghesia di
Alexandrovsk un tributo di diciotto milioni di rubli.
Vi furono nuovam ente degli arresti, come al tem po
del Governo di Coalizione e della Rada Centrale
Ucraina ed i prim i arrestati furono, naturalm ente, i
socialisti di destra. (Non si os ancora toccare gli
anarchici a causa della loro influenza nelle regioni di
Guliai-Pol e di Kamychevat).
Al Com itato stesso si ud pi spesso il term ine
com m issario della prigione . Q uest'ultim a, infatti,
occupava gi uno dei posti pi im portanti nellorga
nizzazione socialista della vita.
Io avevo provato pi d u n a volta il desiderio di
far saltare la prigione, m a non avevo p otuto procu
rarm i un quantitativo sufficiente di dinam ite o di
pirossilina. Ne avevo parlato al socialista rivoluzio
nario di sinistra M irgorodsky ed a M aria Nikipho.
rova, m a entram bi, spaventati, fecero in modo di so
vraccaricarm i di lavoro per im pedirm i di en trare in
rapp o rto con le guardie rosse le cui riserve di esplo
sivo erano considerevoli.
Accettai il lavoro di cui mi opprim eva il Comi
tato Rivoluzionario di Alexandrovsk e lo condussi a
buon fine.
Ma essere un bue docile e sapere che alle mie
spalle accade il diavolo sa che cosa, non nel m io ca
rattere, tanto pi che non ero un novellino nellazione
rivoluzionaria. Non potevo dunque lavorare al solo
scopo di venire approvato dagli onniscienti e onni
potenti del m om ento.
Vidi chiaram ente e con certezza che la collabo-
razione coi bolscevichi ed i socialisti rivoluzionari di
sinistra, p er un anarchico rivoluzionario, diventava
im possibile anche nella lo tta p er la difesa della Rivo
luzione. Lo sp irito rivoluzionario dei bolscevichi e dei
socialisti rivoluzionari di sinistra com inciava a m odi
ficarsi visibilm ente : essi non cercavano che di domi
nare la Rivoluzione, che di regnare, nel senso volgare
della parola. Poich avevo studiato a lungo la loro at
tivit ad Alexandrovsk e, in precedenza, nei Congressi
dipartim entali e dei distretti contadini ed operai, do
ve si trovavano al m om ento in m aggioranza, presen
tivo che il blocco di questi due p a rtiti era una fin
zione e che, presto o tardi, uno dei due avrebbe as
sorbito o divorato brutalm ente laltro, poich en
tram bi sostenevano il principio dello S tato e della
sua au to rit sulla libera com unit dei lavoratori.
vero che questi ultim i non poterono vedere in
tempo questa tendenza dei p artiti politici. Essi ave
vano una fiducia tale in tu tti i rivoluzionari che non
si davano troppo pensiero di studiare a fondo le loro
idee e di sorvegliare la loro azione. Occorreva ogni
volta attirare la loro attenzione e spiegare. E chi l a
vrebbe fatto se non gli anarchici! Ma quali legami
avevano gli anarchici, in questo m om ento della Rivo
luzione russa, con la m assa dei lavoratori?
La grande m aggioranza di coloro che si pretende
vano i capi dellanarchism o russo si trovava a questo
punto, se non docile ai poteri centrali del blocco bol
scevico-socialista-rivoluzionario di sinistra, in ogni
caso al di fuori dellazione d iretta rivoluzionaria, re
stando cos ai m argini della Rivoluzione.
Tali erano gli anarco-sindacalisti e gli anarco-co-
m unisti pi in vista (non parlo degli anarchici indivi
dualisti che non esistevano n in Russia, n, soprat
tutto, in Ucraina).
Alcuni gruppi anarchici di contadini e di operai
prendevano spesso, a loro rischio e pericolo, delle
decisioni, tardive vero, e si lanciavano su tu tti i
fronti nella tem pesta rivoluzionaria dove si consu
mavano onestam ente col loro am ore ardente p er la
Rivoluzione e p er il loro ideale.
Ma, ohim ! essi perivano prem aturam ente senza
m olto profitto per il m ovim ento anarchico.
Come si potuto verificare questo? Personal
mente non ho che una sola risposta da d are: non
essendo organizzati, gli anarchici m ancavano di uni
t di azione. I bolscevichi ed i socialisti rivoluzionari
di sinistra, al contrario, in questi giorni approfitta
rono della fiducia dei lavoratori nella Rivoluzione op
ponendo m etodicam ente agli interessi di questi ulti
mi i loro interessi di partito.
In un altro m om ento, in condizioni e circostanze
diverse, non avrebbero osato sostituire allopera rivo
luzionaria com une la cucina politica dei loro Comi
tati centrali. Ma si resero conto che, negli avveni
m enti attuali, non cera nessuno p er sm ascherarli : i
socialisti di destra erano condotti al guinzaglio dalla
borghesia e gli anarchici restavano soli a dirigere le
forze dei lavoratori contro queste macchinazioni.
Ma noi anarchici non disponevamo di forze orga
nizzate, coscienti dei problem i del m om ento.
I bolscevichi ed i socialisti rivoluzionari di sini
stra, sotto la guida dellastuto Lenin, notarono lim
potenza del nostro m ovim ento e se ne rallegrarono,
perch il solo fatto che la n o stra m ancanza di orga
nizzazione ci im pediva di opporre ai loro interessi di
p artito lopera di tu tto il popolo lavoratore legata da
un capo allaltro allidea anarchica, dava coraggio
agli statalisti. Essi abbordarono pi risolutam ente le
masse e, allettandole col m otto Il potere ai Soviet
locali , stabilirono, a spese dei lavoratori, il loro
potere politico di p artito statalista, subordinandogli
tu tto nellopera rivoluzionaria e in prim o luogo i la
voratori che avevano appena rotte le loro catene, ma
non se ne erano ancora liberati com pletam ente.
Con la loro collaborazione con la borghesia, nel
m om ento in cui tu tti i lavoratori erano contro que
sta collaborazione, i socialisti rivoluzionari di destra
ed i socialdem ocratici menscevichi contribuirono al
successo dei bolscevichi e dei socialisti rivoluzionari
di sinistra. In questo periodo, i lavoratori non rinne
gavano ancora i socialisti rivoluzionari di destra.
Si accontentavano di allargare i program m i di
questi che, p er non essere soli a portare il peso del
lamicizia intim a con la borghesia e della riconoscen
za del potere legale dellAssemblea C ostituente, ecc.,
ecc., cercavano di trascinarsi dietro i lavoratori in
questa tram a.
T utte le idee difese dai socialisti di destra erano
di p er se stesse inaccettabili p er i lavoratori. Per di
pi, a q u estepoca, i socialisti di destra lavoravano
gi nettam ente contro la Rivoluzione.
R isult da tu tto questo che i lavoratori diedero
la loro preferenza ai bolscevichi ed ai socialisti rivo
luzionari di sinistra.
Ci provoc la diffidenza ed un atteggiam ento osti
le dei lavoratori nei confronti dei socialisti di destra.
Questo fenomeno, tragico p er la Rivoluzione, era
conosciuto da ogni anarchico rivoluzionario che, nel
la sua opera rivoluzionaria diretta, aveva lavorato in
stretta collaborazione coi lavoratori dei villaggi e
delle c itt e aveva diviso con essi i successi e gli
errori di q u estazione.
Cos, tu rb ato al vedere che il blocco bolscevico
socialista rivoluzionario di sin istra non era il blocco
d unione rivoluzionaria necessario al m om ento dello
scontro decisivo del lavoro col capitale e il potere
governativo, scontro indispensabile per i rivoluziona
ri che avevano speso senza econom ia le loro forze e
le loro vite p er p repararlo e che dovevano tendere
a provocarlo, mi persuadevo sem pre pi profonda
m ente che i bolscevichi ed i socialisti rivoluzionari
di sinistra si sarebbero ritira ti di fronte alla reazio
ne dei socialisti di destra, alleati d urante questo tem
po alla borghesia, oppure si sarebbero m assacrati
fra loro p er ottenere il prim o posto al potere, ma
che in nessun caso avrebbero arrecato alla Rivolu
zione laiuto di cui essa aveva bisogno p er svilup
parsi liberam ente nella sua strad a creatrice.
Convinto di questo, riunii alcuni compagni della
Federazione Anarchica di Alexandrovsk (che condus
sero con loro alcuni operai e soldati sim patizzanti
con le nostre idee) ed i miei compagni del distacca
m ento di Guliai-Pol e, con la m orte nel cuore, co
m unicai loro i miei tim ori a proposito della Rivolu
zione che, secondo me, era m inacciata di m orte da
ogni parte, e, in special modo, da parte del blocco
bolscevico-socialista rivoluzionario di sinistra.
Dissi ai miei com pagni che sarebbe stato meglio
per la Rivoluzione che i bolscevichi e i socialisti ri
voluzionari di sinistra non avessero fatto blocco, per
ch nessuna delle loro idee poteva arrestarli nel loro
desiderio di prendere il potere sulla Rivoluzione, co
sa che doveva infallibilm ente condurli a un disaccor
do e, con le loro lotte intestine, provocare un danno
enorm e alla Rivoluzione.
Si vede gi dissi ai miei amici che non
il popolo che gode della libert, m a i p artiti poli-
tici. Non lontano il giorno in cui il popolo sar
com pletam ente schiacciato sotto lo stivale di que.
sti partiti. Non sono i p artiti politici che serviran-
no al popolo, m a il popolo che servir i p artiti
politici. Noi notiam o fin da ora che spesso, nelle
questioni che riguardano il popolo, il suo nome
soltanto citato e che tu tte le decisioni sono prese
direttam ente dai p artiti politici.
Il popolo non serve che per ascoltare ci che
i governi gli dicono ! .
Poi, dopo aver com unicato loro le m ie im pressio
ni e la m ia p rofonda convinzione che era ora di pre
pararci a lo ttare contro le im prese di questi partiti,
esposi, non p i a tu tti i compagni, m a soltanto ad
un piccolo gruppo intim o di anarchici, i piani che
elaboravo dal luglio-agosto 1917 e che avevo gi in
parte realizzati nellopera di organizzazione dei con
tadini. Questi piani potevano essere riassunti come
segue: dal m om ento che i contadini aspirano ad es
sere loro stessi i p ro p ri padroni, dobbiam o avvicinar
ci alle loro organizzazioni autonom e locali, spiegar
loro tu tti i passi fatti dai socialisti verso il potere e
dir loro che la rivoluzione che avevano fa tta annun
ciava tu tta ltra cosa: essa annunciava il d iritto dei
lavoratori alla lib ert ed al libero lavoro e distrug
geva ogni velleit di tutela del potere sui lavoratori.
Quando lo si desidera, ci si pu sem pre avvici
nare ai contadihi, b asta m ettersi fra loro e lavorare
con loro onestam ente e senza posa. Quando, p er igno
ranza, cercano di creare qualsiasi cosa possa trasfor
m arsi in un organism o nocivo per lo sviluppo di una
societ libera, bisogna spiegar loro e convincerli che
ci che vogliono fare sar un grave peso p er loro
stessi e p ro p o rre loro qualche altra cosa che rispon
dendo ai loro bisogni non contraddica lidea anar
chica.
Il nostro ideale ricchissim o e num erosi pun-
ti possono esserne fin d 'o ra messi in pratica dai
contadini p er il loro m aggior bene .
Gli a ltri m iei piani erano di tu ttaltro genere e ri
guardavano la cospirazione. Non ne parlai quel gior
no ai compagni, m a vi preparai senza sosta i mem
bri del gruppo anarco-com unista di Guliai-Pol nella
speranza che l ove il gruppo, grazie al suo intenso
lavoro, avrebbe creati dei legami con la popolazione,
avrem m o p otuto in breve tem po passare alla realiz
zazione di questi piani.
Noi anarchici rivoluzionari m ilitanti vi sarem m o
stati condotti dalle circostanze che, in virt di una
serie di cause, si sarebbero ab b attu te sulla Rivolu
zione.
Nel corso di questa conversazione intim a coi com
pagni di Alexandrovsk, decisi di lasciare il Com itato
Rivoluzionario e di tornare a Guliai-Pol con tu tto
il mio distaccam ento.
Incontrai il giorno stesso il com pagno Mirgorod-
sky (socialista rivoluzionario di sinistra) e lo invitai
a pranzare con me al ristorante della Federazione.
Quando giunse, non potei im pedirm i di dirgli che il
giorno dopo avrei annunciato al Com itato Rivoluzio
nario che il mio distaccam ento mi ritirava da esso
e che non vi avrebbe inviato alcun altro al mio posto.
La com pagna M aria N ikiphorova e parecchi altri
compagni della Federazione mi pregarono di non far
questo cos in fretta. Anche M irgorodsky cerc di
convincermi, m a non potevo torn are su una decisio
ne che era stata presa d accordo col mio distacca
m ento e alla quale non restava altro che essere for
m ulata ufficialmente affinch il Comitato non l'in ter
pretasse in m aniera erronea.
Alla Federazione Anarchica non erano tu tti al cor
rente della mia decisione e, quando lo seppero, mi
chiesero di spiegar loro la causa e lo scopo della mia
uscita dal Com itato Rivoluzionario.
In quel m om ento si trovavano pure alla Federa
zione alcuni operai sim patizzanti p er i socialisti ri
voluzionari di sinistra. Essi insistettero partico lar
m ente perch spiegassi il motivo p er cui lasciavo il
Com itato Rivoluzionario e la citt di Alexandrovsk.
Dovetti ripetere ci che avevo gi esposto ad al
cuni compagni.
Dissi loro che, secondo me, il blocco bolscevico
socialista rivoluzionario di sinistra aveva gi com
prom essa la p ro p ria u n it e questo nel m om ento in
cui si era appena form ata. Causa ne era, secondo me,
da un lato la divergenza storico-filosofica fra la teo
ria socialista rivoluzionaria ed il m arxism o e, dallal
tro, la vanit che spingeva i p artiti a volersi divorare
lun laltro nel desiderio sm odato di dirigere la Ri
voluzione.
Mi sem bra del tu tto evidente che non lontano
il giorno in cui questi due p artiti, che regnano at-
tualm ente sul paese, contenderanno fra loro e si
batteranno fino a sterm inarsi lun laltro, trascinan.
do nella loro rovina la Rivoluzione e tu tto quanto
essa ha di meglio.
Perch, diavolo, dovrei consum are qui le mie
forze, dal m om ento che vedo nelle campagne lini-
zio della vera Rivoluzione? I contadini cominciano
a prender coscienza di se stessi, m anifestano la lo-
ro volont di lo ttare p er il loro ideale di giustizia.
Occorre aiutarli gridai furioso, m entre i coni.
pagni erano sem pre pi stupiti.
Non voglio dire, compagni, che dovete andare
tu tti dai contadini. Vi conosco bene : siete abituati
alla citt e legati agli operai. Lavorate qui, m a ri.
cordatevi che qui la Rivoluzione passa dall'azione
diretta agli ordini dei Com itati rivoluzionari, men-
tre nei villaggi non p o tr accadere cos facilmente.
Laggi vive l'anim a della Rivoluzione ; qui quella
della controrivoluzione. Solo u n organizzazione in-
tensiva delle forze rivoluzionarie dei villaggi p o tr
im pedire di sacrificare la Rivoluzione .
I miei compagni anarchici e i loro am ici sim patiz
zanti p er i socialisti rivoluzionari di sinistra mi ri
sposero che il fu tu ro ci avrebbe m o strato ci che vi
era di vero in questo e che, per il m om ento, il blocco
bolscevico-socialista rivoluzionario di sinistra non si
allontanava dalla strad a della Rivoluzione operaia e
contadina : Esso vi si m antiene saldam ente. La mag-
gioranza dei lavoratori lo vede e sostiene il blocco
in questa strada. Condurre una propaganda contro
questo blocco o fom entare una sollevazione signi-
Sellerebbe dunque aprire la via ad un rito rn o del
potere sem iborghese di Kerensky, o, cosa ancora
peggiore, consolidare la Rada Centrale U craina che
ha evitato quasi com pletam ente la lotta p er la li.
berazione sociale dei lavoratori. Questo significhe-
rebbe com piere un crim ine nei confronti dell idea
stessa della Rivoluzione.
Noi deploriam o dissero i miei compagni
il tuo atteggiam ento nei confronti del blocco bol-
scevico-socialista rivoluzionario di sinistra e sarem-
mo felici se tu affrontassi questa questione da un
altro punto di vista.
Dici costantem ente tu stesso che i rivoluzionari
devono essere sem pre dove c il popolo, p er allar-
gare, approfondire e sviluppare la Rivoluzione. Fi-
no ad ora, sia tu che noi abbiam o agito cos. Cosa
ci impedisce di continuare? Ognuno di noi sa che
se il blocco bolscevico-socialista rivoluzionario di
sinistra deviasse a destra, o tentasse di ferm are i
lavoratori prim a che abbiano raggiunti i loro scopi
la libert, leguaglianza ed il lavoro indipenden-
te noi condurrem m o im m ediatam ente una cam-
pagna contro di esso. E allora ogni lavoratore ve-
drebbe e com prenderebbe che avrem m o m otivo di
sollevarci contro i bolscevichi ed i socialisti rivo-
luzionari di sinistra .
Ricordo che M aria Nikiphorova e tu tti gli amici
che lavoravano con lei in questa citt difesero p a rti
colarm ente questa posizione. M aria Nikiphorova cit
parecchie volte il nom e del compagno A. Karelin, di
cendo 'che, p rim a di lasciare Petrograd, aveva esami
nata a lungo questa questione con lui e che egli ave
va detto che quello in questione era il m iglior atteg
giam ento che potessim o tenere nei confronti del po
tere bolscevico-socialista rivoluzionario di sinistra.
Tuttavia, gli argom enti relativam ente giusti dei
miei compagni non mi scossero. Ero profondam ente
convinto che il blocco non avrebbe p otuto tenere a
lungo. C erano, oltre a quelli che ho gi segnalati, al
tri segni prem onitori. Lenin agiva senza alcun con
trollo, non soltanto del p artito socialista rivoluziona
rio di sinistra, alleato col p artito bolscevico, m a an
che di questultim o, di cui era il capo e il creatore.
Poich io stesso avevo organizzati i contadini di
Guliai-Pol e della sua regione, al di fuori da ogni
influenza bolscevica o socialista rivoluzionaria di si
nistra, trassi da questo fatto delle im portanti con
clusioni.
In realt, vedevo lintenzione di Lenin di trasfor
m are in un blocco nelle proprie m ani lala sinistra
dei socialisti rivoluzionari di sinistra (fra i quali non
vi era un sol m em bro del nucleo iniziale dei socia
listi rivoluzionari di sinistra). Fu per questo motivo
che mi astenni da ogni risposta ai compagni e mi
lim itai a ripetere loro che sarei ritornato com unque
a Guliai-Pol.
M entre parlavam o del blocco bolscevico sociali
sta rivoluzionario di sinistra e dellavvenire della Ri
voluzione, sulla quale questo blocco voleva esercita
re la propria autorit, il com m issario delle poste mi
fece pervenire un messaggio telefonico di Guliai-Pol
annunciarne che gli agenti della Rada Centrale Ucrai
na erano giunti a Guliai-Pol e che, p u r dichiarando
si sostenitori dei soviet, conducevano u n energica
propaganda p er convincere i soldati, rien trati dal
fronte esterno, ad organizzare a Guliai-Pol e nella
sua regione delle unioni (1) haidam ak e che i pa
trio tta rd i si erano gi messi a costituire queste or
ganizzazioni.
Questo messaggio, firm ato M. Cramko, mi aiut
a lasciare il Com itato Rivoluzionario di Alexandrovsk
e ad affrettare la m ia partenza per Guliai-Pol.
Dopo aver redatto il mio richiam o ufficiale per
il distaccam ento di Guliai-Pol, andai al Comitato
Rivoluzionario a consegnare questo docum ento a chi
di dovere e a fare i miei saluti.
Il Com itato accolse sfavorevolmente il mio richia
mo e lUfficio lo biasim , m a in term ini m oderati.
Quando ebbi loro spiegato le ragioni del m io ritorno
affrettato a Guliai-Pol con tu tto il distaccam ento,
il compagno M ikhailevitch, presidente del Com itato
Rivoluzionario, mi preg di passare con lui in una
stanza vicina e mi espresse tu tta la sua gioia di ve
derm i ritornare a Guliai-Pol.
La vostra presenza a Guliai-Pol, compagno
Makhno, in questo m om ento pi che indispensa-
bile. Inoltre, sapete gi, credo, che, secondo un
progetto del centro, pensiam o di dividere il distret

t i ) kureni nel testo.


to di Alexandrovsk in due u n it am m inistrative
ed proposto che una di esse sia organizzata sot-
to la vostra direzione a Guliai-Pol, com pagno
M akhno ! .
Risposi al mio benefattore che questidea non
mi seduceva, che non quadrava con le mie vedute
sul fu tu ro e lo sviluppo della Rivoluzione.
Ma, d altra parte, aggiunsi si tra tta so.
p ra ttu tto dei vostri successi futu ri, non vero? .
Ma il nostro successo assicurato. T utti gli ope-
rai e tu tti i contadini sono con noi e detengono tut-
to e ovunque ! esclam il mio collega della vigilia.
A proposito ! Avete letto il messaggio telefonico
che ho appena ricevuto da Guliai-Pol? Avete ca.
pito ci che vi detto? replicai.
Ma certam ente ! .
dunque meglio rim andare la n ostra conversa-
zione a pi tardi e dare, fin d ora, lordine al capo-
stazione di Ekaterinoslav di preparare p er le quat-
tro un treno p er caricare il distaccam ento di Gu-
liai-Pol .
Lordine fu dato subito.
Mi in tratten n i ancora alcuni istanti col com pa
gno M ikhailevitch, con lanarchica M aria Nikipho.
rova ed altri m em bri del Comitato.
Parlai loro dellardore rivoluzionario della popo
lazione che era gi p ronta a com battere, poi preso
congedo, mi diressi alla stazione dove, qualche mi
nuto dopo di me, giunsero in auto i m em bri del Co
m itato Rivoluzionario e lanarchica M aria Nikiphoro-
va a cavallo. Venivano a salutarm i e ad assistere alla
partenza del distaccam ento.
Scam biai alcune parole coi dirigenti del Comitato
Rivoluzionario. Poi il distaccam ento inton linno ri
voluzionario e il treno si mosse.
SOPPRESSIONE
DELL'UNIT TERRITORIALE DELLO ZEMSTVO
FORMAZIONE
DA PARTE DEI MEMBRI DEL SOVIET
DI UN COMITATO RIVOLUZIONARIO
RICERCA DI FONDI
PER LE NECESSIT DELLA RIVOLUZIONE

D urante la nostra assenza, quando m ancavano i


pi energici dei contadini rivoluzionari e degli ope
rai anarchici o sim patizzanti, Guliai-Pol ricevette
la visita di agenti della R ada Centrale : si trattav a di
proprietari fondiari di Guliai-Pol che in guerra ave
vano ottenuto il grado di sottotenenti e che erano
inviati nelle campagne e nei villaggi p er predicarvi
lidea di u n Ucraina indipendente a p p o g g ia te si su
gli haidam aki e sui cosacchi.
Giungemmo a Guliai-Pol durante la notte e, su
bito, nel corso di essa, dei soldati provenienti dal
fronte mi fecero sapere che avevano avuto una riu
nione generale alla quale gli agenti della Rada ave
vano preso la parola per annunciare che le truppe
della R ada Centrale si concentravano in Podolia e
attorn o a Kiev e che erano pronte al com battim ento.
Questi agenti avevano poi invitato i soldati del
fronte ad organizzarsi sul posto e ad im padronirsi
del potere in questa libera regione.
Per im pressionare luditorio, un certo Vulfovitch,
che si spacciava p er m assim alista e soldato del fron
te, aveva presentate allassem blea parecchie lettere
anonime afferm anti che esisteva a Guliai-Pol e nei
dintorni una certa Societ che poteva, nel caso oc
corresse, provvedere alle spese di u n organizzazione
di soldati del fronte, ecc., ecc.
Non esitai un solo istante ad arrestare il m assi
m alista Vulfovitch.
A lluna del m attino, andai a trovare il com pagno
Kalachnikoff, segretario del gruppo anarco-comuni-
sta, e, dopo aver riuniti assieme a lui alcuni com pa
gni, discutem m o insieme di tu tto quello che mi ave
vano com unicato i soldati del fronte. Poi, andam m o
allabitazione del m assim alista Vulfovitch e lar
restam m o.
Egli protest e dichiar che avrebbe riferito di
ci al gruppo anarco-com unista (egli sapeva che, al
tempo della n o stra decisione di p artecipare ai lavori
dei Com itati com unali, se accadeva che i lavoratori
mi ci inviassero, dal mio posto rivoluzionario, indi
rizzavo di quando in quando dei rap p o rti al gruppo
e decidevamo insieme se le mie azioni non erano in
contraddizione con lopera intrap resa in comune).
E ra convinto che il suo arresto mi sarebbe valso
un biasimo.
Dopo ci gli dichiarai che gli sarebbe stata resa
nuovam ente la libert appena si fosse saputo chi gli
aveva consegnato, alla riunione dei soldati del fron
te, le lettere anonim e dove si trattav a dellesistenza
a Guliai-Pol e nei dintorni di una Societ che pos
sedeva dei fondi p er lorganizzazione di truppe della
Rada Centrale Ucraina.
Allora, il m assim alista Vulfovitch non prote
st pi e si lasci condurre via. Smise ben presto di
fare lo spavaldo e mi disse che le lettere gli erano
state consegnate u n ora prim a della riunione dal cit
tadino Althausen, albergatore a Guliai-Pol e zio del
lagente provocatore Naum Althausen, conosciuto tra
mite il processo del nostro gruppo.
Il cittadino Althausen fu anchegli im m ediatam en
te arrestato. Gliene spiegai le ragioni e gli dissi che
sarebbe stato trad o tto dal Soviet davanti al trib u na
le dellassemblea-skhod dei contadini e degli operai
di Guliai-Pol. Il cittadino Althausen si rese conto
che lincidente prendeva una piega seria. Lassem-
blea-skhod avrebbe preteso da lui dei particolari sul
lesistenza nella regione di u n agenzia finanziaria se
greta della Rada Centrale Ucraina.
Ed egli prefer confessare senza indugi tu tta la
verit.
La com unit ebraica di Guliai-Pol egli disse
tem endo i p atrio ttard i ucraini, aveva deciso di ricon
ciliarsi con essi apportando loro un aiuto finanziario
in m odo che, in caso di vittoria, i nazionalisti ucraini
sapessero che gli ebrei sostenevano lUcraina e co
loro che lottavano p er essa.
Egli aggiunse subito :
Capitemi, cittadino Makhno, non c in questo
nulla che possa nuocere alla Rivoluzione. Ci non
p o tr che danneggiare la n ostra Societ perch es-
sa dovr pagare di p ropria tasca questo denaro .
E indicava la sua tasca sinistra.
I compagni m em bri del Soviet dei D eputati con
tadini e operai, saputo che Guliai-Pol era in efferve
scenza, si affrettarono a raggiungerci. Essi furono in
dignati allapprendere il m odo di agire della comu
n it ebraica e pretesero che si arrestassero e si inter
rogassero tu tti i suoi capi, p er conoscere la verit sul
loro atteggiam ento infam e nei confronti di Guliai-
Pol.
Rendendomi conto dellodio che avrebbe provoca
to nella popolazione non ebraica di Guliai-Pol la co
noscenza di q u estazione degli ebrei, mi adoperai a
non lasciar divulgare questa faccenda.
Consigliai dunque di lim itarsi ad interrogare Alt-
hausen e di fa r poi un rap p o rto dettagliato alla riu-
nione-skhod dei contadini e degli operai ai quali
avrem m o chiesto di non considerare responsabile
tu tta la com unit ebraica di u n azione im putabile so
lo a un piccolo num ero dei suoi mem bri. I compagni
del Soviet, che avevano fiducia in me e sapevano
che ero incapace di fare ricatti, approvarono le mie
proposte.
I cittadini Vulfovitch ed Althausen furono
dunque liberati im m ediatam ente...
Bisognerebbe che avesse assistito a questa riu
nione-skhod di contadini e di operai chi vorr scri
vere la storia sincera e autentica di Guliai-Pol e del
suo form idabile sollevamento, unico negli annali del
la Rivoluzione, sollevam ento che, nato fra i contadi
ni asserviti di Guliai-Pol, sostenuti da tu tti i lavo
ratori della regione, si am pli, in risposta al ten tati
vo di repressione, in un m ovim ento rivoluzionario
colossale non ancora placato. Bisognerebbe, ripeto,
avervi assistito per convincersi della seriet ed an
che dellestrem a prudenza con le quali i lavoratori
affrontarono u n a questione che, in altre localit del-
l Ucraina avrebbe infallibilm ente provocato dei
pogrom s (1) e lassassinio degli ebrei poveri, in
nocenti e perseguitati da secoli senza tregua in Rus
sia e in Ucraina.
vero che latteggiam ento del relatore vi con
tribu in parte, bench non avesse cercato di atte
nuare in nulla la p o rtata del problem a e avesse mes
so a nudo chiaram ente tu tte le piaghe.
La riunione decise di abbandonare alla sua co
scienza la com unit ebraica e di accontentarsi, per
questa volta, di rivolgere un biasim o ai capi, salvo
agire altrim enti in caso di recidiva e condurli, in
questo caso, davanti ad un tribunale rivoluzionario.
Cos fu liquidata questa questione. II diritto, per
gli ebrei, di prender p arte a tu tti i congressi dei So
viet, a tu tti i dibattiti e a tu tte le decisioni non ne
risult dim inuito in nulla. Si riconosceva a ciascuno,
senza distinzione, il d iritto di esprim ere liberam en
te la p ropria opinione, purch fosse accettato e ri
spettato da tu tti il diritto di distruggere tu tto ci che
era nocivo allo sviluppo della Rivoluzione sociale,
perch la Societ nascente esigeva da tu tti grandi
sforzi e duri sacrifci.
A Guliai-Pol era esistita fino a questo m om ento
u n unit territoriale chiam ata unit di zemstvo ,
ma questo term ine non era pi d uso frequente ; esso

(1) Pogrom s: nom e d a to in R ussia ai m ovim enti popolari


d iretti c o n tro gli ebrei e accom pagnati da saccheggio e da
m assacro (N.d.T.).
era stato soppresso definitivam ente dal Soviet che,
essendosi ap propriato di tu tte le funzioni sociali,
d accordo con lo skhod dei contadini, aveva co
stituito un Com itato Rivoluzionario incaricato del
l'istruzione e della distribuzione delle forze rivolu
zionarie da com battim ento.
Il gruppo anarco-com unista, i rari socialisti rivo
luzionari di sinistra della regione, i socialisti rivo
luzionari ucraini raggruppati attorno al Prosvit
e capeggiati dall'agronom o Dm itrenko, furono invi
tati a fa r p arte di questo Comitato.
Quanto ai bolscevichi, non ne esistevano n a Gu-
liai-Pol, n nella regione. La formazione di un Co
m itato Rivoluzionario, da parte del Soviet, era frutto
degli stim oli del gruppo anarchico. Il C om itato Ri
voluzionario, in quanto unit rivoluzionaria indipen
dente, tanto quanto lo perm etteva lesistenza del
blocco bolscevico-socialista rivoluzionario di sinistra,
ci dava di condurre a term ine con pi sicurezza lor
ganizzazione dei contadini. Le nostre forze, in que
sto m om ento, non erano sufficienti a perm etterci di
rivolgerci pi risolutam ente agli operai delle citt e
d altra parte, allora, la fede vana nei nostri compagni
senza tenere il minim o conto degli avvenim enti rivo
luzionari, si portavano in discussioni sterili, nocive
allopera anarchica.
Al Soviet si pose la questione di sapere a quale
dei suoi m em bri si doveva affidare la direzione del
Comitato, p er rim ediare a questo stato di cose.
E il Soviet, che non voleva vedere che un anar
chico alla testa di questo Com itato, mi disegn ben-
ch io non vi tenessi troppo.
Sapevo che, ovunque mi fossi trovato, il Comi
tato avrebbe seguito la linea di condotta indicata dal
gruppo anarco-com unista, stu d iata e decisa dal So
viet e dal Com itato Rivoluzionario e approvata dalla
popolazione.
Tuttavia, dopo lunghe discussioni, finii per ac
cettare questo posto di com battim ento alla testa del
Com itato Rivoluzionario creato in vista di u n azione
decisiva. Dopo la m ia uscita dal Soviet, se ne volle
affidare la direzione al com pagno Massimo Chramko,
che non era iscritto ad alcun p artito e che era stato
presidente del Consiglio degli zemstvo (posto che
avevo categoricam ente rifiutato e la cui rip etu ta of
ferta da p a rte dei contadini, al m om ento delle ele
zioni, mi aveva fatto fuggire da Guliai-Pol).
Dopo la m ia partenza da Guliai-Pol, Cram ko
riun una banda di predatori e si rec nella p ropriet
di Kossovtz-Tikhomirovo (a due verste da Guliai-
Pol) che, p er m ia iniziativa, era sta ta espropriata
allo scopo di fondarvi un orfanotrofio.
Egli saccheggi la biblioteca, che aveva un gran
de valore e della quale non se ne pot ritrovare, in
seguito, che la m et, e p o rt via persino le finestre.
Q uestim presa lo scredit agli occhi dei conta
dini che, fino allora, lavevano tenuto in gran stim a.
Lo si incaric di redigere linventario delle p ropriet
dei pom echtchiki p er stabilire le liste delle ripar
tizioni da fare a prim avera. Quanto alla direzione del
Soviet, fu affidata a Lue Korostelev, vecchio m em bro
attivo del nostro gruppo rim asto sim patizzante dopo
la Rivoluzione.
Il gruppo anarco-com unista chiese che le funzio
ni del C om itato Rivoluzionario fossero definite net
tam ente.
Il C om itato gli dichiar davanti a tu tta la popo
lazione che esso si sarebbe dedicato principalm ente
a llorganizzazione rivoluzionaria dei lavoratori, al fi
ne di unirli tu tti nella lo tta per la tutela, lo sviluppo
e il trionfo della Rivoluzione, attaccata da tu tte le
parti dai suoi nemici che tentavano di ridurla al ruo
lo di strum ento passivo nelle m ani dei p a rtiti poli
tici che lottavano p er im possessarsi del potere.
Il gruppo anarco-com unista pretese allora che si
disarm asse il battaglione del 48 reggim ento di Ber-
diansk acquartierato ad Orekhovo (a trentacinque
verste da Guliai-Pol) e com posto di partigiani del
generale Kaledin e della R ada C entrale Ucraina.
Il Com itato Rivoluzionario era ancora troppo de
bole p er intraprendere una tale azione (il gruppo
anarco-com unista lo sapeva), m a sostenne delibera
tam ente l'idea del gruppo. Questo allora si accord
con la Federazione Anarchica di Alexandrovsk e,

ognuno dalla p ro p ria parte, si recarono ad Orekhovo
e disarm arono il battaglione.
A quel tem po, i p oteri rivoluzionari del blocco
bolscevico-socialista rivoluzionario di sinistra ammi
ravano le azioni degli anarchici.
Il generale Bogdanoff, com andante delle arm ate
del blocco, si rallegr si disse e attese im pa
zientem ente che si recassero tu tte le arm i tolte al
battaglione e, se non a lui stesso, alm eno al Com itato
Rivoluzionario di Alexandrovsk, tanto pi che l anar.
chica M aria N ikiphorova, che aveva preso p arte al
disarm o, continuava ancora ad esser m em bro di que
sto Comitato.
Ma le cose non andarono cos.
Il gruppo anarco-com unista di Guliai-Pol, dal
mese di luglio 1917, perseguiva ferm am ente la sua
idea di guadagnare la fiducia dei contadini e di man
tenere e sviluppare in essi questo spirito di libert
e di indipendenza che i migliori dei loro m orti per
la m aggior p arte p er dodici anni avevano fatto in
modo di conservare.
Ora che si poteva parlare apertam ente, il gruppo
poteva predicare il proprio ideale con la convinzione
e lostinazione dellapostolo in un linguaggio semplice
e chiaro e accessibile ai contadini senza ricorrere
ai term ini m oderati e nebulosi dellanno passato. Ad
esso prem eva raggiungere lo scopo dei suoi sforzi e
realizzare tu tte le sue aspirazioni e decise che il mo
m ento era dei pi favorevoli p er creare i quadri ar
m ati del lavoro senza i quali esso non avrebbe mai
potuto condurre alla ragione i suoi num erosi nemici.
Poich la Federazione Anarchica di Alexandrovsk
10 sosteneva, tu tte le sue arm i : fucili, lancia-bombe,
m itragliatrici furono trasp o rtate a Guliai-Pol e mes
se ufficialmente a disposizione del C om itato Rivolu
zionario. I lavoratori di Guliai-Pol e delle campagne
e villaggi circostanti divenivano sem pre pi decisi.
Essi inviavano dei rappresentanti a Guliai-Pol
dichiarando che tu tti, giovani e vecchi, erano pronti
a prendere le arm i e a difendere la loro libert e la
loro indipendenza contro ogni potere, anche contro
11 potere rivoluzionario del blocco bolscevico-sociali.
sta rivoluzionario di sinistra, se m ai a questo fosse
venuto in m ente di ten tare di m enom are le nuove
form e di vita che i contadini elaboravano liberam en
te nei loro territori. Nella m ia qualit di dirigente
del Com itato Rivoluzionario, se il Comitato fosse
stato del tipo dei Com itati Rivoluzionari di questa
epoca, mi sem brava che non avrei dovuto occuparmi
altro che dei suoi affari. Ora, tu tti i giorni, due o tre
volte al giorno, il gruppo anarco-com unista mi inca
ricava di intrattenerm i coi rappresentanti dei con
tadini di qualche villaggio o anche di u n intera re
gione su questioni disparate. Questi contadini, venuti
talvolta a Guliai-Pol per i loro affari personali, non
m ancavano di presentarsi alla sede del gruppo per
apprendere ci che esso non aveva ancor p otuto dif
fondere p er mezzo dei suoi propagandisti che visita
vano tu tta la regione.
Elaboravam o in com une dei piani, cercando da
dove sarebbe stato meglio iniziare questo o quel la
voro e come si sarebbe p o tu to condurlo in porto
m algrado le autorit.
Che gioia ! gridavano, ad esempio, i contadini
entrando aH'Ufficio del gruppo al Com itato Rivolu
zionario o al Soviet dei D eputati contadini e operai
Cominciamo realm ente a sentire la libert in noi e
intorno a noi .
La loro esultanza era immensa.
Il lavoro assum eva delle proporzioni gigantesche
e i mezzi pecuniali m ancavano completam ente.
Questa situazione preoccupava m olto alcuni dei
miei compagni e me perch l'organizzazione delle
forze da com battim ento com portava allinizio non
poche spese. Sapevo che sarebbe bastato rivolgerci
al Com itato Rivoluzionario di Afexandrovsk perch
tu tte le nostre spese fossero coperte, m a non potevo
deciderm i a questo, n a nome del gruppo, n a nome
mio, perch m i ero prefisso di creare l'u n it rivolu
zionaria dei contadini, u n it com pletam ente indipen
dente da ogni partito politico e, soprattutto, da ogni
istituzione governativa.
Fu solo dopo lunga esitazione che mi decisi a pro
porre al gruppo quanto segue. Vi era a Guliai-Pol
una banca com m erciale i cui fondi erano stati tra
sferiti alla Banca di S tato di Alexandrovsk, m a che,
tuttavia, continuava i suoi lavori di contabilit, spe
rando di proseguire le sue operazioni anche dopo la
Rivoluzione d'O ttobre. Si poteva proporre ad essa
di versare una certa som m a p er le necessit del Gomi
tato Rivoluzionario. Questo progetto fu studiato per
circa otto giorni. In principio il gruppo vi fu contra
rio. Ebbi tu tte le difficolt possibili ad ottenere che
esso non mi im pedisse di porre questa questione al
Com itato Rivoluzionario.
Prom isi al gruppo di assum erm i tu tta la responsa
bilit nel caso in cui i com m ercianti avessero rifiu
tato di accettare amichevolmente.
Il gruppo m i diede il suo consenso, m a ricordan
domi che, secondo gli statuti, poteva chiederm i di
abbandonare le mie funzioni al Com itato Rivoluzio
nario e al Soviet p er lim itarm i al lavoro del gruppo.
Vi ero sem pre stato pronto. Si trattav a pure dello
stesso punto sul quale avevo m aggiorm ente insistito
quando avevamo discusso i paragrafi riguardanti lu
nit del gruppo e i doveri dei m em bri verso di esso.
Dopo aver o ttenuto dal gruppo la form ale pro
messa che i suoi m em bri che facevano p arte del Co
m itato Rivoluzionario non mi avrebbero abbandona
to quando avrei chiesto ai com m ercianti di dare
250.000 rubli p er le necessit del C om itato Rivolu
zionario (proposta p er la quale volevo lapprovazione
del Com itato Rivoluzionario e del Soviet), convocai
insieme il Com itato Rivoluzionario ed il Comitato
Esecutivo del Soviet dei D eputati operai e contadini.
Aprii la seduta annunciando che correvano voci
secondo le quali la Rada Centrale Ucraina era in tra t
tative di pace coi tedeschi e i bolscevichi, in disac
cordo su questa questione coi loro colleghi di potere,
i socialisti rivoluzionari di sinistra, si erano affrettati
a concludere con lim peratore tedesco una pace p re
giudizievole alla R ada Centrale e a loro stessi...
vero dissi allora allassem blea che que-
sta versione deve essere verificata, e lo sar in que-
sti giorni, ma, personalm ente, posso gi affermare
con piena certezza che la R ada Centrale U craina ha
gi concluso quest'alleanza disonorevole con Carlo
e Guglielmo, gli im peratori austriaco e tedesco.
Ero in possesso di lettere da Odessa e da Khotin,
recate da un compagno, che conferm avano questa
notizia.
Ecco il m om ento decisivo della Rivoluzione. La
vittoria ap p arterr a chi si te rr pronto... Dobbia-
mo arm arci dalla testa ai piedi e arm are tu tta la
popolazione, altrim enti la Rada Centrale e i bolsce.
vichi, con la loro alleanza con gli im peratori, ucci-
deranno la Rivoluzione. Dobbiam o prepararci a so-
stenere lassalto, a spezzarlo e a salvare cos la no-
stra conquista. Dobbiamo scartare dalla nostra
strad a ogni com prom esso, ogni dipendenza dallau-
to rit rivoluzionaria del blocco bolscevico socialista
rivoluzionario di sinistra, come labbiam o fatto nei
confronti della Rada Centrale e della coalizione di
Kerensky con la borghesia.
Per giungere a ci occorre agire indipendente-
m ente su tu tti i fronti della Rivoluzione .
Spiegai poi che avevamo bisogno di danaro e che
al Com itato Rivoluzionario del distretto di Alexan-
drovsk sarebbero stati felicissimi se ne avessimo chie
sto a loro, ma che questo ci sarebbe stato fatale, per
ch soltanto dopo di ci le au to rit del distretto si
sarebbero decise ad atten tare alla n ostra libert e
alla n ostra indipendenza.
Ma noi abbiam o bisogno di danaro e questo
danaro si trova qui, a Guliai-Pol, o, in ogni caso,
si pu averlo p er Guliai-Pol, senza dare affatto alle
au to rit lidea che le veneriam o, che abbiam o biso-
gno di loro e che p resto ci inginocchierem o davanti
ad esse. Finch vivremo, non lo farem o mai dissi
ai miei ascoltatori.
Delle voci mi chiesero :
Dicci, dunque, com pagno Makhno, d ove questo
danaro e come possiam o ottenerlo per lopera co-
m une?
Vi spiegher fra poco di che danaro si tratta.
Per il m om ento m i sofferm er su quanto vedo nel-
le nostre file e in quelle dei nostri nemici, sintende,
di ogni sorta, e che, su tu tti i fronti, lottano a pa-
role contro la reazione per la libert, ma, in realt,
contro la lib ert p er la reazione.
Compagni, nessuno di voi qui presente negher
che lidea della libert e dellindipendenza econo-
m ica e politica germ ogliata e si sviluppa presso i
contadini. Chi ha aiutato i contadini a prendere
questa strad a? Io affermo che stata la Rivoluzio.
ne ed stato il lavoro ostinato, spesso m assacrante
del gruppo anarco-com unista locale, di cui sono
mem bro. Quali saranno i risultati dello sviluppo di
questidea presso i contadini difficile a dirsi ora
che non vediamo atto rn o a noi che nemici e pochi,
troppo pochi am ici che, d altra parte, non si tro-
vano qui. Essi si sono trincerati nelle c itt e non si
fanno vivi da noi che di tanto in tanto. Questi amici
sono gli anarchici. Solo essi non vogliono che la
cam pagna asservita rim anga sem pre asservita dalle
au to rit delle citt. Ma essi, di quanto potrebbero
darle attualm ente, le danno poco.
Vi sono, vero, delle ragioni di ci, m a diffi-
cile coglierle ed esprim erle qui, dov in questione
tu ttaltra cosa. Tuttavia, col pensiero, gli anarchici
sono sem pre con noi ! (Risuonarono applausi e gri-
d a: "Viva lanarchism o!, Viva i nostri am ici!).
Non entusiasm atevi, amici : passo al punto es-
senziale che quello di arm arci, di arm are tu tta la
popolazione p er dare alla Rivoluzione u n arm ata
potente, con la quale potrem o com inciare a edifi-
care noi stessi la Societ nuova, coi nostri mezzi,
con la n ostra ragione, il nostro lavoro, la nostra
volont.
I lavoratori di questa regione avevano comin-
ciato a p r e p a r a tis i dallautunno del 1917, m a in
questo m om ento le nere forze della reazione costi-
tuiscono p er loro una m inaccia m ortale : da un lato
lau to rit dei bolscevichi e dei socialisti rivoluzio-
nari di sinistra, dallaltro quella della R ada Cen-
trale Ucraina che, lo so da fonte sicura, ha concluso
u n alleanza con gli im peratori d A ustria e di Ger-
m ania e che, con il loro aiuto, p o rta sotto le pie-
ghe della bandiera della M adre U craina la m orte
per lUcraina e per quanto di meglio poterono con-
quistare nella Rivoluzione i lavoratori delle citt e
dei villaggi ucraini.
L arm am ento di tu tta la popolazione possibile
solo se la popolazione ne riconosce la necessit. Nel
corso della settim ana scorsa abbiam o ricevuto
io al Comitato, il segretario del gruppo nel suo
Ufficio m olti rappresentanti dei contadini della
regione che, allunanim it, ci hanno parlato della
necessit di questo arm am ento.
Ma questo non b asta : dobbiam o udire esprime-
re questa stessa volont direttam ente dalle assem-
blee dei contadini e discuterla con essi p er poterla
realizzare con un m assim o risultato. E perci dob-
biam o inviare ovunque dei propagandisti. Distoglie-
rem o i contadini dai preparativi della semina di pri-
m avera prendendo loro i carri e i cavalli, oppure,
per non essere costretti a farlo, dovremo procu-
rarci dei carri a nolo. Ma bisogner pagarli. Ci oc-
corre dunque del danaro. Danaro non ne abbiam o,
m a ne hanno i nostri nemici, anche qui, a Guliai-
Pol; ce n dai "pom echtchiki, dai m ercanti. La
loro banca l, a due passi dal nostro Comitato.
Devo tuttavia dirvi, compagni, che qui a Guliai-
Pol la sua cassa vuota. T utto il danaro si trova
alla Banca di S tato di Alexandrovsk. Ma si pu
averlo : basta accettare una proposta.
Per tu tto il periodo della Rivoluzione la Banca
ha speculato sul lavoro. A dire il vero, essa avrebbe
dovuto essere espropriata da m olto tem po e il da-
naro avrebbe dovuto essere affidato al fondo comu-
ne dei lavoratori. N il governo di Coalizione di Ke-
rensky, n il governo bolscevico-socialista rivolu-
zionario di sinistra lhanno fatto fino ad ora e con-
tinuano ad im pedire al popolo di farlo da solo.
Propongo dunque al Comitato Rivoluzionario
della regione di Guliai-Pol di non tener conto del
governo dei bolscevichi e dei socialisti rivoluzionari
di sinistra e di pretendere dalla Direzione della ban-
ca la consegna al Com itato Rivoluzionario, p er la
sua opera rivoluzionaria, di 250.000 rubli e questo
entro le v en tiq u attrore .
Questa risoluzione fu votata allunanim it, senza
discussione.
Il giorno dopo mi recai alla banca ed esposi que
sta decisione ai direttori. Essi pregarono il Com itato
di accordar loro una dilazione di tre giorni, poi con
vocarono u n assem blea generale degli azionisti e, die
tro energico incitam ento del socialdem ocratico Sbar,
fiarm arono gli assegni bancari che loro stessi si erano
spartiti proporzionalm ente.
Coloro che non parteciparono a q u estassem blea
ricevettero la visita di un rappresentante della ban
ca e di un m em bro del Comitato Rivoluzionario che
presentarono loro il relativo assegno bancario da
firmare.
In q u a ttro giorni furono raccolti tu tti gli assegni
bancari. Il quinto giorno, un m em bro del Com itato,
in com pagnia di un procuratore della banca, si rec
ad Alexandrovsk e ricevette la som m a che doveva
venir versata. Cos, procurandosi il danaro neces
sario alla propaganda rivoluzionaria e allorganizza
zione del lavoro libero, indipendente dal capitale e
dallo stato, i lavoratori di Guliai-Pol assicurarono il
successo dei prim i passi della Rivoluzione.
Una p arte di questa somma fu m essa a disposi-
sizione del Soviet dei D eputati contadini e operai.
Unaltra, dietro mia proposta, fu im piegata p er la
fondazione e il m antenim ento di un orfanotrofio per
i bam bini rim asti senza padre e m adre a causa della
guerra. (Lo si colloc in una casa circondata da un
bel giardino che era apparten u ta al com m issario di
polizia).
La terza parte, la pi im portante, rim ase al Comi
tato Rivoluzionario. M et di essa fu m essa tem pora
neam ente a disposizione della sezione vettovaglia
m ento del Soviet, creata dal Soviet e d iretta, sotto il
suo controllo e con lapprovazione dello skhod
dei contadini e degli operai, dal com pagno Sereguin,
m em bro del gruppo anarco-com unista.
Questa sezione seppe assicurare cos bene alla po
polazione tu tti gli articoli necessari al suo consumo,
che i poteri centrali se ne adom brarono e frapposero
degli ostacoli al suo funzionam ento.
COME SI ORGANIZZARONO
GLI SCAMBI IN NATURA
FRA LA CITTA E LA CAMPAGNA

Fin d allinizio dellopera d organizzazione dei con


tadini, il gruppo anarco-com unista aveva insistito
sulla necessit di conservare a questo lavoro un ca
rattere anarchico. Bisognava dunque che la tattica
del nostro gruppo si ispirasse alle esigenze del m o
m ento e sapesse al tem po stesso, respingere certi fat
ti e opporne altri ad essi.
Allinizio, questa tattica sollev le proteste di quei
m em bri del gruppo che, p u r essendo com pletam ente
devoti alla causa, non erano p er questo meno soste
nitori delle vecchie idee e cio: il rifiuto dellorga
nizzazione, dellu n it dazione, della possibilit di
realizzare i suoi principii, p u r restando anarchici, sot
to un regime non anarchico e neppure veram ente so
cialista. Questi com pagni mi dicevano :
Compagno N estor, tu devi aver p o rtato dalla
prigione dei principii statalisti p er il lavoro e te-
miam o che tu li accetti com pletam ente e che siamo
costretti a separarci... .
Questo tim ore era, fra gli altri, quello pi spesso
m anifestato dal mio vecchio amico, il compagno Mo-
s Kalinitchenko, un operaio istruito che aveva letto
molto, m em bro del nostro gruppo dal 1907.
Tuttavia, tu tto ci che proposi fu accettato dal
gruppo e realizzato fra i contadini col pi grande
successo nel corso dellanno 1917. I contadini non
ascoltavano infatti nessun altro gruppo sociale o po
litico con tan ta attenzione e fiducia quanto il nostro
gruppo anarco-com unista di Guliai-Pol. Essi segui
vano le indicazioni del gruppo in tu tti i cam pi : que
stione agraria, negazione dell au to rit nella vita dei
contadini, lo tta contro qualsiasi tipo di tutela.
Questo fatto m ostrava chiaram ente ai compagni
la via da seguire : non separarsi dalla m assa, fondersi
con essa, senza sm ettere di essere se stessi, fedeli al
proprio ideale. Andare sem pre avanti, con la m assa
dei lavoratori, m algrado le innum erevoli difficolt
che intralciavano il cammino e rallentavano il mo
vimento.
Cosi i m em bri del gruppo si abituavano al prin
cipio dellu n it collettiva nellazione e, cosa ancor pi
im portante, nellazione ragionata e feconda.
Essi si abituavano ad aver naturalm ente fiducia
gli uni negli altri, a capirsi, ad apprezzarsi sincera
mente reciprocam ente nei loro rispettivi campi.
Queste linee di condotta, fondam entali nella vita
e nella lotta di ogni organizzazione ed in special
modo di u n organizzazione anarchica perm isero
al nostro gruppo di reggere bene di fronte alle vicis
situdini della vita dei lavoratori ucraini durante que
sti anni in cui i governi si moltiplicavano.
Questa fiducia reciproca faceva nascere sponta
neam ente lentusiasm o che perm etteva all'energia e
alliniziativa di ognuno di m anifestarsi, energia e ini
ziativa d irette dal gruppo verso i fini stabiliti di co
m une accordo.
Il compagno che dirigeva la Sezione approvvigio
nam ento diede prova, in questordine di idee, di un
massim o di iniziativa.
Il gruppo seppe apprezzarlo e lo incaric di allac
ciare, usando dei d iritti ufficiali che gli conferivano
le sue funzioni, e, a nom e dei lavoratori di Guliai-
Pol, delle relazioni con gli operai dei centri tessili di
Mosca e di altre citt e di stabilire con loro degli
scambi diretti.
Gli operai dei centri tessili dovevano fornire alla
popolazione della regione di Guliai-Pol i tessuti della
qualit e del colore desiderati e in un dato q u an tita
tivo, m entre la regione di Guliai-Pol avrebbe loro in
viato il grano ed, eventualm ente, altre derrate alim en
tari, se gli operai lo desideravano.
Il com pagno Sereguin invi agenti nella citt, an
d lui stesso nelle varie regioni incontro alle delega
zioni operaie che, sotto il controllo di funzionari go
vernativi e di m em bri della Ceka, percorrevano il
paese cercando di com prare del grano. In quindici
giorni stabil delle relazioni con gli operai delle offi
cine tessili di Prokhorov e Morozov e convenne fra
ternam ente con essi che gli scam bi si sarebbero fatti
sulla base della reciproca com prensione dei bisogni
comuni p er la vita del lavoro e la lotta p er lindipen
denza, i contadini inviando grano agli operai e questi
fornendo ai contadini i tessuti di cui avevano bi
sogno.
Mi ricordo della grande gioia con cui il compagno
Sereguin, al suo ritorno a Guliai-Pol, senza neppure
concedersi il tem po di passare da casa, corse a tro
varm i al Com itato Rivoluzionario e mi abbracci
dicendo :
Hai ragione, Nstor, ad insistere in seno al grup.
po sulla necessit di fonderci con la m assa dei
lavoratori e di lavorare insieme a loro, di consi-
gliarli, di spiegar loro come e in qual m om ento
devono agire. T utti i lavoratori lo riconoscono .
Egli chiese poi che si convocassero il compagno
Kalachnikov, segretario del gruppo, e il compagno
Antonov, presidente della sezione del lavoro. Egli
raccont loro con quanto entusiasm o e q uanta sin
cerit la delegazione delle fabbriche tessili di Mosca
aveva accolta la n o stra idea degli scambi diretti. E
disse con quale gioia la delegazione operaia aveva
saputo che lidea di una societ libera, idea che p u r
costava tan ti sacrifici, non m oriva nelle campagne,
m a che gli operai sentivano che l'orizzonte si oscu
rava e che si profilava una cupa minaccia sulla realiz
zazione del loro desiderio pi caro, la libert e lin
dipendenza da ogni tu tela governativa.
vero dicevano gli operai non ci abbando.
niam o allo sconforto, m a non possiamo im pedirci
di pensarvi con dolore... .
Egli ci raccont anche che la delegazione aveva
accolto tu tto con gioia : lincontro coi contadini, ra c
cordo d aiuto reciproco, ma che essa si chiedeva con
inquietudine se i funzionari e gli agenti del governo
non avrebbero ferm ato e, ad d irittu ra, tratten u to tu t
to ci che si sarebbe inviato nelle citt.
La delegazione operaia gli aveva indicato le vie
per le quali bisognava dirigere i prodotti. Due o tre
giorni dopo, due uom ini designati da essa vennero a
Guliai-Pol p er ascoltare sul posto la voce dei conta
dini di questa regione insorta.
Essi trovarono a Guliai-Pol u n accoglienza frater
na e udirono lassicurazione che tu tti, fino allultimo,
avremm o difeso i principii grandiosi della Rivoluzio
ne, la libert e lindipendenza del lavoro nei con
fronti dellautorit, il capitale e lo stato.
Dopo alcuni giorni i due delegati tornarono a
Mosca.
Il com pagno Sereguin fece un rapporto alla riu-
nione-skhod, dei contadini, rap p o rto cui, dietro ri
chiesta del compagno Sereguin, appoggiata dal grup
po, aggiunsi alcuni commenti. Io vedevo in quei fatti
il pi bellesempio, unico nella storia, di una com
prensione reciproca di due strati sociali, i proletari
delle citt ed i contadini.
Lo skhod dei contadini approv questa pro
posta con entusiasm o, e, senza farsi trattenere dal
lidea di veder confiscata la loro spedizione dagli
agenti del governo, i contadini aiutarono per parec
chi giorni la sezione approvvigionam ento a caricare
i vagoni di grano e ad avviarli verso i centri tessili.
Allo scopo di accom pagnare questa spedizione fi
no a destinazione, il gruppo anarco-com unista form
un distaccam ento com andato dal com pagno Skom-
ski. E il grano, m algrado tu tti gli ostacoli frapposti
dai com andanti delle stazioni, giunse a destinazione.
Una decina di giorni dopo, gli operai delle fab
briche tessili di Mosca spedirono a Guliai-Pol pa
recchi vagoni di tessuti.
Ma, p er strada, i funzionari li ferm arono e li di
ressero al centro di approvvigionam ento di Alexan-
drovsk.
Perch dissero senza il perm esso dellau-
to rit centrale sovietica non era perm esso scam-
biare m erci fra i contadini e gli operai. Potevano
farlo soltanto le a u to rit operaie e contadine, m a
so p rattu tto quella dei Soviet e questultim a non
aveva ancora dato esempio di scambi d iretti fra i
contadini e gli operai .
T utto questo era accom pagnato da insulti a llin-
dirizzo dei lavoratori della regione di Guliai-Pol e
del gruppo anarchico che vi lavorava.
Messo al corrente dellincidente, il com pagno Se-
reguin accorse al C om itato Rivoluzionario e chiese il
mio parere sulla condotta da tenere p er im pedire alla
sezione approvvigionam ento governativa di appro
priarsi dei tessuti destinati ai contadini. Perch se se
ne appropriavano ne avrem m o sofferto doppiam ente :
m aterialm ente p er aver inviato il grano e m oralm ente
per il fallim ento della n ostra bella iniziativa di ispi
razione veram ente sociale...
Aiutaci ! gridava piangendo con la testa fra le
mani.
Conservando la n o stra calma, almeno in apparen
za, convocammo insiem e d urgenza il Com itato Rivo
luzionario ed il Soviet dei D eputati contadini e operai
e decidemmo di indirizzare alla sezione approvvigio
nam ento di Alexandrovsk, a nome di queste due or
ganizzazioni rivoluzionarie, una p rotesta contro il suo
atto antirivoluzionario di appropriazione di ci che
non le era destinato, dicendoci pronti a dichiararla
dannosa al governo sovietico stesso, se esso era vera
mente sovietico.
Convocammo nello stesso tem po una riunione-
skhod dei contadini di Guliai-Pol. Decisi di inviare,
a nome del gruppo, alcuni compagni, Mos Kalinit-
chenko, A. M artchenko e N. Sokruta, m em bri pure
del Com itato Rivoluzionario, p er far sapere ai lavora
tori della regione che la sezione governativa di ap
provvigionam ento di Alexandrovsk aveva intercettato
i tessuti che inviavano loro gli operai tessili di Mosca.
Il segretario del gruppo che misi al corrente del
liniziativa, dopo aver ascoltato il parere di parecchi
compagni venuti alla riunione-skhod, mi fece sapere
che la m ia iniziativa era approvata.
B uttai allora sulla ca rta i punti essenziali di ci
che essi avrebbero dovuto dire. Conoscevo tu tti que
sti compagni e sapevo ci che ognuno avrebbe potuto
spiegare.
P artiti i compagni, andai con Antonov (presidente
dellUnione Professionale), Sereguin e Korostelev
(presidente del Soviet) ed alcuni m em bri del nostro
gruppo allassem blea generale dei contadini e degli
operai. E ra una vera riunione della vecchia Zapo-
rojska Sietcha (1) tale come la conoscevamo dalla
storia. I contadini non erano pi cos ignoranti come
un tem po e non si riunivano pi per questioni di
chiesa e di fede.
No, si erano riuniti per discutere sui loro diritti
lesi da un pugno di individui al soldo del governo.
Essi si erano riuniti in piena coscienza dei loro
diritti.
Il compagno Sereguin prese la parola. Il suo di
scorso fu accolto da acclamazioni senza fine, da gri
da di riconoscenza p er la sua iniziativa e di indigna
zione contro l azione di Alexandrovsk nei confronti
di Guliai-Pol. Dopo il compagno Sereguin, a ltri par
larono a nome del Soviet, del Com itato Rivoluziona
rio, dellUnione Professionale e del gruppo anarco-
com unista. La popolazione pretendeva una m arcia
im m ediata sulla citt p er scacciarne le au to rit che
vi si trinceravano, au to rit inutili, nocive allopera
dei lavoratori. E non si trattav a di vane parole. I la
voratori disponevano in questo m om ento di quadri
di giovent rivoluzionaria sufficienti p er occupare
m ilitarm ente la citt di Alexandrovsk e a cacciarne,
se non fucilare, tu tti i funzionari governativi.
La Rivoluzione aveva proclam ato i principii del-
la libert, delluguaglianza e del libero lavoro
gridavano i lavoratori delle campagne asservite del.
la regione di Guliai-Pol e vogliamo vedere questi
principii applicati ; noi ucciderem o tu tti coloro che

(1) A ggruppam ento educativo ucraino.


vi si opporranno. Il governo del blocco bolscevico-
socialista rivoluzionario di sinistra, m algrado il suo
carattere rivoluzionario, nocivo allo sviluppo del-
le forze creatrici della Rivoluzione. Dunque, noi lo
condanniam o a m orte, o m orirem o noi stessi in
questa lotta. Non tollererem o gli ostacoli sollevati
dal governo contro il libero sviluppo delle nostre
forze e il m iglioram ento della n ostra condizione so-
ciale. Non accettiam o lumiliazione e loppressione
che i suoi agenti vogliono im porci p er trionfare su
quanto di pi bello vi nella Rivoluzione .
S, quel giorno la popolazione di Guliai-Pol fu
veram ente p ro n ta a b attersi contro lAlexandrovsk
governativa. E chi di noi vi si sarebbe opposto? Tutti
eravam o stati nelle prim e file nella battaglia rivo
luzionaria : questo non era avvenuto certo per riti
rarci ora! Eravam o rivoluzionari per attaccam ento
allidea del trionfo della giustizia che la Rivoluzione
aveva scelto per arm a. E q u estarm a non volevamo
sporcarla con com prom essi con lautorit.
Noi cercavamo di sbarazzarla dal fango di cui la
vevano coperta i due p artiti al potere : i bolscevichi
ed i socialisti rivoluzionari di sinistra. A noi prem eva
afferm are e sviluppare la Rivoluzione nella vita e nel
la lo tta dei lavoratori.
Se non avevamo forze sufficienti per q u estopera
grandiosa e grave di responsabilit, p er questo non
volevamo m eno ten tarla con le forze di cui dispone
vamo, ben sapendo, d altra parte, quali sarebbero
stati i risultati reali del nostro tentativo.
Ecco perch non si trov nessuno fra i nostri
compagni che si opponessero alla m arcia su Alexan-
drovsk. Al contrario, tu tti vi si prepararono. Perso
nalm ente ero convinto che a me e a parecchi dei miei
compagni, quali Kalinitchenko, M artchenko, Isidoro
Pietro Luty, S. K aretnik, Sava Makhno, Stefano Che-
pel, sarebbe occorso diventare i prim i fra i nostri
uguali p er condurre le forze rivoluzionarie alla b at
taglia. E, infatti, sem brava che si dovesse verificare
questo.
Dalla folla partirono delle grida:
N stor Ivanovitch, dicci la tua opinione! Non
possiam o non rispondere a questa provocazione di-
re tta contro di noi dagli agenti dei poteri di Ale.
xandrovsk!
Quale capo delle tru p p e rivoluzionarie della regio
ne, sapendo a chi e a cosa dovevano servire queste
truppe, dissi ci che dovevo dire e cio che la deci
sione dei lavoratori rifletteva le loro idee, che esse
erano le m ie e che avrei obbedito loro.
A questo punto fu consegnato al compagno Se-
reguin un dispaccio dellUfficio approvvigionam ento
di Alexandrovsk. Nel dispaccio era detto che, dopo
aver preso conoscenza dei telegram m i del Com itato
Rivoluzionario di Guliai-Pol e del Soviet dei Depu
tati contadini e operai, lUfficio approvvigionam ento
aveva riconosciuto che i tessuti diretti alla sezione
approvvigionam ento del Soviet di Guliai-Pol erano
gi stati pagati dai lavoratori di Guliai-Pol e che,
lUfficio di Alexandrovsk, d accordo con le altre orga
nizzazioni sovietiche della citt, aveva deciso di la
sciarli dirigere a Guliai-Pol.
Non restava altro che inviare dei delegati p er ri
cevere i tessuti e avviarli a Guliai-Pol.
Quando il contenuto del dispaccio fu conosciuto
dallassemblea-skhod, la gioia si im padron delludi
torio, m a lidea della resistenza arm ata non fu abban
donata. Lassem blea espresse il desiderio che orga
nizzassi le forze arm ate, in modo da m obilitare in
ven tiq u attrore e occupare la citt di Alexandrovsk,
se il compagno Sereguin non fosse venuto in pos
sesso dei tessuti entro due giorni.
Non c ragione di m obilitare ora dissero i
contadini e Sarebbe penoso e poco corretto
creare forzatam ente la lo tta contro lautorit, ma
essa necessaria : noi vi pensiam o e vi penserem o
sempre... .
V en tiq u attrore dopo, il compagno Sereguin mi
fece sapere al Com itato Rivoluzionario che era stato
inform ato dal delegato inviato da Alexandrovsk che
i tessuti confiscati dalle au to rit erano stati conse
gnati ai delegati ed erano giunti alla stazione di Gu
liai-Pol. Il compagno Sereguin era in procinto di
convocare una riunione-skhod di contadini e operai
nella quale era autorizzato a chiedere ai contadini di
aiutarlo ad effettuare il trasp o rto dei tessuti al De
posito generale di approvvigionam ento e a fissare il
giorno e il m odo di distribuzione dei tessuti spettanti
alla popolazione di Guliai-Pol.
Egli preg me, come altri com pagni del Comitato
Rivoluzionario e del gruppo anarco-com unista, di ve
nire alla riunione e di assecondarlo spiegando alla
popolazione i vantaggi di tali scam bi fra la citt e i
villaggi, scam bi che si dovevano fare su vasta scala
e allargare a tu tti gli articoli di consum o.
Si trascorse la seduta a discutere questa tesi : ef
fettuare scam bi fra la c itt e i villaggi senza linter
m ediario dellauto rit politica dello stato. L'esem
pio era l : senza interm ediario, i villaggi potevano
conoscer meglio la citt e viceversa. Due categorie di
lavoratori si sarebbero cos intese in questo fine co
mune : togliere allo stato ogni potere nelle funzioni
pubbliche, abolire la sua au to rit sociale, in poche
parole, sopprim erlo. Via via che quest'idea grandiosa
si sviluppava fra i lavoratori della regione di Guliai-
Pol,'via via che questi ultim i l'adottavano, prende
vano posizione nella lotta contro tu tti i principi auto
ritari che la ostacolano. I lavoratori cercavano di
precisare il valore teorico degli scam bi diretti fra la
voratori e di afferm are praticam ente il loro d iritto
ad effettuare questi scambi. Vedevano nello stesso
tem po in questo il mezzo di distruggere le basi capi-
taliste della Rivoluzione, vestigia dei tem pi zaristi.
Di m odo che, quando tu tti i tessuti ricevuti furono
stati rip artiti, la popolazione di Guliai-Pol esamin
i mezzi di allargare gli scambi a tu tti gli articoli di
prim a necessit ed in q u an tit sufficiente p er tu tta
la regione. Questo avrebbe dim ostrato che la Rivolu
zione non si curava soltanto di distruggere le basi
del regime borghese e capitalista, m a che aveva anche
pensato a indicare concretam ente le basi per una so
ciet nuova con la sua atm osfera d eguaglianza nella
quale si sarebbe sviluppata la coscienza dei lavo
ratori.
La loro vita sarebbe stata allora consacrata alla
lotta per il trionfo di una pi grande giustizia che
avrebbe sostitu ita lattuale giustizia ingiusta...
I lavoratori di Guliai-Pol cercarono dunque di
accordarsi coi lavoratori di a ltri villaggi e regioni per
realizzare in p ratica lidea degli scambi fra i villaggi
e la citt e arm onizzarla con la necessit di difendere
la Rivoluzione.
Ora, la difesa della Rivoluzione pu essere sicura
e durevole solo nel caso in cui tu tti coloro che non
sfruttano gli a ltri com prendano il suo carattere es
senzialmente creatore. E questo p o tr essere realiz
zato solo quando la popolazione avr sentito che
dopo aver ravvisato il giogo del padrone, il fabbri
cante ed il p roprietario fondiario, e del padrone su
prem o, lo Stato, bisogner che si organizzi essa stessa
e p er proprio conto la sua nuova vita sociale e poli
tica e che la difenda.
Bisogna dunque che i lavoratori dei villaggi, per
meglio com prendere e difendere pi efficacemente i
principi creatori della Rivoluzione, si avvicinino ai
lavoratori della c itt : cos, sentiranno meglio il loro
ruolo nellatto creatore della Rivoluzione.
II periodo d istruttivo non sar definitivamente
chiuso che quando sar iniziata la fase creatrice, fase
alla quale avr preso p arte non soltanto lavanguar
dia rivoluzionaria (e i suoi distaccam enti), m a tu tta
la popolazione accesa dalla fiamma rivoluzionaria e
che cercher di aiutarla, con le azioni e le parole, a
superare gli ostacoli che si troveranno sul suo cam
mino.
D urante i dieci o undici mesi della loro partecipa
zione attiva alla Rivoluzione, i lavoratori della re
gione di Guliai-Pol avevano avuto m olte occasioni
di verificare lesattezza di q u estidea e di applicarla
nella vita sana e libera m odellata da loro quotidia
namente...
Il Soviet locale si accord con le organizzazioni di
approvvigionam ento e decise che cera motivo di so
stenere e sviluppare lidea di scam bi dei villaggi con
la citt senza la mediazione dei funzionari del go
verno.
Furono inviati delegati in parecchie citt per in
form arsi su varie questioni e p er p o rtare ancora dei
tessuti. Nel frattem po i contadini com inciarono ad
accum ulare il grano, la farin a e altri prod o tti ali
m entari nei magazzini generali che, d ora in poi, do
vevano avere delle riserve in previsione degli scambi
futuri.
Tuttavia, questa volta i delegati dei contadini ri
tornarono p er la m aggior p arte a m ani vuote. Le
au to rit del blocco bolscevico-socialista rivoluziona
rio di sinistra in tu tte le fabbriche avevano vietato
categoricam ente a tu tte le organizzazioni operaie di
entrare in rap p o rto continuato di qualunque genere
coi villaggi. Esistevano per questo, a detta delle auto
rit, delle organizzazioni proletarie stataliste che era
no incaricate delle relazioni fra la cam pagna e la cit
t e che dovevano occuparsi dellorganizzazione indu
striale e agricola delle citt e dei villaggi, consoli
dando cos il socialismo nel paese.
E fu solo a Mosca che gli operai particolarm ente
rivoluzionari delle fabbriche tessili ottennero dai si
gnori socialisti il d iritto di scam biare u n altra volta
le loro m erci coi p rodotti della regione di Guliai-
Pol. Ma la spedizione dei tessuti questa volta fu
estrem am ente difficile.
Questi furono ferm ati a parecchie riprese per
strad a e non giunsero a Guliai-Pol. Gli organi gover
nativi che se ne erano im padroniti, p er pi di quin
dici giorni li sballottarono da una linea ferroviaria
allaltra, fino a quando i trasp o rti per ferrovia fu
rono com pletam ente in terro tti : le terribili arm ate te
desche avanzavano su Kiev e Odessa guidate dal di
staccam ento d avanguardia della Rada Centrale
Ucraina, dei socialisti rivoluzionari e dei socialdemo
cratici ucraini coi loro lead ers : il professor M.
Gruchevski ed il pubblicista O. Vinnitchenko. Essi
avevano concluso u n alleanza con gli im peratori te
desco e austriaco contro il blocco bolscevico-sociali
sta rivoluzionario di sinistra e ora conducevano i loro
alleati sulla te rra ucraina m ostrando loro le strade
pi corte e praticabili nella direzione del Dniepr e del
fronte rivoluzionario. Il governo del blocco bolscevi
co-socialista rivoluzionario di sinistra, con alla testa
Lenin, non poteva non notare questo fatto di u n im
portanza sociale capitale nella vita e nella lo tta dei
lavoratori in generale e di quelli della regione di Gu-
Iiai-Pol in particolare.
Esso Io notava. Dal giorno della sua salita al po
tere, il governo socialista, sinistra delle sinistre, lo
tem eva come lo aveva tem uto ogni altro governo e
cerc con tu tti i mezzi di im pedire il suo sviluppo.
Per com inciare, vi furono distaccam enti incaricati
di rom pere ogni legame fra la citt e la cam pagna ;
poi le a u to rit si m isero a stabilire il grado di lealt
o di slealt rivoluzionaria degli individui e dellintera
classe dei lavoratori, i loro d iritti ad afferm are la
loro intelligenza, la loro volont, la loro p arte nella
Rivoluzione che si faceva a loro spese.
Come abbiam o detto, i tessuti inviati dagli operai
delle fabbriche tessili ai contadini in cam bio dei loro
prodotti alim entari erano stati d istribuiti agli abi
tan ti di Guliai-Pol e della sua regione dallUfficio
Approvvigionamento e d allUnione Cooperativa di
Guliai-Pol.
Non restava dunque agli agenti del blocco bolsce
vico-socialista rivoluzionario di sinistra che abban
donare questi pro d o tti da qualche p arte sulla linea
ferroviaria, lasciandoli cos a disposizione delle nuo
ve au to rit che regolavano il loro passo con le baio
nette tedesche e austriache o avviarle a destinazione,
m ostrando cos ai lavoratori della c itt e dei villaggi
che, m algrado la fuga, pensavano ad essi piu ttosto
che ai buoni a nulla che arrivavano...
La spedizione giunse cos a Guliai-Pol e fu ripar
tita secondo il desiderio degli abitanti.
I NUOVI MEMBRI DEL NOSTRO GRUPPO

Verso m et febbraio giunsero a Guliai-Pol tre


m arinai della flotta del M ar Nero. Due di loro erano
contadini di Guliai-Pol, il terzo era uno sconosciuto,
veniva a stabilirsi presso suo padre, il cocchiere del
pom echtchik Abramo Jantsep. T utti tre si profes
savano socialisti rivoluzionari di sinistra.
Due di essi, Boris Veretelnik (contadino di Guliai-
Pol) e E. Polonski (lo sconosciuto) possedevano del
le tessere del Com itato socialista rivoluzionario di
Sebastopoli. Il terzo, Charovski, contadino di Guliai-
Pol, non apparteneva ad alcun partito. Fin dal pri
mo giorno del loro arrivo, si fecero notare allassem
blea generale p er il loro energico atteggiam ento rivo
luzionario. E ra lepoca in cui i m arinai erano noti
come gli ardenti difensori della Rivoluzione. La po
polazione di Guliai-Pol li accolse con rispetto e
ascolt con interesse i loro discorsi.
Conoscevo Boris V eretelnik dallinfanzia ed per
questo che quando mi present ai suoi amici, Cha
rovski, che non apparteneva ad alcun partito, e Po
lonski, il socialista rivoluzionario di sinistra, non
provai diffidenza alcuna.
Li presentai tu tti e tre al Com itato Rivoluzionario
regionale di Gulai-Pol ed essi furono ammessi come
m em bri della sezione di propaganda di questo comi
tato, a condizione che ogni loro attivit nella regione
venisse svolta a nome del Com itato Rivoluzionario.
Essi accettarono questa condizione e rim asero a la
vorare a Guliai-Pol.
Un bel giorno, il Com itato del partito Socialista
Rivoluzionario di sinistra di Sebastopoli richiam i
compagni Veretelnik e Polonski, ma dietro loro ri
chiesta e con l approvazione del gruppo anarco-co-
m unista, scrissi al Com itato di Sebastopoli, n atu ral
m ente da parte del Com itato Rivoluzionario di Guliai-
Pol, dicendo che questi due compagni erano neces
sari da noi.
Dopo di ci essi non furono pi disturbati.
Poco tem po dopo, il compagno Boris Veretelnik
ruppe col p artito socialista rivoluzionario di sinistra
ed entr nel gruppo contadino anarco-com unista di
Guliai-Pol.
Il compagno Polonski rim ase fuori dal gruppo e
dichiar di sim patizzare semplicemente con lanar
chismo, m a tuttavia lavor col compagno Veretelnik
ed altri m em bri del gruppo, sotto la direzione di que
s tultim o, com unicandogli ogni sua attiv it nella re
gione ed a Guliai-Pol, esattam ente come tu tti gli
altri m em bri del gruppo.
Parecchie volte, vero, il fratello di Polonski, un
bolscevico che in quel m om ento lavorava al Comi
tato Rivoluzionario di Bolch-Tokmak, chiam l il
nostro Polonski prom ettendogli un posto allUfficio
del Com itato Rivoluzionario, m a Polonski rifiut
sempre, non volendo lasciare la regione di Guliai-Pol
per quella di Bolch-Tokmak, perch, diceva, lo spi
rito frondista di GuliaiPol laveva legato maggior
m ente alla sua opera rivoluzionaria e perch in que
sta attivit si era in parte ritrovato, cosa p er la quale
provava una gran gioia.
Cos, dedicandosi tu tti i suoi m em bri interam ente
a llopera rivoluzionaria, le forze del nostro gruppo
si ampliavano, la sua attivit si estendeva.
Non vi era ostacolo che potesse im pedir loro-di
proseguire la conquista intellettuale e morale delle
masse rivoluzionarie.
Il gruppo era sem pre allavanguardia della Rivolu
zione, trascinando al suo seguito i lavoratori nella
lotta contro gli oppressori. Esso fu sem pre un esem
pio p er l'attiv it rivoluzionaria autonom a dei conta
dini e degli operai.
Insegn loro ad agire e m ostr loro le m anifesta
zioni di q u estattivit e le sue applicazioni pratiche
nella lo tta dei lavoratori.
LE COMUNI AGRICOLE
LORO ORGANIZZAZIONE INTERNA
LORO NEMICI

Febbraio-marzo. E ra giunto il m om ento di ripar


tire tu tto ci che era stato preso ai pom echtchiki
nellautunno 1917 (bestiam e e attrezzi), di installare
nelle ex pro p riet di questi pom echtchiki i volon
tari contadini e operai organizzati in com uni agri
cole. T utti i lavoratori della regione si rendevano con
to dell'im portanza di u n azione decisiva in questo
mom ento, tan to per ledificazione di un sistem a di
vita nuovo, quanto p er la sua difesa. Sotto la dire
zione del Com itato Rivoluzionario, i vecchi soldati
del fronte com inciarono a convogliare al fondo co
m une della com unit tu tto il m ateriale e tu tti gli ani
mali che erano apparten u ti ai pom echtchiki , la
sciando ad ogni p roprietario due paia di cavalli, una
o due vacche (a seconda la grandezza della famiglia),
un aratro , una sem inatrice, una falciatrice, ecc., men
tre i contadini andavano nei cam pi a term inare la
divisione dell terre iniziata in autunno. Nello stesso
tem po, alcuni contadini ed operai, organizzati fin
dallautunno in com uni agricole, lasciavano i loro
villaggi con tu tte le loro famiglie, prendevano pos
sesso delle ex p ro p riet dei pom echtchiki senza
badare al fatto che i distaccam enti da com battim ento
delle guardie rosse del blocco bolscevico socialista ri
voluzionario di sinistra, dopo accordo con gli im pe
rato ri d Austria e di Germania, evacuavano lUcraina,
abbandonandola con le sue deboli form azioni di com
b atten ti rivoluzionari a una lo tta im pari contro le
trupp e regolari tedesche ed austriache, sostenute
dalle bande arm ate della Rada Centrale Ucraina.
Appena installate, queste com unit agricole,
senza p erd er tem po, si m isero a organizzare le loro
forze : gli uni furono im piegati nei lavori agricoli del
la prim avera, gli a ltri form arono dei distaccam enti
da com battim ento destinati a difendere la Rivolu
zione e le sue d irette conquiste, tram ite le quali i
lavoratori di queste regioni davano lesem pio a tu tto
il paese.
La m aggior p arte delle com uni agricole erano
com poste da contadini. Alcune com prendevano olie
rai e contadini assieme.
Queste com uni erano basate innanzitutto sull'e
guaglianza e la solidariet dei loro m em bri. T utti i
m em bri di queste comuni, uom ini e donne, apporta
vano a llopera comune una perfetta coscienza, sia che
lavorassero nei cam pi o che fossero impiegati nei
lavori domestici.
La cucina era comune. Il refettorio pure. Ma il
desiderio di uno dei m em bri della comune di prepa
rare lui stesso i p ropri pasti p er s e i suoi bam
bini, o di partecipare alla cucina com une e portare i
pasti a casa propria, non incontrava alcuna opposi
zione da p arte degli a ltri m em bri. Ogni m em bro della
comune, o anche tu tto un gruppo, si poteva organiz
zare come voleva per la p ropria alim entazione a con
dizione, tuttavia, di avvisare prim a tu tti gli altri
m em bri della comune affinch in cucina e nella di
spensa potessero esser prese le m isure necessarie per
queste modifiche.
I m em bri erano pure tenuti ad alzarsi di b u o n ora
e m ettersi subito al lavoro atto rn o ai buoi, ai cavalli
o in altre faccende domestiche.
Ogni m em bro della com une aveva d iritto ad as
sentarsi quando lo desiderava, m a doveva avvisarne
il suo pi stretto com pagno di lavoro affinch potesse
sostituirlo durante la sua assenza.
Questo p er i giorni di lavoro. I giorni di riposo (la
dom enica) i m em bri si assentavano a turno.
Il program m a di lavoro di tu tta la com une era sta
bilito in riunioni di tu tti i m em bri che, poi sapevano
esattam ente le modifiche che dovevano arrecare
ognuno nel proprio lavoro.
Soltanto la questione della scuola restava ancora
in sospeso perch le com uni non volevano ristabilire
le scuole sul vecchio modello. F ra le scuole nuove la
scelta si ferm su quella anarchica di Francisco Fer-
rer del quale le com uni avevano udito parlare da
m olte relazioni e pubblicazioni distribuite dal grup
po anarco-com unista. Ma le persone a conoscenza dei
m etodi di questa scuola m ancavano e le com uni cer
carono di farne venire dalla citt, tram ite il gruppo
anarco-com unista.
E fu deciso che, in caso di im possibilit, p er il
prim o anno ci si sarebbe accontentati di fa r venire
nelle scuole persone semplicemente a conoscenza dei
metodi di insegnam ento.
Esistevano, in un raggio di sette o otto ver
ste ( 1) attorno a Guliai-Pol, q u attro di queste co
m uni agricole. Nella regione ce n erano m olte altre.
Se insisto pi particolarm ente su queste q u attro
perch le ho organizzate personalm ente.
Tutte le belle iniziative dellinizio furono realiz
zate sotto i miei occhi e tu tte le questioni im portanti
mi furono sem pre sottoposte in precedenza. Quale
m em bro di una di queste comuni, forse la pi im por
tante, collaboravo due giorni alla settim ana a tu tti i
suoi lavori : al m om ento delle semine di prim avera
aiutavo a lavorare il terreno con lerpice o a sem ina
re e, prim a e dopo lepoca delle semine, prendevo
parte ai lavori di m asseria, oppure aiutavo il m acchi
nista alla centrale elettrica.
Gli altri q u attro giorni della settim ana, lavoravo a
Guliai-Pol al gruppo anarco-com unista e al Com itato
Rivoluzionario della regione. T utti i m em bri del grup
po e tu tte le comuni agricole me lo chiedevano, di
fronte alle esigenze del m om ento essendo necessari
la raccolta e linquadram ento di tu tte le forze arm ate
rivoluzionarie per lo ttare contro le forze controrivo-

(1) V ersta: circa un chilom etro (1.067 m etri).


luzionarie provenienti direttam ente dallOvest : le ar
m ate im periali tedesche ed austroungariche e le tru p
pe della Rada Centrale Ucraina.
In ogni com une cerano alcuni contadini anarchi
ci, ma la m aggioranza dei m em bri di queste comuni
non era anarchica. Tuttavia, nella loro vita comu
nitaria essi davano prova di solidariet anarchica,
della quale, nella vita di tu tti i giorni, sono capaci
soltanto le nature semplici dei lavoratori non ancora
toccati dal veleno politico delle citt, che esala sem
pre un odore di menzogna e di tradim ento da cui
non sono esenti anche num erosi compagni che si
professano anarchici.
Ogni comune era com posta da una decina di fa
miglie di contadini e operai e com prendeva in tu tto
cento, duecento, o trecento m em bri.
Per decisione del Congresso regionale delle co
m uni agricole, ogni com une ricevette come propria
parte una q u an tit di terra, cio q uanta i suoi mem
bri potevano coltivarne e situ ata nelle im m ediate
vicinanze della com une (ex pro p riet dei pomecht-
chiki ). Inoltre, esse ricevettero il bestiam e e gli at
trezzi agricoli che esistevano gi in queste propriet.
E i liberi lavoratori delle comuni si misero al lavoro,
al suono di canti liberi e gioiosi che riflettevano la
nim a della Rivoluzione e di quei lavoratori che erano
m orti per essa o che, dopo lunghi anni, continuavano
a lottare per il grande ideale di giustizia, ideale
che deve trionfare sulliniquit e diventare la fiaccola
dellum anit. Essi seminavano, lavoravano lorto, pie
ni di fiducia in se stessi, nella loro bella decisione di
non perm ettere pi ai vecchi p roprietari di ripren
dere la terra conquistata a coloro che non vi avevano
m ai lavorato, m a che lavevano posseduta p er auto
rizzazione del governo e ora cercavano di im padro
nirsene nuovam ente.
Gli abitanti delle fattorie e dei villaggi vicini a
queste com uni essendo ancora in p arte incoscienti e
non ancora com pletam ente liberati dalla servit nei
confronti dei kulaki , invidiavano i com unardi e,
pi di una volta, m anifestarono il desiderio di ripren
dere tu tto : bestiam e e attrezzi agricoli che i comu
nardi avevano tolto ai pom echtchiki e di spar
tirli fra loro.
Se lo desidereranno, i liberi com unardi potran-
no sempre, pi tardi, riscattarli da noi dicevano...
Ma questa tendenza era giudicata severam ente alle
riunioni-skhod e a tu tti i congressi, dalla m aggioran
za assoluta dei lavoratori che nellorganizzazione del
le comuni agricole vedevano il felice inizio di una
vita sociale nuova che, a m isura che la Rivoluzione si
sarebbe avvicinata al punto culm inante della sua
m arcia trionfale creatrice, non avrebbe fatto che svi
lupparsi, ingrandirsi e dare im pulso allorganizzazio
ne di una Societ analoga, se non in tu tto il paese,
almeno in tu tti i villaggi e le fattorie della regione.
Il libero regime com unitario era considerato dai
lavoratori come la form a pi elevata della giustizia
sociale ; tuttavia, la grande m assa dei lavoratori non
si decidevano a passare alla sua realizzazione imme,
diata, adducendo 1avvicinarsi delle truppe tedesche
e austriache, la p ro pria disorganizzazione e incapa
cit di difendere questo regime contro le nuove auto
rit rivoluzionarie e controrivoluzionarie.
questo il m otivo p er cui i lavoratori rivoluzio
nari della regione si accontentarono di cercare di
sostenere con tu tti i mezzi quelli di loro che, pi
audaci, si erano organizzati nelle vecchie p ropriet
dei pom echtchiki in libere com uni agricole e vi
conducevano una vita indipendente su basi nuove.
Una p arte dei pom echtchiki , dei kulaki e
dei coloni tedeschi capirono che, in un m odo o nel
laltro, non avrebbero potuto restare ancora a lungo
i padroni possedendo migliaia di dessiatine ( 1) di
terre e sfruttando il lavoro altrui.
Senza attendere oltre, si arresero alla Rivoluzio
ne e, su basi nuove, organizzarono la loro nuova vita
sociale, cio senza b atrak i e senza d iritto ad affit
tare le loro terre.
Pertanto, al m om ento in cui su tu tte le terre libe
rate nasceva la gioia degli oppressi, nel m om ento in
cui i lavoratori che erano stati cos a lungo op-

(1) D essiatina: circa un e tta ro (1.092 m etri).


pressi e um iliati dallineguaglianza politica, econo
mica, e sociale cominciavano a riprendere posses
so di se stessi, a com prendere la loro schiavit e ten
devano con tu tte le loro forze a liberarsi com pleta
m ente e p er sem pre da questa vergogna, quando sem
brava gi che questa liberazione fosse sul punto di
divenire un fatto com piuto, essendosi le masse dei
lavoratori stesse date da fare per la sua realizzazione,
quando, infine, lidea di libert, di eguaglianza e di
solidariet fra gli uom ini com inciava a penetrare
passo a passo nella vita stessa dei lavoratori e a uc
cidere cos ogni velleit di nuova servit, in questo
stesso m om ento, parallelam ente allo sviluppo di que
sta grande idea di liberazione, gli araldi governativi
del blocco bolscevico-socialista rivoluzionario di si
nistra, aiu tati dallastu ta politica di Lenin, sviluppa
rono con un furore crescente l'idea del diritto del
governo di Lenin di disporre della Rivoluzione e "del
la sottom issione di tu tto il popolo a questo governo
come fosse il solo difensore dei desideri secolari del
popolo : la lib ert leguaglianza e il lavoro indipen
dente.
Il desiderio di dom inare il popolo, i suoi pen
sieri e la grande Rivoluzione Russa che esso aveva
creata, aveva ab b ru titi a tal punto i socialisti statali
sti che p er esso dim enticarono per un m om ento le
loro divergenze fondam entali sulla questione della
pace di Brest-Litovsk, pace conclusa con gli im pera
tori tedesco ed austro-ungarico e accolta con ostilit
dalla popolazione rivoluzionaria.
I socialisti statalisti trascurarono m om entanea
m ente questa im portante questione e le discussioni
burrascose che suscitava, ponendosi ora innanzi a
loro u n altra questione non meno im portante : come,
sem pre restando agli occhi delle masse rivoluzionarie
i pionieri e le guide della Rivoluzione, avrebbero po
tuto giungere a svisare lidea stessa della Rivoluzione
sociale, senza prim a capovolgere la realizzazione del
le loro segrete aspirazioni : deviare la Rivoluzione
dalla sua via autonom a, creatrice e asservirla intera
mente alle dottrine stataliste provenienti dalle ordi
nanze e dalle direttive del C om itato Centrale del par
tito e del governo?
E ra pienam ente evidente che neHorientam ento
im presso alla grande Rivoluzione Russa dai bolscevi.
chi e dai socialisti rivoluzionari di sinistra non cera
posto n per delle com unit agricole autonom e, or
ganizzate liberam ente sulle terre conquistate senza
alcuna approvazione del governo, n p er il passaggio
nelle m ani degli operai delle fabbriche, delle officine,
delle tipografie e delle altre im prese pubbliche.
Le azioni dirette dei lavoratori nel corso della
grande Rivoluzione Russa, riflettevano nettam ente le
loro tendenze anarchiche. Ed era questo che spaven
tava di pi i socialisti statalisti di sinistra, perch i
lavoratori dei villaggi e delle citt radunavano le
loro forze precisam ente su questa strada e si prepa
ravano a scatenare un m ovimento anarchico contro
lidea stessa dello stato, al fine di togliere ad esso le
sue principali funzioni e di affidarle alle loro autorit
locali autonome.
Con questazione rivoluzionaria diretta, i lavora
tori davano^ prova di un grande ardim ento nella
strad a della loro liberazione e se il loro m ovimento
non era ancora com pletam ente organizzato, p er lo
meno era tenacem ente perseguitato.
Se i lavoratori delle citt e dei villaggi avessero
trovato in questa strad a un aiuto efficace organizzato
da p arte degli anarchici rivoluzionari, avrebbero po
tuto pienam ente riuscire nelle loro aspirazioni e
avrebbero attirato ad essi tu tte le forze attive della
Rivoluzione. E cos si sarebbe messo fine allazione
incosciente e incoerente dei nuovi dirigenti socialisti
che, con Lenin, Ustinov e compagni in testa, cerca
vano di ingannare la m assa dei lavoratori.
E il terrore ignobile dei bolscevichi, diretto con
tro gli uom ini in generale, e contro coloro che con
servavano le loro opinioni personali e si perm ette
vano di giudicare i bolscevichi e il loro governo detto
proletario , in particolare, non sarebbe esistito in
Russia, n in Ucraina, n nelle altre repubbliche bol
sceviche.
Ohim ! noi anarchici rivoluzionari non eravamo
m ai stati capaci di abbracciare in tu tta la loro am
piezza le grandi azioni popolari rivoluzionarie, di
com prenderne tu tta la p o rtata e di aiutarle a svilup
parsi in tu tta la loro vastit e in tu tta la loro effica
cia. E ancor o ra eravam o im potenti e questo sempli
cemente p er m ancanza di u n organizzazione un tan
tino solida nei giorni pi decisivi della Rivoluzione.
I socialisti statalisti di sinistra, al contrario, se
non abbracciarono globalm ente le azioni rivoluziona
rie dirette dei lavoratori, p er lo m eno le com presero
rapidam ente e riconobbero che, dal punto di vista dei
loro principi, non potevano sostenerle, perch queste
azioni popolari, se fossero riuscite, avrebbero sotter
rato le loro velleit di potere e li avrebbero costretti
a scendere dai vertici statalisti che questi nuovi pa
droni avevano raggiunti arram picandosi sulla schiena
dei difensori diretti della Rivoluzione. I bolscevichi
statalisti di sinistra ed i socialisti rivoluzionari di si
nistra si affrettarono dunque ad agire contro le azio
ni rivoluzionarie dirette dei lavoratori, cio, non solo
perm isero al governo di Lenin di im brigliare i lavora
tori rivoluzionari delle c itt e delle campagne con
decreti venuti dallalto, m a vi contribuirono perso
nalm ente, aiutando cos a disorganizzare i lavoratori
nel m om ento in cui, per la prim a volta, questi riu
scivano ad unire efficacemente le loro forze rivolu
zionarie.
Questi p a rtiti di sinistra provocarono un arresto
nel processo di distruzione e, cos, la Rivoluzione non
pot giungere alla sua fase ultim a, nella quale sol
tanto il processo di ricostruzione pu trovare il suo
punto di partenza e raggiungere il suo pieno svilup
po, opponendosi cos a tu tto ci che di vecchio e di
m arcio c nella vecchia societ e che del tu tto inu
tile nella societ um ana sanam ente intesa, m a che
sempre, al m om ento dei grandi sbalzi psicologici,
tende a introdursi nelle nuove libere form azioni so
ciali sotto i pi svariati aspetti e forme, cam uffati in
fretta e superficialmente.
Questi socialisti statalisti di sinistra, approfittan
do del candore infantile dei popoli russo, ucraino,
ecc. nella loro opera rivoluzionaria, abusarono di que.
sta fiducia. I principi statalisti fecero deviare i lavo
rato ri dalla loro strad a di allargam ento e intensifica
zione della Rivoluzione e portarono la disorganizza
zione nella societ libera che nasceva, alterando cos
le tendenze individuali e sociali e rallentando con
questo mezzo anche il processo della sua realizza
zione.
Fu questo fatto e nessun altro che cagion la stan
chezza dei fautori della liberazione, m entre i loro
nemici, riprendendosi, si organizzarono rapidam ente
e si m isero ad agire tenendo conto delle relative forze
rivoluzionarie e controrivoluzionarie.
Tali m om enti, nella m aggioranza dei casi, sono fa
vorevoli alle nuove auto rit rivoluzionarie, perch
non che in simili m om enti che possono facilmente
accaparrare i lavoratori rivoluzionari, q u estavan
guardia devota della Rivoluzione, e allontanarli dal
fronte rivoluzionario, largo e creatore, che si svilup
pa al di fuori delle autorit. Fu esattam ente in tali
condizioni che i lavoratori ucraini furono allontanati
da questo fronte rivoluzionario. La politica del tra t
tato di Brest-Litovsk con gli im peratori tedesco ed
austro-ungarico vi contribu fortem ente ( il mo
m ento di segnalare che socialisti di sinistra prote
starono energicam ente contro questo tra tta to , m a
essendo gli alleati dei bolscevichi nella loro opera di
accaparram ento e di inganno dei lavoratori, in nome
dellau to rit che avevano assunto su di essi nella loro
opera diretta, la Rivoluzione e la costruzione di una
vita nuova, si arresero al fatto com piuto. Cos come i
bolscevichi, e assieme a loro, ritiraro n o dallUcraina
tu tti i distaccam enti arm ati della guardia rossa, in
accordo col tra tta to di Brest-Litovsk ).
Dopo la conclusione del tra tta to , tu tte le forze
arm ate della Rivoluzione, form ate da operai e con
tadini russi, furono ritira ti dal governo dei Soviet ,
dom inato in questo m om ento dai due p artiti socia
listi, i bolscevichi ed i socialisti rivoluzionari di sini
stra e, rtirandosi, queste forze non opposero quasi
resistenza alle forze m onarchiche controrivoluziona
rie tedesche ed austro-ungariche ed ai distaccam enti
della Rada Centrale Ucraina..
Quanto ai lavoratori rivoluzionari ucraini, essi fu
rono lasciati per la m aggior parte assolutam ente di
sarm ati alla merc dei boia della Rivoluzione prove
nienti dallOvest, poich il com ando rivoluzionario
ritir le arm i daHUcraina o, nella sua fuga, le abban.
don alle truppe tedesche. La ritira ta delle truppe
rivoluzionarie bolsceviche e socialiste rivoluzionarie
di sinistra dal territo rio ucraino dur dei mesi.
D urante questo tem po, i com andanti di queste di
visioni che non erano ancor stati toccati dal veleno
di detti p a rtiti politici, fecero il possibile p er arm are
la popolazione rivoluzionaria dell'U craina. Ma, essen
do le arm ate in ritirata, le circostanze erano del tu tto
sfavorevoli e fu p er questo che tu tte le arm i non po
terono esser consegnate alla popolazione rivoluzio
naria e im piegate da essa contro lavanzata delle for
ze arm ate controrivoluzionarie. La ritira ta delle guar
die rosse si trasform , infatti, in u n autentica fuga e
i territo ri rivoluzionari abbandonati furono il pi
spesso occupati il giorno stesso dalle forze controri
voluzionarie, non avendo cos la popolazione rivolu
zionaria neppure il tem po di organizzarsi in unit
com battenti p er respingere l invasione delle forze
controrivoluzionarie.
I SUCCESSI DELLE ARMATE TEDESCHE
E AUSTRIACHE E DELLE TRUPPE
DELLA RADA CENTRALE UCRAINA
GLI AGENTI CONTRORIVOLUZIONARI
LOTTA CONTRO DI ESSI

Nel m arzo 1918, la citt di Kiev e la m aggior parte


dellU craina situ ata alla destra del Dniepr furono oc
cupate dalle arm ate m onarchiche tedesche ed austro-
ungariche. Dopo essersi accordate con la Rada Cen
trale Ucraina, d iretta dai socialisti ucraini sotto la
presidena del vecchissimo socialista rivoluzionario
ucraino, il professor M. Gruchevski, queste arm ate
penetrarono nel suolo ucraino e iniziarono il loro
odioso attacco contro la Rivoluzione.
Con laiuto diretto della R ada C entrale U craina
e dei suoi agenti, il com andante m onarchico delle
truppe tedesche ed austro-ungariche, stese su tu tta
l'U craina una rete di spionaggio controrivoluzio
nario.
Le arm ate di spedizione tedesche ed austro-unga
riche e le truppe della R ada C entrale U craina erano
ancora sulla riva destra del Dniepr che gi tu tta la
zona dellUcraina situ ata a sinistra del fiume era
infestata dai loro num erosi agenti, spie e provocatori.
D urante tu tto questo periodo non trascorse un
giorno nella stessa Guliai-Pol e in tu tta la regione
senza un raduno nel corso del quale non si cercasse
di portare i lavoratori a rinnegare la Rivoluzione a
favore della controrivoluzione. Linvasione da parte
delle spie e dei provocatori della p arte pi rivolu
zionaria dell'U craina, cio della zona situ a ta a sini
stra del Dniepr, ebbe logicamente come risultato
quello di unire tu tti i p atrio ttard i ucraini di Guliai-
Pol in u n organizzazione di carattere rivoluziona
rio che si diede letichetta di socialista rivoluzio
naria . I capi di questorganizzazione furono lagro
nomo Dm itrenko, P. Semeita-Riabko, A. Volokh e
Prikhodko. Gli ultim i tre erano dei sottotenenti.
La m aggior parte di essi erano grossi proprietari
terrieri ed uno di essi, Volkov, era proprietario di
un negozio di tessuti.
Questi sottotenenti proprietari gi da lungo
tempo guardavano con ira l opera della Rivolu
zione che li privava delle loro terre a vantaggio della
com unit. T uttavia, essi si dicevano rivoluzionari e,
sotto questo pseudonim o, lottavano contro lattivit
del Com itato Rivoluzionario, del Soviet e del Comi
tato Agrario.
Quando acquisirono la convinzione che lispira
tore di questi organism i rivoluzionari e l iniziatore
della soluzione delle questioni agrarie e politico-so
ciali di tu tta la regione era il gruppo contadino anar-
co-comunista di Guliai-Pol, tentarono dapprim a se
gretam ente, restando dietro le quinte, poi aperta
mente, di dichiarare gli anarchici in generale ed il
gruppo di Guliai-Pol in particolare, dei ladri e
dei briganti che non tenevano conto n delle
leggi della Rivoluzione, n dei lim iti che essa non do
veva oltrepassare .
Questi rivoluzionari citavano come esempio le
altre regioni nelle quali gli anarchici non avevano
invaso le file dei lavoratori e nelle quali la popola
zione non aveva cercato di risolvere la questione
senza il Governo Provvisorio, fino a quando non ave
va trio n fato il nuovo governo, il governo dei bri
ganti bolscevichi !... M entre da noi, a Guliai-Pol,
e nelle regioni vicine, dicevano questi rivoluzio
nari questa questione sta ta risolta col brigan
taggio fin dal 1917. E tu tto questo grazie agli anar
chici... .
Simili accuse contro gli anarchici, provenienti da
persone che rivendicavano la bandiera del sociali
smo, non sm inuivano che loro stessi e le loro idee.
I contadini di Guliai-Pol avevano avuto delle re
lazioni organizzate con gli anarchici per due anni,
dal tempo dellattiv it rivoluzionaria segreta, poi li
avevano visti da vicino, p er un anno, apertam ente al
lavanguardia della Rivoluzione ed erano persuasi
che essi sarebbero rim asti sem pre con loro. E tu tta
la m assa dei lavoratori contadini fischiava questi
falsi rivoluzionari che insultavano a to rto gli an ar
chici paragonandoli a dei ladri e a dei briganti.
Q uanto agli anarchici, si lim itavano a m ostrare
ai loro nem ici l'opera com piuta da loro, coi lavora
tori, nei mesi precedenti e lopera realizzata d urante
questo tempo da num erosi contadini e operai an ar
chici, n ellorganizzazione delle comuni agricole nelle
vecchie propriet dei pomechtchiki .
I lavoratori dei villaggi, riconoscendo che gli
anarchici avevano ragione nella loro interpretazione
del senso stesso della Rivoluzione e dei d iritti dei
lavoratori a liberarsi com pletam ente di tu tti i lega
mi della schiavit, continuarono a sviluppare loro
stessi l opera rivoluzionaria, m algrado tu tte le trap
pole che erano loro tese dai nemici.
Leguaglianza, la libert delle opinioni e lindi
pendenza di tu tti e di ognuno a Guliai-Pol e nella
sua regione diedero i loro fru tti: i lavoratori pre
sero coscienza della propria dignit e com inciarono
a capire quale era il loro posto nella vita e nella
lotta contro i loro oppressori, fossero essi di destra
o di sinistra.
T uttavia, questa decisione dei lavoratori di affer
m are i loro d iritti alla libert e a llindipendenza in
quiet gli statalisti che, spaventati a llidea di veder
perire i loro principii d autorit, si m isero ad agire
contro i lavoratori e non trascurarono, per fa r que
sto, alcun mezzo a loro portata.
Al m om ento in cui lorganizzazione p atrio ttard a
ucraina rivoluzionaria di Guliai-Pol intrapren
deva la sua opera iniqua contro gli anarchici, lavan
zata vittoriosa delle arm ate controrivoluzionarie te
desche ed austro-ungariche precedute dai distacca
m enti pure controrivoluzionari della R ada Centrale
U craina, calpestava gi la Rivoluzione su tu tto il ter
ritorio ucraino situato sulla riva destra dello Dniepr,
Rivoluzione com pletam ente disarm ata da questo
tra tta to di Brest-Litovsk concluso fra il partito
bolscevico ed i presunti padroni di queste arm ate,
Guglielmo il Tedesco e Carlo laustro-ungarico.
Non so se i capi socialisti p atrio ttard i ucraini,
che avevano accettato un tra tta to d alleanza con gli
im peratori stran ieri contro la Rivoluzione popolare,
avevano pienam ente coscienza del loro com porta
m ento odioso nei confronti della Rivoluzione. Ma i
loro allievi, i p atriottard i, non lavevano certam ente
capito, perch si aggrapparono a questalleanza ver
gognosa e all'aiuto arm ato che essa arrecava loro,
come a llunico mezzo per liberare l U craina dalla Ri
voluzione e restau rarv i lo zarismo.
I socialisti rivoluzionari p atrio ttard i di Guliai-
Pol annunciavano tu tti i giorni nei loro raduni che
le arm ate controrivoluzionarie tedesche ed austro-
ungariche ed i distaccam enti della Rada Centrale
Ucraina avanzavano calpestando e schiacciando tu tte
le forze vive della Rivoluzione e poich i lavoratori
rivoluzionari, considerando che la libert di parola
un d iritto inalienabile delluomo quanto la libert
d opinione, non li ostacolavano nella loro odiosa pro
paganda, i socialisti rivoluzionari si sentirono in
coraggiati e organizzarono u n assemblea-skhod ge
nerale dei lavoratori di Guliai-Pol.
Q uestassemblea prom etteva di essere delle pi
interessanti. Gli organizzatori dovevano proporre il
seguente quesito : quali erano i lavoratori di Guliai-
Pol che sono sostenitori della R ada C entrale Ucrai
na (e, di conseguenza, del m ilitarism o tedesco ed
austro-ungarico che conduceva u n arm ata di 600.000
uom ini contro la Rivoluzione) e quali erano quelli
che stavano contro la R ada C entrale? E, in questo
caso, sotto quale bandiera si sarebbero schierati? .
T utti gli o ratori si in d ustriarono fino alla vigliac
cheria. M entirono senza la m inim a vergogna. Per
la M adre U craina, per il suo governo indipendente,
le sue prigioni, i suoi carcerieri e i suoi boia. T utto
deve perire senza resistenza : la Rivoluzione, la li-
bert e i lavoratori delle citt e dei villaggi che,
essendosi lanciati allavanguardia della Rivoluzio-
ne, hanno fatto propri i suoi m igliori fini e lavo-
rano per svilupparli. In caso contrario, in caso di
resistenza dicevano gli o ratori socialisti patriot-
tard i sterm inerem o tu tto questo con la forza,
aiu tati dagli alleati, nostri fratelli (essi intendeva-
no per tali Guglielmo II, il Tedesco, e Carlo,
laustro-ungarico, con le loro arm ate).
Coloro che non resisteranno alle potenti arm ate
dei nostri alleati riceveranno dal com ando tedesco,
tram ite la R ada C entrale U craina, dello zucchero,
dei tessuti, delle calzature, che m igliaia di treni
trasportarono al loro seguito (in quel momento
cera una totale m ancanza di quegli oggetti).
Ma per coloro che resisteranno non vi sar gra-
zia ! I villaggi e le c itt intere saranno d istru tte dal
fuoco ; la popolazione sar condotta in prigionia e
un prigioniero ogni dieci verr fucilato.
E gli altri?... Gli altri subiranno per il loro tra-
dim ento un terribile castigo da parte dei loro fra-
telli ucraini... .
Udendo queste dichiarazioni, presi la parola e
chiesi che tu tti gli o ratori appartenenti al p artito de
gli organizzatori del raduno apportassero nei loro di
scorsi dei d ati esatti.
Indirizzai poi ai cittadini presenti alcune parole
di chiarim ento circa le afferm azioni fatte dagli ora
tori fautori dell'alleanza vergognosa della R ada Cen
trale U craina con gli im peratori e trassi alcune con
clusioni da ci che era stato detto da questi oratori
e dai loro contradittori.
E il raduno term in contro i desideri di coloro
che lavevano organizzato e contro tu tte le idee che
essi avevano sostenuto e difeso di fronte la m assa
dei lavoratori presenti a questo raduno. Fu votata
una risoluzione a m aggioranza assolutam ente schiac
ciante che invitava tu tti i lavoratori a sostenere
u n 'attiv a lotta arm ata contro la Rada C entrale e le
arm ate controrivoluzionarie tedesche ed austro-
ungariche.
Questa risoluzione non soddisfece gli organizza
tori del raduno. Essi chiesero allassemblea di preci
sare : Sotto quale bandiera doveva essere condotta
questa attiva lotta arm ata contro la R ada Centrale
Ucraina e gli Alleati che le avevano fraternam en
te teso la m ano nellopera di salvezza dellUcrai
na? .
Lassemblea si arrese alla loro richiesta. Si vot
e, in pratica, i partecipanti si divisero in tre gruppi,
uno dei quali si un agli organizzatori del raduno,
l'altro abbracci la causa dei socialisti rivoluzionari
di sinistra e il terzo rim ase fedele al gruppo conta
dino anarco-com unista di Guliai-Pol.
Quando si tent di contare i voti di ogni gruppo,
quello che si era pronunciato per il socialista rivolu
zionario di sinistra M irgorodsky si un, compreso il
suo leader m om entaneo, ai fautori degli organiz
zatori del raduno.
(E ra difficile capire il ruolo del socialista rivolu
zionario di sinistra M irgorodsky in questo caso ;
quando si cerc di interrogarlo a proposito del suo
com portam ento, egli non pot dam e alcuna spiega
zione soddisfacente e non riconobbe l errore della
sua m anovra gesuitica che dopo la fine del raduno).
Tuttavia, m algrado la fusione dei due gruppi, i
partigiani della R ada C entrale U craina si trovarono
in m inoranza assoluta. La risoluzione votata dai cit
tadini presenti al raduno fu ratificata da questi ul
tim i e com pletata con attacchi ancor pi diretti con
tro la R ada C entrale e le arm ate tedesche che m ar
ciavano assieme ad essa.
Allora il sottotenente Paolo Semeniuta-Riabko, il
leader dellorganizzazione p atrio ttard a ucraina
che si denom inava organizzazione socialista rivolu
zionaria sal alla tribuna e, con voce m arziale, an
nunci ai lavoratori :
Non im porta ! Un giorno ve ne pentirete. Ma
non si perdoner a tu tti e, so p rattu tto agli anar-
chici! Non lontana lora in cui la n ostra arm ata
entrer a Guliai-Pol. Ci spiegheremo in quel mo-
mento. R icordatevi che i nostri alleati, i tedeschi,
sono forti ! Essi ci aiuteranno a ristabilire lordine
nel paese e non vedrete pi anarchici accanto a
voi ! .
Queste grida isteriche e queste m inacce indigna
rono tu tti i lavoratori. I contadini anarchici di Gu-
liai-Pol si affrettaro n o a prendere la parola e dichia
raron o che accettavano questa sfida del sottotenente
Semeniuta-Riabko.
Ma chiediam o disse uno degli anarchici
che il sottotenente Sem eniuta-Riabko fornisca delle
precisazioni sulla venuta dei tedeschi a Guliai-
Pol .
Allora il sottotenente Semeniuta-Riabko diede le
precisazioni richieste.
I tedeschi disse aiuteranno la R ada Cen-
trale Ucraina ad im porre le sue leggi al paese e a
ristabilire lordine che richiede che gli anarchici
siano im prigionati. in prigione che predicherete
le vostre idee ! , grid il sottotenente infuriandosi.
Dalle file dell'uditorio si levarono alcune voci :
Abbasso ! Fatelo uscire ! ...
Gli anarchici incaricarono nuovam ente uno di
loro di dichiarare a tu tti gli astan ti che ora vedevano
chiaram ente che l organizzazione p atrio tta rd a ucrai
na contava su llarrivo a Guliai-Pol delle arm ate con
trorivoluzionarie tedesche. Con l aiuto di questa for
za brutale lorganizzazione p a trio tta rd a ucrain a si ri
prom etteva di castigare la Rivoluzione.
No, non la Rivoluzione, m a i bolscevichi e gli
anarchici , risuon u n a voce dal gruppo dei sociali
sti rivoluzionari p atrio tta rd i ucraini, riu n iti atto rno
al loro leader , il sottotenente Semeniuta-Riabko.
Ebbene ! sappiatelo, signori p atrio ttard i, noi
anarchici risponderem o alla vostra odiosa sfida ! ,
dichiar il segretario del gruppo anarchico.
Il raduno fin con queste parole. I lavoratori di
Guliai-Pol, sentendosi offesi dalle m inacce del sot
totenente Semeniuta-Riabko, rientraro n o a casa in
dignati.
I partigiani del sottotenente Sem eniuta-Riabko lo
circondarono e, incoraggiati dalle risa del loro lea
der , gridarono con cattiveria ai lavoratori che si
allontanavano :
R ientrate a casa. Q uanto a noi, andiam o ad
aspettare la risposta degli anarchici... .
Tre o q u attro ore dopo la fine del raduno, tra
sm isi il seguente quesito al C om itato Rivoluzionario
di Guliai-Pol, da p arte del gruppo anarchico:
Come considera il C om itato Rivoluzionario,
quale organizzatore dellu n it e della solidariet ri-
voluzionarie nellopera di difesa della Rivoluzione,
la m inaccia rivolta agli anarchici d allorganizza-
zione p a trio tta rd a U craina? Il C om itato Rivoluzio-
nario pensa di dover tener conto di questa minac-
eia, o no? .
Il Com itato studi questa questione il giorno
stesso e rispose al gruppo che non attribuiva nessuna
im portanza alle minacce del leader dei patriot
tard i ucraini socialisti , il sottotenente Semeniuta-
Riabko a llindirizzo degli anarchici.
Lorganizzazione dei p atrio ttard i non era u n orga
nizzazione rivoluzionaria e, al di fuori di u n blate
rare sterile, non poteva nuocere in nulla a llopera
della Rivoluzione. T uttavia, il gruppo anarco-comu-
nista non approv questo contegno del C om itato Ri
voluzionario nei confronti delle minacce chiaram ente
controrivoluzionarie dei p atrio ttard i e dichiar di
nuovo, in una nota ufficiale indirizzata al Comitato,
che era inam m issibile che in u n opera di u n it e di
solidariet, si facesse posta a opinioni contrarie ai
principii di solidariet rivoluzionaria. La nota esi
geva che il Com itato pubblicasse un appello alla po
polazione che condannasse apertam ente lorganizza
zione controrivoluzionaria dei p atrio ttard i sociali
sti ucraini e le loro m inacce a llindirizzo degli an ar
chici e dellidea anarchica in particolare.
Il gruppo dichiar che se il C om itato Rivoluzio
nario non si decideva, si sarebbe trovato costretto
a richiam are i suoi m em bri dal Com itato e in futuro
non avrebbe pi potuto sostenerlo in alcun modo.
Alcuni m embri del C om itato Rivoluzionario mi
chiesero se solidarizzavo con le esigenze del gruppo
e se m i sarei sottom esso alla sua decisione nel caso
avesse richiam ato i suoi m em bri dal Com itato Rivo-
luionario. Quando risposi loro che le esigenze del
gruppo erano giustificate e che, bench non essendo
inviato al Com itato Rivoluzionario dal gruppo an ar
chico, m a dal Soviet, mi sarei sottom esso alla sua
decisione qualunque essa fosse e che avrei fa tto del
mio meglio per contribuire ad applicarla integral
mente, tu tti i m em bri del Com itato Rivoluzionario
decisero a llu nanim it e senza discussione di esam i
nare di nuovo le due note del gruppo e di convocare
i capi dellorganizzazione p atrio ttard a ucraina per
cercare di appianare il conflitto che sorgeva fra loro
e gli anarchici.
Ma era gi troppo tardi...
Il gruppo contadino anarco-com unista di Guliai-
Pol fece sapere al Com itato Rivoluzionario che di
chiarava il terrore contro tu tti coloro che, attu al
mente, o in futuro, dopo leventuale vittoria della
controrivoluzione sulla Rivoluzione, avrebbero osato
perseguitare l'idea anarchica o i suoi anonim i so
stenitori.
Il prim o atto da compiere su questa linea era l'e
secuzione del sottotenente Semeniuta-Riabko, atto
gi com piuto dai m em bri del gruppo.
Infatti, il leader dei p atrio ttard i ucraini, il sot
totenente Semeniuta-Riabko, al m om ento stesso di
questa dichiarazione era stato ucciso dai membri
del gruppo.
La notizia di questa esecuzione im pression for
tem ente il C om itato Rivoluzionario. I suoi m em bri
erano disorientati, non potevano n agire, n parlare
e apparivano estrem am ente seccati, m entre i rappre
sentanti del gruppo sbrigavano con calm a gli affari
correnti.
Il giorno dopo, verso le dieci del m attino, una de
legazione dei p atrio ttard i ucraini venne al Com itato
Rivoluzionario per chiederm i consiglio e pregarm i
di intervenire nel conflitto fra l'organizzazione ucrai
na (essi non si proclam avano pi p atrio ttard i) e il
gruppo anarchico.
Quando, pi tardi, affrontai questa questione coi
membri del Com itato Rivoluzionario, essi rifiutarono
tu tti di esam inare questa faccenda, dichiarando che
il capo dellorganizzazione p a trio tta rd a Ucraina, il
sottotenente Semeniuta-Riabko, abbagliato dai suc
cessi delle arm ate controrivoluzionarie austro-tede
sche, aveva perso la testa, cosa che gli aveva im pedito
di com prendere che la Rivoluzione non era ancora
definitivamente vinta e che non avrebbe perdonato ai
suoi nemici che volevano la sua perdita.
Aver m inacciati gli anarchici dell'arrivo delle
truppe controrivoluzionarie tedesche e della prigione,
da parte del leader p atrio ttard o ucraino, era stato
un atto di flagrante ingiustizia verso la Rivoluzione
che la quasi intera popolazione sosteneva. Lesecuzio
ne di colui che aveva form ulata questa m inaccia e
ispirata la controrivoluzione, p o rtata sulle baionette
delle arm ate degli im peratori tedesco ed austro-unga
rico e delle bande della Rada Centrale Ucraina, fu
un atto di difesa rivoluzionaria.
Ma esso giungeva troppo tardi.
Gli anarchici avrebbero dovuto uccidere questo
ispiratore della controrivoluzione al m om ento stesso
in cui li aveva m inacciati dicendo che allarrivo dei
suoi fratelli tedeschi ed austro-ungarici gli anarchici
sarebbero stati privati della loro libert e che lui si
assum eva questo com pito.
Poich il "leader dellorganizzazione patrio ttar-
da ucraina era un nemico della Rivoluzione di-
chiararono i m em bri del Com itato Rivoluzionario
riteniam o del tu tto inam issibile occuparci di
questo incidente e di m enzionarlo nei resoconti del
Com itato Rivoluzionario .
Daccordo con la sua organizzazione e in nome
di essa il sottotenente Sem eniuta-Riabko aveva lan-
ciato agli anarchici u n ignobile sfida ; dunque
com pito della sua organizzazione regolare questa
faccenda, ritirare la sfida lanciata e form ulare con
esattezza il suo Credo sociale e politico. Sar solo
dopo di ci che lorganizzazione ucraina sar am-
messa al Com itato Rivoluzionario e potr evitare in
futuro analoghi conflitti .
La delegazione lasci dunque il Comitato Rivolu
zionario e ritorn dai propri compagni, portando il
biasim o del Com itato a tu tta lorganizzazione p a trio t
tarda ucraina.
Devo dire che personalm ente non avevo appro.
vato questa risposta, m a non avevo potuto prote
stare in presenza della delegazione. E fu solo dopo
la sua partenza che dissi ancora una volta ai m embri
del Com itato Rivoluzionario che vedevo nel nostro
Com itato di Guliai-Pol lespressione di u n u n it rivo
luzionaria e di solidariet che, secondo me, sarebbe
p o tu ta entrare in trattativ e con le organizzazioni che
le avessero chiesto di essere giudici degli erro ri com
messi dai loro rappresentanti, errori che provocava
no conflitti, come quello creato dallorganizzazione
p atrio tta rd a ucraina e pagato con la m orte del suo
leader .
Gi, al tem po della prim a inchiesta del gruppo
sulla posizione del C om itato Rivoluzionario a propo
sito della sfida lanciata agli anarchici, avevo detto
che bisognava intervenire in questo conflitto. Ma la
m aggioranza dei m em bri del Com itato Rivoluziona
rio aveva protestato, adducendo come ragione che
se il Com itato non fosse intervenuto, il conflitto sa
rebbe stato dim enticato rapidam ente da tutti.
Lo ripetei o ra : se al m om ento giusto il Com itato
Rivoluzionario si fosse allineato col mio desiderio di
m antenere la dignit rivoluzionaria del gruppo di cui
sono m em bro come quella del Com itato Rivoluzio
nario con cui il gruppo m anteneva sem pre legami di
idee e di azione nella difesa e nello sviluppo della Ri
voluzione, possibile che, allora, il gruppo non
avrebbe ucciso lagente della controrivoluzione della
Rada Centrale Ucraina.
vero che troppo tardi per parlarne dissi
allora ai miei compagni del Com itato m a non
troppo tardi per agire ed evitare gli assassinii coi
quali i p atrio ttard i potrebbero rispondere a questa
esecuzione e che, debbo dichiararlo apertam ente
qui, scatenerebbero il terrore contro tu tti coloro
che, per stupidaggine, sono divenuti agenti della
nera opera della Rada Centrale U craina e dei suoi
alleati .
In questa stessa riunione, il Comitato Rivoluzio
nario design tre suoi m em bri, Mos Kalinitchenko,
Paolo Sokruta e me p er form are una commissione
m ista con i p atrio ttard i e il nostro gruppo p er cerca
re i mezzi di prevenire gli assassinii da qualunque
parte venissero.
Si chiese al presidente del Prosvita , un certo
Dmitrenko, socialista rivoluzionario convinto, di rap
presentare i p atrio ttard i alla Commissione. Il gruppo
fu rappresentato dal suo segretario, il compagno A.
Kalachnikoff. Dopo discussione, apparve che l orga
nizzazione ucraina si dissociava com pletam ente dalla
sfida rivolta agli anarchici dal sottotenente Semeniu-
ta-Riabko.
Dm itrenko, il rappresentante dellorganizzazione
ucraina, dichiar che bisognava spiegare la sfida di
Semeniuta-Riabko col suo rozzo entusiasm o e lattac
cam ento al suo popolo. Lorganizzazione di Guliai-
Pol disapprovava questa sfida come in contraddi
zione con le sue. idee.
Ora, D m itrenko non era sincero. La sua dichiara
zione era n pi n meno che una m anovra politica
dellorganizzazione p atrio ttard a ucraina.
Noi lavevamo capito e il segretario del nostro
gruppo, il com pagno Kalachnikoff, rispose che vede
vamo nella m inaccia form ulata il desiderio di tu tta
l'organizzazione dei p atrio ttard i ucraini di prender
sela con gli anarchici per la loro lotta tenace contro
linvasione del territo rio rivoluzionario da parte delle
arm ate controrivoluzionarie degli im peratori tedesco
ed austro-ungarico e delle truppe della Rada Cen
trale. Il gruppo anarchico aveva creduto suo dovere
uccidere lispiratore di q u estim presa d iretta contro
gli anarchici e le loro idee.
Lo aveva ucciso ed era pronto a uccidere in futuro
simili individui nocivi. Io andai poi alla riunione del
gruppo dove chiesi ai compagni di rinunciare al ter
rore, m a fui coperto di rim proveri. Parecchi miei
compagni credettero di vedere nella m ia richiesta il
desiderio di difendere le azioni dei controrivoluzio
nari e non mi lesinarono le canzonature.
Questaudacia mi irrit, m a lindipendenza di giu
dizio di cui essa era espressione mi rallegr perch
m i faceva sentire meglio che la m ia attivit fra i
giovani m em bri del gruppo non era andata perduta.
Malgrado queste canzonature, le mie considera
zioni pr e contro il terrore furono prese p er base
nella revisione della dichiarazione del terrore e, dopo
una serie di riunioni e discussioni concrete fra com
pagni, il gruppo rinunci alla sua prim a decisione e
inser nel suo processo verbale che, fino a quando i
nemici della Rivoluzione s sarebbero lim itati a gri
dare senza prender le arm i, le azioni terroristiche
progettate non sarebbero state attuate.
Per molto tem po i giovani m em bri del gruppo non
vollero com prendere questa decisione e insinuarono
pi di una volta al mio indirizzo che il compagno
Makhno voleva convertire in rivoluzionari i contro
rivoluzionari pi inveterati. Il compagno M akhno
avrebbe portato cos un duro colpo all'unit del grup
po , ecc.
Tuttavia, lim portanza del m om ento era tale che
non si poteva am m ettere che si disertasse il gruppo.
E ra infatti il m om ento in cui la controrivoluzione,
p o rtata sulle baionette delle truppe tedesche preva
leva nettam ente sui difensori della Rivoluzione che
non erano pi rappresentati che da alcuni distacca
m enti isolati di guardie rosse. Di conseguenza, in una
regione come quella di Guliai-Pol, che poteva ancora
disporre di forze considerevoli per la difesa della Ri
voluzione, il lavoro doveva essere indirizzato in tut-
t'altro senso.
Bisognava afferm are con ancor maggior forza e
rilievo lunione fra i diversi partiti, leguaglianza e la
libert delle opinioni rivoluzionarie, perch in que
sto m om ento Guliai-Pol serviva come base in cui si
form avano le forze reali della difesa della Rivolu
zione.
Ecco perch non prestai attenzione alle ingenue
proteste dei miei giovani amici. Vedevo erigersi di
fronte a me, in tu tta la sua vastit, la questione ben
pi im portante dellorganizzazione dei battaglioni di
volontari p er com battere la Rada Centrale e i suoi
alleati, le arm ate tedesche ed austro-ungarico com
prendenti in totale 600.000 uomini.
Notavo da p arte del Com itato Rivoluzionario del
la negligenza in questo campo e in sistetti affinch
tu tti i distaccam enti di cui disponeva il Com itato a
Guliai-Pol e nella sua regione fossero chiam ati b at
taglioni di volontari e che i loro effettivi fossero p or
tati a 1.500 uomini.
Il nostro gruppo anarco-com unista, secondo me,
doveva dare lesempio in questo cam po cos come
nellopera rivoluzionaria. Altrim enti sarebbe stato
condannato a trascinarsi in coda agli avvenimenti
rivoluzionari. Esso si sarebbe cos separato dai lavo
rato ri della cam pagna asservita e, come centinaia di
altri gruppi anarchici in Russia, si sarebbe ridotto a
non avere alcuna influenza sulle idee che guidavano
larghe m asse dei lavoratori che avevano fede nella
Rivoluzione, ma che non avevano avuto il tem po di
apprezzare nel suo valore il suo significato e di di
fenderlo contro le deviazioni che gli im prim evano i
capi del socialismo politico.
Il gruppo prese in considerazione questa circo
stanza e m ostr nellorganizzazione delle forze, ar
m ate p er la salute della Rivoluzione, qualit com bat
tive di p rim ordine.
M entre altri gruppi nelle citt e nei villaggi di al
tre regioni perdevano il tem po in vane discussioni,
cio : anarchico o no, p er un gruppo anarchico,
creare delle u n it rivoluzionarie da com battim en-
to? Non sarebbe meglio p er i gruppi estraniarsi da
una simile im presa, contentandosi di non im pedire
ai p ropri m em bri di partecipare individualm ente a
questo lavoro semi-anarchico? , il gruppo conta-
dino di Guliai-Pol lanci la seguente parola d or-
dine:
Lavoratori rivoluzionari, form ate dei battaglioni
di volontari per la salute della Rivoluzione ! I so-
cialisti statalisti hanno trad ito la Rivoluzione in
Ucraina e conducono contro di essa le forze nere
controrivoluzionarie dei paesi stranieri. Per infran-
gere l assalto della reazione, necessaria limmen-
sa forza organizzata dei lavoratori rivoluzionari.
I lavoratori rivoluzionari acquisteranno questa
forza form ando battaglioni di volontari e trion-
feranno cos delle m acchinazioni dei loro nemici di
destra e di sinistra!... .
Il C om itato Rivoluzionario e tu tti i soviet della
regione fecero propria la parola d ordine del nostro
gruppo e fecero u n attiv a propaganda in suo favore.
Vi furono, vero, so p rattu tto nel clan dei p atrio t
tardi ucraini, individui che com batterono questa pa
rola d ordine. Ma o ra le discussioni non avevano pi
un carattere puram ente teorico; in ogni caso esse
non si appoggiavano pi sulle baionette delle arm a
te controrivoluzionarie tedesche ed austro-ungariche
e non assum evano la form a di minacce nei confronti
degli avversari della politica crim inale della Rada
Centrale Ucraina.
Questa politica era d ire tta contro i lavoratori
ucraini e quelle loro conquiste d irette che si afferma
vano sem pre pi francam ente e nettam ente nella
strad a dello sviluppo della Rivoluzione e verso le
quali i lavoratori si avviavano superando gli ostacoli
pi difficili frapposti dai loro nem ici: a destra la
borghesia, a sinistra i socialisti statalisti che cerca
vano di approfittare del m om ento p er dare una fal
sa interpretazione ai fini della Rivoluzione e soggio
garla cos completam ente.
Il m om ento era dei pi difficili. Sem brava che
tu tti noi, m em bri del gruppo e delle organizzazioni
rivoluzionarie contadine e operaie, lo sentissim o. E,
tuttavia, scoppi uno scandalo presso il Soviet del
lUnione Professionale dei m etallurgici e dei lavora
tori del legno : essi esigevano che il gruppo ed il So
viet dei Deputati contadini e operai revocassero il
com pagno Leon Schneider inviato da essi al Soviet
D ipartim entale dei D eputati contadini, operai e mi
litari.
Questa esigenza del Soviet dellUnione Professio
nale era stata m otivata col fatto che il compagno
Leon Schneider non adem piva al suo m andato e che,
a causa di ci, le officine ed i m ulini di Guliai-Pol,
cos come le botteghe da m aniscalco, da fabbro ed
altri laboratori, non ricevevano pi niente, o riceve
vano con grandi ritard i il ferro, la ghisa, il carbone
e le altre m aterie prim e di cui avevano bisogno.
Di fronte a un simile biasim o rivolto ad un suo
rappresentante responsabile, il gruppo, dopo essersi
accordato col Soviet dei D eputati contadini e ope
rai, richiam a Guliai-Pol Leon Schneider affinch
spiegasse le ragioni che gli avevano im pedito di adem
piere al suo m andato.
Ora, Leon Schneider aveva gi avuto il tem po di
subire il contagio della noncuranza d isordinata e ir
responsabile di certi nostri com pagni anarchici del
le citt. Egli rispose dunque che non poteva tornare
a Guliai-Pol, asserendo di essere oberato di lavoro
dal Soviet D ipartim entale e invitando il gruppo a no
m inare un altro rappresentante al suo posto.
Un simile atteggiam ento da p arte di un m em bro
del gruppo anarco-com unista, tanto considerato dai
lavoratori, nei confronti dellopera organizzatrice di
tu tta la regione, indusse il gruppo ad inviare a Leon
Schneider un messaggio urgente nel quale si esigeva
il suo im m ediato ritorno a Guliai-Pol dove avrebbe
dovuto spiegarsi di fronte al gruppo, al Soviet dei
D eputati contadini e operai e all'Unione Professio
nale. In caso contrario, il gruppo si sarebbe visto co
stretto ad inviare due compagni p er ricondurlo...
Il com pagno Schneider sapeva che questa minac
cia non era vana e che sarebbe sta ta seguita poco
dopo da un ordine del gruppo di arrestarlo e di pro
cedere contro di lui p er aver com prom esso il gruppo
di fronte al Soviet dei D eputati contadini e operai e
allUnione Professionale e, di conseguenza, di fronte
a tu tti i lavoratori e che un colpo di fucile avrebbe
potuto facilm ente essere la conclusione di tu tto ci.
Due giorni dopo aver ricevuto il laconico tele
gram m a del gruppo, il compagno Schneider era gi
a Guliai-Pol e faceva il suo rapporto al Soviet e al
gruppo. Gli fu ritirato il m andato e il compagno
Schneider rito rn allofficina K em er dove ritrov il
suo banco di lavoro.
Mentre il gruppo era occupato a sbrogliare il ca
so di Leon Schneider, gli agenti della Rada Centrale
Ucraina e delle arm ate degli im peratori tedesco e
austriaco, che la Rada conduceva contro la Rivolu
zione ucraina, non perdevano tempo.
Essi si im padronirono del caso Leon Schneider
e interpretarono ovunque, a loro modo, nei raduni,
il suo atteggiam ento nei confronti dellopera dei la
voratori.
Bisogn com battere aspram ente le loro calunnie.
Bisogn andare in tu tti i villaggi e le fattorie, assi
stere a tu tti i raduni organizzati dagli agenti della
Rada o del generale E ickom , cosa che ci rub non
poco tem po e ci obblig ad allontanarci dallopera
diretta del nostro gruppo : la creazione di un fronte
di com battim ento contro la controrivoluzione.
CENTRALIZZAZIONE DEI DISTACCAMENTI
FORMAZIONE DI UN FRONTE UNICO
COL BLOCCO BOLSCEVICO SOCIALISTA
RIVOLUZIONARIO DI SINISTRA

Gli avvenim enti precipitavano. Le arm ate tede


sche ed austro-ungarico guidate dal generale Eick-
hom si avvicinavano gi alla c itt di Ekaterinoslav ;
inoltre, venivano lanciati dei proiettili oltre lo Dniepr
dalla regione del ponte di Kitchkas sulla citt di
Alexandrovsk che si trovava a 80 verste da Guliai-
Pol.
I distaccam enti delle guardie rosse, com andati dal
generale Egorov, come i num erosi distaccam enti au
tonom i, che ricevevano da Egorov e dal capo delle
arm ate rosse di riserva del Sud della Russia , Be-
linkevitch, solo le arm i e le munizioni ed agivano a
loro rischio e pericolo, il pi delle volte nei settori
dove non c e ra n o nemici, furono richiam ati d urgen
za dalla Crimea nella regione di Verkhn-Tokmak-
Pologui.
Daltronde, non si poteva pi tra tta re di fa r usci
re le truppe degli squadroni al m om ento voluto. Es
se erano state ritirate dal fronte troppo presto, cosa
che aveva nettam ente influenzato il loro grado di
com battivit.
Ora parlavano di andare il pi lontano possibile
dal fronte, in stazioni di collegamento come Essino-
vataia, Ilovaisk... In realt, due giorni dopo, queste
truppe furono spinte avanti incontro alle forze ne-
miche che, sia detto fra parentesi, si trovavano an
cora sulla riva destra dello Dniepr.
Un certo num ero di distaccam enti autonom i ed
un gruppo di guardie rosse del blocco bolscevico so
cialista rivoluzionario di sinistra respingevano eroi
cam ente i tentativi del nemico di attraversare il
Dniepr. Ma le forze dim inuivano, p er m ancanza di
riposo, di sonno e p er esaurim ento delle munizioni,
cosa che fece nascere linquietudine a Guliai-Pol e in
tu tta la regione, poi in tu tte le regioni vicine.
Gli agenti della controrivoluzione che andava di
lagando rialzarono la testa e parlarono con maggior
audacia contro i Soviet, contro la Rivoluzione e con
tro i lavoratori che vedevano in essa la p ropria li
berazione e cercavano di contribuire con tu tti i mez
zi al suo sviluppo.
Questa circostanza influenzava gravem ente i la
voratori. In num erosi villaggi e fattorie nasceva quel
la confusione che si m anifesta sem pre presso le nas
se quando queste non vengono inform ate in tem po
sulla posizione della loro avanguardia rivoluzionaria
nel com battim ento.
La confusione che regnava nella regione fece na
scere la m ancanza di forza m orale e lesitazione nella
stessa Guliai-Pol. Giorno e notte ebbero luogo a Gu
liai-Pol delle riunioni del Soviet dei D eputati conta
dini e operai, dellUnione Professionale, del Comi
tato Rivoluzionario e del gruppo anarchico.
T utti i rappresentanti di queste organizzazioni mi
chiedevano consiglio ed insistevano affinch dicessi
loro ci che dovevano fare.
E cosa potevo d ir loro a questo proposito, in un
mom ento cos grave, se non consigliar loro di ri
prendersi e di opporre alla controrivoluzione azioni
di u n energia e di una decisione per lo meno pari a
quelle che m ettevano nelle loro parole?
Insistetti presso i rappresentanti presenti alla Riu
nione S trao rd in aria sulla necessit di pubblicare im
m ediatam ente un appello, a nome delle organizza
zioni che essi rappresentavano, che spiegasse esatta
mente ai lavoratori della regione lo stato attuale del
la Rivoluzione e ci che bisognava fare per salvarla.
Questo appello fu pubblicato. Esso invitava i la
voratori della regione ad organizzare una resistenza
a n n a ta contro la pretesa liberatrice dei lavoratori, la
Rada Centrale, e contro le arm ate tedesche che m ar
ciavano con essa.
Tutta la popolazione della regione rispose a que
sto energico appello di Guliai-Pol. Ovunque i gio
vani e i vecchi affluivano ai loro Soviet locali ed a
Guliai-Pol stessa p er farsi iscrivere e form are im
m ediatam ente dei battaglioni di volontari. Gli abi
tanti di Guliai-Pol form arono un battaglione com
prendente sei compagnie di 200, 220 uom ini ciascuna.
La popolazione ebraica forn una com pagnia che
fece anchessa p arte del battaglione di Guliai-Pol. Il
gruppo anarco-com unista, coi suoi m em bri ed i suoi
aspiranti, form un distaccam ento di alcune centi
naia di uom ini arm ati di fucili, di rivoltelle e di
spade e con m et di esso in possesso di cavalli sel
lati.
Questo distaccam ento fu messo a disposizione del
Com itato Rivoluzionario.
La popolazione di Guliai-Pol, per iniziativa del
d o tto r Abraham Isaacovitch Loss, stim atissim o da
tutti, organizz dei distaccam enti sanitari, im prov
vis degli ospedali e si divise le varie funzioni del
laiuto medico al fronte rivoluzionario.
Personalm ente, mi recai p er v en tiq u attrore a Po-
logui, allo stato maggiore del com andante delle ar
m ate rosse di riserva del Sud della Russia Belin-
kevitch. Gli feci conoscere gli scopi attuali del Comi
tato Rivoluzionario di Guliai-Pol e lo misi al cor
rente dellorganizzazione della difesa della Rivoluzio
ne, attivit che in questo m om ento era messa al p ri
mo posto dal Com itato Rivoluzionario e dal gruppo
anarco-com unista di Guliai-Pol.
Il compagno Belinkevitch prest la m assim a at
tenzione a quanto gli dissi e prom ise di andare a
Guliai-Pol fin dal giorno dopo p er vedere con me
in qual m odo avrebbe p otuto aiutare il Comitato Ri
voluzionario ed il gruppo anarco-com unista. Ma non
mi accontentai di questa prom essa. Insistetti affin
ch il com pagno Belinkevitch mi desse im m ediata.
m ente la sua risp o sta: poteva fornire le arm i ai vo
lontari di Guliai-Pol?
Vedendo la m ia impazienza a risolvere il pi ra
pidam ente possibile questa questione, il compagno
Belinkevitch si rec con me il giorno stesso a Gu-
liai-Pol. Pot cos rendersi conto sul posto dellesat
tezza di ci che gli avevo detto e prom ise al Comi
tato Rivoluzionario di andare im m ediatam ente ad
accordarsi con chi di dovere e di far sapere subito
al Com itato in cosa lo stato maggiore delle arm ate
rosse di riserva avrebbe p otuto aiutare Guliai-Pol
rivoluzionaria.
R itornando da Guliai-Pol a Pologui, feci visita
re al compagno Belinkevitch la comune n 1 e lo con
dussi nei campi ove lavoravano i liberi com unar
di .
Egli li guard lavorare, dom and loro quali era
no le ragioni che li avevano indotti ad adottare que
sto m odo di vita e rim ase profondam ente com m os
so. Andando dai campi al refettorio dei com unar
di p er il pasto della sera, Belinkevitch m i strinse
la m ano e mi disse:
Fin dal prim o m om ento, ho provato una gran
fiducia in voi, compagno Makhno, e ora vi dico di
inviare fin da questa notte i vostri uom ini a cer-
care al mio stato maggiore le arm i, fucili e m itra-
gliatrici, necessarie al vostro battaglione di Guliai-
Pol .
Questa prom essa del com pagno Belinkevitch mi
fece piacere e dissi im m ediatam ente per telefono al
compagno Polonski, com andante del battaglione di
volontari di Guliai-Pol ; ed al compagno Martchen-
ko, m em bro del C om itato Rivoluzionario, di andare
subito a Pologui, allo stato maggiore del com andan
te Belinkevitch, a ricevere le arm i e le munizioni e
di trasp o rtarle a Guliai-Pol.
Separandoci, il com pagno Belinkevitch ed io, ci
prom ettem m o un aiuto reciproco nellopera rivolu
zionaria. Egli prom ise, in caso di ritirata, di m ette
re a disposizione dei com unardi degli squadroni
di riserva affinch essi potessero ritirarsi in tempo.
Il giorno dopo, con alcuni artiglieri, mi recai alla
stazione di Guliai-Pol p er passare in rivista ci che
ci era stato inviato dallo stato maggiore di Belinke-
vitch. Vedemmo sei cannoni (q u a ttro dei quali di
tipo francese e due di tipo russo), trem ila fucili, due
vagoni di cartucce e nove vagoni di munizioni per
i cannoni.
La n ostra gioia era indescrivibile. Trasportam m o
im m ediatam ente quanto era pi urgente al Comitato
Rivoluzionario e lo ripartim m o fra le compagnie, poi
ci preparam m o a p artire p er il fronte p er batterci
contro la Rada Centrale ed i suoi alleati, gli impe
rato ri tedesco ed austro-ungarico.
Lappello lanciato dal Com itato Rivoluzionario di
Guliai-Pol, dal Soviet dei D eputati contadini e ope
rai e dal gruppo anarco-com unista, che invitava i la
voratori della regione a venire rapidam ente a form a
re i battaglioni di volontari contro le truppe contro
rivoluzionarie, giunse a conoscenza del com ando del
le guardie rosse'che invi im m ediatam ente un dele
gato con un treno speciale p er accordarsi con me e
sapere di quali forze disponeva il Com itato Rivolu
zionario della fiera regione di Guliai-Pol e quando
queste truppe, ispirate dallo spirito anarchico, avreb
bero p o tu to essere inviate al fronte.
S tudiai questa questione con lui la notte dell 8
aprile 1918, nello stesso m om ento in cui Lenin e Trot-
sky discutevano al Cremlino l annientam ento dei
gruppi anarchici a Mosca, poi in tu tta la Russia (in
questo m om ento si disinteressavano gi dellUcrai
na). Linviato del com andante delle guardie rosse di
Ekaterinoslav era torm entato allidea che i distacca
m enti arm ati delle guardie rosse, in accordo col tra t
tato di Brest-Litovsk, fossero ritira te dalle prim e li
nee del fro n te rivoluzionario e piazzate pi vicino
alla fro n tiera russa e che i distaccam enti dei lavo
ratori ucraini, raccolti in fre tta e furia, non avevano
potuto ancora essere addestrati al com battim ento e
indietreggiavano ovunque.
Q uanto a me, gli prom isi di fare in m odo che fin
dalla m attin a del giorno dopo le truppe rivoluziona
rie arm ate com inciassero a dirigersi verso il fronte.
Dopo la partenza del delegato, ricevetti la notizia
che nella zona di com battim ento di Alexandrovsk pu
re le guardie rosse indietreggiavano.
Il com ando di Alexandrovsk pregava i battaglioni
di volontari di Guliai-Pol di venire in loro aiuto. Do
po consiglio col C om itato Rivoluzionario e col grup
po anarco-com unista, spedii ad Alexandrovsk il di
staccam ento form ato dal gruppo ed un battaglione
m isto com posto dai contadini delle fattorie pi vi
cine alla citt di Alexandrovsk. Il distaccam ento for
m ato dal gruppo era un distaccam ento di cavalleria.
Il com ando delle guardie rosse non aveva pressoch
cavalleria.
Il nostro distaccam ento fu subito inviato nella
zona di com battim ento di Ekaterinoslav e di l, die
tro m io ordine, in quella di Tchplino. Nello stesso
tempo, i battaglioni di volontari di Guliai-Pol, Kon-
sko-Razdorskoi'e-Turkenovsk ed altri, si preparavano
frettolosam ente a p artire p er il fronte.
VENGO CHIAMATO DURGENZA
ALLO STATO MAGGIORE DI EGOROV
DISFATTA DEL NOSTRO
FRONTE DI COMBATTIMENTO

Il m om ento era dei pi critici: lorganizzazione


p atrio ttard a ucraina sem brava m orta, non se ne sen
tiva pi parlare. I suoi m em bri obbedivano in silen
zio alla m assa della popolazione, facendo ci che essa
esigeva da loro. Furono organizzate l artiglieria, poi
la fanteria e pensavam o di iniziare il com battim ento
quando si costat che i cannoni m ancavano dei visori
autom atici. Telegrafai im m ediatam ente a Belinke-
vitch chiedendogli di inviarci dei nuovi visori, ma
non ricevetti risposta : la stessa notte lagronomo
Dmitrenko, socialista rivoluzionario, con due giovani
e ardenti ucraini, P. Kovalenko e M ikita Konoplia,
aveva tagliati tu tti i fili telefonici e telegrafici (1) e mi
imped cos di com unicare con lo stato maggiore
delle guardie rosse. Portai a conoscenza di tu tti i con
tadini q u estatto odioso.
Dopo alcune ore le comunicazioni furono rista
bilite e mi fu trasm esso da p arte di Belinkevitch che
i visori e le munizioni dovevano trovarsi a Guliai-
Pol in un vagone che mi venne indicato. Infatti, tu t
to fu trovato e consegnato a chi di dovere.
In questi tempi apparve a Guliai-Pol il proclam a

(1) Q uesta tto non fu conosciuto che q u a ttro m esi dopo


e D m itrenko venne fucilato.
dei socialisti p atrio ttard i ucraini che spiegava lal
leanza della Rada C entrale coi fratelli tedeschi,
venuti ad aiutare i figli dellUcraina a liberare
lUcraina dal giogo dei "K atzapi .
Il proclam a term inava con un appello alla popo
lazione, che linvitava ad aiutare la Rada Centrale e
le fraterne arm ate tedesche ed austro-ungariche a
schiacciare il nemico...
Nello stesso tempo giunsero a Guliai-Pol delle
voci che conferm avano che le arm ate tedesche di
struggevano tutte le citt e i villaggi i cui abitanti si
opponevano allavanzata delle arm ate tedesche e del
le truppe della Rada Centrale e che, al contrario, for
nivano i p rodotti indispensabili, e in prim o luogo lo
zucchero, le calzature e le stoffe, a coloro che si uni
vano a loro.
A Guliai-Pol si udiva sem pre pi spesso e sempre
pi a voce alta : E cosa accadr se veram ente i te-
deschi bruciano i villaggi? B ruceranno Guliai-Pol?
...Cosa faremo, allora, dei nostri bam bini e dei no-
stri parenti?...
E dopo queste esclamazioni un qualunque agente
della R ada Centrale lanciava la parola delegazio
ne che, uno dopo laltro gli abitanti di Guliai-Pol
riprendevano e ripetevano.
Questa parola attir la m ia attenzione. Convocai
i m em bri del Com itato Rivoluzionario, del Soviet dei
D eputati contadini e operai e del gruppo anarco-
com unista e proposi di pubblicare un appello che
contenesse allinizio le seguenti parole :
Lanim a del trad ito re e la coscienza del tiranno
sono nere come una notte di prim avera e di or
ganizzare un raduno p er spiegare a tu tta la popola
zione di Guliai-Pol il senso provocatore del term ine
delegazione , ecc... Appresi nello stesso m om ento
che erano appena giunti a Guliai-Pol alcuni seguaci
della Rada Centrale che tentavano di far credere alla
popolazione che ritornando dal fronte esterno erano
stati fatti prigionieri dai bolscevichi e che, p er l'ap
punto, si erano appena liberati.
Appresi nello stesso tem po che, sotto la direzione
del padre di uno dei sedicenti sfuggiti ai bolscevichi,
Tikhon Byk, Guliai-Pol preparava una delegazione
presso il com ando tedesco.
Chiesi dunque ai compagni di organizzare il ra
duno il pi presto possibile e mi misi alla ricerca di
Tikhon Byk cui chiesi dei chiarim enti su questa de
legazione . Egli neg a lungo, m a quando si rese
conto che ci era inutile, mi disse di non im m ischiar
mi in questa faccenda : Essa affare del popolo .
Non insistetti e lo lasciai dopo avergli dichiarato
che p er una simile azione il popolo stesso avrebbe
torto il collo a lui e a tu tti coloro che lo avessero
difeso.
Lappello fu pubblicato e fu convocato il raduno,
raduno nel corso del quale tu tti furono d accordo a
chiedere la partenza im m ediata p er il fronte.
Nel corso del m eeting mi fu recapitato un te
legram m a del com andante del distaccam ento delle
guardie rosse, Egorov, che mi richiedeva d urgenza al
suo stato maggiore, nella regione di Verhn-Tokmak-
Fedorovka. Nello stesso tem po la comune n 2, di
cui ero m em bro, mi faceva sapere che una decina di
m arinai dello stato maggiore delle arm ate rosse di
riserva del Sud della Russia , erano giunti in auto
mobile, com pletam ente ubriachi, e avevano ucciso un
m em bro della comune e che era indispensabile cac
ciarli di l senza com battim ento.
P artii precipitosam ente e riuscii a convincere i
m arinai che dovevano lasciare la comune. Poi mi di
ressi alla stazione di Pologui dove presi il treno per
lo stato maggiore di Egorov.
A m et strad a appresi che egli era indietreggiato
nella direzione di Uzowo.
Presi dunque la diram azione Verhn-Tokmak, Tza-
rekonstantinovka.
A Tzarekonstantinovka, incontrai Belinkevitch e
le sue arm ate di riserva che indietreggiavano da Po
logui e avevano perso pure il collegamento con lo
stato m aggiore di Egorov e non speravano di ristabi
lirlo prim a della notte. Ero inquieto p er non aver
incontrato lo stato maggiore di Egorov entro il tem
po previsto e lidea che in ogni caso dovevo trovarm i
a Guliai-Pol la m attina del 16 aprile, non faceva
che aum entare la m ia ansiet... E stavo per decidermi
a non cercare pi a lungo la posizione dello stato
maggiore di Egorov ed a ritornare a Guliai-Pol,
quando il compagno Belinkevitch mi disse : Se il
compagno Egorov vi ha m andato a chiam are, dovete
cercare di vederlo prim a della vostra partenza per il
fronte. Probabilm ente ha deciso di non inviare il vo
stro battaglione nel settore di Tchaplino, poich esso
stato gi in p arte evacuato dalle nostre forze .
Questa notizia mi stup. Decisi di attendere la ve
nu ta della notte e che il com pagno Belinkevitch aves
se ristabilito il collegamento con lo stato maggiore di
Egorov.
Verso le nove di sera inviai un messaggio telefo
nico coliazionato allo stato m aggiore di Guliai-Pol e
al Com itato Rivoluzionario, avvisando che ero tra tte
nuto per un periodo indeterm inato.
A m ezzanotte ricevetti la notizia da Pologui, at
traverso Tzarekonstantinovka, che Guliai-Pol era
stata consegnata a tradim ento ai tedeschi ed alle
truppe della Rada Centrale che m arciavano con loro.
Non prestai fede a questa strana notizia che non
recava alcuna firma.
Tuttavia, all'una del m attino, telefonai a Pologui
e chiesi se erano loro che mi avevano fatto pervenire
il messaggio telefonico di mezzanotte.
Il telefonista mi rispose :
S, due giovani arm ati sono en trati da me ed
uno di essi mi ha consegnato il messaggio che avete
ricevuto. Egli ha rifiutato di porre alcuna firma .
Cercai di ottenere la comunicazione con Guliai-
Pol, m a mi si fece sapere che Guliai-Pol non ri
spondeva.
Mi preparai dunque a p artire p er GuliaiPol, ma
ricevetti nello stesso m om ento la notizia che lo stato
maggiore di Egorov si trovava a Volnovaha, a una
distanza di circa quarantacinque-cinquanta verste
da Tzarekonstantinovka. Decisi di recarm ici, ma
quando vi giunsi appresi che lo stato maggiore di
Egorov era gi p artito da l alla volta di Dolia. Tele
grafai : Lo stato m aggiore di Egorov deve restare a
lungo a Dolia? e ricevetti la risposta che esso era
gi p artito p er Taganrog.
Lasciai lufficio del telegrafo e mi diressi verso la
locomotiva. A questo punto giunse alla stazione lo
squadrone dello stato maggiore di Belinkevitch e ne
vidi uscire mio nipote Thomas (il figlio del mio fra
tello maggiore) che, con aria stravolta, mi porse una
lettera.
Aprii in fre tta la b u sta e lessi quanto segue, con
data di parecchi giorni prim a :
N estor Ivanovitch, appena p artisti da Guliai-
Pol, p art pure Tikhon Byk con alcuni p atriottar-
di. Qui circolano due versioni : gli uni dicono che
essi sono p artiti sulle tue tracce per ucciderti vil-
mente... Sii dunque estrem am ente prudente duran-
te il tuo viaggio di ritorno, so p rattu tto alla stazione
di Pologui... Gli altri suppongono che T. Byk sia
p artito da Guliai-Pol in delegazione segreta presso
le arm ate tedesche. Subito dopo la sua partenza,
inviai due dei nostri amici a casa di Byk. Sua m a
glie disse che era p artito per due giorni p er recarsi
a casa di parenti... Mi stato appena com unicato,
m entre scrivevo queste righe, che una delegazione
della R ada Centrale e delle arm ate tedesche ap-
pena giunta a Guliai-Pol. Ma, per il m om ento, essa
si nasconde e non si m ostra alla popolazione. Ho
preso tu tte le m isure p er im padronirm i di questa
delegazione, m a non sono sicuro di riuscirvi. R itor.
na dunque presto ; senza di te qui siam o tu tti tristi
e depressi .
Il tuo fedele N. B. Veretelnik
15 aprile 1918 .
Volli interrogare mio nipote sugli avvenimenti di
Guliai-Pol, m a la m ia voce trem ava e, chiudendo gli
occhi, mi lasciai cadere su una panca, facendo segno
con la m ano a mio nipote che non volevo sentir
nulla...
Alcuni m inuti dopo, presi posto nel mio vagone e
partii per Tzarekonstantinovka-Pologui-Guliai-Pol.
In seguito alla ritira ta degli squadroni delle guar
die rosse, fui tratten u to per tre o q u attro ore tra
Volnovaha e Tzarekonstantinovka. Giunto qui rice
vetti altre notizie di Guliai-Pol ancor pi inquietanti.
Lessi : Mio caro N estor Ivanovitch, nella notte del
16 aprile, dietro un falso ordine firm ato da te, il
distaccam ento degli anarchici fu richiam ato da
Tchaplino e disarm ato lungo la strada. T utti i no-
stri compagni di Guliai-Pol, tu tti i m em bri del Co*
m itato Rivoluzionario, del Soviet dei D eputati con
ti tadini e operai sono stati arrestati e attendono di
venir consegnati alle au to rit m ilitari tedesche e a
quelle della R ada Centrale p er essere giustiziati. Il
tradim ento diretto dai p atrio ttard i A. Volkov, Os
ti sip Solovei, dal com andante dellartiglieria V. Cha-
rovski e da altri.
Tre ore p rim a che fossimo arrestati, la compa-
gnia ebraica o centrale, fu designata ad occuparsi
della guarnigione. I m iserabili trad ito ri obbligaro-
no gli ebrei, ingannandoli, a com piere q uestinfa.
me bisogna.
Al m om ento del nostro arresto fum m o tu tti di-
sarm ati e ricevemmo anche alcuni colpi di calcio di
fucile. Alcuni dei nostri, non ancora disarm ati, ri-
sposero con dei colpi di fucile.
Il nostro amico Alessio M artchenko fu arresta.
to dagli stessi capi del tradim ento, m a riusc a
sfuggir loro. Allora fu inviato alla sua ricerca un
drappello di giovani ebrei. M artchenko rispose con
alcuni colpi di fucile, lanci loro due o tre bombe
e disparve. Ma fu preso a quindici verste da Guliai-
Pol dagli ebrei della colonia M ejirytchi (n 4), ri-
condotto a Guliai-Pol e consegnato allo stato mag-
giore dei traditori.
T utti i cittadini sono depressi. Lodio nei con.
fronti degli ebrei generale. Consegno questa let-
tera alla sentinella Ch... indicandole p er mezzo di
chi pu fartela giungere. Se la riceverai, vieni pre-
sto con un distaccam ento qualunque p er liberarci .
Il tuo fedele B. V eretelnik
16 aprile, ore 9 del m attino.
M entre leggevo la lettera del com pagno Veretel
nik, il distaccam ento di M aria N ikiphorova giunse
alla stazione di Tzarekonstantinovka. Le dissi degli
avvenimenti che si erano appena svolti a Guliai-Pol.
Lei telefon im m ediatam ente al com andante di un
distaccam ento di guardie rosse, un certo m arinaio
Polupanov, che in quel m om ento aveva im pegnato un
com battim ento contro i sedicenti invalidi delle
guardie bianche di Mariupol.
M aria Nikiphorova gli propose di rito rn are a Tza-
rekonstantinovka p er condurre con lei da l un at
tacco contro Guliai-Pol. Il m arinaio Polupanov ri
spose che non poteva tornare indietro e consigli a
M aria Nikiphorova di evacuare il pi rapidam ente
possibile la regione di Tzarekonstantinovka-Pologui,
se non voleva che i tedeschi le tagliassero la ritirata.
Ma, nel frattem po, giunse a Tzarekonstantinovka
il distaccam ento del m arinaio Stepanov e, poco dopo,
quello di Petrenko (distaccam ento siberiano), com
posto da due squadroni di cavalieri e di fanti.
Alla dom anda di M aria N ikiphorova di ritornare
con lei a Pologui e di l, sotto la protezione di due
autoblinde, a Guliai-Pol, il m arinaio Stepanov di
chiar che, avendo aggregati al suo squadrone pa
recchi vagoni di fuggitivi, dei quali doveva rispon
dere al com andante delle arm ate rosse di riserva del
Sud della Russia , il compagno Belinkevitch,
avrebbe continuato il suo cam m ino verso Taganrog.
E, infatti, part subito.
M aria Nikiphorova e Petrenko (il com andante del
distaccam ento siberiano) decisero di rito rn are a
Pologui e di occupare con la forza Guliai-Pol per
liberare u tti gli anarchici e gli altri rivoluzionari ar
restati ed anche per fare uscire da Guliai-Pol, se lo
desideravano, le forze arm ate rivoluzionarie inganna
te o, in ogni caso, p o rta r via le arm i affinch non ca
dessero nelle m ani dei tedeschi.
M entre i distaccam enti si preparavano alla par
tenza ed io m isuravo febbrilm ente a grandi passi lo
scalo strappandom i i capelli e rim piangendo am ara
mente di aver inviato al fronte per prim o il distacca
mento form ato dal nostro gruppo, ricevetti una ter
za lettera del compagno Veretelnik.
In questa lettera mi diceva :
Mio caro amico N estor Ivanovich, gli infam i ca-
pi del tradim ento, spaventati da non so cosa, mi
hanno liberato, cos come il com pagno Gorev, a
condizione, tuttavia, che non avrem m o lasciato Gu
fi liai-Pol.
Il compagno Gorev ed io approfittam m o di que-
sta circostanza per organizzare in ogni "sotnia un
radu n o con la partecipazione dei vecchi contadini.
In questi rad u n i i contadini votarono delle risolu-
zioni che esigevano la liberazione im m ediata di
tu tte le persone arrestate, e degli anarchici in pri-
mo luogo, e inviarono queste risoluzioni allo stato
maggiore dei trad ito ri. T utti i nostri compagni fu-
rono liberati. Num erosi giovani lavoratori ebrei e
tu tta la borghesia, ad eccezione di M. E. Hellbuch
e di Levy (1 ), fuggirono per paura di u n a vendetta
(tu tta v ia qui nessuno faceva loro del male, perch
tu tti i nostri compagni capiscono bene che i capi
del tradim ento hanno fatto rappresentare apposi-
tam ente questa p arte agli ebrei p er poter poi orga-
nizzare un pogrom contro di essi).
I tedeschi si avvicinano a Guliai-Pol. I nostri
compagni si nascondono a gruppi. I contadini fan-
no sparire in fretta i fucili, le m itragliatrici e le
munizioni e si m ettono in salvo parte nei campi,
parte nei villaggi vicini.
Alcuni dei miei amici ed io pensiam o di restare
a Guliai-Pol fino all'ultim o m inuto. Forse riusci-
remo a uccidere Leon Schneider. Al m om ento del-
larresto dei nostri compagni nellUfficio del grup-
po, penetr per prim o con gli haidam aki , lacer
la n ostra bandiera, lacer e calpest i ritra tti di
Kropotkin, B akunin e Sacha Semenota. Q uestatto
odioso fu costatato da num erosi operai, contadini
e contadine. Non ho visto io stesso Leon Schneider,
ma sento dire da ogni parte che ha tenuto un di-
scorso infam e agli "haidam aki. Ne riparlerem o pi
tardi. Fa bene attenzione a non cadere nelle m ani

(1) E n tra m b i ebrei ricchi, m a onesti, che nella loro vita


avevano sem pre osservato le decisioni prese alle riunioni-
skhod generali dei lav o ra to ri e avevano sem pre cond an n ato
il vecchio regim e.
dei tedeschi. preferibile che tu ti astieni dal ve-
nire a Guliai-Pol. Ora non puoi fa r niente per noi :
i tedeschi hanno occupato le c itt di Orekhovo e di
Pokrovsdo e saranno a Guliai-Pol probabilm ente
in due o tre ore.
Ti ritroverem o.
Per ora, sii prudente.
Il tuo fedele amico B. Veretelnik .
16 aprile, ore 3 del pomeriggio.
Avevo appena letto questa lettera che mi precipi
tai verso M aria Nikiphorova ed insieme correm m o
dal compagno Petrenko. Lessi ad entram bi la lettera
di Veretelnik e dissi loro che, secondo me, non era
pi il m om ento di an d are a Guliai-Pol, che doveva
essere gi occupata dai tedeschi. Quanto a cacciarli
da Guliai-Pol coi nostri soli distaccam enti, non bi
sognava neppure pensarci e, d altra parte, probabil
m ente, i tedeschi non ci avrebbero lasciati giungere
neppure fino a Guliai-Pol. Se era esatto che aveva
no occupato la citt di Orekhovo, era verosimile che
attualm ente si avvicinassero gi a Pologui e se era
vero che le guardie rosse avevano abbandonato ai te
deschi Tchaplino ed evacuavano Grichino, Guliai-
Pol doveva trovarsi gi dietro al fronte tedesco.
Bench i compagni M aria Nikiphorova e Petrenko
avessero com inciato col burlarsi di me, dicendo che
non comprendevo affatto la loro strategia e che non
conoscevo le risorse com battive dei loro distacca
m enti, si affrettarono tu ttav ia a volgere le loro loco
motive nella direzione di Volnovaha. Q uanto a Guliai-
Pol e a Pologui, non se ne parl pi. Quando dom an
dai loro il perch di questa fretta e se avevano rice
vuto da quel settore notizie inquietanti, M aria Niki
phorova mi rispose che i tedeschi avevano occupato
le stazioni di Pologui e di Verhni-Tokmak e che sulla
linea Verhn-Tokmak-Berdiank, avevano accerchia
to il distaccam ento anarchico del compagno Mo-
krussov.
Se lo desideri mi disse M aria Nikiphorova
prendi posto nel mio vagone. Io vado a d a r lordine
al mio squadrone di continuare la sua strad a nella
direzione di Volnovaha-Uzouwo . Ed aggiunse a
mezza voce, con u n mezzo sorriso e scusandosi. Ave-
vi pienam ente ragione a dire che era troppo tard i
per dirigerci su Guliai-Pol. T utte le strad e d ac-
cesso ad essa sono occupate dai tedeschi .
T uttavia, rifiutai di indietreggiare col distacca
m ento di M aria Nikiphorova. Le dissi che contavo di
restare ancora u n po l per il m om ento, tanto pi
che il distaccam ento di Petrenko aveva deciso di pas
sarvi la notte. Speravo di veder arrivare nel frattem
po qualcuno dei miei compagni di Guliai-Pol.
In fatti, alla prim a notizia che Guliai-Pol era stata
consegnata a tradim ento ai tedeschi, vi avevo invia
to Alessandro Lepetchenko col preciso compito di
spiegare personalm ente ai com unardi la direzione
che dovevano prendere nella loro fuga e gli avevo
raccom andato di fuggire con loro.
Quanto ai compagni, Veretelnik, Gorev, M artchen-
ko, Polonski, Kalachnikov, Petrovski, Liuty, Sava
M akhno, S. Chepel, M. K alinirchenko, P. S okruta ed
altri, Alessandro Lepetchenko doveva d ir loro di la
sciare il pi rapidam ente possibile Guliai-Pol e di
dirigersi verso il fronte rosso dove mi avrebbero ri
trovato.
D urante la sosta del distaccam ento di Petrenko
alla stazione di Tzarekonstantinovka, vidi venire un
certo num ero di compagni che erano rim asti a Guliai-
Pol fino allarrivo delle arm ate tedesche ed austro-
ungariche e del distaccam ento della Rada Centrale
Ucraina che li precedeva come esploratore.
Essi mi raccontarono tu tto ci che era accaduto
a Guliai-Pol nei due giorni dopo la mia partenza.
Mi raccontarono con le lacrim e agli occhi lodioso
tradim ento del nostro compagno, Leon Schneider, e
del reggim ento ebreo ingannato dallo stato maggiore
dei traditori.
Mi raccontarono pure l'ingresso delle arm ate te
desche ed austro-ungariche e del distaccam ento della
Rada C entrale U craina a Guliai-Pol e come i loro
agenti, cittadini di Guliai-Pol, sottotenenti al tempo
della R ada C entrale: A. Volokh, I. Volkov, L. Sahno-
Prihodka (socialista rivoluzionario), Pidoim a ed un
certo num ero di altri pi insignificanti e pi stupidi,
come Ossip Solovei, V. Charovski (socialista rivolu
zionario), lagronom o Dm itrenko, si preparavano a
ricevere i boia della Rivoluzione tedeschi ed austro-
ungarici con la speranza di poter m o strar loro che
anchessi erano dei soffocatori della Rivoluzione e di
quanto essa aveva di meglio.
Questi non plus u ltra dei p atrio tti ucraini, il
fiore della popolazione erano pronti a seguire le
sempio dei soldati tedeschi ed austriaci che lasciando
nel loro paese i loro padri, le loro m adri, le loro mogli
ed i loro bam bini in preda alla fam e e al freddo, era
no venuti qui per uccidere i loro simili e, non conten
tandosi di sostenere questi assassini coscienti o in
coscienti che fossero, questi d istru tto ri dellopera ri
voluzionaria popolare, volevano fare ancor peggio :
erano pronti a partire a llavanguardia di questi as
sassini e incendiari, a com battere i lavoratori del
lUcraina, ad annegarli nel sangue, a condizione che
i loro padroni e signori del m om ento, giunti a trad i
m ento nascosti sotto la bandiera socialista, perm et
tessero loro di m antenere le spalline dorate di sotto-
tenenti ed il d iritto di propriet sulle loro terre.
Questi araldi dellidea delloccupazione del terri
torio rivoluzionario da parte delle arm ate controri
voluzionarie tedesche ed austro-ungariche e del suc
cessivo sterm inio dei lavoratori rivoluzionari, conse
gnarono alle bande controrivoluzionarie, al momento
del loro passaggio per le strade di Guliai-Pol, le mi
tragliatrici, alcune centinaia di fucili e i nostri can
noni !
Il com andante di queste bande li ringrazi per la
loro fedelt .
Questi odiosi araldi dellidea di occupazione, co
me tu tti quelli che come loro si preparavano al re
gime controrivoluzionario, non dissim ularono la
gioia che diede loro la riconoscenza dei forti.
Quale obbrobrio !
Quale sete di vendetta esso faceva nascere nel
lanim a dei rivoluzionari! V endetta contro tu tti co
loro che calpestano il popolo lavoratore, asservito,
tortu rato , schiacciato politicam ente e socialm ente.
Pi nessuna piet per i nemici dei lavoratori ! Pi
nessuna piet per tu tti coloro che avessero te n ta to di
opporsi alla n o stra attiv it rivoluzionaria.
Il seguito di queste mem orie m ostrer ai letto ri
il concatenam ento degli avvenim enti che si succe
dettero rapidam ente.
NOTE BIOGRAFICHE

N estor M akhno nacque il 27 O tto b re 1889 a Guliai-Pol,


d istre tto di Alexandrovsk, in U craina, d a co n tad in i poveri.
E ra a lto c irca 1,65; q u ando lo conobbi, nel 1923, non pe
sava p i di 60 chili. In b uona salute, doveva pesa re di pi
perch aveva le spalle larghe e doveva essere b e n m esso. I
suoi capelli eran o castani, gli occhi chiari, lim pidi, profon
dam en te a ffo n d ati nelle o rb ite ; rughe precoci solcanvano
il suo viso, dove si n o tav a u n a cicatrice c au sata d a u n a p al
lo tto la e n tra ta d alla n uca e u sc ita dalla guancia. Aveva n u
m erose ferite su tu tto il corpo, colpi di sciabola, di pallottole,
u n a delle q uali gli aveva fracassato u n a caviglia, cosa che lo
faceva zoppicare leggerm ente.
Aveva dieci m esi quando suo p adre m or e lo lasci coi
suoi q u a ttro frate lli alle cure della m adre. Alle t di sette
anni lavorava com e pa sto re nel suo villaggio. Ad o tto anni
freq u e n t la scuola, so ltanto d inverno; d u ra n te l e sta te do
veva sorvegliare le pecore. A dodici anni lasci la scuola
p e r sistem arsi com e brecciam e presso dei kulaki tede
schi, che possedevano num erose e ricche fa tto rie in Ucrania.
Gi a q uellepoca, m anifestava odio p e r gli sfru tta to ri.
L avor poi com e fonditore in u n officina del suo villaggio.
N on professava a quel tem po alcuna idea politica. Fu la ri
voluzione del 1905 che lo fece uscire d alla cerchia dei co n ta
dini e degli operai del suo villaggio. F req u en t le organizza
zioni politiche ed e n tr nelle file degli anarchici ove divenne
un m ilita n te infaticabile.
Nel 1908, cadde nele m ani delle a u to rit zariste che lo
c ondannarono allim piccagione ; p e r la sua giovane et, la pe
n a fu c o m m u tata in carcere perpetuo. N ella prigione di Bu-
tirk i, a Mosca, dove scontava la sua pena im p ar la gram
m atica, la le tte ra tu ra , le m atem atiche, leconom ia politica.
A dire il vero, la prigione fu la scuola in cui M akhno attin se
le conoscenze sto rich e e p olitich e che gli furono di grande
a iu to nella su a azione rivoluzionaria. Ma fu p u re in prigione
che M akhno com prom ise la su a salute. N on p o ten d o a b itu
arsi allo schiacciam ento della p e rso n alit cui e ra so tto p o sto
ogni c o n d an n ato ai lavori fo rzati, egli si im p u n ta v a di fro n te
alle a u to rit peniten ziarie e d e ra co n tin u a m e n te in cella di
punizione, dove, p e r il fred d o e lu m id it co n trasse la tu b e r
colosi. D u ran te nove anni di reclusione, re sto c o n tin u a m e n te
ai fe rri p e r c a ttiv a co n d o tta.
Fu lib erato nel 1917, com e tu tti gli a ltri d e te n u ti politici,
dairin su rrezio n e del p ro le ta ria to di M osca, il 1 M arzo.
Poi, rie n tr nel suo villaggio, riu n i contad in i, fond
u n unione professionale dei b ra c c ia n ti, organizz lib ere co
rnimi ed u n soviet locale di contad in i.
Q uando gli austro-tedeschi o ccuparono lU crania, form
battaglioni di operai e c o n ta d in i p e r lo tta re c o n tro l invaso
re. La borghesia locale m ise u n a tag lia sulla su a te s ta ed egli
dovette nascondersi p e r q u alch e tem po.
Le a u to rit m ilita re tedesche e d u c rain e b ru c ia ro n o la
casa di sua m ad re e fu c ilaro n o suo frate llo m aggiore, inva
lido di guerra.
Poi, fu la lo tta c o n tro P etliu ra, nel se tte m b re e o tto b re
1918 (la p etliurovskina e ra u n m ovim ento della borg h esia
ucraina. I c ontadini vi e ra n o a rru o la ti p e r forza e d ise rta ro
no m olto spesso p e r rag g iu n g ere M akhno). P e tliu ra vedeva
di cattivissim o occhio l organizzazione delle com u n i libere,
dei soviet fed eralisti e, n o n aven d o p o tu to convincere Ma
khno del suo e rro re , in com inci la lo tta a rm a ta c o n tro di
lui, m a u rt c o n tro u n osso m o lto du ro e le sue tru p p e furo
no p re sto liquidate.
Poich gli sta ta listi tem o n o il popolo libero, il nem ico
m ortale, la u to rit, si fece vivo ra p id a m e n te e d a due p a rti
co ntem poraneam ente. D a S ud-E st saliv a la rm a ta di Deni-
kin, dal N ord discendeva la rm a ta dello sta to com unista.
D enikin giunse p e r prim o . E gli n o n si a tte n d ev a u n a si
m ile resistenza e dovette b a tte re in r itir a ta n ella direzione
del Don e del m are d Azov dove la su a a rm a ta si sta b il su
un fro n te di cento chilom etri.
P er sei m esi fu u n a lo tta a c c a n ita ; lodio degli u fficiali
denikiniani assum eva prop o rzio n i spav en to se: essi b ru c ia
vano e m assacravano tu tto sul lo ro cam m ino.
D enikin offriva mezzo m ilione di rubli p e r la te s ta di
Makhno.
Nel gennaio del 1919, M akhno si im p a d ro n di u n convo
glio di cen to vagoni di grano a p p a rte n e n te ai d en ikiniani e
decise di consegnarlo agli operai di M osca e di Pietrogrado.
Lo accom pagn u n a delegazione di m akhnovisti che fu accol
ta calorosam ente dal soviet di Mosca.
I bolscevichi apparvero nella regione della M akhnovici-
n a nel m arzo del 1919, so tto le insegne d ella benevolenza. Si
ingaggi a llo ra u n a lo tta ideologica.
M akhno vedeva in essa u n g ran pericolo p e r la lib ert
della regione e pensava che e ra necessario s o p ra ttu tto con
c en trare tu tte le forze p e r c o m b attere il nem ico com une. Fu
in questo senso che venne realizzata lunione deHa rm a ta
m akhnovista e della rm a ta rossa.
M a i bolscevichi vollero in stau ra re il loro regim e au to ri
tario, a rre sta n d o coloro che non volevano so tto m etterv isi. A
diverse riprese, essi ten ta ro n o di assassin are M akhno. Fu
sc a te n ata u n a cam pagna di calunnie, d ire tta d a T rotsky
stesso al m om ento in cui il pericolo b ian co diveniva im m en
so, poich D enikin riceveva dei rinforzi p ro p rio n el settore
m akhnovista, con u n m assiccio arriv o di caucasiani.
T rotsky voleva lasciar schiacciare i m ak h n o v isti da De
nikin e ricacciare in seguito q u e stultim o. E gli si ingann
fortem en te e so ttovalut le forze di Denikin.
I bolscevichi aprirono il fro n te d a v an ti a D enikin e Ma
khno si vide c ircondato dalle forze di q u e stultim o . La situ
azione e ra tragica perch, se M akhno riceveva nu m ero si vo
lontari, non aveva di che arm arli, poich i bolscevichi ave
vano tagliato ogni rifo rn im en to e sab o tav an o la difesa della
regione.
I c ontadini difendevano la loro regione con scuri, picche,
vecchie carab in e d a caccia. E ssi furo n o quasi tu tti m assa
crati. I bolscevichi abban d o n aro n o lU crania e M akhno do
vette fa r fro n te da solo alle o rde denikiniane. Alcuni reggi
m en ti rossi fecero causa com une con M akhno e lo raggiun
sero col loro m ateriale.
P u re dei reggim enti rossi della C rim ea vennero a rag
giungerlo.
U na b a tta g lia in in te rro tta d u r pi di d u e m esi con
avanzate folgoranti dei m akhnovisti e a n n ie n tam en to della
controrivoluzione di Denikin d a p a rte delle forze di M akhno
n e llau tu n n o 1919. I bolscevichi rito rn a ro n o allora in Ucraina
e M akhno ricev ette da T rotsky l'ordine di p a rtire p e r il fron
te polacco con le sue truppe. M akhno rifiu t e lui ed i suoi
co m b a tte n ti furono m essi fuori legge. P er nove m esi fu u n a
lo tta senza m isericordia. Pi di duecentom ila c ontadini e
operai furono fa tti fucilare d a T rotsky. A ltrettan ti furono
im prigionati o d e p o rta ti in Siberia. Una m o stru o sa cam pa
gna di calunnie co n tro M akhno fu c o n d o tta dai bolscevichi.
Per di pi, u n epidem ia di tifo infier sullUcraina.
W rangel si presen t nella p rim avera del 1920. Le tru p p e
di M akhno si m isero a llo ra in m arcia e lo tta ro n o p e r p arec
chi m esi fino alla d isfa tta finale di W rangel nel novem bre
del 1920.
R ito rn ato nel suo villaggio, M akhno in tra p rese il suo
lavoro di rieducazione e di organizzazione, m a tu tto questo
slancio creato re fu spezzato d a u n nuovo e fulm ineo attacco
dei bolscevichi, furiosi dei successi rip o rta ti d a M akhno in
questo cam po com e in quello m ilitare.
Il 26 novem bre 1920, Guliai-Pol fu c irc o n d ata ; M akhno
vi si trovava con duecento cavalieri.
M akhno si e ra ristab ilito dalla m a la ttia e soffriva a causa
della caviglia fracassata. I m akhnovisti si lanciarono a lla t
tacco e sbaragliarono il reggim ento della cavalleria rossa
sfuggendo cos alla s tre tta nem ica. M akhno, rad u n delle
tru p p e (duem ila uom ini circa) che si b a tte ro n o com e dia
voli, sulla sin istra e sulla d e stra p e r rom pere laccerchia
m ento dei q u a ttro corpi d a rm a ta , due di cavalleria e due
di fa n te ria (pi di cento cin q u an tam ila uom ini) lanciati con
tro lui e i suoi.
Egli galopp com e u n T itan o da leggenda verso il N ord,
dove degli operai lo avvisarono che lo atten d ev a u n o sb a rra
m ento m ilitare, poi verso lOvest, servendosi di stra d e di cui
lui solo conosceva il segreto. C entinaia di chilom etri a ttra
verso cam pi e altip ian i co p erti di neve e di ghiaccio. Q uesta
lo tta im pari d ur p arecchi m esi, con ba tta g lie incessanti
di giorno e di notte.
A Kiev, in u n a c o n tra d a a cc id en tata e rocciosa, in piena
gelata, i m akhnovisti dovettero abb an d o n are lartiglieria, i
viveri e le m unizioni.
Due divisioni di cavalleria delle Divisioni di Cosacchi
Rossi vennero a d aggiungersi alla m assa delle a rm a te get
ta te dai bolscevichi c o n tro M akhno.
E ra im possibile sfuggire. N essuno sperava in u n a via
di scam po. Ma nessuno pensava ad im a fuga vergognosa.
T u tti decisero di m o rire insiem e. M akhno usc con onore
d a q u e sta prova. Avanz fino ai confini della Galizia, ri
pass il Dnieper, risal verso K ursk, si trov fuori dal cer
chio nem ico: il ten ta tiv o di c a ttu ra della sua a rm a ta era
fallito. Ma, tu ttav ia, il duello ineguale non ebbe fine. Le di
visioni rosse, di tu tta lU craina si m isero in m arc ia p e r ri
tro v are e bloccare M akhno.
Lalce fu di nuovo accerchiato ed il co m b a ttim en to a
m o rte ricom inci. Alti e bassi, vittorie, attacch i, ritira te al
grido di vivere liberi o m orire c o m b atten d o . M akhno fu
colpito d a u n a pallo tto la che gli a ttra v e rs u n a coscia e
u n 'a ltra lo raggiunse nel basso ventre.
T ra sp o rta to in u n a carriola, rip rese i sensi. Gli fu fa tta
u n a m edicazione; perdeva sangue in abbondanza. C ontinua
va a d a re ordini e a firm arli ; dei piccoli distaccam enti si di
rigevano verso il ta l luogo o il ta laltro.
Il 16 m arzo, restav a con M akhno u n a piccolissim a un it.
Forze della cavalleria nem ica si scagliarono su di loro.
Fu un corpo a corpo spaventoso. M akhno non p oteva sa
lire in sella; dovette assistere a questo m assacro co ricato
in u n a carriola.
C inque m itrag lieri del suo villaggio gli dissero: B atko,
la tu a v ita u tile alla nostra causa, q u e sta causa che ci
tan to c a ra ; noi andiam o subito a m o rire ; tu devi vivere.
Se rivedrai i n o stri p a ren ti d loro addio da p a rte n o stra .
Lo p resero in braccio e lo tra sp o rta ro n o in u n c arro
di c ontadini che passava, lo ab b racciaro n o e rito rn a ro n o alle
loro m itra g liatrici che si m isero a c rep itare p e r im pedire
ai bolscevichi di passare.
La c arrio la pass il guado di un fium e; M akhno e ra
salvo. Si rim ise in sella bene o m ale e rip rese c o n ta tto con le
sue tru p p e a Guliai-Pol. Allinizio del m ese di Agosto 1921,
fu deciso che a causa della gravit delle sue ferite sarebbe
p a rtito p e r l estero con alcuni dei suoi com pagni p e r venirvi
c u rato seriam ente. Il 17 Agosto, fu di nuovo ferito sei v olte ;
il 19, nuovo scontro con la d iciassettesim a divisione della
cavalleria rossa a ccam p ata lungo il fium e Inguletz.
M akhno e ra preso in u n a trap p o la. C om batt com e un
leone p e rdendo diciassette dei suoi m igliori com pagni. N uova
fe rita: u n a pallo tto la e n tr p e r la n uca ed usc dalla guancia.
F u di nuovo co ricato in una c arrio la il 22 Agosto; il 26 si
ebbe u n nuovo com b attim en to , u n a nuova p e rd ita di vecchi
com pagni d arm e.
Il 28 Agosto, M akhno pass il Dnieper. Non rivide m ai
p i il suo p a ese; lU craina fu o ccupata daHa rm a ta rossa
che im prigion e uccise, senza m isericordia.
M akhno giunse in R um enia dove fu in te rn ato , assiem e
ai suoi com pagni. Evase e pass in Polonia. A rrestato, giu
dicato, fu assolto. Si rec a Danzica, dove fu di nuovo im
prigionato. Evase, con l'aiu to dei com pagni, e si stabil de
finitivam ente a Parigi.
Ad intervalli, abbozz u n a c e rta a ttivit. Im pieg so
p ra ttu tto il suo tem po disponibile a scrivere la sto ria delle
sue lotte e della Rivoluzione in U craina. Ma non pot term i
narla. E ssa si a rre st al 1918.
V ennero pubb licati tre volum i: il p rim o in russo ed in
francese; il secondo ed il terzo, in russo soltanto, dopo la
sua m orte. Lavor p e r qualche tem po in officina, m a m alato
m olto seriam ente, sofferente p e r le sue num erose ferite, non
a conoscenza della lingua locale, m ale a d a tta to a d u n am
biente cos differen te dal suo, condusse a Parigi u n esistenza
e strem am en te penosa, m aterialm en te e m oralm ente.
La sua v ita allestero non fu che u n a lunga e penosa
agonia c o n tro la quale fu im potente a lo ttare. I suoi am ici
la iu taro n o a so p p o rta re il peso di quei tris ti anni di declino.
La sua salute peggiorava rapidam ente. R icoverato al
lospedale T non, vi m or nel Luglio 1935.
Fu crem ato nel C rem atorio del Pre Lachaise, ove si
pu vedere lu rn a contenente le sue ceneri.
M ilitante anarco-sindacalista, avevo co stitu ito u n a spe
cie di servizio di a iu to reciproco p e r i com pagni stra n ie ri;
li ricevevo, li ospitavo a casa m ia o d a com pagni in grado
di farlo. Ricevevo la loro corrispondenza; essi trovavano a
casa m ia una tavola e un tetto , nella m isu ra dei m iei poveri
mezzi, m a anche il conforto.
Ricevetti M akhno al suo arriv o a Parigi e con lui la sua
com pagna e la sua b am b in a che aveva allo ra q u a ttro anni.
Li indirizzai a casa di am ici in cam pagna, dove soggiorna
rono alcuni giorni, poi, trovam m o loro u n piccolo alloggio
a Parigi.
Ho costituito, in seguito, col m io am ico Louis Lecoin, un
com itato M akhno. Sollecitai laiuto di com pagni di Parigi,
della provincia, dellestero, d A m erica so p ra ttu tto , e potei
assicurargli u n aiuto giornaliero, non m olto im p o rtan te, m a
sufficiente p e r assicurare lindispensabile. E questo fino alla
sua m orte.
S ua m oglie e su a figlia ap riro n o u n piccolo negozio d ali
m en ta ri a Vincennes. Con la g u e rra scom parvero. Si crede
che siano sta te a rre sta te d alla G estapo e deportate.
N on abbiam o p i avuto loro notizie.
May Picqueray
Parigi, 1967
APPENDICE

MANIFESTO PROGRAMMA DEI MAKHNOVISTI

1. Chi sono i M akhnovisti e p e r che cosa lo ttano?


I m akhnovisti sono dei c ontadini e degli operai insorti,
gi dal 1918 c o n tro la violenza del p o tere borghese, tede
sco, ungherese, austriaco, degli h atam an , in Ucraina.
I m akhnovisti sono quei lav o rato ri che h anno innalzato
la b a n d ie ra della lo tta c o n tro D enikin e c ontro ogni for
m a di oppressione, violenza e m enzogna, d a qualsiasi
p a rte q u esta provenga.
M akhnovisti sono quegli stessi lavoratori, che col lavoro
di tu tta la loro vita, h anno arricch ito ed ingrassato la
borghesia in generale ed oggi quella sovietica in p a r
ticolare.
2. Perch ci chiam ano M akhnovisti?
Perch nei pi penosi e gravi giorni della reazione in
U craina, noi abbiam o visto nelle n o stre file l infaticabile
am ico e con d o ttiero M akhno, la cui voce di p ro te sta ha
echeggiato p e r tu tta l U craina, co n tro ogni violenza a ca
rico dei lavoratori, rich iam an d o tu tti alla lo tta contro
gli oppressori, i ladri, gli u su rp a to ri e i c ia rla tan i politici
che ci ingannano e che, ancora oggi, insiem e a noi, nelle
n o stre file, im m utabile, nella lo tta p e r lo scopo finale:
la liberazione e l'em ancipazione dei lav o rato ri da ogni
oppressione.

3. Com e si o tte rr , secondo il n o stro parere, la liberazione?


A bbattendo il governo m onarchico di coalizione, rep u b
blicano e socialdem ocratico, com unista e bolscevico, al
cui posto dovranno essere elette delle lib ere organizza
zioni dei Consigli di lavoratori, che non saranno u n go
verno con leggi sc ritte ed a rb itrarie , p erch il sistem a
sovietico n o n a u to rita rio (al c o n trario dei socialdem o
c ratici e co m unisti bolscevichi che oggi si definiscono
a u to rit sovietica), m a sono la pi a lta fo rm a del socia
lism o a n tia u to rita rio e a n tista ta le che si esprim e in u n a
lib era organizzazione della v ita sociale dei lavoratori, in
dipendente d a lla u to rit della quale ogni lavoratore, iso
lato o associato, p o tr indipendentem ente c o stru ire la
p ro p ria felicit e il p ro p rio benessere integ rale secondo
il principio di solidariet, am icizia e uguaglianza.
4. Come intendono i M akhnovisti il regim e sovietico?
I lav o rato ri stessi devono scegliere i p ro p ri Consigli (so
viet) che eseguiranno la volont e gli ordini dei lavora
to ri stessi cio dei Consigli esecutivi e non di a u to rit.
La te rra , le fabbriche, gli stabilim enti, le m iniere, le fer
rovie, ecc., le ricchezze del popolo devono ap p arten e re
ai lav o rato ri che lavorano, cio devono essere socializzati,
5. Quali sono le stra d e p e r a rriv a re allo scopo dei M akhno
visti?
Im placabile e conseguente lo tta rivoluzionaria contro
ogni m enzogna, a rb itrio e violenza da dovunque proven
gan o ; lo tta non a v ita m a a m orte, con la libera parola,
coi fa tti giusti, lo tta con le arm i alla m ano.
S o ltan to sopprim endo ogni governante, ogni ra p p re se n
ta n te della u to rit e distruggendo alla base di ogni m en
zogna politica, econom ica, statale, so ltanto a ttra v e rso la
distruzione dello S ta to m ediante la rivoluzione sociale
si pu realizzare u n vero sistem a di soviet operai e con
tad in i e an d are verso il socialism o (1).

A TUTTI I LAVORATORI
DELLARATRO E DEL MARTELLO:

F ratelli !
Un nuovo pericolo di m o rte m inaccia tu tti i lavoratori.
T u tte le forze oscure dei servi del sanguinoso Nicola,

manifesto-programma fu redatto dalla Sezione


(1 ) Q u e s to
Culturale ed educativa dellArmata insurrezionale Makh-
novista e pubblicato il 27 aprile del 1920.
alleatesi coi grandi p ro p rietari polacchi, degli istru tto ri fran
cesi e dei tra d ito ri di Petliura, m arcian o sull'U craina p e r
stab ilire da noi u n governo a u to rita rio ed im porci la poli
tic a dei latifondisti, dei c ap italisti e degli a m m in istra to ri >
d aziende, dei com m issari ed a ltri boia dei c ontadini e de
gli operai.

Com pagni !
I com m issari ed a m m in istra to ri com unisti-bolscevichi
sono dei bravi soldati, m a solam ente c o n tro i poveri e gli
oppressi. I loro distaccam enti di punizione e la loro Ceka
sanno benissim o uccidere i c ontadini e gli operai e d incen
d iare i paesi e i villaggi; m a di fro n te ai vari nem ici della
rivoluzione, di fro n te alle bande di D enikin ed a ltri reazio
nari, essi scappano vilm ente com e dei m iseri codardi.
Voi, com pagni, non avete an co ra d im en ticato com e lan
no scorso le spalline d oro p e r poco non e n tra ro n o in
Mosca. Se non vi fossero sta ti gli insorti, gi d a lungo tem po
sventolerebbe sulla R ussia rivoluzionaria la ba n d ie ra trico
lore dellautocrazia.
Anche ora, com pagni! LA rm ata rossa, v en d u ta ad ogni
istan te dai suoi generali codardi, p re sa dal p anico lascia il
fronte e cede ai p ro p rie ta ri polacchi paesi su paesi. Gi da
m olto sono sta te o ccupate dai polacchi: G itom ir, Kiev, Gi-
m erina. Il fro n te deHA rm ata b ian ca si avvicina a Poltava
e K erson. In Crim ea, i seguaci di Denikin, fortificatisi in
questi ultim i q u a ttro m esi, atten d o n o il m om ento opportuno
p e r occupare di nuovo i n o stri paesi.
F ratelli !
A spetterete forse voi con le braccia in crociate larrivo
dei bianchi? E vi d a re te voi stessi, le v o stre donne ed i
vostri figli alle to rtu re dei generali e dei padroni?
No! Q uesto non deve accadere.
Alle a rm i tu tti! E n tra te nelle file degli in so rti!
Insiem e a noi, insorti di M akhno, insorgete co n tro tu tti
gli oppressori.
C reate in ogni villaggio dei distaccam enti e e n tra te in
relazione con noi. T u tti assiem e noi caccerem o i com m is
sari e le Ceke e con i com pagni deHA rm ata rossa costrui
rem o u n fro n te di fe rro p e r la lo tta c o n tro Denikin, Pe
tliu ra ed i grandi p ro p rie ta ri polacchi.
Com pagni! Il tem po non a sp etta, fo rm ate su b ito i vo
stri d istaccam enti!
Allopera !
M orte e rovina a tu tti gli o p pressori e pad ro n i!
Iniziam o lu ltim a e definitiva b a tta g lia p e r il sistem a
sovietico veram ente libero, dove n o n vi saran n o n p a
droni, n servi.
Allarm i, fratelli!
Maggio 1920.
Sezione c u ltu rale
degli in so rti rivoluzionari
di U craina (M akhnovisti)

MANIFESTO DELLARMATA INSURREZIONALE


UCRAINA (M akhovista)

A tu tti i c ontadini e o p erai U craini, d a tra s m e tte re p e r


telegrafo, telefono o p e r p o sta am b u lan te a tu tti i villaggi
dellU craina.
Leggere nelle riunioni dei contadini, nelle fab b rich e e
negli stabilim enti.
F ratelli lavoratori!
L 'A rm ata insurrezionale dell'U craina (M akhnovista)
e ra s ta ta fa tta sorgere com e p ro te s ta c ontro l oppressione
dei lav o rato ri e dei c ontadini d a p a rte della bo rg h esia e
ad o p e ra della d itta tu ra bolscevico-com unista.
Essendosi p o sta com e m ta la lo tta p e r la liberazione
to ta le dei lav o ra to ri ucrain i d al giogo di q u esta e di quella
tira n n ia e la creazione di u n a vera e p ro p ria costituzione
socialista, l'a rm a ta insurrezionale dei p a rtig ian i M akhno
visti h a c o m b a ttu to in ten sam en te su m o lti fro n ti p e r a r
riv are alla m ta, e a ttu a lm e n te conclude v itto rio sa m e n te
la lo tta c ontro la rm a ta di D enikin, liberando u n a regione
dopo l'a ltra , l dove vi e ra tira n n ia ed oppressione.
M olti c ontadini lav o rato ri si sono p osti la d o m an d a :
Come fare? Come c o m p o rtarm i verso le disposizioni del
potere e le sue organizzazioni, ecc.?
A q ueste dom ande risp o n d e r com pletam ente e piena
m en te lUnione U craina dei L avoratori e dei C ontadini che
dovr riu n irsi subito, e convocare tu tti i c ontadini e i la
voratori.
In considerazione del fa tto che non si conosce la d a ta
p recisa di q u e sta riunione, che avverr non appena i con
tad in i e i lav o ra to ri a vranno la p ossibilit di riu n irsi p e r
trac cia re e risolvere i problem i pi im p o rta n ti della vita
dei c ontadini e dei lav o rato ri ucraini, lA rm ata dei Makh-
novisti ritiene necessario lanciare il seguente m anifesto:
1 Si an nullano tu tte le disposizioni del governo d i De
n ikin (volontari), si annullano anche le disposizioni del go
verno com unista che eran o in co n tra sto con gli interessi
dei c ontadini e dei lavoratori.
Osservazioni. - I lavoratori dovranno risolvere da se
stessi la q uestione: Quali disposizioni del governo com uni
sta sono dannose agli in teressi dei lavoratori?
2 T u tte le te rre a p p a ria n e n ti ai m onasteri, ai grandi
p ro p rietari e ad a ltri nem ici, passano ai c ontadini che vi
vono so ltanto col lavoro delle loro braccia. Q uesto p a s
saggio deve avvenire a m ezzo delle riunioni e decisioni dei
contadini, che dovranno ricordare e tenere p re sen te non
solo i loro interessi personali, m a anche gli interessi co
m uni del popolo lav o rato re oppresso dal giogo degli
sfru ttato ri.
3 Le fabbriche, gli stabilim enti, le m iniere di carbone
ed a ltri m ezzi di produzione diventano p ro p rie t delT intera
classe lavoratrice, che ne assum e la responsabilit, incita
e alim en ta con la sua esperienza il progresso e cerca di
riu n ire in u n a sola organizzazione tu tta la produzione
del paese.
4 T u tti i lav o rato ri e i c ontadini sono in v ita ti a costi
tu ire i Consigli liberi dei c ontadini e dei lavoratori. Nei
Consigli saranno ele tti so ltan to i lav o rato ri che prendono
p a rte a ttiv a a u n ra m o necessario delleconom ia popolare.
I ra p p re se n tan ti delle organizzazioni p olitiche non pos
sono, p a rte cip a re ai Consigli dei lav o rato ri e dei c ontadini
p erch questo p o treb b e nuocere agli interessi dei lavora
to ri stessi.
5 N on am m essa 1esistenza di organizzazioni tira n n i
che, m ilitarizzate, che c o n tra stin o con lo sp irito dei lavo
ra to ri liberi.
6 La lib e rt di parola, di sta m p a e di riunione costi-
tuiscono il d iritto di ogni la v o ra to re e qualsiasi m an ifesta
zione c o n tra ria a q ueste lib e rt ra p p re se n ta u n a tto con
trorivoluzionario.
7" Si annullano le organizzazioni di polizia; in luogo
di q u este si organizzano form azio n i di a utodifesa che pos
sono essere create dai la v o ra to ri e contadini.
8 I Consigli dei lav o ra to ri e con tad in i rap p resen tan o
l'au to d ifesa dei lav o rato ri e dei co n ta d in i e quindi ognuno
di questi deve lo tta re c o n tro qu a lsia si m anifestazione della
b orghesia e dei m ilitari. B isogna lo tta re co n tro gli a tti di
banditism o, fucilare sul p o sto i b a n d iti e gli antirivo
luzionari.
9 La m o n eta sovietica e u c ra in a deve essere a cc ettata
p a ri a ll'a ltra m o n e ta : si p u n ira n n o i contrav v en to ri a que
sta disposizione.
10 R im angono liberi gli scam bi dei p ro d o tti del lavoro
e del com m ercio fino a q u a n d o n o n sa ran n o am m in istra ti
d a llorganizzazione dei c o n ta d in i e lavoratori. Si propone
che questo scam bio avvenga fra i lav o ra to ri tu tti.
11" T u tte le persone che o stacoleranno la diffusione
di questo m anifesto sa ra n n o c o n sid erate antirivoluzionarie.
Il Consiglio Rivoluzionario
DeHA rm ata U craina
M akhnovista

AI SOLDATI D E L L ARMATA ROSSA

Ai loro fratelli dellA rm a ta ro ssa i M akhnovisti lancia


rono degli appelli com e il seguente:
F e rm ati! Leggi! M edita!
Com pagno deU 'A rm ata ro ssa :
T u sei m an d a to d a i tu o i com m issari co m an d an ti a
c o m b attere gli in so rti riv o lu z io n ari M akhnovisti.
P er ordine del tuo c o m a n d o tu p o rte ra i la rovina in
paesi pacifisti; p e rq u isira i, a rre ste ra i, ucciderai gente a te
p ersonalm ente sconosciuta, m a che ti sa r in d icata com e
nem ica del popolo.
Ti d iran n o che i M ak h n o v isti sono dei b a n d iti e dei
controrivoluzionari.
Ti ordineranno, non ti chiederanno, ti m anderanno, e
com e um ile schiavo del tuo com andante a n d rai ad a rre sta re
e a d am m azzare. Chi? P e r che cosa? Perch?
R ifletti, com pagno deUA rm ata ro ssa! R ifletti lavora
tore, contadino o operaio, soggiogato p e r forza dal nuovo
p adrone che p o rta il sonoro nom e di P otere contadino
operaio !
Noi siam o in so rti rivoluzionari M akhnovisti, gli stessi
contadini ed operai com e voi, n o stri fra te lli dellAr
m ata rossa.
Noi siam o in so rti co n tro loppressione e lavvilim ento ;
noi lottiam o p e r u n a v ita m igliore e p i lum inosa. Il n o stro
ideale il raggiungim ento di u n a com unit lavorativa senza
a u to rit, senza p a rassiti e senza com m issari-im piegati.
Il nostro scopo pi im m ediato : stab ilire u n libero
regim e sovietico, senza la u to rit dei bolscevichi, senza la
pressione di un qualsiasi p artito .
Il governo dei bolscevichi-com unisti vi m an d a a fare
q ueste spedizioni punitive. E sso si a ffre tta a fa re la pace
con D enikin e i ricchi polacchi ed a ltre canaglie dellAr
m a ta bianca, p e r scacciare p i facilm ente il m ovim ento po
polare degli in so rti rivoluzionari, degli oppressi, ribelli con
tro il gioco di qualsiasi potere.
Ma le m inacce del com ando bianco-rosso non ci fan
no paura.
Alla violenza risponderem o con la violenza.
Q uando sar necessario, noi, piccolo pugno d'uom ini,
m etterem o in fuga le divisioni dellA rm ata ro ssa governa
tiva. Perch noi siam o liberi e am an ti della libert, rivolu
zionari in so rti e la causa che difendiam o u n a causa giusta.
C om pagno! R ifletti con chi sei e c ontro chi com batti.
Non essere schiavo, sii uomo.

Gli insorti R ivoluzionari


M akhnovisti
PRESENTAZIONE
ALLA PRIMA EDIZIONE ITALIANA
(Agosto 1971)

Si pensato fosse pi interessante p er i lettori


affidare la presentazione delle m em orie di M akhno
alla voce di un compagno che fu a contatto con lui
negli ultim i anni della sua vita.
Pio T urroni conobbe il rivoluzionario russo a
Parigi, dove si trovavano entram bi in esilio (il prim o
a causa del fascismo, il secondo del bolscevismo) e,
rispondendo ad alcune dom ande, prescindendo da
ogni personale visione sullim postazione della lo tta
anarchica, ci offre una preziosa testim onianza sul pi
noto dei partecipanti e dei prom otori dellesperienza
com unista anarchica in Russia.
DOMANDA: Per la popolazione ucraina M akhno
era stato un eroe leggendario. Qual era il com porta
m ento di questo com pagno nei confronti degli altri
che non godevano certam ente di un prestigio p ari al
suo?
PIO TURRONI : Due cose mi colpirono e mi piac
quero particolarmente di Makhno : la dolcezza del
suo carattere ed il suo comportamento fraterno e
modesto nei confronti dei compagni. La sua mode
stia era veramente esemplare : egli che era estrema-
mente accessibile, mostrava una notevole ritrosia
quando doveva parlare di se e degli avvenimenti che
lo avevano visto tra i protagonisti.
Mi colp anche una caratteristica che condivide
va con gli altri esuli russi e cio l'estrema dignit
che lo spingeva ad evitare l'aiuto dei compagni e che
acceler la sua fine perch gli mancarono quelle cu
re che avrebbero potuto esser di beneficio alla sua
salute. Ricordo di averlo visto spesso cenare con un
cappuccino ed una brioche .
DOMANDA : Trotsky ne La m ia vita e nella
Storia della Rivoluzione Russa non nom ina nep
pure M akhno e la dim enticanza appare ben stran a in
quanto il nostro compagno vinse gli eserciti degli
austro-tedeschi, dei borghesi ucraini e dei bianchi
(Denikin, Petliura e W rangel rispettivam ente) e ten
ne p er tanto tem po in scacco l'A rm ata Rossa (creata
e guidata appunto da Trotsky) che ebbe il com pito
di distruggere e di im pedire le realizzazioni dei co
m unisti anarchici in Ucraina.
Cosa pensava M akhno delluom o che precedette
Stalin nelleliminazione in m assa di chi contrastava
la sua politica (egli fece infatti m assacrare e depor
tare centinaia di migliaia di ucraini)?
PIO TURRONI : Soprattutto la slealt di Trotsky
lo disgustava, il suo sistema di distruggere lavver
sario prima con la calunnia, poi fisicamente. Sistema
che fu poi ereditato da Stalin e simili.
A questo proposito, ricordo che a Parigi i bolsce-
vichi giunsero ad accusare Makhno di aver persegui
tati gli ebrei ( e tu ben sai che Volin ( 1 ) , che era ebreo,
era stato conquistato da Makhno anche per la prote
zione che questi aveva sempre assicurato atte comu
nit ebraiche).
Il nostro compagno sfid i bolscevichi ad un pub
blico dibattito che si tenne alla Sala Wagram

(1 ) S c ritto re a n a rc h ic o a u to re de La R iv o l u z i o n e scono
s c iu t a .
{luogo abituale di convegno di tutto il movimento
progressista) e li sbugiard e li svergogn producen
do prove e testimonianze di presenti che avevano
partecipato agli avvenimenti di cui parlavano i bob
scevichi.
DOMANDA: Leggendo La Rivoluzione Russa in
Ucraina si trova un episodio (quello di Leon
Schneider) che d lim pressione che le federazioni e
i gruppi anarchici avessero un com portam ento estre
m am ente duro nei confronti di quei m ilitanti che
davano pubblico scandalo com portandosi indegna
mente nellespletam ento delle pubbliche funzioni che
venivano loro affidate.
Cosa puoi dire in proposito?
PIO TURRONI : Il caso Schneider accadde in un
momento di particolare gravit : gli anarchici dove
vano rispondere ai contadini sulle accuse che Schnei
der, con la sua condotta, aveva attirato su di loro da
parte dei controrivoluzionari.
Vantiautoritarismo dei makhnovisti comunque
ampiamente dimostrato dalle caratteristiche delle
loro comuni e del loro esercito, lunico esclusivamen
te com posto da volontari.
DOMANDA : M akhno era stato un fervido soste
nitore del fronte unico di tu tte le forze rivoluziona
rie contro il nemico comune. Dopo la tragica espe
rienza dellalleanza con le forze m arxiste, quale so
luzione rivoluzionaria suggeriva agli anarchici nella
lo tta p er il comunismo, tenendo conto della presenza
delle altre forze avverse allo statu s quo ?
PIO TURRONI : Makhno, nel suo contatto coi
contadini, aveva notato come fosse difficile fare una
rivoluzione anarchica con uomini legati a forme pa
ternalistiche (lui stesso veniva chiamato Batko ,
cio padre) e privi di preparazione politica.
Primo compito dei rivoluzionari anarchici dun
que quello delleducazione delle masse.
Come si pu leggere anche nelle sue memorie,
egli attribuiva grande importanza all'organizzazione,
che avrebbe potuto dare unautentica forza allanar
chismo e la cui carenza presso gli anarchici russi
aveva facilitato il trionfo dei bolscevichi.
Naturalmente, data l'infelice esperienza, l'allean
za coi marxisti non pi proponibile : il loro machia
vellismo al servizio del partito e dello stato autori
tario non pu che fa m e dei nemici potenziali. La lot
ta contro i conservatori i comunisti anarchici la do
vranno condurre per proprio conto.
DOMANDA: Ricordo che hai accennato di aver
visto M akhno pochi giorni prim a della sua m orte.
C qualcosa che vuoi ricordare in proposito?
PIO TURRONI : Pochi giorni prima che morisse,
fui informato, tramite il telegramma di un compa
gno, che Makhno aveva espresso il desiderio di ve
dermi. Mi recai all'ospedale Tnon dove era stato ri
coverato; sapeva che la morte era imminente, ma
non si curava di questo. Ricordo il suo volto sorri
dente quando m i manifest la sua gran fiducia che
gli orrori dei bolscevichi avrebbero aperto gli occhi
ai lavoratori : essi avrebbero finalmente visto nel co
muniSmo anarchico lunica via autenticamente rivo
luzionaria possibile e avrebbero trovato il grande
slancio rivoluzionario per condurlo a quel successo
i cui frutti sarebbero appartenuti veramente a tutta
la collettivit.
Ricordiamolo cos il compagno Makhno, sorri
dente e fiducioso nella nostra Rivoluzione e cerchia
mo di raccogliere dalla sua preziosa esperienza gli
strumenti validi per la lotta di oggi.
Pio Turroni - Luciano Ferraresi, Luglio 1969
BIBLIOGRAFIA

Salvo alcuni titoli tra i quali gli altri due di Makhno,


ci siamo volutamente limitati alle Opere in italiano fa
cilmente reperibili.

A A .V V ., La rivolta antiautoritaria, n u m e r o sp e c ia le d e l
la riv is ta a n a rc h ic a V o l o n t p e r il c e n te n a r io d e l
la c o n f e r e n z a d i R im in i, a g o s to 1 8 7 2 , o t t o b r e 1 9 7 2 .
A n w e ile r O ., Storia dei Soviet , E d . L a te rz a , 1 9 0 5 -1 9 2 1 .
A rc h in o v P ., Storia del Movimento Makhnovista, E d .
R L , N a p o li.
A v ric h P ., Gli anarchici nella rivoluzione russa, E d . L a
S a la m a n d ra .
B a k u n in M ., Opere Complete, 6 v o li, p u b b lic a ti, E d .
A n a rc h is m o .
B a k u n in M ., Confessione, E d . L a F ia c c o la .
B a k u n in M ., L organizzazione anarchica e lotta armata,
E d . L a R iv o lta .
B a k u n in M ., Stato e anarchia e altri scritti, E d . F e l tr i
nelli.
B a k u n in M ., Rivolta e libert. E d it o r i R iu n iti.
B a k u n in M ., Libert-Uguaglianza-Rivoluzione, E d . A n
tis ta to .
B a k u n in M ., Dio e lo Stato, E d . R L , N a p o li.
B a k u n in M ., La Comune e lo Stato, il 18 marzo e la Co
mune di Parigi, E d . S a m o n e Savelli.
B e rk m a n n A ., La rivolta di Kronstadt.
B e rk m a n n A ., Il mito Bolscevico, 1 9 2 0 -1 9 2 1 .
C a rr H . E ., Storia dei Soviet, E d . E in a u d i, 1 9 1 7 -1 9 2 3 .
C h a m b e rla in W ., Storia della Rivoluzione Russa, E d .
E in a u d i.
m

D u n a y e v s k a y a R ., Marxismo e libert, E d . L a N u o v a I-
ta lia .
F a b b r i L ., Dittatura e Rivoluzione, E d . A n tis ta to .
F e d e li U ., Dalla insurrezione dei contadini in Ucraina
alla rivolta di Cronstadt, E d . Il L ib e r ta r io (p ro s s i
m a r is ta m p a n e lle E d . L a F ia c c o la ).
G o ld m a n E ., La sconfitta della rivoluzione Russa e le
sue cause, E d . L a S a la m a n d ra .
G o ld m a n E ., La mia vita, E d . L a S a la m a n d ra .
G u rin D ., L Anarchismo dalla dottrina allazione, E d .
S avelli.
Is v e tz ia (L e ), Kronstadt, E d . J a c a B o o k .
K o llo n ta i A ., L opposizione operaia in Russia, E d . A-
z io n e C o m u n e .
K r o p o tk in P ., La letteratura russa, E d A n a rc h is m o .
K r o p o tk in P ., Il mutuo appoggio, E d . A n a rc h is m o .
M a k h n o N ., Sotto i colpi della controrivoluzione: a-
prile-giugno 1918, (in lin g u a ru ss a ).
M a k h n o N ., La rivoluzione Ucraina: luglio-dicembre
1918, (in lin g u a ru ss a ).
M e tt I., La rivolta di Kronstadt, E d . A z io n e C o m u n e .
R e e d J ., Dieci giorni che fecero tremare il mondo, E d .
L o n g a n e si, E d . R iu n iti.
R o c k e r R ., Bolscevismo e Anarchismo in Russia, E d .
L a F ia c c o la .
S c h a p iro L ., L opposizione nello Stato Sovietico, E d .
L a N u o v a Ita lia .
S erg e V ., L anno primo della rivoluzione russa, E d . L a
N u o v a Ita lia .
S erge V ., Gli anarchici e l esperienza della rivoluzione
russa, E d . J a c a B o o k .
S erge V ., Memorie, E d . L a N u o v a Ita lia .
T r o ts k y L ., Storia della rivoluzione russa, E d . S u g ar.
T ro ts k y L ., La rivoluzione tradita. E d . S w arz.
V e n tu ri F ., Il Populismo Russo, E d . E in a u d i.
V o lin , La rivoluzione Sconosciuta, E d . R L , N a p o li.
W o o d c o c k G ., L Anarchia, E d . F e ltrin e lli.
IN D I C E

A l p o s t o d ella p r e fa z io n e ... pag 3

P re fa z io n e ....................................................................... * 7

PRIMA PARTE
C apitolo I - P resa di c o n ta tto coi com pagni e
p rim o esperim ento d organizzazione d una
azione r i v o l u z i o n a r i a .................................... 14
C apitolo II - O rganizzazione dell'U nione dei con
tad in i ............................................................... 21

C apitolo I I I - Spoglio degli archivi della polizia 26

C apitolo IV - Nuove elezioni del c o m itato co


m unale - P rogetto di controllo . . . 30

C apitolo V - R uolo degli insegnanti - N o stra a t


tiv it al C om itato com unale . . . . 3 3
C apitolo V I - Il 1 Maggio - La questione dei
c o n t a d i n i ............................................................... .3 8
C apitolo V II - Lo sciopero operaio . . . * 44

C apitolo V i l i - Alcuni risu lta ti . . . . 5 0


C apitolo IX - La lo tta c o n tro laffitto . . . * 5 5
C apitolo X - Arrivo in R ussia di P ietro K ropo
tk in - In c o n tro con gli anarchici di Eka-
t e r i n o s l a v .............................................................. 63
C apitolo X I - La m arcia di K roniloff su Pie-
t r o g r a d o ............................................................... 72
Capitolo X II - Resistenza alla controrivoluzio
ne che sta c o n q uistando i villaggi . . . > 8 4
Capitolo X III - V isita agli operai delle officine
d i A l e x a n d r o v s k ............................................. 92
Capitolo X IV - Le p ro p o ste del soviet d ip arti
m entale a G u l i a i - P o l .................................... 102

SECONDA PARTE

Capitolo I - Il colpo di sta to d 'o tto b re in R us


sia ....................................................................... .112

Capitolo II - Elezioni all'A ssem blea C ostituente


- N ostro a tteggiam ento nei confronti dei
p a rtiti in l o t t a ...................................................... .117

Capitolo I I I - Il congresso d ip artim e n ta le . 122


Capitolo IV - La controrivoluzione della R ada
C e n t r a l e ............................................................... > 128

Capitolo V - Col blocco delle sin istre e c ontro


la co n tro riv o lu zio n e.............................................. . 134

Capitolo VI - I c ontadini a rm a ti vanno in aiuto


agli operai delle c itt - Il C om itato rivolu
zionario di A lexandrovsk e la C om m issione
d ' i n c h i e s t a ...................................................... .136
Capitolo V II - L o tta a rm a ta co n tro i cosacchi -
Delegazione, d isarm o dei cosacchi e accor
do con l o r o ...................................................... . 150
Capitolo V i l i - Il blocco bolscevico-socialista ri
voluzionario di sin istra a d Alexandrovsk-
Mie osservazioni e loro conseguenze . . 161
Capitolo IX - Soppressione dell U nit te rrito
riale dello zem stvo - F orm azione d a p a rte
dei m em b ri del soviet di u n C om itato rivo-
luzionario . R icerca di fondi p e r le neces
sit della R i v o l u z i o n e .................................... > 1 72
Capitolo X - Come si organizzarono gli scam bi
in n a tu ra fra la c itt e la cam pagna . . . 185
Capitolo XI - I nuovi m em bri del n o stro gruppo . 197
Capitolo XII - Le com uni agricole - Loro orga
nizzazione in te rn a - Loro nem ici . . . 200

Capitolo X III - I successi delle a rm a te tedesche


e a u striach e e delle tru p p e della R ada cen
tra le u c rain a - Gli agenti controrivoluzio
n a ri - L o tta conto di e s s i .................................... 210
Capitolo XIV - Centralizzazione dei distacca
m en ti - F orm azione di u n fro n te unico col
blocco bolscevico-socialista rivoluzionario
di s i n i s t r a ............................................................... . 227

Capitolo XV - Vengo chiam ato d urgenza allo


sta to m aggiore di E gorov - D isfatta del no
stro fronte di com b attim en to . 233

NOTE B IO G R A F IC H E ............................................. . 245

APPENDICE ............................................................... 252

Presentazione alla prim a edizione italiana 259

B i b l i o g r a f i a ............................................................... . 263