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Didattica e Pedagogia Speciale

Dott. Alfonso Gentile


TFA A.A. 2014/2015
Universit degli Studi di Napoli Federico II
Il principio dellintegrazione nasce da un clima culturale
formatosi negli anni 60 / 70 del secolo scorso, alimentato dal
dibattito filosofico sulla marginalit, animato dai filosofi M.
Foucault, L. Althusser, H. Marcuse, ma anche dai contributi della
Scuola di Francoforte alla Scuola del Sospetto e ad un generale
fermento critico e innovativo della societ di quel tempo che
favor tra laltro il processo di de-istituzionalizzazione.

Questi ed altri fattori contribuirono a determinare la diffusione di


una nuova concezione della persona, al riconoscimento della
sua dignit al di l di ogni differenza.

Tale concezione ha portato alladozione di un nuovo principio


pedagogico che sta alla base dellintegrazione: leducabilit.

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Il principio delleducabilit  da intendersi in una
duplice accezione:
1. possibilit di ogni uomo,
2. diritto inalienabile da attuare nelle diverse
situazioni reali.

Ogni individuo ha delle potenzialit intrinseche,


che il percorso educativo chiamato a di-svelare e
realizzare.

Lesperienza marginale pu provocare la perdita di queste abilit.

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Nellaffermazione del concetto di educabilit,

ha avuto una grande importanza la relazione educativa

che il medico Jean-Marc-Gaspard Itard cerc di instaurare

con un ragazzo selvaggio ritrovato sullAveyron.


Al momento del ritrovamento, il ragazzo mostrava unincapacit di parlare
e camminare, segno che queste ed altre potenzialit presenti in ogni
essere umano alla nascita non si erano potute sviluppare in quel soggetto,
rimasto per lungo tempo isolato.

Al contrario di altri medici del tempo, che definirono il ragazzo


irrecuperabile, Itard decise di investire sulla sua educazione,
sancendo un passaggio importante nellambito della storia
delleducazione.

a questo evento che si soliti far risalire


la nascita della Pedagogia Speciale.
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Latto di assegnare al ragazzo selvaggio un nome (Victor) implic il
riconoscimento della sua dignit
e del suo valore umano.

Il percorso educativo di Itard intrapreso con Victor


prende le mosse dallidea pedagogica

non esiste soggetto al mondo che disponga di potenzialit
che un processo formativo intenzionale
non possa portare alla luce

lesperienza dellallontanamento dalla realt sociale
disperde il potenziale educativo di ogni individuo.

un percorso che sancisce il riconoscimento della funzione


emancipatrice delleducazione.

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La vicenda di Victor  mette in luce il fatto che individui
sauvages, con problematiche, sono considerati tutti in
possesso di titoli sufficienti per essere inseriti in un processo
educativo, che, se adeguatamente inteso ed elaborato, trover
modo sempre di formare, suscitare, promuovere
potenzialit sopite.

Il tentativo di Itard ha influenzato tutta la riflessione e


lazione pedagogica successiva ed
ha posto le basi per il
riconoscimento della diversit non pi in termini negativi.
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Da quel periodo, il problema della marginalit e
dellintegrazione hanno cominciato ad incrociarsi con le
strade della teoria pedagogica e delle pratiche educative
reali.
anche se
Lintegrazione dei disabili, degli stessi stranieri, e di altri
soggetti marginali , attuata negli ultimi trentanni, si
spesso inserita in una situazione scolastica ancora legata ad
una mentalit monoculturale, centrata sul normodotato.
emblematico di ci il fatto che molto spesso ragazzi disabili
trovassero a scuola una sorta di ricovero piuttosto che un
reale processo educativo, una reale integrazione con il
gruppo classe.

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Promuovere lintegrazione

 del disabile,

 del deviante e

 di ogni altro soggetto marginale

significa

cercare di comprendere il singolo, il suo vissuto,

le sue caratteristiche personali,

la sua visione del mondo ma anche le sue potenzialit,

al fine di promuovere interventi educativi mirati, ritagliati sulla singola


persona, rispettosi della sua individualit,

intesa come differenza piuttosto che come deficit.


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Lintegrazione non una questione esclusivamente scolastica,

ma riguarda la societ e la cultura nel suo complesso;

essa deve trovare nei processi educativi

il suo punto di forza,

il mezzo privilegiato attraverso cui realizzarsi.

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Leducabilit e linclusione costituiscono un processo, che possiamo
cercare di ottenere con unazione che contenga elementi legati ad una
migliore conoscenza del soggetto.

A. Canevaro direbbe che ci contribuisce a passare dalla esclusione


dellineducabilit alla inclusione delleducabilit.

Si tratta del nostro modo di intendere leducazione, i compiti educanti e


lapprendimento.

Occorre capire meglio i fattori delleducabilit:


 una migliore conoscenza del soggetto,
 migliori strumenti,
 un quadro scientifico pi avvicinabile da tutti,
 un clima culturale e sociale (costruire comunit, affermare valori
inclusivi e mobilitare risorse)
 unofferta formativa adeguata.

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bibliografia
 Larocca F., La scuola e gli insegnanti di fronte alle
sfide dellinclusione, in A.M. Favorini (a cura di),
Pedagogia Speciale e formazione degli insegnanti,
FrancoAngeli, Milano 2009.

 Resico D., Ai confini delleducabilit. Pedagogia


Speciale e relazione daiuto, Franco Angeli, Milano 2011.

 Trisciuzzi L., Fratini G., Galanti M. A., Introduzione


alla Pedagogia Speciale, Laterza, Bari 2003-2010.
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