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Arboricoltura

LE PRIME ESPERIENZE NEL VERONESE

La coltivazione delle Fuji


Descrizione dei cloni utilizzabili, tipologia dimpianto, dal Centro sperimentale di Laimburg
potatura e diradamento dei frutti, fertilizzazione e irri- (Bolzano), Fuji, confrontata con me-
le tradizionalmente coltivate nel bolza-
gazione, difesa, raccolta e conservazione. Nella nota si nino, risultata preferita per sapore e
descrivono i principali aspetti della tecnica colturale croccantezza (Stainer et al., 1995). In
delle Fuji altre degustazioni eseguite dal Consor-
zio Melapi, sempre Fuji, pur vendu-
ta al prezzo pi elevato della sua cate-
Gino Bassi, Raffaele Ferraro goria, risultata particolarmente ap-
prezzata e preferita dalla gran parte dei
Tre sono le novit varietali di melo re alle 3.000 tonnellate, di cui pi di consumatori indipendentemente dal
che stanno riscuotendo interesse in 2.100 nella provincia di Bolzano, 419 suo aspetto esteriore (Mazzotti, 1995).
questi ultimi anni: in primis il gruppo in Emilia-Romagna, 351 in Piemonte e In un recente panel test realizzato dal
delle Gala sempre pi diffuse a sca- solo 118 nel Veneto. Sicuramente que- Centro operativo ortofrutticolo di
pito di tutte le altre cultivar a matura- ste esigue quantit sono determinate Ferrara risultato che la Fuji colti-
zione estiva e ultimamente anche delle dallo sfavorevole andamento climati- vata in pianura presentava valutazioni
Red Delicious, quindi la dolce-acida co di questanno (sono oltre 150 gli et- di gradevolezza identiche alle Fuji
Braeburn, gradita soprattutto nei tari nella sola Emilia-Romagna con coltivate in montagna sia in assaggi ef-
mercati del nord Europa e la giappo- una potenzialit di 2.000 tonnellate) e, fettuati in autunno che in inverno e in
nese Fuji, capostipite di una nume- comunque, appaiono un po sottosti- tutte le condizioni era preferita alla
rosa serie di cloni pi colorati (Werth, mate almeno per quel che riguarda il Golden Delicious (Nicetto e Febi,
1991). Tutte queste variet, come pure territorio veneto. 1997).
Pink Lady di cui gi tanto si parla Nei Paesi orientali il consumatore ha Linteresse dei principali Paesi pro-
nonostante lassenza di impianti, sono imparato subito a conoscere queste duttori di mele motivato dal fatto
state selezionate in Paesi asiatici o nuove mele ed disposto a pagarle che le Fuji rispondono alle nuove
dellOceania in seguito a programmi di di pi rispetto alle tradizionali Red caratteristiche gustative ricercate dal
breeding mirati al miglioramento delle Delicious, Granny Smith e alle stes- consumatore: buccia sottile, croccan-
qualit intrinseche dei frutti (Sansavi- se Gala. probabile prevedere una tezza, succosit e finezza della polpa,
ni, 1994). certa espansione delle Fuji anche in ottimo sapore, elevata dolcezza e aci-
La Fuji una variet ottenuta Italia, probabilmente a scapito di culti- dit contenuta (Sansavini, l.c.; Della
presso la stazione sperimentale di Mo- var tardive come Granny Smith e Casa et al.,1997). Fuji presenta an-
rioka in Giappone, da unattivit di mi- Imperatore o forse anche delle pi che una eccellente conservabilit, con
glioramento genetico iniziata nel 1939 tradizionali mele europee quali la Red mantenimento delle ottime caratteri-
in cui si sono incrociate le cultivar Delicious e la stessa Golden Deli- stiche organolettiche per oltre 7-8 me-
Ralls Janet e Red Delicious; dai cious che cominciano a mostrare si senza la necessit di trattamenti po-
franchi ottenuti fu selezionato un se- qualche segno dellet, almeno per st-raccolta (Stainer et al., 1993); ci la
menzale, il Morioka n. 7 denominato quanto riguarda le preferenze dei con- rende particolarmente idonea per lat-
poi nel 1962 Fuji (foto 1). sumatori. In alcuni panel test eseguiti tuazione della produzione integrata.
In un primo momento la Fuji si Si adatta bene a essere coltivata ne-
diffusa rapidamente nel Paese dorigi- gli areali di pianura; essendo infatti
ne, sostituendo le variet genitrici e in cultivar molto tardiva non indicata
seguito le altre, tanto che nel 1990 co- per zone melicole collocate in altitudi-
priva il 50% della produzione giappo- ne per la brevit della stagione vegeta-
nese. Si sviluppata poi moltissimo tiva; in Alto Adige, ad esempio, ne
anche in Paesi limitrofi quali la Corea, consigliata la coltivazione solo fino a
di cui costituisce l80% della produzio- 300 m slm (Mantinger, l.c.). La qualit
ne globale di mele, e la Cina. In questi che si ottiene in pianura dal punto di
ultimi anni, con lintroduzione di cloni vista organolettico del tutto parago-
pi colorati, sta prendendo piede an- nabile a quella della Bassa atesina in
che in altri importanti Paesi produtto- Alto Adige, e questo vale anche per la
ri di mele non asiatici quali il Brasile, sua conservabilit; infatti gli indici alla
gli Stati Uniti, la Nuova Zelanda, il Ci- raccolta riscontrati dal Centro speri-
le, lArgentina, il Sud Africa e ultima- mentale di Laimburg sono simili a quel-
mente si stanno realizzando impianti li rilevati dallIstituto sperimentale di
anche in Francia e in Italia (Cossio, frutticoltura della Provincia di Verona.
1992; Mantinger, 1995). Gli unici dati Per contro i difetti principali sono
ufficiali sulla produzione italiana di laspetto poco attraente del frutto, un
Fuji nel 1997, quelli del Centro ope- po troppo grosso, di forma sferica
rativo ortofrutticolo di Ferrara (1997), piuttosto irregolare e caratterizzato da
stimano una quantit di poco superio- Foto 1 - Frutti della cultivar Fuji standard una colorazione verde chiara con un
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sovraccolore rosa-rosso spesso insuf- ni pi o meno consistenti. La polpa to del Ministero per le politiche agri-
ficiente sia per estensione e unifor- bianca, di tessitura fine, molto croc- cole denominato Liste di orienta-
mit che per intensit e brillantezza. cante, soda e succosa. Il sapore otti- mento varietale dei fruttiferi (che
Pu esservi anche presenza di ruggi- mo, molto dolce, leggermente acidulo. coinvolge per il melo ben 15 Unit
nosit piuttosto estesa. Inoltre sog- I frutti si conservano a lungo e posso- operative disposte su tutto il territo-
getta allalternanza di produzione, ri- no presentare vitrescenza. rio nazionale, tra le quali anche lIsti-
sponde male al diradamento chimico, Il limite nella colorazione ha fatto s tuto sperimentale di frutticoltura del-
necessita di essere raccolta in pi che dalla capostipite Fuji siano stati la Provincia di Verona), il clone Na-
stacchi, presenta talvolta vitrescenza selezionati numerosissimi mutanti mi- gafu 12 (o Chofu 12) (foto 4) ri-
nei frutti (caratteristica peraltro ap- gliorativi di questo carattere. Sono pi sultato il pi interessante e quindi po-
prezzata nei mercati orientali) (Stai- di un centinaio i cloni disponibili che sto in lista A tra le variet da consi-
ner et al., l.c.). Il tutto fa di Fuji una per, anche allocchio pi esperto, gliare per la pianura; presenta infatti
variet che richiede quindi una parti- spesso sono molto simili (foto 3), tal- una colorazione rosso-rosa intenso
colare e attenta tecnica di coltivazione volta uguali, e ci ha creato una certa striato su oltre l80% del frutto. Altri
per contenere al minimo i suoi difetti e confusione sul mercato vivaistico. La cloni, come lo striato Nagafu 6 (o
ottenere una mela con livelli qualitati- differenziazione pi importante tra i Chofu 6) (foto 5) e il Nagafu 2 (o
vi estetici tali da essere apprezzata e tipi cosiddetti striati e quelli con co- Chofu 2) (foto 6), sono stati posti in
valorizzata dal mercato. lorazione uniforme, ma tale distin- lista B, il primo a causa di una minor
zione non sempre cos precisa tanto sovraccolorazione e il secondo poi-
Descrizione che i francesi hanno proposto tutta ch presenta un sovraccolore, inten-
del gruppo Fuji una serie di categorie intermedie (Tril- so ed esteso su oltre il 70% del frutto,
lot e Masseron, 1995). La causa di que- ma di tipo uniforme. Altri cloni infine
La Fuji una variet diploide ca- sta variabilit da ricercarsi nellinsta- come Akifu 1 e la precoce Yataka
ratterizzata da un albero piuttosto vi- bilit genetica che caratterizza i cloni
goroso (simile a Granny Smith), con di Fuji, che al cambiare degli anni o
habitus standard, chioma espansa e delle localit possono presentarsi dap-
portamento simile alla Morgenduft. prima di un tipo e in seguito dellaltro
In vivaio ben reagisce alle tecniche o in categorie intermedie (per esem-
che favoriscono la formazione di rami pio: Nagafu 6 inizialmente descritta
anticipati. La fioritura intermedia, come uniforme in un secondo tempo
contemporanea a Golden Delicious, si dimostrata striata, e viceversa per
in genere di buona entit (foto 2). Nagafu 2) oppure, soprattutto nei ti-
cultivar molto fertile, impollinata da pi striati, mostrare una colorazione a
Golden Delicious, dalle Gala, da settori, indice di mutazioni di tipo chi-
Granny Smith e da Red Delicious merico (Kikuchi et al., 1997).
delle quali anche buon impollinato- Il clone da ricercare e da preferire
re. Lentrata in produzione rapida e nelle piantagioni deve innanzitutto co-
la produttivit abbondante, talvolta lorare bene e possibilmente essere di
eccessiva, ma ci non compromette la tipo striato data la preferenza del
pezzatura dei frutti che rimane accet- consumatore verso questo tipo di mele.
tabile anche in condizioni estreme. Tra i cloni di Fuji in osservazio-
Una carica eccessiva di frutti va per a ne, nellambito del Progetto finalizza-
scapito della loro ottimale colorazione
(gi carente per motivi genetici) e fa- Foto 2 - La quantit dei fiori nella Fuji
vorisce la sua gi naturale tendenza al- sembra limitata, dato il suo portamento, ma
lalternanza di produzione. Necessita la fertilit elevata
quindi di diradamento energico negli Foto 3 - Le differenze tra diversi cloni di
anni di carica ma reagisce scarsamen- Fuji sono spesso molto ridotte 2
te ai principali diradanti chimici. In
Val Padana si raccoglie nella prima de-
cade di ottobre preferibilmente in due
o tre stacchi per favorire la colorazio-
ne. Non presenta fenomeni di cascola. Red Fuji
Il frutto di notevole pezzatura (dia-
metro superiore a 80 mm e peso medio
oltre 230 g, ma che raggiunge anche i
300 g), di forma sferoidale un po ci-
lindrica, piuttosto irregolare. Il colore Morihofu
di fondo dapprima verde chiaro in
seguito giallo, con sovraccolore rosa-
rosso in alcuni cloni uniforme, in altri
striato. Nelle parti non esposte del Chofu 2
frutto o nei frutti sottochioma il so-
vraccolore risulta molto limitato e an-
che la qualit e il sapore ne risentono.
Pu presentare della rugginosit este-
sa su porzioni anche abbondanti di Chofu 12
buccia soprattutto nei primi anni di
produzione, con rischio di fessurazio- 3
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Foto 7 - Yataca,
clone di Fuji
interessante per la
maturazione pi
precoce

Foto 4 - Fuji Chofu 12 (o Nagafu 12) il (foto 7), sono ancora in lista C neces-
clone migliore, posto in lista A tra le cultivar sitando di ulteriori osservazioni pri-
per la pianura nelle liste di orientamento
varietale del Mipa
ma di poter dare un giudizio definiti-
vo (Fideghelli e Bassi, 1997).
Altri cloni striati interessanti, non
ancora confrontati nellambito del Pro-
getto suddetto, ma oggetto di positive
osservazioni in diverse stazioni speri-
mentali, sono il Fuji BC 2 (foto 8), il
Kiku 8 e il Morihofu 3 A. Questi as-
sieme a Chofu 6 e Chofu 12, sono
tra i cloni pi innestati dai vivaisti al-
toatesini nel 1996 per i nuovi impianti
di questanno; per la prima volta nei lo-
ro vivai la produzione di astoni di
Fuji supera il 5% del totale anche se
cultivar consigliata solo per il fondo-
valle (Lugli e Stainer, 1997). Tale mate-
riale per non ancora certificato e
sar commercializzato senza alcuna
etichetta derivando da produzione
propria dei singoli vivaisti. (Weis,
1997). Molto importante quindi la
realizzazione di una continua selezione
Foto 8 - Fuji BC 2, clone gi oggetto dei migliori cloni che necessitano di
di positive osservazioni essere costantemente osservati e se
Foto 5 - Fuji Chofu 6 (o Nagafu 6) in diverse stazioni sperimentali necessario rinnovati.

Foto 9 - Impianto
molto fitto di
Nagafu 6
su sel. P22.
Per migliorare il
sovraccolore della
Fuji devono
essere impiegate
tutte le strategie
possibili: in questo
caso si sta provando
lefficacia delluso
di un telo argentato
riflettente posto
Foto 6 - Fuji Chofu 2 (o Nagafu 2), il sotto il filare
miglior clone a colorazione uniforme (non 30 giorni prima
striata) della raccolta

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Foto 10 - Tipico impianto di Fuji Nagafu 6 su M9 alla 4a foglia Foto 11 - Nuovo reimpianto di Fuji Chofu 12 su M9 impiegando file
con densit di circa 2.800 piante/ettaro binate sfalsate. Al 1 anno si possono ottenere 3-4 frutti per pianta

Tecnica di coltivazione di questi impianti


delle Fuji condizionata an-
che dallimpiego di
Gli obiettivi da perseguire per la buo- una tecnica sofisti-
na realizzazione di un impianto di cata che non at-
Fuji sono lottenimento di una pro- tuabile dalla mag-
duzione costante negli anni e di una so- gioranza dei frutti-
vraccolorazione omogenea il pi inten- coltori.
sa ed estesa possibile (foto 9). Ci vuol Allimpianto gli
dire che questi due obiettivi dovranno astoni devono pre-
essere sempre tenuti presente, dalla lo- sentare numerosi
calizzazione dellimpianto (zone parti- rami anticipati pre-
colarmente vocate per il colore con ter- formati in vivaio
reni drenanti, sciolti, ricchi di scheletro inseriti a unaltez-
e caldi) alla sua progettazione (clone, za superiore ai 70
sesto dimpianto, portinnesto, sistema cm, con un angolo
dirrigazione, reti antigrandine) e alle di inserzione ben
tecniche di coltivazione (allevamento, aperto che limita la Foto 12 - Uno tra i pi vecchi impianti di Fuji su M9 (7 foglia)
a

potatura, concimazione, difesa). formazione di bran- allevato a serpentone


che vigorose di dif-
Tipologia dimpianto ficile gestione (foto
Nonostante la tendenza di questi ul- 14). Le Fuji de-
timi anni allaumento della densit di vono essere inne-
piantagione, la Fuji per il suo com- state sui cloni pi
portamento espanso, abbastanza vigo- deboli di M9; il pi
roso, non si adatta bene alleccessivo usato lolandese
infittimento che pu creare condizioni NAKB T337. Un
favorevoli alla scarsa colorazione dei ulteriore control-
frutti, in particolare di quelli interni al- lo della vigoria
la chioma. Nel veronese quindi, pur es- dato dallaltezza
sendo diverse le tipologie di impianto dellinnesto, che
adottate, in genere non si superano le deve essere fuori
3.000-3.500 piante/ettaro. terra per almeno
La soluzione pi comune caratteriz- 15-20 cm. scon-
zata da un sesto di 3,5-3,71 metro sigliato, quindi,
(2.800 piante/ettaro) a fila singola con limpiego di sem-
piante allevate a fusetto (foto 10); in ca- plici astoni privi di
so di reimpianto sono adottate soluzio- anticipati o lim- Foto 13 - Fuji Nagafu 6 alla 3 foglia. Si possono ottenere circa 10
a

ni con densit di 3.200-4.000 piante/et- piego di portinne- kg per pianta


taro sia con file semplici, che con file sti pi vigorosi
binate, ma con piante sfalsate allevate dellM9 per il maggior lavoro che ne- bo con prodotti a basso impatto am-
a fusetto (foto 11) o a serpentone (foto cessitano e per evitare la formazio- bientale (glifosate, glufosinate-ammo-
12). Sono presenti anche alcuni im- ne di branche vigorose di difficile ge- nio e glifosate trimesio), per una lar-
pianti molto fitti, con densit tra 5.000 stione. ghezza di 70-100 cm. In taluni casi si ri-
e 8.000 piante/ettaro (foto 9) che per I meleti di Fuji, nel Veneto, sono corre alle lavorazioni superficiali sulla
sono realizzati su terreni di contenuta inerbiti nellinterfilare; tale tecnica, or- fila che consentono tra laltro di conte-
fertilit impiegando portinnesti pi na- mai consolidata, ha un influenza positi- nere i danni provocati dai topi campa-
nizzanti dellEMLA 9 (Pajam 1, Last Mi- va sullestensione del sovraccolore. Sul- gnoli allapparato radicale e al colletto
nute o sel. P22). La buona conduzione la fila in genere viene praticato il diser- delle piante.
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15 16
Foto 14 - Esempio di astone ben preparato in vivaio. Foto 15 - Asportazione di rami
apicali troppo vigorosi tramite strappo, cos da impedire lemissione di nuovi germogli.
Foto 16 - Nella parte mediana e basale della pianta le branche vigorose sono asportate con
14 le forbici, cos da favorire un rinnovo con una vegetazione pi contenuta

Foto 17 - Impianto in piena produzione (alla 4a foglia) di Fuji Foto 18 - Esempio della facilit allalternanza di produzione cui
Nagafu 6: si possono ottenere 15-18 Kg per pianta soggetta Fuji se non ben diradata

Potatura di allevamento e di vo, eliminando branchette invecchiate, sit) (foto 12-17) con produzioni me-
produzione spoglie ed eccessivamente lunghe a fa- die annuali per ettaro che non devono
Le cure colturali devono permettere vore di giovani brindilli. Lo sviluppo essere inferiori ai 450-500 q; tali quan-
la rapida messa a frutto e contempora- nella parte apicale della freccia di tit sono in linea con quelle ottenute in
neamente sviluppare unarchitettura branchette troppo vigorose (in genere altre regioni.
della pianta adatta allottenimento di con diametro superiore a 1/3 di quello Lottenimento di queste produzioni
una buona colorazione dei frutti. nel punto di inserzione della freccia) elevate e costanti condizionato da
Allimpianto gli astoni sono sfoltiti pu essere contenuto con lasportazio- un corretto diradamento dei frutti fin
dai rami al di sotto dei 70 cm o con un ne tramite strappo, cos da impedire dai primi anni di impianto e da una
angolo di inserzione acuto. La freccia, lemissione di nuovi germogli (foto 15) buona presenza di impollinatori, al fi-
se vigorosa, preferibilmente piegata, e, nello stesso tempo, esercitare una ne di favorire lottenimento di una for-
come pure eventuali laterali anchessi generale azione frenante. Nella parte ma regolare dei frutti.
vigorosi; se deboli, invece, sono leg- mediana e basale invece le branche vi-
germente spuntati per favorire il rive- gorose sono asportate con le forbici Diradamento
stimento. La messa a frutto nei primi cos da favorire un rinnovo con una ve- Si gi detto della notevole fertilit
2-3 anni avviene in prevalenza su brin- getazione pi contenuta (foto 16). della Fuji (foto 19); questa cultivar
dilli e in seguito anche su lamburde e Operando in tale maniera negli im- presenta inoltre problemi di alternan-
rami misti. tipico della Fuji la pre- pianti veronesi di Fuji si sono otte- za di produzione (foto 18) e di scarsa
senza di branchette lunghe e spoglie nuti alcuni frutti per pianta (1 kg cir- efficacia dei diradanti chimici auxini-
con gemma apicale a fiore; per tale ca) gi al 1 anno (foto 11) e al 2 anno ci. Lideale sarebbe avere al massimo
motivo bisogna creare le condizioni produzioni intorno a 4-6 kg/pianta, che un frutto per mazzetto fiorale; per il
per lo sviluppo di formazioni fruttifere raggiungono i 10 kg al 3 anno (foto momento non ancora stata messa a
ben distribuite su tutto il ramo. 13). Dal 4 anno in poi si in piena punto una tecnica efficace che possa
La potatura di produzione dal 2-3 produzione con quantitativi di circa sostituire il diradamento manuale.
anno deve favorire un moderato rinno- 15-18 kg/pianta (a seconda della den- La linea pi usata nel veronese per il
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Foto 21 - Nonostante due trattamenti con


carbaryl, vi ancora la presenza di numerosi
Foto 19 - La fertilit della Fuji pu Foto 20 - Esempio in cui leffetto del frutticini che devono essere diradati
risultare davvero eccessiva carbaryl stato ottimale manualmente

diradamento chimico limpiego del 140 unit di potassio (K2O) per ettaro microjet o a goccia: il primo preferi-
carbaryl a 50-70 g/hl addizionato di 100 (Marangoni et al., 1997). bile poich pu avere uninfluenza po-
cc/hl di olio minerale quando il diame- Per favorire la colorazione neces- sitiva sulla colorazione dei frutti e pu
tro dei frutticini centrali circa 10 mm sario non abbondare con gli apporti essere impiegato anche come difesa
(foto 20). In taluni casi il trattamento azotati, contenere al minimo le caren- antibrina in fioritura.
ripetuto dopo una settimana. Nono- ze di magnesio, potassio, microele-
stante i due interventi comunque ne- menti e assicurare al terreno una buo- Difesa da parassiti e avversit
cessario ripassare manualmente il pi na dotazione di sostanza organica. atmosferiche
presto possibile per diradare i numero- Per conoscere la fertilit del terreno La difesa delle Fuji dai parassiti
si mazzetti con la presenza di 4-5 frutti allimpianto buona pratica eseguire non differisce sostanzialmente da
(foto 21) per avere gli effetti benefici unanalisi del suolo e in seguito, per quella attuata nel Veneto sulle altre
non tanto sulla pezzatura, ma sullindu- monitorare le reali condizioni nutriti- cultivar di melo. Fuji pi sensibile
zione fiorale per lanno successivo. ve del meleto, ricorrere alla diagnosti- alla ticchiolatura di Golden Deli-
In alcune prove condotte su Fuji ca fogliare effettuando le relative ana- cious e, a causa della raccolta molto
presso lIstituto agrario di S. Michele lisi una volta nel mese di giugno e una tardiva, necessita delle medesime cu-
allAdige (Trento) si avuta una buo- seconda allinizio di agosto. In tale ma- re riservate alle variet sensibili, quali
na risposta con limpiego di una mi- niera pi facile individuare sia le ma- Morgenduft o simili, sia per le infe-
scela con 50 g/hl di carbaryl+50 cc/hl crocarenze, in genere pi evidenti, sia zioni primarie primaverili, sia per le in-
di NAA (acido naftalenacetico)+100 le microcarenze, talvolta sottovaluta- fezioni estivo-autunnali tipiche delle
cc/hl di olio minerale da distribuire te, da contenere con la realizzazione di zone umide veronesi. Tutta la pratica
quando il frutticino centrale di 12-14 trattamenti fogliari da effettuarsi so- colturale per deve prestare particola-
mm. In questo modo stata eliminata prattutto nei mesi primaverili. re attenzione a mantenere integro lap-
lalternanza, anche se pu verificarsi La fertilizzazione non deve assoluta- parato fogliare non particolarmente
la presenza di qualche frutto piccolo mente essere disgiunta da una raziona- abbondante in questa cultivar.
ed comunque necessario completare le gestione idrica; entrambe infatti in- Si deve quindi fare attenzione a tutti
il dirado manualmente (Comai, comu- fluenzano lequilibrio vegetativo, non- quei patogeni (ticchiolatura) e parassi-
nicazione personale). ch la produzione e la qualit dei frutti. ti (afidi, minatori fogliari, eriofidi, ra-
Vi sono studi anche su altri principi La pratica dellirrigazione nel Vene- gno rosso) che possono alterare nega-
attivi che per non sono ammessi in to stata fino ad ora delegata a criteri tivamente il giusto rapporto tra foglie e
Italia, almeno come diradanti. In Ta- empirici e allesperienza dei frutticol- frutti (i giapponesi prevedono la pre-
smania, ad esempio, si visto la buona tori (Bassi e Piva, 1996). auspicabile senza di 50 foglie per ogni frutto). In ta-
efficacia sulla pezzatura dei frutti e ladozione di sistemi pi moderni con le maniera possibile evitare che le
sulla fioritura dellanno successivo ef- lausilio di servizi di assistenza allir- piante di Fuji in estate appaiano gi
fettuando un trattamento con 30-40 rigazione che, attraverso il calcolo spoglie o con foglie non efficienti e
g/hl di ethephon dallinizio alla piena del bilancio idrico, determinino le ef- quindi con scarsa capacit fotosinteti-
fioritura. Inoltre nel proseguimento di fettive esigenze idriche del meleto; po- ca e di metabolizzazione di sufficienti
tali esperimenti si vista lefficacia di trebbe anche essere ampliata la speri- sostanze nutritive (soprattutto negli
un secondo intervento con 14-16 g/hl mentazione, iniziata da alcune aziende anni di carica) con influenze negative
di benziladenina 23 giorni dopo la pie- agricole del Consorzio ortofrutticolo sul colore e sulla brillantezza dei frutti.
na fioritura (Bound et al., 1993). zeviano di Verona, che impiega in ab- In particolare va messa in atto una
binamento tensiometri nel terreno e efficace lotta contro gli eriofidi e si de-
Fertilizzazione e irrigazione apparecchiature (messe a punto dalla ve operare unattenta scelta dei fungi-
Non vi sono indagini specifiche nel stazione sperimentale francese dellIn- cidi, realizzando una linea di difesa si-
veronese per quanto riguarda le esi- ra) chiamate Pepista che misurano mile a quella effettuata su Golden De-
genze nutritive delle Fuji; valori me- il potenziale idrico della pianta (Ma- licious, dove preferito luso di cap-
di per la coltivazione del melo nei ter- rangoni et al., l.c.). tano e diclofluanide che hanno un ef-
reni veronesi prevedono la distribu- I sistemi irrigui impiegati negli im- fetto cosmetico.
zione annuale di 30-50 unit di azoto pianti di Fuji del veronese sono vari; Dalle osservazioni finora raccolte,
(N), 6-25 unit di fosforo (P2O5) e 90- la preferenza per quelli localizzati a le Fuji sembrano meno suscettibili
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necessario racco- serbevolezza (in particolare le classi-


glierla in pi stac- che Golden Delicious e Red Deli-
chi al fine di favo- cious) ancorch ben supportate da
rire la buona colo- adeguate politiche di marketing e stra-
razione di tutti i tegie commerciali, necessario attua-
frutti. Non presen- re tutte le iniziative affinch la mela di
ta cascola pre-rac- pianura possa riconquistare un suo
colta. I frutti so- spazio e invertire la tendenza negativa
no immediatamen- di questi ultimi anni.
te serbevoli, resi- Si consapevoli ormai della neces-
stenti alle manipo- sit di creare una identit al prodotto
lazioni, senza par- mela di pianura e dellimportanza di
ticolari predispo- un marchio commerciale (Melinda, La
sizioni a fisiopa- Trentina, Marlene) per laffermazione
tie come la but- di un prodotto sul mercato; necessa-
teratura amara, rio per caratterizzare e differenziare
anche nelle anna- meglio la mela di pianura, anche attra-
te di scarica. verso una diversa scelta varietale che
Foto 22 - Esempio di frutti rugginosi soggetta per alla favorisca la complementariet con la
vitrescenza che, mela di montagna ed eviti perdenti
se non eccessivamente estesa, viene imitazioni. Sono quindi da sostenere e
riassorbita durante la conservazione incentivare iniziative come quella in-
(Guarinoni et al., 1996). trapresa dal Consorzio Melapi dellE-
Non vi un solo parametro per indi- milia-Romagna che ha attivato uno
viduare il momento migliore per la rac- specifico Progetto Fuji per la valo-
colta: si deve raccogliere quando il co- rizzazione di questa mela prodotta in
lore di fondo dei frutti vira da verde a pianura (Consorzio Melapi, 1994).
verde pallido, evitando il raggiungi- Le novit varietali per la pianura
mento di una colorazione di fondo gial- possono essere individuate sia tra le
la che predispone alla vitrescenza. In cultivar precoci, come le affermate
tale momento i frutti presentano i se- Gala, sia soprattutto tra quelle a ma-
guenti indici di raccolta: residuo rifrat- turazione tardiva, che non possono es-
tometrico di 13-15Brix (con punte fi- sere coltivate in montagna, come le
no a 17-18Brix), acidit 3,5-4,5 g equi- note Granny Smith e Dallago, e le
Foto 23 - Fuji abbastanza sensibile alle valenti di acido malico per litro di suc- recenti Fuji, Pink Lady, Gold Ru-
scottature se non coltivata sotto rete co e durezza variabile tra 7-9 kg /cm2 sh e altre.
(penetrometro con puntale da 11 mm). Fuji presenta quei requisiti che la
ai cancri rameali causati da Nectria Di scarsa affidabilit il test dellami- rendono unalternativa da non sottova-
galligena rispetto a Gala, Brae- do (3,5-4,5) anche se si consiglia la rac- lutare per la melicoltura di pianura an-
burn e alle Red Delicious. colta prima che sia completamente de- che se una cultivar difficile da colti-
Da non dimenticare infine la difesa gradato. Un altro indice il periodo vare (al contrario di Golden Deli-
dalle principali avversit atmosferiche: dalla piena fioritura alla raccolta che cious), con lobiettivo di ottenere pro-
il gelo primaverile che favorisce la pre- per le Fuji di circa 178-180 giorni. duzioni costanti e di buona qualit este-
senza di frutti rugginosi (foto 22) o addi- (Werth, 1995; Regione Veneto, 1996). tica; per tale motivo c una certa resi-
rittura rugosi (da contenere appunto Le Fuji si conservano per 7-8 mesi stenza dei melicoltori a impiantarla.
con lausilio di impianti antibrina) e la mantenendo inalterate le loro caratte- Cos non vi ancora una massa criti-
grandine. Fuji una variet tardiva e, ristiche (colore e brillantezza, conte- ca di prodotto (questanno hanno con-
quindi, ha un rischio grandine molto ele- nuto zuccherino, consistenza della tribuito anche le avverse condizioni cli-
vato (nel 1996 ha grandinato il 15 set- polpa, peso) senza la necessit di ef- matiche) che permetta di poterla im-
tembre); vista la frequenza e lintensit fettuare trattamenti post-raccolta; mettere costantemente sul mercato per
con cui si abbatte questa meteora sulla conservazioni pi prolungate possono lunghi periodi, cos da farla conoscere
Pianura Padana, e in particolare nella essere caratterizzate da una perdita di al consumatore. Cio un limite perch
provincia di Verona, diventa indispensa- sapore dei frutti dovuta soprattutto al- se non viene identificata e riconosciu-
bile adottare la difesa attiva con reti an- labbassamento dellacidit (Guarino- ta, magari come una mela brutta ma
tigrandine che, tra laltro, limitano i dan- ni et al., l.c.). buona, non possibile valorizzarla,
ni da scottature a cui Fuji abbastan- In atmosfera controllata consiglia- nonostante dai panel test effettuati ri-
za soggetta (foto 23). In generale sono bile avere una temperatura di 1-1,5 C, sulti che il suo gusto e la sua croccan-
impiegate le reti nere che per hanno un 1,5-2 % di O2, 0,5 -1 % di CO2 e unumi- tezza sono particolarmente apprezzati
effetto negativo sulla colorazione dei dit relativa elevata (93-95%) (Pratella almeno dal consumatore italiano.
frutti; limpiego di reti bianche, gi utiliz- 1996; Werth, l.c.).
zate in Francia, potrebbe risolvere que- Gino Bassi
sto inconveniente, ma necessario che Conclusioni Istituto sperimentale di frutticoltura
aumenti la loro durata cosicch vi sia Provincia di Verona
convenienza economica al loro utilizzo. In questo momento di crisi per la me-
licoltura di pianura determinata dal- Raffaele Ferraro
Raccolta e conservazione leccesso strutturale dellofferta e dalla Apo Scaligera
difficolt di competere con le crescen- Zevio (Verona)
La Fuji matura nella pianura ve- ti produzioni montane, caratterizzate
neta nella prima met di ottobre. da migliore qualit estetica e superiore La bibliografia verr pubblicata negli estratti.
L I N F O R M A T O R E A G R A R I O 48/97 57