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Scuola della Spiritualit

Direttore: Pier Franco Marcenaro

Sedi della Spezia e di Sarzana

Corso di preparazione alla Meditazione Universale


4^ Lezione (Dieta Vegetariana) 12 Novembre 2017

[Lettura di estratti dal Discorso Laspetto spirituale della dieta vegetariana di Sant Kirpal Singh,
estrapolati dal libro La dieta vegetariana nel Cristianesimo, pagg. 113-117.]

Tutti noi cerchiamo pace e quiete ma esse rimangono irraggiungibili. Gli sforzi che
compiamo in questa direzione risultano inefficaci e senza frutto. Perch? Perch seguiamo metodi
sbagliati. Luomo vive su due piani: uno esteriore e laltro interiore. Innanzitutto dobbiamo
sistemare le cose esteriori per avere accesso a quelle interiori che illuminano a loro volta la nostra
vita. A questo proposito i fattori che assumono una importanza notevole sono tre: giusta
occupazione, giusta condotta, giusta dieta.
Lo scopo pi grande della vita umana conoscere se stessi e conoscere Dio e tutto il resto
non che dispersione.
Mente sana in corpo sano un noto aforisma, dobbiamo quindi porci questo obiettivo
prima di affrontare gli altri. Per poter utilizzare il corpo e la mente come strumenti per progredire
spiritualmente dobbiamo mantenerli in ottime condizioni e a questo fine dobbiamo
necessariamente prestare attenzione al nostro cibo. Il primo problema importante da affrontare
quindi quello dell alimentazione perch il cibo influenza sia il corpo che la mente: il giusto tipo di
cibo, guadagnato giustamente, preso giustamente.
Il cibo come sapete fatto per luomo e non luomo per il cibo. Dobbiamo fare il miglior
uso del cibo e degli altri doni della natura. Chi schiavo del palato non in grado di fare niente di
utile: solo con un attento controllo del palato possiamo dominare il nostro corpo e la nostra
mente. Una dieta semplice, quindi, pi nutriente e pi salutare ed molto pi utile al progresso
spirituale delle cosiddette ghiottonerie di cui capace la moderna arte culinaria; essa ci dar
sempre una sensazione di tranquillit e di serenit mentale.
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Vediamo ora di classificare il cibo. Esso pu essere di tre tipi:


1) Puro: latte, burro e formaggio, riso, legumi, cereali, verdure, frutta fresca e secca.
2) Stimolante: spezie, condimenti, alimenti aspri o amari.
3) Snervante: cibo vecchio, uova, carne, pesce, vino ecc.

Di quanto abbiamo descritto dobbiamo scegliere sempre il cibo puro. Inoltre dobbiamo
ingerirne in quantit tale da non riempirci mai completamente.
Quando ingeriamo piatti gustosi siamo portati a mangiarne pi di quanto sia
effettivamente necessario; e il cibo eccedente, invece di darci pi vigore e salute, dannoso.
Gli alimenti che non vengono digeriti o assimilati dal nostro corpo provocano disordini
intestinali. Non sovraccaricare il motore del tuo stomaco altrimenti diverrai facile preda della
nausea. Una quantit eccessiva di ci che solitamente fa bene risulta dannosa, mentre una dieta
moderata accresce le nostre forze vitali.

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Nei Purana (antiche Scritture ind) troviamo unallegoria nella quale il Dio del cibo si
lamenta con il Signore Vishnu, considerato nella tradizione ind il reggitore dellUniverso, perch
la gente abusa troppo di lui. Il Signore Vishnu rispose allora argutamente: Se qualcuno ti mangia
troppo, tu mangia lui, perch questo lunico rimedio.
Sheik Saadi, un grande poeta mistico di Shiraz, in Persia, predicava sempre di suddividere il
proprio stomaco in quattro parti:
Due vanno riempite in quantit moderata con una dieta semplice; una con dellacqua pura
e limpida; mentre lultima va riservata alla Luce di Dio.
Nella vita di Maometto, il Profeta dellIslam, possiamo leggere questo episodio. Un giorno
un medico and ad offrirgli il proprio servizio per curare i malati e i sofferenti dellUmat, cio i
seguaci del Profeta. Rimase fra questi per circa sei mesi pigramente inattivo, finch decise di
chiedere al Profeta il permesso di lasciarlo, in quanto nessuno aveva avuto bisogno di lui per tutto
quel tempo. Con un gentile sorrise sulle labbra Maometto lo salut dicendo: Dal momento che la
congregazione ha seguito le mie istruzioni nessuno si mai ammalato, perch tutti adottano
questo rimedio:
Mangiare sempre un po meno di quanto potremmo se ascoltassimo la fame, oppure di
quanto desideriamo prendere; condurre una vita casta, guadagnando da vivere onestamente.
Tutti i Santi consumano pasti molto frugali. Shamas Tabriz, un devoto musulmano, e Soami
Ji, ad esempio, seguivano entrambi questo principio:
Mangia meno e mantieniti lieto.
Attenendosi ad una dieta semplice, e mantenendo pensieri elevati ed una condotta casta
ed altamente morale, non si ha bisogno di ricorrere a quei tonici di cui oggi il mercato abbonda.
Leccesso di cibo non solo turba il motore del nostro stomaco ma porta a delle conseguenze
disastrose e pericolose. Molto spesso alcuni si lamentano in quanto hanno limpressione di non
progredire sulla Via spirituale, ma costoro non si rendono conto che ci dovuto a una dieta non
appropriata e a un modo di vivere errato.