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I.

Herzen, Bakunin,
Cernysevskij

Piccola
Biblioteca
Einaudi
Copyright 1952 e 1972 Giulio Einaudi editore s.p .a., Torino

Prima edizione nella Biblioteca di cultura storica, 19.52


Prima edizione nella PBE , 1972
Seconda edizione, 1977
FRANCO VENTURI |L POPULISMO
RUSSO
i.

Herzen, Bakunin,
Cernysevskij

Piccola
Biblioteca
Einaudi
Indice

p. vii Introduzione
cxiii Prefazione alla prima edizione
cxix Avvertenza alla seconda edizione
cxxi Nota

Il populismo russo

i.
H E R Z E N , B A K U N IN , C E R N Y S E V S K IJ

3 I. Herzen
70 11. Bakunin
118 n i. Problema contadino e socialismo negli anni
30 e 40
167 iv. IlK o lo k o l
237 v. Nikolaj Gavrilovic Cernysevskij
340 vi. Il movimento intellettuale degli anni 6o:
Dobroljubov e Scapov

373 Indice delle riviste


377 Indice dei nomi
Introduzione

L idea o, per meglio dire, il desiderio di studiare la sto


ria del movimento rivoluzionario dellOttocento russo ri
sale per me agli anni 30. A Leningrado, a Mosca, col
l uccisione di Kirov, aveva avuto inizio il lungo silenzio
sui movimenti populisti e libertari. Fuori della Russia, nel
mondo intero, tutto invitava, costringeva a cercare le ra
dici delle idee socialiste e delle rivolte nihiliste. Radici
che riconduce vano inevitabilmente anche a coloro che,
generazione dopo generazione, avevano lottato contro
l autocrazia zarista, appassionatamente tentando di indo
vinare, dinterpretare e di mutare il destino del proprio
paese. Dopo la guerra, una insperata occasione - un sog
giorno di tre anni a Mosca, tra il 19 4 7 e il 19 30 - mi apri
la porta della Biblioteca Lenin, dove stavano i documen
ti e le memorie dei rivoluzionari russi, cosi come i testi
dellamplissima storiografia sovietica degli anni 20 e del
l inizio dei 30 che a loro era stata consacrata. Una porta
stretta, in verit, quella della Biblioteca Lenin di quel
l epoca, che non conduceva a nessun catalogo (col risul
tato di dover ricostruire la bibliografia unicamente dalle
recensioni, dalle riviste e dalle note dei libri) e che non
comunicava con alcun deposito di manoscritti e di docu
menti darchivio (che mi furono allora del tutto inacces
sibili) \ Ma sarebbe di cattivo gusto, ingiusto anzi, la
mentarsi della strettezza di quella porta, che era contem
poraneamente del tutto chiusa a tanti studiosi, a tanti
russi, per i quali pure era necessit vitale ricercare quale
fosse in realt il rapporto tra il loro passato e il loro pre
sente, tra il movimento rivoluzionario e la dittatura stali
V ili INTRODUZIONE

niana, per i quali tanto piu difficile che per me, stranie
ro, era farsi unidea propria, personale, in mezzo al silen
zio, allisolamento e alla monotonia della storiografia uf
ficiale.
N quella solitudine fu, forse, senza qualche benefico
effetto. Un profondo fossato aveva cosi diviso i populisti
dai marxisti, dai social-democratici, dai socialisti rivolu
zionari. Dopo la fine della Narodnaja volja, con l inizio
soprattutto del nostro secolo, la storia della Russia di
ventava del tutto inaccessibile a chi avesse voluto stu
diarla a Mosca. I populisti erano praticamente l ultimo
periodo della storia del movimento rivoluzionario russo
sul quale fosse dato ottenere testi e documenti - se non
tutti, almeno in quantit sufficiente. Dopo, cominciava il
silenzio, un silenzio tanto spesso e profondo che anche
oggi, a quasi un ventennio dalla morte di Stalin, esso
tuttaltro che definitivamente rotto. Malgrado qualche
interessante eccezione, l inizio del secolo x x resta ancor
oggi uno dei periodi della storia russa meno indagato e
discusso nellUnione Sovietica.
Trovai piu tardi, leggendo Marc Bloch, la spiegazione
del perch questa rottura, questo fossato tra Otto e No
vecento, avrebbe potuto mutarsi in un elemento positi
vo. Non la generazione storica immediatamente se
guente, non sono i figli ad intender meglio quel che vol
lero e fecero i padri. Un distacco necessario perch le
generazioni si intendano al di l e al di sopra delle im
mediate eredit. La continuit storica tuttaltro che
uniforme e richiede un ritrarsi, un distacco. Ora, in Rus
sia, i social-democratici, a partire da Plechanov, poi i bol-
scevichi e menscevichi, da Lenin a Dan, cosi come natu
ralmente i socialisti rivoluzionari, tutti i movimenti cio
che dominarono la Russia nelle rivoluzioni del secolo
ventesimo, tesero naturalmente a considerare i populisti
come una eredit da rifiutare o da utilizzare, da spendere
o da tesaurizzare. L immagine degli uomini della genera
zione di Herzen e di Cernysevskij, di Bakunin e di 2 elja-
bov venne profondamente mutata da questo processo di
assimilazione non storica, ma sostanzialmente politica.
Giunse poi la dittatura di Stalin e spezz questa conti
INTRODUZIONE IX

nuit della tradizione dellintelligencija e del movimen


to rivoluzionario russo. Nel 19 50 , nel migliore dei casi,
lappassionata discussione era diventata severa erudizio
ne, l eredit si era ridotta ad alcune frasi di Lenin, sem
pre eternamente ripetute, e il silenzio pi completo era
caduto su quei rivoluzionari, come gli uomini della Na-
rodnaja volja, che con piu intensit degli altri avevano
tentato di unire e stringere insieme pensiero ed azione.
Era tempo ormai di tentare di ritrovar la realt stori
ca, di risalire alle fonti. La prima cosa da fare, evidente
mente, era recidere dun colpo, e senza esitare, quel lega
me ormai morto e formale che apparentemente li univa
ancora, nella storiografia sovietica, allet delle grandi di
scussioni politiche, allepoca di Plechanov, di Lenin, di
Martov e di Cernov. Di questi uomini non era rimasto
che uno solo, Lenin naturalmente, e anchegli ridotto a
puro e semplice simbolo e garante duna continuit ideo
logica e politica che andava in realt sempre pi esauren
dosi. La prima cosa da fare, per capire i populisti, era
dunque lasciar da parte Lenin. Come questi abbia inteso
Herzen, Cernysevskij e la Narodnaja volja tema di gran
de interesse, ma che serve soprattutto a capire lui, Le
nin, ed i bolscevichi. Una generazione piu tardi, nel 19 50,
questo suo pensiero appariva ormai staccato dal contesto
da cui era nato, lontano dallepoca delle rivoluzioni rus
se, trasformato in un puro simbolo duna continuit re
toricamente e artificialmente riaffermata. Per intendere
i populisti, a questa simbologia politica era meglio sosti
tuire ormai il puro e semplice silenzio, in mezzo al quale
avrebbero potuto di nuovo risuonare autentiche le paro
le e l eco dei veri fatti del movimento rivoluzionario rus
so dellOttocento. Cosi il nome di Lenin, nel libro che
andavo allora scrivendo, intenzionalmente apparve una
volta sola, per ringraziare quella biblioteca che a Mosca
porta il suo nome.
Su un altro punto era necessario reagire alla situazio
ne forzatamente antistorica che era venuta creandosi nel
l Unione Sovietica. Tutto il movimento rivoluzionario
ottocentesco, dopo i decabristi e prima dei marxisti, tut
to il populismo russo cio, non era piu visto nel suo as
X INTRODUZIONE

sieme, come una corrente che, malgrado tutte le sue dif


ferenziazioni e i suoi contrasti interni, conservava tutta
via una propria unit e continuit, da guardare perci
come ununica umana vicenda, nella sua nascita, il suo
sviluppo, il suo declino e la sua tragica fine. Ad una si
mile visione l ideologia ufficiale aveva sostituito, come
era solita fare, un vero e proprio giudizio universale, met
tendo i cattivi da una parte e i buoni dallaltra, facendo
scendere l ombra e il silenzio sui primi, e confondendo
gli altri nel forzato e indistinto chiarore dei paradisi ideo
logici. Nella fattispecie i buoni erano chiamati democra
tici rivoluzionari, e comprendevano Herzen (con le ri
serve e le distinzioni del caso) e soprattutto Belinskij,
Cernysevskij, Dobroljubov, accompagnati da un certo nu
mero di seguaci e imitatori. I cattivi erano Bakunin, Lav-
rov (con le attenuanti del caso), Michajlovskij e, soprat
tutto, gli uomini della Narodnaja volja. In questo grande
romanzo storico i personaggi degli anni 60 erano gli eroi
positivi, quelli degli anni 70 i negativi2. Uno scarso in
teresse hanno le motivazioni di queste sentenze. Quel che
importa sapere il perch di un simile processo. Ancor
oggi, a distanza di tanto tempo, non sarebbe facile indi
carne le ragioni.
Piena di vivacit e di interesse, e pur gi carica di ele
menti che risentivano fortemente della tesissima situa
zione politica di quegli anni, era stata la discussione sul
la Narodnaja volja svoltasi nel 19 30 e nel 19 3 1 e che
aveva avuto a protagonisti I . A . Teodorovic e V. I. Nev-
skij. Si era trattato in realt del piu interessante dibatti
to storiografico e ideologico provocato dalla collettivizza
zione dei contadini allora in corso3. Teodorovic deriva
va personalmente dal movimento populista, ed era poi
diventato marxista. Nevskij veniva dal gruppo di uomi
ni che con Lenin aveva compiuto e guidato la rivoluzio
ne d ottobre. Nel dibattito sudirono le voci stesse dei
sopravvissuti del movimento rivoluzionario ottocente
sco, dei membri populisti della Societ dei condannati
ai lavori forzati e alla deportazione, cosi come non man
carono le voci roche e monotone dei costruttori a freddo
INTRODUZIONE XI

delle nuove ideologie statali di comodo. A ripercorrere


le pagine di tutti loro colpisce ancor oggi la tragica aria
irreale di quel dibattito che si svolgeva fra sopravvissuti,
fra ombre ormai sullorlo dellabisso. Pochi anni dopo, nel
I 935 3b> erano gi tutti scomparsi, uomini, istituzioni,
riviste, case editrici, idee. La causa principale, o almeno
pi evidente e palese, fu la volont di Stalin, che non vol
le si parlasse pi, per nessuna ragione al mondo, di rivo
luzionari capaci di servirsi di bombe e rivoltelle, di com
piere azioni partigiane e colpi di mano. Come Stalin spie
g ad A. A. 2 danov, e come questi rifer, il 25 febbraio
19 3 5 , al comitato cittadino del Partito comunista di Le
ningrado: Se educhiamo i nostri giovani sugli uomini
di Narodnaja volja, tireremo su dei terroristi4. Le mi
sure di sicurezza adottate da Stalin riguardarono cosi tan
to i morti quanto i vivi, e vennero applicate con altret
tanta spietatezza contro il ricordo del populismo rivolu
zionario quanto contro gli storici e gli eruditi che di loro
si erano occupati. Cosi l edizione delle opere di Baku-
nin, di Lavrov, di Michajlovskij, di Tkacv venne inter
rotta, la rivista Katorga i ssylka cess le sue pubblica
zioni, mentre scomparvero Nevskij e Teodorovic, Ste-
klov e Gorev, accompagnati e seguiti da molti e molti al
tri. La teoria ufficiale venne espressa da E . Jaroslavskij,
il quale nel 19 3 7 si rivolgeva alle nuove generazioni di
cendo loro che i giovani membri del partito e del Kom-
somol non sempre sanno, n sufficientemente valutano
il significato della lotta che per decenni il nostro partito,
superando l influenza del populismo, condusse contro di
questo, annientandolo come il peggiore dei nemici del
marxismo e della causa tuttintera del proletariato5.
Il peso insomma delle immediate necessit politiche
era stato decisivo, come si vede, alla met degli anni 30,
nel portare al violento taglio che Stalin oper nel tessuto
storico della Russia. E contemporaneamente, come ri
sulta da quella stessa conversazione di 2danov, di cui ab
biamo ora riportato una frase, il dittatore era ben deciso
a tagliar corto con ogni ripensamento sulle origini del Par
tito bolscevico medesimo. Tutta la storia di questo, prima
del 19 17 , non era ormai, agli occhi suoi, che una prei
XII INTRODUZIONE

storia poco significativa e indegna, evidentemente, di


molta attenzione \
Non si trattava cio soltanto di operare un taglio net
to, ma anche di sapere in che punto portare il coltello e
come separare i buoni dai cattivi. Non erano piu suffi
cienti le considerazioni di sicurezza e di ordine pubblico.
La scelta, inevitabilmente, era ideologica. Espungendo
infatti, nellOttocento, proprio l elemento rivoluziona
rio, da Bakunin alla Narodnaja volja, si rischiava di ren
der visibile soltanto l elemento piu democratico e rifor
matore, da Belinskij a Herzen, da Cernysevskij a Dobro-
ljubov. N bastava, evidentemente, battezzarli demo
cratici rivoluzionari per mutare la loro natura. Ch que
sti uomini, quando erano, come effettivamente seppero
essere spesso, degli autentici rivoluzionari, lo furono in
un senso diverso, contrario anzi a quella rivoluzione
dallalto che Stalin andava operando in quegli anni.
Come rimediare a questa contraddizione?
Il problema venne risolto, per un ventennio, a partire
dal 19 3 5 , con i metodi piu diversi, dalla pura e semplice
censura dei testi, alle interpretazioni forzate e al continuo
tentativo di far coincidere le immagini di questi uomini
con le icone che l ideologia ufficiale aveva prestabilito per
loro. Questo taglio fra i democratici rivoluzionari ed
i populisti prese talvolta forme addirittura ridicole, come
quando, ad esempio, si tent di separare Herzen e Oga-
rv, i quali in vita loro erano stati inseparabili amici e
compagni. Ma, malgrado tutto, malgrado le difficolt e
le incertezze, cosi facendo, sui democratici rivoluziona
ri non scese il silenzio e il disprezzo, come era destino
calasse invece sui loro seguaci e continuatori degli anni
70. Le opere loro vennero stampate, talvolta in edizioni
di gran pregio per nuove ricerche e nuove aggiunte (ba
sta pensare agli scritti di Cernysevskij). Il loro pensiero,
pur in mezzo a tutte le strettoie, continu in Russia ad
operare alla luce del sole.
A che cosa, in ultima analisi, essi finirono col dovere
questa loro, almeno parziale, sopravvivenza? Certo non
mancarono ragioni pratiche evidenti: come privare in
fatti la letteratura russa di uomini come loro? Herzen
INTRODUZIONE XIII

soprattutto, di cui pure ogni pagina contraddiceva la dit


tatura, era certo difficilmente eliminabile. Eppure, non
dimentichiamolo, eran gli anni in cui la letteratura russa
veniva privata addirittura di Dostoevskij. Operazione
apparentemente anche pi difficile di quella che si sareb
be dovuta compiere sul vivo corpo di Herzen. In realt
le ragioni della scelta non furono puramente di opportu
nit e di comodo. Nei democratici rivoluzionari stava
qualcosa che resisteva ad ogni tentativo di annientamen
to. Nei loro scritti risorgeva cio continuamente il pro
blema nazionale, la questione stessa del legame tra il
movimento rivoluzionario e la storia russa. Il socialismo
in un solo paese non poteva non finire col chiedersi qua
li fossero le origini del socialismo in queirunico paese.
L ossificarsi del marxismo richiedeva che un sangue di
verso e magari pi antico riprendesse a circolare nel pae
se. Vuotato del suo contenuto propriamente populistico,
dei reali problemi che Herzen e Cernysevskij avevano
posto parlando dei contadini e delloriginale sviluppo
economico e politico della Russia, ridotto spesso a for
mule vuote, il socialismo russo riemergeva pur sempre e
prendeva il posto lasciato dal declinante internazionali
smo degli anni 20. Cernysevskij fini in tal modo colles
sere costretto a far da padre putativo al socialismo della
Russia, mentre M arx ne restava l autentico genitore. Po
sizione scomoda, come sempre, ma che pur rispondeva
ad una esigenza reale e che fu la prima, rozza forma di un
nuovo rapporto fra la tradizione russa e lo stato sovie
tico, rapporto ben diverso ormai da quello che avevano
potuto immaginare i marxisti e gli internazionalisti che
avevano compiuto la rivoluzione del 19 17 .
Negli anni 30 e 40 del nostro secolo questo riemer
gere del passato prendeva soprattutto forma negativa,
duna gelosa chiusura, dun angusto nazionalismo. Mes
si in ombra, quando non addirittura negati, erano i rap
porti internazionali dei populisti, dei rivoluzionari rus
si. Si intendeva insomma operare una difesa della loro
originalit e del loro carattere autonomo, difesa inutile,
vana e sbagliata sul piano storico, volta in realt a ren
dere pi difficile, se non ad impedire addirittura linda
XIV INTRODUZIONE

gine e la comprensione dei profondi legami che univano


i populisti allEuropa dellOttocento.
Anche in questo caso finii col concludere, cercando di
spezzare questo isolamento artificiale e soffocante, che
la via migliore, forse, era non esitare ad affermare, sin dal
le prime righe del libro che andavo scrivendo, trattarsi
di una pagina di storia del movimento socialista europeo
- cercando poi, ogni volta fosse possibile, di riallacciare
quei fili storici lasciati cadere o spezzati dalla storiografia
ufficiale sovietica di quegli anni.
Certo anche a Mosca, tra il 1948 e il 19 50 , pur nel
l isolamento e nel silenzio, fioca giungeva ancora l eco
del dialogo interrotto degli anni 20 sul passato rivolu
zionario della Russia. Troppo vivace era stata quella di
scussione, fino al 19 3 5 , perch non si indovinasse alme
no, da pochi ma evidenti segni, la muta volont di alcu
ni di riprenderlo e proseguirlo. Non ignoravo certo che
stava proseguendo il suo lavoro a Mosca B. P. Koz'min,
al quale erano dovuti alcuni dei piu importanti tra i li
bri e gli articoli che andavo leggendo nella Biblioteca Le
nin. Le ricerche sulleffettiva situazione dei contadini
nellOttocento non erano del tutto interrotte. Bastava,
per persuadersene, leggere le opere di Druzinin. Andavo
seguendo, per quanto era possibile, il lavoro probo e pa
ziente di Levin, di Valk, di Oksman e di qualche altro,
di coloro che tentavano di mantener viva, malgrado ogni
circostanza avversa, l autentica tradizione degli studi fi
lologici e storici nellUnione Sovietica. Quale fosse la si
tuazione in cui questi uomini lavoravano mi si andava
ogni giorno facendo sempre pi evidente, in tutta la sua
tragicit, man mano che venivo constatando l irreperibi
lit di un numero grandissimo di libri, man mano che
mi toccava vedere intere collezioni di scrittori, di memo
rialisti, di storici con i nomi dei curatori e degli annota
tori barbaramente abrasi e cancellati. La verit era evi
dente: la storiografia russa era stata devastata negli anni
30 e 40.
Quel che si doveva fare mi parve altrettanto sicuro:
narrare, col massimo di ampiezza possibile, citando il
pi largamente possibile i testi e i documenti, facendo
INTRODUZIONE XV

sentire la loro autentica voce, liberandoli dogni incrosta


zione e sovrapposizione ideologica posteriore. Narrare,
raccontare le vicende del populismo, sempre pi persua
so che l stessero le radici, le origini pi profonde e pi
vere della Russia contemporanea.
Il che veniva suscitando nel narratore non poca am
mirazione e non poco entusiasmo per quella generazione
di rivoluzionari ed anche, subordinatamente, non scarso
interesse per gli studiosi sovietici che avevano cercato,
con tanto slancio, di meglio far conoscere negli anni 20
e di far rivivere le vicende dei pensatori e dei ribelli del
l Ottocento russo e che erano finiti anchessi, come i per
sonaggi da loro studiati, travolti nelloscura tempesta
degli anni 30 del nostro secolo. Presentando ai lettori
italiani, nel 19 5 2 , nel Notiziario Einaudi del 30 giu
gno di quellanno il libro ormai finito, concludevo: Man
mano che procedevo nel mio lavoro ero colto da un sen
so di sempre maggiore ammirazione per coloro che in
condizioni difficilissime, vollero andare fino in fondo, in
tegralmente, sulla via stretta che avevano scelto. Quel
lo spirito consequenziario, che uno di loro disse essere il
carattere distintivo della storia russa, si rivelava come
fonte di energia, come volont che portava i meno con
trollati, senza fermate intermedie, verso l assurdo, ma
che conduceva i migliori a quella dedizione completa che
il carattere dominante di tutto il populismo. Non
dunque, almeno lo spero, compiacenza psicologistica quel
la che mi ha spinto ad accumulare i particolari della vita
di tanti oscuri personaggi. Soltanto cosi mi era possibile
giungere allindividuale, e non lasciarsi prendere dagli
schemi, e sottolineare quello che l elemento veramente
originale del populismo russo. E spero che questo mi fa
r perdonare daver scritto due troppo grossi volumi.
Questi tomi, intitolati II populismo russo, uscirono
presso l editore Einaudi nel 19 32 . La discussione che su
scitarono in Italia tocc i punti sostanziali e fu, comera
naturale, dato l esoterismo di questi temi, pi storiogra
fica che storica, volta piuttosto ai principi, ai metodi e
alle conclusioni che non ai fatti, alla ricerca e ai dubbi.
Era giusto scrivere la storia dun movimento come il po
XVI INTRODUZIONE

pulismo, subordinandovi tutti gli elementi della storia


sociale, politica, economica, letteraria, ideologica delle
t in cui esso si svolse? O bisognava soprattutto inserir
lo in una piu complessa realt, fino a farlo diventare par
te soltanto d una visione globale della Russia ottocente
sca? Storia dun movimento o storia d una societ? La
mia scelta era stata ben chiara, in favore della prima al
ternativa, contro la seconda. Aldo Garosci, con lo pseu
donimo di Aldo Magrini, mi diede ragione sulle colonne
del Mondo (20 settembre 19 52) e Giuseppe Berti tor
to su quelle di Rinascita, del maggio e del luglio del
l anno seguente. Garosci tocc pure il problema di quel
che fosse rimasto vivo e di quanto fosse ormai seppelli
to della grande tradizione politica deYintelligencija rus
sa. Concludeva chiedendosi (eravamo nel 19 5 2 , nellet
estrema dello stalinismo) perch gli ideali dei rivoluzio
nari ottocenteschi avessero fallito nel loro compito di
trasformare la Russia o avessero cessato di operare con
efficacia, anche se certo restavano come miti ispiratori
e come coronamento ideale di qualche cosa che, in parte,
ricorda piu ci che i populisti combatterono che ci che
amavano. Nel silenzio russo lo zarismo pareva ripren
der ormai i suoi diritti. Berti restava invece convinto che
soltanto l evoluzione economica, soltanto i fatti e le ci
fre della trasformazione della vita russa potevano far ca
pire al lettore occidentale la realt di quel paese, ben piu
che le interpretazioni che ne dettero allora i rivoluziona
ri o la volont stessa da loro espressa di cambiare, di ro
vesciare quella realt. Una storia del populismo priva
d un esame approfondito delle differenziazioni economi
che e di classe profonde, che vanno avvenendo nelle cam
pagne russe dopo la riforma, dal 18 6 1 al 18 8 1 (differen
ziazioni che determinarono tutta la successiva evoluzio
ne del narodnicestvo), una tale storia priva dun crite
rio fondato di giudizio. Affermazione che molti storici,
anche non marxisti, sarebbero certo ancor oggi pronti a
sottoscrivere, pur modulandola piu o meno variamente.
Eppure Berti, uno dei maggiori e piu acuti conoscitori
delle vicende rivoluzionarie del mondo moderno, proprio
alla logica interna dei movimenti, proprio ai conflitti del-
INTRODUZIONE XVII

le idee e delle volont, proprio alle tragedie che ne risul


tarono si affidato poi, anchegli, quando ha narrato, da
par suo, la storia dellInternazionale comunista, la fun
zione e lorigine del Partito comunista italiano e dei suoi
rapporti con quelli degli altri paesi.
Nessuno intende negare la possibilit di scrivere la
storia duna societ come quella russa dopo la riforma
contadina del 18 6 1. Ma per intendere un movimento co
me quello populista era pur necessario liberarlo comple
tamente da tutte le spiegazioni generali, sociologiche che,
nellUnione Sovietica ed altrove, erano venute a rivestir
lo soffocandone l elemento pi vivo e creativo.
Una conferma, che piu di ogni altra mi colpi, duna si
mile impostazione mi giunse da Andrea Caffi, italiano che
la Russia aveva conosciuto intimamente fin dai primi de
cenni del secolo, partecipe e testimone dellet delle ri
voluzioni russe, compagno ed amico dei sopravvissuti
del populismo ottocentesco e che allora, nel 19 5 2 , a Pa
rigi, stava vivendo gli ultimi anni della sua libera e ge
niale esistenza7. M i scrisse che giusto era stato il netto
distacco dalle leggende e dalle tradizioni dellinizio del
secolo, che indispensabile, anche se difficile, era il tenta
tivo di stabilire il rapporto tra la Russia e l Europa, mi
corresse su molti punti specifici (e, beninteso dei suoi
suggerimenti ho tenuto scrupolosamente conto nella se
conda edizione), mi disse di aver discorso del mio libro
con gli amici della casa editrice Gallimard, con A. Camus
e B. Parrain soprattutto, e mi fece sentire anche cosi
quanto potesse essere utile di riportare alla luce e di far
meglio conoscere la grande et dell'intelligencija ottocen
tesca.
Quanto essa fosse poco nota me ne persuasero, se fos
se stato necessario, le parole di alcuni tra coloro che les
sero allora in Italia il Populismo russo. ben singolare
- scriveva ad esempio Giovanni Spadolini nella Gazzet
ta del popolo del 12 dicembre 19 52 - che il movimento
populista, cosi schiettamente russo, cosi aderente alle con
dizioni e alla mentalit del proletariato russo, cosi com
pletamente di spirito tradizionale e nostalgico abbia, filo
soficamente, origini occidentali, denunci una netta deri
XVIII INTRODUZIONE

vazione dai motivi classici di Proudhon e di Blanc (non


senza uninfluenza della filosofia classica tedesca su Ba
kunin).
Ma proprio ad impostazioni simili rispondeva Leo Va-
liani, che affermava il diritto di scrivere storia di movi
menti politici senza per questo essere obbligato a scri
vere storia totale, e che affermava come lo spirito che
anima i populisti russi non il termometro dellarretra
tezza di un immenso paese semifeudale, ma esprime piut
tosto l assimilazione ideologica delle tendenze pi radica
li e irrequiete della societ europea da parte di uno strato
relativamente sottile di intellettuali rivoluzionari che con
siderano la loro patria, la Russia, come un carcere da tra
sformare, con l abbattimento delle sbarre, in una comuni
t sociale superiore, conforme ai pi generosi ideali del
socialismo doccidente... Spirito di disgregazione, che por
ta ai voti pi estremi proprio perch si costretti a rima
nere nel mondo dei sogni? No, la caratteristica del popu
lismo , allopposto, la fiducia illimitata nella capacit del
la Russia di compiere progressi pi rapidi, e soprattutto
pi rettilinei di quelli che lo scetticismo ivi imperante non
consenta agli altri paesi europei... Pur svolgendosi in con
dizioni politiche, sociali, economiche molto pi arretrate
di quelle delloccidente, il movimento rivoluzionario rus
so non fu meno socialista, nella sua ideologia e nel suo
programma, dei movimenti che contemporaneamente si
erano espressi nella Prima Internazionale e nella stessa
Comune di Parigi... Ma mentre in Occidente il socialismo
rappresentava deliberatamente una scissione di classe in
seno alla nazione, in Russia al populismo riusc, sponta
neamente, di staccare le forze vive e istruite della nazio
ne dallo zarismo... il populismo pot dirsi, nel pensiero
come nella lotta materiale, la coscienza (anche se non la
rappresentanza autorizzata) delle grandi aspirazioni na
zionali. Ivi la ragione della sua resistenza intima, della
sua risurrezione in forze centuplicate, a soli ventanni
dalla tragica fine di Narodnaja volja (Lo spettatore ita
liano, n. 6, giugno 19 53).
Si era nel 19 5 3 , l anno della morte di Stalin e delleli
minazione di Berija. Il problema di qual fosse il valore
INTRODUZIONE XIX

della tradizione morale e politica che Yintelligencija rus


sa era riuscita a creare attraverso tante lotte e tante diffi
colt, tornava presente e viva, usciva dalla cerchia degli
studiosi per ridiventare il problema di tutti, anche in Ita
lia. Le testimonianze raccolte nel Populismo russo riusci
rono a persuadere almeno alcuni, come si visto dagli
esempi ora citati, della lucidit di quel messaggio che rie
mergeva dopo la rivoluzione, la guerra, la dittatura. L a
cosa pi dolorosa da constatare, scrisse allora Armanda
Guiducci, proprio come per molta parte degli uomini
di cultura occidentale sia tuttaltro che invecchiata gran
parte dellopera di Dobroljubov dedicata a dimostrare
quale divario esistesse tra il compito del Yintelligencija e
la reale posizione in cui questultima si trovava, le violen
te satire di Tkacv sullorgoglio degli intellettuali, la sua
lotta perch essi conquistassero una coscienza sociale tan
to chiara da respingere come un modo di nascondere la
realt ogni esaltazione generica del progresso (e allora
l ottimismo si chiamava positivismo ), o le idee di Lav-
rov sulla responsabilit della classe intellettuale, la sua
convinzione che ogni societ - anche quella di domani - ,
nella quale fosse mancata la attiva e critica partecipazione
degli uomini di cultura, era destinata a diventar tiranni
ca ( Il pensiero critico, nn. 7-8, dicembre 19 53).
In Italia questi temi sulla funzione etica del populismo
erano, come si vede, particolarmente sentiti in quegli an
ni. E , sia pure con significative differenze, qualche cosa
di simile si potrebbe dire della Germ ania8. DallInghil
terra e dallAmerica giungevano, invece, contemporanea
mente, due tentativi di inserire la storia del movimento
rivoluzionario russo ottocentesco in una visione tutta po
litica ed economica. Una recensione del Times Literary
Supplement del 12 giugno 19 5 3 riprendeva i problemi
della formazione e della funzione delle lites colte nei
paesi arretrati in una prospettiva che lo storico inglese
Hugh Seton-Watson andava esponendo nelle sue ben note
opere sul Decline of imperiai Russia (18 5 5 -19 14 ), nella
East European Revolution e nel suo Russian Empire
(18 0 1-19 17 ) . Il movimento rivoluzionario russo - dice
va - parti daYintelligencija. La parola russa e il feno
XX INTRODUZIONE

meno l fece la sua comparsa per la prima volta. Ma quel


che accaduto pi tardi in altri paesi delPEuropa meridio
nale ed occidentale ha dimostrato che non si trattava af
fatto di un fenomeno esclusivamente russo. 'L'intelligen
cija un prodotto delleducazione moderna... Il russo col
to partecipava alla cultura dei paesi pi avanzati dellEu
ropa contemporanea. Questi non poteva non vedere il
contrasto fra la sua cultura e lo stato in cui si trovava il
proprio paese. Arretratezza materiale, oppressione sociale
e mancanza di libert lo riempivano di vergogna. G li
studenti che provenivano dalle classi non privilegiate, i fi
gli dei popi e quelli che derivavano dalle nazioni oppres
se, come i polacchi, gli ucraini, gli ebrei, confluivano cosi
nel movimento dopposizione. M otivi ideali e personali
si univano nel porre l intelligencija in contrasto con il re
gime e nel farle preferire i rivoluzionari al governo.
Certain flowers and weeds grow only in certain soils.
Se Vintelligencija come gruppo non fosse stata alienata
dal regime, i rivoluzionari e cospiratori professionali, che
erano una piccola minoranza che da essa derivava, non
sarebbero mai apparsi.
Il populismo era visto cosi, da Seton-Watson, come un
caso particolarmente significativo della formazione delle
lites rivoluzionarie moderne. Lo storico inglese si sfor
zava di osservare obiettivamente, nei suoi risultati ultimi,
nei suoi elementi tipici, un processo che nel libro da lui
esaminato si era cercato di studiare dallinterno, dal pun
to di vista delle coscienze di coloro che erano stati effet
tivamente presi dal dilemma della formazione dun grup
po ristretto ed attivo o dun espandersi nella massa, e che
in questa alternativa avevano esitato, combattendo con
loro stessi e con le condizioni esteriori che li inducevano,
li costringevano di volta in volta a rinchiudersi in una li
te o a fondersi invece con l intero popolo russo. Non lele
mento drammatico di questa scelta, non il disperato ten
tativo di trovare una via duscita dal dilemma in cui il lo
ro numero, la loro condizione, le loro idee li chiudevano,
ma il fatale formarsi di una intelligencija e di un partito
di rivoluzionari professionali stava al centro di questa
analisi di H. Seton-Watson, pur troppo buon storico cer
INTRODUZIONE XXI

to per fermarsi a questa visione puramente sociologica,


ma fondamentalmente interessato piuttosto alla funzione
politica che non a quella etica del populismo, attratto so
prattutto dal paradigma che il movimento rivoluzionario
russo sembrava stabilire anche per paesi come la Iugosla
via e la Cina. Tutto ci non per negare i caratteri speci
fici del movimento russo - si leggeva in conclusione del
l articolo del Times Literary Supplement- . Ma, poich
esso fu il primo a seguire una simile linea di sviluppo, in
fluenz grandemente i dirigenti degli altri... Certo Cerny-
sevskij, Bakunin, Isutin, Tkacv, A. D. Michajlov, sono
senza dubbio alcuno dei russi. Coloro che li studiano deb
bono esaminare tanto i caratteri loro che li uniscono alla
corrente generale del pensiero e dellazione in Europa,
quanto gli elementi per cui essi se ne distinguono. Lon
tano, nella storia russa, bisognava risalire per cogliere que
sti tratti specifici, rifacendosi allinfluenza della religione,
fosse essa quella della chiesa ortodossa o delle sette sci
smatiche. Col che si tornava a quei dilemmi e problemi
morali e ideologici che la volont di giungere alle radici
delle rivoluzioni moderne era parsa inizialmente aver po
sto in secondo piano nellanalisi dello storico inglese. Ma
al centro restava la domanda fondamentale, inevitabile:
quale era stata la parte avuta dal populismo russo nel sor
gere e nello svilupparsi delle moderne teoriche delle li-
tes?
Altrettanto importante, per chi guardava allOttocento
rivoluzionario russo dalla met del secolo nostro, era l al
tro problema, che fu Alexander Gerschenkron a porre
nell American Historical Review dellottobre del 19 5 3 .
Quale il rapporto fra il populismo e l arretratezza econo
mica della Russia? Quale il suo valore e la sua importan
za nelle teoriche dello sviluppo economico? I populi
sti videro chiaramente i vantaggi che avrebbero potuto
derivare alla Russia dal fatto di giungere tardi sulla sce
na della storia moderna. Essi videro e sottolinearono la
possibilit di adottare i risultati dellesperienza straniera
senza incorrere nei gravi costi della sperimentazione, de
gli errori e delle incertezze. Tanto Herzen che Cernysev-
skij coniarono delle frasi felici per esprimere l essenza
XXII INTRODUZIONE

della situazione. La coscienza dellarretratezza economi


ca era dunque stata, secondo lo studioso americano, il
punto di partenza di tutto il movimento populista. Ma,
aggiungeva Gerschenkron, i populisti avevano distorto
poi, rapidamente, questa loro intuizione e avevano finito
collaffermare paradossalmente che la conservazione del-
l 'antico piuttosto che una facile adozione del nuovo, costi
tuivano il vantaggio dellarretratezza. In conclusione, una
tragica resa del realismo allutopia. Questa fu forse la
principale ragione della decadenza del populismo. Quan
do l indice dello sviluppo industriale balz verso l alto
alla met degli anni 80, dopo che il governo si era impe
gnato in una politica di rapida industrializzazione, il di
vorzio tra l utopia populista e la realt economica diven
ne troppo grande e il movimento fu incapace di sopravvi
vere alle repressioni che seguirono lavvento al trono di
Alessandro I I I . Anche dal punto di vista politico l arre
tratezza era il fatto essenziale per capire il radicalismo dei
populisti. Tanto lassenza dun governo costituzionale
quanto il tardo inizio dello sviluppo industriale spiega
vano il sorgere dell 'intelligencija e le contraddizioni del
movimento rivoluzionario che l accompagn, sempre
oscillante tra lo spirito di dedizione e il machiavellismo
cospiratorio, tra lanarchia lesaltazione dello stato gia
cobino. Piuttosto che un capitolo della storia dei movi
menti socialisti, il populismo poteva e doveva esser visto
come un capitolo della storia delle ideologie in una situa
zione di arretratezza. Osservata da questo angolo la
storia del populismo russo poteva acquistare un elemento
di attualit e poteva meglio sottolineare i gravi pericoli
inerenti ai periodi indebitamente prolungati di arretra
tezza economica e politica9. Idee che Gerschenkron an
dava allora svolgendo in tutta quella serie di saggi che
hanno fatto di lui, come ben noto, il piu acuto storico
della moderna economia russa, cosi come uno dei piu sug
gestivi teorici dei problemi dellarretratezza e dello svi
luppo 10.
Dopo aver letto le sue pagine il problema stesso del
populismo russo non piu quello di prima, n per me n,
credo, per alcun altro. Le interpretazioni di Gerschenkron
INTRODUZIONE XXIII

sono rimaste un punto fermo nella discussione che su que


sto tema si ebbe nellultimo quindicennio. Ma egli stesso
vi ha partecipato in modo talmente ricco e complesso
da indurci a rinviare il dibattito a quando esaminere
mo pi da vicino ci che fu recentemente scritto sugli sla
vofili e su Herzen, su Cernysevskij e Michajlovskij. L uni
co elemento generale che pur riemerge da questo tanto
fruttuoso dialogo sembra esser quello che riguarda la
funzione stessa delle idee e degli ideali politici nel pro
cesso storico che stiamo esaminando. Unidea che sembra
guardare indietro nel tempo, che apparentemente si rif
al passato, che sembra preferire quello che stato ed
escludere quello che verr, essa, di per se stessa, destina
ta ad una funzione negativa, costituisce davvero un utopi
co freno ad uno sviluppo economico e sociale? O non rap
presenta piuttosto, almeno talvolta, un tentativo di recu-
ler pour mieux sauter, un pur fruttuoso tentativo di con
servare quel che cera di prezioso nel passato per trasmet
terlo allavvenire? La storia non si fa soltanto guardando
avanti, ma, direi, guardando avanti e indietro insieme.
Non forse il socialismo stesso, lidea duna comunit ed
eguaglianza di beni, duna economia fondata sulla solida
riet, un lascito del passato che si conservato trasfor
mandosi in un ideale per il futuro? E non forse il socia
lismo stesso, il comuniSmo, e non solo il populismo, uni
dea che stata allorigine coscientemente contrapposta
allo sviluppo economico? Riapriamo il vecchio e fonda-
mentale libro di Filippo Buonarroti, il libro attraverso il
quale le idee comunistiche del Settecento vennero tra
smesse allOttocento e, tra l altro, ai populisti russi. Os
serviamo anzi, senza aprirlo, la copertina di questo libro
venerando. Sotto il titolo: Conspiration pour lgalit
dite de Babeuf ecco il motto prescelto dellautore: Eas
enim optimas esse leges putandum est quibus non divites
sed honesti prudentesque homines fiant. tratto da Dio
doro Siculo, libro 2, cap. 5. Dichiarazione pi esplicita
contro lo sviluppo economico sarebbe difficile trovare.
L idea che i populisti si facevano dell 'obscina, la loro vo
lont di rivoluzione e di eguaglianza contadina non erano
meno impegnati nello stesso senso. Anche per questo il
XXIV INTRODUZIONE

populismo russo deve esser considerato, mi pare, una pa


gina della storia del socialismo europeo. E insieme a esso
van considerati e studiati gli ideali del passato che es
so trasmetteva al futuro, l elemento di utopia che indub
biamente conteneva (ma come staccarsi dal passato senza
proiettarlo fuori del tempo e dello spazio e farne una idea
acronica e utopica? ) e gli stimoli verso uneconomia mo
derna che pure non mancarono in esso (Cernysevskij pen
sava alluso delle macchine nella sua obstina trasformata
in cooperativa agraria). Soltanto una simile unione di pas
sato e di futuro che esso conteneva, come ogni altro idea
le socialista, avrebbe permesso di stabilire un profondo
contatto con le masse popolari della Russia, che soltanto
cosi potevano essere portate, e non in Russia unicamente,
e vivere e lottare in una societ industriale contempora
nea (non il liberalismo, ma il socialismo diventer, anche
l, l idea politica del proletariato). Quando venne il mar
xismo, anche a Pietroburgo, esso attir per l elemento
socialista che conteneva e non per l analisi dello svilup
po del capitalismo, n per la sua giustificazione dellaccu
mulazione primitiva o del libero scambio. E la ragione di
tutto ci appare evidente: soltanto nel socialismo gli ope
rai vedevano una difesa dei propri interessi, del proprio
modo di essere e di vivere. E perch negar questo ai con
tadini? Essi videro in Russia, nel socialismo populista,
una difesa dei propri interessi oltrech delle proprie abi
tudini. Per quel che riguarda poi la storia interna del po
pulismo, davvero possibile notare, come vorrebbe Ger-
schenkron, mano mano che procediamo negli anni 60 e
70, un passo indietro, addirittura una inversione di ten
denza, un obnubilamento della coscienza che essi dappri
ma possedevano dei vantaggi dellarretratezza economi
ca, una caduta nella pura e semplice esaltazione del pas
sato? Davvero la Narodnaja volja a questo riguardo un
regresso rispetto ad Herzen? Non furon proprio i narod-
novol'cy i piu coscienti e lucidi giudici della struttura eco
nomica russa, della fondamentale importanza che nel suo
sviluppo sempre aveva avuto l intervento dello stato?
D un progresso, non dun regresso sembrano testimonia
re i dibattiti di quegli anni. Tutte cose che Gerschenkron
INTRODUZIONE XXV

sa meglio dogni altro, ma che pure non sar stato del


tutto inutile rievocare, discutendo con lui sullinterpreta-
zione del populismo russo.
Da problemi meno generali andava riprendendo intan
to, a met degli anni 50, la discussione su questi proble
mi nellUnione Sovietica. Agli interrogativi che venivano
dallOccidente non rispondeva ormai pi un forzato si
lenzio. La ricerca su questi temi faceva la sua ricomparsa
anche a Mosca e Leningrado. Come questo avvenisse sa
rebbe certo utile descrivere in dettaglio. N facile sa
pere fin dove si trattasse duna direttiva politica venuta
dallalto, derivante dal partito e dal governo che andava
no preparandosi al XX Congresso (febbraio 1956) e fin
dove invece tutto ci derivasse da una spinta impressa
dagli storici e dagli studiosi sovietici. Evidentemente,
tutti e due gli elementi furono presenti. Ma in che misu
ra? e con che ritmo? Comunque, non possiamo non dar
ragione a chi fu uno dei pi attivi promotori di questo
dibattito, M. G . Sedov, quando scrisse, una decina dan
ni pi tardi, che il processo di liberazione dalle idee e
dalle concezioni che per due decenni erano venute fissan
dosi fu lungo e difficile
Non senza ragione dal 19 56 fatta iniziare la pi com
pleta e recente bibliografia sul populismo degli anni 70
e 80, che raccoglie i numerosissimi articoli e libri nati
da questo rinnovato dibattito12. Sempre nel 19 56 ha ini
zio la discussione nelle riviste storiche sulle origini e il
carattere del populismo. particolarmente interessante
notare che fra i pi attivi in questo dibattito furono, fin
dallinizio, proprio uno storico del movimento studente
sco, Tkacenko, ed uno studioso che dei problemi della
giovent si era particolarmente occupato prima del pe
riodo staliniano, Sedov. Gi nel 19 56 cominciarono ad
essere pubblicati gli scritti di alcuni tra coloro che sa
ranno, negli anni posteriori, tra i pi attivi studiosi del
populismo, come Itenberg e la Pirumova. Nel 19 5 7 usci
r, dopo pi di venti anni, in cui egli si era limitato a mi
nuti contributi eruditi, la prima opera importante di B.
P. Koz'min, il suo libro su La sezione russa della Prima
internazionale. Nel gennaio del 1978 cominciava ad ope
XXVI INTRODUZIONE

rare, sotto la direzione e l impulso di M. V. Neckina, il


Gruppo per lo studio della situazione rivoluzionaria in
Russia negli anni 18 5 9 -6 1 , e in quello stesso anno ap
parve il primo libro sul populismo nel suo complesso che
vedesse la luce dagli anni 30, quello di $. M. L e v in 13.
N ellassieme - ricordava questo studioso nella sua pre
fazione - questopera era gi stata compiuta alcuni anni
fa 14. Come altri scritti apparsi in quel torno di tempo,
anche questo libro non era nato dalle sollecitazioni che
venivano dallalto, dopo il XX Congresso. Vedeva tutta
via la luce grazie al fatto che la censura si era allentata al
quanto.
Ma, accanto ai vecchi tronchi che riprendevano a vi
vere, cerano anche, a ben guardare, in questo primo rac
colto di storiografia populista degli anni 50, frutti meno
sani e saporosi, tentativi cio di presentare in forma nuo
va e non senza qualche opportuna concessione ed ag
giornamento , idee e giudizi dellet staliniana. In que
sto campo, si tratt spesso non di una rottura, n dun
profondo rinnovamento, ma dun disgelo che molto fango
e molta terra trascin con s.
Uno dei primi esercizi di aggiornamento fu com
piuto a proposito del Populismo russo dellautore di que
ste righe. Era lanno (19 5 5 ) del X Congresso internazio
nale di scienze storiche, che si tenne a Roma e dove per
la prima volta gli studiosi sovietici parteciparono com
patti. Nel n. 8 della rivista Voprosy istorii, che venne
distribuita in quelloccasione, non senza un riassunto in
italiano, stava una recensione di S. A. Pokrovski]. A f
frontava il problema dei rapporti tra il movimento rivo
luzionario dellOttocento russo e quello dellOccidente,
ma non per invitare di nuovo finalmente alla ricerca in
questa direzione (sar questo il compito di Itenberg, in
un articolo della stessa rivista, il n. 9, dellanno dop),
bens per compiacersi del fatto che uno studioso occi
dentale avesse rigettato il punto di vista preconcetto e
diffuso nella letteratura reazionaria sul sedicente contra
sto tra la cultura occidentale e quella orientale (citia
mo il riassunto in italiano). Un po di balsamo cio sulla
piaga del tradizionale senso dinferiorit russo e sovieti
INTRODUZIONE XXVII

co, non una lucida e precisa constatazione che il naziona


lismo staliniano aveva, anche in questo campo della ri
cerca storica, tagliato i ponti tra l Unione Sovietica ed il
resto del mondo. Similmente, Pokrovskij constatava che
nel libro da lui recensito non era stato scavato un fossato
tra i democratici rivoluzionari e i populisti, ma non
affrontava la discussione su questo elemento essenziale,
su questa crux del periodo storiografico che andava tra
montando. Altri vecchi chiodi ricevevano ancora una vol
ta qualche ulteriore colpo di martello; gli slavofili dove
vano esser considerati puramente e semplicemente rea
zionari, le idee dei liberali russi si spiegavano tutte a se
conda della loro situazione di classe, ogni elemento pro
priamente libertario era inesistente nel pensiero di Her-
zen, il quale mai avrebbe rigettato le tradizioni giacobi
ne, Cernysevskij non ebbe mai illusioni riformatrici, chie
se sempre la confisca di tutte le terre dei signori, il popu
lismo degli anni 70 ebbe una funzione progressiva (ed
era questa la maggior concessione fatta, rispetto alle con
cezioni dellet staliniana), ma non per questo poteva es
sere considerato un movimento socialista, n bisognava
dimenticare che Tkacv, Bakunin e Lavrov, avevano in
realt compiuto dei passi indietro, non avanti rispetto a
Belinskij, Herzen e Cernysevskij. Le loro idee erano e
restavano piccolo-borghesi. Ogni tentativo di stabili
re un rapporto profondo tra i populisti rivoluzionari ed
il 1 9 1 7 era e restava profondamente errato. L a Grande
Rivoluzione Socialista dOttobre la fece la classe operaia,
alleata dei contadini piu poveri, sotto la guida del par
tito comunista che combatteva sotto la bandiera del mar
xismo. Semplice e facile. Ecco perch Pokrovskij espri
meva il suo rammarico per il fatto che nel libro mancas
se una critica della teoria e della tattica del populismo.
La sua recensione era tuttavia interessante non soltan
to per quel che diceva apertamente, ma per quel che ta
ceva. Non un altro libro russo veniva citato: quelli degli
anni 20 non potevano ancora essere nominati, ed i piu
recenti non esistevano ancora. Lasciava intendere che si
sarebbe dovuto scrivere anche in Russia un libro sulla
storia del populismo, che questo non era piu un soggetto
XXVIII INTRODUZIONE

proibito, ma si affrettava a mettere le mani avanti per evi


tare si avesse la tentazione daccettare l impostazione del-
1 opera capitale che veniva da lui esaminata.
Le contraddizioni dun simile aggiornamento con
trollato apparvero anche piu evidenti quando lo stesso
S. A. Pokrovskij si diede a pubblicare, nel 19.57, un li
bretto sui Falsificatori della storia del pensiero politico
russo nella letteratura reazionaria borghese contempora
nea 1S, dove l ultimo capitolo, il decimo, era intitolato Gli
studiosi progressisti dellOccidente studiano la storia del
pensiero rivoluzionario russo. Questi progressisti non
erano molti: Vernell M. Oliver (per un articolo su The
Journal of Negro History dellottobre 19.53, sui radica
li russi e la guerra civile americana), Armand Coquart
(per l opera sua su Pisarev apparsa a Parigi nel 1946) e
l autore del Populismo russo. L esiguit di questa schie
ra aveva, secondo S. A. Pokrovskij, una sua spiegazione.
La letteratura falsificatrice e l attivit degli autori che
sono al servizio della reazione imperialista derivano pure
in parte dal tentativo di paralizzare l influenza della let
teratura progressiva che nasce nellEuropa occidentale e
in America come risultato del profondo interesse degli
ambienti progressivi del mondo per la cultura del popolo
sovietico 16.
Prima tuttavia d osservare piu da vicino questa con
giura dei falsificatori imperialisti della storia contro uno
dei pochi storici progressisti del populismo russo che fio
rissero in Occidente (congiura certo efficacissima poich
tre soli erano riusciti a sfuggirle), sar bene chiedersi an
cora una volta cosa fosse a spingere anche recensori tan
to restii e conservatori quanto S. A. Pokrovskij ad occu
parsi del populismo, a discutere della sua natura e della
sua periodizzazione. Nel suo libretto finiva col conclude
re che lopera di Franco Venturi era una ricerca scienti
fica seria. Con l autore si poteva e si doveva discutere,
ma non si poteva restare indifferenti di fronte alla sua
opera capitale. La sua apparizione chiara testimonianza
del risvegliarsi dellinteresse per le tradizioni del pensie
ro rivoluzionario russo 17.
Allusione che, in realt, non riguardava se non parzial
INTRODUZIONE XXIX

mente gli storici occidentali, imperialisti o progressisti


che fossero. La riscoperta delle tradizioni rivoluzionarie
russe era un fenomeno soprattutto sovietico, alla fine de
gli anni 30. Nella ricerca storiografica come in quella let
teraria ed artistica ci si rifaceva agli anni 20, e di l si
andava risalendo piu oltre. Non soltanto e non tanto al
marxismo, che rimaneva il campo in cui era piu difficile
la discussione, ma al populismo appunto ed al gran dibat
tito tra occidentali e slavofili nel primo Ottocento. L ele
mento morale fu predominante in questo aspetto della
rivolta antistaliniana della prima et chrusceviana. Si vi
de nei narodniki un modello di purezza e di energia, un
ritorno alle origini e ai principi, al di l dei machiavelli
smi, dei drammi e dei compromessi degli anni 30 e 40.
Da Herzen alla Narodnaja volja, ognuno cerc una ispira
zione che potesse persuaderlo dellimportanza, della giu
stizia delle lotte delYintelligencija, di uomini decisi, e ca
paci di ogni sacrificio. G li aggiornamenti e le conces
sioni della storiografia ufficiale non erano insomma che
l aspetto esterno e piu visibile duna corrente profonda
che portava Vintelligencija sovietica a riconsiderare allo
ra le proprie origini e i propri valori. E l, l incontro con
il populismo era inevitabile. Per ci la discussione su
questo aspetto della vita del passato and straordinaria
mente allargandosi in quegli anni18.
A ben guardare, anche in Occidente - in parte per ri
flesso della Russia, in parte per una sorta di parallelismo
della situazione al di qua e al di l di quella cortina di fer
ro che and in quel periodo poco a poco rialzandosi - la
ricerca delle radici morali, il ritorno alle origini populisti
che deVintelligencija e della rivoluzione russa dominaro
no un numero sempre maggiore di studiosi e di storici.
Nel 19 55 usciva l importante volume collettivo Continui
ty and Change in Russian and Soviet Thought, a cura di
Ernest J. Simmons, che, pur affrontando problemi ben
piu generali, al populismo si rifaceva particolarmente 19.
Nel 1938 era pubblicato il volume di James H . Billing-
ton su Michajlovskij, uno dei teorici piu significativi del
l interdipendenza e del contrasto fra progresso morale e
progresso materiale tra i molti che un simile problema
XXX INTRODUZIONE

angosciosamente si posero nella Russia dellOttocento20.


Nel 19 6 1 vedeva la luce il volume di Martin Malia, A le
xander Herzen and th Birth of Russian Socialism. 18 12 -
18 5 5 , in cui le preoccupazioni morali andavano sempre
pi prendendo forme psicologiche21. Un commento sot
tovoce, ma di gran finezza a queste riemergenti preoccu
pazioni etiche e filosofiche dava in quegli anni George L.
K lin e22. L intervento pi vivace fu quello di Isaiah Ber
lin, con un articolo sul Russian Populism, pubblicato
sullEncounter del luglio i960, e che divenne poi, in
forma pi ampia e completa, la prefazione alla traduzio
ne inglese del Populismo russo, apparsa a Londra nello
stesso anno23. Gi nel contributo che I. Berlin aveva da
to alla raccolta di articoli ora ricordata, Continuity and
Change in Russian and Soviet Thought, egli aveva tocca
to un problema centrale parlando di Herzen and Baku-
nin on Individuai L ib erty 24. Il seme libertario che stava
al centro del pensiero di Herzen e da cui tanta parte del
populismo aveva tratto la sua origine e la sua forza, ve
niva indicato come uno degli elementi pi originali e vi
gorosi del pensiero politico ottocentesco, non della Rus
sia soltanto, ma dellEuropa tutta intera. A s an acute
and prophetic observer of his time he is comparable pe-
rhaps to Marx and Tocqueville, as a moralist he is more
interesting and originai than either25. Solo Herzen era
riuscito a creare e a vivere una morale che non dipende
va dagli storicismi, dai messianismi, dalle astrazioni e da
gli incubi dellEuropa postrivoluzionaria. A l confronto
il pensiero e l azione di Bakunin apparivano profonda
mente immersi nel magma e nei pericoli del suo secolo.
Herzen insomma era visto come il creatore delle idee e
dei modi di sentire dell'intelligencija. In Bakunin stava
invece il germe di tutte le contraddizioni del movimento
rivoluzionario.
Non senza un elemento di paradosso e di voluta, for
zata semplificazione, ma con gran vigoria I. Berlin ten
tava cosi di risalire alla fonte pi pura della rivolta e del
la libert della Russia ottocentesca, dopo un secolo di
tragiche esperienze, di sconfitte, di dittatura e di oppres
sioni. Era portare fino in fondo, consequenziariamente,
INTRODUZIONE XXXI

davvero alla russa, ci che restava implicito in molti at


teggiamenti e in molte speranze degli intellettuali del pe
riodo poststaliniano. E se in un altro suo saggio, sugli
anni 40 del x ix secolo, sull 'Admirable Decade Berlin ri
schiava di compiacersi anche troppo di questa riscoperta
dei valori della tradizione, e magari degli aneddoti e del
le bizzarrie di questa rinascente tradizione e\Vintelligen
cija, quando egli fu posto invece di fronte ai problemi del
populismo rivoluzionario, lo affront vigorosamente, sen
za esitazioni. In spite of th emphasis on economie and
sociological arguments, th basic approach, th tone and
outlook of Chernyshevsky and of th populist generally
is moral, and at times indeed religious. These men belie-
ved in socialism not because it was inevitable, but becau-
se it was ju s t 26. I populisti erano stati coscienti del pe
ricolo che questa loro posizione volontaristica, che man
teneva sempre presente nelle loro lotte la tensione del
l utopia, finisse con lo sboccare nella formazione di una
lite di rivoluzionari i quali avrebbero imposto il sociali
smo dallalto, di fanatici che avrebbero potuto finire col
gettare sui contadini russi un nuovo giogo al posto del
vecchio, una oligarchia dispotica di intellettuali al po
sto della nobilt e della burocrazia dello z a r 27. Tutto il
dibattito, tutti i contrasti allinterno del movimento po
pulista testimoniavano dellacutezza con cui venne sen
tito questo problema centrale. G li atteggiamenti nihili-
stici cosi come quelli anarchici, l andata nel popolo cosi
come le pi diverse forme assunte dallorganizzazione
clandestina erano stati altrettanti tentativi di rispondere
al quesito che ogni rivoluzionario non poteva non sentire
e sapere come essenziale e centrale. Il duro realismo, il
grigio ma onesto praticismo di Cernysevkij era stato de
cisivo nellorientare l atteggiamento della giovent rivo
luzionaria a questo proposito. H e was a man of unswe-
ring integrity, immense industry and capacity, rare among
Russians for concentration upon concrete detail. La sua
energia pratica, la sua posizione sociale (come noto, era
figlio dun pope), la sua forza morale ne avevano fatto
a naturai leader of a disenchanted generation of socially
mingled origins, no longer dominated by good birth, em-
XXXII INTRODUZIONE

bittered by the failure of their own ideals, by government


repression, by the humiliation of Russia in the Crimean
war, by the weakness, heartlessness, hypocrisy and chao
tic incompetence of the ruling class23. Una generazione
era stata cosi posta in movimento, profondamente con
vinta che Russia could leap over the capitalist stage of
social development and transform the village communes
and free cooperative groups of craftsmen into agricoltural
and industrial associations of producers who would con
stitute the embryo of the new socialist society29. Venti
anni di tentativi e di sconftte, di lotte e di sacrifici, tra il
1 861 e il 1 881 , in cui queste idee furono messe a confron
to con la realt, avrebbero segnato profondamente il de
stino della Russia moderna. Non soltanto per quello che
essi riuscirono a fare e a creare (il partito dei rivoluziona
ri professionali, un nuovo rapporto tra Vintelligence a e
la rivoluzione, una fede profonda nel socialismo), ma al
meno altrettanto per ci che la sconfitta imped loro di
compiere. Il salto nel mondo della libert e della giusti
zia, al di sopra e al di l della lunga e tormentosa via del
capitalismo e dellindustrializzazione, non si realizz. E p
pure, anche a tanta distanza di tempo, al di l delle vit
torie e dei trionfi delle idee marxiste in Russia, oltre il
disdegnoso silenzio dellet staliniana, era pur necessario
tornare a studiare e a capire i populisti, concludeva I.
Berlin. Non soltanto perch la visione da loro creata del
l evoluzione delleconomia moderna non era stata in real
t senza influenza sulle vicende della Russia del secolo
xx, non soltanto perch concezioni populistiche facevano
la loro apparizione nei paesi sottosviluppati del mondo
contemporaneo, ma soprattutto perch i timori e le lotte
di quei primi rivoluzionari russi attorno ai problemi del
rapporto delle lites e del popolo, della dittatura rivolu
zionaria e delle masse lavoratrici si ripresentavano con an
gosciosa immediatezza nellUnione Sovietica al passaggio
tra gli anni 50 e 60. I. Berlin non esitava cosi a scrive
re: The populists were convinced that the death of the
peasant commune would mean death, or, at any rate, a
vaste set back, to freedom and equality in Russia; the
Left Socialist-Revolutionaries, who were their direct de-
INTRODUZIONE XXXIII

scendants, trasformed this into a demand for a form of


decentralized, democratic self-government among the
peasants, which Lenin adopted when he concluded his
temporary alliance with them in October 19 17 . In due
course the Bolsheviks repudiated this programm and tran
sformed the cells of dedicated revolutionaries - perhaps
the most original contribution of populism to revolutio
nary practice - into the hierarchy of centralized political
power, which the Populists had steadily and fiercely de
nounced... Communist practice owed much, as Lenin was
always ready to admit, to the Populist movement; for it
borrowed the technique of its rivals and adopted it with
conspicuous success to serve the precise purpose which it
had been invented to resist L
La discussione che segui queste parole, cosi come la
presentazione inglese del Populismo russo, non conferm
le previsioni di S. A. Pokrovskij sulla volont dei falsi
ficatori della storia al servizio della reazione imperialisti
ca di soffocare e di paralizzare gli storici progressivi
dellOccidente, collintento di impedire una sempre piu
ampia conoscenza del movimento rivoluzionario russo
dellOttocento. La discussione fu anzi ampia e vivace.
Come mai, si chiesero molti degli intervenuti, e come gi
I. Berlin aveva notato nella sua prefazione, questo libro
era stato accettato tanto dai sovietici quanto dagli occi
dentali? E ci proprio negli anni della guerra fredda, an
che culturale? 31. Davvero la storia aveva questo potere di
superare i conflitti delle ideologie e delle politiche con
trapposte e di offrire un terreno sul quale potevano ritro
varsi i russi che uscivano dallesperienza dello stalinismo
e gli occidentali che stavano smaltendo i postumi dellet
della guerra fredda? Malgrado tutto, l autore di questo
libro era ed convinto che a questa domanda si doveva
allora e si deve oggi rispondere affermativamente. Ben
inteso, i limiti duna simile capacit chiarificatrice di Clio
sono evidenti, ma non per questo inefficace deve essere
considerata l opera sua. Questa non pu pretender certo
di costituire il rimedio di tutti i mali. Serve e servir sem
pre tuttavia a suscitare energie, a ricreare una volont di
verit capace di andare al di l di ogni barriera ideologica
XXXIV INTRODUZIONE

e politica. La narrazione dettagliata, la piu precisa possi


bile, delle vicende del movimento rivoluzionario russo
ottocentesco poteva servire di richiamo e di misura ai
sovietici che si risvegliavano alla comprensione dei prin
cipi, delle radici della societ nella quale vivevano. Men
tre poteva essere indispensabile onde porre di fronte agli
occidentali lo specchio di decenni e decenni di lotte, di sa
crifici, di vittorie morali e di sconfitte pratiche della Rus
sia del passato. In mezzo a tante spiegazioni economiche,
a tante fatalistiche e sociologiche interpretazioni, la narra
zione storica dun movimento politico dimostrava ancora
una volta la sua efficacia.
Ma non era forse questa accettazione sovietica ed oc
cidentale insieme fondata, a ben guardare, su un equivo
co? Certo, dopo i commenti di S. A. Pokrovskij cerano
stati quelli, ben diversamente comprensivi ed aperti, di
M. V. Neckina32. E cosi nei numerosi studi sul populi
smo che andavano apparendo allinizio degli anni 60 nel
l Unione Sovietica, una menzione favorevole del Populi
smo russo e della sua traduzione inglese non manc quasi
mai diventando in qualche modo un riconoscimento di
rito. Certo, anche in Occidente, nelle riflessioni e le ri
cerche che si andavano straordinariamente sviluppando in
quei medesimi anni 60, il Populismo russo era apparso
spesso come un utile punto di partenza. Ma non era for
se una simile convergenza di carattere puramente forma
le, accademico, intendendo spesso sovietici ed occidenta
li due cose diverse anche quando adopravano parole simi
li o addirittura identiche?
Il punto di rottura venne indicato da Lonard Schapi-
ro. Non tanto nellinterpretazione del populismo, diceva,
differivano Russia e Occidente, quanto nellimportanza
che a questo movimento veniva attribuita nella formazio
ne del bolscevismo, nella preparazione della rivoluzione
del 191 7. In his introduction - which is itself a most
illuminating study of populism - , scriveva nel Listener
del 28 luglio i960 questo ben noto conoscitore della mo
derna storia russa - Professor Berlin notes that Venturis
work has been acclaimed both in th West and in th So
viet Union, and attributes this unusual fact to th cairn
INTRODUZIONE XXXV

impartiality with which the book is written. It would


indeed be a remarquable thing if this were the reason,
since impartial scholarship does not usually command
communist admiration if its conclusions disagree with
party shibboletts [nel che Schapiro aveva insieme ragione
e torto, ragione se si riferiva agli organi statali della po
litica culturale e torto se si riferiva a tanti studiosi sovie
tici, pur sensibili, per le esperienze da loro compiute, alle
esigenze del rigore filologico e documentario]. But Sir
Isaiah is not quite right. Venturi has been criticized in
the Soviet Union for hinting that the psychological type
of the Bolshevik was engendered in the nineteenth cen
tury. Bolshevik kinship with such conspiratorial fanatics
of revolution as Tkachev is indeed fearly obvious. But it
is contrary to the aura of pure democracy with which mo
dern Soviet convention demands that Lenin be sorroun-
ded. Moreover the fact that Venturi is more often that not
prised by Soviet writers is due, in my opinion, not to his
impartiality, but to his, quite incidental, acceptance of the
current Soviet view of the liberals, which was also that of
the populists - cowardly, selfish, indifferent to the suffe
ring of the masses... It is this blind spot which leads the
Soviet critics to lebel his work as progressive - the hi
ghest term of praise. Lasciamo per un momento da par
te il problema del liberalismo russo, sul quale dovremo
tornare, e che certo merita una pi approfondita discus
sione. Quel che piu conta, e che sempre piu evidentemen
te emergeva dalle parole di Schapiro cosi come da tutta la
discussione sul populismo russo attorno al i96 0 , era la
volont, da parte degli studiosi sovietici cosi come di
quelli inglesi, di individuare il rapporto, di intendere il
legame esistente tra il movimento rivoluzionario russo e
l ottobre del 19 17 .
In Russia appariva ogni giorno pi evidente che non
bastava pi, per esorcizzare e tener lontano questo pro
blema, e per mettersi la coscienza a posto con la storia,
ripetere ancora una volta le tradizionali formule dellor
todossia. Non erano forse stati i populisti degli utopisti,
dei piccoli borghesi, mentre Lenin non era forse un rivo
luzionario scientifico e marxista? Il che era evidentemente
XXXVI INTRODUZIONE

negare a priori un problema continuamente riemergente


di fronte agli occhi di chiunque si fosse posto se non altro
a ricostruire la biografa di Lenin, la sua formazione, o
ancora a studiare raffermarsi a Pietroburgo dun partito
di rivoluzionari professionali, o avesse discusso delle for
mule e delle realt dello sviluppo economico della Russia
nel x x secolo. Dalla biografia alleconomia, tutto sembra
va riproporre il problema del rapporto tra populismo e bol
scevismo. Non eran pi sufficienti i metodi della pura e
semplice censura e del silenzio, anche se le opere del gia
cobino russo Tkacv, curate da B. P. Koz'min, e che era
no state interrotte negli anni 30, non erano riprese negli
anni 60, o se tutta la discussione tra menscevichi e bol-
scevichi su questo tema restava una zona off limits della
storiografia sovietica. Ma come evitare di riconsiderare
quel che Lenin aveva scritto su Cernysevskij e sui rivo
luzionari di Narodnaja volja? Come tacere di Bakunin,
come fare che Necaev non fosse mai esistito? Come non
riproporsi la questione di come fosse nato in verit il mo
vimento operaio a Pietroburgo e che cosa avesse signifi
cato, al di l delle formule stereotipe, la discussione tra
populisti e marxisti alla fine del secolo, discussione che,
come noto, fu fondamentale nella formazione di Lenin,
cosi come dogni tendenza delVintelligencija russa di que
gli anni? D allaltra parte delloceano qualcosa di non dis
simile andava accadendo. Anche l sempre pi insoddi
sfacente e falsa appariva l interpretazione pi usuale e cor
rente delle radici del bolscevismo - interpretazione tutta
prammatica e politica, fondata sul cinismo e machiavelli
smo rivoluzionario delle congiure e dei complotti dei gia
cobini prima, dei leninisti poi. Partendo dal libro, che
nella traduzione inglese si chiamava appunto Roots of
Revolution, Stefan T. Possony, nel fascicolo del 6 maggio
19 6 1 della National Review poteva ancora insistere
sulle genealogie rivoluzionarie del comuniSmo, quasi bi
bliche discendenze dei profeti della rivoluzione. Ma i pa
dri e nonni del bolscevismo finivano in tal modo per mol
tiplicarsi sotto gli occhi di un genealogista come lui, fino
a comprendere non solo Necaev e Tkacv, ma Filippo
Buonarroti e Babeuf, i carbonari e Mazzini. Non restava
INTRODUZIONE XXXVII

che la convinzione, sempre piu radicata, che la storia,


per lo meno la storia dei movimenti rivoluzionari, traeva
la sua radice e la sua ragion dessere dalle tecniche della
congiura e dallidea dun sempre rinascente complotto,
di cui i russi (e magari gli italiani) sembravano ormai, da
generazioni, diventati maestri. Era il punto limite d una
concezione giunta allassurdo. A. J. P. Taylor sottoline
invece il fatto della sopravvivenza, nellimpero degli zar,
dello spirito del 1848, proprio mentre esso svaniva o si
andava trasformando negli altri paesi dEuropa, e pose
cosi di nuovo l accento su di un fatto di indubbia impor
tanza: la differenza cio nel ritmo di sviluppo delle idee
rivoluzionarie in Russia ed altrove (Observer, 3 luglio
i960). James Joll insistette sulla necessit di non deviare
da una rigorosa visione storica. Anche il rapporto tra la
Narodnaja volja e Lenin, pur indubbiamente esistente e
importante, non avrebbe potuto esser capito stabilendo
artificiose derivazioni o genealogie, ma unicamente stu
diando ogni uomo e ogni epoca di per se stesso, per quel
lo che aveva effettivamente pensato, detto e fatto. The
re is a great tentation for a historian writing about Russia
in the nineteenth century to see everything in relation to
the upheaval of 19 17 , which is still the more important
historical influence of our times today. The movements
of the past century tend to be judged by the extent to
which they contributed to the October Revolution and
their success or failure is assessed by many writers accor
ding to their role in ultimately helping or hindering the
success of Lenin and Trotsky. So it is salutary and refresh
ing when a historian looks at Czarist Russia for its own
sake and analyses its vivid and vigorous intellectual life
without refecence to what was to come after (The
Spectator, 8 luglio i960). Ancora una volta, concludeva
un altro commentatore inglese, il drammatico valore mo
rale e storico dei populisti sarebbe andato perduto se que
sti uomini fossero stati di nuovo inseriti in un pantheon
di rivoluzionari o trasformati in esempi e dimostrazioni
delleccellenza o dellinsufficienza di questa o quella ideo
logia. The history of this movement is above all a record
of individuals, concludeva W . S. Merwin, many of whom
XXXVIII INTRODUZIONE

would have been remarquable in any circumstance, faced


with confusion and injustice, surrounded by suffering,
devoting themselves, always at considerable risk to an
effort to discover what, in such a situation, is the duty of
a man, what he can live for and, if necessary, die for,
what he can really accomplish for those around him. In
the main, the populists were struggling to create values
in a world without them, and any such attempt, it seems,
is quite likely to fail. But if the account of it is ever really
irrelevant, then surely everything else is too (The Na
tion, 23 settembre 19 6 1). Le figure dei populisti russi,
liberandosi dagli schemi e le formule entro cui li avevano
spesso costretti i loro continuatori e nemici, venivano a
raggiungere cosi le preoccupazioni, gli interrogativi dun
secolo piu tardi, ad offrire ancora una volta la loro espe
rienza a chi di nuovo si trovava di fronte ai problemi del
nihilismo e della libert, della dittatura e del socialismo.
G li anni 60 furono un decennio dintenso lavoro in
questi campi. Il peso del passato era gravoso, come s vi
sto, e non in Russia soltanto. Ma proprio compito degli
storici di aiutare a portarlo, questo peso del passato, e,
malgrado molte difficolt e molti limiti, essi sembrano
aver compiuto allora, in misura notevole, questo loro do
vere. Certo vai la pena di osservare da vicino l opera loro.
Il disgelo era appena cominciato in Russia, e i primi
movimenti dovettero essere l compiuti tra i grossi bloc
chi ghiacciati delle citazioni di Lenin e di Marx, ormai in
gran disordine e confusione dopo la scomparsa del gran
semplificatore che, anche in questangolo dellideologia
sovietica, aveva posto ogni cosa in un ordine elementare,
rigido e di ossessionante monotonia. Non fu difficile sco
prire che, per fabbricare un simile paesaggio, era stato ne
cessario piti duna volta fare a pezzetti le frasi di Lenin,
togliendole dal contesto politico e cronologico, isolando
le e facendo cosi loro dire tutto quel che si voleva. Baste
r un esempio solo. Nel Che fare? scritto, ricordiamolo,
tra il 19 0 1 e il 1902, Lenin aveva inserito alcune pagine,
davvero fondamentali, sulla funzione della teoria in ogni
movimento rivoluzionario. Senza teoria rivoluzionaria
non vi pu essere movimento rivoluzionario. Tanto pi
INTRODUZIONE XXXIX

importante era questa constatazione per un partito come


quello socialdemocratico russo, di recente formazione, e
che si trovava di fronte a dei problemi del tutto eccezio
nali. Con una profonda coscienza del terribile compito
che stava di fronte ai rivoluzionari russi e delle loro re
sponsabilit rispetto al movimento socialista mondiale, e
non senza un orgoglio appena nascosto nato dalleccezio
naiit della situazione, Lenin proseguiva dicendo che i
compiti della socialdemocrazia russa sono tali quali anco
ra non si erano posti a nessun partito socialdemocratico
del mondo. Parleremo pi oltre di quei compiti poli
tici e organizzativi che ci impone l esigenza di liberare il
popolo tutto intero dal giogo dello zarismo. Vogliamo ora
parlare del fatto che la funzione di combattente davan
guardia pu essere assunta unicamente da un partito gui
dato da una teoria davanguardia. Per rendersi conto di
che cosa questo significhi concretamente, basta ricordare
i predecessori della socialdemocrazia russa, Herzen, Belin-
skij, Cernysevskij e lo straordinario gruppo dei rivolu
zionari degli anni 70, basta ripensare alla funzione uni
versale che sta ora assumendo la letteratura russa, basta...
ma non c bisogno di fare altri esempi 33. Parole che sa
rebbero da sole sufficienti a dimostrare quanto la tensio
ne morale e ideologica del populismo fosse ancor viva nel
giovane Lenin. In epoca staliniana queste parole furono
continuamente sottoposte al metodo antologico: chi tron
c la citazione a Cernysevskij, chi escluse i rivoluzionari
della Narodnaja volja. Ognuno prese il pezzetto che gli
serviva.
Ma vai la pena di rievocare queste tristezze? indi
spensabile invece, anche se non meno triste, ricordare che,
negli anni 60, nellUnione Sovietica, quelle che erano
state le frasi espunte da Lenin, una volta rimesse allonor
del mondo, fornirono spesso una protezione, una copertu
ra per coloro che intendevano occuparsi dei populisti.
Sotto lo scudo di Lenin, in cui il rapporto con i rivo
luzionari del secolo x ix era ancor tanto vivo e personale,
gli studiosi sovietici degli anni 60 hanno potuto rimonta
re, contro la corrente dei tempi, ai predecessori della
socialdemocrazia, al socialismo russo, alle origini
XL INTRODUZIONE

stesse del movimento rivoluzionario del loro paese. Le


parole di Lenin furono altrettanto strumentalizzate quan
to nellet staliniana. Ma allora era per opprimere e per
impedire. Ventanni dopo, talvolta almeno, per ristabili
re un vivo contatto con il passato.
Ma l erma leninista rimasta bifronte nellUnione So
vietica. Se da una parte ha incoraggiato e appoggiato gli
storici ad uscire dallo stalinismo, ha reso poi pi difficile
una libera discussione sulle idee stesse dei populisti, sulla
loro concezione dello sviluppo economico della Russia,
sulla loro visione del socialismo contadino. Le parole di
Lenin vennero interpretate nei modi pi diversi, come ac
cade quando appunto si cerca nei testi del passato un pun
to dappoggio e una riprova del proprio pensiero pi che
una realt storica da capire, quando le si considera come
una autorit insomma pi che come uno stimolo alla ricer
ca. Chi volesse seguire questopera di orientamento (che
non credo valga la pena di una minuta esposizione, e
che pure soltanto nel dettaglio dellesegesi acquisterebbe
un suo valore e un suo significato), pu vedere la biblio
grafia gi citata che accompagna la miscellanea per l ottan
tesimo compleanno di B. P. Koz'min e la rassegna di S. S.
Volk e S. B. Michajlova sulla Sovetskaja istoriografija
revoljucionnogo narodnicestva jo-ch - nacala 8o-ch godov
x ix veka [La storiografia sovietica sul populismo rivoluzio
nario degli anni 70 e 80 del x ix secolo]34. Giustamente
gli autori concludono, dopo aver citato numerosi articoli
e conferenze scientifiche su Lenin e il populismo, che do
po aver ristabilito un apprezzamento complessivo favo
revole del populismo, gli studiosi erano poco a poco passa
ti ad indagarlo in dettaglio ed in modo pi approfondi-
35
tO .
Su questa strada dovremo certo seguire anche noi gli
storici sovietici, non senza aver tuttavia notato un fat
to importante di questo riaggiustamento ideologico pre
liminare, il ritorno cio, insieme e al di l di Lenin, a Marx
e alle sue idee di fronte al movimento rivoluzionario rus
so dellOttocento. Nel 19 47 era uscito, praticamente sen
za presentazione ed esplicita giustificazione alcuna, un
prezioso volumetto: Perepiska K. Marksa i F. Engel'sa s
INTRODUZIONE XLI

russkimi politiceskimi dejateljami [Il carteggio di K . Marx


e F. Engels con gli uomini politici russi]. Ventanni dopo,
l Istituto del marxismo-leninismo raccoglieva gli appunti,
le lettere, i testi d ogni genere che testimoniassero dei rap
porti di Marx e di Engels con la Russia rivoluzionaria e li
pubblicavano in un fondamentale volume, che forniva un
vivo quadro del grande interesse e insieme dei dubbi e
dei problemi che il populismo russo in loro suscit quan
do lo videro nascere coevo alla rivoluzione del 48 e svi
lupparsi poi di fronte ai loro occhi negli anni 6o e 7 0 36.
Peccato che gli editori sovietici non abbiano ancora per
duto l abitudine di dare unicamente dei testi tradotti, sen
za curarsi di fornire anche gli originali francesi, tedeschi,
inglesi, ecc. Peccato soprattutto che non abbiano voluto
essere piu completi nella loro raccolta. Perch non dare
che un solo frammento dei quattro abbozzi della lettera
che Marx spedi alla Zasulic l8 marzo 18 8 1? Questi testi
mostravano, in maniera vivissima, le sue esitazioni, i suoi
dubbi di fronte al problema centrale del populismo, al
l affermazione cio che la Russia avrebbe potuto avere,
grazie anche alla sua arretratezza e zWobscina contadina,
uno sviluppo economico sostanzialmente diverso da quel
lo dellEuropa occidentale, evitando il capitalismo e pas
sando direttamente a forme socialiste di vita e di produ
zione. Marx, nella versione definitiva di questa sua lette
ra, ammetteva che questo era possibile, a condizione che
Yobscina si liberasse dallambiente sociale in cui era co
stretta e che impediva un suo effettivo sviluppo. Marx,
insomma, finiva con Faccettare le idee di Cernysevskij.
Profittando dellesperienza del capitalismo dellEuropa
occidentale, la Russia avrebbe potuto fare della comuni
t contadina tradizionale la base di un suo socialismo. Si
era nel 18 8 1 e, per tutto un ventennio, il movimento po
pulista si era posto il problema del come, in che modo
compiere questo distacco dellobscina dal mondo zarista
per portarla in quello socialista. Appassionati interrogati
vi ai quali Marx non dava nel 18 8 1 alcuna risposta, mal
grado le insistenti, ripetute domande che gli venivano
dalle pi diverse correnti del populismo russo37. Il nodo
gordiano della rivoluzione russa non era tagliato. Discu
XLII INTRODUZIONE

tendo con Michajlovskij, qualche anno prima, Marx ave


va gi lasciato aperto il problema, rifiutandosi di far pro
fezie e di cadere in una vuota filosofia della storia38. Nel
18 8 1, accingendosi a scrivere alla Zasulic, egli tornava
continuamente, nei suoi appunti ed abbozzi, sullidea che
soltanto una rivoluzione in Russia avrebbe potuto salvare
Vobscina39. Ma, nella lettera che effettivamente spedi,
non andava tuttavia oltre la pura e semplice possibilit
duno sviluppo socialista in un paese come la Russia, dove
il capitalismo non aveva ancora spezzato le antiche tradi
zioni comunitarie contadine. Toccher ad Engels, negli
anni 90, discutendo con N. F. Daniel'son, di affermare
con sempre maggior nettezza che in realt il capitalismo
aveva gi vinto in Russia e che questo paese aveva gi im
boccato la strada che, prima di esso, aveva percorso lOc
cidente. Attraverso una serrata, interessantissima discus
sione, l ipotesi populista veniva scartata. In primo piano
emergeva sempre pi nettamente quellidea che Marx
era parso accettare nel 18 8 2, quando aveva firmato insie
me ad Engels, che pare ne fosse l estensore, la prefazio
ne alla seconda edizione russa del Manifesto dei comuni
sti,, lidea cio che quella rivoluzione che sola avrebbe po
tuto salvare Vobscina avrebbe potuto realizzarsi soltanto
se dallOccidente fosse venuto lesempio e la spinta ad
una trasformazione sociale che andava al di l del capita
lismo. Coloro che giungevano tardi sulla scena della sto
ria non avevano soltanto il vantaggio di profittare delle
sperienza tecnica ed economica dei paesi capitalistici pi
avanzati, ma anche e soprattutto della rivoluzione socia
lista che sarebbe nel frattempo maturata tra loro. Se la
rivoluzione russa sar di segnale alla rivoluzione proleta
ria in Occidente, cosi che entrambe si completino l un
l altra, allora l attuale obscina russa potr essere il punto
di partenza duno sviluppo socialista40. Dopo il 1882
Engels and per un decennio sviluppando tal punto di
vista: il modello dellEuropa occidentale tornava al cen
tro della visione del futuro della Russia, scartando sem
pre pi l ipotesi che Marx aveva invece accettato, duna
possibilit di sviluppo socialista del mondo contadino rus
so. Non senza un pesante elemento di fatalismo storico
INTRODUZIONE XLIII

e di piena accettazione delle conseguenze che questo trion


fo della via capitalista non poteva non comportare. L a
storia - scriveva Engels - la pi crudele di tutte le dee e
conduce il suo carro attraverso mucchi di cadaveri, non
soltanto durante le guerre, ma anche nei periodi di pa
cifico sviluppo economico. E noi siam gente tanto stupi
da da non riuscire a trovare in noi stessi il coraggio per
portare nella realt l effettivo progresso se a ci non ci
costringono delle sofferenze che ci appaiono quasi come
insostenibili41. Sempre pi le idee populiste apparivano
come delle illusioni, non senza che, nella polemica di En
gels, riaffiorasse un atteggiamento di superiorit, misto a
qualche disprezzo, per chi cercava una via diversa di svi
luppo economico e sociale della Russia. In una terra co
me la vostra - scriveva il 26 febbraio 1895 a Plechanov -
dove la moderna grande industria innestata sulla primi
tiva comunit contadina e dove sono presenti tutti gli sta
di intermedi della civilt, in una terra circondata intel
lettualmente da una pi o meno efficiente muraglia cinese
voluta dal dispotismo, non bisogner certo meravigliarsi
che le idee si configurino nei modi pi inverosimili e
straordinari42. Situazione che andava creando pure - En
gels lo sentiva benissimo - una nuova forma di fanatismo,
di superstizione ideologica. L e opere di Marx venivano
interpretate, diceva, nei modi pi diversi e contraddittori,
quasi si trattasse di citazioni di classici o del Nuovo Te
stamento 43. Quella che nei populisti era stata volont di
andare fino in fondo nelle conclusioni pratiche dei loro
convincimenti morali rischiava insomma di mutarsi in
una accettazione totale dello sviluppo della Russia secon
do il modello capitalista e proletario. Invano Daniel'son
contrapponeva ad Engels il limite fisico, biologico, demo
grafico, oltre il quale la Russia non avrebbe potuto andare
nel suo sforzo di industrializzazione (mentre questo limi
te peser non poco sul ritmo di sviluppo della Russia nei
decenni seguenti, come Alexander Gerschenkron non ha
mancato di sottolineare). Invano, di fronte alla storia
che passava su mucchi di cadaveri, i populisti insistevano
sul diritto di tutti alla ribellione e alla protesta (e fu que
sto elemento essenziale dello sviluppo della Russia del
XLIV INTRODUZIONE

secolo xx). Ma con la grande spinta dellindustrializza


zione, alla fine dellOttocento, i dubbi di Marx sembra
vano, per il momento, svanire nel passato, mentre veniva
affermandosi una nuova e rigida visione dello sviluppo
borghese.
Non si pu dire che la recente discussione sovietica su
questi temi, pur cosi appassionanti, e su questo primo in
contro e scontro del populismo e del marxismo sia andata
molto lontana. Il ritorno a M arx ha spesso riguardato
piuttosto i suoi rapporti con i rivoluzionari russi degli an
ni 60 e 70 che non i combattenti attorno alle sue idee44.
I libri di Reuel' e di Polevoj parvero dare inizio ad un rin
novarsi dellinteresse per i problemi dellinnesto del
marxismo sul tronco del movimento rivoluzionario russo
ottocentesco, ma poi la netta separazione tra la storia del
populismo e quella del marxismo e le preoccupazioni di
non mescolare i due elementi e neppure di metterli trop
po a contatto e confronto, hanno portato di nuovo al si
lenzio4'. Neppure il rinnovato interesse per Plechanov
sembra aver condotto ad un approfondimento di questi
problem i46. L importante pubblicazione di unampia scel
ta di testi economici dei populisti, apparsa nel 19 58 , pu
esser considerata un segno significativo, non seguito tut
tavia da un atteso dibattito47.
D allAmerica e dallInghilterra son venuti, nellultimo
decennio, gli interventi piu significativi. G li studi di Sa
lomon M. Schwarz, Leopold Haimson, D. W . Treadgold,
Arthur P. Mendel, J. L. H. Keep, S. H. Baron, J . Frankel
e A. Walicki, per non citar che alcuni, hanno ridiscusso i
problemi dei rapporti tra populismo e marxismo4S. Mal
grado tutto il loro notevole valore, questi libri, bisogna
pur dirlo, rischiano spesso di perpetuare la profonda di
visione e separazione stabilitasi in Russia tra la storia del
la socialdemocrazia e quella del movimento rivoluziona
rio russo anteriore, rischiando, almeno talvolta, di spez
zare, nel nome di formule politiche e di forme ideologi
che, una profonda unit psicologica e politica tra le varie
fasi della lotta contro l assolutismo zarista.
Una speciale importanza rivestono, dal punto di vista
che qui particolarmente ci interessa, gli studi di Richard
INTRODUZIONE XLV

Pipes, che ha riesaminato i rapporti del giovane Lenin


con la tradizione populista e giacobina e, soprattutto, ha
rimesso in luce, in una brillante e penetrante ricerca di
storia delle parole e del loro rapido mutare negli ultimi
decenni del secolo x ix , i precisi significati dei termini na
rodnik e narodnicestvo49. Pipes ha confermato che questi
termini nascono e si affermano soltanto nella met degli
anni 70 e che designano allora soltanto una parte, una
corrente del movimento rivoluzionario russo, quella che
riteneva che the intellectuals should not lead the people
in the name of abstract, bookish, imported ideas but
adapt themselves to the people as it was, promoting re-
sis tences to the government in the name of real, every
day needs50. Il significato della parola and ben presto
allargandosi, ma non v ha dubbio - ed uno dei meriti
di Pipes l averlo sottolineato - che furono dapprima i
marxisti russi a dare ad essa un significato piu generale, a
farne il sinonimo di tutte le correnti rivoluzionarie russe
che non accettavano le loro nuove idee. L indagine se
mantica porta cio alla stessa conclusione di quella ideo
logica e sottolinea la grande importanza della discussione
di Marx, di Engels e dei loro seguaci di cui gi abbiamo
fatto menzione. Non certo la prima volta, nella storia
delle idee e dei movimenti politici, che il battesimo venga
dagli avversari. Ma perch dedurne, come fa Pipes, che un
simile uso della parola narodnicestvo had no historical
justification? Probabilmente Pipes non tiene abbastanza
conto del peso che ebbero, negli anni 70, le tradizioni, le
idee, i sentimenti che si erano formati negli anni 50 e 60.
Non mi par possibile sostenere che i narodniki, alla met
degli anni 70, sostenessero the commune or artel not
so much because Herzen or Cernyshevsky had done so,
but because there were the institution they actually en
countered in the villages and therefore considered them
popular 51. Troppo importanti erano le idee e le passio
ni suscitate da Herzen e Cernysevskij negli animi del gio
vani che andavano nel popolo perch essi scoprissero
da soli, coi propri occhi, Yobscina, che essi videro in real
t con i colori e attraverso i problemi che i loro maestri
avevano loro insegnato a cercarvi, non soltanto Herzen e
XLVI INTRODUZIONE

Cernysevskij, ma Bakunin, Lavrov e Tkacv. Ed proprio


questa continuit e questa tradizione a costituire, al di
l dogni differenziazione interna, il carattere e l unit
del movimento populista sul quale poi, negli anni 90, i
marxisti, i socialdemocratici, contribuirono a mettere e a
lasciare il segno della loro definizione. A ben guardare,
il ritorno alle vicende degli anni 60 e 70 non soltanto
legittimo, ma indispensabile. Il termine narodnicestvo
pu avere, tra l altro, il vantaggio di ricordare come at
traverso le discussioni degli anni 80 e 90 si and trasfor
mando la grande speranza rivoluzionaria gi esistente, che
la Russia avrebbe evitato il passaggio attraverso il capi
talismo, speranza alla quale, come si visto, malgrado
non pochi dubbi, partecip lo stesso Karl M arx52.
Ma, come gli studiosi sovietici degli ultimi dieci anni,
anche noi dobbiamo lasciar da parte questi apprezza
menti complessivi per passare ad indagare il populi
smo in dettaglio e in modo pi approfondito. Innanzi
tutto, come e quando nacquero le idee che caratterizzaro
no pi tardi lintero movimento populista? come comin
ci a cristallizzarsi questa ideologia? Le risposte pi im
portanti non sono venute dagli storici dei movimenti po
litici, ma da quelli del mondo contadino russo, da coloro
cio che hanno visto il problema dal punto di vista del vil
laggio, non da quello dell'intelligencija. Pierre Pascal, lo
studioso le cui radici affondano nella terra del protopope
Avvakum e di Dostoevskij, raccogliendo i suoi articoli,
o - comegli li chiama - esquisses, in un libro intitola
to Civilisation paysanne en Russie ci ha ancora una volta
aiutato a capire la tragedia dei contadini russi, il loro
scontro con il mondo moderno e industriale, la tenace di
fesa delle loro tradizioni, delle loro forme di vita, dei lo
ro interessi, di fronte ai nobili, ai burocrati, agli organiz
zatori venuti dalla citt53. Assistiamo, in queste pagine,
alla scoperta, da parte dVintelligencija, tra Sette e Ot
tocento, dellautonoma vita del popolo russo. Sentiamo
Yobscina contadina pulsare ancora e sopravvivere tenace
negli anni che precedettero immediatamente la colletti
vizzazione staliniana 54. Viviamo accanto a La paysanne du
nord nel suo duro e pur fecondo e dignitoso lavoro5S. Sia
INTRODUZIONE XLVII

mo messi a diretto contatto con lorganizzazione tradizio


nale della solidariet nel villaggio, con VEntraide paysan
ne en R ussie56. Viviamo in un piccolo, sperduto villag
gio della provincia di Niznij Novgorod, nel 1926-27-28 57.
E con l ultimo saggio su Esnine - pote de la campagne
russe siamo trascinati anche noi nellimmane tempesta
che parve un momento sublimare e dare un valore univer
sale al mondo contadino russo e che fini invece con lo
spezzarne le secolari tradizioni, per negarne i pi profon
di e autentici valori. Tragedia che nel poeta Esenin trov
l espressione pi pura e disperata. Eccolo, come il vil
laggio che in lui, in cui egli continua a vivere anche quan
do partecipa agli avvenimenti della citt, preso anchegli
dans ce grand tourbillon dunanimit, avec tout le peu
ple russe. Seuls, peuvent comprendre sa conduite et ses
uvres de cette poque, ceux qui l ont comme lui vcue.
Ce nest pas seulement un trne qui scroule, ce nest
pas un rgime monarchique qui va tre remplac par un
rgime parlementaire, ce ne sont pas telles ou telles r
formes qui vont tre opres: les juristes et les profes
seurs peuvent croire cel. Le peuple russe lui, sent autre
ment, a dautres ambitions... cest une immense rvolte
contre toutes les iniquits, les oppressions, les cruauts,
les hypocrisies, contre le grand scandale de la guerre, une
immense aspiration vers le bonheur de tous le hommes.
Les puissants seront renverss de leur sige et les pauvres
seront exalts. Paix tout l u n ivers!...58. Pierre Pascal,
meglio dogni altro, ci ha detto quale immenso potere di
rompente avesse in Russia questo punto dincontro rivo
luzionario tra le secolari aspirazioni contadine e la pro
fonda volont di rinnovamento morale deYintelligencija,
questa carica populista che l Ottocento aveva trasmesso
al secolo nuovo.
Le pi recenti indagini sulla storia del villaggio russo,
sembrano insieme confermare e specificare questa visio
ne di Pierre Pascal, a cominciare dalla minuta e attenta
storia che ci ha dato Jerome B lu m 59 fino alla eccellente
raccolta di articoli che Wayne S. Vucinich ha pubblicato
col titolo The Peasant in Nineteenth Century Russia60. La
realt contadina della Russia ottocentesca vi descritta
XLVIII INTRODUZIONE

e studiata da un punto di vista sociale da Mary Matossian,


mentre Terence Emmons ha riesaminato la questione del
l emancipazione del 18 6 1, Donald W . Treadgold ha ri
proposto il problema della religione nella vita dei villag
gi russi, ed altri come John S. Curtiss hanno scritto del
l esercito, Francis M. Watters dell'obscina, Reginald E.
Zelnik della trasformazione dei contadini in operai, M i
chael Petrovich della storiografia russa sui problemi con
tadini e Donald Fanger su T he Peasant in Literature. Ni
cholas V. Riasanovsky fornisce una conclusione su The
Problem of th Peasant. Una vera e propria piccola en
ciclopedia, aggiustata e precisa, di quanto si scritto e
detto sul villaggio russo dallet di Alessandro I a quella
di Nicola I I . Particolarmente importanti, daltra parte,
sono stati gli studi sulla permanenza e la riviviscenza del-
Vobscina contadina dopo la rivoluzione del 19 17 . Baster
citare in proposito le opere di Moshe Lewin e di D. J.
M ale61.
stato compito di Michael Confino, lo storico israelia
no, riproporre su nuove basi il problema di quali siano sta
ti i riflessi, i risultati, nel mondo contadino russo, delle tra
sformazioni agronomiche, economiche, sociali scese dal
l alto, venute dallOccidente, imposte dallapparato sta
tale e dalle esigenze del mercato mondiale. Nella prima
opera sua, su Domaines et seigneurs en Russie vers la fin
du x v u f siede. Etude de structures agraires et de men-
talits conomiquesa, Confino aveva studiato con gran
precisione il sorgere e lo svilupparsi dei nuovi metodi di
gestione che parevano promettere il rinnovamento di
ogni patrimonio nobiliare allepoca di Caterina, per poi
scontrarsi con la dura realt della servit contadina, della
diffidenza, della resistenza del villaggio minacciato dun
progresso che rischiava di rendere piu dure le condizioni
di lavoro e di vita dei muziki, per giungere ad una fase fi
nale, che coincide con l inizio del nuovo secolo, di spe
ranze infrante, di delusioni e di stasi. I nobili russi, mo
dellati dalla disciplina militare e dal servizio dello stato
assoluto, avevano portato nei villaggi non uno spirito
dimprenditore ma dufficiale e di burocrate, di giudice
e di tutore. I contadini avevano risposto, eccezionalmente
INTRODUZIONE XLIX

ma pericolosamente, con la rivolta e, generalmente, con


la difesa quotidiana delle leggi non scritte della comunit
di villaggio. Alla lunga, il nobile mantenne intatto, ag
grav anzi il regime di servit, mentre il contadino fini col
conservare e spesso collimporre al suo signore la propria
tecnica, la propria mentalit, le proprie forme tradizio
nali di vita. Nella sua seconda opera, su Systmes agraires
et progrs agricole. L assolement triennal en Russie au
x v u f et x ix e sicles, Michael Confino si servito di uno
strumento di indagine tecnica (le vicende della rotazio
ne tripla) per penetrare in ogni aspetto della realt con
tadina della Russia moderna6J. Il triangolo russo, il signo
re, Vobscina, lo stato, vien modificandosi, trasformandosi
nelle sue pagine, sospinto dalle esigenze e dalle realt
tecniche, dalla ricerca di nuove terre, dalPesaurirsi dei
campi, dai mutamenti demografici, dal variare delle con
giunture dei mercati, ma rimane pur sempre l inelimina-
bile base di tutti i rapporti sociali prima e dopo la riforma
del 1 861 . Il signore riesce con gran difficolt e solo molto
parzialmente a sostituire la rotazione tripla, l agricoltura
estensiva cio. L 'obscina continua a regolare, ad equili
brare e a mantenere stabile la vita del villaggio, ad im
porre la propria tecnica e la propria mentalit. Lo stato,
anche quando riesce ad operare una riforma fondamentale
come quella del 18 6 1, non pu fare a meno di difendere
l interesse dei nobili e di cercare di controllare Vobscina
contadina senza poterla spezzare e neppure effettivamente
trasformare. Soltanto l industrializzazione, della fine del
lOttocento e del primo Novecento, forni uno strumento
per uscire da questa situazione, strumento gravoso, diffici
le da maneggiare, pesante per tutta la societ russa e che
era ben lungi dallaver prodotto tutti gli effetti di cui era
capace quando la Russia entr nellet delle sue rivoluzio
ni contemporanee.
Come stupirsi che, prima delPindustrializzazione, na
scesse e saffermasse un movimento per sostenere non
soltanto che il triangolo russo andava spezzato, ma che
per far questo bisognava appoggiarsi sull 'obscina conta
dina, eliminando i signori e magari esitando sulla funzio
ne che in questo processo avrebbe potuto avere lo stato,

3
L INTRODUZIONE

volendo alcuni tra i rivoluzionari la sua distruzione ed al


tri la sua trasformazione ed utilizzazione?
Cosi, seguendo Michael Confino nella sua tude d eco
nomie et de sociologie rurales, par davvero di ripercorre
re il terreno su cui nato il populismo. Proprio osservan
dolo, per cosi dire, raso terra, lo vediamo sorgere quan
do le idee e le tecniche importate dallOccidente non rie
scono a trasformare le realt locali e sembrano anzi ren
derle piu gravose per i contadini, suscitando dapprima
un riflesso di difesa, di diffidenza di fronte allo straniero,
d ostilit per tutto quel che minaccia la tradizione, ma fi
nendo poi, relativamente presto, col far pensare che sol
tanto ponendosi dalla parte del contadino, soltanto accet
tando e facendo proprie le tradizioni del villaggio sarebbe
stato possibile un inserimento delle idee e delle tecniche
straniere a vantaggio di tutti. Cosi allapologi del regi
me servile e della tutela da parte del signore sul villaggio
sand sostituendo lapologi delle tradizioni agronomi
che russe, del mir, della ridistribuzione periodica delle
terre, della mancanza di chiudende, dello spirito di soli
dariet e duguaglianza che dominava il villaggio russo M.
Si tratta dun processo tuttaltro che lineare, costituito
anzi dal germinare e rigerminare continuo di simili idee
nei momenti e nelle forme piu diversi, dallet di Cateri
na a quella di Nicola I. Ma pur notevole il fatto che, fin
dal 1789 circa, un uomo come Radiscev, in una serie di
appunti ed abbozzi sulla situazione delle regioni attorno
a Pietroburgo, potesse giungere alla conclusione che la
ridistribuzione periodica delle terre, intesa ad assicurare
ad ogni contadino un appezzamento di rendimento simi
le, era cosa pessima per l agricoltura, ma buona per le
guaglianza65. Radiscev finiva col notare, parlando della
ridistribuzione annuale: Chi avrebbe potuto pensare,
al tempo nostro, che in Russia si realizza ci che cercava
no nellantichit i piu eccellenti legislatori e a cui pensa
no i piu recenti, e da cui nasce il grande amore dellagri
coltore russo per il proprio focolare?66.
Naturalmente simili apprezzamenti erano continuamen
te ed energicamente contraddetti da coloro che guarda
vano ai contadini proprietari dellOccidente, ai farmers,
INTRODUZIONE LI

ai fermiers come ad un modello che si sarebbe dovuto se


guire e imitare anche in Russia. Tutto era da mutare nel
regime agrario vigente, pensavano questi, e certamente
Yobscina non si salvava da questa totale condanna. Ma
come fare? Profonda, invincibile era la resistenza del
muzik. Di fronte ad essa rinasceva continuamente, nella
classe dirigente, la necessit di rendersi conto del perch
di tanta ostinata volont nel voler mantenere le forme
tradizionali della societ contadina, cosi come riaffiorava
la tentazione di cedere di fronte ad essa, accettando la
realt e giustificandola di fronte allOccidente. Anche il
celebre uomo di stato P. D. Kiselv, parlando dei conta
dini di stato, che saranno l oggetto, negli anni 30 e 40,
della sua attivit di riformatore, finiva col concludere:
Il est exact que les rdistributions priodiques sont nui
sibles, mais on ne peut changer cet usage quen instituant
la tenure individuelle, qui, elle aussi, a ses inconvnients:
elle limine ce merveilleux avantage de la tenure com
munautaire, grce auquel il ny a pas de proltaires parmi
les paysans dtat, et chaque famille a sa part de biens du
village67. N questi proprietari terrieri e questi funzio
nari statali, alle prese con la situazione economica russa
tra Sette e Ottocento, potevano sfuggire ad una doman
da, che la realt attorno a loro poneva continuamente: le
radici dellarretratezza stavano nel regime della servit
contadina o nella responsabilit collettiva del mir, nel-
Yobscina e nella ridistribuzione delle terre? Quali erano
i rapporti tra l uno e l altro aspetto di questa unica real
t? Tutta la discussione tra leconomista Tengoborskij e
il giovane Ogarv, l amico di Herzen, sar impostata pre
cisamente su questo problema, che verr poi discusso,
nelle forme piu diverse, fino al 1 8 6 1 68. Lo storico M.
Confino, dopo la sua minuta e lucida inchiesta storica,
sembra esitare ancora di fronte ad una simile questione.
Le paysan ngligeait-il ses travaux du fait que les lots
passaient de main en main ou bien le faisait-il plutt par
ce quil avait conscience de travailler pour autrui, sans tre
recompens ou rtribu pour son labeur? E il mor
cellement des terres, causa anchesso di scarso rendi
mento, era dovuto al regime comunitario del villaggio o
LII INTRODUZIONE

non piuttosto, come Confino stesso sostiene, alle cir-


costances historiques de la formation des terroirs et de
l volution de la proprit seigneuriale? Certo, cette
symbiose de pratiques communautaires et de rgles dor-
ganisation domaniale tait l origine de l ambivalence
quon remarque dans l attitude des seigneurs envers la
communaut ru rale69.
Ambivalenza, ambiguit che si cristallizzarono in una
ideologia dell'obscina e del mir il giorno in cui queste
realt contadine vennero idealmente staccate ed isolate
dal contesto segnoriale e servile in cui si trovavano inse
rite per essere immesse in una visione pi generale, sto
rica, religiosa, politica o sociale. Gi abbiamo visto Ra-
discev intravedere neYobscina la soluzione della mille
naria ricerca duna pi giusta societ. Nei decabristi, in
Pestel' soprattutto, ritorna e si sviluppa questa volont
di vedere il villaggio russo alla luce dun doppio ideale
diniziativa e di miglioramento economico da una parte,
e di sicurezza per tutti dallaltra. La liberazione dei con
tadini che il governo provvisorio repubblicano avrebbe
assicurato doveva poggiare su questo doppio principio.
La recente, eccellente edizione della Russ.kaja pravda di
Pestel' ci permette di seguire da vicino l elaborazione di
queste idee del capo della Societ del Su d 70.
Altri studi sui decabristi ci permettono dosservare al
tri momenti ed aspetti di questa discussione. Ecco, ad
esempio, S. I. Turgenev, che allinizio degli anni 20 cerca
di portare sul piano politico, e non pi soltanto tecnico,
la volont di ammodernamento agrario dei nobili, sfor
zandosi di spiegare loro che l abolizione della servit era
il problema numero uno, che per ottener questo valeva
la pena di accettare ed appoggiare anche il governo auto
cratico e che da questa fondamentale riforma sarebbe na
to poi necessariamente un regime pi libero e giusto. Le
realt contadine russe costringevano cosi ad una alleanza
della tradizione del dispotismo illuminato con quella, pur
recente e viva, del liberalismo. Il potere, lo stato, diven
tavano il pernio, lelemento centrale della visione di co
loro che non si rassegnavano al conservatorismo e alla
stasi. Nasceva la visione statalistica, in contrapposi
INTRODUZIONE LU I

zione a quella popolare del passato e del futuro della


R ussia71.
Funzione degli slavofili degli anni 30 e 40 del secolo
scorso, fu appunto quella di inserire gli elementi popola
ri, Yobscina, il mir, il mondo contadino tutto intero, in
una visione non pi illuminista, statalista o liberale, ma
religiosa e romantica. L innesto fu spesso artificioso, com
piuto senza precisione e fini col produrre abbondanti,
flaccidi frutti sullo spirito comunitario, sullinnato cristia
nesimo dei russi, sulla purezza e sanit della civilt con
tadina, non contaminata dallegoismo, dalla violenza, dal
le influenze straniere, dalla citt e dallo stato. Tutte idee
che sboccarono certo in una reazionaria retorica conser
vatrice e magari nazionalistica72. Ma la prima generazio
ne degli slavofili ebbe in realt una funzione storica ben
lontana da simili compiti di propaganda e di apologia del
lo zarismo. Anche gli storici sovietici, dopo decine e de
cine danni di massicce e monotone condanne, comincia
no ora a rimettere in discussione questi giudizi e a cerca
re di rendersi meglio conto di quale fu effettivamente la
funzione di uomini come Kireevskij, Chomjakov, Aksa
kov nella storia della Russia. Particolarmente interessan
te la discussione in proposito sulle pagine di Voprosy
literatury, iniziata col brillante articolo di Aleksandr
Janov, pubblicato nel n. 5 del 1969. Questi vede nella
slavofilia una prima risposta positiva al senso dinferio
rit creato nel Settecento al contatto con l Occidente, al
convincimento che vien cristallizzandosi, nel primo Ot
tocento, che in Russia non esiste una vera e propria cul
tura e letteratura. A questa negazione gli slavofili con
trapposero una vera religione del popolo russo, dei con
tadini. Se il destino degli slavofili era di diventar reazio
nari, ci sar dovuto non alle loro idee iniziali, che erano
tuttaltro che reazionarie, ma al non aver capito che pro
prio nel popolo russo da loro idealizzato stava la radice e
la base del dispotismo del loro paese. Malgrado questo,
furon proprio loro a porre il problema di ci che si po
teva e doveva trarre dalla realt nazionale per giungere
a quel mondo pi libero del quale sognavano. Furono lo
ro ad indicare una via, una speranza di liberazione della
LIV INTRODUZIONE

Russia. Una volta tolto di mezzo il dispotismo, ogni pro


gresso sarebbe stato assicurato. Contrapposero cosi una
utopia allautocrazia e proprio questo loro atteggiamen
to religioso fini per portarli lontano dalla libert. Il loro
destino reazionario non derivava dal carattere nobiliare,
feudale delle loro idee, ma dal loro democratismo astrat
to, dal loro utopismo, dalla loro adorazione del popolo
russo. Sempre sulla stessa rivista, ad Aleksandr Janov ri
spose, per bocca di S. A. Pokrovskij, l eco degli anni pas
sati, dellet staliniana, facendo apparire evidente fra lal
tro che il senso di inferiorit e di timore verso l Occidente
tuttaltro che scomparso nella Russia di oggi, e che le
forme da esso assunto sono sempre le medesime, laspra
rivendicazione nazionalistica73. Altri intervennero in que
sto dibattito, come B. E gorov74, A. Dem ent'ev75, I. Iva-
n o v76, il quale ultimo non a torto insistette sul fatto che
gli slavofili erano cosi convinti della bont del contadino
russo, cosi persuasi che esso non intendeva n sapeva ri
bellarsi, da dedurne che era perci possibile e desidera
bile introdurre e stabilire in Russia la libert di stampa.
In realt, insisteva I. Ivanov, gli slavofili erano contro i
metodi barbari nel combattere le barbarie, contro le ri
voluzioni e i dispotismi. Proprio in questo atteggiamento
sembra stare la radice piu profonda dellinteresse attua
le riaffiorante nellUnione Sovietica per questi personaggi,
cosi lontani dalla Russia di oggi, per questi romantici ot
tocenteschi che sembravano per decenni caduti sotto il
disprezzo o lasciati nelloblio. Un moto profondo di ri
torno allantica Russia, alla religione dei padri invita a
guardare con occhi diversi al passato, a considerare ed ap
prezzare di nuovo valori che sembravano distrutti o se
polti (baster, per persuadersene, vedere come viene di
nuovo considerata l arte russa medievale, o aver letto le
opere di Pasternak e di Solzenicyn, o anche soltanto aver
visto il film di Tarkovskij su Andrej Rublv). Ma quel
che piu conta, vedere come questo moto profondo e va
rio oggi presente nellUnione Sovietica finisce, come ne
gli anni 30 del secolo scorso, come allepoca del sorgere
della slavofilia, col volgersi contro un avversario, un ne
mico soprattutto, insieme temuto e odiato: lo stato di
INTRODUZIONE LV

spotico e burocratico. G li slavofili costituivano una pic


colissima minoranza in mezzo al gran mare dei nobili rea
zionari dellet di Nicola I - sottolineava un altro inter
venuto in questa discussione, L. Frizm an77 Quellele
mento utopico che certo stava nelle idee degli slavofili
non derivava forse da questa impari lotta contro una real
t che li soverchiava? Utopia per utopia, scrive E . Maj-
min, non fu tale anche l idea di dare delle forme poli
tiche occidentali alla Russia nel 1905 e nel 19 17 ? 78. Co
me si vede, degli echi inattesi e profondi rispondono og
gi in Russia alla risorta e sommessa voce degli slavofili
ottocenteschi. A llinizio degli anni 60 era stata inserita
nella rivista Voprosy literatury unappassionata di
scussione sul populismo rivoluzionario. Alla fine del me
desimo decennio, nel 1969, si risaliva alle piu lontane e
prime origini deWintelligencija, ad un aspetto rimasto
molto tempo in ombra del rapporto tra il mondo russo e
quello occidentale, ritrovandovi il sempre presente pro
blema dello stato dispotico e burocratico.
La discussione che abbiamo esaminato sinora ha an
che questo di notevole, di ammettere cio abbastanza
chiaramente che degli slavofili e del loro significato sto
rico si era a lungo parlato negli ultimi anni fuori della
Russia, prima che anche nellUnione Sovietica ci si deci
desse a riaprire il dibattito. Un po come era accaduto del
populismo, un quindicennio per l innanzi. Veniva cosi
ricordato, naturalmente, il libro di N. V . Riasanovsky,
Russia and th West in th Teachings of th Slavofiles. A
Study of Romantic Ideolo gy79. E si parlava, anche se non
abbastanza, dellopera di Andrej Walicki, indubbiamen
te l indagine piu approfondita e intelligente su questi pro
blem i80, cosi come degli studi di Eberhard Mller, Rus
sischer Intellect in Europischer Krise. Ivan Kireevskij,
i8 o 6 -i8 ^ 6 sl, Peter K . Christoff, An Introduction to Ni-
neteenth Century Russian Slavophilism. A Study in Ideas,
voi. I: A. S. X om jakof82 e della seconda edizione al
largata e rivista dellopera di Robert Stupperich, Jurij
Samarin und die Anfnge der Bauernbefreiung in Russ
land 83. Se a queste aggiungiamo le opere pubblicate in
questi ultimi anni sul sempre appassionante problema del
LVI INTRODUZIONE

continuo riflettersi e intersecarsi dellimmagine che l Oc


cidente andato formandosi della Russia e dellidea che
la Russia si fatta di se stessa - come l opera di Dieter
Groh, o quella piu ristretta e specifica ma pur sempre
utilissima di Karsten Goehrke - , e vi aggiungiamo, da
parte sovietica, il libro dettagliato e chiaro, se pur al
quanto grigio e manualistico di N. A. Cagolov, abbiamo
di fronte agli occhi gli elementi essenziali della ricca di
scussione recente sul formarsi, tra gli slavofili degli anni
30 e 40, di quel terreno ideologico in cui il populismo
affonder le sue radici84.
Malgrado tutte le incertezze, contraddizioni e nebulo
sit romantiche, indubbia appare la funzione e l impor
tanza di uomini come Kireevskij, Chomjakov e Koselv.
I sentimenti di rivalit, d invidia, d amore e di odio che
il mondo occidentale aveva suscitato fra i russi da seco
li, si approfondiscono, diventano una sofferta coscienza
di quel che costato, sul piano morale innanzi tutto, l o
pera di Pietro, di Caterina, di Alessandro, di quale sia
stato lo sforzo richiesto per costruire uno stato pesante
e potente, mutuato bens dallOccidente, ma rispondente
soprattutto a profonde esigenze di espansione e di poten
za. Dopo un secolo in cui la Russia tutta tesa a guarda
re allEuropa occidentale, a imitarla, a utilizzarla, a ser
virsene, subentra una profonda delusione, una repulsio
ne invincibile di fronte allEuropa uscita dalla rivoluzione
francese. Certo, le forme e i giudizi attraverso i quali si
esprime questa delusione e questa critica sono tratti dal
l Occidente stesso, da Saint-Simon e da Thierry, da Louis
Blanc e da Carlyle, da Schelling e dai romantici tedeschi.
Ma il ripiegamento su se stessi, il rifarsi alla tradizione
russa non si spiegano con influssi culturali soltanto e con
il semplice riecheggiamento di forme. qualcosa di piu
profondo e di piu torbido, misto ad una nascente sfiducia
nella capacit effettiva della Russia di farsi completamen
te Europa, di raggiungere l Occidente sul piano econo
mico, politico, tecnico, intellettuale, e di timore dessere
ancora troppo deboli e giovani per poter accettare gli
esempi che vengono dal di fuori. Moto che finisce in un
rifugiarsi non tanto nel cristianesimo (troppo universa
INTRODUZIONE LVII

le per poter servire di protezione e di riparo) quanto nel


la chiesa, questa si, almeno, veramente locale e russa. E
se l ortodossia diventa utopia religiosa di questa delusio
ne e di questo isolamento, il popolo, la narodnost' e le
forme tradizionali del villaggio russo ne sono l utopia
politica e sociale. Affiorano anchesse lentamente, incer
tamente, alla fine degli anni 30. Ha ragione Eberhard
Mller di dire che la narodnost' resta lungo tempo un
concetto del tutto problematico, non una certezza ed una
fed e8S. Cosi pure per Yobscina e per il mir che, negli scrit
ti di questi primi slavofili, non sono realt da osservare,
da studiare, da capire, ma una possibile incarnazione du-
na comunit religiosa e sociale, di contenuto mistico e di
forma ortodossa. Soltanto quando interviene Haxthausen
il dibattito tra gli slavofili suWobscina si approfondisce.
Strano il destino di questo barone tedesco, che fini col
l essere considerato lo scopritore della comunit contadi
na russa, e certo l osserv e la descrisse dettagliatamente,
e che cosi facendo non poco contribu a riportare sulla
terra le discussioni dei russi degli anni 40 sullorigine e
la natura del mir (non adopr mai la parola obscina, ed
responsabile del fatto che in Occidente la struttura del
villaggio russo venga generalmente indicata con la prima
e non con la seconda di queste due parole).
Haxthausen era ben cosciente del fatto che non si trat
tava di una realt esclusivamente n tipicamente russa.
Veniva dalla Westfalia ed aveva studiato i regimi agrari
della Germania occidentale prima doccuparsi della Prus
sia e della Russia. Almeno dallet di von Mser, il pro
blema della marca, della primitiva comunit germanica,
era stato animatamente discusso tra storici ed agronomi
di quelle regioni. La situazione russa apparve ai suoi oc
chi come una sopravvivenza particolarmente notevole e
perfetta di forme altrove scomparse8S.
Furono gli slavofili a dare un valore nazionale alla
scoperta di Haxthausen e cosi facendo ad assimilarla,
a farla propria. SuYYobscina essi furono tuttaltro che
unanimi, gli uni considerandola come un elemento eccel
lente della vita russa, altri invece come un ostacolo sulla
via del miglioramento economico del paese, riflettendo
LVIII INTRODUZIONE

anche cosi i dibattiti che, come abbiamo visto, si erano


avuti in proposito gi anteriormente nella nobilt russa87.
Chomjakov vede nell'obscina lespressione dellortodos
sia, la pietra angolare della societ russa, il germe dun
mondo migliore di domani. Koselv gli risponde che si
tratta in realt duna sopravvivenza della giovent del
popolo russo. In Occidente, era scomparsa da tempo. La
sua autoamministrazione era unillusione, come una espe
rienza personale gli aveva provato (nelle elezioni vincono
i pi forti e i pi ricchi e lo spirito unanimista presto
distrutto). La terra lavorata meglio se propriet del
contadino. Pericoloso, del resto, era lo spirito comunita
rio. Anche gli artigiani dovevano forse versare i loro pro
venti in una cassa comune? E i proprietari terrieri do
vevano entrare nell'obscina? Non ci resterebbe che
consegnare ad essa le nostre terre, i boschi, i prati, ecc..
Con il principio dell 'obscina si giunger fino alla gene
rale propriet collettiva e cio alla fine dogni propriet,
o non si far che eternare la suddivisione del paese in
classi. Non Vobscina, ma la fertilit o meno del suolo e
l abbondanza di mano dopera avevano determinato sem
pre la sorte dellagricoltura russa. Solo Haxthausen - con
cludeva Koselv - , solo chi come lui non aveva vissuto
in Russia, poteva parlare con entusiasmo delle comunit
contadine. A ci Chomjakov contrapponeva la sua visio
ne storica, estetica, soprattutto morale e religiosa &\Vob
scina, senza affrontare i problemi economici e tecnici che
il suo amico gli aveva proposto8S. Proprio in questo con
fronto tra l ideologia e la tecnica, tra lideale religioso e
le esigenze economiche fini, come si vede, col cristallizzar
si, al passaggio tra gli anni 40 e 50, quella visione del
villaggio russo che tanta influenza avr al momento della
riforma del 1 8 6 1 89.
Se questo fu il terreno su cui nacque il populismo, il
germe rivoluzionario ve lo gett Herzen. Quale fosse il
valore e il significato delle sue parole durante il 48 - e ne
gli anni della delusione, della disperazione, della diffici
le ripresa che seguirono quelli della rivoluzione - ha conti
nuato, naturalmente, ad attirare l attenzione e a suscita
re discussioni in Russia e fuori di essa90. Anche in que
INTRODUZIONE LIX

stultimo decennio si potuto constatare come Herzen


rimanga un sensibile indice, un barometro della situazio
ne delYintelligencija russa, che in lui da un secolo ritrova
non solo il naturale capostipite, ma un sempre presente
segreto consigliere nei dubbi, nelle strettoie, nelle trage
die della propria quotidiana esistenza. Un vero monu
mento di riconoscenza pu essere considerata ledizione
delle sue opere, cominciata nel 19 54 e terminata nel 1965
(le date sono in qualche modo simboliche)91, nelle pagine
della quale il lucido, penetrante pensiero di Herzen sem
bra continuamente liberarsi dalle rigide forme accademi
che in cui stato composto per continuare un dialogo
non mai interrotto sui problemi della rivoluzione e della
libert. Son seguite le edizioni fotostatiche (rare, nel
leditoria russa) dei periodici da lui diretti, la Poljar-
naja zvezda e il K o lo k o l92. G li studiosi sovietici che
hanno preso parte a queste riedizioni hanno raccolto in
una miscellanea le loro osservazioni, le loro trouvailles,
le loro riflessioni93. Il volume si apre precisamente con
un pensiero inedito di Herzen, pubblicato e commentato
da Ju . G . Oksman, pensiero che meglio non potrebbe dir
ci come Herzen fosse cosciente della funzione sua e di
quella degli occidentalisti: L a puissante pense de locci
dent, - scriveva a Londra il 24 maggio 1862 - dernier
terme de son long dveloppement historique, pourra
seule fconder les germes qui sommeillent au sein de
l ordre patriarcal des peuples slaves. L ,artel' (lassociation
ouvrire) et la commune rurale, le partage des produits
et des champs, l assemble communale et la runion des
villages en arrondissements qui sadministrent eux m
mes, tout cel servira dassises notre futur rgime de
libert nationale. Mais ces assises ne sont encore que des
pierres parses et sans la pense occidentale l difice de
notre avenir naura jamais que des fondements94. Questa
la conclusione alla quale era giunto Herzen, dopo non
poche esitazioni e oscillazioni. Anche per lui, come per
gli slavofili, la delusione di fronte allOccidente era stata
una delle molle pi potenti a spingerlo al tentativo di ri
trovare in Russia una ragione di vivere e di sperare. Ma
per Herzen questa delusione non deriva piu dalle meschi
LX INTRODUZIONE

nit, dalle grettezze dellet della restaurazione o di Lui


gi Filippo. La ferita gli era stata inferta dalla sconfitta
degli operai parigini nel giugno del 1848, dallimpossibi
lit della Francia di farsi attiva sostenitrice della Polonia
e dellItalia, ed anzi, per quanto riguardava questultima
nazione, dal suo essersi fatta aperta nemica della repub
blica romana di Mazzini. L Occidente, agli occhi di Her-
zen, si era dimostrato incapace di vivere allaltezza degli
ideali stessi che esso aveva creato. Sarebbe stata la Rus
sia in grado di farli rivivere e sviluppare sul proprio suo
lo? Anche nei momenti di pi terribile disperazione, Her-
zen non perse questa fede nel popolo e negli intellettua
li del proprio paese.
I documenti pi importanti di questo dialogo di Her-
zen col mondo occidentale sono stati studiati, in questi
ultimi anni, da Michel Cadot, gran conoscitore dei rappor
ti tra Russia e Occidente nel primo Ottocento. La sua edi
zione delle Lgendes dmocratiques du Nord di Jules
Michelet, con numerosi elementi prima sconosciuti,
un apporto sostanziale alla comprensione del mondo in
cui Herzen and maturando le sue idee95. Quel che invece
non stato ridiscusso abbastanza, n in Russia n fuori
di essa, il nodo politico delle idee di Herzen al culmi
ne della rivoluzione, quandegli cerc di unire, in modo
originalissimo, la sua ammirazione per Proudhon con la
sua speranza in Blanqui. I problemi e le contraddizioni
del populismo posteriore, del socialismo degli anni 60 e
70 stanno gi in germe in questa intensa esperienza di
Herzen a Roma, a Parigi, a Ginevra e poi, ormai sconfit
to, a Nizza. Il tema della delusione centrale nellopera
di Vera Piroschkow 96. Soltanto di riflesso cogliamo l atti
vit di Herzen in quegli anni nelle prime pagine dellopera
di Eberhard Reissner9'. N sugli scottanti problemi poli
tici e sociali della rivoluzione del 48 e sulla partecipazio
ne ad essa da parte di Herzen, si sofferma E. Lampert,
che pure di questi ci ha dato un vivace e interessante ri
tratto98. Riapriamo dunque il libro pi importante che
su Herzen sia stato scritto da molto tempo, quello di
Martin Malia, e certo in quelle pagine sta una risposta, al
meno parziale, alle domande che ora ci siam poste99. Par
INTRODUZIONE LXI

ziale proprio per il punto di vista psicologico piu che sto


rico, da cui si posto l autore. Tbc Birtb of Russian
Socialism egli ci promette fin dal titolo. Ma davvero, per
capire cos stato il socialismo russo, bisogna passare so
prattutto attraverso le ribellioni del giovane Herzen con
tro suo padre e la sua famiglia, le tensioni a cui fu sot
toposta la sua formazione, cercando di compiere una sor
ta di psicanalisi storica di Herzen, cosa sempre diffcile,
incerta ed infida, anche per chi, come lui, tanto ha scritto
e sempre si confessato? O non sarebbe piuttosto neces
sario cercare di intendere innanzitutto i problemi politi
ci della rivoluzione del 48, osservando e intendendo qua
li furono e cosa significarono effettivamente le risposte
che Herzen tent di dar loro giorno per giorno, mese per
mese? Questo, certo, fa anche Martin Malia, ma il suo me
todo psicologico lo porta piuttosto a spiegare Herzen con
Herzen che non a vederlo concretamente agire. Grave
il rischio dimprigionare il proprio personaggio in una
chiusa esistenza singola, insondabile spesso. Tanto appa
re fecondo il metodo biografico - che Malia sa adoperare
ottimamente, seguendo l azione del singolo nel mondo
che fu il suo - tanto incerto quello psicologico che fatal
mente stacca l individuo dalla propria azione e dal pro
prio ambiente. Cosi l anno cruciale per Malia diventa
il 18 4 7, quando Herzen abbandon per sempre la Russia,
non il 1848 o il 1849, quando anchegli and cercando uno
sbocco alle contraddizioni della rivoluzione europea e
parigina. L attenzione si ferma piu sui viaggi e le avven
ture sue che non sui libri e gli opuscoli, sulle sue discus
sioni e le sue idee, che pur sono ci per cui Herzen visse
di fatto in quegli anni. Il rapporto tra la rivoluzione del
48 e quella del 178 9 e 17 9 3 , il problema dello stato fran
cese, la profonda influenza proudhoniana e la compren
sione di Herzen per la volont insurrezionale di Blanqui,
saranno allorigine del socialismo russo ben pi che i
drammi personali di Herzen e la sua pur straordinaria
psicologia. Tanto pi che i frutti di questa possiamo gu
starli direttamente, in ogni pagina di quel meraviglioso
scrittore che fu Herzen, che ci fornisce cosi egli stesso il
contatto con le sue esperienze morali, politiche e intellet
LXII INTRODUZIONE

tuali. Mentre le esperienze politiche lo storico deve andarle


a cercare nella logica politica e sociale dellet che fu sua.
Privilegio, quello di Herzen, della maestria e dellori-
ginalit di scrittore, che non ebbe, al medesimo grado,
nessun altro fra i suoi coetanei ed amici, i quali accanto a
lui stavano creando, in quegli anni decisivi, le nuove idee,
radicali, socialiste populiste delYintelligencija russa. N
Bakunin, le cui lettere giovanili sono tuttavia straordina
riamente vive, tanto da farci rimpiangere che non siano
piu state ripubblicate nellUnione Sovietica. N Belinskij,
che pur fu colui, forse, che con Herzen maggiormente
contribu alla formazione della mentalit delVintelligen-
cija. Curioso osservare come preconcetti e censure della
politica e dellaccademia abbiano, nellUnione Sovietica,
diviso spesso questo gruppo di amici nella ricerca stori
ca di questultimo decennio, separando Belinskij, affidato
agli storici della letteratura, da Bakunin, soltanto recen
temente e parzialmente uscito dallombra in cui le sue
posteriori idee anarchiche lo avevano relegato, e da Her
zen, assunto al cielo dei grandi uomini e ostacolato cosi
spesso nel continuare quel tanto umano dialogo che in vi
ta condusse con questi ed altri suoi amici di Pietroburgo e
di Mosca 10.
Se vogliamo rivivere con loro e partecipare ancora una
volta a quellintensit del loro sentire in cui racchiuso
il germe della posteriore protesta e rivolta populista, po
tremmo aprire gli scritti di Juljan Gregorovic Oksman,
ad esempio quello che egli dedic alla celebre lettera in
dirizzata da Belinskij a Gogol' il 3 luglio 18 47, o ancora
il suo saggio sulla continuit e il distacco tra Belinskij e
le tradizioni politiche dei decabristi101. Qui l incentivo
storico non assente davvero, anche se costretto entro la
rigida probit della ricerca filologica e storica. Ritrovia
mo lautentica tradizione dell'intelligencija in queste pa
gine, quella duna libert duramente conquistata, sempre
minacciata e che giusto difendere con tutti i mezzi, com
preso il linguaggio esopico o doppio. Per Oksman la lette
ra di Belinskij a Gogol' ancora, come per Herzen, per
usare le parole di questultimo, non soltanto una cosa
geniale, essa pure il suo testamento, ed Oksman ne
INTRODUZIONE LXIII

coglie l efficacia, l importanza storica attraverso i riflessi


che subito essa ebbe sui suoi amici, su Bakunin (che que
sta lettera prese per punto di partenza nel discorso suo a
Parigi del 29 novembre 18 4 7 , che gli cost la cacciata dal
la Francia), su Herzen che in modo indimenticabile ce ne
ha parlato in Passato e pensieri (Le lacrime mi stavano
in gola e a lungo io rimasi muto...), su I. S. Turgenev
(Le lettera di Belinskij a Gogol' tutta intera la mia re
ligione), su N. I. Sazonov, su P. V. Annenkov. E come
rispetto ai contemporanei, vien definita pure la posizione
politica di Belinskij di fronte ai predecessori, allesiliato
decabrista N. I. Turgenev che col suo libro La Russie et
les russes, uscito allinizio del 18 4 7, non poca influenza
ebbe sulla formulazione del programma minimo di Be
linskij. Tema che poi Oksman riprender e approfondir
nel suo saggio su Belinskij e le tradizioni politiche dei de
cabristi. Il problema anche qui difficile e sottile insie
me: come e in che misura l eco di una lotta per la libert,
sfortunata e sconfitta, come fu quella dei decabristi, giun
se - in una et di repressione, di tirannia, qual era quel
la di Nicola I - fino alla nuova generazione, a coloro i qua
li, come il giovane Belinskij, riprendevano la strada sen
za troppo osare di guardarsi alle spalle, dinterrogare co
loro che li avevano preceduti, finendo anzi talvolta, come
nel caso di Belinskij precisamente, col condannarli per i
loro passati insuccessi, per le loro storiche manchevolez
ze? Tanto quando Oksman parla della lettera di Gogol',
cosi come allorch segue la difficile eredit dei decabristi,
la conclusione che suggerisce sembra, in ambi i casi, evi
dente: il messaggio della libert, ci dice, non si lascia
schiacciare e la richiesta di democrazia, anche se limitata,
anche se parziale, anche se vien soffocata, sempre un
germe di profondo rinnovamento e di volont rivoluzio
naria.
Fuori dellUnione Sovietica lurgenza di simili proble
mi fu certo minore, anche in questi ultimi dieci anni. La
porta era piu largamente aperta in Occidente (e un testo
sacro ci assicura che questo non sempre un vantaggio),
piu vasta la prospettiva nel porre storicamente al loro
giusto posto, in mezzo allEuropa che stava compiendo
LXIV INTRODUZIONE

la rivoluzione del 48, questi lontani, ascosi conflitti che


stavano emergendo dal sottosuolo della Russia di Nicola
I. Se il libro di Edward J. Brown su Stankevic soffre non
poco di questo troppo forte distacco politico e ideologi
co, altri invece riuscirono a giungere ad una pi sentita
ricostruzione storica, come P. Scheibert, E. Lampert, L.
Schapiro e P. Pom per102.
I primi anni del regno di Alessandro I I , la liberazione
dei contadini, l aprirsi dellet delle riforme, conferma
rono sostanzialmente le intuizioni di Herzen e di Belin-
skij. La libert era rivoluzionaria in Russia. Ogni riforma
avrebbe posto il problema duna integrale trasformazione
della societ russa. In un decennio, che convenzional
mente chiamiamo gli anni 60 anche se in realt si tratta
del periodo che va dal 18 54 al 1864, si pass da un timido
riemergere del liberalismo e della slavofilia della prima
parte del secolo alla formazione dun movimento socia
lista e rivoluzionario che i decenni seguenti dimostreranno
insradicabile dalla terra russa. Quale fu la ragione di una
cosi importante svolta?
Agli anni 60, si era continuato a volgere gli occhi, per
decenni e decenni, nei momenti di crisi, nei periodi di
incertezza della societ russa. Verso let delle riforme,
verso la fine della servit contadina, verso il sorgere del
movimento studentesco e della prima Zemlja i volja, ver
so questalba tempestosa di libert naturale si volgesse
ro pure, anche un secolo dopo, tra il 19 54 e il 1964, gli
animi degli scrittori sovietici (basta pensare a Pasternak)
e, naturalmente, degli storici che stavano uscendo dal di
spotismo del potere staliniano. Che cosa ebbero a dirci
questi ultimi su un periodo tanto importante del loro
paese?
Sul piano della storia economica e sociale, bisogna con
fessarlo, la risposta stata povera, insufficiente. Ripetere
senza stancarsi che il capitalismo si era abbastanza svi
luppato in Russia per condurre fatalmente, naturalmente,
alla dissoluzione dei legami feudali, era ricantare unan
tica canzone, non riproporsi i problemi della societ rus
sa a met del secolo scorso, n permettere di capire le
particolarit del processo dindustrializzazione di quel
INTRODUZIONE LXV

paese, n chiedersi davvero quale fosse l effettiva situa


zione allinizio del regno di Alessandro I L Le risposte, a
questo proposito, non son venute dagli storici sovietici,
ma dallaltra parte delloceano, dagli studiosi americani
come Emmons e soprattutto Alexander Gerschenkron,
nelle pagine sulla storia economica russa che questi ha
scritto per la Cambridge Economie H istory103, per poi rac
coglierle nel suo volume Continuity in History and Other
EssayIM. A mezza strada, per cosi dire, tra americani e rus
si, si son posti gli studiosi francesi con un Recueil d arti-
cles et de documents, organizzato da R. Portai e intitolato
Le Statut des paysans libers du servage. 1 8 6 1 - 1 9 6 1 los.
L interpretazione tradizionale non stata espressamente
rimessa in questione, ma, di per se stesso, il materiale
presentato in questopera cosi ricco, soprattutto nel
contributo di M. Confino, da far seriamente rimeditare
le basi stesse del problema.
Qualcosa tuttavia hanno portato nel dibattito anche i
sovietici - e non di poco conto. L idea del passaggio tra
feudalesimo e capitalismo era stata generalmente accom
pagnata, negli storici comunisti, dallaffermazione che
questa trasformazione, pur richiesta dalla mutata situa
zione economica, aveva tuttavia trovato il proprio moto
re, la forza che l aveva messa in opera nella ribellione del
le masse contadine, nella spinta rivoluzionaria dei muzi-
ki, ribelli ormai ai ceppi e gravami dei loro padroni e si
gnori. Onde gli studi, di cui alcuni molto pregevoli, sul
movimento contadino, sulle sommosse, sulle repressioni
dello stato, ecc. Ma a continuare per questa strada, negli
anni 30 e 40 si frapponeva evidentemente, nellUnione
Sovietica, un ostacolo di non piccola importanza. Anche i
migliori studiosi - basta pensare alla Ignatovic - che deri
vavano dal periodo prerivoluzionario, o che continuava
no e sviluppavano la grande tradizione di storia contadi
na, che una delle pietre angolari della storiografia russa,
dovevano evidentemente segnare il passo. Le rivolte dei
muziki, in quegli anni staliniani, si poteva ancora studiar
le e indagarle negli archivi. Ma una reinterpretazione dei
dati, una riflessione sulla natura, il carattere, il valore di
quelle oscure ribellioni non poteva certo essere incorag-
LXVI INTRODUZIONE

giata allora. Dopotutto, Stalin, come era persuaso che i


populisti dovessero essere abbandonati al silenzio, cosi
era fermamente convinto che le rivoluzioni contadine ac
cettabili fossero soltanto quelle che si compivano dallalto.
La situazione in cui si trovava la campagna russa dopo la
collettivizzazione del 1929 non invitava davvero a studia
re da vicino le ribellioni, le rivolte che avevano accompa
gnato e seguito la riforma del 1 8 61 . Si fini presto per
giungere ad una di quelle tipiche situazioni dissociate e
contraddittorie di cui ricca la vita mentale dellUnione
Sovietica. Da una parte, il motore delle riforme erano
stati i contadini ribelli, dallaltra era meglio non guarda
re troppo da vicino a questi movimenti dei villaggi. Il mi
to rivoluzionario si librava sulla realt senza illuminarla
n penetrarla.
La cosa era tanto pi curiosa se si riflette che, come si
ricorder, anche Alessandro I I aveva preferito le rivolu
zioni dallalto a quelle dal basso. Era stato proprio lui a
mettere in circolazione questa espressiva e tipica formula.
In realt il processo attraverso il quale venne operata la
riforma del 1 8 6 1 , le conseguenze a cui essa port nei de
cenni seguenti, la sua funzione nello sviluppo dellindu
strializzazione del paese, tutto sembr confermare quello
che gli uomini della Narodnaja volja gi avevano chiara
mente intuito, e cio che lo stato aveva avuto una fun
zione decisiva in tutto questo processo, che la rivoluzio
ne dallalto non rappresentava unicamente un riflesso di
difesa dellimperatore e dei nobili, ma che essa risponde
va ad una profonda esigenza di tutta la vita sociale della
Russia, dove le trasformazioni non potevano non scende
re dallalto, attraverso gli ingranaggi dello stato, proprio
perch economicamente troppo deboli e socialmente trop
po impotenti erano le classi ed i gruppi in grado di muo
vere da sole il gigante russo verso il mondo moderno.
naturale perci che, sul piano storiografico, le ricerche mi
gliori e pi attente non fossero dirette verso le sepolte
realt del villaggio russo dellOttocento, bens ad inten
dere i programmi e le realt che precedettero o accom
pagnarono i primi dieci anni del regno di Alessandro I I .
Basta pensare alle opere ormai classiche di Druzinin e di
INTRODUZIONE LXVII

Zajonckovskij. Questultimo si assunto non solo il


compito di sfatare i miti della rivolta contadina, scaduta
ormai spesso nellUnione Sovietica a retorica rivoluziona
ria retrospettiva, e a sgombrare il campo dei troppi erro
ri metodologici che avevano guastati questi studi, ma so
prattutto il compito, divenuto ormai indilazionabile, di
fornire finalmente una storia della politica dello stato
russo nella seconda met del secolo scorso.
Alcune delle battaglie che Zajonckovskij ha combattu
to sono ormai vinte, ed egli pu perfino permettersi una
qualche ironia, come ad esempio quando ci descrive i
metodi con cui venivano e, temiamo, continuano spesso
a venir costruite le statistiche dei movimenti contadini
ottocenteschi. Disgraziatamente, dati precisi sullam
piezza del movimento contadino, finora non ne abbiamo.
Un metodo per il computo di esso non stato elaborato, e
le cifre che lo concernono ricordano il metodo statisti
co , che consiste nel sommare due fenomeni di dimensio
ni del tutto diverse (secondo il principio: un cammello
pi una gallina ). Cosi una sommossa contadina nella
quale abbiano preso parte delle migliaia di persone si
considera come una unit, e nel medesimo tempo il rifiu
to della corve, compiuto da una decina di contadini, fi
gura anchesso come ununit... Il secondo difetto che si
constata nella storiografia del movimento contadino con
siste nello sforzo di rendere sempre maggiori le dimen
sioni delle sommosse (facendosi guidare dal principio:
tante pi sommosse quanto pi importante la ricerca).
Disgraziatamente questa tendenza ha avuto gran diffu
sione, soprattutto nei lavori degli storici periferici, ma
non in essi soltanto I06. Leggendo queste statistiche e
percorrendo i tanto numerosi documenti pubblicati negli
ultimi anni sul movimento contadino in Russia (una col
lezione precisamente cosi intitolata e composta di grossi
e indispensabili volumi ha visto la luce, da ventanni a
questa parte, sotto la direzione di Druzinin 107), ci si lascia
sorprendere dal pensiero di che cosa sarebbero capaci di
trarne gli storici francesi della scuola delle Annales.
Qualche passo intanto stato compiuto verso lutilizza
zione pure dei mezzi e strumenti dellantropologia nel
LXVIII INTRODUZIONE

l interpretazione dei sogni, delle speranze, delle utopie


dei m u iik i108. Ma, per quanto suggestiva, non tuttavia
questa, evidentemente, la via maestra per intendere l et
delle riforme di Alessandro II . A l centro del quadro,
anche nella storiografia sovietica, rimane il problema po
litico.
La formula mille volte ripetuta, con cui questo proble
ma stato definito nellUnione Sovietica, la seguente:
situazione rivoluzionaria in Russia tra il 18 59 e il
18 6 1 . Un gruppo di storici, per iniziativa dellIstituto
di storia dellAccademia delle scienze dellUrss, e sotto
l impulso di M. V. Neckina, si dato a studiare questo te
ma, raccogliendo, con gran minuzia, unimpressionante
quantit di materiali, di dibattiti, di conclusioni, pubbli
cati, almeno in parte, in cinque volumi duna grossa e im
portante miscellanea apparsa, appunto sotto questo nome,
tra il i960 e il 19 70 I09. Tutti gli aspetti di questo triennio
sono stati esaminati, dai problemi del governo dello zar
al movimento contadino, dal sorgere delle prime orga
nizzazioni clandestine agli umori deYintelligncija. Tutto
ci tenuto insieme dallidea della situazione rivolu
zionaria, attraverso la quale sarebbe passata la Russia
alla vigilia e al momento dellapplicazione del manifesto
di liberazione dei servi. La formula, beninteso, deriva da
Lenin, che a lungo l aveva maturata e che l aveva espres
sa nella sua forma piu definitiva e chiara nellarticolo sul
Fallimento della Seconda Internazionale, pubblicato nella
rivista Kommunist, nel giugno del 19 15 . Quali sono
i segni duna situazione rivoluzionaria? diceva. Non sba
glieremo certo se li indicheremo in questi tre elementi: 1)
l impossibilit per le classi dominanti di mantenere im
mutato il loro dominio, questa o quella crisi di coloro
che stanno in alto, una crisi della politica della classe do
minante che crea la rottura attraverso la quale irrompe
lo scontento e l ira delle classi oppresse. Perch inter
venga la rivoluzione non sufficiente di solito che coloro
che stanno in basso non vogliano piu , ma si esige pure
che coloro che stanno in alto non possano piu vivere co
me per linnanzi ; 2) l acutizzarsi, oltre il normale, dei bi
sogni e delle difficolt delle classi oppresse; 3) un aumen
INTRODUZIONE LXIX

to, in seguito alle cause ora indicate, dellattivit delle


masse, le quali nei momenti di tranquillit si lasciano
depredare senza proteste e che nei momenti di tempesta,
come in ogni situazione di crisi, sono sospinte ad un pro
prio autonomo intervento, altrettanto quanto coloro che
stanno in alto 110. Lenin forniva come esempio duna
simile situazione rivoluzionaria la Germania degli an
ni 60 del x ix secolo, gli anni 18 39-6 1 e 1879-80 in
Russia.
Era questultima una pura e semplice esemplificazione,
che la superstizione sovietica ha trasformato in un vero e
proprio letto di Procuste. Come far terminare infatti la
situazione rivoluzionaria con il 18 6 1, quando appare evi
dente che la crisi delle classi dirigenti, lo scontento popo
lare andarono accentuandosi e approfondendosi, oltre il
18 6 1, per tutto il 1862 e il 18 63 (anno in cui una rivo
luzione scoppi in effetti, com noto, anche se non fu
quella dei contadini russi, ma quella della piu importante
nazione oppressa dallo zarismo, della Polonia cio)? La
distorsione dovuta a questa cronologia errata diventava
tanto piu grave se si volgeva lo sguardo a quello che, dal
punto di vista rivoluzionario, era precisamente l elemen
to piu importante, e che lascer maggiori tracce nel futuro,
l emergere cio e il consolidarsi dun vero e proprio par
tito deciso a interpretare e a capeggiare la rivolta conta
dina e ad abbattere l autocrazia russa. Ora, piu si osserva
va da vicino questo processo di formazione della prima
Zemlja i volja e piu appariva evidente che essa non rag
giunse il suo punto di coagulazione, non divenne una vera
e propria societ segreta, che negli ultimi mesi del 18 6 1.
Essa visse ed oper soprattutto nel 18 6 2, e ancora nel
18 63. I tentativi, che non mancarono, di farla nascere ed
operare prima del manifesto del 19 febbraio 18 6 1, non
hanno portato ad altro che a una serie di ipotesi e di sup
posizioni, incapaci di reggere ad un esame critico dei fat
ti. Il libro di Ja. I. Linkov, uscito nel 1964, segn la fine
di questi vani tentativi di fare di Herzen e di Cernysevskij
dei capi duna misteriosa congiura, quando ben altra e
ben altrimenti importante fu la loro funzione di creatori
dell 'animus rivoluzionario e populista della Russia otto
LXX INTRODUZIONE

centesca. Linkov mise cosi fine ad una visione cospirato


ria che era venuta sovrapponendosi ad una realt storica
tutta fatta di libere iniziative, di profonde rivolte e di
disperate ricerche individuali, in mezzo alle contraddizio
ni della situazione creatasi in Russia nel decennio 1854-
1864 1U. Fine, ben inteso, precaria e provvisoria, ch i ri
torni indietro non sono mancati. La tentazione di sosti
tuire l organizzazione, il complotto, la congiura alla libera
creazione di nuove idee e di nuove forze politiche riaffio
ra continuamente anche nella piu recente storiografia so
vietica. Un duro, arido, grigio cemento tende ancor sem
pre ad imprigionare e ad immobilizzare anche uomini co
si liberi come Herzen, o come quei giovani che crearono
il costume, la moralit, la psicologia del rivoluzionario
russo. Sembran tracce di fossili quelle che essi hanno la
sciato nella dura concrezione ideologica sovietica. Per ri
trovarli vivi bisogna innanzitutto spezzare questo involu
cro. Ci necessario fare, ad esempio, leggendo il volume
di N. N. Novikova, Revoljucionery 18 6 1 goda [I rivolu
zionari del 18 6 1]. Anche questo titolo, pur cosi ovvio,
tratto da Lenin, ed una vera e propria ossessione leninia
na induce l autrice, discutendo sul rapporto tra il gruppo
del Velikoruss e la nascente Zemlja i volja ad usare, ad
esempio, contro lo storico Linkov, argomenti di questo
genere: In questo caso Ja. I. Linkov non contraddice la
nostra opinione, ma quella di V. I. Lenin, il quale ha
chiamato gli appartenenti al Velikoruss dei capofila del
movimento democratico e li ha legati ai nomi di Cerny-
sevskij, di Dobroljubov e dei loro com pagni112. E pen
sare che la Novikova ha compiuto notevoli ricerche, per
fino cosa rara nellUrss - , in archivi privati. Ma nulla
vale, e tutto crolla di fronte a una generica definizione,
ad una giornalistica menzione, ad una semplice elencazio
ne esemplificatrice compiuta occasionalmente da Lenin.
A guardare tuttavia nel suo assieme il lavoro compiuto
in Russia sul periodo della prima situazione rivoluzio
naria (beninteso spostandone la cronologia, come mol
ti, gran parte anzi degli studiosi sovietici hanno fatto pi
o meno tacitamente) si dovr innanzi tutto constatare che
ampio e importante il nuovo materiale raccolto. Baste
INTRODUZIONE LXXI

r considerare l edizione accademica delle opere di Her


zen, terminata nel 19 65, o quella degli scritti di Dobro-
ljubov, di N. A. Serno-Solov'evic, di Ogarv, o la pazien
te ripubblicazione di ricordi e memorie di Panteleev,
Slepcov, Selgunov, Michajlov e tanti altri, o ancora l am
plissima ricerca che si venuta compiendo sulla rivolta
polacca del 1863 e la partecipazione ad essa degli uomini
di Zemlja i volja. Baster rielencare i titoli di quella vera
e propria biblioteca che stata creata in questi ultimi
quindici anni sul primo decennio di Alessandro I I per
rendersi conto con quanto interesse e quanto frutto si
sia lavorato su questi problemi. Uomini e fatti premono
cosi sugli schemi prestabiliti, deformandoli, contorcen
doli, fino al punto che ci si aspetterebbe di vederli infine
spezzati. La monotona ripetizione delle citazioni classi
che, nelle prefazioni e nelle conclusioni di tante di que
ste ricerche, davvero una garanzia che questi schemi
non siano in realt spezzati nellanimo di chi li ha con
frontati con i problemi e i risultati delle proprie ricerche?
Resta una osservanza formale dun rito ideologico, ormai
privo di contenuto concreto.
Il problema centrale di quella et fu il rapporto tra la
rinascente volont di libert e l esigenza che allora and
affermandosi di eguaglianza e poi di rivoluzione sociale.
Erano risorte insieme queste due idee e queste due aspi
razioni politiche, durante la guerra di Crimea e dopo la
morte di Nicola I. Mille forme presero poi nel dibattito
fra Herzen e Cicerin, Herzen e Kavelin, Cernysevskij e
Turgenev, Herzen e Cernysevskij, Herzen e Dobrolju-
bov, Ogarv e Serno-Solov'evic, Bakunin e rivoluzionari
polacchi, e cosi seguitando per ogni aspetto ed angolo di
quellepoca che, se dovesse essere giudicata unicamente
dal calore con cui libert e eguaglianza vennero vissute
e discusse, meriterebbe senza alcun dubbio la definizio
ne leniniana di situazione rivoluzionaria.
La tentazione pi forte, nellUnione Sovietica, stata
quella di far rimontare pi addietro cronologicamente
di quanto non avvenisse in realt la rottura che allora si
oper fra liberali e socialisti e di stabilire fra gli uni e gli
altri un fossato ben pi profondo e largo di quanto non
LXXII INTRODUZIONE

esistesse in verit. In Occidente, di contrapposto, la ten


tazione maggiore fu spesso di cercare di stabilire una tra
dizione liberale russa, ben distinta da quella populista e
rivoluzionaria, e di contrapporla a questultima col mas
simo di nettezza e di vigore. Cominci, nel 19 57 , Victor
Leontovitsch, con la sua Geschichte des Liberalismus in
Russland113. Continu lanno dopo George Fischer, col
suo studio sul Russian Liberalism. From Gentry to In
telligentsia Esamin un elemento di grande impor
tanza, quello storiografico e giuridico, del liberalismo
russo Klaus Detlev Grothusen, nella sua ricerca su Die
historische Rechtsschule Russlands. Ein Reitrag zur rus-
sichen Geistesgeschichte in der zweiten Hlfte des 19 .
Jahrhunderts 5. Questa tendenza ha poi trovato il suo
punto culminante nel brillante libretto di Leonard Scha-
piro, Rationalism and Nationalism in Russian Nineteenth-
century Political Thought. Il risultato di tutto questo
lavorio, che ha effettivamente riportato alla luce tutto
un mondo sepolto sotto le macerie delle rivoluzioni rus
se, appare indubbio: una volta stabilito un fossato invali
cabile tra i liberali e i rivoluzionari russi (tra Cicerin e
Herzen, per intendersi), il liberalismo dellet zarista ri
vela sempre piu chiaramente il suo carattere conservato-
re e lo si vede sempre meglio inserito in quel rinnova
to tentativo di dispotismo illuminato che fu uno degli
aspetti principali del regno di Alessandro I I . Questi li
berali effettivamente volevano piuttosto uno stato di di
ritto che la libert politica. Credevano piu negli strumen
ti statali, nelle leggi, nella magistratura, che non in una
costituzione o in una lotta politica aperta. Insistevano
piuttosto sulle garanzie giuridiche che sulla libert di
stampa. E , non dimentichiamolo, vivevano anchessi non
soltanto nellet di Alessandro II , ma anche in quella di
Napoleone I I I e di Bismarck. E cosi - tanto per prende
re ancora una volta l esempio di Cicerin, particolarmente
importante e caratteristico - , se Tschizevskij aveva po
tuto considerarlo un liberale classico 116 e Leontovitsch
parlare a suo proposito di liberaler Konservatism us117
George Fischer non a caso trovava nella tradizione tede
sca e non in quella britannica la parola adatta per espri
INTRODUZIONE LXXIII

mere il suo pensiero e finiva col chiamarlo un Rechtss


taat lib eral118. In conclusione Schapiro finiva con dire
che Cicerin, one of th most outstanding intellects of
th Russian nineteenth Century, era stato too liberal to
be welcomed by th conservatives, and too conservative
to be accepted by th liberals. The unity and consist-
ency of his thought justify th application to him of th
epitet which Viasemsky chose for Pushkin liberal con
servative 9. Si capisce, dopo aver letto simili giudizi,
perch Richard Pipes ne abbia concluso che il tema da
studiare, nella Russia del x ix secolo, piu che il liberali-
smo era, innanzitutto, la corrente conservatrice .
Per fortuna, a rendere irreale questa separazione stori
ca tra libert e rivoluzione, tra liberalismo e populismo (di
cui son colpevoli, come si vede, tanto gli occidentali quan
to i russi), stava tutta la vita degli anni 6o, stava il fatto
incontrovertibile che liberalismo, slavofilia, radicalismo e
populismo nascevano in uno stesso mondo sociale, quello
dell'intelligencija. G li uomini delluna e dellaltra tenden
za non erano freddi avversari e nemici, ma appassionati
amici che soffrivano profondamente nei conflitti, negli ur
ti, nelle differenze che sorgevano tra loro, come abbon
dantemente dimostrano gli esempi dei rapporti di H er
zen, Cicerin, Cernysevskij, Dobroljubov - conflitti ed
urti non a caso tanto studiati e ristudiati in questi ultimi
anni. Contro ogni forzato divorzio di chi vive e soffre in
sieme, sta pur sempre un uomo di genio, Aleksandr Iva-
novic Herzen, che organicamente sfugge ad ogni accade
mica e partitica classificazione. A chi apra la nuova, accu
rata edizione delle sue opere complete, non possono non
parer pallide e vane le spiegazioni, tanto spesso ripetute
nella letteratura sovietica, sulle sue illusioni liberali.
Herzen l uomo meno adatto al mondo a diventare una
icona o un quadro del realismo socialista. Egli ripro
pone continuamente, in ogni sua pagina, il problema del
rapporto tra libert e rivoluzione.
Sia pure ad un livello diverso, qualcosa di simile si po
trebbe dire di Ogarv, uscito finalmente dal limbo in cui
era stato lasciato per anni, di Dobroljubov, che col suo
profondo, appassionato moralismo una parte tanto im
LXXIV INTRODUZIONE

portante fini collavere nel separare i liberali dai radicali,


di Cernysevskij, la figura chiave per intendere la nascita
del movimento rivoluzionario in Russia e che si sta alla
fine liberando, sia pur lentamente e ancor non del tutto,
dallicona in cui anchegli era stato rinchiuso e di nuovo
ci parla, soprattutto nelle sue Lettere senza indirizzo,
dellultima speranza sua e dei suoi compagni, dellultimo
loro sforzo di indicare uno sbocco effettivamente demo
cratico e libero alla crisi suscitata dalla liberazione dei
contadini. Nei suoi giovani amici e seguaci Nikolaj e
Aleksandr Serno-Solov'vic, vediamo gi il coagularsi del
partito rivoluzionario quando ormai tutte le porte sono
chiuse ad ogni altro sviluppo (e le porte, per Cernysev
skij e per loro, sono ormai quelle del carcere). Anche que
sti giovani sono troppo vivi per restare perpetuamente
deformati e mutilati dalla reazione. La loro volont di li
bert (anche nella forma liberale, costituzionale, in Niko
laj Serno-Solov'vic, ad esempio) risulta dai loro scritti
chiarissima, anche quando i presentatori sovietici ce la
vogliono vedere il meno possibile.
In mezzo a queste riscoperte ed esigenze, una visione
generale di tutto questo periodo, una storia dei dieci an
ni, 1854-64, del gran dramma della riforma e della nasci
ta del movimento rivoluzionario, non ancora apparsa
in Russia. Certo, dopo un secolo, questo periodo non ha
potuto non attirare l appassionata attenzione dei sovieti
ci. Una crisi dopo un lungo periodo di dittatura, le rifor
me che scendevano dallalto, la volont di dar vita ad un
Rechtsstaat, senza giungere alla libert e alla democrazia,
il tentativo sempre ripetuto di servirsi dei vecchi stru
menti per affrontare problemi nuovi, il senso di vanit,
di stanchezza che questa politica dellamministrare le ri
forme cosi come si era amministrato lassolutismo ed in
fine l esplodere della rabbia, del nihilismo, della bile, co
me la chiamava Herzen, di fronte alle porte che si richiu
dono dopo essersi schiuse, di fronte alle speranze deluse,
tutto questo dramma degli anni 60, come avrebbe potu
to non interessare i russi dun secolo dopo, i quali stava
no passando per una crisi, certo molto diversa, ma che
con quella dellOttocento aveva pur sempre molti punti
INTRODUZIONE LXXV

in comune? Non si trattava di riportare nel passato le


passioni del presente, ch questo sera fatto fin troppo,
nella storiografia sovietica dellet staliniana. Non biso
gnava cedere alla tentazione di ricominciare ancora una
volta, a dipingere Herzen e Cernysevskij, Dobroljubov
e Serno-Solov'vic a propria immagine e somiglianza. Era
necessario giungere finalmente alla ricerca storica pi
completa e obiettiva possibile. Qualche spinta in questo
senso non certo mancata, ed essa ha dato qualche buon
frutto. Se tuttavia una visione storica pi integrale non
nata ci fu dovuto al fatto che il problema di fondo non
era risolto. Sul piano politico la libert non ha vinto e sul
piano storico il nodo dei rapporti tra liberalismo, socia
lismo, populismo non stato esaminato e sciolto in tutti
i suoi sviluppi. G li schemi della democrazia rivoluzio
naria degli anni 60, della situazione rivoluzionaria
del 1859-61 si sono attenuati, allargati, si sono deforma
ti, ma non sono stati abbandonati. Una visione storica in
cui Herzen e Kavelin, Cernysevskij e Cicerin, Alessan
dro I I e Zaicnevskij abbiano ognuno una propria funzio
ne (e non pi un posto dalla parte degli eletti o dei repro
bi) parve emergere lentamente, ma non ha raggiunto poi
la necessaria chiarezza e fermezza.
Quel che rimasto vivo e pungente, nellUnione So
vietica come fuori di essa, il senso di amarezza, di de
lusione, di fronte al naufragio di tante speranze, di tante
illusioni nate negli anni in cui si erano andate preparan
do le riforme di Alessandro I I , di tanti sacrifici inghiot
titi e annientati ancora una volta dalla gran macchina sta
tale della Russia. La situazione rivoluzionaria, vista
nel suo assieme e nel suo sviluppo, riprendeva laspetto
che ebbe agli occhi dei contemporanei pi sensibili e ap
passionati, la forma cio d una rivoluzione mancata. N
era certo gran consolazione constatare che cera stato chi,
come Cernysevskij, aveva avuto l intelligenza e la lucidi
t di prevedere un simile naufragio. Quel che era storica
mente pi importante era osservare, in un caso tanto in
teressante come questo, se la delusione aveva suscitato
la rivolta, se dal naufragio era emersa una nuova volon
t rivoluzionaria. G li uomini della prima Zemlja i volja
LXXVI INTRODUZIONE

avevano sperato un momento che la jacquerie sarebbe sor


ta dalla delusione provata dalle grandi masse contadine
quando queste avessero misurato le ingiustizie e gli in
ganni tramati ai loro danni, quando avessero constatato
che la libert ottenuta dallalto era quella dei signori e
dello stato, non quella del popolo e dei villaggi. Eppure
tocc ai rivoluzionari di quelle prime organizzazioni clan
destine constatare che i movimenti contadini andavano
diminuendo tra il 18 6 1 e il 18 63 e che questultima data
non aveva segnato, come era loro speranza, l inizio duna
rivolta generale. Poi, nel 1863 e 1864, gli intellettuali ri
voluzionari, pronti ad ogni sacrificio pur di stare accanto
ai polacchi nella rivolta contro lo stato zarista, dovettero
constatare essi pure che l insurrezione polacca non aveva
fatto che scatenare, in Russia, il nazionalismo, la reazio
ne piu violenta. G li studenti di quegli anni, che avevano
sperato in una vita e in una cultura del tutto nuove, do
vettero accettare ben presto l unica via che sembr loro
ancora aperta: l abbandono delle aule, il distacco indivi
duale, il rifiuto di ogni cultura. Questa la situazione, que
sto il terreno in cui affond le sue radici il nihilismo rus
so degli anni 60. Il primo a rendersi conto della sua im
portanza, e del suo pericolo, fu Herzen (Very dange-
ro u s!!! intitol il suo primo segnale dallarme). Si dif
fuse poi nelle forme piu diverse e contraddittorie, assor
bendo elementi della filosofia di Schopenhauer, del radi
calismo francese degli ultimi anni del Secondo Impero,
del darwinismo e dello scientismo positivista, pur con
servando fino in fondo, dalla prima Zemlja i volja al tra
gico naufragio della Narodnaja rasprava di Necaev, quel
l elemento di rabbia impotente, di delusa protesta di
fronte alla rivoluzione fallita da cui questo nihilismo era
nato e si era sviluppato.
Per intendere davvero un simile acre fermento la prima
cosa da fare, come ha suggerito Vittorio Strada, sarebbe
riprendere e riconsiderare le pagine di Herzen, cosi straor
dinariamente vive dopo centanni e cosi penetranti nel
l analisi dello stato danimo dei contestatori dun secolo
f a 121. L altra via, ed quella che stata piu spesso battu
ta in questi ultimi decenni, conduce a riesaminare da vi
INTRODUZIONE LXXVII

cino gli scritti del maggiore tra i nihilisti dallora, di Pi-


sarev, cosi come la pi importante rivista di quella ten
denza, il Russkoe slovo. Anche qui il quadro interna
zionale entro cui questi fermenti si svilupparono non
stato sufficientemente considerato in Russia. I risultati
della ricerca di A . Coquart, apparsi a Parigi nel 1946,
non sono ancora stati abbastanza apprezzati a Mosca e a
Leningrado (ad esempio per quel che riguarda i rapporti
del pensiero di Pisarev con quello di Karl Vogt). Soprat
tutto, non pare si sia tenuto conto dun parallelismo, che
pur simpone, quello della contemporanea discussione del
le idee di Darwin in Europa e in America. Anche per quel
che riguarda i riflessi sociali di questo dibattito e magari
le conseguenze elitistiche e razzistiche che esso non man
c di avere, unattenta considerazione, ad esempio del li
bro di Robert Hofstadter, Social Darwinism in Am eri
can Thought sembra davvero indispensabile. Soltanto co
si le intuizioni, le osservazioni pur preziose di B. P.
Koz'min su Pisarev e l et sua potranno prendere un sen
so meno ristretto, meno esoterico si potrebbe dire, quasi
simboli e segni di un dialogo allinterno dtWintelligencija
russa e sovietica che continua ininterrotto da un secolo.
Koz'min, fin dal 19 29, aveva largamente aperto la stra
da ad una intelligente riconsiderazione di questi problemi
col suo articolo D. I. Pisarev e il socialismo, recentemente
ripubblicato in una raccolta postuma dei suoi saggi122.
Dal soffocante senso di impossibilit di giungere alla ri
voluzione, che dominava gli intellettuali russi allinizio
degli anni 60, Koz'min era risalito ai riflessi del falli
mento della rivoluzione del 48 allargando cosi a tuttEu-
ropa il dramma russo dellet delle riforme. Tanto pi es
senziale era parsa, in questa luce, la funzione degli intel
lettuali, del proletariato del pensiero, come appunto
laveva chiamato Pisarev. Anche questo non era concetto
esclusivamente russo e lo si poteva naturalmente ritrova
re anche in Occidente. Ma mentre l il proletariato del
pensiero aveva volto gli occhi verso la classe operaia, la
situazione, in Russia, si era ben presto dimostrata profon
damente diversa. Il proletariato del pensiero era in
Russia pi povero, pi impotente che ovunque altrove.
LXXVIII INTRODUZIONE

Inutilmente esso tent aprirsi la via delle cooperative,


del mutuo soccorso, duna organizzazione qualsiasi di di
fesa, piu diseredato come era degli stessi contadini. Il
contadino aveva la sua casa, un pezzetto di terra, il pro
letariato del pensiero non possedeva nulla di questo 123.
Ogni tentativo di imporsi, di rendersi indispensabile par
ve naufragare. Di fronte alla giovane intelligencija stava
un abisso. H ic Rhodus, hic salta. E difatti, esauriti i ten
tativi di salvarsi da soli, di sognar sistemi come classe di
rigente, di porsi come una lite, agli inizi degli anni 70,
il proletariato del pensiero fini col compiere la sua
andata nel popolo . Ecco perch - concludeva Koz'min
- quella corrente del nostro pensiero sociale rappresen
tata da Pisarev, malgrado le brillanti vittorie registrate
nella seconda met degli anni 60, non ebbe in realt che
una vittoria di breve durata e dovette cedere l iniziativa
a chi le era avversario, al populismo, che si appoggiava
sui contadini. Oltre questa data, Pisarev ebbe molti e
attenti lettori, ma non trov piu chi lo esaltasse e lo se-
124
guisse con entusiasmo .
Gi in un saggio scritto nel 19 4 1 e rimasto molti anni
inedito prima di essere inserito nella raccolta ora ricorda
ta, B. P. Koz'min aveva cercato di trovare una riconfer
ma della sua interpretazione del nihilismo nelle reazioni e
nelle polemiche duno scrittore populista quale Saltykov-
Scedrin125. Il vero, l autentico nemico del proletariato
del pensiero, dei giovani rivoluzionari russi degli anni
60, - diceva, - non erano stati i liberali, ma l assolutismo,
il dispotismo dello zar. Lo aveva detto Cernysevskij nelle
Lettere senza indirizzo. Non si era stancato di ripeterlo
Herzen. Ma queste verit non si potevano dire nellet di
Stalin. Koz'min, tuttavia, come fa giustamente notare
chi ha recentemente ripubblicato le sue opere - non aveva
accettato questa interpretazione staliniana, diventata un
vero e proprio assioma della storiografia sovietica degli
anni 40 e che, a ben guardare, altro non era che una tra
sposizione nel campo dello studio della tesi che considera
va la socialdemocrazia dellEuropa occidentale come ne
mico essenziale del comunismo126. Per lui, tutto il mo
vimento rivoluzionario russo conteneva profondo in ogni
INTRODUZIONE LXXIX

fase, anche in quella nihilista, il problema del rapporto


tra libert e rivoluzione.
Anche in questi ultimi anni si sono moltiplicati gli stu
di sul periodo del nihilismo e di Pisarev. Basterebbero a
provarlo i due libri di F. Kuznecov e di L. E . Varustin sul
Russkoe slovo, la principale rivista di questa corrente.
Ma anche qui il tempo trascorso dagli anni 20 non pas
sato invano. Anche qui la cesura degli anni staliniani ri
masta profonda. C in questi due libri, e soprattutto nel
primo, un elemento di ingenuit che colpisce. G li autori
sembrano riscoprire gli uomini e l Europa dellOttocento,
quasi fossero persone e terre molto lontane e inusitate.
Sembrano trascinati dal radicalismo, dallo slancio, dal
lestremismo dei loro compatrioti di centanni prima, sen
za soffermarsi abbastanza su tutto ci che vi era stato in
essi di torbido, di strano, di inquietante. La scissione, o
come allora venne chiamata, lo scisma tra nihilisti,
tra i lettori cio di Pisarev e quelli di Saltykov-Scedrin
viene attenuata in uno sforzo di conciliarne postumamente
i contendenti in una comune fede progressista.
Qualcosa di questa visione troppo normale, troppo po
sitiva sta forse in quelli che debbono tuttavia esser con
siderati tra i migliori libri apparsi negli ultimi tempi sul
movimento rivoluzionario russo tra la fine della rivolta
polacca e lattentato del 1866, quelli cio di R . V . Filip-
pov sulla Organizzazione rivoluzionaria populista di N.
A. Isutin e di I. A. Chudjakov (1863-66), apparso a Pe
trozavodsk nel 1964 e di E . S. Vilenskaja, I l sottosuolo ri
voluzionario in Russia (G li anni 60 del x ix secolo), usci
to a Mosca nel 19 65. Le ricerche degli autori sono ap
profondite, ed essi hanno precisato non pochi complicati
quesiti, sfatando accumulate leggende e facendo riemer
gere uomini e fatti caduti nelloblio. Quel che non rinasce
l atmosfera di questo sottosuolo. Ci si domanda se
gli autori, soprattutto il secondo di essi, la Vilenskaja, si
siano chiesti davvero quali potessero essere le idee che
spinsero Chudjakov nel popolo e misero una rivoltella in
mano a Karakozov. Filippov parla del 1865 come di una
fase di tormentose incertezze e ricerche tattiche127.
Davvero soltanto tattiche? Basta rappresentarsi l atmo
LXXX INTRODUZIONE

sfera politica della Russia negli anni 1864-65 - aggiunge


sempre lo stesso autore per capire quanto sia naturale il
fatto che alcuni dei dirigenti del gruppo di Isutin comin
ciassero a formarsi una mentalit congiuratoria 12\ Natu
rale? La volont di creare un gruppo chiuso di rivoluzio
nari e il terrorismo non si spiegano cosi facilmente. Che
la congiura prendesse il nome di Inferno e pretendesse
dai suoi componenti un comportamento del tutto abnor
me un fatto intorno al quale certo si scatenarono le fan
tasie dei contemporanei e su cui furono raccontate an
che molte fandonie, ma che non per questo devessere
scartato e non considerato. G li studiosi sovietici contem
poranei hanno tentato di spiegare l irrompere della men
talit congiuratoria non soltanto con la situazione depres
sa degli anni 60, ma attribuendo particolare peso e valore
ad elementi politici estranei a questo mondo di populisti e
che penetrarono allora nel loro movimento, allinnesto
cio di elementi liberali, o addirittura ad una rivivi-
scenza dei gruppi clandestini polacchi. A llesistenza dun
contatto dellorganizzazione di Isutin e di Chudjakov con
elementi della classe dirigente scontenta della politica di
Alessandro I I e di congiurati polacchi, che tentavano cosi
di proseguire il combattimento dopo la sconfitta della ri
volta del 18 6 3, hanno rivolto la loro attenzione tanto Fi-
lippov e la Vilenskaja quanto, soprattutto, T. F. Fedoso-
v a 129. Le testimonianze addotte sono certo importanti. La
Vilenskaja ha dimostrato che il processo di Karakozov fu
profondamente distorto da lotte interne nell 'entourage
dellimperatore. La Fedosova ha sottolineato l importanza
del Comitato polacco clandestino e delle sue ramificazio
ni siberiane in tutto questo periodo del sottosuolo rus
so. Ma questi storici non riescono ancora, si direbbe, a
trovare un punto di convergenza tra questi elementi tat
tici, organizzativi e l evolversi delle idee dellintero mo
vimento rivoluzionario di quegli anni.
Ha certo ragione Filippov nellinsistere sul carattere
populistico e socialista dellorganizzazione di Isutin e di
Chudjakov e nel far notare come le esigenze di libert
fossero profondamente radicate nel modo di sentire di
questi giovani. Libert in realt potenzialmente anarchi
INTRODUZIONE LXXXI

ca, proudhoniana e federalistica, tanto vero che, come


Filippov giustamente nota, proprio il diffondersi delle
idee di Bakunin sembra trovare il suo punto di partenza
in questo fermento moscovita degli anni 60. Esisteva
pur tuttavia unaltra libert, quella costituzionale o demo
cratica. Questa giunge ormai dal di fuori a questi giovani,
come una sopravvivenza delle idee liberali o legata alla
volont dindipendenza dei polacchi. Isutin e Chudjakov
tendono a risolvere i problemi che urgentemente si pon
gono loro sul piano tattico, pratico, non su quello ideolo
gico. Sono e rimangono dei socialisti ed insieme comin
ciano ad esser disposti a adoperare qualsiasi mezzo (la
congiura, gli attentati, la conquista del potere, l alleanza
con i liberali o con i movimenti nazionali), pur di realiz
zare un ideale che il mondo tutto intero attorno a loro
sembra negare e ripudiare. La situazione li faceva dubi
tare ormai della rivolta contadina. Eppure il popolo era
l unica forza sociale capace di dar vita al socialismo. Ogni
mezzo cominciava a parer buono pur di spezzare questa
contraddizione. Questa fu la tragedia del populismo -
conclude la Vilenskaja. - In realt - scrive - l idea di
creare un partito che assumesse su di s quelle funzio
ni attribuite dalla generazione rivoluzionaria precedente
alle masse popolari conteneva l intuizione, non ancora
cosciente, che il contadino non poteva vincere la lotta
con lautocrazia senza la guida e la funzione organizzativa
di unaltra classe. E poich questaltra classe, in Russia,
negli anni 60, non esisteva, ai rivoluzionari di quella et
non restava che spostare i compiti del popolo su un
partito e inserire considerevoli elementi di tattica con
giuratoria nellidea della rivoluzione socialista contadi
na130. Come si vede, lo schema marxista fornisce il deus
ex machina di questa tragedia populista. Ma a questo
dramma che fu in realt senza speranza n fede nel messia
proletario, dobbiamo tener fissi gli occhi se vogliamo ca
pire i profondi contrasti che stavano nellanimo di questi
giovani. Davvero, come sembra sostenere Filippov, su
queste tensioni e contraddizioni non fini forse col fare
profonda presa l acido corrosivo delle idee e dellatmosfe
ra nihilista di quegli anni? Certo, esplicite sono le testi
LXXXII INTRODUZIONE

monianze della loro ostilit contro Pisarev, della loro po


lemica contro il modello basaroviano che Turgenev pro
poneva loro in Padri e figli. Eppure, nellorganizzazione
di Isutin e di Chudjakov non fu certo assente quellele
mento di spregiudicatezza, di violenza, di disperazione al
quale Herzen aveva da tempo reagito e che finir con lo
sboccare nel tragico episodio di Necaev.
N ellUnione Sovietica, il silenzio, dopo tante discus
sioni e polemiche negli anni 20, sceso su Necaev. Silen
zio imbarazzato di chi, partito alla ricerca delle piu auten
tiche fonti del pensiero e dellispirazione del movimento
rivoluzionario russo, si ritrova improvvisamente di fron
te ad un figlio mostruoso di essa. Ponte proportion gar-
de, gli storici sovietici sembrano talvolta reagire di
fronte a lui come di fronte a Stalin, ripetendo piu o meno
energiche formule di condanna, tentando cosi di scongiu
rarne ogni possibile riapparizione, senza cercar di inda
gare davvero sulla natura e le ragioni della sua azione e
del suo potere. E , contrariamente a Stalin, si potrebbe
effettivamente lasciar cadere il silenzio su Necaev, - che
tanto fu studiato nel passato, sul quale fu scritta una in
tera piccola e curiosa biblioteca. Anche a lui, come a co
loro che molto hanno peccato e molto sofferto, potrebbe
essere accordato l oblio delle cause ormai giudicate e
chiuse se, sempre, non si ripresentassero, a tener desto il
ricordo di lui, due uomini di levatura intellettuale e poli
tica ben diversa da quella di Necaev, e la cui vita pur sin
croci con la sua, Tkacv e Bakunin. Per l uno e per laltro
di questi rivoluzionari l episodio del giovane popolano
diventato violento, prepotente organizzatore della Naro-
dnaja rasprava (La Giustizia sommaria popolare), non
pass senza lasciar tracce profonde. La storia dei loro
rapporti resta ancor oggi uno degli elementi essenziali e
pi rivelatori della vita pi intima del movimento rivo
luzionario russo al passaggio tra gli anni 60 e 70. Se si
aggiunge che Necaev lasci la sua impronta su tutta l evo
luzione del movimento studentesco di tutto quel periodo,
cosi come su le vicende dellemigrazione russa, sullam
biente di Herzen, sulla figlia di questi, Natalia, su Ogarv,
INTRODUZIONE LXXXIII

bisogner ben concludere che non possibile cercar di


ricostruire la grande svolta che va dalla sua congiura alla
andata nel popolo senza rievocarne l inquietante figu
ra. Primo esempio di un elemento venuto dal popolo che
penetra niVintelligencija rivoluzionaria portandovi pro
fonda volont dazione e insieme disgregandone, sia pu
re momentaneamente, le basi stesse morali e politiche,
Necaev un revenant che non si riesce ad esorcizzare.
I documenti, finora ignoti, che Michael Confino ha pub
blicato su di lui sono impressionanti. Non soltanto nel
confermare quegli elementi di criminalit e di anormalit
che gi sapevamo essere in lui intrecciati inestricabil
mente con una eccezionale capacit dazione e con un
ancor maggiore dono di farsi ascoltare e seguire, ma so
prattutto per i problemi morali e politici che essi pongo
no. Ecco Bakunin, uno dei pi famosi rivoluzionari del
suo tempo, l uomo che aveva visto la rivoluzione del 48
e la Siberia, che aveva, letteralmente, fatto il giro del mon
do, eccolo lasciarsi conquistare da questo ragazzo incolto
e violento, tanto da vedere in lui l incarnazione stessa di
quella rivoluzione russa che egli andava allora teorizzan
do e predicando. Confino mette al suo giusto posto le ra
gioni psicologiche, personali dun simile atteggiamento,
l incipiente e precoce vecchiaia di Bakunin, la disponibi
lit della sua passione rivoluzionaria in un momento di
bonaccia storica, proprio alla vigilia della tempesta della
guerra franco-prussiana e della Comune. Quel che pi
conta, sono le radici e le conclusioni morali e ideologiche
di questo incontro e scontro. Nessuno le ha messe meglio
in luce di Bakunin stesso, in una lettera a Necaev del 2
giugno 18 70 , al momento in cui gli entusiasmi sono or
mai sbolliti e la rottura tra i due uomini comincia a pro
filarsi come l unico logico sbocco dei loro dissensi sempre
pi profondi. La lunga lettera merita di restare come uno
dei documenti fondamentali di tutta la storia del movi
mento rivoluzionario russo 131.
Bakunin si ritrova, alla distanza di dieci anni, nella si
tuazione in cui sera trovato Herzen dinanzi alle prime
manifestazioni del nihilismo. Con l aggravante che ora la
nuova incarnazione necaeviana di questo gli appare anche
LXXXIV INTRODUZIONE

come una conseguenza del suo proprio pensiero, delle sue


proprie debolezze e speranze.
Quel Catechismo del rivoluzionario che aveva circola
to insieme agli appelli da lui stesso scritti, e che tanti sto
rici poi gli attribuiranno (compreso l autore di questo li
bro), gli appare ora come il frutto della disperazione e del
risentimento, della volont di vendetta e di sopraffazione
di Necaev. Votre catchisme - un catchisme d abrek,
da bandito georgiano cio, scrive con una frase che sem
bra attribuire la paternit e certo tutta la responsabilit
del famoso documento al giovane russo. Quale che sia sta
ta la partecipazione di Bakunin, se pur vi fu, nella sua
redazione (e forse il problema rester per sempre inso
lubile), quel che importa che ora egli lo ripudia, consi
derandolo estraneo e ormai inaccettabile. In esso Baku
nin aveva finalmente riconosciuto una terribile spinta di
fanatismo, di violenza, neppure illuminata piu dalla vi
sione dun mondo libero e migliore, resa piu cupa anzi da
una concezione ferocemente chiusa, crudele della socie
t. Votre cruaut pleine dabngation (il testo russo
pi espressivo e profondo: samootverzennoe izuverstvo),
votre extrme fanatisme - vous voulez en faire... la r
gle de vie de la communaut. Era volere la ngation
totale de la nature de l homme, de la socit. Seuls,
les fanatiques rligeux et les asctes peuvent songer la
vaincre, la nature; cest pourquoi j ai t tonn - mais
pas trop et pas pour longtemps, de trouver en vous une
sorte didalisme mystique, panthiste... Oui, mon cher
ami, vous ntes pas matrialiste comme nous autres, pau
vres pcheurs, mais un idaliste, un prophte, une sorte
de moine de la rvolution; votre hros ne doit pas tre
Babeuf, ni mme Marat, mais un quelconque Savonaro-
le... Par votre faon de penser vous vous rapprochez da
vantage... des jsuites que de nous... Vous tez un fana
tique - cest l votre force norme et caractristique, l
aussi la cause de votre ccit; mais la ccit est une gran
de et funeste faiblesse, l energie aveugle erre et trbuche
et, plus elle est puissante, plus grands et inxorables sont
ses checs I32. Le fondamenta illuministiche e rousseauia-
ne di Bakunin reagiscono di fronte al fanatismo e al ma
INTRODUZIONE LXXXV

chiavellismo di Necaev, e riappaiono di nuovo a nudo, una


volta strappata dolorosamente e buttata via la mostruosa
pianta che sopra di esse era cresciuta. Sa daver contribui
to anchegli a nutrirla, ma vuole liberarsene ormai. N si
tratta soltanto degli aspetti piu vistosi della mentalit di
Necaev, la sua continua mistificazione, la sua indifferenza
di fronte al male e al delitto stesso. Bakunin vuol negare,
vuol scrollarsi di dosso la sostanza politica di Necaev.
Solo la rivoluzione spontane, populaire et sociale -
egli riafferma - ammissibile e desiderabile. Toute autre
rvolution, selon ma profonde conviction, est malhon
nte, nuisible et funeste la libert et au peuple. Il movi
mento rivoluzionario doveva avere come unico scopo quel
lo d veiller, de faire la cohsion des forces populaires
spontanes et de les organiser. Ogni tentativo di sosti
tuirsi ad esse, di agire in nome loro, dingannarle, era dan
noso e vano. In Russia, soltanto lidal populaire (po
tremmo dire, il populismo) aveva il diritto di chiamarsi
rivoluzionario. Ogni congiura, ogni complotto, ogni arti
ficio non avrebbero fatto che falsare e distoreere il moto
profondo del paese.
Eppure, pochi mesi prima, Bakunin aveva pur visto in
Necaev una incarnazione di questa rvolution popu
laire (narodnaja revoljucija). N l aveva soltanto ri
conosciuto per la sua energia e violenza, l aveva accetta
to non soltanto per i suoi elementi positivi, ma anche
per quelli negativi. Non era forse stato Bakunin stesso a
volere, ormai da decenni, lo scatenamento delle cattive
passioni, sole capaci di rovesciare l attuale societ e di
distruggere lo stato moderno? Non era stato lui a guar
dare con speranza ai grandi e piccoli banditi del mondo
popolare russo? Ed ora, perch protestare contro questo
abrek, contro questo ragazzo russo diventato ai suoi oc
chi un disperato bandito georgiano? Come Herzen dieci
anni prima, aveva riconosciuto nei primi esponenti della
rivoluzione russa non soltanto lo spirito di dedizione e
la volont di sacrificio, ma anche quelle profonde distor
sioni, quelle inevitabili ferite che la societ e lo stato
russo avevano impresso nella personalit loro, cosi ora
anche Bakunin, posto di fronte alla figura di Necaev, ri
LXXXVI INTRODUZIONE

trovava la realt del proprio paese. L il fanatismo, la


crudelt nascevano e crescevano insieme alla dedizione e
al sacrificio. La rivoluzione popolare sarebbe stata terri
bile in Russia, tragico sarebbe stato lo scoppio della vo
lont di libert e insieme delle piu orribili passioni. Come
Herzen, anchegli finiva ora col vedere la Russia tutta per
vasa, intrisa della grigia realt del fango, de l infinit
et multiforme boue russe. L e monde russe - tatique,
privilgi et populaire la fois - est un monde horrible.
La rvolution russe sera certainement horrible. Celui qui
craint les horreurs et la boue, quil sloigne de ce monde
et de cette rvolution, mais celui qui veut la servir, celui-
l, sachant o il va, quil fortifie ses nerfs et soit prt
to u t 133. A tutto? Ma non era precisamente questo che
aveva detto e fatto Necaev? In ultima analisi, il problema
diventava morale.
La rivoluzione russa lavrebbe suscitata ed aiutata il
proletariato del pensiero (Bakunin non adopera questa
espressione, ma proprio a questo allude: une masse
norme de gens instruits et pensants et en mme temps
privs de toute situation, de toute carrire, de toute is
sue... trois quarts au moins de la jeunesse universitaire,
les sminaristes, les fils de paysan et de bourgeois, les
fils de petits fonctionnaires et de nobles ruins... Il po
polo era larme rvolutionnaire. Dal proletariato
del pensiero sarebbe venuto lo stato maggiore. Ma qua
le garanzia avrebbero dato costoro di voler veramente la
liberazione del popolo? Questa garanzia non poteva ve
nire che dalla moralit di coloro che ad essa si dedicavano.
Ce monde il faut l organiser et motaliser rellement.
Di per se stesso, il proletariato del pensiero non era
affatto migliore della societ che lo circondava. Il y a
dans ce monde bien peu de sens moral, exception faite
dun petit nombre de natures de fer, minemment mora
les, formes daprs la loi darwinienne au milieu dune
sale oppression et dune misre infinies. Non era diffi
cile immaginare cosa avrebbe fatto invece la grande mag
gioranza qualora si fosse trovata dans une situation qui
leur permette dexploiter et dopprimer le peuple. On
peut affirmer coup sr quils lexploiteront et l oppri-
INTRODUZIONE LXXXVII

meront en toute tranquillit134. Solo la virt, solo la


morale potevano evitar loro il pericolo di cadere nel fan
go circostante. Adottare oggi dei mezzi gesuitici nel mo
vimento rivoluzionario era preparare costoro a diventare
d excellents serviteurs et mouchards du pouvoir. Sol
tanto la lotta contro lo stato, soltanto l ideale della libert
poteva evitare che essi fatalmente si sostituissero al gover
no che la rivoluzione avrebbe abbattuto. Perci bisogna
va porre al centro di ogni azione lautodtermination
du peuple sur la base dune galit absolue, de la liber
t humaine complte et multiforme. Soltanto un idea
le cosi alto e cosi vero avrebbe potuto dominare la dura
realt della futura rivoluzione.
Imaginez-vous au milieu du triomphe de la rvolu
tion spontane en Russie. Ogni barriera, ogni ostacolo
era oramai spezzato. C est l anarchie gnrale. E non
era davvero un idillio. L a boue horrible qui cest amon-
ce en quantits normes dans les profondeurs du peu
ple monte la surface. La concorrenza tra gli uomini
nuovi, usciti dalle viscere del paese, scatenata. Auda
cieux, intelligents, malhonntes et ambitieux... saffron
tent, luttent et se dtruisent les uns les autres. G li uni
ci che possono dare un senso a questa anarchia spontanea
sono i rivoluzionari. Forts de leur pense qui exprime
l essence mme des insticts, des dsirs et des bsoins po
pulaires, forts de leur but clairement compris au milieu
de la foule des hommes luttant sans but et sans plan
questi uomini avrebbero finito con lo stabilire la dicta
ture collective della loro organizzazione segreta. Cette
dictature nest entache daucune cupidit, vanit ou am
bition, parce quelle est impersonnelle et imperceptible et
parce quelle ne procure aucun des hommes qui compo
sent les groupes, pas plus quaux groupes mmes, ni avan
tages, ni honneurs, ni une reconnaissance officielle du
pouvoir. Saranno in realt forti soltanto della loro ener
gia e della loro intelligenza13S. Dovranno perci, fin dal
l inizio, essere i migliori e i piu lucidi, e sempre, in ogni
caso, i piu pronti a sacrificarsi per il popolo, les plus
forts, les plus passionns, inflexiblement et invariable
ment dvous136. Fatalmente, sarebbero stati pochi. Ma
LXXXVIII INTRODUZIONE

quel che contava era la loro eccellenza e la loro totale de


dizione. Ma come avrebbe potuto sorgere un simile nu
cleo, una simile societ segreta se si fossero adottati i mez
zi dellinganno, della mistificazione? Certo la lotta, la
terribile lotta che si andava conducendo in Russia e quel
la che si sarebbe dovuto affrontare il giorno della rivolu
zione non consentivano risparmio alcuno di mezzi e di
colpi. Purch fossero diretti - dice Bakunin - soltanto
ed unicamente contro il nemico. AHinterno della socie
t segreta dovevano vigere i principi della piu pura egua
glianza e della piu perfetta libert. Egalit des droits
de tous les membres et solidarit inconditionnelle et abso
lue... Sincrit absolue... Confiance fraternelle mutuel
le... Sont exclus de la socit tous les hommes nerveux,
craintifs, vaniteux et ambitieux... En adhrant la So
cit chaque membre se condanne pour toujours l ano
nymat publique et l insignifiance... Toute dcision de
la runion gnrale est une loi absolue... Chaque membre
est en droit de tout savoir...13'. Bakunin rompeva cosi
definitivamente con la concezione gerarchica di Necaev,
con ogni segretezza di carattere carbonaro, con ogni cen
tralizzazione di origine giacobina. Egli fu il primo, tra i
rivoluzionari russi, a puntar tutto sulla democrazia e la
fratellanza interna, unite e congiunte al massimo di ener
gia e di spregiudicatezza nella lotta esterna. Tutto era per
messo, segretezza, violenza, attentati e congiure, contro
il nemico. Sacri invece erano i diritti e assoluti i doveri
della fratellanza di coloro che si consacravano a suscitare,
a far nascere un mondo diverso e migliore.
Soluzione che riechegger a lungo nella storia delle
rivoluzioni russe. Essa aveva, nel 18 70 , almeno un gran
de, inestimabile pregio, quello di suscitare e di tendere
al massimo le energie dei rivoluzionari. Tutto sarebbe
dipeso da loro. Ogni responsabilit politica e morale rica
deva sulla loro testa. Chi accettava una simile, terribile
sfida, era certo uomo eccezionale, come aveva previsto
Bakunin. In realt, comegli aveva detto, non furono in
molti a rispondere a questo appello. Ma da loro nacque
il populismo degli anni 70, dai seguaci di Natanson e di
Caikovskij alla seconda Zemlja i volja e alla Narodnaja vo-
INTRODUZIONE LXXXIX

lja. Proprio sulla moralit fecero leva, reagendo con la


forza e la purezza della giovent ai machiavellismi, alle
aberrazioni, alle paure nascoste e palesi del nihilismo e di
Necaev. Qualche decina di ragazzi, allinizio degli anni
70, seppero rendere di nuovo limpida l atmosfera in un
mondo (anchessi non lo ignoravano) impastato di fango.
In loro, sia pur da lontano e lentamente, penetr l appas
sionato appello di Bakunin. Qualche pagina dellopera
sua Statalit e anarchia divenne uno dei documenti fon
damentali di tutto il loro movimento. Sentirono infatti
in quelle pagine una stretta rispondenza alle loro esigen
ze piu profonde 138.
Non fece presa affatto su di loro, almeno allinizio, il
pensiero di chi era stato, come Tkacv, per un momento
accanto a Necaev e che poi, con grande lucidit e intelli
genza, and svolgendo una critica alle idee di Bakunin e
dei populisti, osservandole da un punto di vista che non
era piu machiavellico nel senso deteriore della parola,
ma effettivamente machiavelliano, ricordando ad ognuno
l inevitabile problema del potere e dello stato, dicendo
che quella dittatura segreta e onnipresente, in cui Baku
nin vedeva il futuro della rivoluzione, avrebbe portato al
sorgere duna sorta di chiesa, con un potere simile a quel
lo dun partito e dun governo, affermando che l organiz
zazione interna del movimento rivoluzionario non avreb
be potuto restar libera ed egualitaria ma fatalmente si sa
rebbe mutata in una congiura e in un complotto. Il giaco
bino e blanquista Tkacv andava cosi contro corrente, e
lo resta ancor oggi, in qualche modo, nellUnione Sovie
tica, dove il suo pensiero, in questi ultimi venti anni,
attorniato da un preoccupato silenzio, rotto soltanto dal
la ripubblicazione delle ricerche di coloro che avevano
visto in lui, negli anni 20, un elemento ineliminabile del
dibattito interno nel movimento rivoluzionario.
Non dunque in Tkacv i giovani dell andata nel po
polo trovarono quello che cercavano, ma nei teorici e
negli scrittori del populismo, nelle teorie del progresso
che si andavano allora elaborando, in una visione della
storia che esprimesse fino in fondo il loro rifiuto del mon
do che li circondava e la loro speranza in una profonda
xc INTRODUZIONE

trasformazione socialista. Non soltanto negli scrittori


minori, come ad esempio D. A. Slepcov, che continuava
no, su un piano ormai diverso e piu sofferto, la letteratura
della denuncia di dieci anni prima, e che nel loro avvici
namento al popolo e nella loro esplorazione dei villaggi
pur furono per questi giovani un continuo alimento. Non
soltanto in uomini come Nekrasov e Saltykov-Scedrin.
La loro guida essi trovarono soprattutto negli etnografi,
che apersero loro il mondo e la civilt contadina della
Russia, nei pensatori come Lavrov e come Michajlovskij,
i quali seppero approfondire il significato del debito che
questi giovani sentivano di dover pagare al popolo, op
ponendosi al positivismo, allo scientismo di tipo nihili-
stico per creare una nuova morale fondata sulla volont
duna societ libera e differenziata.
G li scrittori, anche i minori, di questa corrente populi
stica, hanno continuato ad attirare l attenzione degli stu
diosi sovietici. In alcuni scritti recentemente apparsi sul
la poesia o la letteratura del populismo sta lo stesso en
tusiasmo per la riscoperta di questo movimento che gi
abbiamo notato nelle ricerche sugli aspetti politici di es
so. Non molto invece si ancora fatto sui pensatori, i fi
losofi, gli economisti degli anni 70 B9. La scelta delle ope
re di Lavrov apparsa nel 1967 certo utile ma ricopre
sotto una recente vernice sociologica un ritorno di temi
e dinterpretazioni tradizionali I4. L articolo di Sedov su
Michajlovskij e le pagine che su di questi ha scritto B. S.
Itenberg nel suo saggio sul populismo rivoluzionario,
sono sintomi importanti della rinascita dun interesse per
Michajlovskij che pareva ormai sepolto sotto le antiche
condanne partitiche. Ma ancora fuori della Russia che
dobbiamo guardare per trovare un libro su di lui ed una
vera e propria discussione sul suo pensiero 141.
Indubbiamente piu approfondita e importante stata
la ricerca sovietica sui populisti rivoluzionari degli anni
70 dallandata nel popolo alla Narodnaja volja.
anzi questa una delle pagine piu vive della recente storio
grafia sovietica. Si sono ripresi in mano, dopo anni ed an
ni dinterruzione, i documenti pubblicati nel passato e se
ne sono cercati di sconosciuti negli archivi. Perfino unam
INTRODUZIONE XCI

pia, preziosa rassegna dei fondi archivistici riguardanti il


populismo rivoluzionario stata pubblicata, cosa rara
nellUrss e che certamente si cercherebbe invano per al
tre correnti politiche dellOtto e del Novecento 142. Sono
state pubblicate delle opere dassieme che hanno riesa
minato tutti gli aspetti fondamentali del movimento 143.
Nella nuova edizione del Populismo russo il lettore tro
ver molte aggiunte e rettifiche che sono stato indotto a
portare al testo di ventanni fa dalla lettura di numerosi
articoli e studi sovietici, che non possibile qui elencare,
ma in cui indubbiamente molto vi da trarre e da impa
rare.
Da questa messe copiosa, quale nutrimento storico pos
siamo trarre? A l di l dellentusiasmo per la riscoperta
del proprio passato obliterato nellet di Stalin, al di l
dellammirazione per l eroismo dei populisti rivoluziona
ri, quali frutti, innanzitutto, da queste ricerche hanno
tratto gli storici sovietici?
Sembra evidente, in primo luogo, che essi hanno sapu
to meglio inserire il populismo nella storia della Russia
di quanto non fosse stato fatto per l innanzi. Molto e be
ne ha operato in questo senso P. A. Zajonckovskij, il qua
le ha fatto almeno altrettanto per chiarire la seconda crisi
rivoluzionaria, della fine degli anni 70, quanto aveva fat
to, come gi abbiamo visto, per spiegarci la prima, l et
cio delle riforme di Alessandro I I . Il suo libro in propo
sito uno dei migliori usciti in Russia in questi ultimi an
ni, ed egli ha efficacemente battuto in breccia, nella pre
fazione e nel testo, le interpretazioni partitiche di questa
crisi, sgombrando il campo da inesistenti grandi movimen
ti contadini e ristabilendo cosi una vera prospettiva sul
duello allultimo sangue che combatterono alla fine del
regno dello zar il governo e i rivoluzionari di Narodnaja
volja, duello che risulta in tal modo tanto piu tragico
quanto meno accompagnato o suscitato da profondi
movimenti di m assa144. Zajonckovskij, approfondendo
le ricerche darchivio e ricostruendo giorno dopo giorno
la politica del governo, ha definitivamente dimostrato
quale straordinaria efficacia avessero i rivoluzionari popu
listi, quale fosse la loro influenza sullevolversi della si
XCII INTRODUZIONE

tuazione dello zarismo in quel periodo. Certo, Narodnaja


volja fu sconfitta, ma la volont di libert e di giustizia
che essa aveva portato fin nel cuore dello stato russo, que
sto non riusc mai piu a strapparsela di dosso. Altri, co
me N. Trojckij e B. V. Vilenskij hanno illustrato altri
aspetti della struttura statale russa di quellepoca, par
lando soprattutto del carattere e del funzionamento del
la magistratura e degli avvocati. Certo, resta ancor sco
perto un largo campo dindagine, quello dei movimenti
liberali, moderati e reazionari, e del loro effettivo peso
sulla situazione rivoluzionaria della fine del regno di
Alessandro II. Ma gli studiosi sovietici sembrano ormai
sulla buona strada per capire quello che fu il valore po
litico, il peso effettivo del populismo rivoluzionario in
quel periodo della storia russa.
Non altrettanto possiamo dire per quel che riguarda il
rapporto col movimento rivoluzionario mondiale contem
poraneo alla seconda Zemlja i volja e alla Narodnaja vo
lja. la grande svolta storica del socialismo verso la poli
tica, dallanarchismo proudhoniano e bakunista, attraver
so la Comune di Parigi, verso la creazione di grandi mo
vimenti e partiti socialdemocratici e verso la costituzio
ne della Seconda Internazionale. Leo Valiani ci ha rap
presentato con particolare intensit questa grande svol
ta di cui il movimento russo fu uno degli elementi pi vi
vi e significativi145. Ma ancora troppi ostacoli si frappon
gono nellUnione Sovietica ad una visione storica quale
quella che Valiani ci ha dato. I conflitti tra Bakunin e
Marx fanno ancor troppo parte della mitologia locale per
permettere un giudizio pi ampio e distaccato. L interes
se recentemente dimostrato, anche in Russia, per Baku
nin, certo un segno positivo, ma, per ora, dobbiamo con
statare che lo studio del passaggio dalla I alla I I Interna
zionale resta sostanzialmente nelle mani di studiosi non
russi (basta pensare allIstituto di storia sociale di Am
sterdam). Non che negli scritti sovietici non si parli dei le
gami tra il movimento russo e quello inglese, tedesco,
francese, italiano, polacco, ecc. I libri di Itenberg, che fu
uno dei primi a reclamare questa internazionalizzazione
della storia del populismo, basterebbero a provarlo. Ma
INTRODUZIONE X C II I

si tratta appunto di legami, di rapporti, di influenze, tut


te cose utili da studiare e necessarie, ma che non pongono
n risolvono il problema della funzione europea di ci
che accadde in Russia, del suo valore nella pi generale
evoluzione e configurazione del socialismo degli anni 70
e 80.
In meno d un decennio i giovani populisti rivoluzio
nari, scartati senza difficolt, quasi naturalmente, i ri
chiami dei costituzionalisti e dei liberali, che pur non
mancarono neppure allora, e condannate energicamente
le idee giacobine e congiuratorie, si gettarono in unazio
ne sociale diretta, senza intermediari, tra le masse conta
dine e gli operai delle citt. Attraverso 1 andata nel po
polo, attraverso la formazione dei primi gruppi nei vil
laggi e nelle fabbriche, attraverso soprattutto lesperienza
della lotta clandestina, dei colpi che caddero su di loro,
degli arresti, delle battiture, dei processi, essi furono po
sti di nuovo, nel giro di pochi anni, di fronte al problema
della politica, abbandonarono pi o meno completamente
l ideale anarchico, riconobbero la necessit di unorganiz
zazione centralizzata. Narodnaja volja verr, alla fine di
questa evoluzione, a dare una forma particolarmente ap
profondita e meditata a simili conclusioni, indicando la
funzione eccezionale, specifica dello stato nellevoluzione
delleconomia e della societ russa moderna e costituen
do un vero e proprio partito clandestino, capace di acco
gliere e di indirizzare le forze pi efficienti ed attive della
generazione rivoluzionaria degli anni 70.
Un ritorno indietro, dunque? O un continuo moto
pendolare tra l ideale anarchico e la realt della lotta?
Proprio la storia del populismo sembra dimostrare quan
to siano superficiali e insufficienti simili spiegazioni. A
Necaev e a Tkacv non si torn, il Comitato esecutivo di
Narodnaja volja non ebbe pi nulla in comune con lIn
ferno di Isutin. In realt, attraverso 1 andata nel popo
lo e le organizzazioni che ne nacquero, la Russia trov
la sua strada verso un pensiero e unazione democratici,
riconfermando insieme quellideale socialista che stava
alla radice di tutto il movimento populista. Nel seno stes
so del populismo si fecero sentire le esigenze della poli
XCIV INTRODUZIONE

tica, della libert, ed erano ormai lontane e diverse dalle


aspirazioni dellet delle riforme. L ideale anarchico san
d configurando sempre pi come volont dautonomia
nei villaggi e nelle organizzazioni operaie. Il federalismo
proudhoniano lasci il posto, sia pur lentamente e diffi
cilmente, a un ideale di libert, di autoamministrazione
locale contrapposto allo stato centralizzato e burocrati
co. La protesta divenne lotta organizzata e cosciente con
tro l autocrazia. Quanto allinterno, le esigenze della clan
destinit e del terrorismo impressero al partito populista
una straordinaria disciplina, ma questa non imped le lot
te di corrente, che furono condotte sulla base di idee e
di volont chiare ed esplicite. Quel fermento morale che
aveva mosso i giovani populisti allinizio degli anni 70
port nelle loro organizzazioni una lealt ed una franchez
za eccezionali. Parve realizzarsi davvero, per un momen
to, ci che Bakunin aveva sperato, un partito libero cio,
pur nel mezzo delle pi dure battaglie e della pi pesan
te oppressione.
Proprio questo germinare di volont democratiche nel
populismo russo ha particolarmente attirato l attenzione
degli storici sovietici in questi ultimi anni. Prendiamo un
esempio solo, che certo uno dei migliori, quello del li
bro di G . G . Vodolazov, Ot Cernysevskogo k Plechano-
vu [Da Cernysevskij a Plechanov], uscito dalle edizioni
dellUniversit di Mosca nel 1969. Ci che distingue la
Russia, dice questo studioso, la fusione della democra
zia rivoluzionaria e del socialismo. L arretratezza econo
mica spiega questo unirsi in un momento solo di due ele
menti politici che altrove si erano manifestati in tempi
cronologicamente diversi. Le espressioni migliori del po
pulismo, del socialismo russo, furono quelle in cui que
ste due forze si trovavano ambedue presenti. La deca
denza e la corruzione giunsero invece quando essi si pre
sentavano divisi e separati. L espressione suprema del
pensiero di Cernysevskij furono le Lettere senza indiriz
zo, ultimo tentativo di migliorare la vita del popolo evi
tando lo spargimento di sangue... Tentativo di un capo
rivoluzionario intelligente e saggio. Sempre egli cerc la
via per evitare la rivoluzione contadina. Chiese la libe
INTRODUZIONE XCV

razione dei servi perch era un ostacolo alla vita econo


mica 146. Non fu ascoltato e la sua politica di autentica e
profonda riforma venne scartata. Un vasto dibattito era
tuttavia emerso negli anni 60 ed esso lasci profonde
tracce nella posteriore storia della Russia. Cernysevskij
seppe combattere contro il liberalismo, che col suo otti
mismo finiva collimpedire di giungere alla radice dei
problemi, ma non manc mai dapprofittare di tutte le
possibilit legali. N bisognava esagerare, aggiunge Vo-
dolazov, il carattere repressivo della censura dallora, se
non fossaltro perch gli anni che sono trascorsi dopo la
morte di Cernysevskij hanno alquanto allargato il con
cetto delle possibilit della censura147. Il creatore della
politica populista non fu in realt n un liberale n un
rivoluzionario insensato148. Le sue idee si contrappone
vano interamente a quelle di uomini come Tkacv e Ne-
caev, i quali intendevano sospingere la gente in paradi
so col bastone149. Il socialismo russo non nacque da si
mili sogni dispotici, ma dal germinare duna nuova co
scienza nel popolo. Dobroljubov rappresent l inizio di
questo risveglio nel regno delle tenebre. Pisarev disse poi
quello che la scienza, le conoscenze potevano portare in
questo processo democratico. Per lui 1 autoeducazione
fu liberazione150. Certo, egli mosse da una delusione:
riforma e rivoluzione sembravano sboccare nel nulla e nel
male. Dove era finita la rivoluzione francese? Ma proprio
questo senso di delusione si trattava di superare. Quan
do mai le rivoluzioni portano l dove si pensava e sinten
deva portassero? Dalla repubblica della virt era nato
il bonapartismo151. Il movimento rivoluzionario russo sep
pe andar oltre queste delusioni e sconfitte. Il populi
smo tenne fede allideale socialista che era venuto matu
rando. Le discussioni degli anni 70 riguardarono i mez
zi, non gli scopi ultimi di tutto il movimento 152. Dalle po
lemiche di quellepoca, dallesperienza che vennero allo
ra compiendo i rivoluzionari in questo periodo decisivo,
sempre pi evidente apparve che un socialismo che non
sia democratico non socialismo. Il giacobinismo russo
risult sempre pi chiaramente come un comuniSmo da
caserma, come lo chiamavano Marx e Engels 153. 1 segua
XCVI INTRODUZIONE

ci di Lavrov, contribuendo alla critica di Tkacv, si riav


vicinarono alla linea centrale dello sviluppo del sociali
smo tutto intero.
Ma quali erano le radici del fanatismo, del volontarismo
che pur tanta parte ebbero nella storia del socialismo rus
so? Vodolazov cerca la risposta a questo fondamentale
quesito al centro, al cuore stesso dellidea populista, nel
la speranza e nella possibilit cio di saltare la fase capi
talistica dello sviluppo economico. L obiettiva possibi
lit di accelerare il processo di sviluppo di determinati
paesi (utilizzando i risultati dei paesi piu sviluppati) rese
piu importante la funzione dellelemento cosciente154.
La funzione cio dei partiti, d l intelligencija. Questulti-
ma fini talvolta col presentarsi come una vera e propria
provvidenza del popolo russo. La storia del populismo ri
voluzionario dimostr tuttavia come esso volesse e sapes
se mantenere uniti questo elemento cosciente e la pro
pria fondamentale volont democratica. L unione del-
l una e dellaltra cosa erano anzi secondo Vodolazov, co
me abbiamo visto, elemento essenziale di tutto il sociali
smo russo.
Su questa strada Vodolazov finiva col vedere in Ple-
chanov lo sbocco naturale, logico di tutto il populismo.
Anche questa pagina della storia del socialismo europeo
confluiva nellet e nella vita della Seconda Internaziona
le. Una simile conclusione marxista appare tuttavia co
me troppo felice soluzione di tanti contrasti interni, come
troppo convenzionale e facile scioglimento del dramma
di Herzen, e di Cernysevskij, di Bakunin e di Tkacv,
della Zemlja i volja e Narodnaja volja.
Un senso d insoddisfazione di fronte alle spiegazioni
che si son date del populismo nel passato sembra perva
dere infatti la pi recente storiografia, tanto in Russia
che in America. Negli Stati Uniti Richard Wortman ha
insistito soprattutto sui quesiti psicologici e m orali155.
N ellUrss, scrivendo una prefazione per il libro di V . A.
Tvardovskaja sul Pensiero socialista in Russia al passag
gio degli anni 70 e 80 del x ix secolo, M. Ja. Gefter,
uno dei pi vivi studiosi sovietici di questi problemi, ha
espresso dubbi simili e ha incitato alla ricerca di qualco
INTRODUZIONE XCVII

sa di nuovo, ponendo tuttavia chiaramente il problema


in termini di storia politica. Una delle difficolt maggio
ri dei marxisti consiste nella necessit di spiegare perch
l utopismo [dei populisti], che aveva subito una gravissi
ma sconfitta nel duello ideologico con il socialismo prole
tario, non soltanto non morisse di morte oscura e tran
quilla,... ma si trasformasse anzi nel 1905 nellideale di
milioni di contadini che sandavano risvegliando e dive
nisse l ideologia diretta della democrazia contadina in
Russia 156. In forme pi ideologiche, meno direttamente
politiche, altri hanno posto nellUnione Sovietica l esi
genza di ridiscutere la storia del socialismo russo, di quel
socialismo cio che in Russia si svilupp prima, accanto,
contro e comunque in modo diverso da quello m arxista157.
Venti o trentanni fa, come abbiamo visto, questo inte
ressamento per le radici locali del socialismo nasceva dal
la chiusura nazionalistica dellet di Stalin e portava su
di s tutti i segni delle crude contraddizioni di quellepo
ca. Ora spesso lo sguardo si volge verso l esperienza del
populismo rivoluzionario perch in esso si vede una espe
rienza democratica, perch in esso si cerca un rapporto tra
le masse popolari e Yintelligencija.
Il problema inevitabile, il punto darrivo obbligato di
questo rinnovato interesse sempre il medesimo: il con
fronto storico con il marxismo. Man mano che la storio
grafia sovietica proceder, com augurabile, a riprende
re in mano, a riconsiderare i rapporti tra i menscevichi, i
bolscevichi, i socialisti rivoluzionari, sempre pi si trove
r di fronte alle questioni che gi stanno in nuce, come
s visto, nella storia del populismo e di tutto il movi
mento rivoluzionario, da Herzen alla Narodnaja volja.
Personalmente sono convinto che l uscita da questa stret
toia marxista possa essere una sola: quella di intendere
che il pensiero e il movimento socialista, in tutta Europa,
da due secoli a questa parte, sono troppo vari e ricchi per
poter essere monopolizzati da una sola corrente di esso,
sia pure essa il marxismo, e che ogni tentativo di stabili
re nellambito del socialismo una corrente detta scienti
fica e considerata autentica, contrapposta alle altre uto
piche e fallaci, non soltanto storicamente erronea, ma
XCVIII INTRODUZIONE

finisce col condurre ad una volontaria mutilazione e di


storsione del pensiero socialista tutto intero. Di fronte
ad un simile problema si ritrovano ormai anche gli stori
ci sovietici. Democrazia e socialismo, intelligencija e po
polo, sviluppo ritardato o accelerato delleconomia, sono
altrettanti punti dai quali non si pu sfuggire se si vuole
intendere cosa storicamente sia stato il populismo e che
cosa esso abbia contato nella moderna storia della Russia.
FRANCO VENTURI

1 In un articolo sulla Recent Soviet Historiography of Russian Re


volutionary Populism John E. Bachman scrive: Venturis post
war research was based on extensive materials from Soviet ar
chives, and he received considerable aid from Soviet historians
(Slavic Review, dicembre 1970, p. 602, nota 10). Htinam, co
me dicevano gli antichi, o magari, come diciamo noi.
2 Una vivace e critica descrizione della situazione, soprattutto dal
punto di vista della storia letteraria, si trova in A. belkin, Narod-
niki i revoljucionnye demokraty [Populisti e democratici rivolu
zionari], in Voprosy literatury, i960, fase. 2, pp. 116 sgg. Al
che, nello stesso numero della rivista, p. 142, Ja. El'sberg faceva
subito notare che la posizione dellet staliniana aveva avuto il
grande merito di aver lottato contro i pubblicisti e critici so
cialisti rivoluzionari (V. Cernov, Ivanov-Razumnik ed altri).
Qualche fascicolo piu oltre, B. Mejlach ci tenne a lodare anche
lui simili meriti (n. io, p. 87). Sulla sorte di uno dei due avver
sari cosi indicati, cfr. The Memoirs of Ivanov-Razumnik. With a
Short Introduction by G. Janovsky. Translated from the Russian
and Annotated by P. S. Squire, Oxford University Press, Lon
don 1965.
3 Cfr. v. I. cesnokov, V. I. Nevskij kak istorik revoljucionnogo
dvizenija v Rossii [V. I. Nevskij come storico del movimento ri
voluzionario in Russia], Rapporto sulla tesi di dottorato, Izda-
tel'stvo voronezskogo universiteta, Voronez 1966.
4 Son parole tratte dagli archivi e citate da m . g. sedov, Sovetskaja
literatura 0 teoretikach narodnicestva [La letteratura sovietica
sui teorici del populismo], in Istorija i istoriki. Sbornik statej [La
storia e gli storici, raccolta di articoli], Nauka, M. 1965, p. 257.
5 E. M. jaroslavskij, Razgrom narodnicestva [La disfatta del po
pulismo], M. 1937, pp. 79-80, citato ibid., pp. 236-37.
6 sedov, Sovetskaja literatura o teoretikach narodnicestva cit.,
p. 237.
7 Cfr. Andrea caffi, Critica della violenza, Bompiani, Milano 1966
e id., Scritti politici, La Nuova Italia, Firenze 1970.
INTRODUZIONE XCIX

8 Cfr. peter SCHEIBERT, Wurzelti der Revolution, in Jahrbiicher


fiir Geschichte Osteuropas, ottobre 1962, fase. I l i , pp. 323 sgg.
9 Vedi riprodotta questa recensione in Alexander gerschenkron,
Continuity in History and Other Essays, Harvard University
Press, Cambridge (Mass.) 1968, pp. 434 sgg.
10 Oltre al volume ora citato, cfr. di lui Economie Backwardness in
Historical Perspective, ibid., 1962 (trad, it., Il problema storico
dellarretratezza economica, Einaudi, Torino 1963).
11 m . G. sedov, Geroiceskij period revoljucionnogo narodnicestva
[Il periodo eroico del populismo rivoluzionario], MysT, M. 1966,
p. 38.
12 Literatura po istorii revoljucionnogo narodnicestva yo-8o godov
xix veka vysedsaja v 1956-1964 [La letteratura sulla storia del
populismo rivoluzionario degli anni 70-80 del x ix secolo appar
sa tra il 1936 ed il 1964], in Obscestvennoe dvizenie v porefor-
mennoj Rossii. Sbornik statej k 80-letiju so dnja rozdenija B. P.
Koz'mina [Il movimento sociale nella Russia degli anni che se
guono la riforma del 1861. Raccolta di articoli per lottantesimo
compleanno di B. P. Koz'min], Nauka, M. 1966, pp. 370 sgg.
13 s. m . levin, Obscestvennoe dvizenie v Rossii (6o-yo-e gody xix
veka) [Il movimento sociale in Russia negli anni 60-70 del xix
secolo], Soc. Ek.-Lit., M. 1938.
14 Ibid., p. i i .
15 Accademia delle Scienze dellUrss, Istituto di diritto, 1937.
16 Ibid., p. 173.
17 Ibid., p. 179.
18 Per un primo e parziale orientamento cfr. n. ja . krajneva e p . v.
pronina, Trudy Institua istorii Akademii Nauk SSSR, 1936-
1965 [I lavori dellIstituto di storia dellAccademia delle scienze
dellUrss, 1936-1963], M. 1963, in 4 voli. Ma una parte non pic
cola della discussione si trova nelle pubblicazioni delle diverse
universit dellUrss, cosi come nelle pi varie riviste. Una visio
ne meccanica e semplificatrice dei rapporti intercorrenti tra intel
lettuali e stato nellUnione Sovietica rende poco persuasivo lar
ticolo, pur informato, di bachman, Recent Soviet Historiography
of Russian Revolutionary Populism cit.
19 Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1933. Caratteristi
ci pure sono, di quegli stessi anni, i volumi degli Harvard Sla
vic Studies, 1933 sgg.
20 james h. BiLLiNGTON, Mikhailovsky and Russian Populism, Uni
versity Press, Oxford 1938.
21 Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1961.
22 Cfr. lantologia in tre volumi da lui ispirata, Russian Philosophy,
Edited by J. M. Edie, J. L. Scanlan and M.-B. Zeldin, with a Col
laboration of George L. Kline, The Quadrangle Books, Chicago
1963 (il volume I dedicato agli inizi della filosofia in Russia,
agli slavofili e agli occidentalisti, il II ai nihilisti, populisti e ai
c INTRODUZIONE

critici della religione e della cultura, il I I I alla filosofia e teologia


prerivoluzionaria, ai filosofi in esilio, ai marxisti e comunisti), co
si come George l . kline, Religious and Anti-religious Thought
in Russia, The University Press, Chicago 1968.
23 Roots of Revolution. A History of the Populist and Socialist Mo
vements in Nineteenth Century Russia, Translated from the Ita
lian by Francis Haskell, with an Introduction of Isaiah Berlin,
Weidenfeld and Nicolson, London i960. L edizione americana
venne pubblicata da Alfred Knopf. Nel 1966 ne usci una edizio
ne in paperback, delleditore Grosset and Dunlap, a New York.
24 Op. cit., pp. 473 sgg.
25 Ibid., p. 478.
26 Introduction, p. xxiv.
27 Ibid., p. xii.
28 Ibid., p. xx.
29 Ibid., p. xxii.
30 Ibid., p. xxx.
31 One of the few recent historical works that have been favora
bly received both in the Soviet Union and the West, scriveva
Geoffry Barraclough nel Manchester Guardian del i luglio
i9 6 0 .
32 A proposito del libro su II movimento decabrista e i fratelli Pog
gio, Einaudi, Torino 1936. La recensione apparve in Voprosy
istorii, n. 3, pp. 136 sgg.
33 Cto delat'? [Che fare?], 4* ed. delle Opere complete, M. 1946,
voi. V, p. 342. Citiamo ie opere di Lenin in questa edizione per
ch fu quella tipica dellet staliniana. Cfr. la bella edizione a cu
ra di Vittorio Strada del Che fare?, Einaudi, Torino 19 71.
34 Sovetskaja istoriografija klassovoj bor'by i revoljucionnogo dvi-
zenija v Rossii [La storiografia sovietica della lotta di classe e del
movimento rivoluzionario in Russia], a cura di A. L. Sapiro, lgu,
voi. I, L. 1967, pp. 142 sgg.
35 Ibid., p. 147.
36 K. Marks, F. Engels i revoljucionnaja Rossija [K. Marx, F. En
gels e la Russia rivoluzionaria], Izd. politiceskoj literatury, M.
1967.
37 Ibid., pp. 433 -34 -
38 Lettera alla redazione degli Otecestvennye zapiski, del 1877,
ibid., pp. 77 sgg.
39 La traduzione russa degli abbozzi di Marx si trova in K. marks e
F. engel' s , Socinenija [Opere], Gos. Izd. politiceskoj literatury,
tomo XIX, M. 19 6 12, pp. 400 sgg.
40 K. Marks, F. Engel's i revoljucionnaja Rossija cit., p. 89. La pre
fazione del 2 i gennaio 1882.
41 Ibid., p. 646, lettera di Daniel'son del 24 febbraio 1893.
42 Ibid., p. 723.
INTRODUZIONE CI

43 Ibid., p. 696, lettera a I. A. Gurvic, del 24 maggio 1893.


44 Si veda ad esempio s. s. volk , Karl Marks i russkie obscestven-
nye dejateli [Karl Marx e gli uomini politici russi], Nauka, L.
1969.
45 A. l. reuel', Russkaja ekonomiceskaja mysl' 6o-yo-ch godov xix
veka i marksizm [Il pensiero economico russo degli anni 6o e 'yo
del x ix secolo e il marxismo], Gos. Izd. politiceskoj literatury,
M. 1956. ju. z. polevoj, Zarozdenie marksizma v Rossii [Il sor
gere del marxismo in Russia], Akademija nauk SSSR, Institut
istorii, M. 1939.
46 Cfr. la bibliografia in proposito in v. v. micurov e ju. m . krits-
k ij , Rossijskoe rabocee i social-demokraticeskoe dvizenie yo-ch -
nacala 90-ch gg. xix v. v sovetskoj istoriograficeskoj literature [Il
movimento operaio e socialdemocratico russo dagli anni 70 al
principio degli anni 90 del secolo xix nella storiografia sovieti
ca], in Sovetskaja istoriografija klassovoj bor'by cit., pp. 200 sgg.
47 Narodniceskaja ekonomiceskaja literatura. Izbrannye proizvede-
nija [La letteratura economica populista. Opere scelte], a cura di
N. K. Karataev, Izd. soc.-ekon. literatury, M. 1958.
45 Salomon M. schwarz, Populism and Early Russian Marxism on
Ways of Economic Development of Russia (The i88os and
1890's), in Continuity and Change in Russian and Soviet Though
cit., pp. 40 sgg.; Leopold HAIMSON, The Russian Marxists and
the Origins of Bolshevism, Harvard University Press, Cambridge
(Mass.) 1953; donald w. treadgold, Lenin and his Rivals: the
Struggle for Russias Future. 1898-1906, London 1935; Arthur
p . mendel, Dilemmas of Progress in Zarist Russia: Legal Mar
xism and Legal Populism, Harvard University Press, Cambridge
(Mass.) 19 61; j. l . h. keep, The Rise of the Social Democracy in
Russia, The Clarendon Press, Oxford 1963; s. H. baron, Plecha-
nov, the Father of Russian Marxism, Routledge and Kegan Paul,
Standford, London 1963; Jonathan frankel, Vladimir Akimov
or the Dilemmas of Russian Marxism. 1899-1909, University
Press, Cambridge 1969 e andrzej walicki, The Controversy
over Capitalism. Studies in the Social Philosophy of the Russian
Populists, The Clarendon Press, Oxford 1969.
49 Richard pipes , The Origins of Bolshevism: the Intellectual Evo
lution of the Young Lenin, in Revolutionary Russia, Harvard
University Press, Cambridge (Mass.) 1968, e Narodnichestvo: A
Semantic Inquiry, in Slavic Review, voi. X X III, n. 3, settem
bre 1964, pp. 441 sgg.
50 Ibid., p. 445-
51 Ibid., p. 452.
52 Cfr. andrzej walicki, Russia, in Populism. Its Meanings and
National Characteristics, Edited by Ghita Ionescu and Ernest
Gellnern, Weidenfeld and Nicolson, London 1969, pp. 62 sgg.
Si veda ora il primo volume della fondamentale biografia di RI
CHARD pipes , Struve. Liberal on the Left. i8yo-i909, Harvard
C il INTRODUZIONE

University Press, Cambridge (Mass.) 1970, certo il libro piu im


portante sui rapporti tra populismo e marxismo in Russia, al pas
saggio tra i due secoli. Di grande interesse la discussione impo
stata da Vittorio Strada sui rapporti tra populismo e marxismo
nella introduzione alla sua edizione del Che fare? di Lenin. Cfr.
nota 33.
53 pierre pascal, Civilisation paysanne en Russie. Six esquisses,
Editions de lAge dHomme, Lausanne 1969.
54 La commune paysanne aprs la rvolution, articolo pubblicato
ne La rvolution proltarienne, i novembre 1928, ibid., pp.
29 sgg.
55 Ibid., pp. 45 sgg.
56 Ibid., pp. 63 sgg.
57 Mon village, il y a quarante ans, ibid., pp. 75 sgg.
58 Ibid., pp. 12 1 sgg.
59 jerome blum , Lord and Peasant in Russia from tbe Ninth to
the Nineteenth Century, University Press, Princeton 1961, so
prattutto a pp. 277 sgg. The Last 150 Years of Serfdom.
60 University Press, Stanford (Cal.) 1968.
61 moshe lewin, La paysannerie et le pouvoir sovitique. 1928-
1930, Mouton, Paris - La Haye 1966 e D. j. male, Russian Pea
sant Organization Before Collectivization, University Press,
Cambridge 19 71.
62 Institut dtudes slaves de l Universit de Paris, Paris 1963.
63 Mouton, Paris - La Haye 1969.
64 Ibid., pp. 295 sgg. Per un simile e parallelo passaggio dallapolo-
gia delle schiavit nelle colonie inglesi, fondata sullaffermazione
duna superiorit di essa rispetto al contadino e in genere al lavo
ratore moderno, allutilizzazione, da parte di liberali e di sociali
sti duna simile critica del mondo capitalistico, cfr. l interessante
articolo di e . bickerman, Pouchkine, Marx et lInternationale
esclavagiste, in La nouvelle Clio, n. 8, settembre 1930, pp.
4 6 sgg.
63 confino, Systmes agraires cit., p. 296. Cfr. a. l . sapiro, Zapiski
0 peterburgskoj gubernii A. N. Radisceva [Note sul governatora
to di Pietroburgo di A. N. Radiscev], in Istoriceskij archiv,
vol. V, 1930, p. 253, nota d. Cfr. A. N. radiscev, Pol'noe sobranie
socinenij [Opere complete], Akademija nauk, vol. I l i , M.-L.
1952, p. 549> nota 4.
66 sapiro, Zapiski cit., p. 273 e radiscev, Pol'noe sobranie socine
nij cit., p. 132.
67 confino, Systmes agraires cit., pp. 300.
68 Ibid., pp. 331 sgg. e 335 sgg.
69 Ibid., p. 356.
70 Russkaja pravda P. I. Pestelja i socinenija ej predsestvuju-
scija [La legge russa di P. I. Pestel' e gli scritti che la prece
INTRODUZIONE C III

dono], a cura di M. V. Neckina, Glavnoe archivnoe upravlenie,


M. 1958. Cfr. s. s. volk , Istoriceskie vzgljady dekabristov [Le
concezioni storiche dei decabristi], Akademija nauk SSSR, M.-L.
1958, pp. 347 sgg.; hans lemberg , Die nationale Gedankenwelt
der Dekabristen, Bhlau, Kln-Graz 1963; b . e . syroeckovskij,
Iz istorii dvizenija dekabristov [Dalla storia dei decabristi], mgu ,
M. 1969, pp. 14 sgg.
71 v. v. pugacev , Sergej Ivanovic Turgenev, in Ucenye zapiski
dellUniversit statale di Gor'kij, fase. 58, Serie storico-filosofica,
1963, pp. 299 sgg.
72 Nicholas v. RIASANOVSKY, Nicholas I and Officiai Nationality in
Russia. 1823-1833, University of California Press, Berkeley and
Los Angeles 1939, e Edward c . thaden, Conservative Nationa-
lism in Nineteenth Century Russia, University of Washington
Press, Seattle 1964.
73 Voprosy literatury, n. 9, 1969, pp. 1 1 7 sgg.
74 Ibid., pp. 128 sgg.
75 Ibid., n. 7,1969, pp. xi6 sgg.
76 Ibid., pp. 129 sgg.
77 Ibid., p. 148.
78 Ibid., n. io, 1969, p. 118 .
79 Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1932.
80 andrej WALiCKi, W krggu konserwatywnej utopii. Struktura i
przemiany rosyjskiego slowianofilstwa [Nel mondo delle utopie
conservatrici. Struttura e sviluppo della slavofilia russa], Panst-
wowe wydawnietwo naukowe, Warszawa 1964. Una traduzione
italiana di questopera sar pubblicata dalleditore Einaudi.
81 Bohlau Verlag, Kln 1966.
82 Mouton, s-Gravenhage 1961.
83 O. Harrassowitz, Wiesbaden 1969.
84 Alexander von SCHELTING, Russland und Europa im russischen
Geschichtsdenken, A. Frank, Bern 1948; Dieter groh, Russland
und Europa. Ein Beitrag zur europischen Geistesgeschichte,
Herman Lucherhand, Neuwier 19 6 1; karsten goehrke, Die
Theorie ber Entstehung und Entwicklung des Mir, O. Harras
sowitz, Wiesbaden 1964; n . a. cagolov, Ocerki russkoj ekono-
miceskoj mysli perioda padenija krepostnogo prava [Saggi sul
pensiero economico russo nel periodo finale della servit della
gleba], Akademija nauk SSSR, Institut ekonomiki, M. 1936.
A queste opere si pu aggiungere lantologia curata da dm itrij
tsch izew skij e Dieter groh, Europa und Russland. Texte zum
Problem des westeuropischen und russischen Selbstverstnd
nisses, Wissenschaftliche Buchgesellschaft, Darmstadt 1939.
85 MLLER, Op. cit., p. 319.
86 goehrke, op. cit., pp. 14 sgg. Cfr. quello che Haxthausen scrive
r pi tardi (non senza essere a sua volta influenzato dalle ideo
CIV INTRODUZIONE

logie slavofile degli anni 50) nellopuscolo De labolition par


voie lgislative du partage gal et temporaire des terres dans les
communes russes, A. Frank, Paris 1858, p. 1 1 : Pour ma part
je connais la constitution communale de plusieurs contres en
Europe, soit pour lavoir vue de prs, soit pour en avoir fait lob
jet de mes tudes, mais je nen connais pas une seule qui vaille
celle des campagnes russes, e a p. 14 aggiungeva: Que lon ne
simagine point toutefois que cette organisation communale du
partage gal des terres utilisables soit quelque chose de particu
lier ou russe seulement. Bastava, per la Germania, ripensare a
quel che aveva scritto Tacito, e aggiungeva: J ai trouv encore
en 1834, dans le Hochwald de Trves des communes (Geher
berschaftsgemeinden) o lon partageait nouveau tous les treize
ans les proprits entre les membres des communes. Les contri
butions foncires et le cadastre ont rendu cet tat de choses im
possible maintenir. On ne peut se figurer les plaintes et la rsis
tance de ces gens lorsquon les obligea un dernier partage dfi
nitif de la proprit communale. Sulla interpretazione di Tacito
fornita da Haxthausen, cfr. il suo studio ber die Agrarverfas
sung in den Frstentmern Faderborn und Corvey und deren
Conflicte in der gegenwrtigen Zeit, G. Reimer, Berlin 1828,
PP- 95 sgg.
87 I documenti fondamentali di questo dibattito (ed un peccato
non siano pi accessibili e facilmente consultabili) sono la lette
ra di A. I. Koselv a A. S. Chomjakov, del 16 marzo 1848, pub
blicata in N. K0LJUPAN0V, B iografa Aleksandra Ivanovica Kose-
l'va [Biografia di A. I. Koselv], a cura di O. F. Koselva, Kusne-
rev, M. 1889-92, tomo II, Appendice, pp. 103 sgg., la risposta di
A. S. Chomjakov, pubblicata nel Russkij archiv del 1878, e la
replica ancora di Koselv inserita nel libro ora citato di Koljupa-
nov, pp. 106 sgg.
88 Cfr. CHRISTOFF, An Introduction cit., pp. 202 sgg. e id., A. S.
Khomiakov on th Agricultural and Industrial Problem in Rus
sia, in Essays in Russian History. A Collection Dedicated to
George Vernadsky, Archon Books, Hamden (Conn.) 1964, pp.
1 3 1 sgg.
89 N. M. DRUZiNiN, Krest'janskaja obscina v ocenke A. Gakstgauze-
na i ego russkich sovremennikov [La comunit contadina nel giu
dizio di A. Haxthausen e i suoi contemporanei russi], in Eze-
godnik germanskoj istorii, 1968, Nauka, M. 1969, pp. 28 sgg.
e id., A. Gakstgauzen i russkie revoljucionnye demokraty [A.
Haxthausen e i democratici rivoluzionari russi], in Istorija
SSSR, 1967, fase. I l i , pp. 69 sgg.
90 Per quel che venne pubblicato negli anni 50 cfr. F. venturi, Te
sti e studi herzeniani, in Rivista storica italiana, 1979, fase.
IV , pp. 395 sgg. Tra le cose pi recenti, particolarmente notevo
le il volumetto di A. 1. volodin, Gercen, Mysl', M. 1970.
91 A. 1. gercen, Sobranie socinenij v tridcati tomach [Opere, in
trenta volumi], Akademija nauk SSSR, M. 1934-65.
INTRODUZIONE CV

92 Poljarnaja zvezda [La stella polare], in 8 voli., piu uno di note


ed indici, a cura di M. V. Neckina e E. L. Rudnickaja, 1966-68,
e Kolokol [La campana], in io voli., a cura di M. V. Neckina,
Akademija nauk SSSR, Institut istorii, M. 1960-64.
93 Problemy izucenja Gercena [Problemi dello studio di Herzen],
Akademija nauk SSSR, M. 1963.
94 Ibid., p. 9.
93 J ules michelet, Lgendes dmocratiques du Nord, nouvelle
dition augmente de fragments indits, avec introduction, notes
et index par Michel Cadot, Presses Universitaires de France, Fa
cult des lettres et sciences humaines de lUniversit de Cler
mont Ferrand, Deuxime srie, fase. X X V III, Paris 1968, soprat
tutto pp. 387 sgg. Di M. Cadot, cfr. il suo ampio studio su La
Russie dans la vie intellectuelle franaise. 1839-1856, Fayard, Pa
ris 1967, soprattutto pp. 330 sgg., in cui egli ci parla dellidea
che ci si fece nella Francia di quel periodo dei contadini russi,
come pure pp. 381 sgg., del passato della Russia. Si vedano so
prattutto, pp. 461 sgg., i capitoli su La Pologne, la Russie et le
panslavisme e La Russie, lEurope et la rvolution.
96 vera PiROSCHKOW, Alexander Herzen. Der Zusammenbruch ei
ner Utopie, Anton Pustet, Mnchen 1961.
97 Eberhard REISSNER, Alexander Herzen in Deutschland, Akade
mie-Verlag, Berlin 1963, cap. I: Alexander Herzen in der Kritik
der deutschen ffentlichkeit der 50er fahre, pp. 1 sgg.
98 E. LAMPERT, Studies in Rebellion, Routledge and Kegan, Lon
don 1937.
99 Martin malia, Alexander Herzen and the Birth of Russian So-
cialism. 18 12-18 55, pp. 335 sgg.; The Crucial Year. 1845 e pp.
369 sgg., The Revolution of 1848.
100 L edizione delle lettere di Bakunin, curata da Ju. M. Steklov, in
terrotta nel 1933, diventata ormai una introvabile rarit biblio
grafica. Nessuna scelta delle opere giovanili di Bakunin stata
presentata al lettore sovietico, contrariamente a quanto avve
nuto per scrittori degli anni 30 e 40 ben meno importanti di lui.
Sul rinnovamento tuttavia dellinteresse per Bakunin in Russia
in questi ultimi anni, si veda qui alle pp. lxxxii sgg. Quanto a
Belinskij, lopera piu caratteristica apparsa in Russia quella
di v. s. necaeva, V. G. Belinskij, zizn' i tvorcestvo [V. G. Be
linskij. Vita e opere], in 4 voli., di cui il primo apparve nel 1949,
il secondo nel 1934, il terzo (che riguarda gli anni 1836-41) nel
1961 e il quarto (1842-48) nel 1967, sempre a Mosca, a cura del
lAccademia delle scienze dellUrss. Indubbiamente competente
ed utile, questa biografia spesso fiacca invece nellafrontare i
problemi morali e politici della vita e dellattivit di Belinskij.
Sullimmensa letteratura su di lui, come sui suoi amici scrittori,
rimandiamo a k. d. muratova, Istorija russkoj literatury xix ve-
ka. Bibliograficeskij ukazatel' [Storia della letteratura russa del
xix secolo, indicatore bibliografico], Akademija nauk SSSR, M.-
L . 1962.
evi INTRODUZIONE

101 ju. g. oksman, Pis'mo Belinskogo k Gogolju kak istoriceskij do-


kument [La lettera di Belinskij a Gogol' come documento sto
rico], in Ot Kapitanskoj docki k Zapiskam ochotnika. Pus-
kin. Ryleev. Kol'cov. Belinskij. Turgenev. Issledovanija i mate-
rialy [Dalla Figlia del capitano alle Memorie dun cacciato
re. Puskin, Ryleev. Kol'cov. Belinskij. Turgenev. Ricerche e
materiali], Kniznoe Izdatel'stvo, Saratov 1959, pp. 203 sgg.; id.,
Belinskij i politiceskie tradicii dekabristov [Belinskij e le tradi
zioni politiche dei decabristi], in Dekabristy v Moskve. Sbornik
statej [I decabristi a Mosca. Raccolta di articoli], Moskovskij ra-
bocij, M. 1963, pp. 185 sgg.
102 peter scH EiBER T , Vdm Bakunin zu Lenin. Geschichte der Rus
sischen revolutionren Ideologien. 1840-1895, voi. I: Die For
mung des radikalen Denkens in der Auseinandersetzung mit
Deutschem Idealismus und Franzsischem Brgertum, E. J.
Brill, Leiden 1956; Edward j . brown, Stanchievich and bis Mos-
kow Circle. 1850-1840, University Press, Stanford, California
1966; lampert, op. cit.; Leonard SCHAPIRO, Rationalism and
Nationalism in Russian Nineteenth-century Political Though,
Yale University Press, New Haven (Conn.) 1967, e philip pom-
per, The Russian Revolutionary Intelligentsia, Thomas Y . Cro
well, New York 1970. Sul problema dlVintelligenciia cfr. la rac
colta di articoli a cura di Richard pipes , The Russian Intelligen-
cija, Colombia University Press, New York 19 61; allen mc-
connel, The Origin of Russian Intelligentsia, in South and
East European Journal, voi. V i l i , 1964, fase. I, pp. 1 sgg.; Da
niel r. Brower, The Problem of Intelligentsia, in Slavic Re
view, voi. XXVI, dicembre 1967, pp. 1x63 sgg. Una versione
inglese della lettera di Belinskij a Gogol' sta in marc raef, Rus
sian Intellectual History. An Anthology, with an Introduction
by Isaiah Berlin, Harcourt, Brace and World, New York - Chica
go 1966, pp. 252 sgg.
103 Voi. V I, Cambridge 1965, pp. 706 sgg.
104 gerschenkron, Continuity in History cit., pp. 140 sgg.
105 Mouton, Paris - La Haye 1963.
106 p. a. ZAJONCKOVSKIJ, Otmena krepostnogo prava v Rossii. Izda-
nie tret'e pererabotannoe i dopolnennoe [Labolizione della ser
vit contadina in Russia. Terza edizione rielaborata e completa
ta], Prosvescenie, M. 1968. Le due prime edizioni di questope
ra apparvero nel 1954 e i960. Un confronto tra di loro molto
istruttivo per comprendere levoluzione della storiografia sovieti
ca nellultimo quindicennio. Opera classica resta quella dello
stesso p. A. ZAJONCKOVSKIJ, Provedenie v zizn krest'janskoj re-
formy 18 6 1 g. [Lapplicazione della riforma contadina del 1861],
M. 1938.
107 Krest'janskoe dvizenie v Rossii v xix - nacale xx veka [Il movi
mento contadino in Russia nel secolo x ix e allinizio del xx], a
cura di N. M. Druzinin, Mysl', M. Eccone la divisione interna,
con lindicazione delle date di pubblicazione: 1796-1823 (1961),
INTRODUZIONE CVII

1826-49 (1961), 1850-56 (1962), 1857 - maggio 1861 (1963), giu


gno 1861-69 (1964), 1870-80 (1968), 1881-89 (i960), 1890-1900
(1959), 1 9 0 1 -maggio 1907 (non uscito), giugno 1907 - luglio
19 14 (1966). Di n. M. druzinin, vedi pure la recente indagine
Byvsie udel'nye krest'jane posle reformy 1863 g. (1863-1883)
[Gli ex contadini degli appannaggi dopo le riforme del 1863
(1863-83)], in Istoriceskie zapiski, fase. 85,1970, pp. 159 sgg.
108 KiRiLL vasil'evic cistov, Russkie narodnye social'no-utopices-
kie legendy x v ii -xix vv. [Le leggende popolari social-utopiche
nella Russia dei secoli xvii-xix], Nauka, M. 1967.
109 Revoljucionnaja situacija v Rossii v 1839-1861 gg. [La situazione
rivoluzionaria in Russia tra il 1859 e il 1861], Akademija nauk
SSSR, Institu istorii, M. i960 sgg.
110 Lenin, Socinenija [Opere], 4a ed., voi. XXI, M. 1948, pp. 189-90.
111 ja . 1. LiNKOV, Revoljucionnaja bor'ba A. I. Gercena i N. P. Oga-
reva i tajnoe obscestvo Zemlja i volja 1860-ch gg. [La lotta ri
voluzionaria di A. I. Herzen e N. P. Ogarv e la societ segreta
Terra e libert degli anni 60], Nauka, M. 1964.
112 N. N. NOViKOVA, Revoljucionery 18 6 1 goda [I rivoluzionari del
1861], Nauka, M. 1968, pp. 118-19.
113 Vittorio Klostermann, Frankfurt am Main 1957. Si veda soprat
tutto la parte I I I : Entwicklung der politischen Freiheit. 1896-
19 14 , pp. 233 sgg. L autore stesso ci spiega come lispirazione
gli sia venuta dalla Storia del liberalismo europeo di Guido De
Ruggiero, anche se poi ammette subito che i compiti che si pone
vano di fronte al liberalismo russo erano ben diversi da quelli
che ebbe da affrontare questa corrente politica in Occidente.
114 Harvard University Press, Cambridge (Mass.) 1958.
115 Justus Liebig-Universitt, Giessen 1962. Si vedano soprattutto i
due capitoli dedicati a Kavelin (pp. 90 sgg.) e a Cicerin (pp. 120
sgg.). A questopera si pu aggiungere, da un punto di vista so
ciologico, quella di klaus von beyme, Politische Soziologie im
zaristischen Russland, Otto Harrassowitz, Wiesbaden 1965 (in
teressanti le pagine su Cicerin, Michajlovskij, ecc.).
116 d. tschizewskij, Hegel bei den Slaven, Darmstadt 19 6 12, p. 3 1 1 .
117 LEONTOVITSCH, Op. dt., p. 246.
118 FISCHER, Op. cit., p. 67.
119 SCHAPIRO, Op. dt., p. 90.
120 Richard pipes , Russian Conscrvatism in th Second Pari of th
Nineteenth Century, Rapporto al X III Congresso internazionale
di scienze storiche, Mosca 1970.
121 Vittorio strada, Leggendo Padri e figli, in Tradizione e rivo
luzione nella letteratura russa, Einaudi, Torino 1969, pp. 14 sgg.
122 Literatura i istorija. Sbornik statej [Letteratura e storia. Raccolta
di articoli], a cura di E. S. Vilenskaja, Chudozestvennaja litera
tura, M. 1969, pp. 243 sgg.
123 Ibid., p. 326.
CVIII INTRODUZIONE

124 Ibid., p. 327.


125 Politiceskaja napravlennost' ocerka Scedrina Kapluny [Il si
gnificato politico del saggio di Scedrin I capponi], ibid., pp.
328 sgg.
126 Ibid., pp. 357 e cfr. la nota a p. 310.
127 R. v. FiLiPPOV, Revoljucionnaja narodniceskaja organizacija N.
A. Isutina-I. A. Chudjakova (1863-1866) [Lorganizzazione ri
voluzionaria populista di N. A. Isutin e di I. A. Chudjakov
(1863-1866)], Karel'skoe kniznoe izdatel'stvo, Petrozavodsk
1964, p. 40.
128 Ibid., p. 7 1.
129 T. f . FEDOSOVA, Polskij Komitet v Moskve i revoljucionnoe pod-
pol'e 1863-1866 [Il Comitato polacco a Mosca e il sottosuolo ri
voluzionario negli anni 1863-1866], in Revoljucionnaja Rossija i
revoljucionnaja Pol'sa (Vtoraja poiovina xix veka). Sbornik sta-
tej pod red. V. A. D'jakova, I. S. Millera, N. P. Mitinoj [La Rus
sia rivoluzionaria e la Polonia rivoluzionaria (seconda met del
x ix secolo), raccolta di articoli a cura di V. A. D'jakov, I. S. Mil
ler, N. P. Mitina], Nauka, M. 1967, pp. 125 sgg.
130 Ibid., pp. 464-63.
131 Michael confino, Bakunin et Necaev. Les dbuts de la rupture.
Introduction deux lettres indites de Michel Bakunin. 2 et 9
juin i8yo, in Cahiers du monde russe et sovitique, voi. V II,
1966, fase. IV , pp. 623 sgg. Cfr. ora la fondamentale edizione di
tutta la documentazione in Michel Bakounine et ses relations
avec Sergej Necaev. i8yo -i8j2. Ecrits et matriaux. Introduc-
tion et annotations de Arthur Lehning, in Archives Bakounine
(su cui cfr. n. 138), E. J. Brill, Leiden 19 71.
132 confino, Bakunin et Necaev cit., pp. 633-33. Citiamo dalla tra
duzione di M. Confino.
133 Ibid., pp. 631-33.
134 Ibid., p. 637.
135 Ibid., pp. 661-63.
136 Ibid., p. 663.
137 Ibid., pp. 669-71.
13S Gosudarstvennost i anarchija [Statalit ed anarchia] stata in
clusa nella fondamentale edizione delle Archives Bakounine,
pubblicate dallIstituto internazionale di storia sociale di Am
sterdam, a cura di A. Lehning, A. J. C. Riiter, P. Scheibert, E. J.
Brill, Leiden 1961 sgg. Inutile aggiungere che tutta questa colle
zione indispensabile anche per la storia del movimento rivolu
zionario russo al passaggio tra gli anni 60 e 70.
139 A puro titolo di esempio si veda il voi. 32 di Literaturnoe nas-
ledstvo, uscito nel 1963, tutto dedicato a D. A. Slepcov, con un
articolo introduttivo di K. I. Cukovskij; i numerosi ed importanti
articoli di E. Buskanec in Russkaja literatura; la discussione
che sul populismo si ebbe nelle pagine di Voprosy literatury
INTRODUZIONE CIX

nel i960 e 19 61; il libro di N. v. os'makov, Poezija revoljucion-


nogo narodnicestva [La poesia del populismo, rivoluzionario],
Akademia nauk SSSR, M. 19 6 1; gli interessanti studi di E. Ta-
ratuta su Stepnjak-Kravcinskij; larticolo di v. F. zacharina, Re-
voljucionnaja propagandistskaja li teratura yo-ch godov xix veka
[La letteratura di propaganda degli anni 70 del x ix secolo], in
Istoriceskie zapiski, voi. LXXI, 1962; ledizione a cura di V.
G. Bazanov e O. B. Alekseeva della Agitacionnaja literatura russ-
kich revoljucionnych narodnikov [La letteratura di propaganda
dei populisti rivoluzionari russi], Nauka, L. 1970; m . s. gorja-
ckina, Chudozestvennaja proza narodnicestva [La letteratura del
populismo], Nauka, M. 1970; id., Russkaja literatura i narodni-
cestvo [La letteratura russa e il populismo], lgu, L. 19 71 e v. F.
zacharina, Golos revoljucionnoj Rossii. Literatura revoljucion-
nogo podpol'ja yo-ch godov. Izdanija dlja naroda [La voce
della Russia rivoluzionaria. La letteratura del sottosuolo rivolu
zionario degli anni 70 del secolo xix. Le edizioni per il popo
lo], M. 19 71.
p. l . lavrov, Filosofija i sociologija [Filosofia e sociologia],
Mysl', M. 1965, a cura di I. S. Kniznik-Vetrov e A. F. Oku-
lov, Mysl', M. 1965, in due voli. Cfr. ora la fondamentale edizio
ne dei documenti lavroviani procurata da boris Sapir, V per ed!
i8 y y i8 y y . From th Archives of Valerian Nikolaevich Smirnov,
D. Reidei, Dortrecht 1970, in 2 voli.
M. G. sedov, K. voprosu oh ohscestvenno-politiceskich vzglja-
dach N. K. Michajlovskogo [Sulla questione delle idee sociali e
politiche di N. K. Michajlovskij], in Obscevstvennoe dvizenie v
poreformennoj Rossii. Sbornik statei k 80-letiju so dnja rozdenija
B. P. Koz'mina [Il movimento sociale in Russia dopo la riforma
del 1961. Raccolta di articoli per lottantesimo compleanno di
B. P. Koz'min], Nauka, M. 1965, pp. 179 sgg. e b . s . itenberg,
Dvizenie revoljucionnogo narodnicestva. Narodniceskie kruzki i
chozdenie v narod v yo-ch godach xix v. [Il movimento del
populismo rivoluzionario. I gruppi populisti e 1 andata nel po
polo negli anni 70 del x ix secolo], Nauka, M. 1965, pp. 104
sgg.; BILLINGTON, O p. cit.; MENDEL, O p. cit.; F. B. RANDALL, N. K.
Mikhailovskijs What is Progress? , in Essays in Russian and
Soviet History in Honor of Geroid Tanquary Robinson, Edited
by John Shelton Curtiss, E. J. Brill, Leiden 1963; pomper, op.
cit., pp. 107 sgg. (dove si trover una esposizione particolarmen
te chiara e persuasiva del contrasto tra il nihilismo e le idee di
Michajlovskij al passaggio tra gli anni 61 e 70). Questa ampia
bibliografia (anche se non pretende di essere completa) potr in
qualche modo rimediare ad una lacuna che stata spesso impu
tata al Populismo russo, lassenza cio duna specifica discussio
ne delle idee di Michajlovskij. Questi, in realt, rifiut sempre di
entrare a far parte dei movimenti e delle organizzazioni rivolu
zionarie e pu perci legittimamente essere escluso da un libro
che intende parlare unicamente del populismo rivoluzionario. In
dubbia tuttavia la sua influenza sui giovani che si preparavano
ex INTRODUZIONE

ad andare nel popolo ed in genere su tutto il movimento degli an


ni 70 (ma allora perch non parlare di Saltykov-Scedrin e di mol
ti altri?) Bisognava pur resistere alla tentazione di fare di questo
libro una storia della cultura e della societ russa del secondo ot
tocento, anche se, ammettiamolo, il taglio tra il populismo rivo
luzionario e il movimento generale del pensiero di quella et
particolarmente difficile e rischia facilmente dessere ingiusto
quando si tratta precisamente di Michajlovskij. Vedi una interes
sante discussione in proposito di r. v. filippov, I z istorii narod-
niceskogo dvizenija v pervom etape cbozdenija v narod (1863-
1864) [Dalla storia del movimento populista nella prima tappa
dellandata nel popolo (1863-1864)], Karel'skoe kniznoe iz-
datel'stvo, Petrozavodsk 1967, pp. 99 sgg. Su problemi in qual
che modo paralleli e congiunti con quelli che pone la figura
di Michajlovskij cfr. gli interessanti studi di e . l . rudnickaja,
Nikolaj Nozin, in Revoljucionnaja situacija v Rossii v 1859-1861
gg. [La situazione rivoluzionaria in Russia tra il 1859 e il 1861],
Akademia nauk SSSR, Institut istorii, M. 1962 (voi. II), pp. 444
sgg.; v. 1. taneev, Detstvo, junost', mysli 0 buduscem [Infanzia,
giovent, pensieri sul futuro], a cura di M. P. Bastin, Akademia
nauk SSSR, Institut filologii, M. 1959; p. s . skurinov, Kritika
pozitivizma V. I. Taneevym [La critica di V. I. Taneev del posi
tivismo], mgu, M. 1963 e A. p. kazakov, Teorija progresso, v rus-
skoj sociologii konca xix veka (P. L. Lavrov, N. K. Michajlov
skij, M. M. Kovalevskij) [La teoria del progresso nella sociologia
russa della fine del secolo x ix (P. L. Lavrov, N. K. Michajlovskij,
M. M. Kovalevskij)], lgu, L. 1969 e walicki, The Controversy
over Capitalism cit.
142 Revoljucionnoe narodnicestvo 50-ch godov xix veka. Shornik do-
kumentov i materjalov v dvuch tomach [Il populismo rivoluzio
nario degli anni 70 del x ix secolo. Raccolta di documenti e ma
teriali in due volumi], a cura di S. N. Valk, S. S. Volk, B. S. Iten-
berg, $. M. Levin, Nauka, M. 1964-63, voi. II, pp. 391-444.
143 R. v. filippov, Iz istorii revoljucionno-demokraticeskogo dvize
nija v Rossii v konce 60-ch - natale 50-ch godov xix veka [Dalla
storia del movimento rivoluzionario democratico in Russia alla
fine degli anni 60 e allinizio degli anni 70 del x ix secolo], Go-
sudarstvennoe Izdatel'stvo Karel'skoj ASSR, Petrozavodsk
1962; id., Ideologia Bol'sogo obscestva propagandy (1869-
1854) [Lideologia della Grande societ di propaganda (1869-
1874)], ibid., 1963; n. A. troickij, Bol'soe obscestvo propagandy
(1851-1854). (Tak nazyvaemye cajkovcy) [La Grande societ
di propaganda (1871-1874). I cosiddetti seguaci di Cajkov-
skij ], Izdatel'stvo saratovskogo universiteta, Saratov 1963;
itenberg, op. cit.; s. s. volk, Narodnaja Volja. 1859-1882 [La
volont del popolo. 1879-1882], Nauka, M. 1966; sedov, Geroi-
ceskij period revoljucionnogo narodnicestva cit.; filippov, I z
istorii narodniceskogo dvizenija cit. e n. a. troickij, Nekotorye
voprosy istoriografii revoljucionnogo narodnicestva 50-ch godov
[Alcuni problemi storiografici sul movimento populista rivolu
INTRODUZIONE CXI

zionario degli anni 70], in Istoriograficeskij sbornik, fase, in,


Saratov 19 71, pp. 70 sgg.
144 p. A. zajonckovskij, Krizis samoderzavija na rubeze 1870-1880
godov [La crisi dellautocrazia al passaggio tra gli anni 70 e 80
del xix secolo], mgu, M. 1964. Cfr. m . i . chejfec, Vtoraja revo-
Ijucionnaja situacija v Rossii (konec 70-ch i nacalo 80-ch godov
xix v.). Krizis pravitei'stvennoj politiki [La seconda situazione
rivoluzionaria in Russia (fine degli anni 70 e principio degli an
ni 80 del xix secolo). La crisi della politica del governo], mgu,
M. 1963.
145 leo valiani, Dalla I alla I I Internazionale, in Questioni di sto
ria del socialismo, Einaudi, Torino 1958, pp. 168-263.
146 G. G. vodolazov, Ot Cernysevskogo k Plechanovu [Da Cernysev-
skij a Plechanov], mgu, M. 1969, p. 39.
147 Ibid., p. 53.
148 Ibid., p. 41.
149 Ibid., p. 79.
150 Ibid., p. 116 .
151 Ibid., p. 85.
152 Ibid., p. 128.
153 Ibid., p. 146.
154 G. G. vodolazov, Osobennosti razvitija socialisticeskoj mysli v
Rossii v otrazenii russkoj zurnalistiki 60-70-ch godov xix v. Av-
toreferat dissertacii na soiskanije ucenoj stepeni kandidata isto-
riceskich nauk [Particolarit dello sviluppo del pensiero sociali
sta in Russia riflesse nella pubblicistica russa degli anni 60 e 70
del x ix secolo. Relazione dellautore sulla dissertazione per il ti
tolo candidato in scienze storiche], mgu, Fakultet zurnalistiki,
M. 1967, p. 19.
155 Richard wortman, The Crisis of Russian Populism, University
Press, Cambridge 1967.
156 m . ja . gefter, Prefazione a v. A. tvardovskaja, Socialisticeskaja
mysl' Rossii na rubeze 1870-1880-ch godov [Il pensiero socialista
russo al passaggio tra gli anni 70 e 80 del secolo xix], Nauka,
M. 1969, p. 6.
157 Si veda ad esempio Idei socializma v russkoj klassiceskij litera-
ture [Le idee del socialismo nella letteratura classica russa], a cu
ra di N. I. Pruckov, Nauka, L. 1969.

Mentre correggo le bozze di questa seconda edizione mi giunge


tra le mani la preziosa bibliografia compilata, per l Istituto di
storia dellAccademia delle scienze dellUrss, da N. Ja. Krajneva
e P. V. Pronina, sotto la redazione di B. S. Itenberg, intitolata
Narodnicestvo v rabotach sovetskich issledovatelej [Il populismo
C X II INTRODUZIONE

negli studi dei ricercatori sovietici tra il 1953 e il 1970], M. 1971


cosi come linteressante saggio della M. G. vandalkovskaja, . Ni
K. Lemke - istorik russkogo revoljucion.nogo dvizenija [M. K.
Lemke - storico del movimento rivoluzionario russo], Nauka,
M. 1972.
Prefazione alla prima edizione

Una pagina di storia del movimento socialista euro


peo: ecco quello che vorrebbe essere questo libro. Il let
tore non vi trover la storia della Russia nel secolo scor
so. N deve cercarvi una storia del pensiero e della lette
ratura di quellet.
I problemi interni e internazionali della Russia saran
no esaminati soltanto per il peso avuto nella formazione
e nello sviluppo del populismo. G li ideali e i pensieri sol
tanto quando indissolubilmente legati alla sua storia. Il
sorgere delle idee che l hanno guidato vi sar esaminato
con particolare ampiezza parlando di uomini come Her-
zen, Bakunin, Cernysevskij. Ma il nocciolo del libro co
stituito dalla narrazione delle congiure e delle lotte in cui
il populismo si espresse.
Certo anche quando il populismo vivr, negli anni in
torno al 70, duna sua propria vita, distinta ormai da
quella dellintelligencija da cui era nato, continuer ad es
sere accompagnato da una corrente di pensiero economi
co e politico che ne rifletter i problemi. A l populismo ri
voluzionario, come appunto lo si chiamato, si accompa
gner un populismo legale. La storia di questultimo sa
rebbe anchessa piena dinteresse, ma non l oggetto di
questo studio. Tutta la cultura russa di quegli anni avreb
be dovuto essere riesaminata. Ho preferito cercar di mo
strare la vita interna duna corrente politica, in violento
contrasto con il mondo entro il quale agi.
Tanto meno ho creduto dover parlare dei riflessi del
populismo nella letteratura. Anche per un motivo pole
mico. Tale stata l importanza della letteratura nella vi
T

CXIV PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE

ta russa dellOttocento, tanti sono i suoi legami con lo


sviluppo sociale che si stati spesso tentati di vedere la
Russia in funzione dei grandi romanzieri, di Turgenev,
Tolstoj, Dostoevskij. Una storia che intenzionalmente
voglia essere soltanto quella del populismo rivoluziona
rio potr forse servire a persuaderci quanto simile punto
di vista sia errato, quanto sia necessario distinguere an
che in Russia quel che ci par tanto naturale separare quan
do parliamo di storia italiana e francese. altrettanto va
no cercar dintendere il nihilismo deducendolo dai ro
manzi di Turgenev quanto narrare le vicende del partito
repubblicano sotto la monarchia di luglio parlando di
Balzac. Pochissimo v da imparare da Dostoevskij per
chi voglia cercar di capire Necaev. La stessa funzione po
litica della letteratura nella Russia dellOttocento, di cui
erano gi coscienti i contemporanei e di cui tanto, anche
troppo, si parla oggi, non potr essere interpretata stori
camente se non dopo aver visto quello che il movimento
populista sia stato in realt, di per se stesso, distinguen
dolo chiaramente dai romanzi e dalle opere letterarie.
Una particolare attenzione ho rivolto invece a mostra
re i punti di contatto, i legami tra il populismo russo e il
contemporaneo movimento socialista nellEuropa occi
dentale. Herzen e Bakunin nel 40, Cernysevskij nel 1860,
Isutin nel 1866, Lavrov e Tkacv, Zemlja i volja e Na-
rodnaja volja negli anni 70, costituiscono la risposta rus
sa ai problemi del socialismo romantico, al sorgere della
Prima Internazionale, alle lotte interne di questa. Rispo
sta originale, ma non per questo meno incomprensibile se
la si scinde dal comune terreno, sul quale sorse. Come di
cevo, questa vorrebbe essere una pagina di storia del mo
vimento socialista europeo. Per dare anche piu immedia
tamente al lettore l impressione di trovarsi su un terreno
noto, di avere a che fare con questioni che appassionaro
no e divisero i socialisti e i rivoluzionari ottocenteschi,
ho abbondato nellindicare i fili che rilegano il popu
lismo russo e la vita italiana di quel periodo.
E ora due questioni preliminari, l una di cronologia e
laltra di terminologia.
Non credo vi possa essere dubbio sul momento in cui
PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE CXV

fu creata la ideologia populista. La rivoluzione del 48 la


cristallizz nella mente di Herzen, di Bakunin, di Cerny-
sevskij, come di altri pochi esponenti dell occidentali
smo russo degli anni 40. Si tratter di trovarne le radi
ci e gli addentellati fra i decabristi, gli slavofili, in tutta
la cultura e la vita russa precedente, ma saran sempre ele
menti la cui sintesi si venne compiendo attorno al 1848.
La data finale di questo studio, invece, il i marzo
18 8 1, il giorno in cui il Comitato esecutivo di Narod-
naja volja riusc nel suo attentato allimperatore Alessan
dro I I , pu apparire pi arbitraria. La stessa Narodnaja
volja continu a sussistere dopo quel giorno, anche se in
debolita e per cosi dire esaurita. Alle idee populiste si
ispireranno pi tardi, dopo anni di stasi e di reazione, dei
movimenti politici come quello dei socialisti-rivoluziona
ri che si dicevano ed erano populisti. Il 18 8 1 segna dun
que una forte cesura, ma non la fine del populismo russo.
Eppure, storicamente, un periodo pu dirsi veramente
conchiuso con quella data. Quando i socialisti-rivoluzio
nari sorgeranno, tutta l atmosfera politica sar mutata.
Essi saranno un grosso partito, mentre il populismo ot
tocentesco aveva avuto una storia di congiure, di gruppi
e circoli numericamente molto limitati. Soprattutto il
movimento rivoluzionario russo non avr pi ununica
piattaforma, un unico terreno, differenziato allinterno
ma unito da alcune comuni tendenze fondamentali. Tut
to il socialismo russo populista dal 1848 al 18 8 1. Sa
r pi tardi socialista-rivoluzionario, social-democratico,
menscevico, bolscevico, anarchico. Questo libro vuol es
sere perci la storia del movimento rivoluzionario russo
nel periodo in cui non era piu liberale, qual era stato con
i decabristi, e quando ancora non si era differenziato in
ternamente nei suoi diversi e contrastanti aspetti. Vuol
parlare di quel tronco comune sul quale poi, in mutate
condizioni, sorsero le forze che portarono alla rivoluzio
ne del 19 17 . E spero possa persuadere il lettore di quan
to sia indispensabile guardare proprio a questo tronco
per intendere gli ultimi sviluppi del socialismo russo. A l
lora furono creati i presupposti ideali, allora nacque quel
la psicologia, allora si formarono quei tipi di uomini che
CXVI PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE

hanno condizionato il rivolgimento del 19 17 . Penso per


ci che le date estreme di questo lavoro, 18 48 -81, po
tranno apparire meno arbitrarie di quanto potrebbe sem
brare a prima vista.
E ora il problema terminologico. Populismo la tradu
zione della parola russa narodnicestvo. Derivata da narod,
popolo, essa non cominci ad essere usata che verso il
18 70 . Quasi contemporaneamente entr nelluso anche
il termine narodnik, populista. Soltanto cio quando il
movimento prese una forma piu organizzata ed acquist
forza e virulenza venne coniata una parola che lo distin
guesse. Prima si era parlato di socialisti, di comunisti, di
radicali, di nihilisti. E ognuna di queste designazioni ri
flette infatti un aspetto, una fase del populismo. Ma nes
suna indica quellelemento comune alle varie personalit
e correnti, e che era loro caratteristico rispetto ai conser
vatori, ai liberali, ecc. A rigore, si sarebbe dovuto perci
parlare di prepopulismo prima del 18 70 , e di populismo
dopo questa data. Ma sarebbe stata una preziosit inutile.
Il lettore tenga presente che la parola populismo stata
qui estesa a tutto il periodo studiato, seguendo cosi un
uso diventato corrente nella storiografia russa.
Unultima avvertenza: ho abbondato nelle citazioni,
ho riportato largamente frammenti di memorie, ho ri
prodotto documenti, statuti di gruppi, programmi di mo
vimenti ogni qual volta essi mi son parsi importanti. Che
questo studio sia un libro di storia, giudichi il lettore. Co
me antologia dun movimento ancora troppo poco noto
esso potr comunque essere di qualche utilit.
Mi grato ringraziare le biblioteche in cui ho consul
tato le opere che stanno alla base di questo lavoro: la
Vsesojuznaja biblioteka imeni V . I. Lenina e la Gosudar-
stvennaja publicnaja istoriceskaja biblioteka di Mosca, la
Gosudarstvennaja publicnaja biblioteka imeni M. E. Sal-
tykova-Scedrina di Leningrado; la Biblioteca Vittorio
Emanuele, la biblioteca dellIstituto pontificio orientale
e la Biblioteca apostolica vaticana di Roma; la Biblioteca
Feltrinelli di Milano; la Bibliothque Nationale e la bi
blioteca dellEcole nationale des langues orientales vivan-
tes di Parigi; la biblioteca dellInternational Institut voor
PREFAZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE CXVII

Sociale Geschiedenis di Amsterdam; la Bibliothque


publique et universitaire di Ginevra, il British Museum
di Londra.
Dei molti amici che sarebbe giusto ricordare per l aiuto
che mi hanno dato in questo studio, non nominer qui
che mia moglie Gigliola, attiva collaboratrice in tutte le
fasi di questa ricerca e di questo lavoro.
F. V.

Torino, 25 aprile 19.52.


Avvertenza alla seconda edizione

Ho lasciato il testo qual era nelledizione del 19 5 2 , sal


vo nei casi, numerosi in verit, in cui la discussione di que
sti ultimi ventanni mi ha persuaso che avevo commesso
un qualche errore, o in cui mi sono accorto di una trop
po grave lacuna. Ho invece radicalmente modificato la
bibliografia, cercando di renderla la piu completa e la
piu aggiornata possibile. Spero di aver dimostrato abba
stanza, nellIntroduzione, la mia gratitudine per tutti co
loro che hanno voluto discutere la prima edizione di que
sto libro. Desidero ringraziar qui le edizioni Gallimard
che ne hanno promosso la traduzione francese, cosi come
Giulio Einaudi, che ha voluto includere questa seconda
edizione nella p b e .

Torino, 25 aprile 1972.


Nota

Le parole russe sono state trascritte seguendo l uso scientifico


internazionale. Per quanto riguarda la pronuncia si tenga presente
che:
g g (sempre dura)
e je (raramente e)
z ; francese
z z, sempre dolce
s s, sempre aspra
eh eh, h tedeschi
c z aspro
c c come, ad es., nella parola italiana cera
s se come, ad es., nella parola italiana scena
y un suono misto, gutturale, circa ui.

L apice (') un segno di raddolcimento. La dieresi () sull? in


dica che deve essere pronunciata jo oppure o, e che su questa vocale
cade l accento.
Per quanto riguarda le abbreviazioni:
Spb. San Pietroburgo
P. Pietroburgo o Pietrogrado
L. Leningrado
M. Mosca.

Le date sono indicate secondo il calendario in vigore in Russia


fino al 19 17, il quale comportava, nellOttocento, un ritardo di do
dici giorni sul nostro computo. Ai documenti, alle lettere, ecc. re
datti fuori della Russia stata mantenuta la data originale, basata
cio sul nostro calendario.
Il lettore trover in ogni volume una Carta geografica della Rus
sia, un Indice dei nomi, un Indice delle riviste (con la traduzione
del titolo che, per brevit, non stato ripetuto nel testo ogniqual
volta esse vengono citate). Il primo volume corredato da una pre
fazione sugli studi dellultimo ventennio sul populismo.
Alla memoria di mio padre e mia madre
IL PO PU LISM O RUSSO

i.
Herzen, Bakunin, Cernysevskij
_
I.
Herzen

Herzen pu essere considerato il creatore del populi


smo. Questo nacque nellanimo di lui dai suoi precoci ten
tativi di dar vita ad un germe socialista nella Russia di
Nicola I, dalla sua intensa partecipazione alla vita intel
lettuale di Mosca nel periodo che precedette la rivoluzio
ne del 1848, dalla sua adesione a questa rivoluzione in
Italia e in Francia. Prima di diventare un movimento po
litico cio, il populismo non si era espresso in una dottri
na, ma in una vita, in quella di Herzen. Il capolavoro di
questi, malgrado tante pagine dintelligente visione poli
tica e tanti scritti letterariamente eccellenti, 'non uni
deologia, ma unautobiografia, Passato e pensieri. Questo
carattere autobiografico rester in tutto il populismo rus
so, susciter uomini e caratteri pi che dottrine e dogmi.
Ma proprio per questo, quando negli anni 60 il populi
smo diventer una corrente politica, Herzen sar in qual
che modo dimenticato e rinnegato, avendo trasmesso al
la nuova generazione la sua vita di cercatore e critico po
litico, e non un pensiero conchiuso. Ci costituir l ama
rezza degli ultimi suoi anni, la chiusa dolorosa di questa
vita tanto straordinariamente libera e intelligente. Ma
essa rimase e sar rivissuta nella continua riscoperta e
riaffermazione delle sue idee, delle sue posizioni, nel sot
terraneo alimentarsi alla sua esperienza da parte di tutto
il movimento populista. E finalmente - con la prima con
clusione di questo nel 18 8 1, con l aprirsi della discus
sione e della valutazione storica di esso, alla fine del seco
lo - Herzen riapparir sempre pi chiaramente come
l eroe eponimo del populismo stesso, come il suo crea
tore \
4 CAPITOLO PRIMO

Herzen tornato spesso - nelle sue memorie come in


tanti libri e scritti suoi dove l elemento autobiografico tra
spare continuamente sotto la penna del saggista e del po
litico - al mondo ancora settecentesco che circond la
sua prima giovinezza. Nella sua stessa famiglia Herzen
pot ancora conoscere gli uomini - ormai invecchiati e
sfioriti - del volterrianesimo dellepoca di Caterina I L
Erano i sopravvissuti di quellilluminismo aristocratico
che fu come la vernice o il fiore duna et in cui la nobilt
russa tent di crearsi una sua ragion dessere e una propria
coscienza politica e sociale; erano i rappresentanti di quel
neoclassicismo che aveva creato, con Pietroburgo e con le
innumerevoli ville sparse per tutta la Russia, la prima ci
vilt moderna di quel paese. Certo, Herzen si ribelle
r contro questo mondo in mezzo al quale nacque. Presto
se ne allontaner, e tutto il primo giovanile bollore della
sua mente sar indirizzato proprio a stabilire tra lui e la
generazione precedente un distacco sempre piu netto. Il
suo sansimonismo sar anche la forma ideologica di simi
le distacco. Eppure, Herzen nutrito di questa cultura il
luministica. E quando, piu tardi, ritorner ad essa, sen
tir in questo suo volgersi al Settecento anche un rifarsi
alla propria giovent, a quellet che la piu piena, la
migliore, la pi nostra tra le varie parti della nostra vita, e
quasi quasi la pi im portante2, come dir lui stesso.
Questo mondo non avrebbe avuto una parte cosi im
portante nella sua esistenza se non fosse avvenuto in lui
quel che avvenne per la storia stessa del suo paese, se
cio la rivolta e la repressione del 14 dicembre 18 25 non
avessero fissato, cristallizzato la parte pi profonda e
pi vera di quellaspirazione alla libert, di quella volon
t di creare una Russia fondata sui principi dellillumini-
smo che aveva animato i migliori eredi del Settecento rus
so. La rivolta dei decabristi era lo sbocco finale duno
sforzo che durava da un secolo. La repressione non ha
soltanto arrestato e chiuso, ma anche trasformato in una
leggenda quelle tendenze, dando loro l aureola duna vi
ta troppo presto spezzata.
Herzen ragazzo, ancor quasi bambino, senti profonda
mente che qualcosa di straordinariamente importante era
HERZEN 5

avvenuto. I racconti della rivolta, del processo, lorrore


che simpadron di Mosca mi colpirono profondamente.
S apriva per me un mondo che divenne sempre piu il cen
tro di tutta la mia vita morale... L esecuzione di Pestel' e
dei suoi compagni ruppe per sempre il sonno infantile
dellanimo m io 3.
La sua prima reazione fu di continuare l opera di quei
martiri, dedicandosi completamente alla causa per la qua
le erano caduti. Con Ogarev, sul Monte dei Passeri - la
collina che domina l ansa della Moscova e scopre in lonta
nanza tutta la citt - una sera insieme giurarono di sacri
ficare tutta la vita alla lotta che essi avevano iniziato4.
Ragionandovi sopra, ventisei anni dopo, diceva che la
scena pu apparire molto artificiale e molto teatrale... ma,
in realt, era religiosamente sincera, come dimostr poi
tutta la nostra esistenza5.
Ed era vero. L aver vissuto cosi intensamente i rifles
si del decabrismo, costitu effettivamente per lui linizia
zione alla vita politica.
Eppure era liberalismo infantile, era voler prolunga
re una causa che, con istinto gi lucido, egli sentir pre
sto come conclusa. Vedr nel decabrismo una spinta mo
rale, una gran forza dentusiasmo, una leggenda, ma ogni
volta nelle sue rievocazioni e nelle sue esaltazioni non
diffcile scorgere una rottura tra quel grandioso passato e
lopera del presente. Sar ancora il senso della giustizia
storica e una gran piet a spingerlo, al culmine della sua
vita, a ristampare le memorie di quei padri, a cercare di
riannodare, al di l del trentennio di Nicola I, le fila degli
uomini e dei ricordi del 14 dicembre. Ma sempre sar ani
mato da riverenza e ammirazione piu che da una precisa
volont di rilegarsi a ci che quel moto poteva contenere
ancora di attuale. I decabristi resteranno per Herzen un
modello lontano, chegli stesso contribuir non poco a
creare, piu che una realt politica e storica.
Ma pu essere considerata esatta questa visione auto-
biografica dei suoi rapporti col decabrismo? Al di l della
ricostruzione della propria vita lasciataci da lui stesso,
dobbiamo chiederci se il movimento decabrista non con
teneva un germe populista, un elemento di quelle che sa
6 CAPITOLO PRIMO

ranno le idee di Herzen. Egli ha appena accennato a ci.


Ma, ripercorrendo la storia delle idee, il problema deve
esser posto.
Intanto l idea del sacrificio ebbe una parte troppo
importante nellideologia dei decabristi per non influen
zare profondamente, attraverso le piu diverse vie, un mo
vimento come quello populista in cui tanto spesso si ri
pete la questione del sacrificarsi per il popolo del do
vere e del debito di fronte ad esso. La.quasi totalit
di coloro che si riunivano nelle societ segrete che dove-
van portare al tentativo di pronunciamento del 14 dicem
bre 18 25 sulla Piazza del Senato a Pietroburgo erano no
bili. Molti tra loro erano aristocratici di grande nobilt,
e cio, in Russia, padroni dun gran numero di servi. E p
pure, l idea centrale della loro politica era la liberazione
dei contadini. Discussero a lungo sulle modalit, si divi
sero nelle soluzioni, ma tutti accettarono questo scopo
finale. Dovevano perci apparire come persone che per
le proprie convinzioni e idee si sacrificavano per una
causa che non era la loro. Rostopcin, uno dei maggiori
rappresentanti di quellaristocrazia che difendeva invece
i vecchi ordinamenti, Rostopcin - a cui fu attribuito l in
cendio di Mosca per difendere la capitale della vecchia
Russia contro quel Napoleone in cui egli vedeva soprat
tutto il generale della rivoluzione francese - , quando sep
pe, sul letto di morte, del complotto e della rivolta disse
che fino allora le rivoluzioni seran fatte dai ciabattini
che desideravano diventare signori, mentre in questo caso
erano i signori che tentavano di fare la rivoluzione per di
venire dei ciabattini6. Era vedere, con l acutezza che
scaturisce dallodio, uno degli aspetti piu importanti della
rivolta decabrista, e cio il tentativo dimporre a se stes
si, prima ancora che agli altri, delle riforme profonde nei
rapporti sociali. Certo, v era un grande precedente: la
notte del 4 agosto 178 9 . Ma le condizioni erano diverse:
in Russia non sera scatenata la grande paura, i nobili
non dovevano sacrificare immediatamente quel che ri
schiavano in ogni caso di perdere, e, del resto, anche nella
rivoluzione francese quel gesto era restato come un esem
pio di generosit. Tanto piu grandioso doveva sembrare
HERZEN 7

il tentativo di questi congiurati dubbidire alle loro con


vinzioni al di l e contro i loro propri interessi7.
G li storici posteriori, soprattutto Pokrovskij, hanno
voluto dimostrare che in realt i nobili russi avrebbero
tratto un giovamento dalla liberazione dei servi, che le
condizioni delleconomia - andatasi sviluppando sempre
pi su una base di mercato interno per i prodotti agricoli
e di scambi internazionali - indicavano loro questa via
di progresso. Non qui il caso di discutere questi giudi
zi, che certo illuminavano un aspetto della situazione po
litica del 18 2 5 . Ma essi non toccano quel che vogliamo
invece sottolineare, la forma di rinuncia a favore del po
polo che il movimento decabrista russo prese pi chiara
mente che non facessero tanti altri movimenti contempo
ranei e simili in Europa. Questa volont di stabilire, at
traverso il sacrificio, un ponte tra l lite illuminata e le
masse contadine, al di sopra e contro lo stato assolutista,
doveva restare un germe fecondo.
Altrettanto si potr dire guardando al rapporto tra
problemi politici ed economici che si venne stabilendo al
l interno del moto decabrista. Questa congiura costitu
zionalista e militare insieme - simile in tanti aspetti ai
movimenti spagnuoli, napoletani, piemontesi della me
desima epoca venne a trovarsi di fronte a dei problemi
sociali altrove meno importanti, meno impellenti. Dal
modo con cui si sarebbero liberati i contadini dipendeva
infatti la sorte di decine di milioni di persone, dipendeva
la struttura sociale stessa di tutto il paese. I programmi, le
discussioni nelle societ segrete riguardarono certo le
forme costituzionali, l organizzazione dello stato, ripren
dendo cio in varie forme i problemi del liberalismo e del
costituzionalismo dellet della restaurazione, ma finiro
no sempre per porre il problema di trasformazioni pi
profonde, dando cosi un aspetto di rivoluzione sociale a
questo movimento liberale.
Se vogliamo cosi esprimerci, i decabristi riproposero
non soltanto i problemi politici della restaurazione, ma
quelli sociali della rivoluzione francese. Non per nulla in
loro e soprattutto in Pestel', possiamo notare, anche cul
turalmente, ad esempio nei libri che leggevano, nelle for-
8 CAPITOLO PRIMO

me stesse che prendevano le loro discussioni, un ritorno


alPatmosfera del secolo precedente. Ci non era dovuto
soltanto al fatto che la cultura settecentesca non aveva
subito brusche interruzioni in Russia (che non aveva avu
to n rivoluzione, n vera occupazione napoleonica, n
restaurazione), ma soprattutto al fatto che la realt con
tro cui dovevano combattere non permetteva loro di fer
marsi al liberalismo. Ci port i piu decisi allidea della
repubblica in un mondo di monarchie pi o meno costitu
zionali, ci li port, volenti o nolenti, a riesaminare il pro
blema della legge agraria.
Allora infatti si cominciarono a porre le basi del dibat
tito che doveva diventare centrale per Herzen come per
tutta Yintelligencija russa: se liberare i servi senza ter
ra, facendone dei braccianti e degli affittuari, o con la
terra, assegnando loro in propriet delle terre pi o me
no ampie. Ognuna delle possibili soluzioni ebbe i suoi
difensori, fu sostenuta magari per un momento solo al-
Pinterno dei diversi gruppi, durante una discussione che
dur degli anni, che port spesso a modificare le convin
zioni iniziali, e che costitu, nel suo assieme, il pi impor
tante dibattito sulla struttura sociale delle campagne russe
che si sia avuto nella prima parte del secolo scorso8.
La discussione fu condotta anche su basi puramente
economiche, ponendo cio il problema della maggiore
convenienza delle varie soluzioni e cercando di adattare
alla situazione russa quelle conoscenze degli economisti
inglesi e francesi che si erano andate diffondendo nella
nobilt intellettuale russa. Non mancarono cosi le pro
poste di lasciar fare al processo economico spontaneo,
che avrebbe suddiviso le terre senza interventi legislati
vi. Ma il problema contadino in Russia era troppo pro
fondo perch ci si potesse fermare a questo. Si risali al
dibattito settecentesco sullorigine e le basi stesse della
propriet. Come gi era avvenuto nella rivoluzione fran
cese, anche se naturalmente in proporzioni ben diverse,
una progettata trasformazione fondiaria ripropose il pro
blema delle idee generali che dovevano guidare la distri
buzione della propriet e delluguaglianza di fatto. E in
Russia, dove una parte notevole delle terre era periodica
HERZEN 9
mente ridistribuita tra i membri della comunit contadina
(obscina), si pose per la prima volta chiaramente il proble
ma dei rapporti tra la volont duguaglianza e questo pri
mitivo collettivismo agrario, tra la riforma fondiaria e
Vobscina, tra le idee della piccola minoranza illuminata e
il mondo del villaggio russo.
L evoluzione personale di colui che sar uno dei pi
arditi e decisi tra i congiurati, dello stesso Pestel', ri
specchia in modo particolarmente interessante questo ra
pido processo di approfondimento delle idee dei decabri
sti. Giovanissimo ancora gettava sulla carta una serie di
note sui problemi economici e amministrativi, riassu
mendo quelle che erano -le opinioni correnti negli am
bienti che lo circondavano. Il problema dei contadini
gi al centro, ma pensa ancora ad una liberazione senza
terra. Peggio sarebbe dare la terra ai contadini scri
ve. - Non si tratta qui del numero delle braccia, ma del
capitale e della cultura, e i contadini non hanno n l uno
n l altra. Pensa a dei farmers, i quali - come egli stesso
dice - sono i capitalisti della classe agricola, si pone
soprattutto il problema dello sviluppo economico, tanto
dal punto di vista agricolo che industriale9.
Non molti anni pi tardi, completando e discutendo
quello che avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni sue e
di tutti coloro che lo avevano seguito in questa evoluzio
ne, il documento fondamentale della congiura, rivedendo
cio la Legge russa, porr invece in primo piano i proble
mi della distribuzione egualitaria e del collettivismo
10
agrario .
Rispetto alla propriet esistono due opinioni fonda-
mentali, che si contraddicono l una l altra, scriveva. A s
seriscono gli uni: L Altissimo ha creato la razza umana
sulla terra e gliela ha affidata perch ne fosse nutrita. La
Natura produce essa stessa tutto quello che pu servire
al sostentamento delluomo. Perci la terra propriet
comune di tutta la razza umana, e non di persone priva
te. Non pu quindi esser divisa tra alcuni uomini soltanto,
ad esclusione di altri... Su questa base fu fondata la nota
legge agraria dei romani, che stabiliva la frequente suddi
visione delle terre fra tutti i cittadini. Obiettavano gli
IO CAPITOLO PRIMO

altri che i lavori e le opere sono l origine della proprie


t, e che colui che coltiva la terra e ne trae i diversi pro
dotti deve avere il diritto esclusivo di possederla. Aggiun
gono poi che, perch l agricoltura fiorisca, sono necessa
rie molte spese, cosicch colui che consente a farle dovr
avere la terra in sua piena propriet.
Come risolvere questa contraddizione? Pestel' non in
tendeva accettare n l una n l altra di queste teorie. Egli
vedeva nella Russia futura, quale avrebbe dovuto uscire
dalla rivoluzione, il paese dove si sarebbe applicata tan
to l una quanto l altra. Affermava il diritto alla vita con
tenuto nella prima teoria, ma lo completava con il dirit
to a raccogliere i frutti dun migliore lavoro che conte
nuto nella seconda. Bisogna pensare diceva ad assi
curare a tutti l indispensabile per vivere e insieme ad ot
tenere l abbondanza. Alla prima cosa ogni uomo ha dirit
to indiscutibile perch uomo, alla seconda ha diritto
soltanto colui che riesce ad ottenerla per opera propria.
Praticamente si trattava di dividere le terre di ogni di
stretto in due settori identici.
La prima parte costituir la terra comune, laltra la terra
privata. La terra comune apparterr collettivamente a tutta
la comunit di ogni distretto, ne costituir la propriet in
tangibile. Non potr essere n venduta n impegnata. Sar
destinata a procurare lindispensabile a tutti i cittadini sen
za eccezione, e sar in possesso di tutti e di ciascuno. La
terra privata apparterr invece o allo stato o alle persone
private, i quali la possederanno in completa libert e avran
no il diritto di farne quel che meglio crederanno. Queste
terre saranno destinate a formare la propriet privata, e ser
viranno a creare labbondanza ".

Semevskij, uno dei migliori conoscitori della storia


contadina russa, ha cercato di ritrovare le origini di que
sto progetto in una brochure dellepoca della rivoluzione
francese, dovuta alla penna dellabate Antoine de Cour-
naud, o forse ancora negli scritti di Charles Hall, senza
escluder neppure una possibile influenza carbonata o, in
genere, settaria 12.
Ma inutilmente si cercherebbe di precisare cosi un
rapporto che invece piu generale e insieme piu profon-
HERZEN II

do. Le parole di Pestel' sono il frutto duna meditazione


propria, rappresentano il punto darrivo di chi ha discus
so a lungo tra s e s sulle tesi fondamentali e piu note di
tutto il Settecento francese, poniamo ad esempio, sui te
sti di Mably e su quelli dei fisiocratici.
A questo dibattito Pestel' portava un elemento nuovo
riavvicinando il problema della legge agraria agli usi
tradizionali del villaggio russo. Se, a primo sguardo
- diceva - , pu sembrare che l introduzione dun simile
ordine sarebbe accompagnata da grandi difficolt, basta
invece ricordare che tali disposizioni possono scontrarsi
contro grandi ostacoli in qualsiasi altro paese, ma non in
Russia, dove le idee popolari sono molto favorevoli ad
esso e dove dagli antichi tempi si assuefatti a una simile
suddivisione della terra in due p a rti 13, e cio alla pro
priet del signore che sta accanto all'obscina. Aggiunge
va anzi che le terre comuni avrebbero dovuto essere ridi
stribuite periodicamente secondo le regole tradizionali
del collettivismo agrario 14.
L egualitarismo illuministico trovava in tal modo un
legame con la realt russa. L obscina veniva idealmente
staccata dalla societ feudale in cui era inserita per diven
tare la base dun ordine sociale fondato nellidea dassicu
rare a tutti il diritto alla vita.
La Legge russa non dunque unutopia; un progetto
di riforma agraria che vuol sviluppare le istituzioni gi
esistenti in Russia e che tien conto delle esperienze com
piute in Europa. Proprio in questo suo assunto essa tro
vava un anello di congiunzione con i progetti, meno ardi
ti, meno rivoluzionari, degli altri decabristi. Anche loro
sapevano benissimo quali erano stati i risultati delle di
verse trasformazioni compiute in Europa negli ultimi de
cenni e si avvicinavano al problema della liberazione dei
servi con lanimo di chi non pu non conoscere, anche se
per esperienza altrui, le possibili conseguenze dogni so
luzione.
Di fronte alla liberazione senza terra, arretrarono,
vedendo in essa l origine fatale dun pauperismo, dun
proletariato. L a sorte del contadino che paga le sue re-
devances e che ne ha in compenso la propria parcella di
12 CAPITOLO PRIMO

terra incomparabilmente migliore di quella di quei mi


serabili che sono tutti i lavoratori in Inghilterra, in Fran
cia e negli Stati Uniti, diceva gi Speranskij, il mini
stro riformatore di Alessandro I, nel 1809; e a lui, alle
sue idee e ai suoi progetti, si rifaranno spesso i decabri
sti 15.
Cosi il timore di creare un bracciantato agricolo e un
proletariato fece loro scartare una liberazione dei servi
senza terra, fece loro rigettare l esempio inglese. N
la pura e semplice distribuzione di parcelle in propriet,
secondo il precedente francese, pot apparir loro la mi
gliore delle soluzioni. Non portava anchessa, entro un
periodo di tempo relativamente breve, a creare un brac
ciantato?
Ricorsero perci sovente allidea dell'obscina, rifacen
dosi ad essa come ad una garanzia di stabilit, di sicurez
za. Due tra i principali capi del movimento, N. Murav'v
e I. Jakuskin, sostenevano, vero, che in un secondo
tempo si sarebbero dovute suddividere le propriet co
muni. Ma gi il secondo obiettava che queste erano in
vece una garanzia che non vi fossero poveri. Anche social
mente avrebbero garantito contro ogni eccessivo indivi
dualismo, creando uno spirito collettivo: ogni azione
del singolo in essa diretta dallanimo della comunit 16.
Pestel' stesso parlava, in una versione francese della Leg
ge russa, d un principe de solidarit che avrebbe ani
mato le comunit agricole 17.
Riprendevano e continuavano cosi una discussione sul
l opportunit o meno di suddividere i terreni comuni che
si era largamente svolta in tuttEuropa, nel Settecento.
In Russia stessa non erano mancati i difensori della co
munit agraria. Ma allora erano stati i conservatori a far
ne l elogio. La ridistribuzione periodica delle terre, l as
senza presunta di miseri, di braccianti, eran parse delle
prove delleccellenza di tutto il sistema della propriet
fondiaria in Russia, compresa - ben inteso - la pietra an
golare di quella: la servit. Erano stati gli illustratori
delle antichit patrie, i difensori di quelle contro le idee
provenienti dallOccidente a parlare per primi - in termi
ni non soltanto descrittivi, ma elogiativi - delYobscina
HERZEN 13
contadina. Cosi aveva fatto Scerbatov, forse Rostopcin, e
soprattutto B o ltin 18.
Tra i decabristi le comunit agrarie- cominciavano a
prendere un diverso significato. Esse avrebbero conti
nuato ad esistere anche dopo labbattimento dei rappor
ti di servit. Il principe de solidarit, che Pestel' ve
deva incarnato in esse, avrebbe evitato alla Russia quei
mali che Sismondi aveva loro insegnato a vedere nellEu
ropa occidentale. L obscina non appariva pi soltanto co
me una tradizione russa, ma come una risposta allespe
rienza ormai fatta in Occidente. Pestel' non soltanto ac
cettava le critiche di Sismondi alla societ uscita dalla ri
voluzione francese e dalla rivoluzione industriale, ma
tentava di rispondere con un progetto che ha gi un suo
carattere socialista.
La rivolta dei decabristi venne soffocata, e Pestel' fu
giustiziato. La sua Legge russa, prima seppellita sotterra
e poi scoperta durante l istruttoria, fu uno degli elementi
che confermarono a Nicola I la gravit della congiura.
Questo scritto fu considerato dallimperatore tanto peri
coloso da non esser mostrato neppure a tutti i membri
della commissione dinchiesta. Sigillato rimase negli ar
chivi sino alla fine del secolo scorso, n fu stampato se
non dopo la rivoluzione del 19 0 5.
Ma che il germe di socialismo populista ivi contenuto
potesse svilupparsi provato dallevoluzione di alcuni
decabristi, tra coloro che in Siberia continuarono a medi
tare sui temi che tanto li avevano appassionati nel periodo
preparatorio della congiura. Forse il pi interessante in tal
senso N. A. Bestuzev, uno dei pochi decabristi che si de
dic agli studi deconomia, gli altri essendo N. I. Turgenev
e quel M. F. Orlov che riusc a sfuggire alla deportazione o
alla morte e col quale Herzen si legher nella sua prima
giovinezza.
Bestuzev era un liberista convinto e conseguente, che
sempre sera battuto contro ogni forma di monopolio, di
protezionismo, ecc. In questo senso concludeva un suo
scritto del 1 8 3 1 Sulla libert del commercio e in genere
dellattivit economica19. Ma nellesame che faceva della
situazione della Francia, dellInghilterra e degli Stati Uni
14 CAPITOLO PRIMO

ti, influenzato probabilmente da Sismondi, sviluppava la


critica dei monopoli in una visione pessimistica del con
centrarsi dei capitali e del sorgere del proletariato. Negli
anni seguenti sinteressava, sui libri francesi che talvolta
riusciva a procurarsi in Siberia, del problema della pro
priet terriera, trascrivendo dall 'Histoire parlementaire
de la rvolution franaise di Bchez e Boux le idee di
Claude Fauchet, e cio di colui che aveva sostenuto il di
ritto di tutti gli uomini alla terra e che aveva ragionato
lungamente sulle leggi agrarie di Sparta e sugli anni giu
bilati della Bibbia. Le riflessioni di Bestuzev finivano
cio per raggiungere in qualche modo le idee di Pestel':
Che cosa piu utile per lagricoltura - si domandava
le grandi aziende o la piccola propriet?... Esempio dellIn
ghilterra dove la suddivisione della terra in piccole parcelle
ha permesso ai grandi capitalisti di radunare in poche mani
quasi tutte le terre. Esempio della Francia, dove la suddivi
sione ha portato al raddoppiamento della produzione.
Esempio della Russia, dove la risuddivisione le ha evitato
sino ad ora i proletari senza terra. Come fare dunque? Di
videre la terra in propriet? Quali ne sono le conseguen
ze? O considerare la terra propriet dello stato come in
Russia? Pu la terra essere propriet? 20.

Sotto l influenza della rivoluzione del 1848 queste idee


si cristallizzeranno - come avverr anche per Herzen -
assumendo la forma di rivendicazioni delle tradizioni rus
se contro l Europa occidentale, desaltazione dei germi
democratici e collettivisti contenuti nella vita russa. In
polemica con il libro di N. I. Turgenev, apparso in Fran
cia poco prima e intitolato La Russie et les Russes, Be
stuzev scriveva il 18 febbraio 18 50:
Esaminiamo un po la questione del proletariato. Perch
esso esiste in tutta lEuropa? Esso deriva dal fatto che la
terra la propriet inalienabile dei privati. Col tempo il di
ritto di disporre di simile propriet porta la terra in poche
mani, e noi vediamo come - anche nei paesi meglio assor
titi - il numero dei proprietari rispetto al resto della popo
lazione rappresenti appena un millesimo, mentre tutti gli
altri sono proletari senza terra. Senza parlare dellInghilter
ra, prendiamo lesempio della Francia. Le terre distribuite
HERZEN 15
dopo la rivoluzione dell89 - anche se non ancora passato
un secolo - si son tanto suddivise in seguito a eredit, ma
trimoni, ecc., che met di esse passata nelle mani dei mo
nopolisti, e l altra ha cessato di dare una rendita qualsivo
glia. Una ripetizione dello stesso fatto vediamo nei nostri
possedimenti nobiliari, dove la met passata alla grossa
propriet, e l altra met pignorata negli istituti di credito.
Secondo me la terra, laria, lacqua, ecc. - di cui non possia
mo creare neppure un atomo - non possono essere nostra
propriet. Cosi disse Dio per bocca di Mos: La terra
mia, su di essa voi non siete che degli ospiti, e cosi con
fermato da Caterina II nella sua legislazione agraria. Perci
da noi non vi possono essere proletari: ognuno, per quanto
mal ridotto, ha sempre il diritto davere un pezzo di terra
che gli procuri il sostentamento, se pure ha il desiderio e la
forza dacquistarselo. La nostra obscina altro non che un
comuniSmo sociale in pratica, in cui la terra un mezzo per
il lavoro, mentre i comunisti francesi non forniscono alcun
mezzo, esigendo invece il diritto al lavoro. Col diritto al
lavoro si muore di fame, senza mezzi21.

Proprio in questultima osservazione sta l interesse


storico di quelle idee: come Pestel' prima, e come Herzen
in sguito, il comuniSmo sociale dell 'obscina russa
visto come una risposta positiva, come una soluzione dei
problemi posti dallo sviluppo economico dellEuropa oc
cidentale. Dal liberismo e sismondismo anche Bestuzev
era passato a una forma di socialismo populista.
Tendenze simili si possono notare anche in altri deca
bristi, ad esempio in M. A. Fonvizin, educato su Montes
quieu, Rousseau e Raynal, che, in un articolo Sul socia
lismo e comuniSmo, scritto dopo la rivoluzione del 48,
si dichiarava socialista cristiano22.
Era forse necessario soffermarsi un momento su que
sto sviluppo del dibattito politico che precedette la gior
nata del 14 dicembre. Certo, assai probabile che Her
zen, e poi i populisti, conoscessero solo in piccola parte
queste idee. Come dicevamo, nei decabristi essi videro
soprattutto dei modelli di generosit e di eroismo nella
lotta per la libert. Ma, senza questa pagina seminascosta
del pensiero politico russo, mancherebbe un anello di
congiunzione nel processo che collega le forme feudali e
16 CAPITOLO PRIMO

tradizionali (propriet eminente di tutto il suolo da par


te dello zar, amministrazione dello stato di una parte no
tevolissima delle terre e, soprattutto, obscina contadina)
alle posteriori teorizzazioni di quello che, con le parole di
Bestuzev, possiamo chiamare il comuniSmo sociale.
Lo stesso Herzen, sia pure senza insistervi, accenner
piu tardi a quellaspetto del movimento decabrista, di
cendo che Pestel le premier montrait la terre, la posses
sion foncire et l expropriation de la noblesse comme la
base la plus sre pour asseoir et enraciner la revolu
tion 23. Nel 1858 dir: Pestel va directement son but,
la rorganisation complte et radicale du gouvernement
sur des bases non seulement rpublicaines, mais sociali-
24
stes .
La violenta repressione del decabrismo fece si che il
germe di rivoluzione sociale che era in esso non si svilup
passe e che dovesse essere per cosi dire riscoperto e ri
creato passando per altre vie. Per decenni ogni ripresa
del movimento rimase infatti impossibile. La distruzio
ne di quell 'lite che sera venuta formando a poco a poco
nel Settecento e al principio dellOttocento doveva gra
vare su tutto il regno di Nicola I. Se il conte Uvarov - il
ministro della pubblica istruzione di questimperatore -
pot dire un giorno che la sua maggiore ambizione era
quella di ritardare dun cinquantennio lo sviluppo intel
lettuale della Russia, pensando che altrimenti questo pae
se si sarebbe rovinato seguendo troppo presto le vie del
l Europa occidentale, se pot esprimere cosi uno dei pen
sieri che piu illuminano tutta l et di Nicola I, gli che
questi aveva gi provveduto praticamente a realizzare
quel programma, schiacciando il movimento decabrista.
Herzen stesso tornato spesso e con parole efficaci su
gli anni terribili che seguirono la sconfitta delle socie
t segrete, sullatmosfera pesante di quellet. la vue
de la Russie officielle on navait que le dsespoir au
cur. Eppure - aggiungeva subito - l intrieur il se
faisait un grand travail, un travail sourd et muet, mais
actif et non interrom pu25. Lo spirito giovanile e fidu
cioso dellepoca dAlessandro I - diceva altrove - si cal
m, divenne piu triste e insieme piu serio. Temendo dil
HERZEN I 7
luminare chiaramente, dilluminare in alto, esso, nascon
dendosi, bruci alPinterno e illumin in basso26.
La creazione dun piccolo gruppo ispirato alle idee di
Saint-Simon, nei primi anni del terzo decennio del seco
lo, dun gruppo i cui animatori furono Herzen, Ogarv e
Sazonov appunto una delle prime e delle piu importan
ti testimonianze di questo lavoro sordo e muto.
Ricordo la camera di cinque arsiny
Letto e sedia, e tavolo con la candela di sego
E l, noi tre, figli dei decabristi,
Alunni del mondo nuovo,
Alunni di Fourier e Saint-Simon,
Giurammo di dedicare tutta la vita
Al popolo e alla sua liberazione.
Ponemmo a fondamento il socialismo
E per raggiungere il nostro scopo sacro
Una societ dovevamo creare segreta
E segretamente, passo passo, diffonderla.

In questi versi Ogarv ha descritto tutti gli elementi


fondamentali di quel gruppo a cui egli partecip, l atmo
sfera romantica, religiosa, il sentirsi figli dei decabristi,
e, soprattutto, la diffusione delle idee di Fourier e di
Saint-Simon.
In un breve frammento letterario, sotto il titolo di Fol
la, Herzen aveva spiegato quale fosse la radice intima che
lo spingeva verso l azione politica, quale fosse lo scopo
sacro di cui parlava il suo compagno Ogarv. Immagi
nava dosservare la variopinta folla popolare che sadden
sava sulla Piazza Rossa, a Mosca, e, appoggiandosi alla
balaustrata che cinge la chiesa di San Basilio, di discute
re con un amico il destino di questo mondo anonimo e
minuto.
Animare questa folla anche per un minuto solo - no,
Valdemar, non dire che ci non possibile. Guarda ad
esempio questo nostro popolo ortodosso: nelle sue fisiono
mie intelligenti, nella sua immensa capacit di capire e di
fare, nella prontezza delle loro menti non son forse racchiu
si elementi sufficienti per creare un bel tutto armonico, per
mostrare allumanit uno splendido esempio di vita socia
le, per dimostrare lo splendido destino delluomo? Credi
i 8 CAPITOLO PRIMO

lo, Valdemar, la natura non distribuisce invano i suoi doni,


non invano disegna tratti caratteristici sul viso della gente.
Cosi la speranza mi rappacifica con lumanit27.

La rivoluzione di luglio a Parigi, la rivolta polacca del


18 30 furon senza dubbio incitamenti potenti per quel
piccolo gruppo di giovani. Le nuove idee che giungevano
dalla Francia li spronavano allazione. Il nostro primo
passo nel mondo del pensiero non fu una ricerca della
stratto, ma uno scontro con la societ reale che suscit in
noi la sete dellanalisi e della critica. A quattordici, quin
dici, sedici anni, restando sotto l influenza di Schiller, di
Rousseau e del 14 dicembre, ci occupavamo di matema
tica e scienze naturali, e volevamo qualcosa di positivo,
anche se ancora non in modo del tutto chiaro, dir piu
tardi O garv28.
Che cosa conoscesse esattamente delle idee di Saint-
Simon questo gruppo di giovani, difficile stabilire. Si
ha l impressione che fossero loro noti soprattutto gli
scritti della religione sansimoniana, pi ancora che le ope
re del maestro. Ad esempio, Herzen cita uno scritto di
Olinde Rodrigues, e nelle sue memorie parla soprattutto
di opuscoli e del processo dei sansimoniani.
La critica deHilluminismo, la filosofia della storia,
l aprirsi duna et religiosa e organica devono essere sta
ti perci gli aspetti che colpirono dapprima Herzen e i
suoi amici. In tal senso concludono infatti alcune pagine
scritte da Herzen alla fine del 18 3 2 , intitolate Sul posto
delluomo nella natura. Anche piu tardi parler soprat
tutto dellelemento religioso del sansimonismo, della
rhabilitation de la chair.
Ma, se questa la traccia pi visibile che il sansimoni
smo gli lasci nellanimo, l elemento critico era gi pre
sente nel suo desiderio di palingenesi e lo rodeva inter
namente. Diceva che, se si trattava dun nuovo cristiane
simo, anche il sansimonismo presentava il pericolo di svi
lupparsi appunto come una religione, dalle pure fonda-
menta, da apparizione eccelsa e grande sino ad un
misticismo oscuro. Gi l evoluzione dei sansimoniani
lo confermava in quei dubbi. Scriveva a Ogarv nel 18 3 3 :
HERZEN 19
Hai ragione; giusto che noi ce ne interessiamo. Noi
sentiamo (ti scrissi questo gi due anni fa, e dicevo qualcosa
doriginale) che il mondo attende un rinnovamento, che la
rivoluzione dellOttantanove spezzata, ma che bisogna
creare un tempo nuovo, palingenetico, che necessario por
re nuove basi alle societ dellEuropa, dar loro piu diritto,
pi moralit, pi cultura. Questa l esperienza attuale, que
sto il sansimonismo. Ma non parlo della sua decadenza,
comio chiamo la sua forma religiosa (Enfantin, ecc.)29.

Non rinunciava quindi a cercar di conoscere altre forme


delle dottrine socialiste, soprattutto il fourierismo. Il
suo scopo pu far scusare la sua stranezza, diceva. N si
chiudeva in quelle idee: aveva davanti a s un grande pro
gramma di letture, era tutto preso dal desiderio di cono
scere: Michelet, Vico, Montesquieu, Herder, il diritto ro
mano, l economia politica di Say e di Malthus, secondo
elencava a O garv30.
Che cosa dunque spingeva Herzen a cercare nel sansi
monismo il centro di questa sua visione romantica? Pro
babilmente, oltre ad una ricerca di idee socialiste, qualco
sa d ancor pi importante per tutto il suo futuro svilup
po: un distacco dalla rivoluzione francese, una critica del
la democrazia, chegli svilupper in sguito, soprattutto
dopo l esperienza del 1848, e che egli trovava gi, in ger
me, negli scritti di Saint-Simon. Cosa particolarmente cu
riosa, gi da allora si pu notare qualcosa di hbertista nel
la concezione politica di Herzen, qualcosa di cui non fa
cile stabilire le fonti, ma che probabilmente ha una sua
origine - o somiglianza - nelle radici lontane delle conce
zioni di Saint-Simon. Non a caso leroe della rivoluzione
francese che, gi in questo periodo della sua vita, pi
spesso torna sotto la penna di Herzen il cosmopolita
Anacharsis Clootz31.
Ma questo processo di ricerca politica entro la cultura
romantica doveva essere interrotto bruscamente il 2 1 lu
glio 18 34 , quando Herzen venne arrestato insieme al suo
gruppo, che frattanto sera venuto sviluppando, aveva
progettato di pubblicare una rivista e sera distinto sem
pre pi chiaramente, per la sua tendenza politica e socia
20 CAPITOLO PRIMO

le, dai gruppi filosofici che contemporaneamente sanda


vano formando.
Herzen rimase in carcere sino allaprile dellanno se
guente e venne condannato al domicilio coatto prima a
Perm' e poi a Vjatka, nel nord-est della Russia europea.
L aspetto sentimentale, religioso del suo romanticismo
prevalse allora, quandegli si trov cosi isolato. Le criti
che rivolte ai sansimoniani per aver sviato la dottrina del
maestro, quelle critiche che erano state l elemento pi
personale delle idee del giovane Herzen, passarono in se
condo piano, mentre appariva sempre piu chiaro un ro
manticismo cristianeggiante. Si chiudeva in s per viver
vi intensamente, per sfuggire allambiente provinciale e
meschino che lo circondava. Non a caso cominci allora
a tracciare le prime pagine di quellautobiografia che lac
compagner tutta la vita.
Questa interpretazione romantica di se stesso lo por
t - come altri suoi contemporanei e amici - a una forma
di riconciliazione col mondo circostante, mista di rasse
gnazione e di volont daccettare come razionale quel
chera reale. Questa riconciliazione non ebbe tuttavia
per Herzen la violenza dottrinaria che prender in Baku-
nin e Belinskij. Domin in lui l aspirazione ad una pace
interiore, che si colora di religione perch sa di non po
tersi esprimere in unopera utile, in una nuova ricerca,
immobilizzato comegli era, lontano da ogni contatto, so
lo in una societ cosi diversa da quella che sera creato
nel suo gruppo di giovani amici moscoviti.
Politicamente questa riconciliazione sespresse in po
che pagine scritte a Vjatka nel 18 36 , Note sparse sulla
legislazione russa, in cui dava un giudizio piu positivo di
quanto non avesse mai fatto prima e di quanto natural
mente facesse mai pi tardi, sullopera civilizzatrice del
lo stato zarista. Il passato della Russia, come pure l ope
ra del futuro, gli si presentavano come un compito dedu
cazione e illuminazione. Vedeva le ombre e le luci, conti
nuava certo a criticare i privilegi della nobilt e la servi
t dei contadini, ma tutto ci era guardato da un punto
di vista blandamente, benevolmente riformatore. Del re
sto, lo scritto non varrebbe neppure la pena desser men
HERZEN 21
zionato se non si trovasse proprio in questo momento di
riconciliazione un accenno a quello che sar il problema
centrale di'Herzen: al socialismo contadino. Guardando
alla realt russa, vista cosi con occhi meno polemici e me
no appassionati, egli aveva rivolto la sua attenzione alla
ridistribuzione periodica dei campi nelle comunit con
tadine e in nota aveva segnato le idee che ci suscitava in
lui: Questa la lex agraria, l anno giubilare32.
Non era che un accenno. Perch potesse svilupparsi,
Herzen dovr compiere tutto un processo di riconquista
dun mondo meno individuale, pi a contatto con la real
t sociale. Ci avverr quando potr finalmente abbando
nare Vjatka e riavvicinarsi ai centri del movimento cul
turale, a Mosca e a Pietroburgo. Chiamer allora reali
smo questa sua verit riconquistata al di l dogni roman
ticismo religioso. A Vladimir, nel 18 38 , Herzen scrive
va ancora che la filosofia tedesca attuale [Hegel] molto
consolante, una fusione del pensiero, della rivelazione,
delle concezioni dellidealismo e di quelle della teolo
gia 33. Era un punto di vista simile a quello contempora
neamente espresso da Bakunin nelle sue lunghe lettere
hegeliane e pietistiche insieme. Il decennio che sapriva
doveva essere impiegato anche da Herzen per liberarsi
da quelle consolanti armonie, per ritrovare in politica
come in filosofia - i reali contrasti, al di l dogni conso
lazione.
Il contatto con la capitale - breve del resto, poich fu
presto rinviato in provincia, a Novgorod, per aver osato
dir male, in una lettera privata, dellordine pubblico a
Pietroburgo - lo pose di nuovo di fronte al problema del
lo stato, della sua funzione in Russia. Torn ai suoi studi
su Pietro il Grande, che aveva iniziato nei suoi primi an
ni. Ormai non era pi giovanile ammirazione, ma uno
sforzo dinterpretazione storica, alla quale si prepar at
traverso una conoscenza non soltanto delle fonti russe,
ma soprattutto della grande storiografia contemporanea
in Francia, attraverso lo studio di Michelet, di Guizot e,
soprattutto, di Thierry. Il suo tentativo duna compren
sione storica di Pietro I saccompagnava alla convinzione
che il periodo da lui aperto fosse ormai sul punto di chiu

6
22 CAPITOLO PRIMO

dersi. Con noi finisce l epoca sua - scriveva - , noi ter


miniamo la grande opera dumanizzazione della Russia
antica; ma dopo il nostro periodo comincia quello dello
sviluppo organico, sostanziale e perci puramente uma
no della Russia stessa34. Le sue idee giovanili di palin
genesi cominciavano cio a presentarglisi come l instau
razione prossima duna epoca storica diversa, alla quale
bisognava prepararsi, che era gi matura, e che avrebbe
sostituito la pesante e oppressiva et di Nicola I.
Proprio questa posizione daccettazione storica dello
sforzo deuropeizzazione della Russia - ma accettazione
che voleva essere soprattutto apertura verso unet di
versa - lo mise allora in urto violento con i due rappre
sentanti piu attivi dellhegelismo russo di quegli anni:
Belinskij e Bakunin. Nel 18 3 7 questi erano giunti a per
suadersi che Hegel aveva ragione anche sul terreno delle
dottrine politiche ed avevan finito collesaltare nello sta
to assolutistico unincarnazione della ragione obietti
va. La volont disperata di trovare una realt - in
unepoca in cui lo stato tutto faceva per lasciare agli in
tellettuali unicamente i sogni, tagliandoli fuori da ogni
vera politica aveva dato questo frutto paradossale ed
estremo. Herzen diceva chera avvenuto qualcosa come
una rinunzia ai diritti del proprio intelletto, qualcosa co
me un incomprensibile e mostruoso suicidio.
Fino allinizio del 1840, Belinskij continuer a difen
dere la propria tesi in aperta polemica con gli uomini li
beri e, tra l altro, con precise allusioni alle convinzioni
politiche di Herzen. Sosteneva rabbiosamente che ogni
coscienza nazionale e popolare russa sera espressa sem
pre unicamente nello zar, che in lui si riassumeva e incar
nava ogni elemento di civilt e libert della Russia. Ma
in quella rabbia, in quella violenza che a Herzen parve
suicida, stava un elemento di salvezza. Paradossalmente,
essa rivelava quella stessa volont politica che in altri
coetanei sesprimeva attraverso l adesione alle utopie im
portate dalla Francia. Belinskij sera costruita la piu in
tellettualistica e la piu strana delle utopie, quella dellas
solutismo degli imperatori russi. Ma non poteva certo
fermarsi l. Presto anchegli pass a interessarsi alle teo
HERZEN 23
rie che venivano dallOccidente, a trovarvi un alimento
che invano aveva cercato nel conformismo assolutistico.
La conclusione fu che, mentre Herzen e Ogarv si die
dero pi intensamente allo studio di Hegel e della filoso
fia tedesca, Belinskij si gett a conoscere le moderne teo
rie sociali. Dal riavvicinamento di quelle passioni filosofi-
che e politiche nasceva 1 occidentalismo degli anni 40.
Nasceva in polemica diretta contro le tendenze slavo
file che, soprattutto a Mosca, si stavano allora sviluppan
do in un movimento. Il periodo assolutistico di Belin
skij aveva rappresentato anchesso una reazione, portata
fino al paradosso, contro gli slavofili, una difesa della
funzione dello stato russo contro gli esaltatori dun puro
spirito nazionale e popolare, incarnatosi nella chiesa e nel
villaggio. Come Belinskij aveva, assurdamente, tentato
di vedere un dispotismo illuminato nel regno di Nicola I,
cosi gli slavofili rappresentavano, e con non minori illu
sioni, una visione romantica del popolo russo. Il dibatti
to rimontava lontano, a Federico I I e Herder - se voglia
mo fare due nomi - e, in genere, a tutta la cultura tedesca
della fine del Settecento e dei primi decenni dellOtto
cento. Ed era profondamente influenzato dallatmosfera
intellettuale della vicina Germania: ne rappresentava an
zi, per cosi dire, un frutto tardivo3S.
N il dibattito avrebbe potuto fissarsi in questi termi
ni: tradizione di Pietro il Grande e idoleggiamento ro
mantico del passato russo. Se fosse rimasto a questo pun
to avrebbe rischiato di rimanere sterile, di diventare da
una parte unapologi ufficiosa dellassolutismo e dallal
tra una reazione puramente sentimentale ad esso, senza
forza politica, senza efficacia pratica. Una discussione ac
cademica, da eruditi sulla filosofia della storia russa, sul
suo spirito, su quali fossero le istituzioni in cui sera in
carnata lanima nazionale. La cultura russa degli anni
40, cosi vivace e interessante, ebbe proprio la funzione
di svolgere i termini di questa discussione, di portare al
meno qualche occidentalista ad una concezione della po
litica che fosse uno sviluppo - oltre che una negazione -
della funzione storica dellassolutismo e di indirizzare
gli slavofili ad un tentativo di conoscere effettivamente
24 CAPITOLO PRIMO

quel popolo russo, quel passato della Russia di cui tanto


parlavano.
Con la sua vivacit, la sua mobilit, la sua acuta intelli
genza, Herzen ebbe una funzione non piccola in questo
processo. E sar l unico ad uscirne con una visione politi
ca completa ed efficace.
Nel 18 42 era potuto tornare finalmente a Mosca e far
ne il centro della sua attivit, libero ormai dalle ripetute
residenze forzate in citt di provincia, libero da quella
carriera amministrativa che sera cosi curiosamente in
trecciata a quella sua posizione desiliato e che aveva per
sino rischiato, un momento, di diventare brillante. Era
per lui una seconda giovinezza, pi matura ma altrettan
to entusiasta e curiosa di tutti gli echi della cultura euro
pea. Si stava liberando rapidamente da tutto quel peso di
rassegnazione, di noia e di religiosit vaga che gli avevan
lasciato sulle spalle gli anni disolamento e dinattivit.
Ci ha lasciato uno splendido documento di questa libera
zione interiore, di questa rinascita dinteressi piu concre
tamente politici e filosofici, al di l di ogni sogno roman
tico: il suo diario di quegli anni, uno dei documenti pi
interessanti dun processo mentale che era suo come di
tutta la sua epoca, di unEuropa che si andava preparan
do alla rivoluzione del 1848.
G li slavofili gli apparvero allinizio come una forma
di quelle idee e di quei sentimenti da cui egli andava al
lora staccandosi. Non si pu parlare con loro, sono al
trettanto stupidi e nocivi quanto i pietisti36. Due anni
dopo, nel 1844, inquadrava ormai i suoi avversari in una
visione storica:
La slavofilia ha un parallelo nella storia moderna della
letteratura occidentale. Apparizione della tendenza nazio-
nal-romantica in Germania dopo le guerre napoleoniche,
tendenza che considerava troppo generali e cosmopolitiche
le scienze ed il pensiero che serano svolti da Leibniz e Les-
sing a Herder, Goethe, Schiller. Per quanto naturale fosse
il sorgere di questo neoromanticismo, tuttavia esso era nul-
l altro che un fenomeno letterario, erudito, senza simpatia
per le masse, senza vera realt. Non era difficile indovinare
che sarebbe stato dimenticato dopo dieci anni. La stessa,
HERZEN 2^

identica funzione hanno gli slavofili. Non hanno nessuna ra


dice nel popolo... una malattia letteraria, altro significa
to non hanno37.

Anche per questo volle risalire alle radici tedesche del


la cultura degli slavofili e fare i propri conti con la filoso
fia idealistica. Seguiva il lavorio che si stava svolgendo a
Berlino, tra gli hegeliani di sinistra, seguiva gli sviluppi
politici di questa revisione quali cominciavano ad espri
mersi nei Deutsche Jahrbucher di Ruge. Leggeva
Feuerbach. Ma ci che lo aiut soprattutto fu una rifles
sione personale compiuta sulle pagine di Hegel. Non
v nulla di piu ridicolo - diceva allora - del fatto che i
tedeschi, e con loro tutta la genia, considerino Hegel co
me un arido loico, un incallito dialettico del genere di
Wolff, mentre ogni sua opera come penetrata dalla po
tenza della poesia, mentre egli, trascinato (in parte contro
voglia) dal proprio genio, esprime i pensieri piu specula
tivi in forme duna energia e duna verit impressionanti.
Quale forza nello spezzare ogni rivestimento del pensie
ro, quale sguardo lampeggiante, che penetra dappertutto
e tutto vede ovunque fissi lo sguardo! 38. Cercando cosi
il nocciolo del pensiero di Hegel, la filosofia della sto
ria gli sembr la parte pi caduca del sistema hegeliano,
artificiosa costruzione che non faceva che nascondere la
storia.
Era colpito dal fatto che Hegel ammettesse uno spiri
to al di fuori, al di sopra di quel che si svolge nella storia
degli uomini. Hegel restava, come allora scriveva, il Co
lombo della filosofia e dellumanit. Ma perch allo
ra - aggiungeva - quei due cerchi concentrici, con i
quali egli definisce lo spirito dellumanit: la storia, que
sta via dello spirito, la sua realizzazione, la sua verit, la
sua piena essenza e poi ancora lo spirito per se stesso, da
parte sua? Questi due cerchi hanno il medesimo raggio,
ma talvolta un cerchio, il cui raggio lo spirito per se
stesso, acquista unincomprensibile lunghezza infinita, tal
volta invece di nuovo ci troviamo di fronte ad un unico
cerchio, mentre sempre Hegel considera che sono due...
In tutto ci v una biforcazione tautologica che rende
26 CAPITOLO PRIMO

cosi difficile il senso della verit da poterla definire la


glossologia del secolo39. .
Si trattava perci di liberare lo sviluppo storico da tut
ta la rivestitura teologica di cui Hegel l aveva ricoperto.
Ma come farlo senza porre al centro non la teoria, ma l at
tivit pratica? Hegel ha piu accennato che sviluppato
l idea dellattivit... Scoprendo le regioni dello spirito egli
parla dellarte, della scienza, e dimentica l attivit pratica,
pure intrecciata in tutti gli avvenimenti della storia 40.
Mosso da questi dubbi, Herzen non tent di rielabora
re la filosofia di Hegel per inserirvi questo nuovo proble
ma: esso fu per lui un punto di rottura, il limite oltre il
quale, in realt, non fu piu hegeliano. Invece di continua
re a ripensare la dialettica da questo punto di vista, vide
nello sviluppo storico della Germania l origine di questa
lacuna del sistema. Scienza e vita, filosofia e politica sera-
no scisse nella Germania romantica. Ma ormai il mondo
dellattivit pratica, tanto disprezzato, sera vendicato da
solo. L e sfere del pratico non sono affatto prive di lin
guaggio, quando venne il loro tempo esse hanno alzato
la propria v o ce 41. Quellepoca era venuta con la morte
di Goethe e di Hegel. Le nuove esigenze di Schelling ne
erano come un sintomo. Il mondo della politica e della
scienza sera affermato contro la filosofia hegeliana, riem
piendo un gran vuoto in essa contenuto.
Herzen chiamava buddisti della scienza coloro che
sostinavano nella contemplazione in unepoca chera or
mai quella dellazione.
Essi sarrestano ad ognuno dei momenti, come se fosse
la verit, prendono qualsiasi determinazione parziale come
una determinazione delloggetto, han bisogno di sentenze
e di regole fatte e giungendo ad un punto darresto momen
taneo suppongono ogni volta, ridicolmente fiduciosi, da
ver raggiunto il fine assoluto e si preparano a riposarvi42.

Questo, infatti, gli rimaneva della filosofia di Hegel: la


fede nello sviluppo, linterpretazione della dialettica non
piu come una filosofia della storia, ma come un movimen
to che ha in s il proprio valore. Era quello che gli far
dire piu tardi che lembriologia della storia diversa dal
HERZEN 27
lo sviluppo della dialettica dello spirito. Unaltra volta
ancora riassunse quel suo pensiero nella frase che la filo
sofia di Hegel era lalgebra della rivoluzione43.
Le conclusioni, come facilmente si sar constatato,
erano parallele a quelle che, nel medesimo tempo, si sta
vano compiendo nella sinistra hegeliana in Germania.
Con gioia Herzen salutava i primi sintomi di questo ri
sveglio politico e sociale: Se muove, se muove scri
veva in italiano leggendo i Deutsche Jahrbiicher . - Ec
co la Germania lanciata verso l emancipazione politica.
Ma aggiungeva subito che, anche in questi primi passi, la
Germania continuava a dimostrare il suo carattere di
pensiero fermo, di profondit e, insieme, di quietism o44.
Per reazione a quel quietismo politico, l articolo che pi
gli era piaciuto nella rivista era quello che portava la fir
ma dun francese, Jules Elysard, n Herzen sapeva allora
trattarsi dello pseudonimo di Bakunin45.
La profonda passione politica che stava nellanimo suo,
quella negazione integrale, gi rivoluzionaria, di tutto il
mondo ufficiale dellimpero russo, trovava una rispon
denza soltanto in chi, come lui stesso, aveva vissuto nel
la realt russa. Con l esaltazione della passione distrutti
va Bakunin esprimeva in qualche modo anche i sentimen
ti di lui. La cultura tedesca, pur cosi viva, non lo soddi
sfaceva pi.
A llidealismo tedesco Herzen contrappose perci quel
Settecento francese che il sansimonismo gli aveva inse
gnato a guardare come un fatto negativo e negatore, ma
che egli andava ora riscoprendo, parallelamente a quan
to stavan facendo i giovani hegeliani in Germania. A b
biamo dimenticato il Settecento..., eppure questa fase
dello sviluppo straordinariamente importante e ha por
tato vantaggi essenziali46. Questinteressamento si tra
durr in un ritorno agli studi scientifici, soprattutto in
unapologi del metodo scientifico, da Bacone agli enci
clopedisti. Ma la radice di quella riscoperta sta nellaver
visto nel Settecento francese e inglese una forza sociale e
politica che era impossibile trovare nel romanticismo e
nella filosofia tedesca. Vedeva cio negli enciclopedisti
gli uomini che avevan realizzato quellaspirazione che gi
28 CAPITOLO PRIMO

10 tormentava a Vjatka, quando aveva scritto: pensiero


senza azione sogno. G li sembrava ora daver sognato
per anni: Voltaire, Diderot gli servivano dincitamento
a risvegliarsi, a creare il suo realismo e a riprendere in
esame quelle idee socialiste che lo avevano appassionato
a Mosca nel 1 8 3 1 .
Anche Belinskij, come abbiamo visto, dopo il suo pe
riodo assolutistico, era giunto a conclusioni simili. Per
reazione contro l hegelismo, che lo aveva portato a farsi
11 paradossale apologeta dello zarismo, sera gettato sulle
teorie socialiste provenienti da Parigi, sulle opere di Ca-
bet, Fourier, Leroux, Proudhon. Viveva, con dieci anni
di ritardo, quella scoperta del socialismo che Herzen ave
va compiuto allinizio della sua giovent. Ma quei dieci
anni non eran passati invano n per lui n per Herzen. Il
socialismo russo degli anni 40 aveva ormai dietro di s
una scuola fatta sulla filosofa di Hegel, e ci contribuiva
a dargli un profilo particolare. Non era pi romantico
slancio verso una palingenesi; era o voleva essere la ricer
ca duna verit politica e insieme filosofica.
Una delle principali radici di questo socialismo russo
anteriore alla rivoluzione del 48 stava proprio nella ma
niera con cui molti di quegli scrittori avevan compreso la
filosofia. Tanto in Bakunin quanto in Belinskij - sia pu
re in modo diverso - essa era apparsa spesso come una
verit che avrebbe spiegato, pi ancora che il corso della
storia, il corso della vita individuale dognuno. Una me
tafisica della mente e della volont, l ha ottimamente
definita Annenkov nel suo saggio cosi vivo e curioso in
titolato L importante decennio 18 3 8 -4 8 ". Ogni pi pic
colo fatto della vita personale - l amore, l odio, i gusti e
le ripugnanze - aveva preso allora il senso dun sintomo
e in qualche modo duna rivelazione dellIdea. Que
sta metafisica della psicologia aveva un evidente caratte
re religioso, derivando del resto, in parte almeno, da
una esperienza simile fatta dalle generazioni anteriori
della Russia quando tentarono dapplicare al proprio de
stino individuale la mitologia della massoneria, il misti
cismo gnostico e in genere la complessa costruzione ideo
logica che dominava le logge russe. Era in realt una for-
HERZEN 29
ma di rinnovato pietismo; ma, per citare ancora le parole
di Annenkov, pur contenendo molti elementi fantasti
ci, era indubbiamente superiore ai mezzi [di comprensio
ne psicologica] che dominavano presso i loro contempo
ran ei48. Attraverso questo esame di coscienza di fronte
allIdea hegeliana eran venuti formandosi gli intellet
tuali che nel quarto decennio del secolo crearono la pri
ma fioritura spirituale russa dopo quella dellepoca dei
decabristi.
Questapplicazione personalistica dellhegelismo ebbe
una conseguenza importante. Salvo rare eccezioni (e l a-
pologia dellassolutismo di Belinskij e di Bakunin ne
certo la maggiore), quando vollero uscire dal regno delle
anime belle o dai dubbi di Amleto per cercare la real
t, essi la cercarono in se stessi, in uno sforzo di rinno
vamento morale, in un atteggiamento indipendente di
fronte al potere, nel porre i problemi del rapporto etico
delluomo di cultura di fronte al popolo, piuttosto che in
unapplicazione della filosofia della storia a popoli, grup
pi e classi. Preferirono cio una metafisica della mente
e della volont a una metafisica della politica, come
tanto spesso stava accadendo invece nella sinistra hege
liana tedesca e polacca.
Il socialismo francese della prima parte del secolo, tan
to legato ai problemi psicologici e morali (basti ricordare
Fourier e Leroux) doveva naturalmente rispondere a que
ste esigenze delle menti russe. I romanzi di George Sand
costituirono spesso un trait d union fra gli uni e gli altri.
Dalle prime discussioni di Pietroburgo nel circolo di Be
linskij fino al gruppo di Petrasevskij, passando attraver
so i dibattiti cosi animati di Mosca, si pu seguire que
stassimilazione psicologica, personalistica dellutopismo
francese. Essa era fatta da uomini che vi cercavano innan
zi tutto una verit nel senso duna norma di vita, lascian
do piuttosto agli slavofili, e cio ai continuatori in senso
conservatore della filosofia tedesca, la costruzione degli
schemi della filosofia della storia in cui anche la Russia
avesse il suo posto.
Belinskij partecip a quella corrente socialista; ma, in
questo mondo di metafisici della psicologia, egli era
30 CAPITOLO PRIMO

uno psicologo vero, aveva un senso divinatorio dei temi


che avrebbero portato a una discussione fruttifera tra i
suoi lettori, che avrebbero allargato, il dibattito intellet
tuale che andava riprendendo in Russia. Perci, come
Bakunin, fidava nel proprio istinto, faceva l apologi del
la passione creatrice e continuava a cercare entro e oltre
il socialismo francese uno sviluppo delYintelligencija rus
sa 49. Quel che tanti contemporanei ammirarono in lui era
l impegno che metteva in tutta la sua opera, quella con-
sequenziariet nella ricerca della propria verit, che in
tanti altri rischiava di rimanere un giuoco, magari pieti
stico e di speculazione teologica, ma pur sempre un giuo
co; mentre per lui, come dir lo stesso Herzen, les vri-
ts, les rsultats ntaient ni des abstractions, ni des jeux
desprit, mais des questions de vie ou de m o ri 50. Belin-
skij fu cosi l animatore della vita intellettuale russa di
quellepoca e il suo socialismo non fu che un aspetto di
questa sua opera di plasmatore e\Yintelligencija.
Per Herzen, invece, quel socialismo significava la ri
presa delle proprie idee giovanili, una continuazione e
una critica del proprio sansimonismo iniziale. Come gi
dieci anni prima, anche ora egli non riusciva a aderire
completamente alle idee dei libri francesi che stava leg
gendo avidamente in quel periodo.
Certo - diceva nel 18 4 4 - i sansimoniani e i fourieristi
hanno pronunciato le maggiori profezie per il futuro, ma
qualcosa manca. Fourier , su un fondamento colossale,
mortalmente prosaico, meschinamente minuzioso e parti
colareggiato. Per fortuna i suoi scolari hanno sostituito le
loro opere alle sue. N el sansimonismo i seguaci hanno ro
vinato il maestro. I popoli resteranno freddi sinch la pre
dicazione si far in tal modo... I l comuniSmo, naturalmente,
pi vicino alle masse, ma per ora esso appare piuttosto co
me negazione, come tempestosa nube gravida di fulmini,
per abbattere l assurdo mondo sociale esistente e - se gli
uomini non si pentiranno - minacciante loro il giudizio di
D io 51.

Per comuniSmo Herzen intendeva allora, oltre ai


ricordi di Babeuf, soprattutto il movimento comunista
svizzero, capeggiato da Weitling. L e parole di costui
HERZEN 31

- diceva - sinnalzano talvolta sino ad una predicazione


apostolica: egli ha definito ottimamente la propria posi
zione di fronte ai liberali. V i sono nelle sue idee delle
stupidaggini (per esempio, la teoria del furto), ma vi si
trovano taglienti verit52. La partecipazione di Bakunin
a questo movimento non faceva che attirare ancor mag
giormente l attenzione di Herzen su di esso. Ma le pro
fezie di Weitling non potevano bastargli.
Il comunismo era il problema, non la soluzione. Sol
tanto nel socialismo stava un principio di risposta alla
negazione comunista. L analisi sociale di Considrant
gli pareva cosi dun grande interesse: lesame della vita
contemporanea eccellente, di fronte ad essa ci si sente
impauriti e vergognosi53. Proudhon era gi allora lo
scrittore socialista che attirava maggiormente la sua at
tenzione:
Ho letto finalmente - notava nel suo diario del 1844 - il
suo opuscolo sulla propriet. Opera bellissima, non inferio
re, ma superiore a tutto quel che s detto e scritto in pro
posito. Naturalmente, per coloro che hanno pensato a tali
questioni, per coloro che han sofferto su simili problemi so
ciali, la tesi fondamentale non nuova, ma lo sviluppo ot
timo, preciso, acuto e pervaso di fuoco. Egli nega integral
mente la propriet e riconosce il possesso individuale, e
questa non unidea personale, ma la conclusione logica e
stretta dun ragionamento con cui egli dimostra limpossi
bilit, la criminalit, lassurdit del diritto di propriet, e
insieme la necessit del possesso 54.

L anno dopo leggeva De la cration de lordre dans


l humanit, di quel Proudhon che scrisse sulla proprie
t. Leggendolo, tornava al suo dubbio centrale su tutto
il socialismo francese dallora, il quale gli si presentava
come lo spettacolo di sparse membra duna futura dottri
na socialista, come laccumulazione di materiali per una
futura opera creativa, piuttosto che come una costruzio
ne gi in grado di resistere alla lotta e alla critica. Il suo
passaggio attraverso la filosofia tedesca, le sue riflessioni
su Hegel e Feuerbach gli mostravano a nudo l elemento
dingenuit - di niaiserie, comegli diceva - presente in
quegli scrittori francesi. Bisogna passare oltre queste
32 CAPITOLO PRIMO

lemento, considerarlo come una cattiva abitudine che


sopportiamo in un uomo di valore, e andar o ltre55.
Come si vede, l insieme delle sue riflessioni sul socia
lismo francese interessante. Partendo dalla tradizione
comunista, vedendo in essa una negazione della societ
esistente, unesigenza vicina alle masse, ma irrisolta, cer
cava una risposta negli scrittori che pi avevano appro
fondito lanalisi sociale. Herzen sindirizzava cosi, con
sempre maggior precisione, verso un proudhonismo che
gli cominciava a vagliare criticamente alla luce della pro
pria esperienza passata e delle proprie idee filosofiche.
Rivolgendo lo sguardo alla realt russa che lo circon
dava, con gli occhi sempre pi educati da queste sue idee,
gli pareva ormai impossibile sviluppare i suoi progetti
di studio sullepoca di Pietro, i suoi tentativi di valutare
la funzione dello stato nella storia dellincivilimento del
proprio paese. La sua attenzione si concentr sempre pi
sui contadini, sulla vita del popolo russo.
V era attirato dagli stessi tentativi di riforme che il
governo stava operando in quegli anni, con grandissima
timidezza certo, ma che significavano pur sempre un riaf
fiorare del problema della servit nel mondo ufficiale do
po il periodo dintransigente conservatorismo seguito al
la rivolta decabrista. Ma Herzen non si faceva illusioni
su quei provvedimenti. una falsa liberazione dei ser
vi, diceva, aggiungendo: N e rveillez pas le chat qui
dori! 56.
Ma l interessamento ufficiale non era che un sintomo
del risvegliarsi di questi problemi in tutta la societ. An
che gli slavofili - in cui aveva visto per l innanzi soprat
tutto dei neoromantici e dei pietisti - cominciavano ad
apparirgli come unimportante manifestazione di questa
situazione generale. Ormai non bastava pi criticare le
loro basi religiose, riconoscere in loro una variet delle
innumeri filosofie della storia. Ora il dibattito doveva
farsi pi ravvicinato e politico. Mosca era il centro natu
rale degli slavofili, era lo spirito di Mosca in contrasto
con quello di Pietroburgo chessi intendevano rappresen
tare. Herzen viveva e operava nella loro cittadella, e l
HERZEN 33
egli stabili con gli slavofili quel complesso rapporto do
dio e damore, di negazione e dadesione che doveva con
tinuare sotto varie forme per tutta la sua vita e che do
veva aiutarlo a trovare la strada verso il populismo.
G li slavofili costituivano un sintomo di ripresa politi
ca innanzi tutto perch tentavano di dare un contenuto,
di riempire di senso quella narodnost' che era una delle
parole dordine ufficiali dellepoca di Nicola I. La parola
stessa, derivante da narod, popolo e nazione insie
me - equivalente al Volk tedesco - era stata ricalcata su
Volkstum e aveva un suono politico simile, di reazione
alla rivoluzione francese, ai posteriori movimenti nazio
nali e insieme liberali. Proprio in quegli anni, nel 18 4 3 ,
il ministro della Pubblica Istruzione di Nicola I, Uvarov,
fissava nellautocrazia, nellortodossia e nella narodnost'
quella triade ufficiale che, secondo lui, doveva natural
mente trovare la propria sintesi nel primo di questi ter
mini: nellautocrazia. Cosi l assolutismo reputava neces
sario ornarsi del cristianesimo e della nazionalit, quasi
a cercare la propria base legittima nella religione e nel
popolo.
Simili ornamenti tuttavia bisognava ammirarli da lon
tano, senza toccarli. Essi appartenevano tipicamente al
la categoria delle parole dordine dei despotismi che so
no poste in pericolo altrettanto da chi le nega come da
chi, credendoci sul serio, vuol riempirle d un significato
effettivo. Ora, gli slavofili stavan tentando di fare pro
prio questo. Volevano ravvivare col sentimento la chie
sa, volevan sentirsi vicino al popolo russo, ai contadini,
alle tradizioni popolari, al di l dello stato, esaltando le
forme patriarcali di vita e negando quelle pi moderne e
meno autoctone.
Ma, come notava Herzen, anche se il governo aveva
innalzato la bandiera della narodnost' , tuttavia esso non
permetteva che sandasse piu lontano di lui: qualsiasi
cosa, un pensiero qualunque, persino gli slavofili, non an
davano ben e57. Al di l del fanatismo, delleclettismo,
del reazionarismo degli slavofili - chegli non si stanca
mai di sottolineare anche in quegli anni - Herzen cerca
va insomma l elemento vivo che aveva spinto quei pen
34 CAPITOLO PRIMO

satori oltre le parole dordine ufficiali, e che le rimetteva


cosi in discussione proprio tentando di riviverle.
Herzen ammirava il carattere personale di alcuni degli
scrittori slavofili. Negli Aksakov, in Chomjakov, in Ki-
reevskij, in Samarin vedeva uomini che avevan cercato in
buona fede una verit e che avevan creduto trovarla. Non
era soltanto rispetto umano, era anche - e forse soprat
tutto - quella considerazione personalistica che lo guida
va spesso nei suoi giudizi. Simile gente non si pu non
apprezzare - diceva - anche se siamo di opinioni diame
tralmente opposte58.
Ivan Kireevskij gli appariva come un uomo che ave
va sofferto fino in fondo il problema dellattuale situazio
ne della Russia, che con lacrime e sangue sera conqui
stato una soluzione - una soluzione impossibile anche se
non altrettanto ripugnante quanto l ottimismo pietisti
co di A k sako v59. Kireevskij sar infatti quello che avr
maggiore influenza su di lui.
Ma se questa stima personale pot ritardare la rottura
con il gruppo slavofilo, se pot fargli prendere posizioni
meno violente di quelle di Belinskij, non avrebbe per
lasciato tracce profonde nel suo sviluppo se non fosse
stata accompagnata da un legame piu reale. Saranno in
fatti gli slavofili a indicargli un campo dosservazione -
il villaggio russo - che, pur senza essere stato sinora al di
fuori dei suoi interessi, non avrebbe probabilmente as
sunto tanta importanza nella sua visione politica senza
quella insistente, vaga ma penetrante predicazione slavo
fila.
Saranno proprio coloro che si dichiaravano rappresen
tanti della tradizione medievale russa, che negavano Pie
tro il Grande perch creatore duno stato che voleva es
ser moderno, a sottolineare quegli elementi collettivisti
ci del villaggio russo che negli anni seguenti tanto dove
vano interessare Herzen. In odio al mondo contempora
neo, essi esaltavano le forme piu antiche del possesso e
della distribuzione della terra nella comunit contadina.
Erano in loro - bisogna ripeterlo - concezioni vaghe,
espresse in una terminologia filosofica e religiosa; ma non
senza qualche ragione nel 18 5 7 Chomjakov pot vantar
HERZEN 3.5
si dicendo che fin dal 18 39 gli slavofili avevan riposto il
problema dellobscina, dando inizio ad un nuovo mo
vimento spirituale60. E Samarin dir, nel 18 4 7 , che
nello stesso costume della gente slava racchiusa la ri
sposta al pi moderno problema del mondo occidenta
l e 61, e cio al socialismo.
Aveva per ragione Herzen, osservando da parte sua
che, se gli slavofili serano interessati a questi problemi
- e soprattutto al rapporto tra le comunit contadine
russe e il socialismo occidentale - era perch anche in
Russia sera gi discusso attorno a questultimo proble
ma. Non aveva forse parlato egli stesso del sansimoni-
smo, allinizio degli anni 30? Ma la discussione sulla
funzione avuta dagli slavofili nello sviluppo del sociali
smo russo non deve restare una questione di preceden
za. G li slavofili contribuirono effettivamente a far pas
sare il socialismo russo da riflesso intellettuale di proble
mi occidentali a problema legato alla realt contadina del
loro paese. Non questo certamente essi volevano, ma at
traverso l Opel a di Herzen, loro avversario, questo ope
rarono. Tenendo viva quella discussione sulle forme ori
ginali della comunit agraria in Russia, apertasi nel Set
tecento e che tanta importanza aveva gi avuto tra i de
cabristi, questi generici esaltatori duna vita rurale at
tardata nel patriarcalismo e nelle forme pi antiche, pre
pararono il terreno al populismo di Herzen62.
Nei primi anni del suo ritorno a Mosca, questi era an
cora propenso a criticare anche l aspetto sociale delli
deologia slavofila. In una pagina tutta agitata dallorro
re profondo che sentiva di fronte alla situazione del con
tadino russo, Herzen scriveva:
I nostri slavofili parlano del principio comunitario, del
fatto che da noi non vi sono proletari, della risuddivisione
delle terre. Son tutti buoni germi, ma basati in parte su un
mancato sviluppo economico. Cosi tra i beduini il diritto di
propriet non ha il carattere egoistico che assume tra gli
europei; ma essi [gli slavofili] dimenticano, daltra parte, la
mancanza dogni rispetto verso se stessi, la stupida sotto-
missione ad ogni oppressione... C forse da stupirsi che nel
nostro contadino il diritto di propriet non s sviluppato
36 CAPITOLO PRIMO

nel senso dun possesso individuale, quando la sua striscia


di terra non sua, quando anche sua moglie, sua figlia, suo
figlio, non sono suoi? Che cos la propriet duno schiavo?
Quest peggio dun proletario: res, uno strumento per
la coltivazione dei campi. Al signore manca solo il diritto
di ucciderlo, cosi come non si poteva sotto Pietro, in certi
posti, abbattere una quercia. Date loro il diritto di difen
dersi legalmente, solo allora egli sar un uomo. Dodici mi
lioni di persone hors la loi... Carmen horrendum63.

G li elementi comunitari della vita contadina russa gli


apparivano cosi come il frutto dun mancato sviluppo
storico. Non diceva ancora, come piu tardi, che proprio
per questo essi avrebbero potuto svilupparsi nel senso
socialista. Ma affermava gi che la condizione duno svi
luppo ulteriore di questi germi passava attraverso la lo
ro liberazione integrale da tutte le sovrastrutture schia
vistiche, servili, signorili che li ricoprivano. Solo la libe
razione civile poteva dare un senso alla loro eventuale
futura conservazione.
G li slavofili ebbero insomma una funzione simile a
quella che in Russia aveva avuto una generazione prima
il sismondismo o, se vogliamo, nella generazione anco
ra anteriore il fisiocratismo. Queste tendenze erano sta
te assimilate allinizio come giustificazioni nuove duna
realt antica, come spiegazione e apologia della proprie
t fondiaria dei nobili, della relativa mancanza duno svi
luppo industriale, e talvolta persino della servit dei
contadini. Ora, la slavofilia interpretava in un senso si
mile la filosofia della storia tedesca, la sua profonda at
trazione per il primitivo, le origini, il popolo al di fuori
della politica. Ma sempre simili tentativi di giustificazio
ne - quando vennero fatti da persone che ci credevano
veramente e che assimilavano sul serio quelle idee pro
venienti dallOccidente - finivano per fornire elementi
agli avversari, per creare un nuovo terreno dazione per
l illuminista Radiscev, per i decabristi pi radicali, come
faranno ora per Herzen.
probabile che questo processo non avrebbe avuto
l importanza che ebbe nella vita di questi se fra gli sla
vofili e lui non fosse intervenuto un indagatore prussia
HERZEN 37
no: Haxthausen. Partendo dalla constatazione dun col
lettivismo agrario ancor perdurante in certe regioni del
la Prussia egli sera dato a studiare con pazienza e siste
maticit la vita del villaggio russo, i suoi costumi e usi
nelle varie regioni dellimpero di Nicola I, entusiasman
dosi della sua scoperta, e proclamandola al mondo in
tre grossi volum i64.
Era destino che anche questo aspetto della vita russa
fosse scoperto da uno straniero. Naturalmente i russi,
come abbiamo visto, serano occupati prima di lui del-
Yobscina e l avevano posta a raffronto con le moderne
tendenze socialistiche. Ma anche questa volta i russi ave
vano bisogno di vedere riflessi i propri problemi nellEu
ropa per poterli guardare nel loro assieme, in tutta la
loro importanza. Come nel Settecento e nellOttocento
tanta parte della discussione tra occidentalisti e patrioti
non era stata in Russia che un riflesso di ci che viaggia
tori e scrittori inglesi, francesi, tedeschi pensavano di es
sa, cosi anche per lo studio delle forme collettivistiche
della conduzione agraria russa, una parte importante del
dibattito non sar che un riflesso dei volumi di Haxthau-
65
sen .
Herzen ebbe occasione dincontrarlo a Mosca nel
18 43.
M i stup per la sua chiara visione della vita dei nostri
contadini, del potere dei nostri signori, della polizia rurale
e dellamministrazione in genere. Considera la comunit ru
rale come un elemento importante conservatosi dalla pi
lontana antichit e ritiene che bisogna svilupparla, a secon
da delle esigenze moderne. L a liberazione individuale dei
servi, con o senza la terra, da lui considerata nociva: non
verrebbe che a porre le singole e deboli famiglie di fronte
a tutti i terribili rigori della polizia rurale, das Beam tenwe-
sen ist grsslich in Russland.

Era una difesa della vita patriarcale contro l invaden


za dello stato moderno. Ma gi il nocciolo di questa dife
sa non era pi la nobilt, ma la comunit contadina, e
questo doveva attirare l attenzione di Herzen. Non che
fosse persuaso delle tesi di Haxthausen. Si chiedeva:
avrebbe resistito a lungo Yobscina al Beamtenwesen
38 CAPITOLO PRIMO

La situazione di uriobscina - scriveva allora - dipende


dal fatto che il signore sia ricco o povero, sia entrato al
servizio dello stato o meno, abiti a Pietroburgo o in cam
pagna, amministri direttamente o attraverso un fattore.
Regna dunque da noi una misera, disordinata casualit
che soffoca ogni sviluppo 66.
Di fronte a Haxthausen, cio, Herzen vedeva sem
pre piu chiaramente che solo l inserzione dellobscina in
una evoluzione moderna dello stato e della societ russa
avrebbe giustificato e reso possibile una sua eventuale
conservazione e un suo sviluppo. L apologi del mondo
patriarcale sandava trasformando nella sua mente in una
visione populista del futuro delle campagne russe67.
Era questo un seme che doveva schiudersi soltanto a
contatto con l Occidente, dopo il fallimento della rivolu
zione del 1848. Prima che egli emigrasse, l opera di Her
zen fu sempre piu impegnata a combattere gli slavofili, a
contribuire alla creazione dun senso morale e politico
dindipendenza e d opposizione di fronte al mondo uffi
ciale. Ogni altro elemento gli pareva dovesse passare in
secondo piano. La contrapposizione di popolo e stato,
che gli slavofili avevan proclamata sul terreno filosofico,
restava del tutto teorica, incapace di svolgersi in politi
ca attiva, incapace persino di farsi incentivo a ricerche
piu approfondite sul passato della Russia. Era un idoleg-
giamento delle origini, un mito della Russia al di fuori
della storia, che trovava in s i propri limiti. Contribu a
dare l avvio a tutta quella ricerca etnografica che accom
pagn il sorgere e lo sviluppo del populismo e che tanta
importanza ebbe nella cultura russa, senza mai riuscire a
farsi storia n movimento politico68. Negli anni 40 l ele
mento attivo della vita russa era costituito dallo svilup
po delYintelligencija. Belinskij aveva avuto tanta effica
cia proprio perch aveva saputo mettersi alla testa di
quella forza, la cui bandiera era l occidentalismo. Anche
Herzen, negli anni immediatamente precedenti la sua
emigrazione, con il suo realismo, il suo scientismo, in
genere con il suo rinnovato illuminismo, contribu non
poco a creare la coscienza degli intellettuali della sua ge
nerazione, a infondere in loro quello spirito di indipen
HERZEN 39

denza dal potere e dallo stato che fu la loro vera ragione


dessere.
Herzen form allora la propria figura di scrittore, as
sumendo il nome di Iskander, lo pseudonimo che lac
compagner tutta la vita. Nel 18 4 5 , dai pamphlets e dal
le lettere sui problemi filosofici pass a scrivere la sua
prima importante opera letteraria, il romanzo D i chi la
colpa?, che sar seguito da altre novelle, tra cui soprat
tutto il curioso racconto filosofico Dalle opere del dottor
Krupov. Sulle malattie mentali in genere e del loro svi
luppo epidemico in particolare.
Erano il punto darrivo dun intelligente, sottile (tal
volta troppo sottile) equilibrio tra riflessione e sentimen
to. V i si univano inestricabilmente discussioni e confes
sioni autobiografiche. Quelle pagine duna nitidezza sof
fusa di poesia nascono come al margine di unintelligen
za lucida, mordace. La forma letteraria sorgeva da una
volont di chiarezza morale, sociale, dallimpegno di co
struire nuovi e piu veri rapporti tra lui e gli altri uomini.
Nella sua autobiografia, - scritta nella maturit, - vi sa
r piu abbandono, qui cera piu acutezza.
Belinskij, dopo aver letto D i chi la colpa?, gli scrisse
una lettera entusiasta, e mette conto di riportarne i pas
si principali, cosi illuminanti pur nellincertezza dei ter
mini in cui si esprimeva il critico:
Nelle nature artistiche lintelligenza si fa talento [si do
vrebbe tradur genio, nel senso settecentesco della parola],
fantasia creatrice, e perci nelle loro opere, come poeti, essi
sono straordinariamente, enormemente intelligenti, ma co
me persone sono limitate e quasi quasi stupide (Puskin,
Gogol'). In te, come nelle nature soprattutto pensanti e co
scienti, il talento e la fantasia si son fatte intelligenza, resa
vivace, scaldata, per cosi dire incoraggiata dalla tendenza
umanistica che non per te n un innesto n unaggiunta,
ma che coessenziale alla tua natura. Tu hai unenorme
quantit dintelligenza, tanto che non capisco perch ce ne
debba essere tanta in un uomo solo. Hai anche molto talen
to e fantasia, ma non di quel talento puro e originale che
tutto genera da se stesso e si serve dellintelligenza come
duna funzione inferiore e sottomessa. No, il tuo talento, il
diavolo lo sa, un tal bastardo o un tal agnato rispetto alla
40 CAPITOLO PRIMO

tua natura, come lintelligenza rispetto alle nature artisti


che 69.
E lo supplicava di scrivere, di scrivere molto, di sco
prire cosi in se stesso il proprio genio.
Qualcosa dimportante saffermava, infatti, in quegli
scritti letterari di Herzen. In essi cominciava a sboccare
quel lungo processo dindagine psicologica, quella lunga
illuminazione sotterranea della personalit alla ricerca
della verit, quel processo danalisi psicologica e reli
giosa insieme che era stato il nocciolo delle discussioni fi
losofiche di piu dun decennio. Non sboccava in una filo
sofia, ma l dove poteva sboccare, nella letteratura. I rac
conti di Herzen erano tra i primi frutti, anche se non
certo tra i maggiori, di quella che sar la grande lettera
tura russa del secolo scorso, la quale anche da questo tra
vaglio trasse il primo alimento. Non erano ancora capo
lavori, non eran neppure opere compiute, ma dalle pagi
ne che nascevano ai margini delle riflessioni di Iskander
Belinskij poteva indovinare che stava sorgendo qualcosa
di grande: il mondo della nuova letteratura russa. Non
sar Herzen a fare il passo decisivo, ma prima di lasciare
la Russia egli contribuir in non piccola parte a creare
anche questo nuovo mondo.
Politicamente, gli ultimi suoi anni russi furono invece
meno fruttiferi. Se pensava con sempre maggior deside
rio alla possibilit duscire dalla Russia, dentrare a con
tatto diretto con quel mondo occidentale di cui tanto si
parlava tra i suoi amici, se decise poi demigrare, ci sa
r dovuto soprattutto al fatto che sentiva davere imboc
cato un vicolo cieco.
Era il rischio di tutta la tendenza occidentalista, cui
egli apparteneva, che a Mosca si era venuta definendo
sempre piu chiaramente attorno a lui, con gli storici Gra-
novskij e Kavelin, gli scrittori Botkin, Kors, Ketcer ecc.
Annenkov, che di quella corrente faceva parte, ha spiega
to forse meglio dogni altro quali fossero le cause profon
de dellimpotenza politica di questo gruppo e perch esso
si dissolvesse internamente. Non avevano nessuna for
mula politica completa ed elaborata - diceva - , soccupa
HERZEN 41
vano di seguire i problemi man mano che sorgevano, di
criticare ed esaminare i fenomeni contemporanei. E ra
no sorti infatti in opposizione alla vaga mitologia degli
slavofili, non volevano vivere delle grandi contrapposi
zioni di principio, sia per quel che riguardava i problemi
interni, come nello stabilire i rapporti spirituali tra la
Russia e il resto dellEuropa; non volevano insomma di
ventar prigionieri d una filosofia della storia. Ma proprio
questa buona coscienza degli occidentalisti, come di
ceva Annenkov, li lasciava, in ultima analisi, a mani
vuote 70. Se vogliamo tradurre, con una frase piu chiara,
possiamo dire che questo gruppo di uomini che rappre
sentava - con l eccezione appunto di Herzen - il germe
del liberalismo russo della met del secolo, tagliato fuori
dalla politica dellassolutismo, era moralmente troppo
cosciente per collaborare in qualsiasi modo con il gover
no di Nicola I, e, daltra parte, era troppo colto, troppo
gli era costato lo sforzo fatto per uscire dai miti, dalle
metafisiche del romanticismo per operare adesso creando
nuovi ideali politici attivi ed efficaci, e perci finiva col
ritirarsi a poco a poco nella ricerca storica, nella critica
letteraria e di costume. L inefficacia del liberalismo rus
so, anche posteriore, dopo la guerra di Crimea, ha una
sua radice in questa situazione della fine degli anni 40.
Non bisogna per dimenticare che il loro ritirarsi negli
studi ebbe un notevole risultato: la storiografia occiden
talistica riprender il problema dello stato russo, delle
riforme di Pietro I, il problema che aveva interessato
Herzen, e uscir dal vicolo cieco degli slavofili verso una
storia che, pur costruendo il mito della continuit e del
la funzione progressiva dello stato russo, pose, con Gra-
novskij, Kavelin, Cicerin e soprattutto con Solov'ev, le
basi della visione moderna della storia russa71.
Ma Herzen, come non era un romanziere, cosi non era
uno storico. In lui l uomo politico sentiva soprattutto
l impossibilit duno sviluppo pratico di quel liberalismo
storicistico. Era stato lui a dare - con articoli pubblicati
nei giornali dellepoca e in discussioni private - una ri
sonanza grandiosa ai primi corsi di Granovskij a Mosca.
Era questo l ambiente chegli intendeva sviluppare se
42 CAPITOLO PRIMO

condo le proprie convinzioni, ma malgrado provasse e


riprovasse, legato comera, anche sentimentalmente, per
sonalmente a quel gruppo damici moscoviti, dovette in
fine persuadersi a malincuore dellimpossibilit di por
tarli sul proprio piano.
Le discussioni iniziali, nel 1846, non sono molto chia
re, per mancanza soprattutto di documenti. Il racconto
che ce ne ha lasciato Herzen in Passato e pensieri certo
di alto interesse umano, ma condotto con visione piu
personale che politica72. Le lettere, le narrazioni degli al
tri sono frammentarie.
Probabilmente i problemi discussi si possono riassu
mere in tre punti.
Innanzitutto, l atteggiamento di fronte alle masse po
polari. Era una discussione parallela - anche se in Russia
era pi legata a problemi morali e di costume - a quella
che si stava svolgendo contemporaneamente a Berlino
nella sinistra hegeliana, sul rapporto tra gli intellettuali
e la folla. Riponevano cio il problema della narod-
nost' . Granovskij dichiarava di sentire qualche tenerez
za per la posizione degli slavofili e veniva cosi a negare o
a limitare i risultati delle discussioni avute con loro. Be-
linskij cercava di dare alla narodnost' un senso sempre
piu vicino a quello di patriottismo, come questo era
inteso nellEuropa occidentale. Botkin riassumeva, non
senza intelligenza, le idee di tutti dicendo: Lo slaviSmo
non ha ancora prodotto un uomo pratico: o uno zingaro,
come Chomjakov, o un nobile confusionario come Aksa-
kov, o un monaco come Kireevskij - e sono i migliori.
Ma con tutto questo gli slavofili hanno pronunciato una
parola vera: narodnost' , nazionalit. Qui sta il loro gran
de merito... Generalmente nella critica essi hanno ragio
ne su quasi tutti i punti... Ma, appena passano allaspet
to positivo comincia la limitatezza, l ignoranza, il patriar-
calismo pi soffocante; lignoranza dei piu semplici prin
cipi delleconomia politica, l intolleranza, l oscuranti
smo, ecc.73. Con questi riconoscimenti e critiche insie
me, Botkin confessava come gli occidentalisti non aves
sero ancora risolto o solo posto chiaramente il problema
dei rapporti tra Yintelligencija e il popolo, che gli slavo-
HERZEN 43

fili almeno sentivano romanticamente come fondamen


tale.
Il secondo punto, ben piu importante, era quello del
la funzione della borghesia nella futura politica russa.
Era una reazione al socialismo che aveva illuminato le
menti al principio del 40, un sintomo di maturazione ri
spetto al giovanile ed entusiastico utopismo dallora. Ma,
agli occhi di Herzen, non poteva non apparire come un
abbandono di quelle idee appunto di cui andava cercan
do la formulazione. In realt, questi occidentalisti seran
lasciati persuadere sempre pi dalla storia di Francia,
dalla funzione del tiers tat, e concepivano la futura vita
politica russa ispirandosi a quella storia della borghesia
cui erano giunti per vie diverse Guizot, Thierry, ecc. Era
naturalmente Granovskij, lo storico, a criticare pi reci
samente l utopismo degli occidentalisti. Il socialismo
- diceva - straordinariamente nocivo, perch insegna
a cercare la soluzione dei problemi della vita sociale non
nellarena politica, che esso disprezza, ma a lato, e ci
porta alla rovina sia del socialismo che della politica74.
Il dibattito sulla borghesia, qui appena ai suoi inizi, se
sprimeva generalmente in boutades, come quella di Bot-
kin, il quale diceva che la classe operaia aveva senza
dubbio tutta la sua simpatia, ma con tutto ci non po
teva non aggiungere: Volesse il cielo che da noi ci fosse
una borghesia!7'.
Si trattava spesso duna contrapposizione di ideali di
versi pi che dun esame della situazione. Ma la discus
sione, spostandosi a poco a poco su un terreno nuovo,
cominciava a porsi nella forma duna previsione storica.
In questo gruppo ci si chiedeva insomma, in modo ancor
confuso, se di fronte a loro stava un periodo borghese o
un periodo in cui sarebbe stato possibile realizzare gli
ideali socialisti.
Il terzo punto, quello che risulta pi chiaro dalle me
morie di Herzen, era di carattere filosofico. Egli era giun
to ormai, nella lotta contro il romanticismo che sentiva
in s e negli altri, a una sempre pi netta affermazione il
luminista. Non per nulla Voltaire e Diderot sono i due
nomi centrali della discussione pi dura chegli ebbe con
44 CAPITOLO PRIMO

Granovskij, il quale desiderava, contrariamente a lui,


conservare la fede in unimmortalit dellanima, in uno
spiritualismo filosoficamente poco formulabile, ma for
te nelle sue radici sentimentali. Non v dunque da stu
pirsi che Feuerbach diventasse presto la pietra di para
gone sulla quale si divisero gli occidentalisti.
In quellatmosfera la partenza da Mosca, nel 18 4 7 , fu
sentita da Herzen come una liberazione. Il suo pensiero
torner piu tardi a quel periodo di formazione in Russia,
alle fruttifere discussioni moscovite. Ma nel ricordo que
gli anni gli si ricoprivano dunombra, come se si fosse
trattato di dibattiti troppo lontani dalla realt, troppo
chiusi in visioni libresche. Dottrinaria, gli apparir in
somma l atmosfera della Mosca degli anni 40. Aveva
combattuto contro la filosofia della storia degli slavofili
e contro quella filosofia della storia che veniva forman
dosi tra i suoi amici, ma la sua battaglia pareva restare
senza successo. I partiti intellettuali si stavano fissando,
in qualche modo, sclerotizzando. Slavofili e occidentali
sti sembravano guardare sempre piu intensamente al pas
sato, alla Russia medievale gli uni, a Pietro il Grande gli
altri. tempo - rispondeva Herzen - che l umanit di
mentichi quel che non necessario del suo passato, o me
glio che se ne ricordi, ma come di cose passate e non esi
stenti 76.
Quella volont di liberazione coloriva tutte le sue idee
quando parti per Parigi. La sua stessa visione della Rus
sia ne rest profondamente segnata. L avvenire del suo
paese gli appariva grandioso proprio perch era la terra
delle disponibilit, proprio perch non era carico di tut
to quel passato che i dottrinari di tutte le scuole voleva
no far gravare su di lei. Fin dal 1844, annotava nel suo
diario i versi da Goethe dedicati allAmerica, che gli sem
bravano adattarsi ancor meglio alla Russia:
Dich stort nicht im Innern
Zu lebendiger Zeit
Unnutzes Erinnern
Und vergeblicher Streit77.

Questi versi erano la formula di liberazione di Herzen.


HERZEN 45

Quando gli amici ricevettero le prime lettere - che


erano piuttosto degli articoli e come tali furon pubbli
cate - restarono, pi che stupiti, amareggiati. Non sol
tanto Herzen insisteva sulle sue critiche contro ogni
occidentalismo gi volutamente borghese, ma le accen
tuava.
Come descrizione della Francia nel periodo preceden
te la rivoluzione di febbraio, queste lettere sono duna
lucidit notevole. Non rappresentano ancora uno svilup
po delle sue idee, ma costituiscono - una volta giunto a
contatto con l Europa occidentale - una rapida riprova
di esse. La Francia di Luigi Filippo, vicinissima al suo
tramonto, non era certo il modello che poteva convincer
lo. L unica cosa che veramente poteva interessarlo a Pa
rigi, nel 18 4 7, era di rendersi conto delle forze che sop
ponevano al regime esistente, di capire quale fosse il va
lore di quellatmosfera democratica e socialista che co
minciava a diventare sempre pi sensibile.
Il dominio della borghesia gli pareva condannato a
breve scadenza. Essa non ha n un grande passato, n
avvenire alcuno. Fu un minuto bella come negazione, co
me, passaggio, come contraddizione... Erede della brillan
te nobilt e del grossolano plebeismo, il borghese riunisce
in s i peggiori difetti delluno e dellaltro, mentre ha per
so i pregi dambedue... '8. Contro di essa era gi sorto un
mondo composito, fatto daristocratici e di popolo, di
dealisti e di proletari. Contro la borghesia stavan cio tut
te quelle forze che non volevano assoggettarsi all econo
mia politica, che erano alla ricerca della soluzione di
quel problema sociale che tutte le rivoluzioni passate non
eran riuscite a risolvere. E proprio per questo, diceva, do
po tanti rivolgimenti l Europa ancora allinizio della ve
ra questione.
Dal primo contatto con Parigi, Herzen aveva tratto
dunque una conferma alle sue aspirazioni socialiste, an
che se non aveva trovato li quella politica nuova che an
dava cercando ormai da ventanni. Vedeva attorno a s
generose indignazioni, pia desideria, e critiche, che non
costituiscono - diceva - una dottrina politica, soprattut
46 CAPITOLO PRIMO

to per il popolo. Non v nulla che simpatizzi meno con


la critica del popolo stesso. Esso esige cose pronte, dot
trine, fedi. G li necessaria una bandiera, vuole uno sco
po determinato verso il quale andare. Coloro che furo
no arditi nella critica, furon deboli nella creazione. Tut
te le utopie fantastiche degli ultimi venti anni son passa
te accanto alle orecchie del popolo. Questi possiede un
tatto reale che lo fa ascoltare e scrollare la testa non cre
dendo alle utopie astratte fin quando queste non siano
elaborate, efficienti, nazionali, piene di religione e di poe-
: 79.
sia
Questa sfiducia nelle possibilit immediate del socia
lismo, insieme alla sfiducia radicale nella vitalit e nel
futuro della borghesia al potere, colorano di scetticismo
quelle lettere, come tutti i suoi scritti prima della tem
pesta, comegli li chiam, preparando quella profonda
delusione che doveva invaderlo quando il 48 scoppi e
fu sconfitto.
Assistette al primo atto della rivoluzione europea in
Italia, dovera giunto alla fine del 18 47. G li avvenimen
ti italiani si riflettono nelle pagine con notazioni che so
no spesso ancora giornalistiche. una descrizione viva
ce, ma solo qua e l profonda. Il suo giudizio guidato
dalPammirazione per le figure dei popolani romani, per
il formarsi di una guardia civica, e poi sempre piu da
quel senso dindividualit che egli sentiva in ogni aspet
to della vita italiana e che forni la ragione prima di quel
l amore per l Italia chegli nutr da allora e che doveva
diventare in seguito sempre maggiore. L Italia non
soltanto Roma. in ogni piccola citt a modo suo... Gra-
novskij, fratello, in realt noi non conoscevamo l Italia.
Sul suo conto ci siamo sbagliati in meno, cosi come ci
siamo sbagliati in piu per la Francia80. Il particolarismo
della vita municipale, il risvegliarsi multiplo dellItalia
lo colpiva in questa fase iniziale del risorgimento. E in
quel fermento, cosi diverso dal movimento canalizzato
in uno stato accentrato come quello francese, Herzen
riporr per contrasto le sue simpatie e le sue speran
ze 81.
In Francia, quando Herzen vi torn, il conflitto tra
HERZEN 47
l Assemblea nazionale e i clubs era al suo culmine. In es
so egli vide, anche per influenza di quanto aveva osserva
to in Italia, oltre che un conflitto di ideologie e di classi,
una lotta decisiva fra il tradizionale centralismo politico
francese e le forze nuove che la rivoluzione aveva comin
ciato a mettere in luce. In questo sta l originalit del suo
punto di vista.
Ci gli permise di cogliere l elemento essenziale della
lotta tra Lamartine e Blanqui. Vedeva la Francia fare uno
sforzo supremo per valicare il limite posto dalla rivolu
zione del 17 9 3 , per riprendere la rivoluzione l dove
l aveva lasciata Robespierre, procedendo oltre dal punto
di vista sociale e da quello dellorganizzazione dello sta
to. La giornata del 13 maggio gli parve una continuazio
ne, al di l di mezzo secolo, della giornata del 9 termido
ro. Ma questa volta i rivoluzionari non eran piu guidati,
come Robespierre, dalla fede nellAssemblea, pronti a
perire se questa lo richiedeva, incapaci di fare appello
alle masse. Questa volta i rivoluzionari marciarono con
tro l Assemblea. Quel che non aveva osato fare Robes
pierre lo avrebbe fatto il popolo parigino 82. Ecco perch,
aggiungeva, i conservatori e i liberali di vecchio stampo
si battono con tanta rabbia contro Barbs, Blanqui, Ra-
spail, ecco perch il 15 maggio l Assemblea e la Commis
sione esecutiva, che si odiano l un laltra, si gettarono nel
le braccia l una dellaltra. Perfino i monarchici presero le
armi per salvare la repubblica e l Assemblea nazionale.
Salvando questa salvavano il principio monarchico, sal
vavano il potere irresponsabile, salvavano l ordine costi
tuzionale delle cose, gli abusi del capitale e, infine, i pre
tendenti. Dallaltra parte, stava non la repubblica di La
martine, ma la repubblica di Blanqui, e cio la repubbli
ca non a parole, ma di fatto. D allaltra parte, stava la dit
tatura rivoluzionaria, come situazione di passaggio tra la
monarchia e la repubblica; il suffragio universale non stu
pidamente e miseramente applicato solo allelezione duna
assemblea dispotica, ma a tutta lamministrazione; la li
berazione delluomo, del comune, del dipartimento dalla
sottomissione a un governo forte, che come mezzi di per
suasione adoperava le pallottole e i ceppi83.
48 CAPITOLO PRIMO

questa una delle piu belle pagine d analisi politica


che Herzen abbia scritto. Dimostra come ormai il suo
socialismo stesse uscendo definitivamente dalle utopie e
dalle visioni romantiche per entrare nel campo della po
litica.
Ma, il 15 maggio, il tentativo insurrezionale era stato
sconfitto. Le forze organizzate, politiche, della rivoluzio
ne erano battute. Perch? Herzen si rifaceva, per spiegar
selo, allorigine stessa di quel movimento, ai giorni im
mediatamente susseguenti il 24 febbraio. La rivoluzione
gli appariva sulla difensiva o, addirittura, in ritirata gi
non molte settimane dopo il suo primo inizio. La rivolu
zione non era stata sufficientemente preparata: Lamar
tine e gli uomini del National alla testa del movimento
furono una grande disgrazia per la Francia84. Nessuno,
insomma, aveva saputo profittare del periodo che segui
immediatamente il 24 febbraio, periodo in cui sarebbe
stato possibile - diceva - fare miracoli. Il partito repub
blicano sera dimostrato troppo piccolo. Le elezioni erano
state fatte nel momento e nel modo piu infelice.
Battuto politicamente il 15 maggio, il movimento ri
voluzionario era sconfitto socialmente pochi giorni dopo,
nelle giornate di giugno. Venne allora diceva Herzen -
schiacciato definitivamente il partito chegli stesso defini
va dei socialisti e dei comunisti, e con loro delloperaio
parigino85. Le giornate di giugno furon per Herzen, co
me per tanti socialisti europei, la rivelazione del proleta
riato. Nel 18 47 questo gli era apparso, pur di sfuggita,
come un modello di dignit, dumanit, e gli aveva fatto
sorgere in mente istintivamente il paragone con i servi
russi, paragone certo non poco lusinghiero per la sorte
materiale e morale in cui si trovavano questi ultim i86. Ora
l operaio parigino gli appariva con un viso diverso, come
proletariato rivoluzionario. Nonostante il fatto che l i
struzione non sia fatta per lui, che sia oppresso dal lavoro
e dal pensiero d un pezzo di pane, esso ha l energia che
deriva dal pensiero sofferto e ha superato di tanto la bor
ghesia che questa non pi in grado di capirlo e presente
con timore e odio, in questo giovane lottatore dalle mani
indurite dal lavoro, l oscura e minacciosa profezia della
HERZEN 49
propria rovina. Ne tracciava la storia a partire dalla ri
volta di Lione, seguiva la formazione sotto Luigi Filippo
del suo carattere serio, austero che l aveva fatto diven
tare lunica classe in Francia che avesse accumulato con
una certa ampiezza delle idee politiche, che stesse al di
fuori del circolo chiuso delle idee accettate; unica classe,
perch il suo compagno di sfortuna, il contadino pove
ro, rappresenta - in contrasto con l attiva protesta degli
operai - la sofferente e greve conservazione dello statu
87
quo .
Le giornate di giugno furono decisive per lui. Esse se
gnarono la rottura intima - che poi vanamente, per ragio
ni politiche contingenti, egli cercher talvolta di nascon
dere o di sanare - con tutto il mondo liberale borghese. Le
discussioni di due anni prima a Mosca su questo problema,
le idee degli amici che aveva lasciato in Russia, furono nel
giugno illuminate da una luce terribile. L e giornate di
giugno non hanno precedenti nel passato - scriveva a Mo
sca. - Dopo l insurrezione il terrore orribile, ricordatelo,
un terrore retrogrado, con tutta la paura della borghesia
francese, la parte piu stupida di tutta la popolazione euro
pea, per la quale un qualsiasi Cavaignac un genio perch
non s fermato di fronte alla guerra civile, e Thiers an
che lui un genio, perch nellanimo suo, di nascita, non
esiste il senso dellonore. Tutti i difensori della borghesia,
come voi, sono caduti nel fan go 88. E in unaltra lettera
diceva che il terrore del 93 era grandioso nella sua spieta
tezza al confronto di quello scatenatosi nei tre mesi di sta
to dassedio contro gli operai parigini. Le sue pagine, nu
merose, ripetute, quasi a tornarvi continuamente, sulle
giornate di giugno a Parigi, sono tra le pi sentite in que
sto variopinto diario herzeniano della rivoluzione del
48 89.
Un solo raggio di speranza egli ne traeva: Forse la
Francia, forse l Europa periranno in questa lotta, ma l ele
mento sociale qualcosa di troppo grande per quelle for
me caduche a cui l Europa non vuole rinunziare90. Nel
popolo muto, chiuso in s dopo le giornate di giugno,
Herzen continuava a sentire ancora una grande forza. D i
r pi tardi: Dopo le giornate di giugno, vidi che la ri
50 CAPITOLO PRIMO

votazione era vinta, ma credetti ancora nei vinti, nei ca


duti, ebbi fede nella miracolosa forza delle reliquie, nella
loro forza m orale91.
La rivoluzione del 48 gli si present dunque - in tutti
i suoi elementi essenziali, ideologici e classisti - come una
rivoluzione socialista, fermata al suo inizio per immaturi
t di idee e incapacit di uomini.
Poca fiducia riponeva in Louis Blanc. Lo vide tenersi
in disparte dalla corrente politica centrale, allontanarsi
nella Commissione del Lussemburgo, senza possibilit
d agire, sottoposto in realt allautorit del governo di
Lamartine. Divenne predicatore del socialismo, ebbe
una grande influenza sugli operai, ma non ebbe una forte
efficacia politica92. L esperienza gli fece concludere: in
verit, Louis Blanc non ha mai capito il socialismo. Il suo
noto libro De l organisation du travati e qualche frase
brillante fondarono la sua reputazione93. G li ateliers na-
tionaux parvero ad Herzen soprattutto un espediente del
governo spaventato dalla disoccupazione. Nella Commis
sione del Lussemburgo vide soltanto la prima chiesa ac
cordata ai cristiani nellantica Roma, e in Louis Blanc il
primo prete e predicatore del nuovo tempio. E le sedu
te non furono perci che le solenni liturgie dun sociali
smo adolescente94.
Ben maggiore ammirazione e rispetto ebbe Herzen per
Blanqui. Abbiamo gi visto come accennasse un momen
to alla necessit duna dittatura di passaggio tra la mo
narchia e la repubblica. Ma ci che lo avvicinava a Blanqui
era, oltre alla visione politica di questultimo, la passio
ne rivoluzionaria, da certezza che egli non si sarebbe fer
mato di fronte agli ostacoli, che non avrebbe rispettato
quelle idee tradizionali che soffocavano i democratici, che
avrebbe insomma aperto una breccia verso uno sviluppo
socialista della rivoluzione.
Blanqui il rivoluzionario della nostra epoca, ha capito
che non c nulla da aggiustare, ha capito che adesso il pri
mo compito dabbattere quello che esiste. Dotato duna
eloquenza del tutto originale, egli scosse le masse, ogni sua
parola era unaccusa al vecchio mondo. Lo amavano meno
di Barbs, ma lo ascoltavano di pi9S.
HERZEN 51

Le simpatie pi durature di Herzen andarono tuttavia


a Proudhon96. La sua stessa visione della rivoluzione fu
influenzata profondamente, giorno per giorno, dagli ec
cellenti periodici di Proudhon e Thor, e cio dal Peu-
ple e dalla Vraie rpublique, come lui stesso ci ha
raccontato. E , man mano che le delusioni si accumulava
no, che la speranza nella rivoluzione andava diminuendo,
Fazione di Proudhon and acquistando maggior rilievo
ai suoi occhi. Per quasi un anno lappoggi materialmen
te e collabor politicamente con lui, spingendolo in qual
che modo su posizioni pi battagliere97. N ellagosto 1849
gli forni le possibilit finanziarie per creare L a voix du
peuple, riservandosi il diritto di scrivere - e in certo
senso di dirigere - la parte di politica estera di questo
giornale. La lotta di Proudhon contro Luigi Napoleone
gli apparve una vera e propria poesia di collera e di di
sprezzo98. Fu infatti Proudhon a dargli il senso del ter
ribile pericolo che rappresentava l ascensione del presi
dente Napoleone. Fu lui pure a ispirargli un senso di sem
pre maggiore sfiducia nei democratici tradizionali che
sembrava riprendessero una certa vitalit nella loro op
posizione, ma che gli parevano diventare giorno per gior
no pi impotenti, non soltanto nella politica contingen
te, ma nella stessa loro funzione storica.
La partecipazione alla manifestazione del 13 giugno
1849 - che lo costrinse a rifugiarsi a Ginevra - fu per
Herzen un ultimo tentativo, o piuttosto il compimento
dun dovere. L insuccesso di quella suggell il suo giudi
zio negativo sulla montagna. L a corrente democrati
ca - scriveva nel settembre da Ginevra - o il partito del
movimento, fu vinta perch era indegna di successo, per
ch ha sempre commesso degli errori, perch ha sempre
temuto dessere rivoluzionaria fino in fondo, perch si
lanci sempre contro il trono per troneggiare per conto
_ 99
SUO .
Era per veramente finita la rivoluzione? Non lo cre
deva ancora, ripreso - come tanti rivoluzionari europei -
dalla speranza dun nuovo approfondimento. Herzen vol
geva gli occhi verso i contadini. Scriveva nel giugno 5 1 :
52 CAPITOLO PRIMO

Gli operai, che pensano con la propria testa, non cercano


dei legami con i rivoluzionari professionali, n con i redat
tori dei giornali, ma con i contadini. Da quando la rozza
mano della polizia ha chiuso i clubs e le riunioni elettorali,
la tribuna degli operai passata in campagna. Questa pro
paganda sfugge ad ogni controllo e va pi a fondo delle
chiacchiere dei clubs. Una grossa tempesta si prepara nel
petto dei contadini. Non sanno nulla del testo della costitu
zione n della divisione dei poteri, ma guardano cupamen
te al ricco signore, al notaio, allusuraio, e vedono che, per
quanto lavorino, il loro denaro va in altre mani e perci
ascoltano loperaio... Questa sar unautentica rivoluzione
delle masse popolari 10.
Quando poi venne il colpo di stato del 2 dicembre, gli
sembr che unultima prospettiva fosse rimasta aperta,
la speranza che sempre esiste in epoche di reazione vio
lenta, e cio che anche questa non sarebbe stata capace di
padroneggiare i problemi suscitati dalla rivoluzione. Ma,
fallita, e per un lungo periodo, anche questa speranza,
la sua esperienza della rivoluzione del 48 pot dirsi ve
ramente conchiusa.

Poteva ormai tirare le somme, constatare dove laveva


condotto la sua doppia reazione di fronte alla Francia di
Luigi Filippo e alla seconda repubblica: doppia perch
dettata dalla rivolta individualistica contro il centralismo
statale e dalla rivolta socialista contro il dominio della
borghesia.
Quel personalismo, chera stato uno dei frutti della
cultura russa degli anni 30 e 40, quella rivolta generica
contro lo stato in nome del popolo chegli aveva trovato
negli slavofili, gli mostravano ora - nella monarchia co
me nella repubblica, nelle teorie assolutistiche come nel
le teorie giacobine - uno stesso male da combattere, uno
stesso sintomo di profonda decadenza, quell 'ordine tutto
esteriore che aveva finito appunto per trionfare nelle
giornate di giugno.
Ritornava continuamente a cercare cosa fosse quel
senso di libert, dindipendenza che aveva sentito fermen
tare nella cultura russa ed in se stesso, e che vanamente
HERZEN 53

aveva cercato in molti francesi della sua epoca, salvo in


Proudhon. Non riusc mai a definirlo, perch infatti esso
era piu che altro una spinta che gli permetteva di veder
chiaro in s, la volont morale di non farsi illusioni, di
guardare alle persone vive, e non alle ombre. Insomma,
Herzen non teorizzer l anarchia, come invece aveva co
minciato a fare allora Bakunin, ma si batter contro l i
deologia dello stato moderno, contro la tradizione giaco
bina, contro quella che chiamava allora lortodossia de
mocratica Wl.
Ne voleva colpire l ideologia perch gli pareva ricono
scere in essa unaltra variet di quelle astrazioni, di quel
le religioni superando le quali era giunto al suo realismo,
unaltra di quelle ombre del passato chegli voleva illu
ministicamente negare. Ci ha lasciato una pagina vivacis
sima sulle sue lotte interne a questo proposito, sul come
fosse giunto anche in questo campo all infelicit del
conoscere.
Nellintimo di ogni uomo c un tribunale rivoluzionario
permanente, c un implacabile Fouquier-Tinville e - cosa
essenziale - c una ghigliottina. Talvolta il giudice inson
nolito, la ghigliottina sarrugginisce e allora il falso, il pas
sato, il romantico, il debole rialzano la testa... Non c scel
ta: o condannare e andare avanti, o perdonare e fermarsi a
mezza strada... La gente ha paura della propria logica, e
quando, senza troppo volerlo, pone di fronte al proprio tri
bunale la chiesa, lo stato, la famiglia, la moralit, il bene e
il male, si sforza poi di salvarne dei pezzi, degli stracci del
passato. Abbandonando il cristianesimo, mantiene limmor
talit dellanima, lidealismo, la provvidenza.r La ragione
implacabile, come la Convenzione, severa e senza ipocri
sia 102.

Tutto il suo processo ai coristi della rivoluzione, ai


rivoluzionari professionali, comegli li chiamava, a
tutti coloro che pensavano risuscitare il passato, nelle pa
gine di Herzen ha appunto questo tono dimplacabilit,
severo di quella severit che egli ebbe verso se stesso.
I democratici montagnardi del 48 gli parvero, infatti,
l esempio piu persuasivo di che cosa avvenga quando ci
si rifiuta di far funzionare la ghigliottina interiore. Cre
54 CAPITOLO PRIMO

devano dessere rivoluzionari e in realt non facevano


che continuare le tradizioni dello stato monarchico; cre
devano dessere atei e in realt erano i preti duna loro
religione, incapaci duscire da una simbolistica ormai in
vecchiata; credevano dessere dei rivoluzionari, e, in real
t, non erano che conservatori. L a repubblica qual essi
la intendono unidea astratta e inattuabile, il frutto di
pensieri teorici, unapoteosi del regime statale esistente,
la trasfigurazione di ci che gi esiste 103.
Cristallizzate in questa forma lucida e violenta, queste
idee avranno un influsso profondo su tutto il movimento
populista russo, cosi sospettoso dogni idea democratica
generica, cosi sensibile ai motivi individuali di rivolta
contro lo stato e, per queste due ragioni, coscientemente
contrario in genere alla tradizione giacobina.
A l lume di questa critica il suo ideale politico sera or
mai precisato: Il governo non uno scopo, ma una ne
cessit, non unistituzione sacrosanta a cui dei leviti
facciano la guardia, ma un banco, una cancelleria degli
affari del popolo, scriveva. Il massimo di libert dun
que, il minimo di centralismo napoleonico. Questo il
punto darrivo della rivoluzione.
Ma Herzen era convinto che per giungervi la repub
blica deve cominciare con la dittatura rivoluzionaria...
Questa non dovr inventare nuovi codici, n creare un
ordine nuovo, ma spezzare tutto quel che c di monarchi
co nel comune, nel dipartimento, nei tribunali e nelleser
cito. Essa smascherer tutti gli attori dellordine antico, li
spoglier del loro manto, delle loro uniformi e spalline,
di tutto quel prestigio del potere che tanto potentemente
agisce sul popolo104.
Questa rivolta liberatrice aveva conquistato ormai un
preciso contenuto sociale. Come la sconfitta del 15 mag
gio non gli aveva fatto perdere la fiducia in una rivolu
zione che andasse oltre quella giacobina, cosi le giornate
di giugno non avevan fatto che confermarlo nella sua fe
de nel socialismo. In tale prospettiva anche le sue criti
che alle forme politiche democratiche tradizionali tro
vano una loro giustificazione storica. Vide come fosse sta
ta viva la religione dei giacobini nel 93 quando essi sa
HERZEN 55
pevano quel che volevano. I loro nipoti erano invece in
certi perch dietro la loro repubblica stava ormai il so
cialismo.
I regimi della Francia e degli altri stati europei non
corrispondono alle loro forme esteriori, n alla libert,
n alluguaglianza, n alla fraternit. Ogni realizzazione
di queste idee diventer una negazione della vita euro
pea, la sua m orte105. Si pu rimpiangere l aristocrazia,
si pu provar piet per il vecchio mondo, ma esso con
dannato, perch ha trovato nel suo interno il proprio limi
te: loperaio non vuol pi lavorare per gli a ltri 106. Ogni
repubblica che non tenga conto di questo fatto condan
nata a perire.
Insomma dalla rivoluzione del 48 Herzen salv una
certezza: l Europa si sarebbe salvata soltanto attraverso
una rivoluzione socialista nel suo interno. Ma sopporte
r l affaticato organismo europeo una simile crisi, trover
le forze per una rinascita? Chi lo pu sapere? L Europa
molto vecchia, non le bastano le forze per innalzarsi al
l altezza delle proprie idee, n ha volont bastante per
compiere i propri desideri... Il suo passato ricco, essa
ha molto vissuto, e riguardo al futuro i suoi eredi possono
essere l America da una parte o, dallaltra, il mondo sla-

Perci egli rivolgeva sempre pi la sua attenzione a


questultimo. Si trattava ora di trasmettere alla Russia
la sua esperienza. Il suo giudizio negativo sul futuro del
la Francia, e in genere dellEuropa, lo facevano ripensare
alle generiche condanne e profezie degli slavofili. Avevan
dunque ragione quando parlavano della corruzione del
l Occidente? Come sempre egli rigettava questa idea che
essi traevano dalla contrapposizione duna Russia pri
mitiva allOccidente, duna Russia che in realt era fuo
ri della storia. A l futuro bisognava invece guardare. La
Russia poteva dare un contributo alla soluzione dei pro
blemi sui quali saffaticava allora lEuropa occidentale. E
la speranza in questo futuro russo cresceva in lui man
mano che crollavano le altre sue speranze.
$6 CAPITOLO PRIMO

Gi nel 49 diceva che era quello il momento miglio


re per innalzare una voce russa 10S. Nel maggio di quel
l anno tent di creare una tipografia a Parigi. Aveva pre
parato un appello ai russi per spiegar loro questa sua ini
ziativa. La Francia, diceva, impaurita di fronte al futu
ro, immersa in una sorta di pesante ebbrezza, rinnega ora
tutto quello che stato conquistato dal sangue e dagli
sforzi di settantanni. Anche per questo i popoli euro
pei rivolgevano sempre piu spesso gli occhi verso la Rus
sia, i conservatori nella speranza di trovarvi la realizza
zione del loro ideale dun governo forte, i rivoluzionari
dopo aver fatto la conoscenza delle idee degli emigrati
russi, come Bakunin, Sazonov, lui stesso. Era tempo dun
que di far sentire una libera voce, di stampare quegli
scritti che in Russia non potrebbero esser pubblicatil09.
Notava nello stesso tempo come il libro di Haxthausen
cominciasse ad esser letto dai francesi, come le idee sul
rapporto tra le comunit agrarie russe e il socialismo occi
dentale interessassero il pubblico, il quale andava dicen
do che i russi erano socialisti per tradizione110.
Tent a piu riprese di stringere dei legami con l emi
grazione polacca, volendo dare anche cosi un valore in
ternazionale alla sua opposizione a Nicola I. Ma la rea
zione che segui la giornata del 13 luglio 1849, il bonapar
tismo chegli incontr anche nelle fila dei polacchi mise
ro ben presto un limite a questi suoi primi approcci. La
sua idea di creare un centro russo allestero, di stampare
dei libri o dei giornali, potr essere ripresa solo qualche
anno dopo, a Londra.
Quando lo stato russo gli volle imporre di tornare in
patria, rifiut. Resto qui non soltanto perch mi ripu
gna indossare di nuovo, passando la frontiera, le manet
te, ma per lavorare. Vivere senza far nulla lo si pu da
per tutto, ma per me qui non v che uno scopo, il nostro
scopo m.
Nonostante il fallimento dei suoi primi tentativi din
nalzare una voce russa, la speranza nel grande futuro del
suo paese gli faceva pensare, anche nel periodo di mag
gior reazione europea, che la sua opera demigrato pote
va essere utile ed importante. Avrebbe tentato di far co
HERZEN 37
noscere le sue conclusioni politiche agli altri russi, e la
Russia agli altri popoli. Che gli europei - diceva - co
noscano il loro vicino. Ora non fanno che temerlo. ne
cessario invece far loro sapere che cosa temono n\
Quella mancanza nella Russia di tradizioni, che gli era
parsa come unapertura verso possibilit future, e che
aveva trovata espressa nei versi di Goethe, gli pareva
ora sempre piu apprezzabile dopo aver tanto sofferto
delle strettoie della politica francese. Nous sommes mo
ralement plus libres que les europens, et ce nest pas
seulement parce que nous sommes affranchis des grandes
preuves travers lesquelles se dveloppe l occident,
mais aussi parce que nous navons point de pass qui
nous matrise. Notre histoire est pauvre, et la premire
condition de notre vie nouvelle a t de la renier entire
ment [con Pietro il Grande, cio]. Il ne nous est rest de
notre pass que la vie nationale, le caractre national, la
cristallisation de l tat: tout le reste est lment d ave-
113
mr .
Ora questa libert cominciava a precisarsi nella mente
di Herzen, a prendere contorni meno vaghi. Se la Russia
era priva di tradizioni, ci significava anche che in futu
ro avrebbe potuto seguire delle vie diverse da quelle del
l Europa: Je ne vois pas que la Russie doive ncessai
rement subir toutes les phases du dveloppement euro
p en 114. Il che significava che il socialismo occidentale,
importato in Russia, vi avrebbe trovato nelle comunit
rurali un terreno tanto favorevole da poter evitare a quel
paese il periodo delle rivoluzioni borghesi, puramente
democratiche o montagnarde.
Scriveva a Mazzini: Je ne crois en Russie aucune
autre rvolution qu une guerre de paysans, e gli par
lava di Pugacv. Era questa la rivoluzione che avrebbe
colpito le despotisme glacial de Ptersbourg115. Essa
avrebbe abbattuto tutti quei legami che tenevano vinco
lata la comunit rurale al nobile e allo stato, ne avrebbe
conservato la ridistribuzione periodica delle terre, assicu
rando cosi tutti contro la proletarizzazione e la fame, ne
avrebbe sviluppato l autoamministrazione interna.
Pourquoi la Russie perdrait-elle maintenant sa com-
58 CAPITOLO PRIMO

mue rurale, puisquelle a pu la conserver pendant tou-


te la priode de son dveloppement politique, puisquelle
l a conserve intacte sous le joug pesant du tzarisme mo
scovite, aussi bien que sous l autocratie l europenne
des empereurs? U6.
Ma sarebbe stata capace la Russia doperare simile ri
voluzione? Anche qui la risposta non voleva essere una
profezia. Herzen indicava una strada, la strada che por
tava allincrocio delle tendenze socialiste dellEuropa oc
cidentale con i germi chegli pensava esistere nel seno
stesso della terra russa.
Ma a rispondere con un si lo inclinavano due elemen
ti: la forza del contadino russo, che aveva conservato
sotto tante oppressioni la sua umanit, la sua capacit di
sentirsi staccato, lontano dal potere, indipendente, co
me dimostravano le sue sette, i suoi scismi religiosi - e
soprattutto la vita morale e intellettuale della Russia mo
derna. Scrisse allora una delle sue cose migliori per spie
gare, a coloro che erano stati battuti in Europa occidenta
le nelle lotte del 48, che cosa fosse lo sviluppo delle
idee rivoluzionarie in Russia.
E per i futuri rivoluzionari, per coloro che avrebbero
rifiutato di essere des rvolutionnaires incomplets 117
Herzen scriveva:
Il popolo soffre molto, la sua vita pesante, odia inten
samente e presente con tutta la sua passione che ci sar pre
sto un cambiamento. Egli attende non delle opere, gi pron
te, ma la rivelazione di ci che saggira segretamente nel
lanimo suo. Non attende libri, ma apostoli, gente in cui
coincidano la fede, la volont, la convinzione e la forza, gen
te che non si separi mai da lui, gente che non provenga da
lui ma che agisca in lui e con lui, con aperta ed irremovibi
le fede, con dedizione che nulla pu distrarre. Chi sente
desser tanto vicino al popolo da essersi liberato dallam
biente della civilt artificiale dopo averla in se stesso riela
borata e sconfitta, chi ha raggiunto lunit e lintensit del
la quale parliamo, questi potr parlare al popolo e deve far
lo 118.

Herzen continuava dicendo che pochi avrebbero tro


vato la forza di far questo. Sembrava lui stesso ripiegare
HERZEN _59

nel pessimismo. Ma in questa pagina egli aveva creato


l ideale psicologico che sar quello dei populisti.
I punti fondamentali del populismo russo - la sfidu
cia in ogni generica democrazia, la credenza in un possi
bile sviluppo autonomo del socialismo in Russia, la fede
nelle possibilit future dellobscina, la necessit di crea
re dei tipi rivoluzionari che spezzassero individualmen
te il legame col mondo circostante per dedicarsi al popo
lo e penetrare in esso - queste erano le conclusioni che
Herzen traeva dalla sua esperienza del 48, questo il
frutto chegli creava per la nuova generazione119.

1 Le sue opere sono state pubblicate, con grande abbondanza di


note, documenti sussidiari, ecc., da M. K. lemke, Polnoe sobra-
nie socinenij i pisem [Raccolta completa delle opere e delle lette
re], P., dal 19 15 al 1925, in 22 volumi. Questa edizione costitui
sce una vera e propria enciclopedia del movimento intellettuale
e politico dellepoca di Herzen. Sar citata dora in poi semplice-
mente con lindicazione del volume e della pagina. I numerosi e
importanti complementi a questa edizione, frutto dun trenten
nio di ricerche, sono inseriti ora nella recente, fondamentale edi
zione dellAccademia delle scienze dellUrss, Sobranie socinenij
v tridcati tomach [Opere in trenta tomi], M. 1954-65. La lettera
tura su Herzen naturalmente molto ampia. Essa stata elenca
ta sino al 1908 in appendice allimportante libro di 6. vetrin-
skij , Gercen [Herzen], Spb. 1908. Tra gli studi posteriori vedi
soprattutto G. v. plechanov, A. I. Gercen. Sbornik statej s pre-
disloviem V. Vaganjana [A. I. Herzen. Raccolta di articoli con
prefazione di V. Vaganjan], M. s. d. [ma 1924], l edizione, con
prefazione e note di L. Kamenev, di Byloe i dumy [Passato e pen
sieri], M.-L. 1932, in 3 voli., e ja . el ' sberg, A. I. Gercen, zizn'
i tvorcestvo [A. I. Herzen. La vita e lopera], M. 1948. In france
se: raoul labry, Alexandre Ivanovic Herzen, 1812-1870. Essai
sur la formation et le dveloppement de ses ides, Paris 1928.
Cfr. Edward hallett carr, The Romantic Exiles. A Nineteenth
Century Portrait Gallery, London 1933 e Boston 1961 e Proble-
my izucenija Gercena [Problemi dello studio di Herzen], M.
1963, una miscellanea dellAccademia delle scienze dellUrss di
notevole interesse.
2 XII, 59.
3 XII, 54.
4 X II, 74.
5 Ibid.
6o CAPITOLO PRIMO

6 Questo detto, spesso ripetuto, riportato da A. kizevetter, F.


V. Rostopcin, in Istoriceskie otkliki [Echi storici], M. 19 15, p.
100.
I Quale fosse lelemento di gratuit, di sacrifcio volontario che
animava i decabristi provato anche dal fatto che quasi nessuno
allora nelle masse contadine capi questo loro gesto. La congiura
dei nobili anzi fu spesso interpretata come contraria agli interes
si contadini e alle supposte intenzioni della monarchia dabolire
la servit. Vedi linteressante articolo della 1. 1. ignatovic,
Krest'janskie volnenija 1826 g. v svjazi so sluchami 0 vole i o 14
dekabrja 1825 g. [I disordini contadini del 1826 in relazione alle
voci di libert e al 14 dicembre 1825], in Borba krest'jan za osvo-
bozdenie [La lotta dei contadini per la liberazione], L.-M. 1924.
8 Vedi soprattutto v. 1. semevskij, Politiceskija i obscestvennyja
idei dekabristov [Le idee politiche e sociali dei decabristi], Spb.
1909.
9 s. s. mil ' man, Prakticeskje nacala politiceskoj ekonomii P. I.
Pestelja [I principi pratici deconomia politica di P. I. Pe-
stel'], in Krasnyj archiv, 1925, fase. V I. Vedi M. v. neckina,
Dvizenie dekabristov [Il movimento dei decabristi], M. 1955,
voi. I, p. 118 , dove si sostiene che questi altro non sono che rias
sunti delle lezioni dun illuminato professore di Pietroburgo, K.
German.
10 p. 1. pestel', Russkaja pravda, nakaz Vremennomu Verchovno-
mu Pravleniju pod red. P. Scegoleva [La legge russa, istruzione
per il governo supremo provvisorio, a cura di P. Scegolev], Spb.
1906; I. M. lubin, Zur Charakteristik und zur Quellenanalyse
voti Pestels Russkaja Pravda, Hamburg 1930; Russkaja
pravda P. I. Pestelja i socinenija ej predsestvujuscie [La legge
russa di P. I. Pestel' e gli scritti che la precedono], a cura di
M. V. Neckina, M. 1938.
II pestel', op. cit., pp. 203-3.
12 semevskij, Politiceskija i obscestvennyja idei dekabristov cit.,
p. 336. Questo scrittore ritiene possibili anche dei contatti di Fi
lippo Buonarroti con i decabristi. Questi conosceva a Parigi, nel
l ultima parte della sua vita, N. I. e A. I. Turgenev. Questulti
mo nel suo articolo Parigi (Cronaca dun russo), pubblicato nel
Sovremennik, 1836, fase. I, p. 273, parla di lui. Vedi pure
Ostafevskij archiv knjazej Vjazemskich [Larchivio di Ostaf'ev
dei principi Vjazemskij], voi. I l i , p. 323. Cfr. v. m . tarasova,
N. I. Turgenev v Zapadnoj Evrope v 30-50 gg. xix veka i ego
obscesvenno-politiceskie svjazy [N. I. Turgenev nellEuropa oc
cidentale negli anni 30-30 del x ix secolo e il suo ambiente poli
tico e sociale], in Ucnye zapiski (Memorie scientifiche dellI
stituto statale pedagogico N. K. Krupskaja della repubblica au
tonoma dei Mari, cattedra di storia, tomo X XV III), Joskar-Ola
1966, pp. 123-26, dove si parla duna cena a casa di Turgenev,
nel febbraio del 1836, con Filippo Buonarroti che narr a lungo
della sua vita, rievocando Babeuf e Romme. Nellaprile i due uo
HERZEN 61
mini si videro ancora. L operetta dellabate Antoine de Cour-
naud, De la proprit ou la cause du pauvre plaide au Tribunal
de la Raison, de la Justtee et de la Vrit, Paris 17 9 1, un puro
progetto di distribuzione egualitaria della propriet terriera in
Francia. Non contiene nessuno degli elementi caratteristici della
Legge russa di Pestel'.
13 p e s t e l ', op. cit., p. 205.
14 N. s. r u s a n o v , Vlijanie evropejskogo socializma na dekabristov
i molodogo Gercena [Linfluenza del socialismo europeo sui de
cabristi e sul giovane Herzen], in Minuvsie gody, 1908, fase.
X II.
15 Pian gosudarstvennogo preobrazovanija grafa M. M. Speransko-
go [Il piano di trasformazione dello stato del conte M. M. Spe-
ranskij], M. 1905, p. 59. Cfr. M . M . s p e r a n s k i j , Proekty i zapi-
ski [Progetti e memoriali], a cura di S. N. Valk, M.-L. 1961,
m a r c r a e f , Michael Speransky Statesman of Imperiai Russia,
1772-1739, The Hague 1957 e A. 1. p a r u s o v , Istoriograficeskie
zametki po voprosu 0 klassovom charactere ideologii M. M. Spe-
ranskogo [Note storiografiche sul problema del carattere di clas
se dellideologia di M. M. Speranskij], in Ucnye zapiski gor'-
kovskogo gos. universiteta [Memorie scientifiche dellUniversi
t statale di Gor'kij], 1964, fase. ^2, pp. 531 sgg.
16 Citato da s e m e v s k i j , Politiceskija i obscestvennyja idei dekabri
stov cit., p. 613.
17 Ibid., p. 532, nota 2.
18 Sul dibattito nellEuropa occidentale vedi anche il lavoro russo
di 1. v. l u c i c k i j , Istorija krest'janskoj reformy v zapadnoj Euro
pe s 1789 g. [Storia della riforma contadina nellEuropa occiden
tale dal 1789], in Universitetskie izvestija, Kiev 1879. In Rus
sia linteresse per lorganizzazione dell'obscina contadina, per i
suoi usi e costumi, sorge nel Settecento, e soprattutto nella se
conda met del secolo, parallelamente allopera di codificazione
allora in corso nelle amministrazioni delle grandi tenute nobilia
ri. Vedi gli interessanti documenti pubblicati da M . v. d o v n a r -
z a p o l ' s k i j , Materialy dlja istorii voteinnogo upravlenija v Ros-
sii [Materiali per la storia dellamministrazione dei feudi in Rus
sia], in Universitetskie izvestija, Kiev 1903, fase. 12, 1904,
fase. 6-7, 1905, fase. 8,1909, fase. 7 ,19 10 , fase. 1 1 . Contempora
neamente Caterina definisce, in vari atti legislativi, i diritti cor
porativi delYobscina nelle terre della corona. Su tutto questo
problema vedi v. I. s e m e v s k i j , Krest'janskij vopros v Rossii v
xviii i pervoj poiovine xix veka [Il problema contadino in Rus
sia nel x v i i i secolo e nella prima met del x i x ] , Spb. 1888, m i -
c h a e l c o n f i n o , Domaines et seigneurs en Russie vers la fin du

xviii sicle. Etude de structures agraires et de mentalits cono-
miques, Institut des tudes slaves, Paris 1963 e i d ., Systmes
agraires et progrs agricole. L assolement triennal en Russie aux
-
xviii xix sicles. Etude d conomie et de sociologie rurales,
Mouton, Paris-La Haye 1969. Sullapologi della servit con
62 CAPITOLO PRIMO

trapposta alla proletarizzazione delle masse nel mondo capitali


stico, cfr. lo stimolante articolo di e . bickerman, Pouchkine,
Marx et l'Internationale esclavagiste, in La nouvelle Clio, n.
8, settembre 1950, pp. 146 sgg. (dove si dimostra che lorigine
dellidea di una migliore situazione degli schiavi rispetto ai con
tadini liberi e ai lavoratori in genere fu espressa ripetutamente
durante il dibattito sulla schiavit nellInghilterra degli anni 70,
80 e 90 del xviii secolo - naturalmente da parte dei difensori
del sistema schiavistico. L idea fu poi ripresa e diffusa nei primi
decenni del xix secolo, tra laltro dallo stesso Robert Owen, cosi
come da Cobbett).
19 stampato insieme agli altri scritti in N. A. bestuzev, Stat'i i
pis'ma, redakcija, vstupitel'naja statja i primecanija I. M. Troc-
kogo [Articoli e lettere, a cura, con un articolo introduttivo e no
te di I. M. Trockij], M.-L. 1933, pp. 91 sgg.
20 Op. cit., pp. 248-49.
21 bestuzev, Stat'i i pis'ma cit., pp. 267-68. Una ampia e interes
sante riflessione di Bestuzev sul diritto al lavoro e il socialismo
in relazione alle tradizioni russe, del 16 febbraio 1850, ha pub
blicato M. ju. baranovskaja, Dekabrist Nikolaj Bestuzev, M.
1934, PP- 202 sgg. Su di lui cfr. glynn r. barratt, A Note on
N. A. Bestuzhev and th Academy of Chita, in Canadian Slavo-
nic Papers, voi. X II, n. 1, primavera 1970, pp. 47 sgg.
22 v. 1. semevskij, M. A. Fonvizin. Biograficeskij ocerk [M. A.
Fonvizin. Saggio biografico], in Obscestvennaja dvizenija v Ros-
sii v pervuju polovinu xix veka. Tom I: Dekabristy: M. A. Fon
vizin, kn. E. P. Obolenskij i bar. V. I. StejngeV. Stat'j i mate-
rialy. Sostavili: V. I. Semevskij, V. Bogucarskij i P. E. Scegole v
[Movimenti sociali in Russia nella prima parte del x ix secolo.
Tomo I: I decabristi: M. A. Fonvizin, il principe E. P. Obolen
skij, e il barone V. I. Stejngel. Articoli e materiali a cura di V. I.
Semevskij, V. Bogucarskij e P. E. Scegolev], Spb. 1903, pp. 77
sgg., s. gessen, Dekabrist 0 kommunizme (Neopublikovannaja
statja M. A. Fonvizina O kommunizme i socializme) [Un de
cabrista parla del comuniSmo (Articolo inedito di M. A. Fonvi
zin Sul comuniSmo e il socialismo)], in Krasnyj archiv,
1927, fase. IV , e n. g. bogdanova, lz perepiski M. A. Fonvizina
[Dal carteggio di M. A. Fonvizin], in Pamjati dekabristov [In ri
cordo dei decabristi], 1926, fase. III.
23 XX, 324.
24 XXII, 78.
25 V I, 233.
29 X, 96.
27 Questo frammento stato stampato per la prima volta in Zve-
n'ja, 1936, fase. V I, pp. 339 sgg.
28 Scritte nel 1836 queste parole sono pubblicate in Literaturnoe
nasledstvo, fase. 39-40, M. 1941, p. 338.
29 I, 117 . Su questi dubbi, cfr. pure X II, 348, dov riprodotta la
HERZEN 63
sua dichiarazione ai gendarmi quando fu arrestato: I sansimo-
niani non avevano compiuto quel che Saint-Simon voleva.
30 Parla altrove anche della Introduction la Science de lhistoire
di Buchez (XII, 364). Sullatmosfera dentusiasmo intellettuale
di questo periodo, cfr. un articolo di Sazonov - il terzo dei tre
giovani di cui Ogarev parla nei suoi versi - pubblicato del 1860,
e riprodotto in b. koz'min, I z literaturnogo nasledstva N. I. Sa-
zonova [Dalleredit letteraria di N. I. Sazonov], in Literatur-
noe nasledstvo, fase. 41-42, M. 19 41, in cui parla di Schelling
e Oken, Bhme e Balzac. Egli ci d cosi un quadro dellirrompe-
re di tutta l cultura romantica nella generazione russa che se
gue il moto dei decabristi. Cfr. F. venturi, Sazonov e la cultura
italiana, in Rivista storica italiana, 1972, fase. I L
31 In uno scritto letterario, Incontri, del 1836, Herzen immagina
di parlare con Clootz il quale mi promise di farmi incontrare
con un granduomo che, secondo lui, aveva superato tutti, e non
solo negava ogni organizzazione politica, ma anche il diritto di
propriet. Appresi in seguito che quel granduomo era Hbert
(1,288).
,
32 1 3 7 0 .
33 IL 2 2 3 .
34 11 424, .
35 II decabrista M. A. Fonvizin, in Siberia in quegli anni, scriveva
giustamente: La cosa piu ridicola consiste nel fatto che [le idee
degli slavofili] e quel che si dice nelle nostre riviste e cattedre
universitarie prendendosela contro limitazione degli stranieri
non affatto originale. Non che una imitazione in ritardo dei
tedeschi, i quali, allepoca della liberazione della Germania dal
giogo napoleonico parlavano con grande entusiasmo della loro
narodnost' (Volksthum), in prosa e in versi esaltavano il mondo
feudale del medioevo, maledicevano l influenza francese in Ger
mania e la passione dei tedeschi, soprattutto delle terre renane,
ad imitare i francesi. E cio coloro che ora si ergono contro li
mitazione dello straniero, sono attratti dalle idee straniere e in
volontariamente imitano lesempio dei tedeschi (Obscestven-
nyja dvizenija v Rossii v pervuju polovinu xix veka cit., tomo
I: Dekabristij cit., pp. 78-79).
36 IH, 35 -
37 I I I, 362.
38 111, 352.
39 I I I, 145-46.
40 II I , 220.
41 1 1 1 , 2 2 1 .

42 I I I , 224.
43 X III, 16.
44 II I , 38.
45 II I , 88.
64 CAPITOLO PRIMO

46 I I I, 22-23.
47 Zamecatel'noe desjatiletie [Limportante decennio]: vedilo ri
stampato in p. v. annenkov, Literaturnye vospotninanija [Memo
rie letterarie], con prefazione di N. Piskanov, L. 1928, pp. 159
sgg. e nella edizione di questi ricordi curata da V. P. Dorofeev,
M. i960, pp. 135 sgg. Su tutto questo periodo cfr. isaiah ber-
lin, A Marvelous Decade, 1838-1848. The Birth of th Russian
Intelligentsia, in Encounter, 1935-56.
48 annenkov, Literaturnye vospotninanija cit., p. 216.
49 Su questo aspetto della sua attivit, vedi p. sakulin, Russkaja
literatura i socializm. Cast' pervaja. Rannij russkij socializtn [La
letteratura russa e il socialismo. Parte prima: Il primo sociali
smo russo], M. 1924, e Socializtn Belinskogo. Stat'i i pis'ma. Re-
dakcija i kommentarii P. N. Sakulina [Il socialismo di Belin
skij. Articoli e lettere, a cura e con commenti di P. N. Sakulin],
M. 1925, come pure la refutazione di questi due libri di s. e .
scukin, V. G. Belinskij i socializtn [V. G. Belinskij e il sociali
smo], M. 1928.
50 V I, 275.
51 I H , 3 i 9 .
52 I I I, 14 1.
53 IH , 332.
54 II I , 361.
55 I I I, 448.
56 I I I, 24.
57 I I I , 91.
58 111, 57 -
59 Ibid.
60 A. s. chomjakov, Polnoe sobranie socinenij [Opere complete],
M. 1904, tomo I, p. 636.
61 ju. F. samarin, Socinenija [Opere], M. 1877 sgg., tomo I, p. 40.
62 Vedi n. s. derzavin, Gercen i slavjanofily [Herzen e gli slavofi
li], in Istorik marksist, 1939, fase. I.
63 I I I, 117 .
64 August von Haxthausen si era formato in un ambiente tipica
mente romantico, aveva collaborato al periodico Wiinschen-
ruth insieme a rnim, Brentano, i fratelli Grimm. Con questi
ultimi rimase sempre in stretti rapporti damicizia. Le sue idee
sui rapporti agricoli nascevano dunque dal romanticismo del
Volkstum. Tutto quanto egli scrisse di notevole interesse. Vedi
ad esempio De labolition par voie lgislative du partage gal et
temporaire des terres dans les communes russes, Paris 1858, do
ve egli riesamina i problemi agrari russi e dellEuropa occidenta
le dopo lesperienza del 1848.
65 Lo faceva notare, non senza qualche amarezza, uno degli slavo
fili A. I. Koselv dicendo: Un tedesco, visitando la nostra pa
tria diede il via ai nostri scienziati per uno studio serio di ci
HERZEN 65
che essi menzionavano prima senza seriet... (Obscinnoe poze-
mel'noe vladenie [La conduzione comunitaria della terra], in
Russkaja beseda, 1858, fase. V i l i , p. 108). E la discussione
sulla priorit della scoperta dell 'obstina dura ancora nella sto
riografia russa e sovietica. Vedi ad esempio v . M. s t e j n , Ocerki
razvitija russkoj obscestvenno-ekonomiceskoj tnysli xix-xx ve-
kov [Saggi sullo sviluppo del pensiero economico e sociale russo
nei secoli x ix e xx], L. 1948, pp. i n sgg. Su tutti questi proble
mi, vedi la Introduzione, pp. l sgg., con la bibliografia ivi indi
cata.
66 I I I , i n .
67 A. H a x t h a u s e n , Studien ber die inneren Zustnde, das Volksle
ben und insbesondere die lndlichen Einrichtungen Russlands,
3 voll., Hannover 1847, Berlin 1832. Questopera fu tradotta in
russo solo parecchi anni piu tardi e soltanto parzialmente, da L.
I. Ragozin, a Mosca, nel 1870.
68 Nel 1846 N. I. Nadezdin, uno dei pi interessanti critici del ro
manticismo russo, teneva un discorso alla Societ geografica rus
sa - fondata lanno innanzi per esortare alla raccolta di dati
sulluomo del popolo - attirando lattenzione su quei resti di
vita sociale dove la forza del tempo ed altre influenze non hanno
cancellato le tracce dellorganizzazione primitiva della vita popo
lare. p. p . s e m e n o v , Istorija poluvekovoj dejatel'nosti Itnp.
Rus. Geograficeskogo Obscestva (1845-1895) [Storia di mezzo
secolo dattivit della Imper. Societ geografica russa (1845-
1895)], Spb. 1896, pp. 38-39.
69 Riportato in nota in IV , 451.
70 a n n e n k o v , ZamecateVnoe desjatiletie cit., p. 463. Sugli occiden
talisti moscoviti: B. N. c i c e r i n , Vospominanija. Moskva soroko-
vych godov. VstupiteVnaja statja i primecanija S. V. Bacbrusina
[Ricordi, Mosca degli anni 40. Articolo introduttivo e note di
S. V. Bachrusin], M. 1929, pp. 35 sgg.
71 Vedi linteressante articolo polemico di m . n . p o k r o v s k i j , Otku-
da vzjalas' vneklassovaja teorija razvitija russkogo samoderzavija
[Lorigine della teoria superclassista dello sviluppo dellassoluti
smo russo], in Istoriceskaja nauka i bor'ba klassov [Scienza stori
ca e lotta di classe], M.-L. 1933, tomo I, p. 167.
72 X II, 184 sgg.
73 P. V. Annenkov i ego druz'ja. Literaturnyja vospominanija i pe
re piska 1855-1885 godov [P. V. Annenkov e i suoi amici. Ricordi
letterari e carteggio dal 1833 al 1885], Spb. 1892, p. 338,
74 Ibid., p. 429.
73 Lettera ad Annenkov del 12 ottobre 1847, citata da questulti
mo, ibid., p. 492.
76 I I I , 303. Contemporaneamente notava che gli slavofili ricorda
no quello che il popolo dimentica, II I , 362.
77 Herzen ripeter molto spesso questi versi che sono il simbolo del
la sua speranza nella Russia. Nel 18 31 saranno il motto che apri
66 CAPITOLO PRIMO

r una delle sue opere piu importanti: Du dveloppement des


ides rvolutionnaires en Russie. Eccone la traduzione datane da
Herzen stesso: Dans ton existence, pieine de sve et de vie, tu
nes trouble ni par dinutiles souvenirs, ni par de vaines discus-
sions , V, 300.
78 V, 133.
79 V, 165.
80 Lettera del 30 gennaio 1848, V, 178.
81 Vedi soprattutto le Lettere dalla Trancia e dallItalia, lettere V-
V III, di cui Lemke ha pubblicato le varie versioni, piu o meno
particolareggiate. A Roma Herzen fu vicino alla corrente radica
le. In una lettera da Parigi scriveva: A Roma mi sono amiche
volmente legato con la redazione dell Epoca , soprattutto con
gli scrittori Spini e Gonzales di Milano. Io ho contribuito - non
ridete - a dare all Epoca una tinta repubblicana. A. 1. ger-
cen, Novye materialy pod redakciej N. M. Mendelsona [Nuovi
materiali a cura di N. M. Mendel'son], M. 1927, p. 56. Confron
ta pure quel che dell Epoca dice Herzen, V, 606. Anche se la
collezione di questo giornale, diretto da M. Pinto e L. Spini, e
che cominci a uscire il 16 marzo 1848, non contiene nessun ar
ticolo firmato da Herzen, numerose sono le notizie che possono
far pensare a una sua influenza. Durante tutto laprile vi si parla
spesso della Polonia e della Russia. Il movimento polacco in
vincibile - leggiamo ad esempio il 3 aprile. - Da lettere pervenu
te ieri da Pietroburgo si rileverebbe il proposito manifestato dal
limperatore Nicol di dichiarare affatto indipendente la Polonia.
Quanta fede ci possa meritare non sappiamo, dacch noti sono
i sentimenti del governo russo sulla Polonia, le rigide misure gi
poste in opera ed in specie lanimo dellautocrate non certo trop
po capace di generose azioni, di umanitari pensieri, di conoscenza
del vero diritto dei popoli. Per Dio, che impietosisce anche le ti
gri e in questi tempi fa i piu aperti miracoli, pu essere che con
modi facili abbia disposto il riscatto dellintera Polonia e conse
guentemente ancora un migliore essere della Russia... (17 apri
le). Si pu pensare che fosse stato Herzen a indurre 1 Epoca a
occuparsi anche dei gruppi tedeschi capeggiati da G. Herweg.
Un proclama che porta la firma di questultimo, datato 21 marzo
1848, era riprodotto il 6 aprile: ... con la Francia contro la Rus
sia! questo grido esprime il convincimento profondo che ha il
popolo alemanno della necessit duna guerra prossima, e inevi
tabile, della guerra tra i due mondi... Il 28 aprile riproduceva,
da una gazzetta tedesca, il Manifesto del poeta Herweg a nome
della legione democratica tedesca formata a Parigi. Il 26 aprile
1 Epoca si occupava anche della politica interna russa: Un
ukaz d facolt agli schiavi di poter comperare beni immobili.
Sarebbe questa in Russia una rivoluzione sociale, quando non
fosse unastuzia del governo per mettere in circolazione il nume
rario posseduto dagli schiavi e che questi tengono nascosto pel
timore che venga loro tolto dai padroni. Di Spini parlava piu
tardi la M. A. Tuckova in una lettera indirizzata a Herzen (vedi
HERZEN 6?

Archiv Ogarevych [Archivio degli Ogarv], in Russkie propi


lei. M. 19 17, fase. IV , p. 90). Attorno allEpoca insomma
stava non soltanto Herzen, ma anche quei pochi elementi del suo
ambiente che furono allora in Italia.
82 V I, 62.
83 V I, 62-63.
84 V I, 73.
85 V I, 622.
86 V, 128 sgg.
87 V I, 623.
88 gercen, Novye materialy cit., p. 46.
89 Particolarmente curioso 1incontro nelle strade di Parigi di
Herzen e di Tocqueville, considerato da lui un simbolo dellim
potenza dimostrata allora dalle forze liberali. X III, 302.
90 V I, 651.
91 X II, 382.
92 V I, 653.
93 V I, 641.
94 V I, 87.
95 V I, 90.
96 Cfr. Michel mervaud, Herzen et Proudhon, in Cahiers du
monde russe et sovitique, voi. X II, fase. 1-2, gennaio-giugno
19 71, pp. n o sgg.
97 Vedi r. labry, Herzen et Proudhon, Paris 1928, e alcuni inte
ressanti accenni ai rapporti tra Herzen e Proudhon contenuti
nelle lettere del primo a Herweg, del 1849, pubblicate in Lite-
raturnoe nasledstvo, fase. 7-8, 1933, pp. 64 sgg., in cui critica
Proudhon per le sue posizioni dallora, da Herzen considerate
troppo moderate. Una interessante minuta della lettera di Her
zen a Proudhon, da Ginevra, del 27 agosto 1849 stata pubbli
cata da N. Efros, in Literaturnoe nasledstvo, fase. 6, M. 1935,
pp. 492 sgg. L si trova pure la risposta di Proudhon, datata dal
la Conciergerie, del 15 settembre 1849.
98 V, 290.
99 V, 286.
100 V I, 12 1.
101 V I, 118 .
102 V, 414-15.
103 V, 419.
104 gercen, Novye materialy cit., p. 127.
105 V, 422.
106 V, 425.
107 V I, 563.
108 V, 289.
109 Questo appello, inedito fino allora, stato stampato da A. iva-
68 CAPITOLO PRIMO

scenico in Literaturnoe nasledstvo, fase. 39-40, M. 1941, p.


165.
110 gercen, Novye materialy cit., p. 34, nota.
111 V, 390.
112 V, 391.
113 V, 299-300.
114 V, 314.
115 V I, 142.
116 V, 314.
117 Herzen si servi di questa espressione per cercare di persuadere
Mazzini a non legarsi con gli altri democratici battuti negli altri
paesi europei, V I, 14 1.
118 V I, 124-25.
119 Anche a prescindere da Bakunin, di cui seguiremo le vicende nel
capitolo seguente, Herzen non fu il solo russo che traesse dalla
rivoluzione del 1848 simili conclusioni. Certo N. Turgenev, il de
cabrista emigrato, non aveva da proporre che delle buone inten
zioni liberali. Nel suo opuscolo La Russie en prsence de la crise
europenne, Paris 1848, cercava di trovare un iuste milieu tra gli
odi e le speranze che il suo paese dorigine aveva allora suscita
to. La Russie - scriveva - ne mrite ni cet excs dhonneur, ni
cette indignit (p. 8), e continuava: On pourrait en tablis
sant un rgime constitutionnel et reprsentatif dans lEmpire de
la Russie... (p. 39) compiere mille belle cose, fino a giungere al
consolante spettacolo di vedere tous les slaves confondus dans
un embrassement fraternel (p. 46).
Ma altri cominciarono a porsi problemi piu concreti, pi legati
alla tradizione intellettuale e sociale della Russia. Sazonov, l ami
co di Herzen e di Ogarv, partecipava al Club de la fraternit
des peuples in Parigi e prendeva nella Tribune des peuples
un atteggiamento che ha molti punti in comune con quello di
Herzen. Vi difendeva obscina e parlava della funzione che essa
avrebbe potuto avere rispetto ai movimenti socialisti dellOcci
dente. Nellemigrazione, in Svizzera, continuer a riflettere in
termini socialisti, mettendosi a contatto con Marx. (d. rjazanov,
Karl Marks i russkie ljudi sorokovycb godov [K. Marx e i russi
degli anni 40], P. 19 18, pp. 13 sgg., a cui si pu aggiungere una
lettera di Sazonov a Herweg, pubblicata da B. nikolaevskij in
Letopisi marksizma, 1928, fase. V I, in cui diceva a Marx: io,
barbaro, vi apprezzo e amo piu di qualsiasi dei vostri compa
trioti).
Anche un altro emigrato, Ivan Golovin, che pure aveva sostenu
to anteriormente delle idee aristocratiche e costituzionalistiche
insieme, sar portato dalla rivoluzione a raggiungere posizioni
che hanno gi un accento populista. Gi nel 1846, nel suo opu
scolo Des conomistes et des socialistes, dopo aver parlato a lun
go di Fourier e Louis Blanc, aveva concluso: Dans la masse
dides excentriques qui ont t jetes dans le monde, une seule
HERZEN 69
les domine toutes et forme le fil de ce labyrinthe, cest lassocia
tion (p. 30). Qualche anno piu tardi scriveva, nel suo libro
L Europe rvolutionnaire, Paris 1849, p. 443: Puisquon ne
veut pas de rformes en Russie, on aura une rvolution, mais une
rvolution sociale, une jacquerie en permanence, une Saint-Bar
thlemy des propritaires. La moyenne officielle des nobles tus
par leurs serfs slve dj 67 par an. Les ouvriers russes en
trent pour peu dans llment rvolutionnaire. Ce sont pour la
plupart des paysans qui, lt, travaillent leurs champs, et lhi
ver aux fabriques. Leur salaire, quelque minime quil soit, ne
leur sert qu se griser les jours de ftes. Leur existence est assu
re et la misre les stimule peu se rvolter; leur intelligence,
dailleurs, est obscurcie. Mais les licencis, ces soldats aguerris
qui rongent leur frein et tranent une vie oisive, en attendant
loccasion de se battre contre le gouvernement plutt que pour
lui; mais les enfants de troupes, dont on compte jusqu 280 000
dont 200 000 sont auprs de leurs mres; les ecclsiastiques
manqus; les employs subalternes qui couvent une vielle ran
cune contre une socit privilgie; les petits nobles qui ne peu
vent assouvir leur ambition; les mcontents de toute espce, voi
l la classe rvolutionnaire qui, dans les mains dun Pougatscheff
clair, peut faire sauter en l air cet chafaudage dincapacit
prtentieuse, de fourberie leve ltat de systme, qui sappelle
le gouvernement russe... Une constitution nest gure probable
ni dsirable pour la Russie. Si jamais il slevait une guerre entre
la couronne et le peuple, il ny aurait ni armistice, ni paix. Les
chartes ne sont que des mensonges, grce la bonne foi royale.
Le gouvernement des rois est le despotisme, celui des peuples la
rpublique... La commune russe est rgie dune manire dmocra
tique. La bourgeoisie na pas pu se former malgr tous les efforts
du gouvernement et lexistence de la noblesse elle-mme nest pas
dans lesprit des institutions slaves... Anche altre osservazioni
di questo libro non mancano dinteresse. Alcuni versi di Georg
Herweg, che troviamo sin dalla copertina, ci provano come Go-
lovin esprimesse idee che erano quelle dellambiente di Herzen.
Golovin sar testimone alla Haute-Cour de Justice a Bourges, nel
processo di Blanqui (cfr. Tribune des peuples, 24 marzo
1849), e scriver in questo foglio. Far di piu: riuscir a realizza
re, sia pure su scala molto ridotta, lidea che Herzen aveva avuta
di creare una tipografia russa a Parigi. L egli pubblicher nel
1849 un Catechismo del popolo russo in cui cercava di far propa
ganda per un libero sistema di governo in Russia (g. bakalov,
Pervaja revoljucionnaja brosjura russkoj emigracii: Katechizis
russkogo naroda I. G. Golovina, 1849 goda [Il primo opuscolo
rivoluzionario dellemigrazione russa: Il catechismo del popo
lo russo di I. G. Golovin, del 1849], in Zven'ja, 1932, fase.
I). Sulle vicende di questi emigrati, nel loro contatto con le realt
italiane e francesi, cfr. franco venturi, Esuli russi in Piemonte
dopo il 48, Torino 1959 e wiktoria sliwowska, W krgu
poprzednikw Hercena [Nellambiente dei predecessori di Her
zen], Wrocaw 19 71.
II.
Bakunin

Due anni soli dividono Herzen da Bakunin, eppure se


confrontiamo la formazione delluno e dellaltro siamo
subito colpiti da una differenza grandissima. Questi due
uomini sembrano appartenere a due generazioni diverse.
Herzen aveva trovato infatti nella sua famiglia, nellam
biente chegli ancora giovanissimo si cre attorno gli
elementi che lo riannodavano direttamente alla cultura
illuminista e alla rivolta decabrista. Bakunin invece do
vette rifar da solo tutta la strada. Herzen figlio dei de
cabristi, come dir Ogarv, Bakunin figlio dellepoca
di Nicola I, di quellatmosfera di paure e di segreti entu
siasmi che si appesanti sugli anni 30. Se ci fosse ancora
bisogno duna conferma, l aggrovigliata e dura strada che
Bakunin - questuomo nato per la libera azione - dovet
te percorrere attraverso la filosofia e la religione per
giungere alla politica, costituirebbe la miglior prova di
che cosa avesse significato la cesura posta nella vita rus
sa dalla repressione del 14 dicembre 18 23 *.
La cosa tanto piu evidente se si pensa che anche lui
era figlio di quellaristocrazia illuminata che, allepoca di
Caterina, sera aperta verso l Europa dei lumi. Suo pa
dre, che era stato inviato giovanissimo alla legazione rus
sa a Firenze, aveva fatto i suoi studi a Padova, aveva assi
stito personalmente - a quanto si raccontava in fami
glia - alla presa della Bastiglia e forse alla proclamazione
della Repubblica partenopea2. A quarantanni sera spo
sato con una giovane M urav'v, parente di alcuni tra i
dirigenti piu in vista dei decabristi. Ma tutto ci non
aveva fatto di lui che un nobile liberale e timoroso, sem
BAKUNIN 71

pre pi rinchiuso nella vita isolata di signorotto provin


ciale, di amministratore patriarcale dei suoi grandi beni
nella regione di Tver\ Scriveva dei versi per cantare le
bellezze della propria situazione e per esprimere il suo
soddisfacimento di fronte alla vita russa, compresa la
servit dei contadini che, anche lui, si compiaceva a con
trapporre alla libert dei salariati senza domicilio negli
altri paesi, degli assoldati servi girovaghi della mala schia
vit nelle altrui case3. Era ben convinto insomma che
la democrazia era cosa da lasciare alle piccole repubbli
che dellantichit e che, in ogni caso, non bisognava la
sciarsi attrarre in congiure o societ segrete.
In questo mondo colto, riparato e bene intenzionato
visse Bakunin gli anni della prima giovent. Una parte
importante della sua attivit sar indirizzata per lungo
tempo a trasformare quel mondo, a tentar di crearvi un
centro spirituale, a riplasmarlo secondo quei modelli
ideali che cominceranno presto ad appassionarlo. G li ci
vorranno anni e anni per staccarsene.
Nel 18 45, da Parigi, rivolgendo indietro lo sguardo,
scriveva, in una lettera ai fratelli e alle sorelle, ancor
piena di ricordi della comune vita infantile e giovanile:
Tutto o nulla: ecco il mio motto, il mio grido di batta
glia, e non receder dun passo dalle mie intenzioni. Co
me vedete, amici, io non son cambiato, e voi? M i fa pau
ra chiedervelo. La vostra triste cattivit - siete circondati
da un mondo cosi vile, rinchiuso in limiti cosi ristret
ti... \
Un decennio della sua vita sar speso a cercar di tra
sformare quel mondo e poi ad uscirne. Ed facile notare
che, se non nelle sue idee, almeno nella sua esistenza quo
tidiana esso gli lasci i segni addosso. Vivr come un
barin, con quella libert di modi legata alla pi completa
impraticit che faceva riconoscere in lui - sotto le abitu
dini del bohme e pi tardi persino del rivoluzionario -
gli usi e costumi del signore russo di provincia.
Era primogenito, e cominci i suoi primi passi nella
carriera che era normale data la sua posizione sociale,
entrando in una scuola d allievi ufficiali a Pietroburgo.
Non riusc ad adattarvisi. Fu inviato per punizione in
72 CAPITOLO SECONDO

una piccola guarnigione in Lituania. Ma la sua mentali


t non era ancora scossa. Nel 1 8 3 1 scriveva ai genitori a
proposito della rivolta polacca: N o, i russi non sono
francesi, essi amano la loro patria, adorano il loro impe
ratore. La volont di questi legge per lo ro 5. In gene
re, le sue lettere di quellepoca sono come uno specchio
della vita mondana della capitale. Patria, religione, buo
ni sentimenti. S intravede il futuro Bakunin solo nella
passione per la musica, e anche questa amata perch gli
sommoveva retoricamente l animo.
Solo, nella sua piccola guarnigione, cominciava tut
tavia a dire che le sue forze mentali ribollivano e chie
devano alimento, che i forti moti del suo animo, inva
no battendo contro i freddi e insopportabili ostacoli del
mondo fisico, lo conducevano alla malinconia...6. Pre
so dalla volont di vivere piu intensamente, animato da
una passione patriottica e romanticamente religiosa, cer
cava una spiegazione della propria inquietudine persino
nella situazione generale del mondo. Malediceva la tradi
zione del Settecento - di cui aveva conosciuto nella capi
tale gli ultimi invecchiati rappresentanti - e concludeva:
N o, noi ancora non apparteniamo al secolo xix , non ci
troviamo che al passaggio da un secolo allaltro. Situazio
ne tormentosa, interregno di due idee...
Quando, ormai ventenne, cominci a intravedere una
via d uscita, le sue parole cominciano a prendere un to
no piu personale e riflettono gi quella maturazione che
la solitudine della Lituania aveva affrettato: Dare ener
gia alla volont l unico mezzo. Quando potremo dire:
ce que je veux, Dieu le veut, allora saremo felici, allora
cesseranno le nostre sofferenze7. la prima frase in cui
possiamo riconoscere, sotto l uniforme del giovane uffi
ciale, il vero Bakunin.
Aveva trovato finalmente a Pietroburgo chi gli indic
nella filosofia tedesca lo strumento per trovare una cal
ma interiore, una felicit che nascesse da una coscienza
della propria nascente personalit. Diceva allora che l a
ver fatto la conoscenza di Stankevic era nel nostro tem
po e nelle condizioni della nostra vita in genere, una cosa
indispensabile per non perdere ogni fede nellalto desti
BAKUNIN 73
no dellum anit8. Era stato infatti Stankevic insieme
a pochi altri amici raccolti intorno a lui - a fornirgli i pri
mi mezzi per sradicarsi dal mondo in cui era nato, gettan
dolo in unavventura filosofica. Una sola sfortuna pu
capitare davvero alluomo - scriveva il 14 novembre 1835
ad uno degli amici di Stankevic, diventato allora anche
il suo, A. P. Efremov - una sola disgrazia: perdere la vo
glia, il desiderio e le forze per l attivit, e non avere uno
scopo. Allora l uomo non soltanto pu, ma deve sparar-
: 9.
SI
In una generazione in cui tanti, pi o meno romantica
mente e retoricamente, prendevano a proprio ideale la
nima bella, Stankevic era veramente tale. Il suo ideali
smo, prima schellinghiano, poi hegeliano, fu vissuto da
lui con una freschezza, ingenuit e modestia che ne fece
ro una vera anima sorella dei romantici tedeschi. Era
uno dei pochissimi allora a conoscere davvero in Russia
la filosofia idealistica. Aveva una mente capace di trarne
un succo vitale, che andava di l di quelle pi o meno
abili costruzioni di concetti, di quelle pi o meno sofisti
che giustificazioni di idee e sentimenti che poco o nulla
avevano a che fare con la filosofia 10. In una lettera auto-
biografica scritta a Granovskij nel 1836, prima ancora di
passare da Schelling a Hegel, lettera veramente bella,
spieg allamico - che intendeva dedicarsi allo studio
della storia - che cosa avesse rappresentato per lui la fi
losofia e che cosa Granovskij avrebbe dovuto cercare
nella storia. Con tratti fini e delicati egli narr allora co
me avesse scoperto in s il mondo della poesia e della fi
losofia, come vi giungesse dallo studio dellestetica, e
come ora volesse portare lunit in questo suo mondo
mentale. Terminava fissandosi un programma di studi
e spiegando al giovane amico che ogni lettura utile
soltanto quando la si inizia con uno scopo determinato,
con un problema .
Nessuno della sua generazione ha parlato come Stan
kevic con tanta semplicit e sincerit di questa rivelazio
ne della vita spirituale datagli dai tedeschi, della modifi
cazione di tutto se stesso chegli constatava immergendo
si in Kant o in Fichte. Nessuno ebbe come lui un cosi na
74 CAPITOLO SECONDO

turale equilibrio in questa autoeducazione filosofica. Mal


grado il sentimento religioso che questuomo poneva nel
le sue letture filosofiche egli cercava sempre un limite,
sentiva il bisogno di ritrovare nella poesia o nella storia
un appoggio, un alimento e una riprova delle verit che
gli pareva di scoprire in se stesso. La filosofia di Hegel, di
cui divenne un appassionato cultore, verr negli ultimi
anni della sua vita a dare a questa sete di verit una for
ma piu riflessa e meditata.
Con tutto ci Stankevic restava un tipico idealista
russo degli anni 30. Il desiderio dun distacco dalla real
t empirica era cosi violento da fargliela sembrare - alla
luce abbagliante della verit conquistata - uno spet
tro 12, da fargliela parere totalmente misera e priva di
senso. Senza dubbio v in questo atteggiamento un ele
mento non soltanto genericamente religioso, ma mistico.
Ma voleva restar filosofo e perci, compiuto questo stac
co totale, si veniva naturalmente a riproporre il proble
ma della realt, e cio della riconquista di questo mon
do esteriore, pratico, vitale, che cosi bruscamente aveva
perso ogni senso ai suoi occhi.
Neanche il passaggio allhegelismo pot sanare com
pletamente questa iniziale rottura col mondo. Il proble
ma risorgeva ad ogni occasione, a proposito anche dei me
no importanti problemi della vita quotidiana. Stankevic
disse un giorno chegli stesso e i giovani idealisti suoi
amici eran tutti uomini Venges Gewissen , dalla co
scienza scrupolosa, potremmo tradurre con metafora ca
sustica che ben sadatta alla situazione. Approvava la
critica di tono hegeliano di questo stato danimo che tro
vava nlYEnciclopedia delle scienze teologiche di Ro
senkranz, che stava allora leggendo: Essa nasce, dice
va, dalla necessit di una armonia etica che osserva ogni
atto da ogni lato - il male si che di lati simile coscienza
ne trova molti, sino allinfinito... e finisce per contra
sto, diceva rivolgendosi proprio a Bakunin, per lan
ciarsi in avanti senza osservare piu nulla, e finendo cosi
per compiere atti immorali 13. Era descrivere esattamen
te lo stato danimo di questi giovani idealisti, cogliere
BAKUNIN 75

l elemento pi intimo dellavventura filosofica sua, e so


prattutto di Bakunin.
N ellaprile del 18 35 questi gli aveva scritto una lette
ra esponendogli le proprie aspirazioni, e quando Stan
kevic gli ebbe risposto che corrispondevano alle sue, sin
contrarono nellottobre dello stesso anno e stabilirono
le prime basi duna solida amicizia. Fu Stankevic a indi
care a Bakunin, quando si stabili a Mosca, innanzi tutto
le opere di Kant. Ma Bakunin recalcitrava e, malgrado la
volont di trovare in esse la verit, gli opponeva la sua
poca conoscenza del linguaggio filosofico e, in genere, la
sua poca familiarit con le astrazioni14. Fu Stankevic a
condurlo per mano, a dargli consigli su come leggere le
opere di filosofia, su come pensarci sopra.
Dopo qualche esitazione Bakunin si butt nella filoso
fia con tutto il peso della sua personalit; e non in quella
di Kant, ma in quella di Fichte trover quel che cercava.
Del resto la sua guida nelle letture idealistiche gli diceva
che Kant utile come introduzione ai sistemi moder
ni 15 e Bakunin non intendeva pazientare troppo per
entrare nel tempio. L anno 18 36 sar il suo anno fich-
tiano.
Lessero contemporaneamente, ma in diverse citt, la
Bestimmung des Menschen, e da lontano Stankevic gli
diceva quale impressione avesse prodotto su di lui quel
lo scritto. M ha condotto ad uno stato danimo terribi
le, malato, fatto d indecisione e di dubbio totale, mi tor
mento e non trovo modo duscirne... Lo aveva tanto
staccato dal mondo esteriore da fargli dubitare della stes
sa esistenza di questo. Tutti i pensieri consolatori della
vita, il fare, l arte, la conoscenza, l amore, tutto ha perso
significato per me, non so io stesso il perch16. Ma la
sua mente armoniosa sera presto ripresa e da Fichte era
passata a capir meglio H e g el 17.
La stessa sete di distacco aveva attirato anche Baku
nin. Trovare una sola verit, concentrarsi tutto in essa,
cessare dessere un Amleto, come siam tu tti 18, consi
derare sempre pi lontana e miserabile 1 artificiale 19
vita morale della societ, distruggere in s legoismo
individuale, quello familiare, quello nazionale70, consi
76 CAPITOLO SECONDO

derar beato solo colui che non perde mai di vista l asso
lu to 21, questo quel che Bakunin aveva cercato e trova
to nella morale di Fichte. Sono sulla mia strada. Potr
esser triste, solitaria, ma degna di m e 22, scriveva in
conclusione.
In questa ascesi orgogliosa la filosofia di Fichte si tra
sformava tutta in unaffermazione del proprio io di fron
te al mondo. Ma in nome di che cosa? Bakunin non lo
sapeva ancora. Riempiva questo eroismo, titanismo astrat
to, vuoto, con unesaltazione dellamore universale, con
una riintroduzione di tutta la terminologia, la fraseolo
gia religiosa, pietistica. Lo riempiva pure con unenor
me volont predicatrice, che cercava di trasformare tut
te le persone attorno a s a seconda di questo suo credo,
intervenendo nella loro vita, nei loro sentimenti, bru
ciandoli alla luce dellassoluto che credeva daver conqui
stato. Non era la sua una costruzione intellettuale, ch
Bakunin rest allora, come sempre anche in seguito, lon
tano dal pensiero puro; e tuttavia non era neppure sol
tanto l espressione d un sentimento vago e dilagante. In
realt era per lui una educazione della volont, un voler
dimostrare a se stesso le proprie forze, magari nel vuoto,
un volersi persuadere della potenza e del destino del
l uomo. Ecco perch le pagine di Fichte gli piacquero
tanto.
Tornando su Fichte qualche anno dopo, in occasione
della lettura duna biografia del filosofo, Bakunin vedeva
chiaro in se stesso: Ecco - scriveva - il vero eroe del
nostro tempo, l ho sempre amato profondamente e gli ho
invidiato la sua straordinaria forza, la sua capacit da-
strarsi da tutte le circostanze esteriori e interiori e dal
l opinione degli altri per marciare diritto e senza stan
carsi verso gli scopi che sera posti, illuminato dalla co
scienza della verit e della benedizione di dio. Anche in
me c qualcosa di simile, ma io debbo ancora formare la
mia propria forza...23.
Prima di partire per Berlino nel 18 3 7 , Stankevic ebbe
ancora il tempo daiutarlo a studiare la filosofia di Hegel,
che poteva persuadere Bakunin - come gi aveva persua
so lui (per il quale del resto il periodo fichtiano fu molto
BAKUNIN 77
meno importante) - che non si trattava di portare titani
camente la terra verso il cielo ma di cercar dio nella sto
ria e nelle cose. Il problema della realt, dopo tanto
romantico entusiasmo, costitu la nuova tappa della sua
vita. Hegel lo aiut a metter fine a ci chegli, pi tardi,
definir il tempo della nostra giovent tempestosa e
della libert, quando eravamo presi dallentusiasmo...
il tempo in cui la parola realt non era stata ancora
pronunciata tra di n o i 24.
A partire dalla met del 18 3 7 , si pu dire infatti che
nelle sue lettere predomini la terminologia hegeliana.
L assoluto - che aveva voluto conquistare e affermare,
in lotta contro tutto - si riversa su tutto quel che lo cir
conda, rischiando ogni volta di farsi non storia, compren
sione pi profonda delle cose, ma di dare appunto a quel
le cose un valore assoluto, dattribuire il valore di cate
goria e di verit ad ogni fenomeno, soprattutto ad ogni
sentimento. Non cercava pi una consolazione, ma una
giustificazione. La generica fraseologia religiosa del suo
periodo fichtiano si faceva pi intima, dettagliata, ca
s is tic a e scrupolosa.
Stankevic era ormai allestero. Rimasto al centro di
quel piccolo gruppo di filosofi moscoviti, Bakunin lesse
e rilesse Hegel lasciandosene persuadere sempre pi e
predicandolo agli altri. Unesposizione delle idee di
Hegel - non originale certo ma che prova la sua cono
scenza di quel filosofo - contenuta in due articoli di
questi anni, di cui uno solo fu pubblicato, nel 1840. Da
Hegel fini per trarre una riconciliazione con la realt,
ma una riconciliazione anche questa volta tutta volon
taristica, che non era n abbandono religioso e neppure
ancora interesse per i vari problemi concreti. Era un ten
tativo di dare un contenuto alla forza che aveva creato
in s, un contenuto che non fosse pi soltanto lamore
infinito o un senso religioso vago e potente.
Insieme a Belinskij, che fu in quegli anni sotto la sua
forte influenza, giunse allora, come abbiam ricordato
parlando di Herzen, ad applicare la sua giustificazione fi
losofica al mondo politico che lo circondava. Era voler
dimostrare a se stesso desser uscito dalla velleit, dai
78 CAPITOLO SECONDO

sogni delle anime belle per accettare la storia e la vi


ta. Attraverso lo sforzo di concentrazione, attraverso la
negazione religiosa del mondo e la riconquista hegeliana
di esso gli pareva daver acquistato sufficiente forza per
sino per capire e dare un senso alla pesante e grigia real
t politica di Nicola I. Di questo passo, e in maniera cosi
contorta, Bakunin era giunto finalmente a toccare i pro
blemi davvero suoi, i problemi politici.
Era tuttavia, per ora, un punto morto, un vicolo cie
co. Le vie per uscire da quellapologi dellassolutismo
prese da ognuno dei giovani filosofi moscoviti - Stanke-
vic, Belinskij, Bakunin, e, possiamo aggiungere, Botkin
e Granovskij - rivelano comunque l importanza che que
sto paradosso aveva assunto per loro. Il dibattito, dal
18 3 7 al 1840, si allarg in una discussione che la for
ma russa - tutta complicata da problemi personali e reli
giosi - di quella discussione che si svolgeva contempora
neamente in Germania tra i giovani hegeliani.
Ancora una volta Stankevic dimostr l equilibrio del
proprio pensiero, ironizzando da lontano sulla conclusio
ne a cui eran giunti i suoi amici. Troppo sinceramente
stava cercando una fede chiara, amica della ragione25,
per lasciarsi ora ingannare. Tutto il loro hegelismo suona
va falso alle sue orecchie. Senza entrare a discutere di fi
losofia della storia, critic i presupposti su cui si fonda
vano. Si ribellava allidea di prendere, comessi faceva
no, un poeta come Schiller per trasformarlo nel simbolo
d una categoria (del sentimentalismo romantico) per far
ne l insegna di tutto quanto essi negavano e odiavano.
Le notizie sui lavori letterari e sui concetti dei nostri
amici sono poco consolanti - scriveva a Granovskij. -
Se non intendono che cosa vuol dire realt , penso che
rispetteranno almeno quel che Hegel stesso ha detto...
Leggano quel che dice di Schiller nelVEststica... E sulla
realt leggano la Logica, ch la realt nel senso di
immediatezza, desistenza esteriore, non che casualit,
mentre la vera realt non che ragione e spirito26. Era
risponder bene, sul piano filosofico. Ma era anche non
tener conto che quanto dicevano Bakunin e Belinskij era
soprattutto l affermazione dun problema nuovo, quello
BAKUNIN 79
dellattivit pratica, politica, di cui essi cominciavano a
cercare in Hegel una spiegazione.
Stankevic stesso, del resto, in altra forma, cominci
anche lui, negli ultimi anni della sua vita, a porsi simili
problemi. Contro la filosofia della storia hegeliana vole
va salvare quellelemento individuale, personale, quel
l originalit dellio che temeva andasse perso. Questa sua
reazione prendeva la forma duna difesa dellidea tradi
zionale dellanima. Se vero che Hegel nega limmorta
lit dellanima, l abbandoneremo27, scriveva. L interes
se psicologico - per illuminare e dominare il quale sera
dato anchegli a studiare la filosofia - lo faceva ora esi
tante di fronte allaccettazione delle ultime conseguenze
della dialettica.
D altra parte, la lettura di Feuerbach e di altri recenti
scritti filosofici tedeschi gli poneva il problema stesso
della giustificazione di tutta l attivit pratica. Da Roma,
nel 1840, parlava a Bakunin di questi suoi dubbi: L i
dea, trasparente a se stessa, la vita dellassoluto: poich
siamo giunti allidea, non ci piu necessaria alcuna scien
za. Portando la vita in se stessa, senza lotta, essa diventa
contemplazione, beatitudine. La scienza svanisce. Giun
ta la visione hegeliana al suo termine che cosa dunque re
stava da fare? D allidea si pu costruire la vita - ri
spondeva - e cio l idea diventa immancabilmente azio
ne, conosce la propria opera e di lei si compiace. Conti
nuava dicendo daver letto l opera di August Cieszkow-
ski, l hegeliano polacco, Prolegomena zur Historiosophie.
Questi fissa tre periodi della storia: l arte, la scienza (e
siamo alla fine di questo periodo) e Vazione. La suddivi
sione falsa perch non basata sulla storia. Ma questul
timo pensiero - che la scienza deve farsi azione, fondersi
in lei - giusto. Ora si sente l esigenza generale di le
gare piu strettamente queste categorie, di fondere filo
sofia e sentimento perch quella sia non nella testa, ma
nel sangue, nel corpo, in tutto lessere28. Era in qualche
modo il testamento filosofico di Stankevic, inteso a cer
care anchegli una via verso il mondo del pratico
La reazione di Belinskij invece fu meno filosofica di
quella di Stankevic, ma non meno interessante. Pratican
f

80 CAPITOLO SECONDO

do Bakunin, aveva capito l uomo eccezionale con cui sera


incontrato - lo definiva una natura leonina - ma ne vede
va anche tutti i lati negativi, il mostruoso orgoglio, co
megli diceva, la leggerezza, l incapacit dascoltare gli
altri. In questa analisi delluomo Bakunin era contenu
ta anche una critica della filosofia che questultimo sera
costruita su Fichte ed Hegel. Come in uno specchio, gli
pareva veder riflessa nel carattere di lui quella volont
dassoluto che tanto piu misere faceva apparire le me
schinit della personalit sua e quellascetismo idealisti
co che - contrapponendolo al mondo esteriore - gli fa
ceva perdere il senso delle cose.
Proprio questo gli rimproverava Belinskij: Tu non
hai mai amato i soggetti e le immagini individuali. Per
Belinskij, critico di poesia e di letteratura, amatore ed
animatore di uomini, era questo un peccato mortale, im
perdonabile. I suoi rapporti con Bakunin sono tutti im
prontati da questo amore per la forza che sentiva in lui e
da un vero e proprio odio che gli suscitava quellincapa
cit a sentire l individuale. T i stimo, ma non posso
amarti, gli diceva. Per Belinskij la ribellione a Bakunin
sar anche la ribellione allidealismo.
La prima rottura avvenne sulla difesa che si trov co
stretto a fare delle cose semplici, di quella meschina real
t che non doveva aver bisogno di giustificazioni filoso
fiche:
Dissi a Bakunin che di Dio e dellarte si pu ragionare
dal punto di vista filosofico, ma sul merito della vitella fred
da bisognava parlare semplicemente. Mi rispose che questa
era una rivolta contro lidealit, che mi rovinavo, che sarei
diventato un bravo giovane nel senso di bon vivant, bon cu-
marade, ecc. Io voglio gettar via la pretesa dessere un gran
duomo, voglio essere come tutti29.

Tutta la sua difesa dellindividuo, e, per cominciare,


di se stesso, era per Belinskij l inizio duna nuova vita.
Cess di farsi dominare dallidea di dover sacrificare tut
to allidea, al punto dabbandonare volontariamente la
propria dignit, di suicidarsi per sostenere il valore
filosofico dello stato di Nicola I.
BAKUNIN 8l

Belinskij non costruir dunque una filosofia dellazio


ne, cesser di tentare di misurarsi con la dialettica di
Hegel ma, tormentato e sensibile, agir effettivamente
su tutta la vita russa degli anni 40 col suo forte senso dei
soggetti e delle immaginazioni individuali. Con que
sta rivolta contro Bakunin cominciava per lui il periodo
di Pietroburgo, il piu fruttifero della sua breve attivit.
Prima di partire per lestero Bakunin pot vedere co
me la filosofia tedesca si riflettesse pure su persone meno
dotate di lui, di Stankevic e di Belinskij, su coloro che
non vi gettavan tutta la propria personalit. Ripensando
ci in vecchiaia, il personaggio - ad esempio - di Granov-
skij, questintelligente e pacifico hegeliano moderato, gli
faceva orrore:
In lui non v era una goccia di quel sangue veramente
amante dellumanit chera in Diderot o in Danton. Egli
visse e mori in funzione della dottrina e del sentimental-
umanitarismo... Che enorme differenza tra lui e il nostro
Diderot: il grezzo nostro realista per temperamento e per
natura, Vissarion Belinskij... Rispetto al gigante Stankevic,
Granovskij era un eccellente giovanotto e nulla pi30.

Granovskij svilupper infatti sul piano storico la ri


conciliazione con l assolutismo di Bakunin e Belinskij,
esaltando, in contrapposizione agli slavofili, la figura di
Pietro il Grande e in genere la funzione dellassolutismo
illuminato nella storia della Russia. Per il Granovskij lhe-
geliana riconciliazione con la realt sar il punto di par
tenza delle proprie idee storiografiche liberali.
Partendo finalmente per l estero nel 1840, Bakunin
aveva rotto cosi con tutti. Si sentiva un isolato. Le sue
concezioni politiche restavano quelle di un conservatore
per volont filosofica, le sue idee restavan quelle dun he
geliano convinto, ma gi unintima scontentezza linva
deva. Ormai non si sentiva daccordo con nessuno. La
sua inquietudine sesprimeva in urti personali sempre
pi forti e complicati, in polemiche che perdevano ormai
un senso teorico per diventare conflitti di temperamen
ti. Belinskij diceva che Bakunin non era dei nostri,
Granovskij diceva che in sua presenza si sentiva unheim-
82 CAPITOLO SECONDO

lich. Bakunin non era riuscito con la sua filosofia a domi


nare gli animi dei suoi amici. Da tempo, da anni, voleva
andare a Berlino a studiare. Finalmente, aiutato finanzia
riamente da Herzen, pot abbandonare la Russia.
Per quanto possa parer strano, fu proprio l ortodossia
hegeliana ad aiutarlo, una volta giunto in Germania, ad
abbandonare ogni filosofia. Intanto ci lo mise a diretto
contatto con i dibattiti della sinistra hegeliana, che in
Russia egli conosceva ancora poco. La sua stessa volont
dassoluto glimpedi di cercare una scala filosofica su cui
passare dalla speculazione allazione, una giustificazione
concettuale dellattivit pratica. La filosofia cadde dopo
aver compiuto nella sua vita la propria funzione (la filo
sofia di Hegel uccide i caratteri deboli o li rafforza, ave
va detto Stankevic31). Del precedente sforzo filosofico gli
restava lo strappo dal mondo circostante, gli restava so
prattutto la volont di dare un valore assoluto al nuovo
scopo della sua vita disprezzando, adoperando come co
sa senza valore tutto ci che quello scopo non era. Il re
sto poteva ormai cadere, con l eterna giustificazione che
grigia la teoria e verde l albero della v ita 32.
I documenti sullevoluzione interna di Bakunin nel
primo periodo del suo soggiorno in Germania son del
resto pochi e non molto importanti. Egli proced per ne
gazioni integrali, ancora improntate alla filosofia hege
liana.
Ci guardi Iddio da ogni misero compromesso: meglio
essere conseguentemente astratto che, con laiuto di questa
debole compromissoriet, tenersi vicino al mondo concreto.
Esser conseguenti nelle astrazioni porta presto alla cono
scenza della propria unilateralit ed alla vera liberazione.
II compromesso non porta a nulla... 33.

Non v infatti gradualit di passaggio dallortodossia


politica del 1840 al rivoluzionarismo del 1842. Tutta la
concentrata vita interiore degli anni precedenti lo aveva
preparato a questo salto. Mentre i suoi amici a Mosca e
i giovani hegeliani in Germania ragionavano ancora sul
l esigenza di completare la filosofia classica tedesca colla
categoria dellattivit pratica e di fissare allinterno del
BAKUNIN 83
sistema hegeliano i rapporti della politica con la filosofia,
Bakunin aveva gi fatto il salto, stava diventando l esem
pio vivente di unattivit pratica, di quella vendetta
chessa si prendeva contro la filosofia, per servirci della
metafora che proprio in quegli anni ebbe ad adoperare
Herzen.
Quando lesse a Mosca l articolo Die Reaction in
Deutschland. Ein Fragment von einem Franzosen, Her
zen ne fu entusiasta. V i vide espressa quella passione po
litica estremista che a Mosca stavano cercando e che Ba
kunin aveva trovato a Berlino dun balzo.
L articolo era diretto soprattutto contro coloro che vo
levano un compromesso tra il mondo esistente e la rivo
luzione. Questultima gli si presentava come la negazio
ne di ci chesiste, valida soltanto appunto in quanto sia
vera negazione, senza compromessi. Rimandava i conci
liatori alla logica di Hegel, alle leggi di Solone, allesem
pio di quegli ebrei in Polonia che nellultima guerra eran
stati un po per i polacchi e un po per i russi e avevano
finito per essere impiccati da tutti e due.
Era un atto di fede nella rivoluzione, che distruggen
do, negando il mondo attuale, avrebbe aperto le porte al
mondo dello spirito, che avrebbe portato i suoi frutti an
che nel campo della filosofia, negando le teorie stesse in
nome della libera attivit pratica. La chiusa dellartico
lo - che la frase piu nota di quello scritto, spesso ripe
tuta in seguito - ha un senso appunto in questa luce: La
passione della distruzione insieme una passione crea
tiva, diceva.
Frase brillante che ci rivela il suo estremismo, ma che
perde ogni senso politico quando non viene strettamente
legata a quel che aveva scritto subito sopra:

Il popolo, la classe povera,... i cui diritti sono gi ricono


sciuti teoricamente, ma che fino ad ora, per la sua origine e
posizione, condannato a esser privo di beni, allignoranza
e perci anche ad una schiavit di fatto - questa classe che
in realt il vero popolo assume ovunque un atteggiamento
minaccioso... Tutti i popoli e tutti gli uomini sono presi
dal presentimento dun futuro che dica loro una parola di
liberazione. Perfino sulla Russia, che tanto poco conoscia
84 CAPITOLO SECONDO

mo e che destinata forse ad un grande futuro, si stanno ra


dunando nuvole minacciose. L aria soffocante, greve di
tempesta! 3\

La passione rivoluzionaria, la contrapposizione del


l io di fronte al mondo, aveva trovato finalmente un con
tenuto, ed era un contenuto sociale.
Fu tanto preso dal suo nuovo ideale da rompere sem
pre piu nettamente con la Russia. Decise di non tornare
pi in patria. L addio a Turgenev, il futuro romanziere
- che conobbe a Berlino nei primi tempi del suo soggior
no in Germania e che fu l ultimo russo chegli tent di
convertire alla sua religione hegeliana - come il simbo
lo duna rottura sempre pi profonda con i suoi, con Mo
sca, con la R ussia35. Nel novembre 1842 aveva gi acqui
stato tanta certezza nel proprio ideale politico da esser lui
a incoraggiare Ruge perch traesse le ultime conseguen
ze pratiche dalla polemica contro l hegelismo ortodosso.
N ellautunno di quellanno, partendo da Berlino per
Dresda, egli aveva gi deciso con tutta la forza della sua
personalit di dedicarsi ad unopera politica nel mondo
dei gruppi socialisti tedeschi. A Dresda fece la conoscen
za del poeta Herweg e insieme emigrarono in Svizzera
per crearvi un nucleo di socialisti e di radicali36. Fu Her
weg stesso a introdurre Bakunin nel primo gruppo comu
nista con cui questi ebbe contatti, quello di Weitling.
Questi aveva pubblicato poco prima il suo libro Le
garanzie della libert e dellarmonia. unopera vera
mente importante, scriveva Bakunin a Ruge. Ci che
l interessava non eran gli aspetti puramente utopistici
n propriamente le idee politiche di Weitling. V i cercava
soprattutto una testimonianza sullo stato danimo dun
proletario. Leggendo questo libro si capisce chegli di
ce proprio quel che un proletario sente, che non potrebbe
non sentire.
Bakunin si trovava di fronte a un mondo nuovo e co
minciava ad ascoltarlo, a cercar di capirlo con quella pas
sivit che disse un giorno essere il proprio stato danimo
naturale quando si trovava in presenza di qualcosa di
gnoto, di radicalmente diverso. Ascoltava allora in silen
BAKUNIN 85
zio, sicuro che la negazione sempre l unico alimento
e la condizione fondamentale per ogni vita v iv a 37.
Quando cominci a ragionare sopra il mondo darti
giani e proletari che aveva conosciuto attorno a Weitling,
molto probabile che Bakunin avesse gi istintivamente
assorbito quegli elementi di rivolta anarchica che erano
contenuti nella predicazione del rivoluzionario tedesco
e che hanno aspetti tanto simili alle posteriori idee di
Bakunin. Ma non su questo si sofferm egli allora. Si
chiese quale fosse il valore del nucleo stesso della predi
cazione di Weitling, del comuniSmo in esso contenuto.
E fini per concludere: L a sua non una societ libera,
non ununione realmente viva di gente libera, ma un
gregge insopportabilmente coatto, unito a forza, di ani
mali che perseguono unicamente degli scopi materiali e
che non sanno nulla dellaspetto spirituale della v ita 38.
Eppure, il comuniSmo poneva un problema, nasceva
da tutta la struttura sociale. Il comuniSmo non sorge
dalle teorie, ma dallistinto popolare, e questo non sba
glia m a i 39. Siamo alla vigilia duna grande rivoluzio
ne... che non avr soltanto un carattere politico, ma di
principio e di religione 4t>. Sotto la vecchia insegna della
libert, della eguaglianza, della fraternit, la democrazia
stava cominciando una nuova lotta, animata da questa
volont di liberazione dei lavoratori. La predicazione di
Weitling non ne era che un sintomo.
Il comuniSmo di costui non era insomma che la solu
zione sbagliata dun problema vivo e fondamentale. Si
trattava di trovare il vero comuniSmo, da contrappor
re a quello grossolano, violento e tirannico, che aveva
trovato a Zurigo.
Quando il movimento di Weitling fu stroncato, Ba
kunin - implicato, sia pure indirettamente, nella perse
cuzione - dovette abbandonare la citt e dopo un breve
soggiorno in Svizzera raggiunse a Parigi Ruge e gli altri
emigrati tedeschi. L continu la sua ricerca del vero co
muniSmo, che in Svizzera aveva pensato un momento di
raggiungere non soltanto con l intelletto, ma con la pro
pria vita, diventando un lavoratore e provando cosi a se
stesso la propria libert. Ma era stato soltanto un mo
86 CAPITOLO SECONDO

mento, dovuto del resto alle sue condizioni pratiche sem


pre piu difficili.
A Parigi, dove rimase qualche anno - e che, almeno
allinizio, tanto gli piacque da dichiarare che vi sarebbe
rimasto per sempre - la sua vita fu dedicata unicamente
a leggere, a discutere idee politiche e filosofiche. Ebbe
una cerchia eccezionalmente larga e viva di conoscenze
e di amicizie, a contatto soprattutto con l emigrazione te
desca, e in rapporto personale con Proudhon, Louis
Blanc, Marrast, George Sand, Michelet, insomma al cen
tro di tutta quella che sar la sinistra del 48 41.
Anche l le correnti comuniste lo interessavano dap
principio in modo particolare. Conobbe Cabet, e nellot
tobre 1844 scriveva allamico Solger42 che stava stu
diando economia politica ed era comunista di tutto cuo
r e 43. In una lettera del settembre di questo stesso anno
Engels, parlando di lui, lo elenca fra i comunisti. Era sta
to Bakunin ad introdurre Engels per la prima volta in
una riunione doperai. L impressione fattagli dal gruppo
di Weitling in Svizzera era stata evidentemente forte.
Malgrado le riserve espresse nellarticolo pubblicato a
Zurigo, questa prima esperienza aveva lasciato in lui for
ti tracce.
Bakunin era particolarmente vicino allora a quel grup
po che negli ultimi mesi del 1844 stava tentando di tra
sformare il foglio tedesco pubblicato a Parigi, V or
wrts, in un organo del socialismo emigrato, al gruppo
cio di Rge, Marx, Herweg, Heine. Ma anche nellat
mosfera di quellambiente senti qualcosa che gli impedi
va di parteciparvi con tutto l animo. V i ritrovava quella
costrizione, quellartificiosit che non gli aveva permes
so daccettare l utopia di Weitling. Questi signori sono
estranei alle esigenze fondamentali della dignit e della
libert umana - scriveva. - Non forse una cosa triste?...
I comunisti francesi, da questo punto di vista, sono piu
progressivi, piu umani, orgogliosi e liberi, essi son pieni
di dignit e damor proprio e perci apprezzano anche la
libert e la dignit degli a ltri 44.
Certo Marx contribu allora a spingere Bakunin verso
un approfondimento delle proprie idee politiche. Parec
BAKUNIN 87
chi anni dopo, nel 1 8 7 1 , Bakunin dir: M arx era allora
ben piu estremista di me. Allora io non avevo idee sulle
conomia politica, e il mio socialismo era puramente istin
tivo. Bench fosse pi giovane di me M arx era gi allora
ateo, dotto materialista e coerente socialista... Ci incon
travamo abbastanza spesso perch io stimavo molto le
sue conoscenze e la sua appassionata e seria dedizione al
la causa del proletariato, bench vi mescolasse sempre
una vanagloria personale45.
A sua volta Marx era incuriosito e interessato alla vi
sta di quei primi russi che serano, per cosi dire, aggrega
ti allemigrazione tedesca a Parigi. Bakunin era tra di lo
ro la sola personalit politica; ma nel 1844 si potevan
vedere con lui Sazonov - colui che aveva creato con Her-
zen il gruppo sansimoniano di Mosca - e, di passaggio
dalla Russia, Botkin, uno degli occidentalisti, cosi come
G . M. Tolstoj, pittoresca figura di nobile della regione
di Kazan' (imparentato con il decabrista Ivasov), che pro
mise allora a Marx di vendere i suoi possedimenti e di
consegnargli il denaro ricavato, e che, pur non facendo
ci, conserver tuttavia negli anni seguenti le sue tenden
ze progressiste e dar a Belinskij la possibilit finanziaria
di dirigere il Sovrem ennik46. Marx diceva che questi
russi erano spinti nel mondo delle sette comuniste sol
tanto da pura curiosit, da ghiottoneria. Era in real
t qualcosa di pi, come gli dimostrer ben presto Ba
kunin. Ma i loro rapporti, nel primo periodo, furono do
minati da quel giudizio, da quel senso di superiorit che
Marx dimostrava di fronte ai russi. Se Bakunin si volse
ai francesi, ai polacchi, allentando alquanto i suoi rappor
ti collemigrazione tedesca, fu anche per questo, ma so
prattutto perch aveva finito per ritrovare nelle pi dotte
formulazioni di Marx quella stessa negazione duna li
bera societ che gi lo aveva staccato dalle idee di
Weitling.
Riandando ancora molti anni pi tardi a questo perio
do della sua vita, concludeva che Marx era un gran pen
satore, ma che Proudhon ben meglio di lui capiva e
sentiva la libert... possibilissimo che teoricamente
Marx possa innalzarsi a un sistema anche pi razionale
88 CAPITOLO SECONDO

di libert che non quello di Proudhon, ma egli manca del


l istinto della libert: come tedesco ed ebreo , dalla testa
ai piedi, autoritario47.
Il vero comuniSmo che Bakunin andava cercando
non trover cosi la sua formulazione nelle idee che Marx
stava allora elaborando, ma in una discussione con Prou
dhon. Di fronte alla concezione politica e sociale di questi
Bakunin ebbe un atteggiamento simile a quello contem
poraneamente assunto da Herzen di fronte alle idee de
gli slavofili russi. Ne accett alcune intuizioni centrali,
ma volle sfrondarlo e soprattutto criticarlo alla luce della
sua precedente esperienza filosofica. Sar un processo len
to, che Bakunin potr considerar terminato soltanto quan
do formuler il suo anarchismo, che altro non era - come
egli stesso affermava - se non il sistema di Proudhon
allargato, sviluppato e liberato da tutti i suoi ornamen
ti metafisici, idealistici e dottrinari48.
Le testimonianze sui rapporti fra Proudhon e Bakunin
in questi primi anni parigini sono troppo frammentarie
per poter ricostruire i passaggi di questa elaborazione, e
del resto le influenze furono reciproche. Bakunin fu tra
l altro uno di coloro che, con Marx e Griin, interessarono
Proudhon alla dialettica hegeliana. Ma sappiamo che co
sa questa significasse per Bakunin. Anche rispetto a
Proudhon essa gli servi soprattutto come uno strumen
to per cercare la realt, per trarre da un complesso si
stema un suo nocciolo politico, per ricavarne un sociali
smo immune da quegli aspetti dispotici che aveva senti
to nel comuniSmo di Weitling e dellemigrazione tedesca.
La sua attivit pubblicistica in Germania e in Svizze
ra, i suoi contatti personali con gli elementi della sinistra
hegeliana e delle sette comuniste, attrassero presto su
Bakunin l attenzione della polizia zarista. Alla fine del
1844 il senato lo condannava, per aver avuto allestero
rapporti criminali con una societ di gente malintenzio
nata e per non aver voluto sottomettersi al richiamo del
governo di Sua Maest a tornarsene in Russia - alla pri
vazione del diritto e della dignit di nobile e ad esser de
portato, qualora apparisse in Russia, in Siberia ai lavori
forzati, e al sequestro dei suoi beni, se ve ne siano49.
BAKUNIN 89
Questa condanna, pubblicata a cura dellambasciata rus
sa anche nella stampa parigina, gli fece di nuovo volgere
gli occhi verso il suo paese. Nel gennaio 1845 inviava una
lettera aperta al quotidiano La rforme per protestare
e per dire una sua parola sulla situazione della Russia. Un
altro emigrato, Golovin, era stato condannato da una me
desima sentenza del senato e aveva gi protestato pub
blicamente richiamandosi ai diritti dei nobili russi e ad
unipotetica carta concessa nellantichit dagli impe
ratori allaristocrazia del suo paese. Fu proprio questo
intervento di Golovin a indurre Bakunin a prendere la
parola.
No, non era vero che in Russia vi fosse unopposizio
ne della nobilt e dei corpi costituiti. Il senato non ave
va nessuna autonomia. L assolutismo russo era totale.
Aristocratie bien pitoyable et bien ridicule, qui, parfai
tement trangre toutes les questions du sicle, a tous
ces grands intrts de lhumanit qui se dbattent hors de
son sein, ne sait parler dans ses runions que des occupa
tions, des gestes et des paroles de la famille impriale et des
calembours du Grand-Duc Michel.

A questa polemica contro la nobilt e l assolutismo


russo seguiva una rapida, ma efficace descrizione delle
forze che invece sopponevano realmente allassolutismo.
Era la prima volta che un rivoluzionario russo parlava
cosi ai democratici europei, che le forze e i problemi di
quello che sar il populismo russo venivano individuati
ed espressi pubblicamente.
Il faut dire cependant que, parmi ces nobles Russes et
surtout parmi les jeunes gens, il y en a dj un assez grand
nombre qui ont des tendences plus leves. Ceux-l gmis
sent de labaissement o ils se trouvent plongs avec les
autres et dont ils se sentent solidaires, quoique pour leur
compte ils nen soient nullement coupables. Ceux-l sui
vent avec amour les progrs de la civilisation et de la libert
en Europe, et se donnent toutes les peines du monde pour
se rapprocher du peuple, chose extrmement difficile, parce
quils en sont spars par un abme. Ils tchent de conser
ver et de cultiver en eux-mmes, et dallumer dans les au
tres le feu sacr des grands et des nobles instincts. Ils se
90 CAPITOLO SECONDO

cherchent mutuellement dans cette nuit profonde, dans


cette atmosphre empoisonne par lesclavage, la dlation
et la crainte, qui les enveloppent et les isolent. Ah! Mon
sieur, il faut avoir vcu en Russie pour bien comprendre
toute linfluence quont sur le dveloppement intellectuel
et moral dun homme la position o il se trouve et le mon
de qui l entoure! Dieu veuille que ces jeunes gens ne suc
combent pas! Car ceux dentre eux qui auront rsist ju
squ la fin aux nombreuses entraves qui les enchanent
pourront peut-tre encore tre utiles notre patrie. Mais
ils agiront alors non comme, mais quoique nobles. Car je
vous le rpte, Monsieur, la noblesse russe, comme telle,
est compltement dmoralise, impuissante et morte.
Pour moi, je men plains pas... Je crois que pour des
pays malheureux et opprims, comme la Russie et la Polo
gne, il ny a pas dautre salut que la dmocratie.
Ne pensez pas, Monsieur, que la dmocratie soit impos
sible dans ma patrie. Pour mon compte, je suis intimement
persuad quelle est lunique chose qui y soit srieusement
ralisable, et que toutes les autres formes politiques, quel
que nom quelles prennent, seraient aussi trangres et
odieuses au peuple russe que le rgime actuel.
Car le peuple russe, Monsieur, malgr le terrible esclava
ge qui le dprime, et malgr les coups de bton qui pieu-
vent sur lui de tous les cts, a des instincts et des allures
parfaitement dmocratiques. Il nest point corrompu lui, il
nest que malheureux. Il y a dans sa nature demi-barbare
quelque chose de si nergique et de si large, une telle abon
dance de posie, de passion et desprit, quil est impossible
de ne pas tre convaincu, en le connaissant, quil a encore
una grande mission remplir dans ce monde. Tout lavenir
de la Russie rside en lui, dans cette masse si innombrable
et si imposante dhommes qui parlent la mme langue et
qui seront bientt, j espre, anims par le mme sentiment
et par la mme passion. Car le peuple russe avance, Mon
sieur, malgr toute la mauvaise volont du gouvernement.
Des insurrections partielles et trs graves de paysans con
tre leur seigneurs - insurrections qui se multiplient dune
manire effrayante - ne le prouvent que trop. Le moment
nest pas loign, peut-tre, o elles se confondront dans
une grande rvolution et, si le gouvernement ne se dpche
pas dmanciper le peuple, il y aura beaucoup de sang r
pandu.
On dit que lempereur Nicolas y pense. Plt Dieu! car
BAKUNIN 91
sil parvenait rellement manciper les paysans dune ma
nire franche et large, ce serait un vritable bienfait, qui lui
ferait pardonner bien de choses, et il a beaucoup de choses
a se faire pardonner, son rgne nayant t marqu, jusqu
prsent, que par lavilissement de tout ce quil y a eu encore
de noble indpendence et de bons lments en Russie...
Bakunin non aveva dunque abbandonato i suoi dubbi
sui giovani intellettuali della Russia, su quelli che erano
stati i suoi amici: conosceva le loro debolezze, ma sape
va anche che l unico germe politico attivo stava in loro,
oltrech nelle masse contadine e nello zar.
Tra queste due ultime forze egli oscillava, dando ini
zio cosi a quelPesitazione tra rivoluzione dal basso e ri
forma radicale dallalto in cui continuer per piu di ven
tanni, parallelamente - del resto - a gran parte della
sua stessa generazione. Il populismo rivoluzionario na
scer soltanto quando quellesitazione sar superata: co
me faranno prima i gruppi di giovani venutisi formando
in Russia negli anni 60 che non lo stesso Bakunin. Fino
a quel momento la speranza duna dittatura dello zar con
tro i nobili a favore dei contadini rester uno dei due po
li della sua visione politica. L altro polo restava la grande
speranza che le rivolte isolate dei servi potessero un gior
no diventare rivoluzione.

L arrivo di Herzen a Parigi nel marzo 18 4 7 , e poi di


Belinskij nel luglio dello stesso anno, risveglier definiti
vamente l interesse di Bakunin per i problemi russi, in
vero non mai completamente abbandonato, ma solo ri
dotto, quando al centro della sua attenzione sera venu
to a trovare il movimento socialista dellOccidente.
Herzen lo aveva seguito da lontano e ammirato per gli
articoli che aveva scritto. Quando aveva letto la sua pro
testa ne L a rforme aveva notato nel suo diario: E c
co il linguaggio dun uomo libero, linguaggio che ci pare
selvaggio. Non vi siamo abituati. Siamo assuefatti alle
allegorie, alle parole ardite intra muros.
Malgrado questa ammirazione da lontano, quando
giunse a Parigi fu anchegli stupito del modo di parlare e
92 CAPITOLO SECONDO

delle idee di Bakunin. Lo ritrovava preso dagli interessi


della rivoluzione mondiale, dai problemi francesi, inca
pace di capire l importanza degli avvenimenti intellettua
li in Russia, di quella vita mentale che sola sostituiva la
libera vita politica nel suo paese. Bakunin chiedeva a
Herzen notizie sui ministeri e sulla politica, Herzen gli
raccontava delle lezioni di Granovskij, del mondo uni
versitario e letterario. Insomma, Herzen era ancora tutto
preso da quel mondo a cui aveva finora partecipato,
chegli stesso aveva contribuito a sviluppare in senso po
litico, ma che era pur sempre Vintelligencija russa in via
di formazione e non certo un partito. Bakunin, da quan
d egli l aveva lasciato, aveva camminato molto, da solo, a
costo dabbandonare per anni ogni velleit dinfluire sul
la vita russa. Non potevano capirsi. Il loro linguaggio
era diventato diverso. Toccava ora ad Herzen di liberarsi
dal dottrinarismo moscovita.
La discussione si riaccese con Tarrivo di Belinskij. Ba
kunin sosteneva che Belinskij doveva rimanere a Parigi,
senza piu consumarsi a Pietroburgo nella lotta quotidiana
per dire e non dire il suo pensiero, oppresso dalla censu
ra, sempre minacciato di vedersi una bella mattina i gen
darmi in casa. In effetti, da questo punto di vista Baku
nin non si sbagliava. Soltanto la morte salv Belinskij
dalle persecuzioni.
Perch allora continuare cosi? A Parigi avrebbe potu
to porsi al centro d una emigrazione russa51. Ma Belin
skij rimase fermo nella sua intenzione di tornare a Pie
troburgo, pensando di poter essere utile soltanto l. Egli
diceva che Bakunin era come un tedesco nato mistico,
idealista, romantico e che tale morir, perch rinunciare
alla filosofia non significa ancora cambiare la propria na
tu ra 52. Non si trattava pi soltanto duno scontro di
temperamenti diversi. A partire dal 1846 Belinskij ave
va abbandonato sempre pi le sue idee socialiste per una
visione pi realistica, meno influenzata dalle utopie fran
cesi, pi concentrata sul problema della liberazione dei
contadini e la libert di stampa. Contro di lui - come
contro Annenkov e Botkin, anche loro a Parigi in quei
giorni - Bakunin e Herzen sostennero non soltanto le
BAKUNIN 93
proprie idee socialiste, ma anche la propria concezione
della funzione della borghesia nella storia russa. Disse
ro che bisognava liberar la Russia dal pericolo di diven
tar borghese, di cadere in una situazione sociale simile a
quella della Francia di Luigi Filippo. Belinskij era dac
cordo sulle critiche dei suoi amici contro la situazione
esistente in Francia, ma non poteva piu acconsentire sulle
conseguenze drastiche che essi ne traevano. Diceva che
il processo interno dello sviluppo civile della Russia
cominciava proprio nel momento in cui la nobilt russa
sandava trasformando in borghesia. La Polonia dimostra
va meglio dogni altro esempio che forza avesse uno sta
to privo duna borghesia con diritti propri. Se voleva
continuare a lavorare a Pietroburgo, se credeva di poter
portare avanti il movimento sociale e lo sviluppo dellz-
telligencija - che gi tanti passi aveva fatto negli anni
40 - gli appunto perch aveva un programma a scaden
za piu prossima, piu legato a speranze immediate. Egli
insomma voleva restare alla testa degli occidentalisti,
di coloro che diverranno liberali. Herzen e Bakunin in
vece cominciavano allora - con la speranza in un passag
gio diretto dalla situazione russa ancora dominata dalla
nobilt al socialismo - a porre le prime basi ideologiche
del populismo. Questo dibattito segna esattamente la
svolta che divise gli occidentalisti dai populisti, alla fine
degli anni 40 ed esso trov una espressione particolar
mente efficace nella celebre lettera di Belinskij a G o g o l'53.
Bakunin vi trov una conferma di quellidea che gi
aveva espresso nel suo primo articolo sulla Russia e si
convinse sempre piu che lento e difficile sarebbe stato il
processo che avrebbe trasformato gli elementi intellet
tuali russi in rivoluzionari attivi. Vedeva di fronte a s
Belinskij che si rifiutava demigrare, constatava che An-
nenkov e Botkin sempre piu sostenevano idee riformiste
e liberali.
Era quella stessa convinzione che, gi qualche anno
prima, gli aveva fatto cercare unaltra via per intaccare la
situazione nel suo paese. N ellarticolo di protesta contro
la sua condanna aveva gi fatto un accenno alla Polonia,
alla necessit che anche questa nazione si mettesse sulla
94 CAPITOLO SECONDO

strada della democrazia. Gi nel viaggio tra la Svizzera e


Parigi aveva reso visita a Lelewel, lo storico e democrati
co polacco residente a Bruxelles. Aveva tentato poi di
stringere dei legami politici con Pemigrazione polacca.
Nel febbraio del 1846, il Constitutionnel pubblicava
un suo articolo sulle persecuzioni dei cattolici in Lituania
e in Bielorussia, in cui sosteneva tra l altro che loppres
sione della Polonia era una vergogna per il suo paese e
che la libert di quella segner forse l inizio della libera
zione russa54. Il problema nazionale dellimpero russo
avrebbe cosi costituito quella forza durto contro lo zari
smo che i movimenti intellettuali allinterno della classe
colta sembravano incapaci di fornire.
Anche in questo campo Bakunin aveva tentato daprir
si una strada da solo, in mezzo alle maggiori difficolt.
Era il primo russo che, dopo i decabristi, tentasse di le
garsi politicamente al movimento nazionale polacco. Po
chi gli accordarono la propria fiducia, tanto piu quando
l ambasciata russa a Parigi mise in giro la voce chegli era
un agente del governo zarista, calunnia che lo perseguit
poi tutta la vita. Per tutto il 1846 egli fu non poco sco
raggiato da questi insuccessi iniziali. La discussione poli
tica tra i polacchi - che consideravano tutti i problemi dal
loro punto di vista nazionale - e lui, rivoluzionario russo,
fu spesso difficile, talvolta impossibile. Ma finalmente,
nel novembre 18 4 7, gli riusc di pronunziare un grande
discorso in occasione duna riunione commemorativa del
la rivolta del 18 30 .
Il testo della sua allocuzione dimostra come la volont
di entrare in contatto con l emigrazione polacca avesse
fatto sorgere in lui quei germi di tutta la visione politica
sulla rivoluzione nei paesi dellEuropa orientale che do
veva poi sviluppare nei due anni seguenti. Nel settembre
18 47 scriveva gi ad Herweg: Si sente 1avvicinarsi del
la tempesta. Credetemi, presto le cose andranno bene,
presto comincer per noi la vita, presto lavoreremo insie
me in quel modo largo e tempestoso di cui sentiamo la
necessit55. Sentiva l approssimarsi del 48. Pensava che
anche in Russia i contadini non avrebbero piu atteso la
libert dello zar. Le loro rivolte sempre piu frequenti
BAKUNIN SD
dimostrano che essi sono stanchi daspettare55. Disse
dunque ai polacchi che mettere daccordo la Russia e la
Polonia rappresentava un grande passo, una causa alla
quale era giusto dedicarsi interamente. Questa riconcilia
zione, abbattuto limpero di Nicola, avrebbe significato
la liberazione di tutti i popoli slavi e la vera fine del di
spotismo in Europa57.
Queste dichiarazioni pubbliche gli valsero dessere
espulso dalla Francia, su domanda dellambasciata russa.
A Bruxelles, dove si rifugi, si pu dire abbia inizio la
sua vera e propria attivit dorganizzatore e cospiratore
nelle fila delle emigrazioni democratiche che l si racco
glievano alla vigilia della rivoluzione del 48, e soprattut
to in mezzo alla emigrazione polacca, dalla quale fu accol
to bene, almeno allinizio.
S era formata a Bruxelles, poco prima del suo arrivo,
una Societ democratica per l unione di tutti i paesi,
che comprendeva dei democratici e comunisti belgi, as
sieme ai rappresentanti dei vari gruppi esiliati. Marx ed
Engels ne facevano parte come elementi comunisti tede
schi ed anzi in una riunione di questa societ che il pri
mo pronunci il suo noto discorso sulla libert del com
mercio, prima d essere inviato a Londra, sempre a nome
di questorganizzazione, per prendere contatti con i D e
mocratici fraterni, unorganizzazione di cartisti, anches-
sa di tendenza internazionalista. Da questi contatti sor
ger l esigenza dun programma comunista, che verr al
lora formulato da Marx ed Engels nel Manifesto.
A Bruxelles Bakunin si urt presto con i marxisti, e
questa volta anche pi violentemente di quanto non aves
se fatto anni prima a Parigi.
Vanagloria e malevolenza, liti, altezzosit teorica e pavi
dit pratica, gran riflessioni sulla vita, lattivit e la sempli
cit - e assenza completa di vita, di fatti e di semplicit. De
gli operai saputi e raziocinanti, e un ripugnante giuocare
con loro. Feuerbach un borghese; e la parola borghe
sia diventata un epiteto, diventata noiosa fino alla nausea
a forza di ripeterla - e loro stessi, dalla testa ai piedi, pic
coli borghesi di provincia. In una parola, menzogna e stu
pidit, stupidit e menzogna. In una simile societ non si
96 CAPITOLO SECONDO

pu respirare liberamente e a pieni polmoni. M i tengo lon


tano da loro ed ho dichiarato esplicitamente che non entre
r a far parte della loro unione comunista degli operai e che
non voglio aver nulla a che fare con lo r o 58.

Intendeva invece stabilire stretti rapporti con i polac


chi. Ma in quellambiente demigrazione, diviso e forza
tamente immeschinito, Bakunin non riusciva ad agire co
me desiderava. Le insinuazioni chegli fosse un agente
del governo zarista dovettero complicargli ancor pi il
problema. La diffidenza rischiava di soffocarlo. Non riu
sciva a legarsi politicamente con nessuna corrente da lui
considerata veramente viva. Il problema polacco - in cui
sintrecciavano questioni religiose, sociali, nazionali e in
ternazionali - gli apparve in tutta la sua complessit, os
servandolo attraverso le lotte di questi piccoli gruppi di
emigrati. Presi uno per uno sono quasi tutti dei buoni
polacchi; nellassieme, come partito, non valgon nulla.
Anche nei migliori non trovava una sola di quelle forti e
fresche corde, la vibrazione delle quali pu mettere in
movimento e far balzare il cuore della nuova generazio
n e 59. Il vecchio Lelewel gli sembrava ancora, malgrado
i suoi anni, una delle figure pi notevoli. Non impossi
bile che proprio lui - e forse gi in occasione del suo pri
mo e rapido soggiorno a Bruxelles nel 1844 - gli avesse
indicato n&Wobscina dei popoli slavi un possibile germe
di socialismo. Di ci non v tuttavia nessuna indicazione
precisa nelle sue lettere di questi anni. Ma vediamo Ba
kunin spiegare allora ad un altro emigrato lenorme
differenza che passa tra la comunit agraria e il falanste-
ro, probabilmente nel senso chegli vedeva nellokscina
slava quellelemento di libert e dautonomia che gli pa
reva mancare invece nellorganizzazione fourierista.
G li ultimi mesi del suo soggiorno a Bruxelles furono
per lui pieni duna sempre maggior delusione per la So
ciet democratica, in cui aveva riposto allinizio grandi
speranze. Essa gli permise tuttavia di pronunziare un al
tro discorso, nel quale - a nome dei decabristi e dei ca
duti polacchi - ripeteva la sua idea duna nuova unione
tra la Russia e la Polonia, liberate dal giogo zarista60. Po-
BAKUNIN 97
t stabilire inoltre qualche altro legame personale, che
non gli sar inutile quando scoppier la rivoluzione del
48.
I primi giorni dopo la rivoluzione di febbraio furono
i pi felici della vita di Bakunin, racconter Herzen pi
tardi61.
Ritornato immediatamente a Parigi, si gett a vivere
l dove si sentiva pi vicino a coloro che seran battuti
sulle barricate e che ora stavano organizzando le manife
stazioni per spingere in avanti il governo provvisorio.
Caussidire, il prefetto repubblicano di polizia, diceva
allora, a quanto pare, parlando di lui: Q uel homme,
quel hommel II primo giorno della rivoluzione un vero
tesoro, il giorno dopo bisognerebbe fucilarlo. Bakunin
viveva nella Caserne de Tournon, non lontano dal Lus
semburgo, insieme alla guardia repubblicana che veniva
formandosi allora e agli operai che serano l ammassati.
Tre anni dopo, rinchiuso nella fortezza di Pietro e Paolo
a Pietroburgo, narrer al suo reai confessore quale pro
fonda impressione gli avesse fatto l incontro con questi
uomini.
V assicuro, maest, che in nessunaltra classe mai e in
nessun luogo ho trovato tanta nobile abnegazione, tanto
senso istintivo d ellonore, tanta cordiale delicatezza nel
tratto e tanta amabile giovialit, unita a tanto eroismo
quanto in questi uomini semplici, senza istruzione, che sem
pre furono e saranno mille volte migliori dei loro diri
genti 62.

Ma se il suo animo era tutto preso dallaspetto umano


della rivoluzione, la sua mente cominci ben presto a
guardare verso lEuropa orientale, l dovegli avrebbe
potuto dire una sua parola ed inserire finalmente la sua
volont d azione. Il 13 marzo La rforme pubblicava
un suo articolo sul significato europeo della rivoluzione
di febbraio. L a gente pratica del vecchio regime diven
tata ora utopista e l utopia di ieri diventata lunica cosa
possibile, ragionevole e prtica. Questa utopia era per
lui la pura, incondizionata democrazia, per la Francia e
per tutta l Europa.
98 CAPITOLO SECONDO

La democrazia esclude la conquista, ma la vittoria del


principio rivoluzionario in Europa costituisce per la Fran
cia un problema di vita o di morte... Il movimento rivolu
zionario cesser soltanto quando lEuropa, tutta lEuropa,
non esclusa la Russia, si trasformer in una repubblica de
mocratica federale... Io sono russo, e lanimo mio appartie
ne alla Russia... Questa rivoluzione, destinata a salvare tut
ti i popoli, salver anche la Russia, ne sono convinto .

Prometteva di spiegare nellarticolo seguente le pro


prie idee sulla rivoluzione nei paesi slavi, ma l articolo
non fu mai scritto. Con qualche soldo concessogli da Flo-
con e con due passaporti in tasca, parti verso il ducato di
Pomerania, per tentare di trovare l, assieme ai polacchi,
un punto di partenza per la sua azione verso l Est. A Ber
lino, probabilmente su richiesta del governo russo, fu ar
restato e poi presto rilasciato.
Il suo viaggio attraverso la Germania, nellaprile 1848,
era stato rapido, ma ci non gli imped di cogliere e descri
vere a vivi colori questo mondo tedesco in disordine,
ma senza vera e propria rivoluzione. La mancanza dun
centro del movimento lo colpi. La rivoluzione tedesca
gli apparve spezzettata, incoerente. E volgendo lo sguar
do verso il carattere sociale del rivolgimento scriveva:
Ora son forti non i re ed i principi, ma la bourgeoisie,
che soppone disperatamente alla repubblica perch porta
con s i problemi sociali e il trionfo della democrazia...
Eppure,
solo la repubblica potr sostituire la morta e maledetta
unione tedesca e creare lunit - questo ideale dogni tede
sco - Deutsche Einheit. Non potete immaginare la quantit
di stupidaggini che sono state dette su questo tema... Quel
che c di vivo in Germania il proletariato, che comincia a
muoversi, e i contadini. Qui avverr una rivoluzione terri
bile, un vero diluvio di barbari, questo diluvio spazzer
dalla faccia della terra le rovine del vecchio mondo, e allo
ra le sorti del buono e affabile Brger saranno cattive, pes
sime. I sintomi di questa rivoluzione si vedono ormai do
vunque: denaro poco, compratori ancor meno, le fabbriche
cessano il lavoro, gli operai disoccupati aumentano ogni
giorno. La rivoluzione democratica comincer qui non piu
tardi di due o tre mesi. Ora i dirigenti organizzano a poco a
BAKUNIN 99
poco le forze e tentano di creare lunit nel movimento ri
voluzionario di tutta la Germania64.
Malgrado la sua diffidenza per tanti aspetti della G er
mania - e soprattutto per quel nazionalismo che gi si
mostrava nella lotta con i danesi e nelle incertezze della
politica di fronte ai polacchi e agli slavi - Bakunin conser
ver sempre, fino allultimo questa fede nella democra
zia tedesca. Il suo acuto antigermanesimo degli anni po
steriori nascer appunto dalla delusione provata di fron
te al crollo di queste grandi speranze.
A Berlino non era rimasto che pochi giorni. Di passag
gio a Lipsia sincontr di nuovo con Ruge, l uomo che
parecchi anni prima lo aveva per primo indirizzato verso
le idee democratiche. G li disse che temeva per la rivolu
zione in Francia. Quandera partito da Parigi la reazione
cominciava gi a farsi sentire. Del resto, in questo giudi
zio Bakunin non era solo. Condivideva queste idee con
molti capi socialisti della Francia, ma probabilmente ve
deva piu chiaro di loro nei riflessi internazionali di questa
situazione. Il mancato aiuto allItalia e, aggiungeva, alla
Spagna, gli sembravano i sintomi piu gravi di questa si
tuazione. Diceva a Ruge che i francesi non capivano nulla
della rivoluzione tedesca e tanto meno di quella nei pae
si slavi. Era questo quadro della situazione a incitarlo
sempre piu ad agire nel mondo slavo, in direzione della
Russia. Era sempre piu persuaso che soltanto se nellEu
ropa orientale si fosse sviluppata la rivoluzione, essa
avrebbe potuto affermarsi anche in Occidente e in Fran-
! 65.
eia
A Breslavia, dove si fiss per qualche tempo onde cer
care un accordo con i polacchi l convenuti, non riusc
nei suoi intenti. Anche questa volta il contatto con gli
emigrati gli risultava difficile. La politica prussiana - che
per un certo tempo aveva favorito il movimento polac
co - cominciava gi a volgerglisi contro, soprattutto quan
do questo cominci a prendere un netto carattere conta
dino e ad esser diretto contro i nobili.
Il congresso slavo di Praga, nel maggio 1848, gli per
mise finalmente di dire una sua parola. La sua politica
100 CAPITOLO SECONDO

consister in un generoso tentativo di navigare contro


corrente, in un tentativo di condurre i movimenti nazio
nali degli slavi verso obiettivi che non solo non contrad
dicessero, ma appoggiassero le rivoluzioni democratiche
in Francia, in Germania, in Austria, in Ungheria, in Ita
lia, e li strappassero allinfluenza dei centri conservatori,
che si servivano di queste giovani forze politiche, gio
cando sulle loro rivalit nazionali.
Quando si parla del panslavismo di Bakunin in que
stepoca ci si serve spesso d un concetto vago per nascon
dere unincomprensione effettiva della sua azione politi
ca in quegli anni66. Panslavismo una di quelle scatole
in cui si pu metter tutto quel che si vuole e Bakunin vi
mise anche lui la propria politica, convinto che l idea
duna federazione di tutti i popoli slavi avrebbe potuto
servire a portarli a partecipare alla grande lotta che si
svolgeva in tutta l Europa dalla parte della rivoluzione.
Nella sua politica non assente dunque un elemento
machiavellico, una volont dusare - senza troppo cre
dervi - questa bandiera nazionale a scopo rivoluziona
rio. S parlato di panslavismo rivoluzionario, e la for
mula pu essere anche accettata a condizione di veder
ben chiaro che l accento fu posto allora da Bakunin sul
l aggettivo e non sul nome. Che poi in questo complicato
giuoco Bakunin fosse preso e alla fine schiacciato dalla
demoniaca forza delle nazionalit, come laveva defi
nita un giorno, e non riuscisse a trascinarla sul terreno
dun internazionalismo concepito come libera alleanza e
collaborazione di forze democratiche, pu anche esser ve
ro. Ma ci significa solo che anche su di lui pes il desti
no del 48, dove l elemento nazionale e quello sociale
sincrociarono in modo tale da non permettere lo svilup
po concreto n delluno n dellaltro, fino a quello che fu
da tutti sentito come il suo gran fallimento.
Giunto a Praga, gi nel giugno esprimeva queste sue
idee nelle trattative con gli altri partecipanti al congres
so e in articoli di giornale. G li slavi, diceva, erano stati
troppo tempo oppressi per diventar ora strumento dop
pressione daltri popoli. Soltanto una federazione slava
dallAdriatico al Mar Nero, dal Mar Bianco alla Sibe
BAKUNIN IOI

ria, avrebbe assicurato la libert dognuno di loro e li


avrebbe posti accanto alle altre democrazie. Una federa
zione quale egli la concepiva avrebbe dato a un Consi
glio slavo dei poteri esclusivi in materia di politica este
ra e di controllo per il mantenimento della libert al
l interno di ciascuno dei popoli federati. Il programma so
ciale doveva esser quello duna eguaglianza democratica,
senza specifici accenni socialisti. Nelle sue considerazio
ni Bakunin spiegava chiaramente come fosse suo scopo
impedire che i movimenti nazionali che stavano affer
mandosi degenerassero in lotte interne tra slavi, o fos
sero diretti contro altri popoli. Il rispetto e l amore per
la libert degli altri ai loro occhi la prima condizione
della loro propria libert67.
Bisogna pensare che queste idee venivano sostenute
nel congresso di Praga, sorto in contrapposizione alla
Germania del congresso di Francoforte, e con lo sco
po - nella mente di alcuni dirigenti e organizzatori - di
servire dappoggio alla monarchia degli Asburgo contro
gli ungheresi.
Non v dunque da stupirsi che Bakunin non riuscisse
a far trionfare le sue idee, e che n lui personalmente n
le sue concezioni non prendessero nel congresso una fun
zione di primo piano. Sapeva benissimo, bisogna ripeter
lo, dandare contro corrente. Cercava perci di limitare i
suoi obiettivi: richiamo delle truppe croate dallItalia,
unione di almeno alcune nazionalit slave in un primo
nucleo di federazione, senza contare per ora sulla Rus
sia, ecc. E cominci allora a crearsi un primo strumento
politico per la realizzazione di queste sue idee, una socie
t segreta, gli amici slavi, composta di poche persone
che la pensavano come lui, soprattutto di esponenti dei
movimenti slovacchi, croati e serbi.
Quando una provocazione da parte delle truppe au
striache e la rivolta di piccoli gruppi di cechi democra
tici scaten l insurrezione di Praga - alla preparazione
della quale Bakunin fu, con ogni probabilit, estraneo -
egli si lanci a corpo morto nella lotta armata e nellorga
nizzazione, pur non credendo n allopportunit della ri
volta, n alla possibilit dun risultato positivo.
10 2 CAPITOLO SECONDO

Il congresso slavo veniva cosi stroncato. Tornato a


Berlino nel luglio, Bakunin riprese la sua azione, non
appena pot chiudere una nuova fase della ripetuta ca
lunnia che lo perseguitava d essere un agente zarista.
Questa volta l accusa era particolarmente grave, perch
riprodotta da Marx nella Neue Rheinische Zeitung, e
Bakunin dovette cercare delle testimonianze per ottenere
una smentita. La persecuzione poi della polizia prussia
na, spinta di nuovo dalla Russia, lo costrinse a girovaga
re per la Germania, mentre preparava il suo Appello agli
slavi, che pubblic poi a Lipsia nel dicembre 48 68.
V i diceva piu efficacemente, pi apertamente ancora,
quel che vanamente aveva cercato di far trionfare al con
gresso di Praga. G li slavi, affermava, serano riuniti
contro la politica tedesca che negava loro il diritto allesi
stenza. Ma bisognava che legassero ora le proprie sorti a
quelle dello sviluppo rivoluzionario in Germania. G li
slavi avevano antichi conflitti con gli ungheresi. Eppure
ora dovevano essere per l Ungheria rivoluzionaria, per
suadendosi che ogni aiuto portato allimpero austriaco
non avrebbe fatto che aggravare la loro oppressione na
zionale. Certo, continuava, la Russia un grande paese
slavo, ma la politica di Nicola I era orientata integral
mente contro gli interessi della democrazia europea e
perci gli slavi non solo non dovevano sperare in lui ma
dovevan combatterlo apertamente. A conclusione di que
sto appello stava, piu ancora che una federazione slava di
cui egli parlava appena in questo suo scritto, una fede
razione generale delle repubbliche europee69.
Per gli slavi questo un momento critico della loro
esistenza. Che ognuno faccia il suo dovere, e poi che sia
fatta la volont di dio. Per prendere in questo difficile
momento una linea giusta, bisogna avere molto amore,
scriveva in una lettera di quel periodo70. Era effettiva
mente il senso del dovere a dominarlo mentre scriveva il
suo Appello agli slavi che, persino nella forma, faceva il
minimo possibile di concessioni a quella forza nazionali
stica chegli sentiva come il maggior nemico e che pure
pensava dovesse esser volta a vantaggio della rivoluzione.
Una posizione tanto netta gli dava il diritto di esortare
BAKUNIN 103
i democratici tedeschi a fare anche loro un esame di co
scienza. Egli sera di nuovo legato con Ruge perch ve
deva in lui un patriota tedesco, ma non un teutomane,
perch Ruge aveva protestato contro la giovane liber
t tedesca in Polonia, a Praga, in Italia e contro tutti
i suoi compatrioti che erano francofobi, danofobi, slavo
fobi; insomma, ogni possibile genere di fobi fuorch
tirannofobi71. La polemica che Engels rivolse contro il
suo appello dovette persuaderlo di quale fosse il peso
reale dellelemento nazionalista tra i rivoluzionari tede
schi. Nei numeri del 15 e 16 febbraio 1849 della Neue
Rheinische Zeitung, Engels scrisse un articolo intitola
to Panslavismo democratico, in cui negava, tra laltro,
ogni diritto ad unesistenza autonoma dei paesi slavi e in
genere ogni futuro a queste genti. Bakunin dovette trarne
le conseguenze che era ben difficile trovare unalleanza
con le forze rivoluzionarie tedesche.
D altra parte, la situazione interna della Germania gli
pareva gi fortemente compromessa dalla mancanza di
coraggio dei dirigenti democratici. Non che ci lo indu
cesse a disperare. Come Herzen al declinare della rivo
luzione in Francia, cosi ora Bakunin in Germania guar
dava soprattutto ai contadini e da loro sperava una ri
presa. Fino a quel momento, - diceva, - i capi democra
tici avevan creduto di poter muovere le campagne con
astratte frasi politiche, costituzionali o repubblicane. Non
volevano risvegliare nel popolo le cosiddette cattive pas
sioni . Ci aveva portato alla reazione. Ora per le cam
pagne avrebbero capito. L e cattive passioni scatene
ranno la guerra contadina e ci mi rallegra perch non te
mo lanarchia, ma la desidero con tutta l anima. Essa so
la pu strapparci da questa maledetta mediocrit nella
quale ci tocca vegetare da tanto tempo. Anche la rea
zione stessa poteva esser utile a qualcosa. Avrebbe final
mente concentrato gli animi su se stessi, avrebbe costret
to la gente a capire che il tempo delle chiacchiere era fini
to. Ora, grazie a Dio, cominciano un poco ad organiz
zare e creare delle societ segrete72. Ancora nella sua
Confessione dir che il maggiore errore dei democratici
tedeschi era stato quello daver fatto la propria propa
IO 4 CAPITOLO SECONDO

ganda nelle citt e non nei villaggi. Eppure - aggiunge


va - non sarebbe stato difficile risvegliare lo spirito rivo
luzionario delle classi contadine, soprattutto in Germa
nia dove ancora rimanevano tanti resti dei vecchi ordina
menti feudali.
Attraverso questo esame gli si faceva sempre piu chiaro
nel 1849 il suo programma per la ripresa. Facendo centro
a Dresda, basandosi su un nuovo movimento in Germa
nia, egli avrebbe contemporaneamente tenuto le fila di
unorganizzazione slava concentrata in Boemia e non piu
ormai basata sulla Polonia, nella quale, dopo l esperienza
fatta, non aveva pi speranze. Socialmente il movimento
avrebbe preso un carattere sempre pi popolare. Come
scriveva in un primo abbozzo del suo Appello agli slavi,
il problema sociale, la lotta di classe avevano spezzato in
Francia - come pure negli altri paesi in cui essi serano
incrociati con il problema nazionale - le speranze del 48.
La reazione sarebbe stata troppo stupida se non avesse
saputo utilizzare a suo vantaggio questa situazione, per
ci essa aveva predicato la crociata del borghese contro
il proletario. La borghesia, da parte sua, aveva disar
mato il popolo, togliendo cosi anche a se stessa le armi
per difendere la libert. Non rimaneva pi che sperare
in uninsurrezione pienamente popolare, diretta dai rivo
luzionari pi decisi.
Quali fossero precisamente i piani pratici che Bakunin
deduceva da questa analisi, non pu essere documentato
con esattezza. Praticamente dobbiamo basarci quasi esclu
sivamente sulle deposizioni da lui fatte in carcere, e so
prattutto sulla Confessione a Nicola I, scritta nella for
tezza di Pietro e Paolo. Ora questultima, se estremamen
te curiosa dal punto di vista psicologico, costituisce un
terreno altrettanto infido dal punto di vista storico. E s
sa come la negativa, se cosi vogliamo esprimerci, della
personalit di Bakunin. Riflette tutti gli elementi di stan
chezza, di dubbio, di sfiducia che accompagnano ogni
azione, riflette soprattutto gli elementi deteriori della
sua ideologia, quegli elementi che erano come bruciati
dalla sua volont daffermare la liberazione sociale e na
zionale dei popoli slavi e che, in carcere, pesano di nuovo
BAKUNIN 105
sulle sue spalle o sono coscientemente impiegati da lui
per cattivarsi le simpatie e per trarre in inganno il suo
imperiai carceriere.
Cosi anche il suo panslavismo rivela nella Confes
sione i propri aspetti negativi, si nutre di quella diffiden
za che sempre egli aveva sentito di fronte alla Germania
del 48, di fronte alla stessa Francia e in genere allOcci
dente. Non c pi quella forza che lo aveva portato a
sperare in una libera iniziativa dei popoli slavi, che sola
avrebbe permesso un approfondimento della rivoluzione
anche in Occidente. Finisce per esaltare la pura forza di
distruzione dellimpero russo, il brutale e negativo abbat
timento dun mondo che non era riuscito a risorgere at
traverso la rivoluzione.
L ondeggiamento tra rivoluzione contadina dal basso
e riforme radicali dallalto - di cui abbiamo osservato al
cuni sintomi in un suo articolo di qualche anno prima -
ritornava qui sul piano internazionale. Quella rivoluzio
ne che non era riuscita per libera iniziativa dei popoli,
Bakunin voleva presentarla ora, per un momento, sosti
tuita dalla conquista russa, daliniziativa dellimpera
tore.
provato anche dai documenti, e cio dalle lettere
chegli invi dal carcere alla famiglia, che a queste idee,
espresse nella sua Confessione, Bakunin in realt non
credeva, rimanendo fedele anche allora alle proprie con
cezioni rivoluzionarie. Quel chegli scrisse per Nicola I
non era insomma che l ombra della sua ideologia politi
ca, l espressione della sua delusione per il fallimento del
48. La Confessione va guardata dunque con occhio criti
co, non solo nei dettagli che possono essere controllati su
altri documenti, ma anche per quanto riguarda alcune
delle idee che vi si esprimono, sulle quali invece ben
difficile talvolta ogni controllo. E questo appunto il ca
so della sua concezione della rivoluzione in Germania e
in Boemia nel 1849.
Certo essa fu dominata da una sfiducia sempre pi ra
dicale nei mezzi legali e parlamentari. Gi nellagosto
del 48 egli era a questo riguardo su una posizione paral
lela a quella di Proudhon e di Herzen, anche se sentita ed
io6 CAPITOLO SECONDO

espressa con una violenza tutta bakuniniana. Scrivendo


ad Herweg faceva l elogio di Proudhon e continuava di
cendo:
Ben poco minteressano i dibattiti parlamentari. Passata
ormai lepoca della vita parlamentare, delle costituenti,
delle assemblee nazionali, ecc... Non credo nelle costituzio
ni e nelle leggi. La migliore delle costituzioni non sarebbe
per accontentarmi. Abbiamo bisogno di qualcosa daltro:
10 slancio, la vita, un nuovo mondo senza leggi, e perci li
bero73.
Come dir nella sua Confessione, egli voleva una re
pubblica, ma non parlamentare, dominata anzi da un
forte potere dittatoriale, che avrebbe avuto la funzione
esclusiva dinnalzare ed educare le masse popolari. Cio
un potere libero per tendenza e spirito, ma senza forme
parlamentari, che stampasse libri di contenuto libero, ma
senza libert di stampa, circondato da gente che la pen
sasse allo stesso modo, illuminato dal loro consiglio, raf
forzato dalla loro libera cooperazione, ma non limitato da
nessuno e da nulla 74.
Come si vede la fraseologia anarchica che aveva usato
per polemizzare contro il parlamentarismo - e che corri
spondeva certo ai suoi pi profondi sentimenti - rico
priva in realt un programma che, pi che anarchico, po
tremmo definire blanquista.
A Praga doveva risiedere il governo rivoluzionario con
illimitato potere rivoluzionario. Cacciata la nobilt e tutto
11 clero ostile, ridotta in cenere lamministrazione austria
ca, cacciati tutti gli impiegati, conservando a Praga soltanto
alcuni dei piu importanti, tra i pi competenti, per consi
glio e come biblioteca per informazioni statistiche. Aboliti
pure tutti i clubs, i giornali, ogni espressione della loquace
anarchia, tutti sottomessi a un potere dittatoriale unico. La
giovent e tutti gli uomini validi, suddivisi in categorie a
seconda del carattere, delle capacit e indirizzi, sarebbero
stati sparsi in tutto il paese, per dargli unorganizzazione ri
voluzionaria e militare provvisoria. Le masse popolari sa
rebbero state suddivise in due parti: gli uni armati, ma me
diocremente, sarebbero rimasti a casa per proteggere il nuo
vo ordine e sarebbero stati adoperati nella guerra partigia-
na, qualora se ne fosse presentata la necessit. I giovani e
BAKUNIN 107
tutti i non possidenti, capaci di portare le armi, gli operai
delle fabbriche e gli artigiani senza lavoro, come pure gran
parte della giovent borghese istruita, avrebbero costituito
lesercito regolare, non Freischaren, ma esercito, che si sa
rebbe dovuto istruire con laiuto di ufficiali polacchi anziani
e anche di soldati e sottufficiali austriaci, promossi a secon
da delle capacit e dello zelo ai vari gradi degli ufficiali. Le
spese sarebbero state immense, ma speravo che esse sareb
bero state coperte in parte con i possedimenti confiscati e
da assegnati del genere di quelli emessi da Kossuth... Que
sto era il mio piano75.

Pur dedicando cosi tutte le sue forze migliori allor


ganizzazione segreta che doveva preparare una simile ri
voluzione in Boemia, Bakunin non dimenticava quello
che era lo scopo finale della sua azione. Tutta la sua at
tivit tra gli slavi aveva avuto fin dallinizio la sua punta
diretta verso la Russia. Cominci allora a raccogliere le
proprie idee sulla situazione di questo paese. Fini col det
tare un opuscolo che, pubblicato a Lipsia nellestate
1849, sar intitolato Russische Zustande. Ein B ild aus
der Jetztzeit76. Era una descrizione della situazione poli
tica e sociale della Russia, fatta per gli europei che non
ne sanno quasi n ulla77. Ma era soprattutto una visione
del futuro della Russia, la formulazione pi completa di
quel populismo rivoluzionario che nasceva dal vivo con
fronto tra le sue multiformi esperienze europee e la pro
pria visione della situazione in Russia.
Aveva cominciato a raccogliere appunti sulla politica
estera, facendo delle osservazioni dun certo interesse
sul legame tra la Prussia e la Russia, esponendo le diffi
colt della soluzione del problema polacco, rispiegando a
se medesimo perch aveva abbandonato la sua speranza
in una rivoluzione in Polonia. Ma lasci stare ben presto
questo primo schizzo per passare ad esaminare la politi
ca interna, la situazione dellesercito, dei contadini, della
nobilt nella Russia medesima.
Quel che diceva dei soldati era ancora dettato soprat
tutto da uno scopo immediato: far si che in Europa non
si disprezzasse, n tem esse78l armata russa, di cui elen
cava le debolezze interne con colori che allora dovevan
io8 CAPITOLO SECONDO

parere strani al lettore tedesco e in genere europeo, ma


che avevano pure alcunch di realistico, se si pensa non
alla spedizione in Ungheria di quellanno, ma alla guerra
di Crimea di qualche tempo dopo.
Di ben maggiore interesse quanto scriveva sui con
tadini russi. Polemizzando contro coloro che li descrive
vano come schiavi interamente soggetti al loro imperato
re, Bakunin sottolineava le prove ehessi avevan dato di
spirito indipendente e rivoltoso, soprattutto parlando
dello sviluppo delle sette religiose e dei grandi movimen
ti contadini di Sten'ka Razin e di Pugacv nel Sei e nel
Settecento, continuati poi sporadicamente ma senza in
terruzioni anche in seguito.
In Russia non si tratta semplicemente dabolire la servi
t, di stabilire la libert dellindividuo, ma anche del di
ritto alla terra. I contadini parlan di ci assai apertamente.
Essi non dicono: la terra del nostro signore, ma la nostra
terra. Cosi il carattere della rivoluzione russa come rivolu
zione sociale predetto fin dora e ha le sue radici in tutto il
carattere del popolo e nella sua organizzazione per obsciny.
La terra appartiene aWobscina, il singolo contadino ha sol
tanto il diritto dutilizzarla. Il diritto deredit esiste uni
camente per la propriet nobiliare, ma non per le parcelle
di terra. Ogni venti-venticinque anni si effettua una nuova
loro spartizione. Violare questorganizzazione per obsciny,
anche con le migliori intenzioni, non vien certo ammesso:
sarebbe una condanna a morte per qualsiasi signore e no
bile79.

Come si vede, Bakunin era convinto allora dellimpor


tanza dellobscina che avrebbe dato, col possesso tradi
zionale e collettivo delle terre da parte dei contadini, un
carattere sociale alla futura rivoluzione russa. possibile,
come abbiam visto, che fosse stato Lelewel a dargli una
prima idea dellimportanza di queste comunit agrarie nei
paesi slavi. Le discussioni con Herzen a Parigi lavevano
rafforzato in quellidea. tuttavia probabile che si trat
tasse soprattutto duna sua personale riflessione sulla si
tuazione russa, fatta magari in occasione duna lettura del
libro di Haxthausen, che egli aveva citato nel primo schiz
zo di questo suo opuscolo.
BAKUNIN 109
Dava poi un rapido e vivace quadro della situazione
intellettuale della Russia.
La letteratura russa del periodo attuale - diceva - soc
cupa unicamente dosservare e rappresentare la situazione
vergognosa e insopportabile del paese. Questo un periodo
simile a quello che la Germania trascorse allepoca di Boer-
ne, periodo dautocoscienza e autoflagellazione morbose. Il
risultato di tutto ci la convinzione che si sono fatti i gio
vani aristocratici di non valer nulla, di non aver di fronte a
loro alcun futuro - proprio perch sono aristocratici e ben
ch siano aristocratici - insieme alla convinzione che sol
tanto nel popolo racchiusa lenergia e la vita futura della
Russia. Questo il dogma della Russia attuale80.
Credere, come facevano ancora tanti in Europa, che il
movimento sviluppatosi, ad esempio, a Mosca derivasse
da unopposizione dei nobili alla centralizzazione stata
le, non era che un grosso errore. Mosca in realt il
centro dello scontento, ma lo scontento della giovent
radicale, che disprezza la carriera statale e tende verso il
popolo, sforzandosi gi di fondersi con esso nel villag-
81
g l

L andata nel popolo, di cui qui Bakunin parlava cosi,


era concepita come un sacrificio dettato dalla situazione
e insieme volontario, come constatazione del fallimento
della classe aristocratica e insieme come rinunzia a costi
tuirsi in nuova classe dirigente. L intelligencija non sa
rebbe stata, insomma, il germe duna borghesia russa,
ma dun movimento rivoluzionario.
In quello stesso periodo Herzen stava esortando i ri
voluzionari a distruggere in s la civilt artificiale, a de
dicarsi integralmente alla causa del popolo. Bakunin co
minciava gi a teorizzare questa rinuncia, dandole un va
lore assoluto, formulando cio il proprio anarchismo.
Questa sua concezione dellavvenire dellintelligencija
corrispondeva infatti alle idee chegli sera fatto sul com
pito dei rivoluzionari nellEuropa del 1849. L esperienza
gli aveva dimostrato quanto fossero solidi gli ostacoli do-
gni genere che si frapponevano a una rivoluzione democra
tica in tutta Europa, quegli ostacoli chegli, come tanti
altri, aveva creduto possibile abbattere rapidamente nel
n o CAPITOLO SECONDO

fuoco dellentusiasmo quarantottesco. Ora bisognava de


dicarsi integralmente a un compito negativo, distruttivo.
Veri rivoluzionari sarebbero stati coloro che distruggeva
no, abbattevano il vecchio mondo, lasciando il compito di
costruire ad altri, migliori, piu intelligenti, piu freschi di
82
noi .

Nel programma rivoluzionario per la Boemia e in que


sta visione della Russia si concludeva la sua ricerca del
vero comuniSmo cominciata in Svizzera, a contatto con
il gruppo di Weitling.
Anchegli - come Herzen, come in genere tanta parte
del socialismo precedente la rivoluzione del 48 - era par
tito contemporaneamente da un vivo interessamento per
il comuniSmo e da una profonda opposizione ad esso, in
tendendo per comuniSmo la tradizione specifica di Babeuf,
di Buonarroti e dei diversi movimenti che da loro trassero
la propria ispirazione negli anni 30 e 40, soprattutto
quelli di Cabet e Weitling. Questa opposizione, allinizio
soprattutto, era stata motivata con la grossolanit, la vio
lenza, la tirannia che questi socialisti non potevano non
scorgere nelle idee dei comunisti. Il loro romanticismo,
una conoscenza piu complessa e piu piena dei problemi
economici, la critica del giacobinismo li aveva drizzati
contro simili tendenze. Il comuniSmo restava per loro
unespressione diretta dello stato danimo dei proletari,
il sintomo rivelatore duna situazione sociale, una profe
zia, non una soluzione. Anche Bakunin aveva partecipa
to, con particolare vivacit, a quello stato danimo. Ben
ch un giorno - e un giorno solo - si proclamasse comu
nista, aveva sempre continuato a sviluppare questo at
teggiamento, polemizzando con Weitling, con Marx, av
vicinandosi a Proudhon.
Marx, negli anni precedenti la rivoluzione del 48, era
stato anche lui un critico del comuniSmo elementare,
tradizionale (utopistico, come lo chiamer). Ma dopo
l Ideologia tedesca aveva cessato di sviluppare quei suoi
dubbi, di combattere apertamente il mito del comuniSmo
tradizionale, e aveva trovato la sua via duscita nello stu
BAKUNIN III
dio della realt sociale, dello sviluppo economico, ecc.
Egli lasciava in bianco l organizzazione della citt futu
ra, adottando il comunismo come meta ultima di quel
l evoluzione storica che sola lo interessava. E nella rivo
luzione del 48 fu tutto impegnato ad agire concreta
mente per accelerare e portare alle ultime conseguenze
il processo in corso.
Posto di fronte a quei medesimi problemi - che son
quelli fondamentali del socialismo ottocentesco - Baku-
nin aveva rivelato agli altri (e a se stesso) il suo meravi
glioso temperamento libertario, quel temperamento in
cui si sommavano tutte le sue esperienze precedenti, li
berate ormai dalle formule e dalle dottrine che le aveva
no rivestite. Ma, come notava Belinskij parlando di lui,
egli poteva cambiare le teorie, non la propria natura. E
nella natura di Bakunin stava anche la tendenza a dare
una forma teorica alle proprie passioni e ai propri senti
menti piu personali. Cominci allora a teorizzare questo
suo temperamento libertario, a dargli la forma di dottri
na anarchica. Era appena ai primi inizi, le sue parole pos
sono essere interpretate quasi sempre tanto come reazio
ne dun rivoltoso di fronte ad un mondo meschino - po
niamo, della borghesia liberale tedesca, al nazionalismo
di questa - quanto come germe duna negazione totale
delle leggi e dello stato.
Ma che si trattasse soprattutto duna reazione perso
nale, duna volont che saffermava, provato dal fatto
che quando poi scende sul terreno dei programmi, Baku
nin pensa ad una dittatura rivoluzionaria e finisce per ac
cettare i metodi della rivoluzione francese, di Babeuf,
sviluppandoli in un senso parallelo a quello di Blanqui.
Il suo iniziale anarchismo non faceva che accentuare il
valore tutto negativo, esclusivamente distruttore che in
tendeva attribuire a quella dittatura rivoluzionaria.
Abbiamo visto come anche Herzen - in forme diverse
e senza partecipare direttamente alle congiure e perci
anche alla formulazione di programmi dettagliati - com
pisse anchegli unevoluzione simile e pensasse a Blanqui
come al vero rivoluzionario della sua epoca, appunto per
112 CAPITOLO SECONDO

che capace di adoperare i mezzi indispensabili per la ne


cessaria distruzione.
Avvenne cosi per Herzen - e, soprattutto, per Baku-
nin - una momentanea fusione degli elementi comunisti
e di quelli socialisti. In loro si rifletteva unevoluzione
caratteristica della rivoluzione di quegli anni, la confluen
za cio della tradizione babeuvista e di quella sansimo-
niana, fourierista e proudhoniana. La delusione della
sconfitta del 48, la volont e la speranza duna ripresa
della rivoluzione li aveva spinti a credere nella dittatura
blanquista, come nellunico mezzo capace di spezzare
gli ostacoli che il 48 non era riuscito ad abbattere. Ma
per l uno come per l altro il contenuto di questa rivolu
zione futura non era gi piu l ideale comunistico, ma
quello dei socialisti degli anni 30 e 40, quello di Prou-
dhon soprattutto. Quando il loro momentaneo blanqui
smo verr a cadere, Herzen si ritrover populista e Baku-
nin anarchico.
Questa concezione si congiunge in ambedue ad una
crescente sfiducia nelle forze di rinnovamento dellEu
ropa occidentale, ad un pessimismo sulle sorti della
Francia e della Germania. Perci essi volsero allora la lo
ro attenzione verso i problemi della Russia, traendo dal
le loro esperienze una nuova visione delle masse conta
dine russe, dell 'obscina, della forza di rivolta e di liber
t contenute nei villaggi russi e nella vita della intell-
gencija.
Da questa visione - piu pessimistica in Herzen, piu
esaltata in Bakunin - nasceva il populismo, come ideolo
gia duna rivoluzione dei contadini e duna classe dirigen
te capace di difendere i loro interessi, le loro tradizioni,
volontariamente fondendosi in loro.
Arrestato per la sua partecipazione alla rivolta di
Dresda del maggio 1849 - rivolta nella quale Bakunin di
mostr un sangue freddo e una decisione eccezionali, do
po un ultimo tentativo di spingere i suoi seguaci di Praga
a sollevarsi contemporaneamente ai tedeschi - Bakunin
venne condannato a morte il 14 gennaio 18 30 , insieme
a due suoi compagni, per esser poi consegnato allAustria
nel luglio dello stesso anno. Fu di nuovo condannato a
BAKUNIN 113
morte l anno seguente, nel maggio 18 5 1 da un tribunale
militare e, pochi giorni dopo, consegnato alla Russia. Co
minciavano cosi i suoi lunghi anni di carcere e di Siberia.

1 L opera fondamentale per conoscere la sua vita sino al 1861


M. A. bakunin, Sobranie socinenij i pisem, 1828-18-76 gg., pod
redakciej i s primecanijami Ju. M. Steklova [Raccolta di opere e
lettere, 1828-1876, a cura e con note di Ju. M. Steklov], tomo I:
Periodo prehegeliano (1828-37), M. 1934; tomo II: Periodo he
geliano (1837-40), M. 1934; tomo I I I : Periodo del primo sog
giorno allestero (1840-49), M. 1925; tomo IV : Nelle carceri e in
deportazione (1849-61), M. 1935. I volumi seguenti, disgraziata
mente, non sono stati pubblicati. Saranno indicati dora in poi
solamente con il tomo e la pagina. Vedi soprattutto a. a. korni-
lov, Molodye gody Michaila Bakunina [La giovent di Michail
Bakunin], P. 19 15 ; id., Gody stranstvij M. A. Bakunina [Gli an
ni di viaggio e di ricerca di M. A. Bakunin], P. 1925; ju. ste
klov, Michail Aleksandrovic Bakunin. Ego zizn' i dejatel'nost'.
1814-1876 [M. A. Bakunin. Vita e attivit. 1814-1876], 2a ediz.
accresciuta, in tre volumi (in realt composta di quattro), M.
1926-27 (il primo volume riguarda il periodo 1814-61); v. po-
LONSKij, Michail Aleksandrovic Bakunin (Iz istorii russkoj in-
telligencii) [M. A. Bakunin (Dalla storia dellintelligencija rus
sa)], 2 voli., M.-L. 19252, dove il primo volume dedicato a Ba
kunin romantico (1814-61); e . h. carr, Michael Bakounin, Lon
don 1937 e benot p. hepner, Bakounine et le panslavisme rvo
lutionnaire, Paris 1930.
2 Vedi, a titolo di curiosit, uno scritto di Alexandre de Bacou-
nin nelle Memorie della R. Accademia delle scienze di Tori
no, 1788-89, vol. IV.
3 POLONSKIJ, op. cit., voi. I, p. 9.
4 111,2 5 0 .
5 1,5 2 .
6 I,
7 1 , 175 .
8 1 , 178.
9 1 , 180.
10 Morto ancor giovane in Italia (a Novi Ligure), ha lasciato dei
frammenti raccolti in Socinenija [Opere], a cura di A. I. Stanke-
vic, M. 1890, e soprattutto delle lettere: Perepiska Nikolaja Vla-
dimirovica Stankevica, 1830-40 [Corrispondenza di N. V. Stan-
kevic, 1830-40], a cura dello stesso, M. 19 14. Su di lui vedi M. 0.
gersenzon, N. V. Stankevic, in Istorila molodoj Rossii [Storia
della giovane Russia], M.-P. 19232, che ce ne ha dato tuttavia un
114 CAPITOLO SECONDO

ritratto evidentemente troppo moralistico ed estetizzante e s. ma-


sinskij, Stankevic i ego kruzok [Stankevic e il suo circolo], in
Voprosy literatury, 1964; cfr. Edward j . brown, Stankevch
and bis Moskow Circle. 1830-1840, Stanford University Press,
Stanford (Cai.) 1966.
11 Perepiska N. V. Stankevica cit., p. 450.
12 Ibid.
13 Ibid., p. 649.
14 Ibid., p. 578.
15 Ibid., p. 598.
16 Ibid., p. 606.
17 Ibid., p. 607.
18 I, 184.
19 I, 221.
20 1,257.
21 I , 4 i 7 .
22 I, 246.
23 II, 306.
24 II I , 87.
25 Perepiska N. V. Stankevica cit., p. 582.
26 Ibid., p. 486.
27 Ibid., p. 624.
28 Ibid., p. 672.
29 Citato in nota in II , 456.
30 Pis'ma M. A. Bakunina k A. I. Gercenu i N. P. Ogarevu, pod
red. M. P. Dragotnanova [Lettere di M. A. Bakunin ad A. I.
Herzen e N. P. Ogarv, a cura di M. P. Dragomanov], Genve
1896, pp. 244-45.
31 Perepiska N. V. Stankevica cit., p. 638.
32 Bakunin stesso citer questa frase per spiegare il proprio passag
gio dalla ricerca di dio alla ricerca di dio nella gente, nella li
bert, nella rivoluzione, nel gennaio 1849, II I, 370.
33 IH, 147 .
34 I I I , 148.
35 Essi sono ormai completamente fuori del mio ricordo , diceva
dei russi suoi amici del novembre 1842, II I , 170. Atteggiamento
ben diverso da quello che doveva avere pochi anni dopo Herzen,
emigrando. Questi giunse al suo populismo da un continuo con
fronto tra la Russia e lOccidente. Bakunin vi giunse riportando
in Russia lesperienza fatta in Occidente. Quanto a Turgenev,
anchegli fu colpito dalla personalit di Bakunin, anche se nelle
roe del suo romanzo Rudin, ne ritrasse solo gli aspetti caricatura-
li e negativi. Cernysevskij protest violentemente contro questo
atteggiamento di Turgenev: Invece dun ritratto ha fatto una
BAKUNIN 115

caricatura, come se un leone fosse adatto per questo. Del resto


Turgenev stesso ha detto che in Rudin egli voleva ritrarre Baku-
nin, ma che non vi riusc. Rudin fu insieme superiore e inferio
re a lui. Questepisodio interessante anche per constatare
quanto spesso la letteratura russa di questepoca sia legata alla
realt politica, ma come, daltra parte, vi sia poco da trarne per
la storia reale di quegli uomini e movimenti.
36 v. fleury, Le pote Georges Herwegh (1817-1875), Paris 1 9 1 1 .
37 I I I , 180.
38 I I I, 223.
39 I I I , 229.
40 I I I, 230.
41 Far nella sua Confessione a Nicola I una lunga lista di queste
sue conoscenze, IV , 113 .
42 Su questa interessante figura di democratico tedesco - che un
giorno Herzen chiamer il pi intelligente dei suoi oppositori e
che fu molto legato a Herweg e a Bakunin - vedi un articolo di
Ju. Kamenev in Vestnik Evropy, 19 14 , fase. IV.
43 H I, 237.
44111, 235.
45 Citato da steklov, op. cit., voi. I, p. 189.
46 d . rjazanov, Karl Marks i russkie Ijudi sorokovych godov [K.
Marx e i russi degli anni 40], P. 1918, in cui per bisogna cor
reggere quanto Rjazanov afferma su Tolstoj, confondendolo con
un suo omonimo, agente della Terza Sezione. Per quanto riguar
da i rapporti di G. M. Tolstoj con Belinskij, vedi v. evgen'ev-
maksimov, Sovremennik v 40-50 gg. ot Belinskogo do Cerny-
sevskogo [ Il Sovremennik negli anni 40 e 50 da Belinskij a
Cernysevskij], L. 1934, pp. 32 sgg.
47 Citato da steklov, op. cit., pp. 192-93. Anche Herweg, amico
allora tanto di Marx quanto di Bakunin, fu sempre ostile a
Proudhon, I I I, 317. Fu Bakunin da solo, contro lambiente nel
quale viveva in quel momento, a far la sua scelta tra Marx e
Proudhon. Si ritrover poi con Herzen su questo piano, quando
questi giunger a Parigi nel 1847.
48 Citato da steklov, op. cit., p. 199.
49 II I , 460.
50 A. 1. gercen, Polnoe sobranie socinenij i pisem [Raccolta com
pleta di opere e lettere], I I I, p. 449.
51 Conosciamo questi progetti dalle memorie duna letterata russa,
Avdot'ja Panaeva, che era allora con suo marito in visita a Pari
gi. Vedi Vospominanija 1824-1870 gg. [Memorie 1824-1870], M.-
L. 1933, p . 203.
52 belinskij, Pis'ma [Lettere], a cura di E. A. Ljackij, voi. I l i ,
p. 328.
53 Cfr. ju. G. oksman, Pis'mo Belinskogo k Gogolju kak istorice-
skij dokument [La lettera di Belinskij a Gogol' come documen
ii 6 CAPITOLO SECONDO

to storico], in id ., Ot Kapitanskoj docki k Zapiskam ochot-


nicha. Puskin. Ryleev. Kol'kov. Belinskij. Turgenev. Isledova-
nija i materialy [Dalla Figlia del capitano alle Memorie dun
cacciatore. Puskin. Ryleev. Kol'kov. Belinskij. Turgenev. Ricer
che e materiali], Saratov 1959, pp. 160 sgg.
54 IH, 57-
55111,265.
56 I I I, 276.
57 Di questa celebrazione parla Sazonov in una sua lettera del 29
novembre 1853, pubblicata in c. H. ostrovski, Lettres slaves
(1833-183-/). Orient, Pologne, Russie, Paris 18572, p. 219.
58 II I , 282.
59 II I , 286.
60 Questo discorso non fu stampato. molto probabile che egli vi
esprimesse dettagliatamente le sue idee sulle possibilit rivolu
zionarie nel mondo slavo. Ci egli afferma in ogni caso nella sua
Confessione, IV , 119 . Aveva scritto in una lettera che intendeva
compiere cosi un passo serio, attento, toccando tutti i pi diff
cili aspetti della questione. I l i , 286.
61 gercen, op. cit., XIV, p. 424.
62 IV , 122.
63 I I I , 296.
64 I I I, 298.
65 STEKLOV, Op. dt., voi. I, p. 267.
66 Di questo difetto soffre anche lo studio di hepner, op. cit.
67 I I I ,3 0 i .
68 II I , 346 sgg. A pagina 329 pubblicato un interessante primo
abbozzo di questo appello.
69 IH, 349 -
70 111 , 3 7 0 .
71 II I , 315-16. Sul legame tra gli slavi e lItalia Bakunin ricorder
ancora, nella sua Confessione, che in quel tempo a Roma i de
mocratici italiani parlavano degli slavi come di possibili e desi
derati alleati. IV , 176.
72 I I I, 367-68.
73 I I I, 317-18.
74 IV, 153.
75 IV, 172-73-
76 I I I, 339 sgg., vedi pure linteressante articolo di b. nikolaev-
skij , Vzgljady M. A. Bakunina na polozenie del v Rossij v 1849
g. [Le idee di Bakunin sulla situazione della Russia nel 1849],
in Letopisi marksizma, 1929, fase. IX-X. Questo opuscolo di
Bakunin ricordato in iwan golowin, Russland unter Alexan
der II, Leipzig 18 71, p. 246. Quando Herzen lesse questo opu
scolo ne fu entusiasta. Vedi lettera a Emma Herweg, da Ginevra
BAKUNIN II7
del 26 ottobre 1849 in E. h. carr, Some Unpublished Letters of
Alexander Herzen, in Oxford Slavonic Papers, voi. I l l , 1952,
p. 98.
HI, 385.
I l l , 399.
I l l , 408.
111. 415 .
111.4 16.
IV , 155.

9
III.
Problema contadino e socialismo negli anni 30 e 40

Herzen e Bakunin, piu largamente dogni altro della


generazione loro, intesero e interpretarono i problemi
della societ russa, i rapporti tra il loro paese e il movi
mento degli animi e delle cose nel resto dEuropa. Ma
tutte due, sia pure in maniera diversa, erano stati degli
esiliati in patria anche prima di attraversare la frontie
ra, anche prima dimmergersi nel 48 europeo, nel quale
soltanto vennero fissandosi le loro idee. Soltanto il di
stacco spirituale e materiale dal loro paese aveva per
messo loro di crearsi una visione completa dei problemi
russi. Ma proprio per questo - se vogliamo cercar le ra
dici del movimento populista - sar necessario, dopo
aver seguito lo sviluppo di questi eroi eponimi, torna
re alla Russia, al quotidiano e crescente contrasto tra
contadini, nobili e stato nellimpero di Nicola I, alla len
ta penetrazione delle idee socialiste neYintelligencija, al
formarsi di movimenti che queste idee cominciavano ad
assimilare '.
Il dibattito cosi largamente svoltosi tra i decabristi
sulle sorti delle campagne russe, sulla servit e sulle for
me tradizionali della propriet agraria non cess con lo
schiacciamento del pronunciamento del 18 2 3. I proble
mi posti dalla situazione esistente eran troppo gravi per
ch ci potesse avvenire. Ma non fu pi una libera di
scussione, un libero confronto tra la situazione russa e le
esperienze degli altri paesi. Esso si rifugi in gran parte
nelle sfere superiori della burocrazia statale, fra i pi alti
dignitari dellimperatore, non fu pi illuminata da idee
generali, ma dalla pesante coscienza che bisognava pur
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 119

fare qualcosa, che bisognava pure limitare i danni e gli


inconvenienti. Si ridusse ad una serie di progetti senza
slancio che soltanto di rado ebbero unesecuzione qual
siasi, redatti sovente in stile contorto, dominati dalla
contraddittoria volont dimmobilizzare la situazione esi
stente e insieme di toglierne o nasconderne le ombre
maggiori, di dimostrare il potere di questassolutismo che
voleva in certo senso continuare le tradizioni di Pietro il
Grande e di Caterina I I , e insieme impiegare questo di
spotismo a scopo conservatore, immobilizzatore. Eppu
re anche da quella letteratura burocratica e dai timidi
tentativi di riforme dellepoca di Nicola I i problemi ri-
sultan chiari e spiegano la volont e le forme assunte dal
pensiero di coloro che, pi liberi danimo, cominciarono
allora a formulare un programma gi vicino a quello po
pulista \
L imperatore stesso sera fatto compilare un intero in
cartamento sulla situazione della Russia, traendone i dati
da ci chera risultato nel processo dei decabristi e con
sultava spesso quellelenco di critiche, proposte e proget
ti. Era quasi un simbolo del fatto che il problema agra
rio pur rimanendo sempre presente in lui e nelle alte sfe
re, era per cosi dire archiviato e riservato. Comunque,
ci che spinse il governo a far qualcosa in questo cam
po fu certo l esempio degli altri paesi, soprattutto del
l Austria e della Prussia, fu lo sviluppo economico gene
rale, furono le difficolt finanziarie in cui venne a trovar
si durante il suo regno la nobilt, - sempre pi indebitata
e incapace di ricavare dalle proprie terre un reddito suffi
ciente alle proprie esigenze - fu laumentare della popo
lazione, ma fu soprattutto, come provano i documenti
di quella Terza Sezione allora creata da Nicola I, il timo
re di disordini contadini3.
Si poteva anche tentare di rinviare tutte le altre esi
genze (magari di cinquantanni, come voleva il suo mi
nistro Uvarov) ma questo era un fatto che simponeva
immediatamente allattenzione. La creazione nel 18 26
dun comitato per la preparazione di alcune riforme, pu
essere ancora considerato un contraccolpo del movimen
to decabrista. Ma il lavorio burocratico degli anni 30 e
12 0 CAPITOLO TERZO

40 sar soprattutto una conseguenza della convinzione


creatasi nelle sfere dirigenti che la situazione nelle cam
pagne andava peggiorando. Gi nel 18 32 un senatore ri
feriva, dopo aver compiuto unispezione:
Penetrando nellanimo delle classi contadine ed in gene
re negli strati piu bassi della popolazione ho notato una
grandissima trasformazione nella loro moralit. Si son fat
ti pi audaci, pi indipendenti, meno sottomessi e insieme
pi poveri. Hanno cessato di riverire come per linnanzi le
persone dei funzionari e lautorit costituita4.

Il senatore in questione, col suo affrettato generaliz


zare, dimostrava anche lui dessere affetto da quella pau
ra generica di fronte alle masse contadine che uno dei
fatti pi caratteristici di questa et. Ma se osserviamo le
statistiche dei disordini nelle campagne, degli atti din
subordinazione ai nobili e ai funzionari dello stato, di
quelle agitazioni cosi varie per contenuto e per ampiezza
che percorrevano qua e l le campagne russe, bisognava
pur constatare chegli non aveva completamente torto.
Son nude cifre, ma hanno il loro significato. S erano avu
te 88 agitazioni dal 18 26 al 18 29, se ne avranno 60 dal
30 al 34, 79 dal 33 al 39, 13 8 dal 40 al 44 e 207 dal
45 al 49 5. Bisogna per tener conto del fatto che i cri
teri della polizia nellelencare questi avvenimenti erano
molto vari e instabili. Essa sommava insieme piccoli di
sordini locali e vere e proprie sommosse che scuotevano
interi distretti, atti dinsubordinazione che venivano de
finiti cosi soltanto dalla meschina concezione dellordi
ne delle autorit locali, e vere e proprie rivolte. Ma, an
che tenuto conto di tutto ci, il significato della curva
indubbio: i sintomi dellinsubordinazione nelle campa
gne aumentarono rapidamente durante i due decenni pre
cedenti la rivoluzione del 48. Altri fatti vengono a con
fermarlo. Si produssero in media ogni anno 7 assassini di
signori da parte di contadini. Nel solo periodo che va dal
18 35 al 43 furon deportate in Siberia - sotto l accusa
di simili attentati alla vita dei signori - 4 16 persone6.
Le fughe di contadini dalle terre dei nobili per sottrar
si al pagamento dei gravami e ai maltrattamenti erano
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 121
frequenti e presero talvolta carattere di massa: interi
villaggi scomparivano, partivano alla ricerca daltre ter
re e di libert, volgendosi spesso in direzione del Cauca
so. Negli anni 40 il fenomeno divenne anche piu acuto
che in precedenza. Nel governatorato di Kursk si prepa
rarono alla fuga ventimila contadini, che non poterono
esser persuasi a rimanere se non arrestando i primi che
sallontanavano (i quali del resto tentarono, per un mo
mento, di resistere alle truppe).
L esame di questi atti di ribellione negli anni 30 e
40 non stato compiuto esaurientemente e in dettaglio
sui documenti d archivio, daltronde spesso troppo po
veri per dare unidea esatta di questi movimenti. Tutta
via, dai sondaggi operati nei casi piu importanti risulta
che varie ne erano le ragioni e le origini, anche a secon
da del tipo di terra sul quale il contadino si trovava, se
appartenente cio ai nobili, al demanio o ai beni privati
della corona. La mancanza di terra era una delle ragioni
di malcontento, anche se non sembra essere la pi fre
quente. Pi spesso si trattava di conflitti per gli usi civi
li, boschi e pascoli, e soprattutto di lotte attorno alle for
me e allampiezza delle corves e dei gravami in denaro.
La riscossione di tasse supplementari e pi o meno ille
gali era anchessa occasione di proteste e di scontri. Tan
to pi facilmente la lotta per la difesa dei diritti contadi
ni si trasformava in questi ultimi casi in una insubordina
zione generale contro tutti i funzionari dello stato e i
loro abusi7.
Una carta ragionata di questi disordini non stata sta
bilita, a nostra conoscenza, ma sembra si possa dire ches-
si furono particolarmente gravi nelle regioni occidentali
dellimpero e nelle terre tuttattorno agli Urali, cio lad
dove si complicavano con problemi nazionali8. Delle
sommosse particolarmente minacciose, anche se dovute
a una causa contingente, serano avute inoltre cosi nelle
campagne come nelle citt in occasione del colera, nel
1830-32 9.
Dato il carattere cosi diverso di queste manifestazioni
di protesta, non possibile dedurne delle indicazioni mol
to dettagliate sul reale stato danimo di tutte le masse
12 2 CAPITOLO TERZO

contadine. Esse hanno soprattutto il valore di sintomo.


Ma se storicamente i dati in nostro possesso debbono es
sere attentamente vagliati per valutarne l esatta importan
za, politicamente le conclusioni eran gi chiare, agli oc
chi delle autorit, fin dal 18 34 . Il capo della gendarme
ria, Benkendorf, scriveva allora:
Di anno in anno si diffonde e si rafforza tra i contadini
posseduti dai nobili lidea della libert. Nel 1834 molti so
no stati gli esempi dinsubordinazione di contadini di
fronte ai loro signori e quasi tutti questi casi, come dimo
strato dalle inchieste fatte, non derivano da maltrattamen
ti o da soprusi ma unicamente dallidea dottenere il dirit
to alla libert.

Benkendorf esagerava certamente anche lui. Che l i


dea della libert fosse nellanimo dei servi era anche trop
po evidente, che poi questi si ribellassero avendo l obiet
tivo preciso dottenere la loro liberazione non general
mente provato. Spesso non speravano tanto. Animati da
quellidea, essi cercavano nei singoli casi di difendere il
loro diritto alla vita, i loro usi, quella tradizione che agli
occhi loro era spesso cosi nettamente contrapposta alla
penosa situazione presente. Certo il progressivo impove
rimento di molti fra loro, le carestie che si ripetevano in
quegli anni, le cause economiche generali che rendevano
sempre meno sostenibile la situazione della servit nelle
campagne, non potevano che rafforzarli in quellatteg
giamento. Del resto lo sapeva anche Benkendorf, il quale
notava come quei movimenti non avessero nessun lega
me gli uni con gli altri. Ma, continuava, possono pro
dursi situazioni sfavorevoli, una guerra, delle malattie,
delle carestie, possono apparire persone che abbiano la
rovinosa idea dutilizzare simili circostanze a danno del
governo e allora la proclamazione della libert dei conta
dini dal possesso dei signori potr facilmente produrre
gravi malanni 10.
Il capo della gendarmeria suggeriva perci allimpera
tore, mostrandogli lo spauracchio duna rivolta contadi
na, dutilizzare tutto il suo immenso potere per risol
vere questo diffcile ma improcrastinabile problema. Il
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 123
comitato segreto costituito allinizio dellanno seguente,
nel 18 3 5 , per cercare i mezzi di migliorare la situazio
ne dei contadini delle varie categorie, sar una risposta
a questa esigenza. Esso dar origine ad uninchiesta im
portante, riformer lamministrazione dei beni del de
manio (circa la met dei contadini russi dipendeva diret
tamente dallo stato), proporr altri progetti, ma nellin
sieme dimostrer soprattutto una cosa: che lo straordina
rio potere di Nicola I, il piu dispotico dei sovrani del
l Europa dallora, era in realt ben limitato quando si
trattava di toccare le basi stesse della struttura sociale
della Russia. Le ragioni erano molte, ma tutte, in ultima
analisi, si riassumevano psicologicamente in una sola, e
cio nel timore che ogni tentativo di riforme avrebbe fi
nito per sboccare in una rivoluzione.
Nicola I aveva stroncato violentemente la classe nobi
liare illuminata, il 14 dicembre sulla Piazza del Senato,
continuava a perseguitare gli uomini, le famiglie, le idee,
ogni cosa che potesse da vicino o da lontano ricollegarsi
a quella chera stata pur sempre l unica opinione pubbli
ca indipendente e audace che si fosse formata nel suo im
pero e ora, quando si trattava dintaccare, anche di poco,
i diritti della nobilt proprietaria, dei signori di provin
cia, non trovava intorno a s nessun appoggio, nessuna
energia, n possibilit di creare un movimento nel senso
delle riforme. Rimaneva cosi a faccia a faccia con la no
bilt, la quale tendeva a conservare puramente e sempli
cemente i propri privilegi.
Appoggiarsi sul popolo stesso - su quei contadini chera
pur necessario, un giorno o l altro, il piu lontano possi
bile, trasformare da schiavi dei nobili in liberi coltiva
tori - secondo la formula d Alessandro I da Nicola I
tanto odiata - gli pareva, per tradizione, per ristrettezza
mentale, per interesse, la cosa meno desiderabile. Era
l unica strada chegli non avrebbe mai preso, e i suoi tren
tanni di regno ben lo dimostrarono. E tuttavia era luni
ca via teoricamente possibile, trattandosi di ledere gli
interessi dei nobili, e non esistendo altra reale forza so
ciale nel suo impero su cui appoggiarsi. La burocrazia
era corrotta e senza iniziativa, le classi medie suddivise,
12 4 CAPITOLO TERZO

di mentalit tradizionalista. Evidentemente era una stra


da puramente virtuale, esistente solo nel mondo dei pos
sibili. Eppure, gi la sua ipotetica esistenza mise in moto
le immaginazioni e sommosse gli animi di coloro che pen
savano alla tradizione di Pietro il Grande, al dispotismo
illuminato, al dittatore coronato capace di volere, libe
rando i servi, la grande trasformazione della Russia. Era
Vintelligencija in formazione che, nelle pi diverse for
me, pensava cosi, proprio in quel periodo di passaggio
tra gli anni 30 e gli anni 40; erano Herzen al confino,
Bakunin e Belinskij che si riconciliavano con la realt
e, con loro, a poco a poco, quelle forze intellettuali e so
ciali che avrebbero formato, in un ventennio, la nuova
opinione pubblica, quegli uomini liberi che permetteran
no un giorno al successore di Nicola I, ad Alessandro I I ,
di compiere una riforma contadina senza pi lasciarsi in
chiodare dal dilemma: o la conservazione rigida o il pe
ricolo di doversi appoggiare sui contadini stessi.
Il comitato creato nel 18 3 3 , nei suoi progetti, nellin
chiesta chesso promosse, nelle difficolt che incontr,
nella sua stessa composizione, mise in luce (una luce opa
ca ma pur sempre sufficiente), tutti i diversi aspetti di
questa contraddizione fondamentale, di quei contrasti
di forze che ritardarono per tanto tempo la liberazione
dei servi in Russia, ultimo paese in Europa dove questa
misura fosse adottata.
I membri del comitato, sei allinizio, rappresentavano
quellalta burocrazia formatasi sotto Alessandro I e N i
cola I, ed erano personalmente convinti che si trattava
di seguire - per quanto riguardava il problema contadi
no - la strada che limpero austriaco e la Prussia avevan
percorsa sin dal Settecento. La necessit dabolire a poco
a poco, attraverso il graduale intervento dello stato nei
rapporti tra nobili e servi il regime esistente, non faceva
dubbio per loro. Uno di essi, colui che diventer presto
la figura centrale del comitato stesso e di tutti i tentativi
di trasformazione agraria durante il regno di Nicola I,
P. D. Kiselv, proveniva anzi dalla societ da cui erano
usciti i decabristi e con loro aveva avuto rapporti diretti,
che nascondeva ora accuratamente. Se fosse stato possi-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 125

bile operare dallalto almeno una parte di quello che i


suoi amici di giovent avevan voluto strappare con il
pronunciamento, se fosse stato possibile ottenere come
una concessione quello chessi avevano sperato dimpor
re allimperatore, questa sarebbe stata l occasione buona.
E Kiselv molto oper in questo senso, molto fece per
dare un esempio dassolutismo illuminato. I suoi sforzi,
sboccati in risultati tanto limitati, non furono che una
prova di piu di come il despotismo di Nicola I, forte nel-
l immobilit, fosse debole appena tentava di agire.
Il progetto iniziale di Kiselv e di Speranskij (il mini
stro riformatore dAlessandro I, che ora, nei suoi ultimi
anni di vita, collaborava per l ultima volta ad un tentati
vo di portare qualche modificazione nei rapporti sociali
della campagna russa) era basato sullidea di lasciare in
tegralmente ai nobili e allo stato la propriet della terra
in loro possesso, senza concederne alcuna parte ai conta
dini. Questi sarebbero stati liberati dallobbligo di non
abbandonare le terre che lavoravano, ma avrebbero con
tinuato a pagare i gravami in lavoro, denaro e natura a
cui erano soggetti per l innanzi, stabilendo solo caso per
caso, e quando i signori l avessero concesso, dei contratti
nuovi, garantiti e controllati dallo stato. Il progetto fu
discusso a lungo, il comitato stesso venne riorganizzato,
un altro ancora se ne cre e dopo lungo tempo si giunse
a una riforma del sistema dei beni demaniali da una par
te, e dallaltra ad una legge, del 18 42, che stabiliva per i
nobili unicamente la possibilit, non l obbligo, di conclu
dere dei contratti con i contadini, facendoli passare dal
la categoria di servi a quella di obbligati.
Kiselv aveva tentato durante tutta questa discussione
di fare in modo che lesempio fosse dato dallo stato, sta
bilendo sui beni demaniali dei rapporti nuovi coi suoi
contadini. Basandosi su questo, pensava intaccare i rap
porti tra signori e servi, sia stabilendo un inventario
dei beni nobiliari - intervenendo cosi indirettamente nel
la fissazione dei gravami - sia finalmente stabilendo l ob
bligo dei contratti con i contadini, che avrebbero potuto
cosi esser considerati giuridicamente liberi anche se avreb
bero continuato a essere sottoposti alla giustizia del si
126 CAPITOLO TERZO

gnore, alla responsabilit collettiva per quando riguarda


va le tasse, ecc.
In realt riusc solo a creare una nuova macchina am
ministrativa per le terre del demanio, a modificare al
quanto la situazione legale di coloro che le coltivavano,
ma il suo progetto destendere quelle riforme, con vari
accorgimenti, ai beni nobiliari, falli. Nel 1846 un altro
dignitario di Nicola I, Perovskij, ministro dellInterno,
tent - con un risultato soltanto molto parziale - dintro
durre gli inventari, e cio una misura che in Ungheria,
ad esempio, era stata adottata fin dal 1760.
Non il caso qui dentrare maggiormente nei particolari
di questi progetti e delle non molte riforme effettivamen
te realizzate. Quel che interessa soprattutto notare co
me Kiselv, e con lui quei pochi che condividevano le sue
idee, trovassero sulla loro strada una doppia opposizio
ne, dal basso e dallalto.
Non certo che i contadini o nessuna forza sociale orga
nizzata in loro nome potesse opporsi a quei progetti, del
resto tenuti spesso chiusi in comitati segreti. Nella stra
grande maggioranza dei casi, i contadini non saccorsero
neppure delle modificazioni che sandavano elaborando.
Se i contadini dello stato ne ebbero qualche miglioramen
to, si pu dire che i servi dei signori furono appena sfiora
ti dalla legge del 18 4 2: su una decina di milioni di ani
me, ventiquattromila soltanto divennero obbligati.
L opposizione era d altro genere e ben piu profonda.
Essa si faceva sentire nei gabinetti stessi di coloro che re
digevano i progetti. L a disgraziata idea esistente quasi
ovunque tra i contadini dei nobili, chessi appartengono
ai signori, ma che la terra appartiene loro, uno degli
ostacoli fondamentali che si frappone al raggiungimento
del desiderato scopo di introdurre dei miglioramenti nel
la loro condizione. Essa pu suscitare dei turbamenti ne
gli animi e dar occasione a grossi disordini, diceva un
rapporto redatto nel 18 3 3 ". Era questo il dato di fatto
che, anche quando non se ne parlava, era presente nella
nimo di tutti coloro che soccupavano di queste progetta
te riforme. Avrebbe il contadino sopportato una libera
zione personale, senza terra, senza cio che gli fossero as-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 127
segnate le terre che coltivava? E come se lo chiedevano
gli alti burocrati, se lo domandava per riflesso, qualche
anno piu tardi, nel 18 42, l ambasciatore francese a Pie
troburgo, Auguste-Casimir Prier:
L ostacolo maggiore - scriveva al suo ministro degli
esteri, Guizot - consiste nella rozzezza morale o, almeno,
nellignoranza totale della popolazione. Quasi ovunque es
sa crede che, trovandosi in stato di servit, essa sola ha un
vero diritto al possesso della terra. Spesso al padrone che
desidera spostare dei contadini, inviarli da un governatora
to allaltro, si contrappone la terribile forza dellinerzia,
rafforzata dalle seguenti parole, che costituiscono lintero
codice del servo russo: la nostra vita appartiene a te, puoi
prenderla, ma non hai il diritto di portarci via la terra, che
appartiene a noi. Questo pericoloso pregiudizio radicato
nellanimo di milioni di persone, n potr esser vinto dalle
sole leggi. Dovr esser lopera della civilt, del perfeziona
mento morale, per il quale nulla ancora stato fatto.
Lo ripeteva ancora due anni piu tardi l incaricato daf
fari francese dicendo:
La grande difflcult de laffranchissement consiste dans
cette ide inne chez le paysan quil est insparable de la
terre, dans ce sens que la terre lui appartieni bien plus quil
nappartient la terre12.
Legata a questidea contadina dun diritto naturale della
terra stava quella d una totale liberazione dai gravami che
pesavano su tutti i servi. A questo riguardo Perovskij, il
ministro dellInterno di Nicola I, scriveva nel 18 4 5:
Secondo la concezione popolare la libert consiste preci
samente... nella mancanza totale dogni autorit e subordi
nazione. Chi mette in dubbio che questa sia lidea dei con
tadini, o ha intenzioni poco oneste o non conosce la Russia.
Non soltanto nelle lontane province, nei governatorati pi
periferici, ma nella stessa capitale facile persuadersi del
lesattezza di quanto io affermo: centinaia di migliaia di
contadini, che vi risiedono in modo temporaneo o perma
nente, malgrado un maggior sviluppo mentale, non conce
piscono altrimenti la libert13.
Insomma, si aveva ben coscienza d essere di fronte a
quella stessa situazione che, veduta dal punto di vista op-
128 CAPITOLO TERZO

posto, aveva persuaso Pestel' e i piu radicali tra i deca


bristi che abolizione della servit in Russia conteneva
in s il germe d una rivoluzione sociale. Kiselv lo sape
va anche lui perfettamente. Ogni passaggio della proprie
t nobiliare nelle mani dei contadini, come ad esempio si
era fatto nel 1803 limitatamente ad alcune regioni del
l impero, avrebbe portato, diceva nel 18 39 , alla distru
zione dellindipendenza della nobilt ed alla formazione
d una democrazia proveniente dalla servit14.
Eppure, se si voleva procedere ad una riforma, non si
poteva evidentemente aspettare quel perfezionamento
morale in cui soltanto riponeva le proprie speranze il
Prier; bisognava trovare un mezzo per combattere poli
ticamente quella mentalit, quei pericolosi pregiudizi.
Scartata la trasformazione dei servi in braccianti, perch
ritenuta impossibile, e pericolosa a breve o a lunga sca
denza, scartato ogni passo che li mettesse sulla strada del
possesso delle terre nobiliari e di quelle amministrate
dallo stato, restava da trovare una via di mezzo. Del re
sto, per Kiselv e per i burocrati di Nicola I un ragione
vole equilibrio non era soltanto una necessit, ma il loro
ideale politico, la traduzione in termini spiccioli della lo
ro volont di continuare in qualche modo la tradizione
dellassolutismo illuminato.
Alcuni dei colleghi di comitato di Kiselv, e lui stesso
in un primo tempo, eran persuasi che questa via di mezzo
andasse cercata nellaccelerare il processo di differenzia
zione sociale della massa contadina, e cio nel minare le
basi economiche di quellelementare egualitarismo che
nellanimo dei contadini era congiunto allidea del pos
sesso della terra. Elementare egualitarismo cristallizza
tosi nel costume della ridistribuzione periodica delle ter
re, nella responsabilit collettiva di fronte alle tasse e ai
gravami feudali, cosi come nelle leggi statali in cui, spe
cialmente sotto Caterina I I , sera stabilito con sempre
maggior precisione l obbligo dassicurare ai contadini,
sulle terre dello stato, un numero considerato sufficiente
di desjatiny di terra coltivabile.
L inchiesta del 18 36 aveva dimostrato quanto questo
egualitarismo - legato cosi alle forme stesse della servi-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 129
tu e alle tradizioni contadine - fosse in realt intaccato
dal sorgere dun ceto di coltivatori pi ricchi e come il
peso di questi cominciasse a influire fortemente su tutta
la vita delYobscina, facendo pendere a proprio favore la
bilancia delle ridistribuzioni periodiche e in vari modi sot
toponendo ad un proprio controllo la comunit dei con
tadini pi poveri. Ma essa aveva dimostrato pure quanto
queste forme tradizionali fossero radicate. I solerti ispet
tori restarono spesso scandalizzati dal carattere di disor
dine, di grossolanit e di violenza che prendevano le riu
nioni del mir, come dalle evidenti ingiustizie che vi si
commettevano. Ma era pur sempre nellobscina e nel mir
che sesprimevano quelle idee sul possesso della terra da
parte dei contadini le quali tanto colpivano e angustia
vano Kiselv e Prier. Attraverso queste forme - le uni
che a sua disposizione - la societ contadina difendeva se
stessa. Le comunit variavano naturalmente da regione a
regione, mostrando tutto il panorama della vita contadina
russa: meno vive le forme dautoamministrazione del
villaggio nel centro della Russia, pi attive e funzionanti
nel nord, da secoli terra di elezione duna pi libera vita,
pi indipendenti nella Siberia (dove non esisteva la ser
vit) e in genere nelle regioni di terra pi abbondante e
di colonizzazione pi recente; ma, pur nella diversit,
restava un elemento comune: Yobscina rappresentava la
tradizione e l ideale delle masse contadine. Come spez
zarla?
Gi nel 1826 Speranskij aveva riproposta quella misu
ra che si presentava spontanea alla mente di tanti che ave
vano esaminato il problema agrario russo dal tempo di
Caterina I I : stabilire per legge il diritto deredit sulla
terra lavorata dai contadini. G li effetti sociali dun prov
vedimento simile eran chiari agli occhi di Speranskij: si
sarebbe aumentato il numero dei braccianti, dei conta
dini senza terra, si sarebbe spezzata l eguaglianza che,
grosso modo, vigeva nei villaggi e ancor pi negli animi
dei contadini. L ineguaglianza della sorte cosa del tut
to naturale - diceva - , essa esiste ovunque, anche nellat
tuale situazione dei contadini dello stato e dei signo
ri... 1S. Si sarebbe trattato dunque di fissarla e sviluppar
130 CAPITOLO TERZO

la. Proponeva infatti di mantenere Yobscina e di proce


dere verso la sua differenziazione interna passo passo,
con misure indirette, attraverso spostamenti di popola
zioni, ecc. Altri insieme e dopo di lui proposero misure
similari o tendenti al medesimo scopo.
Leggendo questi progetti si ha netta l impressione che
i loro autori col passar del tempo vedessero sempre piu
chiaramente quanto fosse grave l ostacolo che avevano di
fronte. Come si ricorder, gi alcuni dei decabristi, e tra
i pi arditi, tra i pi pensosi della necessit dintrodurre
nelle campagne russe uneconomia pi simile a quella del
l Europa occidentale, avevan finito per rimandare al fu
turo il compito di dissolvere l organizzazione collettivi
stica del villaggio. Il progetto di Speranskij del 1826 ri
flette ancora, di rimbalzo, la spinta riformatrice dellepo
ca dAlessandro I. I progetti degli anni 30 sono sempre
meno decisi. Chi li scrive ha perso il coraggio di formula
re una chiara linea dazione. Eppure la necessit di creare
un lavoro libero e dei contadini proprietari diventava
sempre maggiore data la necessit di sostenere la con
correnza sui mercati internazionali e dato in genere lo
sviluppo economico del paese. La differenziazione socia
le aflinterno del villaggio russo era essa stessa piuttosto
in aumento che in diminuzione. Non era la realt, ma le
forze di coloro che volevano porsi a riformatori che co
minciavano a flettere. Kiselev, che nel 18 36 aveva espo
sto ancora un progetto in questo senso, dopo l inchiesta
da lui stesso organizzata fini per persuadersi che il si
stema attuale non era poi cosi cattivo... L o stato - di
ceva - non doveva tendere a liquidare Yobscina, ma a con
trollarla, a sottoporla ad una gerarchia statale riorganiz
zata, capace di fare del mir la base dellamministrazione
dello stato nel villaggio 16. Cosi le supposte forze dellas
solutismo non erano indirizzate a trasformare, di molto
o di poco, la struttura sociale ma a tentare di prender sot
to la propria protezione, ad inglobare amministrativa
mente le organizzazioni corporative esistenti, riservando
il principio della propriet individuale alle sole regioni
di nuova colonizzazione. Era far buon viso a cattivo gio
co, servirsi delYobscina come dun elemento conservato-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO I3 I
re della societ, come l istituzione che avrebbe impedito
la formazione di una larga classe di proletari agricoli,
il che, per ragioni politiche, non bisogna permettere
che avvenga, come diceva Kiselv.
Kiselv rompeva cosi coscientemente e nettamente
con tutta la tradizione del trentennio precedente, nota
con esattezza lo storico N. M. Druzinin17. E , potremmo
aggiungere, si rifaceva alla tradizione precedente, a quel
la dei legislatori dellepoca di Caterina, i quali avevan
cercato anchessi di fissare i diritti e i doveri di quei grup
pi e corpi contadini, per controllarli ed equilibrarli nel
l organizzazione di tutto lo stato assolutistico. Ma pro
prio la ripresa alla fine degli anni 30, di una simile po
litica, dimostrava la debolezza dello stato. Esso tentava
di controllare piu da vicino Vobscina perch non era in
grado di facilitarne la trasformazione, la fissava entro
una nuova legislazione per timore degli effetti duna sua
possibile riforma e soprattutto per paura delle conse
guenze ultime dei pericolosi pregiudizi in essa conte
nuti.
L obscina rivelava cosi la sua doppia natura, legata da
un lato a tutta la struttura sociale russa, nata dalla con
cezione feudale dellassegnazione della terra da parte del
signore, fosse esso il nobile o lo stato, e dallegualitari
smo che accompagnava naturalmente l uniformit e la
collettivit dei gravami in denaro o in natura - lega
ta daltro lato a quelle idee e a quei costumi che quel
la situazione aveva radicato nelPanimo dei contadini
stessi.
A modo loro questi ultimi avevan teorizzato la pro
pria situazione di dipendenza servile pensando che la
terra era loro assegnata in permanenza e che essi stessi
dovevano risuddividersela in modo da far pesare unifor
memente i carichi che gravavano su di loro. Chi guarda
va all'obscina come a un tipico istituto della servit non
poteva che concludere la necessit di spezzarla, sia ridu
cendo tutti i contadini a braccianti, sia creando attraver
so l ereditariet un ceto di contadini piu ricchi. Era que
sto il pensiero dei riformatori che, pur nella loro variet,
possiamo definire liberali. Chi invece guardava V o b scin a
132 CAPITOLO TERZO

ponendosi dal punto di vista dei contadini non poteva


non vedere incarnati in essa i loro ideali, non considerar
la un germe di socialismo contadino. Cosi cominciavano
a pensare allora, alla fine degli anni 30, gli slavofili, e
cosi faranno pi tardi Herzen, Bakunin, e i socialisti rus
si dei decenni posteriori.
In mezzo, tra i liberali e quei primi populisti, stava la
forza di conservazione dello stato di Nicola I, che riusc
a mantenere praticamente intatta la servit durante tut
to il suo regno, portando lo stato ad un pi minuto con
trollo sulle comunit contadine. Tale fu il risultato della
sorda e muta resistenza dal basso, di quellopposizione
che sesprimeva ancor pi nelle cose che negli atti, nei
timori dei riformatori pi che nelle rivolte dei sudditi.
Pi visibili e immediati furono gli effetti di quella che
potremmo chiamare invece l opposizione dallalto, della
resistenza ad ogni riforma da parte della nobilt. A dimo
strare quale fosse la debolezza dellautocrate di fronte ad
essa basterebbero quei ricordi sulla fine violenta del pa
dre di Nicola I, di Paolo I, che risorgevano allora nella
nobilt e che eran cosi diffusi da farvi ragionar sopra an
che il corpo diplomatico accreditato a Pietroburgo.
evidente che nellEuropa occidentale v era una ten
denza ad esagerare la portata di questa reazione aristo
cratica, non foss altro per un facile parallelo con la situa
zione creatasi in Francia negli ultimi decenni dell 'ancien
rgime. La resistenza dei nobili era in realt proporzio
nale alla debolezza dellautocrazia a cui sattribuiva pi
volont di riforme di quanto fosse capace di nutrire. Tut
tavia negli anni 40 i sintomi di questa reazione erano evi
denti. L empereur a rencontr une opposition laquel-
le il eut t dangereux de ne pas cder... La noblesse nou-
bliera pas facilement cette chaude alarme et ne sera pas
aisement rassure contre le retour de vellits sembla-
bles, diceva - non senza qualche ragione - l ambascia
tore francese 18. E infatti la politica di Nicola I sindirizz
presto a rafforzare la situazione dei nobili proprietari, so
prattutto attraverso una serie di misure finanziarie, pre
stiti, ecc.
Se l opposizione nobiliare era diretta a difendere dal
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 133
controllo dello stato i propri privilegi tradizionali, a guar
dar piu da vicino non difficile scorgere che anche qui
ci che arrestava i nobili sulla via dellabolizione della
servit - abolizione di cui pure una parte sempre mag
giore di essi, negli anni 40, riconosceva i vantaggi - al
tro non era se non quel medesimo ostacolo contro cui sera
fermato lo stato zarista. Come diceva, riassumendo la si
tuazione, il barone Haxthausen, lo studioso prussiano
sulla situazione agraria russa al quale gi abbiamo accen
nato, la servit diventata un fatto contro natura, e
presto diventer impossibile mantenere tali rapporti e
ancor pi conservarli nellavvenire. Tutte le persone in
telligenti lo riconoscono apertamente. Ma il problema
pi importante quello di dissolverli senza scatenare una
rivoluzione sociale 19.
Questo timore non fece che accentuarsi negli anni pre
cedenti la rivoluzione del 48. Le nuove voci duna azio
ne dello stato contro la servit - culminate in una legge
del 18 4 7 che permetteva ai contadini di riscattare le pro
prie persone quando i beni nobiliari fossero stati posti in
vendita allincanto - cosi come l intensificarsi degli atti
dinsubordinazione locale, crearono tra la nobilt timori
e reazioni sempre pi diffusi. La rivolta della Galizia del
1846 - questo fatto cosi importante per la storia dellEu
ropa orientale di quegli anni, e che aveva dimostrato, sia
pure in un piccolo e limitato settore, che una monarchia
assoluta come quella austriaca poteva osare di servirsi
della jacquerie contadina per i propri scopi - non fece
che render sempre pi timorosa l aristocrazia. Proprio in
questa sua paura essa sapeva di poter trovare un appoggio
a corte. L imperatore stesso diceva che non avrebbe mai
permesso simili disordini dal basso. Voleva che la solu
zione fosse attesa dallalto. E aveva aggiunto: Son
certo che ora agli austriaci non sar facile rimettere ordi
ne tra il popolo, perch per quanto l arma popolare sia
stata utile nel caso specifico, essa la pi pericolosa, por
tando allinsubordinazione e al disordine. E allora il co
muniSmo pronto20. Proprio per questo, sebbene in
quel momento egli apportasse qualche riforma in Polo
nia e nei territori del sud-est (vicini cio alla Galizia),
134 CAPITOLO TERZO

Nicola I non os n volle estendere quei timidi tentativi


alla Russia propriamente detta.
La rivoluzione del 48 in Europa arrester definitiva
mente ogni velleit di riforma. L opinione della nobilt
fu allora espressa chiaramente da uno dei maggiori rap
presentanti degli slavofili, Kireevskij. Bisogna sperare -
diceva - che il governo non agiti il popolo con false voci
di liberazione, che non introduca nessuna legge nuova,
fin quando non si calmino e chiariscano le cose in Occi
dente, che, ad esempio, non faccia degli inventari dei
possedimenti dei nobili, cosa che sommuove gli animi
con speranze irrealizzabili21. E Kireevskij non aveva
certo bisogno dinsistere troppo per far applicare questa
sua politica dimmobilit. La rivoluzione del 48 in Euro
pa inaugur infatti in Russia quel periodo di reazione
che durer sino alla fine della guerra di Crimea, e che sa
r la realizzazione integrale dellideale di governo di N i
cola 1 2Z.

Aver esaminato la politica dellimperatore di fronte ai


contadini avr servito a capire le radici e le ragioni di si
mile ideale, a intendere quali fossero le contraddizioni
che immobilizzavano ogni azione di Nicola I nel campo
sociale, che lo costringevano allimpotenza. Eppure le
sue velleit di riforme ebbero uneco nel mondo colto.
L stava sorgendo quella forza che avrebbe permesso un
giorno di fare un passo avanti nel problema contadino, l
si proponevano quei medesimi problemi che Nicola I non
era riuscito neppure a impostare. A l Vintelligencija e ai
fermenti socialisti in essa contenuti dobbiamo ora rivol
ger lo sguardo.
A parte la personalit di Herzen e di Bakunin, a parte
i gruppi che a Mosca e a Pietroburgo vengono raccoglien
dosi attorno a loro si notano qua e l, isolate, delle figu
re di cercatori solitari che reagiscono alle stesse esigenze
che portavano i gruppi intellettuali pi importanti verso
Proudhon, Leroux, Fourier, e che tentavano di dare, per
cosi dire, delle soluzioni individuali, personali, dei me
desimi problemi.
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 135

Il primo tra loro pu essere considerato, ancora negli


anni 30, V. S. Pecrin. Le frammentarie memorie, le
poesie e qualche lettera chegli lasci, sono uninteressan
te testimonianza di tale senso disolamento, di simile ne
cessit di cercare da soli la propria strada. Pecrin v espri
me soprattutto l orrore per la Russia di Nicola I, e il suo
vagare alla ricerca di una verit interiore da contrap
porvi.
Fuggii dalla Russia - racconta - come si fugge da una cit
t appestata. Non cera da ragionarci sopra. La peste non
risparmia nessuno, soprattutto la gente di debole costitu
zione. Presentivo, prevedevo, ero certo che se fossi rima
sto in Russia, col mio debole e molle carattere, sarei di
ventato immancabilmente il pi vile dei fedeli sudditi, o
sarei andato a finire in Siberia per niente. Fuggii senza
guardare a nulla, per salvare la mia dignit umana 23.
La sua emigrazione non fu dunque politica, ma perso
nale. La sua ricerca non fondamentalmente sociale, ma
religiosa. E questo rivela appunto un aspetto del socia
lismo russo di quegli anni. Come Bakunin, Pecrin sar
colpito da Lamennais, come tutti i suoi contemporanei
nutrir un vero culto per George Sand. I suoi romanzi
erano poemi entusiasmanti, inni sacri nei quali essa can
tava il sopraggiungere d una nuova rivelazione...24. Po
chi anni pi tardi, nel 18 4 3 , Bakunin scriver alle sorel
le: George Sand non soltanto una poetessa, ma un
profeta che porta in s una rivelazione..., una natura
apostolica, religiosa25. Come Bakunin, anche Pecrin,
da questo socialismo religioso savviciner al comuniSmo,
legger La congiura delleguaglianza di Buonarroti, che
gli fu indicata da un emigrato polacco, Bernacki, pi tar
di amico di Bakunin e di Herzen. Pecrin ci narra come
avesse vanamente cercato a Zurigo con grande ansia que
sto libro e come l avesse trovato poi un giorno, con un
fremito di gioia, da un libraio antiquario di Liegi.
Ma questuomo colto e sensibile non era destinato a
diventare un congiurato n uno scrittore politico. Tro
ver la sua verit non nella tradizione comunista - con
tro la quale fini col reagire con tutto lanimo suo - ma in
quellelemento religioso contenuto nel socialismo roman
136 CAPITOLO TERZO

tico. Dopo aver girovagato nel mondo delle utopie e del


le emigrazioni europee finir, nel 1840, per convertirsi
al cattolicesimo. Si fece padre redentorista in Inghilter
ra, dove Herzen 1incontrer, tutto chiuso in se stesso.
Del resto, le sue avventure non eran finite. Chiamato a
Roma nel 18 59 ne fuggir sospinto da un sentimento si
mile a quello che da giovane l aveva costretto a fuggire
dalla Russia. Vivr a Dublino, cappellano d un ospedale,
e, dopo essersi in qualche modo riavvicinato alle tendenze
populiste e in genere alla nuova vita della Russia dopo la
liberazione dei servi, finir col chiudersi nel suo solitario
cattolicesimo.
Di ben maggiore interesse - sebbene anchessa costi
tuisca piuttosto la testimonianza duna situazione perso
nale che non un elemento politico - sar l esperienza di
Ogarv negli anni 4 0 26. Il giovane amico di Herzen, che
con lui aveva giurato sulla Montagna dei Passeri di dedi
care la vita alla causa della libert, era di natura sensibile
e molle, non dissimile in alcuni suoi aspetti a quella di
Pecrin. Preoccupato anche lui innanzitutto da un pro
blema di comportamento, datteggiamento di fronte al
mondo circostante, legher per questa sua vita interiore
ai problemi sociali della Russia, divenendo uno dei crea
tori della psicologia populista.
Il problema contadino rester per tutta la vita al cen
tro dellanimo e dellattivit di Ogarv. Nei suoi fram
menti autobiografici dir desser cresciuto nellodio del
servo contro la vita del signore27. Negli anni 40 - libe
rato ormai dal confino da cui era stato colpito per aver
partecipato con Herzen alla formazione del gruppo sansi-
moniano e dopo un lungo viaggio allestero, dalla met
del 18 42 alla primavera del 1846, viaggio in cui visit
soprattutto la Germania occupandosi prevalentemente di
filosofia, - la sua attivit sar indirizzata a costruirsi una
vita propria adeguata alla verit, come diceva, e a scri
vere qualche articolo che rivelava, pur nelle condizioni
della censura dallora, la sua opposizione agli esistenti
rapporti agrari28. Ma soprattutto egli si diede a studiare
disordinatamente, con slancio romantico, quelle scienze,
tra cui leconomia e la medicina, che pensava potessero
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 13 7

essergli utili per una sua attivit pratica, di riformatore,


tra i contadini. Cominci ad agire tra i numerosi servi
dei propri possedimenti (era proprietario di piu di quat
tromila anime). Quasi la met ne liber, dando loro non
solo le terre, ma i boschi, i diritti di pesca, ecc. Per gli al
tri si diede ad organizzare delle grosse fermes, delle fab
briche, delle scuole, un ospedale, ecc.29.
Nella sua intenzione simili iniziative in cui egli si lan
ci con molto entusiasmo, non erano che una prima base
per un progetto pi vasto, il tentativo di trasformazione
dei suoi beni in una colonia socialista. Sarebbe interessan
te poter stabilire esattamente quali fossero le idee che lo
guidavano in questo progetto. Era sotto l influenza diret
ta d una delle correnti utopistiche francesi? certo. Ma
Ogarv portava soprattutto, in questo tentativo datti
vit pratica, comegli lo definiva, una sua prima visione
del socialismo contadino. I suoi tentativi erano guidati
gi da quellatteggiamento psicologico e morale che nel
1856 lo spinger a emigrare per collaborare con Herzen a
Londra. Egli formuler li, accanto e talvolta prima del
suo amico, alcune delle posizioni tipiche del populismo
degli anni 60. In una lettera del 43 o 44 troviamo gi,
tutta racchiusa ancora in formule religiose, quella che sa
r l idea sua e di Herzen dellandata nel popolo. Parlava
della volont di vivere in der W ahrheit, e aggiungeva:
Cosa fa colui che si sente tutto penetrato dal dolore del
la propria situazione ricevuta per eredit e non per lavo
ro? Diventa proletario30, rispondeva. Contempora
neamente scriveva ad un amico che non voleva esser
ricco, che voleva volgersi al popolo e lavorare con
lu i 31.
Cominci contemporaneamente a riflettere sui proble
mi della societ contadina russa. Avendo potuto constata
re personalmente sui suoi stessi possedimenti quale im
portanza avesse la differenziazione sociale esistente allin
terno di quella, ne aveva concluso che Vobscina non rap
presentava ormai che un egualitarismo del tutto formale.
Non so come chiamare altrimenti l eguaglianza delle im
poste in una situazione dineguaglianza delle forze, l egua
glianza degli appezzamenti in presenza duna ineguaglian
I 38 CAPITOLO TERZO

za dei lavori e dei capitali. La nostra obscina non che l e


guaglianza della schiavit32, diceva.
Ma poi le sue idee in proposito cominciarono ad evol
versi e a mutare. Il principio comunitario doveva esse
re salvato. Una migliore organizzazione dei lavori cam
pestri, la creazione di fabbriche, la diffusione dellistru
zione elementare avrebbero dovuto sboccare in una or
ganizzazione collettiva del villaggio. Nel 18 3 3 pensava ad
un capitale comune che li avrebbe aiutati negli anni dif
ficili e avrebbe permesso loro, col tempo, di creare delle
fabbriche, dei mulini gestiti collettivamente con un di
videndo per ciascuno. Anche in lui Vobscina si trasfor
mava in una cooperativa33. Si era ormai lontani dalle di
scussioni tra le varie correnti del socialismo francese.
Ogarv non rest sansimoniano, non divenne fourierista:
nella sua volont, o, se vogliamo, velleit dazione prati
ca nelle campagne russe, stava un germe nuovo.
Molto di piu non possiamo dire, sullaspetto ideologico
di questi tentativi. Particolarmente interessante tutta
via una lettera - a lui diretta, probabilmente nel 1844, da
Sazonov, l altro dei tre fondatori del gruppo sansimonia
no, proprio a proposito di queste sue aspirazioni. Sazo
nov era emigrato, Ogarv l aveva incontrato nel 1842 in
Germania, e ora questi gli scriveva da Parigi, dove sera
fissato.
forse il primo documento duna lunga polemica; al
lo stato danimo di Ogarv - nobile pentito, come si
dir in seguito, sensibile alla propria posizione sociale
come a un peccato, nel cui animo fermentavano gi quel
le idee che portarono allandata nel popolo - , Sazonov
contrapponeva il buon senso, la necessit di servirsi del
la propria ricchezza per il bene proprio ed altrui. Quasi
a riprova di questo suo punto di vista che voleva essere
realistico, forniva allamico un quadro dei movimenti co
munisti e socialisti. Non parlava soltanto di Proudhon
(se non il piu acuto almeno luomo di maggior talento),
di Louis Blanc, Cabet, Weitling, ma anche dellemigra
zione tedesca, di Ruge, Marx ed Herweg.
Questi ultimi son giunti a Parigi con lintenzione di la
vorare tenacemente e sistematicamente, e tutti loro avevan
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 139
gi dimostrato per linnanzi, sia pure in misura diversa, la
propria capacit dazione. Sono arrivati alla Svizzera gi
toccati dal socialismo e dal comunismo, ma non ancora con
vertiti a queste teorie. Qui, su un terreno non loro, nuovo,
privati dellappoggio dellattivit quotidiana alla quale era
no abituati, isolati, arrabbiati, si son dati completamente
alle teorie estreme, dimenticando quella nazionalit che
avrebbero dovuto rappresentare e che, forse, aspettava da
loro la propria salvezza34.

Pareva a Sazonov di poter concludere gi dallespe


rienza iniziale della giovane emigrazione tedesca che,
anche quando ci fosse nel comunismo una qualche veri
t, bisognerebbe rimandare ogni discussione in proposi
to ad un lontano futuro. Attualmente queste discussioni
ostacolerebbero in modo essenziale la possibilit di svi
luppo della civilt. Che era poi la posizione che avreb
be assunto a Mosca Granovskij e in genere tutta la cor
rente degli occidentalisti liberali. Per quanto sognanti
o vaghi fossero i progetti di Ogarv, essi contenevano la
possibilit di uno sviluppo su una strada diversa, che egli
stesso seppe degnamente percorrere dal 18 36 in poi.
Nel gruppo degli occidentalisti di Pietroburgo anche
V. A. Miljutin, uno dei piu giovani collaboratori delle rivi
ste dirette da Belinskij, tent nel 18 47 di confrontare i
problemi russi e le teorie socialiste occidentali, non sol
tanto da un punto di vista religioso o di condotta perso
nale, ma da quello delleconomia politica. I suoi articoli
costituiscono uno dei frutti piu interessanti di quel poli
ticizzarsi deiYintelligencija che andava accentuandosi nel
l ultimo periodo degli anni 40, allapprossimarsi della
rivoluzione del 48, e che - dalla reazione preventiva con
tro di essa - sar arrestato e stroncato sino alla fine del
la guerra di Crim ea35.
G li stessi legami familiari di Miljutin dnno un rilievo
particolare a quel tentativo di ragionato socialismo che
gli cominci a esporre allora nelle pagine degli Otece-
stvennye zapiski e del Sovremennik. Era cresciuto a
Pietroburgo in una famiglia dantica nobilt, ma da tem
po dedicatasi allindustria, sotto l influenza soprattutto
14 0 CAPITOLO TERZO

di sua madre, che era sorella di Kiselv, colui che piu


sera dato da fare per la riforma dei servi.
I suoi due fratelli, cresciuti insieme a lui, diventeranno
tra i maggiori uomini politici di parte burocratico-liberale
del regno d Alessandro I L L uno fu ministro della guer
ra, l altro fu uomo attivissimo nella realizzazione delle
riforme contadine.
V . A . Miljutin era un occidentalista convinto. Scrisse
un articolo sul proletariato e il pauperismo in Francia e
in Inghilterra, in polemica diretta contro quelli che vede
vano in questi aspetti della civilt occidentale la prova
duna sua decadenza.
La terribile situazione in cui si trovano le classi operaie
francesi fornisce loccasione per i pi infondati attacchi al
lOccidente. Nella sua organizzazione presente non si vede
che disorganizzazione, contrasto dopinioni e dinteressi...
Non si vuol intendere che questa lotta dinteressi segno
non di dissoluzione, ma di vita, chessa non dimostra il cor
rompersi della societ, ma la sua maturit, la sua freschez
za, la sua forza36.
La stessa letteratura socialista costituiva la prova della
seria volont che esisteva in Occidente di risolvere que
sti problemi. Vedeva in Sismondi e Proudhon la con
ferma del fatto che sera ormai giunti, in gran parte
nelle scienze sociali e nella stessa economia politica, ad
una situazione di rottura e di crisi 37, vi vedeva la ri
prova della nascita, al di l duno studio scientifico dei
fenomeni economici, della volont di trasformare le ba
si stesse della societ. Questa tendenza gli pareva l ele
mento pi vivo del pensiero occidentale. Appunto per
questo egli era insieme occidentalista e socialista.
Ma, parallelamente a quanto avveniva per Herzen, per
Ogarv, per lo stesso Bakunin, nessuna delle teorie socia
li proposte sino allora gli pareva soddisfacente. Esse - di
ceva - rappresentano qualcosa di pi importante che una
pura e semplice negazione delleconomia politica classi
ca. Attribuiva loro perci unimportanza fondamentale,
legate come le vedeva ai problemi reali, al proletariato,
al pauperismo, alla situazione delle campagne inglesi e
francesi. Le nuove utopie socialiste erano il segno che si
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 141
sentiva e presentiva 38 una visione nuova. Esse non ras
somigliavano pi alle vecchie utopie dei secoli preceden
ti, perch nascevano dopo l economia politica e dallo
sforzo di criticarle traevano la loro giustificazione stori
ca. Ma - diceva - era necessario liberarle da quanto an
cora esse avevano dutopico, di mistico, di sognatore, oc
correva dar loro un carattere razionale e positivo. Era in
dispensabile studiare, capire la realt, scoprire le sue ten
denze e forze, trasformare quel sogno ravvicinandolo
alla vita. L utopia di per se medesima e in forza delle
stesse energie di sviluppo in lei contenute trapassa cosi
nella scienza39.
Non il caso di soffermarsi sulla critica dei diversi si
stemi socialisti formulata allora dal Miljutin. In filosofia
egli era un ammiratore di Comte, in economia era influen
zato particolarmente da Proudhon, di cui accettava le
idee per tutto quanto riguardava il sindacalismo operaio,
gli scioperi, ecc. Dava una minuziosa descrizione di que
sti fenomeni, parlando tanto dellInghilterra quanto del
la Francia, e metteva cosi il pubblico russo a vivo con
tatto con quei problemi, ma negli scioperi non vedeva
una possibile soluzione. Si sente nelle pagine di Miljutin
(le quali, non dimentichiamolo, erano scritte sotto la
censura di Nicola I e redatte perci in termini spesso ge
nerici) il suo interesse per l organizzazione del lavoro
di Louis Blanc e forse soprattutto per il fourierismo,
anche se nessuna di quelle correnti lo soddisfaceva in
pieno.
Le critiche al sistema capitalistico di Sismondi erano
alla base delle sue concezioni sociali ma, come diceva,
ardente difensore delle classi povere, Sismondi era nel
lo stesso tempo aristocratico per nascita e per simpatie...
Come uomo e pensatore, indignato dogni ingiustizia,
era dalla parte di chi soffriva, ma, come rappresentante
duna casta, non pot liberarsi completamente da alcuni
concetti esclusivistici e unilaterali assimilati in gioven
t... Sismondi non capi affatto il senso reale delle esi
genze contemporanee e pens limitarsi ad alcune mezze
misure, quando si trattava invece della riforma radicale
della struttura economica40. Queste parole di Miljutin
14 2 CAPITOLO TERZO

su Sismondi riflettono evidentemente quello sforzo che


stavan compiendo allora in Russia questi aristocratici
per andare sino in fondo nella strada che Sismondi aveva
loro indicato.
Questo interesse per Peconomista ginevrino aveva an
che unaltra origine: pur dedicandosi soprattutto a cono
scere e far conoscere ai suoi connazionali i problemi su
scitati dallo sviluppo industriale, Miljutin serbava sem
pre una particolare attenzione ai problemi agricoli, piu
vicini alla Russia. Le descrizioni che forniva ai lettori dei
suoi articoli sulla situazione delle campagne in Francia,
Inghilterra e Irlanda non facevano che riporre di fronte
al lettore le varie possibilit che si sarebbero presentate
qualora anche in Russia si fosse giunti finalmente alla li
berazione dei servi. Le sue conclusioni, appena accenna
te del resto, son la prova che il suo stesso socialismo,
messo cosi a contatto con i problemi agrari russi, andava
assumendo forme populiste. Sosteneva che le due ten
denze fondamentali delleconomia agraria moderna era
no, da una parte, il passaggio della terra nelle mani dei
contadini, attraverso l abolizione dei privilegi nobiliari,
e, dallaltra, la sempre pi evidente convenienza econo
mica delle grandi aziende. Come conciliare queste due
tendenze contraddittorie? Con l associazione rispon
deva - con l unione dei contadini in cooperative. Il di
ritto alla terra pu essere distribuito molto largamente,
ma il soggetto stesso di questa propriet, la terra, deve
rimanere indivisibile e unico. Proprio per queste ragio
ni mostrava di simpatizzare con il fourierismo. Con ogni
probabilit vedeva nel falanstero la prefigurazione duna
grande azienda contadina. Era un cercare altrove, per di
versa strada, quello che altri, contemporaneamente, cer
cava nell 'obscina.

I problemi religiosi, morali, sociali che in diverso mo


do seran posti Pecrin, Ogarv, Miljutin, troveranno un
loro centro, in Ucraina, nella Societ di Cirillo e Metodio,
e, a Pietroburgo, alla fine degli anni 40, nei gruppi che
si raccolsero attorno a Petrasevskij41.
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 143
Il mondo dei petrasevcy diverso da quello che abbia
mo visto attorno ad Herzen e Bakunin, un mondo pi
chiuso e strano. Non pi un ambiente a diretto contatto
col resto dellEuropa, composto di persone che viaggia
no in Francia, Italia e Germania, che hanno una cultura
larga e armonica, che, malgrado tutte le difficolt frap
poste dalla censura, sesprimono in riviste e giornali sot
to il loro diretto o indiretto controllo. Non neppure il
mondo degli slavofili, uomini generalmente di grande dot
trina, capaci di crearsi dei sistemi, certo teologizzanti,
ma grandiosi, quel mondo che se intendeva chiudersi
idealmente nella vecchia Moscovia, lo faceva deliberata-
mente con un gesto da gran signore e non certo per neces
sit.
I petrasevcy sono anchessi in gran parte dei nobili,
ma pochissimi sono fra loro i ricchi, e non pochi i mise
ri, per i quali il servizio dello stato, la carriera degli im
pieghi rappresenta una necessit. In tutti i loro atteg
giamenti e gesti non hanno la larghezza moscovita, ma la
ristrettezza della capitale burocratica del grande impero
di Nicola I. Tra i loro maggiori esponenti uno solo cono
sce personalmente l Europa, gli altri ne assorbono avida
mente la cultura da lontano, chiusi nel loro ambiente in
cui si sentono schiacciati. un groviglio dambizioni sba
gliate e di capacit di sacrificio, di speranze immense e
di piccoli mezzi, di passioni meschine e di grandi ideali
che colpisce ancor oggi, leggendo le loro memorie, i loro
frammenti scritti, le loro deposizioni.
Lo scrittore Saltykov-Scedrin - che, giovanissimo an
cora, partecip per qualche tempo a quel movimento e
fu confinato a Vjatka per aver pubblicato un racconto
scritto in uno spirito socialista molto vicino a quello dei
petrasevcy - ci ha lasciato un quadro satirico e doloroso
dello stato danimo che dominava nel gruppo. Era com
posto - diceva - duomini che avevan cominciato a leg
gere senza saper l alfabeto, a camminare senza saper star
dritti. G li apparvero un momento come dei mostric-
ciattoli morali... fatti di contraddizioni i quali finivano
per creare attorno a loro unatmosfera di despotismo.
E perch tutto questo? Perch a tutti la vita aveva da
144 CAPITOLO TERZO

to desideri, e non il modo di realizzarli, e perci costrui


vano utopie senza sapere come condurvi la gente42.
Si capisce dunque perch cosi negativo e spesso con
traddittorio sia il giudizio che di loro ci han lasciato i
contemporanei. Violentemente critici furono gli slavo
fili moscoviti, soprattutto per conservatorismo, anche se
non soltanto per questo. Il comuniSmo nordico, co
me lo chiam allora A. S. Chomjakov, li offendeva per la
sua derivazione occidentale oltrech per il suo carattere
sovversivo43. Herzen, quando sapr di loro, qualche anno
piu tardi, sar preoccupato del carattere morboso che gli
pareva di scorgere in essi. Bakunin incontrando alcuni
petrasevcy in Siberia, un decennio piu tardi, avr unim
pressione simile. Quanto allEuropa occidentale, pochis
simo seppe di loro nel 1848 e 1849 44.
Eppure la loro opera non fu certo vana. Uno dei par
tecipanti a quel movimento, Dostoevskij, dir piu tardi
che i socialisti [e cio i socialisti dellepoca in cui scri
veva, degli anni 60 e 70] derivavano dai petrasevcy.
Questi avevano gettato molti sem i45. Impressione psi
cologicamente giusta, che bisogna completare con la te
stimonianza storicamente piu esatta di D. D. Achsamu-
rov, anche lui uno dei petrasevcy. Il nostro piccolo
gruppo portava in s il seme di tutte le riforme degli an
ni 60 46. Il gruppo di Petrasevskij - posto infatti allin
crocio delle strade che portarono ad una funzione politi
ca Vintelligencija e alla nascita d una corrente propriamen
te rivoluzionaria - contiene in s gli elementi delluna e
dellaltra.
Cosa avrebbero voluto essere, lo disse chiaramente lo
stesso Petrasevskij. Intendevano porsi alla testa del mo
vimento intellettuale del popolo russo47. Il modello
che serano scelti era quello degli enciclopedisti, nella
Francia della met del Settecento, di V oltaire48. Avevan
cominciato cosi con delle riunioni settimanali in cui di
scutevano i piu vari problemi, talvolta senza preparazio
ne, poi, sempre piu spesso, partendo da una breve let
tura.
Attorno ad un primo centro creato da Petrasevskij si
vennero formando altri gruppi, che si riunivano con pe
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO *45
riodicit meno precisa e che ebbero minore consistenza
organizzativa, ma che finirono per rappresentare delle
correnti e delle sfumature politiche diverse. Possiamo
notare fin dallinizio tanto in Petrasevskij quanto in co
loro che si raccolgono immediatamente attorno a lui una
vera e propria volont di proselitismo, di propaganda.
Cercavano adepti nei piu diversi ambienti, nelle riunio
ni della nobilt, tra i piccoli borghesi, nelle scuole. Pe
trasevskij era un vero cacciatore duomini. Anche sol
tanto nel mondo della letteratura, egli seppe attrarre due
giovani che erano Dostoevskij e Saltykov-Scedrin, e, in
direttamente, uno studente che si chiamava Cernysevskij.
Il loro proselitismo and oltre la capitale e finirono per
avere qualche elemento anche in altre citt, a Revai, a
Mosca, ecc. Quando fu stroncato, il movimento si era
gi tanto allargato da diventare la base di tutti gli ele
menti occidentalisti non puramente liberali e moderati
esistenti allora in Russia. Lo stesso Ogarev, ad esempio,
frequent per un breve periodo quelle riunioni, e verr
implicato nella persecuzione.
I mezzi della loro propaganda eran costituiti da scrit
ti dei membri del gruppo, che venivano letti e commen
tati nelle riunioni e soprattutto in una biblioteca che
Petrasevskij era riuscito a costituirsi nei piu vari modi, e
da cui i suoi amici prendevano a prestito i libri. N sta
to pubblicato il catalogo49, che un documento di gran
de interesse. Si pu dire comprenda gran parte degli scrit
tori francesi socialisti del periodo anteriore al 48 e, sia
pure in misura molto minore, dellepoca della rivoluzio
ne stessa. Anche in questa raccolta si sente la preoccu
pazione della propaganda, abbondano infatti gli opusco
li di volgarizzazione. Tutte le diverse tendenze sono rap
presentate, di preferenza quella dei fourieristi, ma accan
to ad essa vediamo moltissime delle cose che avevano
pubblicato sinallora Proudhon, i socialisti cristiani, Flo
ra Tristan, Leroux, Pecqueur, Raspail, Vidal, Villegar-
delle, Louis Blanc. N mancano i comunisti con Cabet,
Dzamy, Engels (Die Lage der arbeitenden Klasse in
England) e Marx {La misere de la philosophie). Accanto
a questi un gran numero d economisti, di progettisti,
146 CAPITOLO TERZO

tutta una documentazione minuta sui pi vari problemi


politici, giuridici e sociali, di Francia soprattutto, ma non
senza molti volumi pubblicati in Occidente sulla Russia
e la Polonia, e parecchie cose sugli altri paesi europei,
non esclusa l Italia. una biblioteca che rivela, accanto
allinteresse fondamentale per le teorie socialiste, una
passione per cosi dire giornalistica, quotidiana, per la vi
ta dellEuropa attorno al 48.
Con lo svilupparsi del movimento nacque anche il de
siderio di costituirsi dei mezzi di propaganda pi larghi
che non i manoscritti e le discussioni sui libri. V i fu chi
propose di stampare allestero, di creare cio lontano dal
la censura di Nicola I, un centro emigrato, similmente a
quanto cominciavano a pensare allora anche Herzen e
Golovin. Altri proposero una stamperia clandestina, in
Russia stessa. Ma restaron progetti, anche se pare vi fos
se un inizio di realizzazione della seconda proposta.
Fini per farsi luce lintenzione di creare, sulla base dei
gruppi gi esistenti, una vera e propria societ segreta.
Le persone attorno alle quali i diversi circoli seran ve
nuti sviluppando discussero tra loro simile possibilit.
Spesnev, un sostenitore - come vedremo - delle idee co
muniste, propose di costituire un comitato centrale,
composto dei rappresentanti dei diversi gruppi. Diceva
che tre potevano essere i modi dazione: quello gesui
tico (e cio la congiura), la propaganda e l insurrezio
ne. Non nascose che le sue simpatie andavano verso l ul
tima e disse che, uniti, avrebbero potuto cercar di per
correre tutte tre queste strade che sembravano aprirsi
di fronte a loro. Si giunse, a quanto pare, ad un primo
abbozzo di simile comitato centrale, ma i loro tenta
tivi in tal senso furon presto stroncati dagli arresti, che
cominciarono nellaprile del 1849.
Ma non era stata soltanto la repressione a fermarli.
Gi nelle discussioni che precedettero la fine vediamo
come essi sentissero pesare la terribile sproporzione esi
stente fra i mezzi di cui potevan disporre ed i loro pro
getti. Certo - diceva uno di loro - se fosse scoppiato in
Russia un qualche rivolgimento politico, una societ
simile avrebbe potuto avere una grande importanza. Ma
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 147
trov chi gli obiett chera ben poco probabile che ci
avvenisse. Convenne che c era da attendere ventan
n i 50. Naturalmente questa prospettiva faceva tornare
in primo piano quella volont di direzione culturale che
era stata alla radice di tutte le loro attivit, quella propa
ganda socialista allinterno dei diversi gruppi della socie
t russa che fu la loro effettiva ragion dessere. Petra
sevskij stesso non appoggi la progettata trasformazione
in societ segreta dei circoli da lui suscitati. Giunsero,
insomma, alle soglie duna vera e propria vita cospirati
va, ma non poterono procedere oltre, chiusi nel mondo
in cui erano sorti.
Nelle discussioni interne era apparso chiaro, allinizio
del 1849, anche un altro ostacolo che veniva a frapporsi
ad un loro sviluppo politico e cospiratorio. D allincessan
te confronto delle diverse idee e personalit risultava che
essi non costituivano un movimento unico, ma una rac
colta di correnti diverse, che erano divisi non solo nella
scelta dei mezzi, ma anche negli ideali. Il nucleo centrale
era fourierista e Petrasevskij ne costituiva la personalit
piu forte. Altri, come ad esempio i fratelli Debu, aveva
no cercato davvicinare sempre piu il falanstero di Fou-
rier all'obscina russa. Altri ancora, raccolti attorno a
Spesnev, si proclamavano comunisti. Molti chiamavano
se stessi liberali, intendendo cosi esprimere il loro forte,
ma generico senso di rivolta contro la situazione esisten
te in Russia. Lo stesso comitato centrale veniva cosi
ad esser concepito come una riunione di diversi rappre
sentanti di diverse opinioni, i quali, a loro volta, ognuno
separatamente, avrebbero dovuto organizzare un comi
tato speciale della propria tendenza51. L elemento so
cialista e fourierista doveva restare il piu forte e il piu
attivo. Si trattava, come essi dicevano, di riunire in
primo luogo i socialisti, e poi la gente dalle idee progres
siste52. Ma questo non impediva le discussioni interne,
i conflitti ideologici, anzi li favoriva. E proprio i dibatti
ti interni sono quel che di storicamente piu importante
rimasto della loro attivit.
Perch Michail Vasilevic Petrasevskij diventasse un
seguace di Fourier non diffcile capire: la sua mentali
14 8 CAPITOLO TERZO

t aveva una notevole somiglianza con quella delluto


pista francese. Anche in lui un animo di sognatore suni
va ad una volont analitica, precisa e minuziosa fino alla
pedanteria, elementi di stranezza sincrociavano con una
tenacia e una caparbiet straordinarie. Negli scritti di
Fourier egli dove trovare un alimento adatto: Quando
lessi per la prima volta le sue opere, fu come sio rina
scessi di nuovo. M inchinai di fronte alla grandezza del
suo genio. Come se finallora non fossi stato cristiano ma
pagano, abbattei tutti gli altri idoli e ne feci il mio solo
d io 53.
In Fourier non cerc dunque soltanto la soluzione di
problemi economici o politici, volle trovarvi una conce
zione della vita, di quella personale e sociale insieme. In
genere nei socialisti francesi vedeva dei continuatori dei
filosofi settecenteschi i quali, come diceva elencando se
condo il suo solito, avevan voluto porre luomo in giu
sto rapporto: 1) con se stesso; 2) con la societ (laltra
gente); 3) con tutta l umanit; 4) con la natura. E ag
giungeva: Il socialismo il tentativo di risolvere que
sti problem i54. Era, insomma, una domanda religiosa
chegli poneva al socialismo, cosi come tanti suoi con
temporanei.
Ma questa ampiezza e genericit gli si venne a poco
a poco tramutando tra mano in una visione che compren
deva soprattutto i problemi sociali, amministrativi e giu
ridici. Il suo socialismo, confrontato con la realt russa,
gli si scomponeva in una serie di riforme, da quella della
vita individuale di ciascuno a quella dei rapporti nelle
campagne, dallintroduzione della libert fino alla rifor
ma del sistema giudiziario.
Questa volont di riformatore cerc di esporre appro
fittando dun Dizionario tascabile delle parole straniere
adoperate in russo, che si cominci a stampare nel 1844,
e di cui il secondo e ultimo fascicolo furon curati da lui.
Giocando con la censura riusc, sia pure in modo piutto
sto velato, a far conoscere alcune idee centrali di Fourier
e di altri socialisti, come Villegardelle, Owen, Saint-Si-
mon, ecc. La presentazione di quelle idee conteneva gi
un attacco - indiretto ma chiaro per chi avesse occhi per
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 14 9

leggere - contro la servit dei contadini, la mancanza di


libert in Russia, ecc. Il dizionario fini per esser ritirato
dalla circolazione. Sar portato a Parigi come una rarit
e come un indice sintomatico da Herzen, quando emigre
r nel 18 47.
Petrasevskij tent pure d applicare il suo fourierismo,
spiegandolo personalmente ai contadini del suo misero
possedimento, sito nella regione di Pietroburgo. Volle
costruire per loro una grande casa comune, con servizi
collettivi, per sostituire le misere izbe del suo villaggio.
La trov una notte in cenere, bruciata probabilmente da
gli stessi contadini55.
Cerc allora di suscitare una discussione sulla proprie
t terriera in Russia, spiegando ad unassemblea di nobi
li quali sarebbero stati i vantaggi se si fosse permesso
ai mercanti di possedere terre e contadini, a condizione
di trasformare questi ultimi da servi in obbligati. Il
prezzo delle terre sarebbe aumentato, - diceva. Ma si at
tir i sospetti delle autorit e le aspre critiche degli ami
ci, che lo accusarono dabbandonare cos i principi so
cialisti.
Lasci cadere questo tentativo, sempre piu persuaso
che soltanto la predicazione nei gruppi raccoltisi attorno
a lui e una larga diffusione delle idee di Fourier avrebbe
potuto portare alle riforme da lui desiderate.
Espose cosi, insistentemente, il suo fourierismo nelle
riunioni periodiche che si tenevano a casa sua. Continue
r a predicarlo anche in carcere, di fronte alla commissio
ne dinchiesta. Ancora nel suo testamento, scritto in cel
la, disponeva che un terzo dei denari derivanti dalla ven
dita dei suoi beni andasse a Victor Considrant, capo
della scuola dei fourieristi, per la formazione dun falan-
stero 56.
Il 7 aprile 1849 organizz in onore di Fourier un ban
chetto, che fu la manifestazione culminante di questo
movimento. V i pronunci un discorso in cui ricordava
chegli era uno dei piu vecchi propagandisti del sociali
smo nella nostra incolta patria. L a nostra mission, co
me socialisti di confessione fourierista in Russia non fa
cile come pu apparire a prima vista - diceva. - Se il de

IO
150 CAPITOLO TERZO

stino ci ha risparmiato il lavoro degli scopritori, se abbia


mo una stella polare nella dottrina di Fourier, dobbiamo
per, nellatto stesso dellapplicazione pratica, incontra
re delle difficolt, degli ostacoli per cosi dire locali, che
non potevano in nessun modo esser preveduti n dal no
stro maestro, n dai migliori suoi interpreti in Occiden
te... Ricordiamoci che abbiamo i piedi sul barbarico suo
lo della nostra patria, che tutto nella nostra vita sociale
non che una conseguenza della barbarie e della patriar-
calit orientale, che la mente del popolo russo non si
ancora svegliata e che noi, non soltanto come socialisti,
ma anche soltanto come uomini che hanno abbandonato
i pregiudizi e che sanno guardare la verit negli occhi,
non possiamo sperare, unicamente in base a queste no
stre qualit, di suscitare di colpo per noi e per le nostre
convinzioni il consenso delle m asse...57.
Propose cosi, in quel banchetto, un toast alla cono
scenza della realt. Era questo il risultato di tutta la
sua evoluzione di quegli anni. Tenendo fisso il fourieri-
smo come stella polare, aveva fatto personalmente e in
vitato i suoi compagni a compiere uno sforzo per cono
scere la realt russa, come a preparare il terreno per l ap
plicazione dei loro ideali.
Non scartiamo con un sorriso di disprezzo la realt che
ci circonda, guardiamola attentamente, studiamola in det
taglio e diamo a quel chessa ha di vivo e di vitale la possi
bilit di raggiungere la voluta pienezza di sviluppo.

Al centro della realt russa restava il problema conta


dino. Era persuaso da tempo che esistesse un solo mezzo
per abolire davvero la servit, quello di liberare i conta
dini con quella terra ehessi lavoravano, senza nessuna
ricompensa per i n obili58. Come dir la commissione
dinchiesta, riassumendo un suo progetto oggi perduto,
con simile liberazione il contadino avrebbe ottenuto la
parte del leone.
E , proprio discutendo questo problema, leggendo H axt
hausen, studiando la realt, come diceva, egli aveva
trovato nella situazione russa un addentellato immediato
al suo fourierismo. Nelle deposizioni in carcere egli seri-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 1.51
ver che, posto di fronte alla riforma agraria, a questa
completa, totale trasformazione della nostra vita socia
le, pensai al falanstero come alla sua chiave e alla sua pie
tra di paragone59. Si trattava cio non soltanto di dare
ai contadini tutta la terra da loro coltivata, ma dorga
nizzare i loro lavori in grandi aziende, in cui fossero com
binati - comegli sesprimeva con parole di Fourier - il
mnage morcel e il mnage associ, il possesso pri
vato e la conduzione collettiva. G li si era presentato cosi,
naturalmente, il raffronto tra il falanstero, chegli vedeva
nelle campagne russe del futuro, e Vobscina. Era la pa
rola che impiegava per tradurre in russo l idea fondamen
tale di Fourier. Il socialismo avrebbe fornito delle indi
cazioni per la riorganizzazione del lavoro n&Wobsti
na, diceva ad esempio.
Proprio per questo, a parte ogni altro problema psico
logico, ogni ricerca duna moralit diversa, e a parte tut
te le sue stranezze, Fourier pot avere tale importanza
per lui e per i suoi compagni, proprio per questo pot
influenzare, a differenza degli altri sistemi socialisti fran
cesi, lunico vero e proprio movimento socialista esisten
te in Russia in quegli anni.
Il fourierismo si presentava infatti sotto un doppio
aspetto: come critica di tutto il sistema capitalistico e
come modello duna nuova azienda. Anche se ambedue
questi aspetti furono assimilati dai fourieristi russi,
naturale che proprio il secondo dovesse attirare partico
larmente la maggior parte di loro. A. P. Beklemisev, ad
esempio, scriver nel 1848 tutta una dettagliata e interes
sante discussione sui vantaggi della comunit compara
tivamente allo sparpagliamento nelle varie forme del la
voro, con lo scopo di proporre il falanstero a modello
per i proprietari terrieri che intendevano trasformare le
proprie aziende. Petrasevskij dal carcere sottoline an
che lui questo aspetto riformistico e pacifico del fourie
rismo, e volle dimostrare la convenienza per i proprieta
ri - e magari per lo stesso imperatore - a creare delle
grandi aziende agricole basate sul lavoro collettivo. Ma
erano mezzi tattici: egli era convinto che simile possibi
lit fosse indissolubilmente legata ad una riforma tota
152 CAPITOLO TERZO

le dei rapporti sociali, ad una radicale riforma agraria,


ad unespropriazione delle terre della nobilt e ad un lo
ro passaggio nelle mani dei contadini.
Nel falanstero di Fourier aveva trovato dunque l uto
pia attraverso la quale Vobscina contadina si staccava dal
l ambiente feudale in cui era racchiusa, e diventava - co
me doveva dire, per altre ragioni, Herzen - un germe di
socialismo contadino. Non per nulla Petrasevskij insiste
va sempre sulla funzione di guida della teoria rispetto
alla pratica61. Dovevano esser le idee socialiste da lui
tanto appassionatamente studiate a guidare la trasforma
zione dellobscina in falanstero.
Altri invece, accanto a lui, giunsero ad una concezio
ne piu specificamente populista, vedendo nelle campagne
russe un elemento di socialismo gi esistente. Mentre
cio Petrasevskij insisteva sullorganizzazione collettivi
stica del lavoro, questi guardavano soprattutto alla ridi
stribuzione periodica delle particelle di terra, ed esalta
vano la tradizione comunitaria delle campagne russe. An-
chessi dicevano che Vobscina aveva impedito il formarsi
del pauperismo avutosi in Occidente, cosi come l espro
priazione dei contadini che li avrebbe ridotti a proletari.
Nella sua esposizione dei sistemi socialisti, scritta in
carcere, Jastrzembskij spiegava ad esempio che in Russia
la popolazione delle campagne, bench serva, non mi
serabile perch la servit pur sempre una forma, sia pu
re rozza, dassociazione . Per quanto riguarda gli ope
rai delle fabbriche, quando i loro salari ribassano ecces
sivamente, tutti tornano al lavoro nelle campagne, cosic
ch in Russia, parlando propriamente, non v proleta
riato e pauperismo62. Simile era pure la conclusione di
N. Ja. Danilevskij, implicato anche lui in questo proces
so e - con Petrasevskij - il miglior conoscitore del siste
ma di Fourier in quel movimento.
Per quanto possiamo giudicare dai documenti che ci
rimangono, i principali rappresentanti di questa che po
tremmo chiamare l ala populista dei petrasevcy, erano i
fratelli K. e I. M. Debu, discendenti da francesi (Desbout),
stabiliti in Russia gi dal Settecento. Il primo era una
delle persone nelle quali Petrasevskij aveva maggior fi-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO *53
duda: quando si pensava di costituire un comitato cen
trale delle societ egli avrebbe dovuto farne parte. Ac
canto a loro, convinto fourierista egli pure, ma preoccu
pato in modo particolare dei problemi agricoli, stava N.
S. Kaskin, figlio dun decabrista, che ritroveremo una
decina danni pi tardi a contatto con N. Serno-Solov'vic,
uno dei fondatori di Zemlja i volja, ambedue in piena at
tivit per ottenere il massimo possibile dalla riforma agra
ria attuata da Alessandro I I 63.
Anche Dostoevskij, se dobbiamo credere ad un me
morialista64, gi in quel periodo era convinto che biso
gnava guardare alla vita e allorganizzazione secolare
del nostro popolo, all 'obstina e a\Yartel'. probabile
tuttavia che queste idee riflettano piuttosto una visione
posteriore di Dostoevskij quando, tornato dalla Siberia,
si riavviciner alla posizione degli slavofili65. Allora egli
era per una radicale liberazione dei servi e, personalmen
te, sotto l influenza degli elementi piu decisi e politici
tra i petrasevcy, Spesnev, Durov, ecc. Nella sua depo
sizione si dichiar nettamente avversario non soltanto
dogni tendenza slavofila - come del resto tutti i suoi
compagni - ma anche del fourierismo.
Non esiste in Occidente sistema sociale cosi ridicolizza
to, cosi impopolare e fischiato come il sistema di Fourier.
Esso gi defunto, e i suoi rappresentanti non saccorgono
desser soltanto dei morti viventi e nulla piu. In Occidente,
in Francia in questo periodo ogni sistema, ogni teoria pe
ricolosa per la societ. Infatti i proletari affamati saggrap
pano per disperazione ad ogni mezzo e dogni mezzo son
pronti a far la loro bandiera... Ma per quanto concerne noi,
in Russia, a Pietroburgo, basta fare venti passi per la strada
per convincersi che sul nostro suolo il fourierismo pu sus
sistere solo nei fogli intonsi dei libri o in unanima tenera e
senza cattiveria, non altrimenti che nella forma dun idillio
o dun poema di ventiquattro canti in versi66.

Si trattava dun atteggiamento dettatogli dalla neces


sit di difendersi dalle accuse che dovevano portarlo ad
esser condannato a morte. Ma probabilmente ci corri
spondeva anche alle sue idee fondamentali. Certo egli
sinteress come scrittore alla psicologia di Fourier e ne
154 CAPITOLO TERZO

trasse alcuni elementi per i suoi futuri romanzi. Ma la


sua politica era allora pi immediata, meno utopistica:
quel che voleva era meno censura e meno vincoli per il
popolo. E questo disse anche nella sua deposizione. So
prattutto, Dostoevskij non era nel 1849, come non sar
mai, uomo dalla mentalit politica. Il 48 l interessava
come un dramma, e quel che l attirava di pi nel sociali
smo era il fatto chesso fosse una scienza in fermento,
un caos, l alchimia prima della chimica, l astrologia pri
ma dellastronomia, sebbene gli paresse che dal caos
attuale si verr elaborando in seguito qualcosa di forte,
ragionevole e benefico per il bene pubblico, proprio co
me dallalchimia si elabor la chimica e dallastrologia
l astronomia67. Sentiva insomma anche lui, in forme
immaginose, quel medesimo stimolo che, nello stesso pe
riodo, spingeva Bakunin alla ricerca del vero comuni
Smo, Herzen verso il socialismo russo e Miljutin a
dire che bisognava passare dallutopia alla scienza. I do
cumenti sulla partecipazione di Dostoevskij a questo mo
vimento sono cosi tra i pi espressivi duno stato dani
mo generale, ma non bisogna lasciarsi tentare di trarne
una visione precisa. Essi sono importanti soprattutto co
me testimonianza duno stato d animo.
Accanto ai fourieristi ortodossi e ai fourieristi populi
sti stava il piccolo gruppo dei comunisti, capeggiati da
colui che Dostoevskij chiamava allora il suo Mefistofele,
N. A. Spesnev. Era stato lui a proporre unorganizzazio
ne pi stretta, a parlare di un comitato centrale. Era
lui che, pi d ogni altro tra i suoi compagni, sperava in
una rivolta contadina e ne vedeva lo sbocco in una ditta
tura che avrebbe organizzato l agricoltura russa in grandi
imprese di carattere collettivo.
N. A. Spesnev fu certo un uomo notevole da molti
punti di vista come dir Bakunin, che lo conoscer in
Siberia nel 18 5 9 68. A differenza degli altri petrasevcy,
poteva considerarsi ricco, possedendo circa cinquecento
anime nel governatorato di Kursk. Nel 18 39 fugg pri
ma a Helsinki e poi allestero con una bella polacca che
pare finisse per avvelenarsi per amor suo. Era in Svizze
ra al tempo della guerra del Sonderbund e forse vi parte-
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 155
cip dalla parte dei democratici. Visse poi a Parigi, Vien
na e Dresda, a contatto con l emigrazione polacca e i so
cialisti francesi. Leroux gli aveva proposto di collabora
re alla Revue indpendante. Nel dicembre 18 47 era di
ritorno a Pietroburgo e cominciava, malgrado la riserva
tezza del suo carattere, a crearsi dei seguaci nei gruppi che
si raccoglievano attorno a Petrasevskij. Spieg loro che
il socialismo non affatto una nuova economia politica,
ma una nuova politica. Cosi intitol uno scritto che com
pose allora, oggi perduto69. assai probabile che fosse
sotto l influenza diretta di Dzamy (e cio del babeuvi-
smo), e insieme di Weitling, che conobbe in Svizzera, ol
tre che degli scritti dellemigrazione tedesca a Parigi
(Marx, Engels, ecc.). Certo, si proclam sempre comu
nista, in contrapposizione ai socialisti di tutte le altre
tendenze, soprattutto ai fourieristi.
Questa discussione tra socialisti e comunisti - sia pu
re complicata da urti personali e ad esempio dallaccusa
fatta da Petrasevskij a Spesnev di farsi dominare dal
l orgoglio, dagire per dpit de la vie 70 - uno degli
aspetti piu interessanti di questo movimento.
Si trattava innanzitutto del contrasto tra quelli che vo
levano una lenta diffusione di idee, un progressivo ade
guarsi del fourierismo alla realt russa e quelli che vede
vano invece soprattutto la necessit duna congiura, dun
movimento puramente p olitico71, come sosteneva Spes
nev. Per lui ci significava anche non badare ai mezzi.
Questo voleva dire probabilmente quando parlava dun
modello gesuitico72, o quando sosteneva la necessit
duna dittatura. Gi su questo terreno i contrasti fu
rono violenti. Un giorno Petrasevskij ebbe a dire: Io
per primo alzerei la mano sul dittatore73. Ma Spesnev
continuava a sostenere che soltanto cosi si sarebbe potu
to risolvere il problema contadino che, come affermava,
era il piu importante di tutti, quello da cui bisognava
cominciare 74.
Nel novembre 1848 fece la conoscenza, in una delle
serate di Petrasevskij, dun uomo che lo conferm sem
pre piu in questa sua convinzione. Era un organizzatore
di miniere doro in Siberia, persona diniziativa e di ca-
156 CAPITOLO TERZO

rattere ardito. Raccont per minuto a lui e a qualche al


tro come nel 18 42 fosse stato costretto a reprimere una
grossa rivolta nel governatorato di Perm', tra i contadini
dei beni demaniali. Era tutto un mondo doscure lotte
che appariva cosi di fronte ai loro occhi. Dostoevskij,
chera presente, si limit a notare che il narratore, Cer-
nosvitov parlava un russo proprio come lo scriveva
G ogol'. Spesnev invece ne trasse una conseguenza me
no letteraria e pi politica, la conferma cio della sua
idea che queste rivolte erano l unica via per giungere ad
una vera rivoluzione. una delle poche volte in cui pos
siamo documentare con esattezza il legame tra le rivolte
contadine e il sorgere dun movimento rivoluzionario tra
Yintelligencija russa degli anni 40 '5.
Il comitato centrale che Spesnev propose in questa
occasione era legato appunto alla sua speranza di potersi
mettere in contatto con i centri pi attivi del malconten
to popolare, soprattutto nella regione degli Urali. Biso
gnava agire alla Pugacv76, diceva. Cernosvitov gli
aveva spiegato che nel governatorato di Perm' i contadi
ni demaniali serano rivoltati nel 1842 perch era corsa
voce che li si volesse vendere ai nobili o allamministra
zione dei beni della corona. Essi volevan restare nelle
condizioni in cui si trovavano. In tal modo, pur dimo
strando la loro fedelt allo zar, essi esprimevano il loro
odio verso i funzionari locali, gretti e corrotti, verso tut
ta quellamministrazione che Kiselv aveva riorganizzato
nelle sue riforme, verso tutto quel controllo chegli era
venuto appesantendo su di loro. Questi sentimenti era
no condivisi ovunque tra i contadini e anche - aggiunge
va - tra i servi che lavoravano nelle miniere degli Urali,
i quali anzi erano pi istruiti. Tra di loro, cera mol
ta gente colta, molti meccanici, molti geometri capaci.
In genere, concludeva, l il popolo sviluppato al punto
d essere in grado dassimilare idee che vanno ben pi in
l della sua vita di tutti i giorni77. Cernosvitov parl
pure a lungo della Siberia, nel futuro della quale i petra-
sevcy riponevano grandi speranze e che egli stesso pensa
va dovesse un giorno esser liberata in qualche modo dal
controllo di Pietroburgo.
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 157

Quali conseguenze politiche Spesnev trasse da tutte


queste conversazioni, salvo appunto l idea dellinsurre
zione, non sappiamo. Pot tuttavia vedere in una luce
nuova quelle idee, che eran le sue, sulla nazionalizzazio
ne della terra e dellindustria. Come il fourierismo russo
un continuo confronto tra la grande azienda nobiliare
tradizionale e un modello ideale di falanstero, cosi anche
il comuniSmo di Spesnev conteneva in s un elemento di
confronto tra la situazione dei contadini dello stato (non
dimentichiamoci chessi rappresentavano quasi la met
della popolazione delle campagne) e le idee che, diretta-
mente o indirettamente, gli venivano da Babeuf.
Oltre a questo aspetto, pi direttamente legato alla
realt russa, la discussione tra socialisti e comunisti al
l interno dei gruppi di Petrasevskij ebbe pure un impor
tante aspetto teorico.
Danilevskij ne espose i termini quando disse che Fou-
rier sosteneva che la scienza deve scoprire le leggi duna
armoniosa organizzazione dei rapporti tra gli uomini...
in altre parole le leggi della felicit umana. Invece - di
ceva - i comunisti non hanno fatto che portare alle estre
me conseguenze l idea illuministica delleguaglianza.
L uomo non desidera l eguaglianza, ma la libert e la
felicit, mentre nessuno dei sostenitori della teoria delle
guaglianza ha dimostrato o pensato a dimostrare chessa
comporti necessariamente la felicit, il che sarebbe certo
difficile da provare '8.
La maggioranza dei fourieristi russi era spinta infatti
dalla volont di migliorare la situazione propria e dei
contadini. In loro non risuona una nota di rivolta egua
litaria, ma una preparazione a riforme, sia pure radicali.
Petrasevskij diceva che i comunisti sono dei socialisti
per sentimento... Amaramente colpiti dallorribile mi
seria accanto alla smodata ricchezza, essi videro... nella
bolizione della propriet privata il mezzo d abbattere
ogni male 79. Anche Petrasevskij vedeva nel fourierismo
la risposta scientifica, ragionata e complessa a questo
comuniSmo istintivo e utopico.
Cosi quando un giorno uno dei seguaci di Spesnev,
Timkovskij, propose a Petrasevskij di raggiungere un
I58 CAPITOLO TERZO

accordo tra le due correnti sulla base dellidea che in fu


turo le campagne russe avrebbero dovuto essere organiz
zate parte in aziende socialiste, parte in aziende comuni
ste, Petrasevskij gli rispose con una lunga lettera che co
stituisce il documento pi importante di questa polemi
c a 80. Il problema dellorganizzazione del lavoro, il pro
blema fondamentale della vita sociale, stato elaborato
piu accuratamente dai fourieristi che da qualsiasi altro so
cialista. La natura umana stata considerata pi atten
tamente, e l uomo, questa viva unit della vita sociale,
non stato considerato da loro in astrazione, in idea, co
me dalla maggior parte dei comunisti, ma come esso ,
mentre la vita sociale stata adattata a lui e non lui sot
toposto di forza a determinate forme di vita sociale. Il
fourierismo porta gradualmente e naturalmente a quello
che il comunismo vuole instaurare immediatamente e
forzatamente. Il comunismo vuole indirizzare contempo
raneamente tutte le forze della societ alla trasformazio
ne di questa, senza badare a nulla. Il fourierismo tende
a gettare nella trasformazione il di pi delle forze socia
li, le energie che non sono indispensabili per il manteni
mento dellesistenza della societ medesima... Per que
ste ragioni egli rigettava ogni compromesso e continua
va a sostenere integralmente il suo punto di vista.
Non possediamo nessun documento di Spesnev o dun
suo seguace in risposta a questa polemica81. Del resto la
repressione venne a colpire tutti proprio quando i pro
blemi sta van facendosi pi vivi e precisi. Avevano spera
to un momento che alla rinunzia ad ogni anche minima
riforma dallalto, che alla reazione sempre pi forte di
Nicola I avrebbe risposto un intensificarsi dei solleva
menti contadini, i quali avrebbero potuto eventualmen
te diventare una rivoluzione.
Fallita questa speranza, non rest loro che rassegnar
si al carcere e alla Siberia.
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 159
1 p h il ip p o m p e r , The Russian Revolutionary Intelligentsia, N ew
York 1970, cap. I l i , pp. 3 1 sgg. {The Lost Generation. 1825-
1855).
2 Cfr. soprattutto v. 1. s e m e v s k i j , Krest'janskij vopros v Rossii v
x v i i i i pervoj poiovine xix veka [Il problema contadino in Rus
sia nel x v i i i e nella prima met del x ix secolo], Spb. 1888;
Krestjanskoe dviienie. 1827-1869. Podgotovil k pecati E. A.
Morochovec [Il movimento contadino. 1827-1869. Documenti
curati da A. E. Morochovec], M.-L. 19 3 1, fase. I (1827-60) e n .
m . d r u z i n i n , Gosudarstvennye krestjane i reforma P. D. Kise-
lva [I contadini dello stato e la riforma di P. D. Kiselv], M.-L.
1946; j e r o m e b l u m , Lord and Peasant in Russia from th Ni-
neteenth Century, Princeton (N.J.) 19 61, pp. 442 sgg.; m i c h a e l
c o n f i n o , Systmes agraires et progrs agricole. L assolement
triennal en Russie aux x v m -xix sicles. Etude dconomie et
de sociologie rurales, Mouton, Paris - La Haye 1969 (al quale ri
mandiamo anche per la bibliografia). Sulla situazione economica
di quel periodo, cfr. n . s . k i n j a p i n a , Politika russkogo samoder-
iavija v ohlasti promyslennosti (20-50-e gody xix v.) [La politi
ca dellautocrazia russa nel campo dellindustria (anni 20-50 del
secolo x ix )], M. 1968 e W i l l i a m l . B l a c k w e l l , The Beginnings
of Russian Industrialization. 1800-1860, Princeton (N.J.) 1968
(sul quale vedi la recensione di A l e x a n d e r g e r s c h e n k r o n , in
Soviet Studies, aprile 1970, pp. 507 sgg.). Sulle idee economi
che, cfr. Istorija russkoj ekonomiceskoj mysli. Pod red. A. I.
Paskova [Storia del pensiero economico russo. A cura di A. I.
Pakov], tomo I, parte II (1800-61), M. 1958. Per una storia ge
nerale, p . 1. l j a s c e n k o , Istorija narodnogo chozjajstva SSSR
[Storia delleconomia dellUrss], M. 19564 (e cfr. la recensione di
A l e x a n d e r g e r s c h e n k r o n in Continuity in History and Other
Essays, Cambridge (Mass.) 1968, pp. 409 sgg.).
3 Sullapparato repressivo di quegli anni, c f r . s. m o n a s , The Third
Section. Police and Society in Russia under Nicholas I, Cam
bridge (Mass.) 1961 e p. s. s q u i r e , The Third Department. The
Establishment and Practices of th Politicai Police in th Russia
of Nicholas I, Cambridge 1968.
4 d r u z i n i n , op. cit., p. 207.
5 1. 1. i g n a t o v i c , Bor'ba krest'jan za osvoboidenie [La lotta dei
contadini per la liberazione], M.-L. 1924, p. 193. Sullultimo pe
riodo qui esaminato, vedi laccurato studio della ju. 1. g e r a s i -
m o v a , Krest'janskoe dviienie v Rossii v 1844-1849 gg. [Il movi
mento contadino in Russia negli anni 1844-1849], in Istorice-
skie zapiski, 1955, fase. 50, pp. 224 sgg.
6 s e m e v s k i j , Krest'janskij vopros v Rossii v
x v i i i i pervoj poio
vine xix veka cit., voi. II, p. 582. Si tenga sempre conto che que
ste cifre sono molto approssimative e che le fonti si contraddico
no largamente in proposito.
Per i movimenti che si produssero nelle manifatture e che sono
i6 o CAPITOLO TERZO

quasi sempre legati alla mentalit e anche ai problemi dei conta


dini, vedi Rabocee dvizenie v Rossii v xix veke. Sbornik doku-
mentov i materialov. Pod red. A. M. Pankratovoj [Il movimento
operaio in Russia nel secolo xix. Raccolta di documenti e mate
riali. A cura di A. M. Pankratova], tomo I, parte I (1800-25),
parte II (1826-60), M. 19552.
7 Uno degli esempi piu tipici in proposito costituito dai disordi
ni che si prolungarono dal 1833 al 1838 nel circondario di Izma
(regione dArchangel'sk) in terre di demanio. Vedi l accurato
studio di D. N. c h o n ' k i n , Volnenija iimenskich krest'jan [Le agi
tazioni dei contadini di Izma], Syktyvkar 1941.
8 Uno studio minuzioso sui grossi disordini della regione di Perm'
e di Orenburg tra contadini del demanio nel periodo 1834-35 si
trova in d r u z i n i n , op. cit., pp. 224 sgg. Erano le regioni di Pu-
gacv e la situazione venutasi a creare allora in quelle terre non
era molto diversa, pur naturalmente su scala ben piu piccola, da
quella che precedette la grande rivolta del 1773.
9 s. g e s s e n , Cholernye bunty (1830-1832) [Le sommosse del cole
ra], M. 1932.
10 Krest'janskoe dvizenie. 1823-1869 cit., vol. I, p. 15.
11 d r u z i n i n , op. cit., p. 285.
12 Questi rapporti sono citati da e . v . t a r l e , Imperator Nikolaj I
i krest'janskij vopros v Rossii po neizdannym donesenijam fran-
cuzskich diplomatov, 1842-1843 [Limperatore Nicola I e il pro
blema contadino in Russia nei rapporti dei diplomatici francesi,
1842-1847], in Zapad i Rossija. Stadi i dokumenty iz istorii xvn-
xx vv. [LOccidente e la Russia. Articoli e documenti per la sto
ria dei secoli xvu-xx], P. 19 18, pp. 17 e 27, n. 7.
13 s e m e v s k i j , Krest'janskij vopros v Rossii v x v m i pervoj poio
vine xix veka cit., vol. II, p. 136.
14 DRUZININ, op. cit., p. 276.
15 Ibid., p. 182.
16 Ibid., p. 480.
17 Ibid.
18 t a r l e , op. cit., p. 18. Cfr. m i c h a e l c a d o t , La Russie dans la vie
intellectuelle franaise. 1839-1856, Paris 1967, p. 336, dove si ci
ta il Journal des dbats del 4 maggio 1842, in cui si leggeva
che Nicola I, colpito dalla tragique histoire de sa famille sta
va tentando di fare il possibile per rendere meno gravosa la si
tuazione dei contadini e per permettere loro, in qualche modo,
d chapper au joug de leurs seigneurs. Ma qualche giorno pi
tardi, il 23 maggio, Saint-Marc Girardin, sulle colonne del mede
simo quotidiano, assumeva in proposito un tono duro e sprez
zante: Tout-puissant pour dvaster la Pologne, pour touffer
les insurrections des serfs ou des colonies militaires, lempereur
Nicolas se voit arrt ds quil veut consacrer un peu de ce pou
voir, que ses courtisans disent si grand, lmancipation des
serfs.
PROBLEMA CONTADINO E SOCIALISMO 16 1

19 A. H a x t h a u s e n , Studien ber die inneren Zustnde, das Volks


leben und insbesondere die lndlichen Einrichtungen Russlands,
3 vo ll, Hannover 1847, Berlin 1852; trad. russa di L. I. Rago-
zin, M. 1870, voi. I, p. 72.
20 Citato da i g n a t o v i c , op. cit., p. 30.
21 n . b a r s u k o v , I h n i trudy M. P. Pogodina [La vita e lopera di
M. P. Pogodin], Spb. 1895, voi. IV , p. 303. Altre testimonianze
nel medesimo senso in s e m e v s k i j , Krest'janskij vopros v Rossii
v x v iii i pervoj poiovine xix veka cit., voi. II, pp. 187 sgg.
22 A. n i f o n t o v , 1848 god v Rossii. Ocerki po istorii 40-ch godov [Il
1848 in Russia. Saggi sulla storia degli anni 40], M.-L. 19 3 1, e
2a ed., ampliata e corretta, 1949, pp. 128 sgg., dove sono ripor
tati numerosi documenti sullo stato danimo della nobilt in quel
periodo.
23 v. s. p e c r i n , Zamogil'nye zapiski, Podgotovil M. O. Gersen-
zon, pod redakciej L. Kameneva [Ricordi doltretomba, curati da
M. O. Gersenzon, sotto la redazione di L. Kamenev], s. 1. [ma
M.] 1932, p. 115 . Herzen ci ha lasciato un suo accurato ritratto,
XIV, 54 sgg. Vedi M . g e r s e n z o n , liz r i V. S. Pecrina [Vita di
V. S. Pecrin], M. 19 10 ; v. f r a n k , Ein russischer Exulant in 19.
Jahrhundert: Wladimir Petscherin, in Schriftenreihe Osteuro
pa, 1957, n . 3; w o l f G IU S T I, L irrequieto itinerario di padre
Vladimir Pecrin, Universit di Trieste, Istituto di filologia sla
va, 1964, n. 6 ; a l e k s a n d e r L iP S K i, Pecerins Quest for Meaning-
julness, in Slavic Review, voi. X X III, 1964, fase. 2, pp. 239
sgg-
24 P EC R IN , Op. Cit., p. 109.
25 m . A. b a k u n i n , Sobranie socinenij i pisem, pod red. Ju. M. Ste-
klova. Raccolta di opere e lettere, a cura di Ju. M. Steklov], voi.
II, p. 186.
26 n . v. m i n a e v a , Rannij utopiceskij socializm N. P. Ogarva [Il
giovanile socialismo utopistico di N. P. Ogarv], in Ucnye za
piski (Memorie scientifiche dellIstituto statale pedagogico V.
I. Lenin), M. 1962, Nekotorye problemy ekonomiceskogo razvi-
tija i obscestvennogo dvizenija v Rossii xix v. [Alcuni problemi
dello sviluppo economico e del movimento sociale in Russia nel
x ix secolo], pp. 61 sgg. e e . l . r u d n i c k a j a , N. P. Ogarv v rus-
skom revoljucionnom dvizenii [N. P. Ogarv nel movimento ri
voluzionario russo], M. 1969.
27 n . p. o g a r v , Zapiski russkogo pomeseika [Memorie di un no
bile proprietario russo], in Byloe, 1923, fase. X V II-X V III,
p. 13.
28 Sono stati ripubblicati da n . m e n d e l ' s o n in Zven'ja, 1933,
fase. II, pp. 346 sgg. Vedili riprodotti in n . p . o g a r v , Izbrannye
socialno-politiceskie i filosofskie proizvedenija. Pod obscej red.
M. T. Iovcuka.i N. G. Tarakanova [Opere scelte social-politiche
e filosofiche. A cura di M. I. Iovcuk e N. G. Tarakanov], voi. I,
M. 1952, pp. 90 sgg.
1 62 CAPITOLO TERZO

29 m . o. g e r s e n z o n , N. P. Ogarv pomescik [N. P. Ogarv nobile


proprietario], in Istorija molodoj Rossii [Storia della giovane
Russia], M. 1908, M.-P. 19232; e . l . r u d n i c k a j a , Social'nye ek-
sperimenty N. P. Ogarva [Gli esperimenti sociali di N. P. Oga
rv], in Voprosy istorii, 19 61, fase. I; m i n a e v a , op. cit., pp.
87 sgg.; r u d n i c k a j a , N. P. Ogarev cit., pp. 76 sgg.
30 P. V. Annenkov i ego druz'ja. Literaturnyja vospominanija i pe
repiska 1835-1885 godov [P. V. Annenkov e i suoi amici. Ricordi
letterari e carteggio dal 1835 al 1885], Spb. 1892, p. 104.
31 Lettera di N. I. Sazonov, pubblicata da JA . z. c e r n j a k in Zve-
n'ja, 1936, fase. V I, p. 345, che riferisce queste parole di
Ogarv.
32 GERSENZON, Op. Cit., p. 287.
33 RUDNICKAJA, N. P. Ogarev cit., pp. 78 sgg.
34 JA . z. c e r n j a k , in Zven'ja cit., p. 353.
35 I suoi scritti principali sono stati raccolti in v. A. m i l j u t i n , I z -
brannye proizvedenija [Opere scelte], con prefazione di I. Blju-
min, s. 1. [ma M.] 1946. Cfr. a . s . d u b n o v , Ekonomiceskie vzglja-
dy V. A. Miljutina [Le concezioni economiche di V. A. Miljutin],
M. 1958.
36 M IL JU T IN , Op. cit., p. 162.
37 Ibid., p. 39.
38 Ibid., p. 40.
39 Ibid., p. 350.
40 Ibid., pp. 339-41.
41 Sul primo di questi due gruppi vedi leccellente libro di P. A.
z a j o n k o v s k i j , Kirillo-Mefodievskoe obscestvo [La societ di Ci
rillo e Metodio], M. 1959. Sul secondo di questi movimenti le
fonti memorialistiche sono state raccolte in Petrasevcy v vospo-
tninanijach sovremennikov. Sbornik materialov. Sostavil P. E.
Scegolev, s predisloviem N. Rozkova [I gruppi di Petrasevskij
nelle memorie dei contemporanei, raccolta di materiali compila
ta da P. E. Scegolev, con prefazione di N. Rozkov], M.-L. 1926.
Tutte le altre notizie su questo movimento provengono dal volu
minoso incartamento della commissione dinchiesta che istru il
loro processo nel 1849. Prima della rivoluzione queste carte fu
rono ricopiate integralmente dallo storico V. I. Semevskij, che
ne trasse una serie darticoli pubblicati in varie riviste. Alcuni
tra i piu importanti furono poi ristampati nel suo libro postumo,
M. V. Butasevic - Petrasevskij i petrasevcy [M. V. Butasevic - Pe
trasevskij e i suoi seguaci], parte I (e unica), M. 1922. Il curato
re, V. Vodovozov, fornisce nella prefazione una bibliografia com
pleta degli studi di V. I. Semevskij su questo argomento. Una
scelta dellincartamento stata pubblicata in Petrasevcy, a cura
di P. E. Scegolev, in due volumi che fanno seguito alla raccolta
di memorie sovramenzionata. M.-L. 1927-28. Ne stata ora com
piuta la pubblicazione integrale in Deio petrasevcev [Lincar
tamento dei petrasevcy], a cura di V. R. Lejkina, di E. A.
PR O BLEM A CONTADINO E SO C IA L ISM O 16 3
Korol'cuk e di V. A. Desnickij, M.-L., tomo I, 1937, tomo II,
1941, tomo II I, 19 31. Unampia scelta degli scritti dei seguaci
di Petrasevskij stata pubblicata a cura di E. V. Evgrafov, col
titolo di Filosofskie i obscesvenno-politiceske proizvedenija pe
trasevcev [Opere filosofiche e social-politiche dei petrasevcy], M.
1933. I versi di alcuni appartenenti a questo movimento sono
stati raccolti in Poety-petrasevcy [I poeti del gruppo di Petra
sevskij], a cura di V. L. Komarovic, L. 1940. Su di loro vedi gli
studi della v. R. l e jk in a , Petrasevcy, M. 1924, di L. r a js k i j , So
cial'nye vozzrenija petrasevcev [Le concezioni sociali dei gruppi
di Petrasevskij], L. 1927; g. so u rin e , Le fourierisme en Russie,
Paris 1936; N. v. r iasa n o vsky , Pourierism in Russia: an Esti
mate of th Petrasevcy, in The American Slavic and East Euro-
pean Review, 1933, fase. 3; v. r . le jk in a -s v ir s k a ja , Revolju-
cionnaja praktika petrasevcev [La politica rivoluzionaria dei pe
trasevcy], in Istoriceskie zapiski, 1934, n. 47, pp. 18 1 sgg.;
id ., O charaktere kruzkov petrasevcev [Sul carattere dei gruppi
dei petrasevcy], in Voprosy istorii , 1936, fase. 4; F. I. kaplan ,
Russian Pourierism of th 1840s: Contrast to Herzens Wester-
nism, in The American Slavic and East European Review,
1933, fase. 3; 1. A. fedosov , Revoljucionnoe dvizenie v Rossii vo
vtoroj cetverti xix v. (Revoljucionnye organizacii i kruzki) [Il
movimento rivoluzionario in Russia nel secondo quarto del seco
lo xix (Organizzazione e gruppi rivoluzionari)], M. 1938 (che co
stituisce lopera pi importante uscita in questi ultimi anni sul
movimento di opposizione e di protesta dellet di Nicola I, con
numerosi elementi nuovi tratti dagli archivi); v. R. l e jk in a -s v ir -
sk a ja , Formirovanie raznocinskoj intelligencii v Rossii v 40-ch
godach xix v. [La formazione dellintelligencija piccolo-borghese
in Russia negli anni 40 del secolo xix], in Istorija SSSR,
1938, fase. 1, pp. 83 sgg.; w iktoria sliw o w ska , Sprawa pie-
traszewcv [Laffare dei petrasevcy], Warszawa 1964; id ., Utopi-
ceskij socializm petrasevcev [Il socialismo utopistico dei petra
sevcy], in Istorija socialisticeskich ucenij. Pamjati akademika V.
P. Volgina [Storia delle dottrine socialiste. In ricordo dellacca
demico P. V. Volgin], M. 1964; A. 1. bortnikov , Petrasevcy i
pol'skoe nacional'no-osvoboditel'noe dvizenie [I seguaci di Pe
trasevcy e il movimento di liberazione nazionale polacco], in Iz
istorii revoljucionnogo dvizenija pol'skogo naroda [Dalla storia
del movimento rivoluzionario del popolo polacco], M. 1964, pp.
4 isgg-
Di notevole interesse lo studio postumo di B. P. Koz'min (che
affronta in tutta la sua ampiezza il problema di che cosa signifi
casse il socialismo utopistico per i russi tra gli anni 40 e 30),
Social'nyj roman petrasevea Feliksa Tollja [Il romanzo sociale di
F. Toll', seguace di Petrasevskij], in b . p. koz' m in , Literatura i
istorija. Sbornik statej [Letteratura e storia. Raccolta di articoli],
a cura di E. S. Vilenskaja, M. 1969, pp. 184 sgg. Notevole risul
tato del rinnovato interesse rivolto verso le idee di Fourier nel-
lUrss in questi ultimi anni il libro di I. z il ' b e r f a r b , Social-
naja filosofia Sarla Fure i ee mesto v istorii socialisticeskoj mysli
16 4 CAPITO LO TERZO

pervoj poloviny xix veka [La filosofia sociale di Charles Fourier


ed il suo posto nella storia del pensiero socialista della prima
met del secolo xix], M. 1964, in cui naturalmente si parla di
Petrasevskij e dei suoi seguaci, pp. 341 sgg.
42 N. scedrin (m . e . sa lty k o v ), Brusin, in Pol'noe sobranie socine-
nij, pod red. V. Ja. Kirpotina i dr. [Opere complete, a cura di V.
Ja. Kirpotin e altri], tomo 1 , 19 41, pp. 294-96.
43 A. s. NIFONTOV, Rossija v 1848 godu [La Russia nel 1848], M.
1949, p. 153, dove sono raccolti anche altri echi di parte slavo
fila.
44 Anche la Tribune des peuples, ad esempio, cui collaborarono
Sazonov e Golovin, scrisse al momento dellarresto dei petrasev-
cy, nel suo numero del 4 giugno 1849: D aprs ce que lon dit
lempereur devait tre assassin la grande revue de la garde im
priale... Pendant un sjour Moscou le nouveau palais a t mi
n. Mais ces deux conspirations ont t dcouvertes avant que le
mouvement nclatt. vero che questo medesimo foglio si
correggeva qualche giorno piu tardi: La conspiration russe d
couverte Saint-Ptersbourg nest nullement une conspiration
contre la vie de Nicolas et de toute sa famille. Elle tait base
sur une rvolution radicale, ayant pour but un changement com
plet du systme gouvernamental (3 giugno).
45 Citato da A. dolinin , Dostoevskij sredi petrasevcev [Dostoevskij
tra i petrasevcy], in Zven'ja, 1936, fase. V I, p. 512.
46 Citato in Petrasevcy cit., vol. I, p. 57.
47 Deio petrasevcev cit., vol. I, p. 29.
48 Ibid., p. 449.
49 Ibid., pp. 559 sgg.
50 Ibid., p. 421.
51 Ibid., p. 353.
52 Ibid., p. 338.
53 Citato da s e m e v s k ij , op. cit., p. 17 1 .
54 Deio petrasevcev cit., vol. I, p. 91.
55 Petrasevcy cit., vol. I, p. 115 .
56 Deio petrasevcev cit., vol. I, p. 183.
57 Ibid., pp. 5 15 sgg.
58 Ibid., p. ^14.
59 Ibid., p. 30.
60 Ibid., p. 82.
61 Ibid., p. 522.
62 Ibid., vol. II, p. 209.
63 Sui fratelli Debu vedi larticolo di v . I. s e m e v s k ij ntWEnciklo-
pediceskij slovar Granat [Enciclopedia Granai], tomo X V III,
M. 1914, e, id ., Petrasevcy. Kruzok N. 5 . Kaskina [I petrasev
cy. Il gruppo di Kaskin], in Golos minuvsago, 19 16, fase.
II-IV .
PR O BLEM A CONTADINO E SO C IA L IS M O 1

64 A. p. m i l j u k o v , Literaturnye vstreci i znakomstva [Incontri e


conoscenze letterarie], Spb. 1890, p. 180.
65 Ci h a sostenuto con buoni argomenti d o l i n i n , op. cit.
66 N. F. b e l ' c i k o v , Dostoevskij v processe petrasevcev [Dostoevskij
nel processo dei petrasevcy], M.-L. 1936, pp. 91-92.
67 Ibid., p. 142.
68 Citato in s e m e v s k i j , Petrasevcy cit., p. 134.
69 l e j k i n a , Petrasevcy cit., p. 40.
70 Deio petrasevcev cit., vol. I, pp. 47 e 68.
71 Ibid., vol. II, p. 360.
72 Che cosa intendesse dire esattamente con questa parola non fa
cile capire. Pu darsi che la pronunziasse facendo allusione al li
bro di T. Dzamy chegli possedeva a Pietroburgo e che gli fu
sequestrato al momento del suo arresto: Le Jsuitisme vaincu et
ananti par le socialisme ou les constitutions des jsuites et leurs
instructions secrtes, en parallle avec un projet dorganisation
du travail, Paris 1845. Si tratta dun documento di quella pole
mica contro i gesuiti cosi diffusa negli anni 40 e di cui gli scritti
di Quinet e Michelet costituiranno gli esempi piu noti. Esso fa
ceva le bilan de la doctrine des jsuites et des actes quelle a
enfant e concludeva scrivendo: Jsuitisme ou socialisme.
Choisissez! L autore, noto babeuvista, ne approfittava per pole
mizzare contro tutti coloro che ne voient dunit lgitime que
dans une dictature rpublicaine aux mains dune convention na
tionale, che vantent lexcellence dun pouvoir thocratique,
hirarchiquement organis. Polemizzando contro i gesuiti T.
Dzamy intendeva dunque lottare anche contro l introduzione
duno spirito autoritario nel socialismo. ben probabile perci
che Spesnev intendesse alludere non a Dzamy ma a Barruel. Fu
lui a far leggere agli amici lopera di questo noto polemista ge
suita contro la rivoluzione francese, in cui - diceva - si trovava
una descrizione dettagliata della congiura degli illuminati di
Weishaupt, chegli proponeva come un modello. Il suo amico
Mombelli diceva che era il libro piu pericoloso che vi sia, dato
che si trovano in esso dei mezzi che altrimenti non verrebbero
neppure in testa (Petrasevcy cit., p. 87). Spesnev fu sempre
particolarmente curioso di conoscere le varie forme di congiure.
A llestero persino la storia del cristianesimo linteressava come la
prova dun complotto riuscito! Il progetto di statuto che egli re
dasse comporta la cieca obbedienza dei gregari ai capi, il dovere
di presentarsi armati al loro appello, ecc. Vedi Obscestvo propa-
gandy v 1849 g. [Una societ di propaganda nel 1849], Leipzig
1873, p. 63.
73 s e m e v s k i j , Petrasevcy cit., p. 185.
74 Deio petrasevcev cit., vol. I, p. 418.
75 Ibid., vol. I l i , pp. 457 sgg.
76 Ibid., vol. I, p. 470.
77 Ibid., p. 476.
1 66 CAPITO LO TERZO

78 s e m e v s k ij , Peirasevcy cit., p. 115 .


79 Deio petrasevcev cit., voi. I, p. 93.
80 lbid., p. J533.
81 Spesnev, oltre che da Bakunin, come abbiamo visto, era molto
apprezzato da Herzen e, a quanto pare, nellambiente di Cerny-
sevskij. A. N. Plesceev ne annunciava il ritorno dalla Siberia e
Dobroljubov nel 1860 con parole molto lusinghiere: Si pu di
re che di tutti i nostri la personalit piu notevole (vedi N. M.
ce r n y se v sk a ja , Letopis' zizni i dejatel'nosti N. G. Cernysevsko-
go [Annali della vita e dellattivit di N. G. Cernisevskij], M.
1933, p. 182). Come molti altri petrasevcy anche Spesnev si die
de allora corpo e anima alla riforma agraria tenendo fortemen
te le parti dei contadini, come diceva un rapporto ufficiale di
quellepoca. Si ritir poi praticamente a vita privata e morir nel
1882.
IV.

Il Kolokol

Quando Herzen giunse a Londra, alla fine dellagosto


18 5 2 , stava toccando il fondo di quella disperazione che
ogni giorno piu forte l aveva invaso di fronte alle ripe
tute sconfitte del 48 europeo. La sorte sera abbattuta
su di lui, distruggendo la sua famiglia. L esaltazione in
tellettuale che laveva accompagnato durante la rivolu
zione e la reazione era ormai caduta, lasciandogli un sen
so di disagio e di colpevolezza \ Aveva espresso sino in
fondo nei piu belli dei suoi pamphlets le sue conclusioni
politiche, le sue violente critiche contro la democrazia
montagnarda, le sue nere profezie sulle sorti dellEuropa
occidentale, incapace di sollevarsi allaltezza di quegli
ideali che pure essa aveva creati. Finita la commedia.
Fuim us, aveva scritto allinizio di quellanno2. Appena
giunto in Inghilterra disse a Ruge: Battus le 13 juin,
nous nous dispersmes pleins desprances. Depuis ce
temps tout a pri, la France est devenue une caverne de
brigands et un peuple de laquais. Heureux celui qui sest
sauv avec les siens. Moi, au contraire, j ai tout perdu,
j ai perdu dans un naufrage ma mre et un de mes fils, j ai
perdu ma femme. Battu, mme dans mon foyer, aprs
des preuves terribles, amres - je me trane sans occu
pation ni but, dun pays dans un au tre3. Tagliato fuori
da qualsiasi rapporto con i suoi amici moscoviti, quasi
unico tra i russi ad essere emigrato, ancora senza legami
con i fuorusciti degli altri paesi, Herzen giungeva insom
ma a Londra senza un programma dazione, sfiduciato di
s e degli altri.
Un solo punto restava fisso nellanimo suo: la certez
i6 8 C APITO LO QUARTO

za che la Russia avrebbe potuto diventare uno dei centri,


se non addirittura il centro stesso, di quella ripresa che
un giorno avrebbe pure dovuto giungere. Si trattava di
riannodare le fila interrotte, che erano state spezzate, in
Russia, non da una rivoluzione fallita, ma da una contro-
rivoluzione preventiva la quale, per quanto pesante e
dura, poteva aver lasciato negli animi tracce meno ama
re dellesperienza chegli stesso aveva fatto in Occiden
te. Bisognava perci ricominciare con prospettive mode
ste. Non da una predicazione di principi socialisti e rivo
luzionari, ma da quelli che erano i due elementi perma
nenti della situazione russa, il fermento delVinielligen-
cija e il problema contadino. L importante, diceva gi al
l inizio del 18 5 3 , era che vi fosse un movimento e non
la stasi4.
Io non sono il venerabile Osip, diceva allora allu
dendo a Giuseppe Mazzini, rifiutandosi cio di prendere
quella posizione che Omodeo ha definito di derviscio
della rivoluzione italiana, dinstancabile ripetitore, di
predicatore, anche nei momenti di pi forte reazione, dei
propri principi, dorganizzatore di complotti e insurre
zioni anche quando meno certo poteva parerne il succes
so. Non erano soltanto le situazioni ben diverse dellIta
lia e della Russia a persuaderlo a ci, ma tutta la sua vi
sione politica, insieme socialista e critica della democra
zia, incentrata sulla Russia perch sfiduciata dellOcci
dente.
Quando con Cernysevskij e con la nuova generazione
di Zemlja i volja sorger in Russia un movimento radica
le e rivoluzionario, verr amaramente rimproverata ad
Herzen questa sua posizione del 18 5 3 , questo punto di
partenza d una politica che tanta importanza doveva ave
re allepoca delle riforme, ma che apparir pi tardi co
me una rinunzia a quei principi che Herzen stesso aveva
esposto nei suoi scritti quarantotteschi.
In realt non di rinunzia si trattava, ma duna evolu
zione delle sue idee che erano state insieme - di fronte
al moderno stato giacobino libertarie e socialiste, e
che ora, in epoca di reazione e di lenta ripresa, si faceva
no liberali e riformatrici. Ci che aveva perso nellespe
IL KOLOKOL 1 6 9

rienza del 48 non era - come dir appunto un giorno, in


polemica con questa nuova generazione - la fede nei ri-
volgimenti violenti, ma l amore per essi. G li scopi verso
cui tendeva restavan gli stessi, ma non credeva piu che i
mezzi per raggiungerli avrebbero potuto esser i medesimi
in cui aveva sperato durante la rivoluzione.
A Londra si cre presto legami con l emigrazione in
ternazionale, chegli guard sempre con un misto di gran
de simpatia umana e dironico sorriso, diretto questul
timo soprattutto ai francesi, a quei capi della montagna
che da tempo, in cuor suo, aveva giudicati indegni di vit
toria. Di vera amicizia si leg soltanto con gli italiani,
Mazzini e Saffi, e con qualche polacco, Worcell soprat
tutto.
Un solo gruppo fu da lui fortemente odiato, quello dei
tedeschi che si raggruppavano intorno a Marx. Contro di
essi lasci scritta una delle pagine pi violente delle sue
memorie. Con loro si scontr nei vari tentativi che san-
davan facendo in quegli anni per creare una comune or
ganizzazione democratica e socialista, in quei tentativi
cio che dovevano sboccare nella creazione della Prima
Internazionale. Certo, alla base di questo dissenso stava
no due concezioni politiche diverse, ma ci che pi im
mediatamente li divise fu l ombra di Bakunin, allora rin
chiuso nella fortezza di Pietro e Paolo a Pietroburgo.
Quando un giornale inglese ripet l affermazione che que
sti era un agente zarista, Herzen da varie circostanze si
form la convinzione (infondata, del resto) che il colpo
partisse anche questa volta da Marx. Il nome di Bakunin
simboleggiava in questo scontro la continuazione di quel
la diversa valutazione delle possibilit di sviluppo rivo
luzionario dei paesi slavi, che era gi apparso cosi violen
to durante la rivoluzione del 48 tra socialisti tedeschi e
russi. Come Herzen era guidato dalla sua speranza nella
Russia, cosi Marx continuava nella sua polemica contro
quel paese. Si ricordi ad esempio il suo atteggiamento al
meno tendenzialmente favorevole alla Turchia in questo
periodo.
Il primo aiuto gli venne dai polacchi. Quando Worcell,
allinizio del 18 5 3 , prospett la possibilit che l emigra
17 0 CAPITO LO QUARTO

zione polacca appoggiasse la creazione a Londra duna


stamperia provvista di caratteri cirillici - primo e indi
spensabile strumento per una propaganda russa - Her-
zen ne fu entusiasta. Vide in essa la possibilit di realiz
zare quel che vanamente aveva tentato di fare a Parigi
nel 1849, vi si dedic con tutte le sue energie, il suo de
naro, i suoi scritti5.
Il primo foglio di questa Libera stamperia russa a
Londra portava la data del 2 1 febbraio 18 5 3 6. Era un
appello A i fratelli in Russia. Come spiegava in una lette
ra di quel periodo, si trattava di rompere il silenzio che
era sceso sullimpero di Nicola I dopo il 48, di spezzare
il cerchio creato dalla paura. Questa era diventata cosi
forte - diceva - che in realt il governo non aveva piu nep-
pur bisogno di usar le manette. La minaccia era sufficien
te perch anche i nuclei migliori deWintelligencija man
tenessero un silenzio vuoto di pensieri e di speranze. Da
noi non v neppure persecuzione - scriveva. - Dite un
po, chi stato ad esempio deportato o gettato in carcere
dopo il 1848? 7. Certo v erano stati i petrasevcy, il cui
esempio ricorre spesso nelle sue lettere dallora, come
una prova che qualcosa sera pur tentato di fare mentre
l Europa era in movimento. Ma questi - aggiungeva -
avevan gi rappresentato un tentativo d organizzazione.
Molto meno si trattava di chiedere ora, semplicemente
che uomini liberi, anche isolati, riprendessero a pensare
e a scrivere. Avrebbe provveduto lui a stampare a Lon
dra quel che gli avrebbero inviato. Fargli pervenire un
manoscritto era ben meno pericoloso di quanto non sim
maginassero coloro che vivevano sotto quella cappa di
piombo tanto pesante, ma poliziescamente meno efficien
te di quanto credessero. Perch stiamo zitti? Forse per
ch non abbiamo nulla da dire? 8.
Herzen colpiva giusto. L eco che gli aveva risposto da
Mosca, quando aveva stampato il suo Dveloppement
des ides rvolutionnaires en Russie gli aveva mostrato
sino a che punto fosse giunto il terrore tra gli intellettua
li. Il suo amico Granovskij l aveva accusato daver espo
sto alle persecuzioni lui e tutti gli elementi migliori del-
Yintelligencija, per aver parlato apertamente delle loro
I L KO LO KO L 171

idee, del vero significato politico della loro attivit intel


lettuale, delle loro discussioni sugli slavofili, suWobsina,
per aver affermato che le mutisme encourage le despo-
tisme e aver combattuto appunto contro simile silen
zio 9. Sempre piu chiusi in loro stessi gli intellettuali se-
ran rifugiati a difendere dalla censura unattivit cultu
rale ogni giorno piu ristretta, una letteratura che aveva
in realt un valore dornamento e di mondanit. Ben se
ne accorge chi apre l annata i 8_52 o 18 5 3 del Sovremen-
nik, la rivista che pure era stata di Belinskij e dove
Herzen aveva pubblicato le sue prime creazioni lette-
10
rane .
L appello della Libera tipografia russa era diretto
proprio contro simile stato danimo. A llinizio parve ca
dere nel vuoto. Per lungo tempo Herzen dovette ripetere
il suo richiamo senza ottenere risposta. Quando per la
situazione cominci a mutare, i primi sintomi di risve
glio furon proprio quelli chegli aveva indicato e contri
buito a suscitare.
Gi durante la guerra di Crimea cominciarono a circo
lare dei manoscritti in cui i singoli riprendevano a consi
derare i problemi generali della Russia, li discutevano
proponendo riforme. Il movimento che doveva seguire
il cambiamento di regno e la fine della guerra sar pre
ceduto da una sempre piu vasta circolazione di simili me
morie, da una letteratura politica ancora incerta e isola
ta, ma pur sempre significativa. Alcuni di quegli scritti
Herzen potr raccogliere piu tardi, quasi a far la storia
di questo rinnovamento, pubblicandoli nei primi volu
metti di quella serie che chiam Voci dalla Russia. Co-
minceranno ad uscire nel 18 56 e negli anni seguenti, e
terranno dietro allo sviluppo delle idee in quegli ambien
ti liberali, indicando come Yintelligencija avesse ormai
ripreso la sua funzione interrotta nel 1849
Accanto a questo primo appello gli altri scritti pubbli
cati da Herzen a Londra, nel 18 3 3 , riproponevano il
problema contadino. Il giorno di san Giorgio - quel
giorno in cui i contadini del medioevo russo avevano il
diritto di cambiar signore, liberi di farlo fino a quando,
alla fine del Cinquecento, essi erano stati legati alla ter
172 CAPITO LO QUARTO

ra che coltivavano - il giorno di san Giorgio savvicina


va di nuovo, diceva in un opuscolo diretto alla nobilt
russa. Per la prima volta quella liberazione dei servi,
che doveva compiersi meno d un decennio piu tardi, era
pubblicamente impostata con larghezza di vedute ed
espressa con parole profondamente sentite.
Herzen faceva appello ai nobili, almeno ad una mino
ranza tra di loro, perch rinunziassero ai loro privilegi.
Soltanto cosi avrebbero potuto conquistare una loro li
bert.
Non si pu essere uomo libero e avere servi domestici
comperati come una merce, venduti come un gregge. Non
si pu esser uomo libero ed avere il diritto di frustare i con
tadini e di mandare i servi domestici alle battiture. Non si
pu neppur parlare di diritto umano, essendo padrone di
anime umane.

Cosera dunque che fermava la mano anche a coloro


fra i nobili che questo fondamentale problema di dignit
gi sentivano? La paura. Paura dello zar, che con la schia
vit dei servi rendeva schiavi anche i signori, paura duna
rivolta contadina. Di fronte ad essa ogni precedente vel
leit di riforma sera arrestata. Dove eran finiti tutti i
vari comitati, riunioni, progetti, piani e proposte? 12.
Eppure - diceva Herzen - rimandare cosi il problema non
poteva significare che una cosa sola: i contadini avrebbe
ro finito per rivoltarsi davvero.
Crediamo ancora in voi - diceva ai nobili - avete dato in
passato dei pegni, e il nostro cuore non lha dimenticato
[alludeva ai decabristi]. Perci non ci rivolgiamo ancora di
rettamente ai nostri fratelli sfortunati per far con loro il
conto delle forze - chessi non conoscono - per mostrar lo
ro i mezzi - chessi non indovinano - per spiegar loro la
vostra debolezza - chessi non sospettano - per dir loro: su,
fratelli, tempo di prendere le asce. Non piu tempo per
restare in servit, non tempo di corves e di servit do
mestica, battiamoci per la sacra libert. Abbastanza i signo
ri si son soddisfatti su di noi, hanno avuto un numero ba
stevole di nostre figlie, han rotto abbastanza bastoni sulla
schiena dei vecchi. Su figlioli, paglia, paglia alla casa del si
gnore, che si riscaldi per lultima volta! 13.
I L KOLOKOL 173

La minaccia duna jacquerie era formulata in termini


tanto efficaci che, anche nei momenti di maggiore entu
siasmo per le riforme, molti tra i nobili non perdoneran
no a Herzen daverla proferita cosi chiaramente.
Tanto pi chessa non era soltanto una minaccia, ma
una condanna morale, gi cosi piena di quello che sar lo
spirito populista degli anni 60 e 70. Terribile la
pugacvscina, ma, diciamolo francamente, se la liberazio
ne dei contadini non pu essere ottenuta altrimenti, allo
ra non sar neppure pagata troppo cara. Delitti terribili
portan con s terribili conseguenze". Dove tutto ci
avrebbe portato era chiaro ai suoi occhi.
La parola socialismo non nota al nostro popolo, ma il
suo significato vicino allanima delluomo russo che viva
la sua vita nellobscina contadina e nell'artei' operaio. Nel
socialismo la Russia si congiunge alla rivoluzione. Simili
oceaniche inondazioni non si possono davvero fermare con
misure doganali o con le frustate... Mettetevi da parte, se
non volete annegare, o nuotate con la corrente.

Questo voleva Herzen allora: indicare alla parte pi


colta e intelligente della nobilt dovera la corrente, mo
strarle una possibile via duscita. Afferm che l unica
possibile soluzione stava nella liberazione con la ter
ra. G li stessi nobili avrebbero dovuto propugnarla non
soltanto per spirito di sacrificio, ma semplicemente per
ch era loro interesse agire cosi. Seguissero finalmente
l esempio dato dalla nobilt francese il 4 agosto 1789.
Herzen pensava dunque ad un movimento degli intel
lettuali e della nobilt illuminata diretto contro la servi
t e contro lo zar che ne era il garante e il guardiano. Co
me scriveva poco tempo dopo, le forze pi attive esisten
ti in Russia erano l elemento anarchico della nobilt
e l elemento comunista tra il popolo15. Libert e terra
erano le parole dordine fondamentali.
Su questo tono Herzen continu a parlare sino al 18 5 5 ,
sino alla morte di Nicola I. Pubblic nel 18 5 3 un altro
pamphlet, La sacra propriet, ponendo in epigrafe la pro
fezia di Pugacv: Io non sono ancora il vero corvo, ma
soltanto un piccolo corvo, quello autentico vola ancora
174 CAPITO LO QUARTO

nel cielo 16. Ripercorreva la storia dei rapporti tra i con


tadini e lo stato in Russia, storia doppressioni e di rivol
te, per mettere in guardia chi parlava di riforme contro
l idea dapplicare alla campagna russa i punti di vista
del liberalismo e della religione della propriet, che era
no contrari al sentimento popolare. Solo la terra affidata
ai contadini nelle tradizionali forme collettive avrebbe
permesso una reale riforma.
Immaginatevi - diceva - la struttura agraria europea [e
cosi scrivendo pensava soprattutto allInghilterra] con las
solutismo di Pietroburgo. Immaginatevi venti milioni di
proletari che cercano lavoro sulle terre dei signori in un
paese in cui non esiste il senso della legge, dove tutta la
amministrazione corrotta e in mano ai nobili, dove la
persona umana non nulla e linfluenza personale tutto 17.

Sarebbe stato ridurre la Russia ad una situazione simi


le, e peggiore, di quella dellIrlanda. False gli parevano
pure le speranze di coloro che in questi proletari agrico
li vedevano la possibilit futura duna forza rivoluziona
ria. Essere affamato e proletario non affatto sufficien
te per diventare rivoluzionario. Lo stato non avrebbe
fatto che schiacciarli piu facilmente. Soltanto Yobscina
poteva difendere i contadini russi, come li aveva difesi
in passato. L obscina salver il popolo russo. Ma que
sto naturalmente a condizione di liberarla dal potere del
signore, che Haxthausen aveva considerato idillicamente
come il suo protettore e tutore, mentre in realt Yobscina
era un tutto indipendente, non soltanto dal punto di vi
sta economico ma anche amministrativo, che col signore
non aveva altri rapporti se non quelli stabiliti dalla ser
vit.
Tra i contadini da una parte, e i signori e lo stato dal
l altra, cera un abisso. La forma in cui i contadini conce
pivano spontaneamente il potere altro non era che una
unione di obsciny in gruppi maggiori e il raggruppa
mento di questi in tutto un popolo, una terra (res publi-
ca) 18. Lo stato attuale era semplicemente sovrapposto a
questo elementare tessuto sociale delle campagne.
Come Herzen disse in un grande meeting internazio-
IL KOLOKOL 1 75
naie, tenutosi a Londra nel novembre 18 5 3 , per il venti
treesimo anniversario della rivoluzione polacca del 18 30
- e che fu come la prima consacrazione pubblica della
posizione da lui conquistata nellemigrazione - la Rus
sia era la terra delle maggiori contraddizioni, delle anti
nomie piu estreme. Il comunismo in basso, il despotismo
in alto e tra i due, incerta, la nobilt, che teme dal basso
la jacquerie, dallalto la deportazione ai lavori forzati 19.
Spiegava che l assolutismo russo non corrispondeva al
l idea popolare del potere e non era neppur l incarnazio
ne duna idea moderna di monarchia legittima. Era una
dittatura senza solidi legami tradizionali, un bonaparti
smo preventivo 20. Formule nelle quali venivano riassun
ti in modo efficace e vivo la sua complessa esperienza oc
cidentale e il suo esame della situazione in Russia.
Mentre la guerra di Crimea savvicinava, e quando poi
fini per scoppiare, il suo atteggiamento fu piuttosto ri
servato, ben convinto che nessuna delle potenze che mar
ciavano allora contro la Russia volesse in realt non sol
tanto abbattere, ma colpire profondamente la dittatu
ra di Nicola I. Scrisse un proclama per i soldati russi,
diretto intenzionalmente a quelli tra di loro che si trova
vano in Polonia, perch erano gli unici chegli - utiliz
zando i legami che aveva stretto con i polacchi - potesse
effettivamente raggiungere con la sua propaganda, e so
prattutto perch cosi facendo legava la sua azione, per
piccola che fosse, a quella di compagni che lottavano per
una causa se non coincidente, per lo meno parallela alla
sua, anzich alle manovre delle grandi potenze. Ma ai sol
dati russi che presidiavano la Polonia parl chiaro:
Voi difendete lo zar e non il popolo, uno zar che ha la
sciato mezza Russia nella servit contadina, che porta via
infinite reclute, che le fa bastonare fino alla morte, che per
mette agli ufficiali di picchiare i soldati, ai poliziotti di bat
tere i borghesi, e a tutti i non contadini di battere i conta
dini. Difendendolo difenderete tutti i malanni della Russia,
combattendo per lui combatterete per i diritti dei signori,
per le frustate e per la schiavit, per i furti che neanche si
nascondono dei funzionari e per il saccheggio quotidiano
dei signori.
176 CAPITO LO QUARTO

Come provano i documenti di polizia, questappello fu


diffuso piuttosto largamente. Rispondeva bene ai senti
menti che animavano numerose reclute contadine russe
in quella guerra, nella quale, come vedremo, si diffuse
sempre pi largamente la speranza e anche la volont du-
na prossima liberazione. Mazzini apprezz particolarmen
te questo tentativo di Herzen e ristamp il proclama nel-
PItalia del popolo delln aprile 1 8 5 4 21.
A parte questo primo, modesto tentativo di far giun
gere la sua voce in Russia, l opera sua durante la guerra
di Crimea fu diretta a far conoscere i problemi interni
russi agli inglesi ed in genere a coloro che, sempre pi
numerosi, desideravano saper qualcosa di quel paese.
Andava ripetendo che la Russia avrebbe avuto in futuro
unevoluzione diversa da quella dellEuropa occidentale,
anche perch essa aveva gi compiuto nel periodo euro
peo, apertosi con Pietro il Grande, la sua embriolo
gia rivoluzionaria22. Presto si sarebbe trovata di fronte
ai problemi sociali, a quegli stessi problemi che, in for
ma diversa, tanto stavano preoccupando l Europa.
Il suo pessimismo sullOccidente lo portava del resto,
almeno allinizio della guerra, a sopravalutare le possibi
lit della Russia, forte, come egli credeva, non di forza
propria, ma per debolezza altrui. Questa guerra - dice
va nel febbraio 18 54 - sar unintroduzione maestosa e
marziale del mondo slavo nella storia mondiale, e insie
me una marcia funebre del vecchio m ondo23. G li avve
nimenti bellici lo persuasero presto per che l impero di
Nicola I era anche pi impotente di quanto egli avesse cre
duto. Per reazione, le sue speranze nelle forze vive della
Russia, nella possibilit che si affermassero contro il de
bole impero di Nicola I, divennero sempre pi forti.
Questo pot dire a Londra in un meeting, il 27 feb
braio 18 5 5 , di fronte a tutti i capi dellemigrazione - da
Louis Blanc a Victor Hugo, da Marx a Mazzini, da Kos-
suth a Worcell - grazie allappoggio che anchegli aveva
trovato tra i cartisti inglesi24. Dopo aver parlato dei de
cabristi e dei petrasevcy, disse che l importante era ora di
riunire la volont di libert personale che fermentava in
Russia con le tradizioni collettivistiche contadine. In
IL KOLOKOL 177
questo si racchiude tutto il compito del socialismo. N
la Russia avrebbe avuto bisogno di ripercorrere tutto il
cammino fatto dagli altri popoli. L a storia veramen
te ingiusta, a coloro che giungono tardi non dar le ossa
gi rosicchiate, ma il primato dellesperienza25. Questa
frase, che Cernysevskij doveva ripetere pochi anni do
po, quasi negli stessi termini, era il simbolo della volon
t che animava questi primi populisti al momento in cui
stava per aprirsi l epoca delle riforme. Le cose stesse
avrebbero dato a queste ultime parole un contenuto so
ciale. E di l sarebbe sorto il movimento socialista in
Russia.
Pochi giorni dopo questo meeting, moriva Nicola I.
Siamo ebri, siamo diventati matti, siamo diventati gio
vani, scrisse in una lettera quando seppe la notizia, e
anche piu tardi si compiacque di descrivere la sua immen
sa gioia di quel momento. Il duro trentennio era vera
mente finito. Riprendere il filo da quel giorno in cui l im
peratore era salito al trono schiacciando la rivolta dei de
cabristi: tale il pensiero che domin allora Herzen. Met
tere tutta la sua azione sotto il segno dei decabristi, rifar
si a loro per riprendere il cammino, ricollegarsi diretta-
mente allunico vero tentativo di rivoluzione della prima
met del secolo. Il titolo stesso della rivista, che avrebbe
stampato ora nella sua Libera tipografia russa, sareb
be stato Poljarnaja zvezda, a ricordo di quel periodico
che avevano creato negli anni 20 alcuni dei piu rappre
sentativi tra i decabristi. Sulla copertina avrebbe messo
le teste dei cinque condannati a morte. Come epigrafe
scelse un emistichio di Puskin: Che viva la ragione...24.
Non era soltanto un ritorno alla sua giovent, n uni
camente una volont donorare la memoria dei padri.
Continuava a puntare soprattutto sullo spirito dindipen
denza e sulliniziativa eWintelligencija. Sottolineava per
ci le radici liberali, decabriste di questa, piuttosto che
gli elementi socialisti in essa contenuti. Considerazioni
pratiche e immediate lo spingevano pure su questa stra
da. Doveva constatare che l eco della sua azione in Rus
sia era stato fino allora scarso o, peggio, negativo. Il suo
socialismo era troppo lontano da un'intelligencija che
178 CAPITO LO QUARTO

sandava risvegliando lentamente. Non erano mancati in


Russia individui che durante la guerra di Crimea avevan
nutrito nellanimo sentimenti disfattisti, convinti che so
lo una sconfitta avrebbe potuto riaprire i problemi inter
ni, ma eran rimasti sentimenti puramente passivi. E ora
tutte le speranze si riversavano sul nuovo imperatore,
Alessandro I I , ed erano proprio speranze ancora pi che
esigenze. Unopinione pubblica animata da sentimenti
riformatori sandava delineando, non un movimento ri
voluzionario.
I due anni dattivit a Londra avevan persuaso Herzen
che il dottrinarismo dei suoi amici moscoviti era ancor
pi tenace e meschino di quanto egli non avesse creduto.
Granovskij non aveva approvato il suo scritto alla nobil
t, dicendo che non bisognava parlar male di Pietro il
Grande, sottolineando cosi fino alleccesso la differenza
che passava tra il suo liberalismo storicista e le idee di
Herzen. Di fronte a simili atteggiamenti questultimo
doveva ben constatare che i suoi amici rappresentava
no una generazione infelice, sofferta, stanca e generosa,
ma non una giovane forza, non una speranza, non un gio
vanile, sonante saluto al fu tu ro 27. A llinizio della sua
attivit londinese era stato disposto a dire che non scri
veva esclusivamente per loro, ma per i giovani 2S. Que
sto suo atteggiamento si rafforzava ogni volta riceveva
qualche lettera in cui poteva constatare una ripercussio
ne profonda delle sue parole negli animi che saprivano
allora ai problemi della vita russa. J avoue que j ai pleu-
r chaudes larmes en les lisan t29, diceva. Ma non po
teva sperare troppo in questi primi sintomi dun risve
glio pi profondo.
Rompere il legame che lo stringeva ai suoi amici degli
anni moscoviti, al gruppo degli occidentalisti, fu per lui
impossibile, sia per ragioni biografiche, cosi importanti
per lui, sia perch sentiva che, malgrado tutto, la ripresa
del movimento sarebbe passata attraverso di loro, che
essi avrebbero espresso le prime esigenze della societ
russa quando le sarebbe stato possibile muoversi, come
infatti accadde non appena sali al trono Alessandro II.
Obiettivamente, questo permanente legame fu un er
IL KO LO KO L 179
rore di Herzen, esso lo rimise ogni volta di fronte a una
delusione e ad una rinnovata e vana speranza che i libe
rali formatisi negli anni 40 si sarebbero trasformati nel
la nuova epoca. Soltanto nel 1863 questa sua delusione
diventer definitiva. Ma questerrore non era, nel 18 5 3 ,
che il peso morto duna intuizione fondamentalmente
giusta: col cambiamento di regno Vinielligencija e la no
bilt liberale non avrebbero lottato rivoluzionariamente
contro lo zar. La loro funzione doveva essere quella duna
guida, duna indicazione fornita allo stato, allimperato
re per ottenere finalmente la fondamentale riforma della
servit contadina.
Herzen pubblic allora una lettera ad Alessandro I I
per dirgli chiaramente qual era la situazione. Chi scrive
va era un socialista, quello a cui la lettera era diretta un
autocrate. Tra di loro non v era che un punto comune:
un programma che comprendesse la libert per gli intel
lettuali e la terra per i contadini. E rivolto aWintellicen-
cija diceva: Non abbiamo nessun sistema, nessuna dot
trina, facciamo appello agli europei [e cio agli occiden
talisti] e ai panslavisti [e cio agli slavofili]. Debbono es
sere esclusi soltanto coloro che altro non vogliono fare
se non l apologi dellautocrazia. Tutte le forze intellet
tuali erano non solo utili ma necessarie per realizzare la
libert e le riforme.
Questa posizione fece di Herzen per un lustro circa
una reale potenza in Russia, la vera guida dellopinione
pubblica. I suoi scritti furono letti nel Palazzo dinverno
come nelle piccole citt di provincia, a Mosca come in Si
beria, dove il primo numero della Poljarnaja zvezda
giunse l doverano ancora deportati i decabristi, come
una prima parola dincoraggiamento e di saluto dopo
trentanni desilio.
Herzen sera cosi messo allunisono con la situazione
russa di quegli anni. Il periodo che va dal 18 5 5 al 18 3 7 fu
caratterizzato da un rapido sviluppo intellettuale e da
unincertezza da parte del potere. L opinione pubblica
fece allora passi da gigante, la letteratura russa in due
anni ne crebbe dieci, come diceva Herzen. Tuttavia lo
zar rimaneva incerto sulla via da scegliere. La guerra con
i8o CAPITO LO QUARTO

tinuava e anche quando fu concluso l armistizio i proble


mi di politica estera continuarono a pesare. Questa inde
cisione in materia di politica interna - anche quando fu
possibile rivolgere ad essa tutta l attenzione - stata ge
neralmente attribuita allimpreparazione dAlessandro II ,
alla paurosa mancanza dalti funzionari capaci dopo il
trentennio di Nicola I. Tutti questi elementi sono certa
mente esatti anche se non toccano il cuore del problema.
In realt Alessandro I I , salendo al trono, si trovava nel
la stessa situazione di suo padre, condannato allimmo
bilit, ogni volta che si trattasse di toccare le basi sociali
e politiche della Russia. Fu l opinione pubblica, piu an
cora che a costringerlo a muoversi, a permettergli di far
lo, assicurandolo dun appoggio, condividendo con lui
la responsabilit, preparando quella serie di progetti, di
proposte pratiche che furono poi alla base della riforma
contadina e di cui la burocrazia era anche tecnicamente
incapace. Alessandro I I , dopo le prime, lunghe incertez
ze, finir per dimostrarsi abbastanza aperto da capire che
questopinione pubblica gli era necessaria, che senza di
lei egli non avrebbe potuto mettersi sulla strada che por
t allabolizione della servit e per accordarle una certa
libert J.
Persino gli scritti che giungevano da Londra trovarono
allora, lungo la strada per giungere a circolare in Russia,
degli ostacoli dovuti piuttosto alle tradizionali paure del
la polizia, alle abitudini burocratiche ereditate dal regno
precedente che ad una precisa volont di proibirli. Del
resto una nuova via era stata loro aperta, sufficiente per
permetter loro di esercitare una profonda influenza. La
proibizione di massima che Nicola I aveva opposto ad
ogni viaggio dei russi allestero fu ben presto cancellata.
Un vero flusso di persone cominci a circolare tra Lon
dra, Parigi, la Germania e le citt russe. Bastava organiz
zare in modo soddisfacente la rivendita delle pubblica
zioni della Libera tipografia russa in Europa perch
esse giungessero anche in patria, nelle valige dei viaggia
tori.
In questi due anni, dal 18 55 al 18 5 7 , la politica di
Herzen consistette dunque nel contribuire allo sviluppo
IL KOLOKOL 181

dellopinione pubblica, riproponendo tutti i problemi in


una prospettiva piu ampia, rifacendosi ai decabristi, nar
rando in tutti i modi e soprattutto in prima persona,
nelle sue memorie, quali fossero state le linee di svilup
po del pensiero nel trentennio di Nicola I, riannodando
cosi le generazioni. Contemporaneamente, metteva tutti
in guardia contro i pericoli che la situazione presentava.
Somigliava troppo - diceva - a quella chegli aveva visto
svolgersi sotto i propri occhi a Roma, quando era parso
che Pio IX diventasse liberale. Troppi ancora mancava
no a questa rinascita: Bakunin, Petrasevskij, lasciati an
cora in Siberia, anche se i decabristi erano stati finalmen
te amnistiati. Ma soprattutto il potere non sera ancora
impegnato a fondo sul problema centrale, quello dei con
tadini.
Questa posizione di fattiva attesa gli permise di giu
dicare con precisione la nuova situazione che si veniva
allora creando nell'intelligencija. Mosca aveva perso or
mai quella posizione che aveva assunto negli anni 40.
Tutto il movimento veniva raggruppandosi nella capita
le. Nel settembre 1856 venne a trovarlo Turgenev e gli
disse che persino lui, Herzen, il moscovita, era ben piu
amato a Pietroburgo che a Mosca. Ne fu stupito, ma do
vette trovarvi una conferma di quella che era la sua in
tuizione della nuova situazione: le riforme avrebbero
potuto partire soltanto dal centro, dalla capitale, dallo
zar.
I liberali pi tipici, come Kavelin e Cicerin, ne dedu
cevano che se Herzen voleva influire sulla situazione, do
veva moderare ancora il tono della sua polemica, abban
donando ogni predicazione delle proprie idee socialiste.
Herzen pubblic questa loro opinione nelle sue Voci dal
la Russia, ma si guard bene dalladerirvi. L esempio del
48, delle vittorie allora tanto facilmente conseguite dal
l opinione pubblica, eran troppo presenti nella sua memo
ria perchegli abbandonasse la propria posizione dindi
pendenza.
Nella sua lettera Kavelin gli diceva che la guerra ave
va fatto diventare Yintelligsncija liberale e non rivolu
zionaria, che lo stato danimo della parte pensante del
182 CAPITO LO QUARTO

popolo russo poteva essere cosi riassunta: Siamo piu


pentiti che incolleriti. Anche nelle conversazioni pi
animate e ardite - continuava - non ho sentito neppure
una volta qualcuno che esprimesse il pensiero della ne
cessit di societ segrete, di rivoluzione, di limitare il
potere assoluto o di qualcosa di simile... Ed era certa
mente vero, almeno nelle grandi linee. In quei due anni
d attesa qualche piccolo gruppo che non condivideva si
mili prospettive cominciava a sorgere, come vedremo,
tra i giovani. Ma non erano che piccoli sintomi, allora
senza importanza. Baster del resto l iniziativa dallalto,
la promessa duna riforma contadina, per far scomparire
anche quelli.
L aspetto piu grave dello stato danimo che Kavelin
descriveva a Herzen stava altrove, stava in quella sua di
chiarazione che nessuno desiderava una limitazione del
potere autocratico. Questi liberali non erano infatti dei
costituzionalisti. Esser liberali significava per loro sol
tanto voler creare unopinione pubblica libera, capace
d influenzare il monarca con la stampa e con le idee, non
attraverso l opera di organizzazioni politiche. Rigettava
no insomma non soltanto le congiure, ma anche degli
organismi legali che facessero valere la propria politica.
Piu che liberali, erano in realt fautori dun despotismo
illuminato e, poich i lumi non erano certo abbondanti
nello stesso autocrate e nel gruppo di alti funzionari che
gli aveva ereditato da suo padre, essi se li riservavano tut
ti per s, con quel tipico orgoglio delYintelligencija russa
allora al suo fiore, animata dal senso della propria grande
funzione.
caratteristico il fatto che fossero proprio gli slavo
fili ad esprimere nel modo piu preciso questa situazione,
dicendo che in Russia, per tradizione (in genere essi non
potevano parlare se non sentendosi appoggiati da una pi
o meno mitica tradizione), la forza era tutta nello zar,
mentre 1 opinione era tutta nel popolo, e che queste
due forze dovevano essere completamente indipendenti.
Teoria completamente assurda se la si guarda da un pun
to di vista costituzionale, ma che, ripetiamo, rispecchia
va la situazione di queste due forze che si ricercavano an-
IL KOLOKOL 18 3

cora l un l altra nel buio, dopo la notte del regno di N i


cola I.
Naturalmente la ragione di questo liberalismo d opi
nione, che non intaccava la struttura dello stato assoluto,
stava nella struttura sociale della Russia. G li unici infatti
che avrebbero potuto pensare di limitare organicamente
il potere dAlessandro I I erano i nobili. Questo essi ave-
van fatto, o meglio tentato di fare, allepoca dei deca
bristi. Allora il problema costituzionale era stato accanto
a quello contadino al centro delle loro discussioni e del
la loro azione. Ma nel 18 36 la gran massa dei nobili era
appunto la classe minacciata dalle riforme. Gran parte di
loro cominciava, piu che ad opporsi alle future riforme di
Alessandro II , ad averne paura. Trentanni di Nicola I
l avevano ancorata alla pura conservazione dei propri pri
vilegi, le avevano fatto sperare che lo statu quo sarebbe
continuato indefinitamente. C erano in loro delle forze di
verse, non mancava certo chi capiva quel che Herzen
aveva detto sin dal 18 3 3 , e cio che la riforma avrebbe
potuto costituire un vantaggio anche per loro, ma erano
una minoranza disorganizzata e, soprattutto, sempre me
no autonoma, sempre piu fusa con Vintelligencija. Que
sta aveva ereditato ormai la funzione avuta dai nobili nel
18 2 3 . Che cosa dunque avrebbe potuto rappresentare,
trentanni dopo i decabristi, un costituzionalismo nobi
liare? N ullaltro che una conservazione sociale, una con
ferma dei privilegi e della servit contadina. La riforma
avrebbe potuto esser compiuta soltanto dallalto, dal
l imperatore e dallo stato, sospinti da unopinione pub
blica sempre pi attiva, sempre pi libera31.
Perci Herzen si dedic interamente al compito di sti
molare il risveglio dell'intelligencija, pur non nasconden
dosi affatto i pericoli insiti nella situazione. Fece tutto
quanto era in suo potere per persuadere lancora incerta
classe colta - e con essa una parte almeno della nobilt e
degli alti funzionari dello stato - che la lotta contro la con
servazione nobiliare avrebbe potuto esser vittoriosa sol
tanto se si fosse adottato un programma economico fa
vorevole ai contadini, se la liberazione fosse avvenuta as
sicurando loro la terra che lavoravano. Molto pi in l
184 CAPITO LO QUARTO

la situazione stessa non permetteva di andare. Quando


Kavelin gli diceva che inutilmente egli pensava vi fosse
in Russia della gente con le idee di Mazzini o di Kossuth,
era costretto a dargli ragione. Quando rassicurava che
era inutile far 1 anarchico quando soltanto il governo
poteva operare qualche cosa, Herzen doveva riconosce
re la giustezza di queste parole. Con tanta maggior ener
gia insist sullaspetto sociale della progettata riforma.
Mentre Kavelin condannava Yobscina come un semi-
selvaggio germe di societ... dove il contadino qualcosa
di poco meglio dun servo32, Herzen vedeva ntYobscina
l unica possibile difesa degli interessi dei contadini. Era
per lui un pegno del futuro, il punto fisso che avrebbe
permesso uno sviluppo ulteriore della liberazione. Herzen
insomma accett, sia pure con riserva e mantenendosi
sempre guardingo, la situazione che sera venuta creando
in quegli anni, cercando dintrodurvi quellunico elemen
to socialista che era allora possibile, e cio la difesa degli
interessi contadini n&YYobscina e attraverso Yobscina.
Perci in quel periodo cominci di nuovo ad avvicinar
si a una parte degli slavofili, malgrado sentisse in loro, co
me diceva, puzzo di polizia e di seminario. Eppure es
si credevano neYobscina e perci valeva la pena di sta
bilire con loro quello chegli chiam un armistizio,
spingendoli - come anche gli occidentalisti - a fare rapi
di passi sulla via della politica, abbandonando ormai quel
le dispute erudite sul carattere della Russia, sulle origini
storiche dei suoi istituti che, come scriveva nel 18 5 7 sulla
Poljarnaja zvezda, in Russia non ci si era ancora suffi
cientemente accorti quanto fossero noiose e quanto aves
sero seccato tu tti 33.
Riassumeva le sue conclusioni in una Lettera a G iu
seppe Mazzini del febbraio 1 8 5 J sulle presenti condizioni
della Russia.
Gridare contro il passato inutile; la perspicacia viva e
vera consiste nel profittare egualmente degli elementi esi
stenti, delle forze prodotte egualmente dal bene e dal male.
Non si tratta pi della loro origine, ma del modo di diriger
le... La storia e i popoli perdonano molte cose ai governi,
anche scelleratezze e delitti, anche la crudelt di Pietro e le
IL KOLOKOL 185

dissolutezze di Caterina II, ma ci che non perdonano mai


ad un governo di non intendere la sua missione, la de
bolezza di non levarsi allaltezza delle occasioni... Ci trovia
mo di fronte ad unimmensa rivoluzione economica. N il
governo n la nobilt se lo dissimulano ormai. L imperatore
ne ha fatto cenno nel discorso alla nobilt di Mosca. Siamo
costretti a riordinare alla radice la possessione territoriale,
a por mano alla gran questione del proprietario e dellope
raio, dei diritti dellartefice allo strumento del suo lavoro.
Perch tale la questione dellemancipazione col terreno...
Nicol avea appena chiuso gli occhi che un moto irresisti
bile spinse il governo di Alessandro II in via opposta a
quella del padre suo. Lascia egli dimpadronirsi di quel mo
to, padroneggiarlo, lavorando per riacquistare al popolo
quello che suo padre gli fece perdere? Non so, ma non po
tr arrestarlo. Nicol per giungere al suo reo fine adoperava
una volont limitata ma inflessibile. Alessandro II non lha.
Dicono abbia buon cuore; si ottiene con questo un luogo
in paradiso, non nella storia. Alessandro II annuncia nei
suoi manifesti, i suoi ministri nelle circolari, i giornalisti
russi nei loro fogli, che comincia per la Russia unera nuova.
Ebbene! chi glimpedisce dentrarvi? A che giovan le paro
le? duopo mantener le promesse, oppure anche noi di
remo: non rettorica, non rettorica!. Io conosco poche
condizioni pi vergognose, pi umilianti, di vedere arresta
ta una possibilit di gran progresso e non so qual debolezza
che impedisce il movimento. La macchina calda, il vapore
si consuma, le forze si disperdono mugghiando, e ci per
ch non vi ha mano cosi ardita da girar la chiave e dar mo
to alla macchina. E se essa partisse senza il conduttore? 34.

Ma l anno 18 5 7 non fini prima che il segnale cosi at


teso fosse effettivamente dato. Il 5 dicembre veniva reso
pubblico per la prima volta un atto che impegnava il go
verno sulla via dellabolizione della servit: una circolare
ordinava ai nobili duna provincia occidentale di riunirsi
e di proporre uno schema di riforme, sulla base di regole
generali fissate dal governo.
Ora non si torner pi indietro, pens Herzen. Era
questo il fatto pi importante avvenuto in Russia dopo il
14 dicembre 18 2 5 , aggiungeva. Era tempo di dedicarsi
completamente a influenzare in ogni modo possibile quel
le trattative tra stato e comitati della nobilt che, come
i86 CAPITO LO QUARTO

gi dallinizio si poteva vedere, sarebbero state decisive


per le sorti della riforma.
Qualche mese prima era nato l organo che gli permise
d esercitare questa influenza: il Kolokol, un piccolo
foglio che fu per il primo anno mensile e poi quindicina
le, e che si present allinizio, il i luglio 18 5 7 , come un
supplemento alla Poljarnaja zvezda . Difatti una rivista
non era piu sufficiente per la polemica che si faceva serra
ta. Del resto questa doppia attivit gli avrebbe permesso
di lasciare alla Poljarnaja zvezda le discussioni pi am
pie e teoriche, la esposizione delle sue idee sul socialismo,
riservando al Kolokol la politica immediata.
Secondo quanto ci ha detto Herzen stesso, lidea di
creare questo foglio non fu sua, ma di Ogarv. Esso nac
que - possiamo interpretare - proprio perch, finalmente,
Herzen non era pi solo. Aveva trovato a Londra un
compagno di lavoro ed era proprio lo stesso con cui, pi
di venticinque anni prima, aveva iniziato la sua attivit
con la comune creazione dun gruppo sansimoniano a Mo
sca. Ogarv era giunto a Londra nellaprile 18 56 , appor
tatore dei primi messaggi che venivano ad assicurare Her
zen che l opera sua aveva finalmente trovato uneco nel
mondo intellettuale russo. Era il primo raggio caldo e lu
minoso dopo una pesante notte dincubo, disse allora35.
Non aveva persuaso i suoi amici, ma li aveva scossi, e la
situazione stessa andava risvegliandoli. Erano ancora trop
po pessimisti, non vedevano la grandezza dei compiti che
attendevano loro come tutta Vintelligencija russa, ma le
loro parole contribuivano a persuadere Herzen dessere
sulla via giusta.
Ogarv aveva visto crollare anche ci che restava dei
tentativi fatti negli anni 40 e al principio dei 50 per mi
gliorare la situazione economica dei suoi possedimenti e
dei suoi contadini, da lui liberati. Un incndio, a quanto
pare provocato dagli stessi lavoratori, aveva distrutto la
fabbrica chegli aveva montato. Quanto al movimento
intellettuale, egli se nera sempre tenuto relativamente
staccato, esprimendo quel che aveva da dire nelle sue
poesie, vivendo quasi sempre fuori dalle citt, chiuso
nella sua complessa vita personale. Ora si sentiva libe
IL K O L O K O L l8 7
ro da ogni impegno, pronto a ricominciare la propria vi
ta dedicandosi alla polemica e alla politica. Di Herzen
condivideva le idee, a lui era legato da unamicizia pro
fonda (che vennero a complicare - ma non mai a distrug
gere - gli avvenimenti familiari degli anni seguenti, quan
do la sua seconda moglie fini per legarsi a Herzen). Senti
va la superiorit politica di questi e si lasciava guidare da
lui sui problemi essenziali: la loro collaborazione pot co
s esser completa e il Kolokol ne fu il vero fru tto36.
L epigrafe del Kolokol fu scelta a ricordo del loro
schilleriano entusiasmo giovanile e suon Vivos voco.
Era politicamente intonata, perch si trattava di far ap
pello a tutte le forze vive, da qualunque parte venissero,
per un programma che era ormai chiaramente di riforme
sociali e amministrative, cosi formulate: liberazione del
la parola dalla censura, liberazione dei contadini dai no
bili proprietari, liberazione delle classi non nobili dalle
punizioni corporali.
Nel secondo numero, dellagosto 18 5 7 , Herzen inti
tolava il suo articolo di fondo Rivoluzione in Russia. Era
un commento alle parole dette da Alessandro I I alla no
bilt di Mosca: Meglio che le trasformazioni avvenga
no dallalto, che non dal basso. Certo, scriveva, si era
entrati in unepoca rivoluzionaria, ma non era affatto si
curo chessa dovesse svolgersi secondo lo schema france
se. Anche i modelli stranieri che si potevano proporre po
tevano esser diversi. Intanto cera lesempio dellInghil
terra, che Herzen aveva conosciuta sempre meglio e che
certo influ sulla sua visione piu liberale di quegli anni,
mostrandogli la possibilit di trasformazioni operate sot
to la pressione dellopinione pubblica. E poi il Piemonte,
che gi l aveva colpito per la sua resistenza allepoca del
la reazione europea, dopo il 49, e che egli ora propone
va alla Russia come un incoraggiamento e un modello.
Sotto i nostri occhi - scriveva - il Piemonte rinato. Al
la fine del 1847 il suo governo era gesuitico e inquisitoriale,
senza alcuna libert, ed anzi con una polizia politica, con
una terribile censura civile e religiosa che uccideva ogni at
tivit mentale. Son passati dieci anni - e gi il Piemonte
non lo si riconosce piu; la fisionomia delle citt, la popola
i88 CAPITO LO QUARTO

zione, sono cambiate, ovunque vita nuova, raddoppiata, vi


si aperti, attivit; e questa rivoluzione s compiuta senza
la piu piccola scossa, per questa trasformazione stata suf
ficiente una guerra sfortunata e una serie di concessioni al
lopinione pubblica da parte del governo. I rivoluzionari-
artisti non amano questa strada, lo sappiamo, ma ci non ci
riguarda. Noi siamo soltanto della gente profondamente
convinta che le attuali forme della Russia non soddisfano
nessuno e preferiamo con tutto 1animo la via del pacifico
sviluppo umano a quella dello sviluppo sanguinoso, anche
se altrettanto sinceramente preferiamo lo sviluppo pi tem
pestoso e scatenato alla stasi dello statu quo dellepoca di
N ic o lai37.

Naturalmente, questa posizione doveva portarlo a pre


sentare gli ostacoli che sopponevano alle riforme come
pure e semplici forme d inerzia, pi che forze sociali or
ganizzate. Erano ostacoli da denunciare e non da distrug
gere, uomini da illuminare, non gruppi da toglier di mez
zo. Non vi sarebbe stata - diceva - opposizione organizza
ta dei corpi della nobilt. Conosceva troppo bene la loro
tradizionale mancanza dindipendenza, n credeva a quel
vecchio partito moscovita di cui parlava allora la stam
pa europea e chegli aveva visto troppo da vicino per cre
derlo davvero capace dopporsi seriamente ad un ordine
dellimperatore o alla pressione dellopinione pubblica.
Il Kolokol si dedic perci a denunciare e colpire
singoli abusi, particolari situazioni di passiva resistenza
reazionaria, a bollare i vecchi funzionari del regime di N i
cola I, si consacr ad unopera polemica di costume, di
satira della vecchia mentalit, dedicando ad esempio mol
te delle sue pagine a gettar luce su quegli scandali finan
ziari e amministrativi che erano la pesante eredit del
lungo despotismo e arbitrio anteriore. Herzen chiedeva
perci - come del resto tutta la parte piu attiva della so
ciet russa dallora - pubblicit pi ancora che liber
t: la possibilit cio di render pubblici i mali dello sta
to piu che organi politici che la libert avrebbero potuto
garantire permanentemente. Abbattere o limitare la cen
sura piu che chiedere garanzie costituzionali, questo fu
allora il suo programma.
IL KOLOKOL 189

Tutta questa campagna pot svilupparsi allestero con


mani assai pi libere di quanto non avvenisse in Russia,
dove pure andava prendendo ampiezza quella che si chia
m la letteratura della pubblica denunzia, e fu con
dotta da Herzen e Ogarv in modo magistrale. Chi si sen
tiva colpito da un sorpruso, chi aveva da far valere il pro
prio diritto contro l arbitrio statale trov a Londra quel
l accusatore pubblico che poteva mancare a Mosca o a
Pietroburgo. Le lettere, le informazioni, le denunce piov
vero al Kolokol tanto che, a partire dallottobre 18 59 ,
i direttori decisero di pubblicare un supplemento dedica
to appunto a questo aspetto della lotta intitolandolo:
Pod sud! [Sotto processo! ] 38. Nei ministeri, nelle commis
sioni che dovevano decidere della sorte dei contadini, nel
le amministrazioni locali, si diffuse un largo senso di ti
more per la libera voce che veniva da Londra. Si hanno
prove che lo stesso imperatore venne talvolta a conoscen
za di scandali e malefatte proprio leggendo il Kolokol.
Questo foglio allarg talmente le sue fonti di informa
zioni, ricevette notizie da elementi tanto ben piazzati nel
l apparato statale da essere in grado di pubblicare circola
ri riservate e documenti segreti cosi importanti da costi
tuire ancor oggi, pur dopo lapertura degli archivi, una
fonte spesso unica per lo storico che a questo piccolo fo
glio ricorra per conoscere la vita russa di quel tempo. Con
tanto maggiore avidit vi ricorrevano i contemporanei,
che se lo passavano di mano in mano, facendone salire la
tiratura, nei momenti migliori, a 2500 copie, cifra note
vole se si pensa che il Sovremennik, rivista legale pub
blicata a Pietroburgo, raggiungeva allora una tiratura di
6000 copie, del tutto eccezionale per quel tempo39.
Indubbiamente questa lotta minuta e serrata contro gli
abusi poteva in qualche modo favorire uno degli aspetti
tipici della politica russa dallora e cio la mimetizzazio
ne liberale delle forze conservatrici, fatale del resto, da
to che si trattava di compiere delle riforme - pur cosi im
portanti come quella contadina - con i vecchi strumenti
e con il vecchio apparato statale. Il liberalismo scendeva
dallalto, come un ordine dellimperatore, e aveva la ten
denza naturale a limitarsi appunto a questi problemi di
190 CAPITO LO QUARTO

dettaglio, a colpire gli aspetti secondari e non quelli fon


damentali dello stato assolutistico e della societ suddi
visa in caste. N mancarono gli appelli a Herzen perch si
limitasse esclusivamente a quellopera di pubblica de
nuncia, piu amministrativa e giudiziaria che propria
mente politica. Ma, bench sapesse molto bene esser que
sto lo strumento che gli permetteva di penetrare larga
mente in Russia, Herzen non si limit mai a quello, e il
Kolokol rest un giornale politico40.
Quando tra la fine del 18 5 7 e il principio del 1858 fu
rono rese pubbliche le prime misure preparatorie per la
liberazione dei servi, Herzen scrisse, rivolto ad Alessan
dro I I : H ai vinto, Galileo! esprimendo cosi la gioia
diffusasi ovunque in Russia negli ambienti colti, e promi
se il suo appoggio e aiuto a coloro che liberano e finch
liberano41. La progettata liberazione era tuttavia senza
terra e dipendeva ancora da quel che avrebbero disposto
le assemblee nobiliari delle varie province, autorizzate e
spinte a convocarsi a tale scopo.
Messo di fronte a simile situazione, Herzen sottoline
sempre pi chiaramente quella muta minaccia del mondo
contadino che tanti, tra cui lo stesso imperatore, sentivano
come il motore primo della riforma; nello stesso tempo si
dichiar libero da ogni legame con una qualsiasi delle par
ti della classe dirigente che la riforma stava elaborando.
La liberazione con la terra uno dei principali ed essen
ziali problemi per la Russia e per noi. Avvenga dallalto o
dal basso, saremo per essa. Che i contadini siano liberati
dai comitati composti dai nemici giurati della liberazione,
li ringrazieremo sinceramente e di cuore. Si liberino i con
tadini dai comitati prima, e poi da tutti i nobili che li hanno
eletti, per primi li feliciteremo fraternamente e di cuore.
Ordini infine lo zar di confiscare i possedimenti dellari
stocrazia frondista e la spedisca alla deportazione, ad esem
pio in qualche posto sullAmur insieme a Murav'v, noi di
remo soltanto: cosi sia. Ci non vuol dire che racco
mandiamo questi mezzi e non altri, n che questi siano i
migliori. I nostri lettori sanno quel che pensiamo. Ma la
cosa principale che i contadini siano liberati con la terra.
Sui mezzi non abbiamo obiezioni42.
IL KOLOKOL 191

Il Kolokol pot vantarsi piu tardi d esser stato il


primo a parlare dellunica misura capace di portare la ri
forma ad una conclusione pratica, stabilendo un accordo
tra i nobili e lo stato e, almeno entro certi limiti, anche
con i contadini.
Le terre coltivate da questi ultimi sarebbero loro state
consegnate in propriet, dietro pagamento d un riscatto.
Herzen e Ogarv ne scrissero fin dal principio del 18 58.
Un progetto dettagliato di riforma cosi concepita venne
portato dalla Russia da V. A . Panaev, e fu pubblicato
tanto nelle Voci dalla Russia quanto nel Kolokol, in
tempo perch potesse influenzare le discussioni dei co
mitati provinciali della nobilt.
Quelle discussioni rivelarono che una parte pi libera
le della nobilt - e soprattutto quella delle terre del nord,
meno ricche e pi capaci d uno sviluppo industriale - am
metteva volentieri la cessione della terra e il riscatto, men
tre gran parte dei proprietari delle terre nere e pi frut
tifere resisteva ancora a questa soluzione o l accettava
ponendo condizioni molto gravose per i contadini. Her
zen esort allora l imperatore a non piegarsi alle propo
ste dei comitati nobiliari. Quando poi la burocrazia cen
trale prese nelle proprie mani la realizzazione della rifor
ma, e la spinse avanti energicamente (soprattutto per ope
ra di Miljutin), Herzen l appoggi abilmente, difenden
done l opera contro i numerosi nemici. Certo capiva che
il riscatto avrebbe finito per pesare sulle spalle dei conta
dini, ma - come rispondeva Ogarv, nel Kolokol del
i novembre 1860, ad un corrispondente che insisteva per
la cessione gratuita delle terre da parte dei nobili - al
riscatto noi non vediamo una base giuridica, ma la base
della necessit. Data la lotta delle due classi, dare ai nobi
li un riscatto per la terra risulta pi a buon mercato per
i contadini che non una rivolta, e per i nobili dare le terre
che essi considerano giustamente come proprie con un
piccolissimo riscatto pi vantaggioso che non perire in
una rivolta contadina.
Ma il problema stava appunto qui: il riscatto sarebbe
stato davvero piccolissimo? Quale sarebbe stata lampiez
za delle terre cedute ai contadini e quale doveva esserne
192 CAPITO LO QUARTO

il prezzo? Su questo punto il Kolokol non vide abba


stanza chiaro. Herzen e Ogarv - come del resto gran par
te deHopinione pubblica in Russia - furono in qualche
modo sviati dalla discussione intorno alle modalit giu
ridiche della liberazione, dal dibattito attorno alla perma
nenza, per un periodo piu o meno lungo, di alcune tipiche
sopravvivenze della servit, quali le corves e la giuri
sdizione locale del signore. Certamente quella polemica
era importante, ma fini per nascondere a Londra il noc
ciolo economico e finanziario del problema.
Comunque Herzen sent presto che le cose non si met
tevano bene. Nel i860 il Kolokol critic aspramente
la politica del governo. Ad accentuare l atteggiamento
sempre piu critico di Herzen contribu non poco quella
lunga attesa - piu dun anno - che ritard la pubblicazio
ne del manifesto di liberazione, attesa che pur non facen
do perdere nessuna delle posizioni fondamentali ante
riormente acquisite, semin ovunque dubbi, incertezze,
diffondendo anche a Londra unatmosfera ancor piu pessi
mistica di quanto in realt non comportasse la situazio
ne stessa.
N ellarticolo che apriva l annata del i860 del Kolo
kol, Herzen paragonava Alessandro I I all'apprenti sor
rier. Spiegando, coglieva bene le ragioni di questo ritar
do: quella paura delle forze in lizza, nobili, contadini e
intelligencija, quel timore che aveva immobilizzato Nico
la I e che pure aveva spinto finalmente il suo successore
ad agire, rendeva ancora una volta l imperatore incerto
e guardingo, lo portava a circondare di mistero tutto il
problema della liberazione, limitando la pubblicit at
torno ad essa, facendone di nuovo una cosa riservata al
l alta burocrazia. La polemica di Herzen fu particolar
mente brillante contro questo ritorno dello spirito di Ni
cola I, e contro di esso cominci a far appello anche a
quella minoranza della nobilt che aveva dimostrato uno
spirito non solo comprensivo, ma soprattutto indipen
dente e liberale.
Ma ormai il gioco era fatto. La posizione di incitatore
dellopinione pubblica, di difensore della liberazione con
le terre aveva dato i suoi risultati, entro i limiti consenti
IL KOLOKOL 1 93
ti dalla situazione russa d allora. Il risultato, quando les
se il manifesto del 19 febbraio 18 6 1, non gli parve poi
cosi cattivo, come disse in un primo momento. In
sieme alla liberazione dellItalia forse il principale av
venimento degli ultimi cinque an n i43, scrisse allora a
suo figlio.

Durante questi tre anni di discussione sulla riforma


contadina il Kolokol sera fatto degli avversari allin
terno stesso dedVintelligencija, tanto a destra quanto a
sinistra. Nel 18 38 , Herzen rompeva con i liberali piu dot
trinari; l anno dopo, si scontrava con il radicalismo na
scente di Cernysevskij e Dobroljubov.
Per quanto riguarda i primi si trattava d un prolunga
mento della polemica gi cominciata a Mosca nel 1846
nel gruppo occidentalista, che veniva ora ad assumere
tutta la sua palese importanza politica. Fu Cicerin, uno
storico e un giurista, ad attaccare duramente Herzen ver
so la fine del 18 58. Non ci mancava proprio altro, not
allora questultimo, che un partito di nemici tra la gente
colta... E non forse uno strano destino che sia compo
sto proprio di scolari di Granovskij, di amici di Kors,
Krjukov, ec c .? 44. A parte lo stupore derivante dalle il
lusioni che sempre Herzen sera fatto - malgrado tutte
le smentite dategli dalla realt - sulla vera natura politi
ca di questi amici, si trattava dun sintomo importante.
Quellassolutismo che Herzen aveva accettato come un
mezzo per fare un passo avanti verso la liberazione dei
servi, veniva ora teorizzato da Cicerin come il governo
ideale. Il che non soltanto ripugnava moralmente a H er
zen, ma rendeva politicamente impossibile proprio quel
complesso giuoco tra nobilt, burocrazia, intelligencija
in cui consisteva la vera realt politica di quel momento.
Cicerin, e con lui i dottrinari, vi sostituivano l idealizza
zione dello zar. L ombra di Pietro il Grande, il mito del
l assolutismo illuminato, sembravano tornare come al
l inizio degli anni 40. Herzen, ben convinto, come dice
va, che la situazione non richiedeva un Pietro il Grande,
ma semplicemente un uomo capace di farsi guidare dal
I94 CAPITO LO QUARTO

l opinione pubblica, dovette rompere apertamente con


loro.
Quei dottrinari rappresentavano del resto un tipo
umano chegli non poteva soffrire, la continuazione libe
rale, la caricatura, di quegli ortodossi della democrazia
contro cui aveva polemizzato gi nel 48.
I dottrinari alla maniera francese e i Gelehrten alla te
desca, la gente che istruisce processi, compila elenchi, li
mette in ordine, la gente ferma nella religione positiva e re
ligiosa nella scienza positiva, la gente riflessiva vive fino a
tarda et senza mai uscire di strada, senza mai fare errori or
tografici n daltro genere, ma la gente gettata nella lotta si
consuma nella passione della fede e del dubbio, sesaurisce
di rabbia e di scontento, brucia presto, cade negli estremi,
si lascia trascinare e muore in mezzo alla strada, dopo aver
inciampato mille volte45.
Leggendo queste parole Cicerin, allora in viaggio a
Londra e a Parigi, si senti toccato personalmente e rispo
se con una lunga lettera, che venne pubblicata nel Ko-
lokol, come l esempio di una posizione sbagliata46. Era
soprattutto una predica per dimostrare che la ragione e
non la passione era necessaria in politica. Era scritta in
un tono cosi saccente che Kavelin, e con lui un gruppo di
liberali, scrisse a Herzen per dividere la loro responsabi
lit. In questo appunto stava il senso politico dello scon
tro: Herzen finir col rompere con i liberali, ma poco al
la volta, una tendenza dopo l altra, cominciando dai piu
tipici dottrinari e conservando invece, almeno sino al
18 62, i contatti e spesso le simpatie degli altri47.
La polemica con la sinistra, con il Sovremennik, fu
invece provocata da Herzen, con l articolo Very dange-
rous! ! ! , scritto direttamente contro Dobroljubov e Cer-
nysevskij. Certo, le vicende personali ebbero la loro par
te nello spingerlo a far ci. Basta pensare che il direttore
del Sovremennik era Nekrasov, che Herzen apprezza
va come poeta, ma che considerava uomo disonesto. La
sua relativa incomprensione dellaspetto finanziario del
problema contadino fece si che Herzen sottovalutasse
d altra parte Cernysevskij, che in quel momento vedeva
piu chiaramente di lui i pericoli insiti nel piano governa
IL KOLO KO L *95
tivo della riforma. Ma, malgrado tutto, questi sono aspet
ti secondari. Nel suo attacco al Sovremennik, Herzen
volle farsi eco dellopinione pubblica liberale, allarmata
dal sorgere duna tendenza radicale. V i riconosceva degli
elementi nihilistici, se vogliamo chiamarli cosi, che
l impressionavano e impensierivano. Nella sua critica dei
biliosi, come li chiamava, egli tese a confondere i nuo
vi radicali col ricordo dei petrasevcy (uno, giunto fino a
Londra per collaborare con lui sera poi, per irrequietez
za, per instabilit, bruscamente allontanato), chegli con
siderava elementi psicologicamente strani e negativi.
Ci che mi colpi in loro era la facilit con cui disperavan
di tutto, la gioia feroce della loro negazione e la terribile lo
ro implacabilit... Ottimi danimo e generosissimi nelle lo
ro intenzioni, i nostri biliosi possono col loro tono spingere
un angelo alla rissa e un santo alla maledizione. Esagerano
tutto al mondo con un tale aplomb, e non per scherzare ma
per amareggiare, che non c modo di sopportarli...48.

Eran le prime note duna lunga polemica in cui Herzen


si sforzer di capire questa nuova generazione, per finir
sempre col rinchiudersi su se stesso, preso da impazien
za di fronte agli aspetti umani, psicologici del populismo
nihilista, di fronte a quellaere fermento che pure tanta
importanza doveva avere nella societ russa, quando vol
se al termine l epoca delle speranze liberali e delle batta
glie per le grandi riforme.
Ma, se fu cosi critico verso i giovani radicali, in questa
discussione da uomo a uomo, politicamente afferm che
non voleva con questo gettare la discordia nel campo de
gli emancipazionisti. Si trattava di dissensi sui mezzi e
non sugli scopi, diceva. Il Sovremennik non rappre
sentava che uno degli estremi di quelle opinioni cherano
anche le sue, e quando uno dei radicali di Pietroburgo lo
rimprover di non fare appello allascia contadina, gli ri
spose che non lavrebbe fatto finch cera una speranza,
finch si poteva contare su un risveglio dellopinione pub
blica, finch si poteva contrapporre Vobscina alla nobilt,
la resistenza contadina alla debole e incerta aristocrazia
terriera. Non l ascia, ma la scopa era necessaria, per ora.
196 CAPITO LO QUARTO

Di fronte al manifesto del 19 febbraio 18 6 1 pens di


aver avuto davvero pi ragione di quanto fosse lecito spe
rare. Prepar una riunione, una festa di tutti i russi a
Londra per celebrare quel giorno, redasse un discorso in
cui volle ricordare come nel 18 5 3 - quandera stato stam
pato il primo foglio della Libera tipografia russa - se
qualcuno avesse detto che dopo otto anni ci saremmo
riuniti e l eroe della festa sarebbe stato lo zar della Rus
sia, avremmo pensato che era pazzo o peggio. Eppure
era cosi. Certo, il manifesto del 19 febbraio non era che
una tappa lungo la via. La strada era ancora tutta da per
correre, e la diligenza era tra le mani dei pi crudeli po
stiglioni tartari e tedeschi... Denunciare i loro intrighi in
Russia impossibile. La parola non ancora stata libera
ta, ancor serva della censura. Perci era necessario
continuare a lavorare allestero. Ma restava il fatto che
in Russia era stata abolita la servit. Leviamo il bicchie
re alla salute dei nostri fratelli liberati e in onore di Alek
sandr Nikolaevic, loro liberatore 49.
Ma questo toast non fu mai pronunciato. I primi scon
tri sanguinosi di Varsavia dimostrarono, pochi giorni do
po la liberazione, che troppo grave ancora era l oppres
sione politica dellimpero russo perch Herzen potesse
brindare liberamente ad Alessandro I L L a nostra festa
fu triste... la nostra mano sabbass. Oltre il sangue spar
so a Varsavia essa non poteva andare50.
Herzen dovette accorgersi ben presto che la liberazio
ne dei servi, cosi come era stata compiuta, ripropone
va tutti i problemi in qualche modo accantonati dalla ri
forma. I contadini riprendevano e intensificavano quelle
proteste locali che gi serano prodotte allepoca della
guerra di Crimea e che ora dimostravano il loro malcon
tento di fronte alla situazione nuova in cui erano venuti
a trovarsi. L intelligencija sentiva che lo sviluppo del
l opinione pubblica liberale non era pi sufficiente, che
si trattava ormai di dare una forma organica alla posizio
ne da lei conquistata. La parte pi attiva di essa cercava
di mettersi alla testa della vita politica russa, nel tentati
vo di sostituirsi allo Stato, allo stesso imperatore. Nuovi
IL KOLOKOL 197
problemi (soprattutto quello del rapporto tra la giovane
intelligencija e il popolo) vennero in luce ed erano larga
mente discussi. Le nazionalit comprese nellimpero, in
specie quella polacca, cominciavano ad agitarsi, a tentar
di far valere i propri diritti. Insomma, tutti i problemi
affacciatisi alla mente di Herzen al momento in cui aveva
voluto organizzare a Londra una celebrazione del 19 feb
braio 18 6 1, maturarono nel periodo immediatamente se
guente, fornendo materia allattivit del Kolokol nei
due anni dopo la liberazione dei servi.
Si tratt di una serie di tentativi onde mantenersi al
l unisono con la vita russa e per riacquistare quella fun
zione direttiva che il Kolokol aveva avuto nel periodo
di preparazione della riforma. Tentativi difficili e ardui
fin da principio e che dovevano dimostrarsi in seguito
sempre meno realizzabili.. Un organo emigrato stentava
sempre pi a dirigere un movimento complesso e tempe
stoso, a convogliare i molteplici contraccolpi della rifor
ma contadina. Herzen e Ogarv seppero indicare ancora
alcune idee che saran poi seguite nei decenni seguenti,
ma la loro azione andr perdendo in unit ed efficienza,
fino ad esser stroncata definitivamente dallondata nazio
nalista che accompagn in Russia la rivolta della Polonia
nel 18 63.
Tuttavia i loro tentativi son degni dessere esaminati
da vicino: per quanto dispersi e frammentari essi rivela
no alcune delle tendenze piu profonde della societ di
quegli anni e dnno una sensazione precisa del fermento
della Russia dal 18 6 1 al 18 63.
Alle rivolte contadine, moltiplicatesi per tutto il 18 6 1,
avevan risposto repressioni spesso sanguinose e violente.
Il Kolokol, e in questo caso soprattutto Ogarv, sar
l eco sensibile dello stato danimo contadino, dellincer
tezza e della delusione che regnavano nelle campagne
quando ci si vide di fronte a un manifesto scritto in uno
stile dei piu astrusi, incomprensibile non soltanto ai con
tadini che non sapevano leggere, ma anche ai soli intel
lettuali del villaggio, agli scrivani, ai bigotti delle stte,
ai preti, ai mercanti. Una nuova servit - diceva il K o
lokol fin dal 15 giugno 18 6 1. - Lo zar ha ingannato il
198 CAPITO LO QUARTO

popolo. Ma naturalmente essere allunisono con l ani


mo di tanti contadini russi non significava poterli indiriz
zare o aiutare nella loro lotta lontana, dispersa, fatta tut
ta di tentativi nel buio per trovare la loro strada nella
mutata situazione.
Fu appunto questa situazione a convincere Herzen ed
Ogarv - come tutta la parte piu sensibile della societ
russa d allora - di quanto fossero staccati, lontani dal po
polo, dagli interessi e dalla vita di questo anche coloro
che pure seran battuti per una piu giusta riforma e libe
razione.
Questa esperienza dar il primo avvio all andata al
popolo, nel popolo. Gi nel 1860, nel numero del Ko-
lokol del i agosto, Ogarv aveva intravisto questa ne
cessit, sebbene non ancora come un movimento autono
mo, ma come un necessario completamento delle trasfor
mazioni che la societ russa stava subendo allora. Biso
gna preparare dei maestri, dei predicatori delle scienze
per i contadini, dei maestri viaggianti che possano diffon
dere, da un capo allaltro della Russia, le conoscenze utili
ed applicate51. Tanto piu forte questo pensiero tornava
ad agitare lui ed Herzen dopo che la loro rottura con il go
verno sera fatta sempre piu netta. Al momento dei di
sordini e della chiusura delle universit, nellautunno del
18 6 1, l appello per una andata nel popolo diventer
la parola d ordine del Kolokol.
Herzen indicava cosi una via che i populisti tenteran
no di aprirsi nei due decenni seguenti. Era l inizio duno-
pera lunga e faticosa. Ma intanto per il Kolokol si trat
tava di tentar di guidare da lontano il fermento politico
che la liberazione dei servi aveva suscitato tra i nobili,
nelVintelligencija, in tutta la classe dirigente russa. Nel
18 6 1 Herzen pensava ancora che l unica cosa possibile
fosse di continuare nella tattica usata negli anni prece
denti. Come prima aveva contribuito a creare unopinio
ne pubblica favorevole alla liberazione con la terra,
cosi ora avrebbe sviluppato una corrente dopinione di
sensi piu accesi, che con maggiore energia e impazienza
avrebbe richiesto libert di stampa, cambiamenti nella
IL K O LO KO L 199
struttura dello stato e infine qualcosa di simile ad una
grande assemblea nazionale.
Letto il manifesto del 19 febbraio 18 6 1, Herzen ave
va scritto sul Kolokol: Il primo passo fatto, ora il
turno della libert52. Concepiva quella lotta ancora nei
vecchi termini, e cio come una battaglia contro la cen
sura: ma ben presto le reazioni in Russia lo persuasero
che bisognava chiedere di piu. Le indicazioni sulla formu
la da adottare gli vennero da Pietroburgo. Il Veliko-
russ, il primo foglio clandestino, apparso nel luglio
18 6 1, parlava gi della necessit duna assemblea nazio
nale. N ellappello redatto nello stesso periodo da Oga-
rv e da N. N. Obrucev insieme: Cosa occorre al popo
lo? , saffermava - in un linguaggio che voleva esser pia
no abbastanza per esser capito dagli stessi contadini -
che a garanzia di quella terra cui essi avevano diritto piu
largamente di quanto non fosse stato loro concesso dalla
riforma, era indispensabile che le tasse e le imposte fos
sero fissate e distribuite dal popolo stesso attraverso i
propri eletti53. L idea di chiamare una simile assemblea
zemskaja duma o zemskij sobor, a ricordo di quelle as
semblee che al principio del Seicento avevano posto ter
mine allepoca dei torbidi, germin in Russia da varie
fonti e si diffuse in manoscritti e foglietti volanti, non
senza penetrare in qualche modo anche nella stampa le
gale. La stessa terminologia rivelava l intenzione di riu
nire diverse correnti intellettuali, dagli occidentalisti che
vedevano in essa una forma dassemblea costituente agli
slavofili sempre sensibili ai ricordi del passato.
Herzen pot essere spinto ad accettare lidea di porre
al centro della sua propaganda la zemskaja duma anche
dalla presenza a Londra, in quel periodo, dun tipico rap
presentante del mondo contadino e popolare, Ptr Alek-
seevic Mart'janov.
La sua storia breve, una vera storia russa - scriver
Herzen quando questi sar condannato ai lavori forzati. -
Nacque servo del conte Gur'ev. Da giovane dimostr una
capacit eccezionale per il commercio e organizz in grande
la vendita del grano. Il conte Gur'ev, strappandolo alla sua
attivit, lo rovin portandogli via una grossa somma di de
200 CAPITO LO QUARTO

naro, quasi alla vigilia della liberazione. Questuomo che


aveva sperimentato tutti i dolori e le maledizioni della vita
russa era dotato dun ingegno eccezionale. Energico, pro
fondamente appassionato, concentrava in s tutto il destino
del popolo russo, in lui si rifletteva la sua poesia, la sua re
ligione, il suo amore e il suo odio. Severo nella vita, senza
concessioni per s n per gli altri, senza deboji inconsequen-
ziariet, cera in lui un elemento del ribelle Spartaco che si
fondeva in qualche modo al cupo tipo degli uomini appar
tenenti alle nostre sette religiose 5\

Mart'janov aveva una profonda fiducia nello zar, a lui


chiedeva di liberare il popolo da tutti i nobili, da tutte le
classi alte. Scrisse un opuscolo55 e una lettera ad Alessan
dro I I , che fu pubblicata nel Kolokol, per chiedergli
appunto questo e perch convocasse un grande zemskij
sobor del popolo russo56.
Il suo programma fu preso allora come punto di par
tenza anche da Bakunin, per il suo opuscolo La causa del
popolo. Romanov, Pugacv o Pestel'?, pubblicato nel
1862 nella Libera tipografia russa e che aveva appun
to come tema principale la necessit della convocazione
di unassemblea nazionale57. N el 1863 capiteranno co
se terribili in Russia se lo zar non si decider a convoca
re la zemskaja duma di tutto il popolo, diceva.
Fuggito dalla Siberia, dove aveva a lungo pensato alla
necessit dun dittatore per effettuare le necessarie rifor
me, giunto a Londra nel gennaio 18 6 1, accolto come un
fratello da Herzen e da Ogarv, Bakunin stava ancora
cercando la sua strada e rifletteva in questo opuscolo -
ingrandite - le incertezze di tutti dopo la liberazione,
pensando insieme ad uno zar che fosse capace di andare
veramente con il popolo e di un popolo capace dimporre
in unassemblea la propria volont allo zar.
Il mito dello zemskij sobor cominci a prendere una
certa consistenza politica allinizio del 18 62, quando una
parte della nobilt, la piu colta e illuminata, propose o
vot degli ordini del giorno in favore d una rappresen
tanza nazionale e quando il Kolokol si fece eco delle
speranze, largamente diffuse allora, dun simile corona
mento liberale della riforma contadina.
I L KO LO KO L 201

Ogarv scrisse un progetto dappello allo zar che


avrebbe dovuto raccogliere le firme e l appoggio di tutti
gli elementi malcontenti, dalla nobilt ai contadini, di
tutti coloro insomma che nella futura assemblea vedeva
no la possibilit desprimere liberamente le loro rivendi
cazioni e i loro bisogni. Di fronte allincertezza dellopi
nione pubblica nellestate del 18 62, questappello sareb
be stato un pubblico riconoscimento che le riforme dal
lalto erano insufficienti, che l apparato statale era inca
pace di guidare da solo le forze ormai messe in movi
mento.
La nobilt - diceva - rimasta senza ricompensa per
quel che ha perduto, senza mezzi per lavorare e, diciamolo
senza timore, senza mezzi per vivere, salvo i nobili-funzio
nari che ritraggono dallo stato uno stipendio e delle ricom
pense, le quali ricadono sul popolo in forti tasse... Il mani
festo del 19 febbraio ha daltra parte fornito la possibilit
di ridurre le terre dei contadini. Questi non sono convinti
di poter conservare domani quella terra che oggi coltiva
no... Il riscatto pesante ed anzi impossibile nelle forme
fissate dal manifesto... La situazione del contadino diven
tata insopportabile. Egli vede come prima, e anzi pi di
prima, in ogni nobile proprietario il suo nemico e nelle di
sposizioni della Maest Vostra degli astuti intrighi di fun
zionari a suo danno... Sire! senza interrogare il popolo
non si pu salvare lo stato. Senza zemskij sobor - lunico
mezzo per salvare lo stato rovinato e senza denaro - non
sar possibile uscirne incolumi.
Proponeva perci la riunione di assemblee di distret
to e di citt per lelezione di deputati. G li elettori avreb
bero dovuto essere, senza diversit di classi, di confes
sioni, di fedi, tutte le categorie dei contadini (obbligati
temporanei, dello stato, della corona), i nobili, i mercan
ti, i borghesi, il clero e la gente dogni appellazione.
Per eliminare ogni sfiducia da parte dei contadini, i
nobili sarebbero stati iscritti in un distretto diverso da
quello dove avevano i loro possedimenti. Ogni uezd (di
stretto) avrebbe eletto un deputato. Nel suo appello Oga
rv fissava anche un ordine del giorno della futura assem
blea, che comprendeva le maggiori riforme amministrative
allora ritenute necessarie58.
202 CAPITO LO QUARTO

La discussione suscitata da questo primo abbozzo non


manc dinteresse. Turgenev, allora a Parigi, ripet quel
le critiche che gi piu volte aveva fatto a Herzen. Non
bisognava parlar male del manifesto del 19 febbraio, di
ceva. Con esso cominciava in Russia una nuova era.
Lo sapeva il governo che non avrebbe accettato le criti
che, lo sapevano anche i contadini, che, per quanto scon
tenti di questa o quella disposizione, vi vedevano la car
ta della loro libert personale e che avrebbero perci in
terpretato ogni critica unicamente come un nuovo at
tacco della nobilt contro la liberazione. In Russia, di
ceva ancora, non v era che una categoria capace di capi
re le esigenze di libert, ed era la classe colta. Proprio
con questa i londinesi andavano rompendo invece, cer
cando di fare appello al popolo. L a rivoluzione nel sen
so piu vero della parola, potrei aggiungere nel senso pi
largo, esiste soltanto nella coscienza delVintelligencija.
Proponeva un appello sulla base di queste sue considera
zioni, aggiungendo poco dopo che bisognava appoggiar
si su quei progetti statali che appunto allora si comincia
vano a discutere, sulPautoamministrazione locale, su quel
tentativo cio di creare dei consigli provinciali in cui tut
te le classi fossero rappresentate.
Questa sar infatti la via attraverso la quale il gover
no soddisfece ed eluse insieme il costituzionalismo del
periodo 18 6 1-6 3: l istituzione dello zemstvo costituir
un passo avanti verso un sistema rappresentativo locale,
senza per questo intaccare minimamente il principio stes
so dellassolutismo.
Con le sue osservazioni Turgenev non faceva che espri
mere lo stato danimo dei liberali russi, i quali fidavano
in riforme parziali e locali, senza voler mai appoggiare a
fondo la richiesta dello zemskij sobor. Le ragioni addot
te da Turgenev erano quelle che spiegano appunto un si
mile atteggiamento: la lotta tra nobili e contadini era
troppo forte, la diffidenza tra le varie categorie sociali
era troppo acuta perch lassolutismo non continuasse a
giocare su di esse ed a mantenere il suo potere, ben de
ciso a non creare organi costituzionali che potessero le
gargli le mani. I liberali russi, anche i migliori e i pi
IL KOLOKOL 203
esperti, restavano ancorati alla loro concezione dello sta
to, alla loro fiducia nellassolutismo illuminato.
Quando poi si fece sempre pi manifesta, alla fine del
l anno 18 62, la volont dello zar di arrestare con la re
pressione il fermento degli animi, Ogarv, Herzen e Ba-
kunin ritennero sempre meno necessario far concessioni
a questi liberali dubitosi e proposero un nuovo testo
dappello, in cui lo zemskij sobor era presentato sempre
pi chiaramente come un mezzo di propaganda contro la
politica ufficiale.
La Russia - diceva questultimo progetto, redatto an-
chesso da Ogarv - si trova ora in quella situazione di dif
fusa sfiducia che generalmente precede un sommovimento
generale... Sire, il popolo crede allo zar, ma non crede al
governo, non crede ai nobili-funzionari, dei quali compo
sto, cosi come non crede ai nobili-proprietari, dai quali es
so stato liberato su basi che ritiene ingiuste. Se voi, Sire,
continuerete ad appoggiare il regime dei funzionari, il po
polo perder rapidamente anche la sua fiducia in voi.

N erano pi sufficienti i tentativi di stabilire unegua


glianza tra le categorie sociali dal punto di vista della leg
ge o magari dellamministrazione locale. Il problema fon
damentale era quello della terra.
Fin dallinizio, fin da quando il nome russo vive nella
memoria della gente, la terra russa stata colonizzata gra
tis dal popolo e da lui considerata come propria... Ricono
scendo che la terra del popolo, Sire, voi distruggerete le
radici della differenza tra le categorie sociali, differenza che
pone sullorlo della rovina non solo la Russia, ma anche gli
altri stati.

Di fronte alla reazione dello stato e allincertezza dei


liberali, il gruppo londinese era tornato dunque al suo
programma iniziale, a quel socialismo agricolo fondato
sulVobscina che era alla base delle concezioni di Ogarv
come di Herzen, e, allora, anche di Bakunin59. Il Kolo-
kol di quegli anni formuler sempre pi precisamente
questa concezione populista zYobscina, ne esaminer
gli aspetti economici, tecnici e finanziari. Ogarv riassu
mer queste idee in modo particolarmente preciso e in
204 CAPITO LO QUARTO

teressante in un suo libro: Essai sur la situation russe.


Lettres un anglais, uscito a Londra nel 1862.

La campagna per lo zemskij sobor aveva dunque per


suaso Herzen e Ogarv che sempre meno si poteva spe
rare nei liberali, che bisognava far appello direttamente
al popolo russo. Ma come far giungere fino ad esso que
ste parole?
N ellestate del 1862 aveva gi avuto inizio un tentati
vo di parlare direttamente, se non ai contadini, almeno a
quei gruppi di mercanti, artigiani, commercianti, che co
stituivano il terzo stato russo e che - suddivisi comera
no da corporazioni, da antichi usi e tradizioni, presi co
me erano da una mentalit di casta e di gruppo - aveva
no tuttavia un legame che li univa e cio la loro apparte
nenza alla vecchia fede, al raskol. Il 15 giugno 1862 usci
va a Londra il primo numero dun foglio diretto a loro,
l Obscee vece. Il termine stesso di vece, ricordando
le assemblee di tutti i cittadini dei comuni medievali rus
si, faceva appello ad una tradizione di autoamministra
zione diversa e parallela a quella del mir contadino. A t
traverso i vecchi credenti, Ogarv ed Herzen pensavano
sarebbe stato possibile toccare anche le campagne, dove
gli unici elementi che sapessero leggere appartenevano
appunto alle sette.
L idea della necessit di ricollegarsi alle sette religio
se perseguitate dalla chiesa ufficiale e dal governo, era
gi sorta negli anni 40. Ma il primo tentativo pratico
in questo senso fu fatto a Londra allora. L incontro con
Mart'janov, il contadino commerciante vecchio creden
te, costitu un incentivo a questa iniziativa, n egli fu
l unico tra i settanti a visitare allora la Libera tipogra
fia russa , e a cercare contatti con Herzen e Ogarv. Non
dovette neppure sfuggir loro che la maggiore delle sol
levazioni contadine che seguirono la liberazione, quella
di Bezdna, era stata guidata da un uomo del raskol e allo
spirito di questo improntata.
Chi per primo aveva insistito sulla possibilit di sta
bilire un contatto col popolo attraverso le sette era sta
I L KO LO KO L 205

to a Londra un giovane emigrato, V. I. Kel'siev. Mette


conto di soffermarsi un momento sulla sua personalit.
Figlio duna famiglia di nobili poveri, aveva studiato
con passione, dedicandosi soprattutto alle lingue orien
tali. Era diventato amico di Dobroljubov, quando anche
questi era studente. un uomo che pensa seriamente,
con una forte anima, con una sete dattivit, molto svi
luppato per varie letture e per profondo pensiero, ave
va notato questultimo nel suo diario, ma aveva aggiunto
quel che non mi piace in lui la sua eccessiva suscetti
bilit per quel che riguarda la sua vita personale. Del re
sto pu darsi che in lui questo sia una conseguenza delle
sue forze interiori che cercando uno sbocco si gettano da
una parte e dallaltra60. Questa prima impressione di
Dobroljubov era esatta. Effettivamente Kel'siev aveva
un ingegno notevole, una capacit dappassionarsi agli
studi e alle attivit pi diffcili, ma il suo carattere imma
ginoso, sensibile e incerto non gli permise di tener fede
per tutta la vita a nessuna delle sue iniziative. Anchegli
rivelava quelle forze che si stavano sviluppando nella so
ciet russa allepoca delle riforme. Ma non resse alla pro
va e - dopo un esilio particolarmente penoso e diffcile -
finir, nel 18 6 7, per presentarsi volontariamente alla
frontiera russa chiedendo dessere imprigionato. In car
cere scriver una lunga e minuziosa confessione di quan
to aveva fatto in quegli anni61. Scarcerato, la sua vita fu
quella dun povero letterato tenuto lontano dagli uomi
ni liberi, senza per questo avere - e neppure cercare -
un appoggio nel mondo reazionario.
La sua confessione era veramente tale e anche soltan
to come riflesso del suo stato danimo nel 18 59 , quando
volle emigrare, essa non certo priva dinteresse.
I libri proibiti [che egli lesse allora, come tanti altri gio
vani suoi contemporanei] ci apparivano come una rivelazio
ne dallalto... Di fronte a noi si apriva un mondo nuovo, un
mondo, se vogliamo, fantastico, possibile soltanto in teoria,
ma i neofiti son sempre appassionati di teorie e soprattut
to di teorie perseguitate dal potere... Cosi come da noi la
censura ecclesiastica ha fomentato lo sviluppo dogni sorta
di sette religiose, parimenti la censura politica suscit, rese
206 CAPITO LO QUARTO

fatale il sorgere di quel partito che fu poi chiamato nihili


sta. Se si tien conto inoltre dellardire della mente russa,
che consequenziaria allestremo nelle sue conclusioni e
non si ferma di fronte a nulla, tanto nellaffermazione quan
to nella negazione, allora il nihilismo apparir come un
frutto tipico e puramente russo. L uomo russo, - dicono i
nostri settanti, - non simile a tutti gli altri, egli cerca la
verit. Effettivamente la passione della consequenziariet,
di sviluppare ogni affermazione sino al nec plus ultra ha
portato il popolo semplice sino allevirazione sacra, sino al
rogo volontario, sino allentusiasmo, ha spinto gli scolari
dei nostri ginnasi, seminari e universit a negazioni tali co
me in Occidente neppure se le sognano. La consequenziarie
t il carattere tipico della nostra storia62.
A Londra non trov ci che anchegli andava cercando
con tanta passione fino al giorno in cui Herzen gli conse
gn un grosso fascio di documenti ricevuti dalla Russia
- unampia, particolareggiata documentazione sulla poli
tica statale rispetto alle sette e una serie di testi del ras-
kol - dicendogli di guardare se v era da trarne qualcosa
per il Kolokol. Fu per lui come una rivelazione.
Tutta la notte non dormii e continuai a leggere. Per po
co non fui toccato nella mia mente. Letteralmente la mia
vita si spezz e io divenni un altro uomo. Effettivamente se
Herzen non mavesse dato quei documenti sarei rimasto
forse rivoluzionario e nihilista. Essi mi salvarono. Leggen
doli mi sembr dentrare in un mondo ignoto, inesplorato,
nel mondo dei racconti di Hoffmann, di Edgard Poe, o del
le Mille e una notte. Gli evirati con i loro riti mistici, i lo
ro cori e le loro canzoni per, il raccolto, piene di poesia, i
flagellanti con le loro credenze bizzarre, i cupi tipi dei sen
za clero, gli intrighi dei capi dei vecchi credenti, resisten
za di villaggi russi in Prussia, in Austria, in Moldavia, in
Turchia, tutto questo mi si rivel inaspettatamente in quel
la notte. Una setta dopo laltra, un rito dopo laltro, mi sfi
lavano dinanzi come in una lanterna magica e io leggevo,
leggevo, rileggevo, e la testa mi girava, e il respiro mi si
fermava in petto... Questi contadini, questi mercanti bar
buti, disprezzati e scherniti dallEuropa e dalla nostra gen
te colta, questi ignoranti, questi barbari, affondati in un
rozzo materialismo, sinnalzavano di colpo di fronte ai
miei occhi. Non era male questo popolo che sotto tutte le
oppressioni sociali e sotto il terribile giogo dei secoli x v i i
IL KOLOKOL 207

e x v i i i seppe non addormentarsi - come il paysan o il


Bauer dellOccidente, o come il chiop polacco - ma al con
trario, pens e pens sui maggiori problemi che possono
occupare lanima umana, sulla verit e la non verit, su
Cristo e lAnticristo, sulleternit, sulluomo, sulla salvez
za... Il raskol fa onore al popolo russo, dimostrando ches-
so non dorme, che ogni testa sveglia di contadino vuol con
trollare lei stessa i dogmi, pensare per proprio conto sulla
verit, che il popolo russo cerca la verit e quella segue che
ha trovato, non lasciandosi impaurire n dai roghi, n dalle
caverne a cui vengono ostruite le imboccature, n dallevi
razione, e neppure dai sacrifici umani e dal cannibalismo a.
Il mondo di idee delle sette l interess profondamen
te, le misure poliziesche che continuavano ad essere usa
te contro di loro offesero Panimo suo e fini per persua
dersi che era necessario cercar di conoscerli pi da vici
no, stabilire dei contatti con loro e intanto protestare
apertamente contro la mancanza di libert religiosa in
Russia.
Dalle carte passategli da Herzen e da altre chegli fece
cercare ed ottenne dalla Russia, trasse quattro volumet
ti, Recueil de documents ofjiciels sur les dissidents rus-
ses, come diceva il sottotitolo francese di questi libri
pubblicati a Londra, il primo nel 1860 e gli altri tre Pan
no seguente. Seguirono nel 18 63 due altri fascicoli in
cui eran raccolte le leggi e disposizioni riguardanti il
raskol. N ellinsieme effettivamente essi davano unidea
complessiva del problema delle sette in Russia. L impor
tanza nella storia inglese dei dissenters, un avido studio
su fenomeni simili in altri paesi, avevano intanto persua
so sempre pi Kel'siev del valore del filone che aveva
scoperto. E con Ogarv, Mart'janov e Bakunin discusse
a lungo le conseguenze politiche che si potevano trarre
da questa che gli pareva Punica fonte capace di rivelare la
mentalit dei contadini e della piccola gente delle citt,
Punico canale per giungere fino a loro.
Cosi quello zarismo popolare che accompagn la
propaganda dello zemskij sobor non manc dessere in
fluenzato dal profondo mito contadino dello zar volonte
roso di fare il bene, ma sempre impeditone dai nobili e
208 CAPITO LO QUARTO

dai funzionari, mito che si rifletteva chiaramente nelle


credenze di alcune sette. La stessa formulazione della
richiesta duna assemblea risentiva di questo interessa
mento per la storia religiosa del popolo russo: sobor
termine ecclesiastico e significa concilio. Il carattere col
lettivistico di molte sette non pot daltra parte se non
rafforzare in tutti l idea del socialismo contadino.
Alla fine del 18 6 1 giunse a Londra un membro del
clero vecchio credente per mezzo del quale Kel'siev pot
stabilire un primo collegamento. Si trattava di Pafnutij,
vescovo di Kolomna, che viaggiava col passaporto dun
mercante64. Coltissimo nelle sacre scritture e nei padri
della chiesa, era ben poco sensibile ai problemi politici
che gli emigranti londinesi, non escluso Bakunin, cerca
rono di discutere con lui. Ma un punto del loro program
ma l attir, la libert religiosa, e per questo si mostr di
sposto a collaborare con Kel'siev.
Questi intraprese allora un viaggio clandestino in Rus
sia per approfittare dei legami che Pafnutij aveva pro
messo dorganizzargli. Con un passaporto turco visit
Pietroburgo e Mosca, preparando il terreno a quel foglio
per i vecchi credenti che sera cominciato a pubblicare a
Londra, l Obscee vece, curandone la distribuzione so
prattutto nel grande mercato di Niznyi Novgorod - dove
del resto da tempo le edizioni di Herzen eran vendute
durante la fiera annuale - visitando alcuni dei piu attivi
organizzatori di Zemlja i volja, tra cui N. A. Serno-So-
lov'vic, e cercando soprattutto di stabilire rapporti con
i rappresentanti del raskol.
Fu accolto da un gruppo di giovani mercanti moscoviti
come un profeta chiamato a sciogliere i nodi gordiani
delle loro difficolt 65. In lui videro un agente dun po
tente movimento capace di dar loro la libert. Ma le dif
ficolt cominciarono presto, non appena egli cominci a
parlare di politica. Fin dalle prime parole capii chessi
non intendevano nulla in proposito, n sapevano di che
cosa si trattava. Del resto, piu che probabile che que
staccentuazione negativa sia stata data ad arte da
Kel'siev nella sua Confessione, dovegli espose senza ve
li al capo della Terza Sezione tutte le proprie peripezie,
IL KOLOKOL 209
ma dove cerc sempre di non fare accuse che potessero
ricadere su altri e spesso anzi fals evidentemente le lo
ro idee per farle parere piu innocenti di quanto non fos
sero in realt. Anche i giovani mercanti moscoviti erano
piu interessati alla politica di quanto egli non dicesse.
Uno di loro gli domand tra l altro per quando era fis
sata la rivoluzione in Russia e chi sarebbe stato il presi
dente della repubblica. Tuttavia un terreno comune tra
questi bigotti del raskol e il giovane nihilista appassio
nato alla storia delle sette del suo paese non doveva cer
to esser facile da stabilire. L ostacolo maggiore fu costi
tuito da un dignitario della gerarchia ecclesiastica dei
vecchi credenti che rifiut apertamente di stringere ogni
rapporto con gli emigrati londinesi. Molto di pi non sap
piamo. Che legami ci fossero provato tra l altro dal fat
to che il denaro per la pubblicazione dellObscee vece
fu fornito da un libraio vecchio credente, K . T. Sol'daten-
kov, anche lui dalle idee politiche imprecise, ma che pure
in seguito fu largo di aiuti agli scrittori populisti perse
guitati, tra cui lo stesso Cernysevskij.
Di ritorno a Pietroburgo, dopo la sua visita a Mosca,
Kel'siev trov, attraverso Aleksandr Serno-Solov'vic,
un rappresentante dei vecchi credenti non clericali, di
coloro cio che in assenza duna regolare consacrazione
- dopo lo scisma con la chiesa nel Seicento - avevan fini
to a poco a poco col rinunciare allidea stessa dun clero.
Le loro dottrine escatologiche avevano spesso identifi
cato l anticristo con lo zar, anche se col passar del tempo
consideravano questa come una dottrina puramente spi
rituale e non politica. Cosi spieg appunto un loro rap
presentante, il padre Pavel, a Kel'siev che sperava trova
re in quelle idee una prima base per uno sviluppo rivolu
zionario del raskol.
Al suo ritorno a Londra da questo suo viaggio di sco
perta e di collegamento, Kel'siev tent a piu riprese di
trovare altri legami passando attraverso le colonie setta
rie russe fissatesi nellimpero turco, soprattutto in Do-
brugia. Riusc di l ad inviare a Londra perch sincon
trasse con i redattori del Kolokol uno dei loro capi re
ligiosi e politici. Questi interess molto Herzen, ma an
210 CAPITO LO QUARTO

che questa volta non si riusc a stabilire dei rapporti po


litici permanenti 6\
Il problema del raskol, che Kel'siev con tanto entusia
smo aveva posto, rester vivo per i populisti dei due de
cenni seguenti. In quel periodo le sette si svilupparono
notevolmente, rivelando anche con la loro evoluzione in
terna, nei loro dogmi e nella loro organizzazione, il fer
mento del mondo contadino e della piccola borghesia cit
tadina. Ma nessun legame potr mai essere stabilito tra il
movimento degli intellettuali e dei rivoluzionari e quello
che cresceva nelle campagne, malgrado i numerosi sforzi
in tal senso. Reagendo ambedue ad una medesima situa
zione, questi due movimenti eran troppo diversi per na
tura e origine per trovare un punto di contatto: settanti e
rivoluzionari sincontreranno soprattutto in quelle car
ceri e in quella Siberia, dove li condurr una lotta e unop
posizione che pure restarono senza un possibile linguag
gio comune.
N ellObscee vece, redatto quasi unicamente da Oga-
rv, e che fu pubblicato senza molta regolarit, a parte
gli specifici problemi del raskol, venivano trattati gli stes
si problemi che sul Kolokol, anche se in linguaggio piu
semplice ed accessibile. Senza la possibilit di vivere li
beramente non v possibilit di liberamente credere,
questa la base della propaganda, questa la parola pi spes
so ripetuta in quel foglio67. L idea dello zemskij sobor
fu il centro politico di questo giornale. Ogarv ne ripete
va la necessit, ad esempio, in un articolo intitolato Quel
che deve fare il clero, che fu pubblicato tanto nel Kolo
kol quanto nellObscee vece.
La diffusione di questo foglio, malgrado i numerosi
sforzi di Kel'siev dalla Dobrugia, rest, a quanto pare,
piuttosto limitata. L Obscee vece importante soprat
tutto come indice dun tentativo non riuscito di collegar
si al popolo minuto delle citt russe. Per la prima volta
sera creato un foglio destinato, come Ogarv diceva sin
dal primo numero, alle cosiddette classi inferiori, aper
to alla collaborazione di tutti: vecchi credenti, gente del
commercio e dellartigianato, contadini e piccoli borghe
si, servi domestici, soldati e in genere coloro che non ap-
IL KOLOKOL 211

par tengono alle classi privilegiate. Era come il segno del


tentativo fatto da Herzen - dopo aver rotto sempre pi
apertamente con i liberali, dopo che la reazione ebbe sop
presso, nellestate 18 62, i centri pi attivi del populismo
radicale - di toccare le forze che erano al di fuori dellf-
telligencija, era un indizio di quella che sar in effetti la
direzione verso la quale tender lo sforzo dei populisti
nei due decenni seguenti.

Ma chi avrebbe diretto simile propaganda nel popolo?


Chi avrebbe organizzato quei primi tentativi di creare
un movimento rivoluzionario in Russia? Herzen esit a
lungo su questo fondamentale problema. Le sue incertez
ze gli impediranno di diventare il dirigente dei movimen
ti clandestini che a poco a poco andavano sorgendo in
Russia dopo il 18 6 1 e che sboccheranno nella formazio
ne della Zemlja i volja. Ogarv era invece pi propenso
a mettersi su quella strada. La discussione che si svolse
tra di loro e con gli elementi della giovent venuti allora
a visitarli a Londra rivela comunque che essi avevan ca
pito tutta l importanza di questo problema.
Gi nellagosto 1860 Ogarv aveva scritto ad An-
nenkov:
Senza gruppi e clubs lopinione pubblica non si forma,
e i gruppi devono essere pubblici o segreti a seconda delle
circostanze esteriori, limportante che siano gruppi con
compiti determinati e con una determinata disciplina nel
lavoro... Il metodo dipende interamente dalla situazione
esterna, ma simili gruppi sono in ogni caso indispensabili .

Gi allora si domandava anzi se tale organizzazione do


vesse essere internazionale, e rispondeva di no, evidente
mente riflettendo cosi le proprie esperienze nellemigra
zione a Londra. Sinceri son forse soltanto gli italiani
- diceva - sul problema dellindipendenza nazionale.
Bisognava dunque cominciare in Russia e in Russia sol
tanto. Al centro doveva restare un organo di stampa e
cio lattivit gi iniziata e sviluppata a Londra. N
avrebbe dovuto trattarsi duna organizzazione centraliz
212 CAPITO LO QUARTO

zata sul modello gesuitico o su quello statale, ag


giungeva. L autorit del centro londinese era e doveva
restare morale, di diffusione didee e di direttive genera
li. Scopo finale: la riforma sociale. Ma per raggiunge
re questa, Ogarv tornava ai suoi progetti di venti anni
prima, quando aveva voluto prepararsi ad unattivit da
esplicare nel popolo, accumulando conoscenze scientifi
che e tecniche. Poich il problema fondamentale che si
poneva allora era quello contadino, pensava alla creazio
ne di gruppi collegati che si dedicassero interamente a
preparare progetti e istruzioni a questo scopo. Insomma,
la vagheggiata societ segreta restava ancora un organo di
studio per raccogliere materiale, per esaminare in detta
glio la condizione e le esigenze delle varie classi popolari,
per conoscere a fondo il paese, ancora tanto poco studia
to con metodi e mentalit moderni.
L iniziativa duna societ segreta pi direttamente po
litica non verr da Londra, da Herzen e neppure da Oga
rv. Partir, come vedremo, dalla nuova generazione e
chi ne formuler gli indirizzi anche pi chiaramente di
altri sar N. A. Serno-Solov'vic, il creatore della prima
Zemlja i volja. Ogarv noter allora: Da tempo pensa
vamo alla necessit d una concentrazione organica delle
forze, ma contavamo che non da noi, allestero, dovesse
partire l iniziativa, ma dalla Russia stessa69. Quando
uneco rispose finalmente, Ogarv si adoprer a fornire
un programma e soprattutto del materiale propagandi
stico al movimento che stava sviluppandosi.
Herzen per restava sempre diffidente e ostile di fron
te alla incipiente cospirazione. Il tono generale del Ko-
lokol rimarr quello di un incitamento a protestare e
agire, senza per questo porsi come compito fondamenta
le quello di servire da centro ai gruppi che andavano or
ganizzandosi. Egli non aveva fiducia nelle capacit di ra
pido sviluppo di questi germi. Quando a Pietroburgo ap
parve il primo organo clandestino, il Velikoruss, lo sa
lut entusiasta, vedendo in esso un importante tentativo
per liberarsi finalmente dalla censura. Incit allora alla
creazione di stamperie clandestine, senza tuttavia render
IL KOLOKOL 213

si completamente conto che simili iniziative erano impos


sibili senza unorganizzazione. Soltanto nel maggio 1862
apparir sul Kolokol il primo segno dun accordo tra
l incipiente movimento clandestino e Herzen: una ri
chiesta di fondi per la causa comune.
In realt Herzen continuava a sperare in uno svilup
po liberale dellintelligencija, anche se trovava in essa
uneco sempre pi limitata e riservata. A llinizio del 18 6 1
aveva ancora dedicato a Kavelin un suo articolo su Owen,
uno degli scritti che pi profondamente rivela le radi
ci del suo socialismo. Annunziandogli questa dedica,
gli scriveva pensando malinconicamente quanto pochi
ormai fossero rimasti dei vieux de la velile e anche
per questo si stringeva con particolare affetto allamico
lontano. Ma poco pi dun anno dopo doveva constatare
che Kavelin era ormai passato completamente dalla par
te di Cicerin71, ossia dalla parte dei dottrinari liberali,
di quei Saint-Just del burocratismo72 che, compiuta
la riforma contadina, tendevano con tutte le loro forze
ad appoggiare lo stato nella sua volont dimpedire ogni
ulteriore sviluppo e teorizzavano quella dittatura impe
riale e quel compromesso con la nobilt contro cui sem
pre Herzen si era levato. Avevamo pensato che la no
stra letteratura fosse tanto generosa, che i nostri profes
sori fossero degli apostoli. Ci siamo sbagliati sul conto
loro, e quanto doloroso tutto questo. Ci turba come
ogni spettacolo di decadenza m orale...73.
Di questa diminuita influenza del Kolokol sull/Vz-
telligencija il governo seppe approfittare. La propaganda
di quel foglio non poteva pi presentare quegli aspetti
positivi che limperatore stesso aveva apprezzato al suo
inizio. Non si trattava pi, per Alessandro I I , di vincere
la resistenza della nobilt, di denunziare la corruzione
della burocrazia, ma di fare invece delle concessioni al
l aristocrazia; non di permettere, anche se entro certi
limiti, una libera opinione pubblica, ma di colpirne or
mai gli aspetti pi estremi, i risultati rivoluzionari da lei
suscitati. La sorveglianza alle frontiere venne intensifi
cata, si ricorse ai metodi di polizia, inviando a Londra
agenti della Terza Sezione e, soprattutto, si permise alla

12
214 CAPITO LO QUARTO

stampa di attaccare Herzen, di polemizzare apertamente


con lui.
Fin dal novembre 18 6 1 l imposizione del silenzio, la
censura avevano, sia pure involontariamente, giuocato
a favore di Herzen. Il Kolokol era lunico periodico
russo che potesse parlare di tutta una serie di temi proi
biti, ed era per questo tanto piu ricercato e letto. Il timo
re, la paura stessa di sollevare discussioni sui problemi
interdetti, aveva consigliato al governo il silenzio. Ora,
appoggiandosi appunto ai liberali moderati e ai dottrinari
diventati sempre pi conservatori, si riteneva fosse or
mai giunto il momento daprire la polemica, colpendo
il Kolokol proprio nella sua fase di pi accesa agita
zione, e quando non era ancor nata unorganizzazione ca
pace di controbattere i colpi ufficiali.
L offensiva parti dalla polizia con un pamphlet dove
si riproduceva una lettera allambasciatore russo a Lon
dra, in cui Herzen lo avvertiva delle minacce anonime al
la sua persona che egli aveva ricevuto. Se ne profittava
per tentare di ridicolizzare questuomo che si credeva
tanto importante da temere un attentato. Da varie parti,
negli ambienti radicali e della giovent, in foglietti vo
lanti, si cerc a Pietroburgo di controbattere questo pri
mo segno della polemica ufficiale, che si presentava an
che come un inganno al pubblico leggente, attratto dal
fatto di vedere il nome di Herzen nelle vetrine dei librai,
liberamente esposto.
Ma non era che una prima avvisaglia. Chi si specializ
z nelle accuse fu Katkov, anchegli un uomo degli anni
40, cresciuto allinizio nello stesso ambiente e accanto
a Herzen, Bakunin, Granovskij, uomo dindubbie abili
t giornalistiche, ma daltrettanto indubbio carattere car
rieristico. Passato attraverso una fase di liberalismo al
l inglese, stava diventando allora il portavoce eWintel-
ligencija benpensante. Presto la polemica contro i pro
pagandisti londinesi divenne un tema di moda. Il K o
lokol si vedeva resa ogni giorno pi difficile la risposta
da lontano, con mezzi limitati, e con un sempre pi stret
to regime di controllo sulla propria diffusione. Herzen
constatava che il monologo stava diventando a poco a
IL KOLOKOL 21.5
poco un dialogo ma dovette presto constatare che non
era un dialogo facile - non evidentemente per gli argo
menti che gli venivan contrapposti, che non eran nuo
vi - ma per la posizione in cui egli era venuto a trovarsi.
Il 13 giugno 1862 Alessandro I I notava in margine ad
uno scritto di Katkov contro Herzen: Ottimo articolo
e ne trasse presto le conseguenze pratiche. In quello
stesso mese venivano sospesi il Sovremennik, il Russ-
koe slovo, il D en', e cio le riviste (salvo questulti-
ma, che era degli slavofili) le quali rappresentavano le
tendenze radicali; al principio di luglio erano arrestati -
prendendo a pretesto proprio i loro contatti con Herzen -
Cernysevskij e Serno-Solov'vic. Aveva inizio cosi una
serie dimprigionamenti, interrogatori, ecc. che colpiro
no tutti gli elementi pi legati al Kolokol o che ne
erano stati in qualche modo i centri diffusori75.

Nel 18 6 3, la rivolta polacca doveva porre il suggello


finale a questo declinare dellinfluenza politica di Herzen
e del Kolokol in Russia.
La liberazione della Polonia era stata, fin dal 18 3 3 , al
la radice stessa dellattivit di Herzen a Londra. Era tan
to un problema interno russo quanto un problema di po
litica internazionale, che aveva posto di nuovo Herzen di
fronte alla reciproca influenza dei movimenti sociali e
nazionali in tutta Europa.
Fin dalPinizio il Kolokol aveva largamente discus
so la politica estera russa. Aveva seguito una linea di co
stante pacifismo, motivata dalla considerazione che ogni
guerra altro non avrebbe fatto se non ritardare lopera
delle riforme. Come diceva nellaprile 1859 a Michelet:
pour l accouchement il faut la tranquillit, la guerre
fera oublier le travail l intrieur76. Del resto, in que
sto Herzen sincontrava con le intenzioni dAlessan
dro I I , poco portato a iniziative in tal campo, dopo l e
sperienza della guerra di Crimea. Quando il problema
centrale divenne quello dellatteggiamento da tenere di
fronte allAustria - contro la quale esisteva nelle sfere
dirigenti russe un vivo risentimento ed una volont di
216 CAPITO LO QUARTO

vendicarsi della politica da essa seguita nel 18 54 - Her-


zen disse chiaro che la Russia aveva gi la sua Austria,
tanto pi pericolosa in quanto era interna. Qualche an
no dopo, nel 18^9-60, Herzen, come tutti i democratici
europei, salvo i marxisti, si pronuncer contro l Austria
e sar favorevole alle forze internazionali che tendevano
alla liberazione italiana. Ma, pensando al proprio paese,
aggiungeva che un eventuale intervento della Russia non
avrebbe fatto che approfondire con un nuovo espansio
nismo l odio degli altri paesi contro di lei, mentre i po
poli (e alludeva agli slavi occidentali) non avrebbero avu
to nulla da guadagnare'7. Era la posizione coraggiosa
mente difesa allora anche da Cernysevskij, contro le ten
denze slavofile che andavano in quel mentre colorandosi
rapidamente di nazionalismo russo apportatore di liber
t agli slavi dellEuropa centrale e dei Balcani. Cerny
sevskij stesso, malgrado la censura, era riuscito a dire che,
se questi slavi oppressi volevano sapere quale sarebbe
stata la sorte loro riservata dalla Russia, non avevano che
da guardare alla Polonia.
Era proprio questultimo il problema sul quale era
pi difficile a Herzen mantenere la posizione che andava
cosi svolgendo sul Kolokol. L atteggiamento liberale
da lui assunto allinterno, i suoi appelli ad Alessandro II ,
in genere la sua politica intesa a non suscitare ostacoli
che potessero troncare la maturazione delle riforme fini
rono per portarlo ad una polemica con i pi rigidi tra gli
emigrati polacchi, i quali videro in questi suoi atteggia
menti un abbandono dellincondizionata difesa della cau
sa dellindipendenza polacca.
In quel periodo Herzen parl infatti soprattutto di fe
derazione tra Polonia e Russia, contrapponendo alla ripe
tizione delle idee quarantottesche sulla nazionalit il di
ritto della Russia ad avere una propria evoluzione inter
na e il dovere suo e degli altri di capire questa nuova si
tuazione. Teneva fermo sul diritto della Polonia ad otte
nere la propria indipendenza, ma affermava che gli uo
mini liberi desideravano e speravano di poter giungere
ad una federazione, capace di risolvere i problemi socia
li, e cio contadini, dei due paesi.
IL KOLOKOL 2 I7

Era insieme una critica dellidea di nazionalit, dei con


fini naturali, ecc., e la visione duna federazione che non
avrebbe compreso soltanto Russia e Polonia, ma anche
l Ucraina, proponendo cosi per la prima volta una solu
zione che doveva trovare vasta eco tra le correnti ucrai-
nofile che in quegli anni stavano riprendendosi dopo che
la repressione del 1849 aveva schiacciato anche loro. Una
lettera dello storico ucraino N. I. Kostomarov gli prov
allora quale eco avesse avuto questa sua affermazione78.
In un articolo del 1859 intitolato Russia e Polonia,
riesaminava tutto il problema, partendo dalla questione
generale delle nazionalit in Europa. N ellultimo de
cennio - diceva - due idee son sorte l dove la barca del
la rivoluzione del febbraio 1848 ha fatto naufragio, pal
lidi sostituti dellinterrotto sviluppo da rivoluzione po
litica in rivoluzione sociale. Queste due idee, vicine l una
allaltra, consistono nel riconoscimento delle nazionali
t come personalit dagli stessi diritti e nella tendenza dei
popoli duna medesima stirpe allunit politica. Napo
leone I I I rappresentava appunto il frutto di simile vo
lont d abbassare il problema rivoluzionario al proble
ma nazionale'9. Italia e Germania stavano realizzando
questo programma e bisognava ormai prenderne atto.
Poteva gettare un ultimo sguardo di simpatia a coloro
che volevano affermare la tradizione di Firenze contro
gli sconosciuti abitanti delle falde delle Alpi, al pi del
monte, che guastano la lingua italiana alla maniera dei
provenzali, ma non era che uno sguardo al passato. La
unit dItalia era l unico problema politico reale e pre
sente ed era giusto che giungesse finalmente a matura
zione. Quanto alla Germania, questo infelice Edipo tra
i popoli, perseguitato da una qualche maledizione poli
tica, che non riesce a giungere ad una qualsiasi afferma
zione dopo il suicidio della guerra dei trentanni e i fune
rali di Vestfalia, che non trova aiuto n nella cultura del
popolo, n nella scienza, n nellarte, la Germania vede
nel suo frazionamento la propria debolezza e tende con
tutte le proprie forze verso lunit casermatico-dottrina-
ria della Prussia, unicamente perch essa dun grado
superiore a quella austriaca, marcia, viziosa, e vivente
2l8 CAPITO LO QUARTO

soltanto di corroboranti. Non posso esser daccordo


con voi - aggiungeva rivolgendosi ai suoi avversari po
lacchi - nel dire che l attuale situazione della Germania
costituisca una vera federazione. L impotente e informe
dieta di Francoforte, come un piatto vuoto, non fa che
dimostrare che vi potrebbero essere dei cibi che in realt
non vi stanno 80. Anche l unit tedesca costituiva una
necessit storica.
Ma se questi erano i problemi dellItalia e della Ger
mania, perch il mondo slavo avrebbe dovuto seguire
l esempio di quei paesi? M i attribuite l idea di deside
rare una federazione slava con egemonia russa, per la glo
ria della Russia, per il suo potere e prestigio in Europa.
Poich questo sarebbe sufficiente per ogni patriota voi
non avete esitato a fermarvi su questidea. Ma vi siete
sbagliati completamente. Io sono ancor meno patriota
che liberale. Mentre l Europa occidentale era impegna
ta a risolvere i problemi delle nazioni, in Russia le rifor
me stavan cominciando a porre i problemi sociali. Pro
prio per permettere un loro approfondimento, per salva
re quel germe nuovo che la Russia conteneva, egli aveva
posto in secondo piano anche la questione dellindipen
denza polacca ed aveva parlato di federazione.
Nel marzo 1860 scriveva a Proudhon proponendogli
di tradurre per la sua rivista appunto questo scritto Rus
sia e Polonia, e spiegandogli, in termini anche piu chia
ri di quanto non aveva fatto nel Kolokol, la sua posi
zione:
Pour moi la Pologne reprsente la vieille civilisation
dans le monde slave, et cela dans toute sa beaut tragique,
avec tous les avantages du malheur, avec des grands sou
venirs, avec des aspirations de libert, de catholicisme
(clair!), daristocratie (radicale!) - tout cela est beau,
mais tout cela nest pas viable. Nous, les russes, nous has
sons notre double pass: la tradition moscovite et la stati
stique de Ptersbourg, nous sommes les gueux du genre
humain, notre race est mle avec des Tartares, des Fin
nois, des peuples thuraniens. La civilisation occidentale
nous devient hassable ds quelle hsite franchir le ruis
seau pour entrer dans le socialisme. Le peuple, le moujik,
le dissident, lhomme des champs - na rien de commun
IL K O LO KO L 219

avec Ptersbourg. Notre aristocratie ce sont des Tartares


promus aux rangs dAllemands. Le peuple apporte en pla
ce du droit du travati le droit gratuit la terre, lorganisa-
tion communale, le partage de la terre, la possession en
commun et les associations ouvrires81.
Eppure quello scontro violento tra problemi sociali e
nazionali, tra Polonia e Russia, che Herzen sperava e
pensava poter evitare, si pose in tutta la sua immediatez
za gi nel 18 6 1 - qualche giorno dopo il manifesto che li
berava i servi - con una manifestazione che il 25 febbraio
18 6 1 lasci cinque morti sul selciato di Varsavia.
E allora, nonostante le critiche contro l idea di nazio
nalit, malgrado sapesse quanto poteva costar caro alla
sua causa lo spostare cosi il problema, da interno che era,
ad una lotta tra popoli, Herzen intitol il suo articolo
nel Kolokol del 15 marzo 18 6 1 Vivat 'Polonia, ripren
dendo la sua intransigente difesa del diritto di quella na
zione a lottare contro l assolutismo di Pietroburgo. Il
i maggio dello stesso anno chiariva ancora la sua posi
zione in un articolo intitolato Mater dolorosa nel quale,
pur esprimendo la speranza che la rottura potesse ancora
essere evitata, si poneva senza esitare dalla parte delle
vittime.
Ogarev ci ha raccontato che quando Mart'janov, il
contadino mercante della Volga, lesse questarticolo, si
present da Herzen e gli disse: Aleksandr Ivanovic, og
gi voi avete seppellito il Kolokol , no, voi non lo risu
sciterete piu, l avete seppellito82. E , se non fu vero su
bito, fu certo esatto due anni dopo, quando Herzen, mal
grado tanti ragionati dubbi interiori, fece la sua scelta di
fronte alla rivoluzione polacca83.
Le trattative preliminari tra il gruppo del Kolokol
e gli emigrati polacchi che stavan preparando l insurre
zione furono affidate a Bakunin, che vi si gett con ben
maggiore entusiasmo di Herzen e Ogarev, sia perch que
stazione gli appariva ed era in realt come una continua
zione, al di l degli anni di prigionia e di deportazione
trascorsi in Russia, dellattivit da lui svolta nel 48 e
49, sia perch sospinto dal temperamento rivoluziona
rio e congiuratorio che era il suo84.
220 CAPITO LO QUARTO

N ellestate 1862 era a Parigi, per abboccarsi con il


generale Ludwik Mieroslawski, uno dei rappresentanti
dei rossi, di quella corrente cio che, in contrapposi
zione ai bianchi, tipici esponenti dellaristocrazia e
del cattolicesimo ultramontano, rappresentavano le for
ze della piccola nobilt, dei militari e soprattutto delle
classi popolari cittadine. Ma laccordo tra Bakunin e Mie-
roslawski - vecchio combattente per la causa della liber
t tanto in patria nel 1846 e 48, quanto nellemigrazio
ne, dove sera battuto soprattutto in Sicilia e nelle file
dei garibaldini - si dimostr ben presto impossibile, sia
perch Mieroslawski nutriva un gran dispregio per Ba
kunin personalmente, sia soprattutto perch le loro con
cezioni sociali e nazionali non corrispondevano affatto.
Bakunin parlava della Polonia dei servi, vedeva il ten
tativo rivoluzionario come una guerra di contadini, men
tre il generale, come tutti i rossi polacchi, anche se di
sposto a fare delle concessioni in proposito, non voleva
affatto andare troppo avanti in quella direzione. E poi
Mieroslawski aveva un solo programma: il ristabilimen
to della Polonia nei suoi confini storici, e cio nei limiti
territoriali in cui essa si trovava nel 17 7 2 , il che signifi
cava comprendere non soltanto la Lituania e la Bielorus
sia, ma una parte notevolissima dellUcraina. A questo,
Bakunin cerc di contrapporre il diritto dei popoli a di
sporre di se stessi, sia perch di tale principio egli era
convinto, meno rispettoso comera di qualsiasi altro dei
diritti storici, sia perch ben sapeva che un ritorno alla
situazione del 17 7 2 avrebbe reso impossibile ogni appog
gio alla causa polacca da parte dellopinione pubblica in
Russia, opinione che in quel momento era tuttaltro che
mal disposta verso le aspirazioni dei polacchi.
Questo problema preoccupava anche Herzen, ancora
piu convinto di quanto non fosse Bakunin che lunico ve
ro appoggio che essi avrebbero potuto fornire alla Polo
nia era proprio unopera di persuasione e di propaganda.
Sul Kolokol egli aveva gi fatto delle concessioni. Nel
l autunno 18 6 1 aveva preso posizione per la riunione
della Lituania alla Polonia, spinto a far ci dallampiezza
IL KOLOKOL 221

stessa che il movimento di protesta contro il regime rus


so aveva preso allora in quelle terre.
Acquisti cosi la Polonia con la libert, con la sua eroica
lotta, con le sue disgrazie, con la sua fratellanza rispetto ai
vicini, tutto quello che viene perdendo il morto despotismo
peterburghese con la sua schiavit... Questa lunica via
per risolvere il problema umano delle frontiere. Questa so
luzione piu forte di tutti i diritti storici e della violenza
delle armi8S.

Appoggiare dunque il movimento di protesta e di ri


volta contro la Russia l dove esso era realmente profon
do e sentito, senza per questo far troppe concessioni ai
sogni di restaurazione degli emigrati, questa era insomma
la posizione di Herzen come di Bakunin. Ma sebbene que
stultimo facesse a Mieroslawski tutte le concessioni pos
sibili, ogni tentativo daccordo rest vano. Durante la di
scussione apparve del resto sempre piu chiaro che il ge
nerale non rappresentava che una parte, e neppure la
parte decisiva, dei rossi polacchi, mentre pretendeva
che gli accordi con gli emigrati russi fossero presi unica
mente attraverso lu i86.
Questintesa che vanamente Bakunin aveva tentato di
concludere nellemigrazione, si stava gi allora stipulan
do sul posto tra il Comitato centrale polacco di Varsavia
e un gruppo dufficiali legati a Zemlja i volja. Uno degli
organizzatori polacchi fu quel Ja. D^browski che dove
va diventare piu tardi uno dei capi militari della Com-
mune parigina e, tra i russi, il giovane ufficiale Andrej
Afanas'evic Potebnja, una delle figure piu chiare ed eroi
che di tutto il movimento clandestino russo degli anni
60. Questi contatti, gi nel giugno, avevan portato alla
fucilazione di quattro militari russi, ma il nucleo centra
le era rimasto in piedi. A due riprese, nellestate e nel
novembre 18 62, Potebnja riusc a venire a Londra per
prendere accordi con Herzen. Il Kolokol pot pub
blicare delle lettere di ufficiali russi che parlavano delle
difficolt che essi dovevano superare, della diffidenza che
li circondava, ma che riaffermavano la loro volont di non
combattere contro i polacchi. Non nascondendo la durez
222 CAPITO LO QUARTO

za della propria situazione, coraggiosamente essi legavano


la loro sorte a quella della rivolta8'.
Stabiliti sul posto questi primi contatti cominciarono
a far capo a Londra per un accordo con i russi anche que
gli elementi emigrati che stavan preparando l insurrezio
ne facendo la spola tra Parigi e Varsavia. Alla fine di set
tembre si giunse finalmente alla conclusione dun accordo
tra i delegati polacchi da una parte ed Herzen, Ogarv e
Bakunin dallaltra.
L incontro ci stato narrato da Herzen stesso nelle sue
memorie. Non nascose che lappoggio che avrebbe potu
to fornire era piccolo, poco organizzato. Sarebbe potuto
consistere praticamente solo nella diffusione delle idee
del Kolokol nella societ russa. Non nascose soprat
tutto quanto reputasse poco opportuna uninsurrezione
immediata. Per quel che concerneva il programma poli
tico, ottenne che alla base di esso stesse il riconoscimen
to del diritto dei contadini alla terra da loro lavorata e
la piena eguaglianza del diritto dogni popolo a decidere
del proprio destino, pur sapendo bene - come disse al
lora a Bakunin - che questa era, da parte dei polacchi,
una concessione formale, senza grande importanza pra
tica. Herzen restava dunque scettico sullopportunit di
questi patti. Bakunin insistette tuttavia perch laccordo
fosse comunque firmato e molto sadopr per avvicinare
i punti di vista dei polacchi e di Herzen, per superare i
dubbi di questultimo. Malgrado tutte queste difficolt
si giunse ad un vero e proprio accordo, i termini del qua
le riflettono del resto le incertezze che avevan dominato
la discussione.
Sullo scorcio del 1862 Herzen continu a dire ai suoi
amici polacchi quanto poco credesse al successo dellin
surrezione. La repressione che nellestate di quellanno
sera appesantita in Russia sul Sovremennik e in ge
nere sulle forze della libert non poteva che confermarlo
nella sua idea che ben difficile sarebbe stato apportare
dalla Russia un aiuto efficace.
Si vous avez la moindre sympathie pour la libert rus
se - scriveva ad un polacco il 22 ottobre - et si votre amour
pour la libert polonaise lemporte sur votre douleur, si
IL K O LO KO L 223

vous craignez de faire des victimes inutiles, alors je vous


supplie de ne faire aucun mouvement, car il naurait aucun
succs et mettrait les deux liberts en pril en prparant
un nouveau triomphe au cabinet tzarien. Savez-vous pour
quoi la raction triomphe toujours? Parce quelle joue en
toute sret dans toutes les circonstances, tandis que nous,
nous jouons au hasard. Avant que Mr. Ogarew vous crivit
une lettre, nous causmes longtemps ensemble, ainsi je
vous expose ses propres sentiments la-dessus. Croyez la
sincrit de nos sympathies. Mais, songez-y, que pouvons
nous faire si nous ne vous voyons pas en tat de remporter
une victoire contre votre plus grand ennemi? Remarquez
quen Russie la consternation rgne de nouveau dans les
esprits, consternation produite par le faux mirage des r
formes et des changements... 8.
Ma, se questi erano i suoi tentativi nelle discussioni
private e nelle trattative con i delegati polacchi, il Ko-
lokol tenne sempre un atteggiamento fermo, inteso ad
appoggiare e incoraggiare tutti i tentativi che si facevano
a Varsavia e a Pietroburgo per prepararsi ad agire, nella
misura del possibile, in favore della Polonia. L alleato
piu serio l abbiamo trovato proprio nel campo del nostro
nemico comune, dicevano alcuni polacchi, rievocando
anche le memorie dei decabristi. Grandi speranze sem
bravano sorgere allorizzonte. Quando la rivoluzione fos
se scoppiata, l organizzazione militare russa a Varsavia
avrebbe formato una legione, che avrebbe preso il nome
di Zemlja i volja, che avrebbe portato la rivoluzione in
Russia e avrebbe cercato di suscitarvi una rivolta conta
dina nella regione della V olga89. Intanto il Kolokol
si mostr particolarmente deciso ed energico nel prote
stare contro le misure del governo russo, misure che -
come quelle duna leva in massa dei giovani nelle citt -
tendevano ormai a provocare la rivolta per poi schiac
ciarla.
Herzen mantenne la sua posizione anche quando la
rivolta scoppi infatti a Varsavia senza che il gruppo di
ufficiali russi di Zemlja i volja ne fosse avvertito, portan
do cosi a scontri, diffidenze e reazioni anche maggiori che
per l innanzi. Potebnja con pochi suoi compagni riusc
comunque ad unirsi agli insorti, combattendo con loro.
I

224 CAPITO LO QUARTO

Gi nellaprile 18 63 egli doveva cadere in un assalto con


tro i russi.
Su di un punto tuttavia Herzen volle differenziarsi
apertamente dai polacchi, ed era quello della politica in
ternazionale. A Varsavia come nellemigrazione si era
convinti che l Europa avrebbe appoggiato la rivolta, si
sperava soprattutto in Napoleone I I I . Gi il 28 gennaio
18 6 3, quando giunsero le prime notizie dellinsurrezio
ne, ed Herzen la salut con un articolo, Resurrexit, che
era come un impegno a gettare nella lotta tutte le forze
disponibili, egli non mancava di porsi la domanda: Che
cosa far l Europa? non permetter? o permetter anco
ra una volta? La sua risposta era netta e precisa: Si,
lo perm etter90.
Il mese dopo, continuando questo suo dialogo, aggiun
geva tuttavia: M a il 1863 non il 1 8 3 1 . Se lEuropa
sempre la stessa, la Russia non lo ! Dava allora la pri
ma notizia della costituzione della societ segreta Zem-
lja i volja, della quale il Kolokol divenne in qualche
modo la libera voce allestero, e di cui Herzen si fece uno
dei centri organizzatori. Relativamente ottimista sulla ri
voluzione polacca stessa, scriveva a Ogarv:
La causa polacca, malgrado tutto, tiene e presto si svi
lupper. Bisogna propagandarla e sono del tutto contrario
alla tua opinione che bisognava far conoscere nella nostra
stampa la loro stupida e ripugnante condotta [cio il man
cato segnale degli insorti agli ufficiali russi di Potebnja]91.

Bakunin tent dottenere che i polacchi accettassero


la sua partecipazione personale alla rivoluzione. Ne ebbe
rifiuti sempre piu netti man mano che i polacchi consta
tavano quale piccolo aiuto potevano fornire loro i russi.
La legione russa, alla quale Bakunin pens, rest un pu
ro e semplice progetto. Parti per Stoccolma, dove rimase
circa un anno, riuscendo a suscitare negli svedesi una
corrente di simpatia per quella Zemlja i volja di cui esa
ger certo l importanza allora, ma che comunque egli
propagand con tutta la sua energia, pur non avendo con
essa nessun contatto diretto. Stabili pure qualche lega
me con la Finlandia, dove sperava di suscitare un movi
IL KOLOKOL 22_5
mento che avrebbe costituito una diversione preziosa
per i polacchi. Prese parte alla sfortunata spedizione ma
rittima che dalle coste dellInghilterra doveva portare
qualche centinaio d emigrati polacchi sulle rive della L i
tuania, e che fu fermata da una serie di ritardi e poi defi
nitivamente dal governo svedese.
Tutti i suoi coraggiosi tentativi rimasero senza frutto,
approfondirono i suoi dissensi con Herzen, portandolo
a conclusioni sempre piu radicali sul terreno sociale, po
nendolo sulla strada che doveva presto condurlo alla for
mulazione del suo anarchismo. Quando la rivoluzione
polacca era gi praticamente soffocata, nellaprile 1864,
egli si diceva ancora convinto che era finito soltanto il
sanguinoso prologo intitolato L eroica caduta della de
mocrazia nobiliare. Comincia invece la causa dei servi
polacchi, che il governo russo non sar mai in condizio
ne di schiacciare o di soddisfare.' I rivoluzionari polac
chi che rimanevano dopo la lotta armata, le impiccagioni
e le deportazioni, avrebbero capito che il futuro della
Polonia, come di tutti i popoli slavi, stava nei contadini
e che non cera che un mezzo di salvezza per tutti: la ri
voluzione rossa, sociale, geologica92.
Ma intanto il governo russo si stava servendo proprio
delle aspirazioni dei contadini alla terra per accompa
gnare la terribile repressione con una serie di provvedi
menti di riforma agraria, tutti intenzionalmente diretti
a sfruttare a proprio favore il carattere nobiliare e citta
dino assunto dalla rivolta e le esitazioni di questa a dare
alle campagne quel chesse volevano. Herzen, come Ba
kunin, era particolarmente sensibile a questaspetto del
problema polacco. Aveva fatto ci chera stato in suo po
tere per persuadere i polacchi della sua importanza fon
damentale, ora nel Kolokol parlava dei comunisti di
sua maest, di quelle truppe russe che con una mano
schiacciavano ogni libert e con laltra promettevano le
terre ai contadini. Cosi - diceva - gli avvenimenti aveva
no realizzato, paradossalmente e dolorosamente, quel che
Mart'janov aveva idealizzato come lo zar della terra,
lo zar e Sten'ka Razin insieme, lo zar che avrebbe aiu
tato i contadini a liberarsi dalle classi superiori. Una
226 CAPITO LO QUARTO

jacquerie approvata dallalto: in questa forma stravolta


si presentava in Polonia il problema sociale.
Se a questo Herzen contrappose sempre un princi
pio morale, se senti profonda allora la vergogna della
politica del suo paese esprimendola in pagine piene di
forza, pure, nei momenti di disperazione, nelle sue let
tere private, scrivendo a Bakunin il i settembre 18 6 3,
giunse a dire:
Da che parte sono i principi sociali? dalla parte di Die-
montovic [uno dei capi della Polonia insorta] o dei satrapi
di Pietroburgo, che danno ai contadini le terre dei nobili?
Certo, non possibile marciare con Murav'v [limpiccato
re, il principale responsabile dello schiacciamento della Po
lonia]. Ma si pu talvolta eclissarsi e lavorare nella calma.
Non sarebbe una calamit publique. Bisogna difendere la
propria causa o non far nulla... L alleanza con i polacchi era
impossibile93.
Ci che lo salv da simile abbandono fu, oltre al prin
cipio morale, la sua profonda, violenta ripugnanza di
fronte a quel nazionalismo russo che sera scatenato al
lora in tutta la stampa e che guidava la politica russa in
Polonia al di l di tutte le apparenze sociali da essa
assunte. Nella lotta contro la sifilide patriottica94, co
me Herzen chiam allora questo nazionalismo, egli scri
ver i migliori suoi articoli di quel periodo.
Contro il Kolokol si levarono tanto i resti del libe
ralismo degli anni precedenti, quanto gli scrittori slavo
fili che in questo nazionalismo trovavano una nuova ra
gion d essere. Tutto quel che v di peggiore nella na
tura russa scriveva tutto quel ch stato corrotto dal
la schiavit e dalla dominazione dei nobili sui servi, dal
la strafottenza del servizio statale e dallassenza dogni
diritto, dal bastone e dalla delazione - tutto rampolla
to alla superficie, abbellito dai fronzoli liberali...95, di
ceva nel giugno, intitolando il suo articolo Protesta. Nel
l agosto aggiungeva:
L esasperazione patriottica ha portato alla superficie tut
to quel che di tartaro, di signorotto di campagna, di sergen
te, tutto quello che, come in sonno e mezzo dimenticato, va
gava in noi. Ora sappiamo quanto v di Arakceev nelle no-
I L KOLOKOL 227

sire vene, di Nicola I nel nostro cervello... Gli slavofili pos


sono rallegrarsi, il fond nazionale dellepoca anteriore a
Pietro il Grande non mutato, almeno per quanto riguarda
il barbaro esclusivismo, lodio dello straniero e lindifferen
za per i mezzi di giudizio e di pena...96.

Alla fine del 18 63 Zemlja i volja non era piu ormai


che un mito, come egli disse allora, caduti erano i mi
gliori tra i giovani ufficiali postisi dalla parte dellindipen
denza polacca. Non restava a Herzen che difendere cosi
quei principi che l avevano spinto, malgrado tutto, a par
tecipare alla rivolta polacca, contro quel nazionalismo
che pure egli aveva presentito sarebbe sorto dalla lotta
armata delle due nazioni.
Compiuto questo atto doveroso, torn alla sua fede
fondamentale, torn a difender la propria causa, a
lavorare con calma, come aveva detto. Chiusa lepo
ca delle riforme, schiacciata la rivolta polacca, Herzen si
rifaceva al nucleo della sua fede politica, che non era la
rivoluzione geologica di Bakunin, ma Vobscina del
contadino russo.
L a religione sociale del popolo russo consiste nel ri
conoscimento del diritto incancellabile dogni membro
dellobscina a possedere una determinata parte della ter
ra, come spiegava a Garibaldi in una lettera del 2 1 no
vembre 1863 da Firenze, lettera che il miglior docu
mento riassuntivo della politica di Herzen in quel perio
do. Noi diciamo al contadino: non c libert senza ter
ra e soltanto aggiungiamo: la terra non sicura senza
libert. La nostra bandiera molto prosaica, le anime
sensibili, le menti sublimi la considerano materiale... Il
fatto si che il popolo poeta, ma affatto idealista. E
aggiungeva:
Nel bel mezzo del processo delaborazione e di dissolu
zione, del fermento che si stava levando dal fondo stesso
della vita nazionale, sotto linflusso della liberazione dei
servi da una parte e l inizio dellorganizzazione, della con
centrazione delle forze della minoranza dallaltro, nel bel
mezzo del maggior turbamento del governo e dellincertez
za del Palazzo dinverno tra liberalismo e autocrazia, tra le
riforme e il conservatorismo, ci ha sorpresi la rivoluzione
228 CAPITO LO QUARTO

polacca. Per noi fu soprattutto una disgrazia e soltanto il


giornalismo comperato dal governo ci accusa daver sobilla
to i polacchi, promettendo loro che la Russia era pronta ad
insorgere. Ben sapevamo che nulla era pronto, che si tratta
va soltanto di germi, che i gruppi dei giovani ufficiali co
minciavano appena a formarsi. Avremmo dato il nostro
sangue per fermare per un anno o due linsurrezione polac
ca, ma che potevamo fare?... In ogni caso determinare il
momento dellinsurrezione e la sua indispensabilit era un
diritto dei polacchi. Noi dovevamo accettare la loro deci
sione e stare dalla parte della giustizia e della libert. E co
si abbiamo fatto97.

1 Danno unidea vivissima di questa esaltazione intellettuale i do


cumenti forniti da e . h . c a r r , Some Unpublisbed Letters of Ale
xander Herzen, in Oxford Slavonic Papers, voi. I l i , 1952,
pp. 80 sgg.
z A. 1. g e r c e n , Polnoe sobranie socinenij i pisem [Raccolta comple
ta di opere e lettere], V II, 9.
3 V II, 142-43.
4 V II, 192.
5 Su tutta questa attivit rimandiamo alle note, accurate e copiose
delledizione curata dallAccademia delle scienze dellUrss, A. 1.
g e r c e n , Sobranie socinenij v tridcati tomach [Opere in trenta
volumi], M. 1954-55.
6 Su tutta lattivit editoriale di Herzen a Londra particolarmente
utile lopuscolo: Desjatiletie Vol'noj russkoj tipografi v Lon-
done. Sbornik eja pervych listov, sostavlennyj i izdannyj L. Cer-
neckim [Il decennale della Libera tipografia russa in Londra.
Raccolta dei suoi primi fogli, compilata e edita da L. Cerneckij],
London 1863, ristampato dallAccademia delle scienze dellUrss,
M.-L. 1935, con l aggiunta dun secondo prezioso volumetto Bi-
bliografceskoe opisanie izdanij Vol'noj russkoj tipografi v Lon-
done. 1853-1865. Sostanti P. N. Berkov [Descrizione bibliografi
ca delle edizioni della Libera tipografia russa in Londra. 1853-
1865. Compilata da P. N. Berkov].
7 V II, 206.
8 V II, 186.
9 Le lettere di Granovskij ad Herzen di questo periodo furono
parzialmente pubblicate da questultimo nel quinto fascicolo del
la sua rivista Poljarnaja zvezda. Ma egli non riprodusse allora
la piu importante tra di esse, quella in cui lo stato danimo de
gli intellettuali moscoviti del 18 51 si rifletteva con piu chiarezza.
Vedila ora in Zven'ja, 1936, fase. V I, pp. 355 sgg. Le memo
IL KOLOKOL 229

rie di Annenkov confermano l impressione prodotta in Russia


da questo libro di Herzen. V riportata una conversazione del
capo della Terza Sezione, il conte Orlov, il quale avrebbe affer
mato: Se volessimo ci sarebbe molto facile rimontare dai morti
[nominati da Herzen] ai vivi. N. lerner , Dve zirny v provinoli
i derevne. S janvarja 1849 do avgusta 18 5 1 goda. Iz vospomina-
nij P. V. Annenkova [Due inverni in provincia e in campagna.
Dal gennaio 1849 allagosto 18 51. Dalle memorie di P. V. An
nenkov], in Byloe, 1922, fase. X V III.
10 v. evgen ' ev -maksimov , Sovremennik v 40-50 gg. Ot Belin-
skogo do Cernysevskogo [Il Sovremennik negli anni 40 e
50, da Belinskij a Cernysevskij], L. 1934.
11 Su questi scritti, che circolarono molto largamente in Russia pri
ma desser stampati da Herzen o in edizioni posteriori, cfr. A. A.
kornilov, Obscestvennoe dvizenie pri Aleksandre I I (1855-
1881). Istoriceskie ocerki [Il movimento della societ russa alle
poca dAlessandro II (1853-1881). Saggi storici], M. 1909, cap. I.
12 V II, 250.
13 V II, 253.
14 V II, 252.
15 V i l i , 90.
16 V II, 263. Le parole attribuite a Pugacv contengono in russo un
gioco di parole: voron, corvo, vor, ladro, e nel vecchio
russo: bandito, ribelle.
17 V II, 276.
18 V II, 277.
19 V II, 296.
20 V II, 298.
21 V i l i , 67 sgg., dove son riprodotte, in traduzione russa, anche al
cune lettere di Mazzini a proposito di questo manifesto.
22 V i l i , 46.
23 V i l i , 57.
24 V i l i , 13 1. Era questo, diceva, un movimento tranquille, mor-
ne, silencieux, mais obstin, mais persvrant et aimant l tran-
ger (tolrs comme les filles publiques par le gouvernement, d-
tests par les classes aises, les rfugis sont aims par les char-
tistes).
25 V i l i , 142.
26 Vedi ledizione in facsimile, in otto tometti, in un nono di Kom-
mentarii i ukazateli [Annotazioni ed indici], pubblicati a cura di
M. V. Neckina, M. 1966-68 e la bella ricerca di n. ja . ejd el ' man ,
Tajnye korrespondenty Poi)amo) zvezdy [I corrispondenti se
greti della Stella polare], M. 1966.
27 V II, 325.
28 V II, 323.
29 VII, 313.
230 CAPITO LO QUARTO

30 Cfr. A l f r e d j . r i e b e r , Alexander I I : A Revisionisi View, in


The Journal of Modern History, voi. 43, n. 1, marzo 19 71,
pp. 42 sgg.
31 Sui liberali, cfr. v i c t o r l e o n t o v i t s c h , Geschichte des Libera-
lismus in Russland, Frankfurt am Main 1957; Ge o r g e f i s c h e r ,
Russian Liberalism. From th Gentry to th Intelligentsia, Cam
bridge (Mass.) 1938; k . d . g r o t h u s e n , Die historische Recht-
schule Russlands, Giessen 1962; e . l a m p e r t , Sons Against Fa-
thers. Studies in Russian Radicalism and Revolution, Clarendon
Press, Oxford 1965, pp. 73 sgg. Sugli slavofili, R i c h a r d w o r t -
m a n , Koshelev, Samarin and Cherkasovsky and th Fate of Libe
ral Slavofilism, in Slavic Review, XXI, 1962, fase. 2, pp. 261
sgg.; s. m . l e v i n , K. D. Kavelin 0 smerti Nikolaja I [K. D. Kave-
lin sulla morte di Nicola I], in Literaturnoe nasledstvo, voi.
67, PP- 591 sgg.; v. n . r o z e n t a l ', Narastanie krizisa verchov
v seredine 50-ch godov xix veka [Lo svilupparsi della crisi del
la classe dirigente alla met degli anni 30 del x ix secolo], in
Revoljucionnaja situacija v Rossii v 1859-1861 gg. [La situazione
rivoluzionaria in Russia tra il 1839 e il 1861], voi. II, M. 1962,
pp. 40 sgg. (interessanti elementi su Kavelin, Cicerin, Samarin,
Koselv cit.); N. g . s l a d k e v i , Oppozicionnoe dvizenie dvo-
rjanstva v gody revoljucionnoj situacii [Il movimento di opposi
zione della nobilt negli anni della situazione rivoluzionaria],
ibid., pp. 64 sgg. (tra l altro sullinfluenza delle idee di Tocque
ville in quel periodo); i d ., Ocerki istorii obscestvennoj mysli
Rossii v konce 30 - nacale 60-ch godov xix veka [Saggi di storia
del pensiero sociale russo alla fine degli anni 30 e negli anni 60
del xix secolo], L. 1962; v. n . r o z e n t a l ', Idejnye centry libe
ral'nogo dvizenija v Rossii nakanune revoljucionnoj situacii [Cen
tri ideologici del movimento liberale in Russia alla vigilia della
situazione rivoluzionaria], ibid., voi. I l i , M. 1963, pp. 372 sgg.
(i gruppi di A. V. Stankevic e di K. D. Kavelin); G. B. k i z e l '-
s t f j n , K evoljucii istoriko-politiceskich vzgljadov B. N. Ciceri-
na [Sullevoluzione delle concezioni storico-politiche di B. N. Ci
cerin], in Istorija i istoriki. Istoriografija istorii SSSR [Storia e
storici. Storiografia della storia dellUrss], M. 1963, pp. 429 sgg.
32 V II, 322.
33 V i l i , 483.
34 V i l i , 402 sgg., in cui riprodotto il testo italiano pubblicato da
Mazzini. Sui rapporti tra Herzen e Mazzini e sul loro carteggio,
vedi Lettres de Mazzini a Herzen, in Bulletin of th Institute
of Social History, Amsterdam 1933, fase. 1, pp. 16 sgg.
35 V i l i , 276.
36 B. k o z ' m i n , I z publicistiteskogo nasledija N. P. Ogareva [Dai do
cumenti pubblicisti di N. P. Ogarv], in Literaturnoe nasled
stvo, M. 19 41, fa s e . 39-40, pp. 298 S g g .; M . A. TUCKOVA-OGAR-
v a , Vospominanija [Memorie], a cura di S. A. Pereselenkov, L.
1929, ripubblicate, con numerosi testi complementari, a cura di
V. A. Putincev, M. 1939 (sono le memorie della moglie di Oga-
IL KOLOKOL 231

rv, le quali, bench piene dimprecisioni, danno unidea della vi


ta tormentata, complessa del piccolo gruppo emigrato a Londra,
che non soltanto nella politica, ma anche nella vita personale, co
stituisce un esempio tipico e insieme un modello della vita del-
lintelligencija russa degli anni 60). I documenti sulla vita del
gruppo Herzen-Ogarv sono stati pubblicati da M . g e r s e n z o n in
Russkie propilei, M. 19 17, fase. IV , e in Archiv N. A. i N. P.
Ogarvycb [Archivio di N. A. e N. P. Ogarv], a cura di V. P. Po-
lonskij, con note di N. M. Mendel'son e di Ja. Z. Cernjak, M.-L.
1930. Il fase. V dei Bjulleteni gosudarstvennogo literaturnogo
muzeja, M. 1940, contiene: Gercen, Ogarv i ich okruzenie.
Rukopisi, perepiska i dokumenty. Redakcija B. P. Koz'mina
[Herzen, Ogarv e il loro ambiente. Manoscritti, corrispondenza
e documenti. A cura di B. P. Koz'min] (contiene un interessante
catalogo ragionato dei numerosi documenti e fotografie di docu
menti conservati al Museo letterario di Mosca). Cfr. j a . z . c e r
n j a k , N. P. Ogarv, Nekrasov, Gercen, Cernysevskij v spore ob
ogarvskom nasledstve [N. P. Ogarv, Nekrasov, Herzen e Cer
nysevskij in lite per leredit di Ogarv], L. 1933 (si tratta, in que
sto caso, non delleredit letteraria, ma della complicatissima di
scussione sui beni di Ogarv che coinvolse come si vede non po
chi scrittori russi e che fu una delle cause, e non tra le minori,
della continua ostilit di Herzen contro Nekrasov). Di notevole
interesse i tre tomi di Literaturnoe nasledstvo, dedicati a
Herzen e Ogarv, M. 1933, 1953 e 1936. Utili gli Izbrannye so
cial'no-politiceskie i filosofskie prozvedenia. Pod obscej redak-
ciej M. T. lovcuka i N. G. Tarakanova [Opere scelte social-poli
tiche e filosofiche. A cura di M. T. Iovcuk e N. G. Tarakanov],
2 voli., M. 1932-36. Gli studi piu importanti pubblicati recente
mente sono: v . A. p u t i n c e v , N. P. Ogarv. liz n ', mirovozzre-
nie, tvorcestvo [N. P. Ogarv. Vita, idee ed opere], M. 1963; j a .
1. l i n k o v , Revoljucionnaja bor'ba A. I. Gercena i N. P. garva
i tajnoe obscestvo Zemlja i Volia 1860-ch gg. [La lotta rivolu
zionaria di A. I. Herzen e N. P. Ogarv e la societ segreta Ter
ra e libert degli anni 60 del x ix secolo], M. 1964; M i c h e l
m e r v a u d , Faut-il prsenter Ogarv?, in Cahiers du monde rus
se et sovitique, 1967, voi. V i l i , fase. 1 e e . l . r u d n i c k a j a , N.
P. Ogarv v russkom revoljucionnom dvizenii [N. P. Ogarv nel
movimento rivoluzionario russo], M. 1969.
37 IX, 2.
38 Vedine la riproduzione fotostatica nel fase. X della riedizione del
Kolokol, M. 1964.
39 La lista dei corrispondenti del Kolokol molto difficile da
stabilire con esattezza, trattandosi spesso di corrispondenze che
Herzen riceveva anonime. Vedi laccurata lista ricostruita da M .
k l e v e n s k i j , Gercen izdatel' i ego sotrudniki [Herzen editore e
i suoi collaboratori], in Literaturnoe nasledstvo, M. 1941,
fase. 41-42, pp. 372 sgg. Quanto alla diffusione, cfr. B. s. GIN S-
b u r g , Raspostranenie izdanij Voi'no] russkoj tipografii v konce
1850-ch - natale 1860-ch godov (Po materialam I I I Otdelenija i
232 CAPITO LO QUARTO

drugim dannym) [La diffusione delle edizioni della Libera tipo


grafia russa alla fine degli anni 30 e allinizio degli anni 60 (Se
condo i materiali della Terza Sezione ed altri dati], in Revolju-
cionnaja situacija v Rossii v 1859-1861 gg. cit., voi. II, pp. 335
sgg. e i d ., Otnosenie citateVskich kruikov Rossii k stat'jam Ko-
lokola (1855-1861 gg.) [Latteggiamento dei gruppi di lettori
russi di fronte agli articoli del Kolokol], ibid., voi. I l i , M.
1963, p p . 306 e v. v. s n e d k o v a e N. m . s i l a e v a , Nekotorye do-
kumenty o raspostranenii xagranicnych nelegal'nych izdanij v 60-
ch godach xix v. v Kazanskoj gubernii [Alcuni documenti sulla
diffusione delle edizioni illegali straniere degli anni 60 del seco
lo xix nel governatorato di Kazan'], in Gercen, Ogarev i obscest-
vennoe dvizenie v Povolz'e i na Urale [Herzen, Ogarev e il mo
vimento sociale nelle regioni della Volga e deUUral], Kazan'
1964, pp. 134 sg.
40 Un utile sguardo dassieme contenuto in z. p. b a s i l e v a , K o
lokol Gercena (1855-1865) [Il Kolokol di Herzen (1837-
1867)], M. 1949. Indispensabile strumento di lavoro la riprodu
zione fotostatica del Kolokol, a cura di M. V. Neckina, M.
1960-62, in io fascicoli, pi un undicesimo di Ukazateli [Indici]
ed unappendice: Predmetnyj ukazatel' [Indice per materie].
41 IX, 128.
42 IX, 363.
43 XI, 33.
44 IX, 388.
45 IX, 363.
46 Vedi tutto linteressante carteggio in IX, 406 sgg.
47 Pisma K. D. Kavelina i I. S. Turgeneva k A. I. Gercenu. S
ob'jasnitel'nymi primecanijami M. Dragomanova [Lettere di K.
D. Kavelin e I. S. Turgenev a A. I. Herzen. Con note esplicative
di M. Dragomanov], Genve 1892.
48 IX, 4 19 .
49 La bozza di questo discorso stata pubblicata per la prima volta
in B A SIL E V A , op. cit., p. IO3.
50 IX, 67.
51 Pis'mo k sootecestvenniku [Lettera ad un compatriota], in Ko
lokol, i agosto 1860.
52 XI, 39.
53 XI, 144.
54 X V II, 6-7.
55 m a r t ' j a n o v , Narod i gosudarstvo [Popolo e stato], London 1862,
dove particolarmente curioso il suo tentativo di vedere i mer
canti, gli artigiani, come qualcosa dintermedio tra lo stato e il
popolo.
56 La lettera ad Alessandro I I fu pubblicata nel Kolokol dell8
maggio 1862. Su Mart'janov vedi M . l e m k e , Deio P. A. Mart'ja-
IL KOLOKOL 233

nova [Lincartamento di P. A. Mart'janov], in Byloe, 1906,


fase. V i l i , e in Ocerki osvoboditel'nago dvizenija sestidesja-
tych godov [Saggi sul movimento di liberazione degli anni
60], Spb. 19082, pp. 333 s g g . e v. A. f e d o r o v , Krestjanskij de-
mokrat-sestidesjatnik P. A. Martjanov [P. A. Mart'janov, de
mocratico contadino degli anni 60], in Problemy istorii obscest-
vennogo dvizenija i istorio grafi [Problemi di storia sociale e del
la storiografia], M. 19 71, p. 144. Mart'janov torner in Russia
nel 1863 e morir in carcere ad Irkutsk nel 1863.
57 Che Mart'janov fosse lispiratore di questo scritto di Bakunin
l afferma Ogarv in una lettera a questultimo citata da j u . s t e -
k l o v , Michail Aleksandrovic Bakunin. Ego zizn' i dejatelnost'.
1814-18-76 [M. A. Bakunin. Vita e attivit. 1814-1876], voi. II
(1861-68), M.-L. 1927, p. 40. Fu del resto Mart'janov a insistere
presso Herzen perch questo opuscolo di Bakunin fosse pub
blicato.
58 Vedi riprodotto questo primo progetto e i documenti sulla di
scussione in XV, 484 sgg.
59 Vedi pure due altri progetti dappello paralleli a questo, sempre
di Ogarv, della fine del 1862, Nuzdy narodnye [I bisogni del
popolo] e Adres carju ot gosudarstvennych krestjan [Appello al
lo zar dei contadini dello stato], pubblicati da B. Koz'min in Li-
teraturnoe nasledstvo, 19 41, fase. 39-40, pp. 328 sgg.
60 N. A. d o b r o l j u b o v , Polnoe sobranie socinenij pod obscej redak-
ciej P. I. Lebedeva-Poljanskogo [Opere complete, a cura di P. I.
Lebedev-Poljanskij], voi. V I, M. 1939, p. 439.
61 Ispoved' V. I. Kelsieva, podgotovka k pedali E. Kingisepp.
V stupitelnaja statja i kommentarii M. Klevenskogo [La con
fessione di V. I. Kel'siev, a cura di E. Kingisepp, articolo intro
duttivo e note di M. Klevenskij], in Literaturnoe nasledstvo,
M. 1941, fase. 41-42, pp. 233 sgg., dove sono indicati anche gli
altri scritti su di lui e dove si trova un elenco delle sue opere.
62 Ibid., p. 270.
63 Ibid., p. 283.
64 Su di lui vedi, oltre la Confessione di Kel'siev, XV, 342 sgg.
65 Ispoved' cit., p. 321.
66 Numerosi e curiosi dettagli sulla sua missione in Turchia in p.
G. r y n d z j u n s k i j , V. I. Kel'siev - Gerceny i Ogarva [V. I.
Kel'siev a Herzen e Ogarv], in Literaturnoe nasledstvo, voi.
62, pp. 139 sgg.
67 Vedi ad esempio il numero del io luglio 1863, riprodotto, insie
me a tutti gli altri nel fase. X della riedizione fotostatica del Ko-
lokol, M. 1964.
68 A. 1. g e r c e n e N. p . o g a r v , Pistna k P. V. Annenkovu, publi-
kacija i predislovie V. F. Pokrovskoi, pod redakeiej i s primeca-
nijami N. Mendelsona [Lettere a I. V. Annenkov, pubblicate
con prefazione di V. F. Pokrovskaja, a cura e con note di N.
Mendel'son], in Zven'ja, 1934, fase. III-IV , e Zapiska 0 taj-
234 CA PITO LO QUARTO

nom obscestve [Memoria su una societ segreta], pubblicata da


B. Koz'min in Literaturnoe nasledstvo, 1941, fase. 39-40, pp.
323 sgg., gli importanti documenti di Ogarv pubblicati da M .
v. neckina, Novye materialy 0 revoljucionnoi situacii v Rossii
(1859-1861 gg.) [Nuovi materiali sulla situazione rivoluzionaria
in Russia (1839-61)], in Literaturnoe nasledstvo, 1953, voi.
61, pp. 439 sgg. Cfr. soprattutto linkov, op. cit., dove si trova
pure a pp. 3 sgg. unampia bibliografia ragionata su questi pro
blemi.
69 Otvet Velikorussu [Risposta al Velikoruss ], in Kolokol, 13
settembre 1861.
70 XI, 102.
71 XV, 194.
72 XIV, 374-
73 XI, 241
74 XV, 226.
75 Vedi il particolareggiato studio di questa repressione in m . lem -
k e , Process 32-ch [Il processo dei trentadue], in Ocerki osvobo-
ditel'nago dvizenija sestidesjatych godov cit., pp. 18 sgg.
76 IX, 351.
77 X, 9.
78 Vedila in IX, 473.
79 X, 68.
80 X, 238-39.
81 X, 266.
82 Vedi le sue parole riportate in X I, 83.
83 Curioso notare come dopo la presa di posizione di Herzen nel
1861 gli giungessero due lettere, luna di congratulazioni, laltra
che lo metteva in guardia contro ogni difesa delle aspirazioni na
zionali polacche. La prima era di Garibaldi, da Torino, del 13
aprile 1861, e diceva: Il ny a pas longtemps que la parole d
mancipation des serfs en Russie fut salue en Europe avec admi
ration et reconnaissance. Le prince, initiateur de cette grande
uvre, se posa par ce seul fait ct des plus illustres bienfai
teurs de lhumanit. Aujourdhui, je le dis avec douleur!... l u
vre de bienfaisance a t souille par le sang rpandu dune po
pulation innocente, et cest le devoir de ceux qui applaudirent au
bienfait de jeter la voix de maldiction sur la consommation du
plus dtestable des crimes. Que votre journal, justement appr
ci dans ce grand empire, porte un mot de sympathie de la nation
italienne la malheureuse et hroque Pologne, un mot de grati
tude aux braves de larme russe qui comme Popof ont bris
leurs sabres plutt que de les tremper dans le sang du peuple - et
un cri de rprobation des nations surs de lEurope contre les
auteurs de leffroyable massacre. L altra era di Proudhon e ri
badiva le sue idee sulla nazionalit, mettendo in guardia il K o
lokol e minacciandolo de dire de vous ce que je dis depuis six
I L KOLOKOL 235

mois de votre ami Garibaldi: grand cur, mais de cervelle


point... quant la Pologne, la connaissez-vous donc si mal que
vous croyez sa rsurrection? La Pologne a t de tous temps la
plus corrompue des aristocraties et le plus indisciplin des tats.
Aujourdhui, elle na encore offrir que son catholicisme et sa
noblesse, deux belles choses ma foi!... Prchez-lui la libert, l
galit, la philosophie, la rvolution conomique, la bonne heu
re! aidez-la obtenir les liberts constitutionnelles civiles, qui
sont le caractre de lpoque; prparez-la par l une rvolution
plus radicale, qui fera disparatre, avec les grands tats, toutes
ces distinctions dsormais sans fondement de nationalit. En
poussant les Polonais dans cette voie, poussez les Russes, voil
le vrai chemin. Herzen pubblic la prima lettera e, malgrado
condividesse molte delle idee di Proudhon, non ne segui i consi
gli. Vedi la lettera di Garibaldi in XI, 83, dove si trova pure la
traduzione russa della lettera di Proudhon, pubblicata in Corre
spondent de P. J. Proudhon, Paris 1875, vol. XI, pp. 22 sgg.
84 Sui rapporti tra i russi e i polacchi in quegli anni molto si pub
blicato negli ultimi due decenni in Russia. Cfr. 1. M . b e l j a v -
s k a j a , A. I. Gercen i polskoe nacional' no-osv oh oditei' noe dvize-
nie 60-ch godov xix veka [A. I. Herzen e il movimento polacco
di liberazione nazionale negli anni 60 del x ix secolo], M. 1954;
v. G. r e v u n e n k o v , Pol'skoe vosstanie 1863 g. i evropejskaja di
p lom ala [Linsurrezione polacca del 1863 e la diplomazia euro
pea], M. 1937; Vosstanie 1863 g. i russko-poVskie revoljucion-
nye svjazi 60-ch godov. Sbornik statej i materialov pod red. V .
D. Koroljuk i I. S. Miller [Linsurrezione del 1863 e i legami ri
voluzionari russo-polacchi. Raccolta di articoli e materiali a cura
di V. D. Koroljuk e I. S. Miller], M. i960; Russko-pol'skie revo-
Ijucionnye svjazi 60-ch godov i vosstanie 1863 goda. Sbornik sta
tej i materialov pod red. V. A. D'jakova, V. D. Koroljuk, I. S.
Miller [I legami rivoluzionari russo-polacchi degli anni 60 e lin
surrezione del 1863. Raccolta di articoli e materiali a cura di V.
A. D'jakov, V. D. Koroljuk, I. S. Miller], M. 1962; Revoljucion-
naja situacija v Rossii v 1859-1861 gg. cit., vol. I l i , M. 1963 (i
primi sei articoli di questa raccolta sono dedicati al Centenario
dellinsurrezione del 1863, pp. 3 sgg.); A. f . s m i r n o v , Vosstanie
1863 goda v Litve i Belorussii [Linsurrezione del 1863 in Litua
nia e in Belorussia], M. 1963; v. A. d ' j a k o v e 1. s. m i l l e r , Revo-
Ijucionnoe dvizenie v russkoj armii i vosstanie 1863 g. [Il mo
vimento rivoluzionario nellesercito russo e l insurrezione del
1863], M. 1964; K stoletiju geroiceskoj borby Za nasu i valu
svobodu. Sbornik statej i materialov 0 vosstanii 1863 g. Pod
red. Djakova, I. S. Millera, S. M. Fal'kovic [Per il centenario
delleroica lotta Per la nostra e la vostra libert. Raccolta di
articoli e di materiali sullinsurrezione del 1863. A cura di D'ja
kov, I. S. Miller, S. M. Fal'kovic], M. 1964; 1. s. m i l l e r , Issie-
dovanija po istorii pol'skoj obscestvennoj mysli konca xvm -xix
vekov i russko-polskich revoljucionnych svjazej 60-ch godov xix
veka [Ricerche sulla storia del pensiero sociale polacco della
fine del x vm e del x ix secolo e sui legami rivoluzionari russo
236 CAPITOLO QUARTO

polacchi degli anni 60 e del x ix secolo], M. 1965 ( il rendicon


to per il suo dottorato e d unidea dellampiezza delle ricerche
compiute da lui e dai suoi colleghi su questi temi); v . A. d ' j a k o v ,
Dejateli russkogo i poi'skogo osvoboditel'nogo dvizenija v car-
skoj artnii 1856-1865 godov. Bibliograficeskij slovar' [I parteci
panti al movimento di liberazione russo e polacco nellesercito
zarista degli anni 1836-1865. Vocabolario bibliografico], M. 1967
(un prezioso strumento di lavoro: 239 furono i militari di sicura
origine russa, 60 i probabili. Su 183 condanne, 89 alla pena di
morte). Nei libri ora indicati, che sono solo una parte di quelli
pubblicati su questi problemi largamente indicata la bibliogra
fia polacca. Cfr. R. f . l e s l i e , Reform and Insurrection in Rus-
sian Roland. 1856-1865, London 1963.
85 XI, 234.
86 s t e k l o v , op. cit., voi. II, pp. 172 sgg., dove si trova la traduzio
ne dun interessante brano delle memorie di Mieroslawski, pub
blicate a Varsavia nel 1924, che rivelano la mentalit soldatesca e
sognatrice del generale. Cfr. m . z y c h o w s k i , Ludwik Mieroslaw
ski. 1814-1858, Warszawa 1963.
87 Una lista degli ufficiali che facevano parte di questa organizza
zione - russi e polacchi - venne portata a Londra, probabilmen
te da Potebnja ed pubblicata in Literaturnoe nasledstvo,
1953, voi. 61, pp. 515 sgg. Se non fosse altro a titolo di curiosi
t si noti che di questa organizzazione clandestina militare face
va parte il padre di N. K. Krupskaja, la moglie di Lenin.
88 XV, 5 3 3 .
89 B E L JA V S K A JA , Op. cit., pp. 126 e 129.
90 XVI, 27.
91 XV I, 69.
92 STEK LO V, Op. cit., p. 272.
93 XV I, 492-93.
94 XVI, 404.
93 Ibid.
96 XV I, 441-42. Cfr. m i c h a e l B. p e t r o v i c h , Russian Ranslavists
and th Polish Uprising of 1865, in Harvard Slavic Studies,
voi. I, 1953, pp. 219 sgg.; sul problema generale, HANS k o h n ,
Ran-slavism: History and Ideology, Notre-Dame 1953. Interes
sante pure la biografia di s t e p h e n l u k a s h e v i c h , Ivan Aksakov.
1825-1886. A Study in Russian Thougbt and Politics, Cambridge
(Mass.) 1965, dove si vede questo slavofilo liberale diventare na
zionalista, reazionario e ben presto antisemita e antiucraino in
occasione della rivolta polacca del 1863.
97 XVI, 530 .
V.

Nikolaj Gavrilovic Cernysevskij

Herzen fu il creatore del populismo. Cernysevskij fu


l uomo politico di questo movimento, colui che ne for
m il nocciolo piu solido, colui che non diede soltanto
delle idee, ma tracci delle linee dazione. Esse verranno
modificandosi negli anni 60 e 70, ma il loro punto dori
gine sta indubbiamente nella breve e geniale attivit pub
blicistica svolta da Nikolaj Gavrilovic tra il 18 5 3 e il
1862.
Pochi destini, anche in una storia come quella del po
pulismo, sviluppatasi tutta tra persecuzioni e oppressio
ni, furon tanto tragici quanto quello di Cernysevskij. Po
chi infatti ebbero lucida coscienza, come egli lebbe, del
la sorte che l attendeva, pochi furon tanto certi che la
propria attivit sarebbe stata presto stroncata. N ebbe
in compenso l esaltazione religiosa per il martirio, n
l appoggio di quella forza collettiva che sostiene le con
giure e neppure, in certo senso, la convinzione che il pro
prio sacrificio sarebbe potuto essere veramente utile alla
causa alla quale sera dedicato. Era un uomo politico con
scio della propria energia e della propria ragione. Un
giorno giunse a dire che il suo ideale stava in uomini co
me Cobden e Brighi. Eppure sapeva davere in s la for
za per accettare ventanni di Siberia con la stessa fer
mezza con cui i politici inglesi di cui parlava avrebbero
accettato una sconfitta parlamentare. Sapeva che le cir
costanze erano profondamente diverse. Queste circostan
ze Cernysevskij volle sempre considerare come fatti con
tro i quali era inutile lamentarsi, come fatti che dovevano
entrare nel conto della propria azione. In questo sta la
238 CAPITOLO QUINTO

tragicit del suo destino. La lucida traduzione del socia


lismo populista in una politica doveva costare a Cerny-
sevskij la vita \
Era nato il 12 luglio 1828 a Saratov, citt della bassa
Volga, unico grosso centro sul fiume, tra Samara e Ca-
ricyn.
Terra tipica di colonizzazione, Saratov era sorta come
fortezza negli ultimi anni del Cinquecento, una di quelle
fortezze di legno che segnavano l espansione dello stato
moscovita verso oriente, la sua vittoriosa, lotta contro le
orde tartare, la sua faticosa apertura duna via commer
ciale con la Persia e l Oriente lungo il grande fiume. Ter
ra di colonizzazione per il penetrarvi sempre piu intenso
di popolazioni russe e, nel Settecento, di gruppi stranie
ri, tedeschi soprattutto (proprio di faccia a Saratov si
trova la citt chiamata oggi Engels e il territorio che fino
a questultima guerra mondiale era abitato da contadini
dorigine germanica). ancora oggi in molti suoi aspetti
- ed era in misura ben maggiore un centinaio danni fa -
un limite tra lAsia e l Europa, tra la dura, pesante colo
nizzazione russa e il mondo dei tartari, dei kirghisi, delle
popolazioni dellAsia centrale.
Quando Cernysevskij nacque, si sentiva distintamen
te, in tutta la vita di quel grosso borgo di forse cinquan
tamila abitanti che era allora Saratov, come ci si trovasse
al limite tra lo stato russo e quelle forze sociali e nazio
nali che vivevano al margine di esso. Saratov era stata una
delle tipiche terre dei cosacchi, e cio dei contadini libe
ri, non sottoposti n ai signori n allo zar, assoldati da
questultimo o in rivolta contro di esso. Era ancora uno
dei territori piu tipici del raskol, dello scisma dei vecchi
credenti, derivato dalle riforme ecclesiastiche del Seicen
to. I raskol'niki avevano alcuni dei loro principali rifugi
lungo la Volga e questi diverranno i centri piu attivi del
la continua creazione di nuove sette e correnti religiose
per tutto il Settecento e l Ottocento.
La cronaca di Saratov, come in genere di queste regio
ni della Volga, cosi uno degli aspetti piu interessanti
della storia di questo border russo, in cui sincrociarono
per secoli le forze della centralizzazione statale, i popoli
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 239

delle piu diverse origini, le rivolte contadine di Sten'ka


Razin e di Pugacv, gli interessi corporativi e interna
zionali dei commercianti con l Oriente e, alla base di tut
ta questa colonizzazione interna, il duro lavoro - d una
paziente e straordinaria tenacia - del contadino russo2.
Nel 18 6 3, quando sar chiuso nella fortezza di Pietro
e Paolo a Pietroburgo, Cernysevskij comincer a scrivere
una serie di pagine sulla sua Saratov degli anni 20 e 30,
al momento della sua infanzia e giovent. Comegli dis
se, voleva spiegare con che impressioni e con che idee
fosse cresciuta quella generazione della classe media che
aveva veduto la luce nelle vecchie terre della nostra ma
dre Russia, in quel periodo3. La sua cronaca familiare
gli si and ampliando tra le mani fino a diventare un gros
so frammento di quellautobiografia che volle scrivere du
rante la sua prigionia e che non terminer mai. Alla sua
prima giovinezza torn piu di ventanni dopo, quandera
confinato ad Astrachan, nellestate 1884. Ma anche allo
ra non and mai oltre il frammento. Anche in questi ten
tativi si sente come la sua vita fosse ormai spezzata, co
me vanamente tentasse di sostituire una forzata spiglia
tezza di scrittore allispirazione profonda che mancava,
essiccatasi in lui con l allontanamento violento dalla vi
ta politica, a diretto contatto con i problemi quotidiani.
Eppure molte delle sue pagine sulla primitiva Saratov
sono tra le migliori che egli riuscisse a scrivere dopo
aver perduta la libert. L osservatore del lento trasfor
marsi dei costumi tra il Settecento e lOttocento sinnal
za qua e l sino a divenire lo storico di quella povera so
ciet che fu la sua nei primi anni della sua vita. La sua
visione populista illumina duna luce nuova la vita quoti
diana di quella citt di provincia tra Europa e A sia 4.
In questi racconti una parte importante costituita
dalla dura lotta immediata per la vita. Lotta contro le im
mense torme di lupi, contro le bande di briganti e ladri
di cavalli, contro i kirghisi che venivano a far prigionie
ri i contadini russi per ridurli in schiavit e portarli nei
principati dellAsia centrale, contro le malattie epidemi
che, il colera, contro quella tristezza senza fondo che
simpossessava degli uomini e li gettava nellubriachez
240 CAPITOLO QUINTO

za cronica. L umanit di questo mondo era costituita dal


la paziente accettazione, dal rispettare persino l ubria
chezza cronica come una terribile necessit, dal capire
istintivamente coloro che reagivano al peso della vita di
ventando jurodivye, folli religiosi. Il ritratto che Cer-
nysevskij traccia duno di questi ha anzi, stranamente,
un lontano sapore dautobiografia. Sembra riconoscersi
un istante in uno di loro che amava le forme ironiche,
umoristiche, il che, complicando ancora le sue allegorie,
imbarazzava sempre pi le menti dei suoi ascoltatori, gen
te, beninteso, poco agile nel pensiero. Spesso non si sa
peva cosa bisognava concludere: se scherzava o parlava
sul serio, se lodava o rimproverava. Questo, del resto,
devessere il modo desprimersi duno jurodivyj. Cer-
nysevskij sapeva benissimo esser quella l impressione da
lui prodotta frequentemente sui propri ascoltatori, quan
do sesprimeva per paradossi, quando troppo grande era
il contrasto tra le sue convinzioni e l atmosfera circostan
te. In questo povero folle religioso egli aveva visto un
demento umano non dissimile, malgrado tutto, a quello
che tanti chiameranno il suo nihilismo.
E non che un esempio. Nella vita del border russo
non v era soltanto un profondo, religioso rispetto per tut
te le esigenze elementari della vita, una semplificazione
di tutto nella rudezza. Cernysevskij vi vide il germe dun
primitivo realismo, e cio un istintivo rifiuto di quel
chegli chiamava lelemento fantasmagorico5, di tutti
quei fantasmi retorici cio che servivano di giustificazio
ne alle guerre e agli odi, d inutile abbellimento e orna
mento ad unesistenza che, come quella russa, era in real
t semplice e dominata da necessit elementari. Proprio
scrivendo la vita dei suoi padri a Saratov dir che di l gli
veniva la sua concezione della storia, basata sulla sua
conoscenza personale con la vita della massa \
Chiuso in carcere, si divertir a contrapporre quel che
leggeva allora nelle pagine degli storici inglesi - che par
lavano del periodo della guerra di Crimea attribuendo al
popolo russo grandi sogni, come la visione lontana delle
cupole di Santa Sofia in Costantinopoli - , alle reali preoc
cupazioni della sua citt durante quel periodo. Confron
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 241

tava cosi quel che si diceva del fanatismo religioso dei rus
si, della guerra per l ortodossia chessi avrebbero scate
nato contro i turchi, con quella profonda tolleranza po
polare per tutte le fedi religiose chegli aveva conosciuto
nella sua regione, dove sincontravano elementi musulma
ni, protestanti, ortodossi ed eretici dellortodossia.
Questa tolleranza popolare, fondata sulla diretta espe
rienza di una vita dura e difficile, stava alla base di quel
la lezione di realismo che Cernysevskij riconosceva nei
suoi ricordi dinfanzia e di giovent. Il semplice sguar
do umano su ogni singolo fatto della vita dominava nel
la mia famiglia. I miei vecchi erano gente di buon sen
so
I suoi vecchi eran tutti di famiglia ecclesiastica. Per
generazioni erano stati preti nei villaggi della regione
della Volga. Quando non cerano parrocchie disponibili
si mettevano a fare i contadini, quando invece la fortuna
arrideva loro in modo eccezionale, come avvenne al pa
dre di Cernysevskij, venivan chiamati in una chiesa del
capoluogo, a Saratov. Le abitudini di vita di questi popi
erano duna semplicit patriarcale, n si distinguevano
spesso da quelle dei contadini loro parrocchiani. Cerny
sevskij racconta, ad esempio, come soltanto allinizio del
secolo sintroducesse nella sua famiglia luso del t e
dello zucchero. Quando il nonno materno si rec dal
proprio vescovo ad Astrachan, credette opportuno por
targli in omaggio un pan di zucchero, di cui fece acquisto
in viaggio, previa precisa clausola che se per caso il ve
scovo non avesse accettato il dono, il mercante avrebbe
ripreso questa merce, da lui considerata del tutto su
perflua.
II padre di Cernysevskij aveva gi fatto un notevole
passo avanti. La sua biblioteca era come uno specchio del
la cultura teologica dallora, fatta di vite di santi medie
vali e di trattati del principio del Settecento (tra cui, na
turalmente, le opere di Feofan Prokopovic, l educatore
di numerose generazioni di ecclesiastici russi, il riforma
tore dellepoca di Pietro). Ed eran trattati in latino, ini
ziale strumento dapertura verso l Occidente, ancor prima
del tedesco e del francese. Spesso Cernysevskij scriveva
1

242 CAPITOLO QUINTO

ancora in latino a suo padre, che glielo insegn con gran


cura.
Fin da bambino aveva dimostrato unenorme passione
per la lettura, cominciando a imparare le lingue classi
che - molto latino, poco greco, ma una buona base de
braico - e tra le moderne il francese, l inglese, il tedesco
e il polacco. Conobbe queste lingue, alle quali aggiunse
piu tardi l italiano, abbastanza per poterle leggere libe
ramente, senza per esser mai in grado di parlarle corren
temente. Studi anche il persiano, e quel tanto di tartaro
che gli permettesse di fare uninchiesta completa sui no
mi d origine tartara delle localit della sua regione (e tra
queste dovette elencare in primis proprio Saratov, che in
tartaro significa monte giallo o monte bello). Il pa
dre, professore negli istituti religiosi della citt, us dei
legami che sera creato nel piccolo mondo nobiliare del
luogo per prendere in prestito per il figlio i libri della cul
tura laica che avevan presto cominciato a interessarlo. Il
giovane divor allora tutto quel che giungeva fino a Sa
ratov: da George Sand a Puskin, da Gogol' a Belinskij,
e le prime cose di Herzen.
In pochi casi ci dato cogliere tanto sul vivo l impor
tanza profonda che ebbe in Russia il diffondersi - sempre
piu rapido, dallinizio del nuovo secolo - della cultura
nelle citt di provincia. Quello che si potrebbe chiamare,
se non sembrasse un gioco di parole, il culto della cultura,
quella fede nella sua forza taumaturgica, quella continua
apologia che ritroviamo tanto spesso nella vita della Rus
sia moderna e che ha come suo contrapposto la rousseau-
iana o tolstoiana negazione di essa (fenomeno anchesso
tanto importante nella vita russa) ha infatti la sua radice
nella profonda efficacia storica che ebbe la diffusione del
la cultura alla fine del Settecento e nellOttocento, po
tente strumento per staccare gli uomini dal mondo che li
circondava. Cernysevskij stesso paragon questo fenome
no a quanto era avvenuto in Germania nel Settecento, al
sorgere di tutta una generazione di dotti illuministi, nati
dalle famiglie dei pastori tedeschi. N aveva torto, an
che se la sua esperienza personale ci mostra i caratteri
piu specifici di questo fenomeno in Russia, dove esso fu
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 243

forse pi rapido e certo pi rivoluzionario che in qual


siasi altro paese dEuropa, appunto perch metteva a
contatto due mondi pi lontani e pi diversi: la cultura
che veniva dallOccidente e la vita, ad esempio, della re
gione della Volga inferiore8.
Dopo avergli fatto terminare il seminario, suo padre
decise di non farlo proseguire nella carriera ecclesiastica,
forse anche perch in quel momento egli si trovava in li
te con i suoi superiori. Lo invi dunque alluniversit di
Pietroburgo. Cernysevskij conserver sempre una pro
fonda riconoscenza verso suo padre per questa decisio
ne. A Pietroburgo infatti egli trover se stesso.
Possiamo seguire questa sua formazione molto da vi
cino e in certi periodi addirittura giorno per giorno,
avendo egli tenuto un diario dal maggio 1848 in poi.
documento di grande interesse: basta pensare che contie
ne tutta lesperienza di questo eccezionale ragazzo di fron
te alla rivoluzione del 48. una testimonianza di quello
che un grande avvenimento storico pu su una persona
materialmente - e allinizio, anche moralmente - lonta
na da esso, in un paese, come la Russia, dominato dalla
volont di tenersene discosto e di reagire ad esso soltan
to con la volont di soffocarne le conseguenze. Eppure
Cernysevskij seppe trarre dagli avvenimenti europei di
quegli anni la fede della sua vita. Anche il suo socialismo
populista nasce allora, come quello di Herzen, dalle sue
riflesse esperienze e delusioni5.
Condusse nella capitale una vita ascetica, sia per la ri-
strettezza delle sue condizioni economiche, sia per princi
pio, avendo deciso di seguire alla lettera le massime mo
rali che si era fissate (come ad esempio di non conoscere
una donna prima di sposarsi). Questi principi, che allini
zio ebbero per lui soprattutto un valore religioso, si man
terranno fondamentalmente identici anche quando, a po
co a poco, le forme chiesastiche verranno a perdere va
lore ai suoi occhi. Quando in carcere tradurr, una deci
na danni dopo, le Confessioni di Rousseau, sar colpito
dalla somiglianza della propria esperienza personale con
quella di Jean-Jacques 10. Ma questa sua vita personale
prende nel diario meno posto di quanto ci si potrebbe
244 CAPITOLO QUINTO

aspettare. Anche le sue idee sui rapporti umani si forme


ranno allora, ma egli ne parler soprattutto piu tardi, a
contatto con la nuova generazione degli anni 60, descri
vendole compiutamente soltanto nel romanzo Che fare?,
del 18 6 3. Nel suo periodo universitario lelemento es
senziale della sua vita sar costituito dallavidit di cul
tura e dal suo aprirsi alla vita politica.
Sono un autodidatta, scrisse una volta Cernysev-
s k ij11. Quel che impar non gli fu dato certo dai suoi pro
fessori. Il regime d oppressione dellintelligencija era an
dato appesantendosi a Pietroburgo, man mano che in Oc
cidente gli avvenimenti rivoluzionari si approfondivano.
L universit aveva assunto sempre piu il carattere duna
barriera innalzata da Nicola I contro il diffondersi delle
idee occidentali. Cernysevskij ce ne parla nel suo diario
in modo freddo e staccato, con quellatteggiamento che
anche in seguito conserver di fronte ai reazionari, atteg
giamento dettato soprattutto dalla volont di capire le
ragioni del loro modo dagire e di cercar di vedere anche
in loro degli uomini e delle forze politiche. G i da ragaz
zo, guardando al curatore della sua universit, lo vede
va beninteso con ostilit, ma insieme con non so se com
passione o sprezzo: eccolo, un vecchietto seduto, le sue
labbra e tutta la sua persona come lasciata cadere, cosi
come capita di solito ai vecchi. Questa rovina suscita un
certo senso di compassione, eppure proprio essa posta
a dirigere e ad opprimere il movimento delle forze vive
(in realt, non delle forze vive, ma di quelle che tuttavia
dimostrano per qualche segno di non esser completamen
te guaste) e questa rovina prende un tono minaccioso e
stupido e grida, mentre dovrebbe starsene a pregare iddio
e a sedere sulle poltrone alla V oltaire12.
In questo ritratto si pu dire che stia racchiuso tutto
il giudizio di Cernysevskij sulluniversit che frequent.
Tutto quel che vi apprese furono i mezzi per continuare
a sviluppare quegli studi sui documenti del medioevo
russo che gi avevano cominciato ad appassionarlo a Sa-
ratov, e che prosegui allora senza del resto giungere mai,
in questo campo, ad alcuna conclusione o opera duna
qualche importanza.
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 245

Quel che invece cercava lo diceva gi in una delle sue


prime lettere a casa, nel luglio 1846. Erano i filosofi,
Schelling e Hegel, e gli storici, Herder, Niebuhr, Ranke,
Schlosser.
Era stupito di non trovare le opere complete di Hegel
nella biblioteca delluniversit, la quale era in genere
- diceva - piuttosto povera u. Ci che non gli imped
di leggere questo filosofo a piu riprese durante i suoi
anni di studio. Fini per conoscerlo abbastanza per conti
nuare a sentirsi, tutta la vita, come appartenente a quella
generazione che su Hegel aveva cominciato a ragionare.
Lo capi abbastanza per sentirne tutta la forza e per inten
dere in seguito - per contrasto - tutta la povert del pen
siero dei positivisti trionfanti nella sua generazione, da
Comte a Spencer. Lo river come il filosofo che gli aveva
dato alcune idee fondamentali, vi torn sopra ogni volta
che si pose il problema dello sviluppo storico. Eppure,
non si pu dire chegli sia passato attraverso un vero e
proprio periodo hegeliano.
Ci che vi aveva trovato dessenziale, Cernysevskij lo
scrisse allora su un quaderno di studio: Hegel grande
per l idea dello sviluppo... Eterna lotta ed eterno movi
mento in avanti, che nella sostanza un acquisto e che
nella forma riporta la fine al principio14. La dialettica,
dunque. Pi oltre trovava un ostacolo che non gli per
metteva di sentirsi hegeliano. Cosi nel gennaio 1849, leg
gendo quanto Hegel scriveva sulletica e la moralit, an
notava nel suo diario:
Mi sembra sia schiavo dellattuale situazione delle cose,
dellattuale organizzazione della societ, cosicch non si de
cide neppure a rigettare la pena di morte, ecc. Trae conse
guenze modeste... Il carattere della sua filosofia desser
lontana dalle tempestose trasformazioni, dai pensieri che
sognano perfezionamenti, di essere die zarte Schonung des
Bestehenden ls.
Nel 1888, in una prefazione in terza persona ad un suo
scritto di estetica, rifacendo in breve la storia della pro
pria evoluzione mentale, egli narrava come gi a Saratov
avesse conosciuto lhegelismo attraverso le esposizioni
che ne avevan fatto i russi (e cio Bakunin e Herzen), co

13
246 CAPITOLO QUINTO

me ne fosse poi deluso quando a Pietroburgo riusc a leg


gere Hegel nelloriginale, come non riuscisse a superare
il peso della forma e della mentalit scolastica che gli pa
reva di vedere in lui.
Le esposizioni russe del sistema erano gi influenzate
dalla sinistra hegeliana tedesca. Era dunque gi preparato,
quando Feuerbach gli capit tra mano, ad accettarlo. D i
venne allora seguace di questo pensatore e fino al mo
mento in cui le necessit della vita (formula censoria per
dire l arresto) non lo strapparono allo studio, lo lesse e
rilesse intensamente16. Ebbe tra mano il primo libro di
Feuerbach nel 1849, e fini per conoscere questopera, co
me altre del medesimo filosofo, quasi a memoria, scri
ver in una lettera dalla Siberia del 18 7 3 17.
La sua evoluzione filosofica in questi primi anni stret
tamente legata al suo staccarsi dalla religione. Nei primi
due anni di soggiorno nella capitale egli non era soltanto
rimasto legato ai riti della chiesa, ma poneva in essi, per
servirsi delle parole dun contemporaneo, addirittura
un elemento di fanatismo 18. Dalle parole del suo diario,
si pu constatare comegli fosse timoroso, ancora nel
1848, di farsi prendere dalle conseguenze profonde degli
studi filosofici, dabbattere il suo mondo religioso legato
alla famiglia e allinfanzia. Concludeva allora un suo esa
me di coscienza scrivendo: Sia fatta la tua volont, Si
gnore, quasi abbandonando a dio la propria evoluzione
interiore. Quando ebbe tra mano Des Wesen des Chri-
stenthums di Feuerbach, nel marzo 1849, era gi convin
to della caducit delle forme esteriori della chiesa e del
rito, ma manteneva fede al nocciolo dogmatico dellor
todossia, al dio personale, alla possibilit e alla realt
della rivelazione 19. Leggendo Feuerbach, si chiedeva an
cora una volta con ansia se si sarebbe lasciato persuadere
o meno. Discusse con se stesso per circa un anno. Nel lu
glio 1849 non vedeva piu chiaro nelle proprie idee reli
giose, che gli apparivano ormai piuttosto unabitudine
che una convinzione. Io stesso non posso dire se sono
persuaso dellesistenza dun dio personale, o se non lo
accetto piuttosto come fanno i panteisti, Hegel, o meglio
Feuerbach20. Al principio del 18 30 tornava ancora su
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 247

questi dubbi: Se fossi coraggioso nella negazione diven


terei un seguace di Feuerbach21, scriveva.
Nel corso di quellanno, e non senza contrasti, gli riu
sc di superare quella sfiducia in se stesso, di cui ritrovia
mo tanto frequenti espressioni nel diario e anche negli
scritti posteriori. Da allora egli fu un feuerbachiano. Quel
che aveva richiesto alla religione rester vivo in lui nel
continuo tormentarsi sui rapporti morali, sulle forme di
vita di coloro che si dedicavano ad un ideale, nella stessa
forma di comunit degli eletti che spesso prender per lui
il gruppo degli uomini nuovi in lotta contro il mondo
circostante; ma ormai dalla fine del 18 50 , il contenuto
di questa esigenza religiosa era esclusivamente politico e
completamente staccato dalla tradizione della chiesa.
La sua formazione politica era avvenuta parallelamen
te. Egli stesso ci ha detto quale fu la data iniziale di que
sto processo interiore: il febbraio 1848, la rivoluzione a
Parigi.
Prima di quel momento sta l avida assimilazione di tut
ta quella letteratura francese e inglese in cui si trovavan
riflessi i sentimenti e le preoccupazioni sociali del secolo,
da George Sand a Dickens, da Sue a Byron. Ma in realt
la sua educazione non piu fatta su questi scrittori, co
mera avvenuto ancora nella generazione che l aveva im
mediatamente preceduto. Essi non costituivano ormai
che una prefazione alla sua evoluzione politica. A molti
di loro egli guard anzi con un senso di noia: il romanti
cismo europeo non aveva fatto in tempo a lasciare in lui
delle tracce profonde, quandegli fu posto di fronte a pro
blemi di ben altra immediatezza, di fronte allEuropa in
rivoluzione.
Pot accogliere in semplicit di spirito la lezione poli
tica che gli venne allora dallOccidente, soprattutto per
ch aveva gi pronunciato nellanimo suo una condanna
completa, totale, sulla situazione russa. Era ancora un ra
gazzo, non aveva che diciottanni, quando sera fatta l i
dea che nel proprio paese era necessario ricominciare tut
to da capo. C era in lui - come in Caadaev e assai piu che
in Bakunin e in Herzen - un atteggiamento di cristiana
umilt di fronte al mondo occidentale, umilt chegli
248 CAPITOLO QUINTO

espresse in forma duna confessione sul valore nullo del


passato russo e nella propria volont di far tabula rasa
della storia del proprio paese, onde poter creare qualco
sa di veramente valido e nuovo.
Anche questo era un effetto, su una coscienza partico
larmente sensibile, del contatto diretto e immediato tra
il mondo ancor chiuso e primitivo di Saratov e il mondo
della cultura. La sua evoluzione in quegli anni una del
le espressioni pi semplici e sincere dun atteggiamento
psicologico che spesso ritroviamo nella Russia moderna,
duna sfiducia totale, necessaria per poter tutto ricomin
ciare.
Che cosa hanno dato alla scienza i russi? - si chiedeva
nellagosto 1846. - Disgraziatamente nulla. Che cosa ha da
to la scienza alla vita russa? nulla ancora... Non vivevano
nel secolo x v i i Descartes, Newton, Leibniz?... E noi? La
nostra missione si riduce forse ad avere un esercito dun mi
lione e mezzo di uomini e di potere, come gli unni, come i
mongoli conquistare lEuropa se ce ne vien voglia? Non
forse degna di piet lesistenza di simili popoli? Han vissu
to come se non fossero vissuti. Passarono come una tempe
sta, distrussero tutto, bruciarono, fecero prigionieri, sac
cheggiarono e basta. forse questa la nostra missione? Es
sere onnipotenti dal punto di vista militare e politico e nul
li negli altri aspetti, superiori, della vita nazionale? In que
sto caso meglio sarebbe stato non nascere che nascer russi,
come meglio non esser nati affatto che nascer unno, Attila,
Gengiskan, Tamerlano o uno dei loro guerrieri e sudditi!22.
N ellestate del 1848 diceva che il suo credo politico si
poteva riassumere nellammirazione per l Occidente e
nella convinzione che noi russi non contiamo nulla a con
fronto di loro. Essi sono uomini e noi bambini. La nostra
storia s sviluppata su altri principi, da noi non c stata
ancora lotta di classe, o appena comincia...23.
Bench pi tardi, quando si convinse di poter operare
utilmente in Russia, questa sfiducia passasse in secondo
piano, essa rester fissa nellanimo suo, dando sempre un
senso di modestia alla sua attivit, impedendogli di farsi
prendere, come Herzen, dalla grande speranza duna fu
tura missione europea della Russia, portandolo anzi a po
lemizzare apertamente contro ogni ritorno romantico in
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 249
questo senso, fornendo, insomma, alla sua attivit politi
ca un lucido e preciso senso del limite.
Proprio questa disperazione nel passato e nel presente
russo gli dar la forza di dedicarsi interamente e sempli
cemente alla propria idea politica, cosi come gli fornir
la prima base per scegliere questa nel socialismo rivolu
zionario che vedeva da lontano diventare una forza popo
lare nella Parigi del 1848, unica forza di rinnovamento
integrale della societ. Il socialismo gli impedir di dare
alla sua sfiducia radicale, alla sua critica totale del passa
to il significato duna disperazione paradossale, comera
avvenuto in Caadaev. L iniziale giudizio negativo sulla
Russia si trasformer cosi in fermento dazione, in una vo
lont di trasformazione integrale di tutti i rapporti politi
ci e sociali del suo paese.
Gi nel luglio del 1848 Cernysevskij scriveva nel suo
diario che si stava confermando sempre pi nelle idee
dei socialisti24. E gi nasceva in lui l esigenza di tradur
re in russo queste convinzioni. Che cosa poteva significa
re, nel suo paese, rivoluzione e socialismo? Rispondeva
che l unica speranza stava nella rivolta contadina. Man
ca soltanto l unit tra le varie sommosse locali. Ma non
era facile dare unit a questi movimenti frammentari e
dispersi, bisognava cominciare a organizzare dal nulla.
Ancor pieno di dubbi si rifaceva al passato, soprattutto
a quella rivolta di Pugacv che nel Settecento aveva certo
dimostrato la forza delle schiere contadine e cosacche, ma
che aveva pur finito collessere schiacciata25.
Di forte incentivo, per risolvere questi problemi, gli
sar il legame che strinse con qualche compagno di scuo
la e in genere con alcuni giovani letterati di Pietroburgo.
Si pu dire che finisse per trovarsi, senza troppo volerlo,
ai margini di quel movimento che aveva il proprio centro
nei gruppi di Petrasevskij.
Gi nellagosto 18 4 7 aveva fatto conoscenza con M.
Michajlov. Secondo una testimonianza, fu proprio questi
a iniziarlo ai problemi che stavano appassionando i grup
pi intellettuali della capitale26. Certo una stretta amici
zia cominci allora a legarlo a questo giovane, che sar
un delicato traduttore di Heine e parteciper attivamen
2J0 CAPITOLO QUINTO

te al movimento che accompagn e segui la liberazione


dei servi, finendo per essere una delle prime vittime della
reazione statale contro di esso, e morire in Siberia nel
18 6 3.
Nel dicembre 1848 Cernysevskij fece pure la conoscen
za d uno di coloro che, tra i primi, Petrasevskij aveva
convertito al fourierismo: Aleksandr Vladimirovic Cha-
nykov, di tre anni piu anziano di lui che, studente, era
stato cacciato dalluniversit per cattiva condotta. Era
uno dei piu accesi difensori della teoria sulle passioni di
Fourier e su questo tema parler al banchetto che in ono
re di questultimo sar tenuto dai petrasevcy nellaprile
del 1848 27. Condannato a morte - per essere poi graziato
e inviato come soldato semplice in un battaglione di linea
ad Orenburg - , morir di colera, nel 18 5 3 , nella fortezza
di Orsk. Fu lui a far conoscere a Cernysevskij le opere di
Fourier e a farlo partecipare al gruppo di coloro che di
scutevano la possibile applicazione delle sue idee in Rus
sia. In quellambiente incontr anche Debu, il fourierista
che sinteressava all'obscina contadina.
Da Chanykov - scriveva P i i dicembre nel suo diario - si
parl soprattutto delle possibilit e dellapprossimarsi da
noi duna rivoluzione. In questo egli si dimostr piu intelli
gente di me, mostrandomi la gran quantit delementi di di
sordine esistenti, come ad esempio i raskol'niki, l organiz
zazione per obsciny dei contadini, lo scontento della mag
gior parte della classe dei funzionari statali... Tutto ci mi
turb alquanto, perch, come Humboldt dice dei terremo
ti, quel solido e immobile Boden sul quale io stavo dritto e
sullincrollabilit del quale credevo mi parve improvvisa
mente ondeggiare come il mare28.
Fece proprio rapidamente l animo di quei giovani. Mol
ti anni piu tardi cera ancora chi lo ricordava, alle serate
di Vvedenskij, un letterato allora suo amico, con i suoi
capelli rossicci, mentre con voce stridente ed acuta di
fendeva accanitamente le fantasie dei comunisti e dei so
cialisti29. Naturalmente larresto dei petrasevcy, di cui
venne a sapere il 23 aprile 1849, lo impression forte
mente e costitu, per cosi dire, il limite tra il proprio gio
vanile entusiasmo per le idee socialiste e una sua piu ma
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 2^1
tura concezione politica. Scriveva nel diario che i gendar
mi che avevano arrestato i suoi conoscenti meritavano
dessere im piccati30. Da quel momento seppe che cosa
la vita gli riprometteva, capi che la via che stava sceglien
do l avrebbe portato in Siberia.
Studiava allora i libri che i petrasevcy gli avevan fatto
conoscere, soprattutto Fourier, Considrant, qualche opu
scolo di volgarizzazione di quella corrente socialista. Fou
rier lo interess per le stesse ragioni che portavano i suoi
contemporanei a occuparsi delle sue idee: era per loro
un minuzioso scrittore di psicologia, e costitu per Cer
nysevskij una pietra di paragone, un confronto e una po
lemica con le proprie concezioni religiose, un modo di
rivedere tutte le idee sui rapporti tra gli uomini. Fini per
esserne conquistato. Lascer in lui profonde tracce, so
prattutto come moralista. Ma politicamente la mente ra
zionalista di Cernysevskij non poteva non esser portata a
criticarlo. Il principio dellassociation gli parve l unico
nocciolo solido, e gi si chiedeva quanto appartenesse
particolarmente a Fourier o non piuttosto a tutta la tra
dizione socialista. Quel che conosceva allora di Louis
Blanc gli pareva politicamente piu importante. Fra i due
socialisti francesi - tra i quali fu, in qualche modo, conte
so il 1848 e l inizio del 49 - egli finir per dare una cer
ta preferenza al secondo.
In realt, avveniva in lui, in quel momento, lo stesso
processo che si svilupp in quegli anni in tutt Europa:
dalla variet delle sette socialiste si stavano formando cor
renti piu ampie, a contatto con i problemi politici e so
ciali fondamentali. Anche per Cernysevskij l incertezza
in cui si trovava per scegliere - come diceva - tra i vari
partiti dei socialisti democratici 31 non era che il se
gno del formarsi in lui d una nuova visione del sociali
smo, sorta dalla indiretta esperienza della rivoluzione del
48 .
Nasceva in lui soprattutto dallistintiva ripulsione ver
so quel liberalismo che, nella Francia del 48, sera dimo
strato cosi poco capace di dominare la situazione. Notava
nel suo diario non amo quei signori che dicono: libert,
libert, e che poi limitano questa parola alle leggi, senza
2^2 CAPITOLO QUINTO

portarle nella vita, che son capaci deliminare le leggi che


parlan dineguaglianza, ma non di toccare quellordine so
ciale nel quale nove decimi del popolo costituito da
schiavi e proletari. Il problema non sta nel sapere se ci
sar un re o no, se ci sar una costituzione o meno, ma
nei rapporti sociali, nel fatto che una classe non succhi il
sangue dellaltra 32. Terminava queste considerazioni con
una vera e propria preghiera: O Dio, da la vittoria alla
verit. Le delusioni che doveva riserbargli la sempre piu
forte reazione - di cui notava i progressi nel suo diario
giorno per giorno - lo portarono, nei mesi seguenti, ad
approfondire sempre piu il suo sdegno per le classi do
minanti, a condannarle sempre pi energicamente per il
loro disprezzo per la classe inferiore 33 e a sentirsi sem
pre piu dalla parte di questultima.
Sul piano politico fini per credere un momento che l u
nica forza capace di stabilire una vera eguaglianza stesse
nella dittatura. Ripensando alla situazione in Russia, dice
va che contro l aristocrazia ogni forma di dittatura sareb
be stata utile, anche quella duna monarchia assoluta.
Essa deve stare al di sopra delle classi, ed creata appun
to per proteggere gli oppressi, e cio la classe inferiore, i
contadini e gli operai. La monarchia deve stare sinceramen
te dalla parte loro, mettersi alla loro testa facendosi protet
trice dei loro interessi... Il suo dovere di preparare con
tutte le proprie forze e di operare per la futura eguaglianza
- non formale, ma reale... Cosi fece, ad esempio, secondo
me, Pietro il Grande34.
Lo studio della storia della rivoluzione inglese e fran
cese - che stava compiendo allora su Guizot e su Bu-
chez - lo conferm ancora, per qualche tempo, in questa
idea. Soltanto la dittatura era veramente capace di anda
re avanti 3S, essa sola avrebbe potuto risolvere i problemi
moderni, innanzitutto quelli posti dal socialismo. Leggen
do Lamennais, Proudhon, Louis Blanc, Cabet, si convin
ceva sempre pi che avevan ragione, e che l unico stru
mento capace di realizzare quelle idee sarebbe stata una
dittatura, l assolutismo.
Era giunto anche lui a quella svolta obbligata della
strada gi percorsa dalla generazione precedente, a quel
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 2 53

mito dun assolutismo come dittatura capace di combatte


re contro la nobilt, contro quellaristocrazia che teneva i
contadini in servit. Anche lui, a modo suo, stava passan
do attraverso quella crisi che aveva fatto di Herzen e di
Bakunin dei blanquisti.
Fu l esperienza della reazione in tutta Europa, com
presa la Russia, a dargli per tutta la vita una convinzione
opposta. Nicola I era ben lungi dallo stare dalla parte dei
contadini e incarcerava i suoi amici socialisti e fourieri-
sti. In tuttEuropa l assolutismo, sia nella forma bona-
partistica che in quella tradizionale, era lo strumento con
cui venivano schiacciati i sogni e le aspirazioni delle clas
si popolari. Cernysevskij ne soffri intensamente. Pianse
quando seppe della morte di Robert Blum, fucilato a
Vienna. Cada sulle loro teste il sangue sparso e sia spar
so il loro sangue per il suo... Ho pregato per qualche mi
nuto per Blum. Eppure gi da tempo non pregavo pi per
i defunti 36. Furon queste ferite - tanto profonde da far
gli riemergere nellanimo la fede gi mezzo dimenticata
della sua infanzia - a far di lui non soltanto un socialista
e un rivoluzionario, ma un uomo altrettanto critico dei
liberali quando fermo nel suo amore per la libert. Co
me racconter molto pi tardi, ai lavori forzati, il giorno
in cui fu dissolta a Berlino l Assemblea nazionale egli gi
rovag piangendo per le strade di Pietroburgo. Ad un
amico che l incontr e che gli chiese cosa era successo dis
se: Cammino e non sento che mi colan gi le lacrim e37.
Nel 1849 la spedizione contro la repubblica romana lin
dign, cosi come la guerra di Nicola I contro la rivolu
zione ungherese. Pensava ancora, nei primi mesi di quel
l anno, che Francia e Germania unite avrebbero final
mente marciato contro la Russia. Ma le sue speranze di
ripresa del movimento rivoluzionario caddero presto, l u-
na dopo l altra.
Nel gennaio 18 50 egli tirava di nuovo le somme delle
sue idee politiche: L importante - diceva - che il pote
re vada non de jure, ma de facto nelle mani della classe pi
bassa e pi numerosa: contadini, salariati e artigiani.
Ma ormai eran cadute in lui tutte le illusioni sullassolu
tismo. Esso non che il culmine della gerarchia aristo
254 CAPITOLO QUINTO

cratica, appartiene ad essa anima e corpo... Quanto alla


Russia, quanto prima essa cadr, tanto meglio, poich
non faceva che impedire la lotta di classe, a tutto vantag
gio dellaristocrazia. Ben venga loppressione duna clas
se sullaltra, allora si produrr la lotta, allora gli oppres
si sapranno chi li opprime nellattuale ordine delle cose,
e sapranno pure che vi pu essere un altro ordine nel
quale non vi saranno oppressi, capiranno che chi li op
prime non dio, ma gli uomini... meglio lanarchia dal
basso che dallalto 38.

Ogni pensiero di poter fare subito qualcosa in tal sen


so diventava un sogno, una stranezza di fronte alla pe
sante reazione politica e intellettuale ormai regnante in
Russia, un sogno quasi altrettanto strano quanto quello
che aveva nutrito e tenuto segreto in quegli anni duni
versit, l idea cio di trovare il perpetuum mobile. Conti
nuava ad aver sete duna rivoluzione in Russia, ma
era unaspirazione violenta e insieme disperata. Diceva
che l avrebbe accettata anche se per un lungo e forse
lunghissimo tempo essa non potesse dare nulla di buo
no... Chi non sia accecato dallidealizzazione, chi sappia
giudicare del futuro dal passato,... malgrado tutto il ma
le che le rivoluzioni portano ai loro inizi, non deve spa
ventarsi. Sa che non ci si pu attendere altro dagli uomi
ni e che uno sviluppo pacifico, tranquillo, impossibi
le ... 39. Ma che fare? Si sentiva sempre piu. solo, isolato.
Quando ebbe terminati i corsi universitari e gli fu offer
to un posto al ginnasio di Saratov, torn nella sua citt
natale40.
A Saratov continu a studiare e discutere con lo stori
co Kostomarov, l confinato per un tentativo di congiu
ra ucraina parallela a quella dei petrasevcy. Dopo qual
che tempo si spos, avendo prima chiaramente avver
tito la fidanzata che cosa la vita con lui le riprometteva.
Lo scontento del popolo contro il governo - le diceva - ,
contro le tasse, i funzionari, i nobili, sempre piu forte.
necessaria soltanto una scintilla perch tutto prenda
fuoco. Gi sta crescendo il numero della gente delle clas
NIKOLAJ GAVRILOVIC CERNYSEVSKIJ 255

si colte nemica dellesistente ordine di cose. pronta


dunque anche la scintilla che deve dare origine a questin
cendio. Dubbio soltanto il momento in cui ci avver
r. Pu darsi tra una decina danni, forse prima... E se
lincendio si produrr, malgrado il mio carattere timo
roso, non potr non prendervi parte. Con Kostoma-
rov? gli chiese allora la sua fidanzata. E no, troppo
nobile, poetico: gli faranno paura il fango e la strage. A
me non fanno paura n il fango, n i contadini ubriachi
con i bastoni, n la strage... E come pu finire tutto que
sto?... Con i lavori forzati o con l impiccagione... V i addo
lora sentire simili discorsi? Eppure continueranno anni
interi perch io non so parlare d altro. E quale sorte pu
attendere un uomo che la pensi cosi? Ecco un esempio:
Iskander...41. Le narr allora se non la storia di Herzen,
almeno la leggenda che intorno a lui sera formata e che
anchegli aveva raccolto, una strana commistione del de
stino di Herzen con quello di Bakunin, compresa una ri
chiesta destradizione di Nicola I. Era infatti un grande
ammiratore di Herzen. Nel 18 5 0 , diceva che lo stima
va tanto quanto non stimava nessuno dei russi, e che non
cera cosa che non fosse pronto a fare per lu i 42.
Malgrado lo prendessero spesso dei dubbi sulla costan
za del proprio carattere, sulla forza del proprio coraggio,
Cernysevskij nutriva cosi nellanimo lidea di seguire le
orme di Herzen, di diventare un uomo capace dinfluire
davvero sulla propria epoca in senso rivoluzionario. Sa
peva d essersi fatto ormai una cultura che ben pochi in
torno a lui potevan vantare. Sapeva anche che per realiz
zare in qualche modo le sue intenzioni non aveva che
ununica via aperta di fronte a s: un modesto lavoro let
terario, continuamente osteggiato, oppresso dalla censu
ra. Quella mancanza di coraggio di cui parlava - e che in
realt era soprattutto scrupolo duna coscienza sensibi
le - gli si andava trasformando in paziente, fredda tena
cia, in volont doperare quel poco che era allora possi
bile.
2_56 CAPITOLO QUINTO

Un conflitto locale, tipicamente provinciale, nato dal


le sue idee e dal suo metodo pedagogico, conflitto susci
tato dal vescovo di Saratov e che, fortunatamente per
lui, pot essere soffocato, lo decise a riprendere la strada
di Pietroburgo.
Nel maggio 18 3 3 era di nuovo nella capitale. Per qua
si un anno visse di piccoli lavori letterari, preparando la
sua tesi. Nel 18 34 ritent per un breve periodo l insegna-
mento per abbandonarlo non appena riusc a lavorare con
una certa sistematicit in una delle principali riviste dal-
lora, in quello che era stato l organo di Belinskij nei suoi
ultimi anni, il Sovremennik. Nel giro di qualche mese
era gi riuscito a imporsi in quella rivista.
Si ha l impressione netta che, se in questo primo pe
riodo della sua attivit egli soccup destetica e di cri
tica letteraria, ci fu dovuto al fatto che praticamente
soltanto di questo era possibile parlare, che questo era
l unico campo in cui, pur con mille difficolt, si poteva
- nella Russia dallora - se non dire, far intravedere al
meno quel che si pensava. Storia, filosofia, economia, per
non parlare della politica chera del tutto esclusa nel
Sovremennik, erano terreni proibiti per chi la pen
sasse come Cernysevskij, per chi fosse seguace di Feuer
bach, socialista e rivoluzionario.
Ma l estetica era anche il campo verso il quale egli era
meno portato. Non che gli mancasse un forte senso del
l umanit che si esprime nella poesia, non che fosse pri
vo neppure d una energica fede nella libert necessaria
al poeta e nellautonomia dellarte, ma egli era natural
mente portato a ragionare sopra queste sue intuizioni
da quelluomo politico che era, accettando poesia e lette
ratura come nutrimento suo personale, come alimento
per