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TECNOLOGIA INDUSTRIALE

Antinfortunistica
Obblighi del datore di lavoro
PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI Organizza e dirige il Servizio di pre-
Negli ultimi decenni la cultura antinfortunistica ha subto unacce- venzione e protezione dai rischi .
lerazione causata da modi di lavorazione a ritmi sempre pi spinti, Designa il responsabile del servizio e
con macchine sempre pi veloci e potenti; ma alle spalle di questa il medico competente.
attenzione allantinfortunistica c anche una nuova e diffusa sen- Elabora un documento sui rischi pre-
sibilit per i problemi della salute. senti in azienda, sulle misure di pre-
La legislazione sulla sicurezza nel lavoro, per le necessit di det- venzione e i dispositivi di sicurezza,
tagli e aggiornamento, talmente vasta da consentire qui solo un nonch il programma di attuazione
richiamo alle principali norme italiane o europee in materia di pre- delle misure stesse.
venzione e protezione dai rischi. Nel caso di aziende che occupano fino a
10 addetti, pu sostituire il suddetto do-
cumento con autocertificazione di va-
MISURE GENERALI DI PROTEZIONE lutazione dei rischi e di adempimento dei relativi obblighi.
Il Decreto Legislativo n. 81 del 2008 ha unificato e armonizzato tutte Designa i lavoratori incaricati dellattuazione delle misure di pre-
le leggi in materia di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, venzione e di emergenza (incendi, pronto soccorso, evacuazione).
acquisendo cos la denominazione di Testo unico sulla sicurezza. Permette ai lavoratori, mediante il loro rappresentante per la sicurez-
za, di verificare lapplicazione delle misure di sicurezza e protezione.
Esso indica le misure generali che bisogna adottare per la protezione Affida ai lavoratori compiti adeguati alle loro capacit e condizioni
della salute e per la sicurezza dei lavoratori. In sintesi esse sono: di salute.
previsione ed eliminazione dei rischi; D ai lavoratori i mezzi idonei di protezione dai rischi sul lavoro.
programmazione della prevenzione, integrando in essa le condi- Richiede ai lavoratori losservanza degli obblighi in materia di sicu-
zioni tecniche produttive e organizzative dellazienda; rezza e di uso dei mezzi di protezione, sia individuali sia collettivi.
rispetto dei princpi ergonomici per rendere il lavoro pi funziona- Informa i lavoratori sui rischi connessi alle lavorazioni.
le e comodo (anche nei metodi di lavoro, eliminando monotonia e Consulta nei casi previsti il rappresentante dei lavoratori per la si-
ripetitivit); curezza.
misure di protezione collettiva e individuale, con priorit di quelle Adotta le misure necessarie per la prevenzione di incendi e per
collettive; levacuazione dei locali in caso di pericolo grave e immediato.
misure igieniche e sanitarie sullambiente di lavoro per garantire
il benessere dei lavoratori; Obblighi dei lavoratori
misure di emergenza in caso di pronto soccorso, lotta antincendio, Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria sicurezza e salute, e di
evacuazione; quelle delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possano ri-
informazione, addestramento e partecipazione dei lavoratori alle cadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. In particolare i lavoratori:
questioni della sicurezza e della salute; osservano disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e
totale gratuit per il lavoratore delle misure di sicurezza e salute sul dai preposti ai fini della protezione;
lavoro. usano correttamente macchinari, utensili, sostanze pericolose,
mezzi e attrezzature di lavoro, nonch i dispositivi di sicurezza;
segnalano immediatamente al datore di lavoro o al preposto le de-
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ficienze dei mezzi suddetti o le condizioni di pericolo di cui venga-
DAI RISCHI IN AZIENDA no a conoscenza;
non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di
Lo stesso D.Lgs. 81/08 definisce il Servizio di prevenzione e prote-
sicurezza, di segnalazione o di controllo;
zione dai rischi come linsieme di persone, sistemi e mezzi finalizza-
non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non
ti alla prevenzione e protezione dai rischi nellazienda; i soggetti in-
siano di loro competenza ovvero che possano compromettere la si-
dividuati al suo interno sono:
curezza propria o di altri lavoratori;
datore di lavoro (la persona fisica o giuridica titolare del rapporto di si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti;
lavoro e responsabile dellimpresa); contribuiscono, insieme con il datore di lavoro, dirigenti e preposti,
lavoratore (chiunque svolga unattivit lavorativa nellambito orga- alladempimento di tutti gli obblighi per tutelare la sicurezza e la sa-
nizzativo del datore di lavoro, indipendentemente dal tipo di rap- lute dei lavoratori.
porto contrattuale);
responsabile del servizio di prevenzione e protezione (persona, desi- Formazione dei lavoratori
gnata dal datore di lavoro, in possesso di attitudini e capacit adeguate); Il lavoratore ha diritto a ricevere dal datore di lavoro una formazio-
medico competente (specialista in medicina del lavoro, nominato ne adeguata in materia di sicurezza e salute, con particolare riferi-
dal datore di lavoro); mento al proprio posto di lavoro e alle proprie mansioni.
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (eletto dai lavoratori).
I soggetti operanti nel Servizio di prevenzione e protezione dai rischi glossario
hanno come obblighi quelli sinteticamente riportati di seguito. Prevenzione: ogni attivit intesa a eliminare le cause di rischio.
Ergonomia: disciplina scientifica che studia le condizioni e lambiente di lavoro
nota bene per adattarli alle capacit e ai limiti psicofisiologici del lavoratore.
In materia di sicurezza gli allievi di istituti di istruzione o di corsi Sicurezza del lavoro: condizione lavorativa nella quale preservata lintegrit
di formazione professionale sono equiparati ai lavoratori. psicofisica del lavoratore.

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

re vibrazioni che possono indurre disturbi o malattie; ladozione


FATTORI DI RISCHIO di macchinari qualificati e laccorta turnazione del lavoro posso-
no attutire gli effetti di questo rischio.
Con il D.Lgs. 81/08 si riordina tutta la legislazione in materia antin-
fortunistica. I capisaldi su cui si basa limpianto normativo sono: Elettricit. Macchinari elettrici, usati allaperto e in condizioni tal-
volta precarie, possono comportare pericoli di folgorazione; luso
lo Stato affida al datore di lavoro lazione di prevenzione e sicurezza;
di DPI (guanti e scarpe isolanti) e grande cautela nelle lavorazio-
limpegno del datore di lavoro nella prevenzione deve essere costante-
ni sono dobbligo.
mente documentato e comunicato agli organi di controllo;
limpresa deve dotarsi di un Servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Radiazioni. Diverse lavorazioni (saldatura, uso di apparecchiatu-
re di controllo su impianti e strutture) espongono a radiazioni
Limpegno dellimpresa si concre- ionizzanti o di altro tipo (laser, ultravioletti o infrarossi); luso di
tizza nel documento di valutazio- attrezzature qualificate e di DPI adeguati (schermi, occhiali e
ne dei rischi e nellattuazione delle tute) sono assolutamente dobbligo.
misure di tutela della salute.
In questo documento devono es- Rumori. Le lavorazioni industriali sono spesso rumorose e pos-
sere dettagliatamente analizzati i sono comportare danni fisici e psichici, soprattutto su chi opera
fattori di rischio e valutati i loro ef- sulla fonte di rumore. Anche in questo caso sono previsti DPI
fetti (malattie e infortuni) in base adeguati (cuffie, caschi, tappi per le orecchie).
alla gravit e alla frequenza. Polveri e fibre. Lavorazioni che liberano polveri o fibre sono
I fattori di rischio possono esse- molto frequenti; i rischi conseguenti al contatto e alla inalazione
re raggruppati in tre categorie vanno prevenuti con ladozione di DPI (maschere, tute, occhiali)
principali: e di altri dispositivi (schermi, filtri, aspiratori).
fattori di rischio generici inerenti Sostanze tossiche e nocive. La loro azione dannosa pu verificar-
lambiente (stato edilizio, illu- si sia per contatto sia per inalazione. Limpiego di DPI adeguati
minazione, ecc.), (maschere, guanti, occhiali) e il rigoroso rispetto delle istruzioni
gli impianti (elettrico, igieni- duso sono indispensabili in questi casi.
co, ecc.), Sostanze infiammabili ed esplosive. La loro manipolazione e
le macchine (funzionamento, lavorazione deve innanzi tutto essere riservata a personale esper-
dispositivi di comando, ecc.), to; gli ambienti devono essere dislocati e attrezzati nel rigoroso
lergonomia (tempi e modi di rispetto delle norme di sicurezza. Gli addetti devono disporre
lavorazione, lavorazioni sco- degli adeguati DPI (schermi, tute antifiamma, caschi, ecc.).
mode);
fattori di rischio organizzativi
inerenti MISURE DI TUTELA
mansioni e responsabilit
(definizione e distribuzione agli addetti), In base alla valutazione dei rischi limpresa tenuta a programma-
informazione degli addetti in materia di sicurezza, re e attuare tutte le necessarie misure di tutela della sicurezza e
formazione del personale (presenza di personale inesperto o in della salute.
addestramento);
Misure generali di tutela:
fattori di rischio specifici dipendenti dalle particolari lavorazioni e
sostanze usate in azienda. Tra i pi frequenti fattori di rischio indu- programmazione della prevenzione;
striale figurano quelli elencati di seguito, insieme alle relative mi- eliminazione dei rischi o, in caso di impossibilit, loro riduzione
sure specifiche di tutela della sicurezza. al minimo;
rispetto dei princpi ergonomici nellorganizzazione del lavoro, nel-
la concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e
nella definizione dei metodi di lavoro e produzione, riducendo in
FATTORI DI RISCHIO SPECIFICI particolare gli effetti del lavoro monotono e ripetitivo sulla salute;
limitazione al minimo dei lavoratori esposti al rischio;
Caduta dallalto di persone. Lavorazioni a pi di 2 m di altezza
utilizzo limitato di agenti chimici, fisici e biologici;
impongono spesso luso di tralicci, ponteggi e scale; in questi casi
priorit delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure
prevista ladozione di dispositivi di protezione collettiva (come
di protezione individuale;
parapetti, gabbie) e individuale (cintura di sicurezza).
controllo sanitario dei lavoratori;
Caduta dallalto di cose. Usando, ad altezze talora notevoli, materia- spostamento ad altra mansione dei lavoratori che, per motivi
li e strumenti necessario prevenire gli infortuni per caduta di ogget- sanitari inerenti la propria persona, siano esposti a rischi;
ti mediante passerelle, piattaforme, schermi e reti protettive, imbra- informazione e formazione adeguata per i lavoratori;
cature e funi di sicurezza per macchinari di notevoli dimensioni. istruzioni adeguate ai lavoratori;
Urti e schiacciamenti. Movimenti di macchinari e persone posso- partecipazione e consultazione dei lavoratori e dei loro rappre-
no provocare infortuni da prevenire con dispositivi di protezione sentanti per la sicurezza.
individuale (DPI) adeguati alla lavorazione in atto e con una atten- Particolare rilievo hanno le misure di tutela, descritte nelle pagine
ta organizzazione dellambiente di lavoro. seguenti, che riguardano:
Tagli e abrasioni. Luso di materiali e macchinari taglienti deve esse- sicurezza dei luoghi di lavoro;
re accompagnato dallimpiego di DPI (guanti, casco, occhiali, ecc.). dispositivi di protezione individuale;
Vibrazioni. Macchine utensili, attrezzature ad aria compressa e misure antincendio;
numerose altre macchine trasmettono allorganismo del lavorato- primo soccorso.

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TECNOLOGIA INDUSTRIALE

SICUREZZA DEI LUOGHI DI LAVORO DISPOSITIVI DI SICUREZZA DELLE MACCHINE


Il D.Lgs. 81/08 illustra le caratteristiche dei luoghi di lavoro. Una Direttiva emanata dal Consiglio della Comunit Europea nel
1989, meglio nota come Direttiva Macchine, si occupa della sicurez-
In generale gli ambienti di lavoro devono essere: za delle macchine. Recepita da varie leggi italiane, essa comprende,
tra le altre, le seguenti norme.
costruiti e mantenuti in buono stato di stabilit, conservazione e
funzionalit; Sicurezza e affidabilit dei sistemi di comando
dotati di spazio, arredi e attrezzature idonei per svolgere attivit la-
vorative in condizioni confortevoli e sicure; Progettati e realizzati per essere sicuri e affidabili, i sistemi di
ben difesi dagli eventi atmosferici e provvisti di un sufficiente iso- comando delle macchine devono resistere alle normali sollecitazio-
lamento termico; ni di funzionamento e agli agenti esterni; essi inoltre non devono
ben aerati, garantendo ai lavoratori aria salubre in quantit suffi- causare pericoli in caso di errori nella manovra.
ciente;
provvisti di superfici dei pavimenti, pareti e soffitti tali da agevola- Avviamento
re pulizia e igiene; Lavviamento della macchina deve essere possibile solo con unazio-
ben illuminati da luce naturale e artificiale, in quantit adeguata al ne volontaria sul previsto dispositivo di comando.
tipo di lavorazione;
tenuti a temperatura adeguata allorganismo umano, tenendo con- Dispositivo di arresto
to di mansioni e sforzi lavorativi.
Il dispositivo di comando deve consentire larresto della macchina
in condizioni di sicurezza.
spia bianca (impianto sotto tensione)
Arresto di emergenza
Ogni macchina deve es- interruttore a chiave
fusibile
sere munita di uno o pi
dispositivi di arresto
demergenza, facilmen-
te accessibili. Usual-
mente il pulsante darre-
sto demergenza rosso pulsante di emergenza
e a forma di fungo (v. fi-
pulsante di arresto
gura a lato).
pulsante di avvio

Le macchine, inoltre, devono essere progettate e realizzate per evi-


Valori di illuminamento consigliati per ambienti esterni. tare rischi dovuti a:
caduta o lancio di oggetti (con schermi per trucioli, schegge, pezzi
In particolare: lavorati);
i passaggi, destinati al transito di persone o veicoli, devono: elementi mobili (con dispositivi di protezione dei cinematismi);
avere pavimenti privi di buche o dislivelli pericolosi; energia elettrica (con dispositivi vari, quali salvavita, messa a terra,
essere privi di ostacoli che, se non possono essere rimossi, ecc.);
devono comunque essere ben segnalati; elettricit statica (con
le aperture nel suolo, nei pavimenti o nelle pareti devono essere dispositivi di scarica);
provviste di protezioni da rischi di caduta, con parapetti, barriere, errori di montaggio
ecc.; (con indicazioni scrit-
i servizi igienici (gabinetti e lavabi) devono essere dislocati in pros- te o disegnate sulla
simit del luogo di lavoro, in quantit sufficiente e in condizioni macchina);
confortevoli; rumore (con dispositi-
gli ambienti in cui si faccia uso di sostanze nocive (vernici, colle, vi di insonorizzazione,
prodotti chimici, ecc.) o si eseguano lavorazioni con rilascio di gas ecc.);
o polveri (saldatura, taglio e levigatura del legno, ecc.) devono esse- radiazioni (con scher-
re dotati di appositi impianti di aspirazione e filtraggio; mi protettivi);
i sistemi di sollevamento, le funi e le catene devono essere omolo- emissione di polveri e
gati e sottoposti a controlli periodici; gas (con dispositivi di
gli impianti elettrici devono essere progettati e realizzati secondo le aspirazione). Schermo protettivo montato su un tornio.
norme di legge, con relativa certificazione di conformit;
le apparecchiature elettriche devono essere provviste di certifica-
zione di rispondenza alle norme, garantita da unetichetta con mar-
chio; in Italia la garanzia fornita dal marchio IMQ. Le macchine progettate e
Marchio di conformit
realizzate in conformit della macchina alle
glossario alla Direttiva Macchine norme della Comunit
portano impresso (e ben Europea
Il marchio IMQ rilasciato dallIstituto del Marchio di Qualit,
lente preposto alla certificazione dei prodotti elettrici. visibile) il marchio CE,
riprodotto qui a fianco.

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE PREVENZIONE E PROTEZIONE DAGLI INCENDI


Negli ambienti di lavoro si manovrano utensili e macchine che pos- Dal D.Lgs. 81/08 e dal D.M. del 10 marzo 1998 sono dettate le
sono provocare infortuni e malattie professionali. norme per la prevenzione e la lotta agli incendi.
Per proteggersi da questi rischi necessario usare indumenti
adeguati; in generale si lavora con la tuta, escludendo dallabbiglia- In generale gli edifici devono essere:
mento sciarpe, maniche larghe, catenelle, capelli lunghi e sciolti,
realizzati con strutture e materiali resistenti al fuoco;
che impigliandosi in ingranaggi o parti in movimento potrebbero
provvisti di sufficienti vie di fuga, scale esterne di sicurezza, porte
causare incidenti. Ma soprattutto bisogna fare uso dei dispositivi di
tagliafuoco;
protezione individuale (DPI), prescritti per le mansioni lavorative.
dotati di impianti antincendio (bocche dacqua con manichette) e di
Un elenco indicativo, anche se non esauriente, allegato al
segnalazione o allarme (rivelatori di fumo, suonerie di allarme,
D.Lgs. 81/08.
ecc.);
forniti di dispositivi antincendio mobili (estintori) e di protezione
dal fuoco.

In particolare:
le vie di fuga devono essere ampie e libere;
le uscite devono avere porte di facile apertura (con maniglioni an-
tipanico), ben segnalate da cartelli;
in luoghi opportuni devono essere installati armadietti di pronto
impiego antincendio, contenenti coperta antifiamma, maschera
antigas, casco e tuta di protezione, ascia, ecc.);
gli estintori devono essere distribuiti in quantit e luoghi adegua-
ti, facilmente raggiungibili e ben segnalati;
cartelli appositi devono segnalare materiali infiammabili;
il personale deve essere addestrato alluso corretto dei dispositivi
antincendio (attivazione di un estintore o di un idrante, tipologie di
fuoco e mezzo adeguato allestinzione della fiamma, ecc.);
un piano di evacuazione deve essere predisposto per lallontana-
mento ordinato dalle zone di pericolo;
nelle scuole il piano di evacuazione deve essere portato a conoscen-
za di tutto il personale e degli studenti, con le modalit di dirama-
zione dellallarme, lassegnazione dei compiti specifici, e deve esse-
re simulato in apposite esercitazioni.

Mezzi di estinzione adeguati alla classe di fuoco e al tipo di combustibile.

PRIMO SOCCORSO
Casco, scarpe di sicurezza, occhiali e guanti sono alcuni DPI molto frequenti.
Negli ambienti di lavoro devono es-
sere installati armadietti (ben se-
glossario gnalati) contenenti materiale sani-
Infortunio: evento traumatico accidentale che compromette lintegrit fisica tario di primo soccorso.
del lavoratore. I lavoratori devono essere infor-
Malattia professionale: malattia causata dallambiente o dalle condizioni di lavoro. mati sulle procedure di pronto soc-
Dispositivo di protezione individuale: qualsiasi attrezzatura, da indossare corso. In caso di infortunio le cure
o tenere, messa a disposizione del lavoratore per proteggerlo da rischi. sanitarie devono essere prestate so-
lo da personale autorizzato.

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tezza del piano (7080 cm) deve permettere comodit di movimen-


SICUREZZA NELLUSO DEI VIDEOTERMINALI to agli arti inferiori nonch lingresso del sedile e degli eventuali
braccioli. La profondit del piano di lavoro deve assicurare una con-
La grande diffusione del computer nel mondo del lavoro ha impo- veniente distanza visiva dallo schermo.
sto allattenzione i problemi di sicurezza e tutela della salute conse-
guenti dalluso di attrezzature munite di videoterminali. Il D.Lgs. Sedile. Deve essere comodo, stabile, facilmente regolabile in
81/08 dedica notevole attenzione a questi problemi. altezza e inclinazione, fornito di schienale regolabile in altezza e
Le prescrizioni di legge impongono: inclinazione. Schienale e seduta devono avere bordi smussati e
materiali permeabili che garantiscano il comfort dellutente.
distribuzione del lavoro che eviti la ripetitivit e laffaticamento
Poggiapiedi. Deve essere disponibile per chi voglia avere piedi lie-
psico-fisico;
vemente sollevati.
pause di lavoro per chi svolga attivit ai videoterminali per pi di
quattro ore consecutive. Ogni due ore di attivit il lavoratore ha Computer portatili. Se usati per tempi prolungati, devono essere
diritto a una pausa di 15 minuti, che fanno parte integrante del- corredati di tastiera e mouse esterni, nonch di un supporto ido-
lorario di lavoro a tutti gli effetti; neo al corretto posizionamento dello schermo.
controlli sanitari preventivi e periodici per gli addetti ai videoter-
50 70 cm
minali;
informazioni da fornire al lavoratore in merito al posto di lavoro,
alle modalit di svolgimento dellattivit, alla tutela della salute;
formazione del lavoratore adeguata alluso dellhardware e del
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software.
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Oltre queste prescrizioni generali il datore di lavoro deve procede-
re a una accurata valutazione dei rischi e attuare tutte le misure di
tutela conseguenti.
I rischi nelluso di attrezzature con videoterminale riguardano:
disturbi per la vista e per gli occhi;
disturbi muscolo-scheletrici;
disturbi da affaticamento fisico o mentale. 70 80 cm

40 48 cm
Alcuni parametri ergonomici applicati a una postazione di lavoro con videoterminale.

Ambiente
Spazio. Deve essere ben dimensionato per consentire cambia-
menti di posizione e movimenti operativi.
Illuminazione. Deve essere sufficiente e garantire un contrasto
opportuno tra lo schermo e lambiente circostante attraverso
fonti di luce che favoriscano le esigenze visive delloperatore.
Riflessi e abbagliamenti. Devono essere evitati con una razionale
Nella specificazione delle misure di tutela della salute nelluso di at- dislocazione del posto di lavoro, eliminando gli effetti fastidiosi
trezzature con videoterminale il D.Lgs. 81/08 fornisce prescrizione ri- di finestre o superfici luminose; le finestre devono essere muni-
guardanti le attrezzature, lambiente, linterfaccia uomo-computer. te di dispositivi di copertura che regolino la luce diurna che illu-
mina il posto di lavoro.
Attrezzature Rumori. Non devono turbare lattenzione e la comunicazione verbale.
Schermo. Deve avere buona definizione, grandezza adeguata per la Radiazioni. Eccetto quelle visibili dello spettro elettromagnetico,
leggibilit dei caratteri, superfici prive di riflessi, stabilit dimmagi- devono essere contenute entro limiti trascurabili per la sicurezza
ne, facilit di regolazione della luminosit e dellorientamento. Lo e la salute dei lavoratori.
schermo deve essere disposto a una distanza di 5070 cm dagli occhi
e a unaltezza lievemente inferiore allorizzonte visivo delloperatore. Microclima. Calore e umidit dellambiente di lavoro non devono
creare disagio ai lavoratori.
Tastiera. Deve essere inclinabile, spostabile, opaca, fornita di tasti co-
modi e di simboli nitidi; lo spazio sul piano di lavoro deve permette-
Interfaccia uomo-computer
re di poggiare gli avambracci durante la digitazione su tastiera.
Piano di lavoro. Deve avere stabilit appropriata, superfici poco ri- Software. Deve essere adeguato alle mansioni da svolgere, deve
flettenti, dimensioni adeguate al lavoro e alla dislocazione delle at- essere di facile uso e adattabile alle competenze delloperatore.
trezzature informatiche, dispositivi (leggo, supporti per documen- Sistemi. Devono fornire informazioni a un ritmo e in un formato
ti) che riducono fastidiosi movimenti della testa e degli occhi; lal- adeguato alloperatore.

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Le norme italiane in materia di segnaletica di sicurezza (il D.Lgs.


SEGNALETICA DI SICUREZZA 81/08 e le nome UNI) hanno recepito Direttive del Consiglio della
Limportanza della segnaletica nel sistema di prevenzione e prote- Comunit Europea.
zione nei luoghi di lavoro evidente; essa deve avere una immedia- La segnaletica di sicurezza distingue diversi tipi di segnali, carat-
tezza e una chiarezza di comunicazione che pu essere garantita terizzati da forma e colori particolari, ai quali corrispondono preci-
solo dalla pi precisa unificazione delle sue caratteristiche. si messaggi o istruzioni.

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TECNOLOGIA INDUSTRIALE

Sistema qualit
stati membri in merito alla sicurezza e alla Soggetti di questa attivit sono gli Enti di
EVOLUZIONE DEL CONTROLLO qualit dei prodotti; per la libera circolazione normazione, che operano a diversi livelli (in-
DI QUALIT di merci e servizi la Comunit sta eliminan- ternazionali, comunitari o nazionali); i prin-
do sia le barriere fisiche e fiscali (dogane) sia cipali sono:
Da oltre tre secoli lindustrializzazione ha ri- quelle tecniche (norme e regolamenti nazio-
voluzionato la vita planetaria, introducendo in ambito internazionale lISO (Internatio-
nali tra loro contrastanti).
prepotentemente nuovi modi di produzione, nal Standardization Organization) e lIEC
A seguito di questa tendenza generale il te-
consumi di massa e dinamiche internazio- (International Electrotechnical Commission);
ma della qualit si sta imponendo in qualsia-
nali del mercato che hanno modificato alle in ambito europeo il CEN (Comitato Eu-
si campo e dimensione aziendale: dalle gran-
radici le societ, le economie, le culture. Il ropeo Normazione) e il CENELEC (Comi-
di industrie alla piccola impresa, dal settore
valore che il prodotto possiede non pi le- tato Europeo Normazione Elettrica);
industriale a quello commerciale o turistico,
gato al suo uso ma al suo consumo; quindi il in ambito italiano lUNI (ente per lUNifi-
fino a quello delledilizia (tradizionalmente
prodotto (merce o servizio) non deve soddi- cazione Italiana) e il CEI (Comitato Elet-
restio a una dinamica dimensione dimpre-
sfare solo le esigenze di funzionalit, ma an- trotecnico Italiano).
sa). Anche le leggi italiane recepiscono nor-
che quelle di indurre una pi ampia soddi- me e indirizzi europei in merito alla qualifi-
sfazione da parte del consumatore (assisten- cazione dei sistemi produttivi aziendali. ENTI DI NORMAZIONE AI VARI LIVELLI
za, valore estetico, ecc.), tale da invogliare ul-
Tutti i settori Livello Settore elettrico
teriori consumi verso prodotti dello stesso
fornitore (la cosiddetta fidelizzazione). ISO Internazionale IEC
Il legame che il prodotto instaura tra forni- LA NORMAZIONE
CEN Europeo CENELEC
tore e utente si pertanto gradualmente este-
Cos definita la Normazione dalla ISO (In- UNI Italiano CEI
so ad aspetti non solo espliciti (il prodotto
ternational Standardization Organization):
funziona?) ma anche impliciti: il prodotto
attivit svolta per stabilire, relativamente a
durevole, affidabile, sicuro? Al termine del
problemi effettivi o potenziali, disposizioni I campi della normazione sono:
suo ciclo vitale il prodotto pu essere facil-
per gli usi comuni e ripetitivi, miranti a otte-
mente smaltito? Quale impatto ha la sua pro- unificazione di base (terminologie, simbo-
nere lordine migliore in un determinato
duzione sullambiente? Lassistenza buo- logie, unit di misura, norme sul disegno);
contesto.
na? Lazienda fornitrice solida e quindi of- metodi generali;
Dalla definizione si capisce che la norma-
fre garanzie di rapporti futuri? metodi specifici;
zione passata da una dimensione di stan-
Le esigenze poste dal consumatore e dalla macchine;
dardizzazione del prodotto a quella pi am-
societ hanno gradualmente imposto alle prodotti;
pia di attivit volta a definire uso e prestazio-
imprese fornitrici controlli sempre pi ampi materiali e parti.
ni del prodotto, caratteristiche dei processi
e approfonditi. Le metodologie sul controllo
produttivi, relazioni con la societ umana e Molteplici sono oggi i tipi di norme con cui si
produttivo negli ultimi ottantanni si sono
con lambiente. La normazione ha quindi ac- pu avere a che fare in Italia; questi sono i
evolute ed estese: dal collaudo del singolo
quistato un ruolo centrale tra la produzione loro significati:
prodotto alla attestazione di qualit del siste-
e la commercializzazione.
ma produttivo aziendale.
La mondializzazione dei mercati sta por- PRODUZIONE Norma nazionale italiana elaborata
tando verso la qualificazione di interi siste- UNI
dall UNI
mi produttivi; campagne e leggi per la quali- Qualit Affidabilit
EN Norma europea elaborata dal CEN
t si stanno moltiplicando. Gli Enti di nor-
mazione, internazionali, europei e italiani Norma recepita (obbligatoriamente)
NORMAZIONE UNI EN a livello italiano dalla corrisponden-
(dalla fine degli anni Ottanta), definiscono
te norma europea EN
concetti e norme sul Sistema di qualit. La
Comunit Europea esprime una politica co- Certificazione Responsabilit legale Norma internazionale elaborata
da prodotto ISO
munitaria per rafforzare la capacit di nor- dall ISO
mazione e larmonizzazione legislativa degli COMMERCIALIZZAZIONE
Norma elaborata dall ISO e adot-
UNI ISO
tata in Italia
Norma pubblicata dal CEN e iden-
2000 EN ISO tica a una norma ISO
CAMPAGNE NAZIONALI PER LA QUALIT NAZIONI
1990
SISTEMI DINAMICI DI QUALIT GESTIONE AZIENDALE Norma internazionale elaborata
1980 dall ISO, adottata dal CEN e di
GARANZIA DI QUALIT ORGANIZZAZIONE AZIENDALE UNI EN ISO
1970 conseguenza recepita obbligato-
CONTROLLO TOTALE DI QUALIT TUTTE LE FUNZIONI riamente dall Italia
1960
AFFIDABILIT - MANUTENIBILIT PROGETTAZIONE
1950
CONTROLLO STATISTICO DI QUALIT PRODUZIONE DI SERIE
1940
CONTROLLO DELLA PRODUZIONE PRODUZIONE approfondimenti
1930
ISPEZIONE COLLAUDO FINALE Storia della normazione
1920 (8 pagine)
METODOLOGIE PER LA QUALIT AREE INTERESSATE

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ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

adattare al singolo settore e soprattutto alla realt della singola


IL SISTEMA DI QUALIT impresa.
Le prime norme espresse dalla ISO nel 1987 sono state riprese a livel- Le norme UNI-EN ISO 9000 costituiscono un gruppo formato da:
lo europeo dal CEN e successivamente dalla UNI. Queste norme le
UNI-EN ISO 9000, che fornisce i princpi e i concetti fondamenta-
UNI-EN ISO 9000 hanno dato un quadro di riferimenti e defini-
li di sistemi di gestione per la qualit, oltre alla terminologia e alle
zioni della qualificazione produttiva .
definizioni.
Qualit UNI-EN ISO 9001, che specifica i requisiti di un modello di siste-
ma di gestione per la qualit valido per tutte le organizzazioni, in-
linsieme delle propriet e delle caratteristiche di un prodotto o di
dipendentemente dal tipo e dimensione delle stesse e dai prodotti
un servizio che gli conferiscono la capacit di soddisfare esigenze
forniti. Essa pu essere utilizzata per uso interno, per scopi con-
espresse o implicite.
trattuali e di certificazione.
In questa definizione appare chiaro che la qualit misurata dalla
UNI-EN ISO 9004, che contiene le linee guida per il miglioramen-
soddisfazione del cliente (customer satisfaction), non solo per le esi-
to progressivo dellazienda attraverso la soddisfazione dei clienti e
genze esplicite (idoneit alluso) ma anche per quelle implicite (cura
delle altre parti interessate (dipendenti, collettivit, soci dell'orga-
estetica, sicurezza, assistenza, ecc.). anche da notare che il termine
nizzazione, fornitori).
qualit in questa definizione non esprime, come oggi spesso acca-
de, un livello di eccellenza assoluta o relativa. Principi di gestione per la qualit
Sistema di gestione della qualit La norma UNI-EN ISO 9000 definisce i cardini di una gestione per la
qualit aziendale. Essa identifica gli otto princpi di gestione per la
Consiste in tutta la struttura organizzativa, le responsabilit, le proce-
qualit che possono essere utilizzati dalla Direzione per guidare lor-
dure e le risorse messe in atto per la conduzione aziendale della qua-
ganizzazione verso il miglioramento delle prestazioni.
lit. Il Sistema di gestione della qualit deve far percepire al cliente
1. Orientamento al cliente
una qualit costante, puntuale e rassicurante.
Le organizzazioni dipendono dai propri clienti e dovrebbero pertanto
Politica della qualit POLITICA
capire le loro esigenze presenti e future, soddisfare i loro requisiti e mira-
DELLA QUALIT re a superare le loro stesse aspettative.
linsieme degli obiettivi e degli indi-
2. Guida della Direzione
rizzi generali di una azienda per quan-
I capi stabiliscono unit di intenti e di indirizzo dellorganizzazione.
to riguarda la qualit, espressi in modo
E M A Q UA L I T Essi dovrebbero creare e mantenere un ambiente interno che coinvolga
formale dalla Direzione. ST
SI pienamente il personale nel perseguimento degli obiettivi dellorganizza-
Controllo della qualit CONTROLLO zione.
DELLA QUALIT 3. Coinvolgimento del personale
linsieme delle tecniche e delle attivi-
Le persone, a tutti i livelli, costituiscono lessenza dellorganizzazione e
t, di carattere operativo, impiegate per ASSICURAZIONE il loro pieno coinvolgimento permette di porre le loro capacit al servizio
soddisfare i requisiti di qualit. DELLA QUALIT
dellorganizzazione.
Assicurazione della qualit 4. Approccio per processi
Un risultato desiderato si ottiene con maggiore efficienza quando le re-
linsieme delle azioni pianificate e si-
lative attivit e risorse sono gestite come un processo.
stematiche necessarie a dare adeguata fi-
5. Approccio sistemico alla gestione
ducia che un prodotto o un servizio sod-
Identificare, capire e gestire (come fossero un sistema) processi tra loro
disfino determinati requisiti di qualit. FIDUCIA
DEL CLIENTE
correlati contribuisce allefficacia e allefficienza dellorganizzazione nel
Miglioramento continuo conseguire i propri obiettivi.
6. Miglioramento continuo
Attivit ricorrente mirata ad accrescere la capacit di soddisfare i requi-
Il miglioramento continuo delle prestazioni complessive dovrebbe esse-
siti per la qualit. Essa la metodologia fondamentale del Sistema di
re un obiettivo permanente dellorganizzazione.
gestione per la qualit e si conforma al ciclo PDCA (acronimo di Plan,
7. Decisioni basate su dati di fatto
Do, Check, Act). Secondo questo ciclo la Di-
Le decisioni efficaci si basano sullanalisi di dati e di informazioni.
rezione di un'organizzazione deve definire la
8. Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori
politica della qualit e predisporne la pianifi-
Unorganizzazione e i suoi fornitori sono interdipendenti; un rapporto
cazione (Plan ); governando risorse umane e
ACT PLAN di reciproco beneficio migliora, per entrambi, la capacit di creare valore.
strumentali guida la realizzazione (Do ) del
prodotto o servizio. Ogni processo deve poi Questi otto princpi di gestione per la qualit costituiscono la base
CHECK DO essere soggetto a controlli e analisi statistiche per le norme sui sistemi di gestione per la qualit nell'ambito della fa-
(Check ), dalle quali derivano azioni migliora- miglia ISO 9000.
tive (Act ) dalle quali riparte il ciclo.
Lintero impianto normativo promuove un approccio per processi,
che permette di mantenere in continuit un controllo sui legami tra
i singoli processi, sulle loro connessioni e interazioni.
IL SISTEMA QUALIT SECONDO LE NORME Il processo definito come un insieme di attivit correlate o intera-
genti che trasformano elementi in entrata in elementi in uscita.
Le norme UNI-EN ISO 9000 descrivono accuratamente le regole
sulla esecuzione dellopera, sulla gestione aziendale e sulla rispon-
denza del prodotto alle esigenze del committente. Nel loro com- PROCESSO
plesso queste norme delineano i requisiti del sistema di qualit
aziendale. ENTRATA USCITA
La dettagliata descrizione del sistema qualit nella normativa
offre per indicazioni generali, valide per tutti i tipi di aziende, da

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TECNOLOGIA INDUSTRIALE

Tutti i processi possono essere compresi in quattro maxiprocessi: ri, tra azienda e cliente. Attraverso il manuale della qualit si forni-
sce al cliente una presentazione dellesistenza del sistema qualit in
responsabilit della Direzione;
azienda; quindi esso pubblico e verificabile, attraverso eventuali
gestione delle risorse;
sopralluoghi del cliente, nella sua rispondenza al modo di operare
realizzazione del prodotto;
dellimpresa. Nel manuale della qualit risiede pertanto una fonda-
misurazione, analisi e miglioramento.
mentale assicurazione della qualit verso lesterno.
Il legame tra i quattro maxipocessi illustrato nello schema seguente.
Procedure
MIGLIORAMENTO CONTINUO DEL Il manuale della qualit deve elencare le procedure che descrivano
SISTEMA DI GESTIONE DELLA QUALIT in modo dettagliato le modalit operative per ogni attivit del pro-
cesso produttivo. Le procedure non sono pubbliche (come invece
Cliente Cliente richiesto per il manuale di qualit) e devono essere costantemente
e altre Responsabilt e altre aggiornate. Anche se nella stesura materiale le procedure hanno un
parti della Direzione parti sapore burocratico, esse hanno un ruolo determinante per garanti-
interessate interessate re uno standard di prestazioni funzionali al sistema qualit.
Misurazione, Attraverso le procedure si realizza:
Gestione delle analisi, Soddisfazione
risorse miglioramento una descrizione scritta e dettagliata delle istruzioni di lavoro;
una sequenza controllabile delle fasi lavorative;
una diffusione delle informazioni e una distribuzione delle man-
Elementi Realizzazione sioni in caso di avvicendamento del personale;
Requisiti del prodotto Prodotto Elementi una registrazione delle fasi di lavoro e di ogni responsabile coinvolto.
in entrata in uscita

Il piano della qualit


Attivit con valore aggiunto Flusso di informazioni Nella norma UNI-EN ISO 9001 anche previsto il cosiddetto piano del-
la qualit, un documento che specifica i processi del sistema di gestio-
Il ciclo di miglioramento illustrato sopra sintreccia anche con laltro ne per la qualit (compresi i processi di realizzazione del prodotto) e le
ciclo dello stretto rapporto tra azienda e cliente; il processo produtivo, risorse da associare a uno specifico prodotto, progetto o contratto.
infatti, fondato sui requisiti del cliente e finalizzato alla sua massi- Il piano della qualit pu essere uno strumento per garantire una
ma soddisfazione. La misura di tale soddisfazione elemento indi- pianificazione chiara ed efficace quando vi sia un nuovo prodotto,
spensabile per instaurare il miglioramento continuo del sistema. un nuovo processo oppure particolari specifiche da parte del cliente.

REQUISITI DI UN SISTEMA DI GESTIONE


DELLA QUALIT CERTIFICAZIONE DELLA QUALIT
La certificazione
La norma UNI-EN ISO 2001 definisce i requisiti di un sistema di
gestione della qualit. La garanzia che unazienda operi attraverso un sistema qualit pu
essere particolarmente forte attraverso un accertamento da una
Requisiti generali parte terza (rispetto ad azienda e cliente): la certificazione della qua-
Determinazione dei processi allinterno dellorganizzazione. lit. infatti previsto che organismi indipendenti accertino lesi-
Determinazione della sequenza e dellinterazione tra i vari proces- stenza di un sistema qualit aziendale e che esso sia conforme alle
si di unorganizzazione. norme UNI-EN ISO 9000. Gli organismi di certificazione devono
Introduzione di criteri e metodi atti ad assicurare il controllo e lef- garantire al massimo la necessaria competenza, affidabilit e
ficacia dei processi. imparzialit; essi pertanto devono essere abilitati da organismi di
Disponibilit di risorse e informazioni adeguate al funzionamen- accreditamento. In Italia lorganismo di accreditamento il Sincert.
to e al monitoraggio dei vari processi. Per ottenere ottenere la certificazione da un organismo accredita-
Monitoraggio, misura e analisi dei processi. to dal Sincert, lazienda deve anzitutto avviare un percorso di ade-
Attuazione di azioni necessarie per conseguire i risultati pianifica- guamento della propra organizzazione a quanto richiesto dalla
ti e ottenere il miglioramento continuo dei processi. norma alla quale intende aderire volontariamente. Quindi conse-
gna la documentazione richiesta (soprattutto il manuale della qua-
Requisiti relativi alla documentazione lit), si sottopone allaudit da parte dellorganismo di certificazione
I documenti prescritti dalla norma sono i seguenti. e, in caso positivo, ottiene la certificazione.
Lazienda che abbia ottenuto la certificazione autorizzata a comu-
Dichiarazioni sulla politica per la qualit e sugli obiettivi per la qua- nicarla ai clienti oppure in etichetta, ma in modo corretto; il consuma-
lit. tore, infatti, non deve essere indotto a confondere la certificazione di
Manuale della qualit.

Procedure documentate richieste dalla norma stessa.
Documenti, comprendenti registrazioni, ritenuti necessari per as- glossario
sicurare lefficace pianificazione, funzionamento e controllo dei Audit o verifica ispettiva un processo sistematico, indipendente
vari processi. e documentato svolto sull'organizzazione per ottenere informazioni
da valutare con obiettivit, al fine di stabilire in quale misura i criteri
Manuale della qualit di riferimento sono stati soddisfatti. Le verifiche possono essere svolte
dall'organizzazione al proprio interno per radiografare lo stato di salute
Il principale documento in cui si esprime e si sintetizza un sistema del Sistema di Gestione della Qualit (verifica di parte prima), da un
qualit il manuale della qualit. cliente su un fornitore (verifica di parte seconda) o da una parte terza
Esso consiste nella descrizione delle regole e del funzionamento al fine di rilasciare una certificazione (verifica di parte terza).
del sistema qualit aziendale, del rapporto tra azienda e subfornito-

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9
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

sistema di gestione per la qualit ISO 9000,


che riguarda lorganizzazione aziendale, con STRUTTURA DI UN SISTEMA DI QUALIT AZIENDALE
le cerificazioni di prodotto, che riguardano le
Lesistenza di un sistema qualit aziendale deve anzitutto essere il frutto di una scelta con-
caratteristiche proprie del prodotto stesso
sapevole di tutta lazienda; spetta alla sua Direzione esprimere la politica della qualit azien-
(chimiche, fisiche, biologiche, ecc.).
dale in un documento che informi chiaramente sugli obiettivi, sulle strategie, sui metodi di
La certificazione di un sistema qualit
lavoro e di verifica, sulle risorse umane e strumentali. Tale politica deve essere compresa,
aziendale non un traguardo ma una
attuata e sostenuta a tutti i livelli dellorganizzazione.
tappa. Limpegno maggiore dellazienda
Lazienda quindi dovr avvalersi di un organigramma aziendale, che descriva in modo
quello di mantenere il livello di qualit rag-
preciso responsabilit, autorit e rapporti reciproci di tutto il personale che dirige, esegue e
giunto e certificato. Pertanto il sistema qua-
verifica attivit che influenzano la qualit.
lit deve essere verificato a intervalli regolari
sia da parte dellimpresa stessa sia da parte Organigramma aziendale
dellorganismo di certificazione.
Lorganigramma aziendale lo schema che descrive la struttura organizzativa dellazienda;
in esso sono visualizzati i rapporti funzionali e gerarchici dei diversi organi aziendali che
SISTEMI QUALIT AZIENDALI concorrono alla produzione.
Nelle piccole aziende gli organigrammi sono in genere semplici, per la molteplicit delle
AZIENDE PRODUTTRICI
funzioni svolte talora dal singolo addetto; gi in unazienda di medie dimensioni lorgani-
CERTIFICAZIONE SISTEMI QUALIT gramma diventa articolato e complesso.
ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE Organigramma di unazienda
DIREZIONE CONTROLLO
di medie dimensioni.
ACCREDITAMENTO DI GENERALE QUALIT
ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE
ORGANISMI DI ACCREDITAMENTO
SETTORE SETTORE SETTORE SETTORE
NORMATIVA TECNICA AMMINISTRATIVO TECNICO PRODUTTIVO COMMERCIALE
ENTI DI NORMAZIONE
UFFICIO UFFICIO REPARTO UFFICIO
I gradi della qualit degli organismi e funzioni. PERSONALE RICERCHE LAVORAZIONI ACQUISTI

Organismi di certificazione in Italia UFFICIO UFFICIO REPARTO UFFICIO


CONTABILIT STUDI MANUTENZIONI VENDITE
Gli organismi italiani di certificazione, ac-
creditati dal Sincert secondo i criteri fissati
UFFICIO SETTORE REPARTO ASSISTENZA
dalla norma UNI CEI EN ISO/CEI 17021, DOCUMENTAZIONE PROGETTAZIONE COLLAUDI ALLA CLIENTELA
operano spesso in settori specifici; tra essi fi-
gurano i seguenti.
Per attuare un sistema qua- SISTEMA QUALIT AZIENDALE
ORGANISMO DI SETTORE
lit aziendale la Direzione
CERTIFICAZIONE PRODUTTIVO deve indicare un responsa-
DIREZIONE
bile della qualit, che abbia
CERMET Settori industria, edilizia, competenza e responsabili-
(Certificazione e agroalimentare, t sullapplicazione del RESPONSABILE POLITICA
Metrologia) servizi pubblici, scuola sistema. Altro compito fon- RISORSE
DELLA QUALIT DELLA QUALIT
damentale della Direzione
CERTIQUALITY
(Istituto di certificazione
Settore chimico quello di prevedere le esi-
e ambientale genze interne di controlli, MANUALE STRUMENTI FORMAZIONE
della qualit) DELLA QUALIT
reperire i mezzi adeguati,
ICIC assegnare compiti a perso-
(Istituto di certificazione Settore edile
imprese delle costruzioni)
ne debitamente formate PROCEDURE ORGANIGRAMMA
PIANI
allo scopo. DELLA QUALIT
ICIM
(Istituto di certificazione Settore meccanico
ORGANIZZAZIONE
industrie meccaniche) Per ottenere la certificazio- PRODUTTIVA
ne, un sistema qualit
ICMQ
(Istituto certificazione Settore edile
aziendale deve possedere
e marchio qualit) una struttura conforme ai
requisiti delle norme UNI-
CERTIFICAZIONE
IGQ EN ISO 9000.
(Istituto di garanzia della Settore siderurgico
qualit per la siderurgia)

IIP
ELEMENTI DI UN SISTEMA QUALIT
Settore materie plastiche
(Istituto italiano di Valutazione e controllo dei fornitori
plastici)
Elemento del sistema qualit aziendale, che influisce in modo determinante sulla qualit
IMQ Settore elettrico, della produzione, quello della valutazione e controllo dei fornitori. Le norme UNI-EN ISO
(Istituto del marchio di telecomunicazioni,
9000 richiedono che ogni azienda definisca le procedure operative da applicare regolarmen-
qualit) informatica
te in tema di approvvigionamenti. Attraverso queste procedure si realizza:

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TECNOLOGIA INDUSTRIALE

selezione dei fornitori con schede di valutazione, qualit del prodot- Controllo del prodotto non conforme
to e del servizio;
Lefficacia del sistema qualit aziendale legata alla sua capacit di
ordini dacquisto scritti, dettagliati e autorizzati secondo precise
controllo del prodotto non conforme ai requisiti specificati. In tal sen-
responsabilit;
so limpresa deve:
controlli sulle forniture, con registrazioni e responsabilit definite;
trasparenza del rapporto azienda-fornitore mediante la chiarezza del- attivare procedure di trattamento dei materiali o servizi non confor-
la documentazione e la tempestiva segnalazione di eventuali difetti. mi acquistati da subfornitori;
attivare procedure documentate per assicurare lesclusione di un
Gestione del parco macchine prodotto non conforme dallutilizzazione o installazione;
Pilastro fondamentale del sistema qualit laccurata gestione del registrare su moduli di non conformit le cause, i provvedimenti e
parco macchine. Le norme in merito richiedono: gli interventi correttivi e preventivi.
elenco completo di ogni macchina o attrezzatura con relative sche- Addestramento del personale
de per lidentificazione, dati tecnici, documenti di conformit alle
La qualit dellimpresa anzitutto fondata sulladdestramento del
norme;
personale; pertanto lazienda deve:
registrazione della dislocazione di tutti i mezzi attraverso un do-
definire lorganigramma con compiti e mansioni per ogni funzio-
cumento scritto e consultabile da tutti;
ne o addetto;
definizione di un piano di manutenzione programmata, con sca-
individuare le esigenze di formazione del personale sulla base del-
denzario e schede di intervento, con lo scopo di assicurare la con-
le competenze necessarie;
tinuit della produzione in condizioni di sicurezza.
attivare un piano di addestramento per il personale che ne abbia bi-
Offerte e contratti sogno;
conservare la documentazione sulle attivit di formazione effettuate.
Nodo centrale del rapporto azienda-cliente la gestione di offerte e
contratti. Per evitare malintesi e contenziosi le norme esigono:
accurata stesura di offerte da sottoporre al cliente; VANTAGGI DELLADOZIONE DEL SISTEMA DI QUALIT
attenta analisi degli ordinativi e dei contratti;
eventuali modifiche al contratto devono essere concordate con il Lintroduzione in azienda del sistema qualit incontra sicuramente
committente. ostacoli e difficolt: prima di tutto una resistenza culturale allinnova-
zione. Il passaggio a una struttura aziendale basata su procedure e
Processo produttivo controlli documentati, oltre che un investimento notevole di risorse,
In merito alla gestione del processo produttivo le norme indicano: soprattutto una continua sfida per la competitivit e il miglioramento.
Sicuramente per le piccole aziende il sistema qualit pu essere per-
individuazione e pianificazione dei processi produttivi;
cepito come un inutile appesantimento burocratico di una struttura
istruzioni di lavoro scritte e dettagliate;
aziendale gi in difficolt. per da notare che quella del sistema qua-
controlli sullattuazione dei processi.
lit e della sua certificazione ormai una strada obbligata. Oltre agli ob-
Prove, controlli e collaudi blighi di legge, anche la dimensione europea e mondiale del mercato
impone ladozione di metodi gestionali pi adatti alla ottimizzazione
Per garantire la qualit della produzione, lazienda deve porre grande
di tempi e costi, a una rispondenza del prodotto alle richieste e alle
attenzione a prove, controlli e collaudi mediante:
aspettative della committenza. Questa via obbligata garantisce per
predisposizione e attivazione di procedure documentate di prova, dei vantaggi; in estrema sintesi essi sono elencati di seguito.
controllo e collaudo;
Vantaggi interni allazienda
registrazione su verbali dei risultati delle prove effettuate.
Con un proprio sistema qualit aziendale e la certificazione di con-
Strumenti di prova e collaudo formit alle norme limpresa riduce la richiesta di verifiche da par-
Per rendere le prove e i collaudi affidabili, lazienda deve garantire te del committente sul processo produttivo.
lefficienza degli strumenti di prova e collaudo tramite: Regole e procedure documentate di controllo della qualit indivi-
predisposizione e attivazione di procedure di controllo della taratu- duano responsabilit e competenze precise, innescano un circolo
ra e manutenzione delle apparecchiature; virtuoso (il ciclo PDCA) per il miglioramento della gestione e del-
chiare istruzioni duso lorganizzazione aziendale.
per assicurare la com- Organigrammi, pianificazione e controlli del processo produttivo,
patibilit della mi-
Addestramento piani di formazione garantiscono il personale sui propri diritti e
del personale doveri in merito a sicurezza, condizioni di lavoro e responsabilit.
sura con le
esigenze ri-
Valutazione e Controllo prodotto Linformazione estesa a tutto il personale sullattuazione del siste-
controllo fornitori non conforme ma qualit (attraverso documenti della politica aziendale, manua-
chieste.
le della qualit, piano della qualit) inducono consapevolezza e mo-
tivazione da parte dei lavoratori.

Gestione SISTEMA Strumenti per Vantaggi esterni allazienda


parco macchine QUALIT prove e collaudi
La certificazione di qualit garantisce il cliente sulle aspettative di
qualit del prodotto o servizio.
Si realizza maggior trasparenza nella concorrenza, consentendo al
cliente raffronti con la qualit dei servizi o prodotti di altri fornitori.
Offerte e Prove, controlli Il sistema qualit, attraverso la soddisfazione del cliente, contribui-
contratti e collaudi
Gli elementi sce a fidelizzarlo e quindi a consolidare economicamente lazienda.
di un sistema Processo Mediante la certificazione di qualit, limpresa migliora la sua im-
produttivo
di qualit aziendale. magine e quindi la propria capacit di penetrazione sul mercato.

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11
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Riproduzione e archiviazione degli elaborati


trasparenti, adesi-
TECNICHE DI RIPRODUZIONE ve). Sia gli origi-
nali sia le copie
I disegni per loro stessa natura nascono per una comunicazione
possono avere
delle intenzioni dellautore; rilasciare ad altri una copia del proprio
formati ridotti
disegno, trattenendone loriginale, frequente esigenza anche nelle
(A4) o molto
esercitazioni didattiche. Tanto pi importante diventa lesigenza di
grandi (rullo del-
riproduzioni numerose e di buona qualit, quando il disegno un
la larghezza del
elaborato di progetto; di esso, infatti, occorrono numerose copie
formato A0).
che vanno depositate presso varie istituzioni preposte al controllo e
Il processo di
al rilascio delle eventuali concessioni.
riproduzione av-
Il bisogno di riprodurre copie di un disegno comunque presente
viene mediante
durante tutta la fase di elaborazione del progetto, laddove luso di di-
un apparato ottico
segni gi realizzati si rende utile per quelli in corso di esecuzione.
che invia segnali
Le tecniche di riproduzione hanno negli ultimi anni subto
per la carica elet- Macchina fotocopiatrice di grande formato.
unevoluzione qualitativa impressionante: basta confrontare una
trica dei punti di
fotocopia comune di dieci anni fa con quelle di oggi, senza parlare
un rullo metallico; su questi punti aderisce linchiostro in polvere (to-
delle copie a colori e ad alta definizione che in pratica riproducono
ner), di carica opposta e che con il calore del rullo viene liquefatto e tra-
fedelmente stampe a colori.
smesso alla carta da stampare.

RIPRODUZIONE DA SUPPORTI CARTACEI Digitalizzazione (scanner)


Digitalizzando unimmagine (disegno, foto) la si pu convertire in
Disegni realizzati su carta possono essere riprodotti con tecniche di- un file che pu essere utilizzato dal computer e quindi elaborato,
verse. stampato, archiviato, inviato per posta elettronica o immesso nel web.
Lo strumento che converte unimmagine analogica in digitale lo
Eliografia
scanner, macchina con-
Da originali realizzati su cettualmente simile a
carta trasparente (carta una fotocopiatrice, ma
da lucido, poliestere, che invia i segnali al
ecc.) si ottengono copie computer invece che al
su carte fotosensibili rullo di stampa.
esposte a sostanze am- Diffusissimo anche
moniacali (donde il tipi- per usi personali, lo scan-
co odore di queste copie). ner pu avere dimensio-
Le copie possono es- ni anche molto grandi e
sere ottenute su carte arrivare a risoluzioni
opache di diversa gram- molto elevate nellacqui- Stampante multifunzione che riunisce le
matura, oppure su carte sizione dellimmagine. funzioni di stampante, scanner e fotocopiatrice.
trasparenti (radex, polie-
stere, ecc.) destinate a
ulteriori elaborazioni. Macchina eliografica.
RIPRODUZIONE DA SUPPORTI MAGNETICI
Fotografia
I disegni realizzati con tecniche informatiche possono essere dupli-
Riproducendo disegni su pellicola, si possono ricavare stampe di cati con mezzi assai diversi per qualit e dimensioni delle stampe.
alta qualit e di vari formati. Per i suoi costi elevati rispetto alle foto- Le comuni stampanti (laser, a getto dinchiostro) servono a otte-
copie, viene ancora usata per scopi editoriali o espositivi. nere stampe di bozza, su for-
mati A4 e A3, sia a colori sia
Fotocopia in bianco e nero, utilizzabili
una comunissima tecnica di riproduzione che ormai consente di ot- per il controllo in fase di ela-
tenere alte prestazioni a costi contenuti; si possono avere copie in- borazione grafica.
grandite o ridotte, in bianco e nero o a colori, su carte varie (opache, Vediamo ora le principali
strumentazioni per ottenere
stampe duso professionale.
glossario
Grammatura: peso in grammi di un metro quadrato di carta; una comune Plotter
carta per fotocopie ha una grammatura intorno agli 80 g/m2.
Consentono di realizzare
Digitalizzazione: il processo di trasformazione di un'immagine,
stampe su carte opache, tra-
di un suono, di un documento in un formato digitale, cio in codice
binario in cui tutto rappresentato da combinazioni di zero e uno sparenti o adesive, di forma-
(in inglese cifra si dice digit). Il computer pu interpretare ed ti dallA4 al rullo di altezza
elaborare solo dati digitali. A0. Ne esistono di risoluzio-
ne e velocit molto diverse. Plotter a getto dinchiostro.

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TECNOLOGIA INDUSTRIALE

Le tecniche di spostamento li distinguono in plotter piani (la carta I disegni distesi, invece, possono es-
fissa, mentre si sposta il tracciatore), e in plotter a foglio mobile sere conservati in cassettiere di di-
(la carta si muove lungo una direttrice e il tracciatore secondo la mensioni A0, oppure possono essere
perpendicolare). provvisti di strisce applicate sul bordo
A seconda del tipo di tracciatore del segno si hanno: del foglio e quindi appesi allinterno
di appositi mobili.
plotter a pennino;
Oltre ai disegni originali devono es-
plotter termici;
sere conservate anche le duplicazioni,
plotter a getto
in particolare quelle recanti firme, tim-
dinchiostro.
bri e autorizzazioni. Questi elaborati
per possono essere piegati e conser-
Fotounit vati in appositi raccoglitori.
Le fotounit o unit di fotocomposizione consentono di ottenere stam- Altra tecnica per archiviare i disegni
pe su carte o pellicole, con alte risoluzioni (dai 1000 ai 4000 dpi, in ra- quella di ricavarne copie su microfilm. Mobile portadisegni ad alveare.
pidissima crescita). Con queste macchine si ottengono le pellicole in
selezione di colore (cio con la separazione dellimmagine nei quattro
colori fondamentali per la stampa: ciano, magenta, giallo e nero) dal- ARCHIVIAZIONE DI DATI DIGITALI
le quali si realizzano le lastre per la stampa. Per le loro caratteristiche
le fotounit sono destinate a realizzare stampe di alta qualit a costi I disegni realizzati al computer sono molto comodi per larchivia-
notevoli, e pertanto sono utilizzate per scopi editoriali o espositivi. zione. Bisogna per notare che essi occupano molta memoria e che
quindi richiedono memorie di massa di notevoli dimensioni; a que-
sto fine si sono sviluppate ottime tecniche di compressione dei dati.
Il problema dellorganizzazione di un archivio informatico deve es-
sere risolto badando soprattutto alla sua durevolezza; il vorticoso svilup-
po della tecnologia informatica potrebbe infatti rendere inutilizzabile
un archivio poderoso e ben strutturato. Trovare il modo per rendere un
archivio indipendente dalla tecnologia usata una priorit assoluta.
In secondo luogo importante trovare il modo di navigare attra-
verso il mare di dati archiviati, di accedere allarchivio con modalit
semplici ed efficaci: a questo scopo esistono appositi software di ge-
stione degli archivi.
Infine da tenere presente la necessit di un facile aggiornamento
dellarchivio, senza per questo doverne smantellare una buona parte.
Oltre a queste necessit, che impongono una vera e propria pro-
Fotounit. gettazione degli archivi di notevoli dimensioni, vediamo su quali
supporti si pu creare un archivio.
Se per i piccolissimi archivi pu bastare un flash disk, per archivi
TECNICHE DI ARCHIVIAZIONE professionali bisogna ricorrere a ben altre memorie di massa.
Elenchiamo i principali tipi di supporti gestiti dai vari drive:
Gli elaborati grafici originali devono essere conservati in modo da
consentirne la loro facile reperibilit anche a distanza di tempo; nastri magnetici;
essi infatti possono rendersi necessari per adempimenti ammini- hard disk magnetici rimovibili;
strativi o legali concernenti il progetto, ma possono anche rendersi cartucce magnetiche rimovibili;
utili per altri lavori di progettazione. cartucce magneto-ottiche rimovibili;
Tralasciando il problema, pur fondamentale ma troppo personale, del dischi ottici (CD-R, CD-RW, DVD-R).
metodo di classificazione degli elaborati, vediamo con quali mezzi si pu
realizzare unarchiviazione senza danni per la qualit dei disegni.

2
ARCHIVIAZIONE DI SUPPORTI CARTACEI
I fogli dei disegni originali vengono conservati senza piegature, e per-
tanto possono essere arrotolati oppure mantenuti distesi. 1
I fogli arrotolati vengono racchiusi in tubi di cartone o di plastica, in
genere etichettati allesterno per riconoscerne il contenuto. Questi con-
tenitori sono riposti in mobili portadisegni, con celle ad alveare, dispo-
ste in orizzontale (preferibili per la buona conservazione) o in verticale.

glossario
Risoluzione: misura il rapporto tra il numero dei punti riconoscibili 3
singolarmente e le dimensioni entro cui sono stampati. misurata
in punti/pollice (dpi). La risoluzione di una stampante laser normale
di 600 dpi, mentre in una fotografia di alta qualit di 4000 dpi. 1. Lettore-masterizzatore CD e DVD. 2. Flash disk Usb con funzioni di lettore
MP3. 3. Hard disk esterni.

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