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Estetica C.

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Domande a risposta aperta e risposta chiusa e prevede un supplemento di analisi al momento della
discussione allorale, nel caso in cui la commissione fosse incerta sul voto.

Esercitazione scritta a met del corso.

Studio del vocabolario tecnico della disciplina: catarsi, bellezza, mimesi, gusto primo livello contenutistico
del corso.

Secondo livello diverse declinazioni disciplinari dellestetica; con estetica infatti non si intende qualcosa in
maniera univoca. C una biforcazione tra lestetica come disciplina del giudizio estetico e come filosofia
dellarte. In molti paesi c una netta distinzione tra le due biforcazione, considerate come discipline diverse.

Attesa che larte sia per forza bella: un pregiudizio che larte debba essere forzatamente bella,
pregiudizio formatosi a livello tradizionale, concettuale. Gi in Aristotele si parla di estetica negativa
(nella poetica) ci che volutamente brutto o sciocco comunque arte, la bellezza non un indice
di misurazione di qualit artistica. Aristotele dichiara che anche la rappresentazione accurata di un
oggetto considerato ripugnato pu essere piacevole. Laltro problema di Aristotele la catarsi
allinterno della tragedia: la tragedia ha la funzione propria di operare la catarsi tuttavia l
impossibile che la catarsi non passi attraverso sentimenti negativi; piet e terrore. Quello che accade
alleroe tragico non per nulla bello, tuttavia ci che lo rende arte. Lo stupore che larte sia brutta
fuori luogo. Come accaduto che arte=bellezza quindi?
Lestetica moderna? Si tratter di vedere in quale sfondo concettuale sia comparsa; non prima del
1700. Per motivi storici.
Platone non avrebbe capito se noi gli avessimo imputato problemi di estetica. Non era previsto in
greco il termine arte. Abbiamo tekn, quindi tecnica, traducibile quindi poi in ars in latino che
riguarda tutte le tecniche di produzione e non c una distinzione di specificazione tra arte bella e
altro. Larte tekn e nientaltro.
Lestetica viene insegnata nelle universit soltanto nel 1700. Cominceremo con il parlare di Platone,
andando a leggere i passi che hanno originato lequivoco tra filosofia dellarte e teoria del gusto.
Partiamo con la Repubblica:
LIBRO X.
(Lindice dei contenuti proprio dei commentatori lindice dei contenuti diviso in tre parti e in
diverse sottosezioni; la condanna dellarte e le sue diverse motivazioni filosofiche. Platone non
condanna larte ovviamente, non era nella sua intenzione.) Platone nega lo statuto di teck insieme
con le tecniche imitative. Le arti belle sono imitative per i moderni e per un bel pezzo dello sviluppo
dellestetica come disciplina moderna e anche per unestetica inconscia il pregiudizio che larte
sia imitativa di qualcosa. Questo il problema che sorge nello spettatore medio dellarte
contemporanea: che cosa mi rappresenta? Si chiede cos.
Platone invece condanna proprio le attivit mimetiche che per lui non sono ars, non sono tekne.
Teniche imitative e il bello: Ippia Maggiore (Sul bello) precede la formulazione del simposio sul
bello. Parla di bello in tuttaltro contesto rispetto a quando parla di imitazione nella repubblica. Non
compare il termine bellezza quando parla di imitazione (nel libro x), cos non parla di imitazione
quando si occupa di bellezza.
Nonostante Platone non comprenderebbe luso che noi facciamo del termine bellezza, il concetto di
bello ci deriva da lui e ha influenzato tutto il nostro senso comune.
Genio= capacit di individui di produrre opere sulla base di una ispirazione divina o semidivina;
questaltra credenza si trova allinterno di un altro dialogo platonico, lo Ione. Ione un rapsodo: la
sapienza del rapsodo non commisurabile alla sapienza dellumano. Nonostante questo limitazione
non ha nulla a che fare con il bello.
Ritorniamo alla Repubblica.
Perch Platone parla di imitazione in un libro che apparentemente ha contenuti distanti rispetto alle
pseudo tecniche imitative?
Le pseudo-tecniche imitative hanno un risvolto politico, pedagogico.
La repubblica la costruzione di un minuzioso stato ideale. E ovviamente entro tale contesto molto
importante la funzione delle tecniche imitative.
Aristotele sappiamo invece che quando si occupa di politica lo fa in altro modo, senza ricorrere alla
costruzione di una utopia.
Platone per per la costruzione della sua utopia non parte da una domanda strettamente politica,
ma etica: che cos la giustizia? La giustizia individuale. Si giunge a delle aporie, che portano
allorigine delle scienze politiche sotto la padronanza delletica interrogarsi sulla giustizia del
singolo. La giustizia si trova nello stato ideale dove vi la divisione in tre classi (filosofi /guardiani /
produttori ) divisione tripartita fondante delle scienze politiche.
Platone traccia una similitudine: difficile vedere le caratteristiche di unanima singola. molto
meglio dedicarsi allingrandimento dellanima del singolo, ossia alla polis, quindi alla struttura
politica. Qui le cose sono pi chiare nella struttura politica. C una corrispondenza tra la visione
dellanima e la struttura della citt. Si osserva la citt per comprendere la struttura dellanima.
Funzioni corrispondenti.
Il capitolo X si apre dichiarando conclusa lopera di Repubblica: tutte le funzioni dello stato ideale
sono state delineate. Riguardano per le caratterizzazioni positive. Tuttavia non basta. Ci vuole un
veto. Una caratterizzazione negativa considerazioni sulla poesia (e in generale sulle attivit
imitative).
Le argomentazioni che seguono riguardano il divieto di far parte dello stato ideale da chi svolge il
ruolo di imitatori (poeti, pittori etc.) // largomentazione contiene tesi implicite gi affrontate
precedentemente nei capitoli addietro.
Laspetto imitativo non va assolutamente accettato in poesia. Non deve avere spazio nello stato
ideale. Parallelismo alle tre funzioni dellanima: 1) appetitiva 2) animosa 3) razionale.

Opere dei tragediografi possono essere viste come nocive per coloro che non sono beneducati o non
hanno raggiunto let della ragione la trattazione prosegue con laffermazione che tutte le attivit
di origine imitativa possano essere nocive nei confronti di tutti. Socrate non spiega tuttavia su cosa
si basi la sua posizione. Socrate fa risalire il poeta Omero allorigine della tragedia nonostante si tratti
di generi letterari diversi, ma ha i suoi motivi teorici per poter dire che affondano le radici nella stessa
natura imitativa.
Socrate: la verit pi importante e se vi interessa dovrete essere pronti a svalutare Omero.
Svalutare Omero per la cultura dellepoca era un atto paragonabile alla blasfemia.
Joseph Kosuth viene influenzato dal libro X della repubblica:

Roy Leichtentestein, Moma, letto.

Proseguiamo con il dialogo:

Le idee sono distinte luna dallaltra etc, esiste un divino artigiano che crea le idee? Sembra che si
implichi ci.
C un altro tipo di artefice ancora, artefice degli artefici, creatore della natura e degli dei, creatore
del creato.
Socrate sta sbeffeggiando la capacit che un artefice possa avere una competenza di tale genere.
Imitazione: non il produrre degli oggetti che assomigliano ad altri oggetti, ma il replicare (ci che
proprio dello specchio) le propriet sensibili degli oggetti reali. Oggetti fisici e oggetti ingannevoli.
Discorso imitativo e discorso ingannevole. Nella tragedia si applica una dinamica imitativa dove gli
attori interpretano in prima persona discorsi. Ancora non si giunti per ad una definizione
metafisica degli oggetti, tra fisici e non fisici. Torneremo a questo pi avanti.
Il pittore non fa il letto ma lapparenza del letto. La vera realt va riconosciuta alle idee, gli oggetti
prodotti hanno una realt inferiore e le produzioni artistiche
Tre letti: quello che in natura (prodotto da un divino artefice? Non importante nelleconomia
dellargomento) lidea; quello del falegname; quello del pittore. Tre specie di letti. Dio ne fece
solamente uno. Relazione tra idea e oggetto tramite allora dovremmo inserire un altro ogetto
ancora e cos allinfinito. C da dire che platone tratta il patto di somiglianza tra lidea e loggetto
materiale e tra loggetto materiale e la produzione artistica attraverso una somiglianza di propriet.

28/11

Lettura e commento del testo di Bamumgarten.


Anche b intende produrre una petica filosofica fondendo tutti i precetti contenuti nelle diverse
poetiche. Costruisce un sistema delle belle arti. Non si riferisce alle nozioni precedenti, ma cerca di
innovare. Siamo nel 700, in germania. B procede trovando in fondo alla perfezione dei poemi nelle
rappresentazioni del testo poetico, la perfezione delle rappresentazioni poetiche trovata nel loro
carattere sensitivo e questa perfezione si trova nella loro chiarezza, tuttavia unita alla confusione,
dal momento che se mancasse la confusione si tratterebbe di un discorso razionale e non poetico. La
nozione di chiarezza una nozione estensiva.
B ricava e incassa sul piano precettistico questo suo investimento teoretica: 1) necessit che il poema
non intenda rappresentazioni oscuri, ma principalmente chiare; 2) lofferta di esempi del poeta siano
efficaci, perch propongono un particolare al fine di esemplificare i significati. Da qui B sviluppa una
giustificazione dei precetti poetici come luso degli esempi, delle descrizioni, delle similitudini
Soffermiamoci su un passaggio in particolare. Due paragrafi soltanto. 39/40. Si soffermano per
parlare del rapporto tra pittura e poesia. La similitudine tra le due parti un confronto che d stimoli
in tutta la discplina estetica, vengono concepite da Batteaux intercambiabili.
Per b invece non per nulla cos e comincia citando un verso di Orazio. Affemra che la poesia debba
essere un imprativo attenuato, deve essere immaginifica, icastica, ossia fornire abbondanti dettagli
rispetto agli elementi contenuti nel testo poetico. proprio del dipinto rappresentare un composto
cos come fa la poeisa. Anche il dipinto va inteso come un testo. La rappresentazione pittorica
quantomani simile alla rappresentazione sensuale dellogg da dipingere. Anche ci poetico. tutte
due intendono un insieme ordinato da regole di rappresentazioni sensibili. Ma le similitudini si
fermano qua. Cita orazio: come la pittura sar la poesia. In questo punto una certa necessit
ermeneutica sul fatto che ingenuamente si intenda con poesia poema e con pittura leffetto che essa
produce. Questa similitudine va correttamente intesa. La poesia non va intesa come arte in generale
alla stregua di pittura, ma come singolo testo poetico da essere elaborato di volta in volta, suscitando
rappresentazioni sensitiva, icastica, esemplari, trattabili come descrizioni etc
Nel paragrafo 40 aggiunge che la pittura rappresenta i fantasmi solo nella superficie
Fantasma dal latino, sono le immagini trattenute dallimmaginazione, nellanima, dopo averle
ricevuta dai sensi. La pittura dice anche in altri saggi pi della peosia capace di suscitare non
fantasmi deboli, dalla memoria consunta, ma fantasmi di una certa forza capaci di suscitare dei moti
emozionali. La poesia per contro svantaggiata, ma pu rappresentare delle cose che la pittura non
pu rappresentare, perch la pittura deve rappresentare verit, oggetti reali, la peosia non la legata
a ci e pu rappresentare cambiamenti di stati danimo (rappresenta moti, di ogni cosa, moti
dellanimo, della mente, del corpo, dellessere etc).

Lessing: illuminismo tedesco, affermer che poesia e pittura sono entrambe arti del tempo e dello
spazio.

Per b pittura e scultura sono arti dello spazio e la poesia del tempo. Questo susciter un dibattito
sulla potenzialit delle arti. Come vanno intese in senso normativo, sul piano precettistico, le singole
differenza tra le arti.

Poesia e pittura non si trovano sullo stesso piano. Ma sono arti capaci di rappresentare diversi tipi di
moti. La peosia nella capacit di rappresentare pi cose rispetto alla pittura, perch si lega
allimmaginazione inesauribile e tende al significato, tende alluno si trova a un livello superiore
rispetto alle arti della vista.
Questo punto ha una importanza centrale allinterno della teoria di b.

Figure retoriche, incorporate dalla retorica aristotelica allegorie, epiteti, uso nomi propri, con
questo si spinge persino a ricavare degli elementi di prosodia e il suo compito pare cos concluso. B
alla luce del dispiegamento di una singola nozione fornisce una poetica filosofica, ma non si
accontenta di fare questo, perch vi sono ancora tre importantissimi paragrafi finali, con laggiunta
di un quarto che consuntivo di tutto ci che viene prima, dove viene citata la parola estetica.
Paragrafo 114:
La definizione di poesia data da Walch (autore di successo nellet illuministica tedesca di un lessico
filosofico) specie delleloquenza etc
(sciolta o legata, o in prosa o in versi).
La poesia non solo lingua degli affetti definizione angusta.
Definizioni difettose, dice B, ma entrambe possono essere riprese allinterno della definizione del
testo poetico. quindi tutte due le definizioni di Walch possono essere riassunte in una definizione
pi ampia e si pu ammettere un rapporto tra poetica e retorica, tuttavia senza una gerarchia di
subordinazione come genere e specie proposta da Walch.
Filosofia poetica la scienza che conduce verso la perfezione sensitiva. La filosofia poetica suppone
nel poeta la capacit percettiva inferiore.
Estetica: scienza della facolt conoscitiva inferiore Baumgarten
Con volto teorica, rivolto alla psicologia
E pratico, con riferimento alle facolt sensitiva inferiori

Ricavare dalla psicologia le giustificazioni che lestetica deve fornire.


Non affatto detto che lestetica debba esercitare la sua guida solo sui poeti, perch non solo questi
ne fanno uso. Sar sempre pi chiaro che lestetica avr tantissime altre applicazioni, nei confronti
delle arti belle.

116: esistendo la definizione, loggetto definito si pu dedurre facilmente. I greci distinguevano tra
rappresentazioni estetiche e rappresentazioni noetiche. In realt una interpretazione di B alla
lontana e molto distorta. Ad ogni modo si tratta della distinzione di ci che possibile cogliere
attraverso i sensi e ci che pu essere colto attraverso lintelletto.

117: il filosofo come pensa, propone, mentre il filosofo

Spetta ai filosofi definire i limiti tra la poesia e leloquenza pedestre. In ogni caso B smorza il tono e analizza
una differenza di grado, con la consapevolezza per di un continuismo, che procede per gradi. I filosofi per
sono coloro che tracciano i confini, come il proto geometra.

Abbiamo visto che la dissertazione bamungarteniana del 1735 si conclude con un auspicio rispetto allestetica
che avrebbe poi avuto un suo sviluppo come nuova disciplina, una volta dimostrato che il progetto sia fattibile
relativamente alla poetica.

Opera capitale del 1750, incompiuta, LEstetica difficolt di sciogliere la pesantezza del testo. un manuale
imponente, intrisa di tentativi di mostrare la propria erudizione in ambito letterario, ma compie lerrore di
non aggiungere tutti gli altri ambiti di applicazione dellestetica.

Appunto di Baumgarten rispetto alle applicazioni dellestetica del passato, del presente, del futuro. Ad
esempio viene perorata lutilit dellestetica nel dirigere le tecniche di misurazione allinterno delle scienze
naturali, ma anche lettura del corpo dei cadaveri, sia vate che maghi possono servirsi dei precetti dellestetica
elaborati dallo stesso.

Dallinizio del 900 abbiamo una trascrizione di un corso di estetica tenuto nel 1750, manoscritto ritrovato ai
primi del 900, nel 1907, pubblicato come appendice al lavoro di Poppe (storico della filosofia, specializzato
nellilluminismo tedesco) e presenta in modo pi discorsivo e coerente ci che viene trattato in modo legnoso
ne LEstetica del 1750, tuttavia linterpretazione farraginosa, perch la trascrizione procede per una
trattazione ad appunti.

Lezioni destetica

Introduzione: si intende esporre in modo sistematico i principi primi di tutte le belle scienze. Le belle scienze
sono tutti i territori intesi allinterno del complesso dellestetica: poetica, logica, retorica etc...

Lespressione scienze una espressione infelice. Belle scienze? Verr molto preso di mira per questa
catalogazione. Allepoca di parlava di belle scienze al posto di belle arti, una formula che non tutti accettavano
gi allepoca infatti, giacch non avevano nulla da spartire con la scienza e anche si desse il caso, come fa la
scienza ad essere bella?

Molti hanno ipotizzato in realt che questa espressione possa essere stata prodotta dallo studente che ha
preso gli appunti.

Si prosegue da questo momento in maniera molto meno controversa.

Lestetica e la sua origine: estanomai (?) percepire. Lestetica lattivit del percepire. In latino la parola
sentio e tutte le sue derivazioni chiare.

Dal momento che le sensazioni vengono divise in esterne e interne, allora lestetica che definisce sensazioni
chiare in generale si riferir ad entrambe le sensazioni sia interne che esterne.

Sentio in latino non si riferisce soltanto agli oggetti del mondo fisico che cadono sotto i nostri sensi, ma
ugualmente a ci che possiamo sentire rispetto alla nostra anima, i moti dellanimo.

Ripara laffrettata lettura delle dottrine antiche dove faceva una suddivisione tra estetica e noetica.

Estetica, scienza dellaesthesis:

gli antichi consigliavano la logica per perfezionare lintelletto. Adesso b suggerisce che lestetica possa
rafforzare la logica nel perfezionamento dellintelletto. Gli antichi non avevano ancora esaurito la scoperta
di tutte le facolt psicologiche riferiste alla aesthesis in questo senso la conoscenza sensibile deve
accompagnare la logica. Lestetica una scienza nuova, si sono sempre date regole nel pensiero poetico, ma
non sono mai state trattate nel loro complesso. Gli antichi erano s nella buona strada, giacch conoscevano
le tecniche del pensare il bello, ma non erano in grado di conoscer il perch ci fossero delle regole.

Sig. Meier, allievo di Baumgarten, autore di un testo di logica scrive: trattato delle belle scienze testo
che ha ricavato dalla prime lezioni di estetica di B, quando ancora il maestro non aveva pubblicato il manuale
di estetica del 1750. Meier pubblic il testo in tedesco e non in latino come di consueto quindi questo gli
assicur una maggiore diffusione, in secondo luogo meier non si concentrava solo sulla poetica ma spaziava,
creando una filosofia delle arti belle. Con molta astuzia, meier non sceglie nemmeno una arte prediletta per
esemplificare i suoi discorsi, ma rimane sempre in una trattazione degli argomenti molto generica.

Si a lungo balbettato il nome di belle scienze, sneza che ci fosse nulla di scientifico critica allallievo.

Baumgarten dopo aver scartato la formula delle belle scienze, logica senza spine. Bohonrs (?).

Filosofia delle muse e delle grazie delle arti belle. Da questo momento cambiano i termini, seppure in
modo figurato. Solo in questo modo si ha un primo riferimento di questa logica inferiore, scienza
dellanalogum rationis arti belle.