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I CAMPI DI STERMINIO

DELL' AZIONE REINHARDT


Analisi e confutazione delle prove fittizie, delle imposture e degli
errori argomentativi dei bloggers di Holocaust Controversies

Carlo Mattogno
Thomas Kues
Jrgen Graf

Novembre 2013
I CAMPI DI STERMINIO
DELL' AZIONE REINHARDT
Analisi e confutazione delle prove fittizie, delle imposture e degli
errori argomentativi dei bloggers di Holocaust Controversies
e
critica storica, tecnica ed archeologica della storiografia olocaustica
sui campi di Beec, Sobibr, Treblinka e Chemno

Carlo Mattogno
Thomas Kues
Jrgen Graf

Novembre 2013

Edizione curata da Carlo Mattogno

Carlo Mattogno, Thomas Kues, Jrgen Graf


INDICE

Presentazione dell'edizione italiana (Carlo Mattogno) ............................................................. p. 1


Introduzione
I patetici uccisori del drago (Jrgen Graf) ............................................................................. p. 3
Capitolo 1
La folle sfida (Jrgen Graf) ..................................................................................................... p. 11
Capitolo 2
Scopo e significato di questo studio (Carlo Mattogno) ............................................................ p. 25
Capitolo 3
Nick Terry e la genesi propagandistica dei campi dell' Azione Reinhardt .
(Carlo Mattogno) ...................................................................................................................... p. 57
Capitolo 4
I nobili vincitori di Nick Terry (Jrgen Graf) ...................................................................... p. 95
Capitolo 5
Il Fhrerbefehl e la presunta politica nazionalsocialista di sterminio ebraico
(Carlo Mattogno) ...................................................................................................................... p. 106
Capitolo 6
L' Azione Reinhardt nel contesto della politica ebraica nazionalsocialista
nei confronti degli Ebrei in Polonia (Carlo Mattogno) ........................................................... p. 305
Capitolo 7
I Dove andarono: la realt del reinsediamento (Thomas Kues) ............................................ p. 469
II Postille (Carlo Mattogno) .................................................................................................. p. 551
III Ulteriori falsificazioni e imposture di Jason Myers (Carlo Mattogno) ........................ p. 557
Capitolo 8
I Le presunte camere a gas nei campi dell' Azione Reinhardt (Carlo Mattogno) .......... p. 580
II Le presunte camere a gas nei campi dell' Azione Reinhardt (Thomas Kues) .............p. 702
Capitolo 9
Jason Myers e le sue testimonianze dirette e indirette (Jrgen Graf) ................................p. 778
Capitolo 10
Le testimonianze sui campi dell' Azione Reinhardt
I Jason Myers e le testimonianze sui campi dell' Aktion Reinhardt
(Carlo Mattogno) .......................................................................................................................p. 788
II Jason Myers e le testimonianze sui campi dell' Aktion Reinhardt
(Thomas Kues) ......................................................................................................................... p. 827
Capitolo 11
Fosse comuni vere e fittizie nei campi dell' Azione Reinhardt e a Chemno:
Le farneticazioni archeologiche di Roberto Muehlenkamp (Carlo Mattogno) ....................... p. 858
Capitolo 12
Cremazione e presunte vittime nei campi dell' Azione Reinhardt e a Chemno:
e a Chemno: Le farneticazioni termotecniche di Roberto Muehlenkamp
(Carlo Mattogno) ...................................................................................................................... p. 933
Capitolo 13
Note finali
I Il mostro dell' antisemitismo (Jrgen Graf) ..................................................................... p. 1061
II Balordaggini conclusive (Carlo Mattogno) .................................................................. p. 1062
Epilogo (Jrgen Graf) ............................................................................................................. p. 1080
Appendice
Elenco incompleto delle fonti plagiate dai membri di Holocaust Controversies ..................... p. 1083

Bibliografia .............................................................................................................................. p. 1104


Fonti internet ........................................................................................................................... p. 1131
Altre fonti internet .................................................................................................................. p. 1133
Documenti processuali ............................................................................................................ p. 1136
Archivi .................................................................................................................................... p. 1137
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Presentazione dell'edizione italiana


Con orgoglio presento al pubblico italiano questo studio, gi apparso in rete in inglese 1, frutto di
quasi due anni di intenso lavoro da parte di Jrgen Graf, Thomas Kues e mia.
Nato come mera replica alle imposture e alle assurdit della combriccola di Holocaust Contro-
versies, che per anni hanno setacciato i nostri scritti alla ricerca di errori, riversando alla fine la loro
fatica nel dicembre 2011 in un velenoso pdf intitolato Belzec, Sobibor, Treblinka Holocaust Denial
and Operation Reinhard. A Critique of the Falsehoods of Mattogno, Graf and Kues, esso si andato
trasformando via via in una serratissima critica di tutta la letteratura olocaustica essenziale sulla
questione dei presunti campi di sterminio totale della cosiddetta Azione Reinhardt (Beec,
Sobibr e Treblinka). Costoro, con un effetto boomerang tanto inaspettato quanto devastante, non
solo ci hanno indotto ad ulteriori e significativi approfondimenti delle tematiche da noi gi trattate
nei nostri studi precedenti, ma ci hanno anche stimolato in modo significativo a continuare e ad
ampliare la ricerca delle fonti, sicch oggi, grazie anche al contributo di preziosi collaboratori che
preferiscono restare anonimi, abbiamo accresciuto enormemente la nostra documentazione su
questo argomento, a tal punto da giustificare un nuovo studio generale cartaceo sui campi di
sterminio dell' Azione Reinhardt che riunisca il meglio delle tre opere da noi gi dedicate alla
questione, col determinante contributo della nuova documentazione acquisita, gran parte della quale
stata presentata in questa risposta.
Per queste ragioni non possiamo che esprimere un sentito ringraziamento alla congrega di Holo-
caust Controversies per essersi prodigata con tanto zelo al fine di demolire radicalmente la dog-
matica olocaustica sui campi di sterminio orientali, mettendo ben in evidenza tutte le macro-
scopiche assurdit che essa comporta.
I contributi di Jrgen Graf e di Thomas Kues sono stati redatti direttamente in inglese; sebbene
abbia fatto del mio meglio per presentarne una traduzione italiana per quanto possibile ineccepibile,
ci che fa testo in sede di eventuali obiezioni critiche ovviamente l'edizione inglese dell'opera; la
stessa cosa vale altrettanto ovviamente per il mio contributo, per il quale fa testo esclusivamente
l'edizione italiana. Tanto pi che questa contiene parecchie aggiunte che non stato possibile
inserire nell'edizione inglese.
Nei contributi di Graf e di Kues ho introdotto la numerazione dei paragrafi secondo la metodica
che ho adottato per il mio; dove l'ho ritenuto necessario, ho inserito delle note o dei commenti tra
parentesi quadra che recano la sigla C.M. Ogni paragrafo numerato contiene la risposta a una o pi
obiezioni dei nostri critici ed espone di norma molteplici argomentazioni.
Ci tanto pi opportuno in quanto, i nostri critici, con rara mancanza di senso del ridicolo,
azzardano questa patetica previsione:
Dato che i negatori sembrano incapaci di leggere un libro dall'inizio alla fine, anticipiamo che
molti lettori negazionisti cominceranno dal capitolo sulle camere a gas e risponderanno con
incredulit personale. Ignoreranno le lunghe sezioni sull'accertamento e sulla conoscenza durante
la guerra (capitolo 1), le prove schiaccianti [!] delle decisioni di sterminio (capitolo 2) e la
contorta via verso Belzec (capitolo 3). Rifiuteranno di accettare ogni onere della prova per
mostrare che ci fu un'impostura (capitolo 1) o per mostrare prove sistematiche del reinsediamento,
non le stupidaggini per sentito dire prese qua e l che Kues ipocritamente sfoggia come prove
(capitolo 4). Tutte queste cose sarebbero errori. La critica vuole essere letta per intero e gli

1 The Extermination Camps of Aktion Reinhardt. An Analysis and Refutation of Factitious Evidence, Decepti-
ons and Flawed Argumentation of the Holocaust Controversies Bloggers, in: http://holocausthandbooks.com/dl/ 28-
tecoar-long.pdf e in vari siti italiani.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

argomenti proposti in ogni capitolo non devono essere prospettati indipendentemente l'uno dal-
l'altro.
La loro critica non stata infatti da noi semplicemente letta per intero, ma le nostre risposte
riguardano tutti i suoi capitoli (e tutti gli argomenti all'interno di essi), come appare ben chiaro
nella tavola che segue. Nella nostra replica abbiamo adottato il metodo del rullo compressore. Che
cosa ci significhi concretamente, risulter evidente dalla lettura delle pagine che seguono.

Belzec, Sobibor, Treblinka Holocaust Denial I campi di sterminio dell' Azione


and Operation Reinhard. Reinhardt
Capitolo Autore Capitolo Autore
Introduzione Introduzione Jrgen Graf
1 Jrgen Graf
2 Carlo Mattogno
1 Nicholas Terry 3 Carlo Mattogno
4 Jrgen Graf
2 Jonathan Harrison 5 Carlo Mattogno
3 Nicholas Terry 6 Carlo Mattogno
4 Myers/ Sergey 7/I Thomas Kues
Romanov 7/II Carlo Mattogno
5 Jason Myers 8/I Carlo Mattogno
8/II ThomasKues
6 Jason Myers 9 Jrgen Graf
10 Carlo Mattogno
7 Roberto Muehlenkamp 11 Carlo Mattogno
8 Roberto Muehlenkamp 12 Carlo Mattogno
Conclusione 13/I Jrgen Graf
13/II Carlo Mattogno
Epilogo Jrgen Graf

Contrariamente alla normale prassi puerile adottata dalla cricca di Holocaust Controversies,
consistente nel citare stralci di traduzioni in inglese di documenti tedeschi di cui quasi sempre igno-
rano il testo originale, ho riportato nel loro contesto i testi tedeschi di tutti i documenti principali
che ho addotto.
Ho inoltre tradotto di nuovo tutti i testi polacchi citati in questo studio.

Carlo Mattogno
Novembre 2013

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

INTRODUZIONE
I PATETICI UCCISORI DEL DRAGO
(Jrgen Graf)

1) L'imbarazzo del dott. James Smith


Il 7 ottobre 2010, The Jewish Chronicle Online rifer quanto segue:
La negazione dell'Olocausto sta diventando lentamente una cosa del passato, stando ad un
autorevole esperto, il quale asserisce che restano soltanto tre o quattro puri esperti nega-
zionisti. Il dott. Nicholas Terry, fondatore del blog antinegazionista HC [Holocaust Con-
troversies], in una conferenza alla Leicester University ha dichiarato che la negazione ha
attualmente grande notoriet di marchio, ma zero venditori. Il dott. Nicholas Terry, storico
presso l'Exeter University, ha detto: A mio avviso, dagli anni Quaranta, ci sono stati circa
100 autori che hanno scritto libri o opuscoli che si possono considerare puramente
negazionisti. Attualmente la maggior parte di questi esperti sono morti o inattivi. Essi sono
scesi a solo tre o quattro autori che siano capaci di scrivere tali libri. Egli ha aggiunto che ci
sono altri 100 sostenitori o propagandisti che chiacchierano di Olocausto, ma senza
apportare idee originali. Questa cifra include il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad
e 500 fanti che sono attivi nel web. [...]. Ma il dott. James Smith, presidente del Beth
Shalom Holocaust Centre, ha messo in guardia contro il pericolo perdurante e ha aggiunto:
Il problema che, perfino dopo che negatori professionisti dell'Olocausto sono morti, il
materiale da loro pubblicato resta in circolazione, disponibile in Internet e rimane dannoso
e pericoloso come prima2.
La stima del dott. Nicholas Terry che dagli anni Quaranta ci sono stati all'incirca cento autori
che hanno scritto libri o opuscoli revisionistici molto realistica; io sono giunto ad una cifra molto
simile un paio di anni fa. Per questi circa 100 scrittori revisionisti evidentemente erano, e sono,
cos pericolosi, non soltanto per la storiografia ufficiale, ma per l'intero sistema democratico del
mondo libero, che molti paesi occidentali hanno adottato leggi contro la libert di opinione che
rendono il revisionismo un'offesa criminale e soffocano qualunque libero dibattito sull'entit della
persecuzione ebraica durante la seconda guerra mondiale.
Non c' bisogno di dire che queste leggi totalitarie violano in modo flagrante le costituzioni dei
rispettivi paesi e smascherano come spudorati ipocriti i loro capi politici, che declamano senza
cessa su libert e diritti umani. La repressione antirevisionistica particolarmente feroce in
Austria e nella Repubblica Federale Tedesca, dove parecchi revisionisti sono stati condannati a mol-
ti anni di prigione. Non si potrebbe trovare prova migliore per dimostrare che la versione ufficiale
della sorte degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale marcia fino al midollo.
I sostenitori dell'ortodossia storica olocaustica paragonano comunemente i revisionsiti a persone
che pensano che la terra sia piatta. Tali persone esistono davvero e hanno perfino una loro orga-
nizzazione, la Flat Earth Society, e il loro sito web3. Ma molto degno di nota il fatto che nessuno
infastidisce i loro sostenitori. La classe dirigente politica e scientifica rifiuta di prestar loro qua-
lunque attenzione; neppure nei loro sogni pi folli i nostri politici immaginerebbero di promulgare
leggi anticostituzionali per metterli a tacere. Nessun dott. James Smith di nessun Beth Shalom
Holocaust Centre addita il materiale da essi pubblicato come dannoso e pericoloso. In fin dei
2 Holocaust denial in decline, says historian, in: http://www.thejc.com/news/uk-news/39171/holocaust-denial-decline
-says-historian.
3 In: http://theflatearthsociety.org/cms/.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

conti, i fautori della terra piatta non hanno alcuna possibilit di vittoria: qualsiasi astronomo com-
petente pu sgominarli facilmente in un pubblico dibattito.
Di contro, gli storici olocaustici ortodossi sono mortalmente terrorizzati da un dibattito con
ricercatori revisionisti qualificati. Per dimostrare questa asserzione, non dobbiamo far altro che vol-
gerci al volume collettivo Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas
(Nuovi studi su uccisioni in massa nazionalsocialistiche mediante gas tossico) 4, che apparso nel
2011. Nell' Introduzione a questo volume, Thomas Krger scrive:
Questo volume collettivo [...] spiega le intenzioni e le strutture della propaganda revi-
sionistica e presenta stimoli e concetti per trattare la negazione dell'Olocausto 5.
Non essendo possibile trattare la negazione dell'Olocausto su base scientifica senza compen-
diare ed analizzare le affermazioni e gli argomenti revisionistici, ci si aspetterebbe ovviamente che
gli autori di Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas abbiano fatto
precisamente ci, ma in realt essi rifiutano categoricamente il dibattito. Gnter Morsch e Bertrand
Perz, due degli editori del volume, spiegano perch sono contrari a discutere gli argomenti dei loro
avversari:
Non si devono per riprendere argomenti pseudoscientifici per confutarli, perch ci signi-
ficherebbe una rivalutazione dei loro rappresentanti e delle loro astruse teorie 6.
Conformemente a questa strategia, G. Morsch, nel suo articolo sulle presunte gasazioni omicide
nel campo di concentramento di Sachsenhausen 7, decide di ignorare l'unico studio revisionistico
dettagliato su questo campo, un articolo di Carlo Mattogno pubblicato nel 2003 8. Allo stesso modo,
Dieter Pohl, l'autore di un articolo sui campi dell' Azione Reinhardt 9, non menziona le mono-
grafie revisionistiche su Treblinka 10 and Beec11.
Uno degli autori di Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas si
discosta per dalla strategia delineata da G. Morsch e B. Perz, discutendo e tentando di confutare
vari argomenti revisionistici nel suo articolo Die todbringenden Gase (I gas letali)12, attribuendo
ai negatori pseudoscientifici una rivalutazione, secondo le parole di Morsch e Perz.
Sfortunatamente per Trunk, la sua confutazione fallisce miseramente, perch nella sua risposta
al volume collettivo, Carlo Mattogno demolisce con grande facilit le obiezioni di Trunk 13.
L'unico argomento revisionistico che Trunk riesca a confutare l'affermazione di Fred Leuchter
che l'esplosivit dell'acido cianidrico avrebbe impedito alle SS di installare camere a gas nella stes-
sa costruzione in cui si trovavano i forni crematori. Quest'argomento in effetti sbagliato, perch il

4 G. Morsch, B. Perz, A. Ley (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas, Me-
tropol Verlag, Berlino, 2011.
5 Idem, p. XII.
6 Idem, p. XXIX.
7 Idem, pp. 260-276.
8 C. Mattogno, KL Sachsenhausen. Strkemeldungen und Vernichtungsaktionen 1940 bis 1945, in: Vierteljah-
reshefte fr freie Geschichtsforschung, n. 2, 2003, pp. 173-185.
9 G. Morsch, B. Perz, A. Ley (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas, op.
cit., pp. 185-196.
10 C. Mattogno, J. Graf, Treblinka: Vernichtungslager oder Durchgangslager?, Castle Hill Publishers, Hastings, 2002.
Versione in inglese: Treblinka: Extermination camp or transit camp? Theses & Dissertation Press, Chicago, 2004.
11 C. Mattogno, Beec in Propaganda, Testimonies, Archeological Research and History, Theses & Dissertation Press,
Chicago 2004. Versione italiana: Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella
storia. Effepi, Genova, 2006.
12 G. Morsch, B. Perz, A. Ley (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas, op.
cit., pp. 23-49.
13 C. Mattogno, Schiffbruch. Vom Untergang der Holocaust-Orthodoxie. Castle Hill Publishers, Uckfield, 2011, pp. 28-
45.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

pericolo di esplosione sussisterebbe soltanto se fossero state impiegate quantit esorbitanti di


Zyklon B, in modo da superare il limite inferiore di esplosivit dell'acido cianidrico. Ma, giacch
Carlo Mattogno ha sottolineato questo fatto 15 anni prima della pubblicazione di questo volume
collettivo14, e poich l'errore di Leuchter fu corretto nell'edizione rivista del suo rapporto di cui
Germar Rudolf e Robert Faurisson sono coautori15, Trunk sfonda soltanto una porta aperta.
In estrema sintesi, gli storici olocaustici ortodossi si trovano di fronte al dilemma: o scelgono di
non rispondere ai revisionisti, il che equivale a una resa incondizionata, oppure tentano di con-
futarli, iniziando cos un dibattito che sono destinati a perdere. Comprendiamo dunque perfetta-
mente l'imbarazzo del povero dott. James Smith, presidente del Beth Shalom Holocaust Centre, la
cui idea che perfino dopo che negatori professionisti dell'Olocausto sono morti, il materiale da loro
pubblicato resta in circolazione, disponibile in Internet e rimane dannoso e pericoloso come
prima, lo tormenta giorno e notte. Bisogna avere un cuore di pietra per non sentire un profondo
dolore per quest'uomo sfortunato!

2. Quattro intrepidi uccisori del drago


Il dott. Smith non ha pi di che preoccuparsi: i salvatori si appropinquano. Quattro intrepidi
uccisori del drago si sono fatti avanti per liberare il mondo dal pericolo revisionistico. E, guarda
caso, uno di essi non altri che lo stesso dott. Nicholas Terry citato da The Jewish Chronicle
all'inizio dell'articolo summenzionato. Insieme ad altri tre eroici combattenti contro il nega-
zionismo Roberto Muehlenkamp, Jonathan Harrison e Sergey Romanov , Nicholas Terry
gestisce il blog Holocaust Controversies. Costoro, a differenza di altri sostenitori dell'ortodossia
storica olocacaustica, non solo menzionano i libri e gli argomenti revisionistici, ma li discutono e
li fanno a pezzettini, come dice Sergey Romanov:
Mattogno e Graf non sono davvero nient'altro che nani intellettuali. Perfino un dilettante come
Roberto [Muehlenkamp] o me, basandoci su fonti accessibili a tutti, possiamo farli a pezzettini16.
Ascolta la buona novella, dott. Smith! Holocaust Controversies pu fare a pezzettini i revisio-
nisti!
Questi geni sono stati mandati da Jahveh stesso per salvare la sua trib eletta dall'orribile drago
revisionista? Gli articoli che questi geni hanno pubblicato sul loro blog appaiono tutti a stampa in
una serie ognora crescente di volumi collettivi che sono il vanto di ogni biblioteca universitaria del
Mondo Libero? Gli storici olocaustici, riconoscenti, fanno ampio uso delle inestimabili intuizioni di
questi geni?
Tutt'altro. Sebbene Terry, Muehlenkamp, Harrison e Romanov abbiano redatto centinaia di
articoli dalla creazione del loro blog nel 2006, non hanno mai pubblicato nulla a stampa. Gli storici
olocaustici li ignorano persistentemente. L'opera collettiva Neue Studien zu nationalsozialistischen
Massenttungen durch Giftgas non li nomina neppure in una nota. Invece il sito web Aktion
Reinhard Camps (ARC) li nomina, ma soltanto per lanciare un veemente attacco contro di loro:
Links non autorizzati al nostro sito web da postings del blog dell'odio polemico e grosso-
lanamente impreciso delle seguenti persone: Roberto Muehlenkamp Sergey Romanov

14 C. Mattogno, Olocausto: Dilettanti allo sbaraglio. Edizioni di Ar, Padova, 1996, pp. 212-215.
15 F. Leuchter, R. Faurisson, G. Rudolf, The Leuchter Reports. Critical Edition. 2a ed., Washington, 2011.
16 In: http://holocaustcontroversies.blogspot.com/2006/10/thats-why-it-is-denial-not-revisionism.html. [Con un curioso
effetto di trasfert, Romanov attribuisce a noi l'indecoroso trattamento che egli stesso e il suo degno compare Roberto
hanno subto ad opera mia, in due confutazioni che li prendono di mira direttamente ed espongono il loro nanismo
non soltanto intellettuale, ma anche e soprattutto morale. Vedi Il comitato di soccorso Zimmerman o gli olo-bloggers
in (denigr)azione nel web, in: http://ita.vho.org/58_Il_Comitato_di_Soccorso_Zimmerman.pdf, e Beec e le contro-
versie olocaustiche di Roberto Muhelenkamp, in: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres9/CM Muehlen.pdf. In questi
scritti ho fatto letteralmente a pezzettini le menzogne, i vaneggiamenti e le corbellerie di questi due dilettanti
(C.M.)].

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

dott. Nick Terry non sono tollerati dall'ARC. Noi non abbiamo alcuna relazione con i blog
dell'odio e vogliamo mettere in guardia tutti per evitare di essere ingannati da questi indi-
vidui17.
Perch questa crudele ingratitudine? Perch questi indefessi combattenti contro il negazio-
nismo sono ignorati o vituperati dai loro colleghi anti-negazionisti? Perch i gretti storici olo-
caustici rifiutano caparbiamente di riconoscere il loro sforzo titatico?
La soluzione di questo apparente enigma molto facile. Anzitutto, alcuni dei Controversial
Bloggers hanno usato ripetutamente un linguaggio disgustoso o osceno, che ampiamente suffi-
ciente a screditarli. In special modo Muehlenkamp, che il pi primitivo della compagnia (seguito
immediatamente da Terry), cosparge i suoi articoli e i suoi messaggi privati di parole volgari di
quattro lettere [in italiano di dieci], mostrando cos quanto deplorevolmente basso sia il suo livello
intellettuale e morale. Peggio ancora, egli a volte scrive cose che lo rendono lo zimbello di ogni per-
sona che abbia un quoziente di intelligenza superiore a zero.
A titolo di esempio: nella sua discussione del rapporto Gerstein e delle presunte camere a gas di
Beec, Muehlenkamp cita un tal Charles Provan secondo il quale 703 persone, la met delle quali
bambini, pu entrare in un'area di 25 metri quadrati e continua: Il numero era probabilmente pi
alto nelle camere a gas di Belzec, considerando che gli Ebrei quivi uccisi erano emaciati a causa
della mancanza di cibo nei ghetti della Polonia orientale nel 1942 e della statura relativamente
piccola, come ha sottolineato Provan18. Ora, a qualcuno l'idea che gli Ebrei pretesamente gasati a
Beec fossero tutti bambini o lillipuziani e che nelle camere a gas stavano gli uni sulle spalle degli
altri (perch ci esattamente ci che implica la pretesa di Muehlenkamp), pu sembrare comico,
ma gli Ebrei certamente non apprezzano questo genere di umorismo. Essi non vogliono che il loro
sacro Olocausto sia difeso da pagliacci.
A pagina 35 del loro saggio Belzec, Sobibor, Treblinka. Holocaust Denial and Operation Rein-
hard, che costituisce l'oggetto della presente confutazione, gli autori dichiarano:
Questa critica stata redatta in modo non retribuito durante il nostro tempo libero serale, fine
settimanale e feriale. Nessuno di noi mai stato pagato per le nostre attivit.
Se c' un solo passo in tutto il saggio al quale io creda parola per parola, certamente questo!
Nessuno sano di mente sborserebbe un centesimo per la ricerca ad opera di persone che preten-
dono che in un'area di 25 metri quadrati si possano ficcare 703 persone o pi. Per gli Ebrei, gente
come Muehlenkamp imbarazzante, fastidiosa; un alleato di cui possono fare a meno. Gli Ebrei
hanno bisogno di alleati o di shabbat goijm, per essere pi esatti di un genere completamente
differente. Hanno bisogno di politici che promulghino leggi contro il revisionismo. Hanno bisogno
di giudici che applichino queste leggi e mandino i revisionisti in galera, o li rovinino con pesanti
multe. Hanno bisogno di giornalisti che insultino i revisionisti senza aver mai letto nessuno dei loro
scritti. Hanno bisogno di storici di corte che rimpastino la scienza tradizionale olocaustica senza
mai considerare la questione se i presunti eventi furono fisicamente possibili. Ma certamente non
hanno bisogno di aiutanti che li gettino nello scompiglio mettendo in luce inavvertitamente
l'assurdit travolgente della concezione olocaustica.

3) Perch i membri di Holocaust Controversies sono detestati da storici e propagandisti


olocaustici
Muehlenkamp, dicevo, crede che si possano stipare 703 o pi persone in un'area di 25 metri
quadrati. Ma i giudici tedeschi del primo processo Treblinka di Dsseldorf (1964-1965) ebbero in
grazia una dotazione mentale solo appena pi grande di questi lillipuziani intellettuali. Nella loro
sentenza essi descrissero il vecchio edificio delle camere a gas come segue:

17 In: http://www.deathcamps.org/dedication/.
18 In: http://holocaustcontroversies.blogspot.com/2006/05/carlo-mattogno-on-belzec_27.html.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

L'edificio di mattoni solidamente costruito su un basamento di cemento conteneva tre ca-


mere a gas, che misuravano circa 4 x 4 metri ed erano alte all'incirca 2,60 metri. [...] Una
capienza presunta di 250-300 persone in ogni camera a gas nella vecchia casa [...] potrebbe
essere in fin dei conti la pi verosimile 19.
Perci, secondo questi esimi giuristi, nelle tre camere a gas del vecchio edificio si potevano
ammucchiare fino a 22 persone per metro quadrato! (A proposito, nessuno storico olocaustico mai
riuscito a spiegare perch sarebbe stata una buona idea suddividere l'edificio di gasazione in tre
locali, riducendo cos lo spazio disponibile e complicando il procedimento di gasazione).
Per quanto queste pretese siano dissennate, esse sono la logica conseguenza del quadro ufficiale
dell'Olocausto.
Se non meno di 491.000 Ebrei furono gasati a Treblinka tra il 23 luglio e il 30 settembre 1942,
come vuole farci credere lo storico olocaustico israeliano Yitzhak Arad nella sua opera classica
sui campi dell' Azione Reinhardt 20, e se le camere a gas del vecchio edificio avevano effetti-
vamente una superficie di appena 48 metri quadrati, la capacit di queste camere dev'essere stata
davvero sbalorditiva, proprio come il motore Diesel presuntamente usato per effettuare le gasazioni
deve aver funzionato continuativamente e impeccabilmente durante l'intero periodo di 70 giorni. A
ragione gli storici olocaustici non hanno interesse a rivolgere l'attenzione del pubblico sull'inanit
della versione kosher degli eventi. Appunto per questo si oppongono a qualsiasi discussione sulla
attuabilit tecnica dell'Olocausto. Essi si attaccano al famoso aforisma dei 34 storici francesi che,
nel 1979, dichiararono:
non bisogna chiedersi se lo sterminio ebraico stato tecnicamente possibile: esso stato
tecnicamente possibile perch ha avuto luogo21.
Se Kurt Gerstein, che il testimone chiave delle presunte gasazioni a Beec, aveva dichiarato
che in una camera a gas di 25 metri quadrati erano state ammassate 700-800 vittime, qualunque
storico e propagandista olocaustico mediamente intelligente capisce che chiunque tenti di giusti-
ficare questa ridicola asserzione, come fa Muehlenkamp, non solo fa la figura dell'idiota, ma mette
in luce anche la totale inattendibilit del rapporto Gerstein, infliggendo cos un colpo devastante alla
credibilit della versione ufficiale su Beec. Quando lo storico israeliano Yitzhak Arad cit un
passo di questo rapporto nella ben nota opera collettiva Nationalsozialistische Massenttungen
durch Giftgas [Uccisioni in massa nazionalsocialiste mediante gas tossico], ebbe il buon senso di
eliminare qualunque riferimento alla presunta capacit delle camere a gas 22.
Raul Hilberg, che fu indubbiamente lo storico olocaustico pi brillante, lo aveva compreso per-
fettamente. Proprio per questo nella sua opera di riferimento The Destruction of the European
Jews23 non accenn mai all'esistenza dei revisionisti.
Contrariamente a Hilberg, Jean-Claude Pressac non si attenne mai all'ingiunzione dei 34 storici
francesi. In due libri24 egli cerc di mostrare che il preteso assassinio in massa nelle camere a gas
di Auschwitz era stato in effetti tecnicamente possibile, consentendo in tal modo ai ricercatori
revisionisti di mettere in rilievo numerosi errori nel suo ragionamento e aprendo una breccia nel
muro del bastione olocaustico 25.

19 Adalbert Rckerl, NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher Strafprozesse. Dtv, Francoforte, 1977, p. 203, 226.
20 Y. Arad, Belzec, Sobibor, Treblinka. The Operation Reinhard Death Camps, Indiana University Press. Bloomington /
Indianapolis, 1987, pp. 392-397.
21 Le Monde, 21 febbraio 1979.
22 Eugen Kogon, Hermann Langbein, Adalbert Rckerl (a cura di), Nationalsozialistische Massenttungen durch Gift-
gas. Eine Dokumentation. Fischer Taschenbuch Verlag. Francoforte, 1983, p. 171 sg.
23 Raul Hilberg, The Destruction of the European Jews, 3 volumes, Homes and Meier, New York, 1985.
24 J.-C. Pressac, Auschwitz. Technique and Operation of the Gas Chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New
York, 1989; Id., Les crmatoires dAuschwitz, CNRS, Parigi, 1993.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

L'epilogo della storia ben noto: Pressac fece le pi ampie concessioni ai revisionisti e ridusse
drasticamente il tasso di morti per i cosiddetti campi di sterminio 26. A causa di questa imper-
donabile eresia, egli cadde in disgrazia presso i potenti del mondo. Quando mor, nel 2003, all'et di
59 anni, i mezzi di informazione che, dopo la pubblicazione del suo secondo libro nel 1993, lo
avevano acclamato come la nemesi dei revisionisti, reagirono con un gelido silenzio; ironicamente,
gli unici necrologi che lo commemorarono furono scritti da Robert Countess, da Carlo Mattogno da
me27.
I propagandisti che gestiscono il sito web Aktion Reinhard Camps possono essere disonesti, ma
non sono dei semplici pazzi. Esattamente come Ytzhak Arad, Raul Hilberg o gli autori dell'opera
collettiva Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas, essi non mettono
in evidenza le assurdit tecniche e logiche della storia olocaustica, ma le tacciono. Essi rifuggono da
qualsivoglia discussione sull'accuratezza storica della versione ufficiale degli eventi, perch sanno
esattamente che una simile discussione aprirebbe il proverbiale vaso di Pandora 28. Questa, non certo
l'odioso linguaggio di Nicholas Terry o le oscenit di Roberto Muehlenkamp, la vera ragione per
cui essi aborriscono il blog Holocaust Controversies e mettono in guardia tutti per evitare di essere
ingannati da questi individui.

4) Le tattiche dei Controversial Bloggers


Quasi tutti i libri storici contengono probabilemnte alcuni errori. Se l'autore se ne accorge, o se
gli vengono segnalati da amici o avversari, egli di norma li corregge nell'edizione successiva, se ce
n' una. ovvio che i libri revisionistici non costituiscono un'eccezione a questa regola.
Le tattiche messe in atto dai Controversial Bloggers sono fondamentalmente semplici: vanno
alla ricerca di errori nei libri dei loro avversari un errore a p. 82, un secondo a p. 175, un terzo a p.
243 e poi cercano di usare questi errori per gettare discredito sull'intero libro. Per illustrare questo
metodo baster un solo esempio.
Nella mia cririca a Hilberg29, ho asserito erroneamente che questi non ha addotto alcun riferi-
mento per la sua affermazione che il 12 ottobre 1941 i Tedeschi fucilarono 10.000 Ebrei nel cimi-
tero di Stanisaww, in Polonia. In realt Hilberg aveva effettivamente menzionato una fonte (del
tutto inattendibile), le dichiarazioni di alcuni sedicenti testimoni oculari. Il mio errore, ovviamen-
te dovuto a negligenza, indusse Nicholas Terry a scrivere:
Graf ha scelto di omettere il contenuto della nota nella stessa pagina e di pretendere che non
stata addotta alcuna prova. Perci Graf un autentico mentitore30. Ma per quale ragione al mondo
avrei scelto di omettere il contenuto della nota? La questione della presunta fucilazione di
Stanisaww non di particolare importanza; se non l'avessi menzionata affatto, la mia critica di
Hilberg non avrebbe perduto nulla della sua forza. Di fatto, l'imbarazzo che mi poteva derivare dal

25 R. Faurisson, Bricolages et gazouillages Auschwitz et Birkenau selon J. C. Pressac, in: Revue dHistoire Rvi-
sionniste, n. 3, novembre 1990; S. Verbeke (a cura di), Auschwitz. Nackte Fakten, Berchem, 1995; C. Mattogno, Ausch-
witz. The Case for Sanity. A historical and technical study of Jean-Claude Pressacs Criminal Traces and Robert Jan
van Pelts Convergence of Evidence. The Barnes Review, Washington, 2010. Versione it.: Le camere a gas di Auschwitz.
Studio storico-tecnico sugli indizi criminali di Jean-Claude Pressac e sulla convergenza di prove di Robert Jan
van Pelt. Effepi, Genova, 2009.
26 Valrie Igounet, Histoire du ngationnisme en France. ditions du Seuil, Parigi, 2000, p. 641.
27 Vierteljahreshefte fr freie Geschichtsforschung, n. 3, 2003.
28 Alla lettera vaso dei vermi (can of worms).
29 J. Graf, Riese auf tnernen Fssen. Raul Hilberg und sein Standardwerk ber den Holocaust. Castle Hill Pu-
blishers, Hastings, 1999. Versione ingl.: The Giant with Feet of Clay. Raul Hilberg and his Standard Work on the Ho-
locaust. Theses & Dissertation Press, Chicago, 2001.
30 In: http://holocaustcontroversies.blogspot.com/2006/05/jrgen-graf-is-liar.html.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

fatto che un tale errore elementare potesse essere messo in rilievo da un avversario, conta chiara-
mente pi di qualunque beneficio che potessi sperare di ricevere da un inganno intenzionale.
Per ironia della sorte, Terry commette simili errori due volte allorch mi attacca nel saggio anti-
revisionistico Belzec, Sobibor, Treblinka. Holocaust Denial and Operation Reinhard, di cui co-
autore. Il primo errore riguarda la persona di Erich Bauer, il presunto Gasmeister (mastro del
gas) di Sobibr. Nel libro su questo campo scritto da Thomas Kues, Carlo Mattogno e me31, ho af-
fermato:
Qual la base di questa asserzione [che Bauer era il Gasmeister]? Nei primi racconti dei
testimoni su Sobibr, Erich Bauer o non viene menzionato affatto, oppure menzionato solo
marginalmente. Il suo nome non appare nei due rapporti di Pechersky e neppure nella
testimonianza di Leon Feldhendler che, in fin dei conti, elenca per nome 10 SS. Zelda
Metz riporta un totale di diciassette SS che stazionavano a Sobibr [i cui nomi sono
enumerati nella mia nota 494, Bauer il quindicesimo della lista] ma non gli ascrive alcun
crimine specifico (p. 172, 173).
Ci non impedisce a Terry di scrivere: Tipicamente, Graf accentua l'assenza di Bauer nella
testimonianza di un testimone [Feldhendler], mentre omette la sua presenza nella dichiarazione
successiva della sua fonte [Metz] (p. 76).
In base ai suoi stessi criteri, io sono pertanto autorizzato a definire Terry un autentico menti-
tore!
A pagina 150, Terry scrive:
In The Giant with Feet of Clay, Graf non riesce a menzionare una sola volta la parola ghetto.
Se questo splendido ricercatore si fosse preso la briga di leggere The Giant with Feet of Clay con
maggiore attenzione, si sarebbe accorto che la parola ghetto appare in non meno di undici pagine
di questo libro (p. 16, 17, 18, 38, 39, 40, 42, 107, 108, 109, 113).
Lo stesso Nicholas Terry, per il quale banali errori diventano automaticamente autentiche men-
zogne quando sono commessi dai revisionisti, quantunque egli si renda personalmente colpevole di
errori ben pi gravi, non rifugge dal lanciare una vera e propria calunnia. Due volte, nel giugno
2009 e nel maggio 2011, Terry accus il revisionsita tedesco Udo Walendy di essere uno spudorato
falsario. Nella sua rivista Historische Tatsachen (Fatti storici) Walendy aveva riprodotto in fac-
simile un ritaglio del giornale polacco con sede a Londra Dziennik Polski (Gazzetta polacca)
datato 11 luglio 1942, insieme alla traduzione tedesca dei passi pi importanti 32. Stando a questo
giornale, i Tedeschi avevano gasato un gran numero di Ebrei a Treblinka. Ma poich gli storici
olocaustici concordano nell'affermare che i primi trasporti arrivarono a Treblinka il 23 luglio 1942,
dodici giorni dopo la pubblicazione dell'articolo, l'informazione comunicata dal Dziennik Polski era
necessariamente falsa un classico caso di propaganda basata su atrocit che getta luce sulle origini
del mito di Treblinka33.
Il 19 giugno 2009 Terry scrisse:
Non vedo l'ora di consultare quando sar, in futuro, una copia del Dziennik Polski della data in
questione e mostrare che questo un esempio inequivocabile di falsificazione34.
Quasi due anni dopo, il 31 maggio 2011, Terry non aveva ancora consultato una copia del
Dziennik Polski della data in questione il che non imped a questo nobile ricercatore di ripetere i
suoi attacchi contro Walendy. Alcuni mesi dopo, Thomas Kues inflisse a Terry la giusta punizione;
egli venne in possesso di una copia del giornale polacco e mostr che non c'era stata alcuna

31 J. Graf, T. Kues, C. Mattogno, Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality. The Barnes Review, Washington, 2010.
32 U. Walendy, Historische Tatsachen, n. 44, Der Fall Treblinka. Verlag fr Volkstum und Zeitgeschichtsforschung,
Vlotho, 1990.
33 Ma si veda al riguardo l'approfondimento che appare nel capitolo 3.
34 In: http://rodohforum.yuku.com/sreply/130194/Revisionists-proven-Udo-Walendy-forged-document-reply-130196.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

falsificazione: il Dziennik Polski aveva in effetti parlato di gasazioni a Treblinka circa due settimane
prima che il campo fosse operativo 35.
Accusare un ricercatore di falsificare le sue fonti il rimprovero forse pi grave che gli si possa
rivolgere. Il fatto che Terry abbia avuto la sfrontatezza di definire Walendy falsario senza alcuna
prova per corroborare quest'accusa, lo smaschera come disonesto calunniatore. Il suo errore
immensamente peggiore di quello che ho commesso io nel caso della presunta fucilazione di
Stanisaww, perch non ho accusato Hilberg di aver falsificato alcunch; ho soltanto affermato
(erroneamente) che non aveva fornito alcun riferimento specifico per la sua asserzione.

35 In: http://www.inconvenienthistory.com/archive/2011/volume_3/a-premature_news_report.php.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

CAPITOLO 1
LA FOLLE SFIDA
(Jrgen Graf)

1) Le menzogne di Mattogno, Graf e Kues


Dal momento che ero curioso di vedere come i mebri di Holocaust Controversies avrebbero
reagito quando fossero stati sfidati a scrivere una critica esaustiva di un libro revisionistico, per due
volte lanciai il guanto di sfida a Muehlenkamp, la prima volta nell'ottobre 2010, la seconda nel
giugno 2011, dandogli la scelta tra vari libri revisionistici. Non avendo da lui ricevuto alcuna
risposta fino al 5 dicembre 2011, dichiarai in un mio articolo che egli aveva gettato la spugna 36.
Ci era un po' prematuro, perch solo tre settimane dopo Muehlenkamp (o uno dei suoi accoliti)
mi invi un lungo testo intitolato Belzec, Sobibor, Treblinka. Holocaust Denial and Operation Rein-
hard. A Critique of the Falsehoods of Mattogno, Graf and Kues 37. Ne sono autori Jonathan Harri-
son, Roberto Muehlenkamp, Jason Myers (evidentemente Jahveh, nella sua infinita sapienza, ha
reclutato un quinto genio per assistere gli altri quattro nel loro sforzo), Sergey Romanov e Nicholas
Terry. L'oggetto della loro critica sono i tre libri che seguono:
Carlo Mattogno, Jrgen Graf, Treblinka: Extermination Camp or Transit Camp? Theses &
Dissertation Press, Chicago, 2004 (d'ora in poi: Treblinka).
Carlo Mattogno, Beec in Propaganda, Testimonies, Archeological Research and History.
Theses & Dissertation Press, Chicago, 2004 (d'ora in poi: Beec).
Jrgen Graf, Thomas Kues e Carlo Mattogno, Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality.
The Barnes Review, Washington, 2010 (d'ora in poi: Sobibr).
Confesso che fui molto sbalordito della follia di questa gente. Alla fin fine, confutare la nostra
trilogia sui campi dell' Azione Reinhadt equivale a dimostrare che Beec, Sobibr e Treblinka
erano dei veri e propri campi di sterminio, in cui un numero enorme di Ebrei furono assassinati in
camere a gas. Ma Raul Hilberg, che aveva una conoscenza dei documenti del periodo bellico im-
mensamente maggiore dei cinque Controversial Bloggers, non era riuscito a dimostrare che un
solo Ebreo era stato gasato in qualsivoglia di questi tre campi: come dunque possibile che nullit
come Harrison, Muehlenkamp, Myers, Romanov e Terry sperino di avere successo laddove gli sto-
rici olocaustici pi informati hanno fallito? Credono seriamente di essere migliori di Hilberg?

2) Tre errori nei miei scritti


facile immaginare con quanta frenesia i Controversial Bloggers siano andati alla ricerca di
errori nei nostri libri ed era immaginabile fin dall'inizio che qualcuno l'avrebbero trovato. Nei miei
scritti, essi hanno potuto individuare tre errori; uno in Sobibr, uno in The Giant with Feet of Clay e
uno nel mio articolo David Irving and the Aktion Reinhardt Camps.
Il primo di questi tre errori fu rilevato da Nick Terry a p. 76. In Sobibr avevo commentato il
processo di Hubert Gomerski e Johann Klier, che si svolse a Francoforte nel 1950, asserendo che i
procedimenti furono accompagnati da una massiccia campagna nei mezzi di informazione ancora

36 A challenge to Dr. Christian Lindtner, in: http://globalfire.tv/nj/12en/history/lindtner.htm.


37 Jonathan Harrison, Roberto Muehlenkamp, Jason Myers, Sergey Romanov, Nicholas Terry, Belzec, Sobibor, Tre-
blinka. Holocaust Denial and Operation Reinhard. A Critique of the Falsehoods of Mattogno, Graf and Kues, A Holo-
caust Controversies White Paper, http://holocaustcontroversies.blogspot.com, dicembre 2011.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

sotto controllo alleato38. Al che Terry obietta: Per sostenere la sua asserzione, egli [Graf] cita
precisamente un articolo di giornale del Frankfurter Rundschau, un quotidiano che aveva sede
nella stessa citt in cui fu celebrato il processo. Questa massiccia campagna nei mezzi di infor-
mazione evidentemente non incluse Die Zeit o Der Spiegel, nessuno dei quali pubblic un solo
articolo sul processo. Ne prendo atto. Prima di parlare di una campagna massiccia, avrei dovu-
to in effetti verificare se sui processi avevano riferito altri mezzi di informazione tedeschi.
Il mio secondo errore fu sottolineato da Jonathan Harrison nelle pagine 106-107. A pagina 40 di
The Giant with Feet of Clay avevo scritto che, secondo Raul Hilberg, l' Einsatzgruppe A aveva
ucciso 125.000 Ebrei fino al 15 ottobre 1942, la stragrande maggioranza dei quali tra agosto e otto-
bre. Poich l' Einsatzgruppe A contava soltanto 990 membri, di cui 240 non combattenti, conclusi
che, per ragioini logistiche, quest'unit non avrebbe potuto uccidere 120.000 Ebrei in due mesi e
mezzo. Ma Hilberg dice esplicitamente che l' Einsatzgruppe A era appoggiata da altre unit tede-
sche, inoltre da ausiliari locali. Alla luce di questi fatti, devo concedere che le presunte uccisioni in
massa sarebbero state possibili dal punto di vista logistico il che non significa naturalmente che
avvennero davvero.
Il mio terzo errore fu messo in risalto da Nick Terry alle pagine 221-222. Nel mio articolo
David Irving and the Aktion Reinhardt Camps39 (che Terry definisce erroneamente una lettera
aperta a David Irving), avevo sostenuto che il trasporto a Minsk di 1.000 Ebrei di Varsavia doveva
essere passato necessariamente per Treblinka, giacch la deportazione di Ebrei dal ghetto di Varsa-
via era cominciata otto giorni prima e tutti concordano sul fatto che all'epoca tutti gli Ebrei di
Varsavia furono deportati a Treblinka. Giacch circa 11.000 Ebrei deportati da Varsavia non anda-
rono a Treblinka, quest'argomento non era fondato. Come Terry nota a p. 221, successivamente ho
riconosciuto il mio errore in un messaggio privato in svedese a un corrispondente in Svezia.
Cos i membri di Holocaust Controversies hanno dimostrato ancora una volta di essere certa-
mente capaci di individuare un paio di errori isolati disseminati in svariati libri e articoli revi-
sionistici cosa di cui in via di principio nessuno ha mai dubitato. Ma il loro scopo di gran lunga
pi ambizioso. Essi vogliono dimostrare che Beec, Sobibr e Treblinka furono realmente centri di
sterminio, confutando in tal modo le tesi revisionistiche, secondo le quali furono campi di transito.
Diamo dunque uno sguardo alle fonti che utilizzano per conseguire il loro obiettivo.

3) Le fonti dei nostri avversari


A prima vista, il saggio presentato dai nostri avversari 533 pagine copiosamente annotate
sembra impressionante, ma gi una prima scorsa mostra che contiene una quantit di ciarpame
inutile. Invece di concentrarsi sul loro scopo dichiarato la confutazione di Mattogno, Graf e Kues
, i cinque autori presentano un riassunto complessivo della versione ortodossa circa il destino degli
Ebrei in Polonia e nei territori occupati. Al fine di mostrare la loro erudizione e dare al loro scritto
polemico una parvenza di cultura accademica, essi adducono una pletora di note, citando miriadi di
libri, la maggior parte dei quali ne sono sicurissimo , non hanno letto.
Pur essendo il linguaggio dei nostri avversari pi pacato rispetto a quello del loro blog (essi si
astengono dall'uso di linguaggio osceno, sebbene a p. 52 Terry dimostri il suo livello intellettuale
sventuratamente basso adoperando il termine bullshit [cazzate]), il loro stile arrogante e inso-
lente. Per questa ragione non possono aspettarsi da noi di essere trattati coi guanti bianchi.
L'analisi delle prove addotte dagli autori per dimostrare il preteso sterminio sistematico degli
Ebrei rivela una spaventosa mancanza di senso critico. Essendo dei fondamentalisti olocaustici, i
nostri avversari accettano incondizionatamente persino le fonti pi spurie fin tanto che avvalorano
le loro affermazioni. Neppure in un milione di anni sarebbero disposti ad ammettere la possibilit

38 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 179.


39 J. Graf, David Irving and the Aktion Reinhardt Camps, in: Inconvenient History, vol. 1, n. 2, 2009.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

che certi documenti siano stati manipolati o falsificati, che certe confessioni di certi esecutori
nazisti siano state ottenute sotto coercizione, che certi testimoni abbiano mentito. Se le
dichiarazioni di sedicenti testimoni oculari sono tanto folli che perfino i Controversial Bloggers
non possono far finta che siano vere, essi arguiscono che il testimone ha soltanto commesso un
errore scusabile. In riferimento a testimoni che avevano asserito due o tre milioni di vittime per
ciascuno dei tre campi Reinhardt, i nostri avversari hanno l'audacia di parlare di sovrastime di
superstiti disorientati! (p. 17). Ripetutamente i membri di Holocaust Controversies fanno asse-
gnamento su prove dimostrabilmente ciarlatanesche. Potrei addurre una moltitudine di esempi, ma
per ragioni di spazio mi limiter a due: il rapporto Gerstein e l'immaginaria fucilazione in massa
denominata Erntefest (festa del raccolto).
Il rapporto Gerstein
Siccome la strana confessione dell'ufficiale SS mentalmente disturbato Kurt Gerstein sempre
stata il fondamento del mito del campo di sterminio di Beec, Nick Terry, autore del primo
capitolo del libro (The Hoax That Dare Not Speak Its Name, L'impostura che non osa manife-
starsi in pubblico), non pu fare altro che dipingere Gerstein come un testimone attendibile, argo-
mentando che difficile per i negatori spiegare perch Gerstein abbia fornito una descrizione
dettagliata delle camere a gas di Belzec (p. 70). Ora Terry pu non aver letto il libro di Mattogno
sul rapporto Gerstein40, dato che non riuscito a trovarlo in una biblioteca inglese (p. 53), ma egli
conosce certamente l'analisi delle sei diverse versioni di questo rapporto effettuata da Henri
Roques41, che ampiamente sufficiente a fare a pezzettini questo testimone, come direbbe il
compagno di merende di Terry, Sergey Romanov. Non contento dell'affermazione che a Beec in
una camera a gas di 25 metri quadrati c'erano 700-800 persone, Gerstein asser che erano state
gasate 20 milioni di persone! E queste sono soltanto due tra le assurdit pi salienti di queste
confessioni. Il fatto che Terry sia costretto a citare come fonte attendibile questo rapporto che
credibile come le confessioni delle streghe medievali sulle loro orge selvagge col diavolo , mostra
tutta la sua disperazione. Chi, se non il disinformato, spera di prendere in giro questo storico di
terza categoria?
L' immaginario massacro Erntefest 42
Il 24 luglio 1944 il campo di concentramento di Majdanek fu liberato dall'Armata Rossa. Tre
settimane dopo, una commissione polacco-sovietica accert che in questo campo erano stati
uccisi non meno di 1.500.000 detenuti. Successivamente, la storiografia polacca ridusse questa cifra
a 360.000 nel 1948 e a 235.000 nel 1992 43. Nel 2005 Thomas Kranz, direttore del settore storico
del Museo di Stato di Majdanek, suscit una minore sensazione fissando la cifra a 78.00044. Come
ho mostrato in un articolo, la cifra di Kranz ancora troppo alta di almeno 28.000 decessi 45. Carlo
Mattogno, nel libro su Majdanek, di cui coautore con me e che apparve per la prima volta in
tedesco nel 1998, giunse alla conclusione che a Majdanek perirono circa 42.200 detenuti46, cifra che
potrebbe essere pi bassa di qualche migliaio 47. Perci gli storici ortodossi, che ebbero a loro
disposizione tutti i documenti fin dall'inizio, mentirono impudentemente e tenacemente per molte
40 C. Mattogno, Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso, Sentinella dItalia, Monfalcone, 1985.
41 Andr Chelain, La thse de Nantes et laffaire Roques. Polmiques, Parigi, 1989.
42 La questione viene ripresa e approfondita nei punti 186-187 del Capitolo 6.
43 Jrgen Graf, Carlo Mattogno, Concentration Camp Majdanek. A Historical and Technical Study, Theses & Disser-
tation Press, Chicago 2003, capitolo 4.
44 Tomasz Kranz, Ewidencja zgonw i miertelno winiw KL Lublin [La registrazione dei decessi e la mortalit
dei detenuti al KL Lublino], in Zeszyty Majdanka, XXIII (2005).
45 J. Graf, Rvision du nombre des victimes de Majdanek, in: Sans Concession, n. 42-45 (settembre-dicembre 2008).
Trad. ted: Zur Revision der Opferzahl von Majdanek, in: http://juergen-graf.vho.org/articles/index/html.
46 J. Graf, C. Mattogno, KL Majdanek. Eine historische und technische Studie, Castle Hill Publishers, Hastings, 1998,
capitolo 4.
47 J. Graf, Rvision du nombre des victimes de Majdanek, op. cit.

13
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

decadi, mentre due negatori che avevano trascorso insieme un paio di giorni negli archivi di
Majdanek, arrivarono molto vicino alla verit! Non c' bisogno di dire che i nostri cinque oppositori
preferirebbero azzannarsi la lingua piuttosto che ammettere questo fatto imbarazzante.
Dato che la sua sorprendente revisione intaccava la credibilit della storia ufficiale del campo
(ammesso e non concesso che sia mai stata credibile), Tomasz Kranz, che ovviamente voleva
limitare i danni, cerc di salvare i due pilastri centrali della leggenda del campo di sterminio: la
menzogna che a Majdanek vi erano state gasazioni omicide (in un articolo successivo, Kranz asser
che vi furono gasati 11.000-12.000 detenuti 48) e la menzogna che 17.000 Ebrei, che erano stati in
precedenza impiegati in siti per la produzione di armamenti, erano stati fucilati a Majdanek il 3
novembre 1943. Lo stesso giorno, altri 25.000 lavoratori ebrei furono presuntamente fucilati in due
campi ausiliari, Poniatowa e Trawniki. Inesplicabilmente, questo massacro inventato entr a far
parte della mitologia olocaustica come Operazione Erntefest.
Com'era prevedibile, Nicholas Terry abbraccia totalmente questa storia (pp. 233-234). Una setti-
mana prima della pretesa fucilazione, Oswald Pohl, capo dell'Uffico Centrale Economia e Ammini-
strazione delle SS [SS-WVHA], invi una direttiva ai comandanti di tutti i campi di concentra-
mento, incluso Majdanek. Egli rilev:
Dal nulla abbiamo creato fabbriche di armamenti che non hanno pari. Ora dobbiamo fare in
modo con tutte le forze che i risultati gi raggiunti siano non soltanto mantenuti, ma anche
costantemente accresciuti in futuro. Poich le officine e le fabbriche in sostanza restano
quelle, ci per noi possibile solo conservando la forza lavorativa dei detenuti e accrescen-
dola ulteriormente49.
Questa direttiva mostra quanto disperato bisogno di lavoratori avesse l'industria militare tedesca,
perci come potrebbe, una persona sensata, credere seriamente che i Tedeschi ne assassinarono
senza alcuna necessit 42.000 appena una settimana dopo? Inutile dire che non esiste neppure un
briciolo di prova documentaria o materiale che confermi che un tale massacro sia mai avvenuto;
come spesso accade, tutta la storia basata esclusivamente su rapporti di testimoni oculari.
Ironicamente, la storiografia ufficiale polacca non nasconde il fatto che anche prima del presunto
massacro Erntefest dei detenuti malati furono trasferiti a Majdanek da Auschwitz. Sotto la data
del 3 giugno 1943 Danuta Czech dice:
542 detenuti e 302 detenute provenienti da Majdanek furono trasferiti ad Auschwitz dal
campo di concentramento di Lublino-Majdanek 50.
La medesima fonte, il 25 novembre 1943, registra:
Si ordina che all'ospedale dei detenuti e nei blocchi di convalescenza tutti i detenuti malati
di malaria debbano essere registrati. I detenuti malati di malaria vengono trasferiti nel KL
Lublino (Majdanek)51.
Perch le SS di Auschwitz non uccisero queste bocche inutili mediante gasazione o iniezione
letale, ma decisero invece di mandarle a Majdanek, dove essi non furono sterminati neppure l?
Tra il 12 dicembre 1943 e il marzo 1944 trasporti di detenuti malati giunsero a Majdanek da vari
campi del Reich52. Di nuovo, nessuno asserisce che essi furono sterminati a Majdanek. A quanto
pare, le cose andarono al contrario: invece di uccidere Ebrei malati e risparmiare quelli sani, le SS
risparmiarono gli invalidi e fucilarono i robusti! Un acume veramente rivoluzionario, non vero,

48 T. Kranz, Massenttungen durch Giftgas im Konzentrationslager Majdanek, in: G. Morsch, B. Perz, A. Ley (a cura
di), Neue Forschungen zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas, op. cit., p. 227.
49 Archiwum Muzeum Stutthof, I-IB 8, p. 53. Traduzione e trascrizione del documento in: C. Mattogno, Auschwitz:
Assistenza sanitaria, selezione e Sonderbehandlung dei detenuti immatricolati, Effepi, Genova, 2010.
50 Danuta Czech, Kalendarium der Ereignisse im Konzentrationslager Auschwitz-Birkenau 1939-1945, Rowohlt
Verlag. Reinbeck, 1989, p. 511.
51 Idem, p. 663.
52 J. Graf, C. Mattogno, Concentration Camp Majdanek, op. cit., p. 65.

14
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Terry? Nel capitolo nono del nostro libro su Majdanek, Mattogno cita le confessioni di Erich
Mufeldt53, gi capo del crematorio di Majdanek, che descrisse nella prigionia polacca come gli
Ebrei furono fucilati nelle tre fosse presso il crematorio 54 . Mattogno poi riassume la dichiarazione
come segue:
Secondo Erich Mufeldt, lazione inizi alle 6 o alle 7 del mattino e termin alle 5 del
pomeriggio, sicch dur non pi di 11 ore. Gli Ebrei furono uccisi a gruppi di 10, perci,
supponendo che le fucilazioni si svolgessero contemporaneamente nelle tre fosse, le circa
17.000 vittime furono uccise in (17.000 : 30 =) 567 azioni. Ogni azione si svolse in ([11 x
3.600] : 567 =) circa 70 secondi. In questo tempo le 10 persone di ciascuno dei tre gruppi
dovevano scendere nella rispettiva fossa, percorrere in media 50 metri, sdraiarsi sui corpi
delle vittime precedenti ed essere fucilate a loro volta; dopo le prime esecuzioni, le vittime
dovevano arrampicarsi sui corpi delle vittime precedenti...55.
Sarebbe stato possibile? Forse, ma solo se fosse andato tutto liscio. Che peccato che Mufeldt
non abbia detto a coloro che lo interrogarono per quanto tempo le SS e gli Ebrei si erano esercitati
in questa procedura, vero, Terry? Naturalmente l'intera storia insensata: gli Ebrei avrebbero capito
che non avevano pi nulla da perdere e avrebbero tentato di fuggire o di opporre resistenza. Terry,
che ha letto il nostro libro su Majdanek, ne pienamente consapevole. Essendo suo malgrado inca-
pace di controbattere gli argomenti di Mattogno, lo storico britannico ricorre a un sotterfugio:
Il tentativo di Mattogno di smascherare i massacri nella sua brossura [sic!] del 1998 su Majda-
nek piuttosto debole nella sua considerazione delle fonti disponibili. [...]. Per di pi, la sua totale
ignoranza/omissione dei massacri paralleli a Trawniki e a Poniatowa significa che noi lo riman-
deremo semplicemente alla biblioteca [bibliografia] e agli archivi per trattare tutte le prove piutto-
sto che selezionarle a proprio piacimento (p. 234).
Se Mattogno ed io avessimo scritto un libro sull' Operazione Erntefest, avremmo indubbia-
mente studiato anche le prove dei massacri paralleli, ma il nostro tema era Majdanek, e solo uno
dei suoi capitoli tratta dell' Erntefest. Giacch l'idea stessa che i Tedeschi avrebbero dovuto ucci-
dere un gran numero di operai di cui avevano una disperata necessit risibile gi in via di
principio, e poich le prove citate dagli storici olocaustici in relazione alla presunta uccisione a
Majdanek sono francamente assurde, n Mattogno n io ci siamo sentiti obbligati ad occuparci di
Trawniki e di Poniatowa. Se la parte centrale di una storia strampalata e inattendibile, non c'
ragione di presumere che le parti secondarie siano migliori.
Il fatto che la pi grande fucilazione pretesamente perpetrata dai Tedeschi nella seconda guerra
mondiale appartenga al dominio della fantasia, non significa certo che non ebbe luogo alcuna
fucilazione di Ebrei o non Ebrei (nessun revisionista serio ha mai fatto un'affermazione cos
stravagante), ma dovrebbe far riflettere un revisionista moderato come Samuel Crowell, che nel
suo interessante libro The Gas Chamber of Sherlock Holmes respinge la menzogna delle camere a
gas, ma accetta acriticamente la pretesa che la Germania nazista massacr (cio fucil) milioni
di Ebrei56.

4) Il ruolo di Auschwitz e dei campi Reinhardt nella storiografia ortodossa e in quella revi-
sionistica
stato detto che l'inizio di un libro il biglietto da visita del suo autore/o dei suoi autori. Diamo

53 Il nome appare scritto anche nella forma Muhsfeldt o Mussfeld.


54 Anna Zmijewska-Winiewska, Zeznania szefa krematorium Ericha Muhsfeldta na temat byego obozu koncentra-
cynego w Lublinie (Majdanek) [Le testimonianze del capo del crematorio Erich Muhsfeldt sul tema dell'ex campo di
concentramento di Lublino (Majdanek)], in: Zeszyty Majdanka, n. I, 1965.
55 J. Graf, C. Mattogno, Concentration Camp Majdanek, op. cit., p. 219.
56 S. Crowell, The Gas Chambers of Sherlock Holmes. Nine-banded books, Charlestown, 2011, p. xiv.

15
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

dunque un'occhiata al biglietto da visita dei cinque autori di Belzec, Sobibor, Treblinka. Operation
Reinhard and Holocaust Denial. La loro confutazione di Mattogno, Graf e Kues comincia cos:
Dai primissimi giorni del loro movimento, i negatori dell'olocausto hanno largamente incentrato
i loro argomenti sul campo della morte di Auschwitz. Esaminando la letteratura che elabora il
cosiddetto revisionismo olocaustico, l'ossessione [sic!] di Auschwitz senza dubbio una delle carat-
teristiche che lo definiscono.
Dall'inizio degli anni Novanta, coll'avvento del moderno web diffuso in tutto il mondo, i negatori
dell'Olocausto si sono affidati a internet per mettere alla prova e sostenere la loro tesi. Fino a non
molto tempo fa, i dibattiti in rete che ne sono conseguiti tra gli avvocati della negazione dell'Olo-
causto e i loro critici sono stati parimenti incentrati su Auschwitz. Nel 2005 ci fu anche un dibattito
formale su Auschwitz tra vari importanti revisionisti e i loro critici, ospitato al Real Open Debate
nel forum sull'Olocausto. All'incirca nello stesso periodo, tuttavia, cominci a farsi sentire un
evidente cambiamento nel discorso revisionistico. Dopo aver discusso per tanto tempo su Ausch-
witz e dopo aver perduto i loro argomenti in pubbliche udienze durante il processo per diffama-
zione Irving contro Lipstadt nel 2000, i negatori cominciarono a rivolgere la loro attenzione ai
campi della cosiddetta Azione Reinhard di Belzec, Sobibor e Treblinka. Sebbene questi campi
fossero stati discussi marginalmente in varie vecchie opere revisionistiche, fu solo dal 2005 che
divennero una vera fissazione per i negatori dell'Olocausto (p. 6).
L'affermazione che i negatori cominciarono a rivolgere la loro attenzione ai campi Reinhardt
dopo aver discusso per tanto tempo su Auschwitz e dopo aver perduto i loro argomenti in pubbli-
che udienze durante il processo per diffamazione Irving contro Lipstadt nel 2000 ridicola e non
merita alcun commento 57. Si consideri quanto segue:
David Irving un brillante storico della seconda guerra mondiale, ma non decisamente un
esperto sull'Olocausto. Infatti egli non ha mai scritto un articolo scientifico sull' argomento, meno
che mai un libro.
Come ho mostrato nel mio articolo summenzionato David Irving and the Aktion Reinhardt
Camps, Irving non , e non mai stato, un vero e proprio revisionista. L'unico aspetto della storia
olocaustica ufficiale che egli contesta, sono le presunte gasazioni nei crematori di Auschwitz I e
Birkenau.
Al processo Irving contro Lipstadt del 2000, il giudice Charles Gray non doveva decidere se
l'Olocausto un fatto storico o no. Ci avrebbe ecceduto le sue competenze. Egli doveva decidere
soltanto se Lipstadt e la casa editrice Penguin books avevano diffamato Irving definendolo ne-
gatore dell'Olocausto, ed egli decise che avevano ragione.
Sebbene il giudice Gray fosse chiaramente prevenuto contro Irving e avesse fatto osservazioni
poco lusinghiere sul suo conto, egli ammise onestamente:
Devo confessare che, come immagino la maggior parte della gente, avevo supposto che
le prove dello sterminio in massa di Ebrei nelle camere a gas di Auschwitz fossero con-
vincenti. Tuttavia, quando ho valutato le prove addotte dalle parti in questa causa, ho messo
da parte questo pregiudizio58.
Cos gi nella settima affermazione del loro saggio, i Controversial Bloggers mostrano la loro
sfacciata disonest.
innegabilmente vero che i revisionisti all'inizio concentrarono la loro attenzione quasi esclu-
sivamente su Auschwitz, ma ci si spiega facilmente col fatto che gli storici olocaustici avevano fin
dall'inizio incentrato la loro propaganda su questo stesso campo, costringendo cos i loro avversari a
scontrarsi sul campo di battaglia scelto da questi stessi storici.

57 La questione viene ripresa e approfondita nel Capitolo 2.


58 England e Wales High Court (Queens Bench Division), Decision David Irving v. Penguin Books Limited, Deborah
E. Lipstadt, 13.71.

16
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Che Auschwitz fosse destinato a diventare il pilastro del mito olocaustico, era logico per varie
ragioni.
Alla fine della seconda guerra mondiale, l'Europa pullulava letteralmente di ex detenuti di Au-
schwitz. Molti di essi descrissero poi la loro miracolosa sopravvivenza, dando cos ai mezzi di
informazione l'opportunit di inondare il mondo di un profluvio di insulsa propaganda su Ausch-
witz. Quando i Sovietici si impadronirono del campo, sequestrarono montagne di documenti lasciati
dall'amministrazione tedesca. In questa enorme massa di documenti essi trovarono alcune carte che
si potevano interpretare come conferma delle camere a gas e delle pretese di sterminio; gli esempi
pi famosi sono la lettera di Karl Bischoff del 29 gennaio 1943, nella quale viene menzionato un
Vergasungskeller (scantinato di gasazione) 59 e altri documenti nei quali Jean-Claude Pressac rav-
vis poi i suoi indizi criminali.
Il campo di Auschwitz cadde nelle mani dei Sovietici quasi intatto, permettendo cos ai comu-
nisti polacchi di insediarvi un memoriale dove si potessero mostrare a visitatori inorriditi un can-
cello coll'iscrizione Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi), barattoli vuoti di disinfestante
Zyklon B, mucchi di scarpe e altre prove irrefutabili di un gigantesco massacro in mattatoi chi-
mici.
Quanto a Beec, Sobibr e Treblinka, la situazione era radicalmente diversa. C'erano relativa-
mente pochi rapporti di testimoni oculari; i documenti sopravvissuti erano appena una manciata; i
Tedeschi avevano distrutto i campi prima di ritirarsi. In queste circostanze, i tre campi Reinhardt
non si prestavano a fini propagandistici cos bene come Auschwitz, bench il surreale rapporto Ger-
stein fosse divenuto un pilastro importante della nascente storia olocaustica subito dopo la fine della
guerra e nonostante il fatto che successivamente i mezzi di informazione avessero fatto del loro
meglio per promuovere le sensazionali fantasie di lestofanti come Jean-Franois Steiner, Martin
Gray, Richard Glazar e Toivi Blatt.
La menzogna di Auschwitz aveva i giorni contati fin dall'inizio. Gli stessi fattori che erano risul-
tati utili ai beneficiari della leggenda, permisero poi ai revisionisti di smascherarla. Molti testimoni,
come Rudolf Hss e i membri del Sonderkommando, avevano descritto le presunte gasazioni in
modo molto dettagliato. Prima o poi doveva emergere un ricercatore scettico che studiasse la lette-
ratura tecnica sullo Zyklon B e la confrontasse con i rapporti dei testimoni oculari. Questo ricer-
catore scettico fu Robert Faurisson, che a fine anni Settanta fu il primo a mettere in rilievo le im-
possibilit della presunta procedura di gasazione.
Lungi dal confermare una politica tedesca di sterminio, i documenti di Auschwitz, che divennero
gradualmente accessibili agli storici revisionisti, dimostrano che una tale politica non c'era mai
stata. Gli Sterbebcher (registri dei decessi) di Auschwitz, che i Russi consegnarono alla Croce
Rossa nel 1990 e i cui dati furono pubblicati a stampa cinque anni dopo 60, mostrano che bambini e
vecchi ebrei non furono gasati immediatamente all'arrivo senza immatricolazione, come pretende
la storiografia ufficiale, ma regolarmente registrati.
La grande quantit di documenti sulle cure mediche ad Auschwitz 61 esclude categoricamente la
possibilit che fosse un campo di sterminio. Preziose informazioni su quest'aspetto della storia del
campo si possono racimolare perfino nella letteratura olocaustica ortodossa. Come ci informa lo
storico polacco Henry wiebocki, ad Auschwitz soltanto tra il 10 settembre 1942 e il 23 febbraio
1944 non meno di 11.246 detenuti furono sottoposti ad interventi chirurgici62.

59 Archiwum Pastwowego Muzeum w Owicimiu, BW 30/34, p. 100.


60 Staatliches Museum Auschwitz-Birkenau (a cura di), Die Sterbebcher von Auschwitz, Monaco, 1995.
61 C. Mattogno, Auschwitz: Assistenza sanitaria e selezioni dei detenuti immatricolati, op. cit., pp. 49-67.
62 Staatliches Museum Auschwitz-Birkenau, Auschwitz: Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungs-
lagers, Owicim, 1999, vol. IV, p. 330.

17
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Le forniture di coke al campo di concentramento di Auschwitz sono pienamente documentate per


il periodo che va dal febbraio 1942 all'ottobre 1943: esse ammontano a 1.032,5 tonnellate 63. In me-
dia la cremazione di un corpo umano richiedeva 20 kg di coke, il che significa che ad Auschwitz nel
periodo suddetto si poterono cremare 51.625 corpi. Come risulta dagli Sterbebcher, questa cifra
corrisponde quasi esattamente al numero dei detenuti periti tra il febbraio 1942 e l'ottobre 1943.
L'unica conclusione possibile che le SS non prevedevano di cremare i corpi delle vittime di ipo-
tetiche gasazioni64.
Due documenti del periodo bellico citati da Mattogno in uno dei suoi articoli 65 dimostrano che i
cadaveri dei detenuti deceduti al campo potevano essere portati ai crematori in qualunque momento.
Donde la conclusione inevitabile che le camere mortuarie dei crematori non potevano essere im-
piegate in alcun modo come camere a gas omicide.
Secondo la storia olocaustica, il Leichenkeller (camera mortuaria) 1 del crematorio II di Birke-
nau fu l'epicentro del genocidio. Robert J. van Pelt ci ritiene tanto stupidi da credere che in questo
locale, che aveva una superficie di circa 210 metri quadrati, furono gasati mezzo milione di Ebrei 66.
(A titolo di confronto: durante la seconda guerra mondiale furono uccisi in azione su tutti i fronti
291.557 soldati americani67). Poich il Leichenkeller 1 sopravvissuto alla sua demolizione rela-
tivamente bene, Fred Leuchter e Germar Rudolf poterono prelevare dalle sue pareti campioni di
mattoni che sarebbero stati successivamente analizzati in laboratori e mostrare che contenevano
quantitativi irrilevanti di cianuri. Come hanno dimostrato Germar Rudolf 68, Brian Renk69 e Carlo
Mattogno70, le aperture sulla copetura del Leichenkeller 1 attraverso le quali i granuli di Zyklon B
venivano presuntamente introdotti nella camera a gas, non sono mai esistite.
In pratica, il mito della gasazione ad Auschwitz era completamente smascherato gi nel 1994,
grazie alla pubblicazione del volume collettivo importantissimo Grundlagen zur Zeitgeschichte71.
Ci non significa evidentemente che non fosse pi necessaria alcuna ricerca su Auschwitz, ma che
permise ad alcuni ricercatori revisionisti di dedicare parte del loro tempo e delle loro forze allo
studio di altri campi di sterminio.
Alla fine del 1995, durante la nostra seconda visita a Mosca, Mattogno ed io decidemmo di
scrivere un libro su Treblinka. In seguito modificammo i nostri piani e intraprendemmo anzitutto lo
studio su Majdanek perch era un argomento molto pi facile72; Treblinka doveva essere il suc-
cessivo, seguito da Beec e Chemno (studiati da Mattogno da solo) e Sobibr (studiato da noi due
e da Thomas Kues, che aveva precedentemente scritto vari articoli accuratamente documentati su
questo campo).
Nella mia Introduzione a Treblinka dichiarai:
Lo storico che voglia esaminare con metodi scientifici il quadro dei quattro campi di
sterminio puri [i tre campi Reinhardt e Chemno] si trova di fronte a un compito pi diffi-

63 Archiwum Pastwowego Muzeum w Ocwicimiu, D-AUI-4, Segregator 22, 22a.


64 Sulla questione si veda: C. Mattogno, Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli indizi criminali
di Jean-Claude Pressac e sulla convergenza di prove di Robert-Jan van Pelt. Effepi, Genova, 2009, pp. 275-280.
65 C. Mattogno, Die Leichenkeller der Krematorien von Birkenau im Licht der Dokumente, in: Vierteljahreshefte fr
freie Geschichtsforschung, n. 3-4, 2003.
66 R. J. van Pelt, The Case for Auschwitz, Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis 2002, p. 68, 458,
469.
67 In: http://en.wikipedia.org/wiki/United_States_military_casualties_of_war.
68 G. Rudolf, The Rudolf Report, Theses & Dissertation Press, Chicago, 2003.
69 Brian Renk, Convergence or Divergence? On Recent Evidence for Zyklon Introduction Holes at Auschwitz-
Birkenau Crematory II, in: http://www.ihr.org/jhr/v20/v20n5p33_Renk.html.
70 C. Mattogno, Keine Lcher, keine Gaskammern, in: Vierteljahreshefte fr freie Geschichtsforschung, n. 3, 2003.
71 Ernst Gauss (a cura di), Grundlagen zur Zeitgeschichte. Grabert Verlag, Tubinga, 1994. Traduzione inglese amplia-
ta: Germar Rudolf (a cura di), Dissecting the Holocaust, op. cit.
72 [In virt della ricca documentazione che trovammo su questo campo. CM].

18
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

cile rispetto a un ricercatore che si sia assunto lo stesso obiettivo in relazione ad Auschwitz e
Majdanek. Questi pu studiare i documenti dell'amministrazione del campo, che sono dispo-
nibili in grande quantit; pu esaminare i locali alcuni dei quali sono preservati intatti, altri
sono in rovina che, secondo la concezione prevalente, servivano da camere a gas per
uccidere esseri umani, per vedere se la loro struttura era adatta allo scopo e se i crematori
erano in grado di ridurre in cenere il numero di corpi asserito. Tutte queste possibilit sono
negate allo storico dei campi di sterminio puri 73.
Per queste ovvie ragioni i membri di Holocaust Controversies hanno scelto di contestare i revi-
sionisti sui campi Reinhardt, non su Auschwitz o Majdanek. In effetti, qualunque tentativo di confu-
tare Le camere a gas di Auschwitz di Mattogno o Concentration Camp Majdanek. A historical and
technical study di Graf e Mattogno sarebbe stato per loro l'apice della follia. Per quanto riguarda
Auschwitz e Majdanek, la posizione olocaustica disperata fin dall'inizio e gli autori di Holocaust
Controversies sono perfettamente consapevoli di questo fatto.

5) La presunta teoria della cospirazione revisionistica


All'esordio del suo capitolo The Hoax that dare not speak its Name, Terry scrive:
Dal suo inizio, il revisionismo olocaustico ha ripetutamente asserito che siamo stati ingannati
sulla sorte degli Ebrei d'Europa nelle mani dei nazisti. Per quanto ci possa essere ricusato da
alcuni negazionisti contemporanei, la negazione dell'Olocausto inconcepibile senza una forma di
teoria della cospirazione (p. 38)
Con la sua solita disonest, Terry presenta qui una versione caricaturale della tesi revisionistica.
Naturalmente nessuno che sia in possesso delle sue facolt mentali asserirebbe seriamente che una
combriccola di Savi di Sion, barbuti, col naso adunco, fabbric la menzogna olocaustica in qualche
ufficio di New York durante la seconda guerra mondiale. Per confutare l'insensata insinuazione di
Terry, riassumer brevemente come nacque la leggenda.
un fatto ben noto che la prima vittima della guerra la verit. Durante prima guerra mondiale,
trafficanti di atrocit britannici accusarono la Germania di tagliare le mani a bambini belgi, di
crocifiggere i soldati nemici sui portoni delle chiese e di distillare glicerina dai corpi dei loro propri
morti74. Dopo la fine della guerra, questa primitiva propaganda contro gli Unni fu abbandonata.
Non era pi necessaria. Nel 2002 e all'inizio del 2003 il regime di Washington e i suoi lacch britan-
nici diffusero la menzogna che Saddam Hussein possedeva armi di distruzione di massa, tentando in
tal modo di giustificare la loro imminente aggressione contro un paese che non poteva in alcun
modo minacciarli. Alcuni mesi dopo l'occupazione dell'Iraq, le armi di distruzione di massa di
Saddam erano dimenticate.
Nel settembre 1939 i Tedeschi conquistarono la met occidentale della Polonia, dove vivevano
grandi comunit ebraiche. Nell'estate del 1941 invasero la met orientale precedentemente occupata
dai Sovietici. Poich i Tedeschi erano armati fino ai denti, gli Ebrei, che ne avevano pochissime,
non furono in grado di resistere alle misure sempre pi dure che resero la loro vita miserabile e ne
provocarono la morte in gran numero. Allo scopo di mobilitare il mondo contro i tormentatori del
loro popolo, i movimenti di resistenza ebraici cominciarono a diffondere storie strabilianti di ogni
genere sullo sterminio dei loro correligionari, che i Tedeschi uccidevano, si presumeva, con elettri-
cit, vapore, gas o altri mezzi.
I membri di Holocaust Controversies tentano vanamente di spiegare i rapporti imbarazzanti su
impianti di folgorazione e camere a vapore come semplici inesattezze, dicerie del periodo belli-
co e sussurri cinesi (p. 16), ma questa patetica spiegazione non sta in piedi un istante. Per fare

73 Treblinka: Extermination camp or transit camp?, op. cit., p. 10.


74 Arthur Ponsonby, Falsehood in Wartime. George Allen and Unwin, 1928. Rist.: Institute for Historical Review, Tor-
rance, 1980, pp. 78-82, 91-93, 102-113.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

a pezzettini questa teoria (per usare l'elegante espressione di Romanov), basta ricordare il lungo
rapporto sulle camere a vapore di Treblinka pubblicato dal movimento di resistenza del ghetto di
Varsavia il 15 novembre 1942. Ne cito un brano:
Ora viene l'atto finale della tragedia di Treblinka. La massa terrorizzata di uomini, donne e
bambini comincia il suo ultimo cammino verso la morte. Davanti un gruppo di donne e
bambini viene spinto, picchiato da accompagnatori tedeschi con le fruste nelle mani. Quanto
pi rapidamente viene spinto, tanto pi intensi sono i colpi che cadono sulle teste delle
donne folli di paura e di sofferenza. [...]. Il pavimento delle camere scivoloso. Le vittime
scivolano e cadono, ma non possono rialzarsi perch nuove masse di vittime spinte a forza
cadono su di loro. Il capo getta i bambini piccoli nella camera sopra la testa delle donne.
Quando le camere di esecuzione sono piene, le porte vengono chiuse ermeticamente e co-
mincia la lenta asfissia delle persone prodotta dal vapore che esce da numerosi fori nei tubi.
All'inizio dall'interno giungono grida smorzate, che gradualmente si affievoliscono, e dopo
15 minuti l'esecuzione terminata 75.
Secondo lo stesso rapporto, nelle camere a vapore di Treblinka erano gi stati uccisi due milioni
(!) di Ebrei e i Tedeschi si apprestavano a sterminare l'intera popolazione polacca in queste stesse
camere!
Nel 1944 il rabbino Adolf Abraham Silberschein, che risiedeva a Ginevra, pubblic un altro
lungo rapporto su Treblinka, che decise di ribattezzare Tremblinki 76. Dato che il pio rabbino non
era evidentemente troppo sicuro sul metodo di uccisione impiegato a Tremblinki, opt per una
sintesi creativa: da un lato parl di camere a gas, dall'altro disse che i corpi sotto l'azione del
vapore acqueo si attaccavano gli uni agli altri. Ora voglio citare qualche passo del suo capolavoro:
Ogni giorno gruppi di mille persone ciascuno venivano portati alle camere a gas e alle
camere dei forni [fenkammern: Tutti gli storici concordano sul fatto che a Treblinka non
ci furono forni crematori]. Dapprima, al loro arrivo, venivano condotti dai Kapos nel bagno.
Ognuno doveva togliersi i vestiti e le scarpe e restava nudo. Per ingannare ulteriormente le
vittime, si consegnava a ciascuno un pezzetto di sapone. [...]. Lo Hauptmann Sauer le acco-
glieva nella sala di ricevimento dell'impianto di sterminio. [...]. Egli non si lascia sfuggire
l'occasione di frustare ogni singola persona [Se ogni giorno venivano portati a Tremblinki
gruppi di mille persone, e se Sauer frustava ogni singola vittima, avrebbe dovuto essere in
una forma fisica invidiabile; sarebbe stato l'orgoglio di ogni club di fitness]. [...]. Le celle
di sterminio si riempiono. Quando sono piene, vengono chiuse ermeticamente, da ogni parte
si aprono tubi dai quali esce il gas. La morte per asfissia miete un rapido raccolto. In un
quarto d'ora tutto finito. Poi i Kapos si devono mettere all'opera. Le guardie li costringono
a lavorare con colpi spietati. Le porte della morte si aprono ma non si possono estrarre i
corpi morti singolarmente: infatti sotto l'azione del vapore acqueo sono appiccicati gli uni
agli altri e irrigiditi. [...]. Ma il campo di Tremblinki ha anche un'altra specialit. Vi fu
infatti concentrata l'orchestra ebraica Arthur Gold ed era obbligata a suonare per coloro che
venivano portati alla morte!!! Nello stesso momento in cui migliaia di Ebrei morivano nelle
camere a gas, i musicisti dovevano suonare arie allegre. Chi di loro si rifiutava, veniva
appeso per i piedi a testa in gi77.

75 K. Marczewska, W. Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury Rzdu RP na Kraj [Treblinka alla luce degli
atti della Delegatura del Governo della Repubblica Polacca nel Paese], in: Biuletyn Glwnej Komisji Badania Zbrodni
Hitlerowskich w Polsce, volume XIX, Varsavia, 1968, p. 136 sg. Cfr. Treblinka: Extermination camp or transit camp?,
op. cit., pp. 52-57.
76 A. Silberschein, Die Judenausrottung in Polen, Ginevra 1944, Terza Serie. Cfr. Treblinka: Extermination camp or
transit camp?, op. cit., pp. 58-62. Vedi Capitolo 8, punto 76.
77 Testo tedesco originale in: C. Mattogno, J. Graf, Treblinka. Vernichtungslager oder Durchgangslager?, op. cit., pp.
75-76.

20
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Pretendendo che gli autori di simili ridicoli rapporti, che Mattogno ed io abbiamo ampiamente
citato nel nostro libro su Treblinka, abbiano agito in buona fede e che abbiano semplicemente com-
messo un errore scusabile riferendo dicerie del periodo bellico, i nostri avversari si coprono di
ridicolo da soli. In realt, i rapporti erano classici esempi di propaganda basata su atrocit; erano
evidenti imposture. La teoria dei sussurri cinesi non spiega neppure essa perch la commissione
sovietica che ispezion Treblinka alla fine di agosto del 1944 e interrog venti ex detenuti del
campo, accert che tre milioni di persone(!) vi erano state uccise pompando via l'aria dalle
camere (!)78.
A partire dal dicembre 1941, i rapporti inventati da vari movimenti di resistenza ebraici furono
inoltrati a organizzazioni ebraiche in tutto il mondo e ad essi fu data grande pubblicit da giornali
controllati da Ebrei come il New York Times. Fino a che punto i dirigenti ebrei dei Paesi alleati e
neutrali credessero a queste fandonie grottesche, resta una questione senza risposta, ma io sospetto
che essi erano troppo intelligenti per prenderle alla lettera. Per quanti difetti possano avere, gli Ebrei
non sono certo stupidi.
Dopo la guerra, i vincitori decisero di continuare la propaganda di sterminio perch, a differenza
delle orride storie della prima guerra mondiale e delle menzogne sulle armi di distruzione di massa
irachene, era ancora utilissima. Gli Ebrei compresero immediatamente che la fandonia olocaustica
avrebbe attribuito loro la condizione di nazione martire che era stata vittima di crimini di un'am-
piezza senza precedenti. Da allora in poi, qualunque critico dell'ebraismo, dei suoi fini e dei suoi
metodi, sarebbe stato automaticamente castigato come bieco antisemita, ansioso di perpetrare un
nuovo Olocausto. In altre parole: la storia dell'Olocausto rese gli Ebrei praticamente intoccabili.
Rese inoltre possibile l'anacronistica creazione dello stato di Israele nel 1948. All'epoca i Britannici
avevano appena concesso l'indipendenza all'India; decine di territori asiatici e africani cercavano
sempre pi decisamente di liberarsi del ruolo dell'uomo bianco. Eppure proprio in un momento di
decolonizzazione fu permesso ai sionisti di lanciarsi in un'avventura coloniale nel Vicino Oriente,
con terribili conseguenze per il popolo palestinese.
Abba Eban, ex ministro israeliano alle Nazioni Unite, non fece mistero del fatto che l'Olocausto
era stato determinante per la fondazione dell'entit sionista:
Una ragione di questa vittoria davvero stupenda fu senza il minimo dubbio la Shoah. La memo-
ria del genocidio era ancora viva 79.
Malgrado la leggendaria ostilit che aveva sempre caratterizzato le relazioni polacco-ebraiche, i
Polacchi trassero grandi benefici dall'impostura dell'Olocausto ebraico. In fin dei conti, la Polonia si
era appena annessa vasti territori tedeschi e aveva brutalmente espulso la schiacciante maggioranza
della loro popolazione. Per giustificare questo crimine contro l'umanit, essi avevano bisogno di un
crimine tedesco ancora pi atroce l'Olocausto. Tuttavia, se la storia dell'Olocausto doveva risul-
tare credibile su vasta scala, doveva ricevere un minimo di coerenza. Poich non si poteva proprio
credere che i Tedeschi, nei loro campi di sterminio, avessero usato una vasta serie di bizzarri
metodi di uccisione, le camere a vapore, le installazioni di folgorazione sotterranee, ecc. vennero
relegate nel dimenticatoio e sostituite da camere a gas omicide.
Per gli Alleati occidentali, ma anche per l'Unione Sovietica, la favola dello sterminio ebraico fu
di cruciale importanza per insabbiare i propri crimini, come il bombardamento di citt tedesche con
bombe incendiarie e il massacro di Katyn. Grazie alla storia dell'Olocausto, Stalin pot svolgere il
ruolo del salvatore che aveva liberato l'Europa da una tirannia ancora pi crudele della sua. Ci che
pi importa, che le potenze vincitrici poterono usare efficacemente il mito dell'Olocausto per

78 GARF, Gosudarstvenny Arkhiv Rossiskoy Federatsii [ ], Mosca,


7021-115-9, p. 108. Cfr. Treblinka: Extermination camp or transit camp?, op. cit., pp. 78-81.
79 Citato in: Sans Concession, n. 67-70, ottobre 2011, p.15.

21
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

impedire qualunque rinascita del nazionalismo tedesco. Esso permise loro di avvelenare i Tedeschi
con un complesso di colpa collettivo che li rese incapaci di difendere i loro interessi nazionali.
Come si vede, non c' bisogno di alcuna teoria della cospirazione per spiegare la nascita del
mito dell'Olocausto e della sua sopravvivenza dopo il 1945, mentre il termine di impostura usato
da Arthur Butz nel suo studio germinale The Hoax of the Twentieth Century80 colpisce nel segno.
Nel suo eccellente articolo La compartecipazione non ebraica nella mitologia olocaustica81, Paul
Grubach menziona una quantit di ragioni per cui l'impostura tenacemente difesa ancora sei
decadi e mezzo dopo la fine della seconda guerra mondiale.

6) L'inequivocabile assurdit della versione ufficiale degli eventi


La versione ufficiale di ci che accadde nei campi Reinhadt si pu riassumere in poche frasi:
Beec, Sobibr e Treblinka erano campi di sterminio puri. Ad eccezione di un manipolo di Ar-
beitsjuden (Ebrei destinati al lavoro) necessari per il funzionamento del campo e alcuni gruppetti di
Ebrei trasferiti a Majdanek o in campi di lavoro del distretto di Lublino, tutti gli Ebrei deportati in
questi tre campi furono immediatamente gasati con gas di scarico di motori senza essere previa-
mente registrati, indipendentemente dal fatto che fossero robusti [abili al lavoro] o no. Siccome nei
campi Reinhardt non esistevano crematori, i corpi dei gasati dovettero essere bruciati all'aperto,
molti di essi dopo una inumazione provvisoria.
A cose di tal fatta si dovrebbe rispondere con una risata sprezzante. Si considerino questi due
punti:
Il presunto sterminio di Ebrei robusti
Numerosi documenti, un certo numero dei quali sono stati citati da Mattogno e da me nei nostri
libri, dimostrano che i Tedeschi erano in costante e disperato bisogno di manodopera. Qui sar suffi-
ciente un solo esempio.
Il 28 dicembre 1942, Richard Glcks, ispettore dei campi di concentramento, invi una circolare
a tutti i comandanti dei campi di concentramento rendendoli personalmente responsabili del mante-
nimento della capacit lavorativa dei detenuti. Glcks continuava:
I medici primari dei campi si devono impegnare con ogni mezzo a loro disposizione
affinch il tasso di mortalit diminuisca considerevolmente. [...] Il Reichsfhrer-SS ha ordi-
nato che la mortalit debba assolutamente diminuire82.
Perci come pu una persona ragionevole credere che i Tedeschi fossero cos stupidi da uccidere
centinaia di migliaia di preziosi lavoratori? In tale contesto, bisognerebbe ricordare che perfino
secondo la versione ortodossa degli eventi gli Ebrei robusti non furono sterminati ad Auschwitz.
Nessuno storico olocaustico mai stato in grado di spiegare questa lampante contraddizione.
La mancanza di crematori
Campi di concentramento normali come Buchenwald e Dachau, ai quali non viene imputata
alcuna uccisione in massa, erano equipaggiati con crematori per eliminare i corpi dei detenuti morti
nei campi, ma inesplicabilmente le SS dimenticarono di installare crematori nei campi di stermi-
nio puri, dove sarebbero stati cento volte pi necessari. Di conseguenza, un milione e mezzo di
cadaveri dovettero essere bruciati all'aperto con mezzi manuali primitivi, all'incirca mezzo milione
d'inverno!83.

80 A. Butz, The Hoax of the Twentieth Century, Historical Review Press, Brighton, 1976.
81In:mhttp://www.inconvenienthistory.com/archive/2010/volume_2/number_1/non_jewish_stake_in_holocaust_mytho-
logy.php#notes.
82 NO-1523. Cfr. C. Mattogno, Auschwitz: Assistenza sanitaria e selezioni dei detenuti immatricolati, op. cit., pp. 16
-17.
83 I corpi di 434.000 Ebrei presuntamente uccisi a Beec, dove la cremazione, si dice, cominci nel dicembre 1942,
inoltre i corpi di alcune decine di migliaia di Ebrei pretesamente assassinati a Sobibr.

22
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Invece di respingere questo insulto alla ragione, i membri di Holocaust Controversies avallano
completamente queste follie.

7) La genesi delle presunte camere a gas


Comunque, l'aspetto pi demente della versione kosher degli eventi la genesi delle presunte
camere a gas. Per illustrare questo punto, non posso far di meglio che citare ci che Mattogno ha
scritto su questo tema in Sobibr:
Come abbiamo visto sopra, secondo lEnciclopedia dell'Olocausto, le SS, nel quadro dell
Azione Reinhardt, dovevano provvedere all' uccisione dei 2.284.000 Ebrei che vivevano
all'epoca nei cinque distretti del Governatorato generale. Per realizzare questo obiettivo, i
pianificatori SS del massacro costruirono un solo campo di sterminio Beec con un
impianto di gasazione assolutamente irrisorio rispetto al compito: 3 camere a gas per com-
plessivi 96 metri quadrati...
A Sobibr, costruito per sopperire alle deficienze di Beec, le SS installarono parimenti 3
camere a gas, ma ancora pi piccole: 36 metri quadrati in tutto, o, secondo la sentenza del
processo Sobibr di Hagen, 3 camere a gas di metri 4 x 4 = 16 metri quadrati, 48 metri
quadrati in tutto!
Solo a fatica gli stupidi progettisti SS si resero conto che le camere a gas risultarono troppo
piccole, la produzione del campo di Sobibr era troppo esigua, e allora ne costruirono
altre 6, parimenti di m 4 x 4, in totale 96 metri quadrati.
A Treblinka, lultimo dei presunti campi di sterminio orientali, costruito in base allespe-
rienza acquisita a Beec e a Sobibr, inizialmente furono installate ancora 3 camere a gas,
di m 4 x 484 = 16 metri quadrati, in totale 48 metri quadrati, esattamente come quelle di
Sobibr che si erano rivelate troppo piccole!
E anche in questo campo le prime camere a gas furono sostituite con 6 o 10 (!) nuove
camere a gas di metri 8 x 4 ciascuna.
Inoltre, culmine dellassurdo, in tutti e tre i campi summenzionati le vecchie camere a gas
furono demolite, invece di essere lasciate intatte, eventualmente riparate, in modo da avere
una capacit di sterminio superiore. [...].
Perci lSS-Obersturmfhrer Richard Thomalla, che avrebbe costruito uno dopo laltro tutti
e tre i presunti campi di sterminio dell Azione Reinhadt, secondo la storiografia olocau-
stica doveva essere un perfetto imbecille, e ancora pi di lui Wirth e Globocnik che gli
avevano affidato lincarico. In realt la storia olocaustica ad essere insensata 85.
Infatti! Se i nazionalsocialisti avessero realmente tentato di realizzare i loro presunti obiettivi
genocidi nel modo riassunto da Mattogno, sarebbero stati i pi grandi cretini dall'estinzione dell'uo-
mo di Neanderthal. Ma allora avrebbero certamente perso la guerra nei primissimi giorni.
Oltre alla scarsit di documenti e allassurdit dei rapporti dei testimoni oculari, la vacuit della
pretesa genesi delle camere a gas nei campi Reinhardt senza dubbio la ragione per cui pochissimi
storici olocaustici si sono occupati dettagliatamente di questi campi. All'inizio di Treblinka e Sobi-
br ho proposto un esame della letteratura esistente su questi campi, mostrando che le poche opere
con una qualche pretesa scientifica sono tutte basate su fonti fasulle e che le balordaggini di sfac-
ciati mentitori sono accettate come classici della letteratura su Treblinka e Sobibr.
Com'era prevedibile, i Controversial Bloggers non fanno alcun tentativo per confutare questo
giudizio, a meno che non si consideri come una confutazione l'unica frase che essi dedicano al
mio esame di questa letteratura: Graf, presumendo che scrivere commenti presi a casaccio e

84 Idem, p. 203.
85 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., pp. 260-262.

23
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

stizzosi contro memorialisti e storici del campo costituisca una rassegna appropriata, si sbaglia
penosamente (p. 13).
In realt, pretendere che le opere di questi memorialisti e storici abbiano un qualunque pre-
gio, sarebbe stato un boccone troppo amaro anche per i nostri cinque geni.
Come si potrebbe asserire di discernere un briciolo di veridicit nei libri di un Vasili Grossman o
di uno Stanisaw Szmajzner? Come si potrebbe giustificare uno spudorato falsario come Yitzhak
Arad, che nella sua opera classica, riguardo a Treblinka falsifica impudentemente il rapporto del
movimento di resistenza ebraico del 15 novembre 1942, sostituendo con camere a gas le imba-
razzanti camere a vapore? 86
Come ho evidenziato in Sobibr, l'unico storico ortodosso di qualsivoglia campo Reinhardt che
meriti qualche rispetto, Jules Schelvis, ma neppure lui in grado di dimostrare che un solo Ebreo
fu gasato a Sobibr.
Ma i nostri cinque autori credono di essere migliori di Schelvis, Hilberg e compagnia bella. Dal
momento che confutare Mattogno, Graf e Kues quanto dire difendere la versione ufficiale dei
tre campi Reinhardt, essi si assumono un compito non propriamente invidiabile. Non c via di
mezzo tra la versione ortodossa e quella revisionistica. Dato che i tre campi Reinhardt erano tanto
piccoli da non poter accogliere se non una esigua frazione dei circa 1.500.000 Ebrei ivi deportati,
questi dovevano essere necessariamente o campi di sterminio, o campi di transito, come asseriscono
i revisionisti: tertium non datur.
Ma se erano campi di sterminio, i Controversial Bloggers sono costretti ad accettare tutte le
balordaggini della storiografia ortodossa, inclusa la ridicola storia della genesi delle camere a gas.
Vediamo ora come Jonathan Harrison, Roberto Muehlenkamp, Jason Myers, Sergey Romanov e
Nick Terry svolgono questo compito. I risultati del loro tentativo mostrer senzaltro se Jahveh ha
realmente inviato ai suoi beneamati cinque redentori o se invece li ha traviati, mandando loro
cinque pagliacci.

86 Y. Arad, Belzec, Sobibor, Treblinka, op. cit., p. 354 sg.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

CAPITOLO 2
SCOPO E SIGNIFICATO DI QUESTO STUDIO

(Carlo Mattogno)

1) I contendenti e le loro credenziali


Jrgen Graf ha aderito al revisionismo all'inizio degli anni Novanta. autore di molti studi, i pi
importanti dei quali, che superano abbondantemente le 900 pagine, sono:
Der Holocaust auf dem Prfstand. Augenzeugenberichte versus Naturgesetze. Guideon Burg
Verlag, Basilea, 1992;
Auschwitz. Ttergestndnisse und Augenzeugen des Holocaust. Neue Visionen GmbH, Verlag,
Wrenlos, 1994;
Riese auf tnernen Fssen. Raul Hilberg und sein Standartwerk ber den Holocaust. Castle
Hill Publishers, Hastings, 1999;
Krach mirowogo porjadka (Il crollo dell' ordine mondiale), Mosca, 2008;
Egli ha redatto inoltre numerosi articoli, i pi importanti dei quali si trovano nel sito http:// juer
gen-graf.vho.org/.
Thomas Kues si dedicato al revisionismo dal 2007. Egli autore di molti articoli, tra i quali:
Evidence for the Presence of Gassed Jews in the Occupied Eastern Territories (serie di arti-
coli in corso di pubblicazione nella rivista on line Inconvenient History);
The Maly Trostenets Extermination Camp A Preliminary Historiographical Survey, Incon-
venient History, vol. 3 (2011), n. 1 e 2;
Tree-felling at Treblinka, Inconvenient History, vol. 1 (2009) n. 2;
The Alleged First Gas Chamber Building at Sobibr, in: http://codoh.com/library/ document/
654;
On Rudolf Hss alleged visit to Treblink, in pdf nel sito wnlibrary.org.
La sua linea principale di ricerca tutt'altro che negazionista, in quanto mira a ricostruire, nei
limiti in cui le fonti disponibili lo consentono, il destino degli Ebrei deportati all'Est.
Graf ed io, insieme o singolarmente, abbiamo visitato i seguenti ex campi di concentramento
tedeschi:
Auschwitz-Birkenau,
Buchenwald,
Dachau,
Gusen,
Mauthausen,
Gross-Rosen,
Lublino-Majdanek,
Stutthof,
Paszw,
Chemno
Beec,
Sobibr,
Treblinka
l'ex ghetto di Terezn
e il Forte IX di Kaunas.

25
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Insieme o singolarmente abbiamo avuto accesso a questi archivi:


Archivio del campo di concentramento di Dachau
Archivio Federale di Coblenza
Archivio di Stato di Weimar
Archivio municipale di Erfurt
Archivio del Museo di Stutthof
Archivio del Museo statale di Gross-Rosen, Wabrzych
Archivio di Stato di Katowice
Archivio del Museo di Stato di Majdanek
Archivio di Stato provinciale di Lublino
Archivio del Museo di Stato di Auschwitz-Birkenau
Archivio della Commissione centrale di inchiesta sui crimini contro il popolo polacco - Memo-
riale nazionale, Varsavia
Archivio di Stato della Federazione Russa, Mosca
Archivio russo di Stato della guerra, Mosca
Ufficio Federale della Sicurezza della Federazione Russa, Mosca.
Istituto statale di documentazione sulla guerra, Amsterdam
Archivio storico militare, Praga
Archivio del Ministero degli Interni della Repubblica Ceca, Praga
Archivio del Museo di Stato ebraico, Praga
Archivio del Monumento di Terezn
Archivio centrale dello Stato della Repubblica Slovacca, Bratislava
Archivio Nazionale Slovacco
Archivio Nazionale della Repubblica Bielorussa, Minsk
Archivio centrale di Stato della Lituania, Vilnius
Archivio Nazionale d'Ungheria, Budapest
Archivio di Stato di d
Archivio di Stato del distretto di Lviv.
Abbiamo ricevuto documenti da vari istituti, tra i quali:
Deutsches Patentamt, Berlino
Zentrale Stelle der Landesjustizverwaltungen, Ludwigsburg
Institut fr Zeitgeschichte, Monaco
Staatsarchiv Nrnberg, Norimberga
Centre de Documentation Juive Contemporaine, Parigi
Archivio Federale svizzero, Berna
National Archives, Washington D.C.
Yivo Institute for Jewish Research, New York
Franklin D. Roosevelt Library, New York
Public Record Office, Richmond (ora nei National Achives, Kew)
The Jewish Museum, Londra
Wiener Library, Londra
Studium Polski Podziemnej, Londra
Imperial War Museum, Londra
Yad Vashem, Gerusalemme
Archivio di Stato di Israele, Gerusalemme
Archivio Friedman, Haifa
Riksarkivet, Stoccolma.

26
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Fin dall'inizio il nostro interesse si concentr su Auschwitz, non certo per una sorta di osses-
sione per questo campo, bens, sia per il fatto ovvio che all'epoca (ora molto meno) questo campo
era considerato il centro dell'Olocausto, sia, ancor pi, perch era noto che su di esso esisteva una
documentazione enorme. Sulla base del cospicuo materiale documentario raccolto, redassi una serie
di studi sistematici su aspetti essenziali della storia di Auschwitz che coprono circa 3.300 pagine:
La Zentralbauleitung der Waffen-SS und Polizei Auschwitz, Edizioni di Ar, Padova 1998
(trad. ingl.: The Central Construction Office of the Waffen-SS and Police Auschwitz. Theses & Dis-
sertations Press, Chicago, 2005);
Auschwitz: la prima gasazione. Edizioni di Ar, Padova, 1992 (trad. ingl.: Auschwitz: The First
Gassing. Rumor and Reality. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005);
Auschwitz: Crematorium I and the Alleged Homicidal Gassing. Theses & Dissertations Press,
Chicago, 2005;
The Bunkers of Auschwitz. Black Propaganda versus History. Theses & Dissertations Press,
Chicago, 2004;
Sonderbehandlung ad Auschwitz. Genesi e significato. Edizioni di Ar, Padova, 2001 (trad.
ingl.: Special Treatment in Auschwitz. Origin and Meaning of a Term. Theses & Dissertations Press,
Chicago, 2004);
Auschwitz: Open Air Incinerations. Theses & Dissertations Press, Chicago, 2005;
Le camere a gas di Auschwitz. Studio storico-tecnico sugli indizi criminali di Jean-Claude
Pressac e sulla convergenza di prove di Robert Jan van Pelt. Effepi, Genova, 2009, 715 pagine,
con 51 documenti (trad. ingl.: Auschwitz: The Case for Sanity. A historical & technical study of
Jean-Claude Pressac's Criminal Traces and Robert Jan van Pelt's Convergence of Evidence, 2 vol.
The Barnes Review, 2010);
Auschwitz: assistenza sanitaria, selezionee Sonderbehandlung dei detenuti immatricola-
ti. Effepi, Genova, 2010, 335 pagine, con 60 documenti;
I forni crematori di Auschwitz. Studio storico-tecnico con la collaborazione del dott. ing.
Franco Deana. 2 vol. Effepi, Genova, 2012, 1211 pagine, con 300 documenti e 370 fotografie
Nel corso delle ricerche, condotte sempre con risorse limitate e con grandi sacrifici personali,
Graf ed io raccogliemmo una ricca documentazione anche sugli ex KL (campi di concentramento)
di Lublino-Majdanek e Stutthof, corroborata da un'accurata ispezione delle installazioni di questi
campi. Da questa documentazione nacquero gli studi:
Concentration Camp Majdanek. A Historical and Technical Study. Theses & Dissertations
Press, Chicago, 2003, e
Concentration Camp Stutthof and its Function in National Socialist Jewish Policy. Theses &
Dissertations Press, Chicago, 2003 (edizione italiana: KL Stutthof. Il campo di concentramento di
Stutthof e la sua funzione nella politica ebraica nationalsocialista. Effepi, Genova, 2003).
Tutti i libri menzionati sopra offrono una abbondante messe di materiale (documenti, testimo-
nianze, fotografie, riscontri materiali) precedentemente ignoti o ignorati, sicch non ha senso quali-
ficarli sbrigativamente negazionisti.
In una prospettiva strettamente revisionistica, cio come spiegher sotto critica, la ricerca di
documenti era dettata dalla constatazione che, per quanto riguarda la questione delle camere a
gas, il valore probatorio della storiografia olocaustica inversamente proporzionale alla docu-
mentazione; ossia, pi ricca la documentazione, pi difficile per essa dimostrare i suoi assunti,
pi facile per il revisionismo confutarne le relative argomentazioni; ma ci vale anche per la
critica olocaustica al revisionismo: tanto pi grande la documentazione, tanto pi insignificanti
sono le critiche olocaustiche. I casi di Auschwitz, Majdanek e Stutthof ne costituiscono la dimo-
strazione pi evidente.
La ragione di ci sta nel fatto che arduo travisare sistematicamente una vasta mole di docu-

27
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

menti, che, appunto per la loro abbondanza, il pi delle volte, permettono di conseguire una com-
prensione effettiva degli eventi; d'altra parte altrettanto arduo confutare una reale convergenza di
prove documentarie.
Dove invece la documentazione pressoch inesistente, come riguardo ai campi dell' Azione
Reinhardt, la ricostruzione storica olocaustica necessariamente congetturale e lacunosa, essen-
do basata quasi esclusivamente su testimonianze, anche se si fingono ulteriori prove che sono in
realt solo fumo negli occhi.
Nel corso delle nostre ricerche, Graf ed io non tralasciammo di esaminare, dove presente, mate-
riale su questi campi, e trovammo anche testimonianze, rapporti ed elementi vari prima ignoti o
ignorati. Da queste ricerche scaturirono tre libri sui tre campi principali (il quarto Lublino-Maj-
danek) dell' Azione Reinhardt;
Beec in Propaganda, Testimonies, Archeological Research, and History. Theses & Disser-
tations Press, Chicago 2004 (edizione italiana: Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle
indagini archeologiche e nella storia. Effepi, Genova, 2006)
Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp? Theses & Dissertations Press, Chicago,
2004;
Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, redatto anche con la collaborazione di Thomas
Kues.
Queste tre opere contano complessivamente oltre 900 pagine.
I nostri critici ci accusano senza mezzi termini di essere dei falsari; essi pretendono infatti di
smascherare le falsit di Mattogno, Graf e Kues, come recita il sottotitolo del loro libro.
Ma si pu credere seriamente che Graf ed io ci siamo sobbarcati nell'arco di un quinquennio a
viaggi estenuanti, a sacrifici personali (che a Graf, come noto, hanno sconvolto la vita), che
abbiamo scritto migliaia di pagine soltanto per falsificare la storia? Nell'ambito di quella ragio-
nevolezza che essi invocano, non almeno pi probabile che le nostre intenzioni fossero rette? Che
fossimo animati dal desiderio di accertare la verit, o di avvicinarci il pi possibile ad essa, o, come
direbbe Robert Faurisson, dal desiderio di akribia? Se proprio avessimo voluto falsificare la storia,
non avremmo fatto faticosi viaggi alla ricerca di documenti, ma avremmo semplicemente copiato le
fonti della letteratura esistente, come hanno fatto sistematicamente i Controversial Bloggers,
espressione che bisognerebbe tradurre con bloggers polemisti, o, meglio ancora, contro-versi
nel senso di fomentatori di odio afflitti da spirito polemico contro tutti.
Ora la volta dei nostri critici: Jonathan Harrison, Roberto Muehlenkamp, Jason Myers, Sergey
Romanov, Nicholas Terry. Chi sono costoro? Essi si presentano in modo alquanto vago:
Due di noi vivono negli Stati Uniti (uno vi nato, l'altro un immigrato dal Regno Unito); uno di
noi vive in Inghilterra, uno in Portogallo e uno in Russia (p. 35).
Essi hanno in effetti tutti i motivi per essere circospetti, perch sono quasi tutti affiliati al fami-
gerato sito Holocaust Controversies, i cui membri sono stati notoriamente e vergognosamente ban-
diti dal sito ARC (Aktion Reinhard Camps):
Nel quadro del nostro sforzo in corso di ripristinare il sito web Action Reinhard Camps nel
suo stato originario, [prima di essere vandalizzato a suo tempo nel 2006], abbiamo
identificato questa pagina come uno dei vari documenti olocaustici inventati/falsificati creati
d a l gruppo Holocaust Controversies e maliziosamente inserito nelle nostre pagine da
Michael Peters. Abbiamo eliminato la pagina e la sostituiremo con dati storici accurati ,
insieme a qualunque altra informazione erronea, che sia infettata da questi controversial
bloggers i quali non cercano altro che diffondere i semi della discordia e del malcontento
nella comunit storica.
Si tratta dunque di azioni gravissime da codice penale. Il sito ARC aggiunge (vedi Figura 1):

28
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Holocaust Controversies un blog polemico il cui unico scopo dichiarato una


dissennata predilezione a creare dispute e a coltivare un alterco basato su internet con i
negatori dell'Olocausto e i sostenitori del revisionismo. Comunque essi non hanno limitato
la loro contesa ai negatori, e sono famosi per aver attaccato studiosi olocaustici e anche siti
web. I membri di Holocaust Controversies sono collegati all'attacco all'ARC, nonch alla
produzione di documenti e fotografie falsi. Tutti i suoi membri sono stati banditi da questo
sito web e rammentiamo a tutti che il sito web Action Reinhard Camps non ha alcuna
relazione con i mebri di questo blog indecente.
Membri di Holocaust Controversies:
Nicholas Terry
Sergey Romanov
Roberto Muehlenkamp
Andrew Mathis
Michael Peters87.

Figura 1

87 In: http://www.deathcamps.org/gas_chambers/trebmuenzberger.html.

29
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

In un altra comunicazione l' ARC team informa che esso


ha unanimamente concordato di escludere a tempo indeterminato i seguenti individui:
Sergey Romanov e Nick Terry,
precisando quanto segue (vedi Figura 2):
l' ARC non ha ALCUN contatto con questi individui e, pur apprezzando le migliaia di
rapporti per email che abbiamo ricevuto in relazione alle loro azioni riprovevoli, vi dobbia-
mo chiedere di inviare queste informazioni alle autorit preposte (corsivo mio)88.

Figura 2

Infine l'ARC team ha diffidato espressamente Muehlenkamp, Romanov e Terry dal fare colle-
gamenti al loro sito (vedi Figura 3):
Links non autorizzati al nostro sito web da postings del blog dell'odio polemico e grosso-
lanamente impreciso delle seguenti persone: Roberto Muehlenkamp - Sergey Romanov - Dr.

88 In: http://www.deathcamps.org/sergeyandnick.html.

30
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Nick Terry non sono tollerati dall'ARC. Noi non abbiamo alcuna relazione con i blog
dell'odio e vogliamo mettere in guardia tutti per evitare di essere ingannati da questi
individui89.

Figura 3

Nonostante ci, con la loro tipica sfrontatezza, i nostri critici hanno effettuato almeno sei links al
sito ARC (p. 338, nota 293; p. 396, note 36, 40; p. 424, note 60 e 61), il che, stante la summenzio-
nata diffida ufficiale, potrebbe essere perseguibile anche penalmente.
I nostri detrattori, a detta del sito ARC, sono dunque fomentatori di odio, vandali e falsari, autori
d i azioni riprovevoli e di postings del blog dell'odio polemico e grossolanamente impreciso:
con tali credenziali, il loro attacco alla nostra credibilit, cos formulato:
[Ci] non significa che noi consideriamo i negatori come controparte che dibatte sul nostro piano
a livello intellettuale o etico [sic!]; tutt'altro, noi abbiamo agito nella conoscenza che i negatori
operano con ignoranza e in malafede (p. 8),
appare pateticamente grottesco: da quale pulpito ci viene una lezione di onest intellettuale e di
morale! Ulteriori informazioni sulle nefande attivit di questi delinquenti informatici si possono
reperire nel sito http://hateblogwatch.yuku.com e in altri ancora.
Non stupisce affatto, dunque, che il gruppo Holocaust Controversies, sebbene si atteggi ad
avanguardia dell'antirevisionismo, non sia mai stato preso sul serio dagli storici olocaustici, n per
l'aspetto propriamente critico, n per il loro contributo (peraltro irrisorio) alla storiografia olo-
caustica.
Come ha anticipato Jrgen Graf, nel 2008 si tenuto a Oranienburg, in Germania, un convegno
storico internazionale i cui atti sono stati pubblicati solo nel 2011, in un volume di oltre 400 pagine
intitolato Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas. Historische
Bedeutung, technische Entwicklung, revisionistische Leugnung (Nuovi studi sulle uccisioni in
massa nazionalsocialiste mediante gas tossico. Significato storico, sviluppo tecnico, negazione revi-
sionistica)90. Lo scopo del convegno era da un lato di descrivere i risultati della pi recente ricerca
olocaustica sul tema delle camere a gas, dall'altro di esporre una critica del revisionismo. I
congressisti si occuparono direttamente e indirettamente anche dei campi dell' Azione Reinhardt.
In particolare, Dieter Pohl present un contributo sul tema Massenttungen durch Giftgas im
Rahmen der Aktion Reinhard (Uccisioni di massa mediante gas tossico nel quadro dellAzione
Reinhardt)91, nel quale spieg che in questo ambito
le ricerche sono limitate soprattutto dalla mancanza di fonti significative. Contrariamente ai
campi di concentramento, per i campi dell' Azione Reinhard non ci pervenuto quasi nes-
sun atto dellepoca92,
89 In: http://www.deathcamps.org/contact/contact.html.
90 A cura di Gnter Morsch e Bertrand Perz, con la collaborazione di Astrid Ley, Metropol, Berlino, 2011.
91 Idem, pp. 185-195.
92 Idem, p. 187.

31
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

donde la conseguenza che la scienza storica si basa


quasi completamente su interrogatori dei colpevoli, dei pochi superstiti e di testimoni ocu-
lari polacchi93.
In tale contesto Pohl dichiara: Una buona sintesi si pu trovare nella pagina web deathcamps.
org94.
Questo lunico sito web sull'argomento considerato serio e degno di menzione. In tutto il libro,
che conta oltre 400 pagine, non appare alcun accenno al sito Holocaust Controversies n ai loro
membri. Il fatto che esso, nella sterminata mole della letteratura olocaustica, sia stato citato esclusi-
vamente in alcuni articoli dall' Emory Universitys Holocaust Denial on Trial website e in un libro
di Pavel Polian e Alfred Kokh (p. 11), dimostra appunto che gli storici olocaustici autorevoli non
attribuiscono alcun valore alle affermazioni di Muehlenkamp e soci. Il riferimento al libro pate-
tico, perch, in quasi 400 pagine, appare un'unica scarna menzione di tre righe a Jonathan Harrison
in relazione a una sua critica al libro di Walter Sanning The Dissolution of Eastern European
Jewry95.
Per quanto riguarda il sito della Emory University, gli articoli che menzionano Holocaust Con-
troversies sono redatti da poveri disperati disposti ad attaccarsi a tutto pur di confutare le tesi
revisionistiche. La competenza e l'onest intellettuale di questa gente risultano, tra l'altro, da come
presentano il mio articolo The Crematoria Ovens of Auschwitz and Birkenau96:
Carlo Mattogno, un negazionista italiano, in una monografia del 1994 ha costruito i suoi ar-
gomenti sulle speculazioni dilettantesche di Leuchter. Per dimostrare che i forni non avreb-
bero potuto cremare abbastanza corpi, egli ha messo a confronto il funzionamento di moder-
ni forni civili con la situazione di Auschwitz-Birkenau97.
Entrambe le affermazioni sono false e riduttive: da un lato ho precisato che la capacit di crema-
zione addotta da Leuchter in realt di gran lunga inferiore alla capacit effettiva, dall'altro ho
descritto la struttura e il funzionamento dei forni civili per far comprendere quella dei forni di
Auschwitz-Birkenau, che ho poi esaminato in base ai documenti della Zentralbauleitung e di forni
Topf dello stesso modello a 2 e a 3 muffole installati in altri campi, esame cui ho successivamente
dedicato un volume di oltre 500 pagine 98.
Queste due menzioni di Holocaust Controversies, oltre ad essere irrisorie, sono dunque tutt'altro
che onorifiche. I nostri critici assicurano di aver ricevuto l'apprezzamento da molti storici e
accademici, tramite emails e di persona, ma non ne nominano neppure uno. Se ci vero,
chiaro che queste persone o non sono storici e accademici, oppure si vergognano di far conoscere
pubblicamente le loro relazioni con i fomentatori di odio e li hanno diffidati dal rendere pubblici i
loro nomi.
A tale riguardo costoro mi oppongono che
senza nominare tutti gli storici che hanno espresso il loro apprezzamento, siamo del tutto certi che
essi superano qualunque elogio Mattogno stesso possa aver mai ricevuto da qualunque acca-
demico (p. 11).
Ovviamente c' una certa differenza tra il fatto che sedicenti storici olocaustici non siano tenuti
in nessun conto dai loro colleghi e che non lo siano gli storici revisionisti da quelli accademici;

93 Ibidem.
94 Ibidem.
95 Pavel Polian e Alfred Kokh (a cura di), Otritsanie otritsaniia ili bitva pod Aushvitsem. Debaty o demografii i
geopolitike Kholokhosta (Negazione della negazione o la battaglia per Auschwitz. Dibattito sulla demografia e la geo-
politica dell'Olocausto), Mosca: Tri kvadrata, 2008, p. 288 e nota 196 a p. 317.
96 In: http://www.codoh.com/found/fndcrema.html.
97 The crematoria ovens at Auschwitz couldn't have disposed of the remains of the 1.1 million Jews , in: http://www.
hdot.org/en/learning/myth-fact/cremation1/keyword/mattogno.
98 I forni crematori di Auschwitz, op. cit., vol. I.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

nel primo caso la ragione non pu essere che l'insipienza storiografica, nel secondo la pregiudiziale
ideologica, dopo decenni di demonizzazioni (vedi soprattutto P. Vidal-Naquet e D. Lipstadt) a colpi
di accuse di antisemitismo, nazismo, razzismo, ecc. ecc. Nonostante ci, posso addurre qualche
eccezione. Il prof. Ernst Nolte mi annovera tra gli scienziati seri99. Inoltre, la prestigiosa raccolta
documentaria Standort- und Kommandanturbefehle des Konzentrationslagers Auschwitz 1940-
1945 (Ordini della guarnigione e del comando del campo di concentramento di Auschwitz 1940-
1945), edita dall' Istituto di Storia Contemporanea (Institut fr Zeitgesschichte) di Monaco, nella
bibliografia riporta il mio studio La Zentralbauleitung der Waffen-SS Auscwhitz100. Tomasz Kranz
ha ritenuto il nostro studio su Majdanek degno di menzione in un suo libretto, senza elogio, ma
anche senza rimproveri101. Poca cosa, certo, ma sempre pi di ci che, sulla carta stampata, hanno
ottenuto i nostri aspiranti storici: nulla.
In tale contesto facilmente intuibile perch, dopo alcune risposte iniziali, io abbia deciso di non
replicare pi alle affermazioni dei fomentatori di odio, a meno che non le mettessero per iscritto,
cosa che, nella loro tipica distorsione mentale, essi interpretano ridicolmente come disperazione
da parte mia (p. 11). Questa clausola mirava anzitutto a fissare nella realt ci che nel web solo
virtuale. Come chiaro perfino ad essi, i links di internet sono effimeri e tendono a decadere
col passar del tempo (p. 1). Ci significa che nei blogs si possono scrivere le assurdit pi palesi,
ma dopo alcuni anni esse svaniranno, a profitto della credibilit degli autori. Un testo scritto,
invece, resta, e inchioda il suo autore alle sue responsabilit per un periodo immensamente pi
lungo. In secondo luogo, non sono minimamente interessato ad un alterco senza fine e incon-
cludente in virt dei suoi stessi presupposti. In terzo luogo, non ho nessuna voglia di dibattere con
fomentatori di odio chiaramente in malafede, che non si arrestano davanti alle assurdit pi palesi e
negano l'evidenza pur di contrastare in qualche modo il revisionismo. Come si pu discutere
seriamente, ad esempio, con chi dice di credere che in un metro quadrato si possano ammassare 20
persone? Nella comunit scientifica olocaustica, tutti sono concordi nel ritenerlo un'assurdit: solo i
Polemisti fanno questa professione di fede 102. E che pensare di uno che pretende di calcolare il
valore combustibile di un corpo umano sulla base del biogas prodotto dalla decomposizione di
rifiuti di animali e precisamente letame bovino? 103. Un vero argomento di letame per non
usare un termine pi appropriato che comincia con m. Se Muhlenkamp avesse scritto una tale
balordaggine in un libro, sarebbe stato lo zimbello di ogni persona competente per tutta la vita.
Un documento in PDF, nel web, ci che meno lontano da un libro cartaceo, se non altro
perch, una volta postato, non pu pi essere modificato e inoltre pu essere stampato come libro.
Da parte nostra, siamo ben lieti che i Polemisti si siano finalmente decisi ad adottare una forma di
comunicazione che li inchioder, speriamo per anni, alle loro affermazioni, senza la speranza di un
troppo rapido decadimento.
Un'altra accusa che stata mossa ai nostri critici il plagio. Il PDF dei Polemisti stato postato
il 24 dicembre del 2011. Nell'arco di pochissimi giorni esso stato ribattezzato da chi conosce bene
i loro autori Cut and paste Manifesto, il Manifesto del taglia e incolla, ma, bisogna aggiun-
gere, anche, e soprattutto, del copia e incolla.
Quattro giorni dopo l'utente Blogbuster, del RODOH-FORUM, ha scritto quanto segue nel
CODOH Forum:

99 E. Nolte, Controversie. Nazionalismo, bolscevismo, questione ebraica nella storia del Novecento. Corbaccio, Mila-
no, 1999, p. 13.
100 A cura di Norbert Frei, Thomas Grotum, Jan Parcer, Sybille Steinbacher e Bernd C. Wagner. Institut fr Zeitge-
schichte. K.G. Saur, Monaco, 2000, p. 570.
101 T. Kranz, Zur Erfassung der Hftlingssterblichkeit im Konzentrationslager Lublin. Pastwowe Muzeum na Maj-
danku, Lublino, 2007, p. 54.
102 Sulla questione ritorner nel Capitolo 11.
103 In: http://holocaustcontroversies.blogspot.com/2006/05/carlo-mattogno-on-belzec_28.html.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La mia opinione sul manifesto HC [Holocaust Controversies]:


Non sono stato granch impressionato dalla ricerca ingarbugliata di taglia e incolla com-
pilata Nick Terry, Sergey Romanov, Roberto Muehlenkamp e altri. Avendola letta attentan-
mente, ho trovato una quantit di informazioni che erano state originariamente postate in
altri siti web e tagliati su misura nel manifesto per essere adattati agli argomenti di HC. L'ho
trovato inutile come ausilio per discutere il revisionismo in un modo o nell'altro. Il punto
focale su una struttura ideata pi per emulare un Libro Bianco che per fornire una critica
essenziale delle convinzioni revisionistiche.
Qualunque studente liceale potrebbe benissimo mettere insieme una raccolta presa dalla
ricerca altrui, adattarla al tema desiderato proprio come questo manifesto stato diretto
specificamente contro Mattogno, Graf e Kues. Il problema che la ricerca originale di cui
questa discussione elettronica costituita non era destinata a tale scopo e il modo in cui
Terry e Romanov hanno tentato di quadrare il cerchio quantomeno superficiale104.
Ci spiega il vasto apparato pseudoscientifico che ostentano i Polemisti, evidentemente frutto di
giornate intere di copia e incolla. Nei capitoli successivi mostrer che il plagio storico, docu-
mentario e bibliografico di costoro tanto ampio che essi meritano a pieno titolo l'appellativo di
Plagiari.
Nell'Appendice presento un elenco dei loro circa 400 plagi che, pur essendo incompleto, resta
comunque impressionante. Invito il lettore a visionarlo prima di continuare la lettura di questa
risposta, in modo che possa farsi fin da subito un'idea precisa della sconfinata cialtroneria di questi
seminatori di odio e di menzogne.
Le nuove fonti da essi addotte sulla nostra conoscenza di Belzec, Sobibor e Treblinka (pp.
20-24) sono infatti praticamente le stesse elencate sinteticamente da Pohl nel suo scritto Massen-
ttungen durch Giftgas im Rahmen der Aktion Reinhard.
Per quanto riguarda le nostre fonti, l'analisi esposta dai fomentatori di odio, come sempre com-
pletamente privi del senso della misura, ridicolmente riduttiva:
Difatti, dei documenti non giudiziari citati nella trilogia, 11 si riferiscono ad Auschwitz, mentre
7 si riferiscono ad altri campi di concentramento, e ne restano solo 7 che si riferiscono a Belzec o
a Treblinka insieme a 18 ai distretti della Galizia e di Lublino e 4 al ghetto di Lodz. Altri 11
documenti degli archivi di Mosca sono citati in relazione all'Olocausto nell'Unione Sovietica,
mentre un documento presumibilmente citato dall'Arvhivio Nazionale della Bielorussia eviden-
temente plagiato da fonti secondarie.
Indi concludono:
Confrontate con gli sforzi di ricerca di storici seri, tutte queste cifre sono risibili (p. 28).
In realt, nella nostra trilogia abbiamo addotto materiale precedentemente ignoto e presentato
analisi critiche prima non effettuate. Senza entrare troppo nei dettagli, il libro su Beec riunisce per
la prima volta una vasta raccolta di fonti propagandistiche del periodo bellico e post-bellico relative
alla genesi e allo sviluppo dei presunti metodi di uccisione e mostra come e perch da tali favole
scatur la storia delle camere a gas105. Raccolte di fonti simili sono state effettuate sia per Tre-
blinka106, sia per Sobibr107. In tutti e tre i casi stato fatto largo uso di fonti polacche all'epoca non
considerate dalla storiografia occidentale. Il libro su Beec offre inoltre un dettagliato resoconto
critico delle ricerche archeologiche di Andrzej Kola nel terreno dell'ex campo, che si pu discutere
quanto si vuole, ma che resta comunque il primo di tale ampiezza nella letteratura cartacea.
Lo studio su Treblinka presenta una documentazione non irrilevante all'epoca completamente
ignota anche agli specialisti olocaustici. Si tratta soprattutto di materiale da noi reperito
104 In: http://codoh.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=6769&sid=004810c920719f820b57a1f08ee5c567.
105 Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia, op. cit. pp. 13-68.
106 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., pp. 47-76.
107 Sobibr. Holocaust Propaganda end Reality, op. cit., pp. 63-76.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

nell'Archivio di Stato della federazione Russa (GARF) di Mosca, ad esempio le testimonianze di A.


Kon e di K. Skarzyki, lo scritto di S. Rajzman Kombinat Smerti v Treblinke (Il centro della morte
di Treblinka) e il suo interrogatorio del 26 settembre 1944, il rapporto sovietico sulle fosse comuni
di Treblinka del 15-23 agosto 1944, quelli immediatamente successivi della TASS dell'11 e 12
settembre 1944, il rapporto dell'indagine preliminare di Z. ukaszkiewicz del 29 dicembre 1945, la
pianta sovietica di Treblinka del 24 settembre 1944 (da noi pubblicata come documento 11), le
piante delle presunte camere a gas del campo disegnate dal tenente Jurowski (documenti 18 e 19) e
altro materiale. Come si vedr nei capitoli successivi, Muehlenkamp e soci hanno plagiato perfino
queste nostre fonti!
L'opera su Sobibr presenta e analizza per la prima volta i risultati delle ricerche archeologiche
effettuate da A. Kola nell'ex campo di Sobibr, descritti, in particolare, nell'articolo Badania ar-
cheologiczne terenu byego obozu zagady ydw w Sobibrze w 2001 r. (Ricerche archeologiche
nel terreno dellex campo di sterminio per Ebrei di Sobibr), in: Przeszo i Pami, n. 4, ottobre-
dicembre 2001.
Tutti e tre i libri sono inoltre corredati di fotografie scattate da me personalmente nelle aree degli
ex campi. Il libro su Beec contiene circa 90 riferimenti bibliografici, quello su Treblinka circa
210, quello su Sobibr circa 310. Contrariamente a ci che insinuano i fomentatori di odio, le fonti
sono tutte di prima mano e verificate 108.
Il valore delle nostre ricerche stato riconosciuto sia pure con grande stizza e una punta di
invidia da Michael Thad Allen, che, in relazione agli interrogatori degli ingegneri tedeschi della
ditta Topf da parte di funzionari dello Smersh (il servizio di controspionaggio sovietico) ha scritto:
Il dott. Schule mi informa che alcuni degli interrogatori [ degli ingegneri della] Topf che
non sono accessibili agli storici hanno trovato la loro via nei siti web dei negatori
dell'Olocausto. Cos a qualcuno viene accordato accesso a questi documenti. quantomeno
irritante che vi abbiano avuto pieno accesso i negatori invece degli storici di professione 109.
Il riferimento all'articolo di Jrgen Graf Anatomia dell'escussione sovietica degli ingegneri
della Topf. Gli interrogatori di Fritz Sander, Kurt Prfer, Karl Schultze e Gustav Braun da parte di
ufficiali dell'organizzazione sovietica di controspionaggio Smersch (1946/1948) 110.
L'arroganza di questo storico di professione pari soltanto alla sua ignoranza, come ho mostra-
to nell'articolo Le camere a gas di Birkenau nell'ottobre 1941: Le fantasie storico-tecniche di un
tecnologo111.
I Plagiari cominciano dunque la loro critica con una distorsione sistematica del valore delle
nostre opere al fine evidente di screditarle.
En passant, dato che essi si atteggiano a storici, perch non hanno presentato loro, prima di
noi, l'enorme mole di materiale che abbiamo versato nel dibattito storiografico sulla questione delle
camere a gas?
Essi affermano:

108 In tale contesto essi affermano che un documento presuntamente citato dall'Archivio Nazionale della Bielorussia
evidentemente plagiato da fonti di seconda mano (p. 28). Si tratta della lista del trasporto ebraico da Amburgo a
Minsk del 18 novembre 1941 che ho sotto gli occhi; esso comincia con Abramowicz Ruchla e finisce con Wollfsohn
Clara. Il plagio non una nostra specialit. Sulla questione ritorner nel Capitolo 13.
109 M. Thad Allen, Not Just a Dating Game: Origins of Holocaust at Auschwitz in the Light of Witness Testimony,
in: Germany History. The Journal of the German History Society, vol. 25, n. 2, 2007, nota 39 a p. 174.
110 Anatomie der sowjetischen Befragung der Topf-Ingenieure. Die Verhre von Fritz Sander, Kurt Prfer, Karl
Schultze und Gustav Braun durch Offiziere der sowjetischen Antispionageorganisation Smersch (1946/1948), in:
Vierteljahreshefte fr freie Geschichtsforschung, anno 6, n. 4, dicembre 2002, pp. 398-421, disponibile anche in rete
all'indirizzo http://www.vho.org/VffG/2002/4/Graf398-421.html.
111 In: Auschwitz: nuove controversie e nuove fantasie storiche. I Quaderni di Auschwitz, 4. Effepi, Genova, 2004.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Mattogno ha dichiarato anche che nessuno dei membri del blog ha mai visitato un archivio, una
biblioteca, ha mai visto un documento originale o al corrente della documentazione dei campi.
Ci decisamente falso, come vedremo nelle pagine seguenti (p. 11).
Alcune pagine dopo aggiungono:
La nostra ricerca nei materiali di archivi orientali includono viaggi di ricerca in alcuni degli ar-
chivi importanti (p. 29).
I Plagiari ricamano ci che ho scritto nel luglio 2010 in un breve saggio diretto principalmente
contro Sergey Romanov, rivolgendomi, oltre che a lui, a Muehlenkamp, a un tale Hans, a David
Thompson e a Joachim Neander, definendoli
critici di carta che non hanno mai abbandonato la loro scrivania, che non hanno mai visto
un documento originale, che non hanno mai messo piede in un archivio, n in una biblioteca,
che non hanno mai visitato un campo di concentramento tedesco, che, della documen-
tazione, hanno una conoscenza parziale, superficiale e raccogliticcia, che amano nascondersi
dietro pseudonimi, non avendo neppure il coraggio delle proprie opinioni 112.
Le fumose assicurazioni dei Plagiari non fanno luce sulle questioni fondamentali: chi di loro ha
visitato quali archivi? Quando? Quale materiale nuovo hanno trovato? Chi di loro ha visitato quali
ex campi di sterminio? E se hanno realmente effettuato ricerche cos profonde come asseriscono,
perch hanno perso tempo a confutare dei pretesi falsari invece di fornire le loro preziose cono-
scenze al mondo accademico, pubblicando una monografia specialistica sui tre campi principali
dell' Azione Reinhardt? Quale occasione perduta per scolpire i loro nomi nei prestigiosi annali
della storiografia olocaustica!
La tragica realt che essi non sono neppure storici di carta (come R. Faurisson defin giu-
stamente Pierre Vidal-Naquet), ma semplici bloggers copia e incolla.
Il discredito che essi tentano di gettare sulle nostre opere appare tanto pi malevolo e ingiusti-
ficato in quanto la stessa storiografia olocaustica, nonostante un dispiegamento immenso di persone
e di risorse, finora ha prodotto ben poco di significativo sui tre campi dell' Azione Reinhardt,
come ammette Pohl stesso.
Ovviamente siamo ben consapevoli che la nostra trilogia avrebbe potuto avere una documen-
tazione ancora pi ricca. Chi ci rivolge questo rimprovero dovrebbe considerare che, da oltre un
decennio, noi non abbiamo pi accesso ad archivi pubblici in quanto famigerati revisionisti,
sicch ci ormai preclusa ogni ulteriore ricerca archivistica in tal senso. Senza considerare le nostre
risorse finanziarie, assolutamente irrisorie rispetto a quelle dei cultori della storiografia olocaustica.
In tale contesto a dir poco sfavorevole, la nostra intenzione stata di offrire degli studi pionieristici
che, speriamo, possano costituire la base di approfondimenti futuri.
I Plagiari insistono ripetutamente e ossessivamente sul fatto che la bibliografia da noi consultata
per la redazione di questi studi datata e incompleta. Ci vero. Si trattato in parte di un passo
obbligato, in parte di una scelta voluta. Poich era nostra intenzione presentare il pi presto pos-
sibile studi di orientamento sui campi dell' Azione Reinhardt, abbiamo rinunciato ad un esame
sistematico della ricca letteratura olocaustica che avrebbe procrastinato a date indefinite la pubbli-
cazione dei nostri studi. Ci siamo pertanto soffermati sulle posizioni classiche della storiografia
olocaustica, le quali sono s datate, ma non superate. E qui interviene la nostra scelta volontaria:
Fino a che punto, infatti, gli sviluppi recenti della storiografia olocaustica sono realmente indispen-
sabili per la comprensione e la dimostrazione delle camere a gas?
Morsch e Perz hanno sottolineato che, dal 1983 al 2010, sono apparsi almeno 60 scritti sul tema
uccisione in massa mediante camere a gas, ma ci non ha portato grandi progressi su questo
argomento:

112 Il comitato di soccorso Zimmerman o gli olo-bloggers in (denigr)azione nel web, in:http://ita.vho.org/58_Il_ Co-
mitato_di_Soccorso_Zimmerman.pdf.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Molte delle limitazioni della ricerca allora determinate dalla difficile situazione delle fonti,
in considerazione delle fonti mancanti, non possono per essere facilmente superate neppure
dopo quasi 30 anni. Ci vale soprattutto per i campi dell' Azione Reinhard, per i quali,
contrariamente ai campi di concentramento, sono stati trasmessi solo pochissimi docu-
menti113.
Pohl, un autore molto citato dai Plagiari, lo asserisce ancora pi esplicitamente:
La ricerca sui campi di sterminio della cosiddetta azione Reinhard, tra la fine degli anni
Settanta e la met degli anni Novanta, ha fatto grossi passi in avanti, non da ultimo grazie
allopera collettiva Nationalsozialistiche Massenttungen durch Giftgas. Da allora si sono
potute ottenere certamente nuove conoscenze sullo sgombero dei ghetti e sulle deportazioni,
ma poche sui campi di sterminio veri e propri, cio su Beec, Sobibr e Treblinka 114.
Egli elenca diligentemente le nuove fonti, ma poi deve ammettere che
tuttavia siamo ancora lontani da una sintesi comprensiva di tutte queste conoscenze; nel
complesso, lo stato della ricerca non mutata in modo rilevante dagli anni Ottanta115 (cor-
sivo mio).
Infatti Pohl constata sconsolatamente:
Certo, mancano ancora studi pi approfonditi soprattutto su Treblinka, il pi grosso dei tre
campi, e su Beec116.
Dato che a noi interessava essenzialmente il problema dei campi di sterminio e delle camere a
gas, non considerando questa nuova letteratura, che come afferma esplicitamente Pohl e come
come vedremo nei capitoli che seguono su di esso non ha addotto nulla di nuovo, i rimproveri
dei nostri detrattori ci toccano molto marginalmente. D'altro canto, il loro maniacale ricorso a
innumerevoli fonti, in massima parte plagiate, non mira affatto a colmare i vuoti incolmabili della
storiografia olocaustica, n a presentarne una sintesi, ma ad irretire il lettore, con puerile osten-
tazione, in una fittissima rete di riferimenti inconcludenti.

2) La genesi della storiografia olocaustica e la metodologia revisionistica


Ogni volta che si dibatte sul revisionismo riaffiora invariabilmente la teoria della cospirazione.
I Plagiari, come si visto, pretendono che la negazione dell'Olocausto inconcepibile senza una
forma di teoria della cospirazione (p. 38).
Jrgen Graf ha gi chiarito sopra che questa teoria non ci appartiene minimamente. Parallela-
mente essi pretendono di impartirci una lezione di metodologia storiografica:
impressionante che in tutte le loro opere, MGK117 si comportino regolarmente come se l'unica
fonte che possa essere considerata un documento sia un rapporto tedesco. Ma una tale attitudine
molto francamente un discorso senza senso quando venga commisurato a tutte le pratiche note
normali della cultura storica sin da quando fu codificata nel XIX secolo. Il rankenismo [la dottrina
storica di Leopold von Ranke] ha una sola regola, cio di preferire dove possibile una fonte che sia
pi vicina agli eventi, sia in termini cronologici sia di prossimit [spaziale]. I medievalisti, dopo
tutto, sono spesso costretti a fare assegnamento su fonti molto posteriori ai fatti, redatte da com-
mentatori che non erano per niente vicini agli eventi che descrivono. Gli storici militari non si
fanno scrupolo di adoperare i documenti di entrambe le parti in una guerra o in un conflitto. Molti
storici dell'Olocausto fin dagli anni Quaranta hanno fatto buon uso di documenti contemporanei

113 G. Morsch, B. Perz (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas. Introdu-
zione, pp. XVII-XVIII.
114 D. Pohl, Massenttungen durch Giftgas im Rahmen der Aktion Reinhard, op. cit., p. 187.
115 Idem, p. 190.
116 Idem, p. 187.
117 La sigla designa Mattogno, Graf, Kues, ma, se si preferisce, si pu leggere MaschinenGewehrKugel, pallottole
argomentative del fucile mitragliatore revisionistico.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

non tedeschi, soprattutto la documentazione scritta dei consigli ebraici e della resistenza polacca.
Tali fonti sono incontestabilmente documenti e noi ne abbiamo fatto uso in ci che segue (pp. 29-
30).
In realt noi attribuiamo valore essenziale ai documenti scritti rispetto alle testimonianze e ai do-
cumenti tedeschi rispetto a quelli non tedeschi, che sono a nostro avviso fonti il cui valore dipende
da molti fattori. Nelle nostre opere, e in questa stessa risposta, abbiamo di norma utilizzato fonti
non tedesche, le quali, al pari di tutte le altre, incluse quelle tedesche, devono essere sottoposte ad
analisi critica e possono essere utilizzate solo dopo che sono risultate legittime e attendibili, una
procedura che lontanissima dalla mentalit fideistica e credulona dei Plagiari.
Nel novero dei documenti comprendiamo ovviamente anche le fotografie e i reperti materiali.
Tutto il resto invece, a cominciare dalle testimonianze e dalle sentenze dei tribunali, fino agli scritti
della resistenza ebraica o polacca, ha un valore probatorio molto subordinato o nullo, soprattutto nel
caso molto frequente in cui non siano suffragati da alcun documento del periodo bellico.
La correttezza di una tale impostazione metodologica del resto ammessa anche da storici
olocaustici, come Mathias Beer:
Tuttavia allo storico non permesso adottare le sentenze dei tribunali senza averle esami-
nate, perch la giustizia e la storiografia perseguono fini differenti. Per lui le testimonianze
sono importanti anzitutto perch lo aiutano a colmare le lacune delle fonti. Ma le testi-
monianze, per la loro peculiarit, possono essere trattate sullo stesso piano [delle fonti], ad
esempio come documenti, ed essere utilizzate proficuamente dalla ricerca storica, soltanto se
vengono rispettati determinati princpi. Il presupposto fondamentale di non rinunciare, per
quanto possibile, al confronto tra le dichiarazioni e i documenti di cui siano state esa-
minate criticamente le fonti, cio a collegare sempre il fatto probabile con quello certo. [ Ma]
anche cos non si pu rispondere in modo soddisfacente a ogni domanda 118.
Per spiegare questa posizione bisogna esaminare come e perch nata la storiografia olocaustica.
I Plagiari hanno descritto la sua genesi senza neppure rendersi conto di affossare cos da s stessi le
loro critiche.
Essi delineano infatti la storia dei campi di sterminio dell' Azione Reinhard a cominciare
dalla sua origine, la propaganda nera dei vari centri di resistenza ebraici e polacchi:
Un numero crescente di rapporti che giungevano alla Stato polacco clandestino, la Delegatura,
nonch a organizzazioni ebraiche come l'archivio dell'Oneg Shabes [Shabbat] a Varsavia, indusse
praticamente tutti all'interno della Polonia a dedurre rapidamente che Belzec, Sobibor e Treblinka
erano siti di sterminio (p. 15).
Come ho accennato sopra, noi ci eravamo gi soffermati con dovizia di fonti su questa propagan-
da. Essi poi precisano
Voci per sentito dire sull'uso di elettricit e vapore circolavano tra la popolazione polacca ed
ebraica della Polonia nonch tra gli ufficiali e le truppe di occupazione tedesche, ma la maggio-
ranza dei rapporti in Polonia convergevano sull'uso di camere a gas (p. 15).
Il caso di Beec emblematico. Michael Tregenza ha messo in risalto l'amicizia stretta tra il
personale del campo e gli abitanti ucraini del villaggio: abitanti di Beec lavoravano nella cucina
del comando SS e nella lavanderia SS, quattro uomini operarono all'interno dell'area del campo e
uno di essi, un elettricista, install cavi e luce nel secondo edificio di sterminio e, si dice, as-
sistette occasionalmente a gasazioni; inoltre due fotografi del villaggio furono autorizzati a scattare
fotografie all'interno del campo, perci non ci si deve meravigliare che, sia il campo, sia i segreti
del campo, fossero noti fin dall'inizio alla popolazione locale 119. Ma allora perch la presunta

118 M. Beer, Die Entwicklung der Gaswagen beim Mord an den Juden, in: Vierteljahreshefte fr Zeitgeschichte, anno
35, 1987, n. 3, p. 404.
119 Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia, op. cit., pp. 56-58.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

verit delle camere a gas funzionanti con gas di scarico di motori non si impose fin dall'inizio?
La nascita di voci per sentito dire, soprattutto su fantastici impianti di folgorazione, su treni della
morte e su fabbriche di sapone umano, nonostante un intero villaggio di testimoni oculari, si pu
spiegare soltanto come intenzionale Gruelpropaganda (propaganda basata su storie di atrocit). Ci
vale anche per Treblinka. Il rapporto del 15 novembre 1942 sulle camere a vapore di questo
campo, sul quale ritorner in seguito, talmente dettagliato che poteva essere soltanto frutto di un
travisamento voluto di impianti realmente esistenti, che non erano certamente delle camere a gas:
a che scopo, infatti, descriverle come camere a vapore? E perch a Sobibr furono inizialmente
attribuiti i metodi di sterminio pi improbabili, a cominciare dall'asfissia mediante cloro?
Che Beec, Sobibr e Treblinka fossero campi di sterminio risulterebbe dal fatto che durante
la guerra, nell'arco di un mese dall'apertura di Belzec cominciarono ad apparire rapporti in base
ai quali un gran numero di Ebrei entravano nel campo e non ne uscivano (p. 15).
Ma questa non era altro che la premessa indispensabile della propaganda nera: i propagandisti
prima lanciarono l'idea dei campi di sterminio e poi (anch'essi, come i nostri detrattori, completa-
mente sprovvisti del senso del ridicolo) cercarono di sostanziarla con le fantasie pi assurde.
Tra queste fantasie, vero, c'erano anche le camere a gas, ma falso, come scrivono i nostri
critici che la maggioranza dei rapporti in Polonia convergevano sull'uso di camere a gas; inoltre,
le poche fonti che le menzionavano, non le mettevano in correlazione con i gas di scarico di motori.
Alla fine del 1945, nonostante le varie testimonianze, anzi proprio a causa di queste, diversi metodi
di uccisione si contendevano il primato della verit ufficiale: vapore, estrazione dell'aria mediante
pompa aspirante, folgorazione, camere a gas. Gli impianti di folgorazione per Beec e le camere a
vapore per Treblinka valevano notoriamente come verit ufficiali ancora al processo di Norim-
berga120. Ancora nel 1946, un libretto pubblicato sotto gli auspici della Commissione Centrale di
inchiesta sui crimini tedeschi e Istituto del ricordo nazionale, (Crimini tedeschi in Polonia, Qua-
derno I), attribuiva 4 milioni di vittime a Treblinka (sebbene su di esso non ci fossero informa-
zioni abbastanza precise, materiali ufficiali) e 6 milioni a Mauthausen! 121.
Solo grazie alla testimonianza di Rudolf Reder e al rapporto Gerstein (peraltro inconciliabili su
questo punto), nel 1947, gli inquirenti polacchi scelsero il metodo del gas di scarico di un motore,
come abbiamo documentato nei paragrafi Dalle camere a vapore alle camere a ossido di carbo-
nio, Genesi della versione delle camere a ossido di carbonio e Trionfo della versione delle
camere a gas a ossido di carbonio del nostro libro su Treblinka e La lotta letteraria tra le ver-
sioni dello sterminio con corrente elettrica e con gas di scarico di un motore di quello su Beec.
La soluzione cos escogitata fu attribuita poi, per analogia, anche a Sobibr.
Prima di procedere, devo rispondere ad una critica che verte proprio sulla propaganda nera. I
Plagiari scrivono che per me [il concetto di]propaganda implica necessariamente la sua falsi-
t e in tal senso intendo la propaganda nera [black propaganda], mentre invece, obiettano, il
termine propaganda nera ha un significato molto preciso, essa una semplice propaganda
che pretende di provenire dalla parte del nemico (p. 43). Se solo questione di terminologia, si
pu parlare di menzogne propagandistiche, ma il nocciolo della questione non cambia: la
propaganda nera una propaganda fallace, come riconosce la storiografia olocaustica attuale.
Come altrimenti bisognerebbe definire le favole della folgorazione, delle camere a vapore, del
sapone umano, ecc.?
In tale contesto i nostri critici menzionano il corriere clandestino polacco Jan Karski impe-
gnato in propaganda nera tra i soldati tedeschi, stampando e distribuendo volantini in tedesco

120 URSS-93; PS-3311.


121 Maria Grzywo-Dbrowska, Wiktor Grzywo-Dbrowski, Okruciestwo czowieka i okruciestwa niemickie [Atroci-
t umana e atrocit tedesche]. Spdzielnia Wydawnicza, Varsavia, 1946, p. 43 e 47

39
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

(p. 43). Questo un ottimo caso per stabilire il significato reale di black propaganda. A p. 15
Karski viene presentato cos:
Un altro rapporto cruciale, che combinava informazioni compilate dall' Oneg Shabes con le fonti
clandestine polacche, fu portato fuori dal corriere clandestino polacco Jan Karski nel novembre
1942.
I Plagiari per si guardano ben dal riferire che cosa diceva questo rapporto cruciale. Karski
pretendeva infatti di essere entrato nel campo di Beec, ma non vi aveva trovato nessuna installa-
zione di gasazione. Gli Ebrei deportati vi venivano uccisi in treni della morte cosparsi di calce
viva che venivano caricati al campo e condotti a ottanta miglia di distanza, dove venivano lasciati
fermi per giorni fino alla morte di tutte le vittime. Ho descritto le varie testimonianze oculari di
Karski nel paragrafo Dalla folgorazione ai treni della morte del mio libro su Beec. Questa
storia, dal punto di vista olocaustico, palesemente falsa (dal punto di vista revisionistico potrebbe
essere il travisamento di trasporti che uscivano dal campo per ulteriore destinazione) e ci spiega
l'imbarazzato silenzio dei nostri critici, i quali dunque sanno bene che la propaganda nera, a
cominciare da quella propalata da Karski, era appunto diffusione intenzionale di menzogne.
Riprendendo il filo del discorso, i Plagiari tracciano poi le fasi attraverso le quali questa propa-
ganda menzognera, previamente filtrata e rinvigorita dalle varie commissioni di inchiesta sovie-
tiche, polacco-sovietiche e polacche e dagli accertamenti di giudici istruttori, entr nelle aule dei
Tribunali Militari, uscendone con la nuova veste di verit giudiziaria.
In questo processo, l'elemento decisivo fu senza dubbio la Dichiarazione delle Nazioni Unite
del 17 dicembre 1942, che da un lato promosse la propaganda a verit ufficiale, dall'altro, sanc il
criterio della punizione, ponendo le basi per la costituzione dei futuri Tribunali Militari:
Da tutti i paesi occupati gli Ebrei vengono trasportati in condizioni di atroce orrore e bru-
talit nell'Europa dell'est. In Polonia, che diventato il principale mattatoio nazista, i ghetti
istituiti dagli invasori nazisti vengono sistematicamente svuotati di tutti gli Ebrei, ad ecce-
zione di pochi operai altamente qualificati necessari per le industrie di guerra. Nessuno di
quelli deportati si mai rifatto vivo. I robusti vengono fatti lavorare fino a una morte lenta
in campi di lavoro. I malati sono lasciati morire di freddo e di fame o vengono delibera-
tamente massacrati in esecuzioni in massa.
Il numero delle vittime di queste crudelt sanguinose calcolato a molte centinaia di mi-
gliaia di uomini, donne e bambini del tutto innocenti.
La dichiarazione si concludeva con la minaccia che le Nazioni Unite ribadiscono la loro solen-
ne decisione di garantire che coloro che sono responsabili dei crimini non sfuggiranno al castigo e
di proseguire verso questo scopo con le necessarie misure pratiche 122.
Il progetto della dichiarazione era stato discusso al Foreign Office, a Londra, fin dall'inizio di
dicembre, dopo l'arrivo di molti rapporti propagandistici, l'ultimo dei quali, quello di Jan Karski,
era giunto il 25 novembre123. Una nota datata 26 novembre 1942 e registrata il 1 dicembre informa:
Sterminio di Ebrei in Europa.
Il sig. Law124 riporta una conversazione col sig. Silverman 125 e col sig. Easterman126 riguardo
allo sterminio di Ebrei in Europa. Il sig. Silverman ha insistito perch il Governo di Sua
Maest intraprenda qualche azione per alleviare queste atrocit e ha suggerito che sia
presentata dalle Nazioni Unite una dichiarazione delle Quattro Potenze la quale proclami

122 IMT, vol. XII, p. 364.


123 Vedi al riguardo Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia , op. cit.,
pp. 31-34.
124 Richard Law, sottosegretario di Stato al Ministero degli Esteri.
125 Sydney Silverman, un membro del Parlamento britannico.
126 Alexander Easterman, all'epoca segretario politico del Congresso Mondiale Ebraico, Sezione britannica.

40
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

che gli esecutori saranno debitamente puniti e anche che bisognerebbe fare trasmissioni
radio per incoraggiare i non Ebrei ad aiutare gli Ebrei perseguitati127.
In una nota manoscritta del 27 novembre, David Allen, un funzionario della Direzione centrale del
Ministero degli Esteri, consigliava che la dichiarazione in mancanza di prove pi chiare, [ do-
vrebbe] evitare un riferimento troppo specifico al piano 128 di sterminio, ma doveva limitarsi a con-
dannare la politica tedesca nei confronti degli Ebrei 129. Un altro funzionario del Foreign Office,
Frank Roberts, rilev al riguardo lo stesso giorno:
Una dichiarazione secondo le direttive summenzionate dovrebbe essere piuttosto vaga, per-
ch non abbiamo nessuna prova reale di queste atrocit (since we have no actual proof of
these atrocities), sebbene, penso, la loro probabilit sufficientemente grande da giustificare
un'azione secondo le direttive summenzionate, se ci considerato essenziale al fine di sod-
disfare l'opinione parlamentare qui. I propagandisti potrebbero poi fare dichiarazioni secon-
do le direttive summenzionate come di loro iniziativa. Senza una tale dichiarazione, a mio
avviso, sarebbe pericoloso imbarcarsi in una campagna propagandistica senza il fondamento
di fatti citabili e comprovati130.
L'atto che istituiva i futuri Tribunali Militari alleati non si fondava dunque su alcuna prova
reale, ma su una mera probabilit delle atrocit tedesche 131.
Ancora il 30 agosto 1943 il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Cordell Hull, comunic all'am-
basciatore in Unione sovietica riguardo al testo della Dichiarazione sui crimini tedeschi in Polo-
nia:
Su suggerimento del Governo britannico il quale dice che ci sono prove insufficienti per
giustificare la dichiarazione relativa all'esecuzione in camere a gas, stato concordato di
eliminare l'ultima frase del paragrafo 2 della Dichiarazione sui crimini tedeschi in Polonia
che comincia con dove e finisce con camere 132, facendo cos terminare il secondo para-
grafo con campi di concentramento. Prego informare il Commissariato degli Affari Esteri
del cambiamento di testo 133.
Ma ormai le Nazioni Unite si erano impegnate davanti al mondo intero, sicch i loro Tribunali
dovevano dimostrare in qualunque modo i crimini tedeschi. Anche perch bisognava distogliere
l'attenzione dell'opinione pubblica dai crimini degli alleati sovietici. Nel giugno 1944 il Ministero
dell'Informazione britannico invi il seguente memorandum a dipendenti statali di alto livello, a
dirigenti nel campo dell'informazione e al clero britannico:
Signore,
mi viene ordinato di inoltrarvi la lettera circolare che segue:
Spesso i buoni cittadini e i pii cristiani hanno il dovere di chiudere un occhio sulle peculia-
rit di questi nostri alleati. Ma viene il tempo in cui tali peculiarit, sebbene ancora negate in
pubblico, devono essere prese in considerazione allorch si richiede un'azione da parte no-

127 TNA (The National Archives, Kew Richmond, Gran Bretagna, prima Public Record Office) Foreign Office papers,
Fo371/30923 XP004257, p. 62.
128 Sottolineato nell'originale.
129 TNA, Foreign Office papers, Fo371/30923 XP004257, pp. 64-65.
130 TNA, Foreign Office papers, Fo371/30923 XP004257, pp. 66-67.
131 Tra i vari rimproveri che Walter Laquer lancia alle potenze che si resero presuntamente complici delle congiura del
silenzio, c' questo: Che dire del Foreign Office che verso la fine del 1943 decise di cancellare ogni riferimento all'u-
so di camere a gas perch le testimonianze non erano degne di fede?. Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla
soluzione finale. Giuntina, Firenze, 1983, p. 151.
132 ... o inviati con le donne e i vecchi in campi di concentramento, dove ora sono sistematicamente messi a morte in
camere a gas.
133 Foreign Relations of the United States, Diplomatic papers, 1943, vol. I, p. 416; citato in: Barbara Kulaszka (a cura
di), Dix Six Million Really Die? Report of the Evidence in the Canadian False News Trial of Ernst Z ndel. Samisdat
Publishers, Toronto, 1992, pp. 317-318.

41
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

stra.
Conosciamo i metodi di governo adottati dal dittatore bolscevico nella stessa Russia, ad
esempio, dagli scritti e dai discorsi del Primo Ministro stesso nel corso degli ultimi venti
anni. Sappiamo come l'Armata Rossa si comport in Polonia nel 1920 e in Finlandia, Esto-
nia, Lettonia, Galizia e Bessarabia solo recentemente.
Dobbiamo perci considerare come l'Armata Rossa si comporter certamente quando inva-
der l'Europa centrale. A meno che non siano adottate delle precauzioni, gli orrori ovviamen-
te inevitabili che ne risulteranno, getteranno in una indebita tensione l'opinione pubblica di
questo Paese. Non possiamo far ravvedere i bolscevichi, ma possiamo fare del nostro meglio
per salvare loro e noi stessi dalle conseguenze delle loro azioni. Le rivelazioni dell'ulti-
mo quarto di secolo renderanno poco convincenti semplici negazioni. L'unica alternativa alla
negazione di distogliere la pubblica attenzione dall'intero argomento. L'esperienza ha mo-
strato che la migliore distrazione la propaganda di atrocit [atrocity propaganda] diretta
contro il nemico. Sfortunatamente il pubblico non pi cos sensibile [ cio: credulone]
come ai tempi della Fabbrica di cadaveri, dei Bambini belgi mutilati e dei Candesi
crocifissi134. Si richiede dunque ardentemente la vostra cooperazione per distogliere la pub-
blica attenzione dalle imprese dell'Armata Rossa col vostro generoso appoggio a varie impu-
tazioni contro i Tedeschi e i Giapponesi che sono e saranno messe in circolazione dal
Ministero.
L'espressione della vostra fiducia in tali [imputazioni] pu convincere altri.
Vostro devotissimo (firmato) H. Hewett, assistente segretario.
Il Ministero non pu entrare in nessun tipo di corrispondenza riguardo a questa comuni-
cazione, che dovrebbe essere resa nota solo a persone responsabili135.
Questa propaganda di atrocit, dicevo, fu poi trasformata dai Tribunali Militari in verit giu-
diziaria. E quale fosse l'amore di giustizia e di verit di questi Tribunali, lo disse esplicitamente il
procuratore capo americano Justice Jackson alla seduta del 26 luglio 1946 del processo di Norim-
berga:
Interpretando lo Statuto, non dovremmo comunque trascurare il carattere unico ed emer-
gente di questo istituto come Tribunale Militare Internazionale. Esso non parte del mecca-
nismo costituzionale giudiziario interno di nessuna delle Nazioni firmatarie. La Germania si
arresa senza condizioni, ma non stato firmato o concordato alcun trattato di pace. Gli
Alleati si trovano tecnicamente ancora in stato di guerra con la Germania, sebbene le istitu-
zioni politiche e militari del nemico siano crollate. Come Tribunale Militare, questo tribu-
nale costituisce la continuazione dello sforzo bellico delle Nazioni Alleate. Come Tribunale
Internazionale, esso non legato alle raffinatezze dei nostri rispettivi sistemi giudiziari o
costituzionali, e le sue decisioni non introdurranno precedenti nel sistema giudiziario civile
interno di alcun paese136 (corsivo mio).
L o Statuto (Charter) del Tribunale Militare Internazionale menzionato sopra diceva esplicita-
mente che esso veniva costituito non allo scopo di accertare la verit o per fare giustizia, ma per il
giusto e tempestivo processo e per la punizione dei maggiori criminali di guerra dell'Asse in Eu-
ropa137 (corsivo mio).
Al fine di ottenere questo risultato, i vincitori della guerra crearono strumenti giuridici appro-
priati. L'articolo 19 dello statuto del Tribunale sanciva:
134 Temi della propaganda di atrocit messi in corcolazione dagli Inglesi durante la prima guerra mondiale.
135 Edward J. Rozek, Allied Wartime Diplomacy, John Wiley & Sons, New York 1958, pp. 209 sg. Cito da: J.S.A.
Hayward, The Fate of Jews in German hands: An Historical Enquiry into the Development and Significance of Holo-
caust Revisionism. University of Canterbury, 1993, pp. 329-330.
136 IMT, vol XIX, p. 398.
137 Idem, vol. I, p. 10.

42
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Il Tribunale non sar vincolato alle regole tecniche di prova. Esso adotter e applicher nel
modo pi ampio possibile una procedura rapida e non tecnica e ammetter qualunque prova
che ritenga avere valore probativo138.
E l'articolo 21 affermava:
Il Tribunale non richieder la prova di fatti di comune conoscenza ma ne prender cono-
scenza giudiziale (judicial notice). Esso prender conoscenza giudiziale di documenti e rap-
porti governativi ufficiali delle Nazioni Unite, inclusi gli atti e i documenti di comitati isti-
tuiti nei vari Paesi alleati per indagare sui crimini di guerra e la documentazione e i reperti di
Tribunali militari o di altro tipo di qualsiasi delle Nazioni Unite139.
Per completare l'opera, i documenti per i processi erano stati previamente selezionati in funzione
dell'accusa, sicch, in pratica, non esistono documenti della difesa.
Alan J.P. Taylor descrisse mirabilmente questa situazione per spiegare l'accordo pressoch una-
nime degli storici sulle origini della seconda guerra mondiale, ma ci vale anche per le origini del-
la storiografia olocaustica:
Se la documentazione storica fosse stata sufficientemente contrastante, gli studiosi si sa-
rebbero presto trovati a discutere il verdetto popolare, per quanto generalmente accettato.
Ci non stato, e per due ragioni apparentemente contraddittorie: perch c' nello stesso
tempo troppa e troppo poca documentazione. La documentazione in eccesso quella che fu
raccolta per i processi contro i criminali di guerra a Norimberga. Si tratta di documenti che,
per imponenti che sembrino nei loro innumerevoli tomi, costituiscono un materiale peri-
coloso a usarsi da parte dello storico. Furono raccolti, in fretta e quasi a casaccio, come base
per le arringhe degli avvocati. Lo storico non lavora in quel modo. L'avvocato mira a vincere
la causa; lo storico vuol capire una situazione. La prova che convince gli avvocati spesso
non soddisfa gli storici; e agli avvocati i nostri metodi paiono singolarmente imprecisi. Ma
anche gli avvocati oggi debbono avere qualche scrupolo circa le prove di Norimberga. I
documenti furono scelti non soltanto per dimostrare la colpevolezza degli uomini allora
sotto processo, ma anche per nascondere la colpevolezza delle potenze accusatrici. Se una
delle quattro potenze che istituirono il tribunale di Norimberga avesse potuto procedere da
sola, certo avrebbe schizzato molto pi fango: gli occidentali avrebbero portato in causa il
patto nazi-sovietico; l'Unione Sovietica avrebbe replicato con la conferenza di Monaco e con
altri pi oscuri compromessi. Ma essendo quello il tribunale delle quattro potenze, non si
poteva far altro che presupporre la colpevolezza della sola Germania. Il verdetto precedette
il processo; e i documenti furono addotti per sostenere una conclusione gi stabilita. Si trat-
ta di documenti autentici, certo; ma sono caricati, e chiunque se ne fidi trover quasi
impossibile sottrarsi al peso di cui sono carichi140 (corsivo mio)
Raginald T. Paget, che difese il Feldmarschall Erich von Manstein, descrisse in quale situazione
si trovavano i difensori degli imputati tedeschi:
Tutte le pareti erano coperte di cartelle e diverse file di cartelle alte sei piedi [ circa 180 cm]
correvano lungo la sala. Le difficolt imposte alla difesa sono ovvie. Gli unici documenti
disponibili erano quelli che erano stati selezionati perch potessero aiutare l'accusa, i
documenti tedeschi non erano mai stati vagliati per [cercare] quelli che potessero aiutare la
difesa. Noi avemmo accesso soltanto a una esigua parte dei documenti sequestrati. Il nostro
personale era del tutto inadeguato ad esaminare perfino una esigua parte dei documenti [che
si trovavano] in realt ad Amburgo e fu solo all'ultimissimo momento che scoprimmo molti

138 Idem, vol. I, p. 15.


139 Ibidem.
140 A.J.P. Taylor, Le origini della seconda guerra mondiale. Edizioni Laterza, Bari, 1975, pp. 36-37.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

documenti vitali per la difesa. Non sapremo mai quanti altri documenti di tal fatta esistes-
sero141
Il 20 novembre 1945 Robert G. Storey, consigliere amministrativo degli Stati Uniti al processo di
Norimberga, present al Tribunale un affidavit del maggiore William H. Coogan, capo della Sezione
Documentazione dell' Ufficio del Procuratore degli Stati Uniti, nel quale espose le procedure di
raccolta e elaborazione dei documenti tedeschi:
A partire dallo scorso giugno, il sig. Justice Jackson mi ha chiesto di dirigere la raccolta di
materiale di prova nel Continente per il processo degli Stati Uniti. Dal nostro ufficio furono
organizzati gruppi mobili sotto la direzione del maggiore William H. Coogan, che ha isti-
tuito nei centri principali di documenti dell'Esercito ufficiali di collegamento statunitensi che
parlavano tedesco. Questi ufficiali avevano l'ordine di vagliare e analizzare la massa di
documenti catturati e di selezionare quelli che avessero valore probatorio per il nostro pro-
cesso. Sono state vagliate e analizzate letteralmente centinaia di tonnellate di documenti e
atti nemici e quelli selezionati sono stati inoltrati a Norimberga per l'elaborazione. Presento
come prova un affidavit del maggiore Coogan datato 19 novembre 1945, qui allegato, che
descrive il metodo di cattura, cernita e consegna di tali documenti a Norimberga. Dopo che i
documenti, selezionati grazie alla summenzionata procedura di cernita, hanno raggiunto il
nostro ufficio, sono stati riesaminati, rivagliati e tradotti da personale esperto statunitense,
molti membri del quale sono nati in Germania 142 e sono perci in possesso di qualificazioni
linguistiche e culturali eccellenti. Alla fine, sono stati selezionati e presentati qui al palazzo
di Giustizia pi di 2.500 documenti. Almeno diverse centinaia sono addotti come prova. Essi
sono stati fotografati, tradotti in inglese, archiviati, forniti di indici e sistemati. L' affidavit
del maggiore Coogan descrive parimenti questa procedura 143 (corsivo mio).
Il maggiore Coogan conferm:
La squadra mobile della Sezione Documentazione costituita da personale che conosce a
fondo la lingua tedesca. Il loro compito era la ricerca e la selezione di documenti nemici cat-
turati nel Teatro europeo che rivelassero informazioni relative all'accusa contro i maggiori
criminali di guerra dell'Asse144 (corsivo mio).
Nelle aule dei tribunali il presunto sterminio ebraico, soprattutto riguardo a campi di sterminio
e camere a gas, divenne subito un fatto di comune conoscenza di cui bisognava semplicemente
prendere conoscenza giudiziale, vale a dire un dogma indiscutibile. La strategia difensiva degli
imputati vi si adatt senza bisogno di pressioni esterne. In tale contesto, la confessione era molto
pi remunerativa di una negazione, che avrebbe solo inasprito la pena per il malcapitato, perch
sarebbe stato inevitabilmente giudicato un nazista incallito e impenitente. I testimoni dell'accusa,
comprensibilmente esacerbati per le sofferenze che avevano patito a causa dei nazionalsocialisti, si
precipitarono a reclamare la loro vendetta. I Tribunali si mostrarono estremamente comprensivi nei
loro confronti, garantendo loro di fatto la totale impunit. Tra le migliaia di testimoni che deposero
in decine di processi, non risulta infatti che uno solo sia stato incriminato per falsa testimonianza,
sebbene molti avessero fatto dichiarazioni palesemente false e assurde. Anzi, accadde anche di
peggio, come illustrato da due aneddoti relativi ai cosiddetti processi di Dachau, celebrati dagli
Americani. Entrambi hanno come protagonista Josef Kirschbaum, investigatore ed esaminatore
civile degli Stati Uniti.
In un caso famoso, Kirschbaum present un certo Einstein per dimostrare che l'imputato
Menzel aveva ucciso il fratello di Einstein, ma il prigioniero indic il suddetto fratello che
sedeva sul banco dei testimoni. Kirschbaum, profondamente imbarazzato, si rivolse ad Ein-
141 R.T. Paget. Manstein: His Campaigns and His Trial. Collins, Londra, 1951, p. 107
142 Questi molti membri erano evidentemente ebrei.
143 PS-001(a). IMT, vol. XXV, pp. 2-3.
144 Idem, p. 5.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

stein e sibil: Come possiamo mandare questo porco alla forca se siete tanto stupido da
portare vostro fratello in aula?145.
In un'altra occasione, Kirschbaum fece schierare una decina di detenuti e ne mise uno al centro,
indi usc dall'aula per chiamare due testimoni polacchi dell'accusa. Nel frattempo i detenuti si me-
scolarono, scambiandosi le posizioni.
Quando i due polacchi entrarono, si gettarono sul prigioniero che stava al centro e grida-
rono: Oh, lo conosciamo bene, ha ucciso molte persone. Ora Kirschbaum si accorse del-
l'errore, mand via gridando i due Polacchi e rimise al centro quello che voleva. Poi chiam
di nuovo i due Polacchi, che si gettarono di nuovo sulla vittima e dichiararono con lo stesso
tono: Oh, lo conosciamo bene, ha ucciso molte persone 146.
Il caso del processo Belsen emblematico a questo riguardo. Fu il primo processo importante del
dopoguerra e fu celebrato dai Britannici dal 17 settembre al 17 novembre 1945. Il maggiore impu-
tato, l'SS-Hauptsturmfhrer Josef Kramer, era stato comandante del KL Auschwitz-II, Birkenau,
dall'ottobre 1942 al maggio 1944, poi comandante del campo di Bergen-Belsen. Per questo motivo
il processo si occup anche di Auschwitz. Nella sua prima dichiarazione, Kramer aveva dichiarato
ingenuamente la verit:
Ho sentito parlare di accuse di ex prigionieri di Auschwitz relative a una camera a gas l, di
esecuzioni in massa e di frustate, di crudelt delle guardie impiegate, e che tutto ci avvenne
o in mia presenza o a mia conoscenza. Tutto ci che posso dire al riguardo, che tutto
falso dall'inizio alla fine 147.
Ma ben presto egli si rese conto della funzione ideologica e politica del processo. L'unica strate-
gia difensiva ammissibile era la piena adesione al dogma delle camere a gas, e anche il suo avvo-
cato non pot fare altro che accettarlo:
Le camere a gas sono esistite, non c' alcun dubbio su ci 148.
Era chiaro che migliaia di persone erano state uccise nelle camere a gas di Auschwitz... 149.
Perci nel corso del dibattimento Kramer dovette ritrattare. Qui fece la sua apparizione la strate-
gia che divenne poi una regola della difesa: l'imputato sapeva, ma non era direttamente respon-
sabile. Nel caso specifico, Kramer dichiar:
Ricevetti un ordine scritto da lui [Rudolf Hss] secondo il quale non avevo nulla a che fare
n con le camere a gas, n con i trasporti che arrivavano 150.
Il processo Belsen emblematico anche per quanto riguarda le testimonianze di ex detenuti.
Sebbene il corpo della difesa fosse costituito da undici ufficiali britannici e uno polacco, essi non
poterono fare a meno di sottolineare pi volte l'inattendibilit dei testimoni:
Sto sostenendo che l'intero incidente immaginario (su A. Bimko) 151.
Affermo che il vostro racconto, qui, oggi, esagerato e falso. [...]. Suggerisco che la stessa
cosa vale per il resto della vostra testimonianza e che siete una testimone del tutto inaffida-
bile (su S. Liwinska)152.

145 Freda Utley, The High Cost of Vengeance. Henry Regnery Company, Chicago, 1949, p. 195.
146 Rudolf Aschenauer, Macht gegen Recht. Unbekanntes Material aus der amerikanischen und britischen Kriegsver-
brecher-Praxis. Arbeitsgemeinschaft fr Recht und Wirtschaft, Monaco, 1952, p. 22.
147 Trial of Josef Kramer and Forty-Four Others (The Belsen Trial). Edited by Raymond Phillips. William Lodge and
Company, Limited. Londra, Edimburgo, Glasgow, 1949, p. 731.
148 Idem, p. 150.
149 Idem, p. 512. Entrambe le dichiarazioni furono fatte dal maggiore Winwood, difensore di Kramer e di altri tre im-
putati.
150 Idem, p. 157.
151 Idem, p. 76.
152 Idem, p. 82.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Io vi dico che questo incidente avvenne soltanto nella vostra immaginazione e che tutta la
cosa un tessuto di menzogne (su D. Szafran)153.
Noi ci opponiamo a tutti questi affidavit che sono contenuti in questo libro e altrove, che
vengono presentati alla Corte come prove. A nostro giudizio tutte le deposizioni contenute
in questo libro sono completamente inattendibili e invitiamo la Corte, dopo aver considerato
le dichiarazioni, che si trovano nel libro, di quei testimoni che hanno gi fatto la depo-
sizione, di giudicare da esse e dire che le restanti non dovrebbero essere accettate dalla Corte
perch sono del tutto inconsistenti e di valore cos esiguo che la Corte non dovrebbe allonta-
narsi in modo cos enorme da ci che la normale pratica delle Corti penali e delle Corti
marziali generali154.
L'avvocato ha chiesto alla Corte di considerare la storia di Bimko e Hammermasch con
riferimento all'uccisione dei quattro Russi come pura invenzione delle due testimoni che
sono apparse in rapida successione in aula al solo scopo di aggredire verbalmente Kramer, il
loro ex comandante, e che inoltre proprio per questo motivo queste due testimoni lo hanno
accusato di aver preso attivamente parte alle selezioni ad Auschwitz 155.
L'avvocato ha affermato che questo testimone venuto in aula e ha fatto quest'accusa furi-
bonda contro Kramer senza alcun riguardo per la verit [...]. L'avvocato ha chiesto alla Corte
di accettare la storia di Kraft in toto e di rigettare la descrizione di Sompolinski del campo n.
2, che non pu essere sensatamente considerata una descrizione veritiera 156.
Il maggiore Munro ha asserito che l'intera storia pura assurdit... (su H. Klein) 157.
L'intera storia fantastica (su C.S. Bendel) 158.
Ci che Litwinska ha detto inconcepibile quando venga confrontato con la deposizione
del dott. Bendel. A giudizio dell'avvocato, ella ha anzitutto sentito dalla sua amica Bimko ci
che lei, Bimko, ha visto quando ha esaminato la camera a gas; poi ha udito la storia della
ragazza che era stata salvata dalla camera a gas da Hoessler e ha messo insieme le due cose
creando questa storia stupida e irreale159.
Non era difficile individuare la radice di tutte queste menzogne: l'odio e il desiderio di vendetta.
I nazisti hanno suscitato una passione razziale in tutto il mondo ed io non credo che sia
anormale o sorprendente che queste giovani ebree siano vendicative verso i loro ex guardia-
ni o che cerchino di vendicarsi di loro 160.
Mi sono soffermato a lungo sul processo Belsen perch illustra perfettamemte il clima che
regnava all'epoca, i dogmi della corte, le strategie della difesa, le motivazioni dei testimoni.
Attraverso una poderosa mobilitazione dei mezzi di informazione, i dogmi giudiziari divennero
presto un'atmosfera mediatica che permeava e alimentava tutte le parti in causa, giudici e testimoni,
ex detenuti ed ex SS, giornalisti e opinione pubblica.
Ci che gli avversari del revisionismo chiamano teoria della cospirazione in realt quest'at-
mosfera onnipervadente: tutte le parti in causa si trovarono d'accordo a sostenere, per ragioni diver-
se, il dogma delle camere a gas, non gi in virt di un complotto, ma perch questa era ormai la
verit giudiziaria e mediatica indiscutibile. Per quanto riguarda i testimoni, non c' affatto biso-
gno di presupporre che fossero tutti dei mentitori intenzionali; la cerchia di questi numericamente

153 Idem, p. 89.


154 Idem, p. 141.
155 Idem, p. 518.
156 Idem, p. 519.
157 Idem, p. 524.
158 Ibidem.
159 Idem, op. cit., p. 535. Ma anche la visita di A. Bimko alle camere a gas una storia stupida e irreale. Vedi il
mio studio Le camere a gas di Auschwitz, op. cit., pp. 544-546.
160 Idem, p. 244.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

insignificante. La stragrande maggioranza dei testimoni si limit semplicemente a ripetere e abbel-


lire ci che aveva ascoltato da altre fonti, in un processo che David Irving ha chiamato impolli-
nazione incrociata. Altri interpretarono eventi di cui ignoravano il significato alla luce delle cono-
scenze successive, in una sorta di autoillusione ben descritta da Valentina Pisanty:
Spesso gli scrittori [cio i testimoni: C.M.] intrecciano le proprie osservazioni dirette con
frammenti di sentito dire la cui diffusione nel lager era capillare. La maggior parte delle
inesattezze riscontrabili in questi testi attribuibile alla confusione che i testimoni fanno tra
ci che hanno visto con i propri occhi e ci di cui hanno sentito parlare durante il periodo
dellinternamento. Con il passare degli anni, poi, alla memoria degli eventi vissuti si ag-
giunge la lettura di altre opere sullargomento, con il risultato che le autobiografie stese in
tempi pi recenti perdono limmediatezza del ricordo in favore di una visione pi coerente e
completa del processo di sterminio161 (corsivo mio).
Arno J. Mayer rileva che i testimoni
in particolare, non possono non essere influenzati dai dogmi e dalle metafore che hanno
successivamente strutturato, cristallizzandole, la memoria collettiva e la visione della
catastrofe ebraica. Inoltre, i ricordi possono benissimo venire adattati ai disegni narrativi
entro i quali viene calato il racconto di questa catastrofe 162
A partire dall'inizio degli anni Cinquanta, la nascente storiografia olocaustica, grazie a perso-
naggi come Lon Poliakov, Gerald Reitlinger, Lord Russell of Liverpool, Artur Eisenbach ed altri,
fece uscire dai tribunali la verit giudiziaria e cominci a trasformarla gradualmente in verit
storica. I processi precedenti alimentarono quelli successivi in una perversa spirale che ad ogni
nuova sentenza consolidava la verit giudiziaria che era gi presupposta fin dall'inizio. E la nuova
verit giudiziaria consolidava a sua volta la verit storica. I numerosi processi celebrati nella ex
Repubblica Federale Tedesca, pi che ad amministrare la giustizia, mirarono soprattutto a puntellare
la storiografia olocaustica. Alcuni imputati, come Wilhelm Pfannenstiel, ne furono consapevoli
sponsor e furono adeguatamente retribuiti con un non luogo a procedere.
Un libro come NS-Verbrechen vor Gericht (Crimini nazionalsocialisti davanti al tribunale) di
Adalbert Rckerl163 mostra visivamente la dipendenza della storiografia olocaustica dalla storio-
grafia giudiziaria inaugurata dai Tribunali Militari alleati, che come il terreno sul quale essa
germogliata164.
Morsch e Perz dichiarano candidamente:
Senza l'attivit investigativa di istituzioni giuridiche come la Commissione centrale polacca
di Varsavia o la Zentrale Stelle der Landersjustizverwaltungen di Ludwigsburg, la ricerca
storica sulle uccisioni in massa mediante gas tossico oggi diventerebbe molto difficile 165.
Si aggiunga che, di norma, questi processi non giunsero a stabilire neppure una verit giudizia-
ria. Il caso del processo Auschwitz di Francoforte (20 dicembre 1963-20 agosto 1965) rappresen-
tativo a questo riguardo. Nella motivazione della sentenza i giudici stabilirono quanto segue:
Oltre a pochi e non molto utili documenti, a disposizione del Tribunale, per la ricostruzione
delle azioni degli imputati, c'erano quasi esclusivamente testimonianze. La criminologia
insegna che le testimonianze non appartengono al novero dei mezzi di prova migliori. Ci
tanto pi se la dichiarazione dei testimoni si riferisce a fatti che sono stati osservati dai testi-
moni venti o pi anni prima in uno stato indicibile di pena e di sofferenza. Perfino il testi-
161 V. Pisanty, L'irritante questione delle camere a gas. Logica del negazionismo. Bompiani, Milano, 1998, p. 183.
162 A.J. Mayer, La soluzione finale. Lo sterminio degli Ebrei nella storia europea. Mondadori, Milano, 1990, p. 19
163 C.F. Mller Juristischer Verlag, Heidelberg, 1982.
164 Nella sua esposizione Rckerl inverte curiosamente il rapporto di causa-effetto descrivendo prima i Crimini na-
zionalsocialisti e poi i processi che li resero verit giuridica.
165 G. Morsch, B. Perz (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas. Introdu-
zione, p. XVI.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

mone ideale, che vuole dire soltanto la pura verit e si sforza di vagliare i suoi ricordi,
soggetto dopo vent'anni ad alcune lacune di memoria. Egli incorre nel pericolo di proiettare
su altre persone cose che ha realmente sperimentato e di interpretare come propria espe-
rienza cose che gli sono state raccontate molto drasticamente in quest'ambiente. Per questa
via egli corre per il rischio di scambiare tempo e luogo nei suoi ricordi. [...].
Al contrario, bisogna tenere presente quale immenso lavoro minuzioso viene effettuato in un
processo per omicidio dei nostri giorni, come sulla base di piccole tessere di mosaico si
ricomponga il quadro di ci che realmente accaduto al momento dell'omicidio. Il Tribunale
ha a disposizione anzitutto il cadavere, il protocollo di autopsia, la perizia del perito sulle
cause della morte e sul giorno nel quale essa dev'essere avvenuta, l'azione che ha portato alla
morte della persona in questione. Esso ha a disposizione l'arma del delitto, le impronte digi-
tali che identificano il colpevole, ha a disposizione le impronte delle scarpe che egli ha
lasciato quando entrato nella casa della vittima e ci sono ancora molti particolari che danno
al Tribunale l'indispensabile certezza che quest'uomo stato assassinato da un ben deter-
minato colpevole. Tutto ci manca in questo processo166 (corsivo mio).
Gi da questo quadro sommario risulta evidente che la storiografia olocaustica non ha nulla a che
vedere con la normale storiografia. La storia medievale, per riprendere l'esempio dei Plagiari (p.
29), non scaturita dalle aule di Tribunali Militari per punire un colpevole, e ci vale per tutte le
altre branche della storiografia. Solo quella olocaustica rappresenta un'anomalia palese. Lunicit
dell'Olocausto perfettamente vera, ma solo con riferimento alla relativa storiografia. la storio-
grafia olocaustica che unica, e ci dimostrato dal fatto che essa l'unica considerata in molti
Stati, per legge, intangibile, una sorta di Verit metafisica che nessuno pu toccare, pena la galera. I
politici che hanno approvato le leggi antirevisionistiche hanno confermato in tal modo che la storio-
grafia olocaustica ha una natura essenzialmente ideologica e politica che va protetta per legge. Ma
nessuno ha mai chiesto leggi contro i negatori, ad esempio, di questo o quell'aspetto della storia
medievale.
Jrgen Graf ha notoriamente sperimentato sulla propria pelle il potere di questa intangibilit.
Nel quadro di questa storiografia ideologica, dove ogni fonte extra-documentaria inficiata fin
dall'origine dagli scopi e dalle procedure dei Tribunali Militari, l'affermazione di Terry che per noi,
l'unica fonte che pu essere considerata un documento un rapporto tedesco richiede una
ulteriore precisazione.
utile a questo riguardo esaminare anzitutto una prefazione al libro Tyranny on Trial di Whit-
ney R. Harris redatta da Robert G. Storey nell'aprile 1954:
Lo scopo del processo di Norimberga fu non soltanto, o non principalmente, di condannare
i capi della Germazia nazista e infliggere loro una punizione commisurata alla loro colpa. Di
gran lunga pi importante, mi sembr fin dall'inizio, era la compresione della documenta-
zione del regime hitleriano che sostenesse la prova della storia 167.
Perci mi accinsi a raccogliere il maggior numero di documenti tedeschi che avessero atti-
nenza ai crimini addossati agli imputati [...].
Nella raccolta e cernita preliminare di questi documenti fummo considerevolmente aiutati da
gruppi dell'esercito degli Stati Uniti. Ma per noi fu necessario stabilire un nostro centro di
documentazione, al quale furono assegnati analisti e traduttori. I documenti che considera-

166 Bern Naumann, Auschwitz. Bericht ber die Strafsache gegen Mulka u.a. vor dem Schwurgericht Frankfurt. Ath-
neum Verlag, Francoforte sul Meno-Bonn, 1965, pp. 523-524.
167 Lo scopo reale apertamente dichiarato in un Piano dell'organizzazione delle pubbliche relazioni per il processo
dei maggiori criminali di guerra senza data, a firma Gordon Dean, che dice: Uno degli scopi primari del processo dei
maggiori criminali di guerra di documentare e drammatizzare per l'uso contemporaneo e per la storia i mezzi e i meto-
di adottati dai capi nazisti nel loro piano di dominio mondiale e di dichiarazione di una guerra aggressiva, in: http://
library2.lawschool.cornell.edu/donovan/pdf/Batch_8/Vol_XVIII_54_02_03.pdf.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

vamo utili, alla cernita finale, erano tradotti e duplicati per l'uso da parte di gruppi di avvo-
cati assegnati alla preparazione dei vari aspetti del caso di discriminazione positiva. Nelle
poche settimane a nostra disposizione per lavorare, prima dell'inizio del processo, riuscimmo
a mettere insieme un numero sorprendente di documenti che stabilivano la criminalit del
regime hitleriano. Ci fu in parte il risultato della conservazione di documenti da parte di
tutti gli uffici e dipartimenti tedeschi, in parte fu dovuto al fatto che, quando la guerra volse
alla fine, non fu promulgato alcun ordine di distruzione dei documenti, le decisioni a questo
riguardo furono lasciate a individui, uffici e dipartimenti. Non di rado furono effettuati
tentativi di nascondere, piuttosto che distruggere, documenti importanti. E a volte riuscimmo
a scoprire cumuli interi di documenti scritti preziosi168.
Nell'agosto 1945 in Germania esistevano ben 19 centri di raccolta di documenti come quello
menzionato sopra169.
La raccolta e la cernita dei documenti tedeschi effettuata dai vincitori della seconda guerra mon-
diale rappresentarono anch'esse una continuazione dello sforzo bellico delle Nazioni alleate; fu
infatti eseguita al solo scopo di individuare materiale per la punizione di crimini la cui realt era
presupposta a priori.
Anche per questo verso la storiografia olocaustica unica. Tutti i documenti preselezionati ed
esibiti nei vari processi sono documenti dell'accusa; la difesa avrebbe dovuto cercare i propri docu-
menti tra di essi, sicch, in via di principio, non esistono documenti della difesa. Pi in generale,
l'intero materiale d'archivio attualmente disponibile solo una documentazione d'accusa.
I Plagiari, a suo tempo, ironizzarono sul fatto che Graf ed io, negli archivi orientali, non trovam-
mo documenti sulla destinazione degli Ebrei che, a nostro avviso, furono trasferiti all'Est dai pre-
sunti campi di sterminio. Se si considera che questi archivi constano di documentazioni raccolte
dai Sovietici, si pu sperare seriamente di trovarvi documenti di tal fatta?
Questo punto fondamentale della questione ormai documentariamente insolubile, qualunque sia
la prospettiva da cui si esamina: se i campi di sterminio sono esistiti, i nazionalsocialisti hanno
distrutto la relativa documentazione sulle camere a gas e gli stermini; se i campi di sterminio
non sono esistiti, i Sovietici hanno distrutto la relativa documentazione su trasferimenti e rein-
sediamenti. In questo dilemma, la prospettiva olocaustica ha lo svantaggio di dover dimostrare la
realt di camere a gas e stermini senza documenti e senza cadaveri, ricorrendo esclusivamente a
testimonianze e confessioni, le quali, come ho spiegato sopra, senza un valido riscontro docu-
mentario, dal punto di vista di questa storiografia anomala, non valgono nulla.
Tuttavia, sebbene questo dilemma sia reale, la posizione revisionistica pi ragionevole. noto
infatti che i Tedeschi hanno lasciato un quantitativo cospicuo di documenti relativi alle fucilazioni
di Ebrei soprattutto nei territori orientali, documenti che parlano un linguaggio schietto e crudo.
Perch allora avrebbero dovuto distruggere sistematicamente tutti i documenti relativi ai campi di
sterminio dell' Azione Reinhardt e a Chemno? Questa distruzione settoriale di documenti non
ha senso. N si pu credere seriamente che i documenti sulle fucilazioni si siano salvati per un caso
fortuito (ma in tale eventualit si tratterebbe di una vera moltitudine di casi fortuiti), come ipotizz
insensatamente Jean-Claude Pressac per gli archivi della Zentralbauleitung di Auschwitz, che furo-
no lasciati dalle SS praticamente intatti ai Sovietici170. Si sa con certezza che i nazionalsocialisti
avevano direttive ben precise per la distruzione di documenti per loro importanti, come risulta da
numerosi dossier che si trovano nell'Archivio Storico Militare di Praga. I documenti classificati
segreto di Stato (geheime Sache) e affare segreto del Reich (geheime Reichssache) appartenenti
168 Whitney R. Harris, Tyranny On Trial : The Trial of the Major German War Criminals at the End of World War II
at Nuremberg, Germany, 1945-1946. Southern Methodist University Press, Dallas, 1999, pp. xi-xii.
169 Guide to important sources of evidence under US. control as of 8 August 1945, in: http://library2.lawschool.cor
nell.edu/donovan/pdf/Batch_8/Vol_XVIII_60_01.pdf
170 Le camere a gas di Auschwitz, op. cit., pp. 24-25.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

all'Einsatzgruppe VII dell'Organizzazione Todt furono distrutti fin dal gennaio 1945 per ordine
superiore e fu redatto un protocollo di distruzione (Vernichtungsprotokoll) con elenco dettagliato
di tutti i documenti distrutti 171. Ma riguardo ai campi dell' Azione Reinhardt non sono stati trovati
neppure questi protocolli. La conclusione che, in pratica, non si sa affatto quale materiale docu-
mentario i Tedeschi abbiano realmente distrutto e quale i Sovietici abbiano realmente trovato.
Il compito e la funzione essenziale del revisionismo non di negare presunte installazioni
o eventi, ma di vagliare e verificare questa storiografia ideologica. Da un punto di vista stret-
tamente metodologico, il problema fondamentale non se le camere a gas sono esistite o non
sono esistite, ma se le prove addotte dalla storiografia olocaustica sono fondate o infondate.
Dal punto di vista storico ci interessa, positivamente, ci che accadde realmente, e questo il
senso principale delle nostre ricerche.
Siamo anche inclini a credere che la propaganda di guerra sublimata prima in verit giudiziaria
e divenuta poi universale atmosfera di verit storica e mediatica, influenzi pesantemente la
maggior parte degli storici olocaustici, che pertanto consideriamo in generale in buona fede, per lo
meno riguardo alla loro visione storica complessiva, anche se a volte essi creano, come Raul Hil-
berg, un evidente tessuto di menzogne intenzionali 172.
Tuttavia, al suo sorgere, questa storiografia fu animata da opportunismo e malafede. Nonostante
le centinaia di tonnellate di documenti e atti nemici esaminati soltanto dagli Americani in vista
dei grandi processi del dopoguerra, nei 72 volumi delle tre raccolte processuali pi importanti 173,
come ha osservato giustamente Samuel Crowell, sulle presunte camere a gas fisse vi erano appena
tre documenti, due su Auschwitz e uno su Gross-Rosen: NO-4473, NO-4465 e NO-4345. Uno, la
ben nota lettera di Bischoff del 29 gennaio 1943, conteneva un errore di traduzione, in quanto il
termine Vergasungskeller (scantinato di gasazione) veniva reso con camera a gas174; il secondo,
la lettera della Zentralbauleitung di Auschwitz del 31 marzo 1943, un errore ancora pi grave, per-
ch il termine Trme (torri), errore di battitura per Tren (porte), veniva tradotto con camere a
tenuta di gas (gas-tight chambers)175; l'ultimo recava una grossolana falsificazione, perch nella
lettera della ditta Tesch und Stabenow del 25 agosto 1941 al campo di Gross-Rosen faceva diventare
due camere di sterminio (two extermination chambers) le due camere di disinfestazione con
sistema Degesch-Kreislauf che erano state ordinate a questa ditta dalla locale Bauleitung176. La
successiva lettera di questo ufficio allo Hauptamt Haushalt und Bauten del 28 agosto, che si richia-
ma alla lettera summenzionata, ha come oggetto, appunto, impianto di disinfestazione ( delousing
plant)!177
Su Beec si fantasticava di impianti di folgorazione e su Treblinka di camere a vapore 178. Su
Chemno e Sobibr non si sapeva praticamente nulla.

171 VHA, Fond OT, 25/7, pp. 299-303. Si tratta di documenti o rapporti su installazioni del tutto innocue, come ad
esempio materiale da costruzione, programma Z della protezione antiaerea, attacco aereo [subto] 13.10.44,
messa in sicurezza di ponti, approvvigionamento di acqua potabile. Vedi Capitolo 8, punto114.
172 J. Graf, Riese auf tnernen Fssen. Raul Hilberg und sein Standardwerk ber den Holocaust, op. cit.; C. Matto-
gno, Raul Hilberg e i centri di sterminio nazionalsocialisti. Fonti e metodologia, in: http://vho.org/aaargh/fran/livres
8/CMhilberg.pdf.
173 Trials of the Major Criminals before the International Military Tribunal. Nuremberg 14 November 1945-1 October
1946. Published at Nuremberg, Germany, 1947, (IMT) 42 volumi; Trials of War Criminals before the Nuernberg
Military Tribunals. Nuernberg October 1946-April 1949 (NMT), 15 volumi; Law Reports of War Criminals; Published
for the United Nations War Crimes Commission by Fis Majesty's Stationery Office, Londra, 1947, 15 volumi.
174 NMT, vol. V, p. 620. NO-4473.
175 NMT, vol. V, p. 622. NO-4465.
176 NMT, vol. V, p. 363. NO-4345.
177 NMT, vol. V, p. 362, NO-4344.
178 Vedi Capitolo seguente.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Nel 1951 Lon Poliakov descrisse mirabilmente la tragica situazione in cui versava la nascente
storiografia olocaustica appena uscita dai tribunali militari:
Gli archivi del Terzo Reich e le deposizioni e i racconti dei capi nazisti, ci permettono di
ricostruire nei particolari la nascita e lo sviluppo dei piani di aggressione, delle campagne
militari e di tutta la gamma dei procedimenti con i quali i nazisti intendevano rifare a guisa
loro il mondo. Soltanto il piano di sterminio degli Ebrei, per quanto concerne la sua conce-
zione, come per molti altri aspetti essenziali, rimane avvolto nella nebbia. Deduzioni e con-
siderazion psicologiche, racconti di terza o di quarta mano, ci permettono per di rico-
struirne lo sviluppo con notevole approssimazione. Molti particolari, tuttavia, resteranno
per sempre sconosciuti. Per quanto riguarda la concezione propriamente detta del piano di
sterminio totale, i tre o quattro principali responsabili non sono pi in vita. Nessun docu-
mento rimasto, n forse mai esistito. Di tanta segretezza i capi del Terzo Reich, millan-
tatori e cinici come in altre circostanze, circondarono il loro crimine maggiore.
Per quanto riguarda la decisione del genocidio, entriamo qui nel gioco delle induzioni psico-
logiche. Poliakov concludeva:
Sar opportuno quindi approfondire, pur essendo pienamente consapevoli che, in mancan-
za di ogni testimonianza, di ogni verbale, di ogni documento irrefutabile, deduzioni di que-
sto genere rasentano l'astrattezza e la gratuit179 (cosivo mio).
Nonostante ci, nessuno storico fu mai sfiorato dal minimo dubbio che la storia delle camere a
gas potesse essere infondata. Al pari dei Tribunali, essi la assunsero aprioristicamente come un
fatto di comune conoscenza, un fatto certo che non bisognava esaminare o discutere, ma solo
dimostrare. E dopo quasi settant'anni non ci sono ancora riusciti, ma persistono ossessivamente in
questa loro vana impresa.
La loro pervicacia fu ben messa in rilievo da Joel Stuart A. Hayward in una tesi da lui sostenuta
all'Universit di Canterbury, in Nuova Zelanda, nel 1993. Il fatto che egli, su pressioni ebraiche,
abbia poi praticamente ritrattato le sue precedenti affermazioni 180, non scalfisce il valore delle sue
osservazioni:
La propaganda a base di atrocit una delle caratteristiche della guerra moderna, a causa
soprattutto dello sviluppo dei mezzi di informazione [...].
Queste poche parole sulla propaganda a base di atrocit non mirano a gettare l'ombra del
dubbio sulla natura dell'Olocausto. Esse mirano soltanto a illustrare la necessit per gli
storici di affrontare tutte le atrocit riferite in tempo di guerra incluse quelle dei nazisti
contro gli Ebrei con accresciuto senso di circospezione. Tuttavia, in questo studio stato
osservato che molte persone, inclusi storici, hanno incautamente accettato una quantit di
accuse di brutalit o di crimini contro gli Ebrei che, in realt, non possono superare le
verifiche tecniche della dimostrazione storica. [...].
Una indagine accurata e imparziale della documentazione disponibile riguardante le camere
a gas naziste rivela che anche queste, a quanto pare, rientrano nella categoria della propa-
ganda a base di atrocit. Data la gravit di questa dichiarazione, necessario fare la seguente
difesa. [...].
Quarto, le camere a gas furono soltanto uno degli apparati che originariamente nei rapporti
degli Alleati erano stati presuntamente usati dai nazisti per sterminare gli Ebrei. Come
stato gi rilevato, sia durante la guerra, sia al processo principale di Norimberga, fu seria-
mente affermato che gli Ebrei furono uccisi anche in camere a vapore o mediante folgora-
zione in vasche piene d'acqua con funzionamento meccanico. Perfino l'OSS, la principale

179 L. Poliakov, Il nazismo e lo sterminio degli ebrei. Einaudi, Torino, 1977, pp. 153, 155.
180 Si veda il suo Addendum del 26 gennaio 2000 firmato nella sua qualit di Lettore anziano in studi di difesa e
strategici, in: http://www.canterbury.ac.nz/hayward/addendum.pdf.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

agenzia di servizi segreti statunitense, rifer che gli Ebrei a Treblinka venivano uccisi col va-
pore. Fu anche asserito dal governo polacco che gli Ebrei erano uccisi per soffocamento in
camere quando l'aria vi veniva estratta con enormi pompe. Le prove prodotte all'epoca a so-
stegno di queste affermazioni ora discreditate non sono qualitativamente differenti dalle
prove addotte a sostegno delle affermazioni relative alla gasazione. Anche [nel primo caso]
si fecero avanti testimoni oculari per testimoniare o firmare affidavit sull'impiego di vapore,
su folgorazioni e soffocamenti. Questi racconti dei processi di uccisione erano dettagliati e
contenevano descrizioni del macchinario e degli edifici implicati. Tuttavia, sebbene le prove
di queste uccisioni fossero simili [a quelle relative alle camere a gas], le accuse di impiego
di vapore, di folgorazioni e soffocamenti sono tacitamente cadute, mentre le affermazioni
sulla gasazione restano. Gli storici non hanno mai spiegato per quale ragione considerino le
prove delle gasazioni pi credibili delle prove di questi altri metodi di sterminio. [...].
Sesto, evidente che le descrizioni di gasazioni nei campi della morte orientali fornite da ex
internati e da personale SS contengono molti sbagli, errori, invenzioni e distorsioni. Un gran
numero di queste carenze sono importanti e diminuiscono seriamente l'attendibilit e la cre-
dibilit complessiva delle fonti. [...].
Infine, la pretesa della gasazione inconciliabile col peso schiacciante delle prove sulla na-
tura della politica ufficiale nazista circa la questione ebraica. Questa politica, come sugge-
risce la nostra accurata e obiettiva lettura della documentazione, non era di sterminio totale,
ma era una brutale politica di deportazione e di lavoro forzato. [...].
Questa deviazione dall'opinione accettata sulle camere a gas non rappresenta una difesa
ideologica di una scuola storica su questo tema contro l' altra. N un tentativo di riabilitare
il Terzo Reich. Il presente scrittore considera abominevole il trattamento brutale e distruttivo
nazista di Ebrei, Slavi, Zingari, comunisti, testimoni di Geova, malati fisici e mentali e altri
gruppi. Come libertario, egli trova anche ripugnante l'attacco nazista alla libert di pensiero,
alla libert di parola e alla libert di stampa e considera la loro persecuzione di dissidenti
politici e di liberi pensatori accademici e artistici meritevole della condanna internazionale
che ha incontrato e continua a incontrare. Comunque, sebbene il peso delle prove avvalori la
prospettiva che i nazisti non sterminarono sistematicamente Ebrei in camere a gas o non
ebbero una politica di sterminio come tale, non si pu negare che gli Ebrei nelle mani dei
Tedeschi soffrirono terribilmente durante la seconda guerra mondiale. [...]181.
Affermazioni che non si possono che sottoscrivere. Pi di recente, uno storico ebreo svizzero,
Raphael Ben Nescher, ha confermato:
Se oggi qualcuno esprime qualche dubbio sull'Olocausto, viene trattato con irritazione, ma
spesso anche con indignazione. In generale, si parte dal presupposto che l'Olocausto sia uno
degli avvenimenti meglio documentati e indagati della storia mondiale. Allo scettico viene
opposto che esiste una grande quantit di prove a favore dell'Olocausto. Fotografie, docu-
menti, testimonianze di migliaia di sopravvissuti e perfino confessioni di colpevoli. Se ci a
qualcuno non bastasse, che vada in un campo di concentramento a vedere i crematori e gli
sia mostrata a sufficienza l'atrocit dei nazisti in film come Schindlers Liste. Chi poi dubiti
ancora, confronti il numero degli Ebrei dopo la guerra con quello di prima della guerra. Ci
invero tutto buono e giusto, ma non assolutamente corretto.
Le testimonianze sono in generale il materiale di prova pi inaffidabile. Un testimone pu
non ricordare pi, pu sbagliarsi, pu mentire intenzionalmente o le sue dichiarazioni posso-
no essere manipolate. Un testimone non pu neppure dimostrare che sono morti sei milioni
di Ebrei. Forse ha visto molte persone che sono arrivate in un campo, ma egli pu solo

181 J.S.A. Hayward, The Fate of the Jews in German Hands: An Historical Enquiry Into the Development and Signi-
ficance of Holocaust Revisionism. University of Canterbury, 1993, pp. 329-333, 335.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

difficilmente giudicare che cosa sia accaduto loro, infatti dal semplice fatto che poi non le ha
pi viste non si pu concludere che furono tutte uccise. Ancor meno un testimone pu dire
se ha visto venire e andare 50.000 o 500.000 persone. Perfino il comandante di Auschwitz,
Rudolf Hss, che considerato un testimone fondamentale dell'Olocausto e doveva essere
veramente ben informato, nella stima del numero delle persone morte ad Auschwitz si
sbagliato enormemente. Egli parl di tre-quattro milioni di morti; oggi il numero si consi-
dera di circa un milione. [...].
Poich le testimonianze, come materiale di prova, sono valide solo in modo limitato, si
dovrebbe ricorrere a documenti e fotografie. Se si considerano imparzialmente le immagini
dei campi di concentramento tedeschi e vi si legge soltanto ci che effettivamente vi si pu
riconoscere, non si trova alcuna prova delle camere a gas o di genocidio sistematico degli
Ebrei. [...].
Documenti che dimostrerebbero un massacro non sono cos ampiamente numerosi come si
crede. Propriamente non ce n' nessuno. [...]. Perci tutti i documenti che vengono raccolti
per dimostrare l'Olocausto, devono essere prima interpretati, perch da nessuna parte si parla
apertamente dell'attuazione di un genocidio, ma sempre solo di deportazione, Sonderbe-
handlung, ecc. Gli storici presuppongono che fu usato un linguaggio cifrato. Essi per
affrontano i testi gi con un preconcetto e poi li interpretano nel senso che essi diventano
un'altra conferma dell'Olocausto. Ma solo dai documenti non si pu dedurre che avvenne un
Olocausto. [...].
Sebbene dunque esistano obiezioni giustificate contro natura e dimensioni dell'Olocausto, le
persone che presentano argomenti contro l'Olocausto, i cosiddetti negatori dell'Olocausto o
revisionisti, vengono banditi dalla societ, ignorati dagli storici e perseguiti dalla giu-
stizia182.
Quanto ai Plagiari, essi costituiscono una sorta di precipitato della storiografia olocaustica, una
feccia melmosa che raccoglie tutti i suoi aspetti peggiori. La loro metodologia (se si pu usare
questo termine) grossolanamente semplicistica, perch non il risultato di un atteggiamento
critico, ma fideistico, credulone e fondamentalista. Essi credono che i campi Reinhardt fossero
campi di sterminio, di conseguenza per loro tutti i testimoni sono veritieri a priori; ci comporta
una distorsione sistematica da un lato delle testimonianze, consistente in una penosa e ridicola
sequela di tentativi di spiegare o giustificare le innumerevoli contraddizioni che presentano, dal-
l'altro della documentazione nazionalsocialista, travisata in funzione dello sterminio con dovizia
di menzogne e imposture.
Noi invece partiamo da certezze basate su altrettanti dati di fatto, che descrivo sotto.

3) Auschwitz: il primo esempio di schizofrenia olocaustica


I Plagiari dimostrano la loro cialtroneria fin dall'inizio della loro critica:
Dai primissimi giorni del loro movimento, i negatori dell'Olocausto hanno largamente incentrato
i loro argomenti sul campo della morte di Auschwitz. Esaminando la letteratura che elabora il
cosiddetto revisionismo olocaustico, l'ossessione di Auschwitz senza dubbio una delle caratteri-
stiche che lo definiscono (p. 6).
Qui essi, con la loro tipica sfrontatezza, capovolgono semplicemente la realt. Una bibliografia
stilata da Museo di Auschwitz su questo campo relativa agli anni 1942-1980 contiene 1950 titoli (di
cui appena una decina revisionisti) 183: questa la prova che chi aveva ed ha una vera e propria
182 Raphael Ben Nescher, Holocaust-Revisionismus: Ideologie oder Wissenschaft? Editioni Winterwork, 2010, pp. 9-
13. Citato da: J. Graf, Von einem, der auszog, um den Revisionismus zu widerlegen. Raphael Ben Nescher und sein
Buch Holocaust-Revisionismus:Ideologie oder Wissenschaft?, in: http://www.velesova-sloboda.org/archiv/pdf/graf-
von-einem-der-auszog-ben-nescher.pdf.
183 Anna Malcwna, Bibliografia KL Auschwitz za lata 1942-1980. Wydawnictwo Pastwowego Muzeum w Owi-

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

ossessione di Auschwitz sono gli storici e i memorialisti olocaustici. Tra il 1989 e il 1993 Jean-
Claude Pressac focalizz l'attenzione degli storici e dei mezzi di informazione su Auschwitz con i
suoi due studi fondamentali su tale campo 184. Nel 1994 Michael Berenbaum, nella prefazione ad un
altro classico della letteratura olocaustica, scrisse: Auschwitz fu il pi grande e letale dei campi
della morte nazisti185. Due anni dopo apparve un voluminoso studio di Debrah Dwork e Robert
Jan van Pelt186 e nel 1999 il Museo di Auschwitz pubblic la sua storia del campo in cinque
volumi187; infine, nel 2002 vide la luce l'opera massima di Robert Jan van Pelt 188, per citare solo i
libri pi importanti. Gli studiosi revisionisti non fecero altro che rispondere a questa letteratura olo-
caustica, compito tanto pi doveroso in quanto la documentazione esistente su questo campo noto-
riamente enorme.
Per quanto riguarda i Plagiari, fin troppo facile poi rilevare che sono proprio loro a mostrare
una vera e propria ossessione nei nostri confronti, come risulta dai contenuti del loro blog.
Subito dopo essi aggiungono:
Dopo aver discusso per tanto tempo su Auschwitz e dopo aver perduto i loro argomenti in pubbli-
che udienze durante il processo per diffamazione Irving contro Lipstadt nel 2000, i negatori comin-
ciarono a rivolgere la loro attenzione ai campi della cosiddetta Azione Reinhard di Belzec, Sobibor
e Treblinka (p. 6).
Mi sembra evidente che i nostri fomentatori di odio soffrono di una grave forma di schizofrenia
olocaustica che li separa dalla realt, la quale, per quanto mi riguarda, questa: dopo la sentenza del
processo in questione (11 aprile 2000) ho pubblicato gli otto studi fondamentali su Auschwitz che
ho elencato sopra, tra cui una demolizione sistematica della perizia (e della successiva opera) di van
Pelt che determin la vittoria processuale di D. Lipstadt!
I tre studi pi voluminosi e pi importanti, che da soli coprono oltre 2.100 pagine, sono di 5-7
anni posteriori alla fatidica data del 2005, anno in cui ci sarebbe stato un evidente cambiamento
nel discorso revisionistico.

4) Scopo e significato della nostra risposta


Nella loro puerile arroganza, i Plagiari azzardano questa ridicola previsione:
Dato che i negatori sembrano incapaci di leggere un libro dall'inizio alla fine 189, anticipiamo che
molti lettori negazionisti cominceranno dal capitolo sulle camere a gas e risponderanno con incre-
dulit personale. Ignoreranno le lunghe sezioni sull'accertamento e sulla conoscenza durante la
guerra (capitolo 1), le prove schiaccianti [!] delle decisioni di sterminio (capitolo 2) e la contorta
via verso Belzec (capitolo 3). Rifiuteranno di accettare ogni onere della prova per mostrare che ci
fu un'impostura (capitolo 1) o per mostrare prove sistematiche del reinsediamento, non le stupidag-
gini per sentito dire prese qua e l che Kues ipocritamente sfoggia come prove (capitolo 4). Tutte
queste cose sarebbero errori. La critica vuole essere letta per intero e gli argomenti proposti in
ogni capitolo non devono essere prospettati indipendentemente l'uno dall'altro (p. 36).
La cosa pi incredibile che essi credono davvero di aver prodotto un'opera storica inattaccabile,
il che conferma pienamente la loro schizofrenia olocaustica. In realt essi hanno costruito un
cimiu, 1991.
184 J.-C. Pressac, Auschwitz: Technique and operation of the gas chambers. The Beate Klarsfeld Foundation, New
York, 1989; Les crmatoires d'Auschwitz. La machinerie du meurtre de masse. CNRS ditions, Parigi, 1993.
185 Yisrael Gutman e Michael Berenbaum (a cura di), Anatomy of the Auschwitz Death Camp. Indiana University
Press, Bloomington and Indianapolis, 1994, p. vii.
186 D. Dwork, R. J. van Pelt, Auschwitz 1270 to the present. W.W. Norton & Company. New York-Londra, 1996.
187 Auschwitz 1940-1945. Studien zur Geschichte des Konzentrations- und Vernichtungslager Auschwitz. A cura di
Wacaw Dugoborski e Franciszek Piper. Verlag des Staatlichen Museums Auschwitz-Birkenau. Owicim,1999.
188 The Case for Auschwitz. Evidence from the Irving Trial. Indiana University Press, Bloomington and Indianapolis,
2002.
189 Ci, detto da plagiari spudorati, suona a dir poco comico.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

castello di sabbia che si dissolve e scompare alla prima ondata di critica revisionistica. E la nostra
critica, che presentiamo qui, totale e radicale: essa non elude nessuno dei capitoli del Manifesto
copia e incolla e risponde a tutti gli argomenti dei Plagiari, compresi quelli particolarmente idioti
(che sono molti).
Lo scopo della nostra risposta non tanto quello di confutare la loro fallace ricostruzione
storica, mettendone in evidenza le falsit, le imposture e le farneticazioni visionarie: gentaglia di
tal fatta fomentatori di odio, vandali e falsari non merita alcun rispetto e neppure una replica.
Con i loro plagi inauditi, essi hanno comunque elaborato una specie di Summa Holocaustica, am-
mucchiando alla meglio tutti gli argomenti possibili e immaginabili a favore della tesi delle camere
a gas e tutte le critiche possibili e immaginabili contro la nostra tesi.
La nostra risposta mira dunque soprattutto a dimostrare la totale vacuit della pretesa olo-
caustica che Beec, Sobibr e Treblinka furono campi di sterminio dotati di camere a gas
omicide. A ci i Plagiari hanno fornito un contributo decisivo, da un lato mettendo in risalto la
totale inconsistenza storica di tale pretesa, dall'altro stimolandoci ad approfondimenti estramemente
proficui. Ci riguarda anzitutto l'accesso a una cospicua mole di nuovi documenti, che si concre-
tizzato nella presentazione di moltissimi nuovi argomenti ancora pi solidi di quelli da noi prece-
dentemente esposti. Il risultato la fine della leggenda dei campi di sterminio dell' Azione Rein-
hardt. A questo riguardo l'apporto di Roberto Muehlenkamp stato fondamentale. Nei suoi due
capitoli sulle prove forensi e archeologiche sulle fosse comuni (p. 35) e su fabbisogni di com-
bustibile, tempo di cremazione ed eliminazione dei resti della cremazione, egli ha sciorinato una
sequela di vaneggiamenti e corbellerie talmente enormi che dimostrano da soli tutta l'assurdit dello
scenario olocaustico. In virt di un effetto boomerang che i fomemtatori di odio, nella loro tronfia
arroganza, non hanno neppure immaginato, la loro critica ci ha indotto a creare i presupposti per
un nuovo studio generale sui campi dell' Azione Reinhardt, che apparir dopo che avremo esple-
tato i nostri impegni pi urgenti, che abbiamo dovuto accantonare temporaneamente per redigere
questa risposta. Il tempo che vi abbiamo dedicato e l'impegno che vi abbiamo profuso non sono
dunque andati sprecati, perch culmineranno nella redazione di un nuovo libro in formato cartaceo
molto pi documentato dei tre precedenti, e questo lo scopo principale della nostra risposta.
Nel Manifesto copia e incolla i Plagiari presentano una ricostruzione storica basata su una
marea di spezzoni di documenti travisati, di frasi in inglese estrapolate da documenti di cui igno-
rano perfino il testo tedesco, di pseudoargomentazioni e chiacchiere futili. Per rendersi conto della
sua totale inconsistenza storiografica e per meglio comprendere il significato e il valore delle nostre
risposte, bisogna partire dai dati di fatto sui campi dell' Azione Reinhardt che vengono documen-
tati in questo studio, ma che necessario anticipare qui:
1) Non esiste alcun documento sulla gasazione di Ebrei nei campi dell' Azione Reinhardt.
2) Non esiste alcun ordine tedesco di sterminio ebraico in questi campi.
3) Non esiste alcun ordine tedesco di costruzione di questi campi come campi di sterminio.
4) Le indagini archeologiche polacche condotte a Beec e a Sobibr non hanno reperito alcuna
traccia delle camere a gas.
5) A Beec e a Treblinka sarebbe stato impossibile seppellire i corpi delle presunte vittime, ma
ne sarebbero rimasti insepolti rispettivamente 281.200 e 654.800. L'uccisione e l'inumazione di
434.508 persone nell'uno e di 758.400 nell'altro non pu dunque essere reale.
6) Per questi due campi il volume delle ceneri avrebbe superato rispettivamente del 109% e del
305% il volume delle fosse comuni ufficialmente accertate, mentre a Sobibr avrebbe occupato
pi del 50% del volume delle fosse. Dati che non trovano conferma archeologica, dunque non
possono essere reali.
7) In nessuno dei tre campi sarebbe stato possibile procurare nei termini asseriti il quantitativo di
legna necessario per la cremazione dei corpi; per rifornire tutti e tre i campi i detenuti addetti a

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

questo lavoro avrebbero impiegato 9.716 giorni, oltre 26 anni e mezzo! La fornitura di un tale
quantitativo di legna non pu dunque essere reale.
8) Anche la cremazione dei presunti cadaveri sarebbe stata impossibile nei limiti cronologici
asseriti e si sarebbe prolungata di altri 2.326 giorni (oltre 6 anni). Perci la cremazione dei corpi dei
presunti gasati non pu essere reale.
Di fronte a queste evidenze, i patetici tentativi dei Plagiari di accreditare la tesi dello sterminio
svaniscono come tenue nebbia olocaustica al sole revisionistico.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

CAPITOLO 3

NICK TERRY E LA GENESI PROPAGANDISTICA DEI CAMPI DELL' AZIONE


REINHARDT

(Carlo Mattogno)

[1] A p. 38 Nick Terry comincia il capitolo 1, intotolato L'impostura che non osa manifestarsi
in pubblico ricamando la teoria della cospirazione che ci viene attribuita dai Plagiari.
In tale contesto, egli assevera con grande sicumera:
Peraltro, praticamente impossibile trovare un autore revisionista importante che in qualche pun-
to non avanzi una pretesa di invenzione, manipolazione, coercizione o altre forme di manovre diso-
neste.
Nel capitolo 2 ho mostrato che questa teoria, per ci che ci riguarda, completamente infonda-
ta. La pretesa di Terry che il revisionismo abbia esclusivamente un carattere negativo, nega-
zionistico, smentita dai fatti. Per limitarci alle opere menzionate sopra, chi pu credere seria-
mente che le oltre 3.800 pagine dedicate ad Auschwitz, le oltre 900 consacrate ai campi dell' Azio-
ne Reinhardt, le oltre 400 relative ai campi di Majdanek e Stutthof contengano semplici nega-
zioni?
Sul significato reale di propaganda nera (p. 43) mi sono gi soffermato prima. Terry aggiunge
che i rapporti della Delegatura (la rappresentanza in Polonia del Governo polacco in esilio a Lon-
dra) e di organizzazioni clandestine ebraiche non si possono chiamare propaganda. Di nuovo
una sofistica distinzione terminologica. Nel 1945 il Governo polacco stil un lungo rapporto uffi-
ciale per il processo di Norimberga, che fu presentato dai Sovietici come documento URSS-93. Un
paragrafo riguardava i Campi di sterminio. Su Beec, la relativa commissione era giunta a questi
accertamenti:
All'inizio del 1942 i primi rapporti indicavano che in questo campo venivano usate speciali
installazioni elettriche per uccidere in massa rapidamente gli Ebrei. Col pretesto di portarli a
fare il bagno, gli Ebrei venivano spogliati completamente e condotti in un edificio il cui pa-
vimento era elettrificato ad alta tensione.
Riguardo a Treblinka il rapporto dice che gli Ebrei venivano messi a morte in camere a gas,
mediante vapore e corrente elettrica. Per Sobibr afferma laconicamente che essi erano uccisi in
camere a gas, senza alcun accenno ai gas di scarico di motori. Ad Auschwitz il rapporto attribuiva
milioni di vittime, e asseriva che a Majdanek furono assassinati 1.700.000 esseri umani.
La storia delle camere a vapore di Treblinka fu oggetto di un altro rapporto ufficiale del
Governo polacco. Esso descriveva come segue l' Accusa n. 6 contro Hans Frank:
Le autorit tedesche, che agivano sotto la responsabilit del governatore generale dott.
Hans Frank, istituirono nel marzo 1942 il campo di sterminio di Treblinka, destinato all'uc-
cisione in massa di Ebrei per mezzo del soffocamento in camere piene di vapore.
Le credenziali del rapporto, redatto il 5 dicembre 1945, sono presentate cos:
Certificato. Si certifica che il documento intitolato Accusa n. 6, Campo di Treblinka,
riguardante lo sterminio di Ebrei in questo campo, viene con la presente sottoposto ufficial-
mente dal Governo polacco al Tribunale Militare Internazionale dal sottoscritto secondo le
clausole stabilite nell'articolo 21 dello Statuto. Dott. Tadeusz Cyprian, vicerappresentante
polacco alla Commissione dei Crimini di Guerra delle Nazioni Unite a Londra190.

190 IMT, vol. XXXII, pp. 153-154.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Terry pu definire questi rapporti come gli pare, ma resta il fatto che le affermazioni in essi
riportate sono false e, dunque, come intendiamo noi, puramente propagandistiche. Poich esse
furono presentate in rapporti ufficiali, si deve presupporre che il Governo polacco avesse vagliato
tutte le fonti disponibili, in particolare quelle della Delegatura e dei vari movimenti di resistenza
ebraici, sicch i rimproveri che Terry rivolge a noi si ritorcono anzitutto contro il Governo polacco
dell'epoca.
[2] Egli cita poi un lungo rapporto su Beec dell'Armia Krajowa (esercito nazionale, il pi
importante movimento di resistenza clandestino polacco) risalente all'aprile 1942, che Mattogno
ritiene opportuno ignorare completamente nel suo libro su Belzec (pp. 47-48). Questo rimprovero
potrebbe valere per l'edizione americana del libro, ma non per quella italiana, dove ho discusso i tre
metodi di sterminio in esso elencati 191. Ecco il relativo testo presentato da Terry:
Non si sa con quali mezzi gli Ebrei vengano liquidati nel campo. Ci sono tre congetture: (1) elet-
tricit; (2) gas; (3) estrazione dell'aria mediante pompaggio. Riguardo a (1): non c' una fonte
visibile di elettricit; riguardo a (2): non fu osservata alcuna consegna di gas n alcun residuo del
gas dopo la ventilazione della camera a gas; riguardo a (3): non ci sono fattori per negarlo. Fu
anche accertato che durante la costruzione di una delle baracche, le pareti e il pavimento furono
rivestite di lastre metalliche (per qualche scopo) (p. 48).
Nella nota 46 egli scrive: Zygmunt Marikowski, Zwiazek Walki Zbrojnej, I, Armia Krajowa w
Okregu Lubelskim, London. 1973. Book Two, Documents, pp.34-35, anche tradotto e citato in Arad,
Belzec, Sobibor Treblinka, pp.350-1.
Il testo ovviamente tratto dal libro di Arad, che ne offre una traduzione alquanto approssi-
mativa, in qualche punto errata. Ecco la traduzione corretta secondo il testo di Caban e Makowski
citato sotto:
Non si sa in quale modo [letteralmente: di quale morte] gli Ebrei periscano al campo. Ci
sono tre ipotesi: 1) elettricit, 2) gas [gazami, plurale], 3) aria rarefatta coll'aiuto di una
pompa aspirante. Riguardo a 1) mancanza di un efficiente 192 fonte di corrente, riguardo a
2) non fu osservata la consegna dei gas [gazw, plurale], n l'azione di resti di gas [gazu,
singolare] dopo la ventilazione, riguardo a 3) L'ipotesi non ha elementi [letteralmente:
momenti] che la possano negare. C' invece la conferma che durante la costruzione le pareti
e il pavimento di una delle baracche furono rivestiti di spessa lamiera (a quanto sembra,
appositamente).
Terry offre subito un bell'esempio della sua attivit di ridicolo plagiario. Dico ridicolo perch ha
inventato un libro inesistente. Il testo in questione stato infatti scritto da Ireneusz Caban e
Zygmunt Makowski e reca il titolo Zwizek Walki Zbrojnej i Armia Krajowa w Okrgu
Lubelskim (Unione della Lotta Armata ed Esercito Nazionale nel distretto di Lublino) 193. Nel titolo
di Terry la congiunzione i, e, diventa I, che designa un tomo o un volume o una sezione e
Armia Krajowa w Okrgu Lubelskim sarebbe il titolo di questo primo tomo 194. Questo assurdo
titolo viene ripetuto identico nella nota 359 a p. 218: Zygmunt Marikowski, Zwiazek Walki
Zbrojnej, I, Armia Krajowa w Okregu Lubelskim, London. 1973. Book Two, Documents, pp.34-35.
Terry cerca faticosamente di giustificare le assurdit contenute nel documento che non avevano
in realt ragion d'essere, perch, come ho spiegato nel Capitolo 2, sia il campo sia i segreti del

191 Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia , op. cit., p. 17. (Nella no-
ta 1 si legga p. 39 invece di p. 42).
192 Qui Arad ha evidentemente preso il termine polacco wydajnego, efficiente, per widocznego, visibile.
193 I. Caban, Z. Makowski, Zwizek Walki Zbrojnej i Armia Krajowa w Okrgu Lubelskim, Lublino, 1971, Cz dru-
ga, Dokumenty, pp. 34-35. La citazione riportata sopra a p. 35.
194 L'opera suddivisa in due parti, recanti entrambe il titolo Zwizek Walki Zbrojnej i Armia Krajowa w Okrgu
Lubelskim; la Parte prima (Cz pierwsza) si intitola Compendio monografico (Zarys monograficzny), la Parte
seconda (Cz druga) , Documenti (Dokumenty).

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

campo erano noti fin dall'inizio alla popolazione locale e attira l'attenzione sui trasporti
ebraici: ne arrivarono 52, mentre nessun Ebreo lasci il campo durante il giorno o la notte. Da
ci sarebbe derivata la conclusione che c'era una uccisione in massa di Ebrei all'interno del
campo.
Qui non ravviso neppure malizia, ma la puerile ingenuit del sempliciotto che crede a priori alla
veridicit di qualunque fonte olocaustica. La pretesa che dal campo non uscisse nessun trasporto
carico di Ebrei, per Terry e i suoi consimili pu anche essere una osservazione; per noi una
semplice affermazione indimostrata, per di pi smentita dai testimoni Jan Karski e Rudolf Gckel
(vedi Capitolo 7, I, punto 44 e). Di tali pretese osservazioni la letteratura olocaustica piena. Per
addurre l'esempio pi eclatante: la favola dei 4 milioni di vittime di Auschwitz non veniva anch'essa
presentata dai testimoni come frutto di osservazioni di testimoni oculari?
Invertendo i fattori, si pu asserire che gli autori del rapporto inventarono o ripresero da altre
fonti la storia dei treni che entravano carichi nel campo di Beec e non ne uscivano mai pieni,
neppure di notte195; creato cos il campo di sterminio, non restava che dare adito alla fantasia per
descrivere il sistema di uccisione.
Un breve rapporto su Beec pubblicato il 3 giugno 1942 nel Biuletyn Informacyjny (Bollettino
informativo) esponeva appunto una deduzione di questo tipo:
Tutti i dati indicano che in questo campo avviene un assassinio di migliaia di persone.
Finora sono arrivati al campo oltre 70.000 Ebrei, mentre nel terreno del campo ci sono ba-
racche che possono contenere appena 10.000 persone196.
Anche la capienza delle baracche era frutto di osservazioni?
Nel numero 32 del 13 agosto 1942 dello stesso bollettino apparve un altro rapporto su Beec,
che ora descriveva anche il sistema di uccisione:
Segue l'uccisione, secondo un rapporto, coll'impiego di gas (plurale) [przy uyciu
gazw], secondo un altro, coll'aiuto della corrente elettrica 197
Se, come probabile, le fonti delle informazioni erano ebraiche, la spiegazione ancora pi
chiara. Gerald Reitlinger descrisse cos tali fonti:
Questo materiale va usato con una certa cautela, specie per quanto riguarda l'ultimo gruppo
[i racconti dei superstiti]. La pi gran parte delle documentazioni sui campi di morte in
Polonia, ad esempio, stata raccolta dalle Commissioni d'inchiesta del Governo Polacco e
dalla Commissione Centrale di Storia Ebraica della Polonia interrogando i superstiti fisica-
mente validi, i quali erano ben di rado uomini di qualche cultura. Inoltre l'ebreo dell'Europa
orientale retorico per natura, ama esprimersi con similitudini fiorite. [...]. Talvolta la fanta-
sia superava ogni credibilit ... Anche i lettori che non soffrono di pregiudizi razziali posso-
no trovare un poco troppo pesanti, per poterli digerire, i particolari di questi assassinii mo-
struosi, ed essere indotti a gridare Credat Judaeus Apella e a relegare questi racconti tra le
favole. In fondo i lettori hanno il diritto di pensare che si tratta di testimoni orientali, per i
quali i numeri non sono che elementi retorici. Perfino i loro nomi Sunschein, Zylber-
dukaten, Rothbalsam, Salamander: Raggio di Sole, Ducati d'Argento, Balsamo Rosso, Sala-
mandra sembrano parti di fantasia198.

195 Ci implica la presenza continua di vedette appostate giorno e notte in prossimit del campo che, giorno per giorno,
avrebbero raccolto una mole di informazioni immensa, di cui per non esiste traccia documentaria.
196 Biuyletyn Informacyjny. Cz II. Przedruk rocznikw 1942-1943. Rok III (LIV) Nr. Specjalny 2 (195), op. cit., p.
963 (Bollettino n. 22 del 3 giugno 1942).
197 Idem, p. 1045.
198 Gerald Reitlinger, La soluzione finale. Il tentativo di sterminio degli Ebrei d'Europa. Il Saggiatore, Milano, 1965, p.
651.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Il compito dello storico quello di liberare i fatti dalla fantasia 199, ma non certo quello di
trasformare la fantasia in fatti.
[3] Terry mi muove poi quest'accusa:
Il commento di Mattogno sui rapporti, che non specificano camere a gas impieganti il gas di
scarico di un motore Diesel, un esempio particolarmente odioso della fallacia di precisione
fuori luogo e di classica istanza di fuorviamento negazionistico (p. 49).
Qui la fallacia di Terry, perch nessun rapporto clandestino noto su Beec menziona ca-
mere a gas impieganti il gas di scarico, indipendentemente dal tipo di motore. L'unica eccezione
nota riguarda Treblinka ed stata citata proprio da noi 200. Per il resto, non ho mai taciuto rapporti
che menzionano anche gas, tanto vero che il primo che adduco nel mio libro, risalente all'8
aprile 1942, parla appunto di Ebrei uccisi con la corrente elettrica [prdem elektrycznym] o
avvelenati con i gas [gazami]201. Nei rapporti in discussione il termine polacco gaz estrema-
mente generico; usato al plurale, significava che non si aveva proprio nessuna idea sulla loro natura.
E non bisogna dimenticare che anche le camere a vapore erano considerate camere a gas.
Donde venisse l'dea dei gas, facilmente spiegabile. La prima guerra mondiale vide su tutti i
fronti un impiego massiccio di aggressivi chimici da parte di tutti i belligeranti. Tra il 1914 e il 1918
ne furono fabbricati 250.000 tonnellate. I soldati colpiti furono 1.000.000, di cui 78.000 mori-
rono202. Nell'estate del 1917, tra Neuilly e la riva sinistra della Mosa, su un fronte di 10 chilometri,
furono lanciati oltre 400.000 proietti a gas, altre migliaia nell'agosto e nell'ottobre a Verdun e nel
dicembre sul fronte russo203. Nel 1918 gli arsenali dell'artiglieria tedesca contenevano il 50% di
proietti a gas. Nella prima grande offensiva del 1918 in una sola giornata furono lanciati dai Tede-
schi 200.000 proietti a iprite 204.
Dopo la fine della guerra gli aggressivi chimici soprattutto dal punto di vista tattico conti-
nuarono ad essere studiati in tutti i paesi che vi erano stati coinvolti, dando luogo a istruzioni e
manuali governativi e ad una ricca letteratura tecnica. A ci si aggiunge il fatto che, tra le varie
accuse propagandistiche che i Britannici lanciarono contro i nemici, ci fu anche quella della gasa-
zione omicida. W. Laqueur scrive al riguardo:
I l Daily Telegraph rifer nel marzo 1916 che gli austriaci e i bulgari avevano ucciso
700.000 serbi usando gas asfissianti. Alcuni lettori si ricordarono probabilmente di queste
storie quando nel giugno 1942 il Daily Telegraph fu il primo a riferire che 700.000 ebrei
erano stati gasati205.
Di conseguenza, in una nuova campagna propagandistica di atrocit, l'accusa di uccisione me-
diante gas era scontata.
Quanto a Beec, il fatto che dei rapporti su questo campo parlino a volte anche di gas, cosa
che non ho mai taciuto, fu considerato dal Governo polacco tanto irrilevante da non essere neppure
degno di menzione.
Il rapporto dell'8 aprile 1942 menzionato sopra tratto dal Diario degli anni dell'occupazione
di Zygmunt Klukowski. Terry lo cita a sua volta all'inizio di p. 49, ma il relativo testo tratto parola
per parola dall'edizione americana del mio libro. Nella relativa nota egli ha inserito il mio riferi-
mento, Zygmunt Klukowski, Dziennik z lat okupacji, Lublin, 1959, p. 254, senza il minimo accen-
no alla vera fonte. Un copia e incolla sfrontato!

199 Ibidem.
200 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 48.
201 Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia, op. cit., p. 16.
202 Attilio Izzo, Guerra chimica e difesa antigas. Editore Ulrico Hoepli, Milano 1935, p. 7.
203 Idem, p. 31.
204 Idem, p. 32.
205 W. Laqueur, Il terribile segreto. La congiura del silenzio sulla soluzione finale. Giuntina, Firemze, 1983, p. 18.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Aggiungo che il rapporto summenzionato asserisce anche che poi i cadaveri vengono bruciati
[zwoki pal]206. A Beec la cremazione dei cadaveri delle presunte vittime era pertanto gi in cor-
so all'inizio di aprile del 1942, oltre quattro mesi prima di quanto i Plagiari siano disposti surret-
tiziamente ad ammettere e oltre otto mesi prima della datazione ufficiale olocaustica. Natural-
mente anche questa menzogna deriv da adeguate osservazioni.
[4] Nella nota 49 a p. 49, come ha gi rilevato Jrgen Graf, Terry, costretto dall'evidenza, fa un
simulato atto di contrizione:
Il presente autore in precedenza ha espresso il sospetto che Udo Walendy avesse alterato il gior-
nale originale [Dziennik Polski] per ottenere un goal revisionistico ed felice [!] di accettare
che ha agito proprio come un ... revisionista, vedi Thomas Kues, A Premature News Report on a
Death Camp for Jews, Inconvenient History.
Ci mostra la tipica ipocrisia dei Plagiari: mentre da un lato accusano noi di non aver consultato
varie fonti, dall'altro lanciano accuse infondate senza verificare le fonti. Terry dice anche il falso,
perch egli non ha espresso il sospetto, ma, pur non conoscendo il testo originale del giornale in
questione, il Dziennik Polski, ha dichiarato apoditticamente e con certezza assoluta che la ripro-
duzione di Walendy era in effetti un falso negazionista piuttosto rozzo, pi specificamente un'alte-
razione del testo originale207. Per dimostrare l'inconsistenza di tale accusa, Kues ha dovuto pubbli-
care la pagina del rapporto polacco originale, cosa che, secondo logica ed onest, avrebbe dovuto
fare Terry. Sulla questione ritorner successivamente, per confutare le ulteriori imposture di Terry al
riguardo.
[ 5 ] Egli liquida la storia della folgorazione a Beec come semplice distorsione basata su
dicerie e per spiegare la genesi di queste dicerie non trova di meglio che ricorrere a un pro-
verbio: non c' fumo senza arrosto (p. 51). Qui l' arrosto il fatto indiscutibile che i deportati
non tornavano pi indietro, il che per non esclude che non andassero avanti, all'Est. Gli Ebrei
sparivano dai ghetti, dunque venivano assassinati da qualche parte, dunque esistevano campi
di sterminio. Tutte le elucubrazioni di Terry sono smentite da due semplici fatti:
1) dato che la popolazione di Beec sapeva tutto fin dall'inizio, la verit olocaustica attuale si
sarebbe dovuta imporre fin dall'inizio; che senso ha la distorsione basata su dicerie se c'era un
intero villaggio di testimoni oculari, molti dei quali avevano persino accesso al campo?
2) il Governo polacco scelse come verit ufficiale per il processo di Norimberga la folgorazione.
[6] Terry afferma poi che i rapporti non sono tutti polacchi o ebraici, il che confuterebbe la mia
tesi sulla propaganda. Egli ne cita uno del 20 agosto, stilato dal console svedese a Stettino,
Vendel, dopo un incontro con un ufficiale dell'esercito tedesco, molto probabilmente in contatto col
circolo resistenziale attorno a Henning von Tresckow.
Vi si dice che
nelle citt tutti gli Ebrei vengono raccolti; sono informati ufficialmente che ci a scopo di
spidocchiamento. All'ingresso devono lasciare i loro vestiti, che vengono mandati immedia-
tamente ad un magazzino centrale di materiali tessili. Lo spidocchiamento in pratica la
gasazione, dopo la quale tutti sono ammassati in fosse comuni gi preparate (p. 52) (sottolinea-
tura mia).
Un'ottima conferma della tesi di Samuel Crowell! Le pratiche di spidocchiamento nelle citt
venivano assimilate alla gasazione omicida.
Per quanto riguarda la fonte, riaffiora di nuovo la puerile ingenuit di Terry. Poich il documento
fu redatto a Stettino, a suo avviso la fonte non pu essere polacca o ebraica. E da che cosa, di
grazia, si desume ci? Il rapporto dice soltanto che la fonte tale che non ci pu essere ombra di
dubbio che la sua descrizione sia vera (p. 52).

206 Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia, op. cit., p. 16.
207 In: http://www.inconvenienthistory.com/archive/2011/volume_3/number_3/a_premature_news_report.php

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Sebbene risalga al 20 agosto 1942, questo rapporto 208 ignora completamente i presunti campi di
sterminio di Beec, Sobibr e Treblinka e perfino le deportazioni ebraiche; la pretesa gasazione
omicida avveniva nelle citt e appunto per questo esso espone questa ridicola menzogna propa-
gandistica: Il numero di Ebrei assassinati a Lublino stimato a 40.000.
Questo rapporto costituisce pertanto una ulteriore conferma del carattere grossolanamente pro-
pagandistico delle prime notizie sui campi di sterminio orientali.
Ci vale anche per il seguente riferimento addotto da Terry:
Un altro rapporto che si pu ricollegare direttamente a Belzec una lettera del metropolita della
Chiesa Uniate Ucraina a Lwow, Sheptytskyi [sic] al Vaticano della fine di agosto del 1942, che
parlava dell'uccisione di 200.000 Ebrei nella Galizia Orientale (pp. 52-53, sottolineatura mia).
La fonte Actes et documents du Saint Sige relatifs la seconde guerre mondiale. Le Saint
Sige et les victimes de la guerre. [Titolo errato. Vedi la nota 204] Tomo 3/2. Vatican City: Libreria
Editrice Vaticana, 1967, pp.625-9, spec. p. 625 (nota 65 a p. 53).
Si tratta di una lettera in francese del metropolita di Leopoli (Lww) dei Ruteni, monsignor
Andr Szeptyckyj, al santo Padre, datata Leopoli 29-31 agosto 1942. Il passo relativo agli Ebrei
dice:
Da almeno un anno non c' giorno in cui non siano commessi i pi orribili crimini, assas-
sin, furti e rapine, confische e concussioni. Gli Ebrei ne sono le prime vittime. Il numero
degli Ebrei uccisi nel nostro piccolo paese ha superato certamente i duecentomila. Man
mano che l'esercito avanzava verso l'est, il numero delle vittime aumentava. A Kiev, in
alcuni giorni, sono stati giustiziati fino a centotrentamila uomini, donne e bambini. Tutte le
cittadine dell'Ucraina sono state testimoni di massacri analoghi e ci dura da un anno. Le
autorit, all'inizio, si vergognavano di questi atti di ingiustizia inumana e cercavano di assi-
curarsi documenti che potrebbero dimostrare che gli autori di questi omicidi erano gli abi-
tanti del paese o i miliziani. Col tempo, esse hanno cominciato ad uccidere gli Ebrei nelle
strade, al cospetto di tutta la popolazione e senza alcuna vergogna209.
Contrariamente a ci che scrive Terry in modo menzognero, questa lettera non ha il minimo
collegamento, neppure indiretto, col campo di Beec, di cui Szeptyckyj ignorava semplicemente
l'esistenza a cinque mesi dall'inizio della sua presunta attivit sterminatrice e sebbene si trovasse ad
appena una settantina di chilometri da esso. Delle presunte 200.000 vittime da lui menzionate, ben
130.000 spettavano a Kiev, in alcuni giorni, chiaro riferimento alla fucilazione di Babi Yar, la
quale per, secondo le fonti ufficiali, cost la vita a circa 33.000 Ebrei. La fonte addotta da Terry
sicuramente plagiata: egli non in grado di indicare la data della lettera, il titolo del volume 3
errato e infine scrive Sheptytskyi invece di Szeptyckyj.
[7] Nel novero di questi rapporti non polacchi o ebraici, Terry adduce il rapporto Ubbinkt:
Mattogno tace completamente sul rapporto Ubbink in Belzec, e per la verit ha pochissimo da
dire su Gerstein in quell'opuscolo [sic]. Egli potrebbe certo replicare rinviando alla sua discus-
sione su Gerstein in Treblinka e al suo libro su Gerstein degli anni Ottanta sfortunatamente
nessuna copia di quest'ultimo appare nella disponibilit di nessuna biblioteca della patria del
presente autore, perci per tutti gli scopi pratici potrebbe anche valere come inesistente. La
confusione e l'incoerenza prodotte dal suo rifiuto di discutere il rapporto Ubbink nel suo proprio
contesto i rapporti del tempo di guerra su Belzec e il rifiuto pi generale di analizzare i tre
campi insieme, ai nostri occhi un tipico esempio della disonest e della insulsaggine intellettuale
di Mattogno.
208 Jzef Lewandowski, Early Swedish information about the nazis' mass murder of the Jews. Published in Polin 13,
2000, pp. 113-127. In: http://www.jozeflewandowski.se/pdf/Lewandowski_Early_Swedish_Information_about_Holo
caust.pdf.
209 Actes et documents du Saint Sige relatifs la seconde guerre mondiale. Le Saint Sige et la situation religeuse en
Pologne et dans les Pays Baltes 1939-1945. Libreria Editrice Vaticana, 1967, vol. 3, Deuxime Partie, p. 625.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Qui Terry che ostenta invece un'altra prova della sua profonda disonest e della sua insul-
saggine intellettuale. Premetto che il termine che impiega, rifiuto, scioccamente inappropriato,
perch, eventualmente, bisognerebbe parlare di omissione. Ma neanche ci vero. Se egli non
riuscito a procurarsi il mio libro Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso210 solo una sua
mancanza [perch non ricorso al prestito internazionale?] ed assurdo dire che il libro per tutti
gli scopi pratici potrebbe anche valere come inesistente. In quest'opera di 243 pagine ho analizzato
nel loro proprio contesto i rapporti del tempo di guerra su Belzec, non solo lo scritto che Terry
chiama erroneamente rapporto Ubbink, ma anche altre fonti prima poco note, ignote o ignorate,
come i rapporti pervenuti alla Santa Sede, le dichiarazioni del barone von Otter (inclusa la sua
lettera in svedese al barone Lagerfelt del 23 luglio 1945), la testimonianza di Rudolf Reder. Un
capitolo intero, il quinto, Ttungsanstalten in Polen (Impianti di uccisione in Polonia), prende il
titolo del preteso rapporto Ubbink. Si tratta di un manoscritto anonimo in olandese di tre pagine
e sei righe, complessivamente 91 righe, datato 25 marzo 1943, con molti germanismi, a cominciare
dal titolo, che ottenni a suo tempo dal Rijksinstituut voor Oorlogsdocumentatie (Istituto statale di
documentazione sulla guerra) di Amsterdam. Nel libro in questione ne presentai una traduzione con
relativa discussione. Quindici anni dopo, Florent Brayard, scrisse che esso veniva pubblicato da lui
per la prima volta in una lingua diversa dall'olandese 211.
Gerstein, subito dopo il suo rientro dalla visita ai campi Reinhardt, si mise in contatto coll'amico
Ubbink, che nel febbraio 1943 si rec da lui a Berlino. A Ubbink non fu risparmiato alcun par-
ticolare riferisce Louis de Jong. E quale fu la sua reazione? Allora dichiar circa 20 anni dopo
ritenni la descrizione di Gerstein del tutto incredibile. Ci che mi raccont era cos terribile che
ritenni impossibile ripeterla di fronte a chiunque altro. Tuttavia, un paio di settimane dopo, un
membro della resistenza olandese, Cornelis van der Hooft, fece visita a Ubbink e questi gli ripet il
racconto di Gerstein. Ebbi grande difficolt rifer successivamente a convincere il capo della
resistenza della veridicit del mio rapporto 212. Il seguito della vicenda narrato con maggiori parti-
colari da Brayard:
Diversi giorni dopo, il 25 marzo 1943, Van der Hooft si incontr con membri della sua rete
di resistenza, Jo Satter e suo padre, nella periferia di Doesburg. In loro presenza, Van der
Hooft scrisse un rapporto in olandese di quattro pagine intitolato Ttunsanstalten in Polen
quello riprodotto qui sar analizzato nella seconda parte di quest'articolo 213.
incredibile che anche Brayard sostenga questa tesi, che confutata gi in partenza dal semplice
fatto che, com'egli sapeva bene, il rapporto redatto in prima persona 214. Bisogna allora credere
che van der Hooft, il redattore del rapporto, avesse personalmente visitato il campo di Beec
(chiamato nel rapporto Belsjek)? L'unica alternativa che van der Hooft pu essere considerato il
traduttore, non il redattore del rapporto, ma in questo caso la storia narrata da de Jong e Brayard
perde qualunque credibilit, perch il rapporto Ttunsanstalten in Polen presuppone un testo te-
desco scritto di pugno da Gerstein.
Qui proprio il caso di parlare di rifiuto di discutere il rapporto Ubbink da parte dei Plagiari:
la citazione che ho riportato sopra infatti tutto ci che hanno da dire su questo documento. Il
motivo di questo imbarazzato silenzio evidentemente il fatto che il rapporto in questione contiene
numerose contraddizioni gravi e inesplicabili rispetto ai rapporti redatti da Gerstein nel 1945, non-
ostante le false assicurazioni contrarie di Brayard 215. Riassumo le principali:

210 Sentinella d'Italia, Monfacone, 1985.


211 F. Brayard, An Early Report by Kurt Gerstein, in: Bulletin du CRFJ, n. 6, primavera 2000, p. 159.
212 Louis de Jong, Die Niederlande und Auschwitz, in: Viertejahreshefte fr Zeitgeschichte, anno. 17, n. 1, 1969, p.
8.
213 Idem, p. 163.
214 Idem, p. 169.
215 Idem, p. 170 (La struttura della testimonianza assolutamente identica) e 171 (Questa grande somiglianza, in

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

1) Le circostanze della visita di Gerstein ai Ttungsanstalten di Beec e Treblinka sono in


totale contrasto con quelle descritte nel 1945. Gerstein non viene prescelto inopinatamente dal
RSHA per la nota missione segretissima, ma prende egli stesso l'iniziativa: cerca di mettersi in
contatto con ufficiali SS in Polonia, si guadagna la loro fiducia e riesce ad ottenere il consenso
(toestemming te krijgen) a visitare due dei quattro Ttungsanstalten.
2) il nome del campo viene deformato in Belsjek.
3) Treblinka viene situato circa a 80 km a nord di Varsavia. Nelle versioni del 1945 esso
posto a 120 km a NNE di Varsavia.
4) Gerstein non riusc ad entrare negli altri due Ttungsanstalten, cio a Majdanek e a Sobibr.
Per nel 1945 Gerstein dichiar contraddittoriamente di aver visitato Beec, Sobibr e Treblinka,
ma non Majdanek216 e Beec, Treblinka e Majdanek, ma non Sobibr 217.
5) I trasporti erano formati da carri bestiame con 120 persone in ognuno. Nelle versioni del 1945
si parla di un treno di 45 vagoni con 6700 persone, in media 148 persone per vagone.
6) Appena arrivate, le vittime furono riunchiuse in apposite baracche. Nelle versioni del 1945
esse vengono lasciate all'aperto.
7) La gasazione avvenne il giorno dopo o alcuni giorni dopo (de andere dag of enkele dagen
later); nelle versioni del 1945 essa ha luogo il giorno stesso dell'arrivo del trasporto.
8) 700-800 persone vengono ammassate nell'edificio (gebouw) dell'uccisione. Nelle versioni del
1945 700-800 persone vengono stipate in una sola camera a gas (riempiendone 4 di 6).
9) Criminali ucraini e non Ebrei dell'Arbeitskommando, come si dice nelle versioni del 1945,
tagliano i capelli alle vittime, non solo alle donne, ma anche agli uomini, il che costituisce una ulte-
riore contraddizione.
10) La gasazione avviene mediante un grosso trattore (een groote tractor). Nelle versioni
del 1945 si parla soltanto di un vecchio motore Diesel. Ironicamente, Brayard cita una lettera del
dopoguerra di Ubbink a Erika Aras, datata 14 settembnre 1949, la quale dichiara che Gerstein nel
1943 parl specificamente di Diesel:
Con grande indignazione mi raccont come avvenivano le gasazioni usando il gas di scarico di
motori Diesel218.
11) Le vittime muoiono tutte nel giro di un'ora ( binnen het uur). Nelle versioni del 1945 sono
sufficienti 32 minuti.
12) I cadaveri vengono gettati in fosse di calce (kalkputten). Nelle versioni del 1945 si parla
soltanto di uno strato di sabbia gettato sui cadaveri nelle fosse.
1 3 ) In ogni stabilimento il numero delle uccisioni viene tenuto statisticamente. Ci in
contraddizione col rapporto in francese del 26 aprile 1945: A Belcek [sic] et trblinka [sic], on
n'est pas se donn la peine de compter d'une manire quelquement exacte le nombre des hommes
tus (A Beec e a Treblinka non ci si curati di contare in un modo come che sia esatto il numero
degli uomini uccisi)219.
14) Vengono effettuate da 3 a 4 uccisioni al giorno, cio in 24 ore. Ci fa dunque per i 4 sta-
bilimenti complessivamente 8-9000 morti al giorno. Nelle versioni del 1945 i tre campi di Beec,
Treblinka e Sobibr hanno una capacit di sterminio complessiva di 60.000 persone al giorno 220.
15) In totale in questo modo sono gi periti 6 milioni e mezzo di uomini, di cui 4 milioni di
Ebrei e 2 milioni e mezzo di pazzi e di cosiddetti nemici dei Tedeschi . La cifra, evidentemente

entrambe le strutture e nella cura dei particolari...)


216 T/1313-a, Rapport du Dr. Gerstein de Tubingen du 6 Mai 1945, p. 4. Cfr. Andr Chelain, Faut-il fusillert Henri Ro-
ques? Polemiques, Paris, 1986, p. 327.
217 PS-2170, p. 3.
218 F. Brayard, An Early Report by Kurt Gerstein, op. cit., p. 161.
219 PS-1553, p. 7 del rapporto.
220 PS-1553, p. 2; PS-2170 (rapporto in tedesco del 6 maggio 1945), p. 3

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

falsa, in contraddizione con quelle, a loro volta reciprocamente contraddittorie e assurde, dei
rapporti del 1945: 25 milioni 221, 20 milioni222.
Brayard non si cura affatto di queste contraddizioni; solo di sfuggita egli menziona quella da me
esposta al punto 14:
Tuttavia i rapporti che Gerstein stesso scrisse nel 1945 danno cifre di un ordine di grandezza
molto pi alto (tra 15.000 e 25.000) e, inoltre, queste cifre non si riferiscono al complesso di
sterminio nella sua totalit, ma a ciascuno dei campi di sterminio separatamente223.
Egli aggiunge che la cifra di 9.000 vittime al giorno nel 1943 era un'alterazione delle cifre
fornite da Gerstein224.
Argomenti degni dei Plagiari. La pretesa che la cifra di 9.000 vittime al giorno fosse un'
alterazione una semplice congettura senza alcun fondamento; che tale cifra si riferisse a ciascun
campo, una congettura parimenti infondata, ma che per di pi non elimina la contraddizione: una
capacit massima di 9.000 morti per quattro Ttungsanstalten fa 36.000 in tutto, ma nel 1945
Gerstein parl di 60.000 soltanto per tre: Beec, Sobibr e Treblinka.
Il rapporto del marzo 1943 fu redatto a mente fresca, solo 7 mesi dopo la visita di Gerstein a
Beec, perci dovrebbe costituire il modello del complesso di relazioni note come rapporto Ger-
stein, che risalgono alla fine di aprile-inizio maggio 1945.
Tornando al nostro plagiario, il suo rifiuto di spiegare perch, in questi poco pi di due anni,
Gerstein distorse in maniera cos plateale il suo modello iniziale ai nostri occhi un tipico
esempio della disonest e della insulsaggine intellettuale di Terry.
[8] Per quanto riguarda la genesi del rapporto Gerstein, Terry si limita a citare fugacemente il
barone von Otter:
Praticamente nello stesso tempo preciso, come ben noto, Kurt Gerstein visit Belzec e al suo ri-
torno inform il diplomatico svedese barone von Otter di ci che vi aveva visto. Sebbene Otter [sic]
avesse confermato nel 1945 l'affermazione di Gerstein che gli aveva trasmesso le informazioni,
negli archivi del Ministero degli Esteri svedese non ne sovravvisse alcuna traccia documentaria
(p. 52).
Le presunte conferme delle dichiarazioni di Gerstein asserite da von Otter e da altre perso-
nalit, pi che chiarire la vicenda, la complicano ancora di pi, perch vi introducono ulteriori
contraddizioni. Sintetizzo ci che ho scritto al riguardo nel mio studio su Gerstein 225.
La prima dichiarazione scritta di von Otter sul suo incontro con Gerstein una lettera stretta-
mente confidenziale (strngt frtroligt) al barone Lagerfedt, primo segretario dell'ambasciata
svedese a Londra, che reca l'intestazione Helsingfors den 23 juli 1945. Egli vi scrisse che durante
un suo viaggio di ritorno da una visita a Varsavia, che aveva effettuato gli ultimi giorni di agosto
del 1942 (sista dagarna i augusti 1942), fu avvicinato da un Tedesco appartenente alle SS,
l'ingegnere Kurt Gerstein, nato nel 1907 e originario di Braunschweig. Questi gli disse che aveva
qualcosa di estremamente importante da riferirgli. L'uomo gli rivel che veniva da un permesso di
studio di alcuni giorni presso una fabbrica di cadaveri a Belzec (vid en likfabrik i Belzec). Poi gli
descrisse tutto il procedimento di gasazione (hela gasningsfrfarandet) e gli diede tutti i
particolari (hela detaljer) riguardo alle condizioni di trasporto, al procedimento tecnico, alla
reazione delle vittime, del personale SS di sorveglianza e degli esecutori ucraini, al trattamento
delle vittime prima e dopo l'esecuzione, alla raccolta di gioielli, denti d'oro e valuta, alla tecnica di

221 PS-1553, p. 4.
222 PS-2170, p. 7.
223 F. Brayard, An Early Report by Kurt Gerstein, op. cit., p. 171.
224 Idem.
225 Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso, op. cit., pp. 87-97.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

inumazione. L'uomo gli mostr documenti, ordinazioni di acido cianidrico, carta di identit e
altro (dokument, cyanvtebestllningar, identitetskort m.m.)226.
Sorprendentemente, nonostante l'evidente importanza di queste terribili informazioni, von Otter
non si cur minimamente di fare un rapporto scritto ai suoi superiori; anzi, dalla lettera in questione
si desume che non prese neppure appunti, in quanto data e luogo di nascita di Gerstein sono errati
(egli nacque nel 1905 a Mnster), errore inspiegabile, dato che l'ufficiale SS gli aveva mostrato la
sua carta di identit. La relazione sulla fabbrica di cadaveri a Belzec vaga e generica e non
raggiunge le sei righe; in tutta la lettera non si parla degli Ebrei n degli altri campi di sterminio.
Quale versione del suo racconto Gerstein rifer a von Otter? Quella del 1943 o quella del 1945 o
un'altra ancora?
Solo nel 1964 il diplomatico svedese si decise finalmente a rivelare tutti i particolari che gli
erano stati confidati da Gerstein, ossia che pi di 6.000 persone erano giunte a Belsec ed erano
state pigiate in 700-800 in ognuna delle quattro camere a gas di 93 metri quadrati ciascuna 227. Ma
questi ed altri particolari erano semplicemente tratti dall'articolo Le Dossier Kurt Gerstein, in cui
Lon Poliakov aveva presentato una versione fortemente manipolata del rapporto in francese del 26
aprile 1945228, giungendo fino a falsificare la superficie delle camere a gas: da 25 a 93 metri
quadrati229. Persino la grafia Belsec proviene dal testo di Poliakov.
Le fonti disponibili mostrano che Gerstein raccont ad ogni suo contatto una versione diversa del
presunto accaduto.
Nel giugno 1944 il diplomatico svizzero Paul Hochstrasser incontr a Berlino Gerstein. Egli
rifer successivamente ci che aveva saputo dall'ufficiale SS in un dattiloscritto intitolato Notizen
betreffend Vernichtungsmassnahmen unter der Herrschaft des Nationalsozialismus. Fr Herrn
Prof. Dr. Carl Ludwig in Basel (Annotazioni riguardanti le misure di sterminio sotto il dominio del
nazionalsocialismo. Per il sig. prof. dott. Carl Ludwig a Basilea), datato Hamburg, 25. Juli 1955
(Amburgo, 25 luglio 1955)230. Nel Rapporto sulle dichiarazioni di Gerstein, pagine 3-4, Hoch-
strasser scrisse:
G.[erstein] fu ripetutamente in campi di sterminio a scopo di controllo della disinfe-
stazione. Poco prima del colloquio del giugno 1944 era stato nel campo di Berblenka [evi-
dentemente Treblinka] (Governatorato) e nell'incontro a tre (Gerstein, un uomo di collega-
mento ed io) durato tre ore, egli si trovava ancora visibilmente sotto l'impressione di queste
esperienze.
[...]. In un salone chiuso essi furono pigiati cos strettamente che nessuno pi poteva cadere.
Poi furono immessi i gas di scarico di un motore Diesel. Il processo di uccisione dur
un'ora-un'ora e mezza, perch l'afflusso del gas era irregolare. [...]. Un problema difficile era
l'eliminazione dei cadaveri: fosse comuni, distruzione chimica o cremazione. Furono spe-
rimentati tutti e tre i sistemi. A causa del grosso quantitativo [ di cadaveri] alla fine vi fu
impiegata principalmente la seguente procedura: I cadaveri (molti si dovevano ancora
muovere) furono accatastati a strati in grosse fosse a centinaia (vedi l'osservazione prece-
dente relativa ad autocarri con dispositivo di ribaltamento a Dachau), innaffiati di benzina o
226 Nel 1983, quando me ne fu inviata una copia, il documento si trovava negli archivi del Ministero degli Esteri di
Svezia, volume HP 1051 del sistema di archiviazione del 1920.
227 Randolph Braumann, Das Zeugnis des Barons von Otter fr den SS-Offizier Gerstein, in: Rheinischer Merkur, n.
30, 24 luglio 1964, p. 12.
228 Nello studio Il rapporto Gerstein. Anatomia di un falso (pp. 208-227) ho documentato in modo dettagliato le innu-
merevoli manipolazioni di Poliakov.
229 Le Monde Juif, n. 1 (36), gennaio-marzo 1964, pp. 8-9.
230 Il documento mi fu inviato su mia richiesta nel 1983 dall'Archivio Federale di Berna senza indicazione del riferi-
mento d'archivio, ma Daniel Bourgeois fornisce il seguente riferimento: E 2001 (E) 1970/217/206, AF. La Suisse, les
Suisses et la Shoah, in: Revue d'Histoire de la Shoah, n. 163, 1998, nota 3 a p. 141. Disponibile in rete come pdf in:
http://tinyurl.com/d9j8amu.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

simili e per quanto possibile bruciati, per guadagnare spazio per la consegna successiva.
Della sperimentazione di un procedimento di distruzione radicale dei cadaveri era incaricato
tra gli altri un professore di una universit della Germania occidentale. Per non si trov
alcun procedimento abbastanza efficace.
[G.[erstein] war wiederholt in Vernichtungslagern zwecks Prfung der Entseuchung. Kurz
vor der Besprechung im Juni 1944 war er im Lager Berblenka (Gouvernement) gewesen,
und bei dem dreistndigen Zusammensein zu dritt (Gerstein, Verbindungsmann und ich)
stand er noch sichtbar unter dem Eindruck dieser Erlebnisse. [...]. In verschlossener Halle,
wurden sie so dicht gedrngt, dass keiner mehr umfallen konnte. Alsdann wurden Diesel-
motorabgase hineingelassen. Die Ttungsprozess dauerte 1 1/2 Stunden, da der Zustrom der
Gase unregelmssig war. [...]. Ein schwieriges Problem war die Beseitigung der Leichen:
Massengrber, chem. Vernichtung oder Verbrennung. Alle drei Arten wurden ausprobiert.
Der grossen Menge wegen wurde dort schliesslich hauptschlich folgendes Verfahren ange-
wendet: In grossen Gruben wurden die Leichen (viele sollten sich noch bewegt haben)
schichweise zu hunderten aufgebeigt (siehe obige Bemerkung betreffend Lastwagen mit
Kippvorrichtung in Dachau), mit Benzin oder dergl. begossen und soweit als mglich
verbrannt, um Platz fr die nchste Lieferung zu gewinnen. Mit der Prfung eines radi-
kalen Vernichtungsverfahren der Leichen war u.a. ein Professor von einer westdeutschen
Universitt beauftragt. Man fand aber kein gengend wirksames Verfahren radikalen Ver-
nichtungsverfahren der Leichen].
Le contraddizioni con le altre versioni del rapporto Gerstein sono palesi. Gerstein si era recato
nei campi di sterminio ripetutamente, e non una sola volta; egli aveva visitato il campo di
Berblenka, cio Treblinka, poco prima del colloquio del giugno 1944, espressione che non si
pu riferire alla visita dell'agosto 1942. Il campo di Beec non viene mai nominato e tutta la
descrizione del preteso sterminio riguarda Treblinka. L'incarico di Gerstein riguardava il controllo
della disinfestazione e non il cambiamento del sistema di uccisione, cio la sostituzione dei gas di
scarico di motori Diesel coll'acido cianidrico. L'uccisione avvenne in un salone chiuso, al sin-
golare, e non in 4 locali e dur un'ora e mezza, invece di 32 minuti, dopo due ore e 49 minuti di
tentativi di avvio del motore; anche gli esperimenti di eliminazione dei cadaveri tramite distru-
zione chimica o cremazione sono in contrasto con le altre versioni, come pure la tecnica di
cremazione con combustibili liquidi nelle fosse stesse, il che ulteriormente in contraddizione con
la tesi olocaustica dell'esumazione e cremazione su griglie sulla superficie del suolo. Il professore
di una universit della Germania occidentale poteva essere soltanto il prof. Wilhelm Pfannenstiel,
che era incaricato della sperimentazione di un procedimento di distruzione radicale dei cadaveri;
per il rapporto tedesco del 4 maggio 1945, invece, Pfannenstiel si aggreg a Gerstein pi casual-
mente231, soltanto perch c'era ancora un posto libero nella vettura 232, ossia egli non aveva alcun
incarico per il campo di Beec.
Al processo contro Gerhard Peters, ex direttore della DEGESCH (Deutsche Gesellschaft fr
Schdlingsbekmpfung , Societ tedesca per la lotta contro i parassiti), che deteneva il brevetto e la
licenza di produzione dello Zyklon B, vari testimoni parlarono dei loro incontri con Gerstein. La
sentenza del 28 marzo 1949 riferisce al riguardo:
Il motivo del suo [di Gerstein] invio a Belcec [sic], secondo la sua comunicazione al
testimone [Hermann] Eh.[lers] era stato di prendervi provvedimenti contro la piaga dei ratti,
che aumentava in modo preoccupante a causa delle inumazioni in massa 233.
Armin Peters dichiar che Gerstein gli mostr
231 T/1310, p. 6 del rapporto.
232 PS-2170, p. 3.
233 C.F. Rter, Justiz und NS-Verbrechen. Sammlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Ttungs-
verbrechen 1945-1966. Amsterdam, 1968-1981, vol. XIII, pp. 147-148.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

uno scritto di servizio segretissimo, che gli era stato consegnato poche ore prima da un
corriere. Proveniva dall'allora Alto Comandante delle SS e della Polizia di Lublino, che
richiedeva in questo modo a Gerstein 500 kg di acido cianidrico al mese a fini di disin-
festazione (fr Schdlingsbekmpfungszwecke) e lo incaricava di procurarlo. [...]. Per
quanto mi ricordo, egli procur la prima fornitura di acido cianidrico dalla Degesch e la
trasport personalmente a Lublino con un autocarro 234.
Questo racconto ulteriormente in contrasto con i rapporti Gerstein del 1945, sia per l'origine
dell'ordine (che gli sarebbe stato impartito dal RSHA, tramite l'SS-Sturmbannfhrer Rolf Gnther),
non gi dallo Hherer SS- und Polizeifhrer di Lublino Odilo Globocnik, sia per il quantitativo di
acido cianidrico, 100 kg235 e in pari tempo 260 kg236, che per di pi sarebbe stata una fornitura unica,
non mensile.
Il vescovo Otto Dibelius, immancabilmente citato come garante dell'attendibilit di Gerstein,
descrisse cos il suo incontro coll'ufficiale SS:
Raccont quanto segue: Le SS lo avevano incaricato di elaborare un procedimento col
quale si potesse eliminare un gran numero di cadaveri, senza appestare l'aria o lasciare altre
tracce sgradevoli. Con quest'incarico fu mandato in uno dei grandi campi di concentramento.
L fu testimone di un'azione di cremazione (Verbrennungsaktion): avvicinamento dei vagoni
ferroviari, stipati di persone, soprattutto Ebrei, uomini, donne, bambini; svestimento; cam-
mino verso l'impianto di gasazione sotto le fruste di cuoio delle SS; accalcamento delle per-
sone nel forno di gasazione (in den Vergasungsofen) tra urla incessanti di disperazione; il
motore si avvia; le urla cessano; i cadaveri vengono trascinati fuori attraverso larghi sportelli
laterali ribaltabili; si esaminano le dentature e i denti d'oro vengono estratti; infine i cadaveri
vengono gettati in una fossa; sopra, terra; fatto! Cos raccont Gerstein con voce semistroz-
zata237.
Anche questo racconto presenta varie contraddizioni inspiegabili rispetto alle versioni del 1943 e
del 1945: la natura dell'incarico affidato a Gerstein, l' azione di cremazione e il forno di gasa-
zione.
Questo breve approfondimento istruttivo per vari aspetti. Esso mostra anzitutto che la genesi
del rapporto Gerstein molto pi complessa di quanto gli storici olocaustici vogliano dare a
vedere: essi infatti mantengono un comprensibile silenzio su tali questioni fondamentali e queste
omissioni invalidano le loro conclusioni.
Proprio per questo esso conferma inoltre che il semplice riferimento ai testi di questi storici per
dimostrare qualcosa, in realt non dimostra nulla.
Infine esso la riprova che i Plagiari, quando nella letteratura olocaustica non trovano niente da
plagiare, non sono in grado di presentare nulla. Qui il loro rifiuto di analizzare nel suo contesto la
genesi del rapporto Gerstein tanto pi grave in quanto essi citano questo personaggio pi di 90
volte. I Plagiari dovrebbero inoltre spiegare per quale ragione Gerstein, che aveva presuntamente
mostrato a von Otter e a Armin Peters documenti, ordinazioni di acido cianidrico e uno scritto di
servizio segretissimo di Globocnik relativo alla fornitura di 500 kg di acido cianidrico al mese,
non affid questi importantissimi documenti ai due ufficiali americani ai quali si consegn nel 1945,
ai quali diede invece solo fatture relative a consegne di Zyklon B relative al 1944, precisamente sei
per Auschwitz (tra il 14 febbraio e il 31 maggio) e sei per Oranienburg (tra il 16 e il 31 maggio), che
non dimostrano assolutamente nulla riguardo alla sua pretesa visita a Beec.
[9] Coll'accusa di un mio presunto rifiuto pi generale di analizzare i tre campi insieme, Terry
mostra soltanto la sua insipienza. La scelta di elaborare singole monografie dipesa ovviamente dal
234 Idem, p. 148.
235 PS-1553, p. 5.
236 PS-2170, p. 2.
237 O. Dibelius, Obrigkeit. Kreuz-Verlag. Stoccarda,1963, p. 141.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

materiale, dai mezzi e dal tempo a nostra disposizione. Questo astio per le monografie non mi
molto chiaro: bisogna forse rimproverare a Robin ONeil di aver scritto solo su Beec, a Jules
Schelvis solo su Sobibr e ad Alexander Donat solo su Treblinka?
[10] Poi Terry fa sfoggio di una singolare mancanza di senso del ridicolo quando afferma che il
rapporto dell'Armia Krajowa dell'aprile 1942 menziona un capitano di polizia di nome Wirth
che comandava Belzec (p. 53) e sottolinea enfaticamente che la possibilit che si tratti di un'in-
venzione del movimento di resistenza polacco sarebbe una coincidenza colossale, addirittura
astronomica. Con tale giudizio, egli fornisce un'altra prova della sua grossolana stupidit. Date le
strettissime relazioni tra la cittadinanza ucraina del villaggio di Beec e la guarnigione del campo,
non cos sorprendente che essi conoscessero il nome e il grado di Wirth (qualcuno, forse, l'aveva
addirittura ospitato in casa propria 238) e che il movimento di resistenza l'avesse appreso da essi. Ma
questo dimostra forse che Beec era un campo di sterminio? Al contrario: ci che sorprendente in
modo colossale, addirittura astronomico, il fatto che, in queste circostanze, oltre a Wirth, i
rapporti della resistenza polacca non avessero menzionato fin dall'inizio anche il presunto sterminio
ebraico mediante gas di scarico di un motore Diesel, che, per la cittadinanza di Beec, doveva
essere un segreto di Pulcinella.
[11] Terry ostenta poi il frutto del suo faticoso copia e incolla. In breve:
L'annotazione del diario di Emanuel Ringelblum del 17 giugno 1942, tratta curiosamente dal-
l'edizione tedesca dell'opera maggiore di Raul Hilberg, parla di Gasen (gas), al plurale239. Non
una novit. Anche il rapporto del 23 dicembre 1942 parla di uccisioni con i gas (gazami)240,
espressione, come ho rilevato sopra, del tutto generica, come quella di camera a gas, che non
escludeva neppure il cloro: Essi erano asfissiati con il cloro. Il pavimento si apriva automa-
ticamente e i morti cadevano nel carrello di una ferrovia che attraversava la camera a gas... 241.
[12] Discutendo l'informazione riportata dallo scrittore di diari di Varsavia Abraham Lewin
che i deportati a Sobibr venivano mandati a Pisk, Terry afferma che in realt nessun Ebreo
arriv da qualunque parte nel ghetto di Pinsk in questo o in qualunque altro periodo; la prova di
ci sarebbe un semplice libro, E.S Rozenblat e I.E. Elenskaia, Pinskie evrei: 1939-1944 gg. Brest,
1997 (p. 54). Questo continuo ricorso alla letteratura olocaustica per dimostrare questo o quello
decisamente puerile, considerata la funzione ideologica di tale letteratura: si deve credere che, se i
due autori summenzionati avessero trovato la prova documentaria che gli Ebrei deportati a Sobibr
fossero stati poi trasferiti a Pisk, l'avrebbero pubblicata? La prassi inversa quella di riferirsi a
fonti olocaustiche per dimostrare che determinati fatti sono realmente avvenuti, ad esempio,
adducendo il Kalendarium di Danuta Czech o le opere di Jean-Claude Pressac per le presunte ga-
sazioni ad Auschwitz. Nel caso specifico, tanto valeva riferirsi al ben noto libro di Yitzhak Arad 242
per dimostrare che i campi dell' Azione Reinhardt erano campi di sterminio.
Egli conclude l'argomento asserendo che
Se si vuole prendere alla lettera l'affermazione di una deportazione da Deblin-Irena a Pinsk, si
deve inoltre presumere che ogni superstite del ghetto di Pinsk fu coinvolto in una gigantesca
cospirazione del silenzio, e che tutti i documenti tedeschi del Generalkommissariat Wolhynien sono

238 Tregenza afferma apertamente che gli abitanti ucraini di Beec ospitarono nelle loro case molti membri della
guarnigione SS e uomini di Trawniki [guardie ucraine]. Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle inda-
gini archeologiche e nella storia, op. cit., p. 57.
239 R. Hilberg, Die Vernichtung der europischen Juden. Fischer Taschenbuch Verlag, Francoforte sul Meno, 1999,
vol. 2, p. 525
240 Sobibr. Holocaust Propaganda end Reality, op. cit., p. 65.
241 Idem, p. 71.
242 Belzec, Sobibor, Treblinka. The Operation Reinhard Death Camps. Indiana University Press, Bloomington and In-
dianapolis, 1987.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

stati falsificati; inoltre, quand'anche tutti questi ostacoli fossero superati, come vedremo nel
Capitolo 2, gli Ebrei di Pinsk furono uccisi nell'ottobre 1942 in una fucilazione in massa (p. 55).
Che Terry conosca le dichiarazioni di ogni superstite del ghetto di Pinsk mi sembra piuttosto
improbabile; quanto a tutti i documenti tedeschi del Generalkommissariat Wolhynien, bisogna
precisare che egli si riferisce non gi a tutti i documenti tedeschi, ma a tutti i documenti tedeschi
sequestrati e preselezionati dalle Commissioni sovietiche e poi passati negli archivi, che costitui-
scono una esigua frazione di tutti i documenti tedeschi. Dunque non necessario presupporre
una gigantesca cospirazione del silenzio, ma una semplice oculata selezione dei documenti tro-
vati. O anche in questo caso bisogna credere seriamente che i Sovietici, dopo le continue accuse di
sterminio ebraico rivolte ai Tedeschi durante la guerra, avrebbero reso noti eventuali documenti che
li avessero scagionati? La conclusione di Terry evidenzia inoltre un curioso salto logico, un non
sequitur, come dicono i Plagiari, perch l'uccisione degli Ebrei del ghetto di Pisk nell'ottobre 1942,
inclusi quelli eventualmente ivi deportati da Sobibr, non renderebbe meno falsa la storia della loro
gasazione in questo campo.
[13] La parte pi importante del rapporto di uno Slovacco ebreo anonimo che Terry cita alle
pagine 55-56, per quanto riguarda Sobibr, questa:
Nelle vicinanze di Sobibor di notte si pu sempre osservare fuoco e in una vasta area si pu
percepire la puzza di capelli bruciati. Vari indizi portano alla conclusione (comunque la popo-
lazione lo asserisce) che i cadaveri [di coloro] che erano stati giustiziati mediante elettricit e gas
ed erano stati poi seppelliti vengono ora esumati e bruciati, per non lasciare alcuna traccia
(p. 56).
Ecco il suo commento:
Le descrizioni relative a fuochi che bruciavano di notte e a puzza di capelli bruciati erano osser-
vazioni dirette, la sua menzione di elettricit e gas non lo erano (p. 56).
Il testo originale dice:
In der Umgebung von Sobibor ist in der Nacht immer Feuer zu beobachten, und im weiten
Umkreis ist ein Gestank nach verbranntem Haar wahrzunehmen. Verschiedene Anzeichen
lassen darauf schliessen (die Bevoelkerung behauptet es jedenfalls), dass die Leichen,
welche vordem durch Eletrizitaet und Gas hingerichtet wurden und spaeter begraben
wurden jetzt exhumiert und verbrannt werden, um keine Spuren zurrueckzulassen243.
Anche in questo rapporto Terry pretende di stabilire che cosa sia frutto di reali osservazioni e
che cosa di dicerie.
In una reale cremazione in massa la puzza di capelli bruciati non sarebbe comunque perce-
pibile, sia perch i capelli costituiscono un peso irrisorio rispetto a quello di un cadavere, sia perch
brucerebbero per primi e in pochi secondi, sia perch la relativa puzza sarebbe coperta da quella,
ben pi intensa e duratura, della carne che brucia. La storia della puzza di capelli bruciati una
tipica diceria che si ritrova nelle testimonianze; ad esempio, Miklos Nyiszli parla dell'odore di
capelli che bruciano, ma ha almeno il buon senso di aggiungervi quello della carne arrostita 244.
La combustione dei capelli per di pi in contrasto con la pratica, ammessa dai Plagiari, della
rasatura delle Ebree deportate prima della presunta gasazione. Se questa pratica era l'esecuzione
dell'ordine di Glcks del 6 agosto 1942, i capelli dovevano essere tagliati anche agli uomini, purch
fossero lunghi almeno 20 mm245, sicch, in pratica, le presunte vittime venivano cremate senza ca-
pelli.

243 Tatsachenbericht eines aus der Slovakei [sic] deportierten und zurueckgekehrten Juden, datato Slovakei, 17. Au-
gust 1943. Moreshet Archives, Givat Haviva, Israele, p. 4. Cfr. J. Schelvis, Vernichtungslager Sobibr, op. cit., p. 269.
Il testo tedesco privo di vocali con Umlaut.
244 M. Nyiszli, Medico ad Auschwitz. Longanesi, Milano, 1977, p. 73.
245 URSS-511. Vedi il punto 88 del Capitolo 8.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Le presunte osservazioni su Sobibr riportate sopra si riferiscono all'aprile 1943 246, ma l'esu-
mazione dei cadaveri era gi terminata nel mese di marzo del 1943 (vedi capitolo 12, punto 92),
perci all'epoca i cadaveri non venivano esumati.
D'altra parte noi non neghiamo affatto che un limitato numero di Ebrei mor o fu ucciso a Sobi-
br, sicch anche una reale osservazione di esumazioni e cremazioni non dimostrerebbe necessa-
riamente la realt di uno sterminio in massa in camere a gas
La fonte indicata da Terry Tatsachenbericht eines aus der Slowakei deportierten und
zurckgekehrten Juden, 17.8.43, VHA Fond 140/59, pp.41-50 (Papers of J. Kopecky) (nota 79 a p.
55), ma il documento in questione ha solo 5 pagine, sicch la menzione delle pagine 41-50 non ha
senso. Al passo riportato sopra Terry attribuisce la pagina 50 (nota 82 a p. 56), perci si dovrebbe
trattare dell'ultima pagina del documento, mentre invece la citazione si trova a p. 4. Il documento
viene ancora citato nella nota 414 a p. 229, ma senza indicazione precisa della pagina alla quale si
riferisce il testo (pp.41-50) e infine nella nota 64 a p. 357, ma di nuovo con la menzione della
pagina 50.
Il documento in possesso dei Moreshet Archives proviene dal VHA (Vojensk Historick Archi-
wum, Archivio Storico Militare) di Praga.
[14] Terry si sforza poi di mostrare che i rapporti polacchi ed ebraici su Treblinka erano veridi-
ci almeno nel loro nucleo essenziale. Egli menziona anche quelli del 17 agosto e dell'8 settembre
1942, gi citati da noi247, e mi accusa di non aver fatto commenti su di essi, cosa che ho ritenuto
superflua, dato che il loro contenuto parla da solo; ecco invece il suo commento:
entrambe le descrizioni sono del tutto plausibili, provenendo da un testimone che fugg dal campo
esterno il quale o non aveva una precisa linea visuale o tempo sufficiente per annotare adegua-
tamente le loro [sic] impressioni (p. 59).
Vale dunque la pena di riportare e commentare questi rapporti, cominciando dal secondo (il
primo viene discusso nel punto 22b):
Il campo di sterminio di Treblinka, il luogo in cui gli Ebrei vengono assassinati, si trova presso il
campo di lavoro. situato a 5 km dalla stazione di Treblinka e a 2 km dalla stazione di Poniatowo.
C' un collegamento telefonico diretto con Malkinia. C' un vecchio campo (per Polacchi) e un
nuovo campo, la cui costruzione ancora in corso (esclusivamente per Ebrei)... Lo sterminio degli
Ebrei viene ora attuato in un modo che completamente indipendente dal vecchio campo. Una
locomotiva spinge i vagoni con gli Ebrei alla piattaforma. Gli Ucraini fanno uscire gli Ebrei dai
gatti e li conducono alla doccia nel bagno. Questo edificio recintato con filo spinato. Essi vi
entrano a gruppi di 300-500 persone. Ogni gruppo vi viene subito rinchiuso ermeticamente dentro
e gasato. Il gas non li colpisce immediatamente 248, perch gli Ebrei devono ancora procedere fino
alle fosse, che distano alcune decine di metri e che sono profonde 30 metri. Poi cadono privi di
sensi e un'escavatrice li ricopre di un sottile strato di terra. Gli altri gruppi arrivano... Presto
trasmetteremo una testimonianza autentica di un Ebreo che riuscito a fuggire da Treblinka (pp.
58-59).
La fonte addotta da Terry Informacja Bieca [Informazione Corrente] Nr 33 (58), 5.9.1942,
pubblicato in Marczewska/Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury, pp.137-8 (nota 94 a
p. 59).
In realt si tratta di un testo tratto dal libro di Arad 249, con alcuni errori (link invece di line,
wagons invece di cars, cats invece di cars, arrive invece di arrives; anche la data del
rapporto errata: 5 invece di 8 settembre 1942).
246 Tatsachenbericht eines aus der Slovakei deportierten und zurueckgekehrten Juden, p. 4.
247 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 48.
248 La traduzione letterale di questa frase : L'azione del gas a quanto pare non tuttavia immediata ( dziaanie gazu
nie jest jednak jakoby natychmiastowe).
249 Y. Arad Belzec, Sobibor, Treblinka. The Operation Reinhard Death Camps, op. cit., pp. 353-354.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La traduzione di Arad presenta due omissioni indicate da puntini di sospensione, che il plagiario
ripropone ovviamente tali e quali. La prima questa:
Personale del campo: 25 SS e 180 Ucraini (di cui 12 Tedeschi e 50 Ucraini nel vecchio
campo). Armamento: oltre a quello personale, fucili mitragliatori, carabine e granate. Il
lavoro dei detenuti consiste principalmente nel caricare ghiaia 250.
La seconda omissione riguarda il testo che segue:
Si verificano casi in cui tra gli Ebrei ci sono anche Polacchi. Il 28. VIII. un Polacco si
scagliato su un Ucraino, gli ha sottratto la carabina e ha spaccato la testa a un Tedesco e a un
Ucraino. stato fucilato immediatamente (le suddette informazioni provengono da Ucraini
di guardia, richiedono verifica)251.
Il rapporto si chiude con questa frase:
W najbliszym czasie podam autentyczn relacj yda, ktremu udao si zbiec z
Treblinki, Prossimamente fornir un rapporto autentico di un Ebreo che riuscito a fuggi-
re da Treblinka252.
Ma se non c'era ancora un rapporto autentico e se le informazioni delle guardie ucraine richie-
devano verifica, su che cosa si basava la descrizione dell' Informacja bieca? Si trattava evidente-
mente di semplice propaganda, di sciocche menzogne. Chi potrebbe prendere sul serio le fosse
comuni profonde 30 metri o, peggio ancora, un fantomatico gas che, dopo la gasazione, consentiva
alle vittime di percorrere ancora qualche decina di metri per poter stramazzare prive di conoscenza
nelle fosse?
Secondo la sua metodologia aberrante, Terry presuppone che qualunque rapporto sia sempre
frutto di una reale osservazione e, quando esso dice cose troppo assurde, si arrampica sugli
specchi per trovare le spiegazioni pi fantasiose.
[15] molto sintomatico che egli, che mi accusa di non aver esaminato documenti nel loro
proprio contesto, liquidi sbrigativamente fuori contesto l'importante articolo pubblicato dal Dzien-
nik Polski l'11 luglio 1942:
Il massacro degli Ebrei La situazione degli Ebrei appare anche peggiore. La faccenda del
ghetto di Varsavia ben nota. Fame, morte e malattie minacciano continuamente e sistemati-
camente la popolazione. Nell'area di Lublino la notte del 23-24 marzo [ 1942] la popolazione
ebraica stata deportata. Malati e disabili sono stati uccisi sul posto. Tutti i bambini di 2-3
anni dell'orfanotrofio, in numero di 108, sono stati mandati via dalla citt insieme alle loro
bambinaie e uccisi. Complessivamente quella notte sono state uccise 2.500 persone, mentre
le restanti 26.000 sono state mandate nei campi di Beec e di Tremblinka [wywieziono do
obozw w Becu i Tremblince]. Da Izbica Kujawska 8.000 persone sono state deportate in
una direzione sconosciuta. A quanto viene riferito, a Beec e Tremblinka l'uccisione viene
effettuata mediante gas tossici [za pomoca gazw trujacych]....
Thomas Kues, da cui traggo il testo sopracitato, ne ha sottolinato l'importanza nel quadro della
genesi della propaganda sui campi di sterminio come segue:
Si afferma unanimamente da parte di storici olocaustici che il campo di sterminio di Tre-
blinka II cominci la sua attivit coll'arrivo del primo trasporto proveniente dal ghetto di
Varsavia, che part il 22 luglio 1942 e giunse al campo il giorno stesso o quello seguente.
Ci significa che Mikoajczyk rifer su presunte azioni di sterminio a Treblinka due settima-
ne tonde prima che esse pretesamente cominciassero. Ancora pi notevole il fatto che la
macchina dello sterminio in massa fosse in attivit a Treblinka tre mesi e mezzo prima, il 23-
24 marzo253.
250 K. Marczewska, W. Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury Rzdu RP na Kraji, op. cit., p. 138.
251 Ibidem.
252 Ibidem.
253 T. Kues, A Premature News Report on a Death Camp for Jews, in: http://www.inconvenienthistory.com/archive/

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Terry relega, come ho accennato sopra, la questione in una nota (49 a p. 49), dove fornisce
questa spiegazione:
Poich il protocollo ufficiale dell'incontro di gabinetto dice a quanto pare Trawniki, il gambetto
cercare di suscitare sospetti su un riferimento troppo anticipato alle deportazioni a Treblinka
cade completamente. Da qualche parte nella catena di trasmissione dall'organizzazione locale di
resistenza a Londra e da l al giornalista del Dziennik Polski, l'informazione fu confusa cosa che
fu chiara alla rilettura dell'articolo di Stola per questa critica.
Egli trae da Dariusz Stola l'informazione che Stanislaw Mikolajczyk, il primo ministro del Go-
verno polacco in esilio, dichiar all'incontro del 7 luglio 1942: a quanto pare a Belzec e Trawniki,
uccisione con gas tossico (p. 49).
Dunque si tratterebbe di un banale errore di trascrizione: Tremblinka al posto di Trawniki.
Ma in tal modo il gambetto non solo non cade affatto, ma si aggrava enormemente. Terry neppure
se ne rende conto e non si chiede perch il protocollo ufficiale dell'incontro di gabinetto menzio-
na proprio Trawniki. La risposta semplice.
Il 14 aprile 1942 il Biuyletyn Informacyjny (Bollettino d'informazione) pubblic un articolo int-
itolato L'uccisione di Ebrei nell'area di Lublino, nel quale era riportata la seguente notizia:
[Gli Ebrei] rimasti in vita, in numero di circa 25.000, furono trasportati nei campi di
Beec e Trawniki (w obozw Becu i Trawnikach). In questi campi, secondo un rapporto
molto attendibile (wedle najwiarygodnicjszych relacji) avviene l'uccisione in massa di Ebrei
mediante gas tossici (przy pomocy gazw trujcych)254.
Lo stesso giornale il 30 aprile rifer di nuovo di vagoni piombati che arrivavano al campo di
Beec o di Trawniki255.
La notizia apparve perfino sul bollettino della Jewish Telegraphic Agency del 10 luglio 1942:
Il soffocamento dei 26.000 Ebrei polacchi mediante gas tossico ebbe luogo in due campi di
concentramento ebraici, che i nazisti hanno istituito a Belzec e Trawniki256.
Per nostra fortuna i solerti osservatori di Terry poterono osservare il funzionamento del
campo di sterminio di Trawniki e misero per iscritto le loro osservazioni gi nel giugno 1942:
Trawniki.
Sulla linea Lublino-Chem c' la piccola stazioncina di Trawniki e una borgata che ha lo
stesso nome. Al tempo dello scoppio della guerra tedesco-sovietica, a Trawniki fu istituito
un campo per cittadini e prigionieri sovietici. Questo campo fu presto liquidato uccidendo
la maggior parte dei detenuti e in quest'azione [fu uccisa] anche la popolazione ebraica
locale, in numero di alcune centinaia di anime. Da qualche tempo nel terreno sono state
installate camere a gas pi grandi [wiksze kamere gazowe] e un primitivo crematorio. Dal
tempo dell'installazione di queste camere a gas e crematorio quasi ogni giorno giungono a
Trawniki treni di Ebrei reinsediati /principalmente dalla Slovacchia e dalla Cechia/ in
numero di circa 1.500 al giorno. All'arrivo sul posto dei reinsediati, essi vengono privati di
tutto ci che posseggono, spogliati nudi e poi spinti nella camera suddetta. Dopo che la
camera stata riempita di vittime, viene chiusa ermeticamente e grazie a dispositivi adeguati
nella camera viene immesso un gas tossico. Dopo che sono trascorsi 15-30 minuti, tutti
coloro che si trovano dentro non vivono [pi]. Poi, dopo adeguata pulizia della camera dai
resti del gas, gli Ebrei asfissiati vengono bruciati nel crematorio. I vestiti, la biancheria e le
scarpe lasciate dalle vittime ebree ogni tanto vengono caricati su vagoni e vengono portati
2011/volume_3/number_3/a_premature_news_report.php#notes
254 Biuyletyn Informacyjny. Cz II. Przedruk rocznikw 1942-1943. Rok III (LIV) Nr. Specjalny 2 (195), Varsavia,
2002, p. 902.
255 Idem, p. 916.
256 Nazis Slaughter 30,000 German Jews; Exterminate 36,000 Polish Jews by Gas and Guns, in: Jewish Telegraphic
Agency (JTA), 10 luglio 1942.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

agli stabilimenti di vestiario delle SS, tra gli altri anche a Lublino/ nel terreno della vecchia
fabbrica di aeroplani/ dove questi vestiti vengono selezionati e lavorati. Il personale impie-
gato nella camera a gas e nel crematorio di Trawniki composto esclusivamente da SS257.
L'indicazione sulla linea Lublino-Chem non lascia alcun dubbio sul fatto che si trattava
proprio di Trawniki. Dunque la resistenza ebraica invent un campo di sterminio dotato di camere
a gas e crematorio a Trawniki e ci ancora pi grave del presunto invio di vittime a Treblinka
qualche settimana prima dell'apertura del campo, perch dimostra inequivocabilmente che i propa-
gandisti ebreo-polacchi che diffusero le prime informazioni sui campi di sterminio erano degli
spudorati mentitori.
[16] Terry ci fa la cortesia di citare, senza commenti, un lungo articolo apparso il 20 settembre
1942 nel Bund newspaper Oif der Vach che conferma la nostra tesi sull'origine della storia del
campo di sterminio. Esso infatti comincia cos:
Durante la prima settimana dell' azione di deportazione, Varsavia fu inondata di saluti dagli
Ebrei deportati. I saluti arrivavano da Biaystok, Brest-Litovsk, Kosov, Malkinia, Pinsk, Smolensk
(p. 60).
Ma poich, come ho accennato sopra, Treblinka doveva essere un campo di sterminio, i
saluti dovevano per forza essere falsi. La cosa veniva spiegata cos:
Le lettere e i saluti provenivano da persone che erano riuscite a fuggire dai treni o dal campo.
possibile che all'inizio, dai primi trasporti, alcuni degli Ebrei di Varsavia furono mandati a Brest-
Litovsk o Pinsk, affinch i loro saluti fuorviassero, ingannassero e producessero false illusioni tra
gli Ebrei di Varsavia (p. 60).
L'articolo ammetteva pertanto la possibilit che dei trasporti ebraici fossero stati realmente tra-
sferiti da Treblinka a Brest-Litovsk o a Pisk, sia pure a scopo ingannatorio.
Il metodo di sterminio che vi viene indicato degno di nota:
Il pavimento di questa baracca si apriva e la gente cadeva dentro una macchina. Secondo l'opi-
nione di coloro che sono scappati, la gente nella baracca veniva gasata. Secondo un'altra opinione,
venivano uccisi mediante corrente elettrica (p. 60).
Riguardo alla capacit di sterminio di Treblinka, l'articolo dice:
Il bagno assorbe 200 persone ogni quindici minuti, sicch in ventiquattr'ore la capacit di
uccisione di 20.000 persone (p. 61).
Affermazione insensata persino nella prospettiva olocaustica. Alla fine l'articolo elenca i campi
di sterminio allora esistenti:
Ci sono tre campi di tal fatta: uno nelle vicinanze di Pinsk per l'area orientale, un altro nell'area
di Lublino a Belzec e il terzo, il pi grande, era Treblinka presso Malkinia (p. 61).
Qual era il campo di sterminio nelle vicinanze di Pinsk? Un'altra fantasia propagandistica,
anch'essa sicuramente basata su accurate osservazioni!
[17] Terry continua poi a rafforzare suo malgrado la nostra tesi presentando ulteriore materiale
propagandandistico:
L'attivista dell'Oneg Shabes Peretz Opoczynski rifer dicerie relative a una gigantesca sedia
elettrica a Treblinka capace di uccidere migliaia di Ebrei e Polacchi ogni giorno. I Tedeschi
scrisse amano vantarsi della loro abilit industriale e cos vogliono anche gestire la loro indu-
stria dell'uccisione con efficienza americana. Emanuel Ringelblum rifer anch'egli, in una lunga
annotazione del suo diario, senza dubbio retrodatata al 15 ottobre, una volta che l'azione era finita,
delle notizie sugli scavafosse (Rabinowicz, Jacob), gli Ebrei di Stok che erano scappati dai vago-

257 ydowsky Instytut Historyczny, 33.Ring.I/261 Mf. IH-836, Bollettino dell' Oneg Szabat contenente infor-
mazioni sul tema della situazione degli Ebrei in varie localit nel territorio della Repubblica Polacca nel periodo aprile-
giugno 1942 /24.6, 25.6, 30.6.1942).

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

ni... la descrizione unanime del bagno, gli scavafosse ebrei con pezze gialle sulle ginocchia. Il
metodo di uccisione: gas, vapore, elettricit (p. 61).
Alla pagina successiva Terry pretende per che il racconto di Jacob Rabinowicz aveva in effetti
descritto camere a gas, precisando perfino l'impiego di un motore Diesel (p. 61).
In nota egli adduce questo riferimento: Il rapporto di Rabinowicz pubblicato in Ruta Sakow-
ska (a cura di), Archiwum Ringelbluma, getto warszawskie: lipiec 1942-styczen 1943. Warsaw,
1980. In realt un rapporto di Rabinowicz non esiste affatto. Nell'archivio Ringelblum ci sono
solo le poche righe citate sopra da Terry, che menzionano gas, vapore, elettricit:
Treblinka. Wiadomo od grabarzy (Jakub Rabinowicz), ydw ze Stoczka, ktrzy zbiegli z
wagonw, naadowanych rzeczami, zotem i walut. Jednomylny opis ani, grabarze z
tymi atami na kolanach.
Sposb umiercania: gaz, para, elektryczno258.
(Treblinka. Informazione da scavafosse (Jakub Rabinowicz), Ebrei di Stoczek, che sono
fuggiti dai vagoni carichi di oggetti, oro e denaro. Descrizione concorde del bagno, gli
scavafosse con pezze gialle alle ginocchia.
Metodo di uccisione: gas, vapore, elettricit).
Esther Farbstein conferma:
Durante le Aktionen [azioni] nell'estate del 1942 pervennero al ghetto rapporti dei primi
fuggiaschi da Treblinka. Uno di questi fuggiaschi era Ya'akov (Jacob) Rabinowicz, il figlio
del Rebbe di Parczew. Ringelblum, che annot i primi rapporti sul campo nel suo diario col
titolo Treblinki, scrisse all'inizio: Le notizie sugli scavafosse (Rabinowicz, Jacob), gli
Ebrei di Stok che scapparono dai vagoni259.
Dunque falso e fuorviante asserire che questo rapporto avesse descritto camere a gas.
[18] Terry ci fornisce poi gentilmente un altro importante aiuto per capire la genesi della storia
propagandistica del motore Diesel:
Come vedremo nel capitolo 5, la denominazione Diesel del motore di uccisione sembra che
facesse parte del Lagerjargon [gergo del campo] dell'Azione Reinhard, una designazione impropria
mutuata dal generatore Diesel che forniva elettricit al campo e che era collocato pi o meno
vicino al motore di gasazione funzionante a benzina. Cos varie inesattezze possono essere ricon-
dotte a una simile causa prima (p. 62).
proprio vero: non c' fumo senza arrosto. Qui l' arrosto appunto il motore del generatore
di corrente. Il rapporto sulle camere a vapore del 15 novembre 1942 dice esplicitamente:
Un motore Diesel fornisce l'energia e il suo rumore un suono caratteristico a Treblinka
B260.
Il motore Diesel che azionava il gruppo elettrogeno nei campi si trasform dunque propagandi-
sticamente in strumento di sterminio in massa. Su questa importante questione ritorner nel Capi-
tolo 8.
[19] Continuando, Terry offre un altro significativo esempio della sua malafede:
Un altro racconto di un fuggiasco da Treblinka redatto in questo periodo completamente igno-
rato da Mattogno nel suo tentativo di delineare lo sviluppo dell'idea di Treblinka come campo di
sterminio, cio la lunga descrizione fornita da Abraham Krzepicki e registrata dall'attivista
dell'Oneg Shabes Rachel Auerbach nell'ottobre 1942. Anche il rapporto di Krzepicki, al quale si
rimander pi volte in questa critica, identific una camera a gas (p. 62).

258 Emanuel Ringelblum, Kronika getta warszawskiego wrzesie 1939-stycze 1943 (Cronaca del ghetto di Varsavia.
Settembre 1939-gennaio 1943), a cura di Artur Eisenbach e Adam Rutkowski. Czytelnik, Varsavia, 1983, p. 416.
259 Eshter Farbstein, Hidden in Thunder. Perspectives on Faith, Halachah and Leadership during the Holocaust. Old
City Press, Gerusalemme, 2007, p. 49.
260 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 54.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Egli si guarda bene, ipocritamente, dal citare la descrizione di questa camera a gas fatta dal
testimone; ne riporto le parti essenziali:
Ma l'edificio di mattoni che stava al centro del Campo della Morte, piuttosto lungo, non
troppo largo, esercitava uno strano fascino su di me: era la camera a gas 261. [...]. Soltanto
quando ritornavamo dal nostro pasto di mezzogiorno e la nostra colonna si ferm un po',
scivolai via da essi e andai verso la porta aperta della camera a gas 262. [...]. Il muro dell'edi-
ficio era ricoperto di cemento. La camera a gas non era stata in funzione per una settimana.
Potei guardarvi dentro attraverso una delle due robuste porte di ferro verniciate di bianco
che erano aperte. Vidi davanti a me un locale non troppo ampio. Sembrava una normale sala
doccia con tutto l'arredo di un bagno pubblico. Le pareti del locale erano rivestite di piccole
piastrelle bianche. Era un lavoro molto bello e accurato. Il pavimento era ricoperto con
mattonelle di terracotta arancione. Docce nichelate erano fissate al soffitto. Questo era tutto.
Un confortevole, grazioso, piccolo bagno collocato in mezzo all'area boschiva 263.
Dunque il testimone non vide una camera a gas ma un un confortevole, grazioso, piccolo
bagno, una normale sala doccia con tutto l'arredo di un bagno pubblico, con le pareti rivestite
di piccole piastrelle bianche, il pavimento ricoperto con mattonelle di terracotta arancione e non
mancavano docce nichelate erano fissate al soffitto. Una tale descrizione si adatta evidentemente
pi all'impianto di disinfezione e disinfestazione di un Durchgangslager (campo di transito) che
all'impianto di uccisione di un campo di sterminio, anche se il testimone parl poi di fosse
comuni con decine, forse centinaia di migliaia264 di cadaveri di bagnanti (bathers) che sarebbero
stati uccisi non si sa come (vapore? vuoto d'aria? sovrappressione? gas a effetto ritardato? gas
cloro? gas Zyklon? gas di scarico di un motore?). Perci solo con somma ipocrisia, Terry la spaccia
per una identificazione di una camera a gas.
Si noter il singolare metodo di citazione di questa testimonianza da parte dei Plagiari. A p. 62,
nota 102, Terry menziona come fonte il numero 43-44 del 1962 del Biuletyn ydowskiego Instytutu
Historycznego (Bollettino dell'Istituto Storico Ebraico), una fonte praticamente inaccessibile e non
verificabile per i non specialisti; a partire dalla nota 92 a p. 295 essa viene citata come Krzepicki,
Eighteen Days in Treblinka,, con riferimento al libro di Donat (vedi nota 36 a p. 15). evidente
che essi volevano evitare la facile verifica del testo e, come ho spiegato sopra, ci facendo, avevano
le loro ottime ragioni.
chiaro che Terry non ha mai visto la fonte polacca che cita. Krzepicki vi riferisce che le SS
chiamavano la presunta camera a gas Badeanstalt (impianto dei bagni), termine che, alla luce
della sua descrizione, deve essere inteso alla lettera 265.
[20] Sulla base di un rapporto che non menziona camere a gas (Rabbinowicz) e di uno che le
descrive come un vero bagno, Terry va all'attacco del rapporto sulle camere a vapore, estrema-
mente imbarazzante per i Plagiari:
Poich sia Rabinowicz sia Krzepicki avevano fatto riferimento a camere a gas, un po' difficile
capire perch il lungo rapporto stilato dall'attivista dell'Onerg Shabes Hersz Wasser sulla liqui-
dazione del ghetto di Varsavia e sul campo di sterminio di Treblinka, datato 15 novembre 1942,
menzioni camere a vapore. Ma solo un po' difficile da capire, perch il vapore, in fin dei conti, un
gas e non arduo vedere come la fonte anonima, nel descrivere il vapore a Wasser, avrebbe potuto

261 Nel testo polacco: komory gazowe, camere a gas.


262 Nel testo polacco: drzwi komory gazowej, la porta o le porte della camera a gas. Drzwi ha solo la forma plurale.
263 A. Krzepicki, Eighteen Days in Treblinka, in: Alexander Donat (a cura di), Death Camp Treblinka. A Documen-
tary. Holocaust Library, New York, 1979, p. 105.
264 Idem.
265 A. Krzepicki, Treblinka, in: Biuletyn ydowskiego Instytutu Historycznego, luglio-dicembre 1962, n. 43-44, p.
104. La descrizione della presunta camera a gas si trova a p. 107.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

dedurre che le vittime erano uccise col vapore osservando l'apertura di una camera a gas e scam-
biando l'emanazione fumi di scappamento dalla camera per una sauna letale (p. 62).
Terry presenta un capolavoro di ipocrisia. Anzitutto la premessa del suo ragionamento, come ho
dimostrato sopra, falsa, in quanto n Rabinowicz n Krzepicki avevano fatto riferimento a
camere a gas; in secondo luogo, la testimonianza sulle camere a vapore, molto dettagliata,
smentisce categoricamente la sua conclusione:
L'interno dell'edificio, secondo il rapporto di un testimone oculare, si presenta come segue:
al centro si trova un corridoio largo 3 metri e da ambo i lati ci sono 5 locali, camere; l'altezza
di ogni camera di circa 2 metri. La superficie di ogni camera di circa 35 metri quadrati.
Le camere di esecuzione sono prive di finestre, ma hanno porte che si aprono sul corridoio e
una specie di serranda266 sulle pareti esterne. Accanto a questa serranda ci sono rampe con la
superficie leggermente concava, come grosse madie. Gli operai installarono tubi attraverso i
quali doveva passare il vapore acqueo. Questa dev'essere la casa della morte n. 2. Una strada
boschiva (9)267 evita questa casa e corre lungo il muro occidentale tra gli alberi di un bosco e
alla fine si interrompe vicino all'edificio seguente (12), vicino alla casa della morte n. 1 (14);
questo edificio si trova in posizione perpendicolare rispetto alla casa della morte n. 2. una
costruzione in muratura molto pi piccola della precedente. Consta soltanto di tre camere e
di una sala caldaie. Lungo il muro settentrionale di questa casa c' un corridoio dal quale
attraverso porte si pu entrare nelle camere. Il muro esterno delle camere possiede una
serranda (ancora di recente una porta, che stata cambiata per motivi di comodit con una
serranda). Anche qui nel senso della lunghezza delle serrande corre una rampa a forma di
madia (15). La sala caldaie (15a) direttamente adiacente all'edificio. All'interno della sala
caldaie vi una grossa caldaia per la produzione del vapore acqueo e per mezzo di tubi, che
corrono attraverso le camere della morte e che sono provvisti di un numero adeguato di fori,
il vapore acqueo surriscaldato si sprigiona dall'esterno nelle camere. Durante il funzio-
namento di questa macchina della morte le porte e le serrande sono chiuse ermeticamente. Il
pavimento nelle camere rivestito di un impiantito di terracotta, che diventa molto scivoloso
quando lo si bagna coll'acqua. Accanto alla sala caldaie c' un pozzo l'unico pozzo in tutto
il territorio di Treblinka B268.
Il testo polacco parla di una kotownia (sala caldaie) nella quale si trovava duy kocio dla
wytworzenia pary wodnej (una grossa caldaia per la produzione del vapore acqueo)269. Dunque la
pretesa di Terry che il testimone avesse scambiato fumi di scappamento con vapore un
miserabile inganno intenzionale.
Egli invece ha ragione a dire che il vapore, in fin dei conti, un gas, ma ci corrobora quanto
ho scritto sopra, ossia che la semplice menzione, nei rapporti della resistenza, di uccisione con
gas o in camere a gas non significa nulla di concreto, potendo riferirsi anche al vapore.
Nel Capitolo 8 dimostrer in che modo la storia delle camere a gas si sia sviluppata da questo
racconto relativo alle camere a vapore grazie all'apporto fondamentale di Jankiel Wiernik.
Le camere a vapore ebbero ovviamente i loro bravi osservatori. Il 17 dicembre 1942, Mary
Berg annot nel suo diario del ghetto di Varsavia:
La vera e propria casa della morte di Treblinki [sic] situata in un folto bosco. Le perso-
ne vengono portate con autocarri in edifici dove ricevono l'ordine di spogliarsi comple-
tamente. A ognuno viene dato un pezzo di sapone e gli si dice che deve fare il bagno prima
266 Letteralmente botola (klapy).
267 I numeri tra parentesi rimandano alla pianta del campo. Vedi Capitolo 8, punto 76.
268 K. Marczewska e W. Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury Rzdu RP na Kraji, op. cit., pp. 142-143;
cfr. Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., pp. 53-54.
269 Likwidacja ydowskiej Warszawy. Treblinka (La liquidazione della Varsavia ebraica. Treblinka), in: Biu-
letyn ydowskiego Instytutu Historycznego, n. 1, 1951, p. 95.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

di andare al campo di lavoro. Le persone nude, uomini, donne e bambini separatamente,


sono portate in una casa dei bagni con pavimento scivoloso. Esse cadono nel momento in
cui entrano. Ogni piccolo scompartimento riempito di persone a tal punto che esse devono
stare le une sulle altre. Dopo che la casa dei bagni riempita completamente, vapore caldo
fortemente concentrato vi viene immesso attraverso le finestre. Dopo pochi minuti le perso-
ne cominciano a soffocare tra orribili sofferenze.
Pi avanti si legge:
La fuga da Treblinki impossibile, per due giovani ebrei riuscirono a fare l'impossibile.
Dopo un lungo vagare nei boschi, arrivarono a Varsavia e riferirono altri dettagli. Secondo
loro, i Tedeschi usano vari gas nonch elettricit in certe camere. A causa del numero enor-
me di assassinati, i Tedeschi hanno costruito una macchina speciale per scavare fosse 270.
Con la sua critica, Terry ha fornito indirettamente un valido contributo per far luce sulla genesi
della propaganda su Treblinka:
1) il campo fu dichiarato campo di sterminio prima ancora che vi giungessero trasporti ebraici
(anche se altre fonti menzionavano Trawniki, sta di fatto che il Dziennik Polski parl di
Tremblinka);
2 un confortevole, grazioso, piccolo bagno, sicuramente annesso a una sala caldaie, ossia un
impianto doccia e disinfezione/disinfestazione a vapore fu travisato in impianto di sterminio;
3) camere a vapore, verosimilmente autoclavi di disinfezione/disinfestazione, divennero
camere a gas.
[21] La testimonianza di David Milgroim (p. 63), che fu registrata alla fine di agosto del 1943,
essendo trasmessa all'OSS a Istambul all'inizio del 1944 mostra i graduali progressi della pro-
paganda. Essa menziona come strumento di uccisione un gas tossico, senza alcuna precisazione
sulla sua natura. Il contesto generale ancora grossolano: le vittime venivano uccise all'interno di
queste baracche, e quando un gruppo era dentro, la porta veniva chiusa ed esso rimaneva cos
per quindici minuti. I cadaveri venivano gettati nella fossa ardente situata dietro la recinzione
nel campo della morte. Ma poich il testimone che fu deportato dalla Cecoslovacchia nel 1942
scapp dal campo dopo una settimana, non pot assistere alla cremazione dei cadaveri, che
cominci ufficialmente nel marzo 1943 e non fu effettuata in una fossa ardente, ma su griglie
sulla superficie del suolo (vedi Capitolo 12, punto 12). Le altre osservazioni del testimone sono
in totale contrasto con la versione attuale: baracche di gasazione invece di un edificio che era
solidamente costruito con mattoni su un basamento di cemento 271; una sola porta, per 6 o 8 camere
a gas272, un processo di gasazione molto rapido: appena 15 minuti, contro i 30-40 della versione
ufficiale273. Non un caso che la durata di 15 minuti sia esattamente la stessa addotta nel rapporto
del 15 novembre 1942 per le camere a vapore:
All'inizio dall'interno giungono grida smorzate, che gradualmente si affievoliscono, e dopo
15 minuti l'esecuzione terminata 274.
Terry rileva ingenuamente che i rapporti polacchi menzionano anche il progresso delle deporta-
zioni nei campi dell' Azione Reinhardt (pp. 63-64), come se le deportazioni fossero la prova
dello sterminio.
[22] Egli scrive poi che

270 Warsaw Ghetto. A diary by Mary Berg. Edited by L.S. Shneiderman. L.B. Fischer, New York, 1945, pp. 209-210.
271 Motivazione delle sentenza del 3 settembre 1965 del processo contro Kurt Franz, in: Adalbert Rckerl (a cura di),
NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher Strafprozesse. Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1979, p. 203
272 Idem, p. 204.
273 Idem, p. 224.
274 K. Marczewska e W. Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury Rzdu RP na Kraji, op. cit., p. 144; cfr.
Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 56.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

contrariamente a una pretesa piuttosto sconclusionata di Mattogno, il movimento di resistenza


polacco rifer anche sulle cremazioni all'aperto nei campi della morte. Ci vuole un impegno specia-
le per chiedere come si spiega che non c' alcuna menzione di ci in nessun rapporto del movi-
mento di resistenza polacco? e non rendersi conto che la propria fonte lo spiega chiaramente,
mentre l'opera di riferimento sui campi Reinhard cita lo stesso punto (pp. 64-65).
Per capire il significato della mia affermazione, bisogna riportarla nel suo contesto:
Abbiamo gi visto nell'Introduzione che il campo di Treblinka era circondato da vari paesi
e villaggi: nel raggio di 10 km dal campo cerano Wlka Okrglik, Poniatowo, Grady, Tre-
blinka, Makinia, Zawisty Dzikie, Rostki Wlk., Rytele, wieckie, Olechny, Wszoki, Jaku-
biki, Tosie, Kosw Lacki, Dbe, ochy, Rostki, Maliszewa, Guty, Bojewo, Brzzka, Koo-
dzia, Orzeek, Zotki, Prosty, Kieczew. Da tutte queste localit, ogni giorno, per 122
giorni, si sarebbe dovuto vedere il bagliore delle fiamme di Treblinka: ma perch allora
questo fatto non menzionato in nessun rapporto dei movimenti di resistenza clandestini
polacchi?275.
Ci significa che, per 122 giorni, ci sarebbero dovuti essere centinaia di osservatori che
avrebbero fornito un profluvio di informazioni al movimento di resistenza polacco, il quale avrebbe
compilato decine e decine di rapporti.
Terry invece ne menziona solo due, che per non cita; egli si limita ad indicarne le fonti in nota:
Marczewska/Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury, p.154 (nota 119 a p. 65). Arad,
Reinhard, p. 358 (nota 120 a p. 65).
Prima di esaminarli, bene richiamare l'attenzione sulla sua becera malafede, in quanto egli mi
attribuisce l'affermazione che non c' alcuna menzione su cremazioni all'aperto in nessun rapporto
del movimento di resistenza polacco, mentre io ho asserito che non c' alcuna menzione su
cremazioni all'aperto continuative per 122 giorni in nessun rapporto del movimento di resistenza
polacco.
Il primo riferimento di Terry verificabile solo dagli specialisti. Si tratta dell'articolo gi menzio-
nato di Krystyna Marczewska e Wadysaw Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury
Rzdu RP na Kraji da noi ampiamente utilizzato nel nostro studio su Treblinka e che ho citato pi
volte anche in questa risposta. La pagina indicata da Terry, la 154, contiene la fine del rapporto
inviato a Londra il 31 marzo 1943 di cui abbiamo riportato la prima parte 276. Questa pagina include
inoltre un breve rapporto intitolato Annesso n. 45 per il periodo 1-15.1.1943, citato da Terry a p.
64 con riferimento in polacco (Aneks nr 45 za czas od 1 do 15.I.1943 r.) all'articolo di
Marczewska e Waniewski, ma senza numero di pagina; la sua citazione tratta dal libro di Arad
(nota 113 a p. 64). Egli riprende infatti alla lettera il testo di Arad 277 ultimamente ci sono tra-
sporti di Ebrei da Galizia orientale e Romania (p. 64) , che una traduzione inaccurata del rela-
tivo testo polacco: Ostatnio przychodz gwnie transporty ydw z Galicij Wsch. i Rumunii
(Ultimamente arrivano soprattutto trasporti di Ebrei dalla Galizia orientale e dalla Romania).
La pagina summenzionata contiene infine l'inizio del rapporto Annesso n. 46 per il periodo 16-
31.1.1943, che si conclude a p. 155 con una gustosa storiella: parti di cadaveri di Ebrei veni-
vano madati da Treblinka negli ospedali di guerra a scopo di trapianto in interventi chirurgici.
In tutta la pagina in questione non c' alcun accenno alla cremazione di cadaveri. Soltanto nel
rapporto inviato a Londra il 31 marzo 1943 si parla di combustione di rifiuti e immondizie e di
Ebrei bruciati vivi nella fossa chiamata lazzaretto. Il rapporto menziona invece esplicitamente le
camere a vapore278, il che fa risaltare ancora di pi l'ipocrisia di questo ciarlatano.

275 Idem, p. 152 (non 148, come scrive Terry).


276 Idem, pp. 49-50.
277 Y. Arad, Belzec, Sobibor, Treblinka. The Operation Reinhard Death Camps, op. cit., p. 356.
278 Idem, p. 50.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Il secondo riferimento addotto da Terry la p. 358 del libro di Arad Belzec, Sobibor, Treblinka.
The Operation Reinhard Death Camps. Vi riportato un estratto di 13 righe di un rapporto della
Delegatura del 18 agosto 1943 sulla rivolta di Treblinka che contiene questa frase lapidaria:
Recentemente furono messi al lavoro all'apertura delle fosse comuni degli Ebrei assassinati a
Treblinka e all'arsione dei corpi che c'erano dentro.
Il povero Terry, in totale confusione a causa dei suoi plagi, attribuisce di nuovo questa citazione
alla pagina 154 dell'articolo di Marczewska e Waniewski, mentre essa si trova a p. 156.
Dunque la dimostrazione di Terry si riduce a una fonte inventata e ad un'altra di tre parole
((przy) spalaniu odkopanych zwok ([alcune centinaia di Ebrei sono stati impiegati] nell'arsione
dei cadaveri esumati).
Prima di procedere, bene presentare un breve excursus sui plagi di Terry relativi all'articolo di
Marczewska e Waniewski summenzionato.
a) Il primo appare nella nota 44 a p. 16 come riferimento bibliografico generale: Krystyna
Marczewska e Wadysaw Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury Rzdu RP na Kraj, in:
Biuletyn Gwnej Komisji Badania Zbrodni Hitlerowskich w Polsce, XIX, Varsavia 1968, pp.129-
164. Esso tratto dal nostro studio, incluso l'errore del segno diacritico ( invece di nel
cognome, la cui grafia corretta appunto Waniewski)279. L'altra fonte plagiata da Terry, il libro
di Arad, cita infatti l'articolo in questione senza segni diacritici in questo modo: Papers of the
Delegatura. Krystyna Marczewska, Wladyslaw Wazniewski, Treblinka w swietle akt Delegatury
Rzadu na Kraj, Biuletyn glownej Komisji Badania Zbrodni Hitlerowskich w Polsce, XIX,
Varsavia, 1968280.
b) A p. 58 Terry presenta la seguente citazione:
Dopo che la locomotiva lascia la stazione, essi costringono gli Ebrei a spogliarsi per andare,
pretesamente, alle docce. In realt essi vengono consegnati alle camere a gas, ivi sterminati e poi
seppelliti in fosse predisposte, talvolta quando sono ancora vivi. Le fosse vengono scavate con
macchine. Le camere a gas sono mobili e sono situate sopra le fosse.
La fonte da lui indicata Informacja Bieca n. 30 (55), 17.8.1942, pubblicato in Marczewska/
Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury, pp.136-7 (nota 92 a p. 58).
In realt anche questa citazione tratta parola per parola dal libro di Arad 281.
Terry commenta: L'osservazione di camere a gas mobili, stato rilevato, non pot essere con-
fermata da alcun'altra fonte (p. 58). In nota aggiunge:
Una camera a gas mobile fu annotata anche nel diario del capitano della Wehrmacht Wilm
Hosenfeld il 6 settembre 1942. A nostro avviso, ci potrebbe risalire alla stessa fonte originale.
Annotazione pubblicata in Wladyslaw Szpilman, Das wunderbare berleben. Warschauer Erin-
nerungen 1939-1945. Dsseldorf, 1998, p.197sgg (nota 93).
Si tratta evidentemente di volgare propaganda, ma Terry non vuole ammetterlo; qualunque
menzogna per lui soltanto una notizia non confermata da un'altra fonte; come se una eventuale
conferma rendesse vera una notizia palesemente falsa.
Il diario al quale egli fa riferimento nella nota s una conferma, ma appunto del carattere propa-
gandistico di questa storia:
6 settembre 1942: [...] sempre pi [deportati] riescono a fuggire e tramite loro gli atti di
follia giungono al mondo esterno. Il luogo si chiama Treblinka, nella parte orientale del
Governatorato generale. L i vagoni vengono scaricati, molti sono gi morti, l'intero terri-
torio sbarrato da muri, i vagoni entrano e vengono scaricati. [...]. Le donne e i bambini che
279 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., nota 52 a p. 29 : Krystyna Marczewska, Wadysaw
Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury Rzdu RP na Kraji in: Biuletyn Gwnej Komisji Badania Zbrodni
Hitlerowskichw Polsce, Vol. XIX, Warsaw 1968, pp. 129-164.
280 Y. Arad Belzec, Sobibor, Treblinka. The Operation Reinhard Death Camps, op. cit., p. 404.
281 Idem, p. 353.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

si contano a migliaia si devono spogliare, vengono spinti in una baracca mobile e l vengono
gasati
[6. September 1942: [...] es gelingt immer mehreren, zu entfliehen, und durch die kommen
die Wahnsinnstaten an die ffentlichkeit. Der Ort heit Treblinka, im Osten des General-
gouvernements. Dort werden die Wagen ausgeladen, viele sind schon tot, das ganze Geln-
de ist mit Mauern abgesperrt, die Wagen fahren hinein und werden entladen. [...] Die nach
Tausend zhlenden Frauen und Kinder mssen sich entkleiden, werden in eine fahrbare Ba-
racke getrieben und werden da vergast].
La vera fonte di Terry non quella da lui indicata, ma un libro di Bogdan Musial dal quale
anch'io ho tratto il testo citato sopra 282.
In nota l'autore adduce il seguente riferimento: Auszge aus dem Tagebuch von Hauptmann
Wilm Hosenfeld, in: Wadysaw Szpilman, Das wunderbare berleben. Warschauer Erinnerungen
1939-1945, Dsseldorf, u.a. 1998, S. 193 sgg, 197 sg.283.
Terry ha menzionato p.197 sg. perch Musial nella pagina precedente riporta altre annotazioni
del diario in questione, l'ultima delle quali quella del 6 settembre 1942, perci, ha pensato, l'in-
dicazione 197 sg. si riferisce ad essa. In questo copia e incolla, egli non si neppure preoc-
cupato di sostituire l'abbreviazione tedesca S. [Seite]193 con quella inglese p. [page].
Per quanto riguarda l'annotazione in questione, la baracca mobile e il territorio del campo
sbarrato da muri che cosa sono se non propaganda grottescamente ridicola?
c) Il riferimento successivo all'articolo di Marczewska e Waniewski appare a p. 59: si tratta del
plagio che ho gi esaminato nel punto 14.
d) A p. 62 Terry, in relazione al lungo rapporto stilato dall'attivista dell'Onerg Shabes Hersz
Wasser sulla liquidazione del ghetto di Varsavia e sul campo di sterminio di Treblinka datato 15
novembre 1942 che menziona le camere a vapore, indica come fonte: L'originale polacco
pubblicato in Marczewska/Waniewski, Treblinka w wietle Akt Delegatury, pp.138-145; per la
traduzione inglese vedi sotto (nota 103). La nota seguente dice: Apenszlak (a cura di), The Black
Book of Polish Jewry, pp.141-7. Questo titolo pu essere letto gratis alla Hathi Trust Digital Li-
brary, perci qui non sar riportato (nota 104).
Qui il plagio ai nostri danni; Terry ha infatti tratto questi dati dal nostro studio su Treblinka,
dove abbiamo presentato una traduzione del rapporto del 15 novembre 1942 284, e ha copiato i rela-
tivi riferimenti bibliografici 285.
e) A p. 64 e 65 appare il plagio che ho messo in luce sopra.
f) L'ultima menzione dell'articolo di Marczewska e Waniewski nel testo dei Plagiari appare a
p. 221, dove si dice che rapporti del movimento di resistenza polacco registrarono due possibili
trasporti supplementari a Brest e a Malaszewice, presso Brest, ma non stata scoperta nessuna
ulteriore traccia di essi, il che giustificato cos nella nota 375: Marczewska/Waniewski,
Treblinka w wietle Akt Delegatury, p.137. Qui si tratta di un altro plagio del nostro libro 286.
Dopo questa serie di plagi, gli Olo-Cialtroni hanno la sfrontatezza di inserire il titolo dell'articolo
nella loro Bibliografia: Marczewska, Krystyna, Wadysaw Waniewski, Treblinka w wietle Akt
Delegatury Rzdu RP na Kraj, in: Biuletyn Gwnej Komisji Badania Zbrodni Hitlerowskich w
Polsce, XIX, Warsaw 1968, pp. 129-164 (p. 536).

282 Bogdan Musial, Deutsche Zivilverwaltung und Judenverfolgung im Generalgouvernement. Harrassowitz Verlag,
Wiesbaden, 1999, p. 325.
283 Idem, nota 484 a p. 325.
284 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., pp. 51-57.
285 Idem, nota 129 a p. 51: stato pubblicato in polacco da K.Marczewska, W. Waniewski, op. cit. (nota 52), pp.
139-145 e nota 130 a p. 52: Jacob Apenszlak (a cura di), The Black Book of Polish Jewry, American Federation for
Polish Jews, New York 1943, pp. 141-147.
286 Idem, nota 837 a p. 280: K. Marczewska, W. Waniewski , op. cit. (nota 52), p. 137.

81
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Il titolo precedente : Marczewska, Krystyna e Wadysaw Waniewski, Obz koncentracyjny


na Majdanku w wietle akt Delegatury Rzdu RP na Kraj, Zeszyty Majdanka, VII, 1973, pp. 164-
241. A p. 534 registrato anche l'articolo Gajowniczek, Jolanta Obz koncentracyjny na Maj-
danku w wietle Dzennika Polskiego' i 'Dziennika Polskiego i Dziennika onierza' z latach 1940-
1944, Zeszyty Majdanka, VII, 1973, pp.242-261, entrambi tratti dall'edizione in inglese del no-
stro studio, su Majdanek, errori tipografici inclusi! 287
Questi due titoli in tutto il Manifesto copia e incolla, appaiono soltanto nella nota 121 a p. 66:
Mattogno altrove ha cercato di ripetere lo stesso pignolesco sistema di citazione-spam per Ausch-
witz e Majdanek, utilizzando pubblicazioni polacche che citano rapporti su singoli campi, soprat-
tutto le compilazioni Oboz koncentracyjny Oswiecim w swietle akt Delegatury Rzadu RP na
Kraj, Zeszyty Oswiecimskie, 1968, numero speciale 1 per Auschwitz, nonch Krystyna Marczew-
ska e Wadysaw Waniewski, Obz koncentracyjny na Majdanku w wietle akt Dele-gatury Rzdu
RP na Kraj e Jolanta Gajowniczek, Obz koncentracyjny na Majdanku w wietle Dzennika
Polskiego i Dziennika Polskiego i Dziennika onierza z latach 1940-1944, Zeszyty Majdanka,
VII, 1973, pp. 164-241, 242-261 (nota 121 a p. 66).
In pratica i Plagiari si sono appropriati di riferimenti bibliografici che non conoscono e che
hanno semplicemente tratto dai nostri libri!
[23] Terry prosegue:
La resistenza polacca riusc ad identificare non uno o due, ma tutti e sei i campi come siti che
usavano gasazione. Ci comporta una serie di domande alle quali Mattogno, Graf o Kues non
rispondono neppure vagamente da nessuna parte, a cominciare da questa: perch? Se questa era
realmente solo una sorta di propaganda del movimento di resistenza polacco, perch essi
identificarono erroneamente tutti quanti, come campi della morte, sei campi che MGK dichiarano
fossero campi di transito? (p. 66).
La ragion d'essere della propaganda antitedesca, esattamente come quella scatenata contro la
Germania durante la prima guerra mondiale, era quella di demonizzare il nemico per creare una
ostilit universale contro di lui. Essa era una un'arma psicologica che aveva il compito di diffondere
le storie pi atroci sul conto del nemico e, ci facendo, il ricorso alla menzogna era normale, anzi,
imperativo. Questo il contesto generale. Alle domande specifiche di Terry sulla identificazione
errata ho gi risposto sopra. Aggiungo che, dal nostro punto di vista, la resistenza polacca non
identific un bel niente, ma cre propagandisticamente i campi della morte, tra i quali
quello, ancora pi fantasioso, di Trawniki, perci chiederci perch essa trasform campi di
transito in campi di sterminio non denota un grande acume intellettuale.
[24] Le dichiarazioni di intenti nazionalsocialiste riguardo agli Ebrei, a detta di Terry di di-
struggere o estirpare gli Ebrei d ' Europa (p. 67), vanno esaminate nel loro contesto e sono
coerenti con il progetto di deportazione degli Ebrei occidentali nei territori orientali, considerati
extra-europei. Nel discorso del 30 gennaio 1941 al Reichstag, Hitler dichiar:
E non vorrei dimenticare il monito che ho gi fatto una volta, il 1 settembre 1939 [ recte: il
30 gennaio 1939], al Reichstag tedesco. Il monito, cio, che, se il resto del mondo sarebbe
stato precipitato dallebraismo in una guerra generale, lintero ebraismo avrebbe cessato di
svolgere il suo ruolo in Europa! (das gesamte Judentum seine Rolle in Europa ausgespielt
haben wird!)288.

287 In Concentration Camp Majdanek. A Historical and Technical Study, op. cit., note 445 e 446 a p. 163, i due articoli
in questione sono citati con la grafia errata Waniewski invece di Waniewski e Dzennika invece di Dzien-
nika.
288 Max Domarus, Hitler Reden und Proklamationen 1932-1945. R. Lwit Wiesbaden, 1973, vol. II Zweiter Halb-
band, p. 1663.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La popolazione tedesca attribu a queste parole il loro esatto significato, ossia che la lotta del
Fhrer contro l'ebraismo sar condotta [sino] alla fine con epilogo [Konsequenz] inesorabile e gi
presto l'ultimo Ebreo sar scacciato dal suolo europeo289.
Quanto alle notizie sulle fucilazioni degli Einsatzgruppen, esse crearono il fertile terreno sul
quale germogli la propaganda polacca ed ebraica sui campi di sterminio. Sulla questione ritor-
ner successivamente.
[25] A p. 67 Terry cita qualche riga della circolare del 9 ottobre 1942 intitolata Misure prepa-
ratorie per una soluzione del problema ebraico in Europa. Voci a proposito della situazione degli
Ebrei allEst (Vorbereitende Manahmen zur Endlsung der europischen Judenfrage. Gerchte
ber die Lage der Juden im Osten) destinata ai funzionari del Partito (PS-3244), che dice:
Nel quadro dei lavori per la soluzione finale della questione ebraica, di recente tra la popo-
lazione, in varie parti del territorio del Reich, sono sorte discussioni su provvedimenti
molto duri contro gli Ebrei soprattutto nei territori orientali. Dagli accertamenti risultato
che tali dichiarazioni per lo pi in forma distorta e esagerata sono state diffuse da soldati
in licenza delle varie unit impiegate all'Est, che avevano avuto l'occasione di osservare tali
provvedimenti.
Si pu pensare che non tutti i connazionali possano avere la sufficiente comprensione della
necessit di tali provvedimenti, soprattutto non le parti della popolazione che non hanno
alcuna opportunit di farsi un'idea delle atrocit bolsceviche per esperienza personale.
Per essere in grado in questo contesto di opporsi a ogni creazione di dicerie, che spesso
hanno un carattere intenzionalmente tendenzioso, vengono riportate a scopo informativo le
seguenti spiegazioni: [...]
Dall'inizio della guerra nel 1939 queste possibilit di emigrazione diminuirono sempre di
pi, d'altra parte lo spazio economico del popolo tedesco, parallelamente al suo spazio
vitale, crebbe costantemente, sicch oggi, in considerazione del gran numero degli Ebrei
residenti in questi territori, un completo respingimento [ Zurckdrngung] non pi possi-
bile. [...]. Perci una totale rimozione [Verdrngung] o espulsione [Ausscheidung] dei
milioni di Ebrei che risiedono nello spazio economico europeo un'esigenza inevitabile
nella lotta per la sicurezza dell'esistenza del popolo tedesco.
A cominciare dal territorio del Reich e passando agli altri paesi europei inclusi nella
soluzione finale, gli Ebrei vengono continuamente trasportati all'Est in grandi campi in
parte esistenti, in parte ancora da costruire, da dove essi vengono impiegati nel lavoro,
oppure portati ancora pi a est. Gli Ebrei vecchi, al pari degli Ebrei con alte decorazioni di
guerra (Croce di ferro di prima classe, Medaglia d'Oro al Valore ecc.) vengono corrente-
mente trasferiti nella citt di Theresienstadt situata nel Protettorato di Boemia e Moravia 290
(corsivo mio).
A questo documento Terry oppone che
di fatto, gli Ebrei deportati sparivano da un capo all'altro dell'Europa verso destinazioni scono-
sciute dove non potevano pi essere raggiunti dalla posta o da qualunque altra forma di comu-
nicazione e a loro riguardo veniva comunicato localit sconosciuta (p. 67)
e fa riferimento a una lettera di Eichmann del 9 dicembre 1942 (vedi sotto). Si tratta della risposta
al Comandante della Polizia di Sicurezza e del Servizio di Sicurezza (Befehlshaber der Sicher-
heitspolizei und des SD: BdS) a Parigi, Heinz Rthke, ad una richiesta di informazioni sulla desti-

289 Heinz Boberach (a cura di), Meldungen aus dem Reich. Die geheimen Lageberichte des Sicherheitsdienstes der SS
1938-1945. Pawlak Verlag, Herrsching, 1984, vol. 9, p. 3235.
290 PS-3244. Dokument politische Leiter-49, IMG [Der Prozess gegen die Hauptkriegsverbrecher vor dem interna-
tionalen Militrgerichtshof. Norimberga, 14 novembre 1945-1 ottobre1946. Norimberga, 1949], vol. XLII, pp. 328-
330; cfr. Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., pp. 191-192.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

nazione dei deportati che aveva ricevuto dall'Union Gneral des Isralites de France. Terry travisa
il significato di questo documento, che dice:
Il rilascio di certificati da parte dell'ufficio locale o delle direzioni dei campi sull'eva-
cuazione [Evakuierung] degli Ebrei e sul luogo in cui si trovano, per considerazioni di
principio non viene permesso, perci non deve avvenire in nessun caso. Per quanto in parti-
colare si debba riconoscere la necessit (sottolineato) di fornire informazioni disbrigo di
questioni ereditarie ecc. non ci sono riserve al fatto che le autorit di polizia francesi diano
adeguate informazioni. Per evitare l'uso abusivo di tali informazioni per una campagna diffa-
matoria a base di atrocit [zur Vermeidung der missbraeulichen Benutzung derartiger Aus-
kuenfte zur Greuelhetze], non devono essere rilasciati in nessun caso certificati di evacua-
zione o deportazione degli Ebrei. Piuttosto bisogna menzionare soltanto il fatto che l'Ebreo
[in questione] al momento risulta trasferito e la sua attuale residenza ignota 291.
Terry adduce la seguente fonte: FS RSHA IV B 4 A an BdS Frankreich, Betr.: Ausstellung von
Bescheinigungen fr Evakuierte, 9.12.1942, gez. Eichmann, T/37 (65) (nota 129 a p. 67). Egli, se
mai ha visto questo documento, lo ha letto male, come si desume dagli errori che commette.
L'intestazione del documento non FS RSHA IV B 4 A, ma R.F.SS Sicherheits-Dienst; il
destinatario non an BdS Frankreich ma an BdS Paris; infine il documento i.A. gez.
Eichmann, SS.-Ostubaf., cio firmato da Eichmann in Auftrag (per incarico)292.
La motivazione tedesca del rifiuto di fornire informazioni sulle deportazioni era appunto che esse
venissero sfruttate propagandisticamente dai nemici. Ci valeva anche per la Croce Rossa Inter-
nazionale: come Ribbentrop scrisse in una nota datata 14 gennaio 1943, se essa avesse avuto acces-
so a tali informazioni
i collaboratori del Comitato operanti a Ginevra avrebbero avuto in qualunque momento la
possibilit di farsi un quadro approssimativo sul numero degli Ebrei evacuati e anche sulla
loro sorte nel luogo di evacuazione o lungo la via verso di esso. Questo materiale sarebbe
poi passato dagli uomini di fiducia delle potenze nemiche al Comitato internazionale della
Croce Rossa ai nemici293
[so wrden die in Genf ttigen Mitarbeiter des Komitees jederzeit die Mglichkeit besitzen,
sich sowohl ber die Anzahl der verschickten Juden als auch ber deren Schicksal am
Verschickungsort bzw. auf dem Wege dorthin ein ungefhres Bild zu machen. Dieses
Material wrde alsdann durch die Vetrauensleute der Feindmchte im Internationalen
Komitee des Rotren Kreuzez den Gegner zugeleitet werden].
Ed ovvio che gi le deportazioni di per s costituivano un ottimo materiale per la propaganda
dei nemici della Germania.
[26] Il plagiario afferma poi che
A Goebbels e al Ministero della popaganda era abbastanza chiaro che non potevano arginare la
marea di rapporti di sterminio perch non potevano fornire un alibi plausibile, un resoconto
sensazionale o una prova di esistenza in vita dei deportati. A sostegno di quest'affermazione, egli
presenta tre citazioni, la prima delle quali si riferisce a una conferenza del 12 dicembre 1942
nella quale Goebbels avrebbe ammesso che noi non abbiamo molto da presentare come contro-
prova (p. 67). Ecco il testo tedesco del passo:
Da die gegnerischen Nachrichten ber die angeblichen deutschen Greueltaten an Juden
und Polen immer massiver werden, der Fall aber so liegt, dass wir nicht allzu viel an

291 T/37 (65). Il testo tedesco privo di vocali con Umlaut.


292 T/37 (65).
293 Akten zur deutschen auswrtigen Politik 1918-1945. Serie E: 1941-1945. Band. V, 1. Januar bis 30. April 1943. 1.
Januar bis 30. Vandenhoeck & Ruprecht in Gttingen, 1978, p. 82.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Gegenbeweisen anzufhren haben, empfiehlt der Minister, entsprechend dem Prinzip, da


der Angriff die beste Parade ist, ...294.
Poich le informazioni nemiche sulle presunte atrocit tedesche nei confronti degli Ebrei e
dei Polacchi diventano sempre pi ampie, ma la cosa tale che noi non abbiamo troppe con-
troprove da presentare, il Ministro raccomanda [di agire] in base al principio che l'attacco
la migliore difesa (corsivo mio).
La fonte addotta da Terry Minister Conference of 12.12.1942, published in Willi Boelcke (ed),
The Secret Conferences of Dr. Goebbels: The Nazi Propaganda War, 1939-1943, New York: Dutton,
1970 (nota 132 a p. 68). Si tratta senza dubbio di una fonte spuria, sia perch egli non indica il
numero di pagina dell'opera, sia perch il documento in questione proviene dall'archivio RGVA, che
non era accessibile negli anni Settanta.
Terry introduce poi la seconda citazione:
Lo stesso giorno, egli scrisse nel suo diario che
La campagna di atrocit sulla Polonia e la questione ebraica va del resto assumendo di-
mensioni enormi. Temo che col tempo non possiamo controllare la questione col silenzio.
Dobbiamo fornire una qualche risposta... meglio passare all'offensiva e parlare delle
atrocit inglesi in India o nel Medio Oriente. Forse ci indurr gli Inglesi a stare tranquilli.
In ogni caso, facendo cos, cambiamo argomento e solleviamo un'altra questione. (p. 68).
La fonte da lui addotta TBJG II/6, pp. 438-9 (13.12.1942) (nota 133 a p. 68). In realt egli
non ha mai visto tale fonte, cio Die Tagebcher Joseph Goebbels (I diari di Joseph Goebbels). La
sua citazione proviene infatti parola per parola da un'opera di Jeffrey Herf 295.
Terry aggiunge che due giorni dopo, Goebbels ammise che non pu essere questione di una
confutazione completa o pratica delle accuse di atrocit antiebraiche (p. 68). Egli menziona
come fonte Conferenza del Ministro del 14.12.42, pubblicata in Boelcke (ed), Secret Conferences,
pp.308-9 (nota 134 a p. 68), ma il testo tratto parimenti da Herf:
Qui non pu essere questione di una confutazione completa o pratica delle accuse di atrocit
antiebraiche, ma soltanto di una campagna tedesca riguardante le atrocit di Britannici e Ame-
ricani nel mondo296.
Riporto il testo tedesco del brano nel suo contesto:
Mit aller Eindringlichkeit bezeichnet es der Minister als unbedingt notwendig, jetzt einen
Entlastungsfeldzug grten Stils in der Judenfrage zu starten. Es besteht kein Zweifel mehr
darber, dass in ganz groem Umfange jetzt die Judenfrage in der Welt aufgerollt werden
mu. Wir knnen nun auf diese Dinge nicht antworten; wenn die Juden sagen, wir htten
2,5 Millionen Juden in Polen fsiliert oder nach dem Osten abgeschoben, so knnen wir
natrlich nicht darauf antworten, dass es etwa nur 2,3 Millionen gewesen wren. Wir sind
also nicht in der Lage, uns auf eine Auseinandersetzung wenigstens vor der Weltffentlich-
keit nicht einzulassen. Im brigen ist die Weltffentlichkeit noch nicht so weit ber die
Judenfrage aufgeklrt, als dass wir es wagen knnten zu sagen: Jawohl, das haben wir
getan, und zwar aus folgenden Grnden. Wir kmen ja auch gar nicht zu Worte...297.
Con grande insistenza il Ministro definisce assolutamente necessario cominciare ora una
campagna di alleggerimento in grande stile nella questione ebraica. Non c' pi alcun dubbio
sul fatto che ora la questione ebraica dev'essere sollevata nel mondo in una portata molto
ampia. Su queste cose ora non possiamo rispondere; se gli Ebrei dicono che abbiamo fuci-
294 P. Longerich, Davon haben wir nichts gewusst!. Siedler, Monaco, 2006, p. 257.
295 J. Herf, The Jewish Enemy. Nazi propaganda during World War II and the Holocaust. Harvard, 2006, p. 177. La
fonte copiata da Terry si trova nella nota 103 a p. 334: Annotazione di Goebbel del 13 dicembre 1942, TBJG, II,6, pp.
438-439.
296 Idem, p. 178.
297 P. Longerich, Davon haben wir nichts gewusst!, op. cit., p. 259.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

lato o espulso all'Est 2.500.000 Ebrei, non possiamo naturalmente replicare che erano solo
2.300.000. Non siamo dunque in grado di invischiarci in una discussione, meno che mai
davanti all'opinione pubblica mondiale. Del resto, l'opinione pubblica mondiale sulla que-
stione ebraica non ancora informata in modo cos ampio che noi possiamo osar dire: S,
lo abbiamo fatto, e precisamente per le seguenti ragioni. Noi non riusciremmo certo
neanche a parlare .... (corsivo mio).
Il riferimento a informazioni nemiche sulle presunte atrocit tedesche nei confronti degli Ebrei
e dei Polacchi contrasta con quella che sembra un'ammissione di colpa. Non ho accesso ai reso-
conti delle altre conferenze ministeriali di questo periodo, che chiariscono senza dubbio la que-
stione. In base a questi due documenti, comunque, l'accusa alla quale Goebbels non era in grado di
rispondere riguardava fucilazioni e deportazioni all'Est, fatti innegabili, indipendentemente dalle
cifre. Ci non significa che i deportati fossero espulsi in campi di sterminio e non risulta che
Goebbels li abbia mai menzionati. Qui si ripropone il singolare fenomeno che ho gi sottolineato,
ossia la presenza di rapporti e riferimenti espliciti alle fucilazioni, nulla riguardo ai campi di ster-
minio.
La questione era cominciata il 30 agosto 1942, quando il Geneva Office of the Jewish Agency for
Palestine diffuse un rapporto sulle atrocit nazionalsocialiste. Myron Taylor, il rappresentante
personale del Presidente Roosevelt presso la Santa Sede, lo trasmise il 18 settembre al Cardinale
Segretario Stato Luigi Maglione, chiedendo se il Vaticano potesse confermare il suo contenuto. Il
rapporto cominciava cos (punto 1):
La liquidazione del ghetto di Varsavia in corso. Tutti gli Ebrei, senza alcuna distinzione,
senza riguardo a et o sesso, vengono rimossi dal ghetto a gruppi e fucilati. I loro cadaveri
sono utilizzati per fare grassi e le loro ossa per produrre fertilizzante. I cadaveri vengono
perfino esumati a questo scopo.
Subito dopo veniva menzionato Beec:
Queste esecuzioni in massa non hanno luogo a Varsavia, ma in campi appositamente
predisposti, uno dei quali, a quanto si dice, si trova a Belzek [sic].
Nel mese di luglio 50.000 Ebrei erano stati uccisi a Lemberg sul posto, mentre
secondo un altro rapporto, 100.000 sono stati massacrati a Varsavia. In tutto il distretto
orientale della Polonia, inclusa la Russia, non rimasto vivo un solo Ebreo. In tale contesto,
viene riferito che l'intera popolazione non ebraica di Sebastopoli stata uccisa.
Inoltre Ebrei deportati da Germania, Belgio, Olanda, Francia e Slovacchia sono mandati al
macello, senza precisare dove, e una gran parte della popolazione ebraica deportata in Lituania e
a Lublino gi stata giustiziata. Il rapporto menzionava infine Theresienstadt e le deportazioni per
le esecuzioni, circa quaranta persone in ogni carro merci 298.
Il Vaticano rispose che rapporti su severe misurere prese contro non ariani sono giunti anche
alla Santa Sede, ma fino ad ora non stato possibile verificarne l'esattezza 299.
In questo intricato groviglio di poca verit e di molta propaganda, era molto difficile anche per
Goebbels fornire controprove. Una lettera di Himmler al capo della Gestapo Heinrich Mller in
data 20 novembre 1942 mostra quali fossero le preoccupazioni del Reichsfhrer-SS in questa vicen-
da. Egli alleg alla lettera una comunicazione molto interessante su un memoriale del dott. Wise di
settembre. Rabbi Wise, a New York, era un destinatario privilegiato dei rapporti provenienti dal-
l'Europa. Il 28 settembre egli aveva parlato al Madison Square Garden sulle atrocit naziste.
Himmler scrisse:

298 Foreign Relations of the United States, vol. III, pp. 775-776.
299 Idem, p. 777.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Che simili dicerie possano mai diffondersi, non mi meraviglia, dato il grande movimento di
migrazione degli Ebrei. Sappiamo entrambi che tra gli Ebrei che sono impiegati nel lavoro
c' un'alta mortalit.
[Da derartige Gerchte in der Welt einmal in Umlauf kommen, wundert mich bei der
groen Auswanderungsbewegung der Juden nicht. Wir wissen beide, da bei den Juden, die
zur Arbeit eingesetzt werden, eine erhhte Sterblichkeit vorhanden ist].
L'unica richiesta di Himmler era la garanzia che i corpi di questi Ebrei morti vengano cremati o
inumati (entweder verbrannt oder vergraben werden) e che ai cadaveri non possa accadere nulla
di diverso (mit den Leichnamen nicht irgend etwas anderes geschehen kann)300.
In questa lettera interna, destinata a rimanere riservata, Himmler faceva dunque risalire le allar-
manti dicerie al travisamento del grande movimento di migrazione degli Ebrei; la sua unica
incertezza e preoccupazione era che qualcuno, da qualche parte, potesse realmente aver profanato
cadaveri di Ebrei, perci ordinava che essi fossero cremati e seppelliti, proibendo che fossero
utilizzati per qualunque scopo.
Quanto poi alla pretesa di Szul Zygielbojm, raccolta da Terry, che, in piena guerra, una commis-
sione neutrale se ne andasse a cercare verifiche nella Polonia occupata (p. 68), a dir poco ingenua
e sarebbe stata rifiutata da qualunque Stato occupante.
[27] Terry riferisce poi del giornalista slovacco che nel dicembre 1942 fu mandato dall'ufficio
di Eichmann in visita al complesso di campi di lavoro forzato dell'Organizzazione Schmelt. Ora
vero che i campi di questa organizzazione si trovavano ad ovest di Auschwitz (p. 68), ma bene
ricordare che Fritz Fiala, caporedattore del Grenzbote, nel suo viaggio, in compagnia di Dieter
Wysliceni, entr anche ad Auschwitz e parl con detenute slovacche ivi deportate . Al riguardo Terry
adduce la seguente fonte: Sulla visita ai campi Schmelt e alla progettata visita a Theresienstadt
vedi RSHA Aussiedlung der Juden aus der Slowakei Hirtenbriefe der slowakischen Bischfe
gegen die staatlichen antijdischen Massnahmen, 3.6.1943, gez. Eichmann, T/1108 (nota 136 a p.
69).
Si tratta di una lettera di Eichmann a Eberhard von Thadden, caposezione (Referatsleiter) nel
dipartimento Inland II e relatore sulle questioni ebraiche al Ministero degli Esteri (Judenreferent
all' Auswrtiges Amt), datata 2 luglio 1943, che ha per oggetto, appunto, Aussiedlung der Juden
aus der Slowakei Hirtbriefe der slowakischen Bischfe gegen die staatlichen antijdischen Mass-
nahmen. (Evacuazione degli Ebrei dalla Slovacchia Lettere pastorali dei vescovi slovacchi con-
tro i provvedimenti antiebraici statali). Eichmann informa sulla visita di Fiala e aggiunge:
Del resto, a difesa contro le favole di atrocit che circolano in Slovacchia sulla sorte degli
Ebrei, si pu fare riferimento al traffico postale di questi Ebrei con la Slovacchia, che viene
diretto centralmente tramite il consigliere per le questioni ebraiche presso la legazione tede-
sca a Presburgo [Bratislava] e che, ad esempio, per il febbraio-marzo di quest'anno, ammon-
ta a oltre 1.000 lettere e cartoline soltanto per la Slovacchia
[Im brigen kann zur Abwehr der ber das Schicksal der evakuierten Juden in der Slo-
wakei umgehenden Greuelmrchen auf dem Postverkehr dieser Juden nach der Slowakei
verwiesen werden, der zentral ber den Berater fr Judenfragen bei der Deutschen Gesand-
schaft in Pressburg geleitet wird und fr Februar-Mrz ds. Jrs. beispielweise ber 1.000
Briefe und Karten allein fr die Slowakei betrug]301.
Ovviamente Terry non fa alcun accenno a queste lettere e cartoline.
Qui bene riportare ci che Wisliceny rifer riguardo alla visita di Fiala in una dichiarazione
giurata del 4 aprile 1947:

300 Peter Longerich (a cura di), Die Ermordung der europischen Juden. Eine umfassende Dokumentation des Holo-
caust 1941-1945. Monaco-Zurigo, 1990, p. 149.
301 T/37(70).

87
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Oggetto: Caporedattore del Grenzbote Fritz Fiala.


Durante la deportazione degli Ebrei dalla Slovacchia, all'inizio dell'estate del 1942, ad una
manifestazione sociale, credo che fosse una cosiddetta serata dei consiglieri all'autoclub,
incontrai Fritz Fialla [sic], redattore del Grenzbote che conoscevo dal 1940. Nel corso
della conversazione, Fialla mi chiese se era possibile che potesse mai visitare un centro di
lavoro in Polonia in cui erano stati portati gli Ebrei. Egli avrebbe poi pubblicato un rapporto
nella stampa slovacca e pensava che un tale rapporto avrebbe tranquillizzato molto l'opi-
nione pubblica. Risposi a Fialla che avrei inoltrato la sua proposta. Successivamente una
volta parlai telefonicamente con Eichmann di questa proposta, senza che egli si pronunciasse
al riguardo. Qualche settimana dopo Eichmann mi chiam e mi disse che Himmler aveva
ordinato che nella stampa estera fossero pubblicati articoli sui campi di lavoro in Polonia.
Anche il Ministero degli Esteri, cio Ribbentropp, era molto interessato alla cosa. Egli aveva
pensato a una visita a Theresienstadt da parte di rappresentanti della stampa neutrale a Ber-
lino, ma non si aspettava un successo. [Mi chiese] se potessi andare con Fialla a Sosnowice,
dove c'erano rappresentanti del governo slovacco gi dal 1941. Dovevo parlare immedia-
tamente con Fialla. Parlai quindi con Fialla, il quale per obiett che il suo articolo, in
Slovacchia, avrebbe avuto una risonanza soltanto se avesse potuto parlare con Ebrei slovac-
chi. Fialla rifer inoltre che era corrispondente capo del Pariser Zeitung e i suoi rapporti
avrebbero potuto raggiungere la stampa francese per questa via. Riferii di nuovo ci ad
Eichmann, il quale replic che avrebbe discusso con Hss, il comandante di Auschwitz,
affinch Fialla potesse parlare con Ebrei slovacchi e francesi nel campo di lavoro. Allora i
particolari della visita furono stabiliti da Eichmann. Poich era intervenuto il Ministero degli
Esteri, si occupava dell'affare anche il ministro Ludin ed io andai da lui con Fialla poco
prima del nostro viaggio. Per ordine di Eichmann dovevo per far sapere a Fialla che i suoi
articoli sarebbero stati sottoposti a Himmler per la censura preliminare. Fialla fu d'accordo
anche su ci. Egli allora mi lasci intendere che lavorava come uomo di fiducia per il
Servizio di Sicurezza.
Il viaggio si svolse in piena estate nel 1942. Andammo con la mia automobile prima a
Zilina, dove Fialla visit le baracche del campo di concentramento e fece fotografie. L fece
anche un' intervista a un certo Antal, che a suo dire era stato segretario di Stato nel gover-
no di Bela Kun in Ungheria. Il mattino successivo di buon'ora andammo, via Cadca, a
Kattowitz, dove, per ordine di Eichmann, ci dovevamo presentare all'ufficio della Polizia di
Stato da un commissario criminale, di cui non ricordo pi il nome. Questi ci fece da accom-
pagnatore e guida nella visita di Sosnowice-Bendzin. Nella parte della citt di Bendzin
vivevano allora circa 100.000 Ebrei, che vi erano stati concentrati da tutta l'Alta Slesia. Nel
corso della mattinata visitammo una serie di aziende artigianali e industriali. Fialla parl con
capi azienda e operai ed ebbe anche un colloquio col capo del consiglio degli anziani
ebraico. L'impressione generale non fu cattiva. A mezzogiorno mangiammo a Sosnowice.
Poi andammo ad Auschwitz. Vi arrivammo verso le 14. Hss ci aspettava al comando. Dopo
le presentazioni, ci condusse ad un complesso di edifici che era situato vicino al comando.
Vi vedemmo un dormitorio, una sala di lavaggio e doccia, un impianto di cucina molto
moderno e una sala da concerto, dove l'orchestra del campo faceva una prova. Poi salimmo
su automobili e andammo ad una lavanderia, dove lavoravano ragazze ebree della Slovac-
chia. Fialla parl con queste ragazze e fece fotografie. Poi andammo in automobile presso
una grossa falegnameria. Qui Fialla parl con Ebrei slovacchi e francesi e fece di nuovo
fotografie. Con ci la visita era finita. Rifiutai un invito di Hss perch volevamo passare il
confine prima che facesse buio. Lasciammo perci Auschwitz verso le 16 e arrivammo solo
a notte a Zilina, perch strada facendo avemmo un guasto. Circa 14 giorni dopo Fialla mi

88
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

trasmise i suoi articoli con le fotografie. Li mandai a Berlino via corriere. Gli articoli
giunsero poi a Himmler, che ebbe il tempo di leggerli solo dopo settimane. Poi il consigliere
governativo Bosshamer venne a Vienna su incarico di Eichmann e aveva varie obiezioni, che
Himmler aveva annotato a matita verde. Bosshamer voleva che gli articoli fossero riscritti
completamente. Io rifiutai, dicendo che Fialla era un noto giornalista che non si sarebbe
arreso. Alla fine Bosshamer cambi soltanto qualche passo. Circa 8 giorni dopo, Eichmann
mi chiam e diede il permesso per la pubblicazione degli articoli. In queste settimane Fialla
mi telefon quasi ogni giorno e mi sollecit per ottenere il permesso [di pubblicazione] degli
articoli. Dichiar che non gli faceva affatto piacere aspettare gli articoli per settimane. Verso
la fine di ottobre o l'inizio di novembre gli articoli uscirono.
Nel corso della nostra visita ad Auschwitz non vedemmo assolutamente nulla che potesse far
pensare a uno sterminio di Ebrei.
Fialla, per quanto riguarda la pubblicazione degli articoli, una vittima della sua curiosit
giornalistica e delle sue convinzioni di allora 302.
Il rapporto di Fiala, sebbene edulcorato, non era sostanzialmente falso. Nellarticolo pubblicato
sul Pariser Zeitung il 23 dicembre 1942 egli rifer di aver intervistato quattro Ebrei deportati dalla
Francia, fornendone dati personali precisi e, come rileva Adam Rutkowski, risulta che tre nomi (e
forse tutti e quattro) corrispondono a persone reali, quello del quarto essendo stato probabilmente
storpiato303. Poich la verifica fu eseguita sugli schedari dei deportati, che nel 1942 erano accessibili
soltanto alle SS e ai funzionari di Vichy, ben difficilmente si pu pensare a mera propaganda.
Notizie simili sui campi dell'Alta Slesia giunsero infatti al Vaticano nel luglio 1943. Il giorno 15,
il padre Marie-Benot (Pierre Peteul) invi a Pio XII una lettera informativa sulla situazione degli
Ebrei in Francia che conteneva un Allegato C con Informazioni sui campi dell'Alta Slesia
situati sulla linea Katowice-Birkenau-Wadowicz. Sfortunatamente esso non stato pubblicato, ma
viene brevemente riassunto cos:
Questa lista fornisce informazioni su tredici campi di concentramento in Alta Slesia e i
nomi di quattro campi nel Governatorato generale (Polonia occupata dai Tedeschi) e nel
Protettorato (Boemia e Moravia). Gli autori non fanno alcun riferimento a progetti di ster-
minio, ma ne parlano come di campi di lavoro dove il morale tra i deportati generalmente
buono ed essi sono fiduciosi nell'avvenire304.
Questo rapporto fu successivamente pubblicato dal giornale clandestino dei nazionalisti ebrei
francesi Shem l'8 luglio 1944. Marurice Bardche ne ha riportato ampi stralci:
Informazioni sui campi di deportazione. Riproduciamo qui sotto informazioni pervenute,
nel marzo scorso, sui campi della Slesia e della Polonia verso i quali sono stati diretti una
grande parte degli Ebrei arrestati in Francia dalle autorit francesi e tedesche... Myslowitz,
Puits Hans... Le condizioni di vita in questo campo sono catastrofiche. La mortalit
spaventosa... Kattovicz-citt [Katowice] n. 2... Il cibo passabile e corrisponde a quello in
uso tra i lavoratori della regione. Alcuni artigiani lavorano nei loro mestieri. Alcuni di questi
sono autorizzati a scrivere e ricevere lettere. Le donne sono occupate in lavori domestici al
campo e nella cucina per la preparazione dei cibi. In generale, le condizioni di vita in questo
campo sono sopportabili... Campo di Brieg, presso Brelau... Il cibo abbondante, ma senza
grassi. Il trattamento da parte del personale di sorveglianza non malvagio... Beuthen-
Gleiwicz [Gleiwitz/Gliwice]... Le donne eseguono lavori ausiliari leggeri. Esse preparano il
302 Dichiarazione giurata di D. Wisliceny del 15 luglio 1946. Slovensk Narodn Archv (Archivio di Stato della Re-
pubblica Slovacca, Bratislava), LST, 36/48, pp. 174-178.
303 A. Rutkowski, Documents sur lhypocrisie nazie lgard des Juifs de France, in: Le Monde Juif, n. 71, luglio-
settembre 1973, p. 26 e 30.
304 Actes et documents du Saint Sige relatifs la seconde guerre mondiale. Vol. 8. Le Saint Sige et les victimes de la
guerre. Janvier-Dcembre 1943. Libreria Editrice Vaticana, 1975, p. 42, 393 e nota 16 a p. 395.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

cibo nelle cucine mobili... Regione Myslowicz-Chrzanow-Trzebinia... Ogni tipo di artigiani


lavorano qui nel loro mestiere. La sorveglianza molto severa; essa fornita dalle forma-
zioni dell'esercito regolare. Tuttavia le relazioni tra i sorveglianti e gli interessati sono gene-
ralmente buone... Regione Kattowicz-Birkenau-Wadowicz... La vita in questi campi
sopportabile, data la prossimit dei campi di lavoratori non ebrei e per via di luoghi di lavoro
in comune. Questo lavoro consiste in costruzioni di strade, ponti e case di abitazione nelle
citt. Qui di preferenza vengono accettati artigiani. Il morale tra i deportati generalmente
buono ed essi sono fiduciosi nell'avvenire... Neisse... Il lavoro molto duro e faticoso, il
cibo insufficiente; l'alloggiamento degli interessati indegno di un essere umano... Si sono
verificati molti casi di suicidio... Campo di Oberlangen-Bielau... Il trattamento da parte dei
preposti alla guardia buono, ma la sorveglianza durante il lavoro molto severa...
Waldenburg in Slesia... Le condizioni di esistenza sono molto dure... Theresienstadt. Prima
piccolo villaggio di 7.000-8.000 abitanti, questo agglomerato ne conta oggi circa 80.000.
Questo improvviso accrescimento causato dalla deportazione di 30.000-40.000 israeliti che
hanno ripopolato e ricostruito completamente questa borgata. [...].
Si sono potute raccogliere informazioni riguardo ai bambini in tenera et, da 2 a 5 anni,
soprattutto bambine. Pi di 2.000 di questi bambini sono stati ripartiti tra i contadini, per la
maggior parte famiglie contadine in Prussia Orientale. Alcuni indirizzi esatti e completi di
queste ultime saranno comunicati ulteriormente. Corre voce persistente (non ancora control-
lata) che a Lauenburg, in Pomerania, come pure nella marca di confine (Grenzmark), bam-
bini israeliti di 5-6 anni si trovano nella giovent hitleriana. Un grandissimo numero di
bambini di meno di 2 anni e di lattanti di genitori israeliti sono ripartiti a Berlino stessa e
nella regione di questa citt in vari asili nido e in numerosi nidi d'infanzia. Vi sono sempre
portati dalla DRK (Croce Rossa tedesca) e dalla NSVW (organizzazione sociale tedesca) in
qualit di e nello stesso tempo al pari dei figli di genitori sinistrati o uccisi nei bombar-
damenti aerei e vi sono generalmente ammessi come tali tra gli orfani. La liberazione di un
deportato, ufficialmente accordata dalle autorit centrali, generalmente sabotata dai subal-
terni sul posto305.
[28] Discutendo di Investigazioni e Processi (p. 69), Terry, partendo dalla sciocca teoria del-
la cospirazione, afferma che in pi di sessant'anni di tentativi, i revisionisti non sono mai riusciti
a spiegare come fu possibile che le potenze alleate e gli Stati che sono seguiti in Germania e in
Austria abbiano potuto orchestrare la massiccia cospirazione di distorsione della verit che
l'espressione processo farsa implica.
Jrgen Graf ha gi spiegato nel suo contesto storico quale fu la vera natura di questa orche-
strazione. Da parte mia, ho chiarito in particolare perch tutti i processi del dopoguerra furono
processi farsa, senza bisogno di ricorrere a torture e a cospirazioni. Perci non mi occuper
pi della questione generale, ma dei singoli argomenti.
In questo paragrafo Terry adotta un singolare metodo argomentativo che si risolve in una com-
pleta auto-confutazione. Egli rileva che
la conoscenza sovietica di Belzec, Sobibor e Treblinka era in effetti estremamente esigua. Durante
la guerra, in Unione Sovietica, sui campi erano apparsi pochi rapporti in russo o jiddisch, mentre
la dirigenza sovietica ricevette sui campi rapporti quantomeno vaghi. Nessun superstite dei campi
raggiunse le linee sovietiche fino all'estate del 1944, precisamente nel momento in cui Belzec,
Sobibor e Treblinka erano [gi] liberati. Qualunque insinuazione che i Sovietici adottarono nei
confronti di questi campi una storia propagandistica prestabilita o preordinata confutata dalla
totale assenza di qualunque prova a sostegno di una tale indicazione (p. 69).

305 M. Bardche, Nuremberg ou la Terre promise. Les Sept Couleurs, Parigi, 1948, pp.156-160.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Dopo aver dedicato parecchie pagine a cercare di dimostrare che la resistenza polacca riusc
ad identificare non uno o due, ma tutti e sei i campi come siti che usavano gasazione (p. 66), ora
egli ci dice che in pratica i Sovietici non sapevano nulla dei tre campi in questione; ma poich i
Sovietici si basavano sul rapporto del Governo polacco (documento URSS-93), ne consegue che
neppure questo ne sapeva nulla. Le sue dichiarazioni sull'impianto di folgorazione a Belzec (ma ci
vale anche per le camere a vapore di Treblinka) si spiegano, secondo Terry, con una scarsit e
inaccuratezza di informazioni, ma ci soltanto un'aggravante, perch dimostra la totale man-
canza di scrupoli degli inquirenti di Norimberga, che fondarono le accuse riguardo a questi campi
di sterminio sul nulla. Sta di fatto che Tadeusz Cyprian, il firmatario dell'accusa sulle camere a
vapore di Treblinka, era stato il rappresentante del Governo polacco in esilio alla Commisione
delle Nazioni Unite per i Crimini di Guerra (nota 144 a p. 70), quindi conosceva tutti i rapporti
giunti alla Delegatura, perci, se scelse l'accusa del vapore, la ritenne evidentemente la pi convin-
cente.
Va rilevato che nel 1943 la storia propagandistica delle camere a vapore fu Treblinka fu ripresa
dalla Pravda con gli opportuni adattamenti:
La casa centrale della morte di Treblinka B comprende un'area di 5.000 metri quadrati.
circondata da un'alta recinzione di filo spinato. Le camere di esecuzione sono locali senza
finestre che si possono sigillare ermeticamente. Al centro del campo ci sono dieci blocchi di
esecuzione. Accanto a questi blocchi c' un locale caldaie dal quale il vapore portato nei
blocchi mediante tubi. Ogni giorno nella casa centrale della morte vengono mandati esseri
umani in gran numero. Ogni giorno arrivano lunghe file di treni, completamente pieni di
persone.
Queste orribili carovane assomigliano a trasporti di bestiame mandato al macello. All'arrivo,
si ordina ai deportati di mettersi in fila e di spogliarsi nudi; si dice loro che i loro abiti saran-
no disinfestati e che essi vanno a fare il bagno. Donne e bambini si spogliano un paio di
passi lontano dagli uomini. Poi comincia una marcia spaventosa. Durante il cammino queste
persone cominciano a capire che vengono mandate a morte. Le donne cominciano a gridare,
i bambini cominciano a strillare. Tutto ci non dura tuttavia a lungo.
La macchina tedesca funziona con la precisione di un orologio. Non ci sono ingorghi. Le
guardie accelerano la marcia della colonna. Coloro che cadono sono uccisi sul posto, gli altri
sono spinti avanti. Un ufficiale tedesco sta all'entrata delle camere. Gli adulti sono spinti
nelle camere, i bambini vi sono gettati sulle teste delle madri.
I pavimenti delle camere sono scivolosi. Di solito le persone cadono e non si rialzano pi.
Quando tutti sono stati spinti nelle camere, le porte vengono sigillate ermeticamente. Allora
la sala caldaie fornisce il vapore che insufflato nelle camere. [...].
In questo modo viene sterminata la popolazione della Polonia. Giorno dopo giorno, secondo
un piano premeditato, sistematicamente e in accordo con le teorie cannibalesche sull'an-
nientamento dei popoli slavi, sono perpetrate azioni orribili, da far rizzare i capelli306.
Nessuna menzione degli Ebrei: le vittime del presunto sterminio erano i popoli slavi e i parti-
colare i Polacchi!
In tale contesto Terry afferma che Gerstein o Oskar Berger, fornirono dettagliate descrizioni
delle camere a gas di Belzec e Treblinka (p. 70). Quest'affermazione, in riferimento a Oskar Ber-
ger, una ridicola menzogna. Il testimone viene citato successivamente da Myers nel capitolo 5,
dove per non si parla affatto di gasazioni, ma di fucilazioni (p. 299). Nella pagina successiva
Myers cita Jankiel Wiernik oltre alla testimonianza di Oskar Berger sulle fucilazioni al suo arrivo
a Treblinka (p. 300). Sulla questiore ritorner nel punto 66 del Capitolo 8.

306 N. Sergeeva, - [Pola ghitlerovki dom smerti], (Polonia la casa


della morte hitleriana), in: Pravda, 21 a-prile 1943, p. 4.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

[29] Terry scrive poi che


sia Mattogno sia Kues hanno asserito separatamente che il rapporto Gertein fu il modello per gli
investigatori polacchi che aiutarono presuntamente Rudolf Reder, praticamente l'unico superstite
di Belzec, a scrivere la sua testimonianza. Ma questa pretesa immediatamente confutata dal
fatto che Reder rese una lunga testimonianza agli inquirenti sovietici della procura della regione
(oblast)307 di Lvov nel settembre 1944, ben prima di quando Gerstein scrisse il suo rapporto (pp.
71-72).
Per quanto mi riguarda, Terry travisa ci che ho scritto su tale questione 308, ossia, in estrema
sintesi: ancora l'11 aprile 1946 il procuratore di Zamo scrisse nel suo Rapporto sui risultati delle
indagini sull'affare del campo di sterminio di Beec che fu impossibile stabilire quale fosse stato
il metodo di uccisione delle persone nelle camere a gas; la versione dei gas di scarico di un motore
fu canonizzata solo nel 1947 dalla Commissione Centrale di Indagine sui Crimini Tedeschi in
Polonia. Nel suo articolo su Beec, Eugeniusz Szrojt scrisse che l'uccisione vi veniva effettuata
per mezzo dei gas di scappamento di un motore, invocando falsamente il testimone Reder, che
non aveva mai asserito una cosa simile. Szrojt aveva senza dubbio ripreso questo metodo dal
rapporto Gerstein, che aveva acquisito una grande notoriet all'udienza del 30 gennaio 1946 del
processo di Norimberga. Per quanto riguarda i rapporti tra le dichiarazioni di Reder e quelle di
Gerstein, rimando al punto 97 del Capitolo 8.
L'argomento di fondo delle pagine che Terry dedica ai processi celebrati nella Germania Occi-
dentale (p. 75 e sg.), alle quali Jrgen Graf risponde in modo specifico nel Capitolo 4, resta sempre
la sua infondata teoria della cospirazione.
L'affermazione di Graf, citata da Terry a p. 75, che
dopo che gli Alleati occidentali vittoriosi ebbero creato uno Stato fantaccio chiamato Repubblica
Federale Tedesca, i suoi capi ordinarono al potere giudiziario di fabbricare le prove per il mirag-
gio dell'uccisione di milioni di persone in camere a gas, per il quale non sopravvissuto un bricio-
lo di prova, se mai esistita, significa, nella nostra prospettiva, che la magistratura tedesca, ade-
guatamente sottoposta, come tutto il popolo, a rieducazione (Umerziehung) e denazificazione,
divenne appunto un fantoccio dei vincitori della guerra, un fantoccio che aveva molto da farsi
perdonare. Ma questa non neppure la questione fondamentale. Essa recep, con un rivoltante
sadomasochismo che crebbe nel corso dei decenni, le parole d'ordine imposte dai Tribunali Militari
e, pur perseguendo a suo modo fini di giustizia, costitu di fatto la continuazione dei processi
militari che a loro volta erano la continuazione in campo giudiziario degli sforzi bellici degli Alleati
contro la Germania. Di fatto, essa costru anche l'ossatura della storiografia olocaustica occidentale,
come rilev Martin Broszat nel suo giudizio riportato da Graf.
Perci la sua conclusione ineccepibile:
Sebbene praticamente tutti i libri di testo di storia e di altro tipo menzionino la soluzione
finale della questione ebraica, questa era stata documentata a malapena in modo sistematico.
Ci fu fatto solo dopo, grazie alle lunghe e meticolose indagini della magistratura! In altre
parole: la pubblica accusa e i giudici dovettero correre in soccorso degli storici per dimo-
strare tardivamente ci che fino ad allora non era stato dimostrato309.
In tale contesto, il fatto che ci sono almeno 155 processi che si riferiscono direttamente o indi-
rettamente all'Azione Reinhard (p. 79) dimostra al riguardo qualcosa, come il fatto che l'Inquisi-
zione celebr centinaia di processi di stregoneria, dimostra l'esistenza delle streghe e del diavolo. In
entrambi i casi esisteva una premessa assolutamente indiscutibile che non era possibile negare. Per i
processi tedeschi, l'accettazione dell'accusa e l'eventuale confessione non era necessariamente frutto
307 Trascrizione del termine russo (oblast), regione, che usato impropriamente da Terry come se fosse
l'equivalente aggettivo (oblastnoi), regionale.
308 Beec nella propaganda, nelle testimonianze, nelle indagini archeologiche e nella storia, op. cit., pp. 47-55..
309 Sobibr. Holocaust Propaganda end Reality, op. cit., pp. 171-172.

92
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

di patteggiamento, come pensa puerilmente Terry, che esclude questa eventualit in quanto non
contemplata dalla legge della Germania occidentale (p. 80), ma piuttosto di tacite connivenze, come
dimostra esemplarmente il caso di Pfannenstiel. Si trattava di una semplice strategia difensiva, cos
come nessuna accusata dall'Inquisizione si sarebbe mai sognata di difendersi dall'accusa di essere
una strega negando l'esistenza della stregoneria o del diavolo.
Il senso di ci non , come ritiene Terry, maggiore testimonianza sulla gasazione = sentenza
pi lieve (p. 80), ma negazione della gasazione = massima pena.
A p. 81 Terry scrive che Hfle sapeva, inoltre, che c'erano molti testimoni che puntavano il dito
contro di lui per il suo coinvolgimento nell' Aktion Reinhard, inclusi membri chiave del personale
del SSPF di Lublino come Georg Michalsen and Hermann Worthoff. Nella nota 197 scrive: Molti
sono riprodotti in Ajenstat/Buk/Harlan (a cura di), Hermann Hfle; cfr. anche il caso Michalsen in
JuNSV Bd. XXXIX, Nr. 812; BAL B162/208 AR-Z 74/60.
Il riferimento a JuNSV del tutto peregrino, perch il riferimento da lui indicato contiene la
sentenza del processo contro Max Drexel e Walter Kehrer del 15 novembre 1974 310
[30] Terry si dilunga poi sulle investigazioni sovietiche sugli uomini di Trawniki. Egli afferma
che gli imputati non fecero confessioni nel senso clich della parola, perch gli uomini di Traw-
niki continuarono a negare il loro personale coinvolgimento in crimini di eccessi. Appunto una
delle strategie principali che ho menzionato sopra. Alla fine conclude:
MGK hanno certamente il diritto di affermare che tutti gli interrogatori degli uomini di Trawniki
furono il prodotto di un gigantesco esercizio di falsificazione, senza offrire alcuna prova della loro
asserzione, ma a costo alienarsi la considerazione di ricercatori seri (p. 84).
Terry, come quasi tutti i suoi consimili, professa una sorta di idololatria della testimonianza giu-
diziaria, il che conferma quanto la storiografia olocaustica si fondi su prove di tal fatta. Ripeto
che, dal punto di vista storiografico, testimonianze senza riscontro oggettivo non valgono nulla. Nel
caso specifico, per, vale la pena di riferire il giudizio di uno specialista, Dieter Pohl:
Che cosa bisogna dedurre da questi atti sovietici? Anzitutto si deve considerare che non si
tratt di procedimenti con garanzie giuridiche. Negli interrogatori, gli imputati furono spesso
minacciati, occasionalmente, soprattutto nei processi di fine anni Quaranta - inizio anni
Cinquanta, anche maltrattati. Perci imputazioni e autoaccuse individuali sono da conside-
rare con grande precauzione.
Per giudicare la loro attendibilit, secondo Pohl, bisogna confrontarle con i risultati dei proce-
dimenti giudiziari occidentali 311, ma questo , di nuovo, un criterio giudiziario, non storiografico.
[31] Terry si appella poi ai processi contro uomini di Trawniki negli Stati Uniti e asserisce che il
primo di essi fu il procedimento di privazione del diritto di cittadinanza contro l'uomo di Trawniki
di Treblinka II Fedor Fedorenko, che si svolse senza il beneficio di qualunque prova di
provenienza sovietica (p. 85). La fonte principale da lui addotta questa: Vedi la trascrizione di
US contro Fedorenko, giugno 1978, copia del microfilm disponibile alla Wiener Library, Londra
(nota 213 a p. 85). Tuttavia, nonostante l'importanza olocaustica di Fedorenko, il quale non neg
neppure una volta che aveva prestato servizio a Treblinka e che vi aveva assistito allo sterminio di
Ebrei in camere a gas (p. 85), i Plagiari non citano mai uno stralcio della sua testimonianza. Le tre
fonti addotte da Terry sono evidente frutto di copia e incolla. La prima, che ho riportato sopra
(sua nota 213 a p. 85), menzionata solo qui. La seconda Appeal brief, US vs Fedorenko, Wiener
Library (nota 214 a p. 86). Anche questo riferimento, tratto chi sa da dove, appare solo in questa
nota. Probabilmente si tratta della relazione United States v. Fedorenko. United States of America,
plaintiff, v. Feodor Fedorenko, Defendant. No. 77-2668-Civ-NCR. United States District Court, S.
310 Justiz und NS-Verbrechen. Sammlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Ttungsverbrechen
1945-1999. Vol. XXIII, a curaC.F. Rter, D.W. De Mildt. Amsterdam University Press, K.G. Saur Verlag, Monaco,
2008, Lfd. Nummer 812, LG Hamburg vom 25.07.1974, (50) 23/73, pp. 807-893.
311 D. Pohl, Massenttungen durch Giftgas im Rahmen der Aktion Reinhard, op. cit., p. 188.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

D. Florida, Ft. Lauderdale Division. July 25, 1978312. La terza fonte questa: Sugli aspetti legati
al caso Fedorenko, vedi anche Abbe L. Dienstag, Fedorenko v. United States: War Crimes, the
Defense of Duress, and American Nationality Law, Columbia Law Review, Vol. 82, No. 1 (Jan.,
1982), pp. 120-183 (nota 215 a p. 86). Oltre che in questa nota, essa viene citata solo nella biblio-
grafia (p. 544).
Il caso Fedorenko negli Stati Uniti esposto nella relazione Feodor Fedorenko, Petitioner, v.
United States. No. 79-5602. Argued Oct. 15, 1980. Decided Jan. 21, 1981313.
Non c' dubbio che questo procedimento si svolse senza ricorso a prove di provenienza sovie-
tica, ma ci non significa nulla. Il Governo degli Stati Uniti aveva fatto proprio il quadro storico
olocaustico di Treblinka e aveva introdotto nel procedimento sei ex detenuti di Treblinka:
Il Governo present testimoni che attestarono che avevano visto il ricorrente commettere
atti di violenza contro detenuti del campo, e un testimone esperto nell'applicazione del DPA
[Displaced Persons Act], il quale dichiar che il ricorrente sarebbe stato dichiarato inidoneo
per un visto per questione di diritto se fosse stato accertato che era stato una guardia armata
nel campo, indipendentemente dal fatto che si fosse presentato volontariamente o no per il
servizio o avesse commesso atrocit contro detenuti. Nella sua testimonianza, il ricorrente
ammise che diede deliberatamente false informazioni in relazione all'applicazione nei suoi
confronti del visto DPA, ma asser che era stato costretto a prestare servizio come guardia e
neg qualunque coinvolgimento personale nelle atrocit commesse al campo.
La relazione Feodor Fedorenko, Petitioner, v. United States precisa inoltre che
l'infame campo di concentramento di Treblinka fu descritto dalla Corte distrettuale come
un mattatoio umano nel quale furono uccisi diverse centinaia di migliaia di civili ebrei .
A Fedorenko non restava dunque che ammettere il fatto negando qualunque suo coinvolgi-
mento nelle presunte atrocit:
Egli ammise il suo servizio di guardia armata a Treblinka e che sapeva che vi erano stati
uccisi migliaia di detenuti ebrei. Id., ad 1442, 1451-1452, 1465. Il ricorrente asser che era
stato costretto a prestare servizio come guardia e neg qualunque coinvolgimento personale
nelle atrocit commesse al campo, id., ad 1276, 1297-1298, 1539-1540; egli insistette sul
fatto che era stato soltanto una guardia del perimetro [del campo].
Da questi atti non risulta invece che Fedorenko afferm che era stato testimone dello sterminio
di Ebrei in camere a gas, come Terry afferma senza addurre un riferimento preciso; anzi disse il
contrario: Egli neg completamente di aver fatto parte del campo 2 o di essersi mai avvicinato alle
camere a gas314.
Questo fu il primo procedimento. Per quanto riguarda i processi successivi celebrati negli Stati
Uniti e in Canada, Pohl riferisce che per la verit vi furono utilizzati di nuovo in modo considere-
vole i materiali processuali sovietici, anche se ci fu qualche nuovo testimone e occasionalmente
nuovo materiale315.
Con pomposa retorica, Terry conclude che la nostra opera stata pesata sulla bilancia e
trovata carente e fa riferimento a nostre presunte sciocche teorie cospirative. L'intero capitolo
da lui redatto pervaso dall'ossessione della teoria della cospirazione, che alla base del suo
impianto probatorio e lo infirma completamente. Lo lascio volenterieri alla sua sciocca osses-
sione.

312 In: http://174.123.24.242/leagle/xmlResult.aspx?page=11&xmldoc=19781348455FSupp893_ 11213. xml& docba-


se=CSLWAR1-1950-1985&SizeDisp=7.
313 In: http://174.123.24.242/leagle/xmlResult.aspx?page=11&xmldoc=8455FSupp893_11213.xml&docbase=
CSLWAR1-1950-1985&SizeDisp=7.
314 United States v. Fedorenko. United States of America, op. cit.
315 D. Pohl, Massenttungen durch Giftgas im Rahmen der Aktion Reinhard, op. cit., p. 189.

94
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

APITOLO 4

I NOBILI VINCITORI DI NICK TERRY E LA LORO INCESSANTE RICERCA DI


GIUSTIZIA.
Risposta alla critica di Terry sui miei capitoli riguardanti i processi su Treblinka e Sobibr

(Jrgen Graf)

Martin Broszat, per molti anni direttore dell Institut fr Zeitgeschichte (Istituto di Storia Con-
temporanea) di Monaco di Baviera, dichiar nella sua introduzione alla documentazione di Adalbert
Rckerl sui campi di sterminio nazionalsocialisti 316:
Sebbene il fatto della soluzione finale della questione ebraica sia riportato in quasi tutti i
libri di storia e di scuola sul periodo nazionalsocialista, le circostanze specifiche di questo
orribile evento sono state finora a mala pena documentate in modo sistematico. [] Mal-
grado condizioni di partenza sfavorevoli, il lavoro minuzioso dell'indagine giudiziaria [della
Germania Occidentale] che dura da anni ha portato finalmente ad un'ampia evidenza dei
fatti e delle circostanze317.
In breve: bench tutti i libri di storia ed altri libri di scuola menzionassero la soluzione finale
della questione ebraica, questa era stata a stento documentata in modo sistematico. Ci fu eseguito
solo successivamente, grazie alle lunghe e minuziose indagini della giustizia! In altri termini: i
procuratori e i giudici dovettero sostituire gli storici per provare tardivamente ci che non era stato
dimostrato fino ad allora.
Ma se i Nazionalsocialisti avessero realmente gasato milioni di Ebrei nei campi di sterminio,
non sarebbe stato necessario alcun processo per provare una tale atrocit, come non fu necessario
alcun processo per confermare che laviazione statunitense aveva sganciato le bombe atomiche su
Hiroshima e Nagasaki. Nel 1982, Arthur Butz dichiar in modo significativo:
Non abbiamo bisogno di confessioni o di processi per stabilire che hanno avuto real-
mente luogo i bombardamenti di Dresda o Hiroshima, oppure le rappresaglie di Lidice che
seguirono l'uccisione di Heydrich. Ora, la leggenda dello sterminio non menziona solo pochi
casi di omicidi; afferma l'esistenza di avvenimenti della dimensione di un continente dal
punto di vista della geografia, di una durata di tre anni dal punto di vista del tempo e di
parecchi milioni dal punto di vista delle vittime. Che assurdit, di conseguenza, da parte dei
sostenitori della leggenda, voler provare avvenimenti di tale ampiezza appoggiandosi su
confessioni ottenute nel clima dell'isteria, della censura, dell'intimidazione, della persecu-
zione e della flagrante illegalit che circondano l'argomento da trentacinque anni! [...]. Era
come attribuire agli zingari l'incendio di New York nel 1950 basandosi sulle confessioni
degli zingari che abitavano nella citt a quel tempo318.
Nel complesso, la giustizia della Germania Occidentale celebr i seguenti processi contro il
personale stazionato in passato a Treblinka e a Sobibr:
processo Treblinka a Kurt Franz e ad altri nove imputati a Dsseldorf (1964/1965);
processo Treblinka a Franz Stangl a Dsseldorf (1970);
processo Sobibr a Erich Bauer a Berlino (1950);

316 Adalbert Rckerl, NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher Strafprozesse, op. cit.


317 Idem, p. 7 sgg.
318 A. Butz, Contesto storico e prospettiva d'insieme nella controversia dell' olocausto. Graphos, Genova, 1999, pp.
18-19.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

processo Sobibr a Hubert Gomerski e a Johann Klier a Francoforte sul Meno (1950);
processo Sobibr a Karl August Frenzel e ad altri undici imputati a Hagen (1965/1966).
processo Sobibr a John Demjanjuk a Monaco di Baviera (2009-2011).
Nel capitolo 5 di Treblinka e nel capitolo 6 di Sobibr, discuto i primi cinque processi (gli even-
ti processuali contro Demjanjuk a Monaco di Baviera iniziarono solo poco prima che Mattogno,
Kues ed il sottoscritto terminassimo il manoscritto di Sobibr), ed inoltre anche parecchi altri casi
di procedimenti legali condotti in stati diversi dalla Repubblica Federale Tedesca. A questi due
capitoli, Nicholas Terry dedica quindici delle pagine pi penose e prive di senso di tutto il Mani-
festo (p. 74-89). A pagina 75, egli scrive:
Graf non sa che cosa dice, perch non si preoccupa mai di citare un singolo fascicolo relativo a
questi processi. Il risultato una serie di affermazioni che sarebbero semplicemente ridicole se non
fosse per il tono sempre pi offensivo di Graf sulla cospirazione. Non pago della semplice asser-
zione di una montatura, Graf alla fine centra il ricco jackpot della cospirazione pretendendo che
testimoni chiave furono assassinati, diffamando rispettabili giornalisti e calunniando testimoni
oculari, coll'affermare che questi avessero deliberatamente cospirato nei verdetti di pena di morte
dei criminali di guerra; il tutto senza preoccuparsi di fornire la minima prova ed ignorando quasi
tutto ci che era stato scritto in questi processi sui crimini di guerra, per non parlare delle trascri-
zioni ufficiali e dei documenti.
Vorrei analizzare questo piccolo capolavoro di disinformazione.
Le mie fonti. Riguardo ai due processi su Sobibr tenutisi in Germania nel 1950, ho citato diret-
tamente dalle sentenze (Sobibr, p. 172-182), ma per quanto riguarda gli altri processi la mia fonte
pricipale il libro di Adalbert Rckerl NS-Vernichtungslager im Spiegel deutscher Strafprozesse (I
campi di sterminio nazionalsocialisti nellambito dei processi penali tedeschi). Visto che lautore fu
per un lungo periodo il responsabile dell Agenzia Centrale Tedesca per lazione giudiziaria sui
crimini nazisti di Ludwigsburg, e visto che le azioni legali contro membri delle SS che prestarono
servizio a Beec, Sobibr e Treblinka (ed anche a Chemno, un presunto campo di sterminio non
discusso nella nostra trilogia) costituivano lunico soggetto della sua documentazione, questo libro
certamente la fonte pi autorevole che si possa immaginare. Per inciso, Raul Hilberg cita il libro di
Rckerl come fonte non meno di 41 volte nel suo capitolo riguardo ai Killing Centers (centri di
uccisioni).319
La mia presunta asserzione che testimoni chiave furono assassinati. In pratica, non ho formulato
tale asserzione, ho solamente espresso il sospetto che Hermann Julius Hfle potesse essere stato
assassinato (Sobibr, p.189-190).
La mia presunta diffamazione di giornalisti rispettabili. SebbeneTerry usi la forma plurale, io
ho diffamato una sola giornalista rispettabile, cio la truffaldina Gitta Sereny. Nel suo libro Into
that Darkness, che diventato un classico della letteratura olocaustica, G. Sereny asser che lex
comandante di Treblinka Franz Stangl, che aveva ripetutamente intervistato durante la sua prigio-
nia, aveva confessato senza riserve gli omicidi di massa di cui era stato accusato. Visto che non
cera nessuna registrazione delle sue conversazioni con Stangl, G. Sereny non pot addurre alcuna
prova che avesse riportato fedelmente le sue parole. In pratica, tutta la storia francamente assurda:
Stangl, che era stato condannato allergastolo, era ricorso in appello; quindi come pu una persona
equilibrata credere che egli fosse stato cos imprudente da confessare ad una giornalista tutto ci
che aveva contestato nella sua domanda di appello, sciupando cos le sue possibilit, sia pure esi-
gue, di ritornare in libert? Ma dopo il suo improvviso e misterioso decesso, avvenuto il 28 giugno
1971, Sereny si trov nella posizione di attribuirgli tutto ci che le faceva comodo. La tanto cele-
brata opera standard su Treblinka si dimostra quindi una bidonata sfacciata.

319 R. Hilberg, The Destruction of the European Jews. Holmes and Meier, New York, 1985, pp. 861-990.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

[Nel nostro studio su Treblinka320 viene citato il racconto di Pierre Guillaume su un suo incontro
con Gitta Sereny in cui ci fu questo scambio di battute:
(Guillaume) In fin dei conti ... Stangl ... non ha confessato!.
(Sereny) Ma certo... non lo poteva [fare] (Bien sr, il ne le pouvait pas!) 321.
Non essendo disponibile una registrazione del dialogo, di ci si pu dubitare almeno quanto si
pu dubitare delle presunte dichiarazioni di Stangl a Sereny] [C.M].
I testimoni oculari calunniati
Terry mi accusa di un altro peccato atroce, vale a dire di calunniare testimoni oculari (di nuo-
vo Terry usa la forma plurale, nonostante ci fosse un solo testimone oculare siffatto) coll'affermare
che questi avessero deliberatamente cospirato nei verdetti di pena di morte dei criminali di guer-
ra. A che cosa si riferisce Terry?
Nel libro Sobibr ho menzionato due processi celebrati a Kiev nel 1963 e nel 1965 contro le ex
guardie ucraine del campo di Sobibr. Durante il primo processo, dieci accusati vennero condannati
alla fucilazione, altri ottennero sentenze di 15 anni di detenzione. Nel secondo processo, il tribunale
sovietico pronunci tre pene di morte. Secondo la pagina web Action Reinhard Camps, al primo
processo fu chiamato a testimoniare Alexander Aronovich Pechersky; Barbara Distel informa che
egli fu un testimone per laccusa in ambedue i processi. Io conclusi che Alexander A. Pechersky si
pu dunque vantare di aver mandato dieci o tredici uomini di fronte al plotone di esecuzione e di
averne fatti rinchiudere altri per quindici anni grazie alle sue menzogne (Sobibr, p. 190).
Accusandomi di aver calunniato Pechersky, Terry presuppone che questo testimone abbia reso
dichiarazioni veritiere durante la sua testimonianza al processo, aiutando cos il tribunale sovietico a
consegnare alla giustizia dei criminali di guerra. Ma, come ho dimostrato nel capitolo 4,2 di
Sobibr, questo testimone chiave, che, a quanto pare, fu la prima persona a descrivere Sobibr
come campo di sterminio, era un bugiardo patentato. La sua asserzione mendace che era stato con-
dannato alla prigione per molti anni per essersi arreso ai Tedeschi nellottobre 1941 sufficiente
per farne un truffatore, che amava circondarsi dellalone di doppio martire che sopravvisse non
solo al campo della morte nazista, ma anche alle prigioni staliniane. La sua narrazione del suo
soggiorno a Sobibr infarcita di menzogne grottesche. Tra le varie cose ridicole che questo
ufficiale ebreo-sovietico vorrebbe far credere ai suoi lettori, c la storia delle 300 oche che
venivano inseguite in modo che il loro starnazzamento potesse coprire le urla delle persone ogni
volta che un nuovo gruppo di vittime veniva condotto alla camera della morte. Come ci si pu
aspettare che questo sinistro imbroglione avesse reso dichiarazioni veritiere al processo contro le ex
guardie ucraine?
Sebbene il fatto che il testimone numero uno di Sobibr fosse un bugiardo incallito non dimostri
ovviamente che anche tutti gli altri testimoni avessero parimenti mentito, ci infligge comunque un
duro colpo alla versione ufficiale degli eventi. Visto che la leggenda del campo di sterminio non ha
nessuna autentica documentazione del tempo di guerra che la supporti, n alcuna prova indiziaria
forense che la provi, tutta la narrazione essendo basata esclusivamente sulle dichiarazioni degli ex
prigionieri di questi campi, oltre alle confessioni di ex membri delle SS e delle guardie ucraine che
vi prestarono servizio.
Gli Ebrei che testimoniarono per laccusa avevano sofferto molto durante la guerra: erano stati
privati della loro libert e dei loro beni; erano stati costretti ad eseguire lavori forzati; avevano perso
parenti ed amici; avevano notato che un gran numero di loro correligionari erano stati deportati
verso localit ignote. Comprensibilmente essi anelavano a una vendetta contro i loro ex oppressori
ed erano di norma preparati ad ascrivere le atrocit pi incredibili ad ogni membro delle SS alla

320 Treblinka. Extermination Campo or Transit Camp?, op. cit., p. 31.


321 P. Guillaume, La Cour des miracles, in: Annales d'Histoire Rvisionniste, n. 5, estate-autunno 1988, p. 192.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

sbarra322. In virt di questi fatti ovvi, le loro testimonianze devono essere trattate con la massima
cautela. Anche se ci non ci autorizza a scartarle senza un previo esame, bisogna tener conto che da
questi testimoni non ci si pu aspettare obiettivit.
Paul Grubach osserva appropriatamente:
Ci sono dei validi motivi anche per i pi incalliti credenti alla storia dellOlocausto di
essere molto scettici riguardo alla storia dello sterminio a Sobibor. Come il filosofo scozzese
David Hume fece presente alcuni secoli fa, la veridicit di testimonianze umane pregiu-
dicata se i testimoni si contraddicono; se sono solo in pochi, o di dubbio carattere; se hanno
un interesse per quanto affermano. [] Molti di questi sopravvissuti ebrei di Sobibor hanno
apportato testimonianze che sono piuttosto dubbie, ed essi avevano un interesse a propagare
storie di atrocit orrende su Sobibor. Ci avrebbe aiutato a sconfiggere e a degradare
perennemente il loro odiato nemico, la Germania nazionalsocialista, ed essi sarebbero appar-
si eroi agli occhi del mondo323.
Nei miei capitoli menzionati sopra, ho evidenziato numerosi esempi di ovvie e sfacciate menzo-
gne raccontate dai testimoni ebrei che stavano deponendo sotto giuramento. Non pago di rendersi
egli stesso un buffone nel tentativo di presentare tali imposture come provenienti da onesti e credi-
bili testimoni, Terry semplicemente tace su questi argomenti. Siccome la questione dei testimoni
oculari sar discussa nei dettagli in un capitolo successivo, mi limito ad esporre un esempio partico-
larmente siginificativo, il processo Demjanjuk di Gerusalemme (1986-1988).
A p. 86 Terry afferma:
Dal punto di vista delle prove indiziarie, il caso Demjanjuk, includendo sia il suo ricorso
contro lordine di estradizione del 1985 sia anche il processo in Israele, fu particolare per
due motivi. Il primo fu la difettosa identificazione: tutta la faccenda era un caso di palese
errata identit, la cui origine si pu facilmente ascrivere al fatto che Demjanjuk effettiva-
mente assomigliava ad Ivan Marchenko, il vero Ivan il Terribile. Il secondo aspetto del
caso fu lampia quantit di indizi forniti dallUnione Sovietica che apportarono allopinione
pubblica prove da precedenti processi sugli ausiliari di Trawniki per la terza volta. Effetti-
vamente le tracce evidenziarono chiaramente che Ivan Marchenko aveva azionato il motore
per le gasazioni a Treblinka, come fu di solito ripetutamente individuato dagli ausiliari di
Trawniki a Treblinka per aver eseguito questo compito con zelo e sadismo.
Ammetto che la teoria dell identificazione difettosa remotamente possibile; dopotutto, casi
di identit errata, occasionalmente, capitano. Ma se Terry pensa che questo fatto lo possa aiutare in
qualunque modo, si sbaglia di grosso, perch in questo caso particolare la credibilit dei testimoni
non dipende dalla persona dellaccusato. Al processo di Gerusalemme, cinque mentitori dichiara-
rono sotto giuramento che Ivan il Terribile, non contento di gasare una grande quantit di Ebrei
con i fumi di scarico del motore Diesel di un carrarmato sovietico fuori uso, aveva spaccato crani
con un tubo di ferro, sventrato donne incinte in modo da farne uscire parzialmente i feti, cavato
occhi, mozzato i seni di giovani ragazze con un pugnale o con una baionetta, perforato le natiche
dei prigionieri, intagliato parti di carne viva dagli internati e provato a costringere uomini ebrei ad
avere rapporti sessuali con i cadaveri di damigelle ebree gasate (Treblinka, p. 161 f.; Sobibr, p. 10,
11, 386).
Indipendentemente dal fatto che Ivan il Terribile sia stato Ivan Demjanjuk oppure Ivan Mar-
chenko, queste asserzioni non sono nientaltro che propaganda di atrocit della sorta pi nauseante.

322 Bisogna riconoscere che vi furono delle eccezioni a tale regola. Al processo del 1950 a Hubert Gomerski e a Johann
Klier, il secondo imputato fu assolto per aver ricevuto delle testimonianze favorevoli da parte dei testimoni. Sobibr.
Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 178.
323 P. Grubach, The Nazi Extermination Camp Sobibor in the Context of the Demjanjuk Case, in: Inconvenient
History, 1 (2)/2009, citato in Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 57.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Lo scopo di questa volgare propaganda era chiaro: oltre a fomentare la psicosi persecutoria degli
Ebrei in Israele e allestero e a distogliere lattenzione del mondo dalla spietata oppressione dei
Palestinesi, il processo spettacolo era un mezzo ideale per accrescere lodio contro il popolo ucraino
con il quale secondo Dov Ben-Meir, il portavoce dello Knesseth dell'epoca gli Ebrei hanno
ancora un lungo conto ancora aperto da definire dallepoca di Bogdan Chmienicki.324
Durante la rivolta ucraina contro il potere polacco (1648/1649), ci furono dei pogrom antiebraici
perch i signori polacchi avevano affidato la raccolta delle tasse della popolazione locale agli esat-
tori ebrei, che di conseguenza furono aspramente odiati dagli Ucraini. Il processo Demjanjuk non
era altro che una vendetta tardiva per gli eccessi antiebraici commessi pi di tre secoli prima.
Prove migliori dellinaffidabilit dei testimoni ebrei durante tali processi sono a mala pena ne-
cessarie. I testimoni sapevano esattamente che non rischiavano nulla; nessuno di essi sarebbe mai
stato processato per spergiuro, perch, anche se fossero stati presi in flagrante, i tribunali avrebbero
semplicemente giustificato le loro spudorate menzogne come dei meri errori.
Non c' bisogno di dire che Terry non tocca neppure lontanamente la questione cruciale dell'at-
tendibilit dei testimoni. Dato che le loro dichiarazioni sono uno dei due pilastri su cui si basa il
mito dei campi di sterminio (laltro costituito dalle confessioni dei perpetratori), qualunque
dubbio sulla loro affidabilit scuoterebbe lintero edificio di menzogne dalle sue stesse fondamenta.
Le menzogne orripilanti raccontate dai testimoni ebrei non furono lunico aspetto significativo
del processo Demjanjuk. Terry ci ricorda che un ampia quantit di indizi forniti dallUnione So-
vietica dimostrarono che il vero Ivan il Terribile era un tale Ivan Marchenko; tuttavia i Sovietici
non fornirono volotariamente queste prove alle autorit israeliane. I documenti vennero scoperti
dallabile avvocato israeliano di Demjanjuk, Yoram Sheftel, negli archivi sovietici. Perch le auto-
rit sovietiche, che sapevano esattamente che Demjanjuk non era Ivan il Terribile, non informa-
rono gli Israeliani prima del processo, salvando cos un uomo innocente da una pena di morte che
sembrava inevitabile?
I Sovietici ottennero vantaggi dal processo contro Demjanjuk per due motivi. Esso non solo
permise loro di denigrare gli esiliati ucraini come diabolici collaboratori nazisti, ma imped anche
qualunque possibilit di unalleanza anti-sovietica tra gli esiliati ucraini e gli Ebrei. Riguardo alla
strategia sovietica, Y. Sheftel, che salv Demjanjuk dal patibolo, ebbe a dire :
Malgrado le memorie molto difficili e dolorose di relazioni tese tra gli Ebrei e gli Ucraini,
queste due comunit cominciavano a cooperare in attivit anti-sovietiche. [...] I Sovietici
decisero perci di raggelare la cospirazione ebraico-ucraina sul nascere. Il successo sovie-
tico, con la macchinazione su Demjanjuk, fu completo.325
Questa una spiegazione del tutto convincente. Come si vede, n i Sovietici, n gli Israeliani
erano minimamente interessati alla persona di John Demjanjuk. Per gli uni e gli altri quest'uomo
sfortunato fu semplicemente uno strumento per conseguire importanti fini politici. ovvio che
anche in altri processi contro criminali di guerra nazisti, dalla farsa di Norimberga al processo
spettacolo di Francoforte sul Meno (1963-1965), erano in gioco fini politici estremamente impor-
tanti.
Come ho gi fatto notare, le confessioni dei perpetratori sono il secondo pilastro sul quale si
basa la leggenda dei campi di sterminio. Prima di affrontare la questione dei processi nella Ger-
mania Occidentale, vorrei discutere le confessioni degli ex Trawnikis (guardie ucraine che presta-
rono servizio a Beec, a Sobibr e a Treblinka) che furono messi sotto processo nellUnione
Sovietica dopo la guerra. Su questi processi, Terry scrive:

324 Hans Peter Rullmann, Der Fall Demjanjuk. Unschuldiger oder Massenmrder?. Verlag fr ganzheitliche For-
schung und Kultur, Vil, 1987, p 202 sg.
325 Yoram Sheftel, Defending Ivan the Terrible. The Conspiracy to convict John Demjanjuk. Regnery Publishing,
Washington, 1996, p. ix sg.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La possibilit che gli interrogatori dei Trawnikis di Belzec, di Sobibor e di Treblinka


siano stati tutti forzati estremamente bassa per tre ragioni. Anzitutto i resoconti sono
troppo voluminosi e troppo estesi, con diversi interrogatori per ogni sospettato. In secondo
luogo, dopo la guerra furono interrogati probabilmente pi di un centinaio di Trawnikis
che avevano prestato servizio nei campi Reinhard. Il semplice numero rende la pretesa di
falsificazione estremamente improbabile. Infine, e questa la cosa pi importante, gli inter-
rogatori e i processi non ebbero quasi alcuna pubblicit, i processi degli anni 1940 e 1950
non furono menzionati nella stampa sovietica, mentre il grande numero dei processi degli
anni 1960 ricevette al massimo accenni di sfuggita. Al pari dei rapporti del periodo bellico,
MGK non possono catalogare questi processi come propaganda, se non furono usati come
tale (p. 85).
Tutto ci un'enorme sciocchezza. del tutto ovvio che questo splendido professore di storia
moderna non in grado di capire o finge di non essere in grado di capire il meccanismo dei
processi politici in uno Stato totalitario come lUnione Sovietica. Al contrario di Terry, il suo grande
compatriota George Orwell lo ha capito perfettamente bene. Quando Winston Smith, leroe del libro
di Orwell 1984, si meraviglia perch, dopo essere stato tremendamente torturato nelle prigioni
della Polizia del Pensiero, i tirapiedi del regime perdevano cos tanto tempo con una persona insi-
gnificante come lui, sebbene avessero potuto fucilarlo senza molto rumore, OBrien, un alto mem-
bro del Partito che soprintende alle sessioni di tortura, spiega a Winston: nessuno viene fucilato
prima di aver confessato i suoi crimini e la sua confessione dev' essere genuina. Prima di ricevere la
pallottola letale, il colpevole deve aver imparato ad amare il Grande Fratello.
Mentre lURSS di Stalin era sicuramente una dittatura molto meno perfetta dellOceania di Or-
well (dubito francamente che molti dei 700.000 contro-rivoluzionari, sabotatori, traditori e
spie giustiziati durante le Grandi Purghe nutrirono un qualunque amore per il Padre della Nazione
di fronte al plotone di esecuzione), le confessioni dei colpevoli erano un elemento indispensabile di
ogni procedimento legale, che venissero o meno utilizzate per ragioni propagandistiche. Per dimo-
strare quest' affermazione, sufficiente prendere in esame gli interrogatori di Fritz Sander, Kurt
Prfer, Karl Schultze e Gustav Braun. Questi quattro ingenieri lavorarono per la ditta Topf & Shne
con sede ad Erfurt, che aveva installato i forni crematori ad Auschwitz ed in vari altri campi di
concentramento tedeschi. Allinizio di marzo del 1946 furono arrestati dai Sovietici come complici
per omicidi di massa326.
Nessun processo spettacolo fu allestito contro gli ingenieri; di fatto, non ci fu alcun processo: i
verdetti, 25 anni di lavori forzati per Prfer, Schultze e Braun (Sander mor meno di un mese dopo
il suo arresto), furono semplicemente basati sui protocolli dei loro interrogatori (che ho tradotto ed
analizzato in uno dei miei articoli 327). I verdetti possono essere stati riportati dalla stampa sovietica
o no, ma se lo furono, difficilmente si sarebbero potuti usare per finalit propagandistiche, visto che
furono pronuciati in sedute chiuse. Tuttavia, secondo il rituale, gli accusati dovettero confessare,
cosa che fecero nello stile dei processi farsa di Mosca. Il 19 marzo 1946 Kurt Prfer fece la seguen-
te indegna confessione:
Mi dichiaro pienamente colpevole di aver lavorato come capo della sezione per la costru-
zione dei crematori nella fabbrica Topf a Erfurt. Io ho personalmente costruito forni crema-
tori, dei quali 150 unit furono prodotte durante tutto il periodo di attivit in questo settore.
Durante la guerra che la Germania condusse contro i paesi dEuropa, su ordine della diri-
genza delle SS, fino a 20 dei forni crematori menzionati sopra furono costruiti sotto la mia
diretta supervisione nei campi di concentramento di Buchenwald, Auschwitz, Dachau,
326 Arkhiv Federalnoy Sluzhby Bezopasnosti Rossiskoy Federatsii [A -
], Mosca, N-19262.
327 Jrgen Graf, Anatomie der sowjetischen Befragung der Topf-Ingenieure, in: Vierteljahreshefte fr freie Ge-
schichtsforschung, No. 4/2002.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Mauthausen e Gross-Rosen, dove furono inceneriti i cadaveri di persone completamente


innocenti di varie nazionalit, che furono torturate fino alla morte dai Tedeschi nei campi di
concentramento menzionati sopra....
Gi tre settimane dopo il suo arresto, Prfer aveva perfettamente compreso il gergo dei suoi car-
cerieri!
Esattamente come gli imputati nei processi farsa di Mosca confessarono crimini che non pote-
vano aver commesso (come incontri in alberghi con agenti imperialisti che erano stati rimossi molto
prima delle date dei loro presunti incontri), gli ingenieri confessarono cose che non potevano essere
vere. Il 7 marzo 1946, Fritz Sander raccont agli inquirenti ci che segue: durante la primavera
1942, dopo il suo ritorno da Auschwitz, il suo collega Prfer gli aveva confidato che era stato
testimone dellannientamento di una grande quantit di persone della Polonia, della Grecia e di
altri paesi e che i cadaveri delle vittime furono cremati nei crematori (plurale). Ma nel 1942, la
deportazione degli Ebrei greci ad Auschwitz non era ancora cominciata (inizi soltanto nel marzo
1943328) e allepoca cera un solo crematorio in questo campo (il crematorio I).
Un altro aspetto molto significativo dei procedimenti giudiziari fu che la memoria degli inge-
nieri migliorava col passar del tempo. Il 5 marzo 1946, linquirente sovietico che fece il terzo grado
a Prfer sul suo viaggio ad Auschwitz nella primavera del 1943 gli chiese: Lei ha visto una camera
a gas vicino ai crematori [di Auschwitz]?. Prfer rispose: S, vidi una camera a gas dallesterno;
cera una baracca di legno collegata alla camera a gas, dalla camera a gas cera un collegamento
con il crematorio. Anche dal punto di vista della storia olocaustica ortodossa, questa affermazione
non ha senso. Secondo la versione ufficiale degli eventi, le camere a gas omicide furono installate
allinterno dei crematori di Birkenau, che furono operativi nella primavera del 1943: allora come
pot Prfer aver visto un collegamento tra una di queste camere a gas e il crematorio (quale?).
Esattamente due anni dopo, il 4 marzo 1948, la memoria di Prfer era miracolosamente miglio-
rata: adesso era in grado di fornire una precisa e dettagliata descrizione della procedura di gasazione
nei crematori di Birkenau. A quanto pare, i suoi carcerieri gli diedero delle lezioni private di storia
contemporanea. Quando lo interrogarono la prima volta, nel marzo 1946, non sapevano esattamente
che cosa volevano che confessasse, perch allepoca la versione ufficiale di quanto doveva essere
accaduto ad Auschwitz non si era ancora cristallizzata. Due anni dopo, la situazione era molto
diversa: grazie a due processi di cruciale importanza celebrati nel 1947, il processo di Varsavia a
Rudolf Hss e il processo di Cracovia a 40 membri della guarnigione SS del campo di Auschwitz, i
comunisti polacchi erano in grado di presentare una storia pi o meno coerente, anche se falsa, del
campo di sterminio, che evidentemente trasmisero ai loro compagni sovietici.
Gli Ucraini che furono accusati di aver prestato servizio come guardie nei campi di concentra-
mento durante la guerra si ritrovarono in una situazione anche peggiore degli accusati tedeschi; in
fin dei conti, il sistema sovietico non li considerava soltanto dei nemici, ma anche dei traditori. Gi
per questo fatto essi potevano essere condannati alla pena di morte dai tribunali 329, ma, secondo il
rituale tradizionale, dovevano non solo confessare di aver tradito il loro paese, ma anche di aver
commesso, o perlomeno di aver aiutato a commettere, ogni sorta di atrocit.
Naturalmente i pubblici ministeri erano a conoscenza della versione ufficiale di quanto era acca-
duto nei campi tedeschi e non potevano sempre contare su testimoni spergiuri come Pechersky. In
tali circostanze, la situazione degli imputati era senza speranza fin dallinizio ed essi senza dubbio
lo sapevano. Probabilmente non era neppure necessario torturarli per ottenere le confessioni
richieste. Come si vede, per spiegare queste confessioni non necessaria alcuna teoria cospi-
rativa; il jackpot cospirativo revisionistico esiste solo nellimmaginazione di Terry.

328 Eberhad Jckel, Peter Longerich, Julius Schoeps (a cura di), Enzyklopdie des Holocaust. Die Verfolgung und Er-
mordung der europischen Juden. Argon Verlag, Berlino, 1993, volume I, p. 561.
329 Colleccezione del periodo 1947-1950, quando fu abolita la pena di morte.

101
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Mentre ogni persona di mediocre intelligenza pu facilmente capire il meccanismo di questi pro-
cessi sovietici, i procedimenti giudiziari contro criminali di guerra nazisti nella Repubblica Fede-
rale Tedesca sono un soggetto molto pi complesso. Se i revisionisti hanno ragione e se i presunti
omicidi di massa degli Ebrei in mattatoi chimici non ebbero mai luogo, i revisionisti devono essere
in grado di fornire delle risposte soddisfacenti a queste due domande fondamentali:
Perch lo Stato pi libero nella storia tedesca mise molti dei propri cittadini sotto processo
per aver partecipato ad un massacro immaginario?
Tutti concordano che la tortura non fu usata nella Repubblica Federale Tedesca, ma allora per-
ch gli accusati in questi processi non contestarono le presunte gasazioni di massa?
Per quanto riguarda la prima domanda, essenziale ricordare che la Repubblica Federale non fu
mai un paese sovrano. Fino al presente, questo Stato ha sempre seguito come uno schiavo la linea di
partito americano-sionista. In nessun momento i suoi capi di Stato hanno seriamente provato a
difendere la dignit nazionale e gli interessi nazionali del loro popolo. Anche se avessero voluto
perseguire una tale politica, non sarebbe stato loro permesso di farlo.
L'Articolo 7, paragrafo 1 dell'berleitungsvertrag (Trattato Transitorio), stipulato il 26 maggio
1952 tra gli USA, la Gran Bretagna, la Francia e la Repubblica Federale Tedesca, dichiara inequivo-
cabilmente:
Ogni e qualsiasi sentenza e decisione in materia penale gi pronunciata o che sar pronun-
ciata in Germania in un tribunale oppure in una agenzia legale delle Tre Potenze o di ogni
singola di esse rimarr valida ed effettiva secondo la legge tedesca e sar trattata di conse-
guenza dai tribunali tedeschi e dalle agenzie governative330.
Cos i tribunali e le autorit della Repubblica Federale nominalmente indipendente avevano il
divieto esplicito di rivedere le sentenze pronunciate contro politici e soldati tedeschi dalle Tre
Potenze Occidentali. Naturalmente questo si applicava anche al primo processo di Norimberga nel
quale i vincitori decisero che la Germana era lunica responsabile per lo scoppio della seconda guer-
ra mondiale e che milioni di Ebrei furono assassinati in campi di sterminio. Da allora la Repub-
blica Federale non pi stata in grado di liberarsi dalle catene con cui era stata legata.
Per inciso, le ultime condanne a morte di ufficiali tedeschi eseguite dagli occupanti americani su
suolo tedesco furono comminate ancora nel 1951, due anni dopo la fondazione della Repubblica
Federale331. Nessuna nazione sovrana avrebbe tollerato ci.
Lo zelo delle autorit tedesche nel portare criminali di guerra nazisti davanti ai tribunali non si
pu spiegare esclusivamente col proverbiale servilismo dello Stato fantoccio verso Israele e verso le
organizzazioni sioniste, che decisamente costituisce la politica estera degli Stati Uniti. La classe
dirigente tedesca ha bisogno dellOlocausto pi di qualsiasi altra cosa per la propria sopravvivenza.
Per restare al potere, deve stroncare sul nascere ogni forma di rinascita di autostima tedesca, deve
bloccare ogni ascesa di forze ed idee nazionali.
Al fine di dimostrare continuamente al popolo tedesco in generale e ai giovani tedeschi in parti-
colare il carattere abietto del regime nazionalsocialista, lo Stato fantoccio ha avuto sempre bisogno
di un flusso interminabile di mostri nazisti, a riprova dellabominevole condizione mentale della
generazione tedesca della seconda guerra mondiale. Per questo motivo, a cominciare dal processo
Auschwitz di Francoforte sul Meno (1963-1965), innumerevoli classi scolastiche furono costrette a
presenziare a tutti i processi pi importanti contro i criminali di guerra nazisti. Sarebbe difficile
immaginare una forma pi insidiosa di lavaggio del cervello.
Per farla breve: esattamente come i vincitori della seconda guerra mondiale a Norimberga e gli
Israeliani durante i processi di Adolf Eichmann e John Demjanjuk, le autorit e la classe dirigente
della Repubblica Federale Tedesca hanno un interesse politico personale nei processi contro gli ex

330 In: http://www.lexexakt.de/glossar/ueberleitungsvertrag.php.


331 In: http://www.spiegel.de/spiegel/print/d-29194094.html.

102
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

membri delle SS che prestarono servizio nei presunti campi di sterminio. Secondo Terry, invece,
gli organizzatori di questi procedimenti legali erano invariabilmente guidati dai pi nobili ideali:
essi volevano solamente il trionfo della giustizia! Questa naturalmente una favola per gli ingenui.
Se Terry crede a questa favola, una persona di intelligenza estremamente scarsa. Se egli finge solo
di credervi, un impostore. In ambedue i casi, non degno di insegnare storia.
Perch gli imputati tedeschi accusati di aver partecipato alla gasazione degli Ebrei non conte-
starono quest'accusa? La spiegazione revisionistica che ci avrebbe portato a pene molto pi
severe, perci gli accusati, che furono istruiti dai loro avvocati, si limitarono ad insistere sulla loro
innocenza personale oppure, al pi, sul fatto che avevano agito sotto coercizione, perch erano stati
costretti ad eseguire ordini militari. Terry respinge rabbiosamente questa spiegazione, il che non stu-
pisce nessuno; egli mi accusa di difendere una teoria della cospirazione (per questo storico disa-
dattato le teorie della cospirazione sembrano essere diventate una vera ossessione, gli consiglio di
consultare un buono psichiatra) e continua:
Il fatto che non un solo membro delle SS che aveva prestato servizio nei campi Reinhard avesse
negato che erano campi di sterminio, evidentemente non lo [Graf] tocca minimamente, dato che
egli costruisce una teoria involuta per la quale, se gli accusati lo avessero negato, avrebbero
ricevuto pene maggiori, affermazione per la quale non apporta un brandello di prova. [] La
legge della Germania occidentale non ammetteva la possibilit del patteggiamento della pena. []
Di fatto, lesempio di Erich Bauer, condannato allergastolo per il suo ruolo di Gasmeister
(mastro del gas) di Sobibor, confuta questa insinuazione prima ancora che sia formulata (p. 80,
81).
Per la verit, gli ex membri delle SS che prestarono servizio nei presunti campi di sterminio
ricevettero condanne sorprendentemente miti pi spesso di quanto si possa pensare. Al processo di
Hagen (1965/1966), i tre imputati Erich Lachmann, Hans-Heinz Schtt e Heinrich Unverhau, accu-
sati di concorso e complicit insieme ad altri nell' omicidio, rispettivamente, di almeno 150.000,
almeno 86.000 e almeno 72.000 persone, vennero addirittura assolti! In Sobibr ho spiegato
questo strano fatto con il seguente argomento:
I giudici assunsero che gli imputati non si erano presentati volontari per prestare servizio in
questi campi e che un rifiuto di partecipare al mantenimento dell apparato degli omicidi
avrebbe potuto esporli a sanzioni, inclusa la pena di morte. Perci il tribunale non attribu
loro a priori motivazioni abiette una condizione che era e che ancora necessaria in Ger-
mania per unaccusa di omicidio. Le motivazioni abiette entrano in gioco soltanto nel caso
in cui un accusato avesse commesso crimini non richiesti, per esempio luccisione o il mal-
trattamento di lavoratori ebrei, o il frustare gli Ebrei lungo la via verso le camere a gas. In
questi casi di eccessi, gli accusati potevano subire le pene pi dure. Se un membro delle
SS avesse compiuto tali eccessi in un campo di sterminio, il tribunale naturalmente lo
poteva accertare soltanto sulla base di testimonianze. Visto che in questi processi erano
sempre presenti frotte di testimoni, tutti 332 desiderosi di ascrivere gli atti pi orribili a
ciascuno degli imputati, i tribunali poterono facilmente mettere sotto pressione i membri
delle SS alla sbarra. Del resto, spettava soltanto ai giudici considerare le dichiarazioni dei
testimoni come attendibili o meno333.
Ritorniamo sullo strano caso di Lachmann, Schtt e Unverhau. Jules Schelvis spiega lassolu-
zione di Lachmann sulla base del fatto che il tribunale lo aveva ritenuto mentalmente meno
dotato334, ma la spiegazione pi probabile che avesse collaborato attivamente con laccusa. Di

332 Una formulazione pi prudente sarebbe stata quasi tutti, visto che vi furono pochi testimoni che testimoniarono
in favore di alcuni imputati. Vedi Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 178.
333 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., pp. 183-184.
334 J. Schelvis, Sobibor. A History of a Nazi Death Camp. Berg Publishers, Oxford, 2006, p. 263.

103
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

fatto egli continu a collaborare anche dopo la sua assoluzione, incriminando precedenti compagni
darmi che furono accusati di crimini simili al suo. A p. 355-356 di Belzec, Sobibor, Treblinka.
Holocaust Denial and Operation Reinhard, Jason Myers cita una dichiarazione di Lachmann fatta
nel 1969 durante i procedimenti preliminari contro lex comandante di Trawniki Karl Streibel.
Quando era ancora di stanza a Trawniki, Lachmann presuntamente gi sapeva che Beec e Sobibr
erano delle fabbriche della morte, perch all'epoca ogni bambino polacco sapeva che questi erano
campi di sterminio. Non si poteva nascondere che trasporti di Ebrei costantemente entravano nei
campi, e che nessun Ebreo usciva mai dai campi. [] Suppongo che non ci fosse nessun Tedesco o
Ucraino a Trawniki che non sapesse che cosa accadeva agli Ebrei. In altre parole: Lachmann
raccont ai pubblici ministeri esattamente quanto essi volevano sentire. Possiamo tranquillamente
presumere che egli fece la stessa cosa anche alcuni anni prima, quando era in gioco la sua libert
personale.
Quanto a Hans-Heinz Schtt, anche la sua assoluzione si pu spiegare con la sua prontezza ad
adottare la causa dellaccusa, perch aveva testimoniato sull inumanit della soluzione finale e
denunciato la brutalit delle guardie ucraine.335
Su Heinrich Unverhau, Jules Schelvis ha da dire quanto segue:
Egli fu assolto sia dopo i processi di Hagen sia dopo i processi di Belzec [il secondo fu
celebrato a Monaco di Baviera tra il 1963 e il 1965]. Fu lunico membro delle SS che
ammise volontariamente la sua partecipazione all' Operazione Reinhardt subito dopo la
guerra336.
Questo significa che Unverhau, si era volontariamente arruolato come testimone per laccusa nei
processi contro i nazionalsocialisti dopo la guerra perci ricevette la sua ricompensa. Se Terry
non capace, o finge di non essere capace, di vedere lovvia relazione tra lassoluzione di questi
uomini e la loro cooperazione attiva con laccusa, questo problema suo, non mio.
Un esempio ancora migliore quello del professor Wilhelm Pfannenstiel. Non ho menzionato il
suo caso nei due capitoli summenzionati perch si riferisce a Beec, che non il mio settore speci-
fico, ma Mattogno discute questo testimone in Beec (p. 51 sgg. [pp. 71-84 dell'edizione italiana]).
Nel suo famoso rapporto, Gerstein asser che Pfannenstiel lo aveva accompagnato a Beec, dove
essi furono testimoni della gasazione di un gruppo di deportati ebrei. Quando fu interrogato al
processo IG Farben (1947/1948), Pfannenstiel ammise che egli era stato presente ad una gasazione
con fumi di scarico Diesel, ma neg di essere mai stato a Beec.
Esattamente come nel caso degli ingenieri della Topf, la sua memoria divent pi acuta con il
passare del tempo: successivamente egli ricord che era andato effettivamente a Beec insieme a
Gerstein. Nel 1947 non aveva fornito alcuna data per la presunta gasazione, ma, nel 1950, asser
che avvenne nellestate del 1942 e nel 1960 egli ricord addirittura la data esatta: il 19 agosto
1942! Essendo diventato il garante ufficiale della veridicit del rapporto di Gerstein, Pfannenstiel fu
assolto per mancanza di prove in tre procedimenti contro di lui. Privatamente egli non nascose il
fatto che aveva ammesso la veridicit di questo rapporto per ragioni puramente opportunistiche: in
una lettera al pioniere revisionista Paul Rassinier datata 3 agosto 1963, egli consider il resoconto
Gerstein come una diffusione di dicerie nel quale la finzione prevale ampiamente sulla real-
t337. Ritorner su Pfannenstiel in un capitolo successivo.
Lobiezione di Terry che la Germania Occidentale non ammetteva il patteggiamento della
pena piuttosto infantile: ovvio che ogni patteggiamento tra laccusa e un imputato sarebbe stato

335 Idem, p. 261.


336 Ibidem.
337 Una fotocopia della lettera di Pfannenstiel a Rassinier riprodotta da Wilhelm Stglich e Udo Walendy, NS-
Bewltigung. Deutsche Schreibtischtter, in: Historische Tatsachen n. 5, 1979. Sulla questione vedi anche Capitolo 8,
punto 104.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

condotto dietro le quinte. Neppure il fatto che un certo numero di ex membri delle SS ricevettero
pene allergastolo invalida la teoria dei revisionisti: la clemenza dei tribunali della Germania Occi-
dentale non solo fece sorgere le irate proteste a New York e a Tel Aviv, ma fu anche duramente
criticata da molti Tedeschi che credevano onestamente alla versione ufficiale degli eventi. Per
alleggerire queste proteste, in quasi tutti i maggiori processi contro i nazionalsocialisti, almeno uno
degli imputati fu isolato come capro espiatorio che doveva subire le sanzioni pi dure. 338 Al
processo Sobibr di Hagen, questo capro espiatorio fu Karl August Frenzel. Al processo Majdanek
di Dsseldorf, il capro espiatorio fu Hermine Braunsteiner-Ryan. Contrariamente a Frenzel, che fu
rilasciato dopo 16 anni di prigione e alla signora Braunsteiner-Ryan, che dopo 17 anni di prigione
fu graziata da Johannes Rau, presidente dei ministri della Nordrenania-Vestfalia, Erich Bauer, che
era stato condannato allergastolo nel primo processo Sobibr a Berlino nel 1950, mor in prigione
31 anni dopo. Essendo stato promosso al rango di Gasmeister dai due spergiuri Samuel Lerer ed
Esther Raab (Sobibr, p. 173), quest' uomo sfortunato era diventato la personificazione del diavolo,
perci nessun presidente dei ministri ebbe il coraggio di incorrere nella collera della Sinistra e degli
Ebrei se lo avesse graziato.

338 Al processo Auschwitz di Francoforte (1963-1965), almeno sei imputati furono condannati a pene dellergastolo.
Ci sicuramente dovuto al fatto che questo processo trov un supporto mediatico internazionale particolarmente gran-
de.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

CAPITOLO 5

IL FHRERBEFEHL E LA PRESUNTA POLITICA NAZIONALSOCIALISTA DI


STERMINIO EBRAICO

(Carlo Mattogno)

Nel capitolo 2, dedicato alla Politica nazista, Jonathan Harrison contesta la mia impostazione
circa il Fhrerbefehl (ordine del Fhrer)339, asserendo che la storiografia olocaustica pi recente
giunta all'idea di un processo di crescita graduale, con un certo numero di accelerazioni, tra
l'estate del 1941 e l'estate del 1942 (p. 90), sicch Mattogno decisamente fuori strada asseren-
do che molti storici non fanno pi assegnamento su un singolo ordine di Hitler, perci egli pretende
che tutta questa storiografia rasenta la parapsicologia (p. 91).
Lasciando da parte il fatto che la parapsicologia stata evocata da Hilberg, che, in relazione alla
presunta decisione di sterminio da parte di Hitler, ha parlato di un incredibile incontro di pensieri,
una lettura di pensieri concordanti da parte di una vasta burocrazia340, il pregio della mia espo-
sizione sta nel fatto che descrive i penosi sforzi dei Tribunali Militari prima, degli storici olo-
caustici poi, per risolvere tale questione spinosa. La storia olocaustica del Fhrerbefehl una fitta
trama di congetture infondate e travisamenti di documenti in cui gli storici successivi denunciano
gli errori e le asserzioni infondate di quelli precedenti. Gli sviluppi pi recenti di questa storia, le
ulteriori congetture basate sulla parola magica radicalizzazione, che saranno esaminate successi-
vamente, non fanno altro che aggravare questo quadro. Essi mostrano solo la disperata pervicacia
di questi storici, costretti a torturarsi la mente e a torturare i documenti per escogitare una soluzione
ad un problema insolubile. In effetti, la tesi della radicalizzazione, dal punto di vista storiografico,
potrebbe soltanto spiegare come e perch si fosse ipoteticamente giunti ad una decisione e ad un
ordine di sterminio in massa, ma non potrebbe in alcun modo surrogare questa decisione e quest'or-
dine. Infatti, proprio colui che ha dato il maggiore contributo a questa tesi, Christian Gerlach, non
ha potuto rinunciare a reintrodurre il Fhrerbefehl, cui ha semplicemente attribuito una data diver-
sa: A mio avviso, Hitler prese questa decisione all'inizio di dicembre del 1941341. La questione
sar approfondita successivamente.
Poich i Plagiari ci oppongono ripetutamente fucilazioni di Ebrei, soprattutto nei territori orien-
tali, bene fare subito una precisazione importante.
Arno J. Meyer, che ha scritto:
Tuttavia, nonostante le dimensioni senza precedenti delle sofferenze inflitte agli ebrei, lo
sterminio dell'ebraismo orientale non divenne mai l'obiettivo principale dell'Operazione Bar-
barossa. La lotta per il Lebensraum e contro il boscevismo non fu un pretesto n un espe-
diente per il massacro, n una cortina di fumo per mascherare tali massacri come rappresa-
glie contro i partigiani. Fin dall'inizio l'attacco contro gli ebrei si intrecci senza dubbio con
l'attacco contro il bolscevismo, ma ci non significa che sia stato l'elemento dominante del-
l'ibrido giudeobolscevismo che l'operazione stessa mirava a distruggere. In effetti, la
guerra contro gli ebrei si innest o scatur dalla campagna orientale e ne fu sempre l'asse

339 Il Fhrerbefehl e la genesi dei campi di sterminio all'Est, in: Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op.
cit., pp. 219-282.
340 Idem, p. 234.
341 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, in: The Journal of Modern History, vol. 70, n. 4, dicembre 1998, p. 760.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

portante, anche e soprattutto quando questa si impantan profondamente in Russia 342.


Riassumendo le posizioni della storiografia olocaustica precedente, Gerlach afferma:
Al limite, si assume che ci furono due decisioni distinte. Una, che implic l'esecuzione di
Ebrei sovietici, sarebbe stata presa nel luglio o agosto 1941. La seconda, riguardante lo ster-
minio di Ebrei del resto d'Europa, giunse presumibilmente nel settembre o ottobre di quel-
l'anno343.
Riguardo a quella concernente gli Ebrei sovietici, Christopher Browning rilev:
Tuttavia, la politica dei nazisti nel resto d'Europa non ne fu trasformata immediatamente. Si
continu a parlare di emigrazione, di espulsione e di piani per un reinsediamento futuro. [...].
L'idea della soluzione finale per gli Ebrei europei si form attraverso un processo separato e
risult da una decisione distinta344.
Dieter Pohl conferm:
Sebbene presumibilmente nello stesso tempo fine luglio/inizio agosto agli Einsatz-
gruppen nell'Unione Sovietica fosse stato impartito l'ordine di fucilare in massa anche bam-
bini e donne ebrei, con ci il piano di uccisione totale di tutti gli Ebrei europei non era stato
ancora deciso345.
La nostra posizione, mutatis mutandis, appunto questa, ossia che il trattamento degli Ebrei
sovietici fu un fatto distinto dalla politica applicata agli altri Ebrei europei. Per confutarla, i Plagiari
devono dimostrare:
1) che esistette un ordine istituzionale (di Hitler, di Himmler o di Heydrich) di sterminare gli
Ebrei sovietici;
2) che questo eventuale ordine imponeva di sterminare questi Ebrei in quanto Ebrei e non in
quanto portatori del bolscevismo;
3) che ogni singolo massacro documentato sia stato perpetrato contro gli Ebrei in quanto Ebrei e
non per altre ragioni contingenti (rappresaglia, lotta antipartigiana, ecc.).
Per quanto riguarda gli Ebrei europei non sovietici, i Plagiari devono dimostrare:
4) che ci fu un ordine istituzionale, oppure ordini regionali, di sterminio degli Ebrei in quanto
tali;
5) che le singole fucilazioni di Ebrei occidentali documentate furono eseguite contro Ebrei in
quanto Ebrei, e non per altre ragioni contingenti;
6) che furono costruiti campi di sterminio a Birkenau, Chemno, Majdanek, Beec, Sobibr e
Treblinka;
7) che milioni di Ebrei vi furono assassinati in camere a gas.
Opporci una lunga lista di fucilazioni senza rispondere esaurientemente a tali questioni, non
risolve nulla, sia perch, in via di principio, non abbiamo alcuna difficolt ad ammettere la loro
realt, sia, soprattutto, perch esse non dimostrano l'esistenza di un ordine e di un piano sistematico
di sterminio ebraico, meno che mai in campi di sterminio dotati di camere a gas.
Ci premesso, passo all'esame della critica di Harrison.
Egli comincia la sua esposizione con un paragrafo intitolato Sterminio di Ebrei sovietici, giugno
1941-marzo 1942. A questo riguardo richiamo l'attenzione su quanto ho precisato nel capitolo 2,
che mi dispensa dall'affrontare il tema generale. D'altra parte, sulla questione degli Einsatzgruppen,
Graf, Kues ed io stiamo preparando un'opera specifica, sicch qui mi limiter a semplici rilievi di
carattere generale e all'esame dei singoli argomenti e delle fonti di Harrison.
342 S.J. Mayer, La soluzione finale. Lo sterminio degli Ebrei nella storia europea, op. cit., p. 277.
343 Idem, pp. 763-764.
344 C.R. Browning, La dcision concernant la solution finale, in: Colloque de l'cole des Hautes tudes en sciences
sociales. L'Allemagne nazie et le gnocide juif. Gallimard, Parigi, 1985, p. 198.
345 D. Pohl, Von der Judenpolitik zum Judenmord. Der Distrikt Lublin des Generalgouvernements 1939-1944. Peter
Lang, Francoforte sul Meno, Berlino, Berna, New York, Parigi, Vienna, 1993, p. 98.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

I) La presunta politica nazionalsocialista di affamamento di massa delle popolazioni


orientali
Harrison comincia la sua esposizione con queste parole:
Durante le fasi preparatorie dell'Operazione Barbarossa, la politica alimentare nazista fu
collegata a piani di uccisione su vasta scala (p. 94).
A sostegno di quest'affermazione egli adduce una serie di documenti, che esamino uno per uno.
[1] Il 2 maggio 1941, una conferenza di segretari di Stato presieduta da Thomas aveva conclu-
so che parecchi milioni di persone moriranno certamente di fame se preleveremo dal paese tutto
ci che necessario per noi (p. 94).
Si tratta di un passo dell' Aktennotiz ber Ergebnis der heutigen Besprechung mit den Staats-
sekretren ber Barbarossa (Nota per gli atti sul risultato dell'odierna conferenza con i Segretari
di Stato su Barbarossa), del 2 maggio 1941. Il documento dice:
1) La guerra si pu continuare soltanto se tutta la Wehrmacht nel terzo anno di guerra
viene vettovagliata dalla Russia.
2) In questo caso parecchi milioni di persone moriranno senza dubbio di fame, se da parte
nostra viene preso il necessario per noi dal paese346.
[1.) Der Krieg ist nur weiter zu fhren, wenn die gesamte Wehrmacht im 3. Kriegsjahr aus
Ruland ernhrt wird.
2.) Hierbei werden zweifellos zig Millionen Menschen verhungern, wenn von uns das fr uns
Notwendige aus dem Lande herausgeholt wird].
Qui non esposto alcun piano di uccisione su vasta scala, ma una eventuale (wenn) conse-
guenza di un'azione mirante ad assicurare il sostentamento dell'esercito, come risulta pi chiaramen-
te nel punto 3 della nota per gli atti:
La cosa pi importante recuperare e portare via semi e cibi oleosi, poi solo granaglie. Il
grasso e la carne esistenti saranno probabilmente consumati dalla truppa 347.
[Am wichtigsten ist die Bergung und Abtransport von lsaaten, lkuchen, dann erst Ge-
treide. Das vorhandene Fett und Fleisch wird voraussichtlich die Truppe verbrauchen].
[2] Secondo documento:
La selezione di queste vittime della fame avrebbe seguito una politica economica di valore razzia.-
le, ma sarebbe stata plasmata anche da un credo politico-ideologico razziale che il nemico era
l'Ebreo marxista (p. 94).
Qui Harrison cita un passo dell' Allgemeine Instruktion fr alle Reichskommissare in den be-
setzten Ostgebieten (Istruzioni generali per tutti i commissari del Reich nei territori orientali occu-
pati) di Rosenberg dell' 8 maggio 1941, documento PS-1030:
[a] lotta per la fornitura di vettovaglie e materie prime per il Reich tedesco nonch per l'Europa
intera, una lotta di natura ideologica nella quale l'ultimo nemico giudeo-marxista dev'essere scon-
fitto (pp. 94-95).
La premessa di questa dichiarazione era un piano di ristrutturazione degli Stati orientali espresso
cos nella pagina precedente del documento:
Questo grande lavoro all'Est consiste essenzialmente nell'istituire nuove grosse formazioni
statali di circa 70 milioni di persone in tutto e nel riportare al suo proprio spazio vitale origi-
nario un'altra formazione statale (Russia).
[Es geht bei dieser groen Ostarbeit also im wesentlichen darum, neue groe Staaten-
gebilde zu grnden von gemeinsam rund 70 Millionen Einwohnern und ein anderes Staaten-
gebilde (Ruland) auf seinen ureigenen Lebensraum zurckzufhren].
Rosenberg dice poi che questo compito era gigantesco e conclude:

346 PS-2718, IMT, vol. XXXI, p. 84.


347 Idem.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Questa lotta futura una lotta per l'alimentazione e l'approvvigionamento di materie prime
sia per il Reich tedesco sia per l'intero spazio europeo, una lotta che attiene alla visione del
mondo, nella quale l'ultimo nemico giudeo-marxista dev'essere debellato, una guerra statale
e politica che racchiude in s una nuova concezione dello Stato e fa avanzare decisamente
verso est l'Europa vera e propria348.
[Dieser kommende Kampf ist ein Kampf um die Ernhrung und Rohstoffversorgung sowohl
fr das Deutsche Reich als auch fr den ganzen europischen Raum, ein Kampf weltan-
schaulicher Natur, in dem der letzte jdisch-marxistische Gegner niedergerungen werden
mu, ein staatspolitischer Krieg, der eine neue staatliche Konzeption in sich birgt und das
eigentliche Europa in entscheidender Weise nach Osten vorrckt]
Neppure qui viene enunciato un piano per affamare una popolazione; la guerra era s importante
per quanto riguarda l'alimentazione e l'approvvigionamento di materie prime, ma anche per gli
aspetti relativi a visione del mondo (Weltanschauung) e politica sociale (Sozialpolitik).
[3] Terzo documento. Con la citazione che segue, tratta dalle Wirtschaftspolitische Richtlinien
fr die Wirtschaftsorganisation Ost vom 23.5.1941, erarbeitet von der Gruppe Landwirtschaft
(Direttive economico-politiche per l'organizzazione economica Est del 23.5.1941, elaborate dal
Gruppo Agricoltura) del 23 maggio 1941, documento EC-126, Harrison vuole dimostrare le con-
seguenze demografiche specifiche previste in questo piano di affamamento:
Non c' alcun interesse tedesco nel mantenere la capacit produttiva di queste regioni, anche per
ci che concerne i rifornimenti alle truppe ivi stazionate. [...]. La popolazione di queste regioni,
specialmente la popolazione delle citt, dovr subire una fame di grandissime dimensioni. La
conseguenza sar di reindirizzare la popolazione nelle aeree siberiane. Poich il trasporto ferro-
viario fuori questione, questo problema sar anche estremamente difficile (p. 95).
Riportata nel suo contesto, la citazione assume un significato diverso:
La popolazione di questi territori, specialmente la popolazione delle citt, si dovr aspettare
una grandissima carestia. Si arriver ad allontanare la popolazione negli spazi siberiani.
Poich il trasporto ferroviario non prevedibile, anche questo problema diventer estrema-
mente difficile. [...].
Da tutto ci segue che l'amministrazione tedesca in questo territorio pu certo preoccuparsi
di mitigare le conseguenze della carestia che senza dubbio sopraggiunger e di accelerare il
processo di naturalizzazione. Ci si pu preoccupare di coltivare questi territori in modo pi
intenso, nel senso di un ampliamento della superficie di coltivazione delle patate e di altri
prodotti importanti per il consumo e che offrono alte produzioni. [ Ma anche] cos la carestia
col non si pu bandire. Parecchie decine di milioni di persone in questo territorio divente-
ranno superflue e dovranno morire o emigrare in Siberia. Tentativi di salvare la popolazione
locale dalla carestia facendovi affluire eccedenze dalla zona del Mar Nero, possono riuscire
solo a spese dell'approvvigionamento dell'Europa. Essi impediscono la possibilit di resi-
stenza della Germnia nella guerra, impediscono la solidit del blocco tedesco ed europeo349.
[Die Bevlkerung dieser Gebiete, insbesondere die Bevlkerung der Stdte, wird grter
Hungersnot entgegensehen mssen. Es wird darauf ankommen, die Bevlkerung in die
sibirischen Rume abzulenken. Da Eisenbahntransport nicht in Frage kommt, wird auch
dieses Problem ein uerst schwieriges sein. [...].
Aus all dem folgt, da die deutsche Verwaltung in diesem Gebiet wohl bestrebt sein kann,
die Folgen der zweifellos eintretenden Hungersnot zu mildern und den Naturalisierungs-
proze zu beschleunigen. Man kann bestrebt sein, diese Gebiete intensiver zu bewirtschaften
im Sinne einer Ausdehnung der Kartoffelanbauflche und anderer fr den Konsum wich-

348 PS-1030. IMT, vol. XXVI, pp. 579-580.


349 EC-126, IMT, vol. XXXVI, pp. 141, 145.

109
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tiger, hohe Ertrge gebender Frchte. Die Hungersnot ist dadurch dort nicht zu bannen.
Viele 10 Millionen von Menschen werden in diesem Gebiet berflssig und werden sterben
oder nach Sibirien auswandern mssen. Versuche, die Bevlkerung dort vor dem Hunger-
tode dadurch zu retten, da man aus der Schwarzerdezone berschsse heranzieht, knnen
nur auf Kosten der Versorgung Europas gehen. Sie unterbinden die Durchhaltemglichkeit
Deutschlands im Kriege, sie unterbinden die Blockadefestigkeit Deutschlands und Euro-
pas].
Anche in questo caso non c' alcun piano intenzionale di affamamento delle popolazioni
orientali. Il commento di Harrison sorprendente. Egli intende il termine superfluo (berflssig)
nel senso di bocche inutili mentre significa che i milioni di persone in questione erano in
eccesso rispetto alle possibilit di vettovagliamento , e collega tale espressione all'azione T4, sic-
ch questo documento potrebbe essere considerato una precoce ammissione che la morte era al
primo posto nelle intenzioni naziste verso la popolazione sovietica, con gli Ebrei in testa alla fila
(p. 95).
Harrison opera dunque disonestamente un travisamento totale del documento.
[4] Ci inoltre confermato da un documento di Engelhardt che includeva una tavola delle
nazionalit per citt e campagna in Bielorussia sulla quale Waldemar von Poletika aveva sottoli-
neato Ebrei, Russi e Polacchi e aveva aggiunto una nota a margine che diceva morire di fame!.
Un'altra parte dello stesso testo aveva una nota marginale di von Poletika che diceva che sarebbe
morta una popolazione di 6.300.00 persone (p. 95).
Il riferimento : Eugen Freiherr von Engelhardt, Ernhrung- und Landwirtschaft, p.11, NARA
T84/225/1595914. Il documento fu discusso anzitutto in Bernhard Chiari, Deutsche Zivilverwal-
tung in Weissrussland 1941-1944. Die lokale Perspektive der Besatzungsgeschichte, Militr-
geschichtliche Mitteilungen 52, 1993 e pi ampiamente in Christian Gerlach, Kalkulierte Morde.
Die deutsche Wirtschafts- und Vernichtungspolitik in Weiruland 1941 bis 1942. Hamburg: Ham-
burger Edition, 1999, pp. 57-8 (nota 13 a p. 95). La prima parte della fonte tratta dal RODOH
Forum, precisamente da un post di Jonny datato 6 settembre 2008: Eugen v. Engelhardt, Die
Ernhrungs- und Landwirtschaft der Weissrussischen Sozialistischen Sowjet-republik, BA, F
10772, Bl. 5895-6051, anche BA-MA, RW 31/299 e 31/300, qui: RW 31/299, Bl. 11, 72. Bernhard
Chiari ha gi discusso i commenti a margine senza chiarirne completamente il significato in
Deutsche Zivilverwaltung in Weissrussland 1941-1944, in: Militrgeschichtliche Mitteilungen 52,
Nr. 1 (1993), pp. 67-89, 78 f, n. 72350. L'articolo di Bernhard Chiari, nel Manifesto copia e incol-
la, menzionato solo in questa nota e nella bibliografia (p. 543). Si tratta dunque di uno degli
innumerevoli plagi bibliografici.
Quanto a Gerlach, egli presenta il documento cos:
Si tratta di note a margine manoscritte nella dettagliatissima descrizione agricola ed econo-
mica della Bielorussia che fu elaborata in Germania prima del 22 giugno 1941.
Egli riporta poi la trascrizione di due note, una pi lunga, suddivisa in due parti, la seconda
piuttosto breve:
Su tre famiglie contadine due possono certamente dare al Reich un lavoratore (tra 16 e 40
anni dei due sessi) e invero in maggior parte come lavoratori stagionali, in minor parte come
lavoratori obbligati contrattualmente.
[Von drei landwirtschaftlichen Familien knnen sicher zwei je eine Arbeits-Kraft (zwischen
16 und 40 Jahre beiderlei Geschlechts) an das Reich abgeben, und zwar einen greren Teil
als Saisonarbeiter, einen Kleiner[e]n [sic] Teil als kontraktlich verpflichtete Landarbeiter].
Sul margine sinistro, secondo Gerlach, annotato devono morire! (sollen sterben!). Perch
questi lavoratori stagionali e lavoratori agricoli dovevano morire? Qual la motivazione?

350 In: http://rodohforum.yuku.com/topic/7380#.TxsFmWWvo1E.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La nota continua rilevando che il paese avrebbe potuto fornire al Reich un milione di lavoratori
agricoli, i quali, in confronto ai lavoratori agricoli polacchi, hanno inoltre il vantaggio di essere
del tutto apolitici e di sentimenti filotedeschi (die, gegenber den polnischen Landarbeitern noch
den Vorzug htten, dass sie volkommen apolitisch und deutschfreundlich eingestellt sind).
Qui sul margine sinistro scritto morire! (sterben!). Perci un milione di eventuali lavotatori
stagionali utili al Reich e persino di sentimenti filotedeschi avrebbero dovuto morire. Perch?
Che logica c' in questo? Nella sua greve ottusit, Harrison non si pone neppure il problema.
La seconda nota dice:
Il rapporto tra popolazione cittadina e rurale in Russia Bianca perci attualmente al-
l'incirca:
popolazione cittadina 2.000.000 = 19%
popolazione rurale 8.600.000 = 81%
popolazione totale 10.600.000 = 100%
[Das Verhltnis von Stadt- und Landbevlkerung in der WSSR ist z. Zt. somit etwa:
Stadtbevlkerung 2000000 = 19%
Landbevlkerung 8600000 = 81%
Gesamtbevlkerung 10600000 = 100%].
Qui in margine appaiono le parole Far morire di fame! (Verhungern!) sulla riga della popo-
lazione cittadina e Far morire di fame a met (Verhungern zur Hlfte) su quella della popola-
zione rurale.
Gerlach commenta: Teoricamente da queste note risultava una cifra pronosticata di 6.300.000
morti351.
Scrivendo che questo documento aveva una nota marginale di von Poletika che diceva che sa-
rebbe morta una popolazione di 6.300.00 persone, Harrison dimostra di conoscere di seconda
mano anche il testo al quale fa riferimento. Ci confermato dalla sua menzione dell'oggetto del
documento: Ernhrung- und Landwirtschaft, mentre l'intestazione corretta Die Ernhrungs-
und Landwirtschaft der Weissrussischen Sozialistischen Sowjetrepublik (L'economia alimentare e
agricola della Repubblica Sovietica della Russia Bianca) 352.
Gerlach scrive poi che l'autore di queste note a margine era con grande certezza il profes-
sore di Berlino di scienze agrarie Waldemar von Poletika, ma a sostegno di ci egli adduce
semplicemente la sua carica di capogruppo dell'agricoltura presso il Wirtschaftsstab Ost [l'Orga-
nizzazione economica est]353, una prova del tutto irrisoria. Cos, per Gerlach, una concretiz-
zazione del programma di affamamento per la Bielorussia 354, sarebbe dimostrata da semplici note
a margine! Dato il loro carattere palesemente insensato, non pi probabile che si tratti di
interpolazioni successive, operate dopo la guerra da coloro che sequestrarono questo documento?
Le Ereignismeldungen (EM: Comunicazioni sugli eventi) dell' Einsatzgruppe B, che aveva giu-
risdizione sulla Bielorussia, smentiscono categoricamente questo preteso programma di affama-
mento. Adduco solo qualche esempio relativo al luglio-agosto 1941.
EM 21 del 13 luglio 1941:
Il dott. Tumasch e i suoi collaboratori si adoperano, come compiti urgentissimi, per assi-
curare il vettovagliamento della popolazione cittadina, per reinserire nel processo lavorativo
attraverso un ufficio del lavoro la popolazione abile al lavoro e per riportare nella campagna
la popolazione rurale emigrata dal 1928 su pressione bolschevica 355.
351 C. Gerlach, Kalkulierte Morde. Die deutsche Wirtschafts- und Vernichtungspolitik in Weiruland 1941 bis 1942 .
Hamburger Edition, Amburgo, 1999, pp. 56-57.
352 Idem, nota 117 a p. 56.
353 Idem, p. 58.
354 Idem, p. 57.
355 Klaus-Michael Mallmann/Andrej Angrick/Jrgen Matthus/Martin Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

[Dr. Tumasch und seine Mitarbeiter sind bemht, als vordringliste Aufgaben die Ernh-
rung der Stadtbevlkerung sicherzustellen, ber ein Arbeitsamt die arbeitsfhige Be-
vlkerung wieder in den Arbeitsprozess einzuspannen und die seit 1928 unter bolschewis-
tischen Druck zugewanderte Landbevlkerung wieder auf's Land zurckzufhren].
EM 23 del 15 luglio 1941:
A tal fine previsto dal Comando territoriale che d'ora in avanti solo una parte dei magaz-
zini di derrate conquistati venga richiesta per la truppa e il resto dev'essere assegnato alla
popolazione civile356.
[Hierzu ist von der Feldkommandantur vorgesehen, dass von jetzt ab von erbeuteten Wa-
renlagern nur ein Teil fr die Truppe in Anspruch genommen wird und der Rest der Zivil-
bevlkerung zugefhrt werden soll].
EM 43 del 5 agosto 1941:
Le amministrazioni si occupano principalmente della sicurezza della situazione alimentare,
della ripresa della vita economica, della raccolta di tutto il bestiame, dell'alloggiamento di
cittadini divenuti senza tetto e in questo contesto anche della creazione del ghetto 357.
[Die Verwaltungen befassen sich vornehmlich mit der Sicherung der Ernhrungslage, der
Wiederherstellung des Wirtschaftslebens, der Erfassung aller Viehbestnde, der Unterbrin-
gung obdachlos gewordener Einwohner und in diesem Zusammenhang auch mit der Bildung
des Ghettos].
EM 67 del 29 agosto 1941:
Una distribuzione di generi alimentari da riserve pubbliche o conquistate finora si resa
possibile soltanto molto di rado, innanzitutto solo a Witebsk e Mogilew (a Mogilew si pre-
vede di distribuire quantitativi di orzo da birreria piuttosto grossi per l'approvvigionamento
di pane della popolazione civile). A Witebsk sono [stati] creati tre centri di distribuzione che
dispensano pane e latte su tessera o dietro prova di lavoro svolto o di famiglie con molti
figli358.
[Eine Ausgabe von Nahrungsmitteln aus ffentlichen oder Beutebestnden konnte bisher
nur ganz vereinzelt ermglicht werden, vorerst nur in Witebsk und Mogilew (fr Mogilew ist
vorgesehen, grssere Bestnde an Brauereigerste fr Brotversorgung der Zivilbevlkerung
auszugeben). In Witebsk sind 3 Verteilungsstellen geschaffen, die Brot und Milch auf Karten
und gegen Nachweis geregelter Arbeit oder an kinderreiche Familien ausgeben].
[5] La pianificazione della fame fu ripetuta dopo l'invasione. Il 14 agosto 1941, Gring prese
in considerazione una grande perdita di vite a causa dell'alimentazione. (p. 95). Il riferimento :
Verbindungsstelle d. OKW/WiRAmt beim Reichsmarschall, Wirtschaftsauszeichungen fr die Be-
richtszeit vom 1-14.8.41 (u.frher), NARA T77/1066/1062; cfr. Christopher R. Browning, A Reply
to Martin Broszat regarding the Origins of the Final Solution, Simon Wiesenthal Center Annual 1,
1984, pp.11332 (nota 14 a p. 95). La citazione tratta dall'articolo di Browning: E in agosto
Gring prese in considerazione una grande perdita di vite a causa dell'alimentazione, che per
fornisce un riferimento diverso: National Archives, Wi/ ID 1420, Anlage zu: Verb. St. d. OKW /
Wi R6 Amt beim Reichsmarschall v. 14.8.41 359. Un altro plagio con citazione di una fonte
d'archivio non verificata e presa da Gerlach, che menziona questa frase del documento:
L'alimentazione dev'essere regolata e sorvegliata in modo particolare 360 (Die Ernhrung

UdSSR 1941. Dokumente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion. WBG, Darmstadt, 2011, p. 113.
356 Idem, p. 123.
357 Idem, p. 235.
358 Idem, p. 373.
359 L'articolo disponibile nel web: http://motlc.wiesenthal.com/site/pp.asp?c=gvKVLcMVIuG&b=394981. Non c'
dubbio che Harrison abbia tratto la sua citazione da qui, perch non indica la pagina in cui si trova.
360 C. Gerlach, Kalkulierte Morde, op. cit., p. 577.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

sei besonders zu regeln und zu berwachen).


In nota egli adduce i riferimenti plagiati da Harrison (che riporto in corsivo):
Verbindungsstelle OKW/WiRAmt beim Reichsmarschall (Nagel), an Thomas v. 29.7.1941,
ebd. Bl. 103. hnlich auch Nagels Wirtschaftsauszeichungen fr die Berichtszeit vom 1-
14.8.41 (u.frher), Anlage zu seinem Schreiben v. 14.8.1941, BA-MA (BarchP)F 42942,
Bl. 918f.361
Per quanto riguarda il testo, che una estrapolazione di dieci parole, per di pi riportate in tradu-
zione inglese, di un documento tedesco di cui Harrison ignora il contesto, l'argomento, la lunghezza
e il contenuto, possa dimostrare qualcosa, metodologicamente insensato.
Il 16 settembre 1941 Gring partecip ad una conferenza sull'economia di guerra nei territori
orientali occupati nel corso della quale dichiar:
chiaro che nell'alimentazione necessaria una gradazione. Prima viene la truppa combat-
tente, poi le altre truppe in territorio nemico e poi la truppa in patria. Le quote sono regolate
in modo corrispondente. Poi viene approvvigionata la popolazione tedesca non militare.
Solo dopo viene la popolazione dei territori occupati. In via di principio nei territori occupati
deve essere garantita una alimentazione adeguata soltanto a coloro che lavorano per noi. An-
che se si volesse alimentare tutta la reastante popolazione, ci nel territorio orientale di re-
cente conquistato non sarebbe possibile362.
[Es ist klar, da eine Abstufung in der Ernhrung ntig ist. Zunchst kommt die kmpfende
Truppe, dann die brigen Truppen in Feindesland und dann die Heimattruppe. Die Stze
sind dementsprechend eingerichtet. Dann wird die deutsche nichtmilitrische Bevlkerung
versorgt. Erst dann kommt die Bevlkerung in den besetzten Gebieten. Grundstzlich sollen
in den besetzten Gebieten nur diejenigen in der entsprechenden Ern hrung gesichert wer-
den, die fr uns arbeiten. Selbst wenn man die smtlichen brigen Einwohner ernhren
wollte, so knnte man es im neubesetzten Ostgebiet nicht].
Ci non ha nulla a che vedere con un piano deliberato di affamamento delle popolazioni orien-
tali.
[6] Il 13 novembre 1941, Wagner conferm che prigionieri di guerra che non lavorano nei
campi di prigionia devono morire di fame (p. 95). La fonte addotta da Harrison AOK 18 Chef
des Stabes, Merkpunkte aus der Chefbesprechung in Orscha am 13.11.41, NOKW-1535 (nota 15 a
p. 95).
Non sono in possesso di questo documento, perci traggo i passi che seguono dalla letteratura:
La questione del vettovagliamento della popolazione civile catastrofica. Per giungere a un
qualche risultato, bisognerebbe passare ad una classificazione. chiaro che all'interno di
questa classificazione al primo posto devono stare la truppa e le sue esigenze. Alla popola-
zione si pu accordare soltanto una esistenza minimale. Tuttavia la campagna [das flache
Land] sar ancora abbastanza sopportabile. Invece la questione del vettovagliamento delle
grandi citt insolubile. Non pu sussistere alcun dubbio che soprattutto Leningrado deve
morire di fame, poich impossibile vettovagliare questa citt. Compito del comando pu
essere soltanto di tenere lontana la truppa da ci e dai fenomeni connessi. [...].
Approvvigionamento della popolazione: 1) L'approvvigionamento della popolazione conta-
dina non presenter particolari difficolt 2) La popolazione cittadina pu essere mantenuta
con viveri molto esigui. Per le grandi citt (Mosca, Leningrado, Kiev) per ora ci non si pu
fare affatto. Le conseguenze che ne derivano sono gravi, ma inevitabili. Gli uomini che
361 Idem, nota 466 a p. 577.
362 EC-003. IMT, vol. XXXVI, p. 107, Wirtschaftsaufzeichnungen fr die Berichtszeit vom 15.8. bis 16.9.1941. Il
rapporto dice che nel periodo in questione in generale non ci sono state dichiarazioni di nuova importanza fonda-
mentale [uerungen von grundstzlicher neuer Bedeutung fielen im allgemeinen nicht], cio nuove dichiarazioni
di importanza fondamentale, sicch queste direttive valevano anche il 14 agosto 1941.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

lavorano nel diretto interesse tedesco devono essere nutriti mediante assegnazioni dirette di
viveri nelle industrie in modo tale che la loro forza lavorativa sia in un certo qual modo pre-
servata363.
Qui non traspare alcun piano di affamare intenzionalmente la popolazione civile, ma il tragico
effetto di una situazione alimentare catastrofica.
Passo ora al brano del documento NOKW-1535 citato da Harrison:
I prigionieri di guerra che non lavorano nei campi per prigionieri di guerra devono morire
di fame. I prigionieri di guerra che lavorano in singoli casi possono anche essere nutriti dalle
scorte dell'esercito. In generale, in considerazione della situazione alimentare complessiva,
purtroppo non pu essere ordinato neppure ci364.
[Nichtarbeitende Kriegsgefangene in den Gefangenenlagern haben zu verhungern. Arbei-
tende Kriegsgefangene knnen im Einzelfalle auch aus Heeresbestnden ernhrt werden.
Generell kann auch das angesichts der allgemeinen Ernhrungslage leider nicht befohlen
werden].
Al riguardo Reinhard Otto dice:
Furono emanati ordini in ogni campo amministrativo: i soldati che non lavoravano e
deboli, vale a dire quelli ancora recuperabili, ricevettero le razioni minime. E le amministra-
zioni dei campi seguirono quest'ordine. Dopo un giro di ispezioni, un comandante distret-
tuale di prigionieri di guerra in Bielorussia, il 1 dicembre 1941, scrisse sul centro di rac-
colta dell'esercito per prigionieri di guerra di Michailowski, riferendo che all'epoca esso
custodiva oltre 10.000 soldati dell'Armata Rossa. La notte prima ne erano morti 144. Il
vettovagliamento era del tutto insufficiente. I prigionieri di guerra che lavoravano, ufficial-
mente ricevevano 200 grammi di pane, un chilogrammo di patate e 200 grammi di cavoli, i
prigionieri che non lavoravano circa la met di questa quantit, ma in realt di meno. Il
generale addetto ai rifornimenti, Wagner, lo descrisse con una frase lapidaria: I prigionieri
di guerra nei campi devono morire di fame365.
Qui questione di un solo campo con 10.000 prigionieri. Che cosa c'entra con un presunto
piano di sterminio per fame della popolazione civile? Come al solito, si tratta di una citazione di
poche parole estratta dal contesto che passa acriticamente da un libro olocaustico all'altro. Ad
esempio, essa appare cos in una recente opera di Peter Longerich: [i] prigionieri di guerra nei
campi che non lavorano devono morire di fame 366. Questa estrapolazione stravolge il significato
del documento, perch lascia intendere che ci fosse un ordine specifico di affamamento di questi
prigionieri, mentre il senso che essi erano destinati a morire di fame per la mancanza di vetto-
vaglie.
In questa distorsione sistematica di documenti, Harrison si aiuta con un piccolo trucco lingui-
stico: egli spaccia le espressioni tedesche che indicano necessit (mssen, haben zu ) che
significano che le popolazioni in questione erano destinate a morire di fame a causa di condizioni
oggettive indipendenti dalla volont tedesca per espressioni di obbligatoriet (sollen) nel
senso che le suddette popolazioni dovevano morire per decisione e per volont tedesca e, non
presentando il testo tedesco delle sue citazioni, egli impedisce al lettore informato di rendersi conto
di questo volgare trucco. Per completare l'inganno, egli omette di riferire che la difficile situazione

363 Johannes Hrter, Hitlers Heerfhrer. Die deutschen Oberbefehlshaber im Krieg gegen die Sowjetunion 1941/42.
Oldenbourg Wissenschaftsverlag, Monaco, 2007, p. 495.
364 Nationalsozialismus in den Kulturwissenschaften. Hartmut Lehmann e Otto Gerhard Oexle (a cura di), Venden-
hoeck & Ruprecht, Gottinga, 2004, vol. 1, p. 432
365 R. Otto, The fate of Soviet soldiers in German captivity, in: The Holocaust in the Soviet Union. Center for Advan-
ced Holocaust Studies. United States Holocaust memorial Museum. Washington, D.C., 2005, p. 132.
366 P. Longerich, Holocaust. The Nazi Persecution and Murder of Jews. Oxford University Press, New York, 2010, p.
249.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

alimentare nei territori orientali era stata in gran parte provocata dai saccheggi dei Sovietici durante
la loro ritirata.
Altri documenti dicono l'esatto contrario di questa distorsione olocaustica. Ad esempio, il
Merkblatt fr die Behandlung sowjetischer Kriegsgefangener (Foglio di istruzioni sul trattamento
di prigionieri di guerra sovietici), privo di data, si apre con queste parole:
Il trattamento di prigionieri di guerra nemici influenza ampiamente la nostra condotta
bellica dal punto di vista militare, politico ed economico
[Die Behandlung feindlicher Kriegsgefangener beeinflut in militrischer, politischer und
wirtschaftlicher Hinsicht weitgehend unsere Kriegsfhrung].
Dopo aver sottolineato l'importanza di ciascuno di questi tre aspetti, esso giunge a questa conclu-
sione:
Perci: sufficiente alimentazione e buon trattamento di tutti i prigionieri di guerra dal mo-
mento della loro cattura 367.
[Darum: Ausreichende Ernhrung und gute Behandlung aller Kriegsgefangenen vom Zeit-
punkt ihrer Gefangenennahme].
Fin dal 26 agosto 1941 il ministro degli armamenti Albert Speer aveva ordinato di sopperire con
prigionieri di guerra sovietici ai posti di lavoro lasciati vuoti dai 100.000 prigionieri di guerra fran-
cesi che egli aveva destinato all'economia degli armamenti (industria aeronautica) 368.
Le Anordnungen fr die Behandlung sowjetischer Kr.Gef. in allen Kriegsgefangenenlagern
(Disposizioni per il trattamento di prigionieri di guerra sovietici in tutti i campi per prigionieri di
guerra) promulgate dall'Oberkommando der Wehrmacht (Comando supremo della Wehrmacht) l'8
settembre 1941 e diramate da Martin Bormann il 30 settembre dal quartier generale del F hrer, con-
tenevano disposizioni severe, ma non vessatorie:
Il trattamento dev'essere freddo, ma corretto. [...]. Il prigioniero di guerra laborioso e ubbi-
diente dev'essere trattato correttamente. [...]. Mediante migliore vettovagliamento, tratta-
mento e alloggiamento, si deve creare nel campo un organo esecutivo che alleggerisca note-
volmente l'attivit del personale di guardia tedesco 369.
[Behandlung muss khl, doch korrekt sein. [...]. Der arbeitswillige und gehorsame Kr. Gef.
ist korrekt zu behandeln. [...]. Durch bessere Verpflegung, Behandlung und Unterkunft soll
ein Ausfhrungsorgan im Lager geschaffen werden, das die Ttigkeit der deutschen Wach-
mannschaft stark entlastet].
Il 31 ottobre Wilhelm Keitel, il capo del Comando supremo della Wehrmacht, diram un ordine
di Hitler relativo alla mobilitazione generale dei prigionieri di guerra sovietici per l'impiego lavo-
rativo:
Il Fhrer ha ora ordinato che anche la capacit lavorativa dei prigionieri di guerra russi
debba essere utilizzata in larga misura mediante assegnazione su vasta scala alle esigenze
dell'industria bellica. Il requisito preliminare della produzione una alimentazione ade-
guata370.
Il 7 novembre Gring tenne presso il suo Ministero una seduta con oggetto Einsatz russischer
Arbeitskrfte in der Kriegswirtschaft (Impiego di forze lavorative russe nell'economia di guerra)
nella quale, tra l'altro, fu discussa la questione dell' Impiego di prigionieri di guerra russi (Einsatz
von russischen Kriegsgefangenen). Il loro impiego era descritto minuziosamente, insieme al loro
vettovagliamento:
Il Russo parco, perci si pu nutrire facilmente e senza incidere gravemente sul nostro
bilancio alimentare. Egli non deve essere viziato o abituato al cibo tedesco, ma si deve
367 NARA, T 175/[Roll ]225/ [frame] 2764247-2764248.
368 PS-3005. IMT, vol. XXXI, p. 474.
369 PS-1519. IMT, vol. XXVII, pp. 275-277.
370 EC-194. TWC, vol. II, p. 394.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

saziare e dev'essere tenuto alla sua capacit lavorativa corrispondente al suo impiego 371.
[Der Russe ist gengsam, daher leicht und ohne schwerwiegenden Einbruch in unsere
Ernhrungsbilanz zu ernhren. Er soll nicht verwhnt oder an deutsche Kost gewhnt, mu
aber gesttigt und in seiner dem Einsatz entsprechenden Leistungsfhigkeit erhalten wer-
den].
Nel rapporto su una seduta presso il Reichsministerium fr Ernhrung und Landwirtschaft
(Ministero del Reich per l'alimentazione e l'agricoltura) che si tenne il 24 novembre 1941 sul tema
Alimentazione dei prigionieri di guerra russi e operai civili (Ernhrung der russischen Kriegs-
gefangenen und Zivilarbeiter) appare una tabella intitolata Progetto. Costi per prigionieri di guerra
sovietici nel Reich in caso di lavoro leggero (in base al colloquio presso il sig. direttore ministeriale
dott. Clauen il 27 novembre 1941 al Ministero del Reich per l'alimentazione e l'agricoltura) [Ent-
wurf. Kostsatz fr sowjetische Kriegsgefangene im Reich bei leichter Arbeit (auf Grund der Bespre-
chung bei Herrn Min.-Dirig. Dr. Clauen am 27.11.41 im Reichsministerium fr Ernhrung und
Landwirtschaft)] nella quale sono elencate dettagliatamente le razioni alimentari: si trattava di dieci
pietanze che producevano in tutto 2.540 calorie 372.
Il 4 maggio 1942 un tale Paprotka, funzionario della Hauptbahndirektion Mitte (Direzione Cen-
trale delle Ferrovie Centro), stil un rapporto su un viaggio di ispezione ai campi ausiliari per pri-
gionieri di guerra della linea Shlobin [sic]-Gomel-Wygonitschi.
Egli rilev:
I prigionieri di guerra, con poche eccezioni, vengono impiegati in modo proficuo. [...]. L'al-
loggiamento buono e sufficiente. [...]. Il vettovagliamento buono e sufficiente. Le cifre
dei malati sono esigue373.
[Die Kriegsgefangenen werden mit wenigen Ausnahmen nutzbringend eingesetzt. [...]. Die
Unterbringung ist gut und ausreichend. [...]. Die Verpflegung ist gut und ausreichend. Die
Krankenzahlen sind gering].
Un altro rapporto, scritto probabilemnte dallo stesso Paprotka il 15 maggio 1942, dice:
Per i prigionieri di guerra il lavoro coatto. Il prigioniero si abituer al lavoro tanto pi
facilmente, se gli vengono assicurate condizioni di vita accettabili, sia pure primitive. [...].
La questione del vettovagliamento non presenta alcuna difficolt, esso sufficiente e viene
effettuato in base ai decreti del Comando Supremo della Wehrmacht 374
[Bei den Kriegsgefangenen ist Arbeit Zwang. Der Gefangene wird sich je leichter an die
Arbeit gewhnen, wenn ihm annehmbare, seien es auch primitive Lebenverhltnisse,
geschaffen werden. [...]. Die Verpflegungsfrage bietet keine Schwierigkeiten, sie ist ausrei-
chend und wird auf Grund der Erlasse des OKW durchgefhrt].
Una lettera della Hauptbahndirektion Mitte (Direzione Centrale delle Ferrovie Centro) redatta a
Minsk il 30 giugno 1942, con oggetto Impiego di prigionieri di guerra (Kriegsgefangegeneinsatz)
si apre con le seguenti parole:
Nelle condizioni di impiego lavorativo incalzanti sia all'Est occupato, sia in patria, il
prigioniero di guerra diventato in misura crescente un fattore essenziale dell'effettuazione
del lavoro. Il mantenimento e il corretto impiego della sua capacit lavorativa perci per

371 PS-1193. IMT, vol. XXVII, p. 58; PS-1519. IMT, vol. XXVII, p. 67.
372 URSS-177. IMT, vol. XXXIX, p. 448.
373 Deravnyj Archiv L'vivs'koi Oblasti [DALO], Archivio di Stato del distretto di Lviv, 378-1-245, p. 1. Reisebericht
des ROI Paprotka ber die Bereisung der Kg Nebenlager der Strecke Shlobin-Gomel-Wygonitschi mit Anschluss-
Strecken. (Rapporto di viaggio del ROI [?] Paprotka sulla visita ai campi ausiliari per prigionieri di guerra della linea
Shlobin-Gomel-Wygonitschi con linee di collegamento).
374 Idem, 378-1-245, p. 4. Einsatz Ortansssiger Arbeiter und Kriegsgefangenen in den besetzten Ostgebieten (Im-
piego di lavoratori e prigionieri di guerra residenti nel luogo nei territori orientali occupati). Il documento reca in alto
la nota manoscritta Handschift des ROI Paprotka v. 15.5.42. (manoscritto del ROI Paprotka del 15.5.1942).

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tutti gli uffici ai quali sono assegnati prigionieri di guerra un compito importante di cui
purtroppo non tutti i capi degli uffici sono pienamente consapevoli,
in quanto impiegavano i prigionieri di guerra in modo inadeguato.
[Bei den bedrngten Arbeitseinsatzverhltnissen sowohl im besetzten Osten als auch in der
Heimat ist der Kriegsgefangene mehr und mehr zu einem wesentlichen Faktor der Arbeits-
bewltigung geworden. Die Erhaltung und der richtige Einsatz seiner Arbeitskraft ist daher
fr alle Dienststellen, denen Kriegsgefangenen zugeteilt sind, eine wichtige Aufgabe, deren
sich leider nicht alle Dienststellenvorsteher voll bewut sind]375
La questione non dunque cos semplice come la prospetta Harrison.
[7] Nel mese di novembre, Gring disse al ministro degli Esteri italiano Ciano: Quest'anno, in
Russia moriranno di fame 20-30 milioni di persone. Forse bene che ci accada, perch certi
popoli devono essere decimati (pp. 95-96). Harrison fa riferimento a Czeslaw Madajczyk (ed.),
Generalplan Ost, Polish Western Affairs III/2, 1962, pp.391-442. Il fatto che non venga indicata
la pagina precisa significa, come al solito, che il testo tratto dal web 376. Oltre che qui, infatti,
quest'articolo menzionato solo nella bibliografia dai Plagiari (p. 535). Madajczyk cita la frase
ripresa da Harrison da un'opera in francese intitolata Les Archives Secrtes du Comte Ciano 1936-
42, ma non chiaro se si tratta di semplici estratti dei diari di Ciano; il testo completo della cita-
zione questo:
Nei campi di prigionieri russi, dopo aver mangiato tutto ci che era possibile, comprese le
suole dei loro scarponi, essi ora hanno cominciato a mangiarsi tra di loro, e, cosa pi grave,
hanno mangiato anche una sentinella tedesca. Forse bene che sia cos, perch certi popoli
devono essere decimati. Ma anche se non lo fossero, non ci sarebbe nulla da fare. chiaro
che se l'umanit destinata a morire di fame, gli ultimi saranno i nostri due popoli 377.
Segnalo che il testo italiano, tratto dal Diario 1937 - 1943 di Galeazzo Ciano, a cura di Renzo
De Felice. Nona edizione integrale BUR storia. Milano, luglio 2005, diverso:
Era impressionante quando parlava dei russi che si mangiano tra loro e che hanno mangiato
anche una sentinella tedesca in un campo di prigionieri. Lo faceva con la pi assoluta
indifferenza. Eppure un uomo di cuore e quando ha parlato di Udet e Mlders [Assi dell'
aviazione tedesca], scomparsi in questi giorni, le lacrime sono apparse sui suoi occhi.
Un episodio drammatico. Gring mi ha detto che la fame tra i prigionieri russi tale e tanta
che ormai, per avviarli verso l' interno, non pi necessario inquadrarli con soldati armati:
basta mettere in testa ad una colonna una cucina da campo che diffonda odore di mangiare,
perch migliaia e migliaia di prigionieri seguano come una mandria d' animali famelici. E
siamo nell'anno di grazia 1941378.
Per quanto riguarda il testo francese, solo con molta ipocrisia si pu affermare che esso confermi
un piano nazionalsocialista di uccisione di popolazioni per fame.
A pagina 96 Harrison conclude:
[8] Durante l'estate del 1941, la politica di affamamento fu unita a una pi attiva politica di
fucilazione, parzialmente giustificata dal concetto di rappresaglia e in parte da una commistione
di tutti gli Ebrei maschi col bolscevismo.
Come ho mostrato sopra, la sua pretesa di aver esposto una politica di affamamento in base a
un'accozzaglia di citazioni disparate, estratte dal contesto e travisate, semplicemente ridicola. La
sua allusione agli Einsatzgruppen la demolisce del tutto. Le Ereignismeldungen danno infatti un
quadro della situazione opposto. I Sovietici, nel corso della loro ritirata sotto l'incalzare delle truppe
375 Idem, 378-1-245, p. 6.
376 In: http://www.worldfuturefund.org/wffmaster/Reading/GPO/gpoarticle.HTM.
377 Jean Stengers, Himmler et lextermination de 30 millions de slaves, in: http://www.cairn.info/revue-vingtieme-
siecle-revue-d-histoire-2001-3-page-3.htm.
378 In: http://cinelibri.iobloggo.com/316/galeazzo-ciano--24-25-26-novembre-1941/&y=2009&m=11.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tedesche, smontarono o distrussero le fabbriche, ripulirono i magazzini viveri, portarono via il


bestiame e in parte distrussero il raccolto, riducendo alla fame le popolazioni orientali. Uno dei
principali compiti degli Einsatzgruppen fu quello di ripristinare le condizioni economiche essen-
ziali. Adduco qualche altro esempio relativo alla Bielorussia. Nell'EM n. 73 del 4.9.1941 viene rife-
rito:
Procurare generi alimentari per la popolazione civile come prima uno dei compiti pi dif-
ficili degli uffici amministrativi provvisori locali.
[Die Beschaffung von Nahrungsmittel fr die Zivilbevlkerung ist nach wie vor eine der
schwierigsten Aufgaben der einheimischen provisorischen Verwaltungsstellen].
Nonostante i provvedimenti presi in parte coll'appoggio di comandi territoriali e locali, la
situazione non era migliorata sensibilmente, se non per coloro che lavoravano in imprese tedesche.
Tuttavia la popolazione era fiduciosa:
Mentre all'inizio si parlava molto pi ampiamente di carestia imminente in inverno, ormai
l'opinione cambiata nel senso che i Tedeschi adotteranno certamente tutti i provvedimenti
per scongiurare questa carestia.
[Whrend man anfangs im greren Umfange von drohender Hungersnot im Winter
sprach, hat sich die Auffassung nunmehr dahingehend gewandelt, dass die Deutschen wohl
alle Manahmen treffen werden, um diese Hungersnot abzuwenden].
L'autore del rapporto espone poi la linea di azione da perseguire:
Sar piuttosto necessario un sostegno tedesco sistematico [Es wird vielmehr eine plan-
volle deutsche Untersttzung notwendig sein].
Le autorit tedesche locali avevano dato fino ad allora poco aiuto, perch dovevano ovviamente
rifornire di generi alimentari anzitutto la truppa e inoltre il Reich [in erster Linie die Truppe und
darber hinaus das Reich mit Nahrungsmitteln zu versorgen]. Se il territorio della Bielorussia
doveva essere utilizzato a lungo dal Reich, come riteneva il relatore, allora bisogna guadagnarsi la
popolazione alla collaborazione e per questo un presupposto importante un approvvigionamento
sufficiente379 [dann mu die Bevlkerung zur Mitarbeit gewonnen werden, und hier ist eine aus-
reichende Versorgung wichtige Voraussetzung].
I Tedeschi si presentavano infatti come liberatori dal giudeo-bolscevismo e le popolazioni ave-
vano capito subito istintivamente che il popolo tedesco non conduce questa guerra contro i popoli
dell'Unione Sovietica, ma esclusivamente contro il bolscevismo ebraico 380 [dass das deutsche
Volk diesen Krieg nicht gegen die Vlker der UdSSR fhrt, sondern ausschliesslich gegen den jdi-
schen Bolschewismus].
L'EM n. 133 del 14.11.1941 rileva:
Poich dalle citt recentemente evacuate dai Russi sono stati portati via o distrutti anche
tutti i generi alimentari, la situazione alimentare nelle citt appena conquistate natural-
mente difficilissima. [...]. Questa difficile situazione alimentare ha poi portato anche a che la
popolazione restante abbia accolto con soddisfazione l'occupazione del territorio da parte
dell'esercito tedesco soprattutto nell'aspettativa che ormai ci sar molto rapidamente un mi-
glioramento della loro situazione alimentare 381.
[Da aus den von den Russen evakuierten Stdten neuerdings auch smtliche Lebensmittel-
vorrte fortgeschafft oder vernichtet worden sind, ist die Ernhrungslage in den neubesetz-
ten Stdten naturegem ausserordentlich schwierig. [...]. Diese schwierige Ernhrungs-
lage hat dann auch dazu gefhrt, dass die in den neubesetzten Gebieten noch verbliebene
Bevlkerung die Besetzung des Gebietes durch die deutsche Wehrmacht vor allem in der
379 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941. Doku-
mente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., pp. 398-399.
380 Idem, p. 609, EM n. 100 dell'1.10.1941.
381 Idem, p. 780.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Erwartung begrsst, dass nunmehr eine Besserung ihrer Ernhrungslage schnellstens erfol-
gen werde]
Gli Einsatzgruppen agivano secondo direttive fissate da Rosenberg alcuni mesi prima. Nelle sue
direttive politiche relative ai territori orientali occupati, la cosiddetta cartella marrone ( braune
Mappe), egli stabil:
Dove per la popolazione sussista un urgente bisogno di viveri, questo dev'essere soddisfatto
per quanto possibile per impedire carestie. auspicabile concedere sostegni finanziari e
prodotti naturali a coloro che sono urgentemente bisognosi di aiuto (disoccupati ecc.) 382.
[Wo ein dringender Bedarf der Bevlkerung an Versorgungsgtern besteht, ist dieser im
Rahmen der Mglichkeit zu befriedigen, damit Hungersnte vermieden werden. Es kann
erwnscht sein, an dringend Hilfsbedrftige (Arbeitslose u. dergl.), Untersttzungen in Geld
und Naturalien zu gewhren].
Nei territori orientali occupati i Tedeschi non si limitarono ad una semplice attivit predatoria,
ma adottarono anche una politica di investimenti. Durante la loro ritirata, i Sovietici distrussero
gran parte delle macchine agricole. I Tedeschi riuscirono a riparare il 40% di quelle esistenti prima
della guerra e fornirono essi stessi il restante 60%. Nei soli anni 1942 e 1943, il Reich invi nei
territori sovietici occupati circa 271.000 macchine o pezzi di ricambio, per un valore di 180.000.000
di RM, inoltre 8.000 tonnellate al mese di carburante e 65.000 tonnellate di bricchetta di lignite. I
macchinari furono dati ai kolchozy e sovchozy, che pagarono soltanto 1/6 del loro valore, ossia
30.000.000 di RM; i rimanenti 5/6, 150.000.000 di RM, furono pagati dall'amministrazione tede-
sca383.

II) La politica di affamamento e la pi attiva politica di fucilazione


Harrison introduce il nuovo tema asserendo:
[9] Nel marzo 1941, Gring aveva detto a Heydrich di delineare un avviso alle truppe in mo-
do che sapessero praticamente chi mettere al muro (p. 96). La fonte da lui indicata Browning,
Path, p. 236, che cita la nota per gli atti segreta di Heydrich (CdS B Nr. 3795/41), 26.3.41, RGVA
500-3-795, fogli 140-42 (nota 17 a p. 96). Il riferimento a Browning, Christopher R., The Path
to Genocide: Essays on the Launching of the Final Solution. Cambridge, 1992. Nell'edizione ita-
liana di quest'opera384 il testo citato da Harrison non presente; d'altra parte, l'edizione originale
conta solo 208 pagine. Si tratta dunque di un errore. Infatti la citazione appare identica in un altro li-
bro di Browning ed esattamente alla stessa pagina:
Quando, il 26 marzo 1941, Heydrich sottopose a Gring la sua bozza per una soluzione
della questione ebraica, il Maresciallo del Reich chiese oltre a un avviso alle truppe sul
pericolo dei membri del GPU, dei commissari politici, degli Ebrei ed altri, in modo che
sapessero praticamente chi mettere al muro l'aggiunta di riferimenti alle future compe-
tenze di Rosenberg385.
Anche le fonti sono identiche:
Nota per gli atti segreta di Heydrich (CdS B Nr. 3795/41) a Mller (anche per infor-
mazione di Eichmann [auch zur Unterrichtung Eichmann]), Schellenberg, Streckenbach,
Filbert (per Jost), Ohlendorf (informazione strettamente confidenziale, solo per il perso-
nale [nur zur persnlichen, streng vertraulichen Information]), 26 marzo 1941, Special
Archive Moscow (d'ora in avanti: SAM) 500-3-795, fogli 14045, estratti pubblicati in
382 PS-1056. IMT, vol. XXVI, p. 604. Il memorandum privo di data, ma risale al luglio 1941.
383 Rosenberg-35. IMT, vol. XLI, pp. 202-205. Eidesstattliche Versicherung del Dr.Ing.Car1 Heinrich Dencker del 26
marzo 1946.
384 C.R. Browning, Verso il genocidio. Come stata possibile la soluzione finale. Il Saggiatore, Milano, 1998.
385 C.R. Browning, with contributions by Jrgen Matthus, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi
Jewish Policy, September 1939-March 1942. Yad Vashem, Gerusalemme, 2004, p. 236.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Klein, Die Einsatzgruppen in der besetzten Sowjetunion, pp. 36768; Aly, Final Solution,
p. 172386.
Il documento stato trascritto da Peter Klein nel suo studio sugli Einsatzgruppen. La parte men-
zionata da Harrison questa:
Il Maresciallo del Reich mi ramment che, nel caso di un impiego in Russia, dovremmo
preparare un'istruzione molto breve, di 3-4 pagine, che possa essere capita dalla truppa. Sul
pericolo dell'organizzazione del GPU, dei commissari politici, degli Ebrei ecc., affinch essa
sappia chi praticamente deve mettere al muro 387.
[Der Reichsmarschall sprach mich u.a. darauf an, da bei einem Einsatz in Ruland wir
eine ganz kurze, 3-4 seitige Unterrichtung vorbereiten sollten, die die Truppe mitbekommen
knne. ber die Gefhrlichkeit der GPU-Organisation, der Polit-Kommissare, Juden usw.,
damit sie wisse, wen sie praktisch an die Wand zu stellen habe].
Ci si riferiva ai membri dell'apparato statale sovietico, come sar chiarito sotto, e non aveva
nulla a che fare con una politica di sterminio ebraico. Discutendo questo documento nel suo conte-
sto storico, Gtz Aly giunge infatti alla conclusione che le riflessioni di Heydrich sulla soluzione
della questione ebraica si riferivano al territorio dell'Unione Sovietica al pi tardi dal marzo 1941.
Egli aggiunge poi che Heydrich, parallelamente al progetto di formazione dei futuri Einsatz-
gruppen preparava nello stesso contesto la deportazione di tutti gli Ebrei europei [...] che vive-
vano a ovest della linea di interesse tedesco-sovietica 388, ossia fucilazioni e deportazioni erano due
politiche coesistenti ma distinte, e la prima non coinvolgeva la seconda. Esattamente il contrario di
ci che sostiene Harrison.
Egli prosegue cos:
[10] Il 17 giugno 1941 Heydrich ebbe un incontro a Berlino con i comandanti di unit degli
Einsatzgruppen e diede loro istruzioni per le unit che dovevano seguire dopo l'invasione. Il 2
luglio 1941 egli inoltr un sommario di queste istruzioni per i quattro HSSPF [Hhere SS- und Po-
lizeifhrer, Alti Comandanti delle SS e della Polizia]. Egli elenc esplicitamente gli Ebrei nel par-
tito e in posizioni statali come gruppo da giustiziare e richiese anche l'incitamento di pogrom,
soprannominati eufemisticamente tentativi di autopulizia (Selbstreinigungsversuchen), ma senza
traccia (spurenlos) di coinvolgimento tedesco (p. 96).
Il riferimento addotto : Heydrich a Jeckeln, von dem Bach-Zelewski, Prtzmann, e Korse-
mann, 2.7.41, RGVA 500-1-25; cfr. Peter Klein, ed. Die Einsatzgruppen in der besetzten Sowjet-
union 1941/42. Die Taetigskeits-und Lageberichte des Chefs der Sicherheitspolizei und des SD.
Berlino: Edition Heinrich, 1997, pp. 319-28 (nota 18 a p. 86).
Harrison non ha visto neppure lontanamente tali fonti, perch il tutto, citazione e riferimenti,
tratto da Browning:
In questo contesto il documento pi specifico un sommario... che Heydrich inoltr agli
Alti Comandanti delle SS e della Polizia del 2 luglio 1941. Secondo Heydrich, gli Einsatz-
gruppen erano stati incaricati di giustiziare (zu exekutieren) funzionari comunisti, Ebrei
nel partito e in posizioni statali (Juden in Partei- und Staatsstellungen) e altri elementi
radicali (sabotatori, propagandisti, cecchini, assassini, agitatori, ecc.). Essi furono incaricati
anche di promuovere (frdern) da parte di elementi antiebraici locali pogrom, sopranno-

386 Idem, nota 100 a p. 485.


387 P. Klein (a cura di), Die Einsatzgruppen in der besetzten Sowjetunion 1941/42. Die Ttigkeits- und Lageberichte
des Chefs der Sicherheitspolizei und des SD. Edition Hentrich, Berlino, 1997, pp. 367-368. Il documento presentato
come Aktennotiz fr Himmler ber eine Unterredung Heydrichs mit Gring am 26.3.1941 (Nota per gli atti per
Himmler su un colloquio di Heydrich con Gring il 26 marzo 1941) col seguente riferimento: Sonderarchiv Moskau
[Archivio speciale di Mosca] 500/3/795 pp. 140-145.
388 G. Aly, Endlsung. Vlkerverschiebung und der Mord an den europischen Juden. S. Fischer, Verlag, Franco-
forte sul Meno, 1995, pp. 271-272.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

minati eufemisticamente tentativi di autopulizia (Selbstreinigungsversuchen), ma senza


traccia (spurenlos) di coinvolgimento tedesco389.
La fonte citata da Browning : Heydrich a Jeckeln, von dem Back-Zelewski, Prtzmann, e Kor-
semann, 2.7.41, SAM, 500-1-25, pubblicato in: Peter Klein, ed., Die Einsatzgruppen in der
besetzten Sowjetunion 1941-1942 (Berlino, 1997), pp. 323-28. [sonstigen radikalen Elemente
(Saboteure, Propagandeure, Heckenschtzen, Attentter, Hetzer, usw).] 390.
L'unico contributo di Harrison la sostituzione di SAM (= Special Archive Moscow: Archivio
Speciale di Mosca) con RGVA (= Rossiiskoi Gosudarstvennoi Voennyi Arkhiv, Archivio di Stato
Militare Russo), come nel plagio esaminato nel punto 9, e un errore nell'indicazione delle pagine del
libro di Klein.
La parte del documento riassunta da Browning dice:
Non bisogna opporre alcun ostacolo ai tentativi di autopulizia di ambienti anticomunisti o
antiebraici nei territori ancora da conquistare. Essi devono essere al contrario incoraggiati,
per senza traccia, senza che questi ambienti locali di autoprotezione si possano poi
richiamare a ordini o ad assicurazioni politiche date 391.
[Den Selbstreinugungsversuchen antikommunistischer oder antijdischer Kreise in den neu
zu besetzenden Gebieten sind keine Hindernisse zu bereiten. Sie sind im Gegenteil, aller-
dings spurenlos, zu frdern, ohne da sich diese rtlichen Selbstschutz-Kreise spter auf
Anordnungen oder gegebene politische Zusicherungen berufen knnen].
Per quanto riguarda la prima citazione di Harrison, il documento elenca cos i gruppi da elimi-
nare:
Bisogna giustiziare tutti i funzionari del Comintern (come in generale i politici di profes-
sione tout court), i funzionari alti, medi e bassi radicali del Partito, del Comitato centrale, del
Comitato regionale e territoriale, i commissari del popolo, gli Ebrei nelle posizioni del
Partito e statali, altri elementi radicali (sabotatori, propagandisti, cecchini, attentatori, sobil-
latori, ecc.),
[Zu exekutieren sind alle Funktionre der Komintern (wie berhaupt die kommunistischen
Berufspolitiker schlechthin), die hheren, mittleren und radikalen unteren Funktionre der
Partei, der Zentralkomitees, der Gau- und Gebietskomitees, Volkskommissare, Juden in
Partei- und Staatsstellungen, sonstigen radikalen Elemente (Saboteure, Propagandeure,
Heckenschtzen, Attentter, Hetzer usw.)],
purch non fossero utili per la ricostruzione (Wiederaufbau) dei territori occupati 392.
Queste direttive, che si riferiscono ai vertici dell'apparato sovietico, non dimostrano affatto una
volont nazionalsocialista di sterminio degli Ebrei russi in quanto tali.
Subito dopo Harrison cita tre documenti degli Einsatzgruppen:
[11] Tra i primi uomini nella linea del fuoco ci furono alcuni Ebrei maschi istruiti, come i
maschi di Lwow uccisi nella azione intelligentsia dell'inizio di luglio. L'Einsatzgruppe C rife-
r:Capi dell' intelligentsia ebraica (in particolare insegnanti, avvocati, ufficiali sovietici) liqui-
dati [19]. L'Einsatzgruppe B annot che a Minsk l'intera intelligentsia ebraica stata liquidata
(insegnanti, professori, avvocati, ecc. ad eccezione del personale medico[20]. Il 2 luglio furono
trovati i cadaveri di 10 soldati tedeschi della Wehrmacht. Per rappresaglia, 1.160 Ebrei furono
fucilati dagli Ucraini coll'aiuto di un plotone della polizia e di uno di fanteria. Lutsk, in Ucraina, fu
testimone di un precoce esempio dell'applicazione di rappresaglie enormemente sproporzionata
[21] (p. 96).
389 Irving v. Lipstadt, Evidence for the Implementation of the Final Solution: Electronic Edition, by Browning, Chri-
stopher R., in: http://www.hdot.org/en/trial/defense/browning/510, p. 6.
390 Idem, nota 30 a p. 30.
391 P. Klein (a cura di), Die Einsatzgruppen in der besetzten Sowjetunion 1941/42, op. cit., pp. 325-326.
392 Idem, p. 325.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Le note 19, 20 e 21 indicano nell'ordine: EM 13, 5.7.41, EM 32, 24.7.41 e EM 24, 16.7.
41. Che cosa significa EM? In tutto il Manifesto copia e incolla non si trova alcuna indica-
zione al riguardo, e ne spiegher sotto la ragione. Gli specialisti sanno per che tale sigla, come ho
precisato sopra, significa Ereignismeldung. Questo termine, nel Manifesto summenzionato, appa-
re una sola volta, nel titolo di un libro:
Klaus-Michel Mallmann, Andrej Angrick, Jrgen Matthus, Martin Cppers (eds), Die Ereignis-
meldungen UdSSR 1941. Dokumente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion. Darmstadt: Wissen-
schaftliche Buchgesellschaft, 2011 (nota 70 a p. 159 e p. 535).
A p. 159 esso viene citato come fonte in relazione a ci che segue:
Non solo molti degli uomini dell'Einsatzgruppe zbV [zur besonderen Verfgung: per disposizio-
ne speciale] ritornarono ai loro incarichi originari nei distretti di Varsavia e Lublino, ma il BdS 393
Schngarth e il HSSPF Friedrich-Wilhelm Krger furono anche sulla lista di distribuzione per rice-
vere i rapporti degli Einsatzgruppen compilati dal RSHA.
In realt nel libro in questione Krger non mai menzionato, mentre Schngarth citato due
volte, a p. 74 in una nota degli editori (senza relazione con quanto asserito dai Plagiari) e a p. 747,
alla fine dell'Ereignismeldung n. 128 del 3.11.1941, come destinatario della 41 a copia del rapporto.
Un'altra fonte fasulla.
Le prime due citazioni sono tratte dal testo di Browning citato sopra:
Per esempio, per l'Einsatzgruppe C: Capi dell' intelligentsia ebraica (in particolare inse-
gnanti, avvocati, ufficiali sovietici) liquidati 394.
E per l' Einsatzgruppe B: A Minsk l'intera intelligentsia ebraica stata liquidata (inse-
gnanti, professori, avvocati, ecc. ad eccezione del personale medico 395.
Browning d come fonte EM n.13, 5.7.41 e EM n.32, 24.7.41 396, riferimenti che dunque
Harrison ha copiato senza neppure conoscere il loro significato!
La terza citazione invece presa dal sito The Nizkor Project:
Il 2 luglio furono trovati i cadaveri di 10 soldati tedeschi della Wehrmacht. Per rappre-
saglia, 1.160 Ebrei furono fucilati dagli Ucraini coll'aiuto di un plotone della polizia e di uno
di fanteria397.
La traduzione riportata in questo sito alquanto approssimativa. Il testo originale dice:
Dopo che il 2 luglio erano stati trovati i cadaveri di 10 membri tedeschi della Wehrmacht,
come rappresaglia per l'uccisione di soldati tedeschi e di Ucraini col coinvolgimento di un
plotone della Polizia d'ordine e di un di fanteria, furono fucilati 1.160 Ebrei 398.
[Nachdem am 2.7. die Leichen von insgesamt 10 deutschen Wehrmachtsangehrigen auf-
gefunden worden waren, wurden zur Vergeltung fr die Ermordung der deutschen Soldaten
und Ukrainer unter Hinzuziehung eines Zuges Ordnungspolizei und eines Zuges Infanterie
1160 Juden erschossen].
Ci conferma ulteriormente che Harrison non ha mai visto l'opera di Klaus-Michael Mallmann,
Andrej Angrick, Jrgen Matthus e Martin Cppers che adduce come fonte.
Continuando la sua esposizione, il plagiario scrive:
[12] Da ottobre, un capo militare, Reichenau, reclamava una espiazione dura ma giusta dell'

393 Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des Sicherheitsdienstes: Comandante della Polizia di Sicurezza e del Ser-
vizio di Sicurezza.
394 Idem, p. 6.
395 Idem.
396 Idem, note 34 e 36 a p. 30.
397 Einsatzgruppen Operational Situation Report USSR No. 24, in: http://www.nizkor.org/hweb/orgs/german/einsatz
gruppen/osr/osr-024.html.
398 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (Hrsg.),, Die Ereignismeldungen UdSSR 1941, op. cit., pp.
132-133.

122
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Untermenschentum [subumanit] ebraico (pp. 96-97).


Questa citazione un ottimo esempio per illustrare il metodo di lavoro degli storici olocaustici. La
traduzione presentata da Harrison equivoca, perch fa pensare che von Reichenau ritenesse
giusta, ossia moralmente valida e fondata l' espiazione. Il testo tedesco, riportato dalla fonte da
lui invocata, dice che il Generalmarschall von Reichenau, il Generaloberst Hoth e il General von
Manstein
nei loro ordini all'esercito misero in rilievo [il loro atteggiamento antiebraico], quando
esortarono i loro soldati ad avere completa comprensione per la necessit della dura ma equa
(sic!) espiazione riguardo alla subumanit ebraica [in ihren Armeebefehlen zum Ausdruck
brachten, als sie ihre Soldaten dazu aufforderten, fr die Notwendigkeit der harten, aber
gerechten (sic!) Shne am jdischen Untermenschentum volles Verstndnis [zu] haben.
Il (sic!) mostra chiaramente che Gerd R. Ueberschr e Wolfram Wette hanno interpretato l'ag-
gettivo gerecht nel senso di equo, adeguato. Il loro testo continua cos:
e a proporsi come obiettivo della lotta militare la spietata estirpazione di svariate perfidie
e atrocit399 [und sich die erbarmungslose Ausrottung artfremder Heimtcke und Grau-
samkeit zum Ziel des militrischen Kampfes zu machen],
il cui significato pu essere interpretato nel senso che i soldati tedeschi avevano ricevuto l'ordine di
commettere stermini e atrocit.
In modo ancora pi esplicito, Mirjana Dedai e Daniel N. Nelson scrivono:
Un generale della Wehrmacht, Reichenau , eman il famoso ordine del 10 ottobre 1941 nel
quale reclam la erbarmungslose Ausrottung artfremder Heimtcke und Grausamkeit und
damit die Sicherung des Lebens der deutschen Wehrmacht in Ruland. Nur so werden wir
unserer geschichtlichen Aufgabe gerecht, das deutsche Volk von der asiatisch-jdischen
Gefahr ein fr allemal zu befreien [spietato sterminio delle malizie e crudelt di esseri che
non sono persone (tedesche), cos (per) la preservazione della vita della Wehrmacht tedesca
in Russia. Solo in questo modo adempiremo il nostro obbligo storico di liberare una volta
per tutte il popolo tedesco dalla minaccia giudeo-asiatica] 400.
Nella loro traduzione gli autori introducono una locuzione da loro inventata, ossia esseri che
non sono persone (tedesche).
Il documento in discussione un ordine segreto del Generalfeldmarschall von Reichenau del 10
ottobre 1941 con oggetto Verhalten der Truppe im Ostraum (Condotta della truppa nello spazio
orientale). Esso comincia cos (cito e traduco dal testo originale):
Riguardo alla condotta della truppa verso il sistema bolscevico, ci sono ancora molteplici
idee poco chiare.
Lo scopo pi essenziale della campagna contro il sistema giudeo-bolscevico la completa
distruzione degli strumenti di potere e l'estirpazione [Ausrottung] dell'influenza asiatica
nell'ambiente culturale europeo. Da ci scaturiscono anche per la truppa compiti che supe-
rano la consueta, limitata condizione di soldato. Nello spazio orientale il soldato non
soltanto un combattente secondo le regole dell'arte della guerra, ma anche il portatore di una
inflessibile idea nazionale e il vendicatore di tutte le bestialit che furono inflitte alla popo-
lazione tedesca e affine. Perci il soldato deve avere completa comprensione per la necessit
della dura, ma equa, espiazione riguardo alla subumanit ebraica. Essa ha l'ulteriore scopo di
soffocare alla radice sommosse alle spalle dell'esercito che, come insegna l'esperienza, furo-
no sempre tramate da Ebrei.
[Hinsichtlich des Verhaltens der Truppe gegenber dem bolschewistischen System bestehen

399 Gerd R. Ueberschr, Wolfram Wette (a cura di), Der deutsche berfall auf die Sowjetunion -Unternehmen Barba-
rossa 1941. Fischer Taschenbuch, Francoforte sul Meno, 1991, p. 104.
400 M. Dedai, D. N. Nelson (a cura di), At War with Words. Walter de Gruyter, 2003, p. 215.

123
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

vielfach noch unklare Vorstellungen.


Das wesentlichste Ziel des Feldzuges gegen das jdisch-bolschewistische System ist die
vllige Zerschlagung der Machtmittel und die Ausrottung des asiatischen Einflusses im
europischen Kulturkreis. Hierdurch entstehen auch fr die Truppe Aufgaben, die ber das
hergebrachte einseitige Soldatentum hinausgehen. Der Soldat ist im Ostraum nicht nur ein
Kmpfer nach den Regeln der Kriegskunst, sondern auch Trger einer unerbittlichen vlki-
schen Idee und der Rcher fr alle Bestialitten, die deutschem und artverwandtem
Volkstum zugefgt wurden. Deshalb mu der Soldat fr die Notwendigkeit der harten, aber
gerechten Shne am jdischen Untermenschentum volles Verstndnis haben. Sie hat den
weiteren Zweck, Erhebungen im Rcken der Wehrmacht, die erfahrungsgem stets von
Juden angezettelt wurden, im Keime zu ersticken].
Il documento elenca poi i vari compiti delle truppe e alla fine li riassume in questo modo:
Il terrore delle contromisure tedesche dev'essere pi forte della minaccia strisciante dei
residui bolschevichi. Lungi da qualunque considerazione politica del futuro, il soldato deve
adempiere due doveri:
1) L'annientamento [Vernichtung] totale dell'eresia bolscevica, dello Stato sovietico e del suo
esercito,
2) la spietata estirpazione di svariate perfidie e atrocit e con ci la sicurezza della vita del-
l'esercito tedesco in Russia.
Soltanto cos svolgeremo il nostro compito storico di liberare una volta per tutte il popolo
tedesco dal pericolo asiatico-giudaico 401.
[Der Schrecken vor den deutschen Gegenmanahmen mu strker sein als die Drohung
der umherirrenden bolschewistischen Restteile. Fern von allen politischen Erwgungen der
Zukunft hat der Soldat zweierlei zu erfllen:
1.) Die vllige Vernichtung der bolschewistischen Irrlehre, des Sowjet-Staates und seiner
Wehrmacht,
2.) die erbarmungslose Ausrottung artfremder Heimtcke und Grausamkeit und damit die
Sicherung des Lebens der deutschen Wehrmacht in Ruland.
Nur so werden wir unserer geschichtlichen Aufgabe gerecht, das deutsche Volk von der
asiatisch-jdischen Gefahr ein fr allemal zu befreien].
Von Reichenau non raccomandava dunque ai soldati tedeschi di commettere atrocit contro le
popolazioni orientali, ma di impedire le atrocit bolsceviche per la protezione dell'esercito tedesco.
Il documento conferma inoltre la validit della spiegazione di Rosenberg circa il significato del
termine Ausrottung (vedi punto 72). Questo caso mostra in modo esemplare quanto sia fallace e
fuorviante il metodo di Harrison e dei suoi congeneri, consistente nel giustapporre una serie di cita-
zioni estrapolate dal contesto.
Da queste citazioni ingannatrici Harrison trae poi le sue conclusioni che risultano completamente
infondate.
[13] I desideri nazisti di sfogare la loro vendetta contro gli Ebrei coincise, all'Est, con una cul-
tura militare nella quale le azioni di vendetta erano gi inclini a ricercare azioni totali illimitate
(p. 97).
Alla fine di questa frase, la nota 26 rimanda a Isabel V. Hull, Absolute Destruction. Military
Culture and the Practices of War in Imperial Germany. London, 2005. Questo libro menzionato
solo qui, senza alcuna indicazione del numero di pagina, e nella bibliografia (p. 549). Si tratta di un
altro copia e incolla.
Harrison afferma poi che questo contesto completamente ignorato da MGK (p. 97). Ci

401 NOKW-3411. TWC, vol. XI, pp. 329-330, Facsimile del documento originale; D-411. IMT, vol. XXXV, pp. 84-86;
UK-81. NCA, vol. VIII, pp. 585-586.

124
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

vero, ma dovuto semplicemente al fatto che questo contesto, come lo intende lui, non esiste,
essendo il risultato dei suoi inganni e travisamenti, come ho mostrato sopra.

III) La politica di rappresaglia e lo sterminio ebraico


[14] Harrison aggiunge che tale contesto sistematicamente distorto dai negatori che discu-
tono la politica di rappresaglia. Indi dice che il settore settentrionale dei territori occupati sotto
la giurisdizione di Franz Stahlecker, il capo dell'Einsatzgruppe A, divenne la fonte di una cruciale
iniziativa locale e menziona la fucilazione, da parte dell'Einsatzgruppe A, di 201 ebrei il 23 giu-
gno 1941; inoltre riferisce che l' Einsatzkommando (EK) Tilsit effettu uccisioni simili, in modo
predominante di Ebrei, nelle citt molto vicine di Krottingen (25 giugno, 214 persone) e Polangen
(27 giugno, 111 persone); entrambe furono misure di rappresaglia per attivit di guerriglia (p.
97).
Per quanto ci riguarda, non abbiamo alcuna difficolt ad ammettere che le rappresaglie tedesche
all'Est, e non solo l, furono eccessive e sproporzionate, a volte anche pretestuose, ma ci non ha
nulla a che vedere con una radicalizzazione che avrebbe portato quasi automaticamente a uno
sterminio ebraico in massa.
[15] Harrison afferma che Heydrich e Himmler, nella loro visita a Grodno del 30 giugno
[1941], approvarono in pieno le misure dell'EK Tilsit. La fonte (nota 28 a p. 97) Peter Witte
e altri (ed.), Der Dienstkalender Heinrich Himmlers 1941/42. Hamburg: Christians, 1999. Questo
riferimento senza dubbio fasullo, perch Harrison non indica il numero di pagina di quest'opera in
cui si trova. Il Dienstkalender riporta la seguente annotazione:
12,00 Partenza col Reichsfhrer-SS per Grodno via Lyck e Augustowo
Ritorno al treno [il treno speciale (Sonderzug) col quale si spostava Himmler] 22,35
[12.00 Fahrt mit dem RF nach Grodno ber Lyck und Augustowo
Rckkehr zum Zug 22.35]402.
I curatori dell'opera si limitano a riferire che Himmler e Heydrich a Grodno non incontrarono alcun
membro della Polizia di Sicurezza; essi aggiungono poi che in un rapporto della Stapostelle Tilsit
operante ad Augustowo si parlava di azioni punitive (Strafaktionen), cio massacri, ad
Augustowo, Himmler ed Heydrich si informarono sulle misure adottate dalla Staatspolizeistelle di
Tilsit e le approvarono pienamente (die von der Staatspolizeistelle eingeleiteten Massnahmen
unterrichten und billigten sie im vollen Unfange)403.
Di tutto ci Harrison conosce solo le parole approvarono in pieno, tratte probabilmente
dall'articolo da lui menzionato nella nota 27, che dice: Rapporto Stapo Tilsit, 1.7.41, RGVA 500-1-
758; cfr. Konrad Kwiet, Rehearsing for Murder: The Beginning of the Final Solution in Lithuania
in June 1941, HGS 12/1, 1998, p. 5.
Kwiet scrive:
Il 30 giugno, Himmler e Heydrich arrivarono ad Augustowo. Essi avevano gi ricevuto
messaggi telegrafici riguardanti il luogo e il numero delle vittime delle prime fucilazioni in
massa e, dopo aver esaminato un rapporto dettagliato, entrambi approvarono senza riserve
le misure prese dall'EK di Tilsit [39].
La sua nota 39 a p. 23 rimanda a un Rapporto Stapostelle Tilsit, 1.7.41. Harrison ha tratto il
riferimento RGVA 500-1-758 dalla nota 5 a p. 22: Special Archives Moscow (Osobi), 500-1-
758, foglio 2, Rapporto della Stapostelle di Tilsit, sostituendo come al solito la sigla RGVA al
nome dell'archivio. Le parole approvarono in pieno sono evidentemente una rielaborazione di
approvarono senza riserve per mascherare il plagio. I curatori del Dienstkalender adducono

402 Peter Witte et alii (a cura di), Der Dienstkalender Heinrich Himmlers 1941/42. Hans Christians Verlag, Amburgo,
1999, p. 181.
403 Idem, note 51 e 52 a p, 181.

125
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

come fonte UdSSR Nr. 245 Ag, Bl. 254-257404, il che conferma che il riferimento di Harrison a
quest'opera fasullo.
Il testo del documento dimostra che all'epoca non esistevano n un ordine, n una politica di
sterminio ebraico:
In collaborazione con la sezione del Servizio di Sicurezza di Tilsit, furono eseguite tre
grosse azioni di pulizia, e precisamente furono fucilate:
il 24 giugno 1941 a Garsden 201 persone (inclusa 1 donna)
il 24 giugno 1941 a Krottingen 214 persone (inclusa 1 donna)
il 27 giugno a Polangen 111 persone.
[Im Zusammenwirken mit dem SD-Abschnitt in Tilsit wurden drei Grosuberungsaktionen
durchgefhrt, und zwar wurden
am 24. Juni 1941 in Garsden (einschl. 1 Frau) 201 Personen
am 24. Juni 1941 in Krottingen (einschl. 1 Frau) 214 Personen
am 27. Juni in Polangen 111 Personen erschossen].
Dopo aver esposto le motivazioni di queste rapptesaglie, il rapporto continua:
In tutte e tre le grosse operazioni furono liquidati prevalentemente Ebrei. In mezzo per
c'erano anche funzionari bolscevichi e cecchini che erano stati consegnati come tali dalla
Wehrmacht alla Polizia di Sicurezza.
[Es wurden bei allen drei Groeinstzen vorwiegend Juden liquidiert. Es befanden sich
darunter jedoch auch bolschewistische Funktionre und Heckenschtzen, die zum Teil als
solche von der Wehrmacht der Sicherheitspolizei bergeben waren].
Il 26 giugno Krottingen fu bruciata, si sospettava ad opera della popolazione ebraica rimasta,
ma
si rinunci ad una nuova azione, giacch a Krottingen sono rimasti soltanto donne e bam-
bini ebrei che attualmente si trovano sotto la custodia del servizio d'ordine lituano nei din-
torni di Krottingen.
[von einer erneuten Aktion wurde bisher Abstand genommen, da in Krottingen nur jdische
Frauen und Kinder verblieben sind, die in der Umgebung Krottingens sich zurzeit noch im
Gewahrsam des litauischen Ordnungsdienstes befinden].
Ed ecco il passo cui allude Harrison:
Altre azioni punitive furono eseguite ad opera di funzionari del commissariato di polizia di
frontiera di Suwalki ad Augustowo. L tra l'altro fu sequestrata una casa di riposo per
bambini. Il Reichsfhrer-SS e il Gruppenfhrer [Heydrich], che erano casualmente presenti
col, si fecero informare sui provvedimenti adottati dalla Staatspolizeistelle di Tilsit e li
approvarono pienamente. Il Gruppenfhrer ordin che l'edificio sequestrato doveva essere
riservato assolutamente al Reichsfhrer-SS, fino a nuovo ordine405.
[Weitere Strafaktionen fanden durch Beamte des Grenzpolizeikommissariats Suwalki in Au-
gustowo statt. Dort wurde u.a. auch ein Kindererholungsheim sichergestellt. Der Reichs-
fhrer-SS und der Gruppenfhrer, die dort zufllig anwesend waren, lieen sich ber die
von der Staatspolizeistelle Tilsit eingeleiteten Manahmen unterrichten und billigten diese
in vollem Umfange. Der Gruppenfhrer ordnete an, da das sichergestellte Gebude unbe-
dingt fr den Reichsfhrer-SS gehalten werden sollte, bis weitere Weisung ergeht].
L'iniziativa era partita dallo Sturmbannfhrer Bhme406. Su ci concorda anche Kwiet:
404 Idem, nota 52 a p. 181.
405 Dieter Pohl, Hartmut Weber, Die Verfolgung und Ermordung der europischen Juden durch das nationalsozia-
listische Deutschland 1933-1945. Vol. 7, Sowjetunion mit annektierten Gebieten I. Oldenbourg Verlag, Monaco, 2011,
Dok. 14, pp. 143-144.
406 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941. Doku-
mente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 79.

126
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

N Hitler n Stahlecker diedero in effetti i primi ordini di uccisione. Essi furono invece
impartiti nella citt di Tilsit, nella Prussia orientale, dal maggiore SS Joachim Bohme [ sic],
capo della Staatspolizeistelle (Stapo) di Tilsit407.
Quanto sopra dimostra soltanto che Himmler e Heydrich non avevano dato alcun ordine di
sterminio agli Einsaztgruppen prima dell'inizio Operazione Barbarossa e che si limitarono ad appro-
vare ci che essi consideravano misure di rappresaglia per attivit di guerriglia, che non coin-
volsero donne e bambini.
Anche Harrison di quest'avviso, dato che parla di ordini di Heydrich anteriori alla guerra
[con l'Unione Sovietica], ma senza un ordine generale di sterminio della popolazione ebraica
antecedente all'invasione; le misure antiebraiche in Unione Sovietica furono indotte da uccisioni
iniziate localmente ad hoc per i primi mesi dell'occupazione, caratterizzate da un alto grado di
cooperazione tra la Wehrmacht e le SS (p. 97). L'intensificazione di queste iniziative locali, ag-
giunte a pogrom pi o meno spontanei, portarono a suo dire alla radicalizzazione dell'attivit degli
Einsatzgruppen, che dunque agirono senza ordini specifici.
[16] Harrison qui introduce un ampliamento dell'uccisione fino a includere donne e bambini
che fu autorizzata esplicitamente da Hitler il 16 luglio 1941, allorquando, ad un incontro con i
capi nazisti pi importanti, egli sottoline il suo desiderio di creare un giardino dell'Eden all'Est
mediante Tutte le misure necessarie fucilazioni, reinsediamenti, ecc. e accenn che le truppe
e la polizia dovevano ora prendere la testa nel fucilare chiunque ci guardi storto (p. 98).
Le due citazioni sono tratte dal documento L-221, che un memorandum del 16 luglio 1941 su
una riunione tra Hitler, Rosenberg, Lammers, Keitel e Gring riguardo alle mire tedesche sul-
l'Unione Sovietica. Il testo completo della prima citazione questo:
Noi dunque ribadiremo che siamo stati costretti ad occupare un territorio, a metterlo in
ordine e in sicurezza; nell'interesse degli abitanti del paese abbiamo dovuto provvedere alla
tranquillit, all'alimentazione, al commercio ecc.; donde la nostra regolamentazione. Non si
deve dunque capire che in tal modo si profila una regolamentazione definitiva! Cionon-
ostante adottiamo tutte le misure necessarie fucilazione, evacuazione ecc. e possiamo
ciononostante adottarle408.
[Wir werden also wieder betonen, dass wir gezwungen waren, ein Gebiet zu besetzen, zu
ordnen und zu sichern; im Interesse der Landeseinwohner mssten wir fr Ruhe, Ernh-
rung, Verkehr usw. sorgen; deshalb unsere Regelung. Es soll also nicht erkennbar sein, dass
sich damit eine endgltige Regelung anbahnt! Alle notwendigen Massnahmen
Erschiessen, Aussiedeln etc. tun wir trotzdem und knnen wir trotzdem tun].
La seconda citazione appare nel contesto che segue:
I Russi hanno ora impartito un ordine per la guerra partigiana dietro il nostro fronte. Questa
guerra partigiana ha a sua volta il suo vantaggio: ci d la possibilit di sterminare chi si
schiera contro di noi409.
[Die Russen haben jetzt einen Befehl zum Partisanen-Krieg hinter unserer Front gegeben.
Dieser Partisanenkrieg hat auch wieder seinen Vorteil: er gibt uns die Mglichkeit, auszu-
rotten, was sich gegen uns stellt].
Qui si tratta delle misure militari conseguenti all'occupazione, soprattutto della guerra antipar-
tigiana. Tutto ci non ha alcun relazione con un ampliamento dell'uccisione fino a includere donne
e bambini come vaneggia Harrison.
[17] Egli riporta poi una citazione tratta dall'Einsatzbefehl n. 8 (ordine operativo n. 8) di
Heydrich del 17 luglio 1941: Soprattutto, bisogna scovare: tutti i funzionari importanti di Stato e
407 K. Kwiet, Rehearsing for Murder: The Beginning of the Final Solution in Lithuania in June 1941, in: Holocaust
and Genocide Studies, vol. 12 n. l, primavera 1998, p. 4
408 L-221. MT, vol. XXXVIII, p. 87.
409 Idem, p. 88.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

del Partito, specialmente i rivoluzionari di professione... tutti i commissari del popolo dell'Armata
Rossa, le personalit direttive dello Stato...le personalit direttive del mondo del commercio, gli
intellettuali sovietico-russi, tutti gli Ebrei, tutte le persone che si scopre siano agitatori o comunisti
fanatici. Le esecuzioni non devono essere effettuate al campo o nelle immediate vicinanze del
campo... I prigionieri devono essere presi per il trattamento speciale se possibile all'interno dell'ex
territorio sovietico russo (p. 99). La fonte da lui addotta Einsatzbefehl No. 8, 17.7.41, NO-
3414; vedi anche la bozza precedente del, 28.6.41, 78-PS (nota 13 a p. 99).
Il documento riprodotto nel volume IV dei Trials of War Criminals, ma la traduzione
diversa410.
Il testo citato da Harrison, con le identiche parole e gli stessi tagli, proviene infatti dalla sentenza
del processo di Norimberga411, ma il nostro plagiario non l'ha tratto neppure da questa fonte (dato
che non ne indica il riferimento), ma senza dubbio dal sito The Nizkor Project, dove esso viene
riportato appunto senza indicazione della fonte 412.
Harrison ignora perfino che il documento in questione il PS-502; vi sono esposte direttive
generali contro i nemici del regime nazionalsocialista che non hanno nulla a che vedere con un
ampliamento dell'uccisione fino a includere donne e bambini. I Kommandos ai quali esse erano
rivolte dovevano trovare le persone incluse nelle suddette categorie; poi il RSHA avrebbe deciso
della loro sorte, che prevedeva anche la fucilazione, chiamata Sonderbehandlung413. La procedura
da seguire era la seguente:
Ogni settimana il capo del commando operativo inoltra al Reichssicherheitshauptamt [Uf-
ficio centrale di sicurezza del Reich] mediante telescritto o lettera espresso un breve rappor-
to. Questo deve contenere:
1) breve descrizione dell'attivit nella settimana trascorsa,
2) numero delle persone da considerare definitivamente sospette ( sufficiente l'indica-
zione del numero),
3) indicazione nominativa delle persone di cui stato appurato che sono funzionari del
Comintern, funzionari autorevoli del Partito, commissari del popolo, commissari politici,
personalit direttive, con una breve descrizione della loro posizione,
4) numero delle persone da ritenere non sospette
a) prigionieri di guerra
b) civili.
In base a questi rapporti sull'attivit vengono poi comunicate il pi presto possobile dal
Reichssicherheitshauptamt le ulteriori misure da prendere 414.
[Jede Woche gibt der Leiter des EK. mittels FS. oder Schnellbriefes an das Reichs-
sicherheitshauptamt einen Kurzbericht. Dieser hat zu enthalten:
1) Kurze Schilderung der Ttigkeit in der vergangenen Woche,
2) Zahl der endgltig als verdchtig anzusehenden Personen
(Zahlenangabe gengt),
3) Namentliche Benennung der als
Funktionre der Komintern,
magebende Funktionre der Partei,
Volkskommissare,
Pol-Kommissare,
410 NO-3414. NMT, vol. IV, p. 130.
411 PS-078. IMT, vol. I, p. 230.
412 In http://www.nizkor.org/hweb/imt/tgmwc/judgment/j-war-crimes-pows-01.html.
413 Testo tedesco del documento in: Hans Bucheim, Martin Broszat, Hans-Adolf Jacobsen, Helmut Krausnick (a cura
di), Anatomie des SS-Staates. Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1982, pp. 202-204.
414 PS-502. IMT, vol. XXVI, pp. 113-114.

128
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

leitende Persnlichkeit [sic]


festgestellten Personen mit kurzer Beschreibung ihrer Stellung
4) Zahl der als unverdchtig zu bezeichnenden Personen
a) Kriegsgefangene,
b) Zivilpersonen.
Aufgrund dieser Ttigkeitsberichte werden sodann vom Reichssicherheitshauptamt die zu
treffenden weiteren Manahmen umgehendst mitgeteilt].
Il documento PS-078 conferma che
il dovere dei commandi la cernita politica dei prigionieri e la segregazione e il tratta-
mento ulteriore di elementi indesiderabili tra loro con riguardo all'aspetto politico, criminale
o simili415.
Oltre a quello citato, nel documento non appare alcun altro riferimento agli Ebrei, sicch la pre-
tesa di Harrison si rivela inconsistente e fuorviante.
[18] Un'altra radicalizzazione quasi immediata sarebbe testimoniata dalle requisizioni della
Wehrmacht nell'agosto 1941 di 6.500 [sic] tonnellate di grano da scorte di 5.000 e 6.000 [sic]
tonnellate (p. 99). Ci significa solo che, secondo le parole di Gring, la Wehrmacht ha precedenza
assoluta come ... sulla popolazione civile indigena 416, alla quale venivano comunque lasciate
120.000 tonnellate di grano su un raccolto previsto di 800.000, ma la fonte non specifica a quanti
abitanti era destinata tale fornitura 417.
Harrison poi aggiunge:
[19] dunque altamente significativo che, quando il 2 Reggimento di Cavalleria si accingeva
a rastrellare le paludi del Pripet, il 1 agosto 1941 ricevette un ordine esplicito (ausdrklicher
Befehl des RF-SS) da Himmler di uccidere donne e bambini mediante affogamento: Tutti gli Ebrei
devono essere fucilati. Spingere le Ebree nella palude [nota 35]. La risposta di Magill diceva che
le paludi non erano abbastanza profonde perch potesse avvenire l'affondamento [nota 36] (p.
99).
Le fonti da lui addotte sono:
Nota 35: Christopher R. Browning e Jrgen Matthus, The Origins of the Final Solution. The
Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March 1942. London, 2004, p. 310, che cita
l'ordine di Himmler del 30.7.41 al 2 Reggimento di Cavalleria, 1.8.41, BA-MA, RS 3-8/36; cfr.
JuNSV Bd. XX, n. 570.
Nota 36 Rapporto di Magill sull'azione del Pripet, 12.8.41, MHA, Kommandostab des RFSS.
Un altro indecoroso esempio di copia e incolla. Il tutto infatti tratto dalla perizia redatta da
Browning per il processo Inving contro Lipstadt, nella quale appare il seguente passo:
L'intensificazione della campagna di uccisione fino a includere donne e bambini ebrei
cominci all'inizio di agosto del 1941 con una chiara spinta da parte dei capi SS. Quando il
2 Reggimento di Cavalleria si accingeva a rastrellare le paludi del Pripet, il 1 agosto 1941
ricevette un ordine esplicito (ausdrklicher Befehl des RF-SS) da Himmler: Tutti gli
Ebrei devono essere fucilati. Spingere le Ebree nella palude. La risposta dell' SS-Sturm-
bannfhrer Magill dimostr che egli aveva compreso perfettamente lo scopo dell'ordine di
Himmler, vale a dire di uccidere donne e bambini mediante affogamento e spieg l'inade-
guatezza del metodo: Lo spingere donne e bambini nelle paludi non ebbe l'esito sperato,

415 PS-078. NCA, vol. III, p. 123.


416 Christoph Dieckmann, The War and the Killing of the Lithuanian Jews, in: Holocaust. Critical Concepts in Hi-
storical Studies. Edited by David Cesarani. Routledge, New York, 2004. Volume II, From the Persecution of the Jews
to Mass Murder, p. 278
417 National Socialist Extermination Policies. Contemporary German Perspectives and Controversies. Edited by
Hulrich Herbert. Berghahn Book, 2000, p. 258. Si tratta verosimilmente dello stesso articolo citato da Harrison.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

dato che le paludi non erano abbastanza profonde perch potesse avvenire l'affonda-
mento418.
Il plagio dimostrato dalla frase ordine esplicito (ausdrklicher Befehl des RF-SS), che
appare in questo testo ma non nel libro di Browning, che dice: Lo stesso giorno egli impart un
ordine esplicito (ausdrklicher Befehl) ... Tutti gli Ebrei devono essere fucilati. Spingere le
Ebree nella palude419.
Harrison, nella sua crassa ignoranza archivistica, adduce sigle di cui non conosce neppure il
significato: BA-MA e MHA, che nel Manifesto copia e incolla appaiono solo qui. La prima
l'abbreviazione di Bundesarchiv-Militrarchiv Freiburg, Archivio Federale Militare di
Friburgo, la seconda un errore per VHA, Vojensk Historiczk Archiv, Archivio Storico Mili-
tare di Praga. La fonte della nota 36 tratta parimenti da Browning: Rapporto di Magill sul-
l'azione del Pripet, 12.8.41, in: Archivio Militare di Praga, Kommandostab des RFSS420. Per nascon-
dere il plagio, Harrison ha sostituito in modo puerile Prague Military Archives con la sigla errata
MHA in luogo di VHA.
Per quanto riguarda il significato del documento, ci troviamo di fronte alla solita estrapolazione
di una frase (curiosamente quasi sempre citata con le stesse parole) da un documento, senza alcun
accenno al contesto in cui si trova: dovevano essere fucilati tutti gli Ebrei di tutti i territori
occupati o solo quelli locali? In quanto Ebrei o per altre ragioni?
Roman Shahriari lo menziona nel seguente contesto: nell'azione del Pripjet, il 1 agosto fu invia-
to un radiomessaggio dal 2 Reggimento SS di Cavalleria: Ordine esplicito del Reichsfhrer-SS.
Tutti gli Ebrei devono essere fucilati. Spingere le Ebree nelle paludi. [Ausdrcklicher Befehl des
RFSS. Smtliche Juden mssen erschossen werden. Judenweiber in die Smpfe treiben].
L'ordine fu interpretato in modo diverso. Mentre il comandante del reparto di cavalleria del
1 reggimento, Gustav Lombard, lo intese nel senso che dovevano essere fucilate anche le donne, il
comandante del 2 reggimento, Franz Magill, lo interpret alla lettera (wrtlich):
Una buona settimana dopo, Magill rifer: Saccheggiatori ebrei furono fucilati. Solo pochi
artigiani, che sono impiegati nelle officine di riparazione della Wehrmacht, furono rispar-
miati. Lo spingere donne e bambini nelle paludi non ebbe il risultato che si doveva avere,
poich le paludi non erano tanto profonde che potesse aver luogo l'affondamento. Ad una
profondit di 1 metro si arriva nella maggior parte dei casi al fondo solido (probabilmente
sabbia), sicch l' affondamentento non fu possibile. [Jdische Plnderer wurden erschos-
sen. Nur weinige Handwerker, welche in Reparaturwerksttten der Wehrmacht beschftigt
waren, wurden zurckgelassen. Weiber und Kinder in die Smpfe zu treiben, hatte nicht den
Erfolg, den er [sic] haben sollte, denn die Smpfe waren nicht so tief, dass ein Einsinken
erfolgen konnte. Nach einer Tiefe von 1 Meter kam man in den meisten Fllen auf festen
Boden (wahrscheinlich Sand), sodass ein Versinken nicht mglich war421.
Il riferimento ai saccheggiatori ebrei riguarda un ordine di Himmler trasmesso da von dem
Bach Zelewski il 27 luglio 1941 al 1 Reggimento di Cavelleria SS che diceva: Gli Ebrei devono
essere trattati in gran parte come saccheggiatori (Juden sind zum groen Teil als Plndere zu
behalten).
Erich von dem Bach-Zelewski era Alto Capo delle SS e della Polizia presso il Comandante del
Territorio di retrovia centro dell'esercito (HSSP beim Befehlshaber des rckwrtigen Heeresgebie-

418 Evidence for the Implementation of the Final Solution: Electronic Edition, by Browning, Christopher R.
http://hass.unsw.adfa.edu.au/timor_companion/documents/Browning%20expert%20evidence.pdf, p. 6.
419 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 310.
420 C.R. Browning, Evidence for the Implementation of the Final Solution: Electronic Edition, op. cit., nota 40 a p. 31.
421 R. Shahriari, Das Unternehmen Barbarossa und die Genesis der Endlsung der Judenfrage. Examensarbeit.
Grin Verlag, 2005, pp. 82-83

130
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tes Mitte), che operava dietro la zona di combattimento, e come tale era il responsabile della relativa
azione di pulizia (Suberung), che si sarebbe conclusa con la fucilazione di 13.788 saccheg-
giatori. Tuttavia il Comandante dello Stato Maggiore del Territorio di retrovia centro dell'esercito
fece un rapporto (presuntamente in base a informazioni incomplete) in cui scrisse:
La brigata di cavalleria SS ha essenzialmente concluso la sua azione di pulizia tra la pista
di rullaggio I e il Pripjet. Gli stranieri che si trovavano in questo territorio nonch i membri
dell'Armata Rossa e i commissari ebrei furono catturati dalle SS e in massima parte fucilati.
Coll'impiego di borgomastri, con lo schieramento di polizia ausiliaria e l'abbassamento [sic]
degli Ebrei il territorio dovrebbe [poter] essere considerato pacificato 422.
[Die SS-Reiterbrigade hat im wesentlichen ihre Suberungsaktion zwischen Rollbahn I und
Pripet abgeschlossen. Die in diesem Gebiet befindlichen Ortfremden sowie Rotarmisten und
jdische Kommissare wurden von der SS gefat und zum grten Teil erschossen. Durch
Einsatz von Brgermeistern, Aufstellung von Hilfspolizei und Niederdrckung [sic] der
Juden drfte das Gebiet als befriedet angesehen werden [knnen].
Gerlach riferisce che l'unit di cavalleria comandata da Magill uccise ebrei tra i 18 e i 60
anni423.
Si trattava dunque di operazioni militari per ripulire le retrovie dell'esercito dagli elementi
considerati pericolosi.
L'intera storia comunque del tutto inverosimile. Anzitutto il presunto ordine di Himmler non
menzionava i bambini, sicch la sua esecuzione letterale li avrebbe esclusi dalle uccisioni. In
secondo luogo, si pu credere seriamente che Himmler avesse ordinato una tale balordaggine?
L'affogamento di migliaia di persone avrebbe richiesto un lavoro enorme per ripescare, portare a
terra e seppellire i cadaveri. In terzo luogo, il rapporto si limita a riferire che donne e bambini non
poterono essere affogati nelle paludi perch il fondale era troppo basso, senza dire una parola sulla
loro sorte. dunque probabile che il documento sia stato quantomeno manipolato.
Stranamente, il rapporto di Magill era gi in mano sovietica all'inizio del 1942. Il 4 febbraio la
Izvestia pubblic infatti un articolo intitolato La contabilit dei carnefici in cui si parla di un
documento dell' SS von Megill:
Noi conducemmo donne e bambini nella palude, ma ci non diede il risultato dovuto,
perch la palude non era tanto profonda perch vi si potesse affogare. Alla profondit di 1
metro nella maggior parte dei casi si pu raggiungere il fondo ...[parola illeggibile] 424.
Il documento potrebbe dunque essere un falso sovietico poi passato agli alleati occidentali, e,
come vedremo subito, ci sono buoni motivi per affermarlo.
Prima di esporli, voglio soffermarmi sull'ultima delle fonti addotte da Harrison: JuNSV Bd. XX,
n. 570. Si tratta della raccolta Rter, C. F., e altri (a cura di), Justiz und NS-Verbrechen. Sam-
mlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Ttungsverbrechen. Amsterdam 1968ff,
45 volumi, opera menzionata nella bibliografia (p. 538), che viene citata sia come Justiz und NS-
Verbrechen (la prima volta nella nota 164 a p. 76), sia come JuNSV, abbreviazione che per resta
inesplicata e incomprensibile per il lettore che non sia un buon conoscitore della materia.
Il n. 570 si riferisce alla sentenza del tribunale regionale di Braunschweig del 20 aprile 1964 (LG
Braunschweig vom 20.4.1964, 2 Ks 1/63) nel processo contro Franz Magill e altri quattro imputati.
La sentenza va da pagina 27 a pagina 105. Harrison non in grado di indicare alcun dato identifi-
cativo dell'opera, sicch chiaro che essa millantata.
Riguardo a ci che ci interessa qui, la sentenza menziona Direttive per il rastrellamento e il

422 Helmut Krauskick, Hans-Heinrich Wilhelm, Die Truppe des Weltanschauungskrieges. Die Einsatzgruppen der Si-
cherheitspolizei und des SD 1938-1942. Deutsche Verlags-Anstalt, Stoccarda, 1981, pp. 222-223.
423 C. Gerlach, Kalkulierte Morde, op. cit., p. 560.
424 (Buchgalterija palace), in: Izvestia, 4 febbraio 1942, p. 2.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

pattugliamento di territori paludosi da parte di unit di cavalleria ( Richtlinien fr die Durchkm-


mung und Durchstreifung von Sumpfgebieten durch Reitereinheiten) impartite da Himmler il 28
luglio 1941, che prescrivevano di fucilare chi fosse sospetto di appoggio ai partigiani.
In base a queste direttive il comandante di brigata Fegelein gi nel suo ordine di reggi-
mento del 27 luglio [sic] 1941 ha ordinato in modo pi preciso i compiti di polizia di sicu-
rezza da attuare da parte delle unit della brigata di cavalleria nella zona operativa e nello
stesso tempo che commissari politici, funzionari comunisti, partigiani, corruttori catturati e
persone che sono sospette di appoggiare i partigiani, devono essere fucilati.
Il foglio di istruzioni (Merkblatt) della brigata SS di cavalleria del 4 agosto 1941 in riferimento al-
l'ordine di reggimento n. 42 del 27 luglio 1941, riguardo agli Ebrei, disponeva:
Lista di tutti gli abitanti ebrei, nella quale gli artigiani devono essere elencati a parte;
esecuzione dell'ordine per l'istituzione di un ghetto e riconoscimento degli Ebrei in pubblico
col portare un adeguato contrassegno
[Aufstellung ber alle jdischen Einwohner, wobei Handwerker gesondert aufzufhren
sind; Erstellung des Befehls fr die Errichtung eines Ghettos und die Kenntlichmachung der
Juden in der ffentlichkeit durch Tragen entsprechender Erkennungszeichen].
Dunque non c'era alcun ordine di sterminio ebraico. Nonostante ci, il tribunale pretendeva che
l'ordine di reggimento n. 42 del 27 luglio 1941 includesse un ordine di sterminio ebraico, il che
sarebbe dimostrato da qualche testimonianza del dopoguerra e soprattutto dal rapporto di Magill.
Qui la sentenza fornisce una notizia importante:
Questi rapporti, [sull'operazione pulizia del Propjet, tra cui il rapporto di Magill] secondo
le dichiarazioni del testimone W., insieme ad altri documenti del comando di brigata
cadderro nelle mani dell'Armata Rossa presso Toropez e furono menzionati, quanto al conte-
nuto, nella nota del 27 aprile 1942 dell'allora commissario del popolo per gli affari esteri
dell'URSS Molotov425.
I Sovietici erano pertanto i soli garanti dell'autenticit del documento. L'intera vicenda che non
solo insensata, ma anche in aperto contrasto con la documentazione reale.
Magill fu condannato per concorso continuato nell'omicidio in almeno 5254 casi e per aver pro-
curato la morte in almeno 100 casi alla durissima pena di cinque anni di prigione! 426
Subito dopo Harrison scrive:
[20] Nella regione baltica, Stahlecker il 6 agosto 1941 scrisse una minuta che respingeva le
proposte di Lohse di ghettizzazione del 27 luglio e proponeva invece che la politica si incentrasse
sulle possibilit radicali di trattare il problema ebraico che erano emerse per la prima volta
nell'Ostland. Egli fece riferimento a ordini generali dall'alto che non possono essere discussi per
lettera e dichiar che, a differenza del GG [Governatorato generale], [le] prospettive derivanti
dalla necessit di usare gli Ebrei per lavoro saranno semplicemente irrilevanti per la maggior
parte dell'Ostland. Stahlecker tacque sulla sorte degli Ebrei che non lavoravano, ma disse che
piccoli gruppi di Ebrei che lavoravano sarebbero stati sottoposti a uno sfruttamento spietato che
avrebbe prodotto una significativa facilitazione del successivo trasporto di Ebrei. Ci poteva
significare soltanto che gli Ebrei che non lavoravano dovevano gi essere uccisi immediatamente,
mentre quelli che lavoravano dovevano essere decimati con lavoro forzato in modo che ne restasse
solo un residuo che poi doveva essere reinsediato (pp. 99-100).
Qui va rilevata la malafede di Harrison, il quale omette un elemento fondamentaleche conferisce
al testo un significato opposto a quello da lui asserito. Ecco il testo completo:
Alla fine della sua risposta, Stahlecker riassunse i vantaggi della sua proposta: una
425 Justiz und NS-Verbrechen. Sammlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Ttungsverbrechen
1945-1966. Vol. XX, a cura di Irene Sagel-Grande, H.H. Fuchs, C.F. Rter. University Press Amsterdam (UPA) BV,
Amsterdam, 1979, pp. 43-44.
426 Idem, p. 27.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

pulizia immediata quasi al 100 per cento di tutti gli Ebrei dell'Estland, impedire agli Ebrei di
moltiplicarsi, possibilit di uno sfruttamento spietato del lavoro ebraico, una significativa
facilitazione del successivo trasporto di Ebrei in una riserva ebraica fuori dell'Europa427
(corsivo mio).
La frase in corsivo pienamente conforme allo scopo della politica nazionalsocialista verso gli
Ebrei da me delineata e proprio per questo Harrison l'ha omessa.
Il nostro plagiario continua:
[21] Frattanto, un documento d'archivio dell'OKW rivel i primi accenni al fatto che la gasa-
zione era considerata un'opzione nell'Ostland (p. 100).
La fonte :
Otto Dov Kulka e Eberhard Jckel (a cura di), Die Juden in den geheimen Stimmungsberichten
1933-1945. Dsseldorf, 2004, p.454, che cita il doc. 563, Reisebericht des Ia des Wehrwirtschafts-
und Rstungsamts des OKW ber seinen Besuch im Abschnitt der Wirtschaftsinspektion Nord,
11.8.41. Originariamente citato da Gtz Aly, Endlsung. Vlkerverschiebung und der Mord an
den europischen Juden, Francoforte sul Meno, Fischer, 1995, p. 333.
Riporto il relativo passo del documento in discussione:
La questione ebraica a Riga pu ancora essere affrontata a stento in qualche modo. Gli
Ebrei portano una stella gialla come segno di riconoscimento e vengono impiegati in lavori
di sgombero e stradali ecc. A Libau, invece sono gi stati liquidati parecchie migliaia di
Ebrei, in parte dalle autorit tedesche, ma in gran parte dai Lettoni, che rimproverano agli
Ebrei che durante il periodo russo sono scesi a patti coi bolscevichi a spese dei Lettoni.
Finora non sono state fucilate donne ebree. Si parl del fatto che esse devono poi essere eli-
minate mediante gasazione428.
[Die Judenfrage war in Riga noch kaum irgendwie angefat. Die Juden tragen einen gel-
ben Stern zur Kennzeichnung und werden zu Aufrumungs- und Straenarbeiten usw. einge-
setzt. In Libau dagegen sind schon mehrere tausend Juden liquidiert worden, teils durch
die deutschen Behrden, zum groen Teil aber durch die Letten, von denen den Juden vor-
geworfen wird, dass sie whrend der Russenzeit auf Kosten der Letten mit den Bolsche-
wisten paktiert haben. Jdische Frauen wurden bisher nicht erschossen. Man sprach davon,
dass sie spter durch Vergasung beseitigt werden sollen].
Il riferimento alla gasazione totalmente generico e non riconducibile ad un contesto preciso:
chi, dove, come, quando, con quale gas, e per ordine di chi avrebbe dovuto effettuarla? E da chi
proveniva questa informazione? Da alti ufficiali delle SS o si trattava di semplici voci?
E in quale contesto si colloca? Esso infatti anticipa di oltre due mesi l'unico riferimento a presun-
te intenzioni nazionalsocialiste di gasazioni ebraiche a Riga, la lettera di Wetzel del 25 ottobre 1941,
sulla quale ritorner nei punti 49-51. Qui per la presunta gasazione era prevista per gli Ebrei
inabili al lavoro, nel documento in discussione ad essa erano invece destinate soltanto le donne.
Che rapporto esiste tra i due documenti?
Se non si pu dare una risposta a queste domande, tale riferimento non ha alcun valore storio-
grafico. La questione sar ripresa anche nel punto 7 del Capitolo 8.
Del rapporto Jger, invocato a p. 100 da Harrison, ci occuperemo nel nostro studio futuro sugli
Einsatzgruppen. Qui rilevo soltanto che il suo riferimento, rapporto Jger dell' EK 3, 1.12.41,
RGVA 500-1-25, p. 115 (nota 39 a p. 100) errato, perch il riferimento preciso RGVA 500-1-
25/1 e il numero di pagina 115, corrispondente al foglio 7 del documento, non contiene alcuna
statistica di fucilazioni, mentre Harrison la cita in relazione a un forte incremento del numero

427 P. Longerich, Holocaust. The Nazi persecution and Murder of the Jews, op. cit., p. 233
428 D. Pohl, H.Weber, Die Verfolgung und Ermordung der europischen Juden durch das nationalsozialistische
Deutschland 1933-1945. Vol. 7, op. cit. Doc. 56, p. 240.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

degli Ebrei che venivano fucilati con inclusione di un gran numero di donne e bambini ebrei (p.
100).
Le altre citazioni del rapporto Jger (nota 61 a p. 103, 77 a p. 107 e 169 a p. 126) sono sempre
prive di riferimento al numero di pagina. La nota 169 a p. 126 si riferisce alla presunta fucilazione
di vari trasporti di Ebrei tedeschi al Forte IX di Kaunas che si trova a p. 113bis del documento. A p.
257-258 c' invece una citazione sugli Arbeitsjuden (Ebrei addetti al lavoro) tratta dalla pagina
115, quella indicata da Harrison in relazione alle fucilazioni!

IV) La decimazione mediante il lavoro


Procedendo, Harrison introduce un altro tema:
[22] L'idea di Stahlecker della decimazione mediante il lavoro fu condivisa dal capo dell'Ein-
satzgruppen [sic] C Otto Rasch. In agosto, Rasch raccomand l'uso di Ebrei nelle paludi del Pri-
pet [nota 41]. Il 17 settembre, Rasch [nota 42] propose che si dovesse adottare un'ampia utilizza-
zione del lavoro per ottenere una graduale liquidazione degli Ebrei [nota 43] (p. 100).
Le fonti da lui indicate sono queste (p. 100):
Nota 41: EM 52, 14.8.41. Si tratta, come ho spiegato sopra, dell'Ereignismeldung n. 52, che
dice:
Le eccedenti masse ebraiche possono infatti essere benissimo impiegate e consumate per
la coltivazione delle grandi paludi del Pripjet come pure delle paludi a nord del Dnjepr sul
Volga429. [Die berzhligen jdischen Massen knnen nmlich zur Kultivierung der
groen Pripjetsmpfe sowie der Smpfe am nrdlichen Dnjepr sowie an der Wolga ausge-
zeichnet verwendet und verbraucht werden].
Il testo non contiene alcun accenno esplicito a una decimazione mediante il lavoro.
I riferimenti della nota 42 saranno discussi successivamente.
Nota 43: EM 86, 17.9.41. Lo stesso identico testo riportato da Harrison si trova nei siti Jewish
Virtual Library430 e Nizkor431.
Presento anzitutto il relativo passo del documento:
Nell'Ucraina occidentale e centrale l'ebraismo quasi identico al ceto cittadino degli ope-
rai, degli artigiani e dei commercianti. Se si rinuncia in grande misura alla forza di lavoro
ebraica, la ricostruzione economica dei centri amministrativi ucraini e lo sviluppo di quelli
cittadini quasi impossibile. C' solo una possibilit, che l'amministrazione tedesca nel
Governatorato generale ha disconosciuto per lungo tempo: soluzione della questione ebraica
mediante ampio impiego lavorativo degli Ebrei. Ci avrebbe come conseguenza una
graduale liquidazione dell'ebraismo: uno sviluppo che corrisponde alle condizioni econo-
miche del paese432.
[In der westlichen und mittleren Ukraine ist das Judentum nahezu identisch mit der
stdtischen Arbeiter- Handwerker- und Hndlerschicht. Wird auf die jdische Arbeitskraft
in vollem Umfange verzichtet, so ist ein wirtschaftlicher Wiederaufbau der ukrainischen
sowie der Ausbau der stdtischen Verwaltungszentren fast unmglich. Es gibt nur die eine
Mglichkeit, die die deutsche Verwaltung im Generalgouvernement lange Zeit verkannt hat:
Lsung der Judenfrage durch umfassenden Arbeitseinsatz der Juden. Das wrde eine
allmhliche Liquidierung des Judentums zur Folge haben: eine Entwicklung, die den

429 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941.
Dokumente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 290.
430 Operational Situation Report USSR No. 86 (September 17, 1941), in: ttp://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/
Holocaust/sitrep86.html.
431 In: http://www.nizkor.org/hweb/orgs/german/einsatzgruppen/osr/osr-086.html.
432 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941.
Dokumente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 479.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

wirtschaftlichen Gegebenheiten des Landes entspricht].


Si trattava, appunto, di un suggerimento. L'EM n. 81 del 12 settembre espone una prospettiva
completamente diversa. Dopo aver rilevato che in alcune zone era fuggito il 70-90% della popola-
zione ebraica, in altre il 100%, il redattore del rapporto commenta:
In ci si pu ravvisare una conseguenza indiretta del lavoro della Polizia di Sicurezza,
poich l'espulsione gratuita di centinaia di migliaia di Ebrei che, a quanto si dice, nella
maggior parte dei casi sono andati oltre di Urali costituisce un contributo importante alla
soluzione della questione ebraica in Europa 433.
[Hierin kann ein indirekter Erfolg der Arbeit der Sicherheitspolizei erblickt werden, denn
die kostenlose Abschiebung von Hunderttausenden von Juden dem Vernehmen nach in den
meisten Fllen ber den Ural hinber stellt einen betrchtlichen Beitrag zur Lsung der
Judenfrage in Europa dar].
Harrison elenca poi vari massacri, di cui, come ho gi accennato, ci occuperemo nel nostro
studio sugli Einsatzgruppen. La serie comincia cos:
In agosto, a Kamenets-Podolsky furono uccisi 23.600 Ebrei, molti dei quali erano stati espulsi
dall'Ungheria. Il loro destino fu sancito in un incontro presieduto dal generale della logistica
Wagner e dal capo dell'amministrazione militare Schmidt von Altenstadt (p. 100).
Nella relativa nota, Harrison rimanda a questa fonte: Vermerk ber die im OKH [Ober-
kommando des Heeres] stattgefundene Besprechung wegen bernahme eines Teils der Ukraine in
Zivilverwaltung am 27.8.1941 in Berlin, 197-PS [Nota sul colloquio avvenuto al Comando Supremo
delle Forze Armate il 27 agosto 1941 per la consegna di una parte dell'Ucraina all'amministrazione
civile] (nota 44). Ma questo documento non giustifica l'affermazione di Harrison, perch dice:
Vicino a Kamenez-Podolsk, gli Ungheresi hanno spinto oltre 11.000 Ebrei oltre confine.
Nelle trattative fatte finora, non stato possibile giungere a misure per il ritorno di questi
Ebrei. L'Alto Capo delle SS e della Polizia (SS-Obergruppenfuehrer Jeckeln) spera comun-
que che la liquidazione di questi Ebrei sia completata entro il 1 settembre 1941 434.
L'intestazione del documento PS-197, in tedesco, ovviamente plagiata, probabilmente da un
articolo di Andrej Angrick disponibile in rete, che menziona anche la cifra 23.600 435, la quale
proviene dall'EM n. 80 dell'11 settembre 1941436. L'EM n. 67 del 29 agosto 1941 chiarisce i prece-
denti della vicenda:
I Rumeni avevano tentato di spingere dalla Bessarabia e dalla Bucovina migliaia di deboli
inabili al lavoro e bambini nella sfera di influenza tedesca. Complessivamente presso
Swaniza-Mogilew-Podolsk e Jampol circa 27.500 [Ebrei] sono stati respinti in territorio
rumeno e 1.265, in parte pi giovani, sono stati fucilati 437.
[Rumnen hatten Tausende ausgesuchte, nicht arbeitsfhige Gebrechliche und Kinder aus
Bessarabien und Bukowina in deutsches Interessengebiet getrieben. Insgesamt bei Swaniza-
Mogilew-Podolsk und Jampol etwa 27500 in rumnisches Gebiet zurckgetrieben und 1265,
zum Teil jngere, erschossen].
Il riferimento della nota 44 cfr. Klaus-Michel Mallmann, Der qualitative Sprung im Ver-
nichtungsprozess. Das Massaker von Kamenez-Podolsk Ende August 1941, Jahrbuch fr Antise-

433 Idem, p. 452


434 PS-197. NCA, vol. III, p. 211.
435 A. Angrick, The Escalation of German-Rumanian Anti-Jewish Policy after the Attack on the Soviet Union, June
22, 1941. SHOAH Resource Center, in: http://www1.yadvashem.org/odot_pdf/Microsoft%20Word%20-%203208.pdf.
Nota 65 a p. 23 e 66 a p. 24.
436 Klaus-Michael Mallmann/Andrej Angrick/Jrgen Matthus/Martin Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen
UdSSR 1941. Dokumente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 444.
437 Idem, p. 378.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

mitismusforschung 10, 2001, pp.237-64 invece un plagio tratto da Longerich 438.


In relazione alla fucilazione di Zhitomir, Harrison riporta questa frase: Alle donne fu permesso
di tenere tra le braccia i loro bambini (p. 100). Si tratta di un documento? O di una dichia-
razione? Harrison non lo dice: si limita a riportare la frase senza alcuna precisazione. La sua fonte ci
informa che si tratta di una semplice dichiarazione processuale di Heinrich Huhn, capo del SK 4a,
resa in data 13 marzo 1966439.
A p. 101 Harrison scrive:
[23] Il 3 settembre, Gewecke prese nota della necessit di liquidare tutti gli Ebrei nella re-
gione di Schaulen [Siauliai].
Come riferimento, adduce: Gewecke, affari ebraici a Schaulen, 3.9.41, 3661-PS (nota 47 a p.
101). Nel suo frenetico saccheggio di fonti altrui, Harrison evidentemente ha fatto confusione. Il
documento in questione una breve lettera di Hans Gewecke, il Gebietskommissar (commissario
regionale) a Schaulen, ma essa tratta solo del patrimonio ebraico sequestrato e non contiene alcun
accenno alla necessit di liquidare tutti gli Ebrei440.
Subito dopo Harrison aggiunge:
[24] Una testimonianza del dopoguerra indica che essi furono uccisi come bocche inutili, la
stessa formulazione usata per giustificare l'uccisione dei pazienti del T4. Il linguaggio fu ripetuto
da Erren a Slonim, in Belorussia, quando furono fucilati 7.000 Ebrei: L'azione effettuata dal SD
[Sicherheitsdienst: Servizio di Sicurezza] il 13 novembre mi sbarazz di bocche inutili da sfama-
re (p. 101).
Questa testimonianza del dopoguerra ha valore storico solo per lui. Per la seconda citazione,
Harrison indica questa fonte: Rapporto sulla situazione, RC Slonim, 25.1.42, in Anklageschrift
Erren et al., StA Hamburg 141 Js 173/61, p. 50 (nota 49 a p. 101). Ancora un plagio. Egli aveva
postato la citazione in questione nel RODOH Forum gi in data 17 aprile 2009441, rimandando,
come fonte, al sito Jewish Virtual Library, dove appunto appare uno stralcio del Rapporto sulla
situazione del Gebietskommissar Gerhard Erren (25 gennaio 1942)442 che contiene la frase da lui
citata.
La fonte l'opera The Good Old Days443. Su questa azione del 13 novembre 1941 non si sa
nulla. Gli editori di Die Ereignismeldungen UdSSR 1941 ne accennano brevemente in nota,
rinviando all'opera di Krausnick e Wilhlem sugli Einsatzgruppen444, mentre questi due autori
rimandano al rapporto di Erren 445. Si tratta dunque di un caso unico e non confermato da altra fonte
che insensato prendere a modello di una politica generale.
Harrison scrive poi:
438 P. Longerich, Holocaust. The Nazi persecution and Murder of the Jews, op. cit., nota 51 a p. 512: Klaus-Michael
Mallmann, Der qualitative Sprung im Vernichtungsprozess. Das Massaker von Kamenez-Podolsk Ende August 1941,
Jahrbuch fr Antisemitismusforschung (JA) 10 (2001), 237-64. Nella nota 50 l'autore cita il documento PS-197.
439 Wendy Lower, The reibungslose Holocaust? The German Military and Civilian Implementation of the Final
Solution in Ukraine, 1941-1944, in: Networks of Nazi Persecution. Bureaucracy, Business and the Organization of
the Holocaust. Edited by Gerald D. Feldman & Wolfgang Seibel, Berghahn Books, 2005, nota 38 a p. 254.
440 PS-3661. IMT, vol. XXXII, pp. 434-435.
441 In: http://rodohforum.yuku.com/reply/125856#.Tx6Uf2Wvo1E.
442 In: http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/Holocaust/Erren.html
443 Ernst Klee, Willi Dressen, Volker Riess editors, The Good Old Days. The Holocaust as Seen by Its Perpetrators
and Bystanders. The Free Press, 1991, From the situation report of Gebietskommissar Gerhard Erren, 25 January
1942, p. 179. Trad. it.: Bei tempi. Lo sterminio degli ebrei raccontato da chi l'ha eseguito e da chi stava a guar-
dare. Giuntina, Firenze, 1980, Dalla relazione stesa dal commissario di zona Gerhard Erren in data 25.1.1942, pp.
141-142.
444 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941. Doku-
mente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 847.
445 H. Krausnick, H.H. Wilhelm, Die Truppe des Weltanschauungskrieges. Die Einsatzgruppen der Sicherheitspolizei
und des SD 1938-1942, op. cit., p. 600.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

[25] Lo sterminio fu anche autorizzato dall'assunzione, espressa per esempio da von Bechtols-
heim, che senza una singola eccezione, Ebrei e partigiani sono un concetto identico. Questa
dichiarazione, col suo uso di concetto, dimostra che il collegamento Ebreo-partigiano era
consolidato nelle menti dei capi della Wehrmacht prima che invadessero l'Unione Sovietica, ma,
col procedere della guerra, fu anche intensificato in azioni di sterminio pi sistematiche (p. 101).
Harrison rimanda in nota a questa fonte: Jrgen Frster, The Wehrmacht and the War of Ex-
termination against the Soviet Union, Yad Vashem Studies 14, 1981, pp.7-33, che cita Kommandant
in Weissruthenien, Situation Report of February 1-15, 1942, BA- MA WK VII/527 RH 53 7/v. 206
RH 26-707/v. 1.
Riporto il relativo passo della fonte da lui indicata:
Riguardo a Ebrei e Polacchi, oltre ai precedenti rapporti sulla situazione, bisognerebbe
aggiungere che [gli Ebrei] lavorano fianco a fianco col comunismo e le organizzazioni parti-
giane e li assistono in ogni modo immaginabile. Perci, senza una singola eccezione, Ebrei
e partigiani sono un concetto identico 446.
Poich il passo tratto da un rapporto del febbraio 1942, non ha senso affermare che l'
equivalenza Ebrei-partigiani fosse stata fissata prima dell'invasione dell'URSS, ma rispecchiava
evidentemente una situazione di fatto dell'inizio del 1942.
In questo contesto, egli aggiunge:
[26] Inoltre, l'ordine di Bechtolsheim che gli Ebrei dovevano sparire dalla regione piana
[flat land] e anche gli Zingari devono essere sterminati fu emanato prima che ci fosse una
qualche minaccia partigiana in Bielorussia (p. 101).
Harrison adduce la seguente fonte:
Kommandant in Weissruthenien Ia, Befehl Nr. 24, 24.11.41, gez. v. Bechtolsheim, NARB 378-1-
698, p.32; cfr. Browning, Origins, p.289 (nota 51 a p. 101).
Di questo documento egli non conosce neppure il testo tedesco, poich si limita a riportare la
singola frase citata da Browning:
Secondo Bechtolsheim, gli Ebrei dovevano sparire dalla regione piana [flat land] e anche
gli Zingari devono essere sterminati447.
La fonte di Browning riporta il testo originale del passo:
Wie in vorstehenden Befehlen angeordnet, mssen die Juden vom flachen Lande ver-
schwinden und auch Zigeuner vernichtet werden448.
Come disposto in ordini precedenti, gli Ebrei devono sparire dalla campagna e anche gli
Zingari devono essere sterminati.
Il successivo commento di Harrison conferma che del documento in questione egli conosce sol-
tanto la breve frase citata da Browning:
In verit, il fatto che dovessero essere sterminati anche gli Zingari mostra che Bechtolsheim usava
prerogative militari per effettuare lo sterminio di gruppi da lui razzialmente definiti (p. 101).
La frase immediatamente successiva del documento dice infatti:
L'esecuzione di azioni antiebraiche pi grandi non compito delle unit della divisione.
Esse vengono eseguite dalle autorit civili o di polizia, eventualmente vengono ordinate dal
comandante in Rutenia Bianca, se per questo ha a disposizione speciali unit o per ragioni di

446 Jrgen Frster, The Wehrmacht and the War of Extermination against the Soviet Union, in: Yad Vashem Studies,
14, 1981, p. 31.
447 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 289.
448 Auszug aus dem Befehl Nr. 24 des Kommandanten in Weiruthenien (v. Bechtolsheim) vom 24. November 1941 u.
a. betr. Juden und Zigeuner, in: Wolfgang Benz, Konrad Kwiet, Jrgen Matthus, Einsatz im Reichskommissariat
Ostland. Metropol, Berlino, 1998, p. 78.

137
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

sicurezza o in caso di provvedimenti collettivi [di rappresaglia]449.


[Die Durchfhrung grerer Judenaktionen ist nicht Aufgabe der Einheiten der Division.
Sie werden durch die Zivil- oder Polizeibehrde durchgefhrt, gegebenenfalls durch den
Kommandanten in Weiruthenien angeordnet, wenn ihm dazu besondere Einheiten zur
Verfgung stehen oder aus Sicherheitsgrnden und bei Kollektivmanahmen].
Browning ci informa che il generale Gustav Freiherr von Bechtolsheim era comandante della
707a divisione di fanteria nel Generalkommissariat [commissariato generale] della Weissruthe-
nien450, perci il documento smentisce l'interpretazione di Harrison; il presunto ordine di sterminio
non proveniva da von Bechtolsheim e la sua esecuzione non era di sua competenza.
Per quanto riguarda il documento, il fatto che gli Ebrei dovessero vom flachen Lande versch-
winden non significa che dovessero essere uccisi; l'espressione flaches Land designa infatti
l'area rurale in contrapposizione con quella urbana. Ci risulta in modo indubitabile dalla lettera di
Stahlecker del 6 August 1941.
Questo significato appare esplicitamente anche nel documento PS-1138, dove l'espressione Das
flache Land ist von Juden zu subern (la campagna dev'essere ripulita degli Ebrei) significa che
gli Ebrei dovenano essere rinchiusi in ghetti (vedi Capitolo 8, punto 7). Nello stesso significato tale
espressione appare anche nel documento NOKW-1535 citato sopra (vedi punto 6).
Il 6 gennaio 2012 Michael Mills ha scritto nell' AXIS HISTORY FORUM:
A mio avviso, come ho detto prima, un punto debole maggiore il fatto che il gruppo di
Holocaust Controversies sembra non aver consultato i documenti che cita n per intero n
nel contesto documentario, n in lingua originale. Sembra che essi abbiano semplicemente
tratto questo riferimento da The Origin of the Final Solution di Christopher Browning, p.
289 (dove appare un identico fraintendimento di traduzione) e che abbiano preso il riferi-
mento documentario dalle sue note per mettere in soggezione i sempliciotti. Christopher
Browning almeno fornisce poi, a p. 290, un qualche contesto che ci aiuta a capire questa
citazione: Dove si incontrano gruppi pi piccoli o pi grandi nella flat land, aggiunse
Bechtolsheim, noi possiamo disporre di essi o di nostra iniziativa o concentrarli in ghetti
designati in luoghi pi ampi dove saranno consegnati all'amministrazione civili o al SD 451.
Nick Terry ha prontamente risposto:
Dove abbiamo citato da un altro autore, abbiamo scritto ad es. Jrgen Frster, The
Wehrmacht and the War of Extermination against the Soviet Union, Yad Vashem Studies 14,
1981, pp.7-33, che cita Kommandant in Weissruthenien, Rapporto sulla situazione dell'1-15
febbraio, 1942, BA-MA WK VII/527 RH 53 7/v. 206 RH 26-707/v. 1.
Dove abbiamo visto personalmente i documenti, ma sono gi noti nella letteratura, abbiamo
scritto Kommandant in Weissruthenien Ia, Befehl Nr. 24, 24.11.41, gez. v. Bechtolsheim,
NARB 378-1-698, p. 32; cfr. Browning, Origins, p. 289.
Ci sono pochissimi punti in cui questa presentazione stata alterata; un esempio il
rapporto Erren citato nella stessa pagina (e ci sar corretto nella seconda versione)452
(corsivo mio).
Chi esamina realmente un documento tedesco, lo traduce egli stesso e non si affida ad una
traduzione altrui di una semplice riga del testo. Appunto ci ha fatto Harrison, che ha tratto la frase
vanish from the flat land and the Gypsies too have to be exterminated dal libro di Browning citato
sopra, al pari del riferimento d'archivio: Kommandant in Weissruthenien Abt. Ia, order no. 24,
449 Idem.
450 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 288.
451 In: http://forum.axishistory.com/viewtopic.php?f=6&t=184998&start=30.
452 Idem. L'ultima frase una spudorata menzogna, perch ci che Terry presenta come eccezione, la normale prassi
dei Plagiari.

138
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

November 24, 1941, USHMMA RG 53.002m, reel 2 (csa Minsk 378-1-698, fol. 32)453. Il
riferimento d'archivio citato anche in un post apparso in un altro Forum il 25 luglio 2007, che
riporta il testo tedesco del documento in discussione col seguente riferimento: Kdt in Weiss-
ruthenien Ia, Befehl Nr. 24, 24.11.41, NARB 378-1-698, p. 32454. Il testo qui pubblicato stato poi
ripreso da Nick Terry nella risposta del 6 gennaio 2012 summenzionata per dimostrare che aveva
visto coi propri occhi il documento: infatti lo ha citato con le stesse parole della sua fonte nel
Forum: Kdt in Weissruthenien Ia, Befehl Nr. 24, 24.11.41, NARB 378-1-698, p. 32 (USHMM
RG53.002M/2)455. Si noti l'abbreviazione Kdt invece di Kommandant che tradisce il plagio.
Ma anche ammesso e non concesso che Terry abbia detto la verit, la cosa non sarebbe meno
grave: Harrison si sarebbe affidato alla traduzione altrui, neppure ineccepibile, di una riga di un do-
cumento del quale avrebbe avuto il testo originale. La prima una procedura da millantatori, la
seconda da inetti.
La nota 52 a p. 101 Kommandant in Belorussia, 8.10.41 e 16.10.41, NARB 378-1-698; cfr.
Gerlach, Kalkulierte Morde, pp. 612-13. parimenti tratta da Browning, che indica questa fonte:
Rapporti del Kommandant in Weissruthenien Abt. Ia, October 10 and 16, 1941, USHMMA RG
53.002m, bobina 2 (CSA Minsk 378-1-698, fogli 4, 11)456. Harrison ha tentato puerilmente di
camuffare il plagio scrivendo Bielorussia invece di Weissruthenien (ma Gerlach scrive
giustamente Weiruthenien) e sostituendo CSA (Central State Archive: Archivio Centrale dello
Stato) con NARB (Natsionalni Archiv Republiki Belarus: Archivio Nazionale della Repubblica
Bielorussa), frutto di un altro plagio (vedi punto 109).
Quanto infine alla pretesa che l'ordine di von Bechtolsheim, datato 24 novembre 1941, fu
emanato prima che ci fosse una qualche minaccia partigiana in Bielorussia, senza eseguire una
ricerca pi accurata, mi limito ad osservare che, almeno tre mesi prima, l'Einsatzgruppe B, di stanza
a Smolensk, aveva stilato un lungo rapporto, intitolato Kampfanweisung fr Partisanengruppen
(Istruzioni di combattimento per gruppi partigiani), in cui esponeva le tecniche operative dei
partigiani457; il che dimostra che i partigiani rappresentavano gi allora un pericolo reale.
Harrison continua:
[27] In novembre, Georg Thomas richiese lo sterminio totale degli Ebrei in Volinia (nel-
l'Ucraina occidentale) col pretesto che gli Ebrei erano senza dubbio meno preziosi come lavora-
tori in confronto al danno che facevano come portatori del germe del comunismo (pp. 101-
102).
Il riferimento EM 133, 14.11.41 (nota 54 a p. 102), ma le citazioni sono prese, come al
solito, da Browning458. Il testo del passo questo:
Ebrei: Che gli intrighi comunisti siano appoggiati molto caldamente presso gli Ebrei, non
c' bisogno di sottolinearlo in modo speciale. L'unica possibilit, nelle presenti circostanze,
di porre fine all'attivit degli Ebrei in Volinia e sottrarre cos al bolscevismo il suo terreno di
coltura pi fertile, lo sterminio totale degli Ebrei, i quali come lavoratori sono senza
dubbio meno utili di quanto arrechino danni come portatori dei batteri del comunismo 459.
453 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., nota 250 a p. 507.
454 In: http://www.thephora.net/forum/archive/index.php/t-27230.html.
455 In: http://forum.axishistory.com/viewtopic.php?f=6&t=184998&start=30.
456 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., nota 246 a p. 507.
457 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941, op. cit.,
pp. 359-362. EM n. 65 del 25 agosto 1941.
458 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 296.
459 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941, op. cit.,
p. 792.

139
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

[Juden: Dass die kommunistischen Umtriebe bei den Juden wrmstens untersttzt werden,
braucht nicht besonders betont zu werden. Die unter den obwaltenden Umstnden einzige
Mglichkeit, dem Treiben der Juden in Wolhynien ein Ende zu machen und damit dem Bol-
schewismus seinen fruchtbarsten Nhrboden zu entziehen, ist die vollstndige Ausrottung
der Juden, die als Arbeitskrfte fraglos weniger Nutzen bringen, als sie als Bakterien-
trger des Kommunismus Schaden anrichten]
La minaccia di sterminio era dunque motivata dal fatto che gli Ebrei erano ritenuti terreno di
coltura e portatori dei batteri del bolscevismo, dunque nel quadro della guerra contro l'Unione
Sovietica, non dal semplice fatto di essere Ebrei.
Indi Harrison passa a un'altra prova:
[28] Il 18 dicembre 1941, Bratigam [sic] disse a Lohse che considerazioni economiche
(alle quali Lohse aveva alluso in una lettera precedente del 15 novembre) dovrebbero fonda-
mentalmente restare ignorate. Egli dichiar inoltre che ci era stato probabilmente concordato
per mezzo di una discussione verbale, confermando in tal modo che la linea di condotta non sempre
era delineata da un ordine scritto, ma anche a voce. Il 10 gennaio 1942, Himmler conferm a
Rosenberg che [le] misure per eliminare gli Ebrei devono essere prese senza riguardo alle conse-
guenze economiche (p. 102).
Il 31 ottobre 1941 il dott. Georg Leibbrandt, capufficio al ministero di Rosenberg, invi a
Hinrich Lohse, Reichskommissar (commissario del Reich) per l'Ostland, una lettera del seguente
tenore:
Da parte dell'Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich vengono sollevate rimostranze per il
fatto che il commissario del Reich per l'Ostland ha proibito esecuzioni di Ebrei a Libau.
Chiedo un rapporto immediato sull'affare in questione 460.
[Von seiten des Reichs- und Sicherheitshauptamtes [sic] wird Beschwerde darber gefhrt,
da der Reichskommissar Ostland Judenexekutionen in Libau untersagt habe. Ich ersuche
in der betreffenden Angelegenheit um umgehenden Bericht].
Il 15 novembre 1941 Lohse rispose:
Ho proibito le esecuzioni selvagge di Ebrei a Libau perch esse, per le modalit della loro
esecuzione, erano ingiustificabili. Prego informarmi se la Vostra domanda del 31 ottobre va
considerata una disposizione nel senso che tutti gli Ebrei in Ostland debbano essere
liquidati. Ci deve avvenire senza riguardo a et e sesso e a interessi economici (ad es. della
Wehrmacht riguardo a operai specializzati nelle industrie degli armamenti)? Naturalmente
ripulire l'Ostland degli Ebrei un compito prioritario; la sua soluzione deve per procedere
all'unisono con le esigenze dell'economia di guerra. Finora non ho potuto desumere una tale
disposizione n dalle direttive sulla questione ebraica contenute nella cartella marrore,
n da altri decreti (corsivo mio)461.
[Ich habe die wilden Judenexekutionen in Libau untersagt, weil sie in der Art ihrer Durch-
fhrung nicht zu verantworten waren. Ich bitte, mich zu unterrichten, ob Ihre Anfrage v.
31.10 als dahingehende Weisung aufzufassen ist, dass alle Juden im Ostland liquidiert
werden sollen? Soll dieses ohne Rcksicht auf Alter und Geschlecht und wirtschaftliche
Interessen (z.B. der Wehrmacht an Facharbeitern in Rstungsbetrieben) geschehen? Selbst-
verstndlich ist die Reinigung des Ostlandes von Juden eine vordringliche Aufgabe; ihre
Lsung muss aber mit den Notwendigkeiten der Kriegswirtschaft in Einklang gebracht
werden. Weder aus den Anordnungen zur Judenfrage in der braunen Mappe noch aus
anderen Erlassen konnte ich bisher eine solche Weisung entnehmen].
Ecco la risposta di Otto Brutigam, del ministero di Rosenberg, in data 18 dicembre:

460 PS-3663. IMT, vol. XXXII, pp. 435-436.


461 Idem, p. 436.

140
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Oggetto: Questione ebraica.


Riguardo alla lettera del 15.11.1941
Nella questione ebraica si potrebbe frattanto fare chiarezza mediante colloqui verbali. Gli
interessi economici nella regolamentazione del problema devono restare in via di principio
non considerati. Per il resto si prega di regolare immediatamente col Comandante superiore
delle SS e della Polizia le questioni che sorgono 462.
[Betrifft: Judenfrage
Auf das Schreiben vom 15.11.1941
In der Judenfrage drfte inzwischen durch mndliche Besprechungen Klarheit geschaffen
sein. Wirtschaftliche Belange sollen bei der Regelung des Problems grundstzlich unbe-
rcksichtigt bleiben. Im brigen wird gebeten, auftauchende Fragen unmittelbar mit dem
hheren SS -und Polizeifhrer zu regeln].
Lohse chiedeva essenzialmente se si dovessero uccidere tutti gli Ebrei in Ostland, il che era
per lui una novit, in quanto tutte le direttive precedenti non prevedevano questa possibilit, a
cominciare dalla braune Mappe. Leibbrandt non dichiar che tali direttive erano cambiate, ma si
limit a riferire che nella regolazione della questione non bisognava tener conto di interessi
economici. Ci non si riferisce necessariamente a uno sterminio, piuttosto che ad una estromissione
degli Ebrei dalla vita economica del paese. All'epoca la politica nazionalsocialista mirava alla
deportazione degli Ebrei del Reich nei territori orientali. Proprio Leibbrandt il 13 novembre aveva
mandato a Lohse un telegramma che diceva:
Riguardo trasporti ebraici nell'Ostland. Lettera precisa in arrivo. Ebrei vanno ancora pi a
est. Campi a Riga e Minsk solo misure provvisorie perci qui nessun dubbio463.
[Bezueglich Judentransporte in das Ostland. Genaues Schreiben unterwegs. Juden kom-
men weiter nach Osten. Lager in Riga und Minsk nur vorlaeufige Massnahme daher hier
keine Bedenken].
D'altra parte la grne Mappe, nel paragrafo Richtlinien fur die Behandlung der Judenfrage
(Direttive per il trattamento della questione ebraica) del settembre 1942, dava disposizioni esatta-
mente contrarie a un presunto sterminio:
Con riguardo all'urgenza dei compiti economici all'Est provocata dalla guerra, in tutti i
provvedimenti contro gli Ebrei bisogna badare che gli interessi economici non vengano
danneggiati in modo essenziale464.
[Bei der durch den Krieg bedingten Vordringlichkeit der wirtschaftlichen Aufgaben im
Osten ist bei allen Manahmen gegen die Juden darauf zu achten, da wirtschaftliche
Belange nicht wesentlich geschdigt werden].
Resta da esaminare l'affermazione finale di Harrison, che conferisce una parvenza criminale alle
misure discusse sopra: Il 10 gennaio 1942, Himmler conferm a Rosenberg che [le] misure per
eliminare gli Ebrei devono essere prese senza riguardo alle conseguenze economiche.
La fonte : Himmler a Rosenberg, 10.1.42, NARA T454/154/334; cfr. Wendy Lower, Nazi
Empire-Building and the Holocaust in Ukraine. Chapel Hill, 2005, p. 251 (nota 56 a p. 102).
In un post sul RODOH Forum datato 29 settembre 2008, Harrison ha scritto al riguardo:
Ho solo la traduzione di Lower, ma nel mio blog fornisco il riferimento d'archivio, cos
siete liberi di verificarla 465.
Questa frase l'emblema del Manifesto copia e incolla e della mentalit infantile dei Plagiari.
Per loro, la semplice citazione da un libro di una frase in traduzione inglese tratta da un documento
tedesco, una dimostrazione. Essi non si chiedono se il documento esiste davvero, se il suo
462 PS-3666, p. 437.
463 GARF, 7445-2-145, p. 54. Il telegramma scritto a lettere maiuscole senza Umlaut.
464 EC-347. IMT, vol. XXXVI, p. 350.
465 In: http://rodohforum.yuku.com/topic/7376#.Tx-ycmWvo1F.

141
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

riferimento d'archivio esatto, se la traduzione esposta nel libro corretta, se il contesto conferma o
contraddice l'interpretazione dell'autore del libro. Incredibilmente, essi pretendono che queste
ricerche le faccia il lettore, non loro, che citano il documento! Quanto al termine eliminare ( to
eliminate) (qual il verbo tedesco?), esso poteva bene riferirsi anche ad una evacuazione.
La citazione che segue, mette ben in evidenza la mancanza di senso critico e la credulit degli
storici olocaustici:
[29] In Ucraina, le uccisioni continuarono nell'inverno 1941-1942, come mostrato dalla gasa-
zione di Ebrei con Lorpicrin per ripulire il ghetto di Zlatopol a Nikolayev per ordine del commis-
sario territoriale (p. 103).
Il riferimento :
Frammento di un rapporto sulla situazione del BdO [Befehlshaber der Ordnungspolizei: Coman-
dante della Polizia d'Ordine] Ucraina (gez. [firmato] Mller-Brunkhorst), circa marzo 1942 (titolo
della pagina mancante); TsADAVOV, R-3676-4-317, p.71; cfr. Dieter Pohl, The Murder of
Ukraines Jews under German Military Administration and in the Reich Commissariat Ukraine, in
Ray Brandon e Wendy Lower (ed.) The Shoah in Ukraine, Bloomington, 2008, p. 48 (nota 65, pp.
103-104).
Il sistema di citazione corrisponde al caso prospettato da Terry dove abbiamo visto perso-
nalmente i documenti, ma sono gi noti nella letteratura. In realt Harrison non ha mai visto il
relativo documento, che semplicemente tratto dal libro da lui menzionato, questa volta senza
neppure una citazione. Nella versione tedesca del suo articolo, Pohl riporta cos il passo in que-
stione:
Cos il 2 febbraio 1942, 202 Ebrei del ghetto di Zlatopil furono eliminati per ordine del
commissario regionale della milizia mediante gasazione con Lorpicrin. L'eliminazione degli
Ebrei pot essere effettuata senza disturbo e senza suscitare grande sensazione 466.
[auf Anordnung des Gebietskommissars von der Miliz durch Vergasung mit Lorpicrin
beseitigt. Die Beseitigung der Juden konnte ohne Strung und ohne gro Aufsehen zu erre-
gen, durchgefhrt werden]
Che cos' la Lorpicrin? Non se lo chiesto Pohl e meno che mai Harrison: si parla di gasa-
zione e questo per loro pi che sufficiente!
Il termine non significa nulla, essendo una evidente deformazione di Chlorpikrin, cloropicrina,
(tricloronitrometano). Questa sostanza fu usata come aggressivo chimico irritante durante la prima
guerra mondiale, successivamente come disinfestante contro insetti nocivi, come calandra granaria,
pulci, mosche, cimici e anche contro i topi.
Essa ha una densit di 5,66 rispetto a quella dell'aria (l'acido cianidricico di 0,93) e un punto di
ebollizione di 112C (l'acido cianidrico HCN di 25,6C)467. noto per che, durante la seconda
guerra mondiale, la cloropicrina non faceva parte dei disinfestanti pi consueti e dunque pi
facilmente reperibili, che erano: lo Zyklon, il T-Gas (una miscela di ossido di etilene e di acido
carbonico), il Tritox (tricloroacetonitrile), il Ventox (nitrile), il Cartox (una miscela in proporzioni
diverse di ossido di etilene e di acidio carbonico), il Nitril, il Calcid (una sostanza ad alta percen-
tuale di calciocianammide) e il Cyanogas (una sostanza a bassa percentuale di calciocianammide).
Tutti questi disinfestanti erano regolarmenre distribuiti dalla ditta Degesch 468.

466 D. Pohl, Schauplatz Ukraine. Der Massenmord an Juden im Militrverwaltungsgebiet und im Reichskommissariat
1941-1943, in: Christian Hartmann, Johannes Hrter, Peter Lieb, Dieter Pohl, Der deutsche Krieg im Osten 1941-
1944. Facetten einer Grenzberschreitung. Oldenburg Wissenschaftsverlag, Monaco, 2009, p. 181.
467 Ferdinand, Flury, Franz, Zernik, Schdliche Gase, Dmpfe, Nebel, Rauch- und Staubarten. Verlag von Julius Sprin-
ger, Berlino, 1931, pp. 418-419 e 540-541; Gerhard Peters, Die hochwirksamen Gase und Dmpfe in der Sch-
dlingebekmpfung. Sammlung chemischer und chemisch-technischer Vortrge. Neue Folge. Quaderno 47a. Verlag von
Ferdinad Enke in Stuttgart, 1942, pp. 81 e 88.
468 NI-9098.

142
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Ci premesso, bisognerebbe spiegare come un semplice commissario regionale della milizia si


fosse procurato la cloropicrina in una piccola localit dell'Ucraina, situata circa 80 km a nordest di
Kirovohrad, presso Kiev (ma per Harrison era il nome di un ghetto a Nikokolajew, citt che si trova
in linea d'aria oltre 400 km a sud, sul Mar nero) come l'avesse usata per la pretesa gasazione, dato
che essa ha un punto di ebollizione di 112C e come l'operazione potesse essere avvenuta senza
disturbo. Nel 1942 l'Istituto di Igiene della Regia Universit di Padova effettu degli esperimenti
per provare l'efficacia di vari disinfestanti, tra cui la cloropicrina, riguardo alla quale fu osservato:
La cloropicrina peraltro presenta degli inconvenienti: di difficile maneggio, data la sua
azione lacrimogena anche se diluita fortemente (1: 200.000.000,-) ed molto tossica. [...].
Terminata l'operazione occorre una ventilazione dell'ambiente che si protragga per due o tre
giorni, perch l'azione lacrimogena persiste per altrettanto tempo 469 (corsivo nell'originale).
La ridicola storia della Lorpicrin ripresa da Myers nel capitolo 4.

V) Gli autocarri di gasazione (inglese: gas vans, tedesco: Gaswagen)


Questa gasazione mediante Lorpicrin segna il passaggio ad un altro tema, quello dei presunti
autocarri di gasazione, che Harrison introduce in questo modo:
[30] Autocarri di gasazione furono usati a Simferopol, come confermato al processo di Drexel
e Kehrer di EK 12a e 12b (pp. 103-104). La relativa nota rimanda a JuNSV Bd. XL, Nr. 816 StA
Muenchen I, Az.119c Ks 6 a-b/70, Bl. 33-35 (nota 66 a p. 104). Il riferimento appare nell'articolo di
Mathias Beer The Development of the Gas-van in the Murdering of the Jews (Lo sviluppo di
autocarri di gasazione nell'uccisione degli Ebrei), che nella nota 72 scrive: Decisione del Tribunale
su Drexel e Kehrer, StA Muenchen I, Az.119c Ks 6 a-b/70, Bl.33-35 [ZSL, Az.Sammelakte 32] 470,
ma Harrison l'ha tratto pi probabilmente dall'AXIS HISTORY Forum471. Egli vi ha aggiunto
JuNSV Bd. XL, Nr. 816. Che non abbia consultato il volume XL di questa collezione di sentenze,
dimostrato dal fatto che non indica n la data della sentenza, n le pagine che menzionano i
Gaswagen.
Un paragrafo della sentenza intitolato Azioni di gasazione a Simferopol (Gaswagenaktionen
in Simferopol). Vi si afferma che l'Einsatzgruppe D possedeva parecchi (mehrere) di tali Gas-
wagen e vi viene descritta una gasazione: il tutto senza alcun riferimento n a documenti, n a
testimonianze472. Una tale descrizione, dal punto di vista storiografico, non vale nulla.
Successivamente la sentenza ritorna sui Gaswagen:
Azione di gasazione a Stawropol.
Al punto III della seconda accusa addizionale del 17.10.1972 Keh. fu inoltre accusato di
aver partecipato ad almeno due azioni di gasazione a Stawropol nel periodo da agosto a di-
cembre 1942. Anche in questo punto dell'accusa la partecipazione di Keh. non dimostrata.
Qui egli viene accusato esclusivamente dai testimoni russi Gt., Bar. e Wos. Per quanto ri-
guarda il testimone Gt. vale anche qui ci che stato detto in precedenza. Per via dei dubbi
che sussistono sulla sua attendibilit, la Corte d'Assise non ha potuto fondare una condanna
sulla sua dichiarazione neppure in questo punto dell'accusa. La stessa cosa vale anche per il
testimone Bar. Al pari di Gt., anche questo testimone ha accusato Keh. di altri crimini del
1943 sebbene Keh. in questo periodo si trovasse in Germania per il suo ricovero all'ospedale

469 Socrate Mondini, I mezzi di disinfestazione contro le cimex nell'ambiente militare. Tipografia Albarelli-Marche-
setti, Verona, 1942, p. 26.
470 In: http://weber.ucsd.edu/~lzamosc/chelm10.htm; vedi anche http://www.jewishvirtuallibrary.org/jsource/ Holoca-
ust/vans.html e http://www.nizkor.org/hweb/camps/chelmno/sonderdruck.html.
471 In: http://forum.axishistory.com/viewtopic.php?p=134918#p134918.
472 Justiz und NS-Verbrechen. Sammlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Ttungsverbrechen
1945-1999. Vol. XL, a cura di C.F. Rter, D.W. De Mildt. Amsterdam University Press, K.G. Saur Verlag, Monaco,
2009, pp. 286-288.

143
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

militare473.
In particolare, Wos. era stato a suo dire testimone oculare di una o due gasazioni e le aveva
descritte!474.
Dunque nel processo contro Max Drexel e Walter Kehrer l'impiego di Gaswagen a Simferopol
non fu confermata, ma solo apoditticamente riaffermata; fu confermato senza alcuna prova
soltanto il relativo dogma propagandistico.
A p. 104 Harrison si appella a un gruppo di documenti tedeschi che sono stati scoperti da
Sergey Romanov e riporta uno stralcio della sentenza di una corte marziale tedesca contro l' Unter-
offizier (sottufficiale) Hans Rttgermann, nella quale fu sancito:
Perci le fucilazioni di Ebrei, che ultimamente sono state compito del SD [Sicherheitsdienst:
Servizio di Sicurezza], sono atti di Stato [Akte des Staates], ordinati in un certo modo per lo
sterminio di questi nemici ed eseguiti in questo modo [der die Austilgung dieser Feinde in einer
bestimmten Art und Weise anordnet].
Il testo tedesco, originariamente pubblicato in un post dei Plagiari, dice:
So sind auch die Erschiessungen von Juden durch den SD letzlich Akte des Staaten, der die
Austilgung dieser Feinde in einer bestimmten Art und Weise anordnet und ebenso durch-
fuehren laesst. Fuer diese vom Staat fuer notwendig gefundenen Massnahmen sind eigens
Organe eingesetzt.
Diese Organe sind in sich wieder straffen Satzungen unterworfen. Feldurteil des Reichs-
kriegsgerichts vom 17.4.1942 gegen den Unteroffizier der Feldgendarmerie Hans Roettger-
mann475.
Cos anche le fucilazioni di Ebrei da parte del SD sono in ultima analisi atti di Stato, che
mirano all'annientamento di questi nemici in un certo modo e permettono parimenti di ese-
guirle. Per queste misure ritenute necessarie dallo Stato sono impiegati organi specifici.
Harrison riporta poi un passo della sentenza di un'altra corte marziale contro l' SS-Untersturm-
fhrer Max Tbner (tratta, questa, da un libro), che, tra l'altro, dice: Gli Ebrei devono essere ster-
minati e nessuno degli Ebrei uccisi una grossa perdita (p. 105).
Ci rientrava nella lotta del nazionalsocialismo contro quello che esso chiamava il nemico
giudeo-bolscevico, come attestato ad esempio dall'ordine del generale Erich von Manstein del 20
novembre 1941:
L'ebraismo rappresenta l'intermediario tra il nemico alle spalle e il resto dell'Armata Rossa
ancora combattente e della dirigenza rossa. Esso vi detiene pi saldamemente di quanto
avvenga in Europa tutti i punti chiave della direzione e dell'amministrazione politica, del
commercio e dell'artigianato e forma inoltre la cellula di tutti i disordini e di possibili
sommosse. Il sistema giudeo-bolscevico dev'essere annientato una volta per sempre. Non
deve mai pi intervenire nel nostro spazio vitale europeo 476.
[Das Judentum bildet den Mittelsmann zwischen dem Feind im Rcken und den noch
kmpfenden Resten der Roten Wehrmacht und der Roten Fhrung. Es hlt strker als in
Europa alle Schlsselpunkte der politischen Fhrung und Verwaltung, des Handels und des
Handwerkes besetzt und bildet weiter die Zelle fr alle Unruhen und mglichen Erhe-
bungen. Das jdisch-bolschewistische System muss ein fr allemal ausgerottet werden. Nie
wieder darf es in unseren europischen Lebensraum eingreifen].
Harrison scrive ancora:
[31] Himmler aveva raccomandato al tribunale in istruzioni promulgate a suo nome da Bender
473 Idem, pp. 315-316.
474 Idem, p. 316.
475 In: http://forums.randi.org/showthread.php?t=182843&page=17%22; vedi anche http://forums.randi.org/showpost.
php?p=6336974&postcount=671
476 PS-4064. IMT, vol. XXXIV, p. 130.

144
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

il 26 ottobre 1942 che [una] esecuzione per motivi puramente politici non deve dare adito a una
punizione, a meno che ci sia necessario per mantenere la disciplina e l'ordine. Himmler ritenne
cos l'assassinio di Ebrei come uccisione politica giustificata dalla ragion di Stato, soprattutto
dalla Soluzione Finale (p. 106).
Il testo originale del documento dice:
Per la questione se e quale punizione ci debba essere in caso di fucilazioni di Ebrei senza
ordine e autorizzazione, sono determinanti le motivazioni:
1) In caso di motivi puramente politici non c' alcuna punizione, a meno che non lo richieda
il mantenimento dell'ordine. [...].
2) In caso di motivi personali o sadici oppure sessuali, avviene una punizione giudiziaria e
precisamente eventualmente anche per omicidio o omicidio doloso 477.
[Magebend fr die Frage, ob und welche Bestrafung bei Judenerschieungen ohne Befehl
und Befugnis zu erfolgen hat, sind die Beweggrnde.
1.) Bei rein politischen Motiven erfolgt keine Bestrafung, es sei denn, da die Aufrechter-
haltung der Ordnung eine solche erfordert. [...].
2.) Bei eigenschtigen oder sadistischen bzw. sexuellen Motiven erfolgt gerichtliche Ahn-
dung, und zwar gegebenenfalls auch wegen Mordes bzw. Totschlages].
Da ci si desume che le singole fucilazioni richiedevano un apposito ordine e autorizzazione,
al di fuori del quale le uccisioni erano consentite o no in base alla motivazione. Ci valeva per i
territori orientali nella lotta contro il giudeo-bolscevismo, ma non, ad esempio, per i campi di con-
centramento, a cominciare da Auschwitz, dove, per tutti i detenuti, Ebrei compresi, valeva un'altra
norma:
Mi noto che solo il Fhrer decide sulla vita e la morte di un nemico dello Stato. Io non
posso danneggiare fisicamente o uccidere alcun oppositore dello Stato (detenuto). Ogni
uccisione di un detenuto in un campo di concentramento richiede il permesso personale del
Reichsfhrer-SS478.
[Mir ist bekannt, da nur der Fhrer allein ber Leben und Tod eines Staatsfeindes ent-
scheidet. Ich darf keinen Staatsgegner (Hftling) krperlich schdigen oder zu Tode brin-
gen. Jede Ttung eines Hftlings in einem Konzentrationslager bedarf der persnlichen Ge-
nehmigung des Reichsfhrer-SS].
Perci la disposizione di Himmler summenzionata non ha nulla a che vedere con la presunta
soluzione finale.

VI) Le critiche a Mattogno


Nel paragrafo Evoluzione della Soluzione Finale a livello europeo, settembre-dicembre 1941,
Harrison vuole dimostrare che, per promuovere la sua tesi, Mattogno deve sopprimere prove,
distorcendo nello stesso tempo il significato di documenti che dimostrano di fatto lo sterminio (p.
109). Riporto le sue critiche per intero, per evitare l'accusa di...omissioni. Alcune obiezioni sono di
una stupidit assoluta, come quella che segue, ma risponder anche ad esse.
[32] Le distorsioni di Mattogno cominciano coll'attenuare la realt dei piani che precedettero
la Soluzione Finale. A p. 198 di Sobibr, Mattogno afferma che il Piano Madagascar formulato da
Franz Rademacher proponeva per gli Ebrei uno Stato autonomo sotto la supervisione tedesca.
Egli traduce poi una frase di Rademacher: In questo territorio, agli Ebrei sar data autonomia in
altri aspetti: propri sindaci, propria polizia, propri servizi postali e ferroviari, ecc.. Egli omette
per la frase chiave che precede queste righe, la quale trasforma il passo in un modo che Mattogno

477 H. Bucheim, M. Broszat, H.-A. Jacobsen, H. Krausnick, Anatomie des SS-Staates, op. cit., vol. 1, pp. 279-280.
478 GARF, 7021-107-11, p. 30. Cfr. il mio studio Auschwitz: assistenza sanitaria, selezione e Sonderbehandlung
dei detenuti immatricolati. Effepi, Genova, 2010, p. 27 e documento 3 dell'Appendice.

145
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

ha intenzionalmente occultato: La parte dell'isola non necessaria per scopi militari sar posta
sotto l'amministrazione di un governatore di polizia tedesco, che operer sotto l'amministrazione
del Reichsfhrer-SS. A parte ci, gli Ebrei avranno la loro propria amministrazione in questo
territorio: propri sindaci, propria polizia, propri servizi postali e ferroviari, ecc.. La formulazione
di Rademacher, omessa da Mattogno, mostra chiaramente che la riserva del Madagascar sarebbe
stata un enclosure delle SS (p. 109).
L'obiezione chiaramente pretestuosa. Essa sarebbe valida se avessi scritto che gli Ebrei, nel
Madagascar, avrebbero goduto di piena indipendenza e autonomia; invece ho precisato che avreb-
bero costituito un uno Stato autonomo sotto la supervisione tedesca. L'espressione sotto la
supervisione tedesca riassume appunto il passo che avrei omesso: se tale Stato ebraico doveva
essere sotto l'amministrazione di un governatore di polizia tedesco, che operer sotto l'ammini-
strazione del Reichsfhrer-SS ovvio che doveva essere sotto la supervisione tedesca. Stupidit
o malafede? Probabilmente entrambe le cose.
Comunque sono in buona compagnia. Tanto per fare un esempio, lo storico olocaustico Eberhard
Jckel parla del progetto Madagascar spiegando che prevedeva la deportazione degli Ebrei europei
su quest'isola, che doveva essere posta sotto mandato tedesco479.
In un altro scritto disponibile in rete ho precisato che il progetto Madagascar fu approvato da
Ribbentrop e trasmesso al RSHA, che doveva eseguire i preparativi tecnici per levacuazione
ebraica nellisola di Madagascar e sorvegliare gli Ebrei evacuati 480. dunque chiaro che il con-
trollo era affidato alle SS, sicch questa obiezione svanisce nel nulla.
Una nota di Rademacher del 2 luglio 1940, ignota ad Harrison, il quale, della nota del 3 luglio in
discussione Die Judenfrage im Friedensvertrage (La questione ebraica al trattato di pace)
conosce soltanto la traduzione inglese che appare in un sito web (Rademacher, The Jewish Que-
stion in the Peace Treaty, Berlin, 3.7.40, NG-2586-B. Online at http://www1.yadvashem.org/about
_holocaust/documents/part2/doc97.html : nota 89 a p. 109), chiarisce in modo ancora pi esplicito
lo status giuridico del futuro insediamento ebraico. Vi appare infatti il seguente passo parallelo a
quello citato da Harrison:
Se si volesse inoltre anche assoggettare l'isola all'amministrazione coloniale, anche ci
comporterebbe un giorno una ingerenza inutile della forza, ma d'altra parte, anche dal pun-
to di vista propagandistico, indurre gli Ebrei americani ad accettare in silenzio il trattamento
ufficiale degli Ebrei come popolo coloniale, pu avere difficilmente successo. La soluzione
speciale prevista del mandato ebraico si pu invece sfruttare bene propagandisticamente.
Nel territorio ebraico del Madagascar gli Ebrei ottengono per il resto l'autogoverno: propri
sindaci, propria polizia, propria amministrazione postale e ferroviaria ecc. 481
[Wollte man die Insel daneben noch der Kolonialverwaltung unterstellen, so wrde auch
dies einmal ein unntzes berschneiden der Gewalten mit sich bringen, zum anderen aber
sich auch propagandistisch schwer durchsetzen lassen, die USA-Juden dahin zu bringen, die
offizielle Behandlung der Juden als Kolonialvolk stillschweigend hinzunehmen. Die vorge-
sehene Sonderlsung des Judenmandats lt sich dagegen propagandistisch gut auswerten.
In dem Judenterritorium von Madagaskar bekommen die Juden im brigen Selbstverwal-
tung; eigene Brgermeister, eigene Polizei, eigene Post- und Bahnverwaltung usw.].
Lo Stato ebraico del Madagascar non prevedeva dunque una amministrazione coloniale, ma
l'autogoverno, appunto, sotto la supervisione tedesca.
[33] Mattogno omette anche l'insistenza di Rademacher che gli Ebrei sarebbero stati ostag-
479 E. Jckel, L'limination des Juifs dans le programme de Hitler, in: Colloque de l'cole des Hautes tudes en
sciences sociales. L'Allemagne nazie et le gnocide juif. Gallimard, Parigi, 1985, p. 111.
480 Raul Hilberg e i centri di sterminio nazionalsocialisti. Fonti e metodologia, op. cit. p. 7.
481 Nota di Rademacher del 2 luglio 1940. Testo tedesco in: Erich Kern, Ein Stempel hat gefehlt. Dokumente zur Emi-
gration der Juden. Droemer Knaur, Monaco-Zurigo, 1977, p. 315.

146
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

gi:Inoltre, gli Ebrei resteranno in mano tedesca a garanzia del buon comportamento in futuro dei
membri della loro razza in America. Lo Stato autonomo di Mattogno contraddetto diretta-
mente dall'insistenza di Rademacher che il nostro senso di responsabilit verso il mondo ci impe-
disce di fare il dono di uno Stato sovrano a una razza che non ha avuto uno Stato indipendente per
migliaia di anni. Mattogno omette anche il rifiuto di Rademacher, in un documento precedente,
dell'idea di mandare Ebrei in Palestina, a causa del pericolo di una seconda Roma!, anche se
questa frase fu citata dal congenere negazionista David Irving in Hitlers War (pp. 109-110).
L'obiezione ancora pi stupida e maliziosa della precedente. Essa presuppone, come la prima,
che io abbia affermato che i nazionalsocialisti avrebbero permesso la costituzione nel Madagascar
di uno Stato sovrano e indipendente, mentre ho precisato che esso sarebbe stato sotto la su-
pervisione tedesca. Trovandosi nelle mani dei Tedeschi, gli Ebrei erano ovviamente anche loro
ostaggi, ma questo non c'entra nulla con lo scopo della mia citazione: il piano Magascar dimostra
che i nazionalsocialisti all'epoca non perseguivano una politica ebraica di sterminio, ma di evacua-
zione/ deportazione/reinsediamento.
Nel caso in esame, la scelta delle parole di Harrison a dir poco infelice. infatti piuttosto ridi-
colo definire insistenza da parte di Rademacher due semplici rilievi di qualche riga. Il primo di-
ce: Inoltre gli Ebrei restano in mano tedesca come garanzia per il buon comportamento futuro dei
loro compagni di razza in America 482, [Auerdem bleiben die Juden als Faustpfand in deutscher
Hand fr ein zuknftiges Wohlverhalten ihrer Rassengenossen in Amerika. Nel secondo Radema-
cher, alla fine del documento, sottolinea che la consapevolezza della nostra responsabilit tedesca
nei confronti del mondo ci impedisce di regalare subito uno Stato indipendente ad una razza che per
millenni non ha avuto alcuna autonomia statale 483 da uns unser deutsches Verantwortungsbe-
wutsein der Welt gegenber verbietet, einer Rasse, die Jahrtausende keine staatliche Selbstn-
digkeit gehabt hat, sofort einen unabhngigen Staat zu schenken].
L'accusa di una mia presunta omissione del rifiuto di Rademacher, in un documento prece-
dente, dell'idea di mandare Ebrei in Palestina, a causa del pericolo di una seconda Roma! a
dir poco grottesca. Harrison stravolge ci che ha scritto Irving:
Il personale di Ribbentrop aveva fatto pressioni su di lui sin dal 3 giugno per fissare
almeno la politica della Germania al riguardo per esempio, essi [gli Ebrei] potevano essere
tutti esclusi dall'Europa; oppure gli Ebrei orientali potevano essere separati da quelli occi-
dentali; o si poteva dar loro una patria nazionale in Palestina (che avrebbe comportato il
pericolo di una seconda Roma!)484.
opportuno fornire qualche ulteriore precisazione su questo documento. Si tratta di una nota
intitolata Idee sui lavori e i compiti della sezione DIII (Gedanken ber die Arbeiten und Aufga-
ben des Ref. DIII) del Ministero degli Esteri (Auswrtiges Amt) redatta da Rademacher il 3 giugno
1940. Riguardo alla questione ebraica, vi vengono prospettate tre soluzioni come possibili obiettivi
di guerra:
a) Tutti gli Ebrei fuori dall'Europa, b) separazione tra Ebrei orientali e occidentali; gli Ebrei
orientali, che per la bellicosa classe intellettuale ebraica costituiscono i rampolli prolifici e di
sicura fede talmudica, restano in mano tedesca ad esempio nel distretto di Lublino come
garanzia, affinch gli Ebrei d'America rimangano paralizzati nella loro lotta contro la Ger-
mania. c) In questo contesto: questione di una patria nazionale in Palestina (pericolo di una
seconda Roma!)485
[a) alle Juden aus Europa, b) Trennung zwischen Ost- und Westjuden; Ostjuden, die den
482 NG-2586-B.
483 Idem.
484 D. Irving, Hitler's War, in: http://www.fpp.co.uk/books/Hitler/1977/html_chapter/08.html.
485 Magnus Brechten, Madagaskar fr die Juden. Antisemitische Idee und politische Praxis 1885-1945. R. Olden-
bourg Verlag, Monaco, 1998, p. 228.

147
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

zeugungskrftigen und talmudsicheren Nachwuchs fr die kmpferische jdische Intelligenz


stellen, bleiben z. B. im Bezirk Lublin als Fautspfand in deutscher Hand, damit die Juden
Amerikas in ihrem Kampf gegen Deutschland lahmgelegt bleiben. Die Westjuden werden
aus Europa entfernet, beispielweise nach Madagaskar. c) Im diesem Zusammenhange Frage
eines Nationalheims in Palstina (Gefhr eines 2. Roms!)].
Poich per tali questioni non era stato possibile un lavoro preliminare effettivo, Rademacher
proponeva di discuterle in colloqui stretti con le persone interessate 486.
Perci egli non espresse alcun rifiuto, come io non ho commesso al riguardo alcuna omissio-
ne, non citando un accenno di Irving che Harrison ha opportunamente travisato.
[34] Quando Mattogno discute la fine del piano Madagascar, in Treblinka (p.186), afferma che
fu temporaneamente messo da parte nel settembre 1941; in Sobibr (p. 209) d il 10 febbraio
1942 come data ufficiale in cui il piano fu annullato. Essendo una delle figure direttive del Terzo
Reich, il dott. Goebbels avrebbe certamente saputo di una tale politica di sterminio, perci come
spiegano gli storici olocaustici il fatto che egli parl della concentrazione degli Ebrei all'Est e
esort ad assegnare loro il Madagascar (o un'altra isola) il 7 marzo 1942?. Comunque questo
fatto distrugge la fiducia di Graf sull'annotazione del diario di Goebbels del 7 marzo 1942 allor-
ch accenna alle deportazioni nel Madagascar (p. 110).
Se comprendo bene, la contraddizione starebbe nel fatto che Goebbels menzion il piano
Madagascar il 7 marzo 1942, dopo che era stato ufficialmente abbandonato. Se cos, la contrad-
dizione non sussiste. L'annotazione di Goebbels del 7 marzo 1942 dice infatti:
La questione ebraica dev'essere ora risolta nell'intero mbito europeo. Ci sono in Europa
ancora oltre 11 milioni di Ebrei. Essi devono essere poi concentrati una buona volta anzi-
tutto all'Est. Eventualmente si pu assegnare loro dopo la guerra un'isola, forse il Mada-
gascar487.
[Die Judenfrage mu jetzt im gesamt europischen Rahmen gelst werden. Es gibt in
Europa noch ber 11 Millionen Juden. Sie mssen spter einmal zuerst im Osten konzen-
triert werden. Eventuell kann man ihnen nach dem Kriege eine Insel, etwa Madagaskar,
zuweisen].
Quest' annotazione si riferiva alla conferenza di Wannsee (gli 11 milioni di Ebrei presenti
all'epoca in Europa una esagerazione tratta dalla statistica che appare nel relativo protocollo) 488.
Goebbels, come risulta dal testo citato, non sapeva nulla di un piano di sterminio ebraico. L'accenno
al piano Madagascar era solo una eventualit che poteva realizzarsi dopo la guerra, sicch non
c' alcuna contraddizione rispetto al suo abbandono ufficiale il 10 febbraio 1942.
[35] Mattogno ignora anche il fatto che il piano Madagascar si svilupp allo stesso modo della
corrispondenza scritta tra Wetzel e Himmler sulla politica razziale. Mattogno cita selettivamente
da questa documentazione in Sobibr, in uno stupido tentativo di neutralizzarla, ma ignora le sue
implicazioni della natura decimatrice del reinsediamento (p. 110).
Nella mia esposizione ho preso in esame la direttiva centrale della politica nazionalsocialista nei
confronti degli Ebrei, per sottolineare che non era una politica di sterminio deliberato. Quanto alla
natura decimatrice del reinsediamento, pi che di intenzioni precise, si trattava di effetti di
una negligenza deprecabile, come mostrer nei punti che seguono.
[36] Il 25 novembre 1939, Wetzel e Hecht dichiararono che Noi siamo indifferenti alla sorte
igienica degli Ebrei. Anche per gli Ebrei valido il principio fondamentale che la loro propaga-
zione dev'essere limitata in ogni modo possibile (p. 110).
Vero, e l'ho anche sottolineato nell'articolo Genesi e funzioni del campo di Birkenau, dove ho

486 Ibidem.
487 Vedi sotto, punto 75.
488 NG-2586-G, p. 6.

148
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

dedicato maggiore spazio al documento in questione, scrivendo:


Seguivano altre limitazioni, relative alla stampa, ai nomi, ai beni agricoli, e misure per evi-
tare l'accrescimento della popolazione, come l'aborto 489.
Ci non toglie che ci che precede sia in piena antitesi con una politica di decimazione:
Per rendere l'Ebreo atto all'emigrazione, sar opportuno fargli comunque avere una miglio-
re istruzione scolastica. Le associazioni politiche ebraiche devono essere proibite come
quelle polacche. Invece le associazioni culturali ebraiche possono essere tollerate un po' pi
facilmente di quelle polacche. Qui bisogna certamente lasciare agli Ebrei pi mano libera
che ai Polacchi, perch gli Ebrei non hanno una reale forza politica, come i Polacchi hanno
la loro ideologia della Grande Polonia. Per la notoria essenza dell'ebraismo e la sua tenden-
za ad affari e intrighi politici ed economici dev'essere naturalmente tenuta presente. La
lingua jiddisch pu essere lasciata nella vita comune. Invece impossibile [consentire] la
lingua ebraica scritta nelle relazioni ufficiali 490.
[37] Ci converge chiaramente con gli sviluppi del 1940 ignorati da Mattogno, come le
proposte di Brack di sterilizzazione mediante raggi X e l'autorizzazione di Hitler degli aborti co-
atti (pp. 110-111).
Il riferimento relativo alla sterilizzazione Brack a Himmler, 28.3.41, NO-203 (nota 95 a p.
110). Il documento in questione un Bericht ber die Versuche betr. Rntgenkastration (Rapporto
sugli esperimenti relativi a castrazione con raggi X) che non ha nulla a che vedere con la politica
ebraica (gli Ebrei non vi sono neppure nominati), ma si riferisce chiaramente all'eugenetica nazio-
nalsocialista. Per gli aborti coatti Harrison non d alcun riferimento, perch una sua inven-
zione. La Gesetz zur Verhtung erbkranken Nachwuchses (Legge per impedire la prole affetta da
malattia ereditaria) del 14 luglio 1933 prevedeva l'aborto facoltativo parimenti nel quadro dell'eu-
genetica:
Chi affetto da una malattia ereditaria, pu essere reso sterile mediante intervento chirur-
gico (sterilizzato) se, secondo le esperienze della scienza medica, ci si debba attendere con
grande probabilit che i suoi discendenti soffriranno di gravi tare ereditarie fisiche o men-
tali (corsivo mio)491.
[Wer erbkrank ist, kann durch chirurgischen Eingriff unfruchtbar gemacht (sterilisiert)
werden, wenn nach den Erfahrungen der rztlichen Wissenschaft mit groer Wahrschein-
lichkeit zu erwarten ist, da seine Nachkommen an schweren krperlichen oder geistigen
Erbschden leiden werden]
Il 9 marzo 1943 il Consigliere ministeriale per la difesa del Reich (Ministerrat fr Reichsver-
teidigung) eman con forza legale una Ordinanza per la protezione di matrimonio, famiglia e
maternit (Verordnung zum Schutz von Ehe, Familie und Mutterschaft) che, nell'articolo II, proi-
biva espressamente l'aborto492.
La presunta convergenza dunque solo nella fantasia di Harrison.
[38] Nel maggio 1940, Himmler disse che: Spero che il concetto di Ebrei sar completamente
estinto attraverso la possibilit di una emigrazione su vasta scala di tutti gli Ebrei in Africa o in
un'altra colonia. Dev'essere anche possibile, in un periodo di tempo piuttosto lungo, far scomparire
il concetto nazionale di Ucraini, Gorali e Lemchi nel nostro territorio. Qualunque cosa si dica
riguardo a questi popoli faziosi, si applica in modo corrispondente su scala pi ampia ai Polacchi.
... Per quanto ogni caso individuale possa essere crudele e tragico, questo metodo il pi mite e il
migliore se, al di fuori della nostra intima convinzione, respingiamo il metodo bolscevico della
distruzione fisica di un popolo come non tedesco e impossibile....
489 In: http://www.vho.org/aaargh/fran/livres8/CMGeneralplanOst.pdf, p. 6.
490 Ibidem. PS-660.
491 Reichsgesetzblatt, Teil I, Berlino, 25 luglio 1933, Nr. 86, p. 529.
492 Reichsgesetzblatt, Teil I, Berlino, 1943, pp. 140-141.

149
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Himmler proponeva cos perlomeno uno sterminio a breve termine dell'ebraismo come identit
culturale mediante emigrazione nel Madagascar. Come altro sarebbe stato ottenuto ci se non con
la decimazione? (pp. 110-111).
Il riferimento addotto da Harrison il documento NO-1880. La sua citazione tratta dalla tra-
duzione americana del documento pubblicata nei Trials of War Criminals493. Il testo tedesco dice:
Den Begriff Juden494 hoffe ich, durch die Mglichkeit einer groen Auswanderung smt-
licher Juden nach Afrika oder sonst in eine Kolonie vllig auslschen zu sehen. [...]. So
grausam und tragisch jeder einzelne Fall sein mag, so ist diese Methode, wenn man die
bolschewistische Methode der physischen Ausrottung eines Volkes aus innerer berzeugung
als ungermanisch und unmglich ablehnt, doch die mildeste und beste495.
Spero di vedere estinguersi completamente il concetto di Ebreo mediante la possibilit di
una grossa emigrazione di tutti gli Ebrei in Africa o altrimenti in una colonia. [...]. Per quan-
to crudele e tragico possa essere ogni caso singolo, questo metodo, se si respinge il metodo
bolscevico dello sterminio fisico di un popolo per intima convinzione e come non tedesco e
impossibile, resta tuttavia il pi mite e il migliore.
A quanto pare, Harrison fissato con la decimazione. Il significato del passo che l' emigra-
zione di tutti gli Ebrei 496 nel Madagascar avrebbe ovviamente provocato la loro scomparsa dall'Eu-
ropa, quindi la scomparsa del loro concetto. Il progetto Madagascar, come Harrison sa bene, non
prevedeva alcuna decimazione, n fisica, n culturale, perch gli Ebrei, sotto l'amministrazione
di un governatore di polizia tedesco (unter die Verwaltung eines deutschen Polizeigouverneurs),
sottoposto alla amministrazione del Reichsfhrers-SS (Verwaltung des Reichsfhrers-SS), avreb-
bero goduto di un autogoverno (Selbstverwaltung)497, dunque di piena autonomia culturale. Perci
anche questa obiezione frutto di stupidit o di malafede.
[39] Mattogno si aggrappa all'ultima frase su come noi respingiamo il metodo bolscevico
della distruzione fisica di un popolo come non germanico e impossibile, ma ci presuppone che
Himmler includesse gli Ebrei in questa definizione di popolo, il che ovviamente molto impro-
babile; sia Wetzel sia Himmler sottolinearono che gli Ebrei dovevano essere trattati in modo di-
verso dalle altre nazionalit discusse in questi documenti.
Un'altra obiezione di una stupidit portentosa. La pretesa di Harrison smentita dall'inizio del
documento, che egli evidentemente non conosce:
Nel trattamento dei popoli di etnia straniera all'Est, dobbiamo vedere per quanto possibile
come riconoscere e trattare le singole popolazioni, dunque oltre ai Polacchi e agli Ebrei, gli
Ucraini, i Russi Bianchi, i Gorali, i Lemchi e i Casciubi 498.
[Bei der Behandlung der Fremdvlkischen im Osten mssen wir daran sehen, soviel wie
mglich einzelne Vlkerschaften anzuerkennen und zu pflegen, also neben den Polen und
Juden die Ukrainer, die Weirussen, die Goralen, die Lemken und die Kaschuben].
Himmler considerava dunque anche gli Ebrei una popolazione. vero che in questo docu-
mento era riservato loro un trattamento diverso, ma non certo peggiore. Per gli altri popoli Himmler
prevedeva il frazionamento e la perdita di identit culturale, per gli Ebrei l'emigrazione, senza ul-
teriori precisazioni.
[40] Anche nell'improbabile [sic!] caso che Himmler respingesse lo sterminio fisico di Ebrei
nel 1940, citare ci per cercare di netralizzare la sequela di documenti del 1941-1944 sarebbe la

493 NO-1880. NMT, vol. XIII, pp. 147-150.


494 Si tratta evidentemente di un genitivo singolare, non plurale, come intende la fonte di Harrison (of Jews).
495 Denkschrift Himmlers ber die Behandlung der fremdvlkischen im Osten (Mai 1942), in: Vierteljahreshefte fr
Zeitgeschichte, anno 5, 1957, n. 2, p. 197.
496 Il progetto prevedeva la deportazione di circa 4 milioni di Ebrei. NG-2586-D.
497 NG-2586-B.
498 Denkschrift Himmlers ber die Behandlung der fremdvlkischen im Osten (Mai 1942), op. cit., p. 196.

150
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

fallacia dell'istantanea. possibile, ma improbabile, che Himmler respingesse l'idea dello stermi-
nio nel maggio 1940, ma sarebbe assolutamente ridicolo nel giugno-dicembre 1941 (p. 111) .
Se qui c' qualcosa che fallace e assolutamente ridicolo, proprio il ragionamento di Har-
rison. Ridicolo perch ritiene improbabile ci che il documento in questione d per certo, ossia
che Himmler respingeva il suddetto metodo bolscevico; fallace perch questo documento stato da
me citato in una esposizione cronologica della politica ebraica nei confronti degli Ebrei in parti-
colare nel quadro della politica di emigrazione 499. Che io l'abbia addotto per neutralizzare pre-
sunti cambiamenti di idea di Himmler (tutti da dimostrare), solo una sciocca frottola di Harrison.
[41] Il capitolo sulla politica di Mattogno in Treblinka (capitolo VI), duplicato in Sobibr (ca-
pitolo 7) si affida ad una nota inviata da Zeitschel, un consulente all'ambasciata tedesca a Parigi,
all'attenzione dell'ambasciatore Otto Abetz, che proponeva che tutti gli Ebrei in luoghi occupati dai
Tedeschi fossero deportati in un territorio speciale presumibilmente delimitato per loro. Mat-
togno afferma che: La proposta di Zeitschel fu cos accettata alcuni mesi dopo da Hitler stesso,
che decise di accantonare temporaneamente il piano Madagascar e deportare all'Est tutti gli Ebrei
che vivevano nei territori occupati. Questa decisione del Fhrer fu presa probabilmente nel
settembre 1941. La vaghezza del probabilmente contraddice la richiesta di Mattogno di preci-
sione nei limiti della politica che egli impone alla sua versione immaginaria della storiografia au-
tentica (p. 111).
Un'altra obiezione di una stupidit strabiliante. Anzitutto la mia richiesta di precisione riguar-
da l'aspetto essenziale della presunta decisione di Hitler, l'ordine di sterminio. In secondo luogo,
mentre nel mio testo la vaghezza o imprecisione della data esatta si situa tra due serie di eventi
reali incontestabili una politica di emigrazione/evacuazione/reinsediamento e l'inizio delle depor-
tazioni all'Est dai territori del Reich , per la storiografia olocaustica la vaghezza si trova tra una
serie di eventi in contrasto con lo sterminio la politica di emigrazione/evacuazione/reinsedia-
mento appunto e un evento assunto come reale dogmaticamente: la creazione dei campi di ster-
minio. Nella prospettiva olocaustica, la vaghezza riguarda in modo specifico due eventi fanto-
matici, l'ordine di Hitler e la costruzione di campi di sterminio. evidente che questa imprecisione
olocaustica, che si traduce in semplici congetture, ha ben altra rilevanza. Per quanto riguarda la mia
vaghezza, mi posso appellare a Christian Gerlach, che ha scritto:
In qualche momento tra il 14 settembre e il 18 settembre 1941, Hitler approv l'inaugurazione
di un programma di deportazione degli Ebrei tedeschi nei territori orientali 500.
Se Harrison vuole una data ancora pi precisa, c' quella del 17 settembre 1941:
Sappiamo che la decisione di Hitler del 17 settembre 1941 di deportare gli Ebrei tedeschi
precedette tra l'altro un colloquio con Otto Abetz, l'ambasciatore a Parigi, e con Ribbentrop.
Il 17 settembre 1941 ci fu anche un incontro di Ribbentrop con Himmler 501.
[42] Inoltre, il richiamo dell'attenzione su Zeitschel e Abetz selettivo, perch ignora tre fatti
cruciali. In primo luogo, il giorno prima, Zeitschel aveva proposto la sterilizzazione di tutti gli
Ebrei sul territorio controllato dai Tedeschi. Le intenzioni di Zeitschel avevano pertanto uno scopo
chiaramente genocida e riflettevano gli esperimenti di sterilizzazione che erano gi in corso a Ber-
lino (pp. 111-112).
Questa interpretazione un'altra idiozia prodigiosa. Essa denota come sempre ignoranza o mala-
fede. Come rileva Longerich, Zeitschel fu indotto a delineare questo piano dal libro di Theodor
Kaufman, che proponeva la sterilizzazione di tutti i Tedeschi 502. Si trattava dunque di una forma
499 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 197.
500 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, in: The Journal of Modern History, op. cit., p. 763.
501 Eckart Konze, Norbert Frei, Peter Hayes, Moshe Zimmerman, Das Amt und die Vergangenheit. Deutsche Diplo-
maten im Dritten Reich und in der Bundesrepublik. Pantheon Verlag, 2012, p. XVII.
502 P. Longerich, Holocaust. The Nazi Persecution and Murder of Jews, op. cit., nota 93 a p. 529.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

estemporanea di ritorsione, non di un progetto che rifletteva esperimenti di sterilizzazione, i


quali, come ho mostrato sopra, non riguardavano affatto la politica ebraica perseguita dai Tedeschi.
Sulla questione di Kaufmann ritorner nel punto 104 del Capitolo 6.
[43] In secondo luogo, quando Hitler incontr Abetz il 16 settembre 1941, il Fhrer discusse i
piani per affamare milioni di persone a Leningrado:
Il nido velenoso di Pietroburgo, dal quale tanto veleno fluito nel Baltico, deve sparire
dalla terra. La citt [Leningrado]503 era gi assediata: tutto ci che rimaneva da fare era
bersagliarla coll'artiglieria e dall'aria. Tutto ci di cui la popolazione ha bisogno per so-
pravvivere, come condutture idriche e stazioni elettriche, dovevano essere distrutte. Gli
asiatici e i bolscevichi devono essere cacciati fuori dall'Europa, l'episodio dei 250 anni di
asianit era alla fine.
Abetz era perci pienamente consapevole del fatto che la sorte che attendeva gli Ebrei avrebbe
comportato tassi di decessi altamente logoranti, poich Hitler gli aveva gi detto che avrebbe
portato via tutto ci di cui la popolazione ha bisogno per sopravvivere. Mattogno ignora questo
contesto perch implica che Hitler non avrebbe consentito agli Ebrei, che erano automaticamente
definiti nemici del Reich, di sopravvivere in Unione Sovietica (p. 112).
Un'altra obiezione sconclusionata tipica della mente distorta di Harrison. La fonte della citazione
Nota sui commenti del Fhrer ad Abetz, 16.9.41, ADAP [Akten zur Deutschen Auswrtigen
Politik], Serie D, vol. 13/2. Gottinga: Vandenhoek & Ruprecht, 1970, pp.424-25 (nota 100 a p.
112). Come al solito, Harrison si appropria di fonti altrui, secondo la normale prassi dei Plagiari. La
citazione e il relativo riferimento d'archivio sono infatti tratti dall'articolo di Peter Witte Two
Decisions Concerning the Final Solution to the Jewish Question: Deportations to Lodz and Mass
Murder in Chelmno (Due decisioni concernenti la Soluzione Finale della Questione Ebraica:
Deportazioni a Lodz e uccisione in massa a Chelmno) i n Holocaust and Genocide Studies, 9/3,
1995, pp. 327-328, che viene citato nella bibliografia (p. 564). Harrison stravolge il significato del
testo. Il documento in questione si intitola usserungen des Fhrers zu Botschafter Abetz am 16.
September 1941 (Dichiarazioni del Fhrer all'ambasciatore Abetz il 16 settembre 1941) e non men-
ziona n decimazioni, n distruzioni di popolazioni; al contrario, Hitler vi dichiara:
Gli asiatici e i bolschevichi devono essere cacciati via dall'Europa, l' episodio di 250 di
asianit finito. Gli Urali saranno il confine dietro il quale Stalin e i suoi accoliti potranno
fare ci che vorranno. Ma Stalin non potr stare tranquillo neppure l, perch egli [ Hitler]
provveder ad attacchi occasionali oltre gli Urali 504.
[Die Asiaten und Bolschewisten mten aus Europa hinausgejagt werden, die Episode
von 250 Jahren Asiatentum sei abgeschlossen. Der Ural werde die Grenze sein, hinter der
Stalin und seinesgleichen tun knnten, was ihnen beliebe. Da Stalin aber auch dort nicht
ganz zur Ruhe komme, dafr werde er durch gelegentliche Vorste ber den Ural hinaus
sorgen].
Quando Hitler parlava di scomparsa dell'ebraismo dall'Europa (l'ebraismo scompare dal-
l'Europa (das Judentum aus Europa verschwindet)505 intendeva appunto la loro deportazione al
di l degli Urali. Ci fu dichiarato espressamente anche da Rosenberg il 18 novembre 1941:
Per quanto riguarda la questione ebraica, il ministro del Reich Rosenberg osserv che la
campagna orientale porter a una soluzione per l'Europa anche questa questione; l'ebraismo,

503 Questa sciocca spiegazione di Harrison. Sarebbe stato pi sensato precisare che la citt che i Tedeschi chiamava-
no Peterburg (Pietroburgo), per i Russi era Leningrado.
504 Akten zur Deutschen Auswrtigen Politik 1918-1945, Serie D: 1937-1942, Band XIII.2, Die Kriegsjahre. Sechster
Band. Zweiter Halbband.15. September bis 11. Dezember 1941. Vandenhoek & Ruprech in Gttingen, 1970, pp. 424-
25.
505 Discorso di Hitler allo Sportpalast del 30 gennaio 1942. Max Domarus, Hitler Reden und Proklamationen 1932-
1945. R. Lwit Wiesbaden, 1973, vol. II, Erster Halbband, pp. 1828-1829.

152
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

anche se in Europa conta ancora molti milioni di persone, sar completamente estirpato al di
l degli Urali506.
[Hinsichtlich der Judenfrage bemerkte Reichsminister Rosenberg, da der Ostfeldzug auch
diese Frage fr Europa zur Lsung bringen werde; das Judentum werde, wenn es in Europa
auch noch viele Millionen Kpfe zhle, diesseits des Ural vllig ausgemerzt werden].
Ma qui non neppure questione di ebraismo, bens delle popolazioni civili delle citt russe. Sul
loro destino si esprime un documento ignoto a Harrison, un ordine del capo di Stato maggiore
dell'Oberkommando der Wehrmacht, Alfred Jodl, del 7 ottobre 1941:
Il Fhrer ha riaffermato la decisione che una capitolazione di Leningrado o pi tardi di
Mosca non ammissibile, anche se viene offerta dalla controparte. La giustificazione morale
di questo provvedimento chiara a tutti. Proprio come a Kiev le truppe furono esposte a
gravissimi pericoli a causa di spolette a tempo, cos bisogna aspettarsi a Leningrado e a
Mosca in misura ancora maggiore. Che Leningrado sia minata e che sar difesa fino all'ul-
timo uomo, lo ha reso noto la stessa radio sovieticorussa. Si prevedono gravi pericoli di epi-
demie. Nessun soldato tedesco deve perci entrare in queste citt. Chi vuole lasciare la citt
contro le nostre direttive, sar respinto col fuoco. Perci brecce pi piccole, non sbarrate,
che permettano il deflusso della popolazione, sono solo benvenute. Anche per le altre citt
vale [il principio] che, prima della conquista, devono essere logorate dal fuoco dell'ar-
tiglieria e da attacchi aerei e bisogna consentire la fuga alla loro popolazione507 (corsivo
mio).
[Der Fhrer hat erneut entschieden, da eine Kapitulation von Leningrad oder spter von
Moskau nicht anzunehmen ist, auch wenn sie von der Gegenseite angeboten wrde. Die mo-
ralische Berechtigung zu dieser Manahme liegt vor aller Welt klar. Ebenso wie in Kiew
durch Sprengungen mit Zeitzndern die schwersten Gefahren fr die Truppen entstanden
sind, mu damit in Moskau und Leningrad in noch strkerem Mae gerechnet werden. Da
Leningrad unterminiert sei und bis zum letzten Mann verteidigt wrde, hat der sowjet-
russische Rundkunft selbst bekannt gegeben. Schwere Seuchengefahren sind zu erwarten.
Kein deutscher Soldat hat daher diese Stdte zu betreten. Wer die Stadt gegen unsere Linien
verlassen will, ist durch Feuer zurckzuweisen. Kleinere, nicht gesperrte Lcken, die ein
Herausstrmen der Bevlkerung nach Innenruland ermglichen, sind daher nur zu be-
gren. Auch fr alle brigen Stdte gilt, da sie vor Einnahme durch Artilleriefeuer und
Luftangriffe zu zermrben sind und ihre Bevlkerung zur Flucht zu verlassen ist].
Dunque non c'erano affatto piani per affamare milioni di persone, come vaneggia Harrison,
dato che i Tedeschi auspicavano la fuga della popolazione dalle citt assediate.
[44] In terzo luogo, Mattogno ignora la letteratura che mostra come in Francia la politica di
deportazione si svilupp dalla politica di rappresaglia. Il 14 settembre 1941 Goebbels descrisse le
imminenti deportazioni dalla Francia nella regione orientale come in molti casi... equivalente a
una condanna a morte. Nell'aprile 1942, un decreto di Hitler sanc che per ogni futuro assas-
sinio...devono essere consegnati al RFSS e al Capo della Polizia tedesca per la deportazione all'est
500 comunisti ed Ebrei. Fino al 31 maggio 1942, erano stati deportati per rappresaglia 6.000
comunisti ed Ebrei (p. 112).
La citazione di Goebbels senza riferimento. Per Harrison sarebbe stato troppo imbarazzante
ammettere di averla tratta dall'articolo di Thomas Dalton Goebbels on the Jews. Part I, pubblicato
nella rivista revisionistica Inconvenient History, 2010, vol. 2, n. 1:
Il precedente coprifuoco a Parigi stato abolito, ma una quantit di Ebrei restano da espel-

506 Aufzeichnung. Betr.: Ausfhrungen des Reichsministers Alfred Rosenberg bei Berliner Presseempfang am 18.11.
1941. Politisches Archiv des Auswrtiges Amt, Pol. Abt. XIII, V.A.A. bei OKW, Band 25.
507 Akten zur Deutschen Auswrtigen Politik 1918-1945, Serie D: 1937-1942, Band XIII.2, op. cit., pp. 509-510.

153
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

lere (abgeschoben) dalla Francia occupata nella regione orientale. In molti casi ci equi-
valente a una condanna a morte.
Riporto anche il commento di Dalton:
Se la deportazione talvolta equivalente a una condanna a morte e molti pagheranno
con la loro vita, resta da chiederci come, esattamente, e in quale numero essi moriranno.
Credo che qui ci sia una evidente differenza tra il fatto che (a) molti muoiano di malattia, di
freddo, per mancanza di cura medica, in fucilazioni periodiche ecc. e (b) tutti muoiano in
una complessa e sistematica operazione di gasazione. Non c' alcun dubbio che concentrare
e deportare migliaia o milioni di persone in tempo di guerra avrebbe comportato molti
decessi. Ma ci non genocidio508.
Ma c' anche una spiegazione pi circostanziata.
Harrison falsa il contesto storico in cui avvennero le prime deportazioni di Ebrei dalla Francia,
omette di specificare quale fu la loro destinazione e tace sulla loro sorte.
Il 12 dicembre 1941, a Parigi, i Tedeschi effettuarono un'azione di rappresaglia in conseguenza di
una serie di attentati antitedeschi. Furono arrestati 1.043 Ebrei, poi rinchiusi nel campo di Com-
pigne. Due giorni dopo le autorit tedesche emisero un avviso che annunciava l'invio ai lavori
forzati all'Est di un gran numero di elementi criminali giudeo-bolscevichi.
La notizia giunse a Londra immediatamente. Il 15 dicembre la Jewish Telegraphic Agency ripor-
t la seguente notizia del giorno prima:
Oggi sono stati menzionati dalla radio di Vichy l'esecuzione di 100 ostaggi a Parigi, inclusi
molti Ebrei, l'annuncio che gli Ebrei francesi saranno deportati all' Est per lavori pesanti e
l'imposizione di un miliardo di franchi agli Ebrei nel territorio occupato. A Parigi la radio di
Vichy ha detto che il generale von Stuelpnagel, comandante delle forze di occupazione in
Francia, ha ordinato l'esecuzione di 100 ostaggi, asserendo che gli attacchi a soldati tedeschi
nella Francia occupata erano opera di una cospirazione organizzata ebraica, anarchica,
anglosassone per rovinare la Francia. Egli ha anche annunciato che un gran numero di
criminali giudeo-bolscevichi saranno deportati per lavori pesanti nei territori orientali (pro-
babilmente in Polonia). Se ci dovessero essere ulteriori attacchi, seguiranno immediatamente
altre deportazioni numericamente ancora pi consistenti, e ci indipendentemente da qua-
lunque altra misura che possa essere adottata 509.
Rosenberg esort Hitler a far fucilare al posto di 100 Francesi di volta in volta 100 o pi ban-
chieri, avvocati ecc. ebrei (an Stelle von 100 Franzosen jeweilig 100 oder mehr jdische Ban-
kiers, Rechtsanwlte usw. erschiessen zu lassen), perch gli istigatori degli attentatori comunisti
erano gli Ebrei di Londra e di New York, perci era giusto che pagassero i loro correligionari fran-
cesi, ma non i piccoli Ebrei, [bens] tutti gli Ebrei dirigenti (nicht die kleinen Juden, alle fh-
renden Juden)510. Questo invito non ebbe seguito.
Il 23 dicembre, 73 Ebrei furono liberati, alcuni dei quali perch avevano un'et superiore a 65
anni o erano malati, altri per pressioni politiche. Il 24 dicembre il capo della Gestapo, Heinrich
Mller, comunic alla Polizia di Sicurezza in Francia che la deportazione annunciata dei 1.000
Ebrei doveva essere rinviata per mancanza di trasporti ferroviari 511.
Ci fu ribadito il 6 gennaio 1942 dal comandante militare in Francia in una lettera al rappre-
sentante del capo della Polizia di Sicurezza e del Servizio di Sicurezza a Parigi:
Secondo comunicazione del Comando Supremo dell'Esercito, i 1.000 Ebrei messi a
disposizione per la deportazione attualmente non possono essere espulsi all'Est per motivi di trasporto. La
508 In: http://www.inconvenienthistory.com/archive/2010/volume_2/number_1/goebbels_on_the_jews.php.
509 French Jews Executed in Paris; Others Deported to Poland; Fined Billion Francs, in: JTA, 15 dicembre 1941.
510 Aktennotiz fr den Fhrer, 18 dicembre 1941. PS-001. IMT, vol. XXV, pp. 1-2.
511 Serge Klarsfeld, Vichy-Auschwitz. Le rle de Vichy dans la solution finale de la question juive en France - 1942 .
Fayard, Parigi, 1983, pp. 32-33.

154
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

quest'anno512.
[Nach Mitteilung des OKH knnen die fr die Deportation bereitgestellten 1.000 Juden aus
Transportgrnden z.Zt. nicht in den Osten abgeschoben werden. Ihre Abschiebung wird
voraussichtlich erst im Februar oder Mrz ds.Js. mglich sein].
Una lettera di Eichmann all'Auswrtiges Amt (Ministero degli Esteri) datata 10 marzo 1942
informa sugli sviluppi della vicenda:
Si prevede di espellere nel campo di concentramento di Auschwitz (Alta Slesia) 1.000
Ebrei, che sono stati arrestati in occasione delle misure punitive adottate a Parigi il 12
dicembre 1941 per attentati contro membri dell'esercito tedesco 513.
[Es ist beabsichtigt, 1.000 Juden, die anlsslich der am 12.12.1941 in Paris durchgefhr-
ten Shnenmassnahmen fr die Anschlge auf deutsche Wehrmachtangehrige festge-
nommen wurden, in das Konzentrationslager Auschwitz (Oberschlesien) abzuschieben]
L'11 marzo Eichmann comunic che, in aggiunta ai 1.000 Ebrei suddetti, si prevedeva di depor-
tarne ad Auschwitz altri 5.000 514. Infine il 20 marzo, il consigliere dambasciata Rademacher, del
ministero degli Esteri, comunic ad Eichmann che l'Auswrtiges Amt non sollevava alcuna obie-
zione alla espulsione di 6.000 (Abschiebung von 6.000) Ebrei ad Auschwitz515. Questi sono i fatti
documentati.
A p. 246, i Plagiari scrivono:
Come Mattogno ama rilevare, gli Ebrei francesi furono inizialmente deportati ad Auschwitz
anzitutto per scopi di lavoro nel corso di quell'anno, come mostrato dal gran numero di Ebrei
francesi selezionati per restare al campo.
Infatti i primi 6.000 (per la precisione 6.148) Ebrei deportati dalla Francia ad Auschwitz furono
tutti regolarmente immatricolati, dato che, come precis il 10 marzo 1942 lSS-Hauptsturmfhrer
Theodor Dannecker, incaricato degli affari ebraici in Francia, qui si deve trattare anzitutto di Ebrei
maschi, abili al lavoro, di non oltre 55 anni (dabei habe es sich zunchst um mnnliche, arbeits-
fhige Juden, nicht ber 55 Jahre, zu handeln)516, il che dimostra che la punizione consisteva nel
lavoro, non in una fantomatica decimazione.
Harrison presenta falsamente la citazione del diario di Goebbels del 14 dicembre 1941 come se si
riferisse a un piano generale di deportazione degli Ebrei dalla Francia e non a casi singoli. La de-
portazione generale fu infatti ordinata molti mesi dopo. Il 22 giugno 1942 Eichmann stil una let-
tera indirizzata a Rademacher con oggetto Impiego lavorativo di Ebrei di Francia, Belgio e Olan-
da (Arbeitseinsatz von Juden aus Frankreich, Belgien und den Niederlanden), nella quale scrisse:
Si prevede di spedire per l'impiego lavorativo nel campo di Auschwitz, dalla met di luglio
o dall'inizio di agosto di quest'anno, in treni speciali circolanti ogni giorno di 1.000 persone
ciascuno, anzitutto 40.000 Ebrei dal territorio francese occupato, 40.000 Ebrei dall'Olanda e
10.000 Ebrei dal Belgio.
La cerchia delle persone da includere si limita in primo luogo a Ebrei abili al lavoro, per
quanto non vivano in matrimonio misto e non posseggano la cittadinanza dell'Impero Britan-
nico, degli USA, del Messico e degli Stati nemici centro e sudamericani 517.
[Es ist vorgesehen, ab Mitte Juli bzw. Anfang August ds. Jrs. in tglich verkehrenden Son-
derzgen zu je 1.000 Personen zunchst etwa 40.000 Juden aus dem besetzten franzsischen

512 F-967. IMT, vol. XXXVII, p. 388.


513 Testo in: R.M. Kempner, Eichmann und Komplizen. Europa Verlag, Zurigo, Stoccarda, Vienna, 1961, p. 186.
514 Idem, p. 189.
515 Idem, p. 192.
516 Dokumentationszentrum fr Jdische Zeitgeschichte. CDJC Parigi. Deutsche Dokumente 1941-1944. Die End-
lsung der Judenfrage in Frankreich. Herausgegeben von Serge Klarsfeld. Verlegt und verffentlicht von Beate und
Serge Klarsfeld. Parigi, 1977, p. 48. Documento CDJC XXVI-18, e RF-1216. IMT, vol. XXXVIII, p. 746.
517 NG-183. Fac-simile del documento in: R.M. Kempner, Eichmann und Komplizen, op. cit., p. 199.

155
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Gebiet, 40.000 Juden aus den Niederlanden und 10.000 Juden aus Belgien zum Arbeits-
einsatz in das Lager Auschwitz abzubefrdern.
Der zu erfassende Personenkreis erstreckt sich zunchst auf arbeitsfhige Juden, soweit sie
nicht in Mischehe leben und nicht die Staatsangehrigkeit des Britischen Empire, der USA,
von Mexiko, der mittel- und sdamerikanischen Feindstaaten sowie der neutralen und
verbndeten Staaten besitzen].
In risposta a una lettera espresso datata 22 giugno, Martin Luther, un funzionario dell' Auswr-
tiges Amt, comunic al RSHA e a Eichmann:
Contro il progettato invio del numero indicato di Ebrei dal territorio francese occupato,
dall'Olanda e dal Belgio per l'impiego lavorativo nel campo di Auschwitz, da parte del Mini-
stero degli Esteri non sussistono riserve essenziali518.
[Gegen die geplante Verschickung der angegebenen Anzahl von Juden aus dem besetzten
franzsischen Gebiet, aus den Niederlanden und aus Belgien zum Arbeitseinsatz in das
Lager Auschwitz bestehen grundstzlich keine Bedenken seitens des Auswrtigen Amtes].
In questa occasione, Goebbels non ebbe nulla da ridire. Ci conferma che il suo truce commento
del 14 dicembre 1941 si riferiva a deportazioni isolate e non aveva alcun fondamento reale.
La seconda citazione, relativa al decreto di Hitler dell'aprile 1942, contiene una oculata omis-
sione che permette a Harrison di travisare il significato del brano. La sua fonte riporta infatti il
passo in questione cos:
In aprile fu formalizzato in un decreto del Fhrer che sanciva che per ogni futuro assas-
sinio, a parte l'esecuzione da parte di plotoni di esecuzione di un numero appropriato di
persone, devono essere consegnati al RFSS e al Capo della Polizia tedesca per la depor-
tazione all'Est 500 comunisti ed Ebrei519 (in corsivo la frase omessa da Harrison).
Solo grazie a questo meschino sotterfugio Harrison pu concludere falsamente che le depor-
tazioni dalla Francia dovrebbero pertanto essere considerate come iniziate al posto della
fucilazione: come un equivalente di una condanna a morte (p. 112).
Conclusione volutamente ingannevole, perch la deportazione all'Est di quelle persone era una
punizione supplementare, per nulla equivalente a una sentenza di morte, che invece veniva regolar-
mente comminata ai colpevoli su suolo francese.
Nell'ultima citazione, quella relativa alla deportazione di 6.000 comunisti e Ebrei, Harrison, per
coerenza nella malafede, ha omesso un'altra frase essenziale che smentisce la sua fallace interpre-
tazione. Ecco infatti il testo della sua fonte:
Fino al 31 maggio 1942, erano state ordinate 993 esecuzioni ed effettivamente eseguite
471; il numero delle deportatzioni di Ebrei e comunisti ordinate per rappresaglia nello
stesso periodo fu di circa 6.000520.
Il che conferma che le deportazioni non avevano nulla a che vedere con le esecuzioni e che non
erano minimamente equivalenti a una condanna a morte.
Harrison conclude questa sequela di omissioni e distorsioni asserendo:
Ci sufficiente da solo a porre la corrispondenza di Zeitschel e Abetz nell'orizzonte temporale
dello sterminio, non (come dice il titolo del capitolo di Mattogno) dell' emigrazione (p. 112).
Tutto ci dimostra ancora una volta soltanto la straordinaria malafede di Harrison, che pone la
corrispondenza in questione nell'orizzonte esplicativo dell'impostura.
[45] Mattogno cita l'annotazione del diario di Goebbels del 20 agosto 1941, ma ignora la
518 Die Endlsung der Judenfrage in Belgien. Herausgegeben von Serge Klarsfeld und Maxime Steinberg. The Beate
Klarsfeld Foundation, Parigi, 1980, p. 30.
519 Ulrich Herbert, The German Military Command in Paris and the Deportation of the French Jews, in: National
Socialist Extermination Policies. Contemporary German Perspectives and Controversies. Edited by Ulrich Herbert,
Londra, 2000, p. 143.
520 Idem.

156
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

parte di questa annotazione, citata da Browning, il quale menziona la dichiarazione di Hitler che
gli Ebrei deportati in Unione Sovietica lavoreranno nel duro clima l e: Per quanto riguarda la
questione ebraica, oggi in ogni caso si potrebbe dire che un uomo come Antonescu, per esempio,
procede molto pi radicalmente in questa faccenda di quanto noi abbiamo fatto finora. Ma io non
rester fermo o inattivo finch anche noi riguardo agli Ebrei non avremo percorso la strada fino in
fondo (p. 113).
La fonte da me citata521 non contiene la frase riportata da Harrison, che del resto non si trova
nell'annotazione del 20 agosto 1941, ma in quella del 19 agosto:
Per il resto il Fhrer mi promette di espellere gli Ebrei di Berlino il pi presto possibile da
Berlino all'Est non appena si presenter la prima possibilit di trasporto. L poi essi saranno
provati in un clima molto rigido 522.
[Im brigen sagt der Fhrer mir zu, die Berliner Juden so schnell wie mglich, sobald sich
die erste Transportmglichkeit bietet, von Berlin in den Osten abzuschieben. Dort werden
sie dann unter einem hrteren Klima in die Mache genommen].
Qui, di nuovo, riaffiora l'ossessione di Harrison per la decimazione. Anche questa obiezione
piuttosto stupida, perch non ho mai preteso che Hitler amasse svisceratamente gli Ebrei e li volesse
mandare in villeggiatura con tutte le comodit. Lo scopo della deportazione all'Est non era lo
sterminio in fantomatiche camere a gas e questo il fatto che volevo sottolineare.
La frase relativa al clima rigido senza dubbio un commento di Goebbels. Hitler ritorn sulla
questione il 29 maggio 1942, allorch, nel corso di un discorso a tavola alla cancelleria del Reich,
dichiar:
L'intera Europa occidentale deve perci essere libera da Ebrei dopo un determinato tempo.
Ci necessario gi per il fatto che tra gli Ebrei c' sempre una certa percentuale di fanatici
che cercano di risollevare l'ebraismo. Perci neppure si raccomanda di espellere gli Ebrei in
Siberia, giacch l, nel rigore del suo clima, la loro salute si temprerebbe ancora di pi.
molto pi giusto poich gli Arabi non li hanno voluti in Palestina trasportarli in Africa ed
esporli in tal modo ad un clima che pregiudichi la capacit di resistenza di ogni uomo contro
di noi e cos escluda qualunque interferenza di interessi coll'umanit europea 523
[Ganz Westeuropa msse deshalb nach einer bestimmten Zeit vllig judenfrei sein. Das sei
allein schon deshalb erforderlich, als es unter den Juden immer einen gewissen Prozentsatz
von Fanatikern gebe, der das Judentum wieder hochzubringen suche. Es empfehle sich
deshalb auch nicht, die Juden nach Sibirien abzuschieben, da sie bei ihrer Klimafestigkeit
dort nur gesundheitlich noch besonders gehrtet wrden. Viel richtiger sei es da die
Araber sie in Palstina nicht haben wollten nach Afrika zu transportieren und sie damit
einem Klima auszusetzen, das jeden Menschen unserer Widerstandfhigkeit beeintrchtige
und damit jede Interessenberschneidung mit europischem Menschentum ausschlie].
Perci il fatto che gli Ebrei dovessero lavorare nel duro clima l non ha nulla a che vedere con
le farneticazioni decimatrici di Harrison.
La citazione che menziona Antonescu ha come riferimento TBJG [= Die Tagebcher Joseph
Goebbels: I diari di Joseph Goebbels ], II/1, p. 266 (19.8.41) e p. 278 (20.8.41) (nota 103 a p. 113),
ma tratta da pagina 320 del libro di Browning The Origins of the Final Solution. La nota 40 a p.
517 riporta il seguente riferimento: Die Tagebcher von Joseph Goebbels, 1:265-66, 269, 278
(annotazioni del 19 e 20 agosto 1941). Come al solito, da buon ciarlatano, Harrison, come il suo
degno compare Terry, ostenta fonti che non ha mai visto. A p. 570 del Manifesto copia e incolla,
521 Martin Broszat, Hitler und die Genesis der Endlsung. Aus Anla der Thesen von David Irving, in: Vierteljah-
reshefte fr Zeitgeschichte, anno 25, n. 4, 1977, p. 751.
522 Expert Report by Professor Richard Evans per il processo Irving v. Lipstadt, in: http://www.phdn.org/negation /ir-
ving/ EvansReport.pdf,, nota 609 a p. 212.
523 Henry Picker, Hitlers Tischgesprche im Fhrerhauptquartier, Wilhelm Goldmann Verlag, Monaco, 1981, p. 340.

157
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

sotto la rubrica Libri frequentemente citati, fa bella mostra di s TBJG Die Tagebcher Joseph
Goebbels: i Plagiari non si sono neppure curati di copiare i dati editoriali di quest'opera! Sulla
questione mi soffermer di nuovo nel punto 93 del Capitolo 6.
Torniamo alle obiezioni di Harrison. Egli trae da tale citazione questa conclusione:
Hitler sapeva che la polizia rumena di Antonescu liquidava gli Ebrei da luglio, in cooperazione
coll'Einsatzgruppe D, e spingeva quelli inabili al lavoro in Transnistria, dove molti morivano o
venivano fucilati. Per esempio, l' Einsatzkommando 11A rifer che 551 Ebrei sono stati liquidati a
Kishinev (p. 113).
La sua fonte EM 45, 7.8.41 (nota 104 a p. 113). Il testo del passo tratto da questa Ereignis-
meldung, che Harrison finge di conoscere direttamente, al pari di tutte le altre che cita, questo:
Einsatzkommando 11a: ubicazione Kischinew. Nel controllo dei pochi edifici di servizio
non distrutti ha catturato materiale e alcune organizzazioni terroristiche e di sabotaggio.
Agenti direttivi fucilati. Finora liquidati 551 Ebrei, di cui 151 per partecipazione a sabotaggi
e 400 per rappresaglia per il fatto che sono stati bersagliati veicoli sanitari tedeschi e sono
stati dati segnali luminosi ad aviatori rossi. Ebrei rinchiusi nel ghetto, per quanto non portati
via524.
[Einsatzkommando 11a: Standort Kischinew. Hat bei berholung der wenigen unzerstr-
ten Dienstgebude Material und einige Terror- und Sabotageorganisationen erfasst.
Fhrende Agenten erschossen. Bisher 551 Juden liquidiert, davon 151 wegen Beteiligung an
Sabotage und 400 als Vergeltung fr Beschieung deutscher Sanittswagen und Geben von
Leuchtsignalen an rote Flieger. Juden im Ghetto abgeschlossen, soweit nicht abgezogen].
Dunque da una fucilazione di Ebrei effettuata il 7 agosto 1941 dall'Einsatzkommando 11a, senza
alcuna cooperazione con i Rumeni, per sabotaggio e per rappresaglia, Harrison deduce che la
polizia rumena di Antonescu liquidava gli Ebrei da luglio. Una logica davvero stringente! Brow-
ning, nella nota 40 summenzionata, ha scritto, senza addurre alcuna fonte:
Entro met agosto le forze di Antonescu avevano ucciso Ebrei in Bessarabia e cercavano di
espellere i restanti Ebrei della Bessarabia oltre il fiume Dniester in Transnistria.
Per una volta, Harrison ha voluto superare il suo maestro, cercando maldestramente di docu-
mentare questa frase di Browning. Vale la pena di approfondire la questione.
Una delle principali fonti informative tedesche era senza dubbio l' Einsatzgruppe D, che operava
a stretto contatto con le forze rumene. L'EM n. 43 del 5 agosto 1941 riferisce l'accusa corrente che
la Gendarmeria [rumena] corrotta dagli Ebrei 525. L'EM n. 61 del 23 agosto contiene una nota
intitolata Verhalten der Rumnen (Atteggiamento dei Rumeni) che dice:
A Borowka unit depredatrici delle truppe rumene si sono annidate presso Ebrei e condu-
cono da l i loro saccheggi526.
L'EM n. 63 del 25 agosto presenta un lungo rapporto sulla Bessarabia e i Rumeni. Riguardo agli
Ebrei, esso riferisce:
Anche la soluzione della questione ebraica come uno dei problemi pi importanti gi
iniziata, sia pure con esitazione. A Kischinew prima della guerra c'erano circa 60.000-80.000
Ebrei. Una gran parte di essi andata via con la partenza dei Russi. Al momento dell'occu-
pazione della citt erano presenti solo 4.000 Ebrei, il cui numero aumentato ulteriormente
per immigrazione. Su iniziativa dell'Einsatzkommando, il comandante rumeno della citt ha
istituito un ghetto ebraico nella citt vecchia. Attualmente il ghetto contiene circa 9.000
Ebrei. Gli Ebrei vengono raggruppati in unit di lavoro e messi a disposizione dei vari uffici

524 K.-M. Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941. Doku-
mente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 225
525 Idem, p. 243.
526 Idem, p. 344.

158
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tedeschi e rumeni per lavori di sgombero e di altro tipo 527.


[Auch die Lsung der Judenfrage als eines der wichtigsten Probleme ist bereits, wenn
auch zgernd, in Angriff genommen. In Kischinew gab es vor dem Kriege etwa 60-80000
Juden. Ein groer Teil davon ist bei dem Abzug der Russen fortgezogen. Bei Besetzung der
Stadt waren nur etwa 4000 Juden vorhanden, deren Zahl sich durch Zuzug noch erhhte.
Auf die Initiative des Einsatzkommandos hin richtete der rumnische Stadtkommandant in
der Altstadt ein Judenghetto ein. Z.Zt. umfat das Ghetto etwa 9000 Juden. Die Juden
werden zu Arbeitstrupps zusammengestellt und den verschiedenen deutschen und rumni-
schen Dienststellen zu Aufrumungs- und sonstigen Arbeiten zur Verfgung gestellt].
Con buona pace di Browning e di Harrison.
[46] Mattogno discute anche l'incontro tra Goebbels e Heydrich del 24 settembre 1941, nel
quale questi disse che gli Ebrei deportati da Berlino alla fine si crede debbano essere trasportati
[...] nei campi costruiti dai bolscevichi; essi 528 citano la dichiarazione di Hitler del 6 ottobre
1941, riferita da Koeppen, che insieme agli Ebrei del Protettorato, devono scomparire tutti gli
Ebrei di Vienna e di Berlino [all the Jews of Vienna and Berlin must disappear]. Comunque essi
trascurano l'ovvio collegamento tra queste due dichiarazioni: i campi costruiti dai bolschevichi
di Heydrich erano diventati i luoghi dove gli Ebrei di Berlino sarebbero scomparsi. Come pu
la scomparsa in campi corrispondere a una politica di reinsediamento? (p. 113).
Qui ci troviamo di fronte a un'altra plateale impostura, se non ad una idiozia colossale, che
bisogna analizzare in modo dettagliato.
La prima citazione, alla fine si crede debbano essere trasportati [...] nei campi costruiti dai
bolscevichi, tratta dal nostro studio su Treblinka 529, ma Harrison finge di conoscere la fonte,
indicando TBJG, II/I, pp.480-81 (24.9.1941) (nota 105 a p. 113). La seconda citazione, insieme
agli Ebrei del Protettorato, devono scomparire tutti gli Ebrei di Vienna e di Berlino, invece, non
tratta dal nostro libro, sebbene Harrison citi in nota (106 a p. 113) le relative pagine, bens da
Browning530. La ragione di questa contorta procedura facilmente spiegabile. Il testo di Browning
contiene una traduzione inappropriata che consente a Harrison di introdurre la sua fallace obiezione.
Nella versione tedesca del nostro libro su Treblinka abbiamo riportato il testo originale del passo in
questione:
Alle Juden mssen aus dem Protektorat entfernt werden, und zwar nicht erst ins General-
gouvernement, sondern gleich weiter nach Osten. Es ist augenblicklich nur wegen des
grossen Bedarfs an Transportmitteln nicht durchfhrbar. Mit den Protektoratjuden sollen
gleichzeitig alle Juden aus Berlin und Wien verschwinden531.
Tutti gli Ebrei devono essere allontanati dal Protettorato e precisamente non solo nel Go-
vernatorato generale, ma direttamente ancora pi a Est. Per il momento ci non attuabile
solo a causa del grande fabbisogno di mezzi di trasporto. Insieme agli Ebrei del Protettorato
devono scomparire nello stesso tempo tutti gli Ebrei da Berlino e da Vienna.
Nella versione inglese del libro summenzionato l'ultima frase resa correttamente from
Berlin and Vienna532.
Perci non dovevano sparire tutti gli Ebrei di Vienna e di Berlino, ma tutti gli Ebrei da

527 Idem, p. 350.


528 Graf, Kues, Mattogno.
529 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 185. La traduzione inglese non ineccepibile; il testo
tedesco dice infatti: sollen am Ende alle in die von den Bolschewisten angelegten Lager [...] transportiert werden,
alla fine devono essere trasportati tutti [...] nei campi istituiti dai bolscevichi.
530 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 328.
531 C. Mattogno, J. Graf, Treblinka. Vernichtungslager oder Durchgangslager?, op. cit., p. 231.
532 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 185.

159
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Vienna e da Berlino, aus, dice appunto il testo originale. infatti chiaro che, se gli Ebrei che
abitavano a Vienna e a Berlino dovevano essere trasferiti nei nei campi costruiti dai bolscevichi,
erano anche destinati a sparire da queste citt. E se tutti gli Ebrei dovevano essere trasportati nei
campi dell'Est, la loro scomparsa dal Protettorato, da Berlino e Vienna non poteva essere in
contrasto con una polica di reinsediamento, essendo la sua ovvia conseguenza. E Harrison lo
sapeva bene. Appunto per questo ha architettato questa sciocca impostura, pretendendo che gli
Ebrei deportati da Berlino e da Vienna sarebbero scomparsi nei campi costruiti dai bol-
schevichi, che quanto dire: sarebbero stati uccisi in tali campi!
Ecco un altro esempio dell' aperta malafede e della grottesca mancanza di senso del ridicolo di
questo plagiario.
[47] Inoltre Mattogno cita l'incontro di Heydrich a Praga del 10 ottobre 1941, ma ignora un
passo chiave che si riferisce a come gli Ebrei sarebbero stati decimati (dezimiert) (p. 113).
Nel nostro studio su Sobibr533 ho riassunto il seguente passo del documento in questione:
Causa difficolt comportate dall'evacuazione. Era previsto di cominciare con ci all'incirca
il 15 ottobre 1941, per far circolare i trasporti a poco a poco fino al 15 novembre fino a un
quantitativo di circa 5.000 Ebrei solo da Praga. Per adesso si deve ancora prestare molta
attenzione alle autorit di Litzmannstadt [d]. Minsk e Riga devono ricevere 50.000
[Ebrei]. [...]. Nelle prossime settimane devono ormai essere evacuati 5.000 Ebrei da Praga.
Gli SS-Brigadefhrer Nebe e Rasch possono accogliere gli Ebrei nei campi per detenuti
comunisti nell'area operativa. Ci secondo l'informazione dell'SS-Sturmbannfhrer Eich-
mann gi cominciato.
[Wegen der Evakuierung entstanden Schwierigkeiten. Es war vorgesehen, damit am 15.
Oktober 1941 etwa zu beginnen [sic], um die Transporte nach und nach bis zum 15.
November abrollen zu lassen bis zur Hhe von etwa 5000 Juden nur aus Prag. Vorlufig
muss noch viel Rcksicht auf die Litzmannstdter Behrden genommen werden. Minsk und
Riga sollen 50.000 bekommen. [...]. In den nchsten Wochen sollen die 5000 Juden aus
Prag nun evakuiert werden. SS-Brif. Nebe und Rasch knnen in die Lager fr kommuni-
stische Hftlinge im Operationsgebiet Juden mit hineinnehmen. Dies ist bereits nach An-
gabe von SS-Stubaf. Eichmann eingeleitet].
Pi avanti il documento dice:
In Boemia va considerato: eventualmente l'antica fortezza ussita di Ratibor Vecchia, ma la
cosa migliore sarebbe la presa in consegna di Theresienstadt da parte dell'Ufficio centrale
per l'emigrazione ebraica. Dopo l'evacuazione da questo campo di raccolta provvisorio
(nella qual cosa gli Ebrei sono stati gi fortemente decimati) nei territori orientali si potrebbe
poi trasformare l'intero territorio in un insediamento tedesco esemplare 534.
[In Bhmen kme in Frage: eventuell die alte Hussitenburg Alt-Ratibor, aber am besten
wre die bernahme von Theresienstadt durch die Zentralstelle fr jdische Auswanderung.
Nach Evakuierung aus diesem vorbergehenden Sammellager (wobei die Juden schon stark
dezimiert wurden) in die stlichen Gebiete knnte dann das gesamte Gelnde zu einer vor-
bildlichen deutschen Siedlung ausgebaut werden].
La decimazione non si riferisce dunque alla meta dell'evacuazione, bens all'evacuazione
stessa, ma si trattava di semplice enfasi retorica. Due settimane dopo, il 24 ottobre 1941, Kurt
Daluege, capo della Polizia d'Ordine, invi agli uffici interessati una lettera espresso con oggetto
Evakuierungen von Juden aus dem Altreich und dem Protektorat (Evacuazione di Ebrei dal
Vecchio Reich e dal protettorato) che diceva:
Nel periodo dal 1 novembre al 4 dicembre 1941 da parte della Polizia di Sicurezza 50.000

533 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 204.


534 T/37(299).

160
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Ebrei vengono espulsi all'Est nel territorio intorno a Riga e Minsk dal vecchio Reich,
dall'Ostmark e dal Protettorato di Boemia e Moravia. I reinsediamenti avvengono in treni
passeggeri delle Ferrovie del Reich di 1.000 persone ciascuno. I treni passeggeri vengono
formati a Berlino, Amburgo, Hannover, Dortmund, Mnster, Dsseldorf, Colonia, Franco-
forte sul Meno, Kassel, Stoccarda, Norimberga, Monaco, Vienna, Breslavia, Praga e
Brnn535.
[In der Zeit vom 1.November -4.Dezember 1941 werden durch die Sicherheitspolizei aus
dem Altreich, der Ostmark und dem Protektorat Bhmen und Mahren 50 000 Juden nach
dem Osten in die Gegend um Riga und um Minsk abgeschoben. Die Aussiedlungen erfolgen
in Transportzgen der Reichsbahn zu je 1000 Personen. Die Transportzge werden in
Berlin, Hamburg, Hannover, Dortmund, Mnster, Dsseldorf, Kln, Frankfurt/M., Kassel,
Stuttgart, Nrnberg, Mnchen, Wien, Breslau, Prag und Brnn zusammengestellt].
Si prevedevano dunque condizioni di trasporto normali, non tali da produrre una decimazione
dei deportati.
[48] Otto giorni prima, un discorso di Heydrich a Praga aveva accennato alla necessit di
rac-cogliere i piani e il materiale grezzo. Ci indica che le imminenti deportazioni erano asso-
ciate con esperimenti che avevano luogo con materiale grezzo (p. 113).
La formulazione volutamente equivoca, perch deve evocare gli esperimenti di sterilizzazione
che venivano gi effettuati a Berlino (p. 112) ad opera di Brack, se non addirittura esperimenti di
uccisione, il tutto, ovviamente, in riferimento agli Ebrei.
Questa interpretazione il risultato di una farneticazione allucinatoria.
La fonte indicata da Harrison Karny, Politik im Protektorat Bhmen und Mhren unter
Reinhard Heydrich 1941-1942, pp.107-22 (nota 108 a p. 113). In realt essa tratta, come al
solito, da Browning, che scrive:
In un discorso ai membri dell'apparato di occupazione il 2 ottobre a Praga, dove aveva
appena assunto la carica di Reichsprotektor [Protettore del Reich] interinale in aggiunta al
suo incarico di capo della Polizia di Sicurezza e del SD, [Heydrich] sottoline che gli eventi
degli anni precedenti erano correlati e [costituivano] un requisito preliminare per la germa-
nizzazione definitiva della sfera di influenza del Reich. In vista di questo obiettivo, persino
coloro che avevano buona origine razziale ma cattivo carattere ( gutrassig Schlechtgesinnten)
sarebbero stati messi al muro; ma si poteva immaginare ci che Heydrich aveva in mente per
coloro che considerava razzialmente inferiori. La realizzazione di questa concezione era
tuttavia una questione che il Fhrer dovr decidere. Ma era gi possibile raccogliere i
piani e il materiale grezzo.
Dobbiamo controllare il materiale concluse dobbiamo sfruttare le opportunit dispo-
nibili536.
Premetto che il resoconto di Browning falsa il significato del documento. Heydrich, parlando
della germanizzaione definitiva del Protettorato, si sofferm sulla sorte da riservare ai Cechi. La
relativa soluzione finale (Endlsung) comportava una precisa valutazione razziale di questa
popolazione:
Qui ci sono i seguenti tipi umani: gli uni sono di buona origine razziale e di buona
disposizione, ci semplicissimo, questi li possiamo germanizzare. Poi abbiamo gli altri,
che sono il polo opposto: cattiva origine razziale e cattiva disposizione. Queste persone le
devo portare via. All'Est c' molto spazio. In mezzo resta poi una classe intermedia che devo
esaminare attentamente. In questa classe ci sono gli uomini di buona disposizione ma di

535 PS-3921. IMT, vol. XXXIII, pp. 535-536.


536 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 301.

161
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

cattiva origine razziale e quelli di cattiva disposizione ma di buona origine razziale. Con
quelli di buona disposizione ma di cattiva origine razziale probabilmente si dovr fare in
modo che siano insediati da qualche parte o in qualche modo nel Reich, badando che non
abbiano pi figli, perch non si vuole che si sviluppino ulteriormente in questo spazio. Ma
senza urtarli! Tutto ci considerato soltanto dal punto di vista teorico. Restano poi gli uo-
mini di cattiva disposizione ma di buona origine razziale. Questi sono i pi pericolosi,
perch sono la classe dirigente di buona origine razziale. Qui dobbiamo riflettere su che cosa
farne. Riguardo a una parte degli uomini di cattiva disposizione ma di buona origine razzia-
le, non ci rester altro che cercare di reinsediarli nel Reich in un ambiente puramente
tedesco, di germanizzarli e di rieducarli nella loro disposizione interna o, se ci non avviene,
di metterli irrevocabilmente al muro; non si pu infatti reinsediarli, perch laggi all'Est
formerebbero una classe dirigente che si rivolgerebbe contro di noi. Queste sono le idee
fondamentali chiarissime che dobbiamo assumere come linea di condotta. Ma quando ci
accadr, una questione che deve decidere il Fhrer. Ma raccogliere i piani e il materiale
grezzo sono cose che possiamo gi intraprendere. Dobbiamo esaminare il materiale, dobbia-
mo sfruttare le possibilit esistenti537.
[Da gibt es folgende Menschen: Die einen sind gutrassig und gutgesinnt, das ist ganz
einfach, die knnen wir eindeutschen. Dann haben wir die anderen, das sind die Gegenpole:
schlechtrassig und schlechtgesinnt. Diese Menschen muss ich hinausbringen. Im Osten ist
viel Platz. Dann bleibt in der Mitte nun eine Mittelschicht, die ich genau durchprfen muss.
Da sind in dieser Schicht schlechtrassig Gutgesinnte und gutrassig Schlechtgesinnte. Bei
den schlechtrassig Gutgesinnten wird man es wahrscheinlich so machen mssen, dass
man sie irgendwo im Reich oder irgendwie einsetzt und nun dafr sorgt, dass sie keine
Kinder mehr kriegen, weil man sie in diesem Raum nicht weiter entwickeln will. Aber
nicht vor den Kopf stossen! Es ist dies ja alles nur theoretisch gesehen. Dann bleiben brig
die gutrassig Schlechtgesinnten. Das sind die gefhrlichsten, denn das ist die gutrassige
Fhrerschicht. Wir mssen hier berlegen, was wir bei diesen machen. Bei einem Teil der
gutrassig Schlechtgesinnten wird nur eines brig bleiben, dass wir versuchen, sie im Reich
in einer rein deutschen Umgebung anzusiedeln, einzudeutschen und gesinnungsmssig zu
erziehen oder, wenn das nicht geht, sie endgltig an die Wand zu stellen; denn aussiedeln
kann ich sie nicht, weil sie drben im Osten eine Fhrerschicht bilden wrden, die sich ge-
gen uns richtet.
Das sind die ganz klaren grundstzlichen Gedanken, die wir uns als Leitlinie nehmen ms-
sen. Und wann das geschieht, das ist eine Frage, die der Fhrer entscheiden muss. Aber die
Planungen und das Rohmaterial zusammenzutragen, das sind Dinge, die wir schon einleiten
knnen. Wir mssen das Material prfen, wir haben die vorhandenen Mglichkeiten auszu-
nutzen].
Browning travisa dunque il senso del discorso di Heydrich, pretendendo che persino coloro che
avevano buona origine razziale ma cattivo carattere (gutrassig Schlechtgesinnten) sarebbero stati
messi al muro; ma si poteva immaginare ci che Heydrich aveva in mente per coloro che consi-
derava razzialmente inferiori, mentre in realt per questi ultimi Heydrich prevedeva la semplice
evacuazione all'Est, mentre consideva i primi la classe pi pericolosa proprio in virt della loro
buona origine razziale; ma anche per costoro egli prevedeva la germanizzazione e la rieducazione
della loro visione del mondo e minacciava la fucilazione soltanto se ci non fosse avvenuto. La
frase finale della citazione significa semplicemente che bisognava esaminare il materiale umano
secondo i criteri razziali esposti sopra prima ancora della decisione del Fhrer riguardo alle singole

537 Jaroslava Milotov, Margita Krn, Miroslav Krn, Deutsche Politik im Protektorat Bhmen und Mhren unter
Reinhard Heydrich 1941 - 1942. Metropol, Berlino, 1997, pp. 118-119.

162
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

categorie.
Questo esempio illustra chiaramente quanto sia aberrante il metodo dei Plagiari di trarre spezzoni
di documenti da libri olocaustici senza conoscerne n il testo originale n il contesto.
Sconvolgendo persino il testo di Browning, Harrison trae da ci la fantasiosa deduzione che le
imminenti deportazioni erano associate con esperimenti che avevano luogo con materiale grez-
zo, mentre qui non si tratta n di deportazioni, n di esperimenti e neppure di Ebrei!
[49] Nelle pagine 274-276 di Sobibr, Mattogno cerca di neutralizzare la minuta di Wetzel a
Lohse del 25 ottobre 1941 (tre settimane dopo il discorso di Heydrich sul materiale grezzo),
riguardante la proposta di costruzione di Vergasungsapparate [apparati di gasazione] (chiamati
anche dispositivi Brack) a Riga per uccidere Ebrei del Reich incapaci di lavorare. Il contesto di
questa minuta degno di nota. Wetzel scrisse anche una lettera di accompagnamento per conto di
Rosenberg, perci [eventuali] pretese di falsificazione riguarderebbero necessariamente entrambe
le minute, non una sola. Entrambe le minute erano state preparate per l'attenzione di Lohse ma gli
devono essere state date verbalmente [sic], perch egli arriv a Berlino lo stesso giorno per
protestare contro il progetto di deportazione di Ebrei del Reich a Riga e a Minsk (p. 113-114).
Come ho mostrato sopra, il riferimento al discorso di Heydrich sul materiale grezzo non ha
alcuna relazione con le deportazioni ebraiche. L'obiezione di Harrison alquanto puerile: in via di
principio, il fatto che Weztel scrisse lettera di accompagnamento per conto di Rosenberg non
esclude minimamente che la lettera allegata possa essere un falso o possa essere stata falsificata. La
lettera di accompagnamento, senza data, indirizzata al commissario del Reich per l' Ostland (an
den Reichskommissar fr das Ostland) e ha come oggetto Suo rapporto del 4.10.1941 riguardante
soluzione finale della questione ebraica (Ihren Bericht vom 4.10.1941 bezglich Lsung der
Judenfrage). Wetzel vi alleg la sua nota (Vermerk), ma anche il rapporto in questione, di cui per
si ignora il testo538.
Esiste anche un minuta manoscritta (handwritten draft), che per, per la sua brevit (si tratta di
una pagina con poche righe illeggibili), non pu essere il testo originale della lettera 539.
Il documento si presenta come una bozza (Entwurf) di una lettera dattiloscritta che, per quel
che noto, non fu mai inviata, e che reca alla fine un' unica notazione manoscritta, che gli analisti
dello Staff Evidence Analysis dell'Office of US Chief Counsel (gruppo di analisi dei documenti del-
l'ufficio del procuratore capo degli Stati Uniti) interpretarono come Wet 25/10. Al di sopra di essa
dovrebbe apparire, scritto leggermente a matita, N.d.H.M. che significherebbe Nachschrift
dem Herrn Minister, copy for the Minister (copia per il Ministro)540, ma Nachschrift non
significa copia (in tedesco Abschrift), bens poscritto. Nella trascrizione tedesca del docu-
mento, la sigla N.d.R.M. e la scritta a margine Wlt 541. Perci, a voler essere precisi, non c'
alcuna prova che il documento sia autentico. Sulla questione ritorner sotto.
[50] Inoltre, solo due giorni prima di questa minuta e lo stesso giorno che Wetzel incontr
Brack, Paul Wurm, l'editore estero di Der Strmer, aveva scritto da Berlino a Franz Rademacher
avvisandolo che molti dei parassiti ebrei saranno sterminati mediante misure speciali. Perci
certo che Lohse era al corrente di piani per uccidere Ebrei deportati nell'Ostland prima che la-
sciasse Berlino (p. 114).
Paul Wurm era anche il fondatore della Lega mondiale antiebraica (Antijdische Welt-Liga) e
la lettera in questione scritta proprio su carta intestata di questa organizzazione. Le sue infor-
mazioni, gi di seconda mano (la fonte era un vecchio camerata che lavora all'Est alla regolazione
della questione ebraica (Parteigenosse, der im Osten an der Regelung der Judenfrage arbeitet),
538 NO-997.
539 NO-996, ammesso al processo Eichmann come T/39(188), insieme a una copia dei documenti NO-365 e NO-997.
540 Translation of document NO-365. Office of U.S. Chief Counsel. Staff Evidence Analysis, p. 2. NA, Record Group
n. 238, NO-365.
541 Staatsarchiv Nrnberg, KV-Anklage, Umdrucke deutsch, NO-365.

163
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

non possono evidentemente essere equiparate a quelle degli uomini delle istituzioni politiche e
militari nazionalsocialiste. Per di pi, la traduzione di Browning (la fonte di Harrison) non inec-
cepibile, perch nel testo tedesco della frase incriminata, in nchster Zeit wird von dem jdischen
Ungeziefer durch besondere Massnahmen manches vernichtet werden542 (in un prossimo futuro,
del parassita ebraico qualcosa sar sterminato) manches non propriamente molto (che in
tedesco sarebbe vieles), ma piuttosto qualcosa. Sicch questa lettera non dimostra affatto l'esi-
stenza di presunti piani per uccidere Ebrei deportati nell'Ostland.
D'altra parte la data della lettera il 23 ottobre 1941, mentre il presunto Fhrerbefehl risalirebbe
al mese di dicembre: allora chi avrebbe elaborato questi presunti piani? Nessuno, perch, come
documento in questo capitolo, all'epoca il Reich perseguiva una politica ebraica di emigrazione/
evacuazione/reinsediamento.
[51] Mattogno cerca di negare questo intero processo asserendo che i dispositivi Brack
proposti da Wetzel affinch fossero usati a Riga sarebbero stati cilindri di monossido di carbo-
nio, ma ci estremamente dubbio, dato che, come mostriamo nel capitolo sulle camere a gas,
Widmann aveva gi discusso l'impossibilit di trasportare i cilindri di CO in Russia (e le prove
di gasazione a Mogilev coll'impiego di gas di scarico di un motore erano gi avvenuti) quando
Wetzel scrisse la sua minuta il 25 ottobre (p. 114).
La questione importante e richiede un approfondimento. Riporto anzitutto il testo del
documento:
Oggetto: Soluzione della questione ebraica.
1. Al Commissario del Reich per l'Ostland
Oggetto: Suo rapporto del 4.10.1941 riguardante soluzione finale della questione ebraica
Con riferimento alla mia lettera del 18 ottobre 1941, Le comunico che l' Oberdienstleiter
[capo servizio superiore] Brack, della Cancelleria del Fhrer, si gi dichiarato pronto a
collaborare alla produzione dei necessari alloggiamenti [Unterknfte] nonch degli apparati
di gasazione [Vergasungsapparate]. Attualmente gli apparati [Apparate] in discussione non
esistono in numero sufficiente, devono soltanto essere prodotti. Poich secondo il parere di
Brack la produzione degli apparati nel Reich presenta difficolt molto maggiori di una sul
posto, Brack considera pi opportuno inviare immediatamente a Riga il suo personale,
specialmente il suo chimico dott. Kallmeyer, che l prender ogni ulteriore provvedimento.
L ' Oberdienstleiter Brack richiama l'attenzione sul fatto che il procedimento in questione
non senza pericoli, perci sono necessarie speciali misure protettive. Date le circostanze,
La prego di rivolgersi all' Oberdienstleiter Brack presso la Cancelleria del Fhrer tramite il
Suo Alto Capo della Polizia e delle SS e di richiedere l'invio del chimico Kallmeyer e di
ulteriore personale ausiliario. Mi permetto di far presente che lo Sturmbannfhrer Eich-
mann, che addetto alle questioni ebraiche al RSHA, completamente d'accordo con questo
procedimento.
Secondo comunicazione dello Sturmbannfhrer Eichmann, a Riga e a Minsk devono essere
creati campi per Ebrei, nei quali eventualmente andranno anche Ebrei del territorio del
Reich. Attualmente dal Vecchio Reich vengono evacuati Ebrei che devono andare a Litz-
mannstadt, ma anche in altri campi, per poi andare allimpiego lavorativo allEst, per quanto
abili al lavoro. Secondo la situazione non ci sono riserve se quegli Ebrei che non sono abili
al lavoro vengano eliminati con gli strumenti di Brack [mit den Brackschen Hilfsmitteln]. In
questo modo non dovrebbero neppure accadere pi avvenimenti come sono risultati nelle
fucilazioni di Ebrei a Vilnius secondo un rapporto in mio possesso e che possono essere
difficilmente approvati anche in considerazione del fatto che le esecuzioni furono effettuate
pubblicamente. Gli abili al lavoro invece saranno trasportati all'Est per l'impiego lavorativo.

542 Politisches Archiv des Auswrtigen Amtes. Inland II A/B. Aktz. 83-25 Sdh. IV, Band 59/3.

164
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Dovrebbe essere evidente che, nel caso degli Ebrei abili al lavoro, uomini e donne devono
essere tenuti separati. Per i Suoi ulteriori provvedimenti, chiedo un rapporto 543.
[Betr.: Lsung der Judenfrage.
1. An den Reichskommissar fr das Ostland
Betr.: Ihren Bericht vom 4.10.1941 bezglich Lsung der Judenfrage
Unter Bezugnahme auf mein Schreiben vom 18. Okt. 1941 teile ich Ihnen mit, da sich
Oberdienstleiter Brack von der Kanzlei des Fhrers bereiterklrt hat, bei der Herstellung
der erforderlichen Unterknfte sowie der Vergasungsapparate mitzuwirken. Zur Zeit sind
die in Betracht kommenden Apparate in gengender Anzahl nicht vorhanden, sie mssen
erst hergestellt werden. Da nach Auffassung Bracks die Herstellung der Apparate im Reich
viel grere Schwierigkeiten bereitet als an Ort und Stelle, hlt es Brack fr am
zweckmigsten, wenn er umgehend seine Leute, insbesondere sein Chemiker Dr. Kall-
mayer, nach Riga sendet, der dort alles weitere veranlassen wird. Oberdienstleiter Brack
weist darauf hin, da das in Betracht kommende Verfahren nicht ungefhrlich ist , so da
insbesondere Schutzmanahmen erforderlich seien. Unter diesen Umstnden bitte ich Sie,
sich ber Ihren Hheren SS- und Polizeifhrer an Oberdienstleiter Brack in der Kanzlei des
Fhrers zu wenden und um die Entsendung des Chemikers Kallmeyer sowie weitere Hilfs-
krfte zu bitten. Ich darf darauf hinweisen, da Sturmbannfhrer Eichmann, der Sachbear-
beiter fr Judenfragen im RSHA, durchaus mit diesem Verfahren einverstanden ist.
Nach Mitteilung von Sturmbannfhrer Eichmann sollen in Riga und in Minsk Lager fr
Juden geschaffen werden, in die evtl. auch Juden aus dem Altreichgebiet kommen. Es
werden zur Zeit aus dem Altreich Juden evakuiert, die nach Litzmannstadt, aber auch nach
anderen Lagern kommen sollen, um dann spter im Osten, soweit arbeitsfhig, in Arbeit-
einsatz zu kommen.
Nach Sachlage bestehen keine Bedenken, wenn diejenigen Juden, die nicht arbeitsfhig
sind, mit den Brackschen Hilfsmitteln beseitigt werden. Auf diese Weise drften dann auch
die Vorgnge, wie sie sich bei den Erschieungen der Juden in Wilna nach einem mir vor-
liegenden Bericht ergeben haben, und die auch im Hinblick darauf, da die Erschieungen
ffentlich vorgenommen wurden, kaum gebilligt werden knnen, nicht mehr mglich sein.
Die Arbeitsfhigen dagegen werden zum Arbeitseinsatz nach Osten abtran-sportiert. Da
bei den arbeitsfhigen Juden Mnner und Frauen getrennt zu halten sind, drfte
selbstverstndlich sein.
ber Ihre weiteren Manahmen erbitte ich Bericht].
Che cos'erano i Vergasungsapparate? Per Harrison erano autocarri di gasazione (gas vans)
(vedi punto seguente), ipotesi cervellotica, smentita sia dal contesto 544, sia dalla storiografia
olocaustica. Patricia Heberer, ad esempio, rileva al riguardo:
Il 25 ottobre 1941, il dott. Erhard Wetzel, incaricato delle questioni razziali al Ministero del
Reich per i territori occupati, scrisse una lettera al commissario del Reich Lohse con una
proposta avanzata da Brack: costruire nel Reichskommissariat Ostland impianti di
gasazione fissi, impiegandovi la tecnologia di gasazione T-4 e personale dei centri di
uccisione545.
Heberer conclude che si trattava di una semplice proposta che non fu mai realizzata 546.

543 NO-365.
544 Vedi gli argomenti addotti contro di essa da Santiago Alvarez e Pierre Marais in The Gas Vans. A Critical Inve-
stigation. The Barnes Review, Washington, 2011, pp. 95-96, libro non menzionato dai controversial bloggers.
545 P. Heberer, Von der Aktion T4 zum Massenmord an den europischen Juden, in: Gnter Morsch e Bertrand
Perz (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas. Historische Bedeutung, techni-
sche Entwicklung, revisionistische Leugnung, op. cit., p. 168.
546 Idem.

165
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Poich i Vergasungsapparate sono associati ad alloggi (Unterknfte), si poteva trattare


soltanto di camere a gas fisse, omicide o di disinfestazione. La mia precedente ipotesi, nella pro-
spettiva olocaustica, che fossero bombole di ossido di carbonio, ad una analisi pi approfondita non
sostenibile. Il termine non si pu applicare a semplici bombole, ma a un apparato che produceva
la gasificazione di una sostanza liquida, come gli apparati di ricircolazione (Kreislaufgerte) delle
camere di disinfestazione Degesch ad acido cianidrico (Zyklon B), chiamati apparati gasatori
(Vergaser-Gerte)547. Questo sistema era stato collaudato a Sachsenhausen il 25 ottobre 1940 da
rappresentanti della sezione Sanit e igiene dei campi dellIspettorato dei campi di concentra-
mento, dellIstituto di igiene delle Waffen-SS e della Degesch. Lo stesso giorno il capo dellUfficio
costruzioni dello Hauptamt Haushalt und Bauten (Ufficio centrale bilancio e costruzioni) invi a
tutti i campi di concentramento lordine di utilizzarlo per lavvenire a scopo di disinfestazione 548.
Questa interpretazione confermata da un messaggio intercettato dai Britannici nel novembre 1941:
10. DQB de SPK SPK1 Nr 12 1107 3Tle 177 143 73 DSR 155
SS Oberabschnitt Nordsee, Hamburg 13.
Firma TESCH STABENOW, HAMBURG 1. Bez. Brief vom 5. Nov. Erbitte sofort
Nachricht wann Zyklonversand erfolgt ist, und wann mit Teilversand von Tegas, thyleno. D
und Trito gerechnet werden kann, damit Dr Tesch, der in Riga Ausbildung ... (corrupt
groups) ... smtliche ... sind sehr ntig. Dr TESCH bittet seine Post hierher [manoscritto] zu
senden. Leitender Arzt, bei Hherem SS und Pol.fhrer Riga549.
SS Oberabschnitt Nordsee [sezione superiore Mare del Nord], Amburgo 13.
Ditta Tesch Stabenow, Amburgo 1. Riferimento: lettera del 5 novembre Richiedo informa-
zione immediata quando avvenuta la spedizione di Zyklon e quando si pu contare sulla
spedizione parziale di T-Gas, ossido di etilene e Tritox, affinch il dott. Tesch che a Riga
addestramento... [testo corrotto] ... tutti ... sono molto necessari. Il dott. Tesch prega di
mandare qui la sua corrispondenza. Medico dirigente presso il Comandante superiore delle
SS e della Polizia a Riga.
I gas menzionati in modo storpiato sono appunto il T-Gas, l'thylenoxid e il Tritox.
Il 21 dicembre 1941 la Deutsche Zeitung im Ostland (Giornale tedesco in Ostland) pubblic un
articolo dal titolo Hygiene im Ostland (Igiene in Ostland) che riferiva sulla recente introduzione
di misure igieniche nel commissariato del Reich:
Uno dei compiti urgenti nel campo dell'igiene in Ostland il miglioramento della pulizia
personale della popolazione e la lotta contro i parassiti, soprattutto contro i pidocchi. [...]. In
virt del decreto del Commissario del Reich per l'Ostland del 12 dicembre 1941, tutte le
comunit sono obbligate a creare e mantenere quelle installazioni che sono necessarie per la
lotta e la prevenzione delle malattie che costituiscono una minaccia pubblica. In questo
paese vi rientrano anche in primo luogo gli impianti di disinfestazione 550.
[Eine der vordringlichen Aufgaben auf dem Gebiet der Hygiene im Ostland ist die Besse-
rung der krperlichen Reinlichkeit der Bevlkerung und die Bekmpfung des Ungeziefers,
insbesondere der Luse. [...]. Durch den Erlass des Reichskommissars fr das Ostland vom
12.Dezember 1941 sind alle Gemeinden verpflichtet, diejenigen Einrichtungen zu schaffen

547 Gerhard Peters, Blausure zur Schdlingsbekmpfung. Sammlung chemischer und chemisch-technischer Vortrge.
Verlag von Ferdinand Enke, Stoccarda, 1933, p. 40
548 Gnter Morsch, Ttungen durch Giftgas im Konzentrationslager Sachsenhausen, in: Gnter Morsch e Bertrand
Perz (a cura di), Neue Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas. Historische Bedeutung, tech-
nische Entwicklung, revisionistische Leugnung, op. cit., p. 262.
549 TNA, HW 16/32, German Police Decodes, No. 1 Traffic: 13.11.41, n. 10. Cfr. German SS and Police Unit Radio
Messages in British Archives, in: http://www.fpp.co.uk/Auschwitz/docs/ Poli-ceDecodes.html.
550 Hygiene im Ostland. Von Dr. med. Otto v. Lilienfeld-Toal, Hygieniker beim Reichskommissariat, in: Deutsche
Zeitung im Ostland, Nr. 139 del 21 dicembre 1941.

166
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

und unterhalten, die zur Bekmpfung und Verhtung gemeingefhrlichen Krankheiten not-
wendig sind. Hierzu gehren in diesem Lande vor allen Dingen auch Entlausungsanstal-
ten].
La lettera di Wetzel chiama in causa tre personaggi: Eichmann, Kallmeyer e Brack.
Nel corso dell'udienza n. 98 del suo processo (17 luglio 1961), Eichmann mise in discussione
tale documento, ponendo una serie di obiezioni il cui senso fu riassunto sinteticamente dal Procu-
ratore generale in questo modo: ...e ora improvvisamente asserite che un falso. Eichmann neg
in particolare di aver parlato con Wetzel di gas 551.
Il chimico Helmut Kallmeyer il 20 giugno 1947, in vista del processo contro Karl Brandt et alii
(processo dei medici), rese un affidavit nel quale, con riferimento alla lettera di Weztel che gli era
stata esibita, dichiar:
Non fui mai a Riga o nel Baltico nell'autunno del 1941 n in qualunque altro periodo.
Victor Brack non parl mai di inviarmi a Riga per collaborare alla produzione di alloggia-
menti e camere a gas (Vergasungsapparate) necessari e per sistemarvi tutte le altre cose 552.
Infine Brack, nel corso del suo processo, asser di non sapere nulla della lettera in questione:
[Risposta]. Non ne ricevetti copia n vidi mai una copia di quella lettera, n conosco questo
Amtsgerichtsrat [consigliere giudiziario] Wetzel.
[Domanda]. Aveste una conferenza con Eichmann su questo problema, sulla soluzione della
questione ebraica?
[R]. Ho gi detto che non riesco a ricordare il nome Eichmann, n posso ricordare il nome
Wetzel.
[D]. Sapete qualcosa sulle questioni discusse a questa conferenza riguardanti la soluzione
del problema ebraico?
[R]. No, non so nulla.
Dopo la lettura della lettera, il Pubblico Ministero chiese a Brack:
Signor Brack, avete ancora intenzione di mantenere ci che avete detto qui nell'interro-
gatorio diretto, cio, che cercaste di proteggere gli Ebrei e di salvare gli Ebrei dalla loro
terribile sorte e che non foste mai un assertore del programma di sterminio?
[R]. Vorrei anche mantenere quest'abuso, terribile abuso, che fu fatto del mio nome 553.
Wetzel stesso menzionato in un documento del 16 gennaio 1942 in cui si informa che l'SS-
Obergruppenfhrer Heydrich ha ricevuto dal Maresciallo del Reich [Gring] col permesso del
Fhrer l'incarico di attuare dopo la fine della guerra la immediata e unitaria soluzione della que-
stione ebraica in Europa [SS Obergruppenfhrer Heydrich habe mit Genehmigung des Fhrers
vom Reichsmarschall den Auftrag erhalten, Vorbereitungen zu treffen, um nach Abschlu des
Krieges die sofortige und einheitliche Lsung der Judenfrage in Europa durchzufhren] (vedi
punto 73).
In conclusione, la lettera di Wetzel del 25 ottobre 1941 storiograficamente inconsistente e di
conseguenza irrilevante.
Prima di proseguire, devo esaminare un altro elemento importante della critica di Harrison
importante perch mostra chiaramente la sua straordinaria ottusit e la pretestuosit delle sue
obiezioni, ossia il fatto che egli non mira a individuare e correggere eventuali miei errori di inter-
pretazione, ma il suo unico scopo quello di screditare i miei scritti in qualunque modo e con
qualunque mezzo.
Egli oppone alla mia ipotesi iniziale che i Vergasungsapparate fossero bombole di ossido di
carbonio il fatto che Widmann aveva gi discusso l'impossibilit di trasportare i cilindri di CO

551 State of Israel. Ministry of Justice. The Trial of Adolf Eichmann. Gerusalemme, 1994, vol. IV, pp. 1707-1709.
552 Brack and Handloser supplement V. Document No. 62. Affidavit di Helmuth Kallmeyer. Kiel, 20 June 1947.
553 TWC, vol. I, pp. 887-889.

167
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

in Russia (su Widmann ritorner nei punti 10 e 11 del Capitolo 8). Ma ci non ha alcuna relazione
con la presunta lettera di Wetzel; essa dice infatti che i Vergasungsapparate erano insufficienti e
dovevano essere fabbricati, ma secondo il parere di Brack la produzione degli apparati nel Reich
presenta difficolt molto maggiori di una sul posto, perci Brack riteneva pi conveniente mandare
il suo chimico Kallmayer a Riga. Poich, secondo Harrison, i Vergasungsapparate erano i fanto-
matici gas vans, ne consegue che Brack (!) aveva proposto di costruire gas vans a Riga! Ipotesi
ridicola perfino nella prospettiva olocaustica, perch il prototipo di autocarro di gasazione
(Gaswagen) sarebbe stato sperimentato a Sachsenhausen all'inizio di novembre del 1941 554, mentre,
per Harrison, essi esistevano gi nell'ottobre 1941, ma non in numero sufficiente, perci bisogna-
va fabbricarne altri a Riga! Quale madornale stupidit!
[52] L'uso definitivo di autocarri di gasazione nell'area di Minsk-Mogilev fu confermato dal-
l'autista dell'EK 8 Josef Wendl in una testimonianza processuale del 1970, mentre Sergey Romanov
di Holocaust Controversies ha pubblicato un documento citato da Gerlach che mostra l'arrivo di
due gas vans (Gaswagen nell'originale tedesco) a Smolensk nel febbraio 1942 (p. 114).
Dal punto di vista storiografico, una semplice testimonianza, per di pi risalente al 1970, non
vale nulla. Quanto al documento, nel mio studio Schiffbruch. Vom Untergang der Holocaust-
Orthodoxie555 ho mostrato che uno di questi Gaswagen, quello targato POL 71462 e inviato ad
Auschwitz all'inizio di settembre del 1944, era sicuramente un veicolo a gasogeno (Genera-
torfahrzeug), perci anche gli altri Gaswagen (abbreviazione di Generatorgaswagen, veicoli a
gas di gasogeno) erano tali. Dell'arrivo ad Auschwitz di tale veicolo, spacciato per un autocarro di
gasazione, la storiografia olocaustica ha cominciato a parlare dopo il 2000, ma il primo riferimento
letterario che ho trovato risale al 1946! 556.
[53] Procedimenti giudiziari hanno anche rivelato che, verso la fine di maggio del 1942, l'EK 8
ricevette un autocarro di gasazione da Smolensk. L'autista era l' SS-Hstuf [SS-Hauptsturmfhrer]
Sch., che faceva parte della Staffel [squadra] di autisti dell'EK 8 (p. 114).
Qui Harrison millanta le seguenti fonti:
JuNSV, Bd. 23, Nr. 624, p.344 (Urteil LG Frankfurt/Main 4 Ks 1/65 gegen Josef Har., 12.3.66);
cfr. anche JuNSV Bd. XXXIII, Lfd. Nr. 720; JuNSV Bd. XXXII, Lfd Nr. 702.
Per capire la vicenda processuale, bisogna esaminare le singole sentenze. La prima (n. 624) con-
cerne il processo contro Adolf Josef Har. (12 novembre 1965-11 marzo 1966) e contiene un breve
paragrafo intitolato Uccisioni mediante l'impiego di un Gaswagen, in cui si dice che autista di
questo veicolo per ordine di Ric. era il testimone (der Zeuge) Sch., che allora faceva parte degli au-
tisti dell'Einsatzkommando 8 come SS-Hauptsturmfhrer557. Non chiaro come un capitano delle
SS potesse essere un semplice autista della squadra autieri dell'Einsatzkommando 8. Ci che invece
chiaro, e che egli, nonostante la sua partecipazione al presunto crimine, non depose come impu-
tato, ma come testimone! Har. fu riconosciuto colpevole, ma rimesso in libert perch aveva gi
espiato la pena con la carcerazione preventiva.
La sentenza 702 riguarda il processo contro Heinz Richard Hugo Ric. e Hans Karl Albert Ha. (26
agosto 1968-11 aprile 1969), che furono condannati a sette e a cinque anni e mezzo di prigione. Nel
paragrafo Arresto e azioni con un Gaswagen si parla delle presunte gasazioni di detenuti del car-

554 M. Beer, Gaswagen. Von der Euthanasie zum Genozid, in: Gnter Morsch e Bertrand Perz (a cura di), Neue
Studien zu nationalsozialistischen Massenttungen durch Giftgas. Historische Bedeutung, technische Entwicklung,
revisionistische Leugnung, op. cit., p. 161.
555 Castle Hill Publishers, Uckfield, 2011, pp. 138-141.
556 Filip Friedan, Tadeusz Houj, Owicim. Spdzielnia Wydawnicza Ksika, Varsavia, 1946, p.81. Qui vengono
indicati sia la targa del veicolo (Pol.71-462), sia il nome dell'autista (Oberwachmeister Arndt).
557 Justiz und NS-Verbrechen. Sammlung deutscher Strafurteile wegen nationalsozialistischer Ttungsverbrechen
1945-1999. Vol. XXIII, a cura di C.F. Rter, D.W. De Mildt. Amsterdam University Press, K.G. Saur Verlag, Monaco,
1998, p. 344.

168
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

cere di Mogilev e si precisa che il Gaswagen lo guidava il testimone (der Zeuge) Schl.558. Succes-
sivamente si afferma che secondo il risultato della produzione di prove, nel periodo dall'inizio di
giugno fino al 21 settembre 1942 erano avvenute circa dieci evacuazioni della prigione mediante
Gaswagen (Gaswagenaktionen), nelle quali di volta in volta furono uccisi fino a duecento detenuti.
Questi accertamenti si basano essenzialmente sulla deposizione del testimone Schl. 559. Segue un
breve riassunto della deposizione e questo illuminante rilievo: La Corte ha dato credito a questa
deposizione del testimone Schl., tanto pi che il testimone, che si era accusato da solo, si sforzava
visibilmente di rendere una deposizione veritiera 560.
Questo pentito meritava un premio!
L'edificante vicenda viene chiarita nella sentenza 720, che si riferisce al processo contro Heinz
Joachim Sch. per concorso in omicidio (3-28 novembre 1969).
La sentenza dedica un paragrafo all'impiego di un Gaswagen da parte dell'Einsatzkommando 8 a
Mogilev che si apre con una professione di fede sull'uso di questi presunti autocarri di sterminio
per ordine del RSHA dalla fine del 1941 nella zona operativa di Einsatzgruppen e Einsatzkom-
mados; dopo le rituali citazioni della lettera di Becker del 5 agosto 1942 e del cosiddetto documen-
to Just del 5 giugno 1942, essa espone dettagliate descrizioni di fantasia di Gaswagen e gasazioni
senza alcuna indicazione della fonte. Un Gaswagen guidato dall'imputato fu presuntamente impie-
gato a Mogilev dall'inizio di maggio del 1942 per sterminare i detenuti della locale prigione, in ra-
gione di 50 alla volta. In questa attivit l'imputato gas almeno 750 persone (= 15 gasazioni), pi
altre 50 a Minsk all'inizio di agosto del 1942, il che porta il totale a 800 vittime 561. Nonostante ci
egli fu assolto562.
In pratica il nostro pentito prima partecip a due processi in veste di testimone, contribuendo a
far condannare suoi ex colleghi, poi fu processato egli stesso, ma con l'assoluzione gi in tasca: c'
bisogno di invocare le idiote teorie cospirative dei Plagiari per capire che il pentito ricevette la
giusta mercede per il suo pentimento?
[54] Contro questa serie di prove, Mattogno cita soltanto la testimionianza di Brack a Norim-
berga sui cilindri di CO e afferma che ci riguardava lo stesso dispositivo della minuta di Wetzel,
ma la discussione che cita si riferiva soltanto alla gasazione di malati mentali nei centri di euta-
nasia T-4, sicch era irrilevante riguardo alla gasazione di Ebrei proposta a Riga (pp. 114-115).
Ma di quale serie di prove va cianciando Harrison? Egli ha addotto solo una serie di citazioni
sconclusionate, estrapolate dal contesto e travisate riguardo al loro vero significato.
Quanto al mio richiamo alla testimonianza di Brack, Harrison o non ha capito o ha fatto finta di
non capire. noto che i presunti Gaswagen sono stati denominati in molti modi nella letteratura
olocaustica, ma mai come Bracksche Hilfsmittel. Che cosa si intendeva con questa locuzione? La
cosa pi ovvia era interpellare Brack. Il fatto che egli si riferisse al contesto dell'azione T4 non
affatto irrilevante, perch i Bracksche Hilfsmittel rientravano esclusivamente in questo con-
testo, e il loro elemento essenziale, dal punto di vista olocaustico, erano appunto le bombole di
ossido di carbonio, come ha confermato P. Heberer, parlando di impianti di gasazione fissi che
dovevano funzionare ovviamente con tali bombole.
[55] Questa stessa sezione rientra poi nella fallacia del medio escluso coll'assumere che il
piano Riga doveva essere stato abbandonato quando cominci il lavoro a Belzec (p. 114).
La fallacia di Harrison, perch lui che deve dimostrare che questo presunto piano
esistette davvero563 e che si pens seriamente di attuarlo, e non spetta a me dimostrare il contrario.
558 Idem, vol. XXXII, 2004, p. 33.
559 Idem, p. 39.
560 Ibidem.
561 Idem, pp. 284-288.
562 Idem, p. 273.
563 In realt si trattava di una semplice proposta introdotta con le parole ...bestehen keine Bedenken, wenn.... NO-

169
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La sua obiezione del resto smentita da Gerlach in uno scritto citato da Harrison stesso nella nota 1
a p. 90:
Nell'autunno 1941, tuttavia, allorch cominciarono le deportazioni in massa di Ebrei dal
Reich tedesco, non era ancora stata presa la decisione di sterminarli. Ci divenne evidente
dai vari tipi di trattamento che i deportati ebrei tedeschi subirono quando arrivarono alle loro
varie destinazioni564.
ovvio che una decisione che non era stata ancora presa non poteva essere neppure abban-
donata.
[56] Inoltre [Mattogno] presuppone che l'intento originale di Belzec, secondo la storiografia
ufficiale, fosse quello di uccidere Ebrei abili e inabili al lavoro. Ci semplicemente falso se si
legge la storiografia, perch quasi tutti gli storici concordano sul fatto che all'epoca della con-
ferenza di Wannsee la politica [nazionalsocialista] era di gasare gli Ebrei inabili, concedendo una
dilazione di esecuzione ai lavoratori. Entrambe queste false ipotesi si possono confutare osser-
vando il fatto che l'Ostland e Belzec operarono simultaneamente come siti di uccisione nella
primavera e nell'estate 1942, perci Belzec, nel momento in cui cominci la sua costruzione, fu
soltanto un'opzione supplementare di uccisione, non una sostituzione per la proposta di Wetzel (p.
115).
vero che la presunta uccisione anche degli Ebrei abili al lavoro non olocausticamente attesta-
ta per questo periodo (l'ottobre 1941), ma, nella prospettiva olocaustica, lo comunque dal marzo
1942. Allora chi, come, quando e perch diede l'ordine di uccidere anche gli Ebrei abili al lavoro?
Si tratt di una radicalizzazione automatica che procedeva da sola?
Se ci riferiamo agli Ebrei deportati, e di questo stiamo parlando, falso che l'Ostland e Belzec
operarono simultaneamente come siti di uccisione nella primavera e nell'estate 1942, perch i
trasporti inviati a Riga e a Minsk non furono sottoposti a selezione: gli inabili al lavoro non
furono gasati, ma accolti nei ghetti come gli abili. Il Rapporto complessivo dal 16 ottobre 1941 al
31 gennaio 1942 (Gesamtbericht vom 16. Oktober 1941 bis 31. Januar 1942) dell'Einsaztgruppe
A, mentre elenca le immani fucilazioni degli Ebrei locali, descrive cos la sorte di quelli deportati
dal Reich:
Dal dicembre 1940 [recte: 1941] arrivarono trasporti ebraici dal Reich a brevi intervalli.
20.000 Ebrei furono diretti a Riga e 7.000 Ebrei a Minsk. I primi 10.000 Ebrei evacuati a
Riga furono alloggiati parte in un campo di raccolta provvisorio, parte in un nuovo campo
baracche costruito nei pressi di Riga. Gli altri trasporti sono stati insediati principalmente in
una parte separata del ghetto di Riga.
La costruzione del campo baracche viene proseguita collimpiego di tutti gli Ebrei abili al
lavoro in modo tale che, coloro che supereranno linverno, potranno essere insediati in
questo campo.
Degli Ebrei provenienti dal Reich solo una esigua parte abile al lavoro. Circa il 70-80%
sono donne e bambini nonch vecchi inabili al lavoro. Il tasso di mortalit cresce continua-
mente, anche a causa dellinverno straordinariamente rigido.
[Seit Dezember 1940 trafen aus dem Reich in kurzen Abstanden Judentransporte ein.
Davon wurden 20000 Juden nach Riga und 7000 Juden nach Minsk geleitet. Die ersten
10000 nach Riga evakuierten Juden wurden z.T. in einem provisorisch ausgebauten Auf-
fanglager, z.T. in einem neu errichteten Barackenlager in der Nahe von Riga untergebracht.
Die brigen Transporte sind zunchst in einen abgetrennten Teil des Rigaer Ghettos ein-
gewiesen worden. Der Bau des Barackenlagers wird unter Einsatz aller arbeitsfhigen

365.
564 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., pp. 760-761.

170
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Juden so weiter gefhrt, dass im Frhjahr alle evakuierten Juden, die den Winter ber-
stehen, in dieses Lager eingewiesen werden knnen. Von den Juden aus dem Reich ist nur
ein geringer Teil arbeitsfhig. Etwa 70 -80 % sind Frauen und Kinder sowie alte, arbeits-
unfhige Personen. Die Sterblichkeitsziffer steigt stndig, auch infolge des aussergewh-
nlich harten Winters].
Vi furono anche uccisioni, ma non pianificate e non su vasta scala: In singoli casi Ebrei
contagiosi, col pretesto di portarli in un ospizio o un ospedale ebraico, furono selezionati e
giustiziati565. [J n [sic] einzelnen Fllen wurden ansteckend erkrankte Juden...ausgesondert und
exekutiert].
La grande maggioranza dei deportati erano dunque donne e bambini, si trattava cio proprio di
quegli Ebrei inabili al lavoro di cui si parla nella lettera di Weztel, sicch evidente che la relativa
presunta proposta di uccidere questa categoria di Ebrei non fu attuata.
[57] Inoltre, concedendo che il documento Wetzel si riferiva a uccisioni, Mattogno concede una
motivazione criminale e non spiega perch quella motivazione non avrebbe potuto essere portata
avanti nel 1942 a spese del reinsediamento (p. 115).
La motivazione criminale, secondo il documento (la cui autenticit, come ho spiegato sopra,
alquanto dubbia), era una semplice proposta al pari di altre. Ci che importa, se fu presa in
considerazione e attuata. La domanda si pu rivoltare contro Harrison: se la proposta menzionata
nella lettera di Wetzel non fu attuata riguardo agli Ebrei deportati a Riga, perch avrebbe dovuto
esserlo nei confronti degli Ebrei deportati nei campi dell' Azione Reinhardt nel 1942?
[58] Mattogno compie anche distorsioni riguardo a testimoni del processo decisionale. A p.
235 di Sobibr, Mattogno insiste sul fatto che gli ordini del Fhrer si devono situare tra l'incontro
di cui parlano nelle [rispettive] testimonianze Hss per il giugno 1941 e Wisliceny per l'aprile
1942. Ci ovviamente ipocrita; anzitutto perch la datazione di Mattogno riguardo alla datazione
del reinsediamento non precisa (egli dice probabilmente settembre, come stato osservato
sopra) e in secondo luogo perch egli insiste in altri capitoli sul fatto che le testimonianze dei
perpetratori sono inattendibili per quanto riguarda datazione e dettagli (p. 115).
Un'altra obiezione che detona un grado di stupidit davvero stupefacente. Sopra ho gi spiegato
la questione della datazione. Qui aggiungo che, giacch l'ordine di evacuazione di Daluege fu im-
partito con certezza il 24 ottobre 1941 (vedi punto 47), la relativa decisione dev'essere necessa-
riamente anteriore e probabilmente risale al mese di settembre, come appunto avevo ipotizzato.
Questa decisione reale che produsse l'evento reale delle evacuazioni si situa tra i due eventi fittizi
della storiografia olocaustica riferiti da Hss e Wisliceny, sicch la sua datazione probabilmente
nel settembre 1941 non solo non costituisce una distorsione, ma non incide affatto nella struttura
della mia argomentazione, che ho riassunto in questi termini:
Poich il presunto Fhrerbefehl trasmesso da Himmler a Hss nel giugno 1941 riguardava
tutti gli ebrei senza eccezione, dunque anche quelli abili al lavoro, la storiografia olocaustica
doveva dimostrare lesistenza di un triplice Fhrerbefehl, il primo di sterminio totale degli
ebrei russi, il secondo di sterminio totale degli ebrei occidentali, il terzo, successivo, di
sterminio parziale. Ma c una ulteriore complicazione. Secondo la storiografia olocaustica,
Sobibr e Treblinka furono aperti nel maggio e nel luglio 1942, dopo il presunto ordine del
Fhrer dellaprile 1942, come campi di sterminio puri, cio di sterminio totale e indi-
scriminato di ebrei abili e inabili al lavoro. Ci avrebbe richiesto un quarto Fhrerbefehl, in
deroga al terzo, per i due campi summenzionati e per Chemno e Beec, gli altri due campi
in cui sarebbe stato praticato lo sterminio totale 566.
Forse solo Harrison, per i suoi evidenti limiti mentali, non ha capito che, dal nostro punto di

565 PS-2273. IMT, vol. XXX, pp. 79-80.


566 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., pp. 235-236.

171
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

vista, non esistette n una decisione, n un ordine di sterminio: per tutti gli altri dovrebbe essere
chiaro che ho voluto solo evidenziare, dal punto di vista olocaustico, le contraddizioni di testimo-
nianze fondamentali su tale questione, quelle di Hss e di Wisliceny. In tale prospettiva, l'obiezione
che queste testimonianze a mio avviso sono inattendibili per quanto riguarda datazione e dettagli
non ha alcun significato, appunto perch le ho considerate dal punto di vista olocaustico per mettere
in luce le inestricabili contraddizioni che ne derivano per la storiografia olocaustica.
E che, per concludere, per questa storiografia il Fhrerbefehl si situi tra queste due datazioni, il
giugno 1941 e l'aprile 1942, un fatto ovvio. Come si vede, qui non questione di mia ipocrisia,
ma di stupidit di Harrison.
[59] Inoltre, la datazione di Hss contraddetta dal suo stesso affidavit, che dichiara che egli
ricevette l'ordine quando i tre campi Reinhard erano gi operativi (p. 115).
Obiezione di una puerilit sorprendente! Se Hss si fosse contraddetto nel suo affidavit del 5
aprile 1946 (PS-3868), ci sarebbe solo un'aggravante per la sua credibilit olocaustica. Ma ci non
vero. Ecco infatti il relativo passo dell'affidavit in questione:
La soluzione finale della questione ebraica significava lo sterminio totale di tutti gli
Ebrei d' Europa. Ricevetti l'ordine di costruire facilitazioni 567 di sterminio ad Auschwitz nel
giugno 1941. A quell'epoca esistevano gi altri tre campi di sterminio: Belzek, Treblinka e
Wolzek568.
[Die Endlsung der Judenfrage bedeutete die vollstndige Ausrottung aller Juden in Eu-
ropa. Ich hatte den Befehl, Ausrottungserleichterungen in Auschwitz im Juni 1941 zu schaff-
en. Zu jener Zeit bestanden schon drei weitere Vernichtungslager im Generalgouvernement:
Belzek, Treblinka und Wolzek].
Con somma ipocrisia, dunque, Harrison vorrebbe far credere che qui Hss asser di aver ricevuto
il fantomatico ordine di sterminio quando i tre campi Reinhard erano gi operativi, ossia,
cronologicamente, non prima del luglio 1942. Hss vi dichiara invece esplicitamente che ricevette
l'ordine nel giugno 1941, come fece in tutte le sue altre dichiarazioni, dove menzion o il giugno
o l'estate 1941. La contraddizione esiste realmente, ma riguarda la cronologia fittizia esposta da
Hss (o a lui attribuita), a cominciare dalla sua presunta visita al campo di Treblinka (dove, nel
corso di un semestre, erano gi state gasate 80.000 persone) dopo aver ricevuto il fantomatico
ordine di sterminio di sterminio, ma prima di aver effettuato la sua prima gasazione nel
crematorio I di Auschwitz 569, che sarebbe avvenuta il 16 settembre 1941; sicch Treblinka sarebbe
entrato in funzione all'inizio del 1941! Sono appunto contraddizioni cronologiche di questo tipo che
indussero Karin Orth a posticipare l' ordine di sterminio presuntamente impartito a Hss, come
spiegher nel punto che segue.
[60] La sua [di Hss] datazione stata anche criticata da storici come Browning e Orth, i quali
hanno mostrato perch errata. Di conseguenza, non c' nessuna ragione per cui gli storici do-
vrebbero seguire la datazione di Hss e il fatto che Mattogno vi insista comunque, semplicemente
ridicolo, se non completamente disonesto (p. 115).
Qui se c' qualcosa di semplicemente ridicolo, se non completamente disonesto, , di nuovo,
l'appunto di Harrison. All'inizio del capitolo 8 del nostro libro su Sobibr ho rilevato che Hss,
567 Come ho rilevato nel mio studio su Hilberg, l'affidavit del 5 aprile 1946 (PS-3868) fu redatto in inglese e sem-
plicemente firmato da Hss (*). Nella successiva traduzione in tedesco, l'espressione extermination facilities (instal-
lazioni di sterminio) fu resa maldestramente con Ausrottungserleichterungen, facilitazioni di sterminio. Hss
avrebbe detto Ausrottungseinrichtungen, installazioni di sterminio. Harrison non conosce n il testo inglese n quello
tedesco (entrambi firmati da Hss), e rimanda alla raccolta Nazi Conspiracy and Aggression! (nota 118 a p. 115).
(*) Fac-simile dell'originale in: Carlos Whitlock Porter, Made in Russia: The Holocaust. Historical Review Press, 1988,
pp. 404-406.
568 PS-3868, p. 2 dell' originale tedesco. Il campo di Wolzek, mai esistito, viene abusivamente identificato con
Sobibr.
569 Ibidem.

172
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

all'udienza del 15 aprile 1946 del processo di Norimberga, dichiar che Himmler lo aveva con-
vocato a Berlino nell'estate del 1941 e che gli aveva trasmesso il fantomatico ordine di sterminio di
Hitler e ho osservato che questo Fhrerbefehl divenne immediatamente il fondamento della na-
scente storiografia olocaustica, che al riguardo non disponeva di alcun documento 570. Indi ho
descritto la controversia tra intenzionalisti e funzionalisti e ho aggiunto che p er soltanto nel 1999
Karin Orth, nellarticolo Rudolf Hss und die Endlsung der Judenfrage. Drei Argumente gegen
deren Datierung auf den Sommer 1941, present una drastica revisione dellinterpretazione della
letteratura di ricerca pi vecchia [die ltere Forschungsliteratur], comella la definiva, postici-
pando di un anno, al giugno 1942, la presunta convocazione di Hss a Berlino da parte di Him-
mler571.
Perci ho spiegato bene che la datazione di Hss stata anche criticata da storici, menzio-
nando subito dopo l'articolo di Karin Orth 572, che ha sanzionato la svolta della storiografia olocau-
stica573. Harrison mi obietta dunque ci che io stesso ho evidenziato. Resta il fatto che le due testi-
monianze che la storiografia olocaustica ha considerato per decenni fondamentali per quanto riguar-
da il Fhrerbefehl esistono e sono contraddittorie. Se si sposta la datazione del Fhrerbefehl al
giugno 1942 non si risolve nulla, perch sorgono nuove contraddizioni: da un lato Hss avrebbe
cominciato lo sterminio ebraico prima ancora di aver ricevuto il relativo ordine e, come ho segna-
lato sopra, dopo aver visitato Treblinka aperto nel mese di luglio; dall'altro Wisliceny avrebbe visto
un ordine di sterminio firmato da Himmler risalente al mese di maggio. La nuova datazione accet-
tata da alcuni storici (quelli del Museo di Auschwitz la respingono, perch fa saltare tutta la crono-
logia faticosamente elaborata da Danuta Czech nel suo Calendario di Auschwitz), non cambia nulla
in relazione alle obiezioni di Harrison. Poich comunque Hss parl sempre di giugno o estate del
1941, persino nel corso del suo processo574, semplicemente ridicolo, se non completamente diso-
nesto, pretendere che egli ricevette l'ordine quando i tre campi Reinhard erano gi operativi.
La questione sar ripresa successivamente.
[61] Gli storici rilevano anche che esecutori come Hss avevano una motivazione per insistere
su un Fhrerbefehl precoce, un modo per eludere la loro responsabilit personale per le uccisioni,
ma questo aspetto ovvio della strategia difensiva ignorato da Mattogno, perch eliminerebbe
l'argomentazione fittizia del Fhrerbefehl (p. 115).
Ma quale responsabilit personale? Ci implica che Hss avrebbe compiuto massacri di Ebrei
di propria iniziativa fino al giugno 1942. E da dove risulterebbe ci? Soltanto dalle puerili fantasie
di Robert Jan van Pelt, che ho confutato ad abundantiam in un mio recente studio575. E quale
strategia difensiva sarebbe quella di dire di aver ricevuto il presunto ordine di sterminio nel giugno
1941 piuttosto che nel giugno 1942? Lo sterminio ebraico in massa ad Auschwitz, secondo la
storiografia olocaustica, sarebbe cominciato a partire dal luglio 1942, sicch in che modo Hss
avrebbe potuto sperare di sfuggire alla sua responsabilit personale anticipando di un anno il
presunto ordine?
Si tratta dunque di un'altra obiezione stupida e ipocrita.
[62] Il trattamento della testimonianza di Wisliceny da parte di Mattogno alquanto mediocre.
Wisliceny si riferiva a un ordine di sterminio di Himmler dell'aprile 1942 che concedeva una

570 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 219.


571 Idem, p. 234.
572 K. Orth, Rudolf H und die Endlsung der Judenfrage. Drei Argumente gegen deren Datierung auf den Som-
mer 1941, in: Werkstatt Geschichte, 18 novembre 1999, pp. 4557.
573 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., 234.
574 Nell'estate del 1941 non riesco a ricordare la data Himmler mi ordin personalmente di recarmi nel suo ufficio
e mi disse quanto segue: Il Fhrer ha ordinato che la questione ebraica venga risolta definitivamente. Processo Hss,
seconda udienza, 12 marzo 1947. AGK, NTN, 105, p. 108.
575 Schiffbruch. Vom Untergang der Holocaust-Orthodoxie,op. cit., pp. 113-141.

173
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

temporanea esenzione agli Ebrei necessari per lavori essenziali. Mattogno non fornisce alcuna
ragione plausibile per cui Himmler non avesse a quell'epoca l'autorit per ordinare un'esenzione
senza che si richiedesse un ordine superiore di Hitler (p. 116).
Qui Harrison fornisce una ulteriore prova della sua disonest. Il presunto ordine di Himmler del-
l'aprile 1942, secondo Wisliceny, suonava cos:
Il Fhrer ha ordinato la soluzione finale della questione ebraica [der Fhrer htte die
Endlsung der Judenfrage befohlen]; il Capo della Polizia di Sicurezza e del Servizio di
Sicurezza e l'Ispettore dei campi di concentramento sono stati incaricati di attuare questa
cosiddetta soluzione finale. Tutti gli Ebrei, uomini e donne, abili al lavoro sono temporanea-
mente esentati dalla cosiddetta soluzione finale e impiegati per lavoro nei campi di concen-
tramento. Questa lettera era firmata da Himmler stesso. Non potevo sbagliarmi in alcun
modo, perch conoscevo benissimo la firma di Himmler 576.
Harrison mente spudoratamente dicendo che Wisliceny si riferiva a un ordine di sterminio di
Himmler dell'aprile 1942, dato che Himmler si richiamava esplicitamente all'ordine del Fhrer per
la la soluzione finale della questione ebraica, che per Wisliceny era stato impartito da Hitler a
quell'epoca e per la prima volta. Harrison finge dunque di credere che l'ordine provenisse da
Himmler, mentre dal contesto risulta chiaramente che era un ordine di Hitler (Il Fhrer ha
ordinato...), firmato da Himmler a garanzia della sua presunta autenticit. Perci chiaro che l'
esenzione faceva parte dell'ordine di Hitler (e non valeva solo per lavori essenziali, ma
semplicemente per lavoro) e di conseguenza Himmler non aveva alcuna autorit per modificarlo
in qualunque altro modo.
[63] Inoltre l'affermazione di Wisliceny confermata da un documento che Mattogno ignora. Il
18 maggio 1942, Mller scrisse a Jger, in seguito all'esecuzione di 630 lavoratori a Minsk, per
informarlo che gli Ebrei tra i 16 e i 32 anni in questi campi dovevano essere esclusi dalle misure
speciali fino a nuovo avviso. Peter Longerich ha concluso, utilizzando documenti del GG che
Himmler diede effettivamente quest'ordine il 18 maggio. Cos l'ordine di Wisliceny dell'aprile 1942
pu essere effettivamente documentato in quanto impartito in maggio (p. 116) .
La questione non proprio cos semplice come la presenta Harrison. La sua fonte, Peter
Longerich, al riguardo ha scritto:
Alla fine di aprile o all'inizio di maggio [1942], fu a quanto pare presa la decisione di
uccidere ogni Ebreo indiscriminatamente e con effetto immediato. A quanto sembra, alla fine
di aprile o nel maggio 1942, il regime nazista decise di estendere l'uccisione degli Ebrei di
Lublino e della Galizia all'intero Governatorato generale. Nello stesso tempo dev'essere stata
presa la decisione di uccidere in massa gli Ebrei dell'Alta Slesia 577.
Poi ha aggiunto:
Un'indicazione significativa dell'ordine di Himmler del maggio 1942 di estendere le ucci-
sioni stato acquisito. Alla met di maggio del 1942, il capo della Gestapo Mller disse al
Comandante della Polizia di Sicurezza a Riga, Jger, che in accordo con un ordine generale
del Reichsfhrer SS e capo della Polizia tedesca, qualunque Ebreo ed Ebrea abile al lavoro
di et tra 16 e 32 anni dev'essere escluso dalle misure speciali fino a nuovo avviso. Questi
Ebrei devono essere assegnati all'uso per lavoro chiuso. Campo di concentramento o campo
di lavoro578.
Wisliceny parlava di un ordine generale di sterminio del Fhrer relativo alla soluzione finale
risalente all'aprile 1942, dal quale erano temporaneamente esclusi gli Ebrei abili al lavoro, senza
limite di et; Longerich riferisce di un ordine di Himmler del maggio 1942 che estendeva al
576 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 235.
577 P. Longerich, The Wannsee Conference in the development of the Final Solution, in: Holocaust. Critical Con-
cepts in Historical Studied. Edited by David Cesarani. Routledge, Londra, 2004, p. 141.
578 Idem, p. 142.

174
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Governatorato generale un precedente ordine di Hitler, ma con esenzione temporanea degli Ebrei
abili al lavoro tra i 16 e i 32 anni. evidente che le affermazioni di Longerich non confermano
affatto quelle di Wisliceny. Questa interpretazione non fa che ingarbugliare ulteriormente una que-
stione gi intricata.
Gerlach descrive cos il significato della conferenza di Wannsee del 20 gennaio 1942:
Anzitutto, essa fu una condizione preliminare non solo per l'esecuzione degli Ebrei orien-
tali, ma anche per lo sterminio di Ebrei tedeschi e dell'Europa occidentale. In secondo
luogo, fu strettamente connessa alla decisione fondamentale di Hitler di procedere alla
liquidazione di tutti gli Ebrei che vivevano in Europa. A mio avviso, Hitler prese questa
decisione all'inizio di dicembre del 1941 579.
Il documento non dice esplicitamente quale destino fosse riservato agli inabili al lavoro, tranne in
un caso, che esaminer successivamente, ma afferma esplicitamente:
Sotto adeguata direzione, ora nel quadro della soluzione finale, gli Ebrei devono andare in
modo appropriato all'impiego lavorativo all'Est 580.
[Unter entsprechender Leitung sollen nun im Zuge der Endlsung die Juden in geeigneter
Weise im Osten zum Arbeitseinsatz kommen].
Ne consegue che, dal punto di vista olocaustico, l'ordine di sterminio di Hitler dell'inizio di
dicembre del 1941 prevedeva, almeno temporaneamente, l'esclusione degli Ebrei abili al lavoro
dalla soluzione finale, che riguardava tutti gli Ebrei che vivevano in Europa, inclusi quelli del
Governatorato Generale. Perci il presunto ordine di Himmler del maggio 1942 non ha senso,
perch sia l'ordine di sterminio, sia quello di esenzione era gi stato impartito da Hitler nel dicembre
1941 anche per il Governatorato generale. Per quanto riguarda gli Ebrei inabili al lavoro, l'ordine
di Himmler presuppone un ordine di Hitler di sterminio ebraico totale, abili al lavoro inclusi, suc-
cessivo a quello del dicembre 1941 (che escludeva dallo sterminio diretto gli Ebrei abili al lavoro),
poi modificato dal Reichsfhrer-SS nel senso della esclusione, appunto, degli Ebrei abili al lavoro.
Ma del presunto ordine di Hitler di sterminio totale non si sa nulla, mentre di questo presunto ordine
di Himmler non esiste altra traccia al di fuori del documento menzionato da Harrison, che richiede
un commento. Egli, con la sua notoria tecnica del copia e incolla, adduce questa fonte: FS
Mller a Jger, Betr.: Endgltige Lsung der Judenfrage [Oggetto: Soluzione definitiva della que-
stione ebraica], 18.5.1942, RGVA 500-1-25, p. 379 (nota 121 a p. 116), ma, ignorando che FS
significa Fernschreiben, radiomessaggio, dice che Mller scrisse a Jger, come se si trattasse
di una normale lettera. Presento il testo originale del documento, nel quale, curiosamente, non
appare alcun Umlaut:
Riga Ft. [Funktelegramm] Nr. 1533
Geheim.
An den Kommandeur Sipo u. SD Litauen,
SS-Standartenfuehrer Jaeger.
Im Auftrage des Befehlshabers der Sipo und des SD gebe ich folgendes Ft. zur Kenntnis:
Geheime Reichssache
Betrifft: Endgiltige [sic] Loesung der Judenfrage.
Nach Mitteilung des OKH [Oberkommando des Heeres] sind beim HKP [Heeres-
Kraftfahr-Park] 630 in Minsk als Fachhandwerker beschaeftigte Juden, trotz gegenteiliger
Zusage kuerzlich Sonderbehandlungen unterzogen worden, wodurch angeblich Leistungs-
potential dieser Stelle wesentlich beeintraechtigt wurde. Zutreffendenfalls bitte ich kuenftig
in Ausfuehrung einer generellen Anordnung des Reichsfuehrers SS und Chefs der deutschen

579 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., p. 760.
580 NG-2586-G, p. 7.

175
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Polizei, arbeitsfaehige Juden und Juedinnen im Alter von 16 bis 32 Jahren, bis auf weitere
Weisung von Sondermaxnahmen [sic] auszunehmen. Diese Juden sind dem geschlossenen
Arbeitseinsatz zuzufuehren. KZ oder Arbeitslager.
i.V. gez. Mueller, SS-Gruppenfuehrer581.
Riga radiogramma n. 1533
Segreto.
Al Comandante della Polizia di Sicurezza e del Servizio di Sicurezza Lituania
SS-Standartenfhrer Jger.
Per incarico del Comandante della Polizia di Sicurezza e del Servizio di Sicurezza porto a
conoscenza del seguente radiogramma.
Affare segreto del Reich
Oggetto: Soluzione definitiva della questione ebraica.
Secondo comunicazione del Comando Supremo delle Forze Armate, presso il parco
automobilistico 630 dell' esercito a Minsk, Ebrei impiegati come artigiani specializzati,
nonostante assicurazione contraria, sono stati sottoposti recentemente a trattamenti speciali,
per la qual cosa il potenziale produttivo di quest'ufficio stato a quanto pare notevolmente
pregiudicato. Nel caso che ci sia vero, prego per il futuro, in esecuzione di un ordine
generale del Reichsfhrer-SS e Capo della Polizia tedesca, di escludere da misure speciali
fino a nuovo ordine Ebrei ed Ebree abili al lavoro di et tra 16 e 32 anni. Questi Ebrei
devono essere assegnati all'impiego lavorativo chiuso. Campo di concentramento o campo di
lavoro.
In rappresentanza, firmato Mller, SS-Gruppenfhrer.
Il documento si riferisce agli Ebrei sovietici, il cui destino, come ho spiegato sopra, era diverso
da quello degli altri Ebrei. La formulazione lascia comunque qualche dubbio: le uccisioni di Ebrei
sono denominate prima Sonderbehandlungen (trattamenti speciali) e poi Sondermanahmen
(misure speciali); la fascia di et degli abili al lavoro oltremodo ristretta: 16-32 anni. Il
Sonderkommando 1 dell'Einsatzgruppe A gi il 12 ottobre 1941 riferiva di aver ordinato in Estonia:
1) Arresto di tutti gli Ebrei maschi oltre i 16 anni,
2) arresto di tutte le Ebree abili al lavoro abitanti a Reval e circondario in et da 16 a 60
anni, che sono state impiegate a raccogliere la torba 582.
[1) Festnahme aller mnnlichen Juden ber 16 Jahre,
2) Festnahme aller arbeitsfhigen, in Reval und Umgebung wohnhaften Jdinnen im Alter
von 16 bis 60 Jahren, die zum Torfstechen eingesetzt wurden].
Ci, almeno, pi sensato. Poich, secondo molti storici olocaustici, l'ordine per l'esecuzione di
Ebrei sovietici sarebbe stato dato nel luglio o nell'agosto del 1941 583, bisogna supporre che anche
esso prevedeva l'esclusione temporanea degli Ebrei abili al lavoro, sicch, di nuovo, a che cosa
serviva l'ordine di Himmler del maggio 1942? E si pu credere seriamente che un ordine di una tale
importanza non avesse avuto alcuna eco nella documentazione tedesca contemporanea, tranne che
in un oscuro radiomessaggio in cui per di pi era citato solo en passant?
[64] Mattogno afferma che il Fhrerbefehl originario, secondo Hss, non permetteva alcuna
eccezione, sicch eccezioni avrebbero dovuto essere accordate da Hitler in un ordine successivo,
ma ci non prende atto del fatto che l'espressione effettiva di Hss diceva semplicemente che tutti
gli Ebrei dovevano essere distrutti ora durante la guerra, senza eccezione. Non considerando la
tempistica presupposta dal durante la guerra di Hss, Mattogno falsifica il significato di essa
581 ZStL, Sammlung UdSSR, 401, p. 259.
582 K.-M.l Mallmann/A. Angrick/J. Matthus/M. Cppers (a cura di), Die Ereignismeldungen UdSSR 1941. Doku-
mente der Einsatzgruppen in der Sowjetunion, op. cit., p. 672, EM Nr. 111 del 12.10.1941.
583 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., p. 763.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

nel senso che richiedeva una uccisione totale immediata al tempo della deportazione, mentre in
realt la formulazione di Hss perfettamente compatibile con l'esigenza del protocollo di Wann-
see che taluni Ebrei dovessero essere esentati per il lavoro, ma poi uccisi successivamente. Non c'
assolutamente nulla in Hss o in altre fonti che precluda esenzioni temporanee per il lavoro (p.
116).
Anche qui, come sempre, Harrison che falsifica, e anche piuttosto goffamente, le affer-
mazioni del comandante di Auschwitz, come gi sopra, perch la sua interpretazione smentita da
Hss stesso, quando scrive:
Quando il Reichsfhrer-SS modific il suo originario ordine di sterminio ebraico del 1941,
secondo il quale tutti gli Ebrei dovevano essere sterminati senza eccezione, nel senso che gli
abili al lavoro divessero essere prelevati per l'industria degli armamenti, Auschwitz divent
un campo ebraico, un campo di raccolta ebraico in una misura sino ad allora sconosciuta 584.
[Als der RFSS seinen ursprnglichen Juden-Vernichtungsbefehl von 1941, nach dem alle
Juden ausnahmlos zu vernichten waren, dahin nderte, da die Arbeitsfhigen fr die R-
stungsindustrie herauszuziehen seien, wurde Auschwitz Judenlager, ein Judensammellager
in einem Ausma, das bis dahin nicht gekannt]
Se il successivo ordine prevedeva l'esclusione dallo sterminio degli Ebrei abili al lavoro, il primo
ordine di sterminio totale, senza eccezione (ausnahmlos), aveva carattere immediato e non si
riferiva minimamente a tutta la durata della guerra, perci precludeva necessariamente esenzioni
temporanee per il lavoro.
Auschwitz divent un campo di raccolta ebraico coll'afflusso degli Ebrei slovacchi 585, che co-
minci notoriamente alla fine di marzo del 1942, come conseguenza del presunto ordine di Him-
mler, che dunque non poteva essere posteriore al marzo 1942.
[65] Le distorsioni di Mattogno continuano con le prove del 1942. Il 1 maggio Greiser chiese
a Himmler il permesso di estendere la Sonderbehandlung di circa 100.000 Ebrei nell'area del mio
Gau per fare in modo che i casi di tubercolosi conclamata nel popolo polacco siano estirpati.
Mattogno riconosce che Greiser chiedeva il permesso di uccidere questi Polacchi, ma poi omette in
modo perverso il collegamento coll'uccisione dei 100.000 Ebrei fatto esplicitamente da Greiser
nella lettera. L'uso della parola Sonderbehandlung in riferimento all'uccisione di questi Polacchi
ricorre anche nelle lettere di Koppe e Blome. In quest'ultima, Blome presentava la Sonder-
behandlung e la creazione di una riserva per tutti i pazienti di tubercolosi come opzioni che si
escludevano a vicenda, perch Sonderbehandlung non poteva significare reinsediamento, contra-
riamente a ci che afferma Mattogno, il quale asserisce che questa era un'estensione della corri-
spondenza Himmler-Greiser del settembre 1941. La stessa distinzione fu fatta da Himmler nella
sua risposta (pp. 116-117).
Nella nota 128 a p. 117 Harrison cita il mio studio Il campo di Chemno tra storia e propa-
ganda586, dove ho riportato il testo del passo in questione:
Reichsfhrer! L'azione del trattamento speciale di circa 100.000 Ebrei nel territorio del mio
Gau da Lei approvata d'intesa con il capo del Reichssicherheitshauptamt, SS-Obergruppen-
fhrer Heydrich, potr essere conclusa nei prossimi 2-3 mesi587.
[Reichsfhrer! Die von Ihnen im Einvernehmen mit dem Chef des Reichssicherheits-Haupt-
amtes SS-Obergruppenfhrer Heydrich genehmigte Aktion der Sonderbehandlung von rund
100000 Juden in meinem Gaugebiet wird in den nchsten 2-3 Monaten abgeschlossen wer-
den knnen].
584 Kommandant in Auschwitz. Autobiographische Aufzeichnungen des Rudolf Hss. Herausgegeben von Martin
Broszat. Deutscher Taschenbuch Verlag, Monaco, 1981, p. 114.
585 Idem, p. 118.
586 Effepi, Genova, 2009.
587 Idem, pp. 40-41.

177
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

La lettera continua cos:


Le chiedo l'approvazione per poter liberare il Gau, col Sonderkommando presente e adde-
strato in seguito all'azione ebraica, da un pericolo che ogni settimana assume forme pi
catastrofiche588.
[Ich bitte Sie um die Genehmigung, mit dem vorhandenen und eingearbeiteten Sonderkom-
mando im Anschlu an die Judenaktion den Gau von einer Gefahr befreien zu drfen, die
mit jeder Woche katastrophalere Formen annimmt589.
Alla fine Greiser chiede di nuovo il permesso
affich ora durante l'azione in corso contro gli Ebrei si possano gi intraprendere tutte le
misure precauzionali i preparativi per il successivo inizio dell'azione contro i Polacchi affetti
da tubercolosi conclamata 590.
[damit jetzt whrend der ablaufenden Aktion gegen die Juden bereits die Vorbereitungen
zum anschlieenden Anlaufen der Aktion gegenber den offen mit Tbc. behafteten Polen mit
allen Vorsichtsmanahmen getroffen werden knnen].
Il documento non contiene un riferimento esplicito alla Sonderbehandlung di questi malati,
che invece appare nella lettera di Wilhelm Koppe del 3 maggio 1942 (NO-247) e in quella di Kurt
Blome del 18 novembre 1942 (NO-250). Nella sua risposta, datata 3 dicembre 1942, Himmler
propose di cercare un territorio adatto nel quale si possano mandare i malati incurabili di tuber-
colosi591 (ein geeignetes Gebiet herauszusuchen, in das dann die unheilbaren Tuberkolose-
kranken geschickt werden knnen), sicch non si vede perch Sonderbehandlung non poteva
significare reinsediamento, dato che anche gli Ebrei potevano essere mandati in un territorio
adatto. Nell'opera citata sopra ho messo questa Sonderbehandlung in relazione coll'ordine di
Himmler a Greiser del 18 settembre 1941:
Il Fhrer desidera che il Vecchio Reich e il Protettorato vengano svuotati e liberati il pi
presto possibile di Ebrei da Ovest verso Est. Io mi sono perci impegnato a fondo per
trasportare, possibilmente ancora quest'anno, gli Ebrei del Vecchio Reich e del Protettorato
anzitutto come prima fase nei nuovi territori orientali passati due anni fa al Reich, per
espellerli ancora pi a est la prossima primavera.
Io mi propongo di ricoverare per l'inverno circa 60.000 Ebrei del Vecchio Reich e del
Protettorato nel ghetto di Litzmannstadt, che, come sento, ha lo spazio per accoglierli.
La prego non solo di comprendere questo provvedimento, che comporter sicuramente delle
difficolt per il Suo Gau, ma di appoggiarlo con tutte le forze nell'interesse generale del
Reich. L' SS-Gruppenfhrer Heydrich, che deve attuare questa emigrazione ebraica, si rivol-
ger a Lei a tempo debito direttamente o attraverso l' SS-Gruppenfhrer Koppe592.
[Der Fhrer wnscht, da mglichst bald das Altreich und das Protektorat vom Westen
nach dem Osten von Juden geleert und befreit werden. Ich bin daher bestrebt, mglichst
noch in diesem Jahr die Juden des Altreichs und des Protektorats zunchst einmal als erste
Stufe in die vor zwei Jahren neu zum Reich gekommenen Ostgebiete zu transportieren, um
sie im nchsten Frhjahr noch weiter nach dem Osten abzuschieben.
Ich beabsichtige, in das Litzmannsttter Ghetto, das, wie ich hre, an Raum aufnahmefhig
ist, rund 60.000 Juden des Altreichs und des Protektorats fr den Winter zu verbringen. Ich
bitte Sie, diese Manahme, die sicherlich fr Ihren Gau Schwierigkeiten mit sich bringt,
nicht nur zu verstehen, sondern im Interesse des Gesamtreiches mit allen Krften zu un-
tersttzen.
588 NO-246.
589 Idem.
590 Idem.
591 NO-251.
592 Treblinka. Extermination Camp or Transit Camp?, op. cit., p. 194.

178
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

SS-Gruppenfhrer Heydrich, der diese Judenwanderung vorzunehmen hat, wird sich recht-
zeitig unmittelbar oder ber SS-Gruppenfhrer Koppe an Sie wenden].
Harrison pu anche non essere d'accordo, ma allora deve spiegare quando e perch Hitler cambi
idea e impart direttive di sterminio. Si potrebbe obiettare che Greiser si riferiva agli Ebrei polacchi
del Warthegau, non a quelli del Reich trasportati a d. In tal caso ne risulterebbe un'altra
conseguenza inespicabile. Gerlach rileva che
a met gennaio del 1942, quando l'amministrazione civile e l'apparato poliziesco delle SS
cominciarono a trasportare Ebrei dal ghetto di Lodz al campo di sterminio di Chemno, gli
Ebrei della Germania ne furono inizialmente esclusi 593.
In pratica, a partire dall'8 dicembre 1941 a Chemno furono sterminati soltanto Ebrei del Warthe-
gau: per ordine di chi? Se Greiser il 1 maggio 1942 menzion una Sonderbehandlung/ presunta
uccisione di 100.000 Ebrei del Warthegau che era stata approvata (genehmigte) da Himmler e da
Heydrich e che si sarebbe conclusa nei successivi due-tre mesi, da chi erano stati approvati gli
stermini effettuati sino alla fine di aprile? La cifra non irrilevante, trattandosi di oltre 57.000
persone594. Un ordine generale di sterminio non avrebbe richiesto un' approvazione specifica per
ogni azione di sterminio, ma un ordine di evacuazione l'avrebbe richiesta.
L'evacuazione degli Ebrei dal Warthegau era prevista fin dal luglio 1940. Nel corso di una
conferenza che si svolse a Cracovia (la data esatta non viene indicata), Greiser dichiar:
A Litzmannstadt stessa gli Ebrei sono stati portati in un ghetto. L'azione in s conclusa,
ma ha soltanto un carattere provvisorio. In questo ghetto ci sono circa 250.000 Ebrei. Questi
250.000 Ebrei, il cui numero aumenter forse a 260.000, devono lasciare il Warthegau una
volta per tutte.
[In Litzmannstadt selber habe man die Juden in ein Ghetto gebracht. Die Aktion sei an sich
abgeschlossen, habe aber lediglich provisorischen Charakter. In diesem Ghetto befinden
sich ungefhr 250000 Juden. Diese 250000 Juden, deren Zahl sich vielleicht auf 260000 er-
hhen werde, mten einmal den Warthegau verlassen].
Il progetto iniziale era di deportarli nel Governatorato generale 595.
Ancora prima, il 12 novembre 1939, l'SS-Obergruppenfhrer Wilhelm Koppe, Hherer SS- und
Polizeifhrer del Warthegau, aveva stilato una lettera circolare (Rundschreiben) con oggetto
Evacuazione di Ebrei e Polacchi dal Gau del Reich Territorio della Warta (Abschiebung von
Juden und Polen aus dem Reichsgau Warthe-Land) nel quale trasmise gli ordini di Himmler in
qualit di Reichskommissar fr Festigung des deutschen Volkstums (Commissario del Reich per il
consolidamento del carattere nazionale tedesco), tra cui:
In base ad un colloquio presso il Governatore generale a Cravovia, la deportazione dal
Warthe-Gau per il periodo dal 15 novembre 1939 al 28 febbraio 1940 si estende
inizialmente a 200.000 Polacchi e 100.000 Ebrei596.
[Auf Grund einer Besprechung beim Generalgouverneur in Krakau erstreckt sich der
Abtransport aus dem Warthe-Gau fr die Zeit vom 15.11.1939 bis 28.2.1940 auf zunchst
200000 Polen und 100000 Juden].
Per concludere, la mia presunta omissione del collegamento coll'uccisione dei 100.000 Ebrei
fatto esplicitamente da Greiser nella lettera significa in pratica questo: poich in un altro
documento la presunta intenzione di uccidere i tubercolotici polacchi viene chiamata Sonder-

593 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., pp. 766-767.
594 Il campo di Chemno tra storia e propaganda, op. cit., p. 147.
595 Tatiana Berenstein, Artur Eisenbach, Bernard Mark, Adam Rutkowski, Faschismus - Getto - Massenmord. Doku-
mentation ber Ausrottung und Widerstand der Juden in Polen whrend des zweiten Weltkrieges. Herausgegeben vom
Jdischen Historischen Institut Warschau. Rderberg Verlag, Francoforte sul Meno, 1960, p. 58.
596 Idem, p. 44.

179
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

behandlung, termine che appare anche nella lettera di Greiser del 1 maggio 1942, ne consegue
che anche la Sonderbehandlung ebraica di questo documento significa uccisione, ragionamento
basato sulla notoria superstizione della parola che affligge i poveri Plagiari.
Sulla questione non possibile apportare prove conclusive perch la documentazione pra-
ticamente inesistente. Prima della lettera di Greiser del 1 maggio 1942, l'unico documento noto
un decreto di Greiser datato 2 gennaio 1942 sulla degiudaizzazione (Entjudung) degli Ebrei del
Wartheland, di cui per si conosce solo l'intestazione (vedi sotto, VII, Gli stermini locali), sicch
c' un vuoto documentario di quattro mesi, e non detto che sia stato creato dai nazionalsocialisti.
[66] Mattogno distorce poi questa sequenza documentaria asserendo che, poich Himmler
cambi idea sull'autorizzazione di queste uccisioni, ci deve gettare dubbi sulle uccisioni di malati
mentali polacchi nel 1939-1940. Questa per una distorsione cronologica, perch la lettera di
Blome si riferiva alla controversia politica che condusse alla sospensione del programma di euta-
nasia come sua motivazione per il timore che l'eutanasia dei tubercolotici sarebbe stata contro-
versa allo stesso modo:
Potrei immaginare che il Fhrer, avendo qualche tempo fa arrestato il programma negli
istituti per malati mentali, potrebbe ora considerare un trattamento speciale di malati in-
curabili inopportuno e irresponsabile dal punto di vista politico.
Questa controversia ebbe luogo dopo che i Polacchi malati di mente erano gi stati uccisi nel
1939-1940, perci non avrebbe impedito l'uccisione di questi Polacchi. Inoltre l'assunzione di
Mattogno che nessun Polacco tubercolotico fu ucciso pu essere errata. La nota di Greiser a
Brandt del giugno 1942 reca un'annotazione manoscritta che dice che l'azione era in corso (p.
117).
Nella descrizione di questa pretesa sequenza documentaria Harrison attinge ampiamente alla
letteratura olocaustica, ma, secondo i cialtroneschi canoni del Manifesto copia e incolla, cita le
fonti da essa tratte come se le avesse realmente consultate.
Per quanto riguarda il primo argomento, la distorsione di Harrison, che omette la frase succes-
siva del testo da lui citato:
L'azione eutanasia riguard persone malate di cittadinanza tedesca. Ora si tratterebbe di
malati infettivi di un popolo assoggettato 597.
[Bei der Euthanasie-Aktion handelte es sich um erkrankte Menschen deutscher Staats-
angehrigkeit. Jetzt wrde es sich um Infektirkranke [sic = Infektionskranke] eines unter-
worfenen Volkes handeln].
Dunque qui la controversia politica che condusse alla sospensione del programma di euta-
nasia non c'entra nulla. Il problema era che nel caso sottoposto da Greiser si trattava di cittadini di
un popolo assoggettato ed era appunto questo fatto a costituire una possibile difficolt. D'altra
parte, il fatto che l'eutanasia fosse riservata solo ai cittadini tedeschi, esclude che vi fossero stati
inclusi dei Polacchi, sicch non ho effettuato alcuna distorsione a questo riguardo. Harrison, consa-
pevole di ci, ha evitato di indicare il riferimento della sua citazione, evidentemente per rendere
difficoltosa la verifica del testo.
Resta da esaminare la frase finale: La nota di Greiser a Brandt del giugno 1942 reca un'an-
notazione manoscritta che dice che l'azione era in corso. Come al solito, Harrison si contrad-
distingue per la sua stupidit. Nell'originale del documento da lui citato (NO-252), la nota in que-
stione indecifrabile, ma i solerti traduttori americani l'hanno tradotta provvisoriamente o a ten-
toni (tentatively) in questo modo: XIa/97 Inform by phone that (gassing?) under way. Illegible
initials598 (Xia/97 Informare per telefono che (gasazione?) in corso. Iniziali illeggibili). Chi e
quando ha apposto questa nota? Che cosa era in corso? Qual il testo tedesco? Che tale nota si

597 NO-250, p. 3 dell'originale.


598 Translation of document No. NO-252. Office of Chief of Counsel for War Crimes.

180
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

riferisca ad una uccisione di Polacchi malati in corso smentito dal documento stesso, perch su
di essa Himmler non aveva ancora preso una decisione (Poich in questa faccenda una decisione
del Reichsfhrer deve ancora essere sollecitata [Da in dieser Angelegenheit eine Entscheidung
des Reichsfhrers herbeigefhrt werden soll...]), sicch non ha senso che Greiser avesse chiesto a
Himmler l'autorizzazione per uccidere i Polacchi malati, ma poi li avesse uccisi prima ancora di
aver ricevuto questa autorizzazione.
Sull'epilogo della vicenda non ci sono documenti, ma esso fu delineato al processo dei medici
dal dott. Oskar Gundermann, all'epoca ufficiale medico nell'ufficio del Governatore del Reich a
Pozna:
Giunsi alla conclusione che la lettera del dott. Blome al Gauleiter Greiser ebbe successo,
soprattutto in base allo sviluppo della lotta contro la tubercolosi nel Wartheland. Essendo la
regolamentazione sull'assistenza alla tubercolosi divenuta effettiva per l'intero territorio del
Reich il 1 aprile 1943, nel Wartheland a favore della popolazione polacca pot essere
decretata una regolamentazione simile per la protezione dalla tubercolosi. Fu istituito un
ufficio centrale per la lotta alla tubercolosi sotto la direzione di uno specialista. Quest'ufficio
forn lo stesso trattamento a casi tedeschi e polacchi. [...].
Durante il mio servizio come ufficiale medico primario a Poznan, fino al gennaio 1945, per
quanto a mia conoscenza, nessun malato di tubercolosi fu liquidato nel Wartheland. Non
ricevetti mai un ordine per una tale misura, meno che mai si provoc direttamente o
indirettamente l'una o l'altra cosa. Al contrario, l'ufficio cerc sempre di dare un trattamento
adatto a tutti i malati di tubercolosi 599.
[67] Questa lunga lista di distorsioni di Mattogno mira a deviare l'attenzione dei suoi lettori
dalla reale linea cronologica politica. Questa pu essere ricostruita come segue. Il 20 settembre
1941 il rappresentante del Ministero orientale [cio dei territori orientali occupati] al quartier
generale di Hitler, Koeppen, scrisse che il delegato von Steengracht (rappresentante del Ministero
degli esteri al quartier generale del Fhrer) gli aveva detto che Hitler considerava la questione di
subordinare possibili Pressalien (cio Repressalien, rappresaglie) contro gli Ebrei tedeschi alla
eventualit di un'entrata in guerra dell'America (p. 117).
Come ho documentato ad abundantiam, chi espone una lunga lista di distorsioni, alcune
puerili, altre ridicole, non sono certo io, ma proprio Harrison. Il documento, di cui, come al solito,
egli presenta la traduzione inglese di una mezza frase, dice che Hitler
finora non [ha] ancora preso alcuna decisione nella questione dell'attuazione di rappre-
saglie contro Ebrei a causa del trattamento dei Tedeschi del Volga. Come mi ha comunicato
il delegato von Steengracht, il Fhrer medita di riservarsi questa misura per una eventuale
entrata in guerra dell'America 600.
[bisher noch keine Entscheidung in der Frage der Ergreifung von Pressalien gegen die
Juden wegen der Behandlung der Wolgadeutschen getroffen [habe]. Wie der Gesandte von
Steengracht mir mitteilte, erwgt der Fhrer, sich diese Manahme fr einen eventuellen
Eintritt Amerikas in den Krieg aufzuheben].
Il contesto in cui Longerich, la fonte di Harrison, pone la frase di questo documento citata dal
plagiario, importante e merita di essere riferito:
Alla met di settembre del 1941 Hitler ordin la deportazione degli Ebrei dal Reich della
Grande Germania nei ghetti dell'Europa orientale. In tal modo egli mise in moto i piani di
deportazione che aveva perseguito all'inizio del 1941, senza aspettare la condizione preli-
minare originaria la vittoria militare sull'Armata Rossa. Solo un mese prima, alla met di

599 Blome 1. TWC, vol. I, pp. 778-780.


600 Michael Wildt, Generation des Unbedingten. Das Fhrungskorps des Reichssicherheitshauptamtes. Hamburg Edi-
tion, Amburgo, 2002, p. 616.

181
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

agosto, Hitler aveva parlato contro l' evacuazione di Ebrei dall'area del Reich.
Dopo aver citato la lettera di Himmler a Greiser del 18 settembre 1941 di cui ho gi parlato,
Longerich continua:
Nelle settimane che seguirono Hitler conferm ripetutamente la sua determinazione di
deportare gli Ebrei dell'Europa centrale all'Est. Il 6 ottobre annunci ai suoi ospiti a tavola,
mentre descriveva le punizioni progettate contro i cechi, che tutti gli Ebrei del Protettorato
dovevano essere rimossi (entfernt), e non solo inviati nel Governatorato generale, ma
piuttosto direttamente pi lontano, all'Est. Ci per, secondo Hitler, al momento non era
possibile, a causa della carenza della capacit di trasporto. Insieme agli Ebrei del Protet-
torato, dovevano scomparire (verschwinden) anche gli Ebrei da Vienna e Berlino. Il 25
ottobre Hitler fece la seguente osservazione nel suo discorso a tavola, dopo aver menzionato
ancora una volta la sua profezia del 30 gennaio 1939: Questa razza criminale ha sulla
coscienza i due milioni di morti della prima guerra mondiale, ora di nuovo centinaia di
migliaia. Nessuno pu dirmi: non possiamo mandarli nella palude 601! Chi allora si prende
cura del nostro popolo? bene se il terrore che sterminiamo l'ebraismo ci precede. Di fatto
le deportazioni dall'area del Reich cominciarono il 15 ottobre 1941. Perch Hitler prese in
questo momento la decisione di iniziare deportazioni che aveva cominciato a progettare
all'inizio del 1941? Funzionari dirigenti del regime reclamavano tali misure: tra gli altri, il
ministro del Reich per i territori orientali occupati, Rosenberg, aveva proposto deportazioni
in settembre come reazione alla decisione di Stalin di deportare i Tedeschi del Volga
all'Est. Vari Gauleiter chiedevano all'epoca di cacciare gli Ebrei fuori delle loro aree di resi-
denza per creare alloggi per i colpiti dai bombardamenti. Per Hitler sembra che svolse un
ruolo un' altra motivazione; egli desiderava inviare un monito all' ebraismo mondiale me-
diante la deportazione di Ebrei dell'Europa centrale nel senso della sua profezia del 30
gennaio 1939. In tal modo voleva evitare l'entrata in guerra degli Stati Uniti (la dirigenza
degli Stati Uniti era a suo modo di vedere un pupazzo dell' ebraismo mondiale, tema che
fu particolarmente vistoso nella propaganda tedesca nelle immediate settimane seguenti) 602.
Segue il riferimento alla lettera di Koeppen a von Steengracht. Questo contesto non fa che raffor-
zare ci che ho scritto al riguardo.
Dopo aver isolato dal contesto esposto da Longerich questa motivazione, tra le altre che pote-
rono influire sulla decisione di Hitler di deportare gli Ebrei tedeschi all'est, Harrison conclude:
Dato che la politica di rappresaglia in vigore all'Est e in Serbia era di giustiziare 100 civili per
ogni soldato tedesco ucciso, sarebbe perverso presumere che una popolazione ebraica deportata
come azione di rappresaglia non avrebbe patito un elevato tasso di mortalit, anche se il metodo
di morte non era stato ancora deciso (p. 117).
Qui riaffiora la sua ossessione della decimazione. Dal contesto risulta invece che la rappre-
saglia consisteva non gi nello sterminare o nel decimare i deportati, ma nella loro deportazione,
nel loro sradicamento, nella loro scomparsa dal Reich. La sua ossessione riaffiora poi in questi
termini:
[68] Durante quel periodo di inizio autunno, le intenzioni di Hitler, Himmler e Heydrich sem-
brava fossero la decimazione piuttosto che una politica di sterminio di tutti gli Ebrei. In agosto
Hitler disse che agli Ebrei deportati sar data una lezione l nel duro clima. Hitler non disse
dal duro clima, perci la sua formulazione lascia aperta la possibilit che sar data una
lezione potesse significare uccisione vera e propria da parte di SS e polizia, nonch decimazione
per fame e malattie. Questa interpretazione confermata dal suo riferimento, nella stessa anno-
601 Il testo tedesco dice in den Morast. Si tratta del progetto di deportare gli Ebrei nelle paludi del Pripjet per bo-
nificarle. Cfr. Gtz Aly, Endlsung. Vlkerverschiebung und der Mord an den europischen Juden, op. cit., p. 275.
602 Irving v. Lipstadt. Defense Documents. Hitler's Role in the Persuection of the Jews by the Nazi Regime: Electronic
Version, by Heinz Peter Longerich, in: http://www.hdot.org/en/trial/defense/pl1/16.

182
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tazione, alla fucilazione di Ebrei rumeni da parte di Antonescu. Come abbiamo gi visto sopra,
quella possibilit fu accolta anche da Heydrich nel suo incontro di Praga del 10 ottobre 1941 (pp.
117-118).
Harrison riprende un tema gi discusso (vedi punto 45). L'ultima frase del passo in questione
L poi essi saranno provati in un clima molto rigido (Dort werden sie dann unter einem hrteren
Klima in die Mache genommen) chiaramente un commento di Goebbels, un'espressione collo-
quiale molto colorita dalla quale soltanto un Harrison pu trarre la ridicola deduzione che potesse
significare uccisione vera e propria , ovviamente solo dalla traduzione inglese, perch, come al
solito, egli ignora il testo tedesco delle sue citazioni. Quanto al successivo riferimento a fucila-
zione di Ebrei rumeni da parte di Antonescu, ho mostrato sopra che una sciocca invenzione di
Harrison.
[69] Il processo decisionale che port a questo punto pu essere illustrato attraverso la cono-
scenza delle intenzioni di Hitler da parte di Rosenberg come si rispecchi nei suoi documenti e
discorsi nella seconda met del 1941[.] Egli fu presente all'incontro del 16 luglio, quando Hitler
propose di fucilare chiunque ci guardi storto nell'Unione Sovietica (p. 118).
Harrison comincia subito riproponendo la fallacia che ho gi esposto sopra (vedi punto 16): que-
sta proposta si riferiva infatti all' ordine per la guerra partigiana dietro il nostro fronte impartito
dai Sovietici e non ha alcuna relazione con il processo decisionale relativo alla questione ebraica.
[70] Rosenberg declin la richiesta di Frank del 13 ottobre di deportare Ebrei del Governa-
torato generale in Ostland, dove Ebrei sovietici venivano fucilati in gran numero. La minuta
Wetzel-Lohse del 25 ottobre relativa alla costruzione di Vergasungsapparate a Riga fu preparata
per essere sottoposta l'attenzione di Rosenberg (p. 118).
Harrison si riferisce ad una affermazione di Browning:
Il 13 ottobre 1941, lo stesso giorno dell'incontro Himmler-Krger-Globocnik, Frank si era ri-
volto a Rosenberg [per discutere] circa la possibilit di deportare la popolazione ebraica del
Governatorato generale nei territori orientali occupati. Per il momento tuttavia, Rosenberg non
vedeva alcuna possibilit di attuare tali piani di reinsediamento 603.
Il commento di Harrison, dove Ebrei sovietici venivano fucilati in gran numero, malizioso
per due motivi: 1) l'uccisione di Sowjetjuden (Ebrei sovietici) non implicava necessariamente
quella degli altri Ebrei perch, come vedremo subito; 2) l'idea, come ho gi accennato sopra e
vedremo di nuovo subito, era quella di deportare gli Ebrei al di l degli Urali. Sulla lettera di Wetzel
mi sono gi dilungato sopra.
[71] Il 18 novembre, tre giorni dopo l'incontro con Himmler, Rosenberg diede una velina alla
stampa tedesca nella quale dichiarava che
All'Est vivono ancora circa sei milioni di Ebrei e questa questione si pu risolvere soltanto
con una estirpazione biologica di tutto l'ebraismo d'Europa. Per la Germania la questione
ebraica risolta soltanto quando neppure un singolo Ebreo vive nel continente europeo fino
agli Urali. ...per questa ragione necessario espellerli oltre gli Urali o estirparli in qualche
altro modo (p. 118).
Questo testo troppo importante per essere letto solo in traduzione inglese, come fa Harrison;
Browning ne riporta i seguenti brani in lingua originale:
...diese Frage kann nur gelst werden in einer biologischen Ausmerzung des gesamten
Judentums in Europa. Die Judenfrage ist fr Deutschland erst gelst, wenn der letzte Jude
das deutsche Territoriums verlassen hat, und fr Europa wenn kein Jude mehr bis zum Ural
auf dem europischen Kontinent steht...

603 C.R. Browning, The Origins of the Final Solution. The Evolution of Nazi Jewish Policy, September 1939-March
1942, op. cit., p. 360.

183
MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

. . .dazu ist es ntig, sie ber den Ural zu drngen oder sonst irgendwie zur Ausmerzung604.
... questa questione pu essere risolta soltanto in uno sradicamento biologico dell'intero
ebraismo d'Europa. Per la Germania la questione ebraica risolta soltanto quando l'ultimo
Ebreo abbia lasciato il territorio tedesco e per l'Europa quando non ci sia pi alcun Ebreo nel
continente europeo fino agli Urali... per questo necessario spingerli al di l degli Urali o
altrimenti in qualche modo allo sradicamento.
Oltre alla destinazione della deportazione ebraica, qui degno di rilievo il significato puramente
figurato di sradicamento dell'ebraismo (Ausmerzung des Judentums); persino con la connotazione
di biologico (biologische Ausmerzung), esso designava l' evacuazione dell'ebraismo dal suolo del
Reich e da quello europeo.
Il comunicato di Rosenberg rispecchiava pienamente le idee che egli aveva espresso qualche
mese prima nell'articolo Die Judenfrage als Weltproblem (La questione ebraica come problema
mondiale): Per l'Europa la questione ebraica risolta soltanto quando l'ultimo Ebreo abbia lasciato
il continente europeo605 [Fr Europa ist die Judenfrage erst dann gelst, wenn die letzte Jude den
europischen Kontinent verlassen hat]
Ancora il 6 agosto 1942 Rosenberg dichiar:
Noi non ci possiamo accontentare che gli Ebrei vengano spostati da uno Stato all'altro e che
forse qua o l venga ficcato un grosso ghetto ebraico, ma il nostro scopo pu essere soltanto
quello primevo: La questione ebraica in Europa e in Germania risolta soltanto quando nel
continente europeo non ci sia pi alcun Ebreo 606.
[Wir drfen uns nicht damit begngen, dass die Juden von einem Staat zum anderen
geschoben werden, und dass vielleicht hier und da noch ein groes jdisches Ghetto steckt,
sondern unser Ziel kann nur das alte sein: Die Judenfrage in Europa und in Deutschland ist
nur dann gelst, wenn es keinen Juden mehr auf dem europischen Kontinent gibt].
[72] Questi sei milioni appaiono di nuovo in una minuta preparata da Rosenberg per un di-
scorso che avrebbe dovuto tenere il 18 dicembre nel quale minacciava gli Ebrei di New York di
una eliminazione negativa di questi elementi parassiti. Ci che pi importa, il 16 dicembre Ro-
senberg redasse una nota su un incontro con Hitler nel quale essi avevano deciso di modificare il
discorso alla luce della dichiarazione di guerra agli Stati Uniti e la decisione di uccidere tutti
gli Ebrei d'Europa:
In riferimento alla questione ebraica, dissi che le mie osservazioni sugli Ebrei di New York
forse ora, dopo la decisione, dovevano essere cambiate. La mia posizione era che lo
sterminio degli Ebrei non dovesse essere menzionato. Il Fhrer fu d'accordo. Disse che essi
avevano scatenato la guerra contro di noi, avevano cominciato tutta la distruzione, perci
non ci doveva essere alcuna sorpresa se ne sarebbero divenute le prime vittime (p. 118).
Anche in questo caso importante leggere il testo tedesco del documento:
ber die Judenfrage sagte ich, dass die Anmerkungen ber die New Yorker Juden
vielleicht jetzt nach der Entscheidung etwas gendert werden mussten. Ich stand auf dem
Standpunkt, von der Ausrottung des Judentums nicht zu sprechen. Der Fhrer bejahte diese
Haltung und sagte, sie hatten uns den Krieg aufgebrdet und sie hatten die Zerstrung ge-
bracht, es sei kein Wunder, wenn die Folgen sie zuerst trafen607.

604 Idem, p. 404.


605 PS-2665. IMT, vol. XXXI, p. 67. L'articolo apparve nella rivista Weltkampf. Die Judenfrage in Geschichte und
Gegenwart, n. 1/2, aprile-settembre 1941. Il testo era gi apparso nel Vlkisher Beobachter di Monaco del 29 marzo
1941 come conferenza tenuta da Rosenberg il giorno prima. PS-2889. IMT, vol. XXXI, p. 256.
606 URSS-170. IMT, vol. XXXIX, p. 417. Stenographischer Bericht ber die Besprechung des Reichsmarschalls G-
ring mit den Reichskommissaren fr die besetzten Gebiete und den Militrbefehlshabern ber die Ernhrungslage am
Donnerstag, dem 6. August 1942, 4 Uhr nachm., im Hermann-Gring-Saal des Reichsluftfahrtministerium.
607 PS-1517. IMT, vol. XVII, p. 270.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Sulla questione ebraica dissi che le osservazioni sugli Ebrei di New York forse ora dopo la
decisione dovevano essere un po' cambiate. Fui del parere di non parlare dell'estirpazione
dell'ebraismo. Il Fhrer condivise questa posizione e disse che essi ci avevano accollato la
guerra e avevano portato la distruzione, nessuna meraviglia se le conseguenze li colpivano
per primi.
Harrison dovrebbe spiegare per quale misteriosa ragione una biologische Ausmerzung uno
sradicamento biologico, ma una Ausrottung uno sterminio. Pur citando la fonte, facilmente
reperibile, che contiene il testo originale (Rosenberg, Vermerk ber die Unterredung beim Fhrer,
[Nota di Rosenberg sul colloquio presso il Fhrer], 14.12.41, 1517-PS, IMT XXVII, p.270ff.: nota
135 a p. 118), Harrison riporta una traduzione tratta dalla traduzione inglese dell'articolo di Gerlach
sulla conferenza di Wannsee608. Ci dimostra che questo sedicente specialista non capace neppure
di tradurre qualche riga dal tedesco! Per di pi, la traduzione in questione chiaramente maliziosa,
perch Ausrottung des Judentums (dell'ebraismo) viene reso appunto con sterminio degli Ebrei.
Rosenberg fu interrogato sul significato di questo termine da Thomas J. Dodd, procuratore capo
degli Stati Uniti, nell'udienza del 17 aprile 1946 del processo di Norimberga:
Bene, allora forse potete aiutarci su questo. Vi chieder che vi sia mostrato il documento
1517-PS. Esso diventa l'elemento di prova USA-824. [Il documento 1517-PS fu presentato
all'imputato]. Ora, questo un vostro promemoria scritto da voi su una discussione che
aveste con Hitler il 14 dicembre 1941 ed molto chiaro dal primo paragrafo che voi e Hitler
discutevate di un discorso che voi dovevate tenere allo Sportpalast [palazzo dello sport] di
Belino e, se guardate il secondo paragrafo, troverete queste parole: ... [il passo riportato
sopra].
Dodd, con la tipica ottusit dei Plagiari, chiese poi a Rosenberg:
Ora, voi avete chiarito che avete qualche difficolt col significato di quella parola e io
voglio interrogarvi sulla parola Ausrottung. Voglio chiedervi che vi sia mostrato imma-
gino che conosciate il dizionario standard tedesco-inglese di Cassell, vero? Conoscete que-
sta parola, l'avete mai udita?.
L'imputato replic in modo sprezzante:
Non ho bisogno di un dizionario straniero per spiegare i vari significati che Ausrottung
pu avere in tedesco. Si pu sterminare 609 un'idea, un sistema econonomico, un ordine socia-
le e in ultima analisi anche un gruppo di esseri umani, certo. Ci sono molte possibilit che
sono contenute nella parola. Per questo non ho bisogno di un dizionario inglese-tedesco.
Indi Dodd torn di nuovo alla carica:
Desidero rammentarvi che questo vostro discorso nel quale usate il termine Ausrottung
fu fatto circa sei mesi dopo che Himmler disse a Hss, che avete udito testimoniare su ci, di
cominciare lo sterminio degli Ebrei. un fatto, non cos?
Rosenberg: Non, non corretto, perch Adolf Hitler nella sua dichiarazione davanti al Reichs-
tag disse: Se dovesse cominciare una nuova guerra a causa degli attacchi degli emigranti e dei loro
sostenitori, la conseguenza sarebbe un annientamento e una estirpazione 610. Ci stato inteso come
conseguenza di una minaccia politica. Evidentemente anch'io usai una minaccia politica simile
prima che scoppiasse la guerra contro l'America. E quando la guerra era ormai scoppiata, ho eviden-
temente detto che, poich si era giunti a ci, non c'era alcun motivo di parlarne.
Rosenberg chiar poi che qui si parla di estirpazione dell' ebraismo [Ausrottung des Juden-

608 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., p. 783.
609 Nel testo tedesco: ausrotten estirpare. IMG, vol. XI, p. 607. Nel testo inglese appare exterminate, stermi-
nare.
610 Nel testo tedesco: eine Vernichtung und eine Ausrottung. IMG, vol. XI, p. 608.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

tums]; c' una certa differenza tra ebraismo [Judentum] e degli Ebrei [der Juden]611.
Dodd gli contest che all'epoca nei territori orientali gli Ebrei venivano sterminati, adducendo
la lettera di Leibbrandt del 31 ottobre 1941 (PS-3663)612, che ho discusso nel punto 28.
Se dunque in questi territori erano in corso fucilazioni di Ebrei ancor prima del presunto ordine
di sterminio di Hitler del dicembre 1941, o queste non rientravano in un piano generale di sterminio
ebraico, oppure il presunto ordine di Hitler era anteriore; ma entrambe le ipotesi sono in contrad-
dizione con la tesi di Harrison.
[73] La prova che questo fu il momento in cui Hitler annunci la decisione viene anche dal
discorso di [riportato da] Goebbels tenuto, secondo la sua descrizione, da Hitler ai massimi livelli
del partito nazista il 12 dicembre 1941:
Riguardo alla questione ebraica, il Fhrer determinato a farne piazza pulita. Egli ha
profetizzato che, se essi avessero provocato un'altra guerra, averbbero sperimentato il loro
annientamento. Non era un discorso vuoto. La guerra mondiale qui. L'annientamento
dell'ebraismo dev'essere la conseguenza necessaria. La questione dev'essere considerata
senza sentimentalismo. Non siamo qui per provare compassione per gli Ebrei, ma solo
compassione per il nostro popolo tedesco. Se il popolo tedesco ha ora sacrificato di nuovo
circa 160.000 morti nella campagna orientale, gli autori di questo conflitto sanguinoso
dovranno pagare per questo con le loro vite (pp. 118-119).
Prima di esaminare il significato di questa annotazione, bene fare qualche riflessione sulla
nuova tesi di Gerlach esposta da Harrison. Il fulcro della sua argomentazione appunto l'incontro
tra Hitler e i Gauleiter del 12 dicembre 1941, nel corso del quale il Fhrer avrebbe annunciato la
sua decisione fondamentale613, di cui egli espone la portata con queste parole:
Riassumendo, il discorso di Hitler del 12 dicembre e gli altri incontri ebbero tre risultati
cruciali: (1) nuove, fondamentali direttive riguardanti l'esecuzione di tutti gli Ebrei al Go-
vernatorato generale e al Ministero dell'est, le unit amministrative che controllavano la
maggioranza degli Ebrei che vivevano in aree sotto sovranit tedesca; (2) una intensifi-
cazione della pianificazione e dei preparativi per sterminare gli Ebrei in varie regioni usando
gas tossico e (3) una determinazione politica riguardante gli Ebrei tedeschi. Annunciando la
sua decisione di sterminare tutti gli Ebrei europei, Hitler aveva anche deciso la sorte degli
Ebrei tedeschi deportati614.
Questa interpretazione il risultato di uno stravolgimento sistematico di fatti e documenti. Ricor-
do anzitutto che, per Gerlach, la conferenza di Wannsee fu strettamente connessa alla decisione
fondamentale di Hitler di procedere alla liquidazione di tutti gli Ebrei che vivevano in Europa 615,
dove liquidazione significa eterminio. Egli rammenta quasi di sfuggita che tale conferenza
era prevista originariamente per il 9 dicembre 616, ma il problema proprio qui.
La lettera di invito di Heydrich ai futuri partecipanti, tra cui Luther, al quale quella che cito era
indirizzata, recava la data del 29 novembre 1941 e diceva:
Il 31 luglio 1941 il Maresciallo del Reich del Grande Reich tedesco [Gring] mi incaric,
coinvolgendo le autorit centrali interessate, di fare tutti i preparativi necessari sotto il
profilo organizzativo, pratico e materiale per una soluzione totale [fr eine Gesamtlsung]
della questione ebraica in Europa e di presentargli in breve tempo un progetto complessivo
al riguardo.

611 Testo tedesco in: IMG, vol. XI, p. 608.


612 IMT, vol. XI, pp. 553-556.
613 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., pp. 784-785 e
614 Idem, p. 810.
615 Idem, p. 760.
616 Idem, p. 764.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

In considerazione dello straordinario significato che dev'essere attribuito a tali questioni e


nell'interesse del conseguimento di un punto di vista simile presso le autorit centrali che
saranno interessate agli altri lavori connessi a questa soluzione finale, propongo di porre
questi problemi ad oggetto di una discussione generale, tanto pi che dal 15 ottobre 1941
vengono gi evacuati all'Est in trasporti in corso Ebrei del territorio del Reich incluso il
Protettorato di Boemia e Moravia.
La invito perci ad una tale conferenza con annessa colazione per il 9 dicembre 1941, ore
12, negli uffici della Commissione della Polizia criminale internazionale, Berlino, Am gros-
sen Wannsee n. 56-58617.
[Am 31.7.1941 beauftragte mich der Reichsmarschall des Grodeutschen Reiches, unter
Beteiligung der in Frage kommenden anderen Zentralinstanzen alle erforderlichen Vorbe-
reitungen in organisatorischer, sachlicher und materieller Hinsicht fr eine Gesamtlsung
der Judenfrage in Europa zu treffen und ihm in Blde einen Gesamtentwurf hierber vorzu-
legen.
In Anbetracht der auerordentlichen Bedeutung, die diesen Fragen zuzumessen ist und im
Interesse der Erreichung einer gleichen Auffassung bei den in Betracht kommenden Zentral-
instanzen an den brigen mit dieser Endlsung zusammenhngenden Arbeiten rege ich an,
diese Probleme zum Gegenstand einer gemeinsamen Aussprache zu machen, zumal seit dem
15.10.1941 bereits in laufenden Transporten Juden aus dem Reichsgebiet einschlielich
Protektorat Bhmen und Mhren nach dem Osten evakuiert werden.
Ich lade Sie daher zu einer solchen Besprechung mit anschlieendem Frhstck zum 9. De-
zember 1941, 12.00 Uhr, in die Dienststelle der Internationalen Kriminalpolizeilichen Kom-
mission, Berlin, Am grossen Wannsee Nr. 56-58 ein].
Heydrich si riferiva esplicitamente al ben noto incarico che Gring gli aveva affidato il 31 luglio
1941:
A integrazione dei compiti a Lei gi assegnati con decreto del 24 gennaio 1939 di portare la
questione ebraica ad una opportuna soluzione in forma di emigrazione o evacuazione [ in
Form der Auswanderung oder Evakuierung] il pi possibile adeguata alle circostanze attuali,
con la presente La incarico di curare tutti i preparativi necessari sotto il profilo organizza-
tivo, pratico e materiale per una soluzione totale [Gesamtlsung] della questione ebraica nei
territori sotto linfluenza tedesca. Nella misura in cui vengano toccate le competenze di altre
autorit centrali, queste devono essere cointeressate. La incarico inoltre di presentarmi
quanto prima un progetto complessivo dei provvedimenti preliminari organizzativi, pratici e
materiali per lattuazione dellauspicata soluzione finale della questione ebraica 618.
[In Ergnzung der Ihnen bereits mit Erla vom 24.I.39 bertragenen Auftrge, die Juden-
frage in Form der Auswanderung oder Evakuierung einer den Zeitverhltnissen entspre-
chend mglichst gnstigen Lsung zuzufhren, beauftragte ich hiermit, alle erforderlichen
Vorbereitungen in organisatorischer, sachlicher und materieller Hinsicht zu treffen fr eine
Gesamtlsung der Judenfrage im deutschen Einflugebiet in Europa.
Soferne hierbei die Zustndigkeiten anderer Zentralinstanzen berhrt werden, sind diese zu
beteiligen.
Ich beauftrage Sie weiter, mir in Blde einen Gesamtentwurf ber die organisatorischen
sachlichen und materiellen Vorausmanahmen zur Durchfhrung der angestrebten Endl-
sung der Judenfrage vorzulegen].
Ci era tanto chiaro all'Auswrtiges Amt che l'8 dicembre 1941, in preparazione per la seduta di

617 Facsimile del testo in: R.M. Kempner, Eichmann und Komplizen, op. cit., pp. 127-128.
618 PS-710. IMT, vol. XXVI, pp. 266-267. Facsimile del testo originale in: R.M. Kempner, Eichmann und Komplizen,
op. cit., p. 98.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

domani presso SS-Obergruppenfrher Heydrich (als Vorbereitung fr die morgige Sitzung bei SS-
Obergruppenfrher Heydrich), ossia in previsione della conferenza di Wannsee che si sarebbe
dovuta svolgere il giorno seguente, redasse per Luther una nota intitolata Desideri e idee del
Ministero degli Esteri sulla prevista soluzione totale della questione ebraica in Europa (Wnsche
und Ideen des Auswrtigen Amts zu der vorgesehen Gesamtlsung der Judenfrage in Europa). Il
punto 1 esponeva questo obiettivo:
Espulsione all'Est di tutti gli Ebrei residenti nel Reich di cittadinanza tedesca inclusi gli
Ebrei croati, slovacchi e rumeni
[Abschiebung aller im Deutschen Reich ansssigen Juden deutscher Staatsangehrigkeit
unter Einbeziehung der kroatischen, slowakischen und rumnischen Juden nach dem
Osten].
Era inoltre richiesta una simile evacuazione di tutti gli Ebrei privati della cittadinanza tedesca,
di tutti gli Ebrei serbi e di quelli consegnati dal Governo ungherese 619.
Il decreto di Gring del 24 gennaio 1939 si riferiva alla istituzione di una Centrale del Reich per
l'emigrazione ebraica (Reichszentrale fr jdische Auswanderung) che aveva il compito di pro-
muovere con tutti i mezzi l'emigrazione degli Ebrei dalla Germania ( die Auswanderung der
Juden aus Deutschland)620. Il 31 luglio 1941 l'emigrazione o evacuazione fu estesa a tutti gli Ebrei
sotto dominio tedesco, perci nel documento si parla di soluzione totale (Gesamtlsung). Vi
dunque una stretta continuit nella politica nazionalsocialista dal decreto del 24 gennaio 1939, alla
lettera del 31 luglio 1941, all'invito del 29 novembre 1941 e alla conferenza di Wannsee del 20
gennaio 1942: una politica di emigrazione/evacuazione/reinsediamento senza alcuna decisione di
sterminio.
L'interpretazione di Gerlach esposta sopra non ha dunque alcun fondamento, anzi in constrasto
con i documenti. Egli infatti afferma che, prescindendo dalla data esatta del 12 dicembre in cui fu
annunciata, la decisione di sterminare gli Ebrei d'Europa dev'essere stata presa dopo il 7
dicembre e prima del 14 dicembre 1941 621.
Ma se la conferenza di Wannsee, convocata a suo dire per comunicare l'ordine del Fhrer di
sterminare tutti gli Ebrei, era gi stata organizzata prima del 29 novembre (data della lettera di
invito di Heydrich), ne consegue che il presunto ordine di Hitler era ancora anteriore, il che de-
molisce la sua struttura argomentativa. Va infatti rilevato che qui non si tratta di una semplice
questione cronologica: una anticipazione di una o due settimane prima del 7 dicembre non am-
missibile, perch farebbe saltare tutti i presunti indizi convergenti raccolti da Gerlach, i quali si
concentrano appunto tra il 7 e 14 dicembre e sui quali si basano le sue fantasiose congetture.
In questo contesto, un altro documento sconvolge le velleit dimostrative di Gerlach. Il 30
dicembre 1941 Luther redasse una Nota riguardo a una conferenza della sezione Germania sul n. 5
dell'annotazione del 27 novembre 1941 circa l'accoglienza del Ministro degli Esteri bulgaro Popoff
da parte del sig. Ministro degli Esteri a Berlino il 24 novembre 1941 (Vortragsnotiz der Abteilung
Deutschland zu Nr. 5 der Aufzeichnung vom 27. November 1941 ber den Empfang des bulgari-
schen Aussenministers Popoff durch den Herrn Reichsaussenminister in Berlin vom 24. November
1941) che comincia cos:
Dopo la presa di decisione del Fhrer che alla fine della guerra tutti gli Ebrei dovranno
lasciare l'Europa, le difficolt sollevate dal Ministro degli Esteri bulgaro Popoff riguardo
agli Ebrei ungheresi, rumeni, spagnoli e di altra nazionalit vengono meno 622.
619 NG-2586-F.
620 NG-2586-A.
621 C. Gerlach, The Wannsee Conference, the Fate of German Jews and Hitler's Decision in Principle to Exterminate
All European Jews, op. cit., p. 784.
622 Akten zur Deutschen Auswrtigen Politik 1918-1945, Serie E: 1941-1945, Band I, Dezember 1941-28. Februar
1942. Vandenhoek & Ruprech in Gttingen, 1969, p. 132.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

[Nach Ausfhrung des Entschlusses des Fhrers, da am Ende des Krieges smtliche Ju-
den Europa werden verlassen mssen, werden die vom Bulgarischen Aussenminister Popoff
zur Sprache grabrachte Schwierigkeiten mit Juden ungarischer, rumnischer, spanischer
und sonstiger Nationalitt wegfalle].
Perci la decisione del Fhrer riguardava l'espulsione degli Ebrei dall'Europa, non il loro ster-
minio.
L'interpretazione di Gerlach presenta inoltre una falla enorme che egli ha completamente trascu-
rato: la motivazione della decisione. La politica nazionalsocialista di emigrazione ebraica un fatto
indiscutibile almeno fino al 23 ottobre 1941, quando Himmler la proib ufficialmente:
Il Reichsfhrer-SS e Capo della Polizia tedesca ha ordinato che l'emigrazione di Ebrei deb-
ba essere impedita con effetto immediato 623.
[Reichsfhrer-SS und Chef der Deutschen Polizei hat angeordnet, dass die Auswanderung
von Juden mit sofortiger Wirkung zu verhindern ist].
Ma un mese dopo, il 25 novembre 1941, l'amministrazione militare tedesca in Belgio eman un'
Ordinanza sulla istituzione di una Unione degli Ebrei in Belgio (Verordnung ber die Er-
richtung einer Vereinigung der Juden in Belgien), creata sul modello di quella del Reich, che
aveva lo scopo principale della preparazione dell'emigrazione (Vorbereitung der Auswande-
rung)624.
Nell'arco di poche settimane, secondo Gerlach, questa politica sarebbe stata radicalmente
sovvertita, passando dall'emigrazione/evacuazione/reinsediamento allo sterminio totale: perch? La
corrente intenzionalista della storiografia olocaustica, pur nella sua fallacia, adduceva almeno una
motivazione: l'odio di Hitler verso gli Ebrei. I funzionalisti, ovviamente, non si possono appellare a
questo movente, che in aperto contrasto con la politica nazionalsocialista perseguita fino ad allora.
Perci la mia osservazione sulla questione resta pienamente valida:
Il problema fondamentale della storiografia olocaustica quando, come e perch la politica
nazionalsociasta di emigrazione-evacuazione fu abbandonata e sostituita da una politica di
sterminio resta dunque irrisolto e il Fhrerbefehl, che dovrebbe coincidere con questa
svolta epocale e determinarla, si dissolve in congetture soggettive che sconfinano nella pa-
rapsicologia625.
Forse Gerlach ha rinunciato alle spiegazioni parapsicologiche di Hilberg, ma non per questo le
sue congetture hanno maggiore fondamento.
Il protocollo di Wannsee il documento che permette di far luce sul significato della decisione
di Hitler. Sulla questione ritorner in modo approfondito nel punto 115. Qui anticipo gli elementi
essenziali per l'argomento in discussione. Heydrich rifer:
1) che il Reichsfhrer-SS e capo della Polizia tedesca in considerazione dei pericoli di una emi-
grazione durante la guerra e in considerazione delle possibilit dellEst, ha proibito lemigrazione
degli Ebrei, e ci avvenne il 23 ottobre 1941;
2) che allemigrazione, come ulteriore possibilit di soluzione, previa autorizzazione del Fhrer,
ormai subentrata levacuazione degli Ebrei allEst, ossia Hitler aveva deciso l'evacuazione di
tutti gli Ebrei sotto sovranit tedesca all'est. La conferenza di Wannsee fu indetta per 9 dicembre
per comunicare agli uffici interessati questa decisione, ma fu annullata a causa dell'entrata in guerra
degli Stati Uniti. Per questa ragione, tre giorni dopo, il 12 dicembre 1941, Hitler fece conoscere la
sua decisione ai massimi livelli del partito nazista. Il nuovo evento imprevisto scompigli anche
il discorso che Rosenberg avrebbe dovuto tenere il 18 dicembre; il giorno 16 egli concord con
Hitler che ormai non aveva pi senso di parlare di estirpazione dell'ebraismo (Ausrottung des
623 T/394. Sottolineato nel documento originale.
624 Sonderbericht. Das Judentum in Belgien. 31 dicembre 1941, in: Die Endlsung der Judenfrage in Belgien, op. cit.,
pp. 12-13.
625 Sobibr. Holocaust Propaganda and Reality, op. cit., p. 236.

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MATTOGNO, KUES, GRAF I campi di sterminio dell' Azione Reinhardt

Judentums), ossia dell' evacuazione degli Ebrei europei allEst questo essendo il significato della
decisione del Fhrer , perch egli voleva brandirla come minaccia proprio per evitare l'entrata in
guerra degli Stati Uniti, come stato chiarito nel punto 67; ma ora, a fatto avvenuto, una tale
minaccia non aveva pi senso e gli Ebrei europei ne avrebbero pagato le conseguenze con l'evacua-
zione all'Est.
Passiamo ora all'annotazione di Goebbels, di cui riporto anzitutto il testo tedesco:
Bezglich der Judenfrage ist der Fhrer entschlossen, reinen Tisch zu machen. Er hat den
Juden prophezeit, da, wenn sie noch einmal einen Weltkrieg herbeifhren wrden, sie dabei
ihre Vernichtung erleben wrden. Das ist keine Phrase gewesen. Der Weltkrieg ist da, die
Vernichtung des Judentums mu die notwendige Folge sein. Diese Frage ist ohne jede
Sentimentalitt zu betrachten. Wir sind nicht dazu da, Mitleid mit den Juden, sondern nur
Mitleid mit unserem deutschen Volk zu haben. Wenn das deutsche Volk jetzt wieder im
Ostfeldzug an die 160000 Tote geopfert hat, so werden die Urheber dieses blutigen Konflikts
dafr mit ihrem Leben bezahlen mssen626.
Riguardo alla questione ebraica, il Fhrer deciso a fare piazza pulita. Egli ha profetizzato
agli Ebrei che, se avessero ancora una volta provocato una guerra mondiale, vi avrebbero
sperimentato il loro sterminio. Non stata una [semplice] frase. La guerra mondiale qui, lo
sterminio degli Ebrei dev'essere la necessaria conseguenza. Questa questione va trattata
senza sentimentalismo. Non siamo qui a provare compassione per gli Ebrei, ma soltanto
compassione per il nostro popolo tedesco. Se ora il popolo tedesco ha sacrificato nella
campagna orientale circa 160.000 morti, gli autori di questo conflitto sanguinoso devono
pagare con la loro vita.
Che quest'annotazione non contenga nulla di nuovo e di decisivo, risulta chiaramente da un
articolo di Goebbels apparso su Das Reich un mese prima, che ostentava frasi ancora pi crude:
La colpa storica dell'ebraismo mondiale per lo scoppio e l'ampliamento di questa guerra
dimostrata in modo tanto ampio che al riguardo non c' pi bisogno di spendere una parola.
Gli Ebrei hanno voluto la loro guerra e ora l'hanno. Ma per loro si avvera anche la profezia
che il Fhrer pronunci il 30 gennaio 1939 al Reichstag tedesco, che se l'ebraismo finanzia-
rio internazionale fosse riuscito a gettare ancora una volta i popoli in una guerra mondiale, il
risultato non sarebbe stato la bolscevizzazione della terra e con ci la vittoria dell'ebraismo,
ma lo sterminio della razza ebraica in Europa. Proprio ora vediamo il compimento della
profezia e in tal modo si adempie sull'ebraismo un destino che invero duro, ma pi che
meritato. Compassione o perfino rincrescimento sono completamente fuori luogo. L'ebrai-
smo mondiale nella macchinazione di questa guerra ha valutato malissimo le forze a sua
disposizione e ora subisce un graduale processo di sterminio che aveva destinato a noi e ci
farebbe anche infliggere senza scrupoli, se ne avesse il potere 627.
[Die histo