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Amici lettori eccoci giunti alla consueta provocazione dopo una lunga stasi causata da molteplici

impegni sovrapposti.
Come promesso molti interventi fa, dopo aver descritto in maniera pressoch esilarante le
sostanziali differenze fra la clientela delle rispettive case automobilistiche BMW e Mercedes, mi
accingo a riproporvi unaltra analisi dei proprietari di vetture prodotte da due case gotha dello stile e
della meccanica: Ferrari e Porsche.
Ammetto senza indugio che sono parecchio di parte, un po come nel confronto fra cliente BMW e
quello della casa di Stoccarda, ma nel mio profiling da attribuire alla clientela assicuro che non vi
nulla di intenzionalmente cattivo, ne tantomeno di discriminante sulle loro vetture e sul come si
pongono nei confronti della societ. Ritengo infatti che entrambe le automobili siano di una
bellezza imparagonabile, nonch altrettanto azzeccati siano i gusti dei loro proprietari nei confronti
di mezzi da sempre sognati e dalle definite caratteristiche meccaniche, che da sempre resero purista
una certa categoria di acquirenti che da una vettura cercavano emozioni personalizzate da esprimere
mediante le sue prestazioni.
Premesso questo ora vediamo di giocare senza guantoni: si pu infatti notare come per luogo
comune, la figura del porschista si contraddistingua in modo sostanziale da quella pi sobria del
ferrarista.

Innanzitutto il cliente Porsche forse pi notturno di quello Ferrari, difatti sovente lo si pu


trovare nei locali pi in voga delle metropoli e nelle ore pi disparate, indi per cui ci lascia
intendere lo pseudofancazzismo di cui il protagonista il Porschista il giorno dopo.
Il ferrarista la tira fuori solo la domenica oppure per andare in pista. Non credo abbia
bisogno di sfilare tutti i giorni. Le rosse davanti alle discoteche di notte per lo pi
appartengono ai figli dei veri proprietari, una buffa genia a parte.
Spesso il cliente Porsche crea sui paraurti piccoli graffi o profondi solchi bianchi da
panettone dovuti alla sua noncuranza per la vettura, dovuta per lo pi al fatto di portarsela
anche in tasca se potesse. Il posto, piuttosto di lasciarla lontana dal punto in cui si
prefissato di ostentare il suo presunto benessere, anche se non c se lo crea e di solito
proprio dinnanzi allingresso del locale, oppure in doppia o tripla fila. Da sopprimere coloro
che la parcheggiano sul marciapiede.
Cliente Ferrari: vettura immacolata (a parte i calciatori, i quali considerano la rossa solo un
giochino).
Inoltre il ferrarista anche materialmente improbabile che lasci la sua creatura sul
marciapiede, in quanto la vettura talmente bassa da non riuscire fisicamente a farla salire.
Il cliente Porsche monta scarichi su scarichi affinch possa far sentire al mondo il rombo del
suo motore da Maggiolino nervoso. Egli si sente frustrato dalla banalit sonora del motore
della sua vettura, proprio per questo si sente in dovere (il pi delle volte se se lo pu
permettere) di montare scarichi che amplificano quel rumore invariato da pi di trentanni il
pi possibile.
Il cliente Ferrari generalmente usa lo stereo il meno possibile, in quanto esso solo un
accessorio secondario che funge da sottofondo alla melodia dei rispettivi 8 e 12 cilindri.
Porschista: manovre delle pi assurde, guida nervosa o in antitesi troppo parca per poter
permettersi di andare a mangiare la pizza in Corso Como.
Ferrarista: guida lineare, senza strafare nemmeno quando si trova dinnanzi rettilinei
lunghissimi, nel qual caso solo in rarissime volte si abbandona nel tirare la prima e la
seconda marcia.
Il ferrarista di solito possiede un garage nel quale annovera la propria vettura da occhi
indiscreti:
Il Porschista chiede come optional per la propria vettura un apposito alone rosa come lo spot
dellAIDS con il quale se potesse avvolgerebbe la vettura in modo che tutti, persino a 5000
metri daltezza possano notarlo. Inoltre, spesso e volentieri il porschista tiene in strada la
vettura.
Il Porschista cambia ogni anno la vettura, di modo che tutti possano vedere che uno che
spende.
Il ferrarista di solito tiene per tutta la vita la vettura in quanto un intenditore. Se deve
cambiarla ne compra unaltra ma senza dar via la precedente.
Cliente Porsche: la sua vettura un giocattolino da sfoggiare.
Cliente Ferrari: opera darte in movimento.
Porsche: Tutte uguali nelle caratteristiche. Guidi unAud TT e guidi una Carrera e noti che
la stessa macchina in scala ridotta.
Ferrari: ogni auto un qualcosa che esprime emozioni e caratteristiche diverse luna
dallaltra.
Discorsi della clientela tedesca: gnocca, fica, vagina, Cavalli, Old Fashion, Prada, Rolex e
naso allins.
Discorsi clientela italiana: ristoranti raffinati, lavoro, viaggi, pizza, risate, circuiti,
beneficenza e passione per la loro vettura.
Il porschista molte volte magro per il semplice motivo che salta i pasti per mantenere la
macchina. Quelli grassi sono i pi fortunati: sono coloro che riescono generalmente a
scroccare i benefit dei loro amici ferraristi.
Al ferrarista squilla il telefono, il pi delle volte il conoscente che si definisce il suo
migliore amico che incessantemente lo chiama per sapere dove si trova e raggiungerlo con la
sua Porsche.
Al porschista quando squilla il telefono: o lesattore delle imposte, oppure la moglie che si
rotta i coglioni di restare tutte le sere da sola perch il marito deve andare in giro a fare il
fenomeno. Non si esclude che lui spaccia quella telefonata per qualche VIP che lo invita a
qualche festa esclusiva.
Vacanze per le rosse: costa azzurra, Sardegna , Polinesia e Kenya.
Vacanze Porsche: Ancora deve fare il pagliaccio sulla riviera romagnola e se avanzano i
soldi pensa ad Ibiza e Formentera.
I ferraristi organizzano raduni, i Porschisti tentano di imitarli con scarso successo.
I ferraristi si radunano nei club a condividere le loro passioni per le rosse. I Porschisti si
radunano nei club a parlare di fica e ad ubriacarsi, oppure si ritrovano abusivamente sulle
strade s compiere prodezze fino ai 7000 giri per poi fondere il motore.
Abbigliamento Ferrarista: Semplice maglietta o bianca o nera e pantaloncini. Quando in
tiro completi Armani oppure di sartoria.
Abbigliamento Porschista: Camice alla Pippo Baudo, con colletti pi alti di loro di colore
diverso dal resto della camicia.
Occhiale del Ferrarista: magari di marca, ma molto fine.
Occhiale del porschista: di marca ma pi somigliante alla visiera di un casco. Di solito gli
copre la maggior parte del volto per mascherare la sua frustrazione.
Orologi. Ferrarista: Breithiling, Rolex (i date just o i Daitona).
Orologi porschista: Rolex ad uso comune e Frank Mueller, nonch assurde sveglie da polso.
Concludendo la saga si riscontra nel porschista uno spiccato odio per le vetture comuni, tipico senso
di rivalsa che riflette la loro condizione di inferiorit rispetto a ci che a stento si possono
permettere e non pienamente apprezzato da quella che erroneamente considerano unlite.

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