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Ferrari e le donne: un forte connubio fra cuore e passione.

Se le donne sono come libri aperti da sfogliare pagina per pagina, non da meno lo sarebbero le
vetture del cavallino rampante. Esigenti, vanitose e performanti entrambe sono unite non solo dal
passare inosservate per le strade, ma oserei dire anche amiche per la pelle.
Per una donna certo non facile entrare in affinit con una simile vettura. Non sono molte difatti
che possono apprezzare la rude esuberanza che solo una Ferrari sa dare, leccessivo calore che si
sviluppa nellabitacolo, oppure il rischiare di spezzarsi le unghie cercando di aprire la portiera di
una 348 ad esempio. Lo testimonia anche il fatto che molte si fanno tranquillamente notare alla
guida di pi pacate Porsche o Aud per le vie pi alla moda delle grandi metropoli. Eppure
innegabile che fra loro esiste una forte attrazione non solo dovuta al loro senso estetico, ma anche
dalla voglia di correre e di evadere, ostentando la propria vivacit.
Ciononostante alcune di loro hanno un rapporto con le creature di Maranello come se fossero
sorelle.
Ad onorare un binomio cos conturbante se ne fa patrocinatrice la Galleria Ferrari a Maranello,
tramite una mostra aperta al pubblico fino al 30 aprile con oggetto appunto le donne e il Cavallino.
Una serie di foto e auto depoca testimoni di aver accompagnato per sessantanni il gentil sesso
nelle localit pi ambite del mondo.
Donne non qualsiasi nella fattispecie, donne con la D maiuscola, a cominciare dalla formosa
Brigitte Bardot, passando per molte nobilissime signore nelle localit montane pi in, fino ad
autentici assi del volante che le corse ce le hanno nel sangue da sempre come Prisca Taruffi.
Prisca Taruffi, affascinante figlia dello storico pilota Pietro Taruffi, che con la sua speciale 315 S
con telaio 0684, part da Brescia e vinse nel 1957 alle ore 5:35 del mattino e contrassegnata sulle
fiancate con tale ora: per gli amici divenne pi semplicemente la mitica 535.
Donne non solo sportive, ma anche regine delleleganza come la quarta moglie del principe Aga
Khan, Yvette Labrousse, soggetto di uno scatto oltretutto pubblicato sulla rivista Autodigest n 41
alla guida della sua 250 spider a Cannes.
Vetture blasonate per principesse reali, come Maria Gabriella di Savoia, figlia di Umberto primo, la
cui passione la port allacquisto di una 250 SWB appositamente modificata per lei in alcuni
particolari estetici, spaziando a Liliana de Rethy, moglie di re Leopoldo del Belgio che chiese al
Drake nel 1957 di realizzarle un modello speciale di 250 GT coup, ritratta di fronte allesclusivo
Hotel Miramonti di Cortina dAmpezzo.
La rivista testimonia anche limpegno di altre attrici immortalate di fianco alle loro red passion
come Jane Mansfield, appoggiata alla nonna dellF40, la mitica e supersportiva 250 LM.
Tenniste, Miss universo, modelle e tutta la crme femminile del jet set che possedette almeno una
Ferrari per sfizio o per passione, fortemente documentata nella mostra che Ferrari ha voluto allestire
per gli appassionati come testimonial ancora una volta del motto per molti ma non per tutti.

M.M.