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PREMESSA

Intraprendere un lavoro su William Shakespeare, dopo circa


quattrocento anni di critica su di lui e sulla sua opera, non impresa
semplice: si rischia di ripetere concetti ormai assodati e con questo di
annoiare chi si appresta alla lettura di un lavoro del genere.
Nel corso dei miei studi universitari mi sono trovata pi volte
a studiare lInghilterra elisabettiana e Shakespeare in particolare,
affrontando aspetti sempre diversi della sua opera. Questo mi ha portato
a toccare con mano luniversalit di un autore, da sempre conosciuto e
da sempre criticato, ma che non conoscer mai tramonto. La fiaccola di
William Shakespeare briller sempre perch ci che egli ha espresso
nella lingua di quattrocento anni fa sar sempre attuale.
Lopera di Shakespeare costituisce una fonte inesauribile per
qualsiasi argomento si voglia affrontare; ma in questa peculiarit si cela
anche il rovescio della medaglia perch, nellinvestigare il testo di
Shakespeare in tutte le sue sfumature e in tutti i suoi simboli e
significati, si rischia di creare una specie di caos intellettuale.
Il mio scopo in questo lavoro proprio quello di sostituire a
questo caos un principio di unit che sia rintracciabile in tutte le opere
shakespeariane, vale a dire il riferimento costante ad un immaginario
dellacqua che venuto formandosi nella mente dellautore pi o meno
inconsciamente.
Alla luce degli studi psicanalitici freudiani e jungiani e grazie
alla mitologia, alla religione, alla biografia shakespeariana, alla storia
dei secoli XVI e XVII, sono riuscita a scandagliare limmagine
superficiale dellacqua e ad attribuirle diversi significati, che ho poi
ritrovato nellopera di Shakespeare.

1
Come le navi pronte a partire alla ricerca di nuovi lidi, ho
finalmente intrapreso il mio viaggio allinterno del testo shakespeariano
seguendo la via dellacqua, elemento poliedrico per la sua capacit di
essere contemporaneamente simbolo di vita, di morte, di amore, di
conoscenza, di incostanza, di potenza, insomma di tutto ci che
costituisce lanima dellesistenza umana.
Il mio lavoro si svolge attraverso lanalisi di tutti i drammi
shakespeariani e la ricerca in essi di tutte le immagini dellacqua. La
mia attenzione sar focalizzata non solo sullacqua del mare, calmo o in
tempesta, sullacqua dei fiumi e dei laghi, ma anche sullacqua assente
dalla scena, ma presente come mera immagine, cio come metafora
usata dai personaggi per significare un particolare concetto o come
ricordo di un evento avvenuto sullacqua.
Il lavoro culmina nellanalisi di Antony and Cleopatra, in cui
le immagini dellacqua raggiungono la loro completezza scenica e
simbolica. In questo dramma le immagini dellacqua si completano a
vicenda e si sviluppano atto dopo atto, scena dopo scena, alternandosi
tra il mare Mediterraneo e il fiume Nilo, che non sono solo indicazioni
geografiche, ma portano con s il peso simbolico di tutta lopera. Per di
pi, gli stessi personaggi, soprattutto i due protagonisti, rispecchiano
alcune caratteristiche dellacqua, facendo di questopera il culmine e
nello stesso tempo il riassunto di tutto il mio lavoro di ricerca.
Alla fine probabile che le mie interpretazioni non
aggiungeranno nulla di nuovo alla critica ufficiale su Shakespeare, ma
lo scopo di dare unit alle opere seguendo il profilo dellimmaginario
dellacqua sar presumibilmente raggiunto.

2
1. I SIMBOLI DELLACQUA

Tra i quattro elementi ritenuti fondamentali dagli antichi, vale a dire


aria, acqua, terra e fuoco, lacqua probabilmente quello pi
complesso. Sotto le immagini superficiali dellacqua, infatti, si
nasconde tutta una serie di significati pi o meno evidenti che trasforma
questo elemento chimico in un simbolo letterario a tutti gli effetti.
Lacqua, tra tutti, lelemento che maggiormente si avvicina alluomo
per la sua analogia con la scorrevolezza: la vita delluomo scorre cos
come scorre un fiume nel suo letto; per questo lacqua, come afferma
Bachelard, davvero lelemento transeunte, la metamorfosi ontologica
essenziale tra il fuoco e la terra.1
Allimmagine dellacqua possibile collegare diversi
significati, tra cui quelli della vita e della morte, attraverso i quali si
giunge ad una visione dellacqua come elemento tipicamente
femminile. Oltre a questo non bisogna dimenticare i significati che
lacqua ha assunto nel corso dei secoli a livello religioso e sul piano
mitologico e letterario, mantenendo sempre la connotazione di
elemento puro e purificatore, ma nello stesso tempo misterioso e
inquietante.

1
G. Bachelard, Psicanalisi delle acque, Como, Red Edizioni, 1992, pp. 16-17.

4
1.1 IN PRINCIPIO ERA LACQUA: IMMAGINI DI VITA NELLO
SPECCHIO DELLE ACQUE

Uno dei significati pi importanti dellacqua, anche se non il pi


evidente, quello che lo lega allimmagine della vita.

Lacqua il principio di tutte le cose; le piante e gli animali non sono che acqua
condensata e in acqua si risolveranno dopo la morte.2

Gi nel VI secolo a. C., Talete aveva intuito che lacqua era lelemento
base delluniverso. Per il filosofo greco la Terra ha la forma di un disco
ondulato che galleggia sul fiume Oceano. Lacqua larch, lelemento
primordiale, origine di tutte le cose: senza acqua la vita risulta
impossibile; essa esiste in tre forme che sono trasformazioni dello
stesso elemento (solido, liquido ed aeriforme). Tutto fatto di acqua e
tutto fa ritorno allacqua.3
Al di l del significato filosofico che lega limmagine
dellacqua alla vita, Paolo Sorcinelli individua un altro sottile
collegamento tra le due immagini:

Nellimmaginario collettivo lacqua [non] ha mai completamente perso la


connotazione cosmica di elemento originario, alla stregua del liquido amniotico
4
dellambiente protettivo intrauterino.

2
R. Laurenti, Introduzione a Talete, Anassimandro, Anassimene, Bari, Laterza, 1997, p. 62.
3
Ibidem, pp. 62-82.
4
P. Sorcinelli, Storia sociale dellacqua. Riti e culture, Milano, Edizioni Bruno Mondadori, 1998, p.
6.

5
Dunque, tutti gli esseri umani hanno il loro primo contatto con la vita
attraverso lacqua materna. Del resto, anche la mitologia e la psicanalisi
freudiana e jungiana sono molto chiare nellattribuire allacqua un
significato materno e, quindi, vitale.
La mitologia riporta alcuni aneddoti degli antichi Greci,
secondo i quali il mare era il simbolo della nascita. In persiano, inoltre,
Ardvi sura era la sorgente contenente lacqua di vita, mentre Ardvi sura
anahita era la dea dellacqua e dellamore.5 Nei Veda le acque erano
chiamate matritamah, che significa le pi materne. Per i Sumeri a
significava acqua, ma anche concepimento, generazione e perfino
sperma.
In Messico il primo lavaggio di un neonato avveniva tra
litanie di ringraziamento alla dea dellacqua, considerata la vera madre
del bambino. Ungheresi e Finnici pregavano la madre acqua, simile alla
madre terra, per avere figli. Infine, in Gambia le donne con problemi di
fertilit si immergono ancora oggi negli stagni del coccodrillo sacro,
perch le loro acque sono ritenute propizie al concepimento.6
Secondo Jung la proiezione dellimmagine materna sullacqua
conferisce a questultima delle qualit quasi magiche, peculiari della
madre, come quella di dare la vita, appunto attraverso lacqua.7 Nei
sogni e nelle fantasie, inoltre, il mare, o una qualsiasi vasta distesa
dacqua, significa linconscio. Anche questultimo pu essere collegato
allaspetto materno dellacqua, perch esso viene considerato in
psicanalisi come madre o matrice della coscienza.8

5
Del resto anche Venere, dea dellamore, ha a che fare con lacqua, essendo nata dalla schiuma
formatasi dalla caduta in acqua del fallo di Urano.
6
Cfr. M. Hoffmann - J. Ray, Miti e leggende di Terra, Fuoco, Acqua, Aria, Milano, Mondadori,
1995, p. 49.
7
Sul piano religioso si pensi al simbolismo dellacqua battesimale nella Chiesa cattolica, che fa
rinascere il neonato ad una vita nuova, lavata dal peccato originale.
8
Cfr. C. G. Jung, Simboli della trasformazione, Vol.5, Torino, Bollati Boringhieri, 1992, pp. 218-
219.

6
Peraltro Freud spiega il significato dei sogni che hanno come
elemento principale lacqua, con fantasie di vita intrauterina,
dellesistenza nel ventre della madre e dellatto di nascita.9
Anche Guido Garufi riconosce che si nasce dallacqua,
tuttavia

la nascita il suo opposto, il feto nellacqua [] eppure da essa si ritira. Noi


stessi siamo acqua, ma anche qualcosa che acqua non , pur partendo da radici
idrofile.10

Daltro canto, concorda Adelio Bravi, il neonato, pur essendo


perfettamente in grado di nuotare in apnea, entro pochi giorni dalla
nascita tende a perdere questa facolt e spesso a sviluppare addirittura
unidiosincrasia dellacqua, che soltanto molto pi tardi riuscir a
vincere.11
Losservazione di Marco Guzzi sullargomento sembra essere
ancora pi pregnante:

Nasciamo sempre dalle acque. Dalla loro rottura. Da un dilagare. E quindi anche da
una morte.12

Se si vuole accettare la sua interpretazione, allora la nascita una


coincidenza di opposti e lacqua ne porta un fardello morale ancora pi
importante, perch funge da collegamento tra i due antipodi, la vita e la
morte, che in questo caso si trovano a presiedere allo stesso
avvenimento.

9
Cfr. S. Freud, Linterpretazione dei sogni, Roma, Newton Compton Editori, 1988, pp. 297-299.
10
G. Garufi, Semantica di una goccia, in G. Garufi A. Santori (a cura di), Acqua. Storia di un
simbolo tra vita e letteratura, Ancona, Transeuropa, 1997, p. 78.
11
Cfr. A. Bravi, Psicoanalisi e clinica dellacqua, in G. Garufi A. Santori (a cura di), op. cit., p.
10.
12
M. Guzzi, Nascere dalle acque, in G. Garufi A. Santori, (a cura di) op. cit., p. 82.

7
Ma lacqua non solo elemento che d vita perch liquido
amniotico, bens acqua vitale perch in qualche modo anche latte,
cio liquido che nutre gli esseri viventi. Bachelard propone
unequazione secondo la quale ogni liquido acqua e ogni acqua
latte:

Per limmaginazione materiale ogni liquido acqua. [] Se spingiamo pi in l la


nostra ricerca nellinconscio, esaminando il problema dal punto di vista
13
psicanalitico, diremo che ogni acqua latte.

Il latte materno, dunque, ci porta ancora una volta a pensare allacqua


come ad un elemento femminile ma, al di l di questo primo significato
pi evidente, che propone il filosofo francese, ve ne anche un altro,
meno forzato, vale a dire quello dellacqua che diventa il latte di Madre
Natura.14 In questo caso lacqua quella del mare, liquido e cibo vitale
per le migliaia di pesci che l vivono e che si nutrono inconsciamente di
particelle infinitesimali di cibo disciolte in esso, al pari di un bambino
che si nutre al seno materno senza sapere cosa sta inghiottendo.
Nellacqua non c ricerca di cibo, come c sulla terra, ma tutto scorre
e fluttua insieme al liquido stesso.

13
Cfr. G.Bachelard, op. cit., p. 139.
14
Secondo Bachelard la valorizzazione sostanziale che fa dellacqua un latte inesauribile non
lunica valorizzazione che imprime allacqua un carattere profondamente femminile. A ragione il
filosofo afferma che nella vita di ciascun uomo compare, oltre alla madre, una seconda donna, vale a
dire la moglie o lamante. Ora questa seconda donna sar ugualmente proiettata nella natura e in
particolare nellacqua. Peraltro, continua Bachelard, sono gli stessi corsi dacqua ad avere una
funzione prettamente sessuale, poich evocano la nudit femminile, con le loro anse che ricordano le
curve di un nudo di donna. (op. cit. p. 49 e 149).

8
1.2 LALFA E LOMEGA: LACQUA IMMAGINE DI MORTE

Lacqua un elemento affascinante e poliedrico proprio perch dalle


sue immagini scaturiscono dei significati profondi, seppur opposti.
Lacqua presiede alla nascita e al nutrimento di ciascun essere vivente,
ma in molti casi essa assume anche un significato di morte.
Ci sono due tendenze che portano a collegare lacqua alla
morte. La prima quella che fa dellacqua una sorta di tomba in
movimento, cio un luogo scelto da altri per affidarvi un corpo, anche
se la morte non avvenuta sullacqua; la seconda quella che fa
dellacqua un letto di morte, cio il luogo prescelto da chi ha deciso
di porre fine alla propria vita in acqua.
In questi casi, dunque, potrebbe esserci la volont, inconscia
nei casi dei suicidi e deliberata nei riti funebri, di sottolineare la
ciclicit della vita umana: dallacqua si nasce e nellacqua si ritorna,
alfa e omega dellesistenza.
Un primo collegamento tra lacqua e la morte dunque
rintracciabile nei riti funebri di alcune popolazioni del passato. Tra i
Celti, per esempio, cera lusanza di affidare la bara al mare o al fiume,
in modo da restituire le spoglie umane ad uno dei quattro elementi
fondamentali che componevano la vita delluomo.15 Anche
Shakespeare ci riporta tale usanza in Pericles, quando Thaisa, creduta
morta, viene chiusa in una bara e affidata alla custodia delle onde del
mare.
Naturalmente, lacqua non era lunico elemento a cui si
affidavano le spoglie umane. Altri riti funebri restituivano il corpo

15
Cfr G. Bachelard, op. cit., pp. 89-91.

9
mortale agli altri elementi: in alcune regioni vi era la consuetudine di
lasciare il corpo allaria aperta, esposto alla voracit degli uccelli
predatori; vi era, inoltre, e vi tuttora, la consuetudine di seppellire il
corpo o di cremarlo, restituendolo, rispettivamente, alla terra e al fuoco.
Anche la mitologia concorre ad alimentare il concetto
secondo il quale lacqua simbolo di morte: si pensi ai fiumi
dellOltretomba, come lAcheronte e lo Stige, entrambi nominati da
Dante in La Divina Commedia. LAcheronte era il fiume che segnava il
confine con lOltretomba e veniva attraversato dalle anime sulla barca
guidata da Caronte, mentre le acque dello Stige erano considerate
venefiche, e nellopera di Dante esso rappresenta la palude che
circonda la citt di Dite. Sempre per rimanere nellambito dantesco, si
ricordino anche i due fiumi che si trovano nel Paradiso terrestre, il Lete
e lEuno, in cui le anime che stavano per passare in Paradiso si
immergevano rispettivamente per cancellare la memoria dei peccati
commessi in vita e per rafforzare quella delle opere buone..
Fino ad ora, il significato dellacqua in relazione alla morte
rimasto relegato nellambito del mito e del rituale religioso, ma non
bisogna tralasciare anche un secondo collegamento tra lacqua e la
morte, che porta a pensare allacqua come elemento desiderato da chi
sta per morire.
Talvolta il richiamo agli elementi materiali cos forte da
consentire una sorta di classificazione di alcuni tipi di suicidio. Sembra,
infatti, che il tipo di morte scelto dagli esseri umani non sia mai
casuale, ma in ogni occasione risulta essere strettamente determinato
dalla psiche. Per quanto riguarda lacqua, sembra che questo elemento
costituisca un tragico richiamo soprattutto per le donne. Ciascun
elemento rappresenta una patria della morte, con i suoi fedeli e i suoi

10
aspiranti, e lacqua, che la patria delle ninfe vive, [diventa cos]
anche la patria delle ninfe morte.16 Ancora una volta, dunque, lacqua
si presenta come elemento decisamente femminile. Il suicidio
nellacqua sembra essere una pratica adottata particolarmente dalle
donne, soprattutto in letteratura, dove la determinazione psicologica dei
personaggi risulta pi forte che nella realt e il suicidio presentato
come latto finale di un lungo destino intimo. LOfelia dellHamlet di
Shakespeare diventa, in questo senso, il simbolo del suicidio femminile.
Nellopera del nostro autore non si assiste al suicidio sulla scena come
per altre eroine shakespeariane, ma la regina Gertrude che racconta a
Laerte laccaduto, attraverso la descrizione del paesaggio che circonda
il ruscello in cui Ofelia si uccisa. Si tratta di un luogo ameno, che non
ha nulla a che vedere con un paesaggio funereo. La stessa morte sembra
non avere nulla di tragico, perch Ofelia diventa un tuttuno con
lacqua, una sirena che canta arie e si consuma lentamente, andando
incontro ad una morte di fango:

Her clothes spread wide,


And mermaid-like a while they bore her up;
Which time she chanted snatches of old tunes,
As one incapable of her own distress,
Or like a creature native and endued
Unto that element. But long it could not be
Till that her garments, heavy with their drink,
Pulled the poor wretch from her melodious lay
To muddy death.
(Hamlet, IV, vii, 147-155)17

16
G.Bachelard, op.cit., p. 100.
17
Tutte le citazioni delle opere shakespeariane sono tratte, quando non diversamente specificato, da
S. Wells - G. Taylor (eds.) The Oxford Shakespeare. The Complete Works, New York, Oxford
University Press, 1988.

11
E Laerte:

Too much of water hast thou, poor Ophelia,


And therefore I forbid my tears. But yet
It is our trick; nature her custom holds,
Let shame say what it will. When these are gone,
The woman will be out. Adieu my lord.
I have a speech of fire that fain would blaze,
But that this folly douts it.
(Ibidem, IV, vii, 158-164)

Qui viene messo in evidenza dalla regina che Ofelia una creatura
destinata a morire nellacqua, poich la paragona ad un essere non solo
nato dalle acque, ma addirittura predisposto dalla natura stessa a vivere
in esse (creature native and endued unto that element);18 nellacqua
ritrova, dunque, il suo elemento, realizzando, paradossalmente, la
pienezza della propria esistenza proprio nella morte.
Nellanalisi condotta dalla Showalter e da Bachelard sul
suicidio femminile si rileva che in questi casi lacqua diventa il simbolo
profondo, organico della donna che piange le sue pene e i cui occhi
risultano annegati dalle lacrime, cos come il suo corpo custodisce il
sangue, il liquido amniotico e il latte.19 Per la Showalter, in particolare,

18
Tale affermazione, che sembra dipingere Ofelia come unica nata dallacqua e, quindi, unica degna
di morire nellacqua, resa ancora pi forte dalle parole di Amleto riguardo al cadavere di Polonio.
Quando Rosencrantz gli domanda che fine ha fatto fare al corpo del padre di Ofelia, Amleto
risponde: Compounded it with dust, / whereto tis kin. (IV, ii, 4-5). Un padre e una figlia, dunque,
restituiti ciascuno allelemento che gli proprio per natura: Ofelia allacqua, Polonio alla terra.
19
Cfr. G. Bachelard, op. cit., p. 101 e E. Showalter, Representing Ophelia: Women, Madness and
the Responsibilities of Feminist Criticism, in P. Parker- G. Hartman (eds.), Shakespeare and the
Question of Theory, London, Methuen, 1985, p. 81.

12
Drawning [] was associated with the feminine, with female fluidity as opposed to
masculine aridity.20

Ma luomo non del tutto arido, poich partecipa di questa fluidit


mostrando tutto ci che in lui vi di femminile, come fa Laerte alla
notizia della morte di Ofelia. E il suo ritornare alla tipica aridit
maschile sottolineata dallo speech of fire, da quel fuoco, elemento
opposto allacqua, che asciuga la parte pi nascosta di s.
La preferenza dellacqua sugli altri elementi ci conduce a
paragonare la ciclicit dellacqua alla ciclicit della vita umana.
Parafrasando il versetto biblico che ricorda alluomo di essere nato
dalla polvere e di far ritorno alla polvere alla fine della vita, si potrebbe
ipotizzare che la ciclicit perfetta si abbia nel momento in cui luomo,
nato nellacqua del liquido corporeo della donna, raggiunge
nuovamente questo elemento con la morte nelle acque che, per questo
motivo, sar la pi materna delle morti, poich simbolo del ritorno
nel grembo materno.
Ancora pi interessante sarebbe conoscere i motivi per cui il
suicidio in acqua sia commesso soprattutto dalle donne, ma questo
richiederebbe una ricerca psicanalitica a parte, che conducesse a
scoprire cosa scatta nella mente delle donne che scelgono una morte
che riempia il loro corpo di acqua.21
Indipendentemente dal collegamento tra acqua, morte e
donna, si osserva chiaramente come lacqua sia lunico elemento che
porta lessere alla dispersione totale.

20
E. Showalter, op. cit., p. 81.
21
In questa sede si possono solo avanzare delle ipotesi, la pi ovvia delle quali che solo la donna
pu apprezzare veramente la morte nelle acque, perch solo lei pu portare nel proprio grembo
lacqua vitale, il liquido amniotico. Con una morte tale, probabilmente, desidera avere in s un altro
tipo di acqua, che chimicamente non pi liquido amniotico, ma che rimane comunque liquido
vitale, perch capace di darle, paradossalmente, una nuova vita, liberandola da ci che prima la
rendeva infelice.

13
Ciascun elemento possiede una propria dissoluzione, la terra ha la polvere, il fuoco
22.
il fumo. Lacqua dissolve nel modo pi completo. Ci aiuta a morire totalmente.

E questo ci porta a cogliere pi da vicino anche il senso del voto di


Faust nella scena finale del Doctor Faustus di Cristopher Marlowe:

O soule, be changd into little water drops,


And fall into the Ocean, nere be found.
(Doctor Faustus, vv. 1977-1978)

1.3 LACQUA COME SIMBOLO MITOLOGICO E RELIGIOSO

Da sempre, nella storia delluomo, lacqua presente come elemento


caratterizzante di miti e rituali religiosi, con significati di volta in volta
diversi.
La TlleKastenbein prepone al suo libro sulla cultura
dellacqua presso gli antichi un interessante capitolo in cui traccia la
storia mitologica di questo elemento primordiale, considerando
soprattutto la valenza che esso assumeva presso gli antichi Greci.23
Nei miti greci si narra che da Oceano, il figlio maggiore di
Urano e Gaia, si generarono tutti i mari, i fiumi, le fonti e i laghi e tutte
le sorgenti di acqua dolce e salata. Nei racconti di Omero, Oceano era
considerato come il fiume del mondo da cui scorrevano tutti i fiumi
della terra. Questa credenza cambi nel momento in cui fu compiuto il
22
G. Bachelard, op. cit., p. 110. Tra laltro, secondo quanto afferma il primo clown in Hamlet,
lacqua presente nel corpo umano che accelera la definitiva consunzione dei cadaveri. (Your water
is a sore decayer of your whoreson dead body; V, i, 166-167)
23
Cfr. R. Tlle-Kastenbein, Antike Wasserkultur, Mnchen, C.H. Becksche Verglagsbuchhandlung,
1990, pp. 11-15.

14
primo grande viaggio al di l delle colonne dErcole, quando Oceano da
fiume del mondo divenne mare del mondo.
Nellepica omerica, in particolare, il dio del mare era
raffigurato da Poseidone, che esercitava il proprio potere su tutti i mari
insieme alla moglie Anfitrite. Oltre ad altre divinit dei mari, vi erano
anche diverse divinit dei fiumi. Il culto di tali divinit si rafforz in
epoca romana con Nettuno, che veniva festeggiato nelle famose
Neptunalia come dio delle acque dolci, poich solo pi tardi venne
assimilato a Poseidone, come dio dei mari. Strettamente collegati con
Oceano erano anche i fiumi dellOltretomba, come lo Stige, il Cocito e
lAcheronte, che rafforzano, come gi visto in precedenza, il concetto
dellacqua come immagine nefasta.
Unaltra immagine dellacqua quella che la lega alle
profezie degli oracoli. Spesso una profezia veniva rivelata attraverso
lacqua di una fontana o di una sorgente oppure erano gli stessi siti
oracolari che terminavano con una fonte, come gli oracoli di Apollo a
Didima, Delfi e Rodi. Inoltre, lacqua assumeva una funzione magica
anche in seguito alle pratiche dellidromanzia, una tecnica divinatoria,
in base alla quale era possibile prevedere il futuro osservando liquidi in
ebollizione o liquidi di colori diversi. Si praticava anche studiando i
movimenti dellacqua dopo aver gettato in essa degli oggetti particolari.
Al di l delle credenze magiche in relazione alle acque, questo
elemento risulta essere naturalmente simbolo di purezza. Secondo
Bachelard

15
lacqua limpida costituisce una tentazione costante per il simbolismo facile della
purezza. Ciascun uomo, anche senza una guida, anche senza la convenzione
sociale, trova questimmagine naturale.24

Ed proprio tale immagine di purezza scaturita dallacqua che rende


questelemento protagonista della maggior parte dei rituali religiosi. Le
acque del Battesimo per i Cristiani e le acque del Gange per gli Ind
dissolvono e purificano il passato, determinando la rinascita spirituale.
Nel Cristianesimo, inoltre, il lavacro del Battesimo e la solenne
benedizione dellacqua durante la Veglia pasquale si associano alluso
dellacqua santa per benedire luoghi, oggetti, persone e, negli
esorcismi, per liberare gli ossessi dalla possessione diabolica. Sempre
rimanendo nellambito religioso non bisogna dimenticare anche il culto
dellacqua miracolosa, capace di restituire la giovinezza o di guarire
dalle malattie.
Per la Hoffmann, qualsiasi acqua che si muove, in sorgenti o
cascate, considerata come acqua viva e pertanto capace di generare
la vita o di restituire la giovinezza.25 Bachelard, invece, sembra essere
pi concreto, sciogliendo la complessa metafora della fontana della
Giovinezza in unimmagine decisamente pi quotidiana. Per il filosofo
francese, infatti,

ognuno a casa possiede una fontana della giovinezza nella sua bacinella dacqua
fredda, in una sferzante mattina. E senza una simile esperienza triviale, il
complesso della poetica Fontana della Giovinezza non potrebbe forse configurarsi.
Lacqua fresca risveglia e ringiovanisce il viso, il viso dove luomo si sente
invecchiato, quando invece vorrebbe che non lo si vedesse invecchiare.26

24
G. Bachelard, op. cit., p. 160.
25
Cfr. M. Hoffmann - J. Ray, op. cit., p. 48.
26
G. Bachelard, op. cit., p. 172.

16