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La prova di trazione

Raffaella SESANA
DIMEAS
Laboratorio di ing. Meccanica (Piano terra)
Email: raffaella.sesana@polito.it
tel: 011 0906907

Raffaella Sesana - Fondamenti di meccanica


strutturale 2017-2018 PoliTo!
Il cedimento dei materiali e
dei componenti
In condizioni di lavoro, i componenti possono rompersi per diversi
motivi. Progettazione sottodimensionata, errata scelta del materiale,
errori di calcolo
Lo stesso termine cedimento pu indicare diverse situazioni:
innesco della cricca, collasso plastico, instabilit elastica,
deformazione permanente eccessiva..
Per quanto riguarda le travi, le cause di cedimento pi ricorrenti
sono tre:
Cedimento statico
Cedimento a fatica
Instabilit elastica
Ciascuno di questi meccanismi ha diversa origine e diverso sviluppo.

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Il cedimento dei materiali e
dei componenti
Per misurare il rischio di cedimento e progettare/verificare
una struttura in favore della sicurezza, vengono dapprima
stimate le condizioni di carico (o della geometria o in genere
dei parametri di progettazione) che NON possono essere
oltrepassati per evitare il rischio di cedimento.
In altre parole si definiscono le condizioni limite e si
confrontano le condizioni di lavoro con queste condizioni
limite. Il rapporto tra queste due condizioni definito
coefficiente di sicurezza:
LIMIT
SF =
WORK
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Il cedimento dei materiali e
dei componenti
A causa della diversa natura dei meccanismi di cedimento, il
significato del coefficiente di sicurezza cambia nelle diverse
situazioni.
Il cedimento statico e quello a fatica hanno qualcosa in comune: la
nucleazione di una cricca che gradualmente propaga attraverso la
sezione resistente finch questultima cos piccola che non pu
sopportare il carico e la struttura si rome in pi parti.
Il cedimento statico deterministico: il raggiungimento della
tensione limite comporta lattivarsi di meccanismi e fenomeni legati
al danneggiamento.
Il cedimento a fatica invece legato allattivazione statistica di siti di
danneggiamento e quindi il valore limite di tensione implica una
incertezza legata al fenomeno della fatica.
Linstabilit elastica invece un fenomeno legato a imperfezioni
della struttura e del materiale e quindi pu o meno verificarsi.
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Cedimento dei materiali e dei
componenti
Alcuni esempi di cedimento:
Cedimento statico
Tensioni normali
Materiale duttile materiale fragile

tensioni di taglio

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Il cedimento dei materiali e
dei componenti
Le temperature elevate possono ridurre le propriet dei
materiali.
Lossidazione, lusura, la corrosione, lattrito possono
contribuire molto allinnesco e alla propagazione della cricca.

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Il cedimento dei materiali e
dei componenti
Per individuare le condizioni limite, prassi eseguire prove di
laboratorio su provini del materiale in esame.
Queste prove hanno lobiettivo di riprodurre in condizioni
equivalento o standard di prova o di lavoro e quindi, in
generale, di conoscere il comportamento del materiale in
condizioni definite.
I risultati delle prove di laboratorio devono successivamente
essere estese al componente con le dovute attenzioni per
simulare le reali condizioni di lavoro.
A questo scopo spesso si fa ricorso a coefficienti correttivi o
formulazioni analitiche (modelli) dedicate.
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Il cedimento dei materiali e
dei componenti
Per confrontare le condizioni di prova in laboratorio
con le reali condizioni di lavoro necessario definire
una condizione di tensione equivalente.

La tensione equivalente consente di ridurre


(modellare) una condizione di carico complessa con
una condizione pi semplice e confrontabile con la
condizione limite individuata in laboratorio.

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Cedimento statico
Il modo tradizionalmente definito per caratterizzare il comportamento
statico del materiale la prova di trazione.
Le propriet (comportamento) del materiale che possono essere
misurate per mezzo della prova di trazione sono: il Modulo Elastico (o
di Young), il Limite Elastico (cio il limite oltre il quale la legge di
Hooke non pi valida), il Carico di Rottura (Rm nella normativa
europea, UTS nella normativa anglosassone), lAllungamento a
Rottura.
I valori limite di tensione oltre i quali la resistenza del materiale non
pi verificata sono in genere o limite elastico o il carico di rottura.
Il termine resistenza del materiale pu in genere assumere diversi
significati. Ad esempio possiamo assumere come condizione limite (e
di conseguenza scegliere il parametro che indichi la resistenza) la
nucleazione della cricca, o un valore definito di propagazione oppure
ancora la rottura definitiva con generazione di frammenti, oppure un
valore limite di deformazione permanente.
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Cedimento statico

La prova di trazione descritta in apposite Normative


Per lEuropa, ad esempio, per i materiali metallici a temperatura
ambiente vale la:
UNI EN ISO 6892

http://store.uni.com/magento-1.4.0.1/index.php/uni-en-
iso-6892-1-2016.html
Nella normativa sono specificati la forma del provino e le sue
indicazioni di tolleranza, le procedure di prova e di elaborazione
dei dati, le indicazioni per la macchina di prova (caratteristiche
tecniche e qualitative, calibrazioni, manutenzioni, indicazioni per
il rilievo dellincertezza di misura), le specifiche per il rapporto di
prova

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Cedimento statico
Il provino secondo normativa ha generalemnte una forma a clessidra
o a osso di cane (hourglass o dogbone). Pu essere piatto (prismatico
con una dimensione della sezione almeno 3 volte minore dellaltra) o
cilindrico. Per lafferraggio nella macchina di prova sono richieste,
ove possibile, delle zone a sezione maggiore. Tra il tratto centrale e le
zone di afferraggio sono richiesti raccordi ampi.
La zona centrale calibrata realizzata per riprodurre le condizioni di
tensione della trave di De Saint Venant caricata assialmente. In
questa regione (gage length) vengono misurate le deformazioni.

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Cedimento statico
Assumendo x lasse del provino e la direzione del carico di
prova, durante la prova di trazione, si pu assumere che la
distribuzione delle tensioni nel tratto calibrato, di area A,
corrisponda a quella di carico normale della trave.
In questo caso lunica componente di tensione presente
xx. Le tensioni, in questa sezione, sono parallele allasse
del provino e la loro distribuzione uniforme sulla sezione-
Questa grandezza pu essere misurata in modo indiretto.
Lo stato di tensione uniassiale.
xx = F / A
F F
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Caratterizzazione del
materiale
Il provino viene posizionato sulla macchina di prova e
chiuso alle estremit da due afferraggi (grips) di cui uno
fisso e uno mobile
Lafferraggio mobile si sposta a velocit lenta (1-20 mm/
min, controllo di spostamento) tirando il provino fino a
rottura.
Una cella di carico solidale con un afferraggio misura la
forza [N] applicata sul provino.
Un estensomero applicato sul provino misura
lallungamento del tratto calibrato [mm].
Un sensore di spostamento misura lo spostamento della
traversa mobile [mm].
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Caratterizzazione del
materiale
Cella di carico

Estensometro
Provino

Afferraggi

Sensore di spostamento
della traversa

Macchina di prova e provino montato


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Esempi di comportamento dei
materiali
La cella di carico acquisisce la misura della forza
[N] normale applicata sul provino
La tensione (nominale), sulla sezione si superficie
A, viene misurata in modo indiretto mediante le N
xx =
formule della trave sottoposta a carico assiale A

Lestensometro misura lallungamento l di un


tratto di lunghezza iniziale nota l0
La deformazione (nominale) ottenuta come
rapporto tra allungamento e lunghezza iniziale.

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Esempi di comportamento dei
materiali
Si possono quindi tracciare le curve tensione-deformazione
(-) e individuare vari possibili andamenti

stress [MPa]
Comportamento
plastico non
force [N]

lineare
Materiali
Comporta
metallici
mento
elastico
elongation [mm] strain [-]
lineare
Per il corso di Fondamenti di Meccanica Strutturale si far riferimento al
comportamento dei materiali metallici
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Esempi di comportamento dei
materiali
Si definisce:
Elasticit la capacit di un materiale di recuperare forma e dimensioni iniziali
quando il carico viene rimosso
Linearit: la relazione lineare tra tensione e deformazione
Plasticit la capacit di un materiale di conservare una deformazione alla
rimozione del carico.
Isotropia la capacit di un materiale di manifestare un certo comportamento allo
stesso modo in tutte le direzioni
Esistono materiali elastici non lineari, elastici lineari, plastici lineari e non,
elastoplastici..
Le propriet possono inoltre dipendere dal tempo di applicazione e rimozione
del carico: in questo caso si parla di comportamento viscoso.
Ancora: la viscosit pu essere o meno lineare ed essere associata a
comportamenti elastici e plastici.
Uno stesso materiale pu comportarsi secondo un modello puramente elastico o
puramente viscoso a seconda che si consideri un carico statico o lentamente
variabile oppure un carico velocemente variabile nel tempo.
I modelli viscosi non sono oggetto del costo perch saranno analizzati solo
materiali sotto carichi statici.
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Cedimento statico
curve tensione (nominale)-
deformazione:
incrudimento
fragile
I materiali metallici mostrano tre duttile con
possibili andamenti caratteristici: snervamento
.
Duttile senza
snervamento

Comportamento elastico

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Cedimento statico
Per valori di tensione superiori al limite elatico, i materiali duttili
(acciai) sono hanno due andamenti tipici:
Senza e con snervamento

strizione strizione
Rm o UTS
Rm o UTS
Rp02
Limite Incrudimento
ReH elastico elastoplastico
Limite Incrudimento elastoplastico
elastico snervamento

Comportamento elastico
Comportamento elastico lineare
lineare
0.2% deformazione

plastica residua
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Cedimento statico

tg= tg=


A%= allungamento (plastico o permanente) a rottura

I materiali duttili hanno generalmente A%>10%


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Cedimento statico
I materiali fragili (alcune ghise, in vetro, la ceramica..) la curva tensione
deformazione :
(limite elastico) Rm
o UTS

Rottura

In questo caso, il limite elastico e il carico di rottura coincidono, a rottura non si


hanno deformazioni residue e non si osserva incrudimento del materiale
La rottura improvvisa.
Per questi materiali A%< 5%.

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Cedimento statico
Le propriet dei materiali dipendono fortemente dalla temperatura
In questo grafico, a titolo di esempio, si riportano le curve - per diverse
temperature di una superlega al titanio.

Form: F. Cur, R. Sesana, LCF damage model effectiveness for steel super alloys,
Eng FractMech 160 (2016) 172184
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Cedimento statico
Durante la prova si osservano alcuni fenomeni.
Comportamento elastico: la tensione varia linearmente con la deformazione. Si
assume una relazione di Hooke tra le due grandezze. Il modulo di Yaoung viene
calcolato come pendenza della curva (-). Per questi valori di tensione, se si
rilascia il carico, il provino ritorna alle dimensioni iniziali e non si hanno
deformazioni permanenti.
Incrudimento: la tensione varia con la deformazione in modo non lineare.
Rilasciando il carico la curva di scarico parallela al tratto elastico di carico ma
traslata di una certa quantit, si osservano sul provino deformazioni permanenti,
dette deformazioni plastiche. La distribuzione delle tensioni sulla sezione del
tratto calibrato ancora omogenea.
La deformazione avviene prevalentemente ancora lungo lasse del provino.

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Cedimento statico
Snervamento: al termine del tratto di elasticit lineare si osserva una che la
deformazione aumenta a tensione costante, in modo incontrollato, fino a un
valore definito di deformazione oltre il quale riprende un andamento univoco
della curva.

Strizione: localmente in un punto del tratto centrale del provino, si avvia una
deformazione localizzata che avviene visibilmente lungo pi direzioni
(multiassiale). La tensione (nominale) appare diminuire nel grafico e non
descrive pi lo stato di tensione sulla sezione del provino.
Questo fenomeno tipicamente un collasso plastico.

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Cedimento statico

Dallanalisi della curva si ottengono queste grandezze:


Limite elastico: ReH (o carico di snervamento) oRp02.
Definisce il limite di tensione oltre il quale le deformazioni
non vengono pi completamente recuperate. Inoltr oltre
questo valore la relazione tra tensione e deformazioni non
pi lineare

Carico di rottura: (Rm o UTS): definie il valore di tensione


oltre il quale pu nucleare la cricca (materiali fragili) o
verificarsi la strizione.
Queste grandezze sono espresse in MPa.

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Cedimento statico

Tensione ideale o equivalente


Nel caso generale, quando una struttura caricata, in ogni
suo punto si ha uno stato di tensione e deformazione
multiassiale. In questo caso pi componenti di tensione sono
presenti.
Per confrontare le condizioni limite ottenute da prove con
carichi uniassiali (ReH or Rp02 or UTS) con condizioni di
lavoro multiassiali, si definisce una tensione equivalente o
ideale id uniassiale, che sia riferita alle tensioni principali e
sia in un certo senso equivalente rispetto alla reale
condizione di tensione per quanto riguarda la valutazione
della condizione di rischio.

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Cedimento statico
Il comportamento del materiale, duttile o fragile, dovuto a diversi
meccanismi.
Nel caso di materiali fragili le superfici di frattura appaiono perpendicolari
alle direzioni della tensione applicata. La rottura avviene per decoesione dei
cristalli, come si osserva al microscopio.

Per questi materiali la condizione limite (limite elastico) corrisponde al carico


di rottura Rm.
Quando la tensione nel materiale raggiunge il carico di rottura, la cricca
nuclea e propaga istantaneamente.
Per questo motivo, per i materiali fragili si assumono coefficienti di sicurezza
maggiori (3-5).

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Cedimento statico
Per i materiali duttili la condizione limite sempre il limite elastico
e, a seconda del materiale, sar ReH o Rp02.

Quando la tensione nel materiale raggiunge questo valore, significa


che si passa da un comportamento elastico a uno elasto-plastico
incrudente in cui cio, la deformazione totale la somma di una
comonente elastica e una plastica (permanente).
Quando subentra il fenomeno della strizione si osserva che si
sviluppa con una orientazione a 45 rispetto alla direzione del
carico.

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Cedimento statico
Osservando la superficie di rottura di questi
materiali si vedono vere e proprie bande di
scorrimento (clivaggio) su cui i cristalli di
materiale sono scivolati fino a innescare la
cricca e rompersi.

Il raggiungimento del limite elastico non


comporta la nucleazione della cricca, bens le
deformazioni, al rilascio del carico, non vengono
completamente recuperate ma si ha una parte di
deformazione permanente.

Alla raggiungimento del limite elastico, il


materiale ancora in grado di deformarsi prima
che avvenga la nucleazione della cricca.

Questo comporta che per questi materiali possa


essere assunto un coefficiente di sicurezza Rottura per clivaggio
inferiore (1.5-3). (Jacoviello et al, 201 )
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Cedimento statico
La designazione del materiale pu contenere informazioni relative alla
composizione in lega o alle caratteristiche di resistenza:
http://kmcenter.rid.go.th/kcresearch/MANUAL_OUT/MAEN0006.pdf

Un esempio di scheda tecnica di propriet dei materiali il seguente:

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