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La riforma del titolo V della

Costituzione Italiana.

LEGGE 18 OTTOBRE 2001 N.3

dott.sa Roberta Fiore


Art. 5 cost.
[1] La Repubblica, una e indivisibile, riconosce
e promuove le autonomie locali; attua nei
servizi che dipendono dallo Stato il più ampio
decentramento amministrativo; adegua i
principi ed i metodi della sua legislazione alle
esigenze dell'autonomia e del decentramento.

dott.sa Roberta Fiore


Decentramento

Criterio di organizzazione
dell’amministrazione statale

dott.sa Roberta Fiore


Autonomia

Principio che regola i rapporti fra le


diverse comunità territoriali
Titolo V cost.

dott.sa Roberta Fiore


Art.114
(prima della riforma)

“La Repubblica si riparte in Regioni, Province


e Comuni…”

Si rovescia la piramide
Istituzionale della Repubblica

dott.sa Roberta Fiore


n Posizione degli enti locali:
Autonomia, ma sulla base dell’art. 117,
comma 2, lett. p)
t.u. enti locali (d. lgs.267/2000)

dott.sa Roberta Fiore


Art. 114 cost.
n [1] La Repubblica è costituita dai Comuni,
dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle
Regioni e dallo Stato.
n [2] I Comuni, le Province, le Città
metropolitane e le Regioni sono enti
autonomi con propri statuti, poteri e funzioni
secondo i principi fissati dalla Costituzione.
n [3] Roma è la capitale della Repubblica. La
legge dello Stato disciplina il suo
ordinamento.

dott.sa Roberta Fiore


ART.117 COST.
Art.117,c.2 : “lo Stato ha legislazione esclusiva nelle
seguenti materie” (elenco solo di alcune di esse):
n Politica estera, immigrazione, ambiente, difesa e
Forze armate, moneta e mercati finanziari, ordine
pubblico e sicurezza, ectc.
Alla lettera p) di tale elencazione la norma enuncia
troviamo: “legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città
metropolitane

dott.sa Roberta Fiore


ART.117 COST
Art.117, c.3 : “sono materie di legislazione concorrente
quelle relative a”:
n Rapporti internazionali e con l’unione europea delle
regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del
lavoro; istruzioni, salva l’autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione dell’istruzione e formazione
professionale; tutela della salute;protezione civile; etc.
Art. 117, c 4: “spetta alle Regioni la potestà legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente
riservata alla legislazione dello Stato.

dott.sa Roberta Fiore


Potestà normativa degli enti
locali

n Potestà statutaria (art. 114 Cost.)

n Potestà regolamentare (art. 117,


comma 6, cost.)

dott.sa Roberta Fiore


Art. 117, comma 6, cost.
n [6] La potestà regolamentare spetta allo
Stato nelle materie di legislazione esclusiva,
salva delega alle Regioni. La potestà
regolamentare spetta alle Regioni in ogni
altra materia. I Comuni, le Province e le Città
metropolitane hanno potestà regolamentare
in ordine alla disciplina dell'organizzazione e
dello svolgimento delle funzioni loro
attribuite.

dott.sa Roberta Fiore


Art. 7 t.u. enti locali
n Nel rispetto dei principi fissati dalla
legge e dallo statuto, il comune e la
provincia adottano regolamenti nelle
materie di propria competenza ed in
particolare per l'organizzazione e il
funzionamento delle istituzioni e degli
organismi di partecipazione, per il
funzionamento degli organi e degli uffici
e per l'esercizio delle funzioni.
dott.sa Roberta Fiore
Cons. Stato, V, 6317/2004
n “Sebbene negli atti normativi citati non risulta
espressamente fondato il potere regolamentare
dell'ente locale (Comune), potere in forza del quale il
Comune di Prato ha adottato la delibera n. 34/2001,
tale assenza non importa alcun profilo di illegittimità
(ovvero di nullità per carenza di potere) del citato
regolamento, atteso che il potere regolamentare degli
enti locali trova fondamento nell'art. 5 L. n. 142/1990
(si veda ora l'art. 7 del D.Lvo 267/2000) ed ancor
prima copertura costituzionale nell'art. 117 Cost.
(come riscritto dalla riforma del Titolo V della
Costituzione)”

dott.sa Roberta Fiore


(segue) Cons. Stato, V,
6317/2004
n “Orbene, è da condividersi l'opinione secondo cui,
anche al di là delle materie contemplate
espressamente, la potestà regolamentare degli enti
locali (sia pur nei limiti dettati dall'ordinamento) può
spaziare oltre le materie contemplate espressamente,
in considerazione della caratterizzazione degli enti
locali come enti a fini generali (art. 3 comma 2°
D.Lvo 267/2000: "Il comune è l'ente locale che
rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi
e ne promuove lo sviluppo"), del fatto che il potere
regolamentare è espressione del potere di auto-
organizzazione dell'ente e dal carattere puramente
esemplificativo delle materie indicate nel prefato art.
7 D.Lvo 267/2000 (cfr. l'inciso "in particolare").
dott.sa Roberta Fiore

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